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N°8 Agosto\ Settembre 2017

Tecnica Wafter Piccolo...ma non facile Welcome to the Jungle

Prove Pesca

Nash WASP Nash ROD SKIN Nash RIGID FRAME LANDING NET

MULTI HINGE RIG

STALKING CARP


DIVERSE CULTURE

STESSA PELLE THE KEY • KEY CRAY • SCOPEX SQUID • TG ACTIVE nei diametri del nucleo da 15, 20 e 24 mm

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CITRUZ nucleo interno da 15 e 20 mm http://nashtackle.co.uk/products/view/citruz-cultured-hookbaits

Il cambio di gioco delle Nashbait Cultured Hookbait. Questi inneschi rilasciano lentamente gli attrattori naturali catturando le carpe più difficili. Accuratamente stratificati, gli inneschi Cultured sono rivestiti da una pelle composta da nucleotidi, aminoacidi liberi, vitamine e minerali che precedentemente erano sempre degradati nella produzione di boilies. Ora invece sono usati con successo negli inneschi Cultured Hookbaits, rilasciando il più potente segnale naturale di sempre attorno al nucleo, che esso è una boilie equilibrata in grado di svolgere una presentazione perfetta.

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In questo numero Editoriale

pagina 4

Ogni numero è un entusiasmo, la crescente quantità di lettori mi dà sempre la voglia di fare ancora meglio, so che stiamo facendo un bel prodotto e non ho presunzione nel dire che molto probabilmente è una delle riviste di pesca più lette!

Nash News

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Tutte le novità direttamente dall’Headquarter Nash, eventi, fiere italiane ed internazionali, manifestazioni ed incontri. Tutto, ma proprio tutto su qualsiasi iniziativa che vede la nostra partecipazione

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Stalking Carp pagina 33

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Welcome to the Jungle pagina 41

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Il Multi Hinge Rig

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di Jamie Sinar traduzione di Rachele Pasquali Cercate una presentazione pop up versatile ed aggressiva che non si aggrovigli mai? La Multi Hinge Rig potrebbe essere quello che state cercando…

Aggiriamo l’ostacolo

pagina 25

di Roberto Bussolari Chi è solito leggere i miei articoli sa che anche in questo ci sarà qualche indizio per andare “fuori dalle righe”. Cerco sempre di trovare una chiave di lettura nuova ed interessante, adeguata ad ogni mia sessione e mi piace condividerla con voi.

di Matteo Marmocchi Il termine stalking in Italia è stato preso esclusivamente come termine dispregiativo, fatto che non si discosta molto dalla realtà per quanto riguarda uomini e donne, ma per fortuna in questo articolo si parla di altro. di Stefano Antonucci e David Bracaglia Durante le nostre sessioni di pesca, è capitato spesso di imbatterci in acque caratterizzate dall’alta presenza di vegetazione acquatica. Spesso, questo genere di situazioni, richiede approcci di pesca stressanti, che in molti, nella maggior parte dei casi, evitano.

Piccolo...ma non facile pagina 53

di Graziano Giambastiani Questa volta vorrei parlare delle piccole cave, dei laghetti che a volte si discostano dalla tipologia media delle acque italiane, acque spesso considerate di “serie B” ma che invece possono trasformarsi in ottime palestre offrendo un modo sano e divertente di farsi una bella pescata giornaliera.

Pianificare un viaggio meraviglioso pagina 61 di Alan Blair traduzione di Rachele Pasquali Se siete fortunati abbastanza per trovare subito un pesce, la grande domanda è sempre la stessa ovunque vi troviate: lancio le esche sul rig oppure direttamente ai pesci?

Wafter pagina 69

di Alessandro Cariello La stagione è ormai alle porte, e anche se qualche cambiamento repentino del tempo può creare un abbassamento della temperatura dell' acqua, noi affronteremo lo stesso la nostra sessione...

Nash Italia TV pagina 9 Fishing Test pagina 11 Nash Vetrina pagina 75

NASH ITALIA E-ZINE 2


Nuovo campione del mondo

dei Super Leggeri

TITAN

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Editoriale

NASH ITA LIA E -Z i n e

Ogni numero è un entusiasmo, la crescente quantità di lettori mi dà sempre la voglia di fare ancora meglio, so che stiamo facendo un bel prodotto e non ho presunzione nel dire che molto probabilmente è una delle riviste di pesca più lette! Grazie infinite. Da questo numero inseriremo una nuova rubrica, la linea diretta con il canale You tube di Nash Italia, dove ci sarà la possibilità di cliccare nell’immagine del video, per vedere appunto il video! Una rivista ancora più interattiva e dinamica. Un grazie infinite ai nostri partner che ci supportano con il loro contributo pubblicitario, lo dovrei fare ad ogni numero, il loro supporto è davvero importante. L’estate è nel suo massimo picco nel momento di uscita di questo numero, una rivista dedicata alla nostra passione più

Anno 2- n° 8 Agosto – Settembre 2017 EDITORE MATTEO MARMOCCHI Numero Registro Operatori di Comunicazione 26536 Registrata presso la cancelleria del Tribunale di Bologna con il numero 8424 http://www.nashitalia.com

cara, il carp fishing. Non so se siete in spiaggia, o davanti al rod pod, oppure se la state leggendo fuori stagione, cercate in

Direttore Responsabile

questi articoli di trovare quello spunto, che pure io, ogni volta che la leggo in anteprima, uso e metto in pratica per migliorarmi. La conoscenza dei ragazzi del Team Nash Italia è davvero elevata e ne sono orgoglioso. Date un’occhiata anche alle recensioni dei prodotti, cerchiamo sempre di trovare la minima cosa che possa rispondere alle vostre domande, anche in

Matteo Marmocchi (matteo.marmocchi@nashitalia.com)

questo numero parecchie novità soprattutto dalle vetrine in fondo.

Direttore Editoriale

Godetevi questo numero, io l’ho già letto e non vedo l’ora di tornare a pescare!

Matteo Marmocchi

Graziano Giambastiani (graziano.giambastiani@nashitalia.com) Direzione e redazione (magazine@nashitalia.com)

Agosto, per molti un periodo che coincide con le ferie estive da trascorrere con la famiglia al mare o

Consulenti

in montagna, per altri invece la possibilità di passare giorni felici a pesca sulle sponde di un bel lago.

Matteo Marmocchi, Graziano Giambastiani,

Dopo un lungo periodo di lavoro, trascorrere una bella settimana di pesca a caccia di carpe, è una

Roberto Bussolari, Stefano Antonucci,

cosa che non ha prezzo, almeno per chi come noi ama e vive questa grande passione come una

Davide Bracaglia, Alan Blair,

ragione di vita. E non importa dove si va a pescare, che sia un Ticket Lake, un lago vulcanico o la

Jamie Sinar, Alessandro Cariello

sponda di un grande fiume, l'importante è farlo con passione e con il dovuto rispetto non soltanto per l'ambiente che ci circonda, ma soprattutto per le persone che come noi condividono la stessa passione. In questo periodo

Progetto Grafico

di grande caldo e di ferie estive trovare uno spot comodo da raggiungere è quasi un'impresa, ma siccome il carpfishing è

Stefano Antonucci

anche spirito di adattamento, non ve la prendete se dovrete impazzire un po', magari uno spot trascurato da tutti potrà regalarvi la cattura della vita, non è la prima volta che succede. Noi di Nash Italia e-Zine sappiamo bene quanto sia

Traduzioni a cura di

importante la preparazione tecnica, l'approccio allo spot o l'uso corretto delle attrezzature. Seguendo i consigli dei nostri

Rachele Pasquali

consulenti, sempre molto sensibili alle problematiche che si possono incontrare affrontando un'acqua che non si conosce, imparerete ad avere più fiducia in voi stessi, imparerete a valorizzare i prodotti Nash per ciò che possono offrirvi tecnica-

Nash Italia E-Zine

mente. Ci saranno situazioni strane, vivrete condizioni che non saprete affrontare alternate a momenti di sconforto,

bimestrale è una pubblicazione

guarderete i vostri segnalatori fissandoli, cercherete di ipnotizzarli, farete dei gesti strani contro la iella e nella vostra

MATTEO MARMOCCHI

mente inizierete a fare strani scongiuri. Siete lì in silenzio e la vostra anima è pronta da ore, da giorni ad essere venduta

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al miglior offerente pur di sentire il suono di quel segnalatore, quel bip in grado di caricavi improvvisamente di adrenalina

Proprietà

pura. Alla fine dei giochi questa è l'essenza della nostra passione, semplice, pura, per certi aspetti ingenua e comunque

MATTEO MARMOCCHI

vadano le cose ricordate sempre che noi di Nash saremo a vostro fianco con la nostra esperienza e nostra professionalità.

Tutti i diritti sono riservati

Augurando buone ferie a tutti vi lascio a questo nuovo e interessante numero ricco di tanti articoli e importanti novità.

L’invio di fotografie e materiale dattiloscritto alla

Vi abbraccio.

redazione autorizza implicitamente la pubblicazione a

Graziano Giambastiani

titolo gratuito su qualsiasi pubblicazione della Nash Italia E-Zine. I manoscritti ed il materiale iconografico inviati in Redazione non verranno restituiti. Sono vietati la pubblicazione e l’utilizzo anche parziale di testi, foto e disegni, se non espressamente autorizzati da Nash Italia E-Zine.

NASH ITALIA E-ZINE 4


Nash News

Dimostrazioni Nash & Open Day Periodo intenso per il Team Nash, numerosi eventi e “dimostrazioni” dei nuovi prodotti presso le attività commerciali più famose dello stivale!! A cura della Redazione

Giugno si è dimostrato un mese pieno di dimostrazioni per il team Nash, la prima settimana da Ok Pesca a Bagnoli di Sopra in provincia di Padova, dove nel pomeriggio di sabato, alcuni tra le migliori aziende di settore, tra cui Nash, hanno fatto da protagoniste davanti a centinaia di visitatori esponendo prodotti e dando tanti consigli tecnici, un grazie infinite ad Enrico e famiglia, sempre super disponibili, gentili e ogni volta con un buffet da fare invidia ad un matrimonio!

La settimana successiva, il grande evento estivo da Hobby Pesca e Acquari, il Carp Summer Festival, centinaia di persone sono venute da tutta Italia per guardare e toccare i prodotti di alcune delle maggiori aziende di settore, tende aperte, lettini sedie, tutto disponibile assieme alla competenza dei tester e promoter delle note aziende, anche qui, Nash in prima fila dal primo anno, un evento immancabile che ogni anno fa tappa nel calendario del Team Nash Italia. 5 NASH ITALIA E-ZINE


www.carponline.it


Il giovedĂŹ successivo Matteo e Graziano sono andati alla serata del carpista organizzato da Carpfishingonline, il grande negozio a Badia Polesine in provincia di Rovigo, anche qui decine di carpisti con tante domande e prodotti da toccare, Graziano e Matteo hanno occupato tutta la serata con risposte alle domande ed una diretta live su Facebook.

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Nash Italia TV

Nash ITALIA TV

Clicca nelle immagini qui sotto per guardare il video, una nuova interessante novità per la rivista Nash Italia E-Zine, un collegamento diretto alla pagina video di Nash in italiano. In questo numero proponiamo 4 video che stanno riscuotendo successo! A cura della redazione https://www.youtube.com/watch?v=ziAqI9wivPw https://www.youtube.com/watch?v=ziAqI9wivPw https://www.youtube.com/watch?v=ziAqI9wivPw https://www.youtube.com/watch?v=ziAqI9wivPw https://www.youtube.com/watch?v=ziAqI9wivPw https://www.youtube.com/watch?v=ziAqI9wivPw https://www.youtube.com/watch?v=ziAqI9wivPw

SLIP D RIG

MATERIALE UTILIZZATO: - COMBI-LINK - trecciato inguainato - BRAID STRIPPER - accessorio per rimuovere il rivestimento degli inguainati - HOOK SWIVEL - micro girella per amo - FANG X - amo con curvatura lunga e ampia - SHRINK TUBE - tubetto termo-restringente mimetico - WAXED BAIT FLOSS - filo cerato per innesco esche - BOILIES WAFTER -boilies bilanciata ad assetto neutro - CLING-ON TUNGSTEN PUTTY - pasta in tungsteno pesante e appiccicosa

Un bellissimo terminale per presentazioni bilanciate ad assetto neutro, ideale per la pesca in zona con forte pressione di pesca e carpe particolarmente sospettose. https://www.youtube.com/watch?v=E-KLTzEZCcU https://www.youtube.com/watch?v=E-KLTzEZCcU https://www.youtube.com/watch?v=E-KLTzEZCcU https://www.youtube.com/watch?v=E-KLTzEZCcU https://www.youtube.com/watch?v=E-KLTzEZCcU https://www.youtube.com/watch?v=E-KLTzEZCcU https://www.youtube.com/watch?v=E-KLTzEZCcU

https://www.youtube.com/watch?v=AubFE38eOto https://www.youtube.com/watch?v=AubFE38eOto https://www.youtube.com/watch?v=AubFE38eOto https://www.youtube.com/watch?v=AubFE38eOto

SCOPEX SQUID E KEY CRAY A CONFRONTO

Graziano Giambastiani analizza in ogni singola componente, le caratteristiche di due boilies di alta gamma della Nashbait, le Scopex Squid e le Key Cray, Graziano analizzera anche il PH e consiglierà il corretto utilizzo in acque particolari. Le Scopex Squid sono le storiche boilies di Nash con Scopex Squid e Liver. Le Key Cray sono boilies HNV ad alte proteine con estratto di gambero selvatico di acqua dolce tritato all'interno.

SCOPE RUCKSACK

Zaino Scope Rucksack della linea alta qualità della Kevin Nash Group. Tessuto di ultima generazione, rifiniture estetiche accattivanti e zip super resistenti. Ideale per il pescatore che ama muoversi e non sentire il peso delle attrezzature. Particolari studiati da fisioterapisti.

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Video dimostrativo delle nuovissime brande Nash Indulgence SS con sistema di sacco a pelo integrato alla branda. Altissima qualità, due versioni (4 Season e 5 Season), diverse larghezze ed altezze. Supporto lombare e tanti accessori che rendono questa branda la più comoda e versatile nel mondo del carp fishing.


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Fishing Test

Foderi singoli doppi e quiver

La miglior soluzione per proteggere le tue canne, qualità e versatilità. I foderi singoli sono la soluzione più apprezzata, ideali da inserire dentro la macchina senza creare ingombro e pieghevoli una volta che le canne sono in pesca per un semplice stoccaggio all’interno di ogni Bivvy o ombrellone. SINGLE ROD SKIN Protezione completa e spazio flessibile per canne già montate – perfetta da abbinare ai foderi per canne Double Rod Skins o per una protezione aggiuntiva quando si usa il Nash Quiver. • Misura ideale per anelli di estremità da 50 mm • Cerniera provvista di zip resistente per evitare il danneggiamento della lenza • Imbottitura di lusso con rinforzamento nelle cuciture • Fibbie per maschio e femmina da attaccare e per trasportare fodere per canne multiple. • Compatibile con il Nash Quiver • Disponibili sia da 10’, 12’ e 13’

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DOUBLE ROD SKIN Scompartimenti provvisti di cerniera a zip individuale ai lati, ad alta protezione, per conservare canne già montate, spazio per Bank Sticks e guadini senza l'ingombro di un holdall (sacca da viaggio) tradizionale. La base olivetta provvista di cordoncino e la tasca provvista di cerniera a zip trasportano fino a tre Single Rod Skins, un guadino oppure un Brolly. • Anelli per estremità di 50 mm • Tasca provvista di cerniera a zip esterna di 23 pollici (60 cm) per BankSticks, segnalatori e tasche poste nella parte posteriore • Cinghia per spalle imbottita e regolabile e maniglie di trasporto in velluto • Tasca per guadino e manico con fermo in velcro • Tasca provvista di cerniera a zip per piombi http://nashtackle.co.uk/products/view/12-ft-double-rod-skin • Disponibili sia da 10’, 12’

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QUIVER Ultra-compatta e completamente flessibile, in grado di trasportare fino a 5 canne con fodere, guadini, sacche di mantenimento, Rod Pod, Bank Sticks, lancia esche e molto di più. Rifinita con un cappuccio imbottito ad alto impatto per proteggere l'estremità delle canne.

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Fishing Test Nash Cloth ing Pantaloni Lo stile e la qualità non passano inosservate!

HEAVY COMBAT

• Pantaloni sia per la pesca che per il tempo libero! • Disponibile sia in versione Regular che Long per una miglior scelta di vestibilità • Utilizzo unico di cotone ibrido per un comfort imbattibile • Corda in vita di regolazione, occhielli in ottone e bottone centrale in ottone • Passanti resistenti • Tasche foderate in cotone • Design con tasche cucite esternamente con chiusura a bottone in ottone • Comodi, caviglia elasticizzata • Tasche posteriori con chiusura a bottone in ottone • Taglie da S a XXXL

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LIGHT COMBAT

• Multi uso, lunghi e leggeri, ma con zip per renderli corti, idrorepellenti! • Nylon con azione ultra-asciugamento al 100% • Disponibili in stile Regular e Long per un adattamento garantito • Cerniere a zip nascoste per trasformarli in pantaloni lunghi/corti • Vita elastica e con chiusura gommata • Corda per la vita elastica con anelli per la cintura • Cerniera a zip • Doppie tasche sul fianco e tasca con bottone posteriore • Ampie tasche doppie provviste di cerniera a zip, una sulla parte superiore ed una sulla parte posteriore alle cerniere a zip • Cavigliere elasticizzateTaglie da S a XXXL

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TRACKSUIT BOTTOMS • Felpati di estrema qualità e comodità. • Pantaloni da jogging stilosi con il classico logo Nash. • Soffici e confortevoli • Fasce per caviglia elasticizzate • Tasche a tre zip • Corda per vita • 80% cotone, 20% poliestere, 300g/m2 • Disponibile dalla Small alla XXXL

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Fishing Test

Nash Wasp Il ritorno del segnalatore visivo di Nash, ora piÚ moderno! L’indicatore che aiuta nella ferrata con il sistema di auto-ritorno, un indicatore pratico, efficace, esteticamente accattivante!

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Il sistema di caricamento a tensione del cricchetto dell’indicatore Wasp, cambia all'occorrenza la resistenza della tua lenza, dando la giusta tensione durante l’abboccata con una buona e precisa indicazione. Ogni giro è circa 180g (8 once), più si mette in tensione il Wasp, più è indicato per la pesca a lunga distanza o nei fiumi a forte corrente. Lo si regola facilmente in base a qualsiasi condizione climatica o di ambiente. L’innovativo sistema di aggancio della lenza, è ideale sia per mono filo che per treccia, e non ci sarà mai il pericolo di un rilascio della lenza anche durante una forte tensione, solo quando si ferra la canna. Il sistema Wasp produce uno scatto bilanciato per una ferrata sicura e precisa, è l’indicatore che aiuta anche nell’allamata grazie alla sua molla di tensionamento. 1) Il Wasp si aggancia sotto ai segnalatori grazie al sistema magnetico posto sul braccetto. Si consiglia di rimuovere il Wasp dopo la battuta di pesca per evitare danni durante il trasporto. 2) Fissare la lenza madre nel cancelletto della testina. Questo sistema permette alla lenza di rimanere dentro alla testina anche con una forte tensione, si sgancia solo durante una ferrata della canna. 3) Il selettore sinistro indica la modalità di indicazione del Wasp. Ruotare il selettore a sinistra (in senso orario) per selezionare la tensione di ritorno. 4) Ruotare il selettore sinistro (in senso anti orario) per impostare il Wasp in posizione neutra o standard. Ideale per piccoli spazi o pesca a slack line (lenza in bando). 5) Quando si seleziona la modalità con l’auto-ritorno, la manopola di destra modifica la tensione. Fai click verso di te (verso il basso) per aumentare costantemente il carico di tensione sulla lenza. 6) Per rilasciare la tensione o per mettere via dopo l’utilizzo il Wasp, girare il quadrante di sinistra (verso l’alto). Il quadrante di destra libererà automaticamente la tensione accumulata.

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Fishing Test

Rigid Frame Landing Net

Disegnato per la pesca a feeder, per il carp fishing o altri tipi di pesca. Ideale in quelle situazioni dove i grandi guadini sono un ostacolo e bisogna salpare il pesce anche velocemente Perfetto per zone ricche di ostacoli come cespugli, canneti o anfratti, dove solo un guadino di questo tipo può essere utilizzato. Può contenere qualsiasi specie di pesce, come carpe, tinche, barbi, persici, breme e tutti i pesci di acqua dolce e salata. Il labbro anteriore ribassato facilita l’ingresso di pesci di grosse dimensioni, facendoli scivolare al suo interno in modo semplificato. Il frame è tutto rigido ed offre enormi vantaggi in caso di erbai o detriti di superficie che si possono attaccare. Disponibile in due misure: Small Rigid Frame Landing net: 48cm (lunghezza) x 40cm (larghezza) x 42cm (profondità) Large Rigid Frame Landing net: 68cm (lunghezza) x 60cm (larghezza) x 54cm (profondità) UNIVERSAL LANDING NET POLE Manico retrattile a due pezzi costruito con materiali ad alta resistenza, ideale per l’utilizzo con il Rigid Frame Net. Filetto standard 3/8’’ BSF, con guarnizione in stile termoretraibile e slot per isotopo nel tappo. Lunghezza 112cm da chiuso, 204cm da esteso.

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nashtackle.co.uk www.nashtackle.com


Tecnica

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Multi Hinge Rig Cercate una presentazione pop up versatile ed aggressiva che non si aggrovigli mai? La Multi Hinge Rig potrebbe essere quello che state cercando‌ Testo e foto di Jamie Sinar Traduzioni a cura di Rachele Pasquali

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Molte e molte lune fa, mi è stato mostrato un rig, ero in un canale vicino casa, una presentazione conosciuta comunemente come Multi Rig. Sono stato sorpreso dalla sua semplicità e dalla facilità di legatura, ma cosa ancora più importante, dal suo efficace modo di allamare. Fino ad ora è stato il mio rig pop up preferito per l’80% delle mie pescate, mentre il 20% l’ho impiegato usando un choddy o un Hinge Rig dipendente per la scelta dello spot. Tuttavia, andando in un lago, in autunno e in inverno pieno di foglie secche che potrebbero rendere l’uso del Multi Rig più difficile, avevo bisogno di reinventare le mie presentazioni. Creare un loop sull’amo per far sedere l’esca sopra ad ogni foglia secca o sui detriti è stata la scelta più logica, ma ciò che cambiava era la consistenza del bloccaggio dell’amo. Qualcosa veniva allamato, qualcos’altro si slamava, e l’inevitabile accadde con alcuni pesci. Il Multi Rig non fu così efficace con un loop (cappio) più lungo che faceva sedere l’esca più in alto dal fondo, ed il Combilink sulla tensione di rottura non sembrava essere abbastanza rigido per ospitare un Chod Twister con una pop up da 15 mm. Dopo diversi esperimenti non andati a buon fine, ho avuto un momento di fortuna combinando l’Hinge Rig rigido con il Multi Rig. Ho cercato di giocare sulle girelle e sul raddoppio del terminale, ed il grande vantaggio del Multi Rig è stata la semplicità. Ho fatto un

21 NASH ITALIA E-ZINE

nodo Albright per collegare una sezione del Combilink da 20 libbre ad una sezione da 35 mm di un Chod Link da 25 libbre. Il rig si è rivelato un successo istantaneo, infatti i pesci guadinati venivano immediatamente allamati nel labbro inferiore. L’ostacolo seguente era il cappio (loop) sulla parte scivolosa dell’amo quando si effettuano lanci vibranti, una cosa che sicuramente molti pescatori che usano il Multi Rig hanno riscontrato. L’inclusione di un pezzo di Blow Out Tube (0.75 mm) al di sotto dell’occhiello, risolveva il problema dello scivolamento. Se volete lanciare davvero lontano, potete incastrare il tubo all’interno dell’occhiello per aumentare la sicurezza. La combinazione delle parti migliori di due perfetti rig pop up ha prodotto un super rig. Variando il trecciato inguainato, potete usarlo in ogni tipo di fondale con qualsiasi terminale. Io preferisco una montatura in stile Helicopter con una sezione intorno agli 8-10 pollici (20-25 cm). Dove e Quando « Rig pop up con un’azione di allamatura aggressiva « La sezione verticale può variare per combattere contro foglie secche, limo o erbaccia « Una grande scelta combinata con una manciata di boilies « Proprietà eccellenti anti-groviglio per lunghi lanci e singoli inneschi


AVRETE BISOGNO DI: -

Combilink da 20 libbre Chod Link da 25 libbre Chod Twister Misura 5 Hook Swivel o Bait Screw Medium Blow Out Tube Hooklink Sleeve Slim Cling-On Putty Pop up da 15 mm

1.Prendete 12 pollici

(30 cm) di un Combilink da 20 libbre e rimuovetene approssimativamente 3 pollici (7-8 cm) esponendo il trecciato interno flessibile.

2.Prendete 3-4 pollici 3.Piegate il Chod-Link, 4.Prendete l’estremità (7-10 cm) di un Chod Link da 25 libbre e raddoppiate il materiale per creare un ampio loop (cappio).

come mostrato in foto, di 35 mm, ciò rappresenterà la base dell’anello per un nodo Albright.

http://www.bricchipesca.it/

flessibile del Combiink e passatelo attraverso l’anello più piccolo collegandovi alla parte iniziale dell’inguainato.


5.Montate il Combilink 6.Di seguito giratelo facendo nove volte il giro intorno al Chod Link parallelo, facendo sì che il nodo rimanga ordinato e parallelo.

quattro volte sulla cima del nodo iniziale e poi passate l’estremità attraverso l’anello.

13.Aggiungete l’innesco 14.Bilanciate il tutto che avete scelto usando il con la pasta in tungsteno metodo a goccia oppure Cling-On Putty sul nodo un Bait Screw. Albright. Provate controbilanciare il tutto per un migliore bloccaggio dell’amo.

23 NASH ITALIA E-ZINE

8.Tagliate le tre estre-

stringete le spire verso mità che sono rimaste, la cima del cappio (loop) due del Chod Link ed una del Combilink. Chod Link. Farete la stessa cosa con l’estremità.

11.I Chod Twisters dispongono di un occhielpezzo di un Blow Out Tube medio sul Chod Link, lo allargato speciale, seguito da un Chod Twi- rendendolo perfetto per ster di misura 5 e da un attacchi in stile Multi Rig. Hook Swivel o da un Bait Se fate fatica ad infilarlo, usate una lunghezza di Screw. Bait Floss o un leggero Mono per spingervi attraverso il Chod Link.

9.Stringete le estremità 10.Fate scorrere un del Chod Link, insieme a quelle del Combi Link singolo.

7.Inumidite il nodo e

12.Spingete il cappio (loop) sopra l’amo (come mostrato in foto), formando un anello D Loop. Spingete il Blow Out Tube sotto all’occhiello dell’amo per evitare slittamenti durante un lungo lancio.

15.Rifinite il vostro 16.Il Multi Hinge Rig Rig con un nodo ad otto pronto all’uso!!! nella parte opposta del Combilink per migliorarne la struttura. Iniziate con un sezione intorno agli 8-10 pollici (20-25 cm).


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Tecnica Chi è solito leggere i miei articoli sa che anche in questo ci sarà qualche indizio per andare “fuori dalle righe”. Cerco sempre di trovare una chiave di lettura nuova ed interessante, adeguata ad ogni mia sessione e mi piace condividerla con voi Testo e foto di Roberto Bussolari

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AGGIRIAMO

L’OSTACOLO

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NEW KEY CRAY ADVERT.indd 6

19/06/2017 14:59

La presenza di vecchie piante sommerse è sicuramente sinonimo di zona di interesse per il passaggio e lo stazionamento dei pesci che andiamo a ricercare.

Mi piace interrogarmi e mettere sempre in dubbio le mie convinzioni. Questo mi aiuta a non fossilizzarmi su metodi e strategie. In questo modo riesco a percepire quei dettagli che magari in passato mi sono sfuggiti. Impronterò l’articolo su alcuni punti chiave riguardanti alcuni miei esperimenti in termini di adescamento oltre che altre valutazioni sui movimenti delle carpe. Non sarà certo l’articolo dove vi dirò di cercare un grande albero sommerso, metterci vicino il terminale ed il gioco è fatto.

DI GIORNO O DI NOTTE?

Troppe volte, o meglio quasi sempre, vedo carpisti che ripongono tutte le speranze di cattura durante le ore notturne. E’ così bello catturare un pesce in pieno giorno, e la notte si dorme così bene sulle brande Nash. Posizionano i terminali al pomeriggio o all’imbrunire, e se non vi è stata attività durante la notte li lasciano in acqua sino alla sera successiva quando poi recuperano sconsolati per ripetere l’operazione in vista della nuova notte. La maggior parte delle carpe di grossa taglia che ho catturato si sono adagiate sul mio materassino di giorno. Cerco sempre di collocare correttamente i miei terminali entro le 9 di mattina. Ho catturato tantissime belle carpe in luoghi dove a detta di tutti era impossibile prenderle di giorno. Le carpe si alimentano potenzialmente a qualsiasi ora, ma è ovvio che 27 NASH ITALIA E-ZINE

di giorno non lo fanno negli stessi punti in cui lo fanno di notte. Questo fenomeno avviene proprio perché tra il giorno e la notte frequentano spot diversi. Rimanendo sul tema degli ostacoli sommersi dobbiamo innanzitutto percepire, e questo è dettato molto dal nostro senso dell’acqua, se quello spot è una zona di riparo o esclusivamente di alimentazione. Le carpe non passano mai le 24 ore sullo stesso spot. Ho notato che generalmente i grandi alberi sommersi sono spot in cui pesci amano trovare un riparo sicuro durante le ore di luce per poi spostarsi altrove nelle ore notturne. Questa potrebbe essere una considerazione banale ma non lo è, in quanto il più delle volte sprecherete una notte di pesca cercando di catturare una carpa vicino ad una grossa legnaia. Di giorno vi stazionano, si nascondono e soprattutto si sentono al sicuro protette dai rami. Inutile dire che non disdegnano neppure di mettere il muso sul fondo per alimentarsi. Di notte, generalmente nel tardo pomeriggio prima dell’imbrunire, abbandonano l’area per andare a grufolare altrove in aree divenute tranquille come il sotto riva o altre zone. Ho capito da tempo che è inutile incaponirmi su una legnaia giorno e notte in quanto solo uno dei due momenti mi potrà dare catture. Non amo e non posso permettermi di sprecare ore di pesca. Tendo quindi a spostare le mie canne in altri settori durante le ore notturne. Altri tipi di legnaie, come ad


esempio quelle generate dai cumuli di fascine posti per la riproduzione del persico nei grandi laghi, non le possiamo classificare come ripari in quanto le carpe non riusciranno ad entrare al loro interno per trovarvi riparo. Quindi questi spot li classifico esclusivamente come punti di alimentazione e possono dare pesci sia di giorno che di notte. Soltanto grandi alberi o grossi rami in acqua, dove le carpe si sentono sicure al loro interno, costituiscono area di riparo e stazionamento. Tutto il resto è inteso come spot di alimentazione. In realtà vi è poi una variante interessante costituita dagli erbai che riescono a generare ottime condizioni sia di riparo che di alimentazione. Ma anche in questo caso le carpe non stazioneranno sempre nello stesso punto tutto il giorno in quanto nel momento in cui si sentiranno più sicure, si sposteranno alla ricerca di aree “esposte” con maggior concentrazione di cibo. In tutti i laghi o le cave ove ho pescato, il 90 % delle volte ho catturato pesci vicino ad alberi sommersi in pieno giorno mentre la notte in aree marginali, vicino ad isolotti o erbai sommersi. Non di rado l’erbaio mi ha dato un singolo pesce anche di giorno, verso le ore centrali, mentre invece la legnaia può permetterti di catturarne un buon numero in sequenza. Ogni altro ostacolo sommerso non ha regole, costituisce tendenzialmente solo uno spot di alimentazione e pertanto solo pescando capiremo se la zona è battuta di giorno o di notte. E’ sicuramente faticoso spostare le canne la mattina presto e nuovamente al pomeriggio, ma questo è l’unico modo per aumentare notevolmente la possibilità di catturare più pesci. Perché sprecare preziose ore di pesca?

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APPROCCIO

Ora voglio raccontarvi di un metodo che sto attuando da tempo e che mi ha garantito risultati eccellenti sia in termini di numero di catture ed anche in termini di taglia. La questione è veramente semplice in realtà. Procedo sempre attuando alcuni miei principi fondati sull’impiego di esche di dimetri diversi come ad esempio esche da 15, 20 e 24mm intere unitamente alle stesse tagliate a metà. Questo per differenziare la pastura sul fondo e fidelizzare più velocemente il pesce, oltre che per renderlo meno sensibile alle variazioni di peso dell’esca. Quando la carpa aspirerà l’innesco collegato all’amo sospetterà meno della differenza di peso. Questo metodo ha già una sua profonda efficacia che ci dà una marcia in più. Ed è ben diverso da chi pastura con esche intere e ne spezzetta solo alcune. A questa unisco un’altra strategia di efficacia assodata. Ovvero, distribuisco le esche con meticolosa pazienza su di un raggio molto vasto lanciandole sparse e con almeno 1 metro di distanza tra di loro. In questo modo con 1kg di boilies riusciamo a coprire fino 100-150mt quadrati di fondale. Attorno ad una grande legnaia creo una fascia di pastura sia a destra che a sinistra di altri 20-30mt per lato e posiziono esche sino a 15-20mt di fronte i rami. Un altro trucco veramente molto efficace a mio avviso, consiste nel buttare diverse manciate di esche all’interno dei rami. Questo permette alle carpe di alimentarsi in sicurezza, ma allo stesso tempo di prendere grande fiducia verso le nostre boilies. Passo poi a dare una bella spolverata di circa 1kg di pellets, ricchi di attrattori e cereali, molto apprezzati dai pesci, ma che allo stesso tempo non li sazieranno. Ora è il momento di posizionare i terminali. Su una legnaia, dove sono consapevole che vi sono inevitabilmente carpe, posiziono una canna a destra ed una a sinistra dell’ostacolo a circa 15-20 mt dallo stesso. Le canne evitiamo di tenerle

“In tutti i laghi o le cave dove ho pescato, il 90 % delle volte ho catturato pesci vicino ad alberi sommersi in pieno giorno mentre la notte vicino ad isolotti o erbai sommersi” The Key Hard Hon's e Scope 10' 3,5 libbre... un' abbinata vincente sia pescando da natante o semplicemente lanciando da riva.

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a meno di 50mt una dall’altra. Non metto mai una canna di fronte all’ostacolo, neppure a 10mt in quanto un pesce di 15-20 kg riuscirebbe al 90% ad avere la meglio. Dove posiziono il terminale, ben al sicuro dai rami, impiego circa 10 boilies tra rotte ed intere, e integro l’innesco con almeno 300-400gr di pellet. La soluzione vincente è creare una vasta zona di grande interesse per le carpe. Trovando molto cibo ben dislocato si fidelizzeranno velocemente a tal punto da indurle ad uscire allo scoperto. Hanno paura ad alimentarsi di quelle esche, più ne mangiano e più percepiscono che il pericolo sembra non esserci. Dalla legnaia le carpe si apriranno a macchia d’olio verso l’esterno e man mano che si allontaneranno perderanno la diffidenza trovando esche sicure. In questo modo quando arriveranno ad abboccare sull’innesco ci saranno molte carpe nell’area. La cattura di un pesce non le infastidirà molto in quanto la pastura è aperta e non concentrata ed i pesci lo saranno a loro volta. Ovviamente dopo ogni cattura dovremo riposizionare la canna nell’area spostandola di alcuni metri da dove abbiamo preso il pesce. Con moltissima discrezione dovremo ravvivare la pastura facendo il minimo rumore possibile perché il pesce si troverà ancora fuori dai rami. In questo modo ho fatto catture multiple in pieno giorno in luoghi ad altissima pressione di pesca. Nessuno “spreca” le sue preziose boilies lanciandole in mezzo i rami, ma ricordatevi che è un’arma vincente. Un ulteriore trucco molto redditizio è quello di impiegare almeno due gusti di boilies diversi. Consiglio di catturare almeno 2 o 3 carpe con lo stesso tipo di esca, dopodiché cambiarla. L’importante è creare confusione nei pesci e pasturare dall’inizio con entrambe le tipologie ben distinte inserendo poco per volta la seconda esca. Ovviamente con questo metodo forse non ci basteranno 10 kg di esche per un week end, ma ne vale veramente la pena, credetemi. La mia combinazione preferita di esche è Scopex Squid abbinata alle formidabili Key Stabilized. Hanno una ottima resa anche Per essere sempre in sicurezza, senza rischiare di perdere la canna, il sistema Nash Bite Look, e senza dubbi il migliore.

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“Dalla legnaia le carpe si apriranno a macchia d’olio verso l’esterno e man mano che si allontaneranno perderanno la diffidenza trovando esche sicure. ” senza pasturazione preventiva ed entrano in pesca molto velocemente. Generalmente inizio con le Scopex Squid per poi passare alle The Key, l’effetto è devastante. Questo metodo è vincente in tutte le tipologie di acqua in quanto queste esche sono state sviluppate per dare la massima risposta al gusto delle carpe più grandi e diffidenti. Le Scopex Squid sono la storia e la vera “essenza” dell’esca per eccellenza. Una volta che ho il pesce fidelizzato nell’area inizio ad introdurre le The Key per portare a guadino i pesci più grossi ed anche, da non sottovalutare, per stuzzicare il palato di altri che non amano abboccare alle solite esche. Ma di questo complesso argomento ne parleremo più avanti. Per il momento non c’è altro da aggiungere e queste poche parole per parlarvi dei miei ragionamenti e dei miei approcci di pesca. Magari tra un anno vi racconterò che ho trovato un metodo migliore di questo ma per ora i risultati appagano notevolmente i miei sforzi.


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Tecnica

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Stalking

CARP

33 NA S H I TA LI A E -ZINE

10/11/2014 09:58


Il termine stalking in Italia è stato preso esclusivamente come termine dispregiativo, fatto che non si discosta molto dalla realtà per quanto riguarda uomini e donne, ma per fortuna in questo articolo si parla di altro. https://www.facebook.com/MatteoMarmocchi2 Testo e foto di Matteo Marmocchi

NAS H I TALI A E-ZINE 3 4


Lo stalking carp non è altro che l’inseguire le carpe, trovarle e provare a catturarle, in un lasso di tempo inferiore alle classiche sessioni di carp fishing. Il poco tempo a disposizione delle persone che studiano e lavorano, obbligano a cambiare strategia di pesca, dalle consuete notturne o pescate di più giorni. Mai come quest’anno ho effettuato questo approccio, dovevo ritagliarmi quei momenti necessari al mio benessere psicofisico, cioè la pesca. Mi sarebbe piaciuto avere il solito tempo di qualche anno fa, quando ogni settimana facevo almeno una o due notti, concedendomi anche intere settimane a pesca, ma nella vita più si cresce, più diventa tutto complicato,meglio se si ha la fortuna di condividere la propria passione con il partner. Quando ero single la pesca era tutto quello che pensavo durante la giornata, ma poi arriva per tutti quel momento in cui bisogna crescere, anche più tardi di altri coetanei, prima o poi si cade in quel vortice lavoro-famiglia-sacrificio, che sinceramente tutti ne farebbero a meno. Lo stalking carp insegna che si possono catturare carpe anche in poche ore. La moda delle sessioni lunghe di pesca è abbastanza recente, diciamo attorno alla fine degli anni 2000 (in Italia), prima molti si accontentavano di poche ore di relax, ricordate che si è carpisti anche se non si fanno minimo 100 notti all’anno, l’importante è pescare con serenità! Per catturare in poche ore bisogna conoscere il luogo, sapere dove le carpe stazionano e quale tecnica usare per adescarle, dulcis in fundo anche le esche ricoprono un ruolo fondamentale. In teoria lo stalking carp è una tecnica che ha il suo massimo apice nei periodi primaverili, estivi ed inizio autunno e, chi è provvisto del “sesto senso”, avrà molte più possibilità di riuscita, però tale senso si può acquisire con le ore in pesca “molte” e soprattutto in luoghi difficili, dove la pagnotta bisogna sudarsela! Però non è detto che chi ha intuito e fortuna non possa uscirne vittorioso.

Una delle regole principali per affrontare un corretto Stalking Carp è avere il minimo indispensabile. In questo caso la linea Scope offre una gamma di prodotti perfettamente in linea con questa tecnica.

Il primo approccio da seguire è lo scrutamento dell’acqua, nei periodi caldi che seguono periodi freddi, come per esempio la metà primavera, le carpe amano stare giornate al sole in acque basse, oppure a fianco di grossi ammassi rocciosi, quello è il punto di partenza per scovarle. Nei grandi bacini, per esempio, le possiamo trovare vicinissime alla diga, oppure in anse dove il sole batte costantemente, le secche sono privilegiate nei periodi di inizio estate, dopo di che sono zone abitudinarie notturne. Trovare le carpe in mezzo al lago non è semplice, a patto che non si ha una barca, ma queste scapperanno alla sola vista o rumore. Non di rado carpe ed amur stazionano in mezzo al lago in superficie. Nei canali, i tratti nei pressi dei canneti sono ideali, osservare se ci sono dei salti è la cosa giusta. Il segreto? Un picchetto, una canna, il minimo indispensabile e via, a caccia di carpe!

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FURBIZIA

Lo stalking carp, quindi, è una tecnica che si svolge con poca attrezzatura, senza barca e viaggiando lungo il perimetro del posto, due ore e si riparte, a meno che non le abbiamo trovate! Se si scorge un segnale di movimento, o meglio ancora la vista di un ciprinide, quello è il momento buono per lanciare il nostro innesco. La ricerca delle carpe deve essere effettuata con molta cautela, perché le vibrazioni dei passi e soprattutto le voci sono trasmesse in acqua con molta facilità e quindi sinonimo di segnali di pericolo e di diffidenza per un’eventuale esca sul fondo. L’abbigliamento dovrà essere dei soliti colori dell’ambiente, andare a fare stalking lungo la riva o sopra ad un albero con magliette fluorescenti o Hawaiane ha davvero poco senso. Le carpe si accorgono dei cambiamenti lungo la riva. Non molte acque sono limpide, e quando siamo sulla sponda, ci sono delle probabilità che le carpe siano nell’immediato sotto riva, noi non le vediamo, ma loro si accorgono subito di noi se facciamo movimenti bruschi oppure se siamo vestiti in modo non consono. L’utilizzo di occhiali polarizzati è quasi fondamentale, queste lenti permettono di vedere alcuni metri sotto la superficie, ideali se saliamo sopra gli alberi o guardiamo da promontori. A occhio nudo vedremo molto di meno che con questi occhiali.

ESCHE

Premetto che si possono catturare carpe con qualsiasi esca! In pochi secondi, sia per curiosità o per profumo, esse possono essere mangiate, non si hanno gli effetti controproducenti delle boilies scarse durante le lunghe pasturazioni. Dato per scontato che la salute delle carpe è un chiodo fisso, le caratteristiche che devono avere le nostre esche durante lo stalking sono propagazione dell’odore e renderle frenetiche, un cambiamento del PH in poco tempo. Per lo stalking ora utilizzo delle boilies Nash bait come le Instant Action (il nome è azzeccatissimo per l’azione istantanea) o le Citruz (composte da agrumi, specialmente nella versione Cultured, con la pasta attorno che si scioglie tra le 2 e le 5 ore rilasciando costantemente particelle di cibo), che mettono subito in moto gli ingredienti a contatto con l’acqua, emanando e rilasciando i segnali di alimentazione. L’uso di method, pasture e paste, sono ottime, usate in una bombetta, magari innescando una boilie dippata. La pastu Uno degli accessori più importanti per affrontare correttamente lo Stalking Carp sono gli occhiali polarizzati. Nash ne propone due versioni con montatura in legno, ma con lenti di colore diverso. Gli occhiali Nash sono ideali per essere indossati anche tutti i giorni.

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razione dovrà essere mirata e molto attenta, non è necessario pasturare con molti chili, le massicce pasturazioni servono per attirare il pesce, ma se noi lo abbiamo trovato, basta solo l’innesco e magari una piccola manciata attorno, gettata poco alla volta e delicatamente, senza fare troppo rumore. L’utilizzo di fionde o di lancia boilies, magari lanciando qualche esca con le mani se ne abbiamo la possibilità.

INNESCHI

Ogni ambiente al suo tipo di innesco, ma nella stragrande maggioranza dei casi un omino è il top, seguito dalle pop-up e dalle affondanti al terzo posto. Inneschi con esche troppo grandi, come boilie da 24 o 30mm, li sconsiglio, al contrario esche da 10 e da 15mm, le trovo micidiali! L’amo deve essere proporzionato al tipo di innesco, però in questi casi, consiglio ami non troppo grandi, meglio se piccoli con il capello leggermente più lungo per non creare l’effetto ombra tra boilie e amo. La lunghezza del terminale dovrà essere leggermente più lunga del solito, perché le carpe possono capire e vedere il piombo una volta lanciato. Terminali rigidi, oppure semi rigidi, aiutano nella fase di presentazione, così potremmo evitare di ritirare la nostra lenza e fare inutili movimenti sul fondo. Il piombo non deve essere enorme, a volte non è nemmeno necessario, per lanciare può bastare solo il peso del terminale senza piombo. Il tutto se vogliamo pescare con massima discrezione. Senza il piombo, l’esca cadrà in modo più soffice e non dovremmo recuperare la lenza quando si lancia, ma lasciare cadere in modo naturale, questo sembrerà un frutto che cadrà in acqua, col piombo tutto è più accentuato. Personalmente pesco con il piombo, perché mi permette una buona allamatura, lasciando la frizione abbastanza lenta se non ci sono ostacoli nelle vicinanze. Gli inneschi sono quindi soggettivi e saranno le proprie esperienze a farci capire cosa è meglio e cosa no, il tutto derivato dal successo delle proprie catture. 37 NASH ITALIA E-ZINE


LUOGHI E STAGIONI

In primavera e in estate le carpe tendono a stazionare in zone prima di sole (di mattina) e poi di ombra, magari dentro anse, vicino grossi ammassi rocciosi, dove ci sono affluenti. In genere però è facile trovarle nella fascia di termoclino a mezz’acqua, dove passano molto tempo delle loro giornate. Qui un approccio con tecnica a zig rig o con il pane è l’ideale. In autunno invece è diverso, come per la fine estate in molte zone. Le carpe in questo periodo tendono a girare molto durante il giorno, hanno delle loro zone di passaggio, e non è raro vedere salti la mattina in una determinata zona, dopo due ore vedere i soliti salti in un'altra zona. Seguire questi salti è una cosa saggia, l’ho provato più volte e con successo. Ovviamente ci vuole un’enorme conoscenza del luogo, un’ottima osservazione nei giorni precedenti e magari pasturare precedentemente lungo il passaggio. Molti pescatori anglosassoni girovagando per il posto, osservano le sponde, battezzano 3-4 punti, a loro modo di pensare buoni per la presenza di carpe, pasturano e dopo una mezz’oretta iniziano il loro giro di pesca, in teoria se ci sono carpe nei paraggi, non tardano ad assaggiare qualcosa se arrivano sullo spot. Questo sistema non è per niente stupido e sono convinto che molti di voi lo proveranno. Sarebbe ideale che le zone si possano vedere l’una con l’altra, appunto per capire se avvengono dei salti nelle zone scelte.

“Passa un’ora, ed il mio umore non è dei migliori, pensavo di vedere almeno una mangiata, ma è difficile prendere quella carpa, molto probabilmente si sarà allontanata dopo aver sentito il mio lancio. ”

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LA MIA PESCATA

Nello scrivere il titolo mi è venuto in mente che sarebbe bello svolgere una sessione di stalking e documentarla in questo articolo, così ho fatto. Martedì, uno dei primi caldi della stagione, tra un mesetto sarà estate e le carpe non sono ancora in frega. Carico la macchina con il minimo indispensabile, una canna, un pacchetto di boilies, la cassetta delle minuterie, due picchetti ed un segnalatore e l’immancabile materassino. Sono le 10 di mattina, ho dovuto fare qualche lavoro al computer svegliandomi un po’ presto, ma sarebbe stato meglio arrivare con le prime luci dell’alba per avere più possibilità di risultati. Perlustro il lago con la macchina, fermandomi ed osservando le sponde opposte; con i primi veri caldi, le carpe si avvicinano alla diga o si mettono dove un immissario getta cibo in acqua e il fondale è basso, quindi zone più calde. Purtroppo la zona è occupata da un pescatore alla bolognese, mi fermo un po’ e osservo, vedo qualche bolla posizionandomi sopra ad un ponte e facendo un metro e mezzo sopra ad un albero, sempre contro sole per vedere i riflessi e con gli occhiali, chissà cosa penserà quel signore che pesca! Vedo del movimento di qualche carpa, ma non esageratamente grande, proverò a tornare verso sera, prima vediamo cosa mi dice la zona della diga, mi affaccio con molta cautela, non vedo niente, mi fermo un po’ e i miei occhi vedono affiorare la sagoma di una bella carpa stimata sopra ai 10kg, è lei che devo catturare! Lancio qualche pallina del 15, ma la carpa non fa una piega sembra non averle viste e sentite, allora mi dirigo verso l’unico punto dove poter lanciare, con molta calma, aiutato anche dal rumore delle onde provocate dal vento, metto un picchetto con il segnalatore, innesco una singola 15mm Citruz Cultured con uno stick mix sempre al solito gusto, lancio stando due metri distante dalla diga; pescando in acque basse, si nota molto bene il fondale e devo stare attento agli enormi massi taglienti che si vedono, quindi la mia lenza è munita da uno shock leader molto resistente, un leader in Diffusion Camo, in modo che sia invisibile l’ultimo pezzo di lenza, ed il terminale rigido di colore del fondale, il mio alleato Armourlink. La presentazione è perfetta! Lancio una volta, non recupero per non fare troppo rumore, il pesce si sarà allontanato di qualche metro, oppure starà ancora nei paraggi? Spero di scoprirlo presto... Passa un’ora, ed il mio umore non è dei migliori, pensavo di vedere almeno una mangiata, ma è difficile prendere quella carpa, molto probabilmente si sarà allontanata dopo aver sentito il lancio. Penso che il mio innesco sia finito dietro ad un masso e quindi non sia visibile oppure non sia mangiabile, quindi rilancio. Posiziono la canna e dopo due minuti ecco una partenza, molto combattiva, le carpe prese in questa maniera sono davvero cattive. Dopo un bel combattimento ecco che guadino la carpa, con molta sorpresa noto che era quella più piccola, sarà di poco sopra i 5-6kg, faccio due foto e la rilascio subito. Sono contento di aver catturato anche questa volta a stalking, ma visto che ho ancora 3 ore davanti voglio provare a catturare quella grossa che ho visto. Lancio nel solito posto, molto probabilmente quel punto è pulito, solito innesco. Attendo 10 minuti per sentire una partenza, ecco un bel combattimento, penso sia più grossa di quella di prima, 10 minuti di ripartenze ed eccola a guadino, sì!!! È lei, quella vista dalla diga. Sono contentissimo, faccoi subito 4-5 foto e la rilascio con un arrivederci. Ho ancora del tempo e voglio ancora pescare in due zone del solito lago, quindi vado al lato opposto della diga, però visto che non ce ne sono in superficie, tento la sorte per un’oretta ad una decina di metri di profondità, magari lì verso quest’ora vanno a cibarsi, proprio lì c’è un bocchettone che porta via l’acqua, osservo bene standomene accucciato, vedo solo dei cavedani, la zona è molto sgombra in riva, non voglio farmi vedere e quindi mi metto dietro ad un piccolo cespuglio, devo vedere se saltano, lancio il solito innesco, con il lancia boilies mi aiuto nel buttare qualche pallina, passa un’ora, non vedo niente, qua non ci sono carpe...

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Cavolo! Manca solo un’ora e devo tornare a casa, devo consegnare dei lavori per e-mail e mi devo preparare per andare a cena fuori, decido di mettermi vicino ad altre turbine, ma voglio pescare più verso riva, lancio, però non vedo nessun salto, niente! Allora decido che la mia sessione di stalking carp è finita. È andata benissimo, sono riuscito a catturare le uniche carpe che ho visto, voglio vedere come sono venute le foto, sarà la prima cosa che farò a casa! Spero di avervi incuriosito con questo nuovo metodo di interpretazione del carp fishing, non è nuovo al 100%, ma lo è per chi si è avvicinato da poco al carp fishing, perché chi è datato, lo avrà usato sicuramente. Le mie sono state indicazioni di linea generale, abbastanza approfondite, possono essere messe in pratica ovunque, poi sarà la propria esperienza nel posto di pesca a far aggiungere qualche postilla alla teoria descritta. In bocca alla carpa!!!

Una bella regina ingannata dopo averla individuata nel sotto riva.

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Tecnica

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Durante le nostre sessioni di pesca, è capitato spesso di imbatterci in acque caratterizzate dall’alta presenza di vegetazione acquatica. Spesso, questo genere di situazioni, richiede approcci di pesca stressanti, che in molti, nella maggior parte dei casi, evitano. Testo e foto di StefanoAntonucci e David Bracaglia https://www.facebook.com/stefano.antonucci.3

https://www.facebook.com/profile.php?i-

WELCOME to the JUNGLE

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Anche noi in passato eravamo convinti sostenitori della teoria del “pulito è meglio”, ma con il passare degli anni ed i numerosi successi raggiunti, la nostra visione è totalmente cambiata, tanto da andare spesso alla ricerca delle situazioni più “intricate”, quelle che fanno drizzare i capelli solo a guardarle…. Prima di tutto però, è da fare una lecita premessa circa le varie tipologie di vegetazione acquatica che potremmo incontrare durante le nostre battute di pesca, sul ciclo vitale della stessa e su come influisce positivamente e negativamente sulla vita degli altri essere viventi nello stesso ecosistema, nel nostro caso, le carpe. Ricordate che i vecchi proverbi non sbagliano mai….esiste anche “l’erba cattiva”, quella che non muore mai…. Nei laghi, nelle cave, perfino nei fiumi, possiamo trovare vegetazione acquatica. Quest’ultima può nascere spontaneamente negli ecosistemi in questione, quindi considerarsi autoctona, oppure aver preso vita in ragione di svariate cause chimiche, dipese in primis dall’inquinamento. Volendo fare degli esempi, per essere quanto più chiari, una fitta distesa di ninfee, è sicuramente da considerarsi come forma di vita acquatica vegetale “sana”, così come banchi di Vallisneria Spiralis, i quali possono estendersi sul fondo per svariati metri quadrati ed innalzarsi fino a sfiorare la superficie. D’altro canto, la massiccia presenza di alghe di genere

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I NASH R3 sono dotati di un sistema di rilevamento intelligente, capace di distinguere i segnali derivanti dalla partenza di un pesce da quelli dovuti ad elementi di disturbo come erbai, canneti e detriti. Il TOP quando si ha intenzione di affrontare situazioni di pesca come quelle descritte.

filamentoso, spesso, è sinonimo di alta presenza di fosfati nell’acqua, causata da scarichi abusivi sia di tipo domestico che agricolo. Per i nostri scopi piscatori, sicuramente sono da preferire sempre, tutte le forme di vita vegetale appartenenti al primo genere. Progressivamente, un numero crescente di acque italiane comincia purtroppo a manifestare il problema delle alghe infestanti, e la presenza di queste, in maniera sempre più fitta, è un male per l’acqua che abbiamo davanti, perché causa di una costante diminuzione


dell’ossigeno presente creando condizioni ideali per un processo di eutrofizzazione che porta alla morte dell’acqua stessa. Gli erbai sono da considerarsi aree molto interessanti soprattutto se vogliamo pescare di giorno, grazie ad un fenomeno chimico denominato “fotosintesi clorofilliana” attraverso il quale, la vegetazione, sfruttando l’irradiazione della luce del sole, produce ossigeno. Si creano quindi, delle zone che risultano essere molto interessanti per i pesci, come per qualsiasi altro organismo acquatico, che trova in esse delle ottime condizioni per stazionare in pieno giorno, protetto dagli erbai. Teoricamente, le stesse aree dovrebbero risultare assai meno prolifiche con l’oscurità, perché la produzione di ossigeno viene ora sostituita con l’emissione di anidride carbonica che ha effetti repulsivi sul pesce: di notte quindi, sarebbe preferibile tenersi lontano da questi settori e pescare altrove. Anche se poi la teoria ha smentito la pratica con catture anche nel buio…..ed a noi questo interessa. La presenza sul fondale di questi elementi, spesso, manda in crisi “il carpista medio”, poiché lo pone di fronte a difficoltà nuove che obbligano a pensare ed uscire dagli schemi classici. In troppi infatti, si affidano al semplice “lancia e aspetta” oppure alla spasmodica ricerca del punto che “batte duro”, pratiche che, nel 99% dei casi non portano a nulla o a nulla di più. Questo tipo di situazioni, necessita di un approccio abbastanza differente dai classici fondali puliti o semi puliti e richiede una serie di attenzioni che spesso portano i pescatori a tenersi lontani per paura di non riuscire ad affrontarli in modo consono…..è un vero peccato, perché gli erbai offrono delle ottime possibilità di cattura e spesso si sono rivelati jolly che ci hanno salvato da alcune battute negative visto che i settori tradizionali, non stavano offrendo carpe. Fatto tesoro di queste esperienze, da parte nostra, non sono stati più visti solamente come alternativa, ma spesso, come prima scelta. Perché, direte voi….semplice…per poche e determinanti caratteristiche che li rendono ideali zone di stazionamento e\o passaggio per le carpe: concreta possibilità di riparo ergo tranquillità assoluta per i pesci; perfetta adattabilità alle abitudini riproduttive; immensa fonte di reperibilità alimentare. Vi bastano….??!!?

Classico imprevisto che può verificarsi pescando all’interno degli erbai: trovarsi il terminale completamente fuori uso a causa degli stessi. Esistono però validi metodi per evitare tutto ciò!!!

L’importante sarà adeguare il nostro approccio tecnico\tattico alla situazione che abbiamo di fronte: chiaramente quello che funziona su un fondale sgombero da ostacoli non avrà la stessa resa in situazione ad alta presenza vegetale…quindi, partendo dalle attrezzature e dai materiali da utilizzare, fino ad arrivare a terminali ed esche, pescare a ridosso o addirittura “dentro” gli erbai, richiede una preparazione alla sessione totalmente diversa. Si, avete capito bene, “dentro” gli erbai…..infatti c’è da fare una distinzione ben precisa tra “pesca a ridosso di erbai” e “pesca all’interno di spazi negli erbai”. Nel primo caso, parliamo di pesca a ridosso di un grande banco di erbai, di una distesa di ninfee, sia prima che dopo di essi, ma comunque sia nelle immediate vicinanze dello stesso; nel secondo caso, intendiamo una metodica che prevede una previa azione di individuazione di spazi liberi, più o meno grandi, all’interno di queste aree, seguita poi da un azione di pesca all’interno di essi. Solo un appunto da fare: quando parliamo di pesca in prossimità di erbai, e a maggior ragione all’interno di essi, intendiamo casi limite che possono portare anche alla perdita del pesce, ma che di certo, non lo mettono in pericolo di vita. NASH ITALIA E-ZINE 44


Quello che vogliamo dire, è che spesso, il pesce, specialmente nei casi di pesca all’interno degli erbai, invece che fuggire tenterà di scamparsela rimanendo all’interno della massa vegetale: questo non significa che la nostra preda rimarrà intrappolata nell’erbaio, ma che 8 volte su 10 il combattimento si concluderà guadinando una carpa totalmente coperta di erba, e nei casi restanti sarà persa per slamata, a patto che si utilizzino determinati accorgimenti che sarà nostra cura ricordarvi in seguito. La pesca in questi settori richiede particolari accorgimenti tecnici, atti in primo luogo alla riuscita del nostro intento, ovvero la cattura, secondo poi alla salvaguardia del pesce. Sia pescando ai limiti di queste zone particolari, che al loro interno, il nostro primo consiglio spassionato è quello di affidarvi ad una buona treccia da caricare sulle bobine dei vostri mulinelli. Oltre ad una reattività in fase di abbocata ben superiore a quella di qualsiasi nylon in commercio, la particolare composizione di questo materiale permette un più agevole recupero della preda in questo tipo di ambienti, in primis grazie all’effetto “sega” che la treccia esercita su ogni tipologia di ostacolo vegetale. Lo sfregamento continuo sugli steli delle piante acquatiche ne faciliterà l’eliminazione e ridurrà di gran lunga i possibili intoppi che, con il caro vecchio nylon, sarebbero inevitabili. Pertanto, una lenza madre molto semplice, ma allo stesso tempo sicura, sarà quello di cui avremmo bisogno: in aggiunta alla treccia in bobina, inseriremo uno spezzone di Cling On 45 NASH ITALIA E-ZINE


Leader per permettere una perfetta distesa dell’ultimo tratto di lenza sul fondale e per rinforzare ulteriormente tutto il sistema. Le parole chiave saranno resistenza e semplicità...meno nodi uguale meno intoppi e meno punti deboli. Personalmente, non utilizziamo mai zavorre differenti da quelle munite di sistema bolt rig, un po’ per abitudine, un po’ per praticità, ma soprattutto per gli ambienti che frequentiamo, la riteniamo la scelta numero uno. In questo caso ancor di più, viste le scomodità che affronteremo, spesso, la perdita del piombo sarà determinante per sbrogliare le matasse più impervie…… Piombi dal peso consistente e dalla forma piatta saranno perfetti al nostro scopo. Parlando di terminali, non staremmo qui ad indicarvi il più idoneo per questo tipo di situazioni, ma ci limiteremo a darvi solo delle indicazioni aggiuntive, convinti che “il vostro” infallibile e preferito risulterà tale anche questa volta. Fondamentale sarà allungare la lunghezza classica del vostro terminale standard: sia pescando in prossimità che all’interno di banchi di erba, non sarà difficile aver a che fare con un fondale ricco di sedimento: un terminale di 20\30 cm a volte si rivelerà come la scelta ottimale, in quanto eviterà lo sprofondamento dello stesso nello strato di deposito, permetterà la sicura distesa del finale ed una perfetta mobilità meccanica. L’utilizzo di un ottimo trecciato guainato, spellato per qualche millimetro nei pressi dell’occhiello dell’amo, è la nostra opzione preferita, per evitare indesiderati grovigli e non andare per la leggera in quella che si rivela sempre come la parte più delicata e determinante. Unica variante che apportiamo, pescando all’interno degli erbai, o riseghe presenti in distese di ninfee o castagnole, è di utilizzare un pesante sasso al posto del piombo. L’utilizzo di un sasso montato in modo da essere perso nel momento stesso in cui il pesce rimarrà ingannato dalla nostra esca, garantirà un autofferrata senza paragoni, ed inoltre, la perdita

“Un enorme regina catturata a ridosso di un erbaio, in pieno giorno, a primavera. Sicuramente una zona che garantiva sicurezza, cibo e la dovuta tranquillità per l’imminente fase di frega” NASH ITALIA E-ZINE 46


immediata della zavorra, che in questi casi faciliterà di molto il combattimento…..credeteci, farlo o non, significherà avere una sostanziale differenza di foto memorizzate sulla vostra digitale… Di norma in questi settori non utilizziamo MAI esche affondanti, prediligendo soluzioni bilanciate o addirittura pop up. Quindi, sì a singoli inneschi bilanciati, omini di neve e pop up, anche in versione sovradimensionata e dai sgargianti colori fluo. I motivi sono semplici: sicurezza di essere in pesca sempre e nella giusta maniera, e aumentare visibilità ed attrattività dell’innesco. La pasturazione, rispetto alle solite “calate sul pulito”, può differenziarsi per la modalità della stessa. Spesso, optiamo per esche non sferiche ma quadrate, oppure per lo spezzato di boiles, in modo da evitare la dispersione della pastura all’interno dei fitti erbai e degli strati di deposito sottostanti, in quanto le esche, presentate così, tenderanno ad appoggiarsi delicatamente sugli strati superficiali. Un'altra valida alternativa, è quella dell’utilizzo di sacchetti in pva o dei famigerati stick, metodiche che uniscono alle prerogative sopracitate, un ulteriore sicurezza in fase di discesa e posizionamento del terminale, che si ritroverà per pochi minuti ingabbiato e protetto da possibili appigli indesiderati.

“Questa carpa è stata ingannata all’interno di uno spazio pulito nel cuore di un grande erbaio di Vallisneria. Intorno ad essa la giungla, avere la meglio non è stato facile, dato che il pesce era completamente immerso tra le alghe sfruttando la sua mole”

Le distese di vegetazione acquatica riservano sempre un fascino particolare agli occhi del pescatore, ed inoltre sono da considerarsi come ottimi spot, in quanto sicuro riparo per le carpe e vere dispense di cibo naturale.

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Pescare in questi settori, ed ottenere i risultati sperati, richiede coraggio e fermezza nelle proprie scelte, estrema attenzione al particolare, occhio nella scelta dei settori migliori e tanta tanta applicazione. Oltre ciò, può risultare d’aiuto, l’utilizzo di qualche strumento più mirato rispetto al solito ecoscandaglio. Cosa può risultare più performante ed affidabile dell’occhio elettronico…??? Beh, i nostri occhi sicuramente, ed inoltre l’obiettivo di un ottima telecamera subacquea. Nel primo caso, se siamo dei veri e propri San Tommaso alla “se non vedo non credo”, il batiscopio è l’attrezzo che fa al caso nostro. Economico e di facile utilizzo, permette l’esplorazione delle fasce d’acqua meno profonde, quindi ideale in prossimità di banchi di ninfee oppure di canneti, sicuramente limitante in casi di scarsa limpidezza delle acque o di pessime situazioni di luce. La telecamera subacquea è un attrezzo che sta prendendo veramente piede tra i carpisti, e che anche noi utilizziamo da qualche tempo con ottimi riscontri. Precisa, poco ingombrante, permette il riscontro visivo con i rilevamenti del “fratello” ecoscandaglio, ed inoltre, l’ispezione di zone particolari e ad alto tasso di interesse, come i buchi o i corridoi presenti nelle distese di alghe dei grandi laghi, a profondità proibitive per qualsiasi altra soluzione, parliamo anche di più di 10 mt di profondità. NASH ITALIA E-ZINE 48


“Anche questa regina bronzata è stata catturata in uno spot, individuato dopo ore di ricerca, all’interno di una risega creatasi in un enorme distesa di ninfee. Sangue freddo e giusti accorgimenti tecnici hanno premiato Jack”

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Un ottimo attrezzo, che stiamo utilizzando con estrema soddisfazione, è quello proposto dall’azienda DSM Store, un concentrato di tecnologia offerto ad un prezzo di mercato veramente competitivo, che racchiude tutte le caratteristiche sopra indicate, e che quindi ci sentiamo di consigliarvi vivamente. Sfaccettature di questo genere, rendono il carpfishing una vera tecnica specialist, marcandone sensibilmente la differenza con una classica pesca a fondo. Quando senso dell’acqua, tecnica e utilizzo di attrezzature appropriate si fondono, gli eventuali risultati ottenuti non saranno casualità ma un evidente evoluzione delle nostre capacità piscatorie e della nostra esperienza. Spingetevi sempre oltre, non abbiate paura di sbagliare, osate….


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Tecnica Questa volta vorrei parlare delle piccole cave, dei laghetti che a volte si discostano dalla tipologia media delle acque italiane, acque spesso considerate di “serie B� ma che invece possono trasformarsi in ottime palestre offrendo un modo sano e divertente di farsi una bella pescata giornaliera. https://www.facebook.com/profile.php?id=100009273503023 Testo e foto di Graziano Giambastiani

Piccolo...ma

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a non FACILE

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Si tratta il più delle volte di bacini artificiali (quelli naturali sono molto più rari) nati principalmente per scopi irrigui situati in aree campestri, collinari per la precisione, ma caratterizzati da una notevole difficoltà, soprattutto nel periodo estivo quando la pressione di pesca aumenta, le sponde si infittiscono di pescatori, le acque si surriscaldano e i pesci diventano apatici, a volte impossibili. Spesso affrontando questi ambienti, che a prima vista possono sembrare “ingenui da interpretare”si ha quella sensazione che poco differisce da quella ben nota dei tanto blasonati laghi inglesi. In genere i posti difficili in Italia ce ne sono tanti, ma il più delle volte sono bacini di grandi dimensioni in cui è difficile riuscire ad interpretare e condizionare i movimenti, e le abitudini alimentari dei pesci che noi ricerchiamo. Ma in questo caso stiamo parlando di “laghetti” che a stento arrivano a 3/4 ettari. Quantomeno insolito, ma non troppo, poiché generalmente questi piccoli bacini hanno un’età considerevole, è la buona presenza della flora acquatica che in certi casi raggiunge una certa importanza, occupando gran parte delle sponde e offrendo ottime zone di riparo per i pesci soprattutto quando fa molto caldo. La folta presenza di vegetazione equivale ad un’abbondante fonte di cibo naturale, e spesso, le carpe più anziane raggiungono dimensioni piuttosto generose. Bocche grandi ma non callose. Spesso le carpe che vivono in questi ambienti hanno le bocche molto morbide, a causa del modo che hanno di alimentarsi sul fondale melmoso.

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Analizzando il tutto, abbiamo a che fare con luoghi che possono offrire molto ad un appassionato, se affrontati nel modo giusto, e con una buona dose di costanza, se si fanno le cose perbene qualche bel pesce sarà possibile portarlo a guadino o altrimenti l'alternativa è...collezionare inesorabili cappotti. Per affrontare correttamente questi ambienti non dobbiamo tralasciare alcuni dettagli importanti: l'osservazione dello spot, le potenzialità dello spot e la pasturazione. E' importante valutare tutte le possibili alternative, individuare con attenzione i luoghi più adatti all'alimentazione naturale e allo stazionamento, generalmente non sono molti, ma perdendo un po' di tempo ad osservare l'acqua e le sponde, qualcosa di buono si trova sempre. È probabile che i pesci si spostino in luoghi differenti a seconda delle stagioni o addirittura anche col cambiare delle condizioni meteorologiche, quindi cercate di tenere sempre in considerazione questi due ultimi fattori. Generalmente questi ambienti si “attivano” di più quando fa brutto tempo ed è possibile vedere salti, rollate e bollate che sono altrimenti più rare nelle giornate di sole. Il motivo di questo è da ricercarsi nel fattore disturbo (vedi pressione di pesca), generalmente inesistente in condizioni ambientali normali. La pasturazione preventiva risulta efficace in alcuni di questi bacini, in altri è ininfluente, mentre in altri ancora risulta controproducente. Le opzioni secondo le quali decidere se intraprendere o meno una campagna di pasturazione sono quindi due: informatevi dai pescatori presenti su cosa si utilizza generalmente in quello specchio d'acqua oppure provate a variare le presentazione e di conseguenza le strategie. Alcune pescate con qualche richiamo tipo stringer, stick, sacchetti in pva o method, e se per caso i risultati scarseggiano optate per una pasturazione preventiva fatta di piccole quantità a cadenza regolare, e se anche questo non dovesse pagarvi del sacrificio fatto provate ad aumentare le

Un piccolo omino di neve perfettamente bilanciato col peso dell'amo, grazie ad una pallina di pasta al tungsteno. Questo sistema è ideale nel caso si usino sacchettini in PVA inseriti sul terminale.

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dosi e la dimensione dell'esca lasciando trascorrere un po’ più di tempo fra un’uscita e l’altra. Ovviamente usate sempre prodotti di qualità, questo è un consiglio che vale sempre, quindi seguite le varie metodologie e siate molto graduali nei passaggi da un tipo di approccio all’altro. Come si è detto le esche devono essere di qualità, questo vale sia per quelle da pastura sia per le hook bait, anche se a mio avviso è consigliabile usare le stesse, sia per pescare che per pasturare. Altro accorgimento è quello di usare come primo approccio esche piccole e magari anche dalla forma insolita. Affondanti, pop-up o ad assetto neutro... tutto può essere efficace, basta fare le cose perbene. Ogni posto è diverso. Questo vale anche per la composizione del mix e della parte liquida usata nel caso affrontiate la sessione con delle Self made. Per quanto riguarda il terminale, certo ognuno ha le proprie convinzioni, ma è indubbio che dovete affidarvi a rig di sicura efficacia, in quanto “lisciare” una partenza o slamare un pesce durante il combattimento in questi ambienti è una cosa che “brucia” terribilmente. Quindi rig affidabili, ma anche decisamente mimetici, di conseguenza ami piccoli e robusti, un buon fluorocarbon se l’acqua è particolarmente limpida o se peschiamo in spot con pochi ostacoli, altrimenti Nella foto a fianco si può vedere come il bilanciamento perfetto dell'omino di neve, grazie alla zavorra di pasta al tungsteno, mantenga l'amo leggermente appoggiato al fondo.

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“La pasturazione preventiva risulta efficace in alcuni di questi bacini, in altri è ininfluente, mentre in altri ancora risulta controproducente. ”

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“Altro accorgimento è quello di usare come primo approccio esche piccole e magari anche dalla forma insolita. ”

una buona treccia come ad esempio il Combilink o l'Armourlink. Provate i rigs nel sottoriva prima di montarli. Altra cosa importante, fate in modo che il terminale si adagi perfettamente sul fondale, in modo da non allarmare i pesci con “anti estetici loop, utilizzando della pasta in tungsteno sul terminale, un buon leadcore dal notevole peso specifico, e back lead per non avere problemi sul recupero da riva. Per quanto riguarda le strategie di adescamento, cioè stringer, stick, sacchetti in pva e method ne parliamo in modo più approfondito la prossima volta, poiché c’è veramente molto da dire. Cercate di seguire questi pochi consigli, puro frutto di esperienze personali, ma soprattutto pescate,pescate,pescate. Ciao a tutti! Nel caso di questa presentazione bilanciata, la distanza tra la pallina e la curva dell'amo, deve essere tale da garantire una buona rotazione dell'esca nel momento dell'esplusione.

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Tecnica

Programmare un via

Se siete fortunati abbastanza per trovare subito un pesce, la grande domanda è sempre la stessa ovunque vi troviate:

lancio le esche sul rig oppure direttamente ai pesci? Testo e foto di Alan Blair Traduzione a cura di Rachele Pasquali

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aggio MERAVIGLIOSO ...seconda parte

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Periodo autunnale e temperatura sono fattori-chiave per le carpe. Voglio lanciare 6, 12, forse 20 esche, è un comportamento fiducioso. Credo che appena una carpa mangia le esche, c’è sempre una forte opportunità che quest’ultima mangi anche l’innesco. Prima che due o tre esche vengano mangiate, c’è una grande possibilità che sentiate un Beep. Se sono intenzionate a mangiare un’esca singola, beh, spesso quest’opportunità può svanire. Di solito l’azione dura una mezz’oretta, non due minuti. Non lancerei mai un’esca singola aspettando di vedere che cosa succede. Uso sempre la solita filosofia nella pesca a fondo, guardo il pesce in modo che quest’ultimo mangi. Non stiamo parlando di un chilo di esche da pasturazione, ma di esche libere per fare in modo che la festa abbia inizio e per incitare il pesce a dirigersi in quell’area del lago. CONTROLLATE IL FONDALE Porto sempre con me una quarta canna con un piombo ed una lenza di treccia. Vi permetterà di fare qualche lancio discreto per capire la situazione del lago. Non sto parlando di usare un Marker o cose del genere, ma se c’è un grande ostacolo in acqua, come ad esempio un cespuglio, il piombo vi permetterà di controllare se il fondale è pulito o no. A meno che non peschi con zig e ho bisogno di sapere esattamente com’è la profondità, misurarla è irrilevante, ho ottenuto tutte le informazioni di cui ho bisogno riguardo al tempo in cui il piombo riesce a raggiungere il fondale dopo che è stato immesso in superficie. Un Marker Float rimane nella sacca, quasi in modo permanente.

Quando si affrontano ambienti che non si conoscono o fortemente condizionati dalla presenza dell'uomo, il “vecchio” classico pane e qualche piccola granaglia di contorno, sono sicuramente la soluzione più indicata.

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Se avessi tre giorni potrei considerare di usare un Marker, ma non ha senso usarlo per una notte. Le carpe si spaventano, e spesso accade molto facilmente. Le potrete far spostare in un’area diversa e dovreste trascorrere un’ora e mezza per cercarle, fatta la parte più difficile nel giro di due minuti avrete la vostra opportunità a portata di mano. Accade molto spesso. La gente legge e reperisce informazioni sul posto, ma poi quando trovano le carpe vanno subito all’assalto nel modo sbagliato. NIENTE INCERTEZZE CON LE CITRUZ Dovreste usare un’esca per la quale avete fiducia e questa dovrebbe trovarsi tra una vasta varietà di esche che preferite. In questo modo potreste trarre vantaggio di qualsiasi situazione. Ho usato le Citruz durante gli ultimi due anni e mezzo, sia a casa che all’estero. L’esca migliore dovrebbe essere il granchio, l’ananas o la fragola, ma vedo che le catture con le Citruz avvengono ovunque. Sono perfette durante l’inverno e questo significa che posso usare la stessa esca per tutto l’anno. E’ un’esca visiva e di grande attrazione, perché dovrei optare per qualcosa di diverso? Ciò che non farò sarà andare in qualsiasi altro posto senza esche alternative. Questo è il bagaglio di Alan.Una scatola di vermi. Tutti i pesci mangiano i vermi e molte volte lanciare una manciata di vermi davanti al pesce è ciò di cui avete bisogno per catturare anche le carpe più difficili. FETTA DI PANE Qualche fetta di pane bianco economico rappresentano la prima scelta per catturare una bella carpa. Ideale è lanciare una Bread Bomb che galleggia o affonda lentamente.

Le Citruz sono senza dubbi una tre le esche preferite da Alan, non soltanto per il loro tipico aroma che ricorda i frutti e gli agrumi, ma anche perché giocano sul fattore visivo, grazie alla loro colorazione...

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CITRUZ La mia boilie e le mie Pop Up preferite dalla prima volta in cui le ho testate, ovvero quasi tre anni fa. Lo spray Citruz Concentrate presente nei barattoli vi aiuterà ad aumentare il vostro tasso di cattura durante le giornate di pesca più difficili. CULTURED HOOKBAITS Ideali per la pesca a margine o in quei fondali ghiaiosi ed argillosi. Dispongono di un’attrazione senza pari e sono completamente diversi dalla maggior parte delle boilies. RISER PELLET Quando il clima si fa più caldo, porto sempre con me le Riser Pellet. In questi giorni è l’esca migliore di sempre. Proprio così! HEMP Adoro la canapa precotta. E’ oleosa ed è in grado di attrarre le carpe in un modo davvero sorprendente. Spesso lancio una manciata di canapa sbriciolata o cotta da aggiungere ai sacchettini PVA, ai Stick Mix o agli Slop.

“L’esca migliore dovrebbe essere il granchio, l’ananas o la fragola, ma vedo che le catture con le Citruz avvengono ovunque...”

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Lo Stalking è una delle tecniche preferite da Alan, lui stesso ama definirsi un “cacciatore di Carpe” e per esercitare correttamente questa particolare tecnica di pesca, oltre ad un equipaggiamento ridotto al minimo, occorrono le canne giuste, e le Scope Black Ops sono sicuramente le canne ideali. NASH ITALIA E-ZINE 66


FATE IN MODO CHE LA LUCE SIA PRESENTE Se arrivo di notte, porto sempre con me un’ottima torcia. Poche persone usano le torce, ma della mia non riuscirei a farne a meno. Finché non disturbano gli altri pescatori, le torce mi permettono di identificare dove si trovano le carpe, premesso che l’acqua sia abbastanza chiara. Secondo la mia esperienza, le carpe non hanno paura della luce, infatti recentemente ho guardato dei barbi con la torcia e non sembravano affatto preoccupati di ciò. Un po’ prima di Natale ho puntato la torcia in un canale e non ho trovato nessuna carpa, ho continuato ed ancora niente. Durante le prime ore del giorno mi sono trovato in una riserva davvero grande, ho puntato la torcia ai margini e ho subito individuato un gruppo di pesci. Tornai nel furgone, presi una Cultured Hookbait, la lanciai e catturai una bellissima e vecchia carpa la mattina seguente. Senza torcia non avrei mai catturato quella carpa. LE PROPRIE ESPERIENZE FUNZIONANO SEMPRE! Conservate sempre le dritte che conoscete e mettetele in pratica. Quando vi approcciate per la prima volta ad un luogo nuovo, cercate di tirare fuori tutte le vostre idee possibili per catturare una carpa. Ami, fili, lenze, terminali, presentazioni, tutto. Se volete fare un esperimento, fatelo in acqua, dato che è il posto migliore. Se siete là per catturare, usare ciò che si conosce funziona.

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“Quando vi approcciate per la prima volta ad un luogo nuovo, cercate di tirare fuori tutte le ALZATEVI E SPLENDETE vostre idee possibili per Odiate quando vi alzate ed i segnalatori non si sono mossi? L’errore sta nel dormire tutta catturare una carpa” la mattinata sul lettino. Odio i cappotti, ma la prima cosa che faccio è alzarmi, mettere a

posto tutto e di seguito sono pronto per muovermi. Invece di contare il tempo da quando sono partito, faccio in modo che la nuova giornata sia l’inizio di un grande periodo di opportunità per catturare una carpa, così come ci si sente quando si arriva il primo giorno in un posto nuovo, all’alba, controllando se si ha preso senza tralasciare niente. Seguite quindi la stessa regola di quando vi alzate dopo aver pescato di notte. Trovatele e pescate per loro, chi ve lo dice che non sono lì davanti a voi? Programmate la sveglia ed alzatevi un’ora e mezza prima dell’alba! Ciao alla prossima! NASH ITALIA E-ZINE 68


Tecnica

WAFTER

La stagione è ormai alle porte, e anche se qualche cambiamento repentino del tempo può creare un abbassamento della temperatura dell' acqua, noi affronteremo lo stesso la nostra sessione Testo e foto diAlessandro Cariello

https://www.facebook.com/alessandro.p.cariello

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Che sia cava, o grande lago, la differenza può sembrare abissale, ma in realtà è minima. Ora le nostre sessioni iniziano ad essere condizionate dalla preparazione della pasturazione che deve essere concentrata fino a quando iniziamo ad avere le prime catture, più “ampia” invece quando le partenze inizieranno ad essere più frequenti. Nash per questo ha creato una nuova tipologia di esche: le Formula Fish e le Formula Fruit, anche in versione Special con gusti personalizzati, boilies appositamente create per attivare spot in un minor tempo, mantenendo comunque un principio nutrizionale eccellente e una buona digeribilità. Parlando delle sessioni in cava, risulta determinante anche la presentazione del nostro innesco, che oltre a dover essere ben realizzato, deve essere efficace nel momento in cui la carpa si avvicinerà per aspiralo. Anche variare la lunghezza del nostro “inganno” può definire la riuscita o meno della cattura. Se decidiamo di optare per un terminale lungo, non adotteremo la preparazione della “bombetta”, ma utilizzeremo una retina Webcast magari con al suo interno del Mega Pellet mix e delle boilies tritate oppure dello Stick Mix . Se invece preferiamo utilizzare solo boilies nell’azione di lancio, possiamo usare uno stringer utilizzando il Fast Melt. Nulla ci vieta, per avere una maggiore attrazione, di preparare delle boilies il giorno prima, con del Liquid Betaine o del Fish Oli Slick, per darle il tempo di assorbirne i principi attivi ed arrivare al momento dell’inizio della

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Non importa quale tipo di ambiente o di acqua affrontiate, quando sull'amo innescate una nuova Scopex Squid, state pur certi che difficilmente i vostri segnalatori rimarranno silenziosi.

nostra sessione con una pasturazione già ottimale. Le novità di casa Nash sono molteplici in questo 2017. Dal riproporre la linea storica al gusto di Scopex Squid alle innovative Kay Craiy o Candy Nut Crush. Non solo boilies affondanti o pop up, ma anche la vera novità, i Wafters per dare il giusto bilanciamento ai nostri inneschi.


“Entrando nello specifico l’assetto neutro deve far sì che l’amo si posi leggermente sul fondale quasi a fluttuare. In un fondale melmoso il nostro terminale dovrà essere più lungo rispetto ad uno utilizzato in una cava con un fondale di ghiaia”

Creare l’assetto bilanciato dei nostri “inganni” con i nuovi Wafter è determinato anche dal tipo di diametro dell'amo che andremo ad utilizzare. Questi inneschi variano dal 12 mm al 15, 20 e 24 mm e sono strettamente legati alla grandezza del nostro amo. Con il diametro 12 mm l’amo avrà la misura del 7 e 6, invece dal 15 al 20 potremmo utilizzare un amo dal 5 al 4, mentre per un diametro da 24 l’amo del 2 è l’ideale. Un aspetto da non sottovalutare è anche la tipologia dell’amo che monteremo. Un assetto neutro deve presentare l'esca in modo molto naturale, solo in questo modo otterremo il risultato ottimale. I risultati che si sono dimostrati vincenti li ho avuti utilizzando l’amo Fang X ed il Fang Uni. Entrando nello specifico l’assetto neutro deve far sì che l’amo si posi leggermente sul fondale quasi a fluttuare. In un fondale melmoso il nostro terminale dovrà essere più lungo rispetto ad uno utilizzato in una cava con un fondale di ghiaia, perché se utilizzassimo un terminale corto il peso del piombo potrebbe affondare troppo compromettendo l'assetto neutro della presentazione, ma soprattutto eviterà che l'amo, nella fase di aspirazione della carpa, possa in qualche modo venire compromesso nella sua rotazione. Il fondale determina anche il nostro modo di attivare lo spot, in quello melmoso consiglio di utilizzare mais, Tiger Nut e canapa con qualche boilies spezzettata. Per rendergli una maggior attrazione potremmo utilizzare NASH ITALIA E-ZINE 72


lo Sweetcorn Extract, un estratto denso di mais dolce, oppure l’Hemp Oil, ovvero l’olio di canapa derivato puramente dalla canapa cotta e schiacciata. La pasturazione nella lunga distanza ci può essere facilitata se utilizziamo assieme alle Tiger Nut Slush, ovvero Tiger tritate, del micro-pellet per creare un Method Mix di granaglie. Con l’utilizzo del Ball Maker e del Ball Blaster arrivare a lunghe distanze non sarà un problema per attivare lo spot. Se invece il nostro fondale si presenta con ghiaia potremmo utilizzare un’attivazione dello spot come in quello melmoso, ma variando il tutto potremmo usare innanzitutto nell’azione di lancio una “bombetta” composta da boilies trattate con i vari dip che Nash mette a disposizione. Più naturalezza diamo al nostro innesco nel suo assetto, più sarà efficace soprattutto quando le nostre azioni di pesca vengono svolte in bacini molto pressati. E’ proprio con la sua naturalezza e versatilità che potremmo attirare così anche la carpa più diffidente. Ovviamente il nostro Rig deve presentarsi in maniera pulita, più mimetismo diamo, più le nostre catture potranno rendere la nostra sessione avvincente. Personalmente

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prediligo un innesco molto pulito affidandomi alla treccia Armourlink di colore Silt e per rendere più efficace l’allamatura in fase di aspirazione della carpa, potremo affidarci agli Hook Kickers oppure come mia consuetudine utilizzare lo Shrink Tube perché rende un perfetto occultamento del Rig e l’assetto neutro dello stesso. In questi come anche in altri inneschi il dettaglio fa davvero la differenza e può determinare il risultato della nostra sessione. Controllare anche se l’amo viene spuntato dopo qualche cattura o per qualche ostacolo sommerso, sicuramente è un accorgimento da adottare prima della nostra calata per garantire una possibile cattura.

Il nostro Alessandro Cariello con una bella specchi catturata in cava, una partenza in piena notte su una boilie perfettamente bilanciata. In questi ambianti le esche ad assetto neutro, o bilanciate, fanno spesso la differenza.


Vetrina NASH HAND TOWEL Essenziale per ogni carpista o pescatore, un asciugamano di alta qualità ideale per ogni situazione, sia per la fase di gestione del pesce e sia per la preparazione di pasture o altro. Caratterizzato dal logo Nash in tessuto. Dimensioni approssimative: 48cm x 28cm

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NASH INDULGENCE ULTRA LITE Nuova versione 2017 con il nuovissimo design mimetico Nash Lake Legends Camo, l’Ultra Lite è la scelta per il carpista mobile che ama la leggerezza, ma allo stesso tempo vuole comfort e super qualità, sviluppata con la concezione Indulgence super resistente. Lunghezza quando piegata: 75cm Larghezza quando piegata: 52cm Altezza: 29cm Altezza con gambe regolabili totalmente: 40cm Peso: 4kg

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NASH MONO SNAG LEADER Mono filo Snag Leader super resistente a bassa memoria, essenziale per catturare carpe in zone ricche di ostacoli come per esempio cozze taglienti, alghe o dove è necessaria una forza estrema. Ideale per shock leader o come filo diretto in pesca nei fiumi. Disponibili in bobine da 100m nelle misure 0,50mm, 0,60mm e 0,70mm

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NASH BP12 REEL La gamma di mulinelli nero opaco di Nash a frizione veloce. Questo modello ha una grossa capacità nella bobina, ideale per i luoghi più impegnativi e per calare le dalla barca a lunga distanza. Sei cuscinetti a sfera in acciaio inossidabile e materiale resistente ad ogni condizione atmosferica. Capacità: 0,35mm – 465m

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http://nashtackle.co.uk/products/category/sunglasses Il tempo trascorso a guardare le carpe, è la via più veloce per catturare di più. Quello che non si vede non si può fare. Gli occhiali da sole Nash utilizzano un alta qualità di lenti TAC polarizzate, per abbattere i riflessi di abbagliamento, il ciò consente di vedere più in profondità e cercare di osservare comportamenti o anche la fase di alimentazione per trarne dei veri indizi.

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NASH ITALIA E-ZINE N.8 AGOSTO/SETTEMBRE 2017  

TECNICA: - Multi Hinge Rig, di Jamier Sinar - Aggiriamo l'ostacolo, di Roberto Bussolari - Stalking Carp - di Matteo Marmocchi - Walcome to...