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MissionFleet 2/2021

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www.missionline.it

Anno XVI • aprile-maggio 2021

URBAN MOBILITY

Muoversi in città: flotte in subbuglio

MissionFleet Awards 2021

Avanti tutta, MFA verso l’edizione numero 6 On The Big Chair

Christian Catini di Mercedes-Benz L’analisi

Lexus UX300e - Nuova Nissan Qashqai


NUOVA 508 Plug-in Hybrid Modalità 100% elettrica - Fino a 225CV - Soli 27 g/CO₂

508 sw HY: Emissioni di CO₂: da 27 a 38 g/km - Autonomia in modalità 100% elettrica: 52 km. Valori determinati utilizzando la nuova procedura di prova WLTP. I dati possono variare in funzione delle condizioni effettive di utilizzo e in base a diversi fattori.


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SOMMARIO

Aprile-Maggio 2021 • numero 2

4 CRUSCOTTO

25 MISSIONFLEET AWARDS

34 DIRECTOR’S CUT

Flotte e alimentazioni, come cambiano

2020 Summer Edition

Opel - Questione di razza

a cura della redazione

di Paola Baldacci

di Salvatore Saladino

10 MISSIONFORUM 2021

26 LE INTERVISTE DI MISSIONFLEET

Per cambiare, occorre misurare

Uber - Il modello misto della mobilità aziendale

di Paola Baldacci

di Alessandro Palumbo

38 ON THE BIG CHAIR

28 14 MISURE URGENTI PROFESSIONE FLEET MANAGER

Anfia, Federauto, Unrae: 4 azioni concrete

Mercedes Benz - Il prodotto giusto

Engie - Transizione convinta

di Paola Baldacci

di Andrea Barbieri Carones

di Paola Baldacci

18 DONNE AL VOLANTE

32 MISSIONFLEET AWARDS 2021

Autentica per l’avventura di tutti i giorni

Avanti tutta, MFA verso l’edizione numero 6

di Ilaria Salzano

di Paola Lucchetta

43 L’ANALISI DI MISSIONFLEET LEXUS UX300e Stile esclusivo e massimo comfort NUOVA NISSAN QASHQAI Il diesel esce di scena di Maurizio Bertera

NEWS L’EDITORIALE NEWS

3 48

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA URBAN MOBILITY Muoversi in città: flotte in subbuglio di Alessandro Palumbo 2 | APRILE-MAGGIO 2021

20

Jeep® Renegade e Compass 4xe: l’ibrido plug in per l’off-road, e per le flotte

13

Con SIFÀ, il canone diventa all inclusive

33


2 Editoriale 2 21.qxp_Layout 1 16/04/21 17:27 Pagina 3

L’editoriale di Paola Baldacci

DA BENEFIT A PROGETTO DEMOCRATICO

M

olto interessante il Barometro Arval 2021, di cui non possiamo scrivervi all’interno perché il giornale è già in stampa. Ma riusciamo ad accennarvene qui, che l’editoriale – si sa – entra sempre in corsa. E ne siamo contenti perché la ricerca ha intervistato 300 fleet manager in Italia, un panel indiscutibilmente rappresentativo. Ma soprattutto gioiamo perché il 35% di loro non contempla affatto una riduzione della flotta e si aprono diversi scenari di ampliamento della mobilità aziendale. L’orizzonte a tre anni, infatti, apre le porte a una nuova interpretazione dell’area d’impresa che riguarda la gestione del parco auto e, sempre di più, includerà gli spostamenti di tutta la popolazione dei dipendenti. Perché? Anzitutto 4 imprese su 10 hanno introdotto il ruolo del mobility manager, 8 su 10 se si tratta di multinazionali. Poi perché si pone una priorità di offrire soluzioni di “mobilità protetta” ad una sfera più ampia di lavoratori, rispetto ai consueti assegnatari del fringe benefit o del veicolo strumentale. Questo pensiero poggia su alcuni fattori: le aspettative di una pressoché certa ripresa dei business – finanche trasformati –, l’ormai conclamato “pantone” green a colorare qualsiasi vision aziendale, il salto digitale che si consolida e si tradurrà nello svolgimento di smart working e alcune

attività in collegamento online anziché in presenza, infine l’imperativo di offrire ai dipendenti sicurezza e panieri di welfare meglio strutturati. La deduzione è: la torta della mobilità si amplia. Il responsabile di Arval Mobility Observatory in Italia (l’indagine è condotta in 19 Paesi, ndr), Massimiliano Abriola, argomenta: «L’outlook dei fleet manager ha un fondamento di base nello scenario di incertezza: per operare sono cambiate le necessità di spostamento dei dipendenti. Potrebbe accadere che la mobilità come benefit o come elemento premiante possa trasformarsi per certi aspetti in democratico e funzionale alla produzione per tutti (e non solo gli assegnatari di un’auto aziendale)». Ora, il concetto è bello in sé, ma è anche supportato dai dati. Ad esempio, nel 2020 più di due imprese su tre hanno adottato una soluzione di mobilità alternativa. Solo due anni fa era appena il 23%. In prospettiva, l’86% di loro sarà pronto a queste proposte diversificate. Emergono il noleggio a breve termine per il 70% dei rispondenti, le app di mobilità, il corporate car sharing, ma anche l’accesso privilegiato al private lease. Il futuro della mobilità aziendale ci riserverà interessanti sviluppi! PS: l'articolo completo sul Barometro Arval è su Missionline.it @pla_baldax

APRILE-MAGGIO 2021 | 3


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

FLOTTE E ALIMENTAZIONI,

COME CAMBIANO

Milioni di euro di ecobonus, ma il mercato non si risolleva: è la prima volta che una manovra incentivante fallisce il suo compito. Le scelte di imprese e noleggiatori negli ultimi 6 anni

I

di Salvatore Saladino*

l 2021 è iniziato come... era finito il 2020. Sono ripartiti gli incentivi all’acquisto, abbinabili alla rottamazione, sulla falsariga di quelli entrati in vigore ad agosto scorso, seppur con lievi modifiche: il limite massimo di emissioni di CO2 dei veicoli acquistabili è salito a 135 g/km, per compensare il cambio di normativa di omologazione, passato dal più permissivo Nedc al più restrittivo Wltp. Ma la sostanza non cambia, perché il vero limite dei bonus statali

*Country manager Dataforce Italia 4 | APRILE-MAGGIO 2021

consiste nella scarsità dei fondi destinati agli acquirenti di veicoli con emissioni superiori ai 60 g/km di CO2, totalmente sbilanciati verso coloro che intendono comprare veicoli con emissioni inferiori (ovvero auto elettriche e ibride plug in).

L’AUTO ELETTRICA È UNO STATUS SYMBOL Seppur lodevole nella teoria, l’obiettivo del Governo di accelerare la transizione verso l’elettrico si scontra con una realtà nazionale fatta di carenze

di infrastrutture di ricarica e di una popolazione poco propensa ad abbandonare le alimentazioni tradizionali, non per scarsa coscienza ecologica (che sembra invece essere sorprendentemente elevata), ma per necessità di fatto: pochi possiedono, soprattutto nelle città più congestionate dal traffico, un posto di parcheggio di proprietà, pochissimi sono in grado dimettere a disposizione un luogo adatto per l’installazione di un punto di ricarica. Ma la verità di fondo è


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

ALIMENTAZIONI NELLE FLOTTE* CLASSIFICAZIONE ITALIA

2015

2016

2017

2018

2019

2020

2021*

Petrol

17,78%

17,13%

17,48%

21,56%

28,24%

22,67%

20,44%

Diesel

72,76%

75,00%

74,05%

67,82%

54,54%

48,59%

36,83%

Electric

0,40%

0,32%

0,45%

0,81%

2,09%

4,40%

5,16%

Hybrid Plug-in

0,12%

0,15%

0,32%

0,68%

0,97%

3,12%

5,80%

Hybrid

3,10%

3,44%

4,22%

4,18%

4,70%

4,29%

5,32%

Mild-Hybrid

0,07%

0,04%

0,16%

1,10%

4,97%

12,50%

22,22%

FLEET

Bivalent

5,76%

3,92%

3,31%

3,85%

4,49%

4,43%

4,23%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Petrol

20,59%

21,59%

21,85%

16,62%

23,11%

18,16%

13,07%

Diesel

75,44%

74,08%

72,82%

73,07%

65,57%

54,77%

43,07%

Electric

0,35%

0,18%

0,27%

1,06%

1,39%

5,36%

5,89%

Fueltype-Italy RENTALS (LONG TERM)

Hybrid Plug-in

0,03%

0,08%

0,25%

0,67%

0,67%

4,67%

10,28%

Hybrid

1,70%

1,61%

2,21%

5,01%

4,06%

4,87%

6,03%

Mild-Hybrid

0,03%

0,02%

0,03%

0,27%

1,69%

9,07%

19,34%

Bivalent

1,86%

2,43%

2,56%

3,30%

3,52%

3,11%

2,31%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Fueltype-Italy * 2021: primo trimestre

che le elettriche sono ancora troppo care e oggi fanno solo “status” dei ceti più abbienti. Accade quindi, ed è la prima volta in assoluto da quando esistono gli incentivi all’acquisto, che i bonus non producano volumi aggiuntivi di vendita, ma solamente un travaso di immatricolazioni da un canale di distribuzione all’altro. In molti casi, dalle flotte (in proprietà e a noleggio) ai privati. Ma senza fermare l’emorragia delle vendite provocata dalla crisi economica amplificata dalla pandemia del Covid-19.

I NUMERI DEL PRIMO TRIMESTRE Come si è comportato, dunque, il mercato dell’auto in Italia nel primo trimestre di quest’anno? Per ragionare su numeri “sensati”, occorre paragonare i dati delle immatricolazioni 2021 con quelli di due anni fa, il 2019

“pre-Covid”. I numeri di marzo 2020, mese in cui era iniziato il primo lockdown, sono stati praticamente azzerati, rendendoli imparagonabili con quelli di quest’anno. Se il confronto fosse realizzato tra il primo trimestre 2021 e il periodo gennaio-marzo 2020 scaturirebbe un incremento delle immatricolazioni “anomalo” che indurrebbe a un ottimismo ingiustificato, perché non rappresenterebbe il reale stato di crisi che sta vivendo effettivamente il mercato. Nei primi tre mesi del 2021 sono state immatricolate circa 448.000 passenger cars a fronte delle quasi 540.000 del primo trimestre 2019. Con una flessione di oltre 90.000 unità (è circa il 17% in meno). Con il canale dei privati che contiene le perdite attorno all’8%, le flotte aziendali in acquisto che arretrano di circa 13 punti

percentuali, il noleggio a lungo termine che riduce le perdite al 2%, lo short rent che continua la sua caduta verticale (-64%) a causa delle limitazioni alla circolazione dei lavoratori e del quasi totale azzeramento dei viaggi turistici. Infine, le autoimmatricolazioni delle Case e dei concessionari (cioè vetture dimostrative e km zero) in forte contrazione (-32%).

***NOTA LE TABELLE SONO UNA ELABORAZIONE DATAFORCE ITALIA SU FONTI MINISTERO TRASPORTI E ACI/PRA

PASSENGER CARS: IL TRIMESTRE DEL LONG RENT In questa prima parte dell’anno si sono registrate forti differenze nei risultati commerciali dei player del noleggio a lungo termine, con una classifica in continuo cambiamento nelle posizioni di vertice mese dopo mese. Al termine del primo trimestre, tra le passenger cars la prima posizione è appannaggio di Arval. Il colosso controllato APRILE-MAGGIO 2021 | 5


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

ALIMENTAZIONI SUV* CLASSIFICAZIONE ITALIA

2015

2016

2017

2018

2019

2020

2021*

FLEET PC

Petrol

26,19%

26,14%

27,47%

32,24%

38,86%

29,67%

23,83%

Diesel

60,03%

63,66%

62,35%

53,34%

40,01%

35,41%

24,86%

Electric

0,67%

0,53%

0,67%

1,51%

4,20%

9,06%

11,63%

Hybrid Plug-in

0,11%

0,13%

0,31%

0,75%

0,72%

1,39%

1,96%

Hybrid

4,10%

3,13%

3,39%

3,60%

3,83%

4,08%

5,36%

Mild-Hybrid

0,12%

0,05%

0,17%

1,40%

3,92%

12,56%

25,17%

Bivalent Fueltype-Italy SUV

8,79%

6,35%

5,64%

7,16%

8,47%

7,83%

7,18%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Petrol

5,24%

5,30%

7,09%

12,88%

20,19%

17,51%

18,17%

Diesel

91,74%

89,87%

86,24%

79,59%

65,56%

58,30%

44,84%

Electric

0,00%

0,04%

0,22%

0,23%

0,49%

0,97%

0,83%

Hybrid Plug-in

0,14%

0,18%

0,32%

0,63%

1,16%

4,40%

8,37%

Hybrid

1,61%

3,84%

5,10%

4,65%

5,36%

4,44%

5,29%

Mild-Hybrid

0,00%

0,04%

0,14%

0,85%

5,76%

12,45%

20,25%

Bivalent

1,26%

0,73%

0,89%

1,16%

1,47%

1,93%

2,25%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Petrol

26,56%

29,73%

32,14%

26,95%

36,62%

26,71%

15,11%

Diesel

68,59%

64,96%

61,84%

60,52%

48,74%

39,50%

30,22%

Electric

0,46%

0,25%

0,40%

1,85%

2,67%

10,06%

10,55%

Hybrid Plug-in

0,03%

0,06%

0,15%

0,33%

0,14%

1,59%

2,40%

Hybrid

1,97%

1,68%

1,95%

5,28%

4,06%

5,54%

7,40%

Mild-Hybrid

0,03%

0,03%

0,04%

0,32%

1,77%

11,52%

30,05%

Bivalent

2,35%

3,28%

3,48%

4,75%

6,00%

5,08%

4,27%

Fueltype-Italy RENTALS (LONG TERM) PC

Fueltype-Italy SUV

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Petrol

2,88%

1,11%

1,55%

3,09%

9,31%

10,54%

11,38%

Diesel

95,79%

97,03%

94,49%

89,51%

82,75%

68,39%

53,70%

Electric

0,00%

0,00%

0,03%

0,03%

0,09%

1,15%

2,04%

Hybrid Plug-in

0,03%

0,13%

0,46%

1,11%

1,21%

7,42%

16,81%

Hybrid

0,89%

1,45%

2,72%

4,66%

4,06%

4,26%

4,89%

Mild-Hybrid

0,00%

0,00%

0,01%

0,20%

1,60%

6,88%

10,49%

Bivalent

0,42%

0,28%

0,75%

1,40%

0,98%

1,35%

0,69%

100,00%

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100,00%

100,00%

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100,00%

Fueltype-Italy * 2021: primo trimestre

dal gruppo bancario Bnp Paribas ha immatricolato in Italia 16.498 vetture, con un incremento di quasi 3.000 unità: +21,69% su 2 anni fa e una market share del 23,03%, pari a un aumento di quota di 4,5 punti. Al secondo posto Leasys (la captive di Fca 6 | APRILE-MAGGIO 2021

Bank) che ha targato 15.771 automobili, circa 4.300 in meno rispetto al 2019. La flessione è del 21,37% e la quota di mercato del 22,02%. Al terzo posto sembra ormai stabilizzata Volkswagen Leasing, la cui ascesa pare inarrestabile da due

anni a questa parte: la controllata del Gruppo Volkswagen ha targato da gennaio a marzo 8.303 vetture, con un incremento del 34,77%. Ora detiene una quota di mercato dell’11,59% (oltre 3 punti in più). Quarta posizione


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

alimentazione nelle flotte aziendali di proprietà e nelle flotte di noleggio a lungo termine, ossia quelle che nella specifica classificazione di Dataforce si chiamano complessivamente “True fleets”, mettendo a confronto la singola market share negli anni dal 2015 al 2021 (per quest’anno ovviamente soltanto del primo trimestre). Osservando la tabella, è evidente la grande crescita dell’elettrico, passato da una quota dello 0,4% nel 2015 nelle flotte di proprietà, e dello 0,35% nel Nlt, all’odierno 5,80% e 5,89% rispettivamente. Ma è ancora più macroscopico il trend di espansione dell’ibrido nel suo complesso (cioè full hybrid + plug in hybrid + mild hybrid), che dalla modesta quota del 3,29% nelle immatricolazioni delle flotte di proprietà del 2015, e dalla ancor meno rilevante quota dell’1,76% nel noleggio a lungo termine nello stesso anno, sono passate rispettivamente al 33,34% e al 35,66% del 2021.

per Leaseplan, che si attesta a 7.195 nuove immatricolazioni (oltre 1.600 in meno, per un rosso del 18,65%) e una market share del 10,04%. Al quinto posto è scivolata Ald Automotive, la controllata del gruppo bancario Société Générale, che ha targato soltanto 6.112 auto, con una perdita del 43,8% e una quota di mercato scivolata all’8,53% (oltre 6,3 punti persi). Seguono Alphabet (di proprietà di Bmw) con 4.815 nuove targhe (+53,78%: un risultato migliorato da alcune operazioni di rent-to-rent), Free2Move Lease (la controllata di PSA), 2.792 immatricolazioni, quasi triplicate rispetto al 2019, UnipolRental (ex Car Server), 2.561 targhe (+29,87%), Mercedes-Benz Charterway (2.225, +116%), Sifà (1.952, +102,9%), ES Mobility (la captive di Renault e Nissan, 1.224, +44,51%), Toyota Fleet Mobility (761 immatricolazioni). Seguono gli operatori con quote di mercato più basse: Program, Athlon, Rent2Go, Pan e Gfc.

che gli utilizzatori stiano prolungando gli accordi in corso per evitare che la nuova tassa venga applicata sulla nuova vettura similare. Dall’altra parte, l’accelerazione verso una mobilità sempre più caratterizzata da motorizzazioni elettrificate: l’elettrico è arrivato quest’anno a una quota di mercato del 5,89% nel noleggio a lungo termine (e a un risultato molto simile anche nelle flotte di proprietà: 5,8%), mentre la quota dell’auto a corrente sul mercato totale è ancora al 2,96%. Ma per meglio comprendere quali siano le dinamiche del mercato aziendale in termini di alimentazione, Dataforce ha realizzato un’analisi in esclusiva per MissionFleet, che è illustrata nel prosieguo di questo articolo.

I TREND DEL NOLEGGIO

FORECAST 2021: RECUPERO TROPPO MODESTO

Due sono le principali tendenze che riguardano il mercato del noleggio a lungo termine nel 2021: da una parte il sostegno alle aziende clienti in difficoltà economica a causa della congiuntura negativa, che si sviluppa attraverso il prolungamento dei contratti di locazione in scadenza. Molti di essi vengono allungati perché durante la pandemia ogni previsione relativa alle percorrenze concordate è stata corretta al ribasso e perché il peggioramento della tassazione del fringe benefit, su alcune fasce di modelli, sta facendo sì

PARCHI AUTO IN TRASFORMAZIONE L’analisi prende in considerazione le quote di mercato delle varie tipologie di

Il nostro forecast sul mercato dell’auto in Italia non è ottimista: secondo gli analisti di Dataforce, il 2021 potrebbe chiudersi a quota 1.490.000 immatricolazioni passenger cars, con una flessione del 22,4% rispetto al 2019. Si tratta di un calo pesantissimo, destinato a ripercuotersi negativamente sul livello occupazionale delle reti di vendita e delle fabbriche. Rimanere sotto quota 1,5 milioni di nuove targhe significa un modesto recupero sul devastante 2020, di soli 7,7 punti percentuali: dobbiamo rammentare che lo scorso anno per diversi mesi le immatricolazioni furono azzerate dal lockdown. Quest’anno il canale dei privati si manterrà al di sotto di quota 1 milione (esattamente dovrebbe chiudere a 945.000 targhe, cioè -13,7% sul 2019), quello delle flotte aziendali di proprietà a 75.000 unità (–16,7%), il noleggio a lungo termine a 260.000 immatricolazioni (–8%), il noleggio a breve termine a 75.000 (–58%) e le autoimmatricolazioni a 135.000 (–50,7%). Risultati clamorosamente bassi e deludenti, specie se si considera che il Governo metterà sul piatto della bilancia ben 70 milioni di euro di incentivi all’acquisto con o senza rottamazione (più 13 milioni avanzati dai fondi del 2020), al netto di eventuali rifinanziamenti per la fascia di emissioni superiore ai 60 g/km di CO2, la cui scadenza era fissata al 30 giugno, ma che sono stati esauriti dopo circa 2 mesi. Se si pensa che, dallo scorso anno, tra incentivi all’acquisto, bonus per la rottamazione dell’usato ultradecennale e sostegni economici per la rete infrastrutturale per le auto elettriche, lo Stato ha messo in campo 700 milioni di euro, si comprende bene la gigantesca dimensione del flop. APRILE-MAGGIO 2021 | 7


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

SCORPORIAMO LE MILD HYBRID Questa avanzata formidabile ha però una spiegazione che attenua in parte il successo delle ibride nel nostro Paese. Nell’analisi dei dati di questa tipologia di alimentazione mista tra motore termico ed elettrico, occorre considerare quale sia la tecnologia utilizzata. Le vere “ibride” sono soltanto le full hybrid e le plug in hybrid, con queste ultime che aggiungono la possibilità di ricarica delle batterie del motore elettrico attraverso una presa di corrente e quindi possono raggiungere percorrenze significative anche senza l’utilizzo del motore endotermico. Le mild hybrid, invece, non percorrono nemmeno un metro in elettrico e solo in Italia sono considerate ibride a livello di omologazione e di legislazione (con i relativi vantaggi fiscali e di circolazione). Negli altri Paesi europei, le automobili con ibridizzazione leggera sono considerate versioni evolute delle versioni benzina o diesel da cui derivano. E che si approssimano a sostituire del tutto queste ultime nel volgere dei prossimi anni. Tutte le auto a benzina o a gasolio del prossimo futuro saranno, in sostanza, 8 | APRILE-MAGGIO 2021

delle mild hybrid. Quindi, inserendo le immatricolazioni di mild hybrid nella loro collocazione più corretta, ovvero tra le benzina e tra le diesel a seconda della tipologia di alimentazione d’origine, i risultati attenuano di oltre i due terzi le attuali immatricolazioni di ibride nelle flotte di proprietà, e di oltre la metà per le flotte di noleggio a lungo termine. Il dato della quota di mercato delle ibride fleet, depurate dalle mild, diventa per il 2021 dell’11,12% (dal 33,34% comprensivo delle ibride leggere), mentre quella del noleggio a lungo termine arriva al 16,31% (dal 35,66%). Contemporaneamente, la discesa delle benzina, passate dal 28,24% del 2019 al 20,44% del 2021 per il canale fleet, risale a un più reale 30,94%. E nel Nlt il modestissimo 13,07% del 2021 delle auto a benzina si trasforma in un ben più consistente 24,11% prendendo in considerazione anche la quota delle ibride mild a benzina. Lo stesso vale per le diesel: perché aggiungendo le rispettive quote di mild hybrid, il valore sale al 48,56% nelle flotte in proprietà e al 51,37% nel noleggio a lungo termine.

LE ALIMENTAZIONI PER TIPO DI CARROZZERIA Per concludere, un’ultima considerazione sulle scelte di alimentazione in base al tipo di carrozzeria, che in questa analisi Dataforce ha semplificato restringendo il campo alle due tipologie più diffuse: le tradizionali berline a 2 volumi, a 3 volumi e le station wagon (raccolte nella comune denominazione di passenger cars), a confronto con le Suv. Con la distinzione ulteriore tra flotte di proprietà e flotte in Nlt.

DIESEL E BENZINA Risulta evidente la disaffezione dal diesel per gli utenti delle vetture dalle forme più classiche, che scende al 24,86% nelle flotte di proprietà e al 30,22% nel noleggio, con una quota nel primo caso pressoché identica a quello delle auto a benzina. Se si aggiungono nel conteggio le mild hybrid a gasolio, i valori percentuali crescono un poco: rispettivamente 32,23% e 39,54%. Tra le Suv, invece, il gradimento del diesel rimane alto: nelle flotte di proprietà la market share è del 44,84%, nel noleggio al 53,7%; considerando anche le ibride leggere, le quote salgono rispettivamente a 59,47% e 61,15%.

ELETTRICHE E IBRIDE Per le elettriche, data la presenza sul mercato soprattutto di berline tradizionali (per il momento), la crescita è notevole: la quota del fleet è dell’11,63% e del Nlt del 10,55%. Mentre per le Suv la percentuale si riduce a un magro 0,83% (tra gli utenti aziendali con auto di proprietà) e un 2,04% (tra gli utenti del long rent). Per le ibride, le percentuali sono più uniformi: comprese tra il 32% e il 40% per entrambe le tipologie di carrozzeria e formula di acquisizione. Ma è evidente la sproporzione tra la quota delle ibride leggere e le ibride “vere”: le prime sono sempre oltre il 20% tra le flotte di proprietà (ma prevalenti nelle berline e SW) e molto differenziate quando il sistema d’acquisto è quello del noleggio a lungo termine. Se nelle auto più tradizionali sono addirittura al 30% di quota di mercato, per le Suv si riducono a poco più del 10%.


3 Cruscotto 2 2021.qxp_Layout 1 16/04/21 17:14 Pagina 9

Nuova Maserati Ghibli Hybrid. Performance Charged

Ghibli Hybrid. Consumo di carburante in ciclo misto min – max (l/100km) 8.1 – 9.4; emissioni di CO2 in ciclo misto min – max (g/km) 183 – 213. I valori indicativi relativi al consumo di carburante e all’emissione di CO2 sono rilevati dal costruttore in base alla normativa vigente e aggiornati alla data del 02/2021. I valori più aggiornati sono disponibili presso le Concessionarie Ufficiali Maserati e sul sito Maserati in quanto gli stessi sono indicati a fini comparativi e potrebbero non riflettere i valori effettivi.


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MISSIONFLEET MISSIONFORUM 2021

PER CAMBIARE OCCORRE MISURARE Di transizione energetica e sostenibilità abbiamo parlato a MissionForum: qui vi raccontiamo di Geotab e del Gruppo Zucchei, interpreti della nuova mobilità aziendale

di Paola Baldacci

T Tra parametri di sicurezza amplificati e transizione energetica, il new normal della mobilità aziendale si esprime in una customer experience diversa. Il fondamento sono due prassi ormai consolidate: la digital

transformation e la sostenibilità, in diversi livelli di adozione a seconda delle aziende. Ne abbiamo parlato a MissionForum, evento digital, con la più parte dei panelist in presenza, condotto agli inizi di marzo e di cui vi raccontiamo su queste colonne per la parte che ha coinvolto alcuni dei player più attivi nel fleet management. Parliamo di Geotab e del Gruppo Zucchetti. Il primo per la realizzazione di tecnologie che, letteralmente, misurano i vantaggi della trasformazione di una flotta “da termica ad

VALENTINA UBALDI

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elettrica” e il secondo in quando leader in soluzioni di corporate mobility che includono il travel management. Con loro, insieme, possiamo parlare di mobility management a tuttotondo.

LA TELEMATICA ALLA BASE DELLA TRANSIZIONE Il report di Geotab sui 5 trend della mobilità nel 2021 mette al primo posto digitalizzazione e sostenibilità. Ora, che la telematica sia alla base della transizione delle flotte auto verso una mobilità più sostenibile è innegabile e ve lo abbiamo scritto diverse volte. Ma quale sarà l’approccio delle aziende nei confronti delle tecnologie dell’automotive, votate a rendere efficienti svariati processi, in testa quelli di trasformazione? Per Fabio Saiu, direttore, leasing & rental Europe di Geotab, devono partire da una rilevazione di dati puntuale. Argomenta: «Solo così riescono, per esempio, a dare un inquadramento preciso delle abitudini di chi guida: il chilometraggio, le strade percorse e il consumo di carburante. La nostra piattaforma raccoglie tante informazioni che i fleet manager


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“caricano”: i costi di gestione, delle tasse, dell’assicurazione e della manutenzione, fino alle rate di noleggio. Dopodiché, tutto questo si traduce in un’analisi che confluisce nelle mani dell’azienda per le valutazioni. La tecnologia è persino in grado di “campionare”, attraverso un arco temporale preciso, i veicoli della flotta. Perciò, il suggerimento su quali di essi è possibile passare da motore termico ad elettrico si basa su dati numerici. All’interno del nostro tool, il fleet manager è supportato da informazioni empiriche e questa strategia, guidata dal digitale, va anche a vantaggio della sicurezza dei driver e della sostenibilità ambientale».

TUTTA LA MOBILITÀ DEVE ESSERE GREEN Nella particolare contingenza pandemica in cui molti cardini sono saltati, il tema “green” sembra avere affondato le proprie radici ed essere uscito dagli ambiti culturali della corporate social responsibility per diventare un argomento di business plan. Valentina Ubaldi, product manager ZTravel e ZCarFleet di Zucchetti, ne ha parlato introducendo la nuova offerta di ZGreen Fleet. Infatti, il binomio sicurezza e mobilità non riguarda più solo le auto aziendali, ma anche gli spostamenti casa-lavoro, più in generale. La manager osserva: «Il Decreto Rilancio stabilisce il ruolo del mobility manager nelle grandi organizzazioni con almeno 100 dipendenti, sebbene questa figura sia ormai fondamentale anche nelle imprese più piccole. È proprio dall’esigenza di fornire un supporto a questa

professionalità che sono nate le nostre nuove soluzioni aziendali per la gestione della mobilità quotidiana. Con un occhio alla sostenibilità: ad esempio, c’è la possibilità di noleggiare le e-bike».

LA RIPRESA A PIENO REGIME DELLE FLOTTE Intanto, smart working permettendo, la mobilità aziendale procede verso chilometraggi via via più sostenuti per le auto assegnate. «In questo caso, la parola d’ordine sarà efficientamento della flotta e della mobilità veicolare – continua Saiu-. Questo trend riceverà una spinta da parte delle istituzioni: dall’Europa attraverso il Recovery Fund e dal Governo con la creazione del Ministero dedicato alla sostenibilità. Del resto, l’osservatorio di una società di noleggio auto a lungo termine, insieme a una di consultancy, ha individuato quello che anche noi abbiamo evidenziato sul corporate car sharing». Secondo il

FABIO SAIU

professionista, il corporate car sharing sarà la chiave degli spostamenti nella declinazione green con auto elettriche, ibride o ibride plug in. «Il new normal sarà così», afferma.

UN APPROCCIO D’IMPRESA Incalza Ubaldi: «Perché possa definirsi veramente green e sostenibile, l’approccio deve riguardare l’impresa nel suo

GEOTAB KEYLESS Se è vero che il corporate car sharing sarà l’interprete della green wave della mobilità aziendale, in un’epoca di digitalizzazione che favorisce il distanziamento, Geotab ha già la soluzione: si chiama Keyless ed è stata lanciata l’anno scorso, in tempi non sospetti. È una soluzione tecnologica semplice e interoperabile che migliora la gestione di una flotta condivisa. Tra le peculiarità, il fatto di essere perfetta per i veicoli elettrici. Infatti, la piattaforma è in grado di rilevare lo stato di carica della batteria e la portata restante. Una caratteristica che nessun altro strumento dei competitor possiede. Geotab Keyless supporta veicoli di qualsiasi marchio, modello e anno che dispongano di chiavi digitali. Ha funzioni specifiche tra cui la contabilità degli investimenti, l’analisi di idoneità per il car sharing aziendale e l’automazione nella gestione. Con la gestione remota dei veicoli, gli utenti hanno accesso a dati come il livello di carburante, la pressione degli pneumatici, i chilometri percorsi e le notifiche di incidente. I fleet manager interessati a introdurre Geotab Keyless nel proprio programma di gestione delle flotte possono scegliere di associarla a un sistema di prenotazione dei veicoli di un partner di loro scelta. APRILE-MAGGIO 2021 | 11


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FLEET MANAGER: L’EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE

IL FORMAT

MissionForum 2021 è stata l’occasione di presentare un’anticipazione della ricerca che il professor Giacomo Di Foggia, dell’Università Milano-Bicocca, sta conducendo sulla figura del fleet manager. Dalle risposte degli intervistati di un settore come quello della mobilità, che da sempre chiamiamo fleet management, ma con un’accelerazione maggiore inquadreremo come “mobility management”, emerge che la trasformazione energetica è il primo pensiero. Se ciò non ci stupisce, una piccola sorpresa c’è: non è il processo in sé ad essere individuato come driver principale, bensì la formazione necessaria a trasferirlo. Essa sarà la chiave della trasformazione: ad esempio, tra le sfide dell’elettrificazione ci sono le competenze sulle auto EV (tecniche, fiscali, economico-finanziarie) tutte da realizzare. «La digitalizzazione dei processi è il più importante dei fattori di trasformazione indicati dal panel dei rispondenti al sondaggio, formazione e soddisfazione dei driver a seguire, mentre tra i primi 5 rientrano le competenze inerenti al processo di elettrificazione della flotta», argomenta Di Foggia. Nei prossimi numeri di MissionFleet avremo l’occasione di scriverne più esaustivamente. Sulla piattaforma Missionforum.it potete ascoltarne una video-pillola.

MissionForum 2021 è stato un evento in streaming distribuito attraverso Missionforum.it che ha coinvolto i tre pubblici di questa casa editrice e delle sue tre testate giornalistiche: MissionFleet, Mission (business travel) e Missionline.it. È andato in onda il 3 marzo 2021. Ha accolto 450 iscritti: travel manager, event manager e fleet manager, insieme ai professionisti delle rispettive filiere.

insieme: ecco perché il nostro suggerimento è di integrare la cosiddetta mobilità leggera all’interno di un sistema di welfare dei dipendenti, così che

al concetto di gratificazione possa cominciare ad associarsi anche quello di sostenibilità. Con ZGreen Fleet ci facciamo portavoce di un’idea di

micromobilità nella gestione della flotta aziendale che possa presentarsi come sostituta al trasporto pubblico locale, senza danneggiare l’ambiente».

PARTNER

IN COLLABORAZIONE CON

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CON IL PATROCINIO DI


5 IP Jeep.qxp_Layout 1 16/04/21 17:18 Pagina 13

JEEP®

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

JEEP® RENEGADE E COMPASS 4XE:

L’IBRIDO PLUG IN PER L’OFF-ROAD, E PER LE FLOTTE

Ferme restando le prestazioni d’eccellenza su ogni terreno, le nuove tecnologie garantiscono basse emissioni, TCO allineato ai motori termici e valore residuo vantaggioso: non a caso, la domanda globale di veicoli plug-in è in crescita e i SUV Jeep Made in Italy sono i modelli ideali per l’evoluzione delle flotte

Oggi c’è grande attenzione al mondo dell’ibrido e dell’elettrico, per un’evoluzione delle car list aziendali in ottica green. Tra le proposte più interessanti del Gruppo Stellantis, ecco i SUV Jeep® made in Italy Renegade e Compass 4xe, con tecnologia ibrida plug in che garantisce valori di emissioni di CO2 particolarmente ridotti e un TCO perfettamente allineato alle equivalenti versioni diesel o benzina. Nell’ambito fleet, entrambe le vetture si posizionano nelle fasce destinate agli “user choosers”, cioè dipendenti che utilizzano la vettura principalmente per finalità aziendali, ma anche per la famiglia e il tempo libero. La disponibilità del cambio automatico e della trazione integrale la rende perfetta per questo utilizzo, assicurando mobilità nel massimo comfort, in qualunque condizione ambientale, mentre il plug-in hybrid 4xe garantisce zero

emissioni in città, 50 km di autonomia in elettrico ma la stessa capacità off-road di sempre, quella che ha reso famosa Jeep nel mondo. Un brand che proprio nel 2021 festeggia il suo ottantesimo compleanno. LA PROVERBIALE CAPABILITY OFF-ROAD NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE La sigla 4xe sintetizza la caratteristica chiave della tecnologia ibrida plug in di Jeep: grazie al supporto del motore elettrico posteriore si ottiene la trazione integrale, ciò permette di muoversi anche solo a corrente e quindi, in generale, diminuire i consumi e le emissioni. Sotto il cofano, il motore termico è il quattro cilindri 1.3 turbobenzina MultiAir, da 130 CV, sugli allestimenti Business e Limited, o 180 CV su S e Trailhawk, invece posteriormente, sotto il piano

di carico, trova spazio un motore elettrico con differenziale integrato, da 60 CV e 250 Nm. Grazie all’elettrificazione, la gamma Jeep migliora ulteriormente la sua leggendaria capability, grazie all’elevata coppia motrice assicurata dal motore elettrico e alla possibilità di regolarla con estrema precisione nelle fasi di spunto e nella guida offroad più impegnativa, quando è necessario un rapporto di trasmissione molto ridotto. Con la nuova tecnologia di trazione elettrica integrale (eAWD), la trasmissione all’assale posteriore non viene fornita tramite l’albero, ma con motore elettrico dedicato. Questo permette di svincolare i due assi e gestire la coppia erogata in maniera indipendente e migliore rispetto ad un sistema meccanico.

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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

TRANSIZIONE CONVINTA

Intervista al mobility manager di Engie Italia, Claudio Sposato: entro il 2024 tue le auto in fringe benefit saranno eleriche o ibride

di Andrea Barbieri Carones

Q Quando nel 2008 il gruppo francese Gaz de France incorporò il Gruppo Suez nacque una delle più grandi aziende energetiche del mondo con attività in circa 70 Paesi. Un colosso che nella primavera del 2015 cambiò nome in Engie, allargandosi in vari settori. Da

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sempre è rivolto verso la sostenibilità ambientale. Ossia verso il traguardo delle emissioni zero, che non solo è sancito dagli accordi di Parigi sul clima, ma è entrato prepotentemente negli obiettivi di Engie, che punta a fornire energie rinnovabili e tecnologie intelligenti. Tecnologie che nel 2008 erano ancora in fieri e non erano entrate in pieno nel business d’impresa né erano salite a bordo della flotta auto aziendale della filiale italiana. All’epoca le auto elettriche erano poco più che sperimentali, le ibride numericamente insignificanti e la guida

autonoma era limitata ai veicoli che la Nasa stava mandando su Marte. Tornando sulla Terra, nel frattempo la politica green di Engie ha coinvolto la flotta auto, come spiega il mobility manager Claudio Sposato, “alla guida” di 1.331 vetture, tra fringe benefit e veicoli di servizio. Avere 1.331 auto aziendali non è cosa da poco: con quali formule sono state acquisite? «A dicembre 2020, delle 1.331 vetture che componevano il parco auto di Engie, 433 erano assegnate in fringe benefit mentre 898 erano automezzi di servizio. Parco che per il 26% era rappresentato da veicoli


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

“green” (modelli full hybrid, plug in, full electric, metano), che diventa il 43% se si considerano le sole auto in fringe benefit. Tutte sono in noleggio a lungo termine, a esclusione di poche decine di proprietà e derivano dall’acquisizione di società nell’ambito dei progetti di sviluppo del gruppo in Italia. Vetture che prevediamo comunque di cedere nel corso del 2021 e sostituire con noleggi». Quali sono i principali obiettivi per il 2021 relativamente al parco auto? «Nella gestione di una flotta auto è imprescindibile ogni anno

porsi obiettivi da raggiungere secondo un miglioramento continuo delle performance. Per il 2021 noi di Engie Italia ci siamo posti tre principali obiettivi: – Ridurre il Tco totale, aspetto ambizioso considerando che il passaggio a una flotta a zero emissioni, iniziato nel 2019, ha comportato un aumento dei costi; – Accelerare la sostituzione dei veicoli a gasolio con veicoli “green”: entro il 2024 vogliamo avere il 100% dei veicoli in fringe benefit e il 50% del parco totale composto da auto elettriche o ibride. Perciò confidiamo che il settore sviluppi veicoli che consumano e inquinano meno, aumentando l’offerta di auto ibride ed elettriche. Il nostro interesse è rivolto soprattutto al mercato dei veicoli commerciali, che ha pochi modelli a disposizione, malgrado la forte crescita della domanda. Auspichiamo, inoltre, il potenziamento delle infrastrutture di ricarica, che nell’ultimo anno sono comunque aumentate del 39%. Infine, vogliamo migliorare il sistema di interazione con i driver e i livelli di servizio offerti dal team di fleet management». Quali sono le principali sfide per organizzare e gestire la flotta? «Il monitoraggio dei veicoli e il controllo dei costi, visto anche che la nostra flotta è numericamente rilevante». Al lato pratico, come operate? «Aggiorniamo costantemente la nostra car list con i nuovi modelli proposti dal mercato. Organizziamo incontri periodici con i principali fornitori di servizi, con le società di noleggio con le quali collaboriamo e con le case costruttrici delle auto

presenti nel nostro parco veicoli. Dunque, due volte l’anno procediamo con gli adeguamenti chilometrici. Circa ogni anno, invece, individuiamo le più vantaggiose offerte di noleggio a lungo temine per i veicoli in scadenza tramite bandi di gara che predisponiamo nel rispetto della nostra car policy. In tal modo ci assicuriamo sempre nuovi e migliori mezzi nelle diverse categorie e teniamo sotto controllo i costi. L’interazione con i nostri clienti interni avviene attraverso una piattaforma gestionale sviluppata internamente con la nostra direzione ICT. Nel corso del 2021, nell’ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione dei processi, avrà una nuova e più efficiente versione». Il corporate car sharing sta prendendo piede tra le aziende: come siete organizzati su questa formula? «Siamo partiti nel 2018 sviluppando in modo strutturato il car sharing nelle nostre due sedi di Milano e Roma, mettendo a disposizione le auto per gli spostamenti di lavoro, sia in città (usando in questo caso solo auto full electric) sia fuori. Abbiamo poi provato a rilanciare il car pooling,

CLAUDIO SPOSATO

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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

riprendendo un progetto iniziato nel 2014. Stiamo però riscontrando risultati poco soddisfacenti, in parte a causa del Covid19, ma anche a causa di una sorta di diffidenza. Confido che in futuro, i temi della mobilità condivisa e sostenibile siano fondamentali per una

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decisa svolta verso la transizione ecologica a zero emissioni di CO2. Anche grazie ai mobility manager delle aziende pubbliche e private presenti nei quartieri dove attualmente risiedono i uffici». Che tipo di software gestionale utilizzate? «Con il supporto di un nostro partner abbiamo sviluppato un sistema gestionale SaaS (software as a service), “customizzato” secondo le esigenze della nostra azienda. Con questo, gestiamo l’intera supply chain dei processi di gestione: dalla configurazione, al monitoraggio dei canoni, al controllo dei consumi di carburante e degli eventuali usi impropri, alla gestione delle contravvenzioni. Grazie a una stretta collaborazione, il sistema è in continuo sviluppo. Ciò ci premette di sfruttare tutte le potenzialità della piattaforma e adeguarla in tempo utile alle sempre varie e nuove esigenze». Quale sarà l’evoluzione per il 2021? «Sarà il lancio di un’app dove i nostri driver potranno trovare

tutte le informazioni relative alla propria auto e ai servizi connessi». Da quante persone è composto il suo team? «Oltre alla mia responsabilità nel coordinamento ed indirizzo che condivido anche su altre funzioni, il team è composto da Marco Alessandri con il ruolo di travel e fleet manager, Federica Fenni e Lucia d’Elia a cui è affidata la gestione operativa. A questi si aggiunge il prezioso supporto di Paola Rossi per tutti i processi di acquisto». Con il telelavoro, la mobilità è cambiata: per Engie dal punto di vista pratico? «La pandemia ha avuto un forte impatto sul mondo del lavoro. Ha cambiato i ritmi, gli spazi e i flussi e ha accelerato i processi in cui la presenza in azienda, e in nuovi luoghi riorganizzati e flessibili, si alterna con l’operatività da casa o, più in generale, da remoto. Tutti aspetti che stiamo già mettendo in atto in Engie Italia. Questo nuovo modo di lavorare comporterà conseguentemente anche una diversa mobilità. Continueremo nella sensibilizzazione verso tutti i colleghi a scegliere stili di vita più sostenibili, proponendo soluzioni alternative all’uso dell’automobile, attraverso servizi di mobilità alternative e green. Questa sarà una delle principali priorità del post Covid, coerentemente con l’impegno di ridurre la carbon footprint». Il goal al 2024 è di utilizzare oltre la metà di vetture a basso impatto ambientale, passando dalle 5.000 ton/anno di CO2 immessa in atmosfera nel 2018 a circa 3.700 ton/anno fra tre anni.


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

AUTENTICA

PER L’AVVENTURA DI TUTTI I GIORNI Vince il Women’s World Car of the Year 2021 la Defender: un consenso dalle giornaliste dell’automotive di 38 Paesi che la preferiscono su 26 candidate. Vi spieghiamo perché

di Ilaria Salzano

C Cambiano i tempi, eccome. Il Women’s World Car of the Year elegge la migliore auto al mondo per il 2021: niente

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meno che la Land Rover Defender, modello di nicchia che 70 anni fa nasceva esclusivamente per l’avventura dura e pura, la compagna ideale degli uomini che “non chiedono mai”, tra le poche in grado di cimentarsi in missioni impossibili. Il fuoristrada la spunta su ben 26 candidate, arrivando sul podio delle preferenze di 50 giurate internazionali: oggi non porta con sé soltanto innovazione, quanto un cambiamento e pocale, risultato di decenni in cui ha ridefinito il suo spirito pioneristico all’insegna del comfort e dell’hi-tech. Puntando a far innamorare anche gli automobilisti urbani, alle prese con ZTL, emissioni e consumi. Le donne, al volante

della Defender, ne hanno apprezzato le doti, ma soprattutto premiato la “capacità di adattamento”.

AUTO DELL’ANNO WWCOTY 2021 «La leggenda si è rinnovata – ha commentato Marta García, presidente esecutivo del Women’s World Car of the Year –. Land Rover Defender non è più solo un fuoristrada pensato per attraversare l’Amazzonia o andare nel deserto. Per questa ragione, per le sue prestazioni e la tecnologia all’avanguardia, è stata eletta migliore auto dell’anno dal WWCOTY: l’unica giuria al mondo composta interamente da giornaliste di settore. Le nostre decisioni rappresentano il


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

gradimento e le preferenze di milioni di guidatrici».

FACILE DA GUIDARE Per il marchio è stata semplicemente l’ennesima sfida. Per decenni Land Rover ha creato veicoli a quattro ruote motrici di ogni tipo, dalle versioni per le missioni umanitarie alle auto blindate per la Regina Elisabetta, fino ai primi Suv coupè urbani del mercato. Un’evoluzione che ha trasmesso sul primo fuoristrada della Casa, con l’obiettivo di renderlo ancora una volta una sorpresa. «L’iconico Defender adesso è facile da guidare per tutti, in offroad e su strada come una berlina di lusso. Che dobbiate andare nell’entroterra o a pranzo in centro città, vi porterà lì con stile», commenta Lou Ann Hammond, giurata degli Stati Uniti, editor in chief di Driving The Nation.

PLUG IN HYBRID IDEALE PER LA CITTÀ Il consenso di WWCOTY arriva da 38 diversi paesi, sparsi nei 5 continenti, perché ora il “Difensore” britannico affronta con grinta e soluzioni ecologiche persino la città. «La versione plug In hybrid, la P400e, permette di combinare un potente motore a benzina a quattro cilindri da 2.0 litri e un motore elettrico da 105kW, così da offrire coppia e insieme bassi costi di gestione, con emissioni di CO2 di soli 74g/km e un’economia combinata di 2.8l/100km – afferma Charleen Clarke dal Sud Africa –: funziona in modalità EV per 43 km anche in 4x4, dove la coppia immediata del motore elettrico rende il veicolo ancora più capace, suona bene vero?». La votazione del Premio, svolta su

tre turni, ha preso in considerazione, oltre il design, l’impatto ambientale e le prestazioni, il rapporto qualitàprezzo e la sicurezza. L’auto, prima della proclamazione, è arrivata in finale vantando il titolo di migliore del segmento tra i Suv di medie dimensioni.

LIDIA DAINELLI

FUORI DAL CORO «È una grande soddisfazione, da donna, ricevere questi ambiti riconoscimenti da parte di una giuria di colleghe illuminate come le professioniste di WWCOTY – commenta Lidia Dainelli, direttrice Comunicazione di Jaguar Land Rover Italia –. Credo che quello che abbia decretato il successo di Defender sia la forte personalità che trasmette desiderabilità, capacità, sicurezza. Senz’altro può piacere o non piacere, ma le si deve riconoscere la innegabile facoltà di colpire, attrarre, stagliandosi fuori dal coro. Accanto all’uomo duro e puro, oggi c’è la donna che deve affrontare sfide continue: nella Defender trova una 4x4 che indossa il suo design contemporaneo e l’integrità progettuale con un impegno senza compromessi. Una vettura da godere con la famiglia o per

un utilizzo individuale, autentica per l’avventura di tutti i giorni».

SUPERARE SE STESSI Una scommessa su cui le giornaliste non avrebbero puntato molto prima del test. «Nessuno pensava che avrebbe potuto fare tutto questo ed essere come l’originale. Ma Defender ha sfidato le previsioni negative. E ha fatto meglio – dice Maggie Barry, giurata scozzese –. Alla guida si è mostrata come un’auto del 21° secolo esibendo la stessa capacità e i punti di forza del modello precedente, aggiungendo una tecnica più raffinata e maggiore sicurezza. Il marchio ha fatto l’impossibile e ha rinnovato un’icona. Ed è stato certamente un tour de force».

MAGGIE BARRY

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MISSIONFLEET URBAN MOBILITY

I noleggiatori alla prova della mobilità ciadina tra prodoi assicurativi dedicati e costi di manutenzione, scelta di motorizzazione elerica e ibrida. Senza dimenticare le due ruote

MUOVERSI IN CITTÀ: FLOTTE IN SUBBUGLIO 20 | APRILE-MAGGIO 2021


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MISSIONFLEET URBAN MOBILITY

Tutti pazzi per la città! I fornitori delle soluzioni di mobilità destinate al segmento corporate non sono in preda ad una suggestione globale. La verità è che sono “quasi” costretti a concentrare i loro sforzi verso soluzioni di mobilità cittadina. La pandemia e il ricorso allo smart working hanno drammaticamente ridotto gli spostamenti di lungo raggio dei dipendenti aziendali. Invece, quelli urbani, anche se ridimensionati, continuano a produrre chilometri. La mobilità urbana è tutt’altra cosa rispetto a quella extraurbana. È più complicata, perché il contesto in cui opera è diverso da città a città, e, all’interno di ognuna di esse, è vario e variabile. Proprio questa sua complessità porta operatori e clienti ad elaborare soluzioni particolari e innovative.

di Alessandro Palumbo

T

di economicità del Tco, ma in forte calo rispetto al 2018 dove la rappresentatività era pari all’81%, e nel 2021 è prevista in ulteriore calo. Appare evidente il futuro splendente delle ibride, che nel 2020 hanno raggiunto una quota del 9%. Oggi le elettriche sono solo al 2% di quota e vengono scelte da quei manager che hanno un utilizzo cittadino e facilità a ricaricare l’auto a casa e in azienda. Oppure da quegli utilizzatori che devono effettuare missioni lavorative nelle zone a traffico limitato. Ma vediamo cosa dicono gli operatori.

COSA DICONO GLI OPERATORI Il punto di vista di Leaseplan non lascia dubbi: Dario Cerruti, il suo direttore commerciale, afferma che nel 2020 un veicolo su tre noleggiato aveva alimentazione ibrida o elettrica. E nel 2021 addirittura 4 auto su 10 noleggiate. Nondimeno si conferma la richiesta di motori

DARIO CERRUTI

AUTO TERMICA O ALLA SPINA? Partiamo dalla scelta dell’alimentazione della vettura. Che fare? Privilegiare un’auto adatta per la città, oppure optare per un mezzo ambivalente? Le statistiche delle vetture in flotta in noleggio a lungo termine forniscono delle indicazioni interessanti, anche se leggono scelte di acquisto non di oggi. Il diesel è stato nel 2020 l’alimentazione di gran lunga preferita dai fleet manager (71% di quota) per evidenti questioni APRILE-MAGGIO 2021 | 21


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MISSIONFLEET URBAN MOBILITY

LAURA MARTINI

termici dai clienti che hanno esigenza di fare lunghe tratte. In Leasys, secondo Laura Martini, marketing & dusiness development director, si riscontra una crescente richiesta da parte dei fleet manager di creare flotte aziendali “miste”. Cioè composte da veicoli termici ma anche elettrici ed ibridi, così da gestire esigenze diversificate di mobilità su percorrenze urbane ed extraurbane. Secondo il presidente di Alphabet, Andrea Castronovo, «se per un fleet manager su tre l’elettrificazione è destinata a

subire un rallentamento, almeno inizialmente, la nuova normalità dopo il Coronavirus, con un massiccio ricorso allo smart working, unita all’offerta crescente dei costruttori, potrà dare un ulteriore impulso all’emobility, specie nelle città. In questo contesto, il noleggio sarà il boost dell’elettrificazione». Infine, la transizione all’elettrico è uno dei cardini dell’offerta presente e futura di Unipol Rental. «Nel 2020, abbiamo raggiunto una percentuale di

immatricolato ecologico pari al 14%», dichiara il DG Giovanni Orlandini.

BODY TYPE: QUALE TENDENZA? In Leaseplan, afferma Cerruti, i veicoli più noleggiati appartengono al segmento B e C, quindi utilitarie, compatte e crossover. Tendenza confermata anche da Antonio Stanisci, direttore commerciale di Ald Automotive: «Il ricorso a vetture più piccole non è visibile

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MISSIONFLEET URBAN MOBILITY

ANDREA CASTRONOVO

solo nel numero di immatricolazioni, ma dagli ordini vediamo una forte richiesta dei clienti verso Suv e crossover di dimensioni compatte, proprio quelli del segmento B e C». Per l’amministratore delegato di Sifà, Paolo Ghinolfi «la tendenza per l’utilizzo urbano è sempre più quella di scegliere city car e anche microcar elettriche e veicoli commerciali leggeri anche con allestimenti specifici per le consegne alimentari e farmaceutiche, più in generale per la logistica dell’ultimo miglio».

VACILLA IL TOTEM DURATA/KM Come abbiamo a più riprese sottolineato su queste colonne, la richiesta più diffusa delle aziende è di allungare le durate dei contratti, come espressamente afferma Castronovo. Sui nuovi contratti, invece, il trend principale è la “flessibilità”. «A seconda del cliente proponiamo accordi molto lunghi, senza vincoli legati alla durata e da cui si può uscire con le formule previste», sostiene Orlandini. Il noleggio, piano piano, si sta scrollando di dosso il totem del binomio durata/chilometri: uno degli algoritmi che produce il canone. «Il contratto di 3/4 anni è

percepito troppo impegnativo da alcune aziende in situazioni particolari, oggi» ribadisce Stanisci. Chilometraggi illimitati e chiusura del contratto sempre possibili e senza penali appartengono a soluzioni quali Flexi Plan di Leaseplan e Ald Flex di Ald Automotive. Oppure la formula del “pay per use”, cioè pagare solo l’effettivo utilizzo dei veicoli, proposta da Leasys con il prodotto Leasys Miles.

TELEMATICA PER LA URBAN MOBILITY Come dicevamo all’inizio, la mobilità in città è complessa e le scelte vanno gestite con i fatti. Questi ultimi sono rappresentati dai dati prodotti dalla telematica. Pensiamo alla transizione ecologica: «Con le missioni del nostro Arval Consulting – sostiene Massimiliano Abriola, head of strategy, consulting e Arval Mobility Observatory – siamo in grado di identificare i veicoli che già oggi avrebbero un impatto economico positivo passando ad alimentazioni ibride ed elettriche. Disporre delle informazioni sugli utilizzi e le missioni dei veicoli, le tipologie di strade percorse, i tempi e luoghi di stazionamento

oppure lo stile di guida prevalente è la chiave se si vuole riconoscere la strategia green più efficace e, cosa forse ancora più importante, per organizzarne la sua più performante implementazione».

PARTNERSHIP PER LA CITTÀ L’uso cittadino implica una forte implementazione delle partnership perché il driver ha bisogno di servizi: deve trovare e pagare il parcheggio, entrare nelle zone a traffico limitato, ricaricare la propria auto alla spina, desidera evitare ulteriore stress nell’ipotesi di un evento negativo che implica una gestione, come nel caso delle multe, e così via. «Operiamo in un settore molto complesso in cui le partnership sono essenziali – commenta Abriola – e gestire la mobilità è come dirigere un’orchestra. Se pensiamo ad esempio alla progettazione di una piattaforma di mobilità, è necessario contemplare fin dall’inizio di poter operare di concerto con altre piattaforme di servizi, anche appartenenti a domini diversi. È nella sintonia tra mondi ancora in cerca di accordo che si sviluppa il senso attuale di ciò che definiamo nuova mobilità. Per questo, una delle leve fondamentali della nostra strategia Arval Beyond è costituita da ciò che abbiamo definito Arval Inside, in cui rendiamo facilmente integrabile nei sistemi e nelle ambizioni dei nostri partner quella competenza specifica che ci contraddistingue, costruita in oltre venti anni al servizio di questo settore».

SMART MAINTENANCE GIOVANNI ORLANDINI

In città si fanno meno chilometri: questo ha un APRILE-MAGGIO 2021 | 23


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MISSIONFLEET URBAN MOBILITY

extraurbano, inoltre le nostre vetture sono tutte dotate di soluzioni di sicurezza attiva che aiutano a ridurre gli eventi». In più «adottare uno stile di guida diligente comporta ottimizzazioni sul premio assicurativo evitando l’applicazione di penalità – sottolinea Ghinolfi –: perciò stiamo sviluppando nuovi prodotti assicurativi e di monitoraggio per andare incontro alle esigenze di una mobilità sempre più legata ai contesti urbani».

MASSIMILIANO ABRIOLA

impatto sulla manutenzione? Per Laura Martini «la manutenzione non segue in maniera lineare il chilometraggio rilevato delle vetture, essendo legata agli obblighi di legge e alle indicazioni delle case costruttrici, che prevedono regolari tagliandi in funzione dei chilometri, ma anche dell’anzianità, piuttosto che dello stile di guida. Infatti, gli interventi programmati si sono svolti in maniera non dissimile rispetto al periodo pre-Covid». Se consideriamo le auto elettriche e ibride, la cui scelta è favorita dall’uso urbano, secondo Ghinolfi «i costi manutentivi risultano più bassi rispetto ai veicoli termici. In particolare, si abbassano di circa il 30-40% in quanto la manutenzione ordinaria delle EV si concentra generalmente sulla parte elettronica di trasmissione e sull’impianto frenante».

PIÙ INCIDENTI, MA MENO GRAVI In città si fanno più incidenti rispetto alle strade extraurbane: quale impatto sui costi assicurativi? Secondo Stanisci «nessuno poiché sono di più lieve entità rispetto ad un uso 24 | APRILE-MAGGIO 2021

LA MOBILITÀ SU DUE RUOTE La richiesta da parte dei privati c’è: ma per le flotte, quali perplessità? Inutile girarci attorno: i mezzi di micromobilità a due ruote non hanno i canoni di sicurezza di una vettura e il fleet manager, nella maggior parte dei casi, li vede come una presa in carico di rischio aggiuntivo. Non è ancora chiaro il tasso di sviluppo che avranno in futuro nelle flotte. Nel frattempo, i noleggiatori si muovono: Leaseplan e Unipol Rental completano l’offerta per le città con il monopattino elettrico

(Leaseplan anche con le microcar). Arval offre ai collaboratori delle aziende aderenti alla piattaforma Arval For Employee il noleggio delle e-bike. Poi ci sono le moto, business in cui Ald Automotive è leader con oltre 5000 unità in noleggio. L’80% dei quali sono alle aziende, anche se di dimensioni non grandi. Per Antonio Stanisci «il noleggio delle moto è molto conveniente e può essere una grande alternativa per l’impresa che cerca mobilità urbana anche se presenta, sul lato interno, alti tassi di sinistrosità e furti».

MENO AUTO E PIÙ UTILIZZO Infine, il corporate car sharing che sembra un prodotto molto adatto agli spostamenti in città. Molti operatori lo hanno in offerta ed è ormai attivato con la tecnologia keyless, quindi senza il passaggio fisico della chiave e gestito con app dallo smartphone. Staremo a vedere se questa soluzione sarà adottata anche in sostituzione dell’auto assegnata oppure sarà esclusivamente dedicata ai dipendenti che non godono della company car.


2020 SUMMER EDITION Alle Officine del Volo a Milano, la serata dell’automotive a lungo aesa

N

consentono di rispettare tutte le regole.

LA LOCATION Storiche officine aeronautiche fondate dall’ingegner Caproni, quelle “Del Volo” sono oggi uno dei complessi industriali convertiti in location per eventi della migliore tradizione milanese. Lo spazio accoglie normalmente 12mila partecipanti ogni anno. Il complesso è di 1.500 metri quadrati e si distribuisce su due livelli. MissionFleet Awards 2020 si svolgerà nella sala Eliche al piano terra per la prima parte. E sarà un tuffo in

una location di design industriale, per ricordare la memoria della fabbrica che portò l’ingegnere trentino Giovanni Battista Caproni, conte di Taliedo, a porre una pietra miliare dell’aeronautica italiana. Invece, la cena di gala si svolgerà al primo piano nella sala Biplano di 500 metri quadrati. Capriate in legno e grandi vetrate su un pavimento di listoni di parquet saranno il set delle premiazioni dei migliori progetti di fleet management e delle auto da flotta che la giuria ha votato.

a cura della redazione

ella settimana canonica della fine delle scuole abbiamo pensato bene di celebrare l’MFA “sospeso”, quello del 2020 che ancora non abbiamo festeggiato come a tutti noi piace: in presenza. Ci diamo appuntamento il 7 giugno alle Officine del Volo, a Milano, per la serata di gala dell’edizione numero cinque di MissionFleet Awards 2020. Ebbene sì, quest’anno organizzeremo due eventi per premiare i progetti di fleet manager e fornitori dell’automotive delle flotte aziendali: a pagina 32 vi raccontiamo della prossima edizione. Ma ora concentriamoci su MFA 2020 che continua a mantenere il segreto sui vincitori dell’anno scorso.

NUOVA DATA! 5 luglio 2021

MAIN PARTNER

PROTOCOLLI DI SICUREZZA Come la tradizione vuole, l’appuntamento prevede l’accoglienza degli ospiti nel tardo pomeriggio per dare corso all’aperitivo, cui segue la cena placée secondo le norme Covid19. L’esperienza di questa casa editrice, organizzatrice del Premio, che già ha portato a compimento Italian Mission Awards nel settembre 2020, cioè alla prima riapertura di una finestra operativa per gli eventi in presenza, può assicurare sull’applicazione scrupolosa dei protocolli di sicurezza anticontagio. Gli spazi della location scelta dall’organizzazione

SILVER PARTNER

PATROCINI

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MISSIONFLEET LE INTERVISTE DI MISSIONFLEET

IL MODELLO MISTO DELLA MOBILITÀ AZIENDALE Smart working e nuove esigenze di flessibilità spingono verso il car sharing? Intervista a Lorenzo Pireddu, country manager Italia di Uber

di Alessandro Palumbo

L Le esigenze di mobilità delle aziende stanno profondamente cambiando per effetto delle limitazioni alla circolazione e del ricorso allo smart working. Dal lato dell’offerta emergono spazi per operatori che forniscono soluzioni diverse rispetto all’auto assegnata. In questo contesto si inseriscono il pensiero e la strategia di Lorenzo Pireddu, country manager Italia di Uber. Molte imprese riformulano le policy di mobilità per offrire flessibilità ai dipendenti: qual è il trend che questi cambiamenti tracciano?

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«La combinazione tra smart working e maggiore flessibilità dei modelli di fruizione della mobilità impattano anche sul concetto di benefit aziendale: le imprese che ieri fornivano auto ad uso promiscuo oggi possono affidarsi a modelli misti per diversi motivi. Ad esempio, in molti casi i dipendenti non avranno più bisogno di muoversi quanto prima, quindi è realistico aspettarsi che ci saranno più video call e delle policy di lavoro da casa più estese. A cascata le esigenze di mobilità possono essere facilmente soddisfatte con strumenti come U4B (Uber for Business), che offre flessibilità nell’utilizzo e nessun vincolo a livello di costo. Quindi molto efficiente a livello economico e ambientale rispetto a un’auto aziendale, in quanto si paga solo quando si ha bisogno. Non sottovaluterei, inoltre, il ruolo

che la micromobilità può coprire per tutta una serie di situazioni prettamente urbane». Quali servizi di mobilità Uber for Business può fornire ad un fleet manager? «Il vantaggio di base è che il nostro servizio è presente in 10mila città e 69 paesi e nessun altro oggi si avvicina a una copertura così ampia. Entrando nel dettaglio, possiamo dire che si caratterizza per flessibilità di utilizzo, centralizzazione, possibilità di creare programmi specifici per i dipendenti e/o per gli ospiti, senza dimenticare l’integrazione con molti sistemi di note spese. Inoltre, possiamo dare a tutti un voucher per viaggiare da/per un evento oppure un certo numero di corse gratuite al mese». Costi fissi di mobilità verso costi variabili. Qual è l’equazione vincente? «È auspicabile un futuro dove un “modello misto”, con un parco auto aziendale condiviso e ridotto rispetto a quello attuale, integrato con le soluzioni che ho menzionato, possa fornire un set up di mobilità aziendale completo, flessibile, efficiente ed ecologico. Per noi i costi possono essere sempre più variabili visto che ci basiamo su una tariffa per fruizione pura che non comporta regimi statici».


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MISSIONFLEET MISURE UGENTI

4 AZIONI CONCRETE La transizione ecologica va guidata: incentivi e fiscalità sono le priorità per tua la filiera. Lo hanno spiegato con i numeri alla mano Anfia, Federauto e Unrae

di Paola Baldacci

S Sono molto esplicite le richieste delle associazioni di categoria, che a fine marzo si sono riunite e in una conferenza stampa congiunta hanno fissato le azioni necessarie ad un recupero concreto delle perdite procurate all’automotive dalla pandemia. Sono presto dette: al Governo si chiede di rifinanziare con urgenza per il 2021 gli incentivi per la fascia 61-135 g/km di CO2 e rendere strutturale fino al 2026 l’ecobonus per la fascia 060 g/km. Dunque prevedere ulteriori fondi per il ricambio del

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parco circolante di veicoli destinati al trasporto merci e a quello collettivo di persone (autobus). Ma non è tutto: occorre prendere di petto la riforma della fiscalità dell’auto, tema antico e mai risolto. Infine, occorre investire sulla infrastruttura di ricarica in due filoni: a breve e a lungo termine, senza dimenticare l’idrogeno. Certamente non da ultimo per ordine d’importanza, le imprese vanno dotate di nuovi strumenti di politica industriale per affrontare gli investimenti in trasformazione. Sono 4 macro interventi che se compiuti nei tempi giusti porteranno l’automotive a trainare la ripresa economica, giovando non poco alle casse dell’Erario. Contribuendo a svecchiare il parco più vetusto d’Europa. Il messaggio del presidente di Unrae, Michele Crisci, è: «La

transizione tecnologica va guidata, perché non può esistere sostenibilità ambientale senza che sia anche economica. Abbiamo bisogno di un piano operativo di rilancio: la pandemia si è inserita in una trasformazione cominciata e fatta di grandi investimenti industriali e commerciali, che faticavano a trovare ritorni. Ora c’è bisogno di una strategia a lungo termine per una mobilità sostenibile, che sia di attrazione degli investimenti e benessere della società allo stesso tempo». A prova di ciò, sono stati portati i numeri: ecco i dati che indicano quali vie prendere.

IL SORPASSO DELL’IBRIDO SUL DIESEL Primo dato: nel febbraio 2021, le ibride superano il diesel. È la consacrazione che «la transizione è partita: le tecnologie di oggi senza o con ricarica delle ibride, oppure EV, le dobbiamo a investimenti fatti molti anni fa – continua Crisci –. L’accelerazione all’acquisto c’è da luglio-agosto scorsi, grazie a incentivi e rottamazione». Il sorpasso dell’ibrido delle motorizzazioni full hybrid sul gasolio segna il 29% di quota di mercato contro il 24,6%, mentre il 33% è del benzina. Questo segnale porta la filiera a dettare la prima richiesta al Governo, per un rilancio effettivo: rifinanziare gli ecobonus.


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MISSIONFLEET MISURE UGENTI

AUTO A SOCIETÀ IN EUROPA (QUOTA %) - ANNO 2020 Quote %

120

2.918 mln

1.631 mln

2.214 mln

0.851 mln

62,9

54,2

53,1

49,8

1.382 mln

100 80 60 40 20 0

37,1 Germania

45,8

46,9

50,2

UK

Francia

Spagna

n Privati

64,0

Italia

n Società

LE PROVE Le prove che l’indirizzo sarebbe corretto, anche per le CO2, vengono dalle rottamazioni del 2020: il 90% si riferisce alla fascia 61-110 grammi, i cui fondi nel 2020 si sono esauriti in pochissimi mesi, senza riuscire a coprire l’intero periodo previsto. Ebbene, lo stesso è accaduto ai nuovi incentivi sulla fascia 61135 grammi (calcolati secondo il nuovo ciclo Wltp anziché Nedc) che avrebbero dovuto coprire il primo semestre. Terminati dopo Pasqua. Continua Crisci: «Se le abbiamo rottamate è grazie all’accessibilità di questa fascia che ha prodotto un elevato numero di dismissioni di veicoli. È innegabile: “dando un po’ più di lasco” sulle CO2 delle rottamazioni, il mercato reagisce verso il rinnovamento del parco». Un altro dato concreto sono le 61mila tonnellate di anidride carbonica risparmiate. Grazie alle 125mila auto rottamate. Inoltre, da luglio 2020 a dicembre si è verificata la caduta libera delle CO2, fino a 98,5 grammi per chilometro se misurate nel vecchio ciclo Nedc, che diventano 123 grammi con l’attuale Wltp. Una differenza 30 | APRILE-MAGGIO 2021

36,0

che grava sulla tassazione dell’auto aziendale, cui si dovrà metter mano una volta per tutte.

LA RIFORMA FISCALE È arcinoto che l’Italia sconta gli svantaggi della parziale indetraibilità dell’Iva e dell’indeducibilità dei costi rispetto alle aziende europee. Interviene sul tema il presidente di Federauto, l’associazione dei concessionari che nel 2020 hanno perso 10 miliardi di fatturato. Il che significa 1,8 miliardi di Iva sfumati, 146 milioni di Ipt e 108 milioni di bollo non incassati. Argomenta Adolfo De Stefani Cosentino: «Sul mercato dell’usato, dopo 36 mesi le imprese tedesche immettono vetture svalutate e conseguentemente permettono a chi ha meno capacità di spesa di sostituirle con auto sicure e più ecologiche. Invece, in Italia abbiamo l’indetraibilità di Iva e l’indeducibilità dei costi rispetto alle aziende europee. Poi puntiamo il dito su Olanda, Irlanda e Ungheria per i dumping fiscali che attirano lavoro, ma ignoriamo che le società estere scappano

dall’Italia anche per un parco auto aziendale svantaggiato. E senza contare l’assurdo di oggi, della duplicazione d’imposta per il fringe benefit». Infatti, le tasse sul fringe benefit sono rimaste legate al sistema omologativo precedente: «Sarà una dimenticanza – osserva Michele Crisci –, ma non sono state adeguate al cambio di ciclo tra Nedc e Wltp, causando un indebito aumento della tassazione in capo al dipendente, in taluni casi addirittura un raddoppio, un disagio al datore di lavoro e una pesante turbativa al mercato auto».

LA QUOTA PIÙ BASSA DI AUTO AZIENDALI La quota delle auto aziendali sul mercato italiano è la più bassa (36%) se confrontata con quella di Germania (62,9%), Regno Unito (54,2%), Francia (53,1%) e Spagna (49,8%). Il presidente di Anfia, Paolo Scudieri, incalza: «Il minimo che si dovrebbe fare è di adeguare il sistema fiscale di detraibilità e deducibilità dei costi alle altre nazioni europee. Siamo gli unici che non abbiamo totale detraibilità, ma solo il 40%. Ciò porta ad un’alterazione quando il possessore di partita Iva cede al concessionario, in quanto si verifica la duplicazione dell’imposta di una vettura che era indetraibile». Sarebbe necessario poi rivedere l’imposta di possesso (bollo). L’auspicio è che non si misuri più sui kW, ma in chiave green: chi inquina meno paga di meno. Senza dimenticare gli Lcv che hanno cilindrate ben superiori e un parco circolante molto vetusto. In tal caso, un superammortamento strutturale, non eccezionale, è fortemente richiesto.


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12 MFA 2021 (2).qxp_Layout 1 16/04/21 17:23 Pagina 32

AVANTI TUTTA

MFA VERSO L’EDIZIONE NUMERO 6 I di Paola Lucchetta

I 3 maggio prende il via la sesta edizione di MFA, il primo premio italiano esclusivamente

rivolto al settore delle flotte auto aziendali. Nonostante la pandemia abbia impattato anche sull’automotive, rimane forte in Newsteca – casa editrice di MissionFleet, La rivista dell’auto aziendale – la volontà di continuare ad approfondire le principali tematiche e indagare i cambiamenti che hanno coinvolto il settore. Mettendo così in rilievo, pur in quest’anno “di passaggio”, gli attori che si sono distinti nel mercato italiano.

LE FASI DEL PREMIO Quattro le fasi che caratterizzano il percorso MFA 2021. Maggio e giugno sono dedicati alle candidature spontanee di fleet manager e fornitori. A luglio verrà presentata la short list dei

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finalisti e si apriranno le votazioni online che daranno l’opportunità ai responsabili delle flotte aziendali di dare un voto ai fornitori candidati.

ricarica in azienda e Miglior startup che si è rivolta al mercato delle flotte aziendali. Per quanto riguarda, invece, i fleet manager, entrano in gara

Il mese di settembre sarà dedicato alle riunioni di giuria e il percorso culminerà il 22 novembre, giorno in cui si svolgerà la serata di gala dedicata alle premiazioni, occasione imperdibile di networking per gli addetti ai lavori.

due nuovi premi: Miglior progetto d’infrastruttura di ricarica in azienda e Mobility manager dell’anno.

CATEGORIE PER FLEET MANAGER E FORNITORI Sono tredici le categorie in gara dedicate ai fornitori e 8 quelle rivolte ai fleet manager. Con alcune conferme e numerose novità volte a mantenere il premio al passo con i tempi. Infatti, oltre alle classiche categorie sempre attuali, MFA 2021 offrirà ai fornitori nuove possibilità di candidatura: Miglior software gestionale per la transizione energetica, Miglior progetto di CSR di un’azienda produttrice di pneumatici, Miglior prodotto o progetto di welfare aziendale legato alla mobilità, Miglior progetto di infrastruttura di

COME CANDIDARSI Candidarsi è semplice, basta visitare il sito Missionfleetawards.it e accedere alla sezione “candidati”. Ai fornitori verrà chiesto di compilare un questionario nel modo più completo ed esaustivo possibile per dare alla giuria il maggior numero di elementi per poter valutare e comparare il progetto, prodotto o servizio oggetto della candidatura. Per i fleet manager si tratterà, invece, di compilare un modulo di candidatura preliminare. Ci sarà tempo fino ai primi di settembre per lavorare ad una presentazione da sottoporre alla giuria. Ricevere anche quest’anno un buon numero di candidature rappresenterebbe un bel segnale di resilienza dell’industria, quindi forza e coraggio, MFA 2021 vi aspetta!


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SIFÀ

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

CON SIFÀ, IL CANONE DIVENTA ALL INCLUSIVE SABINO FORT

Il Noleggio a Lungo Termine SIFÀ diventa sempre più integrato ed inclusivo, oltre che flessibile, per rispondere alle mutate esigenze delle aziende clienti in un anno segnato dalla pandemia. Sempre supportata dell’azionista unico BPER Banca, la Società guidata da Paolo Ghinolfi lavora per traguardare gli obiettivi 2021: 13.650 nuovi ordini, una flotta gestita di 34.000 veicoli e 205 milioni di euro di fatturato. È bene notare che nel mercato colpito dalla crisi sanitaria, la Società Italiana Flotte Aziendali è stata l’unica azienda generalista non captive a chiudere il 2020 col segno positivo (+34% di immatricolazioni passenger cars) consolidando il posizionamento nella

top ten del NLT. Ora è tempo di innovare, nuovamente. TUTTO INCLUSO I servizi integrati sono l’obiettivo: nel canone di noleggio può essere inclusa la gestione Telepass, pertanto tutte le aziende che ne facciano esplicita richiesta saranno dotate del dispositivo per la propria flotta, ricevendo un unico conto mensile riepilogativo delle spese. Con maggiore efficienza gestionale e grande vantaggio di sintesi. «Il nostro obiettivo è di gestire in maniera integrata un numero sempre crescente di servizi nel canone di noleggio», spiega il direttore commerciale, Sabino Fort.

CARTE CARBURANTE ENI E DKV Nel percorso verso una rata all inclusive, ecco arrivare anche le carte carburante: se la partnership con DKV è ormai consolidata, quella con ENI è in arrivo e porta con sé la multicard per il rifornimento di energia. L’obiettivo è di offrire ai parchi aziendali una copertura nazionale. NOLEGGIO A LUNGO TERMINE PER I DIPENDENTI DELLE AZIENDE Completa l’offerta SIFÀ per il 2021 un prodotto di Noleggio a Lungo Termine specificamente dedicato ai dipendenti delle aziende, considerato che gli spostamenti con un mezzo di trasporto personale e sicuro rappresentano il new normal della mobilità ai tempi del Covid-19. Entriamo quindi nel campo del welfare aziendale, contenitore di servizi sempre in espansione, come confermano dati recenti. Spiega Fort: «Il nuovo servizio nasce in un’ottica di Resposabilità Sociale d’Impresa e coinvolge propriamente l’auto in Noleggio a Lungo Termine: mettiamo a disposizione dell’azienda cliente un mini sito web dove i dipendenti consultano le nostre offerte di noleggio. Richiedendo il preventivo, verranno contattati dal team Telesales entro 24 ore».

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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

QUESTIONE DI RAZZA Opel Manta: storia della coupé family che ancora tiene banco nel mercato delle auto classiche. E oggi dà vita al QR Code con la forma del pesce che ha scelto per nome

di Paola Baldacci

S Se oggi siamo a celebrare le conquiste dei Suv coupé, cinquantuno anni fa Opel Manta seduceva i driver con la sportività della “family coupé”. Come cambiano i gusti, vero? È stata un successo di mercato per

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il marchio, in quanto perfetta interpretazione della moda del tempo. Quella dell’emancipazione verso stili di vita informali e liberi: la berlina tedesca poteva portare quattro persone. «Era nuova, intelligente, sportiva e perfetta per quel periodo; nel primo anno pieno di vendite, ne uscirono 56.200 fuori dagli showroom e in totale 498.553 lasciarono la fabbrica», scrivono gli annali della Casa. Perché ve lo raccontiamo oggi? L’occasione è ghiotta per una recente intervista rilasciata da Marc

Schaefer, che si occupa di Opel presso Classic Data GmbH, la principale società tedesca di valutazione di auto classiche. Scopriremo che, ancora una volta, leggere (e scrivere) la storia di un’auto è come aprire l’album dei ricordi con le foto che stanno perdendo il colore, ma non le emozioni.

L’AUDACIA DEI COSTUMI Prima i tecnicismi: Opel Manta, per il cui nome si scomodò persino Jacques Cousteau, nasce sull’Ascona e come la


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

evocativi dei costumi: Holiday, Plus, Swinger e Summer Bazar che abbinavano caratteristiche di segmenti alti di mercato a prezzi accessibili. Poi Opel Manta GT/E, alimentata da un motore da 1,9 litri con iniezione Bosch L Jetronic da 105 CV, appare nel 1974. E porta le finiture opache invece che cromate. Avremo anche l’audace “Black Magic” nera con le strisce arancioni sui fianchi. Infine, al Salone di Francoforte del ’75 arriva la seconda generazione, Manta B. Spigolosa e dalle linee più squadrate, siamo nel pieno degli anni ribelli e dei suoni rock. Nessun altro modello Opel è rimasto invariato sul mercato più a lungo e registrò una produzione di 557.940 unità fino al 1988. In totale, sono usciti dalla catena di montaggio oltre un milione di esemplari di Opel Manta A (la prima) e B.

SULLE SPIAGGE DEL BALTICO

gemella condivide tante vittorie nei mondiali di rally. La produzione prende il via nel settembre 1970 con un motore a benzina 1.6 da 68 CV per arrivare ad uno più potente da 1,9 litri e 90 CV (la versione S), entrambi a 4 cilindri. Dal 1972 la gamma introduce un 1,2 litri da 60 cavalli, arricchita dalla lussuosa Opel Manta Berlinetta con l’equipaggiamento di serie che comprendeva volante sportivo, lunotto posteriore riscaldato, fari alogeni, lavacristalli elettrici e tetto in vinile. Insomma, tra imperanti pantaloni a zampa e Roger Moore che interpretava “Attenti a quei due” (e guidava Aston Martin Dbs), la nostra Manta

spopolava e sfornava edizioni speciali. I primi cinque anni di produzione sono stati ricchi di numerose varianti dai nomi

E veniamo alle emozioni: nel settembre dell’anno scorso, sulle rive del Mar Baltico a Timmendorfer Strand, i proprietari di Opel Manta sono stati invitati per celebrare il 50esimo. Esattamente nella

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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

RITORNO AL FUTURO Mentre Opel Mokka sta per solcare le strade, ecco che prende vita il progetto Opel Manta GSe ElektroMOD. Si rifà all’originale del 1970 e va a sottolineare il fenomeno “restomod”, cioè la personalizzazione dei modelli iconici da parte di appassionati e collezionisti. “Elettrizzante e diversa”, così la battezza la Casa. Sin dal nome: “MOD” sta per tecnologie moderne e uno stile di vita sostenibile ed è l’abbreviazione di “modificata”. “Elektro” richiama, invece, la Opel Elektro GT che 50 anni fa stabilì alcuni record mondiali per i veicoli elettrici. Le linee scolpite e slanciate dell’estetica Anni Settanta dialogano con un cruscotto completamente digitale, e il tunnel spaziotemporale diventa realtà. Ma non è un vero “ritorno al futuro” se il logo non è almeno un QR Code. Detto e fatto: proprio la Manta elettrica conia il primo codice al mondo a forma del pesce che le ha dato il nome. Il designer di Opel ha avuto l’idea di sviluppare la tecnologia dei QR Code plasmandola a seconda dei logo. Chi è costui? Nientemeno che Hara Masahiro Junior II, capo design grafico di iQR Codes in Opel, discendente dell’inventore del primo QR Code. In futuro, il marchiò del Gruppo Psa creerà un Design iQR Code unico per ogni nuovo modello.

stessa località dove fu presentata nel 1970 a 400 giornalisti (con test drive). L’ospite d’onore è stato il papà di questa leggendaria vettura, George Gallion che per deciderne il nome volò a Parigi dall’esploratore subacqueo (o tecnico oceanografico come amava definirsi) Jacques Cousteau. Ebbene, tra i modelli di rilievo nella ridente località vacanziera dell'anniversario, c'era la D.O.T. Turbo nera di Broadspeed dell’organizzatore del raduno, Manfred Henning. Spiega: «Era disponibile solo sul mercato britannico e 36 | APRILE-MAGGIO 2021

ne furono costruiti solo 28; in tutto il mondo che si sappia ne esistono sei».

IL VALORE DELLA PASSIONE Chiediamo, dunque, all’esperto Marc Schaefer: qual è il mercato di quest’auto classica? «La Opel Manta A è molto apprezzata dagli appassionati da 20 o 30 anni. I valori vanno dai 12.000 ai 15.000 euro in media per una Opel Manta A di livello 2 in buone condizioni estetiche, originale o restaurata da uno specialista. Un modello di livello 3, in altre parole guidabile ma

con alcuni difetti estetici, potrebbe essere in vendita a partire da 8.000 euro. Ovviamente, tutto dipende dal tipo di motore. La Opel Manta A GT/E è un esempio perfetto. Ne sono state prodotte solo 5.000 unità. Chiunque voglia davvero accaparrarsi un modello in buone condizioni deve pensare di spendere intorno ai 20.000 euro. E poi vi sono le edizioni speciali come la “Swinger” – bianca con le strisce rosse – e la “Black Magic”. Di queste due ne sono rimaste in giro solo una manciata e per uno di questi modelli si può facilmente aggiungere un ulteriore 20 per cento al prezzo». Detto ciò, in questo caso parliamo di prezzi teorici, dato che al momento non c’è nessuno che venda queste auto.

UN’EPOCA CHE SI GUIDA ANCORA Come mai? Perché tutti i proprietari le stanno ancora guidando. Argomenta Schaefer: «Gli appassionati di Opel d’epoca sono in genere persone che vogliono guidare ancora le auto della loro giovinezza, l’auto del padre. Significa che chi ama le Opel degli anni Settanta ha un’età compresa tra i 30 e i 60 anni. A quell’età tendiamo ad assecondare la nostra passione per questo tipo di veicoli. Questo è il motivo per cui si tratta di auto che si possono ammirare alle riunioni specificamente organizzate ma che vengono vendute solo raramente. Rientrano nel mercato delle auto d’epoca solo se i proprietari sono troppo anziani per utilizzarle, oppure se muoiono. È triste, ma è così. Lo vediamo proprio adesso che un numero relativamente elevato di modelli anteguerra è tornato sul mercato».


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IL PRODOTTO GIUSTO Zero emissioni e un futuro guidato dai servizi distribuiti over the air. Intervista al fleet manager di Mercedes-Benz, Christian Catini

di Paola Baldacci

I Il focus è sull’elettrificazione, con quell’esclusiva che oggi vince sulle flotte: Mercedes è l’unica a proporre l’ibrido con il diesel. «Vogliamo incrementare lo share di vetture sia mild hybrid sia plug in hybrid, così come le elettriche pure – esordisce Christian Catini, corporate & fleet sales manager di Mercedes-Benz Italia –: indubbiamente l’obiettivo del

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2021 è espandere alle flotte queste soluzioni. Tenendo conto di tre aspetti: siamo tra i costruttori principali di mild hybrid, diamo la scelta maggiore di modelli Phev, infine gli unici per il diesel abbinato all’elettrico». Di quest’ultima unicità, sono i Suv la prima scelta nelle car list. E la prova del nove viene dalla Glc, disponibile sia a benzina sia a gasolio nel mild hybrid. «Tutte le aziende stanno scegliendo il diesel: per il Tco la scelta è inevitabile».

IL 2020 Lo sguardo all’indietro, sul bilancio 2020, non è del tutto negativo. «È andata meglio delle aspettative – continua Catini –:

nessuno al momento di pianificare il budget si sarebbe immaginato il –28% del mercato durante la pandemia. Per quanto riguarda la mia business unit, grazie al grande lavoro sulle Pmi la flessione è stata del 17,8%, lo ritengo un buon risultato. La società di noleggio captive ha registrato una diminuzione di appena l’1%. È andato bene lo showroom online durante i lockdown: le piccole medie imprese (fino a 10-15 auto) hanno attinto dalla piattaforma digitale agli stock, credo sarà un’esperienza di acquisto che rimarrà». Nell’anno più complicato di sempre, tra crollo del noleggio a breve termine e le due velocità del lungo termine, la Casa ha cominciato a notare la


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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

ripresa da giugno 2020. «In particolare, le Pmi, sia quelle fidelizzate sia le nuove clienti, sono state le protagoniste, acquistando in leasing oppure con un finanziamento – continua il manager –. Invece, il segmento corporate puro ha rivisto tutti i contratti di Nlt nella prima parte dell’anno, per poi attivarne di nuovi nella seconda metà. L’incremento di domanda l’abbiamo raccolta dalle grandi aziende con gli user chooser molto contenti di beneficiare del mezzo preferito e più sicuro per gli spostamenti oggi. La ripresa è stata, infine, supportata dall’arrivo di due prodotti tra maggio e giugno: i Suv Glc e Glb».

ELETTRIFICAZIONE: UN MUST Come dicevamo, l’elettrificazione di tutta la gamma è l’obiettivo. Ma non è il solo: Mercedes vuole diventare leader anche nel car software. Già nel 2022 il portafoglio potrà contare su sei modelli Mercedes-EQ completamente elettrici. Il prerequisito per la neutralità della CO2 della strategia Ambition 2039 è proprio l’accelerazione sui prodotti a

zero emissioni. Catini: «Non intendiamo solo motorizzazioni efficienti ed EV, bensì anche fabbriche sostenibili e caratterizzate da standard di lavoro altissimi, senza dimenticare di essere parte attiva nell’infrastruttura di ricarica, produrre batterie e pensare alla loro seconda vita, dunque smaltirle». Il tutto con la collaborazione del team di F1 che rappresenta un eccezionale laboratorio di ricerca e sviluppo per le numerose componenti elettriche che utilizza, nonché per le sperimentazioni di tecnologie legate alla sicurezza. Intanto, è già stata avviata l’elettrificazione dei sub-brands Classe G, Amg e Maybach. Il mercato delle flotte mostra forti preferenze per Gla (Phev e solo benzina) che è sold out. Glc e Gle sono disponibili plug in hybrid nell’alimentazione diesel, mentre Glb è attualmente un diesel puro e verrà elettrificato mild hybrid.

CAR SOFTWARE: ARRIVA MB.OS Non dimentichiamoci della connettività: i gruppi automobilistici stanno diventando fornitori di servizi e

CLASSE C BERLINA, INTERNI

di software per distribuirli. «Nel 2024 lanceremo il nuovo sistema operativo MB.OS, che verrà implementato su tutte le auto e attraverso la piattaforma Mercedes Me saremo in grado di proporre nuove opzioni: potrebbe essere una profumazione, oppure ulteriori mappe di navigazione, così come gli optional per i quali le vetture sono predisposte, ma i fleet manager decidono di acquistare solo in un secondo momento». Il business è quello dei servizi che si aggiornano over the air (Ota), esattamente come gli smartphone. Inoltre, vedrà la luce Mercedes Me B2B, la trasformazione di Connect Business. «In tempi rapidi (entro l’anno, ndr) i servizi di telematica saranno accessibili con nuove modalità», aggiunge Catini.

DISPLAY SULLA NUOVA CLASSE C

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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

ad esempio, si devono sapere usare le palette al volante, così come il freno a motore per accentuare le ricariche delle batterie. Creare cultura nelle aziende è il primo passo da compiere. Ed è nelle nostre agende».

FORMULE FINANZIARIE

EQA, IL SUV ELETTRICO

LA NUOVA CLASSE C Il listino della nuova Classe C è uscito e l’arrivo in concessionaria è previsto per l’estate. Mercedes punta molto su quest’auto largamente apprezzata dalle flotte nella versione station wagon. Aumentano le dimensioni e il look sportivo: la “Baby Benz” eredita l’infotainment dall’ammiraglia Classe S, c’è sia mild hybrid sia Phev e la familiare è disponibile nella “Business extra” estremamente conveniente, con tutti gli optional scelti normalmente dai fleet manager.

I SUV ELETTRICI Come anticipato, l’offensiva elettrica della Casa fissa un orizzonte ambizioso. Tuttavia, volendo guardare all’oggi, sono vendibili i due Suv Eqc (già in concessionaria) ed Eqa, che arriva a giugno. Il secondo, sportivo e compatto, è d’interesse perché accede all’ecobonus in tutte le versioni in quanto il pricing è al di sotto dei 50mila euro. In particolare, la versione Premium si distingue per lo stile Amg, tra cerchi da 18” e vetri oscurati. Ha il design “stiloso” della Gla e un’autonomia di 486 chilometri, misurati nel ciclo 40 | APRILE-MAGGIO 2021

Nedc. Ci sarà anche una versione particolare, capace di coprire oltre 500 chilometri nel ciclo Wltp. Invece, Eqc è la prima auto elettrica della Stella, lanciata in pieno primo lockdown nel 2020.

EDUCARE I FLEET MANAGER Come portate i responsabili dei parchi auto aziendali all’adozione di un’auto importante come lo è un Suv nella motorizzazione full electric? Catini: «Riprenderemo le classi di formazione alla guida: delle EV va fatto un utilizzo diverso e occorre spiegare sia ai fleet manager sia ai driver aziendali le funzionalità delle vetture. Un’auto elettrica va condotta in maniera differente:

CLASSE C STATION WAGON

Infine, per le aziende si arricchiscono le formule finanziarie, in vista anche dell’espansione della mobilità carbon neutral. “MercedesBenz Business Solutions” è il brand che raccoglie le soluzioni personalizzate. Ad esempio, My Business Pass con un tasso di interesse scontato di un punto percentuale rispetto ai privati. E ancora, le proposte che riguardano il noleggio, offerte da Mercedes-Benz Financial e Mercedes-Benz Charterway: Rent 4 All include i servizi integrati come la manutenzione presso la rete ufficiale e Dynamic Lease ha una rata pay per use in base all’utilizzo. Per le EV c’è Free Lease, noleggio di 24 mesi per la Eqc: dopo 6 mesi permette di uscire senza penali dal contratto, se l’impresa constata che un Suv elettrico non fa per lei. Per concludere, My Drive Pass Care con tasso agevolato e manutenzione inclusa nel canone di leasing o nella rata di finanziamento.


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L’Italia è un Paese di berline, soprattutto piccole. I dati Unrae del 2020 dicono che restano in cima alle preferenze per carrozzeria con il 46,1% dei volumi complessivi, seguite dalla Suv-crossover che hanno chiuso l’anno al 36,1% con una crescita che appare inarrestabile. Tre anni fa le rispettive quote erano del 52,3% e del 22,3%. Questo costante aumento – ormai non si tratta più di un boom – si accompagna alla netta affermazione dell’ibrido e alla lenta, inesorabile salita dell’elettrico. Sempre nel 2020, la quota complessiva sul mercato – tra full hybrid e plug in – è del 18% (16% +2%), ma a dicembre ha sfiorato il 27%. E per le zero emissioni si è arrivati al 2,3% contro lo 0,5% dell’anno precedente. Ecco perché non deve stupire che una best-seller come Nissan Qashqai sia scesa sul mercato con una terza generazione solo ibrida (in vario modo) e Lexus porti in Europa la prima vettura elettrica, la UX 300e da affiancare alla variante ibrida. È il presente, altro che motorizzazioni alternative.


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L’ANALISI DI

LEXUS UX300e Stile esclusivo e massimo comfort La prima vettura elettrica di Lexus è la UX300e, basata sulla crossover di medie dimensioni UX (con 450 cm di lunghezza) che sinora era proposta solo come ibrida. Un modello di indubbia personalità stilistica, come da copione per il brand premium di Toyota: forme spigolose, linee ben scolpite e un tetto da coupé. A parte i badge ‘electric’, la differenza con la variante ibrida è rappresentata dalle ruote specifiche da 17” o 18” (rifinite in grigio ed aero ventilate con dei flap su ogni lato delle razze) e dalle paratie aerodinamiche nella parte bassa della griglia anteriore che, a seconda dello stato della batteria, si aprono e si chiudono automaticamente. di Maurizio Bertera

LA GAMMA

riscaldabili e ventilati. La Luxury aggiunge il navigatore, il portellone con apertura tramite movimento del piede sotto il paraurti, l’head up display e il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori. Per la clientela delle flotte aziendale c’è una versione dedicata: la Business.

La UX 300e è disponibile in due allestimenti. Quello Premium costa 57mila euro e il Luxury a 61mila euro: detratti gli ecobonus statali e gli incentivi del brand, in caso di rottamazione, calano rispettivamente a 46.500 euro e a 50.500 euro. Valida in entrambi i casi la LA PREFERITA dotazione di serie con fari full led, rivestimenti in pelle, sedili a regolazione elettrica, Le caratteristiche della 44 | APRILE-MAGGIO 2021

MISSIONFLEET

Business: cerchi da 17”, interni in tessuto, Lexus Media display da 7” con smartphone integration, telecamera posteriore e sensori parcheggio. Costa 52.000 euro, che diventano 46.000 euro con i bonus 2021. Ovviamente, come per le altre versioni, c’è una doppia possibilità di ricarica. Il primo sportello è per la corrente alternata, il secondo per le colonnine veloci. Nel primo caso, collegandosi alla rete domestic a a 2,3 kW, servono circa 24 ore per la ricarica completa mentre con le colonnine pubbliche a corrente alternata da 6,6 kW il tempo scende a 8 ore e 15 minuti per ritrovare la piena efficienza. Quanto alle colonnine veloci da 50 kW a corrente continua, in soli 50 minuti si ritrova l’80% dell’efficienza. La batteria agli ioni di litio alloggiata nel pianale ha una capacità effettiva di 54,3 kWh e alimenta il moto re elettrico da 204 Cv, montato nella parte anteriore dell’auto. Anteriore è anche la trazione. Secondo la Casa, con un

“pieno” di corrente si possono percorrere 305 km (in ciclo Wltp) mentre lo spunto massimo è di 150 km/h.

IN ARRIVO La Casa non prevede allargamenti della gamma.

I TEMPI DI CONSEGNA A meno di promozioni particolari, per avere una UX300e ci vorranno almeno tre mesi.

IL VALORE RESIDUO Notoriamente, Lexus mantiene un valore residuo paragonabile ai principali concorrenti di ogni segmento. Meritevole il programma usato Lexus Select: controlli rigorosi, garanzie trasparenti e servizi su misura. Permette di scegliere tra una gamma di auto certificate da 111 controlli e garantite dal Contratto Certo Lexus Select. Oltre all’attestazione


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L’ANALISI DI

di conformità e certificazione sul chilometraggio e sullo stato della vettura, si può contare su una garanzia commerciale di 24-36 mesi (estesa anche alle componenti elettriche), alla copertura guasti e a un’assistenza stradale 24 ore su 24 in tutta Europa, con possibilità di auto sostitutiva.

I COSTI DI GESTIONE La garanzia Lexus ha valore di 3 anni/100.000 km e 5 anni/100.000 km. In seguito, si può ottenere un’estensione per ulteriori 12 o 24 mesi. E ancora è richiedibile una garanzia supplementare – la Lexus Relax – fino a 10 anni sulla batteria e sulle componenti elettriche non soggette ad usura.

LE FORMULE FINANZIARIE

personalizzare tutti i pagamenti in base alle proprie esigenze e con un semplice click. In più, al termine del periodo contrattuale – da 24 a 72 mesi – se non si restituisce l’auto, si possono scegliere tre opzioni: sostituire la vettura con una nuova, utilizzando un piano finanziario simile; tenerla, saldando o rifinanziando l’importo finale che corrisponde al Valore Futuro Garantito; infine restituirla senza saldare l’importo finale ma solo eventuali danni e le eccedenze chilometriche. Non manca la soluzione di leasing ‘normale’: Lease for Drive, basata sul massimo controllo della spesa e importanti detrazioni fiscali, nell’arco da 24 a 60 mesi.

IL NOLEGGIO

Il Kinto One è il ‘lungo termine’ del Gruppo Toyota – volendo anche solo per un Quella consigliata per l’acquisto è la Pay per Drive, anno – con canone fisso. Si tratta di una soluzione modificabile nel tempo con completa senza dover la possibilità di

MISSIONFLEET

pensare a nulla: RCA, furto e incendio, danni al veicolo, bollo, assistenza stradale e manutenzione ordinaria e straordinaria presso la rete Lexus. Si può contare anche sul servizio clienti online dedicato, per monitorare tutti gli aspetti relativi alla propria auto.

I PREGI E I DIFETTI A parte il look esterno che da sempre è uno dei punti di forza Lexus, la UX300e ha le carte in regola per piacere. Il confort resta notevole: l’abitacolo è elegante, protetto dalle buche e ben curato non solo per la qualità dei materiali e dei rivestimenti, ma anche per la ricercatezza estetica. La plancia presenta un gradevole andamento orizzontale su più livelli e ha la parte centrale orientata verso chi guida. Al volante, l’auto fornisce una risposta immediata, corposa e lineare. Aspetto non scontato sulle auto a corrente, il pedale del freno è ben modulabile, mentre la

decelerazione rigenerativa è regolabile con immediatezza su quattro livelli, agendo sulle palette dietro al volante, con indicazione sul cruscotto. Quanto ai difetti, manca un po’ di cubatura al baule e ai passeggeri posteriori. E la ricarica non è tra le più veloci della categoria.

IMMAGINE ‘Avvolgente’ per il guidatore, affidabile in ogni situazione e assemblata con grande cura: la UX300e non delude gli appassionati di Lexus e ci sembra in grado di “catturare” nuovi clienti desiderosi di un crossover elettrico di qualità. E le soluzioni tecniche ne fanno un valido modello per il lavoro come per il tempo libero. Non stupisce che in Italia, Toyota – maestra nell’ibrido – inizi a proporre l’elettrico di Lexus con una peculiarità: stile esclusivo e massimo comfort come da copione storico per il brand premium. In definitiva, ha centrato l’obiettivo. APRILE-MAGGIO 2021 | 45


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L’ANALISI DI

NUOVA NISSAN QASHQAI Il diesel esce di scena Qashqai è sicuramente il modello più strategico per Nissan, ma anche quello del cuore. Progettata nel 2006, in un momento di crisi per la casa giapponese, ne ha risollevato le sorti grazie a un’impostazione innovativa, che ha fatto scuola: la si può definire come la prima crossover compatta, con il look sportiveggiante delle Suv ingentilito da forme più smussate e un tetto più basso e filante. Ma anche con una guidabilità e un comfort più da berlina che da fuoristrada. La formula, che piacque subito al pubblico, è stata ripresa in pratica da tutti gli altri costruttori, ma questo non ha influito sul successo della Qashqai, venduta in oltre cinque milioni di esemplari nel mondo. Tre di questi sono stati consegnati in Europa. Ora, alla terza generazione è affidato l’onore e l’onere di proseguire l’impresa, in un segmento – quale il C Suv – caratterizzato da una competitività spaventosa. di Maurizio Bertera

LA GAMMA Il nuovo modello misura 442 cm di lunghezza, 3,5 in più del precedente, con altri 3,2 cm supplementari in larghezza che portano a 183 cm la quota attuale mentre l’altezza tocca 163 cm. Il leggero aumento in tutte le direzioni è sottolineato dalla 46 | APRILE-MAGGIO 2021

crescita di 2 cm nel passo, ma soprattutto da soluzioni stilistiche quali la linea di cintura più marcata. Sul fronte motoristico, il diesel esce di scena come annunciato: al suo posto c’è, in prima battuta, il mild hybrid accoppiato al turbo benzina 1.3 DiG-T, disponibile in due livelli di potenza 140 e

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158 Cv. È abbinato a una trasmissione manuale a 6 rapporti o al nuovo cambio Xtronic per la versione di maggiore potenza, alla quale è destinata anche la trazione integrale 4WD in alternativa a quella anteriore. La vera rivoluzione è però quella del sistema e-Power, piattaforma ibrida seriale costituita da una batteria ad alta capacità, un motore benzina da 157 Cv con rapporto di compressione variabile, un gener atore, un inverter e un motore elettrico da 140 kW/190 Cv derivato da quello dei veicoli elettrici della gamma Nissan.

Gps, delle telecamere e dei sensori di bordo per garantire un funzionamento ancora più preciso di tutti i sistemi.

LA PREFERITA

IL VALORE RESIDUO

Sul mercato si parte in giugno, con una ‘ricca’ Première Edition limitata a soli 5mila esemplari, al prezzo di 33.870 euro. Super dotata dal punto di vista di connettività e infotainment, così come per gli Adas: si rende disponibile la più recente versione del noto pacchetto ProPilot con NaviLink, che sfrutta i dati del

Come per le generazioni precedenti, facile ipotizzare che anche la nuova Qashqai mantenga una buona quotazione. La casa giapponese ha un programma specifico sull’usato – Nissan Intelligent Choice – applicabile ad auto che hanno meno di 5 anni e 120mila km. I plus del

IN ARRIVO Dopo la Première Edition, sono già disponibili tutte le versioni per mantenere la ‘zona alta’ del ranking crossover.

I TEMPI DI CONSEGNA A meno di promozioni particolari, si parla di duetre mesi dall’ordine.


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L’ANALISI DI

MISSIONFLEET

‘costretto’ i progettisti ad Insurance da 1 a 3 anni, l’assicurazione conducente alzare il livello nel passa ggio dalla seconda e la protezione sul credito. La seconda è Just alla terza generazione. La Drive, una soluzione a lungo Qashqai di oggi è termine (da 2 a 5 anni) con sicuramente più tecnologica della I COSTI DI GESTIONE una copertura ancora più completa per ben tre anni, precedente e più curata in La garanzia Nissan ha valore protezione sul credito, a cui abitacolo, con dotazioni si può aggiungere RC auto e all’altezza della nuova di 2 anni. Con Extesa – Kasko. C’è poi il credito sfida. Cosa non convince? prodotto assicurativo Intanto, i nostalgici del intermediato della già citata classico Easy che viene declinato in più formule e in diesel non saranno felici RCI Banque – la si può tutti i casi offrono la Nissan ma la rotta era tracciata da estendere da 100.000 (1 tempo. E poi, quanti anno) a 150.000 (2 anni) km. Insurance. speravano che qualcosa Da ricordare anche Experta, della bellissima concept che copre tutte le attività di IL NOLEGGIO Ariya finisse su Qashqai, manutenzione programmata. Il lungo termine è il Nissan sono rimasti delusi. Il Lease. Senza nessuna spesa design è molto le gato alla LE FORMULE iniziale di acquisto, si usa un generazione precedente: FINANZIARIE modello Nissan per il ma una best seller periodo che serve, continentale non permette Il finanziamento personalizzando le agli ‘stilisti’ di una Casa personalizzato Nissan coperture assicurative e i quelle forzature che Intelligent Buy si declina in servizi già inclusi. Al potrebbero piacere in un due soluzioni che danno la termine del contratto, si mercato, ma non nell’altro. certezza del valore futuro Quindi resta un buon garantito dell’auto. La prima restituisce il veicolo e si è liberi di decidere se equilibrio di linee e volumi. è Insurance, flessibile e noleggiarne uno nuovo. adattabile in termini di durata (da 2 a 5 anni) e rata IMMAGINE mensile senza rinunciare I PREGI E I DIFETTI alla sicurezza del pacchetto Per una volta, ci piace far che include la copertura raccontare il concetto a chi È evidente che l’aumento assicurativa Nissan lo ha curato in prima della competitività ha programma sono i controlli scrupolosi, la garanzia estendibile su richiesta fino a 36 mesi, una vasta gamma di offerte finanziarie.

persona: Matthew Weaver, vice presidente Nissan Design Europe. «Bisogna fare una premessa sulla terza generazione della Qashqai: eravamo in una posizione fortunata da cui partire per affrontare il nuovo design. Siamo stati i leader del segmento, di fatto i pionieri nel 2007 e abbiamo potuto vedere dalle nostre ricerche che gli acquirenti del modello consideravano lo stile come il motivo principale di scelta – spiega Weaver –; perciò abbiamo capito facilmente che era importante ma ntenere la “Qashqai-ness” perché il modello rimanesse identificabile. Ci siamo riusciti, abbiamo aggiunto un po’ di “muscolarità”, resistendo alla tendenza di aumentare troppo le dimensioni come succede spesso nel passaggio di generazione. Doveva restare una vettura comoda, nel parcheggio come nel traffico urbano». In effetti, la nuova Qashqai è proprio così. APRILE-MAGGIO 2021 | 47


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MERCATO

VISIRUN DIVENTA VERIZON CONNECT Visirun diventa Verizon Connect: il marchio della telematica nell’automotive completa il rebranding, dopo l’acquisizione da parte del colosso delle telecomunicazioni Verizon a fine 2015. Da oggi il prodotto per il new business viene sostituito da “Reveal”. Questo significa che inizia una nuova storia nel mercato italiano per Verizon Connect, che ricalcherà il percorso di successo della Visirun di Ferrara. Spiega Alberto di Mase, country marketing manager Italy di Verizon Connect: «In 25 anni di esperienza abbiamo trasmesso messaggi di qualità e di valore con i nostri software. Oggi alziamo l’asticella portando Verizon Connect Reveal sul mercato facendo leva sulla capacità di attuare innovazione con competenza». Verizon Connect Reveal è già commercializzato in diversi Paesi, oggi si aggiunge l’Italia: ai nuovi clienti delle flotte aziendali viene proposto questo nuovo prodotto. Ferrara e Firenze rimangono le sedi operative della società. Con l’annuncio del lancio di Verizon Connect in Italia, viene completata l’integrazione di Visirun all’interno del brand di telematica dell’americana Verizon Communications. Si tratta della seconda o terza Telco al mondo, che i più ricorderanno per il takeover miliardario di Yahoo nel 2016.

GREEN NCAP: PER LA PRIMA VOLTA, MISURATE LE PHEV Inquinano o non inquinano le auto a batteria? Il quesito, che sempre più automobilisti si sono posti negli ultimi anni, ora sembra avere una risposta verificata da un protocollo. L’ACI ha stilato la prima classifica delle vetture più verdi del mercato, comparando i motori termici di ultima generazione con le auto elettriche e, novità assoluta, quelle con tecnologia ibrida plug in. Non solo: lo schema Green Ncap, completamente rinnovato, oggi considera tre valutazioni tecniche invece che due. Oltre le emissioni nocive (Clean Air Index - CA) e l’efficienza energetica (Energy Efficency Index - EE), comprende anche l’esame delle emissioni dei gas serra climalteranti (Greenhouse Gas Index - GHG) per una stima completa dell’impatto ambientale. Alla quinta serie di test, le auto arrivate in classifica sono 25. Ecco la lista: • 5 stelle: Hyundai Nexo (idrogeno) e VW ID.3 (PRO 150 kW) • 4 stelle: Toyota Prius (1.8 Phev) • 3,5 stelle: Kia Niro (1.6 GDI Phev), Skoda Octavia (diesel), Toyota Yaris (1.5 Hybrid), VW Golf (benzina) • 3 stelle: Audi A3 (1.5 Tsi), Citroen C3 (1.2 Pure Tech), Seat Leon Sportstourer (2.0 Tdi con cambio Dsg); Skoda Fabia 1.0 Tsi • 2,5 stelle: Bmw 118i, Dacia Sandero (Sce 75), Fiat Panda (1.2 8V), Ford Kuga (2.0 EcoBlue), Honda Civic (1.0 Turbo), Maxda Cx-30 (Skyactiv-X 180), Mercedes A (180d), Mini Cooper (benzina), Opel Corsa (1.2 Turbo) • 2 stelle: Bmw X1 (xDrive 18d), Mitsubishi Outlander (2.4 Phev), Volvo XC60 (diesel) • 1,5 stelle: Hyundai Tucson (1.6 Gdi) e Land Rover Discovery Sport D180 (2.0 diesel)

Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Alessandro Palumbo, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

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