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MissionFleet 3/2020

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Anno XV • giugno-luglio 2020

www.missionline.it

I 10 GIURATI DI MFA pag. 40

Inchiesta MissionForum Digital Cosa vogliono i fleet manager? Il NLT va incontro alle flotte Analisi Dataforce Dal crollo verticale agli incentivi

On the Big Chair L’onda SUV che tiene alta la Stella


BUSINESS TRAVEL SCHOOL 2020 PERCORSO FORMATIVO PER

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SOMMARIO

Giugno-Luglio 2020 • numero 3

4

24

41

CRUSCOTTO

DONNE AL VOLANTE

FINANZA

Dal crollo verticale agli incentivi

Smart working extreme

I conti in tasca all’automotive

di Ilaria Salzano

di Paola Baldacci

26

43

LE FLOTTE PER SETTORE

L’ANALISI DI MISSIONFLEET

di Salvatore Saladino

10 PROFESSIONE FLEET MANAGER Spirito di Gruppo

Identikit dell’auto aziendale in banca di Arianna De Nittis

JEEP COMPASS 4XE Tendenza plug in soddisfatta

29

TOYOTA RAV4 PLUG-IN HYBRID Nuova vita, per il Suv best seller

DIRECTOR’S CUT

di Maurizio Bertera

di Anna Fraschini

14 MISSIONFORUM DIGITAL

Fiat 500, icone si nasce

Il noleggio a lungo termine va incontro alle flotte

di Paola Baldacci

di Andrea Barbieri Carones

34

18

INCHIESTA

ON THE BIG CHAIR

di Andrea Barbieri Carones

L’onda SUV che tiene alta la Stella di Paola Baldacci

20 FOCUS NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

News L’EDITORIALE NEWS

3 48

Cosa vogliono i fleet manager

40 MISSIONFLEET AWARDS I dieci giurati di MFA 2020

Informazione pubblicitaria Toyota Proace City, Van e Verso

17

L’usato ridesta l’interesse delle imprese di Alessandro Palumbo

GIUGNO-LUGLIO 2020 | 1


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L’editoriale di Paola Baldacci

IMPOSTARE IL GIOCO D’ATTACCO

S

e è vero che magicamente dalla pandemia l’Esecutivo riemerge con molta voglia di riforme, sarebbe venuto il giorno di mettere mano agli adeguamenti sulla fiscalità dell’auto aziendale. Nella prima metà dell’anno, consumata dal crollo verticale delle immatricolazioni pari al 50%, la voce si è levata da tutti gli analisti: la detrazione Iva deve essere portata al 100% al pari degli altri Paesi europei. L’iniziativa imprimerebbe un buon coraggio al nostro “mediano di spinta” del mercato flotte: un player di seconda linea, ma che imposta il gioco d’attacco. Come il ruolo gli comanda. Per convincersi che si conferma un comparto-chiave della “nuova mobilità” all’interno di una nuova normalità in continuo divenire basta leggere MissionFleet in questo terzo numero del 2020. Dalle prime pagine, con il consueto Cruscotto by Dataforce è evidente che la ripresa dell’automotive può solo avvenire mettendo mano ad incentivi che vanno oltre ibride e plug in: e anche qui si tratta di impostare una cornice diversa, ma deve volerlo l’Italia senza aspettare i tempi di un European recovery fund. Gli stessi fleet manager – nostri importantissimi lettori – ce lo dicono nell’inchiesta da pagina 34 sulle loro

priorità alla ripresa delle attività. La più parte pagherà per fringe benefit non goduti, ma non chiede sconti. Le imprese si adoperano in autonomia, finché possono, ben stimolate dall’offerta del NLT che sta sviluppando meglio le soluzioni sull’usato: ecco il servizio da pagina 20. Rinforzato da un focus sui noleggiatori da pagina 14, che riepiloga quanto emerso da uno dei nostri MissionForum rigorosamente digital, andati in onda durante il lockdown. MF3 approfondisce anche sulle Case e i nuovi modelli, come l’Analisi di Toyota Rav 4 e Jeep Compass. Così come celebrando l’anniversario di Fiat 500 nella rubrica Director’s Cut. Infine nell’intervista al responsabile delle vendite fleet di MercedesBenz Italia. Tutte le marche sono ripartite con i programmi annunciati e prospettano il ritorno ai test drive da fine settembre. Durante questo periodo estivo, non ci resta che studiare il New Normal dai contorni fluidi. Forti del fatto che la vita da mediano «con dei compiti precisi, a coprire certe zone, a giocare generosi» ha insegnato a muoverci bene tra difesa e centravanti, dunque a finalizzare la partita. @pla_baldax e @missionline

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3 Cruscotto 3 2020 (2).qxp_Layout 1 19/06/20 08:00 Pagina 4

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

DAL CROLLO VERTICALE AGLI INCENTIVI Facciamo il punto delle mancate vendite, quindi dell’occasione per ringiovanire il parco circolante: 22,5 milioni di auto roamabili. Oggi o mai più

di Salvatore Saladino*

D *Country manager Dataforce Italia

opo i primi 5 mesi del 2020, il mercato dell’auto fa segnare un saldo negativo del 49,93%: 494.617 immatricolazioni (passenger cars + light commercial vehicles) rispetto alle 987.765 dello stesso periodo

4 | GIUGNO-LUGLIO 2020

del 2019. Sono i risultati del Coronavirus e del conseguente lockdown: a marzo dealer e noleggiatori hanno immatricolato per poco più di una settimana prima dell’ordine di serrata (risultato finale del mese: -84,49%), ad aprile la

chiusura delle attività è stata pressoché totale (con un saldo mensile del -97%), a maggio, con i dealer che hanno riaperto i saloni il giorno 4, le vendite si sono dimezzate (-48,75%). Nel quinto mese dell’anno le immatricolazioni passenger cars


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

SIMULAZIONI FORECAST Simulazioni forecast su incentivi operativi da giugno 2020 per fascia di emissioni CO2

Passenger Cars

Light Commercial Vehicles

Forecast attuale senza incentivi

Incentivi fino a 95g/km

Incentivi fino a 125g/km

Incentivi fino a 160g/km

0-60 g/km

25.781

38.671

38.671

38.671

61-95 g/km

143.120

257.617

257.617

257.617

96-125 g/km

676.431

676.431

1.082.290

1.082.290

126-160 g/km

190.689

190.689

190.689

381.378

>160 g/km

33.979

33.979

33.979

33.979

Forecast Passenger Cars

1.070.000

1.197.387

1.603.245

1.793.934

0-60 g/km

823

1.234

1.234

1.234

61-95 g/km

2.701

4.862

4.862

4.862

96-125 g/km

27.767

27.767

44.427

44.427

126-160 g/km

29.205

29.205

29.205

58.411

>160 g/km

52.504

52.504

52.504

52.504

Forecast Light Commercial Vehicles

113.000

115.572

132.233

161.438

129.959

552.478

772.372

Volumi aggiuntivi grazie agli incentivi

sono state solamente 99.990 (-49,51%), quelle dei commerciali leggeri 10.095 (-39,75%). Ovviamente nessun canale si è salvato dal momento di crisi generale.

I CANALI Il noleggio a breve termine rimane completamente azzerato: i rent a car hanno targato solamente 2.238 vetture (92,28%). Ma non solo: il Nbt ha disdettato tutte le previsioni d’acquisto perché la stagione 2020 è ormai compromessa, con il turismo estero che difficilmente tornerà a frequentare il nostro Paese quest’anno con la stessa intensità di prima e il comparto business che stenterà a riprendere la circolazione, nonostante da inizio maggio la maggioranza delle attività lavorative abbia già riaperto e le altre che seguiranno più o meno a ruota. Sempre a maggio, le auto-immatricolazioni dei costruttori e dei concessionari si

sono fermate a 7.668 unità (-64,59%), con l’unico risultato che queste già poche vetture vanno a ingrossare le fila delle auto invendute nei piazzali e nei depositi. I noleggi a lungo termine hanno targato 16.867 vetture (-49,51%), i privati 68.106 (-35,23%) e gli acquisti diretti delle imprese sono stati 5.111 (-42,07%). Attenzione, però: il 50% di maggio è un risultato raggiunto soltanto perché sono stati finalmente immatricolati e consegnati i veicoli che i clienti non hanno potuto ritirare durante il lockdown. L’afflusso di nuovi contratti e nuovi ordini è, a detta delle reti di vendita, assolutamente disastroso.

DEBOLEZZA ITALIANA Dopo risultati così devastanti, è meglio concentrarsi sulle prospettive future. Il ritorno alla normalità avverrà per gradi, ma l’efficacia della ripartenza del mercato non è legata soltanto alla durata della pandemia e al

periodo di rallentamento del contagio nelle varie zone del Paese, bensì rifletterà la situazione economica generata dal Covid-19. L’Italia è tra le nazioni più colpite non soltanto a livello sanitario, ma la debolezza della situazione congiunturale anche precedente alla pandemia, unita all’esposizione finanziaria nei confronti dell’Unione Europea e i vincoli di rispetto del rapporto deficit-Pil stanno rendendo più problematica la ripartenza.

***NOTA ALLE TABELLE Le tabeLLe sOnO una eLabOraziOne DataFOrce itaLia su FOnti MinisterO traspOrti e aci/pra

IL BONUS ROTTAMAZIONE Sono necessari provvedimenti strutturali di sostegno alle imprese, ai lavoratori e alle loro famiglie e agli strati sociali più deboli. Il comparto automotive resta fondamentale perché rappresenta, tra industria manifatturiera e aziende della distribuzione, dei servizi e dell’assistenza, oltre l’11% del Pil. Il rilancio deve passare necessariamente da un GIUGNO-LUGLIO 2020 | 5


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

provvedimento statale di incentivazione all’acquisto (nuovo o “usato fresco”), abbinato alla rottamazione di veicoli vecchi per i privati, parametrato a sgravi fiscali allineati al resto d’Europa nel settore delle flotte aziendali piccole e grandi. Per il momento, sembra alle porte il ritorno di una nuova fase di bonusrottamazione, commisurata in termini di contributo statale al livello di emissioni di CO2. I veicoli da togliere dalla circolazione, stando alle prime informazioni che filtrano dal Ministero dell’economia,

6 | GIUGNO-LUGLIO 2020

potrebbero essere quelli che appartengono alle categorie dall’Euro 0 all’Euro 4 compreso, con un’età superiore ai 10 anni. Per dare un’idea della potenziale portata di questo provvedimento, giova ricordare che nel nostro Paese circolano 39,5 milioni di automobili, secondo le ultime stime ufficiali dell’Aci, consolidate alla data del 31 dicembre 2019 (sono invece oltre 51 milioni considerando tutte le tipologie di veicoli). Di esse, 9 milioni di Euro 6, circa 7 milioni di Euro 5, 10,6 milioni di Euro 4 (la categoria più numerosa), 4,9 milioni di Euro

3, 3,3 milioni di Euro 2, circa 1 milione di Euro 1 e 3,7 milioni di Euro 0. Sono dunque 23,4 milioni le automobili di categoria ambientale dall’Euro 0 all’Euro 4, quelle che, secondo le ipotesi attualmente al vaglio del Governo, potrebbero rientrare nella prossima campagna di rottamazione con contributi dello Stato. Che, depurate delle 900.000 vetture Euro 4 con età inferiore a 10 anni, rappresentano un potenziale rottamabile di ben 22,5 milioni di unità. Ma nel Decreto Rilancio, quello che secondo gli intendimenti del Governo


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

QUOTE DI MERCATO CO2 - ANNI 2015-2020 2015

Passenger Cars

LCV (0-3.5t)

2016

2017

2018

2019

2020

0-60 g/km

0,12%

0,14%

0,23%

1,09%

0,82%

2,41%

61-95 g/km

14,44%

16,54%

15,46%

12,41%

7,68%

13,38%

96-125 g/km

63,73%

64,91%

65,52%

62,65%

61,36%

63,22%

126-160 g/km

17,91%

16,01%

16,52%

20,56%

25,46%

17,82%

>160 g/km

3,80%

2,39%

2,27%

3,29%

4,69%

3,18%

CO2-Emission-Italy

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

0-60 g/km

0,38%

0,25%

0,29%

0,38%

0,57%

0,73%

61-95 g/km

4,24%

9,73%

7,11%

5,77%

2,32%

2,39%

96-125 g/km

28,08%

29,81%

28,29%

24,56%

22,29%

24,57%

126-160 g/km

22,05%

19,61%

23,22%

24,15%

27,81%

25,85%

>160 g/km

45,24%

40,61%

41,09%

45,14%

47,00%

46,46%

CO2-Emission-Italy

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

dovrebbe aiutare l’economia italiana a uscire dalle secche, non c’è alcuna traccia di incentivi all’acquisto di automobili, mentre invece hanno ricevuto un sontuoso “boost” le vendite di biciclette a pedalata assistita e di monopattini elettrici.

4 SCENARI Sempre ammesso, quindi, che questi incentivi per il rilancio del mercato arrivino effettivamente, il successo del provvedimento è strettamente legato agli importi del contributo (attualmente ancora da definire) e al limite di emissioni di CO2 prescelto. Si

presentano quindi quattro scenari differenti, che Dataforce ha tradotto in un forecast delle immatricolazioni 2020 che prevede quattro risultati profondamente diversi sulla base delle scelte effettuate dall’Esecutivo. La prima, in assenza di incremento degli attuali incentivi, che favoriscono esclusivamente le vetture elettriche e le ibride plug in, porterebbe il saldo finale del 2020 a 1.070.000 immatricolazioni passenger cars (nel 2019 furono 1.919.617), con un calo del 44%, e a 113.000 immatricolazioni di Lcv (nel 2019 furono 179.315), con una

L’INCENTIVO DEI COSTRUTTORI Sembra assurdo, ma un risultato “positivo” il Coronavirus l’ha provocato: le temute sanzioni per lo sforamento del livello medio di emissioni di CO2, sulle auto vendute dai costruttori quest’anno, avranno un peso inferiore sulle casse degli OEM. E potrebbero addirittura essere sterilizzate. In vista delle sanzioni, i fabbricanti avevano accantonato miliardi di euro di riserve. Le lobby dei costruttori potrebbero quindi fare pressione sulle istituzioni europee affinché si rimandi l’applicazione delle multe da sforamento. L’UE potrebbe abbuonare le sanzioni, magari obbligando i costruttori a investire le risorse accantonate per favorire gli acquirenti: un bonus che contribuirebbe a una spinta ulteriore al rilancio del mercato. GIUGNO-LUGLIO 2020 | 7


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

LE DIFFICOLTÀ DEL NOLEGGIO Pur ammettendo che gli incentivi statali siano estesi anche al noleggio a lungo termine, e che venga proposto anche un provvedimento a favore del comparto business, basato per esempio sul ritorno del super-ammortamento, abbinato magari all’innalzamento della deducibilità dei costi e della detraibilità a livello del resto d’Europa, il periodo che i noleggiatori a lungo termine si trovano ad affrontare non sarà facile. Il problema di accesso al credito da parte di molti clienti costituirà un ostacolo enorme: aziende in crisi di liquidità, che non sono in grado di rispettare i pagamenti verso i fornitori, ben difficilmente otterranno fiducia. Il problema riguarderà soprattutto le imprese di medie e piccole dimensioni, le ditte individuali, i lavoratori autonomi e professionisti: i più colpiti dalle conseguenze economiche del Covid19. Minori problemi, forse, per il comparto corporate e per i privati con reddito fisso. Una soluzione alla portata parrebbe quella dell’utilizzo della carta di credito per il pagamento delle rate di noleggio, che permetterebbe di diminuire il numero delle proposte di locazione respinte dalle direzioni finanziarie. Alla problematica della solvibilità, si aggiungeranno difficoltà nelle procedure di consegna e di ritiro dei veicoli, anche nell’ambito dell’assistenza. Il servizio di pick up è una delle soluzioni da applicare, così come il potenziamento delle strutture di consegna direttamente all’indirizzo del cliente. Il comparto dei veicoli commerciali, invece, potrebbe dare segnali di ripartenza anticipata e più strutturata: l’emergenza della pandemia ha avuto come risvolto un potenziamento, che in futuro si concretizzerà ulteriormente, delle aziende di logistica, un settore che si rivelerà sempre più fondamentale.

perdita del 37%. Le vetture nella fascia di emissioni da 0 a 60 g/km sfiorerebbero le 26.000 unità. Nella fascia compresa tra i 61 e i 95 g/km, il mercato sarebbe in grado di produrre complessivamente 143.000 nuove targhe. In quella dove si attesta oltre la metà delle immatricolazioni, ossia tra i 96 e i 125 g/km, il risultato di fine anno raggiungerebbe le 676.000 targhe. Poco più di 190.000 sarebbero le immatricolazioni nella fascia da 126 a 160 g/km. Infine, circa 34.000 le auto oltre i 160 g/km.

EFFETTI SUL MARKET SHARE DEL NLT A livello di canali di vendita, i privati manterrebbero una quota attorno al 56% (con un calo di market share inferiore al punto 8 | GIUGNO-LUGLIO 2020

percentuale), le flotte aziendali che utilizzano la formula dell’acquisto diretto rimarrebbero al 4,7% come nel 2019. Salirebbe, invece, il ricorso al noleggio a lungo termine, che raggiungerebbe una quota del 20,6% (14,7% nel 2019), ma il significativo incremento di market share non si tradurrebbe in numeri assoluti di immatricolazioni, che scenderebbero dalle 282.000 del 2019 a 220.000 circa.

SECONDO SCENARIO Il secondo scenario, quello dell’estensione degli incentivi alla soglia dei 95 g/km, con un’apertura teorica a tutti gli altri tipi di alimentazione oltre alle già incentivate elettriche e ibride plug in, comprenderebbe in più nella realtà soltanto

qualche modello di mild hybrid e pochissime auto diesel e ancora meno a benzina. Consentirebbe al mercato vetture di raggiungere un livello di immatricolazioni di quasi 1,2 milioni di unità. I volumi aggiuntivi, insomma, sfiorerebbero le 130.000 unità, comunque insufficienti a salvare i bilanci del comparto. Il settore dell’automotive rischierebbe una crisi irreversibile per una larga fetta delle reti di vendita e anche l’industria manifatturiera verserebbe in uno stato di difficoltà mai sfiorato in precedenza. Con conseguenze drammatiche sul versante occupazionale.

LA STRADA GIUSTA Il terzo scenario prevede l’estensione dei bonus all’acquisto fino alla fascia di emissioni di CO2 fino ai 125 g/km: questa è per Dataforce l’unica strada possibile per risollevare realmente il mercato fin dal 2020. In questo caso il nostro forecast prevede un mercato passenger cars di poco superiore a 1,6 milioni di immatricolazioni con un incremento di circa 400.000 unità rispetto all’ipotesi più restrittiva del limite di incentivo a 95 g/km.

OPZIONE UTOPISTICA Il quarto scenario che prevede incentivi fino a 160 g/km è totalmente utopistico di fronte a un Governo incapace di comprenderne i benefici, ma porterebbe il mercato vetture a chiudere intorno a 1,8 milioni di immatricolazioni, di poco sotto al 2019, riportando quindi il risultato a un livello sostenibile già quest’anno, nonostante due mesi quasi a zero e la faticosa ripartenza.


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Mauro Zaniboni Presidente MZ CONGRESSI

FOOD FOR GOOD è il progetto di recupero delle eccedenze alimentari dagli eventi a cura di Federcongressi&eventi, in collaborazione con le Onlus Banco Alimentare ed Equoevento. Aderire al progetto è semplice, non comporta impegni gravosi né costi, e avviene nel rispetto delle normative della Legge Gadda. Contatta FEDERCONGRESSI per conoscere le modalità di adesione al progetto. www.foodforgood.it. @ProgettoFoodforGood


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

SPIRITO DI GRUPPO È quello che guida il team della Sumitomo Chemical Italia, la cui floa è affidata alla gestione di Italo Romano, responsabile del fleet & travel management in un’azienda votata alla creazione di valore nell’innovazione

di Anna Fraschini

I In un mercato sempre più orientato alle scelte green, lo sviluppo di soluzioni chimiche

10 | GIUGNO-LUGLIO 2020

per un’agricoltura sostenibile è una vera sfida. Ed è proprio questo impegno che guida la ricerca di Sumitomo Chemical Italia, specializzata nella distribuzione sul territorio nazionale di agrofarmaci e fertilizzanti. L’azienda ha sviluppato una strategia operativa integrata in un’ottica di “agricoltura biorazionale” e propone una gamma completa di soluzioni volte a proteggere le

colture attraverso un attento equilibrio tra chimico e biologico. Istituita nel 2011, la società fa parte di Sumitomo Chemical Company, che a sua volta appartiene a Sumitomo Group, multinazionale giapponese nata a Kyoto nel lontanissimo 1615 e oggi attiva in molteplici settori: forestale, industriale, siderurgico, minerario, bancario, elettronico, costruttivo, commerciale,


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

finanziario e assicurativo. Il gruppo agisce in sintonia con lo “spirito Sumitomo”, nato dai principi guida stabiliti dal fondatore Masatomo nel suo “Monjuin Shiigaki” (gli Aforismi del Monjuin). I fondamentali della filosofia prevedono che lo staff sia costantemente impegnato a creare nuovo valore attraverso l’innovazione e che l’attività di ciascun dipendente sia volta a contribuire al benessere del contesto territoriale in cui opera. Viene così sviluppata una cultura aziendale vivace e partecipativa, con l’obiettivo di porsi come una realtà su cui tutti i cittadini possono contare.

Questo spirito è racchiuso, naturalmente, anche nella gestione della flotta. Ad occuparsene è Italo Romano, che oltre alle attività legate allo sviluppo del programma responsible care (qualità, sicurezza e ambiente) ha in carico dal 2014 anche la gestione dei servizi generali e del fleet & travel management, rispondendo gerarchicamente al Cfo. Nella sua attività è supportato da una persona nell’area dei servizi generali, che gestisce la reception, le spedizioni e alcuni aspetti operativi relativi al parco auto. «Sono coadiuvato dalle altre funzioni in relazione agli adempimenti amministrativi, fiscali e logistici – argomenta il manager –, ma gestisco direttamente e in totale autonomia la pianificazione delle attività: dalla contrattazione con i fornitori alla finalizzazione dei contratti». La flotta è costituita interamente da vetture a noleggio a lungo termine, assegnata in fringe benefit ai tecnici, al personale commerciale e ai dirigenti. Il contratto di noleggio standard è “all inclusive”, senza penali assicurative. Ha una durata di

36 mesi per 150 mila chilometri. Ogni contratto viene poi declinato sulle reali esigenze di percorrenza di ogni singolo driver. Che cosa viene richiesto alla società di noleggio? «Anche se il canone ha sempre la sua importanza, penso che il servizio offerto da una società di noleggio debba essere sempre molto celere ed attento al cliente. Questo per evitare eventuali lamentele dei driver, per ascoltare i quali poi si rischia di perdere troppo tempo. Chiedo offerte sempre ad almeno due fornitori per lo stesso livello di vettura, allestimento e servizio garantito: il fornitore che propone la migliore quotazione, sulla quale non accetto rilanci, si aggiudica l’ordine». Quali sono le linee guida della vostra car policy? «Diamo in dotazione la vettura a coloro che per motivi di lavoro percorrono più di 20mila chilometri all’anno. Abbiamo una car list divisa in 3 categorie legate alla mansione, con vetture non troppo dissimili tra loro. Lavorando nel settore dei prodotti chimici per l’agricoltura, i nostri dipendenti si recano spesso in campagna:

VINCENZO GENCO – ADACI – PREMIA ITALO ROMANO DI SUMITOMO CHEMICAL ITALIA

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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

LA PAROLA AL DRIVER Il punto di vista del driver è espresso da Antonio di Pietro, che oltre ad avere il ruolo di ispettore della merce in conto vendita presso il canale consortile su tutto il territorio nazionale, è impegnato nelle attività di recupero crediti, riportando al responsabile del credito commerciale. A lui è stata assegnata circa un anno fa una Ford Kuga 1.5 TDCi 120CV S&S 2WD in allestimento Business. Qual è la procedura seguita per l’assegnazione della vettura? «Come ha anticipato Italo Romano, è stata predisposta una car list sulla base di 3 categorie. Per quanto riguarda la mia classe di assegnazione è possibile scegliere solitamente tra 4 o 5 veicoli. Anche se non è previsto un upgrading, a fronte di un versamento integrativo da parte del dipendente c’è la possibilità di aggiungere accessori a pagamento alla versione o all’allestimento indicato nella car list. Il colore scelto dall’assegnatario, anche se metallizzato, è a carico dell’azienda». Quali sono i servizi offerti dalla società di noleggio? «I nostri contratti comprendono tutta la manutenzione del veicolo. Sono previsti il traino in caso di emergenza, il veicolo sostitutivo e la gestione delle gomme». E in caso di sinistro? «È il driver ad occuparsi direttamente degli adempimenti burocratici necessari e di fare denuncia alla società di noleggio. Quest’ultima, una volta effettuate le opportune verifiche, autorizza l’eventuale riparazione». È disponibile un help desk per richieste e reclami? «La società di noleggio dispone di un servizio clienti, con diversi numeri telefonici a seconda dell’intervento richiesto. In caso di dubbi o problemi contattiamo il personale di sede». Come viene monitorata la soddisfazione del servizio? «Periodicamente, ogni due o tre anni, ci viene chiesto di compilare un questionario dettagliato relativo alla nostra soddisfazione nei confronti del servizio offerto dalla società di noleggio, della vettura che ci è stata assegnata e del supporto che riceviamo dalla sede».

per questa ragione inseriamo nella nostra car list sia Suv che crossover, ma sempre senza trazione integrale. I driver sono assolutamente autonomi nella gestione della vettura e dei servizi offerti dalla società di noleggio. Solo nel caso in cui riscontrino dei problemi a cui non sono in grado di far fronte, mi contattano per avere supporto». Utilizzate applicativi e tecnologie per la gestione della flotta auto? «Tutte le auto ed i relativi assegnatari sono inseriti e gestiti attraverso un portale internet collegato all’ufficio risorse umane. Utilizziamo poi applicativi Microsoft per effettuare estrazioni e statistiche, per tenere sotto controllo 12 | GIUGNO-LUGLIO 2020

scadenze contrattuali e patenti di guida». Quali sono le procedure interne per il disbrigo delle pratiche amministrative? «Alla scadenza della polizza di assicurazione viene inviato il

nuovo tagliando via e-mail, dalla sede, oppure in alcuni casi direttamente dalla società di noleggio. Le multe vengono invece segnalate al driver e nel caso non sussistano validi motivi per opporre ricorso vengono sempre pagate dalla sede e riaddebitate poi in busta paga». Viene assegnata una carta carburante? «Sì, tutti gli assegnatari di un veicolo dispongono di carta carburante e contribuiscono con un rimborso forfettario per la quota utilizzata per uso personale. Su base mensile abbiamo la possibilità di valutare le distanze percorse ed i consumi di ogni singola vettura».


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MISSIONFLEET MISSIONFORUM DIGITAL

IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

VA INCONTRO ALLE FLOTTE I manager di Alphabet, Arval e Sifà parlano delle strategie della fase post Coronavirus. Tra occasioni di collaborazione mancata con la PA a tuo svantaggio dell’efficienza

di Andrea Barbieri Carones

L L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza notevoli cambiamenti anche nel settore del noleggio auto lungo termine. Lo stop alla maggior parte delle attività lavorative e quello conseguente alla circolazione delle auto hanno portato a galla nuove esigenze sia da parte delle imprese sia dei noleggiatori. In occasione di una round table della serie “MissionForum digital” abbiamo dibattuto con i manager del Nlt, cercando di capire come si muove il mercato e quali esigenze vanno emergendo.

FLESSIBILITÀ La parola d’ordine è “flessibilità”, come hanno sottolineato Tomaso Aguzzi, direttore sales di Arval Italia, Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di Sifà e Marco Girelli, sales and marketing director di Alphabet Italia Fleet Management. Dal dibattito sono emersi i punti chiave del dialogo tra i 14 | GIUGNO-LUGLIO 2020

noleggiatori di lungo termine e le imprese con flotta aziendale. «Su tutti i contratti è in atto una estensione della durata – ha detto Tomaso Aguzzi – visto che per un’azienda la flotta è un costo molto importante. Abbiamo anche sospeso i pagamenti a chi è in difficoltà, dopo il fermo del business. Poi ci sono comparti come le utility che non si sono mai fermati e, anzi, hanno raddoppiato la propria operatività. Ragioniamo anche su contratti più flessibili, come il medio termine. Che non impone vincoli». Il tema della flessibilità emerge anche dalle parole di Paolo Ghinolfi, anche se Sifà (con alle spalle Bper) ha messo in campo una strategia leggermente diversa. «In certi

casi abbiamo addirittura aiutato i clienti ad aumentare la flotta, come le aziende della grande distribuzione o di trasporto merci, cui abbiamo noleggiato veicoli usati. Credo che prenderà forza un prodotto second life che negli anni a venire diventerà importante, anche perché il Covid 19 renderà l’auto più necessaria». Ne consegue, che il noleggio a lungo e a breve termine tornerà a essere di forte interesse tra privati e imprese. Molto calda, sempre per Sifà, la questione delle dilazioni di pagamento, richieste da molti clienti. «Non possiamo cancellare le rate, anche se facciamo di tutto per sostenere i clienti. Dovremo purtroppo farci carico di coloro che non


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MISSIONFLEET MISSIONFORUM DIGITAL

riapriranno dopo l’inattività forzata, andando a riprenderci i mezzi». La flessibilità e le proroghe informali ai contratti sono uno dei cavalli di battaglia di Alphabet, spiega Marco Girelli: «La domanda di flessibilità è cresciuta. Le esigenze di mobilità che si modificano potrebbero non avere bisogno di auto nel lungo termine. La risposta è pertanto nel noleggio a breve o medio. Il nostro prodotto è Alpharent, attraverso il quale accedere a tariffe agevolate per veicoli plurisettimanali o plurimensili. La filiera si muove anche con la fatturazione del solo periodo utilizzato. Abbiamo aggiunto Alphabet care zero pensieri che permette di richiedere, a seguito del verificarsi di determinati eventi, una estinzione anticipata del contratto, senza l’addebito delle penali».

SANIFICAZIONE E SICUREZZA Questo argomento investe anche i mobility e gli HR manager,

visto che l’auto non è più solo un benefit o uno strumento di lavoro. Ma è il mezzo di trasporto che dà maggior “sicurezza sanitaria”, alternativo al trasporto pubblico. Accade il contrario rispetto a prima, quando autobus e metropolitane erano alternativi all’auto privata. «Abbiamo aumentato le soluzioni di welfare, per consentire ai dipendenti senza accesso alle car policy aziendali di usufruire del noleggio. Lo stesso abbiamo fatto per fornire una seconda vettura a chi ha già l’auto aziendale», argomenta Girelli. «La sanificazione? Utilizziamo la tecnologia a ozono: la stessa che si sta impiegando sulle ambulanze». Arval si è attrezzata in proposito ma lamenta la poca trasparenza delle normative in fatto di protocolli sanitari. Nebulosità che si riflette sulla complicazione, per una partita Iva, di pianificare la mobilità. «L’emergenza Covid – spiega Aguzzi – farà cambiare anche i modelli di business: nasceranno

nuovi prodotti che andranno incontro ai dipendenti che oggi non hanno accesso all’auto aziendale. Un esempio? Un contratto di mid term con la soluzione del corporate car sharing. Quindi senza il passaggio fisico della chiave, bensì con l’utilizzo del veicolo in

TOMASO AGUZZI

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MISSIONFLEET MISSIONFORUM DIGITAL

PAOLO GHINOLFI

modo più flessibile e sicuro». Arval ha lanciato 4 anni fa la proposta di medio termine, che conta un parco di 5.500 auto e 150 punti logistici sul territorio. Il plus è la flessibilità del contratto, come abbiamo visto un elemento chiave di questi tempi.

SOSTENIBILITÀ E CAR SHARING Il Coronavirus pesa anche sulla transizione verso la sostenibilità delle flotte, in particolare per gli

LE AZIENDE Arval Italia: gestisce oltre 217.000 veicoli a livello nazionale e più di 40.000 clienti nel settore del noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità. È azienda del gruppo BNP Paribas. Sifà: con alle spalle Bper Banca, nasce dall’esperienza di Paolo Ghinolfi, pioniere in Italia del settore del noleggio a lungo termine di veicoli e flotte aziendali. La società è a capitale interamente italiano. Alphabet: fondata nel 1997, è un’azienda tedesca attiva nella fornitura di servizi di mobilità aziendale in 28 paesi, dove gestisce 700mila clienti. 16 | GIUGNO-LUGLIO 2020

EV. E secondo i nostri panelist dovrebbe dare una spinta al car sharing, aziendale o pubblico. Sul primo argomento è intervenuto Marco Girelli, spiegando che «per Alphabet l’elettrificazione della fotta non cambia granché. Dobbiamo però fare i conti con le richieste dei clienti che puntano alle proroghe dei contratti, aspetto che rallenterà la trasformazione verso la sostenibilità dei parchi aziendali. Ma è bene tenere conto che tutte le società di noleggio garantiscono un’accelerazione dei processi di modernizzazione del parco circolante. In Italia, l’età media delle auto circolanti è di 13 anni. E il 20% è ancora Euro 3. Alphabet propone almeno Euro 6, con un’età media di 2 anni. Poco dopo i 3 anni mettiamo sul mercato vetture che sono interessate da una profonda manutenzione». Come dire che Alphabet – così come Arval e Sifà – fungono da “acceleratori” del rinnovo e di tecnologie evolute. In un segmento, quello del noleggio lungo termine, dove l’aumento dei costi delle nuove auto viene diluito nel corso degli anni. «L’elettrificazione – conclude Girelli – è un trend che non si fermerà. E il noleggio è un “boost” in questa direzione. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un cambio epocale, che richiede un approccio maturo. Suggerisco ai fleet manager di chiedere ai nostri key account come fare ad entrare in una dinamica di elettrificazione attraverso Alphaelectric».

A MILANO VIABILITÀ MORTIFICATA Infine, il tema del car sharing come soluzione ideale per le

MARCO GIRELLI

amministrazioni pubbliche che vogliono agevolare gli spostamenti dei cittadini. A tal proposito Paolo Ghinolfi cita l’infausto esempio di Milano con nuove piste ciclabili e pedonabili che molto limitano le automobili. «La viabilità è stata mortificata: il Comune ha ridotto le corsie di Corso Venezia, creando i presupposti per intasamenti colossali. Avvenuti puntualmente. In questo momento manca a livello nazionale la concertazione che permetterebbe di evitare una visione di parte e politica, a favore di vedute più ampie». Il riferimento è alle aziende che operano nella filiera automotive, che dovrebbero essere interpellate dalle autorità. A cominciare dal noleggio, che è parte centrale, e potrebbe evitare scelte scellerate, per non mettere in crisi città come Milano (e non solo). «Oggi siamo sollecitati dalle Case a scegliere prodotti in pronta consegna dei loro stock. Le car policy devono essere più elastiche – ed ecco la flessibilità del noleggio – per ordinare con tempi di arrivo ragionevoli», conclude l’AD di Sifà.


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TOYOTA

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

PROACE CITY, VAN E VERSO TRE FUNZIONI IN UN FURGONE: TOYOTA CAVALCA L’ONDA DEGLI LCV E INAUGURA LA RETE DEI CONCESSIONARI PROFESSIONAL

Un cuore tuttofare e un look che, all’occorrenza, si veste di lusso. Il nuovo Proace City di Toyota arriva a rinsaldare una posizione tra i light commercial vehicles ben piazzata. Nella gamma Proace, va ad affiancarsi al pick up Hilux ed espande le possibilità di pubblico con una versione a 7 posti del nuovo modello “Verso”. Con l’obiettivo di andare a soddisfare il 70% del mercato degli Lcv, tanto effervescente in questi anni di ecommerce in espansione. All’apertura delle vendite, Massimiliano Loconzolo, Fleet & Toyota professional senior manager di Toyota Italia, spiega: «La nostra proposizione per le flotte aziendali si amplia e lo fa differenziandosi attraverso i contenuti: vogliamo rafforzare le vendite con la rete dei concessionari, 36 dei quali sono stati selezionati per l’offerta di Toyota Professional. Dunque, non solo vendita, ma assistenza alle imprese». Infatti, con il release di Proace City sia Van sia passeggeri si inaugura il network di concessionari

Toyota Professional. Attraverso di loro, la casa giapponese intende realizzare l’80% dei volumi di vendita, mettendo a disposizione 8 consulenti specializzati nel mercato flotte. Quali i Plus? Un programma di manutenzione equiparato a quello delle vetture come lo speed service con il tagliando in 1 ora, la garanzia di 5 anni o 200.000 km ed infine un programma di courtesy van per garantire sempre e comunque la mobilità. Non in ultimo il prezzo di lancio da 11.400 euro per la versione Van (Iva e Mss escluse), che per il 7 posti Proace City Verso parte da 17.150 euro. Le formule di noleggio a lungo termine prevedono, nella fase di promozione alle vendite inziale, di pagare la prima rata nel 2021. DUE MOTORIZZAZIONI Come detto, il nuovo furgone compatto di Toyota si presenta in due versioni e due propulsioni, benzina e diesel. Anche le lunghezze sono due, in entrambi i casi. Una corta da 4,4 metri e la lunga da 4,7. La versione

passeggeri sarà disponibile con 5 e 7 sedili su entrambe le varianti. Le capacità di carico sono pari a un volume massimo di 3,7 m3 (versione short con smart cargo) e 4,3 m3 (long con smart cargo). Lo smart cargo permette di ottenere spazi ulteriori, ad esempio sotto il sedile passeggero, oppure un tavolo per lavorare, abbassandolo. «Nella versione corta, Proace City è l’unico a caricare due Euro pallet», dicono da Toyota. La portata utile disponibile sulla versione lunga, pari a una tonnellata, si attesta come una delle migliori della categoria. Proace City rimorchia masse fino a 1.500 chilogrammi. Invece, il Van è il primo del segmento ad essere dotato di svariati sistemi di sicurezza passiva e attiva di serie su tutti e tre gli allestimenti (City, Comfort, Ground). È persino dotato di un indicatore di pressione degli ammortizzatori: lo Smart Load Indicator. Esso avvisa se si raggiunge il 90% del carico massimo, visualizzando un alert all’interno del quadro strumenti. La forza delle “braccia” non prescinde da un buon cervello.

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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

L’ONDA SUV

CHE TIENE ALTA LA STELLA Intervista a Christian Catini, corporate & fleet sales manager Mercedes-Benz Italia, su risultati e obieivi 2020 nel mercato dell’auto aziendale. Per la Casa un lockdown premiante

di Paola Baldacci

U Un 2019 di consolidamento e un 2020 partito “alla grande”: in questi termini Mercedes-Benz Italia torna sui progetti nel mercato delle flotte nell’intervista con il suo corporate & fleet sales manager, Christian Catini. Mantenuto lo share del 3,3% nelle vesti di brand premium, l’anno scorso era stato in linea

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con quanto pianificato dalla casa di Stoccarda per il Belpaese. Che, si sa, gioca in svantaggio fiscale sulle auto aziendali. Poi ci si è messa di mezzo la pandemia, che però per Mercedes non è stata affatto passiva in fatto di contratti nel NLT. «Il 2020 è partito veramente bene su tutti i canali di vendita e nel noleggio a lungo termine ha registrato immatricolazioni nettamente superiori perché nel 2019 abbiamo seminato tanto: gli incrementi sono a doppia cifra», argomenta Catini. I contratti non si sono fermati durante il lockdown: nel mese di marzo il NLT delle grandi aziende ha lavorato ad un buon ritmo. «Dirigenti e quadri hanno avuto

necessità dell’auto aziendale ed avere la vettura di proprio “possesso” è stato determinante per la business continuity – continua –. Essendo noi molto presenti in questa fascia di mercato, abbiamo aumentato i contratti di noleggio del 50% nel terzo mese dell’anno».

IL NUOVO GLB SPOPOLA TRA GLI USER CHOOSER Un prodotto su tutti ad avere spopolato? Il nuovo GLB, l’ottavo membro della fortunata famiglia di compatte della Stella. Un Suv versatile e spazioso, ideale sia per la famiglia sia nella versione business. La prima MercedesBenz del segmento disponibile (a richiesta) anche in versione sette posti. «Lanciato a febbraio online e senza test drive ha subito incontrato i favori del noleggio a lungo termine e il posizionamento da Suv entry level l’ha favorito nelle car list delle grandi corporation. Apprezzatissimo dagli user chooser». Senza dimenticare un rapporto qualità-prezzo piuttosto convincente. Il Suv con l’opzione della terza fila di sedili non è il solo segnale positivo dal mercato flotte. GLA risponde altrettanto bene, la sua trasformazione da crossover a sport uility vagon (10


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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

centimetri in più del predecessore) incontra i gusti di una fascia più ampia di pubblico, rispetto a prima. «Sottolineo l’universo femminile, colpito in misura più rilevante dall’evoluzione», aggiunge Catini.

CLASSE E Con il mese di giugno è la volta della nuova Classe E, best seller per business e figure apicali in azienda. «Un punto di riferimento per l’Ncc, il noleggio con conducente. Sarà in versione berlina station wagon e AllTerrain ed equipaggiata con tutte le nuove generazioni di propulsori benzina e diesel e le varianti EQ boost (mild hybrid) e EQ power (Phev), anche 4MATIC». In realtà, tutti i modelli Mercedes-Benz non avranno solo i motori benzina e

ad esso, altrimenti non si affermerà nelle car list. I responsabili dei parchi auto delle imprese non l’hanno affatto accantonata. Forse altre priorità sono balzate in primo piano, per motivi contingenti. Ma non si tratta di un accantonamento strategico». Mercedes-Benz stessa spinge sulla gamma EQC, cioè full electric. La presentò per la prima volta al Salone dell’automobile di Parigi nel 2016, oggi è realtà e ha fatto notizia per essere stata acquistata dal presidente di Aci, Angelo Sticchi Damiani. Entro il 2020 il portafoglio Mercedes comprenderà cinque modelli completamente elettrici (due automobili e tre Lcv) e più di 20 ibridi plug in EQ Power. «Crediamo nell’elettrico e nell’efficienza dei consumi oltre che nella riduzione delle emissioni di CO2; lo sviluppo tecnologico è assolutamente avviato e non torna indietro».

APPUNTAMENTO A SETTEMBRE

diesel, ma saranno sempre accompagnati da vetture plug in hybrid. «Il tema dell’elettrificazione lo affrontiamo ormai da tempo e oggi si afferma: i fleet manager delle grandi società hanno accolto nelle car list i veicoli Phev e non torneranno indietro».

FARE CULTURA PHEV La trasformazione all’elettrificazione subirà un arresto a causa del Coronavirus? Secondo Catini non avverrà. Spiega: «Perché si consolidi il concetto di elettrificazione è importante fare cultura attorno

Se i concessionari della rete hanno ripreso i test drive seguendo le precauzioni di distanziamento sociale e prenotazione online, per la sede è ancora presto per invitare i fleet manager a provare i nuovi modelli. «Penso che da fine settembre torneremo ad incontrarli durante eventi specifici, è un momento molto importante di contatto e non può mancare». Come non dovrebbe mancare un riallineamento alla fiscalità europea, per restituire quella mancata competitività nel mercato flotte all’Italia.

Italia il fisco non ci supporta: né come detraibilità o deducibilità o ammortamento. Per le flotte, gli acquisti dei privati superano quelli del NLT. C’è una sorta di “sommerso” B2B all’interno del segmento dell’auto aziendale. Quindi l’Italia non è mai comparabile per performance. Inoltre, più del 90% ha meno di 10 dipendenti su 4,5 milioni di aziende: è quindi necessaria una rete distributiva molto più capillare rispetto a Germania, Francia o Belgio, Paesi che hanno una concentrazione di distributori che raggiungono il target flotte in maniera agevolata». L’augurio è che la fiscalità dell’auto aziendale sia messa in primo piano dal Governo, il settore ha bisogno di spinte strutturali e non solo di incentivi tout-court.

FISCALITÀ SFAVOREVOLE Conclude Catini: «Purtroppo in GIUGNO-LUGLIO 2020 | 19


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MISSIONFLEET FOCUS NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

L’USATO RIDESTA L’INTERESSE DELLE IMPRESE Nuove esigenze di risparmio e di prontezza all’utilizzo risvegliano il noleggio second life: dalle floe alle floe con gli stessi servizi del nuovo. Excursus tra i noleggiatori che lo propongono

di Alessandro Palumbo

I l lockdown stabilito dal governo per far fronte alla pandemia ha

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avuto un effetto devastante sulla mobilità di persone e merci. Secondo i dati del Mobility Data Lab, la piattaforma di Octo Telematics e Infoblu, che registra giornalmente la mobilità dei veicoli leggeri e pesanti, i km percorsi dalle vetture nel periodo clou delle restrizioni sono stati mediamente 2 milioni al giorno contro gli 8 abituali. Aziende e dipendenti che utilizzavano

giornalmente l’auto aziendale, per necessità di lavoro e private, hanno drasticamente ridotto l’utilizzo. Nonostante ciò le company car hanno continuato a produrre costi, anche se si sono riempite di polvere per l’inutilizzo. A questa situazione estremamente critica si aggiunge la gestione della mobilità prossima ventura, i cui contorni sono alquanto incerti. Cosa


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MISSIONFLEET FOCUS NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

funzionamento. Ogni vettura dispone della cronologia completa dei tagliandi di manutenzione, così il cliente può compiere una scelta informata».

CRESCENZO ILARDI

PROVENIENZA DALLA FLOTTA NLT

succederà? Quando si tornerà come prima, oppure le percorrenze chilometriche diminuiranno? Il budget di mobilità delle aziende subirà variazioni? I prodotti e i servizi saranno gli stessi del periodo pre-Covid19? Molte le domande che solo il tempo risolverà in risposte. Intanto, le società di noleggio a lungo termine, primi fornitori della mobilità aziendale, sono proattive nella ricerca di soluzioni che vadano incontro alle esigenze di una clientela le cui richieste erano già in evoluzione e lo diventeranno ancora di più. Tra esse, il noleggio di vetture usate potrebbe rivelarsi interessante per il fleet manager.

AUTO BEN MANUTENUTE

di auto che conosciamo perfettamente, sono state gestite da manager, professionisti o affidate a dipendenti come vetture aziendali e molto spesso hanno avuto un unico e solo utilizzatore». Alberto Viano, amministratore delegato di Leaseplan sottolinea che «hanno un alto standard di sicurezza e di emissioni; con un canone mensile tutto compreso si ottiene un’alta qualità, distribuita sulla piattaforma online dopo aver superato una completa ispezione tecnica e visiva. Una rete di officine indipendenti controlla ogni mezzo e ne certifica il perfetto

Gli operatori di lungo termine noleggiano come usato solo le vetture della propria flotta. «Conoscendone la vita possiamo selezionare quelle affidabili per il ri-noleggio – afferma Italo Folonari, amministratore delegato di Mercury –. Sono veicoli che rientrano da contratti interrotti anticipatamente oppure da clienti che manifestano l’intenzione di cambiare il veicolo e noi, per evitare di applicargli la penale, gli troviamo un altro cliente che subentri al suo contratto».

NOLEGGIO SU USATO COME IL NUOVO Relativamente ai modelli di vetture da ri-noleggiare non ci sono particolari differenze rispetto al noleggio del nuovo. In realtà dipende dall’anzianità del veicolo e dalla percorrenza. Secondo Folonari «certi segmenti e marchi oltre una

ALBERTO VIANO

Non si tratta di un prodotto “innovativo”. Alcune società lo propongono sul mercato già da diversi anni, mentre altre lo hanno lanciato proprio in periodo di emergenza Coronavirus. Le vetture usate da noleggiare «provengono dal nostro noleggio a lungo termine – sostiene Crescenzo Ilardi, chief operating officer and retail market di Ald Automotive –; si tratta, quindi, GIUGNO-LUGLIO 2020 | 21


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MISSIONFLEET FOCUS NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

nuovo». I veicoli che vengono noleggiati come usato da Leasys, secondo Alberto Grippo, amministratore delegato della società, «sono mediamente immatricolati negli ultimi 24 mesi e con un chilometraggio inferiore ai 3040.000 chilometri. Per quanto riguarda le caratteristiche dei contratti di rinoleggio, le preferenze dei nostri clienti sono equiparabili in termini di durata e chilometraggio annuale, con quelle delle vetture nuove».

CONVENIENZA E DISPONIBILITÀ IMMEDIATA ITALO FOLONARI

PAOLO GHINOLFI

determinata soglia mostrano maggiori criticità. Devo purtroppo constatare che negli ultimi anni abbiamo registrato un incremento di manutenzioni straordinarie anche in modelli di brand premium. I motori con cilindrata ridotta, ma ad alte prestazioni hanno perso in affidabilità e longevità». Per quanto riguarda le tipologie di

classi di durata/chilometraggio dei contratti di noleggio su usato, Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di Sifà osserva che «non ci sono vincoli, se non il rispetto dei limiti tecnici dei veicoli. Anche per le tipologie e i livelli di servizi non c’è differenziazione. Il servizio di noleggio a lungo termine sull’usato è identico al

Il punto di forza del noleggio su usato è la convenienza economica. A parità di modello di auto, di combinazione di chilometri e durata, e a parità di servizi inclusi, il canone di noleggio a lungo termine su una vettura usata con anzianità di tre anni si abbatte di almeno un 20% rispetto ad una nuova. Il risparmio non è l’unico vantaggio. Secondo Ghinolfi “i tempi di consegna più veloci sono un plus importante soprattutto per le aziende che hanno bisogno di potenziare rapidamente la flotta per fronteggiare picchi di lavoro. Si pensi, ad esempio, nel contesto dell’emergenza Covid-19, al lavoro di corrieri, operatori della logistica dell’ultimo miglio, fornitori della Gdo, all’ecommerce e alle aziende della farmaceutica».

FLEET MANAGER E CAR LIST Questo prodotto, secondo Viano è adatto «sia per le grandi aziende che devono gestire particolari progetti o piccole imprese che si avvicinano per la prima volta al noleggio. Inoltre, 22 | GIUGNO-LUGLIO 2020


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MISSIONFLEET FOCUS NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

potrebbe essere interessante all’interno di multinazionali per i driver non titolari di auto aziendale o che in questo periodo preferiscono la mobilità individuale al trasporto pubblico». L’attualità è propizia. «Abbiamo di fronte un contesto disposto a sperimentare, che si apre a nuovi prodotti e canali di distribuzione, a offerte flessibili e sartoriali, infine a formule più sostenibili dal punto di vista economico – sostiene Ilardi –. Non ci sono steccati rigidi: il noleggio dell’usato aziendale è per sua natura molto adatto alle Pmi, come ai professionisti ed ai privati, ma anche ad aziende più strutturate. Tutte possono utilizzare Ald 2life per modulare una flotta in maniera diversa rispetto al passato». Si tratta di una scelta straordinaria o potrebbe rientrare nelle valutazioni ordinarie, e quindi anche nella car list? Secondo l’AD di Leaseplan «può completare una car list ed è capace di rispondere a tutte le esigenze e tutti i momenti di business di un’azienda. Potrebbe completare la gamma di offerta dei servizi di noleggio a lungo

termine e mobilità. Soprattutto in una fase in cui occorre velocità, per il reperimento delle vetture nuove ci vuole più tempo e l’attenzione ai costi è più che mai necessaria”. Molto dipende dalle car policy vigenti in azienda: ne è convinto Grippo di Leasys secondo cui «può rappresentare una soluzione di riferimento in particolare per quei fleet manager volti a massimizzare l’efficienza dei costi di gestione, coniugando convenienza economica e assoluta qualità del prodotto. Per contro, attraverso il noleggio di vetture usate, non può essere garantita uniformità nella flotta soprattutto nelle aziende di maggiori dimensioni. Diversità di motorizzazione, alimentazione, configurazione ed anche disponibilità di modelli specifici rappresentano una limitazione perché il gestore di flotte medio-grandi possa costruire la propria strategia interamente su veicoli usati».

del ciclo di vita del noleggio. La società di Nlt registrerà un mancato fatturato dalla rivendita di usato, ma dall’altra parte fatturerà mensilmente i canoni sulla vettura second hand. Alla fine del “secondo noleggio” la stessa verrà rivenduta con un prezzo di vendita in percentuale e in valore assoluto diverso da quello che si sarebbe ottenuto se fosse stata ceduta prima. Secondo Grippo «la stessa vettura che diversamente avrebbe trovato un secondo ciclo di vita sul mercato della compravendita dell’usato, può invece trovarlo nello stesso settore del noleggio. Per il noleggiatore, quindi, considerato che il valore di questa vettura usata è ridotto così come ridotta è la svalutazione di una vettura nella seconda parte di vita, ciò significa poter offrire un prodotto ancora di qualità ad un canone vantaggioso per il cliente».

ALBERTO GRIPPO

SI ALLUNGA IL CICLO DI VITA Infine, il noleggio di vetture usate comporta l’allungamento GIUGNO-LUGLIO 2020 | 23


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

SMART WORKING EXTREME Cinque donne dell’automotive raccontano il lavoro da casa durante il lockdown. Valore D e la ricerca sul sovraccarico nei lunghi mesi di operatività da remoto

di Ilaria Salzano

Q «Quest’emergenza non è stata un remote working, né uno smart working, ma un extreme working». Sembra un grido di allarme, ma non è così. Almeno non è semplicemente una lamentela. All’inizio della fase 2, Valore D – prima associazione in Italia (su 215 oggi) ad aver promosso l’equilibrio di genere e la cultura inclusiva per la crescita delle aziende – mette sotto i riflettori quanto accaduto in piena pandemia: protagoniste proprio “le donne al volante” di

“SMART WORKING AL FEMMINILE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS” È LA RICERCA DI VALORE D CHE SPIEGA COME IL CARICO DI LAVORO SIA STATO SBILANCIATO

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reparti aziendali rimasti sempre aperti, per legge da remoto. Raggiungibili in chat, via mail, in call conference anche da casa hanno saputo supportare l’azienda senza battere ciglio. Nonostante fossero barricate tre le mura domestiche e avessero sulle spalle un peso familiare raddoppiato, senza aiuti esterni di alcun tipo. Un lieto fine in tutto questo c’è? Sì. Le manager di oggi, in parte riapprodate in ufficio, hanno potuto dimostrare una marcia in più. «La cura, la gestione della casa e della famiglia hanno messo parecchio in difficoltà le lavoratrici – ha commentato Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D –: tra le 1.300 donne che hanno risposto a una nostra indagine, oltre la metà già abituate a lavorare in modalità agile, 1 su 3 ha lavorato più di

prima, faticando a mantenere un equilibrio tra vita professionale e domestica». Un lavoro estremo, dunque, secondo Falcomer, fatto di fatica fisica ed emotiva. Soprattutto quando ci si rende conto di essere meno efficienti durante il giorno, perché si ricevono timidi segnali di aiuto da parte dei familiari e per compensare si sfruttano le ore serali, fino a tardi.

GLI ANGOLI DELLO SMART WORKING Abbiamo sondato i trucchi del lavoro agile tra chi, tornata in sede, si è riseduta alla scrivania. «Per uno smart working efficace si sono rivelate fondamentali una grande disciplina personale, la ricerca di una postazione di lavoro tranquilla e isolata, orari determinati – afferma Katia Bertello, ufficio stampa e pubbliche relazioni di Suzuki – . Sono tutti aspetti non facili da mettere insieme in spazi condivisi e convivenza familiare forzata, ma con un po’ di flessibilità e programmazione tutto si può fare». Pianificazione e resilienza, quindi, come ingredienti indispensabili da aggiungere a obiettivi e strategie nella nuova quotidianità. Lo conferma anche Chiara Angeli, di Volvo Car Italia, alla direzione del reparto sales & marketing. «Ho dovuto organizzare al meglio gli orari e i momenti della giornata per


9 Donne al volante 3 2020.qxp_Layout 1 19/06/20 08:04 Pagina 25

MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

KATIA BERTELLO

evitare di mischiare i due ruoli, quello di donna d’azienda e quello di donna di casa, per evitare di ritrovarmi a parlare ai figli come se fossero dei dipendenti o, d’altra parte, di parlare ai colleghi di lavoro come una mamma». Nonostante il super lavoro, dai risultati dell’indagine di Valore D emerge che molte hanno saputo adattarsi all’emergenza. Il 60%, nello specifico, ha espresso sentimenti “positivi e di rinnovamento”. «In Snam 4 Mobility ci occupiamo di ampliare il network di stazioni di distribuzione di gas naturale in Italia, garantendo la disponibilità delle infrastrutture in modo capillare sul territorio – dice Francesca Bianco, planner strategico –. L’esperienza di vita in grandi città come Roma e Milano mi ha costretto spesso a trascorrere ore nel traffico o sui mezzi pubblici per spostarmi. Lo smart working mi ha permesso di impiegare diversamente il tempo risparmiato dagli spostamenti, sia per gestire al meglio il lavoro quotidiano che per dedicarmi ad attività di svago».

CONDIVIDERE IL CARICO Da non trascurare, il 40% del campione che ha vissuto il periodo con “ansia, rabbia e confusione”. «È bene darsi da fare insieme, decidere chi fa cosa in famiglia – incalza la DG di Valore D –. Le settimane in casa sono state tante. In questi casi la tensione aumenta, i genitori sono anche chiamati a fare da insegnanti. O si condivide il carico oppure il sistema prima o poi inizia a barcollare». Un suggerimento utile sempre, poiché potrebbe capitare di ritrovarsi a lavorare “in smart” da un momento all’altro. Sono tutelate le lavoratrici in tutto questo? «Suzuki aveva già predisposto questo modello di lavoro prima dell’emergenza ed intrapreso un percorso nuovo, a mio avviso efficiente e efficace, dotando i dipendenti della tecnologia adeguata per lavorare da remoto – argomenta Katia Bertello –. Per noi donne probabilmente il carico di lavoro è maggiore, conciliare la vita professionale con quella personale non è facile; in questi momenti è indispensabile la collaborazione di tutta la famiglia». C’è chi confida sull’alleanza tra colleghi. «Se un team di lavoro esiste veramente e lavora bene, continuerà a collaborare altrettanto efficientemente anche se distante – aggiunge Barbara Bonifazi, key account manager del Noleggio a breve termine di Renault Italia –. Vero è che attualmente il sentimento di lavorare in armonia è più forte perché sappiamo che dobbiamo uscire da questa situazione con l’impegno di tutti». La soluzione rimane non far prevalere lo stress. «Quando la situazione cambia, bisogna imparare ad

adattarsi e noi donne in genere ci riusciamo – commenta Simona Magnanelli, fleet & business, Fiat Professional e Mopar Emea –. Il suggerimento che dò alle colleghe in difficoltà è di chiedere aiuto. Ancora oggi vogliamo dimostrare di farcela da sole e questo porta a caricarci di responsabilità all’inverosimile. Vi svelo un segreto: ogni uomo può cucinare, badare ai figli e pulire esattamente come noi. Anche se spera che nessuno se ne accorga».

FRANCESCA BIANCO

SIMONA MAGNANELLI

GIUGNO-LUGLIO 2020 | 25


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MISSIONFLEET LE FLOTTE PER SETTORE

IDENTIKIT DELL’AUTO AZIENDALE IN BANCA Gestione in house con il supporto di più di un fornitore, scarso interesse per la telematica ma, in compenso, ricorso frequente alle carte carburante e al Telepass. I parchi auto degli istituti di credito e delle società finanziarie nella nostra consueta indagine per comparto

di Arianna De Nittis

S Su questo numero di MissionFleet vi proponiamo un altro articolo dedicato alla gestione delle flotte auto nelle aziende operanti nei diversi settori merceologici. Dopo il comparto agroalimentare e

26 | GIUGNO-LUGLIO 2020

farmaceutico apparsi sui numeri del 2019, è la volta di quello bancario e finanziario. Le informazioni sono state raccolte inviando un questionario online

ai nostri lettori. Hanno risposto i fleet manager di 6 aziende: un numero che, non ci stanchiamo di ripeterlo, non consente di fare delle analisi di rilievo statistico,

LE FLOTTE NEL SETTORE BANCARIO Di che divisione aziendale fa parte?

N. auto in flotta

N. veicoli a noleggio, proprietà o leasing

Presenza di auto in pool

Azienda 1

Servizi generali

295

280 a noleggio, 15 di proprietà

Sì

Azienda 2

Servizi generali

400

Tutti a noleggio

Sì

Azienda 3

Acquisti

700

698 a noleggio, 2 di proprietà

Sì

Azienda 4

Servizi generali

330

Tutti a noleggio

Sì

Azienda 5

Risorse umane

351

Tutti a noleggio

Sì

Azienda 6

Facility management

128

127 a noleggio, 1 di proprietà

Sì


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MISSIONFLEET LE FLOTTE PER SETTORE

ma ci offre degli spunti per riflettere sulle tendenze e sulle modalità di gestione dei parchi auto.

CHI GESTISCE I PARCHI? Tra i nostri intervistati, quattro su sei dichiarano che la gestione della flotta è in capo ai servizi generali e al facility management, mentre solo in un caso vengono citati acquisti e le risorse umane. I parchi presi in esame variano nelle dimensioni: si va da flotte medio-piccole (128 veicoli) fino a 700 unità. Osservando le risposte, però, si nota che in tutti i casi le attività di fleet management sono svolte internamente, senza ricorrere a società esterne. I casi presi in

esame, inoltre, sono composti in prevalenza da auto a noleggio e, in minor misura, da veicoli di proprietà. Degno di nota il fatto che le imprese si avvalgono dei servizi di diverse compagnie di noleggio a lungo termine: metà del campione si rivolge a tre supplier, un’azienda ne utilizza due e solo una, infine, opta per una strategia mono-fornitore. Riguardo alle tipologie di contratto, ancora prevalgono gli accordi quadriennali, con un chilometraggio che va da 100mila a 150mila km. Solo in un caso viene stipulato un contratto della durata di 36 mesi per 90.000 chilometri.

gestione dei parchi auto, la nostra piccola indagine evidenzia un’elevata diffusione dei sistemi di tracciamento e pagamento del carburante: cinque delle sei aziende intervistate, infatti, affermano di utilizzare le fuel card. Una scelta connessa non solo alla possibilità di monitorare al meglio i consumi dei veicoli, ma anche di ottemperare più facilmente all’obbligo di fatturazione elettronica. Altrettanto diffuso è il Telepass, utilizzato da 5 imprese su sei, anche se in un caso il dispositivo è disponibile solo sulle auto di servizio (pool), mentre l’installazione sui veicoli a uso promiscuo è affidato alla libera scelta degli assegnatari.

SÌ ALLE FUEL CARD In tema di tecnologie per la

GESTIONE FLOTTA E CAR POLICY Fleet management: in house o in outsourcing?

Quali e quanti fornitori Nlt

Durata del contratto di noleggio

Adozione sistemi di telematica

Sistemi di tracciamento e pagamento per il rifornimento

N. livelli

Limiti cilindrata e/o emissione CO2

Optional obbligatori

Presenza Telepass a bordo

In house

4

48 mesi per 150.000 km

No e non sono previste in futuro

Sì, carte carburante

7

Limiti di cilindrata

Ruota di scorta o pneumatici runflat

Sì

In house

3

36 mesi per 90.000 km

No e non sono previste in futuro

Sì, carte carburante

3

Limiti di CO2

Bluetooth, navigatore, sensore parcheggio

Sì

In house

2

48 mesi per 120.000 km

No e non è stato ancora valutato per il futuro

Sì, carte carburante

4

Nessuno

Nessuno

Sì

In house

1

36 mesi per 90.000 km

No e non sono previste in futuro

Sì, carte carburante

2

Sì, entrambi

Optional relativi alla sicurezza e colore metallizzato

Sì

In house

3

48 mesi per 120.000 km

No

No

5

Nessuno

Optional relativi alla sicurezza

Solo per le auto di servizio, per le altre i titolari provvedono personalmente

In house

3

48 mesi per 100.000 km

No e non sono previste in futuro

Sì, carte carburante

4

Limite di 130 g CO2/km

Nessuno

No

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MISSIONFLEET LE FLOTTE PER SETTORE

LA TELEMATICA NON CONVINCE A livello globale i guidatori dimostrano una spiccata propensione verso la telematica: uno studio recente di Leaseplan, ad esempio, ha rilevato che ben il 70% degli automobilisti provenienti da 16 Paesi è disposto a condividere i dati del proprio veicolo laddove ciò aiuti a migliorare l’esperienza di guida. Ciononostante, non tutte

le aziende sono aperte al tracciamento e il settore bancario non fa eccezione, perlomeno stando a quanto emerge dalla nostra indagine. Delle imprese che hanno accettato di rispondere al nostro questionario, nessuna ha fatto installare a bordo dei veicoli sistemi telematici, né ha intenzione di farlo in futuro. A questo riguardo, uno dei fleet manager che abbiamo

IDC E LE AUTO CONNESSE A INTERNET L’ultimo report di IDC, società di ricerche di mercato, sulla smart mobility e le auto connesse a Internet è del 2019 e dice che entro il 2023 i connected vehicles, camion compresi, saranno 76,3 milioni. Il tasso di crescita stimato è del 17%. L’evoluzione di questa branca dell’Internet of things (IoT) sta nella connettività integrata a bordo delle vetture. Ciò significa che le auto nascono connesse alla Rete e non per componenti aggiunti successivamente all’uscita dalla fabbrica, dunque grazie all’aftermarket. I sistemi di comunicazione di bordo “embedded”, cioè inglobati sui veicoli, non solo permettono di attivare il proprio smartphone ma anche di comunicare con le infrastrutture stradali. Dunque con i semafori intelligenti oppure la segnaletica. Premesse per la guida autonoma. Sempre secondo l’istituto di ricerca International Data Corporation, che è specializzato nei settori Ict e dell’innovazione digitale, entro il 2023 circa il 70% dei veicoli sulle strade di tutto il mondo saranno connessi a Internet in modalità embedded. Negli Stati Uniti questo valore potrebbe raggiungere il 90%. 28 | GIUGNO-LUGLIO 2020

interpellato sottolinea la difficoltà a «far comprendere alla dirigenza l’utilità di queste soluzioni». Siamo di fronte, forse, a un ostacolo di natura culturale?

LE CAR POLICY Infine, le imprese che hanno risposto al questionario dispongono di car policy con differenti livelli (due, quattro, cinque, sette) e un unico comune denominatore: una modesta attenzione nei confronti dell’ambiente, visto che solo in due casi su 6 la scelta dei modelli è condizionata da un limite nell’emissione di CO2 per chilometro. Infine, in tema di optional consentiti, prevalgono quelli legati alla sicurezza, ad esempio, gli pneumatici runflat. L’invenzione di Bridgestone negli Anni Ottanta rimane un must: in caso di foratura le gomme riescono a sostenere il peso della macchina, deformandosi solo leggermente.


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

ICONE SI NASCE Trasformista per vocazione, la Fiat 500 araversa le epoche conquistando un pubblico eterogeneo. Da simbolo della Dolce Vita ad interprete di un futuro a zero emissioni. Sulle note di Nino Rota

di Paola Baldacci

I Icone si nasce e Fiat 500 interpreta ancora una volta nella sua lunga vita un momento storico di rinascita del Belpaese. Quando si dice “un destino tracciato”: nel 1957 il suo designer Dante Giacosa ripensò la (sempre sua) leggendaria Topolino del 1936 per motorizzare l’Italia del boom economico. E conquistò milioni di italiani con la spartanità. Ogni anno, il 4 luglio è il suo compleanno e in questo anomalo 2020 i festeggiamenti vedono l’evoluzione full electric del mitico Cinquino confermarne la vocazione di simbolo italiano della voglia di fare, di realizzare benessere.

INTERPRETARE L’ITALIANITÀ Dovevamo vederla in anteprima a Ginevra, invece gli eventi hanno creato la tempesta perfetta per presentarla a Milano, in pieno lockdown. Un gesto toccante, d’incoraggiamento, di grande classe: è stata la prima “World

première” digitale di tre modelli celebrativi del made in Italy, del miglior design, espressione di tre stili di Dolce Vita contemporanea. L’eleganza di Giorgio Armani, il trionfo di colore del gioielliere romano Bulgari e la praticità di Kartell hanno ispirato la piccola di casa Fiat nelle tre versioni One-Off. Esprimendo il meglio

dell’italianità in un momento difficile: la bellezza unita allo stile inconfondibile, il top dell’artigianalità, il richiamo alla gioia di viaggiare.

ZERO EMISSIONI Certo che dal motore posteriore da 479 cc, omologata inizialmente per ospitare appena due passeggeri, di strada ne ha GIUGNO-LUGLIO 2020 | 29


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

fatta: la Fiat 500 elettrica di oggi è un concentrato di tecnologia. Monta Adas insoliti per una city car ed ha un livello di connettività degno di automobili di segmenti superiori. «Dialoga con il guidatore dentro e fuori dall’auto – si è detto durante la presentazione in live streaming –, permette di impostare in anticipo il percorso di navigazione, di trovarla climatizzata all’arrivo. E una volta aperta l’auto, il cellulare sarà connesso in soli 5 secondi e non sarà più necessario utilizzare il cavo di ricarica». Percorre 320 km con un pieno di energia, misurati nel ciclo Wltp. E siccome le auto elettriche di nuova produzione devono avere obbligatoriamente un acoustic vehicle alert system, la scelta di Fiat non è banale nemmeno in questo caso. Per richiamare ancora una volta alla Dolce Vita 30 | GIUGNO-LUGLIO 2020

cui molti dettagli della nuova Fiat 500 elettrica s’ispirano, ecco la musica di Amarcord di Nino Rota come avviso acustico per i pedoni, obbligatorio fino alla velocità di 20km/h.

SEMPRE FEDELE A SE STESSA Ma il nostro Director’s Cut vi vuole raccontare delle marche e dei modelli che hanno fatto la storia dell’automobile. Perciò andiamo a ripescare i dettagli del suo successo. Anzitutto, il miracolo dello spazio. Nonostante le dimensioni ridotte, il design di Dante Giacosa ha esploso il volume interno. E riuscì a creare un ambiente per accogliere persino quattro passeggeri. Il tettuccio in tessuto pieghevole di serie dava quel tocco di lusso all’auto economica (490mila lire) e diminuiva l’utilizzo dell’acciaio,

un materiale preziosissimo per l’epoca. Commercializzata in 100 Paesi nel mondo, Fiat 500 ha un segreto speciale. Quello di cambiare senza mai perdere la propria identità. E lo dimostrano più di 30 serie speciali – su base Fiat 500 e Abarth 595 – che si sono succedute negli ultimi 12 anni. Indimenticabile la “by Repetto” del 2018, interpretazione della raffinata casa di moda francese, che veste le ballerine di danza classica dal 1947. Esterni in colore Opéra Bordeaux, finiture che riprendono la silhouette di una danzatrice, sedili color tabacco in pelle e interni avorio. Dicono da Fiat: «L’esempio perfetto della capacità di 500 di evolvere nel tempo, pur rimanendo sempre fedele a se stessa. La vettura si sa trasformare entrando in territori sempre nuovi come la moda, la nautica di lusso ed ora la danza,


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

incontrando nuovi target, rinnovandosi continuamente, ma rimanendo sempre un’icona intramontabile».

LA PRIMA VOLTA AL MOMA La versatilità nell’incontro con tante audience le vale il palcoscenico dell’arte contemporanea in quella che è l’esposizione più ambita di tutti i tempi. Il MoMa di New York ne acquisisce un esemplare per testimoniare l’immenso potere democratizzante del design industriale. Ecco che “la Cinquecento” fa bella mostra di sé accanto ad apparecchiature per la casa ed elettrodomestici, articoli sportivi, giocattoli e grafiche nella mostra “Value of good design” del 2019. Non a caso, il progetto della 500 portò il Compasso d’Oro al suo papà Dante. E qualche mese prima del Museum of Modern Art della Grande Mela è stata la milanese Triennale ad ospitarla.

ESPERIENZA CHE RINGIOVANISCE Ma non ci sarebbe successo senza progetti di comunicazione che colpiscono al cuore. Se per la nuova 500 elettrica è Leonardo di Caprio a parlare di reincarnazione nel video di lancio, per il 60° anniversario (nel 2017) fu “Tribute to the 500” dell’agenzia Ideal ad essere premiato per l’originalità creativa. La campagna prevedeva tre creazioni. Di esse “The Fiat 500 Forever Young Experience” ha celebrato il modello di serie speciale per i 60 anni. I pubblicitari hanno ricreato in tre città – Cannes, Monaco e Madrid – l’atmosfera del 1957, come un vero e proprio “viaggio nel tempo”. Ogni tappa del tour è stata declinata nella

cultura locale, per concludersi a Madrid (nella foto) con un evento sorprendente grazie a cento tra attori e comparse in costume d’epoca.

GLI STEP DELL’EVOLUZIONE Le vite di Fiat 500 attraversano i decenni trattenendo i fedelissimi. Prodotta ininterrottamente dal 1957 al 1975 in oltre 4 milioni di esemplari, a 50 anni esatti dalla

nascita della progenitrice arriva la trasformazione epocale, nel 2007. La rivoluzione è nella disposizione della meccanica: motore e trazione diventano anteriori. I richiami stilistici al passato non vengono meno: nel frontale, ad esempio, si trovano gruppi ottici tondi, con due fanalini ausiliari e in evidenza il logo Fiat con sfondo rosso, contornato dagli indimenticabili baffetti cromati. Molto ricercati gli interni, che riprendono

LUCA NAPOLITANO HEAD OF FIAT E ABARTH BRANDS EMEA DEL GRUPPO FCA

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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

citazioni retrò come il volante bianco, il cruscotto circolare e la plancia in tinta uguale alla carrozzeria. La “piccoletta” si allunga di oltre mezzo metro e si allarga di 30 cm rispetto all’antenata. Nei successivi dieci anni di commercializzazione viene prodotta in circa due milioni di esemplari. L’oggi è solo l’ennesima mutazione verso il futuro a elettroni.

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MIRAFIORI, LA FABBRICA CHE PRODUCE ENERGIA Infatti, la produzione vede protagonista la storica fabbrica torinese di Mirafiori. Qui dapprima si sono realizzati i modelli di pre-serie destinati ai test e ai collaudi. Da luglio parte la produzione vera e propria, con un mese di ritardo a causa dell’emergenza sanitaria.

Il comprensorio industriale sta ricevendo gli investimenti maggiori, circa 2 miliardi dei 5 del piano di FCA 2019-2021. Con Terna, qui si realizzerà il più grande polo V2G (vehicleto-grid) con l’obiettivo di arrivare a connettere un’intera flotta di 700 vetture elettriche (500 Bev), collegate ad una infrastruttura di ricarica bidirezionale. Le batterie delle macchine metteranno a disposizione della rete elettrica una potenza di 25 megawatt per servizi di bilanciamento energetico, a disposizione della fabbrica. Non solo. Grazie a Engie, i tetti degli stabilimenti ospiteranno 120mila mq di pannelli fotovoltaici e i parcheggi altri 30mila, per produrre 15 MW di elettricità. Perché? Per ricaricare i modelli elettrificati prodotti nel sito. Infine, verranno installate 850 colonnine di ricarica nell’intero polo, la più parte destinate ai parcheggi dipendenti.


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MISSIONFLEET INCHIESTA

COSA VOGLIONO I FLEET MANAGER Oo professionisti ci raccontano delle loro priorità alla ripresa della mobilità dopo il Coronavirus, che non per tui è stato di immobilità totale. Nuove architeure contrauali e garanzie sulle consegne in programma, i must have oggi

di Andrea Barbieri Carones

H Hanno ormai superato quota 1 milione le auto circolanti in noleggio lungo termine. Una forma di possesso che prende sempre più piede e che in Germania e nel Regno Unito raggiunge numeri ancor più ragguardevoli. Del milione italiano, circa il 6-7% è nelle mani di privati. Il resto è appannaggio di imprese. Imprese che durante l’emergenza Covid 19, in molti

casi, sono state impossibilitate a utilizzare tali beni. Abbiamo intervistato i gestori delle flotte, manager di grandi aziende con sede in Italia per fare il punto sulle loro esigenze post Coronavirus. Sono emerse criticità legate all’immobilità forzata, non scema l’interesse verso l‘auto elettrica, ma non riesce a sfondare nei cuori (e nei garage) dei fleet manager: questi alcuni aspetti che impatteranno sulle decisioni della seconda metà del 2020. Ma prima di addentrarci, è bene conoscere i numeri relativi all’andamento delle nuove immatricolazioni di auto aziendali negli ultimi 5 anni (box) nei principali 4 paesi Ue. In Italia nel 2019 ne sono state registrate più di 372 mila, comprese quelle in noleggio a

IMMATRICOLAZIONI TRUE FLEET* 2015

2016

2017

2018

2019

Germania

786.723

828.724

846.037

818.859

938.315

Regno Unito

902.677

929.248

875.414

817.885

795.916

Francia

428.658

435.906

467.132

478.734

543.755

Italia

277.632

327.990

355.099

349.723

372.762

Fonte: Dataforce Italia

*True Fleet Per Italia e Francia corrisponde ad auto intestate ad aziende e auto in noleggio lungo termine; per Germania e UK sono intestate a società, in leasing finanziario o in leasing operativo. 34 | GIUGNO-LUGLIO 2020

lungo termine. In Germania quasi 3 volte tanto.

2020: FLOTTE STABILI Tutti gli 8 manager interpellati da MissionFleet hanno affermato che nel 2020 non ci sarà un aumento né un decremento del numero di vetture del parco auto. «Ad oggi sono circa 380, suddivise su 3 “legal entity”. Tutte a noleggio a lungo termine. Il 95% in fringe benefit», esordisce Cristian Espertini, fleet manager di Basf (industria chimica). La spesa annua per queste vetture è di circa 3,5 milioni di euro con la


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MISSIONFLEET INCHIESTA

voce “noleggio” che fa la parte del leone. Trattandosi di contratti “full”, all’interno del canone sono raccolti tutti i servizi. «A questo dobbiamo aggiungere circa 900.000 euro di spese per il carburante». Con una flotta di 40 unità, Askoll (motori elettrici, acquari, pompe) prevede altrettanta stabilità. «Abbiamo circa il 90% di auto in fringe benefit e il 10% nel parco “pool”», argomenta la fleet manager Claudia Cotta. «Il Tco è circa di 400mila euro annui. Stiamo valutando l’inserimento di un nuovo fornitore di carte carburante che

ci permetterà di ottenere un risparmio sui costi di gestione. Grazie alla matrice proposta da un noleggiatore di lungo termine riusciremo a risparmiare ancora per i chilometri che non abbiamo percorso nei mesi di lockdown».

DAL TURISMO ALL’ENERGIA, I PARCHI I mesi di marzo e aprile 2020 impatteranno sui bilanci di molte aziende, che hanno fermato le attività e gli spostamenti dei dipendenti. Il settore del turismo è tra i più colpiti: «La nostra flotta di auto

aziendali in senso stretto è composta da circa 30 vetture in noleggio di lungo termine», osserva Alberto Re, purchasing and general affairs manager del Gruppo Bluvacanze, società di agenzie di viaggio e tour operating facente capo a Msc. «Ad esse se ne aggiungono altre 200, frutto dell’operazione Fiat 500 “brandizzate” e distribuite alle agenzie nostre partner. Una trentina di queste ultime è stata assegnata al personale. L’operazione è stata realizzata nel 2019 sotto l’egida di Msc Crociere con la partnership di Leaseplan e Fiat, che ha GIUGNO-LUGLIO 2020 | 35


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MISSIONFLEET INCHIESTA

ALBERTO RE

CLAUDIA COTA

prodotto le vetture su misura per noi». In questo caso, le auto in fringe benefit sono 59, le altre sono strumentali. In totale incidono per circa 53mila euro al mese. Anche per Terna nessun incremento sostanziale di

36 | GIUGNO-LUGLIO 2020

vetture in flotta, come spiega Marco Barbuto, responsabile fleet and mobility. «La flotta è composta da circa 1.600 veicoli di cui 1.400 destinati a un uso strumentale (auto operative, furgoni, fuoristrada e mezzi speciali) all’attività dell’azienda, mentre 200 sono ad uso promiscuo (dirigenti e quadri)». Flotta analoga per Siemens, che non prevede rinforzi nella seconda metà del 2020. «Il 98% è di vetture assegnate ad uso promiscuo, mentre il 2% è condiviso. La spesa annuale è circa di 11 milioni, con i canoni di noleggio – inclusivi dei servizi di manutenzione e assicurazioni –, che rappresentano la voce più rilevante», spiega Valeria Braidotti, head of procurement mobility services dell’azienda tedesca. Per DPV, società di marketing operativo con sede principale a Torino, si parla di 400 auto, di cui 40 in fringe benefit. La spesa media mensile per ogni vettura è di 720 euro, comprende il noleggio (la voce principale), i carburanti, i pedaggi e i costi interni. Tutte in fringe benefit, invece, le circa 100 auto di Epson noleggiate con Arval e Leaseplan e le 370 di Boheringer Ingelheim (farmaceutica). Spesa annua? Circa 700 mila euro nel primo

caso e tra i 3,5 e i 4 milioni nel secondo.

LE AUTO ELETTRICHE POSSONO ASPETTARE I fleet manager confermano che per le auto elettriche c’è un interesse vivo. Forse più teorico che pratico e per numeri piccoli. Emblematica la posizione di Basf. «Green e impatto ambientale sono temi molto cari e sentiti in azienda. Già da alcuni anni offriamo e prevediamo auto ibride e plug in (per percorrenze sino a 120.000 km), mentre stiamo dotando i siti di colonnine per la ricarica. Abbiamo un progetto ad hoc e presto verrà implementata la mobilità a emissioni zero tra gli impianti. A Cesano Maderno (Milano) da più di 6 anni utilizziamo una vettura elettrica». Il problema è la scarsa autonomia dei modelli presenti sul mercato in rapporto ai chilometri da percorrere, come sottolineano Claudia Cotta e Alberto Re. Quest’ultimo apre uno spiraglio all’ingresso di ibride o plug in. Un po’ come Daniele Conti, innovation hub manager di DPV, che rimarca come la svolta elettrica sia ancora lontana seppur gradita. «Le autonomie di percorrenza sono ancora troppo basse per


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MISSIONFLEET INCHIESTA

noi. In media, ogni nostra vettura percorre circa 2.700 chilometri al mese». Luigi Fanizzo, fleet, facilities & building manager di Epson spiega che l’azienda ha per ora solo una Renault Zoe adibita a city car. «Stiamo aspettando gli sviluppi dell’infrastruttura di ricarica per valutare eventuali implementazioni». Nessuna prospettiva immediata di EV nemmeno per Stefano Montanari, head of commercial supply chain di Boheringer Ingelheim. «Due i motivi principali: il nostro chilometraggio medio e la complicazione che risulterebbe nella gestione delle ricariche per chi esce dalle grandi città. La nostra scelta cade sulle ibride».

TERNA E SIEMENS IN CONTROTENDENZA Di parere diverso è Marco Barbuto: «Nel pieno dell’emergenza, per la sua flotta operativa Terna ha pubblicato una gara per il noleggio a lungo termine di 49 mezzi elettrici (3 furgoni e 46 auto), che andranno a sostituire entro fine anno i veicoli endotermici. Speriamo che l’emergenza Coronavirus non rallenti questa fase di trasformazione. Monitoriamo la situazione, affinché si riesca a mettere a disposizione dei colleghi entro il 2020 un primo stock totalmente a emissioni zero. Prossimo obiettivo (nel 2023) sarà quello di elettrificare il 30% del parco operativo, con esclusione dei mezzi speciali». Ma non è tutto: a inizio anno, Terna ha definito e pubblicato una car list totalmente green riguardo le auto ad uso promiscuo, scegliendo di inserire esclusivamente vetture ibride ed elettriche. Simile l’approccio di Siemens, che investe in

LUIGI FANIZZO

sostenibilità, trovandosi in una posizione di rilievo nei principali ranking legati ad essa, come il Dow Jones Sustainability Index. Per quanto riguarda la flotta, l’obiettivo è di ridurre del 33% le emissioni di CO2 per la “running fleet” entro il 2025 e del 100% entro il 2030. «Per raggiungerlo – aggiunge Valeria Braidotti stiamo portando avanti diverse azioni, come selezionare veicoli diesel con minori emissioni, aumentare la quota di vetture ibride ed elettriche, infine adottare fuel card che permettano la compensazione delle emissioni. Per quanto riguarda l’elettrico, in questo momento si presta

maggiormente a vetture in corporate car sharing. Infatti, gli assegnatari di auto aziendale mediamente percorrono parecchi chilometri l’anno, principalmente in autostrada. I collaboratori possono scegliere la vettura da una car list che oggi ha il 20% di vetture elettriche/ibride/ibride plug in e l’80% diesel. Per i dirigenti, la percentuale è del 50-50».

LE RICHIESTE AI NOLEGGIATORI POST COVID19 Cristian Espertini: «Bella domanda. Se consideriamo che Basf è presente sul territorio nazionale con 8 siti produttivi e

CRISTIAN ESPERTINI

GIUGNO-LUGLIO 2020 | 37


12 Inchiesta FleetManager.qxp_Layout 1 19/06/20 08:06 Pagina 38

MISSIONFLEET INCHIESTA

DANIELE CONTI

una rete di vendita e assistenza capillare, direi “molta” flessibilità per gestire le diverse realtà regionali. Con l’emergenza Covid19 e con le incognite delle fasi successive, le percorrenze sono diminuite e forse non torneranno più come prima. Pertanto bisognerà prevedere soluzioni personalizzate. In quest’ottica, potrebbe verificarsi un ulteriore incremento di ibride e plug in». Claudia Cotta: «Vorremmo una sanificazione inclusa nel prezzo, più flessibilità e proposte più competitive e rapide». Alberto Re: «Fermo restando che ora è prematuro ipotizzare interventi, sarà sicuramente necessario sedersi coi fornitori e riconsiderare l’intera

architettura contrattuale. Servirà una condivisione delle perdite. Questo però vale per tutti. Il come verrà attuata (abbassare i canoni?) è ancora da stabilire. Ma questa è una iniziativa che va decisa in azienda e non dipende solo da me». Marco Barbuto: «Le necessità maggiori verso i noleggiatori sono legate alla rete di assistenza e ai tempi di consegna delle vetture ordinate. Nel primo caso cerchiamo di ottenere il massimo, affinché i nostri colleghi non subiscano ritardi in fase di ripristino della mobilità causando eccessivi fermi macchina. Invece, rispetto alla delivery, il monitoraggio è condiviso con il lessor per valutare congiuntamente azioni correttive. Per quanto riguarda i mesi della fase 2 dell’emergenza Covid, ci sono 3 punti sui quali sarà necessario avere una maggior attenzione: sanificazione, ancora una volta la rete di assistenza e la disponibilità di nuovi mezzi. Abbiamo da subito adottato un protocollo di sicurezza che, oltre a definire le procedure per la protezione individuale, prevede la sanificazione delle sedi e dei mezzi, garantendone l’utilizzo in piena sicurezza. Il nostro impegno costante è poi quello di supporto per evitare fermi

LE FLOTTE DELLE AZIENDE INTERVISTATE N. auto

Vita media in azienda

Siemens

1.600

48 mesi

Terna

1.600

DPV

400

mezzi propri: 5 anni. Lungo termine: 36 mesi 24 mesi

Basf

380

max 150mila km

Boheringer Ing.

370

37 mesi

Gruppo Bluvacanze

230

48 mesi (media); Fiat 500: 24 mesi

Epson

100

48 mesi

Askoll

40

36 mesi

38 | GIUGNO-LUGLIO 2020

eccessivi a causa delle chiusure straordinarie delle officine. Un altro aspetto che impatta in modo rilevante è la chiusura degli stabilimenti dei marchi più importanti nel settore automobilistico. Ciò ha rallentato sia il flusso di consegne a copertura di alcune aree in sofferenza di auto, sia le riconsegne di veicoli a fine contratto di noleggio o ciclo di utilizzo». Valeria Braidotti: «Ci aspettiamo un forte allineamento da parte dei noleggiatori con le case


12 Inchiesta FleetManager.qxp_Layout 1 19/06/20 08:06 Pagina 39

MISSIONFLEET INCHIESTA

costruttrici. Questo in merito alle date di prevista consegna degli ordini emessi a fronte degli stop di produzione che si sono verificati in questo periodo. Obiettivo: consentire a noi clienti la pianificazione di eventuali prolungamenti dei noleggi in corso. Inoltre, in caso di interventi di manutenzione o riparazione, ci aspettiamo non solo che vengano adottate tutte le misure di prevenzione dei contagi ma che le auto vengano restituite dopo averne eseguito a carico del noleggiatore stesso la sanificazione. Sicuramente

servirà proattività e innovazione dei servizi offerti. Ad esempio, per quanto riguarda i veicoli elettrici sarebbe interessante incentivarne l’adozione mediante una proposta flessibile, combinata all’occorrenza anche alla disponibilità di una vettura non elettrica». Daniele Conti: «Nei confronti dei noleggiatori, vorremmo la possibilità di congelare i canoni per i 2 mesi di fermo che abbiamo avuto». Luigi Fanizzo: «Ci siamo già messi in moto per richiedere una estensione degli attuali contratti

in scadenza a fine 2020 per altri 12 mesi. L’obiettivo è di riparametrare il chilometraggio e ottenere un bonus». Stefano Montanari: «Le nostre necessità? Per le auto di assegnazione temporanea, la presenza di un kit per la sanificazione degli interni al momento della consegna. Questo principalmente per vetture mid term o sostitutive. Inoltre, un certificato di avvenuta sanificazione prima della consegna e il medesimo servizio per le ri-assegnazioni interne, in tutta Italia».

GIUGNO-LUGLIO 2020 | 39


LA GIIURIA

13 MFA 3 20 (4).qxp_Layout 1 19/06/20 08:17 Pagina 40

VALERIA BRAIDOTTI SIEMENS

MAURIZIO CAPOGROSSO HENRY SCHEIN KRUGG

DANIELE CONTI DPV SPA

CLAUDIA COTTA ASKOLL

GIANFRANCO MARTORELLI WIND TRE SPA

RICCIARDO MURADORE BEIERSDORF

ALFERIO PAOLILLO EDISON SPA

BARBARA PIOMBI GRUPPO CREDEM

LA GIURIA È COORDINATA DA PAOLA MIGHETTO E DA PAOLA BALDACCI, RISPETTIVAMENTE DIRETTRICE EDITORIALE NEWSTECA E DIRETTRICE RESPONSABILE DI MISSIONFLEET E MISSIONLINE.IT

ITALO ROMANO SUMITOMO CHEMICAL

CLAUDIO LUIGI SPOSATO ENGIE ITALIA

I 10 GIURATI Vi presentiamo i dieci fleet manager che compongono la giuria di MissionFleet Awards 2020. L’appuntamento ufficiale per ascoltare le presentazioni dei candidati è previsto per settembre, successivamente i giurati si riuniranno per discutere e decretare i vincitori di MFA 2020. Anche quest'anno la giuria si avvale della partecipazione di Maurizio Bertera, figura di spicco del giornalismo italiano del settore automotive. L'evento finale si terrà il 23 novembre all'Excelsior Hotel Gallia di Milano, durante la serata di gala scopriremo e celebreremo i vincitori di MissionFleet Awards 2020.

MAIN PARTNER

40 | GIUGNO-LUGLIO 2020


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MISSIONFLEET FINANZA

I CONTI IN TASCA ALL’AUTOMOTIVE Dal “deserto dei profii” alle “vendite depresse” per i prossimi tre anni, l’industria affronta un periodo buio. Proprio nel momento della sua massima innovazione tecnologica. L’analisi di Alix Partners

I conti in tasca all’automotive arrivano impietosi a sancire i prossimi tre anni di vendite “depresse”, che per l’Italia saranno 4. Il Global Outlook di Alix Partners mostra un’industria che non si tira indietro sui macro trend di sviluppo, ma dovrà ridurre in maniera importante i limiti di break even per sopravvivere. In ballo c’è proprio la sopravvivenza. Ricordiamo che già nel 2019 l’analisi prevedeva la chiusura di 24-25 impianti produttivi (a livello globale) e se lo stimolo alla domanda non arriverà in fretta ed efficientemente, la prospettiva può solo peggiorare. In questo caso il pensiero corre subito all’Italia, visto che Germania e Francia hanno già fatto le loro scelte sugli incentivi. «L’impatto sui volumi nel 2020 è pesante, di circa 19 milioni di vetture perse (mancate vendite) – argomenta il managing director della società di consulenza, Dario Duse –, praticamente quest’anno si perde il 21%

RIPRESA NEL 2025 In una stima ulteriormente peggiorativa, i conti in tasca all’automotive di Alix Partners ipotizzano “un atterraggio” a 66 milioni di vetture nel 2020. Dopodiché servirà un quinquennio per tornare ai livelli del 2019 (90-93 milioni di vetture). Ci aspettano 5 anni di “vendite depresse”, che dopo il “deserto dei profitti” sancito l’anno scorso non è proprio il massimo. La ripresa avrà con probabilità due velocità. «In Cina sarà più rapida – argomenta il direttore –:

quest’anno si attesterà a 23 milioni di pezzi per tornare nel 2025 ai suoi standard. L’Europa passerà dagli attuali 14 a 21 milioni più lentamente, con l’Est più dinamico. Il Nord America risulta meno impattato rispetto al Vecchio Continente». Complessivamente, a causa del Covid-19, l’industria automobilistica potrebbe perdere 44 milioni di vetture nei prossimi tre anni. Generando mancati ricavi per 1,3 trilioni di dollari per le case automobilistiche.

di Paola Baldacci

I

guadagnato nel decennio di espansione 2009-2019». Per un confronto sulla gravità della situazione, la crisi profonda del 2008/2009 costò appena l’8% all’automotive mondiale. Che quest’anno va verso una chiusura di 70,5 milioni di veicoli venduti. S’intende sia passenger cars sia Lcv.

IN ITALIA In un’Europa fortemente colpita dagli effetti della pandemia, l’Italia si mostra in un’accentuata debolezza. «In assenza di nuovi incentivi rilevanti, il mercato si attesta a 1,2 milioni di auto rispetto ai 2,1 raggiunti precedentemente. Anche in questo caso serviranno almeno 4 anni per recuperare», sottolinea Duse. La critica va al Governo che non propone soluzioni appetibili ai consumatori. Il solo contributo a Phev (motori ibridi) o plug in (elettrici) non funziona, infatti i fondi disponibili non arrivano nemmeno ad essere utilizzati in toto. Occorre un’estensione verso livelli di emissioni meno “stretti” e a quel punto aumentare la dotazione. Per il 2021 la previsione è di un mercato da 1,6 GIUGNO-LUGLIO 2020 | 41


14 Alix Partners.qxp_Layout 1 19/06/20 08:19 Pagina 42

MISSIONFLEET FINANZA

POWERTRAIN FORECAST

IL CROLLO DEL DIESEL NEI MERCATI EUROPEI Diesel market share for passenger cars in EU 2015 to 2019 57% 39% 34%

France

-82%

20%

-67%

10% 56% 51%

Italy

-42%

-73%

40% 29% 15%

-91%

48% 32%

UK

-81%

25% 19% 9%

Germany

-77%

21% 11%

15%

-83%

9%

2015

2018

2019

2025

• Now all main countries show diesel share below gasoline: 2019 first year in Italy with Diesel below Gasoline sales (47% vs. 53%) • Diesel engine becomes more expensive due to additional aftertreatment technologies

-15%

• OEMs cutting diesel variants and investment in diesel technology

53% 47% 46%

RoEU

o 2019 Diesel forecast was about 32%, actuals 2019, 30% (6% reduced penetration vs. forecasted in 2019, so reported faster reduction of Diesel sales share)

-49% 48% 32% 32%

• Europe’s diesel share has fallen from 52% to 30% between 2015 and 2019, with a decrease of -15% vs. 2018

-31%

• By 2030, expect diesel used in high mileage, upper vehicle segments that can absorb extra costs for aftertreatment technologies

2030

Source: AlixPartners powertrain forecast, Acea

milioni di vetture e solo nel 2022 le vendite totali dovrebbero riavvicinarsi ai livelli pre-crisi con 1,8 milioni di auto immatricolate.

INDEBITAMENTO +8% Cosa dovranno fare le Case per controbattere questi stress negativi? Pensare ai propri flussi di cassa per andare avanti, ma anche per restituire il debito. Hanno, infatti, chiesto linee di credito per 52 miliardi in Europa e 20 miliardi in Nord America. Se nel primo trimestre 2020 il Covid19 ha incrinato i risultati economici dei costruttori per il 54% e dei fornitori per il 57%, nel secondo trimestre sarà ancora peggio. Gli Oem (i costruttori) hanno forte necessità di risorse finanziarie nel breve tempo. «La loro preoccupazione è per il 35% 42 | GIUGNO-LUGLIO 2020

in più di indebitamento rispetto al 2015 e dell’8% in progressione sullo stesso periodo 2019 – conclude il manager –. Dunque, quest’anno si devono focalizzare sul preservare la cassa. Andando avanti questa priorità diventerà strutturale. Per cui serviranno azioni non temporanee per abbassare break even e costi». In altre parole, misure coraggiose. Anche perché gli investimenti nei 4 pilastri del futuro C.A.S.E. e cioè connected, autonomous, shared ed electrified, non si fermano.

INVESTIMENTI C.A.S.E. «Tutte le grandi fusioni che hanno a che fare con questi 4 fattori mostrano indici di crescita», sottolinea Duse. Perciò sul trend non si prevedono stop d’investimento, solo

rallentamenti per la situazione contingente e soprattutto sulla guida autonoma. Nessuna “ritirata” in logica strutturale. Né sull’elettrificazione. Che fine farà l’economia della condivisione nella mobilità? Da Alix prevedono che il mobility as a service (MaaS) continuerà nella forma del ride hailing (Uber e Lyft) mentre il car sharing del privato che condivide la propria auto rimarrà in quota marginale. Ultima nota sulle alimentazioni: il diesel continuerà a perdere, fino ad attestarsi al 10% nel 2030. L’elettrico viaggia verso il 45% nel 2025. Fra cinque anni, infine, i Suv rappresenteranno il 47% del mercato in Italia rispetto al 24% attuale. Continuando la sua crescita inarrestabile a discapito del livello medio di emissioni di CO2.


15 Analisi copertina 3 2020.qxp_Layout 1 19/06/20 08:19 Pagina 43

Se guardiamo gli ultimi dati credibili – ossia quelli dell’intero 2019 – l’ibrido sta vivendo una crescita importante nel nostro Paese: per la prima volta, il muro delle 100mila vetture (full hybrid e plug in) è stato superato ampiamente – siamo su 116mila unità – con una crescita del 33,4% rispetto all’anno precedente. In pratica, se l’auto elettrica fatica sempre, quella ibrida sta conquistando gli italiani in misura superiore ad altri guidatori europei. C’è da pensare che superati i (lunghi) postumi del Covid-19 l’onda riprenderà possente, favorita da modelli quali i protagonisti delle nostre analisi. La RAV4 – terza vettura più venduta al mondo – che esprime al meglio la visione Toyota su questo fronte e la Jeep Compass 4XE che segna una svolta per il gruppo Fca: pensare a un’ibrida a stelle e strisce costruita a Melfi qualche anno fa sarebbe stata fantascienza. E invece...


16 ANALISI Toyota Rav4.qxp_Layout 1 19/06/20 08:19 Pagina 44

L’ANALISI DI

Toyota Rav4 Plug-in Hybrid Nuova vita, per il Suv best seller L’ibrido è un mantra di Toyota, da tempi non sospetti. Lo dicono i numeri: delle 90mila unità immatricolate in Italia nello scorso anno, due terzi sono rappresentati da modelli ibridi più l’elettrica Prius. Facile pensare che dalla seconda metà del 2020, la quota salga in quanto arriverà sul mercato la prima Rav4 plug-in hybrid, che andrà ad affiancarsi a quella non ricaricabile, già sul mercato: per la cronaca si tratta della Suv più venduta al mondo (nel 2019, in crescita dell’11,7% con ben 931.852 pezzi immatricolati) ed è terza nella classifica assoluta dietro la compagna di brand Corolla e la Ford F-150 pick-up. Rispetto alla Rav4 ‘normale’, la versione plug-in hybrid si caratterizza per un fascione leggermente diverso – con cromature nella parte bassa – le inedite prese d’aria e i cerchi in lega di 18 o 19” (optional), anch’essi con un nuovo design. Non mancano, come da tendenza, verniciatura esterna bicolore, portellone posteriore elettrico con sensore per il piede e tetto panoramico. di Maurizio Bertera

LA GAMMA Il sistema della nuova Rav4 Plug-in Hybrid è composto dal noto quattro cilindri a benzina a ciclo Atkinson da 2,5 litri (che è stato aggiornato), la batteria agli 44 | GIUGNO-LUGLIO 2020

ioni di litio ricaricabile dalla rete esterna alla vettura e la coppia di motori elettrici (uno all’anteriore e uno al posteriore). I 306 Cv di potenza complessiva e la trazione integrale consentono all’auto di

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scattare da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi. Le modalità di guida sono quattro, per sfruttare al meglio la potenza disponibile. La vettura può procedere con la spinta del solo motore elettrico per circa 65 km (secondo il ciclo Wltp), con una velocità massima di 135 km/h. Valori degni di nota anche per le emissioni medie di anidride carbonica (sempre dati di omologazione): soli 29 g/km.

display, sistema audio con display multimediale touchscreen da 9’ pollici e la smartphone integration Apple Carplay e Android Auto. Nuovi i rivestimenti dall’impostazione sportiva, con motivi a coste e dettagli in rosso a contrasto.

LA PREFERITA

I TEMPI DI CONSEGNA

Detto che il prezzo del nuovo modello è ancora da stabilire, possiamo prendere a riferimento quello della versione ibrida precedente, con trazione integrale e lo stesso motore a benzina anche se la potenza complessiva non andava oltre i 222 Cv: si partiva da 39mila euro. La casa giapponese ha fornito indicazioni sull’equipaggiamento dell’abitacolo: sedili anteriori e posteriori riscaldabili, presa di corrente a 230 V, head-up

IN ARRIVO Per la gamma, questa sarà la sola versione plug-in.

A meno di promozioni particolari, si parla di duetre mesi dall’ordine.

IL VALORE RESIDUO Meritevole il programma Toyota plus per l’ibrido: controlli rigorosi, garanzie trasparenti e servizi su misura. Permette di scegliere tra una gamma di auto certificate da 111 controlli e garantite dall’Hybrid Health Check, che prevede l’estensione di un anno o 15.000 km per la


16 ANALISI Toyota Rav4.qxp_Layout 1 19/06/20 08:19 Pagina 45

L’ANALISI DI

copertura della batteria ibrida, rinnovabile fino a 10 anni. Oltre a un’attestazione di conformità, una certificazione sul chilometraggio e sullo stato della vettura, si può contare su una garanzia commerciale di 36 mesi, la copertura guasti e un’assistenza stradale 24 ore su 24 in tutta Europa, con possibilità di auto sostitutiva.

modificabile nel tempo con la possibilità di personalizzare tutti i pagamenti in base alle proprie esigenze e con un semplice click. In più, al termine del periodo contrattuale, se non si restituisce l’auto, si possono scegliere tre classiche opzioni: sostituire la vettura con una nuova, utilizzando un piano finanziario simile; tenerla, saldando o I COSTI DI GESTIONE rifinanziando l’importo finale che corrisponde al La garanzia Toyota ha valore Valore Futuro Garantito; di 3 anni/100.000 km e può infine restituirla senza saldare l’importo finale ma essere estesa per ulteriori solo eventuali danni ed 12 o 24 mesi. È compreso il programma Toyota Eurocare eccedenze chilometriche. con un servizio di assistenza Non manca la soluzione di leasing ‘normale’, chiamata gratuita 24 h su 24, tutti i Lease for Drive. E ancora la giorni, per 3 anni. Molto formula Valore Toyota con curata anche la anticipo e una rata manutenzione: le officine contenuta per decidere, alla mettono a disposizione due meccanici per il tagliando in scadenza, se cambiare l’auto con una nuova Toyota, un’ora. rifinanziare la rata finale o estinguere il finanziamento. LE FORMULE

FINANZIARIE

IL NOLEGGIO

Quella consigliata per l’acquisto è la Pay per Drive, Toyota Business Plus è la

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divisione dedicata ai clienti business e alle flotte aziendali. Per il ‘lungo termine’ ha creato Kinto One, che consente di utilizzare un’auto della gamma, con zero anticipo, canone mensile fisso con durata variabile del contratto e una vasta gamma di servizi: manutenzione, protezione assicurativa, assistenza stradale, gestione bollo e multe. Numerose le promozioni disponibili sul sito ufficiale.

automatico Toyota sia stato eliminato. Certo, il design non è entusiasmante, fermo restando che si tratta di una delle poche autentiche world car. Aspetto che non permette agli ‘stilisti’ di una Casa forzature che potrebbero piacere in un mercato ma non nell’altro. Quindi resta un buon equilibrio di linee e volumi.

IMMAGINE

La Rav4 – insieme alla Yaris e alla CH-R – è il punto di forza di Toyota sul mercato europeo, e italiano in I PREGI E I DIFETTI particolare. Alla quinta generazione è veramente Dalla Rav4 naturalmente diverso dal modello che prenderà il meglio: apparve nel 1994 al Salone di abitacolo comodo e Ginevra. Ora, al tempo dove spazioso, un bel pacchetto di Adas e il comfort. In più ci alzi un sasso e trovi un Suv, dovrebbe essere un piacere ecco che la Casa riesce a essere all’avanguardia di guida superiore, sull’ibrido, migliorandosi valutando la notevole potenza senza condizionare costantemente sulla rotta dell’efficienza senza veri troppo l’economia di scossoni ma non scordando consumi. Quanto al pollice mai la filosofia ‘kaizen’. verso, è corretto Quella del progresso a sospendere il giudizio sperando che il noto effetto piccoli passi, che in Toyota ha scooter del cambio trovato la piena applicazione. GIUGNO-LUGLIO 2020 | 45


17 ANALISI Jeep Compass.qxp_Layout 1 19/06/20 08:19 Pagina 46

L’ANALISI DI

Jeep Compass 4Xe Tendenza plug in soddisfatta È una svolta importante per la Compass, modello che nella gamma Jeep si trova in mezzo al compatto Renegade e i due Cherokee (normale e Grand). Con la 4Xe debutta la propulsione plug-in che diventa così un plus per una vettura che nell’ultima generazione si era aggiornata, diventando il clone (in piccolo) della sorella maggiore Grand Cherokee: forme piene, solide, con la calandra a sette feritoie, diventata, ormai, un marchio di fabbrica. Però, qui, la taglia è compatta, più gestibile anche nell’uso normale cittadino: parliamo, infatti, di un corpo vettura che resta un filo al di sotto dei 440 cm. L’abitacolo offre una buona impressione generale di ben fatto: sul cruscotto spiccano due quadranti sportivi, separati da un piccolo display, mentre in plancia c’è l’ampio schermo touch dell’infotainment, (da 7 a 8,4” a seconda della versione) gestibile anche tramite i comandi vocali. di Maurizio Bertera

LA GAMMA C’è una sola motorizzazione: quella benzina turbo 4 cilindri 1.3 da 180 Cv che muove le ruote anteriori, mentre il motore elettrico spinge quelle posteriori per una potenza complessiva di sistema pari a 240 Cv. Ad 46 | GIUGNO-LUGLIO 2020

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gestita elettronicamente in base all’aderenza e la risposta può essere variata scegliendo le modalità di guida dal pomello centrale. In più c’è la modalità Sport, perché le prestazioni si annunciano notevoli: lo ‘0-100’ dichiarato richiede circa 7 secondi, lo spunto massimo è di 130 km/h in modalità elettrica pura e di 200 km/h in modalità ibrida. I consumi dichiarati, secondo il ciclo Wltp, si attestano sui 1,97 l/100 km.

LA PREFERITA

Nella fase di lancio, il modello è proposto nell’esclusiva versione First Edition, che ha inclusi nel prezzo l’estensione della garanzia (cinque anni per l’auto, otto per le batterie) e alimentare il propulsore la wallbox da parete per elettrico è una batteria da ricaricare più velocemente 11,4 kWh, posta sotto il tunnel centrale e il divano: si le pile. Due gli allestimenti: Urban, con cerchi di 19” e ricarica in 3 ore e mezzo off-road, con ruote di 17” dalla rete domestica e in con l’identico prezzo di 1 ora e 40 minuti tramite la 45.900 euro. Entrambe wallbox. L’autonomia è di hanno di serie lo schermo di circa 50 km. La ripartizione 8,4” nella consolle, le della potenza fra i motori è

funzionalità per gli smartphone Apple Carplay e Android Auto, l’accesso a bordo senza chiave, lo schermo di 7” nel cruscotto, la telecamera posteriore di parcheggio, il sistema per il monitoraggio dell’angolo cieco negli specchietti, i fari allo xeno e il cavo per la ricarica delle batterie da colonnine pubbliche.

IN ARRIVO La Casa non prevede allargamenti della gamma, relativamente alle versioni plug-in.

I TEMPI DI CONSEGNA Le prime consegne della First Edition erano previste per l’estate. È evidente che i due mesi di stop alla fabbrica di Melfi si faranno sentire, quindi sono prevedibili ritardi.

IL VALORE RESIDUO Il modello mantiene un valore di riferimento nella


17 ANALISI Jeep Compass.qxp_Layout 1 19/06/20 08:19 Pagina 47

L’ANALISI DI

sua categoria. Al di là della disponibilità in concessionaria, un valido catalogo è quello su www.jeep-official.it dove si trova anche l’usato certificato Selected4U che valuta solo le vetture che abbiano superato 160 controlli severissimi, con massimo sei anni di attività e meno di 130mila km. L’usato Selected4U è coperto da garanzia valida in tutta Europa fino a 36 mesi. Nell’outlet virtuale di Fiat www.mirafiorioutlet.it si può trovare, inoltre, il migliore usato aziendale certificato e un’ampia scelta di km 0.

I COSTI DI GESTIONE Due gli anni di garanzia per la nuova Jeep Compass. Nella pagina web ufficiale www.jeepofficial.it/mopar/garanzia c’è la possibilità di estenderli con piani ‘studiati’ in base alle proprie esigenze. Il piano più diffuso è quello Top Care (estensione di garanzia, manutenzione programmata, assistenza

stradale in un unico complesso) con tre opzioni modulabili per durata e chilometraggio coperto, che ti regalano fino a dodici soluzioni diverse di acquisto.

LE FORMULE FINANZIARIE Fca Bank propone tre formule esclusive per Jeep: Free (si paga la metà del prezzo di acquisto, per due anni nessuna rata e poi le tre classiche opzioni alla scadenza del contratto), Excellence che prevede alto tasso di personalizzazione (partendo dall’anticipo variabile) e Lease dove si possono abbinare una vasta gamma di servizi accessori, come la polizza Rca che mantiene lo stesso costo per tutta la durata del leasing.

IL NOLEGGIO La formula per il lungo termine è Jeep Rent, che prevede tutti i servizi inclusi nel canone: assicurazione, manutenzione, sostituzione pneumatici e assistenza

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stradale, durata sino a 60 mesi o 180mila km. Ricordiamo che la divisione Fca Fleet & Business propone costantemente numerose offerte, con canone fisso mensile, e volendo con tutti i servizi di assistenza e assicurativi: facile pensare che nei prossimi mesi ci saranno anche per la Compass plug-in.

I PREGI E I DIFETTI L’abitabilità è sicuramente uno dei punti di forza: lo spazio per le persone è parecchio, dietro anche gli spilungoni hanno agio per le gambe. Sulla Compass, notoriamente si viaggia bene perché l’assorbimento delle asperità del fondo è perfetta e l’insonorizzazione curata. Quanto al comportamento stradale, è un veicolo che nei tragitti autostradali come sulle statali ricche di curve regala la massima godibilità. Cosa che avviene anche nell’offroad leggero: persino per le versioni 4x2, figurarsi per la

4Xe che vanta l’integrale. Difetti: storicamente, il baule non risulta dei più capienti e le finiture non sempre sono all’altezza della bontà del progetto.

IMMAGINE Una delle scommesse vinte da Sergio Marchionne è stata quella di aver ‘europeizzato’ Jeep più di quanto si potesse prevedere, sino a decidere di utilizzare l’Italia per costruirla. In ogni caso, la Compass sta svolgendo bene il ruolo di sorella maggiore del Renegade, magari con meno appeal ma tanta sostanza, come dimostrano i numeri del mercato. La 4Xe arriva – sia pure in ritardo – a rinforzare la gamma con l’opzione più alla moda e interessanti costi di esercizio. L’immagine positiva è ulteriormente migliorata dall’attenzione alla sostenibilità: il 100% del sottoscocca è composto da plastica riciclata, mentre il 40% del serbatoio di materiali riciclati. GIUGNO-LUGLIO 2020 | 47


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MERCATO

OMOLOGATO IL 1° SISTEMA DI DOPPIA ALIMENTAZIONE HYBRID/BENZINA + METANO Ora anche le ibride si trasformano a gas naturale: è stata ottenuta l’omologazione dal Ministero da parte di Ecomotive Solutions e Autogas Italia, con la collaborazione di Snam4Mobility. Lo sviluppo del sistema di doppia alimentazione hybrid/benzina + metano è stato effettuato su una Toyota C-HR 1.8 Hybrid. La vettura pilota è stata messa a disposizione per questo progetto da Snam4Mobility. L’auto entrerà a fare parte della flotta ecologica dell’azienda, ma il kit di trasformazione a metano adatto per motori a iniezione diretta e indiretta è già disponibile presso le officine convenzionate. Nel vano motore sono alloggiati un riduttore di pressione a doppio stadio, una centralina elettronica per il controllo e la gestione del sistema metano, un rail quattro iniettori metano. Nel bagagliaio è stata progettata una soluzione ‘su misura’ che prevede l’alloggiamento di tre serbatoi da 24+24+22 litri che permettono un’autonomia variabile di 300-350 km in base alle percorrenze e alle condizioni di utilizzo del veicolo. La presa di carica per rifornire i serbatoi è posizionata lateralmente nella parte posteriore del veicolo all’esterno della carrozzeria. Nell’abitacolo è presente un commutatore che permette di selezionare il tipo di combustibile, verificare il livello di metano presente nei serbatoi e ricevere informazioni di eventuali anomalie. Le prestazioni? Il banco prova potenza su cui è stata testata la vettura ha restituito gli stessi valori del funzionamento originario a benzina. Su strada non sono state evidenziate alterazioni.

VOLVO RIMBORSA L’ELETTRICITÀ La validità dell’offerta di rimborso dell’elettricità consumata nella guida di una Volvo plug in hybrid, lanciata lo scorso ottobre in occasione del lancio della XC40 Recharge, viene prorogata dal 30 giugno al 30 settembre. In pratica, la casa svedese rimborsa il costo dell’energia elettrica ricaricata per un anno. Vale per le vetture plug in hybrid ordinate dal 16 ottobre 2019 al 30 settembre 2020. L’iniziativa mira a premiare e quindi incentivare l’utilizzo in elettrico della vettura, quindi una guida il più possibile pulita con emissioni ridotte, sottolineando al contempo l’importanza di un uso efficiente dell’energia. In sintesi, più si guida in modalità Pure, senza emissioni dagli scarichi, più si risparmia. La misurazione avviene con l’app On Call e i prezzi sono calcolati sul prezzo medio secondo Eurostat.

Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Anna Fraschini, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano, Alessandro Palumbo Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

48 | GIUGNO-LUGLIO 2020

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