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Turismo 2021_Luglio-Agosto

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TURISMO

In vacanza nel Paese più bello del mondo


TURISMO

In vacanza nel Paese più bello del mondo

Il Lario, the beautiful lake Alla scoperta di Como in 24 ore S

iete appena arrivati a Como e avete a disposizione tutta la giornata per conoscere la città ma non sapete da dove cominciare? Ecco allora alcuni suggerimenti per trascorrere al meglio il vostro tempo.

La Città Murata, uno scrigno prezioso Il centro storico di Como, all’interno delle mura medievali, conserva il fascino dei tempi passati ed è agevolmente percorribile a piedi. Punto d’ingresso privilegiato è Porta Torre, imponente torre medioevale. Lungo le mura nei giorni di martedì, giovedì e sabato si svolge il mercato cittadino e poco distante, al Mercato Coperto, si possono acquistare prodotti locali a km zero. Proseguendo per le eleganti vie dello shopping si giunge in piazza San Fedele, un tempo Piazza del Mercato del Grano, con l’omonima Basilica romanica (XII secolo) e gli edifici rinascimentali con struttura in legno a vista e mattoni a spina di pesce. Si arriva quindi in piazza Duomo, qui si erge maestosa la Cattedrale, sovrastata dalla grande cupola barocca di Filippo Juvarra e caratterizzata dalle statue di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane che adornano la facciata tardo gotica in prezioso marmo bianco. A fianco, la torre civica e il duecentesco Broletto. Dietro la Cattedrale si trova il neoclassico Teatro Sociale e il capolavoro del Razionalismo italiano, la Casa del Fascio (1932-36)

dell’architetto Giuseppe Terragni. Poco distante piazza Cavour, affacciata sul lago, fino al 1871 porto cinquecentesco, è ancora oggi punto di attracco dei battelli della Navigazione pubblica e punto di partenza per le escursioni giornaliere verso le famose località del lago di Como.

l’illustre scienziato comasco, le cui invenzioni e cimeli sono conservati nel vicino Tempio Voltiano in stile neoclassico. Dopo aver superato il futurista Monumento ai Caduti, dalla cui sommità si gode di un incomparabile panorama, e l’hangar dell’idroscalo internazionale, comincia la passeggiata delle ville di Tempio Voltiano a Como

Una ricarica naturale, fino a Brunate Como e il suo lago sono un binomio imprescindibile. La passeggiata che “abbraccia” il primo bacino in due direzioni offre stupendi e romantici scorci che consentono una immersione nelle pacate e rilassanti atmosfere lacuali. Impossibile non scattare foto! Partendo da piazza Cavour, sul lato ovest, non perdete l’occasione di percorrere la diga foranea e di giungere al monumento Life Electric dell’archistar Daniel Libeskind dedicato ad Alessandro Volta,

Borgo Vico (ora passeggiata Lino Gelpi): una suggestiva sequenza di eleganti dimore patrizie del ‘700 e ‘800, sino alla maestosa Villa Olmo con il bel giardino all’italiana sul fronte e il retrostante parco all’inglese. La romantica passeggiata verso est termina a Villa Geno, dove il potente getto di una fontana saluta l’ingresso dei piroscafi nella baia. Lungo il percorso, in piazza Alcide De Gasperi, si trova la stazione liberty della funicolare: in soli sette minuti si sale a Brunate, il “balcone” delle Alpi; da lassù il panorama è mozzafiato, una esperienza da non perdere!

La memoria del passato e tante curiosità Forse non tutti sanno che si deve al letterato comasco Paolo Giovio la moderna concezione di museo e presso la Pinacoteca Civica, a Palazzo Volpi nella città murata, è esposto un nucleo di 40 ritratti originali della collezione degli Uomini Illustri che Giovio aveva raccolto nella sua villa in Borgo Vico, chiamata “Il Museo”, poi andata distrutta. Visitare tutte le quattro sezioni della Pinacoteca vuol dire fare un viaggio nel passato, partendo dal Medioevo, passando per il Rinascimento, notevole il dipinto su tavola (Virgo Advocata) attribuito a Antonello da Messina, per giungere sino al Novecento, con i dipinti degli astrattisti del “Gruppo Como” e i disegni dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia. Al Museo Archeologico e al Museo Storico in piazza Medaglie d’Oro, temporaneamente chiusi, sono custoditi numerosi reperti che testimoniano la storia del territorio lariano, dalle civiltà protostoriche ai fondatori romani, sino al periodo risorgimentale. Il Museo didattico della Seta, in via Castelnuovo, all’esterno della città murata, racconta e celebra la tradizione produttiva tessile comasca, per cui la città è famosa nel mondo con l’appellativo di città della seta. Il percorso termina con gli splendidi affreschi trecenteschi custoditi nell’abside della La Cattedrale di Como

Basilica di Sant’Abbondio, a circa 10 minuti a piedi da Porta Torre, mirabile esempio di architettura romanica, con l’eccezionalità per l’Italia dei due campanili gemelli.

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La Greenway, una passeggiata da sogno

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Un verde itinerario di una decina di chilometri tra scorci unici e ville da favola

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n una manciata di chilometri, tra Colonno e Cadenabbia di Griante, c’è la possibilità di immergersi in un mondo da favola, tra scorci unici e ville da sogno. Basta percorrere la Greenway, il verde itinerario di 10 km che si snoda con dolcezza fra il lungo lago, per poi riemergere gentilmente sopra gli abitati, oltre che di Colonno e Cadenabbia, anche di Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Tremezzo e Mezzegra. Una passeggiata di 3-4 ore che permette di spaziare fra scenari rurali, borghi storici, vedute lacustri, ville e giardini senza rivali.

Da Colonno all’Isola Comacina Si parte da Colonno, dove si attraversa il centro storico, la piazza principale e il ponte sul torrente Pessetta. Lungo la vecchia strada Regina, camminando tra appezzamenti terrazzati e piccoli uliveti, si arriva alla cappelletta di San Rocco, da cui scende una scalinata per il nucleo storico medioevale e il porticciolo di Sala Comacina. Il meglio? «Il vecchio villaggio giù in basso, al di sotto della parrocchiale di San Bartolomeo», come scriveva Augusto Giacosa, lo scrittore comasco innamoratosi delle profondità di questo minuscolo paesino. Lasciata alle spalle Sala Comacina e superato il ponte sulla valle di Premonte, si entra in Ossuccio. Nella frazione di Spurano, doverosa una sosta alla chiesa di San Giacomo (X-XII secolo)

Gran finale a Cadenabbia Attraversato il nucleo storico di Bolvedro, l’ultima frazione della Greenway corre parallela alle acque del lago. Si attraversa lo scenografico parco pubblico Teresio Olivelli, si incontra il Parco di Villa Mayer, si passa davanti a Villa Mainoni fino all’imbarcadero e quindi al e al suo campanile a vela, fulgido esempio del romanico di quell’epoca. Siamo ormai in uno dei punti più celebri di tutto il Lario, panorama di tanti scatti fotografici di milioni di turisti: in primo piano il campanile del Trecento con una singolare cella campanaria goticheggiante della chiesa romanica di Santa Maria Maddalena, a seguire l’Isola Comacina, il contorno placido del lago e lo sfondo verdastro delle montagne. E un salto sull’Isola? Perché no! Scoprirete i resti della basilica di Sant’Eufemia dell’XI secolo, a tre navate absidate con cripta, e delle chiese di Santa Maria del Portico (XII secolo), di San Pietro in Castello e dei Santi Faustino e Giovita.

Verso Bolvedro Si passa il ponte sul Perlana e via verso Campo di Lenno calcolando, senza dubbio, una deviazione verso Villa

Balbianello. Di proprietà del Fai (Fondo Ambiente Italiano), la villa si trova sulla punta della penisola di Lavedo: guai a perdervi questo straordinario scenario che ha ammaliato Hollywood ed è stato immortalato in tante pellicole. In tempi recenti il fascino di Villa Balbaniello non è sfuggito a George Lucas: il padre di Star Wars ha, infatti, voluto ambientare qui la residenza della senatrice Padmé Amidala sul “pianeta dei laghi” Naboo, in “Episodio II – L’attacco dei cloni”, uscito nel 2002. Da qui è transitato anche James Bond, interpretato da Daniel Craig, nel suo Casino Royale del 2006: 007 passò a Villa Balbaniello un periodo di convalescenza dopo aver subito delle torture. Si torna, quindi, sull’itinerario originario per raggiungere il Lido di Lenno, passeggiando sul lungolago fra ville storiche, la chiesa di Santo Stefano e il battistero di San

Il Km della Conoscenza A passeggio tra Villa Olmo, Villa del Grumello e Villa Sucota

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della ricerca storica con fedeli riproduzioni miniaturizzate, alternando le scenografie tradizionali del classico immaginario palestinese a quelle del caratteristico paesaggio lariano.

Il campanile di Santa Maria Maddalena e vista sull’Isola Comacina

hi ama passeggiare e scoprire luoghi e opere d’arte, non può perdersi la straordinaria passeggiata comasca che va da Villa Olmo a Villa Sucota, passando per Villa del Grumello. Si tratta di percorso pedonale che unisce le tre prestigiose ville che si affacciano sul Lago di Como, passando attraverso i sentieri nei rispettivi parchi punteggiati da serre, cappelle, limonaie, opere d’arte e rarità botaniche. Villa del Grumello Si parte da Villa Olmo, la più importante tra le molte ville sette e ottocentesche che caratterizzano il bacino comasco del Lario. In stile neoclassico tipicamente lombardo è stata costruita a partire dal 1782 per la famiglia degli Odescalchi su progetto dell’architetto ticinese Simone Cantoni. Al parco romantico si accede attraversando due aperture laterali, al fianco della Villa. Passando tra cedri del Libano, ippocastani e platani si raggiunge il Ponte del chilometro, un ponte pedonale realizzato nel 2012 dalla Camera di Commercio di Como, lungo 42 metri a un’unica campata che conduce alle Serre e a Villa del Grumello che ospitò illustri personaggi, tra cui Vincenzo Monti, Alessandro Volta e soprattutto Ugo Foscolo, ricordato da un busto collocato nel giardino. Di particolare rilievo è il parco, da cui si hanno scorci bellissimi sul primo bacino del lago di Como e della città. Presenta numerose piante di pregio, come tassi, faggi, sequoie e un esemplare centenario di Ginko Biloba e fu caro a tutti i proprietari della Villa del Grumello. Tre i percorsi nel parco che si possono seguire: quelli dedicati a Paolo Giovio Villa Sucota e a Ugo Foscolo e quello dedicato a Paolo Celesia, che è stato completato con l’apertura di un collegamento panoramico con Villa Sucota, ampliando così la passeggiata che caratterizza il Chilometro della Conoscenza e consentendo di attraversare il parco del Grumello a diverse quote offrendo punti di vista inediti sul paesaggio e permettendo di scoprire le tante essenze e le varie anime del parco. Villa Sucota è sede della Fondazione Antonio Ratti (FAR) e si possono visitare il padiglione della musica, la limonaia, il belvedere e la serra. Straordinario il suo parco dove si possono ammirare opere d’arte contemporanea create appositamente da artisti che hanno collaborato negli anni con la FAR: come Gerry Bibby, Jimmie Durham, Yona Friedman, Liliana Moro, Richard Nonas e altri.

Giovanni, prima di arrivare all’imbarcadero. Una doverosa segnalazione per il Battistero di Santo Stefano, un edificio a pianta ottagonale realizzato nell’ultimo quarto dell’XI secolo. Passata la passerella sul torrente Pola si è a Tremezzo. Dal sagrato della chiesa di Sant’Abbondio godetevi uno spaccato idilliaco sul lago e sul promontorio di Bellagio. Attraversate, quindi, il piccolo centro antico di Bonzanigo. La località è nota perché, nella piazzetta del lavatoio all’entrata del borgo medievale, poco distante dalla chiesa di Sant’Abbondio e da Palazzo Brentano, trova spazio l’estro, unito alle radici delle tradizioni, di alcuni artisti locali. All’interno di un’antica casa padronale si trovano diversi presepi realizzati artigianalmente: i creatori hanno saputo rappresentare la Natività miscelando il paziente criterio

centro storico di Tremezzo con i suoi caratteristici portici. Subito dopo ecco l’affascinante Villa Carlotta col suo parco botanico e siamo ormai al Grand Hotel Cadenabbia dove, in questo posto magico che ha ispirato artisti e scrittori di tutto il mondo, concludiamo il nostro viaggio: qui Stendhal ha ambientato alcuni passi de “La Certosa di Parma”; e qui, a Villa Margherita proprietà degli editori musicali Ricordi, Giuseppe Verdi compose alcune arie della Traviata.

Gravedona ed Uniti, che perla!

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ra le tante località del Lario che fanno innamorare i turisti, spicca Gravedona. Qui si può trovare pace e serenità entrando nel maestoso Battistero di Santa Maria del Tiglio, passeggiando nel silenzioso chiostro dell’ex Convento di Santa Maria delle Grazie o ammirando gioielli di arte sacra racchiusi nelle numerose chiese. Ci si sente sospesi tra passato e presente esplorando il centro storico: piazzette, vicoli stretti e facciate antiche, catapultano in un’epoca passata. Palazzo Gallio, il vecchio Castello e le mura ne sono i simboli indelebili. Alle sue spalle si aprono verdi vallate, caratterizzate da borghi storici unici come Brenzio, Dosso del Liro, Peglio e Livo nei quali regna una bellezza rurale e autentica. E si può perdere la testa per lo sport: tennis, nuoto, vela, windsurf, kitesurf, sci nautico, bici, MTB, escursioni in grotta, canyoning, rafting, arrampicata, ferrate, trekking, canoa, parapendio… Tutto sul sito: www.northlakecomo.net


Quel ramo del Lago di Como... Ville e giardini da sogno, castelli e un viaggio sulle orme di Leonardo

Fino al traghetto di Leonardo A proposito di fiume Adda, perché non continuare lungo il suo percorso, magari in bicicletta? Si possono raggiungere i laghi di Garlate, dove si incontra il Civico Museo della Seta Abegg, e di Olginate. Dall’altra parte del Lago di Garlate, sopra Vercurago, potrete vedere quel che resta del Castello dell’Innominato. Con la mountain bike si può andare anche oltre e, seguendo le anse del fiume, arrivare prima a Brivio, con il suo castello turrito, e poi a Imbersago dove è stato ricostruito il battello progettato da Leonardo da Vinci che utilizza la corrente del fiume per muoversi da una sponda

TURISMO TURISMO

all’altra tramite un gioco di ingranaggi e una fune tesa tra le due sponde. Tre chilometri ancora e concludiamo il nostro viaggio in territorio lecchese a Paderno d’Adda, sotto l’arco del Ponte San Michele, uno dei più importanti simboli dell’archeologia industriale italiana. Tutto in ferro, venne costruito in contemporanea alla parigina Tour Eiffel e concluso nel 1890: è lungo 266 metri e si eleva a 85 metri al di sopra del livello del fiume Adda.

Lecco, borgo di Pescarenico

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a sponda manzoniana del Lago di Como offre straordinarie occasioni per un weekend o una vacanza.

Da Varenna a Bellagio Varenna o Bellagio meritano da sole un viaggio e gli americani che, di primavera e d’estate, le affollano ne sanno qualcosa. A Varenna l’elenco delle attrattive è ricchissimo. A cominciare dal Castello di Vezio che si erge, da più di mille anni, sul promontorio che sovrasta il paese, in un contesto di ineguagliabile bellezza naturale. E poi Villa Cipressi e Villa Monastero con la sua Casa Museo, accessibile al pubblico con il percorso espositivo sviluppato in 14 sale, e soprattutto il suo giardino botanico che si estende per quasi 2 chilometri fronte lago da Varenna a Fiumelatte, con numerose e rare specie arboree autoctone ed esotiche. Poi numerose chiese, tra cui spiccano la prepositurale di San Giorgio e quella di San Giovanni, tra le prime erette sul Lario.

Ancora, la Sala espositiva de Marchi, con le sue mostre, la passeggiata degli innamorati dopo il tramonto o i tanti tracciati montani e collinari, tra cui spiccano il Sentiero del Viandante e la nuova Greenway dei Patriarchi, un percorso dolce e affascinante alla portata di tutti. Da Varenna si può raggiungere in battello o in traghetto, all’estremità del promontorio che divide in due rami il Lago di Como, la meta privilegiata di tanti uomini illustri, Bellagio, che offre ai turisti un borgo antico che resta nel cuore. E’ talmente amata dagli americani, che

l’imprenditore Steve Wynn, dopo avervi trascorso un periodo di vacanza con la moglie Elain, fece costruire un resort nella città di Las Vegas ispirato al Grand Hotel Villa Serbelloni, simbolo di Bellagio, che negli anni 50 del secolo scorso fu molto popolare tra le star di Hollywood e i politici internazionali: infatti, ospitò, tra gli altri, Winston Churcill, Franklin Delano Roosevelt, John Fitzgerald Kennedy e Al Pacino. Da non perdere anche i giardini della celebre Villa Melzi, visitabili da marzo a ottobre, un esempio di rara armonia che ha compreso in un progetto unico architettura,

Varenna, Villa Monastero

arte e paesaggio: il giardino paesaggistico realizzato ex novo sul lago di Como è stato insignito nel 2016 del prestigioso premio “Il giardino più bello d’Italia” per la categoria “parchi privati”.

Sulle orme dei Promessi Sposi Se, invece, si vogliono ripercorrere alcuni passaggi de “I Promessi Sposi” visitando i luoghi in cui è ambientata la storia di Renzo e Lucia, bisogna andare a Lecco che propone, in parte anche in battello, un itinerario manzoniano che esaudirà il vostro desiderio. Punto di partenza? Consigliamo il quartiere di Pescarenico, suggestivo villaggio di pescatori che ancora oggi conserva il fascino di un tempo, dove si può ammirare la “Lucia”, tipica imbarcazione lariana: è un borgo incantevole, soprattutto se lo si guarda dalla sponda opposta del fiume Adda in cui si specchia, incorniciato dalle montagne lecchesi.

Mandello del Lario: emozioni tra cime, lago e motori

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orgo pittoresco e colorato, Mandello è un luogo magico dove assaporare la cultura del Lario e la buona cucina, per esplorare il lago, per scalare le cime delle Grigne o per passeggiare lungo il “Sentiero del Viandante”. Mandello del Lario è la destinazione turistica ideale per chiunque voglia prendersi una pausa: è adatta sia per un weekend fuori porta che per una vacanza con la famiglia all’insegna del relax e del turismo slow. Propone un’offerta turistico-esperienziale in grado di soddisfare i gusti e le esigenze di tutti: per le famiglie, per gli sportivi, per chi vuole scoprire tesori medievali e anche per chi vuole semplicemente rilassarsi. Non dimentichiamo che Mandello è conosciuta anche come la “Città della Moto Guzzi”; è qui, infatti, che nel 1921 nacque la fabbrica che ancora oggi attrae migliaia di appassionati delle due ruote provenienti da tutto il mondo.

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TURISMO

Rinfrescarsi tra ruscelli, pozze e cascate

In vacanza nel Paese più bello del mondo

Per combattere il caldo estivo non è necessario andare troppo lontano: ecco dove fare un bel bagno in Lombardia e Piemonte, lontani dalla folla

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elle calde giornate estive, per chi ancora non può andare in vacanza al mare o in montagna, trovare refrigerio è certamente un desiderio molto forte. Anche se Lombardia e Piemonte non hanno il mare, non mancano famosi laghi e fiumi che possono permettere un bagno rinfrescante. Ma esistono anche bellissimi angoli di natura dove trovare acque fresche e cristalline, dove magari poter divertirsi e mettere i piedi a mollo, spesso poco conosciuti e lontani dalla folla, tra ruscelli, pozze e cascate. Ecco alcune mete suggestive che possono garantire una giornata di sole, relax e refrigerio, spesso vicine a casa...

Lombardia, terra d’acque anche sconosciute La Lombardia è anche terra d’acqua ed è la prima, in Italia, per estensione fluviale. Principe il Po, che scorre per 260 km circa e fa da collettore dei grandi fiumi che attraversano il territorio lombardo, segnandone a sud il confine. E poi, oltre ai suoi maggiori affluenti (Ticino, Adda, Oglio, Mincio), i minori (Olona, Lambro, Brembo, Secchia, Serio) e ancora,

canali navigabili e torrenti di montagna originati dalle colline moreniche che creano piccoli laghi sconosciuti ai più… Esistono piscine naturali che nascono da cascate nascoste, spiaggette inaspettate di laghetti creati dalle anse di fiumi e torrenti, rogge, ruscelli e pozze dove immergersi in acque freschissime e pulite e in una natura che riesce ancora a esprimere tutto il proprio fascino.

Le cascate dell’Acquafraggia Si trovano nei pressi di Piuro, in Valchiavenna (SO) e offrono, oltre al panorama unico, la possibilità di immergersi nelle acque limpide e refrigerate del torrente Acquafraggia, che nasce dal Pizzo Lago, a oltre 3mila metri di altezza. Le cascate si alternano in balzi suggestivi - da cui il nome, in latino “Acqua Fracta” cioè “spezzata” - con un dislivello che raggiunge i 1800 metri. Grazie alla loro bellezza nota sin dall’antichità - Leonardo da Vinci le menziona nel “Codice Atlantico” - sono state dichiarate monumento naturale della Regione Lombardia. Il torrente, accessibile in più punti, consente ai più arditi di bagnarsi in una piccola piscina naturale. E chi non se la sente, può godersi la vegetazione rigogliosa, fare un pic-nic nel prato, fare trekking nei numerosi sentieri o ammirare dalle terrazze panoramiche l’intera vallata.

Buche di Nese, Alzano Lombardo (BG)

Il bidet della Contessa

Le Pozze di Erve

Restando dalle parti di Sondrio, ecco una meta davvero insolita, a partire dal suo soprannome, non molto elegante: “Il bidet della Contessa”, attribuito dagli abitanti locali a questo angolo incantato nella Riserva Naturale della Val di Mello, la più vasta della Lombardia. La valle preserva un equilibrio ambientale esemplare e regala inediti spettacoli naturali: boschi

Per provare l’esperienza di percorrere un bel sentiero in salita e quando la temperatura sale e il caldo diventa insistente immergersi completamente nelle fresche acque di una vasca naturale su misura, le pozze di Erve solo la soluzione per tutta la famiglia, bambini compresi. Proprio sopra Lecco, a 600 metri d’altezza, lungo il sentiero ai

tutti. Ma bisogna sempre fare attenzione ai sassi del greto e conviene portarsi le scarpe da scogli.

Le Vasche di Valmadrera Sempre in provincia di Lecco, a Valmadrera, il sentiero delle vasche è indicato per gli amanti dell’avventura. Si tratta di un itinerario attrezzato attraverso una gola scavata dal corso d’acqua, con piccole

La Val Vertova

Le cascate dell’Acquafraggia, Piuro (SO)

fitti, torrenti, cascate e laghetti verdi, incorniciati da giganti alpini come il Monte Disgrazia che raggiunge i 3300 metri d’altezza. Qui, la vegetazione rigogliosa e le grandi rocce che circondano il laghetto vi manterranno al fresco tutto il giorno.

30 metri. Il percorso richiede di essere allenati e dotati della giusta attrezzatura, ma l’immersione totale nella natura e nelle acque dell’Inferno ripagano di ogni fatica affrontata! Volendo, si riesce ad arrivare alla fine della forra evitando i passaggi più impegnativi per godersi subito un bagno nelle pozze o per proseguire verso il terrazzo panoramico della piana di San Tomaso.

piedi del Monte Resegone che porta anche alla fonte San Carlo da cui sgorga acqua minerale naturale, il torrente Galavesa ha creato nei secoli pozze d’acqua fredda e cristallina, cascatelle e piccole piscine che piaceranno a

La cascata di Ferrera (VA)

pozze e resti di dighe, che convogliavano le acque del torrente a uso della vecchia filanda smantellata. Il primo tratto del sentiero, partendo dalla frazione di Ceppo, porta alla cascata “De la Prisun”: un suggestivo salto d’acqua di

Ruscelli, cascatelle, salti, torrenti dalla trasparenza unica: la Val Vertova, tra i luoghi più belli della media Val Seriana, è ricca di corsi d’acqua, tra i quali l’omonimo e piccolo fiumiciattolo. Il suo percorso scavato nelle rocce e immerso in un’atmosfera che vede la natura protagonista, offre anche piacevolissime possibilità di sosta per un pranzo al sacco e per i giochi dei bambini, che non devono affrontare lunghi cammini. Raggiunta questa meta ideale per una giornata di vero caldo, rinfrescati dal verde e dall’ombra dei boschi, si potrà decidere se immergersi in una pozza smeraldina o proseguire per ammirare le cascate e le Marmitte dei Giganti, cavità rotonde, modellate dai secoli dalla forza delle acque.

Le Buche di Nese Rimanendo nella bergamasca, ecco un itinerario altrettanto suggestivo, quello che porta


alle Buche di Nese dette anche Pozze di Burro, piccoli laghetti nei pressi di Burro, frazione di Alzano Lombardo. Il torrente Nesa, che scende dalle Prealpi orobiche, scorre soltanto in questo comune, bagnando le frazioni Monte di Nese, Burro, Busa e Nese. Il sentiero 532, sviluppandosi in piena natura nel bosco lussureggiante, arriva fino al corso d’acqua che regala una serie di pozze arricchite da piccole cascate naturali, forre e piccoli bacini refrigeranti. Non è un percorso facilissimo e se ci sono bambini è meglio fermarsi alla prima pozza, la più accessibile. L’invito a proseguire è indicato ai più esperti e ben equipaggiati: l’ultima buca, detta Paradis, richiede infatti l’uso di una corda di sostegno.

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Goja del Pis, Almese (To)

La Riserva Naturale Confluenza Orco e Malone Ecco invece un luogo abbastanza conosciuto e considerato una vera istituzione per i torinesi: la Riserva Naturale della Confluenza dell’Orco e del Malone, che si trova tra Chivasso e Brandizzo, dove i due torrenti confluiscono nel Po. Le sue zone alberate, le sue spiagge e le acque pulite dell’Orco e del Malone – che arrivano direttamente dalle Alpi del Canavese - la rendono una piccola località “marittima” a due passi dalla città.

Il torrente Livo a Domaso A Domaso, sulla sponda occidentale del lago di Como, il clima è bellissimo e le spiagge non mancano. Ma per chi cerca un benessere più tranquillo e il contatto con una natura più selvatica e solitaria, il paese sorge proprio sulla foce del Livo, un torrente che nasce a circa 1800 metri di altitudine dal bacino alpino del Lago Darengo e si snoda nell’entroterra, sino a raggiungere il lago. Lontani dai posti più affollati, ci si potrà “pucciare” nelle tante pozze e cascatelle artificiali che, se si sale più a monte verso il Crotto Dangri, diventano vere e proprie piscine naturali dove fare un bagno, lungo e sicuramente refrigerante.

La cascata di Ferrera La cascata di Ferrera o cascata Fermona è una tra le più belle e conosciute della provincia di

Orrido di Sant’Anna

Varese. Tra l’altro è anche una delle più facili da ammirare: si raggiunge in pochi minuti scendendo a piedi dalla strada che dal paese di Ferrera porta al laghetto, proprio ai suoi piedi. La cascata apparirà come dal nulla: il suo soprannome è infatti “la cascata nascosta” e nessuno si aspetta quel salto di 30 metri che il torrente Margorabbia compie all’improvviso, uscito dalle grotte dell’orrido di Cunardo per raggiungere la Valtravaglia. Si potrà fare il bagno nello specchio d’acqua limpidissima, con le precauzioni che non devono mai mancare visitando queste bellezze naturali.

Piemonte, acque pulite e fresche fuori città Anche il Piemonte è ricco di località dove trovare acque pulite e fresche. Oltre il Lago Maggiore e i tanti fiumi, dal grande Po fino allo Stura, esistono piccole oasi a due passi dalle città dove trovare ristoro dal caldo e rinfrescarsi con qualche tuffo rigenerante. Zone balneabili, laghi e fiumi con vere e proprie spiagge e rocce da sfruttare come

Anche in Toscana si può fare un tuffo in acqua dolce a Toscana, oltre al mare, offre altre possibilità per rinfrescarsi. Il bagno in fiumi e torrenti è un grande classico dell’estate: ecco solo alcuni suggerimenti. In provincia di Arezzo, a Loro Ciuffenna, ecco il “Pozzone“: si tratta di una grande vasca naturale poco distante dal borgo del Valdarno. È situata sotto un ponte e fare il bagno non è difficile, basta riuscire a superare la bassa temperatura dell’acqua. I più temerari scelgono invece di tuffarsi da un tronco d’albero a cinque metri di altezza. Nel comune di Bibbiena si trova il “mare del Casentino“, una zona molto gettonata per chi ha voglia di farsi un bagno senza spostarsi verso il mare. Si trova lungo il fiume Corsalone che in località Bocca di Lupo forma delle piscine naturali scavate nella roccia dove si può trovare refrigerio e rilassarsi immersi nella natura. Sull’Appennino tosco-emiliano si trova una meraviglia della natura. Cascata di Moraduccio, Firenzuola (FI) È la Cascata di Moraduccio, che si trova lungo il fiume Santerno nel comune di Firenzuola (FI) al confine fra Toscana ed Emilia Romagna. Il Rio dei Briganti tuffandosi nel Santerno crea una cascata di circa 20 metri che finisce nelle acque limpide del fiume. In provincia di Lucca, seguendo il corso del Serra, a Seravezza, ci si ritrova invece in posto fiabesco. Un’oasi nel bosco a poca distanza dal paesino di Malbacco dove il fiume crea una serie di piscine e cascate naturali. Tra le più famose c’è il Pozzo della Madonna con il suo scivolo naturale che sfocia in una piscina limpidissima. È presente una corda con cui arrampicarsi e arrivare in vetta alla cascata per tuffarsi o scendere dallo scivolo. Uno dei luoghi più incantevoli dove immergersi è la Riserva Naturale del Torrente Farma, nelle Terre di Siena, tra Monticiano e Roccastrada. Nell’area dei Canaloni, tra piccole cascate e piscine naturali, si trovano pozze d’acqua cristallina. Il fiume Elsa nasce nei dintorni di Siena e si snoda tra le campagne toscane. Dopo Ponte di San Marziale, l’Elsa forma il salto del Diborrato. La cascata si riversa in un piccolo lago profondo 10 metri e le acque diventano turchesi per un lungo tratto. Subito dopo la cascata, le Grotte dell’Orso sono perfette per un bel bagno.

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trampolini naturali per i tuffi. Tumpi di Bobbio Pellice A circa un’ora di macchina da Torino, non lontano la Pinerolo, troviamo il comune di Bobbio Pellice: a rendere speciale questo luogo è la presenza dei tumpi, delle profonde pozze lungo i corsi d’acqua che da queste parti si formano lungo il letto del torrente Guichard. La zona è divenuta il paradiso dei tuffatori per la profondità delle pozze, i trampolini naturali, l’acqua cristallina e... freddissima.

Goja del Pis Certamente un luogo più alternativo e poco frequentato è la Goja del Pis, in Val Messa. Sotto il comune di Almese (appena 30 minuti da Torino), più precisamente nella borgata Fucinassa, si trova la Goja - o guja, cioè “pozza” in dialetto piemontese - creata dal corso del fiume Messa, che dopo aver scavato varie gole, crea uno specchio d’acqua molto suggestivo. La Goja si trova alla fine di un sentiero roccioso, che raggiunge due piscine naturali su due diversi livelli. La piscina più grande si trova più in alto e ha un diametro di circa 30 metri in cui si tuffa una cascata, Pis sempre in piemontese, di acqua pura e cristallina. Nel tratto si forma anche un piccolo laghetto immerso nella natura, con acqua non molto profonda ma sicuramente limpidissima. Il breve sentiero che conduce alla Goja del Pis è facilmente percorribile e, lungo il percorso, si possono trovare diversi pannelli esplicativi riguardanti la storia,

la flora e la fauna della zona. Per gli amanti del trekking o della mountain bike, si può proseguire sul ”sentiero delle Guardie”, un percorso costruito durante i lavori di riforestazione della valle.

Guje di Garavot Le Guje di Garavot sono in Valchiusella, a circa 70 chilometri da Torino. I due suggestivi specchi d’acqua, che comunicano attraverso una piccola forra, sono immersi nella natura. Si raggiungono facilmente a piedi, percorrendo un sentiero ombreggiato ideale per una rilassante passeggiata anche nei mesi primaverili o autunnali. Camminando lungo il sentiero, che si snoda nella gola scavata dal torrente Chiusella, da cui deriva il nome della valle, si può ammirare un incredibile spettacolo naturale. Una volta raggiunte le Guje ci si può sdraiare sulla riva dei laghetti, fare un bagno nella parte più bassa, tuffarsi dalle rocce o, se si è adeguatamente attrezzati, si possono anche fare immersioni: le acque arrivano infatti a una profondità di 9 metri.

Cascata di Fondo Sempre in Valchiusella, non lontano dalle Guje di Garavot, per gli amanti delle cascate si consiglia come meta Fondo, frazione di Traversella: nella zona il torrente Ribordone forma la “Cascata di Fondo” sormontata da un antico ponte di pietra simile al Ponte del Diavolo di Lanzo e dove si può fare il bagno.

Le Guje di Garavot, Valchiusella (To)

Cambiamo provincia: nel Verbano Cusio Ossola è quasi d’obbligo fare un bel bagno nell’Orrido di Sant’Anna, a Cannobio, un meraviglioso ambiente naturale in cui trovare pace e serenità a pochissima distanza dal Lago Maggiore. L’Orrido è stato scavato nel corso del tempo dal fiume Cannobino, che ha creato numerose insenature e laghetti. In alcuni punti le acque sono particolarmente impetuose e agitate, perché scorrono su diversi dislivelli, mentre in altri sono tranquille e ideali per fare un bagno durante l’estate, godersi un pic-nic, passeggiare nella natura o immergersi fino a una profondità massima di 25 metri. Un piccolo e suggestivo ponte pedonale di epoca medievale sovrasta l’Orrido e offre un fantastico panorama sul territorio circostante. In cima all’Orrido, si trova la graziosa Chiesa di Sant’Anna, costruita nel 1683, dove viene conservato un antico sacello dedicato alla Madonna di Loreto e un delizioso altare maggiore decorato con colonne in marmo nero e numerose decorazioni.

Torrente Gorzente Un accenno anche alla provincia di Alessandria: il Torrente Gorzente è un piccolo corso d’acqua che scorre a cavallo tra Piemonte e Liguria e confluisce poi nel Torrente Piota. Per gran parte del proprio corso il fiume transita nel Comune di Bosio, in luoghi selvaggi e disabitati che fanno parte del Parco regionale delle Capanne di Marcarolo, dove forma gli splendidi laghi della Lavagnina. Inoltre il fiume oltre ad essere balneabile è anche pescabile.


TURISMO

della Valle d’Aosta (1853), trasformata oggi in museo e pinacoteca. Etroubles, inoltre, offre grandi opportunità a chi ama lo sport e le attività all’aria aperta. La zona è delimitata da un anfiteatro costituito da magnifiche montagne, tra cui il Mont Vélan e il Mont Fallère: gli amanti del trekking possono scegliere tra facili escursioni, lunghe traversate in valloni incontaminati, tratti della Via Francigena o del famigerato endurance trail “Tor Des Géants”, oppure possono partire per itinerari di più giorni, come lo spettacolare Tour du Mont Fallère, giro ad anello che offre una vista spettacolare sui principali 4.000 della Valle d’Aosta. Etroubles si propone come meta ideale per le famiglie alla ricerca della tranquillità e della tipica pace di montagna, ampie zone verdi, parchi gioco, boschi e facili passeggiate fanno da cornice

In vacanza nel Paese più bello del mondo Andiamo in Valle d’Aosta alla scoperta di due gioielli, Saint-Rhémy-en-Bosses ed Etroubles

Colle del Gran San Bernardo

Les Pays du Grand Saint Bernard vi aspettano per una vacanza indimenticabile D

a qui è passato Bonaparte con la sua armata di 40.000 uomini e 5.000 cavalli, 50 cannoni e 8 obici, che lo seguirà nella vittoriosa seconda campagna d’Italia. Da qui sono transitati milioni di pellegrini diretti alla Città Santa, percorrendo quello che è uno dei più famosi cammini religiosi d’Europa, la Via Francigena. Siamo al Colle del Gran San Bernardo, a 2.472 metri di altitudine, una delle più importanti vie di comunicazione attraverso le Alpi fin dai tempi dell’Impero Romano. E’ proprio per ricoverare, assistere e

proteggere i numerosi viaggiatori che, nel 1045, San Bernardo di Mentone fece costruire un Ospizio gestito da una congregazione di canonici regolari. A partire dall’800, si selezionò la razza nota come Cane di San Bernardo; e qui, ancora oggi, si trova un allevamento di questi meravigliosi animali visitabile in estate. Il Colle del Gran San Bernardo è il punto di partenza del nostro itinerario che toccherà i primi due centri che si incontrano sulla strada verso Aosta: SaintRhémy-en-Bosses ed Etroubles.

Passaggio al Malatrà, meta ambita per il panorama mozzafiato

Sci alpinismo nelle Valli del Gran San Bernardo

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o sci alpinismo, in costante crescita, può diventare un prodotto turistico trainante per i territori italosvizzeri delle Valli del Gran San Bernardo. Per questo si è dato vita a un progetto che ha l’obiettivo di far divenire quest’area un punto di riferimento per lo sci alpinismo con la creazione di una vera e propria destinazione nella quale dai neofiti agli sciatori più esperti possono trovare percorsi, servizi e opportunità turistiche. Il progetto prevede 45 itinerari censiti nei due versanti, percorribili da novembre a giugno, con tracciati gps, descrizioni in 5 lingue e immagini/video dedicate, facendo diventare quest’area un territorio Skialp a 360°: una meta “dedicata” alla disciplina dello ski alp e del freeride. A questo proposito è stata predisposta una specifica applicazione per smartphone, “Ski Alp Gran San Bernardo”, realizzata grazie alla partnership informatica/web: gulliver.it/skialp-gsb. Infine, uno dei “simboli” tangibili del progetto è il bivacco Crevacol posizionato in zona strategica con ampia vista a 360° sull’anfiteatro sci alpinistico e dedicato agli stessi scialpinisti.

Saint-Rhémy-en-Bosses Sarà più noto per il pregiato prosciutto, lo Jambon de Bosses DOP, o per l’acqua ferruginosa della fonte di Citrin, che scende dai 1.800 metri e sgorga dalla fontana posta all’inizio del sentiero dell’omonimo vallone? Certo è che il comune di Saint-Rhémyen-Bosses ha più di un motivo per essere famoso. Come, ad esempio, il Castello dei Signori di Bosses: il castello primitivo risale all’XI secolo ma è stato interamente ricostruito nel XV secolo, con la tipica pianta quadrata massiccia delle prime case-forti valdostane; l’interno è stato restaurato ed è visitabile in occasione di mostre ed eventi. Ma i motivi per visitare durante l’estate Saint-Rhémy-enBosses sono molteplici, perché propone un’offerta turistica molto diversificata, in grado di soddisfare gli interessi di coloro che ricercano una vacanza dinamica all’insegna dello sport. Numerosi gli itinerari per escursioni estive a piedi o in mountain bike, con la possibilità di osservare elementi della flora e della fauna che caratterizzano la valle. I più allenati possono percorrere l’Alta Via n° 1 e raggiungere il famoso Col Malatrà, percorrere il Tour des Combins tra Italia e Svizzera, la Via Alpina verso

Jambon de Bosses DOP

alle molte manifestazioni culturali proposte nel periodo estivo. Dai concerti al cinema all’aperto, dalle sagre alle fiere di artigianato locale, tutto è dedicato all’accoglienza ed alla ospitalità senza dimenticare i piaceri della buona tavola dove la Fontina Dop dei nostri alpeggi regala piatti e ricette indimenticabili. Etroubles, il borgo fra arte e natura, vi aspetta! Visita il nuovo sito www.paysdusaintbernard.it

Bosses: la prima dedicata a San Lorenzo e la seconda a San Leonardo, entrambe affrescate dai fratelli Stornone di Ivrea nel XIX secolo. Per la stagione invernale, oltre lo SkiAlp gli amanti dello sci alpino e sci nordico possono trascorrere le loro giornate sfruttando rispettivamente le piste di Crevacol e Flassin. La fontana di Etroubles

Etroubles Classificato tra i borghi più belli d’Italia, più volte premiato dall’associazione Asproflor Comuni Fioriti, Etroubles, che si fregia della Bandiera Arancione del TCI, è l’altro gioiello della valle del Gran San Bernardo,

Etroubles, museo a cielo aperto

il Col Citrin e altre vette quali Col Serena e Col Fenetre solo per citarne alcune. Per i buongustai è d’obbligo la visita al prosciuttificio De Bosses, in cui è possibile trovare il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP. Si tratta di un prosciutto crudo speziato con erbe di montagna che viene stagionato su un letto di fieno d’alpeggio a una quota di 1600 metri per almeno 12 mesi. Una visita la meritano anche le due chiese parrocchiali di Saint-Rhémy e di

suo genere, una galleria d’arte contemporanea permanente allestita fra le antiche stradine del borgo in collaborazione con la prestigiosa Fondation Gianadda di Martigny. Opere di artisti contemporanei di fama internazionale impreziosiscono così gli angoli più suggestivi dell’antico borgo. Merita una visita anche la Centrale Bertin (1904), prima centrale idroelettrica della Valle, che rappresenta un importante esempio di archeologia industriale e prima testimonianza del processo di modernizzazione della Valle del Gran San Bernardo. Altra perla museale da non perdere è la prima Latteria Turnaria

un piccolo villaggio medievale a 1.270 metri di altitudine, circondato da ampi boschi e verdi pascoli. Dal 2005 il piccolo borgo si è trasformato in un affascinante museo a cielo aperto “À Étroubles avant toi sont passés”. Infatti, lungo le stradine in acciottolato, oltre a scoprire angoli pittoreschi con splendidi fontanili e antiche abitazioni con tetti in pietra chiamate lose, si può godere di un percorso artistico unico nel

Eventi e manifestazioni

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icco di eventi e manifestazioni il calendario estivo di questa parte della Valle d’Aosta. Organizzata da Comune, ArtEtroubles e Pro loco di Etroubles, l’estate 2021 prevede, oltre alla presentazione di libri e incontri su tematiche sociali, quattro appuntamenti con la rassegna musicale Avant tout Musique, altrettanti con il Cine Mountain Festival Cervino, e alcune mostre presso l’Antica Latteria. Eventi unici sono, invece, la storica Bataille des Reines, il 25 luglio e la rassegna Artigiani nel borgo il 15 agosto. Da Etroubles, poi, a settembre transiteranno i concorrenti dell’impegnativa gara di trail Tor des Géants, mentre nel mese di ottobre si potrà assistere, in occasione della Festa del pane nero che interessa tutta la Valle, alla sua cottura.


TURISMO TURISMO

Estate sulle montagne di Lombardia Una vacanza o una gita sulle nostre montagne è un’esperienza affascinante tra natura, sport, relax e gusto. E grazie ai tantissimi rifugi si può vivere un’avventura unica.

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grandi spazi delle Alpi, le forme slanciate delle montagne dolomitiche delle Orobie, i dolci rilievi delle Prealpi e dell’Appennino: dai ghiacciai agli ulivi, quanto è varia la montagna lombarda! Un paesaggio sempre diverso che regala infinite possibilità di cimentarsi con attività all’aria aperta di ogni livello, dalle tranquille passeggiate alle escursioni più lunghe, dalle alte vie da rifugio a rifugio alle salite alle cime per sentieri e vie ferrate, fino all’alta quota e ai ghiacciai, autentico “eldorado” degli alpinisti. Le montagne di Lombardia sono l’ideale per chi è alla ricerca di una vacanza verde, tra parchi e riserve naturali che ospitano una flora eccezionale, vaste foreste e tante, tantissime specie animali, dagli stambecchi al gipeto, dalle marmotte all’aquila, fino ai recenti ritorni del lupo e dell’orso. Un’occasione per soggiornare nei villaggi di fondovalle, magari lasciandosi conquistare da cultura e tradizioni, oppure per provare l’esperienza di passare qualche notte nei rifugi, indispensabili punti d’appoggio per vivere davvero la montagna.

Tutti al rifugio, tappa imprescindibile Basi per salite e traversate di più giorni, ma anche punto d’arrivo di itinerari giornalieri, i 173 rifugi di Lombardia offrono anche la possibilità di provare i sapori della buona cucina di montagna. Quasi tutti i rifugi hanno un sito e sono individuabili sul portale Rifugi di Lombardia (www.rifugi. lombardia.it/) e sulla carta “Girarifugi e Alpeggi 2021”, realizzata da Assorifugi, Ersaf

e Regione Lombardia. Originariamente basi degli alpinisti per raggiungere le cime innevate, oggi i rifugi alpini della Lombardia sono frequentati da escursionisti, famiglie e sportivi che in estate amano divertirsi al fresco in alta quota, facendo trekking, mountain bike, arrampicate… Ma anche da chi vuole vivere la montagna come una vera e propria vacanza, rilassante e lontana dalle dimensioni caotiche delle mete tradizionali. Senza dimenticare che nei rifugi è possibile degustare i tanti prodotti tipici lombardi. Tra formaggi prodotti sul

posto e saporiti secondi, zuppe e primi invitanti o ancora irresistibili dolci a base di ingredienti sani e pregiati vini nei quali si sente tutta l’anima della terra d’origine, le montagne della Lombardia vantano grandi risorse enogastronomiche che si esprimono al meglio nelle genuine tavole dei rifugi. Senza dimenticare i numerosi eventi e degustazioni itineranti, organizzate per avvicinare chiunque ai sapori buoni e semplici del territorio.

Oltre la metà dei rifugi lombardi, inoltre, è stato profondamente rinnovato aumentando la qualità delle strutture e riducendo l’impatto ambientale, a seguito delle risorse a disposizioni che hanno superato ampiamente i 5 milioni di euro. Nel contempo si stanno attivando numerose iniziative con il supporto delle Comunità Montane, degli Alpini e del Parco Nazionale dello Stelvio per effettuare interventi di manutenzione

ordinari e straordinari sui sentieri lombardi e finalizzati a garantire la sicurezza e una miglior accessibilità, soprattutto laddove hanno subito gravi danni a seguito del fenomeno naturale “Tempesta Vaia” o dove presentino rilevanze storiche, culturali e naturalistiche.

Girarifugi 2021: cammina, partecipa e vinci! Torna dopo un anno di assenza il concorso “Girarifugi e Alpeggi 2021”, nato con la collaborazione degli operatori e dell’istituzione per valorizzarne l’ospitalità.

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In Regione Lombardia sono 150 le strutture che vi aderiscono, a cui si aggiungono anche 28 alpeggi coinvolti nell’iniziativa. Il concorso è una “scusa” divertente per scoprire i tanti rifugi e le numerose vallate in provincia di Bergamo, Brescia, Lecco, Como e Sondrio. Partecipare al concorso “Girarifugi e Alpeggi” è semplice. Basta essere in possesso della tessera ufficiale, collezionare 25 casette recandosi nei rifugi e alpeggi e facendosi apporre a ogni “tappa” un timbro fedeltà. La tessera è disponibile in tutti i rifugi e gli alpeggi aderenti all’iniziativa, nei punti di informazione turistica (Apt), nei negozi Df Sport Specialist e in ultimo anche sul sito ufficiale dei Rifugi di Lombardia (www. rifugi.lombardia.it/girarifugi) in versione digitale. La tessera è nominativa e va compilata con il proprio nome e cognome. I timbri contrassegnati da 1, 2, 3 casette corrispondono ai punti assegnati in relazione ai tempi di marcia necessari per raggiungere le strutture. Completata la tessera, dal 1° settembre 2021 sarà possibile inviarne la foto sul sito www. rifugi.lombardia.it/girarifugi e scegliere il premio. “I camminatori” più fedeli saranno premiati con buoni pernottamento nei rifugi, prodotti d’alpe e gadget Df Sport Specialist.

contenuti di questa pagina sono stati realizzati grazie alla collaborazione dell’Assessorato agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, guidato attualmente dall’assessore Massimo Sertori, che si occupa di promuovere e sostenere quel patrimonio di natura, tradizioni e culture locali rappresentato dalla montagna lombarda, parte fondamentale dell’identità della nostra regione. Per ulteriori approfondimenti sull’impegno di Regione Lombardia per la valorizzazione della montagna e dei suoi rifugi visitare la sezione dedicata alla Direzione Generale Enti locali, Montagna e Piccoli comuni sul sito www.regione.lombardia.it.


TURISMO

In vacanza nel Paese più bello del mondo

Alla scoperta di un territorio ricco di meraviglie e sorprese con tante attività divertenti per grandi e piccoli

Valle d’Aosta, l’ambiente ideale per una vacanza in famiglia scoprire ogni forma di gioco educativo. Tra piazze e strade, portici e monumenti, oltre 1.500 giochi in scatola si affiancano a enigmistica e modellismo, giochi giganti e cacce al tesoro, giochi di ruolo e videogiochi, giochi di carte e ciclotappo, insieme a molti appuntamenti speciali. È l’occasione per ritrovare il gusto della scoperta e della leggerezza, coniugando la sicurezza e il desiderio di incontro nei grandi spazi aperti del centro città. Tempio Voltiano a Como

boschi e radure che portano, dopo aver risolto alcuni giochi, a un lago di alta quota. Ma percorsi adatti per una gita insieme a tutta la famiglia in Valle d’Aosta non mancano, in alcuni casi percorribili anche con il passeggino. Ad esempio, il percorso naturalistico Ru de Lies parte dalla località Champagne e prevede un sentiero in piano lungo il quale sono posizionati pannelli esplicativi riguardanti la storia, la geografia, la geomorfologia, la flora e la fauna di AnteySaint-André, perfetti per piccoli esploratori curiosi!

Chi viene in Valle d’Aosta è sicuramente un amante della natura. E il modo migliore per apprezzarla, insieme a tutta la famiglia, è quello di cimentarsi in qualche passeggiata tra i monti. Il posto giusto, allora, potrebbe essere Torgnon dove viene organizzata una divertente escursione tra ambienti panoramici dal grande fascino scenografico, tra

Tanti Parchi Avventura

Escursioni alla scoperta della natura

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a Valle d’Aosta in estate è l’ideale per godersi lo spettacolo della natura, il fresco della montagna e sperimentare le attività che offre, perfette per tutte le età. E le famiglie che amano lo sport e le vacanze outdoor, quelle che vogliono scoprire il territorio senza rinunciare a qualche spunto educativo, saranno tutte accontentate. Il posto giusto è

proprio questo! Ecco qualche proposta della Valle d’Aosta a misura di famiglia.

GiocAosta e la città diventa una ludoteca L’appuntamento da non perdere è con giocAosta, l’evento che dal 12 al 15 agosto 2021 trasformerà la città in una grande ludoteca, dove

Le famiglie che amano l’adrenalina non possono rinunciare a visitare uno dei numerosi parchi avventura della Valle d’Aosta, arrampicandosi tra gli alberi, sempre in massima sicurezza. Dal parco avventura “La Borna dou Djouas”, ad Antey-Saint-André, al “Rebel Park” a Bionaz, su un

promontorio a 1.700 m, che lo rende unico per i panorami mozzafiato, oltre che per le sue carrucole tirolesi di 120 m di lunghezza e 30 di altezza e i 32 diversi giochi lungo il percorso. Nella valle del Lys, il Parco Avventura Fontainemore dedica un percorso anche ai più piccoli avventurieri, dai 3 ai 6 anni, oltre a 40 diverse attività sospese, 5 percorsi e 45 giochi, ad altezze e difficoltà differenti, mentre la zip-line permette di attraversare la Valle sorvolando il torrente Lys. Per i più coraggiosi, a Valsavarenche, c’è “Le Gordze du Terré”, un vero e proprio Parco Avventura in Canyon, un percorso mozzafiato della durata di circa 2-3 ore che riunisce in sé le meraviglie di due diverse specialità, il canyoning e l’arrampicata.

Il Parco della Lettura di Morgex Per chi ama la tranquillità e la lettura questo è il posto giusto.

Si tratta di un’area verde accogliente per i visitatori di ogni età, che offre diverse esperienze che coinvolgono bambini e ragazzi insieme alle famiglie con giochi educativi e interattivi per andare a caccia di parole, un misterioso labirinto in cui affrontare sette parole molto rare, il libro del momento e il grande gioco dell’oca con 63 caselle giganti distribuite su ampie dune erbose.

Le fattorie didattiche I bambini, si sa, adorano gli animali. E in Valle d’Aosta alcune aziende agrituristiche sono fattorie didattiche che li conducono alla scoperta della natura, della vita degli animali, delle produzioni tipiche del territorio e delle tradizioni rurali attraverso l’organizzazione di interessanti percorsi didattici e attività pratiche per far vivere a grandi e piccoli la vita della fattoria, almeno per un giorno. Come la fattoria didattica La Reina che, in località Saint-Benin a Pollein, permette ai visitatori di conoscere simpatici animali come asinelli, vitellini, conigli, oltre che provare l’esperienza di diventare allevatori per un giorno, curando la stalla e approfondendo la conoscenza degli animali e la vita nell’azienda zootecnica. Oppure la fattoria didattica La Bim e la Bam e la Bom, a Charvensod, su un promontorio che domina la città di Aosta e le montagne circostanti, che propone ai piccoli visitatori di trascorrere “Una giornata col contadino” scoprendo i lavori quotidiani, dalla semina di fiori e ortaggi fino alla cura degli animali e al pascolo con l’allevatore. Per info: lovevda.it


Con una guida alla scoperta della Dorsale Orobica Lecchese

TURISMO TURISMO

Si tratta di “DOL dei Tre Signori”: dalla stazione ferroviaria di Bergamo fino a Colico (LC) o Morbegno (SO) Pizzo dei Tre Signori

Pizzo di Valcava con il lago di Garlate

lla scoperta della Dorsale Orobica Lecchese con una guida d’eccezione. Si tratta di “DOL dei Tre Signori”, un volume che ha inaugurato la nuova collana di guide escursionistiche “I cammini di Orobie”, un progetto per far conoscere la bellezza e la storia dei territori di tutta la Lombardia realizzato dalla rivista Orobie con l’importante sostegno di Italcementi. «Un fiume di pietra, boschi e prati che scorre alto sopra le nostre teste, raggiunto da sentieri come affluenti che scorrono verso l’alto salendo da vallate ricche di storia e tradizioni: valle San Martino, valle Imagna, Valsassina, valle Taleggio, valle Brembana, val Varrone, valle

Ponte Gisol del Pich lungo la via del Bitto Gerola e Valtellina». Così gli autori della guida “DOL dei Tre Signori” descrivono la Dorsale Orobica Lecchese, un itinerario escursionistico che unisce le province di Bergamo, Sondrio e Lecco ispirandosi a un tracciato millenario, dimenticato per molto tempo fino alla sua riscoperta a metà degli anni Novanta. Il

cammino e i paesaggi della Dorsale Orobica Lecchese costituiscono un patrimonio di grande rilevanza culturale e l’idea è stata quella di creare un vero e proprio brand territoriale, “DOL dei Tre Signori”, per le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, unite appunto dal Pizzo dei Tre Signori, che per secoli ha Laghetto del Pertus

sistema minerario della Val Varrone con quello della Val Gerola. Le 194 pagine ricche di mappe, descrizioni e narrazioni delle varie tappe sono accompagnate dalla carta escursionistica generale, in scala 1:40.000, e dal collegamento tramite codice QR, all’app di Orobie Active, app ufficiale di In-Lombardia, portale della Regione Lombardia per la promozione e valorizzazione del turismo locale.

Al Forte di Bard, tra musica e rievocazioni storiche

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usica, conferenze e la sesta edizione della rievocazione storica Napoleonica nell’estate del Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Tra gli appuntamenti più attesi, il concerto della cantautrice Alice, domenica 22 agosto, che omaggerà il Maestro Franco Battiato e gli Extraliscio, che porteranno al Forte, sabato 14 agosto, il loro tour E’ bello perdersi. Per gli amanti della storia, un’occasione per scoprire la fortezza, calata per l’occasione nelle atmosfere di inizio ‘800, è Napoleonica la rievocazione del passaggio di Napoleone Bonaparte con le sue truppe a Bard, in programma il 31 luglio e il 1° agosto. L’evento sarà animato da decine di rievocatori che daranno vita a scene di vita militare e civile dell’epoca. Due giornate che offriranno al pubblico un’esperienza coinvolgente ed immersiva.

fortedibard.it

© Songda Cai

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il cammino e il trasporto delle merci soprattutto a bergamini e carbonai. Un luogo emblematico della DOL è sicuramente la Bocchetta di Trona, storico crocevia posizionato tra la Valsassina e la Val Gerola. Qui si incontravano due fondamentali vie di comunicazione: la Via del Bitto, che ha rappresentato per secoli la via più breve fra la Valtellina e Milano, e la Strada del Ferro, che saliva da Premana per collegare il

collegato la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e il Cantone dei Grigioni. L’itinerario è raccontato attraverso gli occhi e le parole di Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota, esperti conoscitori e, soprattutto, amanti della montagna. Sette tappe, dalla stazione ferroviaria di Bergamo a Colico (Lecco) o Morbegno (Sondrio), di un trekking che non si esaurisce nelle mappe, ma le anima con descrizioni e racconti sulle bellezze naturali, storiche ed etnografiche della DOL. Rispetto al cammino degli anni Novanta, è stata inserita una variante di accesso da Lecco, che porta dalla città manzoniana al valico della Passata. La partenza dalla stazione ferroviaria di Bergamo è stata fatta per favorire una mobilità sostenibile. Il cammino, superata la Città Bassa di Bergamo, sale in Città Alta all’altura di San Vigilio, grazie a due storiche funicolari, attraversa poi il Parco dei Colli, l’Agro di Almenno e le preziose basiliche romaniche per raggiungere il comune di Roncola e innalzarsi lungo la Dorsale dell’Albenza. La dorsale per millenni non ha separato, ma al contrario ha messo in contatto la Val San Martino e la Valle Imagna. Toponimi come il valico del “Pertüs” o la “Passata” rivelano l’importanza dei collegamenti tra il territorio lecchese, un tempo appartenente al Ducato di Milano, e le valli bergamasche sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. La Forcella di Olino, la Culmine di San Pietro, le piane di Artavaggio e Bobbio collegavano invece la Val Taleggio e la Val Brembana alla Valsassina permettendo

t. +39 0125.833811

Forte di Bard Valle d’aosta 28 maggio / 3 ottobre 2021

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Sulle “alte vie” della Lombardia

ogni versante con itinerari giornalieri in grado di soddisfare tanto l’escursionista quanto l’alpinista. Soltanto percorrendole con questo itinerario di più giorni, però, si può davvero scoprire la magia di queste vette, da cui peraltro si ammirano alcune delle albe e dei tramonti più spettacolari delle nostre montagne, con visioni che abbracciano Monte Rosa, Oberland bernese, Appennino e Prealpi, oltre naturalmente al vicino lago di Como.

E per gli escursionisti più tranquilli

Alcuni suggerimenti per andare alla scoperta dei percorsi più belli e famosi sulle nostre montagne, da un rifugio all’altro per godere panorami indimenticabili

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percorsi da rifugio a rifugio sono quelli che più di ogni altro permettono di vivere appieno la natura, consentendoti di raggiungere le alte vette e abbandonare il superfluo. Sulle montagne lombarde scoprirai la pace e scoprirai la forza che ti trasmettono gli spazi aperti e i panorami indimenticabili. A tal proposito Regione Lombardia ha istituito il Catasto della Rete Escursionistica della Lombardia, per promuovere

Sentiero delle Orobie. Una classica traversata che si snoda lungo la catena forse più popolare e amata della montagna lombarda, ora in ambienti dolci (soprattutto nella prima parte, quella occidentale, a ridosso del Pizzo dei Tre Signori), ora tra scenari decisamente più alpini, come nel tratto che attraversa la Val Seriana, sotto i “3.000” del Coca e del Redorta. Gran finale al cospetto delle forme dolomitiche della Presolana, flora semplicemente meravigliosa.

Adatti a escursionisti esigenti e allenati Sentiero 1, Alta Via dell’Adamello. Un bellissimo itinerario al confine con il Trentino sui monti di granito della Valcamonica, alla scoperta dei ghiacciai più meridionali delle Alpi Retiche; il percorso, che a volte corre lungo le impressionanti vestigia della Grande Guerra,

Via Del Sale, dalla Lombardia al mare. Breve percorso di eccezionale valore storico, consigliabile in primavera e in autunno; soltanto un tratto di questo bellissimo percorso che collega la pianura al mare della Liguria si svolge in Lombardia, ma è forse il modo migliore per conoscere una catena di montagne straordinaria per vegetazione, atmosfera e borghi antichissimi, che molti lombardi conoscono ben poco: l’Appennino pavese. Altri sentieri per il trekking o itinerari per la mountainbike Sono tantissimi i percorsi per scoprire la Lombardia in modo lento, assaporando ogni attimo. Da oggi puoi trovare ispirazione nella nuova sezione “Itinerari” del portale turistico regionale in-lombardia.it con le descrizioni dei percorsi

regala bellissimi scorci di alta montagna ma anche vasti panorami che si spingono sino al lago d’Iseo e ai monti del Garda. Sentiero Roma. Ancora alta montagna, e ancora granito, ma questa volta al cospetto di alcune delle celebri vette che hanno fatto la storia dell’alpinismo, come Cengalo, Badile e Disgrazia. Tratti attrezzati, neve, molti passaggi su roccia ne fanno l’alta via più impegnativa della Lombardia, Via dei monti Lariani. L’incanto della sponda occidentale del Lago di Como attraverso un lungo sentiero alto che tocca alpeggi, borghi e un’infinita successione di spettacolari punti panoramici, noti e meno noti. Nelle tappe più a nord, nell’alto Lario, si gode anche di una solitudine e di una wilderness di ritorno in grado di sorprendere anche gli escursionisti più smaliziati. Fattibile anche – o soprattutto – in autunno e primavera.

la conoscenza del patrimonio ambientale, paesaggistico e storico-culturale lombardo, che a breve sarà arricchito da una sezione speciale per i sentieri storici di montagna e da un registro delle strade storiche di montagna. Insomma, 13.000 km di sentieri da scoprire e percorrere, consultabili anche in 3D su www.cartografia.servizirl.it/rel/ Si consiglia prima di affrontare un sentiero di acquisire tutte le informazioni per percorrerlo in sicurezza e di valutare con attenzione la propria conoscenza della montagna e la propria preparazione fisica. Ecco alcuni suggerimenti per scoprire i percorsi più belli e famosi.

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ma che ambiente! Giro del Confinale. Magnifico percorso, conduce senza grandi difficoltà nel cuore del settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio e consente di ammirare le vette più alte e i ghiacciai più spettacolari del gruppo dell’Ortles - Cevedale, con visioni indimenticabili sul Gran Zebrù e sul grandioso Ghiacciaio dei Forni. Alta Via della Valmalenco. Un percorso ora dolcissimo, ora impervio che conduce alla scoperta dei tre massicci della valle: Scalino, Disgrazia e – soprattutto – della cima più alta di Lombardia e di tutte le Alpi centrali, sua maestà il Bernina, unico “4.000” della nostra regione. Scorci sensazionali sui ghiacciai alternati a vallate verdissime: spettacolare! Traversata delle Grigne. Palestra di roccia di tutti gli alpinisti lombardi, montagne dolomitiche ricche di angoli di interesse naturalistico eccezionale, le Grigne vengono salite da

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e delle loro caratteristiche tecniche, i tracciati .gpx e il racconto dei principali punti di interesse visitabili lungo il tracciato, nonché le strutture ricettive presenti, gli eventi in corso durante il periodo selezionato unitamente alle attività fruibili lungo il percorso. Scegli il tuo prossimo itinerario su: in-lombardia.it Per scoprire l’ospitalità nei Rifugi di Lombardia: rifugi.lombardia.it

contenuti di questa pagina sono stati realizzati grazie alla collaborazione dell’Assessorato agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, guidato attualmente dall’assessore Massimo Sertori, che si occupa di promuovere e sostenere quel patrimonio di natura, tradizioni e culture locali rappresentato dalla montagna lombarda, parte fondamentale dell’identità della nostra regione. Per ulteriori approfondimenti sull’impegno di Regione Lombardia per la valorizzazione della montagna e dei suoi rifugi visitare la sezione dedicata alla Direzione Generale Enti locali, Montagna e Piccoli comuni sul sito www.regione.lombardia.it.


Una montagna ricca di eventi

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Dalla “Musica in Quota” di Stresa (NO) alle “Magiche notti” di Aviatico (BG), alla scoperta delle stelle, fino ai “Sentieri d’arte 2021” di Cortina d’Ampezzo (BL) Varaita ai piedi del Monviso, sabato 4 settembre va in scena “The Legend”, un tributo al grande maestro Ennio Morricone. Sarà l’occasione per compiere un incredibile viaggio fra le musiche e le atmosfere nate dal talento del grande compositore italiano ascoltando le melodie di Mission, di C’era una volta il West o di Nuovo Cinema Paradiso. A proporle sarà la la The Ensemble Symphony Orchestra e il coro de I Polifonici del Marchesato diretti dal maestro Giacomo Loprieno. A Ponte di Legno (BS), infine, in località Valbiolo, al Passo Tonale, il 29 agosto va in scena l’ultimo spettacolo del Water Music Festival che si è svolto in alcuni dei luoghi più scenografici di questo territorio, inserito tra il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco dell’Adamello ed il Parco Naturale Adamello Brenta. Qui sono state installate delle passerelle galleggianti dove si esibiranno gli Spirabilia, un quintetto che proporrà un programma che ripercorre la storia del cinema, con l’esecuzione di alcune tra le più famose colonne sonore che sicuramente riconoscerete.

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a montagna non è solo trekking e arrampicate o salite/discese in mountain bike. Chi ama la montagna sa che non mancano le occasioni per seguire eventi musicali o teatrali, sagre, in particolare enogastronomiche, e mostre. Perché la vacanza in montagna è un’immersione totale che prevede anche singolari spettacoli e manifestazioni di vario genere. Vale così anche per questo fine estate. Eccovi, allora, un breve elenco di eventi in montagna a cui potrete partecipare.

Tanta musica Da quindici anni sulle montagne dell’Alto Piemonte risuonano le note di “Musica in Quota”, una rassegna ricca di imperdibili appuntamenti musicali ospitati in sedi naturali dal grande fascino,

Arte protagonista Ponte Gisol del Pich lungo la via del Bitto Brunello, lunedì 30 agosto, alle ad altitudini comprese ore 6.30, l’Ensemble di Solisti tra i 1.000 e i 2.200 metri. dell’Orchestra Senzaspine si Quest’anno sono stati una esibirà, su un verde pianoro dozzina gli appuntamenti che affacciato sul Lago Maggiore si sono succeduti da giugno in località Campino (Stresa), a questa parte, in grado di in un saluto musicale all’alba. accontentare gli amanti delle Il gran finale è in programma sette note e della montagna, domenica 5 settembre all’Alpe grazie all’abbinata vincente tra Pian di Boit a Miazzina (VB) escursionismo ed esibizioni con la performance del live. I due eventi finali sono da Quartetto d’OC. segnalare: grazie alla sinergia A Busca (CN), comune nata con Stresa Festival e il suo dell’Unione Montana Valle nuovo direttore artistico Mario

Gli scultori gardenesi saranno i protagonisti di “Unika”, la rassegna che si terrà a Ortisei (BZ) dal 2 al 5 settembre 2021. I visitatori potranno ammirare direttamente gli scultori all’opera, mentre realizzano le loro opere in legno. Gli artisti sono tutti componenti del gruppo “Unika”, un’associazione che si prefissa di mantenere e far rivivere le tradizioni artistiche degli artigiani della valle, siano essi scultori di legno, di ornamenti

o doratori. Arte protagonista anche a Cortina d’Ampezzo (BL). Non per nulla si chiama “Sentieri d’arte 2021” la rassegna artistica che si svolge tra le Dolomiti di questa zona. Lungo il sentiero Pian de ra Spines è possibile ammirare un allestimento di opere artistiche in un contesto naturale che vuole accompagnare lo spettatore in un percorso sensoriale. Il nome della mostra d’arte pubblica è “Pupille” ed ogni opera è ispirata alle numerose narrazioni fantastiche ambientate nelle Dolomiti e realizzata appositamente per essere collocate nei boschi di Cortina.

del luogo che si tramandano da generazione a generazione. È invece tempo di transumanza a Pont Canavese (TO), comune posto alla biforcazione tra la valle dell’Orco e la valle Soana. A settembre si festeggia, infatti, il rientro delle mandrie dagli alpeggi con un fitto calendario di appuntamenti che farà da cornice al passaggio delle mandrie in centro paese.

E tanto altro

Non mancano le tradizioni Nel week end del 18-19 settembre la Valmalenco torna a festeggiare il ritorno dagli alpeggi dei “bacàn”, i guardiani del bestiame che lasciano i paesi a inizio estate e per tre mesi vivono in solitudine sugli alpeggi con le loro mandrie. Due giornate di festa e di gioia per tutti, dove conoscere le persone che con passione si dedicano a questa vita. A Chiareggio ma anche nel resto della Valmalenco sono numerosi gli appuntamenti previsti per celebrare al meglio la 21ª edizione della Festa dell’Alpeggio, in primis la degustazioni di formaggi, prodotti caseari e altre tipicità del territorio, così come scoprire e vivere le tradizioni

Domenica 29 agosto è in programma l’ultimo appuntamento di “Magiche notti”, iniziativa dell’Osservatorio Astronomico delle Prealpi Orobiche di Ganda, frazione di Aviatico (BG). Si tratta di un’esperienza indimenticabile con il team del Circolo Astrofili che descriverà il cielo attraverso l’osservazione con il telescopio da 500mm posto in cupola. Augurandoci che il meteo sia clemente. Sabato 28 e domenica 29 agosto cono le ultime date per un’escursione straordinaria alla miniera della Bagnada nel comune di Lanzada (SO) in Valmalenco, là dove per decine di anni si è estratto il talco, fino al 1987 quando si esaurì il giacimento. Nelle ampie gallerie dalle pareti bianchissime, si andrà alla scoperta del duro lavoro del minatore. L’iscrizione è obbligatoria contattando il comune di Lanzada 0342 453243 oppure il Consorzio Turistico 0342 451150.

La tua vacanza indimenticabile a un’ora da Milano e a due passi dai più bei sentieri delle Orobie e dal Lago d’Iseo. Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, grazie alla posizione strategica ai piedi della Presolana e a trenta minuti da Montisola e dalla città di Bergamo, Clusone è il luogo perfetto in cui trascorrere un soggiorno di relax e divertimento. Arte e cultura, storia e natura e attività per bambini renderanno la tua vacanza clusonese un’esperienza unica!

BERGAMO • ITALY

photo: Matteo Zanga

www.visitclusone.it #VisitClusone


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TURISMO

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In vacanza nel Paese più bello del mondo

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Bobbio

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Borgo medievale di Corenno Plinio

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L’Orrido di Bellano

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Varenna, Castello di Vezio

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Castello di Cassano d’Adda

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Milano, Basilica di Sant’ Eustorgio

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Castello di sant’Angelo Lodigiano

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Chiavenna , Collegiata di San Lorenzo

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Abbazia di San Colombano, a Bobbio

Il lungo cammino di San Colombano

Il monaco “patrono d’Europa”

Dal confine con lo svizzero Canton Grigioni fino a Bobbio

Accanto al santo patrono “ufficiale”, San Benedetto da Norcia, fondatore del monachesimo occidentale, sicuramente non sfigura San Colombano. Fu il primo, in un suo scritto, a esprimere il concetto di Europa come singola entità, unita dalle comuni radici cristiane e che superava le individuali barriere etniche e culturali. E poi il suo viaggio, iniziato nel 590, dall’Irlanda all’Italia, passando per Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera e Austria, è tanto simbolico quanto realisticamente segno di unificazione di quella che sarà l’Europa. Nei trent’anni in cui si mosse con una dozzina di monaci tra Bangor, nel nord dell’Irlanda, a Bobbio ha fondato ovunque comunità e monasteri, come le grandi abbazie di Annegray e di Luxeuil in Francia, o le comunità di Bregenz in Austria e di Rorschach in Svizzera. Colombano morì nel 615 a Bobbio e i suoi resti mortali sono custoditi nella cripta della Basilica dell’Abbazia e migliaia di persone ogni anno vi si recano per venerarne la memoria.

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ol “bordone” del viandante medievale o con i classici bastoncini da nordic walking, vi portiamo su uno dei percorsi che negli ultimi anni sta riscuotendo particolare successo tra i moderni pellegrini: il Cammino di San Colombano. E’ l’insieme delle località via via toccate dal monaco irlandese durante tutta la sua vita, così come scrive il monaco Giona di Susa nella “Vita Columbani” del VII secolo: partì nel 591 da Bangor, nel nord dell’Irlanda, con 12 discepoli, e raggiunse Bobbio nel 614, passando per Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera e Austria. Qui, sull’Appennino piacentino, fondò la sua ultima abbazia: nella cripta della basilica sono custoditi i suoi resti mortali. Il Cammino di San Colombano in territorio italiano è lungo 325 km e diviso in 18 tappe, 10 dal confine svizzero fino a Milano (189 km) e 8 da Milano fino a Bobbio (136 km). Per queste ultime, da Milano (Basilica Sant’Eustorgio) a Bobbio, è possibile far timbrare la credenziale a ogni tappa dell’itinerario e, una volta giunti alla tomba del Santo, ricevere il Testimonium. E’ evidente che le motivazioni spirituali e religiose sono fondamentali nel percorrere questo cammino. Ma ad esse vogliamo aggiungere le importanti attrattive dal punto di vista ambientale, paesaggistico, culturale, musicale, artigianale ed enogastronomico che si incontrano lungo il percorso. Partiamo!

Da Castasegna a Lecco San Colombano e i suoi discepoli entrarono in Italia scendendo dalla svizzera Val Bregaglia. Partiamo da lì, a poche decine di metri dal confine di stato, e seguiamo i cartelli marroni che indicano la ciclo-pedonale N6. Siamo già in una zona paesaggisticamente molto bella e a poca distanza dal percorso si incontrano luoghi degni di nota (e di visita): ci riferiamo alla cascata dell’Acqua Fraggia nella frazione di Borgonovo, comunque ben visibile anche da lontano, e al prestigioso palazzo cinquecentesco Vertemate-Franchi a Piuro. Siamo ormai a Chiavenna e sono diversi i luoghi di questa cittadina

che dà il nome alla valle meritevoli di una visita: in particolare la Collegiata di San Lorenzo, il principale edificio religioso della città, con il Museo del tesoro che custodisce la “Pace di Chiavenna”, una bellissima copertina di evangeliario costituito da piccoli mosaici, rosoncini, perle e gemme, straordinario esempio di oreficeria medievale. E se volete farvi una bella foto o un selfie, il punto giusto è sul ponte che passa nel centro storico sopra il fiume Mera. Si segue poi proprio il corso destro del fiume dirigendosi verso Mese e poi Gordona. Dopo il paese merita una sosta la cascata della Boggia, anche se lo spettacolo a cui devono aver assistito San Colombano e i suoi è sicuramente più straordinario di quello odierno, visto che qualche anno fa è stata costruita una centrale elettrica che sfrutta le acque del torrente. A San Pietro si attraversa il Mera e si scende dalla sponda sinistra, poi

si fiancheggia il Lago di Novate Mezzola e si attraversa, quindi, la Riserva del Pian di Spagna, dove si vedono le 40 antenne ricetrasmittenti e 20 riceventi del Centro Spaziale del Lario. Prima di arrivare a Colico e di abbandonare la Valchiavenna, da una parte speriamo vi siate ricordati di assaggiare e, magari, di mettere nello zaino, una di quelle bresaole che solo qui sanno produrre, dall’altra vi consigliamo la visita di due costruzioni militari che sorgono a fianco del Cammino: il Forte di Fuentes sulla collina di Monteggiolo, un edificio militare spagnolo del 1600 di cui si conservano parecchi resti nonostante la distruzione, nel 1796, da parte delle truppe napoleoniche; e, poco più avanti, il Forte Montecchio Nord, la fortezza della Prima Guerra Mondiale meglio conservata in Europa che, dalla sua posizione dominante, offre un panorama unico e

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suggestivo del Lago di Como. Una volta a Colico, punta nord del Lago di Como, si imbocca, all’altezza del Santuario della Madonna di Valpozzo, quello che è chiamato Sentiero del Viandante e che verrà seguito fino a Lecco con straordinarie vedute sul Lario che vi resteranno impresse nella memoria per tutta la vita. Scendendo lungo le sponde del lago, merita sicuramente una sosta il borgo medievale di Corenno Plinio, con i suoi mille gradini scavati nella roccia che lo rendono assolutamente caratteristico e il castello con la cinta e due torri merlate che vi faranno fare un favoloso tuffo nel passato. Imperdibile, poi, la visita dell’Orrido di Bellano, recentemente ampliato. Si tratta di un percorso che lascia davvero stupiti i visitatori di questa gola naturale formatasi 15 milioni di anni: un viaggio su suggestive passerelle ancorate alla parete rocciosa, davanti a cascate mozzafiato, sopra ponticelli che guardano su grandi marmitte con le acque dai colori sempre diversi in base alla presenza o meno della luce del sole, in mezzo al silenzio interrotto solo dal rumore, a volte sarebbe meglio dire dalla “musica”, generato dall’acqua del Pioverna che scorre impetuoso tra le rocce. A Varenna suggeriamo due soste: una, praticamente quasi sul percorso, al Castello di Vezio a picco sopra l’abitato, antico avamposto militare di origine basso medioevale eretto a difesa e controllo del lago, l’altra, anche se bisogna scendere in paese, alle due magnifiche dimore Villa Cipressi e Villa Monastero, coi loro giardini botanici fronte lago che offrono viste incantevoli e singolari. Passando poi da Lierna, si dia uno sguardo al campanile romanico della chiesa di Sant’Ambrogio, uno dei più antichi della Lombardia, mentre a Mandello del Lario non perdetevi la chiesa di San Giorgio, un prezioso gioiello dell’arte romanica con un ciclo di affreschi del tardo Quattrocento che


Lungo le sponde del fiume Adda

Villa di Chiavenna

Verceia

Piantedo Dervio

Lierna

LECCO

Calco

Vaprio d’Adda

Gorgonzola

MILANO

Melegnano

Sant’Angelo Lodigiano San Colombano al Lambro

Sant’Imento

Pieve di Verdeto Travo Mezzano Scotti

BOBBIO

IL PERCORSO

è ricordato con una statua in bronzo alta quattro metri. A Imbersago, si può anche provare la traversata dell’Adda sul traghetto di Leonardo che sfrutta la corrente del fiume per muoversi, mentre a Paderno tutti con lo sguardo all’insù ad ammirare un capolavoro dell’archeologia industriale italiana, il Ponte San Michele, un ponte ad arco in ferro, a traffico misto ferroviario-stradale, lungo 266 metri e ad una altezza di 85 metri al di sopra del livello del fiume Adda. Poco più avanti, prima del Santuario della Madonna della Rocchetta, doverosa sosta per una foto: infatti, si passa accanto al caratteristico rilievo dei Tre Corni, rappresentato nei disegni di Leonardo da Vinci e che si riconosce nello sfondo della “Vergine delle Rocce”, dipinto in duplice

Attraversato lo storico Ponte Azzone Visconti si segue la sponda destra del fiume Adda, prima imboccando la “ciclopedonale dei laghi di Garlate e Olginate” e poi la “ciclabile fiume Adda” praticamente fino a Vaprio d’Adda. Tante le soste consigliate prima di arrivare lì. Innanzitutto si dia uno sguardo al Castello di Brivio che domina ancora il paese con la sua struttura a pianta quadrata, prima di giungere alla Chiesa di San Gottardo e San Colombano, ad Arlate, sorta sui resti di un antico edificio fondato dai monaci di Bobbio: la fermata è chiaramente d’obbligo. Subito dopo si incrocia il santuario della Madonna del Bosco, tanto caro a san Papa Giovanni XXIII, che qui

Chiavenna

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ornano gran parte delle pareti della navata, l’arco trionfale e il presbiterio. Ricordiamo, per gli amanti delle due ruote, che siete nella patria della Moto Guzzi, l’aquila che vola, la quale ospita un museo dedicato alle sue produzioni. Siamo ormai a Lecco, città ricca di storia e monumenti con un piacevolissimo lungolago, e patria di Alessandro Manzoni: si può visitare la sua casa, oppure farsi guidare, magari dal lago, ai luoghi dei Promessi Sposi.

copia custodito uno al Louvre di Parigi e l’altro alla National Gallery di Londra. Poi, sempre lungo l’Adda, ci sono altri esempi dell’archeologia industriale italiana, come le centrali elettriche Bettini a Porto d’Adda, Esterle a Cornate e Taccani a Trezzo sull’Adda. Qui è consigliata la visita al castello di epoca viscontea, uno dei più importanti del Milanese, più volte distrutto o incendiato ma sempre ricostruito: dalla sua torre quadrata, alta 42 metri, si gode un panorama unico sul fiume Adda. Più o meno all’altezza del Santuario della Divina Maternità di Concesa si imbocca il sentiero lungo il Naviglio della Martesana e, dopo aver ammirato, dall’altra parte dell’Adda, il Villaggio di Crespi d’Adda, Patrimonio dell’Unesco, si giunge a Vaprio d’Adda dove, una volta superata la Casa del Custode delle Acque, storica costruzione ora sede dell’Ecomuseo Adda di Leonardo, si trova l’antica chiesa di San Colombano restaurata nel 2019 ed eretta su un tempio più antico, che la tradizione vorrebbe fondato dallo stesso San Colombano attorno al 612. A Cassano d’Adda, dove si abbandona il fiume per seguire il Naviglio Martesana in direzione Milano, si segnala lo storico Castello Visconteo e la stupenda Villa Borromeo, tra le più suggestive del panorama architettonico locale, edificata a metà Settecento e dotata di 142 stanze per un totale di 5.000 metri quadrati e di un parco di 7 ettari. Da qui a Milano si incontrano anche altre pregevoli dimore, come Villa Vitali a Inzago o Villa Alari a Cernusco.

Con la benedizione di Sant’Eustorgio fino alla meta È evidente che sul capoluogo lombardo potremmo riempire pagine, ma ci limitiamo al punto di arrivo e partenza della tappa del Cammino di San Colombano: la Basilica di Sant’Eustorgio dove il santo portò le reliquie dei

la Madonna della Buonanotte di Bernardino Luini, e via in aperta campagna. Qualche chilometro dopo, sosta a un’altra abbazia, quella di Viboldone, nel comune di San Giuliano Milanese, che presenta straordinari affreschi, opere di Scuola giottesca. A Melegnano si passa vicini alla basilica minore di San Giovanni Battista, che conserva

Abate e Francesca Cabrini e la casa natale di questa religiosa e missionaria fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, che a Sant’Angelo Lodigiano nacque nel 1850. Superato il fiume Lambro si prende l’antica Via Francigena e a Corte Sant’Andrea ci si imbarca per il guado del fiume Po, al “Transitum Padi”. La nostra meta è sempre più vicina. In questi ultimi chilometri possono meritare una visita il Castello di Calendasco, un imponente maniero difensivo voluto nell’XI secolo dal vescovo conte di Piacenza, l’antica Pieve di Verdeto, risalente all’epoca romanicogotica, i resti del castello di Montecanino e quelli di Monteventano e Monticello. Di rilievo a Bobbiano ci sono il quattrocentesco oratorio di Sant’Anna, che presenta anche un dipinto raffigurante San Colombano, e la possente Torre medievale posta su uno

una splendida pala d’altare su tavola che rappresenta “Il battesimo di Cristo” firmato dal Bergognone e davanti al castello di origini trecentesche che presenta una serie di cicli pittorici risalenti al Cinquecento. Pausa a Lodi Vecchio per una visita alla Basilica dei XII Apostoli alla cui consacrazione erano presenti Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, e San Felice, vescovo di Como; poi si riprende per Sant’Angelo Lodigiano dove meritano una visita il castello visconteo, voluto per assicurarsi il controllo del fiume Lambro, la basilica dei santi Antonio

sperone roccioso al centro della conca di Chiosi. Ed eccoci a Bobbio col suo centro storico che ha saputo mantenere le caratteristiche del borgo medievale. Si entra in città passando sul Ponte Vecchio o Ponte del Diavolo, un ponte in pietra romanico che attraversa il fiume Trebbia con 11 arcate irregolari, simbolo di Bobbio. Il nostro viaggio si conclude all’Abbazia di San Colombano, uno dei più importanti centri monastici d’Europa, l’ultimo fondato in Italia dal monaco irlandese nel 614. Il sarcofago di San Colombano è conservato nella cripta della basilica.

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Magi ricevute direttamente dall’imperatore Costante I. La chiesa è ricca di opere d’arte come la Cappella Portinari, con lo straordinario ciclo di affreschi, con episodi della vita del Santo e della Vergine, di Vincenzo Foppa, l’arca di san Pietro martire, capolavoro di Giovanni di Balduccio, e gli altrettanto rilevanti monumenti funebri a Giacomo Brivio e a Pietro Torelli. Si riparte fiancheggiando le antiche mura spagnole in direzione Chiaravalle. Sosta all’abbazia, uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, che conserva preziose opere d’arte come

Il Cammino di San Colombano in territorio italiano è lungo 325 km e diviso in 18 tappe, 10 dal confine svizzero fino a Milano (189 km) e 8 da Milano fino a Bobbio (136 km). Tappa 1 - Da Villa di Chiavenna a Chiavenna: 13 km Tappa 2 - Da Chiavenna a Verceia: 26 Km Tappa 3 - Da Verceia a Piantedo: 15 Km Tappa 4 - Da Piantedo a Dervio: 12 Km Tappa 5 - Da Dervio a Lierna: 22 Km Tappa 6 - Da Lierna a Lecco: 12 Km Tappa 7 - Da Lecco a Calco (fraz. Arlate): 23 Km Tappa 8 - Da Calco a Vaprio d’Adda: 25 Km Tappa 9 - Da Vaprio d’Adda a Gorgonzola: 21 Km Tappa 10 - Da Gorgonzola a Milano: 22 Km Tappa 11 - Da Milano (Sant’Eustorgio) a Melegnano: 20 Km Tappa 12 - Da Melegnano a Sant’Angelo Lodigiano: 25 Km Tappa 13 - Da Sant’Angelo Lodigiano a San Colombano al Lambro: 12 Km Tappa 14 - Da San Colombano al Lambro a Sant’Imento: 15 Km Tappa 15 - Da Sant’Imento a Pieve di Verdeto: 19 Km Tappa 16 - Da Pieve di Verdeto a Travo: 20 Km Tappa 17 - Da Travo a Mezzano Scotti: 16 Km Tappa 18 - Da Mezzano Scotti a Bobbio: 9 Km

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Sulle orme del Viandante

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Lungo il Sentiero che collega Lecco a Colico e prosegue fino a Morbegno

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l Sentiero del Viandante è un percorso a mezza costa che corre lungo la sponda orientale del Lago di Como, unendo Lecco e Colico, toccando tutti i comuni della riviera; prosegue poi verso la Valtellina grazie ad una rete di sentieri. L’intero tragitto, scandito dalle tipiche frecce color arancione, misura circa 75 km e può essere percorso per intero o a tappe, grazie alla presenza delle stazioni ferroviarie presenti in ciascun comune o agli attracchi dei battelli e aliscafi della navigazione del Lario. Splendidi panorami a contatto con la natura, agglomerati di case rustiche in pietra e ruderi di antichi mulini, castelli e fortificazioni, cappelle e chiesette, terrazzamenti di vite e olivo, straordinario connubio tra attività umana e natura, tra arte e cultura, oltre che all’ottimo stato di conservazione e manutenzione hanno portato al riconoscimento di questo percorso da parte del Touring Club Italiano come primo cammino italiano certificato dall’ente. Il Sentiero del Viandante non ricalca una antica via, ma è il frutto dell’unione di alcuni

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permette di oltrepassare la SS 36 e la ferrovia per scendere ad Abbadia Lariana, cittadina nota per il Civico Museo Setificio Monti. L’escursione si svolge inizialmente attraversando prati e uliveti con vista sulla Grignetta e continua verso Mandello del Lario, dove si incontrano

edifici storici e di culto come la Chiesa di San Giorgio e la Torre di Maggiana (detta del “Barbarossa”). Passando per le frazioni di Rongio e Somana si prosegue sopra l’abitato di Olcio che però si può ammirare solo dall’alto. La mulattiera giunge infine a Lierna, borgo lacustre noto per

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il suo castello di Riva Bianca. Qui, il percorso originale prende quota e sale verso la Val d’Esino, raggiungendo Esino Lario, comune immerso nel Parco Regionale della Grigne, passando dall’abitato di Ortanella. A questo impegnativo tratto si affianca una variante meno faticosa

che costeggia il lago e passa da Fiumelatte, torrente noto per la brevità del suo corso, permettendo anche una sosta a Varenna per la visita della sua famosa Villa Monastero. Una volta giunti al promontorio di Vezio, dominato dall’antico avamposto militare oggi noto come Castello di Vezio,

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tracciati che nel passato univano i paesi della sponda lecchese del lago e che a loro volta facevano parte di un sistema più ampio di vie di collegamento da Milano ai passi alpini. Il nome “Sentiero del Viandante” è di recente invenzione ed è riconducibile al recupero e al ripristino dei vari tratti del percorso da parte dell’Azienda di promozione turistica del Lecchese. Il percorso originale iniziava dalla chiesetta di San Martino nel Comune di Abbadia Lariana, ma recentemente è stata ripristinata e inaugurata la tratta Lecco – Abbadia con partenza dalla località Le Caviate a Lecco. La nuova tratta prosegue alle pendici del monte San Martino fino alla nuova scala metallica che

La vista dal Sentiero del Viandante I cartelli che indicano il percorso La torre di Fontanedo a Colico Il borgo medievale di Corenno Plinio La vista sul Lago di Como da Ortanella L’Abbazia di Vallate nella frazione di Piagno (Cosio Valtellino)

chiesa di San Quirico con il campanile in stile romanico, si prosegue per la fonte delle Lavine per poi imboccare una ripida mulattiera gradonata che porta all’abitato di Castello con la torre medievale di Orezia e la chiesetta di San Leonardo. Il Sentiero continua poi verso Corenno Plinio, borgo medievale noto per il suo maestoso castello e la chiesa di San Tommaso di Canterbury. Giunti nel territorio comunale di Dorio si sale verso l’abitato di Panico dove è possibile ammirare la Chiesa di San Giorgio, vecchia parrocchiale di Dorio. Il percorso sale nuovamente verso Mandonìco: caratteristico nucleo di case abbandonate in grezza pietra locale. La mulattiera raggiunge poi la chiesetta di San Rocco posta su un promontorio con vista panoramica sul lago. Fra i boschi si raggiunge poi il Monte Perdonasco e, superando la Val di Voh, si arriva al Monte Sparesee. Con una carrozzabile si raggiunge Posallo di Colico, per poi

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si attraversa il Comune di Perledo con le sue caratteristiche frazioni: Regolo, Gittana e Cestaglia e si scende gradualmente in direzione di Bellano. Superata la cappelletta della Madonna Addolorata in località Rivalba si prosegue fino ad attraversare il ponte romano a scavalco sull’Orrido di Bellano, gola naturale scavata dalle acque del torrente Pioverna, e si giunge sotto il portico della chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano. Il cammino guadagna di nuovo quota grazie ad una ripida mulattiera che raggiungere il Santuario della Madonna delle Lacrime di Lezzeno. Dopo le frazioni di Pendaglio ed Oro la mulattiera passa il ponte sulla Val Grande per giungere a Dervio. Arrivati all’antica

proseguire verso la Chiesa di San Rocco e la Torre di Fontanedo, torre medievale alle pendici del Monte Legnone. Superato l’abitato di Colico si prosegue quindi fino a Piantedo dove il percorso originale termina nei pressi del Santuario della Madonna di Val Pozzo. Dal Santuario il Sentiero continua sulla sponda orobica della bassa Valtellina tra i boschi di castagni dei comuni di Piantedo, Delebio, Andalo Valtellino, Rogolo, Cosio Valtellino (dove si incontrano le rovine dell’antica Abbazia romanica di San Pietro in Vallate) per poi salire verso l’abitato di Sacco nella Valle del Bitto e successivamente scendere verso Morbegno, dove il Sentiero termina nei pressi della stazione ferroviaria.


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