Trasferte e Duty of Care: la sicurezza del viaggiatore come asset strategico
37 ADR EASY PARKING
4Corporate by Easy Parking, Dedicato al business travel
45 VISIT MONACO Monaco rilancia sul MICE: qui gli eventi non si organizzano, sivivono
02EDITORIALE
Più Digitale ma più Umano di O.M. Fumagalli
04SPECIALE
Welfare aziendale, uno sguardo sul settore di Carolina Barbieri Carones
10EVENTI
IMA 2026: gli Oscar del business travel raccontano un settore che cambia di Arianna Festa
16EVENTI
BizTravel Lab debutta a Bologna di Luigi Barni
18PROFESSIONE TRAVELMANAGER La mobilità a 360 gradi di Carolina Barbieri Carones
21HOTELLERIE
Meeting esperienziali e relazioni di Luigi Barni
22FOCUS
Dal telex al copilot: l’intelligenza artificiale entra, anzi ora è, nel Self-Booking Tool di Alfredo Pezzani
Foto e immagini
Uffici Comunicazione e Stampa, Pixabay
26MICE
Intelligenza artificiale: la nuova alleata degli event planner di Simona Parini
30AEROPORTI
ADR Mobility supporta la crescita dell’Aeroporto diGenova di Luigi Barni
32HOTELLERIE
100 hotel entro il 2030 di Luigi Barni
33 CAMERA CON VISTA
Tivoli Palazzo 1880
Lecce: il nuovo indirizzo luxury nel cuore del Barocco a cura della redazione
34Hotellerie
UNA Italian hospitality di Luigi Barni
36HOTELLERIE
IHG in Italia a cura della redazione
38DESTINAZIONI
Vienna punta al turismo d’affari di Carolina Barbieri Carones
42DESTINAZIONI
Spalato, la nuova anima del MICE sull’Adriatico di Arianna Festa
Editoriale di O.M. Fumagalli
Più Digitale ma più Umano
Mission 3 arriva in estate e quella del 2026, caldo torrido a parte, invita – complice l’attesa di qualche meritato giorno di vacanza prima dell’autunno – a guardare un po’ più avanti, provando, per quanto possibile, a farlo con positività. Anche perché ci lasciamo alle spalle l’ennesimo periodo segnato da guerre, tensioni internazionali e una crescente complessità nel viaggiare. Nel mondo della mobilità professionale, però, una parte di quel futuro è già arrivata. L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui si organizzano trasferte, eventi e viaggi d’affari: automatizza processi, suggerisce soluzioni, anticipa criticità e libera tempo da dedicare ad attività a maggior valore. Una trasformazione che non sostituisce il ruolo del travel manager o dell’event manager, ma ne rafforza la funzione strategica, sempre più orientata alle persone e alle decisioni.
Ne parliamo, da prospettive diverse, nelle rubriche Focus e MICE di questo numero, nelle interviste e nei report. Accanto all’innovazione tecnologica, emerge però anche un fenomeno che racconta un cambiamento culturale ormai consolidato. Il cosiddetto bleisure – l’estensione del viaggio di lavoro con momenti dedicati alla sfera personale – non è più una curiosità per pochi, ma il segnale di un’evoluzione nelle aspettative dei professionisti. Il confine tra lavoro
e benessere si fa più fluido, anche per chi ha già qualche “anta”, e le aziende iniziano a interrogarsi su come accompagnare questa modalità di vivere le trasferte, trasformandola in un valore. Ma come riuscirci, in un contesto in cui, per molti aspetti, sembra di dover affrontare oneri e complessità sempre maggiori?
Mi torna in mente una canzone. Sarà perché il 2026 ci riporta a Mondiali americani e, per chi c’era, riaffiorano i ricordi del 1994 e di quella lunga notte della finale di Pasadena, contro il Brasile. Tra amici, con la passione azzurra condivisa, le risate per Mai dire Mondiali e la delusione dei rigori, un amico con doppia cittadinanza uscì ben prima che i rigori finissero: era l’unico che avrebbe comunque festeggiato. È stato umano, alla fine. Un piccolo fuori programma che mi fa pensare al ritornello del Pipppero di Elio e le Storie Tese: se allora si cantava «più umano, più vero», oggi, nel business travel, vien da dire: «più digitale, più umano». L’innovazione corre veloce, persino troppo. E per questo ci impone di rendere il viaggio di lavoro non solo più efficiente ed efficace, ma anche più semplice e più vicino alle esigenze di chi lo vive ogni giorno. È una riflessione forse banale, ma non poi da tradurre in risultati e che accompagnerà il settore nei prossimi mesi oltre che attraversare molte pagine di questo numero.
Welfare aziendale, unosguardo sul settore Welfare aziendale, unosguardo sul settore
Gli studi recenti mostrano come sia in crescita la propensione delle imprese a dare benefit aipropri dipendenti, ottenendo vantaggi reciproci
di Carolina
Barbieri
Carones
Èl’insieme dei beni, dei servizi e delle iniziative non monetarie offerte dall’azienda per migliorare la vita dei dipendenti e per incrementare indirettamente i loro emolumenti. Si di-
stingue principalmente in flexible benefit, servizi di supporto alla famiglia e assistenza sanitaria. Tutte misure che garantiscono un forte risparmio fiscale e contributivo per entrambe le parti: impresa e forza
lavoro. Ecco il welfare aziendale, parola anglosassone ormai entrata nel linguaggio comune e volta a indicare il benessere fisico, economico o sociale delle persone che lavorano in un’azienda.
Tutto contrattualizzato nero su bianco in base all’articolo 51 del TUIR o Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Tale articolo prevede anche agevolazioni fiscali e contributive per le imprese che adottano piani di welfare nel rispetto dei limiti previsti.
Rientrano nel welfare aziendale benefit come buoni pasto, rimborsi delle spese scolastiche, assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, abbonamenti a palestre, automobili, abbonamenti a mezzi pubblici e molto altro.
A inizio estate è stato presentato il Rapporto Welfare Index PMI 2026 giunto al suo decimo anno. In pratica: una fotografia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, basato su un modello di analisi organizzato in dieci aree. Primo: previdenza e protezione. Secondo: salute e assistenza. Terzo e quarto: conciliazione vita-lavoro e
sostegno economico ai dipendenti. Quinto e sesto: sviluppo del capitale umano e sostegno per educazione e cultura. Settimo: diritti, diversità, inclusione. E per finire: condizioni lavorative e sicurezza, responsabilità sociale verso consumatori e fornitori e welfare di comunità.
Il welfare aziendale italianocresce
Negli ultimi 10 anni, il settore si è evoluto. E non poco. Basti pensare che il 76,5% delle aziende italiane di piccole e medie dimensioni ha superato il livello medio di welfare aziendale. Addirittura è triplicato il numero di PMI con livello molto alto o alto, passando dal 10,3% del 2016 al 33,9% del 2026. Infine, si è progressivamente ridotto il peso delle aziende che limitano il welfare al solo adempimento contrattuale, con solo il 18,2% delle PMI. L’analisi, promossa da assicurazioni Generali, mette insieme i dati che rappresentano il comportamento di welfare delle aziende: l’estensione delle iniziative adottate, l’entità della spesa, le fonti istitutive (contratti collettivi, integrativi, iniziativa autonoma aziendale), le modalità di gestione e di coinvolgimento dei dipendenti, gli obiettivi sociali dichiarati. L’esito di questo esame è il
raggruppamento delle aziende in quattro profili.
Welfare strategico, che considera centrali gli obiettivi di soddisfazione dei lavoratori e di reputazione; welfare premiante, che gestisce il welfare aziendale come componente del sistema; welfare in evoluzione : costituito dal 31,7% delle imprese (nel 2016 erano il 24,9%), è a metà strada tra un approccio teso a valorizzare il ruolo sociale dell’azienda ed uno più focalizzato sulle politiche retributive e le relazioni industriali; welfare di conformità, che muove i primi passi nel welfare aziendale, perlopiù attuando le disposizioni dei contratti collettivi.
Le tre fasi
Nel giro di 10 anni di Welfare Index
PMI è possibile distinguere tre fasi di welfare aziendale. La prima è espansiva (2016-2019), caratterizzata da una rapida diffusione delle iniziative e da un progressivo ampliamento delle prestazioni offerte dalle imprese. Una seconda è di consapevolezza (2020-2024), segnata dal contesto Covid-19, in cui il welfare ha assunto un ruolo più strategico e sociale, rafforzando il supporto a lavoratori e famiglie e contribuendo alla resilienza del si-
stema produttivo. Oggi si è aperta una terza fase di maturità, in cui la crescita quantitativa rallenta ma evolve la qualità: il welfare si integra sempre più nelle strategie d’impresa, migliora nelle capacità gestionali e aumenta il proprio impatto ed efficacia nel creare valore a beneficio delle imprese stesse, delle famiglie e del sistema Paese.
Benefici diffusi
«Il Rapporto Welfare Index PMI 2026 – commenta Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa – dice che le aziende con un welfare più evoluto registrano tassi di crescita superiori a quelli delle imprese che investono meno nel benessere dei propri lavoratori. Le imprese più forti, dunque, sono quelle che mettono al centro la persona. Oggi i giovani, ad esempio, non scelgono un’impresa soltanto in base alla retribuzione. Guardano alla qualità del lavoro, alle opportunità di crescita, all’equilibrio tra vita e lavoro, ai servizi e ai benefit offerti. In sintesi: guardano al progetto di vita legato a un posto di lavoro. Per attrarre e trattenere i talenti non bastano più gli stipendi: servono imprese che investano sulla persona prima ancora che sul lavo-
ratore. Imprese capaci di guardare ai bisogni e alle aspirazioni dei propri dipendenti, non soltanto alla lo-
Normativa e tipologie di benefit
ro produttività. Il welfare, dunque, fa bene ai lavoratori, ma fa bene anche alle imprese».
Il welfare può essere previsto dai Contratti Collettivi Nazionali o dagli accordi aziendali, o può nascere da una libera iniziativa dell’azienda. Le soluzioni possono coesistere e integrarsi. In Italia ci sono molte aziende che aiutano a trovare soluzioni di welfare aziendale per i propri collaboratori. Ma quali forme possono assumere tali benefit? Tutto dipende da azienda ad azienda, da dove si trova e in quale settore opera. Generalmente tra le soluzioni più diffuse ci sono i cosiddetti flexible benefits, ossia voucher per acquistare beni e servizi che il dipendente ha sotto forma di buoni spesa, buoni carburante o buoni cultura. Oppure ci sono i rimborsi di spese scolastiche o sanitarie o abbonamenti al trasporto pubblico.
Sotto il “cappello” del welfare sanitario e previdenziale rientrano le citate polizze sanitarie integrative che rimborsano il dipendente (e in certi casi i familiari) da spese mediche. Oppure i fondi pensione complementari, maturati i quali il dipendente riceve un assegno mensile integrativo. Ci sono poi strumenti di prevenzione sanitaria. Studiati apposta per sostenere la genitorialità e la famiglia sono i benefit come i servizi di asilo nido aziendale, i contributi per le baby sitter o i permessi extra per motivi familiari. Il welfare può includere anche corsi di istruzione o formazione extra-professionale, voucher per attività relative a sport, benessere, viaggi e cultura. Il welfare aziendale è stato anche inserito nella circolare n. 49/2023 dell’INPS. Deve essere offerto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee: con la circolare n. 5/2018 l’Agenzia delle Entrate è invece entrata sulla definizione di categorie di lavoratori beneficiari: affinché le somme e valori risultino in tutto o in parte detassati è necessario che l’offerta sia rivolta alla “generalità dei dipendenti” o a “categorie di dipendenti”. Quest’ultima espressione non riguarda solo il livello di inquadramento ma tutti i dipendenti di un certo tipo. Non sono comprese le cosiddette erogazioni ad personam in esenzione totale o parziale da imposte.
La responsabile del dicastero aggiunge anche che quando una piccola impresa investe nel welfare, non migliora soltanto la qualità della vita dei propri dipendenti ma rafforza il tessuto sociale della comunità in cui opera. E quando l’impatto sociale di un’azienda supera i confini dello stabilimento o degli uffici, sostenendo le comunità locali, promuovendo formazione e salute, valorizzando il capitale umano e i giovani talenti, quell’impresa contribuisce a un obiettivo ancora più grande: creare occupazione, aiutare la coesione sociale e rendere attrattivi anche i territori più periferici, contrastandone lo spopolamento. Quest’anno hanno partecipato a Welfare Index PMI oltre 7.000 imprese – più che triplicate rispetto alla prima edizione – di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è promossa da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio.
L’impatto sociale ed economico delle iniziative di welfare
L’impatto sociale è oggi uno degli indicatori chiave della maturità del welfare aziendale: non conta più solo la diffusione delle iniziative, ma la loro capacità di rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone e delle comunità. Nel 2026, l’87,6% delle imprese riconosce la centralità di salute e sicurezza e il 75,9% ritiene necessario rafforzare il proprio ruolo sociale, mentre il 66,4% si sente chiamato a contribuire allo sviluppo sostenibile di filiera e territorio. Ma il vero elemento distintivo è nell’efficacia: le imprese che integrano il welfare nelle proprie strategie arrivano a livelli elevati di impatto sociale fino al
90% dei casi, grazie a modelli più strutturati, maggiore coinvolgimento dei lavoratori e una migliore capacità di intercettare i bisogni reali. È questa evoluzione che consente al welfare di generare valore condiviso e risultati tangibili nel tempo. Il welfare aziendale è una leva con-
Most wanted
Ci sono altre ricerche che mostrano risultati interessanti. La prima risale a 4 anni fa: secondo un sondaggio di Harris Interactive per Sodexo Benefits & Rewards Services Italia condotta tra 4.800 dipendenti, di cui 600 italiani, i 10 benefit più richiesti sono stati i seguenti:
• Premi immediati (36%)
• Buoni pasto (30%)
• Bonus a lungo termine (24%)
• Assicurazione medica (23%)
• Mensa aziendale (23%)
• Benefit finanziari come fondo pensione oppure assicurazione sulla vita (22%)
• Agevolazione per gli abbonamenti dei mezzi pubblici (20%)
• Programmi di formazione per i lavoratori (20%)
• Flessibilità lavorativa (17%)
• Macchina aziendale (17%)
creta di competitività e sviluppo per le imprese. I dati evidenziano una correlazione solida tra livelli di welfare e performance economiche: le aziende più evolute registrano una produttività superiore, con un fatturato per addetto che raggiunge i 396 mila euro (+20% rispetto alla media) e una redditività più elevata fino al +40,5%. A questo si affianca una maggiore capacità di crescita e generazione di occupazione: tra il 2021 e il 2024, le imprese con livelli alti di welfare hanno visto au -
Differenze settoriali e geografiche
Dall’Osservatorio Amilon PMI 2025 emerge come il welfare aziendale delle PMI italiane sia in crescita. Il report, che ha analizzato 5.000 partite iva presenti sulla piattaforma B2B GiftCardStore, evidenzia una crescita del 90% sulla somma che le aziende erogano ai dipendenti sotto forma di fringe benefit: si è passati dai 90 euro del 2024 ai 170 del 2025. Crescono del 25%, inoltre, il numero di imprese che erogano questi benefit con una retention del 36% anno su anno. A livello settoriale è il comparto manifatturiero il principale utilizzatore di soluzioni di fringe benefit digitale con il 45%, seguito dai servizi per le aziende con il 25%. Profonde le differenze geografiche: il Nord raggruppa l’83% delle partite Iva con il Centro al 10% e il Sud al 7%. Una distribuzione che riflette sia la concentrazione delle attività produttive sia un livello di familiarità più maturo con l’utilizzo di strumenti digitali per la gestione dei fringe benefit.
mentare gli addetti fino al 20,4%, il doppio rispetto alle realtà meno strutturate.
La solidità economico-finanziaria emerge anche nel posizionamento delle imprese: quelle con welfare più evoluto si collocano più frequentemente nei segmenti a crescita sostenuta e profittevole, mentre si riduce la presenza nei profili più fragili o sotto pressione.
A questi risultati si aggiunge anche una maggiore capacità di attrazione: nel 2025, il 61,5% delle PMI ha effettuato nuove assunzioni, dato
che sale al 78% tra le aziende con welfare molto alto.
Il welfare aziendale attraeigiovani
Il welfare è anche un fattore che attrae le persone, in particolare quelle più giovani: nelle imprese con un welfare più strutturato cresce la presenza di under30 e la capacità di inserirli stabilmente. In un quadro segnato dal calo demografico e dal progressivo invecchiamento della popolazione, il welfare aziendale si configura sempre più come complementare al sistema pubblico, in particolare nei servizi di salute e assistenza. Si diffonde il concetto della sanità integrativa (l’11% delle im-
prese adotta una polizza sanitaria) e cresce il ricorso a servizi di assistenza, come i consulti medici a distanza (2,5%) o gli interventi di prevenzione, con check-up (13,4%) e programmi di screening, come i controlli annuali per la prevenzione oncologica (6,9%), che segnalano un cambio di prospettiva sempre più orientato al lungo periodo. In questo scenario, le politiche di conciliazione vita-lavoro registrano una lieve flessione, fisiologica dopo la forte espansione della fase post�pandemica: la flessibilità oraria scende dal 41,3% al 38,6% e lo smart working dal 21,4% al 17%. Interessanti anche i dati delle imprese più attente alle esigenze dei familiari dei dipendenti, che registrano livelli più elevati di soddisfazione dei lavoratori (65% contro il 32,3% rispetto a 10 anni fa) e maggiore produttività (62,3% contro il 27,9%), a conferma del legame tra qualità del welfare e performance aziendale. «Nelle PMI c’è una forte consapevolezza che i figli dei dipendenti rappresentino il futuro del Paese» ha detto Fausto Bianchi, presidente della Piccola Industria di Confindustria e vicepresidente di Confindustria. «È una sensibilità che nasce perché nelle piccole imprese, che spesso sono a conduzione familiare, il rapporto tra imprenditore e collaboratori è diretto e quotidiano». l
Trasferte e Duty of Care: la sicurezza del viaggiatore come asset strategico
La trasferta aziendale ha ormai superato la dimensione del semplice viaggio di lavoro: oggi è un processo complesso che mette in gioco la sicurezza, la responsabilità giuridica e la capacità organizzativa dell’impresa. Quando un collaboratore parte per incontrare un cliente, seguire un progetto o partecipare a una fiera internazionale, porta con sé competenze e obiettivi, ma anche la fiducia che l’azienda saprà proteggerlo in ogni contesto.
Negli ultimi anni, la tutela dei dipendenti in viaggio ha assunto un ruolo centrale nelle strategie aziendali. Instabilità geopolitiche, emergenze sanitarie, eventi climatici estremi e rischi legati alla criminalità locale hanno cambiato profondamente lo scenario. Di conseguenza, non basta più limitarsi a prenotare voli e hotel o a stipulare una polizza assicurativa standard: è necessario un approccio strutturato al Travel Risk Management
La norma ISO 31030: il punto di riferimento per il Duty of Care
In questo scenario, la norma ISO 31030 rappresenta il principale punto di riferimento internazionale per l’adempimento del Duty of Care aziendale. Questo standard fornisce linee guida precise per aiutare le organizzazioni a sviluppare politiche efficaci di gestione del rischio, mettendo al centro la tutela del personale e offrendo un quadro normativo chiaro per mitigare i pericoli legati alla mobilità globale.
Prevenzione, formazione
e monitoraggio
in tempo reale
Una gestione moderna e reattiva delle trasferte si basa su tre pilastri fondamentali:
• Valutazione preventiva: conoscere a fondo il contesto geopolitico, sanitario e ambientale del Paese di destinazione prima della partenza è indispensabile per prevenire le criticità.
• Formazione del personale: i trasfertisti frequenti devono essere preparati ad affrontare gli imprevisti, conoscere i protocolli di sicurezza aziendali e sapere esattamente come muoversi in caso di crisi.
• Tecnologia e comunicazione: risulta vitale disporre di canali di comunicazione bidirezionali e di strumenti capaci di monitorare le emergenze in tempo reale, garantendo un supporto immediato.
Digitalizzazione: la sicurezza integrata nei processi di Travel
In questo contesto, la tecnologia si dimostra un alleato strategico imprescindibile. Soluzioni dedicate come il modulo Travel Risk di Zucchetti, perfettamente integrato nella piattaforma ZTravel, consentono di governare l’intero ciclo in modo strutturato: dalla valutazione predittiva dei rischi legati alla meta, fino al monitoraggio in tempo reale e alla gestione automatizzata dei flussi di approvazione e supporto.
IMA 2026 gli Oscar del business travel raccontanoun settore che cambia
Il resoconto della tredicesima edizione per Italian Mission Awards
di Arianna Festa L’edizione 2026 degli Italian Mission Awards non è stata soltanto una serata di gala.
La tredicesima edizione degli “Oscar” del business travel italiano ha rappresentato anche la fotografia di un comparto che negli ultimi anni ha profondamente ridefinito il proprio ruolo, all’interno delle aziende.
QR Code: online
levideo interviste
della serata
A Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa Italiana, 245 professionisti della mobilità aziendale si sono ritrovati per celebrare le eccellenze del settore: travel manager, event manager, compagnie aeree, hotel, travel management company, società tecnologiche e fornitori di servizi che ogni giorno rendono possibile la mobilità delle imprese.
Una location altamente simbolica. Se un tempo Palazzo Mezzanotte rappresentava il cuore della finanza nazionale, oggi ospita una manifestazione che mette al centro un’altra
leva strategica dell’economia: la capacità di far viaggiare persone, idee e relazioni internazionali. Il business travel, infatti, non è soltanto un costo da gestire, ma uno strumento di sviluppo, internazionalizzazione e crescita. Un anticipatore, di alcuni trend economici. Organizzati da Newsteca, editore di MISSION - La Rivista dei Viaggi d’Affari, gli Italian Mission Awards sono diventati nel tempo il principale riconoscimento italiano dedicato all’intera filiera della mobilità aziendale.
Un anno di lavoro dietrouna sola serata Quella del 18 maggio è soltanto la parte visibile di un percorso iniziato molti mesi prima. La giuria ha analizzato candidature, progetti e risultati delle aziende, valutando non soltanto l’offerta commerciale ma anche innovazione, qualità del ser-
vizio, sostenibilità, digitalizzazione e capacità di rispondere alle nuove esigenze dei clienti. Quest’anno erano 48 i finalisti e ventuno i riconoscimenti assegnati. Un numero che testimonia la crescente articolazione del business travel italiano, dove convivono grandi gruppi internazionali, aziende italiane altamente specializzate e nuove piattaforme digitali.
L’esperienza torna al centro
Uno degli aspetti emersi con maggiore evidenza dall’edizione 2026 riguarda il ritorno dell’esperienza del viaggiatore come elemento competitivo. Lo dimostrano i premi assegnati a Turkish Airlines, vincitrice sia come miglior compagnia aerea sia per la migliore Business Class, e il riconoscimento a Delta Air Lines per il lungo raggio. Nel comparto alberghiero emergono invece due esigenze ormai impre-
scindibili: standard elevati e flessibilità operativa. UNA Italian Hospitality conquista il premio come migliore catena italiana, mentre IHG Hotels & Resorts viene premiata per la presenza globale. Tra le singole strutture si distinguono NH Firenze, Hotel d’Inghilterra Roma e Rosa Grand Milano.
Tecnologia e persone: il nuovo equilibrio
Se fino a pochi anni fa la trasformazione digitale coincideva soprattutto con la prenotazione online, oggi il concetto si è ampliato. Le soluzioni premiate agli IMA raccontano un ecosistema sempre più integrato, dove applicazioni mobili, self booking tool, travel security e gestione delle policy convivono all’interno della stessa piattaforma.
Ma la tecnologia, da sola, non basta. Come ha sottolineato Elena Carlino, Corporate Travel Director
Business Travel di Gattinoni, «Negli ultimi mesi ci siamo ritrovati ad affrontare sfide molto importanti, tra instabilità del mercato e cambiamenti continui. Oggi la pronta reattività verso le criticità del cliente è la base del nostro lavoro».
Una riflessione che sintetizza bene l’evoluzione del ruolo delle Travel Management Company, sempre meno semplici fornitori di servizi e sempre più partner consulenziali delle imprese.
Carlino guarda anche alle nuove generazioni di viaggiatori, che chiedono un’esperienza sempre più perso-
La voce del settore
«L’AI sarà sempre più importante, mail valore resta umano»
«Negli ultimi mesi ci siamo ritrovati ad affrontare sfide molto importanti, tra instabilità del mercato e cambiamenti continui. Oggi la pronta reattività verso le criticità del cliente è la base del nostro lavoro».
Per Elena Carlino, Corporate Travel Director Business Travel di Gattinoni, il business travel sta vivendo una trasformazione profonda. La tecnologia è ormai parte integrante della gestione delle trasferte, ma non può sostituire la relazione con il cliente.
«L’empatia, la relazione e la personalizzazione rimangono fondamentali. L’intelligenza artificiale sarà sempre più importante, ma integrata alla competenza delle persone».
nalizzata. «La Generazione Z è attenta alla sostenibilità ma anche alla qualità dell’esperienza. Il business travel deve riuscire a coniugare efficienza, immediatezza e attenzione alla persona».
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo del settore, ma senza sostituire il valore umano. Una filosofia che trova conferma anche nel premio assegnato a Gattinoni Business Travel come miglior Call Centre
L’aeroporto diventa un ecosistema
Tra i protagonisti della serata anche ADR Mobility, partner dell’evento attraverso Easy Parking.
Antonio Fraccari, direttore generale di ADR Mobility, ha raccontato come oggi l’aeroporto di Roma Fiumicino rappresenti molto più di un’infrastruttura di trasporto. Forte dei recenti riconoscimenti internazionali – dalle 5 Stelle Skytrax al titolo di miglior aeroporto europeo assegnato per il nono anno consecutivo – lo scalo punta a una crescita sostenibile capace di accompagnare l’aumento dei passeggeri senza perdere di vista il rapporto con il territorio. Il piano di sviluppo guarda ai prossimi dieci-quindici anni e comprende nuove infrastrutture, una quarta pista, una diversa organizzazione operativa delle aree di volo e un grande progetto ambientale con un parco di 85 ettari sul litorale romano.
Parallelamente cresce anche l’offerta dedicata ai viaggiatori d’affari. Fraccari ha evidenziato come il segmento corporate continui a registrare risultati positivi grazie alla digitalizzazione dei servizi, ai nuovi strumenti dedicati alle aziende e agli investimenti nei mobility services, tra cui il futuro parcheggio multipiano da 1.200 posti auto in costruzione a ridosso dei terminal.
La visione è chiara: l’aeroporto del futuro sarà un ecosistema integrato, capace di offrire connessioni efficienti, servizi digitali e sostenibilità, accompagnando il viaggiatore lungo tutta l’esperienza di viaggio.
Con il patrocinio di
dell’anno, dove qualità del servizio, formazione continua e capacità di problem solving rappresentano ancora i principali fattori distintivi.
Il travel manager diventa sempre più strategico
Anche i riconoscimenti dedicati ai professionisti raccontano come la figura del travel manager stia cambiando. Non si tratta più soltanto di prenotare voli e hotel. Oggi il travel manager governa policy aziendali, sostenibilità, sicurezza dei dipendenti, controllo dei costi, digitalizzazione e benessere del viaggiatore. Ne sono esempio Sofia Pasquali di Campus X, premiata tra le aziende fino a 200 viaggiatori, Stefania Di Cerbo di Autostrade, riconosciuta per il progetto di implementazione
Il messaggio di IMA 2026
tecnologica, Marco Venturi di Snep, designato come Event Manager dell’anno e Diana Charlotte Da Ros di Stellantis, premiata nella gestione di organizzazioni complesse.
Sostenibilità einclusionediventano criteri di valutazione
Non solo efficienza economica. Gli IMA 2026 confermano come sostenibilità e inclusione siano ormai entrate stabilmente nei criteri di valutazione delle aziende.
HRS è stata premiata con la Green Stay Initiative per il contributo alla standardizzazione delle valutazioni ambientali degli hotel, mentre BWH Hotels Italia ha ricevuto il riconoscimento dedicato all’inclusione grazie ai progetti sviluppati per migliorare l’accessibilità delle proprie strutture.
Sono segnali che raccontano un mercato ormai maturo, nel quale il
Scorrendo i ventuno premi assegnati emerge un filo conduttore preciso.
• tecnologia al servizio delle persone
• consulenza strategica
• sostenibilità come criterio di scelta
• qualità dell’esperienza
• networking come motore di sviluppo
Gli Italian Mission Awards fotografano un business travel che non premia soltanto le performance commerciali, ma la capacità delle aziende di interpretare il cambiamento.
valore non risiede più soltanto nel prezzo ma nella capacità di costruire esperienze di viaggio efficienti, sicure, inclusive e sostenibili.
Networking e relazioni
Accanto ai premi non sono mancati i momenti di networking, da sempre uno degli elementi distintivi della manifestazione. La conduzione di Luigi Fiorenti, accompagnata dall’esibizione della pianista Giulia Vazzoler, ha reso dinamica la cerimonia, mentre il cruciverba dedicato al business travel e le estrazioni
finali hanno coinvolto direttamente i presenti.
Come hanno ricordato all’unisono più partecipanti, «gli IMA rappresentano un’importante occasione di confronto per tutta la filiera. Sono eventi che favoriscono relazioni autentiche e permettono agli operatori di condividere idee, esperienze e prospettive».
Oltre il premio, il valore di un settore che evolve I premi rappresentano una fotografia dello stato di salute del business travel italiano e delle direttrici lungo cui si sta muovendo il mercato. Le compagnie aeree investono nella qualità dell’esperienza e nell’espansione dei collegamenti internazionali. Gli aeroporti diventano hub sempre più integrati, dove infrastrutture, servizi digitali e sostenibilità convivono in un unico ecosistema. Gli hotel evolvono verso modelli di ospitalità più flessibili, mentre le Travel Management Company rafforzano il proprio ruolo consulenziale, affiancando le aziende nella gestione di scenari sempre più complessi.
Parallelamente cresce anche il ruolo del travel manager, oggi chiamato a governare non soltanto budget e trasferte, ma temi come duty of care, compliance, sostenibilità, sicurezza dei dipendenti e analisi dei dati. L’intelligenza artificiale, protagonista della serata, rappresenta certamente una delle leve che trasformeranno il settore nei prossimi anni. Ma dalle testimonianze raccolte a Palazzo Mezzanotte emerge con altrettanta chiarezza un altro messaggio: la tecnologia accelera i processi, mentre sono ancora le persone a costruire fiducia, relazioni e valore. È forse questa la sintesi più efficace degli Italian Mission Awards 2026. Un comparto che continua a innovare senza perdere la propria dimensione umana e che vede nella collaborazione tra imprese, fornitori e professionisti la chiave per affrontare le sfide future. l
I vincitori di Italian Mission Awards 2026
MIGLIOR COMPAGNIA AEREA PER I VIAGGI D’AFFARI Turkish Airlines
MIGLIOR COMPAGNIA AEREA PER I VIAGGIATORI D’AFFARI – LUNGO RAGGIO
DeltaAirLines
MIGLIOR BUSINESS CLASS Crystal Business Class – Turkish Airlines
CATENA ALBERGHIERA DELL’ANNO- ITALIA UNA Italian Hospitality
CATENA ALBERGHIERA DELL’ANNO- GLOBAL IHG Hotels & Resorts
MIGLIOR HOTEL BUSINESS PER I VIAGGIATORI D’AFFARI NH Firenze – Minor Hotels
MIGLIOR LUXURY HOTEL PER I VIAGGIATORI D’AFFARI
Hotel d’Inghilterra Roma – Starhotels Collezione
MIGLIORI SPAZI PER MEETING ED EVENTI Rosa Grand Milano – Starhotels Collezione
MIGLIOR EVENT MANAGER DELL’ANNO Marco Venturi – Snep
MIGLIOR SOCIETÀ DI AUTONOLEGGIO PER I VIAGGIATORI D’AFFARI Hertz Italia
TRAVEL MANAGER DELL’ANNO – da 0 a 200 viaggiatori Sofia Pasquali – Campus X
MIGLIOR PROGETTO D’IMPLEMENTAZIONE DI TOOL/APP PER I VIAGGIATORI D’AFFARI
Stefania Di Cerbo – Autostrade
MIGLIOR OFFERTA DI SOLUZIONI TECNOLOGICHE PER LA GESTIONE DEI VIAGGI
D’AFFARI Xlogic – Bpartners
MIGLIOR SELF BOOKING TOOL My Tico | Cisalpina Tours International
MIGLIOR SOLUZIONE MOBILE BizTravel Evolution | TNS Gruppo Uvet Global Business Travel
MIGLIOR TRAVEL MANAGEMENT COMPANY CON FATTURATO BT SOPRA I 40MLN €
Cisalpina Tours International
MIGLIOR CALL CENTRE Gattinoni Business Travel
MIGLIOR SERVIZIO DI ACCOUNT MANAGEMENT Cisalpina Tours International
MIGLIORI INIZIATIVE DELL’ANNO NELL’AMBITO DELL’INCLUSIONE BWH Hotels Italia
MIGLIORI INIZIATIVE DELL’ANNO NELL’ AMBITO DELLA SOSTENIBILITÀ
GreenStay Initiative – HRS
MIGLIORI INIZIATIVE DELL’ANNO NELL’ AMBITO DELLA SOSTENIBILITÀ
Diana Charlotte Da Ros – Stellantis
I PREMIATI 2026
BizTravel Lab debutta a Bologna
Il nuovo format del Gruppo Uvet porta nel cuore dell’Emilia-Romagna il confronto tratravel manager, imprese e fornitori della filiera. Al centro personalizzazione del servizio, dutyof care, digitalizzazione e nuove sfide internazionali
di Luigi Barni
Dal business travel come semplice gestione delle trasferte a leva strategica per le imprese. È questo il filo conduttore di BizTravel Lab, il nuovo format ideato dal Gruppo Uvet e andato in scena a Bologna, portando fuori da Milano il confronto che da anni caratterizza il BizTravel Forum.
Emilia-Romagna e BT
La scelta dell’Emilia-Romagna non è casuale: uno dei territori più dinamici d’Italia, caratterizzato da distretti industriali, grandi imprese esportatrici e multinazionali che
fanno dell’internazionalizzazione un fattore competitivo. Qui travel manager, mobility manager, fleet manager, responsabili HR, procurement e operatori della filiera si sono confrontati sull’evoluzione del viaggio d’affari, in un contesto in cui geopolitica, tecnologia e sostenibilità stanno ridefinendo il ruolo delle travel management company. Ad aprire i lavori, moderati da Nicola Porro, è stato il presidente del Gruppo Uvet, Luca Patanè, seguito dagli interventi del geopolitologo Dario Fabbri , dell’economista Franco Mosconi e dei rappresen -
tanti di compagnie aeree, aeroporti, aziende tecnologiche e operatori della mobilità. Dai panel è emerso come il business travel non coincida più con la semplice prenotazione, ma rappresenti un servizio consulenziale fondato sulla conoscenza del viaggiatore, sull’assistenza in tempo reale e sulla gestione dei rischi in uno scenario internazionale sempre più instabile.
Economia e geopolitica
Nel suo intervento, Dario Fabbri ha evidenziato come gli Stati Uniti restino la principale potenza mon-
Il business travel è un servizio su misura
A margine dell’evento, il presidente del Gruppo Uvet, Luca Patanè, ha spiegato la scelta di Bologna: «L’Emilia-Romagna è una regione dove siamo presenti con una struttura importante e seguiamo alcuni dei nostri principali clienti. Qui operano multinazionali, imprese familiari e champion industriali che chiedono qualità nella gestione della trasferta, nella comunicazione e nell’assistenza. BizTravel Lab nasce per far crescere questa community insieme a partner e clienti». Per Patanè il cambiamento più significativo riguarda il rapporto con il viaggiatore: «Gestiamo oltre un milione di viaggiatori e il concetto è “a ognuno la sua misura”: offrire un servizio personalizzato, anche nelle situazioni straordinarie, prendendosi cura del viaggiatore prima, durante e dopo la trasferta». Sull’intelligenza artificiale ha aggiunto: «L’AI ci permette di essere più veloci, migliorare le piattaforme, interpretare meglio il linguaggio dei clienti e aumentare l’efficienza. Gli investimenti in tecnologia sono indispensabili, ma il riferimento finale restano sempre le persone».
Infine: «Le piattaforme hanno aumentato la trasparenza del mercato e facilitato il dialogo con fornitori, compagnie aeree e aeroporti. Il nostro compito è trasformare le esigenze delle aziende in servizi concreti, rendendo il business travel più semplice, efficiente e sicuro».
diale, pur in un contesto di crescente autonomia strategica di molti Paesi. Tensioni internazionali, controllo delle rotte marittime e frammentazione degli equilibri globali incidono direttamente anche sulle trasferte aziendali, imponendo maggiore attenzione a duty of care e sicurezza. Franco Mosconi ha invece sottolineato la forza del sistema manifatturiero italiano e dei distretti industriali, sostenuti da imprese leader sui mercati internazionali. Tra i comparti più competitivi figurano life science, farmaceutica, meccatronica e packaging, settore nel quale Bologna rappresenta uno dei poli mondiali. Restano aperte le sfide legate al calo demografico, agli investimenti nel capitale umano e alla capacità di attrarre competenze.
Tecnologia e AI
Uno dei temi trasversali dell’evento è stato il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del business travel. Dai contributi dei partner tecnologici è emerso come le aziende più dinamiche stiano accelerando la digitalizzazione. L’AI
viene considerata uno strumento per migliorare qualità del servizio, efficienza dei processi, interpretazione delle richieste e personalizzazione dell’assistenza. Cresce anche il valore dei dati, delle piattaforme digitali e dell’integrazione tra travel policy, comunicazione e supporto continuo al viaggiatore, con la tecnologia che affianca, senza sostituire, il rapporto umano.
Infrastrutture e mobilità
Spazio anche all’evoluzione della
connettività internazionale. Stefano D’Ilario, per Emirates, ha sottolineato l’importanza di rafforzare i collegamenti dell’Emilia-Romagna con il Golfo e i mercati asiatici. Mauro Bolla ha illustrato gli investimenti dell’Aeroporto Guglielmo Marconi per migliorare infrastrutture, controlli di sicurezza, gestione dei bagagli e flussi dei passeggeri. Il confronto si è esteso inoltre al fleet e mobility management, affrontando l’evoluzione delle flotte aziendali, della mobilità casa-lavoro e delle prospettive della guida autonoma, a conferma di una gestione sempre più integrata della mobilità aziendale. l
La mobilità a 360 gradi
La mobilità a 360 gradi
Maria Teresa Pagliarini, travel manager di Exelentia, cura nei dettagli le trasferte che i propri collaboratori effettuano su scala nazionale e internazionale. La sua esperienza pregressa nel mondo del turismo gioca un ruolo chiave
di Carolina
Barbieri
Carones
La mobilità elettrica e sostenibile fa passi da gigante e molte aziende, private e pubbliche, ne utilizzano i vantaggi per trasportare persone e cose. Lo sa bene Exelentia, che dal suo quartier generale di Roma, tra la città e l’aeroporto, sviluppa e distribuisce veicoli elettrici innovativi anche personalizzandoli in funzione delle specifiche esigenze operative. La gamma? Comprende soluzioni per
la logistica urbana, l’igiene ambientale, i servizi di utility, il turismo, l’hospitality e la mobilità privata. E siccome Exelentia presidia l’intera filiera – dalla produzione e importazione alla distribuzione, dall’omologazione all’assistenza post-vendita – i collaboratori effettuano diverse trasferte di lavoro durante tutto l’arco dell’anno.
Con computer e smartphone a portata di mano, Maria Teresa Pagliarini è la manager che da oltre 10 anni si occupa del business travel e che “fa viaggiare” lo staff Exelentia anche all’estero, visto che l’obiettivo è di contribuire all’evoluzione della mobilità sostenibile su scala internazionale.
Da quanto tempo lavora in Exelentia e con quali ruoli?
«Arrivo da un’esperienza ventenna-
le nel settore del turismo e dell’organizzazione dei viaggi. Un percorso che mi ha permesso di portare in azienda competenze specifiche nella gestione delle trasferte e della logistica. Nel corso degli anni ho contribuito a consolidare all’interno dell’azienda i processi e i regolamenti che sostengono il mio lavoro quotidiano. Oggi mi occupo della pianificazione delle trasferte nazionali e internazionali del personale commerciale e tecnico, coordinando tutti gli aspetti logistici e collaborando quotidianamente con i diversi reparti aziendali affinché ogni trasferta sia organizzata in modo efficiente e coerente con le esigenze operative. Mi occupo inoltre, nel ruolo di segreteria di direzione, del planning e organizzazione della proprietà incluse le trasferte di business per incontri con partner internazionali». Qual è la politica generale di Exelentia in merito alle trasferte di lavoro?
«La gestione delle trasferte si basa su un Regolamento Trasferte approvato annualmente dalla direzione, che definisce la policy aziendale. Per noi tale regolamento non è solo uno strumento amministrativo, ma un elemento di governance che garantisce uniformità, trasparenza e rapidità decisionale, lasciandomi l’autonomia necessaria per gestire le esigenze operative quotidiane. Il
regolamento disciplina autorizzazioni, criteri di scelta dei mezzi e delle strutture ricettive, gestione delle spese e quadratura e mi consente di operare con autonomia nelle trasferte ordinarie, confrontandomi con la direzione solo nei casi eccezionali».
Quali sono i motivi delle trasferte dei vostri collaboratori?
«Sono numerosi: organizziamo trasferte commerciali, partecipazioni a fiere, incontri nazionali e internazionali con fornitori e partner, consegne dei veicoli al cliente finale e interventi di assistenza post-vendita tramite le officine mobili, sia in Italia sia all’estero».
Qual è la procedura per autorizzare un viaggio?
«Ogni trasferta nasce dall’esigenza del reparto interessato e segue la procedura prevista dal citato Regolamento Trasferte. Per gli interventi di assistenza tecnica è spesso necessario lavorare con poco preavviso: tempestività, flessibilità e coordinamento sono fondamentali. La richiesta parte dal cliente passa attraverso il reparto operativo che richiede la trasferta. La trasferta commerciale è invece una richiesta diretta del reparto. Nel mio ruolo verifico che la richiesta sia conforme al Regolamento Trasferte e alle esigenze aziendali, procedendo quindi all’organizzazione del viag-
gio. Una volta presa in carico, viene gestita nel modo più efficiente possibile, mettendo il comfort del dipendente al primo posto. Durante l’organizzazione, mantengo un rapporto diretto con i diversi vettori e con le strutture ricettive per garantire la qualità e l’efficienza del servizio scelto».
In che cosa si differenziano le richieste dei viaggiatori più giovani da quelle dei meni giovani?
«Nella mia esperienza le differenze generazionali incidono meno di quanto si possa immaginare. Esistono preferenze personali diverse, ma nel nostro caso la vera differenza è rappresentata dalla tipologia di trasferta e dalle esigenze operative del reparto coinvolto».
Può fare un esempio?
«Organizzare il viaggio di un commerciale, pianificare la consegna di un veicolo oppure coordinare un intervento urgente di un’officina mobile richiedono approcci completa-
Maria Teresa Pagliarini, travelmanager diExelentia
mente diversi. Il nostro Regolamento Trasferte è stato costruito proprio per adattarsi alle diverse esigenze aziendali, indipendentemente dall’età del collaboratore».
Attraverso quali canali o tecnologie avviene la reportistica delle spese che i dipendenti sostengono in viaggio?
«Le spese sono gestite secondo quanto previsto dal Regolamento Trasferte che garantisce tracciabilità, controllo dei costi e uniformità delle procedure. La reportistica delle spese che i dipendenti sostengono avviene attraverso un processo digitale sul portale dedicato. Vengono inseriti i giustificativi che sono raccolti e informatizzati. Questo permette agilità di processo e tracciabilità con margini di errore minimi».
Qual è la sfida più difficile per un travel manager come lei quando si tratta business travel?
«Le sfide principali di un travel manager, secondo la mia esperienza, sono il continuo “gioco di equilibrio” tra risparmio aziendale e benessere dei dipendenti e il conciliare organizzazione e programmazione con rapidità di risposta, soprat-
tutto nell’ambito delle trasferte per assistenza veicoli. La comunicazione trasversale tra il travel manager e i reparti dell’azienda (commerciale, officina, amministrazione e direzione) è fondamentale per garantire che l’organizzazione sia rapida ed efficiente. Anche la gestione del parco auto aziendale è parte integrante di questo coordinamento. L’arte di chi gestisce la mobilità aziendale, più che la sfida, è riuscire a far quadrare i bilanci senza mai far sentire il collega in viaggio come un semplice capitolo di spesa».
Il boom dei costi del carburante ha modificato qualche aspetto della politica di viaggio di Exelentia?
«Exelentia è un’azienda che opera nel settore della mobilità sostenibile, perciò l’ottimizzazione degli spostamenti rappresentava già una scelta organizzativa prima dell’aumento del carburante. Ogni trasferta e ogni spostamento sono ottimizzati – e resi efficienti e sostenibili – anche nell’uso del carburante. Quando possibile si ricorre a mezzi di trasporto e, soprattutto per le trasferte commerciali, si predilige il treno all’automobile o aereo. Nell’ambito dell’assistenza, l’aumento del carburante ci ha portato a una maggiore attenzione alla pianificazione, ottimizzando gli itinerari e accorpando le attività quando possibile. Rimane però prioritario garantire tempestività nelle consegne e nell’assistenza tecnica».
Mediamente quante trasferte di lavoro effettuano ogni anno i vostri collaboratori?
«Ogni anno organizziamo tra le 1.200 e 1.500 trasferte nazionali e internazionali che comprendono attività commerciali, fiere, incontri con fornitori e partner, consegne dei veicoli e assistenza. Il numero più elevato di trasferte è registrato nell’assistenza tecnica in quanto, dalla sede di Roma, lavoriamo con clienti in tutto il territorio nazionale tramite officine mobili». l
Meeting esperienziali e relazioni
La strategia di Planetaria Hotels per gli eventi business, tra tecnologia e ospitalità
Il business travel cambia, il MICE cresce e gli eventi chiedono sempre più esperienze memorabili. È in questo scenario che Planetaria Hotels, gruppo alberghiero italiano con dodici strutture nelle principali città d’arte e d’affari, sviluppa la propria strategia, puntando su innovazione, qualità dell’ospitalità e flessibilità. A raccontarla è Damiano De Crescenzo, Direttore Generale del gruppo.
«Il business travel continua a essere un segmento fondamentale, ma oggi le trasferte sono molto più selettive rispetto al passato. Ci si sposta soprattutto quando serve creare relazioni o sviluppare il business». Parallelamente, osserva De Crescenzo, cresce il leisure, tanto che città come Milano registrano buoni livelli di occupazione anche nei mesi tradizionalmente più deboli. Per questo Planetaria Hotels punta a un equilibrio tra clientela business, MICE e leisure: «Cerchiamo di non dipendere da un solo segmento. Ogni ospite deve trovare il proprio spazio e sentirsi accolto». Sul fronte congressuale la domanda è sempre più orientata verso eventi capaci di coinvolgere i partecipanti. «Oggi non basta più of-
frire una sala meeting efficiente: gli organizzatori cercano location che sappiano lasciare un ricordo». Da qui gli investimenti del gruppo, come l’Immersive Room dell’Enterprise Hotel di Milano, tra le prime realizzate in Italia all’interno di un hotel, che consente di creare format ad alto impatto, o il centro congressi panoramico del Grand Hotel Savoia di Genova, dove anche il contesto diventa parte dell’esperienza. L’offerta MICE comprende inoltre Château Monfort, Hotel Indigo Milan, Leon’s Place Hotel e Hotel Pulitzer.
Per De Crescenzo anche la ristorazione è un elemento strategico: «Coffee break, pranzi di lavoro e cene non sono più servizi accessori, ma contribuiscono al successo dell’evento e alla qualità dell’esperienza».
L’innovazione passa anche da aspetti meno visibili, come il sistema di climatizzazione a quattro tubi dell’Enterprise Hotel, che garantisce comfort costante durante i meeting, e da un modello organizzativo che privilegia rapidità e autonomia decisionale. «I nostri collaboratori possono personalizzare le risposte e trovare soluzioni in tempi rapidi: è un valore molto apprezzato da aziende ed event manager». Sostenibilità e intelligenza artificiale completano il percorso di innovazione del gruppo, senza mettere in secondo piano il fattore umano. «L’AI è un supporto operativo, ma la vera differenza la fanno le persone. Vogliamo offrire un’esperienza che rimanga nella memoria grazie all’accoglienza, all’attenzione ai dettagli e alla qualità delle relazioni». l
QR Code: online laversione integrale dell’intervista
di Luigi Barni
Château Monfort
Enterprise Hotel
Leon’s Palace
Leon’s Palace
Dal telex al copilot: l’intelligenza artificiale entra, anzi ora è, nel Self-Booking Tool Dal telex al copilot: l’intelligenza artificiale entra, anzi ora è, nel
Self-Booking Tool
Cosa chiedere (davvero) a un Self-Booking Tool AI-native: 5 applicazioni concrete – e un nodo, la governance del dato – che separano il marketing dalla sostanza. Perché il Travel Manager, oggi come ai tempi del GDS, deve guidare l'innovazione, non subirla
di Alfredo Pezzani
Quando ho iniziato a lavorare, le mie prime prenotazioni alberghiere le ho fatte con un telex. Avevo diciannove anni e mi sembrava fantascienza pura: io alla “guida” di questa macchina che sembrava la consolle di una astronave. Quella, allora, era la tecnologia. Qualche anno dopo, per imparare a usare un GDS, mi mandarono negli Stati Uniti: l’aula e il contesto del gds “PARS” – qualcuno se ne ricorda, insieme a TWA? –mi sembravano la NASA. Poi arrivò il fax, che oggi chiameremmo
preistoria, etc., etc. Adesso lavoro ogni giorno con diversi modelli linguistici di grandi dimensioni, incluso uno che abbiamo creato e addestrato direttamente in casa, e certe mattine il viaggio su Marte mi sembra vicino. Oppure no? Ogni epoca ha le proprie innovazioni, e la lezione è sempre la stessa: bisogna imparare a governarle. Perché alla fine sei tu che devi guidare, non subire. È con questo spirito che guardo a ciò che sta accadendo ai Self-Booking Tool. Il SBT è stato la seconda
grande rivoluzione del business travel dopo il GDS: ha spostato la prenotazione dalle mani dell’agente a quelle del viaggiatore.
La terza rivoluzione Ma non ci siamo fermati a guardare: abbiamo ideato una nuova modalità di interazione e di gestione dei viaggi, trasformando l’osservazione in azione e l’SBT in qualcosa di realmente nuovo. La terza rivoluzione è in corso adesso, ed è la più profonda: l’intelligenza artificiale sta trasformando il SBT da modu-
lo di prenotazione a piattaforma intelligente. I numeri dicono che siamo solo all’inizio: secondo una ricerca GBTA di marzo 2026, il 58% dei travel buyer dichiara che l’AI non ha ancora avuto un impatto significativo sul proprio programma. Ma la domanda è già matura: l’83% vuole esperienze di prenotazione conversazionali, l’89% chiede gestione automatizzata delle disruption, il 95% vorrebbe raccomandazioni di policy generate dall’AI. Il divario tra ciò che i tool offrono e ciò che i programmi chiedono è, oggi, il vero terreno di gara.
5 applicazioni reali della AI nel corporate travel Vediamo allora le cinque applicazioni reali – non slide, non demo o
“cartonati” come spesso ci tocca vedere – che stanno già cambiando il lavoro di chi gestisce un programma di viaggio.
1. Il copilot conversazionale: dal form al dialogo. La prima applicazione è la più visibile: si smette di compilare maschere e si inizia a dialogare. «Devo essere a Francoforte giovedì mattina, torno venerdì sera, hotel vicino alla fiera»: il copilot interpreta, propone, prenota – in alcuni casi anche a voce, mentre si è in auto, con un messaggio whatsapp, o tra una riunione e l’altra. Non è un vezzo: è la leva più potente sull’adoption, storico tallone d’Achille di ogni SBT. Un tool che si usa volentieri è un tool che cattura spend, dati e compliance. Il beneficio si misura in punti percentuali di online adoption e in ore di travel arranger liberate.
2. Ottimizzazione tariffaria agentica su multi-GDS e NDC. Con la distribuzione frammentata tra GDS, canali NDC e contenuto diretto, nessun essere umano può più garantire al 100%% di aver visto «la tariffa giusta». Un motore agentico sì: confronta in continuo le fonti, ricompone le combinazioni, propone l’alternativa migliore per costo e policy – e ricontrolla la trasferta anche dopo l’emissione del biglietto nell’ottica di un “continuos pricing”. È saving strutturale, non negoziale: si somma agli sconti contrattati, non li sostituisce.
3. Policy dinamica e duty of care predittivo. La policy statica nel PDF non la legge nessuno; il nudge intelligente al momento della prenotazione sì. L’AI suggerisce l’opzione conforme prima che nasca l’eccezione, segnala il rischio prima che diventi emergenza, e in caso di disruption oggi avvisa. E tra poco riproteggerà il viaggiatore in modo proattivo. Compliance e sicurezza smettono di essere controlli a posteriori e diventano parte del flusso.
L’autore
Articolo scritto da Alfredo Pezzani, Amministratore Delegato di HuTechTravel, società che si prefigge di rivoluzionare il mondo del business travel così come conosciuto fino ad oggi. Insieme alla sua squadra di professionisti del settore e di sviluppatori, ha prima ideato e oggi distribuisce HAI, il nuovo e innovativo Smart Booking Tool (SBT) corporate.
4. La governance e sicurezza del dato: il nodo che separa i tool seri dagli esperimenti. Ed eccoci al punto che considero decisivo, e su cui invito ogni collega a fare domande scomode ai propri fornitori che comunicano di stare lavorando sull’introduzione. E sottolineo stanno ancora lavorando per farlo accadere... Non tutti gli «SBT con AI» saranno uguali. C’è una differenza sostanziale tra un tool che inoltra i dati di viaggio a un LLM pubblico di terze parti e un tool costruito su infrastruttura proprietaria, addestrato internamente, dove il dato resta sotto la governance e har-
dware di chi eroga direttamente il servizio. I dati di viaggio sono dati sensibili per definizione: dicono dove va il vostro management, quando, con chi. Sovranità del dato, GDPR, riservatezza industriale: qui si gioca la fiducia. Il mio consiglio da vecchio mestierante:
prima di chiedere a un SBT «cosa fa la tua AI?», chiedete «dove va il mio dato, e chi controlla il modello?». La risposta vi dirà molto più di qualsiasi demo.
5. Duty of care e “Who is Where” in tempo reale. Tutti sappiamo che oggi sapere dove sono i tuoi
Le features chiave del nuovo Smart Booking Tool corporate
viaggiatori in questo preciso momento non è un plus: è un obbligo – legale, contrattuale e morale. Avere oggi sistemi duty of care da adempimento formale a capacità operativa viva fa la differenza restituendo un “Who is Where” istantaneo: chi è in viag-
gio, dove si trova, dove sarà nelle prossime ore.
Quando scatta un evento critico –un attentato, un disastro naturale, la chiusura di uno spazio aereo – il sistema identifica in secondi i viaggiatori esposti, può attivare la comunicazione bidirezionale (“sei al sicuro?”), e allerta il travel manager e il security team. Non è più il travel manager che, preoccupato, apre dieci PNR per capire chi è a Istanbul: è la piattaforma che glielo dice prima ancora che lo chieda.
Per un’azienda, questo significa passare dal “speriamo che vada tutto bene” al controllo proattivo del rischio persone – l’asset più prezioso e non negoziabile. È l’elemento che separa una TMC che vende biglietti da un partner strategico che protegge le persone.
Guidare, non subire: cosa chiedere a un Self-Booking Tool AI-native Un’onestà intellettuale è però doverosa. L’AI nei SBT ha limiti veri e costi reali: non è gratis – richiede ingenti investimenti in tecnologia, dati e soprattutto competenze; se non istruita bene può sbagliare , ereditando bias e producendo risposte inaffidabili; e se non manutenuta si degrada , perdendo precisione man mano che cambia-
no mercati, tariffe e comportamenti. Come diceva la famosa pubblicità? La potenza è nulla senza controllo! E poi c’è un equivoco da smontare una volta per tutte: l’AI non sostituisce il travel consultant, lo potenzia Toglie il lavoro ripetitivo, non il giudizio. Le tra-
sferte complesse, le emergenze, la relazione: lì serve – e servirà –l’essere umano. Chi vi promette il contrario sta vendendo, non consigliando Nei prossimi ventiquattro mesi vedremo agenti sempre più autonomi – capaci di gestire l’intero ciclo richiesta-prenotazione-riprotezione –e un’iper-personalizzazione basata sulle preferenze reali del viaggiatore. La tecnologia correrà. La domanda giusta, per un Travel Manager, non sarà «quale AI ha il mio SBT?», ma «chi governa questa AI, e con quali garanzie?». Quarant’anni fa il telex mi sembrava il futuro; poi lo furono il GDS, il fax, il web. Ogni volta, chi ha vinto non è stato chi aveva la tecnologia più nuova, ma chi ha saputo governarla prima e meglio degli altri. Con l’intelligenza artificiale vale la stessa regola, solo con una posta più alta. Guidare, non subire: era vero ai tempi di PARS, è vero oggi. l
Intelligenza artificiale: la nuova alleata degli event planner
Intelligenza artificiale: la nuova alleata degli event planner
Per gli organizzatori di eventi l’intelligenza artificiale è un’alleata strategica, capace di liberare tempo, ridurre errori, aumentare la sostenibilità, migliorare l’accessibilità e rendere ogni evento più personalizzato e sicuro. Ma il fattore vincente rimane quello umano
di Simona Parini
L’intelligenza artificiale è ormai una presenza costante in ogni settore. E l’industria degli eventi non fa certo eccezione.
Chiaramente in un comparto fortemente basato sulle relazioni umane come quello del Mice la tecnologia non sostituisce e non sostituirà mai
la componente creativa del lavoro degli organizzatori ma può sicuramente amplificarne l’efficacia. La capacità dell’intelligenza artificiale di analizzare grandi quantità di dati, di automatizzare processi e generare contenuti apre infatti nuove possibilità lungo l’intero ciclo di vita di un evento, dall’ideazione alla produzione. Accanto all’IA generativa, che con ChatGPT, Claude, Gemini e Microsoft Copilot crea contenuti testuali, visivi o audio, sono sempre più performanti tecnologie predittive che analizzano dati storici per anticipare bisogni futuri e modelli di machine learning che apprendono dai comportamenti per migliorare progressivamente le proprie prestazioni. E per gli organizzatori di eventi questi sono strumenti operativi già disponibili. Vediamo come
gli event planner possono sfruttare al meglio le tante opportunità dell’intelligenza artificiale.
Pianificare con l’IA
Durante la fase di pianificazione, l’IA può alleggerire il carico di lavoro automatizzando attività ripetitive come la creazione di email standard, la gestione delle mailing list, il calcolo dei budget o la definizione dei turni di staff. Ridurre gli errori umani e velocizzare le operazioni permette di dedicare più tempo alle attività che richiedono presenza, sensibilità e negoziazione con fornitori e clienti. Le tecnologie predittive, inoltre, sono preziose per allocare risorse con maggiore precisione: stimare il numero di addetti necessari, prevedere la quantità di pasti da servire, ottimizzare gli ordini di materiali. Questa accuratezza migliora l’efficienza e contribuisce anche alla sostenibilità di un evento, riducendo sprechi e sovrap-
produzioni e facilitando la gestione responsabile dei materiali postevento. L’IA può inoltre supportare anche l’accessibilità, un tema sempre più centrale nella progettazione degli eventi. Analizzando dati di eventi precedenti, gli algoritmi possono individuare aree critiche e suggerire layout più inclusivi, migliorando la posizione dei punti di assistenza, ampliando i percorsi nelle zone più frequentate o adattando la struttura degli spazi per persone con esigenze specifiche. In tempo reale, l’IA può generare sottotitoli, interpretare contenuti in più lingue, fornire guide audio o monitorare l’esposizione a luci e suoni per garantire un’esperienza confortevole a tutti i partecipanti.
Il supporto allapersonalizzazione
La personalizzazione è un altro ambito in cui l’IA sta rivoluzionando il Mice. I partecipanti (soprattutto
quelli appartenenti alla Generazione Z) si aspettano sempre più esperienze su misura e l’analisi dei dati permette di costruire percorsi personalizzati, suggerire sessioni rilevanti, indirizzare i partecipanti verso contenuti affini ai loro interessi e au-
Chi conosce l’IA guadagna di più
mentare così il coinvolgimento. Creare manualmente programmi individuali sarebbe decisamente impossibile ma l’IA può farlo in pochi secondi, trasformando la partecipazione in un’esperienza più significativa. Lo stesso vale per il net -
Le competenze nell’uso dell’intelligenza artificiale si stanno affermando come la nuova “valuta” professionale. Secondo Age of Augmentation, la ricerca globale di Randstad, i professionisti che investono in certificazioni IA in Italia ottengono infatti promozioni fino a 2,5 volte più veloci della media mentre i giovani con ruoli entry level che richiedono competenze legate all’intelligenza artificiale ottengono stipendi iniziali fino al 25% superiori rispetto ai coetanei privi di skill IA. Ma le competenze in IA non sono tutto. Il vero acceleratore di carriera è infatti rappresentato dalla combinazione tra competenze IA e capacità tipicamente umane, elemento che permette di accedere più rapidamente a ruoli senior e di maggiore responsabilità. E la prova arriva dagli annunci di lavoro. Nell’ultimo anno in Italia è cresciuta soprattutto la domanda di competenze legate al pensiero critico (+303%), alla creatività (+156%), al problem solving (+133%) e all’intelligenza emotiva (+120%). Parallelamente è aumentata la richiesta di competenze specialistiche nella supervisione e nel controllo dei sistemi di intelligenza artificiale, con una crescita del 122% di skill di “IA auditing” e del 101% di quality assurance.
work ing: pur essendo un’attività profondamente umana, può essere facilitato dall’IA attraverso l’abbinamento intelligente di profili, obiettivi professionali e interessi. Anche nel marketing l’IA offre un grande supporto. Le campagne possono essere ottimizzate grazie a modelli che associano persone a contenuti, conferenze o aree dell’evento in base alle loro preferenze. L’IA generativa può produrre bozze di annunci, post social, email o biografie che il team marketing può poi rifinire con la propria sensibilità creativa. Un altro ambito in cui l’Intelligenza Artificiale sta diventando decisiva è la sicurezza. Analizzando i dati storici gli algoritmi possono identificare aree a rischio, punti ciechi, zone ad alto traffico e suggerire strategie di crowd management più efficaci. In alcuni casi, l’IA può monitorare la folla in tempo reale, rilevare com-
ALEXANDRE PELLAES SU UNSPLASH
portamenti sospetti o supportare la cybersecurity attraverso l’analisi dei pattern di utilizzo delle password. Chiaramente questi strumenti non sostituiscono il personale di sicurezza ma ne aumentano sicuramente la capacità di prevenzione e risposta.
La good news
Un aspetto da tenere sempre presente è che l’IA non riduce il bisogno di incontrarsi ma, anzi, lo amplifica. Lo confermano i dati dell’UK Productivity Gap Index commissionato da The Meetings Show e basato su un sondaggio condotto coinvolgendo 1.000 manager aziendali. Quasi due terzi, il 62%, affermano che l’IA sta aumentando la necessità di confronto, allineamento umano e, quindi, di eventi azienda-
li. La ricerca mostra inoltre come l’adozione dell’IA stia introducendo nuovi livelli di complessità. Infatti i manager riferiscono di perdere in media 3,9 ore ogni settimana a causa di decisioni ritardate o poco chiare, per un totale di 202 ore o 25 giorni lavorativi di perdita di produttività all’anno. Inoltre la metà afferma che i progetti si bloccano proprio per la lentezza decisionale mentre il 47% delle riunioni si conclude senza un esito definito. Ed ecco che in questo scenario sono proprio gli incontri in presenza il vero acceleratore organizzativo. Il 65% afferma infatti che le decisioni complesse o sensibili vengono prese più rapidamente di persona, percentuale che sale all’82% quando si tratta di decisioni critiche. Il motivo è semplice: il contatto diretto per-
mette di leggere le sfumature, costruire fiducia immediata, ridurre l’ambiguità e generare un senso di responsabilità condivisa. E per gli organizzatori di eventi aziendali questi dati sono sicuramente una conferma ma anche un’opportunità dal momento che gli eventi diventano strumenti di produttività, occasioni in cui si accelerano i processi decisionali e si ricostruisce l’allineamento tra i membri di un team. Ecco quindi che il ruolo degli event planner cambia o, meglio, evolve, facendoli diventare architetti di contesti decisionali. Sono proprio gli event planner, infatti, a creare ambienti che facilitano la collaborazione, format che riducono l’ambiguità ed esperienze che trasformano un incontro in un acceleratore di lavoro. l
DAVID CLODE SU UNSPLASH
ADR Mobility supporta la crescita dell’Aeroporto di Genova
Antonio Fraccari racconta le novità della gestione dei parcheggi e i progetti di sviluppo dedicati ai viaggiatori business e leisure
di O.M. Fumagalli
ADR Mobility è oggi uno dei principali protagonisti della mobilità aeroportuale in Italia. Quando si parla di Easy Parking, il riferimento non è più soltanto agli aeroporti romani: dal 2026 i servizi si estendono anche all’Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, con un’offerta orientata a praticità, sicurezza e digitalizzazione. A fare il punto sull’andamento del settore e sulle principali novità è Antonio Fraccari, Consigliere Delegato di ADR Mobility. Qual è il momento che sta vivendo il settore della mobilità aeroportuale? «Stiamo registrando una crescita co-
stante del traffico rispetto al 2025. Nei nostri parcheggi, ad oggi, l’incremento è di circa il 7%, anche grazie all’avvio della gestione dello scalo di Genova. Va inoltre considerato che gli aeroporti di Fiumicino, Ciampino e Genova servono bacini di utenza molto ampi, con passeggeri che arrivano anche da oltre 250 chilometri di distanza. In questo contesto, l’automobile continua a rappresentare il principale mezzo di accesso agli aeroporti, sia per i viaggiatori sia per chi li accompagna». Parliamo di Genova. Come si posiziona oggi l’offerta di parcheggio di uno scalo che sta vivendo una fase di forte crescita?
«Abbiamo recentemente vinto la gara per la gestione dei parcheggi dell’Aeroporto di Genova. Pur essendo uno scalo di dimensioni contenute, sta attraversando una fase di sviluppo molto significativa grazie all’attivazione di nuovi collegamenti con diverse destinazioni europee, che stanno contribuendo all’aumento del traffico passeggeri. Da ottobre gestiamo il parcheggio P1, situato direttamente di fronte al terminal, il P2, dedicato prevalentemente alla sosta di media e lunga durata, l’area riservata alle moto, il parcheggio Marina, utilizzato anche dagli operatori legati al porto, e il parcheggio Staff destinato agli operatori aero-
portuali. A breve inaugureremo anche il nuovo parcheggio P3 per la lunga sosta, che resterà comunque raggiungibile a piedi in meno di cinque minuti dal terminal».
Cosa troverà chi utilizzerà per la prima volta i parcheggi di Genova? «L’esperienza sarà perfettamente allineata a quella degli altri parcheggi ADR Mobility. Tutta l’infrastruttura è fortemente digitalizzata: accesso tramite lettura automatica della targa, prenotazione online e strumenti dedicati sia alle aziende, attraverso il portale 4Corporate, sia alle agenzie di viaggio con la piattaforma 4Leisure. Si tratta di soluzioni che abbiamo sviluppato e già collaudato negli altri aeroporti per rendere il servizio più semplice ed efficiente. A Genova una parte importante della domanda proviene dal segmento business, sia per soste brevi sia di lunga durata, con una particolare preferenza per il parcheggio P1, il più vicino al terminal. Parallelamente, l’ampliamento dell’offerta voli, soprattutto verso Roma e numerose destinazioni europee, risponde anche alle esigenze dei molti operatori marittimi che gravitano sul porto di Genova e necessitano di collegamenti internazionali. Una
quota significativa del traffico è inoltre rappresentata dai collegamenti con i Paesi dell’Europa orientale e dei Balcani».
Guardando invece a Roma, cosa comporterà per passeggeri e imprese il piano di sviluppo dell’Aeroporto di Fiumicino?
«Si tratta di un progetto strategico
di grandissima rilevanza. Fiumicino continua a essere riconosciuto come il miglior aeroporto d’Europa, conferma arrivata, per l’ottava volta dal 2018, anche nel 2026. Il piano prevede la realizzazione di una quarta pista che servirà aumentare i passeggeri dagli attuali 51 milioni a 100 nei prossimi venti anni, distribuendo meglio decolli e atterraggi in modo anche da ridurre l’impatto acustico sui centri abitati dove si registrerà una diminuzione del rumore fino all’80%. Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, sarà interessata solo una porzione limitata della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, a cui corrisponderà, secondo un principio di “saldo zero”, una restituzione di altrettante superfici da parte di ADR che includerà la creazione di un nuovo parco di circa 85 ettari, un’estensione uguale a quella di Villa Borghese. Nel complesso, il progetto rappresenterà un importante motore di sviluppo economico su scala nazionale, con un impatto stimato di circa 70 miliardi di euro di valore aggiunto e la creazione di oltre 300.000 posti di lavoro nell’intero indotto». l
100 hotel entro il 2030
Marco Gilardi spiega le buone performance del mercato tricolore per Minor Hotels, conglisviluppi di BT e MICE
di Luigi Barni
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L’Italia si conferma uno dei mercati strategici per Minor Hotels, che punta a passare dagli attuali 60 hotel a 100 entro il 2030. Il piano rientra nella crescita internazionale del gruppo, oggi presente con 643 strutture in 63 Paesi e con l’obiettivo di raggiungere quota 850.
«L’Italia è il nostro secondo mercato europeo ed è quello con le maggiori opportunità di sviluppo», spiega Marco Gilardi, Senior Vice President Italy Operations Southern Europe. Il Paese registra le migliori performance del gruppo, con una
crescita dell’ADR del 6% nel primo trimestre 2026. Lo sviluppo sarà sostenuto da un modello sempre più asset-light, basato su management contract e franchising, con particolare impulso dei nuovi soft brand Colbert Collection e iStay Hotels by NH. Entro fine anno sono previste tre aperture per Tivoli, NH Collection e Colbert.
L’espansione interesserà sia destinazioni già presidiate sia nuove aree ad alto potenziale, tra cui Puglia, Sicilia, Genova, La Spezia, Napoli, Lago di Como, Toscana, Sardegna, Bologna e le Alpi, con focus su Cortina, Cervinia e Courmayeur. Il gruppo punta inoltre a coinvolgere gli hotel indipendenti e a conduzione familiare, offrendo piattaforme distributive, revenue management, rete commerciale globale e programmi di fidelizzazione. Per il business travel e il MICE, il principale cambiamento riguarda la domanda: aziende e organizzatori prenotano sempre più a ridosso degli eventi,
riducendo le booking window e imponendo maggiore flessibilità nella gestione di disponibilità e tariffe. Premium e luxury restano i segmenti più redditizi. Tivoli e NH Collection guidano le performance, mentre Colbert Collection valorizza boutique hotel storici integrando ospitalità e ristorazione d’autore. Il food & beverage diventa così un elemento strategico anche per meeting ed eventi, sempre più orientati a esperienze legate al territorio. Tra le destinazioni più dinamiche spiccano Sicilia, Venezia, Napoli e Torino, sostenute anche dal calendario di grandi eventi internazionali. Sul fronte dell’offerta, nhow Roma sarà il nuovo punto di riferimento per il MICE grazie a spazi creativi, tecnologia e una sala meeting con parete LED personalizzabile, mentre Tivoli Milano President rafforza il business travel con
un concept di Longevity SPA dedicato ai viaggiatori d’affari. Per il trade, Minor Hotels ha inoltre unificato gli strumenti dedicati ai professionisti nella piattaforma Minor PRO, che integra servizi per travel manager, meeting planner e agenzie di viaggio, mantenendo i vantaggi del precedente programma NH+ Business e ampliando progressivamente l’offerta dedicata ai professionisti.. l
Con l’apertura del Tivoli Palazzo 1880 Lecce , Tivoli Hotels & Resorts debutta in Puglia e amplia fino a quattro strutture la propria presenza in Italia. Ospitato in uno storico palazzo ottocentesco nel cuore della città, tra Piazza Sant’Oronzo e Piazzetta Santa Chiara, il nuovo cinque stelle unisce il fascino dell’architettura storica all’ospitalità contemporanea, offrendo una base ideale sia per soggiorni leisure sia per piccoli eventi e viaggi d’affari.
L’hotel dispone di 48 camere e suite , ricavate da un edificio che affonda le proprie radici nel XV secolo e che nel 1880 divenne uno degli
alberghi di riferimento della città. Tra le soluzioni più esclusive spicca la Presidential Suite, impreziosita da soffitti a volta con affreschi del XIX secolo e da una terrazza privata di 30 mq affacciata direttamente sull’Anfiteatro Romano. Suggestive anche le Suite with Terrace, dalle quali lo sguardo abbraccia il campanile del Duomo di Lecce, visibile persino dall’originale oblò del bagno. Per gli ospiti delle suite sono inclusi l’accesso alla spa, alla piscina convenzionata e un’esperienza esclusiva con visita panoramica al campanile del Duomo. L’offerta gastronomica si sviluppa in tre spazi distinti. Il Godot Re -
staurant propone una cucina mediterranea che valorizza pasta artigianale, pescato e prodotti stagionali del territorio, accompagnati da una selezione di vini italiani. Completano l’esperienza il Lobby Bar e il Rooftop Terrace & Lounge Bar , con vista sui tetti del centro storico e sul campanile del Duomo, ideale per aperitivi al tramonto, eventi privati e momenti di networking. Il benessere trova spazio in una spa con piscina coperta riscaldata ad acqua salata, sauna, bagno turco, cabine per trattamenti e area relax con tisaneria, affiancata da una palestra con accesso diretto al rooftop. Per chi desidera vivere anche il mare del Salento, la struttura mette inoltre a disposizione convenzioni con selezionati beach club sulle coste adriatica e ionica e con una piscina partner a pochi chilometri dall’hotel. Aperto tutto l’anno, il Tivoli Palazzo 1880 Lecce propone anche due sale dedicate a meeting, riunioni riservate ed eventi esclusivi fino a circa 40 partecipanti, confermandosi un nuovo indirizzo di riferimento per il business travel nel cuore di una delle destinazioni più dinamiche del Sud Italia. l
a cura della redazione
UNA Italian Hospitality
L’AD Giorgio Marchegiani illustra il percorso del gruppo in ambito BT e MICE
di Luigi Barni
Sopra: il giardino di Milano Verticale
UNAEsperienze.
In basso: Giorgio
Marchegiani, AD UNA Italian Hospitality
La vittoria di un premio, meritato, a IMA 2026, non basta a chiarire tutto quanto è dietro l’impegno di un gruppo alberghiero che persegue target non sempre facili da centrare, quando si parla di BT e MICE. A dettagliare
meglio il recente percorso di UNA Italian Hospitality è Giorgio Marchegiani, Amministratore Delegato. Quanto pesa il MICE per UNA Italian Hospitality oggi e quanto vorreste pesi ipoteticamente, visto i buoni riscontri sui vostri servizi, come agli IMA?
«Nel 2025 il segmento MICE rappresentava circa il 20% della nostra attività. Nel primo semestre del 2026 il suo peso è aumentato, con una crescita a doppia cifra anche grazie all’effetto trainante delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina. Un risultato che rafforza il posizionamento del turismo congressuale come driver strategico su cui continueremo a investire, grazie a hotel e resort nelle principali destinazioni italiane, spazi versatili, servizi su misura e team preparati. Un impegno riconosciuto agli Italian Mission Awards 2026, dove siamo stati premiati come “Catena Alberghiera dell’Anno - Italia”: vo-
gliamo consolidare il nostro ruolo di partner di riferimento per aziende e organizzatori di eventi a livello internazionale».
Quanto conta per le aziende e quanto richiede per le strutture, la dovuta versatilità degli spazi MICE? Le vs. strutture li configurano già in progettazione o nelle ristrutturazioni? Come in dettaglio?
«La versatilità, oggi, è un requisito fondamentale. Gli eventi non sono più rilegati a tradizionali meeting e conferenze, ma includono sempre più spesso team building, lanci di prodotto e occasioni di networking. Nelle nostre strutture progettiamo ambienti flessibili e modulari, integrati con servizi dedicati e tecnologie all’avanguardia; questa visione guida anche gli interventi di riqualificazione, come la Terrazza di Milano Verticale UNA Esperienze, trasformata in uno spazio coperto con Led Wall e illuminazione naturale, in grado di ospitare eventi tutto l’anno, anche esposizioni, installazioni e vernissage».
A oggi e non solo per i giovani, il bleisure è un gradito must del BT: le vostre strutture in cosa possono distinguersi, su questo fronte?
«Il bleisure è ormai una tendenza consolidata che coinvolge una platea sempre più ampia di viaggiatori. Rispondiamo con un’offerta che coniuga business e tempo libero: al termine degli impegni professionali, i viaggiatori d’affari possono arricchire il soggiorno con piscine, centri benessere, fitness room, terrazze e servizi ristorativi. Alcuni hotel nascono con spiccata vocazione leisure, come il nostro 5 stelle torinese Principi di Piemonte UNA Esperienze e le strutture al mare Versilia Lido UNA Esperienze, UNA Hotels Capotaormina e UNA
Hotels Naxos Beach Sicilia, oltre a Posta Donini 1579 UNA Esperienze in Umbria e Relais Villa Grazianella UNA Esperienze in Toscana, ideali per soggiorni bleisure e per eventi memorabili. In altri hotel a prevalente vocazione congressuale abbiamo affiancato ai servizi business spazi orientati al tempo libero: è il caso di UNA Hotels Bologna San Lazzaro, alle porte di Bologna, dotato di una piscina esterna. Questa contaminazione interpreta la nuova dimensione del viaggio d’affari, sempre più orientato al benessere e alla scoperta del territorio».
Dalle nostre discussioni con gli addetti ai lavori, emerge al pari del crescente ruolo per la tecnologia digitale anche il peso indelebile del fattore umano, che fa ancora la differenza: vale anche per voi, per il BT ed MICE?
«La tecnologia è oggi un’alleata indispensabile: azzera le distanze, consente di ottimizzare l’organizzazione degli eventi, semplificare i processi e offrire servizi efficienti. Tuttavia siamo convinti che il vero elemento distintivo resti il fattore umano: sono la professionalità e la disponibilità del nostro team in ogni fase dell’evento a fare la differenza, oltre alla capacità di gestire l’im-
previsto. È questo equilibrio tra innovazione tecnologica e qualità della relazione umana a permetterci di offrire un’esperienza di valore». Il trend geopolitico e le perturbazioni sembrano spingere oggi più la sicurezza ed il controllo, su certe attività di eventi e viaggi, mettendo in minor evidenza l’aspetto ambientale: voi notate questa cosa ed eventualmente con quali reazioni, da fornitori?
Il tema dello spazio lavoro in camera, quanto è sentito e come si è evoluto?
«Oggi il concetto di spazio lavoro va oltre la camera: il business traveller cerca luoghi capaci di accompagnare ogni momento del viaggio, dal lavoro al networking fino al relax. Nelle nostre strutture, lounge, servizi ristorativi e aree comuni diventano ambienti da vivere, dove incontrarsi, creare connessioni e lavorare in un contesto stimolante. Cresce inoltre la richiesta di camere in day use, apprezzate da chi, tra un appuntamento e l’altro o in attesa di un treno o volo, desidera lavorare in tranquillità e rinfrescarsi: una flessibilità che risponde alle esigenze di un business traveller sempre più dinamico». l
«Sicurezza, controllo e sostenibilità sono oggi dimensioni sempre più complementari. Crediamo che un’esperienza di qualità debba garantire affidabilità e tranquillità agli ospiti, con un forte impegno verso l’ambiente e il territorio. Di recente, l’headquarter e otto strutture milanesi della collezione UNA Italian Hospitality hanno ottenuto la certificazione GSTC (Global Sustainable Tourism Council), riferimento internazionale per il turismo sostenibile, che valuta performance ambientali, impatto socio-culturale e gestione responsabile delle risorse. Aziende e viaggiatori cercano oggi strutture capaci di trasmettere fiducia e sicurezza: un valore che si unisce alla crescente percezione dell’Italia come una delle destinazioni più sicure d’Europa». Per maggiori informazioni: www.unaitalianhospitality.com
A sinistra: il Salone delle Feste di Principi di Piemonte UNA Esperienze. Qui sopra: UNAHotels Capotaormina
IHG in Italia
50
strutture con i vantaggi di Business Edge per le
a cura della redazione
L’Italia è uno dei mercati di crescita più importanti in Europa per IHG Hotels & Resorts, trainato da un portafoglio in rapida espansione e da una forte domanda da parte dei proprietari.
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IHG opera 32 hotel attraverso otto brand, con altri 20 in pipeline. Di recente ha superato le 50 strutture tra aperte e in sviluppo grazie ad aperture iconiche e nuove affiliazioni: il primo Kimpton a Taormina, i debutti di Six Senses e Garner a Roma – accanto all’InterContinental Rome Ambasciatori Palace – oltre alla crescita di voco, Crowne Plaza, Vignette Collection, Hotel Indigo e dei brand essenziali Holiday Inn e Holiday Inn Express.
L’Italia è inoltre un mercato prioritario per i nuovi brand Noted Collection e Ruby, a conferma dell’attrattiva di marchi conversion-friendly in un contesto caratterizzato da asset storici e proprietà frammentata. A fare il punto, in occasione de-
aziende
gli IMA 2026, dove il gruppo ha vinto il premio di Catena alberghiera dell’anno – global, è Felice Petronio, Account Director – IHG Global Sales Europe.
Cosa rappresenta questo premio per IHG?
«È un importante riconoscimento dell’impegno di lungo periodo di IHG in Italia e della nostra capacità di coniugare scala globale e ospitalità dal forte valore locale, guidata dal design. Puntando su città chiave come Roma, Milano, Venezia e Firenze e sostenendo la crescita anche nelle destinazioni secondarie, aiutiamo i proprietari a valorizzare immobili unici, rispondendo alle aspettative di viaggiatori sempre più esigenti. Premia inoltre la forza del brand e della nostra presenza commerciale sul territorio, costruita in oltre vent’anni grazie a professionisti che uniscono visione globale, approccio locale e una profonda conoscenza dei mercati».
Cosa sta facendo IHG per la sostenibilità?
«La sostenibilità è centrale nella crescita di IHG. Attraverso Journey to Tomorrow abbiamo ridotto del 10,2% il consumo energetico e
dell’11,0% le emissioni per camera (2025 vs 2019). Inoltre il programma Low Carbon Pioneers supporta gli hotel alimentati da energie rinnovabili; voco Milan - Fiere fa parte di questa esclusiva collezione». Come possono le aziende collaborare con IHG Hotels & Resorts e ottenere sconti e vantaggi fedeltà?
«Attraverso IHG Business Edge, il programma dedicato ai viaggi d’affari per piccole e medie imprese e aziende in crescita. Offre uno sconto garantito in oltre 7.000 hotel IHG nel mondo, creando una partnership trasparente e scalabile con uno dei principali marchi dell’ospitalità». Cosa rende questa soluzione interessante per le imprese?
«IHG Business Edge garantisce uno sconto in tutto il mondo, l’accesso prioritario allo status Silver Elite dopo un solo soggiorno e offerte esclusive di partner come Hertz ed Eurostar, assicurando un valore immediato e concreto».
Perché un’azienda dovrebbe iscriversi subito?
«È un’opportunità per ottenere sconti in tutto il mondo e migliorare il programma di viaggi aziendali senza alcun costo aggiuntivo». l
4Corporate by Easy Parking, Dedicatoal business travel
Easy Parking è il brand commerciale di ADR Mobility, società di Aeroporti di Roma a cui fanno capo tutti i servizi in ambito di mobilità aeroportuale e tutta l’offerta di parcheggi dedicata ai passeggeri e agli operatori aeroportuali che circolano negli scali di Fiumicino e Ciampino, con oltre 19.000 posti auto, e che quindi rappresenta il più grande sistema di parcheggi in Europa, in grado di soddisfare le esigenze di ogni tipologia di passeggero in partenza dagli aeroporti romani. La personalizzazione e il miglioramento continuo dell’esperienza di viaggio, grazie al quale l’aeroporto di Roma Fiumicino “Leonardo da Vinci” è stato nominato miglior aeroporto d’Europa per il nono anno consecutivo , hanno portato alla nascita di 4Corporate by Easy Parking, il portale di prenotazione dei parcheggi interamente dedicato al business travel, per soddisfare al massimo le esigenze delle aziende e dei loro dipendenti in viaggio.
Tra i vantaggi della convenzione 4Corporate rientrano il parcheggio dedicato con 90 posti auto riservati e al coperto, 4 Fast Track inclusi con la sosta per tutti i passeggeri dell’auto e il programma fedeltà Rewards che consente di accumulare punti da convertire in soste gratuite per i viaggi di piacere.
Per le aziende invece troviamo i recuperi del -
l’IVA, monitoraggio dei costi in tempo reale, tariffe scontate fino al 20% e molto altro.
All’interno del portale 4Corporate è possibile prenotare, tra gli altri, anche il parcheggio ADR e-move inaugurato nel 2023, il primo parcheggio in Italia interamente dedicato alla ricarica di auto elettriche e ibride plug-in durante la sosta, con 148 stalli e altrettante colonnine da 22 kW, in grado di ricaricare un’auto elettrica in 4-5 ore e un’ibrida in 2 ore. Le attività sulla mobilità elettrica di ADR rappresentano una parte delle azioni e progetti innovativi della strategia di Aeroporti di Roma, società del Gruppo Mundys, in ambito di sviluppo sostenibile, verso l’azzeramento delle emissioni entro il 2030.
Vienna punta al turismo d’affari
Vienna punta al turismo d’affari
La capitale austriaca è una delle principali mete internazionali che attira turisti da tutto il mondo. Da qualche anno, il Vienna Tourist Board punta a migliorare la gestione di arrivi e pernottamenti puntando ad aumentare la quota del business travel
di Carolina
Barbieri
Carones
Stabilità politica, qualità del sistema sanitario, cultura e ambiente, qualità dell’istruzione e infrastrutture. Tutte al top. È anche grazie a queste voci che Vienna si è classificata al secondo posto tra le città del mondo per qualità di vita, secondo la periodica graduatoria stilata dall’ Economist Intelligence Unit. La EIU è una società di ricerca del settimanale britannico The Economist, che prende in considerazione 173 città del mondo sulla base dei parametri citati: stabilità, assistenza sanitaria, istruzione, infrastrutture, cultura e ambiente. Tra l’altro la città di Schönbrunn e del Belvedere per tre anni consecutivi aveva occupato la leadership mondiale.
Al top delle classifiche
Del resto, per rendersene conto basta camminare per il centro di Vienna o atterrare in aeroporto e prose-
guire in treno, e in un quarto d’ora arrivare fino al cuore pulsante della capitale austriaca, che nel corso dei decenni è riuscita a mantenere intatto lo charme di secoli passati con la modernità odierna.
Provare per credere: basta passeggiare per i viali alberati della metropoli per capirne la vivibilità. Oppure basta spostarsi con la metropolitana, fermarsi in un caffè in una delle vie pedonali del centro e osservare il passeggio degli abitanti locali.
Ma la città che diede i natali a Johann Strauss (sia il padre, sia il figlio) è anche una delle mete internazionali del turismo d’affari, come peraltro mostra la classifica ICCA che posiziona Vienna al 4° posto in Europa per numero di congressi. Segno di una vitalità economica che, unita alla citata vivibilità, ai monumenti, ai castelli, ai musei e ai palazzi, rendono la capitale d’oltral-
pe una delle principali mete turistiche europee e mondiali.
Meta internazionale
E infatti che la città sia internazionale lo dicono anche i numeri relativi all’ultimo anno, resi noti dal Vienna Tourist Board: i visitatori provenienti dall’estero sono stati l’83% del totale di coloro che hanno pernottato a Vienna, che sono stati poco più di 20 milioni. Considerando che nel 2024 furono un punto percentuale in meno si delinea come la capitale asburgica si stia internazionalizzando. In crescita anche i pernottamenti degli italiani che nel 2025 hanno toccato quota 1.077.000, con un incremento del 4%.
Questo trend è il frutto di importanti investimenti nel settore dell’ospitalità che ha riguardato soprattutto i 4 e i 5 stelle, su cui si rivolge la scelta del turismo d’affari e che rappresentano il 60% dell’offerta alberghiera
delle 450 strutture della città, che in totale hanno più di 42.000 camere e oltre 84.600 posti letto. Gli hotel di lusso sono quasi 30.
Gestione del turismo ottimale
Tra l’altro non va dimenticato che dal 2019 il Vienna Tourist Board ha varato un nuovo programma che ha ridefinito il modo in cui la città gestisce il turismo e il suo impatto sulla destinazione. La “Visitor Economy Strategy” prosegue in una nuova fase, denominata “Optimum Tourism”, che si concentra sulla crescita di qualità e sull’equilibrio tra le esigenze dei residenti e quelle dei visitatori. Tra i punti chiave, oltre a gestire il turismo in modo efficace c’è quello di dare massima attenzione verso il turismo culturale, la meeting industry e il settore del lusso. E a proposito del turismo d’affari, uno degli obiettivi del lungo periodo è di fare sì che il 10% dei pernottamenti provenga dall’industria dei meeting. Negli ultimi anni, nei 12 mesi la città ha registrato 1,6 milioni di pernottamenti legati a eventi congressuali, genera-
ti da oltre 630.000 partecipanti a meeting, pari al 9% del totale dei pernottamenti turistici.
«I visitatori congressuali si integrano perfettamente nella struttura della città e consumano prodotti di alta qualità. Dal canto loro, i residenti beneficiano sempre più dei programmi creati dall’Ente per il Turismo di Vienna: ad esempio, vengono messi a disposizione check-up sanitari gratuiti durante i congressi
medici e conferenze di esperti presso istituzioni educative. Vienna deve continuare a essere una destinazione di riferimento per i congressi», ha commentato Norbert Kettner, CEO dell’Ente per il Turismo di Vienna. Al momento, presso il Vienna Convention Bureau dell’Ente per il Turismo di Vienna sono in corso più di 250 candidature per eventi congressuali, che si estendono già fino al 2038.
Lo skyline di Vienna con i grattacieli situati sulla riva sinistra del Danubio, su sui svetta la DC Towers
Un palazzo del centro di Vienna
Un Leading Hotel firmato Anantara
Costruito nel 1873, il Palais Hansen è oggi un hotel di lusso da 92 camere e 60 suite, 13 sale per eventi, ristoranti stellati, spa e molto altro. Tutto è ancora più funzionale dopo il percorso di riprogettazione, completato ad aprile 2025. Ne parla il direttore Jürgen Ammerstorfer
Il direttore Jurgen Ammestorfer
Una sala meeting
L’Anantara Palais Hansen è molto più di una destinazione di lusso: è un monumento vivente al passato imperiale di Vienna. L’architetto che lo progettò nel 1873, il danese Theophil Edvard von Hansen, lo concepì per l’Esposizione Universale che segnò l’ascesa della capitale austriaca a città cosmopolita. Un palazzo, questo, che ancora oggi mantiene lo charme tipico dell’epoca e di Vienne stessa. Tutto ciò grazie anche alla catena Anantara, catena nata nel 2001 e oggi presente in Asia, Oceano Indiano, Medio Oriente, Africa ed Europa. A guidare questo hotel situato nel centro di Vienna è Jürgen Ammerstorfer, austriaco nato a Linz e oggi uno degli albergatori più influenti della sua
generazione nel settore dell’ospitalità internazionale di lusso. Mission lo ha intervistato, facendosi raccontare i segreti della sua professione e dell’hotel.
Ci racconti come è arrivato fin qui.
«Un percorso lungo, durato una trentina anni. Una esperienza maturata in diversi continenti e in diverse città come San Diego, in California, e Londra. E poi in Medio Oriente, in Asia e in Africa con ruoli di alta dirigenza presso gruppi alberghieri noti in tutto il mondo. Ho maturato una vasta competenza funzionale che spazia dal Food & Beverage al reparto camere, dalle vendite al marketing e al revenue management che mi hanno permesso di acquisire una comprensione davvero olistica delle operazioni alberghiere».
E poi è arrivato l’Anantara Palais Hansen.
«Da gennaio 2025 ricopro la carica di direttore generale. Un traguardo professionale e un ritorno personale in Austria con l’obiettivo di plasmare l’ospitalità di lusso come palco-
scenico per esperienze personalizzate per gli ospiti, con una meticolosa attenzione ai dettagli e la creazione di momenti eccezionali e coinvolgenti dal punto di vista emotivo, guidato da una chiara filosofia di leadership incentrata sulle persone».
Ci racconta delle caratteristiche dell’hotel?
«Dopo molti anni di utilizzo civico, il Palais Hansen è stato accuratamente restaurato e riaperto come hotel di lusso nel 2013. Un nuovo capitolo significativo è iniziato nel marzo 2024, quando è diventato il primo hotel Anantara in una regione di lingua tedesca. Ne seguì una riprogettazione completa terminata nell’aprile 2025. Oggi l’hotel ha 92 camere e 60 suite recentemente rinnovate, tra cui la più grande Suite Presidenziale di Vienna». Quali sono le caratteristiche principali?
«Prima di tutto la posizione direttamente sulla celebre Ringstrasse, nel centro storico, ma con un’atmosfera riservata. Poi il posizionamento come primo resort di lusso urbano della città e ampie strutture per meeting ed eventi, tra cui la più grande sala da ballo d’hotel del centro città con luce naturale. Per non parlare dell’offerta gastronomica di alto livello, con ristoranti stellati Michelin come Edvard, Brasse-
rie Sophie e Theo’s Lounge & Bar .C’’ poi una Anantara Spa di 800 m² con piscina per idroterapia e sei sale per trattamenti. Nell’ottobre 2025, l’hotel è entrato a far parte di The Leading Hotels of the World , diventando la prima struttura viennese a farlo in oltre 20 anni».
Cosa trova un viaggiatore d’affari in questa struttura?
«I viaggiatori d’affari beneficiano di una combinazione di posizione (in centro, non lontano da una stazione della metropolitana), infrastrutture, discrezione e un servizio personalizzato».
Ce li può riassumere in numeri?
«Ma certamente: posizione privilegiata direttamente sulla Ringstrasse e vicino al Canale del Danubio. E poi: 13 sale per eventi, tra cui una sala da ballo con luce naturale e accesso privato dalla strada, ideale per conferenze, viaggi incentive e gala. Abbiamo un servizio notturno di lavanderia, camere spaziose e silenziose con finestre a triplo vetro, servizio in camera h24, servizio concierge e diverse opzioni per la colazione (buffet, à la carte o con servizio in camera), il citato Theo’s Lounge & Bar con ampi spazi e angoli riservati per incontri informali, pranzi di lavoro e momenti di concentrazione. Oltre ai citati ristoranti – ideali per cene con clienti e meeting aziendali – abbiamo un centro fitness Technogym, un centro benessere e un garage sotterraneo per gli ospiti che arrivano in auto. Nelle immediate vicinanze, c’è la possibilità di praticare sport all’aria aperta direttamente lungo il Canale del Danubio».
Quali sono i vostri principali investimenti in tecnologia?
«L’attenzione si concentra meno sulle funzionalità digitali visibili per gli ospiti e più sui sistemi di back-end che contribuiscono all’efficienza dell’hotel. Gli investimenti supportano principalmente il monitoraggio delle prestazioni, la gestione dei dati e i processi interni, consentendo operazioni più fluide e un
migliore processo decisionale, mantenendo al contempo un’esperienza personalizzata e discreta per gli ospiti».
Ci può dire quando e come l’IA è entrata nella gestione del vostro albergo?
«L’IA è stata introdotta in modo preciso e selettivo, in linea con la forte convinzione dell’hotel riguardo alle relazioni personali e a un modello di ospitalità incentrato sul contatto diretto con il cliente. Evitiamo esplicitamente di utilizzare l’intelligenza artificiale per sostitui-
re le interazioni personali con gli ospiti o i punti di contatto diretti. La utilizziamo invece in modo discreto in background, a supporto dei team e per rendere più efficiente il lavoro. È un ruolo principalmente analitico che supporta aree quali la valutazione delle prestazioni, le previsioni, le analisi finanziarie e il processo decisionale relativo al prodotto. L’IA agisce come un facilitatore silenzioso dietro le quinte, mentre l’esperienza dell’ospite rimane autentica, coinvolgente e innegabilmente umana». l
L’Anantara Palais Hansen dall’esterno
Una delle suite
Spalato, la nuova anima del MICE sull’Adriatico
Tra patrimonio UNESCO, hotel congressuali e un arcipelago tutto da esplorare, la capitale dellaDalmazia si afferma come una delle destinazioni più interessanti del Mediterraneo per eventi, incentive e bleisure
di Arianna Festa
QVeduta panoramica del centro storico di Spalato, sviluppatosi attorno al Palazzo di Diocleziano e affacciato sul Mar Adriatico. L’area
èPatrimonio Mondiale UNESCO dal 1979.
uando il sole cala dietro la collina di Marjan, il Peristilio del Palazzo di Diocleziano cambia volto. I tavolini dei caffè si riempiono, le antiche colonne romane si tingono d’oro e la piazza che quasi diciassette secoli fa accoglieva l’imperatore diventa il salotto della città, anche questo, è Spalato.
Una città a misura di eventi Spalato possiede una caratteristica che altre destinazioni non possono vantare: è una città compatta. Centro storico, porto, hotel, ristoranti e
principali attrazioni si trovano a breve distanza gli uni dagli altri, riducendo al minimo gli spostamenti e consentendo agli organizzatori di costruire programmi fluidi, senza tempi morti.
L’aeroporto internazionale, situato a Kaštela, dista poco più di venti chilometri dal centro ed è collegato con numerose destinazioni europee, soprattutto durante la stagione estiva. Il porto rappresenta invece il principale snodo marittimo della Croazia, punto di partenza per le isole della Dalmazia centrale e risorsa preziosa per chi desidera inse-
rire nel programma escursioni, trasferimenti via mare o attività incentive.
Il patrimonio UNESCO comevenue
Poche città permettono di organizzare un evento all’interno di un sito storico ancora così vivo. Il Palazzo di Diocleziano, patrimonio UNESCO dal 1979, non è un museo a cielo aperto ma il cuore pulsante della città. Tra le sue mura trovano spazio abitazioni, alberghi, ristoranti, botteghe e piazze che ogni giorno vengono attraversate da residenti e visitatori.
I sotterranei imperiali, tra gli ambienti romani meglio conservati al mondo, ospitano regolarmente ricevimenti, concerti, mostre e cene di gala, mentre il Peristilio offre una cornice scenografica unica per eventi esclusivi.
Accanto al complesso romano, la città propone un patrimonio culturale ricco ma spesso poco conosciuto. La Galleria Ivan Meštrović custodisce le opere del più importante scultore croato del Novecento; il Museo Archeologico racconta oltre
La pietra che ha costruito il Mediterraneo La pietra bianca dell’isola di Braˇ c è uno dei simboli della Dalmazia, usata e apprezzata fin dall’epoca romana. Laboratori artigiani e cave possono diventare tappe originali di un programma incentive.
duemila anni di storia della Dalmazia; il Teatro Nazionale Croato arricchisce il calendario con spettacoli di prosa, lirica e balletto.
Hotel congressuali elocation non convenzionali
L’offerta MICE si è sviluppata soprattutto lungo la costa e nell’area urbana. Resort internazionali come Le Méridien Lav, Radisson Blu Resort & Spa e AC Hotel Split mettono a disposizione sale modulari, tecnologie aggiornate e spazi panoramici ideali per convention, lanci di prodotto e meeting aziendali. Accanto alle grandi strutture cresce anche il segmento delle venue non convenzionali e diffuse. Boutique hotel ricavati in palazzi storici, terrazze affacciate sul porto, antiche fortezze, cantine, ville e giardini privati consentono di costruire eventi su misura, particolarmente apprezzati dai gruppi incentive e dai board meeting.
Il mare come estensione delcongresso
Se esiste un elemento che distingue davvero Spalato dalle altre destinazioni congressuali europee, è il rapporto con il mare. Dal porto bastano pochi minuti di navigazione per cambiare completamente scenario. Bra č , con la celebre spiaggia di Zlatni Rat e le cave della pietra
bianca utilizzata in importanti edifici storici, è ideale per incentive all’insegna dello sport e dell’enogastronomia. Hvar combina eleganza, vigneti, uliveti e piccoli borghi dell’entroterra, offrendo una proposta sofisticata ma autentica. Più appartate sono Vis e Šolta, dove il ritmo della vita segue ancora quello della pesca e dell’agricoltura. Per gli organizzatori questo significa poter costruire esperienze memorabili: regate aziendali, escursioni in catamarano, sunset cruise, beach dinner, degustazioni in aziende
agricole o semplicemente una giornata dedicata al relax dopo il congresso.
La Dalmazia oltre la costa
La Dalmazia centrale custodisce un entroterra sorprendente, fatto di montagne, canyon, fiumi e piccoli centri storici che ampliano notevolmente le possibilità di costruire programmi incentive. Il canyon del fiume Cetina, nei pressi di Omiš, è una delle aree più apprezzate per rafting, canyoning e zipline. Il Parco Naturale del Biokovo ospita lo spettacolare Skywalk, passerella panoramica sospesa sul vuoto che regala una vista spettacolare sulle isole dell’Adriatico. Più a nord, il Parco Nazionale di Krka propone sentieri immersi nella natura e cascate che rappresentano una delle immagini simbolo della Croazia. Meritano una visita anche Trogir, elegante città medievale patrimonio UNESCO, la fortezza di Klis, resa celebre dalla serie Game of Thrones, e Salona, antica capitale della provincia romana della Dalmazia.
L’identità passa anchedallatavola Qui convivono sapori mediterranei,
Il porto di Spalato, punto di partenza per i collegamenti con le isole della Dalmazia e affaccio privilegiato sul vivace lungomare della Riva.
Regate e uscite in barca a vela sono tra le esperienze più richieste per programmi incentive e attività di team building lungo la costa dalmata.
La magia della klapa
La Dalmazia custodisce la tradizione della klapa, canto polifonico maschile nato neivillaggi costieri e riconosciuto dall’UNESCO. Ascoltarla regala un’autentica immersione nella cultura locale.
Una delle torri delPalazzo diDiocleziano aSpalato, complesso monumentale costruito tra il 295 e il 305 d.C., patrimonio UNESCO dal 1979.
influenze veneziane e tradizioni balcaniche.
La pašticada, brasato marinato cotto lentamente e servito con gnocchi, è il piatto delle grandi occasioni. Il soparnik, antica torta salata di bietole, cipolla e olio extravergine, è considerato uno dei simboli della cucina rurale della regione. La peka, preparata sotto una campana di ferro ricoperta di brace, rappresenta invece il rito conviviale per eccellenza.
riscono la condivisione e il contatto con il territorio.
Festival porta opera, musica, teatro e danza all’interno dei principali monumenti cittadini, trasformando il Palazzo di Diocleziano in un palcoscenico a cielo aperto. A Sinj, invece, la storica Sinjska Alka, torneo equestre che rievoca la vittoria contro gli Ottomani nel 1715, rappresenta uno degli eventi identitari più importanti della Croazia. Non mancano regate storiche, feste patronali, sagre dedicate all’olio e al vino e mercati artigianali, occasioni preziose per inserire nel programma un contatto autentico con la cultura locale.
Una destinazione chesidistingue
Fotogramma di uno spettacolo dello Split Summer Festival, manifestazione che dal 1954 porta teatro, musica e danza negli spazi monumentali di Spalato.
Il mare fornisce pesce azzurro, crostacei, polpo e frutti di mare, mentre le isole producono alcuni degli oli extravergine più premiati della Croazia. Sempre più richieste sono le degustazioni dedicate ai vini autoctoni, organizzate direttamente nelle cantine o tra i vigneti affacciati sull’Adriatico.
Cooking class, visite ai mercati cittadini, raccolta delle olive e laboratori dedicati ai prodotti locali, sono oggi tra le esperienze più apprezzate dai gruppi aziendali, perché favo-
Cultura, musica e tradizioni Passeggiando nel centro storico è facile imbattersi nei gruppi di klapa, il tradizionale canto polifonico dalmata riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Le loro esibizioni spontanee nei vicoli o sulle piazze contribuiscono a creare un’atmosfera che nessun allestimento scenografico potrebbe ricostruire.
Durante l’estate, lo Split Summer
Il successo di Spalato non nasce soltanto dalla bellezza del suo patrimonio. A convincere il mercato MICE è soprattutto la capacità di interpretare i nuovi trend del business travel. La crescita del bleisure, la richiesta di esperienze autentiche, l’attenzione alla sostenibilità e la ricerca di destinazioni facilmente vivibili trovano qui una sintesi convincente. Anche la destagionalizzazione rappresenta un’opportunità: primavera e autunno offrono condizioni climatiche ideali per eventi, con una pressione turistica più contenuta rispetto ai mesi estivi. Spalato non vuole competere con le grandi capitali dei congressi né con le destinazioni che puntano esclusivamente sul lusso. La sua forza è un’altra: offrire un’esperienza completa, dove il valore di un meeting si misura anche nei momenti trascorsi fuori dalla sala conferenze. l
Principato di Monaco
Monaco rilancia sul MICE: qui gli eventi non si organizzano, si vivono
C’è chi sceglie una destinazione per organizzare un congresso e chi cerca un luogo capace di trasformare un evento in un’esperienza. È su questa differenza che punta la nuova campagna MICE di Visit Monaco, “Principato di Monaco, dove tutto si vive”, con cui il Principato si presenta al mercato internazionale del turismo d’affari mettendo in primo piano la propria unicità. Perché il vero lusso, oggi, non è soltanto l’esclusività. È poter conciliare lavoro, relazioni e tempo di qualità in un’unica esperienza. Monaco sembra averne fatto una filosofia. In appena due chilometri quadrati concentra tutto ciò che serve per un evento di successo: hotel di alta gamma, sedi congressuali – tra cui il centro congressi Grimaldi Forum – servizi impeccabili, collegamenti internazionali e un’organizzazione che elimina tempi morti e complicazioni logistiche. Qui le distanze si accorciano e le opportunità si moltiplicano: una riunione può trasformarsi in un aperitivo sul mare, un congresso in un’occasione
di networking, una convention in un’esperienza da ricordare.
La nuova campagna sceglie un linguaggio fresco e fuori dagli schemi, rompendo gli stereotipi della comunicazione dedicata al settore MICE. Attraverso un video e cinque immagini, Visit Monaco racconta una destinazione dove lavoro, ispirazione e qualità della vita convivono naturalmente, dimostrando che efficienza e piacere possono andare di pari passo. Un racconto che supera l’idea del business travel tradizionale e restituisce un’immagine del Principato come luogo in cui produttività e benessere si alimentano a vicenda.
Il messaggio è chiaro: Monaco è una destinazione unica che offre molteplici soluzioni per meeting, incentive, convention ed eventi aziendali. Dalla progettazione alla realizzazione, organizzatori e aziende trovano una guida esperta, servizi altamente professionali e una location d’eccezione, capace di valorizzare ogni progetto. Il lusso, in fondo, non è solo lo scenario iconico del Principato, ma la possibilità di vivere un evento senza rinunciare al piacere della destinazione.
La campagna sarà diffusa sui principali mercati internazionali attraverso media specializzati, piattaforme digitali e canali professionali. Un’operazione che conferma la volontà del Principato di consolidare il proprio ruolo tra le destinazioni di riferimento per il turismo congressuale, proponendo un nuovo modo di vivere il business: più coinvolgente, più dinamico e, soprattutto, memorabile.
Dalle nuove regole sul passaporto ai bagagli, cosa sapere prima di partire
Preparare una valigia oggi non basta più. Tra documenti, regole sui bagagli e nuovi strumenti per tutelare i propri effetti personali, chi viaggia deve fare i conti con normative in continua evoluzione. Il 2026 porta con sé alcune novità che puntano a semplificare la vita dei passeggeri, ma richiedono anche maggiore attenzione prima della partenza. La principale riguarda il passaporto, che oggi può essere richiesto anche in circa 7.500 uffici postali aderenti al progetto Polis di Poste Italiane. Una soluzione che riduce le attese in Questura e rende più semplice ottenere il documento, soprattutto nei piccoli comuni. Per i cittadini italiani resta un vantaggio importante: secondo l’Henley Passport Index 2026, il passaporto italiano è tra i più “forti” al mondo e consente
l’accesso senza visto, o con visto all’arrivo, in 184 destinazioni.
Prima di partire è però fondamentale controllare anche le regole della compagnia aerea sul bagaglioamano Dimensioni e peso cambiano da vettore a vettore, mentre continuano a valere le limitazioni sugli oggetti vietati e, nella maggior parte degli aeroporti, sui liquidi trasportabili in cabina. Alcuni scali italiani dotati di nuovi scanner consentono già di superare il tradizionale limite dei 100 ml, ma non si tratta ancora di una regola valida ovunque.
Chi viaggia con un animale domestico deve prestare particolare attenzione alle normative. Il turismo petfriendly è in costante crescita, ma le regole non sono uniformi: cambiano in base al mezzo di trasporto e, nel caso dei voli internazionali, anche
in funzione del Paese di destinazione. Oltre alle condizioni previste dalla compagnia aerea, è quindi indispensabile verificare eventuali obblighi sanitari, come vaccinazioni, certificati veterinari o sistemi di identificazione richiesti dalle autorità locali.
Un’altra novità riguarda i bagagli smarriti. Una recente decisione della Corte di Cassazione ha stabilito che il modulo PIR compilato in aeroporto costituisce già un reclamo formale nei confronti della compagnia aerea. Nel frattempo, l’utilizzo di dispositivi di tracciamento come gli AirTag sta contribuendo a ridurre sensibilmente il numero dei bagagli persi definitivamente, grazie all’integrazione con i sistemi utilizzati dai vettori. Il consiglio, quindi, è semplice: prima di ogni viaggio conviene verificare con attenzione documenti richiesti, regole sui bagagli e procedure previste dalla compagnia aerea. Pochi minuti dedicati ai controlli possono evitare contrattempi, costi imprevisti e inutili perdite di tempo, permettendo di iniziare la vacanza con il piede giusto.
QR Code: leggi qui leultimenews sulle normative di interesse per la mobilità aziendale
di Arianna Festa
Il Palazzo dei Principi di Monaco ospita “Wedding of the Century”, mostra per i 70 anni delle nozze tra Ranieri III e Grace Kelly, con abiti, gioielli, filmati e materiali d'archivio inediti. Il percorso ripercorre l'intera settimana del matrimonio, dall'arrivo di Grace Kelly nel 1956 alla partenza per la luna di miele. Orari: 10-18, 10-19 (luglio/agosto); biglietti su visitepalaisdemonaco.com.
VENEZIA
Erwin Wurm. Dreamers Se l’arte ha perso la propria dimensione prettamente estetica, in qualunque modo possa essere interpretata – il bello? il concetto? la trascendenza? l’immediatezza suggestiva? – che cosa rimane allora? Questa è la domanda che si è posto l’artista austriaco contemporaneo Erwin Wurm nel mondo attuale della scultura in cui ogni oggetto ha perso la propria centralità immerso com’è in una realtà fatta solo di oggetti peraltro di consumo. La risposta, ironica, non potrà essere che quella di prendere gli stessi oggetti di consumo, d’uso quotidiano, e deformarli in bizzarre costruzioni riprendendo nella forma le immagini di celebri sculture, ma, ovviamente, lasciando trapelare il senso più profondo del mondo in cui viviamo. Implicita una riflessione morale e sociale sulla civiltà contemporanea. La mostra veneziana, la prima monografica in Italia,
ripercorre in ampi spazi luminosi, gli unici che possano sottolineare l’unicità dell’opera, la carriera dell’autore austriaco. Venezia, Museo Fortuny. Campo san Beneto Fino al 22 novembreOrario: 10 - 18 (chiuso martedì)
LODI
Federica Balconi. Guastafeste
Come può oggi muoversi e essere creativa una giovane artista? Per il primo punto basta approfittare di una lodevole iniziativa compiuta da un gruppo di appassionati d’arte che hanno creato l’associazione Platea in uno dei palazzi storici di Lodi. È soprattutto notabile l’idea di un intervento architettonico e installativo visibile dall’esterno aperto ventiquattr’ore su
ventiquattro. In questa sede è stato inaugurato dalla milanese Liliana Moro, autrice già affermata e sorta nell’ambito della cosiddetta Arte Povera italiana, il palinsesto espositivo noto come Turning Point, in una sorta di continuità ideale. Per il secondo punto si tratta di immaginare concetti e di ricrearli con materiali di risulta e fragili, immagine e allegoria al tempo stesso della precarietà e aleatorietà del mondo culturale contemporaneo. Non manca, ovviamente, lo sguardo ironico indispensabile per cogliere il gioco leggero e provocatorio dell’autrice. Gli stessi colori pastello tenui, del resto, tendono a far smarrire le opere negli ambienti che le rappresentano e le ospitano. Lodi, Platea. Palazzo Galeano. C.so Umberto I 46 Fino al 15 gennaio 2027
PARMA
Man Ray: Tutto Il nome è noto: membro dei grandi movimenti d’avanguardia novecenteschi del Dadaismo e del Surrealismo Man Ray è stato il primo fotografo di questo movimento. A cinquant’anni dalla morte la mostra
retrospettiva propone 250 sue opere appartenenti ai diversi campi in cui applicò (scultura, pittura, cinema, fotografia, design, grafica, editoria).
Pittura e fotografia rimangono i due settori immediatamente riconoscibili a tal punto che alcune fotografie esposte, come le labbra volanti e l’amante nuda di spalle con le chiavi di violino impresse, sono considerate iconiche.
Man Ray (“Uomo-Raggio”), è lo pseudonimo di Emmanuel
Radnitzky e in verità l’idea del raggio, inteso come interrelazione tra lo sguardo e la luce nella modernità delle nuove arti iconografiche, ben si addice agli ultimi tentativi dell’estetica di trovare una nuova soggettività eleminando la stessa. Rayographs (rayografie) è il nome dato a un’elaborazione sorta per caso nel laboratorio fotografico con l’impressione di oggetti di vetro direttamente sulla pellicola ottenendo una sorta di rappresentazione deformata della realtà.
Parma, Fondazione MagnaniRocca, villa dei Capolavori. Mamiano di Traversetolo Fino al 13 dicembre - Orario: martedì - venerdì, 10 - 18
a cura di Alberto De Antoni
Viaggi di carta
Il cinema di Stanlio e Ollio
Nella tradizione popolare religiosa esisteva la figura del “folle in Cristo”, che viveva ai margini della società comportandosi stoltamente con lo scopo di svelare la caducità delle cose e l’assurdità del mondo. Così è stata la celebre e popolarissima coppia di Stan Laurel e Oliver Hardy. Molto è stato scritto su di loro e anche in modo notevole: lo spaesamento esistenziale dell’individuo dinanzi alla modernità industriale e metropolitana, contrapposizione logica e binaria (il grasso e il magro, l’intelligente e lo stupido, il sociale e l’asociale, il costruttore e il distruttore, l’adulto e il bambino, il positivo e il negativo, etc.) di tutti quegli elementi che costituiscono la società degli uomini. Ma qualsiasi analisi razionale toglie la poesia e la leggiadria di due angeli che con la loro risata hanno dato e danno tuttora sollievo al peso del vivere. Quest’ottimo testo di Ciaffaroni, un erudito lavoro sorto da un grandissimo amore, presenta tutte le opere, film brevi e lunghi, muti e sonori, di Stanlio e Ollio, frutto di una carriera capace di attraversare due guerre mondiali, dal bianco e nero al technicolor. Ma come poteva essere altrimenti? Gli angeli non sono forse eterni?
Andrea Ciaffaroni, Roma: Edizioni Sabinae 2026, 20,90 euro
La storia perduta del cane.
Una storia d’amore lunga 15.000 anni
Statistiche recenti affermano che una coppia preferisca oggi possedere un cane piuttosto che avere figli. Ciascuno può trarre le considerazioni che desidera. Ciò non toglie che dal punto affettivo l’animale sia stato una presenza costante nella storia dell’umanità. Addirittura ancora oggi presso alcune popolazioni tribali dell’Alaska le donne allattano i cuccioli. Niente ancora si sa con certezza sulle origini del suo addomesticamento – della trasformazione del lupo in cane – così come sulla datazione di questo processo. In questo saggio non è tracciata la storia dell’animale e delle sue specie, quanto il suo ruolo nella società
Registrazione Tribunale di Milano n° 624 del 22/09/2000
Direttore Responsabile Omar Marco Fumagalli
Collaboratori
Andrea Barbieri Carones, Carolina Barbieri Carones, Luigi Barni, Alberto De Antoni, Arianna Festa, Simona Parini, Alfredo Pezzani
Impaginazione Gianluca Ubezzi
Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
da fedele compagno di caccia nella preistoria sino ai paracadutisti della Seconda Guerra Mondiale passando attraverso gli strani cani guaritori del mondo classico, quelli leziosi delle corti rinascimentali e i feroci mastini dei conquistadores spagnoli. Ma, dopotutto, i cani non faranno altro che rispecchiarsi nei valori umani dell’epoca cui appartengono. Il che, se mai, porta alla conclusione che gli uomini del presente abbiano rinunciato alla propria natura di esseri umani.
Mary Elisabeth Thurston, Bologna: Odoya 2026, 24 euro
Terra bruciata.
Storia della violenza dal Paleolitico al XXI secolo Abituati ormai come siamo a uno stato conflittuale del mondo e resi più o meno edotti dalla letteratura scolastica e massmediatica della presenza costante di guerre sin dalla preistoria, abbiamo accettato l’idea di una natura violenta dell’umanità. Ma è proprio così? Questo è il grande interrogativo che accompagna lo studioso che vuole affrontare una ricerca in questa direzione. Alfredo González-Ruibal ci guida, con lo sguardo rivolto alle innumerevoli vittime senza nome, attraverso la formazione dell’organizzazione sempre più razionalistica della violenza. Da quando, però, è lecito, parlare di guerra vera e propria come se fosse una delle tante scoperte scientifiche dell’umanità? Lo sguardo dell’autore, archeologo e storico, si sofferma su ogni epoca individuando nuove e sempre più efficaci tipologie di morte e distruzione. Niente di più scontato che rassegnarsi alla realtà e sperare solo di non essere coinvolti in questo aspetto della storia, verrebbe da pensare. Ma la storia dell’uomo, in verità, colta nella sua completezza antropologica è ben lungi dall’essere ancora completamente svelata e limitarsi alla sola violenza significa limitare notevolmente qualsiasi sviluppo di ricerca produttiva.
Alfredo González-Ruibal, Roma: Carocci 2026, 32 euro
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