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MONZA GP 97
GP D’ITALIA FORMULA 1 | 4 / 6 settembre 2026
Kimi + Ferrari... è festa! Monza attendeva da decenni un Gran Premio all’insegna del tricolore
6X6=F1 2026 Sei firme rispondono su questa F1
25 ANNI DI SPECIALE Un quarto di secolo raccontato da noi
I PERSONAGGI Bruno, Sangiorgio, Pirro e Colombo
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2026
MONZAGP
Presentazione
È già una festa/L’Italia da corsa ha tutto per scrivere una grande storia
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ra la sempre attesa Ferrari e la bellissima novità di Andrea Kimi Antonelli leader del Mondiale, Monza 2026 si prefigura come un evento che può fare la storia, il più atteso che arriva a venticinque anni dal primo Speciale da noi redatto nel 2001. Questa ricorrenza ci ha permesso letteralmente di rileggere quali erano le attese in questo quarto di secolo marchiato Gran Premio d’Italia. Come nei precedenti anche in questo la parte del leone è la presentazione dei ventidue protagonisti del gran premio, a cui segue un breve spazio sulle altre corse di questo fine settimana. In questo ambito ci ha fatto molto piacere farci raccontare dalla voce di una nostra ex collaboratrice, Sara Colombo, cosa vuol dire lavorare nel mondo delle gare di contorno. Un’altra voce interessante, più tecnica, è quella dell’ingegner Giancarlo Bruno che spiega in modo semplice questa Formula 1 così cervellotica. A seguire, in un particolare gioco di domande uguali per tutti, sono sei i professionisti del giornalismo di casa nostra chiamati a dirci il loro pensiero. All’interno trovate due interviste a due addetti ai lavori diversi fra loro, entrambe piene di considerazioni interessanti. I personaggi in questione sono Emanuele Pirro, che il Gran Premio d’Italia l’ha corso, e Mara Sangiorgio, che il Gran Premio d’Italia lo racconta in diretta su Sky, Per la storia abbiamo pensato di rivivere tutte quelle volte, poche purtroppo, in cui un nostro portacolori è stato in testa al Mondiale. Poi c’è il ricordo dell’edizione di cinquant’anni fa esatti, un gran premio che ha contribuito a scrivere il mito di Niki Lauda, e a seguire il traguardo dei 1.000 gran premi iridati che pochi mesi fa la McLaren ha tagliato in Formula 1. Dal passato al futuro con un articolo che anticipa cosa verrà realizzato nei prossimi mesi per migliorare ancor di più l’Autodromo Nazionale. Restando in ambito monzese accenniamo cosa ci attende nei vari Fuori GP dei comuni limitrofi e infine una novità simpatica per giocare con noi: trenta quiz e relativi punteggi sulla storia del Gran Premio d’Italia. Per cui buona lettura e, vale anche per voi, vinca il migliore.
Il punto
2
Tutti i piloti
4
Le classifiche
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Il programma
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Le altre gare
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25 Anni di speciale
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L’ing. Bruno spiega questa F1 38 Emanuele Pirro
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Mara Sangiorgio
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Italiani al comando
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Niki Lauda e il GP del 1976
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Dopo il GP ripartono i lavori
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Sara Colombo
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1.000 GP targati McLaren
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Fuori GP
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Albo d’oro
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Extra F1 QUIZ, 30 domande per voi. Le soluzioni
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Il presente magazine è andato in stampa il 24 agosto 2026 Progetto grafico/Impaginazione: Giancarlo Favaro Testi: Enrico Mapelli, Giancarlo Bruno Foto: Giancarlo Favaro, Enrico Ghidini, Enrico Mapelli, Alessio Morgese, Marco Talluto, Massimo Campi
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Il Punto
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MONZAGP
Gran Premio d’Italia | Quattro motivi per immaginare un’edizione storica
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he Formula 1 si presenta a Monza in questo rivoluzionario 2026? Sono vari gli aspetti su cui valutare l’impatto del suo arrivo. Sportivo, tecnico, logistico, economico. Partiamo dal primo che per noi è il più felice. Un pilota italiano al comando del Mondiale con possibilità di arrivare primo a fine anno non si vedeva da una vita. Andrea Kimi Antonelli fa sognare tutti i tifosi del tricolore e, pur se tre quarti di coloro che seguiranno dal vivo il Gran Premio d’Italia è straniero, saranno comunque in molti a gioire in caso di una sua vittoria sulla pista di casa, evento che manca da sessant’anni. Magari lo saranno meno i tifosi della Ferrari, che giustamente si augurano un successo della SF-26, con Charles Leclerc che è entrato nei loro cuori, e sarebbe la sua terza volta nella pista del Parco reale, oppure con Lewis Hamilton che ridurrebbe il divario dal pilota della Mercedes quando il Mondiale entra nella parte decisiva. In ogni caso, sognare un podio con due tute rosse e il ragazzino bolognese è già tanta roba. Da sempre la Formula 1 è la massima espressione della tecnica automobilistica. O almeno, così ci hanno insegnato. Ma è ancora vero? Se guardiamo alle auto che corrono il
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Max Verstappen, vincitore lo scorso anno a Monza del Gran Premio d'Italia
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Mondiale WEC non sembrerebbe. Forse anche nelle tanto bistrattate Formula E ci sono aspetti interessanti da valutare. Ma il punto è un altro. Tutta questa voglia di portare l’ibrido in Formula 1 ha ottenuto in parte lo scopo che si era prefissa la Federazione, e soprattutto i Costruttori che l’hanno indirizzata nella scrittura dei regolamenti attuali. Il Mondiale è indubbiamente interessante se pensiamo che ci sono stati cinque vincitori diversi in undici gare, e inoltre manca ancora all’appello forse il più forte degli altri, Max Verstappen.
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Tuttavia alcuni sorpassi che si sono visti sanno più di abilità gestionali degli ingegneri ai box che di capacità di guida del pilota in questione. Pensando alla logistica, l’Autodromo Nazionale ha imboccato da tempo la strada del cambiamento. Sotto il regno di Angelo Sticchi Damiani, che poco alla volta ha spostato la sala di comando da Monza, sponda ACMilano, a Roma, sede ACItalia, sono iniziate quelle operazioni edilizie che proseguiranno fra pochi mesi, e che tutti reputano inevitabili per mantenere la festa di settembre. All’interno di queste manovre, che non possono prescindere da scelte politiche, ognuno cerca di fare la sua parte. Il Consorzio che detiene il Parco, l’Automobil Club d’Italia che gestisce l’area, la Regione Lombardia che ne fa un suo fiore
MONZAGP
Nell'ultima edizione monzese Hamilton è arrivato in autodromo a bordo di una Ducati
all’occhiello, il Governo che finanzia in parte lavori e gran premio. Tutti attori più che legittimi a far valere il proprio peso decisionale, coscienti che con le ultime decisioni si è in-
Il Punto
trapresa una strada senza ritorno. E qui si arriva all’ultimo aspetto, quello economico. Perché se l’aver prolungato al 2044 la Convenzione con SIAS è un segno di stabilità, non va dimenticato che ogni tanto bisogna rivedere l’accordo con chi la Formula 1 la porta in giro per il mondo. Gli americani di Liberty Media fanno bene il loro lavoro, ma non sono dei filantropi appassionati della storia del Motorsport. Stanno portando la Formula 1 a livelli mai toccati prima d’ora, movimento economico compreso, ma se ogni anno si alzerà la richiesta per poterli ospitare fino a quando il gioco varrà la candela? Questa è una risposta che solo gli eventi futuri potranno chiarire. L’attualità ci dice di seguire con interesse un’edizione del Gran Premio d’Italia che aspettavamo da anni.
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Piloti
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ANDREA KIMI ANTONELLI Numero: Auto:
12 MERCEDES F1 W17 E Performance
Provenienza, età: In F1:
Andrea Kimi Antonelli
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a prima cosa che possiamo dire è: «Finalmente!». Era ora che un pilota italiano si facesse vedere con costanza sui podi di tutti i gran premi e si meritasse il titolo di favorito per il Mondiale. Perché, al di là della scaramanzia che ognuno può praticare o meno, sarebbe falso non ammettere che con AKAntonelli c’è la concreta possibilità che un nostro pilota si possa laureare Campione del mondo di Formula 1, forse l’onoreficenza sportiva più importante dopo la nazionale che conquista, ogni quattro anni però, il Mondiale di calcio. Se poi ce la farà, e noi saremmo tutti felici con lui, è ancora da vedere, ma confermare che nemmeno l’ultima volta, era il 1985 con Michele Alboreto, che uno dei
F1 QUIZ
italiana, 20 anni 36 GP, 6 vittorie, 6 pole
Nel Mondiale:
7° nel 2025
A Monza:
9° nel 2025 nostri fosse così messo bene, questo è indiscutibile. Ma non è tutto in discesa il percorso da qui a dicembre per il bolognese. Partendo da George Russell che non è il suo migliore alleato, quel compagno di squadra che quando serve ti può dare una mano. L’inglese, come visto in Olanda, lo fa solo dietro ordini indiscutibili che gli arrivano in cuffia direttamente dai box. E allora proviamo a immaginare, e sarebbe doppiamente bello, un finale in cui Antonelli si gioca tutto nell’ultima gara contro uno dei piloti Ferrari. Cosa può rispondere Russell a Toto Wolff che gli dice chiaro e netto di aiutare il ragazzino a vincere il Mondiale? Non vorremmo essere al suo posto. Altro capitolo che può creare problemi è la forza degli avversari e, sul versante tecnico, la debolezza Mercedes. Dopo Montecarlo Andrea ha collezionato meno punti di Hamilton, Russell, Norris e Verstappen, e gli stessi di Leclerc. La storia ci insegna che i punti valgono tutti, quelli del primo tanto quanto quelli dell’ultimo gran premio dell’anno. Però se l’andamento è più favorevole agli altri rispetto al tuo vuol dire che c’è da lavorare. Dopo la gara magistralmente vinta sulle strette strade del principato, i problemi avuti dalla sua Mercedes a Barcellona e Silverstone ci dicono
1) SOPRANNOME Com’è conosciuto fra gli appassionati l’Autodromo Nazionale di Monza? ____________________________________________________________________________________________________
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Vale
3 punti
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che più che lui a darsi una mossa dovrebbe essere lo stuolo di tecnici Mercedes. Lo facciano e lui a quel punto dovrà solo evitare di compiere errori. Se però succede che gli dovessero cambiare particolari che comportano penalità da scontare in griglia, come purtroppo vedremo proprio noi a Monza..., in quel caso il suo impegno potrebbe essere addirittura quasi inutile. Poi c’è una brutta vicenda, tutta nostrana, che vede contrapposto il clan Antonelli all’agenzia gestita da Giovanni Minardi, l’uomo che ha investito sull’allora bambino prodigio dei kart diventato, anche grazie al lavoro del procuratore romagnolo, quel fenomeno che è oggi. Vedremo come si chiuderà la vicenda, molto probabilmente in via giudiziale, ma l’ultima cosa che vogliamo è che questa triste storia influisca sul percorso agonistico di Antonelli junior. Chiudiamo il pezzo sul rapporto con Monza, la pista in cui ha vinto in Formula 4 e Formula Regional. Nelle libere del 2024, una delle pri-
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Piloti
me volte che è salito su una monoposto del Mondiale, è andato a sbattere quasi subito alla Parabolica/ Alboreto. In quel momento in tanti a dire che era sbagliato mettere un neo diciottenne a guidare la Mercedes. Un anno fa il nono posto che
sapeva di rinascita all’interno di un periodo in cui le voci che giravano attorno a lui parlavano di un declassamento in Williams per il 2026. Per sua, e nostra, fortuna, tutto ha preso una piega diversa e oggi è lui l’uomo da battere. A casa tua, Andrea.
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Piloti
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GEORGE RUSSELL Numero: Auto:
63 MERCEDES F1 W17 E Performance
Provenienza, età: In F1:
164 GP, 7 vittorie, 11 pole
Nel Mondiale:
4° nel 2022 e 2025
A Monza:
George Russell
L
a sua stella sembra non brillare più come all’inizio del Campionato. Sembra, perché se non ha problemi tecnici, vedi Canada, o collisioni, vedi Belgio, il pilota inglese può puntare alla vittoria in tutte le gare. Guidare una Mercedes nel 2026 è garanzia di avere la miglior monoposto del lotto, la certezza che tutti punteranno il dito su di te indicandoti come il favorito, o comunque uno dei pochi pretendenti alla vittoria. Questo vuol dire arrivare in autodromo tutte le volte e non potersi nascondere dietro frasi di circostanza. Però tutto questo ha un costo. Emotivo soprattutto, quella parte psicologica che a volte fa pendere la bilancia del risultato da una parte rispetto all’altra. La frase «Stai calmo» pronunciata dopo la pole conquistata in
F1 QUIZ
Austria, peraltro ottenuta in modo discutibile per come si è mossa la Federazione, non può essere derubricata a battuta goliardica. Altrimenti l’avrebbe pronunciata nella lingua madre di Shakespeare. Averla fatta nella lingua “ostile” di Dante, denota un comprensibile senso di rivalsa nei confronti di un ragazzino appena arrivato che gli sta togliendo la prima
3° nel 2022 concreta possibilità di diventare l’ennesimo Campione del mondo di Sua Maestà, peraltro giusto dodici mesi dopo il connazionale Lando Norris. Non dev’essere stato facile aver vissuto tre anni insieme a uno come Lewis Hamilton, pur se va riconosciuto che in quel triennio Russell ha fatto complessivamente meglio dell’attuale ferrarista. Con la partenza verso Maranello di un compagno così scomodo, e a detta di tutti l’aver ricevuto i galloni di prima guida del team di Toto Wolff, doveva per forza apparire ai suoi occhi una giusta investitura su cui puntare entrambi, lui e il team, su un futuro da numeri uno. Ma le prestazioni di Andrea Kimi Antonelli hanno sorpreso tutti, e l’inglese le ha pagate più degli avversari che, se non altro, possono sempre usare la frase tipica dei piloti battuti: «Ce l’avessi io quella macchina lì!». Resta il fatto che Russell non è un bollito, un predestinato alla sconfitta. Tutt’altro, e di questo ne dovrà tenere conto per primo proprio il grande capo Mercedes, nel caso che fra qualche gara si ritrovi con i due galli nel pollaio a giocarsi il Mondiale. Ha già detto che non vuole rivivere quanto gli hanno fatto passare a suo tempo Hamilton e Rosberg. Però anche il grande manager austriaco non scherza nel mettere benzina sul fuoco andando a fare le vacanze insieme a Max Verstappen…
2) UN GRAN PREMIO MONDIALE Chi ha vinto la prima edizione del Gran Premio d’Italia valido per il Campionato del mondo di F1? ________________________________________________________________________________
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inglese, 28 anni
Vale
2 punti
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Piloti
2026
MONZAGP CHARLES LECLERC Numero:
16
Auto:
FERRARI SF-26
Provenienza, età: In F1:
monegasco, 28 anni 183 GP, 9 vittorie, 27 pole
Nel Mondiale: A Monza:
Charles Leclerc
F
ra gli attuali piloti del Mondiale di Formula 1 il monegasco è forse il più difficile da inquadrare. Otto anni in Ferrari e nove vittorie, per una media di una all’anno circa. C’è chi ha fatto meglio, pochi, e chi peggio. Ma il punto non sta qui. Prima di lui forse il solo Michael Schumacher ha avuto così tanta fiducia incondizionata da prolungare più volte il proprio legame con il Cavallino. Lo scorso inizio giugno infatti è arrivata la notizia di un accordo pluriennale, per cui di una durata consistente quando si parla di Formula 1, che lo legherà altre stagioni alla Ferrari. Per tornare a Schumacher che ci ha corso undici anni, e poteva farlo per altri ancora…, ora ci troviamo con Charles che ha tutto per superare questa linea.
F1 QUIZ
Paragoni di alto valore ma anche scomodi. La questione però, tolti
2° nel 2022 vincitore nel 2019 e 2024
i conteggi statistici, è quando e se riuscirà a dimostrare con costanza quei lampi di fuoriclasse che gli abbiamo visto mettere in pratica a sprazzi fino a oggi. Monza ne ha vissuti due, le vittorie conquistate con merito nel 2019 e 2024. Così come ci sono altre giornate da incorniciare nella sua carriera in rosso. Se ci si limita al sabato, ventisette pole sono un numero consistente, e anche qui solo l’inarrivabile tedesco ne ha fatte più di lui con la Ferrari. Però, di queste ventisette prime posizioni al sabato solo cinque si sono tramutate in altrettante la domenica. Il 2026 di Charles è segnato da una sola vittoria, ma di quelle che a Maranello sono fra le più ambite: Silverstone, il gran premio inglese da dove il 14 luglio 1951 si è cominciato a scrivere la striscia che conta. Due settimane dopo in Belgio, altro luogo magico che risponde al nome di Spa-Francorchamps, solo il ragazzino italiano gli ha tolto il bis. Per il “principino” sono state le uniche due domeniche di festa in un percorso che lo vede per ora dietro e staccato dall’altro ferrarista. Questo è un altro punto delicato perché non è mai bello dover rincorrere gli avversari. Ancor meno se hanno la tua stessa monoposto sotto il sedere, e di Mondiali ne ha portati a casa sette. Proprio come il termine di paragone in rosso, Michael Schumacher.
3) BANDIERA NAZIONALE Nell’edizione del 1955 il Gran Premio d’Italia ha avuto un personaggio d’eccezione che ha dato la partenza. Chi era questo starter? ______________________________________________________________________
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MONZAGP
Piloti
LEWIS HAMILTON Numero: 44 Auto: FERRARI SF-26 Provenienza, età: inglese, 41 anni In F1: 391 GP, 106 vittorie, 104 pole Nel Mondiale: Campione dal 2008, 2014, 2015 e dal 2017 al 2020 A Monza: vincitore nel 2012, 2014, 2015, 2017 e 2018
Lewis Hamilton Come cambiano le cose pensando a Lewis Hamilton. Dodici mesi fa lui stesso avrebbe licenziato Lewis Hamilton dalla Ferrari se fosse stato al posto di chi decide. Dodici mesi dopo si ritrova al secondo posto nel Mondiale e, se la ruota gira dal verso giusto, potrebbe alzare a otto i suoi titoli. Il pilota è lo stesso, non è diverso di quello arrivato in Ferrari a inizio 2025. Conosce meglio la squadra certo, e la squadra conosce di più lui e il suo metodo di lavoro. Così come le monoposto di questo 2026 sono diverse da quelle che lui ha trovato il giorno che è arrivato a Maranello. Ma questo non basta a spiegare il miglioramento che si è visto. C'entra invece il valore del pilota, le qualità di guida e tutto il bagaglio che uno come lui si porta
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dietro. C'entra convincere i vari tecnici quale strada intraprendere, cer-
cando di motivare ognuno di loro, convincendoli che in pista, il pilota, dà il massimo anche per loro. Fa sorridere invece, o forse riflettere, che l’unico che gli sta davanti nel Mondiale è quel ragazzino a cui li ha lasciato il sedile della Mercedes. Quello stesso Andrea Kimi Antonelli che lo abbraccia con trasporto, ricambiato, ogni qualvolta i due si ritrovano a calpestare lo stesso podio. Sempre una bella scena, che sa tanto di autentico, che ci piacerebbe vedere anche sul podio del gran premio conclusivo qualora, come gli è già capitato cinque volte in passato, Lewis si giocasse il Mondiale in “prova unica”. A tal proposito segnaliamo che quattro di queste occasioni gli sono andate male, altrimenti sarebbe a livelli spaziali come numeri… Infine c’è il rapporto fra Lewis e Monza. Solo il grande Michael Schumacher, un altro che in fatto di numeri non scherza, se la gioca con Lewis sulla nostra pista. Cinque vittorie pari, e come podi e altri risultati siamo lì. Però l’inglese non ci sale dal 2019 e sarebbe ora che lo facesse, a maggior ragione con addosso la tuta rossa. Magari stringendo ancora a sé il ragazzino bolognese a cui ha lasciato il sedile della Mercedes. Allora sì che sarebbe una grande Monza 2026.
4) L’ULTIMO DEI NOSTRI Lodovico Scarfiotti, a tutt’oggi, è l’ultimo pilota italiano ad aver vinto il gran premio di casa. In quale anno? __________________________________________________________________________________________
9
Vale
3 punti
Piloti
2026
MONZAGP
MAX VERSTAPPEN Numero:
3
Auto:
RED BULL-RB Ford RB22
Provenienza, età: In F1:
245 GP, 71 vittorie, 48 pole
Nel Mondiale:
Campione dal 2021 al 2024
A Monza:
Max Verstappen
«M
ax-Max-SuperMax» è il ritornello che si sentiva cantare dalle tribune di molti autodromi europei negli anni scorsi. I tifosi dell’olandese a ragione ne declamavano in questo modo le lodi di campione e lui li ripagava a suon di vittorie e titoli. Adesso la musica è cambiata. Per lui è più difficile confermarsi il numero uno del gruppo. Sia all’interno che all’esterno. All’interno della Red Bull, decimata da uscite eccellenti già andate in archivio (Chris Horner, Helmut Marko, Adrian Newey), a quelle che si verificheranno fra cui il fondamentale Gianpiero Lambiase, l’ingegnere di pista britannico dal nome italico, che tanto ha contribuito alla creazione del mito Verstappen. Tutto
F1 QUIZ
olandese, 28 anni
uno scenario che gira attorno a lui il quale, al di là di come ognuno la pensi, rimane un fuoriclasse. Poi c’è l’altro Verstappen, quello che se la deve vedere con l’esterno. Non tanto gli avversari in pista, di cui
Vincitore nel 2022, 2023 e 2025 non ha timore, quanto la Formula 1 come massima espressione dell’automobilismo mondiale. Se aggiungiamo una malcelata insofferenza al “circo” che gira attorno al Mondiale, creato e alimentato da Liberty Media, fino a pochi giorni fa si ventilava una sua non lontana uscita dalla Formula 1. Invece, alla vigilia dell’ultima apparizione sulla pista di casa, l’olandese ha firmato la riconferma in Red Bull fino al 2030. Una bella notizia per gli appassionati di corse, felici di poter vivere altri momenti di alta guida e determinazione chirurgica, come il sorpasso andato in scena alla prima curva dell’Hungaroring ai danni del suo più grande avversario, Lewis Hamilton. «Duello fra titani» avrebbero intitolato gli antichi greci.
5) MONZA, VERA PISTA AMICA Negli anni Sessanta un pilota ha vinto a Monza il suo primo gran premio di F1 e, anni dopo, sempre in Brianza ha conquistato matematicamente la sua prima corona iridata. Chi è? ___________________________________________________
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3 punti
2026
MONZAGP
Piloti
ISACK HADJAR Numero:
6
auto:
RED BULL-RB Ford RB22
Provenienza, età: In F1:
francese, 21 anni 34 GP, 0 vittorie, 0 pole
Nel Mondiale:
12° nel 2025
A Monza:
10° nel 2025 sua Red Bull veleggia sempre non lontana dai primi, fra la quarta e la sesta posizione. Difficile, almeno in questo suo primo anno in un top team, chiedergli di più. A lasciarlo tranquillo è l’uscita di scena, o così sembrerebbe, di Helmut Marko, il “tritacarne” che metteva sotto pressione i piloti della squadra austriaca. A toglierli un po’ della tranquillità è l’arretramento tecnico che nel tempo che ha portato la Red Bull dall’avere una monoposto imbattibile, come la RB19, all’attuale poco più che discreta RB22.
Isack Hadjar
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avorare nello stesso box di Max Verstappen non è facile per chiunque. Il confronto con uno dei piloti più forti di sempre è sicuramente difficile da affrontare. Ricciardo, Gasly, Albon, Tsunoda e Lawson, anche loro ragazzi provenienti dalla filiera Red Bull, l’hanno pagata cara prima di lui. Ma anche Sergio Peréz che di esperienza ne aveva da vendere è uscito con le ossa rotte. In più i ribaltoni che la Red Bull sta attraversando da un po’ di tempo a questa parte non hanno di certo creato un terreno ideale per la crescita del terzo pilota francese del Circus. Nonostante questi presupposti poco felici, il suo rendimento è discreto. Pur non arrivando quasi mai a livelli del fuoriclasse olandese, la
F1 QUIZ
6) VOLATA D’ALTRI TEMPI Nel 1971 il britannico Peter Gethin vinse una storica edizione della gara monzese. Quante erano le monoposto a giocarsi quella decisiva volata?
③
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⑥
11
Vale
2 punti
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Piloti
LANDO NORRIS Numero:
1
Auto:
McLAREN-Mercedes MCL40
Provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
Lando Norris
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he sia questa la volta buona di vincere a Monza per Lando Norris? Difficile con una McLaren così indietro. Ma non dimentichiamo il gran premio brianzolo del 2021, quello dello autoscontro fra Lewis Hamilton e Max Verstappen, che ha spalancato la strada all’incredibile doppietta McLaren. Va ricordato anche, per onor di cronaca, che quella domenica Lando non ha potuto contrastare l’ordine di evitare attacchi al leader, e compagno di marca, Daniel Ricciardo. Con il risultato di tornare a Londra con un secondo posto che poteva essere un primo. Anche lo scorso anno il gradino centrale è stato suo ma ironia della sorte, proprio perché dal muretto box è stato “imposto” all’altra MCL40, la numero 81 di Oscar
F1 QUIZ
Piastri, di lasciare strada a Lando perché gli avevano combinato un pasticcio in fase di cambio gomme che gli aveva fatto perdere momentaneamente la seconda posizione.
inglese, 26 anni 163 GP, 13 vittorie, 18 pole Campione 2025 2° nel 2021 e 2025
Detto del passato, spostiamoci al presente. Lando arriva a Monza da Campione del mondo in carica ma è cosciente che sono pochissime le possibilità di riconfermarsi a fine anno. Non tanto per le sue qualità di pilota, che in Ungheria si sono riviste sia in prova che in gara, quanto perché la sua McLaren non vale la Mercedes nonostante, sulla carta, utilizzino le stesse Power Unit. Quello su cui può confidare il pilota inglese è il valore tecnico degli uomini del team che hanno dimostrato di saper lavorare con ottimi risultati in proiezione futura a cui va aggiunto, come ha detto lo stesso team manager Andrea Stella sotto il podio felice di Budapest, ora Lando ha fatto click nel suo cervello.
7) ANDATE PIANO! Nel 1972, a poche settimane dalla disputa del Gran Premio d’Italia, vengono inserite delle chicane sul veloce tracciato brianzolo. In quali punti del circuito? _______________________________________________________________
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OSCAR PIASTRI Numero:
81
Auto:
McLAREN-Mercedes MCL40
Provenienza, età: In F1:
F
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80 GP, 9 vittorie, 6 pole
Nel Mondiale:
3° nel 2025
A Monza:
2° nel 2024
Oscar Piastri ra le nuove leve dell’automobilismo mondiale, cioè quei piloti che non sono ancora arrivati alla fatidica quota cento gran premi, Oscar Piastri è stato da tutti definito il più talentuoso. O meglio, lo era di certo prima dello scoppio del “fenomeno Antonelli”. Basta riavvolgere il nastro di un giro e tornare all’estate 2025 quando il pupillo di Mark Webber guidava la classifica e, fra lui e Lando Norris, sembrava il più accreditato a diventare il nuovo Campione del mondo. Dodici mesi più tardi, cioè oggi, il quadro è completamente diverso. Settimo in classifica, meno della metà dei punti del primo, nessun gran premio vinto, due mancate partenze, due soli podi, mai un acuto. Un bollettino medico più che un
australiano, 25 anni
ruolino di marcia. Eppure sarebbe ingiusto dire che lo scorso anno il ragazzo di Melbourne era sopravvalutato, e dunque era la McLaren la vera arma letale del 2025. Di certo la nuova monoposto di Zak Brown e Andrea Stella non vale le due che
l’hanno preceduta, entrambe capaci di vincere il titolo Costruttori, e la sola vittoria ungherese, pur se ottenuta con merito, non cambia lo stato delle cose con il team iridato ben distaccato dalla coppia di fuggitivi Mercedes-Ferrari, e con il fiato sul collo della Red Bull. A dare tranquillità a Oscar, che peraltro sembra uno fra i piloti più freddi in circolazione, c’è l’accordo pluriennale che lo lega a Brown, e dunque può guardare con tranquillità al suo futuro, al di là dei risultati scarsi di questi mesi. Intanto c’è da finire questo 2026 complicato e Monza, che lo ha accolto sul podio del Gran Premio d’Italia nelle ultime due occasioni, è la stessa pista che cinque anni fa, con la vittoria della gara domenicale, lo ha rilanciato nel Campionato di Formula 2, da lui vinto alla fine dei giochi.
8) DOMENICA COLOR ROSSO INTENSO L’edizione del Gran Premio d’Italia 1979 è passata alla storia per la doppietta Ferrari che è coincisa con la conquista dei due titoli mondiali, Piloti e Costruttori. Chi erano i piloti della Rossa quel giorno? ____________________________
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Piloti
2026
MONZAGP
FERNANDO ALONSO
CARLOS SAINZ jr.
Numero: 14 Auto: ASTON MARTIN-Honda AMR26 Provenienza, età: spagnolo, 45 anni In F1: 437 GP, 32 vittorie, 22 pole Nel Mondiale: Campione 2005 e 2006 A Monza: Vincitore nel 2007 e 2010
Numero: 55 Auto: WILLIAMS-Mercedes FW48 Provenienza, età: spagnolo, 32 anni In F1: 241 GP, 4 vittorie, 6 pole Nel Mondiale: 5° nel 2021, 2022 e 2024 A Monza: 2° nel 2020
Fernando Alonso
Carlos Sainz jr.
F
V
a una certa impressione vedere il pilota che ha conquistato più punti di tutti nella storia della Formula 1, ora fermo a quota 1, frutto del decimo posto di Monte Carlo. Logico che non si possano mettere in discussione le qualità tecniche e di leader di un due volte iridato come Fernando Alonso, tuttavia l’asturiano rischia di uscire dal mondo dei gran premi che gli ha dato tanto nel peggiore dei modi, da ultimo o poco più. Forse la scommessa Aston Martin, che nel non lontano 2023 gli ha permesso di chiudere quarto e salire su otto podi, era la scelta giusta. A maggior ragione quando si è capito che sarebbe arrivato in squadra uno dei più grandi geni di sempre, Adrian Newey. Invece la situazione è peggiorata con l’ingresso delle nuove monoposto, tanto da dover stravolgere, unica via d’uscita, l’AMR26. Per cui potrebbe succedere che nella seconda parte della stagione, magari proprio da Monza, Nando possa risalire la china. Glielo auguriamo perché, in questa Formula 1 così standardizzata, resta uno dei pochi che non ha paura a dire quello che pensa.
F1 QUIZ
iene quasi da sorridere se pensiamo che la più grande soddisfazione di questo 2026 Carlos Sainz l’abbia provata per la vittoria dei Mondiali di calcio della sua Spagna. Non crediamo infatti ci siano stati altri momenti in cui, il pilota che solo un anno fa molti ferraristi rimpiangevano, sia rimasto soddisfatto di quanto fatto. Resta nella recente memoria di tutti più la manovra azzardata all’Hungaroring, quando ha ostacolato la McLaren di Oscar Piastri, che non i suoi miseri noni posti. Di sicuro la Williams non è la miglior macchina del gruppo, altrimenti Alexander Albon avrebbe molti più punti di lui, ma è brutto vedere un pilota che aveva le potenzialità per diventare l’erede di Fernando Alonso, finire nell’anonimato di fondo classifica. Un paio di podi calcati, fra McLaren e Ferrari, e un altro paio sfiorati sono il suo bottino monzese nel Gran Premio d’Italia. Tempi felici per un pilota che, non ce ne voglia, sappiamo sin da ora che farà molta fatica a entrare nei primi dieci, sia in prova che in gara. Un vero peccato.
9) GRAN PREMIO IN SALSA ROMAGNOLA L’unica volta che il Gran Premio d’Italia valido per il Mondiale di F1 non si è disputato a Monza era il 14 settembre 1980. Chi ha vinto la gara corsasi a Imola? _____________________________________________________________________________________
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Vale
3 punti
2026
MONZAGP
Piloti
FRANCO COLAPINTO
GABRIEL BORTOLETO
Numero: Auto: Provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
Numero: Auto: Provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
43 ALPINE-Mercedes A526 argentino, 23 anni 38 GP, 0 vittorie, 0 pole 19° nel 2024 12° nel 2024
5 AUDI R26 brasiliano, 21 anni 35 GP, 0 vittorie, 0 pole 19° nel 2025 8° nel 2025
Franco Colapinto
Gabriel Bortoleto
D
D
ue anni fa esatti Franco Colapinto, che se non sapessimo che è argentino lo includeremmo di certo nella lista dei piloti italiani, debuttava sulla pista dei suoi avi, appunto in occasione del Gran Premio d’Italia. Entrato nelle mire di Flavio Briatore, ha rischiato di uscirne con le ossa rotte nel 2025 quando ha chiuso a quota 0 punti, con la magra consolazione di aver portato sempre al traguardo la modesta Alpine A525. Quest’anno, con la sostituzione delle Power Unit Renault con quelle più valide fornite da Mercedes, era chiaro che la situazione sarebbe migliorata. Infatti una gara si e una no il sudamericano entra in zona punti, e dunque il suo onesto lavoro lo sta facendo. Ma non è detto che possa bastare a tenersi il sedile in futuro. Per certi versi lo ha aiutato quello spot incredibile di mezzo milione di argentini che a Buenos Aires lo scorso aprile hanno seguito le sue evoluzioni alla guida di una monoposto recente. Se il paese di Juan Manuel Fangio dovesse rientrare nel calendario per lui il posto è assicurato.
F1 QUIZ
ue anni fa mentre Franco Colapinto debuttava a Monza, Gabriel Bortoleto, l’altro sudamericano presente oggi nel Mondiale, vinceva in Formula 2 e si metteva alla caccia di un titolo importante, peraltro conquistato a fine stagione. Ora i due ragazzi di confermate origini italiane si stano sfidando per le posizioni di rincalzo, e anche se l’argentino è messo meglio in classifica, a vantaggio del brasiliano c’è l’essere entrato nell’orbita Audi. Bortoleto ha già staccato il compagno di squadra Nico HÜlkenberg, un pilota che ha debuttato nel Mondiale quando Gabriel faceva la prima elementare. A confermare questa distanza, ancor più marcata se paragonata a quanto espresso da due “anziani” come Alonso e Hamilton, sono le sue dichiarazioni in difesa di una Formula 1 segnata da artifici elettronici come mai prima d’ora. Lui ci si trova bene ed è certo che potrà dire la sua adattandosi sempre più a queste monoposto futuristiche. Di certo con l’Audi alle spalle, se dovesse supportarlo a dovere, fra non molto rivedremo un erede del Paese di Senna e Fittipaldi sul gradino più alto del podio.
10) NO PROBLEM Chiamato all’ultimo momento sulla Ferrari numero 28 rimasta libera, chi è il pilota che nel 1982 ha portato la 126 C2 del Cavallino in pole position? ______________________________________________________________________
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2026
MONZAGP
ARVID LINDBLAD
OLIVER BEARMAN
Numero: 3O Auto: RACING BULLS-RB Ford VCARB 03 Provenienza, età: inglese, 19 anni In F1: 11 GP, 0 vittorie, 0 pole Nel Mondiale: debuttante A Monza: debuttante
Numero: Auto: provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
Piloti
87 HAAS-Ferrari VF-26 inglese, 21 anni 39 GP, 0 vittoria, 0 pole 13° nel 2025 12° nel 2025
Arvid Lindblad
Oliver Bearman
Q
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uesto ragazzino inglese, con influenze indiane e svedesi da parte dei suoi genitori, è l’unico debuttante, almeno per ora, di questo Mondiale 2026. A conferma, se mai ce ne fosse bisogno, di come il Circus iridato sia spesso un circolo chiuso. Eppure quello che Arvid è riuscito a far vedere è importante. Subito al debutto in Australia è entrato nei primi dieci in qualifica, e si è confermato tale, ottavo, al traguardo. Che il gruppo Red Bull avesse puntato su di lui lo si è capito da quando, quindicenne kartista di buone promesse, è stato messo sotto contratto dall’azienda austriaca. Nel 2022 inizia la sua avventura in monoposto da noi, nella Formula 4 italiana, dove coglie una tripletta a Monza l’anno dopo. Ora gli è stato concesso il massimo palcoscenico e lui, nelle sue prime recite, ha dimostrato di avere la stoffa del protagonista. Vedremo, ora che non c’è più il tremendo Helmut Marko a decidere il futuro dei tanti ragazzini marchiati Red Bull, come sarà il suo nel Circus. Ma c’è da scommettere che sarà lungo.
F1 QUIZ
tagione 2021. Al suo secondo anno con le monoposto, questo pilotino all’epoca sedicenne, sbanca la Formula 4 in Germania e da noi, anche lui come Lindblad dodici mesi dopo con una tripletta a Monza. Entra nel giro di una delle squadre più importanti nelle formule minori, la veneta Prema Racing, e nel 2024 l’improvvisa appendicite acuta di Carlos Sainz gli permette di debuttare in Formula 1 con la Ferrari nel Gran Premio dell’Arabia Saudita. Non propriamente una passeggiata. Ma Oliver si sente all’altezza, fa il suo compito diligentemente e chiude settimo. Poi l’ingresso nel team americano della Haas, da sempre legato a doppio filo con Maranello. Un primo anno di gestazione, con discreti risultati e un podio sfiorato in Messico. A seguire questo 2026 dove, nonostante abbia surclassato il compagno di box Esteban Ocon, i risultati buoni d’inizio stagione sono andati via via calando. Lui ci spera in un suo futuro rosso pieno, ma la concorrenza per il sedile che Leclerc e Hamilton prima o poi libereranno è molto agguerrita.
11) PODIO SEMITRICOLORE Chi sono i due italiani saliti sul podio, al termine del gran premio di casa del 1984, al fianco del vincitore Niki Lauda? __________________________________________________________________________________________________
21
Vale
3 punti
Piloti
2026
MONZAGP
ESTEBAN OCON Numero: Auto: Provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
PIERRE GASLY 31 HAAS-Ferrari VF-26 francese, 29 anni 190 GP, 1 vittoria, 0 pole 8° nel 2017 e 2022 6° nel 2017 e 2018
Numero: Auto: Provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
10 ALPINE-Mercedes A526 francese, 30 anni 189 gp, 1 vittoria, 0 pole 7° nel 2019 Vincitore nel 2020
Sebastian Ocon
Pierre Gasly
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I
scludendo la prima mezza stagione con l’inconsistente Manor nel 2016, quella attuale è sicuramente la peggiore in Formula 1 vissuta da Esteban Ocon. Solamente tre punti prima dell’Olanda non fanno ben sperare, sia sul resto del Campionato, e ancor più su una sua riconferma per il 2027. Con la sua Haas, insieme al compagno ben più consistente Oliver Bearman, si sta giocando il settimo posto nel Costruttori, risultato che sembra essere il massimo che possano ottenere gli americani. Ma il rischio concreto è di vedersi superare prima di fine anno da Audi e forse anche dalla bistrattata Williams. Il che non aiuterebbe di certo il vincitore del Gran Premio d’Ungheria 2021 a tenersi il sedile, o in caso negativo addirittura a trovane uno diverso nel panorama del Circus prossimo venturo. Vale la pena sapere però, restando in tema di Haas, che da tempo la Toyota sta appoggiando il team a stelle e strisce, e lo si evince dal logo sulle monoposto di Ocon e Bearman. Ma, e qui le cose cambiano aspetto, non si può escludere un possibile passaggio di proprietà.
F1 QUIZ
l francesino con residenza a Milano, nonché socio onorario di ACMilano per volere di Geronimo La Russa, è l’unico pilota a essere salito sul podio di un gran premio 2026 senza avere fra le mani una monoposto marchiata Mercedes, Ferrari, Red Bull o McLaren. In pratica Pierre Gasly, fino alla vigilia dell’Ungheria, era il primo dei team normali. Addirittura, a ben vedere, nella lotta tutta transalpina, per ora ha fatto meglio di Isack Hadjar a cui ha “strappato” dopo il ricorso dell’Alpine quel terzo posto monegasco. Ma anche lui, come molti altri in verità, si trova ad aver corso un numero impressionante di gran premi finendo con il raccogliere poco in rapporto all’impegno profuso. Nel suo caso brilla l’incredibile vittoria in tempo di Covid da noi a Monza con l’Alpha Tauri, l’ex Minardi per i nostalgici. Prima di lui era già successo a Sebastian Vettel di partire da Faenza e vincere il Gran Premio d’Italia, anche se poi le due carriere sono andate ben diversamente. Attendiamo con curiosità cosa potrà fare il “milanese” sulla pista di casa.
12) NE HA PRESO LE MISURE Monza agli inizi non è stata pista amica per Ayrton Senna, negandogli più volte il successo. In quali anni il fuoriclasse brasiliano ha conquistato il Gran Premio d’Italia? ____________________________________________________________
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2026
MONZAGP
VALTTERI BOTTAS
SERGIO PÉREZ
Numero: 77 Auto: CADILLAC-Ferrari MAC26 Provenienza, età: finlandese, 37 anni In F1: 258 GP, 10 vittorie, 20 pole Nel Mondiale: 2° nel 2019 e 2020 A Monza: 2° nel 2017 e 2019
Numero: Auto: Provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
Piloti
11 CADILLAC-Ferrari MAC26 messicano, 36 anni 293 GP, 6 vittorie, 3 pole 2° nel 2023 2° nel 2012 e 2023
Valtteri Bottas
Sergio Pérez
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opo una carriera che, grazie al ritiro improvviso del Campione del mondo Nico Rosberg proprio dieci anni fa, ha preso una svolta che lo ha portato a vincere dieci gran premi e due titoli di secondo miglior pilota al mondo dietro al compagno di squadra, il baffuto finlandese sostava nel box Mercedes come terzo pilota. Il che vuol dire pochi giri ogni tanto, molto simulatore, e la visione dei gran premi al fianco di Toto Wolff. Tutto accettabile, però fino alla chiamata della Cadillac. La Casa americana che si è affacciata nel Circus iridato da quest’anno, gestita da un grande figura, seppur datata come l’ottantacinquenne Mario Andretti, necessitava di piloti d’esperienza. Gente il cui scopo principale era far crescere una squadra composta nella maggior parte da neofiti della Formula 1. Bottas, e Sergio Pérez, facevano al caso loro e averli messi sotto contratto ha una sua logica. Solo a fine anno si tireranno giustamente le prime somme dell’altro team statunitense in griglia ma, per ora, quelle di metà stagione sono ferme a quota 0.
F1 QUIZ
ome nel caso di Bottas anche per Sergio Pérez il 2026 non può esser certo visto come un Mondiale in proiezione futura. Più facile, e logico, leggerlo come un’opportunità capitata dal cielo che gli permetterà di essere uno dei pochi a superare quota trecento gran premi. Un numero che al tempo dei due messicani più forti prima di lui, i fratelli Pedro e Rícardo Rodríguez, era semplicemente fantascienza. Sono acqua passata, seppur recente, i suoi successi e il titolo di vicecampione alle spalle di Max Verstappen. Fanno parte di un periodo in cui, come capitato prima di lui proprio a Bottas, se hai la fortuna di salire sulla monoposto più forte del lotto il minimo che ti può capitare è vincere almeno un paio di gran premi l’anno. Resta da capire, ma questo è il compito degli ingegneri Cadillac, qual è l’apporto suo e di Bottas nello sviluppo di una monoposto che a volte è sembrata imbarazzante. Scorretto, a nostro parere, dare la colpa a due come loro, perché solitamente esperienza e lavoro non diminuiscono le qualità di ogni pilota.
13) DI PADRE IN FIGLIO Trentuno anni dopo il padre, nel 1993 anche il figlio maggiore riesce a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Gran Premio d’Italia. Come si chiamano? _____________________________________________________________________
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3 punti
Piloti
2026
MONZAGP
NICO HÜLKENBERG
LIAM LAWSON
Numero: Auto: Provenienza, età: In F1: Nel Mondiale: A Monza:
Numero: 30 Auto: RACING BULLS-RB Ford VCARB 03 Provenienza, età: neozelandese, 24 anni In F1: 46 GP, 0 vittorie, 0 pole Nel Mondiale: 14° nel 2025 A Monza: 11° nel 2023
27 AUDI R26 tedesco, 39 anni 261 GP, 0 vittorie, 1 pole 7° nel 2018 5° nel 2013 e 2019
Nico Hülkenberg
Liam Lawson
I
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l recente nono posto in Ungheria, alla vigilia del rompete le righe, gli ha permesso di entrare ancora una volta in quella linea base che è la zona punti. Consesso che, dal lontano 2013, lo accoglie fatta salvo il 2022, ma lì il tedesco con la faccia da attore aveva preso parte solamente ai primi due gran premi. Dopo aver girato varie Case, dalla Williams alla Force India, dalla Renault alla Haas, ecco che Nico, sbarcato nel 2025 alla Sauber, è entrato nella fondamentale orbita Audi. Per ora l’azienda tedesca che ha rilevato lo storico team svizzero non ha ancora raggiunto il livello che ci si attende da un nome del genere. Tuttavia le carte buone da giocare in futuro ci sono e diventa solo una questione di tempo. Dunque, per quanto lo riguarda, resta da capire quanto è il suo da spendere in questa Formula 1 sempre più tecnologica e avvezza ai giovani piloti da “teleguidare”. Vedremo cosa gli dirà Monza quest’anno dopo che, dodici mesi fa, un problema tecnico lo ha fermato già alla fine del giro di formazione.
F1 QUIZ
l 2026 di Liam Lawson e al tempo stesso per il team con sede a Faenza, e nazionalità austriaca, essendo di fatto una costola della Red Bull, è fino alle attuali vacanze estive una delle più belle realtà della Formula 1 targata 2026. Già a questo punto dell’anno Liam si ritrova con più punti di quelli raccolti in tutto il 2025. Ma quello che dà più valore alla sua stagione è la costante presenza alle spalle dei quattro team che si giocano le prime quattro file della griglia e i primi otto posti sotto la bandiera a scacchi. Attenzione dunque, perché il neozelandese è fino a prova contraria un pilota in orbita Red Bull e quindi, anche se ormai il dottor Helmut Marko non frequenta più, e soprattutto decide, in seno alla Casa madre, può darsi che sia lui l’indiziato numero uno a far parte della squadra principale l’anno prossimo. Per ora limitiamoci a vedere con curiosità cosa farà Lawson alla sua terza presenza a Monza, dopo aver sfiorato nelle due precedenti occasioni la zona punti.
14) NON SI PUÒ SEMPRE VINCERE Michael Schumacher ha vinto per cinque volte il Gran Premio d’Italia alla guida di una Ferrari. In quale di queste edizioni si è invece «accontentato» del secondo posto? □ 1996 □ 1999 □ 2001 □ 2004 □ 2006
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2026
MONZAGP
ALEXANDER ALBON
LANCE STROLL
Numero: 23 Auto: WILLIAMS-Mercedes FW48 Provenienza, età: tailandese, 30 anni In F1: 138 GP, 0 vittorie, 0 pole Nel Mondiale: 7° nel 2020 A Monza: 6° nel 2019
Numero: 41 Auto: ASTON MARTIN-Honda AMR26 Provenienza, età: canadese, 28 anni In F1: 201 GP, 0 vittorie, 1 pole Nel Mondiale: 10° nel 2023 A Monza: 3° nel 2020
Alexander Albon
Lance Stroll
S
S
embrano lontani i tempi in cui questo ragazzo tailandese d’origine, ma inglese d’estrazione linguistica e agonistica, sembrava lanciato verso un futuro da top driver. Era il 2019 quando l’allora Toro Rosso lo ha fatto debuttare, e l’anno dopo si è guadagnato due volte il podio quando ha avuto fra le mani la performante Red Bull RB16. Poi, dopo una stagione lontano dalla Formula 1, il passaggio in Williams e la discesa agli inferi. Punti ogni tanto, qualche sporadica buona gara ma poco altro, con il tempo che passava e il numero di gran premi che aumentava portandolo, ad oggi, vicino a quota centocinquanta. Il 2026 di quello che, numeri alla mano, resta uno dei team più vincenti di sempre, non è certo un Campionato da protagonista. A maggior ragione se paragonato a quello precedente in cui la Williams si è issata a fine giochi alle spalle dei “magnifici quattro”. Per Albon si prospettano tempi bui fino a dicembre, e poi si vedrà se ci sarà ancora spazio per lui in un mondo ristretto alla cui porta sono in tanti a bussare per poterci entrare.
F1 QUIZ
ono ormai dieci anni che questo canadese girà il mondo con i migliori jet privati e sale sulle auto da corsa per dimostrare di meritarsi il titolo di pilota professionista. E sono altrettanti dieci anni che da lui ci si aspetta un salto di qualità che, solo per restare alla Formula 1, dopo oltre duecento gran premi disputati non si è mai visto. A questo punto la domanda sorge spontanea. Ma, se non fosse il figlio del titolare del team, da quanto tempo il suo percorso sarebbe proseguito in altre categorie? Quello che è capitato alla dozzina di piloti che dopo lui c’hanno provato nel Mondiale. In realtà gente come i russi Sirotkin e Mazepin, oppure il cinese Zhou Guanyu e il suo connazionale Nicolas Latifi, brillavano più per disponibilità economiche che valore di guida. Ma resta il fatto che a un certo punto hanno lasciato spazio ad altri. Stroll per ora no. La stagione dell’Aston Martin, fino ad ora, è stata disastrosa e questa è forse l’unica scusante che ha. Ma non è certo lui che può cambiarne il corso.
15) ARIA TRISTE Cosa decise la Ferrari per testimoniare la sua vicinanza alle vittime degli attacchi dell’11 settembre 2001, alla vigilia del Gran Premio d’Italia?
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Classifiche
MONZAGP
2026
Classifica Piloti Formula 1 Pos. Pilota
P.ti
AUSTRALIA CINA
GIAPPONE
USA
1 ANTONELLI A. K.
242
18
2 RUSSELL G.
183
25
3 HAMILTON L.
183
12
4 NORRIS L.
159
5 LECLERC C.
155
6 VERSTAPPEN M.
CANADA MONACO
SPAGNA AUSTRIA
GB
BELGIO
UNGHERIA
OLANDA
29
25
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31
25
0
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17
8
0
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15
8
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23
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3
15
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3
7 PIASTRI O.
104
0
3
18
8 HADJAR I.
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0
4
0
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5
10
10
12
2
10
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0
10
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8
10
8
8
0
9 LAWSON L.
49
0
8
2
0
6
8
4
2
9
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4
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10 GASLY P.
44
1
8
6
1
4
15
6
0
1
0
0
2
11 LINDBLAD A.
23
4
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0
0
1
6
2
1
6
2
1
0
12 COLAPINTO F.
19
0
1
0
6
8
0
1
0
2
1
0
0
13 BEARMAN O.
18
6
11
0
0
1
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0
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0
0
14 BORTOLETO G.
10
2
0
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0
0
0
0
4
4
0
0
15 HULKENBERG N.
6
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0
0
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0
0
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2
4
16 SAINZ C.
6
0
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0
2
2
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17 ALBON A.
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MONZAGP
Programma
VENERDÌ 4 SETTEMBRE FIA Formula 3
Sessione di prove libere
08:35 - 09:20
FIA Formula 2
Sessione di prove libere
10:00 - 10:45
FIA
Presentazione vetture F1
11:00 - 12:00
Formula 1
Prima sessione di prove libere
12:30 - 13:30
FIA Formula 3
Sessione di qualifiche - Gruppo A
14:00 - 14:10
FIA Formula 3
Sessione di qualifiche - Gruppo B
14:20 - 14:30
Formula 1
Conferenza stampa dei team
14:30 - 15:30
FIA Formula 2
Sessione di qualifiche
14:55 - 15:25
Formula 1
Seconda sessione di prove libere
16:00 - 17:00
FIA Formula 3
Conferenza stampa
17:10 - 17:40
Porsche Mobil 1 S. Sessione di prove libere
17:30 - 18:15
FIA Formula 2
Conferenza stampa
17:45 - 18:15
Formula 1
Dimostrazione di vetture storiche di F1
18:25 - 18:40
SABATO 5 SETTEMBRE
DOMENICA 6 SETTEMBRE
FIA Formula 3
Sprint Race (18 giri o 40 min +1 giro)
09:30 - 10:15
FIA Formula 3
Feat. Race (22 giri o 45 min +1 g.)
08:15 - 09:05
Formula 1
Dimostrazione di vetture storiche di F1
10:25 - 10:40
FIA Formula 2
Feature Race (30 giri o 60 min +1 giro)
09:45 - 10:50
FIA Formula 3
Conferenza stampa
10:35 - 11:05
Formula 1
Dimostrazione di vetture storiche di F1
11:00 - 11:15
Porsche Mobil 1 S. Sessione di qualifiche
10:50 - 11:20
FIA Formula 2
Conferenza stampa
11:10 - 11:40
Formula 1
Terza sessione di prove libere
12:30 - 13:30
Porsche Mobil 1 S. Gara (15 giri o 30 min +1 giro)
11:45 - 12:20
FIA Formula 2
Sprint Race (21 giri o 45 min +1 giro)
14:15 - 15:05
Formula 1
Parata dei piloti
13:00 - 13:30
FIA Formula 2
Conferenza stampa
15:25 - 15:45
Formula 1
Inno nazionale
14:44 - 14:46
Formula 1
Sessione di qualifiche
16:00 - 17:00
Formula 1
Gran Premio (53 giri o 120 min)
15:00 - 17:00
Formula 1
Conferenza stampa
17:00 - 18:00
Formula 1
Dimostrazione di vetture storiche
17:15 - 17:35
Gli orari visualizzati sono nella ora locale. Il programma è soggetto a revisione e modifica dal promotore dell’evento
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Le altre gare
2026
MONZAGP
Le altre gare | La Formula 2 riparte da noi mentre la Formula 3 è vicina al verdetto
S
ono come sempre interessanti le gare di contorno nel fine settimana del Gran Premio d’Italia, con categorie che vedono impegnati i piloti di Formula 1 del futuro. Partendo dalla più attesa, anche per i colori italiani, della Formula 2 che si presenta con il bulgaro Nikolas Tsolov, già entrato nel giro Red Bull, in testa alla classifica con venti punti di margine su Gabriele Minì, ventunenne palermitano che invece è inserito nel programma dei piloti Alpine. Terzo incomodo è il brasiliano Rafael Camara (nella foto), dal 2022 sotto osservazione dall’Academy Ferrari. Sono loro tre i favoriti per il successo nella doppia gara brianzola, ma soprattutto sono i nomi che si giocheranno il titolo 2026 nel resto del Campionato, sfidandosi nelle quattro prove rimaste
dopo la nostra. Fra gli spunti di questa edizione c’è la presenza di due ragazzi, figli di altrettanti vincitori nel passato a Monza in Formula 1. Sebastian Montoya ed Emerson Fittipaldi jr. cercheranno di fare il loro meglio per non deludere i rispettivi padri. C’è un altro figlio di chi, nel Gran Pre-
mio d’Italia, ha vissuto intensi momenti di gloria. In Formula 3 Fernando Barrichello è seguito dai box da papà Rubens che a Monza ha trionfato tre volte, di cui due con la Ferrari. Qualcosa di simile lo proverà Luca Badoer, altro ferrarista che sulla pista brianzola ha macinato migliaia
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E gomotorsmonza.it Q 32
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di chilometri testando le monoposto di Maranello, seguendo le gesta del figlio Brando. Il quasi ventenne veneto, compirà gli anni il 15 settembre, può ambire al terzo posto finale di un Campionato che si chiude una settimana dopo Monza nell’inedito circuito di Madrid. A giocarsi la corona sono rimasti il britannico Freddie Slater e lo statunitense Ugo Ugochukwu, separati di soli otto punti in un torneo che ne assegna fino a un massimo di trentotto a evento. Nel caso tronfi il primo dei due ci sarà un po’ d’Italia ad esultare, in quanto Slater è il portacolori della squadra piemontese Trident. Restando ai piloti, altri due nostri portacolori sono attesi nella prova di casa, sono il romano Matteo De Palo e il pisano Nicola Lacorte. Sia Formula 2 che Formula 3 seguiranno lo stesso programma, con prove libere venerdì mattina e qualifiche nel pomeriggio. Al sabato le Sprint Race, cioè le gare brevi con griglia invertita dei primi dieci piloti, al mattino la Formula 3 e nel pomeriggio la
MONZAGP
Le altre gare
sorella maggiore. Terminano le loro fatiche il 6 settembre a partire dalle 8 e 15 della mattina, con la gara lunga per entrambe che assegna molti più punti della precedente. Monza chiude la stagione 2026 della Porsche SuperCup, ottavo appuntamento di un Campionato che si corre solo sulle piste europee. L’olandese Flynt Schuring è il favorito in base al percorso fin qui vissuto, ma sono in tanti a poter ambire al
successo di tappa e fra loro il nostro Andrea Bristot, splendido secondo classificato nella gara d’apertura di Monte Carlo. Per la trentina di Porsche 911 GT3 Cup iscritte, il programma prevede tre quarti d’ora di libere il venerdì tardo pomeriggio, mezz’ora di qualifiche al sabato e poi, all’ora di pranzo della domenica, l’ultimo via che precede di poche ore quello dell’atteso gran premio di Formula 1.
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25 anni di Speciale GP
Un po' di noi | 25 anni fa iniziava la storia di uno Speciale per presentare l’evento
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settembre 2001, una data che resterà per sempre nel ricordo di chi c’era, all’insegna della cronaca drammatica all’inizio da divulgare attraverso tutti i mezzi d’informazione disponibili al momento, per diventare via via parte integrante della storia che si studia sui libri di scuola. Ma quel martedì, con il suo successivo e improvviso scenario apocalittico, per noi era nato con una bella novità con l’uscita in edicola del primo numero speciale del nostro gruppo editoriale dedicato al Gran Premio d’Italia. Anche per non dimenticare quel giorno ci è sembrato giusto ripercorrere questo quarto di secolo dell’evento motoristico più importante del nostro Paese attraverso le pagine di questi inserti. Si parte dunque da quel 2001, con un Mondiale nel quale fra le dieci squadre presenti, una meno delle attuali, a dettare legge ci sono Ferrari, McLaren e Williams, le uniche ad aver mantenuto il nome originale tuttora. Fa pensare inoltre che in quella griglia c’era un giovane spagnolo, Fernando Alonso, lo stesso che questa settimana fra gli altri sfida ragazzi che, sette di loro, quel giorno non erano ancora nati. e una fila davanti a lui c’è l’olandese Verstappen. Non Max però, ma papà Jos. Passano dodici mesi e per Monza raggiungere quota duecentomila spettatori nei tre giorni sembra una vittoria a suoi dirigenti. Bernie Ecclestone e tutta la truppa inaugurano i nuovi box, più larghi e accoglienti, niente a che vedere con le strutture che trovò nel 1965 il milanese Giorgio
F1 QUIZ
Bassi, che ripercorre per noi l’unico gran premio della sua carriera. Nel 2003 il Campionato arriva da noi ancora aperto, con tre piloti che si giocheranno la corona finita la tappa italiana. Tutto diverso l’anno dopo, con Michael Schumacher e la Ferrari che si presentano davanti al pubblico di casa già con i titoli in tasca. E in tema Ferrari sul nostro speciale ci pensa direttamente Ernesto Brambilla a spiegare perché quella volta, era il 1969, dopo le prove del venerdì scese dal Cavallino e non corse il gran premio. Dopo quattro anni nei quali la Rossa di Maranello era certa di ben figurare davanti ai suoi tifosi, nel 2005 solo il caso fortuito potrebbe farli felici, mentre qualche chance di successo la coltivano i nostri Giancarlo Fisichella e Jarno Trulli. Il primo chiuderà terzo, e continua ad essere l’ultimo podio tricolore a Monza, mentre l’abruzzese non ci
sale per un decina di secondi. Per chiudere questo lungo digiuno domenica confidiamo in Antonelli... Poco c'entra con lo sport ma molto con Monza e il suo Parco quanto vissuto nella primavera del 2006, giornate e carte bollate che rischiarono di far restare fuori dall’Autodromo Nazionale i camion con tutto il necessario per vicende legate al rumore. Tutto rientrato in extremis, fra soldi versati e accordi extragiudiziali, ma il rischio è stato alto. Monza accoglie un Mondiale che vive sulla sfida al vertice Alonso-Schumacher, ma a incuriosire è anche la GP2, categoria cadetta, che confeziona l’ultimo round utile per incoronare uno fra Lewis Hamilton e Nelsinho Piquet. Esattamente vent’anni fa la Brianza ha fatto felice l’attuale ferrarista che, una volta salito di livello, era fra i piloti più attesi nell’edizione del 2007. Peccato che a rovinare il clima da settimane era subentrata la vicenda dello spionaggio che aveva coinvolto su fronti opposti McLaren e Ferrari, per una brutta storia paragonabile a quella dell’anno prima chiamata Calciopoli. A rendere interessante quell’inserto ci hanno pensato due soggetti locali doc, da una parte l’intervista al presidente degli Amici dell’Autodromo e del Parco Enrico Radaelli e dall’altra il ritratto di un grande fotografo come Erminio Ferranti, per tutti l’Ammiraglio. Lo Speciale 2008, oltre a presentare come di consueto i protagonisti attesi, tracciava il ricordo di due tristi edizioni del passato. Quella del 1961 che aveva incoronato l’americano Phil Hill, rimasto legato a Monza e scomparso
16) L’HA FATTO DI NUOVO Juan Pablo Montoya è uno dei pochi piloti in grado di fare suo il G.P. d’Italia alla prima occasione. In quale anno il colombiano è stato capace di rivincere a Monza? □ 2002 □ 2004 □ 2005 □ 2006 □ 2008
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in quei giorni, mentre attraverso un servizio più ampio veniva presentata la figura di uno dei più grandi interpreti dello stradale brianzolo, Ronnie Peterson, morto esattamente trent’anni prima. Un cambiamento editoriale ormai doveroso arriva nel 2009 con il primo inserto stampata su carta patinata, con due vicende non agonistiche che turbano i sogni di molti. La possibile scissione fra la FIA e l’associazione dei team, la FOTA, viaggia nello stesso periodo in cui aleggia l’ipotesi sempre più concreta di un gran premio all’EUR romano. Eventualità che allarma, giustamente, i monzesi. Un anno dopo tutto rientrato con il Circus iridato più unito e con Roma saltata Monza è salva, e si torna a parlare di sport anche grazie a un programma inteso che parte di buon mattino per accogliere cinque categorie. Le luci si concentrano su due piloti dai nomi iconici: Schumacher e Senna. Il primo è il sette volte iridato in persona a Monza con la Mercedes, mentre il secondo è il nipote dell’indimenticato Ayrton. Ma in quell’inserto altri nomi, diversi fra loro ma entrambi di valore, figurano al suo interno. Sono il decano dei fotografi Ercole Colombo e un grande ex della Ferrari come Patrick Tambay. Sei anni dopo la vicenda del rumore, i mesi che precedono l’edizione 2012 del Gran Premio d’Italia per l’Autodromo sono altrettanto burrascosi e anche quelli successivi, con l’intervento della Magistratura, purtroppo lo confermeranno. Chi non si è confermato invece è Fernando Alonso, ferrarista in vetta al Mondiale alla vigilia della gara brianzola ma sconfitto poi a fine anno. Lo spagnolo è in copertina l’anno successivo in un abbraccio «letale» con Sebastian Vettel, proprio l’uomo che lo sosti-
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tuirà nel 2015 in Ferrari. Ma nel frattempo, con l’introduzione dell’ibrido in Formula 1, è iniziata l’era di Lewis Hamilton e della Mercedes... A tenere banco alla vigilia dell’edizione 2016 è l’accordo del prolungamento del contratto fra l’ACItalia e Bernie Ecclestone per portare il Mondiale a Monza anche in futuro. Sarà un accordo breve siglato poco prima che il «Padrino» inglese ha venduto la Formula 1 agli americani di Liberty Media. Nel frattempo esce la notizia di un possibile ritorno dell’Alfa Romeo
e di questo ne parla anche uno dei suoi storici piloti, Bruno Giacomelli. Passate le nubi di un’eventuale uscita di Monza dal Circus iridato, nel 2017 entra in carica come presidente SIAS, l’ente che gestisce l’Autodromo, il varesino Giuseppe Redaelli. Un nome nuovo, inatteso, che spiega il perché del suo ingresso in una realtà locale destinata ad avere una gestione più nazionale. Dodici mesi dopo a presentarsi sulle pagine del nostro Speciale è un altro uomo di comando. Geronimo La Russa sale sulla poltrona a capo dell’ACMilano e racconta il suo amore per gli sport del motore e per Monza. Quest’anno sono proprio loro, La Russa e Redaelli, i padroni di casa che accoglieranno la Formula 1. Nel frattempo sono stagioni nelle quali a duellare al vertice del Mondiale troviamo Sebastian Vettel con la Ferrari e Lewis Hamilton con la Mercedes, e in pochi s’immaginavano che l’inglese anni dopo sarebbe stato osannato dai suoi avversari vestiti di rosso. Nell’avvicinarsi al Gran Premio d’Italia numero 90 sono ancora loro due i più attesi. Iinvece, con un po’ di sorpresa, la domenica pomeriggio dalla Parabolica uscirà vincente l’altra Rossa, quella affidata al neo acquisto della Ferrari, il monegasco Charles Leclerc. 2020, un anno segnato dalla pandemia. In tutto il mondo, Circus della Formula 1 compreso. A spiegare bene come si è vissuto nei pochi autodromi che avevano ospitato gare prima di Monza, che come tutti gli impianti fino all’ultimo non era certa di poterlo fare, è il fotografo brianzolo Alberto Crippa. Un racconto a tratti drammatico, vissuto all’interno di ambienti surreali e all’opposto di quanto andato in scena per tutti i decenni precedenti. E proprio in questo anno così particolare la Formula 1 celebra
17) L’ULTIMO DEI NOSTRI BIS Dal 2005 un pilota italiano non sale sul podio del gran premio di casa. Chi è stato l’ultimo a riuscirci? __________________________________________________________________________________________
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i suoi settant’anni di vita e la Ferrari i suoi mille gran premi... Un anno dopo il virus è ancora attivo, ma ha diminuito la sua intensità creando finalmente le condizioni per il ritorno del pubblico sulle tribune. Questo è uno degli argomenti trattati nell’intervista esclusiva con il nuovo capo della Formula 1, Stefano Domenicali, all’interno di un inserto dove per gioco la presentazione dei piloti li ha visti inseriti nei gironi della Divina Commedia per celebrare la ricorrenza della nascita di Dante Alighieri. Se per il «Sommo poeta» l’anniversario dell’anno precedente era il settecentesimo, per l’Autodromo Nazionale il 2022 si ferma al secolo di vita, pur sempre un numero importante, festeggiato nell’attesa di una Formula 1 tornata in salute dopo i due anni bui del Covid. L’edizione successiva, con l’attesa di numeri da record al botteghino, non presenta attese particolari sul piano sportivo, e infatti il cannibale Max Verstappen lo confermerà vincendo il gran premio, mentre è piacevole pur
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25 anni di Speciale GP
Inserto omaggio al numero odierno di: Giornale di Monza | Giornale di Vimercate | Giornale di Carate | Giornale di Desio | Giornale di Seregno
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GP D’ITALIA FORMULA 1 | 1-3 settembre 2023
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IL PUNTO SULLA F1 Monza aspetta anche lei Max
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LA MOSTRA Un Gran Premio lungo 46 100 anni
se un po’ amaro rileggere nell’inserto le parole di una grande vincitore del passato monzese quale è René Arnoux. Il 2024 è un anno particolare nella storia dell’impianto monzese, rimasto inattivo fino all’arrivo dei camion del Mondiale per i lavori di rifacimento completo della pista. A rendere interessante l’inserto sono le parole di Ivan Capelli, nome che non
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ha bisogno di presentazioni riferendosi a Monza e alla Formula 1. Oltre alla sua, interessante è anche l'intervista realizzata a Leonardo Fornaroli, futuro Campione di Formula 3 e Formula 2 e ora in panchina nel team McLaren. Passano gli anni e si arriva quindi allo Speciale del 2025, dodici mesi fa esatti, con un inserto pieno di interviste e ritratti. Si comincia dal neo presidente ACItalia Geronimo La Russa, passando per tre ex piloti come l’immenso Emerson Fittipaldi, il grande Gabriele Tarquini e il beniamino di casa Fabrizio Barbazza. Altre pagine interessanti compongono il numero scorso, compreso l’articolo che presenta una realtà locale che ormai va ben oltre i nostri confini, spinta fondamentale per dare un senso alla società civile: PizzAut. Quella sopra raccontata è solo una parte di quanto prodotto in questo quarto di secolo dal nostro gruppo editoriale per presentare l’evento più iconico del territorio. E quindi gustatevi parole e immagini di questo Speciale Gran Premio d’Italia 2026!
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Formula 1 2026 | Piacciono le nuove regole tecniche?
L'
essere umano è da sempre refrattario e diffidente ai cambiamenti perché lo obbligano ad uscire dalla zona comfort, vale a dire l’ambito in cui si muove con sicurezza e automatismi consolidati. Il cambiamento obbliga a capire, a studiare per adeguarsi alle nuove situazioni e questo allontana da riferimenti certi e talvolta innesca polemiche e discussioni. In ambito sportivo, vedi il VAR nel calcio, accade la stessa cosa quando si modificano, anche parzialmente, le regole. In Formula 1 ciclicamente ci sono novità
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regolamentari motivate spesso da esigenze di maggiore sicurezza e di aggiornamento tecnologico o, talvolta, dalla necessità di aumentare lo spettacolo in pista. A partire dal 2010, anno di introduzione del DRS, l’ala posteriore mobile per favorire i sorpassi, al 2014, quando furono introdotti l’ERS e la motorizzazione ibrida, e fino al 2022, anno del ritorno dell’effetto suolo, il regolamento tecnico della Formula 1 ha subito delle trasformazioni. L’ultima, introdotta da quest’anno, è stata radicale perché si è intervenuti
18) DALL’ABITACOLO AL MURETTO A rappresentare il team vincitore sul podio nel 2008, accanto a Sebastian Vettel, è salito un precedente trionfatore del Gran Premio d’Italia. Chi è? __________________________________________________________________________________________
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riducendo le dimensioni della monoposto e degli pneumatici e intervenendo anche sul gruppo motopropulsore. Con monoposto più compatte, anche nel passo, nuovi pneumatici con minore impronta a terra e quindi ridotta meccanica e la scomparsa dell’effetto suolo, la deportanza
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delle Formula 1 è diminuita notevolmente. Le prestazioni generali in frenata e in curva si sono ridotte e sono state compensate solo parzialmente dall’aumento di velocità di punta in quanto le nuove monoposto hanno minore sezione frontale e possono usufruire della modalità
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aerodinamica attiva; questa altro non è che la possibilità di ridurre contemporaneamente l’incidenza dei flap anteriori e di quello posteriore su tutti i tratti rettilinei a beneficio di una maggiore velocità. Alle modifiche sulla geometria delle monoposto si sono aggiunte nuove regole sull’unità motrice; la potenza globale è rimasta invariata, circa mille CV, ma metà di questa arriva dalla componente elettrica grazie all’energia recuperata durante il giro di pista e immagazzinata nelle batterie che alimentano il motore. Quando il pilota agisce sull’acceleratore la potenza viene erogata parte dal motore a combustione e parte da quello elettrico. Queste novità regolamentari, proposte dalla Federazione, furono discusse, modificate e poi finalmente accettate da tutti i fornitori di Power Unit dopo numerosissimi incontri. Nelle gare iniziali si è però evidenziata una criticità per capire la quale occorre una esemplificazione. Le batterie si ricaricano quando il pilota
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alza il pedale dell’acceleratore, anche di pochi millimetri e per pochi decimi, o quando frena. Se la Formula 1 corresse a Indianapolis dove notoriamente si sta praticamente a “tavoletta” per quasi tutto il giro con leggerissime riduzioni nelle quattro curve, e di fatto non si frena mai, l’energia recuperabile sarebbe minima. Non è così in Formula 1 dove la conformazione delle piste e le esperienze
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passate ci dicono che mediamente si sta ad acceleratore completamente schiacciato tra il 65 e il 70 per cento del giro, a parte qualche tracciato tipo Monza, dove l’acceleratore ha percentuali superiori, o Monaco dove sono più basse. Questo vuol dire che le monoposto viaggiano in transitorio, cioè con acceleratore parzializzato o in frenata, per la rimanente percentuale del giro, tra il 35 e
il 30. In queste fasi avviene la ricarica delle batterie fino a un valore massimo di energia stabilito dalla FIA. Per raggiungerlo c’è un lavoro incredibile degli ingegneri dei team che individuano tracciato per tracciato e curva per curva le modalità di ricarica delle batterie così da raggiungere la soglia prevista che consente l’erogazione della potenza massima dal motore termico e quindi la migliore prestazione sul giro. Ma su alcuni tracciati, nelle fasi di transitorio e di frenata, non si riesce a recuperare l’energia prevista dalla FIA e così la potenza massima non è disponibile per tutta la durata del giro al punto che in qualche occasione la Federazione è intervenuta abbassando la soglia. In aggiunta, il pilota ha dovuto inventarsi delle strategie di ricarica. Come? Facendo la manovra meno spontanea e naturale, alzare il piede dall’acceleratore, a volte in pieno rettilineo. A parte le considerazioni che attengono alla sicurezza, basta rivedere le immagini del tamponamento evitato
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per poco da parte di Oliver Bearman ai danni di Franco Colapinto a Suzuka, queste manovre hanno snaturato un po' l’istinto del pilota. Il risultato è stato una serie di sorpassi, a volte in punti inaspettati, con grandi differenze di velocità, manovre che il pubblico ha mostrato di apprezzare. Sono stati certamente il frutto di strategie dei tecnici e ovviamente dei piloti, cui va riconosciuta anche questa abilità e dote di sensibilità e intelligenza “tattica”. Ma sono apparsi un po' finti e non fedele espressione dei valori tecnici e umani in campo, dovuti a una monoposto che consentiva al pilota di arrivare davvero al limite in frenata o di percorrere la curva con traiettoria diversa o di un abile sfruttamento dell’aderenza degli pneumatici. Non è un caso che si siano alimentate voci su un riequilibrio delle percentuali tra termico ed elettrico, ma questo comporterebbe un rifacimento completo dei motori termici e, addirittura, di un abbandono del motore elettrico. Il successo in ter-
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mini di pubblico che il Campionato sta facendo registrare, nonostante l’aumento dei tempi sul giro, dà al momento ragione a Federazione e Formula One Group per cui si tratta solo di ipotesi. Ma ai puristi del “piede a tavoletta”, della staccata al limi-
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Per capire meglio
te e della guida in controsterzo, forse nostalgici, di certo piacevano di più i sorpassi all’esterno della curva e in sbandata come quello di Nelson Piquet su Ayrton Senna in Ungheria nel 1986. Ing. Giancarlo Bruno
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Ritratto di un Pilota
Emanuele Pirro | Venire a Monza, fin dal 1980, mi dà sempre un’emozione unica
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arlare con un pilota che ha avuto una carriera così lunga e positiva riserva sempre ricordi e spunti interessanti. Se ti capita di farlo con un Emanuele Pirro diventa il piacere di condividere la passione per il Motorsport, e al tempo stesso capire cosa gira nella mente di un ragazzo che ha un sogno fino a esaudirlo. E oltre.
Com’è andata quella volta? Su Monza mi ha aiutato la voglia di emergere che avevo, ma in particolar modo Mario Acquati, un’istituzione in Autodromo, che mi aveva fatto riflette sulle scie monzesi, spiegandomi che chi esce al comando dalla Parabolica all’ultimo giro non vince.
Emanuele, se ti dico Monza cosa ti viene in mente per prima cosa? Un ricordo indimenticabile. Era la primavera del 1980 e, dopo anni di kart, ero passato alle auto, iscritto alla prima edizione del Campionato nazionale Fiat Abarth. Eravamo una cinquantina e tutti partivamo alla pari. Venendo a Monza per la prima volta pensavo a questo luogo mitico, al suo asfalto storico e ai tanti campioni che l’avevano calcato. Piccolo inciso, allora come oggi l’emozione che mi trasmette Monza è il sentimento dell’appassionato che ancora oggi provo.
Infatti, in finale, esco terzo e vinco. Era la mia seconda gara in assoluto ed ero già davanti a tutti. Attenzione però, perché ero consapevole di essere uno dei tanti giovani che voleva costruirsi un futuro nel Motorsport e dovevo capire se avevo le qualità. Sono sempre stato molto critico con me stesso, anche quando vincevo, e dunque quel primo successo monzese andava analizzato a fondo. Poi torni a Monza e alzi il livello? Due anni dopo sono secondo nella gara dell’Europeo di Formula 3, e in seguito ci vengo altre volte. Ma la svolta arriva nell’85 con la BMW. Prima però devo spiegare la mia situazione. Racconta pure. Il mio pensiero è sempre stato quello di correre in monoposto puntando alla Formula 1. Per un ragazzo di poco più di vent’anni era naturale. Avevo avuto alcune esperienze con le ruote scoperte,
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compresa una 24 Ore di Le Mans con la Lancia ufficiale, ma la mia testa era rivolta ai gran premi. Un giorno, grazie all’interessamento di due cari amici piloti, Roberto Ravaglia e Gerhard Berger, mi arriva una chiamata dalla BMW per correre a Monza la gara dell’Europeo Turismo. Accetto e mi trovo a vivere una bella esperienza all’interno di un team professionale. Le macchine erano più lente delle monoposto ma altrettanto impegnative. Mi è piaciuto, sono andato bene e BMW mi ha offerto un contratto. L’aspetto importante è che quel fine settimana ho capito che la mia carriera poteva avevare un piano B, cioè l’alternativa se non fossi arrivato in Formula 1. Poi, in effetti, il sogno s’avvera e nel 1989 in Formula 1 ci arrivi… Si, ma ci sono altri passi prima. Ho fatto stagioni di Formula 2 e poi Formula 3000, scegliendo di vivere in Inghilterra, e anche questo si è rivelato fondamentale per la mia carriera. Ma, per restare al tema di Formula 1, è interessante raccontare un lungo antefatto… …chiamato McLaren? Anche. Mentre sono impegnato nell’Europeo di F.3000 mi cerca Ken Tyrrell ma voleva dei soldi per farmi correre e io, che non ho mai pagato per fare il pilota, declino la sua proposta. Un altro caro amico pilota, Stefan Johansson, fa il mio nome a Ron Dennis per sostituire Alain Prost. Ma non come pilota bensì come “controfigura” in un filmato pubblicitario della Marlboro. Stiamo una decina di giorni in Arizona agli ordini di Tony Scott, uno dei migliori registi al mondo, mi diverto, mi pagano e guido la McLaren. Per me poteva bastare così. Al termine delle riprese Dennis mi dice che, con l’arrivo dei motori Honda, hanno intenzione di creare
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Ritratto di un Pilota
1989, a Monza con la Benetton B189
sultato il più veloce. Fammi dire solo un paio di cose su quei due Campioni con la C maiscuola.
Con Ayrton Senna e Alain Prost
una squadra test in Giappone e che io potevo essere il loro pilota-collaudatore. Accetto e in più, per il 1988, mi mettono in piedi un programma di gare di Formula Nippon che è la F.3000 giapponese. Per cui, in quel 1988 dove la McLaren vince tutti i gran premi meno uno, c’è anche del tuo? Certamente. Ayrton Senna e Alain Prost hanno ottenuto il massimo dalla MP4/4, ma i tecnici inglesi hanno sempre sottolineato l’importanza del mio lavoro quotidiano dall’altra parte del mondo. Come soddisfazione personale posso dire che in alcuni test FOCA in Europa, cioè con tutte le altre squadre in pista, a volte sono ri-
Fai pure. Pe me è stata la più grande coppia di tutta la storia della Formula 1. Quando capita, di solito uno soccombe e molla subito. Fino a quando sono rimasti insieme, loro due si alimentavano e stimolavano a vicenda. Uno senza l’altro non sarebbe stato così forte. Aver lavorato al loro fianco mi ha fatto inoltre capire che pensavo di fare tutto al meglio di me e, con un pizzico di presunzione, di non aver più niente da imparare. Invece loro facevano più cose e con qualità uniche. Il modo di approcciarsi al lavoro, il non essere mai soddisfatti, lo stimolo che davano a chi lavorava per loro, l’analizzare anche i particolari con attenzione infinita. Aspetti del nostro lavoro che mi hanno fatto crescere. Io ero considerato bravo nella messa a punto, ma loro erano a livelli superiori, e fino a quando non ci stai a fianco a dei fuoriclasse veri non capisci quanto sono forti. Passiamo alla tua Formula 1. Nel 1989 sono ancora in McLaren quando vengo cercato da Gérard Larrousse per correre il Gran Premio di Francia con la sua squadra.
19) NON C’è DUE SENZA TRE Dopo aver vinto per due volte il gran premio italiano al volante di una Ferrari, con quale marca nel 2009 firma il suo tris Rubens Barrichello? __________________________________________________________________________________________
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Ritratto di un Pilota
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ta di team privato che faceva correre le Dallara. Pochi risultati ma comunque due anni splendidi. Meccanici, ingegneri, addetti, tutte persone con cui mi sono trovato bene e, aggiungo, la cosa che mi rende soddisfatto della mia carriera è il ricordo che ho lasciato e i rapporti eccellenti avuti in tutte le squadre con cui ho corso.
Una vita che aspettavo questo momento e finalmente è lì a un passo, basta dire Si. Sto per accettare ma Ron Dennis mi dice di non firmare. In effetti dopo poco vengo cercato anche da Ken Tyrrell e da Flavio Briatore che aveva preso la guida della Benetton da poche settimane. Accetto questa proposta e vado a correre per un team che pochi anni dopo diventerà uno dei più forti in circolazione. Però il ricordo dei quella mia mezza stagione è una grande delusione. Stavo stretto dentro la B189 e a volte mi si addormentava la gamba. Per cui è successo, ad esempio a Hockenheim che ero quarto e potevo prendere la Ferrari di Mansell, di uscire di pista per mancanza di sensibilità. Nove anni dopo il debutto a Monza si avvera il tuo sogno. Non vedevo l’ora di correre la gara di casa, su una pista così veloce dove la mia Benetton si adattava bene. La domenica mi sentivo pronto e carico. Forse troppo. Si è rotta la frizione subito dopo il via per un problema di
Finita la Formula 1 si apre un nuovo capitolo. Sono ancora un pilota BMW ma a fine Metà anni Ottanta, in Formula 3000
surriscaldamento e, purtroppo, avevo esagerato nel giro di ricognizione. Finito il periodo in Benetton sono passato alla Scuderia Italia, una sor-
1993 ci separiamo di comune accordo. Vengo cercato da Audi che sta rientrando nelle corse in quel periodo e sono il primo pilota messo sotto con-
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Ritratto di un Pilota
tratto da loro. Il capitolo Superturismo è stato prolifico, con tre titoli di fila. Nel frattempo in Germania hanno iniziato a lavorare sul progetto Le Mans, e io mi sono fatto trovare pronto al momento giusto. Pirro e Le Mans, una cosa sola. La parte tecnica e organizzativa mi ha sempre interessato. Audi era il top, e all’interno della squadra c’era una rivalità sana e tutte le volte che si partiva per la 24 Ore sapevo che sarebbe stata un’esperienza indimenticabile. Cinque vittorie sono un record per pochi, lo capisco, ma a rendermi orgoglioso è più l’aver portato sul podio la nostra vettura per nove anni di fila. Dopo il pilota c’è stato l’uomo FIA. Un ruolo nato per caso perché, come mi è sempre capitato, sono stato cercato. Ho sempre visto le corse dalla parte del pilota, invece in quegli anni di commissario ho imparato che per capirle bene bisogna vederle sotto tutti i punti di vista e l’avere il maggior numero d’informazioni è
Nove podi, con cinque trionfi, a Le Mans con l’Audi
basilare. Tuttavia sono il primo a dire che ci sono cose che cambierei nel Motorsport. Come la Formula 1 di oggi? Non amo la critica fine a sé stessa e cerco di vedere le cose che non funzionano. In questa Formula 1 c’è tanta tecnologia e pertanto non penso che si possa tornare indietro, ad esempio ai motori solo atmosferici. Tuttavia, proprio perché c’è questa perfezione, non è facile creare una Formula 1 interessante oggi. Questo regolamento non piace a chi gover-
na il Motorsport ed è stato sottovalutato quando è stato concepito, solamente che servono tempi lunghi per mettere a posto questa scelta frutto di un ibrido sbilanciato. Io non devo assolvere o condannare nessuno, ma è innegabile che non è facile uscire dalla strada intrapresa. Chiudiamo come siamo partiti: Monza e il prossimo 6 settembre. Ho due figli che fanno gli ingegneri da corsa, e uno di loro lo fa in Formula 1. Anche per questo ci verrò con grande emozione. Come sempre.
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he cosa ha detto la prima parte di stagione del Mondiale di Formula 1 andata in onda? Partendo da questa considerazione, abbiamo chiesto a sei autorevoli giornalisti italiani di Motorsport il loro pensiero su vari punti. Dalle scelte tecniche e regolamentari a quelle economiche, passando per i tre attuali capisaldi tricolori: Antonelli, Ferrari, Monza. Eccole, tutte condivisibili, le loro risposte, da noi raccolte fra quelle fornite da un nome di grande prestigio come Pino Allievi, passando per un’altra penna da prima fila come Giorgio Terruzzi del Corriere della Sera, leggendo i concetti espressi dal deus-ex-machina di AutoSprint Mario Donnini, così come quelli non banali riportati direttamente dai campi di gara da una delle voci di Sky F1 Italia Roberto Chinchero, senza tralasciare le argomentazioni espresse da un inviato di lungo corso come Umberto Zapelloni e dal conduttore delle fortunata trasmissione di Telenova Griglia di Partenza, Gigi Vignando.
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Ecco le nostre sei semplici e dirette domande: ➊ Il tuo pensiero sulla stagione 2026 alla pausa estiva. ➋ La formula tecnica, 50 e 50 fra endotermico ed elettrico, è stata un azzardo? ➌ Il punto sul Mondiale della Ferrari a oggi. ➍ Antonelli non è più una sorpresa. Fin dove può arrivare? ➎ Liberty Media, oltre ai propri interessi, in proiezione sta facendo anche quelli della Formula 1? ➏ Qual è il futuro di Monza in questa Formula 1?
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Risponde: Pino Allievi ➊
Belle gare, molte sorprese cominciando da Antonelli. Abbiamo visto tanto spettacolo, che è quello che la gente vuole. Ma quanto sport vero c’è stato dentro lo show? Quali sono stati i sorpassi reali, dovuti all’agonismo, al coraggio, al talento dei piloti, e quanti invece quelli fasulli, dovuti alla solita tiritera della ricarica della batteria? Se la Formula 1 perde la sua identità rischia una deriva da wrestling. A tanti farebbe comodo, purtroppo….
➋
Alla luce di tutti i cambiamenti fatti in corsa, è stato un azzardo. Già sin da prima della gara di aperura in Australia si parlava di cambiare più o meno tante cose. Alcune sono state attuate, altre arriveranno. Risultato: sconcerto e instabilità. E rischio di perdita
di credibilità nei confronti di chi vorrebbe dei gran premi veri, basati su valori di agonismo e coraggio che vedo sempre meno. Però ai giovani questa Formula 1 – a prescindere dall’elettrico o dal termico, temi che non interessano realmente – piace, quindi avanti così. I nostalgici sono perdenti e decisamente minoritari. Io mi includo orgogliosamente tra questi.
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Direi una buona Ferrari, in grado di giocarsela in tante gare. Ma preoccupa il fatto che, a detta degli stessi tecnici di Maranello e dei piloti, non si sia capito perché, su certe piste, la macchina sia andata più forte del previsto e in altre meno. È una Ferrari in crescita: troppi errorini che sono costati cari, da eliminare assolutamente nella seconda parte della sta-
È arrivato il momento di fare un PIT STOP tagliando.
gione, se il Cavallino crede (?) di poter lottare per almeno un Mondiale.
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Per quello che si è visto sino al Gran Premio d’Ungheria, Antonelli ha la maturità per puntare al titolo. Ed è una sorpresa bellissima, perché nessuno (neppure lui) se lo aspettava.
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Dipende di quale Formula 1 stiamo parlando. Liberty Media ha lavorato stupendamente per il business e lo show. Se la Formula 1 sta andando verso una forma di intrattenimento nella quale lo sport è solo una parte sempre meno prevalente, questi americani sono il partner ideale.
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Monza è la Formula 1 e la Formula 1 non può prescindere da Monza. Lo sa Monza, lo sa la FIA, lo sa Liberty Media. Il futuro è assicurato.
Risponde: Roberto Chinchero ➊
Viviamo un periodo in cui i giudizi sono molto affrettati. Dopo la prima gara del 2026 la Formula 1 sembrava avviata verso una stagione in cui le polemiche avrebbero avuto più spazio dei risultati in pista. Dopo cinque mesi, lo scenario è fortunatamente molto diverso. Abbiamo assistito a grandi gare, risultati a sorpresa, cadute e resurrezioni che hanno reso il Campionato molto più avvincente del previsto. Restano sullo sfondo le criticità legate alle Power Unit (per fortuna evidenti solo su alcune piste), ma è sotto gli occhi di tutti come la Formula 1 stia vivendo una stagione viva e ricca di sfide.
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Non si può negare la realtà. Il regolamento che ha dato vita alle Power Unit 2026 è nato con un errore di fondo che ha costretto la Formula 1
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pilastri del Motorsport. È però giusto ricordare che nel 2021, quando queste regole furono approvate, la Formula 1 era a corto di Costruttori di motori: era suonato l'allarme dopo il ritiro della Honda (poi rientrata) e c'erano forti interrogativi sul futuro del programma Renault. Fu una scelta maturata per attirare nuovi motoristi, come poi è avvenuto con Audi, e sotto questo profilo ha raggiunto l'obiettivo prefissato.
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ad affrontare problemi di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Il rapporto 50/50 tra endotermico ed elettrico non si sposa con le esigenze di una monoposto da corsa, snaturando alcuni aspetti che rappresentano i
La stagione della Scuderia finora non è stata esaltante, ma allo stesso tempo offre diversi spunti positivi che, se confermati, fanno ben sperare per il futuro. Il progetto SF-26 ha riportato la Ferrari in un ruolo che mancava da anni, per la prima volta dopo molto tempo gli avversari sono tornati a copiare soluzioni portate in pista dai tecnici di Maranello.
20) SCUSATE SE ESISTO Fra il 2011 e il 2018 un solo avversario è riuscito a scalzare Sebastian Vettel e Lewis Hamilton dal gradino più alto del podio monzese. Chi è questo pilota e in che anno è riuscito a farlo? _________________________________
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Manca ancora qualcosa sul fronte Power Unit, ma le due vittorie arrivate in Spagna e Gran Bretagna sono state un traguardo di peso. Sul fronte piloti, la notizia più importante della prima metà di stagione è la rinascita di Lewis Hamilton dopo un 2025 molto difficile. Non era affatto scontato e l'eco della sua vittoria a Barcellona, il primo successo al volante di una Ferrari, è stata enorme.
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Dopo settantatré anni l'Italia può tornare a sognare a occhi aperti. La possibilità che Kimi Antonelli possa laurearsi Campione del mondo di Formula 1 è concreta, come probabilmente non accadeva da quando Alberto Ascari conquistò il suo secondo titolo nel 1953. Antonelli ha tutto per puntare ai traguardi più prestigiosi di questo sport. Sul suo talento c'erano pochi dubbi, ma ciò che ha sorpreso è stata la velocità con cui ha saputo adattarsi a un mondo estremamente difficile come la Formula 1. Ci è riuscito nonostante abbia appena diciannove anni e
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nonostante la pressione inevitabile di chi corre per una squadra di vertice. Credo che vincerà più di un titolo mondiale.
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Gli interessi di Liberty Media coincidono oggi, in larga parte, con quelli della Formula 1. Il successo finanziario del gruppo statunitense ha portato benefici enormi anche alle squadre e, di conseguenza, all'intero movimento. È però indispensabile che ci sia un'opera di monitoraggio da parte della FIA, una seconda voce capace di salvaguardare quei principi fondamentali per preservare la tradizione e l'identità di questo sport. Nei dieci anni di gestione commerciale di Liberty Media, la Formula 1 ha raggiunto un livello invidiato da molti altri sport: è un successo che si percepisce ogni weekend di gara, su qualsiasi circuito del calendario.
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Monza ha un vantaggio enorme rispetto a gran parte degli altri circuiti presenti nel calendario di Formula 1:
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un nome e una storia conosciuti in tutto il mondo. Basta pronunciare la parola "Monza" perché riaffiorino immagini ed episodi che hanno scritto la storia del Motorsport. Oggi, però, la tradizione da sola non basta più. Il futuro di Monza è nelle mani di chi la gestisce. L'Autodromo deve continuare a essere al passo con i tempi, sia sul piano delle strutture sia su quello dei servizi, mentre l'organizzazione deve essere sufficientemente snella da poter prendere decisioni in tempi rapidi. Ci sono tutte le condizioni per garantire a questa pista un grande futuro.
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Risponde: Mario Donnini
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È un pensiero duplice, una specie di bilancio a partita doppia. Sul piano tecnico-regolamentare, il nuovo tema è stato un flop. Sul piano agonistico-narrativo, invece, la stagione sta decollando alla grande. Perché il possibile confronto al vertice tra Kimi Antonelli su Mercedes contrapposto a Lewis Hamilton su Ferrari è una specie di favola capace di incantare mezzo pianeta, da qui a dicembre.
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Sì, è stato fatto un passo lungo molto più della gamba. Punto primo, la
Formula 1 non ha alcun dovere di fare la frangiflutti del progresso politico-tecnologico. La Formula 1 serve solo a stabilire chi è il pilota più veloce e intelligentemente bravo del mondo. Non tocca a lei individuare e glorificare i motori di domani, anche perché a oggi nessuno sa dove ci porterà il futuro. Quindi è stato un passo nell'ignoto che ha svilito e sta svilendo la guida, le staccate e il manico, privilegiando una gestione ragionieristica dell'energia. Una brutta pagina, per fortuna ora oscurata dalle prodezze di piloti favolosi quali Kimi, Lewis e aggiungo anche Max, che resta il migliore, senza trascurare Lando Norris, il quale è un Campione in carica degnissimo.
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Come ben spiegato da Toto Wolff, mentre la Mercedes è partita avendo subito la prestazione e cercando poi
l'affidabilità, la Ferrari sta percorrendo il cammino opposto, peraltro con risultati molto, molto interessanti. Peccato però che strada facendo continuino a esserci errori tattici, strategici e di gestione che rischiano di pesare nel computo finale. Le troppe penalizzazioni di Lewis in tutte le recenti gare e la scarsa malleabilità
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di chi corre ai giochi di squadra, sono fattori di cui tener conto e su cui bisogna intervenire.
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Può e deve arrivare al titolo mondiale. Lui ne ha tutte le capacità e le possibilità. Sulla carta è ben più corazzato psicologicamente di Oscar Piastri, che l'anno scorso andò in crisi dopo l'Olanda, rovinando tutto con cinque incidenti nella fase cruciale. Per Kimi il discorso è diverso: lui è grande e tosto; l'unica incognita riguarda l'affidabilità Mercedes. Se il team blinda quella, Kimi sarà Campione del mondo.
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Liberty Media è su piazza a scopo di lucro e sa perfettamente ciò che fare per riuscirci nel migliore dei modi. A volte migliorando anche la Formula 1, dandole opportunità nuove, altre no, perché le storture sono dietro l'angolo. Diciamo però che a oggi il suo contributo è senz'altro ri-
levante e interessante. E per fortuna criticabile e migliorabile, sennò noi giornalisti che ci staremmo a fare?
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Monza è coeterna alla Formula 1. Monza è il circuito in cui il Mondiale si sublima. Aveva ragione il regista John Frankenheimer nel film Grand
Prix: ciascun Mondiale culmina e si sublima a Monza. È il Tempio non solo della Velocità ma anche della mitologia dei Gran Premi. Il punto d'incontro tra storia, arte, leggenda e cronaca. Teniamocela ben stretta, Monza. Vogliamole per sempre bene, preservandola in tutti i modi possibili.
Risponde: Giorgio Terruzzi ❶
È un anno strano, molto condizionato dal nuovo regolamento tecnico. Il panorama: completamente cambiato. Anche sul fronte umano perché quando arriva sulla scena uno come Antonelli le coordinate saltano. Per nostra fortuna e godimenti visto che eravamo in crisi di astinenza da un pezzo. E poi una resurrezione entusiasmante, quella di Hamilton, ancora in grado di correre da grande campione dopo una stagione di grandi delusioni.
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Le gare sono tanto spettacolari quanto indecifrabili, soprattutto per noi vecchi appassionati che manteniamo un rapporto romantico con il motorismo.
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Non parlerei di azzardo visto che è stata concepita molto tempo fa da tutte le parti in causa, comprese quelle che si lamentano oggi. Al punto da correre ai ripari correggendo la proporzione tra endotermico ed elettrico.
21) IN PRIMA FILA A MARANELLO Due Ferrari davanti a tutti dopo le qualifiche nella gara di casa non è un evento che capita spesso. Chi sono stati i piloti a portare entrambe le Rosse in prima fila nel 2018? _________________________________________________________
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Beh, meglio rispetto allo scorso anno. Con ritorno alla vittoria, recupero di competitività, un antagonismo interno tra i due piloti dato per impossibile alla fine dello scorso anno. Qualche errore di troppo, ma qualche sogno rilanciato. E adesso gli appassionati italiani hanno un’alternativa di lusso su cui puntare…
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Può migliorare uno standard di rendimento impressionante e può già quest’anno diventare Campione del mondo. Un ragazzo che corre con naturalezza e divertimento, che mostra una attitudine rara a vedersi. Ma sì, credo proprio che faccia parte di una élite da libri di storia. Senza perdere (per ora) i tratti del bimbo che vince anche perché gioca; che gioca a vincere. Coglie le opportunità, insegue il suo sogno, non la mette giù dura. Un buon esempio per molti suoi coetanei.
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Penso che Liberty Media – che piaccia o meno – abbia colto un cambiamento culturale profondo che non riguarda soltanto il pubblico della Formula 1 ma un paio di generazioni. Gran premi come eventi che coinvolgono una quantità enorme di persone proprio in quanto tali. Non solo una corsa, che interessa a un
certo numero di patiti più avanti con gli anni, ma un happening a disposizione di giovanissimi, giovani e meno giovani, felici di esserci, di far parte, senza per forza sapere come funziona una Power Unit. Dunque una grande operazione di marketing portata avanti da un’organizzazione che gestisce commercialmente il Mondiale. Servirebbe prendere una
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distanza dalla FIA che si muove con modalità molto diverse, meno efficaci e controproducenti se pensiamo alla quantità di complicanze e inadeguatezze che vediamo quasi ogni domenica.
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Risponde: Gigi Vignando ❶
Questa stagione è tanto spettacolare quanto assurda: spettacolare per coloro che non capiscono la filosofia e non conoscono il DNA della Formula 1, appassionati per i quali la grande ricchezza di “falsi” sorpassi rende certamente merito alla voglia di spettacolo. Per gli altri il sorpasso di Kimi a Lewis nella gara Sprint di Silverstone, è stato un pugno nello stomaco, mentre quello subito in Ungheria da Max, è stato un vero capolavoro, l’esatta differenza tra nuovo e vecchio regolamento.
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Dipende da Monza. Da chi gestisce Monza. Dalla visione da applicare a Monza. Non è accaduto nulla del genere negli ultimi cinquant’anni. L’Autodromo potrebbe essere un luogo pieno di storia, di attività, di attrazioni, data la sua importanza, date le sopraelevate (abbandonate), gli spazi, eccetera. Un museo? Un archivio ben organizzato e gestito a disposizione di tutti? Una serie di servizi che coinvolgano i turisti attratti da Milano? Un centro per l’educazione stradale connesso alle scuole? Uno spazio espositivo dedicato ai grandi fotografi delle corse? Macché. Monza è già una occasione persa. E la concorrenza, a livello internazionale, si muove su ben altri ritmi.
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È stata un vero errore prima ancora che un azzardo! Con la possibilità di simulazione esistente oggi, alla FIA non potevano non vedere l’assurdità della scelta. Correre oggi ai
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ripari in maniera così scomposta e disordinata non fa onore al Circus della Formula 1. Il percorso elettrico andava affrontato per gradi, il 70-30 era la giusta percentuale di partenza!
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Anche la Ferrari è condizionata da questo illeggibile regolamento. Vincono su piste considerate ostiche e perdono in circuiti dove, sulla carta, si prevede doppietta. I piloti sembrano non capire, i tecnici ancora meno. Cosi le possibilità di conquista del Mondiale per la Rossa resteranno intatte ancora per qualche gara dopo la pausa.
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Andrea Kimi Antonelli ad oggi è davvero l’unico candidato al titolo mondiale. Guida la monoposto più competitiva e quando le piste non consentono di sfruttare il nuovo regolamento, come l’Ungheria, riesce a massimizzare il risultato finale. Con 50 punti di vantaggio e tanti
inseguitori che se li tolgono a vicenda, Kimi è l’unico pilota a oggi che il titolo lo può solo perdere.
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Da quando è arrivata in Formula 1, Liberty Media ha fatto solamente i suoi interessi massificando lo spettacolo e trasformando il mondo della Formula 1 in un vero e proprio businnes-show. Agli interessi della Formula 1 dovrebbe pensarci la FIA, che invece sembra quanto mai piegata agli
interessi dell’organizzatore.
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Monza è storia per la Formula 1; il Tempio della Velocità! Per chi ama la storia del Motorsport, Monza, con il suo secolo di vita rappresentava una tappa obbligata. Oggi, quando i lavori saranno ultimati, si spera possa entrare definitivamente tra le tappe obbligate del calendario di Formula 1, ammesso che anche in futuro potremo permettercelo un gran premio…
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Risponde: Umberto Zapelloni ❶
scita, sarebbe di certo finito in Haas. A Maranello ci arriverà tra qualche anno da Campione del mondo.
Il Mondiale 2026 è tenuto in vita dalla mancanza di affidabilità della Mercedes. Senza inconvenienti Kimi avrebbe già preso il largo. Per vincere quest’anno bisogna però essere perfetti, basta un piccolo errore per finire fuori dal podio. Così quello che temevo poter diventate un noioso monologo Mercedes è ancora un Campionato aperto. Da anni non si cominciavano le gare con tanta incertezza. In questi primi gran premi invece c’erano sempre tre/quattro candidati a pole e vittoria, tanto che in undici gran premi abbiamo avuto cinque vincitori diversi. Un inizio migliore del previsto.
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Più che un azzardo è stata una follia tanto che si è subito corsi al riparo. All’inizio dell’anno le qualifiche erano imbarazzanti, i piloti non potevano spingere al massimo e lo spettacolo era davvero inguardabile. Poi un po’ le cose sono migliorate, anche se a Spa abbiamo rivisto (e sentito) scene che mal si conciliano con il senso della Formula 1. Era inevitabile correre ai ripari ed è importante che già dall’anno prossimo si torni a dare più peso alla parte termica della Power Unit.
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La Ferrari commette ancora degli errori di esecuzione. Sbaglia strategia e disegna male i weekend però la SF-26 è un’ottima auto penalizzata dal motore non all’altezza. È andata meglio di come temevo all’inizio. Ha recuperato Hamilton e non ha perso Leclerc che stava entrando in crisi. È vero che il Mondiale è lontano, ma
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un passo avanti c’è obiettivamente stato e va dato atto a Fred Vasseur, che magari non è il massimo dei team principal, ma sta certamente lavorando bene. Forse la strada è davvero quella giusta e a suo favore parlano Leclerc e Hamilton.
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Kimi può vincere il suo primo Mondiale e incominciare un ciclo che può portarlo a battere ogni record. Ha vent’anni appena compiuti ma parla e corre già da veterano. È incredibile come a volte corra come il suo idolo Senna e a volte come Prost. Il tutto con una leggerezza, straordinaria qualità che lo rende unico. I primi sei successi non lo hanno cambiato, è rimasto il solito, e dubito che anche un titolo possa trasformarlo. È nella squadra giusta. La Ferrari non avrebbe potuto e saputo gestire così bene la sua cre-
La fan base della Formula 1 si sta allargando clamorosamente. C’è la fila di nazioni che vorrebbero un gran premio, l’audience mondiale sta crescendo. Questo però deve diventate il momento per creare legami profondi con i nuovi tifosi. Bisogna investire anche su quello, e non solo su nuovi sponsor, nuove strutture e un nuovo film hollywoodiano. Oggi la Formula 1 è il "place to be" dello sport, ma anche dell’entertainment ma non potrà esserlo per sempre per cui deve creare un solida fan base che possa durare nel tempo.
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Imprescindibile. La Formula 1 non può rinunciare a Monza e Monza non può restare senza Formula 1. Le piste storiche non possono uscire dal calendario. Monza, Silverstone, Monte Carlo, loro devono esserci. Io ci aggiungerei anche Spa… Ma Monza deve capire che la storia non basta e bisogna completare i lavori promessi per rendere l’esperienza sempre più unica per il pubblico che non paga esattamente due lire per venire in pista. Quest’anno il nuovo regolamento non aiuterà e temo si vedrà molto clipping, ma il futuro cambierà di sicuro e sono convinto che Monza abbia tutto per farne parte anche grazie alla nuova presidenza ACItalia che ha capito l’importanza di una gara così e soprattutto ha convinto anche il nostro Governo.
22) CHARLES I°, RE DI MONZA Charles Leclerc nel 2019, al suo primo Gran Premio d’Italia in rosso Ferrari, è stato capace di vincere subito. Con che Marca però aveva corso l’anno prima al suo debutto monzese? _________________________________________________________
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L’inviata di Sky Italia F1
Mara Sangiorgio | La nostra è una squadra affiatata che a Monza sarà al meglio
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a quattrodici anni Mara Sangiorgio fa parte del team di Sky Italia che segue il Mondiale di Formula 1. Per questa brianzola doc, che al motorino ha preferito la moto da enduro, lavorare nel mondo dei motori da corsa è il coronamento di un sogno ma, come lei stessa ci spiega, non un punto d’arrivo. Un passaggio importante di una carriera che un giorno potrebbe vederla condurre programmi d’approfondimento, e non necessariamente legati allo sport. Nel frattempo anche lei si sta preparando al meglio, come la Ferrari e l’amico Kimi Antonelli, per il gran premio di casa. Partiamo dall’inizio. Chi è Mara Sangiorgio prima di approdare ai gran premi? Mara è una ragazza che ha concluso il liceo artistico ma ha un sogno diverso. Fin da bambina ha sempre amato leggere e scrivere per cui un giorno ha capito che voleva fare la giornalista, con Lilli Gruber come esempio da seguire. S’iscrive a Scienze della Comunicazione e inizia un percorso da giornalista. In realtà già da tempo si era presa dello spazio sulle testate locali, far cui il Giornale di Lecco, e via via fino al suo primo incarico professionale, a Radio 24, a cui fa seguito l’avventura a Euronews in Francia che l’avvicina al mondo del giornalismo televisivo. Cosa capita per farti arrivare a Sky? La vita di ognuno di noi è piena di si-
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tuazioni imprevedibili che però te la possono cambiare in meglio, anche nei momenti più difficili. Stavo facendo un periodo di prova a New York, per un’agenzia di comunicazione, ero rientrata in Italia per ottenere il necessario visto giornalistico quando ho avuto un incidente che mi ha costretta a fermarmi per un po’ di tempo. Un amico mi ha detto che a Sky aprivano un canale sportivo e, nella mia testa, ho pensato che fosse l’occasione giusta per approdare a Sky TG24. Era il periodo in cui l’azienda stava acquisendo i diritti per la Formula 1 e la MotoGP e, sapendo della mia passione per le due ruote, i dirigenti mi hanno proposto di far parte della squadra che stava nascendo per seguire i motori.
Da questa porta cominci a girare il mondo con i gran premi. In realtà sono sempre stata un tipo “errante”, una persona a cui non piace stare nello stesso posto più del necessario. Amo viaggiare, sono curiosa di natura e andare nelle piste, in luoghi così diversi fra loro, mi fa sentire nel posto giusto. Se lo faccio da un bel po’ di anni è perché mi trovo bene con Sky e grazie a loro sono cresciuta professionalmente. Però non considero la Formula 1 il mio punto d’arrivo, e ai tanti che mi chiedono consigli rispondo sempre di avere un sogno. Come detto il mio era il “modello Gruber”, ma poi ho seguito quello che la vita mi ha messo davanti, portandomi a fare cose altrettanto coinvolgenti. In futuro se si apriranno altre strade le
23) VITTORIA SENZA FESTA Pierre Gasly nel 2020 ha vinto un’edizione segnata dalla mancanza di pubblico a causa della pandemia in corso. Dove aveva sede l’Alpha Tauri che lo ha condotto alla vittoria? ________________________________________________________
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L’inviata di Sky Italia F1
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MONZAGP stretto. Inoltre loro sono ancora pieni d’adrenalina, per cui devi avere la sensibilità di far la domanda scomoda nel modo giusto.
seguirò, sperando di passare giornate piene come quello che vivo oggi. Entriamo nell’oggi. Come si prepara un’inviata di Formula 1? Nel mio caso ci sono due fasi. La prima, appunto quella preparatoria, è piena di letture alla caccia di notizie sul fine settimana che andremo a vivere. Pista, macchine, piloti, novità. Tutte informazioni che mi verranno utili dal giovedì quando sbarchiamo nel paddock. Poi, entrati in circuito inizia la fase due, quella operativa.
Tu sei parte attiva di una squadra, quella di Sky Italia F1. Che team è? Un gruppo di professionisti, chiamato a giocare il proprio ruolo al meglio e mettendo da parte i personalismi. Ognuno di noi ha la sua parte da gestire in autonomia, ma il tutto deve rientrare all’interno di un percorso che ha delle linee guida.
…la più difficile. Non necessariamente, ma di certo è quella che conta perché è quello che tutti vedono. Un po’ come capita a piloti e team con il lavoro fatto a casa da finalizzare in pista. Spiega la fase due del tuo lavoro da inviata. Da giovedì a domenica mi faccio guidare dagli eventi, e non può essere altrimenti. Se hai l’intervista programmata devi prepararla al meglio mentre, dopo qualifiche e gara, che
seguo dalla postazione dietro i box, sono fondamentali gli appunti che mi sono presa poco prima. Quando arrivano i piloti, uno dopo l’altro, devi essere pronta con le annotazioni e il tempo a disposizione, viste le tante emittenti presenti, è logicamente
Volendo spiegare più in dettaglio cosa puoi dirci? Ancor prima di salire sull’aereo, e via via tutti i giorni, facciamo una riunione che permette a ognuno di entrare nel suo ruolo e indichiamo i temi da sviluppare, a cui si aggiungono logicamente le vicende impreviste. Abbiamo un necessario scambio di opinioni ma poi c’è Carlo Vanzini che conosce le linee editoriali ed è lui a indicare la strada. Come base, essendo noi la rete italiana, è logico che Ferrari e Antonelli siano in cima ai nostri impegni.
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terno di uno sport che deve svecchiarsi, e lui è la persona giusta. Sincero nei suoi atteggiamenti, e con la nostra squadra ha creato un bel rapporto, aiutato dal fatto che siamo italiani, e la lingua comune in questo caso non c’entra, mentre invece è determinante lo stesso “modo” di affrontare la giornata. In più, e questo a mio parere è più un aspetto tecnico, Kimi è forte di testa oltre che di piede.
Siete solo voi, cioè quelli che vediamo da casa, o ci sono altri giornalisti? Dietro c’è un esercito di redattori, addetti, montatori, fonici, tutta gente che non si vede da casa. Ma fondamentali per il nostro lavoro. Inoltre siamo in costante collegamento con la sede di Milano, e io stessa ho varie voci che mi parlano in cuffia. Per fortuna che in queste situazioni Carlo è una guida ideale, così come il nostro coordinatore, Andrea Sillitti, è una persona a cui posso rivolgermi tutte le volte che ho dei dubbi. Come hai sottolineato, tv italiana. Quindi Ferrari e Antonelli… …e Monza, non dimentichiamolo. Siamo fortunati perché, una stagione così noi italiani non pensavamo di poterla vivere. Il Cavallino è la nazionale dei motori, e capisco la venerazione che molti tifosi provano per lei, e a noi che giriamo il mondo dei gran premi ti fa sentire parte di qualcosa di unico e bello. Tuttavia, proprio perché dobbiamo raccontarla, bisogna saper cosa dire e farlo anche nei momenti
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difficili, che sono spesso più numerosi di quelli belli. L’esplosione di Kimi è stata proprio un fulmine a ciel sereno. Sapevamo che c’erano le possibilità che facesse bene, ma così nessuno lo poteva prevedere. Sono ormai diventa famosi anche alcuni “siparietti” simpatici fra voi due. Kimi è un esempio di spontaneità positiva che fa bene alla Formula 1, all’in-
Come hai sottolineato prima, chiudiamo quindi con Monza. Da Lecco a Milano, per cui Autodromo di Monza compreso, per me è tutto casa. Fin dai tempi quando venivo a vedere dalle tribune il Mondiale SuperBike, la gara che più mi affascinava. Ora entrare in Autodromo è lavoro. Intenso, complesso, a volte faticoso, ma appagante. Anche perché ti rendi conto di muoverti in un contesto dove tanti vorrebbero esserci, e questo per un verso fa diventare il mio impegno una missione. Infatti, la domenica dopo la gara, il solo seguire l’invasione di pista ti fa capire le cose belle che ti spingono a fare questo mestiere.
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Piloti italiani | Poche volte uno dei nostri ha comandato il Mondiale di Formula 1
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vere un pilota italiano in testa al Mondiale di Formula 1 è già una situazione che si è verificata ben poche volte in passato. Ancor meno è l’averlo davanti a tutti alla vigilia della gara di casa, quel Gran Premio d’Italia che dà lustro a chiunque lo vinca, oltre a consegnargli punti utili nella rincorsa al titolo iridato. Per Andrea Kimi Antonelli questo appuntamento targato 2026 perciò è carico di aspettative che nessun connazionale, prima di lui, ha avuto l’onore di affrontare e al tempo stesso il piacere di sopportare. Ripercorriamo quindi le vicende statistiche dei nostri portacolori che, anche se solo per un gran premio, hanno visto il loro nome davanti a tutti in classifica. In questi mesi spesso si è accostato il nome del
pilota bolognese a quello di Alberto Ascari, l’ultimo nostro pilota a vincere il Mondiale. Ma prima di lui, proprio all’alba della Formula 1, è stato Nino Farina a prendere il comando delle operazioni conquistando il primo appuntamento in assoluto, a Silverstone il 13 maggio 1950. Nelle gare seguenti il torinese si è alternato in testa con il compagno in Alfa Romeo Juan Manuel Fangio fino alla domenica di Monza. Addirittura Farina era il terzo della graduatoria quando il pomeriggio del 3 settembre è partito il carosello brianzolo, perché a precederlo c’era anche un altro alfista, Luigi Fagioli. Quel giorno però Farina ha vinto e gli altri due compagni-avversari con il ritiro gli hanno consegnato nelle mani il primo Mondiale della storia. Anche l’anno dopo, terminato il gran premio belga, Farina era davanti ma il resto della stagione non gli ha più detto bene. Ben diverso il discorso del bienno 1952-1953 che, quando il Mondiale si è presentato a casa nostra, aveva matematicamente in Ascari il Campione del mondo. Eppure, nella prima di queste due stagioni, con lui assente alla prova d’apertura in Svizzera, era stato Pietro Taruffi a trionfare e perciò comandare il gruppo. Appunto fino al ritorno sul campo del fuoriclasse milanese. Situazione simile a quella vissuta da Taruffi avrebbe potuto viverla anche Luigi Musso che si è aggiudicato il gran premio argentino che apriva la stagione 1956. Peccato che i punti del primo posto ha dovuto dividerli con Fangio al quale
In alto, Alberto Ascari, a fianco, Nino Farina. In basso, Lorenzo Bandini
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24) TRIONFO PIENO E INATTESO Nel 2021 la gara monzese si è conclusa con una doppietta difficile da pronosticare. Quale Marca si è aggiudicata i primi due posti di quella particolare edizione? _________________________________________________________
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aveva ceduto la sua Ferrari in corso d’opera, e pertanto il maggior numero di punti raccolti, sei, premiando il secondo all’arrivo hanno fatto sorridere l’inglese Stirling Moss. La tragica scomparsa di una classe intera di piloti italiani ha lasciato per alcuni anni il nostro automobilismo in una condizione d’inferiorità. Un piccolo segno di speranza lo si è avuto all’inizio del 1966, con Lorenzo Bandini che si è trovato a guidare il Mondiale dopo la seconda tappa, ma già al terzo appuntamento in calendario, che comunque lo vedeva comodamente in testa durante il Gran Premio di Francia, quando la sua Ferrari lo ha tradito per lui i sogni di gloria finale sono evaporati in quella afosa domenica transalpina. Bisogna attendere un ventennio, esattamente la primavera del 1985, per ritrovare uno dei nostri al primo posto parziale. Anzi due, perché dopo il gran premio imolese Elio De Angelis, che vincendo in Romagna, si è preso la testa di un Mondiale che dalla gara precedente vedeva Michele Alboreto in testa ai punti. Più avanti, dopo la nona di sedici
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Michele Arboreto
tappe in calendario, il pilota del Cavallino comandava ancora e il testa a testa con il francese Alain Prost, che nel frattempo aveva preso il posto di De Angelis, è continuato fino alla tappa austriaca quando i due si sono ritrovati a quota 50. Purtroppo dal quell’episodio non c’è stata la possibilità per il milanese di lottare alla pari e quindi i sogni di emulare Farina e Ascari sono svaniti nella rottura delle turbine modenesi. Un piccolo e ultimo lampo di gloria lo ha vissuto Giancarlo Fisichella trionfatore, nel vero senso della parola, all’alba del Mondiale 2005 con la vit-
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toria in Australia. Peccato che a fine anno in effetti il titolo lo ha poi vinto un pilota della squadra francese diretta da Flavio Briatore, non il nostro «Fisico» però ma il compagno in Renault Fernando Alonso. Ora abbiamo Antonelli a capotavola alla vigilia del nostro amato gran premio. Situazione inedita, come raccontato sopra, perché mai un italiano si era presentato da leader, e quando era successo, in realtà il titolo era già stato artigliato. Che alla fine di tutto anche questo possa diventare un altro record stabilito dal neo ventenne bolognese?
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Cinquant'anni fa
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detto pomeriggio del primo giorno d’agosto. Allora bisogna reagire, per sé stesso, per i propri cari, per Ferrari e la sua Scuderia. Fittipaldi non viene, Lauda non vuole Peterson perché l’ha già avuto come prima guida in March. Non resta che dare un sedile all’argentino che è al soldo di Bernie Ecclestone, ma che non vede l’ora di andarsene dalla Brabham. Ed ecco che dopo la mancata presenza in Austria a ferragosto, per altri motivi in verità, e il secondo posto con l’unica Rossa presente in Olanda, quella di Clay Regazzoni, davanti agli uomini della Ferrari si presenta la gara dell’anno: il Gran Premio d’Italia. Succede intanto che Lauda è uscito
state 1976, esattamente cinquant’anni fa. Il primo d’agosto si corre il Gran Premio di Germania, sul lungo e terribile Nürburgring. Quella domenica in terra tedesca il Circus della Formula 1 vive una delle giornate più difficili di quegli anni Settanta, già di loro pieni di drammi. Niki Lauda, il Campione del mondo in carica, l’uomo che sta guidando il Mondiale con la sua Ferrari, ha un incidente. Una banale uscita di pista, se non fosse che gli vola via il casco e la sua 312 T2 diventa una palla di fuoco centrata in mezzo alla pista da chi lo segue. Fiamme, fumo, sangue, terrore. Dramma vero, morte probabile. Le immediate ore passate fra am-
Era il 1976 | Il fine settimana che ha contribuito a creare il mito di Niki Lauda bulanze e sale operatorie sono terribili, con i medici che capiscono che le possibilità di farcela sono poche, come se la sfida che deve affrontare l’austriaco sia simile al dover partire dal fondo della griglia e cercare di strappare almeno un posto sul podio. Quello della vita, ben più importante del semplice gran premio, tedesco o altro che sia. In vita sua Enzo Ferrari, a Modena prima e a Maranello poi, di queste situazioni ne ha già vissute. Non ci si abitua di certo a fare i conti con l’imprevisto che diventa nero, ma sa che il mestiere del pilota è pericoloso, la morte è dietro alla prossima curva, dentro un dirupo o contro un guardrail assassino. Lo sa da sempre, fin da quando cinquant’anni prima anche lui correva, e poco può farci, se non piangere
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al momento della notizia e cercare una via d’uscita, che diventa la notizia successiva, da dare in pasto agli amati e odiati giornalisti. Per cui, rimesso il fazzoletto nella tasca dei pantaloni, la soluzione è cercare un sostituito. Subito. Ronnie Peterson, Emerson Fittipaldi, Carlos Reutemann, tre piloti che non se la passano bene in questo 1976. Tre nomi nell’agenda del direttore sportivo Daniele Audetto. Tre professionisti del rischio, da chiamare tutti, almeno uno da convincere. Nel letto di un ospedale tedesco Lauda però non è lì solo a soffrire per le ferite, a curare polmoni devastati e pensare a un Mondiale ormai vinto che all’improvviso potrebbe andare in fumo, meno pericoloso ma per certi versi simile a quello che lo ha circondato in quel male-
dall’ospedale, respira meglio, e, pur con il capo ancora segnato dalle ferite, vuole provare ad esserci, a tornare in pista il prima possibile. Per difendere il suo posto davanti a tutti in classifica, ma anche per dimostrare a Ferrari che lui non è un pezzo rotto che va sostituito con un altro. Ferrari capisce e, pur ammirato dal coraggio del suo pilota, razionalmente s’immagina che Lauda non ce la farà. Per essere sicuro di non andare incontro a drammi e sceneggiate, Lauda si presenta a Maranello e, su sua richiesta, viene organizzato un test a Fiorano, la pista del cortile di casa. Mentre l’austriaco mette la tuta, da Maranello parte la busta verso gli uffici nel Parco di Monza con dentro l’iscrizione per due monoposto.
25) VALLETTI AL MAX Lo scorso anno Max Verstappen ha vinto per la terza volta il Gran Premio d’Italia di F1. Chi c’era con lui al secondo e terzo posto del podio? ____________________________________________________________________________________________
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Più una terza, di riserva. Mentre Lauda prova, Forghieri aspetta a bordo pista e Ferrari in ufficio. La decisione alla fine la prende il pilota che, stupendo il mondo intero, annuncia che a Monza una 312 T2 la vuole. Regazzoni e Reutemann si arrangino con il Grande Vecchio. Venerdì 10 settembre, Autodromo Nazionale di Monza, primo giorno di prove del Gran Premio d’Italia. Piove, tanto e senza fine; non è un semplice acquazzone di fine
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estate, ma un tempo da lupi. Acqua che Lauda, come tutti gli altri, va a prendersela direttamente in pista per una manciata di giri, giusto per rendersi conto se, dopo i pochi chilometri vissuti la settimana prima a Fiorano, i meccanismi automatici che deve avere un pilota ci sono ancora. Nessuno immagina invece che in quei freddi minuti brianzoli in lui c’è paura, e la difficoltà di convincersi che la decisione presa è quella giusta.
Per sé stesso, prima di tutto. Sabato il meteo è più clemente, la pista è asciutta, pur se l’umidità ristagna nel lungo tratto che dalla nuova prima variante porta fino all’Ascari. Poco importa, tutti ci danno dentro e mentre Jacques Laffite mette la sua Ligier-Matra in alto alla lista dei tempi, gli occhi scorrono le righe per capire come sono messe le tre Ferrari. Il primo nome a leggersi, al quinto posto, è proprio quello del resuscitato Lauda. Settimo Reutemann, e nono Regazzoni. 12 settembre, il grande giorno. Il cielo è coperto quando alla mattina i piloti affrontano la mezz’ora di giri liberi. Alle tre e mezzo del pomeriggio le nuvole sono ancora sopra il Parco, e non hanno intenzione di andarsene in questa penultima domenica d’estate. Sotto di loro Gianni Restelli, lo storico direttore di gara monzese, ha un inedito pulsante in mano, ed è la prima volta che la corsa italiana parte senza l’uso della bandiera tricolore ma con il semaforo.
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Quando tutti si muovono la Ferrari più attesa resta ferma. Ma è un momento, niente di più, sufficiente però a far scendere Lauda dalla quinta alla tredicesima posizione quando il gruppo si presenta alle Lesmo. Niente paura, l’importante è essere lì, insieme agli altri e contro tutti, Regazzoni e Reutemann compresi. Essere lì, casco in testa e volante in mano, in una gara che fino a pochi giorni prima nessuno credeva potesse avere presente il più bravo di tutti. Dopo le fasi iniziali il gran premio, come sempre, prosegue fra sorpassi e ritiri. Arriva la pioggia, la direzione fa casino, i piloti non capiscono, o fingono di non capire che devono fermarsi ai box per cambiare le gomme, all’interno di una corsa che andrebbe sospesa. Ma i primi non ci pensano di andare dentro la corsia box, Lauda compreso, e continuano mentre le nuvole chiudono i rubinetti. Intanto là davanti, i vari Peterson, Regazzoni e Laffite si giocano il podio, a venti secondi da loro Lauda chiude le traiettorie alla rivoluziona-
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ria sei ruote di Jody Scheckter. Un decimo li divide sotto la bandiera a scacchi dell’onnipresente Restelli. Un decimo che vale tre punti a separare, per restare in tema di Ferrari, il Campione del mondo di oggi da quello di domani. Dopo Monza la stagione si chiude fra Nordamerica e Giappone, in un
epilogo che tutti conoscono e che qui non serve ricordare. Quello che è giusto ricordare è una storia di cinquant’anni fa, vissuta nella nostra Monza, dove il risultato è marginale rispetto al gesto di un Campione d’altri tempi. Un uomo e un pilota che rispondono entrambi al nome di Niki Lauda.
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ento anni e non volerli sentire. Giustamente verrebbe da dire, visto che stiamo parlando dell’Autodromo Nazionale, quello storico Tempo della Velocità che tutto il mondo c’invidia. In un periodo in cui è stato deciso che l’altro monumento lombardo dello sport, lo stadio San Siro di Milano, dev’essere abbattuto per costruirne uno nuovo lì accanto, a Monza qualcosa di simile si sta verificando in questi
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anni. Per fortuna però, e per scelta strategica, rimanendo comunque fedeli al disegno e alla terra che dal 1922 lo ospita. Non era scontato, perché i casi di Silverstone o, per restare in Italia, di Misano Adriatico, testimoniano invece scelte completamente diverse. Ma Monza no, non poteva venire meno a cento anni di vita vissuta con lo stesso volto, marchio di fabbrica insostituibile. Certo, il passare delle
epoche ha preteso modifiche e aggiustamenti irrinunciabili. A volte dettati da motivi comprensibili di sicurezza, altre da esigenze di modernità. Tutti passaggi condivisibili, pur se ottenuti nella maggior parte dei casi con affanni burocratici e politici, e sempre a fronte d’ingenti investimenti economici. Ma questo forse era il destino dell’Autodromo, fin dai mesi di gestazione che hanno accompagnato la sua iniziale creazione.
28) UNION JACK TRICOLORE Dal 1956 all’ultima volta, il recente 2019, sono una dozzina i piloti britannici, scozzesi compresi, ad aver vinto il Gran Premio d’Italia valido per il Mondiale. Chi sono?________________________________________________________________________________________
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Senza ripercorrere qui le tante vicende progettuali di oltre un secolo di cambiamenti, limitiamoci allo stato attuale e a quello che fino alla prossima estate sarà oggetto di impegno per ACItalia e SIAS, la società che da sempre gestisce tutto il perimetro del Parco Reale che comprende pista, strutture e relativi annessi e connessi. I lavori di ammodernamento realizzati nel 2024 sono andati a buon
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fine, con una pista che, si spera, per decenni non avrà bisogno d’interventi che vadano al di là della semplice manutenzione. Tuttavia, nell’ottica di accordi con i “padroni” della Formula 1, sono molti altri gli spazi che da oggi in avanti costituiranno capitoli di spesa rilevanti. Dopo aver spostato i giornalisti dal primo piano sopra la corsia box, quelle centinaia di posti a sedere con vista privilegiata sono stati già oggetto
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del contratto con Liberty Media dello scorso anno. Ma questo non bastava agli interlocutori americani che hanno preteso la sistemazione definitiva del secondo piano, quella enorme terrazza a cielo aperto che per la settimana del Gran Premio d’Italia da anni veniva coperta con una struttura mobile. Il risultato finale che vedremo fra meno di un anno è un intero stabile a uso e consumo di un pubblico di prima fascia. Anche i vari servizi, a cominciare dalla fondamentale Direzione gara, che attualmente si trovano all’ingresso della corsia box, dovranno lasciare liberi i locali e, per trovare una sistemazione ideale, questa primavera verrà costruita un’apposita palazzina nel terreno che attualmente è adibito a parco chiuso. Fa sorridere sapere che la Direzione gara in origine era ospitata di fianco alla linea di partenza, di fronte alla Tribuna centrale, e con il passare delle stagioni ha cambiato più volte sede, avvicinandosi sempre più verso la curva che immette sul rettilineo principale…
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Detto che i giornalisti, dopo due edizioni passate in accoglienti container allestiti al fianco delle Vecchie rimesse, nel 2027 saranno accolti in un nuovo stabile. Un enorme salone inglobato all’interno di una palazzina su tre livelli, costruita ai margini del paddock e collegata al building posto all’uscita della corsia box. Il terreno per la sua realizzazione viene ricavato con l’abbattimento di strutture ormai datate, uffici che nel lontano 1955 erano il fiore all’occhiello nel panorama mondiale fra gli autodromi. Per certi versi è una sorta di ritorno alle origini perché era proprio lì che per molti anni sorgeva la sala stampa. Altri interventi minori sono parte integrante dei cambiamenti in atto, come la sistemazione ormai giunta al termine di Casa Monza, la villetta che per decenni ospitava le famiglie dei vari direttori dell’Autodromo, o quelli da poco partiti per riqualificare il Serraglio, quel piccolo “castello” che si trova a fianco dell’omonima piega.
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Altro toccherà di certo nei prossimi anni il Nazionale, con grande attenzione da rivolgere verso le varie
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tribune sparse lungo il tracciato. Tuttavia con un contratto in essere fino al 2031 per avere una tappa del Mondiale, addirittura dall’anno prossimo con la Sprint Race del sabato, a cui affiancare la recente stipula della Convenzione con il Consorzio che scadrà fra ben diciotto anni, ACItalia può impegnarsi con maggior tranquillità a rendere più efficiente l’impianto e sicuro il suo futuro.
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Sara Colombo | “Il lavoro nel mondo delle corse ti conquista, ma non ti molla mai”
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uando si pensa a un weekend di Formula 1 vengono in mente hospitality di lusso, champagne e paddock impeccabili. C’è però un’altra faccia del Circus che convive negli stessi fine settimana ma che spesso passa più in sordina, in un paddock più piccolo e in un’atmosfera che, seppur sempre curata, ricorda più quella di una domenica vissuta sotto le tende degli ACI Racing Weekend. La Formula 2 e la Formula 3 rappresentano il trampolino verso la Formula 1 per decine di giovani piloti ed è proprio lì che la ventinovenne arcorese Sara Colombo, nel recente
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passato nostra collaboratrice, opera dietro le quinte per la novarese Trident Motorsport. Tra sveglie all’alba, giornate infinite e una reperibilità che non conosce pause, ci racconta cosa significa vivere un fine settimana di gara dalla parte di chi lavora affinché tutto funzioni alla perfezione. Partiamo dall’inizio: di cosa ti occupi esattamente in Formula 2 e Formula 3? «La mia posizione all’interno dell’azienda è quella di PR & Logistic Manager. Scherzosamente, per rendere meglio l’idea, dico sempre di essere una sorta di “Super Babysitter”.
26) NESSUNO PIù DI LUI Nella storia della F1 nessuno ha disputato più gran premi d’Italia di Fernando Alonso. Quante sono, a tutto il 2025, le edizioni della classica monzese con lo spagnolo al via? □ 19 □ 20 □ 21 □ 22 □ 23
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cato. Certo, rispetto alle strutture monumentali della Formula 1 il nostro paddock è molto più essenziale, ma posso garantire che nulla può essere lasciato al caso. Ogni dettaglio deve essere perfetto».
Il mio lavoro spazia dalla gestione delle pratiche sportive e amministrative all’organizzazione degli spostamenti del team e del materiale, fino ai rapporti con media e sponsor. Ma significa anche fare cose molto pratiche: andare a fare la spesa, portare in lavanderia le tute dei piloti o risolvere qualsiasi problema possa presentarsi durante un weekend».
Molti immaginano il paddock come un ambiente fatto di lusso e glamour. Quanto è distante dalla realtà di chi ci lavora? «Lo standard è altissimo anche nelle categorie minori. L’esperienza che Trident Motorsport vuole offrire ai propri piloti, partner e ospiti, è quella di un hotel a cinque stelle, e questo rende il mio lavoro ancora più deli-
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Come inizia un tuo weekend di gara? «Più che “come”, la domanda giusta sarebbe “quando”. Le nostre categorie hanno orari particolari: si entra in circuito alle cinque o alle sei del mattino e raramente si esce prima delle sette o delle otto di sera. Se poi succede qualcosa di imprevisto si va ben oltre. Ricordo il weekend in Australia: tra le difficoltà legate alla situazione internazionale e alla logistica dei voli, per diversi giorni non ho mai lasciato il circuito prima di mezzanotte perché dovevo trovare il modo di riportare tutti in Italia». Qual è una tua giornata tipo durante un fine settimana di gare? Riesci mai a staccare? «Purtroppo una modalità “off” non esiste. Il lavoro non si limita al tempo
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trascorso in circuito: c’è tutta una parte di amministrazione, organizzazione e pianificazione che continua anche fuori dall’ufficio e durante i trasferimenti. A inizio settimana penso al personale in partenza, il giovedì sono concentrata sui piloti e sulle attività media, entro il venerdì devo mandare la logistica della trasferta successiva e nel fine settimana seguo soprattutto ospiti e sponsor. In pratica sono sempre operativa». Viaggiare con il calendario della Formula 1 è il sogno di molti. Cosa significa davvero vivere sempre con la valigia in mano? «Dal punto di vista personale richiede tanti sacrifici. Quest’anno ho affrontato meno trasferte rispetto alla stagione precedente, quando lavoravo come direttore sportivo nei Campionati Turismo e Gran Turismo, ma ci sono comunque stati momenti difficili. Sono una persona che mette il cento per cento in tutto quello che fa, e riuscire a dare il massimo sia sul lavoro che nella vita privata non
è semplice, soprattutto quando tieni a essere sempre presente per le persone a cui vuoi bene. Inoltre il mio è un ruolo che consiste soprattutto nel mettere le esigenze degli altri davanti alle proprie. Infatti può capitare di ricevere una chiamata alle cinque del mattino e dover trovare immediatamente una soluzione.
Qual è la parte più difficile del tuo lavoro? La stanchezza, la pressione, gli orari o il sacrificio della vita privata? C’è stato un momento in cui hai pensato: “Ok, questo è il prezzo da pagare per fare il lavoro che amo”? «Non parlerei di un prezzo da pagare. Lavoro nel Motorsport da diversi anni
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si in un risultato. Arriviamo a Monza con Freddy Slater al comando della classifica piloti ed è la dimostrazione del grande lavoro svolto da tutta la squadra.» Le Formule 2 e 3 sono la palestra della Formula 1. Quanto è affascinante vedere crescere piloti destinati ad arrivare al vertice? «É molto bello, spesso capita che piloti come Gabriel Bortoleto o Leonardo Fornaroli, passati da Trident Motorsport, tornino a salutarci durante i weekend di gara. Realizzi quanto il team abbia condiviso con loro una parte importante del loro percorso.
e questo passo era una scelta consapevole. Orari e responsabilità fanno parte del ruolo, come accade in tanti altri mestieri. La vita privata, fortunatamente, sta trovando un suo equilibrio, anche se non tutto dipende da me. Se devo dire qualcosa che mi manca dav-
vero, è il pattinaggio: ho dovuto smettere semplicemente perché non avevo più il tempo per allenarmi.» E invece cosa ripaga di tutti questi sacrifici? «Vedere il lavoro di mesi trasformar-
Se dovessi spiegare in una frase che cos’è davvero un weekend di Formula 2 e Formula 3, cosa diresti? «Direi che è un enorme lavoro di squadra. Dalla televisione si vedono solo le macchine sfrecciare in circuito, ma dietro ognuna di loro ci sono decine di persone che, spesso senza essere notate, fanno in modo che tutto funzioni.»
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James Hunt e il team del 1976
1.000 Gran Premi | Dopo la Ferrari è la McLaren a superare questa soglia
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a Monte Carlo a Monte Carlo. Sessant’anni esatti, uguale a mille gran premi nel nome della McLaren. C’è stato subito chi ha puntualizzato che nel principato pochi mesi fa a ben vedere ne mancava ancora uno al fatidico mille, e il tutto è da ricondurre a chi conta la partenza effettiva rispetto a chi dice che in griglia ci sei andato, anche se poi non c’eri quando si sono spenti i semafori e magari eri già sotto la doccia. Arrabbiato e deluso. Sofismi, perché quello che conta, in un mondo dove ormai anche la matematica è diventata un’opinio-
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ne, la squadra inglese la pensa in modo diverso e nel posto più adatto a fare le feste, Monaco appunto, Zak Brown e i suoi hanno aperto le bottiglie di champagne in ricordo della pietra miliare raggiunta, anche se poi la gara non gli ha detto bene come in passato. Ma, pur in un breve spazio come questo, vale la pena capire cosa si potrebbe trovare dentro i racconti di questi mille gran premi, oltre alle migliaia di chilometri macinati e i risultati ottenuti, fra l’altro secondi come valore solo a quelli Ferrari che, giusto sottolinearlo per dovere
di cronaca, da molto più tempo calca le piste. Per prima cosa c’è il sogno di un ragazzo, nato dall’altra parte di un mondo, che era veramente lontano un secolo fa. La Nuova Zelanda degli anni Trenta, mentre qui in Europa si stavano addensando nubi sociali e militari, vive il suo tempo e questo bambino che si chiama Bruce Leslie McLaren, con il papà che gestisce una stazione di servizio, vuole capire cosa fare da grande. Ma l’infanzia non gli sorride, lo costringe a due anni d’immobilità su un letto fornito di rotelle (siamo negli anni Quaranta), per curare una
27) UN LUSTRO DI SUCCESSI Con cinque successi di fila nella gara italiana qual è la Marca a tutt’oggi ad aver stabilito questo record? ____________________________________________________________________________________________________
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tanto che i tecnici sviluppano auto che vincono ovunque. Per limitarci alla Formula 1 arrivano due titoli mondiali, il talentuoso Emerson Fittipaldi nel 1974 e il playboy di casa James Hunt due anni dopo. Sia uno come l’altro, ironia della sorte, beffando un pilota Ferrari all’ultima gara dell’anno. Poi il comando passa a Ron Dennis e il suo Project Four che nel 1980 rileva azioni e telai. L’ex meccanico di Jack Brabham ha le idee chiare, porta il carbonio in Formula 1 e monta il motore Porsche. Convince Niki Lauda a rimettere tuta e casco, e poco dopo si assicura i servigi di un pilota come Alain Prost. I successi assoluti arrivano: 1984, 1985, 1986. E siamo solo agli inizi, perché quando smette Lauda ci pensa appunto il francese a vincere e, dal 1988, in McLaren arrivano i formidabili motori Honda insieme a un potenziale numero uno, Ayrton Senna. Altri Mondiali di fila in tasca, ma anche polemiche e litigi, vittorie e baruffe. Prost cambia aria e passa al nemico di sempre, la Ferrari. Nel 1990, altra beffa, ancora una volta un uomo in rosso viene battuto sul più bello da un pilota vestito McLaren. Senna lascia Dennis per Frank Williams, ahinoi. Intanto Ford e Peugeot cercano di spingere delle monoposto McLaren difficili da far vincere. Fino a quando, siamo sul finire degli anni Novanta, Mercedes decide di fare le cose per bene e si accorda con McLaren. Altri due Mondiali vinti battendo al momento decisivo due ferraristi. I predestinati alla sconfitta sono il Michael Schumacher del 1998 e lo scanzonato Eddie Irvine dodici mesi dopo. L’uomo che li mette all’angolo è lo stesso in entrambe le domeniche di Suzuka, il finlandese Mika Häkkinen.
Il via del Gran Premio d’Italia 1967
sindrome che una volta sconfitta lo lascia con una gamba più corta dell’altra. Il pilota d’automobili, ecco cosa ha capito che vuole fare del suo futuro, e un decennio dopo si ritrova in Europa alla corte del costruttore inglese John Cooper. Ha stoffa e diventa il più giovane uomo a vincere un gran premio iridato. Siamo nel 1959 e Bruce ha una carriera che gli si apre davanti all’interno di un team che sta vincendo gare e titoli. Bene, ma non gli basta. Vuole essere lui il responsabile dei suoi successi, o insuccessi. Per cui, mentre è ancora a libro paga di Cooper fonda una piccola azienda che costruisce auto per correre nelle categorie minori e poi, appunto Monaco 1966, la McLaren fa il suo ingresso in Formula 1. Fin qui i principali appunti che portano alla nascita di una realtà che il 2 giugno 1970 perde in modo tragico il suo fondatore. Tocca a uno dei suoi collaboratori più vicini, l’avvocato inglese Teddy Mayer, portare avanti fabbrica e scuderia. Per un decennio, i favolosi Settanta, lui pensa a contratti e regolamenti in-
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29) CHE BELLO RIVINCERE! Dal 1950 ad oggi chi sono i piloti che l’anno seguente sono riusciti a bissare il successo nel Gran Premio d’Italia? ___________________________________________________________________________________________________
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1984, Niki Lauda con Ron Dennis
Ayrton Senna e Alain Prost “curati” da Dennis
Il nuovo millennio si apre per la McLaren con vittorie sporadiche e piloti di valore, potenziali Campioni del mondo, come Juan Pablo Montoya e Kimi Räikkönen. Il primo non ci riuscirà, mentre il secondo, piccola rivincita modenese, ce la farà proprio l’anno che sceglie la Ferrari. Quel 2007 però, ad aiutare l’Iceman finlandese a vincere il Mondiale gli viene in aiuto la scriteriata gestione del duo McLaren, l’iridato in carica
Fernando Alonso e il figliol prodigo di Dennis, il ragazzino di belle speranze Lewis Hamilton, primo uomo di colore della storia e destinato a grandi corse e cose. Ma il 2007 è uno spartiacque negativo per l’azienda di Woking, perché scoppia all’improvviso la Spy-story che vede implicati alcuni uomini del team inglese ai danni della Ferrari. Cento milioni di dollari di multa non sono pochi, anche nel privilegia-
to mondo della Formula 1, per una brutta storia di fotocopie rubate e segreti carpiti. L’anno dopo Hamilton però vince il titolo, e manco a farlo apposta ancora sbeffeggiando un pilota del Cavallino. San Paolo del Brasile, Felipe Massa chiude al primo posto la gara di casa ed è Campione del mondo. Ma per pochi secondi, giusto il tempo di vedere sui monitor il sorpasso alla Toyota di Timo Glock da parte di Hamilton.
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Forse un giorno, chissà, la storia di quel Mondiale verrà riscritta ma, almeno per ora, il britannico è iscritto alla voce 2008 World Champion. Hamilton resta ancora qualche anno ma poi passa in Mercedes, iniziando a vincere a raffica. Nel frattempo la stella di Dennis, dalla Spy-Story in avanti, diminuisce sempre più fino a quando lo costringono a mollare scrivania e azioni, e quindi lasciare un team gestito bene per più di trent’anni, fatti di ordine ai box, antipatia a pelle, successi illimitati, e una costante: no agli italiani. Dopo Andrea de Cesaris, da lui assunto su pressione da parte dello sponsor al primo anno del suo regno, infatti nessun nostro pilota ha mai indossato la tuta McLaren. L’unico che è andato vicino a sedersi dentro una McLaren è stato Michele Alboreto. Peccato... Investimenti arabi e l’americano Zak Brown come amministratore delegato una decina d’anni fa imboccano la strada per riportare in alto il blasone McLaren. Un percorso che, dopo le pessime stagioni motorizzate Honda e Renault, vedono
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dal 2021 il team riabbracciare la Mercedes. Quell’anno, proprio nella nostra Monza, arriva un’insperata doppietta firmata Daniel Ricciardo e Lando Norris. Da quel momento inizia la vera risalita, grazie anche a un tecnico italiano, Andrea Stella, altro uomo Ferrari intrecciato alla storia McLaren... Il resto è storia recente, con il 2024 che riporta il titolo Costruttori dopo un quarto di secolo, e la scorsa stagione chiusa con la doppietta iridata, facendo felice su tutti Lando Norris, inaspettato ma meritevole Campione del mondo.
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Fuori GP | Sono aumentati i Comuni che aderiscono a questa iniziativa
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o slogan di questa edizione del Fuori GP è “More than a Race”, che vuol dire “Più di una gara”. Parole che si sposano perfettamente con lo spirito che ha convinto a suo tempo, ormai dieci anni fa, Liberty Media a comprarsi il giochino chiamato Formula 1. La declinazione di questa semplice frase la si comprende se ci si allontana dall’aspetto agonistico, cioè quanto si svolge in pista, e ci si immerge in tutto quello che gli ruota attorno. Per essere più chiari gli uomini agli ordini di Stefano Domenicali, il grande capo del Circus, spingono i vari organizzatori locali a creare all’interno del perimetro dei vari impianti, degli spazi sempre più carichi di attrazioni rivolte agli appassionati, che trovano il loro apice nelle Fan Zone. La famosa ruota panoramica, che alcuni anni fa ha creato dei problemi proprio a SIAS, è solo uno degli esempi di cosa si aspettano i padroni del gioco quando si spostano da un circuito all’altro. Ma questo, agli occhi dei manager dell’azienda americana, non è sufficiente. La richiesta è di rendere il più possibile attrattivo anche il contesto esterno, cioè tutte quelle realtà locali che fanno da corona all’impianto. Non è difficile farlo nel caso di autodromi che risiedono nelle grandi città, come il brasiliano Interlagos o il circuito della capitale messicana, proprio perché si trovano in aree ben collocate dentro agglomerati infiniti. Mentre, e questo è il caso dell’autodromo brianzolo, le varie amministrazioni comunali che
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fanno da corona all’impianto, sono chiamate a fare la loro parte nel promuovere l’evento. Il tutto per fare in modo che lo spettatore uscendo dall’autodromo abbia la sensazione di respirare ancora l’aria della Formula 1. Un’impostazione che nasce in gran parte da una considerazione statistica perché mediamente, almeno questo è il nostro caso, sette su dieci di coloro che vengono a Monza per la gara sono stranieri. In questi ultimi anni è nata questa realtà che prende il nome di Fuori GP, un progetto che si sta allargando a ogni
30) CAVALLINI VINCENTI Chi sono i piloti ad aver vinto il Gran Premio d’Italia alla guida della Ferrari? ___________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________
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edizione del Gran Premio d’Italia con l’arrivo di altri comuni. Cerchiamo di capire cosa si potrà trovare nella lista di eventi messe in piedi dai vari consigli comunali che vivono attorno a una delle piste più importanti al mondo. Partiamo dalla città capofila per logica, Monza. Gli eventi iniziano da giovedì 3 settembre con l’apertura dei vari stand gastronomici e musicali, e alle 18 e 30 sarà il sindaco Paolo Pilotto a dare il via ufficiale. Molte le zone interessate, dalla centralissima piazza Trento e Trieste, passando per quelle del Duomo, Roma, Carrobiolo, l’area Cambiaghi, per finire fino a Largo Mazzini. Per restare al primo giorno ci sarà la presentazione di “FormulaAut”, una monoposto di Formula 1 a grandezza naturale realizzata interamente in cartapesta dai ragazzi autistici dell’associazione Facciavista. Subito dopo, attorno alle ore 20, saliranno sul
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palco centrale i giocatori del Monza, squadra tornata da poche settimane nella prestigiosa Serie A di calcio. Al venerdì, nel pomeriggio, sarà possibile dialogare con vari ex piloti di Formula 1, fra cui Beppe Gabbiani e Mimmo Schiattarella, nel Bruce
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Garage Talk Show, al termine del quale l’assessore incaricato dal Comune di Monza, Viviana Guidetti condurrà il pubblico nella serata dal titolo “La Monza sportiva si presenta”, in cui si discuterà di pallavolo, pallacanestro, golf, tennis e pallanuoto. Per chi vorrà divertirsi con esibizioni particolari, da non ripetere in proprio per la verità, potrà divertirsi con il Moto Stunt Show di piazza Carducci. Al sabato, al mattino sarà piacevole passeggiare nelle vie del centro monzese guidati dalla Fondazione Maria Letizia Verga che organizza la camminata benefica “Un Traguardo per Tutti”, e nel pomeriggio ascoltare aneddoti da altri ospiti storici invitati dal Bruce Garage Talk Show. Dalle 19 il Panathlon monzese renderà protagonisti società ed atleti paralimpici con l’evento “Sport per tutti, una corsa all’inclusione” che vedrà salire sul palco varie realtà locali
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MONZAGP
impegnate in questa importante missione. La domenica, oltre all’atteso Gran Premio d’Italia visibile come le qualifiche del sabato su un maxischermo, il pubblico in serata troverà sul palco di piazza Trento e Trieste nomi eccellenti legati a doppio filo a Monza, nell’evento “Grand Prix Sessant’anni dopo”, che parte proprio da quell’estate del 1966 con le riprese dell’iconico film di John Frankenheimer per arrivare fino ai giorni nostri. Uscendo da Monza e passando per Arcore vale la pena visitare la mostra “Anatomia di un’auto da corsa”, inaugurata sabato 29 agosto presso le scuderie di Villa Borromeo, dove è possibile ammirare tre auto iconiche, più molti altri elementi tecnici che compongono appunto le vetture da corsa. Fra gli eventi collaterali che l’amministrazione comunale arcorese ha messo in cartellone segnaliamo martedì 1 settembre la serata “Progettare e guidare l’auto da corsa”, animata dalla presenza di ingegneri e piloti, e giovedì 3 la presentazione del li-
Evento
bro autobiografico di Bruno Giacomelli, con ospite il pilota bresciano e il coautore Mario Donnini. Entrambe le serate sono in programma presso il Giardino d’Inverno di Villa Borromeo. Sempre ad Arcore, dalla mattina di sabato 5, si ripeterà anche quest’anno nella zona di piazza Pertini la bella manifestazione “Kart Therapy” che coinvolgerà decine di ragazzi meno fortunati per poter guidare in tutta sicurezza in un percorso a loro riservato.
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Evento
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Nella vicina Lesmo il Fuori GP vive sotto l’insegna di “Arte, Sapori e motori” che parte da mercoledì 2 settembre con la serata dal titolo “Ugo Sivocci, un quadrifoglio per sempre”, dedicata a uno dei primi grandi piloti dell’Alfa Romeo, morto proprio a Monza un secolo fa. Il giorno dopo alla Monza Kart Arena sarà il Cavallino rampante l’elemento base con lo spettacolo “Le Ferrarine”, a cui segue la serata musicale “Silent Disco – Ferrari Edition”. I tre giorni canonici del Gran Premio d’Italia si vivranno al PalaIlpra all’insegna del buon cibo e della buona musica, oltre all’immancabile maxischermo per seguire le vicende agonistiche del vicino Autodromo. Biassono si sta preparando per far vivere due momenti legati a dei protagonisti a noi vicini. Uno di questi è la mostra nei locali del museo civico dedicata a Michele Alboreto in cui sarà possibile rivisitare le gesta di un indimenticabile campione, culminate con il secondo posto nel Mondiale 1985. Sabato sera ci sarà la possibilità di ascoltare dal palco
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del Borgo il ricordo dalla viva voce di chi ha conosciuto Michele. L’altro pilota è Fabrizio Pirovano, che sarà celebrato sia con un incontro pubblico sia attraverso la consegna di un premio a lui dedicato. Lissone e Macherio, che pur non confinando direttamente con l’Autodromo, sono comuni che hanno aderito all’iniziativa e che a loro
volta propongono mostre a tema e spettacoli per il grande pubblico. Infine anche nei territori comunali dei due accessi consueti per chi entra nel Parco reale, Vedano al Lambro e Villasanta, saranno allestite postazioni per deliziare le migliaia di turisti che vorranno vivere appieno la nostra zona in questo fine settimana così importante.
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Storico
L’albo d’oro del Gran Premio d’Italia dal 1950 DATA
PILOTA (nazione)
03.09.1950 Nino FARINA (Ita)
AUTO
DATA
PILOTA (nazione)
AUTO
Alfa Romeo 158
11.09.1988
Gerhard BERGER (Aut)
Ferrari F1-87/88C
Alain PROST (Fra)
McLaren-Honda MP4/5
16.09.1951
Alberto ASCARI (Ita)
Ferrari 375
10.09.1989
07.09.1952
Alberto ASCARI (Ita)
Ferrari 500
09.09.1990 Ayrton SENNA (Bra)
McLaren-Honda MP4/5B
13.09.1953
Juan Manuel FANGIO (Arg)
Maserati A6GCM
08.09.1991
Nigel MANSELL (Gb)
Williams-Renault FW14
05.09.1954 Juan Manuel FANGIO (Arg)
Mercedes W196
13.09.1992
Ayrton SENNA (Bra)
McLaren-Honda MP4/7A
Juan Manuel FANGIO (Arg)
Mercedes W196
12.09.1993
Damon HILL (Gb)
Williams-Renault FW15C
02.09.1956 Stirling MOSS (Gb)
Maserati 250F
11.09.1994
Damon HILL (Gb)
Williams-Renault FW16B
08.09.1957 Stirling MOSS (Gb)
Vanwall VW
10.09.1995
Johnny HERBERT (Gb)
Benetton-Renault B195
07.09.1958 Tony BROOKS (Gb)
Vanwall VW
08.09.1996 Michael SCHUMACHER (Ger)
Ferrari F310
Cooper-Climax T51
07.09.1997 David COULTHARD (Sco)
McLaren-Mercedes MP4/12
04.09.1960 Phil HILL (Usa)
Ferrari 246
13.09.1998
Michael SCHUMACHER (Ger)
Ferrari F300
10.09.1961
Phil HILL (Usa)
Ferrari 156
12.09.1999
Heinz-Harald FRENTZEN (Ger)
Jordan-Mugen 199
16.09.1962
Graham HILL (Gb)
BRM P56
10.09.2000 Michael SCHUMACHER (Ger)
08.09.1963
Jim CLARK (Sco)
Lotus-Climax 25
16.09.2001
Ferrari 158
15.09.2002 Rubens BARRICHELLO (Bra)
Ferrari F2002
BRM P261
14.09.2003 Michael SCHUMACHER (Ger)
Ferrari F2003-GA
Ferrari 312
12.09.2004 Rubens BARRICHELLO (Bra)
Ferrari F2004
Honda RA 301
04.09.2005 Juan Pablo MONTOYA (Col)
McLaren-Merc. MP4/20
08.09.1968 Denis HULME (Nzl)
McLaren-Ford M7
10.09.2006 Michael SCHUMACHER (Ger)
Ferrari 248 F1
07.09.1969 Jackie STEWART (Sco)
Matra-Ford MS80
09.09.2007 Fernando ALONSO (Spa)
McLaren-Merc. MP4/22
06.09.1970 Clay REGAZZONI (Ch)
Ferrari 312 B
14.09.2008 Sebastian VETTEL (Ger)
Toro Rosso-Ferrari STR3 Brawn-Mercedes BGP 001
11.09.1955
13.09.1959
Stirling MOSS (Gb)
06.09.1964 John SURTEES (Gb) 12.09.1965
Jackie STEWART (Sco)
04.09.1966 Lodovico SCARFIOTTI (Ita) 10.09.1967
John SURTEES (Gb)
Juan Pablo MONTOYA (Col)
Ferrari F1 2000 Williams-BMW FW23
05.09.1971
Peter GETHIN (Gb)
BRM P160
13.09.2009 Rubens BARRICHELLO (Bra)
10.09.1972
Emerson FITTIPALDI (Bra)
Lotus-Ford 72 D
12.09.2010
Fernando ALONSO (Spa)
Ferrari F10
09.09.1973 Ronnie PETERSON (Sve)
Lotus-Ford 72 E
11.09.2011
Sebastian VETTEL (Ger)
Red Bull-Renault RB7
08.09.1974 Ronnie PETERSON (Sve)
Lotus-Ford 72 E
09.09.2012 Lewis HAMILTON (Gb)
McLaren-Mercedes MP4/27
07.09.1975
Clay REGAZZONI (Ch)
Ferrari 312 T
08.09.2013 Sebastian VETTEL (Ger)
Red Bull-Renault RB9
12.09.1976
Ronnie PETERSON (Sve)
March-Ford 761
07.09.2014 Lewis HAMILTON (Gb)
Mercedes F1W05
11.09.1977
Mario ANDRETTI (Usa)
Lotus-Ford 78
06.09.2015 Lewis HAMILTON (Gb)
Mercedes F1W06
10.09.1978
Niki LAUDA (Aut)
Brabham-Alfa R. BT 46
04.09.2016 Nico ROSBERG (Ger)
Mercedes F1W07
Ferrari 312 T4
03.09.2017 Lewis HAMILTON (Gb)
Mercedes F1W08
09.09.1979 Jody SCHECKTER (Sud) 14.09.1980
Nelson PIQUET (Bra)
Brabham-Ford BT 49
02.09.2018 Lewis HAMILTON (Gb)
Mercedes F1W09
13.09.1981
Alain PROST (Fra)
Renault RE30
08.09.2019 Charles LECLERC (Mon)
Ferrari SF90
12.09.1982
René ARNOUX (Fra)
Renault RE30B
06.09.2020 Pierre GASLY (Fra)
AlphaTauri-Honda AT01
11.09.1983
Nelson PIQUET (Bra)
Brabham-BMW BT 52
12.09.2021
Daniel RICCIARDO (Aus)
McLaren MCL35M
09.09.1984 Niki LAUDA (Aut)
McLaren-Porsche MP4/2
11.09.2022
Max VERSTAPPEN (Nl)
Red Bull RB18
08.09.1985 Alain PROST (Fra)
McLaren-Porsche MP4/2B
03.09.2023 Max VERSTAPPEN (Nl)
Red Bull-Honda RB19
07.09.1986 Nelson PIQUET (Bra)
Williams-Honda FW11
01.09.2024 Charles LECLERC (Mon)
Ferrari SF-24
06.09.1987 Nelson PIQUET (Bra)
Williams-Honda FW11B
07.09.2025 Max VERSTAPPEN (Nl)
Red Bull-Honda RB21
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Quiz
F1 QUIZ
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MONZAGP 16) L’HA FATTO DI NUOVO Il 4 settembre 2005 con la McLaren-Mercedes.
Punti totalizzati _____________
1) SOPRANNOME Il Tempio della Velocità. 2) UN GRAN PREMIO MONDIALE Il 3 settembre 1950 Nino Farina sull’Alfa Romeo 158. 3) BANDIERA NAZIONALE Il Presidente della Repubblica italiana Giovanni Gronchi. 4) L’ULTIMO DEI NOSTRI Il 4 settembre 1966. 5) MONZA, VERA PISTA AMICA Jackie Stewart. Il 12 settembre 1965 su BRM, e il 7 settembre 1969 su Matra-Ford.
⓪ ③
17) L’ULTIMO DEI NOSTRI BIS Giancarlo Fisichella con la Renault.
⓪ ②
⓪ ③
⓪ ⑤
19) NON C’è DUE SENZA TRE Con la Brawn GP-Mercedes.
⓪ ③
20) SCUSATE SE ESISTO Il 4 settembre 2016 Nico Rosberg con la Mercedes.
⓪ ③
9) GRAN PREMIO IN SALSA ROMAGNOLA Nelson Piquet su Brabham-Ford. 10) NO PROBLEM Mario Andretti. 11) PODIO SEMITRICOLORE Michele Alboreto secondo e Riccardo Patrese terzo. 12) NE HA PRESO LE MISURE 1990 e 1992, entrambe su McLaren-Honda. 13) DI PADRE IN FIGLIO 1962 Graham Hill, 1993 e 1994 Damon Hill. 14) NON SI PUò SEMPRE VINCERE Nel 2004 alle spalle del compagno di squadra Rubens Barrichello.
⓪ ② ⓪ ③ ⓪ ②
21) PRIMA FILA A MARANELLO Kimi Räikkönen in pole position e Sebastian Vettel secondo.
⓪ ②
8) DOMENICA COLOR ROSSO INTENSO Il vincitore Jody Scheckter e il secondo classificato Gilles Villeneuve.
⓪ ③
18) DALL’ABITACOLO AL MURETTO Gerhard Berger. Vincitore nel 1988 con la Ferrari e nel 2008 direttore sportivo della Toro Rosso.
6) VOLATA D’ALTRI TEMPI Cinque. Oltre alla sua BRM, e a quella di Howden Ganley, c’erano la March-Ford di Ronnie Peterson, la Tyrrell-Ford di François Cevert e la Surtees-Ford di Mike Hailwood. 7) ANDATE PIANO! La prima all’altezza dell’intersezione delle tre piste (stradale, Alta Velocità e raccordo Junior), e l’altra dopo il sottopasso, all’ingresso della curva del Vialone, conosciuta anche come curva Ascari.
⓪ ②
22) CHARLES I°, RE DI MONZA Con la Sauber-Ferrari. 23) VITTORIA SENZA FESTA A Faenza.
⓪ ③
⓪ ② ⓪ ③ ⓪ ②
24) TRIONFO PIENO E INATTESO La McLaren. Vincitrice con Daniel Ricciardo davanti a Lando Norris.
⓪ ③
25) VALLETTI AL MAX Lando Norris e Oscar Piastri, entrambi su McLaren-Mercedes.
⓪ ②
26) NESSUNO PIÙ DI LUI Ventidue (2001, dal 2003 al 2018 e dal 2021 al 2025).
⓪ ③
⓪ ② ⓪ ②
27) UN LUSTRO DI SUCCESSI La Mercedes. Dal 2014 al 2018, tutte con Lewis Hamilton tranne il 2016 con Nico Rosberg.
⓪ ②
◯
28) UNION JACK TRICOLORE Stirling Moss, Tony Brooks, Graham Hill, Jim Clark, John Surtees, Jackie Stewart, Peter Gethin, Nigel Mansell, Damon Hill, Johnny Herbert, David Coulthard, Lewis Hamilton.
⓪ ③
◯
⓪ ③
29) CHE BELLO RIVINCERE! Alberto Ascari (1951 e 1952), Juan Manuel Fangio (1953 e 1954), Stirling Moss (1956 e 1957), Phil Hill (1960 e 1961), Ronnie Peterson (1973 e 1974), Nelson Piquet (1986 e 1987), Damon Hill (1993 e 1994), Lewis Hamilton (2014 e 2015, 2017 e 2018), Max Verstappen (2022 e 2023).
⓪ ③ ⓪ ②
◯
30) CAVALLINI VINCENTI Alberto Ascari (1951 e 1952), Phil Hill (1960 e 1961), John Surtees (1964), Lodovico Scarfiotti (1966), Clay Regazzoni (1970 e 1975), Jody Scheckter (1979), Gerhard Berger (1988), Michael Schumacher (1996, 1998, 2000, 2003 e 2006), Rubens Barrichello (2002 e 2004), Fernando Alonso (2010), Charles Leclerc (2019 e 2024).
⓪ ③
15) ARIA TRISTE Di togliere ogni riferimento ai loghi degli sponsor, piloti e personale compreso, e dipingere di nero il musetto delle monoposto.
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