Skip to main content

MissionFleet 2/2026

Page 1


Record per il noleggio

Avanti

Circana vira

verso la mobilità elettrica di Andrea Barbieri Carones

Nissan Micra Bev di Andrea Barbieri Carones

Toyota RAV4 di Luca Barenghi

Elettrica funzionale e personale

Luigi Barni

Volvo ES90 di Luca Barenghi

MissionForum 2026 a cura della redazione

Ancora record per il noleggio a lungo termine di Alessandro Palumbo

Barenghi

La Tesla company car di Luigi Barni

Ioniq 9 di Luigi Barni

Inarrestabile Byd di Luigi Barni

Audi Q5 e-hybrid di Luca Barenghi

Un patrimonio che continua aviaggiare di Luca Barenghi

DI MISSIONFLEET

Audi A5 e-hybrid e Kia EV4 di Maurizio Bertera

Nuova Mercedes CLA di Cristiano Fortini

Lexus RZ MY26

Come la flotta aziendale diventa un sistema intelligente, Zucchetti 31

Curiosità e prestazioni di Luigi Barni

Fleet Management: consulenza fiscale e logistica nazionale, F.lli Giacomel

Jaecoo 8 di Luca Barenghi

L’editoriale di Omar M. Fumagalli

FLOTTE AL CENTRO, MANCA LA LOBBY

Ed è così che, per la prima volta, a quello che molti osservatori continuano a definire “il magico mondo delle flotte”, abbiamo scelto di affiancare – in occasione di MissionForum 2026 – anche il MICE, accanto al Business Travel. Una scelta per alcuni subito gradita, per altri inaspettata. Per noi, semplicemente, un passaggio voluto e, soprattutto, un’esperienza coinvolgente e gratificante. Da qui nasce un ringraziamento concreto: a tutti i partner che hanno contribuito con contenuti e valore, portando quella passione trasversale che continua a fare la differenza.

Oggi parlare di flotte equivale sempre più spesso, anche nel linguaggio comune, a parlare dell’intero comparto automotive nazionale. Un cambio di prospettiva che arriva quasi in ritardo, vedendo proprio le flotte come il cilindro rimasto attivo di un motore che da tempo mostra calo di giri e misfire negli altri, complice l’esposizione a fattori esogeni difficili da governare.

Eppure, contando su questo cilindro si continua a “dare carico” senza piena consapevolezza delle dinamiche che lo regolano. Dinamiche che solo chi opera quotidianamente nel fleet management conosce davvero – e non sempre, soprattutto quando il ruolo è gestito in modalità multitasking.

La complessità, come emerso durante le sessioni di MissionForum, non solo è elevata, ma destinata ad aumentare. Il confronto sull’elettrificazione resta aperto, mentre il tema

del valore residuo ha ormai superato i confini delle flotte, diventando una questione sistemica per un automotive italiano ancora incerto e deluso, ma non fermo.

Anche il “noleggio dei record” analizzato nel nostro Focus, inizia a perdere quella dimensione di certezza che lo aveva accompagnato negli ultimi anni, in azienda. In un mondo pieno di disruption globali come mai prima nella storia, cambiano priorità e prospettive. I driver restano centrali, mentre la componente ambientale, pur rilevante, si inserisce in un quadro più pragmatico, dove emerge un punto critico: la mancanza di coesione strutturata e continuativa al di fuori delle attività operative. Una frammentazione incolpevole che però indebolisce la capacità del settore di esprimere una voce comune e un’efficace azione di lobbying, nei contesti decisionali.

È qui che il dialogo tra ambiti diversi, come quello promosso a MissionForum, può diventare un’opportunità. Il confronto con gli altri mondi – eventi e viaggi – evidenzia modelli più maturi, supportati da impianti normativi più adattivi, frutto di un confronto costante tra operatori e istituzioni.

In attesa che anche il comparto flotte sviluppi maggior capacità di rappresentanza – percorso a cui siamo pronti a contribuire – questo numero primaverile di MissionFleet offre visibilità a ciò che il mercato oggi continua a offrire: ampia dose di novità nel prodotto.

OMF19

AVANTI PIANO

Il mercato dell’auto dà timidi segnali di ripresa, anche se flebili rispetto all’epoca preCovid: i privati hanno ricominciato a comprare e il comparto delle auto aziendali si mantiene su buoni livelli, con le aziende che stanno rinunciando al diesel e abbracciano, più per necessità che per scelta, i motori plug-in hybrid. Mentre il resto d’Europa accelera con le flotte verso la transizione, l’Italia rimane indietro

Se nel 2025 il noleggio si era guadagnato la medaglia di “salvatore della patria” perché, grazie ai risultati eccellenti del lungo e del breve (rispettivamente +11,6% e +13,5%), il mercato era riuscito a contenere le perdite a poco più del 2% di passivo, quest’anno le

cose si presentano piuttosto differenti. Lo short rent continua a cavalcare l’onda, favorito anche da una massiccia immissione di auto per assecondare le necessità di un evento straordinario come le Olimpiadi invernali. Giunti alla chiusura del primo trimestre, il dato delle

IL MERCATO LCV ITALIA 2026

immatricolazioni dei rent-a-car annuncia un brillantissimo +54%, che significa una quota di mercato molto vicina all’11%. Quanto sarà capace questo canale di capitalizzare il risultato anche nel resto dell’anno è tutto da dimostrare: crediamo che la fiammata non sia altro che

*Country Manager

Dataforce Italia

Metodo Ministero con canalizzazione per proprietario e inclusione delle importazioni senza targa

Società in proprietà e leasing: queste immatricolazioni includono anche quelle uso taxi, noleggio con conducente, autoscuole e quelle ad enti pubblici

Società di Noleggio a Lungo Termine Top: Alphabet, Arval, Athlon Car Lease, Ayvens, Drivalia, UnipolRental

Società di Noleggio a Lungo Termine Medium: Autosystem, Felirent, Flex Car Italia, Gruppo Santander (SCR - Drive), International Renting, Locauto, Mercury, PAN, Petite Forestier, Porsche Drive, Program Autonoleggio, Rent2Go, Sinergia Rent, Village Rent

Società di Noleggio a Lungo Termine Captive: ES Mobility, Free2Move Lease, KINTO Italia, Leasys, Lynk&Co Sales Italy, Mercedes-Benz Lease Italia, Stellantis Renting, Volkswagen Leasing

Società di Noleggio a Breve Termine Top: Avis Budget Italia, Europcar, Hertz Italiana, Locauto Rent, Sicily by Car, SIXT

Società di Noleggio a Breve Termine Medium: Autovia, BuyFleet, Centauro Rent, Demontis, Noleggiare, Rental Plus

Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 01.04.2026

di Salvatore Saladino*

un’anticipazione del rinnovo della flotta previsto solitamente attorno a primavera. Il noleggio a lungo termine, invece, chiude il primo quarto dell’anno in rosso (-3,5%), a fronte di un mercato complessivo in buona salute (+9,4%) e, soprattutto, con il canale dei privati che ha ripreso vigore (+7,7% nel Q1, a marzo addirittura a +18%), dopo anni magrissimi. Benino anche le vendite dirette alle aziende. Con l’aggiunta del contributo determinante delle solite autoimmatricolazioni (leggasi “km zero”), che quest’anno viaggiano a +20,5%, il +9,4% del Q1 è ben giustificato. Con il noleggio a lungo termine che appare come l’unico canale in negativo. Ma è veramente così? Non proprio: occorre entrare in un’analisi un po’ più circostanziata.

NOLEGGIO IN CALO?

SEMBRA, MA…

Il long rent quest’anno, da gennaio a marzo, ha targato 105.000 Passenger Cars, 3.800 in meno rispetto all’anno scorso. Dunque è in rosso. Ma facciamo mente locale a ciò che era successo nel 2025. Nel primo semestre il NLT volava letteralmente. Però non tutti i player in ugual modo: erano gli operatori captive, quelli controllati dalle Case costruttrici, a far segnare incrementi di immatricolazione eccezionali. Mentre i generalisti top volavano basso. Cosa era successo? Semplicemente che, a partire da inizio anno, si erano cominciate a targare le auto della gara Consip, vinta in larga misura da una captive primaria. Ecco spiegato il +80% delle captive NLT a gennaio, il +83% di febbraio, il +91% di marzo. Un primo trimestre a ritmo

baldanzoso, che poi è andato scemando: ancora +80% ad aprile, +42% a maggio e +21,5% a giugno. Insomma, le 55.000 targhe contabilizzate nel primo trimetre 2025 dalle captive sono state un risultato eccezionale, se paragonate alle 30.000 del Q1 2024. Quindi le 48.000 unità consuntivate nel periodo gennaio-marzo di quest’anno appaiono sotto ben altra luce: non tanto un allarmante -12,4%, quanto piuttosto un ottimo risultato rispetto a un anno precedente straordinario (e forse irripetibile). Comunque eccezionalmente positivo se confrontato con il risultato del Q1 2024, quando le immatricolazioni delle captive furono, come già detto poc’anzi, appena 30.000.

PREVISIONI POSITIVE

PER LE FLOTTE

Il forecast Dataforce prevede che l’anno dovrebbe chiudersi con una crescita delle immatricolazioni attorno al 5%: significherebbe 1.615.000 Passenger Cars. Un dato

positivo, ma lontano dai fasti dell’epoca pre-Covid. Nel 2019, per esempio, il consuntivo finale si chiuse a 1.920.000 targhe. La notizia è che, mentre il mercato nel suo complesso si è ridimensionato, il comparto business si rafforza. Con le vendite aziendali dirette che sono appena al di sotto dei risultati del 2019, mentre il noleggio a lungo termine ha sopravanzato decisamente i volumi pre-pandemia. Nel 2019 il NLT targò 281.000 vetture, nel 2025 è arrivato a sfiorare le 294.000 e quest’anno il forecast di Dataforce ipotizza 323.000 unità. Al netto del rent-to-rent che Dataforce riclassifica agli effettivi fruitori, cioè i noleggiatori a breve termine. 323.000 immatricolazioni significherebbero una crescita del 10%, permettendo anche quest’anno al noleggio a lungo termine di dimostrarsi il canale più performante della distribuzione.

Viceversa, per il noleggio a breve termine, come accennato all’inizio, le previsioni non sono

FORECAST CANALI MERCATO ITALIA

Lungo Termine (escluso R2R)

Breve Termine (incluso R2R)

COMMERCIALI LEGGERI

Noleggio Lungo Termine (escluso R2R)

Noleggio Breve Termine (incluso R2R)

e Case Auto*

Mercato Veicoli Commerciali Leggeri

(*) Concessionarie e Case Auto: immatricolazioni uso proprio, uso noleggio e acquisito da noleggio

-

ottimistiche, nonostante la partenza sprint. Secondo gli analisti di Dataforce si immagina una flessione attorno al 3% a dicembre. Mentre per gli acquisti diretti delle società il risultato finale dovrebbe essere di una crescita modesta, di poco superiore all’1%. Anche le autoimmatricolazioni dovrebbero tornare su livelli normali (+1,8%), mentre per il canale dei privati l’accelerazione dei primi mesi dovrebbe affievolirsi un po’, pur rimanendo una crescita stimata attorno al 6%.

TOP PLAYER NLT: NUMERI DA INTERPRETARE

La classifica dei noleggiatori del lungo termine che detengono quest’anno le maggiori quote di mercato è la seguente: Leasys al primo posto, con un volume di immatricolazioni superiore alle 25.000 unità, che valgono una quota di mercato del 24,4%, in crescita di oltre 3 punti. Al secondo posto Arval, con quasi 18.000 targhe, per una market share del 17,2%, in regresso di 3 punti abbondanti. Terza Ayvens, attorno alle 17.000 unità,

CLASSIFICA TOP5 OPERATORI NLT

anch’essa in regresso nella quota. Quarta Volkswagen Leasing, che migliora i risultati dell’anno scorso (+5,4%) e si avvicina alle 14.000 nuove targhe, ma perde poco più di un punto di share (che si attesta al 13,3%). Al quinto posto si mantiene Alphabet, che quest’anno fa registrare un’impennata delle immatricolazioni (più che raddoppiate, superando le 6.300 unità). La sua quota di mercato sfonda la barriera del 6% e vale il doppio rispetto a quella conquistata nel 2025. Anche in questo caso, però, i numeri meritano un’analisi approfondita. Non vi è dubbio che Leasys sia l’operatore che raggiunge i volumi più alti nelle immatricolazioni. Ma nei prossimi mesi capiremo quanti dei volumi di (per esempio) Leasys e Alphabet verranno riclassificati alle società di noleggio utilizzatrici e per questo dobbiamo attendere di ricevere le iscrizioni in archivio locatari per tracciare correttamente il rent-to-rent. In ambito Light Commercial Vehicles è ancora Leasys a conquistare il vertice, con una

quota di mercato del 26,7%, ma in calo di 4 punti. Arval è più distanziata con una market share del 21,7%. Uguale a quella delle Passenger Cars anche la terza posizione in classifica, che va ad Ayvens, seguita dall’agglomerato degli Altri Operatori (i player di piccole dimensioni che quasi sempre operano prevalentemente in ambito locale) e da Volkswagen Leasing.

ABBASSO IL DIESEL, VIVAIL PLUG-IN (AMALINCUORE)

Nel 2025 il diesel aveva perso il 24% delle immatricolazioni nel noleggio a lungo termine, con una flessione della quota di ben 12 punti, scendendo a una market share del 27,4%. Quest’anno è sceso ancora: ora detiene una quota del 21,5%. Si stanno avvicinando rapidamente al 20% le plug-in hybrid che nel 2026, con un balzo in avanti nelle immatricolazioni del 140%, hanno ormai conquistato una market share del 18,4%, avvicinandosi al diesel per tentare di raggiungere la seconda posizione dietro al benzina, che è leader con una quota del 43% (ma in calo rispetto al primo trimestre 2025 di 2 punti percentuali).

Il plug-in hybrid è un’alternativa vera al diesel? Sì, ma solo per motivazioni fiscali piuttosto che per reale convenienza nei costi di gestione. Di fatto si sta rivelando una soluzione obbligata per i vantaggi concessi con la nuova normativa sul fringe benefit per i dipendenti assegnatari di auto aziendali: alla fine la benzina la paga l’azienda e il dipendente di avere una busta paga con un netto più basso perché vuole tenersi un diesel (o qualsiasi altra cosa che

non sia una PHEV o una BEV) non ci pensa proprio. E l’auto elettrica? Quest’anno nel noleggio a lungo termine ha perso oltre 1.000 nuove targhe rispetto all’anno scorso (-15,6%), raggiungendo una quota di mercato del 5,7%: sono 2 punti in meno rispetto al 2025 e nettamente più bassa nei confronti di quella del mercato dell’auto nel suo complesso (che sfiora il 7,9%). Questo tanto per smentire coloro che continuano a sostenere che le flotte aziendali siano la punta di diamante della transizione ecologica. Se verrà confermata dalla Commissione Europea la data del 2030 per la definitiva conversione delle flotte aziendali all’auto elettrica, ne vedremo delle belle, almeno in Italia...

Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, prosegue la flessione del diesel che però non ha ancora valide alternative (gli ibridi veri, cioè plug-in hybrid e full hybrid, assommati ai mezzi elettrici puri non raggiungono nemmeno il 10% del mercato). Pur perdendo quasi 8 punti di quota, gli LCV a gasolio rappresentano ancora il 79% del mercato del NLT.

ACCELERA

LA GRANDE PANDA

Ma quali sono le auto più noleggiate nel lungo termine quest’anno? Sempre la Fiat Panda al comando, non quella nuova, parliamo della “vecchia” Pandina. Ma nel 2026 le immatricolazioni di noleggio a lungo termine della nuova Grande Panda stanno diventando consistenti: 4.000unità da gennaio a marzo,contro le 6.000 della Pandina. Assommandole, i volumi sono identici a quelli realizzati dalla sola citycar l’anno

ALIMENTAZIONI NEL NOLEGGIO L/T

COMMERCIALI LEGGERI

Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 01.04.2026

scorso. Se Grande Panda si piazza seconda, piuttosto vicine sono le immatricolazioni del modello che occupa il terzo gradino del podio: Volkswagen Tiguan (circa 3.800 unità). Abreve distanza anche BMWX1 (3.500) e, a quota 3.000, la quinta della

TOP5 MODELLI NLT

graduatoria: Peugeot 3008. Sul versante dei mezzi da lavoro, la classifica è dominata da Fiat Professional, con l’unica eccezione del terzo posto di Ford Transit. Primo è il Doblò, secondo lo Scudo, quarto il Ducato e quinta la Panda autocarro.

VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI

FOCUS FLOTTE TOP5 EUROPA

IL REGNO UNITO FASTORIA A SÉ

Lo scorso anno i 5 Paesi più rilevanti nel mercato dell’auto in Europa (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna, in ordine di volumi) hanno immatricolato 9,2 milioni di automobili, quasi un milione in più rispetto al 2021. Le True Fleets, cioè le flotte “vere” (le vendite dirette alle aziende e agli enti pubblici assommate ai noleggi a lungo termine) hanno rappresentato il 32,8%. Una quota similare a quella del 2022 e di poco inferiore a quella del 2024, mentre nel 2023 si raggiunse la punta massima (34,8%) e nel 2021 si toccò il punto più basso (30%).

Quest’anno, limitando l’analisi al primo bimestre (i dati di marzo di tutte le 5 nazioni non sono ancora disponibili nel momento in cui questo articolo viene elaborato), il dato della quota delle flotte è molto vicino a quello peggiore degli ultimi anni: è pari infatti al 30,8%. Un dato interessante è che, in

termini di volumi, il Paese più rilevante non è più, ormai dal 2024, la Germania, bensì il Regno Unito, che l’anno scorso ha immatricolato oltre 915.000 automobili alle True Fleets contro le 870.000 scarse della Germania. Il Regno Unito è anche l’unica nazione dell’Europa che si mantiene costantemente con una market share superiore al 40% per le True Fleets (tranne che nel 2021). Nel 2024 aveva raggiunto una quota record (tra i 5 anni) del 47%, cioè quasi un’auto targata su due. Quest’anno, nei mesi di gennaio e febbraio, si attesta al 44,1%. Soltanto la Germania si posiziona costantemente sopra al 30% (30,6% quest’anno). Fanalino di coda è l’Italia, che dopo aver sfiorato il 30% nel 2022 e nel 2023, nel 2026 è ritornata poco sopra al 25%.

Il forecast di Dataforce ipotizza per la fine di quest’anno il raggiungimento di 3,1 milioni di immatricolazioni True Fleets per i Paesi Top5 d’Europa, circa

83.000 unità in più rispetto al 2025. Con una crescita in Germania, Francia e Italia, un risultato stabile nel Regno Unito e una flessione, pur modesta, in Spagna.

IL CONTRIBUTO DELLEFLOTTE AL TAGLIO

DELLE EMISSIONI

Concludiamo questo focus sui 5 Paesi con un’analisi sulle immatricolazioni BEV e PHEV, cioè le uniche motorizzazioni sotto la media del target di emissioni imposto che possono contribuire ad attenuare l’impatto delle multe Cafe previste dalla Commissione Europea ai (meglio dire “contro”) i costruttori. Assommando i dati delle cinque nazioni, la quota delle plug-in hybrid è salita in maniera lenta dal 2021 a oggi: cinque anni fa la market share delle ibride con la spina era dell’8,4%, per poi scendere fino al 6,7% e risalire oggi nel 2026 al 9,8%.

Piùrapida l’ascesa delle elettriche pure: dal 10% scarso

TREND EMISSIONI CO2 NEI PAESI TOP5 EUROPA

del 2021 oggi si sfiora il 18%.

Complessivamente, quindi, le auto più green attualmente non raggiungono nemmeno il 30% del mercato. Decisamente poco. In ambito True Fleets la situazione è leggermente migliore, soprattutto grazie alle BEV, che nei primi due mesi di quest’anno hanno raggiunto una media nei Paesi Top5 del 24%. Assommate al 14,5% delle PHEV si arriva a una market share complessiva che sfiora il 40%. Buona, ma non è ancora abbastanza, soprattutto se si ricorda che al 2030, anno in cui la Commissione Europea vorrebbe imporre la dismissione definitiva dei motori endotermici alle flotte aziendali, mancano appena quattro anni… Chi è messo meglio e chi è messo peggio nelle flotte tra i Paesi Top5? Per il titolo di nazione più virtuosa se la giocano Francia

(44,3% BEV+PHEV), Germania (44,2%) e Regno Unito (44,9%).

Fanalino di coda è, come sempre, l’Italia: la quota di mercato di elettriche pure e ibride alla spina raggiunge quest’anno appena il 23,3%.

Persino la Spagna ci sorpassa con il 26,5%.

Infine, terminiamo col dare un’occhiata alle emissioni medie di CO2, che è il parametro che stabilirà le sanzioni europee. I 5 Paesi Top d’Europa sono scesi da una media di 117,3 g/km del 2021 al 98,8 di quest’anno. Questo dato si riferisce alla media di tutto il mercato, assommando ogni tipologia di alimentazione. In ambito True Fleets, il livello medio delle plug-in hybrid si attesta a 42,1 g/km, molto più alto rispetto ai 25,6 g/km del 2025 per la revisione del ciclo di omologazione. La media

complessiva delle emissioni di CO2 delle True Fleets è più bassa di 10 punti rispetto alla media del mercato: si attesta a 88,9 g/km. In pratica contribuirebbe ad attenuare l’impatto delle sanzioni Cafe del 9,9%. Quale Paese è messo meglio? Ancora una volta il Regno Unito è la nazione che, grazie alle flotte aziendali, ridurrebbe in maniera più significativa i costi delle multe: a fronte di una media 2026 del mercato di 93,2 g/km, le True Fleet fanno segnare una media di 78,2 grammi, con una riduzione del 14,9%. Chi fa peggio? Ma l’Italia, naturalmente. Il livello medio del mercato quest’anno è di 110,2 g/km. E le flotte?

Producono un risultato identico 110,2 grammi. Quindi il contributo alla riduzione delle multe è, per il momento, pari a zero.

CIRCANA VIRA VERSO LA MOBILITÀ ELETTRICA

CIRCANA VIRA VERSO LA MOBILITÀ ELETTRICA

Francesca Ordanini racconta come la sua azienda si sia posta l’obiettivo di rendere nulle o basse le emissioni del 90% delle auto in flotta

Rdi Andrea Barbieri Carones

icerche di mercato, investimenti e consulenze. E poi dati, analisi e insight. Ruota attorno a questi elementi quello che Circana mette in campo per i suoi clienti di diversi settori industriali che vanno dal Food & Beverage allo Sport, dall’Home & Personal care alla Bellezza fino alla Ristorazione e ai Giocattoli. Circana, azienda con sede a

Milano, è nata 4 anni fa dalla sinergia tra IRI Worldwide e la multinazionale NPD Group med ed è diventata una azienda leader nella gestione e nella interpretazione della complessità del comportamento del consumatore. Una unione che ha rafforzato il gruppo, portandolo a essere un “faro” per i settori citati.

Grazie a tecnologia avanzata,

analytics, informazioni relative a diverse industry e comprovata esperienza in numerosi settori, Circana aiuta oltre 7.000 tra i principali produttori e distributori nel mondo a raggiungere la chiarezza necessaria per intraprendere azioni strategiche e guidare la crescita del business.

Una conoscenza a tutto tondo del consumatore, del punto vendita e della domanda che consente di aiutare i clienti, sulla base dei dati raccolti, a sfruttare insight ed analisi di valore, stimolando così l’innovazione e soddisfacendo le esigenze dei consumatori, per battere la concorrenza.

Abbiamo incontrato e intervistato Francesca Ordanini, fleet manager di Circana che da quasi 30 anni lavora in azienda al punto da diventarne uno dei punti di riferimento. Soprattutto per aver seguito tutte le evoluzioni sia

organizzative sia di brand.

«Nel corso degli anni ho ricoperto diversi ruoli» racconta. «Oggi sono focalizzata sulla posizione di senior office and facility manager che comprende, oltre alla gestione di uffici e facility, anche la responsabilità per i viaggi aziendali (travel manager), i benefit (fleet manager), la sicurezza aziendale (health & safety) e tutte le attività correlate. In collaborazione con il dipartimento HR e la direzione.

Da tempo faccio parte anche di comitati aziendali dedicati ai temi DEI(Diversity, Equity & Inclusion), promuovendo iniziative ed eventi che riflettano i valori fondamentali di una multinazionale come Circana: inclusione, lavoro di squadra e rispetto reciproco. Ossia principi in cui credo fermamente».

Come è strutturata la vostra flotta in termini di dimensioni e modalità di assegnazione?

«Il parco auto conta circa 90 veicoli, tutti assegnati come fringe benefit. L’auto aziendale ha un valore strategico, poiché rappresenta uno strumento importante per la retention dei talenti».

Quali sono i criteri di assegnazione e che possibilità di scelta hanno i collaboratori?

«Gli aventi diritto possono scegliere il veicolo da una car list chiusa, riservata alle fasce di middle management. Per il top management, invece, la scelta avviene in base a un budget personalizzato, definito per fascia e stima dei chilometri percorsi».

Che motorizzazioni avete scelto per le auto in dotazione?

«Con l’entrata in vigore dell’ultima legge di Bilancio, abbiamo optato per motorizzazioni che favorissero

l’attribuzione del fringe benefit.

Quindi plug-in o elettrico. Una scelta coerente con la direzione già intrapresa dall’azienda, verso la sostenibilità e il green».

E invece quali saranno le alimentazioni nei prossimi 3-4 anni?

«Riteniamo di essere in linea con i tempi e, se la tecnologia saprà supportare adeguatamente il mercato automotive, la motorizzazione prevalente sarà probabilmente elettrica. Ad oggi, tuttavia, la scelta più diffusa resta il plug-in, principalmente perché le infrastrutture di ricarica e l’autonomia non sono ancora ottimizzate».

Sta dicendo che allo stato attuale l’utilizzo di auto elettriche non è ancora una strategia percorribile?

«Al momento l’utilizzo è ancora limitato e scelto soprattutto da driver con percorrenze ridotte (ad esempio, chi visita clienti basati a Milano e hinterland). Il plug-in offre maggiore tranquillità grazie alla possibilità di utilizzare il ciclo tradizionale per tratte più lunghe».

Quali sono gli strumenti tecnologici per la gestione della vostra flotta?

«Da oltre dieci anni collaboriamo con Fleet Support, che considero il principale player in Italia, capace di rispondere alle esigenze di una multinazionale dove i ruoli di back office sono spesso multitasking, come il mio. Sono convinta che l’outsourcing della gestione del parco auto sia una scelta da affrontare con attenzione e una fase di set-up significativa, ma che rappresenti una soluzione quasi obbligata, per un’azienda moderna».

TARGET (QUASI) 0

Sempre molto attenta al tema ambientale, da poco Francesca Ordanini ha iniziato a lavorare in partnership con Fleet Support a un importante progetto green per rinnovare due terzi del parco auto. Partendo dall’esigenza di uniformarsi alla Legge di Bilancio 2026, entro il prossimo anno punta a rendere a basse (o nulle) emissioni almeno il 90% della flotta, portando Circana alla mono-fornitura col noleggiatore Ayvens. La Legge ha introdotto una stretta fiscale sulle flotte, differenziando i fringe benefit in base alle emissioni di CO2. Da quest’anno, la tassazione si basa su percentuali imponibili precise: 10% per le elettriche, 20% per le ibride plug-in e 50% per le altre. Ci sono poi esenzioni fiscali per il dipendente: normalmente di 1.000 euro, che salgono a 2.000 per chi ha figli a carico.

MISSIONFORUM 2026: ALLE FLOTTE PIACE CAMBIARE MISSIONFORUM 2026: ALLE FLOTTE PIACE CAMBIARE

Flotte, business travel e MICE al centro del dibattito: a Milano, al NH Collection CityLife, una giornata di confronto tra dati, tecnologia e nuove generazioni ridisegna il futuro della mobilità aziendale

Un’intera giornata di confronto e dibattito, capace di mettere al centro il futuro della mobilità e degli eventi in un contesto geopolitico, storico e sociale in cui i confini tra settori, competenze e modelli organizzativi risultano sempre più sfumati. Questo è stato, in sintesi, il cuore della diciassettesima edizione di MissionForum, evento informativo di riferimento organizzato da Newsteca e rivolto ai manager e alle aziende attive nei settori Fleet Management, Business Travel e MICE. L’appuntamento si è svolto lo scorso 9 aprile presso l’elegante NH Collection a cura della redazione

CityLife di Milano e si è articolato in due grandi momenti di confronto, a loro volta scanditi da undici contenuti tra seminari, talk, presentazioni e dibattiti aperti. Una panoramica ampia e strutturata sulle sfide e sulle opportunità della mobilità aziendale contemporanea, con un’attenzione crescente alla trasformazione del comparto flotte, vero asse portante dell’intera giornata.

IL RACCONTO

DELLAGIORNATA: MATTINA

La giornata si è aperta alle 9:30 con la registrazione degli ospiti e l’accoglienza dei partecipanti, per poi entrare nel vivo dei

lavori alle 10:00. Intorno alla sala principale erano presenti desk dei partner e dei fornitori della mobilità aziendale, mentre nell’area esterna adiacente erano esposte due vetture di interesse per il mondo fleet: le nuove Peugeot 308 e 408, simbolo della transizione in atto nel segmento.

MOBILITÀ PER LAVORO: ALTERNATIVE ENUOVESCELTE

La prima sessione, inaugurata dal seminario “In movimento per lavoro: alternative e scelte odierne”, ha offerto una lettura ampia e strutturata dell’evoluzione della mobilità aziendale, con un focus costante

sulle implicazioni per la gestione flotte. Durante questo panel sono intervenuti, per il mondo accademico, Flavia Belluscio, ricercatrice senior Connect Vehicle & Mobility del

Politecnico di Milano, e Giulio

Salvadori, direttore dell’Osservatorio Connected

Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano. Per il settore automotive è intervenuto Valentino Munno, Managing Director di Peugeot Italia, mentre per i servizi Valentina Ubaldi, Head of HR Mobility &ESG Solution di Zucchetti. Ilcomparto MICE è stato rappresentato da Simona Parini,

giornalista ed esperta del settore. Il panel ha messo in evidenza come la mobilità aziendale stia evolvendo da un modello centrato sull’auto tradizionale a un ecosistema complesso e interconnesso, in cui elettrificazione, connettività e nuovi modelli di utilizzo –sharing e noleggio in primis –stanno ridisegnando strategie e processi decisionali delle aziende. Ampio spazio è stato

QR Code: online la video intervista a MissionForum di Valentino Munno, Managing Director di Peugeot, in tema di auto aziendali

Webfleet a Missionforum

2026: Maurizio Di Blasio

dedicato al ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale nella gestione delle flotte, con un focus sulla personalizzazione dei servizi, sull’integrazione tra mobilità e politiche HR e sulla crescente attenzione al benessere del dipendente. Giulio Salvadori ha sottolineato in particolare come l’AI «stia entrando in tutti

i nodi della filiera e consente di velocizzare i processi legati agli ADAS, con benefici concreti sulla sicurezza e sui costi sociali».

BUSINESS TRAVEL E FLEET: CRITICITÀ E NUOVE

CHIAVIDI LETTURA

Subito dopo, l’open talk

“Business travel e fleet: nodi e chiavi di lettura” delle 10:30 ha spostato l’attenzione sull’integrazione sempre più stretta tra business travel e gestione flotte, un tema oggi centrale per i responsabili mobility e fleet manager. Sono intervenuti Elena Carlino, Corporate Travel Director di Gattinoni Business Travel, Simone Costantini, CEO Fleet Support, Laura Spatola, Head of Strategic Sales di Noleggiare, e Stefano Peduzzi, Vice President Technology Solutions & Operations di Geotab. Il confronto ha evidenziato come la gestione della mobilità aziendale richieda oggi un approccio sempre più strategico e data-driven, in grado di mettere in relazione viaggi, flotte e piattaforme digitali in un’unica visione integrata. Tra i temi chiave: ottimizzazione dei costi, efficientamento operativo, digitalizzazione dei processi e

QR Ccode: videointervista

utilizzo dei dati per migliorare la sicurezza. Proprio su quest’ultimo punto Stefano Peduzzi ha evidenziato il valore delle piattaforme telematiche: «È possibile identificare situazioni pericolose e fornire feedback, con una forte riduzione dell’uso del cellulare alla guida».

TECNOLOGIA E SERVIZI

PERLA FLOTTA MODERNA

Alle 11:00 il focus si è spostato sull’evoluzione dei servizi di assistenza con l’intervento “Carglass Mobile Revolution”, a cura di Marco Lovisetto, Business Development Manager Carglass. La sessione ha approfondito il ruolo dei servizi mobili nella gestione della flotta, sempre più orientati alla rapidità di intervento e alla continuità operativa dei veicoli. Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza, all’efficienza e all’impatto delle normative, in particolare quelle legate ai sistemi ADAS. Sul piano regolatorio, Lovisetto ha sottolineato come «Il regolamento sugli ADAS entrato in vigore lo scorso luglio rappresenta uno spartiacque per il settore».

GESTIONE DELLA

COMPLESSITÀ

NELFLEETMANAGEMENT

Uno dei momenti più rilevanti per il comparto flotte è stato l’intervento di Roberto Scarabel, Presidente di AsConAuto. Il suo contributo ha acceso i riflettori sulla crescente complessità della gestione fleet nel mercato attuale: molteplicità di fornitori, pressione sui tempi di fermo veicolo e necessità di garantire continuità operativa alle aziende. Scarabel ha evidenziato come

l’efficienza logistica e la qualità del servizio siano oggi fattori decisivi: «Ridurre i tempi di fermo veicolo è fondamentale: lavoriamo su qualità e velocità, con ordini evasi anche in poche ore».

IL RACCONTO DELLA

GIORNATA: POMERIGGIO

Dopo il panel di Daniele Grassi, Branch Manager di International SOS Italy, dedicato al tema dei rischi nei viaggi di lavoro con un focus sulla crisi in Medio Oriente, la

mattinata si è conclusa con il pranzo di networking. Un momento informale ma strategico di confronto tra professionisti del fleet management, del business travel e del MICE. La ripresa dei lavori pomeridiana, inaugurata da un paio di momenti dedicati al MICE e alle ultime notizie nel mondo dei viaggi d’affari, si è poi aperta a una nuova fase di approfondimento, con particolare attenzione al mondo delle flotte e alla sua evoluzione normativa e digitale.

QR Ccode: video intervista Zucchetti a Missionforum 2026: Valentina Ubaldi, Head of HR Mobility Solutions & ESG

FOCUS FLEET

MANAGEMENT: MERCATO

B2B E NORMATIVE

Ad aprire la sessione pomeridiana è stato il confronto sul mercato auto aziendale

italiano con Andrea Cardinali, Direttore Generale UNRAE, affiancato da case history

SPEAKER PARTNER

ESPOSITORI

CON IL PATROCINIO DEGLI OSSERVATORI

presentate da Cristian Espertini, Fleet & Mobility Manager, e Gianluca Paolinelli, Consigliere di Top Thousand. Il dibattito ha rappresentato uno dei momenti più concreti e operativi dell’intera giornata per il mondo fleet, mettendo al centro best practice e modelli organizzativi adottati dalle principali flotte nazionali. Grande attenzione è stata dedicata all’impatto della fiscalità e delle normative europee, elementi sempre più determinanti nelle scelte di mobilità aziendale. Il confronto ha inoltre evidenziato le sfide della transizione energetica e digitale, con esempi concreti come il car sharing interno e l’utilizzo avanzato della telematica per la gestione dei veicoli.

GEN Z E FUTURO DELLAMOBILITÀ

Dopo un panel intermedio, dedicato al MICE e al rapporto tra intelligenza umana e artificiale nella progettazione degli eventi, la giornata si è chiusa con uno dei momenti più attesi sul futuro della mobilità aziendale. Protagonista è stata Laura Colm, Associate Professor of Practice of

Marketing and Sales & Head of Core Team Mobius Lab SDA Bocconi, che ha presentato uno studio sull’impatto delle nuove generazioni nei modelli di mobilità. L’analisi ha evidenziato come la Gen Z stia già influenzando in modo concreto le strategie aziendali, imponendo nuove priorità in termini di sostenibilità, flessibilità e servizi. Il confronto con i manager presenti ha contribuito a ridimensionare alcuni luoghi comuni, restituendo un quadro più pragmatico e meno complesso del rapporto tra nuove generazioni e mobilità aziendale.

CHIUSURA DEI LAVORI EPROSSIMA EDIZIONE

La giornata si è conclusa con i saluti finali e un momento di engagement con i partecipanti. Nel complesso, MissionForum 2026 ha confermato come la mobilità aziendale stia evolvendo verso un ecosistema sempre più integrato, in cui tecnologia, sostenibilità e centralità delle persone rappresentano le leve strategiche principali. La prossima edizione del MissionForum è già prevista per la primavera 2027. Stay tuned.

ANCORA RECORD PER IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE ANCORA RECORD PER IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

La formula del noleggio a lungo termine continua ad incamerare record sia in termini diflotta gestita che di valore. I contratti si stabilizzano su durate e chilometraggi lunghi. Resiste l’alimentazione diesel, ma avanzano le vetture elettrificate. Diminuisce il ricorso al coporate car sharing

Nel 2025 il settore del noleggio a lungo termine, secondo le analisi di ANIASA, ha raggiunto un fatturato complessivo pari a 13,2 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,5% rispetto al 2024. Il dato conferma il consolidamento del comparto, che continua a espandersi sia in termini di volumi sia di rilevanza strategica all’interno del mercato automotive.

La componente principale del business è rappresentata dal noleggio dei veicoli, che incide per il 70% dei ricavi complessivi, pari a 9,3 miliardi di euro. In questo ambito rientra anche il rinoleggio, che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente grazie alla progressiva integrazione nelle logiche commerciali degli operatori. Il

prodotto si è infatti evoluto da leva tattica a componente strutturale dell’offerta, contribuendo in modo significativo alla crescita del comparto.

La vendita dei veicoli usati rappresenta la seconda fonte di ricavo, con un’incidenza pari a circa un terzo del totale (3,7 miliardi di euro). La dinamica di crescita risulta più contenuta rispetto al core business, attestandosi al +2,1%, ma continua a svolgere un ruolo strutturale nella sostenibilità economica del modello.

Tra i clienti del noleggio a lungo termine si includono anche gli operatori del breve termine, che adottano il modello rent to rent.

In questo caso, i veicoli vengono acquisiti in locazione e successivamente messi a disposizione della clientela

finale. Si tratta di una leva operativa consolidata, che consente di evitare investimenti diretti in asset e di convertire i costi in canoni operativi. Nel 2025 questo segmento ha inciso per circa l’1,2% del fatturato complessivo.

L’attività di fleet management ha generato ricavi pari a 161 milioni di euro. Si configura come un servizio accessorio, focalizzato sulla gestione operativa delle flotte di proprietà dei clienti, e mantiene un peso limitato sul totale (0,4%). Il suo ruolo resta marginale e non strategico nel modello di business degli operatori.

IL COPORATE È IL CORE, MA AVANZANO GLIINDIVIDUALS

Le aziende continuano a rappresentare il principale

di Alessandro
Palumbo

INDICATORI CHIAVE DEL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE (FONTE ANIASA)

Fatturato totale

–di cui fatturato da contratti di noleggio veicoli (compreso il rinoleggio)

–di cui fatturato da rivendita usato veicoli

Flotta circolante veicoli totale al 31/12

Immatricolato auto e furgoni

segmento di clientela per il noleggio a lungo termine, contribuendo in maniera predominante ai ricavi derivanti dai contratti.

Nel 2025 questo cluster ha generato oltre 7,5 miliardi di euro, pari a circa l’81% del fatturato da noleggio, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Il livello di penetrazione risulta ormai molto elevato: per le imprese di medie e grandi dimensioni il noleggio è diventato una soluzione strutturale nella gestione delle flotte, integrata nei processi decisionali e operativi. Il segmento dei privati, che include sia persone fisiche sia titolari di partita IVA, ha evidenziato una dinamica particolarmente positiva, con una crescita del 16%. Complessivamente incide per il 12% del fatturato totale. Il noleggio a lungo termine sta progressivamente entrando nelle abitudini di acquisto di questa fascia di clientela, grazie a una proposta di valore chiara:

utilizzo esclusivo del veicolo e riduzione degli oneri amministrativi, finanziari e gestionali legati alla proprietà.

La pubblica amministrazione ha generato ricavi pari a circa 673 milioni di euro, corrispondenti al 7,2% del totale.

Il segmento mantiene una presenza stabile all’interno del mix clienti, pur senza assumere un ruolo trainante nella crescita del settore.

FLOTTA IN CRESCITA EILDIESEL RESISTE

Nel 2025 la flotta complessiva di veicoli in noleggio a lungo termine ha superato 1,3 milioni di unità. Il trend di crescita prosegue ininterrottamente da oltre quindici anni, evidenziando da un lato la piena maturità del settore presso le grandi aziende, dall’altro una fase di sviluppo ancora attiva nei segmenti delle piccole e medie imprese e dei privati. Il noleggio tradizionale, caratterizzato da contratti superiori ai 12 mesi con utilizzo

esclusivo del veicolo, rappresenta il 95% della flotta complessiva, pari a circa 1,257 milioni di unità. All’interno di questo perimetro, le autovetture costituiscono la componente prevalente, con una quota dell’81% (oltre 1,023 milioni di unità). I veicoli commerciali leggeri incidono per il 18%, mentre moto e altre tipologie mantengono un peso residuale, inferiore all’1%.

Una quota pari al 2% della flotta è destinata al noleggio di medio termine e ad altre esigenze temporanee della clientela, mentre il 3% è utilizzato dagli operatori del breve termine nell’ambito di attività di rinoleggio.

Dal punto di vista delle alimentazioni, il diesel mantiene ancora una posizione dominante, pur in progressiva contrazione: nel 2025 rappresenta il 41% della flotta, rispetto al 69% registrato nel 2021.

Le motorizzazioni ibride si confermano come seconda scelta

FLOTTA CIRCOLANTE PER TIPOLOGIA DI CLIENTE (FONTE ANIASA)

Fatturato da contratti di noleggio (compreso il rinoleggio)

–di cui realizzato su privati con codice fiscale

–di cui realizzato su clienti privati con partita IVA 571.011.297

–di cui realizzato su aziende

–di cui realizzato sulle pubbliche amministrazioni 672.667.658

ORDINI DI NOLEGGIO PER DURATA (FONTE ANIASA)

Ordini di noleggio per durata relativi solo a flotta a disposizione esclusiva di un solo cliente (NLT “classico”)

–di cui < 25 mesi

cui da 25 a 36 mesi

cui da 37 a 48 mesi

cui oltre 48 mesi

più diffusa, con una quota del 33% e il maggiore incremento in termini percentuali (+4 punti). Con oltre 438.000 unità, la crescita rispetto al 2024 è stata pari al 18%.

Le vetture a benzina mantengono una quota stabile al 12%, mentre le alimentazioni plug-in ed elettriche raggiungono complessivamente il 12% del totale, con un incremento contenuto (+1 punto percentuale). Nel dettaglio, le ibride plug-in si attestano al 7,4% (+11%), mentre le elettriche raggiungono il 4,7% (+16%).

CONTRATTI LUNGHI

Nel 2025 la distribuzione degli ordini per durata contrattuale evidenzia una forte concentrazione sulle formule di lungo periodo. Circa il 50% degli ordini riguarda contratti con durata compresa tra 36 e 48 mesi.

Un cliente su tre opta per durate superiori ai 48 mesi, anche se

questo segmento registra una contrazione di 4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. I contratti con durata tra 24 e 36 mesi raggiungono il 20% della quota, mentre rimane marginale l’incidenza delle durate inferiori ai due anni.

Questa configurazione è destinata a riflettersi nel medio periodo sull’aumento dell’anzianità media dei veicoli che verranno immessi nel mercato dell’usato al termine dei contratti.

La distribuzione degli ordini per chilometraggio risulta sostanzialmente stabile. Quasi un ordine su due prevede percorrenze annue superiori a 30.000 km. Circa il 25% si colloca nella fascia tra 11.000 e 20.000 km, mentre il 23% rientra nella fascia 21.00030.000 km. Residuale il segmento sotto i 10.000 km, pari al 6% dei contratti. Dal punto di vista dei canali commerciali, il canale indiretto

genera circa il 50% degli ordini e rappresenta un elemento chiave nello sviluppo del noleggio presso PMI, professionisti e privati. Negli ultimi anni ha inoltre rafforzato il proprio ruolo nella gestione della relazione post-vendita.

La rete diretta incide per il 45% degli ordini ed è focalizzata principalmente su clienti di medie e grandi dimensioni, che richiedono un approccio consulenziale strutturato. Il canale telesales rimane residuale, con una quota pari al 4%.

LE AUTO CONDIVISE NON DECOLLANO IN AZIENDA

Il corporate car sharing consiste nella condivisione di veicoli tra più utenti all’interno dello stesso contesto aziendale. Il servizio è generalmente integrato nell’offerta dei noleggiatori e si basa su piattaforme digitali che gestiscono l’intero ciclo operativo: prenotazione, accesso e restituzione del veicolo.

ORDINI DI NOLEGGIO PER CHILOMETRAGGIO (FONTE ANIASA)

2025 2024

Ordini di noleggio per chilometraggio annuale relativi solo a flotta a disposizione esclusiva di un solo cliente (NLT “classico”)

FLOTTA CIRCOLANTE PER TIPOLOGIA DI ALIMENTAZIONE (FONTE ANIASA)

Flotta circolante veicoli totale al 31/12

–Benzina

–Diesel

–Ibride elettriche bz/ds – HEV

–Ibride elettriche plug-in bz/ds (PHEV+REx)

–Elettriche (BEV)

L’interazione avviene tramite dispositivi telematici installati a bordo, mentre gli utenti operano attraverso applicazioni dedicate. Il modello trova applicazione principalmente sui veicoli di servizio, dove consente di aumentare il tasso di utilizzo degli asset e generare efficienze economiche, oltre a migliorare il controllo della flotta tramite sistemi di monitoraggio e reporting.

Il livello di diffusione resta limitato e in calo: nel 2025 il parco si attesta a 3.065 veicoli, con una contrazione del 31% rispetto al 2024.

La composizione vede una prevalenza di autovetture (84%)rispetto ai veicoli commerciali (16%). Il mix di alimentazione è bilanciato: 54% motorizzazioni termiche e 46% elettrificate.

IL 20%

DELL’IMMATRICOLATO ÈELETTRIFICATO

Nel 2025 le società di noleggio a lungo termine hanno immatricolato circa 349.200 autovetture, registrando una crescita del 12%, in controtendenza rispetto al resto del mercato automotive (-6%).

La quota di penetrazione sul totale delle immatricolazioni raggiunge il 23%, in aumento

rispetto al 18% di quattro anni prima.

Dal punto di vista delle alimentazioni, benzina e mild hybrid rappresentano circa il 40% delle scelte aziendali, mentre il diesel riduce la propria quota dal 39% al 28%. Le plugin hybrid crescono dal 7,3% al 12,9%, mentre le elettriche passano dal 5,6% al 7%.

Le immatricolazioni dei veicoli commerciali risultano in lieve calo (-1%), con una quota diesel ancora predominante pari all’83%.

NOLEGGIO A BREVE PERLE AZIENDE

Una parte dell’attività del noleggio al breve termine è rivolta al cliente corporate. Gli operatori di noleggio fanno accordi (le chiamano convenzioni) con le aziende che acquistano noleggi a breve termine sia per esigenze occasionali di mobilità dei propri dipendenti, sia tramite

2,8%

contratti plurimensili o annuali destinati al personale assegnatario di auto aziendale. Su questo segmento gli operatori hanno generato un giro d’affari pari a 392 milioni di euro, erogando 1 milioni di noleggi. Il costo medio al giorno medio si attesta a 40,6 euro al giorno; la durata media è di 8,9 giorni, per una spesa complessiva di circa 360 euro per noleggio.

L’altro segmento che rientra i clienti corporate è il replacement (principalmente legato alla domanda dei noleggiatori a lungo termine per la sostituzione temporanea dei veicoli indisponibili e concessi in uso ai propri clienti), gli operatori hanno generato un giro d’affari pari di 169 milioni di euro, in calo del 6% erogando 359 mila noleggi. Il costo medio al giorno è pari a 30,7 euro al giorno; la durata media è di 15,3 giorni, per una spesa complessiva di circa 470 euro per noleggio.

ORDINI DI NOLEGGIO PER TIPOLOGIA DI CANALE (FONTE ANIASA)

–di cui canale indiretto

DS AUTOMOBILES

Un’auto che salvò un presidente (due volte)

Al Salone

dell’Automobile 1955, sotto le volte del Grand Palais di Parigi, nasce un’icona destinata a cambiare per sempre l’automobile: la Citroën DS. Frutto del genio dell’italiano Flaminio Bertoni e dell’ingegnere André Lefèbvre, la DS – acronimo di “Désirée Spéciale”, le cui iniziali pronunciate in francese suonano anche come “déesse”, ovvero “dea” – si impose subito come un oggetto fuori dal tempo. Linee avveniristiche, soluzioni tecniche rivoluzionarie come le sospensioni idropneumatiche e un comfort mai visto prima la resero un simbolo globale di eleganza e innovazione. Non a

caso, un designer del calibro di Giorgetto Giugiaro la definì un veicolo “inimitabile” e “fuori dagli schemi”.

Ma la leggenda della DS non si ferma al design. Negli anni più turbolenti della storia francese, quest’auto divenne protagonista di due episodi destinati a entrare nella memoria collettiva. Nel 1961, durante l’attentato di Pontsur-Seine, una potente esplosione investì il convoglio del presidente Charles De Gaulle senza riuscire a fermare la DS, che proseguì la corsa mettendo in salvo tutti i passeggeri. Ancora più drammatico fu l’attacco di Petit-Clamart nel 1962: oltre 150 colpi di arma da fuoco colpirono l’auto, perforandone la carrozzeria e distruggendo gli pneumatici. Eppure, grazie alla stabilità garantita dalle sospensioni idropneumatiche della vettura, il conducente riuscì a mantenere il controllo e a portare De Gaulle in salvo. Due episodi che trasformarono la DS da capolavoro tecnico a simbolo di affidabilità quasi leggendaria. A 70 anni dalla sua comparsa sul mercato e a oltre 60 da quegli

attentati che ne hanno alimentato il mito, DS continua a rappresentare un’idea precisa di automobile, con margine anche per impegni nel Motorsport, come nel suo passato. Dal 2014, con la nascita di DS Automobiles come marchio indipendente premium del Gruppo Stellantis, quell’eredità si è trasformata in una gamma moderna che unisce design ricercato, tecnologia

avanzata ed elettrificazione. Un percorso che grazie a modelli come il B-SUV DS3, il crossover DS N°4 e l’ammiraglia 100% elettrica – ultima arrivata in gamma – DS N°8, guarda al futuro senza dimenticare un passato fatto, letteralmente, di storia.

di Luca
Barenghi

KODIAQ IV PHEV: SPAZIO, SICUREZZA E CONNETTIVITÀ KODIAQ IV PHEV: SPAZIO, SICUREZZA E CONNETTIVITÀ

La nuova generazione del Suv Škoda sorprende per qualità e intelligenza degli spazi, con ottima fruibilità in elettrico ma non solo

La seconda generazione di Kodiaq, noto SUV di punta Škoda presente in strada da circa un anno, si distingue per il volume di carico record e l’abitabilità –fino a 7 posti senza sovrapprezzo –. Ma ciò che lo rende interessante per le flotte è la nuova motorizzazione Plug-in, con 204 CV e oltre 100 km di autonomia elettrica, abbinata a una dotazione ADAS completa e a una connettività avanzata. Il tutto per un rapporto qualitàprezzo molto favorevole, con di O.M. Fumagalli

OMOLOGAZIONE N1

Kodiaq, sia a 5 sia a 7 posti, è anche omologabile come autocarro (N1 Fase 2), con piena detraibilità IVA e deducibilità dei costi per le aziende. Un Kit Focaccia Group, reversibile e montato preconsegna nel vano bagagli, consente la trasformazione (nei 7 posti si perde la possibilità di utilizzare la terza fila). Costi da 1.200 euro + IVA, manodopera inclusa.

ricadute positive su valore residuo e TCO

Nei suoi 4,76 metri di lunghezza, lo stile è pulito e lineare. All’esterno spicca la nuova firma luminosa dei gruppi ottici Matrix LED, affiancati – a seconda dell’allestimento – dalla calandra Crystal Light con inserti luminosi. In abitacolo, dopo aver scoperto le tipiche soluzioni Škoda – l’ombrellino e il cestino nelle portiere, il raschietto per il ghiaccio e lo strumento per pulire lo schermo – l’occhio cade subito sul display touch 13” in posizione freestanding. Che però non assorbe tutti i comandi: restano tre Smart Dial, una soluzione innovativa studiata da Škoda che combina comando fisico e digitale per gestire molte funzioni tramite selettori personalizzabili.

La dotazione è completa già nella versione d’accesso, con gli

ADAS essenziali per un’auto aziendale, climatizzatore trizona, sedili riscaldabili e telecamera posteriore. L’allestimento Executive si propone come scelta ottimale, con navigatore connesso e vernice metallizzata di serie Al vertice della gamma si colloca la Sportline Be More, con estetica dedicata per carrozzeria e interni, tetto panoramico, vetri insonorizzati e il pacchetto Simply Clever Family. La sensazione di comfort coinvolge tutti gli occupanti, grazie a un’ottima ergonomia e a una praticità diffusa: rivestimenti curati, ampie possibilità di regolazione, materiali piacevoli al tatto, tanti supporti e spazi intelligenti. Come quelli nel tunnel centrale, dove è possibile ricaricare – senza surriscaldarli, grazie alla ventilazione attiva – due Smartphone

contemporaneamente. E nel bagagliaio, molto profondo, ben rivestito e dotato di supporti, si arriva fino a 1.945 litri. Sotto il cofano, il sistema Plugin Hybrid di seconda generazione è quello che fa la differenza, per fleet manager e car policy: non solo per la ridotta tassazione sul fringe benefit, ma soprattutto per l’efficienza. Con 25,7 kWh lordi di batteria e un motore elettrico da 85 kW integrato nel cambio DSG, l’autonomia a 0 emissioni raggiunge i 110-124 km nel ciclo WLTP. I due sistemi di trazione, ben integrati tra loro, offrono un’efficienza complessiva che non ha molto da invidiare a un ottimo diesel. Merito anche delle qualità del 4 cilindri a benzina 1.5 Evo2, con disattivazione selettiva dei cilindri, fasatura variabile e turbina a geometria variabile. Per consumi benzina non lontani dall’irrisorio dichiarato, mantenendo una degna carica di batteria. Cosa peraltro facile da gestire grazie alla potenza supportata: fino a 11 kW in AC e fino a 50 kW DC, ovvero 1080% in poco più di 25 minuti. Qualora capiti (pur se da evitare) che la batteria non resti carica, il sistema non delude nel

funzionamento ibrido: con consumi reali tra i più bassi del segmento, in particolare in città e uso misto.

Il Kodiaq, poi, è sempre connesso, con accesso remoto e controllo da Smartphone, media streaming e possibilità di installare app aggiuntive. La strumentazione Virtual Cockpit 10” è personalizzabile in vari aspetti, mentre Apple e Android si collegano wireless. Non mancano un assistente vocale di nome Laura e quattro porte USB-C da 45 watt ciascuna.

Al volante, la dinamica è più che soddisfacente per il segmento: sfruttando i 4 driving mode ed il cambio a 6 rapporti, Kodiaq non rinnega piacere di guida, con sterzo reattivo e frenata efficace, anche nelle situazioni più impegnative. In viaggio, percorrendo lunghi tratti in modalità elettrica, si apprezzano il silenzio a bordo e i sistemi di guida assistita a Livello 2. In particolare, il Cruise Control predittivo con funzione followto-stop e mantenimento della corsia, la protezione per i pedoni e il riconoscimento della segnaletica stradale. A bordo è presente anche l’Emergency Assist, che interviene in caso di malore del conducente, insieme

ai nuovi sistemi di assistenza attiva per le manovre di svolta e sorpasso. Per l’uso in famiglia, si rivelano molto utili i supporti Smartphone per i passeggeri posteriori, le doppie tasche nei sedili e le tendine parasole. La gamma Kodiaq parte da 42mila euro e include anche motorizzazioni benzina, mildhybrid e TDI, con trazione integrale 4x4 disponibile su richiesta, per adattarsi alle esigenze più diverse. Il tutto supportato dai servizi business che Škoda riserva alle aziende, anche per il noleggio a lungo termine.

Scheda Tecnica

QR Code: online articolo full, confoto-gallery e video

• Versione in prova: 1.5 TSI Phev Sportline Be More Dsg

• Carrozzeria: Suv 5 Porte / 5 Posti

• Misure: 4,76 x 1,86 x 1,66 m - Passo 279 cm

• Massa: 1.913 kg

• Bagagliaio: da 745 a 1.945 lt

• Trazione: Anteriore

• Motorizzazione: 4 cilindri 1.498 cc + Elettrico 85kW

• Alimentazione: Plug-In Hybrid

• Potenza - Coppia (combinate): 204 CV - 350 Nm a 5.500 rpm

• Cambio: Sequenziale a 6 velocità DSG

• Serbatoio: 45 litri

• Batteria: 25,7 kWh lordi

• Ricarica: fino a 11 kW AC / 50 kW DC

• Velocità max: 210 km/h

• 0-100 km/h: in 8,4 secondi

• Consumo (Wltp): 0,4-0,5 l/100 km

• Emissioni (Wltp): 9-12 gr/km

CUPRA RAVAL E BORN MY26

Sportiva e ricca di contenuti per conquistare i giovani la prima, rivitalizzata la seconda

La Raval punta a distinguersi per il mix di sportività, spazio e interni innovativi. Il frontale basso e affilato è accompagnato da gruppi ottici con firma luminosa al posteriore e da un’animazione all’accensione che parte dal logo. Lunga poco più di 4 metri, offre spazio paragonabile a vetture di categoria superiore e un bagagliaio da 441 litri. Nell’abitacolo spiccano sedili Cup Bucket realizzati con stampa 3D, che garantisce libertà creativa, meno sprechi e costi contenuti: una tecnologia unica e mai utilizzata in campo automobilistico.

La plancia integra un cruscotto digitale 10,25” e un touch Infotainment 12,9”. Il volante sportivo include comandi fisici per le modalità di guida e paddle per la rigenerazione. Quattro gli allestimenti e molto scenografiche le proiezioni luminose sulle portiere, personalizzabili. Sul fronte dinamico, telaio ribassato e

carreggiate allargate garantiscono un assetto sportivo con 15 possibilità di regolazione via Chassis Control. La versione VZ aggiunge un differenziale elettronico per una migliore gestione della coppia in curva. La Raval può essere interessante anche per le flotte, secondo Pierantonio Vianello, brand director Cupra: «Piacerà ai manager che gravitano sui centri urbani, grazie a dimensioni compatte ma contenuti e prestazioni da auto di livello superiore». La gamma prevede due batterie: 37 kWh (LFP) e 52 kWh (NCM), con ricarica DC dal 10 all’80% rispettivamente in 27 e 23 minuti e funzione V2L. Quattro i livelli di potenza: 116, 135, 211 e 226 CV. L’infotainment si basa su Android Automotive con e-Route Planner e Travel Assist capace di riconoscere semafori oltre ai segnali stradali. Disponibile da giugno, la Raval si ordina in tre versioni Launch Edition: la base da 29.950 euro

(211 CV, ~450 km) include cerchi 18”, keyless e camera posteriore; al top la VZ da 39.950 euro (226 CV, ~400 km).

BORN MY26

La sportiva elettrica Cupra arriva in estate con un restyling profondo: autonomia fino a 600 km WLTP, tre configurazioni tutte con ricarica DC fino a 185 kW e un abitacolo che evolve, grazie a Virtual Cockpit 10,25”, Infotainment 12,9” con Android nativo e volante ridisegnato (dove ci sono comandi fisici, paddle rigenerativi, Launch Control). Guida grintosa su 5 profili, volendo One-Pedal e all’esterno molte novità che nel dettaglio fanno buona differenza, con dimensioni in lieve crescita (4.336 mm). Nel bagagliaio da 385 litri e la funzione V2L, mentre per le aziende, promesse dalla Casa condizioni di noleggio favorevoli, consumi ridotti, garanzie elevate e assistenza su ampia rete, per chi cerca un’auto aziendale personale.

di Andrea Paoletti

MAZDA CX-6E

L’efficienza elettrica incontra il business premium

Mazda amplia l’offerta per le flotte con la CX-6e, SUV elettrico di segmento D pensato per il mercato europeo. Combina progettazione internazionale e attenzione al TCO, grazie a soluzioni che uniscono comfort, efficienza e affidabilità. Con 4,85 m di lunghezza e passo di 2,90 m, garantisce elevata abitabilità. Il design “Soulful Futuristic Modern” integra elementi aerodinamici e specchietti digitali che migliorano consumi ed efficienza.

Sul piano tecnico adotta una batteria LFP da 78 kWh, scelta per durata e stabilità, utile a preservare il valore residuo. L’autonomia arriva fino a 610 km in urbano e 484 km WLTP. La ricarica rapida in DC fino a 195 kW consente di passare dal 10% all’80% in circa 24 minuti, riducendo i tempi di fermo. L’abitacolo è concepito come

workspace mobile secondo la filosofia Omotenashi: accesso facilitato con maniglie automatiche e sedile arretrato, touchscreen ultra-wide da 26” con comandi gestuali e finiture premium. Le poltrone con speaker Bluetooth integrati (individuali) permettono gestione discreta di chiamate e navigazione. Presente anche un

sistema di purificazione dell’aria. Sul fronte sicurezza, include 9 airbag e sistemi avanzati come la See-Through View a 360°, rilevamento presenza bambini e modalità animali. Offre inoltre 468 litri di bagagliaio (fino a 1.434) e traino fino a 1.500 kg. Già ordinabile da 46.750 euro (in versione Takumi), include pompa di calore di serie. Disponibile in sette colori, sarà consegnata in Italia dall’estate 2026.

di
Ilaria Salzano

INARRESTABILE BYD

L’avanzata del colosso cinese nelle flotte italiane, con due nuovi modelli e una divisione dedicata

BYD è sempre più presente nel dibattito automotive e ha di recente affidato gli ambiti Fleet e Remarketing Italia a Daniela Bertone. Nel B2B, spiega la responsabile della Casa, servono vetture competitive nel prezzo ma anche adatte a driver e manager: BYD punta su dotazioni all-inclusive, buon valore residuo e forte percezione nel tempo, grazie anche a sicurezza (5 stelle Euro NCAP) e

immagine. L’obiettivo è restare competitivi non solo nel canone con i noleggiatori, ma nel valore complessivo.

Sul fronte valore residuo, l’azienda lavora a monte con analisi e posizionamento prezzi, condividendo obiettivi con tutti gli stakeholder. Centrale anche il post-vendita: BYD sta creando

figure intermedie tra casa e dealer per supportare soprattutto le PMI nella transizione alla nuova mobilità. Il rientro dell’usato è strategico, così come l’idea che le auto “full optional” tengano meglio il valore.

Con BYD Renting e partner come Arval, il target non sono solo grandi flotte ma anche PMI e professionisti. Esistono già versioni N1 per uso strumentale, seppur ancora limitate. Sul fronte delle ricariche, è prevista un’espansione importante, anche con inedite tecnologie ultrarapide. Di Atto 3 Evo, Bertone sottolinea competitività, tecnologia e facilità d’uso anche per chi si avvicina all’elettrico.

ATTO 3 EVO

A poco più di 2 anni dal debutto in Italia, BYD rinnova la Atto 3, che diventa Evo: evoluzione profonda del SUV di segmento C, pensata per un pubblico

di Luigi Barni

sempre più elettro-compatibile anche aziendale, grazie a un quadro fiscale favorevole. Il listino parte da 43.800 euro, ma il lancio è aggressivo: 37.600 euro con finanziamento e garanzia elettrica di 8 anni. Disponibilità immediata e una futura variante ibrida potenzialmente attesa. Riprogettata per i gusti europei e presentata proprio in Italia, la nuova Atto 3 è lunga meno di 4,5 metri con passo di 272 cm. L’abitabilità è ampia, con bagagliaio da 490 a 1.360 litri più circa 100 litri di frunk. Il design è più pulito e aerodinamico, mentre gli interni segnano un salto di qualità: materiali curati, sedili elettrici (riscaldati anche dietro) e dettagli distintivi come le “corde di chitarra”. Migliora l’ergonomia con selettore dietro al volante e touchscreen da 15,6”, affiancato da head-up display nelle versioni top. La connettività è completa: Google nativo, accesso NFC, app dedicata, doppia ricarica wireless raffreddata e prese USB. Sul piano tecnico, cresce nettamente: trazione posteriore o integrale, con potenze da 313 a 449 CV. La AWD scatta 0-100 km/h in 3,9 secondi e raggiunge 200 km/h. Le batterie Blade LFP da 74,8 kWh (architettura 500V) offrono 470-510 km WLTP. Ricarica DC fino a 220 kW, AC a 11 kW; di serie pompa di calore e V2L da 3 kW. Sicurezza ai vertici con nuovi ADAS (anche ICC) e rilevamento occupanti. Su strada, la Evo è più in linea con i gusti italiani: abitacolo solido, ergonomia riuscita e assetto rigido, specie sulla AWD, ma preciso e sicuro. Le prestazioni sono elevate senza obbligare alla modalità sport, con sistemi

intuitivi e ADAS efficaci, ideali anche per flotte. Da verificare i consumi, anche se le attesa migliori sono per la versione a trazione posteriore.

ATTO 2 DM-I

Ultimamente la “tech-company” – come la definiscono i dirigenti italiani Grosso e Altavilla – sta accelerando in Italia. In poco più di due anni ha superato le 36mila unità vendute e ha aperto a Milano una tech house per formazione e comunicazione. L’obiettivo è conquistare clienti con auto tecnologiche, ben accessoriate, dal forte rapporto qualità-prezzo e buona tenuta dell’usato, posizionandosi come alternativa credibile a marchi asiatici, a Tesla e ai costruttori europei. In questo contesto arriva Atto 2 DM-i, SUV compatto da 4,33 metri, pensato per il mercato italiano e lanciato poco dopo l’elettrica Atto 3 Evo. È una Super Hybrid Dual Mode che combina motore termico ed elettrico per ridurre costi e consumi senza sacrificare comfort e spazio. L’abitacolo è uno dei punti di forza: ampio, curato e tecnologico, con touchscreen fino a 12,8”, assistente vocale “Hi BYD” con AI e finiture di buon livello,

soprattutto nella versione Boost con tetto panoramico, sedili riscaldati e ricarica wireless. Il bagagliaio parte da 425 litri. Sul piano tecnico, il 1.5 turbo a 4 cilindri lavora con le unità elettriche, supportando la trazione e generando energia quando serve. Consumi intorno ai 20 km/l anche a batteria scarica; autonomia elettrica fino a 90 km e complessiva circa 1.000 km. Prestazioni adeguate: 0-100 km/h in 7,5 secondi e 180 km/h di velocità massima. La guida è equilibrata, con infotainment dotato di Google nativo e buoni ADAS. Due le versioni: Active con batteria da 7,8 kWh (fino a 40 km elettrici) e Boost con 18 kWh, che raddoppia l’autonomia a 0 emissioni. Ricarica AC fino a 6,6 kW. Il design è moderno con fari full LED, gli interni versatili fino a 1.335 litri. La sicurezza completa con cruise adattivo, frenata automatica, mantenimento corsia e monitoraggio angolo cieco. La Boost offre anche il V2L fino a 3,3 kW. Prezzi di lancio: 23.900 euro per Active e 26.500 per Boost (listini 27.600 e 30.100 euro). Oltre 10.000 gli ordini iniziali, per consolidare la presenza nel segmento.

NISSAN MICRA BEV

La sesta generazione della city car giapponese è arrivata sulle strade italiane

La nuova Micra 2026 debutta in Italia come city car completamente elettrica, con prezzo da 24.990 euro e forte interesse (500 i preventivi, al lancio). Pensata per l’uso urbano, offre buona maneggevolezza e accelerazione, oltre a un’autonomia fino a 416 km, sufficiente per coprire una settimana tipo senza ricariche. Storicamente, la Micra ha avuto un ruolo importante dal 1992, introducendo tecnologie avanzate per il segmento e vincendo il premio Car of the Year 1993. In Italia ha superato

le 600.000 unità vendute, diventando uno dei modelli più riconosciuti del marchio. La nuova generazione arriva in un mercato in crescita per le elettriche nel segmento B, che potrebbe raggiungere il 10% entro fine anno. Tra i punti di forza, la garanzia “Nissan More” fino a 10 anni o 200.000 km, attivata con i tagliandi ufficiali. Alla guida si distingue per stabilità (grazie alle batterie posizionate in basso) e comfort, con sospensioni evolute. Offre tre modalità di guida (comfort,

sport, eco) per adattarsi alle esigenze del conducente. Sul piano pratico, misura 4 metri di lunghezza, ha un bagagliaio da 326 a 1.106 litri e può trainare fino a 500 kg. La ricarica rapida consente di passare dal 15% all’80% in circa 30 minuti (fino a 270 km). Sono incluse inoltre tecnologie come V2L e V2G per l’uso e lo scambio di energia. Il design propone 6 colori e combinazioni personalizzabili, mentre gli interni offrono spazio e due display da 10,1 pollici. Completa la dotazione un pacchetto sicurezza avanzato con sistemi di assistenza alla guida come il ProPilot Assist.

«La nuova Micra inaugura un periodo di grandi novità per Nissan in Europa – ha detto Marco Toro, presidente e Ceo di Nissan Italia – un passo fondamentale nella strategia di elettrificazione della gamma visto che entro il 2026 è previsto anche l’arrivo della nuova Leaf e della Juke in versione elettrica».

di Andrea BarbieriCarones

COME LA FLOTTA AZIENDALE DIVENTA UN SISTEMA INTELLIGENTE COME LA FLOTTA AZIENDALE DIVENTA UN SISTEMA INTELLIGENTE

La gestione delle flotte aziendali sta vivendo una trasformazione profonda. Non è più una funzione operativa legata alla scelta dei veicoli o al contenimento dei costi, ma uno snodo strategico dove si incontrano tecnologia, sostenibilità e gestione delle persone. Al centro di questa evoluzione c’è un elemento chiave: ildato. Non più semplice strumento di monitoraggio, ma leva capace di abilitare un nuovo paradigma di mobilità, sempre più integrata, predittiva e personalizzata.

DALL’OTTIMIZZAZIONE DEI PROCESSI ALLA MOBILITÀ PREDITTIVA

Il primo livello di questa trasformazione riguarda l’ottimizzazione dei processi interni alle aziende. Grazie ai veicoli connessi, oggi si possono raccogliere dati in tempo reale su utilizzo, stato e performance dei mezzi. Questo consente di attivare logiche di manutenzione preventiva. Allo

stesso tempo, informazioni come posizione, consumi e livello di carburante permettono di individuare percorsi più efficienti, con un impatto diretto sulla riduzione dei costi e delle emissioni. Ma il vero salto di qualità avviene quando questi dati non vengono utilizzati solo per reagire agli eventi, bensì per anticiparli: le decisioni non si basano più sull’esperienza o sull’urgenza, ma su analisi continue e integrate.

LA FLOTTA COME LABORATORIO DIINNOVAZIONE

Il secondo passaggio evolutivo riguarda la capacità di trasformare i dati raccolti in miglioramento continuo dei servizi e dei veicoli stessi. Le flotte aziendali diventano così veri e propri laboratori: ogni utilizzo genera informazioni preziose.

PERSONALIZZAZIONE: IL VERO

DRIVER DELLA NUOVA MOBILITÀ

Il terzo livello è quello della

personalizzazione: la gestione delle flotte non può più essere standardizzata, dalla pianificazione automatica della ricarica dei veicoli elettrici (basata su autonomia, percorsi stimati e soste previste) fino alla creazione di polizze assicurative personalizzate, modellate sullo stile di guida e sui sistemi di sicurezza presenti a bordo.

FLOTTE AZIENDALI: DA CENTRO DI COSTO A LEVA STRATEGICA

Il cambiamento in atto ridefinisce il ruolo stesso della mobilità aziendale. La flotta non è più un centro di costo da ottimizzare, ma una piattaforma strategica che incide su: sostenibilità ambientale, efficienza operativa, esperienza dei dipendenti alla guida e capacità decisionale dell’azienda

Per questo diventa fondamentale adottare sistemi tecnologici integrati e piattaforme evolute per la gestione delle flotte, come le soluzioni Zucchetti.

ELETTRICA FUNZIONALE E PERSONALE

La R4 Bev piace e si fa piacere, per la semplicità d’uso con stile azzeccato

]Èun filone di oggettivo valore quello delle Bev Renault e la R4

E-Tech electric lo conferma: finalista al Car Of The Year 2026, evolve la già premiata Renault 5 (Car Of The Year 2025), migliorandone soprattutto spazio, praticità e fruibilità. Un’auto che richiama il modello storico prodotto per 30 anni dal 1961, ma con un’impostazione più accessibile rispetto alla R5, anche per chi cerca meno sportività e più comfort. Elettrica papabile di alcune car list, si distingue per un design riuscito che fonde passato e presente: quasi una concept, ma più semplice e con target più ampio, a parità circa di prestazioni.

Con 4,14 m di lunghezza, rinuncia a eccessi stilistici senza perdere personalità: linee smussate, calandra monoblocco, fanaleria retrò e dettagli

“nascosti” tra loghi e firme.

L’abitacolo punta su semplicità e degna qualità percepita, con

materiali piacevoli e sostenibili, cuciture colorate e grande facilità di accesso e utilizzo. Nella versione Iconic offre 150 CV, più che sufficienti già in modalità ECO in città, dove la batteria da 52 kWh consente oltre 320 km reali guidando con criterio. Facile per tutti, introduce il Onepedal (prima Renault) attivabile da palette al volante. I consumi risultano spesso vicini ai 15,1 kWh/100 km WLTP, ma all’occorrenza mostra anche

carattere dinamico. Il comfort è tra i punti forti, grazie a un assetto morbido ma composto e a un’interfaccia intuitiva con cruscotto da 10,1” e Infotainment OpenR da 10” con Google integrato, app e connettività. La ricarica avviene a 11 kW in AC e fino a 80/100 kW in DC (con Plug&Charge su rete Mobilize). Il bagagliaio va da 420 a 1.405 litri. In viaggio aiutano route-planner e Adas completi, con Active Driver Assist e cruise adattivo efficace; le assistenze sono disattivabili con un tasto. Buono il diametro di sterzata e la frenata. Presente anche l’assistente virtuale Reno supportato da ChatGPT. In inverno torna utile l’Extendedgrip: con 18 cm da terra e pneumatici all-season migliora la motricità su neve, fango e fondi difficili. Prezzi da 29.000 euro (lordo incentivi), fringe benefit 2026 da 552,45 euro, con ampia personalizzazione, visiva o funzionale, a catalogo.

di Luigi Barni

C-HR+ UN “PLUS” CHE CAMBIA TUTTO

Il nuovo C-SUV coupé elettrico di Toyota punta su autonomia, comfort e tecnologia “a misura d’uomo” per conquistare famiglie ma anche il mondo delle flotte

Avolte basta un semplice simbolo, messo al posto giusto, per cambiare le carte in tavola. Lo dimostra la nuova C-HR+, l’auto con cui Toyota accelera con decisione nel mondo delle elettriche grazie a un C-SUV coupé completamente rinnovato: non una semplice evoluzione del modello ibrido e plug-in, ma un progetto sviluppato da zero per essere 100% elettrico. Cambiano piattaforma, tecnologia e proporzioni, pur mantenendo un legame stilistico con il passato. L’obiettivo è chiaro: autonomia elevata, comfort e tecnologia accessibile, anche per il mondo flotte.

Il salto è evidente: 4,53 m di lunghezza e proporzioni più equilibrate tra SUV e berlina. Il design evolve verso linee più pulite ed efficienti, con frontale “hammer head” semplificato e una coda caratterizzata da una firma luminosa a LED continua. Non è solo estetica: il coefficiente aerodinamico di 0,262 contribuisce a migliorare autonomia e comfort. Cerchi da 18” o 20” completano un look moderno e funzionale.

L’abitacolo punta su comfort e semplicità d’uso. La posizione di guida rialzata e il passo lungo garantiscono spazio anche dietro, mentre materiali riciclati e finiture curate danno un tocco premium. Il bagagliaio da 418 litri è adeguato alla categoria. La tecnologia è intuitiva: display da

7” per il guidatore e touchscreen da 14” con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Presente anche una climatizzazione evoluta con pompa di calore per ottimizzare consumi e benessere. Tre le varianti motoristiche: si parte da 167 CV e batteria da 57,7 kWh (fino a 458 km WLTP), si passa alla versione da 224 CV con batteria da 77 kWh e oltre 600 km di autonomia, fino alla top di gamma AWD da 343 CV, capace di 0-100 km/h in 5,2 secondi e circa 500 km di autonomia. Ricarica fino a 150 kW in DC e 22 kW in AC. Una volta messa in strada, emerge la doppia anima di quest’auto: comfort da SUV e dinamica da berlina. Sospensioni efficaci, baricentro basso e buona rigidità garantiscono stabilità e

precisione, anche nei tratti più guidati. La versione AWD offre spinta pronta e grande sicurezza, mentre lo sterzo è preciso e intuitivo. Ottimo anche l’isolamento acustico, che rende la guida silenziosa e rilassante, ideale nei lunghi viaggi. Il listino prezzi parte da 40.800 euro, fino ai 49.800 della Premium AWD integrale.

QR Code: onlineil video completo dellaprova

di Luca Barenghi

LA TESLA COMPANY CAR

Mai vista una Tesla al prezzo della Model 3 Rwd, che include i medesimi sistemi delle sorelle

AQR Code: online articolo full con scheda tecnica e foto gallery

ndando al punto: è comunque un’elettrica “totale”, dove l’AI permea ogni funzione, quasi un robot su quattro ruote. La Model 3 2026 RWD eredita tutte le migliorie hardware e software (queste ultime gratuite) della Casa e attacca il mercato con un listino di 37.000 euro, sceso a 34.000 in lancio. Un prezzo chiave, anche rispetto al debutto 2018 (circa -40%), che incide su canoni e TCO, mentre molti modelli europei sono andati nella direzione opposta. Sul fronte prestazioni e consumi, non siamo ai 750 km WLTP della Long Range, ma

ritroviamo la stessa piattaforma digitale, la stessa interfaccia e la predisposizione alla guida autonoma con AI evoluta. Qualcosa si perde nella dotazione: interni più semplici (tessuti e plastiche), niente display posteriore e qualche differenza nelle vetrature. Fuori, però, è identica. I numeri sono concreti: 13 kWh/100 km dichiarati, fino a 534 km di autonomia, 0-100 in 6,2 secondi e 200 km/h di velocità massima. Per l’uso medio è più che sufficiente, anche grazie a funzioni come la “sentinella” e alla rete Supercharger (20.000 punti in Europa) con picchi a 175 kW. Invariato lo spazio: da 594 a 1.659 litri, anche se meno pratico di certi crossover.

Il vero bersaglio sono le flotte. Questo modello apre l’accesso al brand con un costo inferiore ma senza rinunciare agli aggiornamenti

continui. Se il B2B Tesla pesava il 18% in Italia, l’obiettivo 2026 è superare il 20-22%. La piattaforma dedicata semplifica gestione di veicoli e ricariche, mentre l’assistente AI (10 euro al mese se attivo anche in marcia) è già molto più avanzato di un classico sistema vocale. Nell’uso quotidiano, l’abitacolo è dominato dal digitale: il 99% dei comandi passa dallo schermo e ogni profilo driver si sincronizza su qualsiasi auto del parco. Un ecosistema che facilita la condivisione e fidelizza, aiutando la transizione elettrica, il lavoro dei fleet manager. Alla guida convince: telaio equilibrato, grande efficienza e un’interfaccia completa su display da 15,4” con Autopilot e AI (Grok) sempre più capace. Esteticamente è riuscita e non fa pesare le rinunce: meno potenza, ma quanto basta per traffico e viaggi, con un’autonomia realistica salvo usi estremi. Il risultato è una fruibilità di riferimento e un prezzo che diventa benchmark per un segmento D che, nei fatti, sembra un C.

di Luigi Barni

AUDI Q5 E-HYBRID

Il plug-in che si libera della colonnina

LQR Code: onlineil video completo dellaprova

a nuova Audi Q5 e-hybrid rappresenta un tassello chiave della strategia Audi nel mondo flotte, oggi sempre più centrale. Con il canale business salito al 61%, il brand ha ampliato in 12 anni la propria gamma plug-in fino a 13 modelli, portando l’autonomia elettrica da 50 a 143 km. Ed è proprio dentro questa cornice che si inserisce la Q5 ehybrid: un SUV che punta al cuore del mercato business, combinando un pedigree

premium a prestazioni ed efficienza “immerse” nell’utilizzo quotidiano.

DESIGN E INTERNI

Basata sulla piattaforma PPC, mantiene proporzioni solide ma evolve il linguaggio stilistico. Il frontale è più marcato, con prese d’aria ampie e gruppi ottici affilati, mentre al posteriore spicca la nuova firma luminosa a LED continua. Disponibile anche in variante Sportback, monta cerchi fino a 20” e conserva una buona capacità di carico – da 438 a 1.358 litri per la versione “standard” e da 433 a 1.300 litri per la Sportback – pur leggermente inferiore alla media del segmento.

L’abitacolo, soprattutto in allestimento S line, punta su materiali premium e su un’impostazione fortemente orientata al guidatore. La plancia integra un sistema digitale composto da strumentazione da 11,9”, display OLED centrale da 14,5” e

schermo passeggero da 10,9”. L’esperienza è fluida e moderna, anche se la totale assenza di tasti fisici obbliga a passare dal touchscreen per ogni funzione.

MOTORI E USO

Il powertrain combina il 2.0 TFSI con un motore elettrico, per una potenza di sistema di 299 o 367 CV. Le prestazioni sono da riferimento (0-100 km/h fino a 5,1 secondi), con una modalità elettrica utilizzabile anche fuori città fino a 140 km/h. La batteria da 25,9 kWh, oltre a garantire fino a 143 km di autonomia, è affiancata dalla funzione Battery Charge che permette di ricaricare durante la marcia fino al 75%, aumentando la versatilità complessiva.

Su strada la Q5 e-hybrid sorprende per equilibrio: stabile, precisa e ben controllata anche nei tratti più guidati. Le sospensioni adattive ampliano lo spettro d’utilizzo, rendendola efficace anche su fondi sconnessi. Solo il sistema di mantenimento di corsia risulta talvolta troppo invasivo. Nel complesso, un SUV che riesce a trovare un buon equilibrio tra vocazione business e piacere di guida.

GAMMA E PREZZI

Il listino vede la versione Business, con 299 CV, partire da 69.150 euro. Per arrivare fino alla Q5 Sportback e-hybrid quattro 367 CV S tronic, che quota 84.450 euro.

di LucaBarenghi

NUOVA MERCEDES CLA HYBRID

La

coupé tecnologica che non ha bisogno del diesel

Dopo vari restyling, Mercedes manda in pensione la CLA (C118), dicendo addio al diesel e introducendo un unico 4 cilindri 1.5 turbo benzina con sistema mild hybrid a 48 V, da 22 kW, capace di comportarsi in parte come un “mini” full hybrid. Rinnovato il design per allinearsi alla gamma: nuovi gruppi ottici anteriori e posteriori a sviluppo orizzontale, senza perdere le linee da berlina coupé che ne decretano il

successo. La rivoluzione della CLA 2026 parte dagli interni: plancia e tunnel centrale abbracciano il “tutto digitale”. Tre display (uno optional): virtual cockpit da 10,25” e due schermi infotainment da 14”, racchiusi in un’unica superficie nera lucida. Presente anche un assistente vocale con IA, capace persino di generare podcast.

MOTORIZZAZIONI IBRIDE ABENZINA

Il 1.5 l copre diverse potenze: 136 CV (CLA 180), 163 CV (CLA 200), fino a 190 CV (CLA 220). Il sistema hybrid a 48 V aggiunge fino a 30 CV, utile in ripartenza e fino a circa 100 km/h. La piattaforma è la MMA, condivisa con GLB e futura GLA, compatibile anche con versioni elettriche. Con il diesel più caro e consumi fino a 20 km/l, il vantaggio economico del gasolio si annulla. Anche i costi di manutenzione sono simili: la scelta diventa così più personale che razionale.

AL VOLANTE DELLA CLA

Provata la CLA 200 su 120 km (40 di autostrada, 80 tra città ed extraurbano). Le modalità di guida (comfort, sport, eco e individual) danno buona personalizzazione, con la eco ottimale per i consumi. In città assorbe bene le asperità; in sport diventa più reattiva, con sterzo deciso e cambio a 8 rapporti gestibile anche manualmente. In arrivo paddle al volante sugli allestimenti sportivi. Gli ADAS, di livello 2, si rivelano efficaci e non invasivi, con possibilità futura di upgrade, via MB.OS.

Ottima l’insonorizzazione, senza fruscii anche ad alte velocità.

A bordo la plancia a tre schermi domina la scena, alzando il livello tecnologico. Tornano i tasti fisici sul volante, mentre la climatizzazione resta touch.

Buono il comfort: spazio adeguato per le ginocchia, anche dietro, meno per la testa se oltre 1,90 m, con l’accesso posteriore che non è comodissimo, visto il taglio di carrozzeria coupé. Il bagagliaio è da 405 l, con sedili abbattibili 40:20:40.

di Cristiano Fortini

LEXUS RZ MY26

Il crossover premium che si guida “come un aereo”

In un mercato incerto, Lexus rafforza il proprio

QR Code: online articolo full conscheda efotogallery

posizionamento premium con una strategia multi-energy e amplia la presenza in Italia. Nel segmento D arriva la nuova RZ MY26, crossover elettrico che introduce un elemento molto distintivo: lo sterzo totalmente by-wire, senza collegamento fisico tra volante e ruote, con ridondanze di sicurezza tipiche dell’aeronautica. La sensazione è quella di “un altro guidare”, più digitale e immediato.

La RZ abbina questo sistema alla trazione integrale Direct4 con due motori e a un simulatore di cambio manuale che restituisce sound e feeling più “emotivi”. Tre le versioni: la 350e a trazione anteriore (224 CV) è la più efficiente e adatta alle flotte, con 568 km WLTP, batteria da 77 kWh e ricarica fino a 22 kW AC e 150 kW DC; al vertice la F-Sport AWD da 408 CV (0-100 in 4,4 s), con una variante intermedia da 380 CV. Prezzi tra circa 60.000 e 76.000 euro, ma con promo di lancio intorno ai 50.000 e varie formule di noleggio competitive, tramite Kinto. Ricca la dotazione: manutenzione iniziale inclusa, wallbox, antifurto, accesso al Lexus Charging Network e una garanzia estesa fino a 10 anni/1 milione di km (o 5 anni/100.000 km sulle parti EV). Alla guida, la cloche sorprende ma si impara in fretta, migliorando spazio e visibilità. La RZ privilegia precisione e

facilità: agile nel lento nonostante i 4,8 m, stabile e composta anche su pista. Non è una sportiva pura, ma un’auto da viaggio evoluta, con tecnologie che lavorano in automatico (appunto, trazione e sterzo) e pochi interventi richiesti al guidatore, come la regolazione della rigenerazione. Interni curati, comandi intuitivi, 522 litri di bagagliaio e autonomia promettente completano il quadro. L’impressione è di un’innovazione matura, non forzata: tecnologia avanzata al servizio di comfort, efficienza e affidabilità, con un carattere distintivo che potrebbe farsi notare.

A commentare questo debutto, è Dario Pergolotti Antiochia, responsabile flotte del gruppo giapponese in Italia: «Gli aspetti rilevanti per le aziende sono due: la qualità di servizio e di pacchetto elettronico. Ovvero, offrire quest’autonomia e questa velocità di ricarica, a livelli elevati (fino a 80% in 30 minuti, per la ricarica) con tutta la qualità Lexus e la garanzia, fino a 1 milione di km. Per un fleet manager significa certezza di un prodotto con assolute sicurezza e affidabilità. Togliendo ogni problematica. A livello di driver invece, è la guida a essere eccezionale. Il Direct4, lo steerby-wire e la simulazione del cambio, fanno un passo in avanti generazionale, per il piacere di guida».

di Luigi Barni

CURIOSITÀ E PRESTAZIONI

La smart #5 continua a incuriosire chi la veda e impressionare chi la provi

#5 è la smart che ancora oggi la maggior parte degli italiani non si attenderebbe, vedendola per la prima volta. Dopo #1 e #3, estende intenzioni e soprattutto il potenziale di un marchio storicamente protagonista nelle sole città europee. Con questo Suv lungo 4,7 metri, premium e a 0 emissioni, commercializzato globalmente, la storia cambia, ampliando l’orizzonte. #5 attrae chi ama le segmento D molto personali, grazie a un mix di gusti internazionali ma anche

italiani, come dimostrano curiosità e apprezzamenti raccolti durante l’uso, soprattutto dal vivo e negli interni.

È un’elettrica prodotta in Cina ma fedele alle esigenze europee, per spazio, dotazioni, qualità e prestazioni. Lo stile è moderno ma non estremo, con dettagli originali e personalizzabili. La Summit edition con cerchi 20” ha taglio muscolare, trazione integrale con 432 kW (due motori) e i 19 cm da terra, che possono aiutare in molte occasioni.

È però nella digitalizzazione che #5 svetta: funzioni vocali e interattive anche per regolazioni fisiche e un sistema a triplo schermo – 10,25” strumentazione (anche HeadUp), 13” infotainment e 13” passeggero – capace di offrire anche contenuti audio-video. L’interfaccia ricorda uno smartphone, con ambienti mobile e ChatGPT a supporto di lavoro e famiglia. Dentro, pelle,

superfici curate e tanti vani, con doppia ricarica wireless. Il bagagliaio offre 630 l, affiancato dal frunk da 47 l e da sedili posteriori regolabili. Anche la climatizzazione è intelligente, con filtraggio aria adattivo.

Su strada convince per comfort e capacità di assorbire le imperfezioni. Le prestazioni sono elevate: 0-100 in 4,9 s., grande aderenza e precisione, con limiti difficili da raggiungere. Le 2,3 t sono ben gestite, anche grazie a visione 360° e Adas avanzati. Nel nostro uso, l’unico aspetto da curare è stato il consumo: 23 kWh/100 km, a fronte dei 540 km WLTP dati con batteria da 100 kWh. La ricarica è fino a 400 kW in DC o 22 kW in AC.

La gamma va dalla Pro 76 kWh alla Brabus da 645 CV, con aggiornamenti continui. Premi come Red Dot Award, Family Electric SUV of the Year e auto dell’anno in Norvegia, insieme ai massimi punteggi EuroNCAP, ne confermano il valore. Il listino è da 48.000 euro, con fringe benefit sotto 870 euro.

QR Code: online articolo full con fotogallery e scheda

di Luigi Barni

JAECOO 8

La seconda ammiraglia del gruppo cinese sfida i big del segmento

MQR Code: onlineil video completo dellaprova

eno di due anni. Tanto è bastato a Omoda & Jaecoo per lanciare in Italia ed Europa una gamma completa per segmenti e motorizzazioni. Con l’arrivo della Jaecoo 8, la lineup sale a sei modelli e si definisce il vertice del brand: un ruolo condiviso con la Omoda 9 dall’altra parte della famiglia. Un D-SUV con le pretese di un’ammiraglia, pensata per unire design, tecnologia e comfort sulle lunghe distanze, con autonomia di Luca

oltre i 1.000 km e un prezzo competitivo: da 53.900 euro.

DESIGN

La Jaecoo 8 si inserisce nel mondo dei SUV con dimensioni importanti (4,82 m di lunghezza e 2,82 m di passo) e uno stile evoluto rispetto al resto della gamma. La calandra a cascata è più morbida, racchiusa in un ottagono arrotondato, mentre i fari Full-LED presentano linee meno spigolose. Le fiancate mantengono un equilibrio tra solidità e fluidità, con tetto leggermente spiovente e dettagli a contrasto. Dietro, la coda bombata e la firma luminosa orizzontale rafforzano la presenza su strada.

INTERNI E TECNOLOGIA

L’abitacolo punta su comfort e qualità percepita, con pelle Nappa, sedili anteriori riscaldati, ventilati e massaggianti e tetto panoramico. La plancia è

dominata da un doppio schermo 12,3”, con pochi comandi fisici. Non manca la tecnologia: headup display con realtà aumentata, visuale a 540°, 19 ADAS e 10 airbag. Curata anche l’insonorizzazione, supportata da un impianto Sony a 14 altoparlanti. La configurazione a 7 posti garantisce versatilità, con bagagliaio fino a oltre 2.000 litri.

MOTORI

Il sistema plug-in abbina un 1.5 TGDi a tre motori elettrici, per una potenza complessiva di 428 CV e trazione integrale. Le prestazioni sono brillanti (0-100 km/h in 5,8 s), mentre la batteria da 34,5 kWh e il serbatoio da 70 litri permettono oltre 1.100 km di autonomia, con consumi dichiarati di circa 2,1 l/100 km.

COME VA

LA NUOVA JAECOO 8?

Nonostante le notevoli prestazioni garantite dai 428 cv, il peso della Jaecoo 8 – sopra le 2,3 tonnellate – si sente, con una notevole inerzia soprattutto nelle fasi di frenata. Ad ogni modo le sospensioni ben tarate e il baricentro piuttosto basso aiutano a gestire la massa, mantenendo stabilità e controllo anche nel misto. La trazione integrale offre spinta immediata in uscita di curva, mentre l’integrazione tra termico ed elettrico è fluida e impercettibile. Il risultato è un SUV che privilegia il comfort senza rinunciare a una buona dinamica.

Barenghi

FLEET MANAGEMENT: FRATELLI GIACOMEL PUNTA SU CONSULENZA FISCALE

E LOGISTICA NAZIONALE

Dalla gestione strategica delle flotte alla consegna in tutta Italia: un modello integrato per semplificare la mobilità aziendale

Le auto aziendali sono preziose per molteplici scopi: attrazione e motivazione del personale, miglioramento dell’immagine aziendale e supporto alle esigenze pratiche come il trasporto dei dipendenti. Per questo motivo l’ottimizzazione dei costi, la gestione operativa e l’impatto sull’immagine aziendale rendono il fleet management una funzione sempre più centrale. In questo scenario, Fratelli Giacomel si propone come partner in grado di offrire un servizio integrato di mobilità, accompagnando le imprese lungo tutto il ciclo di vita dei veicoli con un approccio consulenziale e orientato all’efficienza.

CONSULENZA PERSONALIZZATA

EFISCALE

Il punto di partenza è sempre l’analisi delle esigenze aziendali. Fratelli Giacomel affianca i fleet manager nella definizione di strategie su misura, costruendo car list coerenti e sostenibili sulla base di utilizzo, percorrenze, emissioni e costi totali. Centrale è anche la consulenza

fiscale, sempre più determinante nella gestione dei fringe benefit e nell’ottimizzazione del TCO. Il risultato è un modello che integra strategia, gestione amministrativa e operativa, garantendo controllo dei costi e continuità.

CONSEGNA VEICOLI

INTUTTAITALIA

Uno degli aspetti più critici nella gestione flotte è la logistica. Fratelli

Giacomel offre un servizio strutturato di consegna su tutto il territorio nazionale, particolarmente utile per aziende con sedi distribuite. Centralizzare questo processo consente di ridurre tempi e complessità, evitando inefficienze nelle fasi di rinnovo o ampliamento della flotta. Un supporto concreto che migliora l’efficacia operativa del fleet management.

NUOVO SHOWROOM AUDI A MILANO

A rafforzare il posizionamento di Fratelli Giacomel sul territorio contribuisce anche la nuova sede Audi di via Cassano d’Adda, nel cuore della Milano che si rinnova. Uno spazio che, unendo offerta automotive e attenzione al contesto urbano, con iniziative dedicate a formazione e sport, mostra un forte segnale di radicamento locale che accompagna l’evoluzione dei servizi rivolti alle aziende.

Reparto flotte Fratelli Giacomel ufficio.flotte@fratelligiacomel.it t. 346 686 0985

RAV4, PIÙ TECNOLOGICA ED EFFICIENTE

La sesta generazione del celebre SUV giapponese

Oltre 30 anni di storia e più di 15 milioni di esemplari venduti nel mondo, pronti ad aprirsi a un nuovo capitolo. Giunta alla sesta generazione, la Toyota RAV4 evolve nel design e nella tecnologia, soprattutto sul fronte delle motorizzazioni, per continuare a interpretare il concetto di SUV che ha contribuito a definire.

Le proporzioni restano fedeli al modello precedente, con una lunghezza attorno ai 4,60 m e passo di 2,69 m, ma lo stile cambia in modo evidente.

I materiali sono più curati e i sedili più confortevoli. Debutta la piattaforma Arene: Infotainment più rapido con display 12,9” e strumentazione digitale da 12,3”, connessa e aggiornata over-the-air.

Il frontale adotta il linguaggio Hammer Head, più deciso e tridimensionale, con fari FullLED dalla firma a “C”. Le fiancate mantengono solidità e pulizia, con protezioni a sottolineare la vocazione da SUV, mentre al posteriore linee orizzontali e gruppi ottici sottili enfatizzano la larghezza.

L’abitacolo è stato rivisto con una plancia orizzontale che migliora spazio e leggibilità, con un nuovo volante e un selettore shift-by-wire più compatto.

Evolvono anche gli ADAS, mentre resta elevata la praticità, con bagagliaio fino a 1.600 litri.

La gamma motori si basa su due soluzioni ibride. La Plug-in segna il salto più evidente, con batteria da 22,7 kWh, autonomia elettrica fino a 137 km e potenza fino a 309 CV, mentre la versione FWD (presto disponibile) eroga fino a 272 CV. Migliora anche la ricarica, ora disponibile in corrente continua. La Full-Hybrid 2.5 resta l’opzione più equilibrata, con potenze tra 185 e 194 CV e consumi attorno ai 5,8 l/100 km.

Su strada convince per facilità e comfort, grazie alla posizione di

guida rialzata e a un telaio più rigido (+9,7%) che migliora precisione e stabilità. Nonostante massa e dimensioni non proprio lillipuziane, resta composta anche nel misto. Fuori dall’asfalto emergono sospensioni efficaci e modalità di guida dedicate. Le versioni GR Sport aggiungono maggiore dinamismo, con assetto e sterzo specifici, senza però compromettere il comfort. Su listino i prezzi partono da 45.200 per la FWD full-hybrid da 185 CV, per arrivare ai 62.700 della GR Sport AWD-i Plug-in con 309 CV.

QR Code: onlineil video completo dellaprova

di Luca Barenghi

VOLVO ES90

L’ammiraglia elettrica che sfida l’ansia da ricarica

In un mercato dominato dai SUV elettrici, la Volvo ES90 sceglie una strada diversa, riportando al centro le grandi berline in chiave moderna e fullelectric. Quarta EV nativa del marchio svedese, nasce come una software-defined car progettata per unire comfort, efficienza e gestione intelligente dei viaggi, riducendo al minimo le soste e l’ansia da ricarica.

DESIGN E TECNOLOGIA

Lunga 5 metri esatti, la ES90 si inserisce nel segmento delle ammiraglie con un approccio razionale e aerodinamico. Il profilo fastback, con coda tronca e linea filante, consente un CXdi 0,25, il migliore mai vistosu una Volvo. Il frontale è pulito, con calandra chiusa e firma “martello di Thor”, mentreil posteriore introduce gruppi ottici a C dal carattere distintivo.

L’abitacolo è un salotto minimalista, ampio grazie al passo di 3,1 metri e rifinito con materiali premium e sostenibili. Il grande tetto panoramico amplifica luce e senso di spazio, mentre l’insonorizzazione garantisce un comfort acustico elevato. La plancia è dominata da un sistema digitale con display da 9” e touchscreen

verticale da 14,5” basato su Android Automotive, integrato con Google Maps per pianificare viaggi e ricariche in modo intelligente.

MOTORI E PRESTAZIONI

La gamma sfrutta un’architettura a 800 volt che migliora efficienza e tempi di ricarica. Tre le versioni:

Single Motor da 333 CV e fino a 651 km WLTP; Twin Motor AWD da 456 CV e 707 km; Twin Motor Performance da 680 CV, capace di uno 0-100 in 4 secondi. Lebatterie fino a 106 kWh consentono ricariche rapide: fino a circa 275 km recuperati in 10 minuti. Su strada emerge il carattere da ammiraglia: silenziosa, stabile e votata al comfort nei lunghi viaggi. Le sospensioni pneumatiche gestiscono bene massa e trasferimenti, rendendola composta anche nel misto. In città, dimensioni e peso si fanno sentire, così come una visibilità posteriore limitata. Molto incisiva la frenata rigenerativa, mentre alcuni ADAS risultano fin troppo zelanti. Nel complesso, una berlina elettrica pensata per viaggiare lontano, con grande efficienza e relax.

GAMMA E PREZZI

Su listino Volvo Italia si parte con i 73.500 euro della Single Motor Extended Range (333 CV - 662 km), per arrivare ai 96.600 euro della Twin Motor Performance (680 CV - 701 km).

di Luca Barenghi

ALTO LIVELLO COREANO

Il Suv a 7 posti elettrico secondo Hyundai, Ioniq 9

Ioniq 9 si presenta come un grande SUV elettrico a 7 posti di fascia alta, segmento di nicchia in Italia, ma che Hyundai presidia con convinzione. Lunga 5 metri, già pluripremiata a livello internazionale dal suo debutto, colpisce per uno stile imponente ma equilibrato, con volumi squadrati privi di spigoli netti, un Cx di 0,259 e coreografie luminose LED scenografiche, sia al frontale, dove sono oltre 100 i punti luce, che al posteriore (dove sono ancor più).

A bordo si respira qualità autentica: finiture eccellenti, materiali pregiati, retrovisori

sostituiti da display e un doppio schermo da 12,3”+12,3” che non eccede in fronzoli restando funzionale e leggibile, pur ricco di contenuti. Il volante è classico, con comandi fisici affiancati da quelli digitali, e l’assistente AI “Hey Hyundai” completa un’interfaccia accessibile anche ai meno giovani. I sedili Relaxation con regolazioni elettriche e massaggio automatico sono disponibili non solo in prima fila, mentre tetto panoramico UV, 6 prese USB e vani portaoggetti fino alla terza fila completano una dotazione generosa.

Sul fronte tecnico, la trazione integrale con due motori eroga oltre 420 CV, abbinati a una batteria da 110 kWh per 600 km di autonomia WLTP e un consumo dichiarato di 20 kWh/100 km – raggiungibile, ma non sempre con pieno carico e andatura sostenuta –. La ricarica DC arriva fino a 350 kW, con pre-condizionamento,

rendendo le soste in viaggio davvero brevi. Il bagagliaio è modulare fino a 2.400 litri con terza fila a gestione elettrica, e il frunk anteriore da 52 litri aggiunge ulteriore praticità impossibile sui termici. Il pacchetto è completo ed i sistemi ADAS, irrinunciabili, si distinguono per precisione, massima nelle manovre. La rigenerazione è regolabile fino al single-pedal, con Ioniq 9 che “legge” strada e traffico adeguando la propria decelerazione. Qualunque driver, trova un’interfaccia digitale ben fruibile che consente la personalizzazione dei profili e nonostante le 2,6 tonnellate – da tenere in conto nelle frenate –anche in guida spinta il SUV Hyundai non tradisce. Il prezzo parte da 69.900 euro, nella versione RWD Business, con noleggio da meno di 900 euro lordi al mese, garanzia di 8 anni sulla parte elettrica e fringe benefit fiscale all’aliquota minima. Un pacchetto completo e coerente, pensato tanto per le flotte aziendali quanto per le famiglie esigenti.

QR Code: onlinearticolo integrale, conscheda efotogallery

di Luigi Barni

FONDAZIONE FS: UN PATRIMONIO CHE CONTINUA A VIAGGIARE

Dalla Stazione Centrale al DORS, il racconto del tour organizzato da Newsteca

Un viaggio esclusivo tra due punti

all’apparenza ordinari della mappa di Milano, ma capaci di racchiudere quasi due secoli di storia ferroviaria italiana. È stato questo il cuore del tour organizzato da Newsteca, che ha portato venti partecipanti, tra cui fleet e mobility manager, alla scoperta di luoghi nascosti in piena vista: la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano e il Deposito Officina Rotabili Storici di viale Monza. Un’occasione per osservare una Milano meno immediata, dove la bellezza si

rivela negli spazi meno esposti. Parte di questo patrimonio è oggi valorizzato dalla Fondazione FS Italiane, attiva dal 2013 nella tutela, nel recupero e nella riattivazione della memoria ferroviaria nazionale.

LA SALA REALE

All’interno della Stazione Centrale, il Padiglione Reale rappresenta uno degli ambienti più esclusivi e meno noti. Progettato nel 1931, nacque come spazio di rappresentanza per la Casa Savoia, con accessi separati e percorsi riservati. La struttura si articola su due livelli: al piano terra la Sala delle Armi, mentre una scalinata monumentale conduce alla Sala Reale, affacciata sul binario 21. L’apparato decorativo riflette il gusto del primo Novecento: i bassorilievi di Ambrogio Bolgiani e le maioliche di Basilio Cascella contribuiscono a definire un ambiente di forte identità. Non manca una componente funzionale:

un’uscita di sicurezza nascosta garantiva un deflusso rapido e discreto. Oggi il Padiglione è utilizzato per eventi, mantenendo intatto il suo valore storico.

DEPOSITO ROTABILI STORICI DI MILANO CENTRALE

A breve distanza dalla stazione, il Deposito Officina Rotabili Storici (DORS) conserva e restituisce vita al patrimonio ferroviario italiano. Qui la Fondazione FS, insieme a FS Treni Turistici Italiani, porta avanti attività di restauro su convogli storici destinati a nuovi utilizzi. Tra questi, le carrozze “Centoporte”, le Corbellini, le Gran Confort TEE e la Press & Conference di Italia ’90. Una volta recuperati, i treni vengono impiegati in progetti di turismo esperienziale e iniziative aziendali: itinerari su misura, eventi in movimento e soluzioni bleisure che integrano lavoro e tempo libero. Il treno diventa così uno spazio modulare, capace di trasformare lo spostamento in un’esperienza fuori dal comune.

di Luca
Barenghi

L’autonomia di una vettura non è un’ossessione, ma nell’impegnativo passaggio alla Nuova Era resta un tema di grande attualità, fatto di verità e tanti luoghi comuni che riguardano soprattutto le auto elettriche pure ma anche le ibride plug-in, che necessitano comunque di una ricarica per poter rendere al meglio e non far consumare rapidamente il serbatoio del motore termico. Le Case hanno dovuto trovare soluzioni importanti per togliere la tipica ansia da ricarica – che secondo recenti analisi è in calo tra gli italiani ma non certo scomparsa – e farne una lucida occasione di marketing.

Le analisi del numero offrono due visioni diverse, ugualmente interessanti. Kia ha il merito di avere intrapreso la rotta elettrica con una serie di modelli molto comodi e non banali nel design ma soprattutto cercando di portare a casa la maggiore autonomia possibile: la berlina EV4 ne è la perfetta espressione, seguendo quanto proposto con successo dalla “sorellina” EV3. Audi, nella sua tradizione di auto premium e hi-tech sta puntando sull’e-hybrid, sistema che consente lunghe percorrenze giocando sull’equilibrio tra un motore a benzina e uno elettrico. Chiamiamolo pure un plug-in evoluto, che non manderà mai in crisi il guidatore abituato a un viaggio tradizionale. E non è cosa da poco anche nel 2026.

Audi A5 Avant e-hybrid

Wagon Phev da primato

Erede della A4 Avant e costruita sulla nuova piattaforma Ppc, la A5 Avant e-hybrid è lunga 4,83 metri, larga 1,86 e alta 1,46, con un bagagliaio da 361 litri per la presenza della batteria, ma a sedili abbattuti si arriva a 1.306 litri utili, non pochi. Lo step rispetto alla A4 è anche e soprattutto di design, con l’attuale generazione che adotta gli ultimi canoni stilistici del brand. Da qui derivano l’elaborato frontale caratterizzato da una estesa calandra di foggia esagonale, i sottili fari Matrix Led e le generose prese d’aria a forma triangolare. Al posteriore ci sono l’elegante firma luminosa senza soluzione di continuità, due generosi terminali di scarico e lo spoiler al tetto, quest’ultimo abbinato a un lunotto posteriore piuttosto inclinato.

di Maurizio Bertera

Il plus della vettura, nata con il classico mild hybrid di famiglia, è l’arrivo della nuova soluzione e-hybrid, plug-in ‘evoluto’ composto dal 2.0 TFSI in configurazione 252 Cv, al limite del superbollo, affiancato da un elettrico da 143 Cv, integrato nel cambio

a 7 marce. La potenza totale è di 299 o 367 Cv, con un’autonomia elettrica superiore a 100 km grazie alla generosità di una batteria da 20,7 kWh netti. La gamma è articolata su tre allestimenti: Business (da € 66.700), Business Advanced e S line Edition, per la versione con 299 Cv, mentre quella da 367 Cv è

disponibile solo nel più ricco e sportivo allestimento Sline Edition, a partire da €78.050.

EQUIPAGGIAMENTO

Sicuramente all’altezza della tradizione Audi. Citiamo lo sterzo progressivo a demoltiplicazione e servoassistenza variabili, il clima trizona, i cerchi (belli) 18”, i sedili anteriori riscaldabili, la piastra ricarica senza fili, il portellone elettrico e il cruise control adattivo. Gli Adas sono impostati su un collaudato sistema quale l’Audi PreSense per la sicurezza attiva e passiva. Il ‘pezzo’ più evidente della dotazione tecnologica resta l’Audi Digital Stage, ossia il complesso cruscotto digitale-schermo Infotainment, collocato in un unico elemento curvo rivolto verso il conducente. Personalizzabile il primo (11,9”) e con tantissime funzioni il secondo (14,5”), idue schermi sulla S line

Edition sono affiancati da un terzo ad uso esclusivo del passeggero.

TEMPI DI CONSEGNA

Mediamente ci vogliono trequattro mesi da un ordine personalizzato. Ma è comunque possibile trovare delle auto ‘pronta consegna’ dai concessionari.

VALORE RESIDUO

I modelli Audi rappresentano una sicurezza sul mercato dell’usato. La Casa ha un programma specifico –Prima Scelta: plus – che offre vetture sottoposte a 110 accurati controlli. Lagaranzia è di quattro anni per le auto con meno di 96mesi e 150mila km. Inpiù sono disponibili servizi assicurativi e di leasing.

MANUTENZIONE

Al di là della garanzia standard di 24 mesi, è possibile chiedere la

GAMMA

formula Extended Warranty sino a un massimo di 5 anni o 150mila km. Audi ha altresì creato dei piani di manutenzione che prevedono quattro livelli di copertura e possono essere richiesti entro l’immatricolazione. Ilmassimo è dato dalla formula Time Plus che è il modo migliore per prendersi cura della vettura in maniera più completa. Èpossibile scegliere tra tre coperture diverse: Silver, Gold e Platinum.

FORMULE FINANZIARIE

Audi previlegia nettamente il lungo termine con Audi Value, la formula (24 mesi/25.000 km) che consente di decidere al termine se completare l’acquisto, sostituire l’auto o restituirla (in caso di restituzione, c’è l’eccedenza chilometrica di 0,07 euro/km). Inoltre, Audi Value offre la possibilità di personalizzare l’anticipo, la rata, la durata, il

chilometraggio e i servizi aggiuntivi, beneficiando dell’estensione di garanzia (1 anno/60.000 km). Oltre ad avere sempre un’assistenza all’altezza, perché incluso c’è anche il piano manutenzione Premium Care per 24 mesi/30.000 km. Da segnalare la recente formula Audi Urban Value: un noleggio Pay per Use che prevede 3.000 km per 36 mesi e poi 29 centesimi a km: include RCA, manutenzione e assistenza stradale. Non manca la classica Audi Value Leasing, a canone fisso.

NOLEGGIO

Per aziende e partite IVA c’è l’evoluzione Audi Value Noleggio che nel canone prevede manutenzione, RCA, soccorso stradale e altri servizi. Le soluzioni sono innumerevoli: per un’A5 e-hybrid quattro S-tronic Business Advanced, si può pagare 641 euro al mese, con 5mila euro di anticipo, per un contratto su 48 mesi e 60mila km.

AL VOLANTE

Abbiamo guidato la versione da 299 CV, già sufficienti per viaggiare veloci, con il supporto dell’immancabile trazione integrale quattro. Le prestazioni? 250 km/h di spunto massimo, 5,9 secondi nello 0-100 km/h. Nel commuting – anche per tratti abbastanza lunghi –, si può guidare (premendo il tasto EV) come un’elettrica pura in un mood sereno, al quale contribuiscono la silenziosità del motore e l’ottima insonorizzazione. Per ricaricare sono accettati 11 kW in corrente alternata: in due ore e mezza si ripristina l’intero potenziale. In movimento, invece, l’auto può contare sulla Battery Charge, funzione che usa il termico per caricare la batteria (fino al 75%), sfruttando la componente elettrica come alternatore. Il meglio alla guida, in tipico stile Audi, lo regala in ambito extraurbano con uno sterzo piuttosto diretto e un valido assetto, dato da una

sostenuta taratura degli ammortizzatori. Viaggiando in modalità Hybrid, l’interazione tra termico ed elettrico è sempre molto fluida. E quando è chiamato in causa, il 2.0 turbo benzina entra in gioco con discrezione, alzando la voce solo affondando decisi sul pedale. Nel nostro test, i consumi, unendo le varie situazioni e con la batteria al top, sono stati sui 3 litri per 100 km ma dipende più che mai dallo stile del conducente.

IL GIUDIZIO

In un mondo dell’automotive che sorride ai Suv, è sempre un piacere sedersi a bordo di una station wagon. Audi A5 Avant e-hybrid non è però una wagon qualunque, perché mantenendo in pieno la visione Audi di design, classe e sportività, si serve di un powertrain dalle prestazioni impensabili sino a pochi anni fa e che si mostra validissimo, soprattutto sulle lunghe distanze.

Kia EV4 Bev coreana made in Europe

La EV4 è la nuova berlina elettrica Kia a cinque porte per il segmento C: è lunga 443 cm, larga 186 e alta 149cm. C’è anche la variante senza portellone e con un vago accenno di coda, con 30 cm in più di lunghezza. Il design è molto personale, con evidenti richiami alla filosofia di design Opposites United delle ultime Bev della Casa coreana, a cominciare dalla forma dei gruppi ottici. Non manca qualche richiamo al mondo delle crossover, in particolare per le ampie protezioni in plastica sui passaruota e nella parte bassa della carrozzeria. Il generoso passo di 286 cm, ha permesso di ottenere un abitacolo molto spazioso, anche per chi siede dietro. A disposizione di sacchetti e valigie ci sono 435 litri nel bagagliaio, che nella variante con la coda più filante arrivano a 490. Non manca il doppiofondo per i cavi di ricarica, assente invece il frunk anteriore. di Maurizio Bertera

Realizzata sulla piattaforma modulare E-Gmp a 400V, la EV4 è disponibile con un solo motore da 150 kW (204 Cv) e 283 Nm di coppia montato sull’asse anteriore, capace di uno zero-cento in 7,4 secondi. All’unità elettrica è abbinata una

batteria da 58,3 kWh o da 81,4 kWh: le percorrenze dichiarate sono rispettivamente di 440 e 625 km. Sei le proposte nella gamma. Si parte dall’allestimento Air, con cerchi da 17”, che in versione Standard Range costa 37.950 euro. La Earth, più ricca, richiede 41.600

euro e offre cerchi 19”, sedili riscaldati e la ricarica wireless. Per quanto riguarda invece la Long Range con batteria da 81,4 kWh, il listino parte da € 42.950 per la Air, € 46.600 per la Earth, mentre per la GT Line Launch Edition ci vogliono € 48.500 e per la GT Line Plus € 51.500.

EQUIPAGGIAMENTO

Mettiamo in prima fila lo schermo unico da 30” che include il cruscotto digitale e l’infotainment, entrambi da 12,3” con un funzionamento rapido e intuitivo, separati da un piccolo display da 5,3” che svolge le funzioni di climatizzazione. Per attivarle sono comunque presenti i tasti fisici sulla plancia. Non mancano la connettività (Apple CarPlay e Android Auto, in modalità wireless) e gli aggiornamenti OTA per il software di bordo. Bene anche la dotazione sul fronte sicurezza dove spicca la guida assistita di livello 2,

di serie su tutta la gamma tranne sull’allestimento d’attacco Air dove costa 750 euro.

TEMPI DI CONSEGNA

Mediamente sui tre mesi dall’ordine ma non mancano continue promozioni, sul sito ufficiale della Casa, per avere subito la vettura.

VALORE RESIDUO

Come per ogni nuovo modello, per di più elettrico, non ha senso ragionare sulla risposta del mercato e quindi sul valore dell’usato. Ricordiamo solo che Kia ha un programma certificato che offre vetture usate con meno di quattro anni di strada (o 120.000 km), sottoposte a un centinaio di accurati controlli con una risposta in meno di quattro ore dalla richiesta web.

MANUTENZIONE

Al di là della garanzia di 7 anni/150mila km, è possibile chiedere un’estensione con

la proposta Kia Care che nel caso dei modelli elettrici può essere acquistata nelle versioni EV ed EV Gold: la prima manutenzione è già inclusa. Non mancano le offerte Service 5+, progettate per prendersi cura delle vetture Kia con più di cinque anni.

FORMULE FINANZIARIE

Sono messe a punto da Kia Finance. Si può scegliere la formula PCP (Personal Contract Purchase) che offre maggiore flessibilità alla scadenza del periodo, o il leasing personalizzato per un uso semplice, o ancora l’acquisto a rate per coloro che desiderano possedere il veicolo a titolo definitivo. Per le aziende, esiste una formula Business Contract Hire che consente di gestire i veicoli senza l’obbligo di diventarne proprietario e di personalizzare i pacchetti finanziari, modificando i termini, adeguando il chilometraggio e persino aggiungendo interventi di

manutenzione per adattarli alle esigenze aziendali. Interessante anche la formula K-Lease che garantisce la flessibilità di un piano finanziario personalizzato e una soluzione “zero pensieri”, includendo all’interno di un unico canone mensile tutti i principali servizi accessori.

NOLEGGIO

La proposta per le aziende e i professionisti è Kia Renting Business: soluzioni per il noleggio a lungo termine e formule di finanziamento personalizzate Kia Finance. Ci sono regolarmente delle promozioni.

AL VOLANTE

Su strada il comportamento è sicuro e brillante, con una potenza non esagerata ma più che adeguata a spingere i circa 1.900 kg di EV4. La trazione è anteriore e questo porta a un leggero sottosterzo se si affrontano curve ad alta velocità, ma in

generale è un’auto equilibrata e semplice da condurre, con una taratura ideale per la guida di tutti i giorni. Le diverse modalità di guida forniscono più spinta o più attenzione ai consumi: si passa dalla Sport alla Eco, per arrivare alla Snow dedicata alle condizioni difficili. Da una colonnina rapida in corrente continua, la EV4 accetta 101 kW con la batteria “piccola” e 128 kW con quella più grande: in entrambi i casi, secondo la Casa e nelle condizioni più favorevoli, basta mezz’ora per passare da 10% all’80% dell’efficienza mentre come per la maggior parte delle concorrenti, a corrente alternata ci si ferma a 11kW. I consumi dichiarati (14,6 kWh ogni 100 km) si sono avvicinati a quelli del test: capita di rado al volante di un veicolo elettrico. Eccellente il comfort in abitacolo, grazie all’ottima insonorizzazione che non lascia filtrare alcun rumore dall’esterno, anche alle andature più elevate, e

alla capacità delle sospensioni di assorbire le asperità della strada e tutte le piccole sconnessioni. Plauso anche al volante, preciso, e con varie funzioni sui lati.

IL GIUDIZIO

EV4, primo modello elettrico costruito in Europa da Kia, rappresenta in pieno la visione della Casa. È un’auto dal design non comune che garantisce almeno due elementi fondamentali al fine di un sereno viaggio: labuona autonomia (cheperaltro è peculiarità ditutte le vetture a batteria della Casa coreana) e uno spazio in abitacolo veramente ampio dove non si avvertono rumori e vibrazioni. Per la cronaca, in estate, si aggiungerà la versione GT a trazione integrale.

AUTOSTRADE A 120 KM/H: PERCHÉ POTREBBE DIVENTARE REALTÀ

La guerra in Medio Oriente, oltre a far salire i prezzi del carburante, potrebbe cambiare anche i limiti di velocità in autostrada. Il motivo è semplice: il rischio di blocchi nello Stretto di Hormuz mette in crisi le forniture di petrolio, e secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia serve ridurre subito i consumi. Una soluzione concreta? Abbassare la velocità massima a 120 km/h: scelta poco popolare ma capace di tagliare fino al 6% dei consumi nazionali. In alcuni Paesi questa regola esiste già, come Spagna e Svizzera, mentre nei Paesi Bassi si scende a 100 km/h. Se la crisi peggiorerà, anche in Italia il tema potrebbe diventare realtà, non per ideologia ma per necessità energetica.

ATTESTATO DI GESTIONE SOSTENIBILE PNEUMATICI

Michelin promuove da 5 anni l’Attestato di Gestione Sostenibile Pneumatici, premiando flotte di camion, bus e mezzi pesanti che adottano il modello multivita, basato su ricostruzione e riscolpitura. Una pratica che prolunga la durata degli pneumatici fino a 6 volte (+375%), riduce i costi (-40%) e migliora l’efficienza, aumentando la percorrenza e abbattendo i consumi. Nel 2026 sono state premiate 67 aziende italiane (oltre 23.000 veicoli) con benefici ambientali rilevanti: -8.228 tonnellate di CO2 e -2.904 tonnellate di materie prime (certificati DEKRA). L’attestato valorizza una gestione sostenibile ed economicamente vantaggiosa delle flotte, dimostrando come innovazione e responsabilità ambientale possano diventare un fattore competitivo per il settore.

Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006

Direttore responsabile Omar Marco Fumagalli

Collaboratori

Andrea Barbieri Carones, Luca Barenghi, Luigi Barni, Maurizio Bertera, CristianoFortini, Alessandro Palumbo, Andrea Paoletti, Salvatore Saladino, IlariaSalzano

Impaginazione Gianluca Ubezzi

Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

Distribuzione in Italia

Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

Spedizione Posta Target - Magazine

Tariffa abbonamento annuo: 35,00 euro

Bonifico bancario per Banca Popolare di Sondrio, Agenzia n. 13 di Milano c/c 000005445X70 - CIN X

ABI 05696 CAB 01612

IBAN IT78X0569601612000005445X70 intestato a Newsteca Srl

Regolamento Europeo 2016/679

Il titolare del trattamento dei dati personali utilizzati per l’invio della rivista è Newsteca srl. Gli interessati possono esercitare i diritti previsti dal citato Regolamento EU 2016/679 telefonando allo 02/36599030 o inviando email all'indirizzo: privacy@newsteca.it.

Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati è l’amministratore unico.

Direzione, Redazione, Pubblicità, Amministrazione: Via Larga, 6 - 20122 Milano

Tel. 02/36599030

e-mail: redazione@newsteca.it www.missionline.it

Amministratore Unico

Marco Persico UFFICIO COMMERCIALE

Tel. 02/36599030

Tiziana Gregori gregori@newsteca.it Cell: 333/3854276

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
MissionFleet 2/2026 by Newsteca - Issuu