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IGA

ora

ASP

“La Quiete”

dret e ledrôs Anno IX

numero 8

AGOSTO

Scomençant di

2012

“La ploie d’Avost, rinfrescje il bosc” “San Laurinç (10/8): pulçs di puartâ vie cul cuinç” “Sante Redegonde,(11/8) la sape sot de gronde” “Se al plûf il di de Sense (15/8) cuarante dîs no si sta cence”

“La prima acqua d’agosto rinfresca il mare e il bosco”

“Sant Roc (16/8) i da la clâf a ogni pitoc e a Sant Simon (28/10) e torne al paron”

“Agosto: moglie mia non ti conosco”

“A Sant Bartolomio (24/8) la sisile e va cun Dio”

“Agosto matura, settembre vendemmia” “Agosto promette, settembre mantiene” “Quando piove d’agosto piove miele e piove mosto”

Affresco di ignoto XV sec. Chiesetta di S.Pietro Magredis di Povoletto (UD)

“Agosto matura grano e mosto”

chi


SERE D’AVOST Enrico Fruch (1873/1932)

Ingrispe un aierut di quant in quant la pradarie e un avostan si svée, po doi, po tre si compagnin sunant, sune dute l’orchestre de famée. Lajù il soreli al sparìs indorant chel nûl tant biel c’al è une maravée, e la lune, cà vie, ven indenant rosse che pâr di fûc, qnove di scrée. Cumò sul ciâr del fen tornin lis voris ciacaruzzant, e si sint il sivîl del canaiot c’al ingrume lis pioris. Tornin sflàdant i bus ( ancie un moment, po gioldarês la stale ) e cuintri il cîl il ciâr dal fen al pâr un monument.

PUBBLICITA’ dal LUNARI FURLAN del 1902

POESIE DEI NOSTRI TEMPI


PR AT I

I AGO S T AN

Molto prima dell’alba de lune di Avost, il frastuono delle ruote dei carri dai setôrs, svegliava di soprassalto tutti. Era il momento giusto per tagliare il fieno del prato naturale stabile. Il prato naturale era composto da moltissime specie di vegetali (tra queste la logliella, il scuâl) che fiorivano dalla primavera all’estate formando una tavolozza di colori solari. Tra queste piante vivevano moltissimi insetti che ora sono quasi scomparsi. Si incontrava , immobile tanto da ingannare gli occhi più esperti, la verde mantide religiosa, zupiate sasine, che mangiava subito dopo l’accoppiamento, il piccolo maschio … Ci si imbatteva, inoltre, in tanti tipi di zupets o di grilli che tentavamo di catturare senza rovinarne le elitre canterine. Con un fros di jerbe tentavamo di far uscire il gri de tane. Nel caso in cui l’insetto fosse refrattario ad uscire, riempivamo la sua tana con ... la pipì! Che dire del bellissimo cervo volante dal color blu metallico, delle farfalle variopinte e des mariutinis, le coccinelle considerate ancora un portafortuna. Ecco il sborf, ramarro, lis lisiartis e il topo campagnolo che con il toporagno, musan, era preda del falcuç dalla vista acuta e dalle eleganti parvenze. Ma ci affascinavano anche la temibile magne, il cjarbon e il madrac e le bisce in genere! Sul prato, ben nascoste dal fieno, nidificavano le allodole, odule o odule cjapelote, il fasan, la pernîs e le prelibate quaglie. Quando i setôrs si imbattevano in un nido di questi volatili, non falciavano il fieno tutt’intorno, formando, così, tante piccole isolette nel mare del prato falciato.

Volevamo testimoniare che , il 30 giugno, la Festa d’estate è stata molto bella e il pranzo, a nostro avviso, è stato il migliore tra quelli gustati in altre occasioni… Desideriamo, pertanto, ringraziare quanti si sono adoperati per la riuscita della festa e, in modo particolare, i cuochi! Gli ospiti ed i loro parenti.


C. I. P.

LU

6 13 20 27

MA

7 14 21 San Pio X Papa

28 Sant’Agostino

SA

4

VE

3

GI

2

ME

1

11

DO

5

Sant’Osvaldo

12

10

19

9

18

26

8

17

25

15 Ferragosto

San Rocco

San Lorenzo

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Assunzione Vergine

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Dret e Ledros Agosto 2012