Anno XIV • ottobre-novembre 2019
www.missionline.it
Speciale software gestionali: excursus su 10 protagonisti Smart Mobility Report, l’elettrico alla svolta nel 2030 La vocazione per la sicurezza ha radici profonde
Nuova Opel Corsa pronta al futuro a zero emissioni
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SOMMARIO
Ottobre-Novembre 2019 • numero 5
4
30
43
CRUSCOTTO
DONNE AL VOLANTE
Nel noleggio scende il diesel, ma piano
Passione Suv, a maggior ragione se con i tacchi
MISSIONFLEET AWARDS A QUOTA QUATTRO
di Salvatore Saladino
di Ilaria Salzano
45
10
32
PROGETTI
NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
L’ANALISI DI MISSIONFLEET
Maserati e i progetti per le flotte di Paola Baldacci
Cartina di tornasole dell’economia di Andrea Barbieri Carones
12 TEST DRIVE Mitsubishi L200 tutto in uno: pick up, Suv e fuoristrada di Andrea Barbieri Carones
16 PROFESSIONE FLEET MANAGER
34 SUV PREMIUM LUXURY Debutto italiano per Cadillac XT4
di Maurizio Bertera
News
36
L’EDITORIALE NEWS
RICERCHE Elettrico, la svolta nel 2030
di Paola Baldacci
di Arianna De Nittis
18
38
SPECIALE SOFTWARE GESTIONALI
DALLE CASE
Flotte in pugno
di Paola Baldacci
Lo sguardo europeo di FCA
di Alessandro Palumbo
DIRECTOR’S CUT
MERCEDES CLASSE C 300 DE AUTO EQ-POWER BUSINESS Il plus della plug-in hybrid diesel
di Paola Mighetto
Il ritorno della benzina
26
OPEL CORSA Pronta al futuro a zero emissioni, con tanta assistenza alla guida
42 RESTYLING
La sicurezza è una missione
BMW Serie 1 rivoluzione compatta
di Paola Baldacci
di Paola Baldacci
3 50
Informazione pubblicitaria SIFÀ, il sarto della mobilità italiana
15
385 km con una singola ricarica, imbattibile Nissan LEAF e+
24
Land Rover: in flotta come in famiglia, ideale per tutti i terreni
35
Michelin per il grip totale, anche del TCO
39
OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 1
2 Editoriale 5 19.qxp_Layout 1 31/10/19 12:34 Pagina 2
Levante 2020. Tuo a partire da 1.250 € al mese*
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L’editoriale di Paola Baldacci
CON I PRIMI VENTI FREDDI
I
nfine, la partner francese è stata scelta: FCA e PSA lavorano insieme alla costituzione del 4° costruttore al mondo. Non può che essere un giorno positivo il 31 ottobre (in questa data è stata ufficializzata la fusione), aprendo scenari tutti da plasmare. Il settore ha bisogno di aziende forti, capaci di attuare risparmi ingenti (in questo caso 3,7 miliardi) nel breve termine e di raggiungere sinergie dal consolidamento in pochi anni. Perché il tempo da perdere è finito. Le scelte sull’elettrificazione vanno impostate adesso: il servizio di Arianna de Nittis a pagina 36 parla chiaro, con dati raccolti all’evento milanese That’s Mobility. E’ vero, l’Italia dei driver va molto piano nell’adozione di auto a emissioni zero, ma le Case stanno imprendo un’accelerazione. E non solo nei segmenti premium come Maserati (a pagina 10) o Mercedes, che con la sua plug-in hybrid diesel Classe C 300 de Auto EQ-Power Business (pagina 48) ci dà la misura di quante prospettive si possono avere della trasformazione nelle motorizzazioni. Le “piccole” alzano la testa: da Opel Corsa (46) a Fiat 500X Sport (a 38) su questo numero di MissionFleet abbiamo spaziato molto tra i modelli da flotta con del nuovo da raccontare. L’autunno è stato fitto di presentazioni: la Serie 1 di BMW (42) ha messo la trazione anteriore, la Cadillac XT4 (34) arriva in Italia con Cavauto, persino un pick up come l’L200 di Mitsubishi (12) ci ha chiamati per incuriosire i fleet manager. E non ci siamo tirati indietro. Ma non di sole auto è fatta la nostra industria, che senza la tecnologia sarebbe zoppa. Poiché di parchi aziendali
ci occupiamo, abbiamo chiesto ad Alessandro Palumbo di intervistare 10 aziende di software gestionali. Da pagina 18 leggete di come tengono “in pugno” le strategie, grazie alla corretta lettura delle informazioni raccolte. E i fleet manager, cosa dicono? Anzitutto che l’auto aziendale rappresenta un incentivo alla produzione e per un gruppo come Würth Italia (a pagina 16) la priorità oggi è di rivedere gli equilibri tra le alimentazioni. Risorge la benzina, scende il diesel. Ancora piano a ben vedere l’analisi di Dataforce Italia (pagina 4) che incentra proprio sui carburanti. Le flotte dei noleggiatori sono più caute nell’abbandono del gasolio per evidenti garanzie di TCO imbattibili. Il NLT è la “cartina di tornasole dell’economia” scrive Andrea Barbieri Carones a 32, rassicurando su un mercato tonico. Auguriamoci lo resti e che la Legge di Bilancio 2020 modifichi l’assurdità della tassazione dell’auto aziendale assegnata in uso promiscuo ai dipendenti. La bozza della manovra la porta dal 30 al 60 e talvolta al 100%. Sono due milioni i lavoratori colpiti da un disegno che viene da più parti indicato come un colpo letale all’automotive (le company cars valgono il 40% delle nuove immatricolazioni), al NLT e alle retribuzioni. Ma come si fa ad affermare di ridurre il cuneo fiscale e poi infierire tassando i lavoratori sul mezzo che utilizzano per produrre? Poi, non dovevamo rinnovare il parco circolante? L’auto aziendale si cambia ogni 3 anni, quella privata ogni 7… non è così difficile comprendere dove sta l’errore, su! @pla_baldax OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 3
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO - FOCUS ALIMENTAZIONI
NEL NOLEGGIO
SCENDE IL DIESEL, MA PIANO Focalizziamo sulle alimentazioni nell’analisi dei 9 mesi a cura di Dataforce Italia con un accento sui noleggiatori. Le floe di questi ultimi sono più caute nell’abbandono del gasolio per evidenti garanzie di TCO imbaibili. Intanto il GPL raggiunge i volumi dell’intero 2018 con ancora tre mesi di vendite davanti
S di Salvatore Saladino*
e nel mercato nel suo complesso il diesel ha perso quest’anno 11% di market share, scendendo dal 56% dei primi 9 mesi del 2018 al 45% (e parallelamente il benzina è passato dal 31 al 40,5% di quota), nel noleggio a lungo termine la flessione dell’auto a gasolio è meno accentuata, così come la crescita del benzina è più “morbida”. Per ragioni ovvie,
*Country manager Dataforce Italia
4 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
naturalmente: ad oggi, nessuna tipologia di alimentazione è in grado di garantire costi d’esercizio e fruibilità pari al diesel, se si esclude forse il metano, che però sconta una gamma di modelli molto inferiore in termini di numerosità tra cui scegliere (ma la situazione sta migliorando, grazie soprattutto all’apporto del Gruppo Volkswagen) e una rete
di distribuzione di questo carburante ancora deficitaria, in particolare in alcune regioni.
COME CAMBIA IL PARCO NLT Quest’anno i noleggiatori a lungo termine hanno immatricolato circa 142.000 auto a gasolio; nell’intero anno 2018 furono 194.000 (e la medesima cifra nel 2017). Proiettando il
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO - FOCUS ALIMENTAZIONI
VOLUMI PASSENGERS CARS (PC) YTD SETTEMBRE 2019 - NOLEGGIO Alimentazione - PC
2015
2016
2017
2018
2019
Benzina
32.958
41.291
52.387
40.417
49.308
Diesel
147.890
168.583
194.693
193.949
141.973
Elettrico - Range Ext. - Fuel Cell
641
500
722
2.621
2.634
• Elettrico
585
468
637
2.582
2.634
• Range Extender
56
32
85
39
0
• Fuel Cell
0
0
0
0
0
Ibrido: HEV+PHEV+MHEV
2.916
3.285
5.841
14.536
12.389
• Ibrido Plug-In + Benzina
48
178
649
1.850
1.475
• Ibrido Plug-In + Diesel • Ibrido + Benzina • Ibrido + Diesel • Mild-Hybrid Benzina • Mild-Hybrid Diesel Metano GPL Long Term Top PC
dato sui 12 mesi, alla fine del 2019 le nuove auto a gasolio della flotta di NLT non saranno poi molte di meno rispetto all’anno scorso. Mentre quelle a benzina cresceranno in maniera elevata: già dopo tre trimestri sfiorano le 50.000 unità, mentre furono poco più di 40.000 nei 12 mesi del 2018. Chiaramente, se si entra nel dettaglio della tipologia di vetture a benzina noleggiate, si nota che si tratta soprattutto di vetture di piccola cilindrata, destinate a un uso prevalentemente urbano, i cui numeri in crescita indicano che sempre di più l’utilizzatore è un privato che si è accostato per la prima volta al noleggio a lungo termine. Le alimentazioni a gas sono in ripresa: il gpl ha già raggiunto nel NLT quasi gli stessi volumi dell’intero 2018 (poco più di 5.000 unità), mentre il metano ha chiuso il terzo trimestre a quota 1.800 unità, contro le 2.800 dell’intero 2018. Già partire da settembre la ripresa è
7
8
28
22
14
2.642
2.970
5.051
12.016
8.457
179
89
36
9
2
0
0
25
136
321
40
40
52
503
2.120
1.569
2.053
1.667
2.883
1.809
2.017
3.000
4.631
5.552
5.037
187.991
218.712
259.941
259.958
213.150
percettibile, in conseguenza dell’arrivo di nuovi modelli. L’ibrido va a gonfie vele nel noleggio a lungo termine: oltre 12.000 nuovi contratti (furono poco più di 14.000 nei 12 mesi dello scorso anno), con l’ibrido a benzina a dominare il settore (8.400 unità), ma con le mild hybrid diesel in fortissima espansione e le ibride plug-in che finalmente trovano spazio di mercato. Le elettriche in 9 mesi hanno raggiunto i numeri dello scorso anno: 2.600 unità: nell’ultimo trimestre sarà tutto “utile di crescita”.
TOP PLAYER PIÙ CONVINTI È interessante notare che le scelte delle due principali tipologie di operatore (captive e generalisti top) sono differenti in merito alle alimentazioni. I Top Player sono i più convinti nel distaccarsi dal diesel. Alla fine dell’anno i loro volumi di contratti di auto a gasolio saranno inferiori, per puntare
Le tabelle sono una elaborazione Dataforce su fonti Ministero Trasporti e ACI/PRA; il periodo esaminato è gennaioottobre 2019
decisamente sull’ibrido. Già dopo soli 9 mesi molto vicino ai volumi del 2018 e con una quota di mercato che sfiora il 10%. Per i player captive, invece, è probabile un incremento dei contratti di auto diesel. Infatti, le oltre 57.000 unità già targate quest’anno non sono distanti dalle 65.000 dell’intero 2018. Parimenti, la scelta di ricorrere al benzina appare più consolidata tra le captive (31% dei contratti) e più incerta tra i generalisti top (solamente il 17%). Anche gli operatori legati ai brand automobilistici credono nell’ibrido, ma si tratta di un fenomeno recente: quest’anno hanno immatricolate poco più di un migliaio di auto ibride, lo scorso anno furono in tutto poco più di 500. Invece ben altri volumi stanno producendo i generalisti: oltre 11.000 nel 2019 e quasi 14.000 in tutto il 2018.
IL MERCATO NEL 2019 Giunto a tre quarti del cammino, il mercato dell’auto di OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 5
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO - FOCUS ALIMENTAZIONI
NLT - QUOTE DELLE ALIMENTAZIONI DELLE PASSENGER CARS Alimentazione - PC
2015
2016
2017
2018
YTD 09/2019
Benzina
17,5%
18,9%
20,2%
15,5%
23,1%
Diesel
78,7%
77,1%
74,9%
74,6%
66,6%
Elettrico - Range Ext. - Fuel Cell
0,3%
0,3%
0,4%
1,4%
1,4%
• Elettrico
91,3%
93,6%
88,2%
98,5%
100,0%
• Range Extender
8,7%
6,4%
11,8%
1,5%
0,0%
• Fuel Cell
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
Ibrido: HEV+PHEV+MHEV
1,6%
1,7%
3,1%
7,7%
6,6%
• Ibrido Plug-In + Benzina
1,6%
5,4%
11,1%
12,7%
11,9%
• Ibrido Plug-In + Diesel
0,2%
0,2%
0,5%
0,2%
0,1%
• Ibrido + Benzina
90,6%
90,4%
86,5%
82,7%
68,3%
• Ibrido + Diesel
6,1%
2,7%
0,6%
0,1%
0,0%
• Mild-Hybrid Benzina
0,0%
0,0%
0,4%
0,9%
2,6%
• Mild-Hybrid Diesel
1,4%
1,2%
0,9%
3,5%
17,1%
Metano
0,8%
1,1%
0,9%
1,5%
1,0%
GPL Long Term Top PC
quest’anno fa segnare un modesto arretramento: –1,55%, pari a circa 23.000 unità immatricolate in meno. I privati, però, sono in crescita: +2,49% (sono oltre 20.000 targhe in più), le flotte aziendali con acquisto diretto o leasing sono
6 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
1,1%
1,6%
2,5%
3,0%
2,7%
187.991
218.712
259.941
259.958
213.150
stabili (-0,49%), il noleggio a lungo termine è in leggera avanzata (+1,09%, cioè 2.291 immatricolazioni supplementari), il breve sale bene (+2,42%, pari a 3.677 nuove targhe in più), le autoimmatricolazioni scendono a
precipizio: –20,73%, pari a quasi 50.000 automobili in meno. Ma a flettere paurosamente sono soprattutto le demo e le km zero degli OEM (-63,07%), invece quelle dei concessionari mostrano un calo meno accentuato (–7,74%).
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO - FOCUS ALIMENTAZIONI
MERCATO ITALIA PC+LCV - SETTEMBRE 2019 Forecast 2019 Passenger Car
MS%
Diff. % 2019/18
Privati
1.108.000
59,6%
1,5%
Flotte
95.000
5,1%
-1,5%
Noleggio Lungo Termine
264.000
14,2%
1,5%
Noleggio Breve Termine
178.000
9,6%
2,6%
Dealer & Case Auto
215.000
11,6%
-26,0%
1.860.000
100%
-2,7%
Così come nelle scelte di alimentazione, le due tipologie di operatori del long rent stanno adottando strategie commerciali differenziate, che determinano risultati diversi. Nei 9 mesi le captive hanno incrementato il numero dei contratti del 23,59%. Mentre i generalisti Top hanno perso il 12,9%. Ecco che questi ultimi puntano a recuperare margini, mentre i primi – Leasys e Volkswagen Leasing su tutti – continuano a supportare le Case finalizzando sui volumi di vendite.
SETTEMBRE RIPARTE ALLA GRANDE Il comparto del NLT era tornato in territorio positivo ad aprile, maggio, giugno e luglio (rispettivamente +13,49%, +20,23%, +5,95% e 3,49%), poi era crollato nuovamente ad agosto (-24,26%). A settembre invece è risorto alla grande: +37,7%. Una crescita che ha riguardato entrambe le principali tipologie di operatore: i “captive” (cioè quelli controllati dai costruttori) a +86,44% e i generalisti Top a +16,55%. 12.001 sono stati i contratti per i 8 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
Top Player generalisti (1.700 in più) e 7.357 quelli delle società di noleggio captive (oltre 3.400 in più). Complessivamente il NLT ha immatricolato a settembre 19.837 vetture contro le 14.406 dello stesso mese del 2018. In totale il NLT ha immatricolato 213.150 vetture, cui si aggiungono 31.205 veicoli commerciali leggeri (in crescita rispetto al 2018 del 3,33%).
STRATEGIE DIFFERENTI Così come nelle scelte di alimentazione, le due tipologie di operatori del long rent stanno adottando strategie commerciali differenziate, che determinano risultati diversi. Nei 9 mesi le captive hanno incrementato il numero dei contratti del 23,59% (sono 17.317 in più), Mentre i generalisti Top hanno perso il 12,9% dei contratti (che si bilanciano con i contratti dei player captive, perché sono esattamente 17.348). Appare dunque sempre più evidente che, dopo anni di crescita sostenuta, il comparto del noleggio a lungo
termine sta adottando differenti strategie. Da parte dei generalisti è in primo piano l’obiettivo del recupero dei margini (in particolare per ALD Automotive, l’operatore che quest’anno ha fatto registrare il passivo più pesante perché sfiora il 40%). Mentre per le captive la finalizzazione dei volumi rimane di primaria importanza, come supporto commerciale aggiuntivo alle vendite dirette dei marchi che rappresentano. Così si spiega la forte crescita di Leasys e di Volkswagen Leasing, anche se il primo da quest’anno comprende nelle statistiche anche i veicoli che sono assegnati alle attività di noleggio a breve termine. Anche il generalista LeasePlan fa registrare un arretramento, seppure più contenuto rispetto a quello di ALD (circa il -20%, un dato comunque significativo). In controtendenza tra i generalisti è invece Arval, che ha recuperato la seconda posizione assoluta dietro a Leasys e davanti ad ALD Automotive e LeasePlan.
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4 Maserati e le flotte.qxp_Layout 1 31/10/19 12:39 Pagina 10
MISSIONFLEET PROGETTI
MASERATI E I PROGETTI PER LE FLOTTE Da FCA un piano da 1,6 miliardi: l’orizzonte è al 100% elerico e italiano. Per la casa emiliana è tempo di guardare avanti con la promessa di mantenere alte le performance della guida sportiva e potente
di Paola Baldacci
N «Nel piano industriale di FCA ci sono progetti che ci aiuteranno nella crescita delle vendite business, che in ottica di fidelizzazione risulta essere molto importante», così Marco Dainese, head of Corporate sales & remarketing della Casa. Con un piano di investimenti da 1,6 miliardi, il Gruppo ha finalmente sciolto le riserve sul futuro del suo brand votato all’italianità e all’eccellenza. Maserati manterrà lo sviluppo e la realizzazione di tutti i prodotti in Italia, ribadendo il ruolo strategico della sede di Modena. Per quanto riguarda la 10 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
tecnologia, ogni nuovo modello adotterà sistemi a propulsione elettrica ibridi e a batteria, in grado di mantenere i consueti livelli di prestazioni del marchio, che con Levante Trofeo e GTS ha portato i motori V8 sulle Suv. Invece, Maserati Ghibli sarà la prima vettura elettrica ibrida del brand, in costruzione dall’anno prossimo negli stabilimenti torinesi. Intanto, da Grugliasco è uscito nel settembre scorso il 100millesimo esemplare della berlina sportiva, con una buona quota venduta nel segmento delle flotte aziendali.
LUXURY COMPANY CARS Complessivamente la business unit delle flotte pesa il 40% in Maserati (con il 15% dei motori a benzina) e la metà viene realizzata da Levante, il 35% da Ghibli, infine la parte restante è appannaggio di Quattroporte e altri modelli. Commercializzata
in 18mila400 unità nel 2018, Levante è anche la prima auto della Casa per i clienti all’esordio con il Tridente. «In Europa ha un peso rilevante nelle vendite (il 26%), è indubbiamente una vettura molto apprezzata – argomenta Dainese –; l’America invece vale il 29%, come la Cina, infine un rimanente 16% viene commercializzato nel resto del mondo». Il profilo di cliente è un 5060enne e al 9% donna. Se per il 90% di loro Levante è la prima Maserati, il 63% proviene da un’altra esperienza Suv. I pilastri della scelta sono rappresentati dal prestigio e dalla classe, dallo stile e dalle performance, per non dimenticare l’innegabile valore del brand e dell’immagine ad esso collegata. «Punti fermi che oggi con Maserati Levante e i motori V8 coniugano due lati della stessa medaglia: il lusso dell’eccellenza italiana e l’anima più sportiva delle nuove motorizzazioni dalle prestazioni elevatissime», conclude Dainese. Il Suv Levante è anche il modello più venduto in assoluto, con 55mila unità, pari al 55%. Ed è stata la vettura a introdurre il concetto di personalizzazione totale con One of One. Di suo ha 400mila possibili combinazioni tra dettagli estetici e tecnologie. È il caso di dirlo: può non esistere una Levante uguale ad un’altra sulle strade se la proprietaria o il proprietario lo desiderano.
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MISSIONFLEET TEST DRIVE
MITSUBISHI L200 TUTTO IN UNO
PICK UP, SUV E FUORISTRADA La versatilità della veura made in Japan è una delle principali caraeristiche. Giunta alla 6a generazione, coniuga tecnologia con facilità di guida e comfort. Obieivo: diventare il pick up più venduto in Italia
di Andrea Barbieri Carones
È È partita la corsa di Mitsubishi alla leadership italiana nel mercato dei pick up. Una corsa che deve fare i conti con concorrenti agguerriti e che vede del nuovo L200 la punta di diamante di un’azienda, quella giapponese, presente in oltre 150 paesi. Intanto l’obiettivo è di 12 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
superare la quota di mercato del 15,8% dietro a Ford, che è al comando di un segmento marginale da circa 10mila unità vendute ogni anno. «La scalata verso la vetta del mercato tricolore – spiega Fabrizio Suigo, responsabile di prodotto Mitsubishi – si baserà su 3 pilastri principali: la validità dell’auto, il prezzo concorrenziale e la capillarità dei concessionari Mitsubishi, già da anni strutturati per vendere i prodotti pick up». In realtà l’L200 è molto di più: un fuoristrada? Un Suv? Un pick up? La nuova versione della vettura è tutto questo insieme:
un fuoristrada grazie alle sospensioni migliorate, ai freni più forti e al controllo automatico della velocità in discesa, che permette di percorrere tratti di terreno ripidi e sconnessi in comfort e in sicurezza dove il solo freno motore non sarebbe sufficiente. Come accade sulle strade e in off road in Tailandia, Cile e Indonesia, dove l’L200 è il più venduto della sua categoria. Ma è anche un Suv, vista la comodità dell’abitacolo, dove chi è al volante può contare su una tecnologia presente sulle vetture di categoria più alta. Dal cambio automatico a 6 rapporti alla trazione integrale “Super select”, con blocco del differenziale posteriore. E ancora, dal nuovo motore Euro 6d Temp da 150 Cv fino ai sistemi di sicurezza come il “Blind Spot Warning”, che monitora gli angoli ciechi o la funzione Lane Change Assist che segnala il superamento involontario della linea di mezzeria. Per non dimenticare il Rear Cross Traffic Alert (per evitare collisioni in retromarcia), il Forward Collision Mitigation (per evitare quelle frontali) o l’Ultrasonic Misacceleration Mitigation (per gli incidenti dovuti a un uso scorretto dell’acceleratore).
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MISSIONFLEET TEST DRIVE
LA RISPOSTA CORPORATE Intervista a Giuseppe Lovascio, General Manager Mitsubishi Motors Automobili Italia
PROVATO PER VOI IN ANDALUSIA MissionFleet ha testato l’L200 sui terreni ripidi e sconnessi dell’Andalusia, provandone tutte le caratteristiche. Se la vettura è sì un Suv e fuoristrada è anche vero che prima di tutto è un pick up, con una capacità di carico di una tonnellata, in un pianale lungo 1.520 mm. «La storia del progetto del New Gen L200 ha inizio con un’indagine condotta tra i nostri clienti in tutto il mondo. Abbiamo chiesto loro cosa desiderassero in un pick up e la risposta è stata che doveva
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Che servizi date alle aziende che decidono di scegliere il vostro rinnovato pick up L200? Mitsubishi è a fianco delle aziende per offrire un prodotto in funzione dell’uso che ne verrà fatto. Per L200 siamo in grado di fornire gli allestimenti richiesti dalle aziende. Inoltre, diamo una garanzia di 5 anni o di 100.000 km. Alcuni esempi: veicolo speciale carro attrezzi, antincendio, per disinfestazione, per la Protezione Civile o veicolo speciale con cassone posteriore scarrabile trilaterale. Da non dimenticare che tutte le compagnie di noleggio a lungo termine offrono L200. In che modo la legislazione italiana “rallenta” la diffusione dei pick up? Il pick up nel mondo è un veicolo utilizzabile senza particolari limitazioni. In Italia è classificato autocarro categoria N1 e la legge recita “destinato al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse”. Quindi usare il pick up con la famiglia, a prescindere che sia intestato a privato o ad azienda, espone al rischio di sanzione per usi diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione. Quali altri modelli Mitsubishi sono indicati per flotte auto? La gamma Mitsubishi è essenzialmente centrata sui Suv e crossover, ovvero nei segmenti che in questo mercato stagnante sono gli unici in crescita costante, con motorizzazioni diesel, benzina e Bifuel, 2 e 4 WD, sia con cambio manuale sia automatico. Insomma: la Casa risponde a ogni esigenza di un fleet manager. Per il top management abbiamo Outlander Phev, un Suv a trazione integrale permanente ibrido plug-in, che assicura prestazioni elevate e rispetto per l’ambiente grazie alle ridotte emissioni di CO2.
essere forte, robusto, stabile e dinamico. L’abbiamo interpretato come un chiaro incarico affidatoci e l’abbiamo
tradotto in un concetto di design battezzato “Solido come una roccia”, coerentemente con quello che riteniamo essere l’essenza del marchio Mitsubishi, ossia robustezza e dinamicità», spiega Tsunehiro Kuminoto, corporate vice president design. Fondamentale è la funzione di sicurezza Off Road, che permette di scegliere impostazioni specifiche in funzione del fondo stradale – che sia ghiaia (questa è la modalità predefinita), fango, neve, sabbia o roccia – e delle condizioni di guida. Il tutto tramite un semplice interruttore. Fino al 31 dicembre, L200 è in promozione a partire da 18.850 +Iva.
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SIFÀ
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SIFÀ, IL SARTO DELLA MOBILITÀ ITALIANA Il sarto della mobilità italiana: così SIFÀ, Società Italiana Flotte Aziendali, intende “cucire” su misura l’offerta per le aziende. L’azienda guidata da Paolo Ghinolfi e partecipata al 51% da BPER Banca, si basa su un DNA votato alla consulenza e su un servizio perfettamente calibrato sulle esigenze di ogni singolo cliente. Un servizio, appunto, “sartoriale”: dagli LCV al fleet management, fino al noleggio a medio termine. E ancora, dal rinoleggio dell’usato al fuel card management. Il tutto è possibile grazie alla presenza capillare dell’Azienda su tutto il territorio nazionale, con diversi presidi da Nord a Sud del Paese, a garanzia di un livello di servizio sempre coerente e omogeneo. Un punto di forza di SIFÀ è rappresentato dal settore degli LCV, all’interno del quale l’Azienda dispone di grande expertise e di una
divisione dedicata che si è attivata su nuovi settori. Ad esempio il food, le officine mobili, poi pharma, vending, logistica. SIFÀ sta inoltre lavorando a un progetto per il noleggio dei trucks, ossia i veicoli commerciali superiori ai 60 quintali. «Ogni cliente ha un account manager dedicato capace di offrire consulenza e redigere un piano il più possibile aderente alle necessità e aspettative dei clienti (alimentazioni, life-cycle dei veicoli), tenendo sempre presente il TCO (Total cost of ownership) – argomenta il Direttore Commerciale Sabino Fort –. Programmiamo incontri regolari, adottando una politica di riadeguamento proattiva in collaborazione con l’ufficio Gestione Flotte». Ulteriore plus, la manutenzione ordinaria e straordinaria, per la quale SIFÀ utilizza la rete ufficiale dei costruttori e, quindi, ricambi originali. A supporto, c’è un ulteriore network
di oltre 6000 officine convenzionate per garantire la vicinanza al cliente su tutto il territorio. MID TERM Il “core business” di SIFÀ rimane il noleggio a lungo termine, ma oggi vengono messe a disposizione, anche, soluzioni personalizzate di noleggio a medio termine concepite per rispondere alle specifiche necessità temporali delle aziende clienti. RINOLEGGIO DELL’USATO SIFÀ è attiva su un progetto di rinoleggio di veicoli usati, con un focus anche sui veicoli commerciali leggeri, in quanto mantengono nel tempo valore e utilità. A tutela del cliente, i parametri seguiti sono: vetture di max 18/24 mesi e 50.000 km, selezionate, periziate e, quindi, efficienti al 100%. FUEL CARD MANAGEMENT SIFÀ ha stipulato una partnership in esclusiva con DKV, per consentire ai propri clienti di accedere a un network di oltre 6.000 stazioni di rifornimento su tutto il territorio nazionale, comprese le pompe bianche. Su ogni carta è riportato il numero di targa, per cui il cliente riceve una fattura unica a fine mese, accompagnata da un report riepilogativo per ogni auto circolante. IL PROGETTO WHITE LABELING Tra i progetti spicca il cosiddetto white labeling. La società sta lavorando con importanti partner interessati a distribuire il “prodotto SIFÀ”: realtà primarie negli ambiti delle assicurazioni, delle banche e dei grandi dealer. OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 15
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER
IL RITORNO DELLA BENZINA In Würth Italia il parco auto aziendale reintegra i motori a benzina: passerà dall’auale 6% al 20% fra due anni. Anche sui contrai di noleggio il fleet manager sta cercando un nuovo equilibrio
6% al 20% entro il 2021. Autovetture con questo tipo di alimentazione andranno in futuro assegnate ai nuovi assunti (auto entry level), a colleghi con percorrenze limitate o a specialisti che andranno in supporto alla forza vendita e ai nostri 168 negozi». Oggi il 94% della flotta aziendale è diesel.
BENEFIT INCENTIVANTE
di Paola Baldacci
A Al TCO non si comanda ed è per questo che Würth Italia sta ridefinendo gli equilibri tra le alimentazioni. «Innegabile che il total cost of ownership del diesel sia ancora il più vantaggioso. Ma una domanda comincia a farsi insistente: lo rivenderemo fra tre anni?», si chiede Manuel Riselli, fleet manager dell’azienda basata a Egna (Bolzano), con una sede a Roma. «Va da sé che la direzione da percorrere sia quella del cambiamento. Già da un anno abbiamo inserito auto ibride, ad esempio per i venditori con clientela nei comuni con zone a traffico limitato. In questa fase di transizione aumenteremo le auto a benzina, passando dall’attuale
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Vero e proprio benefit, in Würth Italia l’auto è un incentivo a migliorare i risultati di produzione dei 2500 venditori, perciò l’aspirazione a un modello più prestigioso è una forte leva. Volendo cambiare un terzo del parco ogni anno, Riselli sta cercando di diminuire la durata dei contratti di noleggio a 24 mesi per riuscire a soddisfare al meglio le esigenze dei dipendenti e ottimizzare la strategia aziendale di successo. Spiega il manager: «Per il fleet management la prima sfida è quella di creare una car policy
sempre più incentivante. Le Case rinnovano ormai i modelli ogni sei mesi, con nuovi sistemi Adas di serie, una migliore sicurezza, senza dimenticare funzionalità di infotaitment appetibilissimi sui driver. Avere durate contrattuali di NLT più brevi, dunque, ci porta a una flotta nuova e accattivante dal punto di vista “motivazionale”». Sull’elettrificazione, l’approccio è di attesa. Se per i dirigenti si stanno inserendo auto mild hybrid, più alcuni test drive su full electric e idrogeno, per chi percorre molti chilometri si stanno aspettando proposte con più autonomia e anche che l’infrastruttura di ricarica sia capillare. «Ormai tutte le case automobilistiche stanno creando autoveicoli full electric, aspetto con curiosità la presentazione della nuova VW ID. 3, primo veicolo completamente elettrico della casa tedesca. L’aumento dell’offerta porterà sicuramente un abbassamento dei prezzi», conclude Riselli.
Leader mondiale nella distribuzione di prodotti per il fissaggio e il montaggio, Würth nasce per portare direttamente a casa dell’artigiano tutto l’occorrente per il suo lavoro. Attiva in Italia dal oltre 55 anni, l’azienda dispone attualmente di una flotta di 2.400 vetture. La filiale italiana ha chiuso l’ultimo esercizio a 503,3 milioni, in progressione del 9%. La car policy si divide in 5 fasce in base al target di fatturato assegnato al venditore. Si parte da utilitarie come Fiat Tipo, Volkswagen Polo, Opel Corsa, Nissan Micra e similari. Dalla seconda fascia di obiettivi di produzione in su, i driver diventano user chooser (possono scegliere il modello, ndr) e le auto assegnate sono più performanti.
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MISSIONFLEET SPECIALE SOFTWARE GESTIONALI
FLOTTE IN PUGNO Le console tecnologiche per il governo del parco auto aziendale dialogano con i reparti: excursus sui 10 protagonisti dell’innovazione tra QR code che trasferiscono i dati per la faurazione eleronica e accensione del veicolo con il badge
di Alessandro Palumbo
L La gestione della flotta è un lavoro complesso e dispendioso in termini di costi, risorse e tempi. I relativi software gestionali sono strumenti fondamentali che possono garantire efficienza e redditività. Questi, infatti, devono integrarsi, da una parte, ai sistemi 18 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
informatici, gestionali ed operativi delle aziende clienti e adattarsi, dall’altra, alla enorme quantità e diversità di big data che i diversi fornitori di veicoli e di servizi di fleet management (noleggiatori, fuel card, telepass) generano. Vediamo il posizionamento di alcuni protagonisti.
VALIDAZIONE DEI CONTRATTI DI LEASING E NLT Il software Avrios di gestione della flotta è sottoposto a continui aggiornamenti tecnologici. tuttavia, per il 2020 la funzionalità che avrà
maggiore impatto sul mercato italiano sarà la nuova validazione automatica dei contratti di noleggio e leasing. Con essa sarà possibile un confronto automatico dell’importo contrattualizzato con la fattura corrispondente, facilitando l’identificazione di errori o incongruenze, di conseguenza la richiesta dei rispettivi rimborsi. L’obiettivo di Avrios è rendere la gestione della mobilità efficiente ed innovativa, applicando il know how maturato da anni di presenza nell’industria e dall’esperienza derivata supportando clienti che contano da 20 fino a 20.000
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MISSIONFLEET SPECIALE SOFTWARE GESTIONALI
ANDREAS BRENNER, AVRIOS
veicoli. Secondo Andreas Brenner, fondatore e Ceo di Avrios «la mobilità è una delle principali sfide del futuro per le grandi aziende, il nostro obiettivo è renderla dinamica ed efficiente».
GESTIONE SARTORIALE DEL PARCO VEICOLI MyFleetSolution presidia il mercato delle flotte aziendali con due linee di prodotto. La prima è rappresentata dai servizi di outsourcing: soluzioni sartoriali che spaziano dalla sola gestione delle multe fino alla terziarizzazione totale del governo della flotta, dall’ordine al contatto con il driver.
LUCA DE PACE, CONSECUTION GROUP
La seconda è la fornitura di software in configurazione Saas (software as a service), che consente di lasciare le attività di gestione direttamente allo staff delle aziende. «MyFleetSolution non ha una soluzione telematica proprietaria – sottolinea Luca de Pace, Ceo di Consecution Group, di cui MyFleetSolution rappresenta una business unit –. Ci approcciamo ai produttori di telematica in ‘maniera agnostica’ per cercare il prodotto giusto che risponda alle esigenze dei nostri clienti. L’obiettivo è integrare nelle nostre soluzioni software l’output che la telematica consente di avere: comportamento del driver, gestione della diagnostica, misurazione del chilometraggio e del consumo carburante. Il tutto adeguandosi alle richieste che ci vengono sottoposte».
REPORTISTICA COSTANTE E PUNTUALE «Il settore della mobilità personale, soprattutto in relazione alla crescente attenzione che ormai riveste il tema dei cambiamenti climatici, sta portando le persone e le aziende a ripensare al modello di utilizzo delle auto con particolare attenzione alle emissioni di CO2». A parlare è Simone Costantini, AD di Fleet Support, azienda operante nel settore automotive e nella creazione di software di supporto alla gestione del parco auto. «Altro tema è la razionalizzazione dei costi interni di gestione, diretti e indiretti, che negli ultimi anni ha investito quasi tutti i comparti», prosegue Costantini. «Proprio per sopperire a queste esigenze abbiamo evoluto il
nostro software gestionale, alla sua quarta major release, che cambia nome da Ffm in SUPfleet». Tramite questo portale in Cloud è possibile importare tutti i dati provenienti dai fornitori esterni, come noleggiatori, fuel, telepass e blackbox, mixandoli con quelli di flotta interni in modo da ottenere reportistica continuativa e puntuale, a supporto delle principali decisioni aziendali.
CON LA DASHBORD SI GOVERNA MEGLIO Gac Car Fleet è il software di Gac Technology relativo alla gestione operativa e amministrativa destinato a tutte le figure che entrano in contatto con la flotta aziendale. Sono state sviluppate delle modifiche che hanno migliorato l’esperienza d’utilizzo della piattaforma da parte dei clienti. Prima di tutto c’è stata una variazione sostanziale che permette all’azienda di inserire le filiali internazionali con i loro dati amministrativi. In secondo luogo, il nuovo pannello di controllo che consente ai gestori di governare i propri avvisi (widget sotto forma di dati o grafici numerici) oggi consente di creare più dashboard e di
SIMONE COSTANTINI, FLEET SUPPORT
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MISSIONFLEET SPECIALE SOFTWARE GESTIONALI
MATTHIEU ECHALIER, GAC TECHNOLOGY
condividerli. Gli indicatori sono numerosi, inoltre è possibile configurarli con diversi filtri e in modo dettagliato, eseguendo un controllo incrociato di più dati. La nuova dashboard risulta quindi più precisa di prima. Infine, Gac Technology ha realizzato un’app per gli utenti conducenti.
FLOTTA E HR SONO INTEGRATE He Car è la soluzione di Inaz che permette una gestione a 360° della flotta e del personale: localizzazione e gestione georeferenziata dei mezzi, tramite l’applicazione WebConsole Viasat Fleet, assistenza e protezione H24 con la centrale operativa, applicativo web Gestione Parco Auto per controllare costi, consumi, contratti, scadenze del mezzo.
LINDA GILLI, INAZ
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Attraverso l’installazione di una moderna blackbox si rilevano alcuni dati del veicolo, resi poi disponibili sulla WebConsole Viasat Fleet. Inoltre, l’integrazione con gli applicativi Inaz permette di avere una gestione automatica dell’elaborazione delle buste paghe e della rilevazione delle presenze. «He Car è uno strumento completo e potente per la gestione del parco auto aziendale, concepito a partire dalle esigenze delle persone», commenta Linda Gilli, presidente e AD di Inaz. «L’integrazione a ogni livello con gli strumenti per la gestione HR semplifica e automatizza numerosi processi, migliora sprechi e inefficienze, offre continui monitoraggi e analisi che supportano funzioni operative e amministrative”.
ALL IN ONE Proveco ha sviluppato il software Map, con l’obiettivo di integrare tutti i dati in un unico contenitore, per avere una soluzione completa. Map è un sistema aperto che può colloquiare con piattaforme aziendali, con apparecchiature di bordo e ricevere dati da fornitori esterni (carburante, telepass, contratti, manutenzioni). In questo modo si automatizzano i processi e migliora l’attività lavorativa. Secondo l’amministratore delegato Enrico Bendinelli «il mercato richiede soluzioni complete per il controllo dei costi e l’utilizzo dei veicoli, con la possibilità di personalizzazioni e servizi pronti a sposare specifiche esigenze». Con Map si può conoscere la
ENRICO BENDINELLI, PROVECO
situazione del parco veicoli in ogni momento, tenere sotto controllo i chilometraggi, negoziare al meglio i contratti, avere lo storico delle assegnazioni e delle ripartizioni per centri di costo, infine conoscere l’andamento dell’utilizzo dei veicoli.
PASSAGGIO AL DIGITALE Safo è una consolidata realtà europea che offre ai propri clienti (car leasing, car rental, car sharing, flotte private, dealer, case auto) prodotti e servizi connessi alla mobilità,
ELPIDIO SACCHI, SAFO
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modulabili e flessibili, in full outsourcing. La strategia del gruppo è improntata ad uno sviluppo europeo: sono già state aperte le sedi in Regno Unito, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Romania e Spagna. Specializzata nella gestione multe con oltre 4 milioni di verbali per anno, di cui oltre 900mila nel Regno Unito, Safo continua a guidare l’industria nel passaggio dalla carta al digitale. Oltre il 60% delle ammende viene ora elaborato elettronicamente, in Europa.
PER PICCOLE E GRANDI FLOTTE Da quest’anno Sarce Fleet è disponibile nelle versioni standard ed enterprise, per piccole o grandi flotte, ed è integrato nativamente con Sarce
Travel per la gestione delle note spese e delle trasferte. Attraverso l’app Sarce Fleet, i driver possono inserire i km percorsi e segnalare ticket o eventi dando al fleet manager un resoconto sempre aggiornato sullo stato dei veicoli. Il software consente di attivare importi automatici dei dati derivanti da telepass, fuel card, società di noleggio e dai fornitori che dispongano di un tracciato elettronico. È possibile inserire i dati delle contravvenzioni, inviare una lettera di notifica al dipendente, registrare le multe per l’eventuale rivalsa e gestire le prenotazioni dei veicoli. Sarce Fleet gestisce i fringe benefit e gli importi da rifatturare ai dipendenti. «Spinti dall’opportunità di generare valore per i nostri clienti, abbiamo intrapreso la missione
ANTONELLO BARTOLONE, SARCE
di creare una piattaforma per la gestione della flotta tecnologicamente avanzata e improntata al futuro», sostiene di Antonello Bartolone, marketing director di Sarce.
LA MOBILITÀ È INTEGRATA Ufeet Traxall Italy, società del Gruppo Uvet, ha sviluppato attraverso strumenti tecnologici come UMove un unico centro di gestione integrata della mobilità
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MISSIONFLEET SPECIALE SOFTWARE GESTIONALI
PATRIZIA MONTI, UFLEET TRAXALL ITALY
aziendale, per il fleet manager ed il travel manager. L’azienda propone altri due strumenti. U-App e U-Dashboard. Il primo è utilizzato dal driver per accedere ai numeri della società di noleggio e del soccorso stradale, per consultare procedure e documentazione aziendale, dunque visionare ciò che può essere facilmente caricato sullo smartphone.
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U-Dashboard è lo strumento che permette ai livelli decisionali e di controllo di monitorare in tempo reale ogni aspetto della gestione della flotta. I parametri possono essere personalizzati rispetto alla policy aziendale. «Si tratta – secondo Patrizia Monti, head of division di Ufleet Traxall Italy – di uno strumento dinamico per elaborare strategie, valutare cost avoidance permettendo al fleet manager di preparare una previsione mirata, che attraverso l’integrazione dei dati sulle trasferte aziendali dà vita ad una vision a 360 gradi dell’impatto di mobility aziendale».
SEMPLIFICAZIONE PER I DIPENDENTI Infinity ZCarFleet è il software Zucchetti in tecnologia web che consente la gestione completa dei processi della flotta aziendale, dall’organizzazione
VALENTINA UBALDI, ZUCCHETTI
operativa del parco, all’integrazione con l’area contabile e con le funzionalità di gestione del personale. Valentina Ubaldi, product manager Travel&Fleet di Zucchetti, ci mette in evidenza le ultime novità tra fatturazione elettronica e il chip integrato nel badge. La prima: il dipendente ha a disposizione sullo smartphone un QR code grazie al quale il fornitore (ristoratore, benzinaio) può ricavare i dati aziendali per l’emissione della fattura elettronica. Il dipendente, a sua volta, inserisce la spesa indicandone la tipologia, la data, l’importo e i dati del fornitore. Ciò consente all’azienda di avere sotto controllo in tempo reale i costi delle trasferte. La seconda novità: i fleet manager hanno a disposizione “GT Alarm Fleet” per la gestione e localizzazione del mezzo che consente l’acquisizione dei dati di posizione dell’autoveicolo e dei km percorsi. Attraverso il badge, il lavoratore accede al veicolo senza necessità della chiave e sblocca l’avviamento.
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NISSAN
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385 KM CON UNA SINGOLA RICARICA,
IMBATTIBILE NISSAN LEAF E+ sul volante, occhi sulla strada) consente alla vettura di fermarsi, ripartire e rimanere al centro della propria carreggiata, sia in caso di marcia a velocità sostenuta sia di congestione del traffico. Per queste caratteristiche, Nissan LEAF e+ ha stupito migliaia di appassionati di elettronica di consumo all’ultimo il Ces di Las Vegas, che hanno osservato attentamente dettagli come l’e-Pedal. Utile in città ma anche in montagna, permette di guidare l’auto utilizzando solo l’acceleratore, che nel momento del rilascio frena in maniera fluida evitando l’uso dei freni a disco, utili a questo punto in caso di brusca frenata. La versione Era già l’auto 100% elettrica più venduta al mondo con oltre 440.000 unità commercializzate (dal lancio nel 2010), oggi Nissan LEAF punta a conquistare ancora di più le flotte aziendali con la nuova batteria da 62 kWh e 217 Cv che garantisce un’autonomia estesa fino a 385 km* per ciclo di ricarica. Esattamente 115 km di autonomia aggiuntiva rispetto alla precedente versione, a parità di utilizzo. Pensate, riesce a sprigionare una potenza superiore del 40% rispetto alla batteria da 40 kWh. Ecco Nissan LEAF e+ arricchita delle tecnologie di ausilio alla guida migliori: l’e-Pedal e il ProPILOT per un maggior comfort e gestione dell’energia. In autostrada la funzione “hands-on, eyes-on” (mani * Autonomia stimata da Nissan per i test di protocollo nel ciclo combinato WLTP. Dati sull’autonomia omologata finale per LEAF e+ attesi più avanti nel corso del 2019
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NISSAN
top di gamma, inoltre, è inclusiva dell’assistenza al parcheggio e dell’impianto Bose. Non cambia il design dalle linee fluide che connotano la personalità “tech” della casa giapponese. A cominciare dall’inconfondibile griglia blu, elemento ricorrente dei veicoli elettrici Nissan. I richiami vanno ai modelli che hanno raggiunto il successo nel mondo come Nissan X-Trail e Nissan Qashqai, il più venduto in Europa. Gli eleganti fari a LED hanno la tipica forma a boomerang della Casa. INFRASTRUTTURA DI RICARICA L’impegno di Nissan nella diffusione della mobilità elettrica passa anche
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per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Grazie alle partnership come Enel X e A2A sono state realizzate rispettivamente: – EVA+, la più grande rete di ricarica autostradale con 180 stazioni di ricarica veloce in Italia e 20 in Austria; – La più grande rete urbana di ricarica veloce con 13 Quick Chargers nel comune di Milano e Linate; Infine, Nissan sta implementando la propria rete di ricarica veloce con 80 colonnine da 50kW, multistandard, presso le concessionarie dell’intero territorio nazionale. Le batterie di LEAF e LEAF e+ sono coperte dalla garanzia di 8 anni o 160.000 km. IL TEMPO DI RICARICARSI Bando all’ansia di autonomia, la Casa informa precisamente sui tempi di ricarica del nuovo modello potenziato. Nissan LEAF e+ si rifornisce di energia dopo 1 ora e 30 minuti per recuperare dal 20% all’80% utilizzando una colonnina di ricarica rapida da 50kW, 11 ore e 30 minuti tramite la wallbox da 7 kW e 32 ore se collegata a una presa domestica.
Green. In tutto 250 km di gara di regolarità riservata ad auto elettriche e ibride con l’obiettivo di promuovere l’innovazione, il progresso della mobilità e la sostenibilità. Principi che la Casa sostiene da sempre con il piano strategico chiamato “Nissan Intelligent Mobility”, che si propone di ri-definire il modo in cui le auto sono guidate, alimentate e integrate nella società. Un programma che continua a svelare sorprese: in ottobre, al Salone di Tokyo il velo è stato sollevato su un prototipo di automobile elettrica pensata per avvicinarsi ai livelli prestazionali delle auto sportive, con due motori elettrici (uno posteriore e uno anteriore), trazione integrale e controllo indipendente di ogni ruota (tecnologia AWC, o All-Wheel Control). L’idea per ora si basa proprio sulla Nissan LEAF e+ protagonista di queste colonne.
LA CORSA PIÙ BELLA DEL MONDO Per presentarsi al grande pubblico dei motori e dei paesaggi italiani, Nissan LEAF e+ ha partecipato lo scorso settembre alla Mille Miglia OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 25
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
LA SICUREZZA È UNA MISSIONE A Sessant’anni dalla cintura a triplo ancoraggio e a uno soltanto dal limite di velocità a 180 km all’ora il passo è breve. L’obieivo: nessuno gravemente ferito o ucciso in una Volvo entro il 2020
abbiamo mai costruito”, ha già dichiarato la casa svedese. Tra le novità c’è la batteria protetta da una gabbia, costituita da un telaio in alluminio, al centro della struttura della carrozzeria, che ha anche il vantaggio di abbassare il baricentro dell’auto e dare una migliore protezione contro i ribaltamenti.
60 ANNI FA
di Paola Baldacci
C Ci sono storie senza fine come quella sulla sicurezza, una parola chiave che ci riconduce sempre a Volvo. La casa svedese ne ha fatto un mantra e nel futuro a zero emissioni non sarà da meno. “La XC40 completamente elettrica sarà una delle auto più sicure che
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Il legame con la sicurezza è segnato da una data precisa, che i più ricordano e di cui quest’anno si è celebrato il sessantesimo anniversario. Era un giovedì, il 13 agosto 1959 quando veniva consegnata la prima automobile al mondo dotata di serie delle cinture di sicurezza a tre punti: una Volvo PV544. La ricevette il concessionario della casa automobilistica nella cittadina svedese di Kristianstad. Volvo l’ha introdotta come dispositivo di serie nei sedili anteriori e posteriori sin dal 1967. Da allora la configurazione di base, semplice e geniale, è rimasta invariata, ma l’evoluzione della tecnologia ha perfezionato questo strumento che ha salvato milioni di vite. È il caso dei pretensionatori, che interagendo con la cintura durante la
sequenza di collisione offrono la protezione ottimale. E nonostante siamo qui a progettare la guida autonoma e gli Adas anti-collisione diventano di serie negli allestimenti premium delle nostre auto aziendali, le cinture di sicurezza restano salde al loro posto: la prima dotazione fondamentale. A conferma dell’eccellente innovazione, l’ufficio brevetti tedesco inserì l’invenzione di Nils Bohlin fra gli otto progetti che più hanno influito sulle sorti dell’umanità nei cento anni che vanno dal 1885 al 1985. Ecco che Mr Bohlin condivide l’onore con inventori quali Benz, Edison e Diesel. Venne registrata con quello che è noto come brevetto
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Rent & Roll La forma rivoluzionaria del noleggio Rent & Roll, una scelta di libertà. E’ la soluzione a medio termine di Athlon Italy che si trasforma a lungo termine quando vuoi. Con Rent & Roll avrai un’alternativa perfetta che ti garantirà una totale flessibilità per soddisfare le tue diverse esigenze di mobilità. Rent & Roll è flessibile come te. Libertà di scelta della categoria fra piccola, media o grande, per un periodo minimo di 1 mese fino a un massimo di 12 mesi. Scegli tu quando restituirlo in totale libertà. Scopri di più su www.athlon.com
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
aperto, perciò chiunque volesse poteva ottenere la concessione del libero utilizzo del design.
IL FUTURO: LIMITE AI 180 KM ALL’ORA La lunga lista di invenzioni di Volvo Cars comprende strumenti che non vorremmo mai testare e allo stesso tempo di cui non possiamo più fare a meno. Come il seggiolino per bambini rivolto all’indietro (del 1972) e il cuscino di rialzo per i passeggeri dai 4 anni, per portarli all’altezza della cintura. E ancora, è con Volvo nell’86 che la cintura a tre punti viene introdotta nel sedile centrale posteriore. Negli anni ’80, la ricerca mostrò che le persone erano particolarmente a rischio negli impatti laterali, a causa della breve distanza tra il passeggero e il punto di collisione. Dunque gli ingegneri lavorarono su questo aspetto, introducendo svariate innovazioni, tra cui gli Airbag laterali sulla Volvo 850 e le tendine gonfiabili montate nel tetto, pronte a proteggere anche in caso di ribaltamento. Sapete perché i sedili e i poggiatesta della Casa hanno quel design così unico? Lo dobbiamo agli WHIPS: Whiplash Injury Protection System del 1998, per proteggerci dai dannosissimi colpi di frusta. Scivolando rapidamente agli Anni Duemila e alla diffusione 28 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
degli smartphone, ecco sulla berlina S80 un sistema di assistenza che ritarda le telefonate in arrivo se le condizioni di guida richiedono la massima attenzione. Nel 2004 un altro Adas ante litteram: BLIS integrato nello specchietto laterale, manda segnali visivi per avvisare i conducenti di veicoli nel punto cieco. Sulla frenata automatica, dal 2008 in poi è stato un fiorire di perfezionamenti riunite nel pacchetto City Safety: entra in atto a bassa velocità, persino se pedoni e ciclisti compaiono nel buio, dal 2014 sulla XC90 si innesta anche quando il conducente si gira davanti a un veicolo in arrivo. Le tecnologie City Safety oggi sono presenti di serie su tutti i nuovi modelli. Infine, per inviare un segnale forte sui pericoli della velocità, Volvo Cars la limiterà su tutte le sue auto a 180 km/h dall’anno prossimo.
E.V.A PROJECT “La nostra visione è che nessuno dovrebbe essere ucciso o gravemente ferito in una nuova Volvo entro il 2020”, scrive la Casa continuando a studiare le problematiche di accelerazione, intossicazione e distrazione dei
conducenti. Dai prossimi anni saranno incluse telecamere e altri sensori che monitorano il driver, intervenendo se non risponde ai segnali di avvertimento e rischia un incidente grave. Infine, per mettere a disposizione di tutti il suo sapere, in occasione dei sessant’anni dalla prima invenzione, la Casa ha creato Project E.V.A., una libreria digitale in cui condivide quattro decenni di ricerche tra crash test e simulazioni di incidenti. Equal Vehicle for All si basa sul concetto di sicurezza condivisa per arrivare ad auto ugualmente sicure per tutte le tipologie di occupanti. Infatti, se i costruttori continuano a progettare vetture basandosi su esperimenti condotti esclusivamente con manichini che riproducono la corporatura di un maschio medio sbagliano. “Avendo raccolto dati da casi reali per tantissimo tempo, abbiamo potuto identificare quali traumi si verificano in diversi incidenti per uomini, donne e bambini”, afferma la dottoressa Lotta Jakobsson, senior technical specialist al Volvo Safety Centre. Oggi queste conoscenze sono a disposizione.
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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
PASSIONE SUV
A MAGGIOR RAGIONE SE CON I TACCHI È caduto l’antico veto di guida per le donne in Arabia Saudita dove si correrà la Parigi Dakar 2020. Sono già 15 le iscrie nell’avvincente gara dove deserto e dune sono da sempre protagoniste. I tempi cambiano e venti nuovi soffiano nell’automotive: la trazione integrale guida le scelte femminili
di Ilaria Salzano CARRARA 4x4 FEST 2019: 6 GIORNALISTE AUTOMOTIVE, GIURATE DEL PRESTIGIOSO PREMIO WWCOTY, PROVENIENTI DA ITALIA, GERMANIA, SPAGNA, PORTOGALLO, GRECIA E SUDAFRICA
S Spazio alle donne ai saloni dell’auto. Specie in quelli dove la passione la fa da padrona. Per raccontarvene uno: il 4x4 Fest di Carrara. È ripartita da qui la carica delle donne, quelle che amano guidare. Diversi i progetti sotto i riflettori, a partire dalla presentazione della Dakar 2020 che si svolgerà in Arabia Saudita, dove è caduto
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recentemente il divieto di guida per le donne: la competizione aprirà la strada a equipaggi “en rose”, con già 15 concorrenti iscritte. Non solo. Giunta alla diciannovesima edizione, la festa dei motori a 4x4 in Lunigiana ha visto protagoniste anche le aderenti al club Rosa Integrale – appassionate di Suv e fuoristrada nel Belpaese – e le giurate del Women’s World Car Of The Year (WWCOTY), l’unico premio femminile al mondo dell’automotive, quest’anno al decimo anniversario: sono arrivate dai 6 dei 34 paesi che rappresentano per portare l’ultima auto vincitrice. Il Suv XC40 di Volvo. Ovviamente 4x4. Alle donne le
auto rialzate da terra piacciono. Eccome. «Le abitudini sono completamente cambiate nel giro di un ventennio – commenta Charleen Clarke, giurata del Sudafrica del WWCOTY –. In alcuni paesi, le acquirenti femminili stanno crescendo due volte più velocemente rispetto a quelli maschili, arrivando a livelli record nel Regno Unito: 11,8 milioni di immatricolazioni stando ai dati del 2017. Un recente studio condotto in UK ha rivelato che le donne hanno maggiori probabilità di guidare Suv 4x4, cercando di combinare il lavoro con gli impegni familiari. Diversamente, le berline sono scomparse dai 10 modelli più venduti. La vita delle famiglie, del resto, è diventata sempre più complessa: sembra che le mamme, oggi abbiano bisogno di un veicolo adatto sia al lavoro che alla vita quotidiana, e spesso questo veicolo è proprio un 4x4». Non è strano, se ci pensate, del resto, che le donne oggi si riapproprino di quel settore che in passato le ha viste protagoniste in tutto e per tutto. Chi è stato il primo “pilota” della storia? Una donna. Bertha Benz,
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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
moglie dell’inventore dell’auto, Karl Benz. Fu lei nel 1888 a mettere in moto l’automobile e a viaggiare oltre 194 km. E in che anno una donna ha ottenuto la prima patente di guida della storia? Nel 1898, appena dieci anni dopo, Anne d’Uzes. Probabilmente pochi ricordano pure che fu sempre una donna, Michèle Mouton, a vincere la 24 ore di La Mans nel 1975 e che Jutta Kleinschmidt vinse la Dakar nel 2001 sconfiggendo potenti rivali: fu lei a far salire la febbre per il fuoristrada tra il pubblico in rosa, scatenata da allora. «Le donne amano il 4x4. E il nostro premio nel 2018, conferito alla Volvo XC40, ne è anche una dimostrazione – commenta Marta Garcia, giurata spagnola –. Come membri del Women’s World Car of the Year, rappresentiamo queste donne e abbiamo il compito di trovare per loro le migliori auto che vengono prodotte». In Spagna i Suv coprono oltre il 43% del mercato ed è dimostrato che il target femminile è in grado di
influenzare la decisione di acquisto nell’80% dei casi. In Portogallo, ogni tre auto vendute almeno una è uno sport utility vehicle. In Germania il boom dei Suv è in crescita raggiungendo quasi il milione di unità nel 2018: «Le guidatrici sono entusiaste dei Suv per la sensazione di superiorità conferita dalla seduta alta e dalla migliorata visione del traffico...
senza dimenticare la sicurezza, data dalla trazione integrale», commenta Solveig Grewe, giurata tedesca del Premio WWCOTY. Non cambia la situazione oltreoceano. Secondo una ricerca di Cars.com, negli Stati Uniti le donne influenzano più dell’85% degli acquisti. Con un’evidente inversione di marcia nei consumi rispetto al passato: guidano sempre di più 4x4, mentre gli uomini si convertono alle vetture più sportive, a volte anche più piccole.
SUV SÌ MA ANCHE EV Volvo ha annunciato la XC40 elettrica (Recharge) come la più sicura e la più tecnologica mai creata dal brand. Tra le novità una batteria protetta da una gabbia, costituita da un telaio in alluminio, al centro della struttura della carrozzeria, che ha anche il vantaggio di abbassare il baricentro dell’auto e dare una migliore protezione contro i ribaltamenti. Nei prossimi cinque anni, la Casa introdurrà una vettura completamente elettrica ogni anno, perseguendo l’obiettivo di portare al 50% la quota di modelli solo elettrici sul totale di vendite globali entro il 2025. OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 31
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MISSIONFLEET NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
CARTINA DI TORNASOLE DELL’ECONOMIA In Italia sono ormai quasi un milione le auto on demand, con aumento della durata dei contrai. Le imprese sono prudenti. I motori diesel si aestano al 66% nelle floe NLT, compensati da benzina al 25% ed elerico
di Andrea Barbieri Carones MASSIMILIANO ARCHIAPATTI, PRESIDENTE ANIASA
R Resta tonico il mercato del noleggio auto lungo termine, sia tra i privati sia tra le aziende, mentre calano le immatricolazioni di vetture diesel e aumentano i clienti privati che scelgono questa formula di utilizzo. Questi i dati chiave relativi al primo semestre 2019 resi noti da Aniasa, l’associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Dunque, il comparto NLT conta su una flotta di 944.000 unità, di cui 52.000 nelle mani di clienti privati (dai 25.000 nel 2017), segmento in lenta ma costante crescita e molto attento sia a ogni euro speso sia al vantaggio della formula: fine di ogni seccatura legata alla proprietà e – in certi casi – anche risparmio. I dati: le immatricolazioni sono in calo dell’1%. Nonostante ciò, il parco auto è in crescita del 13%, rispetto al primo semestre dello scorso anno, per il prolungamento temporale dei contratti in essere, ben oltre i tradizionali 36 mesi. L’estensione delle durate è
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un’opzione cui le aziende anche in passato hanno fatto ricorso per rinviare nuovi investimenti e, contestualmente, ridurre i costi complessivi della flotta. «Sul settore – spiega il presidente Aniasa, Massimiliano Archiapatti – pesa un clima di incertezza economica. A questo si aggiungono le campagne di demonizzazione del diesel, che hanno spinto le aziende a prolungare i contratti piuttosto che a rinnovare il proprio parco auto». Per quanto riguarda i modelli, le imprese preferiscono le utilitarie, in crescita del 17% e una quota che supera il 25% del totale immatricolato a noleggio. Diminuiscono gli altri segmenti, in particolare quello delle vetture medie-superiori, sceso del 13%.
MOTORIZZAZIONI I motori? Si preferisce ridurre il
ricorso ai diesel – passato dal 75,5% al 66,2% delle vetture immatricolate dal noleggio a lungo termine –, ritenuti erroneamente più impattanti, principalmente in favore di quelle a benzina, transitate dal 16,4% al 25% del totale. Quasi tutte in crescita anche le alimentazioni alternative: 8.300 le vetture ibride e +9% sullo stesso periodo del 2018, 3.400 le GPL (+19%), mentre le quasi 1.500 auto elettriche – salite del 42% – hanno superato di numero quelle alimentate a metano, in calo del 32%. Intanto progredisce anche il giro d’affari, che nel 1° semestre ha superato i 3 miliardi di euro. In testa alle vetture più noleggiate a lungo termine si è confermata la Panda, seguita da Clio, Ypsilon, 500X e Renegade. «Il noleggio – conclude Massimiliano Archiapatti – si conferma cartina di tornasole dell’economia».
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— Stazioni di ricarica multi standard Terra 54 e Terra 54HV
Compatibile con tutti i veicoli CHAdeMO, CCS e Type 2 AC attualmente in circolazione, la stazione di ricarica multistandard Terra 54 rappresenta la soluzione ideale per le aree di servizio, per i parcheggi delle flotte aziendali o di car sharing. Terra 54 è in grado di ricaricare continuamente a piena potenza di 50 kW a 150 – 500 V. La versione Terra 54HV supporta un range da 150 fino a 920 V, per la ricarica di veicoli pesanti. https://new.abb.com/ev-charging/it
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MISSIONFLEET SUV PREMIUM LUXURY
DEBUTTO ITALIANO PER CADILLAC XT4 Presentata a Milano dal Gruppo Cavauto, il Suv a stelle e strisce ha un cuore italiano. Arriva in primavera in due configurazioni
di Paola Mighetto
I In 150 esemplari dalla primavera 2020, ecco Cadillac XT4 sul mercato italiano. E’ stata presentata da Hermes Cavarzan, ceo del Gruppo Cavauto, società da sempre specialista di auto americane, da settembre l’unico importatore ufficiale per l’Italia. XT4 segna l’ingresso europeo di Cadillac nel segmento dei Suv compatti, l’unico in continua crescita. Se il mercato totale auto Italia, infatti, è a -1,9% nel 2019, il
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segmento di riferimento Premium (D), cresce di un 8,1%. Il modello appartiene alla categoria “premium luxury”, disegnato e pensato per il Vecchio Continente. Il design è stato curato dal team di Therese Pinazzo ed il “cuore” è italiano. Si tratta di un turbodisel 2.0 Euro 6d, progettato nel centro ingegneristico General Motors Global Propulsion System di Torino. Si tratta di un motore in grado di erogare 174 cavalli e 381 Nm di coppia massima. Nel secondo semestre 2020 sarà disponibile anche la versione con il propulsore 2.0 Turbo a benzina, già in vendita negli Stati Uniti.
DUE CONFIGURAZIONI Verrà commercializzato in due configurazioni speciali: Launch
Edition e Launch Edition Sport. Quest’ultimo disponibile a trazione anteriore o integrale AWD a doppia frizione, che consente di disaccoppiare le ruote posteriori quando non sono necessarie per la trazione. Un Suv degno di questo nome, in cui le sospensioni attive monitorano la superficie stradale in tempo reale e apportano regolazioni ad intervalli di due millisecondi. La Launch Edition Sport si caratterizza, inoltre, per il controllo automatico adattivo della velocita, con funzione stop & go, e l’head-up display che proietta nel parabrezza le informazioni stradali, a colori. Come si conviene a un’auto di tale levatura, ecco di serie i più importanti sistemi Adas. Tra essi il riconoscimento della segnaletica stradale, il mantenimento della carreggiata con avviso di abbandono della stessa, la segnalazione acustica per l’attraversamento pedoni. E ancora, la frenata assistita e il sedile del guidatore con dispositivo Safety Alert, che in caso di pericolo vibra nella direzione dalla quale proviene il pericolo stesso. Già candidata ad Auto dell’Anno al prossimo Salone di Ginevra, Cadillac XT4 parte da 44.990 euro per la Launch Edition e 49.290 euro per la versione Sport. Garantita 3 anni o 100.000 km, cui si sommano 6 anni di tutela anticorrosione e soccorso stradale europeo gratuito, sempre per 3 anni.
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LAND ROVER
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
IN FLOTTA COME IN FAMIGLIA,
IDEALE PER TUTTI I TERRENI nuovo sport utility wagon dall’impronta ‘familiare’ può dirsi pronto a diversi stili di vita attivi di driver aziendali alla ricerca di un’auto audace, con un occhio ai consumi: fino a 8,2 l/100 km con emissioni di CO2 di 185 g/km (derivato WLTP). Prima della fine del 2019 questo mild hybrid sarà affiancato da un modello ibrido plug-in.
La nuova Discovery Sport di Land Rover è il Suv compatto “per le avventure di tutta la famiglia”. Un fuoristrada “Go Anywhere”, prestigioso e compatto, come lo spirito coraggioso della casa britannica vuole. Con il Terrain Response 2 si governa l’off-road: si guadano fiumi, si scalano montagne, si esplorano posti preclusi agli altri Suv. Le sue speciali sospensioni e i sensori intelligenti controllano la strada ogni 10 millisecondi e garantiscono una marcia composta in ogni caso. Senza rinunciare al comfort. Ecco gli interni più spaziosi, numerosi portaoggetti di varie dimensioni, ottima capacità del vano bagagli (fino a 1794 litri). E ancora, Discovery Sport è già certificato secondo la più stringente normativa sulle emissioni, la RDE2 – prima della sua entrata in vigore nel 2020 – e riduce le emissioni di NOx dannose per l’ambiente, fedele a una spiccata sensibilità sulle tematiche green. Infatti, è stato progettato per l’elettrificazione. La nuova architettura tecnologica consente la disponibilità di una versione mild
hybrid a 48 Volt. Il sistema, recuperando l’energia normalmente dispersa, la immagazzina in una batteria posizionata sotto il pianale, pronta per essere riutilizzata nelle partenze e nelle accelerazioni. Se si frena a velocità inferiore ai 17 km/h, il motore si spegne per diminuire le emissioni. INTERNI CON MASSAGGIO Già ordinabile in Italia con prezzi da 39.000 euro, il Suv stupisce per un comfort degli interni atipici per l’attitudine da fuoristrada. Il rinnovato design migliora la comodità e offre la funzione massaggio alla prima fila, una novità per la Discovery Sport. Configurato in 5 posti più 2, l’abitacolo prende luce dal tettuccio panoramico e la cabina è rivestita di tessuti tecnici, alcuni composti da materiali riciclati, resi in una piacevole microfibra. Nonostante la verve avventurosa, l’abitacolo è silenzioso e si conversa in un ambiente che infonde tranquillità. «Sembra di essere a bordo di una berlina, se non fosse per il baricentro alto», dicono i driver esperti. Perciò il
ADAS SU TUTTI I MODELLI Su tutti i modelli è presente la videocamera di retromarcia ed un ventaglio di avanzati sistemi di assistenza alla guida. Questi comprendono l’opzionale Adaptive Cruise Control con Steering Assist, che mantiene il veicolo al centro della propria corsia basandosi sulle linee disegnate sull’asfalto e controlla anche la distanza di sicurezza dal veicolo che precede. In caso venga urtato un pedone, un apposito airbag montato sul bordo superiore del cofano si gonfierà per proteggerne la testa, mentre tre attacchi ISOFIX offriranno protezione ai loro passeggeri. È presente anche un servizio emergency call che chiamerà automaticamente i locali servizi di emergenza.
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MISSIONFLEET RICERCHE
ELETTRICO, LA SVOLTA NEL 2030 A rivelarlo è lo Smart Mobility Report 2019, secondo il quale tra poco più di 10 anni, nel nostro Paese, il parco circolante di questo tipo di veicoli potrebbe contare 7 milioni di unità. Aualmente l’incremento è ancora modesto anche se l’Ecobonus sospinge le vendite
di Arianna De Nittis
I In Italia il mercato dell’elettrico ha un andamento più lento rispetto al resto d’Europa. Per assistere a una svolta bisognerà attendere il 2030, quando potrebbero circolare nel nostro Paese 7 milioni di veicoli con questo tipo di alimentazione. È quanto emerge dallo Smart Mobility Report 2019, redatto dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano e presentato lo scorso settembre nel corso della manifestazione “That’s Mobility”, a Milano. Lo studio rivela che nel 2018, in Italia, sono state immatricolate 9.579 auto elettriche (5.010 pure e 4.569 ibride): si tratta di appena lo 0,5% sul totale delle immatricolazioni (2 milioni), ma è abbastanza per far salire il parco circolante a 22.000 unità. Né va dimenticata la crescita relativa: i BEV (Battery Electric Vehicle) sono aumentati di una
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volta e mezza rispetto all’anno precedente (e del 113% se si considerano i primi 7 mesi del 2019). I PHEV, o ibridi plug-in, sono cresciuti invece del 60%. Questa crescita appare modesta se paragonata ai dati globali: nel mondo, infatti, lo scorso anno sono stati immatricolati 2,1 milioni di veicoli elettrici, con un trend di crescita del 78% sul 2017. La Cina svetta con 1,2 milioni di nuovi mezzi elettrici (+78%), il triplo dell’Europa. Il Vecchio continente però si conferma il secondo mercato con oltre 400.000 immatricolazioni (+34%). Seguono Stati Uniti
(350.000, +79%) e Giappone (53.000, -6%). In Europa, al primo posto nella classifica dei Paesi che adottano le auto elettriche troviamo la Norvegia, che ne conta oltre 72 mila. Al secondo posto si colloca la Germania (67.000, +24%), poi la Gran Bretagna e la Francia (rispettivamente 60.000 e 45.000, +26% e +24%).
EFFETTO ECOBONUS Lo scorso aprile, per la prima volta in Italia, è stata superata la soglia delle mille auto elettriche pure immatricolate in un mese. Un risultato che si è ripetuto in
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MISSIONFLEET RICERCHE
maggio e in giugno e che si deve anche agli incentivi all’acquisto (“Ecobonus”) introdotti dalla Legge di Bilancio 2019. In totale, nei primi sei mesi di quest’anno sono salite a circa 6.000 le elettriche “pure”, ben un migliaio in più rispetto a tutto il 2018, con una crescita del 113% sullo stesso periodo dell’anno recedente. L’Ecobonus scalfisce la barriera più rilevante alla diffusione della mobilità elettrica, cioè l’elevato costo iniziale del veicolo (lo indica il 72% degli intervistati). Segue l’inadeguatezza della rete di ricarica (39%, decisamente in calo rispetto al 2017). Infine, compare l’autonomia limitata (28%).
EPPURE A LUNGO ANDARE SI RISPARMIA Se è vero che il costo iniziale dei veicoli elettrici è elevato, è altrettanto vero che acquistando uno di questi modelli, in meno di un anno si può pareggiare il costo di un’auto a benzina. E il risparmio arriva a circa 12.000 euro nell’arco dei 10 anni. Per ottenere questo dato lo Smart Mobility Report 2019 ha ipotizzato un chilometraggio annuo di 11.000 km, secondo uno scenario che fa riferimento al caso della provincia autonoma di Trento. Qui infatti è offerto un incentivo all’acquisto per autovetture elettriche pari a 6.000 euro, cumulabile con l’«ecobonus» e non legato a rottamazione. Il tutto in aggiunta alla presenza di incentivi all’uso del veicolo elettrico, ossia i parcheggi gratuiti e l’accesso gratuito alle ZTL.
SCENARI FUTURI Ma quanti saranno nel 2030 i veicoli elettrici che circoleranno
in Italia? La ricerca tratteggia tre possibili scenari, da 2,5 a 7 milioni di unità. Nello scenario “base” le nuove auto elettriche copriranno il 30% delle immatricolazioni totali solo nel 2030 (dall’1,5% del 2020). In quello “moderato”, invece, già nel 2025 raggiungeranno il 23% e 5 anni dopo saliranno addirittura al 55% (110 volte la percentuale del 2018), con 5,4 milioni di EV che rappresenteranno il 13% per parco circolante. Nello scenario “accelerato” ci saranno 7 milioni di veicoli elettrici in circolazione tra poco più di 10 anni, pari a un 65% di nuove immatricolazioni nell’anno. L’85% del totale sarà rappresentato da mezzi full electric. Nelle tre prospettive, l’impatto “vero” arriva verso il 2025, coerentemente con quanto previsto nella bozza del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), cui segue una crescita molto sostenuta tra il 2025 e il 2030. Quanto alle previsioni di sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, pubblica o a uso pubblico, la differenza tra le proiezioni è significativa, ma meno
pronunciata: al 2030, si va da un minimo di 34.000 a un massimo di 73.000 punti di ricarica. Il numero di “colonnine” private attese al 2030 varia invece da 1,7-2,2 milioni nello scenario base fino ai 6,3 di quello accelerato. Lo studio ha provato a stimare il volume di mercato che può essere generato dalla mobilità elettrica. I ricercatori hanno tenuto conto di due componenti, l’investimento (per veicolo e punti di ricarica) e la gestione (costo del servizio di ricarica pubblica e della manutenzione del veicolo). Le grandi differenze in termini di immatricolazioni di veicoli elettrici nelle tre ipotesi conducono a range molto diversi: al 2025 si va dai “soli” 17,5 miliardi di euro dello scenario base ai 52 di quello accelerato. Differenza che si fa ancora più accentuata al 2030: da 76,4 miliardi a 214, il triplo. Analogamente, anche i costi di gestione, calcolati sulla base del circolante al 2030, cambiano molto: da 893 milioni di euro all’anno nello scenario base a 2,5 miliardi in quello di sviluppo accelerato. OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 37
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MISSIONFLEET DALLE CASE
LO SGUARDO EUROPEO DI FCA Il gruppo raggiunge il 5% di quota di mercato entrando in 300 car list internazionali. Oggi scende in campo con Fiat 500 X Sport per portare il tocco atletico alla crossover e continuare ad incrementare le vendite del segmento pure fleet
di Paola Baldacci
D Da tre anni, FCA guadagna terreno nel segmento pure fleet passenger cars e nel 2019 ha raggiunto il 5% di quota di mercato nei 10 maggiori Paesi europei. «Si tratta di un punto percentuale in più, pari a circa 20mila unità aggiuntive. E sapete bene quanto valga un solo punto in un contesto competitivo come il nostro, che assume sempre più rilevanza e di conseguenza la concorrenza è più agguerrita», spiega Alessandro Grosso, responsabile Fleet & Business Emea di FCA Group. Incontrato a settembre a Coverciano (Firenze), nella sede della Federazione italiana gioco
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calcio durante la presentazione della Fiat 500X Sport, il manager ha tirato le somme della sua business unit. Nel mercato fleet delle Pmi extra Italia, FCA sale del 5% mentre l’industry perde il 3%. «Quest’anno stiamo dando un contributo al Gruppo per quanto riguarda i canali: il nostro pure fleet incrementa al 21,3% a oggi, ma siamo consapevoli che c’è ancora spazio per crescere. L’obiettivo è quello di seguire la strategia indicataci, che prevede la diminuzione dei canali onerosi».
PANDA E 500 SEMPRE LE PIÙ VENDUTE Parlando di modelli e di Fiat: nelle auto aziendali sono due i successi in Europa. Anzitutto Panda che vede crescere le vendite del 22% nel periodo gennaio-luglio. Poi 500 che mantiene la leadership europea con una quota del 17%. «Fiat 500 X si muove in un segmento di grande espansione, quello dei
Suv e dei crossover: nei primi sette mesi dell’anno sono state commercializzate 42mila unità in più. In questo scenario ci posizioniamo nella top ten europea, fra i primi 5 del mercato francese, e ci giochiamo la leadership internamente con un altro modello del gruppo FCA», continua Grosso. Queste performance commerciali avvengono grazie al TCO molto contenuto. «È stata inserita in oltre 300 car policy a livello internazionale, abbiamo vinto diversi deal, tra essi quello di Accenture in Italia, mentre in Francia entriamo nella flotta di Virtuo con un progetto innovativo da oltre 100 macchine, infine siamo in Spagna con il partner Amovens». Con la nuova Fiat 500 X Sport «arriva un’altra freccia nell’arco» per continuare questo percorso. Sugli onori dell’auto-simbolo della Casa, venduta in 100 Paesi e giunta alla vettura numero 500mila dal lancio, l’atletico crossover prende in prestito le tre caratteristiche fondamentali di uno sportivo, aggiungendo l’italian style che la rende così popolare nel mondo. «Dinamismo, precisione e controllo: questi i tratti che abbiamo portato in 500 X», argomenta Charles Fuster, head of product marketing management di 500/500X/new products.
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MICHELIN
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MICHELIN PER IL GRIP TOTALE, ANCHE DEL TCO Ridurre i costi di gestione della flotta aziendale: questo è il filo conduttore delle innovazioni Michelin. Pneumatici sviluppati per fornire sicurezza e performance fino al limite legale di usura di 1,6mm consentono, infatti, di ridurre sia il TCO che l’utilizzo di materie prime, rispondendo anche alle richieste in ambito corporate social responsibility, oggi sempre più importanti per ogni impresa. Il tutto senza risparmiare sull’elevata durata chilometrica delle gomme. Per rispondere alle esigenze del settore delle company cars e del noleggio, Michelin propone un’offerta completa, composta da prodotti ma anche da servizi. «Una strategia, avviata ormai da anni, che mette il cliente al centro e che ci ha permesso di crescere costantemente su questo segmento di clientela, fino a diventare partner privilegiato di tutti i principali parchi auto aziendali italiani», spiega Elena Rubin, Key Account Manager Flotte di Michelin Italia.
A disposizione dei fleet manager, Michelin mette a disposizione non solo un servizio di assistenza dedicato, ma una rete capillare sull’intero territorio nazionale che comprende anche i centri Euromaster e Mastro (rivenditori con certificazione di qualità rilasciata dal Tüv Süd). Inoltre, una fatturazione centralizzata e un sito web che fornisce le reportistiche utili alla gestione dei mezzi aziendali. LIMITE DI USURA DI 1.6 MILLIMETRI Poter utilizzare i pneumatici fino al limite legale di usura di 1,6mm anziché smontarli prematuramente a 3-4mm, come consigliato da diversi operatori del settore, permette di ottenere diversi benefici. Anzitutto di migliorare l’impronta ecologica di tutta l’industria dei pneumatici, grazie ad un’economia di produzione che può arrivare a 128 milioni di pezzi* all’anno in Europa e una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 6,6 milioni di tonnellate*. E ancora, si riuscirebbe a
perfezionare il potere d’acquisto dei consumatori con un risparmio per gli automobilisti europei fino a 6,9 miliardi di euro* ogni anno. Infine, l’inserimento dei test di omologazione sui pneumatici usurati, e non solo nuovi, permetterebbe di dare un’informazione trasparente all’automobilista che conoscerebbe in tal modo il livello di sicurezza dei suoi pneumatici da nuovi, fino all’ultimo millimetro di battistrada utile.
*Dati dallo studio Ernst&Young intitolato “Pas de fatalité à l’obsolescence programmée” - Maggio 2017
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MISSIONFLEET RESTYLING
SERIE 1, RIVOLUZIONE COMPATTA BMW opta per la trazione anteriore e nel terzo restyling si presenta super tecnologica per piacere al management millennial. Con lo spostamento del motore, guadagna in spazio, capacità di carico e comfort
di Paola Baldacci
B BMW debutta con la trazione anteriore sulla Serie 1 e premia le flotte aziendali in agilità, spazio e tecnologia. L’abbiamo provata in un test drive da Milano a Piacenza, su un percorso misto urbano, autostradale e nell’Oltrepò Pavese che ci ha permesso di condurla fin sulle colline dell’Appennino. Siamo stati al volante di una 120d xDrive da 190 Cv, dunque a quattro ruote motrici. Tanto per dissipare subito i dubbi: sì, è sempre divertente. Ma soprattutto offre tanta assistenza alla guida e appaga in tecnologia. Fattore quest’ultimo che attrarrà i giovani manager millennial. Siamo al terzo restyling della
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compatta premium della casa tedesca, nei concessionari dal 19 ottobre. Un’auto da 4,3 metri, cinque millimetri più corta della precedente versione. Lo spostamento del propulsore comporta più spazio per i passeggeri posteriori e più capacità di carico nel bagaglio, dettagli che interessano in particolare i target aziendale e delle famiglie. Dicevamo della tecnologia, ad elevato tasso di adozione come per la Serie 3 Touring, per andare a conquistare i professionisti che hanno accesso a car list incentivanti e cominciare a prospettare i prossimi centennial. Con la digital key l’auto si apre appoggiando il telefono sulla maniglia e possono essere abilitate fino a cinque persone.
HEY BMW BMW Serie 1 dialoga con il driver e il suo smartphone: alla chiamata “Hey BMW” il cruscotto digitale esegue funzioni di impostazione del percorso, chiamate telefoniche e selezioni di svariate funzionalità. In altri mercati (per ora) è installata Alexa di Amazon. Inoltre, la nuova Serie 1 rileva i clienti di Park Now e indica i parcheggi disponibili (in alcuni Paesi addebita anche il pagamento sul conto corrente, ndr). Per quanto riguarda l’assistenza alla guida, di serie e indipendentemente dalle motorizzazioni, sono inclusi
il mantenimento di corsia e l’avviso di collisione frontale. Il navigatore è sempre compreso, eccezion fatta per il pacchetto di optional “Advantage” (il primo step della struttura di arricchimento di prodotto, da soli mille euro). Ideale la funzionalità “Head Up” del display che mostra le informazioni sul parabrezza ad un’altezza visiva che permette di tenere sempre lo sguardo
davanti e consono alla massima attenzione durante la guida. Di serie e in tutte le motorizzazioni, il sistema ARB è stato inserito nella centralina del motore e controlla l’andatura nella tenuta in curva. Le sospensioni ora hanno anche le modalità comfort e sport. I prezzi: si parte da 28mila800 euro per la 116d, la 120d xDrive che abbiamo provato costa da 40mila700 euro, mentre l’ammiraglia sportiva BMW M35i xDrive (benzina) – il top di gamma della compatta, con piglio “racing” e tanto di sound da corsa – da 47mila euro. Ma qui entriamo in un campo che esula dalle car list, seppur il sogno non si toglie a nessuno.
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MISSIONFLEET AWARDS
A QUOTA QUATTRO IL 18 NOVEMBRE A MILANO SI È SVOLTA LA SERATA DI GALA DEL MONDO FLOTTE AUTO ITALIANO
er il quarto anno di fila l’industria automotive dedicata alle flotte si è data appuntamento all’Excelsior Hotel Gallia di Milano per un’elegante serata durante la quale fleet manager e player di mercato si sono incontrati per celebrare l’eccellenza del settore. Sono stati infatti 6 i fleet manager premiati e 16 le aziende tra fornitori della flotta e case auto, scelte in base alla classifica true fleet Dataforce e all’esperienza dei fleet manager giurati.
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Prima della cena di gala gli ospiti hanno avuto la possibilità di ammirare 2 modelli auto da sempre collaudati nelle flotte: la BMW Serie 3 e la BMW Serie 5, quest’ultima è stata protagonista di uno dei premi assegnati per le case auto. Nel prossimo numero di MissionFleet troverete un articolo dedicato con tutti i vincitori di MFA2019. Seguiteci sui social con gli hashtag #MFA2019 #missionfleetawards OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 43
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PARTNER
TEXA
KUWAIT PETROLEUM ITALIA
Kuwait Petroleum Italia – Q8 – entrata nel mercato italiano nel 1984, è cresciuta negli anni rapidamente attraverso una strategia di acquisizioni. A distanza di trent’anni, grazie all’importante acquisizione del 2014 delle attività Rete, Aviazione, Supply e Distribuzione di Shell, Kuwait Petroleum Italia è diventato uno dei maggiori operatori del mercato petrolifero italiano. L’offerta Q8, riservata alle aziende e ai titolari di Partita IVA, include soluzioni di pagamento sicure, flessibili e personalizzabili per gestire e rifornire i viaggi di qualsiasi attività, dalle piccole alle grandi flotte, in tutte le stazioni di servizio Q8 e Q8easy. Le soluzioni di pagamento offerte da Q8 sono CartissimaQ8 e RecardQ8 che permettono di usufruire di un network di 3.000 stazioni di servizio altamente innovative e di sistemi di fleet management evoluti.
EUROPCAR ITALIA
Europcar Mobility Group è uno dei principali player nel panorama della mobilità in Europa. Con un portafoglio completo di servizi di mobilità – noleggi a breve e medio termine con il Brand Europcar, ride hailing e corporate carsharing con il brand Ubeeqo – Europcar Mobility Group è in grado di soddisfare tutte le esigenze delle aziende clienti, dalla gestione delle Flotte Aziendali all’organizzazione delle trasferte di lavoro. Europcar Mobility Group offre ai suoi Clienti uno dei più grandi network di mobilità del mondo, grazie a 3.600 uffici di noleggio distribuiti capillarmente in 140 Paesi. Ubeeqo è presente in Italia dal 2017 con soluzioni di corporate car sharing che offrono alle aziende la possibilità di ottimizzare la gestione delle flotte e i relativi costi.
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TEXA viene fondata nel 1992 in Italia ed è oggi tra i leader mondiali nella progettazione e produzione di strumenti di diagnosi e telediagnosi multimarca, analizzatori per gas di scarico, stazioni per la manutenzione aria condizionata. Tutti gli strumenti TEXA sono progettati, ingegnerizzati e costruiti in Italia, su moderne linee di produzione automatizzate, a garanzia della massima precisione. Con la sua divisone Telemobility, TEXA fornisce alcune delle più grandi flotte aziendali italiane.
CON IL PATROCINIO DI CONFAPI MILANO
CONFAPI MILANO è l’associazione datoriale aderente alla Confederazione Nazionale della Piccola e Media Industria Privata Italiana – CONFAPI, che attualmente rappresenta 83mila imprese con più di 800mila addetti che applicano i 13 Contratti nazionali di lavoro firmati da CONFAPI. Attiva nell’area di Milano città metropolitana, promuove lo sviluppo delle aziende associate, fornendo soluzioni ad ogni esigenza aziendale e creando opportunità per far crescere le imprese.
ADACI
Dal 1968 riferimento culturale e professionale per chi opera negli Approvvigionamenti, Supply Management, Gestione Materiali, Logistica e Facility Management. Socio fondatore IFPSM (International Federation Purchasing and Supply Management) e di Federmanagement (federazione italiana associazioni rappresentative di funzioni manageriali). Realtà nazionale, con sede legale in Milano e territoriali in Piemonte, Lombardia/Liguria, Tre Venezie, Emilia Romagna/Marche, Toscana/Umbria, Centro Sud. ADACI è inserita nell’elenco del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) delle Associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi.
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Si scopre l’acqua calda a sostenere la rotta virtuosa di tutte le Case verso l’auto elettrificata che tra mille difficoltà procede, con piccoli numeri, in attesa di un auspicato sviluppo. Invece, si parla poco di come i costruttori affrontano la rotta perché i percorsi sono meno simili di quanto si pensi. Prendiamo le due vetture protagoniste della nostra analisi. La nuova Corsa segna il ritorno in grande stile di un brand come Opel che ha vissuto un periodo complicato, ora finito grazie all’impegno del gruppo PSA. È una best-seller che farà ancora grandi volumi, puntando anche sulla propulsione elettrica, esattamente come è nei piani di Peugeot per la 208: quindi è un’arma potenzialmente vincente per una piccola. Il caso della Classe C 300, invece, è l’ennesima dimostrazione della potenza di fuoco di Mercedes-Benz, capace di creare persino un brand quale EQ per dare impulso all’elettrificazione senza limiti della propria gamma. Guardando in ogni direzione, nel caso specifico nell’accoppiata diesel-ibrido con ricarica plug-in. Ma come dirà qualcuno, l’alimentazione a gasolio non era morta? Dipende da come si gioca la partita...
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L’ANALISI DI
Opel Corsa Pronta al futuro a zero emissioni, con tanta assistenza alla guida Rivale diretta di Ford Fiesta, Renault Clio e Volkswagen Polo, la Opel Corsa è fra le utilitarie di maggior successo in Europa. All’ultimo salone di Francoforte si è vista la sesta generazione, rinnovata profondamente fin dal pianale: è basata infatti sulla nuova piattaforma CMP, la stessa di Peugeot 208 (dal 2017 la Opel fa parte del gruppo PSA). Questa novità ha consentito ai progettisti di aumentare non solo la lunghezza della Corsa, che passa da 402 a 406 cm, ma anche di abbassarla da 149 a 143 cm. La nuova ossatura ha permesso inoltre di ridurre il peso fino a 40 kg rispetto al vecchio modello, a vantaggio di consumi, piacere di guida e prestazioni. Opel Corsa arriva nelle concessionarie a novembre. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Ben articolata come lo è sempre stata per la Corsa. Il 3 cilindri 1.2 a benzina è proposto in versione aspirata, con 75 Cv, e turbo, con 100 o 130 Cv (per questi ultimi due la coppia è di 205 e 230 Nm). Unico diesel è il 4 cilindri 1.5 turbo con 100 Cv e 250 Nm. Il 1.2 da 130 Cv è l’unico ad avere di 46 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
serie il cambio automatico a 8 marce, optional per quello da 100 Cv (che di serie ha il manuale a 6 rapporti). Per la 1.2 da 75 Cv c’è invece solo il manuale a 5 marce. Gli allestimenti sono Edition (Opel Italia ci tiene a sottolineare che non si tratta della classica entry level perché ricca nell’equipaggiamento), Elegance e GS Line, con
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quest’ultima destinata ad una clientela sportiva.
LA PREFERITA In attesa della versione elettrica – vedi capitolo seguente – la scelta ci sembra netta tra il solo diesel, di grande affidabilità ed economia di consumi, o uno dei turbo a benzina. In definitiva quello con 130 Cv di potenza, con il cambio automatico, dovrebbe rappresentare un valido compromesso tra prestazioni, economicità dei consumi e piacevolezza di guida. Quindi, per un utilizzo personale e business si presta particolarmente.
IN ARRIVO In primavera, l’attesissimo debutto della versione a zero emissioni. Avrà un motore elettrico da 136 Cv alimentato da batterie con 50 kWh e prestazioni di buon livello per un’utilitaria. Perché la Corsa-e sarà in grado di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo
in 8,1 secondi, per di più con un’autonomia massima di 330 km. L’80% della ricarica si effettuerà in soli 30 minuti. Sarà commercializzata negli allestimenti Edition e First Edition.
I TEMPI DI CONSEGNA La rete dovrebbe essere in grado di rispondere all’ordine nel giro di 30-60 giorni.
IL VALORE RESIDUO Non dovrebbe discostarsi da quelli delle Opel in generale, con valori medi per la categoria. In attesa di una probabile interazione con PSA Group, manca un programma specifico per l’usato, ma si possono contattare direttamente le concessionarie o i maggiori operatori.
I COSTI DI GESTIONE La garanzia base prevede due anni, poi si può pensare
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L’ANALISI DI
alla FlexCare che arriva sino a quattro o cinque anni dall’immatricolazione, con percorrenza chilometrica diversa. Tre i pacchetti: Base, Silver (con in più assistenza stradale e manutenzione ordinaria) e Gold (rispetto alla Silver, c’è in più la manutenzione straordinaria)
LE FORMULE FINANZIARIE Per i privati sono due, messe a punto direttamente da Opel Financial Services. La più nota è Scelta Opel e richiede una quota mensile adattabile alle proprie esigenze: alla scadenza del contratto si può restituire l’auto, tenerla o scegliere un nuovo modello della Casa. L’altra è la Finance dove si può decidere la durata del finanziamento, l’anticipo e l’importo. Per i clienti Business, oltre a Scelta Opel, ci sono il classico Leasing e il noleggio. Anche in questo caso – come per i privati – c’è la possibilità di avere servizi assicurativi per
le persone e il veicolo. Da non dimenticare in particolare l’assicurazione FlexProtection che assiste in caso di incidente e garantisce una riparazione presso un centro assistenza Opel.
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più volte in forma statica. Esternamente, è piacevole anche se manca un po’ della vecchia personalità, ma è comprensibile in quanto c’è una logica di gruppo. L’interno invece ci pare di livello, ben rifinito: spicca il grande schermo a sfioramento del sistema IL NOLEGGIO multimediale, di 7” o 10”, inserito al centro di una Il nuovo ‘lungo termine’ di plancia a onda. Tra i pregi Opel è Free2Move, studiato per guidare senza problemi. c’è indubbiamente l’equipaggiamento, a partire A fronte di un canone fisso da quello per la sicurezza: mensile, provvede all’assistenza stradale come basti pensare che è dotata alla manutenzione ordinaria anche del sistema che e straordinaria. Sono inclusi riproduce i segnali stradali nel cruscotto, del regolatore nel canone la copertura RCA, l’assicurazione furto e di velocità adattivo e del monitoraggio dell’angolo incendio, la garanzia kasko cieco negli specchietti. Ma e il bollo. La rata fissa la Corsa, a richiesta, può mensile è determinata dal avere anche i fari a matrice veicolo scelto, dalla durata di led, composti da otto del contratto, dal chilometraggio e dai servizi diodi luminosi che un software può spegnere richiesti. singolarmente per creare un “cono d’ombra” attorno I PREGI E I DIFETTI ai veicoli incrociati per la strada, in modo da ottenere Evidente che non essendo la massima illuminazione ancora su strada, senza abbagliare gli altri possiamo solo dare giudizi automobilisti. ‘a freddo’ dopo averla vista
IMMAGINE Meno sfrontata di un tempo, ma sicuramente più curata e adatta al mercato continentale: la nuova Corsa ha tutte le carte in regola per proseguire lo storico successo. Il listino non è stato ancora comunicato – al momento in cui scriviamo – ma Opel ha intenzione di praticare una politica aggressiva chiedendo un anticipo e una serie di rate mensili che cambiano a seconda della motorizzazione. In pratica, per l’acquisto di una Corsa, sarà richiesto un anticipo di 5.900 euro mentre le rate (48) saranno di 259 euro per il 1.2 130 Cv AT8, 279 euro per il 1.5 100 Cv MT6 e 319 euro per la versione elettrica. A proposito, è evidente che il tocco in più della gamma sarà la versione a zero emissioni soprattutto se riuscirà a intercettare la domanda di un mercato ancora perplesso di fronte alla novità. OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 47
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L’ANALISI DI
Mercedes Classe C 300 de Auto EQ-Power Business Il plus della plug-in hybrid diesel
LA GAMMA L’ibrido plug-in è presente su quattro allestimenti, tutti con cambio automatico 9-G Tronic e la sola trazione posteriore: Executive, Business, Sport, Premium. Listino che parte da 52.839 euro per la Executive e arriva ai 62.976 euro per la Premium. La C300 de abbina il quattro cilindri diesel da 1.950 cc – 194 Cv a 3.500 giri – all’unità 48 | OTTOBRE-NOVEMBRE 2019
sfruttando al massimo l’autonomia elettrica che sfiora i 60 km.
LA PREFERITA
Detto che esiste un allestimento Business Extra – riservato esclusivamente a chi sceglie il noleggio a lungo termine – è evidente che quello Business abbia trovato il nostro interesse: aggiunge alla già buona versione Executive dotazioni quali il parking assist e il navigatore. Il grande vantaggio della C300 de EQ Power è che permette la guida elettrica e silenziosa nei percorsi cittadini senza elettrica da 112 Cv, basata avere l’ansia di rimanere a su una batteria agli ioni di piedi mentre il diesel a litio da 13,5 kW/h. basse emissioni consente di Combinati, i due propulsori esprimono 306 Cv e 400 Nm usarla sempre. La ricarica completa della batteria da di coppia per un’accelerazione da 0 a 100 13,5 kW, avviene in circa due ore con la wallbox, che km/h in 5,9 secondi e una diventano cinque con una velocità massima di 250 km/h autolimitata. Detto che presa di corrente comune. le emissioni sono di 42 IN ARRIVO g/km, i consumi del mezzo regalano un sorriso: nel Non sono previste novità ‘misto’ si parla di 1,7 litri di nella gamma. gasolio ogni 100 km,
De è una sigla che sta diventando patrimonio di una parte dell’enorme offerta di Mercedes-Benz: sta per ibrido con motore diesel, seguito dalla sigla EQ che per la casa di Stoccarda è sinonimo di tutte le attività di elettrificazione dei veicoli, dalle ibride alle elettriche passando, appunto, per le plug-in. Le varianti micro ibride con sistema a 48 V sono denominate EQ-Boost, mentre quelle ricaricabili sono etichettate come EQPower. La Classe C300 – berlina e station wagon – è il secondo modello della Casa ad adottare questa soluzione dopo la E300 mentre a fine anno arriverà la GLE. di Maurizio Bertera
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I TEMPI DI CONSEGNA Vanno da quattro a sei mesi, a meno di promozioni particolari.
IL VALORE RESIDUO Scopriamo l’acqua calda a dire che un’auto Mercedes Benz di successo non perde valore nel tempo o quantomeno meno di tante altre Case. La Classe C è capitolo a parte, in quanto sempre richiestissima. Aggiungiamo che la Casa è molto attenta all’usato visto che ha messo a punto un programma specifico. Si chiama First Hand e prevede cento severi controlli con tagliando preconsegna obbligatorio. Valido il motore di ricerca all’interno del sito ufficiale: www.mercedes-benz.it.
I COSTI DI GESTIONE Mercedes Benz ‘spinge’ sui pacchetti ServiceContratcs da scegliere al momento
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dell’acquisto e con ampia possibilità di personalizzazione, sino ad arrivare al top rappresentato da Complete Care. Interessante il ServiceCare che si può pagare in rate mensili fino a quattro manutenzioni o, in alternativa, effettuare un singolo pagamento anticipato. Viene data grande attenzione all’offerta assicurativa con le formule personalizzabili Feel Star (incendio e furto), Feel Care (tutela del finanziamento), Feel Life (a garanzia dell’acquisto), Feel Safe (per la guida sicura) Feel New (permette di mantenere inalterato il valore della vettura nel tempo). Da sottolineare infine l’organizzazione della Casa: il Service 24h è disponibile a qualsiasi ora.
LE FORMULE FINANZIARIE Mercedes-Benz propone due formule di finanziamento per l’acquisto: Classico (rate
fisse mensili per tutta la durata contrattuale), Balloon (rate mensili più basse rispetto a quelle di Classico e la maxi-rata finale, rifinanziabile volendo alla scadenza del contratto). Quanto al leasing, personalizzabile su contratti della durata di 60 mesi per le vetture nuove e 48 per quelle usate, alla fine ci sono tre possibilità: restituzione dell’auto con il possibile finanziamento di un’altra vettura MercedesBenz; prosecuzione dell’utilizzo del mezzo, senza diventarne proprietari, con un nuovo piano finanziario per versare l’importo residuo; acquisto del mezzo versando l’importo del valore residuo. Sul sito ufficiale si può cercare – ottimo il motore di ricerca – il prodotto più adatto finanziariamente e la vettura più ‘intelligente’ in base al budget disponibile. Sempre con la possibilità di abbinare servizi assicurativi e di assistenza e scoprendo le offerte del momento su myDrivePass
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IL NOLEGGIO Il ‘lungo’ termine della Stella si chiama myMobilityPass ed è studiato per non dare alcun problema, personalizzando al massimo il canone mensile. Poi c’è il già noto Dynamic Lease, primo prodotto ‘pay per use’ che unisce un canone fisso mensile e una componente di consumo per il percorso – verificabile grazie al sistema Connect Me – con l’opportunità di pagare la rata in base all’effettiva percorrenza e non avere una maxi rata finale. Con una durata di 36 mesi e nessun anticipo, comprende l’attivazione di servizi come RCA/incendio/furto e la tassa di proprietà, come il già citato Connect Me.
I PREGI E I DIFETTI Il design è da tempo uno dei punti di forza di Mercedes Benz e la Classe C lo conferma. Il pregio vero ci
sembra il sistema di propulsione che regala autonomia elettrica al mezzo e tiene davvero bassi i consumi. I difetti? Saremo scontati ma il prezzo non alla portata di tutte le tasche (e va detto che è facile farsi conquistare dagli optional) pensando che si tratta di una vettura del segmento medio, per quanto premium e pur contando sull’ecobonus.
IMMAGINE La Classe C esprime tutti i valori che hanno consentito alla casa tedesca di scalare le classifiche di vendita e di gradimento negli ultimi anni. E ha sempre avuto nel mix di affidabilità e versatilità il suo punto di forza. Ora vuole essere una delle chiavi di volta su quella rotta dell’elettrificazione che vede Mercedes-Benz impegnata al massimo. In sintesi, per efficienza e prestazioni, la versione de EQ Power è un salto nel futuro, verso l’auto che sarà. OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 | 49
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MERCATO
L’AREA B MILANESE FUNZIONA, IL PARCO AUTO SI RINNOVA Area B seconda fase: a Milano è partita ed estende il divieto di circolazione ad altre categorie di auto. A scattare è il divieto per alcune versioni di diesel Euro 4 e ci sono 186 varchi elettronici a regolamentare il traffico. In questo contesto, il mercato dell’usato è quello che affronta la sfida più audace. Ecco che Autoscout24 con il suo centro studi rileva circa 150/160mila mezzi coinvolti nelle nuove restrizioni. La stima non considera coloro che abitano fuori Milano e si basa su dati dell’Aci. La dimostrazione che l’Area B funziona viene da questi dati, sempre raccolti dal portale web che commercializza auto di seconda mano: nel 2018, a Milano circolavano 693.084 auto, di cui il 23,6% di classi ambientali Euro 0 benzina ed Euro 0-1-2-3-4 diesel, in gran parte colpite dal blocco. Nei primi sei mesi del 2019, i risultati dell’area B hanno portato al solo 7,8% dei passaggi di proprietà di auto usate (1.993) riguardanti le classi previste dalla zona a traffico limitato. Un dato in diminuzione del 43,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
ALTROCONSUMO SDOGANA IL DIESEL L’inquinamento da motori diesel è acqua passata. Una serie di nuovi test condotti da Altroconsumo mostra che i propulsori saliti sul banco degli imputati in Italia e all’estero sono molto migliorati. L’associazione lo attribuisce ad una sorta di “effetto Dieselgate” ed è frutto di investimenti da parte delle Case soprattutto in seguito allo scandalo del 2015. Rispetto ai test condotti precedentemente risulta che le emissioni di inquinanti dei motori a gasolio sono diminuite molto, proprio per consentire alle auto di superare le più stringenti prove di omologazione. Addirittura, Altroconsumo fa sapere che la situazione tra diesel e benzina risulta quasi ribaltata, al punto che oggi il primo inquina meno del secondo. Il nuovo test comprende 3 fasi: – controllo del ciclo di omologazione su rulli (Wltp) previsto dai test europei; – controllo del ciclo “autostradale” per rilevare emissioni e consumi delle auto ad alte velocità, non previsto dai test europei; – solo per le auto che hanno superato le due prove precedenti: test su strada Rde (real driving emissions). Quest’ultimo viene eseguito installando sulla vettura in marcia una apposita apparecchiatura che misura le emissioni lungo un tragitto predefinito, stabilito dalla regolamentazione europea. Le tre prove portano a un punteggio Ecotest totale, ottenuto per ogni auto dalla media dei punteggi sul consumo di carburante e sulle emissioni di inquinanti. I risultati sono pubblicati sul sito dell’associazione.
Spedizione Posta Target - Magazine
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Arianna de Nittis, Paola Mighetto, Alessandro Palumbo, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
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