Poste Italiane Spa - Sped. in Abb. Postale - 70% - LO/MI - DL 353/2003 Conv.L. 46/2004 Art. 1 C DCB Milano
Anno LXIX - n. 9
Ottobre 2026
MENSILE D’INFORMAZIONI AGRICOLE - INDUSTRIALI - COMMERCIALI www.enterisi.it
L’EVENTO Dall’11 al 13 settembre sono andati in scena l’orgoglio ma anche le preoccupazioni degli operatori del settore
Risò, occasione di rilancio per la filiera La presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Siete uno dei fiori all'occhiello del Made in Italy»
Natalia Bobba La seconda edizione di Risò - Festival internazionale del riso - ha tracciato un bilancio strategico sul presente e sul futuro della risicoltura italiana. L’evento ha richiamato una moltitudine di gente e un flusso costante di visitatori che ha travalicato i confini provinciali, regionali e nazionali. Uno degli scopi dell’evento era creare un ponte concreto tra produttori agricoli, trasformatori e acquirenti. Obiettivo raggiunto vista la presenza di buyers stranieri e italiani giunti anche da Paesi extra Ue come Australia, Canada, Sud Africa, Stati Uniti, Emirati Arabi, a conferma che il riso italiano è veramente apprezzato in tutto il mondo. In un contesto internazionale come Risò, l’Ente Nazionale Risi, ha svolto un ruolo centrale non solo come co-organizzatore e promotore fin dalla prima edizione, ma come garante istituzionale con il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, della qualità e unicità del riso Made in Italy. La presenza della premier Giorgia Meloni e del ministro Francesco Lollobrigida, ha dimostrato quanto il settore risicolo nazionale stia a cuore e susciti interesse presso il Governo e le forze politiche. Anche la partecipazione dei vertici della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), invitati a Risò dal Ministro Lollobrigida, ha rappresentato un passaggio politico-istituzionale di fondamentale importanza, confermando il ruolo cruciale del riso come alimento primario nel regime alimentare per miliardi di persone al mondo. Tanti sono stati gli incontri e i convegni alla presenza di istituzioni e organismi (MASAF,ENR, CREA, ISMEA, AGEA, ICQRF,ecc.) tutti con lo scopo di affrontare, analizzare e individuare le possibili soluzioni ai problemi che attanagliano ormai da troppo tempo la risicoltura nazionale. “Il sistema Riso Italiano di qualità: modello di sviluppo internazionale”, è il titolo del convegno organizzato dal MASAF, alla presenza dei vertici FAO, di numerosi ambasciatori o delegati di molteplici Paesi non solo europei, che ha inaugurato Risò. L’apertura dei lavori è stata affidata all’Ente Nazionale Risi, seguita da interventi di relatori e ospiti con la conclusione del ministro Lollobrigida. Sappiamo che la nostra risicoltura sta vivendo una crisi sotto tanti punti di vista: economici, climatici, organizzativi, ecc. che condizionano enormemente il lavoro della filiera e in particolar modo quello dei produttori, maggiormente esposti ai cambiamenti ingestibili del clima. Per questi motivi, la volontà del ministro era quella di riunire proprio a Risò l’intera filiera del settore. Grazie alla presenza del sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra, un tavolo di lavoro con Ente Risi, i rappresentanti delle organizzazioni agricole e dei trasformatori, ha permesso un confronto chiaro e diretto affinché tutti gli attori della filiera e il mondo politico uniscano quanto prima le forze per affrontare con urgenza e determinazione le gravi problematiche del settore. Abbiamo un patrimonio unico nazionale da difendere, la nostra risicoltura va sostenuta, questo il pensiero condiviso dalla filiera e dal Governo.
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All’interno
Il nostro patrimonio è unico e va difeso
Sul palco di Risò sono andati in scena l’orgoglio, ma anche le preoccupazioni degli operatori della risaia. La seconda edizione del Festival Internazionale del Riso, svoltasi dell’11 al 13 settembre a Vercelli e inaugurata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata innanzitutto l’occasione per proporre al mondo intero il nostro prodotto di qualità, vanto del territorio ma anche del Made in Italy. Nello stesso tempo, però, non si è persa l’opportunità di evidenziare le problematiche che attanagliano il settore: il timore è che se non si interviene al più presto, il settore rischia di morire. La prima a esserne convinta è la stessa presidente del Consiglio. «Oggi la filiera risicola è uno dei fiori all'occhiello del Made in Italy ha detto Giorgia Meloni - Noi siamo convinti che questo patrimonio debba essere
promosso, tutelato, difeso dalla concorrenza sleale di Nazioni che non rispettano i nostri stessi standard, lavorativi, ambientali e sociali». Una convinzione che è di tutto il nostro Governo che sta portando avanti diverse battaglie anche sui tavoli di
Partito il progetto EfficieNt Nel mese di luglio ha preso avvio il nuovo progetto EfficieNt dell’Ente Nazionale Risi che intende implementare dei percorsi agronomici attualmente adottati mediante pratiche agronomiche innovative volte a migliorare la sostenibilità in risaia, con un occhio di riguardo all’uso efficiente del fertilizzante azotato impiegato in campo e alla volatilizzazione dell’ammo niaca nei periodi di concimazione. A pag. 6 El Niño, riso a rischio in Asia El Niño si manifesterà con certezza e durerà fino a febbraio
Bruxelles, in particolare sul tema dell’uso dei fitofarmaci che vengono banditi nell'Unione europea e sono consentiti in altre parti del mondo. Protagonista di Risò è stato sicuramente anche l’Ente Nazionale Risi che,
2027, aumentando i rischi di eventi meteorologici estremi in buona parte del mondo, in particolare in Asia dove si concentra il 90% della produzione mondiale di riso. Secondo The Guardian, El Niño avrà un impatto sulla temperatura atmosferica tale per cui il 2027 è destinato a diventare l'anno più caldo mai registrato. A pag. 7 In campo con tante novità Per i risicoltori, settembre è
per l’occasione, ha proposto diverse iniziative molto apprezzate dai visitatori: dallo stand principale alla mostra di acquerelli botanici “Il riso, pane dell'anima”, allo spettacolo “Morsi - Come farsi una cultura gastronomica”. Alle pag. 2-5
da sempre il periodo delle “visite in campo”. Anche quest’anno sono state diverse le occasioni per gli operatori del settore per andare alla scoperta di nuove varietà e dei prodotti migliori per la coltivazione in risaia. Le occasioni, che approfondiamo all’interno, sono state diverse: dall’O pe n Day dell’Ente Nazionale Risi e del Crea a “Sartirana in campo” fino alla 38ª Giornata della Risicoltura Novarese. Alle pag. 8-9
AVVISO PER I RISICOLTORI Questo numero contiene il modello per la denuncia di produzione del risone raccolto nella campagna in corso Il modello di comunicazione di fine vendita è scaricabile dal sito, oltre che essere disponibile presso le Sezioni Provinciali dell’Ent e Sul foglio contenente il vostro indirizzo troverete il modello di denuncia da presentare entro il 10 novembre 2026 a norma della legge istitutiva dell’Ente Nazionale Risi e della normativa dell’Unione europea vigente. La presentazione della denuncia di produzione dopo il 10 novembre comporterà l’esclusione dall’Albo dei risicoltori che hanno aderito al sistema di tracciabilità varietale del riso “classico” e, conseguentemente, verrà tolta d’ufficio l’indicazione “classico” a tutte le varietà dichiarate come tali. Si ricorda che ai sensi del D.M. 18 luglio 2018 tutti i produttori di risone
biologico sono obbligati a dichiarare le produzioni distinte tra convenzionali, biologiche e in conversione ad agricoltura biologica, nonché il proprio Organismo di Controllo. La compilazione della denuncia di produzione potrà avvenire: • attraverso la vostra casella PEC, a cui è stato inviato uno specifico messaggio • via internet attraverso lo sportello virtuale dell’Ente Nazionale Risi. L’invio della denuncia di produzione potrà essere effettuato con una delle seguenti modalità: • consegna o spedizione ad una
delle Sezioni Provinciali dell’Ente Nazionale Risi • trasmissione via fax al Centro Operativo di Vercelli al numero 0161/213209 • invio, tramite posta elettronica, a richieste@enterisi.it • invio, tramite posta elettronica c e r t i f i c a t a , a c e n t r o . o p e r a t ivo@cert.enterisi.it Nel caso in cui si intenda dichiarare varietà a “classico”, la denuncia non potrà essere presentata per posta elettronica ordinaria. Non verranno inviate ulteriori comunicazioni postali
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L'EVENTO
t A testimonianza dell’importanza del comparto risicolo per la nostra agricoltura e per l’economia italiana, oltre alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’evento di inaugurazione erano presenti anche diversi altri ministri La seconda edizione del Festival Internazionale del Riso è stata l’occasione per tutti gli operatori di esprimere l’orgoglio del loro lavoro, della qualità del prodotto dei campi italiani, ma è stata anche il momento giusto per lanciare il grido di allarme di un settore in difficoltà e che ha bisogno di aiuto. Risò, svoltosi a Vercelli dall’11 al 13 settembre, e che ha visto la presenza di oltre 100.000 visitatori, è stato tutto questo. Ed è stato giusto approfittare della presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per manifestare apertamente i valori e i timori del mondo risicolo. Con lei diversi altri ministri, dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, e dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, oltre al direttore generale della FAO, Qu Dongyu, il vicedirettore generale Maurizio Martina, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, le autorità cittadine e provinciali e i rappresentanti dell'intera filiera agricola e risicola.
VERCELLI Dall’11 al 13 settembre il Festival, che ha visto la partecipazione di oltre 100.00
A Risò l’orgoglio e il grido
La presidente Meloni: «Siete uno dei fiori all'occhiello del Made in Italy. Quest
Proprio dai valori è partita la presidente del Consiglio. «Oggi la filiera risicola è uno dei fiori all'occhiello del Made in Italy - ha detto Giorgia Meloni - è un settore moderno, integrato, è un settore all'avanguardia, è un settore che compete, soprattutto in termini di qualità, come sempre accade in Italia su tutti i mercati internazionali. Consapevoli di questa capacità di competere, noi siamo convinti che questo patrimonio debba essere promosso, tutelato, difeso dalla concorrenza sleale di Nazioni che non rispettano i nostri stessi standard, lavorativi, ambientali e sociali». Concetti ribaditi anche dal ministro dell’Agricoltura: «Il nostro riso è il migliore del mondo perché abbiamo investito nel tempo sulla ricerca, sulla differenziazione dei prodotti - ha insistito Lollobrigida - perché abbiamo avuto la capacità di considerare il prodotto alimentare all’interno di una filiera che tiene conto dei diritti dell’ambiente, dei lavoratori e dei produttori». Ma ci sono alcune questioni che
vanno affrontate e risolte. E il nostro Governo le sta portando avanti sui tavoli di Bruxelles, in particolare sul tema dell’uso dei fitofarmaci che vengono banditi nell'Unione europea e «sono consentiti in altre parti del mondo - ha sottolineato la presidente del Consiglio - E noi accettiamo che poi entrino nel nostro mercato prodotti che utilizzano magari fitofarmaci che noi abbiamo vietato ai nostri produttori». Da qui la conclusione della premier, peraltro sottolineata anche dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, intervenuto prima di lei. «Non si possono fare accordi di libero scambio con Nazioni che non rispettano i tuoi stessi standard - ha sottolineato la premier - Delle due, l'una: o abbassi il tuo standard, che non è quello che noi vogliamo fare in Italia, proprio perché competiamo sulla qualità del prodotto, oppure devi difendere quello standard, perché noi non competiamo sulla quantità. Noi competiamo sulla qualità e abbiamo il dovere di difendere quella qualità».
LE PROPOSTE Dallo stand con la realtà virtuale alle mostre pittoriche fino allo spettacolo musicale e teatrale
I visitatori premiano le iniziative dell’Ente Risi Un protagonista di primo piano della seconda edizione di Risò è stato sicuramente l’Ente Nazionale Risi, con i suoi stand e le sue mostre. E i visitatori hanno apprezzato perché hanno affollato gli spazi e partecipato in massa alle iniziative proposte. Ininterrotto il passaggio allo stand istituzionale che raccontava la risaia di ieri, di oggi e di domani attraverso l’esposizione del ciclo pittorico, composto da una quarantina di opere, “Rapsodia della risaia” dell’artista Enzo Gazzone, dall’ambiente multimediale con immagini che hanno accompagnato il pubblico offrendo un’esperienza coinvolgente e suggestiva della risaia di oggi, e dalle postazioni dedicate alla realtà virtuale attraverso le quali è stato possibile vivere esperienze immersive attraverso i nuovi filmati realizzati dall’Ente. Molto visitata è stata anche la mostra di acquerelli
ENTE RISI A RISO’ Alcuni momenti che hanno caratterizzato la presenza al Festival. A sinistra, le postazioni dedicate alla realtà virtuale, mentre, a destra, alcuni visitatori ammirano il ciclo pittorico, composto da una quarantina di opere, “Rapsodia della risaia” dell’artista Enzo Gazzone, entrambi nello stand principale. Sotto, lo chef e maître chocolatier, noto volto televisivo, Ernst Knam accompagnato dalla presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, e dal direttore generale, Roberto Magnaghi, visita la mostra “Il riso, pane dell’anima”. Nella pagina a fianco, lo stand di Diapsi Vercelli, associazione di volontariato per la promozione della salute mentale, con cui l’Ente Nazionale Risi ha portato avanti un singolare progetto
botanici “Il riso, pane dell 'a ni m a”, allestita nella splendida cornice della ex chiesa di San Pietro Martire: una collezione di 14 opere ad acquerello della pittrice
Angela Petrini che, con il rigore del disegno botanico e la delicata trasparenza dell'acquerello, hanno saputo raccontare la complessità e la straordinaria bel-
lezza del riso italiano. Subito esauriti i due appuntamenti pomeridiani che hanno permesso l'esperienza esclusiva di conoscere da vicino il lavoro della pittrice Angela Petrini: un raffinato tè pomeridiano, nel suggestivo chiostro dell'antico monastero della chiesa di San Pietro Martire, con infusi e pasticceria a base di riso,
mentre l'artista raccontava il percorso creativo e scientifico che ha dato vita alla mostra “Il riso, pane dell’anima”. Tra gli llustri visitatori della mostra anche lo chef e maître chocolatier di fama internazionale e noto volto televisivo Ernst Knam che è stato accompagnato dalla presidente del l’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, e dal direttore generale, Roberto Ma-
gnaghi. Molto seguito anche lo spettacolo “Morsi – Come farsi una cultura gastronomica”, di e con Roberto Sba-
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00 visitatori, ha focalizzato l’attenzione di tutto il mondo politico e del sindacato di settore
o d’aiuto della nostra filiera
to patrimonio deve essere promosso, tutelato e difeso dalla concorrenza sleale»
Com’è garantita la sicurezza alimentare I controlli effettuati alle Dogane, quelli dei Carabinieri e le analisi svolte dal Centro Ricerche sul Riso
ratto e Marco Scardigli: gli spettatori hanno potuto assistere allo spettacolo seduti ai tavoli e degustare contemporaneamente un
aperitivo a base di riso, in un incontro tra cucina, letteratura e teatro. Da segnalare, infine, il progetto portato avanti in collaborazione con Diapsi Vercelli, associazione di volontariato per la promozione della salute mentale: persone che vivono disagi di carattere psichico seguite dalla Diapsi hanno realizzato delle tovagliette, con una serie di pattern illustrati ispirati alle opere dell'artista botanica Angela Petrini, che sono state regalate dall’Ente Risi in occasione di alcuni eventi durante il Festival vercellese.
All’edizione di Risò 2026 si è tenuta la seconda edizione del Convegno relativo alla sicurezza alimentare, dal titolo “La contraffazione agroalimentare: le istituzioni a difesa del Made in Italy”. Con la moderazione di Emiliano Calcagno, si sono succeduti i relatori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), dei Carabinieri della Tutela Agroalimentare e di Ente Nazionale Risi (ENR). Federica Sassone (ADM) ha illustrato ai presenti i meccanismi che regolano i controlli doganali all’arrivo delle diverse merci, tra cui il riso, nelle dogane italiane e le criticità che possono emergere. Le analisi messe in atto sui campioni, in particolare legate al riso Basmati, nei laboratori di ADM di Genova, soprattutto a livello genetico, sono state spiegate da Anna Luisa Panzeri e Chiara Natale. Il Tenente Colonnello Raffaello Ciliento ha invece illustrato le attività e il ruolo del Reparto Tutela Agroalimentare dei Carabinieri, coadiuvato dal Maresciallo Leonardo Gargano che si è soffermato sui controlli effettuati sul riso per garantirne l’origine e la tutela ai consumatori. Cinzia Simonelli (ENR) attraverso una presentazione dal titolo “La qualità del riso. Esempi di non conformità riscontrate”, ha mostrato delle casistiche reali verificatesi
nei campioni analizzati dal Laboratorio di Ente Risi. Si è voluto, infatti, proporre degli esempi pratici di campioni con difettosità critiche, con valori di superamento dei limiti di legge, partendo da quanto stabilito e riportato dal DLgs 131/2017 (Legge del Mercato Interno). Sono state spiegate le modalità analitiche riportate nella norma ISO 7301 di riferimento per questo tipo di analisi e sono state analizzate nel dettaglio le diverse difettosità, le loro insidie, il tenore di pericolosità e le cause della loro presenza nel riso. Si è partiti con la valutazione dei “grani rotti o rotture”, uno dei difetti abbastanza frequentemente riscontrato, passando per i “grani dan-
neggiati da calore”, i “grani striati”, ed i “peck”, per arrivare all’applicazione delle più sofisticate e moderne analisi di identificazione varietale genetica indispensabili per dirimere ad esempio il dubbio sulla presenza di una varietà di riso straniera, importata in Italia, di poco valore commerciale, venduta sui nostri mercati sotto il nome di una nota varietà di pregio. Il pubblico presente ha potuto anche prendere visione delle difettosità dal vivo, attraverso l’osser vazione in sala di campioni rappresentativi dei diversi difetti. Il convegno è stata l’occasione per sottolineare ancora una volta la curiosità e l’attenzione da parte del pubblico presente i che ha seguito con interesse i vari interventi, ponendo anche domande di approfondimento. Si è sottolineato come risulti indispensabile e particolarmente efficace la sinergia tra i diversi organismi di controllo che, pur operando indipendentemente su tutto il territorio nazionale, per i propri ambiti di interesse, trovano attraverso la collaborazione fra le diverse strutture la possibilità di arrivare ad un unico scopo fondamentale e cioè il rispetto della legislazione e la tutela del consumatore. Sopra, i relatori intervenuti all’incontro all’interno di Risò. A fianco, uno dei momenti in cui il pubblico presente all’incontro ha potuto prendere visione delle difettosità dal vivo, attraverso l’osservazione in sala di campioni rappresentativi dei diversi difetti
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L'EVENTO
L’INTERVENTO La presidente dell’Ente Nazionale Risi ha aperto i lavori del convegno "Il sistema riso italiano di qualità: modello di sviluppo internazionale"
Guidati dalla passione, ma con lo sguardo al futuro
Ecco l’intervento della presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, che ha aperto il convegno inaugurale di Risò "Il sistema riso italiano di qualità: modello di sviluppo internazionale". Natalia Bobba "Il sistema Riso Italiano di qualità, modello internazionale" è un tema che non rappresenta soltanto il cuore del nostro lavoro quotidiano, ma costituisce un autentico pilastro del patrimonio agroalimentare del nostro Paese. Non è un semplice slogan, ma una fotografia reale di ciò che la nostra filiera è riuscita a costruire nel corso dei secoli e, con un'accelerazione straordinaria, negli ultimi decenni. L'Italia, come sapete, è il primo produttore di riso in Europa. Ma non è la quantità il nostro vero primato: è l'eccellenza ineguagliabile del nostro prodotto. Spesso, quando si parla di modelli internazionali, ci si concentra sui numeri e sulle esportazioni. Ma c'è un elemento centrale, imprescindibile, senza il quale il nostro sistema non esisterebbe: il fattore umano. Al centro delle nostre risaie ci sono donne e uomini, ci sono intere famiglie che da generazioni dedicano la loro vita alla terra, all’acqua e alla coltivazione del riso. Dietro ogni chicco c'è una storia
fatta di sacrifici, di attese, di sguardi attenti ai mutamenti del cielo e del suolo. C'è un saper fare antico, intimo e profondo, che nessuna intelligenza artificiale potrà mai replicare. Il vero modello italiano si fonda su questa passione. Noi amiamo dire, con orgoglio, che in Italia si parte sempre dalla tradizione per creare il riso del futuro. Non guardiamo al passato con la nostalgia di chi è rimasto fermo, ma lo utilizziamo come radice solida e vitale su cui innestare la ricerca e l'innovazione. È la saggezza di chi ci ha preceduto che oggi guida le sfide di domani.
Questa dedizione umana si traduce in una straordinaria biodiversità. Il nostro riso non è una commodity anonima dei mercati internazionali standardizzati. Parliamo di un patrimonio di varietà che hanno fatto la storia della gastronomia italiana esportata in tutto il mondo con il risotto: Carnaroli, Arborio, Vialone Nano fino alle cultivar di nuova generazione. Vantiamo anche riconoscimenti DOP e IGP che portano sulle tavole di tutto il mondo non solo un sapore, ma l'identità di un territorio. Ecco, il riso italiano è assolutamente un elemento identitario radicato nella storia e nell’economia di diverse regioni e province. Questo patrimonio genetico e culturale è tutelato e valorizzato dal lavoro incessante dell'Ente Nazionale Risi che da 95 anni assiste l’intera filiera, attraverso la tracciabilità delle sementi (e del risone trasferito all’industria), la ricerca continua, le indagini di mercato, l’assistenza tecnica in campo, la promozione e la divulgazione della conoscenza delle caratteristiche del riso italiano, allo scopo di garantire al consumatore un prodotto sicuro, sano e di qualità assoluta. Ma come si costruisce il "riso del
Tutti in campo per creare la filiera del Riso Aromatico Italiano A Risò è stato posto il primo tassello che si auspica porterà alla creazione della filiera del Riso Aromatico Italiano. Alla Borsa Merci si è svolto un convegno che ha visto come attori il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Luca Brondelli di Brondello; Benedetto Coppo, presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella; Natalia Bobba, presidente dell'Ente Nazionale Risi, e Cinzia Simonelli, responsabile del Laboratorio di Chimica Merceologia e Biologia Molecolare dell'Ente Nazionale Risi. Sono intervenuti inoltre il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, Patrizio La Pietra, l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, e Mario Francese, presidente dell’Airi. Il riso aromatico è una tipologia di riso particolarmente apprezzata anche in Italia dove l’attuale mercato vede l’importazione di varietà aromatiche di risi Basmati e Jasmine provenienti rispettivamente da India-Pakistan e da Vietnam-Cambogia. Sono tipologie di riso che riscuotono un notevole successo tra i consumatori, non solo appartenenti a diverse etnie, ma anche da parte degli italiani. A partire dal 2000 anche l’Italia ha potuto annoverare nel suo parco varietale tipologie di riso aromatiche, per lo più aventi un granello di tipo Lungo B, la cui produzione si assesta oggi intorno ai 260 ettari, con concrete prospettive di crescita. La proposta, bene accolta da Ente Nazionale Risi, come ha spiegato la presidente Bobba, non sarà ristretta alla sola Regione Piemonte, ma sarà ampliata su scala nazionale al fine di comprendere tutte le varietà che presentano questa peculiare interessante caratteristica.
Le nostre varietà nazionali, commercializzate come riso bianco, sono per lo più caratterizzate dalla tipologia di granello Lungo B, con un medio-alto contenuto di amilosio e un’attitudine a mantenere i granelli sgranati a termine cottura. Questo fa sì che siano vocate alla preparazione di contorni, insalate di riso e pokè, valorizzate in più dalla presenza dell’aroma di pop-corn che le contraddistingue. I punti di forza delle nostre varietà riguardano senz’altro la loro eterogeneità: abbiamo al momento sia Lunghi B, come detto, ma anche Lunghi A. Fondamentale è altresì sottolineare la presenza della filiera corta: sono varietà coltivate in Italia e per questa ragione sono sottomesse a tutte le restrizioni e i controlli previsti nel nostro paese e imposti dalla Comunità Europea, con l’utilizzo ad esempio di fitofarmaci autorizzati e che non necessitano di essere sottoposte al critico trasporto navale prima di arrivare sulle nostre tavole. Ultimo, ma non meno importante, è l’aspetto qualitativo del prodotto. Per arrivare sulle tavole dei consumatori, le confezioni commerciali di riso devono sottostare alla Legge del Mercato Interno (DLgs 131/2017) che indica precisi limiti di legge in merito ai difetti sul riso e che stabilisce rigide regole di etichettatura.
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futuro"? Lo si fa accettando le grandi sfide del presente: il cambiamento climatico, la tutela dell'ambiente, le problematiche legate alle questioni geopolitiche, i mercati sempre più volatili. Certi problemi non si possono evitare e quindi devono essere l’occasione giusta per ridefinire gli obiettivi e per raggiungerli occorre fare programmi diversi, valutare nuove metodologie e nuovi investimenti umani ed economici. La risicoltura italiana è tra le più strutturate, sono stati fatti grandi investimenti nella meccanica e nella tecnologia di precisione, nelle sistemazioni agrarie dei fondi per ottimizzare i tempi e ridurre i costi. Ma la ricerca non si arresta mai. I nuovi orizzonti sono legati alla possibilità di coltivare varietà di riso ottenute con le nuove tecniche genomiche (TEA) e ancora regolarizzare l’uso di droni per alcune pratiche agronomiche. E’ innegabile che abbiamo dimostrato al mondo che è possibile produrre altissima qualità riducendo al minimo l'impatto ambientale. Questa è la vera modernità: una sostenibilità che non è teoria scritta sui manuali, ma pratica quotidiana vissuta nei nostri campi. Tuttavia, essere un modello di riferimento internazionale ci impone delle responsabilità. A livello globale, questo straordinario siste-
ma deve potersi confrontare in un mercato leale. L’Ente Nazionale Risi è, e sarà sempre, in prima linea con il Masaf per chiedere all'Europa il rispetto del principio di reciprocità. Non possiamo accettare che il lavoro dei nostri agricoltori - che coltivano seguendo standard ambientali, etici e di sicurezza alimentare severissimi - debba competere con importazioni a dazio zero da Paesi dove si usano agrofarmaci da noi vietati e dove il "valore umano" di cui parlavo prima è spesso calpestato dall'assenza di tutele per i lavoratori. Difendere il nostro riso significa difendere la salute dei consumatori e promuovere un commercio giusto e trasparente. Tutti coloro che hanno visitato “Risò” hanno potuto toccare con mano che il riso, in Italia, è paesaggio, cultura, storia, vita e naturalmente cucina! Il nostro modello funziona perché siamo una filiera viva che vuole crescere ed è pronta a conquistare nuovi mercati sostenendo la qualità e l’unicità del nostro riso. Siamo i custodi di una tradizione secolare, ma abbiamo gli occhi fissi sull'orizzonte. Continueremo a lavorare affinché il riso italiano rimanga un faro: l'esempio perfetto di come il lavoro di uomini e donne, partendo dalle proprie radici, possa nutrire il pianeta in modo sano, etico e innovativo.
CONVEGNO L’appello che arriva da Coldiretti: “Difendiamo il riso 100% italiano”
Stop al riso asiatico a dazio zero Il messaggio più forte per dire stop al riso asiatico a dazio zero è arrivato a Risò dal convegno organizzato da Coldiretti “Difendiamo il riso 100% italiano”. Basta al riso prodotto con pesticidi vietati, standard sanitari e ambientali inferiori ai nostri e, in alcuni casi, sfruttando persino il lavoro minorile, mentre gli agricoltori italiani devo affrontare regole e costi sempre più pesanti. Tra i presenti anche il presidente nazionale di mentare verso i consumatori fino alla Coldiretti, Ettore Prandini, il ministro biodiversità». dell’Agricoltura, della Sovranità Alimen«Servono scelte immediate e non più tare e delle Foreste, Francesco Lollo- rinviabili - hanno evidenziato Cristina Brizbrigida, e il presidente della Regione zolari, presidente di Coldiretti Piemonte, Piemonte, Alberto Cirio. e Bruno Rivarossa, delegato confederale «Nella campagna commerciale - Stop alle importazioni selvagge e re2025-2026 gli arrivi di riso straniero sono ciprocità negli accordi commerciali, conaumentati del 19%, con trolli serrati sull’origine del circa quattro confezioni su prodotto, sostegno al redcinque provenienti dito delle imprese e condall’Asia, contribuendo a far Basta al riso prodotto tratti di filiera che garancrollare di oltre il 50% i tiscano prezzi equi agli agricon pesticidi vietati prezzi riconosciuti ai nostri coltori. Ribadiamo, inoltre, e standard sanitari produttori - ha sostenuto la necessità di attivare il e ambientali Roberto Guerrini, membro bando da 12 milioni di euro di giunta di Coldiretti Pieper destinare riso 100% inferiori ai nostri monte con delega territoitaliano alle famiglie in difriale al settore risicolo - È ficoltà e di utilizzare senza una concorrenza sleale che mette a esitazioni i nuovi strumenti di controllo rischio insieme il reddito delle nostre per smascherare frodi e triangolazioni. Va imprese e la salute dei cittadini, ali- fermato qualsiasi accordo, a partire da mentando attraverso le agevolazioni quello in discussione con la Thailandia, commerciali un sistema nel quale a che aumenti ulteriormente l’ingresso in guadagnare sono i trafficanti di prodotto Europa di produzioni che non rispettano straniero mentre viene impoverita la no- le stesse regole imposte ai nostri agristra risicoltura piemontese. Il patrimonio coltori. Il riso rappresenta una produzione risicolo è da valorizzare lavorando sulla strategica per il Paese, per l’economia trasparenza lungo tutta la filiera per pro- agricola e per la tutela di territori unici muovere i valori che contraddistinguono sotto il profilo ambientale, paesaggistico le nostre produzioni, dalla sicurezza ali- e produttivo».
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L'EVENTO A conclusione del secondo Festival internazionale del riso di Vercelli si è tenuta, presso la sede vercellese dell’Università del Piemonte Orientale (UPO), la prima edizione dell’International conference on rice innovations for sustainable agriculture and nutrition (ICRISAN26). Il programma scientifico ha previsto fino a 30 presentazioni orali e 60 poster, con ricercatori provenienti da numerosi Paesi del mondo. Anche Ente Nazionale Risi ha partecipato alla conferenza, con un lavoro presentato da Marco Romani del Centro Ricerche sul Riso all’interno della sessione dedicata all’Agronomia e Gestione della coltura. Con un intervento dal titolo “Enhancing Rice Production Sustainability through Hairy Vetch Green Manuring” il ricercatore dell’Ente Risi ha affrontato il tema dell’impiego del sovescio in risicoltura, mediante la presentazione dei risultati ottenuti dalle ricerche condotte presso il Centro Ricerche nel corso degli anni con la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino (UniTo). Lo studio di ENR La sfida di ottenere rese elevate, migliorando al contempo la sostenibilità dei sistemi di coltivazione del riso, favorisce l’adozione di pratiche alternative volte a migliorare le riserve di carbonio (C) nel suolo e lo stato nutrizionale. Le colture leguminose di copertura possono essere utilizzate come “concime verde” per aumentare l’apporto di C e di nu-
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ALL’UPO L’International conference on rice innovations for sustainable agriculture and nutrition
Presentato lo studio sul sovescio
Marco Romani ne ha spiegato i benefici sulla nutrizione e sulla produttività del riso L’intervento di Marco Romani al convegno internazionale organizzato in occasione di Risò
trienti nei sistemi convenzionali di monocoltura di riso. La Vicia villosa Roth (Veccia villosa) è una leguminosa annuale resistente all’inverno in grado di fornire una quantità significativa di azoto (da 100 a 130 kg N ha -1). La sua rapida mineralizzazione dell’azoto, dovuta a un basso rapporto C/N, costituisce una fonte di azoto prontamente disponibile per le risaie, dove generalmente l’efficienza di recupero dell’elemento da parte della coltura è inferiore al 40%. Tuttavia, la sua incorporazione prima della semina può causare un aumento indesiderato delle emissioni di metano (CH4). Lo studio presentato da Romani ha inteso valutare i benefici del sovescio a base di Veccia villosa sulla nutrizione e la produttività del riso in clima temperato, nonché i potenziali compromessi legati alle emissioni di CH4. In particolar mo-
do, sono stati presentati i risultati ottenuti in quattro sperimentazioni condotte in risaie in semina interrata e sommersione posticipata, al fine di valutare gli effetti su: (i) la resa del riso; (ii) il recupero apparente di azoto e i livelli ottimali di concimazione azotata; (iii) le variazioni temporali delle forme di azoto e fosforo (P) disponibili nel suolo; e (iv) le emissioni di CH4. Gli effetti sulla resa sono stati valutati in un sito sperimentale a medio termine e attraverso due anni di prove in azienda. I livelli di nitrati, ammonio, fosforo disponibile nel suolo sono stati monitorati utilizzando un disegno sperimentale split-plot (sovescio vs. no sovescio, come parcelle principali; quattro dosi di azoto come sottoparcelle). La mineralizzazione netta dell’azoto e l’azoto potenzialmente mineralizzabile totale (PMN) sono stati valutati
tramite microcosmi di suolo in laboratorio in condizioni ossiche e anossiche. Infine, le emissioni di CH4 sono state quantificate in due prove in azienda utilizzando l’approccio della camera chiusa statica. Il sovescio ha fornito da 24 a 164 kg di azoto per ettaro, a seconda dello sviluppo della biomassa. L’incorporazione della veccia ha aumentato la resa in granella in media del 6,9% in tutti i campi sperimentali, in particolare a bassi livelli di azoto. Tale aumento è stato determinato da un numero maggiore di spighette, indipendentemente dai livelli di concimazione minerale. L’assorbimento di azoto della biomassa è risultato superiore del 45% nelle parcelle con veccia in tutti i livelli di azoto impiegati, sebbene il recupero apparente di azoto fertilizzante non ne sia stato influenzato. Il fosforo disponibile nel suolo è risultato influenzato in misura maggiore dal sovescio rispetto all’azoto minerale; sia il POlsen che il PNaOH erano più elevati nei suoli interessati dal sovescio di veccia, raggiungendo il picco durante la fase di accestimento. Le
condizioni anaerobiche hanno determinato una mineralizzazione netta dell’azoto più rapida e valori di PMN più elevati. Al contrario, i flussi stagionali cumulativi di CH4 non hanno mostrato differenze statistiche significative tra gli appezzamenti con veccia e quelli di controllo senza l’impiego di veccia. In conclusione, il sovescio a base di veccia villosa aumenta le rese di riso e ne migliora il valore nutrizionale senza aumentare le emissioni di CH4 in condizioni di semina interrata e sommersione posticipata. Oltre ad apportare azoto, la veccia funge da fonte vitale di composti organici labili che migliorano la biodisponibilità delle forme di fosforo difficilmente accessibili durante la fase iniziale del ciclo colturale. L’interramento delle cover crops consente, quindi, un risparmio di risorse minerali impiegate in campo a fronte di una mantenuta produttività della coltura. Pertanto, questa pratica agronomica rappresenta oggi uno degli strumenti più utili e interessanti per aumentare la fertilità dei suoli e, nel contempo, per mitigare le criticità legate alla monosuccessione che caratterizza l’areale risicolo.
L’INTERVENTO Il responsabile dell’Area Mercati dell’ENR al Convegno “Cambiamenti climatici e mercati globali: tra gestione del rischio e nuove sfide”
Le ragioni che hanno messo in difficoltà il nostro settore Qual è la situazione del mercato italiano del riso. L’ha spiegato il responsabile dell’Ar ea Mercati dell’Ente Nazionale Risi, Enrico Losi, al Convegno intitolato “Cambiamenti climatici e mercati globali: tra gestione del rischio e nuove sfide”. Losi ha pure illustrato l’impatto del cambiamento climatico sulla risicoltura nazionale negli ultimi anni. In particolare, il responsabile dell’Area Mercati si è soffermato sui tre fattori che, a partire dall’inizio del 2025, hanno determinato le difficoltà attuali del settore; si tratta della svalutazione del dollaro statunitense rispetto all’euro, del calo dei noli marittimi e delle quotazioni del riso di importazione. Considerato che le quotazioni internazionali sono valutate in dollari, il prodotto di importazione è diventato sempre più competitivo, erodendo lo spazio commerciale del riso italiano, soprat-
tutto sul mercato europeo. A questi tre fattori si è aggiunto il blocco dello stretto di Hormuz che da marzo 2026 ha fatto aumentare considerevolmente il costo del gasolio agricolo e dei fertilizzanti, con ripercussioni soprattutto a carico delle aziende agricole. Ma le difficoltà del settore dipendono anche da fattori strutturali come le importazioni a dazio zero, l’import di riso già confezionato e gli insufficienti controlli sulla presenza di fitofarmaci vietati nell’Unione europea nel prodotto importato da India e Pakistan. Losi ha proseguito il suo intervento evidenziando anche i fattori che hanno agevolato il settore negli ultimi 30 anni; in ordine cronologico, il settore ha tratto beneficio dal ritiro del risone all’intervento e dalla successiva rivendita (1997-2006), dall’allargamento dell’Ue da 15 a 25 Stati membri (2004), dalla crisi dell’economia
mondiale (2007-2008), dall’attivazione della clausola di salvaguardia sul riso lavorato di tipo Indica importato da Cambogia e Myanmar, dal Covid-19 (2020) e dall’inizio del conflitto in Ucraina (2022). Alcuni di questi fattori hanno riequilibrato il mercato, altri, invece, hanno aumentato la domanda di riso italiano. L’illustrazione della situazione di mercato si è conclusa con l’evidenziazione dell’inversione di tendenza dei noli marittimi (raddoppiati negli ultimi 6 mesi) e delle quotazioni del prodotto asiatico (in aumento del 30% negli ultimi 4 mesi) che rendono meno competitivo il riso di importazione. Infine, dopo aver spiegato il meccanismo della clausola di salvaguardia automatica sul riso importato da Cambogia e Myanmar, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, Losi ha evidenziato come
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Il valore del riso italiano tra tradizione e varietà In occasione di Risò, il talk “Riso 4.0: dal risotto alla salute metabolica” ha evidenziato il valore del riso italiano tra tradizione, varietà e corretta alimentazione. Chiara Cattaneo, dell’Ente Nazionale Risi, ha illustrato la ricchezza del patrimonio risicolo italiano e come il contenuto di amilosio influenzi consistenza e comportamento in cottura, rendendo le diverse varietà più adatte a specifiche preparazioni: dai risotti alle minestre, fino alle insalate di riso. Stefania Ruggeri del CREA ha sottolineato,
invece, l’importanza di inserire il riso all’interno di pasti equilibrati, evitando di considerarlo un alimento completo se consumato da solo. L’abbinamento con verdure, legumi e altri alimenti permette, infatti, di aumentare l’apporto di fibra, vitamine e micronutrienti e di renderne il consumo più coerente con i principi della Dieta Mediterranea. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla scelta del grado di lavorazione: il riso integrale conserva una maggiore quan.
L’intervento del responsabile dell’Area Mercati dell’Ente Nazionale Risi, Enrico Losi, al convegno tenutosi in occasione di Risò e intitolato “Cambiamenti climatici e mercati globali: tra gestione del rischio e nuove sfide”
dal 2020 al 2026 il raccolto italiano ha sempre subito danni significativi a causa delle avversità atmosferiche, fatta eccezione per il 2021 e il 2023, con prospettive poco rassicuranti per il 2027 in considerazione di una falda che è attualmente ai minimi storici e di
tità di fibra e micronutrienti rispetto a quello lavorato, mentre i risi pigmentati, come quelli rossi e neri, si distinguono per la presenza di composti bioattivi dalle interessanti proprietà nutrizionali e antiossidanti. Il messaggio conclusivo è quello di considerare il riso come un alimento da conoscere e scegliere consapevolmente. Varietà, caratteristiche del chicco, tecnica di cottura e abbinamenti contribuiscono a determinarne il valore nutrizionale e gastronomico, permettendo di valorizzare la grande biodiversità del riso italiano e di inserirlo in modo equilibrato nell’alimentazione quotidiana.
un super El Niño che condizionerà pesantemente il meteo mondiale per altri nove mesi con possibili ricadute anche in Italia. Durante l’incontro sono intervenuti Filippo Roda di Aretè, che ha fornito una panoramica sul settore del riso a livello mondiale ed europeo, Camillo Zaccarini Bonelli di Ismea che ha parlato di gestione del rischio relativamente alle avversità climatiche, Simone Perazzo, presidente dell’Associazione dei Risicoltori Piemontesi, che ha riportato le difficoltà dei risicoltori del territorio e Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, che ha tirato le somme del convegno.
6 OTTOBRE 2026
TECNICA
IL PROGETTO Insieme all’Ente Nazionale Risi coinvolti agronomi, università e sei aziende dell’areale della Lomellina
EfficieNt per una concimazione migliore Pratiche agronomiche innovative e strategie di fertilizzazione per mitigare le emissioni di ammoniaca Un paio di immagini del field day del progetto tenutosi lo scorso 1° settembre
E. Miniotti, M. Romani Nel mese di luglio ha preso avvio un nuovo progetto che vede la partecipazione di Ente Nazionale Risi. Si chiama EfficieNt “Efficientamento dei fertilizzanti azotati in risicoltura attraverso innovazioni nelle pratiche di concimazione e strategie di fertilizzazione per mitigare le emissioni di ammoniaca”. Obiettivi Il progetto EfficieNt intende implementare dei percorsi agronomici attualmente adottati mediante pratiche agronomiche innovative volte a migliorare la sostenibilità in risaia, con un occhio di riguardo all’uso efficiente del fertilizzante azotato impiegato in campo e alla volatilizzazione dell’ammoniaca nei periodi di concimazione. Le agrotecniche, valutate in precedenza in progetti e attività sperimentali presso il Centro Ricerche sul Riso e in alcune realtà aziendali, sono adottate in sei differenti aziende rappresentative dell’areale della Lomellina, al fine di estenderne l’impiego sul territorio risicolo. L’attività progettuale mira
Visite in campo, eventi fieristici, podcast: sono solo alcune delle azioni di comunicazione degli obiettivi e di diffusione dei risultati conseguiti nel corso delle attività progettuali. Tutte le informazioni e la documentazione prodotta sono già disponibili sulla pagina web interamente dedicata al progetto presente sul sito www.enterisi.it
a promuovere l’adozione di percorsi agronomici sostenibili e innovativi, a partire dalle aziende pilota, che permetteranno di ridurre la dipendenza dai concimi minerali, aumentare la diffusione dell’utilizzo della concimazione a rateo variabile, e portare a una mirata sostituzione dell’urea - che avrà il divieto di utilizzo agricolo in Pianura Padana a partire dal 2028 - con altro fertilizzante di nuova generazione nei momenti di massimo potenziale di emissione di ammoniaca.
L’utilizzo di concimi azotati innovativi e non tradizionali per le applicazioni nelle fasi di copertura potranno avere effetti sulla riduzione delle emissioni di ammoniaca in atmosfera, diminuendo così le fonti di particolato sottile e incrementando l’efficienza degli apporti azotati nel sistema colturale. Al contempo, l’impiego di strategie di frazionamento del concime azotato da apportato in campo p o t r a n n o ave r e e ffe tt i s u l l ’ e ff i c i e n z a d ’ u s o dell’azoto da parte della col-
Finanziamenti e partner Il progetto è stato ammesso a finanziamento nell’ambito dell’Inter vento SRH08 “Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell’innovazione” per il complemento dello Sviluppo Rurale del Piano S t r a t e g i c o N a z i o n a l e d e l l a PAC 2023-2027 di Regione Lombardia. Il piano finanziario del progetto prevede un contributo complessivo di 311.906,09 euro (contributo ricevuto dall’Unione Europea pari al 40.70%, dallo Stato pari a 41,51% e dalla Regione Lombardia pari a 17.79%). Capofila del progetto è la Società Agri-
cola Braggio Pietro e Carnevale Rosangela, e il partenariato è costituito da altre cinque aziende risicole della Lomellina (Società Agricola IRU, Società Agricola Cassinetta s.s., Franchino Carlo, Società Agricola Alberto Allevi, Società Agricola Ciampanelli Ercole), Ente Nazionale Risi, il Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università degli Studi di Torino, l’agronomo Flavio Barozzi, Studio Associato degli agronomi Pier Angelo Barbieri e Gian Luca Rognoni e Pentex Srl, impresa operante nel settore di servizi e mezzi tecnici. .
tura. Come si concretizza il progetto La realizzazione degli obiettivi avviene attraverso la conduzione in cinque delle sei aziende pilota di prove dimostrative dell’innovazione nelle pratiche di concimazione a rateo variabile. Tali attività intendono dimostrare come la distribuzione del concime in copertura a rateo variabile, con taratura scientifica degli indici di vigore, consenta di massimizzare l’efficacia agronomica dell’azoto e il suo assorbimento, minimizzando le perdite del nutriente. Inoltre, in due delle sei aziende vengono realizzate delle prove dimostrative parcellari atte a verificare l’influenza di alcune agrotecniche colturali sull’efficienza dell’azoto e sulla riduzione delle emissioni di ammoniaca in seguito all’applicazione frazionata del fertilizzante e all’uso di concimi azotati addizionati da inibitori.
1° settembre 2026: field day del progetto Martedì 1° settembre 2026 si è tenuto il primo field day con una visita, assieme ai partner del progetto, delle prove dimostrative condotte presso l’Azienda Agricola Alberto Allevi di Sannazzaro de’ Burgondi e la Società Agricola Cassinetta s.s. di Cozzo e della prova parcellare realizzata presso la Società Agricola IRU di Castello d’Agogna. La visita presso le due prove dimostrative ha consentito di osservare come la
concimazione in copertura a rateo variabile, con taratura scientifica degli indici di vigore, consenta di ridurre la variabilità di vigore presente negli appezzamenti. Per i partecipanti è stato possibile vedere da vicino la strumentazione impiegata nella realizzazione delle prove e le mappe di prescrizione ottenute. Nella seconda metà della mattinata è stato, invece, possibile visitare la prova parcellare realizzata presso la Società Agricola IRU dai ricercatori di Ente Nazionale Risi nella quale, in un appezzamento condotto a semina interrata, è stato realizzato un confronto tra la distribuzione di urea e altri concimi alternativi, quali urea con inibitori dell’ureasi e della nitrificazione e solfato ammonico. La mattinata si è quindi conclusa presso la Società Agricola Braggio Pietro e Carnevale Rosangela di Zeme, capofila del progetto, permettendo un momento di confronto costruttivo tra i partecipanti e i partner di progetto.
Le attività divulgative Tante le attività divulgative promosse dal progetto.
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ECONOMIA
OTTOBRE 2026
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L’ALLARME Avrà un impatto sulla temperatura atmosferica tale per cui il 2027 è destinato a diventare l'anno più caldo mai registrato
El Niño ridurrà la produzione di riso dell’Asia «Dobbiamo prepararci a un fenomeno potenzialmente intenso, che aggraverà la siccità e le piogge torrenziali»
circa il 15% al di sotto della media a lungo termine, il È ufficiale, El Niño si ma- livello più basso dal 2009, nifesterà con certezza e du- secondo quanto riferito da rerà fino a febbraio 2027, due fonti autorevoli del diaumentando i rischi di even- partimento meteorologico. ti meteorologici estremi in Il monsone debole potrebbuona parte del mondo, in be compromettere la proparticolare in Asia dove si duzione agricola, far auconcentra il mentare i 90% della prezzi dei generi alimentaproduzione Ci sono tutte ri e ridurre i mondiale di riso. le condizioni perché redditi rurali nella quinta È quanto risulta nel det- possa essere El Niño e c o n o m i a t agliato co- più intenso della storia mondiale, domunicato ve le piogge del monsone stampa pubblicato dall’Organizzazione rappresentano circa il 70% Meteorologia Mondiale delle precipitazioni annuali (OMM) il 3 settembre che si del Paese. In passato, l’Inriporta in versione integrale dia ha registrato precipitazioni inferiori alla media dunel box dedicato. Nel comunicato stampa rante la maggior parte degli di inizio giugno la segretaria anni caratterizzati da El Nigenerale dell’OMM, Cele- ño, il che ha talvolta portato ste Saulo, aveva affermato: a gravi siccità che hanno «Dobbiamo prepararci a un distrutto i raccolti e costretfenomeno El Niño poten- to le autorità a limitare zialmente intenso, che ag- l’esportazione di alcuni cegraverà la siccità e le piogge reali». torrenziali e aumenterà il rischio di ondate di calore sia sulla terraferma che 3 SETTEMBRE Gli effetti del fenomeno potrebbero essere molto differenti a seconda dei Paesi e delle regioni nell’oceano. L’ultimo El Niño, nel 2023-24, è stato uno dei cinque più intensi mai registrati e ha contribuito alle temperature globali record osservate nel 2024». Quindi, alla luce dell’ultimo Ecco il Bollettino emanato molte regioni del mondo. aggiornamento, ci sono tutdall’Organizzazione Meteorologia Tuttavia, l’intensità di un evento te le condizioni del più inMondiale (OMM) il 3 settembre El Niño da sola non determina la tenso El Niño della storia, gravità dei suoi impatti in un sin2026 così come specificato dal golo Paese o in una singola regiornale inglese The Guargione. El Niño destinato a diventare dian in un recente articolo I suoi effetti variano a seconda molto intenso, aumentando nel quale viene evidenziata della località e della stagione e i rischi di eventi meteorologici l’anomalia termica della supossono essere modificati da altri estremi fino al 2027 perficie dell’Oceano Pacifattori climatici, tra cui le conEl Niño è ormai ben consolidato dizioni nell’Oceano Indiano e e nei prossimi mesi si intensifico del 2026 con un grafico nell’Oceano Atlantico. ficherà fino a diventare un femolto eloquente che si riL’OMM ha pertanto pubblicato nomeno molto intenso, con noporta in pagina. un Aggiornamento climatico statevoli ripercussioni sui modelli di Infatti, l’incremento della gionale globale complementare, precipitazioni e temperature e sui temperatura dell’acqua (liche riunisce informazioni su El rischi associati di inondazioni, sicnea rossa), registrato all’iniLe temperature della superficie mese di luglio e all’inizio di ago- Niño e su altri importanti fattori cità e ondate di calore, secondo zio di settembre rispetto al climatici, consentendo di tracciaun nuovo aggiornamento dell'Or- del mare nella zona centro-orien- sto. dato medio degli ultimi 30 Nel complesso, le condizioni re un quadro più dettagliato delle ganizzazione meteorologica mon- tale del Pacifico equatoriale, la anni (linea nera), ha ragregione al centro del fenomeno El oceaniche sia superficiali che su- condizioni previste. diale (OMM). giunto un livello (+2,6 gradi Per il periodo settembre–noNiño, sono già ben al di sopra bacquee forniscono un forte socentigradi) mai rilevato neldella media – uno dei segni ri- stegno al persistere delle con- vembre 2026, le previsioni mulI messaggi chiave lo stesso periodo dal 1982 • El Niño è ormai ben con- velatori di El Niño – e continuano a dizioni di El Niño e alla possibilità timodello dell’OMM indicano una in poi. Dal mese di giugno la di un ulteriore rafforzamento nei maggiore probabilità di tempesolidato e si prevede che si rafforzi salire. temperatura risulta la più L’indice Niño 3.4, ampiamente prossimi mesi, afferma l’aggior- rature superiori alla media in quasi ulteriormente. alta di sempre, decisamentutte le aree terrestri, insieme ad • Le previsioni dell’OMM in- utilizzato, che misura le anomalie namento. te superiore anche alle temIl grado di confidenza nelle pre- andamenti delle precipitazioni che dicano una probabilità vicina al della temperatura superficiale del perature collegate agli ul100% che persista fino a febbraio mare nel Pacifico equatoriale cen- visioni è elevato. Segnali oceanici mostrano una risposta atmosfetimi due fenomeni El Niño tro-orientale, si è marcatamente e atmosferici forti e che si raf- rica marcata e classica al forte 2027. classificati come molto in• Le condizioni eccezionalmen- rafforzato, passando da una me- forzano a vicenda, insieme alla fenomeno El Niño nel Pacifico. tensi (1997 e 2015). SeSi prevede, inoltre, lo sviluppo te calde dell’Oceano Pacifico tro- dia di +1,5 °C sopra la norma nel stretta concordanza tra i sistemi condo The Guardian, El Nipicale favoriscono un’ulteriore in- periodo maggio-luglio 2026 a di previsione stagionale, indicano di una fase positiva del Dipolo ño avrà un impatto sulla tensificazione. +2,0 °C sopra la norma nel mese che El Niño persisterà almeno fino dell’Oceano Indiano (IOD), che temperatura atmosferica raggiungerà un valore medio sta• Un fenomeno El Niño molto di luglio. I valori settimanali sono all’inizio del 2027. tale per cui il 2027 è degionale di 0,9 °C nel periodo forte può modificare in modo si- successivamente aumentati ultestinato a diventare l'anno s e tt e m br e - o tt o b r e - nove m b r e gnificativo i modelli delle preci- riormente tra la fine di luglio e la Il fenomeno El Niño molto più caldo mai registrato. 2026. Nel contempo, si prevede pitazioni e delle temperature in metà di agosto, oscillando tra intenso non comporta Nel frattempo, si regiche il bacino atlantico equatoriale tutto il mondo e alimentare eventi circa +2,2 °C e +2,6 °C al di sopra necessariamente strano i primi effetti sul clirimanga generalmente caldo, con meteorologici estremi. della media, indicando un con- gli stessi effetti ovunque ma asiatico, in particolare • L’OMM e i servizi meteo- tinuo intensificarsi del fenomeEl Niño e La Niña sono tra i temperature superficiali del mare su quello dell’India che è il rologici e idrologici nazionali in- no. fattori naturali più potenti che in- (SST) sia nell’Atlantico tropicale primo produttore mondiale tensificano gli sforzi di preparaUn calore ancora più eccezio- fluenzano il sistema climatico glo- settentrionale che in quello medi riso. A fine agosto la zione e di allerta precoce in vista nale si registra al di sotto della bale. Un fenomeno molto intenso ridionale che si manterranno al di Reuters rilevava che «l’Indi un evento eccezionale. superficie oceanica. In alcune aumenta la probabilità di cam- sopra della norma. Queste condia si avvia ad affrontare il aree, le temperature oceaniche biamenti significativi nelle pre- dizioni potrebbero rafforzare, inmonsone più debole degli Calore oceanico eccezionale subsuperficiali sono state supe- cipitazioni, nelle temperature e debolire o alterare gli effetti tipici ultimi due decenni, con prenel Pacifico tropicale riori di oltre 8 °C alla media nel nella circolazione atmosferica in di El Niño nelle diverse regioni. cipitazioni che a fine stagione dovrebbero attestarsi Enrico Losi
t
Ecco il Bollettino emanato dall’OMM
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8 OTTOBRE 2026
ECONOMIA t
Per i risicoltori, settembre è da sempre il periodo delle “visite in campo”. Anche quest’anno sono state diverse le occasioni per gli operatori del settore per andare alla scoperta di nuove varietà e dei prodotti migliori per la coltivazione in risaia Lo scorso 8 settembre 2026, la sede di Vercelli del CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, ha ospitato l'Open Day Riso. L'evento ha preso il via in mattinata con i saluti di benvenuto del direttore del CREA-CI, Paolo Gramicchia, che hanno aperto le porte a una visita guidata in risaia, durante la quale è stato possibile esplorare da vicino i campi della Rete Varietale Riso, in collaborazione tra CREA ed Ente Nazionale Risi (presentata anche nel pomeriggio dai tecnici dell’Ente Nazionale Risi) e i campi dimostrativi dei progetti RASTRELLO (Riso del passato per le sfide sostenibili del futuro) e RGV-FAO (Risorse Geneti-
che Vegetali - Trattato FAO). La cosiddetta ‘Camminata in risaia’ ha permesso di ripercorrere la storia del miglioramento genetico nel nostro Paese attraverso le varietà che ne hanno segnato l’evoluzione, dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. A metà mattinata l'attenzione si è spostata in sala per il workshop intitolato "Il riso tra memoria e futuro: dal patrimonio storico all'agricoltura di precisione". Fr a n c e s c a N a r d i d e l CREA-CI ha illustrato le attività del progetto RASTRELLO, con un focus pratico sulle buone pratiche agroecologiche portato dalle aziende agricole partner, Una Garlanda e Priorato (presentate entrambe
8 SETTEMBRE A Castello d’Agogna presentate le novità 2026 della Rete di P
In tanti all’Open Day tra Crea
Illustrati i progetti RASTRELLO (Riso del passato per le sfide sosteni dall’Azienda Agricola Priorato). L'innovazione tecnologica è stata, invece, la protagonista dell'intervento di Edoardo Saluzzo (Innova-tech), che ha presentato le nuove strategie di fertilizzazione di precisione nell'ambito del Progetto BENFAA. In chiusura lo spazio è stato dedicato alla tutela delle radici di questo settore: Paolo Viana (PVCom SRL) ha presentato, in collaborazione con Biblion il progetto di digitalizzazione, conservazione e divulgazione del giornale di risicoltura e di altri documenti storici dell'archivio CREA. La giornata di lavori si è poi conclusa con un rinfresco, offrendo ai presenti un'ulteriore occasione di
confronto. Dopo il rinfresco, la giornata è proseguita a Castello d’Agogna presso il Centro Ricerche sul Riso. Ad accogliere i visitatori è stata la Presidente dell'Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba. La sessione sul campo si è sviluppata in tre tappe principali. 1. Innovazioni varietali Marco Signorelli ha illustrato le novità del 2026 all'interno della Rete di Prove Varietali delle ditte sementiere IRES, SA.PI.SE., Lugano Leonardo, MI.SE. Tra i risi presentati ci sono stati Furore (IRES) per il gruppo Tondo; Giorgione (Sapise) e Alva (Lugano Leonardo) per il Lungo A (Ribe); Isabela (MI.SE.) e Bramante (Sapise) per il Lungo A (Arborio); e infine Picasso (Sa-
3 SETTEMBRE La storica manifestazione è stata promossa dalla Fondazione Agraria Novarese in collaborazione con l'Ente Nazionale Risi
Successo per la 38ª Giornata della Risicoltura Novarese Sofia Fregonara, Umberto Rolla Sono stati davvero numerosi gli agricoltori che hanno presenziato alla 38ª Giornata della Risicoltura Novarese, un appuntamento storico per fare il punto sul comparto e presentare le novità varietali e agronomiche. L'evento, svoltosi lo scorso 3 settembre e promosso dalla Fondazione Agraria Novarese insieme all'Ente Nazionale Risi, ha riaffermato la sua importanza nel promuovere l'aggiornamento sulle novità del settore e nell'offrire un palcoscenico per le istanze politiche ed economiche dei produttori, le innovazioni in campo e la salute del suolo. Al centro della giornata vi è stato, come da tradizione, il tour guidato tra le prove dimostrative in campo. Le visite hanno incluso quattro realtà. Istituto Agrario G. Bonfantini (Novara) La visita è iniziata con le prove agronomiche relative all'uso del fitoregolatore Atonik (Diachem) ed è stato presentato il primo focus pratico del progetto internazionale ICOSHELLS a cura di Università Cattolica del Sacro Cuore ed Ente Nazionale Risi, incentrato sul ripristino della salute del suolo. Nello specifico, è stata illustrata una prova di calcitazione dove sono state distribuite 2 t/ha di ossido di calcio, confrontate con un testimone non calcitato. L’obiettivo della prova è verificare gli effetti della calcitazione sulle proprietà fisico-chimiche e biologiche del suolo oltre alla riduzione dei contaminanti inorganici in granella. Azienda Agricola Pieropan
Ilario e Silvio (Nibbia) La seconda tappa ha visto proseguire la descrizione delle prove del progetto ICOSHELLS, questa volta dedicate ai vantaggi dell'impiego
del compost, al fine di aumentare la sostanza organica e contrastare la compattazione del suolo. I campi dell'azienda hanno inoltre ospitato un'ampia Rete di
Al termine delle visite, la Cascina Motta ha ospitato l'incontro conclusivo. Al centro del dibattito istituzionale sono emerse le attuali sfide del settore, legate al crollo dei prezzi ed all’aumento dei costi di produzione e alle complesse dinamiche di mercato. La presidente dell'Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, tracciando il bilancio dell'ultima campagna commerciale, ha rimarcato l'esigenza di meccanismi di salvaguardia più incisivi a tutela del riso europeo nei confronti delle importazioni dai Paesi EBA. Sul fronte della gestione idrica, Ettore Fanfani (commissario straordinario di Est Sesia) ha evidenziato lo sforzo eccezionale messo in campo dall’Ente per garantire la equa distribuzione della limitata risorsa irrigua in una stagione molto complessa. Guardando al futuro, l'assessore all'Ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati, ha illustrato le strategie in corso: considerata la complessa realizzazione del piano per i nuovi invasi, la Regione sta puntando su soluzioni alternative e con-
Prove Varietali, che ha permesso di osservare le performance delle varietà di recente costituzione. Azienda Agricola Dott. Agr.
Carnevale Maffè Guido (Casalino) Presso la Cascina Pascolo, i riflettori si sono accesi sulle prove di nutrizione e ottimizzazione fisiologica, in particolare sull'efficacia del biostimolante Freedom Next (Sipcam), studiato per incrementare la fotosintesi e la tolleranza agli stress idrici. Ma questa tappa è stata segnata soprattutto da un intenso momento di raccoglimento: i partecipanti hanno, infatti, osservato un minuto di silenzio in memoria del Dott. Agr. Guido Carnevale Maffè, recentemente scomparso. Figura storica dell'agricoltura locale, Carnevale Maffè è stato ricordato da colleghi e istituzioni non solo come un imprenditore di grande talento, ma anche co-
me un vero pioniere. Ha introdotto la coltivazione del kiwi a Novara e ha saputo diversificare l'attività inaugurando "La Maddalena", uno dei primi agriturismi di successo della zona. Oltre a specializzarsi nella produzione di riso da seme, Carnevale Maffè ha sempre creduto nella ricerca condivisa, mettendo a disposizione i propri campi per le sperimentazioni scientifiche dell'Ente Nazionale Risi e accogliendo anno dopo anno i visitatori durante queste giornate tecniche. Uomo di spicco delle istituzioni – ha guidato l'Ordine interprovinciale degli Agronomi e Forestali ed era Revisore dei Conti per la rinata Associazione dei Dottori in Scienze Agrarie e Forestali –, ha lasciato un'impronta pro-
NON SOLO IN CAMPO Premiati Marco Romani del CRR e alcune aziende innovative che hanno
Acceso dibattito sul futuro del no crete. Tra queste, la sperimentazione per l'innalzamento del livello del Lago Maggiore e la proposta – da inserire nella legge Omnibus – per il riconoscimento dei canali storici piemontesi, utile a ottimizzare i deflussi idrici. La 38ª Giornata si è chiusa così con un messaggio costruttivo: la risicoltura Novarese risponde alle sfide climatiche e di mercato con una forte spinta all'innovazione tecnica, chiedendo alla politica e all’industria una programmazione condivisa per tutelare e valorizzare un comparto fondamentale per il territorio. Al termine dell'incontro, sono stati conferiti gli attestati di merito a figure e realtà agricole di spicco del settore. Tra i premiati figurano Marco Romani (Dirigente presso il Centro Ricerche sul Riso di Castello d'Agogna), per la
sua attività istituzionale di sperimentazione e ricerca a supporto della filiera risicola, con particolare attenzione ai risicoltori. I principali ambiti di ricerca includono la fertilizzazione del riso, i disordini nutrizionali della coltura, la gestione dell’acqua e i problemi di contaminazione del riso da metalli pesanti con l’obbiettivo di migliorare la produttività e la qualità del riso, promuovendo al contempo una crescente sostenibilità ambientale. La Società Agricola Cascina Raffaella di Castellazzo, Pierangelo Cappa di Garbagna e Roberto Valsecchi di Caltignaga sono stati premiati come esempio di innovazione per aver promosso la sperimentazione, l’assistenza tecnica e la divulgazione scientifica, sostenendo sia la coltivazione del riso che la tutela dell’ambiente delle risaie. .
ECONOMIA
OTTOBRE 2026
9
Prove Varietali delle ditte sementiere IRES, SA.PI.SE., Lugano Leonardo, MI.SE
a e Centro Ricerche sul Riso
ibili del futuro), RGV-FAO (Risorse Genetiche Vegetali) e FERTIRISO PRINCIPALI VARIETÀ DELL'ENR* Varietà
CL18 Selenio Prometeo CL24 Tiberio Valente CL33 CL388 CL28
Tipologia
Tondo Tondo Tondo Medio Lungo A (Ribe) Lungo A (Ribe) Lungo A (Ribe) Lungo A (Arborio) Lungo B
*Presenti nel “campo vetrina” del Centro Ricerche sul Riso
pise) per il Lungo A (Carnaroli). Queste varietà sono state messe a confronto con i testimoni già coltivati di riferimento per ogni gruppo: in particolare, Selenio fonda. Azienda Agricola Battioli Paola (Cascina Motta, S. Pietro Mosezzo) L'ultima tappa in campo ha offerto un'ulteriore opportunità per esplorare la Rete e campi vetrina varietali dell'Ente Nazionale Risi, dove sono state presentate le caratteristiche principali di tutte le novità varietali esposte in campo. Inoltre, il tecnico di Corteva ha preso parola per illustrare le caratteristiche e le performance delle varietà che commercializzano. Successivamente, Basf, Syngenta, Gowan, SCAM e ICL hanno illustrato ai presenti le più moderne soluzioni per la difesa e la nutrizione della coltura. Interessante è stata poi una dimostrazione pratica di transemina di cover crop tramite l'impiego di droni, un'operazione innovativa condotta grazie alla partecipazione di Internazionale Droni e Boieri Agricoltura.
o promosso sperimentazioni
ostro riso
per il Tondo, Dardo e Ronaldo per il gruppo Lungo A (Ribe), Volano per il Lungo A (Arborio) e Caravaggio per il Lungo A (Carnaroli). Alice Sinetti ha, quindi
presentato il “campo vetrina" con le principali varietà dell'Ente Nazionale Risi (si veda la tabella). 2. Progetto FERTIRISO Marco Romani (responsabile del dipartimento di Agronomia) ha illustrato il progetto FERTIRISO (“Fertilità del suolo e mitigazione delle criticità ambientali della risaia”), finanziato da Regione Lombardia nell'ambito del Piano Strategico PAC 2023-2027 (Inter vento SRH05). L’iniziativa promuove pratiche agronomiche sostenibili per la filiera risicola attraverso attività dimostrative concrete con l’obbiettivo di ridurre l'impatto dei prodotti fitosanitari nell’acqua e nel suolo, migliorare la qualità dei terreni e mitigare le emissioni
di gas serra. 3. Miglioramento genetico A chiudere il percorso, Enrico Cantaluppi ha esposto le tecniche di incrocio
artificiale e il lavoro di selezione delle nuove piante condotto dal Centro Ricerche sul Riso mostrando il campo da cui parte la selezione genetica.
“Sartirana in campo” ha coinvolto i risicoltori A Cascina San Giuseppe un’occasione da non perdere per numerose ditte fornitrici di sementi e mezzi tecnici Alice Sinetti Il 29 agosto 2026, la Cascina San Giuseppe a Sartirana Lomellina ha ospitato la seconda edizione di “Sartirana in campo”, una fiera agricola di riferimento che ha visto il forte coinvolgimento di numerose ditte fornitrici di sementi e mezzi tecnici. L’evento e le numerose prove parcellari riguardanti le novità varietali e approcci tecnologici sono stati curati dall’Azienda Agricola Massino, con il supporto dei tecnici della sezione di Pavia dell’Ente Nazionale Risi. Per l’intera giornata, i partecipanti hanno potuto osservare da vicino le novità varietali proposte in campo e i macchinari esposti dalle aziende partecipanti. Le novità tecniche e la protezione delle colture Dopo il saluto di apertura, a nome della famiglia Massino, da parte di Gaia Massino, organizzatrice della giornata, i tecnici di BASF Italia hanno iniziato le presentazioni illustrando il progetto Maxia, focalizzato sull'ottimizzazione delle varietà con tecnologia Clearfield e Provisia. La loro attenzione si è concentrata sulla gestione delle infestanti della risaia, in particolare del riso crodo, raccomandando di alternare le tecnologie e intervenire sempre al momento opportuno. Subito dopo, SCAM ha proposto due concimi organo-minerali da utilizzare per la risicoltura: AGROFERT MB, fertilizzante raccomandato per l'applicazione in pre-semina, e AZOTOP 30, pensato per la concimazione in copertura. Per quanto riguarda Syngenta, l'attenzione si è focalizzata sulla presentazione dei suoi prodotti fitosanitari più utilizzati per la protezione della coltura, con la proposta dell'anticrittogamico Amistar Top e dell'insetticida Ampligo, affiancati dall'esposizione della linea di biostimolanti proposti e dei
servizi digitali dedicati all'agricoltura. Infine, Corteva Agriscience ha illustrato il progetto “Crescere”, che ha come obiettivo quello di introdurre innovazioni continue ogni anno, mostrando i percorsi colturali per il controllo delle infestanti basati sull'alternanza delle tecniche e sulla rotazione, oltre alla propria linea di biostimolanti. L'innovazione varietale e le sementi Grandi protagoniste della giornata sono state le novità varietali. A cominciare da Sapise che ha proposto interessanti novità convenzionali tra cui Bramante (tipo Arborio), Picasso (tipo Carnaroli precoce), Otto (tipo Vialone Nano), Giorgione (tipo lungo A da parboiled precoce) e i Tondi precoci a granello cristallino come Monet e Misaki. Sul fronte degli ibridi, di tecnologia Fullpage, lanciati negli ultimi anni, Sapise ha presentato le varietà ibride ECCO 975 MA (resistente a quizalofop) e ECCO 995 FP (resistente a imazamox), ritenute importanti per il contrasto al riso crodo. La ditta Mi.Se. ha, invece, affiancato alle sue varietà storiche
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più apprezzate, come Cammeo, Caravaggio, Augusto e Leonidas CL, le novità più recenti dotate di resistenza all'imazamox: Isabela per il gruppo Arborio, Enea per il gruppo Tondo ed Etrusco per il gruppo Ribe. Lugano sementi, ha esposto una vetrina di 12 varietà convenzionali. Accanto a risi tradizionali come S. Andrea, Gloria, Leonardo e Krystallino, hanno debuttato importanti novità: Alva (resistente alla salinità) e Domani (molto precoce) per il gruppo Ribe, la varietà L54 per il granello tondo cristallino, e infine Rugiada ed Euforia (a ciclo precoce) per il gruppo Arborio. Sempre in ambito varietale, IRES ha mostrato i suoi risi di maggior successo commerciale e agronomico, evidenziando quelli inclusi nel programma CRESCERE di Corteva, ovvero Felice (tipo Roma/Baldo) e Fiero (tipo Ribe) entrambi resistenti agli imidazolinoni. E per quanto riguarda le varietà convenzionali, Furbo (tipo Roma/Baldo) e Sinfonia (tipo Tondo), entrambi con un ciclo precoce che si adatta all’applicazione della falsa semina. A chiudere la panoramica, l'Ente Nazionale Risi ha presentato la propria vetrina varietale, composta da
varietà Convenzionali e Clearfield di recente costituzione con la presentazione di importanti novità varietali come CL24, la nuova varietà appartenente al gruppo dei Medi dotata di tecnologia Clerfield per il controllo del riso crodo, affiancate da varietà storiche come il Selenio, che l’anno prossimo compirà ben 40 anni, sebbene risulti tuttora molto competitivo anche in confronto delle più recenti varietà. Un momento di confronto per il settore Dopo il pranzo, organizzato dall’Azienda Agricola Massino in collaborazione con la Pro Loco di Sartirana, la giornata è proseguita con i percorsi guidati tra i vari campi espositivi e gli stand informativi. I visitatori hanno così potuto approfondire da vicino le novità su genetica, agrofarmaci e meccanizzazione. Oltre ai marchi citati, l'evento ha registrato una grande affluenza di aziende del settore e dei rappresentanti delle principali associazioni agricole del territorio, quali CIA, Coldiretti e Confagricoltura, confermando l'importanza strategica di questo appuntamento non solo per il comparto locale, ma per l'intera risicoltura nazionale.
10 OTTOBRE 2026 Pubblichiamo la lettera inviataci da Zheng Xiaoming, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze Agrarie (Accademia Cinese di Scienze Agrarie) e membro dell’Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI), componente della delegazione FAO che ha visitato il Centro Ricerche sul Riso di Castello d’Agogna. La delegazione era guidata dal direttore generale Qu Dongyu e dal direttore generale aggiunto, Maurizio Martina.
DALL'ENTE NAZIONALE RISI CASTELLO D’AGOGNA Il direttore generale Qu Dongyu e il suo vice Maurizio Martina
Visita della Fao al Centro Ricerche Interscambio prezioso apprezzato dagli scienziati che componevano la delegazione del settore e la cultura alimentare. La vostra cordialità e la vostra premurosa ospitalità hanno reso questa visita particolarmente memorabile, lasciandoci con tanti splendidi ricordi. Sia la Cina che l'Italia vantano una ricca tradizione nella coltivazione del riso e culture alimentari distinte. Siamo lieti di rimanere in stretto contatto con il vostro Centro e di esplorare opportunità di cooperazione in ambiti quali la valutazione del germoplasma, la selezione di varietà di riso di alta qualità e il miglio-
Grazie mille per la calorosa ospitalità che ci avete riservato durante la nostra visita al Centro di Ricerca sul Riso dell'Ente Nazionale Risi. Accompagnare il professor Qian Qian in questa visita ci ha permesso di approfondire la nostra conoscenza della ricerca, della produzione e della lavorazione del riso in Italia. Grazie alle visite e agli scambi, abbiamo imparato molto e acquisito preziose esperienze che ci saranno utili in futuro. Il risotto allo zafferano che abbiamo gustato durante la visita è rimasto un ricordo particolarmente memorabile della nostra esperienza. Dalla coltivazione del riso alla lavorazione, fino al delizioso piatto in tavola, siamo rimasti colpiti dallo stretto legame tra la ricerca sul riso, lo sviluppo
ramento della qualità del riso. Ci auguriamo, inoltre, che il riso possa fungere da ponte tra ricercatori e professionisti del settore dei nostri due Paesi, favorendo una maggiore comprensione e uno scambio reciproco. Vi invitiamo calorosamente a visitare la Cina quando ne avrete l'opportunità. Saremmo inoltre lieti di accogliervi a Sanya, Hainan, per visitare il nostro vivaio di germoplasma di riso selvatico e le nostre piattaforme di ricerca, dove potremo approfondire lo
scambio di informazioni sui progressi della ricerca e discutere di potenziali aree di cooperazione. Non vediamo l'ora di condividere con voi alcuni piatti tipici cinesi a base di riso e di scoprire insieme le diverse culture del riso dei nostri due Paesi. Grazie ancora per la vostra calorosa ospitalità. Non vediamo l'ora di rimanere in contatto e di incontrarvi nuovamente in Cina. Con i migliori auguri per il vostro continuo successo e tutto il meglio. Xiaoming Zheng
80 anni di Arborio, tra storia e modernità
C. Simonelli Il 2026 è l’anno della celebrazione del Riso Arborio, che compie 80 anni. Per l’occasione il Laboratorio ha pubblicato sulla rivista Tecnica Molitoria un articolo dal titolo “L’Arborio: tra storia e modernità” (C. Simonelli, A. Carnia, C. Cattaneo, M. Trasoletti). Accanto all’affascinante storia che ha portato all’incrocio Vialone – Lady Wright vengono raccontate le caratteristiche chimico-fisiche, struttura-
prendere contatti con gli autori.
li e sensoriali della varietà. Viene inoltre proposto un approfondimento relativo all’analisi di identificazione varietale genetica dell’Arborio e delle sue varietà similari. Per ulteriori approfondimenti è possibile contattare la della rivista Tecnica Molitoria e prendere visione dell’articolo all’indirizzo internet www.chiriottieditore.it, oppure
Sommario Il 2026 è l’anno che celebra gli 80 anni della storica varietà di riso “Arborio”. Selezionata nell’omonimo paese, è oggi conosciuta in tutto il mondo per la preparazione dell’iconico e italianissimo “risotto rice”. In Italia l’Arborio è apprezzato anche per la preparazione di piatti tipici
della tradizione, come la panissa! È caratterizzato dalla presenza di una perla estesa, dall’ottima tenuta in cottura e dalla versatilità in cucina. È una delle varietà “classiche” le cui caratteristiche vincenti del granello sono state imitate dalle numerose varietà similari per la cui differenziazione sotto l’aspetto analitico occorre ricorrere all’analisi di identificazione varietale genetica.
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Bloc notes di Simone Silvestri
Siccità: come intervengono le assicurazioni e AGRICAT La carenza di precipitazioni e la scarsità di piogge che stanno interessando il Nord Italia stanno causando danni significativi a numerose colture, sia irrigue sia non irrigue. Tra le più colpite figurano le colture erbacee primaverili-estive, come mais e girasole, ma conseguenze rilevanti possono interessare anche il riso e la vite. In situazioni di questo tipo, gli strumenti di tutela a disposizione delle imprese agricole sono principalmente due: le polizze assicurative contro gli eventi catastrofali e
il Fondo mutualistico nazionale AGRICAT. Gli agricoltori che hanno sottoscritto una polizza assicurativa agevolata che copre il rischio siccità devono denunciare il sinistro alla propria compagnia. Se sono anche percettori di contributi PAC, devono inoltre presentare la denuncia di danno al proprio Centro di Assistenza Agricola (CAA) entro 30 giorni dal sinistro. In questo caso, l'intervento di AGRICAT viene determinato sulla base delle risultanze della perizia effettuata dalla Compagnia assicurativa. Per gli agricoltori non assicurati
ma beneficiari di contributi PAC è comunque prevista la possibilità di accedere all'intervento del Fondo AGRICAT. Anche in questo caso è necessario presentare la denuncia di danno al CAA entro 30 giorni dal sinistro; l'indennizzo viene determinato sulla base di una perizia d'area effettuata nell'ambito del Fondo. L'accesso agli indennizzi è subordinato alla presenza delle condizioni meteorologiche previste dalla definizione di siccità stabilita dalle polizze e da AGRICAT. Alla luce dell'andamento climatico registrato nel 2026, è possibile che
tali condizioni risultino soddisfatte in diversi territori interessati dalla carenza di precipitazioni. Nello specifico, quando i parametri previsti da AGRICAT vengono raggiunti in una determinata area, le denunce di danno vengono precompilate per gli agricoltori del territorio e possono essere attivate attraverso i CAA. Resta quindi particolarmente importante il rispetto delle tempistiche: in presenza di danni alle colture riconducibili alla siccità, la denuncia ad AGRICAT deve essere attivata presso il CAA entro 30 giorni dal sinistro. Fotovoltaico nelle aree agricole: la Consulta conferma il divieto dei pannelli a terra La Corte costituzionale ha confermato la legittimità del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle aree classificate agricole dagli strumenti
urbanistici. Con la sentenza n. 127/2026, la Consulta ha infatti dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tar del Lazio sulla disciplina introdotta nel 2024. Al centro della decisione vi è la necessità di trovare un equilibrio tra due esigenze entrambe rilevanti: da una parte lo sviluppo delle energie rinnovabili e il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica, dall'altra la tutela del suolo agricolo, delle attività produttive e del paesaggio rurale. Il divieto non riguarda tutto il fotovoltaico. Un aspetto importante chiarito dalla Corte è che la normativa non introduce un divieto generalizzato alla produzione di energia solare nelle campagne. La limitazione riguarda specificamente gli impianti fotovoltaici con moduli collocati direttamente a terra nelle aree classificate agricole.
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IL RISO IN CUCINA
OTTOBRE 2026
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L’INTERVISTA Andrea Monesi, chef del ristorante stellato la Locanda d’Orta, sulle sponde del lago piemontese
«Il riso e il risotto andrebbero valorizzati» «Credo che non se ne conosca ancora del tutto la potenzialità in cucina e la sua versatilità» Siamo a Orta, in provincia di Novara, uno tra i borghi più belli e romantici del Piemonte, sulle sponde dell’omonimo lago. Il nucleo principale dell'abitato sorge in riva al lago di fronte all’isola di San Gulio. In lontananza si scorge lo sperone di granito sul quale poggia la Madonna del Sasso. L’isola, situata a circa 400 metri dalla riva, ha un piccolo centro abitato con edifici di grande rilevanza come la basilica di San Giulio e l’abbazia Mater Ecclesiae costruita sulle rovine di un antico castello. Il fascino di Orta tuttavia (luogo amato nei secoli da scrittori e poeti) risiede non solo nell’isola. Anche nelle piccole e strette viuzze che in salita conducono ai boschi circostanti e nelle belle ville fatte costruire dalle grandi famiglie borghesi nell’Ottocento i cui giardini in primavera si riempiono di rose profumatissime. Il paese si estende quasi tutto sulla riva del lago, quel lago il cui colore e profumo,
una volta provati, è difficile da dimenticare. Quel lago dove si affaccia la Locanda di Orta. Le due sale del ristorante (non a caso chiamato Locanda perché completato anche da nove camere di charme) insistono in un edificio ottocentesco severo e affascinante. In tavola arrivano le proposte che rispettano la filosofia dello chef: il recupero delle ricette della tradizione italiana e l’equilibrio, delicatissimo e difficilissimo, tra sapori autentici e ricordi d’infanzia. Questi ultimi affondano le loro radici sia nei piatti piemontesi, eleganti e sofisticati, sia in quelli schietti e autentici della cucina veneta, terra d'origine del ramo materno.
Chi è
Paoletta Picco
Classe 1991, Andrea Monesi è nato a Novara e vanta studi all’Alberghiero di Gattinara e master alla scuola di Pollenzo. Poi gli stage nelle più qualificate cucine del Novarese, dal Novecento a Meina al Tantris a Novara (al fianco della chef Marta Grassi) per poi approdare, a soli 24 anni, alla Locanda di Orta. E’ il 2012. Nel 2018 ne assume la gestione con la som-
melier Sara Orlando mentre viene confermata la stella al locale che tutt’oggi mantiene. E' giovane e fin da ragazzo ha sviluppato interesse per il cibo anche grazie all’atmosfera che si respirava in famiglia dove la cucina e la convivialità erano espressioni fondamentali. Curiosità, voglia di appendere e determinazione sono quindi stati fondamentali per la forma-
zione di Andrea Monesi che da quasi dieci anni guida con piglio, passione e determinazione la Locanda di Orta. Non un semplice locale ma un vero e proprio progetto che si modula su tre spazi: la Locanda di Orta, il ristorante stellato, l’AM (Andrea Monesi) bistrot una terrazza panoramica con vista sul lago e le camere di charme nel relais attiguo.
La risposta non lascia dubbi. La cucina di Monesi si destreggia tra sapori di mare e sapori di terra, tra Piemonte e Veneto, certo, con l’introduzione di varianti creative e mai scontate che si devono a uno studio costante e appassionato e a una tecnica che non lascia spazio all’improvvisazione.
Prima domanda: se dovesse suggerire alcuni piatti a chi si siede ai suoi tavoli, cosa indicherebbe? «Anguilla, ostrica e caviale, piccione arrosto con fichi e foie gras, spaghetti aglio orsino, whisky e calamaretti».
Se invece dovesse definire la sua cucina con tre parole? «Una cucina di cuore, di tecnica e di gusto». Non lascia spazio a svolazzi e voli pindarici la risposta di Andrea Monesi. Definirlo di poche parole pare quasi un eufemismo. Ma è giusto così. Uno chef che ama il suo lavoro e che è mosso da passione e coraggio deve parlare con i suoi piatti. Non è un limite ma un habitus che gli deriva dall’educazione famigliare e dalla necessità di destreggiarsi in un modo dove troppo spesso vincono la spettacolarizzazione, la competizione e la mancanza di concretezza. E’ un atteggiamento non forzato ma naturale il suo che gli ha permesso e gli permette di navigare in acque sicure in un territorio dove il turismo, rappresentato al 90% da stranieri, ANDREA MONESI chef della Locanda di Orta, il ristorante stellato sul bellissimo lago piemontese
La ricetta Helianthus: riso, girasole, limone nero e polline Ingredienti per 4 persone Per la crema di semi di girasole: 200 g di semi di girasole non tostati, 150 g acqua, 3 g sale. In un frullatore inserire tutti gli ingredienti e frullare fino a ottenere un composto liscio e setoso. Conservare la crema. Per il risotto: 400 g riso Carnaroli, 2 g sale, 100 g burro, 100 g parmigiano. In una casseruola tostare il riso con il sale, bagnare con abbondante brodo vegetale e portare a cottura il riso aggiungendo brodo a necessità. Mantecare il riso con burro, parmigiano reggiano e la crema di girasole preparata precedentemente, regolare a gusto con sale. Impiattamento 20 g polline, 20 g limone nero in polvere. In una fondina posizionare una porzione di risotto al centro del piatto, guarnire la superficie con polvere di limone nero e polline a piacere. .
IL LAGO D’ORTA dove ha sede la Locanda dello chef Andrea Monesi
crea competizione e soprattutto grandi aspettative.
Come lo manteca? «Con burro acido e Parmigiano».
C’è posto per il riso e il risotto nella sua cucina, meglio nella sua carta? «Certo».
Quali sono le varietà usate nella sua cucina? «Solo ed esclusivamente la varietà Carnaroli, coltivata nel rispetto dell’ambiente e con metodi di produzione biologica. praticamente ho provato quasi tutti i Carnaroli delle aziende piemontesi e lombarde».
Risponde di getto. E da come lo dice si capisce che la sua “storia” con il riso, prodotto di eccellenza della terra piemontese, non è storia nuova ma un legame profondo e lungo che affonda le radici sin dal tempo degli studi all’Alberghiero di Gattinara. Come tosta il riso? «A secco con una presa di sale, in una pentola d’acciaio. Faccio poi cuocere il riso esclusivamente on l’aggiunta di acqua, senza alcun brodo vegetale.
Se dovesse indicare un “maestro” che l’ha avviata alla cucina del riso e del risotto? «Senza dubbio farei il nome di Giancarlo C o m e tt o , u n d o c e n t e dell’Alberghiero di Gattinara che ho affiancato spesso in eventi e manifestazioni che mi hanno formato e che mi consentono anche oggi di lavorare talvolta fuori dalla Locanda su grandi numeri. Capita, infatti, che il nostro servizio venga richiesto anche per buffet e incontri che non trovano spazio in Locanda. Li accettiamo di buon grado perché danno visibilità e ci fanno conoscere anche da chi non è ancora arrivato ai tavoli di Orta». Tornando al riso e al risotto lo mette in carta? «Direi che in carta il risotto è sempre presente. Non sempre nei menu degustazione che, per loro natura, devono essere più essenziali. Posso dire tuttavia che il risotto è un piatto che piace, che è richiesto, che cucino volentieri. Anzi, direi che il riso e il risotto andrebbero de-
cisamente valorizzati. E’ vero che negli ultimi anni il risotto è già stato molto ”spinto” a livello di comunicazione e promozione. Tuttavia credo che non se ne conosca ancora del tutto la potenzialità in cucina e la sua versatilità. Bisognerebbe puntare, infatti, sul fatto che il riso si abbina a tutti, e dico tutti, gli ingredienti di origine sia vegetale che animale e che, proprio per questo motivo, si trasforma in un piatto che non solo può piacere a tutti ma che solletica ricordi e gusti vastissimi. E poi c’è di più. Non dimentichiamo che il riso è uno degli alimenti più importanti per chi soffre di celiachia (patologia oggi sempre più diffusa). Occorrerebbe quindi saperne sottolineare questa valenza insistendo anche sul fatto che al riso, in questo ambito, non c’ è alcuna alternativa valida». Propone dolci a base di riso? «Non li faccio ma, non è detta l’ultima parola». E c’è da scommettere che ci proverà così come nei quasi dieci anni in cui è patron della Locanda ha provato e riprovato piatti e ricette che oggi sono quelle del cuore dei clienti italiani e stranieri più affezionati. Ricette che, grazie ai consigli della sommelier Sara Orlando, vengono abbinate alle oltre 400 etichette delle migliori produzioni vinicole italiane e internazionali che Monesi custodisce con orgoglio nelle cantine della sua Locanda.
12 OTTOBRE 2026
LO STATO DEL RISO
RICE OUTLOOK/1 Le previsioni di settembre relative al mercato mondiale del riso per la campagna 2026/27
L’offerta e le scorte finali sono in crescita
A incidere significativamente sono le scorte finali dell’India che sono aumentate di 4,5 milioni di tonnellate Offerta e scorte finali in aumento caratterizzano le previsioni di settembre relative al mercato mondiale del riso per la campagna 2026/27. Secondo l’ultima rilevazione del Rice outlook del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), le elevate scorte riportate dalla campagna 2025/26 integrano l’offerta mondiale di riso nel 2026/27, compensando ampiamente il calo netto della produzione globale. L’offerta globale di riso del nuovo raccolto è stata rivista al rialzo di 1,2 milioni di tonnellate, attestandosi a quasi 737 milioni. A incidere significativamente sono le scorte finali dell’India per la campagna 2025/26 che sono state aumentate di 4,5 milioni di tonnellate, raggiungendo il livello record di 58,5 milioni. A soli due mesi dalla fine
t
della campagna di commercializzazione, è probabile che le scorte rimangano a livelli record. Sulla base delle attuali previsioni, le scorte finali dell’India per le campagne 2025/26 e 2026/27 dovrebbero rappresentare
rispettivamente il 29% e il 28% delle scorte globali totali, rispetto a una media decennale (2016/17–2025/26) di circa il 20%. Per quanto riguarda la produzione mondiale, si dovrà tener conto delle pre-
visioni ridotte per il 2026/27 per India e Bangladesh. A settembre, la produzione di riso indiana per il 2026/27 è stata rivista al ribasso di 3 milioni di tonnellate, portandola a 147 milioni, a causa della minore resa e della ri-
ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI MACCHINE PER L’AGRICOLTURA E IL GIARDINAGGIO
A Bologna, da martedì 10 a sabato 14 novembre 2026 Organizzato da Federunacoma surl in collaborazione con BolognaFiere Spa
duzione della superficie rac- 62,7 milioni di tonnellate. Le colta, determinando la pri- esportazioni della Camboma riduzione su base annua gia vengono ridotte di della produzione di riso dal 200.000 tonnellate a 3,6 mi2015/16. In Bangladesh, in- lioni di tonnellate per il ritmo vece, è stata rivista al ri- fiacco delle vendite nel basso dell’1% la produzio- 2025/26 verso il vicino Vietne di riso della nuova rac- nam, nonostante le ingenti c o l t a , a tt eesport azioni standosi a di riso lavora36,9 milioni di to verso altre Rivisto al ribasso tonnellate a destinazioni. causa della ri- il commercio mondiale La Cambogia duzione della esporta tipidi riso: rallentano superficie camente risole esportazioni raccolta. n e ve r s o i l della Cambogia Per quanto Vietnam, doriguarda il ve le migliori e le importazioni commercio infrastrutture del Vietnam mondiale di ridi lavorazioso, per la stane, essiccagione 2026/27 viene legger- zione e stoccaggio offrono mente rivisto al ribasso a vantaggi in termini di costi. causa del rallentamento Di conseguenza, le impordelle esportazioni della tazioni di riso del Vietnam Cambogia e delle importa- per la stagione 2026/27 sozioni del Vietnam. Le espor- no state ridotte di 200.000 tazioni mondiali di riso per la tonnellate, attestandosi a stagione 2026/27 toccano i 3,6 milioni di tonnellate.
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LO STATO DEL RISO
OTTOBRE 2026
13
RICE OUTLOOK/2 Le scorte iniziali più consistenti compensano ampiamente la minore produzione interna
Stati Uniti, il consumo resta invariato
La superficie coltivata a riso è stata ridotta di circa 6mila ettari rispetto al mese di agosto
News
Le previsioni di settembre per la campagna di commercializzazione statunitense 2026/27 indicano un aumento delle scorte complessive di riso (le scorte iniziali più consistenti compensano ampiamente la minore produzione interna), un consumo invariato e un aumento delle scorte finali. Secondo il rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), sono invece in calo le stime sulla produzione. E’ stata aggiornata la superficie coltivata a riso: complessivamente è stata ridotta di circa
6mila ettari rispetto ad agosto, attestandosi a poco più di 809mila ettari, il livello più basso dal 1972/73. La riduzione della superficie coltivata a riso compensa ampiamente l’aumento della resa complessiva; di conseguenza, la produzione è scesa di 9mila tonnellate, attestandosi a circa 7,2 milioni di tonnellate. Per tipologia, la produzione di riso a grana lunga è diminuita rispetto al mese scorso di 145mila tonnellate attestandosi a 4.7 milioni di tonnellate (a causa sia della riduzione della superficie col-
Vietnam, export in aumento a fine anno Secondo il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente, nei primi otto mesi di quest'anno il Vietnam ha esportato circa 6 milioni di tonnellate di riso per un valore di quasi 2,91 miliardi di dollari, con un calo del 5% in volume e del 10,7% in valore rispetto all'anno precedente. Tuttavia, la ripresa dei prezzi delle esportazioni di riso, unita ai cambiamenti nella domanda e nell'offerta nei principali mercati, sta creando nuove opportunità per il settore di accelerare le esportazioni verso la fine dell'anno. Si prevede che quest'anno le entrate derivanti dall'esportazione di ri-
so raggiungeranno i 3,9 miliardi di dollari, in calo di circa il 4% rispetto all'anno scorso a causa dei bassi prezzi medi di esportazione registrati nei primi mesi. Cambogia, + 67% dell’export di riso lavorato Nei primi otto mesi del 2026 la Cambogia ha esportato 792.212 tonnellate di riso lavorato, registrando un significativo aumento del 67,5% rispetto alle 472.803 tonnellate esportate nello stesso periodo dell'anno precedente. Questo boom delle esportazioni ha generato un fatturato di 464,1 milioni di dollari da gennaio ad agosto, con un incremento del 33% rispetto ai 348 milioni di
tivata che della resa), e rimane al livello più basso dal 1987/88. La produzione di riso a grana media e tonda, invece, è aumentata di 136mila tonnellate, raggiungendo i 2,48 milioni di tonnellate, il livello più alto degli ultimi 3 anni, grazie a una resa più elevata che ha più che compensato la riduzione della superficie coltivata. Per il 2026/27, le importazioni statunitensi rimangono invariate rispetto al mese scorso a 2,26 milioni di tonnellate, con un rimbalzo del 16% rispetto ai totali rivisti del 2025/26. Livelli da record dollari registrati nei primi otto mesi del 2025. Thailandia, calo della produzione La produzione di riso in Thailandia per la campagna commerciale 2026-27 dovrebbe diminuire del 2% rispetto all'anno precedente, a causa della scarsità d'acqua e dell'emergere del fenomeno El Niño, elementi che riducono le semine fuori stagione. Lo dice un rapporto del Servizio Agricolo Estero (FAS) del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. L'agenzia prevede un raccolto di 20,3 milioni di tonnellate, circa 400.000 tonnellate in meno rispetto alla stagione
in particolare per le importazioni di riso a grana lunga, a 1,95 milioni di tonnellate. Si prevede che la maggior parte delle importazioni statunitensi di riso a grana lunga continuerà a essere costituita da varietà aromatiche asiatiche, principalmente il riso jasmine dalla Thailandia e il basmati dall’India e dal Pakistan. Infine, le esportazioni totali di riso degli Stati Uniti per il 2026/27 sono previste invariate rispetto al mese scorso a 3,54 milioni di tonnellate, con una riduzione del 3% rispetto al 2025/26.
2025-26. Il Myanmar ha esportato oltre 840.000 tonnellate di riso Nei primi 5 mesi dell'anno fiscale 2026-27, il Myanmar ha esportato oltre 840.000 tonnellate di riso. Lo sostiene la Federazione del Riso del Myanmar che ha dichiarato che durante quel periodo il Paese ha guadagnato circa 291 milioni di dollari statunitensi dalle esportazioni di riso. Nello stesso periodo dell'anno fiscale precedente, però, assicura la Federazione, le esportazioni di riso nei primi cinque mesi erano state migliori per oltre 1,03 milioni di tonnellate.
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14 OTTOBRE 2026
LO STATO DEL RISO RILASCIO TITOLI IMPORT AGRIM
Il mese del Riso
Stadio di lavorazione
Tipologia Campagna Campagna Differenza 2025/2026 2024/2025 (base lav.) 1/9/251/9/2431/8/26 31/8/25
%
Semigreggio Semigreggio TOTALE Semi-Lavorato Semi-Lavorato TOTALE Lavorato Lavorato TOTALE TOTALE Rotture di riso
Indica Japonica
-6% 55% -1,0% 6% -2% 2% 2% 9% 3% 2% -18%
di Silvana Perego
IL BILANCIO E’ stato trasferito il 91,6% della disponibilità vendibile
La Campagna 2025/26 s’è chiusa con trasferimenti in calo del 2% Come di consueto, tutte le borse merci hanno sospeso la rilevazione delle quotazioni nel mese di agosto, pertanto, nella pagina che segue, si propongono i grafici delle medie mensili rilevate presso la Borsa merci di Vercelli nella scorsa campagna per le principali tipologie di riso. La campagna 2025/2026 si è chiusa con un volume totale di risone trasferito di 1.318.542 tonnellate (dato provvisorio), con un calo di 23.361 tonnellate (-1,7%) rispetto alla campagna precedente. Nel complesso è stato trasferito il 91,6% della disponibilità vendibile, facendo segnare un risultato peggiore rispetto a quello della campagna 2024/2025 quando il collocato si era attestato al 94,8%. Nel corso della campagna appena conclusa, le esportazioni italiane verso i Paesi terzi si sono collocate a 131.915 tonnellate (dato provvisorio), in equivalente lavorato, risultando in aumento di 940 tonnellate (+0,7%) rispetto alla precedente campagna. La tipologia più esportata è risultata essere quella del Lungo A (72.585 t), in aumento di 7.880 tonnellate (+12%) rispetto alla campagna 2024/2025, seguita dal riso Tondo (38.226 t) che, invece, ha fatto segnare un calo di 7.192 tonnellate (-16%). L’export di riso Medio, pari a 3.151 tonnellate, è risultato in aumento dell’87%, mentre quello di riso Lungo B, pari a 17.913 tonnellate, ha fatto segnare una contrazione del 6%. Le consegne verso gli altri Paesi dell’Unione europea, aggiornate a maggio 2026, si sono attestate poco oltre le 350.800 tonnellate, base lavorato, con un calo di circa 32.500 tonnellate (-8,5%) rispetto al dato di un anno fa. Le consegne di riso Medio, pari a 11.672 tonnellate, risultano quasi triplicate (+7.618 t; +187,9%), mentre è stato collocato un minor quantitativo di riso Tondo (-18.917 t; -16,1%), di riso Lungo A (-1.180 t; -1,5%) e di riso Lungo B (-20.024 t; -11%). Le consegne verso la Francia e la Germania si collocano, all’incirca, sullo stesso livello (98.000 tonnellate), ma in calo, rispettivamente, di 4.791 tonnellate (-4,6%) e 9.187 ton-
Immagine creata con AI
nellate (-8,6%). Si sono ridotte anche le esportazioni verso la Repubblica Ceca (-7.099 t; -38,9%), i Paesi Bassi (-2.821 t; -14,1%), la
Polonia (-2.791 t; -21%) e il Belgio (-2.740 t; -11,3%), Nella campagna 2025/2026 gli operatori italiani hanno richiesto titoli di
importazione Agrim per un volume pari a 216.180 tonnellate (dato provvisorio), base lavorato, con un incremento di 26.802 tonnellate (+14%) rispetto alla campagna precedente. Le richieste di titoli per il riso di tipo Indica, che hanno interessato 200.661 tonnellate, fanno segnare un aumento di 17.699 tonnellate (+10%) e rappresentano il 93% del volume totale; quelle di riso di tipo Japonica hanno riguardato 15.519 tonnellate, di cui 10.061 tonnellate di Tondo, facendo segnare un incremento di 9.103 tonnellate (+142%).
TRASFERIMENTI RISONE E RIMANENZE PRESSO I PRODUTTORI AL 31/8/2026 Gruppi varietali
Disponibilità vendibile
Selenio Centauro Altri Tondi TOTALE TONDO Lido e similari Padano e similari Vialone Nano e similari Varie Medio TOTALE MEDIO Ribe e similari S. Andrea e similari Baldo-Roma e similari Arborio e similari Carnaroli e similari Varie Lungo A TOTALE LUNGO A TOTALE LUNGO B TOTALE GENERALE
Trasferito
89.356 29.541 242.438 361.335 5.040 1.775 22.271 46.307 75.393 245.670 17.420 167.779 105.126 130.484 40.768 707.247 295.072 1.439.047
% rispetto al disponibile
83.110 29.677 231.629 344.416 4.953 1.539 15.702 41.655 63.849 233.165 14.450 137.446 95.888 117.961 36.786 635.696 274.581 1.318.542
Rimanenze
93% 100% 96% 95% 98% 87% 71% 90% 85% 95% 83% 82% 91% 90% 90% 90% 93% 92%
6.246 -136 10.809 16.919 87 236 6.569 4.652 11.544 12.505 2.970 30.333 9.238 12.523 3.982 71.551 20.491 120.505
Dati espressi in tonnellate, base riso lavorato, risone escluso
2024/2025
Disponibilità vendibile
Trasferito
% rispetto al disponibile
381.134
378.078
99,20%
Medio
79.083
67.406
85,23%
Lungo A
660.185
607.249
91,98%
Lungo B
295.731
289.170
97,78%
TOTALE
1.416.133
1.341.903
94,76%
600
% rispetto al disponibile
500
Disponibilità vendibile
Trasferito
Tondo
416.526
397.128
95,34%
Medio
46.897
43.323
92,38%
Lungo A
649.732
617.616
95,06%
Lungo B
360.015
355.694
98,80%
TOTALE
1.473.170
1.413.761
95,97%
2022/2023
Disponibilità vendibile
Trasferito
% rispetto al disponibile
Tondo
377.529
322.906
85,53%
Medio
41.668
39.327
94,38%
Lungo A
517.224
472.536
91,36%
Lungo B
360.545
334.617
92,81%
TOTALE
1.296.966
1.169.386
90,16%
Indica Japonica
499.283 44.365 543.648 18.640 17.377 36.017 876.469 130.223 1.006.692 1.586.357 490.777
-29.777 24.227 -5.550 1.154 -277 877 17.345 11.665 29.010 24.337 -89.303
Dati espressi in tonnellate, base riso lavorato, risone escluso 1/9/2025 - 31/8/2026 Stato membro
Quantità
Stato membro
248.839 229.410
Grecia Irlanda
12.236 11.828
Italia Spagna Germania
212.090 210.062 118.294
Ungheria Romania
10.347 9.210
Polonia Portogallo
117.440 114.464
Finlandia Cipro
7.795 7.321
Belgio Rep. Ceca
87.532 49.918
Austria Malta Croazia
6.546 4.002 3.365
Bulgaria Svezia
48.344 38.936
Lettonia Estonia
1.926 1.043
Slovacchia Lituania
23.709 20.058
Slovenia Lussemburgo
977 -
Danimarca
15.005
Totale
Unione europea Al termine della campagna 2025/2026 il volume dei titoli di importazione Agrim ha interessato un volume di 1.610.694 tonnellate, in equivalente lavorato, in calo di circa 124.000 tonnellate (-7%) rispetto al dato Eurostat della campagna precedente. La Francia è stato il Paese che ha richiesto titoli per il volume più consistente (248.839 t), seguita dai Paesi Bassi (229.410 t), dall’Italia (212.090 t) e dalla Spagna (210.062 t). Complessivamente questi quattro Paesi hanno coperto il 56% dell’import totale dell’Ue. Le esportazioni della campagna 2025/2026, sul-
la base delle quantità effettivamente sdoganate, si sono collocate a circa 275.800 tonnellate, base lavorato, facendo segnare un decremento di circa 5.800 tonnellate (-2%) rispetto a un anno fa. Le esportazioni di riso di tipo Japonica, superiori alle 186.300 tonnellate, risultano in calo di oltre 9.000 tonnellate (-5%), mentre quelle di riso di tipo Indica, circa 89.500 tonnellate, fanno segnare un incremento di quasi 3.200 tonnellate (+4%). Tuttavia, la Commissione europea continua a segnalare che i dati pubblicati relativi alle esportazioni sono incompleti in quanto alcuni Paesi hanno fornito un aggiornamento parziale.
700
400 300 200 100
0
Tondo
Quantità
Francia Paesi Bassi
TRASFERIMENTI ATTUALI E CONFRONTO CON LA CAMPAGNA PRECEDENTE
Tondo
2023/2024
Indica Japonica
469.506 68.592 538.098 19.794 17.100 36.894 893.814 141.888 1.035.702 1.610.694 401.474
Medio
Lungo A
Lungo B
LO STATO DEL RISO DATI ESPRESSI IN TONNELLATE BASE RISO LAVORATO
Borsa di Vercelli: Confronto campagne - medie mensili relative a quattro tipologie di risone
Importazioni Italia - situazione al 31/8/2026
900 800
63.923
60.000
1000
Importazione Italia 68.933
70.000
50.000
700
500
1.866
4.648
400
6.304
22.818
10.000
7.480
30.000
12.819
600
27.389
40.000
20.000
300
Set
Ott
Nov
Dic
Gen
Feb
Mar
2025/2026
Resto del mondo
Argentina
Vietnam
Egitto
Myanmar
Cambogia
India
Thailandia
0
Pakistan
15
OTTOBRE 2026
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Mag
Giu
Lug
Ago
Mag
Giu
Lug
Ago
Mag
Giu
Lug
Ago
2024/2025
600 550 500
Esportazioni Italia - situazione al 31/8/2026
450
Esportazione Italia
50.000
400
45.000
35.000
350
41.209
40.000
300
30.000
Set
Ott
Nov
Dic
25.000
Feb
Mar
12.130
Apr
2024/2025
800 750
Resto del mondo
1.701 Norvegia
2.011 Canada
2.437 Kosovo
2.664 Bosnia Erz.
2.702 Australia
4.429
5.111
2.780 Albania
Turchia
Svizzera
Regno Unito
0
Libano
5.000
Stati Uniti
8.585
10.000
Brasile
15.000
22.900
23.256
20.000
Gen
2025/2026
700 650 600
550 500 450
400 350 300
Set
Ott
Nov
Dic
Gen
Feb
Mar
2025/2026
Apr
2024/2025
700
650 600
550 500
450 400
350 300 250
Set
Ott
Nov
Dic
Gen
Feb
Mar
2025/2026
Direzione - Redazione - Amministrazione c/o Dmedia Group SpA Merate (LC) - via Campi 29/L tel 039.99.89.1 - fax 039.99.08.028 Direttore responsabile: Giuseppe Pozzi Tel. 039.99.89.240 Email: giuseppe.pozzi@netweek.it Regist. Tribunale di Milano: n. 4365 del 25/6/1957 Editore: Dmedia Group SpA Proprietà: Ente Nazionale Risi Direttore Generale: Roberto Magnaghi Pubblicità: Publi(iN) srl Merate (LC) - via Campi 29/L tel 039.99.89.1 - fax 039.99.08.028 publiin@netweek.it Stampa e Distribuzione Ciscra S.p.A. Via S. Michele 36 45020 Villanova del Ghebbo (RO) Questo numero è stato chiuso in tipografia il 21 settembre 2026. Ogni eventuale ritardo nella distribuzione è indipendente dalla volontà dell’Editore e della redazione. Informativa ai sensi dell’art. 7 D.Lgs. 196/2003. I dati personali acquisiti sono trattati e utilizzati esclusivamente dall’Ente Nazionale Risi allo scopo di inviare la presente pubblicazione. In ogni momento è possibile avere accesso ai propri dati chiedendone l’aggiornamento o la cancellazione.
Apr
2024/2025
CONSEGNE DALL'ITALIA VERSO GLI ALTRI STATI MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA (dati espressi in tonnellate base riso lavorato, riso da seme escluso - Fonte: Istat)
CAMPAGNA
tondo
medio
lungo-A
lungo-B
TOTALE
25/26 (aggiornamento al 31/5/2026)
98.698
11.672
77.628
162.840
350.838
24/25 (aggiornamento al 31/5/2025)
117.615
4.054
78.808
182.864
383.341
Paese di destinazione
Prime 10
differenza
-18.917
differenza in %
-16,1%
23/24 (aggiornamento al 31/5/2024)
111.298
7.618
187,9%
6.424
-1.180
-1,5%
87.980
-20.024
-11,0%
189.448
-32.503
-8,5%
395.150
destinazioni
Campagna corrente
Campagna scorsa
differenza
FRANCIA
98.852
103.643
-4.791
GERMANIA
98.008
107.195
-9.187
BELGIO/LUX
21.453
24.193
-2.740
AUSTRIA
17.788
17.639
149
PAESI BASSI
17.134
19.955
-2.821
SPAGNA
15.016
14.312
704
REP. CECA
11.131
18.230
-7.099
POLONIA
10.490
13.281
-2.791
SVEZIA
8.188
7.216
972
DANIMARCA
7.152
7.767
-615
16 OTTOBRE 2026 L:262.974mm A:379.921mm
BELOR