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Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti AttivitĂ Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

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Occupazione Cassa Integrazione Guadagni Cassa Integrazione in Deroga MobilitĂ Produzione Industriale Dinamica Salari Credito Le Aziende Toscane in Borsa

FocusEconomia 01 02 03 04 2011


FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

Sommario ! Introduzione pagina 1 ! Occupazione pagina 2 ! Cassa Integrazione Guadagni pagina 6 ! Cassa Integrazione in Deroga pagina 11 ! Mobilità pagina 15 ! Produzione Industriale pagina 16 ! Dinamica Salari pagina 17 ! Credito pagina 22 ! Le Aziende Toscane in Borsa pagina 27 Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti Attività Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

Fonti BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

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INTRODUZIONE A cura di Fabio Giovagnoli FOCUS ECONOMIA IRES Toscana, con questa nota congiunturale, intende mettere a disposizione dei soci, in particolare delle strutture della CGIL, e degli altri istituti impegnati nella ricerca sociale, alcuni dati utili alla comprensione di una situazione economica regionale sempre più complessa e difficile. FOCUS ECONOMIA sarà una nota trimestrale che aggiornerà i dati relativi ai più importanti indicatori di crescita che agiscono nel contesto internazionale, nazionale e regionale e, qualora la cosa sia possibile, anche subregionale. E' nostro intendimento, a partire dal prossimo numero, organizzare, in corrispondenza con l'uscita di questa nostra nota, degli incontri, anche tematici, finalizzati ad un miglior approfondimento del quadro statistico economico o alla lettura di prima mano dei dati forniti dagli istituti nazionali e internazionali come ISTAT, Banca D'Italia, Eurostat, Banca Europea. La nostra iniziativa vuol favorire anche il confronto e il dialogo fra gli attori che determinano lo sviluppo quali le organizzazioni sindacali, datoriali, le istituzioni e i centri di ricerca in una fase dell'economia regionale nella quale si sente forte il bisogno di misurasi sulle idee e sui grandi progetti sempre più necessari per un nuova frontiera del “Sistema Toscano”. Il nostro auspicio è che questa nostra iniziativa possa dare un contributo sui contenuti da offrire alla programmazione regionale e alle relazioni industriali. Firenze gennaio 2011 Il Presidente Emanuele Berretti Il Direttore Fabio Giovagnoli


FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

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ANDAMENTO DELL’OCCUPAZIONE A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana (DICEMBRE 2010) L’ultima rilevazione delle forze di lavoro (dati diffusi relativi al II trimestre 2010) segnala una diminuzione di 38mila unità (-2,4%) degli occupati in Toscana, prendendo a riferimento lo stesso trimestre dell’anno precedente. Si tratta della maggiore variazione negativa mai registratasi da quando partono i dati della serie di rilevazioni (2004), e del chiaro riflesso della recessione in corso. Tale variazione è il risultato di un rallentamento del settore terziario (-1%) e di una contrazione netta del settore industriale (-7%, al cui interno però vi è un +1%

BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

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INDUSTRIA AGRICOLTURA    Periodo di riferimento

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Fonti

dell’edilizia e un -11% del manifatturiero) e di una particolare progressione dell’agricoltura (+27%). Per quanto il dato complessivo della variazione dell’agricoltura sia alterato dai noti problemi di rappresentatività statistica dei piccoli settori, esso corrisponde comunque ad una tendenza alla ripresa occupazionale che data dall’inizio della crisi, che probabilmente deriva dal costituirsi di nicchie

di cui Costruzioni  

TOTALE

Dipend Indipen enti denti

Totale

Dipend Indipen enti denti

SERVIZI

  Totale

TOTALE

Dipend Indipen enti denti

Totale

Dipend Indipen enti denti

di cui Commercio  

  Totale

TOTALE 

Dipend Indipen enti denti

Totale

  Dipend Indipen enti denti

Totale

2009 I Trimestre

23

25

49

317

136

453

61

70

131

757

297

1.054

143

102

245

1.097

458

1.555

II Trimestre

22

24

46

343

136

480

72

67

139

751

317

1.068

119

99

218

1.116

477

1.593

III Trimestre

28

27

55

313

137

450

61

58

120

747

315

1.062

141

108

249

1.088

479

1.567

IV Trimestre

34

30

64

312

143

455

67

65

132

748

297

1.045

145

109

255

1.094

470

1.565

2010 I Trimestre

21

30

51

298

132

429

69

64

133

748

298

1.046

145

100

245

1.067

459

1.526

II Trimestre

31

27

58

302

142

444

67

74

140

750

304

1.054

141

111

252

1.082

473

1.555

Maschi e Femmine (Elaborazione IRES Toscana su dati ISTAT espressi in migliaia)


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ANDAMENTO DELL’OCCUPAZIONE A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana (DICEMBRE 2010)

di sottoccupazione come rimedio magari temporaneo al rischio disoccupazione. La riduzione complessiva dell’occupazione è maggiore per il lavoro dipendente (-3,1%) che per quello autonomo (-0,8%). Dal punto differenza vista della differenza di genere, la diminuzione occupazionale riguarda leggermente più le donne (-2,5%) che gli uomini (-2,3%).

FORZE DI LAVORO

Periodo di riferimento

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NON FORZE DI LAVORO

Persone in cerca di occupazione

POPOLAZIONE

Totale

Occupati

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Fonti

L’aumento della disoccupazione (+26%) deriva più dall’ingolfamento delle nuove leve sul mercato del lavoro (gli inoccupati in cerca di prima occupazione crescono del 32%) che dall’aumento, comunque sensibile (+25%) di chi ha perso un posto di lavoro. Il tasso di attività è complessivamente aumentato dell’1% (da 68,3% a 69,3%), il tasso di occupazione è diminuito del -1,8%, il tasso di disoccupazione è cresciuto del +1,3%, fino al livello del 6,2% (a livello nazionale è cresciuto dal 7,3% all’8,3%).

...da pagina 2

Con precedenti esperienze lavorative

Senza precedenti esperienze lavorative Totale

Tassi di attività (15-64)

Tassi di Tassi di occupazi disoccup one azione (15-64)

Cercan Non Non o lavoro cercan cercan Totale Cercano ma non o ma o e non Non lavoro disponi disponi disponi forze di non bili a bili a bili a lavoro Non forze attiva- lavora- lavora- lavora<15 di lavoro mente re re re anni >64 anni

2009 I Trimestre

1.555

83

21

103 1.658

28

12

43

664

463

815 2.025

3.683

68,5

64,1

6,2

II Trimestre

1.593

72

10

82 1.675

30

11

44

644

465

820 2.015

3.690

69,3

65,8

4,9

III Trimestre

1.567

78

16

94 1.661

45

13

41

643

466

828 2.036

3.697

68,8

64,8

5,6

IV Trimestre

1.565

85

20

105 1.670

39

11

48

643

468

825 2.034

3.704

68,9

64,5

6,3

2010 I Trimestre

1.526

96

25

121 1.648

29

14

52

676

470

820 2.061

3.708

67,6

62,5

7,4

II Trimestre

1.555

89

14

103 1.658

35

19

40

661

472

828 2.054

3.712

68,3

64,0

6,2

Elaborazione IRES Toscana su dati ISTAT espressi in migliaia)


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REAZIONE DELL’OCCUPAZIONE ALLA CRISI A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana (DICEMBRE 2010)

Cercando di lavorare su dati più stabili di quelli abbastanza aleatori dei trimestrali regionali, abbiamo provato ad osservare le medie dei tre trimestri precedenti l’ultima rilevazione con le medie dello stesso periodo di uno, due e cinque anni fa, ottenendo così materiale per poter confrontare l’andamento pre-crisi (2005-2008) con la prima fase della crisi (2008-2009) e con la seconda fase della crisi (2009-2010). Tale confronto è stato ripetuto per due regioni abbastanza simili alla nostra come struttura produttiva e dimensioni demografiche, il Veneto e l’EmiliaRomagna. La variazione complessiva (dal 2005 in poi) dell’occupazione nelle tre regioni è abbastanza simile, con un dato leggermente peggiori in Veneto (+2,5%), e in Toscana (+2,8%), e migliore in Emilia-Romagna (+3,4%). L’occupazione autonoma è diminuita, nell’arco dell’intero periodo, di oltre 50mila unità sia in Veneto (anche se l’ultimo anno c’è una certa ripresa) che in Emilia-Romagna, mentre in Toscana è aumentata di 8mila unità. Simmetricamente, l’occupazione dipendente che nell’arco dei cinque anni in Emilia e Veneto è cresciuto di oltre 110mila unità, in Toscana è cresciuta di sole 35mila unità. Il settore agricolo ha solo in Toscana l’andamento anticiclico che si è notato, sia per i dipendenti che per gli autonomi, che invece in Veneto e in Emilia-Romagna, negli anni della crisi, sono diminuiti. La componente dipendente dell’industria manifatturiera in Toscana è declinata già fin dagli anni della “bassa

crescita” (probabilmente ha forte influenza il mix settoriale sfavorevole), mentre in Emilia-Romagna e Veneto continuava a crescere a ritmi notevoli. Nel corso degli anni della crisi l’occupazione industriale dipendente è diminuita più in Toscana (-38mila) che in Emilia-Romagna (-8mila) e in Veneto (-32mila); invece la componente indipendente dell’occupazione si è costantemente ridotta nelle altre due regioni (di 7mila unità in Emilia e di 19mila in Veneto), ma si è difesa abbastanza in Toscana (-9mila nel primo anno, ma +3mila nel secondo), proseguendo un trend già evidente nel periodo pre-crisi. Nel settore edile la occupazione è relativamente più stabile; nell’arco dei cinque anni l’occupazione dipendente aumenta in Veneto +9mila, ma con una tendenza al peggioramento) e diminuisce in Emilia-Romagna (-6mila), ed è stabile in Toscana; la componente autonoma aumenta in Toscana (+11mila), più leggermente in Emilia-Romagna (+3mila) e diminuisce leggermente (-2mila) in Veneto (ma con una tendenza alla ripresa).


FOCUSECONOMIA

REAZIONE DELL’OCCUPAZIONE ALLA CRISI A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana (DICEMBRE 2010)

GENNAIO 2011

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Il settore dei servizi è ovunque quello portante rispetto alla dinamica dell’occupazione (+89mila in Veneto, +76mila in Toscana, +71mila in Emilia-Romagna). Nei due anni della crisi il settore ha continuato ad espandersi, salvo che in Emilia Romagna, dove è rimasto stabile. Tuttavia in questa ultima regione la componente dipendente è ugualmente fortemente cresciuto (+97mila nei cinque anni) a scapito della componente autonoma (-26mila); quest’ultima è rimasta stabile in Veneto, ed è aumentata in Toscana. Solo in Toscana l’ultimo anno segna un pericoloso -11mila nell’occupazione dipendente nei servizi (in Veneto sembra invece esservi un forte incremento del comparto).

Infine il settore commerciale vede un incremento di qualche migliaia di unità in Veneto ed Emilia-Romagna, ed una riduzione leggera (di 3mila unità) in Toscana (ma nell’ultimo anno si ha un incremento occupazionale di 16mila unità, mentre in Veneto ed Emilia-Romagna il saldo occupazionale settoriale è adesso negativo). Sia pure con alterne vicende l’occupazione autonoma tende a diminuire in tutte e tre le regioni; quella dipendente invece ha una dinamica positiva, leggera in Toscana (+3mila) e pronunciata in Emilia-Romagna e Veneto (+20mila in entrambe le regioni).

Variazione degli occupati in migliaia il confronto è fatto su una media dei dati del primo trimestre, del secondo trimestre e dell'ultimo trimestre dell'anno precedente

agricoltura Regione

Fase

Periodo

Industria

costruzioni

altri servizi

commercio e rip.

dipendenti

autonomi

dipendenti

autonomi

dipendenti

autonomi

dipendenti

autonomi

dipendenti

autonomi

Totale

bassa crescita

2005-08

-5

-7

-3

5

4

7

43

16

12

-12

61

fase1crisi

2008-09

6

2

-5

-9

-2

1

35

2

-21

-2

5

Fonti

fase2crisi

2009-10

4

4

-34

3

-2

3

-11

-9

12

4

-24

BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

bassa crescita

2005-08

2

-3

14

-5

-1

4

81

-12

18

6

105

fase1crisi

2008-09

-1

5

0

-3

1

-1

15

2

3

-15

6

fase2crisi

2009-10

0

-5

-8

-4

-6

0

1

-16

-1

-9

-48

bassa crescita

2005-08

4

-14

23

-1

10

-14

82

-16

16

-7

82

fase1crisi

2008-09

0

-5

20

-10

5

5

-4

-11

12

-16

-5

fase2crisi

2009-10

0

-5

-52

-9

-6

7

9

29

-8

10

-24

TOSCANA

E.ROMAGNA

VENETO

5


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CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI Gennaio - Dicembre 2010. A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana 4.000.000

La situazione toscana Nel 2010 il ricorso alla cassa integrazione guadagni (ore autorizzate dall’INPS) in Toscana ha superato nel complesso i 54 milioni di ore. Gli ultimi mesi dell’anno segnano un ridimensionamento della dinamica della cassa integrazione ordinaria, purtroppo più che compensato dall’incremento sia della cassa integrazione straordinaria che della cassa in deroga. L’incremento delle ore integrate raggiunge allora, rispetto al 2009 il livello dei 20 milioni; nel complesso il volume dei cassaintegrati continua ad aumentare dunque anche negli ultimi mesi dell’anno.

3.000.000

2.000.000

1.000.000

0

G 2009 F

M

A

M

G

L

A

CIGO

CIG – Toscana

S

O

N

D G 2010 F

CIGS

M

A

M

G

L

A

S

O

N

D

CIG Deroga

2005

2006

2007

2008

2009

2010

METALMECCANICHE

2.040.708

1.996.404

2.225.684

2.134.572

13.767.720

19.059.589

CARTE - EDITORIA

48.890

59.125

87.259

126.452

536.098

1.765.983

TAC

3.024.294

3.297.726

2.251.896

3.058.218

8.185.403

13.819.408

CHIMICA

214.566

105.640

200.633

128.970

1.909.157

1.780.416

EDILIZIA

2.541.079

3.129.984

2.016.788

2.194.889

4.625.438

5.798.832

TRASPORTI

133.386

200.614

167.250

525.584

1.267.360

1.362.515

COMMERCIO

41.545

48.924

50.525

122.106

481.430

4.267.813

LEGNO

274.335

105.628

70.691

118.380

859.733

2.335.615

LAPIDEO E MINERALI

796.778

691.665

648.343

738.715

1.910.045

2.845.289

ALTRO

144.059

139.012

176.814

164.189

557.150

1.201.325

TOTALE

9.259.640

9.774.722

7.895.883

9.312.075

34.099.534

54.236.785


FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI Gennaio- Dicembre 2010. A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana ALTRO 2% LAPIDEO E MINERALI LEGNO 5%

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La situazione toscana

4%

COMMERCIO Nel 2010 la quota toscana (4,5%) sul totale nazionale della Cig è 8% superiore alla quota di ciascuno degli ultimi 6 anni: in particolare sia nella metalmeccanico (3,3%) sia nel TAC (8,9%) la quota TRASPORTI 3% percentuale della Toscana sul totale nazionale è al massimo degli ultimi anni. Le situazioni di crisi paiono insistere con crescente pesantezza EDILIZIA sul settore metalmeccanico (che passa a comprendere il 36% 11% delle ore integrate dall’Inps, con un totale di oltre 19 milioni (di cui circa 6 in provincia di Livorno e circa 5 in provincia di Firenze). CHIMICA E’ forse in leggera decelerazione l’intensità della crisi nei settori 3% TAC (25% del totale), in cui comunque si registrano quasi 14 milioni di ore di cig, di cui 4,3 a Prato e 3,3 a Firenze L’11% delle ore di cassa integrazione regionali si riferiscono al comparto dell’edilizia, e l’8% al commercio, e il 5% alla estrazione e lavorazione lapidea e dei minerali non metalliferi.

METALMECCANICHE 35%

CARTE - EDITORIA 3% TAC 25%

2005

2006

2007

2008

2009

2010

I “lavoratori equivalenti” delle ore di cig (ossia il

METALMECCANICHE

2,1%

2,3%

3,5%

2,6%

2,9%

3,3%

corrispettivo in posti di lavoro persi o a rischio

TAC

6,3%

6,7%

5,5%

6,7%

6,8%

8,9%

EDILIZIA

4,9%

6,1%

5,4%

5,6%

6,2%

5,8%

COMMERCIO

1,3%

1,3%

1,0%

1,7%

1,4%

3,9%

sfiora le 34.000 unità, di cui 8.900 a Firenze,

LAPIDEO E MINERALI

10,3%

9,2%

10,5%

8,8%

5,7%

6,1%

LEGNO

6,7%

2,7%

2,6%

2,1%

3,0%

4,5%

5.000 a Livorno e 4.350 ad Arezzo.

CHIMICA

1,4%

0,9%

1,8%

0,8%

2,8%

2,8%

TRASPORTI

2,1%

2,9%

3,0%

6,6%

3,2%

3,4%

quasi 12mila lavoratori metalmeccanici, a 8650

CARTA - EDITORIA

0,9%

1,4%

1,9%

2,3%

3,2%

6,5%

del TAC, a 3600 edili e a 2650 lavoratori del

ALTRO TOTALE

2,3% 3,8%

1,9% 4,2%

2,4% 4,3%

1,8% 4,1%

2,8% 3,7%

3,9% 4,5%

commercio.

RAPPORTO CIG TOSCANA/ITALIA

delle ore integrate) nell’arco dell’intero anno

A livello settoriale, le ore di cig corrispondono a


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CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI Gennaio- Dicembre 2010. A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana Dati provinciali

Arezzo Firenze Grosseto Livorno Lucca

M. Carrara

Pisa Prato Pistoia Siena Totale

Nella tabella a fianco sono METALMECCANICHE 1.600 3.200 3.800 500 800 1.050 550 11.900 indicate le stime dei posti di lavoro equivalenti alla cassa TAC 1.200 2.050 350 1.300 2.700 900 8.650 integrazione del 2010. EDILIZIA 300 950 300 250 400 250 300 3.600 Nel territorio le aree con maggiori criticità continuano COMMERCIO 300 650 750 2.650 ad essere le province di Prato (TAC), Firenze (TAC e LAPIDEO E MINERALI 500 550 1.800 metalmeccanica) e Livorno (metalmeccanica), le prime due LEGNO 300 350 300 1.450 in leggero recupero, ma l’ultima CHIMICA 250 300 350 1.100 con un ulteriore aggravamento dei dati. Infatti a livello di “posti TRASPORTI 350 850 di lavoro equivalenti” alle ore di cassa integrazione concesse, CARTA - EDITORIA 500 400 1.100 rispetto a ottobre, Prato passa ALTRO 300 750 da 3800 a 3550, Firenze da 9.050 a 8.900, Livorno da 4.400 TOTALE 4.350 8.900 550 5.000 2.150 1.350 3.550 3.550 2.850 1.650 33.900 a 5.000; Pisa, Massa e Prato (o almeno vedono il contenimento delle situazioni di crisi a quelle attuali), mentre Arezzo registra un certo peggioramento. vedono un recupero Nei settori TAC la provincia pratese ha dati in leggero miglioramento, mentre tende a crescere il numero dei cassaintegrati ad tendenziale del settore Arezzo e a Pisa. Fra gli altri settori si segnala il miglioramento del lapideo-minerali non metalliferi (a Firenze e Siena) ed il metalmeccanico peggioramento del settore cartario (sia a Firenze che a Lucca). Arezzo

Firenze

Grosseto

Livorno

Lucca

M. Carrara

Pisa

METALMECCANICHE TAC EDILIZIA COMMERCIO LAPIDEO E MINERALI LEGNO CHIMICA TRASPORTI

2.543.986

5.096.146

151.384

6.064.338

767.592

1.882.924

3.310.369

25.553

20.261

538.054

942.973

1.495.945

498.752

383.008

528.945

202.661

633.494

432.459

1.018.640

42.234

224.783

344.327

197.671

391.877

446.895

831.375

61.764

85.542

165.829

178.569

179.965

328.452

466.864

10.283

11.350

220.510

80.537

23.148

419.873

2.288

453.621

98.784

40.325

95.926

350.306

126

575.680

49.398

CARTA - EDITORIA

9.773

771.705

0

13.332

644.535

ALTRO TOTALE

250.855 6.957.391

470.504 14.231.727

64.923 857.307

159.483 7.991.398

63.163 3.421.137

1.297.324 1.656.527

Prato

Pistoia

Siena

Totale

350.800

289.485

842.007

19.059.589

45.734 2.114.673 4.320.445

1.401.143

160.252

13.819.408

370.953

297.418

444.683

5.798.832

312.535

1.167.245

136.042

4.267.813

17.411

16.026

861.913

2.845.289

553.632

10.927

496.523

156.537

2.335.615

48.050

114.442

569.111

10.774

1.780.416

95.402

29.801

137.355

15.449

13.072

1.362.515

9.092

46.088

26.296

232.003

13.159

1.765.983

10.393 21.051 21.884 2.157.708 5.675.158 5.683.048

112.875 4.597.278

26.194 2.664.633

1.201.325 54.236.785


FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

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9

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI Gennaio- Dicembre 2010. A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana Il settore metalmeccanico assorbe oltre 19 milioni di ore, prevalentemente dalle province di Livorno (6,06 milioni), Firenze (5,1), Arezzo (2,5 milioni), Pisa (1,65 milioni) e Massa Carrara (1,3 milioni). I comparti del sistema moda ricorrono alla cassa integrazione prevalentemente nelle province di Prato (4,3 milioni di ore), Firenze (3,3), Pisa (2,1 milioni), Arezzo (1,9) e Pistoia (1,4 milioni). Nel settore edile i più elevati livelli di ricorso alla Cig riguardano Firenze (1,5 milioni di ore) e Arezzo (940mila ore) e Pisa (630mila); nei comparti del commercio, Pistoia (1,2 milioni) e Firenze (1 milione); nel settore lapideo e dei minerali non metalliferi la cassa integrazione incide maggiormente a Firenze e Siena (oltre 800mila ore in entrambe le province), in quello del legno e mobilio, con oltre 550mila ore, la provincia di Pisa. Pistoia è, infine, la provincia con maggiore incidenza del settore chimico (oltre 560mila ore), mentre nel cartario editoriale spiccano i dati di Firenze (770mila ore) e Lucca (oltre 640mila).. L’analisi delle variazioni della cassa integrazione guadagni (tabella della pagina successiva) segnala che, dei 20 milioni di ore di Cig di incremento rispetto al 2009, un terzo è dovuto alla provincia di Firenze, il 15% a

Prato e il 15% a Pistoia, il 9% a Livorno e una percentuale analoga a Lucca. Ciò corrisponde, in altri termini, ad un incremento di oltre il 200% a Pistoia, di oltre il 100% a Prato e Lucca, dell’86% a Firenze, del 36% di Pisa e del 34% di Arezzo. Livorno e Siena, rispettivamente con il 28% e il 26% evidenziano incrementi di cassa integrazione decisamente inferiori alla media, come Grosseto (+8%). Da segnalare che massa-Carrara è l’unica provincia con una percentuale di decremento della cassa integrazione, che però, come segnala il caso della Eaton (dove la cassa integrazione non è stata rinnovata e sono stati comunicati i licenziamenti di tutti gli addetti), non ha necessariamente un aspetto positivo. Possiamo evidenziare le rare situazioni settoriali/territoriali di diminuzione del ricorso alla cassa integrazione, che riguardano prima di tutto Massa-Carrara (metalmeccanica, ma anche edilizia, lapideo e chimica), in generale il settore chimico in tutte le province (salvo Livorno, Prato e Pistoia), il metalmeccanico a Siena ed il comparto dei trasporti a Arezzo (oltre a situazioni di minore consistenza soprattutto nei comparti residuali).

ANNO 2010 Centrale

Meridionale

ANNO 2009 Costiera

Centrale

Meridionale

Costiera

METALMECCANICHE

5.736.431

3.537.377

9.785.781

2.484.122

2.827.905

8.455.693

TAC

9.031.957

2.068.729

2.718.722

4.846.451

1.338.812

2.000.140

EDILIZIA

2.164.316

1.886.408

1.748.108

1.572.636

1.599.046

1.453.756

COMMERCIO

2.498.420

610.735

1.158.658

182.673

96.774

201.983

LAPIDEO E MINERALI

864.812

1.370.572

609.905

458.898

980.478

470.669

LEGNO

974.314

495.272

866.029

397.141

230.833

231.759

CHIMICA

1.103.426

36.210

640.780

1.052.055

213.797

643.305

TRASPORTI

503.110

109.124

750.281

187.537

671.956

407.867

CARTA - EDITORIA

1.030.004

22.932

713.047

332.951

8.029

195.118

ALTRO

605.263

341.972

254.090

203.941

116.106

237.103

TOTALE

24.512.053

10.479.331

19.245.401

11.718.405

8.083.736

14.297.393


Variazione CIG Primi 2009-2010

Arezzo METALMECCANICHE TAC EDILIZIA COMMERCIO LAPIDEO E MINERALI LEGNO CHIMICA TRASPORTI CARTA - EDITORIA ALTRO TOTALE variazione 2009-10 composizione variazione

50.382 9.823

236.915

282.856

368.356

885.387

48.377

Pisa

Prato

Pistoia 163.242 778.528

Siena

Totale

1.090.700 17.790

260.235 218.853

-61.638 3.678

40.791 478.261

182.823 2.238.618

54.101

78.172

121.586

-133.707

228.301

189.091

27.685

101.447

316.755

162.980

375.493

301.386

387.626

705

25.159

54.221

-36.703

96.559

17.411

877

341.012

935.244

216.724

179.598

1.782

-8.213

189.653

13.759

439.071

8.752

388.823

45.933

1.475.882

-78.222 120.445

5.291.869 5.634.005

119.733

-3.654

1.173.394

1.128.974

117.920

3.786.383

-23.310

-389.549

-129.463

164.682

-9.915

-12.109

-145.183

35.326

405.594

-24.814

-128.741

-574.666

216.048

-224

316.144

25.441

6.799

-5.970

94.796

4.729

12.058

95.155

6.553

560.804

0

13.332

507.981

3.502

-6.886

25.094

111.155

8.350

1.229.885

166.096 1.782.006

397.575 6.594.949

45.558 60.349

-43.532 38.247 1.755.681 1.723.057

9.826 12.446 -43.613 1.512.883

14.733 3.108.030

-10.986 3.090.669

14.212 553.240

644.175 20.137.251

34,43% 8,85%

86,36% 32,75%

7,57% 0,30%

28,16% 101,47% 8,72% 8,56%

-1,98% 36,35% 120,70% 205,14% 26,20% -0,22% 7,51% 15,43% 15,35% 2,75%

59,05% 100%

Ordinaria 25%

La cassa in deroga ha raggiunto il 40% del totale della cassa integrazione regionale nel 2010; la cassa straordinaria ne costituisce un terzo e quella ordinaria un quarto. Siena, Pisa e Grosseto sono le province in cui prevale la cassa integrazione ordinaria (e questo è in un certo senso un indicatore di minore profondità dei fenomeni di crisi). Le province maggiormente interessate dai settori TAC vedono la prevalenza della cassa in deroga (Arezzo, Lucca, Pistoia e Prato). Infine a Livorno, Firenze e MassaCarrara hanno maggiore incidenza le ore di cassa integrazione straordinaria. ORDINARIA

STRAORDINARIA

DEROGA

15.000.000 13.500.000

Deroga 40%

12.000.000 10.500.000 9.000.000 7.500.000 6.000.000 4.500.000 3.000.000

AREZZO

FIRENZE

GROSSETO

1.500.000 LIVORNO

Straordinaria 34%

0

10

Massa Carrara

LUCCA

BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

2.906.244 1.168.360

Lucca

M. CARRARA

Fonti

Livorno

737.312 599.649

TOTALE ORE AUTORIZZATE: 54.236.785

Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti Attività Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

Grosseto

PISA

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Firenze

PRATO

Sommario

Gennaio- Dicembre 2010. A cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana

PISTOIA

GENNAIO 2011

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI

SIENA

FOCUSECONOMIA


FOCUSECONOMIA

GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA A cura di Enrico Fabbri, Ires Toscana

GENNAIO 2011

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11

L’analisi delle procedure di gestione degli ammortizzatori in deroga La procedura di accesso alla cassa integrazione in deroga e – successivamente – alla mobilità sono stati oggetto di reiterati interventi normativi da parte della Regione Toscana (cfr. DGR n. 663/2009, DGR n. 959/2009, DGR n.1094/2009, DGR. 112/2010 e DGR n. 852/2010, quest’ultima regolamenta – appunto – la mobilità in deroga). Per quanto concerne la mobilità in deroga, hanno diritto ad accedervi i soli apprendisti licenziati nel 2010, con un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi (di cui 6 di lavoro effettivamente prestato) che non rientrano nella fattispecie prevista all’art.19 della legge 2/2009 né in quella prevista dall’art. 7 della legge 223/1991. Tali soggetti possono chiedere di accedere alla mobilità per un periodo non inferiore a quello proprio dell’indennità di disoccupazione ordinaria. La domanda di accesso alla mobilità in deroga deve essere presentata alla Regione Toscana entro 30 giorni dal licenziamento. L’incartamento deve contenere la sottoscrizione dei documenti di richiesta da parte del lavoratore, la certificazione dei CPI, la DID (Dichiarazione di immediata disponibilità) e la sottoscrizione (presso il CPI) del patto di servizio. Infatti, i lavoratori in mobilità sono soggetti a prendere parte a percorsi di politica attiva del lavoro (come accade per i lavoratori in CIGD) finalizzati al reinserimento nei contesti produttivi Le domande riconducibili alla mobilità in deroga sono valutate e autorizzate, secondo l’ordine cronologico di arrivo presso la Regione – Settore Lavoro, nei limiti delle

disponibilità finanziarie di cui ai Decreti Ministeriali di assegnazione delle risorse alla Toscana. Sulla base della convenzione tra Regione Toscana e INPS regionale Toscana del 18/06/ 2009 la Regione trasmette all’INPS l’elenco delle autorizzazioni concesse ai fini della procedura di pagamento di competenza INPS. L’autorizzazione, o la comunicazione di diniego della stessa, viene comunicata dalla Regione al richiedente. Per quanto concerne, invece, la CIGD, l’accesso è ammesso per due tipologie di imprese: • le aziende di tipo A -> imprese che non hanno diritto all’accesso agli ammortizzatori sociali previsti dalla legislazione ordinaria; • le aziende di tipo B -> imprese che pur avendo diritto all’accesso agli ammortizzatori sociali previsti non possono accedervi o che abbiano esaurito i periodi di CIG previsti dalla normativa vigente. Le imprese possono richiedere fino ad un massimo di 4 mesi di CIGD, ma nell’arco dell’anno solare, complessivamente, non possono avanzare richieste per più di 12 mesi. Sul versante dei lavoratori, risultano cassa-integrabili tutti i dipendenti con almeno 90 giorni di anzianità aziendale, compresi gli apprendisti. Nello schema seguente si rappresentano le fasi essenziali del processo di gestione della CIGD.


FOCUSECONOMIA

LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

GENNAIO 2011

A cura di Enrico Fabbri, Ires Toscana

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12

Il ricorso alla cassa integrazione in deroga – dal suo esordio in Toscana (27/9/2009) – ha interessato 5.451 unità produttive. La distribuzione geografica di queste ultime è riassunta dalla tabella seguente. Dal 27/9/2009 al 31/12/2010 hanno fruito dell’ammortizzatore sociale 28.988 persone delle quali 17.173 sono state reintegrate (il 59,2% del totale). Nella tabella seguente si riporta la distribuzione dei cassaintegrati in deroga per Provincia. PROVINCIA

Unità produttive (V.A.)

AREZZO

957

17,6%

FIRENZE

1.360

24,9%

GROSSETO

54

1,0%

LIVORNO

94

1,7%

422

7,7%

LUCCA MASSA CARRARA

142

2,6%

PISA

593

10,9%

PISTOIA

591

10,8%

1.022

18,7%

SIENA

216

4,0%

Totale

5.451

100,0%

PRATO

Area e provincia

Lavoratori in CIGD (V.A.)

Lavoratori in CIGD (%)

% di Reintegro

AR

4.801

16,60%

57.5%

SI

1.120

3,90%

57,70%

Unità produttive (%)

GR Area centro meridionale

252

0,90%

46,00%

6.173

21,40%

51,85%

FI

7.067

24,40%

55,50%

PO

4.218

14,60%

60,10%

PT

3.488

12,00%

51,70%

14.773

51,00%

55,77%

LI

1.675

5,80%

51,50%

PI

3.166

10,90%

60,20%

MS

922

3,20%

57,70%

LU

2.279

7,90%

91,80%

Area della costa

6.367

27,80%

69,90%

27.313

100%

59,17%

Area metropolitana

Totale

* % di reintegro si definisce come il rapporto tra il numero dei reintegrati ed i cassaintegrati. Fonte: Regione Toscana

La Provincia con il maggior numero di cassaintegrati in deroga è

Reintegro è pari al 51,5%) e Pistoia (in cui % Reintegro è pari al

Firenze (24,4%), seguita da Arezzo (16,6%) e Prato (14,6%). Il contesto territoriale con minori frequenze è invece Grosseto. I territori in cui il rientro in azienda è più agevole sono la Provincia di Lucca (in cui % Reintegro è pari al 91,8%) seguita – a lunga distanza – dalla Provincia di Pisa (in cui % Reintegro è pari al 60,2%); mentre a

51,7%) il reintegro è più difficile. L’analisi dei dati per area vasta evidenzia maggiori probabilità di reintegro per i lavoratori che operano nell’Area della Costa (il dato risente degli alti valori associati alla Provincia di Lucca), mentre l’area centro meridionale è quella in cui le probabilità di reintegro sono più

Grosseto (in cui % Reintegro è pari al 46,0%), Livorno (in cui %

basse.


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13

LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA A cura di Enrico Fabbri, Ires Toscana Il grafico precedente mostra l’andamento cumulato dei lavoratori che rispettivamente sono entrati in cassa integrazione in deroga e di quelli che ne sono fuoriusciti. I lavoratori riportati nel grafico sono contati una volta sola, dunque, un innalzamento dei valori indicati dalla linea “Lavoratori in CIGD” deve leggersi come un allargamento della platea dei beneficiari dell’istituto della deroga. A tale proposito l’incremento dei cassaintegrati da aprile a dicembre è stato del 29,7% (si tratta di 8.620 lavoratori). E’ interessante notare la flessione dei reintegri relativa al mese di novembre: i soggetti rientrati in azienda dalla cassa integrazione da 16.682 sono scesi a 15.287, per poi risalire a 17.173 nel mese di dicembre. La suddetta diminuzione indica che fra coloro che erano rientrati nei processi produttivi a seguito di un periodo di cassa integrazione, alcuni (si tratta di 1.395 persone) ne sono fuoriusciti nuovamente. Valori cumulati dei lavoratori in CIGD e dei reintegri (periodo aprile – dicembre 2010)


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LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA A cura di Enrico Fabbri, Ires Toscana Dalla tabella precedente emerge che in Toscana la popolazione dei cassaintegrati in deroga è costituita prevalentemente da soggetti di età compresa tra i 26 ed i 49 anni (67,15%), seguono gli over 50 (25,16%) ed, infine, i giovani 7,69%. Tab. 2a Distribuzione dei cassaintegrati in deroga per classi di età (dati relativi al periodo 27/7/2009-31/10/2010) Classi di età

14

N. Lavoratori in CIGD Di cui reintegri (VA) Lavoratori in CIGD %

Di cui reintegri (%)

-25

2.230

1.415

7,69%

8,24%

26-49

19.465

11.479

67,15%

66,84%

50Totale

7.293 28.988

4.279 17.173

25,16% 100,00%

24,92% 100,00%

Particolarmente interessante è l’analisi delle percentuali dei reintegri sul numero di cassaintegrati in deroga appartenenti alla medesima classe d’età (si veda tabella seguente): i reintegri sono molto più frequenti tra i più giovani (classe d’età -25) che nei soggetti di età più avanzata, nelle quali i valori sono sostanzialmente uniformi. Tab. 2b % di reintegro calcolata sui cassaintegrati appartenenti alla medesima classe di età (dati relativi al periodo 27/7/2009-31/10/2010). Classi di età

% di Reintegro*

-25

63,5%

26-49

59,0%

50Totale

58,7% 59,2%

Gli stranieri ammessi alla cassa in deroga sono 3.244 persone, 11,2% dei percettori. Nella tabella seguente si riportano i lavoratori stranieri che usufruiscono / hanno usufruito della CIGD per nazionalità: prevalgono gli albanesi, i romeni ed i marocchini. Tab. 4 Distribuzione dei cassaintegrati in deroga stranieri per nazionalità.

N. Lavoratori % Lavoratori stranieri stranieri in in deroga deroga

Nazionalità*

ALBANESE

890

27,4%

ROMENA

586

18,1%

MAROCCHINA

393

12,1%

SENEGALESE

146

4,5%

INDIANA

142

4,4%

PACHISTANA

128

3,9%

BANGLADESH

119

3,7%

CINGALESE

64

2,0%

POLACCA

57

1,8%

% di Reintegro*

FILIPPINA

48

1,5%

Maschi

58,2%

Femmine Totale

60,4% 59,2%

Totale

2.573

100%

* % di reintegro si definisce come il rapporto tra il numero dei reintegrati ed i cassaintegrati appartenenti alla medesima classe. Fonte: R. Toscana Il ricorso alla cassa in deroga ha caratterizzato più gli uomini delle donne (53,29%, si veda la tabella successiva). Tab. 3a Distribuzione dei cassaintegrati in deroga per genere (dati relativi al periodo 27/7/2009-31/10/2010) - % di colonna. Sesso

Fonti BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

CIGD E IMMIGRATI

N. Lavoratori in CIGD

N. Reintegri Lavoratori in CIGD %

Reintegri %

Maschi

15.449

8.995

53,29%

52,38%

Femmine Totale

13.539 28.988

8.178 17.173

46,71% 100,00%

47,62% 100,00%

Le percentuali esposte nella tabella successiva mostrano che le donne tendono ad essere reintegrate in azienda con maggiore facilità rispetto agli uomini. Tab. 3b % di reintegro calcolata sui cassaintegrati appartenenti alla medesima classe di genere (dati relativi al periodo 27/7/2009-31/10/2010). Sesso

* Si riportano solo le nazionalità con frequenze % uguali o maggiori al 1,5%.

* % di reintegro si definisce come il rapporto tra il numero dei reintegrati ed i cassaintegrati appartenenti alla medesima classe. Fonte: R. Toscana 2 Si noti che tra tutti gli stranieri percettori di CIGD il numero di lavoratori cinesi è pari a 30 unità (appena l’1,2% della popolazione straniera ammessa alla deroga). Data la numerosità della comunità cinese in Toscana, il dato – indirettamente – conferma l’ampia dimensione del sommerso che caratterizza questo target.


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SOSTEGNO AL REDDITO DEGLI APPRENDISTI (MOBILITÀ IN DEROGA) A cura di Enrico Fabbri, Ires Toscana

Area e provincia

Lavoratori in mobilità (VA)

Lavoratori in mobilità %

AR

31

8,7%

I soggetti posti in mobilità in deroga entro il

SI

21

5,9%

31/12/2010 ammontano a 358 unità. Come si è già detto si tratta di un target costituito da soli apprendisti licenziati nel 2010, con un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi (di cui 6 di lavoro effettivamente prestato).

GR

22

6,1%

Area centro meridionale

74

20,7%

FI

75

20,9%

PO

28

7,8%

PT

49

13,7%

152

42,5%

LI

54

15,1%

PI MS

22 25

6,1% 7,0%

LU

27

7,5%

Area della costa

74

35,8%

4

1,1%

358

100,00%

Imprese (VA)

Imprese %

30 21 20 71 74 27 44 145 49 21 25 26 121 337

8,9% 6,2% 5,9% 21,1% 22,0% 8,0% 13,1% 43,0% 14,5% 6,2% 7,4% 7,7% 35,9% 100,0%

N. Lav. in mobilità (VA)

Lavoratori in mobilità %

202 156 358

56% 44% 100%

Area metropolitana

La disaggregazione del dato a livello provinciale e di area vasta è riassunto dalla tabella seguente. L’area vasta che alimenta di più la mobilità in deroga è quella metropolitana, seguita dall’area centro meridionale e da quella della costa. A livello provinciale, le maggiori frequenze sono associate a Firenze (20,9%), mentre i numeri più bassi si registrano a Pisa e Grosseto (in entrambe le Province i valori si attestano al 6,1%). Nella tabella seguente i lavoratori in mobilità in deroga sono disaggregati per genere, in cui prevalgono i maschi sulle femmine. La distribuzione delle imprese che hanno attivato le procedure di mobilità in deroga ci indica che il rapporto tra aziende e lavoratori in mobilità in deroga è quasi 1 ad 1. Dunque, le percentuali associate ai diversi territori finiscono per essere molto simili con quelle della distribuzione territoriale dei lavoratori in mobilità.

MISSING

Totale Area e provincia

AR SI GR Area centro meridionale FI PO PT Area metropolitana LI PI MS LU Area della costa

Totale Sesso

Maschi Femmine

Totale


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LA PRODUZIONE INDUSTRIALE - SERVIRANNO ANCORA 4 ANNI PER TORNARE AI LIVELLI DEL 2007 Commento dei dati Unioncamere-Confindustria, a cura di Franco Bortolotti, Ires Toscana Nel terzo trimestre del 2010 la produzione manifatturiera ha continuato un sentiero di lento (e insufficiente) recupero, con una crescita del 3,5% sullo stesso trimestre dell’anno precedente; si tratta non solo di un rallentamento rispetto alla crescita del trimestre precedente (+6%), ma di un dato del tutto incapace di recuperare sulla caduta verticale che si era avuta nello stesso periodo 2009 su 2008 (-15,5%).

In assoluta continuità con i cinque trimestri precedenti, prosegue così una lentissima crescita che, facendo base l’anno 2004, ha raggiunto l’indice 86,3 (era 81,2 nel momento peggiore della crisi).Il rallentamento della ripresa fa sì che, rispetto a quanto ipotizzabile nel trimestre precedente, il “tempo di recupero” (sulla base di una pura proiezione statistica) dei valori dell’anno base si sia spostato in avanti di ben sette trimestri (cioè verso la fine del 2014).

Il ritmo di recupero continua ora ad essere superiore nei settori moderni (in media +6% rispetto allo stesso periodo del 2010, con un massimo nella metallurgia e prodotti in metallo, in recupero circa del 10%, contro il circa +7% di meccanica, elettronica e mezzi di trasporto) rispetto a quelli tradizionali (+2%, con le migliori performances nel pelli e cuoio).

Se consideriamo le tre aree vaste, nel terzo trimestre il processo di convergenza già segnalato lo scorso trimestre, verso i valori medi regionali, è adesso tale da portare tutte e tre le macroaree intorno al +3%. Permangono tuttavia delle forti differenziazioni all’interno di ciascuna area vasta: in quella centrale al recupero della provincia di Firenze (+5%) si contrappongono valori inferiori al +1% a Pistoia e Prato; in quella Costiera al +12 di Livorno e al +5% di Lucca si affianca la stagnazione della provincia di Pisa e la perdurante crisi della provincia di Massa-Carrara (-5%); infine nella Toscana Meridionale, se Arezzo cresce del + Del resto la situazione di incertezza dell’economia regionale corrisponde abbastanza, nel complesso, a quella descritta dall’indicatore europeo di anticipazione e-coin, che indica uno sviluppo del PIL attualmente oscillante intorno allo 0,5%% e Siena consolida un +4%, la produzione manifatturiera grossetana arretra del 4%.


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LA DINAMICA DEI SALARI A cura di IRES TOSCANA L’analisi della dinamica dei salari e delle pensioni assume una particolare rilevanza per l’approfondimento delle condizioni economiche di lavoro, in relazione alla copertura dell’andamento inflazionistico, all’eventuale recupero del potere d’acquisto del salario e alla valutazione dell’incidenza del prelievo fiscale. A questo scopo, in questo numero inizia l’analisi di una nuova base informativa regionale costituita da un sottoinsieme anonimizzato delle dichiarazioni dei redditi presentate attraverso il modello 730 presso le strutture regionali del CAAF CGIL nel 2009 e 2010, relative rispettivamente ai redditi 2008 e 2009. Il CAAF CGIL raccoglie ogni anno sul territorio regionale circa 260.000 dichiarazioni, circa 150.000 delle quali relative a lavoro dipendente a tempo indeterminato e determinato. Dato che il numero degli occupati dipendenti della Regione Toscana si aggira intorno a 1.100.000 unità, dei quali una parte si limita a ricevere il CUD e un’altra modesta a presentare il Modello Unico, è facile derivare che il sottoinsieme in esame rappresenta uno spaccato consistente della realtà economica e sociale toscana. Il CAAF CGIL infatti è il primo CAAF in Toscana per numero di dichiarazioni raccolte (pari a circa il 26% del complesso dei CAAF toscani). Il 61% dei dichiaranti è iscritto alla CGIL, il 38% non è iscritto ad alcun sindacato e l'1% è iscritto ad altri sindacati. La fonte impiegata è pertanto largamente attendibile e scarsamente sottoposta a fattori distorsivi. Dinamiche salariali e di pensione Definiamo in questo contesto la dinamica dei salari e delle pensioni come la variazione di reddito lordo e netto da lavoro dipendente del 2009 sull’anno precedente riferita a soggetti che abbiano avuto esclusivamente entrate riferibili a lavoro dipendente a tempo indeterminato o di pensione per l’intero periodo di entrambi gli anni con lo stesso sostituto d’imposta. In sostanza si vogliono studiare le variazioni di reddito di quei soggetti le cui variazioni reddituali siano imputabili ragionevolmente alla sola dinamica in oggetto, svincolandosi da variazioni legate alla durata del rapporto di lavoro, alla variazione del datore di lavoro, ad eventuali congedi o aspettative, a periodi di crisi aziendale o di un incremento considerevole di alcune voci stipendiali. Per questo vengono trascurate dalle elaborazioni tutte le dichiarazioni che dimostrino fra i due anni una variazione reddituale di ampiezza superiore al 15% (quindi tanto con variazioni negative, che positive). Oltre tale dimensione si ritiene ragionevole che sia intervenuto uno dei fattori non oggetto di interesse dell’analisi. Gli elementi che vengono valutati sono la variazione del reddito lordo, netto e delle imposte. Il reddito lordo è costituito dal reddito da lavoro dipendente

o pensione erogato nell’anno al dichiarante (quindi al netto degli oneri a carico del datore di lavoro). Il reddito netto è ottenuto dalla differenza tra il reddito lordo percepito dal dichiarante decurtato delle imposte, ovvero la somma dell’imposta netta IRPEF (quella calcolata sul reddito abbattuto dalle deduzioni ed al netto delle detrazioni) e delle addizionali regionali e comunali. Ricordiamo in proposito che le imposte IRPEF, a differenza delle addizionali che sono proporzionali, sono calcolate in maniera progressiva, per cui l’aumentare del reddito, se non compensato da uno slittamento delle soglie di applicazione delle fasce contributive (che non è avvenuto nel periodo di osservazione) e da un consistente gioco delle deduzioni e detrazioni, porta necessariamente ad un innalzamento più che proporzionale delle imposte erodendo anche in maniera significativa l’incremento salariale. Dato che le voci a sottrazione (le imposte) sono calcolate sulle entrate nel loro complesso per maggior consistenza si è limitata l’analisi alle sole dichiarazioni per le quali le uniche entrate siano appunto quelle da lavoro dipendente o pensione. Pertanto dall’insieme dei dati di cui al paragrafo precedente vengono selezionate le dichiarazioni che rispettano le condizioni descritte, generando una matrice di dati derivata di quasi 127.000 osservazioni per le quali nei due anni di osservazione sono soddisfatte le seguenti condizioni: • stesso soggetto dichiarante • stessa fonte di reddito (lavoro dipendente a tempo indeterminato o pensione) • entrate unicamente da reddito da lavoro dipendente o pensione • stesso sostituto d’imposta • periodo di lavoro di 365 giorni in entrambi gli anni considerati • variazione reddituale inferiore al 15%. Analisi per il settore privato e pubblico Una dimensione rilevante di analisi è costituita dall’analisi settoriale delle dinamiche salariali. Alcune rielaborazioni dei dati consentono una prima classificazione dei datori di lavoro, almeno per distinguere il settore privato da quello pubblico. In questo contesto intenderemo appartenenti al settore pubblico quei datori di lavoro che applicano contratti della pubblica amministrazione o ad essi analoghi, viceversa quelli del settore privato. L’operazione è stata eseguita classificando le informazioni disponibili come ragione sociale e natura societaria ed ha consentito un consistente abbinamento binario (privato/pubblico). Da notare l’informazione del sostituto di imposta è sempre presente per il dichiarante, ma non sempre per il coniuge del dichiarante, ne deriva che per molte dichiarazioni congiunte (ovvero quelle che consentono la compensazione fra i coniugi) non si dispone di alcuna informazione sul datore di lavoro del coniuge non dichiarante.


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LA DINAMICA SALARIALE NEL SETTORE PRIVATO A cura di IRES TOSCANA Si è detto che la dinamica salariale per il settore privato è quella relativa alle aziende che applicano contratti propri del settore privato o ad essi affini. A livello generale nel gruppo di osservazione si è registrata una variazione di reddito lordo tra il 2009 e il 2008 di +1,26%, che in termini netti si riduce a poco più dell’1%. Per contro la variazione percentuale delle imposte è stata naturalmente più sensibile e pari al 2,19%. L’analisi a livello territoriale, provincia ed area vasta, dimostra però che ci sono differenze, con valori che variano in corrispondenza dell’area di riferimento. In particolare le province costiere hanno registrato variazioni più contenute e in alcune province mediamente al di sotto degli indici inflattivi.

L’analisi sul profilo anagrafico e di reddito dei dichiaranti dimostra la presenza di ulteriori differenziazioni. Le variazioni sembrano essere più sensibili per le donne, i più giovani, i lavoratori nati all’estero ed i livelli di reddito inferiori.

Tavola 1. Settore privato. Variazione percentuale del reddito e delle imposte per area vasta e provincia di residenza del dichiarante nel 2009. Base 2008 = 100

Genere

Area e provincia

Frequenze

Variazione % reddito lordo

Variazione % reddito netto

Variazione % imposte

Tavola 2. Settore privato. Variazione percentuale del reddito e delle imposte rispetto ad alcune variabili anagrafiche e di reddito dei dichiaranti nel 2009. Base 2008 = 100 Variabili anagrafiche e di reddito (osservate nel 2008)

Variazione % reddito lordo

Frequenze

Variazione % reddito netto

Variazione % imposte

Femmine

13.839

1,70

1,40

3,08

Maschi

26.409

1,07

0,87

1,86

9.443

1,67

1,59

2,02

Area centromeridionale

8.510

1,69

1,41

2,91

Classe d’età

- Arezzo

3.684

1,25

1,03

2,26

Fino 35 anni

- Grosseto

1.590

2,59

2,24

4,11

36-50 anni

23.172

1,17

0,92

2,21

- Siena Area metropolitana

3.236

1,72

1,42

2,97

51-65 anni

7.612

1,11

0,79

2,26

19.181

1,36

1,10

2,42

21

2,06

0,66

5,79

- Firenze

13.672

1,37

1,09

2,50

66 anni e oltre Nazione di nascita

- Pistoia

2.527

1,66

1,43

2,70

Italia

38.002

1,25

1,02

2,20

Estera

2.246

1,41

1,35

1,87

3.352

3,04

2,44

9,97

2.982

1,06

0,88

1,84

12.145

0,82

0,68

1,40

- Livorno

3.635

0,57

0,53

0,76

- Lucca

2.808

0,90

0,79

1,35

15.001-20.000

12.025

2,26

1,86

4,82

- Massa Carrara

741

1,59

1,11

3,66

20.001-25.000

11.979

1,02

0,86

1,83

4.961

0,84

0,66

1,60

25.001-30.000

5.445

0,65

0,41

1,66

412

0,96

0,92

1,12

Oltre 30.000

7.447

0,81

0,61

1,34

40.248

1,26

1,03

2,19

40.248

1,26

1,03

2,19

- Prato Area nordoccidentale

- Pisa Provincia non toscana

Totale

Livello di reddito Fino 15.000

Totale


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LA DINAMICA SALARIALE NEL SETTORE PUBBLICO A cura di IRES TOSCANA Si è detto che la dinamica salariale per il settore pubblico è quella relativa ai dipendenti della pubblica amministrazione e delle aziende che applicano contratti ad essi assimilabili. A livello generale nel gruppo di osservazione si è registrata una variazione positiva del reddito lordo tra il 2009 e il 2008 dell’ordine del 3,5%, che in termini netti si riduce al 2,85%. La variazione percentuale delle imposte è stata ovviamente più consistente e superiore al 6%. L’analisi a livello territoriale, provincia ed area vasta, dimostra scarse differenze, con una distribuzione somigliante a quella precedentemente vista per il settore privato.

Anche l’analisi sul profilo anagrafico e di reddito dei dichiaranti presenza scarse differenziazioni. A differenza del settore privato in questo contesto le variazioni sembrano essere relativamente più sensibili per la classe d’età media (36-50 anni).

Tavola 3. Settore pubblico. Variazione percentuale del reddito e delle imposte per area vasta e provincia di residenza del dichiarante nel 2009. Base 2008 = 100

Genere

Area e provincia

Variabili anagrafiche e di reddito (osservate nel 2008)

Variazione % reddito lordo

Frequenze

Variazione % reddito netto

Variazione % imposte

Femmine

9.236

3,52

2,81

6,37

Maschi

5.240

3,44

2,90

5,49

Fino 35 anni

1.194

3,13

2,86

4,30

36-50 anni

7.906

3,70

2,99

6,74

51-65 anni

5.365

3,27

2,64

5,50

11

4,07

3,77

4,68

14.222

3,49

2,85

6,00

254

3,47

2,59

7,02

185

4,42

2,89

21,60

Classe d’età

Area centromeridionale

3.574

3,77

3,11

6,44

- Arezzo

1.381

4,16

3,41

7,20

967

3,13

2,57

5,37

- Siena

1.226

3,84

3,21

6,44

Area metropolitana

6.619

3,45

2,81

6,01

- Firenze

4.929

3,35

2,72

5,82

- Pistoia

897

3,43

2,83

5,95

Estera

- Prato Area nordoccidentale

793

4,18

3,40

7,42

Livello di reddito

4.111

3,30

2,67

5,71

Fino 15.000

- Livorno

15.001-20.000

2.372

4,31

3,48

9,23

20.001-25.000

4.762

3,96

3,36

6,81

- Grosseto

66 anni e oltre Nazione di nascita Italia

1.382

3,03

2,53

5,07

- Lucca

863

3,14

2,68

4,94

- Massa Carrara

406

3,43

2,79

5,90

1.460

3,59

2,77

6,64

25.001-30.000

4.464

3,78

2,88

7,34

172

3,63

3,00

5,87

Oltre 30.000

2.693

2,27

1,88

3,38

14.476

3,49

2,85

6,02

14.476

3,49

2,85

6,02

- Pisa

19

Frequenze

Variazione % Variazione % Variazione % reddito lordo reddito netto imposte

Tavola 4. Settore pubblico. Variazione percentuale del reddito e delle imposte rispetto ad alcune variabili anagrafiche e di reddito dei dichiaranti nel 2009. Base 2008 = 100

Provincia non toscana Totale

Totale


FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

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20

LA DINAMICA DELLE PENSIONI A cura di IRES TOSCANA Anche la dinamica delle pensioni ha fatto registrare una variazione positiva tra il 2009 e il 2008 del 3,42% al lordo delle imposte, che al netto si riduce al 2,78%. La variazione percentuale delle imposte è stata ovviamente più consistente e superiore in questo caso al 6,6%. L’analisi a livello territoriale, provincia ed area vasta così come quella legata alle variabili anagrafiche e di reddito dimostra scarse differenze, a conferma di una sostanziale parità di trattamento indipendentemente dall’origine.

Tavola 6. Pensioni. Variazione percentuale del reddito e delle imposte rispetto ad alcune variabili anagrafiche e di reddito dei dichiaranti nel 2009. Base 2008 = 100 Variabili anagrafiche e di reddito (osservate nel 2008)

Variazione % reddito lordo

Frequenze

Variazione % reddito netto

Variazione % imposte

Genere Tavola 5. Pensioni. Variazione percentuale del reddito e delle imposte per area vasta e provincia di residenza del dichiarante nel 2009. Base 2008 = 100 Area e provincia

Area centromeridionale

Frequenze

Variazione % Variazione % Variazione % reddito lordo reddito netto imposte

Femmine

27.297

3,36

2,79

6,43

Maschi

44.964

3,45

2,78

6,72

22

2,83

2,79

3,43

Classe d’età

19.041

3,40

2,76

6,74

- Arezzo

6.479

3,43

2,77

6,91

Fino 35 anni

- Grosseto

5.183

3,38

2,76

6,70

36-50 anni

238

3,66

2,79

10,64

- Siena Area metropolitan a - Firenze

7.379

3,38

2,77

6,63

51-65 anni

24.080

3,57

2,80

7,20

32.400

3,42

2,78

6,59

47.921

3,33

2,77

6,25

22.920

3,43

2,78

6,56

66 anni e oltre Nazione di nascita

- Pistoia

5.098

3,42

2,79

6,72

Italia

71.674

3,42

2,78

6,63

- Prato Area nordoccidentale

4.382

3,37

2,75

6,58

587

3,32

2,77

5,84

20.376

3,45

2,80

6,60

- Livorno

7.354

3,45

2,83

6,37

Fino 15.000

30.356

3,36

2,67

9,33

- Lucca

3.910

3,46

2,76

6,87

15.001-20.000

20.550

3,43

2,78

6,90

- Massa Carrara

1.727

3,42

2,73

6,82

20.001-25.000

11.905

3,53

2,97

5,92

- Pisa

7.385

3,44

2,80

6,66

25.001-30.000

5.636

3,57

2,89

6,11

Provincia non toscana

444

3,28

2,50

6,50

Oltre 30.000

3.814

3,22

2,57

5,02

Totale

72.261

3,42

2,78

6,63

72.261

3,42

2,78

6,63

Estera Livello di reddito

Totale


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21

LA VARIABILITÀ DELLA DINAMICA E CONCLUSIONI A cura di IRES TOSCANA

La variabilità della dinamica

Conclusioni

I valori esposti nelle tavole precedenti fanno riferimento all’ammontare complessivo delle tre metriche analizzate: reddito lordo, netto e imposte, che è quanto dire che sono stati analizzati valori medi di variazione. A livello di singolo dichiarante ovviamente le cose sono andate in maniera più varia, ovvero qualcuno avrà registrato una variazione di segno positivo e qualcuno negativo, qualcuno una variazione di ampiezza notevole e qualcun altro trascurabile. La tavola che segue riepiloga la distribuzione delle variazioni con un’attenzione specifica al valore di variazione dello 0,7% riferibile alla variazione inflattiva registrata nel 2009 dall’indice nazionale dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati.

Il dato più significativo che emerge è il consistente aumento del prelievo fiscale con una variazione percentuale sempre superiore all’incremento del reddito e con variazioni percentuali importanti per i redditi inferiori a 15.000 euro. La dinamica dei redditi netti dimostra che per molti dei dipendenti più che di incremento salariale si possa parlare di una sostanziale copertura inflazionistica. Nel 2009 infatti l’indice ISTAT della variazione dei prezzi per le famiglie di impiegati ed operai ha registrato a livello nazionale una variazione dello 0,7%, coincidente con le variazioni minime medie registrate. Ciò significa che per diverse migliaia di dipendenti l’eventuale variazione positiva di salario non è stata sufficiente a coprire la relativa dinamica dei prezzi. Particolarmente rilevante in proposito è la situazione dei dipendenti del settore privato che per oltre un terzo del loro ammontare hanno registrato una variazione negativa di reddito, cui peraltro deve essere sommato anche l’effetto inflattivo, e che quindi hanno visto nel 2009 un sicuro peggioramento della loro situazione economica. Questi dipendenti, per costruzione dell’analisi, fra l’altro possono essere considerati fra i più fortunati non avendo affrontato nel 2009 una crisi aziendale consistente o addirittura la perdita del posto di lavoro. Dall’analisi di questi primi e semplici dati, emerge l’esigenza di una seria riforma fiscale che a partire dalla restituzione del drenaggio fiscale operi una ridistribuzione dei carichi fiscali e delle detrazioni a vantaggio delle fasce più deboli del mondo del lavoro e dei pensionati.

Complessivamente si registrano circa 27.400 dichiarazioni con variazioni nette inferiori all’indice inflattivo, prevalentemente collocate fra i dipendenti del settore privato. Di questi infatti quasi il 36% ha subito variazioni negative ed un altro 6% circa variazioni che non hanno consentito il recupero delle dinamiche dei prezzi.

Tavola 7. Distribuzione della variazione percentuale del reddito netto per profilo del dichiarante nel 2009. Base 2008 = 100

Profilo

Minori di zero

Da 0 a 0,7

Da 0,7 a 2

Da 2 a 3

Da 3 a 5

Da 5 a 10

Da 10 a 15

Totale

14.356

2.336

4.952

4.067

6.285

6.815

1.437

40.248

Dipendenti del settore pubblico

2.790

755

2.022

1.902

2.994

3.336

677

14.476

Pensionati

5.276

1.867

8.373

30.373

19.496

5.631

1.245

72.261

22.422

4.958

15.347

36.342

28.775

15.782

3.359

126.985

Dipendenti del settore privato

Totale


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22

IL CREDITO IN TOSCANA A cura di Anna Maria Romano - FISAC CGIL TOSCANA

Sintesi del Rapporto sulla stabilità finanziaria di Banca d’Italia. Secondo l’analisi Banca d’Italia, relativa alle previsioni per il 2011, i rischi per gli intermediari finanziari derivano dalle debolezze dell’economia italiana, prima fra tutte la bassa crescita; emerge il legame inscindibile tra stabilità finanziaria e crescita economica.

La previsione dell’aumento dei tassi di interesse influenza anche la valutazione della situazione finanziaria delle famiglie, un esempio sono i mutui a tasso variabile sempre più diffusi, definita nel complesso solida. Inoltre, l’indebitamento per l’acquisto delle abitazioni prima della crisi era cresciuto significativamente tra le famiglie a reddito più basso: la crisi occupazionale inciderà sul rischio di solvenza.

La crescita mondiale (misurata dal PIL) rallenta e con modalità differenti per aree, così da prospettarsi sostenuta nei paesi emergenti e moderata nei paesi ad economia “avanzata”: in Italia il ritmo si mostra inferiore alla media dell’area euro. Nelle economie avanzate l’intensità della ripresa presenta rischi, legati alle conseguenze sul livello di domanda della frenata prevista nelle decisioni di spesa delle famiglie e delle imprese, conseguente alla necessità di ridurre l’indebitamento e alla lentezza della ripresa dell’occupazione. Potrebbero riemergere le tensioni nell’offerta di credito.

E’ tornato a crescere il credito alle imprese, soprattutto quello erogato dalle banche maggiori. Anche il credito alle famiglie accelera.

Il basso livello dei tassi di interesse nei paesi avanzati può spingere gli investitori ad assumere rischi elevati, alla ricerca di rendimenti elevati. Capitali crescenti si indirizzano verso i paesi emergenti, spingendovi al rialzo i prezzi delle attività finanziarie.

NOTA AI GRAFICI:

In Italia la situazione finanziaria e la redditività delle imprese appaiono in miglioramento, ma risentono ancora degli effetti della crisi. Le tensioni emerse durante la fase recessiva si sono propagate all’interno del sistema produttivo attraverso l’allungamento dei tempi di pagamento tra imprese. L’indebitamento delle aziende è, tendenzialmente, in linea nel confronto internazionale, ma l’alta quota di debiti a breve termine e la prevalenza (tra le passività) di contratti a tasso variabile accrescono i rischi connessi con un rialzo dei tassi di interesse.

La qualità del credito risente ancora degli effetti recessivi, ma con chiari segnali di stabilizzazione del flusso delle nuove sofferenze.. BI prevede, con alcune incertezze relative al quadro macroeconomico, una diminuzione del tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti sia per le famiglie che per le imprese.

Viene evidenziata con una linea rossa la data del 30/06/2010, nella quale Bankitalia ha modificato alcuni riferimenti per l’elaborazione dei dati. Questo crea ovviamente una discontinuità statistica per quanto riguarda le serie storiche dei depositi e dei prestiti. Nel merito il cambiamento più importante è la reintroduzione di tutti i prestiti cartolarizzati, o altrimenti ceduti che non soddisfano i criteri di cancellazione previsti dai principi contabili internazionali (IAS). L’applicazione ha comportato la re-iscrizione in bilancio di attività precedentemente cancellate e passività ad esse, con un conseguente incremento delle serie storiche dei prestiti e dei depositi.


FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

Sommario

IL CREDITO IN TOSCANA

- FISAC CGIL TOSCANA

ANDAMENTO DEI PRESTITI AL SETTORE MANIFATTURIERO 17.000.000.000

ANDAMENTO DEI DEPOSITI DAL DICEMBRE 2007 A NOVEMBRE 2010 - 56.535.508.900 € 59.000.000.000

16.250.000.000 57.000.000.000

55.000.000.000 14.750.000.000

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

31/dic/08

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

120.000.000.000

9.000.000.000

115.000.000.000

7.000.000.000

110.000.000.000

5.000.000.000

30/giu/10

30/nov/10 30/nov/10

31/dic/09

30/giu/10

31/dic/09

30/giu/10

30/nov/10

31/dic/08

105.000.000.000

ANDAMENTO DEI PRESTITI AL SETTORE DEI SERVIZI 36.000.000.000

1,958 1,169 2,661

34.000.000.000

31/dic/09

31/dic/08

1,484 0,848 2,137 giu 10

giu 10

1,519 0,778 2,224 mar 10

1,847 1,117 2,549

1,404 0,742 2,056 dic 09

35.000.000.000

33.000.000.000

mar 10

1,193 0,731 1,716 set 09

1,757 1,037 2,473

1,156 0,715 1,671 giu 09

dic 09

0,947 0,747 1,321 mar 09

1,719 1,002 2,449

0,951 0,771 1,319

Totale Famiglie Imprese

set 09

ANDAMENTO DEL FLUSSO DI SOFFERENZE RETTIFICATE

dic 08

23

ANDAMENTO DEI PRESTITI AL SETTORE DELLE COSTRUZIONI 11.000.000.000

ANDAMENTO DEI PRESTITI DAL DICEMBRE 2007 A NOVEMBRE 2010 - 116.934.412.168 €

Fonti BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

31/dic/08

31/dic/07

53.000.000.000

31/dic/08

Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti Attività Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

15.500.000.000

31/dic/07

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FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

Sommario

IL CREDITO IN TOSCANA - DEPOSITI PER AREA VASTA

- FISAC CGIL TOSCANA

ANDAMENTO DEI DEPOSITI DAL DICEMBRE 2007 A NOVEMBRE 2010 PISTOIA

27.000.000.000

PRATO FIRENZE

26.000.000.000

25.000.000.000

24.000.000.000

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

31/dic/08

25.149.011.275 31/dic/07

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19.000.000.000

MASSA CARRARA LUCCA PISA

18.250.000.000

17.500.000.000

LIVORNO

16.750.000.000

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

Fonti

31/dic/08

17.337.537.183 31/dic/07

Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti Attività Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

15.000.000.000

12.500.000.000

14.048.960.442

11.250.000.000

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

SIENA

31/dic/08

24

AREZZO 13.750.000.000

31/dic/07

BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

GROSSETO


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Sommario

IL CREDITO IN TOSCANA - PRESTITI PER AREA VASTA

- FISAC CGIL TOSCANA

ANDAMENTO DEI DEPOSITI DAL DICEMBRE 2007 AD NOVEMBRE 2010 PISTOIA

55.000.000.000

PRATO FIRENZE

53.000.000.000

51.000.000.000

49.000.000.000

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

31/dic/08

54.099.897.619 31/dic/07

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36.000.000.000

MASSA CARRARA LUCCA PISA

34.750.000.000

33.500.000.000

LIVORNO

32.250.000.000

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

Fonti

31/dic/08

34.396.674.188 31/dic/07

Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti Attività Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

29.000.000.000

19.500.000.000

28.437.840.361

14.750.000.000

30/nov/10

30/giu/10

31/dic/09

SIENA

31/dic/08

25

AREZZO 24.250.000.000

31/dic/07

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GROSSETO


FOCUSECONOMIA

LE AZIENDE TOSCANE IN BORSA

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AEROPORTO DI FIRENZE

CDC 464 punti vendita (catene Computer Discount, Essedi Shop, Amico e filiali Cash & Carry). Notorietà delle insegne (CDC, Computer Discount) e dei marchi propri (Kraun, Inkdrops)

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27

CHL CHL S.p.A. è la più importante realtà di e-commerce esistente in Italia e una delle principali in Europa;


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LE AZIENDE TOSCANE IN BORSA

GENNAIO 2011

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28

DADA Azienda del settore informatico ed internet.

DMAIL GROUP Nell’area Media Commerce il Gruppo opera nelle vendite dirette multicanale, in particolare online, in Italia e all’estero, di prodotti innovativi.

EL.EN. El.En. Group, leader in Italia e tra i primi operatori in Europa nella produzione di sistemi laser, sviluppa con tecnologia propria e know-how multidisciplinare costantemente aggiornato sorgenti laser, sistemi per il taglio, la marcatura, la saldatura e per la conservazione dei beni culturali


FOCUSECONOMIA

LE AZIENDE TOSCANE IN BORSA

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BANCA POP. ETRURIA E LAZIO Gruppo Bancario

FONDIARIA SAI Gruppo Assicurativo

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29

BANCA MPS Gruppo Bancario


FOCUSECONOMIA

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FINMECCANICA Finmeccanica è una Holding italiana nei settori dell'aeronautica, dell'elicotteristica, dello spazio e della difesa.

KME GROUP KME Group è una holding, con partecipazioni in business diversificati (industria del rame, energie rinnovabili, servizi) che prima facevano parte di Intek.

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30

PIAGGIO & C. Il Gruppo Piaggio produce veicoli motorizzati a due ruote e protagonista internazionale nel settore dei veicoli commerciali


FOCUSECONOMIA

LE AZIENDE TOSCANE IN BORSA

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RICHARD GINORI 1735 Richard Ginori 1735 leader italiano nella produzione di porcellane artistiche, oggettistica in porcellana, porcellane da collezione.

SNAI Opera nel settore delle scommesse sportive.

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31

ROSSS ROSSS fabbrica mobili per uffici e magazzini.


FOCUSECONOMIA

LE AZIENDE TOSCANE IN BORSA

GENNAIO 2011

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SAT Aeroporto di Pisa.

B&C SPEAKERS B&C Speakers produce diffusori audio da oltre 70 anni.

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32

PRAMAC PRAMAC produce macchinari per la movimentazione, generatori di corrente elettrica, sistemi fotovoltaici ed eolici.


FOCUSECONOMIA

LE AZIENDE TOSCANE, E LE CONTROLLANTI, IN BORSA

GENNAIO 2011

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GENERAL ELECTRIC - NUOVO PIGNONE

ARCELOR MITTAL - MAGONA/PIOMBINO Opera nel settore della produzione di acciaio, con attività in oltre 60 paesi.

Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti Attività Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

Fonti BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

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SEVERSTAL - LUCCHINI/PIOMBINO Opera nel settore della produzione di acciaio, con attività in oltre 10 paesi.


FOCUSECONOMIA GENNAIO 2011

Sommario ! Introduzione pagina 1 ! Occupazione pagina 2 ! Cassa Integrazione Guadagni pagina 6 ! Cassa Integrazione in Deroga pagina 11 ! Mobilità pagina 15 ! Produzione Industriale pagina 16 ! Dinamica Salari pagina 17 ! Credito pagina 22 ! Le Aziende Toscane in Borsa pagina 27 Approfondimento economico sindacale della CGIL Toscana a cura di IRES Toscana. In collaborazione con Dipartimenti Attività Produttive e Mercato del Lavoro CGIL Toscana e Fisac Toscana

Fonti BANCA D’ITALIA INPS IRPET REGIONE TOSCANA UNIONCAMERE ISTAT YAHOO FINANZA

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L’ANDAMENTO DELLA BORSA ITALIANA E QUELLA AMERICANA

Focus Economia 01-2011  

Analisi Economica Sindacale Ires Toscana Cgil Toscana

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