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PALLACANESTRO CANTU 2026

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25 26 STAGIONE

Ci Si mo ncora A A

IL RITORNO IN SERIE A

Atutti era chiaro che la stagione della Pallacanestro Cantù, di nuovo in Serie A dopo quattro anni di purgatorio in A2, non sarebbe stata facile. Tararsi su un campionato completamente diverso dopo tempo, con regole e obiettivi diversi, rappresentava la sfida principale per tutti, dalla società allo staff, passando per i giocatori protagonisti della promozione e i tifosi. Sfida a cui, con qualche aggiustamento in corsa e un po’ di fatica, alla fine l’Acqua S.Bernardo ha saputo rispondere, conquistando la salvezza.

Certo, dopo l’esaltazione collettiva per la tanto agognata promozione e una pre-season giocata comunque su buoni livelli, le aspettative erano altre, forse poco coerenti con la realtà, che attendeva al varco Cantù con il suo solito cinismo. A riportare tutti sulla terra ci ha pensato Trento, alla prima giornata: un impatto shock con la categoria, una vera e propria doccia gelata. Dalla Bts Arena è iniziata dunque un’annata fatta di alti e bassi, con l’abisso delle nove sconfitte di fila tra novembre e gennaio che sembravano condannare la società biancoblu al ritorno in cadetteria: sarebbe stato un vero e proprio dramma sportivo. Il grande merito dell’Acqua S.Bernardo è stato quello di aver capito le proprie esigenze, i propri punti deboli, e di aver saputo intervenire nel modo giusto. La classe di Green, la solidità di Février, la leadership

e l’esperienza di De Raffaele: tre innesti fondamentali, soprattutto quello dell’allenatore labronico, per mantenere la categoria. Ecco, De Raffaele. Probabilmente è proprio lui il primo artefice di questo traguardo per Cantù. Dal suo arrivo ha saputo restituire fiducia a tutti, in primis all’ambiente, che, come sempre, ha risposto presente nel momento della necessità, in casa e in trasferta. E, anche in campo, il gioco dei biancoblu è migliorato. L’ex allenatore di Venezia ha dato struttura e gerarchie, valorizzando i punti di forza del roster, come Ballo e Moraschini, il primo a metterci la faccia per tutta la stagione, da vero capitano, e minimizzando quelli deboli. I nuovi innesti, che De Raffaele ha saputo integrare alla grande, hanno fatto il resto. A chiudere il cerchio ci ha pensato la spinta del PalaDesio, dove, dall’arrivo di De Raffaele, l’Acqua S.Bernardo ha vinto cinque partite su sette, tra cui un derby con Varese difficile da dimenticare per importanza e bellezza. Il neo più grande della stagione, invece, resta il rendimento fuori casa: una vittoria e tredici sconfitte, numeri horror che l’anno prossimo dovranno, per forza di cose, essere migliorati.

Ci sarà tempo per analisi, valutazioni, pensieri. Intanto il sipario sulla stagione 2025/2026 si chiude per Cantù con un sospiro di sollievo: alla fine, anche l’anno prossimo, sarà Serie A, ed era la cosa che contava di più in vista del futuro.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ROBERTO ALLIEVI

Araccontare la stagione del club è stato il presidente Roberto Allievi. Dal 2020 presidente della Pallacanestro Cantù, ha iniziato parlando del risultato sportivo raggiunto sul campo, la salvezza: «Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma era fondamentale, per tanti motivi. In primis, dopo tanta fatica per tornare nella massima serie, una rincorsa durata quattro anni, era importante rimanerci. E poi ci tenevamo molto perché questo è l’anno in cui festeggeremo i 90 anni di fondazione del club e inaugureremo la Cantù Arena: due occasioni così importanti meritano di vederci protagonisti in Serie A» Dal proprio punto di vista, quello di presidente, Allievi ha detto: «Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, per chi ricopre questa carica è motivo di grande soddisfazione. Io ho vissuto con la squadra anche i momenti bui come le nove sconfitte consecutive. Come Cda, in quella fase non ci siamo fatti prendere dalla depressione, anzi, abbiamo trovato le motivazioni per trasferire alla squadra quella convinzione, quella fiducia nei propri mezzi che si è rivelata fondamentale. A proposito, voglio fare un grande plauso alla squadra, allo staff tecnico, allo staff medico, allo staff fisioterapico e a tutti coloro che, con grande passione, si sono spesi per farcela».

Due i momenti che il presidente della Pallacanestro Cantù indica come fondamentali: «Penso che la vittoria a Reggio Emilia e la vittoria in casa con Varese siano stati i due momenti in cui personalmente ho avuto la percezione che ce l’avremmo fatta» Allievi ha poi tenuto a sottolineare la grande presenza del pubblico canturino: «Quest’anno abbiamo potuto constatare quanto affetto ci sia intorno alla squadra. I numeri delle presenze lo testimoniano: nella storia il club non ha mai avuto una tale affluenza in termini di spettatori medi. Non si è scesi mai sotto i 4000 spettatori, arrivando anche 6000 in alcune occasioni come i derby con

Milano e Varese. Stiamo ritrovando i nostri tifosi e abbiamo creato questa forte identità tra la squadra e la comunità, con anche gli sponsor che ci sostengono. Questa fiducia è un messaggio, che ci spinge a migliorare il nostro impegno, cosicché il futuro di Pallacanestro Cantù possa essere nel segno di una stabilità sportiva nella massima serie e di una parallela crescita dei valori economici»

A rafforzare il legame tra la Pallacanestro Cantù e la città, dall’inizio del girone di ritorno della stagione 2026/27, anche la Cantù Arena: «Tornare a Cantù sarà un impulso al pubblico che magari faceva fatica a raggiungere Desio. Sicuramente ci sarà una fascia di pubblico giovanile, ma anche di semplici appassionati, che potranno raggiungere la nuova arena direttamente del centro di Cantù. Il palazzetto nuovo favorirà ancora l’immedesimazione del popolo canturino»

Giornale di Cantù

CAPO ALLENATORE WALTER DE RAFFAELE

ASSISTENTE ALLENATORE: MATTIA COSTACURTA

RESPONSABILE AREA MEDICA FEDERICO CASAMASSIMA

ASSISTENTE ALLENATORE MICHELE CARREA

STRENGTH & CONDITIONING COACH: ROBERTO BIANCHI

RESPONSABILE AREA FISIOTERAPIA ANDREA LANZI

MEDICO DI BASE

FABRIZIO ORSENIGO

MEDICO ORTOPEDICO

MARCO CAMAGNI

FISIOTERAPISTA

MARCO MASCHERONI

FISIOTERAPISTA

SIMONA MODENA

FISIOTERAPISTA

FEDERICO LIETTI

Dolomiti Energia Trento 109

Acqua S.Bernardo Cantù 69

Dolomiti Energia Trento: Steward 21, J9ones 21, Niang 15, Aldridge 11, Mawugbe 10, Jogela 7, Hassan 7, Cattapan 5, Bayehe 4, Airhienbuwa 3, Jakimovski 3, Forray 1.

Acqua S.Bernardo Cantù: Bowden 14, Gilyard 12, Bortolani 12, Sneed 10, Ballo 9, Ajayi 6, Basile 4, Okeke 2, Moraschini 0, De Nicolao 0.

La stagione di ritorno dell’Acqua S.Bernardo in Serie A inizia nel peggior modo possibile. La partita di esordio nella massima categoria dopo quattro stagioni di purgatorio in Serie A2 dura, per Cantù, venti minuti. Dopo otto minuti abbastanza equilibrati, con Trento avanti 16-14, i padroni di casa piazzano il primo break: il quarto d’apertura si chiude sul 24-15, con protagonista il giovanissimo Cheikh Niang. Fratello del più grande Saliou, autore di un’ottima stagione con la Virtus Bologna, il classe 2008 di Mandello del Lario dimostra ancora una volta di vedere rosso quando di fronte a sé trova Cantù. A giugno 2025 aveva infatti vinto il titolo di mvp della finale nazionale U17 nel successo di Trento contro il Progetto Giovani Cantù. Tornando alla partita della Bts Arena, con il passare dei minuti la squadra di coach Nicola Brienza perde ancora terre -

no, scivolando in doppia cifra di svantaggio sul -13. L’episodio che spegne definitivamente la luce in casa Cantù arriva sulla sirena del secondo periodo. I biancoblu avrebbero un fallo da spendere ma, con ingenuità, lasciano tirare Hassan allo scadere. La sua tripla trova il fondo della retina per il 46-30, e, di fatto, è la giocata che manda in archivio la gara prima dell’intervallo.

Nella ripresa i brianzoli crollano a -33 a fine terzo quarto, incapaci di reagire di fronte all’energia messa sul parquet dai padroni di casa. Nell’ultimo parziale il massimo svantaggio, con gli uomini di Cancellieri sopra di 44, guidati dal duo Steward-Jones, 21 punti a testa alla fine. Poi una minima reazione, nel segno di Jordan Bowden, consente a Cantù di tornare a -40: finisce 109-69, un esordio da incubo per i biancoblu.

Campionato

ANDATA

seconda giornata

Acqua S.Bernardo Cantù 83

UNA Hotels Reggio Emilia 78

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 17, Ajayi 14, Sneed 10, De Nicolao 9, Ballo 9, Basile 8, Gilyard 8, Moraschini 6, Okeke 2, Bowden 0, Ventura 0, Molteni 0.

UNA Hotels Reggio Emilia: Cheatham 27, Caupain 15, Barford 9, Vitali 7, Severini 6, Smith 6, Williams 6, Echenique 1, Uglietti 1, Woldetensae 0, Deme El Hadji 0, Mainini 0.

Dopo il brutto esordio di Trento, Cantù è chiamata a reagire davanti al proprio pubblico. Al PalaDesio arriva Reggio Emilia, trascinata da K78wan Cheatham. L’ala grande degli emiliani parte fortissimo, con 9 punti nel primo quarto. L’Acqua S.Bernardo però tiene botta e i dieci minuti iniziali terminano in parità sul 20-20.

Ancora Cheatham prova ad allungare per i suoi nel secondo periodo: Cantù resiste inizialmente ma poi perde terreno di fronte alla spinta degli emiliani. Jaylen Barford si accende e regala la doppia cifra di vantaggio alla squadra di Priftis. Reazione immediata per i biancoazzurri, che con cinque punti di Ballo tornano sotto di un solo possesso, prima della bomba di Severini sulla sirena per il 41-47 all’intervallo. Pronti, via e il terzo quarto si apre con la fiammata di Reggio, ancora avanti di oltre dieci punti e con l’inerzia dalla sua.

Sale in cattedra e ci mette una pezza Giordano Bortolani: l’ex Olimpia Milano è autore di otto punti in pochi minuti. Tutto in equilibrio sul 61-61 con dieci minuti da giocare. Nel quarto quarto Sneed, silenzioso per gran parte della gara, domina, trovando tutti e 10 i punti con cui chiuderà la partita. Cantù è a +8 a 1’30” dalla fine e sembra fatta per il successo, ma Reggio non ci sta e torna sotto sull’80-78, spaventando gli uomini di Brienza e gli oltre 4000 tifosi accorsi a Desio.

A scacciare la paura ci pensa un veterano come Andrea De Nicolao: a 13” dalla fine la tripla del playmaker ex Reyer Venezia, ben costruita dall’Acqua S.Bernardo, chiude la gara. Finisce 83-78 e Cantù può fare festa, con il club brianzolo che torna a conquistare i due punti in Serie A ben 1586 giorni dopo l’ultima volta.

Giornale di Cantù

Campionato

ANDATA

terza giornata

Acqua S.Bernardo Cantù 63

Trapani Shark 63-81 81

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 15, Basile 14, Ajayi 9, Sneed 9, Gilyard 8, Moraschini 3, Bowden 3, Ballo 2, De Nicolao 0, Okeke 0, Molteni 0, Ventura 0.

Trapani Shark: Eboua 18, Ford 16, Rossato 12, Allen 11, Arcidiacono 7, Petrucelli 5, Hurt 4, Cappelletti 4, Alibegovic 2, Sanogo 2, Pugliatti 0.

Dopo Trento e Reggio Emilia ecco il primo big match: a Desio arriva la Trapani Shark,63 allenata da Jasmin Repesa. La partita è equilibrata in avvio, con i biancoblu che provano ad allungare prima del contro-parziale siciliano, guidato da Sanogo e Eboua. Il primo quarto finisce 17-19, con i granata che allungano ulteriormente nel secondo parziale: 37-44 all’intervallo, con Cantù punita forse oltre i propri demeriti dal punteggio. Un episodio in particolare gira l’inerzia della partita: sul 30-25, Ajayi sbaglia la schiacciata del +7 che avrebbe fatto esplodere un già caldo PalaDesio. Nell’azione seguente il canestro e fallo di Rossato, che poi converte anche il tiro libero supplementare, cambia completamente l’andamento della gara.

Nel terzo quarto la squadra di Brienza non molla ma deve fare i conti con un superlativo Jordan Ford, mvp della partita

con 16 punti. due in meno del top scorer Eboua. Sul parquet finisce 63-81 dopo un quarto quarto di garbage time, nonostante la discreta prestazione dell’Acqua S.Bernardo. Con il passare dei mesi, però, le vicissitudini extracampo di Trapani pongono in secondo piano i risultati sportivi. La società del presidente Valerio Antonini, che già partiva con una penalità in classifica a inizio anno, perde prima Repesa e Alibegovic, poi progressivamente anche altri giocatori. L’instabilità societaria porta la Fip a prendere una decisione drastica: il 12 gennaio 2026 Trapani viene esclusa dal campionato. Di conseguenza, tutte le squadre che, da calendario, avrebbero dovuto affrontare la Shark dispongono di un turno di riposo, mentre le partite già disputate dai siciliani non hanno valore ai fini della formulazione della classifica del campionato.

Campionato

Germani Brescia

104

Acqua S.Bernardo Cantù 94

Germani Brescia: Della Valle 26, Bilan 22, Ivanovic 16, Burnell 16, Ndour 15, Rivers 5, Mobio 4, Cournooh 0, Ferrero 0, Doneda 0, Santinon 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Ajayi 18, Bowden 14, Ballo 14, Sneed 12, Bortolani 10, Moraschini 9, Basile 8, Gilyard 6, De Nicolao 3, Okeke 0, Pavese 0.

La stagione di Cantù prosegue con l’impegnativa trasferta in casa di Brescia, finalista nei playoff Scudetto di pochi mesi prima. Nonostante il cambio di allenatore, infatti, con Poeta sostituito da Cotelli, la Germani ha confermato in blocco il roster dell’anno precedente.

L’avvio della squadra di coach Nicola Brienza non è male: il primo quarto, a punteggio alto, si conclude sul 29-27, con tanti canestri da una parte e dall’altra. L’Acqua S.Bernardo resiste fino a metà del secondo parziale, sotto di tre sul 39-36 dopo 15’ di ritmi altissimi, andando forse anche oltre i propri limiti. Poi Cotelli ferma il gioco con un time-out, manda in campo Bilan, Della Valle e Rivers, usciti momentaneamente per rifiatare dopo aver iniziato in quintetto, e la Germani scava il solco che si rivelerà decisivo.

Proprio il centro croato ex Sassari guida il parziale di 18-2

che porta le squadre negli spogliatoi per l’intervallo sul 5738, con Cantù annichilita dalla qualità e dall’efficacia dei padroni di casa.

Nel terzo quarto il distacco resta sempre tra i quindici e i venti punti a favore della squadra di Matteo Cotelli, almeno per i primi otto minuti. Nonostante le difficoltà, nel finale di periodo Cantù torna a -13: le immediate triple di Burnell e Ivanovic spengono sul nascere ogni sogno o illusione di rimonta. Nel quarto quarto i padroni di casa amministrano il vantaggio, andando anche a +21 a poco meno di quattro minuti dalla sirena conclusiva. Poi le ampie rotazioni dello staff bresciano, che dà spazio anche agli under, e qualche canestro di Bowden, che, come a Trento, si accende a partita ampiamente indirizzata, assottigliano il gap: finisce 10494, nella festa di un Pala Leonessa in visibilio.

Campionato

ANDATA

Acqua S.Bernardo Cantù 91

Vanoli Cremona 83

Acqua S.Bernardo Cantù: Moraschini 18, Sneed 15, Basile 12, Gilyard 11, De Nicolao 10, Ballo 10, Ajayi 6, Bortolani 5, Bowden 4, Okeke 0, Molteni 0, Ventura 0.

Vanoli Cremona: Durham 20, Ndiaye 14, Casarin 12, Willis 9, Burns 9, Veronesi 8, Jones 7, Grant 2, Anigbogu 2, Gallo 0.

L’Acqua S.Bernardo torna al PalaDesio e torna ai due punti, battendo la Vanoli Cremona. Tuttavia a tentare il primo break, nel quarto d’apertura, sono gli ospiti, che allungano sul 17-24 con un Casarin particolarmente coinvolto, sia come scorer che come uomo assist.

Poi arriva la risposta di Cantù, che ricuce il gap con uno sforzo corale e torna a -1 dopo dieci minuti: 23-24 il punteggio sui tabelloni di Desio. L’Acqua S.Bernardo resta in scia per tutto il secondo quarto, con la Vanoli che non riesce a trovare il parziale giusto per riprovare la fuga, prima di mettere la freccia a 30” dall’intervallo: ci pensa Jacob Gilyard con la tripla a mandare i brianzoli avanti negli spogliatoi per 47-44. Altro affondo cremonese nella prima metà del terzo parziale, con il time-out di Brienza a fermare il gioco sul 54-59. A trascinare la squadra di Brotto è Aljami Durham.

La replica di Cantù è immediata: Riccardo Moraschini e Xavier Sneed, che a fine gara guideranno il tabellino per i padroni di casa, guidano i biancoblu in un parziale di 12-3 e questa volta è Brotto a interrompere la partita.

Non basta, perché ancora Moraschini segna da tre punti e Cantù scappa via definitivamente.

La Vanoli, infatti, non tornerà mai sotto i due possessi di distacco negli ultimi dieci minuti, merito di un’Acqua S.Bernardo lucida in difesa e cinica in attacco. Ancora Moraschini, mvp della partita con la sua leadership tecnica e caratteriale, mette la bomba che fa esplodere il PalaDesio e chiude i conti in anticipo, per il +10 a poco più di due minuti dalla fine. Davanti al proprio pubblico arriva quindi la seconda vittoria della stagione di Cantù, con il punteggio finale di 91-84.

Banco di Sardegna Sassari 100

Acqua S.Bernardo Cantù 84

Banco di Sardegna Sassari: Johnson 33, Marshall 24, McGlynn 11, Buie 10, Vincini 7, Ceron 5, Thomas 4, Zanelli 4, Mezzanotte 2, Beliauskas 0, Casu 0, Seck 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Sneed 16, Gilyard 15, Ballo 12, Bowden 10, Ajayi 8, Bortolani 8, Basile 7, Moraschini 5, De Nicolao 2, Okeke 1

Il primo e unico turno infrasettimanale della stagione regolare di Lba vede l’Acqua S.Bernardo impegnata nella trasferta di Sassari. Gli isolani, che a inizio stagione partivano con ben altre ambizioni di classifica, non hanno iniziato granché bene la stagione e hanno già ricorso al classico provvedimento per una squadra in difficoltà: il cambio di allenatore. Il Banco di Sardegna, infatti, è reduce dall’esonero di Bulleri e, momentaneamente, in panchina siede Massimiliano Oldoini, visto anche Cantù come assistente nel recente passato. In realtà il nuovo coach è già presente al PalaSerradimigni: si tratta di Mrsic, che subentrerà dalla gara seguente. Al di là delle difficoltà dei sardi, in campo non c’è partita, con una débacle netta per gli uomini di Brienza. Nonostante un buon avvio, con Cantù sopra 11-14, i biancoblu si sciolgono come neve al sole di fronte ai canestri

di Nate Jonhson e Carlos Marshall Jr, mortiferi al tiro da tre punti e dalla media. Un parziale di 12-0 apre la forbice tra le due squadre e i brianzoli escono dalla partita, senza più riuscire a rimontare. Il primo quarto finisce 27-20, ma è il secondo periodo a essere davvero disastroso, in particolare nella sua parte conclusiva. A 3’42” dall’intervallo lungo Cantù è sotto 41-32, poi il blackout: 16-5 di parziale, con i canestri di Buie e Ceron a trascinare la Dinamo sul 55-37 a metà gara.

I 20’ della ripresa servono di fatto soltanto a stabilire il risultato finale, con Sassari che in alcuni frangenti va anche oltre i venti punti di vantaggio. Finirà 100-84, con 33 punti di Johnson, 24 di Marshall e l’immagine di una Cantù incapace di vincere, e forse addirittura di competere, quando si trova lontana dalle mura amiche.

Acqua S.Bernardo Cantù 90

Apu Old Wild West Udine 85

Acqua S.Bernardo Cantù: Sneed 34, Gilyard 16, Bowden 12, Moraschini 8, Ballo 7, Bortolani 4, Ajayi 3, Basile 2, Okeke 2, De Nicolao 2, Molteni 0, Zimonjic 0.

Apu Old Wild West Udine: Bendzius 18, Hickey 17, Brewton 16, Alibegovic 10, Spencer 10, Calzavara 8, Mekowulu 5, Dawkins 3, Ikangi 0, Da Ros 0, Pavan 0, Mizerniuk 0.

La partita al cardiopalma tra Cantù e Udine premia i brianzoli dopo un tempo supplementare, con la squadra di coach Nicola Brienza che tra le mura amiche si conferma. A trascinare l’Acqua S.Bernardo, in avvio di gara, è Gilyard. Sette punti nel primo quarto per lui, con il parziale di 20-17. Nel secondo periodo Cantù prova ad allungare a +6, ma i friulani restano a contatto, prima di passare in vantaggio con la tripla di Calzavara. Per Cantù ci pensa Sneed: 5 punti in un amen e 41-41 a metà partita.

Nel terzo quarto l’Apu si affida ad Alibegovic: sei punti per lui e tentativo di fuga bianconero a +10. Capitan Moraschini riesce a metterci una pezza con la tripla sulla sirena, Cantù insegue a -7 dopo tre quarti.

Nel quarto periodo si accende un già ottimo Xavier Sneed: tre tiri dall’arco dell’ex Brindisi riportano l’Acqua San Bernar-

do in vantaggio a 5’ dalla fine, sul 68-65. La partita diventa punto a punto, Gilyard tiene avanti i suoi con una tripla e Sneed in lunetta è glaciale per il +3 a 14” dalla fine. Poi una gigantesca ingenuità di Cantù, che non spende il fallo pur non essendo in bonus, regala la possibilità ad Alibegovic di tirare per il pareggio: canestro e overtime.

Nel supplementare Udine passa in vantaggio per prima ma ancora Sneed risponde. I padroni di casa sono avanti di 4 a 41” dalla fine. Poi due liberi di Brewton accorciano il gap, Moraschini sbaglia da tre punti ma lo stesso Brewton scivola dopo il rimbalzo, con De Nicolao bravo a rubar palla. L’uno su due in lunetta dell’ex Venezia non congela la gara, con Udine che tira ancora per il pareggio con Bendzius. Il lituano sbaglia, Ballo prende il rimbalzo difensivo e chiude la partita: vince Cantù 90-85.

Campionato

Openjobmetis Varese 91

Acqua S.Bernardo Cantù 82

Openjobmetis Varese: Iroegbu 25, Nkamhoua 16, Assui 12, Moore 10, Alviti 9, Renfro 8, Librizzi 6, Freeman 5, Moody 0, Ladurner 0, Villa 0, Bergamin 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Gilyard 17, Ajayi 15, Bortolani 13, Sneed 11, Ballo 9, De Nicolao 8, Basile 5, Okeke 4, Moraschini 0, Bowden 0, Ventura 0, Zimonjic 0.

Il primo derby della stagione va in scena all’Itelyum Arena di Masnago. Nonostante il caldissimo pubblico varesino e l’assenza del tifo ospite, Cantù non si lascia intimorire e parte fortissimo: 4-14 dopo meno di cinque minuti, nel segno di Jacob Gilyard. Kastritis è costretto a chiamare time-out. La scelta dell’allenatore greco funziona, perché la Openjobmetis riprende le redini della partita e limita i danni, chiudendo il primo quarto sotto soltanto 18-21. Alviti segna subito la tripla del pari, ma la squadra di Brienza riesce a tornare a +5 con De Nicolao e Okeke. L’attacco canturino però si inceppa e Varese ne approfitta: 18-6 di parziale spalmato nel secondo periodo e time-out per l’Acqua S.Bernardo sul 39-32, a due minuti scarsi dall’intervallo. Anche Cantù reagisce dopo la sospensione e torna a -1 prima del buzzer beater di Iroegbu, che chiude il primo

tempo sul 43-40.

La ripresa si apre con la fiammata dei padroni di casa, guidata da Tazé Moore: quattro punti per lui, con Varese di nuovo a +7. Cantù resiste, tornando a -4 con la tripla di Bortolani a metà terzo quarto. L’inerzia però è dalla parte dei biancorossi: 6-0 di parziale e doppia cifra di vantaggio per la banda di coach Ioannis Kastritis.

Il canestro e fallo di Assui porta il punteggio sul 70-57 a dieci dalla fine. In avvio di quarto quarto Varese scappa via definitivamente, andando anche a +15 con una tripla di Iroegbu, mvp della gara. Vani e tardivi i tentativi di rimonta che portano a -7, sull’84-77 a 2’ dalla fine, Cantù: il derby è di Varese che vince 91-82 e pone fine a una striscia di sei sconfitte consecutive. Per Brienza e i suoi, invece, sarà la prima di una lunga serie di risultati negativi.

Acqua S.Bernardo Cantù 77

Virtus Olidata Bologna 89

Acqua S.Bernardo Cantù: Ballo 23, Bortolani 15, Basile 12, Sneed 9, Gilyard 8, Ajayi 7, Moraschini 2, Bowden 1, De Nicolao 0, Okeke 0, Zimonjic 0, Molteni 0.

Virtus Olidata Bologna: Edwards 18, Vildoza 12, Alston 10, Diouf 10, Morgan 10, Jallow 8, Niang 8, Pajola 6, Diarra 5, Hackett 2, Akele 0, Accorsi 0.

A far visita all’Acqua S.Bernardo nella nona giornata di campionato è la Virtus Bologna di Dusko Ivanovic, campione d’Italia in carica. La novità in quintetto è il ritorno di Grant Basile per Ajayi. Ritmi indiavolati dall’inizio, con Bologna che cerca subito di portare dalla sua parte l’inerzia della gara: i biancoblu sono bravi a resistere fino al 14-14 di Ballo, dalla lunetta, a 2’49” dalla fine del primo quarto. Poi si accendono gli ospiti: sei punti di Morgan, il libero di Diarra e la tripla di Pajola a pochi istanti dalla sirena mandano in archivio il parziale sul 15-24.

Ancora il capitano della Virtus inaugura il secondo periodo con la tripla: la squadra di Ivanovic tenta la fuga, Cantù resta a debita distanza ma non perde contatto definitivamente: a metà gara il tabellone dice 35-47. Il terzo quarto però inizia con un altro cambio di passo della Virtus, che, con due punti

di Morgan e due di Diarra, raggiunge il +18 al 28’. La squadra di Brienza riesce a rosicchiare quattro punti prima della fine del terzo periodo.

Il quarto finale vede un ottimo approccio di Cantù, che torna a -9 sul 61-70 nel giro di pochi possessi. Da grande squadra qual è, la Virtus non ci sta: Diouf stoppa Ajayi per il possibile -7, poi segna il nuovo +11. L’Acqua S.Bernardo replica con Ballo, assoluto protagonista con 23 punti alla fine, ma Edwards risponde. Ci pensa Vildoza a congelare la vittoria bolognese, con la bomba del 63-77 a 6’47” dal termine. Finirà 77-89. Per Cantù la sconfitta, preventivabile alla vigilia, porta alcune buone notizie, su tutte la grande prestazione di Oumar Ballo, figlia di un maggiore coinvolgimento nei giochi di squadra. Il centro maliano chiude con 23 punti e 10 rimbalzi.

Umana Reyer Venezia

101

Acqua S.Bernardo Cantù 95

Umana Reyer Venezia: Cole 19, Parks 14, Horton 12, Wiltjer 11, Bowman 10, Nikolic 10, Wheatle 6, Valentine 6, Tessitori 6, Lever 5, Candi 2, G.De Nicolao 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Sneed 24, Bortolani 21, Basile 18, Moraschini 10, Bowden 10, Gilyard 4, Ballo 4, Ajayi 2, A.De Nicolao 2, Okeke 0.

Il menù della 10a giornata prevede la difficile trasferta in casa della Reyer Venezia. La squadra di Spahija scappa sull’82 con due triple di fila di Cole. Ancora Cole segna il canestro del 12-5. Cantù non riesce a limitare l’attacco orogranata, che a 4’04” dalla sirena ha già segnato 22 punti. Il canestro di Ajayi chiude il primo quarto sul 36-26. Il secondo periodo vive di parziali: prima Cantù torna a -5, costringendo la Reyer al time-out, poi i padroni di casa reagiscono e vanno addirittura a +17 a quattro minuti scarsi dall’intervallo. Nel finale ecco la nuova fiammata canturina: si va alla pausa lunga sul 61-51. Il terzo quarto è favorevole ai veneti: dopo cinque minuti di equilibrio, Nikolic segna la tripla del 70-59, Cantù non riesce a rispondere e Valentine punisce con il canestro da tre per il 73-59. I biancoblu crollano e a 30” dalla sirena Tessitori porta

i suoi a +21. Ci mette una pezza Bowden con la tripla con fallo, con il parziale che si chiude sull’84-65.

La partita, che sembrava finita, si riaccende grazie a un quarto quarto giocato malissimo dalla Reyer. Sneed, De Nicolao e Basile firmano uno 0-7 di parziale nel giro di settanta secondi, ancora tre punti di Basile riportano Cantù a -9. La Reyer si sblocca con Horton, ma Cantù continua la rimonta con Bortolani e Sneed da tre punti: 90-85 a tre minuti dal termine, con gli orogranata che hanno segnato solo 6 punti in 7 minuti.

La tripla di Sneed a un minuto e mezzo dalla fine vale il -3, Cole sbaglia e Bortolani ha in mano la palla per il pareggio: gestione rivedibile dell’azione offensiva e tiro cortissimo, con il Taliercio che può tirare un sospiro di sollievo. I liberi di Cole chiudono la gara: finisce 101-95.

Campionato

ANDATA undicesima giornata

Nutribullet Treviso Basket 86

Acqua S.Bernardo Cantù 81

NutriBullet Treviso Basket: Weber 21, Olisevicius 18, Abdur-Rahkman 16, Radosevic 10, Pinkins 9, Torresani 5, Chillo 5, Perkins 2, Pellegrino 0, Miaschi 0, Guidolin 0, Spinazzè 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Sneed 16, Bortolani 15, Gilyard 15, Basile 13, Moraschini 9, Bowden 6, De Nicolao 5, Ballo 2, Ajayi 0, Okeke 0.

Dopo tre sconfitte consecutive l’Acqua S.Bernardo va a Treviso per un importante scontro salvezza. Nei primi tre minuti l’approccio della squadra di coach Brienza è quello giusto: 4-11 il parziale, con ben quattro giocatori a segno in avvio. La NutriBullet torna a -3 con Weber, ma Cantù riesce a imbastire un nuovo tentativo di allungo con il canestro di Bortolani e la tripla di Gilyard. Olisevicius prende sulle spalle i padroni di casa con otto punti, mentre Basile segna la tripla a 26” dalla sirena, che suona sul 20-24. L’avvio di secondo quarto vede ancora Cantù andare a +7, nuovamente con Basile, ma il time-out di Treviso funziona: Olisevicius, in serata di grazia, Weber e Abdur-Rahkman portano la partita sul 34-34. Il parziale prosegue e si torna negli spogliatoi sul 45-41, dopo un brutto secondo quarto per Cantù.

Polveri bagnate nella ripresa: l’Acqua S.Bernardo trova il 4747 dopo quattro minuti di basket non indimenticabile, poi due canestri di Weber e Moraschini per il 49-49 e in seguito la tripla di Olisevicius per il 52-49. Treviso non si guarda più indietro.

Il terzo periodo finisce 57-54, ma il canestro di Weber e la tripla di Chillo valgono il +8 dopo meno di un minuto dall’inizio del quarto quarto, con Brienza costretto a chiamare time-out. Le triple di Basile e De Nicolao rimettono in carreggiata la gara per i brianzoli quando mancano circa sette minuti alla fine. Questa volta è Rossi a fermare la partita e la NutriBullet torna a +7 con il canestro e fallo di Weber a sei minuti scarsi dalla sirena conclusiva. L’Acqua S.Bernardo non riesce più a reagire, va sotto anche di 10 punti prima di riavvicinarsi nel finale: al PalaVerde finisce 86-81.

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Campionato

Acqua S.Bernardo Cantù 89

EA7

Emporio Armani Milano 94

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 21, Moraschini 12, Green 12, Sneed 10, Gilyard 10, Basile 9, Ballo 8, Ajayi 4, De Nicolao 3, Zimonjic 0, Okeke 0, Molteni 0.

EA7 Emporio Armani Milano: Nebo 22, Brooks 16, Guduric 14, Ricci 11, Ellis 10, Leday 9, Shields 7, Dunston 5, Mannion 0, Bandirali 0, Toté 0, Ceccato 0.

Al PalaDesio ritorna il derby contro l’Olimpia Milano e il pubblico canturino risponde con il record stagionale di spettatori: 6204. In campo, invece, la novità è la presenza di Green, che sostituisce Bowden. A iniziare meglio è Milano. Ellis e Leday siglano lo 0-7 con cui si apre il derby. Dopo l’avvio shock Cantù entra in partita grazie a Bortolani, l’Olimpia non ci sta e va a +9 con Nebo. Il primo quarto si incanala sui binari dell’equilibrio e va in archivio sul 22-29, con l’Acqua S.Bernardo che paga lo 0-7 iniziale.

Il primo allungo di Milano arriva al 13’: tripla di Brooks per il 27-39 e massimo vantaggio ospite. Basile risponde nell’azione seguente e lancia il parziale con cui Cantù torna a -3: 3639 a metà secondo quarto. Time-out di Poeta e Milano va di nuovo avanti in doppia cifra, i biancoblu limitano i danni: a metà gara è ancora -7, 47-54.

Il terzo quarto è favorevole a Cantù: dopo aver resistito in avvio di ripresa, la squadra di Brienza torna sotto, trascinata da Bortolani e Green. La lunga rincorsa è completa a pochi secondi dalla sirena, quando l’ultimo acquisto dell’Acqua S. Bernardo segna il canestro del primo vantaggio biancoblu sul 70-69.

L’Olimpia approccia meglio gli ultimi dieci minuti, con lo 0-8 di parziale che vede Nebo e Guduric protagonisti. Cantù va a anche a -10 ma, negli ultimi tre minuti, si riaccende. Ballo schiaccia per il -8, Bortolani da tre segna il -5 e Basile appoggia per il -3, quando mancano 2’37”. Cantù arriva sul punteggio di 89-90, palla in mano, a 20” dalla fine. La palla persa di Sneed infrange i sogni dei tifosi canturini e fa tirare un sospiro di sollievo a Milano, con la squadra di Poeta che sigilla la gara in lunetta: vince l’Olimpia 89-94.

ANDATA

tredicesima giornata

Guerri Napoli

98

Acqua S.Bernardo Cantù 86

Guerri Napoli: Mitrou-Long 20, Bolton 17, Simms 16, Croswell 14, El-Amin 10, Flagg 6, Caruso 6, Treier 5, Faggian 4, Gentile 0, Gloria 0, Saccoccia 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 16, Moraschini 15, Gilyard 14, Sneed 12, Green 11, Basile 8, Ajayi 6, Ballo 4, De Nicolao 0, Okeke 0.

Nei giorni tra Natale e San Silvestro, l’Acqua S.Bernardo chiude il suo 2025 a Napoli, ospite della Guerri di Alessandro Magro. L’approccio di Cantù è positivo: dopo due minuti i brianzoli sono avanti 0-9, con Moraschini particolarmente ispirato e autore di quattro punti in avvio.

Come già successo a Treviso e a Varese, la reazione avversaria non si fa attendere e i biancoblu non riescono a opporsi: Napoli torna in superficie a fine primo quarto, trascinata da El-Amin al 21-21, e trova il primo vantaggio in apertura di secondo periodo.

L’equilibrio regna sovrano fino al 28-29 a 6’20” dall’intervallo, quando la schiacciata di Basile porta in vantaggio Cantù. Il giocatore italoamericano, però, danneggia il canestro con la sua schiacciata e la partita deve fermarsi per più di quaranta minuti per le riparazioni del caso.

Alla ripresa del gioco Napoli scappa via, trascinata da un Mitrou-Long versione deluxe, autore nel solo secondo quarto di 10 punti, 4 assist e 3 rimbalzi. Si rientra negli spogliatoi sul 51-40, con l’Acqua S.Bernardo in grande difficoltà. Il secondo tempo inizia con Cantù che riesce a restare lì, intorno ai dieci punti di distacco. Poi, però, Napoli preme sul pedale dell’acceleratore e dal 60-51 a quattro minuti dalla sirena si passa al 72-57 di fine terzo quarto, risultato che rende impossibile il pensiero di una rimonta per gli uomini di Brienza. Il quarto quarto è sostanzialmente garbage time, con qualche momento di elastico in cui Napoli va anche a +18 e altre situazioni in cui Cantù si avvicina, mai comunque a meno di nove punti di ritardo. Finisce 98-86, con l’Acqua S.Bernardo ancora una volta protagonista di una pessima prestazione lontano dalle mura amiche.

Campionato

GEN 2026

ANDATA

quattordicesima giornata

Acqua S.Bernardo Cantù 79

Bertram Derthona Tortona 85

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 23, Green 19, Ballo 11, Basile 9, Sneed 8, De Nicolao 5, Ajayi 4, Gilyard 0, Zimonjic 0, Okeke 0, Molteni 0, Moraschini 0.

Bertram Derthona Tortona: Strautins 19, Vital 14, Gorham 10, Hubb 10, Olejniczak 10, Chapman 9, Baldasso 8, Riismaa 3, Pecchia 2, Bresciani 0, Tandia 0.

Il 2026 di Cantù si apre al PalaDesio, ospite Tortona. Ancora una volta l’Acqua S.Bernardo parte con il piglio giusto. Dopo quattro minuti il tabellone dice 18-5 per i biancoblu, con Green e Bortolani particolarmente ispirati. La Bertram però è squadra forte e il contro-parziale di 0-10 arriva in un amen, iniziato da Strautins con una tripla. Sneed e Bortolani ridanno slancio all’attacco canturino e i padroni di casa chiudono avanti 27-19 il primo quarto.

De Nicolao inaugura la ripresa segnando da fuori, emulato da Bortolani poche azioni più tardi. Tortona resta lì con Vital e Pecchia, tornando a -4 con Gorham e Chapman sul 33-29 a 6’42” dall’intervallo. Cantù prova a scappare via con Green ma questa volta la reazione della squadra di Fioretti è ancor più netta: dal 40-31 a metà secondo quarto al 44-46 con cui si rientra negli spogliatoi.

Il terzo quarto è molto equilibrato e Cantù pareggia con due liberi di Bortolani allo scadere (62-62): si deciderà tutto nel finale. Il quarto periodo comincia con il +4 di Tortona, tutto a nome Baldasso, mentre Gorham a 6’46” dalla fine schiaccia in contropiede per il +6. Time-out efficace per Brienza e Cantù torna in scia con quattro punti di Bortolani. Poi Basile, a 4’25” dalla fine, segna da tre punti il canestro del sorpasso sul 75-74. Cresce la tensione e Green porta a +3 Cantù, mentre Chapman segna un libero prima dello show di Strautins. A 2’40” dal termine il lettone riceve in angolo ed è preciso dalla lunga distanza per il sorpasso di Tortona. Poi, sul 77-82, con Cantù in difficoltà, ancora Strautins tira da lontanissimo in stepback per il 77-85 e ammazza la partita. Due punti di Basile definiscono il risultato finale: Cantù-Tortona termina 79-85.

Campionato

Pallacanestro Trieste 84

Acqua S.Bernardo Cantù 79

Pallacanestro Trieste: Ramsey 20, Toscano-Anderson 15, Uthoff 13, Ruzzier 13, Brooks 11, Brown 6, Candussi 4, Deangeli 2, Moretti 0, Sissoko 0, Iannuzzi 0, Cinquepalmi 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Ballo 20, Bortolani 16, Green 15, Sneed 12, Chiozza 10, Moraschini 4, De Nicolao 2, Basile 0, Okeke 0, Ajayi 0.

L’ultima giornata del girone d’andata di Lba vede Cantù di scena a Trieste. La grande novità è l’arrivo di Chris Chiozza, playmaker americano che prende il posto di Jacob Gilyard. Dopo tre minuti scarsi di equilibrio, la squadra di Gonzalez va a +5 con i canestri di Uthoff e Ruzzier. L’Acqua S.Bernardo torna in superficie sul 9-9 con Green, ma i padroni di casa scappano ancora con il 10-0 di parziale. Sotto anche di 14, ci pensa Chiozza a limitare i danni per i suoi: il primo quarto finisce 26-14.

Lo stesso Chiozza è on fire in apertura di secondo periodo e, anche grazie a Sneed e Green, i brianzoli colmano il distacco. A 4’14” dall’intervallo è parità sul 33-33. Il primo tempo finisce quindi 44-41 dopo il canestro sulla sirena di Juan Toscano-Anderson.

Il terzo periodo vede l’Acqua S.Bernardo iniziare meglio:

Green, Bortolani e soprattutto Ballo, sugli scudi, portano i brianzoli avanti 44-52 dopo un parziale di 0-11. Brooks muove il punteggio dei padroni di casa dopo cinque minuti di digiuno, prima di segnare la tripla del -3. Uthoff emula il compagno e Trieste vanifica gli sforzi avversari, con Ruzzier che segna due volte da lontano per il 60-54, dopo un parziale di 16-2. Il quarto quarto vede i giuliani avanti di dieci a 7’42” dalla fine, con Ramsey protagonista. Reazione d’orgoglio della squadra di Brienza che torna sotto e la partita diventa punto a punto. A 16” dalla fine, sul 79-77, Bortolani tira per il sorpasso: non va, Trieste fa uno su due in lunetta con Brown e concede un’altra chance a Cantù, vanificata dal blocco irregolare di Ballo. Finisce 82-77, ottava sconfitta di fila per i biancoblu, all’ultimo posto in classifica e inseguiti dallo spettro della retrocessione.

Acqua S.Bernardo Cantù 71

Germani Brescia 76

Acqua S.Bernardo Cantù: Green 16, Chiozza 15, Sneed 10, Ajayi 8, Ballo 7, Moraschini 5, De Nicolao 4, Basile 3, Bortolani 3, Zimonjic 0, Okeke 0, Molteni 0.

Germani Brescia: Della Valle 17, Burnell 15, Ivanovic 11, Bilan 9, Ndour 8, Massinburg 6, Cournooh 5, Rivers 5, Doneda 0, Ferrero 0, Mobio 0, Santinon 0.

A far visita a Cantù è la capolista Brescia. Dopo qualche minuto a marce basse, la squadra di casa riesce a scavare il primo solco: tre triple consecutive di Chiozza, unite a tre liberi di Sneed, portano i biancoblu avanti 15-7. La Germani torna sotto con i suoi uomini simbolo: Bilan, Della Valle e Burnell. Nel secondo quarto l’Acqua S.Bernardo tenta un nuovo break, prima a +7, poi addirittura a +12 sul 41-29. Nel momento di massima difficoltà per i bresciani, a un minuto dall’intervallo, ancora Bilan e Burnell ci mettono una pezza: squadre negli spogliatoi sul 41-36.

Due punti di Ivanovic in lunetta e la tripla di Della Valle rimettono in equilibrio il punteggio, con Cantù che ha subito uno 0-12 di parziale a cavallo della pausa lunga. La partita diventa punto a punto: a dieci minuti dal termine avanti l’Acqua S.Bernardo 56-53. La Leonessa torna in vantaggio

a 8’05” dalla fine con due punti di Massinburg, andando a +3 con Burnell un’azione più tardi. Brienza chiama time-out, con Cantù che insegue per qualche minuto ancora, prima di passare a sua volta al comando delle operazioni con il due su due di Sneed ai liberi.

Punteggio di 66-64 con 4’04” da giocare. Scambio di triple tra Della Valle e Sneed e ancora +1 per i brianzoli a 1’55” dalla fine. Poi ci pensa Rivers: grande difesa di Cantù per 24 secondi, Brescia però costruisce la tripla dalla punta dell’ala piccola americana che segna da distanza siderale il canestro del 69-70. Green e Sneed sbagliano dall’arco, a 8 secondi dalla fine sia Bortolani che Green tirano per il pari ma non trovano il canestro: la girandola di tiri liberi finale fissa il punteggio sul 71-76. La nona sconfitta di fila è servita e costerà carissima a coach Brienza.

Dal 2001 con voi!

HONG KONG

L’ARRIVO DI COACH DE RAFFAELE

All’indomani della nona sconfitta di fila, maturata contro Brescia, la dirigenza della Pallacanestro Cantù si vede imposte delle riflessioni che non possono più essere rimandate. E alla fine, dopo una lunga notte di valutazioni, la scelta è quella di salutare coach Nicola Brienza. Un esonero sofferto, perché nonostante le difficoltà di questa stagione Brienza resta l’uomo che, dopo quattro anni di sofferenza, è riuscito a riportare in Serie A Cantù, per di più da canturino doc. Un esonero altresì inevitabile, vista la fortissima necessità di dare una vera scossa a una squadra che occupa, in quel momento, l’ultimo posto in classifica e ha grande bisogno di tornare a vincere, con i due punti che mancano da più di due mesi.

La scelta ricade su Walter De Raffaele: livornese, classe 1968, un curriculum di grande spessore. Reduce dall’esperienza a Tortona, il nome dell’allenatore livornese è fortemente legato a quello della Reyer Venezia, società con cui ha vinto due Scudetti, nel 2017 e nel 2019. Sempre con gli orogranata De Raffaele ha alzato anche una Fiba Europe Cup e una Coppa Italia: pochissimi gli allenatori che, negli ultimi dieci anni, hanno vinto più di lui in Italia, soprattutto se si vanno

a escludere quelli che si sono seduti sulla panchina della Virtus Bologna e dell’Olimpia Milano.

Alla conferenza stampa di presentazione, De Raffaele indica la direzione da seguire e chiama subito a raccolta i tifosi, che comunque non avevano mai lasciato sola la squadra anche nella difficoltà, dicendo: «Ho voluto prendere questa occasione al volo perché ritengo Cantù una piazza importante, oltre alla parte di tifo che non ha bisogno di presentazioni

ma che spesso è il sesto uomo: avremo bisogno di loro in maniera decisa».

E poi ancora, un altro passaggio, con il senno di poi, molto interessante: «Io aggiungo che per il mio modo di allenare cerco di non dimenticare mai di avere a che fare con delle persone. Uno dei miei lavori sarà calmare l’ambiente, rasserenare la testa dei giocatori, ho percepito subito questa cosa». Sono principi cardine nella gestione della seconda parte di stagione, quella con coach De Raffaele

al timone, fondamentali per raddrizzare un’annata in cui tutto sembrava andare per il verso storto e in cui lo spettro della retrocessione aleggiava sulla testa di Cantù.

La prima panchina biancoblu dell’allenatore ex Venezia e Tortona vede l’Acqua S.Bernardo protagonista a Reggio Emilia. I padroni di casa sono una delle squadre più in forma della Lba, ma, dopo una gara tiratissima, fatta di parziali e contro-parziali, Cantù riesce a rompere il tabù trasferta. Sono due punti fondamentali per rilanciarsi in classifica e tornare a sperare in una salvezza che in quel momento sembrava lontana.

La percezione è che, sin dal primo allenamento, De Raffaele sia riuscito a entrare nella testa dei giocatori, trovando il modo di estrarre il massimo da ciascuno di loro. Lo confermano l’abbraccio con Erick Green dopo Cantù-Sassari, il dialogo costante e produttivo con Ballo, con il suo carattere spesso da gestire, o anche la capacità di recuperare un Okeke che in tante occasioni prima del suo arrivo non metteva piede in campo. Tutti elementi che dimostrano come De Raffaele abbia riportato il sereno, sulla squadra ma anche nell’ambiente.

E ancora, la capacità di mantenere la calma e gestire la situazione nei finali punto a punto, decisivi per la salvezza di Cantù. Lo testimoniano i sei punti, conquistati con Reggio Emilia, Sassari e Varese, figli di una forza mentale ritrovata da parte

di una squadra assolutamente pronta a giocare lo spartito composto dal suo allenatore. Del resto, i numeri parlano chiaro: con De Raffaele in panchina l’Acqua S.Bernardo ha vinto sei partite su tredici, record che, proiettandolo sull’intero campionato, sarebbe da playoff.

Dopo l’indolore sconfitta contro Treviso nell’ultima partita giocata da Cantù, con la permanenza nella massima categoria conquistata in virtù della contemporanea sconfitta di Sassari contro Bologna, De Raffaele ha detto: «Quando sono arrivato questa salvezza sembrava un’utopia, c’era una depressione diffusa e invece con l’applicazione e il lavoro di tutti siamo riusciti a portare a casa questo risultato, che rappresenta un piccolo

scudetto. È qualcosa che deve rimanere a tutti. Non da ultimo voglio dedicare un pensiero al pubblico, che è stato meraviglioso con me e i ragazzi. Il palazzo per noi ha sempre rappresentato un elemento importante».

Parole che ben rappresentano lo spessore del lavoro svolto dal tecnico arrivato in corsa sulla panchina dell’Acqua S.Bernardo, capace di ricompattare l’ambiente e dare nuova linfa alla stagione di Cantù. Un lavoro fatto di impegno, stimoli alla volontà di contribuire alla causa comune e voglia di raggiungere un obiettivo tutt’altro che scontato. Obiettivo raggiunto: l’anno prossimo sarà ancora Serie A. E tanto del merito, senz’altro, è di Walter De Raffaele.

Campionato

RITORNO

UNA Hotels Reggio Emilia 78

Acqua S.Bernardo Cantù 79

UNA Hotels Reggio Emilia: Barford 19, Brown 18, Caupain 12, Thor 9, Severini 6, Echenique 4, Uglietti 4, Williams 2, Vitali 2, Rossato 2, Woldetensae 0, Mainini 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Green 15, Sneed 15, Ballo 14, Bortolani 12, Ajayi 9, Moraschini 7, Okeke 3, De Nicolao 2, Chiozza 2, Basile 0.

La prima Cantù di Walter De Raffaele approccia bene la gara, scappando sul 9-16 dopo sei minuti grazie ai canestri di Sneed e Bortolani. L’UNA Hotels però non ci sta e rimonta, con un parziale di 11-3 nella seconda metà del primo quarto, che si chiude sul 20-19.

Il secondo periodo sembra scrivere la parola fine sulla partita di Cantù, perché Reggio, guidata da Thor e Brown, scava il solco che potrebbe indirizzare la gara: all’intervallo il tabellone del PalaBigi dice 45-31 per i padroni di casa. Sorprendentemente, l’Acqua S.Bernardo si rende protagonista di una insperata rimonta nel terzo quarto: Ajayi inaugura la ripresa con quattro punti, poi è la volta di Bortolani, Sneed e ancora Ajayi. In un amen Cantù torna a -2 sul 47-45 con l’attacco emiliano in panne. La seconda parte del periodo, invece, è più equilibrata, con le triple di Brown a dare ossi-

geno ai suoi. A dieci minuti dalla fine Reggio è ancora avanti, 58-56.

Il quarto finale vede le due squadre rispondersi colpo su colpo, con il gap che non supera mai i cinque punti. Barford e Moraschini segnano subito da tre, poi Green realizza, ancora da dietro l’arco, il 61-62. Caupain riporta avanti Reggio, che arriva alle porte dell’ultimo minuto sopra 76-75. Sneed pareggia in lunetta con l’uno su due quando mancano 48”, Brown subisce fallo su tiro da tre punti e realizza due liberi per il 78-76 a 26” dalla fine. Dall’altra parte Green tira per la vittoria con 3” sul cronometro, subendo fallo per mano di Williams. L’ex Napoli è glaciale dalla linea della carità e porta Cantù sul 78-79 con il tre su tre. La preghiera di Caupain sulla sirena si spegne sul ferro, l’Acqua S.Bernardo torna a vincere dopo nove sconfitte di fila.

RITORNO

diciottesima giornata

Acqua S.Bernardo Cantù 81

Umana Reyer Venezia 86

Acqua S.Bernardo Cantù: Green 16, Ballo 15, Basile 13, A. De Nicolao 10, Sneed 10, Moraschini 6, Chiozza 4, Bortolani 4, Ajayi 3, Zimonjic 0, Okeke 0, Acunzo 0.

Umana Reyer Venezia: Wiltjer 22, Cole 16, Parks 11, Tessitori 10, Wheatle 8, Valentine 8, Lever 6, Candi 5, Corato 0, G. De Nicolao 0, Janelidze 0.

La prima in casa di coach De Raffaele ha un valore speciale: l’Acqua S.Bernardo sfida la Reyer Venezia, società dove il tecnico livornese ha lavorato dal 2011 al 2023. Il primo quarto porta la firma di Kyle Wiltjer: i 15 punti del giocatore nativo di Portland consentono all’Umana di chiudere sopra 16-25. La tripla di Candi inaugura il secondo parziale, i brianzoli però non mollano e nel giro di poche azioni riescono a recuperare, con Green protagonista: a 6’39” dal rientro negli spogliatoi il punteggio è di 27-30. Venezia torna a segnare con continuità, Cantù inizialmente resiste. A 2’23” dalla fine del secondo quarto però il solito Wiltjer e Cole portano gli orogranata a +7. Il time-out di De Raffaele non inverte il trend e i veneti vanno a +12 a metà gara, sul 38-50. Valentine la mette da tre e Venezia trova il massimo vantaggio, +15, in apertura di ripresa, ritoccato da Tessitori per il

+17 e in seguito ancora da Wiltjer per il +18 sul 44-62 al 24’. Cantù ha la forza di reagire e con la tripla di De Nicolao è a -9, sul 53-62. Il time-out ospite non basta per fermare l’Acqua S.Bernardo, tornata pienamente in partita: Ajayi segna la bomba del -3 a 40” dalla sirena, De Nicolao fa due su due ai liberi per il -1 ma Lever non è da meno poco dopo: il terzo quarto finisce 66-69.

Polveri bagnate nel quarto periodo: il primo canestro, segnato da Cole, arriva dopo ben tre minuti di gioco. Altri due minuti di digiuno e risponde Sneed, 68-71. Poi gli orogranata indirizzano la partita a proprio favore: Wheatle da tre, Candi ai liberi e Parks in contropiede mandano di nuovo a +10 gli uomini di Spahija. Un sussulto finale porta Cantù a -3 a 5” dalla fine, Valentine chiude la gara in lunetta: finisce 81-86.

Campionato

Vanoli Cremona

Acqua S.Bernardo Cantù 87

Vanoli Cremona: Willis 25, Anigbogu 16, Veronesi 12, Durham 11, Ndiaye 9, Burns 5, Casarin 5, Grant 4, Jones 2, Gallo 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Sneed 30, Green 15, Ballo 12, Bortolani 10, Okeke 8, Ajayi 6, Basile 4, De Nicolao 2, Chiozza 0, Moraschini 0.

Una Cantù ancora a caccia di punti importanti per scappare dalla zona calda della classifica fa visita alla Vanoli Cremona.

Bortolani super nel primo quarto: è lui il miglior marcatore dell’Acqua S.Bernardo in avvio con 8 punti. Ciononostante il primo parziale si chiude con i padroni di casa sopra 2725. L’equilibrio resiste fino al 35-35 a 3’30” dalla pausa lunga. Poi la Vanoli va a +7 sul 42-35. Quanto succede in seguito ha dell’incredibile: Sneed subisce fallo su tiro da tre, Brotto protesta, prende un tecnico e poi viene addirittura espulso.

Sneed tira allora sei tiri liberi consecutivi e fa 6/6, poi segna dall’angolo la tripla del 42-44. Ajayi nell’azione seguente a sua volta spara e segna dall’arco, per il 42-47 che chiude il secondo periodo con un clamoroso 0-12 di parziale in 45” di gioco.

L’Acqua S.Bernardo è in controllo nel terzo periodo: ancora

Ajayi dopo cinque minuti segna la tripla del 50-59, La Vanoli si scuote: Burns realizza da tre, Willis e Durham fanno altrettanto e i padroni di casa tornano a -1 sul 65-66. Nel quarto periodo la squadra di De Raffaele va a +11 con la tripla di un super Sneed dopo appena un minuto.

Cremona si affida a Veronesi e Willis e rimonta: a 2’20” dalla sirena Veronesi segna il canestro dell’84-80. Cantù va a -6 quando manca 1’33” ma non esce dalla gara: Green e Sneed accorciano sull’86-84, poi ancora Green subisce fallo su tiro da tre punti e fa 3/3, glaciale in lunetta, per il sorpasso a 7” dalla fine. Questa volta, a differenza di quanto successo a Reggio Emilia, non c’è il lieto fine: canestro e fallo di Willis con 4” da giocare, libero supplementare segnato e 89-87. Finisce così: Moraschini non riesce a segnare il canestro della vittoria.

Campionato

RITORNO ventesima giornata

Acqua S.Bernardo Cantù 108

Dolomiti Energia Trento 91

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 24, Green 18, Ballo 16, Sneed 14, Basile 10, Chiozza 9, Moraschini 7, De Nicolao 6, Ajayi 2, Okeke 2, Bagordo 0, Gualdi 0.

Dolomiti Energia Trento: Jakimovski 19, Battle 17, Steward 10, Mawugbe 8, Bayehe 7, Jogela 7, Jones 6, Aldridge 6, Airhienbuwa 6, Forray 3, Hassan 2, Vergnaghi 0.

Dopo oltre tre mesi Cantù torna a vincere davanti al proprio pubblico e lo fa giocando una super partita contro Trento. Il copione è sostanzialmente lo stesso della gara della prima giornata, semplicemente a parti invertite. Questa volta è l’Acqua S.Bernardo a fare la lepre e la squadra di Cancellieri è costretta a inseguire. In realtà il primo quarto vede gli ospiti chiudere avanti 19-24 grazie ai 6 punti a testa di Jakimovski e Aldridge, con la Dolomiti Energia brava a correre in campo aperto e a mettere in difficoltà Cantù, sfruttando i suoi punti di forza. Il secondo quarto però è già decisivo: gli aggiustamenti di De Raffaele e una serata di grazia in attacco consentono ai biancoblu di segnare 39 punti in 10 minuti, figli di un 8/10 da due e di un 6/8 da tre difficilmente ripetibile. A metà gara è 58-46 per l’Acqua S.Bernardo.

Alla ripresa del gioco il grande merito di Cantù è quello di non alzare il piede dall’acceleratore: a fine terzo parziale la squadra di casa mena le danze sull’86-68, massimo vantaggio canturino. A metà quarto quarto l’ulteriore allungo dell’Acqua S.Bernardo, che scappa a +29 a 4’39” dalla fine sul 105-76, avvicinandosi a un ribaltamento dello scontro diretto che avrebbe del clamoroso. In realtà la squadra di De Raffaele perde un po’ di ritmo offensivo e segna soltanto una tripla di lì a fine partita, quella del 108-78 dell’mvp Bortolani. Un paio di giri a vuoto in attacco deconcentrano Cantù, che si accontenta dei due punti e dà spazio anche ai giovanissimi Gualdi e Bagordo. Due triple di Airhienbuwa fissano il punteggio sul 108-91 finale, che consente a Moraschini e compagni di tirare un po’ il fiato durante la pausa per le Final Eight di Coppa Italia.

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Campionato

09 MAR 2026

RITORNO

ventunesima giornata

EA7 Emporio Armani Milano 88

Acqua S.Bernardo Cantù 86

EA7 Emporio Armani Milano: Ricci 22, Shields 16, Bolmaro 15, Leday 14, Nebo 9, Brooks 6, Guduric 6, Mannion 0, Diop 0, Tonut 0, Ceccato 0, Costaglione 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Ballo 21, Green 15, Sneed 15, Bortolani 9, De Nicolao 8, Février 7, Chiozza 5, Moraschini 3, Basile 2, Okeke 1, Molteni 0, Acunzo 0.

Dopo la sosta, Cantù torna in campo a Milano per il derby contro l’Olimpia, con Ajayi che fa spazio nelle rotazioni al francese Février. Forte della spinta di un settore ospiti pieno e rumoroso, l’Acqua S.Bernardo parte con il piede giusto e, dopo cinque minuti, è avanti 15-16, con 10 punti di Ballo. Milano, però, è una grande squadra e come tale reagisce:

Leday guida il parziale e i padroni di casa conducono 33-20 dopo il primo quarto.

Cantù resta in partita. Green e Février salgono in cattedra e l’inerzia cambia, con la squadra di De Raffaele che ha la forza di tornare sul 41-39. A tre minuti dall’intervallo il time-out di Poeta aggiusta parzialmente le cose per i meneghini: 47-41 a metà gara. La ripresa si apre con due triple in un minuto di Sneed, che rimettono definitivamente in carreggiata Cantù. La partita diventa punto a punto e i brianzoli trovano il

vantaggio sul 53-54 con Green. La tripla di Ricci manda in archivio il parziale: 66-63 a 10’ dalla fine.

Nel quarto quarto Milano prova più volte ad allungare, senza però riuscire a scavare il solco, e l’Acqua S.Bernardo assaggia il sapore dell’impresa. La tripla di Bolmaro, dopo un pazzesco scambio di tiri dall’arco tra le due squadre, porta avanti i padroni di casa 86-82 a 2’14” dalla fine, Cantù fa 86-84 con Ballo, Guduric rimette quattro punti tra le due squadre, prima del canestro di Bortolani dell’88-86 a 30” dalla fine.

L’ultimo possesso di Milano è mal eseguito, con Ricci che tira senza trovare nemmeno il ferro. La palla cade, con tanta fortuna, nelle mani di Shields. Anche lui sbaglia, ma il tempo passa e Green ha solo 5” per risalire il campo e tirare in terzo tempo da lontano: non va, vince l’Olimpia 88-86.

Campionato

Acqua S.Bernardo Cantù 94

Guerri Napoli 77

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 17, Février 14, Sneed 13, Green 12, Moraschini 10, Okeke 9, Ballo 8, Chiozza 6, De Nicolao 3, Basile 2, Zimonjic 0, Gualdi 0.

Guerri Napoli: El-Amin 21, Toté 19, Caruso 11, Bolton 8, Flagg 6, Marshall 5, Treier 4, Whaley 3, Faggian 0, Gentile 0, Gloria 0, Ferrara 0.

Seconda vittoria interna consecutiva per l’Acqua S.Bernardo, che si sbarazza di una Napoli in crisi e orfana del suo miglior giocatore, il playmaker Naz Mitrou-Long. L’avvio, però, è equilibrato, con nessuna delle due squadre che riesce a prevalere sull’altra. A trascinare Cantù nel primo quarto è il miglior Okeke della stagione, che segna sulla sirena il canestro del 20-16 che chiude il parziale. La squadra di coach De Raffaele va in vantaggio e non si guarderà più indietro: +8 all’intervallo, 41-33. Il grande sforzo corale dei biancoblu porta il vantaggio a 15 punti in avvio di ripresa, ma Napoli non demorde e si affida a un super El-Amin. L’esterno classe ‘98 trascina i partenopei, che, complice un momento di appannamento di Cantù, tornano sotto la doppia cifra di distacco.

L’inerzia è ancora dalla parte della Guerri a inizio quarto

quarto, ma a togliere le castagne dal fuoco ci pensa Riccardo Moraschini, coadiuvato da Février. Tripla da distanza siderale del capitano sulla sirena dei 24” e nuovo +10, Napoli risponde ma il francese scaccia ancora la rimonta con il canestro da fuori a 6’42” dalla fine. Poi l’episodio che, di fatto, chiude i conti: fallo antisportivo di El-Amin, che aveva già ricevuto un tecnico, ed espulsione. Moraschini fa uno su due, ma nell’azione seguente trova ancora il fondo della retina dall’arco per il 78-64 a 6’10” dalla sirena finale. Al termine saranno ben 10 i punti di Moraschini nel quarto periodo. Dopo la tripla del giocatore nativo di Cento Napoli si spegne definitivamente e Cantù ne approfitta, con Février particolarmente ispirato: finisce 94-77, risultato che consente ai brianzoli di ribaltare anche la differenza canestri dopo il -12 dell’andata.

Campionato

Bertram Derthona Tortona 100

Acqua S.Bernardo Cantù 73

Bertram Derthona Tortona Chapman 28, Vital 20, Hubb 17. Olejniczak 11, Gorham 9, Strautins 7, Manjon 4, Biligha 4, Pecchia 0, Baldasso 0, Riismaa 0, Tandia 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Basile 14, Février 13, Ballo 11, Sneed 11, Green 9, Bortolani 8, Moraschini 5, De Nicolao 2, Chiozza 0, Okeke 0, Molteni 0, Gualdi 0.

Dopo una serie di prestazioni convincenti Cantù gioca una pessima partita a Tortona, dove viene sconfitta nettamente dai padroni di casa. Il primo allungo dei piemontesi arriva dopo quattro minuti di gioco sul 12-6. L’Acqua S.Bernardo cerca di limitare i danni ma la tripla di Vital a 4’23” dalla sirena porta in doppia cifra il vantaggio di Tortona sul 19-9. I brianzoli dimezzano il distacco nella seconda parte del periodo e chiudono sotto 27-22 i primi dieci minuti. Nel secondo quarto il break a favore dei padroni di casa. Cantù torna a -2 dopo un minuto di gioco, poi inizia lo show di Brekkott Chapman. Lo statunitense realizza 14 punti in otto minuti, con il 100% dal campo: numeri impressionanti, che portano la Bertram sul +17 all’intervallo, con il punteggio di 55-38. Nel terzo quarto gli uomini di De Raffaele tentano di organizzare la rimonta e, dopo due minuti scarsi

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di gioco, si riportano a -9 sul 55-46. Serve a poco, perché nell’azione seguente il solito Vital non perdona da tre punti, rimettendo oltre dieci punti tra le due squadre.

Con il passare dei minuti Tortona non alza il piede dall’acceleratore, anzi, continua a trovare il canestro da tre punti: Chapman a 38” dall’intervallo segna ancora per il +18, Février risponde ma Hubb brucia la sirena e manda in archivio il terzo periodo sul 73-55. Ogni velleità di rimonta di Cantù viene spenta da Hubb nei primi due minuti del quarto quarto: due triple, +21 sul 7958, e titoli di coda. Non si ferma però Chapman, che segna altre tre triple: a fine gara saranno 28 per lui, con il 100% dal campo e 7/7 da tre punti. Tortona arriva anche a +30 sul 92-62, prima di un mini-parziale canturino: all’ultima sirena il tabellone della Nova Arena dice 100-73.

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Campionato

RITORNO

ventiquattresima giornata

Acqua S.Bernardo Cantù 97

Pallacanestro Trieste 76

Acqua S.Bernardo Cantù: Green 20, Ballo 18, Février 13, Sneed 13, Bortolani 11, Basile 10, Okeke 6, Robinson 4, Moraschini 2, De Nicolao 0, Molteni 0, Gualdi 0.

Pallacanestro Trieste: Bannan 22, Ramsey 11, Candussi 10, Toscano-Anderson 10, Ross 8, Sissoko 5, Deangeli 4, Uthoff 3, Ruzzier 3, Martucci 0, Iannuzzi 0, Cinquepalmi 0.

A far visita a Cantù nella 24esima giornata di Lba è Trieste. Novità nelle fila biancoblu, con l’arrivo di Robinson al posto di Chiozza, infortunato dopo pochi minuti a Tortona. I giuliani sono una delle squadre che fa più fatica lontano dal proprio palazzetto e la trasferta di Desio non fa eccezione. La squadra di De Raffaele parte fortissimo: 10-2 di parziale e Taccetti, subentrato a Gonzalez, è costretto a chiamare time-out dopo tre minuti scarsi di partita. Non basta per limitare un’ottima Acqua S.Bernardo, che trova ritmo e fiducia in attacco, anche grazie a un Ballo determinante. Per il centro maliano nove punti e sei rimbalzi nel primo quarto. Intanto, i padroni di casa, in controllo per tutto il parziale, sfondano il muro della doppia cifra di vantaggio con la tripla di Green: 31-20 alla prima pausa.

Sussulto di Trieste in avvio di secondo periodo, con il pun-

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teggio sul 33-27 a 7’ dall’intervallo e De Raffaele costretto al time-out. I giuliani restano lì, anche a -5 sul 41-36, poi si accende Sneed: sette punti per lui e nuovo allungo canturino sul 54-42, punteggio con il quale termina il primo tempo. Trieste impatta malissimo la ripresa e Cantù è brava ad approfittarne, ampliando il margine tra le due squadre. Sul 6042, come nel primo quarto, Taccetti ferma la partita dopo tre minuti di gioco.

Non serve a granché, dato che l’Acqua S.Bernardo va anche a +21 nel corso del terzo periodo. Piccola reazione per gli ospiti, guidata da Toscano-Anderson, a pochi possessi dalla fine del terzo quarto: 76-60 all’ultimo intervallo. Nel quarto quarto, sostanzialmente di garbage time, si esalta Green. A Desio finisce 97-76, terza vittoria casalinga in fila per la banda di coach De Raffaele.

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Campionato

Acqua S.Bernardo Cantù 80

Banco di Sardegna Sassari 78

Acqua S.Bernardo Cantù: Green 17, Février 13, Ballo 13, Bortolani 11, Moraschini 8, De Nicolao 5, Sneed 5, Robinson 4, Basile 2, Okeke 2, Molteni 0, Gualdi 0.

Banco di Sardegna Sassari: Marshall 22, Macon 15, Thomas 13, McGlynn 8, Mezzanotte 7, Beliauskas 6, Buie 5, Vincini 3, Zanelli 0, Seck 0, Ceron 0, Visconti 0.

Fondamentale scontro salvezza per Cantù, che ospita Sassari. L’avvio è equilibrato, poi il parziale della Dinamo, con Marshall, Mezzanotte e Macon protagonisti. Solo il canestro di De Nicolao allo scadere per il 20-28 impedisce agli ospiti di chiudere il primo quarto in doppia cifra di vantaggio. Nel secondo quarto Cantù trova nuove energie e rientra, trascinata da Ballo. Il pivot maliano realizza sette punti in tre minuti e Cantù torna a galla sul 29-29. De Nicolao e Green segnano da due punti, Moraschini mette la tripla: 36-31 e time-out obbligato per Mrsic. Anche l’Acqua S.Bernardo rallenta un po’ e Sassari resta lì: 45-42 all’intervallo. La ripresa inizia meglio per Sassari: 5-13 di parziale e Dinamo avanti 50-55 al 25’. Cantù si affida alla classe e all’esperienza di Erick Green per limitare i danni e chiudere sotto 61-66 il terzo periodo. Gli ultimi dieci minuti si aprono con

un altro canestro di Green, ma Mezzanotte mette la tripla del 63-69. Dopo qualche minuto di digiuno per entrambe sul 65-71, Bortolani segna la tripla del 68-71, mentre Sneed fa due su due ai liberi per il 70-71.

I biancoblu restano sotto fino a 3’37” dalla fine, con la tripla di Février che vale la parità a quota 76. Ancora Thomas porta in vantaggio gli isolani 76-78 a 2’46” dalla fine, Green pareggia poco dopo. A 22” dalla fine Ballo subisce fallo ma accusa un problema fisico, in lunetta si presenta Bortolani che fa uno su due per il 79-78. Moraschini difende splendidamente su Macon nell’ultimo possesso, Cantù prende il rimbalzo e De Nicolao fa uno su due in lunetta quando mancano 2”. Buie tira da centrocampo per la vittoria, non va: vittoria sofferta ma cruciale per l’Acqua S.Bernardo con il punteggio di 80-78.

Campionato

Virtus Olidata Bologna 88

Acqua S.Bernardo Cantù 79

Virtus Olidata Bologna: Edwards 34, Alston 19, Jallow 9, Niang 6, Ferrari 5, Diarra 4, Smailagic 4, Akele 4, Hackett 2, Diouf 2, Morgan 0, Baiocchi 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Bortolani 17, Sneed 14, Février 10, Ballo 10, Basile 9, De Nicolao 6, Moraschini 6, Robinson 4, Okeke 3, Chiozza 0.

Per la prima volta dal suo arrivo, Cantù deve fare a meno di uno dei propri americani di punta: non è della partita Erick Green, fermo per precauzione, in vista delle ultime gare, a causa di un problema muscolare.

Recuperati in extremis invece Oumar Ballo, uscito acciaccato dalla gara contro Sassari, e Chris Chiozza, vittima di un infortunio muscolare che lo aveva costretto a saltare le due partite precedenti. Dal canto suo la Virtus arriva da una serie di sconfitte piuttosto lunga, con l’allenatore Ivanovic sostituito dall’ex assistente Jakovljevic e senza gli infortunati Pajola e Vildoza.

Già dalle prime battute si capisce che il mattatore di serata, per i bolognesi, sarà Carsen Edwards. Proprio il talentuosissimo ex Bayern Monaco scava il primo solco di serata con 13 punti nel primo quarto, parziale che la Virtus chiude sopra

28-19. Il ritardo dell’Acqua S.Bernardo sale anche a 15 punti, ma Ballo e Février limitano i danni con qualche buona giocata: 50-39 all’intervallo, con 21 punti di Edwards, assoluto protagonista.

Nella ripresa Cantù resta, un po’ come all’andata, sempre a -10, prima di riuscire a tornare a -4 a 4’26” dalla fine con quattro punti di Sneed e due di Février. Per la Virtus, che non aveva giocato una gran partita a livello di squadra e aveva fatto affidamento soprattutto su Edwards, si accende la spia di allarme. L’azione seguente chiude la gara: doppio rimbalzo in attacco di Niang e Diouf e tripla di Alston dalla punta per il +7. Poi la schiacciata di Niang e due liberi nuovamente segnati da Alston riportano il gap ancora in doppia cifra. Finisce 89-79, con Cantù che non riesce nell’impresa di vincere in casa dei campioni d’Italia in carica.

Acqua S.Bernardo Cantù 100

Openjobmetis Varese 96

Acqua S.Bernardo Cantù: Green 21, Sneed 17, Février 12, Bortolani 11, Moraschini 11, Basile 8, Ballo 8, Chiozza 7, De Nicolao 5, Okeke 0, Molteni 0, Gualdi 0.

Openjobmetis Varese: Nkamhoua 23, Stewart 19, Iroegbu 14, Moore 13, Alviti 10, Renfro 6, Assui 5, Freeman 4, Ladurner 2, Librizzi 0, Bergamin 0, Villa 0.

Nel momento cruciale della stagione arriva il derby tra Cantù e Varese. Si gioca in un PalaDesio che supera i 6000 spettatori e la partita è all’altezza delle aspettative. Equilibrio in avvio: sul 17-12 l’Acqua S.Bernardo avrebbe l’occasione di scappare, ma gli ospiti sono bravi a tornare sotto grazie a cinque punti di Stewart.

Nel secondo quarto altro mini-break degli uomini di De Raffaele, subito rintuzzato da Nkamhoua e compagni: la tripla di Green sulla sirena riporta avanti Cantù e manda le squadre negli spogliatoi sul 46-44. I padroni di casa allungano a metà terzo quarto, Varese però non si arrende e, con cinque punti in fila, torna a -3 sul 6865. Cantù reagisce, trovando ancora un canestro sulla sirena, questa volta di Février, silenzioso fino all’intervallo ma decisivo nella ripresa: dopo 30 minuti il tabellone dice 76-70.

Nel quarto quarto la partita si infiamma definitivamente. L’Acqua S.Bernardo parte forte e va sull’84-73 a 7’54” dalla fine. Sembra finita ma Varese trova le energie per tornare a -3, con Cantù a secco in attacco per più di tre minuti. La rimonta si concretizza con la tripla di Nkamhoua per l’85-86 a 3’44” dalla fine, poi la Openjobmetis prova la fuga a 1’37” dal termine con il +4 grazie alla tripla di Iroegbu. Cantù resta in partita grazie a due liberi di De Nicolao. La palla persa di Nkamhoua ridà il possesso ai biancoblu e Moraschini segna la clamorosa tripla del sorpasso dall’angolo. Iroegbu sbaglia ancora e Février fa impazzire i 6000 di Desio con la bomba del +4 a 41” dalla fine. Due liberi di Stewart tengono vive le speranze di Varese, spente definitivamente dalla tripla di Green a 11” dal termine. Finisce 10096 in un PalaDesio in festa.

Campionato

Apu Old Wild West Udine 95

Acqua S.Bernardo Cantù 83

Apu Old Wild West Udine: Christon 20, Dawkins 17, Mekowulu 14, Bendzius 12, Hickey 11, Spencer 8, Da Ros 6, Calzavara 6, Ikangi 1, Pavan 0, Biasutti 0, Mizerniuk 0.

Acqua S.Bernardo Cantù: Ballo 16, Chiozza 13, Green 13, Moraschini 12, De Nicolao 12, Okeke 9, Sneed 4, Février 2, Basile 2, Molteni 0.

ph: Ciamillo&Castoria

Dopo la bella vittoria nel derby contro Varese, il primo match point salvezza per Cantù arriva a Udine. Con un successo la squadra di De Raffaele sarebbe infatti certa della permanenza in Serie A, a prescindere dai risultati delle altre squadre. Sin da subito, però, l’Acqua S.Bernardo fatica a trovare fluidità offensiva, complice l’assenza di Giordano Bortolani, out per una forma virale. A metà primo quarto l’Apu cerca già di allungare, a +5 sul 10-5 dopo la schiacciata di Spencer. La reazione di Cantù porta la firma di capitan Moraschini, a segno due volte dalla lunga distanza per il 14-11. I brianzoli passano addirittura in vantaggio poco prima della sirena, con due liberi di Okeke per il 16-17. Tuttavia, la tripla di Christon allo scadere consente ai padroni di casa di chiudere sopra 19-17 il primo periodo. L’inatteso protagonista per Cantù nel secondo quarto è proprio Okeke,

autore di sette punti. Non basta per rompere l’equilibrio, anzi, il parziale lo fa Udine: Bendzius e Dawkins a segno e padroni di casa in vantaggio 44-38 a metà partita. Hickey e Calzavara realizzano subito sei punti nel terzo quarto, con Cantù sotto in doppia cifra e De Raffaele che chiama time-out. La scelta del coach livornese funziona, i biancoblu tornano a -4 e resistono per qualche minuto, prima del nuovo break friulano per il 71-62 al trentesimo minuto. Dawkins riporta i suoi oltre i dieci punti di vantaggio con la tripla, l’Acqua S.Bernardo perde anche Sneed per cinque falli e i buoi scappano definitivamente dalla stalla. Udine va a +15, gestisce i ritmi e conquista due punti meritati di fronte alla solita Cantù spaesata quando chiamata a giocare lontano da Desio. Al Carnera vince la squadra di coach Vertemati 95-83.

Campionato

Acqua S.Bernardo Cantù 72

Nutribullet Treviso Basket 80

Acqua S.Bernardo Cantù: Moraschini 15, Février 11, Sneed 9, Bortolani 9, Green 8, Chiozza 7, De Nicolao 5, Ballo 4, Okeke 4, Basile 0, Molteni 0, Gualdi 0.

NutriBullet Treviso Basket: Croswell 20, Pinkins 15, Weber 13, Abdur-Rahkman 12, Miaschi 9, Macura 4, Cappelletti 3, Radosevic 2, Chillo 2, Torresani 0, Pellegrino 0, Spinazzè 0.

ph: Ciamillo&Castoria

Ultima di campionato per l’Acqua S.Bernardo. Il calendario prevede al PalaDesio lo scontro con Treviso: entrambe le squadre, vincendo, sarebbero salve. La seconda ipotesi, invece, è una sconfitta di Sassari con Bologna: se i sardi dovessero perdere il risultato di Cantù-Treviso diventerebbe irrilevante, con la Dinamo in Serie A2. Nonostante l’importanza della partita, la squadra di coach De Raffaele approccia male l’incontro, vittima di un Croswell efficace sotto canestro: il primo quarto si chiude con gli ospiti avanti 15-21. Cantù si affida dunque a Moraschini, già a segno dalla lunga distanza nel primo periodo. Altri cinque punti del capitano costringono Nicola al time-out, con i brianzoli che tornano sul 20-21, prima di andare in vantaggio con due punti di Green. Croswell cerca ancora di limitare l’emorragia per la NutriBullet con quattro punti in

fila, Cantù risponde colpo su colpo, con la partita che torna in equilibrio dopo l’allungo trevigiano: 37-38 all’intervallo. Il terzo quarto è intenso e poco spettacolare. A 3’54” dal termine del periodo Février sigla il canestro del +5 sul 51-46, ma Croswell schiaccia con fallo per tornare a -2, prima che Miaschi pareggi. L’Acqua S.Bernardo riprova a scappare con De Nicolao e Okeke, mentre Treviso si pianta in attacco: a dieci dal termine è 56-51.

Ancora Okeke inaugura il quarto quarto con due liberi, Sneed e Green segnano da tre punti ed è 64-55. A 5’ dalla fine però l’inerzia cambia: Cantù segna solo tre punti da lì al termine e Treviso ne approfitta: vincono gli ospiti 72-80. Un risultato che per Cantù è ininfluente: la contemporanea sconfitta di Sassari contro la Virtus Bologna consente ai biancoblu di festeggiare comunque la salvezza.

CARLO RECALCATI COMMENTA

LA STAGIONE DI CANTÙ

Afare un resoconto della stagione di Cantù è una leggenda del basket italiano: Carlo Recalcati. L’ex giocatore e coach biancoblu ha iniziato: «Per valutare un’annata bisogna fare una disamina realistica, partendo dai presupposti. Questa stagione di Cantù fa parte di un ciclo programmato da tempo, che includeva la promozione e la salvezza in Serie A. Direi quindi obiettivo raggiunto, nonostante un po’ di normale sofferenza. Il finale di stagione però è stato di alto livello, è mancato forse solo un acuto: una vittoria in trasferta prestigiosa o contro una big».

Il punto di svolta? L’arrivo di coach De Raffaele. Recalcati ha spiegato: «Il passo che ha tenuto la squadra con lui è stato da playoff. Al suo arrivo l’ambiente era in un momento di grande scoramento, fattore che si è ripercosso sulla squadra. Con la sua capacità di coinvolgimento, al di là delle indubbie doti tecniche, ha fatto capire che giocare in una situazione di pressione e difficoltà deve essere uno stimolo e fa parte del lavoro di un professionista. Ha spinto tutti a non farsi schiacciare dalle circostanze e a reagire»

Cantù è stata brava a intervenire in corsa sul roster per sistemare le cose. L’ex coach biancoblu ha spiegato: «Molti vedono questa cosa come il riconoscere degli errori fatti. In questa Serie A però tutti sono intervenuti a stagione in corso, fa parte della pallacanestro di oggi. Succede perché, con squadre che cambiano magari otto giocatori in estate, non è detto che sia facile far rendere tutti. Bisogna accettare questo meccanismo e riconoscere che essere capaci di intervenire e trovare la quadra giusta per migliorare la squadra è un merito»

Sui singoli giocatori ha detto: «L’arrivo di Green è stato determinante. Il suo rendimento, salvo il finale di stagione in cui è stato limitato qualche acciacco fisico, è stato da vero protagonista. Non dimenticherei assolutamente Bortolani, alla prima esperienza in

una squadra che puntasse decisamente su di lui, con un ruolo da protagonista: globalmente ha dato quanto ci si aspettava. Ballo poi è cresciuto e non è un caso che sia annoverato tra i migliori centri del campionato e che tante squadre lo seguano con interesse. E infine Moraschini: con il suo finale di stagione ha dimostrato esperienza e leadership. Non si è abbattuto nel momento più difficile della stagione, anche dal punto di vista individuale, ed è venuta fuori la sua capacità di essere leader anche in campo, con delle ottime prestazioni»

Recalcati ha chiuso parlando dei numeri del PalaDesio: «Non si possono trascurare. Rimarranno dei numeri da record, vista la capienza della nuova arena, ed è una cosa che va considerata. Vuol dire che il pubblico ha apprezzato questa squadra, ha partecipato, ha dato una grande mano: questo è un aspetto positivo della stagione appena conclusa»

ANDREA MAURI E LA NUOVA CANTÙ ARENA

La Cantù Arena, con inaugurazione prevista a fine 2026, sarà un vero e proprio gioiello, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista economico e tecnico. Si tratta della prima costruzione nel nostro paese ad aver utilizzato la nuova Legge Stadi e il project financing. Inoltre, sarà la prima struttura in Italia a proporre il Personal Seat License, una licenza a pagamento per l’acquisto e conseguente proprietà del posto a sedere.

A lavori completati, oltre all’Arena centrale, da 5200 posti, il progetto prevede la realizzazione di un Pavillon, dove si alleneranno i giocatori. All’esterno dell’Arena, l’Event Plaza. Infine, oltre al lato sportivo, la costruzione includerà un’area di 2.000 metri quadri che verrà adibita alla ristorazione, agli uffici di Cantù Arena e Pallacanestro Cantù e a uno store. Insomma: non solo sport, molto di più, un vero e proprio generatore di valore.

Si è occupato in prima persona di coordinare il progetto il Ceo di Cantù Arena, Andrea Mauri. Parlando dell’annata appena conclusa ha detto: «È stato un anno complicato, ma eravamo consapevoli che il ritorno in Serie A, dopo quattro anni di A2, non sarebbe stato facile. Abbiamo cercato di dare il massimo fin da subito. La stagione si è rivelata travagliata e siamo dovuti correre ai ripari. Tuttavia, ciò che contava davvero era conquistare la salvezza, e ci siamo riusciti». Arrivare all’inaugurazione della Cantù Arena con la squadra in Serie A era per Mauri «l’obiettivo primario. La Serie A è da sempre nel dna della Pallacanestro Cantù e costituiva la vetrina ideale per l’inaugurazione: era un traguardo di importanza centrale».

Tante le emozioni per il team di Cantù Arena in questi anni. Mauri ha scelto però di ricordare un momento in particolare: «Il momento più emozionante è coinciso con il completamento della

struttura prefabbricata. Vedere i progetti, fino a quel momento su carta, diventare realtà ci ha permesso di percepire concretamente forme e volumi di ciò che stavamo costruendo».

Cantù Arena ha inoltre affiancato Pallacanestro Cantù in un momento di grande crescita dentro e fuori dal campo. Mauri ha ripreso: «Era fondamentale sviluppare un piano industriale che coinvolgesse tutte le realtà che compongono l’universo della Pallacanestro Cantù. La prospettiva della nuova arena ci ha supportato in questa direzione, offrendoci l’opportunità di presentare un progetto moderno, all’avanguardia e proiettato verso il futuro. Ora ci attende un anno denso di sfide. La nuova arena spingerà Cantù ad alzare ulteriormente l’asticella; per questo, in questi mesi abbiamo lavorato intensamente per adeguare la nostra struttura ed essere pronti ad affrontare gli obiettivi del prossimo triennio».

SALVEZZA CONQUISTATA: ORA CANTÙ PUÒ COSTRUIRE IL FUTURO

Passato, presente, futuro: il 2026, ha tutto per essere l’anno che lancia la Pallacanestro Cantù in una nuova era, senza mai perdere di vista ciò che c’è alle spalle. Da Marzorati a Mazzarino, da Grenoble a Colonia, dagli scudetti alle più recenti difficoltà societarie di poco meno di dieci anni fa, fortunatamente e faticosamente risolte per il meglio: per Cantù l’anno della celebrazione del novantesimo anno di storia si aprirà nel migliore dei modi, ancora in Serie A.

Con il cuore ricco di ricordi del passato, indimenticabili, da proteggere, da raccontare. Con i piedi saldamente ancorati al presente, perché, come si è visto in questa stagione, la permanenza nella massima categoria non è un diritto ma un traguardo da conquistare, possesso dopo possesso, partita dopo partita. Soprattutto, con lo sguardo proiettato verso un futuro che ora sì, è giusto dirlo, si prospetta roseo, dopo una salvezza sudata e fondamentale. Consolidare la categoria era ed è uno dei pilastri su cui si regge l’intero progetto della società canturina. Una società che in questi anni non ha lesinato sforzi e, anzi, ha fatto di tutto e di più per raddrizzare le sorti di un club che sembrava destinato a sparire.

Impossibile non pensare quindi alla fine dell’era Gerasimenko. Anzi, doveroso ripercorrere quei momenti. Il 18 febbraio 2019 l’azionariato popolare Tutti Insieme Cantù evita miracolosamente il fallimento, praticamente annunciato viste le difficoltà del patron russo.

Arriva una salvezza incredibile sul campo, poi il Covid e infine la retrocessione, beffarda ma inevitabile, nel 2021. Un tasto reset, una necessità forse. Perché, se è vero che per Cantù sono stati quattro anni di incredibile sofferenza al piano di sotto, è altrettanto vero che con l’avvento di Cantù Next e la discesa in Serie A2, dopo il Covid, qualcosa è cambiato. Una realtà che

si trascinava stancamente è tornata a essere tifata, apprezzata, amata quanto se non più di prima. L’apertura della Cantù Arena, dopo le brutte pagine del PalaBabele e del PalaTurra, sarà un traguardo di portata storica, uno di quegli eventi che cambia completamente la traiettoria di un club.

Per Cantù e la Pallacanestro Cantù, poi, è anche qualcosa di più. Dal 1973, quando il Parini non era più adatto per soddisfare gli standard richiesti dalla Fip e dalla Lega Basket, Cantù non gioca nella città di cui porta il nome. Brescia, innanzitutto e per una sola stagione, quando ancora il Pianella di Cucciago non era pronto. Poi quelle lamiere, diventate storia, a pochi minuti ma comunque fuori dal territorio comunale, e infine Desio. Ora Cantù può tornare a casa.

Tornare a Cantù, a poche centinaia di metri da piazza Garibaldi, vuol dire tanto, tantissimo. La Cantù Arena sarà un vero e proprio fiore all’occhiello per il club e per il territorio, un trampolino di lancio verso il futuro. Un traguardo fondamentale, raggiunto grazie al lavoro svolto con grande maestria dal team guidato da Andrea Mauri, capace di realizzare un progetto che per tanti era oltre i confini dell’impossibile.

Il nuovo capitolo della storia della Pallacanestro Cantù sarà particolarmente sfidante. Lo sarà perché Cantù deve rimanere Cantù, deve lanciarsi sì verso il futuro senza paura, evitando però di snaturarsi. Evoluzione, non rivoluzione, ricordando di essere una realtà che ha costruito le sue fortune sul lavoro, sulla competenza, sulla crescita, anche dei giovani. Intanto, la salvezza è servita e presto lo sarà anche la nuova arena. Come per un escursionista in cima a una montagna dopo l’ascesa, è giusto guardarsi indietro: godersi il panorama, rivivere i momenti difficili, assaporare i bei ricordi. Con l’orgoglio e la consapevolezza di avere finalmente la forza per viverne altri.

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