EUR 15 | AED 60 | CHF 15 | HKD 120 | JPY 1800 | USD 17 | ZAR 275
anno 5 numero#17 | winter edition MMXXVI | 5786
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Fantini Milano Via Solferino, 18 20121 Milano Ph. +39 02 89952201 fantinimilano@fantini.it Fratelli Fantini SpA Via M. Buonarroti, 4 28010 Pella (NO) Ph. + 39 0322 918411 fantini@fantini.it
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GRANDE CUVÉE ALMA BRUT L A N AT U R A A L C E N T R O
Il nuovo numero di Travelista attraversa la stagione fredda con sguardo aperto e curioso, tra fughe verso il caldo, paesaggi estremi e nuove visioni del futuro. In queste pagine troverete ispirazioni per partire lontano, rallentare il ritmo o lasciarvi sorprendere: vi porteremo tra le atmosfere spirituali di Bali e le spiagge ancora intatte di Lombok, e tra le linee audaci e futuristiche dell’architettura di Dubai. Esploreremo il tema della longevità come stile di vita e come viaggio interiore, ci spingeremo nel cuore della Patagonia settentrionale, dove la natura detta ancora le regole, e saliremo verso il Grande Nord per inseguire la luce dell’inverno in Lapponia, tra foreste silenziose e cieli danzanti. Qualunque sia il vostro modo di viaggiare – alla ricerca del caldo, di nuove ispirazioni o di orizzonti innevati – Travelista ha qualcosa che fa per voi. È il momento di partire. Buona lettura, Ico Inanc, Editore the_travel_maverick
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81 PATAGONIA SETTENTRIONALE
LIFESTYLE 13 ORIENT EXPRESS SAILING YACHTS
Alla scoperta dei paesaggi meno conosciuti
89 NEL CUORE VERDE DEL CONGO
Quando il mito prende il mare
21 OLTRE MARRAKECH: IL MAROCCO DEL NORD
Tra fiumi e gorilla di pianura
ARTE & ARCHITETTURA
5 località per riscoprire il Paese
37 IL FASCINO NASCOSTO DELLA LAPPONIA
99 ART BASEL DEBUTTA IN QATAR
Tra aurora boreale, cultura Sami e natura incontaminata
Un appuntamento da non perdere a febbraio 2026
45 DUBAI: MODERNITÀ E AMBIZIONE SENZA CONFINI
CULTURA
Le 8 strutture architettoniche più spettacolari della città
107 EIHEIJI, IL GIAPPONE CHE MEDITA
WELLBEING
Tra spiritualità zen e natura
53 LONGEVITÀ: LA NUOVA FRONTIERA
LE GOURMAND
6 programmi selezionati tra le migliori destinazioni
115 MONTEBORE
THE TRAVELLER
La rinascita di un formaggio unico tra storia, tradizione e territorio
63 MONGOLIA, IL RESPIRO DI UNA TERRA ANTICA In viaggio con Raphaelle Blanga
SCUOLA
NATURA
125 FORGIARE I LEADER DEL FUTURO L'estate che cambia una vita
71 INDONESIA, DALL'ALBA AL TRAMONTO
141 TUTORING E SCAFFOLDING
Dal fascino sacro di Bali ai ritmi lenti di Lombok e le Isole Gili
Un ponte per l’apprendimento 6
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CREDITS A cura di Ico Inanc
ico@ilv.travel
Redattori Martina Torrini martina@ilv.travel
Elisa Fasola
elisa@ilv.travel
Sofia Merati sofia@ilv.travel
Editorialisti Michele Abate, Raphaelle Blanga, Micol Fischer
Art Director & Graphic Design Luca Mantovanelli luca@ilv.travel
Advertising & Marketing Director Giovanni Pisani giovanni@ilv.travel
Digital www.travelista.it
Digital Content Editors Martina Torrini martina@ilv.travel
Elisa Fasola
elisa@ilv.travel
Sofia Merati sofia@ilv.travel
Digital Strategy Director Giovanni Pisani giovanni@ilv.travel
In copertina, un’immagine dell’Orient Express Corinthian Alcune delle immagini presenti nel magazine provengono da siti internet e sono contrassegnate come libere dai diritti di utilizzo; qualora violassero il diritto d’autore si prega di contattare marketing@ilviaggio.biz per farle rimuovere o segnalarne l’attribuzione.
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LIFESTYLE 13 ORIENT EXPRESS SAILING YACHTS Quando il mito prende il mare
21 OLTRE MARRAKECH: IL MAROCCO DEL NORD 5 località per riscoprire il Paese
37 IL FASCINO NASCOSTO DELLA LAPPONIA Tra aurora boreale, cultura Sami e natura incontaminata
45 DUBAI: MODERNITÀ E AMBIZIONE SENZA CONFINI Le 8 strutture architettoniche più spettacolari della città
A 140 anni dal lancio dei suoi primi treni di lusso, il mitico Orient Express è pronto a partire per un nuovo e leggendario capitolo nel settore della nautica.
Testo di: Martina Torrini
ORIENT EXPRESS SAILING YACHTS Quando il mito prende il mare
A 140 anni dal lancio dei suoi primi treni di lusso, il mitico Orient Express è pronto a partire per un nuovo e leggendario capitolo nel settore della nautica. L’Orient Express Corinthian, il più grande yacht a vela al mondo, è una vera e propria rivoluzione nel campo dei viaggi via mare, e sarà in grado di ridisegnare i confini dell’avventura e dell’eleganza. Con le prime partenze programmate per giugno 2026, l’Orient Express Corinthian salperà con sole 54 suite arredate con gusto e attenzione al dettaglio: in ognuna di esse, con vista panoramica sul mare, gli ospiti saranno condotti in viaggi esclusivi attraverso le località più incantevoli del Mediterraneo e dei Caraibi.
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A bordo di questa imbarcazione, ogni dettaglio racconta una storia. Costruito come un palazzo galleggiante, lo yacht è caratterizzato dal miglior artigianato francese, combinato a influenze provenienti da alcune fra le culture più affascinanti del mondo. Da raffinate lavorazioni in vetro a collezioni d’arte curate, ogni ambiente diventa un luogo in cui scoperta ed eleganza si intrecciano in un’armonia silenziosa e naturale. Il lusso, sulla nave, non passa solo dall’estetica, ma anche dall’esperienza. La luce calda che richiama lo stile e il design vintage, la raffinatezza al tatto dei materiali lavorati a mano, la grandiosità scultorea degli arredi su misura: ogni elemento riflette un intimo legame con l’arte del vivere bene.
All’interno e all’esterno, l’Orient Express Corinthian sorprende e incanta, offrendo arredi e spazi di pura bellezza, capaci di evocare emozioni e immaginazione, in cui un design senza tempo incontra un’opulenza e una ricchezza sottili. Più che un viaggio, un’esperienza a bordo di questo yacht è un invito a esplorare il mondo con stile, eleganza e tutti i migliori comfort. Il tempo rallenta, permettendovi di riconnettervi con voi stessi in libertà e serenità: nello studio di yoga o nella SPA, lasciatevi coccolare dall’incessante rollio delle onde, e provate trattamenti esclusivi per corpo e mente. Fra la piscina panoramica e le vasche dedicate al relax, ogni spazio è stato pensato per rinnovare, ricaricare e rinvigorire. L’arte del vivere bene, sulla nave, passa anche per la cucina. Sono infatti tantissimi i ristoranti che potrete provare a bordo: dallo stellato “La Table de l’Orient Express by Yannick Alléno”, per un’esperienza culinaria davvero memorabile, al ristorante “La Terrasse", in uno spazio in cui lo stile Art Déco incontra il design contemporaneo, passando per “L’Ecrin”, ispirato alla fusione di sapori e culture, fra pesce freschissimo e piatti indimenticabili. “La Perle” vi invita a trascorrere una cena romantica solo per due, con menù personalizzato, nel suo intimo spazio esclusivo, mentre “L’Encre” offre i migliori frutti di mare accompagnati da un calice di vino bianco o da un flûte di champagne.
Una Panoramique Suite a bordo dell’Orient Express Corinthian.
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Il bar La Piscine, con vista panoramica.
Sull’Orient Express Corinthian non ci si annoia mai: dalla piattaforma “La Marina”, sospesa appena sulla superficie del mare, avrete un accesso diretto all’acqua e la possibilità di provare gli sport acquatici, mentre la biblioteca - con i suoi 1.500 titoli - e la sala cinema - che può essere privatizzata - vi permetteranno di dedicarvi alle vostre passioni anche in viaggio. Se cercate un’esperienza di relax in alcune fra le località costiere più chic del Mediterrano, o un’esplorazione delle isole più incontaminate dei Caraibi, non vi resta che scoprire l’itinerario perfetto per voi.
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Il ristorante stellato “La Table de l’Orient Express by Yannick Alléno” offre un’esperienza culinaria davvero memorabile.
Quando si pensa al Marocco, si immaginano le piazze affollate di Marrakech, i profumi delle spezie, i colori accesi dei souk. Ma il Paese presenta anche un altro volto, più discreto, che si svela solo a chi sceglie di avventurarsi verso nord e sulla costa atlantica.
Oltre Marrakech: il Marocco del Nord 5 località per riscoprire il Paese Testo di: Martina Torrini
Quando si pensa al Marocco, si immaginano le piazze affollate di Marrakech, i profumi delle spezie, i colori accesi dei souk. Ma il Paese presenta anche un altro volto, più discreto, che si svela solo a chi sceglie di avventurarsi verso nord e sulla costa atlantica. Il nord del Marocco è una punta squadrata che si allunga sullo stretto di Gibilterra, quasi a raggiungere la Spagna: è un territorio sospeso fra due mondi, che da sempre richiama viaggiatori per le lunghe spiagge e per i suoi splendidi paesaggi costieri. È una destinazione sempre più ricercata, anche per la percezione di stabilità e sicurezza in un’area geopolitica attraversata da tensioni, contrasti e conflitti più o meno marcati. Qui, dove l’Europa sfiora l’Africa e il Mediterraneo incontra l’Oceano, si trovano cinque gemme incastonate tra mare e montagna: Tangeri, Tétouan, Rabat, Fez e Casablanca.
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Tangeri Mille volti ed influenze diverse
Nella punta più settentrionale del Paese, Tangeri, sospesa tra storia e modernità, è da sempre crocevia di culture. È qui che artisti come Paul Bowles, Eugène Delacroix e Henri Matisse cercarono ispirazione, attratti dal mistero di una città cosmopolita e vivace. Oggi Tangeri vive un nuovo splendore: hotel ricavati in palazzi d’epoca, gallerie d’arte contemporanea, café bohémiens affacciati sulla costa da cui osservare il tramonto sullo Stretto di Gibilterra. La sua medina è un labirinto di vicoli silenziosi e cortili nascosti, e ospita la Kasbah, oggi sede di un importante museo.
Tétouan Arte e creatività in fermento
Tétouan conserva la più andalusa delle anime marocchine, frutto di una storia intrecciata con quella della Spagna moresca: la sua medina è tra le meglio conservate del Paese, autentica e ancora viva. Qui si incontrano artigiani che tramandano saperi antichi: le botteghe non sono vetrine per turisti, ma conservano l’anima della città. L’arte dello zellige, con le sue forme geometriche e i colori intensi, è tra i mestieri più distintivi, così come la pittura su legno e l’antica tradizione della lavorazione del cuoio. Tétouan ospita inoltre scuole d’arte, eventi culturali e festival che la rendono un polo creativo in continuo fermento.
Rabat La capitale del Marocco 3.0
La capitale del Paese è una città in costante evoluzione, in cui passato e futuro convivono in un equilibrio perfetto: Rabat è un vero e proprio gioiello incastonato sulla costa atlantica, in cui edifici coloniali, viali adornati dalle palme e atmosfere all’avanguardia si fondono. Visitate la Medina e perdetevi fra i classici vicoli stretti e acciottolati, fra gallerie d’arte e negozietti con vista sull’oceano. Monumenti fenici, romani, della dinastia degli Almohadi e di quella Merinide raccontano la lunga storia della città, mentre il futuro ancora si costruisce, prospettandosi brillante.
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Fez Una roccaforte di cultura e identità
All’interno di una fertile valle incastonata fra le colline del Maghreb, la città imperiale di Fez è una vera roccaforte della cultura e dell’identità del Paese. Entrando in città, vi sembrerà di tornare indietro nel tempo: i vostri sensi sperimenteranno paesaggi spettacolari, suoni particolari, profumi inebrianti e colori variopinti. Nella Città Vecchia vi perderete in un dedalo di oltre 9.000 strade e stradine, con mercati che vendono oggetti di ogni tipo, dai tappeti ai manufatti in ottone, dalle ceramiche ai tessuti, mentre nella Città Nuova troverete ristoranti, bar, caffè e librerie dal sapore più moderno.
Casablanca L’anima moderna e cosmopolita
Lungo la costa Atlantica, Casablanca rappresenta l’anima moderna e cosmopolita del Marocco. Città vibrante, affascina con il suo mix di architettura coloniale francese, stili tradizionali marocchini e slanci contemporanei. Il suo lungomare animato, le boutique eleganti, i caffè affacciati sull’oceano e l’imponente Moschea Hassan II – tra le più grandi del mondo – ne fanno una meta di carattere, dove il presente dialoga con la tradizione in modo armonioso. Casablanca è il luogo ideale per vivere il lato urbano del Marocco costiero, tra arte, design, cucina d’autore e atmosfere internazionali.
Queste cinque mete, diverse ma unite da un fil rouge di bellezza e raffinatezza, offrono un’esperienza marocchina dal sapore nuovo. Esplorare il Nord del Marocco e la sua costa significa scoprire un altro volto del Paese: più intimo, capace di sorprendere con la sua luce morbida, le atmosfere raffinate e l’arte dell’accoglienza.
La Lapponia non è solo ghiaccio e neve: è una terra viva, ricca di storie millenarie e tradizioni autentiche.
Testo di: Sofia Merati
IL FASCINO NASCOSTO DELLA LAPPONIA Tra aurora boreale, cultura Sami e natura incontaminata La Lapponia non è solo ghiaccio e neve: è una terra viva, ricca di storie millenarie e tradizioni autentiche. Foreste incontaminate, laghi cristallini e cieli infiniti dialogano con la cultura Sami, che da generazioni vive in armonia con la natura. Trascorrere una notte in una kota privata, partecipare a laboratori di artigianato o avvicinarsi alle renne sono solo alcune fra le esperienze che potrete vivere qui: ogni incontro racconta una storia, lontano dai percorsi convenzionali, tra gesti quotidiani e antiche usanze. Le luci del cielo e il silenzio dei paesaggi creano scenari che restano impressi nella memoria, mentre il contatto con la comunità Sami svela tradizioni, sapori e racconti radicati nel tempo. Ogni esperienza offre un’intimità unica con la natura e la cultura locale. In Lapponia, il viaggio si trasforma in un’avventura esclusiva e fuori dal tempo.
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Riisitunturi, il parco delle foreste ghiacciate Situato nella Lapponia finlandese, il Parco Nazionale Riisitunturi si estende su circa 77 chilometri quadrati e offre un paesaggio di dolci colline, fitte foreste di abeti e paludi silenziose. Le sue caratteristiche più sorprendenti sono le formazioni di “riisit”: rivestimenti di neve e ghiaccio sugli alberi che creano scenari fiabeschi. I sentieri escursionistici permettono di seguire le orme e le tracce di alci, uccelli artici e piccoli mammiferi. In inverno, il parco offre percorsi ben curati per lo sci di fondo e per le ciaspolate, trasformandosi in un paradiso all’aria aperta.
Paesaggi artici da scoprire Per gli amanti delle viste spettacolari, la gola di Korouoma è una tappa imperdibile: le cascate congelate come “Ruskea Virta” o “Tuulen tie” si ergono come sculture naturali di cristallo, catturando la luce artica con giochi di blu e bianco. Ruskea Virta, che significa “fiume marrone”, prende il nome dal colore bruno‑ramato dell’acqua prima del congelamento. È la cascata ghiacciata più alta di Korouoma, con pareti che raggiungono i 60 metri e ghiaccio dai riflessi verde-azzurrognoli. Accanto si trova Tuulen Tie, una serie di brevi cascate ghiacciate che scorrono lungo la parete rocciosa, con alberi che crescono sulla vetta e massi coperti di neve alla base. L’altezza complessiva della parete raggiunge circa 40 metri, e ogni cascata ha forme e inclinazioni diverse, creando giochi di luce e riflessi unici lungo tutto il sentiero. Se viaggiate nella stagione giusta (da fine agosto a marzo), potreste essere premiati da uno spettacolo mozzafiato: l’aurora boreale, che danza nel cielo e trasforma ogni momento in un ricordo indelebile.
Incontro con la cultura Sami Non basta vedere: per capire veramente la Lapponia, serve ascoltare. All’Arktikum - museo e centro scientifico di Rovaniemi - potrete esplorare la storia dei Sami attraverso installazioni interattive che parlano della vita nomade, dell’artigianato tradizionale, del linguaggio e della spiritualità radicati nella cultura artica. Per un’esperienza ancora più immersiva, il viaggio può includere attività curate da guide Sami locali, come soggiorni in lavvu, incontri guidati per avvicinarsi alle renne nel loro ambiente naturale e laboratori di artigianato tradizionale. 38
Il Parco Nazionale di Riisitunturi © Jussi Helttunen and visit Finland.
I protagonisti della natura artica © Mikko Ryhänen and visit Finland.
La cucina tradizionale della Lapponia © Visit Finland Harri Tarvainen.
Completa immersione nella natura lappone © Juho Kuva and visit Finland
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Corso Venezia 23, Milan | uptoyouanthology.com
Sapori del Nord: una pausa nella kota A Levi, il Café Laavu è un rifugio accogliente, nascosto tra le montagne innevate. Sedetevi vicino al camino di pietra, sorseggiate una cioccolata calda o un tè fumante e assaporate una salsiccia arrostita al fuoco, il tutto nella tipica kota, una tradizionale tenda di legno caratterizzata da un focolare centrale e un'apertura sul tetto, costruita per far uscire il fumo. Il menu riflette il territorio: bue muschiato affumicato, pane di segale e piatti semplici ma profondamente autentici. Qui non si mangia solo per nutrirsi: si mangia per condividere. Racconti, canti Sami e storie narrate sotto il cielo freddo rendono ogni pasto un incontro.
La natura impetuosa della Lapponia
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In Lapponia tutto sembra muoversi con un equilibrio naturale: i paesaggi, le abitudini quotidiane, le storie tramandate secondo il ritmo delle stagioni. È un territorio che non ha bisogno di troppo per colpire, perché la sua forza sta nella naturalezza con cui mostra ciò che è. Dopo giorni trascorsi tra foreste candide, gole ghiacciate e momenti condivisi con chi custodisce ancora le tradizioni Sami, si comprende che il valore di questo viaggio non è racchiuso in un singolo luogo o in un’unica esperienza, ma nel modo in cui ciascun elemento si intreccia agli altri. Si torna con la sensazione di aver attraversato un ambiente integro, dove la luce, il clima e le piccole abitudini quotidiane concorrono a un equilibrio raro. La Lapponia più autentica è così: discreta, intensa, capace di accompagnare il viaggiatore anche molto tempo dopo il suo rientro.
Tra le metropoli più all’avanguardia e in costante espansione al mondo, Dubai stupisce con i suoi grattacieli che sfidano la gravità e le sue architetture futuristiche.
Testo di: Martina Torrini
DUBAI: MODERNITÀ E AMBIZIONE SENZA CONFINI Le 8 strutture architettoniche più spettacolari della città Tra le metropoli più all’avanguardia e in costante espansione al mondo, Dubai stupisce con i suoi grattacieli che sfidano la gravità e le sue architetture futuristiche. In pochi decenni ha trasformato il suo skyline in uno dei più iconici del pianeta, diventando un simbolo di modernità e ambizione senza confini. Dietro ogni edificio della città si cela una visione precisa: celebrare l’innovazione, reinterpretare la tradizione araba in chiave contemporanea, ridefinire i limiti dell’ingegneria e dell’estetica. Dal Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, fino ai musei, agli hotel e ai quartieri residenziali più all’avanguardia, l’architettura diventa il racconto visivo di una metropoli proiettata verso il futuro. Scopriamo insieme le 8 strutture più affascinanti di Dubai, tra design avveniristici, forme inaspettate e materiali hi-tech.
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Il Burj Khalifa Icona indiscussa di Dubai, il Burj Khalifa non ha bisogno di presentazioni: dalla sua inaugurazione, nel 2010, domina e svetta sullo skyline della metropoli con i suoi 828 metri di altezza. L’edificio più alto al mondo può essere visitato accedendo alle terrazze panoramiche At The Top, Burj Khalifa, da dove potrete ammirare panorami mozzafiato sull’intera Dubai.
Il Museo del Futuro Con la sua forma toroidale asimmetrica e la peculiare struttura in vetro e acciaio progettata dall’architetto Shaun Killa, il Museo del Futuro è stato classificato fra gli edifici più belli al mondo. Le aperture sulla costruzione, realizzate dall’artista Mattar bin Lahej, sono citazioni di Mohammed bin Rashid Al Maktoum, il primo ministro degli Emirati Arabi.
L’Atlantis, The Royal Un edificio sorprendente, caratterizzato da un design che sfida i limiti architettonici: il team che ha ideato la struttura a Palm Jumeirah lo ha descritto come una “decostruzione del blocco di torri tradizionale”, con l’hotel e il residence che si estendono lateralmente tramite blocchi intersecanti disposti lungo una spiaggia di 500 metri.
Le Emirates Towers Elegante esempio di visione moderna, le Emirates Towers sono fra i grattacieli più riconoscibili di Dubai. Situate lungo la leggendaria Sheikh Zayed Road, con facciate a forma di triangolo equilatero, si ispirano a temi islamici tradizionali e ospitano un hotel e uffici di prestigio, fra cui quello del Primo Ministro. Le torri sono collegate fra loro da un podio centrale, The Boulevard, un’attrazione molto frequentata della città, animata da negozi e ristoranti.
La Dubai Frame Un’enorme cornice che offre viste a 360° sulla metropoli, da un’altezza di 150 metri: dalla Dubai Frame, volgendo lo sguardo a nord, potrete ammirare la vecchia Dubai, punteggiata da dhow e circondata da souk, oltre al quartiere storico e ai porti per la raccolta delle perle. La parte rivolta verso sud, invece, offre una vista panoramica sull’architettura scintillante della nuova Dubai, fondendo il passato e il presente della città.
La Cayan Tower Non un classico grattacielo, ma un brillante esempio dell'ingegneria e dell’architettura di Dubai: la Cayan Tower, sviluppandosi in altezza, ruota di 1,2° per ognuno dei suoi 75 piani, fino a creare un edificio di stampo elicoidale ruotato di 90° dalla base al suo ultimo piano. Il progetto della torre è dello stesso studio di architettura che ha lavorato al Burj Khalifa: Skidmore, Owings & Merrill. 47
The Opus Progettato da Zaha Hadid, The Opus spicca nel quartiere di Business Bay per il suo design straordinario. L’edificio, che ospita il primo hotel di design ME by Melia della regione, è stato costruito in forma cubica con due torri separate che si fondono insieme, dalla base a livello dell’atrio e da un ponte che si trova a 71 metri di distanza dal suolo. La parte centrale dà così l’illusione di essere scavata, dando vita a delle curve sinuose e ben riconoscibili.
L’Infinity Bridge Un ponte in acciaio che collega i quartieri di Deira e Bur Dubai: l’Infinity Bridge è ispirato al simbolo dell’infinito sia nel nome che nel design, ed è composto da archi dall’altezza di 42 metri, da sei corsie in ogni direzione di marcia e da una speciale corsia dedicata a pedoni e biciclette. Estendendosi sulle acque del Dubai Creek, offre una vista incredibile sullo skyline della città.
Gli interni di The Opus.
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WELLBEING 53 LONGEVITÀ: LA NUOVA FRONTIERA 6 programmi selezionati tra le migliori destinazioni
Negli ultimi anni, il concetto di longevità è diventato centrale: sempre più cliniche, retreat e medical spa hanno iniziato a proporre programmi che combinano diagnosi mediche, trattamenti avanzati e nutrizione mirata per prevenire l’invecchiamento.
Testo di: Elisa Fasola
LONGEVITÀ: LA NUOVA FRONTIERA 6 programmi selezionati tra le migliori destinazioni Longevità. È un tema di cui avrete ultimamente parlato al lavoro con i colleghi, a cena con la famiglia o al telefono con quell’amica che vi tiene aggiornati sui trend del momento. È proprio così: sempre più persone si stanno accorgendo dell’importanza di iniziare a pensare al proprio invecchiamento e a come condizionarlo al meglio. Non si tratta solo di aumentare l’aspettativa di vita, ma di raggiungere un’età avanzata in un modo sano e consapevole. Negli ultimi anni, il concetto di longevità è, infatti, diventato centrale in diversi ambiti: sempre più cliniche, retreat e medical spa hanno iniziato a proporre programmi che combinano diagnosi mediche, trattamenti avanzati e nutrizione mirata per prevenire l’invecchiamento. Ma non solo: questi percorsi mirano a promuovere stili di vita, abitudini alimentari e strategie mentali che preservano le funzioni cognitive e fisiche per vivere bene e a lungo. Abbiamo selezionato per voi sei fra le migliori proposte di diverse mete sparse per il mondo.
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La piscina con vista di Palazzo Fiuggi.
Gli interni della lobby di Euphoria Retreat.
Una delle aree relax esterne di Euphoria Retreat.
La struttura di Santé Wellness Retreat & Spa.
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La via da seguire Lefay Resort & SPA Lago di Garda A Gargnano, nel cuore dell’incantevole Riviera dei Limoni, sorge Lefay Resort & SPA Lago di Garda, un’oasi di pace in cui le tecniche occidentali e quelle della Medicina Classica Cinese si fondono in sinergia con l’ambiente circostante. Il programma dedicato alla longevità vuole prendersi cura del vostro potenziale vitale, nutrendo il fisico e recuperando le capacità intellettuali, secondo cinque pilastri fondamentali: diagnosi, trattamenti, riequilibrio energetico, fitoterapia e alimentazione.
Tradizione termale e hiking Palazzo Fiuggi Palazzo Fiuggi è una struttura in stile Liberty circondata da natura incontaminata e acque curative che si dedica ai soggiorni di remise en forme accompagnati da una food line curata dallo Chef 3 Stelle Michelin Heinz Beck. Il programma Hiking for Longevity promuove e misura scientificamente i benefici dell’hiking sulla longevità, combinando esercizio fisico outdoor, mindfulness e connessione con sé stessi e il mondo. Il percorso, studiato per evitare ogni competizione nel gruppo, favorisce un’immersione totale nel paesaggio dell’Appennino.
Innovazione austriaca Lanserhof Il Metodo Lanserhof nasce nel 1984, quando la struttura di Lans, in Austria, ha aperto le sue porte per la prima volta. Da allora, il resort è diventato un punto di riferimento in Europa grazie al suo approccio incentrato sulla medicina olistica. Il programma Longevity utilizza strumenti diagnostici all’avanguardia per creare un percorso adattato alle vostre esigenze genetiche, cellulari e metaboliche volto a influenzare il vostro orologio biologico e apportare cambiamenti duraturi al vostro stile di vita.
Rigenerazione sotto il sole della Grecia Euphoria Retreat Nella splendida regione del Peloponneso, Euphoria Retreat, una delle destinazioni wellbeing più ricercate d’Europa, vi aiuta a riscoprire la vostra dimensione accompagnati dai migliori esperti nel settore. Considerato tra i più avanzati nel campo detox e weight balance, il programma Signature Nutrigenomics è pensato per ottimizzare il metabolismo e sostenere la longevità. Attraverso analisi approfondite, vengono elaborati piani nutrizionali ed esercizi su misura, affiancati da trattamenti depurativi, meditativi e psicosomatici mirati a influenzare positivamente l’espressione genetica e avviare un cambiamento profondo e duraturo. 55
Lefay Resort & SPA Lago di Garda è un’oasi di pace in cui le tecniche occidentali e quelle della Medicina Classica Cinese si fondono in sinergia con l’ambiente circostante.
La longevità firmata SHA SHA Mexico Nell’atmosfera rigenerante di Cancún, in Messico, SHA combina i più recenti progressi della medicina con terapie naturali, medicina orientale e alimentazione sana. Il programma Advanced Longevity, nominato vincitore nell’ambito longevity per il 2025 da World Spa Awards, è progettato per rallentare l'invecchiamento cellulare e migliorare la salute generale. Con un approccio innovativo che unisce medicina funzionale e trattamenti di longevità, è, quindi, rivolto a coloro che desiderano preservare una salute ottimale e prolungare la propria vitalità.
Il benessere nella natura del Sudafrica Santé Wellness Retreat & Spa Immerso nella bellezza della Western Cape Winelands in Sudafrica, Santé Wellness Retreat & Spa ospita un programma pensato per prevenire le malattie legate all'età, ottimizzare la funzione metabolica, sostenere la riparazione cellulare e migliorare le prestazioni cognitive e fisiche. Attraverso valutazioni non invasive, trattamenti mirati e un’alimentazione genuina e nutriente, verrete guidati in un percorso che vi farà sentire rigenerati, rinnovati e pronti a vivere al meglio ogni fase della vita.
Il contesto di quiete e rigenerazione di SHA Mexico.
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Il Metodo Lanserhof nasce nel 1984, quando la struttura di Lans, in Austria, ha aperto le sue porte per la prima volta. Da allora, il resort è diventato un punto di riferimento in Europa grazie al suo approccio incentrato sulla medicina olistica.
THE
TRAVELLER In viaggio con..
Raphaelle Blanga
Esperta di arte contemporanea, è stata a capo del Dipartimento di Arte Contemporanea di Sotheby’s Italia per 15 anni. Attualmente lavora come consulente d’arte per gallerie e istituzioni culturali in tutta Europa. È nota per aver supervisionato le aste che hanno stabilito i primi record per artisti come Schifano, Kounellis, Beuys e Castellani. In qualità di banditrice d’asta, conduce anche aste di beneficenza a sostegno di cause filantropiche.
Mongolia, il respiro di una terra antica
Sono convinta che, per godersi appieno la Mongolia, serva una motivazione forte — culturale, intellettuale, professionale o sportiva. Questo Paese immenso, grande cinque volte l’Italia, è un territorio arido, montuoso e desertico per un terzo, senza sbocchi sul mare. Racchiuso tra Russia e Cina, custodisce immense risorse minerarie — carbone, zinco, rame — contese da superpotenze e da un monopolio australiano-canadese che sfrutta circa il 70% delle estrazioni. A sud si estende il deserto del Gobi, che in mongolo significa semplicemente “deserto”. Le principali attività economiche, oltre alle miniere, sono la pastorizia e la produzione di cachemire. Metà della popolazione vive nella capitale Ulan Bator; l’altra metà si divide tra rare città e sterminate terre nomadi.
Il nomadismo pastorale mongolo è riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità, insieme ad altre tradizioni: la calligrafia, il canto “khomei”, gli altari di pietre “ovoo” che crescono ad ogni passaggio, e persino il misterioso “pianto della cammella”. Ulan Bator custodisce musei imperdibili, come il Museo delle Belle Arti Zanabazar, dedicato al monaco scultore che nel 700 portò il buddismo nel Paese, e il nuovissimo museo di Gengis Khan, un viaggio nella storia mongola attraverso reperti conservati per millenni nel permafrost. La Mongolia è infatti una terra di straordinaria ricchezza archeologica e preistorica: scavando miniere, si scoprono uova di dinosauri, reperti, resti di città antiche — forse un giorno anche la tomba del Gran Khan. La vita nomade è scandita dalle stagioni. A nord-ovest, nella comunità kazaka, ci si sposta due volte l’anno con gher e bestiame, mantenendo un accampamento estivo e uno invernale. Nel Gobi, invece, i nomadi si spostano quattro volte l’anno. Le gher, riscaldate da stufe alimentate a carbone o escrementi di bestiame, sono il cuore della vita familiare. Il latte di cammella, pecora o capra bolle tutto il giorno in un braciere, e viene sorseggiato quotidianamente. Il gregge — cavalli, cammelli, pecore e capre — è custodito da severi cani da guardia. Ogni novembre si sacrificano alcuni animali, il necessario per sopravvivere fino all’anno seguente. La dieta è povera di verdure: il clima arido non consente coltivazioni. Una volta al mese i nomadi raggiungono la città più vicina per vendere lana e cachemire e acquistare riso. La vita è dura, ma serena: si legge nei volti scavati dal vento e dal sole. Vivono immersi nella natura, liberi da pressioni politiche o sociali. Alcuni giovani, stanchi della città, scelgono di tornare al nomadismo come apprendisti — un percorso di ritorno all’essenza. Durante il mio viaggio ho incontrato persone straordinarie: la mia guida, che parlava perfettamente la mia lingua, mi ha accompagnata con competenza e affetto; gli autisti, pazienti e precisi, hanno percorso con noi piste infinite; i cuochi ci hanno accolto con generosità, cucinando piatti tipici delle diverse etnie. I nostri ospiti nomadi, curiosi e ospitali, condividevano i loro ricordi — anche quelli del periodo sovietico — durante pasti allegri e conversazioni profonde. Indimenticabili i coniugi kazaki che ci hanno accolti tra i monti dell’Altai: lui, un gigante dal cuore gentile; lei, una cuoca-ballerina che mi ha curata con infusi delle steppe.
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Grazie a un fotografo che ci ha accompagnate a Ulgii, ho conosciuto artisti e curatori di Ulan Bator. Ho scoperto una scena artistica contemporanea vibrante, pronta a farsi conoscere nel mondo: un’arte che racconta e difende la propria identità, “non più una cultura che consoli dalle sofferenze, ma che le combatta e le elimini”, come scrisse Elio Vittorini. Una sera un amico artista mi ha chiesto la mia prima impressione del Paese. “Mi sembra di essere atterrata sulla Luna”, ho risposto. È scoppiato a ridere: “Aspetta di arrivare nel Gobi, ti sembrerà di essere su Marte.” Aveva ragione. Pianeti irraggiungibili, metafora di una terra intatta, preservata dal turismo di massa, abitata da un popolo fiero e consapevole della propria identità. È stata un’esperienza che ha superato ogni aspettativa: un popolo fiero della propria storia e del potere della cultura — la forza che ha reso la Mongolia una democrazia capace di liberarsi dal giogo delle potenze. E forse, come nel 1200, sarà di nuovo la Mongolia a conquistare il mondo — questa volta come cavaliere della cultura.
NATURA 71 INDONESIA, DALL'ALBA AL TRAMONTO Dal fascino sacro di Bali ai ritmi lenti di Lombok e le Isole Gili
81 PATAGONIA SETTENTRIONALE Alla scoperta dei paesaggi meno conosciuti
89 NEL CUORE VERDE DEL CONGO Tra fiumi e gorilla di pianura
Lo scorso agosto ho avuto l’occasione di scoprire in prima persona questo paradiso naturale, fra isole più battute dal turismo di massa - come Bali - a terre più incontaminate - come Lombok e le sue piccole gemme incastonate nell’Oceano Indiano, le Isole Gili.
Testo di: Martina Torrini
INDONESIA, DALL’ALBA AL TRAMONTO Dal fascino sacro di Bali ai ritmi lenti di Lombok e le Isole Gili A differenza di molte isole tropicali, il periodo migliore per visitare l’Indonesia è quello della nostra primavera - estate, la loro stagione secca. È stato proprio lo scorso agosto che ho avuto l’occasione di scoprire in prima persona questo paradiso naturale, fra isole più battute dal turismo di massa - come Bali - a terre più incontaminate - come Lombok e le sue piccole gemme incastonate nell’Oceano Indiano, le Isole Gili. Dopo un lungo volo che mi ha portato quasi dall’altra parte del mondo, ho potuto sperimentare per la prima volta la sensazione di trovarsi così distanti dalla propria casa e così immersi in una cultura diversa da quella occidentale, ma allo stesso tempo perfettamente in equilibrio con il proprio io.
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La zona a sud di Bali è stata la prima tappa del mio viaggio, durato due settimane. Da Kuta, una delle località più turistiche e movimentate dell’isola, ho potuto esplorare alcune delle spiagge più famose: Pandawa Beach, con le sue atmosfere ancora local, e Dreamland Beach, tappa imprescindibile per chi visita Bali per il surf. Da non perdere in questa zona anche il tempio induista di Uluwatu, costruito in onore delle divinità marine e posizionato su una scogliera affacciata sull’oceano: fra tramonti mozzafiato e lo spettacolo della Kecak dance, è un vero e proprio tuffo nella cultura balinese, e la meta ideale per iniziare a entrare in contatto con le tradizioni locali. Un altro tempio che merita una visita è il Tanah Lot: anch’esso dedicato a una divinità del mare e situato in cima a un’imponente formazione rocciosa, custodisce una sorgente di acqua sacra che viene utilizzata per i riti di purificazione.
È possibile partecipare a questo tipo di cerimonie anche nel tempio di Tirta Empul, costruito intorno a una sorgente sacra, nella zona centrale di Bali: l’odore dell’incenso, i petali di fiori galleggianti nelle vasche e i gesti ipnotici della preghiera sussurrata con devozione rendono l’atmosfera intensa, e il luogo magico. La natura qui, lontano dalla costa, è dominata dalle coltivazioni di riso come quella delle terrazze di Tegalalang e di Jatiluwih, che fanno da cornice a un paesaggio in cui il colore principale è il verde intenso, che risalta ancor di più sotto la luce del sole. Quando arriverete a Ubud, rimarrete stupiti da quanto una città così trafficata possa rubarvi il cuore: fra motorini che sfrecciano in ogni direzione e strade invase da mercati di prodotti locali e artigianato tradizionale, l’energia è davvero palpabile. Da qui potrete scegliere se trascorrere una giornata all’insegna dell’adrenalina, provando attività all’aperto come il rafting sul fiume Ayung o un’escursione in quad nella natura appena fuori dalla città, o se prendervi del tempo per riconnettervi con voi stessi: sono tantissime, infatti, le strutture a Ubud che propongono massaggi, trattamenti Spa e sessioni di yoga nel cuore della giungla. Sempre nella zona centrale dell’isola, vale la pena di visitare anche il tempio di Taman Ayun: parte dei sei Templi Reali di Bali, è l’ultima testimonianza della capitale dell’antico impero, e Patrimonio UNESCO dal 2012. A circa un’ora di auto da qui, potrete visitare anche il tempio di Luhur Batukaru, situato in una radura a 1.300 metri di altitudine: si tratta di un sito particolarmente sacro, in cui tutti i visitatori devono rispettare una serie di regole più rigide rispetto a quelle degli altri templi, che accentuano ancor di più la sensazione di misticismo del luogo, data anche dalla nebbia che spesso lo avvolge. Rito di purificazione nel tempio di Tirta Empul.
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Le giornate a Bali iniziano molto presto, quindi perché non provare l’emozione di ammirare l’alba da alcuni punti panoramici dell’isola? L’immagine del tempio di Ulun Danu Bratan, affacciato sull’omonimo lago e illuminato dai primi raggi del sole, è davvero da cartolina. Per i più sportivi, un’altra alba imperdibile è quella visibile dalla cima del monte Batur, che si raggiunge con un percorso di trekking abbastanza impegnativo, anche per la sveglia e la scarsa visibilità durante la salita. Se non ve la sentite, c’è sempre un’opzione più comoda: salire sul monte in jeep. La vista non è la stessa, perché si raggiunge un punto più basso, ma è altrettanto spettacolare. Se quello che colpisce di Bali è il legame ancora forte con la spiritualità e la sua natura potente e variegata - fra oceano, montagne, risaie, giungla e cascate - Lombok e le Isole Gili offrono un’esperienza più rilassata, fra snorkeling nella barriera corallina e spiagge tropicali. A bordo di una speed boat che parte dal porto di Padang Bai, raggiungerete in un’ora e mezza le spiagge borotalco di Gili Trawangan, la più conosciuta e frequentata di questo arcipelago formato da tre isolette. Oltre a tramonti mozzafiato, relax sulla spiaggia e nuoto in acque cristalline, da qui potrete partire per escursioni di snorkeling alla scoperta delle meraviglie sottomarine dell’Oceano Indiano fra Gili Trawangan, Gili Meno e Gili Air, incontrando tartarughe, coralli e pesci variopinti di ogni specie.
Il tempio di Ulun Danu Bratan, affacciato sull’omonimo lago.
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Uno scorcio sulla costa di Gili Trawangan.
Per un’esperienza di relax ancora più assoluto, trascorrete una giornata in un beach club a Gili Air: sorseggiando dell’ottima acqua di cocco sul lettino o lasciandovi cullare dal ritmo incessante delle onde che si infrangono sulla riva, il tempo rallenta e vi conduce in un’altra dimensione. Prima di raggiungere l’isola di Lombok, se siete appassionati di mare, potrete partecipare a un’escursione di snorkeling alle Secret Gili: Nanggu, Sudak e Kedis sono altre tre isolette paradisiache, più remote e incontaminate delle sorelle più famose. Qui la barriera corallina è più vivace e colorata, e si ha la possibilità di prendersi più tempo per esplorarla con i propri ritmi. Da Kuta Lombok, sull’isola principale, potrete inoltre scoprire da vicino la cultura locale visitando due villaggi tradizionali, il villaggio Sade e quello di Sukarara.
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In entrambi potrete conoscere i segreti e le tecniche dell’artigianato locale, fra cui la preziosa arte dei tessuti tradizionali, caratterizzati da trame, colori e metodi secolari. Il miglior modo per concludere un viaggio così indimenticabile è sulla spiaggia di Selong Belanak, dove, dopo una lezione di surf, ammirerete uno dei tramonti più infuocati di sempre.
Chi visita questa regione cerca un contatto diretto con la natura, un’immersione totale in paesaggi lontani dai circuiti turistici convenzionali, dove si percepisce la potenza di un ambiente ancora autentico e selvaggio.
Testo di: Elisa Fasola
PATAGONIA SETTENTRIONALE Alla scoperta dei paesaggi meno conosciuti Alt. Tutti pensano di conoscere la Patagonia. I suoi i laghi turchesi, le vette maestose e mete iconiche come Torres del Paine, El Calafate, il Perito Moreno o Ushuaia hanno costruito il mito di una delle regioni più spettacolari del pianeta. Ma esiste un’altra Patagonia, meno raccontata e sorprendentemente varia: quella settentrionale, un territorio remoto che custodisce alcuni dei paesaggi più incontaminati dell’intero continente. Estesi tra il Cile e l’Argentina, tra fiumi impetuosi, ghiacciai imponenti e foreste andine, si trovano luoghi straordinari che permettono di vivere il territorio in modo più esclusivo e intimo. Chi visita questa regione cerca un contatto diretto con la natura, un’immersione totale in paesaggi lontani dai circuiti turistici convenzionali, dove si percepisce la potenza di un ambiente ancora autentico e selvaggio.
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Gli appassionati di outdoor e di avventura trovano in Patagonia un vero paradiso. Quest’area offre una varietà di itinerari che spaziano dal trekking tra i monti innevati, all’esplorazione di laghi e fiumi, fino all’osservazione di una fauna unica al mondo. Ogni stagione porta con sé scenari diversi: l’estate regala giornate lunghe e soleggiate, ideali per escursioni e attività all’aperto; l'autunno è il periodo migliore per godere della natura in tutto il suo splendore, con paesaggi tinti di rosso, arancione e giallo; l’inverno trasforma la regione in un regno di silenzio e neve, perfetto per chi ama le avventure più estreme; la primavera permette di osservare il risveglio di piante e animali.
In questo paesaggio incontaminato, il Rio Palena Lodge, adagiato sulle rive dell’omonimo fiume, racchiude il meglio della regione. Dotato di sole sette camere con interni in legno, ampie finestre e dettagli artigianali, è il punto di partenza ideale per vivere avventure all’aria aperta. Da qui è, infatti, possibile partire per escursioni nelle foreste con guide esperte, esplorare vette e laghi remoti in elicottero, remare su alcune dell rapide più spettacolari del mondo, praticare la pesca a mosca nei fiumi circostanti o pagaiare in kayak. Al rientro al lodge, ci si immerge nella cultura cilena sorseggiando un pisco sour, imparando i passi della cueca, incontrando i gaucho e gustando una cucina autentica preparata con ingredienti freschi e locali. In questo rifugio di lusso immerso nella natura più pura si può scoprire una Patagonia più intima e ugualmente indimenticabile.
Gli esterni del Rio Palena Lodge.
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Tra il Cile e l’Argentina, tra fiumi impetuosi, ghiacciai imponenti e foreste andine, si trovano luoghi straordinari che permettono di vivere il territorio in modo più esclusivo e intimo.
Per molti, il fiume Congo è legato all’immagine resa celebre da Joseph Conrad in “Cuore di tenebra", un luogo in grado di costruire la parte più profonda dell’animo umano.
© Expéditions Ducret
Testo di: Sofia Merati
NEL CUORE VERDE DEL CONGO Tra fiumi e gorilla di pianura Per molti, il fiume Congo è legato all’immagine resa celebre da Joseph Conrad in “Cuore di tenebra", un luogo in grado di costruire la parte più profonda dell’animo umano. Oggi, lungo quelle stesse acque, lo sguardo cambia. Il viaggio non cerca più di penetrare l’ignoto e la mente di Kurtz, ma di comprendere ciò che la foresta custodisce e offre a chi la attraversa con calma e secondo il proprio ritmo. È lungo questi corsi d’acqua che si svolge una spedizione fluviale particolare, distante dal turismo classico. La nave che la rende possibile, la Princess Nguessa, è stata restaurata per navigare lentamente, permettendo di osservare la foresta da vicino. Non è una crociera: è un viaggio in cui si osserva e ci si lascia accompagnare dal fiume.
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Nel nord del Congo la foresta è talmente fitta che le vie di terra si interrompono presto. Per spostarsi tra un villaggio e l’altro si usano soprattutto le piroghe, imbarcazioni tradizionali ricavate da un unico tronco scavato, leggere e perfette per muoversi nei tratti di fiume più stretti. Lungo le rive si vedono pescatori che affumicano il pesce e le piroghe che scorrono lentamente, fondendosi con il paesaggio. La navigazione può cambiare da un momento all’altro: il livello dell’acqua sale e scende, la corrente accelera o rallenta, e a volte è necessario fermarsi e aspettare. Qui è normale: è il fiume a decidere quando si prosegue. Continuando verso nord si entra nella riserva di Dzanga-Sangha, un’area protetta nella Repubblica Centrafricana, parte del “Sangha River Tri-National” che comprende anche zone confinanti con Camerun e Repubblica del Congo. La foresta pluviale si apre in radure fangose, chiamate baï, ricche di minerali. È in questi spazi che si radunano elefanti di foresta, bufali, antilopi e stormi di uccelli. Dall’alto di una piattaforma, si osserva la vita della foresta in silenzio, mentre gli animali si muovono con naturalezza tra le radure fangose.
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Tra le creature più straordinarie di queste foreste ci sono i gorilla di pianura occidentali, abitanti delle zone calde e umide del bacino del Congo. Si muovono fra i tronchi con calma, il pelo scuro e leggero adatto al clima equatoriale, nutrendosi soprattutto di frutti ma adattandosi anche a radici e germogli. I loro parenti più vicini, i gorilla di montagna, sono invece più robusti e ricoperti da una pelliccia più folta, adatta alle foreste nebbiose dei Monti Virunga tra Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Uganda. La loro dieta è prevalentemente vegetale: foglie, cortecce, germogli. Entrambe le specie sono minacciate. I gorilla di montagna stanno lentamente aumentando, con poco più di mille individui, mentre i gorilla di pianura, pur più numerosi, sono in rapido declino e considerati “in pericolo critico”. Queste differenze mostrano quanto ogni ambiente del Congo sia unico e fragile, e quanto ogni angolo della foresta meriti di essere conosciuto, rispettato e protetto. A nord, in Repubblica Democratica del Congo, si incontra il villaggio di Nkala, dove le comunità locali proteggono i bonobo. Sono primati molto sociali - simili agli scimpanzé ma più piccoli e più pacifici - e trovano nelle foreste del congo il loro ambiente naturale.
Un villaggio sulle rive del fiume Congo.
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Curiosi e intelligenti, osservano i visitatori dalla vegetazione senza timore e talvolta si avvicinano con curiosità. La loro tutela è legata alla cultura locale e all’ecoturismo responsabile: considerati sacri, non sono cacciati e vengono protetti quotidianamente. Dopo giorni sul Sangha, il fiume si allarga e si raggiunge il grande Congo. L’atmosfera cambia: compaiono villaggi più grandi e imbarcazioni cariche di persone e merci, chiamate daka-daka, che avanzano rumorose. È il segno del ritorno graduale a una vita più animata. Questo viaggio non è pensato per chi ha fretta, ma per chi è disposto a esplorare la natura seguendone il ritmo, lasciando che sia il fiume a decidere il passo.
Courtesy of Art Basel Qatar
ARTE & ARCHITETTURA 99 ART BASEL DEBUTTA IN QATAR Un appuntamento da non perdere a febbraio 2026
Dopo Miami, Hong Kong e Parigi, la fiera d’arte nata a Basilea sbarca nella Penisola Arabica, più precisamente a Doha, dal 5 al 7 febbraio 2026.
Courtesy of Art Basel Qatar
Testo di: Martina Torrini
ART BASEL DEBUTTA IN QATAR Un appuntamento da non perdere a febbraio 2026 Dopo Miami, Hong Kong e Parigi, la fiera d’arte nata a Basilea sbarca nella Penisola Arabica, più precisamente a Doha. Dal 5 al 7 febbraio 2026, la capitale del Qatar ospiterà infatti questa prestigiosa iniziativa targata MCH Group, segnando una tappa di grande rilievo nell'espansione del marchio svizzero nella regione. Si tratta di un evento che, come nelle sue edizioni precedenti, promette di catalizzare l’attenzione del mondo dell’arte, portando nel Golfo un format ormai sinonimo di eccellenza, innovazione e dialogo internazionale. Le location scelte per ospitare questa nuova edizione sono l’M7 Creative Hub e il Doha Design District, due spazi simbolici della rinascita creativa della città, situati a breve distanza dal Museo Nazionale del Qatar. Una decisione non casuale, che riflette la volontà di Art Basel di inserirsi in modo profondo e coerente nel tessuto economico, culturale e identitario del Paese, diventando parte integrante di un sistema già in rapida espansione.
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L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è infatti quello di intercettare e valorizzare lo slancio costante, diffuso e crescente che il Qatar sta mostrando nei confronti dell’arte e della cultura, settori al centro di importanti politiche di investimento portate avanti dall’organizzazione Qatar Museums. Art Basel Qatar presenterà e promuoverà una selezione accurata di gallerie e artisti provenienti dalle aree di Medio Oriente, Nord Africa e Asia Meridionale, offrendo una piattaforma di visibilità e connessione senza precedenti. I benefici si rifletteranno tanto sull’ecosistema locale quanto sulle gallerie internazionali desiderose di avvicinarsi a questo mercato emergente, all’interno di un evento solido e strutturato che si inserisce pienamente nella visione di lungo periodo delineata dalla Qatar National Vision 2030, progetto voluto dall’emiro Tamim bin Hamad Al Thani per trasformare il Paese in una knowledge-based economy.
Courtesy of Art Basel Qatar
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UN PAESAGGIO S C O L P I T O D A L L’ U O M O E DAL TEMPO
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Come sottolineato dal CEO di Art Basel, Noah Horowitz, la nascita di questa nuova edizione risponde a una domanda reale e crescente da parte del sistema artistico della regione MENA, che negli ultimi anni ha visto il fiorire di musei internazionali, fondazioni, collezioni private e una rete di artisti e galleristi sempre più dinamica e strutturata. Art Basel offrirà dunque un’occasione strategica per ampliare il bacino di collezionisti e aprire nuove rotte di scambio tra Europa, Asia e Africa, consolidando Doha come snodo globale per la cultura contemporanea. Determinante per la realizzazione dell’evento è stato infine il coinvolgimento di Qatar Sports Investments, fondo attivo a livello internazionale nei settori dello sport e dell’intrattenimento, che ha sostenuto la nascita di Art Basel Qatar con l’obiettivo di trasformare la cultura in un autentico motore di sviluppo, al pari dello sport, attirando nuovi flussi di investimento e favorendo una crescita sostenibile del comparto artistico nel Paese.
L’M7 Creative Hub, dove si svolgerà Art Basel Qatar
Courtesy of Art Basel Qatar
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CULTURA 107 EIHEIJI, IL GIAPPONE CHE MEDITA Tra spiritualità zen e natura
Immersa tra le montagne della prefettura di Fukui, la cittadina di Eiheiji è una gemma nascosta per chi desidera scoprire un Giappone più autentico e spirituale.
Testo di: Elisa Fasola
EIHEIJI, IL GIAPPONE CHE MEDITA Tra spiritualità zen e natura Immersa tra le montagne della prefettura di Fukui, la cittadina di Eiheiji è una gemma nascosta per chi desidera scoprire un Giappone più autentico e spirituale. Il suo nome, che significa letteralmente “Tempio della pace eterna”, trasmette già serenità. Eiheiji è nata attorno all’omonimo monastero, uno dei più importanti centri della scuola Soto del buddhismo zen, fondato nel XIII secolo dal maestro zen Dogen, una delle figure più influenti del buddhismo giapponese. Ancora oggi, diversi monaci vi si ritirano per praticare la meditazione zazen: visitare Eiheiji significa quindi entrare in un mondo fuori dal tempo, dove la spiritualità si respira tra gli alberi secolari, il suono dei canti rituali e il silenzio delle stanze in legno.
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Il tempio è un complesso architettonico perfettamente inserito nel paesaggio naturale. Le visite guidate permettono di osservare i ritmi della vita monastica, partecipare a sessioni di meditazione e, per chi lo desidera, anche pernottare negli alloggi del tempio. Oltre alla dimensione spirituale, Eiheiji ha un’importante cultura gastronomica. Qui, la cucina buddista tradizionale è una vera esperienza sensoriale. A base di ingredienti locali, come verdure, legumi, cibi fermentati e tofu artigianale, i piatti sono preparati con cura e armonia, rispettando il ciclo delle stagioni.
Il Salotto dell’arte nel cuore di Milano ARTE IN SALOTTO DI CAMILLA PRINI Arte in Salotto è una galleria di arte contemporanea e un nuovo modo di fare mostra, sia in dimore private, sia nel suo spazio permanente nel cuore di Milano. La galleria, arredata come un vero e proprio salotto e in cui le opere sono ambientate come in una casa, rappresenta artisti italiani ed internazionali accomunati da uno stile figurativo.
Un nuovo modo di fare mostra. Una nuova galleria d’arte. Aperta nel 2020 in via Milazzo 6, la galleria di Camilla Prini propone un nuovo concept: in uno spazio intimo, arredato con eleganza, le opere d'arte dialogano con l'interior design. Come in una casa. La gallerista vuole proporre un nuovo modo di fare mostre, agli antipodi rispetto al concetto ormai superato di “white cube”, armonizzando i quadri nell’ambiente. Il nome anch’esso atipico della galleria deriva dall’idea originaria del progetto di organizzare mostre della durata di una sera nelle dimore private dei collezionisti. Successivamente è nato anche lo spazio permanente, per offrire sempre - e non solo in occasione delle mostre nelle dimore private - la possibilità di interagire con gli artisti e avere una consulenza diretta da Camilla.
Atipica e poliedrica.
“Cosa mi consigli?”
Non è solo il carattere intimo e domestico della galleria a caratterizzare in modo unico l’esperienza di mostra e di acquisto: Arte in Salotto è un luogo di condivisione e di scambi culturali, dimora per presentazioni di libri, incontri con artisti, approfondimenti su temi legati al collezionismo ed eventi dedicati a diverse realtà e brand.
Arte in Salotto fornisce una consulenza sull’opera da scegliere e, quando richiesto, offre dei consigli relativi alla collocazione delle opere d’arte all’interno delle case.
Arte in Salotto di Camilla Prini via Milazzo 6 - 20121, Milano info@arteinsalotto.com www.arteinsalotto.com +39 3755197217
Il piccolo centro cittadino conserva intatta l’atmosfera di un villaggio giapponese d’altri tempi, con botteghe tradizionali e ristoranti di specialità locali, mentre passeggiare lungo i suoi sentieri tra alberi, ponticelli e piccole cascate regala momenti di pura serenità. A rendere ancora più suggestivo questo luogo è la presenza del fiume Kuzuryu, che attraversa la cittadina, celebre in Giappone per la pesca dell’ayu, una specie molto apprezzata nella cucina locale. In estate, poi, questa zona si anima in occasione del suggestivo Festival delle lanterne d’acqua, che si tiene ogni anno ad agosto: durante questa celebrazione centinaia di lanterne galleggianti vengono affidate alla corrente, creando uno spettacolo di luci che si riflette sull’acqua. E per chi cerca esperienze autentiche, Eiheiji propone attività che avvicinano alla cultura zen in modo coinvolgente ma accessibile e richiamano a uno stile di vita lento e consapevole: calligrafia giapponese, cerimonie rituali e sessioni guidate di zazen.
Eiheiji: immersione culturale nella natura giapponese.
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LE GOURMAND 115 MONTEBORE La rinascita di un formaggio unico tra storia, tradizione e territorio
Il Montebore è uno di quei prodotti che incarnano la storia e l’identità di un territorio. Sulle colline dell’Appennino tortonese, rappresenta un legame antico con la tradizione casearia locale.
Testo di: Michele Abate
MONTEBORE La rinascita di un formaggio unico tra storia, tradizione e territorio Dal Medioevo ai giorni nostri, il Montebore racconta la memoria dell’Appennino tortonese attraverso una produzione artigianale rara e un gusto inconfondibile. Il Montebore è uno di quei prodotti che incarnano la storia e l’identità di un territorio. Sulle colline dell’Appennino tortonese, al confine fra Piemonte, Liguria e Lombardia, questo piccolo formaggio dalla caratteristica forma a torta nuziale rappresenta un legame antico con la tradizione casearia locale. La sua storia affonda le radici nel Medioevo e attraversa secoli di trasformazioni socio-economiche, fino a sfiorare l’estinzione alla fine del Novecento. È stato infatti solo grazie alla determinazione di alcuni allevatori e studiosi del gusto che il Montebore è tornato sulle tavole, riconquistando l’attenzione di chef, gastronomi e consumatori consapevoli. Oggi è considerato uno dei formaggi più rari d’Italia, non solo per la sua limitata produzione, ma anche per la complessità del processo che richiede competenza, manualità.
Michele Abate Laureato in Storia Economica con una tesi sulla Martini & Rossi di Torino nel 1999, l’anno successivo conclude il corso di qualifica professionale per Sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier di Milano e fa un tirocinio in enologia in collaborazione con l’azienda enologica del Canton Ticino Il Portico di Rivera. Nel 2006 diventa assaggiatore di formaggi presso l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio. Collabora alla pubblicazione di svariati volumi di enogastronomia in qualità di editor e crea il canale Wine & food di eBay Italia. Organizza serate di degustazione di vino, formaggi e salumi in alcuni locali milanesi in collaborazione con chef emergenti oltre a tenere corsi di avvicinamento al vino e di valorizzazione olfattiva. Da qualche anno dirige la piattaforma mypersonaltaster.it e da circa un anno conduce anche terreitalia.ch, canale di vendita e promozione dei prodotti enogastronomici italiani in Svizzera.
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La prima testimonianza certa dell’esistenza del Montebore risale al XII secolo, quando nelle cronache del territorio tortonese si parla di pagamenti in natura effettuati tramite formaggi dalla forma cilindrica sovrapposta. Tuttavia, è nel 1489 che entra ufficialmente nella storia: viene servito come regalo di nozze da parte di Leonardo Da Vinci al matrimonio tra Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, uno degli eventi nobiliari più importanti dell’epoca. Le sue forme bianche sovrapposte a piramide colpirono l’immaginazione degli ospiti e lo resero celebre a livello regionale. Per secoli il Montebore è stato il formaggio quotidiano delle famiglie di montagna: un prodotto semplice, creato con la materia prima disponibile e sempre legato al ritmo delle stagioni. Con la progressiva industrializzazione agricola del Novecento, però, la sua produzione conosce un declino dovuto alla difficoltà di lavorare un formaggio misto ovino -vaccino e a volte caprino e alla marginalità delle aree di produzione. Negli anni ’90 del Novecento fu grazie al lavoro di ricerca di Slow Food e di alcuni giovani allevatori che venne salvato. Nel 1999 nacque il Presidio Slow Food dedicato, che diede nuovo impulso alla rinascita del prodotto, simbolo di biodiversità e cultura gastronomica.
fotografia © Giulia Iacolutti
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È la prima volta per l’Italia e per la Grappa
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Ciò che rende il Montebore davvero unico è la sua composizione: un formaggio a pasta cruda ottenuto da latte misto vaccino e caprino, in proporzioni variabili ma solitamente intorno al 70% di latte vaccino e al 30% di latte ovino in un equilibrio che conferisce al formaggio una complessità aromatica difficile da ritrovare altrove, in cui la delicatezza del latte vaccino si unisce alla personalità e alle note erbacee del latte ovino. Il processo produttivo è interamente artigianale. Il latte, rigorosamente crudo, viene scaldato a bassa temperatura e cagliato con caglio di vitello. La cagliata viene rotta in grani medio-fini e poi lasciata riposare prima di essere raccolta nelle tipiche fascere, gli stampi che conferiscono al Montebore la sua forma caratteristica. Le forme vengono sovrapposte in tre dischi di diametro crescente: una base più ampia, un disco intermedio e uno superiore più piccolo. Ne risulta una “mini torta” dalla linea precisa e subito riconoscibile. La fase di salatura può avvenire a secco o in salamoia, a seconda delle tradizioni dell’azienda agricola. Seguono quindi un periodo di asciugatura e la maturazione, che può variare da 20 giorni fino a 60 o più, nel caso delle versioni stagionate. I formaggi freschi mantengono un sapore più dolce e lattico, mentre quelli più maturi sviluppano note vegetali, una leggera piccantezza e una struttura più compatta. Il legame con il territorio è fondamentale: i pascoli dell’Appennino tortonese, ricchi di essenze spontanee, tra cui spicca un particolare tipo di timo, conferiscono al latte aromi unici che si ritrovano nel prodotto finale. È un formaggio estremamente versatile in cucina, la degustazione ideale dipende dal grado di stagionatura. Da fresco ha una pasta morbida, con aromi lattici e vegetali. È perfetto in abbinamento con pane rustico, miele di acacia, confetture di fichi o composte di cipolle. La forma caratteristica del Montebore.
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Se semistagionato, la pasta diventa più consistente e i profumi più complessi: erbacei, leggermente animali, con una piacevole acidità. Si abbina bene ai vini bianchi strutturati, come il Timorasso dei Colli Tortonesi. Ma, una volta stagionato completamente, il sapore assume note piccanti e un carattere deciso. Può essere grattugiato su risotti, paste fatte in casa o piatti della tradizione piemontese. Negli ultimi anni diversi chef hanno inserito il Montebore nei loro menù, utilizzandolo come protagonista di piatti contemporanei: mousse, creme, fondute leggere o contrasti dolce-salato che ne esaltano le caratteristiche. Il Montebore è molto più di un formaggio: è un racconto di montagne, di famiglie, di antichi gesti salvati dal rischio dell’oblio. Ogni sua forma è un piccolo monumento al territorio e alla cultura gastronomica dell’Appennino tortonese. Conoscerlo, degustarlo e raccontarlo è un modo per mantenere vivo questo patrimonio e trasmetterlo alle generazioni future.
SCUOLA 125 FORGIARE I LEADER DEL FUTURO L’estate che cambia una vita
141 TUTORING E SCAFFOLDING Un ponte per l’apprendimento
I summer camp d'eccellenza rappresentano oggi un'opportunità unica per preparare le nuove generazioni alle sfide del domani, combinando apprendimento accademico, sviluppo personale e networking internazionale.
Testo di: Martina Torrini
FORGIARE I LEADER DEL FUTURO L’estate che cambia una vita In un mondo sempre più competitivo e interconnesso, la formazione dei giovani leader non può più limitarsi alle aule scolastiche tradizionali. I summer camp d'eccellenza rappresentano oggi un'opportunità unica per preparare le nuove generazioni alle sfide del domani, combinando apprendimento accademico, sviluppo personale e networking internazionale. Dalle storiche aule di Oxford alle Alpi svizzere, dalle prestigiose università di St. Gallen e St. Andrews al cuore diplomatico di Ginevra, fino a Parigi, questi programmi estivi d'élite offrono molto più di una semplice vacanza studio. Qui, ragazzi provenienti da tutto il mondo si confrontano con mentori di livello mondiale, sviluppano competenze di leadership attraverso progetti concreti, e costruiscono una rete di relazioni che durerà per tutta la vita. In queste settimane intensive, lontani dalla comfort zone familiare, i giovani imparano a pensare in modo critico, a comunicare efficacemente e a guidare con empatia: le qualità essenziali che distinguono i veri leader.
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Regno Unito
Oxford, Inghilterra
Oxford Scholastica Academy Studenti provenienti da tutto il mondo, divisi in due gruppi per età (12 - 14 e 15 - 18 anni), potranno approfondire le materie scolastiche di loro interesse in classi ridotte e interattive, con un insegnamento in stile universitario guidato da tutor d’eccellenza. Nel campus dell’Università di Oxford, i vostri figli impareranno a superare i loro limiti, a crescere e a sviluppare un mindset più forte, grazie alle esperienze vissute in aula e a quelle fuori dalla classe. Parteciperanno a Masterclass e incontreranno gli Heroes - giovani professionisti provenienti da diversi settori - per scoprire la realtà del lavoro nel campo prescelto, e ottenere spunti e consigli preziosi per seguire le loro orme.
Date Summer School: Dal 5 all’11 luglio 2026 Dal 19 luglio al 1° agosto 2026 Dal 2 al 15 agosto 2026
Scozia
Saint Andrews
ISSFT University of Saint Andrews Un prestigioso programma estivo pre-universitario, adatto a studenti internazionali dai 13 ai 18 anni, nella storica cornice dell’Università di Saint Andrews. Fra lezioni accademiche al mattino e attività sportive e creative nel pomeriggio, gli studenti potranno acquisire nuove conoscenze, coltivare le proprie passioni o scoprirne di nuove, e sviluppare fiducia in se stessi, in un ambiente dinamico e accogliente. Le lezioni del mattino si svolgono in piccoli gruppi per favorire partecipazione e crescita personale, mentre nel weekend si parte alla scoperta della storia, della cultura e delle bellezze naturali della Scozia.
Date Summer School: Dall’11 al 25 luglio 2026
Regno Unito
Sevenoaks, Kent, Inghilterra
Sevenoaks School Un corso estivo rivolto a studenti brillanti e ambiziosi fra gli 11 e i 16 anni, con un buon livello di inglese. Quattro moduli compongono la parte accademica del programma: Critical Thinking, Social Leadership, Creativity e Digital Skills, ciascuno con le sue 10 ore di lezione. Le classi sono organizzate per fasce d’età e, al termine del programma, i genitori ricevono un report dettagliato da parte dei professori. Non mancano escursioni e attività sportive e creative, progettate e organizzate da insegnanti e allenatori qualificati: gli studenti scelgono un corso per ciascuna settimana, e svolgono 12 ore di attività nell’arco delle due settimane del programma.
Date Summer Programmes: Dal 1° al 15 luglio 2026 Dal 16 al 30 luglio 2026
Svizzera
San Gallo, Canton San Gallo
Institut auf dem Rosenberg Una scuola votata all’eccellenza, che da 130 anni accompagna i suoi studenti provenienti da più di 50 Paesi verso un futuro di successo. Con un approccio educativo personalizzato e un’offerta accademica stimolante, l’Institut auf dem Rosenberg offre un ambiente di apprendimento e di vita ideale per studenti dai 6 ai 18 anni. Riconosciuto e considerato uno dei migliori collegi al mondo, da più di un secolo continua a sviluppare attività innovative per l’apprendimento e il tempo libero, con oltre 60 corsi co-curriculari guidati da esperti in grado di aiutare i ragazzi ad applicare le nozioni teoriche alla vita reale.
Date International Summer Camps: Dal 5 luglio al 1° agosto 2026
Zuoz
Canton Grigioni
Lyceum Alpinum Zuoz A pochi chilometri da St. Moritz, il Lyceum Alpinum Zuoz offre un’esperienza unica che combina apprendimento e divertimento. Ragazzi dai 10 ai 17 anni possono approfondire una lingua straniera a scelta fra inglese, francese e tedesco o acquisire competenze digitali, praticare diversi sport e attività, fra cui il calcio con il Youth Football Camp FC Bayern München, o Film Acting, e immergersi nella natura svizzera, condividendo l’esperienza con coetanei provenienti da tutto il mondo. La scuola nasce per favorire la crescita personale dei ragazzi, e da più di 120 anni garantisce un ambiente accogliente, in cui i bisogni individuali vengono compresi e rispettati, e dove lo sviluppo del senso di responsabilità collettiva e di comunità è fondamentale.
Date International Summer Camps: Dal 5 al 17 luglio 2026 Dal 19 al 31 luglio 2026
© Cyrille Beudot
Francia
Parigi
SciencesPo Un programma rivolto a studenti della scuola secondaria fino ai 17 anni, pensato per introdurli alle principali discipline e metodologie dell’educazione SciencesPo, durante il quale si affrontano contenuti accademici approfondendo temi attuali di relazioni internazionali e scienze politiche. Con 35 ore di lezione suddivise su un periodo di due settimane e mezzo e 10 ore di corso elettivo a loro scelta - queste ultime parte del monte ore accademico - i ragazzi prenderanno parte a un’esperienza immersiva e completa, grazie anche a escursioni e attività extrascolastiche a Parigi e a Reims. SciencesPo offre inoltre programmi per studenti che conseguiranno il diploma quest’estate o già all’università.
Date Summer School: Dal 4 al 21 luglio 2026
Canton Ginevra
Ginevra
Collège du Léman Durante la summer school del Collège du Léman, i vostri figli potranno vivere esperienze indimenticabili immersi nella pittoresca cornice del Canton Ginevra. Scegliendo fra oltre 26 attività accademiche, sportive e creative, potranno dedicarsi a ciò che amano, scoprire nuove capacità e attitudini, e divertirsi con nuovi amici provenienti da tutto il mondo. L’esperienza è dedicata a bambini e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, con la possibilità di partecipare come day student - dalle 9 alle 17 - o come boarding student, con un’assistenza completa da parte dello staff della scuola.
Date CDL Summer Camp: Dal 28 giugno all’11 luglio Dal 12 al 25 luglio 2026 Dal 26 luglio all’8 agosto 2026
Lo scaffolding, unito al tutoring, rappresentano degli strumenti che aiutano la crescita e la buona riuscita scolastica di alunni e alunne.
Testo di: Micol Fischer
TUTORING E SCAFFOLDING Un ponte per l’apprendimento
Lo scaffolding, un aiuto guidato temporaneo nello svolgimento di un compito, condotto da una persona esperta verso una meno competente, unito al tutoring, rappresentano degli strumenti che aiutano la crescita e la buona riuscita scolastica di alunni e alunne. Sono alleati nella gestione delle complessità ed efficienti nel portare avanti un apprendimento lineare e organizzato. Si parte dall’idea che “il fare insieme” sia meglio del “fare da soli” e la presenza di una persona, che sia un tutor o un pari, possa facilitare l’apprendimento e l’acquisizione di competenze. Questo lavoro viene svolto unendo due ambiti: quello del tutoring, che indirizza e coadiuva il percorso umano ed educativo, e lo scaffolding, che spiega come questo possa essere messo in pratica: specifico, progressivo e a termine, fino al raggiungimento dell’autonomia dello studente o studentessa. Due dimensioni che interagiscono sinergicamente costruendo ponti di apprendimento.
Micol Fischer Nata a Milano nel 1974, formazione scolastica bilingue con Maturità estera, prosegue gli studi all’Università degli Studi di Milano dove consegue la Laurea in Scienze Politiche indirizzo Politico-Sociale (V.O). Corso di formazione post Laurea presso A.R.P Milano: “Tutor DSA: dalle difficoltà alle risorse nell’apprendimento”. Svolge attività continuativa nell’ambito dell’educazione specialmente come gestione tutoring in ambiti multiculturali e bilingue, tutor qualificato DSA. Docente presso A.R.P Milano: “Il Tutor per l’Apprendimento, strumenti, strategie e competenze”.
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Il concetto di scaffolding è stato coniato da Jerome Bruner negli anni ’70 seguendo le idee di Lev Vygotskij riguardo la teoria della zona di sviluppo prossimale. Seguendo questa teoria, si identificano due livelli di competenza: quelle che si possono svolgere da soli e quelle che necessitano l’aiuto di una persona più esperta. Ecco che qui entra in gioco lo scaffolding: viene dato un aiuto temporaneo, che permetterà lo svolgimento da parte dell’alunno o dell’alunna di un compito, se no, ancora troppo complesso per le conoscenze fino a quel momento acquisite. Piano piano cresce la competenza e questo supporto diminuisce fino a cessare completamente. Si può spiegare come un apprendimento che segue i bisogni degli studenti e delle studentesse, regolando l’aiuto necessario e bilanciandolo. Questo ci spiega come lo scaffolding non sia un aiuto standardizzato, ma piuttosto un sistema dinamico che si basa sullo scambio di opinioni e sulla fiducia fra Tutor e Tutee. Una parte importante di questo intervento è dettato dal saper motivare lo studente/studentessa e incoraggiarli alla riflessione, non certamente intervenire in senso diretto sul compito da svolgere, che dev’essere, il più possibile, svolto in autonomia. Gli studenti e le studentesse diventano a poco a poco capaci di fare da soli, facendo uso delle strategie che hanno appreso nel tempo.
Lo scaffolding può in alcune circostanze essere applicato anche fra pari, quando un compagno o una compagna più esperta offrono un aiuto a chi ha una carenza o competenza in meno, per supportarlo nello svolgimento di un determinato compito. Questo si differenzia da un comune lavoro di gruppo, dove ognuno partecipa per quanto è in grado di fare a un lavoro assegnato dall’insegnante. Questo tipo di interazione può essere descritta come scaffolding orizzontale, dove “l’impalcatura” è realizzata nel gruppo dei pari. Comunque il concetto di base resta lo stesso, in quanto chi è più esperto supporta chi lo è meno, con l’obiettivo finale di portare anche quel bambino o quella bambina a rendersi autonomi nel lavoro da svolgere. Una collaborazione interessante che sviluppa empatia e aiuta a creare un clima rilassato e positivo all’interno del gruppo classe.
Tutoring con approccio di scaffolding Nella pratica è importante saper sviluppare un accurato piano di lavoro da svolgere con gli alunni che si può dividere in 4 step principali: 1. Scomposizione delle necessita: identificare i punti più deboli, quelli che hanno bisogno di supporto sia in senso didattico che motivazionale. 2. Formazione: formare i tutor con strumenti utili e mirati, di ascolto, di comunicazione e didattici. 3. Organizzazione del lavoro: identificare tempi e obiettivi. 4. Avviamento verso la conclusione: riduzione graduale del sostegno fino alla completa autonomia del tutee.
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Il Tutor, attraverso le tecniche dello scaffolding, accompagnerà gli studenti e le studentesse in un percorso che parte dal passo dopo passo, per poi accogliere le incertezze e le domande, e infine accompagnandoli allo svolgimento, in totale autonomia, con un eventuale intervento solo a richiesta del tutee. Si crea così una padronanza della situazione e dei contenuti da affrontare nelle prove, dimostrando a sé stessi di essere in grado di elaborare strategie e soluzioni. I benefici saranno su più livelli, favorendo un apprendimento sempre più significativo, costruendo conoscenze personali e interiorizzando quanto è stato appreso. Viene rafforzata l’autostima e la motivazione nei confronti del compito e delle prove da svolgere, oltre che gli obiettivi da raggiungere. Si crea un ambiente favorevole e positivo, dove primeggia la fiducia e non il giudizio, per quella Scuola inclusiva che tutti si auspicano di trovare.