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MonitoR magazine 2017

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RADIO VIDEO • MULTIMEDIA T I• TELEVISIONE T O L •O S E Z •I POST-PRODUZIONE O N E • AUDIO • ALTA FREQUENZA

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Rivista specializzata del broadcast • estate 2017 PUBBLICAZIONE DELLA DIGITAL TV MONITOR • MILANO • TEL. 02462526 • E-MAIL: INFO@MONITOR-RADIOTV.COM • INTERNET: WWW.MONITOR-RADIOTV.COM

Panasonic la nuova camera compatta cinematografica EVA 1 1

SMPTE tra 4K e IP

Muovere i primi passi con Avid

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3 Panasonic: la nuova camera compatta cinema EVA 1 estate 2017 Digital Tv MonitoR viale San Michele del Carso 13 20144 MILANO tel. (+39) 02462526 E-mail: info@monitor-radiotv.com

Siti internet http://www.convergenza.tv (in italiano) http://www.monitorradio.tv (in inglese)

9 SMPTE tra 4K e IP secondo Sky se

MonitoR Magazine è registrata al Tribunale di Milano n. 94 del 27.3.2015. Dir. resp. Enrico Callerio. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Non è permessa la riproduzione di testi e foto senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. Progetto grafico: Ago, Bollate (MI). Stampa: Pixartprinting srl Quarto d’Altino (VE)

Lo2staff Direttore responsabile: Enrico Callerio Condirettore tecnico: Mauro Baldacci Direttore editoriale: Enrico Oliva

12 Le regie portatili Datavideo

6 Tecnologia 4K Sony per Mediapro

Hanno collaborato: Costanza Zappa, Rolando Bertini, Dario Monferini, Maria Ronchetti,

17 Dalla produzione cinematografica alla riproduzione in UHD 4K, HDR

Nei siti della “convergenza” di MonitoR troverete tra gli altri contenuti: le emittenti radio tv in diretta nella rete da tutto il mondo (www.webcastitaly.com) il ‘Daily MonitoR’ quotidiano in inglese, italiano, spagnolo (www.dailymonitor.net)

23 Muovere i primi passi con Avid

7 Le reti radio DAB+ in Italia 8 Direttive europee sulla radio Digital Tv MonitoR P.IVA 09012230968

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Panasonic: la nuova camera compatta per il cinema AU-EVA 1 “Il sensore Super 35 5,7K dell’EVA1 offre quasi il doppio dei photosite rispetto al 4K” Panasonic svela i dettagli, tra cui prezzi e specifiche tecniche, relativi alla telecamera da cinema palmare 5,7K AU-EVA, presto in arrivo sul mercato. Presentata in anteprima a Cine Gear Expo, EVA1 sarà disponibile a partire dal prossimo autunno, con un prezzo di vendita consigliato di 7.290 €.

Le specifiche tecniche Tra le specifiche tecniche della nuova telecamera, Panasonic ha appena svelato la risoluzione in pixel di 5720 (orizz.) x 3016 (vert.) (pari a 17,25 milioni) e confermato la doppia impostazione ISO nativa (800 e 2.500) e 14 stop di gamma dinamica. “Il sensore Super 35 5,7K dell’EVA1 offre quasi il doppio dei photosite rispetto al 4K”, commenta Luc Bara, Cinema Product Manager di Panasonic Europe. “Ciò significa che i video in 4K registrati con la nuova telecamera risulteranno di una nitidezza cristallina, con informazioni colore straordinariamente ricche e dettaglia-

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te. Inoltre dalla linea VariCam l’EVA1 eredita l’esclusiva tecnologia del sensore con doppio ISO nativo, che consente di effettuare riprese in esterni in piena luce solare o in notturna senza compromettere la qualità dell’immagine. I 14 stop della gamma dinamica permettono inoltre di acquisire un’e-

norme varietà di dettagli dell’esposizione”. Il sensore di nuova concezione dell’EVA1 è di tipo Super 35 (24,60 x 12,97 mm) con risoluzione 5,7K. Grazie a una risoluzione attiva di 5720 x 3016 pixel, l’EVA1 offre più di 17,25 milioni di pixel, praticamente raddop-

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S E Z I O N E che agevolano durante l’esposizione la precisione dei mezzi toni dai chiari agli scuri. Nella produzione cinematografica, la capacità di acquisire colori accurati e toni dell’incarnato ricchi e precisi è indispensabile per ogni operatore. EVA1 facendo parte della gamma di telecamere cinematografiche VariCam, permette l’acquisizione di immagini in V-Log/V-Gamut, i quali sfruttano al meglio la gamma dinamica e il color gamut. Il V-Log ha una curva di log HDR, mentre il V-Gamut offre uno spazio colore persino più esteso di quello della pellicola che risponde alle specifiche dello standard BT.2020. EVA1 inoltre eredita naturalmente l’apprezzatissima colorimetria della gamma VariCam.

Leggera e compatta

4 piando gli 8,8 milioni del DCI in 4K (4.096 x 2.160). Partendo da una risoluzione nativa superiore, il sensore 5,7K fornisce un’immagine più dettagliata, se sottocampionata a 4K, UHD, 2K o persino 720p. Il maggior numero di colori riproducibili consentono di ottenere una maggiore qualità di immagine.

mette ai cine operatori di utilizzare meno o in maniera differente l’illuminazione sul set, risparmiando tempo e denaro e garantendo la più ampia scelta artistica all’operatore.

Colorimetria Varicam La EVA 1 ha 14 stop di dinamic range

Con un peso di appena 1,2 kg (solo la struttura), un fattore forma compatto, pari a 17 (A) x 13,5 (L) x 13,3 cm (P), e un’impugnatura rimovibile, l’EVA1 è ideale per efficienti riprese video manuali. Grazie alle proporzioni compatte, può essere montata su droni, gimbal rig o bracci jib che consentono movimenti complessi e tuttavia fluidi. Saranno inoltre disponibili numerosi punti di montaggio e Panasonic attualmente sta collaborando con produttori leader nel mercato degli accessori per aumentare ulteriormen-

Più informazioni senza alcuna degradazione Il doppio ISO nativo, caratteristica chiave delle telecamere VariCam, sfrutta un processo che consente di leggere il sensore in modo sostanzialmente diverso da ogni altro sistema precedente, riuscendo a estrarre più informazioni senza alcuna degradazione dell’immagine. Di conseguenza, la telecamera può passare dalla modalità standard a quella high sense senza aggiungere rumore o peggiorare il rapporto segnale disturbo. Grazie a queste caratteristiche AU-EVA1 per-

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T I T O L O te le possibilità di personalizzazione dell’EVA1. L’impugnatura regolabile in dotazione offre diversi comandi, tra cui menù, avvio/arresto della registrazione, diaframma e due pulsanti impostabili manualmente dall’utente. Lo schermo LCD di EVA1 è un touchscreen da 3,5”. Ciò consente di selezionare menù, regolare lo zoom dell’immagine e gestire la riproduzione in modo semplice e flessibile. Inoltre nello schermo è integrato un comando regolabile per la retroilluminazione, che include la modalità Power LCD per condizioni di visione più chiare.

Obbiettivi con attacco EF Riguardo agli obiettivi, la telecamera utilizza un attacco EF nativo, che consente agli operatori di accedere all’ampio ecosistema degli obiettivi EF, dove sono disponibili decine di obiettivi a fuoco fisso e zoom cinematografici, di svariati produttori. La stabilizzazione elettronica delle immagini (EIS) nella telecamera compensa le vibrazioni e consente movimenti fluidi per le riprese manuali. Altre caratteristiche sono il controllo completo del diaframma, la funzione One-Push Auto Focus e la visualizzazione dei dati dell’obiettivo. EVA1 presenta i filtri ND integrati a 2, 4 e 6 stop e permette un controllo del-

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l’esposizione estremamente preciso. Con EVA1, è anche possibile rimuovere l’IR Cut Filter dal sensore semplicemente premendo un pulsante. Grazie a questo controllo sul filtro a infrarossi sono possibili effetti fotografici e immagini notturne unici nel loro genere. I filtri ND e IR Cut a funzionamento elettronico supportano il controllo remoto wireless da smartphone e tablet. EVA1 è corredata da un’app di controllo remoto per tablet (iOS, Android) che permette di controllare la telecamera quando è montata su una gru o si trova in una postazione remota. Perfetta per gli operatori indie, l’EVA1 registra su schede SD pronte all’uso e a basso costo. Con due slot per schede SD è possibile acquisire riprese in modalità Simul REC (doppia registrazione simultanea) o Relay REC (registrazione continua). È inoltre disponibile la registrazione di singole immagini, che consente di creare video a singolo fotogramma per l’acquisizione Stop Motion. La telecamera supporta vari formati e velocità di compressione e offre file 4:2:2, a 10 bit, persino in 4K. Per la registrazione interna alla telecamera, sono supportate le acquisizioni in 4K (4096 x 2160), UHD (3840 x 2160), 2K (2048 x 1080), Full HD (1920 x 1080) e HD (1280 x 720). In un futuro aggiornamento del firmware, l’EVA1 offrirà la compressione ALL Intra per la registrazione all’interno della telecamera

e l’output RAW 5,7K nei registratori di terze parti.

Acquisizione ad alta velocità Per l’acquisizione ad alta velocità, l’EVA1 fornisce fino a 59,94 fps/50 fps per 4K/UHD, fino a 120 fps/100 fps per 2K/Full HD o fino a 240 fps/200 fps (area cropped). Al primo rilascio, le velocità bit disponibili varieranno da un minimo di 8 Mbps a un massimo di 1250 Mbps, a seconda della velocità di fotogrammi, della risoluzione e del codec. In un successivo aggiornamento del firmware, verrà aggiunta la registrazione a 400 Mbps.

Ingressi audio Dolby Quale strumento professionale all’avanguardia per la produzione video, l’EVA1 comprende varie funzionalità di imaging avanzate, tra cui Peaking, 5 espansione (zoom immagine), forma d’onda, Zebra e Spot Meter (Y-Get). Inoltre l’EVA1 sfrutta i riquadri di messa a fuoco – una matrice di quadrati verdi che aumentano di dimensioni quando la relativa area locale risulta nitida – per permettere agli operatori di ottimizzare il fuoco. La telecamera presenta due ingressi audio XLR bilanciati con codifica Dolby Audio™*. Le uscite video HDMI e SDI sono compatibili con il 4K e ciascuna è regolabile separatamente. Ciò permette di inviare segnali HD a dispositivi di terze parti (ad esempio un visore o un monitor) e di trasmettere il segnale 4K ad un registratore o un monitor esterno. L’EVA1 infine è dotata di funzionalità TimeCode standard. Per ulteriori informazioni sull’AU-EVA1:

http://business.panasonic.it/tele camere-professionali/AU-EVA1 MonitoR Magazine


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Sony installa la tecnologia 4K sulle unità mobili MEDIAPRO Il gruppo di comunicazione spagnolo MEDIAPRO, specializzato nella ripresa in diretta di grandi eventi sportivi in 6 tutto il mondo, ha scelto la tecnologia 4K più avanzata disponibile sul mercato, con un’ampia gamma di colori e HDR live. Sony installa la tecnologia 4K per la produzione di eventi sportivi sulle unità mobili MEDIAPRO MEDIAPRO, leader di settore nella fornitura di servizi tecnici per la produzione audiovisiva e la trasmissione satellitare, ha scelto la più avanzata tecnologia 4K di Sony per la produzione e la trasmissione dei programmi sportivi, equipaggiando le due più importanti unità OB della propria flotta. L’installazione della tecnologia 4K di Sony è stata portata a termine dai system integrator del gruppo MEDIAPRO. MEDIAPRO produce e distribuisce contenuti audiovisivi, gestisce e distribuisce eventi sportivi, produce film e contenuti interattivi, inoltre fornisce servizi di post-produzione. La società conta circa 4450 professionisti, distribuiti in 35 sedi in quattro continenti. Creata nel 1994, MEDIAPRO realizza più di 2500 produzioni ogni anno grazie alle proprie unità mobili e distribuisce eventi in alta definizione in tutto il

mondo. Attualmente il suo team partecipa alla produzione dei più importanti campionati di calcio e in particolare dei campionati sportivi di livello globale. In quanto leader nell’innovazione in campo audiovisivo a livello europeo, MEDIAPRO ha bisogno della tecnologia 4K più avanzata per poter realizzare produzioni live in HDR, in particolare per gli eventi sportivi. Le soluzioni tecnologiche di Sony offrono un utilizzo più efficiente delle risorse, una qualità delle immagini superiore e la produzione di eventi in remoto grazie alla connessione IP.

Per rispondere a tali esigenze, MEDIAPRO ha siglato un accordo con Sony Professional Solutions per la fornitura di attrezzature professionali 4K tra cui: • 33 telecamere 4K HDC-4300 • 3 sistemi di server live PWS-4500 per la produzione live 4K/HD con tecnologia IP • Switcher video 4K XVS-8000 • 2 monitor di riferimento OLED 4K TRIMASTER EL™ BVM-X300 da 30 • 1 monitor di visione OLED 4K TRIMASTER EL™ high-end PVM-X550 da 55

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I privati continuano l’estensione delle reti DAB+ in Italia Gli operatori nazionali privati continuano lo sviluppo delle proprie reti in tecnica digitale DAB+ su tutto il territorio da nord a sud. Le 10 maggiori aree metropolitane sono coperte con servizio indoor e outdoor come Catania, Palermo, Bari, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Genova, Torino e Milano. Entro la fine del 2017 si prevede di raggiungere l’80% della popolazione. E ora vediamo in dettaglio le ultime attivazioni: iniziamo da Eurodab Italia: nel sud ha attivato impianti a servizio in Sicilia della città di Trapani e provincia, in Sardegna sulla capitale Cagliari e dintorni, in Calabria è stato attivato

un nuovo impianto per la città di Cosenza, al nord ha attivato in Valle D’Aosta 3 nuovi impianti: uno all’in-

La progressione dell’estensione della rete DAB+ in Italia

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gresso della Bassa Vald’Aosta fino a Saint Vincent, uno da Saint Vincent fino alle porte di Aosta e il terzo sulla città di Aosta. Per quanto riguarda gli sviluppi della rete di diffusione di DAB Italia, dopo le ultime news di ottobre 2016, è stato attivato nel nord un nuovo impianto a servizio di Alessandria e provincia con il potenziamento del servizio autostradale; in centro Italia è attivo il primo impianto a servizio della Valle del Mugello, del tratto sulla A1 FirenzeBologna (Panoramica) ed è stato attuato il potenziamento di un impianto a servizio del tratto autostradale A1 a sud di Arezzo, sulla costa adriatica Pescara e limitrofi; nel sud Italia ora è servita la città di Benevento e la direttrice autostradale Napoli/Bari, in Sicilia 2 nuovi impianti, il primo a servizio di Messina, dello Stretto fino a Reggio Calabria sud, il secondo a servizio di Messina sud, Catania e lungo il litorale. Tutte le notizie sulla radio digitale in Italia a www.digitalradio.it

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Direttiva europea sulle apparecchiature radio (RED) La nuova direttiva europea sulle apparecchiature radio (RED) 2014/53/EU si applica a qualsiasi apparecchiatura 8 radio introdotta nel mercato europeo dal 13 giugno 2017. Con la nuova RED sia trasmettitori che ricevitori radio dovranno essere testati per verificare che le prestazioni siano conformi ai requisiti minimi di norma. Per dimostrare la conformità a RED, devono essere rispettati standard armonizzati.

Gli standard appropriati specificano i dettagli tecnici relativi alle diverse apparecchiature radio e ai possibili metodi di prova. Molti clienti sono ancora preoccupati per i nuovi requisiti e non sono sicuri di cosa hanno bisogno di fare. Il nuovo sito web R&S “Ready for RED?” fornisce informazioni base sulle direttive RED e presenta le soluzioni dei sistemi di test Rohde & Schwarz

Tutti i dettagli sul sito della Rohde & Schwarz a questo link: https://www.rohde-schwarz.com/it/informazioni-generali/red/red-over view/red-landingpage_231192.html

per dimostrare la conformità a diversi standard armonizzati. Mentre i sistemi di test “chiavi in mano” eseguono automaticamente tutti i requisiti di prova, ogni parametro del trasmettitore e ricevitore coperto dalle norme armonizzate può anche essere testato manualmente. Il sito verrà costantemente aggiornato con tipiche configurazioni di test che utilizzano un generatore di segnali, un analizzatore di segnali e relativi accessori per coprire ciascun parametro. Troverete, inoltre, ulteriori risposte alle domande più frequenti su RED.

The Daily MonitoR Italian Daily MonitoR El Daily MonitoR ogni giorno il quotidiano del broadcast www.dailymonitor.net

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SMPTE tra 4K e IP 9 Il centro di produzione Rai di Torino ha ospitato la nona edizione del seminario organizzato dalla sezione italiana dell’SMPTE sulle tecnologie emergenti. Com’era ampiamente prevedibile, i temi centrali affrontati durante la giornata sono stati il 4K e la transizione dalle infrastrutture di produzione SDI a quelle basate sul protocollo Internet (IP), ma si è parlato anche di audio e dei codec video di nuova generazione.

Il broadcaster pubblico L’intervento iniziale di Alberto Morello del Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica (CRIT) della RAI ha inquadrato perfettamente il punto di vista del broadcaster pubblico: la diffusione dei segnali televisivi in Italia è principalmente basata sul digitale terrestre e “mangiarsi un multiplex per trasmettere in 4K è come tornare ai tempi del PAL.” Secondo Morello, il vero salto di qualità per il telespettatore potrebbe essere costituito dalla combinazione dell’HDR (High

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Dynamic Range) con immagini in risoluzione HD che non stravolgerebbe più di tanto la loro trasmissione. Peccato solo che, come ha sottolineato lo stesso Morello, lo standard HDR utilizzabile per le trasmissioni in diretta, l’HLG (Hybrid Log Gamma) sviluppato congiuntamente da BBC e NHK, non preveda il supporto per lo spazio colore Rec.709 dei televisori HD e sia compatibile solo con i modelli UHD di nuova generazione, che supportano lo spazio colore Rec.2020. Morello ha poi accennato ai problemi dell’utilizzo del codec HEVC legati ai brevetti detenuti dalle diverse aziende che hanno partecipato al suo sviluppo, argomento che è stato ripreso in seguito dalla rappresentante della Sisvel, Alessandra Mosca, mentre all’altro relatore del CRIT, Giorgio Dimino, è andato il compito di entrare più nel dettaglio degli standard per la UHD. In particolare,

Dimino ha evidenziato le differenze fra i due metodi di gestione delle immagini HDR previsti dallo standard BT.2100, Perceptual Quantization (PQ) e Hybrid Log Gamma (HLG). Il primo è stato inizialmente proposto da Dolby per l’ambiente cinematografico e richiede interventi di color correction difficili da gestire per le trasmissioni in diretta al contrario dell’HLG che, oltretutto, garantisce un certo livello di retro compatibilità con i TV non HDR. Per quel che riguarda gli spazi colore, Dimino ritiene che l’impatto del Wide Color Gamut (WCG) basato sul Rec.2020 non sia poi così sconvolgente per il telespettatore poiché il Rec.709, già utilizzato per


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l’HD, copre sufficientemente bene i colori naturali e solo con immagini sintetiche è possibile apprezzarne la maggiore estensione. La BT.2100 prevede poi la possibilità di trasmettere video High Frame Rate (HFR) fino a 100/120 Hz, valore che permetterebbe di ottenere una migliore nitidezza con soggetti in movimento, ma in questo caso il problema è rappresentato dal fatto che oggi non esistono TV capaci di riprodurre video HFR. Per garantire la compatibilità con i TV a 50 Hz, per Dimino una strategia utilizzabile è quella di trasmettere il video HFR con differenti identificatori per i frame pari e dispari, in modo che il televisore sia in grado di distinguerli e riprodurre solo quelli necessari, con il risultato però di ottenere una certa scattosità 10 delle immagini. Anche sul fronte della produzione, sono ancora diversi i problemi da risolvere per adattare la famiglia di standard SDI al supporto per HDR e WCG e ci vorrà almeno un anno prima che la situazione sia definita. Al momento, il trasporto di video HDR su SDI “va gestito manualmente, le produzioni HDR sono in qualche modo artigianali”, ha detto Dimino. I rappresentanti di Mediaset, Marco Gorni e Stefano Braghieri, hanno descritto poi gli sviluppi in tema di TV non lineare e servizi interattivi. Sorvolando sull’intervento di Gorni che ha riguardato il processo di sviluppo di un nuovo servizio Mediaset, Bragheri ha fatto un po’ la storia degli standard per la TV interattiva, dal non compianto mhp comparso nel 1997 e che ha emesso il suo “ultimo vagito nel 2015”, quando la Confindustria Radio Televisioni ha deciso di adottare lo standard HbbTV, più diffuso a livello internazionale. L’unico problema per l’Italia è che il parco di terminali mhp è stimato in oltre sei milioni

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con una previsione di sostituzione nell’arco di tre o quattro anni, per cui i due standard sono destinati a coesistere ancora per un po’ e chi sviluppa servizi interattivi dovrà tenerne conto. I vantaggi della transizione da SDI a IP sono stati evidenziati da Enzo Paradisi di Sky Italia per il quale il valore aggiunto in termini di flessibilità dell’IP è oggi tangibile solo per alcune applicazioni specifiche, come l’allestimento di un nuovo canale tematico, realizzabile in poche ore, o per la gestione del disaster recovery, struttura per la quale un unico centro di backup può essere in grado di gestire più centri di produzione, con ovvi vantaggi dal punto di vista economico. Si è poi tornati a parlare di UHD con Cristiano Benzi di Eutelsat che ha descritto le produzioni finora realizzate con la RAI (Europei di Calcio 2016 trasmessi da TivuSat) e il Centro Televisivo Vaticano (Cerimonia di apertura della Porta Santa trasmessa in tutto il mondo).

John Ive, Director Strategic Insight della IABM (International Association for Broadcast & Media technology suppliers), ha presentato diverse ricerche di mercato svolte a livello mondiale che delineano le strategie dei broadcaster per i prossimi anni. Cresce l’interesse verso l’impiego di tecnologie IP, accompagnato però dal

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S E Z I O N E stazioni, sia dal punto di vista legale. In breve, il codec HEVC è oggi la miglior scelta possibile in termini qualitativi, ma occorre fare i conti con le associazioni che ne detengono i brevetti: alle due iniziali, se ne è recentemente aggiunta una terza e altre aziende non hanno ancora rivendicato la paternità dei propri brevetti. Il codec HEVC avrà come successore il Future Video Codec (FVC), ancora in fase embrionale di sviluppo da parte del Joint Video Exploration Team (JVET), fondato dall’unione fra i gruppi di lavoro dell’ITU e dell’MPEG. Se tutto procede secondo i piani, il codec FVC sarà standardizzato nel 2020.

fatto di dover mettere in maggior sicurezza le proprie reti informatiche per difendersi da eventuali, e sempre più probabili, attacchi degli hacker. Oltre il 50% degli intervistati considera la possibilità di trasmettere video immersivi (VR, Virtual Reality), ma non sono certi di poterne trarne vantaggi economici. Per quel che riguarda l’UHD, il 10% dichiara di averla già lanciata, ma solo un altro 22% prevede di iniziare a trasmettere video UHD nei prossimi due o tre anni e c’è molta incertezza su quale sia la migliore infrastruttura da adottare, anche se l’IP prevale sul più collaudato SDI. Lo stato dei lavori dell’SMPTE sugli standard IP è stato illustrato da Alfredo Bartelletti, presidente della sezione italiana. Lo standard ST2110 è oramai in dirittura d’arrivo come si è visto anche in occasione del NAB, con diversi fabbricanti che hanno presentato dispositivi che lo supporteranno, ma ci vorrà ancora qualche anno perché tutti i pezzi necessari vadano al loro posto. Il successivo intervento di Angelo D’Alessio ha riguardato la Quality of Experience (QoE) ovvero come stabilire il livello ottimale di qualità visiva e uditiva tenendo conto non solo di fattori oggettivi, determinabili strumentalmente, ma anche di fattori sociali e psicologici del pubblico destinato alla fruizione dei contenuti multimediali. Della qualità audio, con particolare

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riguardo all’esperienza cinematografica, si è occupato anche Federico Savina, docente del CSC (Centro Sperimentale di Cinematografia). Savina ha evidenziato come il fatto che la maggior parte degli introiti di un film non provenga più dalle sale abbia modificato il modo in cui viene realizzata la colonna sonora, dando sempre maggiore importanza a mezzi di fruizione non certo capaci di riprodurre quella finezza dei suoni tipica di una buona sala cinematografica. I lavori del seminario SMPTE si sono conclusi con l’intervento di Alessandra Mosca della Sisvel che ha descritto la situazione attuale e lo stato di avanzamento dello sviluppo dei nuovi codec video, sia dal punto di vista delle pre-

L’alternativa royalty-free, sviluppata da Google, è oggi costituita dal codec VP9 impiegato soprattutto per la distribuzione di video anche da Netflix e YouTube, ma che non raggiunge la stessa qualità visiva dell’HEVC a parità di bitrate. Superare questo limite è l’obiettivo che si è posta l’Alliance for Open Media con il codec AOMedia Video 1 (AV1), basato sull’evoluzione del VP9. Il codec AV1 dovrebbe veder 11 la luce entro l’anno: i primi risultati sono promettenti, anche se, in termini di efficienza, i miglioramenti rispetto all’HEVC non sono poi così rilevanti. Resta il vantaggio per il codec AV1 dell’essere royalty-free, ma la rappresentante della Sisvel, azienda che si occupa della gestione delle licenze d’uso dei brevetti, ha espresso qualche dubbio in merito.


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Le regie portatili di Datavideo Studiati per le diverse esigenze di produzione video, i GoKit della Datavideo racchiudono tutto (o quasi tutto) il necessario per la realizzazione delle riprese di eventi in diretta a costi contenuti. Distribuiti in Italia da Videosignal. Tutti i dispositivi necessari, cavi di collegamento compresi, sono contenuti in robuste borse rigide con interni sagomati che garantiscono la loro protezione durante il trasporto. Al massimo, quel che manca è un monitor da utilizzare come multiviewer, necessario ad esempio con il SE-650 Record GoKit comprendente il mixer audio/video SE-650 a quattro canali FullHD (due HD-SDI e due HDMI) e il registratore HDR-1 in formato MP4. Utilizzando questo kit in abbinamento con il 2 Camera GoKit, contenente due telecamere robotizzate PTC-150 e

la relativa unità di controllo remoto RMC-180, si ha a disposizione quel che serve per la ripresa di meeting aziendali, lezioni o conferenze. Tre camere robotizzate – in questo caso le PTC-150T che offrono la connettività HDBaseT, oltre alle uscite HD-SDI e HDMI – fanno parte del 3 Camera GoKit da utilizzare con la regia mobile HS-1500T, una delle novità della Datavideo presentate all’ultimo NAB. In un involucro dotato di maniglia per il trasporto è contenuto sia un monitor da 17 pollici con funzionalità di multiviewer, sia un mixer video con tre ingressi video HDBaseT e un ingresso HDMI, quest’ultimo utilizzabile per la gestione di titoli e grafica. Il collegamento delle telecamere PTC-150T alla regia mobile richiede un unico cavo Ethernet Cat6 con lunghezza massima di 100 metri che for-

nisce anche l’alimentazione necessaria per il loro funzionamento, oltre a trasportare il video HD. La regia mobile HS-1500T integra i comandi necessari per il controllo a distanza delle telecamere, compresa la memorizzazione delle diverse inquadrature, permettendo quindi a un unico operatore di gestire tutta la produzione. L’impiego di quattro telecamere virtuali per riprese HD è poi possibile con il KMU GoKit che include il processore video KMU-100 e una box camera BC-200 con risoluzione 4K fino a 30p dotata di zoom 12x e uscita HDMI. Il KMU-100 accetta in ingresso segnali HDMI, 12/6/HD-SDI e permette di definire fino a quattro diverse porzioni del video ripreso in UHD dalla telecamera, inquadrature che possono essere stabilite con il controller RMC-185, incluso nel kit. Con una

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T I T O L O sola telecamera è quindi possibile, ad esempio, riprendere l’intero palco di un concerto e i primi piani dei singoli musicisti, gestendo anche eventuali zoom o pan all’interno dell’inquadratura in UHD. Il processore KMU-100 dispone di due ingressi per telecamere 4K ed è quindi possibile avere a disposizione fino a 8 telecamere virtuali, ognuna delle quali ha una propria uscita 3G-SDI per il collegamento alle regie mobili Datavideo, HS-1200 con sei ingressi HD-SDI o HS-2850 con 12 ingressi, sempre HD-SDI. Infine il Replay GoKit include i dispositivi necessari per la gestione di un canale di replay con funzionalità di moviola al rallentatore: l’HDR10 Highlight Replay Recorder, il replay controller RMC-400 e il convertitore DAC-8P per la conversione da HD-SDI

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a HDMI, che permette di utilizzare un economico monitor con ingresso

HDMI per la visualizzazione delle immagini.

Apple rasserena sviluppatori e professionisti L’azienda di Cupertino ha scelto la World Wide Developer Conference (WWDC), l’evento annuale dedicato agli sviluppatori di software, per presentare gli aggiornamenti hardware degli iMac e annunciare prodotti specifici per il settore professionale. Negli ultimi tempi, Apple ha dato

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maggior importanza ai prodotti basati su iOS, iPhone e iPad, e ai portatili, settori dai quali ricava i maggiori profitti, trascurando il settore dei computer desktop. Il precedente aggiornamento della linea iMac risale all’ottobre del 2015 mentre il più recente Mac Pro, tuttora in commercio, fu pre-

sentato due anni prima, nel 2013. Questi ritardi hanno fatto dubitare molti professionisti del video e dell’audio sul futuro dei Mac, spingendoli a guardare altrove. Il messaggio che viene dalla WWDC è che Apple non sembra voglia abbandonare il settore professionale: la nuova linea iMac, già in vendita, si avvale di processori Intel di ultima generazione, schede grafiche più potenti e connettività Thunderbolt 3 a 40 Gbps, stessi aggiornamenti riservati ai nuovi MacBook Pro. Gli iMac da 21,5 pollici, con l’esclusione del più economico, integrano uno schermo con risoluzione 4K mentre la risoluzione dello schermo è di 5K per i modelli da 27 pollici, tutti con supporto per lo spazio colore DCI-P3. Prevista invece per il mese di dicembre la disponibilità dell’iMac Pro, una vera e propria workstation grafica nascosta dietro a uno schermo da 27 pollici con risoluzione 5K e luminosità

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di ben 500 nit, valore elevato ma insufficiente per il video HDR, lavorazioni per le quali sarà necessario utilizzare un monitor esterno collegato a una delle quattro porte Thunderbolt 3 di cui è dotato. L’iMac Pro potrà essere configurato con processori Xeon a 8, 10 o 18 core e memoria RAM da 32 a 128 GB. La versione base sarà dotata di un’unità SSD da 1 TB e di un processore grafico Radeon Pro Vega 56 con 8 GB di memoria, il tutto per un costo che partirà da circa cinquemila euro. Apple ha inoltre annunciato che sta lavorando a un nuovo Mac Pro interamente riprogettato: per ora si sa soltanto che dovrebbe avere un design modulare mentre non è stata fissata alcuna data per la sua disponibilità, il che lascia presumere che ci vorrà almeno un anno prima che veda la luce. Sembra proprio che Apple voglia entrare nel Guinness dei primati con l’attuale Mac Pro, il computer più longevo della storia dell’informatica.

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OWC ha fatto tredici Con il Thunderbolt 3 Dock della OWC si possono avere a disposizione le possibilità di connessione che mancano ai più recenti MacBook Pro della Apple. Con la nuova serie di portatili professionali presentata lo scorso anno da Apple, sembra di essere tornati indietro di più di venti anni, ai tempi dei PowerBook Duo, una linea di portatili molto leggeri e compatti – almeno per i parametri di quegli anni – che però necessitava di una base esterna (dock) per poter collegare un hard disk o un monitor. L’idea era di offrire un computer con ottime doti di portabilità e

garantire al tempo stesso le funzionalità richieste da una postazione di lavoro fissa. Una situazione per certi versi simile si presenta oggi con i MacBook Pro lanciati alla fine dello scorso anno: le uniche possibilità di connessione con dispositivi esterni sono le porte Thunderbolt 3 (USB-C), capaci di offrire un transfer rate massimo di 40 Gbps e utilizzabili anche per la ricarica delle batterie del portatile. Peccato però che, al momento, questa interfaccia sia utilizzata unicamente da alcune unità di storage più recenti e da una manciata di monitor. Per tutti gli altri

dispositivi, anche solo per collegare una chiavetta USB standard o un monitor dotato di ingressi HDMI o DisplayPort, è necessario utilizzare un adattatore. La stessa Apple ne propone diversi: il più economico è l’adattatore da USBC a USB (25 euro) mentre per collegare un monitor o un videoproiettore con ingresso HDMI serve un adattatore che costa 79 euro. Da notare poi che la Thunderbolt 3 non è retro compatibile con le precedenti versioni per cui anche per collegare un dispositivo Thunderbolt 2 è necessario un adattatore (altri 59 euro) che non permette però di collegare monitor con ingresso DisplayPort. Al di là del costo degli adattatori, non certo un problema per chi è disposto a spendere qualche migliaio di euro per avere un portatile con il logo della mela morsicata, è la praticità che lascia parecchio a desiderare, specialmente per quanti utilizzano il portatile anche nel proprio studio, oltre che in esterni. Proprio per questo motivo, diversi produttori hanno presentato adattatori esterni che integrano possibilità di

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T I T O L O connessioni multiple: la soluzione proposta da OWC con il Thunderbolt 3 Dock mette a disposizione ben 13 porte, tutte (o quasi) quelle necessarie per sfruttare al meglio le potenzialità dei nuovi MacBook Pro. Il dock della OWC si collega al portatile tramite il cavo Thunderbolt 3 fornito in dotazione e può essere utilizzato anche per la ricarica della batteria; la potenza disponibile per la ricarica è di 60 watt, inferiore a quella dell’alimentatore fornito con il MacBook Pro da 15 pollici utilizzato per la prova, che ha quindi richiesto un tempo leggermente superiore per la ricarica completa. Sul frontale del dock sono presenti uno slot per schede SD, il jack per l’audio stereo analogico e una porta USB 3.1. Altre quattro porte USB 3.1 sono presenti sul retro, insieme a tutte le altre: S/PDIF per l’uscita audio digitale, Firewire 800, Gigabit Ethernet, mini DisplayPort e due Thunderbolt 3, una delle quali da utilizzare per il collegamento al MacBook Pro. Manca soltanto una porta Thunderbolt 2, necessaria soprattutto per chi possiede già unità di storage con questa interfaccia, mentre la Firewire 800 permette il collegamento diretto di un discreto numero di interfacce audio. Al dock della OWC si possono collegare contemporaneamente due monitor con risoluzione fino a 4K e 60p, uno dei quali può essere dotato di ingresso DisplayPort, ma se si volesse utilizzare un monitor o un videoproiettore con ingresso HDMI è necessario servirsi comunque di un adattatore e quello Apple limita la frequenza di scansione a 30 Hz per la risoluzione UHD. Nel complesso, il Thunderbolt 3 Dock della OWC si dimostra comunque una soluzione più che valida per allestire una postazione fissa alla quale è possibile collegare un MacBook Pro di ultima generazione: un solo cavo è sufficiente per avere immediatamente accesso a unità di storage, monitor e altri dispositivi. OWC sta completando l’iter di certificazione del dock e la commercializzazione è prevista entro il mese di giugno a un prezzo che dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 euro.

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Imagine dimostra la versatilità dell’IP Studiato per i centri di produzione video basati in tutto o in parte su reti IP, il Selenio Network Processor (SNP) può essere riprogrammato all’istante per svolgere diverse funzioni. Anche se lo standard SMPTE 2110 per il trasporto del video su reti IP è ancora in fase di definizione, anche Imagine Communications ha presentato al NAB una serie di prodotti che lo supporteranno. Tra questi, merita una segnalazione particolare il Selenio Network Processor (SNP), un dispositivo con l’ingombro di 1 RU che integra quattro blocchi per il trattamento dei segnali, ognuno dei quali può svolgere una differente funzione che può essere modificata al volo. Oltre alle capacità di trattamento dell’audio e alla sincronizzazione e timing dei segnali IP, l’SNP può gestire la conversione tra spazi colore e il ridimensionamento da HD a UHD e viceversa, con supporto per il video HDR (High Dynamic Range). Le funzionalità di gateway per infrastrutture ibride SDI-IP sono rese possibili dalla presenza di 32 connettori HD-BNC per ingressi e uscite SDI (otto dei quali 12G-SDI) e dalla connettività ridondante per reti Ethernet fino a 100GbE che permette di gestire fino a otto segnali UHD non compressi su un singolo cavo. La connettività in reti 100GbE evita la compressione dei segnali UHD, preservando la qualità delle immagini e riducendo la latenza del sistema. Il supporto per gli standard ST2022-6 e ST2110 garantisce la compatibilità con altre soluzioni IP, compresi naturalmente il multiviewer EPIC MV e il playout modulare Versio della stessa Imagine Communications. “Il Selenio Network processor mette a

disposizione dei nostri clienti la tecnologia necessaria per la transizione dei loro centri di produzione a un modello ibrido SDI-IP o a infrastrutture interamente IP, orientando al tempo stesso le loro attività in modo da integrare perfettamente nuove tecnologie e aggiungere nuove funzionalità richieste dalla dinamica del mercato” ha dichiarato Mark Senecal, vice presidente di Imagine Communications. “Questo è il potere che l’IP dà alle produzioni in diretta e i nostri clienti se ne stanno rendendo conto.”

Le telecamere connesse di Panasonic L’azienda giapponese sembra credere in un brillante futuro per lo streaming video, almeno a giudicare dagli annunci fatti al NAB di Las Vegas. La collaborazione con due tra i maggiori fornitori di servizi per lo streaming video su reti cellulari, LiveU e TVU Networks, si concretizza con un aggiornamento gratuito del firmware per i camcorder AVC-Ultra con con-

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nettività IP (AJ-PX5000G, AJ-PX800, AJ-PX380 e AJ-PX270). Grazie al protocollo di streaming live di Panasonic, il bitrate può essere dinamicamente regolato in modo da ottimizzare la velocità di trasmissione in funzione della banda disponibile sulla rete cellulare. Con entrambe le soluzioni di streaming, l’operatore può monitorare lo stato del collegamento direttamente nel mirino. Per le telecamere robotizzate Pan-TiltZoom (PTZ) di Panasonic sarà invece 16 disponibile a breve un’applicazione per iPad Pro, LiveCTRL, che permetterà sia il loro controllo remoto, sia lo streaming del video verso le piattaforme social, come Facebook Live. La versione gratuita permetterà il controllo di un’unica telecamera PTZ o di un camcorder AJ-PX270, mentre con quella a pagamento sarà possibile controllare fino a quattro telecamere, commutarne i segnali e sovrapporre grafica e titoli al video. Sempre in tema di telecamere PTZ, Panasonic ha presentato la AW-HR140 con uscita SDI selezionabile fino a 1080p60, destinata all’impiego in esterni, grazie all’involucro a tenuta stagna. La telecamera impiega sensori 3MOS fullHD da 1/2.86” e l’ottica è uno zoom stabilizzato 20x. È stato poi lanciato ufficialmente al NAB il sistema per le riprese a 360 gradi in 4K a 30p presentato sotto forma di prototipo all’ultimo IBC, composto dal corpo con le telecamere AW-360C10 e dall’unità di base AW-360B10. Il sistema è in grado di generare video a 360 gradi in formato equirettangolare 2:1, unendo le immagini riprese da quattro telecamere. I

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punti di giunzione sono variati continuamente, per evitare possibili distorsioni di soggetti che si muovono in corrispondenza di quei punti. Il funzionamento del sistema può essere controllato con un PC o un tablet anche in Wi-Fi.

FileCatalyst si affida a VideoSignal FileCatalyst, un pioniere premiato con gli Emmy® per il trasferimento di file si affida per l’Italia alla partnership con Video Signal. Situato ad Ottawa, in Canada, pioniere nel trasferimento di file gestiti, Unlimi-Tech è il creatore di FileCatalyst, vincitore di un premio Emmy® per la soluzione di trasferimento di file accelerata. Fondata nel 2000, l’azienda ha più di mille clienti nel Media & Entertainment, energia e miniere, di gioco, e la stampa, tra cui molte aziende Fortune 500, nonché le

organizzazioni militari e governative. FileCatalyst è una piattaforma software progettata per accelerare e gestire i trasferimenti di file in modo sicuro e affidabile. FileCatalyst è immune agli effetti che la latenza e perdita di pacchetti puo’ avere sui metodi di trasferimento di file tradizionali come FTP, HTTP, o CIFS. Le organizzazioni globali utilizzano FileCatalyst per risolvere i problemi relativi a trasferimento di file, tra cui la distribuzione di contenuti, la condivisione di file e backup offsite. FileCatalyst Workflow è un portale web per tutte le esigenze di trasferimento dei file. Semplifica lo scambio di file e aumenta la produttività agevolando la presentazione, la distribuzione e il flusso di lavoro di condivisione di file sul web. Il flusso di lavoro di FileCatalyst combina tre flussi di lavoro di trasferimento di file gestiti in rete: la presentazione, la distribuzione e le cartelle in linea. FileCatalyst Direct è una suite di applicazioni server e client che accelera i trasferimenti di file point-to-point a velocità fino a 10 Gbps. FileCatalyst utilizza una tecnologia di trasferimento dei file brevettata basata su UDP che supera le problematiche di trasferimenti di file lenti causati da problemi di rete, quali la latenza e la perdita di pacchetti. FileCatalyst Central è un’applicazione web utilizzata per monitorare e gestire l’intera distribuzione di FileCatalyst di un’organizzazione. Central consente agli amministratori di visualizzare i trasferimenti in tempo reale, vedere le cronache delle transazioni, gestire o monitorare gli allarmi, gestire i nodi e avviare trasferimenti nodo-server. www.videosignal.it

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Dalla produzione cinematografica alla riproduzione in UHD 4K e HDR Samsung Electronics Italia e Diego Panadisi, Executive Producer dell’azienda italiana “Why Worry Production”, raccontano come l’innovazione tecnologica renda un contenuto cinematografico perfettamente fruibile anche a casa propria Samsung Electronics Italia e l’azienda italiana di produzione cinematografica “Why Worry Production” hanno un aspetto che li accomuna: l’innovazione tecnologica. La prima lavora costantemente per offrire ai consumatori prodotti sempre più all’avanguardia, mentre la seconda si è fatta strada a Hollywood grazie all’innovazione nel campo cinematografico, come azienda italiana al passo con i tempi, al pari delle grandi realtà internazionali. Nessun altro meglio di queste due realtà può spiegare il percorso che parte dalla produzione di contenuti, passa dalle sale cinematografiche e arriva a casa dei consumatori, che possono fruire di contenuti cinematografici comodamente seduti sul divano di casa propria, senza nulla da invidiare alla risoluzione e all’audio del

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S E Z I O N E grande schermo grazie a prodotti tecnologici sempre più all’avanguardia. Tutto parte dalla creazione del film, in questo caso “Independence Day – Rigenerazione”, disponibile in DVD, Blu-ray™, Blu-ray 3D™ e 4K Ultra HD™ distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, in cui l’azienda italiana “Why Worry Production” ha giocato un ruolo di rilevante importanza creando gli effetti speciali di alcune scene della pellicola di fantascienza americana. Un lungo e impegnativo lavoro iniziato a settembre 2015, con la pre-visualizzazione, ovvero la creazione a computer di scene che riescano a dare un’idea della versione finale, una sorta di bozzetto dal quale partire e finito con il lavoro di animazione del logo di Centropolis, la casa di produzione di Roland Emmerich, regista del film.

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“È stato un entusiasmante ma durissimo lavoro di otto mesi, durante i quali eravamo fisicamente a Roma, sede dell’azienda, ma mentalmente a Hollywood, lavorando con il fuso americano per riuscire a esaudire le richieste in maniera immediata” spiega Diego Panadisi, Executive Producer dell’azienda italiana. “Siamo orgogliosi che il nostro lavoro abbia contribuito alla creazione di un film di fantascienza veramente impattante a livello di immagini e di suono e siamo soprattutto consapevoli del fatto che oggi, grazie all’innovazione tecnologica, i contenuti cinematografici siano facilmente fruibili in modo ottimale anche nell’ambiente domestico. È fondamentale ricreare l’ambientazione del film anche fuori dal grande schermo”. Grazie alla tecnologia Quantum Dot dell’SUHD TV Samsung KS9500, all’audio Dolby Atmos della Soundbar HW-K950 e a prodotti come il lettore Blu-Ray UHD 4K UBD-K8500, è oggi infatti possibile ricreare una vera sala cinema a casa propria, per vedere film come Independence Day comodamente seduti sul proprio divano senza perdere l’effetto coinvolgente che ha caratterizzato fino a oggi solo l’esperienza cinematografica. Attraverso la fruizione del film in lingua originale

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T I T O L O con audio Dolby Atmos si può essere avvolti da un suono senza precedenti, ancora più coinvolgente di quello presente al cinema, mentre grazie al lettore Blu-Ray le immagini sono ancora più spettacolari, con una gamma dinamica di sfumature più ampie rispetto al grande schermo. “Ci impegniamo da sempre nel garantire ai consumatori esperienze indimenticabili attraverso l’innovazio-

Fatturato pubblicitario in radio: secondo FCP-Assoradio a giugno è +8.9% rispetto a giugno 2016

L’ Osservatorio Fcp-Assoradio ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Giugno 2017. I dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari a +8,9% nel mese di giugno 2017 rispetto al corrispettivo 2016. Il dato corrisponde ad un fatturato totale di 33,335 milioni di euro. “ Le rilevazioni dell’ Osservatorio FcpAssoradio evidenziano per il mese di giugno un significativo progresso degli investimenti pubblicitari pari al +8,9%” , ha commentato il presidente Fcp-Assoradio, Fausto Amorese. ” La radio chiude così il primo semestre dell’ anno con una brillante progressione del +5,0%. Se consideriamo soltanto l’ ultimo quarter, rispetto al 2016 il fatturato sale in maniera ancora più rilevante: +9,3%. Le performance degli ultimi tre anni, la capacità di MonitoR Magazine

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ne tecnologica che caratterizza i nostri prodotti” commenta Francesco Leveque, direttore marketing Audio Video di Samsung Electronics Italia. “Siamo molto felici di ospitare qui oggi Diego Panadisi, rappresentante di questa azienda tutta italiana che permette di tenere alto il valore del nostro Paese nel mondo. Un’ulteriore prova di quanto sia importante mettere la tecnologia a disposizione dei

fare sistema di editori e concessionarie, la discontinuità che tuttora caratterizza il mercato pubblicitario e gli investimenti in aumento di alcuni settori di riferimento, testimoniano una crescita organica e continuativa del mezzo. I settori merceologici che trainano la crescita sono automobili, distribuzione, moto/veicoli, mentre finanza/assicurazioni e servizi professionali sono sotto performanti rispetto all’ anno precedente” .

Trilogy si rinnova

Il nuovo Mentor RG della Trilogy genera sincronismi video, audio e timecode per l’ utilizzo broadcast con una stabilità estremamente accurata, disponibile anche con sistema GPS. Si tratta di un master sync da 1RU , che genera segnali test e di clock per sistemi misti SDI e IP. Include IEEE-1588 PTP oltre i tradizionali Black Burst e Tri-Level sync. Lo strumento può essere opzionato con un’ an-

consumatori per poter far apprezzare loro il grande lavoro di queste aziende non solo al cinema, ma anche attraverso la home-experience. Il film Independence Day – Rigenerazione, è il perfetto esempio di come un film di fantascienza, caratterizzato da spettacolari effetti speciali, possa oggi, grazie alla tecnologia, essere apprezzato a pieno anche sul piccolo schermo”.

tenna GPS per generare un timecode che viene poi trasmesso ad un sistema di automazione mission-critical. Per una completa ridondanza vengono utilizzati 2 Mentor RG e un changeover. Il modello di base Mentor RG include uscite di sincronismo Black Burst e Tri-Level, segnali black SD-SDI, word clock e AES silence. I vari software opzionali consentono le funzionalità di test pattern e segnali di test audio, nonché segnali di riferimento PTP NTP e IEEE-1588 su Ethernet. Altre opzioni includono LTC in e out con timecode VITC e DVITC, che possono essere visualizzati sui segnali di test pattern. Le schede opzionali aggiungono ulteriori uscite di sincroniz- 19 zazione Tri-Level, uscite HD-SDI che includono segnali 3G, connessioni GPS e AES sbilanciati. Il Mentor RG può essere configurato dal pannello frontale, che dispone di una barra alarm o via browser web. Il software di controllo (Vector) rende più facile regolare e salvare ogni parametro e impostazioni individuali per tutti i segnali, inclusi i controlli GPS e PTP. È possibile creare, salvare e copiare più configurazioni tra Mentor RG. Gemini è il nuovo Trilogy intercom/matrix basato su IP con più canali DSP, più canali per le telecamere e una funzionalità avanzata del pannello anteriore. Il sistema a matrice intercom Gemini è flessibile comunica in tempo reale e dispone di funzionalità integrate IP insieme alle tradizionali interfacce su circuiti a 4 fili, pannelli, telefonia, AES / MADI, IP e SIP per analogico o soluzioni IP. Gemini supporta una vasta gamma di pannelli tra cui desktop e rack mount., pannelli con tasti touchscreen e i pannelli virtuali per smartphone e tablet.


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Il sistema Gemini può essere configurato a partire da 8 fino a 32 porte all’ interno di una singola matrice 2RU ed esteso fino a 8 matrici con 256 porte tramite il duplice anello ridondante di connettività che fornisce prestazioni di qualità con latenza quasi zero. L’ anello ridondante garantisce che non ci sia nessun punto di guasto per ottenere la massima affidabilità del sistema. La connettività IP integrata consente un’ espansione illimitata del sistema per dimensioni o localizzazione geografica utilizzando LAN, WAN e collegamenti via satellite. Il Gateway, software di configurazione di Trilogy, fornisce una capacità illimitata per configurare, modificare e salvare più database per soddisfare qualsiasi esigenza oper20 ativa. Gli utenti possono impostare i parametri di sistema in base alle proprie esigenze e preferenze, dal cambiamento all’ assegnazioni dei tasti, alla regolazione del livello audio o la riconfigurazione estesa di un’ intera rete.

Il Gateway può operare off-line per creare configurazioni per la matrice oppure on-line per consentire modifiche in tempo reale durante la diretta, ad esempio la regolazione dei livelli audio durante una produzione senza ripristinare l’ intero sistema.

Ogni singolo Gemini ha un’ utilità basata su un browser che permette agli utenti autorizzati l’ accesso remoto a tutte le funzioni di ingegneria e manutenzione, consentendo al sistema il controllo dello stato e il monitoraggio dovunque l’ operatore abbia un accesso IP.

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Evertz rinnova i flussi di lavoro IP L’azienda canadese presenta una serie di prodotti che espandono le funzionalità della propria soluzione Software Defined Video Networking (SDVN). L’infrastruttura IP della Evertz può vantare oltre 80 installazioni operative dal suo lancio avvenuto nel 2014 e in questi anni l’azienda canadese ha sempre lavorato in stretto contatto con i broadcaster per sfruttarne pienamente le capacità e i vantaggi. Il supporto per il futuro standard SMPTE 2110, nuovi dispositivi con porte 25 GbE e piattaforme evEDGE più potenti espandono le capacità della soluzione SDVN. Tra le numerose novità presentate da Evertz merita una segnalazione particolare l’Universal On-ramp IP Gateway 570ITXE per la ricezione di stream video compressi o non compressi e la

loro codifica multipla in H.264 e JPEG2000. La codifica in HEVC (oltre che H.264) è offerta dall’encoder 3482TXE-HEVC per la distribuzione di video che accetta in ingresso video SD, HD, 3G o UHD con supporto per HDR. Nuovo anche il Grand Master Clock e Video Master Sync Generator 5700MSC-IP, componente essenziale per il timing di infrastrutture IP. “Siamo entusiasti di continuare a lavorare a stretto contatto con i nostri numerosi clienti che stanno ideando flussi di lavoro innovativi per supportare nuove applicazioni per il broadcast che siano adatte alle esigenze di attività dinamiche,” ha dichiarato Rakesh Patel, Chief Technology officer di Evertz.

Il Gemini si integra perfettamente con i sistemi di gestione di software di terze parti, centralizzando il controllo del routing audio e le assegnazioni dei pannelli tramite un completo e flessibile API.

I prodotti Trilogy sono distribuiti da Videosignal

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NEC lancia il proiettore NC3541L per grandi sale cinematografiche Mettendo insieme proiezione 4K e tecnologia di fonte di luce al laser RB, NEC offre una soluzione per il cinema estremamente interessante per gli operatori di questo settore

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NEC Display Solutions Europe ha annunciato il lancio del modello NC3541L, un proiettore per cinema al laser di elevata luminosità per schermi di grandi dimensioni. Grazie ai suoi 35.000 lumen è il proiettore più luminoso sul mercato, che utilizza la tecnologia laser RB (red/ blue). NEC ha introdotto questa tecnologia mettendo a disposizione una soluzione display, che garantisce immagini di grandissima qualità per installazioni in sale cinematografiche di grandi dimensioni con schermi fino a 32 metri di base. Grazie agli enormi sviluppi nella proiezione laser per la proiezione digitale al cinema, la tecnologia laser RB pone nuovi standard in termini di nitidezza.

L’NC3541L offre immagini a colori precise e brillanti grazie al sistema laser RB, migliorando ulteriormente l’esperienza del cinema 4K. Il nuovo sistema laser prevede laser rossi e blu accoppiati con fosfori verdi per produrre un ricco spettro colore che garantisce un’esperienza cinematografica senza pari. La combinazione di fosfori laser e teconologie RGB, si traduce in un proiettore potente con incredibili benefici in termini di costi, efficienza operativa e qualità dell’immagine immersiva. Pensato per quegli operatori cinematografici che vogliono riconvertire le proprie attrezzature con una tecnologia più potente, in grado non solo di

migliorare l’esperienza dei propri clienti, ma anche di ridurre i costi di manutenzione, l’NC3541L è una soluzione che offre numerosi vantaggi, tra cui: * Riproduzione fedele del colore per immagini naturali che utilizzano la tecnologia laser RB. Evitando l’uso di filtri ottici, il laser RB garantisce colori più intensi e naturali. * TCO ridotto grazie a: basso investimento iniziale, elevata affidabilità, operatività priva di manutenzione, basso consumo energetico e fino a 30.000 ore di durata della lampada. * La luminosità può essere regolata in maniera separata per supportare contenuti in 2D e 3D. * Soluzione single-box che elimina la necessità di raffreddamento separato, fonti di luce esterne e estrazione del filtro. Fondamentale per l’NC3541L è la straordinaria qualità delle immagini, con risoluzione 4K (4096 x 2160 pixel) ed un ampio spazio colore, che si combina per garantire omogeneità e ricchezza di contrasti, in grado di restituire al massimo i nuovissimi contenuti cinema 4K. In particolare, nelle sale cinematografiche premium e con schermi di grandi dimensioni, massimizzare la visual experience è un fattore cruciale per aumentare il giro d’affari e far sì che il pubblico ritorni.

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Muovere i primi passi con Avid A oltre due anni dal primo annuncio ufficiale, Avid ha finalmente reso disponibile Media Composer First, la versione gratuita del proprio software per il montaggio video. Nei quasi trent’anni trascorsi dalla sua nascita, il marchio Avid è diventato sinonimo di montaggio video e cinematografico e, nonostante l’agguerrita concorrenza, conserva tuttora una posizione di rilievo nelle post-produzioni televisive e cinematografiche di fascia più alta. Con il rilascio di Media Composer First, Avid mira a conquistarsi una fetta più sostanziosa del mercato dell’editing mettendo a disposizione di tutti e a costo zero una versione limitata nelle funzionalità, ma del tutto simile dal punto di vista operativo alla versione completa. La principale limitazione è nel numero di tracce video e audio che è possibile gestire, rispettivamente quattro e otto, limite che però non impedisce di realizzare un montaggio con tanto di titoli ed effetti. La massima risoluzione del video è di 1080p, quindi niente 4K o UHD, e sono supportati gli stessi codec di Media Composer (in alcuni casi, ad esempio per materiale in for-

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mato XdCamEX, può essere necessario scaricare un plug-in, anche questo gratutito). La dotazione di effetti è ridotta, ma non manca nessuno di quelli essenziali, compreso lo stabilizzatore delle immagini e il filtro per la correzione colore a tre vie. In parte limitata anche la scelta dei formati di

esportazione, compensata dalla possibilità di pubblicare direttamente i filmati su YouTube e Vimeo 23 Avid Media Composer First, disponibile per le piattaforme Mac e Windows anche in lingua italiana, può essere scaricato all’indirizzo www.avid.com/media-composer-first


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Il terzo asse di Cartoni

Utilizzata in combinazione con una normale testa fluida, la Total Dutch permette la rotazione completa attorno all’ asse nodale della telecamera.

La Total Dutch può essere montata su qualsiasi testa pan/tilt che sia in grado di portare 24 il suo peso (10,5 kg) e quello della telecamera, che può avere un peso massimo di 25 kg. La telecamera può essere ruotata di 360 gradi tramite un volantino, posto in cor-

rispondenza del foro da cui è possibile far passare i cavi. Due contrappesi da 1kg e le regolazioni presenti garantiscono un movimento fluido di rotazione esattamente attorno all’ asse nodale, corrispondente al centro ottico della telecamera. La rotazione attorno al terzo asse è possibile anche con la testa Lambda 25 e l’ apposito accessorio, intercambiabile con quello della Total Dutch. Cartoni ha presentato al NAB anche la serie di treppiedi SDS (Smart Deployment Series)

dotata di un meccanismo brevettato che permette il rapido bloccaggio delle gambe e degli elementi di stabilizzazione senza la necessità di ulteriore fissaggio. “ Siamo davvero fieri dei miglioramenti tecnici che abbiamo ottenuto con le nostre nuove teste e treppiedi,” ha dichiarato Elisabetta Cartoni, Ceo e presidente dell’ azienda. “ Teste e treppiedi sono stati progettati seguendo i suggerimenti degli operatori e incorporano diverse funzionalità brevettate che proseguono nella nostra tradizione di favorire i progressi artistici e scientifici della cattura delle immagini.”

Gli strumenti ibridi di Phabrix

I nuovi strumenti per la generazione di segnali test, l’ analisi e il monitoraggio di segnali video IP, 4K/UHD e HDR.

Il supporto per lo standard SMPTE 2022-6 (e in futuro anche ST2110), unitamente alla possibilità di gestire video dall’ HD al 4K/UHD, fa del Qx 12G della Phabrix uno strumento adatto ad affrontare la transizione da SDI a IP.

La generazione di segnali test, l’ analisi e il monitoraggio di video su IP e in banda base nei formati HD, 3G, 6G, 12G-SDI sono tutte funzionalità offerte dal Qx 12G. Gli strumenti per l’ analisi dei flussi IP permettono di tenere sotto controllo il traffico dei dati sulla rete IP e simulare possibili condizioni di congestione. Durante l’ anno saranno rilasciati aggiornamenti del firmware per supportare gli standard AES67, TR03 e PTP (ST2059-2), come richiesto nella bozza dello standard SMPTE 2110.

Il Qx 12G mette a disposizione anche segnali test e strumenti di misura specifici per il video HDR (High Dynamic Range) e con ampio spazio colore. Ad esempio, è possibile evidenziare le zone di massima luminosità o la cromaticità del segnale sovrapposta al diagramma Cie 1931. Per quel che riguarda le curve del gamma, il supporto è per il

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S E Z I O N E tenuto, le stesse funzionalità per IP e HDR. Gli attuali utilizzatori del Qx potranno poi aggiornare il firmware dei propri strumenti per avere a disposizione le stesse funzionalità del Qx 12G.

Inoltre, Phabrix ha presentato l’ opzione IP per l’ Sx TAG, lo strumento portatile che è in grado di supportare segnali video fino al 3GSDI e si può collegare alla rete IP utilizzando un modulo SFP+ con porta 10GbE.

momento limitato allo standard PQ, ma anche in questo caso saranno rilasciati aggiornamenti per estendere il supporto agli standard HLG e SLOG3.

“ Con queste nuove soluzioni ibride IP/SDI per il montaggio a rack o portatili, stiamo offrendo strumenti di test e misura che ben si adattano alle più recenti installazioni broadcast che hanno solitamente a che fare con diversi standard SDI e IP, così come con formati HDR e SDR. Soddisfare queste esigenze per garantire un supporto puntuale a tutti questi formati è stata una reale priorità ” , ha dichiarato Phillip Adams, Managing Director di Phabrix.

Per quanti non fossero interessati al supporto per segnali 6G e 12G/SDI, Phabrix propone il QX IP che limita il supporto dei segnali SDI al 3G e offre, con un prezzo più con-

I prodotti Phabrix sono distribuiti in Italia da Video Signal www.videosignal.it

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Arri ALEXA SXT diventa wireless

la versione wireless della Arri Alexa SXT che integra la connettività Wi-Fi e un trasmettitore video a bassa latenza di elevata qualità. La Alexa SXT W, basata sulla popolare ALEXA SXT Plus, sostituirà i modelli ALEXA SXT Plus e Studio, per i quali sono disponibili opzioni di aggiorna-

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mento. Il trasmettitore video integrato in ALEXA SXT W rende la macchina da presa più compatta e leggera rispetto a come sarebbe con un trasmettitore esterno, eliminando anche tutti i problemi derivanti dalla gestione dei cavi. Il Wi-Fi integrato, inoltre, apre a un’ampia gamma di possibilità, a par-

tire dalla gestione wireless del colore sul set, per continuare poi con il controllo remoto senza fili della macchina da presa utilizzando ALEXA Web Remote. “Il nostro video wireless utilizza la tecnologia del leader di mercato


T I T O L O Amimon, appositamente modificata da un punto di vista hardware e software per rispondere ai nostri rigidi parametri sia di performance che di qualità,” afferma Marc ShipmanMueller, product manager di ALEXA. “Ma non è tutto: il sistema video wireless funziona in armonia con le altre funzionalità radio – il WiFi e il nostro sistema proprietario di controllo della macchina da presa e delle ottiche – annullando gli sprechi di tempo causati da possibili interferenze fra i vari sistemi radio della macchina da

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presa.” ALEXA SXT W è parte di un completo sistema video wireless ARRI (WVS, Wireless Video System), di cui fa parte anche un video trasmettitore standalone, da utilizzare con altre macchine da presa come ALEXA Mini, e un video ricevitore stand-alone. Il sistema prevede un’ampia gamma di accessori che include tra l’altro un monitor Transvideo adattato appositamente con ricevitore integrato per i trasmettitori ARRI. Anche per la ALEXA SXT W sarà dis-

ponibile la Look Library, dotazione standard delle Alexa Mini e Amira a partire dal prossimo mese. Con ARRI Look Library la gestione del colore sul set diventa alla portata di tutte le produzioni, non solo di quelle con tempo e budget a disposizione per sviluppare look su misura prima di girare. Con un’offerta di 87 look in tre diverse intensità, ARRI Look Library può soddisfare la maggior parte degli utilizzatori che avranno comunque la possibilità di perfezionarli tramite app per iPad.

Il broadcast leggero di Tecnopoint vare impiego anche negli studi televisivi, in sostituzione delle più ingombranti e costose telecamere broadcast.

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Tuning è il nome scelto dalla Tecnopoint per il sistema di carrelli e colonne controllabili a distanza studiato appositamente per le telecamere robotizzate.

Le piccole e leggere telecamere robotizzate Pan-Tilt-Zoom (PTZ) hanno oramai raggiunto una qualità tale da tro-

Proprio per rendere ancora più flessibile l’impiego delle telecamere PTZ, Tecnopoint ha sviluppato il sistema Tuning che permette di utilizzare lo stesso pannello di controllo delle telecamere per gestirne anche i movimenti in verticale o in orizzontale. Carrelli e colonne da pavimento o soffitto sono dimensionati per supportare il peso delle telecamere PTZ più diffuse e hanno un ingombro ridotto al minimo, pur assicurando un movimento particolarmente fluido. Con il software Tuning S è possibile gestire fino a cento telecamere telecamere PTZ collegate alla rete Ethernet da un unico pannello e memorizzare sia le regolazioni di pan, tilt e zoom, sia quelle relative alla posizione di tutte le telecamere. La possibilità di salvare l’immagine ripresa da ciascuna telecamera nelle diverse posizioni prestabilite permette poi di posizionarla con un solo comando.

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Ross lancia il sistema di produzione Graphite

Graphite di Ross Video integra le funzionalità di un mixer Carbonite con quelle di un sistema grafico XPression, un doppio clip server e il nuovo processore audio Rave, il tutto in uno chassis da 4 RU. Al centro del sistema basato su un computer, c’ è la componentistica di un mixer video Carbonite compressa in un’ unica scheda PCIe alimentata separatamente, rendendola 28 così immune da eventuali blocchi del computer. Graphite offre tutte le funzionalità di un mixer Carbonite con due banchi ME ognuno con cinque keyer, quattro DVE, due

UltraChrome keyer e quattro canali di Media Store. Fino a 12 sorgenti HD-SDI e una HDMI possono essere collegate al mixer che mette a disposizione otto uscite, sei HD-SDI e 2 HDMI, oltre a due uscite HDMI per altrettanti multiviewer. La grafica è gestita dalla versione a singolo canale del software XPression che permette di gestire un numero illimitato di livelli anche con oggetti 3D e animazioni. La registrazione e la riproduzione delle clip video è resa possibile dall’ integrazione di un server video a doppio canale mentre il trattamento

Produzioni video IP in 4K con Newtek

dell’ audio è gestito dal Rave Audio Engine che integra un mixer a 24 tracce. L’ audio può essere ricavato dalle sorgenti HD-SDI e dalle clip registrate oppure tramite un pannello opzionale da 1 RU dotato di otto ingressi e cinque uscite analogiche e ingresso e uscita digitale AES67. Il Graphite può essere controllato tramite software oppure con i classici pannelli di controllo dei mixer Carbonite Black. Il prezzo per il mercato nordamericano è di 24.995 dollari.

Ha fatto il suo debutto al NAB Show di Las Vegas il TriCaster TC1, l’ultimo nato della famiglia di sistemi di produzione video della Newtek capace di gestire anche video in UHD a 60 fps. Basato sul protocollo NDI (Network Device Interface) per il trasferimento di video compresso su reti Gigabit Ethernet, il TriCaster TC1 accetta fino a 16 sorgenti IP in formato massimo UHD a 60 fps. Quattro sorgenti 3G/SDI possono essere collegate direttamente e se ne possono aggiungere fino a 16 utilizzando i moduli di conversione NC1 della stessa Newtek. Inoltre, è possibile controllare fino a otto telecamere robotizzate con interfacce seriali o di rete e il supporto per Apple AirPlay permette il collegamento diretto in Wi-Fi di dispositivi iOS. TriCaster TC1 supporta nativamente anche il protocollo Skype TX permettendo di gestire contemporaneamen-

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te due videochiamate che possono integrare i contenuti trasmessi in diretta. Le quattro uscite 3G/SDI possono essere configurate come uscite indipendenti oppure raggruppate in un’unica uscita UHD quad link. La stessa funzionalità è offerta dalle porte di rete NDI ed è possibile generare due stream video con differenti codec e valori del bitrate per la distribuzione in tempo reale su piattaforme come Facebook Live, Microsoft Azure, Twitter o YouTube. Le tre uscite multiviewer (DVI, HDMI e DisplayPort) permettono di collegare qualsiasi tipo di monitor o televisore e anche queste sono configurabili come si vuole. La sezione mixer, controllabile tramite i pannelli fisici TC1LP o TC1SP, mette a disposizione quattro banchi M/E e altrettanti DSK oltre ai keyer per ciascuno dei 16 ingressi. Nello chassis da due RU (che diventano tre nella versione con doppio alimentatore) sono presenti due hard disk da 3 TB utilizzabili sia come registratori per video in formato QuickTime o H.264, sia come clip store e still store. Per il mercato statunitense, il prezzo del TriCaster TC1 è stato fissato in 14.995 dollari mentre quello dei pannelli di controllo fisici è di 11.995 dollari per il TC1LP e di 6.995 dollari per il TC1SP.

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Atomos presenta Ninja Inferno e lima i prezzi

Con il lancio del monitor-recorder Ninja Inferno, capace di registrare segnali HDMI fino al formato 4K a 60 fps, Atomos ha ridotto i prezzi dello Shogun Flame e del Ninja Flame. I prodotti Atomos sono distributi in Italia da Trans Audio Video. Ninja Inferno è l’ ultimo nato della serie di monitor-recorder Ninja per la registrazione del video in formato compresso su unità SSD da videocamere o fotocamere con uscita HDMI. L’ ingresso HDMI 2.0 di cui è dotato il Ninja Inferno permette di registrare il video fino al formato 4K a 60 fps, comprimendolo con i codec Apple ProRes o Avid DNxHR con campionamento 4:2:2 a 10 bit. Il display da 7,1” ha una risoluzione di 1.920 x 1.200 pixel con una luminosità di 1.500 nit e offre il supporto per il video HDR (High Dynamic Range). Il Ninja Inferno è già disponibile al prezzo di 995 euro. Il successo che stanno ottenendo i monitorrecorder Atomos ha permesso all’ azienda di ridurre i costi di produzione di alcuni moodelli, riduzioni che hanno permesso di ribassare di ben 700 euro il prezzo dello Shogun Flame e di 500 euro quello del Ninja Flame,

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proposti ora rispettivamente a 995 e 795 euro. L’ altra interessante novità di Atomos è costituita dalla possibilità di registrare in formato Cinema DNG con i monitor-recorder della serie Shogun. Questo formato, sviluppato da Adobe, registra il video senza comprimerlo come sequenza di immagini e al momento sono supportate le Sony FS700/FS7/FS5, Canon C300MKII/C500 e Panasonic Varicam LT. Grazie all’ utilizzo di un formato raw comune e non specifico per un determinato modello, si semplificano le successive lavorazioni del video, garantendo comunque la possibilità di controllare parametri quali il bilanciamento del bianco e il debayering delle immagini Nel caso delle Sony, le immagini con risoluzione massima di 4K sono registrate con campionamento 4:4:4 a 12 bit, ma sono necessari un upgrade a pagamento del firmware per abilitare l’ uscita raw delle FS5/FS700 e l’ unità d’ estensione XDCAFS7 per la FS7. Con le Canon le immagini sono registrate a 10 bit mentre sono a 12 bit per la Varicam LT.


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Nomad, il jolly di Bridge Technologies

30 Controllare e analizzare i segnali irradiati in standard DVB via terrestre e satellite, così come le trasmissioni su reti IP, con un’unica sonda è ora possibile grazie a Nomad. Ricavata da un solido blocco di alluminio e poco più grande di un tablet, Nomad si collega a un portatile in WiFi senza che siano necessarie particolari configurazioni e l’accesso al dispositivo avviene tramite un qualsiasi browser web. Agli ingressi presenti sulla sonda è possibile collegare segnali in radiofrequenza DVB-C, DVB-T/T2 e DVB-S/S2 mentre le porte Gigabit Ethernet, una delle quali con porta SFP utilizzabile anche per segnali ottici, permettono il collegamento a reti IP. Inoltre, la possibilità di sincronizzazione con un ricevitore GPS, permette l’analisi di reti in isofrequenza con un’accuratezza di un decimo di microsecondo. Tutti i parametri dei segnali in ingresso sono analizzati dal software integrato MediaWindow che offre una visione immediata e di facile interpretazione anche da parte di operatori non particolarmente esperti, garan-

tendo la possibilità intervenire rapidamente per la correzione di eventuali errori. I 32 GB di memoria interna permettono la registrazione continua dei flussi video per scopi di documentazione o analisi ulteriori. Tra le tante funzionalità sono presenti anche la possibilità di visualizzazione del diagramma della costellazione QAM e l’analisi di riflessioni per le reti DVB-T/T2, funzioni solitamente assenti in dispositivi appartenenti a questa fascia di prezzo. Nomad è poi compatibile con gli standard SMPTE 2022 per il trasporto di segnali SDI su reti IP.

“Nomad rappresenta il culmine dei nostri 12 anni di esperienza nello sviluppo di sonde che offrano il massimo di funzionalità per il controllo e l’analisi di reti: racchiude in sé tutta la nostra conoscenza in fatto di reti IP e RF, “ ha dichiarato Simen K. Frostad, presidente di Bridge Technologies. “In azienda, i nostri geniali sviluppatori lo chiamano il coltellino svizzero per i media digitali, poiché offre tutto ciò di cui necessita un operatore in ogni situazione immaginabile. Proprio come un coltellino svizzero, può diventare un insostituibile strumento da laboratorio o da portare sempre nella propria borsa degli attrezzi.“ Secondo Frostad, la vera rivoluzione non sono nuovi standard video come il 4K, ma piuttosto la precisione con cui si trasportano i segnali. “Ci vorranno due o tre anni perché il trasporto di segnali SDI su reti IP si affermi nel settore del broadcast: quel che ci si deve chiedere è se si è pronti per questa transizione e, grazie a Dio, noi lo siamo.”

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