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MISSION 4 / 2020

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www.missionline.it

ANNO XXI NUMERO 4 • SETTEMBRE 2020


TI FACCIAMO VOLARE in completa sicurezza

Offriamo ai nostri passeggeri voli verso un crescente numero di destinazioni. Visita emirates.com/it/wherewefly per le informazioni più aggiornate sulle trae. Per la tua tranquillità, abbiamo implementato tue le misure di igiene e sicurezza necessarie per tutelarti in ogni fase del tuo viaggio.

I passeggeri possono consultare l’offerta più aggiornata delle destinazioni e dei servizi a bordo su emirates.com/it/wherewefly. Si ricorda ai passeggeri che le restrizioni di viaggio restano in vigore nella maggior parte delle destinazioni e che i viaggiatori saranno accettati sui voli solo se rispettano i requisiti di ammissibilità e i criteri di ingresso dei paesi di destinazione. I residenti che rientrano negli Emirati Arabi Uniti possono verificare gli ultimi requisiti su emirates.com/it/italian/help/flying-to-and-from-dubai/. Per ulteriori informazioni e per i termini e condizioni completi, visita emirates.it


1 Sommario 4 2020.qxp_Layout 1 27/07/20 15:58 Pagina 1

Sommario Settembre

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RUBRICHE NEWS 25 MERCATO 36 HÔTELLERIE 37 MICE IN PILLOLE 47 DAL MONDO

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA 35 ADACI

Acquisti e supply management sempre aggiornati

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02 UN RICORDO

10 anni senza Francesca

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18 DESTINAZIONI

Sipario su Alula di Paola Baldacci

a cura della redazione 03 ATTUALITÀ

Carpe Diem di Paola Baldacci

22 PROFESSIONE EVENT MANAGER

L’eterna mission (im)possible di Anna Fraschini

06 MISSIONMICE

Virtuali e ibridi, il nuovo presente degli eventi di Simona Parini

26 IPSE DIXIT

Gli scrupoli dei travel manager di Paola Baldacci

10 SICUREZZA

La ripartenza e il nuovo duty of care

28 FINANZA AGEVOLATA

a cura di International SOS

di Roberta Di Leo

12 INSIGHTS

Data management per il presidio dei processi di Dario Bongiovanni

17 IMA 2020

Good luck to ALL! di Paola Lucchetta

Bandi & co.

34 STRUMENTI

Mai più senza mappe interattive di Paola Baldacci

38 ABU DHABI

Un’autentica scoperta Mice e BT di Paola Baldacci

42 SCENARI

Tmc, si riparte con nuove incognite di Arianna De Nittis

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10 anni senza Francesca Un ricordo Francesca Tommasi

Nel 2010 ci lasciava Francesca Tommasi, la fondatrice della nostra casa editrice. Una giornalista che con le sue intuizioni brillanti ha contribuito in maniera importante alla diffusione, anche in Italia, della cultura del travel e del fleet management a cura della redazione

i sono persone che lasciano il segno. Che con la loro capacità di innovazione, lungimiranza e tenacia contribuiscono alla crescita del settore in cui lavorano. Francesca Tommasi era una di queste. Nel 2000, già esperta di editoria e di viaggi d’affari, decise di fondare la sua casa editrice, Newsteca, e soprattutto la sua rivista, diversa da quelle già presenti sul mercato: Mission, una testata che aveva l’ambizione di approfondire i temi caldi del business travel e anticiparne le tendenze. Francesca se n’è andata troppo presto, nell’agosto 2010. Ma prima ha fatto crescere Mission fino a farla diventare un punto di riferimento per i travel manager italiani. E il merito non è stato solo della qualità degli articoli, per la prima volta incentrati davvero su temi di gestione aziendale. A dare una marcia in più alla rivista sono state le intuizioni

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brillanti con cui Francesca ha contribuito in maniera importante alla maturazione del settore e alla diffusione anche in Italia, sulla scia di quanto già accadeva nei Paesi anglosassoni, della cultura del travel management: fu sua l’idea di creare i MissionForum, i primi convegni dedicati al turismo d’affari che furono accolti con entusiasmo perché, all’epoca, chi si occupava di trasferte aziendali aveva ben poche (se non nessuna) occasioni di confronto e aggiornamento. Fu sempre lei a creare una scuola di formazione per travel manager: la Business Travel School che Newsteca propone tuttora con successo. Ancora, fu lei a scrivere (assieme a Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet) la prima guida italiana al corporate travel, che qualcuno ai tempi definì come la “bibbia” del settore. E infine, fu Francesca a intuire, in anticipo rispetto al mercato, il ruolo fonda-

mentale che in futuro le tecnologie avrebbero assunto nella gestione dei viaggi d’affari: per questo creò MissionTech, un evento interamente dedicato ai tool per il BT. E realizzò, a quattro mani con Arianna De Nittis, un volume a schede sulle principali soluzioni tecnologiche disponibili in Italia e all’estero. Nel 2006, poi, la visione di Francesca si estese anche al settore delle flotte auto aziendali: così nacque la testata MissionFleet, che fin da subito catturò l’interesse dei fleet manager per i suoi temi di taglio tecnico. E, con la rivista, non tardarono ad arrivare altre iniziative, caratterizzate ancora una volta dalla capacità di anticipare le tendenze: una tra tutte, nel 2008, GreenFleet, il primo convegno in Italia dedicato ai parchi auto sostenibili. Chi in quegli anni ha collaborato con Francesca ne ha apprezzato la mente acuta, il rigore e la grande capacità professionale. Noi, oltre a questo, abbiamo amato il suo calore, la generosità e, sotto la scorza di un carattere non sempre facile, l’insospettabile fragilità. Ricordiamo le sue chiacchiere fitte durante le pause caffè, il suo entusiasmo nell’affrontare nuovi progetti, la sua curiosità, l’allegria da bambina con cui gioiva delle piccole cose. E ci manca, come succede con le persone speciali. Ma siamo orgogliosi di portare avanti il suo lavoro. E di continuare a documentare, sulle pagine di Mission e MissionFleet, i cambiamenti straordinari nel settore della mobilità. l


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Attualità Ndc

Carpe diem

Resettare le inefficienze nel rapporto tra compagnie aeree, tecnologie e distribuzione: di fronte alla tabula rasa del revenue management è giunta l’ora di cogliere l’attimo

a notizia che Singapore Airlines si aggiunge alla lista dei vettori che introducono una Gds fee (non nel mercato italiano in questa fase, ndr) ci fa vedere la trasformazione della distribuzione dei prodotti/servizi aerei in tutta un’altra luce durante questa crisi globale. Poniamo il quadro: le prenotazioni di voli sono prossime allo zero, le aerolinee hanno impostato la modalità “sopravvivenza”. Secondo gli analisti del trasporto aereo, se anche i giganti asiatici (Sia è la prima dopo Qantas) acce-

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lerano sull’adozione di Ndc, magari attingendo ai miliardi di fondi stanziati dal Governo per il piano di continuità, è perché stanno cogliendo l’assist per cambiare in via definitiva e duratura, lasciandosi alle spalle i vecchi modi di lavorare. Sia inteso, nulla di nuovo, le trasformazioni necessarie rimangono quelle di prima del Coronavirus. Ma oggi possono essere affrontate in modalità che in normali condizioni di mercato non erano possibili. Con poche transazioni e pochi voli, perché le aerolinee non do-

vrebbero approfittare degli esperti di revenue management e di pricing per provare nuove modalità per incrementare le entrate? E magari anche rendere felici i clienti? Controllare la distribuzione Spiega Farelogix, il provider più evoluto in questo ambito, che Sabre ha cercato di acquisire: «Nonostante siamo nel mezzo di una crisi che capita una volta ogni 100 anni, il messaggio coerente che riceviamo dalle compagnie aeree è che la trasformazione della distribuzione

di Paola Baldacci

Ndc accelera I vettori stanno mettendo in atto misure per accelerare il passaggio alle transazioni Ndc.

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Attualità Ndc

Prezzi dinamici Il trasporto aereo mondiale non tornerà ai ritmi pre-Covid-19 prima del 2023. I vecchi modelli di revenue management, quindi, dovranno cedere il passo ai prezzi dinamici per rispondere a una domanda di voli che va componendosi di giorno in giorno, nel segno dell’irregolarità.

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aerea e Ndc rimangono una priorità. Il fatto che la maggior dei nostri clienti stia continuando a lavorare sui propri programmi di transizione per migliorare le proprie capacità di distribuzione attraverso New distribution capability di Iata conferma questa posizione». Non è un semplice problema di costo, le aerolinee non possono più rimandare il

controllo delle quotazioni sui biglietti e offrire personalizzazione. Più che mai nel business travel. Equilibri precari Ecco perché leggiamo di accordi sul filo del rasoio, come tra il gruppo Lufthansa e Sabre. Per le compagnie dei cieli, è proprio venuto il momento cruciale di rivedere i patti

«NONOSTANTE SIAMO NEL MEZZO DI UNA CRISI CHE CAPITA UNA VOLTA OGNI 100 ANNI, IL MESSAGGIO COERENTE CHE RICEVIAMO DALLE COMPAGNIE AEREE È CHE LA TRASFORMAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE AEREA E NDC RIMANGONO UNA PRIORITÀ».

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commerciali con i fornitori di tutta l’infrastruttura tecnologica (passenger service system). Così come di assumere il controllo della distribuzione e di concentrarsi sullo sviluppo di relazioni dirette con determinati clienti, come lo sono le grandi Tmc, ad esempio. In una parola, i vettori stanno mettendo in atto misure per accelerare il passaggio alle transazioni Ndc. Per Singapore Airlines si tratta di Krisconnect, che adotta le Api Ndc e attraverso il nuovo portale per gli agenti di viaggio “Agent 360” offrirà l’accesso diretto ai contenuti dell’Ndc Krisconnect. Assistenza automatizzata Secondo i sostenitori dell’urgenza di transizione dall’operatività “antica” ad una modalità di dialogo di-


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Attualità Ndc

retto, la pandemia ha evidenziato un sistema farraginoso che va superato. Sull’assistenza e la necessità di automatizzare alcuni processi, spiegano da Farelogix: «Nel canale indiretto, le agenzie di viaggi, principalmente quelle del business travel, sono una linfa vitale di compagnie aeree full service. Tuttavia, come è stato ampiamente riportato, la crisi ha dimostrato che non possono sempre fornire un servizio di assistenza completo e molto ricade sul vettore». Non è colpa loro, ovviamente. Il riferimento va alle modifiche manuali dei biglietti che costringe a contattare i call center, agonizzanti durante il lockdown. Allo stesso modo, il cambio o la cancellazione di una prenotazione acquistata su una Ota vanno realizzati attraverso l’assistenza clienti della compagnia aerea. «Procedure che possono e devono essere cambiate. Non è necessario che sia così. Regole arbitrarie e incapacità tecniche sono alla base di molti problemi. I processi restrittivi possono essere facilmente revocati, almeno durante una crisi». È tempo di consentire anche al canale indiretto la capacità di restituire un servizio che consenta flessibilità al viaggiatore. Le compagnie possono adottare regole automatizzate sui cambi dei biglietti e processi che richiedono requisiti più semplici per alleggerire i call center. Va promossa una cultura di trasparenza «ponendo fine alla soppressione delle tariffe e alla loro determinazione manuale». I vettori devono ripensare la capacità self service per permettere di modificare i titoli di viaggio sui loro siti indipendentemente da dove è stato acquistato il biglietto. «In determinate circostanze, possono decidere di addebitare una commissione», conclude la società di Miami.

Il ruolo delle agenzie

I 4 punti da implementare Le compagnie aeree vogliono/devono: • assumere il controllo del portafoglio di distribuzione e della tecnologia per risparmiare sui costi, favorire opportunità di guadagno e instaurare relazioni dirette con i clienti; • automatizzare per adattarsi rapidamente alle nuove condizioni e alle esigenze di assistenza dei clienti in modo che non debbano contattare i call center per apportare modifiche alle loro prenotazioni; • implementare al massimo il dynamic pricing e interrompere i vecchi modelli di revenue management, dunque rispondere meglio alla volatilità della domanda e dell’offerta; • introdurre prodotti ancillary flessibili per soddisfare le mutevoli esigenze operative. guadagnare? Di certo i vecchi modelli di RM non funzionano più, in quanto si basano su dati storici. Avendo davanti un terrificante foglio bianco, il prezzo dinamico è la risposta a una domanda di voli che va componendosi di giorno in giorno, nel segno dell’irregolarità. Questo tipo di flessibilità impone tariffe variabili continue, secondo un ritmo mai conosciuto prima. Determinare i prezzi giusti non è mai stato così importante, poiché le compagnie aeree dovranno capitalizzare sulla domanda via via che si sviluppa. Ancillary & Coronavirus Nuovi servizi corollari si profilano all’orizzonte. Prendiamo il social distancing a bordo: oggi le compa-

gnie regolano l’assegnazione dei posti secondo criteri di distanza e particolare attenzione per famiglie e coppie che viaggiano insieme. Anche le preferenze di posto per i passeggeri fidelizzati e i business traveller potrebbero diventare prodotti ancillary. Allo stesso modo, i pasti pre-ordinati che prima del Coronavirus erano opzionati da una minoranza di passeggeri, conosceranno una maggiore diffusione tra gli acquisti ancillari. Si tratta di cambiare mindset e mai come ora si è creata la situazione (purtroppo) favorevole per sperimentare. Come detto, nel vuoto di prenotazioni si può approfittare per resettare antiche prassi inefficienti, costose e non incentrate sul cliente. l

Farelogix: «Nel canale indiretto, le agenzie di viaggi, principalmente quelle del business travel, sono una linfa vitale di compagnie aeree full service. Tuttavia, come è stato ampiamente riportato, la crisi ha dimostrato che non possono sempre fornire un servizio di assistenza completo e molto ricade sul vettore».

Brian Pearce, capo economista di Iata

Nulla è più come prima Secondo il capo economista di Iata, Brian Pearce, il trasporto aereo mondiale non tornerà ai ritmi preCovid-19 prima del 2023. Come 2020 settembre |

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MissionMice Scenari post Covid

Virtuali e ibridi

il nuovo presente degli eventi Gli sponsor non disdegnano e le location si stanno attrezzando per ospitarli: è l’alba di una live communication che fa proprio il linguaggio e le tecniche televisive per emozionare e coinvolgere i partecipanti. Le travel management company con una business unit Mice mettono in pratica

di Simona Parini

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irtuali e ibridi. Se non è il futuro è sicuramente il presente degli eventi. O per lo meno, la maggior parte di essi. Le misure sanitarie per contrastare la diffusione del Covid-19 stanno cambiando il modo di organizzare congressi, meeting e corsi di formazione. A prendere sempre più piede saranno gli eventi ibridi, che uniscono l’organizzazione classica con il virtuale e mixano contenuti live e video: si svolgono in una location

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fisica con audience in presenza, coinvolgendo però anche partecipanti collegati da remoto. Il tutto con un ampio utilizzo di piattaforme ad hoc, tecnologia e applicazioni. Secondo la survey realizzata dalla società inglese Etc.Venues, il 73% dei planner sceglierà eventi ibridi nei prossimi mesi. Sarà un cambiamento radicale? Difficile dirlo non avendo sfere di cristallo. Quel che è certo è che nell’immediato, e succssivamente, prenderan-

no piede. Intendiamoci: nessuna tecnologia, nemmeno quella più raffinata e futuristica, potrà mai sostituire il networking e il coinvolgimento degli incontri in presenza. Ma continuare a immaginare di rimanere gli stessi event planner del pre-Covid significa non cogliere i vantaggi dei nuovi format. Che cosa vogliono gli sponsor Per prima cosa sfatiamo il pregiudizio che gli sponsor vogliano solo


*Credit foto by Teemu Paananen on Unsplash

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MissionMice Scenari post Covid

Quello che volevate sapere sugli eventi virtuali Difficile trovare benchmark: il più recente e completo è quello svolto dalla piattaforma Bizzabo. La survey ha analizzato i dati di oltre 210 eventi virtuali e 799 sessioni, svolti tra marzo e giugno, cioè in piena emergenza Covid-19. Questi i principali risultati: • Gratuità Uno dei principali vantaggi degli eventi virtuali è la capacità di espandere la copertura del pubblico. La maggior parte (80%) delle registrazioni di eventi virtuali nel 2020 si è svolta in forma gratuita, elemento che ha rimosso le barriere per i registranti che, altrimenti, non avrebbero partecipato a un evento virtuale. • 254 dollari La quota media di partecipazione a un evento virtuale a giugno è stata di 254 dollari. A maggio di 368 e ad aprile di 511. La diminuzione potrebbe a prima vista stupire ma, molto probabilmente, è dovuta alla volontà dei promotori di ampliare il numero dei partecipanti. • La soglia di attenzione Nel caso di sessioni virtuali della durata di 20 minuti o più, il partecipante medio rimane sintonizzato per la maggior parte della durata della sessione, il 68%. Il numero medio di sessioni per evento virtuale è 12. • Interattività Più della metà delle sessioni virtuali (58%) si svolge in un ambiente interattivo che consente ai partecipanti di “salire sul palco” e intervenire e ha circa 300 partecipanti. Sessioni con il format keynote e con un numero maggiore di partecipanti coprono solo il 14% del totale. • Un giorno Degli oltre 210 eventi virtuali analizzati, la maggior parte, 62%, ha la durata di un giorno. Considerando che l’evento virtuale medio prevede 12 sessioni, sembra dunque che molti organizzatori stiano investendo in appuntamenti di un giorno con sessioni multiple o simultanee. Al secondo posto, con una percentuale del 10,5%, si piazzano gli “incontri” di tre giorni.

eventi in presenza. Secondo Sponsorizzare gli eventi in tempi di crisi Covid, una ricerca realizzata da Aim Group International, la maggior parte degli investitori – il 78% – è interessato a sponsorizzare appuntamenti completamente virtuali e il 72% è favorevole a soluzioni ibride. In base al sondaggio, gli sponsor vogliono un evento virtuale interattivo, flessibile, 3D e in realtà aumentata (diverso dalle usuali videochiamate o webinar). E in grado di mettere a disposizione i dati tracciati. A congresso terminato, il 99,5% ritiene utile che i contenuti siano disponibili su richiesta per garantire maggiore flessibilità ai partecipanti e maggiore visibilità agli sponsor. Il 72% vorrebbe realizzare

un progetto di formazione a distanza collegato all’evento digitale. Per quanto riguarda la disposizione a investire in eventi virtuali, il 56% vorrebbe impegnare budget ridotti rispetto a quelli tradizionali, il 34% allo stesso modo e il 10% è disposto ad aumentarli se è garantita una maggiore visibilità. New look per le location Cambiano gli eventi e le location si attrezzano diventando hub tecnologici. Superstudio Più di Milano, per esempio, ha lanciato GoLive, nuovo progetto per eventi live, in streaming e ibridi. Pensata per creare un’esperienza interattiva in collaborazione con Audio lux e wave&co, la formula combina l’evento classico con quello virtuale. Il risultato è che tutto il pubblico, da remoto e in loco, fruisce del-

la stessa esperienza e dei medesimi contenuti. Il tutto si svolge in una location fisica, la sala Central point della location meneghina in via Tortona, grazie all’utilizzo di tecnologia web, social network e piattaforme di trasmissione. La sala più

Ai planner piacciono Secondo la survey realizzata dalla società inglese Etc.Venues, il 73% dei planner sceglierà eventi ibridi nei prossimi mesi.

Isabella Vallini, chief operating officer di Gattinoni&Co.

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MissionMice Scenari post Covid

Chiamato a spiegare con quali modalità organizzeranno i loro eventi virtuali, il 62% degli intervistati da Pcma ha dichiarato di voler far parlare i relatori in diretta streaming e il 69% di voler organizzare dei webinar. Inoltre, il 62% proporrà un programma in versione abbreviata, il 25% ingaggerà un presentatore e il 75% prevederà anche Q&A tramite chat e altri strumenti interattivi.

*Credit foto by Teemu Paananen on Unsplash

Interattività

grande di Superstudio Più (2.600 metri quadrati) è stata allestita con un palco di 24 metri per 3, un grande schermo led e una postazione di regia. Le sedute, distanziate di un metro, permettono la presenza di 300 persone. Anche il Palacongressi di Rimini si è subito dimostrato reattivo alle nuove esigenze degli event planner. Con il progetto The Live to oooh! sviluppato in partnership con Sound D-light, la divisione event & conference di Ieg

Il Web Marketing Festival al Palacongressi di Rimini

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ha lanciato un format scalabile e adattabile che porta all’interno del mondo degli eventi uno studio televisivo. Lo spazio del Palacongressi ha trasformato il concetto di “sala plenaria” in quello di “studio principale”, dal quale partono collegamenti via streaming e via satellite nonché “messe in onda” in contemporanea da altre sale. Proprio da questo rinnovato Palacongressi, da 4 al 6 giugno si è svolto in forma ibrida il Web Marketing Festival.

Ogni giorno, dal main stage allestito nella sala del Tempio partivano i collegamenti in diretta per seguire gli interventi degli ospiti in studio. La parte formativa dell’evento si è svolta completamente online con collegamenti in streaming trasmessi da una decina di sale, dove si sono alternati circa 200 moderatori. Le divisioni Mice delle Tmc Le Tmc con una divisione dedicata al Mice non si sono fatte cogliere


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MissionMice Scenari post Covid

Il primo congresso scientifico virtuale

impreparate. La business unit del Gruppo Gattinoni guidata da Isabella Vallini ha creato più di un concept. Mescolando con sapienza contenuto e forma, si riesce a tenere alto l’engagement tra giusti toni e ritmi. Spiega la direttrice: «Il brivido di quando in sala si spengono le luci non è replicabile, tuttavia abbiamo imparato che gli eventi ibridi possono generare un forte ingaggio. Gli assi portanti sono un sapiente flusso narrativo, fatto di storytelling professionale, e una tecnologia capace di emozionare». Il gruppo Frigerio è andato in diretta streaming con “Emotional & Virtual” presentando i prodotti di Nexi per il business travel a 200 aziende. Tra protagonisti sul set, collegamenti esterni e palcoscenici virtuali, con una buona regia e strumenti professionali, il risultato finale è quello di una trasmissione televisiva. «In tanti si stanno focalizzando sulla tecnologia ma la sfida ulteriore è l’ingaggio con il pubblico, secondo noi è la parte che si vince con il fattore umanità», spiega Paola Frigerio, direttrice leisure & network del gruppo brianzolo. «Vogliamo trasmettere proprio questo messaggio, consci del fatto che l’incontro fisico del saluto e del contatto rimane insostituibile, ma in questo momento è la formula che ci viene incontro», sottolinea Simone Frigerio, direttore commerciale. Per i 500 private banker di Monte dei Paschi di Sie-

na, l’evento annuale della divisione di wealth management si è tenuto per la prima volta in modalità live. Ben quindici ore di diretta in 3 giorni, realizzati da Uevents – del Gruppo Uvet – per la regia tecnica e da The Story Group che si è occupata di strategia, naming, identità visiva, palinsesto, contenuti, videostrategy, ospiti e conduttori. Un dettaglio: la piattaforma di iscrizione aveva la possibilità di scegliere tra sette percorsi personalizzati per i partecipanti, che erano in tutta Italia. Perciò le troupe video erano distribuite sul territorio e in collegamento in diretta da Oxford c’era il professor Luciano Floridi, filosofo e docente di etica dell’informazione. Il suo ultimo libro auspica che in una società matura dell’informa-

È stato il primo congresso di una società scientifica italiana completamente digitale. Parliamo dell’appuntamento annuale organizzato dall’Accademia italiana di odontoiatria protesicaAiop. Svoltosi dal 30 aprile al 2 maggio, in piena emergenza Covid-19, è stato realizzato da Aim Group International con il supporto tecnico di Tecnoconference-TC Group. Inizialmente previsto al Palacongressi di Riccione, si è invece svolto in una sede virtuale con un layout realistico e immersivo che ha riprodotto una sorta di studio televisivo con diversi set grafici a seconda delle varie tipologie di sessione. I relatori hanno compiuto le presentazioni arricchite di slide e filmati e risposto in diretta alle domande. Per quanto riguarda i delegati, tutto l’evento è stato fruibile da remoto collegandosi alla piattaforma dedicata. E gli espositori? Per loro un’articolata area dove seguire percorsi tematici live e on demand, consultare documenti e presentazioni aziendali, ma anche svolgere incontri one-to-one e one-to-many. I numeri del congresso? I partecipanti sono stati 1.850, ben il 130% in più rispetto all’edizione precedente. Al 97% è piaciuto il nuovo format e il 94,5% si è detto pronto a partecipare nuovamente a un congresso virtuale. zione, l’umanità debba procedere verso piani etici e unire politiche verdi (green, circolari, sharing) e politiche blu (digital) per favorire un modo di vivere insieme incentrato sulla qualità delle relazioni e dei processi, invece del consumo. l Simone Frigerio, Paola Frigerio e Sonia Bazzoni sul set di “Emotional & Virtual”, evento organizzato per Nexi. Sopra, un momento del congresso virtuale dell’Aiop

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La ripartenza Sicurezza L’esperto risponde

e il nuovo duty of care

I suggerimenti pratici ai travel manager per redigere una travel policy durante il Covid-19 a cura di International SOS

12mila clienti nel mondo Fondato nel 1985, International SOS Group gode della fiducia di 12.000 organizzazioni, di cui oltre la metà facenti parte dell’elenco Fortune Global 500. Il portfolio include aziende multinazionali, Pmi, governi, istituzioni e Ong.

Philippe Guibert, regional medical director di International SOS. Nella pagina a fianco, il security director Gautier Porot

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a ripresa dei viaggi sta tornando ad essere un tema centrale per le organizzazioni. In seguito all’allentamento delle misure di lockdown, molte dimostrano infatti la necessità di riprendere i viaggi di lavoro essenziali. International SOS esorta le aziende ad assicurarsi che tale ripresa avvenga in maniera sicura e sostenibile e assiste i travel manager in tale ambito. Il dottor Philippe Guibert, regional medical director di International SOS, commenta: «Le aziende stanno affrontando sfide senza precedenti su più fronti. Per garantire la sostenibilità delle ope-

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razioni, le organizzazioni devono tutelare la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti durante la ripresa dei viaggi. Una gestione lacu-

nosa potrebbe tradursi in un passo indietro nella ripresa dei viaggi e delle operazioni, nonché nella lotta contro il Covid-19, e potrebbe persino condurre a procedimenti giudiziari». Sebbene nessuna azienda possa garantire la prevenzione del diffondersi dell’infezione, le misure precauzionali essenziali permettono di minimizzare i rischi, ottemperando alle responsabilità legate al duty of care, e promuovono la resilienza dei collaboratori. Tra le misure preventive raccomandiamo di: • non viaggiare se si è malati e monitorare la propria salute; • prestare la massima attenzione all’igiene; • indossare una mascherina in ambienti pubblici: in alcuni luoghi è obbligatorio; • evitare luoghi affollati o mantenere 1-2 metri di distanza dagli altri; • alcune autorità consigliano a chi abbia più di sei mesi di età di sottoporsi al vaccino antinfluenzale: ridurrà il rischio di influenze stagionali e la possibile confusione con il Covid-19. Un sito ricco di informazioni Per ulteriori informazioni e consulenza medica si consiglia di visitare il nostro sito sulla pandemia: Pandemic.internationalsos.cpm/2019ncov. I travel manager dovrebbero anche considerare di allineare le proprie policy di viaggio con le valutazioni dei rischi sanitari, di sicurezza e relative al Covid-19 disponibili su Travelriskmap.com. Gautier Porot, security director di International SOS, aggiunge: «In base alla mia esperienza di consulenza


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Sicurezza L’esperto risponde

International SOS

a più aziende durante gli ultimi mesi, suggerirei ai travel manager di mantenere una componente di agilità e audacia mentre riprendono progressivamente i viaggi. Prima di ripartire in modo massiccio, assicuratevi che tutti i criteri e le condizioni di viaggio siano soddisfatti e che siate in grado di far fronte all’eventualità di grandi cambiamenti e/o deterioramenti della situazione. Anticipare è fondamentale, pertanto durante la preparazione al viaggio valutate l’esposizione al rischio dei Paesi in cui vi recate, conducete una sessione di sensibilizzazione specifica sul Covid-19 per i viaggiatori e assicuratevi di assumere solo fornitori di servizi conformi ai protocolli anti Covid19. Durante il viaggio dovrete essere in grado di: informare (in tempo reale) i vostri viaggiatori tramite allerte tempestive circa la situazione attuale locale, comunicare direttamente con loro in caso di necessità di intervento e infine sostenerli nell’eventualità di un’emergenza (ad esempio, malattie) o di situazioni complicate (mi-

sure di quarantena). Dopo il viaggio, assicuratevi di ottenere un feedback puntuale, per poter identificare possibili punti da ottimizzare nei vostri processi, ma anche per accertarvi che i viaggiatori non abbiano affrontato alcuna situazione critica». Come agiscono le imprese italiane Vorremmo inoltre citare la tavola rotonda multi-settore intitolata “Ripresa delle operazioni nella nuova normalità”, organizzata da International SOS a fine giugno, a cui hanno partecipato esperti di resilienza interni ed esterni provenienti da diverse multinazionali italiane, tra cui Enav, ABB, Anas, Bonatti, Dompè Farmaceutici, Teddy Group, che hanno condiviso la propria visione della situazione at-

tuale. La tavola rotonda è stata strutturata sulla base di un sondaggio che partecipanti e ascoltatori hanno completato prima dell’evento. L’indagine, che ha raccolto le risposte di 30 organizzazioni italiane, è stata creata per capire in che misura l’emergenza ha impattato sulle società o associazioni, se queste disponevano di un piano di risposta valido, come immaginano il futuro e di cosa necessitano per riorganizzarsi. Tra i principali risultati è emerso che le organizzazioni italiane mostrano la necessità di riprendere viaggi e operazioni, ma manifestano ancora dubbi al riguardo, nonché una forte esigenza di adattare la propria risposta medica e di security alla crisi. È possibile visionare i risultati completi alla pagina web My.internationalsos. com/RisorsePostWebinar. l

International SOS è leader mondiale nell’assistenza sanitaria e nei servizi di sicurezza. La sua missione principale è aiutare le organizzazioni, pubbliche e private, nella gestione dei rischi legati alla salute e alla sicurezza di lavoratori espatriati e viaggiatori. Ovunque i clienti si trovino, il gruppo offre loro soluzioni personalizzate per incrementare la crescita e la produttività. In caso di condizioni meteorologiche estreme, epidemie o incidenti di sicurezza, fornisce risposte immediate. 10.000 esperti multiculturali di medicina, sicurezza e logistica garantiscono supporto e assistenza da oltre 1.000 sedi in 85 Paesi, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno. Info: www.internationalsos.com.

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5 Insight Bongiovanni 4 20.qxp_Layout 1 24/07/20 08:19 Pagina 12

Insights Analisi dei dati

Data management

per il presidio dei processi Una nuova complessità operativa si apre nell’analisi dei budget per le trasferte aziendali. Per affrontare le incognite della fase post Covid una corretta interpretazione dei dati è ancor più cruciale di Dario Bongiovanni

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ato il periodo contingente legato all’emergenza Covid-19, ha senso identificare (almeno) 2 periodi temporali facilmente individuabili, ovvero “before Corona (BC)”, cioè il momento in cui “ci siamo lasciati”, orientativamente identificabile con il mondo entro la fine di febbraio 2020, e

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“after Corona (AC)”, cioè il lento e progressivo ritorno a un tentativo di normalità che non può e non deve coincidere con il BC. Tant’è vero che ha senso esprimere il momento storico cui andiamo incontro con l’accezione di “new normal (NN)”. Il NN ha dei fattori caratterizzanti ben definibili, anche se non sempre

di facile presidio nel continuo, ovvero dinamicità e potenziale cambiamento in divenire. New Normal Si è da più parti detto e scritto che il NN non sarà assolutamente il “semplice riprendere da dove ci siamo lasciati”, soprattutto per


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Insights Analisi dei dati

della fornitura. Se in periodo BC il presidio dei dati aziendali era fondamentale per la definizione delle performance operative dei fornitori e dei modelli di acquisto (per le aziende che erano in grado di fare tale tipologia di analisi ad alto fattore di complessità), per paradosso nel periodo AC l’importanza diventa anche maggiore. Poiché i benchmark devono essere “ricostruiti da zero” e i modelli di acquisto rivisti alla luce delle logiche di pricing dei fornitori. Troppe sorgenti La principale caratteristica dell’elevata mole di dati disponibili da chi gestisce il turnover dei viaggi aziendali è quella di essere “multisource”, ovvero sono tanti gli attori della filiera che forniscono dati alle aziende. Per praticità e facilità espressiva, identifichiamo quattro macro-cluster di base. Omettendo volutamente eventuali fornitori primari: • agenzie di viaggio, che sono da considerarsi come il repository ideale; • consolidatori di servizi (ad esempio, alberghi); • sistemi di pagamento (centralizzati e/o individuali); • sistemi di tipo Btms (business travel management system), altrimenti conosciuti nel settore come e2e (end to end). quanto riguarda le logiche di benchmark e di saving, obiettivo generale di tutte le aziende. In questo senso possiamo identificare un denominatore comune tra le due fasi. Ovvero la grande importanza che riveste una moderna ed efficiente gestione dei dati aziendali, che funge da vero e proprio ponte, proiettato anche sul futuro. Oltretutto le caratteristiche di base di approccio e gestione al dato aziendale, paradossalmente, non subiscono variazioni tra BC e AC. Sono pertan-

to da considerarsi come un’opportunità, o meglio un facilitatore di approccio. Lo stato dell’arte Ma proviamo a fare un punto della situazione, una sorta di stato dell’arte del data management. “Molte aziende affogano nei dati, ma muoiono per la sete di informazioni (cit.)”: non c’è frase che meglio indichi la condizione delle imprese rispetto alla grande mole di dati loro fornita dai vari attori della filiera

Pulire i dati Le prime regole di carattere fondamentale rispetto a una situazione multi-source sono quelle di normalizzare i dati, “pulirli” e consolidarli tra di loro. Tutte e tre queste attività possono essere caratterizzate da fattori di alta complessità, legata alle diversità di formati dei produttori oltre che a obiettivi diversi. L’attività di normalizzazione parte dal contenuto della base-dati e dalle logiche di inserimento da parte dei fornitori. Invece, pulizia e consolidamento sono sicuramente il “cuore

Business intelligence È l’insieme dei processi aziendali volti alla raccolta e all’analisi di informazioni strategiche fondamentali per il processo decisionale dell’azienda.

Meglio l’intelligenza artificiale Rispetto ai classici tabulati Excel, che sono statici, gli strumenti di reporting e data management legati all’utilizzo di intelligenza artificiale si caratterizzano per una forte dinamicità e interattività a favore dell’utente.

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Insights Analisi dei dati

Esigere le informazioni I dati sono di proprietà delle aziende, che hanno il diritto di esigerli dai fornitori. Fermarsi allo standard di questi ultimi potrebbe costituire una limitazione al perimetro dell’analisi.

del sistema”, perché solo da tale consolidamento si potranno trarre delle effettive indicazioni. Le informazioni sono dell’azienda Se da un lato è pertanto fondamentale da parte delle aziende la comprensione di quali dati effettivamente servono in azienda, per quale motivo e a beneficio di chi, dall’altro è basilare ricordare che tutti i dati sono di proprietà delle aziende stesse. Quindi è bene esigerli dai fornitori. Fermarsi allo standard dei 14

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fornitori potrebbe costituire una limitazione al perimetro dell’analisi. Quattro sono i pillar relativi ai dati aziendali: • che cosa: quali e quanti dati servono, e con che livello di granularità; • come: in quale formato richiederli, invio da parte dei fornitori vs. download diretto, dati grezzi vs. trattati; • quando: per quale periodo, scheduling e programmazione, eventuali ritardi; • perché: tipologia di controlli,

quali dati, a chi in azienda, necessità di inviarli ad altri applicativi; Una volta determinati quali siano i valori necessari per gli obiettivi di presidio e governance, può essere di grande supporto inserirli in una check list da condividere con i fornitori, anche al fine di valutarne il livello tecnico e qualitativo. Il “fattore complessità” è insito nel data management, anche in funzione delle tante e diverse tipologie di informazioni che i travel manager si trovano a dover trattare: • dati di tempo, di spazio, di spen-


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Insights Analisi dei dati

L’ANALISI MODERNA SI FA CON LA STATISTICA, SI FA RILEVANDO INDICI E CON SIMULAZIONI DI SCENARIO (WHAT-IF). è stato fonte di investimento sia per le agenzie che per terze parti indipendenti che hanno creato prodotti di buon profilo. Anche in questo caso possiamo riscontrare un “denominatore storico comune”, ovvero Excel, che tutti a qualche titolo utilizzano, anche se in percentuale molto bassa rispetto alle potenzialità dello strumento. L’utilizzo di Excel si caratterizza per elaborazioni il cui fattore caratterizzante è la staticità, che oggi possiamo considerare come “non moderna”. Intelligenza artificiale Gli strumenti di reporting e data management legati all’utilizzo di intelligenza artificiale si caratterizzano invece per una forte dinamicità e interattività a favore dell’utente. Implementare un applicativo di business intelligence quale strumento di reporting significa porsi nella condizione di poter rilasciare report e dashboard dinamici ed attivi. Il modello operativo è quello di poter permettere il passaggio da una logica di storytelling a una di insight. Tale attività di insight non è perseguibile in presenza di report di tipo statico. ding, di sintesi, aggregati, qualitativi, quantitativi, multi-fonte, multi-fornitore, disaggregati. Excel = staticità In tale scenario la tecnologia arriva ovviamente a rivestire un ruolo di primaria importanza, considerata la complessità dell’attività e l’elevata mole da gestire. Ricordiamo che ormai anche nel mondo del travel sono arrivati i big data, sebbene in ambito business ne facciamo un uso ancora limitato. Negli ultimi anni il “capitolo” tecnologia legata ai dati

I report Ciò non vuol dire che le caratteristiche di base del corretto reporting debbano comunque e sempre essere rispettate, perché il rischio di ridondanza di informazioni e, di conseguenza, di report è assolutamente presente. Anche in funzione del fatto che man mano che si entra nei gangli delle potenzialità degli strumenti, si individuano sempre nuove aree di analisi. È fondamentale in questo caso effettuare un’attività di screening basata sui pillar del reporting. I report devono essere: • agili: immediati e non ridondanti;

• specifici: mirati rispetto all’obiettivo; • funzionali: non tutti vanno bene per tutti in azienda; • leggibili: devono permettere l’immediata comprensione dei contenuti. Business intelligence Si è soliti definire la business intelligence come l’insieme dei processi aziendali volti alla raccolta e all’analisi di informazioni strategiche fondamentali per il processo decisionale dell’azienda. È pertanto fondamentale porre l’accento sul fatto che una moderna attività di data management (di cui la business intelligence è lo strumento operativo primario) ha senso solo ed unicamente in funzione del definire presupposti per azioni da intraprendere, in funzione degli obiettivi e/o dei warning emersi dall’analisi. La business intelligence è il processo che permette la trasformazione di dati in informazioni, di informazioni in conoscenza e di conoscenza in piani operativi. È pertanto un valido strumento per ottenere una gestione sempre più efficace delle informazioni.

Debundling Nella nuova normalità post Covid conoscere il dettaglio statistico dei propri modelli storici è importante e facilita il lavoro. Il “debundling” diventa un concetto fondamentale: significa “spacchettare” i modelli di spesa in pezzi per comprenderne a fondo le componenti, la replicabilità, i vantaggi e i rischi.

Difficoltà di comprensione Come tutte le medaglie, però anche questa ha un secondo lato, con fattori che tendono a controbilanciare tutti gli indubbi vantaggi sopra descritti. Tale aspetto è la difficoltà (almeno iniziale) di utilizzo di questi strumenti, legata a una logica di approccio che va oltre il modello tradizionale (Excel) con linguaggi complicati (quali ad esempio il Dax), che devono essere imparati e compresi. L’indicazione è sempre quella di farsi supportare da chi conosce questi strumenti, ma sempre 2020 settembre |

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Insights Analisi dei dati

Come devono essere i report? Un buon report deve essere agile, mirato rispetto all'obiettivo, funzionale e leggibile.

nel rispetto di obiettivi e linee guida che devono essere definiti dalle aziende. In una parola, non bisogna delegare a terzi il presidio dei propri processi. Per un business moderno Tutte le caratteristiche di base del business moderno sembrano trovarsi in condizione di matching con i fattori chiave del data management. E cioè una visione end to end, che deve contemplare tutti gli aspetti del business, e la visione di mediotermine atta alla pianificazione di budget di spesa e dei costi (anche) con interventi mirati e tempestivi. L’analisi moderna si fa con la statistica, si fa rilevando indici e con simulazioni di scenario (what-if). Nell’attuale NN conoscere il dettaglio statistico dei propri modelli storici è importante e facilita il lavoro. Il “debundling” diventa un concetto fondamentale: significa 16

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“spacchettare” i modelli di spesa in pezzi per comprenderne a fondo le componenti, la replicabilità, i vantaggi ed i rischi. I fornitori controllano I potenziali livelli di presidio del mercato da parte dei fornitori (già molto alti nel periodo BC) sono destinati ad essere ancora maggiori. Bisogna contrastare il rischio che il presidio interno da parte delle aziende sia viceversa minore e non strutturato. Andando ad aumentare una tendenza già in essere, supportata anche dal fatto che spesso le imprese delegano il presidio dei loro processi. Nuovi equilibri per il Ttc I fattori che compongono il costo di un titolo di viaggio, ad esempio, tendono a rivedere i propri equilibri. Con la tendenza ad aumentare in modo considerevole il livello di

revenue del fornitore insieme all’attenzione a contenere l’incremento del costo medio del biglietto (inteso come puro costo di trasporto). Ma il Ttc (total travel cost) per le aziende rischia di aumentare in maniera importante sulla base di come sarà la tariffazione degli altri servizi (ad esempio le ancillary), che insieme al puro costo di trasporto compongono il prezzo finale. Sarà quindi importante per le aziende la conoscenza e il presidio delle componenti tariffarie in dettaglio. In tale accezione è importante che chi analizza possa avere accesso anche alle note spese, al fine di poterne valutare gli impatti e le eventuali ottimizzazioni. In questo complesso scenario, la conoscenza e il presidio dei dati pregressi assumono un’importanza strategica per riuscire a orientarsi all’interno della nuova complessità operativa che sarà caratteristica fondamentale delle fasi di NN. l


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Good luck to ALL!

Ed eccoci alla settima edizione di IMA per la prima volta in edizione estiva: questo 2020 ci impone così e adattarci è una sfida interessante, dalla quale abbiamo imparato tantissimo. Grazie a voi

na sera d’estate, una location polifunzionale di collaudata esperienza, molto ampia e sicura, la community italiana del business travel e 30 premi a forma di spirale a significare un percorso, l’orma continua, il solco che lascia chi viaggia: questi gli ingredienti della serata di gala Italian

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Mission Awards 2020 che si tiene il 14 settembre negli spazi di Superstudio Più a Milano. I saluti iniziali e l’aperitivo di networking si svolgono nell’Art Garden, un bellissimo giardino di 1.000 mq con le sculture in ferro dell’artista Flavio Lucchini. A seguire, la cena di gala si svolge nella sala Central Point di 2.600 mq, alti soffitti e molto spazio per ospitare gli invitati ad IMA 2020 in uno speciale allestimento che garantisce il distanziamento e il rispetto delle norme in vigore. «Quest’anno l’evento ha subito due posticipi, ma non ci siamo arresi. Abbiamo ideato il percorso digital Road to IMA 2020 per mantenere alta l’attenzione e la serata di gala è come sempre memorabile. Ben consci che le persone oggi hanno bisogno di sicurezza, la settima edizione di IMA assume anche un significato più ampio: l’economia deve ripartire. Le voci di costo per l’organizzazione aumentano, ma voglia-

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mo vederle come un investimento volto a dimostrare ai protagonisti dei viaggi d’affari e a noi stessi che una nuova normalità è possibile», osserva Paola Mighetto, direttrice editoriale di Newsteca. Insomma, siamo qui per scoprire e celebrare i 30 vincitori appartenenti all’industry del business travel e i 3 vincitori del neonato concorso I Corti di Viaggio. Good luck to ALL! l

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di Paola Lucchetta

Vi aspettiamo! È fissata per il 14 settembre 2020 la cena di Gala di IMA 2020. Non mancate!

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CON IL PATROCINIO DI

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Sipario su Alula Destinazioni Arabia Saudita

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Destinazioni Arabia Saudita

È la prima regione dell’Arabia Saudita ad aprire ai viaggi internazionali, da ottobre. Paesaggio desertico e fascino archeologico con tocco di design sono i suoi primi tratti distintivi

asi millenaria sulla via dell’incenso, crocevia di popoli antichi che hanno seminato un patrimonio archeologico puntellato di siti Unesco, in un habitat di sabbia e di rocce già teatro dell’opera house da Guinness dei primati: Alula non è nemmeno aperta al turismo e fa parlare di sé il mondo occidentale tremendamente curioso di vederla con i suoi occhi. Della Vision 2030 dell’Arabia Saudita – piano per ridurre la dipendenza dal petrolio, diversificare l’economia e sviluppare settori di servizio pubblico come sanità, istruzione, infrastrutture, attività ricreative e turismo –, è la prima regione ad accogliere i viaggiatori internazionali. Pandemia permettendo, da ottobre si può visitare e dal settembre 2019, quando è stata ufficialmente

di Paola Baldacci

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Festival In programma da dicembre a marzo, il festival Winter at Tantora propone un fitto calendario di concerti presso la Maraya Concert Hall, a cui si aggiungono eventi sportivi, sorprendenti installazioni artistiche e ristoranti raffinati.

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Elefante di pietra Alto 50 metri, questo affioramento di arenaria naturale si è eroso nel tempo fino a somigliare a un elefante. È diventato una delle immagini simbolo della regione.

Destinazioni Arabia Saudita

Alula by the numbers • Un investimento di 20 miliardi di dollari nella regione entro il 2035 • Impatto cumulativo sul Pil di 32 miliardi di dollari • Creazione di circa 38.000 nuovi posti di lavoro • Quasi 10.000 nuove camere d’albergo di lusso entro il 2035, 1.000 camere entro la fine del 2022 • Numero previsto di visitatori: due milioni all’anno entro il 2035 - 37% internazionale

Così cambia l’Arabia Saudita Tra i progetti lanciati nell’ambito della Saudi Vision 2030 per rafforzare il settore turistico c’è la costruzione della più grande città di intrattenimento culturale e sportivo del mondo, Al Qiddiya, che sorgerà nei pressi della capitale. Italferr ha realizzato il complesso Saudi Landbridge Project: 1300 km tra Jeddah sul Mar Rosso e Al Jubail sul Golfo Arabico. Il servizio ferroviario ad alta velocità arriverà dentro al nuovo aeroporto internazionale di Riad. Indubbiamente ambizioso è Red Sea Project: un arcipelago di decine di isole situate nella costa occidentale tra le città di Umluj e Al Wajh, nel Mar Rosso. Le ultime notizie danno l’accoglienza dei primi turisti in 16 hotel per la fine del 2022. Neom: la città del futuro tra taxi volanti, tecnologia e alimentata interamente da fonti rinnovabili. Dovrebbe sorgere nel nord-ovest, nella provincia di Tabuk, tra il Mar Rosso e il Golfo di Aqaba. 500 miliardi l’investimento annunciato. inaugurata la procedura di visto elettronico, fino a febbraio 2020 sono 5mila gli italiani che ne hanno fatto richiesta. Per prepararla al turismo e contestualmente proteggerla è stata creata la Royal Commission for Alula, che è venuta in Ita-

A destra la Maraya Concert Hall. Nella pagina a fianco, artigiani locali durante il festival Winter at Tantora. Nelle pagine precedenti, una porta scavata nella pietra e una formazione rocciosa di Alula

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lia a presentarsi e ha incaricato l’agenzia Martinengo & Partners Communication, specializzata nel turismo, della rappresentanza per il mercato italiano e la Svizzera italiana attraverso le attività di marketing, relazioni pubbliche e comuni-

cazione al trade e al consumatore. Oggi la capacità ricettiva è limitata a 300 camere, ma i progetti di ampliamento sono in corso e puntano al turismo di lusso. «Sono attese quasi 10mila nuove camere d’albergo e mille saranno pronte entro la fine del 2022», ha spiegato Melanie de Souza, executive director destination marketing della Rca alle Terme di Diocleziano, a Roma, in occasione della mostra Roads of Arabia. L’investimento dichiarato è di 20 miliardi di dollari fino al 2035. Sostenibilità ambientale La Royal Commission for Alula ha un piano a lungo termine di trasformazione sostenibile della regione. Un territorio che custodisce dipinti rupestri in numero sorprendentemente elevato, imponenti tombe scavate nella roccia, antiche città dei regni di Dadan, dei Lihyaniti, dei Nabatei e la loro Hegra, la Petra d’Arabia con 100 sepolcri ben conservati. Tra i progetti c’è il ripo-


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Ashar Resort Ad Alula vi sono strutture ricettive che consentono di godere dei suggestivi scenari dell’area, senza rinunciare al confort di un hotel a 5 stelle. Tra questi l’Ashar Resort, che dispone di 27 tende e 5 ville.

Destinazioni Arabia Saudita

Dadan

Alula in breve Clima Confortevole almeno 9 mesi all’anno, con temperature più fresche e brezze su terreni più alti, che rendono queste località ideali per le attività estive. Temperature gradevoli nei palmeti ombreggiati all’interno dell’oasi. Media di gennaio 13° e di agosto 29°. polamento di specie autoctone in via di estinzione come il leopardo arabo, con il sogno di vederlo libero nelle aree a lui dedicate come la riserva naturale di Sharaan. Oggi la nascita di nuovi cuccioli torna a essere un evento possibile e se ne occupa un centro specializzato per la fauna selvatica. Canyon e dislivelli Quest’angolo dell’Arabia Saudita nord occidentale, a 325 km a nord di Medina e 1.100 km da Riad, è ricco di montagne e dislivelli significativi (1500 metri). «Le complesse catene montuose, compresi i vulcani e i canyon, offrono un paesaggio molto vario con diversi suoli geologici, habitat ed ecosistemi che il duro strato di sabbie ha contribuito a preservare per secoli», spiega la presentazione al turismo per il mercato italiano. Una cornice scenografica che fa da sfondo ad un’opera di architettura inaspettata e di mano italiana, che andiamo a raccontarvi. Maraya concert hall Un cubo di specchi, il più grande al mondo: è il teatro a Hegra inaugurato dalla Royal Commission nel corso della seconda stagione del festival d’opera “Winter at Tantora”. La Maraya Concert hall riflette con le sue superfici le rocce, le montagne monumentali e le forme che il vento interpreta con la sabbia, ogni giorno diverse. Sembra un’opera di

Abbigliamento Sia agli uomini sia alle donne viene chiesto di vestirsi modestamente in pubblico, evitando abiti attillati o vestiti con linguaggio o immagini profani. Le donne dovrebbero coprire spalle e ginocchia in pubblico.

L’antica città di Dadan risale alla fine del IX - inizio dell’VIII secolo a.C. (Regno di Dadan) e al V-II secolo a.C. (Regno di Lihyan). Costruita interamente in pietra, esibisce le celebri Tombe dei leoni, sorvegliate da maestose sculture di leoni seduti.

Voli locali Arrivo: ogni giovedì e sabato mattina da Jedda e Riad. Partenza: ogni giovedì e sabato sera da Jedda e Riad. Compagnie aeree che volano dirette dall’Italia su Riad: Saudia opera fino a 13 voli diretti alla settimana dall’Italia all’Arabia Saudita dagli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa verso Riyadh e Jeddah.

Hegra

Visto I turisti provenienti da 50 Paesi compresa l’Italia possono ora presentare domanda per un visto saudita di ingresso multiplo di un anno – al prezzo di USD 100 – attraverso il sito visitsaudi.com oppure al proprio arrivo in Arabia Saudita ai banchi dell’immigrazione. Altrimenti i visitatori potranno richiedere i visti al consolato saudita nel loro Paese d’origine. L’età minima per richiedere il visto è 18 anni. La religione del richiedente non è rilevante. Nella maggior parte dei casi, il tempo impiegato per il rilascio del visto elettronico è di 24 ore. I controlli preliminari sull’ammissibilità del visto vengono effettuati da tutte le compagnie aeree prima di salire sui voli per l’Arabia Saudita.

Alcol e sostanze La vendita, l’acquisto e il consumo di alcol sono illegali in Arabia Saudita. È illegale portare alcolici o droghe nel Paese. land art più che un edificio. Ideata dallo studio di architettura milanese Giò Forma (quello dell’Albero della vita di Expo 2015, ndr), “Maraya” in arabo significa specchio e vuole essere un luogo di spettacolo internazionale. Accoglie 500 perso-

ne e vi si è esibito anche Andrea Bocelli. È il tocco finale, almeno fino a oggi, dell’opera di costruzione del futuro turistico di un Paese ultra-conservatore, lentamente avviato verso l’adattamento delle tradizioni alla modernità. l

Il sito di Hegra, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è conosciuto soprattutto per le sue oltre 100 tombe monumentali, scavate nella roccia per raccogliere la nobiltà nabatea. Su alcune camere sepolcrali si possono ammirare delle iscrizioni che descrivono chi era sepolto all’interno.

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Professione event manager Luca Corsi

L’eterna mission (im)possible

L’organizzazione di un evento può essere una missione impossibile, che prende vita da un’idea fino a trasformarsi in realtà. Ne parla Luca Corsi, event manager della divisione Folletto di Vorwerk Italia di Anna Fraschini

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ma i film adrenalinici, coinvolgenti e sorprendenti. E per parlare a ruota libera del settore eventi di ieri, di oggi e di domani, Luca Corsi cita un classico dei film d’azione: Mission Impossible. «È ricco di colpi di scena inaspettati, esattamente come dovrebbe essere un evento visto con gli occhi del pubblico. Spesso l’organizzazione che abbiamo in testa è una missione impossibile, che alla fine un abile event manager trova il modo di rendere realtà».

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Ma è sempre stato così? Oppure è grazie ai social media che il settore ha vissuto in questo ultimo decennio una trasformazione veramente radicale? «Dal 2008 in poi abbiamo assistito anche in Italia alla diffusione di massa dei social network e delle riprese in diretta: questo ha cambiato gli eventi imponendo un format che resiste ancora. Facebook, Twitter e il web streaming sono diventati in breve tempo, con un’accelerazione tra il 2012 e il 2015, i vettori princi-

pali di un modo nuovo di creare engagement anche attraverso gli eventi. Grazie a un second screen che permette non soltanto di assistere in tempo reale a kermesse lontane migliaia di chilometri, ma di parteciparvi commentando, inviando contributi, rilanciando il momento all’attenzione della propria community ed esplodendone esponenzialmente la risonanza. Si è trattato di un toccasana per chi interpreta la communication by event come uno strumento al servizio delle persone:


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Professione event manager Luca Corsi

Gli eventi secondo Vorwerk Italia La divisione Folletto di Vorwerk organizza eventi di diverso tipo e dimensioni, dai meeting, alle convention, fino agli incentive trip. La platea varia da 30 a 5.000 persone.

gli eventi di quegli anni, infatti, pur ampiamente “virtuali”, hanno avuto il pregio di rimettere l’uomo al centro della live communication. Umanizzare i contenuti è diventato “il must”, in una commistione di target (interni ed esterni) e di obiettivi (brand awareness, promotions, engagement, recruiting) che ha fatto saltare, una volta e per tutte, la distinzione tra Atl e Btl (above the line e below the line, ndr)».

Che ruolo giocano oggi i media o network sociali? «Il ruolo che hanno sempre giocato tutte le innovazioni nel mondo degli eventi: trasferire il concetto dello stare al passo, dell’essere precorritori, dell’essere sempre all’avanguardia. Ma “cum grano salis”. Scaricare tutto l’arsenale della comunicazione dentro uno strumento è una semplificazione sbagliata: è l’evento in sé che deve essere precorritore e attuale, ergendosi a simbolo della contemporaneità e della tensione verso il futuro. Poi, da un punto di vista più pragmatico, il second screen permette anche una maggiore divulgazione e una partecipazione in remoto che raggiunge una platea molto più vasta. Ma si tratta di un “accessorio” hi-tech, che non può – e non deve – diventare centrale. Altrimenti parliamo di webinar e non di evento». Quali sono gli ingredienti vincenti per “fare squadra” tra i partecipanti? «Coinvolgimento, condivisione degli obiettivi e messaggi aziendali chiari, coerentemente rilanciati dall’evento. Ma su tutto occorre quel quid distintivo che è l’unicità del-

l’esperienza. Ogni fibra dell’evento deve essere trasferita sul piano emozionale ed esperienziale, così da far vivere a tutti i partecipanti il senso di appartenenza all’azienda, al concetto, al percorso, alla strategia... insomma, a qualunque messaggio sottenda l’evento stesso, affinché l’esperienza venga interiorizzata dai destinatari». Qual è il profilo ideale di un event manager? «L’event manager è il centro strategico e organizzativo, con ampi poteri decisionali, dei processi di “communication by events” verso l’interno e l’esterno e coordina la pianificazione in tutte le sue fasi. Inoltre, oltre a essere responsabile dei lati tecnici, creativi e audio-visuali, deve avere competenze che spaziano dalla logistica alla comunicazione, dal design al copywriting, fino al marketing vero e proprio». Come si sta evolvendo il settore? «Il futuro è nel ventre di Giove, soprattutto oggi che è difficile immaginare quali restrizioni verranno imposte all’event industry dalle istituzioni o in ogni caso adottate spontaneamente dalle aziende per tutelare la sicurezza e la salute di

Molteplici competenze Oltre a essere responsabile dei lati tecnici, creativi e audio-visuali, l’event manager deve avere competenze che spaziano dalla logistica alla comunicazione, dal design al copywriting, fino al marketing vero e proprio.

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Professione event manager Luca Corsi

Covid-19, grave impatto sul Mice Secondo Federcongressi &Eventi, la perdita economica per le imprese del settore dei congressi ed eventi nel primo mese di lockdown è stata pari a oltre un miliardo e mezzo di euro.

partecipanti. Ma prevedo che tornerà presto a essere roseo. Lo stile di vita imperante, che ci vede più connessi e sempre più isolati – vieppiù adesso dal Covid-19 – accresce con urgenza il bisogno naturale degli esseri umani di momenti di socializzazione e di networking vis-àvis, che solo gli eventi possono assicurarci. Con le dovute cautele, che certo non mancheranno, ma che altrettanto di sicuro sapremo rendere compatibili con i nuovi format degli incontri aggregativi». Quale impatto sta avendo l’emergenza sanitaria sul settore? «L’impatto l’ha già avuto: il blocco per tutto l’anno in corso fa del nostro comparto economico quello più danneggiato in assoluto da questa crisi. Adesso, quindi, serve esperire immediatamente tutti i tentativi di ripresa possibili e immaginabili, perché non potendo le aziende prescindere dagli eventi live è chiaro che una via per la ripresa va identificata e percorsa. Immagino una diffusione degli eventi ibridi, con

platea ridimensionata nello spazio fisico della kermesse e collegamenti virtuali in remoto, verso una normalizzazione che auspico già nel corso del 2021, per poi tornare a situazioni più tradizionali». Veniamo alla divisione Folletto di Vorwerk. Che ruolo giocano gli eventi nelle strategie business dell’azienda? «Un ruolo primario: siamo un’azienda di vendita diretta a domicilio con oltre 4.000 venditori sul campo: motivazione, coinvolgimento, senso di appartenenza, condivisione di obiettivi e strategie e riconoscimento del grande lavoro svolto sono il cuore della comunicazione verso la forza vendita. Nessuno strumento può assolvere questo compito così sfaccettato e strategico meglio di un evento altamente targettizzato e personalizzato. La tipologia varia dal meeting alla convention all’incentive trip. La platea coinvolta va da 30 a 5.000 persone, con la formula del roadshow che raggiunge tutta la forza vendita. E

«SIAMO UN’AZIENDA DI VENDITA DIRETTA A DOMICILIO CON OLTRE 4.000 VENDITORI SUL CAMPO: MOTIVAZIONE, COINVOLGIMENTO, SENSO DI APPARTENENZA SONO IL CUORE DELLA COMUNICAZIONE VERSO LA FORZA VENDITA». 24

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complessivamente organizziamo da 5 a 10 eventi l’anno di vario tipo e dimensioni». Com’è composto il suo team? «Da figure interne all’azienda preposte alla supervisione generale e da consulenti esterni con alta specializzazione in ciascun campo di competenza, così da toccare base su tutti i segmenti operativi, dalla logistica al public speaking, al copywriting». Come viene scelta la location? «La location viene selezionata sulla base delle specifiche esigenze, ovvero le best practices classiche (numero di partecipanti, pernottamenti, tipologia di palco e scenografia, fruizione logistica, posizione geografica, servizi, appeal collaterali della struttura, contesto). Ovviamente parliamo sempre di strutture di alto livello 5 stelle/5 stelle lusso». Qual è l’attenzione che viene posta alla tematica del basso impatto ambientale? «I nostri eventi sono caratterizzati da una impronta ambientale contenuta e possono diventare un’occasione di responsabilità e di azione in tal senso. Ogni incontro, infatti, può essere progettato e gestito minimizzando l’impatto, diventando occasione di coinvolgimento degli stakeholder nelle attenzioni e negli impegni socio-ambientali dell’evento stesso». Che suggerimenti darebbe a chi aspira a diventare event manager? «Suggerirei di affrontare questa professione senza sottovalutarla. È un lavoro a 360 gradi, non è un gioco e non è nemmeno un’occasione per viaggiare o per godersi la vita. Si tratta di un impegno che necessita di molta competenza e che va affrontato con estrema umiltà, con volontà di apprendimento e aggiornamento continuo, con capacità di ascolto e con grande sangue freddo. Specie di fronte agli imprevisti dell’ultimo minuto, che sovente sono la regola. Insomma, serve una lunghissima gavetta, che praticamente non finisce mai: event manager non si nasce, ma si diventa». l


9 R Mercato 4 20.qxp_Layout 1 24/07/20 08:25 Pagina 25

News Mercato

Novità dal mondo del business travel Secretary.it

Sondaggio sul lavoro ai tempi del Covid

Secretary.it, associazione che riunisce le assistenti di direzione, ha realizzato un sondaggio su com’è il lavoro dopo l’emergenza Coronavirus. Effettuata tra il 15 maggio e il 10 giugno, la survey ha interpellato 350 professioniste tra le cui mansioni c’è anche la gestione dei viaggi d’affari. La maggior parte ha lavorato in smart working (54%), una piccola parte è rientrata stabilmente in ufficio (11%), mentre circa il 25% è in cassa integrazione. Interpellata sui disagi legati alla ripresa della vita lavorativa, la maggioranza del campione ha indicato l’osservanza dei protocolli e il dover usare i mezzi di trasporto pubblici per raggiungere il luogo di lavoro. Nonostante ciò, il 75% si sente pronto a riprendere l’attività lavorativa. In generale il lavoro da casa è visto in maniera positiva. Il rovescio della medaglia è dato dalla scarsa comunicazione e motivazione da parte di capi e di alcuni colleghi, nonché dalla difficoltà nell’organizzazione familiare, oltre che dal mancato contatto diretto con il team e dall’assenza di tempistiche certe. Per supportare le sue iscritte durante la pandemia, Secretary.it ha tenuto 50 webinar, per un totale di 4000 partecipazioni.

Acte

L’associazione chiude

Dopo 32 anni di attività il sodalizio internazionale di corporate travel manager ha reso noto sul proprio sito web di essere stato messo in liquidazione regolata dal Chapter 7 della legge americana del Diritto fallimentare. Al contrario del Chapter 11 che prevede un percorso di risanamento, il “capitolo sette” comporta la liquidazione degli asset con la distribuzione del ricavato ai creditori. Le ragioni di questa decisione, presa dal consiglio e annunciata il 7 luglio scorso, è da attribuire alla cancellazione degli eventi. Due i motivi: i disordini di Hong Kong che hanno imposto l’annullamento del Summit di Macao nel 2019 e a seguire la pandemia che ha sortito gli stessi effetti. Nell’aprile scorso infatti si sarebbe dovuto svolgere il summit a New York, al Marriott Marquis. La maggior parte dei ricavi dell’associazione deriva dalle cosiddette “conference fee”. Nel 2018, ad esempio, la conferenza annuale generava circa 5,1 milioni di dollari di quote di partecipazione su un revenue totale di 5,5 milioni.

Edenred

Osservatorio sul welfare aziendale

In Italia cresce il welfare aziendale. A dirlo è l’Osservatorio Easy Welfare Edenred, che monitora l’andamento del mercato e la diffusione di questa forma di remunerazione. L’analisi è stata condotta su un panel di oltre 1.700 aziende che, nel 2019, hanno implementato piani di flexible benefit. Dal 2016 in poi si è registrata una crescita esponenziale dei contratti integrativi che prevedono il premio di produttività: da 9mila a oltre 54mila. A inizio 2020, su 10mila contratti attivi, oltre 6mila prevedono misure di welfare aziendale. Il tasso di incidenza su contratti che includono il premio di produttività è aumentato dal 46% del 2018 al 57% del 2020. Sugli oltre 54 mila contratti integrativi con premio di produttività dal 2016, il 94% è localizzato nelle regioni del Nord e del Centro. Emilia Romagna e Lombardia sono ai primi posti con il 30,5% e il 24%. Il Sud conferma ancora un ritardo rispetto allo sviluppo di premi di produttività e nella loro conversione in piani di welfare, sebbene si colga un’inversione di tendenza nel recente periodo. Nel 2019, la somma media disponibile per dipendente sotto forma di credito in welfare aziendale è stata di 860 euro, una cifra in aumento di circa il 10-15% annuo. 2020 settembre |

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Ipse Dixit Responsabili viaggi

Gli scrupoli dei travel manager Dalle nostre interviste su Zoom emergono un approccio di cautela, ripartenza lenta, focus su assicurazioni e wellbeing dei viaggiatori d’affari. Ecco cosa ci hanno detto i responsabili del corporate travel sulle trasferte aziendali di quest’anno e del 2021 di Paola Baldacci

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rima partivamo “a cuor leggero”. Ora non si può». Questa frase della travel manager di Valagro, Casandra Pasquale, ci ha fatto molto riflettere in redazione. Che le aziende sentano maggiormente il “peso” del dovere di diligenza e abbiano chiesto ai loro uffici legali più informazioni sulle responsabilità nei confronti dei viaggiatori è conclamato. I temi di un rinnovato duty of care e di un sapiente risk assessment al centro delle travel policy, insieme alla necessità di ripartire

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per i viaggi d’affari, hanno rappresentato il filo conduttore delle nostre interviste su Zoom condotte tra maggio e giugno. Da azienda leader nella produzione e nella commercializzazione di biostimolanti e specialità nutrizionali per l’agricoltura, Valagro si sposta in aree del mondo che sono state colpite dai picchi di pandemia più tardi rispetto all’Europa. Di qui un’elevata soglia di attenzione persistente: «Riprenderemo le trasferte con calma e molta cautela – continua Pasquale –: abbiamo predisposto un vademecum

con l’obiettivo di sottolineare le precauzioni da adottare quando si viaggia. Limitiamo però gli spostamenti, avendo constatato che molto lavoro può essere svolto da casa. Il nostro è un approccio precauzionale e preferiamo per il momento utilizzare piattaforme che permettono l’home working e le riunioni online». Ad eccezione dei responsabili delle vendite che sono già ripartiti, quello del lavoro agile e delle videoconferenze che suppliscono a buona parte degli incontri vis-à-vis è un fattore che di fatto frena la ri-


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Ipse Dixit Responsabili viaggi

presa del business travel. «Dal momento che siamo riusciti a lavorare in smart working, le linee guida che ci arrivano dal quartier generale ci frenano nei viaggi. Fino a giugno 2021 non organizzeremo né eventi né missioni di lavoro. Fanno eccezione le trasferte “business critical need”: se c’è necessità di andare da un cliente, certamente si partirà. Ma ci aspettiamo un forte ridimensionamento», così Jole Zavatto, responsabile dei servizi generali al personale Italia, Europa centrale e Grecia di Accenture. Insomma, si procede con molto scrupolo nella ripartenza. Puntualizzando su assicurazioni e servizi. In Cimolai Group, colosso mondiale e tutto italiano delle costruzioni in acciaio, la travel manager Martina Capovilla ci ha raccontato che d’ora in avanti farà molta più attenzione alle garanzie, come il trasporto aereo in un centro ospedaliero in un Paese durante il Covid19. Spiega: «La nostra polizza è già esaustiva in caso di pandemia, ma saremo scrupolosi sugli accompagnatori. Chiederò a tutti se hanno sottoscritto una polizza. Sarà sempre più necessario stimolare ad averne una. Poi dal 1° gennaio nel Regno Unito occorrerà obbligatoriamente. Un cambiamento importante anche dal punto di vista leisure e non solo del business travel. Non lo dimenticherò tra i consigli di viaggio dell’immediato futuro». Compliance garantita con l’agenzia Per chi ha sempre viaggiato, anche durante il lockdown, come Edison, la travel policy è stata in fretta ridefinita. E Alferio Paolillo, che nelle sue funzioni ha anche quello del benessere in quanto responsabile facility, services & wellbeing, pone l’accento sulla figura professionale dell’agente di viaggi a garanzia di sicurezza. La prenotazione attraverso l’intermediazione diventa testimone della compliance. «Abbiamo emesso linee guida che riguardano le trasferte domestiche

Tmc in primo piano

poiché l’internazionale è ancora fermo. La principale accortezza è quella di utilizzare esclusivamente il canale delle agenzie di viaggio per prenotare. Questo perché è in grado di verificare i nostri protocolli e quelli governativi: l’agenzia dovrà aiutarci nei controlli». Va da sé che con un quadro di responsabilità così ampio, il ruolo dei nostri professionisti sia proiettato ad un’evoluzione. Per Sara Pavesi, travel manager di Sky TV, la funzione aziendale si avvia ad una più radicata trasversalità tra i reparti. «Sky sta condividendo con le consociate internazionali un progetto intitolato Care for People in cui ci occupiamo di come proteggere i colleghi durante i viaggi. Ecco, credo che la figura del TM diventerà strategica dal punto di vista consulenziale. Lavorando con HR e procurement, la mente e il braccio del nostro settore. In futuro parleremo con più convinzione di mobility management: questo coinvolgerà il welfare e la nostra intenzione è di spingere la flessibilità dello smart working». Il tema del lavoro flessibile torna, come vediamo, a più riprese. Non per tutti: Siae Microelettronica, multinazionale italiana e fornitore globale di apparecchiature per reti di telecomunicazione, non ha conosciuto alcuno stop da Covid-19 e i

tecnici delle squadre di installazione hanno operato incessantemente. Nell’ambito dell’hotel programme, il suo travel manager, Marco Chiappano, per primo ha instaurato immediati protocolli di sicurezza inclusivi di camere esclusivamente singole, sanificazione continua e ristorante interno per la preparazione dei pasti, da servire rigorosamente in camera. Infine, ai primi di ottobre riparte anche il Giro d’Italia e per Rcs Media Group, che con Rcs Sport ne detiene la property, è l’indicatore della ripresa delle trasferte di giornalisti e staff della casa editrice. Se ne occupa Fabiola Molteni, responsabile dell’ufficio viaggi e giurata di Italian Mission Awards 2020, come tutti coloro di questo servizio. Spiega: «Anche noi abbiamo sperimentato lo smart working, ma tornare in ufficio è la notizia migliore: significa che la situazione sanitaria va verso una soluzione e soprattutto torniamo a organizzare eventi, dunque le missioni», osserva la manager. Ecco che la “corsa rosa” diventa il simbolo della ripartenza: l’itinerario 2020 origina a Palermo per concludersi a Milano. La stagione autunnale è inconsueta per la gara numero 103, tuttavia di questi tempi adattarci ad agende diverse è parte della nuova normalità. l

Alferio Paolillo: «La principale accortezza è quella di utilizzare esclusivamente il canale delle agenzie di viaggio per prenotare. Questo perché è in grado di verificare i nostri protocolli e quelli governativi: l’agenzia dovrà aiutarci nei controlli».

Meglio il virtuale Casandra Pasquale: «Limitiamo gli spostamenti, avendo constatato che molto lavoro può essere svolto da casa. Il nostro è un approccio precauzionale e preferiamo per il momento utilizzare piattaforme che permettono l’home working e le riunioni online».

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Bandi & co. Finanza agevolata Bandi a fondo perduto

I sostegni non mancano: con il consulente giusto e una buona informazione di partenza è il momento di cogliere le molte opportunità di finanziamento oggi disponibili per diventare un’impresa 4.0

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Finanza agevolata Bandi a fondo perduto

n questa fase di unlocking e di lento e graduale rientro a una nuova normalità è evidente a tutti che il nostro mondo è cambiato e nulla sarà più come prima. È necessario pertanto essere lucidi e focalizzarsi sugli strumenti disponibili nell’ambito della finanza agevolata che possono rappresentare occasioni di rinascita e di crescita, in particolare per le imprese operanti nell’ecosistema del corporate travel che hanno più di altre sofferto gli effetti della pandemia. Un utilizzo combinato di bandi a fondo perduto o agevolato e di una o più azioni previste dal Piano nazionale impresa 4.0 può ridurre in parte lo schema dei costi aziendali e, di conseguenza, spostare sensibilmente il piano industriale.

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L’archivio dei documenti dell’impresa I momenti di crisi globale rappresentano da sempre un’occasione irripetibile per avviare o dare continuità ai processi di trasformazione tecnologica. La trasformazione tecnologica 4.0 di un’impresa comincia col conoscere se stessa e col minimizzare l’impatto burocratico delle procedure per l’accesso alle risorse agevolate. È quindi molto importante per le aziende, in questa fase dove le iniziative di agevolazione da parte delle Regioni e delle Camere di Commercio sono più frequenti, e spesso estemporanee, predisporsi per l’accesso alle agevolazioni istituendo una sorta di identikit genetico. Da intendersi come archivio digitale pronto all’uso in cui tenere accessibile ed aggiornata la documentazione che di prassi viene richiesta per l’accesso agli incentivi. La sezione anagrafica Occorre in primis predisporre la sezione anagrafica comprendente: • le scansioni del documento di identità e della tessera sanitaria del legale rappresentante (ovviamente in corso di validità);

di Roberta Di Leo*

Vantaggi Un utilizzo combinato di bandi a fondo perduto o agevolato e di una o più azioni previste dal Piano nazionale impresa 4.0 può ridurre in parte lo schema dei costi aziendali e, di conseguenza, spostare sensibilmente il piano industriale.

*Innovation manager accreditata al Mise

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Finanza agevolata Bandi a fondo perduto

Occhio alla Pec Con un anticipo ragionevole rispetto alla scadenza del termine dell’iniziativa di finanza agevolata è necessario verificare la piena funzionalità della casella Pec dell’impresa e della smart card rilasciata dalla Camera di Commercio per la firma digitale.

• una visura aggiornata dell’impresa con verifica preliminare della correttezza dei codici Ateco, degli assetti proprietari dell’impresa (nominativi e quote) e dei poteri di firma. La piena funzionalità dei dispositivi Con un anticipo ragionevole rispetto alla scadenza del termine dell’iniziativa di finanza agevolata è necessario verificare la piena funzionalità della casella Pec dell’impresa e della smart card rilasciata dalla Camera di Commercio per la firma digitale. Per quanto riguarda l’indirizzo di posta elettronica certificata occorre accertarsi della piena funzionalità con l’invio di un messaggio di prova, considerando che per accedere a qualsiasi bando è di norma necessaria una casella Pec funzionante e regolarmente controllata. È inoltre molto importante verificare la corretta funzionalità della firma digitale intesa come corretta 30

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funzionalità del lettore di smart card o della chiavetta Usb. Inoltre, accertarsi della corretta funzionalità del software di firma (Dike), in particolare per quanto riguarda la validità degli aggiornamenti e dei certificati installati. È necessario che il nominativo della firma coincida con il legale rappresentante da visura. E ancora, che la firma non sia scaduta (in tal caso è inutilizzabile e va rinnovata). Si suggerisce di effettuare una prova con un documento Pdf che va firmato digitalmente in formato p7m. Le dichiarazioni Nell’archivio digitale è opportuno tenere a portata di mano le seguenti dichiarazioni: • il modulo de minimis che è una dichiarazione – rilasciata ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000 – che attesta l’ammontare degli aiuti “de minimis” ottenuti nell’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti. Va compilato con

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tutti i contributi concessi negli ultimi 3 anni. Se vi sono imprese collegate/controllate vanno inseriti i dati e i contributi di tutti i soggetti giuridici facenti parte del sistema; la dichiarazione sostitutiva di certificazione antimafia; la dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione alla Cciaa; la posizione Inps ed eventuale esenzione Durc. In caso di assenza di dipendenti, la posizione Inps non è attiva e va predisposta una dichiarazione di esenzione; il rating di legalità: è un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese che ne facciano richiesta all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) attraverso un’apposita procedura. Più in generale indica il grado di attenzione alla corretta e trasparente gestione del proprio business. Tale riconoscimento as-


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Finanza agevolata Bandi a fondo perduto

sume la veste di un punteggio a stelle compreso tra H e HHH. Conseguire l’attribuzione del rating di legalità significa per un’impresa godere dei seguenti benefici: – il riconoscimento formale e pubblico di un alto grado di affidabilità e credibilità con conseguenti vantaggi in termini reputazionali; – l’accesso all’attribuzione di specifiche premialità previste in sede di attribuzione del punteggio all’atto della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e degli istituti di credito; • il digital assessment: il pre-requisito della trasformazione tecnolo-

Bandi da segnalare Bando Safe working – “Io riapro sicuro” di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia: eroga contributi per interventi connessi alla sicurezza sanitaria a favore delle micro e piccole imprese lombarde che sono state oggetto di chiusura obbligatoria in conseguenza all’emergenza epidemiologica Covid-19. L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto pari al 60% per le piccole imprese e al 70% per le micro imprese nel limite massimo di 25.000 euro. L’investimento minimo è pari a 2.000 euro. Le domande di contributo dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale http://webtelemaco.infocamere.it, non oltre il 10 novembre 2020. L’assegnazione del contributo avverrà sulla base di una procedura valutativa “a sportello” a rendicontazione secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda.

gica 4.0 di un’impresa comincia col conoscere il proprio livello di maturità digitale. I “Punti impresa digitale” (Pid) delle Camere di commercio italiane offrono un servizio gratuito per la valutazione (assessment) del livello di digitalizzazione. Tale assessment è spesso richiesto come allegato ai progetti di innovazione digitale. Il documento si può ottenere tramite Selfi 4.0: un questionario online, che l’impresa può realizzare in completa autonomia. Al termine dell’attività, e sulla base delle risposte fornite, l’azienda riceverà automaticamente un report che riassumerà i livelli di digitalizzazione raggiunti in ciascun processo/area oggetto di valutazione. Il tempo di compilazione è di massimo 30 minuti. Calcolo della dimensione Nell’ambito della finanza agevolata, questo calcolo è importante poiché alcune iniziative si rivolgono solo ad imprese con specifiche dimensioni. Occorre verificare preliminarmente se la società è autonoma o controllata/controllante. Bisogna disporre delle anagrafiche di tutte le imprese del sistema e dei dati degli ultimi tre bilanci approvati: fatturato, totale di bilancio e numero di dipendenti. Tipologie A seguire, sintetizziamo le caratteristiche della tipologia d’impresa sulla base della definizione contenuta nell’allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014 che riprende la Raccomandazione 2003/361/CE relativa alla definizione di microimprese, piccole e medie imprese e che utilizza parametri per il calcolo della dimensione, il numero di occupati (cd. effettivi) e il fatturato annuo o totale di bilancio (valore dei principali attivi di un’impresa). Micro Impresa: è un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato e/o un totale di bi-

lancio annui non superiori a 2 milioni di euro. Piccola Impresa: un’impresa che occupa meno di 50 persone e che realizza un fatturato e/o un totale di bilancio annui non superiori a 10 milioni di euro. Media Impresa: occupa tra 50 e 250 persone e realizza un fatturato annuo compreso tra 10 e 50 milioni di euro e/o un totale di bilancio annuo compreso tra 10 e 43 milioni di euro. Grande Impresa: non soddisfa i requisiti della Pmi. In questa categoria, un sottogruppo di imprese è rappresentato dalle MidCap, temine utilizzato dal sistema finanziario nazionale ed estero per indicare le società con meno di 3mila dipendenti. Benefici Il credito d’imposta è riconosciuto in percentuale sulle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione nella misura del: • 50% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo annuale di 300.000 euro per le piccole imprese; • 40% per le medie imprese e nel limite massimo annuale di 250.000 euro; • 30% per le grandi imprese e nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, per il 2020 non si applica più la condizione concernente la stipula e il deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali presso l’ispettorato territoriale del lavoro competente.

Trasparenza nel business Per la partecipazione ad alcuni bandi è richiesto il rating di legalità, un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese che ne facciano richiesta all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) attraverso un’apposita procedura.

Archivio pronto all’uso È importante per le aziende dotarsi di un archivio digitale pronto all’uso in cui tenere accessibile e aggiornata la documentazione che di prassi viene richiesta per l’accesso agli incentivi.

Spese agevolabili Come detto, si ammettono spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo 2020 settembre |

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Finanza agevolata Bandi a fondo perduto

Dimensioni Nell’ambito della finanza agevolata, alcune iniziative si rivolgono solo ad imprese con specifiche dimensioni. Occorre quindi stabilire se l’azienda rientra nelle micro, piccole, medie o grandi imprese.

Le sfide del travel management L’organizzazione Gbta (The Global Business Travel Association), che si compone di oltre 9.000 professionisti da tutti i continenti, nel 2018 ha condotto un’indagine* per comprendere le sfide e il futuro del travel management. Sul fronte delle innovazioni applicative nell’ambito delle prenotazioni è stato richiesto a un significativo campione di travel buyer (1.719) quali sono le offerte di innovazioni più attese e desiderate da includere nei propri programmi. Oltre appunto alla consumerizzazione** (preferenziale per il 78% del campione) risultano molto gradite la personalizzazione nell’ambito delle prenotazioni (70% del campione), la live chat (67%), l’intelligenza predittiva (40%) e la AI chat (32%) e la virtual reality (13%). *(GBTA Report - Lost in translation: changing landscape, familiar challenges) **Fenomeno per il quale le tecnologie in ambito lavorativo sono influenzate da quelle consumer

aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione, sostenute nel periodo d’imposta agevolabile. Nel caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa, si considerano

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ammissibili (ma non agevolabili) al credito d’imposta solo quelle commissionate a soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione in cui l’impresa ha la sede

legale o la sede operativa. Così come a università, pubbliche o private, oppure a strutture ad esse collegate, infine a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali. Nel caso in cui l’impresa si affidasse solo alla formazione interna, in quanto dispone di tutor con le competenze necessarie rispetto alle tecnologie rilevanti, i costi della formazione esterna non devono essere presi in considerazione. Il programma di formazione può prevedere sia moduli svolti solo internamente sia di formazione esterna. Alcuni casi Prendiamo il caso di una Tmc o una software house che opera nel settore dell’automazione dei sistemi (piccola impresa) che ha introdotto nuove soluzioni applicative nell’ambito della tecnologia “integrazione digitale dei processi aziendali” per efficientare il sistema organizzativo e produttivo, per il cui utilizzo è richiesta una formazione specialistica finalizzata all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti ammissibili al credito di imposta per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano nazionale Impresa 4.0”. Ipotizzando la partecipazione su base annuale di 30 dipendenti discenti, 3 dipendenti docenti (o tutor) e 1 formatore esterno per una giornata al mese, il credito di imposta si attesta tra i 40mila euro e i 70mila (sulla base di un’allocazione media del personale in formazione tra il 10% e il 15%). La stessa simulazione applicata ad una dimensione di media impresa porta ad un valore stimato del credito d’imposta tra i 115k€ e i 170k€ (sulla base di un’allocazione media del personale in formazione tra il 10% e il 15%, con 100 dipendenti discenti, 10 dipendenti docenti (tutor) e 3 formatori esterni per 1 giornata/mese. l


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ABU DHABI: VIVI UNA S TO R I A S T RAO R D I N A R I A P E R CH É L A C A P I TA L E D E G L I E M I RAT I A RA B I U N I T I È U N A D E S T I N A Z I O N E P E R F E T TA PER GLI EVENTI Tr a d i z i o n i c e n t e n a r i e , a v v e n t u re a d a l t o t a s s o d i a d re n a l i n a , l u s s o i n e g u a g l i a b i l e , re l a x s e n z a p a r i e s u p p o rt o c o m p l e t o n e l l ’ o rg a n i z z a z i o n e d e g l i e v e n t i : A b u D h a b i o f f re a l t u o t e a m u n ’ e s p e r i e n z a a r a b a u n i c a n e l s u o g e n e re . D i v i s a i n t re re g i o n i m o l t o d i v e r s e t r a l o ro , A b u D h a b i è u n a d e s t i n a z i o n e d a v v e ro s t r a o rd i n a r i a . È u n l u o g o i n c u i i l r i s p e t t o p e r i l p a s s a t o p e r m e a i l p re s e n t e e p l a s m a i l f u t u ro . Un p a e s a g g i o v a r i e g a t o ch e v a n t a d e s e rt i e m o n t a g n e , s p i a g g e i n c a n t e v o l i e s o l e g g i a t e , a c q u e c r i s t a l l i n e , i s o l e d e s e rt e e n u m e ro s e o a s i . Un ’ a n t i c a c i t t à s t o r i c a e i n s i e m e u n a m e t ro p o l i m o d e r n a e c o s m o p o l i t a , d o v e e l e t t r i z z a n t i a t t r a z i o n i s o rg o n o a c c a n t o a maestosi edifi ci storici e i tour emozionanti c o m p l e t a n o u n p ro g r a m m a r i c c o d i e v e n t i d i l i v e l l o i n t e r n a z i o n a l e n e l c a m p o d e l l ’ a rt e , d e l l a c u l t u r a , d e l l o s p o rt e d e l l ’ i n t r a t t e n i m e n t o . G r a z i e a l p ro g r a m m a d i i n c e n t i v a z i o n e A d v a n t a g e A b u D h a b i g l i o rg a n i z z a t o r i d i e v e n t i p o t r a n n o b e n e f i c i a re d i u n ’ o p p o rt u n i t à u n i c a p e r i n c re m e n t a re i l v a l o re d e l l a p ro p r i a p ro p o s t a a t t r a v e r s o u n s u p p o rt o s u m i s u r a i n l o c o o f f e rt o d a l l ’ A b u D h a b i C o n v e n t i o n B u re a u . E m a i l a d d re s s : i t a l y @ d c t a b u d h a b i . a e AbuDhabiCB

YOUR E X T RAORDI NA RY STORY

Qasr Al Watan #InAbuDhabi

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Mai più Strumenti In viaggio

senza mappe interattive

Tool noti ai responsabili dei viaggi aziendali e oggi aperti anche ad audience più ampie: la pandemia porta sullo smartphone l’ABC del business travel in fatto di rischi, normative e frontiere aperte di Paola Baldacci

on lo scoppio di focolai di Covid-19 e la conseguente variazione delle norme d’ingresso nei Paesi, le mappe interattive online sono quanto di più utile per aggiornarsi. Quella della Commissione europea si trova al sito web Reopen.europa.eu ed è molto “basic” e d’immediata fruibilità. Si leggono le informazioni necessarie «per pianificare con serenità viaggi e vacanze in Europa senza rinunciare alla salute e alla sicurezza», spiega l’UE. È disponibile in 24 lingue. È globale, invece, quella di Iata, l’associazione internaziona-

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Strumenti utili Oggi il digitale amplia la gamma di strumenti utili per viaggiare in serenità

le cui aderiscono le linee aeree. Si trova all’indirizzo Iatatravelcentre. com/international-travel-documentnews ed è realizzata da Timatic (Travel information manual automatic), lo storico database dei requisiti sui documenti dei passeggeri come passaporti e visti. Viene utilizzato dalle compagnie aeree e dai loro rappresentanti, dal personale degli aeroporti e dagli agenti di viaggio per determinare se un passeggero può essere trasportato, nonché dalle compagnie aeree e dalle Tmc per fornire tali informazioni ai viaggiatori al momento della preno-

tazione. Timatic si è aggiornato e rende il servizio anche sulle regole durante il Coronavirus con una mappa a colori, secondo le rigidità delle norme di ciascuna nazione. Timatic by Iata per il Covid-19 Sono quattro le categorie: “Totalmente restrittivo” come per diversi stati dell’Africa, dell’America del Sud e l’India. Oppure “Parzialmente restrittivo” come vengono indicate (prima del 14 luglio) l’Italia e buona parte dell’Europa, gli Stati Uniti, la Russia, l’Australia e altri. Infine il cluster “Non restrittivo” ed è il caso di Paesi come il Messico che richiedono di presentare “una dichiarazione sui fattori di rischio”, responsabilizzando i viaggiatori. L’ultima categoria si chiama “Ultimi aggiornamenti attualmente in fase di revisione” dove figurano Paesi come lo Yemen. Timatic offre anche un servizio di “alert” per 199 dollari all’anno, avvertendo con un messaggio delle variazioni sulle restrizioni. Tool gratuiti Infine, ci sono siti come Travelbans.org che focalizzano solo sulle restrizioni per chi arriva per via aerea, con anche aggiornamenti sulle operazioni di volo delle compagnie. I provider d’intelligence globali come Riskline forniscono gratuitamente alcuni dei loro tool. È il caso della famosa mappa dei rischi ormai declinata anche per la pandemia, con 5 livelli di gravità. Per gli Stati Uniti c’è una mappatura dedicata su Riskline.com/covid-19/tools. l

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Informazione pubblicitaria

ADACI

Acquisti e supply management sempre aggiornati ADACI è dal 1968 il riferimento culturale e professionale per chi opera negli approvvigionamenti, in supply management, gestione materiali, logistica e facility management. Socio fondatore dell’International Federation Purchasing and Supply Management e di Federmanagement, è un’associazione nazionale, con sede legale in Milano e diramazioni territoriali in diverse regioni. È riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico come l’ente preposto a rilasciare l’attestazione di qualificazione professionale per acquisti e supply chain management. È l’unica associazione di settore con oltre 1200 operatori economici e professionisti facenti capo ad un’ampia rete di realtà produttive e servizi.

ADACI Formanagement, di cui ADACI è socio unico, dal 1998 sviluppa attività di formazione, consulenza e servizi a supporto delle professioni rappresentate dall’associazione, anche per il rilascio di attestati della qualità dei servizi (3 livelli: L1 - Buyer; L2 - Buyer Senior; L3 - Esperto di Acquisti e Supply Management). L’obiettivo è di affiancare le aziende e tutti coloro che si occupano di Acquisti e Logistica nelle loro esigenze di formazione, consulenza e riconoscimento professionale. Progetto “VIRGILIO ADACI” Una guida professionale per sviluppare relazioni e mercati Ispirato al poeta Virgilio che accompagna Dante nel viaggio attraverso l’Inferno e il Purgatorio per “riveder le stelle”: un’analogia virtuosa di guida affidabile e competente, di accompagnamento

nella selezione dei clienti/fornitori fino all’individuazione delle migliori opportunità di scelta. La grande famiglia di persone e imprese qual è ADACI vuole rendere più intensa e concreta, con questo progetto, la conoscenza reciproca dei professionisti e delle aziende della propria community. Consultable ADACI Consulenza Purchasing e Procurement è un servizio di consulenza professionale pensato per assolvere alle urgenze e alle criticità di oggi avendo la garanzia di uno sviluppo coerente domani, dedicato a chi vuole essere sempre più competitivo. Opera negli ambiti di gestione della filiera della fornitura, riduzione dei costi, contrattualistica, assessment della funzione di procurement, definizione di KPI dedicati, risk mitigation, green purchasing.

Prossimi eventi nazionali ADACI NEGOTIORUM FUCINA VIII - HUB DI EVENTI Sostenibilità e Innovazione – Inevitabile binomio di trasformazione per il sistema azienda Fucina Week - Tavole in Sessioni webinar/presenza: dal 28 settembre al 3 ottobre Sessione plenarie conclusive: 2-3 ottobre 2020 a Rezzato (BS) presso Villa Fenaroli CHIEF PROCUREMENT OFFICER LOUNGE COMMUNITY Dinamica e valore della fiducia - Tra smart working e integrazione dell’agire della supply chain Sessioni plenarie conclusive: 1° ottobre 2020 a Rezzato (BS) presso Villa Fenaroli

Per informazioni: www.adaci.it tel. 02 40072474 e-mail: informazione@adaci.it formanagement@adaci.it

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News Hôtellerie

Novità dal mondo alberghiero A Milano

Riapertura per l’Armani Hotel

Armani Hotel Milano ha riaperto le porte della sua location in Via Manzoni 31. E per tutelare i suoi ospiti e dipendenti ha siglato una partnership con il Gruppo Bureau Veritas, azienda specializzata nei servizi di qualità, salute, ambiente e responsabilità sociale. In ottemperanza al protocollo, sono stati elevati ancora di più gli standard di sicurezza per ridurre al minimo i rischi. Le camere degli ospiti vengono sanificate regolarmente impiegando tecnologie di comprovata efficacia nell’ambito della disinfezione degli ambienti e dei materiali. La gestione del check-in e del check-out è gestita esclusivamente via email. Tutto questo senza far mancare nuove proposte e servizi: è stata infatti inaugurata la formula “Armani a Tavola”, che prevede due modalità: da un lato è possibile prenotare un pranzo o una cena, per un numero massimo di sei persone, al sesto piano, all’interno della Presidential Suite. In alternativa è possibile ospitare lo chef direttamente a casa, con un massimo di 10 coperti. Infine tornano a disposizione i servizi offerti da Armani/Bamboo Bar dalle ore 11 all’una, ma per motivi di sicurezza non sarà usufruibile l’area relax.

HRS

Marchio Clean & Safe

La scelta dell’hotel per i viaggi d’affari è condizionata dagli standard di sanificazione. Meglio se certificati. Lo dice un sondaggio di HRS nel quale l’86% dei rispondenti afferma di voler utilizzare solo strutture che adottano protocolli di sicurezza e di igiene validi. Ecco perché il portale, in collaborazione con Sgs – il più importante ente certificatore dell’hospitality – ha lanciato il marchio Clean & Safe. L’etichetta, visibile su tutti i canali di prenotazione di HRS (portale corporate, app mobile, desktop per le agenzie e corporate online booking engine, come Concur e Cytric di Amadeus) contrassegna appunto gli hotel che adottano rigorose procedure di sanificazione. Tra le misure adottate dagli albergatori che si fregiano del marchio Safe & Clean compaiono il miglioramento delle misure di igienizzazione negli spazi comuni, nelle camere degli ospiti e nelle sale riunioni; l’implementazione di misure volte alla prevenzione delle infezioni; le distanze minime garantite; l’adozione di programmi di formazione rivisti per dipendenti e fornitori; il controllo e monitoraggio regolari delle procedure.

Nuovi concept

Apertura per 21 Way of Living

21 Way of Living apre a Milano la sua prima struttura, emblema di un progetto ambizioso e innovativo nel panorama alberghiero italiano. L’idea è superare il tradizionale concetto di hotel e realizzare una contaminazione tra diverse forme di ospitalità. Non si tratta di un albergo, né di un residence dallo spirito contemporaneo, né di una semplice venue per eventi o un urban garden nel cuore della metropoli. Dotato di 120 camere di design, è un luogo dalle molteplici funzionalità dove si fondono interno ed esterno, svago e lavoro, accogliendo la vivacità e l’unicità che caratterizzano Milano. Il progetto imprenditoriale, nel cuore del quartiere di Città Studi, è di Alessandro e Mauro Benetton che si sono avvalsi di un team di giovani esperti professionisti. Gli interni sono realizzati con materiali caldi come il legno e abbelliti con arredi semplici e contemporanei per dare vita a un’atmosfera informale e rilassata. Uno dei punti di forza della struttura è la sua ristorazione: oltre alle diverse cucine presenti nei tanti spazi di co-living, si possono sperimentare le proposte del Bistrot, dove lo chef unisce tradizioni culinarie locali con influenze provenienti da mondi lontani. 36

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News Mice in pillole

Notizie dal mondo dei meeting e degli eventi Università di Westminster Impatto del Covid-19 sul Mice

All’impatto del Covid-19 sulla meeting industry è dedicato uno studio dell’Università di Westminster. La ricerca ha coinvolto 675 tra meeting planner e fornitori in 59 Paesi. A causa della pandemia, un terzo degli intervistati si è detto convinto che la domanda di eventi subirà una forte contrazione e il 77,3% ritiene che le società dovranno affrontare la recessione a breve termine nei prossimi 6-12 mesi. La ricerca considera tre aree chiave delle imprese: il personale, gli spazi degli uffici e la gestione del capitale. In tema di spazi degli uffici, lo smart working sembra destinato a diventare stabile: l’82,4% lo considera infatti una modalità di lavoro efficace, mentre il 42,4% ha già messo in agenda di trasferire la propria azienda in uffici più piccoli per ridurre i costi di affitto e mutui. Infine, sul fronte della gestione del capitale, quasi il 50% degli intervistati sta approfittando dei programmi di prestiti governativi o si sta rivolgendo alle banche per ottenere fondi di sostegno.

Fiere

Riaperture all’insegna delle novità

Gli spazi del Riva del Garda Fierecongressi (foto) saranno i primi in Italia a essere sanificati con la stessa tecnologia utilizzata dalla Nasa. Il sistema di sanificazione ambientale, sviluppato da Sanixair, sarà sempre attivo e si basa sul processo naturale dell’ossidazione fotocatalitica, utilizzato anche dall’agenzia governativa per purificare gli ambienti destinati alle missioni aerospaziali. Intanto, nel capoluogo lombardo, Fiera Milano lancia Fiera Milano Platform, una piattaforma dedicata alle community delle filiere di riferimento: espositori, visitatori, buyer, giornalisti, blogger e opinion leader. Il progetto prevede il rafforzamento dei contenuti dei siti e dei social delle manifestazioni, nonché la produzione di cataloghi ridisegnati per la presentazione e la vendita dei prodotti degli espositori. E concludiamo con la Toscana: si chiama Firenze Fiera Sicura il nuovo protocollo di sicurezza normativo e organizzativo varato da Firenze Fiera - Congress & Exhibition Center. Il prontuario si articola in oltre 50 punti, a partire dalla rilevazione termica con termoscanner all’ingresso per proseguire con la fornitura di Dpi e la pulizia e sanificazione degli spazi a ciclo continuo. La sicurezza è garantita anche dall’utilizzo esclusivo di biglietterie online e pagamenti elettronici. Firenze Fiera si è poi dotata di una piattaforma digitale per la pianificazione degli appuntamenti.

NH Hotel Group

Nuove procedure per i congressi

NH Hotel Group ridisegna le aree Mice all’interno dei propri hotel. In primo luogo il gruppo ha messo a punto diverse iniziative di hybrid hospitality, che combinano incontri face-to-face e online e che garantiscono che eventi, meeting o prenotazioni di gruppo siano conformi alle nuove norme di distanziamento sociale, salute e sicurezza. In più, ha implementato diverse innovazioni tecnologiche per la pianificazione degli eventi, come la possibilità di visionare virtualmente gli spazi e di progettare in anticipo gli allestimenti dei meeting. Ancora, nell’area F&B assumono particolare rilevanza la nuova disposizione degli arredi nelle sale e la presentazione dell’offerta nel pieno rispetto del distanziamento sociale e dei nuovi protocolli legati alla manipolazione degli alimenti. Infine, nell’ambito del piano d’azione “Feel Safe at NH” e in collaborazione con Sgs (leader mondiale nell’ispezione, analisi e certificazione), la compagnia ha rivisto le sue procedure e ha apportato quasi 700 modifiche ai suoi standard operativi per l’igiene e la sicurezza. 2020 settembre |

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Un’autentica scoperta Webinar Abu Dhabi

Mice e BT

L’emirato delle isole, una per ogni vocazione tra cultura, divertimento e natura, svela gli incentivi esclusivi per viaggi aziendali ed eventi. La compagnia aerea considera il gruppo da 6 partecipanti di Paola Baldacci

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n programma di incentivazione per gli organizzatori di eventi e viaggi aziendali, nuove location e una destinazione nel clou della sua trasformazione architettonica: Abu Dhabi in veste Mice e business travel è un’autentica scoperta. Quel che ci voleva in un anno così difficile. «Abbiamo esteso il supporto economico del pacchetto Advantage Abu Dhabi: oggi il contributo di 100 Dirham (circa 25 euro) a persona vale a partire da 25 delegati (prima era a partire da 50, ndr) e per tutto l’anno (prima solo in bassa stagione)», an-

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nuncia Dora Paradies, country manager di AD convention & exhibition bureau. Per gli event o travel manager c’è l’obbligatorietà di organizzare un team building e soggiornare almeno due notti nella capitale degli Emirati Arabi. Dicevamo, una destinazione in evoluzione che si prepara a inaugurare l’Etihad Arena su Yas Island, a completamento della mission dell’isola della Formula 1: di essere un luogo di adrenalina e divertimento, in tutta sicurezza. Sarà lo “stadio” più grande e coperto – 18mila posti – della regione mediorientale, sul lun-

gomare, teatro di sport, spettacoli e accoglienza per un pubblico internazionale. E se a Yas Island è l’energia a prevalere, a Saadyat è la cultura. Ogni isola nell’Emirato ha la sua “funzione”: sull’“atollo” a 500 metri dalla costa è sorto Louvre Abu Dhabi, cui si affiancheranno un Guggenheim e un centro per l’arte contemporanea, più lo Zayed National Museum dedicato allo sceicco che ha voluto l’unificazione dei 7 Paesi che compongono gli Uae in una visione straordinaria di unità, di futuro moderno e prospero. Attenzione perché siamo in


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Webinar Abu Dhabi

reali sui marmi di Lasa dell’Alto Adige (lo stesso che ha conquistato Santiago Calatrava alla stazione di Ground Zero, New York, ndr) che l’oro dei lampadari Swarowski esalta senza prevalere. «È simbolo di unione. Solitamente inserita nei programmi al mattino, merita la visita nel pomeriggio per la luce del tramonto», consiglia Paradies. Poi il deserto. Nell’oasi di Al Ain si va in giornata, c’è anche un centro congressi. Ad inizio 2020 ha aperto il Jebel Hafeet Desert Camp ai piedi della montagna più elevata dell’Emirato, il Jabeel Hafet, che per un evento–test drive è proprio l’ideale. Così come il classico safari in Jeep nel celebre deserto di Rub’ al–Khali con il resort Qasr al Sarab di Anantara, un gigantesco “castello di sabbia” con tanto di stazione di ricarica Tesla. Nella riserva di Sir Bani Yas Island pascolano liberi 10mila animali selvatici tra cui gli orici arabi, l’antilope/gazzella bianca del deserto, salvata dall’estinzione.

presenza di tutte le archistar possibili per queste opere: da Frank Gehry a Norman Foster. Senza in alcun modo dar fastidio alle originarie abitanti di sabbie circondate da un’acqua trasparente e calda: le tartarughe marine embricate che vengono ogni anno a deporre le uova lungo i 9 km di arenile. Ed è una lunga storia poiché le femmine di questa specie tornano dopo 30 anni nel luogo dove sono nate per continuare la tradizione di mamme. Culto e deserto Un evento nell’emirato non può prescindere dalla visita al suo luogo di culto per definizione, che è un’opera d’arte. La Grande Moschea dello Sceicco Zayed con le sue raffinatissime decorazioni flo-

Etihad Airlines La compagnia aerea nazionale ha una nuova policy per i gruppi. «Oggi lavoriamo senza chiedere il de-

Vantaggi con Etihad Etihad Airways ha una nuova policy per i gruppi. Oggi non chiede il deposito e fino alla metà del 2021 ha ridotto il numero minimo a 6 passeggeri in economy e 4 in business class.

Estensione per Advantage Abu Dhabi Dora Paradies: «Abbiamo esteso il supporto economico del pacchetto Advantage Abu Dhabi: oggi il contributo di 100 Dirham (circa 25 euro) a persona vale a partire da 25 delegati anziché 50.

Antonella Cataldi, country manager di Etihad Airways

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Webinar Abu Dhabi

Una nuova data È stato fissato per il 1° ottobre 2021 l’Expo 2020 Dubai, che avrà per titolo “Collegare le Menti, Creare il Futuro”.

La destinazione ha lanciato la piattaforma #StayCurious per offrire in modalità digitale e continua contenuti originali educativi e di entertainment all’interno di un unico hub

posito e abbiamo ridotto a 6 passeggeri in economy e 4 in business class il numero minimo – argomenta la country manager Antonella Cataldi –. Questo fino alla metà 2021, mentre fino a 30 giorni dalla partenza offriamo cambio data e itinerario gratuito». Etihad Airlines considera i partecipanti anche se provengono da aeroporti diversi, le miglia vengono accumulate sia dalle agenzie/Tmc sia dai partecipanti. Dal 1° agosto sono ripartite 4 frequenze da Roma e il giornaliero da Milano, unitamente al programma

Wellness Ambassador che rappresenta il pacchetto di iniziative per rassicurare i viaggiatori sulle scrupolose misure di cautela adottate per i viaggi durante la pandemia. Per il business travel è attivo “Travelpass”, un carnet suddiviso tra prepagati e opzioni pay–as–you– fly. Si acquista per un determinato numero di voli o per uno specifico periodo. Expo 2020 Dubai A metà strada tra l’aeroporto di Abu Dhabi e l’emirato confinante che lo ospita, è l’Expo 2020 rimandato al 1° ottobre 2021. «Il tema

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Dora Paradies, country manager di AD convention & exhibition bureau

“Collegare le Menti, Creare il Futuro” esprime lo spirito di cooperazione che ha portato gli Eau al successo nell’esplorazione di nuovi percorsi di sviluppo e innovazione – argomenta Tarik Achab Zekri, destination marketing manager di Expo 2020 –. Parleremo di sostenibilità, opportunità e mobilità, ampliando la riflessione. In 182 giorni di esposizione non ne avremo due uguali nel palinsesto di spettacoli ed eventi». Ecco che il calendario si comporrà di esperienze food, musicali, artistiche. Alle aziende vengono dedicate aree Mice e sale riunioni. Si prenoteranno tour tematici

per interessi di design e gourmet, tra gli altri. L’area dove sorge misura 438 ettari, il disegno vede un luogo simbolico al centro, come un’agorà. Al Wasl Plaza unisce i tre “petali” degli altrettanti distretti tematici cui si accederà da giganteschi portali. Il padiglione del Paese ospite rappresenta un falco in volo, ideato da Calatrava. Il team dell’architetto spagnolo–svizzero ha battuto gli 8 studi di architettura concorrenti per avere interpretato perfettamente lo spirito degli Emirati Arabi Uniti in equilibrio fra il passato (la falconeria è molto praticata) e il futuro. l


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Tmc, si riparte con nuove incognite Scenari Travel management company

Finalmente nel mondo si ricomincia a viaggiare per lavoro. Come saranno chiamate a evolversi le agenzie per tenere il passo con la cosiddetta “nuova normalità”? E quali criticità affronteranno? di Arianna De Nittis

Perdite ingenti Gbta ha previsto per il BT globale perdite di fatturato pari a 122,5 miliardi di euro mensili a causa del Covid-19. Che nella sola Europa si “volatilizzano” ogni mese, in media ben 31,3 miliardi, con il 97% delle trasferte cancellate.

nche se timidamente, nel mondo si ricomincia a viaggiare per lavoro. Secondo uno studio recente della Global Business Travel Association, quasi la metà (49%) delle aziende associate intende riprendere le trasferte domestiche entro questo mese di settembre, mentre una su cinque consentirà tutti i viaggi, anche quelli internazionali. Una previsione confermata anche dal 46% di Tmc e fornitori, che dall’8 al 14 giugno scorso hanno riscontrato un aumento delle prenotazioni. Del resto, anche se gli appuntamenti in remoto sono diventati una realtà negli ultimi mesi, molte ricerche sottolineano come gli incontri faccia a faccia siano insostituibili. «Già uno studio del 2018 condotto da Cwt e Ambition su oltre 1100 dirigenti d’azienda, più di tre quarti (78%) degli intervistati ha dichiarato di preferire gli incontri di persona piuttosto che le videoconferenze e

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Alessandra Pisanu, senior director customer management Italy & Greece di Cwt

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altri sistemi tecnologici – afferma in proposito Alessandra Pisanu, senior director customer management Italy & Greece di Cwt –. Di questi, il 23% sostiene che il contatto diretto consente di costruire relazioni più forti e significative, il 17% preferisce leggere il linguaggio del corpo e le espressioni facciali delle persone durante una riunione, mentre il 15% trova più facile far capire il proprio punto di vista ed essere persuasivo faccia a faccia». «Dopo mesi di isolamento la necessità di viaggiare non è mai stata così forte, anche se mai nella storia è stata messa così in discussione come in questo momento – commenta inoltre Enrico Ruffilli, amministratore delegato di Uvet Global Business Travel –. Secondo noi il lavoro a distanza non potrà mai offrire quello che permette un viaggio, l’abbattimento delle barriere aiuta a costruire la fiducia e a rafforzare le relazioni tra le parti. In questa nuova era, dobbiamo sviluppare semmai un nuovo approccio al viaggio più intelligente e sicuro». Ma come si stanno organizzando i principali interlocutori delle aziende, le travel management company, per la ripartenza? E come saranno chiamate a evolversi per tenere il passo con la “nuova normalità”? Lo abbiamo chiesto ad alcuni tra i principali attori del mercato. Obiettivo consulenza Da anni si parla della necessaria evoluzione delle Tmc da intermediarie addette alla biglietteria a consulenti. In fase post Covid19, però,

questo passaggio diventerà indispensabile e saranno avvantaggiate le agenzie che già da tempo puntano su un approccio consulenziale. «Negli ultimi anni avevamo già lavorato molto al processo di riposizionamento delle Tmc da agenzia a ruolo consulenziale – afferma Davide Rosi, managing director di Bcd Travel Italy –. Il nuovo Coronavirus ha dimostrato che andavamo nella giusta direzione. I servizi di assistenza, consulenza e sicurezza d’ora in avanti non saranno più marginali, ma centrali nel rapporto con le aziende. Non solo, la complessità nella gestione di alcune aree renderà fondamentali gli investimenti e l’expertise verticale che solo le grandi travel company potranno produrre e mettere a disposizione dei clienti». «Anche chi ha uffici viaggi interni attualmente sta mettendo in discussione questa scelta: c’è un’enorme confusione, non è facile essere aggiornati su un mercato che continua a cambiare giorno per giorno, capire come districarsi nella marea di vincoli, normative, disposizioni nazionali e internazionali sulle frontiere e sulla permanenza in loco adottate da ciascun Paese e nei diversi settori – sostiene ad esempio Riccardo Zanotto, managing director di BTExpert –. Teniamo conto che i vertici dell’impresa sono


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Scenari Travel management company

Viaggiare conviene Alessandra Pisanu: Una ricerca di Oxford Economics ha dimostrato che per ogni dollaro investito in viaggi d’affari, le aziende realizzano 12,50 dollari di ricavi incrementali.

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Cambiamenti societari Nei mesi passati Bcd Travel ha acquisito la totalità del business della ex Ventura, ad eccezione di una nicchia non rilevante in termini di volumi d’affari. «Per le dimensioni cui eravamo giunti e per l’importanza strategica dell’Italia nel panorama mondiale, era fondamentale che anche noi diventassimo “fully owned”, in modo da beneficiare al massimo di tutto ciò che può offrire una grande multinazionale, dalla flessibilità e capacità di condurre operazioni societarie rilevanti, al potere negoziale, alla rapida implementazione dei tool tecnologici in continuo sviluppo – ci dice Davide Rosi –. Su questi in particolare, Bcd Travel sta continuamente investendo, consapevole dell’importanza della tecnologia e della consulenza».

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Enrico Ruffilli, amministratore delegato di Uvet Global Business Travel

penalmente responsabili della sicurezza dei dipendenti e che i decreti adottati in fase 1 hanno vietato per legge la possibilità di compiere trasferte aziendali. Queste restrizioni sono state in parte rimosse tramite i codici Ateco, ma restano in vigore. Dunque, le aziende sono molto più attente alla prevenzione, stanno rivedendo policy e protocolli per garantire solide motivazioni alle trasferte e presidiare al meglio il duty of care. In questo contesto complesso, occorre da un lato offrire il miglior servizio possibile al viaggiatore e dall’altro supportare le figure apicali delle aziende con linee guida, procedure e certificazioni adeguate. E le travel management company si riapproprieranno del proprio ruolo di consulenti qualificate». «In questi mesi di pandemia siamo stati a fianco dei travel e mobility manager per supportarli nelle decisioni più complesse e conferDavide Rosi, managing director di Bcd Travel Italy

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mare il nostro ruolo di consulenti dei viaggi d’affari – conferma anche Enrico Ruffilli –. Abbiamo aiutato le nostre aziende a far rientrare i propri viaggiatori in giro per il mondo, gestito migliaia di rimborsi e risposto a centinaia di migliaia di telefonate. Il ruolo della Tmc post Covid19 sarà rafforzarsi puntando al massimo su tre pilastri fondamentali: consulenza, innovazione tecnologica, assistenza». «Nel prossimo futuro sarà necessario allargare ulteriormente le nostre competenze perché le risposte che dovremo dare andranno ben oltre quelle attuali, ma soprattutto saranno di natura labile – aggiunge Davide Mensali di Movida Viaggi –. Il nostro lavoro non si limiterà all’emissione del biglietto e dei servizi ancillari, dovremo anche segnalare la necessità di dotarsi dei documenti d’ingresso richiesti dai vari Paesi. E non stiamo parlando di semplici “visti”, ma di form dalla non facile reperibilità». Chi paga per il surplus di lavoro? Le Tmc oggi si trovano alle prese con nuove incognite. «La criticità per tanti mesi è stata l’assenza di un riferimento temporale, nel senso che ciascuno degli attori della filiera si è trovato a prendere decisioni, anche strutturalmente sconvolgenti, rispetto a uno scenario sanitario, e quindi di ripresa, completamente sconosciuto – afferma Davide Rosi –. Adesso siamo in una fase molto diversa, ma con ancora molte incognite, dovute principalmente alle misure restrittive adottate, anche in modo vario, dai vari governi e da tutti i fornitori primari di servizio. Ciò che è evidente è che tali misure non potranno perdurare a lungo senza che ciò comporti altre disruption del settore. Infatti, tutti gli attori della filiera del travel non potranno sostenere a lungo questa situazione dal punto di vista economico senza apportare drastici incrementi di prezzo, il che avrebbe un ulteriore effetto repressi-

vo sul travel. Ciò che invece le aziende devono fare internamente, e stanno facendo, è ripensare pressoché completamente la gestione del business travel: la cosa curiosa è che le aree principali sono le stesse del pre Coronavirus – sicurezza, tecnologia mobile, benessere del viaggiatore, flessibilità nelle travel policy –, ma oggi è tutto passato attraverso una crisi che ne ha moltiplicato in modo esponenziale l’importanza». «Sicuramente i rimborsi, la flessibilità delle cancellazioni e le review periodiche delle travel policy interne saranno i temi che ci accompagneranno nei prossimi mesi – sottolinea inoltre Enrico Ruffilli –. E poi non dimentichiamo che ci sono anche criticità di scenario molto forti. Queste restrizioni di movimento hanno generato e genereranno importanti impatti economici, sociali e psicologici difficili da prevedere. La dimensione dell’aspetto psicologico legato al viaggio potrebbe avere l’effetto di una minore propensione alla trasferta, anche dopo la fine del blocco delle frontiere, in quanto ritenuta rischiosa e complessa da organizzare. Compito delle Tmc e di tutti gli stakeholder del sistema turistico sarà quello di accompagnare e rassicurare le persone che viaggiano attraverso la formalizzazione di standard di sicurezza e qualitativi sempre più elevati». «Il nostro settore opera a scartamento ridotto, con meno personale e un forte ricorso alla cassa integrazione. Riprendere l’attività non è semplice né immediato – afferma Zanotto –. Poi ci sono delle criticità finanziarie, dato che le business travel company hanno visto il fatturato azzerato e stanno lentamente riprendendo ad operare. Ulteriori effetti li vedremo nei prossimi mesi: molti settori prima lavoravano su commessa, ora si stanno fermando e le difficoltà verranno fuori a breve. Occorre porre attenzione al tema della solvibilità dei clienti, che in molti casi hanno iniziato a chiedere di contrattare in modo diverso.


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Riccardo Zanotto, managing director di BTExpert

L’insieme di questi fattori potrebbe cambiare i modelli di remunerazione delle agenzie, cosa molto complicata ma possibile: oggi all’interno delle fee che remunerano il nostro lavoro non è compresa un’importante attività di assistenza e customer care che non ha corrispettivo perché non genera una transazione. E ancora, stiamo dando un servizio importante anche alle compagnie aeree, che hanno scaricato sulle agenzie il tema dei rimborsi. Sul medio periodo va dunque riconosciuto il ruolo della distribuzione,

attribuendo alle commissioni una componente più rilevante». «Registriamo una mancanza di supporto da parte dei fornitori che non dispongono di informazioni aggiornate o, peggio ancora, immettono nel mercato servizi non esistenti: è il caso di compagnie che vendono voli fantasma, società di autonoleggio che non aggiornano orari di apertura e chiusura uffici, hotel prenotabili, ma in realtà chiusi. È difficile recuperare informazioni velocemente», conclude Davide Mensali. Strategie per ripartire Quali saranno quindi i nuovi servizi offerti dalle Tmc ai clienti? Secondo Cwt la priorità assoluta per le aziende sarà l’assistenza ai dipendenti e la tutela del loro benessere. «Stiamo cercando nuove tecnologie per informare i viaggiatori su questioni come i requisiti di ingresso, le quarantene, ma anche l’ultima volta che un hotel è stato sottoposto a sanificazione», afferma Pisanu. E non è tutto: «I nostri clienti chiedono informazioni su nuove questioni, quali i processi di approvazione prima del viaggio e come rinegoziare con successo i contratti con i fornitori alla

Tecnologia cum grano salis

Davide Mensali di Movida Viaggi

luce del Covid–19. La politica di viaggio post Covid si basa su un equilibrio tra il benessere dei dipendenti e il risparmio. Per rivedere in modo efficace una strategia di viaggio d’affari, sono essenziali l’accesso ai dati storici e l’integrazione di informazioni in tempo reale provenienti da più fonti, oltre alla comprensione del piano di recupero». Mai come in questa fase l’informazione e l’accesso a dati aggiornati diventa fondamentale. E gli strumenti adottati da Cwt per informare i propri clienti sono più più vari, dai

Si è parlato del nuovo ruolo delle Tmc anche durante il Gbta Italia Homeshow, il 25 giugno scorso. Tutti i partecipanti hanno concordato che d’ora in avanti le agenzie dovranno fornire, ancor più che in passato, servizi di consulenza, lasciandosi alle spalle il ruolo di meri fornitori di biglietteria. E dovranno fornire alle imprese tecnologie che consentano un’analisi puntuale dei dati. Con un’avvertenza segnalata da Giorgio Belloni, sales manager presso Sdg Information Technology: «Tecnologia ce n’è tanta, ma perché sia utile bisogna imparare a usarla correttamente. E spiegare alle aziende come fare sarà il compito delle Tmc, come anche delle società tecnologiche e di consulenza».

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C’è ancora confusione Davide Mensali: «Registriamo una mancanza di supporto da parte dei fornitori che non dispongono di informazioni aggiornate o, peggio ancora, immettono nel mercato servizi non esistenti: è il caso di compagnie che vendono voli fantasma, società di autonoleggio che non aggiornano orari di apertura e chiusura uffici, hotel prenotabili ma in realtà chiusi. È difficile recuperare informazioni velocemente».

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blog, ai vlog, ai micrositi e pagine web dedicate, oltre alle «chiamate giornaliere ai dirigenti in tutto il mondo per ricevere feedback in tempo reale». «Ad oggi (luglio 2020, ndr) stiamo assistendo a una timida ripartenza, ma un rientro alla normalità lo vedremo solamente dal prossimo anno – sottolinea inoltre Enrico Ruffilli – . La nostra Tmc ha la missione e il compito di aiutare a far ripartire il mondo dei viaggi con una struttura in grado di rispondere sempre di più alle mutate esigenze, continuando a investire in nuovi prodotti e servizi, in tecnologia e sicurezza». «Anche se in modo parzialmente figurato, in Bcd posizioniamo la ripartenza nel mese di luglio, non tanto per l’effettiva ripresa del traffico da parte delle aziende quanto perché, grazie al lavoro di analisi e osservazione dei mesi precedenti, abbiamo cercato di ritrovare insieme ai clienti una bussola che ci permettesse di ricominciare a guardare al futuro sapendo cosa fare. A lu-

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glio è stata lanciata la Back to Travel Guide di Bcd Travel, un lavoro che ha dato a noi e ai nostri clienti linee guida molto puntuali sulle quattro importanti direttrici da sviluppare insieme: duty of care, risk management, traveller wellness e tecnologia. Ogni area presuppone lo sviluppo di nuovi strumenti, processi e modalità di gestione che stanno segnando in positivo la nuova relazione fra cliente e fornitori». «Fin dal momento del lockdown, passata la prima fase di rimpatrio, ci siamo focalizzati su attività che ci permettessero di aggiornare i nostri clienti sull’evoluzione dello scenario sia in termini di sicurezza e protocolli di operatività – afferma Davide Mensali –. Abbiamo infatti organizzato webinar con il gestore aeroportuale di Venezia (Gruppo Save), con Emirates e con Qatar Airways per poter approfondire modalità di ripresa e nuovi modi di viaggiare. Stiamo utilizzando dove possibile lo smart working e implementando attività social di varia na-

tura. L’obiettivo è far capire che ci siamo, che siamo “sul pezzo” e soprattutto trovare un vantaggio competitivo in questo periodo di sconforto generale». «Ci stiamo concentrando su alcune trattative commerciali molto importanti partite durante il lockdown e nella gestione di gare complesse, anche con clienti di grandi dimensioni – conclude Zanotto –. Vogliamo fare new business, intercettare i nuovi bisogni delle imprese e aumentare in modo significativo i volumi. Anche in quest’ottica stiamo cercando di approfittare del periodo per potenziare il nostro grado di digitalizzazione e migliorare le nostre infrastrutture informatiche, fornire dunque prodotti e servizi migliori. Vogliamo rafforzare la credibilità di BTExpert, che ha lunga storia alle spalle perché è nata dall’aggregazione di aziende storiche del settore, ma come impresa è nata da poco e ha bisogno di acquisire maggiore solidità, visibilità e credibilità nel mercato». l


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A Chiasso Fino al 10 gennaio 2021 il m.a.x. Museo propone la mostra “Alberto Giacometti (1901-1966). Grafica al confine tra arte e pensiero”. Oltre 400 i pezzi esposti, tra xilografie, incisioni a bulino, dipinti e sculture. Info: www.centroculturalechiasso.ch

veritiero e realistico la vivacità della vita. Al contrario, il bianco, che non è altro che il risultato di millenni di intemperie e sepolture, era il colore della morte e il fatto che le nostre città siano adornate di simboli di civiltà e di vittorie rimandanti all’aldilà crea una curiosa ironia su un continente come quello europeo contemporaneo sempre più in difficoltà con la vitalità del resto del mondo. Questo il tema della mostra “Gods in Color - Golden Edition: Polychromy in Antiquity”, in programma fino al 17 gennaio 2021 presso la Liebieghaus Skulpturensammlung. Orari: dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 18, il venerdì dalle 10 alle 21. Info: www.liebieghaus.de MILANO Photofestival Dopo una serie di ritardi FRANCOFORTE Dei a colori Strano gioco del destino quello della cultura europea: abbiamo modellato per secoli, approssimativamente sino alla metà di quello passato, un’idea della classicità del tutto lontana da quella reale. La sola arte era quella grecoromana, gli eroi della storia non potevano che essere i grandi conquistatori e ben

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dovuti all’emergenza sanitaria, la quindicesima edizione del Photofestival di Milano si terrà a settembre. Si tratta, come è noto, di una delle più importanti iniziative culturali cittadine. Disposta in più sedi nel territorio dell’area metropolitana, comprese anche località più distaccate come Pavia e Legnano, riposa su idee molto semplici – e forse per questo efficaci: fissare aspetti della realtà che cambia colti in quell’attimo particolare che permette di assumere carattere di paradigma per una sensazione o una temporaneità. Il fine culturale e sociale è quello di contribuire a creare una città sempre più inclusiva e aperta alle esperienze umane, qualunque esse siano. Fino al 15 novembre 2020, Spazio Kryptos. Info: www.milanophotofestival.it

difficilmente era possibile superare per arditezza e perfezione di pensiero i nomi dei primi filosofi. Solo con una seria e recente revisione critica (da leggere anche alla luce dei crimini novecenteschi compiuti da Nazioni totalitarie che si rifacevano alla romanità o alla “razza” spartana) l’antichità si è allontanata dal nostro orizzonte quotidiano ed è stato possibile leggerla alla luce della sua storicità e della sua totale diversità dalla modernità. A questa rilettura non poteva sfuggire neppure la plastica statuaria da sempre presentata, riprodotta e raffigurata nel bianco dei marmi o lo scuro dei bronzi di cui i nostri musei e le nostre città sono piene. Moderne tecnologie hanno invece rivelato lo stile policromo, volto a rappresentare in modo 2020 settembre |

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A Rovigo Fino al 17 gennaio 2021 Palazzo Roncale ospita la mostra “La quercia di Dante. Visioni dall’inferno”, rievocazione della prima Cantica dantesca affidata a tre artisti internazionali, uno per ciascuno degli ultimi tre secoli: Doré, Rauschenberg e Brand. Info: http://www.palazzoroverella.com

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Viaggi di carta Red mirror La Cina sarà il nostro futuro o il nostro incubo? E se la Cina fosse ciò che il pianeta è destinato a diventare? Questa la descrizione molto in breve del saggio di Simone Pieranni, che mette in evidenza come le tendenze tecnologiche già in atto nel mondo occidentale siano state riprese e sviluppate dal Paese asiatico: l’informatica e la macchina in sostituzione dell’uomo. Perciò città gestite sempre di più da codici numerici e da algoritmi, persone sottoposte a riconoscimenti facciali, dati individuali in cessione a immensi computer, scomparsa della moneta a favore di punti, reti di trasmissioni velocissime e perfette come la 5G. Nulla in verità che non fosse già stato intuito in precedenza altrove. Il fatto però che tutto ciò sia destinato, in presenza di una debolezza dell’Occidente e di una crisi degli Stati Uniti contemporanei, ad essere guidato da una Nazione come la Cina che non ha mai nascosto i propri piani egemonici lascia aperte molte questioni, soprattutto quelle più rilevanti relative alle strutture fondamentali della democrazia e alla sopravvivenza dei diritti elementari dell’individuo. Simone Pieranni, Red mirror. Il nostro futuro si scrive in Cina, Laterza 2020, 14 euro Garibaldi, corruzione e tradimento Alfio Caruso è un autore che da qualche anno si è imposto al grande pubblico compiendo un’opera di ricerca e di ricognizione all’interno delle fonti e presentando il risultato del proprio lavoro col proposito onesto di lasciar parlare solo i fatti. Da qui, ad esempio, una storia della mafia e della campagna in Russia degli alpini nella Seconda Guerra Mondiale. Con questo ultimo saggio viene presentato uno dei grandi temi della nascita della nazione italiana e, indirettamente, la genesi di quella questione meridionale che rimane tutt’oggi, a distanza di 150

Registrazione Tribunale di Milano n° 624 del 22/09/2000 Direttore Responsabile Paola Baldacci Collaboratori Dario Bongiovanni, Alberto De Antoni, Arianna De Nittis, Roberta Di Leo, Anna Fraschini, Paola Lucchetta, Simona Parini Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

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anni, uno scenario di crisi dell’Italia. L’impresa dei Mille, il crollo del Regno borbonico, l’arrivo dei Savoia e l’Unità d’Italia appaiono così come il risultato di meschinerie, corruzione e pavidità, tutt’altro che le imprese ammantate di retorica celebrate dal nazionalismo successivo. Alfio Caruso, Garibaldi. Corruzione e tradimento. Così crollò il Regno delle Due Sicilie, Neri Pozza 2020, 18 euro Antropocene o Capitalocene? Il termine antropocene è da poco entrato nel linguaggio dei media mondiali per indicare, all’interno della storia del pianeta, quel periodo dominato dalla presenza e soprattutto dalle attività dell’essere umano. Soprattutto, con lo sguardo rivolto alla crisi ecologica contemporanea, l’antropocene segna l’attività industriale e inquinante dell’uomo. La tesi, in verità, non è nuova e rivela tutto sommato la nascita di una coscienza ecologica e l’esigenza di creare uno sviluppo e un modo di produzione sostenibile all’interno di una società che rimarrebbe inalterata. Ben diverso invece l’approccio di Moore, che già in altri lavori (ad esempio Ecologia mondo e crisi del capitalismo) si era soffermato sull’assurda dicotomia tra l’essere uomo e il suo ruolo economico e il concetto di natura. Il problema pertanto non deriverebbe da una cattiva gestione delle risorse e dell’ambiente, ma da un rapporto tra uomo-ambiente che sorge, nella sua dicotomia, unicamente come espressione di una struttura di potere sociale ed economico che vuole, attraverso le proprie teorie di valore, rielaborare un’oggettività materiale che esterna all’uomo invece non è, essendo semmai l’essenza della vita stessa. Jason W. Moore, Antropocene o Capitalocene? Scenari di ecologia-mondo nell’era della crisi planetaria, Ombrecorte 2020, 15 euro

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