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numero 0 - luglio 2010

LA PERLA DEL PACIFICO VIAGGIO IN POLINESIA

SOGNANDO JAGUAR XJ LA NUOVA AMMIRAGLIA

ARRIVA LA COPPA DEI CANOTTIERI I CIRCOLI DI ROMA SI SFIDANO NELLA “FOSSA” OROLOGI CHE CLASSE INDOSSA IL TUO TEMPO

YACHT E CHARTER A BORDO DEL LUSSO


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C O C K TA I L

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C A F F E T T E R I A

T E R R A C E

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L O U N G E

r e s t a u r a n t

HI-RES High Restaurant-Terrace Via della Fontanella, 15 Tel. +39 06 3212905 www.highrestaurant.com

CLUB VALADIER Pianobar Via della Fontanella, 14 Tel. +39 06 3610880 www.hotelvaladier.com

IL BRILLO PARLANTE Ristorante Pizzeria Via della Fontanella, 12 Tel. +39 06 3243334 www.ilbrilloparlante.com

ENO-Z Ristorante Via Alfredo Fusco, 118 Tel. +39 06 35404111 www.eno-z.com

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EDI Una nuova TO voce si va RIA levando LE di Cosimo Santoro

25A Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma Edito da Edipress srl www.edi-press.com Via Crescenzio, 2 00193 Roma Direttore responsabile Stefano Cocci Redazione Cosimo Santoro, Alessandro Mastroluca, Dario Morciano Responsabile pagine CC Lazio Daria Ciotti Foto Flavio Palazzo/Edipress, Ente del Turismo Tahiti, Jaguar, Ferretti, Grand Banks, CC Lazio, Meridiano, Luca Gavioli, Sony, Walt Disney Pictures, Yacht Plus, Cartier, Rolex, Patek Philippe, Officine Panerai, Lange&Sohne, Tissot, Ralph Lauren Progetto grafico e impaginazione Edipress: Samantha Fioranzato, Romana Ciavarella, Sabrina Controne Del contenuto degli articoli e degli annunci pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e spazi pubblicitari realizzati da Edipress srl. Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali giunti in redazione. Finito di stampare Giugno 2010 Redazione, grafica e pubblicità Via Baldo degli Ubaldi, 229 00167 Roma Tel 06 39735230 - 06 39722444 redazione@edi-press.com advertising@edi-press.com Stampa CSC Grafica Via A. Meucci, 28 zona industriale Santa Sinforosa (Via Tiburtina km 18,300) 00012 Guidonia - Roma Tel 0774 353308 - Fax 0774 550179 www.cscgrafica.it info@cscgrafica.it prestampa@cscgrafica.it

LA NAVE È PRONTA A SALPARE: UN NUOVO E AMBIZIOSO PROGETTO EDITORIALE SI AFFACCIA SUL VASTO OCEANO DELL’INFORMAZIONE ODIERNA. IL NUMERO CIVICO DI LUNGOTEVERE FLAMINIO, 25A, SARÀ IL PUNTO DI PARTENZA, NON DI ARRIVO, DI UN’INIZIATIVA CHE, GRAZIE A UNA PARTNERSHIP PRESTIGIOSA CON IL CIRCOLO CANOTTIERI LAZIO, MIRA AD ABBRACCIARE UN PUBBLICO PIÙ VASTO POSSIBILE. PARTIREMO CON UN APPROFONDIMENTO SPECIALE DEDICATO ALLA 46^ COPPA DEI CANOTTIERI, UN GRANDE EVENTO SPORTIVO CHE INAUGURA L’ESTATE ROMANA. NEL CUORE DEL MAGAZINE ANDREMO INVECE A SCOPRIRE UN MONDO IN CONTINUA EVOLUZIONE, QUELLO DEL LUSSO. SOTTO I RIFLETTORI, NEL PRIMO NUMERO: LE AUTOMOBILI CON LA NUOVA JAGUAR XJ, LE IMBARCAZIONI E GLI OROLOGI CON UNA CARRELLATA DI NOVITÀ DEI BRAND PIÙ IMPORTANTI. È TEMPO D’ESTATE, NON POSSIAMO DUNQUE DIMENTICARCI DEI VIAGGI: RAGGIUNGEREMO METE TANTO LONTANE QUANTO AFFASCINANTI COME POLINESIA E COLOMBIA. 25A NON PERDE DI VISTA NEMMENO L’ATTUALITÀ CON RUBRICHE DEDICATE A CINEMA E HI-TECH. LUSSO, LIFESTYLE E SPORT: TRE PAROLE DI UTILIZZO COMUNE NEL VOCABOLARIO DELLA CAPITALE SARANNO LE COLONNE PORTANTI DI UN PROGETTO CHE, COME LA NOSTRA CITTÀ, NASCE SULLE SPONDE DELL’AMATO TEVERE E DA LÌ VORRÀ ALLARGARSI PER DIVENTARE SEMPRE PIÙ GRANDE E PIÙ FORTE.


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venticinqueA - M A G A Z I N E

Anno 1 – N. 0 Luglio 2010

numero 0 - luglio 2010

LA PERLA DEL PACIFICO VIAGGIO IN POLINESIA

SOGNANDO JAGUAR XJ LA NUOVA AMMIRAGLIA

ARRIVA LA COPPA DEI CANOTTIERI I CIRCOLI DI ROMA SI SFIDANO NELLA “FOSSA” OROLOGI CHE CLASSE INDOSSA IL TUO TEMPO

YACHT E CHARTER A BORDO DEL LUSSO

14 SPECIALE

SO MM AR 20 IO

8 FISCHIO D’INIZIO 12 CALENDARIO 46^ COPPA CANOTTIERI

28 NAVIGARE NEL LUSSO LE NOVITÀ DELL’ESTATE 2010

SALUTE 32 LA CLINICA DELLA TRAUMATOLOGIA

VIAGGI

DELLO SPORT

14 LO SPLENDORE DELLA POLINESIA 18 IL TACCUINO DEL VIAGGIATORE

MOVIE 34 TOY REVOLUTION

LUXURY

20 ILLUMINA IL POLSO È TEMPO DI OROLOGI 24 XJ SIGLA DI LUSSO

HI-TECH 35 UN CALCIO ALLA TV

28 24

C.C. Lazio Magazine VI

INTERVISTA/1

Gianfranco Comanducci si racconta: dalla passione per lo sport all’abbraccio collettivo del “suo” circolo

VII

INTERVISTA/2

Chiacchierata vis-à-vis con Mauro Baldissoni, giurista romano appassionato di calcio, viaggi e cultura

XII MONDANITÀ Il River Party: per una sera il CC Lazio diventa il locale più “in” di Roma


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venticinqueA - M A G A Z I N E

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SPECIALE ANNO 46 PER LA COPPA DEI CANOTTIERI, IL TORNEO PIÙ POPOLARE DI ROMA DAL FASCINO IMMORTALE

FISCHIO d’inizio

è

sempre uguale eppure è sempre diversa. La Coppa dei Canottieri, giunta alla sua 46ª edizione (21 giugno-21 luglio) non è mai nuova ma non riesce a diventare vecchia. È questo il vero fascino di una competizione nata e cresciuta alla “Fossa”, il campo di calcetto del Canottieri Lazio, che negli

anni è diventato il simbolo non soltanto della manifestazione ma di tutti gli impegni sportivi inter ed extra circolo. Anche quest’anno l’organizzazione del torneo si è svolta in team: con Riccardo Vicerè, socio e partecipante, hanno lavorato alacremente Gianni e Marco Ieradi, Giuseppe Viggiano, Massimo Turbini, Riccardo Ravera. Ognuno responsabile di un proprio settore, tutti giocoforza costretti,


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9 L’Over 60

«Alla Coppa Canottieri partecipiamo per vincere»

Fra gli “interpreti storici” della Coppa Canottieri, Luciano Loffari è forse il più fiero combattente della Categoria Over 60. Tutti lo chiamano “Il Mitico” perché, come dice lui stesso, «sono capace di fare cose degne di essere ricordate». A quante Coppe hai partecipato? «Dal 1984 a tutte le edizioni, tranne una per una sospensione di due mesi dal Circolo, nel 2001». Come ricordi le prime edizioni a cui hai partecipato? «Erano più goliardiche, c’era maggiore amicizia sia fra soci che con gli avversari stessi. Negli anni la Coppa si è un po’ “istituzionalizzata”, ha perso alcuni valori che però stiamo recuperando grazie al fatto che ora sono ammessi solo i circoli storici». Lo trovi dunque un fatto positivo? «Assolutamente sì, è essenziale per la storia, per il futuro di questa competizione, alla quale partecipare è un piacere. Tutti vogliono prendervi parte e vincere». I tuoi successi alla Coppa? «Nel 1994 sono stato l’unico gioca-

tore a vincere sia nella categoria Over 40 e Over 50, e sono stato premiato 7 o 8 volte come MVP, da portiere, della Coppa. In totale, comunque, avrò vinto una quindicina di edizioni del torneo». Chi sono i tuoi compagni? «La formazione è sempre la stessa da anni: Loffari, Bassi, Bomba, Marconi, Turi, Foglia e Naso. Adesso è arrivato un “giovane Over 60”, che chiamo “Il Mitichino”: Carlo Lancella». Un gruppo vincente… «Da quando giochiamo insieme nell’Over 60 siamo sempre arrivati in finale, e abbiamo vinto sempre tranne una volta. Noi partecipiamo per vincere, e vinceremo anche quest’anno. E la vittoria, come sempre, la dedicheremo alla memoria di Franzini, un nostro storico compagno che purtroppo non c’è più». …e anche un gruppo unito! «Ogni volta che giochiamo a calcetto, poi andiamo tutti a cena, e abbiamo sempre gli stessi posti a tavola! È così da 30 anni».

e contenti, di interagire per far sì che la “macchina della Coppa”, oliata a dovere, funzioni senza intoppi. La Coppa dei Canottieri è uno di quegli appuntamenti irrinunciabili, perché «arriva alla fine della stagione agonistica tra i circoli, che disputano i vari tornei annuali proprio per prepararsi alla competizione, e dove per un mese tutto si concentra qui, al Canottieri


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Lazio», dice Riccardo Vicerè, tentando di spiegare a parole il perché del gran fascino che il torneo esercita su tutti i circoli romani, che farebbero carte false per parteciparvi. «Ma l’abbiamo riservata ai soli circoli storici, riteniamo sia più giusto così». Opinione condivisa soprattutto dai soci più anziani, che ricordano le prime edizioni e i valori espressi in campo e fuori, e che apprezzano il ritorno di valori che sembravano essere andati perduti. «La verità è che vogliamo mantenere una certa identità propria dei circoli storici. Per noi soci, il ruolo del Circolo è quello di una seconda casa, lo viviamo con passione e senso di appartenenza, ed è un valore che vogliamo rimanga intatto. Per questo abbiamo deciso di “restringere nuovamente il campo” ai soli 8 circoli storici (da quest’anno sono 9, nel “club esclusivo” è entrato a far parte l’Antico Tiro a Volo, ndr)». «La Coppa non è molto cambiata - spiega Riccardo - perché in fondo ci piace così com’è. E non ha bisogno di troppi cambiamenti. Abbiamo voluto mantenere le vecchie regole del calcio a 5, con la rimessa laterale battuta con le mani ed i palloni a rimbalzo normale», per mantenere quell’identità che ha contraddistinto l’unicità della Coppa del Canottieri nel corso degli anni. Qualche modifica tuttavia c’è stata… «Abbiamo rivisto la formula eliminatoria, invece di giocare una partita ciascuno abbiamo organizzato un girone in cui ogni squadra ne gioca tre, dopo le quali inizieranno le gare a eliminazione diretta. Quasi tutti i circoli hanno almeno una squadra per ogni categoria, eccettuati l’Aniene, la Roma e la Lazio che in media ne portano due». Ideatore della Coppa dei Canottieri il mitico Babbo Valiani, a cui è dedicato l’omonimo Trofeo che viene assegnato ogni anno al Circolo che ha conquistato più punti con le squadre di tutte le categorie. Che sono sempre quelle: gli Assoluti, la vera attrazione del torneo, che attirano tanto di quel pubblico da far fatica ad entrare e sedersi sui gradini della tribuna della Fossa. Ci sono poi gli Over 40, Over 50 e Over 60. Tra questi ultimi le presenze sono diventate ormai storiche: dal “Mitico” Luciano Loffari ad Arturo Turi, che le Coppe le ha giocate ALESSANDRO MOLA E DIEGO TAVANO esultano dopo una vittoria nell’edizione 2009

ALBO D’ORO COPPA DEI CANOTTIERI 1965 1966 1967 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979

TC TC TC TC TC CC TC TC CCT CCT TC TC CCT TC CT

Parioli Fleming Fleming Parioli Fleming Roma Parioli Parioli Lazio Lazio Parioli Parioli Lazio Parioli Massimi

1980 CT Belle Arti 1981 CT Belle Arti 1982 Hobby Sport 1983 CC Aniene 1984 CC Aniene 1985 RCC Tevere Remo 1986 CC Aniene 1987 CS Capannelle 1988 CCT Lazio 1989 CC Roma 1990 TC Parioli 1991 TC Roma 1992 CC Aniene 1993 RCC Tevere Remo 1994 CT Eur

1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009

CC Aniene CC Aniene Sporting Eur CC Aniene CC Lazio CC Lazio CC Aniene RCC Tevere Remo CC Lazio CC Lazio CC Aniene CC Roma CC Lazio CC Lazio CC Lazio

CLASSIFICA VITTORIE CC Lazio

CC Roma

3

TC Roma

1

CC Aniene

11 9

CT Belle Arti

2

CT Eur

1

TC Parioli

8

CT Massimi

1

Sporting Eur

1

TC Fleming

3

Hobby Sport

1

CS Capannelle

1

RCC Tevere Remo 3

tutte fin dalla prima edizione, a Nando Bassi che con i suoi compagni di squadra è diventato un’istituzione nella sede del Circolo. Tra le stelle delle varie categorie, spiccano tra gli Assoluti senz’altro Marco Ripesi, ex nazionale di calcio a 5, e Diego Tavano, giocatore di Serie A e mister dell’Over 40 B, allenati da Marco Ieradi, mentre Paolo Minicucci, allenatore della squadra “B” degli Assoluti, sarà uno dei giocatori dell’Over 40 A, insieme ad Alessandro Mola, Aurelio Padovani, Andrea Montagnani e Riccardo Vicerè stesso, allenati da Silvano Olivetti. Nell’Over 50 spiccano i nomi di Fabio Gismondi e Giorgio Maucci, portiere della squadra, mentre l’Over 60, come preannunciato, si presenta con i giocatori che hanno fatto veramente la storia della Coppa. Appuntamento dunque alla Fossa, che si chiama così «per via della sua conformazione architettonica: il terreno di gioco si trova più o meno a livello del fiume, ma per accedere si entra dal piano strada, che è piuttosto rialzato rispetto alla riva del Tevere. Per questo si chiama Fossa, è un nomignolo che è rimasto attaccato al campo da tempo». Le partite si giocheranno tutti i giorni, (salvo le soste dei week-end, per il Ponte di S. Pietro e Paolo e per le partite della nostra Nazionale) dalle 18/19 alle 23: con Eduardo Lubrano nelle consuete vesti di speaker, con i canottieri pronti a recuperare le “palle a fiume” che spesso volano oltre la rete e si tuffano nell’acqua, con il servizio d’ordine e tutto il personale addetto ai servizi per gli ospiti presenti in tribuna.


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Uomo copertina

Marco Ripesi alla conquista della Fossa

Marco Ripesi ha giocato così tante Coppe dei Canottieri che non ricorda nemmeno quando ha iniziato… Non di preciso, perlomeno. «Forse la prima è stata nel 1996 – dice – ma non me lo ricordo con sicurezza. Qualcuna non l’ho disputata, purtroppo, ma comunque sono state tante…».

Tante da esserne diventato un simbolo… cosa provi? «Ne sono davvero contento, anche perché faccio questo sport da quando avevo 6 anni e ne ho fatto anche una professione. Lo amo, e spero che presto possa suscitare il giusto interesse da parte dei media. Siamo troppo legati al calcio, dobbiamo svincolarci e assumere un’identità più definita». Quante Coppe Canottieri hai vinto? «Credo di averne vinte 7, e tutte nella categoria Assoluti». La vittoria più bella? «Mah, le vittorie sono tutte importanti. Ma forse la più significativa è stata la prima, arrivata dopo anni di “magra”». Chi giocava con te quell’anno? «Sicuramente Alessandro Mola e Chicco Leone, gli altri onestamente non me li ricordo». Ci sarai quest’anno, vero? «Assolutamente sì, e anche se sto per compiere 40 anni, giocherò ancora con gli Assoluti. Se ci riesco, voglio arrivare a vincere 10 Coppe dei Canottieri». Che effetto ti fa trovarti circondato dal pubblico che viene alla Fossa? «Onestamente, anche se è bello vedere tutta quella gente, resto abbastanza tranquillo. Forse perché dopo aver fatto tanti campionati a livello agonistico, sotto l’aspetto dell’emozione alla Fossa è tutto più semplice». Le tue vittorie agonistiche più belle? «Sicuramente la più prestigiosa è stata quella all’Europeo del 2003, a Caserta. Ma tutte le vittorie sono belle e importanti, sono stato molto felice anche della promozione conquistata dalla Serie A2 alla Serie A con il Perugia».

CATEGORIE e GIRONI ASSOLUTI - 10 SQUADRE GIRONE A LAZIO A TEVERE REMO PARIOLI ANIENE B SPORTING

OVER 40 - 12 SQUADRE

GIRONE B

GIRONE A

GIRONE B

ANIENE A

ANIENE A

LAZIO A

ROMA LAZIO B CT EUR TIRO A VOLO

GIRONE C LAZIO C

LAZIO B

ANIENE B

ROMA A

ROMA B

CT EUR

TIRO A VOLO

SPORTING

PARIOLI

TEVERE REMO

OVER 50 - 9 SQUADRE GIRONE A ANIENE A LAZIO B SPORTING EUR CT EUR TIRO A VOLO

GIRONE B LAZIO A ROMA TEVERE REMO PARIOLI

OVER 60 - 9 SQUADRE GIRONE A LAZIO A

GIRONE B LAZIO B

TEVERE REMO

C.T. PARIOLI

SPORTING EUR

TIRO A VOLO

TODARO

C.C. ANIENE C.T. EUR


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46^ COPPA CANOTTIERI 21/06/2010 C.T. EUR TIRO A VOLO C.C. ANIENE SP. EUR

C.C.LAZIO B C.C. ROMA A C.T. EUR T.C. PARIOLI

categoria

girone

OVER 60 OVER 40 OVER 50 ASSOLUTI

B C A A

categoria

girone

OVER 60 OVER 40 OVER 40 ASSOLUTI ASSOLUTI

A A B B B

orario ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00

22/06/2010 C.C. LAZIO A C.C. ANIENE A C.C. LAZIO A C.C. ANIENE A C.C. LAZIO B

TEVERE REMO C.C.LAZIO B T.C. PARIOLI C.C. ROMA TIRO A VOLO

orario ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

23/06/2010 SP. EUR C.C. LAZIO A C.C. ROMA A C.C. LAZIO A C.C. LAZIO C

T. TODARO TEVERE REMO TEVERE REMO C.C. ANIENE B TIRO A VOLO

categoria

girone

OVER 60 OVER 50 OVER 40 ASSOLUTI OVER 40

A B C A C

categoria

girone

OVER 60 OVER 60 OVER 50 OVER 40 OVER 40 ASSOLUTI

B B B A B B

orario ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00

ore 23:00 24/06/2010

C.C. ANIENE T.C. PARIOLI T.C. PARIOLI C.C. ROMA B C.T. EUR C.T. EUR

C.C.LAZIO B TIRO A VOLO C.C. ROMA SP. EUR C.C. ANIENE B C.C. ROMA

orario ore 18:00 ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

25/06/2010 C.C. LAZIO A T. TODARO SP. EUR TIRO A VOLO SP. EUR

SP. EUR TEVERE REMO C.C. LAZIO B C.T. EUR TEVERE REMO

categoria

girone

OVER 60 OVER 60 OVER 50 OVER 50 ASSOLUTI

A A A A A

orario ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

30/06/2010 C.T. EUR C.C. ANIENE A C.T. EUR TIRO A VOLO C.T. EUR

T.C. PARIOLI C.C. ROMA B T.C. PARIOLI TEVERE REMO C.C. ANIENE A

categoria

girone

OVER 60 OVER 40 OVER 40 OVER 40 ASSOLUTI

B A B C B

orario ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

01/07/2010 TIRO A VOLO C.C. LAZIO A TIRO A VOLO

C.C. LAZIO B T. TODARO C.C. ANIENE

categoria

girone

OVER 60 OVER 60 OVER 50

B A A

orario ore 18:00 ore 19:00 ore 20:00

C.C. LAZIO B C.C. ANIENE B T.C. PARIOLI

SP. EUR T.C. PARIOLI C.C. ANIENE B

OVER 40 OVER 40 ASSOLUTI

A B A

categoria

girone

OVER 60 OVER 50 OVER 50 OVER 50 ASSOLUTI ASSOLUTI

B B A B A B

categoria

girone

OVER 60 OVER 50 OVER 50 OVER 40 ASSOLUTI ASSOLUTI

B A A A A B

ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

02/07/2010 C.T. PARIOLI C.C. ROMA C.C. LAZIO B C.C. LAZIO A SP. EUR TIRO A VOLO

C.C. ANIENE TEVERE REMO C.T. EUR C.T. PARIOLI C.C. LAZIO A C.C. ROMA

orario ore 18:00 ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

05/07/2010 C.T. EUR TIRO A VOLO C.C. ANIENE C.C. LAZIO B C.C. LAZIO A TIRO A VOLO

TIRO A VOLO C.C. LAZIO B SP. EUR C.C. ROMA B TEVERE REMO C.C. ANIENE A

orario ore 18:00 ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

(a seconda se l’Italia arriva in semifinale) 06/07/2010 oppure 07/07/2010 categoria girone orario TEVERE REMO SP. EUR OVER 60 A ore 18:00 SP. EUR C.C. ANIENE A OVER 40 A ore 19:00 C.C. LAZIO C C.C. ROMA A OVER 40 C ore 20:00 C.C. LAZIO A C.C. ANIENE B OVER 40 B ore 21:00 C.T. EUR C.C. LAZIO B ASSOLUTI B ore 22:00 SP. EUR C.C. ANIENE B ASSOLUTI A ore 23:00

08/07/2010 C.T. EUR C.C. LAZIO B C.C. ANIENE TIRO A VOLO TEVERE REMO

C.C. ANIENE T.C. PARIOLI C.C. LAZIO B SP. EUR T.C. PARIOLI

categoria

girone

OVER 60 OVER 60 OVER 50 OVER 50 ASSOLUTI

B B A A A

categoria

girone

OVER 50 OVER 40 OVER 40 ASSOLUTI ASSOLUTI

B C B B B

categoria

girone

OVER 60 OVER 50 OVER 50 ASSOLUTI ASSOLUTI ASSOLUTI

B B B A A B

orario ore 18:00 ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00

09/07/2010 TEVERE REMO C.C. LAZIO C C.C. LAZIO A C.C. LAZIO B C.T. EUR

T.C. PARIOLI TEVERE REMO C.T. EUR C.C. ANIENE A TIRO A VOLO

orario ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

12/07/2010 TIRO A VOLO C.C. LAZIO A SP. EUR C.C. LAZIO A TEVERE REMO C.C. LAZIO B

C.C. ANIENE C.C. ROMA C.T. EUR T.C. PARIOLI C.C. ANIENE B C.C. ROMA

orario ore 18:00 ore 19:00 ore 20:00 ore 21:00 ore 22:00 ore 23:00

PLAYOFF

1^ GIRONE A VS 1^ GIRONE B VS 1^ GIRONE C VS 2^ GIRONE B VS

1^ GIRONE B VS 2^ GIRONE B VS 2^ GIRONE A VS 1^ GIRONE A VS

OVER 60 OVER 60

QUARTI di FINALE OVER 40 14/07/2010 1^ MIGLIORE 3^ (A) ore 19:30 2^ MIGLIORE 3^ (B) ore 20:30 2^ GIRONE A (C) ore 21:30 2^ GIRONE C (D) ore 22:30

4^ GIRONE A 3^ GIRONE A 3^ GIRONE B 4^ GIRONE B

QUARTI di FINALE ASSOLUTI 15/07/2010 (W) ore 19:30 (Z) ore 20:30 (X) ore 21:30 (Y) ore 22:30

SEMIFINALI OVER 60/OVER 50 16/07/2010 1^ A VS 2^ B ore 19:30 1^ B VS 2^ A ore 20:30

OVER 50 OVER 50

1^ A vs 2^ B 1^ B vs 2^ A

OVER 40 OVER 40 ASSOLUTI ASSOLUTI

A vs B vs Y vs W vs

OVER 60 OVER 50 OVER 40 ASSOLUTI

C D Z X

ore 21:30 ore 22:30

SEMIFINALI OVER 40/ASSOLUTI 19/07/2010 ore 19:30 ore 20:30 ore 21:30 ore 22:30

FINALI 21/07/2010 o 22/07/2010 ore 19:30 ore 20:30 ore 21:30 ore 22:30


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VIAGGI

LO SPLENDORE DELLA POLINESIA


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I DUE VOLTI DI TAHITI E LE ACQUE CRISTALLINE DI BORA BORA, “LA PERLA DEL PACIFICO”, RAIATEA E LA LAGUNA BLU. SEGRETI E MAGIE, SCINTILLANTI BELLEZZE CHE RENDONO UNICI I CINQUE ARCIPELAGHI ATTUALMENTE TERRITORIO D’OLTREMARE FRANCESE. UN VIAGGIO TRA SPIAGGE FINISSIME E OCEANI IN CUI PERDERSI IN IMMERSIONI, CIRCONDATI DA PALME DA COCCO E NATURA RIGOGLIOSA. UN LUOGO DOVE RITROVARE CALMA E GIOIA DI VIVERE, ANCHE IN RESORT CHE OFFRONO NUOVE DECLINAZIONI DEL LUSSO, COMBINATO CON IL RISPETTO DELL’AMBIENTE E IL PIACERE DEL MARE


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na delle sette meraviglie del Paradiso dei pittori. Così Henri Matisse definiva le lagune di Tahiti, la più popolata isola della Polinesia Francese, che ha incantato di colori anche Paul Gauguin. Fa parte del più famoso dei cinque arcipelaghi che raccolgono i 118 atolli e isole della Polinesia, gestito dalla Società che ospita anche Moorea, Bora Bora, Raiatea e Taha’a. Tahiti fonde l’immaginario del paradiso perduto con la cultura occidentalizzante, come dimostra la capitale Papeete, sede a luglio dell’Heiva Festival, la principale manifestazione culturale della nazione. Impossibile non fermarsi, anche solo per uno o due giorni, magari all’hotel “Le Meridien”, che offre viste spettacolari, confort, e la possibilità di un matrimonio polinesiano in piena regola, con cappella privata dal classico fondo overwater, danzatori e musicisti. Il paradiso però ha tante facce. Quella più “verde” è certamente Moorea, l’isolagiardino di fronte a Tahiti: qui, al “Moorea Dolphin Center” dell’hotel

“Intercontinental” si può nuotare insieme ai delfini nel loro splendido habitat naturale. Il simbolo della Polinesia Francese, però, rimane Bora Bora che secondo la leggenda è stata la seconda isola a uscire dalle acque dopo Raiatea. Il capitano Cook l’ha battezzata “la perla del Pacifico”, per lo scrittore James Michener è l’isola più bella del mondo. Non è un caso se tanti registi hanno scelto la laguna o le spiagge bianche e finissime di Matira, orlate dalle palme da cocco, come ambientazione per grandi film. Nelle acque di un brillante turchese di questa autentica piscina naturale collegata all’Oceano attraverso il passaggio di Teavanui, ci si può immergere tra tartarughe e cangianti pesci tropicali, razze e squali, ammirando un panorama che riassume in sé i due volti del Pacifico: l’isola di origine vulcanica e il basso atollo corallino. In questo scenario quasi irreale sorge “Le Meridien”, con i caratteristici bungalow su palafitte e le scalette private con cui scendere direttamente in acqua. Di fronte al monte Otemanu, resto di un vulcano risalente con ogni probabilità al Pleistocene, sorge l’”Intercontinental


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La capitale

dei piroghisti

Ispirata all’hawaiana Molokai hoe, dal 1992 in autunno nella Polinesia Francese si disputa l’Hawaiki Nui Va’a, la più nota corsa di piroghe del Pacifico del Sud. Inizialmente riservata solo a equipaggi maschili, dal 1995 si è aperta alle donne e tre anni dopo ai giovani. Il percorso varia in base al sesso e all’età. Per gli uomini la distanza media da percorrere è di 125 km da completare in tre tappe: la prima da Huahine a Raiatea; la seconda, la più breve, si svolge da Raiatea a Taha’a tutta all’interno della barriera corallina; l’arrivo è a Bora Bora. La gara per le donne e quella giovanile si snodano su un percorso unico, per 45 km, da Taha’a a Uturoa, principale centro di Raiatea.

Quattro stagioni

a Bora Bora

Resort & Thalasso Spa”, un hotel a cinque stelle in cui si respira il lusso con un’attenzione particolare per l’ambiente: è stato infatti il primo in tutta la Polinesia Francese a usare un sistema di aria condizionata alimentato ad acqua di mare desalinizzata, lo stesso che alimenta lo stabilimento termale Thalasso Spa. Meno celebrate, ma non per questo meno affascinanti, sono le due isole gemelle Raiatea e Taha’a, più piccola e conosciuta come “l’isola della vaniglia” per le numerose coltivazioni che permeano l’aria della caratteristica fragranza. Qui “Le Taha’a Island Resort Spa” apre le porte a viaggiatori in cerca di relax esclusivo nelle sue 48 overwater suite e nelle 12 ville con piscina privata. L’arcipelago più grande è quello delle Tuamotu che comprende Rangiroa con la sua Laguna Blu, Manihi (l’isola delle perle), Tikehau e Fakarava. Quello delle Australi, essendo il meno frequentato, è anche il più incontaminato. Qui, tra luglio e ottobre, nella zona di Rurutu e Raivavae si può ammirare la riproduzione delle balene nel loro spettacolo naturale.

Un incrocio unico, una fusione creativa che mette insieme la vocazione alla semplicità e alla sensibilità culturale del francese Didier Lefort, l’eleganza moderna dell’americano Babey Moulton e lo stile polinesiano che ha affascinato Pierre-Jean Picart. Il “Four seasons resort” a Bora Bora è costruito per ridurre al minimo l’impatto ambientale e massimizzare il confort degli ospiti di ogni età. Per i teenager ha addirittura riservato un intero motu, un isolotto con spiaggia privata, clubhouse e possibilità di praticare ogni genere di sport. Il benessere di corpo e spirito è garantito da trattamenti con ingredienti naturali (monoi, tamanu, kahaia, vaniglia) dai potenti effetti terapeutici.


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VIAGGI

taccuino del viaggiatore IL

COLOMBIA, UN PAESE SOSPESO TRA FASCINO NATURALISTICO E STORIA: DAI MONUMENTI DI BOGOTÀ A CARTAGENA, UNA CITTÀ CHE SEMBRA ESSERSI FERMATA NEL TEMPO

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ai colori dell’Oceano alle nevi perenni della cordigliera andina, passando per le foreste umide e i paramos, tipico ecosistema delle Ande, la Colombia offre una varietà incredibile di meraviglie della natura. Nelle città, invece, si possono ammirare pezzi di storia e cultura che non è facile trovare nelle grandi metropoli del continente americano. A partire dalla capitale Bogotà, situata su un altopiano a 2.600 metri sul livello del mare, con un centro storico, il Candelaria, assolutamente da visitare: antichi quartieri con un importante patrimonio architettonico, la Plaza Bolivar con al centro la statua del Conquistador e l’adiacente cattedrale. Nelle vicinanze sorge il Capitolio Nacional de Colombia, costruito tra il 1847 e il 1926 in stile ionico. E ancora il Museo Botero, con opere dell’artista omonimo, ma anche di Picasso, Renoir, Dalì, Monet, Matisse. Infine, immancabile la visita al Museo de Oro, con 34.000 pezzi tra oggetti e pietre varie tutte in oro, la più importante collezione al mondo del suo genere. Nella stessa area metropolitana di Bogotà troviamo Zipaquira, un sobborgo di 100 mila abitanti: qui c’è da visitare la Cattedrale del Sale, un’opera incredibile di arte e ingegneria. Un altro pezzo di storia del paese è rintracciabile nella città di Cartagena, comodamente raggiungibile da Bogotà in aereo; i luoghi da visitare sono: piazza Bolivar, sulla quale si affaccia il Museo de Oro con una mostra archeologica dedicata alla cultura preispanica, il Palazzo dell’Inquisizione, la chiesa di Santo Domingo, la Cattedrale e infine la Muraglia fatta costruire dagli spagnoli per difendere la città dagli assalti dei pirati provenienti dal vicino Oceano e il Museo de las Fortificaciones. www.meridiano.it


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ILLUMINA IL POLSO è “TEMPO” DI OROLOGI

DAL DESIGN CLASSICO O ALL'AVANGUARDIA, DOTATI DI MECCANISMI SOFISTICATI E IMPREZIOSITI CON MATERIALI PREGIATI, GLI OROLOGI OGGI NON RAPPRESENTANO PIÙ SOLTANTO UNO STRUMENTO PER LA CONTA DEL TEMPO, MA SOPRATTUTTO UN MODO PER RISPECCHIARE VERSO L'ESTERNO IL PROPRIO STILE E MODO DI ESSERE

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isurare il tempo è sempre stata una delle prerogative dell’uomo, basta pensare alla semplice meridiana utilizzata nell’antichità. Dagli antichi orologi a pendolo, agli esemplari da taschino fino ai più moderni modelli da polso, in molte epoche e nel corso degli anni l'orologio ha però travalicato il significato per il quale è stato ideato - quello di fissare e registrare appunto il passare del tempo - finendo per diventare un vero status symbol, decodificatore degli usi e costumi dei due sessi nelle differenti generazioni. Di tempo, è proprio il caso di dirlo, ne è

passato ed oggi gli orologi si sono impreziositi di numerose funzioni e piccoli particolari che vanno oltre il semplice utilizzo, ma soprattutto hanno tutti un proprio stile che varia a seconda del pubblico di riferimento e del genere a cui sono indirizzati. Espressione di un'orologeria che è cresciuta fianco a fianco con la creatività e la fantasia, creatore di orologi considerati a ragione tra i grandi capolavori dell’arte orologiaia, con i nuovi modelli delle linee Baignoire e Calibre, Cartier offre una grande lezione di stile. Eclettica come vuole lo spirito più autentico della Maison di Rue de la Paix, sintetizza in due affascinanti modelli, linguaggi e forme espressive diverse senza mai


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È OPINIONE DIFFUSA CHE L’OROLOGIO SIA L’UNICO GIOIELLO PER L’UOMO

smarrire lo stile del marchio. La donna dinamica, che non vuole rinunciare all'eleganza in qualsiasi momento della giornata, non potrà non innamorarsi del Baignoire di Cartier e del suo carattere intimo e affascinante. Una profonda magia capace di vestire la classicità con forme seducenti, sofisticate ed emozionanti; ed è questa magia che possiamo facilmente percepire nel nuovo Baignoire che di giorno sa essere sofisticato nella versione con cinturino in pelle o satin, e di notte diventa oggetto di squisita raffinatezza, sublimato nell'oro e nei diamanti, perfetto per una serata elegante. L’ultima novità di casa Cartier è però un nuovissimo orologio da uomo, dallo stile accattivante: il Calibre. Il primo segnatempo esclusivamente maschile del luxury brand francese; linee decise, cassa robusta e architettura inedita contribuiscono a fare del Calibre un modello unico nel suo genere; un modello classico con ambizioni contemporanee e sensibilità di pura orologeria, dotato del primo movimento meccanico automatico 100% Cartier: il calibro 1904 MC. “Se il Tempo fosse donna, quale forma assumerebbe? Tonda, ovviamente, con volumi armoniosi e curve sensuali”. È in questo modo che Baume & Mercier presenta il suo modello femminile Iléa: non a caso, è sinuoso come il corpo di una donna ed è stato creato proprio ispirandosi

IN ALTO PATEK PHILIPPE REFERENZA 7071R A FIANCO CARTIER CALIBRE

alla silhouette femminile, con linee tonde e sensuali che si adattano al polso delle signore di oggi. Un orologio tutte curve che non rinuncia però all’eleganza e al lusso, le note distintive del brand ginevrino: più di mille diamanti che brillano e fanno da contrasto su di uno sfondo scuro per un modello unico, prodotto in edizione strettamente limitata, ideale per la donna che non ama passare inosservata. Per un uomo che ama lo stile classico, invece, Baume & Mercier ha creato Classima Executives: un cronografo dalle finiture tradizionali e raffinate, dotato di un movimento meccanico di alta gamma automatico, con calendario completo. Il quadrante argentato con decoro guillo-


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A. LANGE & SÖHNE

Il design è proprio quello della Maison di Glashütte che in questa nuova versione Saxonia si è concentrata per ottenere la massima leggibilità. All’interno si trova il famoso SAX-OMAT con funzione di zero reset, che ferma il movimento quando la corona viene estratta verso l’esterno resettando anche la lancetta dei secondi a zero per una più precisa regolazione con un segnale orario.

ché “grain d’orge” è abbellito da un’alternanza di zone opaline, azzurre circolari e satinate soleil. Raffinatezza del design, eleganza dei materiali e cura dei particolari sono le caratteristiche ricercate dall’universo rosa. È da questi aspetti che Patek Philippe mantiene uno sguardo attento verso il pubblico femminile per il quale ha creato Referenza 7071R “Ladies First Chronograph”. Ispirato ai modelli Art Decò, fabbricati negli anni Trenta, è l'orologio ideale per la donna che ama il gioiello dal gusto classico. Un vero e proprio lampo di luce che illumina il polso, conferendo un tocco di femminilità a un modello che fa della tecnica il suo punto di forza. Linee potenti, design seducente e tecnologia all'avanguardia sono, invece, da sempre il punto di forza degli orologi da uomo. Un esempio su tutti, l’ultimo modello di Jaeger-LeCoultre, Amvox2 Dbs Trasponder. Realizzato in oro rosa 18 carati e dedicato esclusivamente ai proprietari di un’Aston Martin Dbs, il nuovo orologio di Jaeger-Le Coultre ha il quadrante inclinato a 260 gradi, come i tradizionali contatori tipici dei cruscotti sportivi. Un cronografo tecnologicamente avanzato, studiato per gli uomini che si sentono segretamente dei James Bond, che permette di attivare e disattivare il sistema di chiusura della vettura, fino ad una distanza di dieci metri, tramite una semplice pressione del vetro. Fedele alla propria identità e unicità nel settore degli orologi, Rolex, invece, ripropone sul mercato un modello che ha fatto la storia del marchio con la corona, l’Explorer, con la sua inconfondibile for-

OFFICINE PANERAI Realizzato in soli 30 esemplari, il Luminor 1950 Equation of Time Tourbillon Titanio – 50 mm è l’orologio da polso tecnicamente più sofisticato mai costruito da Officine Panerai. Dedicato ai cultori delle grandi complicazioni tecniche è stato progettato in omaggio al genio di Galileo Galilei, riunendo alcune delle specialità più rare, esclusive e affascinanti dell’orologeria.

za creativa, infondendo un nuovo slancio alle linee sobrie ed eleganti che hanno segnato il successo di un’icona. Ingrandito nelle misure della cassa, 39 mm di acciaio 904L anti-corrosivo, il nuovo Explorer offre a chi lo indossa una migliore vestibilità e un look più audace. Nuova immagine e freschezza nei lineamenti per il nuovissimo Tudor Heritage Chrono che fin da subito ha conquistato gli appassionati dell’alta orologeria. Erede del Tudor Montecarlo degli anni Settanta, il nuovo cronografo rievoca le linee originali di cassa, lunetta, anse e bracciale del modello vintage mentre in alcuni


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ROLEX Il nuovo Submariner si presenta in una nuova livrea. L’orologio professionale per immersione più desiderato al mondo, nato per essere utilizzato come strumento di lavoro, oggi passa la maggior parte del suo tempo a fare bella mostra di sè sulla “terra ferma”. La novità è la nuova lunetta girevole con disco Cerachrom nero, o verde per il modello con quadrante verde, a prova di scalfiture e dotato di scala graduata con indici in platino.

TISSOT Il Tissot PRS 516 Chrono Auto Valjoux rende omaggio alla radicata passione di Tissot per i motori con un sofisticato movimento Swiss-made e un design retrò rivisitato in chiave moderna. I fortunati che lo indosseranno potranno godersi questo tocco nostalgico con la certezza di avere al polso un orologio creato secondo le tecnologie più innovative.

particolari è del tutto innovativo, come nel profilo godronato della lunetta girevole e dei pulsanti a vite accanto alla corona di carica, nelle anse dai contorni più smussati e levigati e nel proteggi-corona perfettamente lucido. Per il suo look vintage e per il suo rinnovato design, l’orologio Tudor Heritage Chrono è destinato a diventare una leggenda firmata Tudor. Qualche volta la ricerca di eleganza tipica del gusto femminile e quella di tecnologia propria dell'inclinazione maschile sono destinate a incontrarsi. Ne sono un esempio le due nuove creazioni di Vacheron Constantin che con la collezione “Les Historiques” ha scelto di far rivivere alcuni dei momenti più belli della sua storia, legati agli orologi ultrapiatti: "Historique Ultra-piatto 1955" l'orologio meccanico a carica manuale più sottile al mondo, con uno spessore di soli 4,10 mm, e “Historique Ultrapiatto 1968” dotato del movimento meccanico ultrapiatto 1120. Ideali sia se indossati da un polso femminile che da uno maschile. Due orologi simbolo degli anni ’50 e ’60, quando Vacheron Constantin realizzò gli orologi da polso più piatti del mondo, a cui la casa ginevrina ha associato il suo nome e ne ha fatto il suo marchio di fabbrica.

RALPH LAUREN Il modello Sporting Chronograph di Ralph Lauren sfoggia un'estetica sportiva abbinata alla precisione e alla funzionalità. Questa linea, proposta sul mercato lo scorso anno, si arricchisce nel 2010 di un nuovo modello in acciaio lucidato, con quadrante bianco e cinturino in alligatore.


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XJ T

sigla di lusso

ecnologia di ultimissima generazione; sistemi informativi in 3D; pelle extralusso con cuciture raffinatissime. Jaguar festeggia i 75 anni del marchio con una sigla che sa di prestigio: XJ. Una vettura al tempo stesso sportiva e sofisticata, ma soprattutto lussuosa con particolari che fanno la dif-

JAGUAR RINNOVA LA SUA AMMIRAGLIA, SFARZOSA E PERFORMANTE

ferenza (ad esempio i dettagli cromati e rifiniti in “piano black”). La carrozzeria di Jaguar XJ non stupisce più solo per le sue linee ma per l’avanguardia della sua costruzione, sfruttando le conoscenze di Jaguar in campo aerospaziale. Infatti, è stata realizzata utilizzando la tecnologia della costruzione della carrozzeria in alluminio che la rende più leggera di 150 kg rispetto alle concorrenti dirette.


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Queste tecnologie, oggi sviluppate in una ancor più impressionante nuova generazione XJ, migliorano considerevolmente le prestazioni, la maneggevolezza ed i consumi, offrendo allo stesso tempo resistenza, raffinatezza e sicurezza. La forma allungata a goccia dei finestrini laterali fissa la silhouette della vettura ed è alla base del suo fluido design. La nuova XJ condivide con la XF un coefficiente aerodinamico di 0.29, che la rende la Jaguar più aerodinamica di sempre. Non solo, ma il profilo a coupè avvolge un abitacolo che offre livelli di

I CLIENTI POTRANNO SCEGLIERE TRA TRE MOTORIZZAZIONI BENZINA E DIESEL, TUTTE ACCOPPIATE AD UN CAMBIO AUTOMATICO A SEI MARCE "SHIFT BY WIRE", CONTROLLATO ATTRAVERSO LO JAGUARDRIVE SELECTOR™ O TRAMITE LE PALETTE MONTATE AL VOLANTE: __3.0 litri AJ-V6 Diesel Gen III da 275 Cv con una coppia di turbocompressori sequenziali – da 0 a 100 km/h in 6.4 secondi __5.0 litri AJ-V8 Gen III da 385 Cv, ad iniezione diretta di benzina, naturalmente aspirato – da 0 a100 km/h in 5.7 secondi __5.0 litri AJ-V8 Gen III da 510 Cv sovralimentato, ad iniezione diretta di benzina, – da 0 a100 km/h in 4.9 secondi


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SU TUTTI I MODELLI DI JAGUAR XJ È IN DOTAZIONE IL TETTO PANORAMICO IN VETRO

spaziosità comparabili a berline dallo stile molto più convenzionale. C'è spazio abbondante per cinque persone, mentre la versione a passo lungo offre ai passeggeri posteriori un maggior grado di comfort grazie ad un ulteriore spazio per le gambe di 125 mm. Gli interni hanno nonostante tutto un forte carattere sportivo. Un tetto panoramico di vetro, di serie su tutti i modelli, enfatizza il senso di luce e spazio all'interno della nuova XJ. La pelle orna le principali superfici, inclusi i sedili, il pannello strumenti, la parte superiore delle portiere, la consolle centrale ed i braccioli. L'esclusivo modello Supersport ha anche il rivestimento del padiglione di pelle. Come le cuciture di un abito fatto a mano da Savile Row, la pelle pieno fiore ha una splendida cucitura a doppio ago. Visivamente seducente, questa cucitura così complessa trasmette un senso di ricchezza e stile sia pure in una maniera moderna. Ma soprattutto la tecnologia per gli interni e l’infotainment possono fare una differenza decisiva. Una chicca che affascina è il Virtual Instrument, un quadro strumenti virtuale in 3D. Così tutto il fascino della tecnologia che sta conquistando il mondo del cinema e dell’intrattenimento casalingo sbarca in auto. All’interno il guidatore è accolto dalla stretta di mano Jaguar – il pomello circolare in alluminio del controllo rotativo dello JaguarDrive Selector™ che si solleva nel palmo della mano del guidatore – l'animazione in 3D si materializza nel pannello strumenti virtuale e sul Touch-screen centrale dando subito la dimostrazione di quanto è rivoluzionario l'approccio della nuova XJ nella maniera in cui vengono mostrate le informazioni nella vettura.


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Navigare nel

lusso

le novità dell’estate 2010

MINI YACHT, MEGAYACHT E CHARTER: I BRAND LEADER NEL SETTORE DELLA NAUTICA OFFRONO TANTE OPPORTUNITÀ PER VIVERE IL MARE IN TRANQUILLITÀ CON LA PROPRIA FAMIGLIA O CON GLI AMICI SE SI VUOLE OPTARE PER “SOLUZIONI” PIÙ GRANDI ACQUISTANDO O NOLEGGIANDO DELLE VERE E PROPRIE VILLE A PELO D’ACQUA


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ndare per mare è sempre stato un lusso riservato a pochi. Cristoforo Colombo si vide rifiutare il finanziamento dai sovrani portoghesi, poi dovette attendere sette lunghi anni per convincere la corona spagnola - grazie anche a intermediari vicini alla regina Isabella - a ottenere la somma necessaria per armare la flotta composta dalle tre celebri caravelle guidate alla scoperta dell'America. Una mano al navigatore genovese la diedero anche alcuni banchieri della sua città di origine. Oggi sembra essere cambiato poco: possedere un'imbarcazione tutta per sé è un lusso che non si possono concedere in molti. C'è chi invece si gode lussuosi yacht solo nel periodo delle vacanze, è il caso di chi predilige il charter nautico, una scelta compiuta per risparmiarsi gli onero-

si costi di gestione che un'imbarcazione di proprietà comporta, dal posto barca alla manutenzione. Ma chi è un vero appassionato del mare mette da parte la razionalità economica e sceglie di averne una tutta per sé. Anche per quest'anno c'è l'imbarazzo della scelta viste le numerose novità proposte dai più noti brand della nautica di lusso, su tutti Ferretti, marchio "in voga" da più di 40 anni che all'ultimo Salone Nautico di Genova ha presentato tre nuove creature: il 470, dalle dimensioni compatte (14,65 metri di lunghezza per 4,34 di larghezza) e dal tipico stile italiano, con tre cabine all’interno (due per gli ospiti e uno per l’armatore) e una “sun lounge” spaziosa dove poter prendere il sole e godere della vista sul mare. Dimensioni compatte (16 metri per 5) e sportività tutta italiana per il Ferretti 510, la cui peculiarità è una cabina armatoriale “open view” con due grandi finestre


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Il nuovo FERRETTI 510 con cabina “open view”

che lasciano entrare lo spettacolo di luci e colori offerto dal mare aperto. Per gli ospiti ci sono una cabina matrimoniale e una doppia. Inoltre, per chi desidera l'equipaggio a bordo, il 510 è attrezzabile con un'ulteriore cabina a poppa. Il Ferretti 740 è il degno erede del 731 ed è indirizzato agli armatori più attenti al design interno, con ampi spazi e un “decor” in cui predominano toni caldi e materiali pregiati; esternamente, presenta una linea filante e leggera, mentre le tre vetrate "a branchie di squalo" lo fanno apparire come un vero e proprio elemento marino. Il 740 è spinto da due motori MAN 1360 che permettono all'imbarcazione di superare anche i 30 nodi. Per chi crede che non sono i metri a fare grande uno yacht, la scelta deve necessariamente ricadere su Azimut 38, dove il numero sta ovviamente a indicare i piedi di lunghezza dell’imbarcazione (che corrispondono a circa 12 metri). Azimut 38 è facile da pilotare grazie anche a una comoda postazione di guida, mentre scendendo nel ventre della barca e cioè nella zona notte si “incontrano” una cucina accessoriata, due cabine luminose e confortevoli: una per l’armatore e una per gli ospiti. Per chi, al contrario, pensa che le dimensioni contano, ecco il Clarena II di Crn, un megayacht custom di 72 metri in acciaio e alluminio con una sorta di “beach club” di 100 metri quadrati a poppa, entrato nella Top 100 Mega Yacht List stilata dalla rivista Boat International. Sull’imbarcazione si possono ospitare fino a dodici persone che possono alloggiare in cinque suite che si aggiungono alla cabina dell’armatore. Si ritorna a dimensioni più normali con l’Aleutian 53 RP di Grand Banks dotato di tre cabine dagli interni di

nuova concezione e con una “utility room” che l’armatore può allestire come meglio crede; il salone principale presenta due ampie finestrature e due comodi divani sui quali possono accomodarsi fino a dieci persone. Altro fiore all'occhiello l'autonomia: infatti, la possibilità di caricare fino a 3.785 litri di carburante consente di sostenere delle lunghe crociere. Grand Banks offre anche la possibilità del noleggio mettendo a disposizione quattro imbarcazioni della propria flotta in ordine dalla più economica: 45 Sx, 41 Eu, 59 Rp, 72 Rp, tutte effettuano dei tour di una o due settimane nel Sud-Est asiatico con partenza da Singapore e possibilità di far rotta verso i paradisi costieri di Malesia e Indonesia; se si


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OCEAN PEARL QUESTA ESTATE SARÀ DISPONIBILE PER CHARTER NELLE ACQUE MEDITERRANEE

è appassionati di golf, la possibilità offerta è imperdibile: oltre a delle suggestive navigate per lo stretto di Malacca, il pacchetto base permette di accedere al Laguna National Golf & Country Club, situato sulla paradisiaca isoletta di Sentosa, ben collegata con il centro cittadino di Singapore da ponti, metropolitana e una cabinovia. Un altro charter di lusso è il nuovissimo superyacht Ocean Pearl (41 metri) di Yacht Plus, presentato il 13 marzo scorso, che solcherà le acque mediterranee a partire da questa estate, chi non riesce a noleggiarlo per la bella stagione potrà rifarsi il prossimo inverno sulle rotte caraibiche; si possono invitare fino a 12 persone tra amici e conoscenti che possono sistemarsi in cinque eleganti suite e, per ogni esigenza, è presente a bordo un equipaggio specializzato di 7 persone. Gli amanti del retrò potranno accontentarsi di Ariete Primo, un vecchio rimorchiatore convertito in megayacht di lusso (44 metri in acciaio per 635 tonnellate) disponibile per charter nei luoghi più belli del Mediterraneo. Tanti i comfort a bordo: dalla tv satellitare all'area relax con vasca idromassaggio, bagno turco e gym center; oltre alla cabina armatore, ci sono altre 4 doppie e una twin tutte con bagno privato. Ancora charter: cinque le imbarcazioni messe a disposizione da Sessa Marine per l’iniziativa “Stelle di Mare”: dalle “familiari” Key Largo 20 e 27, adatte per crociere giornaliere, al C38, un open di 9 metri, ottimo per delle crociere su media distanza con ospiti a bordo, e ancora i 18 metri del Fly 54, la barca ideale per lunghi soggiorni, e infine un'autentica villa sul mare: il C68. Grazie alle convenzioni stipulate da Sessa Marine, con le imbarcazioni appena elencate si potrà andare a caccia dei migliori ristoranti del Mediterraneo, navigando tra le acque italiane, francesi, spagnole e croate.

OCEAN PEARL di YACHT PLUS, superyacht di 41 metri

FERRETTI 470

FERRETTI 740

IDEALE PER GLI ARMATORI PIÙ ATTENTI AL DESIGN INTERNO NEL QUALE PREDOMINANO TONI CALDI E MATERIALI PREGIATI


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SALUTE Informazione pubblicitaria

La clinica

della Traumatologia dello Sport SONO SEMPRE PIÙ FREQUENTI I TRAUMI DELLO SPORT SIA A LIVELLO AGONISTICO CHE AMATORIALE. MULTIDISCIPLINARITÀ È LA PAROLA CHIAVE DEL TRATTAMENTO. NASCE QUINDI IL TRAUMA SPORT CENTER PRESSO LA CLINICA VILLA VALERIA (UNA DELLE UNICHE STRUTTURE SANITARIE MONOSPECIALISTICHE IN ORTOPEDIA CON OLTRE 3000 INTERVENTI ANNUI) Lo sport, inteso sia come professione che come attività amatoriale, è gravato frequentemente da infortuni. Lo sportivo è il paziente di “SERIE A”. Come tale ha l’obiettivo di recuperare la forma e l’efficienza fisica del pretrauma in TEMPI RAPIDI E DEFINITIVI. Riuscire quindi, a gestire il paziente a 360° rappresenta il punto chiave del trattamento. È con questo atteggiamento che nasce il Trauma Sport Center presso la Casa di Cura Villa Valeria di Roma. Un team di specialisti pronti ad accogliere il paziente con competenza, cortesia e mezzi tecnici di ultima generazione. Diversi sono i punti di forza della struttura così come illustrato dal dott. Andrea Grasso, Responsabile del Centro di Chirurgia Artroscopica e Protesica della Casa di Cura. Il primo approccio allo sportivo traumatizzato consiste in un’accurata visita ortopedica. Il Centro dispone di un servizio specializzato per accogliere il paziente e gestirlo nell’immediato. Fatta una prima ipotesi clinica dall’ortopedico si affida il paziente al radiologo il quale, grazie alla risonanza magnetica, è in grado di verificare con precisione un danno dei legamenti o dei tendini. In meno di mezz’ora si sarà in grado di fare una diagnosi accurata e di iniziare un trattamento idoneo. Nel caso di necessità chirurgica la scelta è la tecnica mininvasiva, in grado di valutare, riparare e correggere danni articolari su basi traumatiche e degenerative. Infine, fondamentale, la fisioterapia. La terapia in acqua (idrokinesiterapia), rappresenta il concetto chiave della riabilitazione. L’ac-

qua è la terapia di base alla quale si aggiunge una continua valutazione del paziente grazie a strumentazioni computerizzate per determinare lo stato del recupero, attuando così un trattamento personalizzato durante il percorso riabilitativo.

CASA DI CURA VILLA VALERIA PIAZZA CARNARO, 18 - 00141 ROMA TEL. 06 872721 - FAX 06 87193501 WWW. VILLAVALERIA.IT


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MOVIE

CON “TOY STORY 3” LA PIXAR TORNA AI PERSONAGGI CHE L’HANNO LANCIATA: È LA CASA DI PRODUZIONE DI MAGGIOR SUCCESSO AL MONDO

EXTRA NELLA VERSIONE ORIGINALE IN INGLESE TRA I PERSONAGGI SI DISTINGUONO LE VOCI DI TOM HANKS E TIM ALLEN; IN ITALIA WOODY SARÀ FABRIZIO FRIZZI, MASSIMO DAPPORTO È BUZZ MENTRE LE NEW ENTRY SONO CLAUDIA GERINI E FABIO DE LUIGI CHE DARANNO VOCE A BARBIE E KEN.

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Toy revolution IL CARTONE ANIMATO CHE HA CAMBIATO IL MONDO DELL’ANIMAZIONE TORNA AL CINEMA CON L’ATTESISSIMO TERZO CAPITOLO

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995 – addio alla matita. Fu per colpa (anche se sarebbe meglio scrivere merito) della Pixar se il mondo dell’animazione è cambiato per sempre. La Disney già da tempo aveva abbandonato le rassicuranti favolette per bambini e si era indirizzata su prodotti “da adulti” (“Il gobbo di Notre Dame” su tutti). L’utilizzo del computer era già ben avviato ma fu una piccola compagnia – rilevata dalla LucasArts da Steve Jobs... sì... avete letto bene... proprio l’ideatore di iPhone e iPad – che inventò un nuovo modo di fare cartoni animati riassumibile nell’acronimo CGI, Computer Generated Imagery. Così, quando nel 1995 arrivò nelle sale Toy Story, niente è stato più uguale a prima. Oggi gli effetti CGI sono utilizzati per qualsiasi cosa, dal far lottare dinosauri e gorilla alti 15 metri o riprodurre la Terra di Mezzo immaginata da Tolkien. Oggi, quel film che cambiò il cinema, torna con il suo terzo episodio (“Toy Story 3 – La grande fuga”) e ancora una volta è protagonista di una rivoluzione, forse anche più di una. In-

nanzitutto perché sarà disponibile in 3D, consentendo uno sguardo nuovo e una prospettiva ulteriormente perfezionata su beniamini del pubblico come Woody e Buzz Lightyear. Poi, perchè contrariamente a quanto accadde con il secondo episodio (“Woody e Buzz alla riscossa” destinato inizialmente al mercato dell’homevideo e che la Disney, con un colpo di mano, portò al cinema), “La grande fuga” è un progetto finalmente condiviso dai fondatori e da tutto lo staff artistico e tecnico, soprattutto dopo l’acquisizione della Pixar da parte della stessa Walt Disney Pictures (anche se, con gli uomini Pixar nei posti chiave della Disney e Steve Jobs nel consiglio di amministrazione, forse è la Pixar che ha comprato la casa di Burbank), mettendo la parola “fine” sulla lunga guerriglia tra le due aziende che aveva compromesso il destino di alcune pellicole, soprattutto i sequel di “Cars”, “Monsters&Co.” e proprio “Toy Story 3”. Siete pronti a immergervi con tutte le scarpe nel mondo dei giocattoli? Toy Story 3 sarà nelle sale dal 7 luglio 2010.


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HI-TECH

DIMENTICATE I PUGNI AL TELEVISORE DI FANTOZZIANA MEMORIA PER MIGLIORARE LA SINTONIA, OGGI IL TELEVISORE È 3D. QUALCHE CONSIGLIO PER SCEGLIERE AL MEGLIO

CALCIO alla tv

GUIDAalla scelta

UN In negozio, per scegliere è il caso di affidarsi ad alcuni piccoli “trucchi”. Chiedete ad un addetto di riprodurre un Bluray sui diversi modelli, dopo aver selezionato per ciascuno le impostazioni ottimali (magari quelle denominate “Film” o “Cinema”); le caratteristiche dell’immagine da osservare sono il senso di profondità e tridimensionalità, la capacità di far distinguere i particolari anche nelle scene più buie, il realismo dei colori (l’incarnato è il miglior test in questo senso) e l’assenza di aloni e sfocature anche durante le scene più movimentate.

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er i malati di calcio che non hanno in tasca un biglietto per il Sudafrica non resta che il metadone della televisione. Un evento come i Mondiali di calcio va gustato con il giusto strumento. Perciò, evitate di presentarvi in campo con un pallone criticato come Jabulani (“è come quello del supermercato” ha dichiarato Julio Cesar) ma guardate i campionati del mondo al massimo delle possibilità offerte dalla tecnica per un televisore. La prima variabile nella scelta è la dimensione, da considerare in rapporto alla distanza di visione prevista: fino a due/tre metri i vantaggi della risoluzione “Full HD” si possono apprezzare anche con un 42 pollici, mentre per distanze superiori sarà meglio orientarsi verso schermi di diagonale superiore; per saloni molto grandi e distanze molto elevate sarà il caso di valutare un videoproiettore, che necessita di una sala completamente oscurata ma consente di ottenere immagini da 100 e più pollici a prezzi spesso sensibilmente inferiori a quelli richiesti per TVColor da 65 o più pollici. Il plasma sembra ancora avere un piccolo vantaggio qualitativo sui cristalli liquidi. Tra le caratteristiche funzionali irrinunciabili, la presenza di un sintonizzatore compatibile con le trasmissioni HD del digitale terrestre e un buon numero di ingressi HDMI. L’ultima novità è il 3D: per un’innovazione così spinta, la compatibilità con i programmi 3D prossimi venturi è per ora riservata ai modelli più costosi, e per vedere davvero film e programmi televisivi tridimensio-

nali occorrerà attendere ancora un po’. Ora facciamo qualche nome. Naturalmente Sony è in prima fila e ha annunciato l'introduzione dei modelli Bravia Serie HX800, una soluzione entry level che sarà seguita dalle altre serie della gamma. L'HX800 beneficia di un frame-rate a 200 Hz che si traduce in immagini Full HD a 1080 pixel, ulteriormente migliorate dai sistemi “High Speed Precision”, “LED Boost” e “3D up-conversion”. Anche Philips, già all'avanguardia nell'ambito della ricerca sull'esperienza di visione ad immersione totale grazie alla tecnologia Ambilight, si apre alla tridimensionalità annunciando che i nuovi televisori delle serie 9000 LED e 8000 LED saranno Full HD 3D Ready con tecnologia Active 3D che utilizza un trasmettitore wireless attraverso cui mette in comunicazione il televisore con gli occhiali appositi sincronizzando le lenti con le immagini che compaiono sullo schermo in due flussi separati e asincroni per il campo visivo destro e sinistro. E a fine estate Philips ha in programma il lancio del primo televisore 21:9, il primo che rispetta le esatte proporzioni dello schermo cinematografico.

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FOTOLIA

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PERSONAGGI

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SPORT

XIV FOTO IN CIRCOLO

GIUSEPPE VIGGIANO

ARRIVA LA NEW GENERATION

ROGER FEDERER

IL VICEPRESIDENTE CI RACCONTA IL CIRCOLO E LE SUE PASSIONI

DE VECCHIS, ROCCHI E LEGGI: LE NUOVE STELLE BIANCOCELESTI

IL RE DEL TENNIS SUI CAMPI DEL CANOTTIERI LAZIO


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edi to ria le

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di Alfonso Rossi Presidente Canottieri Lazio inalmente il Circolo Canottieri Lazio avrà una sua “voce ufficiale”. Grazie a “25A” il nostro sodalizio ha la possibilità di far sentire la sua voce sia all’esterno, nel mondo al di fuori delle nostre mura, sia a tutti i nostri soci, ai quali arriverà “orizzontalmente”. Credo molto in questo progetto, ritengo possa diventare un veicolo di diffusione, un modo di comunicare per farsi conoscere, di farsi conoscere comunicando. È questa la filosofia della collaborazione tra il Circolo Canottieri Lazio e 25A: una nuovissima iniziativa editoriale che, nel tempo, si espanderà, troverà il modo di allargare il suo raggio d’azione e di consolidare la sua presenza nel mondo editoriale. Una voce ufficiale che avrà il coraggio di uscire fuori dal coro, basata sempre e comunque sulla verità. Siamo un libro aperto, per i nostri soci e per tutti coloro che vogliano interloquire con noi. Perciò è importante avere uno strumento che consenta di manifestare tutte le nostre qualità. I nostri pregi, tanti. I nostri difetti, pochi. Le nostre fragilità, qualcuna. È arrivato finalmente il momento di farsi vedere e sentire. Proprio ora che stanno trovando conferma concetti importanti per la nostra realtà. Come la tradizione, assolutamente vitale per noi. Una tradizione che dura da 110 anni, da quel lontano 1900 che ha visto sventolare per la prima volta i nostri colori, il bianco e il celeste, con la nascita della nostra prestigiosa società. Come l’autonomia dei Circoli storici, gruppo di cui facciamo parte a pieno titolo, che finalmente possono emergere fuori dal coro. Come il nostro attaccamento al fiume Tevere, che viviamo intensamente da sempre, con le piene che inondano i nostri campi sportivi, con la corrente che accompagna gli allenamenti dei nostri atleti e con un panorama unico per la nostra sede. Il fiume costituisce uno dei tesori più preziosi del Circolo Canottieri Lazio, a livello sportivo, ambientale e affettivo. Riqualificarlo e restituirlo ai romani e non solo, sarà la grande sfida dei prossimi anni per tutta la città di Roma e per la Canottieri Lazio in particolare. 25 A, infine, per dimostrare alcune qualità fondamentali che ci contraddistinguono, che sono il fair play, sia in campo che fuori, e lo spirito sociale, che ci rende un luogo ideale di aggregazione fisica e morale per i soci, per gli atleti e per tutti coloro che fanno parte della nostra grande famiglia.

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NEWS Trionfi per calcio e canottaggio; tennis, che peccato! CONTINUANO LE VITTORIE PER LE SQUADRE DI CALCIO E CANOTTAGGIO DEL CIRCOLO. L’UNDICI ALLENATO DA MISTER MONTANARI SI È AGGIUDICATO IL TROFEO CARAVELLA TRICOLORE. I CANOTTIERI HANNO FATTO INCETTA DI MEDAGLIE ALLA REGATA REGIONALE MONTÙ E D’ALOJA. UN PO’ DI AMAREZZA, INVECE, PER I RAGAZZI DEL TENNIS CHE FALLISCONO LA PROMOZIONE IN SERIE A2, MERITO DI UN AVVERSARIO FORTISSIMO COME LA POLISPORTIVA DERTHONA.

SUCCEDE AL CIRCOLO...

TENNIS

CALCIO

CANOTTAGGIO

Amara delusione per i ragazzi della prima squadra di tennis che hanno fallito la promozione in Serie A2. Sconfitti già duramente all’andata ad Alessandria contro la Polisportiva Derthona per 5-1, con l’unico punto messo a segno dal doppio composto da Amorico e De Vecchis. Nel ritorno a Roma nulla da fare: i ragazzi del CC Lazio sono stati sconfitti già ai primi due singolari (bastavano due punti agli avversari per aggiudicarsi la doppia sfida) e hanno visto così svanire il sogno A2 contro degli avversari di vero valore. Alla squadra di tennis sono andati comunque i complimenti del Consiglio Direttivo e del Presidente Alfonso Rossi per le vittorie conseguite nella stagione appena conclusa.

Dopo un impressionante cammino nella regular season chiusa con dieci vittorie e due pareggi, i ragazzi del CC Lazio si sono aggiudicati il Trofeo Caravella Tricolore battendo in finale i cugini del CC Roma per 1-0. In una calda serata di giugno, è stata decisiva la rete di Cecchinelli, un forte destro a fil di palo messo a segno su disattenzione della difesa avversaria. Grande merito va attribuito a mister Montanari che ha guidato i ragazzi in maniera autoritaria macinando vittorie su vittorie fino al trionfo finale. Capocannoniere della squadra lo stesso Cecchinelli con 10 gol, ma i complimenti vanno a tutto un gruppo straordinario che si è alternato nel corso della stagione.

Tanti successi nella regata regionale Montù e d’Aloja, a partire dal primo posto nella categoria Junior nel singolo di Edoardo Rocchi. Altre vittorie nei singoli con Edoardo Maerelli (Allievi B maschile), Andrei Nitu (Cadetti maschile), Ginevra Mastronardi (Cadetti femminile). Primo posto anche per il due senza Junior (Acerra-M.Rocchi). Oltre alla Mastronardi, le donne hanno fatto la parte del leone laureandosi campionesse regionali nel quattro di coppia Master (Daniele, Palazzi, Spada, Torrini) nell’otto Master (Spada, Palazzi, Borboni, Micocci, D’Orto, Torrini, Velardi, Ombuen) e nel doppio Master (Borboni-Micocci). Tante medaglie d’oro, ma anche molti argenti e bronzi per gli atleti del CC Lazio.

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Un vicepresidente

fortissimo! Giuseppe Viggiano si racconta: dal Circolo al Gran Teatro, passando per un nuovo film… li amici del CC Lazio lo definiscono “fortissimo”. Perché nel mondo dello spettacolo è uno che sa il fatto suo, perché in quello del circolo ha fatto tanta strada in pochissimi anni, perché il suo carisma trapela da ogni singola parola, gesto e decisione. Giuseppe Viggiano, socio al Canottieri Lazio da 7 anni e Vicepresidente allo sport, racconta il suo arrivo nel sodalizio di Lungotevere Flaminio. «Il mio arrivo in biancoceleste passa per due incontri: il primo con Franco Novaro, 25 anni fa, e da cui ho “ereditato” l’ufficio di Via Timavo dove svolgo la mia attività. Il secondo con Alfonso Rossi, che ho conosciuto 20 anni fa per lavoro. Loro mi hanno presentato e portato al CC Lazio».

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IN QUESTI ANNI, CI SONO STATI DEI CAMBIAMENTI NEL CIRCOLO? «Certamente. Si sta avendo un cambiamento generazionale, favorito dalla declinazione verso tennis e calcio. C’è una gran componente di 40enni, i frequentatori più assidui. Forse mancano i giovanissimi, che abbondano di più negli altri circoli per via di una serie di massicce campagne di apertura. Anche da noi è stata favorita un’apertura del genere, che ha portato all’aumento di 35-45enni che usano il Circolo appieno». CI SONO ANCORA MARGINI DI CAMBIAMENTO FUTURO, O È GIÀ STATO FATTO TUTTO? «Sicuramente si può ancora cambiare, ma l’importante è mantenere la nostra identità di circolo storico e non farci condizionare da quelli


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GIUSEPPE VIGGIANO GESTISCE SIA IL GRAN TEATRO CHE IL GLOBE THEATRE DI VILLA BORGHESE

FOTO DI LUCA GAVIOLI

“commerciali”: dobbiamo tenere alti i valori che ci regolano. Per citare un consocio (Riccardo Viceré, ndr), molti dei nostri frequentatori usano il circolo per i servizi, ma è importante ricordare che il sodalizio è di tutti, bisogna trovare soluzioni comuni e fare qualsiasi cosa per migliorare le condizioni di vita. Essere un circolo storico presenta vantaggi e svantaggi rispetto a uno commerciale, ma l’amore per la bandiera e il valore degli atleti restano i nostri valori più significativi, che ci ripagano di tutto». COME CAMBIA LA VITA DI UN SOCIO CHE DIVENTA VICEPRESIDENTE? «Cambiano le responsabilità, ti senti coinvolto in modo diverso. Per quanto riguarda l’impegno, sono facilitato dal fatto che la mia attività lavorativa coincide spesso con quella del Circolo. In passato sono stato consigliere al Canottaggio, è stata un’esperienza significativa. È uno sport per il quale mi sono battuto e del quale sono diventato uno dei più grandi difensori. È anche una delle voci di maggior impegno economico del Circolo, ma va bene così dal momento che alcuni dei nostri atleti sono andati alle Olimpiadi, e questo non è da tutti. Paradossalmente, ora che sono Vicepresidente allo sport svolgo più una funzione di supervisione, e a livello organizzativo sono coinvolto in molteplici aspetti della vita sportiva del Circolo. È bello far parte del Direttivo, con gli altri consiglieri siamo tutti amici». IL GIUDIZIO GLOBALE SUL LAVORO SVOLTO È POSITIVO? «Sicuramente, ma c’è ancora da fare. Siamo un circolo antico, che ha bisogno di essere tenuto in forma. Passi ne sono stati fatti: ne è esempio pratico la ricostruzione della piscina, che ha rappresentato un sacrificio economico per il circolo e pratico per i soci, che hanno “subito” i tre mesi di lavori e disagi. Ma è stato solo il primo passo di molti altri, come la ricostruzione del galleggiante, un altro appuntamento importante del CC Lazio. Il contatto con la natura e con il Tevere, del resto, ci costringe a trovare continue soluzioni». IL GRAN TEATRO, TUA ATTIVITÀ PRINCIPALE, È UNA TUA IDEA… «Sì, l’ho progettato, realizzato e lo gestisco. Ed ora mi occupo anche di gestire il Globe Theatre di Villa Borghese, oltre a lavorare come organizzatore generale per il cinema. Proprio adesso sono impegnato a Milano per il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, e sono piuttosto latitante al Circolo e a Roma. Ma quando è necessario sono sempre presente». COME NASCE IL TUO LAVORO? «Quasi per caso: ho iniziato a lavorare nei concerti e negli spettacoli, a tempo perso, come “bassa manovalanza”. E poi nel tempo è diventata la mia attività principale». I TUOI PIÙ GRANDI SUCCESSI? «Sono arrivati per gradi, ma se devo scegliere degli episodi… A 27 anni sono stato direttore di produzione del Tour di Vasco Rossi. Una quindicina di anni fa sono stato produttore esecutivo per una serie di trasmissioni con Aldo, Giovanni e Giacomo. Il coronamento dell’attività professionale è arrivato con il Gran Teatro e il Globe Theatre. E naturalmente, essere il Vicepresidente del Circolo Canottieri Lazio…».

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Sport, amore e fantasia Gianfranco Comanducci si racconta: dalla passione per lo sport all’abbraccio collettivo del “suo” circolo

opo 35 anni “d’amore”, la storia fra Gianfranco Comanducci e il Circolo Canottieri Lazio è ancora piena di entusiasmo reciproco. La passione per questa realtà trapela da ogni parola spesa nei confronti dei suoi amici soci, che un anno e mezzo fa lo hanno circondato del loro affetto festeggiandolo come atleta dell’anno; del sodalizio che è anche un po’ la sua casa, e del quale segue ogni aspetto della vita sportiva, mondana e sociale, sebbene i tanti impegni lavorativi non gli consentano la frequentazione assidua di un tempo. Ma è soprattutto l’appassionato di sport che si palesa ascoltando ogni sua singola parola: i traguardi conseguiti, i progetti ancora da realizzare, il sogno nel cassetto da far diventare realtà che coniuga l’attività fisica alla solidarietà. Dopo tanti anni di successi, Gianfranco Comanducci sa ancora sognare ed entusiasmarsi di fronte alle nuove sfide. NELL’INVERNO 2008, È STATO ELETTO “ATLETA DELL’ANNO” IN OCCASIONE DELLA GRANDE SERATA DI SPORT E SPETTACOLO ORGANIZZATA DAL CIRCOLO. CHE SIGNIFICATO HA AVUTO PER LEI QUESTO PREMIO? «Serata bellissima della quale serbo un ricordo molto particolare. C’erano tanti amici, tante persone vere e ognuna con la sua storia, che allo sport hanno dedicato più di una semplice parentesi. Si stava assieme per far festa e, allo stesso tempo, per raccogliere fondi per la ricerca e dare a quella serata un senso ed una direzione. Tutti dentro lo stesso progetto per fare di una vita di valori, valori di vita. E quel premio lo considero non un traguardo, ma solo l’ennesima partenza per chi, come me, ama godersi la strada che segue l’arrivo, quel tratto che si fa dopo lo striscione e che regala allo spor-

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tivo l’opportunità di guardare sempre e comunque oltre: all’impresa, alla sfida, al possibile che resta da conquistare. In questa chiave ogni metro può diventare prezioso e ogni misura, anche piccola, può sorprenderti. Ragione per la quale non c’è competizione che affronti come un percorso che, quasi per natura, mi porta a quella che seguirà». LEI È UN APPASSIONATO DEI COSIDDETTI “SPORT ESTREMI”: COME NASCE QUESTA SUA PASSIONE E QUALI SONO LE DISCIPLINE CHE LE SONO PIÙ CONGENIALI? «Tutti gli sport sono estremi se sanno alimentarsi di disciplina e di fatica, e compiere l’esercizio perfetto che è quello di misurarsi con se stessi. E questa passione altro non è che un cromosoma che nasce con te, che ti porti indietro da sempre, che ti segue in ogni tua scelta e ti corre al fianco, respirando la tua aria e assaporando il tuo sudore. Sta a noi attivare quell’interruttore e farne una scelta ed un obiettivo, una pratica e una qualità. Maratona e ciclismo, spinti ai limiti, sono forse l’eccellenza sublime di questa sintesi che, dentro e oltre lo sport, ti insegnano a conoscerti più di quanto tu possa immaginare e a segnarti la strada verso quel salto di dimensione (personale e sportiva) che dall’agonismo ti porta al protagonismo: tu, solo tu, motore delle tue azioni, interprete delle tue sfide, attore dei tuoi traguardi». QUAL È IL TRAGUARDO SPORTIVO CONSEGUITO AL QUALE SI SENTE PIÙ LEGATO? «Di solito l’ultimo. Ma per non tradire la mia filosofia di vita e di sport direi il prossimo: perché i traguardi, per conquistarli, vanno prima assaporati e cercati, inseguiti e meritati, progettati e costruiti. Qualsiasi impresa per uno sportivo vero vive prima che accada, è la somma di piccoli, minuziosi dettagli sui quali lavori per giorni, fino a che quei minuti di corsa possano ripagarti di tutto: del tempo, dell’attesa, della cura. È un rito, un’operazione che, per rispetto della sfida e dell’avversario - o solo del compagno di gara che ti sarà accanto - va gestita lentamente, con attenzione meticolosa e riguardo per i particolari. Tempo prezioso che nobilita il traguardo e che trasforma sorrisi, parole, esperienze, valori delle persone con le quali ho condiviso il progetto e il cammino nel premio vero. La gara è solo il magnifico contorno di tutto questo. In fondo, a guardarci dentro, è l’allenamento il senso vero della disciplina, specie quando ti confronti con gli sport di fatica». QUALE SARÀ IL SUO PROSSIMO IMPEGNO SPORTIVO? «Ho in mente una serie di obiettivi su cui sto lavorando da tempo, tutti segnati sempre e comunque da una strada. Il primo che mi viene in mente


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è il lungo della “maratona delle dolomiti”, un confronto aperto, tutto in salita, con la montagna: Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Giau e Falzarego. Cime, vette, picchi, dei quali provarsi a fidare e ai quali affidarsi, per darsi in sacrificio e farlo in silenzio, godendo odori e umori di un paesaggio dal quale tornare arricchito col piacere solitario della sfida. Un altro è quello del Vatternrundan, 300 chilometri ai confini della terra che, a pieno titolo, ne fanno il più grande evento ciclistico del mondo. Si tiene in Svezia sulle rive del lago Vattern ed è un “biciriding” nel quale un popolo di ventimila anime monta in sella e trasforma due ruote nel più prodigioso degli incantesimi, capace di unire latitudini estreme e storie lontane in una corsa nella quale si corre contro se stessi: al traguardo non c’è vincitore e si corre ogni volta solo per migliorarsi». UN SOGNO NEL CASSETTO: C’È UN’IMPRESA CHE ANCORA NON HA REALIZZATO E CHE VORREBBE POTER FAR DIVENTARE REALTÀ? «Ce l’ho e anche ambizioso. È quello di unire gli “ultimi” due sport della mia vita, ciclismo e maratona, in un biathlon molto particolare: due giorni per attraversare e unire l’Italia da Nord a Sud in nome della ricerca e della solidarietà. Due squadre miste, composte di ciclisti e maratoneti, che all’unisono uniranno due distanti punti dello “Stivale” in una sola impresa: correre. Come simbolicamente faranno tutti gli italiani, per Telethon, usando cuore, muscoli e gambe, senza paura di affrontare le vette, senza timore di misurarsi con le distanze, dosando disciplina ed approcci e trasformando lo sport in una straordinaria occasione di comunità e di solidarietà». DA UN GRANDE SPORTIVO QUAL È, COSA SI SENTIREBBE DI DIRE AGLI ASTRI NASCENTI DEL PANORAMA SPORTIVO ITALIANO, ED AI GIOVANI CHE VOGLIANO INIZIARE UNA CARRIERA SPORTIVA? «Che lo sport è una pratica di valori e un esercizio indispensabile per predisporsi alla vita, alle sue fatiche, alle sue salite, alle sue cadute e alle sue solitudini. Chi lo rifiuta commette un’indicibile colpa verso la propria natura ed offre un imperdonabile vantaggio al tempo e al destino. Senza sport non c’è misura del proprio limite né consapevolezza della competizione, non c’è storia di valori né cultura della lealtà, ma soprattutto non c’è il rispetto per le regole né attenzione per l’avversario. Chi ha pedalato su un

pavé o corso a piedi in un deserto almeno una volta ha maturato un vantaggio enorme rispetto a chi non lo ha fatto: ha conosciuto la paura di non farcela e ne ha sentito in gola la polvere amara, ma in quello stesso istante ha compreso che il traguardo, spesso e volentieri, te lo conquisti proprio trasformando quel sudore in passione e meritandolo lentamente, passo dopo passo, pedalata dopo pedalata, con l’unica moneta che possa rimettere in pari i tuoi muscoli e la tua testa con quell’impresa, piccola o grande che sia: quella moneta è la tua forza di volontà». IL SUO RAPPORTO CON IL CC LAZIO: COME NASCE, E SOPRATTUTTO QUANTO RIESCE A VIVERE LA REALTÀ DEL SODALIZIO? «È una storia lunga e bellissima, 35 anni che hanno sensibilmente segnato il mio percorso umano e professionale e dei quali parlo ogni volta con piacere ed emozione. Il Circolo Canottieri è stato per me la conferma di una serie di intuizioni latenti. Entrarci per la prima volta mi ha confermato quanto fossero importanti significati e valenze di parole come selezione o uguaglianza, capaci di segnare distanze, ma anche di farsi spogliatoio e famiglia. È lì che ho rafforzato dentro di me l’importanza di un saluto e la forza di una stretta di mano. È sempre lì che ho scoperto come amicizie, legami, stima e rispetto vadano conquistati sempre e comunque con il confronto, anche duro quando serve, ma leale e rispettoso delle regole e dei valori. Uno dei più grandi amici della mia vita lo devo proprio al Circolo e al suo parallelo di generazioni, un crocevia che per la città resta tale e del quale seguo con passione progetti, sfide, imprese, sviluppi e, perché no, traguardi». IL CIRCOLO TRA MONDANITÀ, SPORT E AMORE PER IL TEVERE: COME GIUDICA QUESTI TRE ASPETTI DELLA POLITICA SODALE? «Saldissimi ed “infinibili” - se posso permettermi un neologismo - intorno a ciò che li tiene uniti da sempre, il fiume. Sono variabili di vita perennemente votate al movimento, come l’eterno fluire del Tevere, dolce e mai ostile: con la sua direzione precisa e il suo volume indefinibile per natura. Quel fiume, al quale non possiamo e non vogliamo sfuggire, ci obbliga ad essere solidali l’uno con l’altro nel cercare ogni volta un senso ed una direzione comune a tutti, nell’avere tutti assieme un obiettivo ed uno sbocco per idee e ragionamenti».

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Un avvocato

a Roma Chiacchierata vis-à-vis con Mauro Baldissoni, giurista romano appassionato di calcio, viaggi e cultura

mmaginate un palazzetto d’epoca nel cuore di Roma, con le finestre che affacciano sulla suggestiva cornice di Piazza del Popolo, inondato di sole. È la sede dello studio legale internazionale Tonucci & Partners, dove lavora da 14 anni Mauro Baldissoni. Avvocato, sportivo, amante della scrittura, e naturalmente socio al Circolo Canottieri Lazio. COME SEI ARRIVATO FINO A QUI? «Non provengo da una famiglia di avvocati, come accade per molti colleghi. Mi ha accostato al diritto la mia attitudine per il rigore logico, caratteristica fondamentale di questa materia, e la curiosità per le materie giuridiche ne è stata conseguenza naturale. Devo ammettere però che fino alla laurea non sapevo cosa avrei fatto di preciso: immaginavo una vita da avvocato “normale”, che segue le udienze la mattina e lo studio al pomeriggio. Invece, eccomi qui a fare tutt’altro».

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DOVE PER TUTT’ALTRO INTENDI…? «Tonucci & Partners è uno studio internazionale, sul modello delle “law firm” britanniche, che si occupa di operazioni societarie e finanziarie. Il primo incarico di cui mi sono occupato è stata la privatizzazione di Telecom Italia: decisamente un’esperienza molto diversa da quella che immaginavo pensando a una vita da avvocato di stampo tradizionale». MEGLIO O PEGGIO DI QUELLO CHE PENSAVI? «È un mondo diverso. Dove il “peggio” significa avere poco tempo libero, e profondere un maggiore sacrificio lavorativo: ho passato molti weekend e notti intere a lavorare. Ma il “meglio” consiste nel fare un lavoro più vario, che mi costringe a conoscere molti aspetti della vita economica e sociale necessari per poter svolgere bene questa attività. È un lavoro che sa essere divertente, mi porta a viaggiare molto, e offre molteplici sbocchi umani».


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CHE SPORT PRATICHI? «Gioco a calcio, faccio parte della squadra del CC Lazio che disputa i vari tornei, e sarò nell’Over 40 alla Coppa Canottieri (Mauro ha compiuto 40 anni un paio di mesi fa, ndr). Certamente vorrei poter frequentare di più il Circolo, ma il fatto di essere spesso all’estero non mi consente di rispondere a tutte le convocazioni sportive, né di andarci per semplice relax». QUALI SONO I TUOI PASSATEMPI PREFERITI? «Mi piace “conoscere”, in senso lato: viaggiare per conoscere posti nuovi, girare per mostre e monumenti a Roma, la mia città che amo e che voglio conoscere sempre di più». HAI UN SOGNO, UNA PASSIONE, CHE VORRESTI VEDER REALIZZATA? «Poiché mi piace scrivere, fin da bambino dicevo che un giorno avrei scritto un romanzo di successo. Magari un giorno lo farò».

AD ESEMPIO? «Ho passato diverso tempo in Albania per assistere il Governo locale in una serie di privatizzazioni: laggiù parlano tutti italiano, ma non riescono a comprendere fino in fondo tanti aspetti della cultura socio-economica europea, per via dei trascorsi del loro regime. All’inizio è stato come viaggiare nel tempo, più che nello spazio: dopo un’ora di volo, mi sono sentito come se fossi atterrato in un paesino del Sud Italia, ma 50 anni fa». COME IMPEGNI IL (POCO) TEMPO LIBERO CHE HAI? «Facendo sport, con il quale ho però un rapporto di tipo “medico-sanitario”. Nel senso che lo trovo un necessario momento di cura contro lo stress, e che riesco a rendere tale grazie all’impegno agonistico che mi costringe a concentrarmi molto più che se facessi sport per diletto. L’effetto benefico, lavorando in questo modo, si sente di più, sia sul lavoro che sul mio fisico».

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DIEGO DE VECCHIS

DAVID LEGGI

GenE ration

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EDOARDO ROCCHI


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SPORT

DIEGO DE VECCHIS PASSIONE BRASILIANA Otto anni fa, Daniele Della Porta, una delle stelle più brillanti del tennis del CC Lazio, ha chiamato Diego De Vecchis per far parte della squadra del sodalizio e portare avanti un progetto nuovo. Che si è tradotto nella promozione della squadra sociale in Serie B, dopo essere partiti dalla Serie D, e alla creazione di un gruppo vincente. COM’È ANDATA QUESTA STAGIONE? «È stata una bella annata. In Serie B siamo passati primi nel girone nazionale, con una sola partita persa, e abbiamo conquistato la possibilità di tentare la promozione in A2. Sono davvero contento di questa stagione, vissuta insieme ai compagni di squadra Simone Amorico, Christian Cantagalli e Tim Vaningen, il nostro “acquisto olandese”, e con i team manager Daniele Della Porta e Simone Gherardi». COSA TI PIACE DI PIÙ DEL CIRCOLO? «La tranquillità, è un posto dove non c’è tanto via vai e si può lavora-

re in pace. E poi mi piace il bel rapporto che si è creato con i ragazzi, siamo molto legati anche se ci vediamo poco. Lo spirito di aggregazione che si respira nella sede del circolo è un’altra delle cose che mi piacciono di più». IL TENNIS, NON SOLO UN HOBBY… «Sono maestro di tennis, insegno più o meno a tutte le categorie di atleti. Ma più che in Italia, vorrei poterlo fare in Brasile. Ci sono stato due volte negli ultimi anni, lo preferisco per il clima. Odio il freddo». OLTRE AL TENNIS, COME PASSI IL TEMPO? «Mi piace giocare a biliardo, una capacità che mi ha consentito di legare con un’altra fetta di soci, e quando posso gioco a golf, anche se vorrei poter avere più tempo per farlo. Ma appena posso guardo i tornei in Tv». PROGETTI FUTURI? «Trasferirmi in Brasile nei mesi invernali».

DAVID LEGGI DI NOME E DI PROFESSIONE Fare l’avvocato era il suo sogno di bambino, e l’ha realizzato. Giocare a calcio gli è sempre piaciuto, ha iniziato a 6 anni. E David Leggi gioca a calcio. Una passione profonda, tanto da farlo tornare da un viaggio di lavoro e catapultarsi, senza ripassare dal via, al campo della finale del Torneo Caravella, contro la Roma. COME SEI ARRIVATO AL CC LAZIO? «Mi ha segnalato Marco Ieradi, avvocato come me e socio del Circolo. Entrambi facciamo parte del mondo del calcio forense, e da cosa nasce cosa…». DA QUANTO SEI SOCIO ATLETA? «Dallo scorso novembre, e ho partecipato all’Adidas League, al torneo di calciotto e al Torneo Caravella, ripristinato dopo una lunga pausa, e dove con la Lazio abbiamo vinto la finalissima contro la Roma». E L’ADIDAS LEAGUE COM’È ANDATA? «Purtroppo siamo usciti nella semifinale di ritorno contro il Due Ponti: avevamo perso 2-0 all’andata e poi abbiamo vinto 2-0 al ritorno. Eravamo quindi pari, ma la regola voleva che a parità di punti passasse la miglior piazzata in regular season». VISTI I TANTI IMPEGNI DI LAVORO CHE HAI, DOVE TROVI IL TEMPO PER SEGUI-

RE TUTTE QUESTE ATTIVITÀ? «Per fortuna, poiché siamo tutti professionisti, i tornei sono “costruiti” su misura per le nostre esigenze. I tornei sono tutti serali, o si giocano nel week-end». COME NASCE LA TUA PASSIONE PER IL CALCIO? «Avevo 6 anni, ne ho 30: ho passato 4 quinti della mia vita a giocare a pallone. Ma non ho mai pensato di farne una professione perché ho sempre saputo che avrei fatto l’avvocato. Anche se da dilettante mi sono divertito, e ho potuto guadagnare ciò che mi serviva per pagarmi gli studi». HAI UN SOGNO NEL CASSETTO? «Avrei voluto prendere un anno sabbatico dopo la laurea, che ho conseguito a 24 anni. Ma va bene lo stesso: visto che ho iniziato subito la pratica e poi la professione». I TUOI HOBBY? «Oltre al cinema amo viaggiare. Lo faccio sia per lavoro che per diletto. Sono tornato da poco dalla Turchia, dove ho disputato e vinto i Mondiali con la squadra del Foro di Roma. Anche ai tempi dell’università ho viaggiato tanto, e una delle mie città preferite è New York».

EDOARDO ROCCHI “CANOTTIERE DI RITORNO” Dopo anni di canottaggio durante il liceo, ed una pausa dovuta allo studio universitario, Edoardo Rocchi è tornato all’attività sportiva grazie a suo fratello Massimiliano, anche lui socio atleta del CC Lazio, che lo ha riportato in barca. COME HAI INIZIATO A VOGARE? «Avevamo fatto delle selezioni a scuola, con i remoergometri, e da lì è iniziata l’avventura. Al CC Lazio mi ha portato mio fratello, arrivato qui per seguire il suo allenatore: ci sono arrivato quasi per gioco, poi però ho deciso di riprendere seriamente l’attività, grazie anche al nostro allenatore Giovanni Sorrentino». QUALI SONO STATI I TUOI ULTIMI IMPEGNI AGONISTICI? «Al momento faccio parte della categoria esordienti, sono specializzato nel singolo. Ho vinto un meeting a Piediluco ad aprile, e sono arrivato secondo a quello di maggio. Ed ora sto preparando il campionato italiano di giugno, dopodichè pas-

serò alla categoria Under 23». IL TUO RAPPORTO CON IL CIRCOLO? «Lo frequento poco purtroppo: anche per via della ricostruzione in corso del galleggiante, ci alleniamo al Flaminio Sporting Club. Ma mi capita di venire al Circolo, e con un collega ho preso in mano la scuola dei bambini, con i quali effettuiamo gli allenamenti in palestra e al remoergometro qui al CC Lazio». NEL TUO FUTURO VEDI UNA CARRIERA DA ALLENATORE? «Non lo so, sto studiando medicina e quindi per ora credo sia questo il mio futuro. Ma fin quando potrò portare avanti entrambe le cose, lo farò perché allenare i bambini mi piace molto». QUALI SONO I TUOI OBIETTIVI SPORTIVI A BREVE TERMINE? «Sicuramente prendere il brevetto da allenatore, e ottenere buoni risultati nella categoria Under 23. Il tutto mentre porto avanti l’università».

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MONDANITÀ

Il CC Lazio si trasforma per una sera nel locale più “in” della capitale

The Party

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nnovazione e tradizione. Due concetti apparentemente slegati, che invece il Canottieri Lazio ha saputo fondere e imprimere ad ogni sua iniziativa. Innovazione: una nuova formula per l’ormai famosa Festa dell’Estate, che quest’anno è stata concepita in maniera totalmente diversa dalle passate edizioni. Al posto della consueta “soirée in pompa magna”, il direttivo ha voluto organizzare una “serata easy”, così come l’hanno definita gli organizzatori stessi, accessibile ai soci più esigenti, a quelli più giovani, ed a tutti coloro che volessero far parte dei festeggiamenti annuali del sodalizio. Tradizione: l’eleganza e la raffinatezza di ospiti e addetti ai lavori, ormai peculiarità storiche in seno al sodalizio biancoceleste, la cura dei dettagli, la voglia di riunirsi tutti, nella serata che i soci e i loro ospiti aspettano per tutta la stagione. Il 16 giugno 2010 resterà impresso nella memoria di quanti c’erano per molto tempo: una serata iniziata presto, appena alle 20, con la presentazione ufficiale della Coppa dei Canottieri. La numero 46, riservata ai nove circoli storici della capitale (è di pochi giorni fa la notizia che l’Antico Tiro a Volo ha visto accettata la sua richiesta di far parte del gruppo più “in” dei circoli romani), presentata alla stampa ed ai soci da Eduardo Lubrano, voce storica e ufficiale della Coppa, insieme al presidente Alfonso Rossi, a Riccardo Vicerè, Massimo Turbini, ed a tutti coloro che hanno fatto parte della grande macchina organizzativa del torneo «che conclude la stagione e apre l’estate romana». Parola del presidente, che ha insistito sul concetto secondo cui «siamo stati noi ad inventare l’estate romana, e ricordiamo che la Coppa è il “torneo della Fossa”, il nostro storico campo da calcetto». Storico campo, storico torneo, che per tradizione «piace così com’è sempre stato - ha ricordato Riccardo Vicerè - e per questo come tutti gli anni ribadisco il concetto secondo cui non è cambiato niente rispetto alla passata edizione. Non c’è bisogno di cambiare nulla, la formula piace e non la cambiamo». Ma la festa non è finita qui. Con l’apporto di Sergio Torrisi e del gruppo Tartarughino e insieme agli ospiti speciali, tra cui Simone De Pasquale (compagno di Barbara De Rossi in “Ballando con le stelle”) e Ambra Orfei, con Raffaella Salemi in veste di madrina e presentatrice della serata, tutti i soci si sono riversati al piano piscina dove, tra la sorpresa generale, il presidente ha mostrato l’imbarcazione da canottaggio piazzata proprio nel mezzo della piscina. «Qualche mese fa, quando il Tevere è esondato - ha detto Rossi - l’acqua del fiume arrivava ben oltre il bordo della piscina. Oggi siamo qui per ricordare a tutti, e a noi stessi, l’impegno che abbiamo preso a essere i “ranger del fiume”, e le responsabilità che abbiamo assunto nei confronti di esso». Ancora innovazione con i Frankie and the Cantina Band, il gruppo che piace tanto al Circolo ed ai suoi soci che ha intrattenuto gli ospiti durante il dopocena con un po’ di musica di sottofondo, ma che sul tardi, al momento del cosiddetto River Party, ha alzato i toni e il volume per far compagnia a tutti gli ospiti del privé allestito sul campo principale da tennis del Circolo, dove hanno potuto ballare, stare seduti ad ascoltare buona musica e godere della brezza estiva che solo il Tevere, lento e calmo e pur sempre biondo, sa regalare a chi lo sa amare.

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FOTO DI LUCA GAVIOLI

 1. Raffaella Salemi, madrina e presentatrice della serata

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 2. Un’imbarcazione da canottaggio è la sorpresa della festa  3. Da sinistra a destra: il presidente Alfonso Rossi, Massimo Turbini e Raffaella Salemi  4. Un momento dell’evento  5. Eduardo Lubrano e Massimo Turbini

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Il campione svizzero ROGER FEDERER insieme al delegato al tennis Daniele Della Porta


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