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Libro Carnevale Olgiate bozza 10

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I primi 50 anni del

CARNEVALE OLGIATESE

Editore:

DMedia Group S.P.A

Via Campi 29/L

23807 Merate (Como)

Concessionaria:

Publi iN

Fotografie:

Archivio Giornale di Olgiate

Archivio Alberto Malacrida

Pro loco Olgiate Comasco

Archivio Raffaella Roffino

Si ringrazia per la collaborazione: Gruppo fotografico Diapho’s

Testi di Nicola Gini

Stampa: Cattaneo Grafiche - Annone B.za (LC)

In copertina: disegno originale di Silvano Bricola

Finito di stampare: 20 gennaio 2026

Prefazione

Perché un libro sul Carnevale Olgiatese? L’idea della Pro Loco Olgiatese e la nostra collaborazione all’intento dell’associazione, scavando tra ricordi, testimonianze, album fotografici e archivi di giornale, non hanno la pretesa di essere esaustive ma stimolanti. Fissare lo sguardo, attraverso un insieme di pagine e di memorie, su ciò che è stato e che ha significato il Carnevale Olgiatese dal 1976 a oggi, aiuta a comprendere come progettare l’avvenire di una manifestazione ormai forte di una storia che, a pieno titolo, merita di essere conservata con un pizzico di orgoglio. Una storia che chiede di essere scritta ulteriormente, aggiungendo parole, immagini, sogni e laboriosa disponibilità. Ecco il senso di una pubblicazione dedicata al Carnevale Olgiatese, un po’ come parallelamente viene raccontato grazie alla mostra organizzata dal gruppo fotografico Diapho’s di Olgiate Comasco: riscoprire la spontaneità della manifestazione allegorica di una volta, spronare gli olgiatesi a “celebrarla” nel modo migliore possibile, garantendo continuità alla sfilata di carri, bande e gruppi mascherati. Un compito che, nelle intenzioni degli affiatati e creativi volontari della Pro Loco Olgiatese, bussa alle porte di ogni cittadina e di ogni cittadino, dai più piccoli ai più grandi, invitando a festeggiare insieme. A riconoscersi parte attiva di un paese divenuto città, in cui tutti possono fare la propria parte per il mantenimento e il consolidamento di una coloratissima e chiassosa tradizione. Un invito a regalarsi un giorno col sorriso.

Nicola Gini Resp. redazione Giornale di Olgiate

50 CARNEVALE OLGIATESE

31 gennaio - 8 febbraio 2025

MERCOLEDI 4 FEBBRAIO

LABORATORI LUDICI E DI PSICOMOTRICITà PRESSO LA CASA ANZIANI

ORE 16:30

PRESSO biblioteca comunale laboratorio di carnevale “prepara la tua maschera” in collaborazione con il teatro dei sussurri. (dedicato ai bambini delle elementari) a seguire letture animate a tema.

GIOVEDI 5 febbraio

Spettacoli teatrali Presso gli Asili di Via Repubblica e Roncoroni

venerdi 6 febbraio

PRESSO tendostruttura parcheggio VILLA PEDUZZI

ORE 19:00

ORE 21:00

rock band, LOST BROTHRS, A SEGUIRE DJ SET fluo party

PRESSO tendostruttura parcheggio VILLA PEDUZZI

Ore 14:30

PRESSO tendostruttura parcheggio VILLA PEDUZZI

Ore 18:00 Nutella Partyapertura cucina

SABATO 7 febbraio

Carnevale dei bambini con stand-laboratori

PRESSO tendostruttura parcheggio VILLA PEDUZZI aperitivo, apertura cucina serata swing e anni 80/90/2000

1 –La forza della tradizione

Mattia Mengozzi - Presidente della Pro Loco Olgiatese

La sfilata. I carri. Le maschere. La musica. I coriandoli. Tra due ali di folla impazza la festa più colorata dell’anno, l’evento che nel 2026 a Olgiate Comasco celebra mezzo secolo di storia: il Carnevale Olgiatese.

Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, persino più di quanto oggi ci si possa rendere conto. Il merito della longevità della kermesse allegorica è saldo tra le laboriose mani dei volontari della Pro Loco Olgiatese. Gli stessi - almeno in parte - che nel 1998 decisero di mettersi in gioco, di ridare vitalità all’associazione garantendo disponibilità a trecentosessanta gradi e inquadrando priorità nitide. Tra i desiderata, proprio il Carnevale Olgiatese. La manifestazione, infatti, viveva una fase di stallo. Uno stop prolungato, dal 1994 al 1998, quando gli allora baldi giovani - tra i quali Mattia Mengozzi, tuttora presidente della Pro Loco Olgiatese, e altri amici, compreso anche Simone Moretti, attuale sindaco di Olgiate Comasco - lanciarono la sfida. Vincendola, grazie all’entusiasmo innestato all’interno dell’associazione, alla volontà di fare squadra tradotta in fantasia, inventiva e fatica condivisa. “Da

subito ci siamo impegnati per la rinascita del Carnevale Olgiatese - così Mattia Mengozzi riavvia il nastro dei ricordi, lui che curiosamente ha gli stessi anni della manifestazione allegorica - Dal 1994 c’era un buco, senza più la sfilata. Per il sottoscritto e per tutto il gruppo della Pro Loco la voglia di ripristinarla era evidente. Ci siamo rimboccati le maniche, definendo il Carnevale Olgiatese come una delle nostre priorità. Il primo passo: organizzare un sondaggio tra i cittadini, promosso durante i mercatini dell’artigianato che allestivamo in via San Gerardo. Agli olgiatesi una domanda diretta: quali feste ed eventi preferivano? Tra le risposte, chiarissima la voglia di vedere ancora per le strade la sfilata di carnevale. E il Carnevale Olgiatese ripartì subito”.

Un diffuso senso di appartenenza, il gioco di squadra non solo internamente alla Pro Loco Olgiatese ma realmente condiviso tra un significativo numero di associazioni. Tanto che, oggi, a Mengozzi ancora si illuminano gli occhi snocciolando i nomi dei gruppi che prendevano parte alla grande sfilata domenicale del Carnevale Olgiatese: Avis, Sos, Corpo musicale olgiatese, Sci Club Coustunn, Amici del cavallo, Club del 49, L’Alveare, senza dimenticare alcune partecipazioni dell’oratorio parrocchiale San Giovanni Bosco. “In particolare grazie all’adesione del vicario, don Maurizio Uda - sottolinea il presidente della Pro Loco Olgiatese - e poi con don Gigi Zuffellato. C’era davvero tanta partecipazione e sarebbe bello riavere la presenza dell’oratorio di Olgiate Comasco, così come di altre associazioni, durante il Carnevale”.

I fasti della ripresa di una tradizione decisamente sentita hanno scandito la positiva progressione - a livello qualitativo - dei carri e dei gruppi in parata. Tutto questo, va detto, anche agevolato da una certa libertà di azione - in termini burocratici - e dal costante appoggio delle Amministrazioni comunali via via succedutesi al governo di Olgiate Comasco. Mengozzi ne è consapevole, esprimendo riconoscenza nei confronti del Comune. “Dal nostro ingresso nella Pro Loco Olgiatese, i primi anni è stato tutto molto impegnativo ma allo stesso tempo anche semplice. Realmente, ognuno sfilava come voleva: non c’erano particolari vincoli burocratici, che invece oggi vediamo aumentati a dismisura: piano di evacuazione, oneri di sicurezza con noleggio delle transenne e dei bagni chimici, autorizzazioni varie e documenti con marca da bollo, certificazione

del palco… Ecco perché dico che, una volta, da un certo punto di vista, era tutto più semplice. Se penso al passato, alle nostre prime edizioni, però, il livello del Carnevale Olgiatese si è alzato e di molto, quindi sono intervenute anche necessarie modifiche organizzative”. Il riferimento è innanzitutto al piano viabilistico, che non è affatto uno scherzo definire sulla carta e poi presidiare il giorno della manifestazione che attira migliaia di persone in festa.

“Il percorso della sfilata dei carri e dei gruppi si è modificato più volte, nel corso degli anni. Basti dire, molto semplicemente, che l’incremento della qualità dei carri ha significato anche l’impossibilità di mantenere un certo tipo di percorso per la sfilata. Ricordo che partivamo dalle Scuderie, per transitare in via Tarchini, passando anche in via San Gerardo e concludendo la sfilata al mercato. Poi, la scelta di far partire la sfilata dalla Croce, con i carri radunati alla Bric’s, e l’arrivo al mercato. Successivamente, come avviene negli ultimi anni, è stato necessario modificare ulteriormente il percorso della sfilata: per esigenze appunto legate alla viabilità, abbiamo trovato la combinazione migliore facendo partire i carri e i gruppi mascherati da via Repubblica per attraversare la statale fino in centro, approdando in piazza Italia per le premiazioni. Siamo fortunati, perché il contributo economico del Comune è sempre stato garantito, da qualsiasi Amministrazione comunale in carica. Purtroppo, però, dobbiamo proprio dire che il Carnevale è per la Pro Loco Olgiatese un grandissimo sforzo: praticamente, si lavora un anno intero per una manifestazione in cui andiamo in perdita o al massimo in pareggio… Ma ciò che conta è la partecipazione della gente. Noi siamo contenti”.

I ricordi abbondano, accompagnati da sorrisi e fotografie. I carri più divertenti e apprezzati, fatti un pezzo alla volta dai volontari della Pro Loco Olgiatese. “Mi vengono in mente il carro dei Pirati, uno dei primi da noi realizzato, e quello delle Streghe, allestito nel 2018. Da fuori, invece, a mio parere i più belli sono stati il carro del Far West, arrivato nel 2018 da Cermenate, e il Dragone di Lurate Caccivio. Ma ne abbiamo avuti di ben fatti anche da Erba. L’apice, in termini numerici, con la partecipazione complessiva di 37 tra carri e gruppi… Numeri oggi impensabili. Non ci sono spazi idonei per la realizzazione dei carri, mancano anche i soldi e soprattutto i volontari che vogliano impegnarsi nell’al-

lestimento di un carro o anche solo di un gruppo mascherato con un buon numero di partecipanti”.

Ciò che resta e persino cresce è la folla: cartina di tornasole di un evento in grado di aggregare e appassionare senza limiti di età. Dai bimbi - vestiti con i classici costumi carnascialeschi o in guisa di attualissimi personaggi fantasy - agli adulti e agli anziani che ai lati del centrale corso cittadino attendono pazientemente le enormi sagome dei carri e le centinaia di figuranti mascherati.

La certezza è il radicamento del Carnevale Olgiatese sul territorio. Ma la Pro Loco Olgiatese ha lo sguardo ampio: da una parte la consapevolezza dei successi registrati nel passato, dall’altra l’obiettività di muovere un passo verso un maggior coinvolgimento di chi, davvero, potrebbe immergersi con soddisfazione reciproca nella chiassosa kermesse allegorica. “Noi ci teniamo. Il Comune ci tiene. Migliaia di persone che partecipano alla sfilata ci tengono. Il Carnevale Olgiatese è a tutti gli effetti motivo di orgoglio e forse - diciamo anche senza il forse - rappresenta anche il Carnevale col maggior numero di carri e gruppi della nostra zona. Ma ciò che vorremmo vedere è prima di tutto la partecipazione delle associazioni e dei gruppi della nostra città. Giunti alla cinquantesima edizione della manifestazione, possiamo dirlo tranquillamente: noi andiamo avanti. Chi volesse aggiungersi, sarà il benvenuto. La nostra speranza è riposta nei giovani della Pro Loco Olgiatese”. Ideale passaggio di testimone, dimostrato al momento dell’ultimo rinnovo delle cariche associative, inserendo due nuovissime leve nel Consiglio della Pro Loco Olgiatese. “Se io andassi da un giovane per raccontare quanto potrebbe divertirsi lasciandosi coinvolgere nell’organizzazione del carnevale e nella partecipazione ai vari eventi, potrei fare ben poco. Questo concetto può trasmetterlo solo un ragazzo o una ragazza che già lo sta sperimentando. È compito dei nostri volontari più giovani trasmettere l’importanza del carnevale ai loro amici. Noi abbiamo fiducia nelle nostre nuove leve. La continuità della tradizione del Carnevale Olgiatese è nelle loro mani”.

Il passato è storia, il presente è focalizzato sull’edizione del cinquantesimo e il futuro è affidato quindi ai giovani volontari. “Non voglio che passi il messaggio che il cinquantesimo anniversario del Carnevale Olgiatese sia una ricorrenza

della Pro Loco. Il cinquantesimo è un evento della città di Olgiate Comasco, del Comune e, di conseguenza, lo è anche di tutte le associazioni attive nella nostra città”.

Il carnevale di tutti, concetto che per esteso non deve escludere nessuno. Ed è proprio così: dal pensare e strutturare appuntamenti all’interno delle scuole dell’infanzia fino al coinvolgimento della Casa anziani. “Anche la nostra casa di riposo ha un ruolo nell’ambito degli eventi del carnevale. Da anni proponiamo laboratori a tema, ma quest’anno cambieremo modalità. Già l’anno scorso abbiamo organizzato un ibrido, riscontrando grande successo. Forniremo del materiale agli anziani della casa di riposo, che poi potranno utilizzare nel corso dei mesi. L’anno scorso hanno creato delle mascherine. Sono piccole gocce che, però, gratificano. Per quanto riguarda gli asili, invece, ormai sanno che di default arriviamo a organizzare iniziative per i cittadini più piccoli. E le scuole ci ringraziano sempre. A volte lo sappiamo solo noi… ma va bene così”.

Per suscitare interesse tra i giovani, confermatissima la festa in stile discoteca ma con alcuni accorgimenti per renderla ancora più gettonata. Addio al salone nel centro sportivo comunale “Mario Briccola”, portando musica, luci e voglia di ballare in centro città. “Il sabato sera verrà organizzata la festa da discoteca nel capannone riscaldato, che verrà allestito sul piazzale all’esterno del parco comunale di Villa Peduzzi (via Leonardo da Vinci). La festa, quindi, sarà in centro, per coinvolgere il più possibile i giovani. Ma già dal venerdì sera ci sarà una novità: Fluo Party, con la cucina che lavorerà per un menù giovanile (patatine, nuggets, hamburger etc.). Il sabato pomeriggio il carnevale per i bambini, in serata musica swing e poi musica anni Ottanta, Novanta e Duemila. Su tre serate, due sono dedicate proprio ai giovani: appunto perché vogliamo coinvolgerli più di quanto siamo riusciti a fare sino a oggi”.

Tra le soddisfazioni accumulate nel corso degli anni, il 13 febbraio 2016, il Carro della Pro Loco Olgiatese in trasferta a Varese, risultando vincitore della sfilata caratterizzata da 30 partecipanti, tra carri e gruppi mascherati. La kermesse varesina è sempre molto sentita: il sabato precedente vengono consegnate le chiavi al Re Bosino, durante la settimana si susseguono appuntamenti per la città e negli ospedali, l’apice viene raggiunto con la sfilata per le vie del

centro, di fronte a un pubblico numericamente imponente: circa 30.000 persone. In quell’occasione la Pro Loco Olgiatese sfilò col carro “SmogSwagenFest”, allestito da una quindicina di volontari e animato da circa 60 figuranti durante la sfilata a Olgiate Comasco e 40 in quella di Varese. Satira indirizzata all’allora cancelliera della Germania, Angela Merkel. L’idea che fece la differenza: per aumentare la spettacolarità del gruppo, decisivo il coinvolgimento della scuola di ballo “Zero Latino” e la sinergia con l’associazione sportiva “The Skorpions Asd Karate Do” di Olgiate Comasco, presente con circa 30 ragazzi.

2–Gli esordi del Carnevale Olgiatese –Gli anni 70

Enrico Cesana - (Corpo musicale olgiatese)

Un mondo di persone, uomini e donne che hanno lasciato tracce nella comunità di Olgiate Comasco. Che oggi è bello ricordare, sfogliando l’album dei ricordi delle prime sfilate del Carnevale Olgiatese.

Enrico Cesana il mezzo secolo del Carnevale Olgiatese l’ha vissuto interamente, dalla prima all’ultima edizione. All’età di 66 anni, di cui 52 di fedeltà al Corpo musicale olgiatese, Cesana risulta una preziosa memoria storica anche della manifestazione carnevalesca. Proprio la banda, infatti, è stata e continua a essere una presenza fissa nell’ambito della kermesse allegorica. Sempre

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partecipe alla sfilata, sin da quando non era ancora organizzata dalla Pro Loco Olgiatese. Serve un salto temporale, tornare al 1976. Il primo dei cinquanta di Carnevale Olgiatese. All’epoca Enrico Cesana già suonava nel Corpo musicale ed era indaffarato segretario dello storico sodalizio bandistico (attivo da 150 anni, anniversario che culminerà nel mese di novembre del 2026). Ruolo che tuttora interpreta con spirito di servizio e dedizione assoluta. “Noi sfilavamo sin dalle prime edizioni del Carnevale Olgiatese - ricorda con piacere Cesana - I primi anni abbiamo partecipato con la nostra divisa e suonando. Poi la scelta di indossare costumi di carnevale, tutti uguali”.

Un legame con la festa in maschera che ha saputo allargare gli orizzonti. Non solo sempre al fianco del Carnevale Olgiatese ma anche in trasferta a Viareggio e a Locarno (in Svizzera). “Possiamo dire che la banda ha un bel legame col carnevale. Dal 1980 al 1982 siamo stati al Carnevale di Viareggio: una prima volta sfilando insieme alle majorettes di Garbagnate Milanese. In un’occasione siamo stati a Viareggio per un paio di giorni: concerto in piazza al sabato sera e sfilata nel pomeriggio di domenica. Siamo stati anche alla Festa dei fiori, a Locarno: un evento che è una sorta di carnevale. I ricordi più belli, però, sono legati al Carnevale Olgiatese: nelle edizioni dei primi anni, infatti, si vedeva veramente partecipazione notevole ai preparativi della sfilata. Tantissime persone che lavoravano, per creare i carri, cucire i costumi… Mi piace ricordare gli anni dal 1976 al 1978: il Carnevale Olgiatese prendeva spunto, organizzativamente, dalle tradizionali feste dei canestri che si tenevano in parrocchia.

Protagoniste le frazioni e i rioni, in cui molti si davano da fare: Bontocco, Rongio e Abbondanza, Somaino, la Bella, la Croce, il Sole, la Cascina del Pe’, le Piste, San Giorgio, la Stazione… Ho il particolare ricordo di un carro bellissimo: se non sbaglio era stato realizzato per l’edizione del 1977. Rappresentava la Francia, tutto costruito in legno dai falegnami Frangi. Era in deposito vicino a casa mia: andavo a vederlo insieme a mio papà Celestino. Proprio un carro bellissimo...”.

La memoria del tempo passato intreccia famiglia e comunità. E proprio ripensando a papà Celestino, pure lui membro del Corpo musicale olgiatese, ecco emergere altri flash back. “All’epoca, nelle prime edizioni del Carnevale Olgiatese, la banda era presente a partire dalla vecchia guardia: mio papà Ce-

lestino, il Dino “postino” Bottinelli, Angelo Baietti il sarto: tutti e tre suonavano il basso tuba. Mi viene in mente il vicemaestro Angelo Fontana, il Peppino Vanossi… Penso alle tante persone della banda che non ci sono più ma che hanno rappresentato e ancora rappresentano il senso di appartenenza alla nostra realtà e alle manifestazioni del nostro territorio. Mio papà ha suonato nella banda fino al 1988”.

Agli esordi del Carnevale Olgiatese, Enrico Cesana era un adolescente. Immediatamente conquistato dal “mondo” della musica e della banda di Olgiate Comasco. Volati cinquant’anni in un soffio, alle porte della nuova e speciale edizione della kermesse allegorica, una delle certezze è l’attaccamento dei musicanti olgiatesi all’evento allegorico. Anche nell’anno in cui viene festeggiata la longevità della manifestazione, il Corpo musicale olgiatese batterà la gran cassa e darà fiato agli strumenti. Tutti in maschera, rinnovando quel senso di appartenenza inaugurato mezzo secolo fa sulle strade di Olgiate Comasco: non ancora città ma paese in cui pulsavano rioni, frazioni, amicizie, intraprendenza e collaborazione.

3–I coloratissimi anni in bianco e nero –Gli anni 70

Giuseppe Vitelli, Mariuccia e Federica Malacrida

Scatti in bianco e nero, poi immagini dai colori sbiaditi. I ricordi che, piano piano, riaffiorano. Tornano ad allargare sorrisi e malinconia, per gli anni vissuti, per il tempo dedicato, per quel piacere di ritrovarsi laboriosamente. Mariuccia Malacrida e il marito Giuseppe Vitelli, 91 anni, riannodano i fili della memoria. Grazie al carnevale si tornava un po’ bambini, si dava spazio alla felicità dei piccoli che partecipavano al carro.

Storia di legami, quelli condivisi tra i quartieri di Rongio e l’Abbondanza. Per due-tre mesi l’appuntamento fisso in via Terragni, per mettere insieme i vari pezzi dell’artigianale carro. Il primo anno, 1976, tutti i quartieri, i rioni chiamati a seguire il tema guida delle fiabe. L’anno successivo la parata delle Nazioni. Ben dieci carri a far sfilare altrettanti Paesi: Svizzera, Olanda, Gran Bretagna, Stati Uniti, Egitto, Russia, Cina, Spagna, Grecia, Francia. Ognuno frutto della fantasia di centinaia di olgiatesi capaci di realizzare scenografie che, ancora adesso, sfogliando gli album fotografici come quello del compianto Alberto Malacrida, testimoniano il successo del Carnevale Olgiatese. Tanta gente per le strade. Una curiosità: solo chi sfilava era mascherato, tra il pubblico praticamente nessuno in costume.

“Ci trovavamo nel nostro cortile - racconta Mariuccia Malacrida - Il gruppo di Rongio e dell’Abbondanza era nato spontaneamente, perché qui, sotto casa nostra, venivano i bambini che frequentavano il catechismo, che allora veniva organizzato nelle case. La sorella di Giuseppe, Paolina Vitelli, era impegnata in parrocchia come catechista, c’era anche gruppetto di bimbi che arrivava a casa sua da Rongio per il catechismo. Il gruppo per il carnevale si è formato così. Paolina si dedicava a cucire i costumi per i bambini che partecipavano sfilando col carro. Quanto ha cucito… Nel 1977 i pon pon per i cappelli, le sciarpette, le gonne scozzesi per il carro della Gran Bretagna. Allora il carnevale era organizzato artigianalmente, non avevamo un posto coperto dove poter lavorare al carro. Quando iniziava a piovere si doveva smettere di lavorare...”.

Giuseppe Vitelli spicca in alcune suggestive immagini, nel ruolo di autista del carro di Rongio e dell’Abbondanza: al volante di un camion rosso, un OM. “Mi ricordo che il camion veniva messo a disposizione da Paolo Paganoni - aggiunge dettagli Giuseppe Vitelli - Io, spesso, ero assente da Olgiate Comasco per lavoro, ma quando stavo a casa, nel periodo che precedeva il carnevale, mi mettevo all’opera con gli altri che costruivano il carro. Il giorno della sfilata guidavo il camion del Paganoni che trainava il carro”. Ogni quartiere “attaccato” alla sua creazione allegorica. Le Alpi e i Cantoni a simboleggiare la Svizzera, il Big Ben e il mostro di Loch Ness per la

Gran Bretagna, la Statua della libertà identificando gli Usa, la Torre Eiffel, il Moulin Rouge e due grandi bottiglie di Champagne a raccontare la Francia, i colbacchi, un razzo spaziale e il Cremlino per il carro dedicato alla Russia, le palme dell’Egitto, i toreri della Spagna, il tempio della Grecia, il dragone della Cina, il mulino a vento e i tulipani dell’Olanda. Il tema indicato come denominatore comune, da tutti rispettato, ognuno con le sue pennellate di fantasia.

Federica Malacrida ricorda la partecipazione collettiva al carro della Cascina del Pe’. A coordinare gli sforzi organizzativi era Tina Molteni, indimenticabile anima del volontariato olgiatese, scomparsa il 7 febbraio del 2021. “Era Tina a mettere in campo queste cose, anche il carro di carnevale che veniva allestito nella nostra zona. Ricordo il grande drago, gli astronauti... Io cucivo i costumi, quante tutine di color oro... tutti i bambinie indossavano anche delle antenne preparate appositamente”.

4–Il contributo delle associazioni –Gli anni 80

Mauro Polinelli - Volontario avisino

Volgere lo sguardo al passato, soffermarsi sui volti amici e gli entusiasmi condivisi, senza badare al freddo e alle ore di lavoro spese per un progetto comune, corrobora lo spirito di chi del volontariato fa una missione quotidiana. Istruttivo concedersi una chiacchierata con Mauro Polinelli, 65 anni, espressione del volontariato cittadino che può illustrare parecchie pagine dei cinquant’anni del Carnevale Olgiatese.

Una manifestazione vista da un punto di vista particolare: quello dei car-

risti che, per anni, hanno interpretato la kermesse allegorica in rappresentanza dell’Avis di Olgiate Comasco. “All’associazione sono arrivato nel 1975Polinelli mette in fila le date salienti della propria appartenenza avisina - A metà degli anni Ottanta, io e altri amici abbiamo iniziato a interessarci all’allestimento di un carro carnevalesco dell’Avis. Lavoravo alla Monte Oliveto, che ci metteva a disposizione un capannone dove poterci trovare per lavorare alla realizzazione del carro. Con me, ad esempio, si dava da fare Pietro Ballerini, anche lui volontario dell’Avis. Così l’associazione ha potuto avere un suo carro alla sfilata per almeno una decina di anni. Non si contavano le ore di lavoro, ci riunivamo la sera, al freddo, e anche al sabato pomeriggio. D’altronde, lavorando in officina si sapeva fare un po’ tutto. Eravamo bene organizzati: una decina di volontari, non serviva più di un mese di lavoro”.

Lo scorrere del tempo rimanda ai fasti di edizioni del Carnevale Olgiatese in cui proprio la partecipazione delle associazioni di Olgiate Comasco era il vero valore aggiunto. Un segno di una comunità unita, pronta a farsi in quattro per dare un contributo significativo alla parata di maschere, carri, coriandoli, stelle filanti e musica. “Fino a quando è stato possibile utilizzare il capannone della Monte Oliveto è stato semplice organizzarsi. Poi, però, non essendo più libero, abbiamo dovuto trovare uno spazio alternativo per la realizzazione del carro di carnevale. Per un paio di anni ci siamo trovati nel capannone di una tintostamperia sulla Lomazzo-Bizzarone, ma era necessario fare molta attenzione, per via delle altezze del luogo di ritrovo. Quindi, dovevamo smontare alcuni pezzi del carro. Successivamente, abbiamo scelto di fare il carro insieme alla Pro Loco, nel capannone della Protezione civile. Poi gli anni passano e non si è più giovani e soprattutto mancano spazi adeguati per chi vuole realizzare un carro. E’ un peccato, perché la presenza delle associazioni al carnevale era davvero importante. Sarebbe bello se le nuove generazioni ritrovassero lo spirito che abbiamo avuto noi quando ci siamo impegnati per la sfilata. In ogni caso la disponibilità come volontari avisini c’è sempre stata: non riuscendo più ad allestire un carro, abbiamo collaborato comunque preparando e offrendo cioccolata e té durante la sfilata”. Anche Polinelli mette in rilievo la dedizione della Pro

Loco Olgiatese. “Ci tiene davvero al carnevale e si vede. Portare avanti la tradizione della sfilata è una cosa molto bella. Io spero che tra le associazioni del nostro territorio se ne facciano avanti alcune che possano aiutare la Pro Loco a rendere sempre più bello il nostro carnevale”.

Una manifestazione che, in cinquant’anni, ha accumulato ricordi e aneddoti. Ed è sempre piacevole ripensare alla sequenza di momenti vissuti in allegria. “Gli aneddotti… Ricordo un evento in particolare. Il carro dei cannibali, con un pentolone in cui stava Giampietro Magni: faceva la parte della persona che veniva cotta dai cannibali. La temperatura era rigida e lui aveva addosso solo una specie di pannolone… Arrivati ad Appiano Gentile col carro, la balaustra di legno su cui era appoggiato il pentolone non resse e lui cadde. Giampietro non si fece nulla, per fortuna…”.

I tempi cambiano, le regole di sicurezza sono sempre più strette ma ciò che si modifica è anche l’adesione dei giovani. Al riguardo, il volontario Polinelli sprona le nuove generazioni a uscire dal guscio. “C’è bisogno di loro. Ogni tanto diamo anche qualche “frecciatina” nel Consiglio dell’Avis. Sarebbe bellissimo vedere ragazze e ragazzi che si mettono in gioco anche per la tradizione del Carnevale Olgiatese. E’ anche vero, però, che oggi i giovani hanno tanti impegni, soprattutto di studio. Io ho frequentato le scuole medie e poi ho iniziato subito a lavorare. Le cose cambiano, ma io spero sempre nei giovani”.

5–Un tocco d’arte Gli anni 80

Silvano Bricola

Una perla, un tocco d’arte per colorare il Carnevale Olgiatese. C’è anche il contributo di Silvano Bricola, a tratteggiare la storia della manifestazione allegorica. L’artista di Olgiate Comasco è nato a Como nel 1949 e si è diplomato a Milano al liceo artistico “Beato Angelico” e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti di Brera nella Scuola di pittura di Pompeo Borra. Non solo: accanto al percorso prettamente artistico, Bricola ha affiancato l’attività didattica: fino al 2008, infatti, ha insegnato disegno professionale nella sezione di Decorazione Pittorica all’Istituto statale d’arte di Cantù. Molteplici gli interessi e le specializzazioni: nel 1977 ha frequentato a Urbino il corso internazionale di litografia col professor Ceci, nel 1989 ha fondato a Como la casa editrice Lythos per la promozione del libro d’arte e la grafica originale d’arte a livello internazionale. Più di trenta le mostre personali firmate da Silvano Bricola in gallerie e spazi pubblici italiani nelle città di Como, Spo-

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leto, Monza, Brescia, Pordenone, Milano, Firenze, Bologna e Roma. Nel 2003 ha esposto a Regensburg, in Germania. E ancora: nel 2004 ha realizzato il Giudizio universale collocato nel cimitero di Olgiate Comasco, mentre nel 2016 ha partecipato con due incisioni alla mostra “Ling 80” al Lingotto di Torino celebrando gli 80 anni della Fiat Topolino. Impossibile, ripercorrendo l’attività espositiva di Bricola, non citare la mostra “Posso uscire?” dell’ottobre 2021: un excursus artistico territoriale che ha scandito il periodo di clausura obbligata a causa della pandemia di Coronavirus.

Tutto questo per riassumere le capacità di Bricola, che hanno lasciato un segno indelebile anche sul Carnevale Olgiatese. Come? Ideando nel 1984 e realizzando, con la stampa, nel 1986 il manifesto per la sfilata allegorica. La tecnica utilizzata: l’originale è stato eseguito in tempera acrilico e aerografo, poi dato alle stampe (misura 50 x 70 verticale) nella Tipografia Salin. Una locandina che unisce elementi carnevaleschi al territorio di Olgiate Comasco. Un grande Arlecchino, dinamico, in movimento. Una maschera nell’angolo in alto a destra. Lo sfondo con lo skyline di Olgiate Comasco, con la centralità della chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano. “Nella scelta della figura di Arlecchino mi sono ispirato allo spettacolo teatrale “Il servitore di due padroni” di Streheler andato in scena al Teatro Piccolo di Milano - racconta Silvano Bricola - Uno spettacolo con quarant’anni di vita e circa 1.500 repliche. Arlecchino, il simbolo del Carnevale. Allora la comunicazione e la realizzazione di manifesti non erano le stesse di oggi… Ho fatto la mia interpretazione del carnevale, con selezione a colori: si lavorava molto sulla stampa, sul cartaceo. Oggi non è più così, ma mi piace ricordare quell’Arlecchino perché, negli anni, è rimasto davvero come il simbolo anche del Carnevale Olgiatese”.

Il piacere di tracciare un segno, di colorare una storia che oggi, dopo mezzo secolo di sforzi organizzativi, entusiasmi e fatiche, chiede di essere continuata. Altre pagine da scrivere. Altre storie da aggiungere alle molteplici che sin qui hanno narrato il successo della sfilata e di tutti gli eventi da cui è accompagnata. “Io volentieri ho dato la mia disponibilità - mette in rilievo l’artista - All’epoca della creazione del mio manifesto per il carnevale

era sindaco il dottor Lanfranco Bianchi. La manifestazione era veramente sentita molto a livello locale: i vari rioni, i quartieri partecipavano realizzando il proprio carro. Adesso la Pro Loco Olgiatese sta cercando di valorizzarla, allargando il programma. E’ chiaro che il futuro non può che passare dal coinvolgimento delle nuove generazioni”. Un concetto che riappare, chiaro, evidente: celebrati i cinquant’anni del Carnevale Olgiatese, la responsabilità di garantire continuità, conferme e miglioramenti è nelle mani dei giovani.

6–L’esperienza scolpita nel tempo –Gli anni 90

“Ècambiato il mondo: oggi sono aumentate le responsabilità, mentre sono diminuite le disponibilità”.

Giuseppe Bottinelli non è solito perdersi in giri di parole. Dalla sua, l’esperienza di chi si è messo al servizio della comunità olgiatese con versatilità. Sia nei panni del volontario a tutto tondo - basti citare la decina di anni nel ruolo guida e in particolare di segretario della Pro Loco Olgiatese, fino ai più recenti impegni nella Protezione civile e nella gettonatissima Università degli adulti - che presentandosi come candidato

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alle Elezioni amministrative, risultando eletto e nominato vicesindaco nella prima Amministrazione comunale (mandato 2001-2006) guidata da Maria Rita Livio. Un olgiatese affezionato al carnevale, alla manifestazione per cui, insieme alla Pro Loco, si è prodigato. Altri tempi, correva l’anno 2001, quello del primo approccio con l’organizzazione della sfilata carnascialesca. “La mia collaborazione con la Pro Loco Olgiatese è stata soprattutto nel ruolo di segretario, un po’ come ho fatto sempre per le associazioni in cui mi sono dato da fare - l’incipit di Giuseppe Bottinelli, col piglio consueto - Nel 1991 il presidente era Martino Cimetti, purtroppo poi scomparso all’età di 57 anni. Praticamente sono stato impegnato fino al 2000, decidendo poi di candidarmi e prendendo l’impegno in Comune. Allora la prima cosa da fare, per valorizzare il Carnevale Olgiatese, era il tam tam per coinvolgere le associazioni del paese e anche qualcuna fuori da Olgiate Comasco. Non c’erano tutte le opportunità di comunicazione che esistono oggi, bisognava darsi da fare. Da un altro lato, però, era più semplice, perché non c’erano tutte le responsabilità che oggi devono essere rispettate per l’organizzazione di manifestazioni. Ad ogni modo, si riusciva a proporre una sfilata che, se ben ricordo, arrivava ad aggregare una quindicina di protagonisti tra carri e gruppi mascherati. Era bello, perché quasi tutte le associazioni olgiatesi partecipavano. Qualcuna arrivava da fuori, da Oltrona di San Mamette, dal territorio appianese, anche dalla zona di San Fermo della Battaglia”. Il piacere di volgere lo sguardo al passato si intreccia ad alcune immagini nitide e suggestive. “Ricordo un anno in particolare, il percorso del carnevale passava in via San Gerardo. Era il mese di febbraio e nevicava. Prima del nostro ingresso nell’associazione, all’interno della Pro Loco Olgiatese si era impegnato Alessandro Pagani. Prima di lui altri volontari. Il Carnevale Olgiatese è sempre piaciuto, dimostrato dalla partecipazione significativa di associazioni del paese. Riscontravamo notevole collaborazione anche per l’organizzazione di altre manifestazioni: mi piace ricordare alcune mostre di pittura allestite al Medioevo, quando ancora non era stato riqualificato, e persino nella Sala del Consiglio comunale. C’era sempre qualcuno che ci aiutava, ad esempio alcuni soci degli Amici di San Cataldo, picccoli impre-

sari che arrivavano col loro camion per metterci a disposizione pannelli indispensabili per chiudere gli archi del Medioevo e poter allestire le mostre. Il Consiglio della Pro Loco Olgiatese era formato da un gruppo di persone che stavano insieme volentieri”.

Velleitario ipotizzare un ritorno alle origini, ovvero convincere un buon numero di associazioni a sostenere il Carnevale Olgiatese partecipando con un carro o almeno un gruppo mascherato? “Oggi è difficile, perché davvero è cambiato il mondo. Sono aumentate le responsabilità, mentre sono diminuite le disponibilità. E’ cambiato il modo di intendere e utilizzare il tempo libero. Per noi la cosa più impegnativa, dal punto di vista organizzativo, era mettere insieme “quattro soldi” per riuscire a garantire ai gruppi partecipanti un cadeaux. Ai nostri tempi sicuramente c’erano meno rischi: avevamo un sistema organizzativo un po’ “primitivo”, ma intorno a noi c’era proprio il piacere di partecipare alla sfilata allegorica. Faccio un esempio: sono tra i fondatori del Cai giovanile, insieme ad altri ci siamo dati da fare organizzando escursioni per ragazze e ragazzi. Poi quell’esperienza si è conclusa.

Anchein quel contesto è cambiato il mondo, oggi devi assumerti molte più responsabilità, che significa anche correre più rischi”.

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7–Sindaco con background di volontario Gli anni 90 e 2000

“I

l carnevale? È il bello dell’aggregazione, dello stare insieme per divertirsi, forse l’unico momento in cui puoi farlo senza badare alla sobrietà”. Che Simone Moretti creda fermamente nell’importanza della kermesse allegorica, lo dimostra il suo personale percorso di sostegno alla manifestazione. Dapprima nelle vesti di volontario e poi presidente della

Pro Loco Olgiatese. Quindi - come lo è tuttora - nel ruolo di sindaco di Olgiate Comasco. Il che comporta un differente livello di responsabilità ma sempre e comunque orientate a garantire la continuità del Carnevale Olgiatese. Un tempo lavorando sodo alla costruzione di ogni dettaglio del carro dell’associazione e alla programmazione dell’evento, puntando al massimo coinvolgimento possibile non solo sul territorio olgiatese ma includendo abbondanza di gruppi e carri dalla provincia comasca e anche dalla vicina Svizzera. Riavvolgere il nastro dei ricordi, per il primo cittadino ha la verve di un tuffo nella spensieratezza di fine anni Novanta in cui, insieme a un solido gruppo di amici, le redini della Pro Olgiatese passarono in mano ai giovani. “Anni bellissimi - si entusiasma Simone Moretti - Ripensando a quel periodo, 1997-1998, quando sono entrato nella Pro Loco Olgiatese, con Mattia Mengozzi, Claudia Marchesini, Antonella Spinelli e altri amici, la nostra idea era chiarissima: ritornare alle tradizioni, farle rivivere attraverso manifestazioni ed eventi, cercando anche di valorizzare il buono che già c’era. Il carnevale è davvero un momento di aggregazione, che nasce sin dalla preparazione del carro. Ricordo con piacere la creazione del nostro carro a tema cannibali. Iniziavamo a lavorare già da settembre-ottobre: si andava a cercare il necessario, dalle zampe di gallina ai vestiti. Si creava un clima eccezionale di condivisione, l’attesa di vedere il carro finito e, soprattutto, di presentarlo al pubblico durante la grande sfilata per le strade di Olgiate Comasco. Tutto questo è una responsabilità…”. Come detto, anche nel ruolo di primo cittadino, al timone dell’Amministrazione comunale, Moretti non si è mai risparmiato per garantire appoggio al Carnevale Olgiatese. Ogni anno, infatti, viene stanziato un sostanzioso contributo - su rendicontazione - per l’organizzazione della kermesse in tutte le sue sfaccettature: non solo per la sfilata dei gruppi e dei carri, ma anche per le iniziative che sanciscono l’apertura della manifestazione, il Carnevalino dedicato ai bambini fino agli intrattenimenti che, negli ultimi anni, attirano i giovani con musica e festa serale. “I risultati si vedono - puntualizza Moretti - La gente apprezza il lavoro di mesi. Il Comune, ogni anno, mette a disposizione una cifra tra gli 8.000 euro e i 9.000 euro. Nel 2026, festeggiando il cinquantesimo del Car-

nevale Olgiatese, garantiremo qualcosina in più, proprio perché è stato previsto un programma più articolato per celebrare l’anniversario di una manifestazione così sentita. Io tengo molto al Carnevale, vedo sempre l’impegno per migliorare l’organizzazione. E poi, lo ribadisco, il mio ingresso nella Pro Loco Olgiatese, come volontario e poi anche nel ruolo di presidente, era finalizzato proprio quello di valorizzare la manifestazione”.

Da quasi trent’anni Moretti assicura dedizione assoluta al Carnevale Olgiatese: appunto, prima nella Pro Loco Olgiatese e successivamente con la fascia tricolore di primo cittadino. Un arco temporale ampio, costellato di ricordi e aneddoti. “Mi piace tornare indietro al primo anno nell’associazione. Decidiamo di costruire il carro… Io non avevo nemmeno l’idea di come si facesse la cartapesta. Quante serate passate al freddo, in cui ognuno dei volontari lavorava su un particolare del carro della Pro Loco Olgiatese. Gli anni Novanta sono stati ricchi di esperienze memorabili. Col nostro carro “892”, che prendeva spunto da una popolare pubblicità di un servizio di informazione telefonica, abbiamo vinto un’edizione del Carnevale di Como.

Sfilata con caschetto biondo e tuta rossa… E poi la vittoria al Carnevale di Varese. Insomma, soddisfazioni da ricordare. Sforzi premiati. Sapere che, ancora oggi, il Carnevale Olgiatese resiste e cerca di migliorarsi, mentre altre città non hanno più la sfilata, è certamente un motivo di orgoglio. Una nostra tradizione che fa stare insieme migliaia di persone in allegria”.

8–Colori e sorrisi, ricordi indelebili Gli anni 90 e 2000

Le prime sfilate? A ripensarci oggi, riempiono il cuore. Raccontano colori, risate, “un freddo cane”, tanto tempo speso in compagnia. Amicizie saldate nel piacere di condividere il Carnevale Olgiatese come un momento di festa necessaria. Per regalare una giornata di spensieratezza a migliaia di persone, per crescere nella consapevolezza che, se davvero si crede in un obiettivo, con un po’ di fantasia e senza lesinare in “olio di gomito”, i risultati arrivano e appagano. Al punto da poter essere custoditi con orgoglio nell’album

dei ricordi più belli. Claudia Marchesini, 50 anni, può esplicitarlo a pieno titolo. Lei, ancora adolescente, la sfilata allegorica l’ha interpretata mai risparmiandosi. Poi, nel 1996, accettando la sfida di rinnovare la Pro Loco Olgiatese. Una scelta che rifarebbe mille e più volte. “Tante sfilate, tutte divertenti - mette in fila i ricordi - Prima ancora di entrare nella Pro Loco, nel 1990, ho partecipato al carro realizzato in occasione dei mondiali di calcio in Italia. L’anno successivo, invece, tutti vestiti da suore ballando il can-can. Bellissimo… Come non ricordare il carro dei cannibali, fatto con la Pro Loco Olgiatese? Il costume, le zampe di gallina - vere - appese al collo… Il carro della mucca pazza, sfilando travestiti da dottori. Insomma, il Carnevale Olgiatese mi piace. Il mio ingresso nell’associazione organizzatrice, insieme a Mattia Mengozzi, è avvenuto da ventenne. Arrivavamo dalla compagnia dell’oratorio, poi abbiamo coinvolto Simone Moretti, sua cugina Antonella Spinelli e Lorenzo Grenot. Passato qualche tempo siamo riusciti a coinvolgere altri volontari, più giovani di noi: Niki Baietti, Matteo Cairoli… E’ stato impegnativo ma ancora adesso rifarei quella scelta. Entrare nella Pro Loco Olgiatese voleva dire mettersi a disposizione, imparare a stare insieme, a lavorare insieme. Non c’era la generazione di mezzo. Il presidente era Giuseppe Bottinelli, poi pochi altri volontari come Cristino Amati, Angela Ghilotti, Graziella Bottinelli. L’apporto di noi giovani si è rivelato fondamentale per la continuità dell’associazione”.

Niente di certo, quando i volontari si mettevano all’opera per dare vita al carro carnevalesco. Tutto di guadagnato quando si faceva ricorso all’intraprendenza, facendo leva sulla generosità di chi rendeva fruibile uno spazio in cui concentrare l’allestimento del carro. “All’inizio non avevamo le strutture necessarie - sottolinea Claudia Marchesini - Giravamo, “elemosinando” accoglienza in capannoni dove non c’era nemmeno la corrente elettrica. Dovevamo portare i generatori… Quanto freddo abbiamo patito, ma sempre contenti di stare insieme. Quante ore di lavoro, quante serate per costruire il carro, già a partire dal mese di ottobre. C’era chi portava il vin brulè, per non dire del genepì di mio zio. Era così che imparavamo a stare uniti, a collaborare, a non fare danni: se non sapevi fare la cartapesta, ti mettevi a piantare chiodi. Così siamo cresciuti. Insieme”.

Il Carnevale Olgiatese taglia il traguardo del mezzo secolo di feste offerte alla popolazione. Anno dopo anno, la fedeltà dei volontari ha reso possibile la longevità della manifestazione. Tutt’altro che scontato, tra l’incremento delle incombenze burocratiche e gli impegni che si accumulano. “Il carnevale significa fare festa: gioia, colore, musica, danze. Si sta insieme, tutti, spensieratamente. Qualcuno dice che festeggiare sia tempo perso. Io, invece, non la penso affatto in questo modo. Anzi: è una festa che diverte, quindi ci aiuta distogliere i pensieri di ogni giorno. Ci permette di pensare che siamo vivi, di ringraziare perché stiamo bene. Mascherarsi ci estranea per un momento dalla realtà quotidiana, dalla routine, con leggerezza”.

Se il merito di quello scapigliato gruppo di ventenni, da poco superata la metà degli anni Novanta, è stato quello di reiterare i fasti del Carnevale Olgiatese, al contempo innestando linfa vitale all’interno dell’associazione organizzatrice, oggi proprio l’esempio di quei giovani divenuti cinquantenni è il testimone da passare alle nuove generazioni. Una responsabilità che, assolutamente, deve essere praticata. “Nel nostro caso è stata significativa l’appartenenza all’oratorio. Un’esperienza che abbiamo trasferito dentro la Pro Loco Olgiatese, per il piacere di stare insieme e di proporre qualcosa di bello per la comunità di Olgiate Comasco. È sempre difficile “tirare dentro” i giovani, ma ci si può riuscire se pensiamo chi siamo stati e chi siamo, chi avevamo davanti quando facemmo la scelta di diventare volontari della Pro Loco Olgiatese. Io avevo davanti l’esempio di mia mamma, volontaria in altre associazioni. I miei figli, oggi adolescenti, quando erano piccoli mi hanno vista come volontaria della Pro Loco Olgiatese e adesso sanno che sono una donatrice avisina. Basterebbe soffermarsi sugli esempi che abbiamo davanti, per decidere di buttarci in avventure come quella del volontariato. Io sono certa che ne sia valsa la pena. Ricordo tutte le sfilate del carnevale, il tempo speso nei preparativi: rifarei tutto. Ai giovani dico di provare un’esperienza come quella dell’organizzazione del Carnevale Olgiatese. Io non me ne sono mai pentita”.

Nessun dubbio: il coinvolgimento dele nuove leve è possibile, scaturirà come frutto di fiducia, allontanando la paura di non essere all’altezza e riscoprendo la bellezza di sentirsi parte di una comunità che valorizza le sue tradizioni.

9–Costumi suggestivi Dal 2000 al 2010

Wilma Villa e Angelo Bulgheroni L’estro del gruppo F.B.L

Nulla era lasciato al caso. La certosina cura dei dettagli era una certezza, altrettanto l’obiettivo di stare insieme e stupire il pubblico, a partire dalla qualità dei costumi per la sfilata. La storia del gruppo F.B.L è originale, sin dalla nome scelto per darsi un’identità. A raccontarla sono Wilma Villa e il marito Angelo Bulgheroni, oggi volontari della Pro Loco Olgiatese ma con alle spalle proprio la significativa esperienza col

gruppo spontaneo nato per il Carnevale Olgiatese. “F.B.L è nato così - racconta Angelo Bulgheroni - F come Favino: Adele Favino, infatti, si occupava dei costumi con una dedizione eccezionale. B come Bulgheroni: toccava in particolare a me fare il carro. L come Lodola: Marco Lodola, marito di mia figlia Giovanna, che con lei si dedicavano a colorare il carro. Giovanna creava i disegni: abbiamo ancora un bellissimo dipinto di New York in versione notturna”. Wilma aggiunge ricordi: “Le stoffe per i vestiti le recuperavamo grazie alla ditta Boselli. Adele tagliava e cuciva. Le prime volte, per il carro, abbiamo usato la nostra automobile, una Volkswagen Passat… Poi siamo passati al trattore di Michele Boninsegna. Come gruppo F.B.L ci siamo impegnati per una decina di anni. Bellissimi i gruppi che abbiamo organizzato dall’inizio degli anni Duemila. Allestimenti tematici, sciorinando costumi capaci di raccogliere applausi. “Il gruppo contava fino a 60 partecipanticontinuano i coniugi Bulgheroni - Ogni anno sceglievamo un tema e un titolo: nel 2004 Biancaneve e i sette nani, nel 2005 il Moulin Rouge, solo per citarne un paio. Ma sono state bellissime tutte le esperienze fatte durante la preparazione del carro e nel giorno della sfilata del Carnevale Olgiatese: per il tema Indiana Jones abbiamo ordinato i vestiti negli Stati Uniti, effettivamente costavano poco ma poi il prezzo della spedizione l’abbiamo pagato una fortuna…. Per il carro con ogni partecipante vestito da spazzacamino, abbiamo comprato all’Ikea 60 scopini. Il carro veniva allestito a casa nostra, per un’edizione abbiamo potuto lavorare anche nel capannone della Pro Loco Olgiatese: dovevamo costruire una grande matrioska, quindi ci serviva spazio”.

La costante del gruppo F.B.L: l’adesione numericamente significativa di figuranti. “Si riusciva a coinvolgere tanti bambini e ragazzi. Un anno abbiamo fatto partecipare un’intera classe della scuola primaria di via San Gerardo. La preparazione del carro e dei costumi iniziava già in autunno, altrimenti non era possibile completare l’opera per la sfilata. Le idee erano chiare: fare qualcosa che davvero piacesse al pubblico del Carnevale Olgiatese. Non facevamo le cose tanto per farle… La cura dei dettagli era doverosa, per il gruppo F.B.L. Cercavamo sempre di far passare un messaggio non

solo di divertimento ma anche costruttivo: valorizzare l’impegno, la fatica, stare bene insieme. Ovviamente a noi è sempre piaciuto il carnevale, anche prima dell’aggregazione come gruppo F.B.L”.

Proprio la volontà di rendere istruttivo l’impegno preparatorio resta lo snodo per il futuro della manifestazione allegorica di Olgiate Comasco. “Non è semplice coinvolgere le nuove generazioni - riflettono Wilma Villa e Angelo Bulgheroni - Oggi esistono svaghi completamente diversi rispetto a quelli del passato. È più difficile far capire a ragazze e ragazzi che nella fatica si trovano grandi soddisfazioni. È necessario far passare un certo tipo di messaggio già con i bambini, iniziando dalle scuole dell’infanzia”.

10–Il futuro è nelle mani dei giovani

Incominci con un’idea. Cammin facendo ti accorgi che non è mai la stessa fino alla fine. Il gusto di immergersi dietro le quinte del Carnevale Olgiatese fa tutta la differenza del mondo per chi sperimenta per la prima volta l’impegno di mettere le mani nell’organizzazione del carro allegorico. Calarsi in questa realtà con la leggerezza di un giovane di 21 anni e riuscire a trasmettere il senso di appartenenza alla grande famiglia della Pro Loco Olgiatese vale tantissimo. In prospettiva persino più di quanto possa apparire a un primo e rapido sguardo.

Emblematico, in tal senso, come si racconta Thomas Sommaruga: avvicinatosi all’associazione poco più di un anno fa, un passo alla volta si è lasciato coinvolgere. Incontrando i volontari più “datati” e altri giovani come lui, ha capito che scelta migliore non avrebbe potuto fare. Si cresce in amicizia, in esperienza e, di riflesso, nell’ambizione di offrire un programma carnevalesco sempre più di livello.

“Mi sono avvicinato alla Pro Loco Olgiatese grazie a un mio amico, con cui ci conosciamo dalla scuola media. Lo scorso anno mi ha proposto di dare una mano alla preparazione del carro. Ho accettato, iniziando a lavorare nel periodo estivo. Ho trovato davvero un bell’ambiente, la possibilità di partecipare a momenti aggregativi. Faccio un esempio: quando si organizzano le feste della Pro Loco Olgiatese si comincia dal mattino e non è mai solo lavoro organizzativo: stai sempre in mezzo a persone che si supportano l’una con l’altra, in amicizia. C’è la consapevolezza di aiutare al mantenimento in quel di Olgiate Comasco di manifestazioni storiche”. Una consapevolezza ancora più esplicita in occasione del cinquantesimo anniversario del Carnevale Olgiatese. Che non è cosa da poco, ad esempio inquadrata da un ragazzo di 21 anni. “Sinceramente, le cose che ho visto a Olgiate Comasco e alle quali ho partecipato sin da quando ero piccolo, come la sfilata di carnevale, vorrei che venissero mantenute nel tempo. Penso che la tradizione sia una cosa importante”. Per garantire continuità non basta confermare sempre lo stesso format ma è strategico mettere in campo nuove idee, stimoli che possano favorire proprio l’interazione tra i giovani del territorio. Riferimento diretto alla proposta della serata in stile discoteca che, immediatamente, ha riscosso consensi. “Abbiamo pensato a qualcosa che potesse essere alternativo. Come se fosse uno school party, organizzato dai giovani della Pro Loco Olgiatese. L’idea ha funzionato. Si collabora per ogni necessità, ci si organizza, si ride e si scherza”. La collaborazione fa la differenza e il supporto dei giovani è essenziale anche per l’allestimento del carro allegorico dell’associazione. “Sto lavorando anche al carro. Quanto mi impegna? Anche troppo - racconta, allargando il sorriso - D’altronde il lavoro mi appassiona. Ogni tanto vado nel capannone anche da solo. Non sono richieste

abilità particolari. Quando si tratta di fare la cartapesta o colorare c’è solo da sporcarsi un po’ le mani… Ma tutti possiamo imparare a fare queste cose e, alla fine, anche il lavoro diventa un momento di aggregazione”.

Mentre Thomas esterna il proprio vissuto all’interno dell’associazione, fervono i preparativi di una nuova edizione del carro. Un obiettivo comune, per il quale laboriosamente è attivo il gruppo composto da una decina di volontari. Un “meccanismo” che vedrebbe con favore l’ingresso di nuove leve, perché c’è spazio per tutti e, poi, un po’ di aiuto non guasterebbe affatto. Ecco scattare l’invito-appello finalizzato al futuro del Carnevale Olgiatese: messaggio diretto ad altri ragazzi e ragazze olgiatesi. “Per come ho vissuto il mio primo anno da volontario nella Pro Loco Olgiatese, consiglio a tutti di provare questa esperienza. Quando invitiamo a sfilare durante il carnevale, posso immaginare che qualcuno potrebbe ritenere noioso partecipare a una manifestazione “di paese”. E invece non è affatto così: ci si diverte ed è bellissimo”.

Spot più azzeccato non potrebbe esserci: per invogliare coetanei ad avvicinarsi, per disegnare un orizzonte in cui il Carnevale Olgiatese rappresenti ancora un porto sicuro per una sana voglia di divertimento.

11–Cinquant’anni di immagini

Anni ‘70

Anni ‘70

Anni ‘80

Anni ‘80

Anni ‘80

Anni ‘90

Anni ‘90

Anni 2000

Anni 2010 2010

Anni 2010

Anni 2010

Anni 2010

Anni 2020

2020 2020

Anno 2026

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Hanno contribuito alla realizzazione di questa pubblicazione:

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di Michele Mongiello LAVORAZIONI METALLICHE
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Finto di stampare: Gennaio 2026

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