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La bio dispensa - Christian Roccati - 2011

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Ammorbidente Utilizzo prodotto e descrizione L’ammorbidente è un liquido denso utilizzato nel lavaggio in lavatrice che serve a dare morbidezza ai capi. Questa ricetta permette anche di avere un effetto anticalcare. A nostro parere questo è il sostituto ideale degli ammorbidenti in commercio.

COSTO

risparmio

DIFFICOLTÀ DI REALIZZAZIONE

facile

TEMPO

1’

REPERIBILITÀ INGREDIENTI

facile

Ingredienti H H H

150-200 g di acido citrico 1 litro di acqua 20-30 gocce di essenza profumata (facoltativo, indicate lavanda e tea tree)

Reperibilità e costo L’acido citrico si trova generalmente con facilità nei negozi “bio”, più raramente nelle erboristerie. Oramai anche i supermercati più forniti talvolta lo tengono od addirittura le drogherie. Ha un costo di norma compreso tra i 7 e gli 8 euro al kg ed è facilmente reperibile in internet. L’olio essenziale puro lo si trova generalmente nelle erboristerie e talvolta anche in farmacia; le boccette più piccole sui 10-30 ml hanno un prezzo che varia dai 5 ai 10 euro. È ovviamente anche possibile distillare personalmente le essenze con un alambicco (ricetta che approfondiremo in prossime pubblicazioni). Il prodotto finito, composto con queste dosi, ha un costo di circa 1,5 euro per più di un litro di ammorbidente ed ancora inferiore se non si usano essenze.

Prodotti in commercio L’ammorbidente di tipo industriale, generalmente è un prodotto 39


inquinante che avrebbe lo scopo di ammorbidire i capi e preservarli dall’invecchiamento. Ultimamente alcune cooperative hanno iniziato a produrre ammorbidente liquido che si può acquistare direttamente ricaricando un proprio flacone. Ciò riduce la quantità di plastica richiesta e quindi prodotta, non contribuendo ad aumentare il ciclo della diossina. L’ammorbidente acquistato resta comunque un prodotto industriale che sostanzialmente agisce cospargendo i capi di sostanze che rimangono dopo il lavaggio, “ingannando” tatto ed olfatto e producendo un “effetto morbidezza”. Tratteremo più approfonditamente questo aspetto nella prossima scheda dedicata all’aceto bianco. L’acido citrico è un elemento diffuso nei funghi ed in molti altri organismi vegetali. Si trova ad esempio nella frutta ed in particolar quantità nei limoni (circa il 7%). Non a caso il relativo termine francese è “citron”, proprio come accade in italiano ad esempio per gli “asparagi” che sono composti anche da acido aspartico (la causa dell’odore che prende l’urina dopo averli mangiati). L’acido citrico è un anticalcare e rimuove i depositi minerali sulle fibre dei tessuti, rendendole morbide e più pulite. È inodore e quindi il profumo che si avverte quando un capo è lavato ed asciutto, è quello vero di pulito che esso emana, a meno che non si addizioni di proposito una qualche essenza (qualche goccia).

Attenzione Se desiderate coadiuvare l’effetto dell’ammorbidente con quello profumato di un’essenza non esagerate nelle dosi in quanto essa lascerà una minima percentuale oleosa sul capo. L’essenza non è ovviamente inquinante come i prodotti chimici utilizzati nell’industria dei detersivi, ma è comunque bene non abusarne per avere un prodotto migliore perchè più puro. A ciò si aggiunge che le essenze hanno un costo elevato che può quasi raddoppiare il prezzo finale del vostro composto. È importante notare che l’acido citrico ha molti impieghi ovviamente e non dev’esser usato su superfici che non devono essere a contatto con sostanze “aggressive” come ad esempio il marmo ed il legno. 40


Oggetti utili K K K

1 bottiglia 1 cucchiaio 1 contagocce (facoltativo)

Procedimento Per preparare l’ammorbidente è sufficiente riempire una bottiglia con 1 l di acqua e sciogliervi dentro 150-200 g di acido citrico. Esso si presenta come una polvere granulare simile allo zucchero od al sale fino, inodore e di colore bianco. Scuotendo la bottiglia la polvere si scioglie componendo un liquido biancastro. A questo punto è possibile aggiungere le gocce d’essenza e scuotere nuovamente il flacone. Si consiglia di agitarlo prima di ogni utilizzo. Il vostro ammorbidente è già pronto!

Conservazione È possibile conservare l’acido citrico in un luogo asciutto e fresco. Le stesse caratteristiche vanno bene anche per l’ammorbidente che può esser messo di fianco agli altri detersivi. Se usate una vecchia bottiglia di acqua è importante che la etichettiate. È importante che eventuali bambini non scambino la bottiglia per una bibita o liquido affine.

Consigli L’acido citrico ha molte funzioni come potremo osservare in altre ricette e permette un ammorbidente migliore dell’aceto, a sua volta ottimale. Tra le varie peculiarità vi è quella d’esser disincrostante ed è quindi possibile utilizzarlo per la pulizia della lavatrice. È sufficiente adottarlo con una diluizione al 20% in acqua per ottenere un liquido da versare direttamente nel cestello. Avviando il programma ad alta temperatura si otterrà la pulizia interna del dispositivo. 41


L’aceto: un nostro fedele amico L’aceto, il semplice e noto liquido che siamo abituati ad usare nei condimenti, è dotato di molte proprietà che lo rendono versatile e pratico per utilizzi quantomai vari. Generalmente viene impiegato per rafforzare l’acidità nei detersivi per i piatti, trasformandosi in un ottimo complemento sgrassatore. Un’altra pratica diffusa è quella di versarlo in una pentola inox piena di acqua bollente, riponendola poi nel forno chiuso per qualche minuto. Dopo si estrae il contenitore metallico e si ritroveranno le pareti cosparse uniformemente di un vapore caldo ed acido. A quel punto è sufficiente passare la spungnetta apposita per pulire adeguatamente il forno. L’aceto fino a pochi anni fa era utilizzato per fare i gargarismi, senza inquinare. Gli artigiani un tempo lo adottavano per ammorbidire le corna degli animali, per lavorarle, finalizzando utensili decorati, tecnica utilizzata ancora oggi dai gruppi di ricerca storica o dai costumisti specializzati nel medioevo. Nonostante questo elenco parziale sembri già versatile, non sono certo gli unici impieghi possibili di questo importante acido. L’aceto bianco, ad esempio può esser utilizzato al posto dell’ammorbidente più classico. La prima obbiezione che può saltare alla mente è la possibilità di un cattivo odore o comunque un profumo acre nei panni. Al contrario di ciò che s’immagina essi, alla fine del processo di asciugatura, conservano il parziale profumo del detersivo utilizzato rimanendo però morbidi ed elastici. Come l’ammorbidente proposto nella precedente scheda, l’aceto svolge un’ulteriore funzione: è un ottimo anticalcare. Aceto ed acido citrico riescono a favorire la degradazione dei residui dei detersivi (enzimi) e l’eliminazione del potenziale allergenico. Al contrario degli ammorbidenti che si trovano in commercio e dei relativi detersivi, l’aceto non è inquinante. I prodotti industriali, generalmente non puntano a rimuovere i depositi minerali sulle fibre dei 42


tessuti lavati, ma generano morbidezza lasciando sui capi una patina oleosa. La sensazione al tatto non è derivata da una maggiore pulizia, ma semmai da una maggiore quantità di sostanze, le quali sono la possibile causa di pruriti da allergia a questi componenti. In un celebre spettacolo teatrale, nel lontano ’92, il comico genovese Grillo paragonò questo meccanismo industriale, specialmente nei detersivi, al prendere biancheria sporca di mesi ed al verniciarla di bianco dicendo poi che è pulita… La metafora è forzata, ma rende l’idea! Le parti intime sono le più soggette a pruriti e reazioni allergiche, perché sono a contatto con i tessuti trattati da detersivi ed ammorbidenti, causa della possibile irritazione di pelli delicate e mucose. È importante inoltre considerare un effetto collaterale di questo processo. Gli ammorbidenti tradizionali, ad ogni lavaggio, cospargono dei propri componenti i capi che quindi necessitano di pulizia frequente. Ciò contribuisce a rovinare i panni lavati e ad ingiallire quelli bianchi. I detersivi naturali che si acquistano nei negozi bio e gli ammorbidenti come aceto ed acido citrico qui proposti, non inquinano e non rovinano i capi. Non sono dotati degli stessi profumi chimici dei detersivi industriali, ma ciò è un bene e non un male. Quando il bucato è pronto ed asciutto spesso profuma ancora dell’odore lasciato dai detergenti per lavatrice o dagli ammorbidenti industriali. Il condizionamento generico delle masse, in anni ed anni di utilizzo, è quello di associare tali profumi al pulito. In realtà essi possono coprire eventuali sgradevoli odori e quindi mascherare il bucato non perfettamente lavato.

Aceto come ammorbidente Per utilizzare l’aceto come ammorbidente è sufficiente usarlo direttamente nella vaschetta apposita al posto del prodotto industriale, adottandone le stesse dosi. Il detersivo non è “compatibile” con l’aceto e quindi è necessario separare i due liquidi. La lavatrice utilizzerà prima il sapone e poi dopo il risciacquo userà l’ammorbidente, secondo i più classici programmi. Nei detergenti, gli agenti chelanti, cioè le sostanze chimiche che si 43


legano ai metalli pesanti, si aggiungono ai tensioattivi per sequestrare principalmente ioni di magnesio e calcio, metalli alcalino-terrosi che uniti all’anione bicarbonato sono responsabili della formazione del calcare. I chelanti non sono biodegradabili e resistono per molto tempo legati ai metalli pesanti e contribuiscono al loro accumulo. Si trovano praticamente in ogni detergente industriale ed alla pelle non recano alcun danno, ma sono molto pericolosi per l’ambiente. Quando l’aceto laverà i capi, oltre ad ammorbidirli ed a igienizzarli, contribuirà a rimuovere i residui del sapone utilizzato. Il bucato ritirato finché bagnato potrebbe avere un minimo odore di aceto, che poi steso all’aria sparirà del tutto. (Quest’ultimo problema comunque non si trova nella ricetta dell’acido citrico). Anche in questo caso è possibile profumare l’ammorbidente con qualche goccia di olio essenziale, il cui impatto, pur garantendo un lieve odore, non sarà nemmeno lontanamente comparabile con quello relativo ai composti industriali. Chi sceglie questa opzione può miscelare in bottiglia 1 l di aceto con una trentina di gocce d’essenza. Le due sostanze rimarranno sempre separate e quindi sarà necessario agitare la bottiglia prima dell’utilizzo. È anche possibile riempire la vaschetta dell’ammorbidente di aceto bianco puro ed inserire nella stessa 5 gocce di olio essenziale. Un’ultima scelta può esser quella di preparare anticipatamente una bottiglia con 1 l di aceto bianco ed inserirvi petali di rosa o fiori profumati di lavanda filtrando poi il tutto dopo 2 settimane. L’aceto acquisirà un lieve profumo affine a quello del fiore scelto, come accade per l’alcool con i liquori. È ovviamente molto importante sapere che le piante utilizzate non devono esser state trattate con alcun tipo di componente chimico usato in agricoltura (pesticidi o veleni).

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Balsamo

Si scalda a bagnomaria la lecitina di soia e l’acqua demineralizzata

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alla crema ottenuta si addiziona l’olio a caldo

si aggiungono gli altri ingredienti e si miscela

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dopo aver mescolato si ottiene un prodotto omogeneo e liquido

si versa nel contenitore il balsamo pronto all’uso

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Gel ai semi di lino

Si mettono i semi di lino in pentola con acqua e li si scalda

si filtra il contenuto mediante colino o scolapasta

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se desiderate ottenere gel forte dovrete poi filtrarlo in tessuto

si aggiunge il miele e poi il limone

si inserisce infine il prodotto nel dispenser, pronto all’uso

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