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MISSION 1 / 2020

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www.missionline.it

ANNO XXI NUMERO 1 • FEB-MAR 2020

La serata delle novità A pag. 30

Insights Travel policy perfetta, una sfida continua Tecnologie L’app diventa commodity Trasferimenti Vita da Expat

Le reazioni del business travel al Coronavirus


Sommario Febbraio-Marzo

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RUBRICHE NEWS 46 DAL MONDO

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA 13 EASYJET

Low cost, sostenibile e business travel. È easyJet

33 HIRONDELLE

Rivoluziona il tuo business travel con h-trips.com

41 AIG EUROPE

Viaggiare all’estero per lavoro, i rischi del mestiere

42 SAP CONCUR

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02 ATTUALITÀ

Le reazioni del business travel al coronavirus

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18 AD ALTA QUOTA

Lezioni americane di Paola Baldacci

di Paola Baldacci 22 PROVATO PER VOI 04 TECNOLOGIE

L’app diventa commodity

Parisii: la casa romana per i business traveller di Simona Parini

di Arianna De Nittis 26 INSIGHTS 10 PROFESSIONE TRAVEL MANAGER

Da Capri al mondo intero di Anna Fraschini

14 MISSIONMICE

L’incentive sale a bordo... ed è green di Simona Parini e Paola Baldacci

Travel policy perfetta, una sfida continua di Dario Bongiovanni

30 EVENTI

IMA 2020, la serata delle novità a cura della redazione

34 DESTINAZIONI

Slovenia dai mille volti di Alberto De Antoni

38 SOCIETÀ DI RELOCATION

Vita da expat

di Paola Baldacci

Travel policy green, urgente necessità

45 ALCATRAZ

L’isola della musica e non solo

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Le reazioni del business travel Attualità Sicurezza

al Coronavirus

L’epidemia polmonare di Wuhan ha mostrato un comparto ancora una volta resiliente e un’Italia solerte nelle procedure di mitigazione del rischio. Le perdite economiche saranno importanti, a fronte di una gestione della crisi che evidenzia competenza da parte di Tmc e società di crisis management vocandone la cancellazione. E l’impatto è arrivato sul settore degli eventi aziendali. Alcune società multinazionali europee che preferiscono rimanere anonime hanno esplicitamente vietato ai dipendenti di partecipare alle fiere in generale, osservando il principio cardine alla base di tutte le prevenzioni sanitarie e cioè evitare i luoghi di grande affollamento. Il che ha falcidiato i visitatori asiatici anche alle manifestazioni italiane. Con perdite del 40% di fatturato per Milano, all’alba della Fashion Week di metà febbraio. Ogni mese, nel capoluogo lombardo il turismo cinese porta 300 milioni di euro tra alberghi, shopping e ristoranti. di Paola Baldacci

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Rimpatri Lucio Mattielli: «Da fine gennaio a metà febbraio abbiamo gestito 30 imprese e 1700 dipendenti evacuati».

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o scoppio del Coronavirus ha posto l’attenzione su molteplici aspetti dei viaggi di lavoro. Al netto della crisi che inevitabilmente ci siamo trovati ad affrontare, tra riorganizzazione delle trasferte e cancellazioni di prenotazioni – dunque perdite di business –, l’epidemia che ha assunto i toni dell’emergenza dal 20 gennaio in poi (quando il Governo di Pechino ha ammesso la gravità della “polmonite misteriosa, ndr) ha rivelato la pronta capacità di gestione da parte delle Tmc e delle società specializzate nel crisis management. Le compagnie aeree hanno risposto rapidamente chiudendo i voli verso la Cina e l’Italia è stato il primo Paese europeo a prendere questa misura estrema. Nonostante questo atteggiamento drastico non fosse da

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subito consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come prioritario (almeno fino all’11 febbraio), di fatto il blocco della mobilità unito allo sconsiglio ai viaggi da parte di ministeri degli esteri come quello inglese, notoriamente solerte nei travel ban, hanno contribuito ad isolare l’epicentro virale. A metà febbraio circa, la flessione delle prenotazioni di viaggi d’affari si attestava sul 12% e la chiusura di impianti produttivi di case automobilistiche, di telefonia e della moda – tra i principali produttori in Cina – ha posto le previsioni di una profonda crisi economica. Aziende come Apple e Starbucks hanno smesso di operare in Cina, altre come Sony e Amazon si sono ritirate dalle fiere mondiali come il World Mobile Congress a Barcellona pro-

Il dilemma degli obblighi aziendali Siccome il comportamento delle imprese non è stato uniforme e alcune non hanno avvertito la minaccia del Coronavirus al di fuori della Cina, sono emersi dubbi su quali obblighi le aziende hanno verso i loro dipendenti e se i business traveller possono rifiutare i viaggi aziendali quando un virus si diffonde. La rivista americana Fortune ha titolato a tutta pagina il giorno di San Valentino: «Il mio capo pretende che io viaggi durante il Coronavirus. Devo proprio?». La risposta breve, secondo gli esperti legali interpellati, è che i lavoratori non possono citare l’epidemia di Coronavirus come motivo per non svolgere i doveri ordinari, compresi quelli che coinvolgono viaggi. Tuttavia, negli Stati Uniti una legge fe-


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Attualità Sicurezza

A sinistra una mappa dei rischi globali. In azzurro le aree a basso rischio, in arancio quelle a rischio medio, in rosso quelle a rischio alto e in blu quelle a rischio estremo

Perdite economiche

derale sulla sicurezza e la salute sul lavoro (Occupational Safety and Health Act: Osha Law del 1970) offre una certa protezione ai lavoratori che si rifiutano di lavorare di fronte al pericolo. Di certo, dovesse capitare che il dipendente contragga la malattia in viaggio di lavoro, l’indennizzo sarebbe dovuto senza se e senza ma. Perciò “il dilemma” si presume rimanga filosofico. Sicuritalia e 30 aziende italiane in Cina Un altro aspetto ha riguardato le aziende italiane operanti in Cina: rimpatri e mantenimento della produttività sono state le priorità. La parola chiave che abbiamo imparato è “mitigazione” del rischio, cioè riduzione a misure tollerabili senza fermare la macchina lavorativa. «Da fine gennaio a metà febbraio abbiamo gestito 30 imprese e 1700 dipendenti evacuati, attuando un protocollo consolidato che ho personalmente implementato in diverse occasioni, in risposta ad altre minacce pandemiche o epidemiche come Sars, Ebola, Mers e altre – spiega Lucio Mattielli, chief secu-

rity officer del Gruppo Sicuritalia –. Le procedure vengono adattate in funzione delle specifiche caratteristiche dei pericoli (modalità di contagio, tempi di incubazione, area geografica) e delle dimensioni e tipologia di azienda in cui si opera». Per il Coronavirus, Sicuritalia ha attuato misure di isolamento dei top manager per garantire la prosecuzione delle attività e organizzato l’home working per altri reparti, mentre le trasferte aziendali sono state ridotte al minimo necessario. Impatti sulla politica e sull’industry aerea Se alla data in cui chiudiamo questo articolo la situazione è in divenire e le ipotesi di impatto economico sono tutte allarmistiche, due aspetti risultano di un’assoluta evidenza sin dall’inizio. Primo: lo scoppio del Coronavirus ha risollevato le proteste dei cittadini di Hong Kong nei confronti della mainland Cina, ritenuta inadeguata nella gestione della crisi fra troppi silenzi e bugie. Secondo: l’aviazione commerciale mondiale perderà moltissimi denari. Facciamo un confronto con la Sars

nel 2003, quando morirono 800 persone e la domanda di passeggeri in Asia precipitò del 45% (dato Iata) durante l’apice dell’epidemia di polmonite acuta di allora, nel mese di aprile. Attualmente l’industria dei viaggi dipende in misura maggiore dal mercato cinese. Infatti, il numero di passeggeri aerei annuali è più che raddoppiato. La Cina sta diventando il più grande mercato di viaggi in uscita al mondo. Diciassette anni fa i passeggeri sui voli internazionali furono 6,8 milioni, oggi il numero è cresciuto di quasi dieci volte (63,7 milioni nel 2018), secondo i dati dell’autorità aeronautica del Paese. La preoccupazione è altissima. E ciò accade proprio nell’anno del turismo Italia-Cina che si è aperto con il rinnovo dell’accordo bilaterale aereo del 13 gennaio: i voli tra i nostri due Paesi sono stati triplicati. Non dimentichiamo che nel 2018 la Repubblica Popolare di Xi Jinping è stato il quinto partner commerciale del Belpaese (dopo Germania, Francia, Stati Uniti e Spagna), con un interscambio complessivo pari a 43,9 miliardi di euro. l

Il coronavirus avrà un forte impatto sul turismo. Basti pensare che ogni mese, nel solo capoluogo lombardo, i viaggiatori cinesi portano 300 milioni di euro tra alberghi, shopping e ristoranti.

Lucio Mattielli, chief security officer del Gruppo Sicuritalia

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L’app diventa commodity Tecnologie Soluzioni mobile

Gli strumenti digitali spingono le prenotazioni da mobile del 30% e le Tmc creano prodotti ad hoc per i mercati asiatici. Ormai è impensabile viaggiare per lavoro senza applicazioni per gestire ogni fase della trasferta. Scopriamo le novità introdotte dalle principali travel management company di Arianna De Nittis

A destra, la app myCWT

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n un’epoca in cui le tecnologie permeano ogni aspetto delle nostre vite, ci sembra impossibile partire per lavoro senza l’ausilio di un dispositivo mobile, ovviamente corredato da app che ci rendano autonomi nella gestione delle trasferte. Basti pensare che, secondo il Cwt 2019 Global Travel Forecast, entro la fine di quest’anno ben l’85% delle interazioni dei consumatori saranno digitalizzate, anche nel turismo. Così le travel management company sono chiamate a proporre ai

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Tecnologie Soluzioni mobile

viaggiatori, nonché ai responsabili viaggi, applicazioni che garantiscano una fluida gestione in mobilità di tutte le fasi del viaggio. «L’integrazione del mobile nei flussi di processo travel è sempre più considerata dalle aziende una commodity e, quindi, parte del paniere essenziale di servizi e canali che la Tmc deve saper presidiare e via via migliorare, adeguandoli a uno standard di richiesta destinato ad alzarsi» conferma Cinzia Fabbris, chief sales officer di Bcd Travel Italy. «Rimanere connessi durante il viaggio non è più un lusso, è un requisito essenziale – dichiara inoltre Alessandra Pisanu, senior director Customer Management Italy di Cwt –. I viaggiatori si aspettano di avere accesso ai servizi di viaggio ovunque e in qualsiasi momento e le app possono aiutarli a risparmiare tempo e stress. Ci stiamo rendendo conto che le aziende che hanno iniziato a prenotare i voli sulla nostra

app hanno aumentato le prenotazioni da mobile fino al 30%». Ma quali vantaggi ottengono le aziende che dotano di app i propri viaggiatori? «Le imprese globali oggi investono per trattenere in azienda i talenti e vogliono essere sicure che la scarsa soddisfazione dei viaggiatori non sia d’ostacolo. Fornire a chi si sposta per lavoro una soluzione che lo faccia sentire supportato dalla sua azienda dovrebbe essere una priorità nel dovere di assistenza ai dipendenti» afferma Laura Cuello, director Customer Success Mnc & Global, UK, Italy, Spain di Egencia. «Il benessere dei viaggiatori d’affari in trasferta ricade direttamente sull’azienda e le app come strumento di gestione della trasferta a 360 gradi sono diventate un must per le aziende, che in effetti le richiedono e le disciplinano come strumento di prenotazione o di gestione/organizzazione degli itinerari di viaggio

I millennials amano le app

Alessandra Pisanu

quasi in tutti i capitolati tecnici di gara – commenta poi Loretta Bartolucci, commercial director di Cisalpina Tours –. I traveller sono consapevoli del valore che hanno queste applicazioni e apprezzano il modo in cui gli smartphone e le relative app rendono più efficiente la trasferta di lavoro: meno form da compilare o stampare, notevole risparmio di tempo e una sempre maggiore personalizzazione dei ser-

La propensione per il digitale riguarda soprattutto i millennials: secondo la Global Digital Traveler Research 2019 di Travelport, il 50% dei viaggiatori di questa generazione è frustrata quando le informazioni sulla prenotazione non sono disponibili 24 ore su 24 su dispositivi mobili, come smartphone e smartwatch. Lo stesso vale solo per due baby boomer (cioè i nati tra il 1945 e il 1964) su cinque (39%).

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Tecnologie Soluzioni mobile

Preferenze in fatto di app Uno studio realizzato da Gbta in collaborazione con RoomIt by Cwt rivela che i business traveller desiderano ricevere sullo smartphone notifiche di viaggio (48%), ma anche suggerimenti su ristoranti e intrattenimenti (40%), principali informazioni sulla sicurezza della località della trasferta (37%) e previsioni meteo (37%). Il 35%, poi, vorrebbe prenotare i servizi di viaggio tramite app, mentre il 71% del campione gradirebbe un servizio che gli fornisca informazioni utili e un’app per entrare in contatto con la sua azienda in caso di emergenza.

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Laura Cuello

vizi accessori grazie ad una profilazione più accurata delle preferenze garantita dall’applicazione. Il tutto naturalmente in linea con la travel policy dell’azienda, garantendo importanti saving operativi e di processo grazie all’integrazione con gli online booking tool e di gestione delle spese». Alcune app nascono, altre vanno in Cina Il successo delle app, e il ruolo fondamentale che il digitale riveste nelle strategie delle Tmc, è testimoniato dalla nascita di nuove soluzioni per i viaggiatori. Come quella di Gattinoni, che sarà lanciata a breve. «Si tratta di una soluzione integrata che permetterà alle aziende clienti di soddisfare le esigenze dei propri dipendenti quando sono in viaggio – spiega Alessandro Cavazza, key account & Advanced Solutions manager di Gattinoni –. Dotata di interfaccia customizzabile, l’app sarà dotata di molte funzionalità gestibili attraverso due sezioni: “Strumenti”, dove si potranno controllare lo stato del volo, il meteo o il convertitore di valuta, e “Profilo viaggiatore”, dove sarà possibile aggiornare il proprio profilo, oltre a inserire i dati utili per la prenotazione di un servizio (dati del passaporto, preferenze aeree, data di nascita)». Attraverso la funzione Utenza Travel Arranger i responsabili viaggi potranno visualizzare tutti i viaggi dei dipendenti. «L’obiettivo nel corso dei prossimi

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mesi è abilitare anche le prenotazioni direttamente dall’app, nel rispetto della travel policy di ciascuna azienda cliente» sottolinea Cavazza. Anche Cisalpina ha arricchito la sua offerta con la app Tea - Travel Experience Application, che include un’ampia gamma di servizi: dal check-in dei voli con invio automatico di promemoria e accesso diretto al check-in della compagnia aerea alle notifiche push di ritardi, cancellazioni, cambi di gate. «Gli investimenti in tecnologia hanno un ruolo centrale in Cisalpina Tours. All’interno del piano di sviluppo dell’azienda abbiamo definito una roadmap che trasformerà in maniera radicale la gestione generale delle trasferte di lavoro dei clienti non solo sui dispositivi mobile – dice Loretta Bartolucci –. Tea è stato solo il primo passo per quanto riguarda il mondo delle app dedicate al business travel: presto sarà disponibile un’altra applicazione sviluppata in house che riunisce in un’unica soluzione mobile tutte le funzionalità di Cisalpina Travel Portal. Grazie a modelli di intelligenza artificiale, stiamo entrando in uno scenario tecnologico dove sarà molto più veloce e intuitivo semplificare in maniera radicale il workflow autorizzativo delle richieste di trasferta e tutte le modifiche (cancellazioni, nuove

Loretta Bartolucci

Alessandro Cavazza

prenotazioni e cambiamenti) connesse al viaggio di lavoro, mettendo sempre al centro del servizio il traveller e la consulenza umana dei nostri operatori». Infine ci sono novità anche per myCWT, prodotto di punta di Cwt nell’ambito del digitale. La Tmc ha annunciato il lancio in Cina di una versione della soluzione accuratamente adattata per l’impiego sul mercato asiatico. La app offrirà a viaggiatori e travel manager cinesi un’esperienza realmente omni-channel: potranno connettersi infatti attraverso diversi canali, tra i quali un


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ABU DHABI: EXPERIENCE T H E E X T RAO R D I N A R Y W H Y T H E C A P I TA L O F UA E IS THE PERFECT EVENT D E S T I N AT I O N H u n d re d s o f y e a r s o f t r a d i t i o n , a d re n a l i n e p u m p i n g a d v e n t u re , u n m a t ch e d l u x u r y, unparalleled tranquility and complete event s u p p o rt : A b u D h a b i o f f e r s y o u r t e a m a n A r a b i a n ex p e r i e n c e l i k e n o o t h e r. W i t h t h re e d i v e r s e l o c a l e s i n o n e e m i r a t e , A b u D h a b i i s a t r u l y ex t r a o rd i n a r y d e s t i n a t i o n . I t i s a p l a c e w h e re re s p e c t f o r t h e p a s t i n f o r m s t h e p re s e n t a n d s h a p e s t h e f u t u re . A d i v e r s e l a n d s c a p e b o a s t s d e s e rt s a n d m o u n t a i n s , f a b u l o u s b e a ch e s a n d w a r m , c l e a r w a t e r s , d e s e rt i s l a n d s a n d o a s e s . A n a n c i e n t heritage city and a modern, cosmopolitan m e t ro p o l i s , w h e re h i s t o r i c b u i l d i n g s s i t beside thrilling headline attractions, and e n g a g i n g t o u r s c o m p l e m e n t a p a ck e d c a l e n d a r o f w o r l d - c l a s s e v e n t s c o v e r i n g t h e a rt s , c u l t u re , s p o rt s , a n d e n t e rt a i n m e n t . T h a n k s t o A d v a n t a g e A b u D h a b i p ro g r a m t h e e v e n t o rg a n i z e r s w i l l h a v e a u n i q u e o p p o rt u n i t y t o g a i n a d d i t i o n a l d e s t i n a t i o n d r i v e n v a l u e w i t h a b e s p o k e s u p p o rt o f f e re d b y A b u D h a b i C o n v e n t i o n B u re a u . E m a i l a d d re s s : i t a l y @ d c t a b u d h a b i . a e AbuDhabiCB

YOUR E X T RAORDI NA RY STORY

Qasr Al Watan #InAbuDhabi

visitabudhabi.ae


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Tecnologie Soluzioni mobile

Il viaggio? Si prenota sullo smartphone Secondo uno studio di eMarketer, nel 2021 quasi la metà di tutte le vendite online di viaggi sarà generata da dispositivi mobili. Inevitabilmente, quindi, il mobile si porrà al centro delle strategie dei travel manager.

Le app delle principali Tmc Tmc

App

Principali funzionalità

Bcd Travel

TripSource

Visualizzazione itinerari dettagliati (anche offline), notifiche in fase pre-trip e in viaggio, aggiornamenti sui voli e sui servizi prenotati, assistenza on-the-go, funzione booking (a breve anche in Italia) per prenotare voli, hotel, autonoleggi e treni, attivazione vocale via Alexa

Cisalpina Tours

Tea

Check-in dei voli con invio automatico di promemoria e accesso diretto al check-in della compagnia aerea, notifiche push di ritardi, cancellazioni, cambi gates, mappe, Click to Call per connettere il passeggero direttamente con il servizio di booking o di online booking, Message Center per ricevere informazioni da Cisalpina sull’app, supporto multilingua, sincronizzazione con il calendario, Itinerari disponibili anche in modalità offline e possibilità di condividerli con i colleghi

Cwt

myCWT

Prenotazione voli (Gds e low cost) e hotel (Gds, hotel program aziendale e Cwt, Booking.com. Expedia), visualizzazione massimali hotel, check-in mobile per oltre 250 vettori, itinerari di viaggio completi, sincronizzazione automatica calendario, funzione travel arranger per visualizzare fino a 25 viaggiatori, ricezione alert, checkin mobile, integrazione prenotazioni non Cwt, contatto con ufficio Cwt di riferimento, info in tempo reale su ritardi e cancellazioni, update profilo e carte fedeltà

Egencia

Egencia App

Accesso a prenotazioni last minute, visualizzazione itinerari, checkin voli, notifiche in caso di cancellazioni e ritardi, assistenza in caso di disservizi, servizi di gestione del rischio (geolocalizzazione dei dipendenti) e alert in caso di rischi, processo di approvazione trasferte H24, supporto nella configurazione, sistemi per garantire la sicurezza dei dati

Gattinoni

App Gattinoni

Integrazione con i principali Gds, interfaccia customizzabile, sincronizzazione viaggi e calendario, aggiornamento automatico in caso di variazioni di un servizio (nello specifico di un volo) effettuate dopo la prima emissione, inserimento manuale di eventuali servizi prenotati in autonomia (es. prenotazione di ticket rail), gestione profilo del viaggiatore, mappe aeroporti 3D, funzione Utenza Travel Arranger per visualizzare i viaggi di tutti i dipendenti. Prossimamente possibilità di prenotare tramite app

Tns Uvet, Uvet Gbt

BizTravel App

Visualizzazione itinerari completi con dettagli biglietti e voucher, info in tempo reale su cambiamenti di orario e gate, travel alert, info sui voli, visualizzazione profilo viaggiatore ed eventuali preferenze comunicate dall’agenzia di viaggio, meteo in base alla geolocalizzazione, info sui treni

sito H51 ottimizzato per i dispositivi mobili, un’app mobile, un servizio di messaggistica (per esempio live chat), e-mail e chiamate telefoniche. E non è tutto, perché anche negli altri Paesi la Tmc sta arricchendo la soluzione di nuove funzionalità. 8

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«Abbiamo annunciato l’introduzione sulla nostra piattaforma di un nuovo servizio di messaggistica per contattare i nostri consulenti per iscritto, oltre che per email o voce» dichiara Pisanu. «La digitalizzazione è fondamentale per noi e la stra-

tegia che abbiamo messo in atto alla fine del 2016 per mostrare il nostro potenziale digitale ci ha portato molto lontano. Continueremo a investire nella nostra roadmap digitale per consolidare la nostra posizione sul mercato».


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Tecnologie Soluzioni mobile

A sinistra, la app TEA di Cisalpina Tours

Uvet crede nelle Pwa Le tecnologie sono centrali anche nelle strategie di Uvet Gbt, che propone alle aziende la BizTravel App. «Siamo sempre stati in prima linea nello sviluppo di soluzioni e strumenti digitali per il mercato italiano – dichiara l’head of National Sales & account manager, Massimo Di Pasquale –. Oltre ad essere reseller delle principali applicazioni di American Express Global Business Travel destinate ai clienti multinazionali, offriamo soluzioni create ad hoc per il mercato italiano grazie agli investimenti in tecnologia che il Gruppo Uvet fa ogni anno». Sviluppata da Tns, la società informatica del gruppo Uvet, questa so-

Massimo Di Pasquale

luzione consente la gestione del profilo dei viaggiatori, la visualizzazione di itinerari, l’emissione di alert, le informazioni sui voli e sui treni e quelle meteo. Nuove funzionalità si aggiungeranno nella prossima release, in programma nel secondo semestre 2020. «In Uvet Gbt più che nelle classiche app crediamo nelle Progressive Web App, pagine web che si comportano come applicazioni se utilizzate su dispositivi mobile e per questo ritenute un ibrido che presenta diversi vantaggi nella navigazione. Sono fruibili, quindi, allo stesso modo sia su desktop che su mobile senza dover installare app e senza occupare memoria nel telefono». Supporto ai dipendenti con TripSource Bcd Travel propone ai business traveller TripSource, una app che consente di visualizzare itinerari dettagliati, notifiche in fase pre-trip e in viaggio, aggiornamenti sui voli e sui servizi prenotati, assistenza on-the-go e, a breve anche in Italia, le migliori opzioni di prenotazione. «Poter offrire al mercato un’app sempre più performante e completa è tra gli obiettivi che ci poniamo e che stiamo perseguendo a livello internazionale – sottolinea Cinzia Fabbris –. La suite di strumenti tecnologici e piattaforme integrate è centrale per la costruzione efficace del servizio e del nostro stesso modello di business». Tra i punti di forza della soluzione

spicca il sistema di notifiche e alerting (anche personalizzabili dall’azienda cliente nella versione avanzata) che consente all’azienda di accompagnare e ingaggiare il viaggiatore, anche in tema di security e crisis management. TripSource interagisce anche con Alexa per l’attivazione e la consultazione vocale. Egencia, esperienza mobile su più dispositivi «Egencia – spiega Laura Cuello – è stata la prima Tmc a offrire una mobile app a tutto tondo ai viaggiatori diversi anni fa, e continuiamo a investire molto in questo settore. Su una piattaforma in cui tutte le funzionalità fluiscono apparentemente senza problemi da un dispositivo all’altro, i nostri viaggiatori possono salvare loro ricerche, avviare la prenotazione sul desktop e completare il processo sullo smartphone». Questo, ovviamente, richiede un’attitudine all’innovazione che Egencia, essendo per natura una Tmc digitale, ha nel proprio Dna. «La nostra app è una soluzione a 360 gradi per viaggiatori e travel manager che gestisce tutto il processo, dalla ricerca alla prenotazione, dall’assistenza sul campo all’assistenza post viaggio. Ci assicuriamo che le aziende abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno in un’unica esperienza online per i propri viaggiatori: sul nostro sito web, sulla nostra app, su un AppleWatch o un dispositivo Alexa». l

Totalmente digitali Secondo lo studio di Sita “Air Travel for a Digital Age”: entro il 2025 sette passeggeri aerei su dieci (68%) saranno totalmente “digitali”. Gestiranno e monitoreranno, quindi, tutte le fasi del viaggio da dispositivi mobili, dalle notifiche sulla posizione del bagaglio, alle informazioni sull’imbarco, ai pagamenti.

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Da Capri al mondo intero

Professione Travel Manager Liliana Nesti

Intervista a Liliana Nesti, travel manager delle venti aziende italiane della multinazionale farmaceutica Menarini Group. Fa viaggiare duemila viaggiatori per 14mila trasferte all’anno di Anna Fraschini

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l futuro professionale di Liliana Nesti era forse già scritto nel luogo che l’ha vista nascere, la splendida Capri: quell’isola in cui si sentono parlare a ogni angolo un po’ tutte le lingue. Da lì è scaturita la sua passione per gli idiomi stranieri, che l’ha spinta a frequentare il liceo linguistico internazionale di Napoli, la scuola superiore per interpreti e traduttori di Firenze e lo Iulm di Milano, deve si è laureata in lingue e letterature straniere. E, nel frattempo, viaggiava alla scoperta di luoghi vicini e lontani, con un aperto spirito cosmopolita e una vivace curiosità verso le culture che via via incontrava. Oggi, invece, fa viaggiare gli altri. È infatti la travel manager cor-

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porate per tutte le aziende italiane della multinazionale farmaceutica Menarini Group: venti società sparse sul territorio nazionale, da Firenze (dove ha sede la casa madre) a Milano e a Roma, passando per Bologna, Pisa e Siena. Il lavoro di certo non manca: i viaggiatori sono più

di 2000 e le trasferte processate nel 2018 sono state 14mila. «La travel policy, al momento local per le sole aziende italiane, è un documento fondamentale – fa sapere Liliana Nesti – ed è tra i primi documenti che vengono consegnati a tutti i nuovi dipendenti. Al suo in-


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Professione Travel Manager Liliana Nesti

Automazione

Chi è Liliana Nesti

terno sono contenute le regole per viaggiare nel rispetto della nostra policy, mentre il resto è affidato al buon senso di ognuno e alla valutazione delle eccezioni da parte della mia funzione. Il mio ruolo dipende direttamente dal direttore HR, pertanto le consultazioni sono dirette e veloci le risoluzioni». Dal punto di vista dei supporti digitali, Menarini si avvale di Mr Fogg, una piattaforma nata dalla personalizzazione di un tool già esistente di una società bolognese e introdotta in azienda nel luglio del 2014. Al suo interno ci sono tutti i componenti della filiera del viaggio aziendale. Dagli autorizzatori, ai viaggiatori, dalle segreterie alla cassa, dal travel manager all’agenzia esterna, dall’IT alla funzione di controllo delle rendicontazioni. «Come per ogni cambiamento, l’impatto è stato forte – fa sapere la

Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso lo Iulm di Milano, una specializzazione come Interprete e traduttore presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Firenze, è entrata giovanissima alle dipendenze della Menarini, prima come Segretaria di Direzione, poi come Responsabile di un Pool di Segreterie di Direzione e Centro Traduzioni, poi dal 1998 come responsabile dell’Ufficio Viaggi interno. In qualità di tavel manager per le venti aziende del gruppo, ha il compito di coordinare tutto il BT, i circa 900 viaggiatori e le 130 segreterie con il supporto di un’agenzia esterna, dedicata quasi esclusivamente alla gestione dei voli. Per garantire cost saving nell’ambito delle trasferte monitora costantemente la compliance alla travel policy e l’utilizzo dei relativi tool. Segue la negoziazione e gli accordi con catene alberghiere e compagnie aeree, i pernottamenti e i meeting di tutto il personale delle aziende del Gruppo. manager –. Tuttavia siamo partiti in maniera soft, con una fase pilota che vedeva coinvolte solo due aziende, completando il go live proprio nel corso dell’estate scorsa con la salita a bordo di Mr Fogg anche dell’ultima azienda». Che tipo di ruolo ha in questo scenario? Liliana Nesti: «Svolgo un ruolo sia operativo, sia consultivo e di controllo. L’agenzia esterna che si occupa quasi essenzialmente del volato tramite un suo booking tool e con la quale abbiamo un contratto a transaction fee. La Tmc si interfac-

In Menarini Group tutti i processi di travel sono automatizzati grazie a Mr Fogg, una piattaforma nata dalla personalizzazione di un tool già esistente di una società bolognese e introdotta in azienda nel luglio del 2014.

cia con Mr Fogg, a cui invia biglietti e relative bolle. A completare i processi, al di fuori di Mr Fogg, ci avvaliamo della piattaforma di Trenitalia, all’interno della quale io sono amministratore per tutte le aziende, mentre le varie segreterie del Gruppo Menarini sono travel arranger per tutti gli acquisti in maniera diretta. In alcune attività sono affiancata dai colleghi degli acquisti, come ad esempio per la negoziazione e la finalizzazione di contratti diretti con vettori, catene alberghiere, autonoleggi, sedi congressuali, ristoranti e altri fornitori 2020 febbraio-marzo |

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Professione Travel Manager Liliana Nesti

Trasferte su quattro ruote Spiega Liliana Nesti: «In Menarini la gestione della flotta aziendale è di pertinenza del nostro ufficio Autoparco. Per alcune trasferte di medio e lungo raggio ho a disposizione cinque auto di proprietà che vengono di volta in volta richieste dai viaggiatori e assegnate secondo un criterio di opportunità e di priorità. Il carburante viene pagato tramite fuel card».

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che potrebbero gravitare intorno alle trasferte e agli eventi». Utilizzate anche servizi di prenotazione alberghiera online? «Dopo una fase pilota a fine del 2017, a partire da gennaio 2018 tutte le aziende del gruppo si avvalgono del servizio di Booking.com. Questa piattaforma ci è utile soprattutto per raggiungere quelle destinazioni vicine in Italia o molto lontane nel mondo dove non sono presenti catene internazionali o dove il

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numero di notti è così esiguo da non giustificare una convenzione». Sicurezza e viaggiatori: come viene affrontato questo delicato tema? «La sicurezza è divenuta in questi ultimi anni un aspetto prioritario, visto che Menarini è ormai presente ovunque nel mondo, con oltre 18mila dipendenti. I nostri colleghi italiani si spostano frequentemente nelle varie sedi internazionali, anche per consolidare i rapporti con la casa madre. La parte sicurezza è affidata

al nostro Hse manager con delle polizze ad hoc differenziate Italia/estero. Visto che, purtroppo, stanno diventando sempre più numerose le aree geografiche in cui la sicurezza può rivelarsi per diversi aspetti problematica, la nostra agenzia ha istituito un sistema di alert via e-mail per segnalarci l’eventuale presenza di nostri collaboratori in quelle destinazioni che vengono alla ribalta per eventi critici imprevisti». Una breve considerazione finale sul suo dinamico lavoro. «Le giornate sono impegnative, talvolta pesanti. Sicuramente mai noiose, ma questo lavoro mi piace. Inoltre lo faccio in una grande azienda quale è la Menarini, prima realtà farmaceutica italiana e in ottime posizioni in Europa e nel mondo. Posso quindi concludere che viaggiamo in acque tranquille e... col vento in poppa!». l


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Informazione pubblicitaria

easyJet

Low cost, sostenibile e business travel. È easyJet È un legame sempre più forte quello di easyJet con il business travel, che rappresenta attualmente il 21% dei clienti. La compagnia low cost ha lavorato ad una strategia mirata per incrementare la quota di viaggiatori d’affari che volano con i suoi aerei. Soprattutto ora che in flotta entrano nuovi A321neo, grazie ai quali la capacità sale da 186 posti a 235. Solo a Milano Malpensa, ad esempio, saranno 4 gli Airbus basati entro l’estate, in sostituzione di aeromobili A320. Questo modello brilla per sostenibilità ambientale, producendo il 15% in meno di CO2 e riducendo del 50% l’impatto acustico. Un altro tributo per la compagnia, già la prima tra le big dei cieli a compensare le emissioni di CO2 su tutti i voli del suo network. Inoltre, l’A321neo può coprire una distanza massima di 7.400 chilometri e permetterà a easyJet di offrire più posti a tariffe più basse. «Dalle nostre basi italiane di Milano Malpensa, Napoli e Venezia mettiamo a disposizione un prodotto business che non ha eguali sia per quanto riguarda le rotte domestiche, che quelle internazionali. Colleghiamo numerosi aeroporti italiani con i principali centri d’affari europei come Londra, Berlino e Parigi, dove atterriamo negli aeroporti principali e dunque a pochi passi dal centro città», argomenta il Country Manager, Lorenzo Lagorio. Tra le novità che vanno a soddisfare il target del business travel c’è il raddoppio delle frequenze giornaliere sulla Milano Malpensa-Monaco di Baviera e sulla Napoli-Torino, oltre all’introduzione dei servizi su Tirana (Albania) da Milano.

Gds e tariffe più flessibili Per la migliore relazione con le Tmc e le agenzie di viaggio che servono il segmento corporate, easyJet ha rinnovato gli accordi con i tre principali canali di distribuzione Gds (Amadeus, Sabre e Travelport). «Abbiamo continuato a sviluppare

il prodotto per i passeggeri business con la tariffa Inclusive, che è disponibile solo attraverso Gds e self booking tool», aggiunge Lagorio. Ai passeggeri business che necessitano di maggiore flessibilità di viaggio, è dedicata la tariffa Flexi che offre maggiore flessibilità di data ed itinerario, 1 bagaglio a mano (senza limiti di peso), un secondo bagaglio a mano delle dimensioni tali da essere posizionato sotto il sedile. Infine, è incluso un bagaglio da stiva senza costi aggiuntivi (max 23 kg). Inoltre, la tariffa Flexi dà la possibilità di accedere ai fast track (varchi di sicurezza dedicati) dei principali aeroporti europei, che è un benefit che peraltro offriamo anche a tutti i nostri clienti in possesso della tessera easyJet Plus.

Un futuro che parla anche elettrico Il futuro dell’aviazione a tariffe convenienti con servizi di qualità parla anche elettrico. Da pioniera, l’aerolinea europea è partner di Wright Electric che ha avviato un programma di sviluppo di un motore per un aereo elettrico da 186 posti, denominato Wright 1. La startup americana prevede che l’aeromobile sarà operativo nel 2030. Negli Stati Uniti numerose agenzie governative stanno finanziando la ricerca sull’aviazione elettrica, tra cui la Nasa e l’Air Force Research Laboratory.

Per informazioni: www.easyjet.com

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Mission MICE Navi da crociera

L’incentive sale a bordo... ed è green

Sostenibilità, design e spazi di grande impatto visivo sono le armi con cui le grandi compagnie di navigazione, come Costa Crociere e Msc, conquistano il settore degli incentive e dei congressi

di Simona Parini e Paola Baldacci

Sopra, il teatro dell’Msc Grandiosa

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ostenibilità. È questo uno dei macro trend del 2020 nel settore crocieristico individuati dalla Cruise Lines International Association-Clia, l’associazione del comparto che nel suo report “2020 State of the Cruise Industry Outlook” prevede per quest’anno trentadue milioni di passeggeri, due milioni in più rispetto al 2019. Allineata con la tendenza sempre più consolidata del rispetto dell’ambiente è Costa Smeralda, la nuova ammiraglia della flotta Costa Crociere entrata in servizio a

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fine dicembre per fare rotta nel Mediterraneo. La smart city itinerante La “nave dell’innovazione responsabile” è infatti stata progettata e realizzata per essere una vera smart city itinerante. Costa Smeralda è la prima nave Costa alimentata a gas naturale liquefatto (Lng), il combustibile fossile più “pulito” al mondo perché evita quasi totalmente le emissioni di particolato e ossidi di zolfo e riduce del venti per cento le emissioni di CO2.

Costa ha creduto e investito per prima nel gas naturale liquefatto, azione che conferma l’impegno del gruppo per ridurre del quaranta per cento le emissioni di anidride carbonica entro il 2020, dieci anni in anticipo rispetto all’obiettivo stabilito dall’International Maritime Organization. Ma non è solo la scelta del combustibile a fare di Costa Smeralda una nave green. Un sistema di efficientamento energetico intelligente, la produzione del fabbisogno totale di acqua direttamente dal mare, il cen-


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Mission MICE Navi da crociera

to per cento della raccolta differenziata e la riduzione degli sprechi alimentari sono esempi concreti dell’impegno per fare della grande ammiraglia che batte bandiera italiana un esempio di nave da crociera sostenibile. La grande bellezza del made in Italy Costa Smeralda non è “solo” eco, ma anche bella ed è un inno al buon gusto italiano. Per esaltare e far vivere in un’unica location il meglio dell’Italia, l’arredamento, l’illuminazione, i tessuti e gli accessori (di serie e disegnati appositamente) portano la firma di quindici brand del design made in Italy: Cappellini, Cassina, Dedar, Driade, Emu, Flos, FontanArte, Kartell, Molte-

ni&C, Moroso, Paola Lenti, Poltrona Frau, Rosa, Rubelli, Alessi. E sempre il design italiano è protagonista del CoDe, cioè il Costa Design Museum. Quello che è il primo museo realizzato su una nave da crociera si sviluppa su quattrocento metri quadrati e ospita una selezione di oltre 470 pezzi. Chiaramente anche l’offerta di bordo si integra con il senso del bello: ecco, allora, per esempio, il Colosseo e Piazza di Spagna. Il primo è uno spazio a centro nave dislocato su tre ponti con schermi luminosi posizionati sia sulle pareti sia sulla cupola. Piazza di Spagna è invece una grande scalinata affacciata a poppa, su tre ponti con una balconata all’aperto sull’ultimo ponte, il cui pavimento di cristallo fa vivere l’emozione di volare sul mare. I numeri di Costa Smeralda, la sua vocazione alla sostenibilità e la ricchezza di spazi la candidano a essere una nave per incentive. Come e con quali modalità lo si scoprirà a breve. «Nei prossimi mesi, dopo aver valutato come vive la nave con gli ospiti a bordo, siamo intenzionati a sviluppare l’offerta incentive», dice infatti il direttore commerciale Italia, Daniel Caprile. «Dobbiamo prima valutare in maniera scrupolosa come garantire sempre l’eccellenza che promettiamo».

La proposta Mice di Msc Dal 1° gennaio la prima compagnia di crociera ad impatto zero di CO2 al mondo, Msc, sfodera con Grandiosa la sua proposta Mice. Una nave che già di suo è un evento: come le altre della classe Meraviglia ospita due nuovi show esclusivi del Cirque du Soleil at Sea. Creati appositamente per Msc, questi spettacoli mettono in risalto strutture teatrali in grado di adattarsi a qualsiasi presentazione. Spiega Luca Corsi, events manager di Folletto in Vorwerk Italia: «Organizzare un evento aziendale su una nave da crociera offre moltissimi vantaggi rispetto a una destinazione o una location in particolare. Su tutti almeno tre: è una vera e propria location viaggiante che unisce i benefit dell’hotel a quelli del viaggio, anzitutto. Un evento in navigazione si coniuga molto bene con l’incentive trip, se lo guardiamo sotto l’aspetto del viaggiare: solo spostandosi con una nave da crociera è possibile toccare tante destinazioni diverse nel corso dello stesso itinerario. Infine, è una buona soluzione per favorire l’aggregazione dei partecipanti, grazie alle molteplici occasioni di intrattenimento organizzato, che vanno dagli show serali all’esperienza del casinò, fino alle attività di team building e formative».

Costa Smeralda: i numeri Totale cabine passeggeri: 2.612 Totale passeggeri: 6.554 Totale equipaggio: 1.678 Bar: 19 tra cui i bar tematici in collaborazione con grandi partner italiani, come il primo illy Caffè sul mare, il Campari Bar, l’Aperol Spritz Bar e il Ferrari Spazio Bollicine Ristoranti: 15 (il maggiore da 978 posti)

Sopra, l’Hola Tapas Bar della Msc Grandiosa

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Mission MICE Navi da crociera

L’identikit di MSC Grandiosa Data di consegna: 31 ottobre 2019 Numero totale dei passeggeri: 6.334 Equipaggio: 1.704 Numero di cabine: 2.421 Velocità massima: 22.3 nodi

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Detto ciò, con Grandiosa la compagnia facente capo al gruppo Aponte ha scelto di stupire con una Promenade sotto un cielo a Led lungo 98,5 metri, scenografia ideale di

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proiezioni a tema che fanno da cornice a feste e animazioni. Questa immensa passeggiata è il cuore della nave: si fa shopping, si può mangiare al bistrot parigino L’Atelier

che ha anche una terrazza, un palco e una pista da ballo. In tutto, le opzioni di ristorazione a bordo sono 12. Leonardo Massa, country manager di Msc Crociere, osserva: «Sono certo che il Mice è un segmento che continuerà a crescere, perché le aziende raramente trovano ambienti modulabili così d’effetto come a bordo di Grandiosa e dotazioni tecnologiche talmente avanzate. Senza dubbio le dimensioni e la possibilità di spostarsi di porto in porto sono tra i primi elementi distintivi vantaggiosi». Progettata come nave per tutte le stagioni, Msc Grandiosa sta trascorrendo l’inverno nel Mediterraneo. Spazi esclusivi Da buona ammiraglia – 900 milioni l’investimento per realizzarla – è costruita con spazi esclusivi per


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Mission MICE Navi da crociera

ospiti esigenti. All’Msc Yacht Club i passeggeri incontrano il lusso e il massimo comfort dell’elegante Top Sail Lounge, l’One Pool Deck, un ristorante privato e un servizio di maggiordomo 24 ore su 24. Il centro benessere ha preso la forma di un’autentica Spa balinese sul mare, l’Aurea Spa è per massaggi e trattamenti, parrucchiere e salone di bellezza più le terme. Msc non ha dimenticato la tecnologia: su Grandiosa naviga anche l’assistente virtuale Zoe che risponde alle domande sui servizi on board, si trova in ogni cabina e parla sette lingue. All’intrattenimento sono dedicati anche un teatro in stile Broadway, un casinò, un incredibile Sportplex, una pista da bowling full size, uno Sports Bar, un simulatore di F1 e la galleria di videogames. Sostenibilità Aspettando la prima nave a gas naturale liquefatto (Lng) che per Msc arriverà nel 2022, il doveroso tribu-

Combustibile green

to alla sostenibilità si compie in altre sofisticate tecnologie. Msc Grandiosa è progettata per ridurre le emissioni di ossido di azoto provenienti dal motore dell’80%, grazie a un avanzato catalizzatore. Inoltre, la nave si collega alla rete elettrica del porto e azzera le emissioni durante la sosta. Una funzio-

nalità, quest’ultima, implementata su tutte le nuove navi Msc a partire dal 2017. Il tutto compensato da trattamenti delle acque reflue e di sentina, prevenzione degli sversamenti di petrolio dalla sala macchine, dall’efficientamento energetico per il recupero del calore e dall’illuminazione a Led. l

In tema di sostenibilità ambientale, Msc attende per il 2022 l’ingresso in flotta della sua prima nave a gas naturale liquefatto (Lng). Questo combustibile alimenta già la nave Costa Smeralda di Costa Crociere.

In questa pagina, il Costa Design Museum della nave Costa Smeralda. Sopra, uno spettacolo del Cirque du Soleil a bordo della Msc Grandiosa. Nella pagina a fianco, dall’alto, lo Spazio Trastevere e il Beach Club a bordo della Costa Smeralda

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Lezioni americane Ad alta quota Dagli Stati Uniti

Southwest Airlines crea un progetto BT con poche regole semplici: mai senza Gds, un ufficio di 70 persone e un leader, un tool di prenotazione dedicato, Api per le connessioni dirette ad altre piattaforme. Le tariffe stracciate sono nel DNA della compagnia. Non resta che sperare nel ritorno dei B737 Max miche saranno comprese tra i 10 e i 20 milioni, dal secondo semestre. «Per quasi 50 anni, siamo stati la compagnia aerea di un viaggiatore d’affari con opzioni di viaggio ad alta frequenza e tariffe basse – ha dichiarato il presidente Tom Nealon in una nota –. Ora svilupperemo ulteriormente questa filosofia».

di Paola Baldacci

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Entrate tra i 10 e i 20 milioni Southwest Business rilascerà i suoi servizi entro la metà del 2020. Secondo le stime del vettore le entrate economiche saranno comprese tra i 10 e i 20 milioni, a partire dal secondo semestre. 18

nche la madre di tutte le compagnie aeree low cost si dà al business travel. Sempre che la riammissione ai voli del B737 Max da parte della Federal Aviation Administration americana, la quale tarda ad indicare una data precisa (almeno fino al 17 febbraio, ndr), non interrompa i suoi piani, Southwest Airlines ha annunciato di entrare nel mercato dei viaggi d’affari. Ispiratrice delle europee Ryanair e Easyjet, con il modello rigorosamente point to point, l’aerolinea che ha fondato il volo a tariffe stracciate e la pubblicità informalmente divertente, in cui lo stesso fondatore era protagonista, ha svelato il progetto Southwest Business durante la convention di Gbta – Global Business Travel Association, la scorsa estate a Chicago. La stampa americana ha scritto che ci lavorava da almeno due anni. Di fat-

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to è una business unit che prima non esisteva. Southwest Business rilascerà i servizi entro la metà del 2020 e stima che le entrate econo-

Mai senza i Gds e una business unit dedicata Per mettere a punto il progetto, la compagnia di Dallas ha compiuto due mosse tecnicamente essenziali quanto semplici. Anzitutto ampliando la presenza sui Gds come Travelport e Amadeus, poi assumendo account manager che si occuperanno delle contrattazioni corporate. «Aumentando al massimo livello la partecipazione della compagnia all’interno dei canali Gds, in tal modo i travel manager e le Tmc avranno accesso a più tariffe e orari dei voli», spiega una nota. Inoltre, South-

Il grande dilemma del B737 Max Da più grande operatore aereo con una flotta composta di soli Boeing 737, la compagnia fondata da Herb Kelleher nel 1967 a Dallas ha fatto sapere di prepararsi ad operare senza la versione Max (messa a terra dopo i fatali incidenti del 2018 e 2019, ndr) fino a metà agosto. Inizialmente aveva previsto di poterlo re-inserire nei programmi da inizio giugno. Il grounding dei B737 Max ha comportato un costo operativo di 828 milioni di dollari l’anno scorso. L’aerolinea ha raggiunto un accordo di compensazione con Boeing, ma le perdite saliranno certamente e le trattative di indennizzo proseguiranno. Le compagnie americane stanno continuando ad avere fiducia nel costruttore di casa, che ha visto l’insediamento di un nuovo AD dal 13 gennaio scorso. Nella prima lettera ai 150mila dipendenti, il 62enne Dave Calhoun ha scritto di volere cambiare approccio. Optando per una maggiore trasparenza e meno arroganza, evidentemente tipica della cultura Boeing, come è emerso durante le indagini dei disastri aerei che sono costati la vita a 346 persone.


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Ad alta quota Dagli Stati Uniti

Tecnologie Southwest avrà un proprio strumento di prenotazione online dedicato al business travel, chiamato Swabiz, che favorirà l’aderenza alle travel policy aziendali.

Dave Harvey, a capo della nuova divisione Southwest Business

west avrà un proprio strumento di prenotazione online dedicato al business travel, chiamato Swabiz, che favorirà l’aderenza alle travel policy aziendali. Si noti che la strategia di

distribuzione tradizionale non verrà applicata per il comparto dei viaggiatori leisure. Questi ultimi continueranno a prenotare i voli dal sito web della compagnia, come il modello low cost “ortodosso” vuole. Infatti, gli investimenti in tecnologia per andare al corporate travel sono mirati esclusivamente ad esso. Tra le altre iniziative adottate per lo scopo, Southwest ha aderito alla piattaforma di scambio Ndc di Atpco. Attraverso di essa si collegherà a Tripactions, ad Amtrav e a diverse altre agenzie specializzate in business travel. Infine, il vettore ha investito nella sua Api per le connessioni dirette e quest’anno ha eliminato la tariffa di accesso ad essa. Dave Harvey alla guida «Nel 2019 ci siamo preparati, ora nel 2020 ci scateneremo. Preparate

i vostri popcorn», ironizza Dave Harvey, a capo della nuova divisione e già tra i 25 personaggi più influenti del 2019 secondo la testata americana Business Travel News. Il suo dipartimento è composto da 70 persone. l


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Parisii: la casa romana per i business traveller Provato per voi Parisii Luxury Relais Rome

C’è un nuovo indirizzo per i viaggiatori d’affari che rifuggono gli ambienti freddi e distaccati: un bed and breakfast di charme nel centro di Roma impreziosito da opere di arte contemporanea

alterneranno per esporre negli ambienti del relais le proprie opere facendo così del b&b una mostra d’arte dedicata all’ospitalità.

di Simona Parini

Eventi Negli spazi del Parisii piccoli gruppi possono partecipare a workshop esperienziali dedicati a far emergere il loro lato creativo.

Sotto Grazia Parisi, general manager del Parisii Luxury Relais Rome

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arisii Luxury Relais Rome è il nuovo indirizzo per chi soggiorna per affari nella capitale e cerca comfort ed efficienza, ma non vuole ambienti freddi e distaccati. Già residenza di un ambasciatore, si trova al secondo piano di un palazzo di una via laterale di piazza Barberini, a pochi passi quindi da piazza di Spagna e Fontana di Trevi. Il restauro durato sette mesi e per il quale sono stati inve-

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stiti circa 350mila euro è stato curato dall’architetto Massimiliano Morlacci valorizzando elementi preesistenti quali le cementine originali del Novecento e puntando su un interior design sofisticato, con arredi e corpi illuminanti realizzati su misura da maestri artigiani. Il risultato è un relais di charme di sole 5 camere, ciascuna dedicata a un colore e tutte uniche perché personalizzate dalle opere d’arte di Marco Victor Romano. Il giovane artista visivo, formatosi a Napoli e all’Hochschule für Grafik und Buchkunst/Academy of Visual Arts di Lipsia, ha firmato anche le installazioni che arricchiscono la lobby dove viene servito il breakfast, che privilegia prodotti bio e locali. Ecco, per esempio, Canone Bianco, opera nella quale i solidi platonici sono creati con la stampa 3D e la tecnica del calco. Ma il legame di Parisii Luxury Relais Rome con l’arte è in costante evoluzione: Marco Victor Romano selezionerà infatti gli artisti che si

Parisii: la casa lontana da casa Come dice Grazia Parisi, general manager del relais: «Il nostro obiettivo è dare agli ospiti la sensazione di sentirsi a casa, avvolgendoli in un’atmosfera di pace e tranquillità dove il lusso non è ostentato, ma sussurrato. A contribuire a fare del Parisii Luxury Relais Rome un ambiente cozy è il team molto affiatato che si adopera per fornire un servizio sempre personalizzato. I clienti possono sempre contare sul nostro supporto per vivere al meglio il loro soggiorno romano: forniamo indicazioni e dritte sui ristoranti e gli appuntamenti artistici e culturali da non perdere per scoprire anche una Roma inedita e un servizio di personal shopper sia per scoprire le più autentiche botteghe artigiane sia per cogliere il meglio dei brand blasonati. Non solo: negli spazi del Parisii piccoli gruppi possono partecipare a workshop esperienziali dedicati a far emergere il lato creativo che ciascuno possiede». l


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ONLINE BOOKING TOOLS, EXPENSE REPORT E PAYMENT APPLICATIONS: COME COSTRUIRE UNA MATRICE DI COMPARAZIONE PER (MEGLIO) SUPPORTARE LE DECISIONI Sviluppare le competenze per gestire le relazioni con tutti gli stakeholder aziendali coinvolti nel processo di approvvigionamento, con la piena consapevolezza dei bisogni degli utenti che utilizzano le applicazioni aziendali. • Il decision maker, questo sconosciuto • Tecniche di ponderazione e comparazione oggettiva • Esercitazione in aula e costruzione di un modello di matrice verosimile • Open discussion

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Insights Travel policy

Travel policy perfetta,

una sfida continua

Tra tradizione e modernità, il cardine del business travel deve essere un “documento vivo” e definire un rapporto ottimale tra le trasferte di lavoro, le esigenze aziendali e le regole imposte dal mercato

di Dario Bongiovanni

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ostituisce da sempre uno dei cardini del business travel, senza il quale non è possibile approcciare in alcun modo la gestione dei viaggi d’affari, né lato interno (azienda) né esterno (agenzia di viaggio e fornitori primari). Ma in che cosa consiste esattamente la travel policy? Vediamo una definizione: “Strumento procedurale, che norma le modalità attraverso le quali si attua una corretta gestione delle missioni e dei viaggi d’affari aziendali. È uno strumento di pianificazione dei viaggi d’affa-

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ri, di supporto al controllo qualitativo della spesa, oltre che un indicatore delle capacità dell’azienda di cogliere le opportunità di ottimizzazione offerte dal mercato [...]”. L’obiettivo del documento, quindi, è definire il “chi può fare cosa” nell’ambito delle trasferte di lavoro. La travel policy tradizionale va in pensione La travel policy ha avuto il suo massimo periodo di espressione a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, in un

mercato più “semplice” di quello attuale. Da allora si sono verificati alcuni cambiamenti fondamentali: – sono falliti (e in alcuni casi rinati in forma “diversa” e più “snella”) diversi vettori istituzionali ed è decaduto il concetto di “compagnia di bandiera”; – hanno fatto irruzione I vettori aerei low cost/no frills, con una politica tariffaria aggressiva e un modello di business “disruptive”. Queste compagnie si sono poi avvicinate al mercato dei viaggi di lavoro, dedicandogli tariffe e


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Insights Travel policy

della travel policy tradizionale, aprendo le porte a nuovi modelli gestionali. Ciò anche in funzione del fatto che è aumentata la complessità delle aziende in materia di trasferte, sia dal punto vista normativo che, sotto la spinta delle varie situazioni geo-politiche nel mondo, da quello della sicurezza.

programmi ad hoc. Invece i vettori tradizionali di tipo “legacy” hanno dovuto aggiornare le loro logiche tariffarie per cercare di compensare le perdite di share; – rispetto ai servizi di tipo “nonair” (prevalentemente lodging) il mercato aereo ha visto una significativa proliferazione di consolidatori, realtà che vendono sia alle agenzie di viaggio che direttamente alle aziende in una logica di disintermediazione; – è stato messo a punto il nuovo protocollo Iata Ndc (New Distribution Capability) che cambierà in modo significativo l’approccio al mercato tariffario, ai servizi (ancillari) e all’esperienza dei viaggiatori business. Questi fattori hanno sancito la fine

I viaggi non sono una commodity Purtroppo, fa da contraltare a questi “fattori di modernità” la ancora (molto) bassa cultura del settore da parte delle aziende, che tendono a considerare l’acquisto di un viaggio come una “commodity” anziché un servizio a supporto del core business aziendale. In termini di travel policy è necessario passare dalla logica di “se e che cosa cambiare” a “quando e come”, mutando approccio e ammettendo che le travel policy necessitano di cambiamento e adeguamento. Il “se e che cosa cambiare” non può prescindere da un’approfondita analisi di che tipologia di policy c’è in azienda, quando e da chi è stata scritta, tenendo presente che regole troppo rigide, assunti a priori che non tengono conto dei paradigmi di mercato, e un approccio unicamente di tipo “top-down” e “grade e status” quali fattori determinanti delle politiche determinano un’assoluta lontananza tra procedure e mercato, oltre che tra modello di consumo e modello comportamentale dei viaggiatori. Un’analisi efficace Argomenti a supporto di un’efficace analisi della travel policy possono essere suddivisi in macro-capitoli: – area generale: la travel policy è oggetto di verifica nel continuo? Da chi è stata scritta? Presenta aree di interpretazione che possono dare adito a libero arbitrio? È espressamente prevista la gestione delle eccezioni? – Area approccio aziendale: livel-

lo di modernità rispetto ai paradigmi di mercato. È possibile apportare dei cambiamenti? – Area automazione: la travel policy è stata concepita per poter essere gestita in forma automatizzata? – Area controllo: a chi è deputato il controllo della policy? In che modo viene effettuato il controllo di correttezza di applicazione? Come identificare i cambiamenti L’approccio a queste domande/risposte non può prescindere da una media conoscenza delle regole di base del mercato dei viaggi e delle sue dinamiche fondamentali, che può essere diretta dell’azienda o indiretta (attraverso agenzia di viaggio, fornitori primari o consulenti). Se quindi è pacifico che qualcosa va cambiato, ha senso porre in essere il passo successivo, ovvero “quando e come” cambiare. Anche in questo caso è possibile provare a identificare milestones e management question da utilizzare quali linee guida: – che cosa va cambiato? Si interviene anche (o solo) sul livello qualitativo dei viaggi e non su altri aspetti più meramente quantitativi? – Bottom-up vs. top-down; – con chi porre in essere i cambiamenti? Da soli, supportati dall’esterno o con procedure del tutto scritte da terze parti? – con quali tempistiche e frequenza (si cambia in un momento di contingenza/crisi, quindi sotto la spinta della necessità o il cambiamento avviene sotto una spinta di tipo culturale/evolutiva)?

Molto più di una commodity Le aziende tendono ancora a considerare l’acquisto di un viaggio come una “commodity” anziché un servizio a supporto del core business aziendale.

Total travel cost Una moderna travel policy diventa un supporto importante per permettere all’azienda di andare nella direzione dell’approccio al “total travel cost (Ttc)” della trasferta.

A ognuno la sua travel policy Non esistono travel policy uguali per tutti perché le aziende sono diverse tra di loro. Le politiche di viaggio devono pertanto essere strumenti adattabili e flessibili e vanno tarate su esigenze, cultura e modelli di consumo aziendali. La 2020 febbraio-marzo |

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Insights Travel policy

Una per tutti? Non esistono travel policy uguali per tutti perché le aziende sono diverse tra di loro. Le politiche di viaggio devono pertanto essere strumenti adattabili e flessibili e vanno tarate su esigenze, cultura e modelli di consumo aziendali.

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policy deve essere un documento “vivo”, cioè dovrebbe definire un rapporto ottimale tra le trasferte di lavoro, le esigenze aziendali e le regole imposte dal mercato. La travel policy dovrebbe essere oggetto di aggiornamento costante, oltre che contenere logiche di “change management” finalizzate al superamento di resistenze di base, legate al timore endemico del cambiamento, dal “subirlo” all’“esserne parte integrante”. In realtà nel tempo la travel policy

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ha “sconfinato” in altri ambiti, allontanandosi dal suo core business ed acquisendo quindi accezioni di tipo: normativo, procedurale, di servizio, contrattuale, verso i fornitori e di controllo, che hanno complicato in modo eccessivo le procedure, rendendole di difficile comprensione e, spesso, di ancor più complessa attuazione. A ciò si aggiunga che le policy presenti all’interno di un viaggio di lavoro possono essere diverse tra di loro, (troppo) spesso non comunicanti, nonché avere ow-

ner interni diversi per reparto, gerarchia e obiettivi. In un “semplice” viaggio di lavoro possono coesistere: travel policy, per quanto attiene alla tipologia del mezzo, alla classe, alla categoria alberghiera, car policy, se si è assegnatari di un’autovettura aziendale da utilizzare nel tragitto casa/aeroporto (o stazione), normativa di rimborso, per quanto attiene diarie, taxi, csr policy, se l’azienda ha un orientamento forte alla responsabilità sociale e ne ha tradotti i dettami anche nelle tra-


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Insights Travel policy

sferte, security policy, per quanto eventualmente attiene a logiche interne di sicurezza legate a destinazioni, a persone specifiche o a tipologie di trasferta. Bisognerebbe approcciare logiche di cambiamento in presenza di policy basate solo su logiche di “grade” e “status”, che non fanno cenno al best buy, che presentano margini di discrezionalità e interpretazione, e che non hanno visto revisioni di sostanza sulla base di un periodo di almeno un anno a ritroso. Inoltre,

non hanno chiare e definite regole di ingaggio. “Come” cambiare può essere invece oggetto di una roadmap le cui caratteristiche fondamentali possono essere identificabili a priori in attività determinate: – semplificazione quanto più possibile delle logiche legate alle tempistiche delle prenotazioni, quindi autorizzazioni, silenzio/assenso, velocità di risposta dei manager preposti; – unificazione, per quanto possibi-

le, delle diverse policy in una sola, effettuando quindi una sorta di escalation a una “mobility policy” che presidia la totalità delle implicazioni legate alle trasferte lavorative (secondo una logica di “door-to-door”), ovviamente unificandone anche l’ownership interna. – “sfruttamento” di conoscenze e competenze interne ed esterne per la redazione della procedura, ad esempio trasfertisti frequenti o consulenti e fornitori che non devono scrivere la procedura (attività che deve rimanere in capo all’azienda), ma supportarla per le rispettive logiche tecnico-specialistiche di competenza; – in presenza di applicativi gestionali (o se l’azienda non intende automatizzare i processi, attività non effettuabile se non a seguito di “gap analysis”), la policy deve essere scritta in funzione di un presidio automatizzato; – limitazione e mappatura, per quanto possibile, delle eccezioni; – inserimento del concetto che, sulla base della richiesta di trasferta, del modello storico e delle condizioni di mercato, è l’azienda che decide la tipologia di mezzo di trasporto (aereo o treno con/senza pernottamento); – recepimento dei servizi ancillari, secondo i nuovi modelli di business e pricing posti in essere più che altro da parte dei vettori, che rischiano di generare extra costi nascosti, rilevabili solo dalle note spese (quindi a spesa già avvenuta); In una logica di più ampio respiro, quindi, una moderna travel policy diventa un supporto importante per permettere all’azienda di andare nella direzione dell’approccio al “total travel cost (Ttc)” della trasferta. Sicuramente è un’attività che deve avere un’accezione di tipo progettuale, che pertanto necessita di commitment “alto” in azienda, di effort, di adeguate procedure di change management a supporto, e soprattutto di fornitori all’altezza. l

Verso la mobility policy Per quanto possibile bisognerebbe giungere all’unificazione delle diverse policy aziendali in una sola, effettuando quindi una sorta di escalation a una “mobility policy” che presidia la totalità delle implicazioni legate alle trasferte lavorative.

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IMA 2020, la serata delle novità

La premiazione dell’Italian Mission Awards, l’evento di Newsteca dedicato ai viaggi d’affari, è alle porte. Una serata all’insegna delle novità, a cominciare dalla sede: l’Alcatraz, tempio della musica milanese 16 marzo a Milano, ne attendiamo ancora di più. Questo successo, però, non ci fa dormire sugli allori. La nostra segreteria organizzativa, infatti, è sempre al lavoro per rinnovare l’evento e renderlo ancora più coinvolgente. La principale novità? È il cambio di sede. Dopo il gradimento ottenuto lo scorso anno dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, infatti, abbiamo pensato di proseguire la serie delle location originali con l’Alcatraz, tempio della musica milanese e indirizzo di riferimento per gli amanti della vita notturna (scopri di più sull’Alcatraz a pagina 45).

a cura della redazione

Il regolamento di IMA Per candidarsi a IMA 2020, l’unico premio italiano dedicato ai viaggi d’affari, bastava compilare online il questionario di candidatura relativo alla categoria prescelta, descrivendo i propri servizi e punti di forza. Le candidature sono state vagliate da una giuria composta da travel manager esperti. La shortlist dei finalisti è stata annunciata lo scorso dicembre. Per conoscere i vincitori appuntamento al 16 marzo, durante l’ormai consueta serata di gala di chiusura. 30

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MA è ormai un punto di riferimento per tutto il settore dei viaggi d’affari: basti pensare

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che nel 2019 i partecipanti della serata di gala sono stati oltre 265 e che all’appuntamento del 2020, il

Un premio anche ai Corti di Viaggio Ma le novità non finiscono qui. Quest’anno, oltre a consegnare l’ambito trofeo a spirale ai migliori travel manager e operatori del settore turistico, annunciamo anche i vincitori de I Corti di Viaggio: un premio aperto a chiunque voglia condividere in forma di racconto o poesia, o attraverso uno scatto fotografico, le sue esperienze ed emozioni legate a un viaggio fatto, per lavoro o per vacanza. Vi ringraziamo per aver aderito in tanti a questa iniziativa. Le opere migliori sono state selezionate da una giuria composta da giornalisti esperti di viaggio e scrittori per essere premiate sul palco di IMA. Non ci resta che darvi appuntamento alla grande festa del business travel. Buon divertimento! l


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La semplicità di h-trips.com h-trips.com è stato realizzato per aiutare travel manager e viaggiatori a velocizzare il processo di prenotazione e di gestione delle trasferte di lavoro. Grazie alla profilazione dei viaggiatori e all’impostazione di una o più travel policy aziendali è possibile ricercare e prenotare un servizio con 3 click, senza preoccuparsi di eccedere il budget. Inoltre, la navigazione in stile B2C e la presenza di più servizi all’interno del portale permettono all’azienda di centralizzare la prenotazione delle trasferte con conseguente centralizzazione dei pagamenti, punto fondamentale per l’aspetto amministrativo/contabile.

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Slovenia dai mille volti

Destinazioni Slovenia

Arte e cultura a Lubiana, percorsi vinicoli a Maribor, ottimi impianti da sci nell’area alpina, atmosfere mediterranee a Portorose e Pirano. Sono solo alcune delle molteplici attrazioni del Paese, che per la varietà della sua offerta suscita un crescente interesse come meta Mice

Relax alle terme Ptuj

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Eventi a Lubiana La capitale può ospitare fino a 2.200 delegati in 2 centri congressuali e altre strutture pensate per gli eventi business.

Destinazioni Slovenia

Foto: Jošt Gantar

di Alberto De Antoni

A tavola

rte, cultura, storia e un’atmosfera giovane e rilassata nella capitale, Lubiana. Strutture termali, percorsi vinicoli e piste da sci a Maribor (Marburgo), antica città sul fiume Drava. Un’area alpina a disposizione per gli amanti degli sport invernali, con mete suggestive come Kranjska Gora e Bovec, ricche di hotel adatti

Foto: Robert Zabukovec

A

a congressi fino a 500 ospiti e attività di incentivazione all’aperto. E ancora, Portorose e Pirano, cittadine storiche dal caratteristico fascino mediterraneo che offrono percorsi vinicoli, antiche saline, avventure acquatiche e centri spa e wellness di altissimo livello. Sono solo alcune delle molteplici attrazioni della Slovenia, che per la varietà della

sua offerta suscita un crescente interesse come meta Mice. Lubiana guarda al futuro Sede universitaria, la capitale è un centro culturale di primo piano e offre ai turisti numerose attrazioni, soprattutto estive: ad esempio i locali all’aperto lungo il fiume e i caratteristici caffè taverna. E ancora,

La cucina slovena è varia perché è stata influenzata dalle quattro regioni confinanti delle Alpi, della Pannonia, del Mediterraneo e dei Balcani. La grappa (famose quelle alle prugne, al ginepro e alle ciliegie) e il prosciutto (kraški pršut) costituiscono una presenza fissa su ogni tavola. La jota, una zuppa tipica di Ljubjana, è uno dei piatti tradizionali più apprezzati. Tra i primi sono celebri gli zlikrofi, ravioli ripieni di patate lesse e di pancetta, e i riota, risotti con verdure, carne o pesce. Dolci come il prekmurska gibanica e il potica appartengono alla tradizione mitteleuropea della pasta sfoglia, del cioccolato, delle mele cotte e del pan di Spagna.

Un laghetto in mezzo ai boschi e, sopra, Velika Račna, un suggestivo villaggio nella Slovenia centrale

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Grotte Il Carso sloveno vanta più di 9.000 grotte, tra cui famosissime quelle di Postumia, non lontane da Trieste.

Destinazioni Slovenia

Terme Uno dei must della Slovenia sono le località termali. Le terme di Catoz sono forse le più note, perché più popolari, aperte anche d’inverno con ingresso giornaliero e con spazi di divertimento per bambini. Quelle di Rogaska, nella Slovena orientale, offrono un Grand Hotel e un grande parco. Infine Dobrna, con i suoi secoli di storia, è il centro termale più antico e conta sette tipi di sauna, da quella del ghiaccio a quella infrarossi, passando per la cristalloterapia e la cromoterapia.

Una vasta offerta per il Mice Quali attrattive ha la Slovenia come destinazione congressuale? Ne abbiamo parlato con Aljoša Ota, direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia. Può fornirci qualche informazione sugli scambi commerciali tra la Slovenia e l’Italia? «Lo scambio economico tra l’Italia e la Slovenia si avvicina a 9 miliardi di euro, con una crescita annuale stimata pari al +12% nel 2019 rispetto al 2018. Per lo scorso anno i dati ufficiali risalgono al mese di ottobre, quando lo scambio tra i due Paesi è stato di 7,5 miliardi di euro». Quanti italiani raggiungono la Slovenia ogni anno? E di questi quanti sono business traveller? «Gli italiani che da gennaio a novembre 2019 hanno effettuato viaggi per turismo in Slovenia sono stati 530.000 e hanno complessivamente effettuato 1.150.000 pernottamenti (fonte www.slovenia.info). Il mercato italiano rappresenta il 12% del totale degli arrivi e pernottamenti in Slovenia e nel 2019 è il secondo mercato dopo la Germania. La parte di business traveller dall’Italia rappresenta una percentuale vicina al 6% (fonte www.stat.si) ma molto importante è il dato inerente al consumo giornaliero che è stimato in 138 euro al giorno. La parte di business traveller dall’Italia è in crescita dell’1% rispetto a novembre 2018». Parliamo del Mice. È una voce in crescita? «Nel 2018 in Slovenia sono stati effettuati 85 eventi su scala europea con 21.595 partecipanti. Grazie all’offerta congressuale della capitale slovena, la maggior parte degli eventi è stata organizzata a

Lubiana. Le classifiche record del 2018 sono un piacevole promemoria che lo sviluppo del settore degli incontri a Lubiana si sta muovendo nella giusta direzione. La crescente visibilità della capitale nel mercato dell’industria dei meeting internazionali può essere attribuita a diversi fattori, tra cui i continui sforzi di marketing da parte delle principali realtà locali, attive nelle procedure di offerta delle associazioni internazionali, nonché nel segmento degli eventi aziendali. La continua espansione e il miglioramento della qualità dell’offerta turistica sono un altro elemento importante che migliora l’appeal della destinazione». Quali sono i punti di forza della Slovenia come meta congressuale? «La Slovenia è un Paese verde e sicuro che offre esperienze congressuali uniche. Si può organizzare un evento in riva al mare, sulla sponda di un lago, nei centri termali o in una delle pittoresche città del Paese. Le strutture sono dotate di sale conferenze che offrono le più moderne tecnologie, gli alloggi sono moderni e dotati di ogni comfort, la gastronomia è eccellente ed è disponibile un’ampia serie di attività, innovative e a prezzi accessibili».

Mesečev Zaliv, una delle più belle spiagge della Slovenia

Foto: Jošt Gantar

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oltre alle numerose rappresentazioni operistiche, il suo celebre Festival di musica classica. Lubiana però è anche un polo economico importante, grazie soprattutto al centro commerciale di Moste, alla periferia della città, che vanta la presenza di numerose industrie e di circa 450 negozi, per una superficie di 475.000 mq. Ed è destinata a diventare in breve tempo un punto focale dell’Europa grazie agli investimenti in infrastrutture varati da diversi governi che l’hanno resa una delle città più efficienti e moderne dell’arco alpino balcanico, soprattutto nei rapporti con le


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Lavanda e spezie Il Carso è la zona di produzione della lavanda, mentre i boschi carsici sono da sempre ricchi di erbe selvatiche quali salvia, santoreggia, melissa, timo.

realtà più avanzate dell’Europa germanica, quali l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca. Senza contare che in un futuro non lontano, grazie al vicino porto di Trieste, punto d’approdo della Via della Seta – l’immensa rotta commerciale che dovrebbe unire l’Oriente estremo all’Europa –, Lubiana potrebbe diventare anche una sede focale per le società di servizi. Mete da non perdere Celje è sede di un bel castello medievale che, pur non essendo il maggiore della Slovenia, merita una visita per la sua estensione lungo la collina e per la vicinanza all’omonimo paese, davvero caratteristico per la sua architettura e per la presenza della cattedrale di San Daniele con l’importante cappella dell’Addolorata. Le belle colline e i fitti boschi circostanti lo rendono idoneo per una vacanza naturistica. Kamnik invece è un bellissimo borgo della Slovenia centrale segnato da due castelli di origine medievale, il castello piccolo (mali grad) e il castello grande (stari grad), e da una piazza circondata da palazzi nobiliari dal XV al XVI secolo. Nelle vicinanze sorgono l’Arboretum Volčij Potok, uno dei parchi più belli dell’intera regione con le sue 2.500 varietà di piante e la Velika Planina, un altopiano selvaggio. Il castello di Otočec, oggi un lussuoso hotel con campi di golf, è un impo-

Destinazioni Slovenia

Foto: Iztok Medja

Sulla neve

nente edificio del XVI secolo che sorge proprio in mezzo a un’isola del fiume Krka. Sul mare, Rijeka (l’italiana Fiume), che sarà nel 2020

capitale della cultura, è ovviamente una località ricca di ricordi italiani e città storica veneziana, nonché sede turistica dell’Istria. l

Slovenia in breve Come arrivare Dall’Italia il mezzo più utilizzato è l’auto vista la prossimità della destinazione, con Lubiana a sole due ore e mezza di percorrenza da Venezia e a 93 km da Trieste. Svariate le opzioni in bus. Da maggio a ottobre sono frequenti anche i servizi via mare da Venezia, Trieste, Parenzo e Rovigno tra gli altri.

D’inverno le montagne della Slovenia offrono moderni impianti di sci: Krvavec a 25 km dalla capitale con 30 km di piste a 2.000 metri di altezza; Pohorje di Maribor, a due ore da Trieste, con 40 km di piste e altri 27 km di piste da fondo, a circa 1.300 metri d’altezza e con un centro termale; Kraniska Gora, al confine con l’Austria, è probabilmente la meta invernale più suggestiva per bellezza, per varietà di discipline sportive e per supporto infrastrutturale. Vogel, sopra il bellissimo lago di Bohinj, è quella più ricco di neve.

Dove dormire La Slovenia dispone di numerose strutture alberghiere all’avanguardia. Tra le altre il Central Hotel di Lubjana, inaugurato di recente: un avveniristico edificio, completamente digitalizzato grazie a una app che consente di fare il check-in e comunicare con il personale. Oltre alle camere tradizionali sono anche disponibili capsule a prezzi contenuti (www.uhcollection.si/).

Link utili www.vlada.si/en/ (sito ufficiale del governo sloveno) http://lovely-trips.com/ (sito promozione turismo in Slovenia) www.slovenia.info/it (Ente nazionale turismo Slovenia) https://eng.gzs.si/ (camera di commercio slovena) www.investslovenia.org/ (guida investitori esteri) www.spiritslovenia.si/en (sito governativo per imprese, sviluppo, tecnologie)

A sin., il castello di Predjama, situato a pochi chilometri dalle grotte di Postumia. Sopra, un Paesaggio innevato. La Slovenia è nota per gli sport invernali

Foto: Miha Krivic

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Vita da Expat Trasferimenti Società di relocation

Certamente la vita per chi espatria è più facile grazie ai protagonisti della relocation, ma non di sole case e burocrazia si occupano gli specialisti. Ecco perché è importante gestire lo shock culturale e capire l’approccio dell’azienda all’internazionalizzazione. La parola agli esperti del settore di Paola Baldacci

Scarseggiano gli affitti Per chi espatria è più difficile trovare un alloggio a causa della difficoltà di trovare affitti di lungo termine.

tefan Vanovermeir è il nuovo direttore generale di Air France Klm Italia e ricopre anche il ruolo di DG East Mediterranean. È basato negli uffici di Roma, proviene dalla direzione del mercato giapponese dove ha tra-

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Stefan Vanovermeir

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scorso 4 anni di forte crescita dei viaggi d’affari e dell’economia anche in seguito alla svalutazione dello yen, che ha scatenato le esportazioni. Come i suoi colleghi delle compagnie aeree internazionali vive la condizione di expat periodicamente, perciò gli abbiamo chiesto le sensazioni dell’ultimo trasferimento che lo vede confrontarsi con due culture profondamente diverse. Ma non è la prima volta. Francese, 46 anni, Vanovermeir è laureato in ingegneria presso l’Ecole Centrale di Lille e vanta una ricca esperienza professionale nel settore aeronautico. In Air France dal 1999, ha ricoperto all’inizio della sua carriera incarichi nei settori revenue management, distribuzione e pricing. Dal 2005 al 2007 è stato direttore commerciale in Corea. È tornato in Asia nel 2015 a capo del mercato giapponese e oggi vive nella capitale italiana. «Anzitutto è bene precisare

che indichiamo dove volere espatriare e questa è di per sé una condizione favorevole – esordisce –. Poi le doti di agilità e flessibilità aiutano a compensare le diversità. In Giappone non ci si sogna nemmeno lontanamente di improvvisare e in Italia accade esattamente il contrario: qui una decisione presa istantaneamente è un tratto distintivo della creatività del problem solving. Sono contento di essere tornato alla mia cultura di appartenenza, quella europea. Mi sento parte di essa. E sto ritrovando anche dei punti di contatto: ad esempio, gli italiani e i giapponesi sono accomunati da un forte legame con il cibo e il valore della condivisione della tavola è un aspetto molto bello che ho amato ritrovare». Così è la vita degli espatriati: una interessante dialettica sui temi della diversità che non può che fare emergere l’intelligenza della tolleranza. Alloggi, la moda del short term Abbiamo chiesto alle società di relocation, specializzate in servizi per i professionisti che si stabiliscono in Italia per lavoro, quali siano le criticità del mercato. «Una problematica che si sta acuendo è il reperimento di alloggi per gli affitti di lungo termine, generalmente per contratti di 4 più 4 anni, in città con frequentazione turistica come lo è Roma, ma anche Milano che la sta acquisendo sempre di più e i proprietari di case preferiscono affitti di short term con piattaforme come Airbnb o società specializzate alla stregua di Halldis e Italianway», osserva Maddalena Michieli, managing director di Professional Relo.


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Trasferimenti Società di relocation

I Paesi migliori Quali sono i Paesi migliori per espatriare? Ce lo spiega l’Expat Insider 2019, un indice di InterNations, la più grande comunità di espatriati con sede a Monaco e 3,6 milioni di membri. Dalle 20mila interviste dell’anno scorso ha decretato Taiwan, Vietnam, Portogallo, Messico, Spagna, Singapore, Bahrein, Ecuador, Malesia e Repubblica Ceca le destinazioni più appetibili per vivere e lavorare. Le peggiori? Kuwait, Italia e Nigeria con Brasile, Turchia e India.

Qui a fianco, Wikipedia definisce il Culture Shock come “il disorientamento personale provato quando si sperimenta uno stile di vita sconosciuto”. Consiste in quattro fasi distinte: luna di miele (l’euforia dell’inizio), negoziazione, adattamento e padronanza.

Questa tendenza causa la diminuzione della disponibilità: gli expat hanno molta meno scelta. «Le nostre interlocutrici sono le agenzie immobiliari e da parte loro registriamo una difficoltà crescente – continua Michieli –. Del resto, con il short term i proprietari di case guadagnano di più laddove si registrano arrivi turistici in elevata misura e preferiscono evitare i contratti con le aziende per via della cedolare secca, mentre a queste ultime conviene ancora intestarsi contratti di locazione». Culture shock e approcci all’internazionalizzazione Per Valentina Dammico di Mrs Management in Italia, raro esempio di figura consulenziale tra le società di relocation e le aziende, con un portafoglio di clienti di alto profilo, per la prima volta in Italia si comincia a parlare di “shock culturale” e modelli di approccio all’internazionalizzazione. Traslochi e disbrigo di pratiche burocratiche relative all’immigration rappresentano aspetti importanti perché l’esperienza di trasferimento in un altro Paese sia di successo, ma non sono i soli. «È la prima volta che ne sento parlare in Italia, in un corso su Human Immigration all’Universi-

Maddalena Michieli

tà Cattolica di Milano – esordisce –: è un passo importante perché preparare l’expat all’insediamento in una cultura diversa può valere il buon esito dell’assignment per l’azienda». Di cosa parliamo? Di culture shock sia del professionista sia della sua famiglia: il primo potrebbe non sapere guidare il team locale, se non apprende l’approccio corretto prima di stabilirsi nel nuovo ruolo, mentre la seconda potrebbe rendere difficile il proseguimento. «Le aziende devono scegliere le persone giuste all’espatrio, formarle con un corporate coaching adeguato, soprattutto se si tratta di manager che

Honeymoon

Valentina Dammico

Mastery

Negotiation

Adjustment

Culture Shock

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ricoprono ruoli con ribalta mediatica, più o meno intensiva». Di approcci all’internazionalizzazione, Dammicco menziona i 4 definiti dalla teoria di Perlmutter. Comprenderli significa fornire all’azienda – che si occupi di relocation come di business travel – i fornitori ideali. «Dieci anni fa le società optavano per strategie “Polycentric” o “Host–country oriented” nel procurement: le filiali assumono localmente i propri fornitori e sono indipendenti da un Paese dall’altro. Seguendo trend inglesi e americani, anche in Italia, si è passati ad una visione “Ethnocentric” o “Home–country oriented” dove è l’headquarter a governare policy e ingaggiare fornitori a livello globale. Oggi vediamo che il trend sta

ancora mutando, verso un approccio “Regiocentric”, con la casa madre che detta la linea, ma le sedi locali agiscono tenendo in considerazione le specificità autoctone. Ci sarebbe una quarta modalità ancora poco esplorata, l’approccio “Geocentric” o “World Oriented” in cui ogni Paese agisce autonomamente dal quartier generale, dove troveremo un altissimo numero di espatriati, impatriati e business traveller gestiti seguendo transnational strategies». l


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Viaggiare all’estero per lavoro, i rischi del mestiere A cura di Massimiliano Zampieron, AIG Head of Group Personal Insurance L’assicurazione nasce con i viaggi verso destinazioni lontane. I primi contratti assicurativi risalgono ai primi del 1200 e riguardano i commerci marittimi che da Venezia si diffondevano in tutto il mondo. L’oggetto dell’assicurazione erano le merci, la parte del carico di maggior valore. Oggi il valore che viaggia intorno al mondo sono le persone e le competenze che esprimono. Viaggiare all’estero ancora oggi può creare disagio a chi non è abituato. La percezione che molte situazioni potrebbero nascondere insidie o contrattempi è sempre nella testa anche dei viaggiatori, anche quelli più esperti: che si tratti del ritardo del bagaglio, la cancellazione del volo o di un problema di salute. Soprattutto oggi che la tendenza è quella di organizzare le trasferte di lavoro in autonomia come dimostra un’indagine dell’ISTAT* del 2016. Infatti il 42% degli intervistati ha dichiarato di non servirsi di un’agenzia di viaggio per prenotare le trasferte di lavoro e di fare direttamente da sé. “Fare da sé” però spesso comporta la mancanza di confronto con esperti che possano dare suggerimenti sull’organizzazione del viaggio e mettere in guardia su eventuali situazioni particolari che possono trovarsi presso la destinazione prescelta. Il 50% delle destinazioni dei viaggi di lavoro si svolge all’estero, in particolare il 30% in Europa e il rimanente 20% principalmente in Asia e Nord America. In caso di emergenza medica le prestazioni possono variare in maniera significativa sia in Europa che nel resto del mondo. In Europa il diritto alla prestazione sanitaria è garantito su base lo-

cale, ossia ogni Stato membro garantisce ai cittadini degli altri Stati lo stesso trattamento che riserva ai propri cittadini, quindi il livello di cure garantite non è omogeneo e può riservare indesiderate sorprese. Fuori dall’Europa esistono a oggi convenzioni solo con tredici Stati tra cui Argentina, Australia, Brasile e Tunisia. Ogni convenzione differisce dall’altra. Nessuna convenzione in America del Nord e in Asia dove senza assicurazione privata non sono garantite le prestazioni sanitarie. Negli Stati Uniti un giorno di terapia intensiva può costare circa 20mila dollari. Un trasporto sanitario internazionale può arrivare a costare anche 200mila dollari. Sono costi rilevanti che spesso possono essere affrontati solo con il supporto di adeguate coperture assicurative. AIG Europe in Italia è da sempre leader nell’assicurazione delle trasferte all’estero e propone ai propri assicurati coperture ampie e complete, disegnate per garantire la massima tranquillità a chi viaggia per lavoro.

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Travel policy green, urgente necessità Solo 1 travel manager su 3 sta implementando pratiche di viaggio sostenibili: il 57% dei viaggiatori però le richiede. Il potere di fare scelte sostenibili è quindi attualmente nelle mani del viaggiatore C’è una distonia tra le richieste dei viaggiatori d’affari e i loro responsabili di viaggi. Da una parte i business traveller sentono l’esigenza di trasferte in linea con i basilari principi di sostenibilità ambientale, compatibilmente con le lunghe distanze per le quali non è possibile certamente sostituire l’aere con il più ecologico treno. Dall’altra i travel manager aziendali faticano a soddisfare questo desiderio green. È una ricerca di SAP Concur a richiamare l’attenzione sul tema, di grande attualità nell’epoca di Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg, candidata al Nobel per la pace per la seconda volta. In estrema sintesi, l’indagine dice che solo un travel manager su tre sta implementando prati-

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che di viaggio sostenibili, mentre il 57% dei viaggiatori le richiede a gran voce. Realizzata in collaborazione con la Global Business Travel Association (GBTA), l’analisi ha rivelato che sono state intraprese pochissime azioni nella gestione dei viaggi d’affari in un’ottica di ‘pensiero sostenibile’. Infatti, solamente il 27% dei travel manager intervistati ha dichiarato di incoraggiare i viaggiatori a prenotare con fornitori che applicano scelte sostenibili: un segnale che si potrebbe fare molto più in questo settore.

Non mancano i prodotti «Eppure esistono diverse opportunità di lavorare con i fornitori per implementare e monitorare


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pratiche sostenibili – spiega SAP Concur –. L’80% dei travel manager afferma che la loro Travel Management Company fornisce la possibilità di misurare e tracciare le azioni green, 3 su 5 (il 63%) lo afferma sui loro fornitori di viaggi mentre 2 su 5 (39%) dicono lo stesso sullo strumento di prenotazione online». Oggi compensare le emissioni di CO2 emesse durante un viaggio di lavoro diventa persino più semplice con la reportistica che società specializzate offrono, unitamente ai progetti da intraprendere per equiparare il consumo di sostenibilità.

Il potere è del viaggiatore «Ma il potere di fare scelte sostenibili è attualmente nelle mani del viaggiatore – continua la ricerca –. E i travel manager dovrebbero iniziare a portare avanti tale impegno sistematicamente». Non siamo troppo lontani, in effetti. Ecco che tre addetti ai viaggi su 4 affermano che nei prossimi 1 o 2 anni si rapporteranno con fornitori che implementano pratiche sostenibili (74%) e incoraggeranno i viaggiatori a compiere scelte green (74%). Il 62% dei travel manager prevede di suggerire ai viaggiatori di prenotare con fornitori che già utilizzano pratiche sostenibili nei prossimi anni. «Si noti che questo dato è il doppio rispetto a coloro che lo fanno attualmente». Ed evidenzia il fatto

che l’argomento della sostenibilità ambientale sta diventando una necessità sempre più urgente e continuerà a esserlo nelle decisioni sulle travel policy che verranno prese nell’imminente futuro.

Le scelte da compiere Secondo i risultati del sondaggio, oltre il 70% dei travel manager in tutta Europa ritiene importante consentire ai traveller di effettuare scelte di viaggio che rispettino l’ambiente, tra cui: – fornire ai viaggiatori opzioni sostenibili nel processo di prenotazione (72%); – incoraggiare i traveller a compiere scelte green (78%); – ricevere report per il calcolo delle emissioni di carbonio (85%). «Il potere di apportare cambiamenti reali e tangibili spetta quindi alle grandi aziende ed è incoraggiante vedere che questo pensiero è condiviso dai travel manager in tutta Europa». Infatti, si percepisce una positività tradotta in ‘educazione’ dei dipendenti e delle pratiche commerciali dell’area travel & expenses. Il sondaggio sembra dimostrare che si stia andando verso la giusta direzione. I viaggiatori d’affari sono una parte rilevante di tutto il business globale, quindi è fondamentale trovare un modo per mitigare il danno che po-

Metodologia della ricerca È stato condotto un sondaggio online in Europa tra i corporate travel buyer tra il 17 e il 22 ottobre 2019. Gli intervistati si sono qualificati come travel manager o buyer di viaggi o professionisti di procurement o sourcing.

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SAP Concur Per una travel policy green Ciò premesso, ci sono alcune prospettive che possiamo considerare. Anzitutto che tra uno-tre anni vedremo emergere un nuovo tipo di programma di fidelizzazione progettato per riconoscere e promuovere i viaggiatori che sono più attenti alle emissioni. E i viaggiatori cercheranno e consumeranno sempre di più servizi che riducono direttamente l’impronta di CO2. A cominciare dal preferire alcuni aeroporti rispetto ad altri: sai che Il 26 giugno 2019, gli scali europei hanno approvato una risoluzione impegnandoli a raggiungere emissioni di carbonio pari allo zero entro il 2050, al più tardi?

Consigli utili

trebbero provocare all’ambiente. Un aspetto da non sottovalutare dato che oggi i viaggi nel mondo hanno raggiunto il valore di 1,6 trilioni di dollari, producendo 1 su 7 posti di lavoro.

– Definire gli obiettivi secondo le emissioni di CO2 al giorno, al mese, al trimestre o all’anno. – Selezionare i servizi di viaggio in base alle emissioni anziché al prezzo. – Semplificare i modelli di compensazione di CO2. – Preferire veicoli più sostenibili per trasferte di corto raggio: da una prospettiva puramente scientifica, i voli inferiori a 500 miglia sono quelli che generano il maggior volume di CO2 emesse per ora volata.

Decalogo per i travel manager Dalla ricerca condotta da SAP Concur con la Global Business Travel Association (GBTA) emerge un decalogo utile per tutti i Travel Manager: 1. Prendere voli diretti, quando possibile. 2. Usare auto elettriche o ibride, nelle città in cui sono disponibili. 3. Incoraggiare i viaggiatori a prenotare con fornitori sostenibili. 4. Condividere con altri business traveller transfer da/per aeroporto. 5. Usare il treno anziché l’aereo per viaggi entro un tot di chilometri. 6. Usare i mezzi pubblici, dove possibile. 7. Unire più viaggi e appuntamenti insieme, per ridurre il numero di voli. 8. Ricordare ai business traveller la possibilità di fare videoconferenze anziché fare un viaggio per partecipare a una sola riunione. 9. Inviare report sulle emissioni di CO2 ai viaggiatori per sensibilizzare sulla tematica. 10. Usare strumenti sostenibili durante il processo di prenotazione, come le App di SAP Concur, combattendo lo spreco di carta. 44

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Alcatraz, l’isola della musica e non solo Alcatraz Music Island, questo il nome scelto nel 1998 dai fondatori di quella che ormai è una location storica del panorama musicale italiano. Progetto antesignano dell’industrial architecture nasce dal recupero di un vecchio centro di spedizioni per diventare uno spazio polifunzionale. Nei fine settimana è il tempio di tutte le sonorità musicali e della dance, ma si trasforma in un attimo in location per eventi aziendali, forte di una struttura e spazi unici a Milano. Durante la settimana è il punto di riferimento per la musica live, il suo palcoscenico ha visto esibirsi David Bowie, Peter Gabriel, Nick Cave, Bob Dylan, i Simple Minds, i Red Hot Chili Peppers e i Coldplay, per non dimenticare Amy Winehouse, Justin Timberlake e Francesco De Gregori, tra i tanti. I numeri di Alcatraz ce li racconta Lorenzo Citterio, proprietario della struttura: «In 1800 mq di parterre complessivo, 2 palchi, 4 punti bar e 3 sale si sviluppa uno spazio versatile: sia discoteca, sia teatro di grandi concerti, sia luogo per eventi personalizzabili dalle aziende. Abbiamo collaborato con le principali agenzie di eventi e ci hanno scelto brand come Armani, Versace, AC Milan, Mediaset, PWC, Reply, Fanpage, Honda, Diesel, Dsquared». Lo spazio permette, infatti, una totale personalizzazione pur disponendo già di tutta l’impiantisti-

Leonardo D’Agata

ca necessaria ad ospitare un evento. «Questo consente ad Alcatraz di ospitare cene di gala così come convention e spettacoli, riducendo i tempi di allestimento a una sola giornata di lavoro», spiega Leonardo D’Agata, responsabile dell’ufficio eventi. All’avanguardia dal punto di vista tecnico, ogni anno la location viene rinnovata con le migliori tecnologie audio-luci per offrire un’esperienza di qualità sia durante i concerti sia nelle attività di clubbing, senza dimenticare le esigenze degli eventi aziendali che in Alcatraz possono ospitare fino a 3000 persone. Il MainStage, di 300 mq, è uno dei palchi più grandi di Milano, ideale per presentazioni, sfilate, premiazioni e spettacoli. Ma attenzione, l’ampiezza del parterre non vieta agli organizzatori di adattare l’ambiente anche per eventi più piccoli. Grazie ad uno speciale sipario, lo spazio può essere facilmente ridotto, portando la capienza a 1500 persone. Il Club Stage diventa l’elemento centrale di questa configurazione con i suoi 10 metri di larghezza per 5 di profondità, è adatto per eventi o concerti che richiedono un’atmosfera più raccolta. Tuttavia offre tutte le soluzioni tecniche e audio del Main Stage. Negli ultimi anni Alcatraz si è dotato anche di diversi spazi sopraelevati, che possono essere utilizzati come privé, aree espositive o di accredito.

Eventi anche al Gate Dal 2020 ad Alcatraz si aggiunge Gate, situato sempre in via Valtellina 21. È un locale più intimo, capace di ospitare cene fino a 150 persone e aperitivi standing fino a 300. Le due location possono essere utilizzate congiuntamente, ampliando così gli spazi al pubblico e le aree tecniche a disposizione.

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A Este Fino al 29 marzo il Museo Nazionale Atestino propone “Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti”: una mostra dedicata all’affascinante mondo dei veleni e della storia della farmacopea. Info: https://polomusealeveneto.beniculturali.it/

News Dal mondo

antico. La mostra romana, che esibisce pezzi provenienti da sedi museali internazionali, rende omaggio con un percorso storico alla nemica di Roma. Si inizia con le origini, punico medioorientali, l’edificazione della grande metropoli, l’espansione in Sicilia prima e in Spagna poi, le tremende guerre contro i Romani, la sua distruzione totale e la costruzione di una nuova città come colonia romana destinata a diventare in seguito uno dei centri più rappresentati del Cristianesimo delle origini. Fino al 29 marzo. Orari dalle 8.30 alle 16.30 fino al 15 febbraio e dalle 8.30 alle 17. Per informazioni: http://parcocolosseo.it

NAPOLI Di lava, porcellana e musica Non c’è una città che voglia mantenere la propria identità più di Napoli. Il periodo borbonico dal re Carlo a Ferdinando II costituisce certamente uno dei suoi tratti culturali più importanti, se si pensa all’anima barocca che ancora oggi il capoluogo campano conserva. La mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, all’interno del museo di Capodimonte, ricostruisce gli ambienti, i toni e i colori di quell’epoca dotta e raffinata. I costumi, i gioielli, gli ornamenti, i testi e le ben note porcellane, così come le musiche di Pergolesi e Cimarosa, lasciano intuire allo spettatore un’atmosfera a 46

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tratti cupa e a tratti allegra, ma comunque mai non lieve. Fino al 21 giugno. Orari: dalle 10 alle 18 (chiuso il mercoledì). Info: www.museocapodimonte.beni culturali.it ROMA Carthago. Il mito immortale L’abbiamo studiata a scuola fin dalle elementari e ciascuno di noi conosce il nome del suo più grande condottiero, Annibale. Stiamo parlando di Cartagine, la grande città nord-africana fondata dai Fenici e a capo di un impero commerciale transcontinentale. Ma soprattutto parliamo della grande rivale di Roma per l’egemonia del Mediterraneo e, quindi, dell’intero mondo

TREVISO Natura in posa Una volta terminata l’esperienza teologica e politica del Medioevo l’arte europea si trovò ad affrontare il Rinascimento che, con il suo laicismo, la riscoperta filologica dei classici e la nascita del pensiero libero, stava ponendo le basi per quella modernità che sarebbe esplosa circa tre secoli dopo. Soprattutto si trovò di fronte

all’analisi rigorosa della scienza naturale che nulla lasciava alla trascendenza. Nacque così nell’arte il concetto di natura morta, definizione peraltro di origine settecentesca, per indicare oggetti immobili, per lo più frutta e fiori, ritratti anche per moraleggiare sul carattere transitorio dell’esperienza umana. La mostra Natura in posa. Capolavori dal Kunsthistoriches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea, in programma presso il Museo Santa Caterina, si compone di una cinquantina di opere provenienti da uno dei più celebri musei d’arte di Vienna. Si tratta soprattutto di autori fiamminghi, come Jan Bruegel, posti in relazione con autori d’area veneta, come Francesco Bassano ed Evaristo Baschenis. Conclude il percorso espositivo una rassegna fotografica che dimostra quanto la modernità abbia bisogno ancora oggi di uno sguardo particolare sugli oggetti più comuni della quotidianità. Fino al 31 maggio. Orari: dalle 9 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19 (chiuso il lunedì). Per informazioni: www.mostranaturainposa.it


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A Verona Fino al 5 aprile Palazzo della Gran Guardia propone la mostra “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght”. Info: www.lineadombra.it

News Dal mondo

Viaggi di carta Gli italiani Ma, alla fin fine, l’Italia esiste? E chi sono gli italiani? Probabilmente la risposta non esiste e, se esiste, rimane nell’ambito soggettivo. Ma i tentativi, più o meno riusciti, più o meno colti, non si contano. Difficile però fuggire dalla tentazione della retorica o della commedia. Molto oculato, perciò, il lavoro svolto dal fotografo Massimo Baldini e dall’italianista Claudio Giunta che hanno solamente scelto del materiale da proporre – senza alcun all’attenzione del lettore. Il primo ripropone, sulla pregiudizio – all’at scia del celebre viaggio fotografico (The Americans) compiuto dallo statunitense Robert Franks che per primo aveva tratteggiato la realtà americana nel suo aspetto più reale, 83 fotografie prese in tutta la penisola. Il secondo ha affiancato quelle che dovrebbero essere illuminazioni del carattere nazionale con passi scelti da autori noti che in un modo o nell’altro avevano tentato con le sole lettere un’impresa dello stesso genere. Il risultato finale, perciò, lascia una suggestione aperta al lettore, proponendo però il ritratto di una nazione e di società che si ostina a rimanere attaccata ai propri valori locali e a un perbenismo piccolo borghese. Massimo Baldini e Claudio Giunta, Gli Italiani, il Mulino 2019, 26 euro La società signorile di massa Ad ogni ponte festivo, estate o vacanza natalizia ci si stupisce di quanti italiani trascorrano questi momenti al meglio, nonostante le stime dell’economia siano sostanzialmente negative. Il consumo di beni di valore tocca infatti ampi strati della popolazione, grazie alle ricchezze accumulate dai nostri padri e dai nostri nonni negli anni del boom e al grosso disavanzo pubblico. Luca Ridolfi, sociologo e acuto osservatore sociale sulle pagine di importanti quotidiani, oltre a lanciare un grido d’allarme a favore delle generazioni future – quelle che non avranno più

Registrazione Tribunale di Milano n° 624 del 22/09/2000 Direttore Responsabile Paola Baldacci Collaboratori Dario Bongiovanni, Alberto De Antoni, Arianna De Nittis, Anna Fraschini, Simona Parini Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

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risparmi e lavoro, ma solo debito e disoccupazione – ricapitola brevemente le ragioni del successo passato dovuto più a ragioni di contingenza storica che alle effettive capacità della nostra classe dirigente. Altri due importanti eventi contemporanei sono un’immigrazione incontrollata di massa che colpisce i ceti medio bassi togliendo loro lavoro e servizi del welfare-state e la distruzione del sistema scolastico, soprattutto quello professionale e scientifico, l’unica risorsa che potrebbe garantire un futuro all’Italia. Luca Ridolfi, La società signorile di massa, La nave di Teseo 2019, 18 euro Scontro sul 5G Qualche anno fa un accademico statunitense aveva annunciato enfaticamente la fine della storia con la caduta del Muro di Berlino e il crollo del comunismo. Da allora il mondo sarebbe stato retto dal pensiero liberale e dal mercato globalizzato. Così non è stato: anzi, al contrario, lo scontro geopolitico tra potenze continentali sta preannunciando un’epoca difficile poca di diffi f cile ffi lettura, in ogni caso nella variante più pessimistica. Il conflitto tra Stati Uniti e Cina è uno di quelli. Il settore tecnologico, per evidenti motivi, è quello più coinvolgente per gli altrettanti riflessi nella gestione della società e della vita di tutti gli abitanti del pianeta. Sul nuovo sistema informatico 5G, avanzatissimo perché super-veloce, super efficiente e senza fibre in rete - si gioca infatti una partita molto delicata e rischiosa per il futuro assetto mondiale. Molto probabilmente, i tradizionali conflitti armati saranno relegati a crisi locali e gestiti per interposta persona o con mercenari, mentre il vero dominio si realizzerà nel controllo dei dati informatici. Luca e Francesca Balestrieri, Guerra digitale. Il 5G e lo scontro tra Stati Uniti e Cina per il dominio tecnologico, Luiss University Press, 15 euro

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