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Notiziario Giugno 2011

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Editoriale

La beatificazione di Giovanni Paolo II è stata sottolineata da una corale ovazione elevatasi da Piazza San Pietro e da un caloroso e prolungato applauso della folla lì presente. Il punto focale della proclamazione si incentra nelle parole pronunciate da Benedetto XVI: “Concediamo che il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, Papa, d’ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno, il 22 ottobre”. L’entusiasmo e la commozione era palpabile nella miriade di pellegrini al momento della vista del grande arazzo che immortalava, al centro della facciata di San Pietro, il sorriso del novello Beato. Ogni cosa testimoniava quanto il compianto Papa fosse stato capace di alimentare fede e speranza in tutta la comunità cristiana da Cracovia a Roma, Cuba, Bolivia, Stati Uniti, Sud Africa e Australia. Nella piazza il sorriso rassicurante della sua immagine ribadisce il suo testamento più autentico: “Non aver paura a confidare sull’aiuto e sulla misericordia di Dio”. Papa Karol, era un uomo di fede che nella preghiera trovava la forza autentica per vivere in Dio. Un difensore estremo della dignità di ogni essere umano indipendentemente dalla razza e dalla provenienza geografica e culturale. Il Signore ci ha elargito una grandissima grazia nell’averci donato un pastore di così grande statura spirituale, ideologica, politica e sociale. Eleviamo un ringraziamento al Signore per la testimonianza del suo strumento che ha ribadito in modo indelebile i valori della fede e della vita, preservati senza paura, senza complessi, con coraggio e coerenza nel vivere quotidiano. Rendiamo grazie al Signore per averci dato un Testimone, così credibile, così trasparente, che ci ha insegnato a vivere la fede e difendere i valori cristiani e ad affrontare la vita senza complessi, senza paure con la coerenza e il coraggio della preghiera. Nel grande giubileo del 2000 ha stigmatizzato una visione altamente spirituale e biblica, più centrata sulla parola di Dio ed ha profuso uno sforzo immane nell’intensificare i legami ecumenici ed interreligiosi, ritrovando la via di un fruttuoso dialogo con le nuove generazioni. Grande è la sua umanità, la sua parola e la sua vita incentrate su Colui che è la Via, la Verità e la Vita. •

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Sommario Messaggio del Rettor Maggiore

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Giovanni Paolo II beato

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Lettera dell’Ispettore Formazione

Pastorale Giovanile

Animazione Vocazionale

Animazione Missionaria

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Associazioni

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Famiglia Salesiana

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Comunicazione Sociale

Momenti di famiglia

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Brevemente

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Dalle case salesiane Guardando altrove Da ricordare

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Direttore Responsabile Felice Bongiorno

Registrazione: Tribunale di Catania N. 15 dell’11-04-2008

Redazione

Felice Bongiorno (coordinatore redazionale) Edoardo Cutuli Domenico Luvarà Marcello Mazzeo Antonino Rubino

Collaboratori

Vittorio Castiglione Domenico Paternò Salvatore Spitale Andrea Strano Antonio Villari

Direzione e redazione

Via Del Bosco, 71 - 95125 Catania Tel. 095 336369 Fax 095 339720 E-mail: insieme@sdbsicilia.org Sito web: www.sdbsicilia.org

Stampa digitale

Scuola Grafica Salesiana Catania-Barriera

In copertina Giovanni Paolo II beato. (Foto: © Libreria Editrice Vaticana).

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Messaggio del Rettor Maggiore

Spiritualità e Missione discepoli ed apostoli del Risorto Roma, 24 aprile 2011

Carissimi confratelli, vi saluto con l’immensa gioia del Signore Risorto, nuovo Adamo, che ci rende discepoli ed apostoli per realizzare la Sua missione di rinnovare in profondità l’umanità, liberandola da ogni sorta di male e trasformandola con la forza dell’Amore. Fu in una solennità di Pasqua che Don Bosco poté finalmente trovare una ‘tettoia’ per cominciare la sua missione educativa pastorale a favore dei giovani poveri ed abbandonati. Fu in una solennità di Pasqua che il nostro fondatore e padre fu canonizzato, confermando con la santità la sua esperienza spirituale e pedagogica di Valdocco. È in questa solennità di Pasqua che vi invito a vivere con un autentico spirito missionario in ogni parte del mondo. Dopo la mia ultima lettera, nella quale vi ho presentato il commento alla Strenna “Venite e vedrete” e vi ho invitati a promuovere una ‘cultura vocazionale’, frutto di un ambiente caratterizzato da un attraente e coinvolgente spirito di famiglia, da una forte esperienza spirituale e da una impegnativa dimensione apostolica, ci sono stati eventi assai significativi, che ora vi comunico. Innanzitutto sul tema della Strenna 2011 si sono svolte al “Salesianum” di Roma le Giornate di Spiritualità, che hanno visto una grande partecipazione dei diversi gruppi della Famiglia Salesiana. Fa piacere constatare come questo momento sia diventato un potente coagulante dei diversi rami, facendo crescere l’identità, la comunione e la missione dell’intera Famiglia di Don Bosco. Insieme

Dal 8 al 11 febbraio, insieme a don Francesco Cereda e don Juan José Bartolomé, ho preso parte al Seminario teologico, organizzato dalla Unione dei Superiori Generali (USG) e dalla Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG), sul tema “Teologia della vita consacrata. Identità e significatività della vita consacrata apostolica”. Vi hanno partecipato 30 teologi/teologhe di tutto il mondo e 20 Superiori/Superiore generali. Il tema era stato scelto dalle due Unioni dei Superiori e delle Superiore per individuare le questioni emergenti e vitali, che la vita consacrata apostolica sta sperimentando, favorendo una prospettiva di dialogo tra le domande e le risposte, tra le attese e le proposte, tra le sfide e le vie percorribili. Nella diversità dei linguaggi e dei bisogni, due questioni sono parse immediatamente le più bisognose di essere approfondite e vissute; sono le due questioni che sono presenti nel titolo del Seminario: la significatività e l’identità. La significatività della Vita Consacrata può essere cercata soltanto nella sua rilevanza evangelica ed è quindi da cercare non tanto nel recupero di spazi di visibilità e di prestigio nella società e/o nella Chiesa, quanto nella sua identità carismatica, evangelica e profetica: essere memoria vivente della forma di vita di Cristo, secondo il carisma di fondazione, avvolta nel Mistero di Dio e impegnata ad illuminarlo in mezzo al mondo, amato da Lui. L’identità della Vita Consacrata poi va compresa sempre più oggi come una identità “relazionale” e “in cammino”. Tale identità si fonda sulla comune consacrazione battesimale; in essa si riconosce una profonda fraternità con tutte le vocazioni cristiane; da essa, per dono di Dio, trae la maggior grazia, tentando di riproporre ed attualizzare la stessa forma di vita di Gesù. È un’identità “in cammino” proprio perché giocata su una dialettica fra

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un riferimento che è sempre identico, la vita di Gesù, e un altro che è sempre in cambiamento, la situazione storica concreta. Si sono svolte poi le prime tre “Visite d’Insieme”: nella Regione Asia Sud a Bangalore in India; nella Regione Asia Est ed Oceania a Hua Hin nella Tailandia; e nella Regione America Cono Sud a Santiago del Cile. Sono da sottolineare i temi scelti dalle due Regioni dell’Asia, riguardanti l’inculturazione del carisma salesiano e l’evangelizzazione nelle società postcristiane, cristiane e plurireligiose. Abbiamo vissuto infine questo periodo in solidarietà con il popolo giapponese, duramente provato da un terremoto e da uno tsunami devastanti che, soprattutto dopo le gravi avarie in alcuni reattori di una centrale nucleare, hanno terrorizzato il mondo e hanno alzato la loro voce, chiedendo riflessione e ripensamento. Questa mia nuova lettera, sempre in linea con il CG26, è in stretto collegamento con le due ultime Strenne del 2010 e del 2011 e in perfetta sintonia con il prossimo Sinodo dei Vescovi, che ha come tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”. Si tratta di una riflessione sulla missionarietà della Chiesa e della Congregazione e, in particolare, della evangelizzazione come orizzonte della attività ordinaria della Chiesa, dell’annuncio del Vangelo “ad gentes”, e dell’opera di evangelizzazione “intra gentes”. È ormai maturata la convinzione che tutto il mondo è diventato terra di missione. L’articolo 6 delle Costituzioni dice al riguardo che “la vocazione salesiana ci situa nel cuore della Chiesa e ci pone interamente al servizio della sua missione”. Ciò per noi si traduce nella missione d’essere evangelizzatori dei giovani, nella cura per le vocazioni apostoliche, nell’educazione della fede negli ambienti popolari, in particolare con la comunicazione sociale, e nell’annuncio del Vangelo ai popoli che non lo conoscono. Mi auguro che la lettura di questa mia comunicazione vi sproni ad essere gioiosi e convinti discepoli ed apostoli di Gesù.

Pellegrinaggio dell’Urna di Don Bosco 2009-2014

Roma, 4 Giugno 2011

Carissimo Sig. Ispettore, anzitutto siamo contenti di condividere i saluti cordiali nel mese del Sacro Cuore di Gesù con una fervente preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose nella Famiglia Salesiana. Sono già passati due anni, da quando l’Urna di Don Bosco ha lasciato Valdocco per un pellegrinaggio mondiale voluto dal Rettor Maggiore come preparazione al Bicentenario della nascita di Don Bosco nel 2015. Finora l’Urna è passata per tutte le quasi 40 Ispettorie di America, Asia e Oceania. Attraverso i mezzi di comunicazione sociale sia Salesiani, che ecclesiastici o secolari abbiamo visto una grande risonanza in tutti i paesi, dove l’Urna è passata. Per raccogliere tutta la ricchezza dell’evento ancora in corso, la preghiamo di far arrivare alla Casa Generalizia almeno due copie di tutti i materiali (DVD, Libri, Manifesti, Articoli dei giornali o delle Riviste, Bollettino Salesiano) relative al Pellegrinaggio dell’Urna nella sua Ispettoria. Prima del CG27 pensiamo di preparare una pubblicazione che possa raccogliere… tutto. Ti assicuriamo nostra preghiera per tua Ispettoria! In Don Bosco, fraternamente P. Václav Klement

Consigliere per le Missioni

Coordinatore del pellegrinaggio dell’Urna

P. Filiberto González Plasencia

Consigliere per la CS

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Insieme


Lettera dell’Ispettore

Progetto Europa

Cari Amici, un caro saluto innanzitutto nel cuore di questa estate in cui in tutte le opere salesiane fervono le attività giovanili e nugoli di bambini e di ragazzi affollano i nostri cortili e le nostre sale. Quando rivediamo le “folle”, la “massa” il nostro cuore salesiano palpita e immagino che molti di voi pregano in cuor loro che l’anno sociale prossimo porti una ventata e novità e ci regali la gioia di tanti bambini e ragazzi che popolano i nostri ambienti, specialmente l’oratorio lungo tutto l’anno. Vi sono vicino condividendo questo desiderio del comune cuore salesiano. Nei prossimi numeri intendo proporvi del materiale utile per approfondire la grande frontiera del Progetto Europa, augurandomi che possa suscitare in tutti interesse, ma soprattutto che orienti la nostra fedeltà. 1. Vita Salesiana nell’Europa di oggi L’intervento del Rettor Maggiore ha preso le mosse dalle parole di Benedetto XVI: “La vita consacrata non potrà mai mancare né morire nella Chiesa: fu voluta da Gesù stesso come porzione irremovibile della sua Chiesa.” (Benedetto XVI ai Vescovi della Conferenza episcopale regionale Sul 2 del Brasile in visita “ad limina”, OR sabato 6 novembre 2010, p. 8). Gli obiettivi che il Rettor Maggiore si pone sono i seguenti: – fare il punto sul cammino di riflessione che si sta portando avanti; – aiutare gli ispettori presenti a centrare il lavoro da farsi, identificando le sfide concrete e segnalando le opzioni di governo da attivare; – utilizzare a tal proposito la riflessione dei Superiori Generali. Insieme

1.1. 1. Aspe tti d ella “c ris i” e urop ea c he toc cano la VC «La situazione attuale della VC in Europa non è da viversi in senso soltanto o soprattutto negativo: può diventare addirittura un’opportunità, un passaggio in cui quello che muore deve morire perché nasca qualcosa di nuovo. Nel nostro caso, una VC magari più povera e debole, meno visibile, ma più profetica e più centrata sul suo essenziale che è la gloria di Dio e non la propria sopravvivenza, che è rappresentare Dio e non difendere le proprie opere; una VC meno clericale ma più evangelica, più “leggera” e vicina alla gente, più capace di leggere i bisogni del nostro tempo e di intercettarne le domande e di dare, con la testimonianza della vita gioiosamente e liberamente donata, risposte con un linguaggio che tutti possano capire. Riconoscere la debolezza e fragilità della VC può essere realmente un’esperienza di grazia e di rinascita della fede: dopo i “giorni dell’onnipotenza” e dell’onnipresenza (i numeri, il potere, le forze e le strutture degli anni ‘60, con cui spesso, anche inconsapevolmente, facciamo il paragone) non vengono necessariamente i giorni dell’impotenza e della scomparsa, ma i giorni del rinascimento più lucido della potenza di Dio che “apre strade nuove al suo popolo nel deserto”, perché, come dice San Paolo “quando sono debole, è allora che sono forte”. La crisi è un momento di purificazione, di chiamata alla conversione personale e istituzionale: ci sta aiutando a riflettere e ad andare all’essenziale delle nostre vite; guardata così, è un tempo gravido di speranza. La nostra rilettura e comprensione del tempo che stiamo vivendo e delle sue difficoltà chiede di avere sempre come sfondo una visione teologica che poggia sulla convinzione che Dio salva nella storia, il che ci permette di stare con gioia dentro il tempo che Dio ci ha dato e di amarlo, perché Dio lo ama e ci ama» (ibidem, pag.4).

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Il Rettor Maggiore presenta alcuni aspetti della crisi: – “Il primo e fondamentale aspetto della crisi europea ci supera largamente: è la mancanza di fede, il tentativo di esiliare Dio, di renderlo insignificante, di metterlo fuori causa, fuori dalla vita delle persone e delle loro relazioni e, a maggior ragione, fuori delle scelte politiche degli Stati” (ibidem, pag. 4). – Un secondo aspetto: “Il mondo in costante cambiamento, in una società che non offre certezze, l’instabilità delle persone, conseguenza di una certa immaturità psicologica, e la difficoltà o l’incapacità spesso dei giovani di assumersi impegni definitivi, mettono in crisi la proposta di un impegno per sempre, così proprio della VC” (ibidem, pag. 5). – Un terzo elemento: “La frammentazione è un’altra caratteristica della vita delle persone e della società europea attuale” (ibidem, pag. 5). – Un quarto elemento: “La paura di ciò che è nuovo e sconosciuto, che si osserva nella società europea, sempre più popolata da persone provenienti da contesti culturali diversi, si percepisce anche nella VC. Non solo i nostri destinatari provengono da ambienti multiculturali, ma anche i nuovi confratelli” (ibidem, pag. 5). Secondo il Rettor Maggiore tali aspetti mettono in difficoltà l’identità “profetica della VC, la sua significatività nella “minorità” o “invisibilità” sociale. “Non conta in fondo essere tanti o pochi, conta essere pienamente e gioiosamente se stessi: trasmettere ai fratelli l’esperienza quotidiana che facciamo di Gesù Cristo, nostro unico Bene. Tornare a Gesù e alla sequela radicale di Lui: questo è per noi l’essenziale! E, nondimeno, essergli grati per il dono della VC e testimoniarlo con fierezza” (ibidem, pag. 5).

1.1.2. Sfide, po ssibilità, segni di speran za Don Chavez delinea successivamente le seguenti sfide: – La sfida più grande che la VC deve affrontare è se stessa, la fiducia nel Signore; – la sfida del linguaggio, della capacità

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di far comprendere la vita religiosa; – la difficoltà a riaffermare valori quali: la definitività, la castità, l’obbedienza, ecc; – la testimonianza della comunione a tutti i livelli; – la sfida della “declericalizzazione” della VC in una Chiesa “che si presenta spesso molto clericale”(ibidem pag. 6); – la sfida del voto di povertà, come stile di vita, come situarci sulla frontiera dell’ermarginazione, come libertà di fronte alle strutture, pensare la nostra vita in un altro modo; – l’uso adeguato delle nuove tecnologie; – la situazione “generazionale” della VC in Europa: tanti anziani e pochi giovani (valorizzazione degli anziani, integrazione anziani e giovani, protagonismo dei giovani); – l’attenzione speciale alla situazione dei giovani (dialogare con i giovani con i loro linguaggi, sintonizzarsi).

1.1. 3. Pe rcors i e d impegni che der ivano dalle sfide a) Percorsi: – la ricerca di senso nei giovani; – la vita comunitaria; – la presenza solidale con gli emarginati; – la secolarizzazione come opportunità a saper camminare in umiltà accanto agli altri; – l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. b) Impegni: – costruire comunità dove si vive con gioia il dono della fraternità; – offrire itinerari seri di cammino spirituale; – recuperare la centralità della missione; – valorizzare l’esperienza della condivisione con i laici; – sostenere le nuove presenze apostoliche; – vivere in profondità l’esperienza dell’interculturalità; – l’accettazione della debolezza come opportunità; – situarsi sulle frontiere geografiche; – discernimento e apertura a nuove forme di vita religiosa e nuove comunità; Insieme


– la presenza dei laici come richiesta di autenticità per i consacrati; – la speranza che viene dalle prospettive di futuro.

1.1.4. Strategie di governo Nell’ultima parte del suo intervento il Rettor Maggiore delinea alcune strategie di governo, prima della quali sottolinea: “Nell’Europa è nata la VC e anche la vita salesiana, e nell’Europa c’è il rischio che possa sparire, almeno nelle forme finora conosciute. La sua scomparsa metterebbe a rischio non soltanto tanti carismi, ma anche l’evangelizzazione. Resta nostra responsabilità davanti a Dio e ai giovani fare tutto il possibile per assicurare il futuro alla VC e alla vita salesiana in Europa. Fare, se non tutto, il nostro meglio implica la conversione personale e comunitaria, il ritorno alle radice della VC: Cristo, unico fondamento di essa. Il futuro della VC non dipende tanto da una sua riorganizzazione, pur necessaria, anche se profonda e dolorosa, da una migliore utilizzazione delle risorse, personali e finanziarie, da una ricollocazione delle presenze, ma, primariamente e per sé, da una sincera e radicale ricerca

di Dio, da una conversione totale a Cristo” (Ibidem, pag. 9). Le strategie di governo indicate sono le seguenti: – La conversione del cuore del salesiano deve essere priorità del governo ordinario in Congregazione. – L’ascolto delle vere necessità dei giovani è la norma e il cammino del discernimento che ci porterà a incontrare “quello che vuole Dio per le sue chiese”. – La comunità locale, guidata ed animata dalla comunità ispettoriale, esamina la validità carismatica della presenza nel territorio. La comunità ispettoriale, che ha stabilito i criteri comuni di ricerca, studia la mappa delle opere e decide come situarsi nel territorio. – Nucleo animatore del processo è la comunità dei consacrati, unitamente alla responsabilità dei laici. – Le ispettorie dall’interno in primo luogo devono programmare la loro rinascita. Rinnovo il mio augurio per una estate serena ed un meritato periodo di distensione e di riposo. Con affetto,

Presentato il nuovo Statuto della Confederazione Mondiale Exallievi/e di Don Bosco

Il Rettor Maggiore, Don Pascual Chávez, con una lettera datata 24 giugno, ha consegnato ufficialmente ai membri della Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco il loro nuovo Statuto. Nel presentare il documento, frutto di un lungo cammino e approvato “ad experimentum”, il IX Successore di Don Bosco esorta gli Exallievi/e ad un maggiore impegno nella società, nella Chiesa e nella Famiglia Salesiana. Nel giorno dell’onomastico di Don Bosco e Festa del Rettor Maggiore si è concluso ufficialmente il lungo cammino di revisione dello Statuto della Confederazione Mondiale Exallievi/e di Don Bosco che quest’anno celebra il centenario della sua fondazione; “una coincidenza provvidenziale ed assai significativa”, ha sottolineato lo stesso Don Chávez nella sua lettera. Il Presidente Mondiale, dr. Francesco Muceo, ed il Delegato Confederale, don Josè Pastror Ramírez hanno appreso con grande soddisfazione la notizia mentre si trovano impegnati in visita di animazione, rispettivamente, in Spagna, a La Coruna, e nella Repubblica Dominicana nel contesto dei preparativi del Congresso latino Americano del 2013. Insieme

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GIOVANNI PAOLO II BEATO

Il Papa buono

Giovanni Paolo II è beato

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Queste parole sono rivolte principalmente ai giovani che, preoccupati della vita e dei problemi che si pongono dinnanzi al loro cammino. La grandezza di Giovanni Paolo II è stata quella di ribaltare una tendenza che sembrava irreversibile ponendo i veri valori dell’uomo alla caducità di quelli illusori. “…ha aperto a Cristo – ha affermato Benedetto XVI – la società, la cultura, i sistemi politici ed economici”. Il Papa, con la forza che gli veniva da Dio, ha saputo trasmettere, ai giovani, illusi o disillusi dalla vita, ai giovani che erano etichettati come indifferenti, egoisti e senz’anima, il messaggio evangelico non solo a parole ma nei fatti. I severi moniti paterni, i suoi teneri sorrisi, i dolci sguardi, i caldi abbracci sono riusciti a fare innamorare della vita schiere di giovani. Assumendo ciascuno le proprie responsabilità, le debolezze, la sofferenza, il dolore, diventano la forza preponderante per accettare la vita con tutti i suoi riêè Piazza San Pietro svolti apparenteper la Beatificazione di mente negativi. Giovanni Paolo II. Con la forza del

Vangelo, Giovanni Paolo II ha saputo trasmette un forte e inossidabile sentimento di fiducia dando risposte alle loro inquietudini. Per i giovani, la figura del Papa era un familiare, il “nonno” per i più giovani, che con amore, passione e pazienza ha insegnato i veri valori e il segreto del vivere bene.

(Foto: avveniredicalabria.it).

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Insieme


Anche se poteva sembrare scomodo, contro corrente e non in linea con le mode dei tempi moderni, i giovani hanno capito che il suo insegnamento era l’unica strada che porta alla felicità. “È Gesù che sogni, quando sogni la felicità” e questo i giovani l’hanno capito con tutte le fatiche annesse nell’abbandonarsi fiduciosi nelle braccia di Gesù. Giovanni Paolo II ha avuto una certezza: la Chiesa ha bisogno dei giovani e i giovani hanno bisogno di Cristo. Ha profuso le proprie energie condannando atteggiamenti e modi che minacciano il mondo giovanile. Li ha messi in guardia dai pericoli più subdoli di una modernità che sradica i valori e il senso della vita. L’amore, il rispetto, la sua dottrina e il

GIOVANNI PAOLO II BEATO

é 1 maggio 2011: Giovanni Paolo II è beato. (Foto: liberamente-enna.it)

suo volto sorridente rimarranno sempre in tutti noi per la preziosa esperienza di fede ricevuta. ê Francesca M. in braccio al Papa. (Foto: © L’Osservatore Romano)

“Giovanni Paolo II è stato per molti di noi uno di famiglia. Con il ministero della gioventù – ha ricordato il ministro alle politiche giovanili, Giorgia Meloni – è stato il Papa dei giovani e ha creduto nelle giovani generazioni, lanciando messaggi, indipendentemente da chi fosse o meno credente, di grande coraggio. Basti pensare al famoso motto “Non abbiate paura” con il quale esortava i ragazzi. Questo è stato un grande insegnamento per molti della mia generazione”. ç Il Papa e i giovani.

Insieme

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FORMAZIONE

Formazione

Commissione regionale di formazione e Progetto Europa

Dall’8 al 12 maggio 2011 si è svolta a Santeramo in Colle (BA) l’incontro annuale della CRF, con un programma serrato di argomenti da affrontare. Di essa fanno parte i Vicari Ispettoriali d’Italia con la presenza dell’Ispettore della ICC e di un confratello del dicastero della formazione. Gli argomenti affrontati sono stati i seguenti: - ACG 410, Fedeltà vocazionale; - Dati statistici della Congregazione; - Ascolto del quinquennio; - Programmazione quinquennio; - Maturazione all’affettività; - Iniziative reg. di form. permanente; - Verso il 2015; - Programmazione CRF 2011-2012. Il lavoro è stato molto intenso e costruttivo e la ricerca di un processo di formazione a partire dalle realtà in questione ci ha impegnato molto. In particolare si è accolta la proposta della CISI di programmare un Piano formativo unitario per tutta l’Italia per i prossimi tre anni in preparazione al bicentenario della nascita di Don Bosco. Molteplici sono stati gli elementi emersi riguardo ai vari argomenti, dei quali si è programmata una ricaduta nelle singole Ispettorie. Pro g et to Eu ro pa Dal 13 al 15 maggio si è svolta la prima assemblea dei Referenti Ispettoriali del Progetto Europa, provenienti da tutte le Ispettorie europee. Nonostante la difficoltà della lingua e la

fatica della traduzione simultanea è stato un incontro di conoscenza, di informazione e di comunicazione molto interessante e fruttuoso. Sono stati presentati gli interventi che ogni Ispettoria d’Europa ha attuato in ordine alle indicazioni date dal Rettor Maggiore ed il suo Consiglio per gli anni 2009-2010 e per gli anni 2011-2012. Da parte nostra sono stati comunicati gli interventi che il Consiglio Ispettoriale ha fatto, a partire dal Capitolo Ispettoriale ad oggi. Interventi attuati del Progetto Europa 2009-2010 1. È stato nominato il referente per il Progetto Europa nella persona del Vicario Ispettoriale. 2. Il PE è stato presentato con interesse in una seduta straordinaria del Consiglio Ispettoriale e in un incontro dei Direttori. 3. L’Ispettore lo ha presentato a tutti i confratelli in diverse lettere circolari e nella visita alle Comunità. 4. Anche ai laici è stato presentato in diverse circostanze. 5. Il Capitolo Ispettoriale ha elaborato le linee operative del CG26, come parte integrante del Poi, alcune di esse sono collegate con il PE. 6. Sono stati realizzati interventi concreti di ridimensionamento: chiusura di due comunità, ricollocazione di due Opere, riduzione di alcuni fronti, affidamento laicale di settori di Opere. 7. È stato costituito un gruppo ristretto del Consiglio Ispettoriale per la definizione di proposte e percorsi di ridimensionamento per i prossimi tre anni. 8. Sono state attivate linee di azione concrete per promuovere una rinnovata sensibilità e cultura vocazionale ed una cura speciale dei percorsi di animazione vocazionale. Insieme


1. È stato realizzato un nuovo progetto oratorio a livello ispettoriale per promuovere un progetto oratorio a livello locale, ove l’evangelizzazione, il primo annuncio e la catechesi rinnovata sono considerati il cuore del processo educativo. 2. Continua l’accompagnamento e la formazione permanente dei laici ai quali è stato affidato l’animazione di un Oratorio, in cinque nostre opere. 3. È in corso un processo per definire

una nuova organizzazione dell’Opera S. Chiara, con riferimento ai bambini delle famiglie degli immigrati e alle minoranze etniche. 4. L’Ispettoria Sicula ha iniziato un programma di collaborazione con l’Ispettoria indiana di Guwahti, accogliendo giovani confratelli per il tirocinio pratico e per gli studi di teologia al S. Tommaso di Messina. 5. Nell’ambito del Consiglio Ispettoriale è in atto un discernimento circa un progetto da realizzarsi a Taormina per crearvi un centro di accoglienza dei giovani dell’Europa.

FORMAZIONE

I nterv enti in at tuaz ione del P rogetto Euro pa 2011– 2012

Verifica Ispettoriale Giorno 1 giugno si è svolta la giornata di verifica Ispettoriale. Al mattino con i Direttori sulla vita delle Comunità seguendo la sintesi delle risposte, inviate da tutti i Direttori delle Case, fatta dall’Ispettore. È risultata una panoramica realistica della vitalità delle nostre comunità, ma anche della fatica che ogni comunità fa nel seguire il cammino formativo proposto dall’Ispettoria. Nel pomeriggio con i Direttori ed i Responsabili degli Oratori e degli Animatori delle scuole si è affrontata la verifica del cammino pastorale che ogni comunità ha fatVerifica Ispettoriale: to in ordine agli é il gruppo scuola; ç il gruppo dei parroci. obbiettivi che ci si era riproposto in ordine all’animazione vocazionale. Sono emersi luci ed ombre. Comunque è stato una forte presa di coscienza sull’impegno che ognuno deve avere lungo il cammino dell’anno per rendere ogni attività luogo educativo ed accompagnamento personalizzato dei nostri ragazzi. Insieme

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PASTORALE GIOVANILE

Pastorale Giovanile

Diario di Bordo della PG

Riprendiamo il resoconto delle attività e degli itinerari di Pastorale Giovanile della nostra ispettoria. Dopo il grande “movimento” di esercizi, incontri, riunioni tenuti in quaresima, nei due mesi conclusivi dei percorsi ispettoriali abbiamo dedicato molto tempo alla verifica di tutto il percorso di Pastorale Giovanile cercando di individuare le difficoltà, i problemi riscontrati e le positività del lavoro realizzato. Tutti i dati che sono emersi nella fase della verifica sono stati preziosi per avviare la programmazione del nuovo anno. Sabato 7 e domenica 8 maggio si è realizzato l’ultimo incontro del percorso di formazione per fidanzati realizzato al Tabor e della Scuola di Mondialità realizzato dal VIS. Percorsi che hanno coinvolto giovani dai 18 anni in su accompagnandoli nel cammino di formazione umana, cristiana e salesiana. Lunedì 9 maggio a San Cataldo si è realizzato l’incontro degli Incaricati di Oratorio sul tema del progetto Oratorio. Tale progetto prevede un biennio durante il quale ciascun Oratorio è chiamato a riflettere, verificare, progettare il futuro del proprio oratorio riferendosi al Progetto Oratorio Ispettoriale che il consiglio ispettoriale e l’équipe della Missione Salesiana hanno realizzato.

L’incontro si è concluso con la presentazione della programmazione estiva. Venerdì 13 maggio presso le Ciminiere di Catania è stata inaugurata la Mostra sulla Biodiversità realizzata dal VIS. La mostra, aperta a ragazzi e giovani, vuole educare al rispetto dell’ambiente, alla conoscenza e alla protezione della biodiversità. La mostra, conclusasi il 25 giugno, ha permesso a migliaia di visitatori di riflettere e maturare il tema della sostenibilità ambientale. Sabato 14 e domenica 15 maggio si è realizzato al Tabor l’ultimo incontro del GR ADO, percorso di formazione per adolescenti sensibili alla maturazione nella fede e alla apertura vocazionale. I trenta gli adolescenti che hanno percorso questo itinerario annuale vivranno, durante ’estate, un ulteriore tempo di maturazione attraverso l’esperienza del volontariato e del servizio agli altri. Dal 10 al 22 maggio nelle 5 zone pastorali (Centro Sicilia, Palermo, Catania, Messina, Ragusa) ci sono state le consulte zonali del Movimento Giovanile Salesiano. Gli incaricati di oratorio (SDB ed FMA) e alcuni giovani dei vari oratori si sono incontrati per verificare le attività zonali programmate durante l’inverno e per riflettere sulla proposta educativo-pastorale dell’estate. Dal 20 al 22 maggio e dal 26 al 29 maggio a Kastalia si sono svolte le PGSiadi per il settore mini, propaganda, adolescenti, giovani e giovani adulti. All’interno di questa tre giorni circa 1600 ragazzi e giovani hanno praticato attività sportive, ricreative e formative. Novità dell’anno è stato il percorso di formazione realizzato intorno al tema “Non abbiate paura” di Giovanni Paolo II. L’incontro formativo per i più grandi è consistito in un incontro di gruppo, per i più piccoli (scuola elementare e media) in un incontro-spettacolo di formazione. Lunedì 30 maggio l’équipe della Mis -

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sione Salesiana (SDB) si è incontrata con l’équipe di Pastorale Giovanile delle FMA per fare la verifica dell’anno e programmare il nuovo anno pastorale definendo sia il tema formativo che il calendario. Il frutto di questo incontro è stato poi studiato e approvato dai consigli ispettoriali congiunti (SDBFMA) il 3 giugno. Mercoledì 1 giugno si è tenuta a Zafferana la verifica di PG. Tutti gli operatori (SDB e laici) degli Oratori, delle Scuole, della Formazion e Pro fessionale e delle Parrocchie si sono ritrovati per verificare il tema formativo e i principali interventi educativi realizzati attorno al tema vocazionale “Venite e Vedrete”. Dopo una introduzione generale dell’ispettore e del delegato di PG, i 4 settori si sono incontrati per individuare le difficoltà emerse e le prospettive possibili per promuovere anche nel prossimo anno, la maturazione e la diffusione della cultura vocazionale in tutte le opere.

per verificare il pacchetto di PG annuale, per organizzare alcuni momenti dell’estate e per definire la programmazione del nuovo anno.

Domenica 19 giugno i 240 partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù si sono incontrati a Catania Cibali per prepararsi all’incontro che si terrà a Madrid dal 14 al 22 agosto. L’incontro è servito per riflettere sul tema della GMG “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”; ciò è stato possibile attraverso una riflessione assembleare, alcuni laboratori di approfondimento e una condivisione in gruppo. Dopo il pranzo e un momento di fraternità sono state presentate alcune indicazioni pratiche e organizzative e il tutto si è concluso con la celebrazione eucaristica e il mandato. ê GMG - Foto partenti.

Dal 13 al 15 giugno un centinaio di ragazzi/e della scuola media hanno vissuto l’esperienza del campo ragazzi intorno al tema eucaristico e vocazionale suggerito dal Congresso Eucaristico. Attraverso video, lavori di gruppo, dinamiche ludiche, giochi, celebrazioni i partecipanti hanno sviluppato la dimensione eucaristica della propria fede e della propria vita. Non sono mancati momenti di fraternità, giochi, bagni in piscina e tanti altri divertimenti. Sabato 18 giugno a Catania i giovani della consulta regionale MGS si sono ritrovati Insieme

PASTORALE GIOVANILE

é Zafferana 1 giugno - Verifica di PG. A sin. Don G. Mazzali e Don M. Mazzeo.

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PASTORALE GIOVANILE

P ro s si m i a p p unt a m en ti Sul sito www.mgssicilia.it, sul manifesto e sul libretto delle attività estive distribuiti in tutte le opere salesiane troverete le molteplici iniziative, eventi, itinerari, campi che la nostra ispettoria realizzerà in estate. A seguire una descrizione sintetica. Ca mpi Pr e a do le s c e n t i MGS Ragazzi (V elem. – II media): 1315 giugno; PGS Mini e propaganda: 8-14 luglio; PGS Under 14, Under 16: 15-21 luglio; MGS Leaders (II – III media): 9-11 settembre. Ca m p i Ad o l e s c e n t i PGS Under 14, Under 16: 15-21 luglio; MGS PA Missione Speranza/Sampolo Campo lavoro e animazione: 2-12 agosto;

MGS PA S. Chiara – Campo lavoro e animazione: 2-12 agosto; MGS Animatori biennio–triennio: 25-28 agosto. C a m p i G i o v a n i – E d u ca t o r i – F S MGS CT Librino – Animazione: 9 giugno-5 agosto; CGS Animatori e tecnici: 1619 giugno; MGS PA S. Chiara – animazione: luglio; PGS Alleducatori e tecnici: 22-30 luglio; ASC Esercizi Spirituali Cooperatori: 29-31 luglio; MGS PA Missione Speranza/Sampolo – campo lavoro e animazione: 2-12 agosto; MGS PA S. Chiara – campo lavoro e animazione: 2-12 agosto; ASC Famiglie Don Bosco: 18-21 agosto; VIS Settimana di Educazione alla Mondialità: 20-27 agosto; VIS Harambée missionario Torino: 24-25 settembre. Don Ma r c e ll o M a zze o

Animazione Vocazionale

Itinerari GR: la strada da perseguire sempre più!

All’inizio di questo anno pastorale, in sede di programmazione ispettoriale, ci eravamo prefissati, tra gli interventi e i momenti principali di animazione vocazionale, quello dell’applicazione ed animazione degli itinerari GR (GR Leader, GR Ado, GR Discernimento e GR Scelta) secondo il testo “…Darei la vita” (progetto di AV della Regione Italia - Medio Oriente). È un cammino che la nostra ispettoria sta perseguendo gradualmente con più consapevolezza vedendo in questo progetto una risposta concreta al CG26 sul tema della “Convocazione” che ci spinge a sviluppare la dimensione vocazionale della Pastorale Giovanile. In

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questo modo si rende più attivo quel processo di cultura vocazionale tanto auspicato dal Rettor Maggiore, Don Chàvez. Un confratello, dopo aver letto il testo “…Darei la vita” , ha affermato: «Se porterete avanti con entusiasmo e costanza questo progetto ci saranno buone speranze per le vocazioni!». È un’affermazione molto incoraggiante e soprattutto carica di fiducia. Volendo fare una sintesi dei GR possiamo affermare innanzitutto che quest’anno, rispetto all’anno scorso, c’è stata più oculatezza nell’indirizzare i nostri destinatari in questi percorsi vocazionali che, ricordiamo, hanno come scopo quello di condurre i ragazzi e i giovani a confrontarsi gradualmente con la vita consacrata salesiana. Questo dato che abbiamo riscontrato è molto positivo in quanto l’esistenza di questi GR Ispettoriali permette a ciascun salesiano o laico impegnato di recuperare il proprio ruolo di esperto di dinamiche interiori della vita spirituale dei Insieme


ad affidarsi al Signore attraverso l’ascolto della sua Parola; all’incontro con Lui attraverso i sacramenti, nella preghiera personale e comunitaria, luogo per incontrare, amare, crescere nell’amicizia con Gesù, luce per comprendere la propria vocazione; a far prendere consapevolezza che ogni uomo è chiamato a dar senso alla propria vita; a far comprendere loro che nella Chiesa vi sono diverse chiamate attraverso le quali è possibile dire “sì” al Signore. Durante gli Esercizi Spirituali si ha più tempo anche per dialogare e per fare un bilancio del proprio cammino di fede, della propria vita quotidiana, dei propri sogni e desideri, degli sbagli e delle conquiste per cercare di cogliere, dietro questi momenti, il progetto di Dio sulla propria vita. Tutti i partecipanti ai vari turni di Esercizi, divisi per fascia d’età, hanno vissuto intensamente questo tempo di grazia. Ebbene, tutto ciò ci convince a dire che occorre dare maggiore impulso a questi itinerari GR… avere anche più coraggio nel fare la proposta ai nostri adolescenti e giovani ed invitarli a prendere sul serio la loro vita cristiana, mettendola a servizio degli altri. Siamo ormai alla conclusione di questo anno pastorale tutto “vocazionale” e possiamo quindi affermare che la strada da perseguire è proprio questa! D o n Do m e n i c o L u v a rà

Animazione Missionaria

Scuola di Mondialità... uno sguardo sul mondo!

Il titolo “Scuola di Mondialità… uno sguardo sul mondo” non è solo un bel slogan! La Scuola di Mondialità (SdM) promossa dall’AMVIS Sicilia è una proposta formativa prevalentemente rivolta ai giovani, agli insegnanti ed educatori della nostra ispettoria, ma anche agli operatori del Terzo Settore che desiderano confrontarsi e riflettere su tematiche mondiali (la cooperazione e il volontariato internazionale, l’intercultura, i diritti umani, il consumo critico, la biodiversità, la finanza etica, ecc.) per allargare i propri orizzonti gettando uno sguardo sulle differenze e sulle sofferenze del mondo e dei fratelli che lo popolano. Quest’anno, per i quattro incontri della SdM, abbiamo fatto la scelta del percorso relativo allo Sviluppo e Sostenibilità, sottolineando alcuni aspetti importanti legati a questo grande tema: l’equità sociale, i progetti di sviluppo, lo sviluppo economico e il rispetto dell’ambiente. Sono intervenuti alcuni relatori esperti del settore: Luca Cristaldi (direttore della rivista Insieme

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PASTORALE GIOVANILE

giovani e di recuperare il ruolo centrale di chiamante che mostra i segni del dono di Dio, indicando la meta del cammino che i giovani stanno compiendo. Questo compito, come tutti sappiamo, è stato tra i più graditi a Don Bosco, che si è sempre prodigato per donare alla Chiesa quei cristiani che il Signore ha scelto per sé e per un servizio radicale al suo Regno. Un altro aspetto importante che vorremmo sottolineare è quello del riconoscimento da parte dei destinatari di questi itinerari, soprattutto quelli del GR Discerni-mento/Scelta, che presentano una proposta vocazionale chiara, concreta e completa (il marchio GR, infatti, sta ad indicare Gruppo Ricerca). Questo aspetto di notevole importanza è, per i ragazzi e i giovani, garanzia di continuità e di coerenza del cammino. Per concludere, un ultimo dato che abbiamo notato è la quantità e la regolarità dei partecipanti ai GR; al GR Leader per esempio hanno partecipato ordinariamente circa 40 tra ragazzi e ragazze; al GR Ado Oratorio/Parrocchia e Scuola/FP sono stati una trentina tra maschi e femmine; al GR Discernimento hanno partecipato 8 giovani e, infine, al GR Scelta 6 giovani. La tappa fondamentale dell’anno dei GR è stata quella degli Esercizi Spirituali. È il tempo in cui si invitano i ragazzi e i giovani


PASTORALE GIOVANILE

“Un Mondo Possibile”), Gianluca Antonelli (direttore generale del VIS), Emanuela Chiang (ufficio progetti VIS), Mons. Franco Montenegro (arcivescovo della diocesi di Agrigento). I nostri esperti, molto apprezzati dai numerosi partecipanti alla SdM, ci hanno aiutati ad apprendere nuovi contenuti e soprattutto a formarci una mentalità più aperta per poter essere capaci di leggere e interpretare “questo mondo che cambia” con il cuore e gli occhi rivolti ai più poveri. Inoltre, la SdM ha preparato in particolare dieci giovani che andranno a vivere l’esperienza estiva in Madagascar, dal 26 luglio al 22 agosto, a stretto contatto con i nostri salesiani missionari siciliani. L’esperienza estiva viene proposta non soltanto per conoscere una cultura diversa ma anche per vi-

verla come maturazione della fede cristiana. Infatti, l’esperienza di un gruppo di giovani che per un mese si recano in un paese in via di sviluppo, appoggiandosi alle strutture della missione, trova la sua giusta inquadratura solo se viene considerata un momento forte di formazione: un modo moderno di fare gli “esercizi spirituali” per mettere questi giovani nella possibilità di fare scelte de-

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terminanti nella progettazione globale della loro vita. Per di più, in questo periodo, ci si immerge totalmente in un progetto a favore di altri dimenticando se stessi e vivendo in un ambiente “al limite” difficilmente sperimentabile nella nostra cultura. Oltre a ciò, la SdM offre diverse opportunità di esperienze formative durante il periodo estivo per i giovani che non andranno all’estero: la Settimana di Educazione alla Mondialità in Calabria (Soverato e Locride) dal 20 al 27 agosto; sarà un’esperienza di approfondimento sulla cooperazione allo sviluppo ed in particolar modo sul tema del Volontariato e della cittadinanza attiva. Vengono proposti anche i Campi di Lavoro a Palermo (Santa Chiara) e Catania (Librino). A Santa Chiara, dal 2 al 12 agosto, i giovani saranno coinvolti a vivere una forte esperienza di vita comunitaria, di servizio (a bambini, adolescenti e giovani extracomunitari), di formazione e di preghiera. Al Librino, con le Figlie di Maria Ausiliatrice, i giovani vivranno un’esperienza di crescita nella fede, di solidarietà e di comunità cristiana in missione (per questo campo vengono proposte due periodi: dal 3 al 16 luglio e dal 19 luglio al 5 agosto). Infine, la SdM propone l’Harambèe Missionario a Torino dal 24 al 25 settembre. Attorno al Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez Villanueva, si raccolgono dall’Italia e dall’Europa coloro che credono e lavorano per l’Animazione Missionaria Salesiana o che hanno fatto esperienze estive nei Paesi poveri o i giovani del Movimento Giovanile Salesiano che hanno animato gli Oratori e i Campi estivi. Anche quest’anno la SdM si è rivelata un ottimo strumento di animazione e soprattutto di formazione per i giovani della nostra ispettoria. Auspico che tanti altri giovani sensibili ai temi della mondialità e del volonInsieme


Do n D o m e n i c o L uv a r à

VIS Sicilia - Mostra Biodiversità a Catania

Viaggio nella foresta amazzonica

Si è conclusa il 25 giugno 2011 la mostra sul “Senso della Biodiversità” che esponeva, attraverso un percorso sensoriale, la meraviglia della foresta amazzonica: i suoi odori, suoni e colori sono stati vissuti al complesso “Le Ciminiere” di Catania dal 13 maggio al 25 giugno 2011. La mostra è stata promossa dalla Provincia Regionale di Catania e dal VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, organizzazione non governativa senza scopo di lucro che si occupa di solidarietà e cooperazione internazionale ed opera a favore dei Insieme

giovani più svantaggiati che vivono nel Sud del Mondo. La mostra ha ottenuto anche l’adesione del Presidente della Repubblica. L’esposizione era inserita in un più ampio progetto svolto in collaborazione con ADP - Amici dei Popoli e Prometeo Bio s.c., in partenariato con il Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli di Padova e con il contributo del Ministero degli Affari Esteri DGCS per il 2010, proclamato dall’ONU “Anno della Biodiversità”.

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tariato possano avere la possibilità di confrontarsi e formarsi una coscienza critica. È la coscienza degli uomini a fare la storia, la qual coscienza si esprime a seconda del grado di sensibilità civile, morale e spirituale dell’individuo. Se la coscienza degli uomini fosse più sensibile, più giusta, più onesta, più rispettosa dell’altro nessuno si esprimerebbe in modo negativo, lesivo, distruttivo nei confronti del prossimo: nella fraterna condivisione e collaborazione si realizzerebbe un mondo migliore, senza più violenze o ingiustizie né sull’uomo, né sull’animale, né sulla natura. A nulla serve cambiare i sistemi, i meccanismi politici, economici, culturali se prima non cambia la coscienza di coloro che li gestiscono. Nessuna formula, nessun ideale potrà mai risolvere i problemi fondamentali dell’uomo se prima non cambia il cuore della gente. Educare le nuove generazioni alla giustizia, alla rettitudine, alla tolleranza, all’altruismo, alla dignità, alla fraterna collaborazione; sensibilizzare l’animo umano alla bontà, alla compassione, alla condivisione, alla valorizzazione delle differenze formali e sostanziali, al rispetto e alla salvaguardia della biodiversità… ebbene, tutto questo è stato e sarà sempre l’obiettivo prioritario della Scuola di Mondialità!


PASTORALE GIOVANILE

La tappa catanese, l’ultima di un itinerario che ha coinvolto le città di Roma, Padova, Bologna, ha avuto non poco successo: oltre duemila i visitatori! L’elemento che caratterizzava la mostra era il percorso sensoriale-cognitivo che faceva per sperimentare “dal vivo” la natura della foresta amazzonica, e gli stili di vita dei popoli che vi abitano. Il percorso, infatti, prevedeva un viaggio che, attraverso diverse sale e varie tematiche, permetteva a grandi e piccini di conoscere l’importanza della biodiversità non solo come valore naturalistico in sé ma anche come risorsa per favorire la vita delle popolazioni locali. In particolare ha evidenziato come alcuni popoli di Ecuador e Perù possano vivere grazie é Il Presidente della Provincia G. Castiglione alla valorizzazione inaugura la mostra. delle risorse provenienti dalla foresta, con la trasformazione dei suoi prodotti e il loro commercio attraverso le Botteghe del Mondo. I visitatori, una volta entrati nell’area espositiva, ricevevano un passaporto con il quale iniziavano il viaggio verso l’Amazzonia, passando attraverso una caotica città latino-americana. Una volta arrivati nel cuore della foresta, entravano in contatto con gli Achuar, una popolazione indigena che vive in armonia con la natura, scoprendo qual è la loro vita quotidiana e il loro stretto rapporto con la foresta. Si andava poi alla scoperta della foresta e degli animali che la popolano, toccando con mano anche i rischi che corre questo enorme patrimonio di biodiversità. Infine sono stati mostrati i prodotti che le popolazioni indigene commercializzano contribuendo così allo sviluppo sostenibile dell’area. I numerosi ragazzi e giovani che hanno “viaggiato” all’interno della foresta, hanno apprezzato la bellezza e l’utilità del percorso. L’impegno per tutti è quello di salvare la Biodiversità esistente nel nostro pianeta. Adoperarsi in difesa dell’ambiente e della Biodiversità è un diritto e un dovere di ognuno di noi! D o n D om e n i c o L u v a r à Insieme


Pigiessiadi 2011

Si sono svolte al Villaggio Kastalia di Ragusa dal 20 al 22 maggio per le categorie Mini, Propaganda e Scolastiche, e dal 26 al 29 maggio per le categorie giovanili e libera, le Pigiessiadi edizione 2011. Il logo delle giornate è stato dedicato all’Italia che celebra il 150° della sua unità nazionale. Il tema educativo scelto dall’equipe organizzatrice ha avuto come slogan: “Non abbiate paura!”. Esso riprende la forte sollecitazione alla fede di Giovanni Paolo II, proclamato beato lo scorso 1° Maggio. Come Don Bosco, padre e maestro dei giovani, Karol, l’amico del giovani, ci invita ad aprire il cuore a Cristo: è Lui la nostra forza! I delegati della pastorale giovanile e i referenti dei salesiani e delle FMA di Sicilia, con la partecipazione di alcuni giovani del Movimento giovanile salesiano, hanno coinvolto tutti i gruppi sportivi in un break formativo, per riflettere dinamicamente su questa tematica. Gli incontri, della durata massima di

trenta minuti, sono stati tenuti nelle diverse sale del villaggio, secondo un calendario preparato dagli organizzatori. Possiamo ben dire che le Giornate delle pigiessiadi 2001, sono state intense e strutturate non soltanto con gare nelle diverse di-

scipline del basket, calcio a cinque, volley ma anche con momenti di incontro, festa, animazione e formazione. Sac. Edoardo Cutuli

Comunicazione Sociale

Incontro Delegati CS e Referenti PE

L’incontro dei Delegati per la Comunicazione Sociale e dei Referenti per il Progetto Europa, svoltosi a Genzano di Roma dal 12 al 15 maggio, si è sviluppato su due binari tematici: il Sistema Salesiano di Comunicazione Sociale (SSCS) e il Progetto Europa (PE). A conclusione il Consigliere per la Comunicazione Sociale, don Filiberto González, ha inviato una lettera agli Ispettori d’Europa per sollecitare la socializzazione dei contenuti sviluppaé Roma-Genzano: ti e l’applicazione di alcuni impegni operativi assunti dai partecipanti. [...] Foto di gruppo. La casa per ferie dell’Istituto salesiano “San Luigi Versiglia” di Genzano ha accolto i circa 40 partecipanti, salesiani e laici, provenienti da quasi tutte le Ispettorie Insieme

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PASTORALE GIOVANILE

Associazioni


PASTORALE GIOVANILE

del vecchio continente. A guidare ed animare l’incontro il Consigliere per la Comunicazione Sociale don Filiberto González e alcuni membri del Dicastero. La prima parte dell’incontro, coordinata da don Julian Fox il 12 e il 13 maggio, è stata caratterizzata dalla presentazione della seconda edizione del SSCS e da alcune tematiche inerenti il binomio vita religiosa e cultura/realtà digitale. Le non poche domande emerse sull’argomento hanno trovato risposta nei recenti messaggi di Benedetto XVI per le Giornate Mondiali di Comunicazione Sociale e nella necessità di aprire la formazione salesiana, iniziale e permanente, alla cultura/realtà digitale. [...]

“È stato un incontro ricco e interessante, che va creando una mentalità salesiana europea e favorisce diverse sinergie a favore del carisma e della missione salesiana”, sottolinea don González nella lettera fatta pervenire, all’indomani dell’incontro, agli Ispettori d’Europa. La comunicazione esorta i superiori delle circoscrizioni del vecchio continente a favorire la comunicazione e la condivisione di quanto vissuto a Genzano dai Delegati CS e dai Referenti PE perché nei Consigli ispettoriali e nelle comunità si diffonda la conoscenza della nuova edizione SSCS e lo spirito del PE.[...] Da: ANS, Genzano 17 maggio 2011.

4 5a G i o r n a t a M o n d i a l e d i C S “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale” è il tema della 45.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Benedetto XVI, già nel gennaio scorso, invitava i cristiani ad entrare nel web con fiducia e creatività, testimoniando il Vangelo anche nel "continente digitale". Papa Benedetto opera quest’anno una triangolazione interessante: verità annuncio e autenticità. Vien da chiedersi: rispetto alla verità da annunciare quale deve essere l’autenticità richiesta? Anzitutto e’ necessario un esercizio di ‘buona passività’, cioè di apertura a quanto fuori dal nostro ‘io’ ci viene fatto scoprire. La verità esige un capovolgimento per cui dal nostro punto di vista ci misuriamo con la realtà. Vorrei va-

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lorizzare quanto su questo tema suggerisce un altro Benedetto, il fondatore del monachesimo occidentale, che nella sua celebre Regola al capitolo VII, descrive l’umiltà, attraverso la sequenza di 11 gradini. Gli ultimi tre, a ben guardare, delineano una comunicazione autentica. Il messaggio di fondo è che ogni parola interumana ha come terreno fecondo di origine il silenzio, che include bocca, cuore e sensi, qualificato dall’apertura alla Parola. Il fondamento solido è e resta per tutti i gradini quella parola originaria che ne costituisce l’incipit e cioè: ”Ausculta!”. La parola del monaco e oggi del comunicatore cristiano, non può non riconoscersi se non in un orizzonte di silenzio. Ecco dunque il testo dei tre gradini: “Il nono gradino dell’umiltà è quando il monaco tiene a freno la lingua e coltiva l’amore per il silenzio, non parlando se non interrogato. La Scrittura insegna infatti che: chi fa molte chiacchiere entra nel peccato, e che: l’uomo dalle troppe parole cammina sulla terra privo di orientamento. Il decimo gradino dell’umiltà è non ridere per qualunque sciocchezza, perché sta scritto: l’uomo maleducato ride in modo sguaiato. L’undecimo gradino dell’umiltà è quello Insieme


Abitanti digitali

L’undecimo gradino esplicita il lato positivo della parola e cioè il ‘come’. L’insistenza è ancora sul silenzio (leniter, non sit clamosus in voce, humiliter), ma si ritorna sul tratto della voce, la cui forza sta nell’essere eco di altro e nel proporsi pacata e vicina alla persuasione più che all’invadenza (cum gravitate). Ciò che si vuole è un discorso che abbia la profondità delle questioni sollevate più che l’insostenibile leggerezza delle parole e che si distingua per un tono che eviti la violenza verbale e la sottomissione dell’interlocutore. L’altro elemento significativo è l’introduzione di quell’elemento razionale per cui il discorso del monaco deve essere fatto “con brevi (pauca) ed assennate (rationabilia) parole”. Non solo ‘parole sante’ dunque, come ci si aspetterebbe, ma parole razionali, cioè comprensibili, ricche di una ‘ratio’ che sono il frutto di un esercizio della mente, non ripetitive e approssimative. L’ennesima conferma che il parlare non nasce dalle pretese dell’io, ma dall’apertura alla verità.

PASTORALE GIOVANILE

in cui il monaco, quando parla, lo fa sottovoce, senza ridere, umilmente e con gravità, con brevi e assennate parole, senza alzare la voce, come sta scritto: il saggio si riconosce dalla poche parole”. Il nono gradino afferma il primato del silenzio rispetto alla parola e dunque il valore dell’ascolto. Per essere persone in ascolto occorre parlare solo quando si viene interpellati e cioè non a partire da se stessi. Occorre zittire le voci dell’io e dare spazio alle voci che risuonano fuori di noi. “La Parola zittì chiacchiere mie” (C. Rebora). Il decimo gradino non intende tanto bandire il riso, come nella caricatura volgarizzata da “Il nome della rosa” di Umberto Eco, ma di renderlo vigilante su quella ironia che svuota la parola del suo senso vero, che è quello di comunicare. Prendere in ridere instaura una rapporto falsato, ambiguo, inconcludente e vano e induce a non prendere sul serio l’interlocutore. È una comunicazione che Kierkegaard definirebbe dell’uomo ‘estetico’ e che non vuole compromettersi mai, perché mai si decide a coinvolgersi, cioè a mettersi in gioco.

Convegno nazionale UCS e Servizio informatico della CEI Il convegno ha proposto un ulteriore approfondimento del panorama digitale attuale, permettendo di compiere un passo avanti, attraverso la riflessione e lo scambio di esperienze relative alla rete e individuando i modi di “abitare” questo spazio in contiConvegno CEI nua evoluzione, valorizzandone la potenzialità: la novità digitale, infatti, non ê Macerata: “Abitanti digitali”. cancella il passato ma lo ridefinisce, aprendo all’esperienza ecclesiale e con(Foto Gregori). sentendo, anche alla luce degli Orientamenti Pastorali, nuove possibilità di incontro, testimonianza ed educazione. «La vera sfida è oggi dunque quella della trascendenza: essere pienamente dentro, ma affacciati su un altrove; essere nel “web”, ma non del “web”. Infine, l’alleanza, oggi quanto mai necessaria, in tutti gli ambiti. Per abitare il web è necessaria “alleanza intergenerazionale” tra nativi che sanno muoversi velocemente, ma non sanno dove andare e immigrati digitali. Allargare lo spazio dell’alleanza significa valorizzare le occasioni di condivisione e convivialità che oggi si moltiplicano». Insieme

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FAMIGLIA SALESIANA

Famiglia Salesiana di Sicilia

Relazione sul progetto sessennale della Consulta Regionale di FS

A conclusione del Quarto anno di impegno nella realizzazione del progetto sessennale di pastorale familiare della CRFS (Consulata Regionale di Famiglia Salesiana) di Sicilia, con la presente relazione veniamo a presentare un consuntivo dell’anno trascorso e una proiezione su quanto nel nuovo anno dovremo realizzare. L’Equipe di Pastorale Familiare, alla quale è stato affidato l’incarico di seguire la realizzazione delle tappe del progetto, ha lavorato in armonia, riunendosi periodicamente e condividendo quanto si doveva decidere e realizzare. Per ricordarci della strada già fatta e per renderci conto della strada che ci rimane da fare, si riporta in sintesi quanto il progetto sessennale prevede riguardo alle tappe del percorso: 1° Anno Start - 2008/2009 ( ri fle s si one - c onf ro nto - co m unio ne ) Diffusione della proposta e realizzazione di incontri d’approfondimento e coinvolgimento di tutti i rami di Famiglia Salesiana per dar vita ad un “Movimento Salesiano per la Famiglia”. 2° anno - 2009/2010 “S t r in g ia m oc i a t t or n o a D on Bo s c o” : – Mettere insieme le forze già esistenti e operanti. – A livello ispettoriale, individuare e formare “un’équipe di famiglie formatori” – Creare una rete telematica fra le famiglie dell’équipe di formatori – Istituire, con l’aiuto della università salesiana, scuole per formatori (biennale) di pastorale familiare con lo specifico educativo, per saper vivere le relazioni. Possibilmente corsi on-line con lezioni frontali semestrali, di un fine settimana. 3° anno - 2010/2011 “ P ren d i a mo c i c u ra d el l e f am i g l i e ” – Negli oratori, nelle parrocchie, nelle scuole salesiane suggerire (fare i primi tenta-

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tivi) la formazione di “gruppi famiglie”, alle quali proporre momenti di confronto e formazione umana e cristiana. – Secondo anno scuola per formatori (biennale) – Nelle scuole pubbliche fare proposta di incontrare le famiglie per un aiuto educativo (diffondere il sistema preventivo di don Bosco) – Produrre sussidi formativi per l’animazione di gruppi famiglie. Il primo turno della scuola, della durata di due anni, si concluderà con l’ultimo incontro che si terrà il 3 luglio 2011 sul tema: “ C ap i r e l e d i n a m i c h e di g ru pp o p e r sa p e r intervenire efficacemente” che verrà sviluppato da Suor Mariella Lo Turco FMA. Nel pomeriggio dello stesso giorno ci saranno gli interventi dell’Ispettore SDB Don Gianni Mazzali e dell’Ispettrice FMA Suor Anna Razionale e del Preside dell’ITST Don Gianni Russo a cui seguirà la consegna degli attestati a quanti hanno frequentato la scuola per i due anni con un massimo di assenze del 25%. Ricordo che il tema/obiettivo della scuola è stato: “La famiglia protagonista nella sfida educativa delle giovani genera zioni”. Le tre giornate di scuola già concluse hanno visto la presenza costante di n°42 corsisti. Si può affermare di aver raggiunto un buon risultato di presenze costanti, il numero delle coppie non appare tuttavia proporzionale all’entità numerica delle rispettive componenti di provenienza, segno che un pò di scetticismo esiste. 1° i n c o n t r o ( 1 2 d i c e m b r e 2 0 1 0 )

“Sessualità: Completamento della rela zione uom o donna o osse ssione socia le” (Padre Giovanni Salonia, Provinciale dei padri Cappuccini, psicoterapeuta, docente presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma). Insieme


2° i n c o n t r o ( 2 0 f e b b r a i o 2 0 1 1 )

“I l cr ede nte : Omolog azio ne c ultur a le alla società o spirito critico e voce profeti ca nel mondo” (Don Antonino Romano, docente di Catechetica presso l’Istituto Teologico S. Tommaso di Messina e direttore di Itinerarium). La sua lezione è stata incentrata su cosa oggi vuol dire essere credenti e manifestare la propria fede pubblicamente. Una fede adulta che non scende a compromessi su verità evangeliche eterne, ma che sa influenzare dalla base la cultura moderna che sembra vivere senza più bisogno di Dio. Un credente che porti la cultura dell’amore dove oggi sembra primeggiare l’odio, la rivalità, l’indifferenza, l’egoismo. “ I n o s t r i f i g l i : C r e s c i t a e s e s s u a l i t à” (Don Gianni Russo, Preside dell’IstitutoTeologico S. Tommaso di Messina, Docente di Scuola Superiore di Specializzazione in Bioetica e Sessuologia). In continuità alla legione tenuta il primo anno, ha sottolineato come sia difficile per i giovani vivere in un contesto sociale altamente “erotizzato” (pubblicità, spettacoli, moda, …), dove la sessualità viene banalizzata e ridotta a “gioco”, vissuta, per lo più, a prescindere da eventuali scelte di fede; Dove la “chiamata” alla fede non riguarda la sessualità. Quest’ultima è vista come un problema “personale” e “fisico”. “L’educazione sessuale deve condurre i giovani a prendere coscienza delle diverse espressioni e dei dinamismi della sessualità, dei valori umani che devono essere rispettati. Il vero amore è capacità di aprirsi al Insieme

prossimo in un aiuto generoso, è dedizione all’altro per il suo bene; sa rispettare la personalità e la libertà dell’altro; non è egoista, non ricerca se stesso nell’altro, è oblativo, non possessivo. 3° incontro (10 aprile 2011)

“Educazione alla genitorialità e cam biamento della famiglia” (Don Gianni Mazzali Ispettore SDB). Il discorso ha preso spunto dalla presentazione del 44° rapporto CENSIS sulla situazione generale del paese 2010, del quale si sono approfonditi alcuni elementi per la lettura del comportamento sociale. Abbiamo riflettuto su come si muove la dinamica sociale: Cresce l’indistinto cioè l’indeterminatezza, cresce la configurazione “indisciplinare” del sistema, cresce la sregolazione delle pulsioni e dei comportamenti individuali. Occorre “tornare a desiderare”. Si è passati ad analizzare gli elementi statistici risultanti dalle indagini ISTAT sui matrimoni e ci siamo accorti che i matrimoni diminuiscono e le separazioni e i divorzi aumentano, si rileva una contrazione nel numero dei figli e un prolungamento della loro permanenza in famiglia. La famiglia risulta un soggetto fortemente cambiato, la tradizionale famiglia mononucleare si è frantumata in tante sottospecie. Tutta la parte conclusiva è stato un bellissimo trattato del necessario sostegno alla genitorialità che trattarne in poche righe sarebbe mortificante, ma che rappresenta il punto di partenza per lo sviluppo di una pastorale familiare salesiana, attraverso un “progetto di educazione permanente delle famiglie”. Questa lezione ricca di riferimenti bibliografici, traccia chiaramente quale deve essere l’intervento specifico di noi salesiani per la famiglia con lo specifico educativo. Alla fine di questo secondo anno, a quanti avranno frequentato regolarmente l’intero corso biennale, verrà rilasciato un “attestato” dall’Università “S. Tommaso” (ME) con valenza per tutta la Famiglia Salesiana (non avrà valenza civile). Queste famiglie verranno inserite in un “Albo dei Formatori di Pastorale Familiare della Famiglia Salesiana di Sicilia” (Archivio

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FAMIGLIA SALESIANA

Il suo intervento si è trasformato in una lezione di vita sul modo di vedere del positivo anche nelle forme più negative di esperienze umane, ben sapendo che l’uomo per vivere deve sentirsi amato. Il laboratorio è stato attivissimo, tutti avevamo da chiedere consigli, chiarimenti, delucidazioni, ma le risposte non tardavano a dare fiducia e serenità, invitando tutti a superare un certo modo di giudicare l’altro, specialmente i giovani verso i quali dobbiamo avere la pazienza dell’ascolto e del farli sentire di essere amati.


FAMIGLIA SALESIANA

Regionale) dal quale attingeranno tutti i rami di Famiglia Salesiana per condurre, animare, formare “Gruppi famiglie” presso opere salesiane. Questa prima fase si conclude con successo ma non ci fa adagiare ad aspettare. Pe r i l f u t u r o Ecco cosa prevede il progetto sessennale, senza dimenticare o tralasciare quello che abbiamo già iniziato. 4° anno - 2011/2012: “ S O S , F a m i g l i e c h i a m a n o fa m i g l i e” – Creare un grande evento di incontro di famiglie che sono entrate in questo cammino di formazione. “Movimento Salesiano per la Famiglia” ovvero “Movimento Salesiano di Famiglie”.

– Creare una rubrica cartacea e telematica per l’ascolto delle famiglie destinatarie. – Istituire momenti di incontro ispettoriali per famiglie. – Continueremo a produrre i sussidi di formazione per gruppi famiglie. – Riproporremo il primo anno di scuola se vi saranno il minimo di iscrizioni previste. – Monitoreremo la nascita di gruppi di aiuto alla Famiglia. Chiediamo a voi preghiere e una mano di aiuto a coinvolgere e credere sempre più nel progetto, a Maria Ausiliatrice di intercedere presso il Padre per il bene nostro e di tutta la Sua Santa Chiesa. Fra nc o e Me lina Pa rr ino Resp. dell’Equipe di past. familiare FS Sicilia

Percorso formativo

Operatori di pastorale familiare con lo specifico educativo

Nell’anno 2010/2011, secondo anno del progetto sessennale della Famiglia Salesiana di Sicilia, si è attivato un percorso formativo per coppie, già curate nei vari Rami di Famiglia e del Movimento Salesiano, in vista di un impegno nella pastorale familiare. I Direttori delle case SDB, le Direttrici delle case FMA, i Responsabili Regionali dei Rami presenti nella CRFS e i responsabili delle Consulte cittadine e locali, sono stati invitati a raccogliere la disponibilità di coppie già impegnate nella pastorale familiare o che desiderano collaborare per il sostegno all’azione educativa delle famiglie, secondo la Spiritualità del Sistema Preventivo di Don Bosco. Il percorso è inteso a fornire a queste coppie animatrici e alla loro azione educativa la conseguente formazione, con lo specifico del saper vivere le relazioni, specie quelle di aiuto. La scuola è stata organizzata dall’équipe

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di Pastorale Familiare in collaborazione con la Facoltà Teologica “San Tommaso d’Aquino” in Messina e con il Responsabile delle Comunicazioni sociali della FS di Sicilia, amministratore della Piattaforma WEB del Corso. La prospettiva è quella di creare nella regione una “rete di famiglie” ovvero“ Albo regionale di formatori” preparate a tradurre oggi il sistema preventivo in chiave familiare e che interagisca coerentemente per via telematica. La scuola di formazione si è articolata in tre fasi, ciascuna aperta da una giornata di lezioni “frontali” e di laboratori a cui è seguito, domiciliarmente, per via telematica, un corrispondente periodo di approfondimento in dialogo tra i docenti e gli studenti. La scuola, della durata di due anni, ha voluto scegliere un titolo significativo per il corso: “La Famiglia Protagonista nella Sfida Educativa delle Giovani Generazioni”. Ciascuna giornata ha visto, di volta in Insieme


Famiglia Salesiana dell’Isola: SDB, FMA, Cooperatori (anche con le Famiglie Don Bosco), ADMA, Exallievi di Don Bosco, Exallieve delle FMA, Apostole della Sacra Famiglia (anche con il Movimento di Evangelizzazione Familiare) Suore Oblate del Sacro Cuore. Il numero delle coppie non appare tuttavia proporzionale all’entità numerica delle rispettive componenti di provenienza. Il Progetto comune “Stringiamoci attorno a Don Bosco” – che vuole e deve dare una risposta concreta alla dura emergenza educativa – richiede pur sempre tutta la possibile consapevolezza e un maggiore sforzo di mobilitazione di tutti i rami della Famiglia Salesiana. Sac. Edoardo Cutuli

Nino Baglieri

Avvio dell’iter per la causa di beatificazione

Giorno 17 giugno 2011, sono convenuti nei locali dell’Ispettorato di Via Cifali, 7: Don Gianni Mazzali, Liborio Scibetta, la sorella e il cognato di Nino Baglieri ed altri familiari, Don Pippo Ruta, Don Marcello Mazzeo, Don Edoardo Cutuli. L’oggetto dell’incontro era quello di coordinare le forze in vista dell’avvio della causa di beatificazione per Nino Baglieri e di costituire la commissione ufficiale preparatoria in vista dell’evento.

L’Ispettore comunica che il Rettor Maggiore ha promesso di essere presente all’avvio del processo diocesano. Pertanto verrà in Sicilia il sabato mattina del giorno 3 marzo 2012 e rimarrà fino alla domenica 4 marzo. In vista dell’avvenimento, i CDB si faranno attori dell’istanza della causa di beatificazione. I CDB invitano caldamente tutti i gruppi della famiglia salesiana di Sicilia a patrocinare l’evento e a farsi promotori presso tutti gli aderenti della Famiglia salesiana e il popolo di Dio, a vivere l’appuntamento come una grazia speciale che la Provvidenza sta donando alla nostra Famiglia in Sicilia. Si porta a conoscenza che è stata istituita una Associazione civile col titolo “Amici di Nino Baglieri ONLUS”, i cui componenti sono varie persone aderenti ai gruppi di preghiera “Nino Baglieri”, amici e simpatizzanti, così da sostenere anche economicamente quanto l’iter comporterà. Sac. Edoardo Cutuli

Insieme

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FAMIGLIA SALESIANA

volta, la trattazione di due nuclei tematici nella mattinata e di un laboratorio nel pomeriggio, di due rispettivi docenti. Complessivamente nelle tre giornate sono state svolte 24 ore frontali e, nei periodi on line, un numero virtualmente illimitato di ore per l’acquisizione dalla “piattaforma” telematica di nuovi materiali di studio e degli avvisi, lo scambio di messaggi e di conversazioni in forum. Questa formula evita dispendiosi trasferimenti sia ai docenti, sia in particolare a un corpo discente sparso per tutta l’Isola, e consente il rapporto personale in rete tra docenti e discenti e di questi tra loro, con i responsabili e con i tutors. Vi hanno partecipato – come docenti, organizzatori o discenti – elementi di tutta la


FAMIGLIA SALESIANA

Benvenuto alle Sorelle di Maria Ausil.

Il residence “Mamma Margherita”

Il Residence «Mamma Margherita» (RSA) è pronto ormai per l’inaugurazione, prevista per il 24 maggio, Solennità di Ma-ria Ausiliatrice. Una struttura per la cura dei sacerdoti ammalati ed anziani. I sacerdoti ricoverati potranno usufruire dei vari servizi sanitari riabilitativi e di una H24 di assistenza medica. È un centro di comunione spirituale fra i ricoverati e coloro che desiderano affidarsi alle loro preghiere. Le elevazioni sono sei, di cui una interrata. La pianta tipo é composta da moduli unitari integrati tra di loro, costituiti da volumi tecnici e volumi dove é previsto lo svolgimento delle funzioni socio-sanitarie, assistenziali, di riposo-degenza e di sostegno religioso. Al primo livello, riservato ai non-autosucienti, sono previste sette unità doppie e due unità singole di ricovero diurno e/o continuativo, un soggiorno comune, una sala medico riabilitativa, una stanza per il personale di ‘assistenza e per il lavaggio assistito. Al secondo livello si trovano nove unità singole di ricovero diurno e/o continuativo, un soggiorno comune, una piccola cucina di piano con sala colazione annessa. Al terzo livello

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é Sr. Elizabeth, Sr. Immaculate, Sr. Mary.

sono ubicate nove unità singole di ricovero diurno e/o continuativo, un soggiorno comune, una cucina comune. Al quarto livello sono disponibili cinque unità doppie e un’unità singola di ricovero diurno e/o continuativo per soggetti autosufficienti o con assistenza personale continua, una sala comune d’incontro, una sala relax-tv e una cappella per la partecipazione alle celebrazioni religiose dei degenti. In tutti i livelli tutte le unità sono con servizi igienici indipendenti. Il rispetto delle norme sanitarie garantisce il pieno soddisfacimento dei requisiti igienico-sanitari richiesti dai regolamenti vigenti. Certamente il Residence «Mamma Margherita» si pone all’avanguardia nella cura e nella gestione del sacerdote anziano o malato e bisognoso di particolare assistenza. È improntato alla migliore antropologia medica, quella cristianamente fondata, dove le persone sono al primo posto e la sofferenza da una parte è unita a quella salvifica di Cristo, mentre dall’altra è curata e assistita con le migliori tecnologie biomediche disponibili. In questo senso, un ruolo fondamentale di animazione gioca la Comunità delle Sorelle di Maria Ausiliatrice (Sisters of Maria Auxiliatrix, SMA) – Sr. Elizabeth, Sr. Mary e Sr. Immaculate – missionarie di nazionalità indiana, fondate dal salesiano Don Antony C. Muttomtotyil. Insieme


Pellegrinaggio Mariano a Sciacca

15 maggio 2011 - È una splendida domenica di maggio! Raduno davanti alla Chiesa “S. Domenico Savio” e, come da programma, alle ore 7:00 si parte. Ci aspetta una giornata densa di preghiere, di canti e invocazioni a Maria. Sul pullman è un susseguirsi di recita del Santo Rosario e canti mariani. Alle ore 9:30 arrivo a Sciacca presso la casa “Boccone del povero”; ci siamo riuniti subito dopo nella Chiesa di “S. Agostino” e in perfetto raccoglimento ci siamo disposti per la recita delle Lodi e l’ascolto della catechesi mariana esposta dal nostro animatore spirituale, Don Calogero Di Gregorio: “Amare Gesù con il cuore di Maria”. Nel frattempo ci raggiungono alcuni associati dell’ADMA di Marsala che hanno risposto all’invito di aggregarsi. Alle ore 11:00 S. Messa presieduta da Don Calogero Di Gregorio. Il pellegrinaggio prosegue con la visita sul monte Crono al Santuario di S. Calogero, alla grotta che ha ospitato il Santo eremita e alle vicine terme. Dopo la recita del Santo Rosario, nel corso del quale abbiamo ricordato Don Sebastiano Viotti, predecessore di Don Pier Luigi Cameroni e scomparso di recente, è stata illustrata ai presenti tutta la storia del Santuario, della vita di S. Calogero e della bellezza naturale del luogo. Il momento del pranzo è stato motivo di fraternità e comunione. Abbiamo avuto modo di scambiare le nostre esperienze di associazione e i nostri progetti per il futuro, convenendo all’importanza di coinvolgere più giovani possibili e giovani coppie. Dietro invito della presidenInsieme

te (Maria Marino) e di tutto il consiglio locale ADMA di Marsala ci proponiamo di ricambiare la loro cortesia con una visita itinerante a Marsala ed Erice. Nel pomeriggio si ritorna a Sciacca per visitare la chiesa della Madonna del Soccorso; anche qui, una guida espone la storia della chiesa e della devozione alla Madonna del Soccorso (Patrona di Sciacca e festeggiata il 2 febbraio e il 15 agosto di ogni anno). Segue Adorazione al Santissimo e Santo Rosario meditato; saluto da parte dell’Arciprete Padre Carmelo Lo Bue (Parroco della Chiesa Santuario) all’ADMA SDB di Gela e all’ADMA di Marsala. Una foto di gruppo conclude la giornata e dopo lo scambio di saluti si ritorna alle proprie sedi. Sulla via del ritorno per Gela, Santo Rosario e Litanie cantate, così come ce li hanno insegnati i nostri nonni, allietano la via del ritorno. Alle ore 22:00 siamo arrivati a Gela, un po’ stanchi ma felici. Grazie Gesù, Grazie Maria Ausiliatrice!!! L u i g i n a C i a r a m el l a Presidente Regionale ADMA

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FAMIGLIA SALESIANA

ADMA SDB Gela


FAMIGLIA SALESIANA

Consulta Famiglia Salesiana di Catania

2° Incontro dei Consigli locali

In data 20 maggio 2011, presso l’istituto salesiano “S. Filippo Neri” di via V. Giuffrida a Catania, previa convocazione, si sono riuniti i Consigli Locali della Famiglia Salesiana di Catania, per il 2° incontro formativo sul tema: La Famiglia Salesiana e la Carta della Missione. Il responsabile dell’Oratorio Lorenzo Barletta e il Direttore del CFP Francesco Cauchi hanno accolto i partecipanti, dato il benvenuto e presentato l’attività del Centro Giovanile e del CFP. Il coordinatore della Consulta Piero Quinci ha introdotto i lavori facendo riferimento sia al programma annuale 2011, concordato dalla Consulta a settembre 2010, sia alla 2° assemblea festa di tutta la FS di Catania, realizzata il 12 marzo 2011 presso il Palazzo della Cultura a Catania, con la relazione di Don Giuseppe Ruta sul tema: “Convocazione Comunità e Comunione: l’esperienza di Valdocco”. Il Coordinatore ha evidenziato altresì il significato dell’incontro dei Consigli Locali della FS di Catania come momento forte di discernimento e di scelte operative comuni per rendere visibile ed efficace la presenza della FS nel territorio sia in ambito ecclesiale sia in ambito civile. Dopo un breve momento di preghiera iniziale, il relatore Marco Pappalardo, Salesiano Cooperatore, ha illustrato la relazione sulla Carta della Missione della Famiglia Salesiana. Al centro della missione non ci sono le opere e le azioni dei missionari ma l’essere inviati da Dio e l’amore reciproco. Missione significa essere presenti come Famiglia Salesiana, con il nostro carisma, negli organismi della Chiesa locale. Missione significa essere presenti nel territorio per sollevare i poveri e i bisognosi. Missione significa lavorare insieme, in comunione. Quali sono i luoghi di questa comunione salesiana nel nostro contesto? Quali sono le strategie comuni che abbiamo individuato per dare risposte ai bisogni dei giovani? Quali sono i messaggi culturali che riuscia-

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mo a far passare come Famiglia Salesiana nella città di Catania? Quali sono le strutture e le risorse che possiamo utilizzare per dare risposte nuove alle emergenze dei giovani immigrati? La nostra missione deve mettere al centro la Persona, deve avere una forte dimensione spirituale, armonica (lavoro e preghiera) e profetica (lavorare con lo sguardo al Cielo). Dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri, creare attorno a noi un ambiente accogliente, pieno di calore umano, di serenità e ottimismo. La famiglia salesiana di Catania è chiamata a svolgere la sua missione nella Chiesa e nel territorio mettendo insieme tutte le sue componenti e le tutte le sue risorse come Macedonia di frutti diversi e distinti ma armonizzati dallo Spirito di Dio. Sulla relazione si è sviluppato un intenso e approfondito dibattito e sono state avanzate diverse proposte: sviluppo della comunicazione del nostro lavoro pastorale e sociale; iniziative culturali al lido Don Bosco (stile Rimini); sportello ascolto di FS; cineforum per i giovani; equipe vocazionale della FS di Catania; gruppo di lavoro per la formazione all’impegno politico; attività di volontariato per i senza fissa dimora e immigrati; rete per lo scambio di opportunità di lavoro e ospitalità. A conclusione del dibattito, il coordinatore ha invitato i responsabili locali dei gruppi di FS di Catania ha predisporre le indicazioni operative per elaborare il programma per il prossimo biennio, che sarà approvato dalla Consulta di FS di Catania, prevista a settembre 2011. L’incontro che ha visto la partecipazione di tutti i consigli locali (escluso S. F. Neri via Teatro Greco, FMA via Caronda, FMA Librino), si è concluso in un clima di grande cordialità e soddisfazione per la cena di fraternità preparata dagli allievi del CFP e per l’esperienza di amicizia e di comunione vissuta insieme. Pi ero Qu i n ci Insieme


60° Ordinazione Sacerdotale di Papa Benedetto XVI Adorazione Eucaristica

Mercoledì 29 giugno, presso l’Istituto Salesiano “San Francesco di Sales” di Catania-Cibali, la Famiglia Salesiana di Catania, accogliendo l’invito della Congregazione per il Clero e in comunione con tutta la Chiesa, si è incontrata per un’ora di Adorazione Eucaristica in occasione della ricorrenza del 60° anniversario dell’ordinazione sacerdotale del Papa. Con questo momento straordinario di preghiera la Famiglia Salesiana di Catania ha voluto testimoniare al Pontefice tutta la gratitudine, l’affetto e la comuê Adorazione Eucaristica nione per il servizio che sta offrendo a Dio e alla sua presieduta da Don G. Ruta. Chiesa. L’adorazione eucaristica, la preghiera per il Papa e le vocazioni sacerdotali ha rappresentato per tutti un forte momento di soprannaturale unità con il Papa, nella tradizione dell’amore di Don Bosco per l’Eucaristia e per il Papa. L’ora di Adorazione Eucaristica è stata preparata e presieduta da Don Giuseppe Ruta, direttore della casa salesiana di “San Francesco di Sales” e si è conclusa alle ore 20.00 con la Benedizione Eucaristica su tutta la Famiglia Salesiana di Catania. Pi e r o Q ui n ci

Lettorato, Accolidato, Professioni e Diaconato

Il 30 aprile 2011 alle ore 17, presso la Chiesa della comunità salesiana del “San Tommaso” di Messina, sono stati conferiti a 8 confratelli salesiani i ministeri del Lettorato ed a 13 confratelli i ministeri dell’Accolidato. Ha presieduto la Solenne Celebrazione Eucaristica l’Ispettore dei Salesiani di Sicilia Don Gianni Mazzali. È stato conferito il ministero del Lettorato a: Matthew Akinyemi (AFW), Frédéric Murindangabo (AGL), Vital Nzayisenga (AGL), Samson Pjetraj (IME), Arnaldo Riggi (ISI), Emilio Stasi (IME), Vincenzo Timpano (ISI), Xalxo Bhushan Paul (INN). Il ministero dell’Accolidato è stato conferito a: Aloysius Arianto Susilo (ITM), Amarianto Adirson (ITM), Joseph Basson (AFO), Enrico Frusteri Chiacchiera (ISI), Boris Koffi Sena Togbé (AFO), Amaglo Samuel Komlanvi (AFO), Christian Konan (ISI), Simone Lavecchia (IME), Massimiliano Lorusso (IME), Raffaele Napolitano (IME), Jérôme Rakotomalala (MDG), François de Paul Ramanandraibe (MDG), Martin Eric Randrianasolo (MDG).

Il 24 maggio in occasione dell’inaugurazione del Residence “Mamma Margherita”, hanno rinnovato la Professione religiosa Basumatary Bijoy e Jyrwa Donbor.

Il 18 giugno nella parrocchia “Madonna della Pace” di Messina hanno ricevuto il Diaconato: Arokiam Savarimuthu (ISI), Huba Bledar (IME), Prostowo Vincentius (ITM), Souza David (ITM).

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FAMIGLIA SALESIANA

Famiglia Salesiana di Catania


MOMENTI DI FAMIGLIA

Festa della Comunità Ispettoriale

“Il cuore oratoriano di Don Bosco a Taormina” (1911-2011)

I Salesiani di Sicilia e i laici impegnati nella gestione degli Oratori loro affidati, hanno vissuto una giornata intensa in occasione della Festa Ispettoriale svoltasi nella casa di Taormina il 2 giugno. La scelta di svolgere questo evento a Taormina è legata ai festeggiamenti del centenario della presenza dei Salesiani nella Perla dello Jonio. Durante la Festa, appuntamento ormai divenuto tradizionale della vita dell’Ispettoria, ci sono stati diversi momenti significativi che sono stati vissuti dai numerosi partecipanti convenuti. Innanzitutto, la Festa è stata l’occasione per dire grazie al signor Ispettore, Don Gianni Mazzali; i salesiani e i laici hanno manifestato la vicinanza e l’affetto a colui che anima la vita religiosa e l’azione apostolica della comunità ispettoriale. Una bella novità quest’anno è stata l’Accademia, proposta dall’Equipe di Missione Salesiana. Nel salone teatro “San Giorgio” si sono svolti dei momenti ricreativi: alcuni canti eseguiti dal piccolo coro “Don Bosco” di Taormina guidati dal giovane maestro Ivan Lo Giudice; due simpatiche scenette realizzate dai giovani salesiani del San Tommaso; due brani musicali eseguiti da Don

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Paolo Cicala; una carrellata di foto che hanno richiamato i momenti più significati dell’anno pastorale e la rievocazione storica, attraverso delle foto, della venuta dei salesiani a Taormina. Don Enzo Biuso, direttore della casa, ha affermato che dall’arrivo dei salesiani a Taormina (1911), intere generazioni di taorminesi sono cresciute nella Casa Salesiana. Il mitico cortile, la scuola, il teatro, le sale giochi, il grest, le partite a calcio, il cinema e le sale riunioni e la Chiesa di S. Giuseppe sono stati nell’arco di questi decenni un punto di riferimento per la crescita spirituale, culturale, sociale di tante persone. A seguire, nella chiesa di S. Giuseppe, si è celebrata l’Eucaristia, momento centrale della Festa, all’interno della quale due giovani salesiani, Don Gaetano Marino della Sicilia e Don Judy Rasamoely del Madagascar, hanno professato solennemente il loro “sì” per sempre al Signore e a Don Bosco. Inoltre, a termine dell’Eucaristia sono stati consegnati dei ricordi per gli anniversari dei confratelli: 60° di Presbiterato: D. Aronica Ferdinando - D. Barresi Salvatore - D. Bambara Antonino - D. Duca Antonio. 50 ° di P re s b i t e r a to : D. Alfano Salvatore - D. Barcellona ê Don E. Biuso.

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MOMENTI DI FAMIGLIA

Nunzio - D. Astuti Angelo - D. Raneri Francesco. 25° di Presbiterato: D. Caltabiano Paolo - D. Ruta Giuseppe - D. Carta Giuseppe. 70° di Professione: D. Bambara Antonino - D. Callari Rosario - D. Barresi Salvatore - Sig. Interlandi Gaetano. 60° di Professione: D. Alfano salvatore - D. Di Gregorio Calogero - D. Melilli Giuseppe - D. Saraniti Luigi - D. Barcellona Nunzio - D. Dominici Angelo - D. Polizzi Giuseppe - D. Vitali Giuseppe. 50 ° di Professione: D. Arestivo Mario - D. Cicala Paolo D. Lazzara Biagio - D. Lo Paro Armando - D. Salvo Bartolomeo - D. Spitale Salvatore - D. Caputo Giuseppe - D. Ilari Giuseppe - D. Ledda Salvatore - D. Muratore Santo - D. Rubino Antonino - D. Urso Gaetano. 25° di Professione: D. Olszewski Andrea - D. Wisniewski Mirko - Don Enzo Pisano. A conclusione della Festa è stato servito un bel banchetto sulla terrazza della casa, allestita adeguatamente per l’occasione. Non ci resta che complimentarci con coloro che hanno programmato e gestito i vari momenti della Festa Ispettoriale, in particolare con la comunità di Taormina per l’accoglienza preparata in grande stile e con gusto! Insieme

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DALLE CASE SALESIANE

Catania-Barriera

Convegno annuale Unione Exallievi

Domenica 8 maggio 2011, presso l’Istituto Salesiano di Catania-Barriera, si è tenuto il Convegno Annuale degli Exallievi, dove i giovani exallievi e gli “Antichi Allievi”, come ama chiamarci il nostro Rettor Maggiore, hanno vissuto una giornata arricchente perchè si sono impegnati nello sviluppare proposte e progetti per il futuro, con l’aiuto della Provvidenza, quella Provvidenza che portò Don Bosco ad iniziare la Sua Missione, insieme a mamma Margherita. La giornata iniziava con l’accoglienza in cortile e con una lauta colazione, offerta dal direttore Don Domenico Paternò. Poi ci siamo diretti in Cappella per la Santa Messa celebrata dal direttore con il nostro delegato Don Mocciaro. Finita la S. Messa, ci siamo trasferiti nella sala adiacente per l’inizio dei lavori. Prende la parola il nostro direttore della Casa portando i saluti da parte di tutti Salesiani. Dopo di chè il nostro Presidente Giuseppe Fazio traccia il bilancio delle attività svolte durante l’anno. Poi la parola passava al relatore don Franco di Natale che ci ha fornito una testimonianza e una riflessione sul tema della Strenna data dal Rettor Maggiore: “Venite e Vedrete”. Dopo il saluto e una breve riflessione del nostro delegato, riprende la parola il Presidente esprimendo ai presenti il proposito di rilanciare l’Unione nel prossimo futuro. Prospettando attività che sono in cantiere, questo per far sì che il numero degli exallievi cresca sempre di più. Prima di recarci a pranzo è stata fatta la foto di gruppo scattata dal nostro Don Felice Bongiorno. La giornata si conclude con il pranzo come da tradizione, preparato nella sala refettorio della Casa Salesiana e si è completato con il dolce (cannolo) e l’amaro. Con l’augurio di rivederci il prossimo anno, si è sciolta l’assemblea. Tutti a casa.

P r o m e m o r i a C a m m i n o d e l C e n t r o A ccoglienza per la Vita e la Famiglia Il Centro Accoglienza per la Vita e la Famiglia è nato ufficialmente l’11 ottobre 2010 …ma è sorto effettivamente con la… concezione e nascita di alcuni marmocchi dal gennaio ad ottobre scorso (3 maschietti e in arrivo a giugno una femminuccia!), che stiamo ancora assistendo amorevolmente e fanno parte della nostra grande Famiglia parrocchiale e oratoriana, con l’aiuto del Signore della vita e di tanti Volontari…, in collaborazione col Centro aiuto alla vita e Movimento per la vita di Giarre… È sorto un gruppo di VOLONTARI, giovani e adulti, che si incontra mensilmente (prossimo incontro mercoledì 8 giugno ore 19.30) e si mette a servizio per diffondere la cultura della vita e

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PUNTO LAVORO …(domanda e offerta… delle opportunità di lavoro… bacheca…). Sostegno al centro per la vita… sostegno morale (preghiera, partecipazione alle iniziative); sostegno economico (offerte per adozioni a distanza di mamme e bambini, attrezzature e abbigliamento utile… e il 5 x 1000 col T.G.S. Ibiscus…). Disponibilità personale (“mettersi in gioco” con la propria professionalità e il proprio tempo… per sensibilizzare all’amore alla famiglia e alla vita). Giornata per la vita (a livello parrocchiale): domenica 8 maggio (volantini). Telefono “Sì alla vita” (347.1665624) disponibile tutti i giorni dalle ore 08.00 alle ore 22.30, per Info-Volontariato e urgenze specie per mamme e ragazze in difficoltà. Altre opportunità col Movimento per la vita: SOS numero verde 8008.13000, Progetto Gemma e Parto anonimo. O p e r a S a l es i a n a “ S . C u o r e ” Ca t ani a- B ar r i er a

Giovani e adolescenti: educazione all’amore, valore e difesa della vita Giunge a conclusione, con l’incontro dello scorso 4 maggio, la serie degli appuntamenti formativi ed informativi promossi dal Centro di Accoglienza per la Vita e la Famiglia che, sotto la direzione di validi ed illustri relatori, ha visto un buon numero di partecipanti (tra adolescenti, giovani ed adulti) interrogarsi e confrontarsi su temi di rilevante e “scottante” attualità: Educazione all’amore in famiglia, nell’odierno contesto catanese (26 gennaio); Valore della sessualità e procreazione responsabile (23 marzo); Valore e difesa della vita umana (il 4 maggio). Questo il tema dell’ultimo incontro, al quale hanno preso parte: il Comm. Giuseppe Pagano (assessore provinciale per le politiche sociali, giovanili e per la famiglia); padre Valerio Di Trapani (direttore dell’ufficio diocesano della Caritas); Ginevra e Cesare Scuderi (responsabili del Centro di Aiuto alla Vita di Giarre); Rosanna e Rosario Catalano (genitori ed insegnanti) e, in qualità di moderatore, il dottor Salvatore Garraffo (medico ginecologo, anch’egli volontario del CAV di Giarre). Dopo l’ormai consueta introduzione di don Gaetano Urso, che ha ricordato ai presenti l’identità del Centro e le attività che esso promuove, l’assessore Pagano rivolge i suoi saluti all’assemblea, esprimendo la sua personale gratitudine alla Chiesa, agli Oratori e a tutte quelle Associazioni di volontariato che rappresentano, oggi più che mai, «una vera ricchezza e un punto di riferimento “forte”» in un contesto sociale purtroppo sempre più caratterizzato dal decadimento dei valori e dalla disgregazione dell’istituzione familiare. Entrando poi nel vivo Insieme

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DALLE CASE SALESIANE

l’amore alla famiglia, e da esso sono partite numerose iniziative come: Incontri di formazione e informazione sul tema: “Adolescenti e giovani. Educazione all’amore…e alla promozione alla vita e alla difesa dei valori della Famiglia” (gennaio, marzo, maggio) aperti a tutti e incontri con singoli gruppi e/o classi; collegamento in rete a livello cittadino con le realtà religiose (Parrocchie, Istituti, Centri giovanili, Oratori…) e civili (Scuole, Centro sociali, Cliniche, Studi medici di base e pediatri…); rapporto privilegiato con la FederFarma (Farmacie della Provincia); sito e gruppo su Facebook. PUNTI VITA - obiettivo: diffondere in tutta la Città (gruppi, classi, parrocchie, oratori, aziende, condomini, singole persone…) con riferimento al ns Centro di Accoglienza per casi urgenti, per spazi di formazione, solidarietà… e anche a livello regionale (MGS, PG CeSI) e diocesano (Pastorale giovanile, della Famiglia, Caritas…).


DALLE CASE SALESIANE

dell’argomento, l’assessore ha con forza sottolineato il valore imprescindibile ed inviolabile della vita da cui scaturiscono, conseguentemente, la difesa e il rispetto della persona umana. Chiama infine “in causa” anche la scienza, la quale ha valenza solo se aiuta, sviluppa e difende la vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, perché «non può esistere vero progresso scientifico contro la dignità dell’uomo». Segue quindi l’intervento di padre Valerio, il quale insiste su due importanti concetti: la questione educativa e la necessità di “calare nella prassi” il valore della difesa della vita umana. In primo luogo occorre partire dal principio, tanto ovvio quanto purtroppo spesso dimenticato o disatteso, che la vita in quanto tale, e quindi ogni persona umana in quanto espressione concreta di questo valore universale ed inalienabile, non può ammettere restrizioni, condizioni, discriminazioni o “riserve” legate alla provenienza geografica, alla confessione religiosa, alla etnia o al colore della pelle… Educare alla difesa della Vita vuol dire educare alla difesa di ogni vita, non solo di quella nascente, ma anche di quella dei rom, degli immigrati, dei disoccupati, dei tossicodipendenti o dei senza fissa dimora (non hanno bisogno di commento le parole di padre Valerio, semmai impongono soltanto il silenzio e… un esame di coscienza, allorché egli afferma perentorio: «Io ho imparato la difesa della vita dalla vita di queste persone»), altrimenti si rischia di cadere in un moralismo

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sterile ed astratto che potrebbe facilmente portare ad un ragionamento “schizofrenico”, che tende cioè a distinguere e a “dissociare” la vita dalla vita: da una parte difendiamo la vita nascente, dall’altra respingiamo quella degli immigrati! Ecco perché diventa fondamentale e sempre più urgente il discorso educativo: «la vera sfida – ha più volte ribadito padre Valerio – consiste nell’accompagnare i giovani a vivere l’esperienza di una vita che soffre, che è al limite, in contesti di estrema fragilità… accompagnare i giovani ad accogliere la vita ferita sulle nostre strade, perché se accogliamo questa vita, accogliamo la vita…». Dunque alziamo pure la voce in difesa della dignità e della vita di ogni persona, ma impegniamoci anche concretamente a vivere esperienze vere di prossimità accanto a situazioni di fragilità, di povertà e di bisogno… Dopo questa riflessione così profonda e per certi versi “provocatoria”, l’intervento di Cesare e Ginevra sposta un po’ l’attenzione sulla realtà e sull’operato dei Movimenti per la Vita, attivi in Italia e in tutto il mondo da oltre quaranta anni. L’identità che li caratterizza è il loro essere “pro-life” (in difesa cioè della vita), ma anche, e necessariamente, “anti”, cioè contro tutto ciò che minaccia la vita stessa: aborto, manipolazione genetica, eutanasia… Ripercorrendo in breve la storia della legislazione italiana, apprendiamo dalle parole di Cesare che l’aborto viene legalizzato (quindi riconosciuto ed economicamente assistito dallo Stato) nel 1975, con un’apposita legge in materia. Ma è ancor più sorprendente scoprire che nella realtà i CAV (Centri di Aiuto alla Vita) sono nati un paio d’anni prima della stessa legge, allorché a Firenze un gruppo di cattolici si rese conto che il vero problema legato all’aborto non era tanInsieme


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non solo della vita nascente, ma anche di quella già in atto, ed è universale nella misura in cui si apre agli altri (anche ai figli non propri), senza escludere nessuno (neppure il bambino malato). È evidente, ancora una volta, come diventino sempre più urgenti, nei confronti delle giovani generazioni, interventi educativi incentrati sulla prevenzione, sul dialogo sereno con gli adulti e su una corretta educazione all’amore e all’affettività, affinché proprio loro, futuri uomini e donne del domani, si facciano promotori di un’autentica cultura della vita. A tale scopo, una proposta-provocazione che ci interpella tutti: perché non creare dei “Punti Vita” nelle nostre scuole, nelle nostre parrocchie, nelle nostre associazioni giovanili e/o di volontariato, nei nostri condomini?...

In fondo, si conclude – almeno per quest’anno – l’ultima tappa di questo nostro iter formativo (neppure iniziato per nostra volontà… ma “per colpa” di alcuni bambini che hanno lottato con tutte le loro forze per affermare il loro diritto alla vita e hanno fatto “sentire” la loro voce… a dispetto di chi pensava che non avessero voce in capitolo…), ma non si conclude di certo, né potrebbe, l’avventura unica ed irripetibile della Vita, che continua ad interpellarci e a provocarci ogni giorno, perché ogni vita che nasce è il sogno di Dio… il segno che Lui, l’Autore della Vita, non si è ancora stancato degli uomini… M ar i a C o n c e tt a Ga n g e m i Centro Accoglienza per la vita e la Famiglia

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to quello della sua legalizzazione, quanto piuttosto quello della donna, lasciata quasi sempre sola in questa terribile scelta… Si avvertì quindi la necessità di promuovere una vera cultura della vita, perché le difficoltà non si superano sopprimendo la vita, ma affrontandole semplicemente insieme; è proprio questo, in fondo, il fine che muove l’operato dei movimenti per la vita diffusi nel territorio nazionale e nel mondo. Passando in rapida rassegna alcuni dati numerici, Cesare ci fornisce delle notizie a dir poco sconcertanti: secondo l’ultimo aggiornamento risalente all’anno 2009 (visto che la legge impone allo Stato italiano di fare un resoconto del numero delle IVG effettuate ogni anno… IVG: interruzione volontaria della gravidanza, altro nome eufemistico dell’aborto!) sono stati più di cinque milioni gli aborti eseguiti, con una percentuale altissima del 25%, come a dire che su quattro gravidanze una viene eliminata… senza contare poi l’ “assurdo economico” che indirettamente, e nostro malgrado, ci coinvolge come cittadini chiamati a pagare le tasse anche per gli aborti praticati! Non è esagerato affermare che si sta sviluppando nei confronti del nascituro, dal punto di vista culturale, un vero e proprio atteggiamento di “negazionismo”, perché oltre ad eliminarlo fisicamente, si tende persino a cancellarne mentalmente l’esistenza, nonché il rapporto affettivo che sin dai primi istanti si crea con la madre. L’intervento conclusivo di Rosanna Catalano ci riporta all’esperienza concreta di una coppia che si è aperta alla vita… Non potrebbe essere altrimenti – sottolinea Rosanna, insegnante e mamma di tre bambini, di cui uno in affido – perché «l’essere creati a immagine e somiglianza di Dio, che è Amore, ci dà la consapevolezza di essere amati e di essere a nostra volta “canale” di questo amore, come sposi cristiani…». Occorre riscoprire – aggiunge ancora Rosanna – le quattro dimensioni dell’amore, ossia la gratuità, la fedeltà, la fecondità e l’universalità. Si sofferma in particolare su questi due ultimi aspetti, precisando che un amore davvero fecondo è quello che si prende cura


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“Micro Automation Project” Schneider Electric azienda del settore elettrico ha patrocinato, da quest’anno, la prima edizione della gara nazionale dal titolo “Micro Automation Project” riservato agli studenti del 3° anno dei Centri di Formazione Professionale Salesiani con indirizzo Elettrico ed Elettronico CNOS-FAP presenti in Italia. Tale competizione viene proposta agli studenti come opportunità per vivere un’esperienza lavorativa di gruppo valida sia sotto il profilo formativo che dell’approfondimento della conoscenza di nuove tecnologie in materia di automazione. Il CFP Catania-Barriera ha partecipato a questo concorso realizzando un progetto dal titolo “Impianto Cernita e Trasporto”. Il gruppo era formato da quattro allievi: Cristian Di Salvo, Andrea Maggiore, Alessandro Leone, Gabriele Magra, coordinati dal Prof. Salvino Zocco, tale progetto valutato da una apposita commissione esaminatrice formata da rappresentanti dell’azienda stessa ha avuto il riconoscimento di “Miglior Progetto”, pertanto il gruppo dei quattro allievi si è aggiudicato un premio pari a 1000,00 euro mentre il centro ha ricevuto una somma pari a 1250,00 euro sotto forma di materiale didattico. I premi sono stati consegnati in occasione della cerimonia di premiazione del “Concorso Nazionale CNOS-FAP”, svolta venerdì 13 maggio 2011 presso il CFP Valdocco di Torino. S a l v i n o Zo c c o ç Catania-Barriera: I quattro allievi del CFP primi classificati al Premio “Micro Automation Project”. Foto di gruppo con il Prof. L. Zappalà, Prof. S. Zocco e il direttore Don D. Paternò.

Catania-Cibali

PGS Vigor Sales Under 19 Campione Provinciale e Regionale

La P.G.S. Vigor Sales finalmente ce l’ha fatta! Dopo tre anni di sacrifici e un pizzico di fortuna è riuscita a centrare uno storico double. Una stagione a dir poco fantastica e per certi versi irripetibile: la vittoria del titolo Provinciale under 19 a Catania di calcio a 5; si è centrato uno storico risultato a Kastalia dal 26 al 29 maggio 2011: ci siamo “laureati” Campioni Regionali under 19 di calcio a 5 dopo il

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2° posto dell’anno scorso e il 3° posto di tre anni fa in under 17. Una scalata dal gradino più basso a quello più alto! Questi ragazzi appartengono al Liceo dell’Istituto “S. Francesco di Sales” di Cibali, e con questa P.G.S., con i suoi tre anni di vita, hanno conquistato traguardi inimmaginabili. Un grazie particolare al Prof. Carmelo Pergolizzi, a Don Vincenzo Timpano e al miInsieme


Labor Sales: blick sulla lettera da Roma di Don Bosco In questo primo anno del decennio 2011-2020 dedicato dai Vescovi Italiani all’Educazione e al fine di ritornare a Don Bosco e al suo spirito educativo, l’Istituto “San Francesco di Sales” di Catania, guidato dal Direttore don Giuseppe Ruta e coordinato dal gruppo dei Salesiani Cooperatori che ivi operano, ha riflettuto sulla “Lettera da Roma del 10 maggio 1884” scritta dal Santo dei Giovani. Si tratta di un testo che è quasi la sintesi del suo sistema educativo e il testamento spirituale per quanti vivono ancora oggi il carisma salesiano attualizzandolo. Chiamato Labor Sales, è stato un tempo di riflessione per i Salesiani, i docenti, i genitori, i catechisti e gli educatori, che da gennaio si sono confrontati a più livelli con la Lettera per ritrovare il “cuore del Padre”, una nuova spinta per la missione quotidiana, per un tempo di formazione spirituale e umana. Proprio il 10 maggio scorso, ricorInsieme

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ster Gianluca Guglielmino, che hanno dato vita a questa magnifica avventura; a Don Paolo Fichera e a Don Alfio Lucio Bruno per la collaborazione e ai salesiani che ci hanno sempre aiutati, incoraggiati e sostenuti facendoci sempre percepire la bellezza del carisma salesiano. Un grazie a questi stupendi ragazzi che quest’anno completano il loro percorso di studi al liceo, essendo di maturità; diversi di loro, partendo dalla scuola materna, concludono nel migliore dei modi! L’augurio per loro è che vivano l’insegnamento di Don Bosco e cioè essere nella società “Buoni cristiani e onesti cittadini”. Questi i nomi della squadra: Pierangelo Di Fede, Gabriele Marletta, Antonio Magnano, Marco Polizzi, Claudio Amato, Fabrizio Massimino, Carlo Congiu, Emanuele Rada, Dario Ortoleva, Simone Salemi e Matteo Coco. I risultati sportivi in questi tre anni di attività: Stagione 2008/09 - Campione Provinciale under 17 e 3° Posto Regionale; Stagione 2009/10 - Vice Campione Provinciale e Regionale under 19 e Titolo Regionale Scolastico; Stagione 2010/11 - Campione Provinciale e Regionale Under 19.


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dando la data dello scritto del Santo e ricorrendo il 120° anniversario della fondazione dell’Istituto, le varie componenti educative si sono incontrate alla presenza dell’Ispettore dei Salesiani di Sicilia don Gianni Mazzali per comunicare e condividere le riflessioni fatte. Per i genitori la Lettera da Roma ha sollecitato l’amorevolezza nell’azione educativa, ridando forza e motivazione all’impegno di accompagnare ed aiutare i figli nella loro crescita. Il loro amore, insieme a quello degli altri componenti della famiglia, dà tutto ciò che occorre per vivere, per avere fiducia in se stessi e negli altri e per affrontare la realtà, il tutto, però, sempre in profonda comunione con Dio imparando da Lui ad amare e a partecipare all’amore di Cristo. Ha invitato, inoltre, a riflettere sulle esigenze educative del nostro tempo e quindi sull’educazione da impartire ai figli e sul rapporto con loro. Dagli incontri dei docenti è emersa l’attualità della Lettera, soprattutto per i principali passaggi che sono stati considerati quali veri capisaldi del sistema educativo salesiano: far sentire amati i ragazzi, realizzando familiarità e presenza. Si è voluto mettere l’accento sulla necessità di una costante riflessione sul lavoro, chiedendosi anche quanto e fino a che punto si sia disposti ad accettare una “fraterna correzione” anche da parte dei colleghi: «Molta della nostra credibilità – hanno scritto nella relazione finale - si gioca soprattutto sulla necessità di un maggior dialogo e una maggior convergenza tra colleghi e salesiani, migliorando quindi la comunicazione di questo grande “condominio”, e migliorandola sia in senso orizzontale, nello stesso “pianerottolo”, sia in senso verticale, “dal seminterrato fino all’attico”!». Una lettera calorosa è stata la risposta della comunità dei consacrati SDB (Salesiani Don Bosco) che hanno espresso l’impegno di guardare al futuro a partire dall’amore e dalla carità: «Non ci freni la situazione attuale, la limitata consistenza numerica di noi salesiani, la relativa incidenza nei luoghi in cui i ragazzi e i giovani vivono e crescono. La nostra presenza nei tanti “cortili” antichi e nuovi, tra adulti e giovani del nostro am-

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biente, sia costante e fedele, adattandoci maggiormente alle inedite situazioni di oggi. La nostra Comunità salesiana sia un segno umile ed eloquente di vita consacrata, nucleo carismatico pulsante per animare e coordinare ancora oggi l’azione educativa sui vari fronti per il bene dei giovani». Dal confronto del gruppo dei Catechisti e Educatori è emerso che la passione educativa e l’amore per i ragazzi non mancano. Consapevoli delle difficoltà e dei limiti, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto mettendosi sempre in cammino. Posto l’obiettivo, cioè messo al primo posto il bene dei ragazzi, occorre lavorare giorno per giorno, con entusiasmo, rendendo palese l’amore e l’interesse per loro. Occorre aprire il cuore e mettersi in ascolto nei momenti formali ed informali. Particolarmente significativa e toccante è stata la testimonianza di un allievo del Liceo “Don Bosco”, che ha ringraziato per il modo in cui è stato accolto negli anni, la cura nei suoi confronti, l’essersi sentito voluto bene, l’essere diventato una persona migliore. L’incontro si è concluso con l’intervento dell’Ispettore che ha sottolineato l’esigenza di formarsi, impiegando il tempo per questo e facendolo al di là di ogni supponenza e orgoglio; il non riempirsi la bocca di slogan ma sentirsi umili nei confronti delle sfide di oggi, disponibili a diventare educatori ogni giorno; solcare strade nuove mettendosi innanzitutto in discussione; riscaldare il cuore cercando di vivere con atteggiamento e sguardo profetico. Il Labor Sales continuerà intanto con la riflessione personale e l’impegno dei gruppi a camminare insieme, e riprenderà a settembre con la riflessione sulle Memorie dell’Oratorio, altro testo fondamentale per il mondo salesiano suggerito dal Rettor Maggior don Pascual Chavez per il prossimo anno sociale e in vista dei 200 anni dalla nascita di San Giovanni Bosco nel 2015. Tutti i materiali del LABOR SALES sono disponibili nel sito ufficiale: www.salesianicibali.it. M a r c o P a p p a la r d o Insieme


Società gloriosa, ringiovanita nella dirigenza, tra divertimento e sfida educativa nello stile di Don Bosco “Vincere, Educando”. Questa è la missione non impossibile, motore dell’attività della Pgs Sales, da quarant’anni in attività e punto di riferimento del mondo salesiano. La società opera presso l’Oratorio Salesiano San Francesco di Sales nel quartiere di Cibali e offre ai giovani l’occasione di vivere una realtà sana e aggregativa. Da tre anni si è immersa nell’attività di calcio a 5, dando ai ragazzi dell’oratorio l’opportunità di confrontarsi con le altre realtà catanesi e affiancando al quadro dell’offerta sportiva anche il Basket. Iscritta ai campionati Pulcini, Esordienti, Giovanissimi e Allievi, la società guidata dal presidente don Mario Arestivo ha dato fondo alle energie, lavorando con grande passione per dare linfa a tutta l’attività grazie al ringiovanimento del quadro dirigenziale. I ragazzi, attivi e tutti facente parte della comunità oratoriana, svolgono i propri allenamenti all’interno della struttura seguendo

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un percorso sportivo e formativo basato sugli insegnamenti del fondatore dei salesiani, San Giovanni Bosco. Gli atleti sono seguiti da allenatori che, sullo stile del sistema preventivo, basano l’essere squadra su una grande famiglia, affrontando così ogni tipo di problema, accompagnando alla crescita fisica del ragazzo, quella etica e spirituale. Metodo che, tornando sul campo, sembra aver dato i suoi frutti anche sotto il profilo sportivo. La Pgs Sales ha conquistato quest’anno i titoli provinciali, nei campionati organizzati dal comitato provinciale della Polisportiva Giovanile Salesiana, per le categorie Under 15 e Under 17 di basket ed Under 15 di calcio a 5. Nel campionato FIGC i giovanissimi hanno occupato la terza posizione, utile ad accedere alle fasi finali mentre gli allievi sono stati in lotta per la quarta posizione, ultima valida per conquistare le finali provinciali. Da: La Sicilia, 27 marzo 2011.

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“Vincere, educando” Il motto della PGS Sales


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Grest 2011: “Venite e R...Estate” È questo lo slogan del Grest estivo dell’Oratorio Salesiano “San Francesco di Sales” – Cibali – di Catania, che vede la partecipazione di circa centocinquanta ragazzi dai 6 ai 16 anni. L’attività estiva ha preso il via lo scorso 23 giugno e si concluderà il 23 luglio. Un mese di giochi, divertimento e formazione che permette ai giovani del grest di conoscere e approfondire le figure di Gesù, di Don Bosco e di Giovanni Paolo II, beatificato a Roma lo scorso primo maggio. Volontà, Lealtà, Coraggio e Fiducia i quattro nomi delle squadre che permettono ai ragazzi, durante l’arco del mese, di riflettere su altrettanti valori fondamentali da “buoni cristiani e onesti cittadini”. Importante è per i nostri giovani rendersi conto di come determinati valori non devono mai essere accantonati e che il possederli risulta essere la regola, non l’eccezione. Divertimento assicurato in occasione delle gite: acquapark presso il McLube di Caltanissetta, e Gambarie che permette ad un centinaio di ragazzi di abbandonare l’afa cittadina per godersi lo splendido scenario dell’Aspromonte, in Calabria. Occasioni queste per conoscersi meglio, per giocare e cantare insieme ma anche, e soprattutto, per pregare in un unico coro ad inizio e fine giornata come voleva Don Bosco.

Importante la presenza del gruppo animatori che, dopo essersi preparato per oltre un mese all’inizio dell’avventura estiva, prosegue il percorso di formazione anche durante l’estate con le riunioni settimanali del martedì sera utili per confrontarsi su alcune tematiche proposte dal sussidio “ABC Animatore” e su altre di natura tecnica. Mo-

menti necessari alla preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid che vedrà presenti quasi venti giovani provenienti dalla casa di Cibali. Per altri tra gli animatori ci sarà l’opportunità di partecipare ai campi animatori di fine agosto. Molto sentito, in crescita rispetto agli altri anni, il momento centrale del grest, quello della S. Messa celebrata dal direttore dell’oratorio don Mario Arestivo. Celebrazione che vede partecipare, oltre ai ragazzi del grest, numerosi giovani e adulti dell’oratorio. L’ultima serata, denominata “serata sotto le stelle”, darà l’opportunità a ragazzi ed animatori di presentare ed esibire tutto ciò che è stato preparato durante le attività di danza e canto che si sono affiancate ai consueti sport: calcio, basket e pallavolo. F a bi o A l i b ri o

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Convegno annuale Unione Exallievi

Il 15 maggio 2011 si è svolto a Catania, nel teatro San Giovanni Bosco, in via S. Maria della Salette 116, il Convegno annuale organizzato dalla locale Unione Exallievi. L’evento ha registrato la partecipazione dell’Ispettore dei Salesiani di Sicilia don Gianni Mazzali, il quale ha introdotto, in modo originale, la testimonianza sulla Strenna del Rettor Maggiore “Venite e vedrete”, utilizzando le parole della canzone di Renato Zero “La vita è un dono”. L’invito di don Mazzali è stato quello di riflettere sul fatto che nel cuore della nostra vita c’è una sfida da cogliere (venite) e ci sono sorprese che ci attendono e che non possiamo calcolare o prevedere (vedrete). Pertanto, la vita inizialmente non è un dono, piuttosto è un accidente. Fino a quando non si riesce a comprendere bene le cose e ci si limita alle affascinanti, quanto retoriche, frasi che si ripetono sulla dignità della vita, sulla sua unicità, sui diritti universali, sulla democrazia, sulla giustizia, si rischia di sconfinare in uno smisurato senso dell’io e di porre le premesse per una civiltà basata sull’individualismo che non ammette altri o Altro. Il salto di qualità avviene quando si supera la filosofia dell’io debole, per rafforzarla con una dimensione spirituale, quella del mistero della vita. Soltanto allora si riesce a percepire la vita come un dono, che non è frutto di una convinzione personale, ma consapevolezza che non si è né l’unico, né il più importante artefice della propria esistenza. Il dono della vita diventa significativo soltanto se accettato e ricambiato, perciò è anche volontà e determinazione. Si tratta di impegnarsi per

aiutare i bambini, i ragazzi, i giovani, gli uomini e le donne adulte a scoprire o riscoprire uno sbocco felice per la vita. A conclusione del suo discorso, don Mazzali ha manifestato l’impegno della Famiglia Salesiana nel promuovere la famiglia monogamica, nell’accompagnare i giovani nella loro formazione ed educazione e nel promuovere concretamente una pastorale giovanile che renda i ragazzi e i giovani protagonisti, aprendo loro orizzonti nuovi di vita. Il convegno annuale, ha ricordato il Presidente dell’Unione Salvatore Caliò, è uno degli appuntamenti di una serie di manifestazioni programmate dall’Unione Exallievi nell’anno sociale 2010/2011. Infatti, l’attività dell’Unione è stata caratterizzata dall’assegnazione del Premio Quartiere Vivo al rag. Nunzio Strano e al Rotary Club di Catania, con la splendida conduzione di Salvo La Rosa, al primo, personalità espressa dal quartiere, per l’impegno e la dedizione nel lavoro e la testimonianza di cittadino esemplare, al secondo per il sostegno concreto e fattivo verso i Salesiani e i giovani del quartiere. Nel corso della manifestazione sono stati assegnati i Premi di Studio agli alunni più meritevoli delle scuole operanti nel quartiere, donati dalla “Domenico Sanfilippo Editore”, dal Teatro Stabile di Catania e dalla Segreteria della Presidenza del Senato della Repubblica Italiana. Sono stati organizzati numerosi incontri culturali. Tra questi il convegno “Il Cardinale Dusmet e la Salette” in occasione del 22° anniversario della Sua beatificazione, con illustri relatori come Mons. Gaetano Zito (Vicario episcopale per la Cultura) e il prof. Biagio Guardabasso (past Direttore dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Catania). Di grande interesse è stato il convegno “Legalità e sviluppo a San Cristoforo. Quale futuro per il quartiere?”, che ha coinvolto esponenti del mondo delle Istituzioni come la dott.ssa Annamaria Polimeni (Viceprefetto Vicario di

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Catania-Salette


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Catania) e l’arch. Rosanna Pelleriti (del Comune di Catania), la dott.ssa Silvia Vassallo (magistrato del Tribunale per i minori), l’Arcivescovo di Catania Mons. Salvatore Gristina, padre Valerio Di TraDon G. Mazzali, Don R. Di Mauro e S. Caliò. pani (della Caritas Diocesana), brillantemente coordinati dalla dott.ssa Pinella Leocata (giornalista del quotidiano “La Sicilia”). L’impegno sociale e politico dell’Unione Exallievi continuerà con ulteriori incontri, giornate a tema e manifestazioni, anche grazie al grande entusiasmo e la voglia di agire dimostrata dalle leve giovanili che hanno recentemente aderito all’Unione insieme al desiderio di essere protagonisti all’interno dell’associazione e sul territorio in generale. F la v i o Ca lc a g no

Gela

Appello del Cnos a Lombardo

Il grido di allarme per la prosecuzione della formazione è stato lanciato dai sacerdoti e dagli insegnanti del Cnos-Fap al presidente della Regione Raffaele Lombardo in visita a Gela in occasione del convegno regionale organizzato dalla fondazione “Antonietta e Salvatore Aldisio” presieduta da Lillo Giardina. Ad aspettare il Governatore della Sicilia, il presidente della Provincia Pino Federico, i rappresentanti politici dell’MpA di Gela e della Provincia regionale, assessori provinciali, giornalisti, simpatizzanti ed i padroni di casa, i sacerdoti salesiani. La presentazione è stata curata dal direttore della formazione don Enzo Ferrarella, poi la parola al direttore della scuola salesiana don Carmelo Umana che ha ricordato l’opera meritoria di San Domenico Savio sulla falsariga dell’insegnamento di San Giovanni Bosco. I ragazzi che i salesiani formano sono quelli presi dalla strada, quelli con precedenti penali o semplicemente chi ha voglia di imparare un mestiere. Tutto questo fra le difficoltà e le ristrettezze economiche della Regione che stenta a finanziare i progetti di formazione. I sacerdoti hanno sottolineato che ben 11 corsi stavano per essere azzerati nel centro salesiano di Gela mentre il prof. Licata ha dato voce a tutti gli insegnanti della scuola costretti ad aspettare i tempi lunghi della burocrazia prima di ricevere i dovuti compensi. “In questi giorni siamo indietro di cinque me-

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silità – ha detto Licata – e fino a qualche mese fa di otto. Come possiamo mantenere le nostre famiglie. Eppure lavoriamo per portare avanti il messaggio salesiano”. “Il nostro è un centro di formazione di eccellenza – ha detto il presidente della Provincia Federico – abbiamo salvato i corsi perchè quello di Gela è l’ente di formazione più virtuoso in Sicilia, e questo grazie al Presidente della Regione”. Il sindaco Fasulo ha sottolineato l’importanza di lavorare in sinergia per raggiungere obiettivi comuni: quello della formazione e della presenza viva fra i giovani, come ha dimostrato di saper fare la scuola gelese. “Proprio stamattina – ha detto il Presidente Lombardo – ho firmato un decreto con il quale viene aumentato il budget per ogni ora di lavoro, dai 90 euro ai 135, in questo modo sarà possibile ampliare la possibilità di lavoro per i formatori e per i mezzi destinati alla formazione a discapito di chi assume ma produce meno. In Sicilia ci sono 30.000 enti di formazione, enti inutili che è necessario diminuire a favore di quelli virtuosi come questo. Una risorsa enorme per la quale la Regione ha previsto 300 milioni di euro. Con la nuova finanziaria abbiamo ridotto anche le Asi ad una regionale e l’Iacp”. Li li a n a Bla n c o Da: Vita Diocesana, Gela 15 maggio 2011. Insieme


Presentato a Palermo, nell’Aula magna della facoltà di giurisprudenza, il Rapporto sulla Sussidiareità e Formazione professionale 2010. Il Presidente dalla fondazione per la sussidiarietà Giorgio Vittadini, dopo la prima presentazione del rapporto in Senato, ha scelto Palermo per affrontare un tema di vitale importanza per il sistema paese. Al dibattito, moderato da Salvatore Taormina, hanno partecipato anche il Rettore dell’Università Roberto La Galla, il Vescovo di Piazza Armerina mons. Pennisi e il presidente del CNA Filippello. Giorgio Vittadini afferma che l’adozione di un’impostazione sussidiaria nell’istruzione professionale influisce sul successo formativo, sull’inserimento lavorativo e sull’inclusione sociale dei giovani diplomati e qualificati. “Come mostrano i casi raccontati in questo Rapporto – spiega il presidente della fondazione - , ancora oggi esistono esperienze educativo-formative che sono nate dal grido di dolore di tanta parte del mondo giovanile, che non è fatto di masse e di numeri, ma di “io” che, lungo percorsi personali difficili, hanno perso il desiderio e la capacità di lottare e costruire. L’attenzione al bisogno di queste persone ha generato realtà dove tanti piccoli “Ciaula”, il protagonista della novella di Pirandello, hanno scoperto la luna, ovvero il rapporto con le cose, con la costruzione, con la positività”. Il modello di formazione professionale di tipo sussidiario osservato e descritto dal Rapporto si spinge oltre il mero trasferimento di nozioni di tipo tecnico o di valutazioni di carattere economico-sociale e descrive un metodo in cui la persona è “il soggetto e l’oggetto dell’azione educativa”. “La centralità della persona sarebbe il cuore del siste-

ma sussidiario, sistema che, come emerge dai dati del rapporto, rende di più in termini di risultati: qualità della formazione, inserimento lavorativo e inclusione sociale. Per raggiungere questi obbiettivi, però, precisa Vittadini, bisogna porre in essere, anche a livello politico- istituzionale, azioni che siano fedeli alla mission educativo-formativa e perseguano quest’unico obiettivo. Soprattutto in Sicilia “bisogna vincere la resistenza dell’idea che con la formazione professionale si possano risolvere i problemi occupazionali del personale docente e amministrativo. In politica economica un’azione deve essere finalizzata ad un solo obiettivo” se lo duplichi li fallisci tutti e due”. In altri termini i soldi per la Formazione devono essere spesi per la formazione, qualificando la spesa. Fra gli interventi quello di mons. Pennisi ha decritto come questa dinamica si sia declinata nel nostro territorio. Il prelato, in particolare, ha citato l’esempio virtuoso dei saldatori di Gela la cui alta qualificazione è ormai riconosciuta non solo da aziende come l’ENI presenti sul territorio, ma anche da imprese nazionali ed internazionali. Questo grazie ad alcuni enti che su questo territorio operano da tempo, fra questi i salesiani, che hanno contribuito al recupero di numerosi ragazzi attraverso l’educazione al lavoro di qualità, arginando così la dispersione scolastica e togliendo potenziale manovalanza alla criminalità organizzata. Conclude citando un appello di Sturzo: “Datateci scuole serie, importanti, scuole che, anche senza dare un pezzo di carta, insegnino”. Mari a G abr ie l la Ri c ot t a Da: Siciliainformazioni.com, 12 giugno 2011.

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Il caso virtuoso dei saldatori di Gela


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Marsala

Al via il Grest 2011

Procede alla grande l’attività estiva organizzata per quest’estate 2011 dai Salesiani di Marsala: tra giochi, balli, formazione e tanta allegria salesiana, i 250 bambini e ragazzi sono già giunti alla terza settimana del tradizionale GREST salesiano, che, per quest’anno, ha come titolo “Overy: scelte a colori”. Iniziato il 14 giugno scorso, il Grest vede impegnati i bambini e i ragazzi di Marsala in un percorso di formazione umana e cristiana, alla scoperta del progetto che Dio ha per ciascuno di loro, sulla scia del messaggio che il superiore mondiale dei salesiani, Don Pascual Chavez, ha lanciato per quest’anno pastorale 2010/2011, con la strenna “Venite e Vedrete”, in una forte connotazione vocazionale e salesiana. Accompagnati dai sei ragazzi protagonisti di un viaggio fantastico ad Overy, in Irlanda, i “grestini” verranno guidati nel compiere quelle scelte profonde che segneranno la loro esistenza e li faranno maturare cristianamente e umanamente (come voleva lo stesso Don Bosco che voleva i suoi giovani “buoni cristiani ed onesti cittadini”). Al timone di questa stupenda avventura il Direttore-Parroco dei Salesiani, don Ales-

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sandro Malaponte, il salesiano don Arnaldo Riggi, inviato dall’ispettore regionale dei salesiani per questo grest 2011, il giovane coordinatore delle attività oratoriane, Sergio Alagna, una quarantina di animatori e collaboratori e una decina di genitori, che, con grande spirito di sacrificio e di donazione, offrono gran parte del loro “tempo estivo” a vantaggio dei ragazzi marsalesi, contribuendo a migliorare il servizio educativo offerto dall’oratorio salesiano. Numerose le attività realizzate e altrettanto numerose quelle previste, sino al 30 luglio, giorno in cui si concluderanno le attività estive: inaugurazione cittadina, alla presenza del sindaco, con sfilata sino al monumento di Don Bosco; gite varie all’acquapark e a mare; spettacoli settimanali al sabato sera; tornei e laboratori manuali; olimpiadi del Grest; Santa Messa; formazione spirituale; serate culturali e impegnate; bans, giochi, danze... il tutto nel giusto spirito salesiano, fatto di semplicità e di familiarità! Risuona ancora nei cortili e nelle aule dell’opera salesiana “Divina Provvidenza”, tra le urla festanti dei bambini e ragazzi di Don Bosco, il tradizionale inno scritto e musicato dal fondatore dei grest in Sicilia, Don Franco Solarino, “il grest che passion, che atomica invenzion!”, con la certezza, come afferma uno dei giovani grestini, “di portare ovunque vita perché siamo i cavalieri dell’amor! Ohissà Hurrà!”. Insieme


Come affrontare la sfida educativa Gli exallievi salesiani a confronto

Si sono ritrovati come ogni anno, per celebrare quello spirito salesiano che ancora, dopo tanto tempo, li unisce in una grande famiglia. Insieme per riaffermare l’insegnamento che Don Bosco amava diffondere tra i suoi ragazzi, «siate buoni cristiani e onesti cittadini». Un messaggio che adesso gli exallievi salesiani girano alle nuove generazioni, attraverso una quotidiana opera di testimonianza. Non più giovani, ma con lo stesso entusiasmo che li animava negli anni trascorsi in oratorio, gli exallievi si sono dati ieri appuntamento all’Istituto San Luigi, per il convegno annuale che ancora una volta ha rappresentato un’occasione di incontro e di confronto su importanti tematiche sociali. Dopo la messa officiata dal direttore dell’Istituto, don Pasquale Pirrone, infatti, la giornata ha dato spazio al dibattito sulla “sfida educativa”, al quale è intervenuto don Giovanni Russo, preside dell’Istituto Teologico “San Tommaso”. All’incontro, hanno preso parte tra gli altri, i presidenti dei gruppi exallievi del “San Luigi” e di “San Matteo”, Nino Gigante e Francesco Di Pietro, promotori dell’iniziativa, e dei gruppi delle Figlie di Maria Ausiliatrice e del Savio, Flavia Costanzo e Franco Abate. L’argomento scelto per il dibattito tocca direttamente la grande famiglia salesiana, impegnata in prima linea in un’azione educatrice improntata totalmente sull’eredità lasciata da Don Bosco. Nella sua relazione, don Russo ha illustrato gli orientamenti pastorali “Educare alla vita buona

del Vangelo” della Conferenza Episcopale Italiana, mettendone in evidenza alcuni principali punti. «Educare per i salesiani è estremamente importante – ha spiegato – un aspetto che in questo periodo si presenta come una necessità non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti e per la stessa Chiesa». L’opera educatrice, secondo le linee guida della Cei, deve aspirare alla formazione della persona nella sua globalità e non per singoli valori. Educare alla vita buona, dunque, ispirata al Vangelo, agli affetti, al lavoro, alla tradizione, alla libertà. Ci sono poi delle scelte di fondo da seguire: affermare, in questo delicato impegno pastorale, il primato di Dio e sapersi rinnovare attraverso l’integrazione di tutte le forze della Chiesa. Ma fondamentale è soprattutto stare vicino ai ragazzi, che devono essere protetti e al contempo messi anche di fronte ai loro errori, con l’incontro e l’accoglienza, seguendo il principio salesiano “dove ci sono i giovani, ci siamo anche noi”. «La nostra responsabilità – ha detto don Russo – nasce da Dio, che ci vuole educatori». E gli exallievi si mostrano fedeli a questa missione. «Cerchiamo di diffondere l’insegnamento di Don Bosco, continuando ad essere presenti negli oratori, a contatto con i ragazzi», ha spiegato Nino Gigante, che con orgoglio, ha voluto ricordare il ruolo ricoperto in città dall’Istituto “San Luigi”, il primo gruppo salesiano ricostituitosi in città dopo il terremoto. Come altrettanto significativo è il lavoro portato avanti a “San Matteo”, a “Giostra”, in cui prezioso è l’apporto degli exallievi: «Le nostre sono prevalentemente attività parrocchiali – ha aggiunto Di Pietro – che ci aiutano a stabilire un rapporto con i giovani e a favorire quindi un produttivo scambio intergenerazionale». Roberta Cort ese Da: Gazzetta del Sud, Messina 23 maggio 2011.

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Messina-San Luigi


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Messina-San Domenico Savio

Exallievi: Incontro su “Federalismo fiscale, tra unità e divisione”

Mercoledì 25 maggio presso l’Oratorio Salesiano “San Domenico Savio” di Messina si è tenuto un incontro sul tema: “Federalismo fiscale, tra unità e divisione” una riflessione da... “buoni cristiani e onesti cittadini”. Il relatore è il Prof. Luigi Ferlazzo Natoli, Presidente emerito della nostra Unione, Preside della Facoltà di Economia del nostro Ateneo, insigne tributarista, titolare della cattedra di diritto tributario (i cui meriti accademici sono riconosciuti a livello nazionale); giornalista pubblicista, che nel tempo, ha dedicato numerosi articoli e pubblicazioni di salesiana memoria (fra cui la “Lezione dell’Oratorio”, la cui prefazione è stata curata dal compianto Don Giuseppe Riggi, SDB).

Messina-Assoc. Culturale “Don G. Riggi”

Incontro-dibattito sul libro di A. Meli

Nel nuovo tempio della cultura messinese – il Palazzo Antonello da Messina – di fronte ad un pubblico qualificato e numeroso è stato presentato il 24 giugno l’ultimo libro del professore don Antonio Meli, Ordinario di Scienze della Comunicazione presso l’Istituto Teologico San Tommaso, dedicato alle grandi questioni della filosofia (Antonio MELI, Le grandi questioni della filosofia, Akea editrice, Ravenna 2010). Sono intervenuti con la loro indiscussa competenza e professionalità tre docenti dell’Ateneo Peloritano. Il prof Girolamo Cotroneo, uno dei più insigni filosofi italiani viventi, ha fornito una lettura approfondita del testo in questione, mettendone in luce la sua prospettiva di fondo individuata nel rapporto tra ragione e fede. L’autorevole professore ha evidenziato come non ci troviamo di fronte ad una “filastrocca di opinioni”, ma ad un discorso ben strutturato e argomentato che offre una sintesi filosofica frutto di una ricezioé La copertina del libro di ne critica della filosofia moderna e contemporanea. A. Meli. A sua volta il prof Giuseppe Giordano ha sottolineato come non ci troviamo di fronte al solito manuale che costringe la filosofia entro determinati schemi, ma di fronte ad una vera e propria proposta filosofica non solo ben documentata scientificamente, ma che si mostra attenta a cogliere il valore della scienza e dell’epistemologia degli ultimi secoli. La professoressa Giusi Furnari ha evidenziato, invece, la tensione che anima il libro identificata nella ricerca di una sapienza autenticamente filosofica perché autonoma rispetto ad

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strate anche se sempre confutabili. In secondo luogo l’autore ha rivendicato con forza l’autonomia del discorso filosofico rispetto ad ogni principio di autorità. In terzo luogo l’autore ha messo in luce come il discorso filosofico non è, tuttavia, autosufficiente, ma aperto al mistero e, quindi, alla rivelazione e alla fede. La filosofia aiuta la fede a non risolversi in fideismo e la fede aiuta la filosofia a non risolversi in razionalismo. Pertanto filosofia e fede non possono fare a meno di confrontarsi per non rischiare una deriva ideologica.

Palermo-Santa Chiara

Laureati e poliglotti tornano sui banchi

Parlano cinque lingue e in tasca qualche volta hanno anche una laurea. Ma seduti ai banchi di scuola studiano per conseguire la licenza media. Sono i cento alunni dei corsi serali appena partiti al centro Santa Chiara dell’Alberghiera in convenzione con il Ctp (Centro territoriale permanente) della Federico II. Hanno da 16 a 47 anni e provengono soprattutto dal Bangladesh, dalla Cina, dalla Somalia, dalla Nigeria, dal Ghana e dalle Isole Mauritius. La difficoltà più grande è imparare la lingua italiana per avere accesso al mondo del lavoro. Così si comincia dalle cose più semplici. Alla lavagna qualcuno declina il presente del verbo essere che viene tradotto in inglese, in francese in bengalese. [...] Il cinquanta per cento di loro non ha in tasca il permesso di soggiorno. Ma lo aspetta da mesi. A giugno, però, per sostenere l’esame, dovranno avere tutte le carte in regola. Compresa una presenza di almeno 250 ore accumulata durante l’anno scolastico. [...] C’è chi non arriva mai a sostenere gli esami e torna ogni anno per perfezionare l’italiano. Ma c’è anche qualcuno che prosegue con le scuole superiori. A seguirli un team di cinque docenti che insegnano Insieme

materie diverse: Antonio Guida, Tommaso Sciacca, Giuseppe Rizzo, Maria Amato e Alessandra Curcio. E che cercano di informarli sulla realtà italiana in cui vivono. Dalla storia alla politica, dall’arte alla letteratura. «Abbiamo avuto – dice Giuseppe Rizzo che insegna matematica – qualche alunno in possesso di una laurea in ingegneria. In quel caso facciamo dei crediti e approfondiamo altre materie. Il rapporto che si crea con queste classi è molto stimolante. Sono persone motivate che scelgono la scuola. Sono curiose e partecipano attivamente alle lezioni. Certo la cosa più importante per loro è lavorare, quindi può capitare che abbandonino, ma prima o poi tornano. Per loro è fondamentale studiare e imparare l’italiano». Come Kadir che aveva avviato una carriera militare in Bangladesh e che in città lavora come cameriere in un ristorante. «Per me Santa Chiara – dice Kadir – è fantastico. Sono contento di andare avanti e di avere una formazione per il mondo del lavoro». C la ud ia B r u n e t t o Da: La Repubblica, Palermo 7 ottobre 2010.

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ogni principio di autorità, ma comunque aperta in modo critico nei confronti della fede. La professoressa si è domandata con un certo pathos come sia possibile coniugare con estrema onestà intellettuale il logos che sta alla base della filosofia con la fede che si appella all’autorità. Infine è intervenuto l’autore che ha espresso le convinzioni che informano il suo libro. Innanzitutto la convinzione che la filosofia sia essenzialmente un discorso dialettico e non ermeneutico e che pertanto non consiste in un “discorso edificante”, ma in un discorso logicamente forte capace di conclusioni veramente dimo-


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Gli immigrati fanno squadra

Campioni e dilettanti insieme nella prima società di pallamano C’è il campione e il dilettante. L’ex nazionale che conosce tutti i trucchi della disciplina e il curioso che si avvicina con circospezione. Sono tutti appassionati di calcio, seguono le partite in tv, e sanno giocare anche molto bene. Ma questa volta per fare squadra hanno scelto un altro sport: la pallamano. Quindici senegalesi, ivoriani, rumeni e camerunensi, tra i 18 e i 35 anni, da quest’estate si allenano sotto la guida di Rosario Calà, utilizzando lo sport per farsi conoscere ma accarezzando anche il sogno di agguantare traguardi importanti a livello agonistico. […] Hanno giocato già un paio di partite amichevoli al Pala Don Bosco contro la squadra Villaurea, formata dai giovani dell’oratorio salesiano. Un modo per farsi conoscere e stabilire fuori dal campo nuovi rapporti e amicizie. Non hanno neppure calcolato il punteggio, perché l’importante era giocare con entusiasmo, anche se di gol i giocatori immigrati ne hanno segnati parecchi. «Al momento – dice Rosario Calà che in passato allenava una squadra di pallamano di ragazzi di San Cataldo – per noi è proibitivo pensare all’iscrizione alla Figh (Federazione italiana giuoco handball) e al tesseramento dei giocatori. Per gli immigrati è quasi impossibile con la normativa vigente e in ogni caso i costi per noi sarebbero troppo alti. Ci alleniamo nell’atrio del centro Santa Chiara all’Albergheria, ma dovremmo trovare ospitalità in un posto al chiuso soprat-

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é La formazione di pallamano del “Santa Chiara” al completo.

tutto per la stagione invernale. I ragazzi hanno voglia di giocare e non possiamo saltare gli allenamenti per la pioggia». Alcuni degli atleti vivono a Palermo da pochi mesi, altri da anni. Svolgono qualsiasi tipo di lavoro: commessi, venditori ambulanti e collaboratori domestici. «Parlo a stento l’italiano – dice Giorgio, diciottenne rumeno a Palermo da appena un mese – per me giocare a pallamano è un modo per ambientarmi, per conoscere nuova gente, per farmi degli amici. Mi sono trasferito qui a Palermo con mio fratello e non conosciamo nessuno. Santa Chiara è un punto di riferimento importante e qui ho trovato anche la mia squadra. Sono contento. Da quando gioco a pallamano sto molto meglio con le persone che mi circondano». A tarda sera, dopo una giornata di lavoro si incontrano al centro Santa Chiara per allenarsi. Qualcuno arriva un po’ in ritardo, ma alla fine non manca mai nessuno all’appello. «È uno sport entusiasmante – dice Losse, ivoriano di 35 anni che nel suo Paese di origine giocava nella nazionale di pallamano under 21 e che a Palermo lavora come magazziniere – e soprattutto un modo per stare insieme. Da parte nostra c’è tutta la volontà di andare avanti. Chissà cosa verrà fuori in futuro». C l a u d i a B r un e t t o Da: La Repubblica, Palermo 22 ottobre 2010. Insieme


Al via l’avventura del Grest salesiano

Lunedì 27 giugno si è alzato il “sipario” della tradizionale avventura salesiana del Grest ovvero dei gruppi estivi. Infatti più di 200 ragazzi dai 7 ai 14 anni si sono ritrovati presso l’oratorio per trascorrere quattro settimane di estate all’insegna dell’allegria, del divertimento, dell’amicizia, senza trascurare la formazione. Con lo slogan della manifestazione “Centra il futuro!...perchè il futuro c’entra con te!”, i “grestini” sono stati divisi in quattro squadre ognuna contraddistinta dal colore dell’immancabile maglietta colorata. Un cammino a parte è riservato per quelli più grandi che partecipano all’Estate Ragazzi. Uno dei momenti “clou” della manifestazione è stato sabato pomeriggio 2 luglio in occasione dell’inaugurazione ufficiale presso i Giardini Iblei. L’invasione multicolorata in questo “polmone verde” della città è stata preceduta da una festante sfilata che è partita dall’oratorio alle 17.30 dopo la S. Messa presieduta dal Direttore dei Salesiani Don Gianni Lo Grande. L’allegro “serpentone”accompagnato dagli infaticabili anima-

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tori con in testa il responsabile Don Franco Crimì, collaborato dal giovane chierico Don Gaetano Marino ha raggiunto il sito prefissato attraversando i posti più caratteristici del centro storico: p.zza San Giovanni, le scale di c.so Mazzini, p.zza della Repubblica, p.zza Duomo, P.zza Pola. Un ricco momento di festa, di amicizia e di allegria con le urla di gioia, i canti e l’assordante rumore di coperchi, fischietti e tamburi con le quali i grestini hanno ravvivato questa parte della Ragusa antica, un po’ sonnecchiante in un classico sabato pomeriggio di estate. Praticamente in quest’occasione l’oratorio è “uscito” dalla sede naturale di corso Italia per portare, sotto il segno di Don Bosco, lo stile salesiano in un’altra parte della città, con i tipici momenti di spensieratezza ed aggregazione conditi da tanto entusiasmo. La colorata carovana del grest è stata ospitata negli spazi verdi gestiti dal bar della villa di Ibla, dove si si è avuto l’esibizione del Mago Marvil, che ha incantato un po’ tutti con le sue “magie”, e successivamente sono seguiti i balli e gli inni da parte dei ragazzi. Il momento di festa è stato concluso, alla presenza dei genitori, con la liberazione in volo di tanti palloncini colorati e dulcis in fundo… con un bel gelato ristoratore per tutti i partecipanti! Il Grest proseguirà ancora per altre tre intense settimane e oltre alla gite fuori porta (acquapark, mare), ogni pomeriggio dal lunedì al sabato nel cortile e nel teatro dell’oratorio sono previsti momenti di gioco, di amicizia, di creatività, di formazione e preghiera.

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Ragusa


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San Cataldo

La Corale Don Bosco nella Cappella di San Gennaro a Napoli

del Maestro Daniele Riggi ed accompagnata all’organo dal Maestro Gaetano Bellomo. I numerosi presenti, ai quali si sono aggiunti turisti di ogni provenienza, hanno avuto modo di apprezzare la magistrale esecuzione di brani di Mozart, Haydn, Verdi, tributando alla Corale calorosi applausi; molto gradita anche l’esecuzione di brani musicali della nostra tradizione siciliana. A conclusione del concerto, dopo aver ricevuto una lettera di saluto del Sindaco di San Cataldo, Dott. Giuseppe Di Forti, che ha anche inviato materiale illustrativo della nostra città, Mons. Papa si è piacevolmente intrattenuto con i membri della Corale complimentandosi per l’esecuzione e descrivendo nei dettagli le ricche opere presenti nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, offrendo ai coristi la possibilità di raggiungere parti della Cappella cui è vietato l’accesso ai visitatori. Il concerto si inserisce nelle molteplici attività realizzate dalla Corale impegnata, già da 16 anni, nella diffusione di un vario e vasto repertorio di canti polifonici sacri e profani. Questi i nomi dei coristi della Corale Don Bosco: Silvio Amico, Giuseppe Ruggieri, Salvo Comparato, Salvatore Giordano, Salvatore Falzone, Giué Napoli: I componenti Chiesa Cattedrale, della Corale Don Bosco di seppe La Fisca, Matteo Scarlata, LuiSan Cataldo nella gi Ilardo, Roberto Falzone, Maurizio Mons. Vincenzo Pacappella del Tesoro pa e dai membri del di San Gennaro. Nicosia, Luigi Diliberto, Scarlata Daniela, Patrizia Lazzara, Teresa Aprile, “Comitato San GenDaniela Saieva, Teresa Cassano, Nicosia naro” che – dopo aver rivolto alla Corale il Laura, Viviana Vecchio, Alessandra Russo, saluto dell’Arcivescovo Metropolita, Sua Azzurra Alessi, Graziella Petrantoni, Hillary Eminenza il Cardinale Sepe, e di Mons. VinFalzone, Chiara Naro, Laura Giamporcaro. cenzo Degregorio – hanno assistito al concerto offerto dalla Corale, sotto la direzione Da: La Sicilia, Caltanissetta 11-06-2011. Nella magnifica cornice della città partenopea, sabato 4 giugno, la Corale Polifonica “Don Bosco” dell’Oratorio Salesiano “San Luigi” di San Cataldo ha avuto il privilegio di poter esibirsi presso uno dei luoghi più belli e più cari al cuore dei napoletani: la “Cappella del Tesoro di San Gennaro”, luogo di rara bellezza e di notevole suggestione. Tra il luccichio degli argenti e sotto lo sguardo attento dei 52 compatroni dell’Arcidiocesi di Napoli, tutti presenti nella loro statuaria grandezza, circa 30 elementi della Corale sono stati accolti dal Parroco della

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“ F acc ia a f acc ia ” a G en z an o Dal 29 aprile al 2 maggio scorsi, accompagnati da don Luigi Calapaj, abbiamo partecipato al tradizionale “Faccia a faccia”, un appuntamento di promozione e condivisione vocazionale tra i novizi salesiani e i prenovizi. Il “Faccia a faccia” si è svolto presso la sede del noviziato internazionale “Mons. Versiglia” di Genzano. Oltre ai novizi di Genzano, hanno partecipato all’evento anche i novizi di Pinerolo e tutti i prenovizi d’Italia. Abbiamo vissuto un’esperienza forte di fede, confronto e discernimento vocazionale, grazie all’esperienza di chi è più avanti nel cammino. Questo è stato un momento importante di verifica, per scoprire e approfondire la Verità nella e sulla nostra vita. Non sono mancati momenti di gioco e fraternità, espressione concreta della spiritualità salesiana. All’ultimo giorno dell’incontro abbiamo avuto anche la gioia di conoscere il neo Maestro dei novizi don Leonardo Mancini, il quale ha predicato gli esercizi spirituali con cui si è conclusa l’esperienza. M. T.

Claudia Marchese - “Sole è Vita, un raggio d’Amore” Un’avventura che va al di là dei sogni e dell’immaginazione. Una giovane siciliana, Stella, sente dentro di sé di avere un che di speciale, ma anche le persone che le sono intorno rappresentano qualcosa che va al di là della semplice vita umana. Un giorno Stella incontrerà finalmente il suo destino e scoprirà che questo le ha riservato un cammino difficile, ma percorribile solo da chi è predestinato. La salvezza di un mondo fino ad allora sconosciuto diventa l’obiettivo di Stella, ma al di là delle avventure, delle lotte e delle sofferenze, questo libro racconta dell’“Amore”, il più genuino e spontaneo tra i sentimenti, ma anche quello più difficile da provare. La forza dell’“Amore”, che in sé racchiude tutti gli altri sentimenti, non solo darà a Stella la possibilità di adempiere al suo destino, ma riuscirà a emergere anche in quei cuori che sembravano essere avvolti per sempre dal buio delle tenebre.

Piazza Armerina - L’Oasi di Spiritualità “Don Bosco” L’Oasi di Spiritualità “Don Bosco” di Montagna Gebbia si trova a Piazza Armerina (EN) e sorge sui monti Erei a quasi 700 m di altitudine, tra estesi boschi di eucalipti che rendono il clima tipicamente mediterraneo... L’enogastronomia dell’Oasi è semplice, realizzata con prodotti genuini. Le carni, gli ortaggi, le verdure, i formaggi conservano ancora l’antico gusto. I vini e l’olio sono di alta qualità, forti e decisi. L’Oasi si trova a circa 4 km dalla “Villa Romana”, residenza romana risalente al III secolo d.C., ornata di magnifici e stupendi mosaici, si estende per circa 3.500 mq in contrada Casale... Per informazioni: Don Vincenzo Nicosiano (Responsabile) Cell. 338 2045419 - Tel. 0935 682893 Ivan Galizia Cell. 328 8652801 E-mail: nicosvincenzo@hotmail.it Sito internet: www.salesianicaltanissetta.it Insieme

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BREVEMENTE

Brevemente


GUARDANDO ALTROVE

Guardando altrove P a sq ua , ra cc o l t e i n un l i b ro le r i fl e ss i o ni d i C an t al am ess a e d el ve sco v o da l Co v o lo «Cristo nostra salvezza. Il mistero pasquale nella Bibbia e nei Padri». È questo il titolo di un «agile libretto» (nella foto la copertina), come spiega nella prefazione il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, che «raccoglie due testi di riflessioni e di preghiera sulla Pasqua della nostra salvezza, all’indomani – si può dire – della pubblicazione del secondo volume di Joseph RatzingerBenedetto XVI, "Gesù di Nazaret"». Si tratta di pagine, che lette alla luce del libro del Papa, «tanto più» si «riveleranno come un sussidio utile per la riflessione teologica e per la prassi pastorale». Il libretto, edito dalla Lateran University Press (47 pagine, 5 euro), raccoglie la riflessione presentata da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, in occasione del «ritiro di Pasqua» della Pontificia Università Lateranense lo scorso 8 aprile, nonché un testo del rettore di quello che viene tradizionalmente definito l’Ateneo del Papa, il vescovo salesiano Enrico dal Covolo. Si tratta, spiega sempre il cardinale Vallini riferendosi a questo secondo testo, di «una puntuale lectio divina sugli episodi più importanti della Pasqua di Gesù: l’istituzione dell’Eucaristia, l’agonia nel Getsemani, la morte di croce, la risurrezione». G. Card. Da: Avvenire, Roma 23 aprile 2011.

L a C o ns ult a d el la F a mi g li a S al es ia na a R o m a Dal 27 al 29 maggio presso la Casa Generalizia di Roma i rappresentanti dei vari gruppi della Famiglia Salesiana si sono riuniti per l’annuale incontro della Consulta Mondiale della Famiglia Salesiana. La “Carta d’Identità” della Famiglia Salesiana e la preparazione al bicentenario della nascita di Don Bosco sono stati i temi principali.

In d ia , l e scu o le sal esian e ac col go no D on B o sco L’urna di Don Bosco, in viaggio nell’Ispettoria di Dimapur dal 1° al 24 maggio, è stata accolta festosamente dagli allievi delle scuole salesiane dalle popolazioni di interi villaggi. Il 25 maggio l’urna ha iniziato la peregrinazione nell’Ispettoria di Guwahati. Insieme


Don Amedeo Verdecchia

Loreto, 6 giugno 2011

Carissimi confratelli, parenti, fratelli, sorelle e amici, con spirito di fede nel Signore Risorto, affidiamo alla misericordia e all’abbraccio del Padre che è nei cieli il nostro fratello don Amedeo, che per 63 anni ha esercitato il ministero sacerdotale e ha vissuto per ben 72 anni come figlio di Don Bosco e che nella Festa dell’Ascensione lo ha voluto chiamare a sé. La nostra Circoscrizione si ritrova a dare l’estremo saluto all’undicesimo confratello nel breve spazio di pochi mesi. [...] Don Amedeo è stato uomo di profonda fede e salesiano sacerdote che ha amato profondamente la sua vocazione, la chiesa, la Congregazione e le comunità salesiane dove ha vissuto e quelle che ha servito. Una fede attinta abbondantemente in famiglia, la sua, soprattutto dai suoi genitori. Nato in questa terra marchigiana, a Fermo, 88 anni fa, Don Amedeo riceve una profonda educazione umana e cristiana dai genitori Enrico e Teresa. Una vita salesiana e sacerdotale dedicata agli altri con semplicità e disponibilità, nell’impegno della formazione cristiana, nella vicinanza ai giovani e alle persone bisognose di aiuto. Era dotato di un carattere gioviale e allegro, molto semplice nelle relazioni con ogni categoria di persone. Presentiamo dunque al Signore un suo fedele ministro, che ha speso la sua vita nell’annunciare l’amore di Dio e nel rendere presente la salvezza di Cristo nell’esistenza di tanti fratelli, sorelle, confratelli e giovani. [...] Noi vogliamo ringraziare il Signore per tutto il bene compiuto, con quotidiana dedizione, da questo nostro confratello. Ringraziamo, tutti coloro che lo hanno aiutato nel suo cammino di salesiano autentico, fino in fondo. Esprimiamo gratitudine anche a coloro che lo hanno assistito negli ultimi tempi, in particolare Don Ugo, il Direttore e i confratelli e il personale della nostra Casa di Villa Conti, luogo tanto beneInsieme

merito per i nostri confratelli infermi. [...] I primi studi don Amedeo li compie al suo paese natio, che lascia molto presto per seguire il desiderio di realizzare la sua vocazione. Entra nella Casa Salesiana di Tolentino e Amelia. Per quattro anni svolge diligentemente i suoi studi ginnasiali. Con giudizi lusinghieri per l’impegno, la costanza al lavoro, la disponibilità a svolgere le mansioni più umili, viene ammesso al Noviziato di Amelia nel 1938 e l’anno seguente l’8 settembre don Amedeo emette i primi voti nella Congregazione Salesiana, dicendo il proprio Sì al Signore per vivere fedelmente la povertà, castità e obbedienza. Gli studi liceali e filosofici don Amedeo li svolge a Frascati sostenendo la maturità classica nel nostro Liceo di Villa Sora. Il profitto eccellente e gli ottimi risultati esprimono una intelligenza fine e un impegno costante e solido che gli viene riconosciuto nei giudizi dei Superiori. Infatti presso l’Università La Sapienza di Roma, consegue la Laurea in Lettere Moderne. Il Tirocinio pratico lo svolge per due anni a Lanuvio e per un anno al Mandrione. Nel 1944 viste le belle qualità di Don Amedeo i Superiori lo trasferiscono a Roma Sacro Cuore dove inizia i suoi studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana ottenendo la Licenza in sacra Teologia. Anche qui i risultati sono eccellenti e la preparazione teologica ottima. ê Catania-Cibali: Raduno Il 7 marzo del 1948 ispettoriale A.D.S., don Verdecchia corona il marzo 1974. suo desiderio di totale consacrazione al Signore e di disponibilità al servizio dei giovani e delle anime, con l’ordinazione sacerdotale nella Basilica del Sacro Cuore in Roma. Immediatamente nello stesso anno, don

DA RICORDARE

Da ricordare

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DA RICORDARE

Amedeo è a Roma Prenestino come Consigliere scolastico degli studenti. Nel 1951 sempre al Borgo Ragazzi è il catechista. Dopo una breve sosta a Lanuvio come Direttore, viene chiamato a svolgere l’incarico di Direttore e Preside a Roma Pio XI. Sei anni di entusiasmo, iniziative culturali, formative, religiose e sportive. Sei anni che si imprimono nella vita di Don Amedeo lasciando un ricordo indelebile nel suo cuore sensibile e conquistando il cuore di tanti giovani. Finita questa esperienza, grazie alla docilità e disponibilità sempre pronta, Don Amedeo assume la Direzione e la Presidenza nella scuola del Borgo Don Bosco al Prenestino, tre anni che lasciano il segno e un ricordo che dura nel tempo per tanti che lo hanno conosciuto. [...] Nel 1965, viste le sue doti umane, organizzative e spirituali don Verdecchia è a Roma Gerini come Direttore. Possiamo dire “toccata e fuga”, visto che non appena trascorso un anno, Don Luigi Ricceri, Rettor Maggiore della Congregazione, lo chiama al delicato compito di Ispettore, nell’Ispettoria Subalpina di Torino. In questi tre anni don Amedeo mette a disposizione dei confratelli tutte le sue qualità di intelligenza, caparbietà, paternità e governo. Ma Egli fedele ai principi delle Costituzioni che dicono che il salesiano è chiamato a “obbedire con spirito libero e responsabile, impegnando le forze di intelligenza e volontà, i doni di natura e di grazia”, si rende pronto all’obbedienza che lo chiama come Ispettore al servizio dell’Ispettoria Sicula. Ovunque don Amedeo andasse, lasciava un grande ricordo di umanità di carisma salesiano gioioso, sereno, affabile, paterno. “Non sono più molti in Sicilia che abbiano ricordi nitidi dei sei anni, dal 1969 al 1975 in cui don Amedeo Verdecchia ha esercitato il suo ministero di ispettore. Così esprime il suo ricordo riconoscente l’attuale Ispettore della Sicilia, Don Gianni Mazzali. Anni difficili, anni di contestazione nella società, ma anche dentro alla Congregazione. L’ispettoria ha raggiunto proprio in quegli anni il massimo della sua espan-

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sione per poi iniziare la curva discendente. I siciliani hanno voluto bene a don Amedeo e, dagli accenni di alcuni confratelli, ho percepito che egli ha saputo governare con fermezza e paternità. Era alla sua seconda esperienza, dopo i tre anni in Piemonte come ispettore della Subalpina. Io l’avevo personalmente conosciuto come studente di filosofia a Foglizzo. Un uomo aitante, sportivo, un ispettore giovane, di quella generazione nuova di ispettori che usciva dal cuore e dalla mente di don Ricceri e dei suoi consiglieri. Esprimo un sincero grazie a don Amedeo per il suo servizio fedele a don Bosco e alla missione giovanile in terra sicula. Siamo rammaricati di non poter partecipare. La lontananza ha reso difficile programmare una trasferta in poche ore. Tutti i confratelli della Sicilia esprimono la loro riconoscenza e il loro cordoglio per la dipartita di un grande salesiano che nonostante l’età e gli acciacchi manteneva i contatti personali con questa ispettoria. Ci ritroveremo in preghiera, qui nei luoghi del suo apostolato, per rendere grazie al Signore per la sua testimonianza e per intercedere per lui il riposo e la gioia eterna”. Dei suoi anni siciliani affettuosamente lo ricorda Rosario Vella, oggi Vescovo di Ambansa in Madagascar: “Carissimo don Alberto, mi unisco alla preghiera e al lutto che colpisce la vostra ispettoria e tutti noi. Di don Amedeo Verdecchia ho un ricordo bellissimo. E’ stato il mio primo ispettore nei primi momenti della mia vita salesiana. Mi ha seguito durante gli anni di studentato, poi il tirocinio e infine i primi anni della Teologia. Ci voleva bene dal profondo del suo cuore. Con noi giovani confratelli aveva anche un rapporto particolare: era burbero ma buono, scherzava sempre ma era molto esigente, andava sempre al pratico ma ci indicava prospettive sempre nuove. Ormai si trova insieme alla Santa Famiglia di Loreto”. Concluso il suo mandato come Ispettore, l’obbedienza lo chiama a Napoli Vomero, come Direttore. Dopo tre anni, chiede un anno libero da responsabilità. Trascorre questo tempo nella Insieme


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cappella, intento a recitare la liturgia delle ore, nella testimonianza delle numerose preghiere da lui composte e conservate in camera o dentro il suo breviario. [...] Fu un autentico salesiano, nella sua testimonianza evangelica, nella vita comunitaria, nella disponibilità a svolgere ogni mansione che gli veniva richiesta e ad una obbedienza generosa e pronta, nella dedizione generosa a stare con i ragazzi ed esprimere loro la paternità tipica del cuore di Don Bosco. [...] A Maria consegnataci da Gesù, nel Calvario come Madre nostra, don Amedeo ha espresso il suo fervore e il suo amore, invocandola ogni giorno “aiuto dei cristiani”. [...] Esprimiamo le condoglianze ai parenti che gli hanno espresso l’affetto grande che si ha per il più anziano della famiglia. Diciamo an- ê Catania-Cibali: Corso per che a loro il nostro grazie. catechisti, luglio 1975.

DA RICORDARE

Casa di Spiritualità di Vico Equense a Paccognano. Ma i Superiori conoscendo l’animo di don Verdecchia lo chiamano a svolgere il delicato compito di Economo–Amministratore della Visitatoria della Pontificia Università Salesiana. Un compito delicato, che don Amedeo esercita con impegno, professionalità e competenza. Nel 1984, l’esperienza accumulata e la stima dei confratelli, lo portano a rendersi disponibile all’obbedienza come Ispettore dell’Ispettoria Meridionale. [...] Nel 1987 don Amedeo, a causa della salute e di un grave incidente, è costretto a lasciare, suo malgrado, l’incarico e accetta di andare come Direttore a Loreto. Dopo tre anni, vista l’esperienza, le capacità organizzative, amministrative e gestionali, l’Ispettore Don Gaetano Galbusera chiede a don Verdecchia, nel 1990, di assumere la direzione di Vasto per risolvere alcune questioni delicate anche nell’ambito della Formazione Professionale. Ancora una volta esprime il suo sì, da buon cireneo, per il bene della Congregazione e per il bene dei giovani. Nel 1993 torna definitivamente a Loreto. Fu persona ricca di umanità. La numerosa corrispondenza che riceveva e che conservava gelosamente lo testimonia. Tutti fanno riferimento ai suoi saggi consigli improntati alla profonda sensibilità, conditi dal suo buon senso e da una disarmante semplicità e praticità. Fu un sacerdote autentico e un vero figlio di Don Bosco. E don Amedeo non si fermò a fare solo propositi e ad avere buone intenzioni. Li esercitava con serietà, costanza, impegno e fedeltà, facendo di essi uno stile di vita. Fu sacerdote fino in fondo. Sempre disponibile per le confessioni, fino a quando la salute lo ha sostenuto, un vero dispensatore della misericordia di Dio. Seguì numerose persone nella direzione spirituale, ne condusse molte alla propria scelta vocazionale, matrimoniale, sacerdotale e consacrata. Oggi sono in tanti ad esprimere a lui gratitudine e sincera riconoscenza. [...] Fu uomo di profonda preghiera. Lo ricordiamo con il rosario in mano, sostare a lungo davanti al Signore nella

Caro don Amedeo, vogliamo con il cuore di fratelli che hanno condiviso con te la fede e la consacrazione, esprimerti gratitudine e riconoscenza. Sei stato un grande dono per noi, ci mancherai tanto. Anche se le tue parole erano sempre poche, la tua presenza riempiva e arricchiva la Comunità. Il Signore della vita ti accolga, ti faccia entrare nella sua gioia, nel regno eterno di pace e di amore. Amen. Don Alberto Lorenzelli

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DA RICORDARE

Omelia per il funerale di Don Totò Naselli

Palermo, 09.06.2011

Una morte annunciata quella del nostro don Salvatore, ma egualmente e profondamente sofferta. Lo piangono affettuosamente i suoi cari, in particolare i suoi nipoti e, con tanto trasporto e lacrime di vera fraternità, il direttore, i confratelli tutti e i collaboratori della comunità di Palermo-Gesù Adolescente sua vera famiglia dal lontano 1978. Posso testimoniare che don Naselli ha avuto attorno a sé dei veri fratelli che lo hanno seguito, accudito, accompagnato fino agli ultimi giorni. Poi le sue condizioni sono peggiorate al punto da doverlo trasferire nella nuova casa “Mamma Margherita” presso l’Istituto San Tommaso di Messina, dove con altrettanta cura ed amore è stato accolto dai confratelli e dalle suore SMA. Il Signore lo ha chiamato dopo un graduale periodo di indebolimento fisico e psichico, come scrive don Domenico Paternò nella sua testimonianza: “Dal 2005 è iniziato il progressivo decadimento fisico e psichico di don Naselli che lui stesso percepì con molta lucidità ma anche con molta serenità. Infatti lui stesso, ero direttore al G. A. di Pa-

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lermo, mi chiese di essere esonerato da cappellanie o incombenze di S. Messe da celebrare all’esterno e ricordo che con gentilezza ma con fermezza rifiutava gli inviti pressanti che gli rivolgeva la comunità filippina, che è stata molto affezionata a Lui. Non volle più recarsi a Londra, città da lui amata e prediletta per almeno 40 anni (così mi disse lui stesso) consapevole delle sue difficoltà e nonostante le proposte di accompagnamento”. La sua lucidità era andata gradualmente offuscandosi, ma tenacemente, quasi fino all’ultimo, ha voluto continuare a vivere il ritmo della vita comunitaria. Nelle mie visite al Gesù Adolescente immancabilmente lo incontravo in cappella, magari anche molto presto e puntualmente nella sala mensa a condividere i pasti con la sua famiglia. Una battuta, una frase in inglese, un incoraggiamento. Il suo abbandono e la sua serenità conquistavano quasi per osmosi chi gli si accostava e fortemente approfondivano i legami di affetto di chi gli viveva accanto. Per i suoi confratelli e per i laici (in particolare il Sig. Piero, l’infermiere) è stato un vero strappo la sua partenza per Messina. Non si poteva non voler bene a don Naselli, così dolce, così disarmante, così affettuoso. “Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede”: sono le parole di vita proclamate nella prima lettura dalla seconda lettera di Paolo a Timoteo. Come un testamento, di Paolo, ma egualmente il testamento spirituale che don Salvatore non ha scritto con la penna, ma con la testimonianza della sua vita. E in effetti la sua vita è stata anche una battaglia, una buona battaglia. La documentazione che ho trovato nella sua cartella è scarna. Significativamente vi compaiono il volume in inglese che reca gli attestati di stima e di affetto della comunità filippina in occasione del suo giubileo sacerdotale nel 1996 e per 20° anniversario della “Associazione Don Bosco Filippine” da lui fondata nel Insieme


Insieme

compito di costruzione del Regno di Dio. Ancora don Paternò: “Anche nell’età avanzata mi diceva di essere contento di aver dato la vita a Dio e a Don Bosco, mi raccontava i tanti episodi che lo hanno visto protagonista nelle varie case dove lo aveva portato l’obbedienza, la sua capacità di essere presente in varie case salesiane nello stesso giorno pur senza guidare ma affidandosi alla gentilezza dei collaboratori che ha saputo crearsi e le sue tante esperienze londinesi sia educative che pastorali e turistiche. Mi ha colpito la sua capacità di narrare le sue esperienze sempre con tanta umiltà: lo capivi che non stava lodando se stesso ma solo ti narrava le sue cose così, solo per renderti partecipe delle sue gioie, di quelle che il Signore gli aveva dato di gustare nel corso della sua vita. Ecco, l’ultimo don Naselli non ha smentito quello degli anni d’oro ma ha portato a compimento nella luce di Dio, vissuta nella sofferenza, nel nascondimento e nell’attesa dell’ultima ora la chiamata che il Signore gli aveva fatto udire da ragazzo”. A Pedara infatti era andata maturando la sua vocazione alla vita salesiana. In un ambiente sano, di famiglia, dove allora le vocazioni sbocciavano abbondanti. Don Salvatore era nato a Gangi, cittadina montana dell’entroterra palermitano, della diocesi di Cefalù, benemerita per aver dato numerose e belle vocazioni alla Congregazione Salesiana, il 19 maggio 1921. Entrò a Pedara nel 1933 e al termine degli studi ginnasiali chiese di entrare in noviziato nel giugno del 1937. Emise i suoi primi voti a San Gregorio il 2 settembre del 1938. Seguono poi le tappe classiche della formazione salesiana, seppur in momenti di difficoltà in seguito al conflitto mondiale. Durante la guerra fa la pratica di tirocinio a Catania Cifali dal 1940, terminati gli studi di filosofia, al 1943. Termina gli studi di teologia a Pedara e viene ordinato sacerdote a Catania il 7 aprile 1946. A Catania-Cifali (1945-1947) e poi a Catania-San Filippo Neri (1947-1953) impegna le sue primizie sacerdotali a favore dei giovani, così bisognosi durante e dopo la seconda guerra mon-

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DA RICORDARE

1999. Il card. Pappalardo esprime a don Naselli “le più sentite felicitazioni e fervidi auguri perché il Signore che l’ha arricchito di tanti doni per formare con lo spirito di Don Bosco la gioventù ed i lavoratori continui a darle energia e slancio giovanile per molti anni ancora e per rendere felici tutti quelli che le vogliono bene”. Molti giovani, molti adulti (in modo speciale la comunità filippina), tante famiglie hanno voluto bene ad un salesiano dal cuore grande, dall’iniziativa vulcanica, dalla radicata ed intelligente sensibilità sociale, dalla instancabile capacità organizzativa. “Grazie Don Naselli – scrive don Perrelli – sei tra i grandi con cui si ha la gioia di incontrarsi, di misurarsi senza preoccupazioni, perché rimane sempre nel cuore un sorriso cordiale e occhi brillanti e furbi pieni di amore e di positività”. Una lunga corsa, una battaglia anche sofferta. Nel 1986 viene nominato dall’Arcivescovo di Palermo Delegato Regionale per la pastorale sociale e del lavoro. Un riconoscimento per la sua sensibilità e capacità, ma soprattutto per il suo impegno a tutta prova. Un lavoro in cui talvolta si è sentito solo, al punto da fargli pensare, con una certa amarezza, che le feste per il suo giubileo sacerdotale non fossero necessarie. Nella sua lettera al direttore di allora il 20 gennaio 1996 si percepisce la sua sofferenza pacata, ma reale, per la sensazione che in tutta la grande mole di lavoro a favore degli immigrati, dei Filippini, le sue iniziative, il Convegno ecclesiale delle Chiese di Sicilia egli sia stato lasciato solo, ad accudire una sua impresa, senza alcun incoraggiamento da parte dei suoi confratelli. Anche questa è una dimensione importante del combattente, del lottatore deciso, ma anche discreto. È l’esperienza di Paolo di Tarso, ostacolato e osteggiato dai suoi, di Don Bosco, spesso incompreso dai suoi colleghi sacerdoti e in qualche circostanza anche dai suoi superiori. Non abbondano l’amarezza, lo sconforto nei momenti di prova e di solitudine, ma la serenità, la determinazione a continuare, la felicità di essere un collaboratore attivo nel grande


DA RICORDARE

diale. Questi primi anni di sacerdozio lo vedono anche impegnato negli studi universitari, coronati con il conseguimento della Laurea in Lettera classiche il 19 novembre del 1951. Negli anni successivi don Naselli incarna la classica ed indispensabile figura del Consigliere scolastico, sempre presente, amorevolmente esigente, ma soprattutto costantemente a contatti con ragazzi e studenti: a Cibali, a San Cataldo (1953-1956) a Caltanissetta (19561958) a Randazzo per un lungo periodo dal 1958 al 1971, ancora a Catania-San Filippo Neri dal 1971 al 1976. Due brevi anni a Palermo-Ranchibile (19761978) e poi la lunga e fruttuosa permanenza qui a Palermo-Gesù Adolescente, interrotta soltanto per un anno a Palermo-Santa Chiara dal 1986 al 1987. Un vita di impegno costante nella scuola e dalla scuola in innumerevoli attività a contatto con ragazzi e giovani. Era un vero vulcano in campo culturale (ricordiamo i viaggi a Londra con gli studenti e genitori per 40 anni), in campo sportivo a turistico (l’incessante e significativa attività con le associazioni PGS, TGS), in campo sociale e assistenziale. Lo assillava e sentiva di doversi impegnare nel delicato mondo del lavoro. Scrive in un suo promemoria al cardinale di Palermo, ai Vescovi e ai sacerdoti del’agosto 1986, mentre si trova a Londra: “Si è evidenziata la tremenda assenza operativa ed organizzativa della Chiesa e della Chiese nel mondo del lavoro […] Dovremo avere tanti La Pira per camminare accanto ai lavoratori o tanti Don Sturzo per indirizzare, aiutare, difendere i poveri non con l’elemosina, ma con la valorizzazione dei loro diritti-doveri. Rispolverata la vocazione della Chiesa, dovremmo riprendere ad essere gli educatori, animatori, coordinatori di tante forze che esistono,ma disuniti e forse indipendenti […] La prima nobiltà del lavoro è quella di scoprire o suscitare il campo del proprio lavoro, non attenderlo o pietirlo (sic) per clientelismo (cooperative, nuove piccole industrie, artigianato, bracciantato specialmente agricolo…quanti posti anche part-time ci sono che non vengono stimati all’altezza del-

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la propria dignità e si preferisce la disoccupazione). La nostra però più che conoscenza deve essere presenza evangelizzatrice”. Davvero don Salvatore è stato presente, è stato un testimone in mezzo ai giovani. Ha realizzato, anche con sofferenza e talvolta percependo la solitudine, l’invito accorato di Gesù che abbiamo ascoltato nel Vangelo: “Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me”. Il lavoro indefesso, instancabile di don Naselli è stata una interpretazione della carezza di Gesù, verso i piccoli, i poveri, gli emarginati, i disoccupati. Significativo è quasi un grido quanto scrive nello stesso memoriale: “Da dove partire? La fede è la porta d’ingresso della Chiesa, ma solo la carità ci rende credibili”. Grazie Don Naselli soprattutto per quello che sei stato, oltre che per quello che hai fatto. C’è una traccia che dobbiamo seguire, c’è un impulso che oggi più che mai ci incalza in una società che ha bisogno urgente di stimoli nuovi e di nuova e liberante moralità in tutti i campi. Sei nel riposo del Signore, dopo aver lavorato, come gran contadino, così ti definisce don Perrelli, nel campo di Dio. Le masse giovanili con cui hai condiviso il cammino le incontri nel Paradiso con don Bosco tanti fratelli e sorelle che gli fanno corona. Rinnovo le mie condoglianze ai familiari, specialmente ai nipoti. Un grazie affettuoso e riconoscente al direttore e confratelli del Gesù Adolescente per l’amore e la cura con cui sono stati vicini a don Salvatore. Un grazie al direttore e ai confratelli del San Tommaso per averlo accolto con eguale delicato amore e per averlo accompagnato all’incontro gioioso con il Padre. A noi tutti l’impegno di prendere il testimone di una vita spesa per Dio e, con il cuore grande di don Bosco, per la salvezza integrale dell’uomo. Don Gianni Mazzali

Ricordiamo i familiari defunti di confratelli: il fratello di Don Antonino e di Don Concetto Pennisi. Insieme


Che cosa è la filosofia, di che cosa si occupa, quali sono i suoi ambiti fondamentali, qual è il suo metodo, quali sono i suoi rapporti con le scienze religiose e teologiche? A queste domande cerca di rispondere il presente volume. La filosofia è più attuale che mai, ed ha una rilevanza notevole per la vita pubblica, per le grandi questioni esistenziali della persona, ma anche per le prospettive future e per la responsabilità nei confronti delle generazioni future. La filosofia non è qui considerata meramente come disciplina di studio, ma soprattutto come luogo di comprensione della realtà attorno a noi, come ambito per situare adeguatamente le «grandi domande» dell’esistenza umana: Chi sono io? Da dove vengo? Dove vado? C’è un Dio che può dar risposta agli aneliti più profondi del mio essere? Il presente volume vuole aiutare lo studente a incontrare la bellezza delle grandi domande a e cercare di darvi risposte rigorose e accettabili nel rispetto della nostra intelligenza e delle attese più profonde dell’uomo.


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Notiziario Giugno 2011 by Felice Bongiorno - Issuu