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N. 3

Magazine

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Focus: garantire la sicurezza in materia agroalimentare Global Standard: competenza e professionalità nei servizi di certificazione Sviluppare un sistema HACCP e ISO 22000, l'esperienza della ICS S.r.l. al servizio delle aziende Certificarsi secondo le norme ISO 9001 e ISO 22000: la scelta della Top Line S.r.l.


Redazione: Lucrezia Aleotti Laureana De Prado Carmen De Sena Damaris Di Carlo Maria Monica Foglia Cristina Gatto Alessandro Giurelli Fabio La Porta Giulia Luciani Consuelo Marani Chiara Puzo Livia Sebastianelli Questo magazine non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene pubblicato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.


Il mondo di Newcert, ci presentiamo

L'editoriale di Fabio La Porta

Global Standard: competenza e professionalità nei servizi di certificazione

Sviluppare un sistema HACCP e ISO 22000, l'esperienza della ICS S.r.l. al servizio delle aziende

Focus: garantire la sicurezza in materia agroalimentare

Certificarsi secondo le norme ISO 9001 e ISO 22000: la scelta della Top Line S.r.l.


Operiamo nel settore delle certificazioni in qualità di business partner di organismi di certificazione accreditati italiani ed esteri. Dal nostro oggetto sociale è espressamente esclusa l’attività di consulenza per l’implementazione di Sistemi di Gestione (Qualità, Ambiente, Sicurezza, ecc.). La nostra sede è a Roma e operiamo sull’intero territorio nazionale, rivolgendo i nostri servizi a tutti i tipi di aziende. L’esperienza maturata permette ai nostri tecnici di svolgere la funzione di assicurazione della conformità di organismi accreditati per la certificazione di prodotto (ISO/IEC 17065), ispezioni (ISO/IEC 17020) e certificazione del personale (ISO/IEC 17024). Ci contraddistinguono la competenza e la professionalità, l’esperienza nel settore e l’aggiornamento continuo. Siamo apprezzati interlocutori di diverse realtà aziendali, grazie al nostro impegno professionale e alla conoscenza delle normative e degli standard. Siamo una vera e propria squadra e lo spirito di gruppo fa sentire ciascun membro del nostro team ben accolto e supportato, complice anche l’apertura mentale che ci contraddistingue. Ci impegniamo con entusiasmo nel nostro lavoro perché lo troviamo estremamente stimolante e sfidante, vista la varietà di aziende e di settori nei quali operiamo. Ed è anche per questo che siamo molto versatili e troviamo estremamente formativo e gratificante il nostro lavoro.

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"Certificarsi per competere."


Le competenze del nostro team nei settori della certificazione dei Sistemi di Gestione si sono consolidate sempre di più nel corso degli anni, permettendoci di conquistare un ruolo sempre più attivo in questo settore e rendendoci partner affidabili di enti di certificazione nazionali e internazionali. Siamo un punto di riferimento per i nostri clienti perché riusciamo a rispondere alle loro molteplici esigenze anche in virtù della stretta collaborazione con professionisti esperti in settori integrativi. Da febbraio 2020 siamo soci del CNIM, Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione. Questo ci consente di acquisire maggiore centralità tra le aziende che operano per migliorare la produttività delle industrie e la sicurezza delle persone e di entrare in contatto con realtà che hanno le nostre stesse finalità, concentrandoci, in prima linea, sui temi e le iniziative proposte dallo stesso CNIM. Siamo anche associati all’UNI, Ente Italiano di Normazione, e all’AICQ, Associazione Italiana Cultura Qualità Centro Insulare, dove abbiamo un nostro rappresentante presso il MAQ, Comitato Metodologie di Assicurazione della Qualità. Siamo partner di importanti realtà formative e aiutiamo le organizzazioni e le persone a migliorare le loro competenze e abilità professionali. Operiamo in qualità di CFPT, Centro di Formazione Paritetico e Territoriale UNASF (Unione Nazionale Sicurezza e Formazione) - Conflavoro PMI (Confederazione Nazionale Piccole e Medie Imprese). Abbiamo anche recentemente siglato una partnership con l’ateneo eCampus, per garantire una formazione sempre più completa.

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Secondo un vecchio detto, non c'è due senza tre! Ed è con piacere che Vi presento la nostra ultima fatica, il terzo numero del Magazine Newcert, che spero possa rappresentare un appuntamento atteso da tutta la nostra community. In questa pubblicazione abbiamo pensato di approfondire attraverso un redazionale, a cura di Diletta D'Agostaro, il tema della sicurezza alimentare e di come questa possa essere garantita e certificata.

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Più vivo questo mondo delle certificazioni e delle conformità e più mi rendo conto dell'importanza dell'affidabilità del nostro lavoro per il benessere della collettività. Certificare le caratteristiche di un prodotto, di un servizio o l'organizzazione di un'azienda vuol dire creare delle aspettative ai clienti/utilizzatori. Competenza e professionalità diventano quindi caratteristiche essenziali nella valutazione dei servizi da parte degli Enti di Certificazione; ed in questo gioca un ruolo determinante il possesso dell'Acccreditamento e gli

accordi di mutuo riconoscimento (MLA - Multi Lateral Agreement) in ambito IAF (International Accreditation Forum). Per maggiori informazioni vi invito a visitare il sito di Accredia, ente di Accreditamento italiano. La nostra società collabora con Enti Italiani ed esteri; così per conoscere più da vicino le attività di un Ente di Certificazione abbiamo avuto il piacere di intervistare Diego Ayala, Direttore di certificazione di Global Standard, un Ente con sede principale in Messico ma presente in otto Paesi, tra cui l'Italia (attraverso la partnership con Newcert) che ha presentato i principali standard in ambito di garanzia della sicurezza alimentare nei quali opera il suo Ente. L'intervista è pubblicata in doppia lingua. Per approfondire ulteriormente il tema abbiamo chiesto un parere ad Alessandro Pugliese, cofondatore della ICS S.r.l, società che supporta le aziende nel garantire la conformità agli standard e alle norme cogenti in ambito di sicurezza alimentare e di

sicurezza sul lavoro. Anche la ICS srl di Alessandro Pugliese ed Elvezio Albanesi ha fatto della competenza e della professionalità i propri tratti distintivi, come ha potuto constatare l'Amministratore della Top Line S.r.l. Top Line è un’azienda di Roma, leader nazionale nel rifornimento di alimenti per le navi da crociera e per gli aereomobili. La Top Line ha ottenuto, da parte dell'Ente RIR, la certificazione del proprio sistema sviluppato in accordo alle norme ISO 9001 e ISO 22000. Abbiamo chiesto infine a Chiara Puzo, valutatrice incaricata della verifica, di raccontarci le sue impressioni a riguardo. A questo punto, nel ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a rendere possibile questa pubblicazione, non mi resta che augurarVi buona lettura e darvi appuntamento al prossimo numero non appena sarà pronto. Quindi, rimanete connessi.


Global Standard è un ente di certificazione e di formazione riconosciuto a livello internazionale. La sede principale è in Messico ed è presente in altri 8 Paesi, Italia compresa. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Diego Ayala, Direttore di certificazione, che ci ha introdotto nel mondo di Global Standard. Traduzione libera a cura dell'ufficio di Newcert. Siete un ente di certificazione che opera in tanti settori diversi tra di loro. Tra questi nel vostro sito si parla di BPM, di Sistema HACCP, di Sistema HARPC, di GFSI Global Markets Programme, di ISO 22000, di FSSC 22000 e di SQF Code. Potrebbe tratteggiare una panoramica delle certificazioni di cui vi occupate per questo settore?

Ustedes son un organismo de certificación que evalúa diferentes esquemas; entre ellos BPM, Sistema HACCP, Sistema HARPC, Programa GFSI Global Markets, ISO 22000, FSSC 22000 y Código SQF. ¿Podría darnos una descripción general de las certificaciones que tratáis en este sector? Il comune denominatore delle certificazioni di cui sopra è che si concentrano sul settore alimentare e sulla sua catena di approvvigionamento.

Global Standard, in 20 anni di esperienza, ha portato le organizzazioni, attraverso le loro valutazioni, a raggiungere il massimo riconoscimento, che è un certificato approvato a livello internazionale. El común denominador en las certificaciones mencionadas es que se enfocan en el sector de alimentos y su cadena de suministro; como GlobalSTD en sus más de 20 años de experiencia ha llevado a las organizaciones, a través de sus evaluaciones, a

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lograr el máximo reconocimiento, que es un certificado con trazabilidad internacional. In questo senso, classificandoli in base al loro livello di complessità, iniziamo da BPM che corrisponde ai requisiti igienici minimi che devono essere soddisfatti per la lavorazione di qualsiasi alimento. Questi audit sono raccomandati per le microimprese che vogliono essere sicure di attuare le necessarie misure di pulizia. En este sentido, y clasificándolos por su nivel de complejidad, iniciamos por BPM que corresponde a los requisitos mínimos de higiene que se deben cumplir para el procesamiento de cualquier alimento; estas auditorías son recomendadas para las microempresas que desean tener la certeza de que están implementando las medidas de limpieza necesarias. D'altra parte, il sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control

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Points) è la base dei Sistemi di Gestione della Sicurezza: ogni azienda che vuole ottenere una certificazione superiore deve prima implementare l’HACCP. Sebbene questa sia una verifica di conformità, ha fornito ai nostri clienti una solida base per implementare altri sistemi. Por su parte, el Sistema HACCP (Análisis de Peligros y Puntos Críticos de Control) es la base para los sistemas de gestión de inocuidad, cualquier empresa que quiera obtener una certificación mayor primero tendrá que implementar HACCP; y aunque esta auditoría sea de cumplimiento, ha permitido que nuestros clientes tengan una base sólida para la implementación de otros sistemas. Un altro schema è HARPC (Hazard Analysis and Risk-Based Preventive Controls)

basato sulla legge sulla modernizzazione della sicurezza alimentare della FDA (Food and Drug Administration), che è la base che i produttori, i trasformatori e gli esportatori di alimenti devono implementare negli Stati Uniti. Otro esquema es HARPC (Análisis de Peligros y Controles Preventivos Basados en Riesgos) basado en la Ley de Modernización de Inocuidad de los Alimentos de la FDA, que es la base que tienen que implementar los productores, procesadores o exportadores de alimentos a Estados Unidos. Infine, tutti gli schemi di cui sopra ci conducono a una certificazione riconosciuta a livello internazionale come ISO 22000, FSSC 22000, SQF, GLOBAL G. A.P., tra gli altri. La conformità a questi sistemi offrirà al


mercato prodotti che generano fiducia nei consumatori e che non hanno alcun impatto negativo sulla salute. Finalmente, todas las prácticas anteriores nos llevarán a una certificación con trazabilidad internacional como ISO 22000, FSSC 22000, SQF, GLOBALG.A.P., entre otros. El cumplimiento con estos esquemas ofrecerá al mercado productos que generen confianza al consumidor y que no tengan ningún impacto adverso a la salud. Che ripercussioni ha avuto la pandemia da COVID-19 sul mondo delle certificazioni e in particolare in quelle per il comparto alimentare? ¿Qué repercusiones ha tenido la pandemia COVID-19 en el mundo de las certificaciones y, en particular, en el sector alimentario? Abbiamo dovuto imparare dei nuovi processi a causa della pandemia, in attesa della reazione e della presa di posizione degli organismi di accreditamento, di

regolamentazione e del mercato aziendale. Hemos tenido que estar aprendiendo de los nuevos procesos derivados de la pandemia, esperando la reacción y postura de los organismos acreditadores o reguladores, así como del mercado empresarial. In questo senso, per Global Standard, come azienda leader nella certificazione del settore alimentare e della sua filiera considerata essenziale, attraverso le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ha avuto un impatto minore grazie a tutte le infrastrutture e le piattaforme sviluppate. In questo modo il team di audit ha potuto assicurare la conformità ai requisiti internazionali

e gli obiettivi di ogni esercizio di audit, con l'intenzione che i sistemi di gestione continuino a essere mantenuti per uno scopo comune. En ese sentido, GlobalSTD como líder de certificación en el sector alimentario y su cadena de suministro considerado como “esencial”, y a través de las tecnologías de la información y comunicación, tuvo un menor impacto con toda la infraestructura y plataformas desarrolladas, de tal forma que el equipo auditor se ha asegurado de cumplir con los requisitos internacionales y con los objetivos de cada ejercicio de auditoría, con la intención de que los sistemas de gestión se sigan manteniendo por un fin común.

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Il NOM (Official Mexican Standard) 035, è dedicato all'identificazione, all'analisi e alla prevenzione dei fattori di rischio psicosociali sul lavoro. Quali sono i fattori di rischio più comuni da voi riscontrati e come sono cambiati con l'improvviso incremento del lavoro da casa dovuto al diffondersi della pandemia? La NOM (Norma Oficial Mexicana) 035, se dedica a la identificación, análisis y prevención de factores de riesgo psicosocial en el trabajo. ¿Cuáles son los factores de riesgo

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más comunes que habéis encontrado y cómo han cambiado con el aumento repentino del trabajo en casa debido a la propagación de la pandemia? Ora con la cosiddetta "nuova normalità", a cui ci siamo dovuti adeguare, le organizzazioni hanno svolto un ruolo del tutto speciale, poiché le risorse umane sono le più importanti, e secondo la situazione, anche geografica, le organizzazioni sono state attente alle indicazioni dei nostri governi per essere vigili e ridurre al minimo i rischi di contagio. In questo senso, e con le

suddette Infrastrutture (ICT), a volte lavoriamo parzialmente o totalmente, in quello che chiamiamo “smartworking”. Ahora con la llamada “nueva normalidad”, a la que nos hemos tenido que adaptar, las organizaciones han jugado un rol muy especial, ya que el recurso humano es el más importante, y de acuerdo a la situación, inclusive geográficamente, las organizaciones hemos estado atentos a las indicaciones de nuestros gobiernos para estar alerta y minimizar los riegos de contagio. En este sentido, y con la Infraestructura ya


mencionada (TICs), trabajamos de manera parcial o total en algunos momentos, en lo que llamamos “trabajo en casa”. Tuttavia, in qualità di Organismo di Certificazione, il lavoro aggiuntivo al personale amministrativo sono gli auditor sul campo, con i quali abbiamo scelto di generare metodologie per sviluppare "audit da remoto", secondo i requisiti di ogni programma e i loro protocolli di sicurezza e salute, a cui ci siamo adattati come nuovo modo di lavorare, garantendo l'identificazione, l'analisi e la prevenzione dei fattori che possono influenzarne le prestazioni complessive. Sin embargo, como Organismo de Certificación, la labor

adicional al personal administrativo son los auditores en campo, con quienes hemos optado por generar metodologías para desarrollar “Auditorías remotas/virtuales”, de acuerdo a los requisitos de cada programa/esquema y a los protocolos de seguridad y salud de los mismos, a los que nos hemos adaptado como una nueva forma de trabajo, asegurando la identificación, análisis y prevención de factores que puedan afectar su desempeño integral. Oltre al Messico e all'Italia, Global Standard è presente in altre sette Nazioni (Colombia, Spagna, Stati Uniti, Perù, Canada, Cile ed Ecuador). Nel corso degli anni avete avuto modo di notare particolari somiglianze

e differenze con questi altri Paesi nel campo delle certificazioni? Además de México e Italia, Global Standards está presente en otros siete países (Colombia, España, Estados Unidos, Perú, Canadá, Chile y Ecuador). A lo largo de los años, ¿habéis tenido la oportunidad de notar similitudes y diferencias particulares con estos otros países en el ámbito de las certificaciones? È una sfida diversa in ciascuno degli Stati in cui siamo presenti, dal momento che dobbiamo fornire la formazione necessaria al nostro team tecnico sulle normative e gli standard di ciascuna nazione. In questo modo ci assicuriamo di mantenere il rispetto delle certificazioni che offriamo per dare il

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miglior servizio comprendendo le linee guida che devono essere seguite. Ad esempio, sebbene un audit in FSSC o SQF sia lo stesso ovunque nel mondo, l'etichettatura alimentare non è la stessa nell'Unione Europea, nel Messico o negli Stati Uniti. Così abbiamo capito che ogni nuovo sito che controlliamo è un’opportunità di generare più conoscenza.

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Ha sido un desafío diferente en cada uno de los países en los que tenemos presencia, ya que debemos impartir la formación necesaria a nuestro equipo técnico en las regulaciones y normativas de cada país. De esta manera nos aseguramos de mantener en cumplimiento las certificaciones que ofrecemos para dar el mejor servicio al entender los lineamientos que se deben seguir; por ejemplo, aunque una auditoría en FSSC o SQF es igual en cualquier parte del mundo, el Etiquetado de Alimentos no es igual en la Unión Europea que en México o Estados Unidos, es por esto que hemos entendido que cada

nuevo sitio al que auditamos es una oportunidad para generar más conocimientos. Inoltre, Global Standards come Corporate-Parent, ha un ruolo molto importante nel continuare a mantenere gli accreditamenti attraverso gli oltre dieci audit di terza parte che riceviamo dai diversi organismi di accreditamento, ottenendo ottimi risultati che confermano che siamo sulla giusta strada, cercando sempre di essere un passo avanti. Adicionalmente, para Global Standards como Corporativo-Matriz, es una responsabilidad muy importante seguir manteniendo las acreditaciones a través de las más de 10 auditorías testificadas y de oficina que recibimos por parte de los diferentes cuerpos acreditadores, obteniendo muy buenos resultados que confirman que vamos por buen camino y buscando siempre estar un paso adelante. Infine, in termini di somiglianze, abbiamo riscontrato che le organizzazioni si sono davvero impegnate a

mantenere un sistema di gestione appropriato che garantisca non solo il rispetto delle regole, ma che le aiuti anche a guadagnare e a mantenere la fiducia dei propri clienti e consumatori. Finalmente, en cuanto a similitudes, hemos encontrado que las organizaciones han tomado realmente como un compromiso el mantener un sistema de gestión apropiado y que garantice no solo el cumplimiento de las normas, sino que también que les ayude a ganar y mantener la confianza de sus clientes y consumidores.


Alessandro Pugliese, auditor di Sistemi di Gestione Qualità ISO 9001 e ISO 2200 nonché comproprietario e cofondatore della ICS Srl, si occupa di sicurezza alimentare dal 1997. Vice Presidente Regionale dell’associazione Esperti Settore Alimentare e Agroalimentare (ESAA), ha recentemente ottenuto la qualifica di Preventive Control Qualified Individual (PCQI FSPCA #e03d4b5e) per la redazione dei Food Safety Plan. Che differenza c'è tra una certificazione HACCP e una certificazione ISO 22000? L’HACCP viene erroneamente considerata alla stregua di una certificazione. In realtà, facendo riferimento all’obbligo legislativo previsto dal regolamento CE 852 del 2004, si tratta dell’obbligo per le aziende di applicare un

Sistema HACCP che prevenga la contaminazione alimentare. La ISO 22000 si compone sia del Sistema HACCP che di alcuni prerequisiti quali, ad esempio, il controllo dell’approvvigionameno elettrico e la previsione di azioni volte a impedire l’interruzione della corrente elettrica. Posso dunque affermare che la ISO 22000 è una certificazione più approfondita e dettagliata che si differenzia dal sistema HACCP per come viene considerato il concetto di miglioramento continuo. Se nel sistema HACCP è inteso come una conseguenza, nella ISO 22000 ne è il fine. Quali sono, sulla base della sua esperienza, i principali errori nella predisposizione di un Piano HACCP? Nell’ultimo periodo sono rari i casi in cui si

riscontrano piani HACCP totalmente sbagliati. Tuttavia, si verificano spesso errori, sopratutto nella stesura dei piani di basso livello, dovuti ad una scarsa conoscenza del sistema HACCP, dei sette principi e della differenza tra monitoraggio e verifica. Errori di questo tipo sono attribuibili soprattutto a chi si improvvisa professionista nel settore. Nell’elaborazione di piani strutturati in una ISO 22000, invece, è raro trovare errori grossolani perché sono redatti da professionisti con competenze

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specifiche. Quali sono gli impatti delle azioni per la prevenzione dal COVID-19 sulle procedure HACCP? Il COVID-19 non ha avuto grandi impatti. Senza dubbio l’emergenza pandemica ha condizionato la vita all’interno dell’azienda alimentare così come nella quotidianità di ciascun individuo. Una corretta applicazione del sistema HACCP può contenere gli effetti negativi del COVID-19. È chiaro che tutte le linee guida (quella dell’Istituto Superiore di Sanità ma anche quelle presenti nelle pubblicazioni di diverse ASL) invitano all’incremento della sanificazione e all’utilizzo delle mascherine e dei guanti. La sicurezza alimentare è la garanzia che un alimento non causerà danno dopo che è stato preparato e/o consumato secondo l’uso a cui esso è destinato.

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Come si è evoluta la richiesta di questa garanzia, nel corso degli ultimi anni? In realtà è un obiettivo. L’applicazione del sistema della sicurezza alimentare stabilisce solo di considerare tutte le ipotesi per evitare che venga messo in commercio un alimento contaminato. Si tratta di una richiesta di implicita sicurezza da parte del consumatore. In quest’ottica si pone anche la legislazione europea che, dinanzi alle richieste dei consumatori, punta a fornire maggiore trasparenza sulla sicurezza e sulle informazioni relative agli alimenti messi in commercio. Il consumatore ormai è informato, conosce bene i temi legati alla

HACCP e quando entra in un’azienda si aspetta di trovare al suo interno indicazioni del tipo “Qui si attua l’HACCP.” Bisogna però aggiungere che il consumatore ha una conoscenza distorta della sicurezza alimentare, il più delle volte limitata all’uso dei guanti da parte di chi lavora all’interno dell’azienda in cui si reca. Il consumatore ricerca la sicurezza alimentare ma, non avendo un’adeguata formazione in merito, non sa in che modo ricercarla. ICS Srl, di cui lei è comproprietario e cofondatore, si occupa, tra le altre cose, anche della sicurezza nei luoghi di lavoro. In base alla sua percezione, quanta consapevolezza hanno le aziende italiane di


questo aspetto? La sicurezza nei luoghi di lavoro non è ancora entrata nell’abitudine come la sicurezza alimentare. Facciamo ancora molta fatica. Molto spesso l’imprenditore considera la sicurezza nei luoghi di lavoro come un banale costo. La motivazione di

fondo è: “già gli do da lavorare, gli devo fare anche le visite mediche.” In realtà non capiscono che anche la visita medica può essere per loro un vantaggio, aiutandoli a individuare eventuali problemi prima dell’assunzione. Tuttavia, fa ben sperare una parte di imprenditori illuminati

che considerano la sicurezza sui luoghi di lavoro una tutela per se stessi e per gli altri. Tutela per se stessi perché il mancato adempimento degli obblighi previsti dal decreto legislativo 81 del 2008 può portare anche alla denuncia penale per il datore di lavoro.

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Dall’inizio del 2020 stiamo vivendo una realtà inedita, la pandemia da COVID-19, che ha avuto effetti su tutti gli aspetti della nostra esistenza. Recenti studi, portati avanti dal gruppo italiano di ricerca dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, EngageMents Hub (che si occupa della psicologia dei consumi), hanno fatto emergere come la pandemia abbia influito sulle scelte d’acquisto in ambito alimentare dei consumatori.

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La ricerca conferma un

trend esistente che si rafforza con il passare del tempo. I consumatori sono più consapevoli e attenti, prediligono, nella maggior parte dei casi, prodotti che sulla confezione recano il simbolo della provenienza o riportano le specificità del prodotto stesso. Il rispetto degli standard previsti dalle certificazioni permette di rafforzare il rapporto di fiducia tra i vari soggetti attori del mercato agroalimentare, siano essi produttori del bene

primario, industrie di trasformazione degli alimenti, produttori degli imballaggi, responsabili dello stoccaggio, vettori, distributori oppure consumatori finali. La verifica che le aziende lavorino seguendo gli standard internazionali viene fatta da enti super partes certificati. Essi hanno il compito di valutare la conformità delle imprese alle norme emanate dagli organismi internazionali. Ogni Paese ha una normativa interna che disciplina il settore


agroalimentare e che prevede delle norme inderogabili a tutela del consumatore. Nella legislazione italiana tutti gli operatori della filiera agroalimentare hanno l'obbligo di rispettare il Regolamento n. 178/2002 e il Pacchetto Igiene. Queste norme regolano a livello europeo la sicurezza alimentare e recepiscono lo standard internazionale HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points). Discorso diverso va impostato per le certificazioni alimentari che si basano su Standard internazionali e non sono state recepite dalla legislazione nazionale e trasformate in legge. Tuttavia, non sono meno importanti le altre certificazioni non obbligatorie che si basano sull’adesione volontaria dei soggetti. Infatti, coloro i quali decidono di lavorare per il raggiungimento di una determinata certificazione possono accedere a network commerciali specifici guadagnando un vantaggio competitivo sugli altri attori del

mercato. L’impianto normativo internazionale in materia di sicurezza alimentare e gli enti emanatori Nel panorama internazionale sono due le organizzazioni che hanno elaborato le principali linee guida sulla sicurezza dei prodotti della filiera agroalimentare. La più nota delle due è certamente l’ISO (International Organization for Standardization) che dal 1947 elabora norme tecniche nei più svariati settori, tra i quali anche quello agroalimentare. Per tale settore, l’ISO ha formulato degli standard capaci di garantire sulle nostre tavole cibo sicuro, sano

e nutriente. Alla redazione di queste norme hanno preso parte le maggiori organizzazioni internazionali in ambito di sicurezza alimentare quali: la Codex Alimentarius Commission, l'Associazione internazionale degli hotel e dei ristoranti, la Global Food Safety Initiative (GFSI) e la Confederazione delle Industrie agro-alimentari dell'Unione europea (CIAA). L’ampia partecipazione alla stesura delle norme assicura una maggiore condivisione degli standard e ne favorisce la diffusione delle regole redatte. A tal proposito, l’esistenza di questi standard nel recente passato ha

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ridotto la profondità di alcune note crisi del settore alimentare (come, ad esempio, la “Mucca pazza”), scongiurando la paralisi del settore e salvaguardandone gli scambi tra i Paesi, assicurando così omogeneità normativa. Le principali norme redatte dalla ISO sono la ISO 22000 (food safety management systemsrequirements) che disciplina i sistemi di gestioni della sicurezza alimentare, la ISO 22005 che si occupa di normare i sistemi di tracciabilità alimentare, e infine la ISO 9001 che determina i criteri di qualità e specificità del prodotto alimentare.

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Una delle altre grandi organizzazioni che ha redatto delle linee guida sulla sicurezza del settore agroalimentare è la GFSI (Global Food Safety Initiative). Si tratta di un'organizzazione nata nel 2000 dalla collaborazione dei membri del Consumer Goods Forum. Lo scopo della GFSI è la creazione di un sistema di sicurezza alimentare che adotti degli standard condivisi per tutti i processi della filiera alimentare,

dall’orto alla tavola. Si tratta di un progetto ambizioso, considerate le differenze tra i vari comparti del settore e le diverse criticità riscontrabili. Gli standard messi a punto dall’istituto sono riconosciuti a livello internazionale. Esso ha tra i primi obiettivi il miglioramento della gestione dei rischi con una decisa implementazione delle regole dell’HACCP anche nelle aziende che non si occupano di trasformazione alimentare. La GFSI si avvale della collaborazione tra gli esperti del settore, gli addetti ai lavori e le istituzioni. Lo strumento cardine sul quale si basano le loro delibere è il benchmarking tra i vari sistemi di produzione, al fine di

comprenderne gli aspetti migliori per poi trasformarli in linee guida da applicare. L’associazione si prefigge lo scopo di aggiornare costantemente degli schemi di sicurezza elaborati, al fine di migliorare sempre più la sicurezza del settore agroalimentare. La GFSI punta a garantire la sicurezza alimentare lungo tutta la catena produttiva, determinando un allineamento sulle norme da seguire. Il rispetto da parte di tutti gli attori della filiera dei punti previsti dalle loro normative permetterebbe oltretutto di agevolare le pratiche di audit. L’istituto ha approvato una serie di schemi di sicurezza alimentare che rispettano il


documento guida della GFSI, agevolando gli scambi internazionali. Le certificazioni alimentari di processo: cosa sono e a cosa servono Le certificazioni alimentari si dividono in due macrocategorie: le certificazioni di processo, che si riferiscono alle attività di produzione, e le certificazioni di prodotto, che hanno lo scopo di valorizzare le specificità del prodotto stesso. La più nota tra le certificazioni di prodotto in ambito agroalimentare è l’HACCP. Dal 2006 essa è l’unica certificazione obbligatoria per i Paesi della Comunità Europea (essendo stata recepita nel Regolamento n. 178/2002), e ha lo scopo di razionalizzare e organizzare le procedure di autocontrollo destinate agli operatori del settore alimentare post-primario, al fine di prevenire, ridurre e, quando possibile, eliminare i pericoli del settore.

restanti certificazioni, l’adesione è a discrezione dell’azienda. Certamente l’imprenditore terrà conto degli scopi commerciali che si prefigge, facendo un bilancio sui vantaggi che possono derivare dall'aver conseguito o meno una determinata certificazione. Ci sono dei casi in cui le certificazioni non sono richieste dalla legge ma dagli altri operatori del settore con i quali si desidera collaborare. Qualora l’azienda volesse distribuire i propri prodotti presso la GDO (Grande Distribuzione Organizzata), dovrebbe acquisire determinate certificazioni che sono a discrezione del gruppo con il quale si vuole

collaborare. Nella GDO del mercato europeo le certificazioni più richieste sono: l’IFS, il BRC GLOBAL STANDARD e il GLOBAL GAP. Andando con ordine, IFS (International Food Standard) e BRC (British Retail Consortium) Global Standard sono entrambi degli standard riconosciuti dalla GFSI. Essi devono essere applicati alle aziende di prodotti alimentari lavorati, e servono a garantire alla GDO che i prodotti dell’azienda venditrice siano conformi ai requisiti di legge, e che rispettino gli standard internazionali di qualità e sicurezza. Leggermente diverso è il GLOBAL GAP, poiché, oltre a garantire i criteri di qualità e sicurezza,

Come detto, per le

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pone l’accento sulle “buone pratiche agricole”, sulla tracciabilità del prodotto e su un allevamento responsabile del bestiame. Qualora l'obiettivo dell’azienda fosse guadagnare credibilità a livello internazionale aprendosi l’accesso ai mercati internazionali, sarebbe necessario avvalersi di certificazioni o insiemi di essi. L’azienda dovrà dimostrare che le proprie merci rispondono agli standard riconosciuti internazionalmente attraverso l’attestazione da parte degli enti di certificazione terzi.

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Lo standard di Certificazione SQF, riconosciuto dalla GFSI, è attestato globalmente come uno dei migliori sulla sicurezza e qualità dei prodotti agroalimentari. L’SQF si occupa dei processi produttivi dei diversi settori della filiera agroalimentare, compreso lo stoccaggio e il trasporto. Qualora un’azienda volesse certificare l’adozione delle “Buone Pratiche Agricole” potrebbe affidarsi al sistema di

audit Primus GFS (anch’esso riconosciuto dalla GFSI). Il raggiungimento degli alti standard internazionali per un’azienda di piccole dimensioni potrebbe risultare difficile. Per questa ragione dal 2011 esiste il Global Markets Program, riconosciuto dalla GFSI e destinato alle aziende che si occupano di produzione primaria e di prodotti lavorati. Si tratta di uno schema che consiste in due step intermedi di certificazione che prevedono una percentuale differente di recepimento delle norme del Codex Alimentarius. Fino ad adesso abbiamo concentrato la nostra attenzione sulle

certificazioni di processo e i programmi internazionali di standardizzazione e certificazione alimentare. Tutto ciò riguarda principalmente gli addetti ai lavori, avendo il compito di garantire il corretto funzionamento della filiera. Il consumatore finale, infatti, nella maggior parte dei casi è inconsapevole dei meccanismi di controllo che stanno dietro ai prodotti che arrivano sulla sua tavola. Le certificazioni di prodotto e la loro visibilità per il consumatore Diverse invece sono le certificazioni che vengono definite di prodotto. Esse non sono dirette esclusivamente


agli operatori della filiera. La garanzia di una determinata caratteristica del prodotto è molto importante anche per il consumatore finale che ha delle notizie in più sul prodotto da acquistare. Una delle certificazioni che senza dubbio condiziona l’acquisto di un prodotto rispetto a un suo concorrente è la dicitura “Prodotto da Agricoltura Biologica”. Essa certifica tutte quelle aziende che praticano un'agricoltura diversa da quella convenzionale. La produzione biologica prevede che venga limitato al massimo l’uso di sostanze chimiche di sintesi, promuovendo la biodiversità e rifiutando l’uso di prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati), adottando pratiche di sostenibilità ambientale. La certificazione dell’assenza di prodotti OGM può però essere apposta separatamente con la sigla NO OGM.

basa su un metodo controverso di coltivazione che risponde alle direttive antroposofiche indicate dal suo fondatore Rudolf Steiner. Questo tipo di produzioni si basa sulla convinzione che le loro pratiche rispettino i cicli naturali della terra, sostenendo anche un uso combinato di agricoltura e allevamento. Infatti, elemento essenziale dell’agricoltura biodinamica è l’utilizzo di fertilizzanti di origine esclusivamente organica. Ma le certificazioni di prodotto garantiscono non solo la salubrità del prodotto, ma anche la sua particolarità rispetto agli altri prodotti presenti sul mercato. Molto

importanti sono le certificazioni volte a garantire la tutela delle specificità del territorio. L’Unione Europea ha elaborato alcune certificazioni che difendono le specificità di un prodotto agroalimentare a seconda del suo luogo di provenienza. Esse sono, ad esempio, il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), con il quale si certifica che tale qualità può derivare solamente dalle specifiche condizioni del territorio di produzione e trasformazione del prodotto. Il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) segue una normazione più permissiva poiché

Meno nota ai più è la sigla DEMETER che certifica che un prodotto rispetta i vincoli dell’agricoltura biodinamica. Essa si

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l’importanza non sta nel luogo di trasformazione ma bensì nel luogo d’origine delle materie prime utilizzate. A tutelare i prodotti della tradizione locale c’è il marchio STG (Specialità Tradizionale Garantita). Tale certificazione può essere apposta solo a quelle tipologie di prodotto che possono testimoniare la loro esistenza da almeno vent’anni. Ogni prodotto dell’Unione Europea che utilizza una di queste sigle deve attenersi a un

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Disciplinare di produzione specifico. Queste regolamentazioni hanno permesso alle imprese agroalimentari di non dover competere più solamente sulla quantità, ma soprattutto sulla qualità evitando che il libero scambio penalizzi le produzioni di nicchia. L’apposizione di un bollino può condizionare la scelta del compratore tra diversi prodotti, garantendo la sopravvivenza di piccole

realtà imprenditoriali. Il settore agroalimentare italiano con le sue eccellenze riconosciute in tutto il mondo rappresenta un elemento trainante per l’economia nazionale. Per questa ragione acquisire una certificazione internazionale per una un'azienda può rappresentare un punto di svolta del proprio business.


Top Line è un’azienda di Roma che opera su tutto il territorio nazionale nel rifornimento di alimenti per le navi da crociera e, in misura minore, per gli aerei. Top Line ha scelto Newcert come business partner per ottenere la certificazione ISO 9001, sui Sistemi di Qualità, e ISO 22000, sulla Sicurezza Alimentare. Abbiamo chiesto all’Amministratore Delegato Alessio Brandi di raccontarci la sua esperienza. Avete recentemente ottenuto le certificazioni ISO 9001, per i Sistemi di Qualità, e ISO 2200, per la Sicurezza Alimentare. Perché avete deciso di certificarvi e perché avete scelto proprio queste due certificazioni? La decisione di certificarci è maturata nel tempo, motivata dalla volontà di fornire ai nostri clienti e fornitori l’immagine di un’azienda strutturata e

altamente qualificata. A seguito di un’approfondita analisi di mercato, abbiamo scelto Newcert come business partner nel processo di certificazione affidandoci anche alla valutazione di un consulente del settore.

idonee alle nostre necessità. Dopo una lunga disamina, abbiamo optato per la ISO 9001 e la ISO 22000, più in linea con le nostre esigenze aziendali.

Avevate dei dubbi prima di decidere di certificarvi? Se sì come li avete affrontati?

Come è andata la vostra esperienza con il personale di Newcert, che ha condotto le verifiche per conto dell’ente RIR Certification?

Durante la fase di certificazione sono sorti dubbi soprattutto nell’individuare, nell’ampio ventaglio di certificazioni disponibili sul mercato, le più

Siamo rimasti molto soddisfatti dal modo in cui Newcert ci ha supportato, fornendoci risposte e informazioni esaustive sia in fase iniziale che durante

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l’intero processo di certificazione. Siamo sicuramente interessati nel proseguire la nostra collaborazione con Newcert per verificare le fasi di avanzamento dei lavori che tale processo ha messo in atto all’interno della nostra struttura. Quali benefici sperate di ottenere grazie alle certificazioni ottenute? Sicuramente quella di restituire l’immagine di un’azienda strutturata e qualificata, focalizzata sia sulla Qualità che sull’implementazione di un Sistema HACCP (quindi la 22000) così da garantire a noi stessi ma soprattutto ai nostri clienti e fornitori standard più elevati. Che consiglio dareste a un’azienda indecisa sul certificarsi o meno? Senz’altro mi sento di consigliare alle aziende che non hanno ancora avviato un processo di certificazione di intraprendere questo percorso.

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La nostra è un’esperienza recente. Tuttavia, mi aspetto risultati positivi

soprattutto nelle fasi di verifica condotte annualmente dagli organi competenti per valutare lo stato di avanzamento del processo di certificazione. Il tempo, poi, ci darà la possibilità di valutare anche i benefici postumi. Risponde Chiara Puzo, team leader della verifica presso Top Line. Quali sono le capacità e le competenze necessarie per gestire questo tipo di verifiche: Sistemi di Qualità e Sicurezza Alimentare?

Per gestire un audit di Certificazione sui SGQ e SGSA è necessario avere una propensione all’analisi e alla valutazione critica dell’ambiente, delle infrastrutture e delle tecnologie utilizzate dall’azienda cliente. Inoltre, a mio avviso, bisogna essere predisposti all’ascolto e alla ricerca delle Conformità e non delle Non Conformità. Questa metodica di lavoro permette all’azienda, che opera nel settore alimentare, di propendere al miglioramento continuo


e all’individuazione degli scostamenti dallo standard. Le competenze per gestire questo tipo di verifica sono: buona conoscenza delle norme (fornita da una formazione pregressa e specifica) ed esperienza e conoscenza del settore di riferimento. Con quali modalità si è svolto l’audit? È stato comunque possibile svolgerlo di persona, nonostante l’emergenza da COVID19? L’audit si è svolto da remoto, facendo riferimento alle linee guida IAF MD4/MD5. Dopo aver valutato la capacità tecnologica dell’organizzazione e aver verificato i documenti del cliente con condivisione degli stessi tramite e-mail, mi sono assicurata che tutto il personale coinvolto potesse accedere alla riunione da remoto. La Top Line quindi, grazie al supporto consulenziale, ha predisposto una ricca documentazione, richiesta dalle normative cogenti e

volontarie, permettendo di verificare in modo preciso e snello la conformità agli standard ISO 9001 e ISO 22000. In seguito alla raccolta delle evidenze abbiamo proceduto alla compilazione del rapporto conclusosi con la condivisione delle risultanze dell’audit mediante riunione di chiusura telefonica con l’alta direzione. Che ambiente hai trovato presso Top Line? Il personale della Top Line è stato ben predisposto e partecipe all’attività di audit, creando un clima collaborativo. Nonostante il periodo di fermo lavorativo, imposto dalla pandemia COVID-19, la Top Line ha deciso di portare a termine il processo di certificazione e di intraprendere un percorso di miglioramento continuo, mediante la corretta applicazione del metodo PDCA, alla base delle norme ISO 9001 e ISO 22000, e in base alla loro sovrapponibilità strutturale e integrativa, secondo la struttura HLS (High Level

Structure) che permette all’azienda di ridurre al minimo gli sforzi di implementazione di differenti standard. Se avete riscontrato delle criticità durante l’audit come le avete affrontate? Durante l’audit integrato ISO 9001 e ISO 22000, le criticità maggiori sono state di natura cogente poiché è fondamentale comprendere il campo di applicazione legale e il contesto legislativo, nonché le corrette norme con cui “convive” l’azienda e con le quali essa si rapporta. L’alta direzione in collaborazione con il team consulenziale ha permesso di verificare in modo chiaro la corretta applicazione delle norme cogenti applicabili all’azienda. L’audit si è svolto con chiarezza e con ricchezza di particolari anche nell’esame delle normative cogenti.

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