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GalileiPONline aprile 2011

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NUMERO UNICO

APRILE 2011

galilei

on line

Liceo Scientifico Statale “G. Galilei” Manfredonia Progetto PON C 1 “A chiare lettere” Dirigente Scolastico Prof. Roberto Menga Esperto Prof. Luigi Amoroso - Tutor Prof.ssa Barbara Salice

Un problema dei nostri tempi BULLISMO : COME COMPORTARSI? Sempre più nelle nostre scuole si presentano nei ragazzi dei comportamenti aggressivi nei confronti dei loro coetanei. Questo fenomeno è chiamato bullismo e ne esistono principalmente due tipi: diretto e indiretto. Il bullismo diretto si ha quando l’aggressore ha un rapporto faccia a faccia con la vittima ed è presente in diverse forme: fisico, verbale e psicologico. Nel primo tipo l’aggressore colpisce la vittima con colpi, calci, pugni o, in alcuni casi, molestandola sessualmente. Il bullismo verbale, invece, potrebbe sembrare una “ragazzata” o uno scherzo ma, in realtà, non è una situazione da sottovalutare. In questo caso l’aggressore offende la vittima e la umilia davanti a tutti rendendola ridicola. Il terzo modello è, invece, quello in cui il bullo ignora ed emargina l’oppresso dal suo gruppo o sparge false voci sul suo conto. Il bullismo indiretto è meno visibile ma, non per questo, da sottovalutare. Anche in questo caso il prepotente colpisce la persona nelle amicizie, non ammettendola e lasciandola in disparte sempre per mezzo di maldicenze e false accuse su di lui. Questi fenomeni si verificano soprattutto nelle scuole delle grandi città, quindi tra minoren-

ni. Il motivo per cui il bullo si comporta così non sempre è dipeso dalla personalità; a volte può anche darsi che il problema sia nato durante la sua infanzia. Un esempio: il ragazzo che vive con un solo genitore, che cambia spesso casa, e di conseguenza anche amici, ha alte probabilità di comportarsi da bullo. Un caso recente è accaduto il 31 marzo 2011 nella città di Trento dove tre studenti, fra i 15 e i 17 anni, hanno colpito con pugni al viso un ragazzo perché non voleva cedere loro il suo telefonino. Nonostante ciò è riuscito a scappare e farsi medicare al pronto soccorso e gli aggressori sono stati accusati per lesioni e tentata rapina. Questo, però, non è ovviamente l’unico caso. Un altro episodio è accaduto nel mese di ottobre a Cagliari, dove due bulli hanno costretto un compagno del liceo a inginocchiarsi davanti a loro e baciare le mani, poi è stato picchiato duramente, il tutto filmato con il cellulare. Forse, a volte, i bulli non si rendono conto del male che procurano alla gente. Ne è un esempio il caso

Antonella Gentile II F

di Pontedera: una ragazza ,picchiata al luna park da due sue coetanee, adesso vive nel terrore e, secondo quanto detto da un commerciante, non esce più da sola. Ma come comportarsi? Sono del parere di non tenersi mai niente per se, raccontare ogni singolo dettaglio se si dovessero subire atti di bullismo. Tenersi dentro un problema così grande non aiuta affatto! Magari una persona più grande può aiutarci o consigliarci su come reagire.

ALL’INTERNO LA ROTTA DEI FIGLI DI NESSUNO

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GIOVANNA D’ARCO, CHE VITA!

PAG 3 SPECIALE VISITE DI ISTRUZIONE

PAG 4 IL MIO MONDO E’ MIGLIORE?

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Immigrazione, questione di questi mesi LA ROTTA DEI FIGLI DI NESSUNO Uno degli argomenti all'ordine del giorno è l'immigrazione. Soprattutto in questo periodo, in Italia, i telegiornali non parlano d'altro...E’ una situazione gravissima, ci sono persone che emigrano verso il nostro Paese sperando in una prospettiva migliore per essi e per i loro figli perchè credono in un vero lavoro e in una casa. Di questi tempi, Lampedusa è diventata la meta di tutti i clandestini; infatti ne sono arrivati centinaia ogni giorno su barconi, senza mangiare e in condizioni igieniche pessime. L'Italia, come sempre nel mondo occidentale, è vista come una meta da raggiungere per trovare il benessere ma, purtroppo, non è veramente questo ciò che spesso trovano una volta arrivati qui. La causa attuale dell' immigrazione è la guerra in Libia. Lì, infatti, c'è una rivolta a causa del regime autoritario del colonnello Gheddafi, perciò la rivolta

del popolo è stata motivata da una voglia di democrazia e, di conseguenza, da un tentativo di rovesciare l'attuale governo. Gheddafi, consapevole del pericolo, bloccò subito l'accesso a Internet, social network e altri mezzi che potessero facilitare l'organizzazione della rivolta, diffondere le immagini della sanguinosa repressione dei civili innocenti, oltre che attuare una spietata repressione contro i rivoltosi. Ma ci sono molti italiani ignari delle vere cause di questa rivolta e che, quindi, temono esclusivamente per la propria incolumità a causa della massiccia immigrazione in corso. Ma guardiamoci in faccia... non possiamo accoglierli tutti noi, ma non possiamo nemmeno cacciarli! Gheddafi è al potere ormai da 40 anni ed è come avere ancora Hitler con la sua dittatura e la popolazione che si trova nel ventunesimo secolo non ne può più. Infatti i

Rossana Falcone III F

Libici non conoscono la democrazia e anche per questo vengono in Italia; essi pensano che sia un paese ricco. La situazione non è migliorata nelle ultime settimane; infatti, a Lampedusa gli abitanti non ne possono più. E’ impressionante l’assenza di solidarietà da parte di quei paesi che dovranno ospitarli, per esempio la Francia. Possibile che tutti i paesi europei possono respingerli e noi no? Le navi italiane dovrebbero smetterla di portare clandestini solo da noi, mentre altri paesi non li accettano. I migranti, inoltre, non possono pretendere di avere un lavoro in Italia perché non c’è lavoro per gli stessi cittadini.

Riflettiamo su quello che sta accadendo intorno a noi Rita Matera III F QUANTE GIOVANI VITE SPEZZATE… Siamo nel 2011 e, nonostante il mondo si sia evoluto in positivo, ci sono avvenimenti spiacevoli che accadono ancora. Si tratta di crimini perpetrati su ragazzi, o addirittura bambini, con tutta la vita davanti, innocenti che, per la follia degli adulti, sono stati strappati ingiustamente alla vita. Quest’ anno si sono verificati diversi episodi che hanno coinvolto Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate, e, ancora più recentemente, due gemelline svizzere. Sono tutti crimini che hanno lasciato un profondo segno nella società moderna e Pagina 2

che hanno fatto pensare. Ma perché, nel 2011, avviene ancora tutto ciò? Perché dei poveri bambini devono essere tolti alla vita? Perché avvengono questi omicidi? Cosa si può fare per cambiare le cose? Alla prima domanda una spiegazione può trovarsi nell’ignoranza dell’uomo. Infatti questi crimini possono essere commessi solo da persone che non hanno un cuore, da persone senza cervello, da persone senza coscienza. Alla seconda domanda non ci può essere risposta. Lo si fa su bambini forse perché non sono in grado di difendersi o perché per colpire gli adulti è meglio far male ai loro figli, provocando ancora più dolore? Comunque, niente di ciò può trovare una giustificazione logica e sensata. Le cau-

se possono essere di tipo individuale, desiderio di violenza, estorsioni di vario tipo, rapimenti finiti male, ecc. Sicuramente, però, se ci fossero maggior sicurezza, sorveglianza e pene maggiori, questi fenomeni sarebbero ridottissimi. Il problema è che la giustizia non funziona e molti rinunciano a rivolgersi ai tribunali. Infatti, una persona può compiere un omicidio e, spesso, farla franca o quasi. Esistono una serie di eccessive garanzie (indulto, buona condotta, ed altro), e sei libero. Se ci fossero pene maggiori, prima di uccidere ci si penserebbe su due volte o non si penserebbe proprio a commettere un qualsiasi crimine. E ciò, credo, è una cosa che dovrebbe essere assolutamente normale. Galilei Pon on line


La recensione del mese “ELIANTO” DI STEFANO BENNI

Elianto fu edito per la prima volta nel 1996 da Feltrinelli. Ricordiamo il suo autore, Stefano Benni, per altri famosi romanzi come Terra!, Spiriti, La compagnia dei celestini e tantissimi altri, e soprattutto per le raccolte di racconti come la serie di Bar Sport, La grammatica di Dio e L’ultima lacrima. Nonostante la sua bravura e genialità siano indiscusse, secondo me in Elianto ha dato il meglio di sé stesso. Il paese di Tristalia é particolarmente sofferente. E’ governato da ben venti presidenti ma il vero potere è esercitato dal supercomputer Zentrum. L’unica speranza per una vita

migliore è vincere una sfida a quiz tra Contee. Il prescelto della Contea 8 è Elianto, il tredicenne più intelligente della contea, che però è affetto dal misterioso “morbo dolce” ed è quindi recluso in una clinica privata. Una notte la luce della luna, attraversando i rami di un castagno, proietta sul muro della camera di Elianto proprio una mappa nootica (una mappa che permette di viaggiare attraverso dimensioni parallele) e su di essa il ragazzo segue le avventure di tre gruppi di personaggi: Boccadimiele, Rangio e Iri, gli amici di Elianto che vanno in cerca di un elisir che possa salvare la vita del loro amico; Fuku Occhio di Tigre, Visa e Pat il cui compito sarà affrontare il terribile Rollo Napalm, rappresentante del governo; e infine Ebenezer, Carmilla e Brot, tre diavoli venuti dall'Inferno. L'arma definitiva per sconfiggere il computer si trova nei Mondi Alterei, dove i tre viaggeranno grazie ad una mappa noo-

tica rubata agli Angeli e ricopiata sulle natiche del grasso e rozzo Brot.Le tre vicende si intrecceranno per una lotta finale contro il Governo. Ce la faranno a salvare Elianto e a sconfiggere il Governo? In questo romanzo Stefano Benni dà sconfinato sfogo alla sua fantasia. La Terra, però, ci viene presentata con le armi che hanno reso Benni famoso: la satira e la comicità apparentemente disordinata ma in realtà creata attraverso schemi fissi. Si tratta di una comicità che passa dalle parole inventate alle teorie deliranti, dagli elenchi alle descrizioni caricaturali, dalle parodie alle citazioni colte. Il linguaggio segue l'ambientazione e il tipo di personaggi che descrive, c'è continua mescolanza di stili, ma con un'ironia di fondo che pervade ogni scena..Consiglio questo libro a giovani ed adulti: trovo che sia uno specchio della società moderna che aiuta molto a riflettere attraverso la parodia e la satira.

La famosa eroina francese GIOVANNA D’ARCO, CHE VITA! Considerare la storia noiosa e pesante è uno dei più grandi errori che possiamo fare. Dobbiamo osservare, analizzare e cercare ciò che rende i personaggi storici più umani, realistici e soprattutto moderni, anche più di quanto ci possiamo aspettare. Questa volta il mio compito sarà forse meno arduo poiché vi parlerò di un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: Giovanna D’Arco. La cosiddetta Pucelle d’Orléans, vissuta in Francia durante la guerra dei Cent’anni, da semplice contadinella è ora considerata l’eroina della sua patria e, soprattutto, una santa. L’eroina di oggi è Galilei Pon on line

una figura ben diversa da quella di Giovanna. I tempi sono cambiati; attualmente ci sono guerre ben diverse da combattere, meno visibili, alcune anche nascoste, ma certamente molto dolorose. Oggi ogni donna può essere paragonata a Giovanna D’Arco, la fanciulla devota alla sua patria tanto quanto a Dio. E’ forse giusto, secondo voi, parlare di ragazza? E’ stata capace di riporre nella sua patria tutto il suo futuro, di donarsi a Dio senza alcuna esitazione, di rendersi conto di quanto il suo aiuto fosse importante e di avere responsabilità verso il suo paese sentendosi completamente parte di esso. Sicuramente una persona in grado di fare ciò, non può essere definita che donna. Chissà quanto può esserle costato nella sua vita quotidiana riuscire ad affermare sempre e comunque il

Aurora Di Nunno III B

Elisabetta Bisceglia III

suo valore di donna, sia in ambito familiare che in ambito sociale. Oggi ci sono eroine? Certo. Tutte le donne di oggi sono protagoniste della loro storia e della nostra, poiché ognuna ha tanta strada da percorrere per far sì che il suo riconoscimento, la sua dignità e il suo ruolo nel mondo debba essere riconosciuto. Quindi credo che in ognuna di noi ci sia una Giovanna D’Arco nascosta. Come la nostra giovane eroina ha combattuto per ciò che credeva pur dovendo andare contro tutto e tutti, così noi dobbiamo credere in ciò che facciamo anche se questo agli occhi degli altri può sembrare strano e inutile. Pagina 3


Cronaca dettagliata di un viaggio ROMA MINUTO PER MINUTO

Francesco Lauriola II E

SPECIALE VIAGG

3.30 Ho un sonno pazzesco, ma mi devo svegliare: tra un’ora devo andare al bar Impero per partire.

siamo ancora più stanchi, ma abbiamo anche la possibilità di vedere una bellissima panoramica dei Fori Imperiali.

4.25 Siamo ancora un piccolo gruppetto, molti insegnanti e alunni non sono ancora arrivati, ma tra poco partiremo.

17.06 Abbandoniamo Piazza Campidoglio con la copia della statua equestre di Marco Aurelio al centro di essa e ci dirigiamo verso Piazza Navona.

4.43 Ci siamo tutti adesso e finalmente possiamo salire sul pullman: mi siedo vicino ai miei amici e ci facciamo una bella dormita di gruppo perché ci aspetteranno due giorni di pochissimo riposo. 6.57 Dopo avere riposato si iniziano a vedere i primi movimenti all’interno del pullman, i primi scherzi e i primi giochi stupidi di amici. Si inizia a sentire anche un buco nello stomaco: la colazione di tre ore fa non era abbastanza abbondante. 10.30 Siamo arrivati nel grande Raccordo Anulare: ci aspetta ancora po’ di tempo prima di entrare a Roma 11.14 Finalmente siamo arrivati: fuori dal finestrino si iniziano a vedere i monumenti, le piazze, i negozi, gli hotel e una marea di persone diverse tra loro per sesso, nazionalità,vestiti, lingue che fan sì che Roma sia tra le città più multietniche del mondo. 11.30 Il pullman si ferma e ci lascia scendere: prendiamo solo il minimo necessario poiché d’ora in avanti si camminerà molto. Dopo un bel pezzo di strada ci troviamo di fronte all’imponente Colosseo e ci fermiamo: lì vicino si trovano anche i Fori Imperiali e l’Arco di Costantino dove i nostri professori ci iniziano a interrogare: abbiamo così l’opportunità di saperne di più sui monumenti anche se con il caldo che c’è è difficile capire qualcosa. 13.05 Dopo avere lasciato il Colosseo e visto l’Arco ci dirigiamo verso il ristorante: dopo una lunghissima camminata tra le vie antiche di Roma ci arriviamo e, giusto un attimo prima di entrare dentro il ristorante, riusciamo a vedere, mentre passeggiava su un carro trainato da due cavalli con la figlia, Teo Mammuccari e tutti rimaniamo a bocca aperta per l’emozione. 14.58 Non abbiamo un attimo per fermarci e ci dirigiamo velocemente verso i Musei Capitolini: noi abbiamo la possibilità di osservare delle statue veramente belle: la statua equestre di Marco Aurelio, fatta in bronzo e messo imponente al centro di una stanza moderna fatta di vetri; tutto intorno ci sono tante altre sculture come quelle di Augusto, Cesare ma anche busti di donne, ex voto, ecc. Dopo due ore Pagina 4

20.30 Abbiamo lasciato la piazza e tutti i suoi artisti di strada già da un’oretta abbondante per raggiungere in periferia il nostro hotel: ci dividiamo nelle stanze, ma già alle nove siamo costretti ad andare a mangiare perché ci aspetta una visita della Roma notturna. 23.09 A questa ora sembriamo proprio degli zombie viventi; dopo la decina di chilometri fatti durante la giornata siamo veramente stanchi e nel pullman c’è già qualcuno che dorme: le uniche che resistono sono le nostre professoresse. 23.24 Siamo alla Fontana di Trevi e tutti buttano la monetina all’interno dell’acqua per esprimere un desiderio: chissà se qualcuno si avvererà… ma (come al solito) non abbiamo tempo e andiamo a vedere Piazza di Spagna: dall’alto si può avere una bellissima vista della città. Verso mezzanotte passiamo anche all’Hard Rock Cafè di Roma dove tutti i ragazzi sono molto emozionati. Mentre ce ne stiamo andando riusciamo anche a vedere, fuori un hotel a 5 stelle, Flavio Briatore, con cui facciamo una foto di gruppo. 01.58 Siamo ritornati in hotel e i professori ci consigliano di dormire, ma noi non ce la facciamo e restiamo svegli scherzando tra di noi. 06.15 Suona la sveglia e noi abbiamo dormito solamente un paio di ore: dopo colazione ci dirigiamo di nuovo verso Colosseo e Fori Imperiali. 12.35 All’interno dei Fori c’è un caldo straziante e solo le fontanelle ci salvano dal calore quasi estivo di Roma. 15.34 Dopo aver mangiato ci troviamo all’interno della Basilica di San Paolo fuori le Mura e possiamo vedere tutta la sua bellezza e grandezza. 17.35 Siamo stanchi e sudati e partiamo per Manfredonia dopo avere visto una tra le più belle città di tutto il mondo. 21.34 Ormai non ce la facciamo più: stanchi, sudati e solo con due ore di sonno: siamo ritornati a Manfredonia in pessime condizioni, ma ne è valsa la pena poiché abbiamo visto “la Città Eterna”. Galilei Pon on line


GI DI ISTRUZIONE

Firenze con ironia LA GITA, UN PUNTO DI VISTA…

Ylenia Basta, Rossana Coccia, Alessio Mondelli III F

Il 17 marzo, giorno del Centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, è stato un giorno particolare per tutti gli italiani ma soprattutto per alcune classi terze del nostro Liceo. In questo giorno particolare è iniziato il viaggio d’istruzione che aveva come meta una bellissima città: Firenze. L’entusiasmo dominava la stanchezza; infatti partire prima dell’alba sicuramente non è molto piacevole per tutti, ma i primi raggi di sole ci hanno fatto dimenticare il trauma mattutino. La nostra adrenalina era alle stelle, non vedevamo l’ora di arrivare. Il viaggio fu lungo ma sicuramente non noioso anzi divertentissimo! Finalmente Firenze! L’entusiasmo crolla un po’. Ci sembrava una città spenta, cupa, (gli effetti del pullman) all’apparenza noiosa. Abbiamo cercato di mantenere la calma, fortunatamente ci siamo riusciti e ci siamo subito ricreduti. Firenze è una città fantastica, grande al punto giusto, artistica al punto giusto e soprattutto…quanti (e siamo noi…e siamo noi) negozi!!! Torniamo a parlare noiosamente… Ci siamo incamminati per la città, abbiamo visitato tante chiese… -.-“ maestose, imponenti, da torcicollo. Le statue belle, anzi, bellissime con colori sgargianti, tutte bianche…concentriamoci sulla statua del Ratto delle Sabine da confondere con il ratto dei cucchiaini…(per ( il ratto delle sabine e … analizzare ed esaminare meglio l’opera vedere foto…) Il paquello dei cucchiaini) norama era bellissimo… peccato che non si vedeva a causa degli enormi edifici storici e artistici… La chiesetta di Dante era davvero invitante, soprattutto la musica di sottofondo. Dopo aver faticato per salire 126 scalini, alla fine i nostri eroi sono riusciti ad arrivare a destinazione. Davanti ai nostri occhi una esplosione di arte: il museo degli Uffizi che sembrava incredibile!!! Ma la stanchezza si faceva sentire, facemmo ancora più fatica nel trovare nei corridoi panchine vuote sulle quali adagiarsi e cercare di attenuare i dolori muscolari… Ah, l’arte… La magica atmosfera del loggiato di piazza della Signoria era completata dalla bellezza e impeccabilità della guida, molto preparata ma non molto curata; le sue mani si adattavano perfettamen( un uomo che non deve te alla forma del suo anello, chiedere mai) incastonato di capelli dorati che attirò subito la nostra attenzione… La sera era illuminata dalle luci ma soprattutto dal calore della gente che girovagava ubriaca per le stradine molto carine. I gelati erano buoni, non poco costosi, per non parlare dell’acqua all’ACE con la scusa che era dei rubinetti… Poi i super cantanti di strada che si dilettavano in insolite esibizioni… Tutto ciò, rende Firenze una città magica e unica nel suo genere! Tutti insieme appassionatamente… ( il lato oscuro di Firenze) Galilei Pon on line

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Nel confronto con il passato ci rimettiamo IL MIO MONDO E’ MIGLIORE? Il rintocco dell'orologio del campanile segna l'una e mezza, contemporaneamente squilla insistentemente il citofono di casa, è mio nonno. un uomo di settantatrè anni, simpatico, vivace, con i capelli grigi, sembra che il tempo non l'abbia cambiato. Entra e pronuncia la solita frase: " Beata te! ", con un'esclamazione divertita, ma allo stesso tempo nostalgica di un tempo ormai passato per lui, ma un ricordo sempre vivo nella sua memoria. Nato nel 1933, durante un periodo di guerra quando i bisogni primari non venivano sempre soddisfatti. Il suo passato diviene il suo presente, che va ai suoi giochi di ragazzo. Il viso assume un’espressione divertita e felice. Quando era ragazzo giocava nella strada, l'aria era frizzante, pulita, non c'erano macchine, agli angoli della via gli uomini più anziani seduti ad una seggiola intrecciavano fili di paglia per il fondo di sedie o per farne dei panieri.

L'odore, i profumi dei forni che preparavano il pane, inebriavano la strada e l'acquolina in bocca si faceva sentire. Scorrazzava per la strada con i suoi amici, con un pezzo di legno e due rotelle di ferro incastrate sotto la base per farne una carriola, e con quella andava veloce su strade ripide. Tanti stracci vecchi raccolti per la strada, uniti insieme, ne facevano un pallone; allora sì che potevano giocare, senza formare squadre o numeri di persone : il divertimento era quello di togliere la palla all'amico. Bei tempi, le strade erano rotte, ma il quartiere era gremito di bambini con calzoni corti e ginocchia sbucciate; non c'era tempo per annoiarsi, ogni giorno era sempre diverso con un grande sogno : quello di costruire un domani migliore senza guerre né dolore, dove la vita scorre serena e gli anni passano tranquilli all'insegna di una felicità senza pretese e con l'unico scopo di aiutarsi vicendevolmente. Ci sono riusciti i nostri nonni? Mia madre risponde di sì; la sua fanciullezza era serena, giocava nel cortile adiacente il suo palazzo, in un

perimetro ristretto perché bisognava difendersi dalle numerose macchine, da gente sconosciuta, ma tutto sommato si divertiva giocando all'aperto con giochi di squadra e più complessi. Io, invece, posso dire di non essere cresciuta all'aperto, nella strada, nel cortile; l'ambiente si è ristretto in un palazzo, dove i giochi erano già costruiti artificialmente, dove l'aria non è più pulita e il contatto con altri bambini diventa sempre più difficile. Oggi il bambino vive relazioni mediante computer, cellulare, una realtà virtuale. I giochi sono diventati "intelligenti", la competizione innata e la progettualità obbligata. Questo è il mio mondo, migliore?? Peggiore rispetto a quello di mio nonno? Rispetto a quello di mia madre? Lascio a voi la risposta.

Una passione nata in famiglia QUEEN, SEMPLICEMENTE STUPENDI

«Quando fondammo i Queen puntavamo al massimo, non ci saremmo accontentati di niente di meno». Freddie Mercury diceva spesso questa frase nelle sue interviste. Infatti fu proprio così: la rock band di origini britanniche Pagina 6

raggiunse in pochissimo tempo i vertici di tutte le maggiori classifiche di dischi. Il gruppo era formato dalle quattro leggende della musica internazionale: Roger Taylor (batterista), John Deacon (bassista), Brian May (chitarrista) e per ultimo, ma non per importanza, Freddie Mercury (cantante e pianista). Tutt’oggi, dopo la morte di Freddie Mercury, il gruppo ha un enorme successo che tocca ben quattro generazioni. I fan li hanno sempre acclamati per il loro modo innovativo di porsi al pubblico. “Queen” fu un’idea di Freddie

Lucia Tomaiuolo III B

Chiara Scarano II C

Mercury. Una delle canzoni più significative è “The show must go on”, probabilmente perché lo show debba essere paragonato alla vita che, nonostante le difficoltà, deve andare avanti. Io posso dire di adorare i Queen come una sorta di “dei da divinizzare”. Sembra una cosa stranissima, ma ne sono rimasta affascinata. Questo innamoramento lo devo a mio padre, che mi fece ascoltare una loro canzone e io capii che in quelle voci c’era qualcosa di speciale che io dovevo conoscere più a fondo. Che fortuna aver colmato Galilei Pon on line


Con la legge in vigore maggiori controlli SIGARETTE, SONO SEMPRE TANTE! È un dato di fatto che il fumo è ormai ben radicato nella nostra società: in pratica fuma 1/3 della popolazione mondiale di età superiore ai 15 anni, circa 1 miliardo e 100 milioni di persone. Secondo alcuni sondaggi, si inizia a fumare intorno ai 15-16 anni, ma diversi esperti sostengono che anche i giovanissimi hanno fumato almeno una volta e il 3% di loro continua a farlo assiduamente. Si stima che ogni anno siano circa 90.000 i decessi attribuibili al fumo di tabacco. Un altro problema è quello del fumo passivo. Esso provoca gli stessi danni causati da una normale sigaretta (cancri, tumori, in particolare ai polmoni, malattie respiratorie e cardiocirlcolatorie, invecchiamento della pelle…), ma i soggetti colpiti sono molti di più, circa 600.000 vittime l’anno, di cui

165.000 sono bambini. Con una normativa vigente in Italia sin dall’11 novembre 1975 ( la legge n° 584), questo problema era stato grossolanamente arginato, vietando a tutti di fumare in determinati locali pubblici. Inoltre, grazie ad una particolare legge (la legge n. 3, art. 51 “Tutela della salute dei non fumatori”), proposta il 16 gennaio 2003 ed entrata in vigore nel gennaio 2005, è stato stabilito il divieto di fumare in tutti i locali chiusi italiani, ad eccezione di quelli privati ed in apposite sale riservate ai fumatori, pena sanzioni che vanno da alcune decine di euro fino ad un massimo di 275 euro. Al giorno d’oggi, quindi, è vietato fumare nei luoghi elencati sopra e per questo motivo dovremmo essere al sicuro dagli effetti del fumo. Ma è veramente così? Nella nostra scuola,

Giovanni Paganini II E

ma anche nelle altre scuole, bagni, spogliatoi, atrii e in generale ogni altro luogo più “riservato” e “meno sorvegliato”, viene utilizzato dai fumatori, sia studenti che non, come luogo di ritrovo… Rispetto all’anno scorso la situazione è molto cambiata, fortunatamente in meglio; i fumatori sono molti di meno, ma ciò non vuol dire che la cosa non possa essere ulteriormente migliorata. La causa di ciò non è attribuibile al sistema ed ai tipi di controlli: in realtà ci sono e come, ma dovrebbero essere estesi, fatti con più attenzione e, soprattutto, “senza chiudere un occhio”. Non penso che la colpa sia unicamente dei fumatori: se le sanzioni, magari più pesanti, fossero veramente applicate, scommetto che non si vedrebbe nemmeno un pacchetto di sigarette vuoto in classe…

Gli ultimi arrivi nelle sale cinematografiche AMORE, AZIONE E HORROR

Arturo Annucci III F

Il 25 marzo scorso sono arrivate nelle sale italiane nuove pellicole. Un agghiacciante film horror: “Frozen”, una romantica storia d’amore:”Amici, amanti e…”, un fantasy-action che segna il ritorno del regista Zack Snyder (“300” e “Watchmen”) : “Sucker Punch” e un film candidato agli Oscar 2011 : “The Fighter”. In particolare, quelli che hanno riscosso più successo al botteghino, sono stati: “Amici, amanti e…”, “Sucker Punch”, e “Frozen”. Ve ne parlo nel caso vogliate andare a vederli… Amici, Amanti e… La storia parla di Emma e Adam. Sono due amici di vecchia data che rischiano di rovinare tutto facendo sesso una mattina. Per proteggere la loro amicizia, decidono di avere una relazione senza legami. Nessuna gelosia, niente aspettative, niente liti, niente fiori, niente bambini. Significa che ognuno di loro può fare quello che vuole, quando vuole, in qualsiasi posto pubblico a patto però di non innamorarsi. Ci riusciranno?! Sucker Punch Il film è descritto come un incontro tra una versione violenta di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e l’ambiente di “Moulin Rouge”. Siamo negli anni 50, Baby Doll viene portata in un istituto di igiene mentale dal patrigno che intende farla lobotomizzare nel giro di cinque giorni. Mentre si trova rinchiusa, per sfuggire al dolore, si rifugia con l’immaginazione in una realtà alternativa. In questa realtà inizia a pianificare la propria fuga insieme alle sue amiche detenute. Per riuscirvi ha bisogno di rubare cinque oggetti prima che un uomo disgustoso si approfitti di lei. Il cast, quasi esclusivamente al femminile, comprende Emily Browning,Vanessa Hudgens, Abbie Cornish, Jamie Chung e Jena Malone. Il film è uscito il mese scorso, registrando incassi molto buoni, e piazzandosi al secondo posto negli Stati Uniti e al terzo in Italia. Frozen Il film comincia in una divertente giornata di sci che si trasforma in un incubo per tre snowboarders quando restano bloccati sulla seggiovia prima della loro ultima discesa. Dopo che le luci dell'impianto sciistico vengono spente, i tre realizzano con orrore di essere stati abbandonati sospesi nel vuoto a svariati metri da terra senza alcuna possibilità di scendere. Con il resort chiuso fino al successivo weekend e lo spettro dell'ipotermia che avanza già in atto, il trio è costretto a prendere misure disperate per fuggire dalla montagna prima di morire congelato. Galilei Pon on line

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I social network rappresentano ormai il futuro FACEBOOK, LA NUOVA COMUNICAZIONE? Al giorno d’oggi ognuno di noi ha almeno un computer in casa. Per noi tutto questo mondo digitale è diventato praticamente indispensabile, di vitale importanza, quasi una droga, mentre sono pochi gli “sfortunati ragazzi” che non conoscono ancora le gioie ed i dolori del cyberspazio: secondo recenti stime, infatti, un ragazzo su tre trascorre più di tre o quattro ore davanti al PC. Ma che uso facciamo dei nostri apparecchi Hi-Tech? Ormai è un fatto risaputo che i ragazzi sanno usare il computer per scrivere, giocare ai videogames, navigare in Internet, inviare messaggi di posta elettronica… Un fenomeno che negli ultimi anni sta dilagando fra i giovani, ma anche tra persone più adulte, è il social network. Facebook, Twitter, MySpace, Flickr, YouTube sono solo alcuni dei social network che stanno riscuotendo molto successo tra i ragaz-

zi. Chi di noi non conosce Facebook, il re indiscusso della rete sociale in Italia? Quasi tutti hanno un account su questo famosissimo social network e chi non ne possiede uno, sicuramente a breve, si registrerà. Nato nel 2004, oggi conta più di 500 milioni di utenti in tutto il mondo, con un fatturato di 1.1 miliardi di dollari. Ma qual è il segreto del successo del secondo sito più visitato su scala globale ? In primo luogo c’è la capacità di comunicare perfettamente, o quasi, con il mondo reale, attraverso quello virtuale: possiamo metterci in contatto con persone conosciute, amici di vecchia data e persi di vista, stringere nuove amicizie, scambiarsi musica, confessarsi, esprimere le proprie emozioni e sentimenti … tutto tramite la rete ! Da poco tempo, inoltre, è arrivata la possibilità di installare dei minigiochi, così da divertirsi un po’ proprio mentre chattiamo con il nostro migliore amico. Queste sono solo alcune delle potenzialità delle “reti sociali”. C’è, però, qualcosa che non quadra. Facebook, ma anche gli altri social network, tendono inesorabilmente ad allontanare il mondo reale sempre più

Giovanni Paganini II E

da quello virtuale, riducendo in questo modo i rapporti interpersonali. Quello che, però, preoccupa sono i tempi spesi dalla gente su questa rete: stando alle ultime indagini gli Italiani passano mediamente 6 ore e 27 minuti al mese, battendo il record degli americani, che si fermano a “solo” 6 ore. Questa assuefazione, definita in inglese “Social Network Addiction”, negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d’olio e comporta alcune conseguenze: la più diffusa è l’emicrania, anche se si riscontrano crescenti casi di tachicardia e ipersudorazione. Inoltre uno studio ha stabilito che circa il 28% delle persone prese in considerazione hanno avuto problemi di sonno, che vanno da semplici e leggeri disturbi a veri e propri casi di insonnia. Gli psicologi, infine, pensano che, anche se Facebook rientra nel mondo della irrealtà, essendo virtuale e basato sulla Rete, i più giovani potrebbero confonderlo con quello reale, anche se questo è un problema minore, risolvibile con una giusta educazione all’utilizzo corretto della Rete stessa, magari anche a scuola.

Gli avvicendamenti sulle panchine calcistiche ALLENATORI, CHE VIA CRUCIS... Francesco Pio Tattilo II E Facendo zapping alla tv, non è cosa nuova apprendere una notizia di un allenatore esonerato da una squadra di calcio. Nelle ultime 2 stagioni sono stati in media 15 gli allenatori ad essere stati allontanati dalle loro squadre (16 nella scorsa stagione e già 12 in quella in corso). Molte volte la stessa società esonera 2 o più allenatori nel corso di una stessa stagione con risultati invariati; alcune volte anche peggiori. Il fenomeno dell’esonero coinvolge, purtroppo, squadre di tutti i livelli e di tutte le categorie. Può capitare, comunque, che sia lo stesso allenatore a voler andar via perché vuole cambiare paese o società, perché non si trova più a suo agio oppure per ammettere le proprie responsabilità ed allontanarsi di sua spontanea volontà(caso molto raro). La Galilei Pon on line

cosa più brutta è quando sono gli stessi giocatori a boicottare un allenatore, quasi costringendolo ad andar via, solo perché lo trovano antipatico oppure perché ha cambiato completamente sia il loro modo di allenarsi, sia il modo di preparare le partite. Un caso emblematico al riguardo è quello che ha visto protagonista l’ex allenatore dell’Inter, Rafa Benitez. Molti pensano che siano stati i calciatori stessi a mandarlo via, in quanto erano abituati a lavorare con un allenatore che aveva una personalità

molto forte e,trovandosi davanti un allenatore “signore” come Benitez, hanno visto sconvolto il loro modo di lavorare. Se vogliamo pensare che sono i dirigenti ad esonerare gli allenatori, dobbiamo nominare il “Mangiaallenatori”per eccellenza, Maurizio Zamparini, che da quando è il presidente del Palermo ha avuto alle sue dipendenze ben 35 allenatori. L’ultima vittima del presidente è stato Delio Rossi, rimpiazzato da Serse Cosmi dalla 28esima giornata. Insomma, prima di accusare, i dirigenti e i calciatori stessi dovrebbero assumersi le proprie responsabilità ed attribuirsi le proprie colpe in parti uguali, in quanto non è giusto che, se una squadra vive una crisi nera, l’unico che deve pagarne le spese è sempre e soltanto l’allenatore. Pagina 8


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GalileiPONline aprile 2011 by Nicola Tricarico - Issuu