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Mondo agricolo n.2

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CONFAGRI DONNA • A VERCELLI RISO IN FIERA • MAIS IN PERICOLO • AGROFARMACI E SOSTENIBILITÀ • DONNE IN RETE • CASA SANREMO • POLIZZA FIMA • SOGGIORNO PENSIONATI A SORRENTO •“ARIA” ALLA RICERCA • A RAVENNA SU FISCO


L’ E D I T O R I A L E

Tre ambiti strategici

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re appuntamenti nel mese di febbraio hanno coinvolto tre ambiti strategici per le nostre imprese: Fruit Logistica 2016 (in ottica di internazionalizzazione), il convegno sui BIG Data a Fieragricola (innovazione) e l’evento sull’olio d’oliva (valorizzazione e tutela dei nostri prodotti). La Germania, con i suoi 5 miliardi e mezzo di import, è il primo Paese di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani: è un mercato - quello tedesco maturo, che è quindi opportuno presidiare. Anche quest’anno eravamo presenti a Berlino, a Fruit Logistica, con le nostre imprese, per continuare a consolidare i rapporti con i principali operatori tedeschi del settore, ma anche per allacciare nuove relazioni strategiche e presidiare così il mercato europeo. Siamo stati a Fieragricola, a Verona, dove abbiamo approfondito, con i Giovani di Confagricoltura, il tema dell’innovazione in un convegno sui big data. Come Confagricoltura da tempo sosteniamo un’idea di agricoltura nuova: innovativa, dinamica, sostenibile. Un simile modello di agricoltura – ne siamo fermamente convinti - passa necessariamente da tecnologie all’avanguardia e da un uso creativo ed innovativo dei big data. Un’impresa che voglia crescere oggi non può più prescindere da una gestione integrata di questi dati. Quindi l’evento “Olio d’oliva il piacere del benessere” del 3 febbraio - in cui si è parlato di extravergine a 360° - ci dà lo spunto per ulteriori riflessioni. L’olio, infatti, è un prodotto le cui vicende sono in qualche modo emblematiche di quanto può accadere anche in altri comparti, nel bene e nel male. I più recenti casi di frodi o ancora il caso dell’accordo UE-Marocco con la Tunisia, infatti, rivelano la necessità di un’attenzione maggiore sia a livello politico-istituzionale, sia in termini di informazione, sia di educazione. Prezzi adeguati, garanzia di tracciabilità e formazione dei consumatori sono fondamentali. Per consentire però ai nostri prodotti la diffusione su altri mercati a condizioni vantaggiose, servono anche reciprocità delle regole ed equità negli accordi bilaterali con altri Paesi. Per questo abbiamo chiesto formalmente all’alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione Ue Federica Mogherini ed agli europarlamentari interessati alla materia un confronto sul tema ed una maggiore attenzione verso gli impatti degli accordi di libero scambio. Vi sono specifici comparti produttivi infatti che, anziché beneficiare di tali accordi, come sarebbe auspicabile in una logica win win , ne sono penalizzati. Produciamo delle eccellenze agroalimentari che il mondo ama e ci invidia, teniamo fede all’impegno di valorizzarle e tutelarle, ma vogliamo anche che le regole rendano possibile questa tutela! Per le nostre imprese, per il nostro, eccellente, made in Italy. Mario Guidi

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SOMMARIO L’EDITORIALE Tre ambiti strategici Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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APERTURA WOMEN’S DAY Occhio alle donne Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO Innovazione a tutto campo Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Agrofarmaci e sostenibilità G.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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SPECIALE MAIS Pannocchia in pericolo Marco Aureli Pasti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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ATTUALITÀ PREVIDENZA Interventi chirurgici: io “Prevengo” Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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L’impegno per l’altra metà della terra Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

In sintonia con la natura Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . INCONTRI CAPOLAVORI Condire la vita Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Pubblicità

Edagricole – New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853

INCONTRI INNOVAZIONE Rivoluzione big data Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . .

UNCAI NOTIZIE

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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33 Rubriche

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Mappamondo Vertical farming . . . . . 31

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Organizzazione Nasce “Aria” . . . . . . 54

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Anga Corsi formativi . . . . . . . . . . . . . 56

Stampa e diffusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

Over65 Senilizzazione . . . . . . . . . . . . 58

Confagricoltura

@Confagricoltura

4| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

Agriturismo Venezia . . . . . . . . . . . . . 60

INCONTRI INTERNAZIONALIZZAZIONE Sinfonia italiana Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Vino Scaccomatto . . . . . . . . . . . . . . . . 62 Campi sonori Zona franca . . . . . . . . . 66


APERTURA WOMEN’S DAY

Occhio alle donne La festa dell’ 8 marzo occasione preziosa per fare il punto sulla situazione femminile di Anna Gagliardi

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on il 28,7% le quote rosa in agricoltura rimangono sostanzialmente stabili. Gli ultimi dati disponibili di Unioncamere, riferiti a settembre 2015, fotografano l’intera imprenditoria femminile ferma al 21,6%, con il piccolo Molise al primo posto in Italia e il Trentino Alto Adige singolarmente ultimo. L’agricoltura è al quinto posto dei settori produttivi per tasso di femminilizzazione: il podio spetta ai comparti dei servizi, della sanità e assistenza sociale e dell’istruzione. La festa della donna porta a fare bilanci e considerazioni al di là dei numeri

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e delle mimose.Anche l’Expo ha dedicato attenzione alla figura femminile ponendola al centro di alcuni dibattiti relativi a modelli sostenibili di sviluppo in relazione al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”: ne è emersa la conferma che l’empowerment femminile è una grande opportunità per il mondo. La Conferenza Mondiale delle donne “Pechino, vent’anni dopo” ha poi dato un contributo importante alla definizione della “World women’s charter”: un percorso interattivo iniziato a Roma con gli Stati Generali delle donne, proseguito a Milano e attualmente indirizzato verso Matera 2019, sempre con il coinvolgimento


sostanzialmente al maschile, dove non sono necessarie misure dedicate nei Programmi di Sviluppo Rurale per dimostrare di saper fare. Donne che vogliono e sanno pianificare, innovare, accogliere, e che ascoltano con diffioccorre ancora lavorare secondo le di- denza le sterili dichiarazioni a difesa verse sensibilità di ogni latitudine. delle quote rosa come se fossero una In occasione della festa della donna razza in via di estinzione. E’ ora che vorremmo evitare rispolveri di procla- ogni iniziativa dedicata al genere femmi per provare invece a individuare minile, dalla Carta Mondiale delle concreti strumenti a sostegno dell’im- donne alla fiaccolata contro la violenpegno delle donne su più fronti. Vor- za, venga vissuta in chiave propositiremmo vedere prima o poi applicato, va, e non solo difensiva, per una mie non soltanto enunciato, il modello di gliore qualità della vita basata in privita sostenibile che sembra essere al mis sul rispetto della persona. momento appannaggio di qualche po- Confagricoltura Donna opera in quepolo nordico, dove la carriera e l’hou- sta direzione, per arrivare a un consekeeping non hanno sesso, dove lo cetto di agricoltura più ampio grazie Stato esiste e i servizi sociali non sono anche all’apporto delle imprenditrici. demandati a qualche forma più o me- Sono loro infatti ad emergere in vari no strutturata di volontariato. ambiti, dalla cooperazione al condiviMentre cerchiamo di raggiungere sione creativa, contribuendo a dare questi obiettivi guardiamo alla miglio- più valore e carattere alla nostra agrire Italia in rosa. Un caso per tutti, re- coltura in termini di sostenibilità, di centissimo: la fisica Fabiola Gianotti multifunzionalità e di Made in Italy. dal 1° gennaio è la prima donna a ri- L’8 marzo sia allora la festa delle doncoprire la carica di direttore generale ne e di chi è riuscito ad andare oltre le del CERN di Ginevra.A lei ci ispiriamo barriere culturali e le difficoltà quotiper coltivare impegno e tenacia. Lo diane. Celebriamola con la mimosa, sanno le donne imprenditrici di Con- ma anche con gli altri fiori, per non difagricoltura: esempi di lavoro quoti- menticare mai il perché di questa ridiano in un settore, quello primario, correnza.

Vanno individuati concreti strumenti a sostegno del lavoro delle donne

delle donne di tutto il mondo. Una Carta che ha molteplici obiettivi condivisi da enti, gruppi, associazioni e istituzioni per il riconoscimento dei diritti di parità di genere, ambito in cui gli ostacoli principali sono soprattutto di tipo culturale. Alle ormai vecchie, ma non per questo risolte, questioni relative alla conciliazione casa-lavoro, si aggiungono concetti più moderni di valutazione del merito professionale, di innovazione, senza tralasciare i grandi temi, purtroppo sempre attuali, come la lotta a ogni forma di violenza, alla disoccupazione e alle discriminazioni di vario tipo. Obiettivi condivisi a livello mondiale, sui quali FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |7


L’ I N T E R V I S TA G A B R I E L L A P O L I

L’impegno per l’altra metà della terra La presidente di Confagricoltura Donna traccia un bilancio sull’attività dell’associazione. I traguardi raggiunti, i progetti futuri di Elisabetta Tufarelli 8| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

agricoltura è certamente un settore strategico per l’Italia. Ha un giro d’affari di 252 milioni di euro, pari al 17% del PIL italiano. Un terzo delle imprese agricole è guidato da una donna. Incontriamo, in questo numero di “Mondo Agricolo” che ha il suo focus proprio sulle imprenditrici, Gabriella Poli, presidente di Confagricoltura Donna.

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L’agricoltura per secoli è stata considerata un’attività prevalentemente 'maschile'. Come definirebbe oggi la metà femminile dell’agricoltura? Senza dubbio una presenza determinante e sostanziale che riveste una importanza crescente. L’agricoltura ha sempre avuto una presenza femminile rilevante, ma nel passato silenziosa. D’altronde il primario riflette la tendenza della società ed oggi sono molte le donne


che ricoprono ruoli di primo piano in tutti i settori. In agricoltura siamo molte di più ad essere in prima linea, con un ruolo fondamentale sia nelle aziende, sia nel comparto. Le più numerose sono le imprenditrici agrituristiche che conducono più della metà degli agriturismi, tante anche le viticoltrici, ma le donne sanno distinguersi anche in tanti comparti tradizionali come l'allevamento, le colture estensive, il florovivaismo, la produzione di frutta ed ortaggi e le agroenergie. Certamente l’imprenditoria non è per tutti, ma nell’attività agricola le donne in modo spontaneo riescono a coniugare diverse esigenze che a prima vista potrebbero anche sembrare contrastanti. Probabilmente dipende dalla sensibilità femminile verso temi come la nutrizione ed il cibo, che non a caso Serve più sono stati proprio quelli centrali di partecipazione. Expo 2015, che non ha segnato tanto “un ritorno alla terra”, ma un veÈ importante ro e proprio salto nel futuro del che le imprenditrici si associno pianeta che ci nutre. Le agricoltrici a Confagricoltura Donna sono capaci, in modo innato, di riu-

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Gabriella Poli al tavolo “Expo dopo Expo” sulle donne

per dare sempre più forza alla metà femminile di un settore, a torto, considerato maschile.

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Gabriella Poli, presidente di Confagricoltura Donna da luglio 2015, è imprenditrice cerealicola e zootecnica a Motta Baruffi (CR)

scire a conciliare la sfida del mercato con il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale e la valorizzazione dei prodotti tipici. Perché è nata Confagricoltura Donna? Perché si è sentita l’esigenza di organizzare, in un’associazione dedicata, le imprenditrici associate. Confagricoltura Donna è nata per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria femminile e delle pari opportunità nel settore agricolo e, più in generale, nella società e nell’economia. Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, ha bollato l’Italia come «uno dei Paesi della zona euro che incoraggiano meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro». Proprio il Fmi ha presentato una ricerca sulla perdita di Pil a causa delle discriminazioni contro le donne e che in Italia sarebbe del 15%. Vorrei partire proprio FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |9


L’ I N T E R V I S TA G A B R I E L L A P O L I

da questo dato per sottolineare l’importanza che le imprenditrici si associno a Confagricoltura Donna proprio per dare sempre più forza alla metà femminile di un settore, a torto, considerato maschile. Serve sempre più partecipazione e coinvolgimento, non in contrapposizione - l’imprenditore in quanto tale non ha genere – ma per migliorare il tasso di partecipazione femminile alla vita organizzativa, lo scambio di conoscenze e di tecniche. Qual è il valore aggiunto che una donna imprenditrice può portare in un'azienda agricola? Le imprenditrici hanno "naturalmente" alcune caratteristiche innate, come la propensione al benessere della collettività. Come donne sappiamo ascoltare e privilegiamo la partecipazione e il coinvolgimento. Nell’universo femminile è insito adottare modelli organizzativi e processi decisionali più inclusivi e partecipativi. Le donne sono capaci di anticipare tempi e tendenze, per cui affrontano le sfide del mercato, sempre più complesso e globalizzato, in un’ottica di sostenibilità. Sono naturalmente portate alla condivisione.

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nere. Confagricoltura Donna ha proposto la clementina della Piana di Sibari come simbolo antiviolenza, così come la mimosa è per la festa della donna. Ogni 25 novembre, in occasione della giornata nazionale contro la violenza di genere, abbiamo portato nelle piazze italiane le clementine in cambio di offerte libere destinate a sostenere i centri antiviolenza. In occasione della giornata mondiale della donna rurale abbiamo lanciato una Una collega imprenditrice mi ha rac- campagna virale sui social ‘a braccia contato come è stato difficile prende- incrociate’ per sottolineare l’imporre le redini dell’azienda dal padre, noi tanza delle imprenditrici in agricoltudonne invece includiamo e coinvol- ra. Ci siamo impegnate e continueregiamo appena possibile i nostri figli. mo a farlo per la conciliazione tra vita Quando facciamo business e impresa, lavorativa e familiare: l’aver ottenuto il guardiamo comunque oltre. Per noi è voucher ‘baby sitter’ esteso anche alle importante la tutela ambientale e l’at- imprenditrici è anche merito nostro. tenzione verso le generazioni future. La maratona delle imprenditrici, l’iniziativa che abbiamo portato avanti Quali sono i traguardi raggiunti e con successo prima e durante Expo progetti futuri dell’associazione? proseguirà anche in futuro per proAbbiamo lavorato tanto in questi po- muovere le imprese femminili. Per chi anni di vita dell’associazione na- quest’anno, tra le altre iniziative, abzionale, per promuovere l’imprendi- biamo puntato sulla formazione di toria agricola femminile sul territorio 'leadership al femminile', un percorso e all’interno di Confagricoltura. Ci sia- che si terrà a marzo dedicato alle immo molto impegnate sui temi sociali a prenditrici associate e ci occuperemo partire dalla lotta alla violenza di ge- anche di alimentazione.

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Ci siamo impegnate e continueremo a farlo per la conciliazione tra vita lavorativa e familiare. L’aver ottenuto il voucher “baby sitter”, esteso anche alle imprenditrici, è anche merito nostro.

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APERTURA WOMEN’S DAY

Le imprenditrici viaggiano in rete Le agricoltrici puntano su modelli organizzativi e processi decisionali più inclusivi e partecipativi di Elisabetta Tufarelli

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onfagricoltura ha promosso con successo da qualche anno l’uso dei contratti di rete in agricoltura. Un modello agile e flessibile che sembra tagliato su misura per le necessità del settore, perché prevede un insieme di relazioni stabili tra i soggetti appartenenti alla rete, che si impegnano in processi di scambio per perseguire interessi comuni.“La nostra agricoltura, stretta tra globalizzazione e crisi dei mercati, deve continuamente rimodellarsi per governare le nuove sfide realizzando attività innovative che si aggiungano a quelle tradizionali. I contratti di rete, la messa in comune di competenze e la collaborazione tra aziende – ha messo in evidenza Gabriella Martilotti, presidente Agriturist Calabria e tra i componenti della neonata rete d’impresa “Liedra-sol natura” possono essere una buona soluzione per aumentare la competitività

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all'estero e noi imprenditori privilegiamo in modo innato partecipazione e coinvolgimento, adottando spontaneamente modelli organizzativi e processi decisionali più inclusivi e partecipativi”. Generalmente le imprese italiane hanno una dimensione troppo ridotta che impedisce o limita l’internazionalizzazione, gli investimenti in ricerca e l’accesso al credito. La rete è anche luogo di scambio e confronto ed ha l’importante compito, tra gli altri, di rendere il singolo imprenditore meno isolato. Crescono, in Italia, le imprese coinvolte nei contratti di rete perché unire un’azienda piccola con altre, anche di settori diversi, permette di ottenere vantaggi per l’internazionalizzazione e per la condivisione dei costi di

Presentata a Berlino, a fruit Logistica, la rete “Liedra-sol natura” marketing. Circa due anni fa, a Tarquinia, è stato sottoscritto il contratto di rete nel settore dell’agriturismo “Le nuove terre della Farnesiana”, siglato tra 5 aziende agricole ed agrituristiche a prevalente conduzione femminile. Confagricoltura Lazio, con il supporto della sede nazionale, ha inteso avviare questa prima rete dall’interno del proprio sistema agrituristico, perché sostiene il modello aperto di collaborazione, che non limita l’imprenditore, consentendo la condivisione aggregata dell’idea di

business, dando concrete opportunità di crescita, attraverso la promozione, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle proprie attività. Ma non solo. E’ in fase di avanzata progettazione la rete di imprese calabresi “Liedra-sol natura”, presentata con successo alla recente Fruit Logistica di Berlino; è stata costituita da otto aziende associate a Confagricoltura, situate nella piana di Sibari e nelle province di Cosenza, Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria, che hanno il proprio core business nella coltivazione e produzione di agrumi.“Siamo imprenditori agrumicoli da oltre 70 anni – spiega Martilotti -. Produciamo arance, clementine e bergamotto in maniera intensiva, da cui ricaviamo deliziosi e saporitissimi succhi con il 100% di frutta che commercializziamo in diverse confezioni, a partire dalla bottiglietta di vetro da 200 ml, e marmellate con 85% di frutta e 15% di zucchero di canna. Puntiamo prevalentemente sull’export e il nostro prodotto, lavorato in ambienti altamente igienici, gode di certificazioni HACCP, IFS e GLOBAL GAP. Il succo viene pastorizzato ad una temperatura compresa tra i 60 e i 65 gradi, per preservare intatte tutte le qualità organolettiche”. Gli agrumi prodotti dalla rete “Liedra -sol natura” sono coltivati sia in modo convenzionale sia in bio. Le arance delle varietà tarocco, biondo e navellina, le clementine (primizie, tardive e Igp di Calabria) e i bergamotti sono coltivati su un’estensione di 310 ettari e consentono di coprire la domanda di mercato da ottobre a marzo. La rete “Liedra -sol natura” sta anche sottoscrivendo un protocollo d’intesa con l’Università Mediterranea della Calabria. FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |13


APERTURA WOMEN’S DAY

In sintonia con la natura

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I vivai di Rosi Sgaravatti, con sedi in cinque realtà della Sardegna, sono alla ricerca costante dell’eccellenza. Il 30% del fatturato viene dal mercato estero

cui è si sempre basata, soprattutto, la nostra produzione.” Trenta ettari di vivai, di cui 3 di serre, 3 garden center, 120 dipendenti, 9 milioni di euro di fatturato, l’azienda Sgaravatti ha sempre affiancato, sin dagli anni ’30, l’attività agricola a quella della progettazione di giardini e spazi verdi. “Abbiamo iniziato con piccoli giardini all’italiana, per arrivare poi alla costruzione di interi quartieri, villaggi, parchi privati o pubblici, impianti sportivi, zone ricreative e recuperi di Gabriella Bechi ambientali”. Il personale è un team di coltivatori, agronomi, tecnici, architetti e ingeneri che mettono a disposizione dei clienti professionalità e lavoro seguendoli negli acquisti, consigliandoli nella scelta di piante, vasi, terricci, concimi, fino ad accompagnarli nella realizzazione del loro giardino. “Sì – dice la titolare – perché il giardino è come un libro. Prima bisogna pensare alla trama, poi scrivere pagina per pagina.Anche il giardino prima va pensato, poi va progettato passo dopo ue secoli di sapere, crea- passo, verificando il tipo di terreno, tività ed opere sono il l’esposizione, il vento. E infine vanno patrimonio dell'azienda. scelte le piante più adatte. Non è un Duecento anni in cui la oggetto che se ti piace ti compri e via. famiglia Sgaravatti ha Per questo il cliente va guidato nelle coltivato milioni di pian- scelte giuste, che spesso non coincite, realizzato piccoli giardini e parchi dono con le sue aspettative.” imperiali, rinverdito il deserto, rivege- La filosofia dell’azienda Sgaravatti è la tato dirupi e scarpate, seminato orti e sostenibilità. “I nostri giardini devono prati ma, soprattutto, coltivato e diffu- in primo luogo adeguarsi all’ambiente so l'amore per il verde. Una ricerca naturale in cui sorgono, devono avere costante dell'eccellenza in sintonia bisogno di scarsa manutenzione, decon la natura, usando tecniche d'a- vono essere realizzati con piante che vanguardia per progettare e realizzare abbiano necessità di poca acqua, che spazi esclusivi dall'inconfondibile sti- assorbano polveri sottili e favoriscano le.Siamo in Sardegna. Capoterra, Ca- l’emissione di anidride carbonica. Ma gliari, Sassari, Arzachena e Porto Cer- devono essere anche belli, con fiorituvo sono i luoghi dove l’azienda opera, re che durino il più a lungo possibile”. da quando vi si è trasferita cin- Le piante mediterranee, perfette a quant’anni fa dalla provincia Padova, questo scopo, sono quelle maggiorper curare la realizzazione del verde mente utilizzate: mirti, corbezzoli, carrubi, lecci, ulivi, piante aromatiche ed di Porto Cervo. “Qui abbiamo trovato l’ambiente idea- officinali, ma si coltivano anche hibile per la nostra attività – dice la titola- scus, palmizi, bambù, piante grasse e re Rosi Sgaravatti -. Il sole, la luce, le acquatiche e perfino australiane, che giornate più lunghe consentono pro- ben resistono alla siccità. Sette piante duzioni anticipate e il microclima è su dieci sono di proprietà, ma l’azienperfetto per le piante mediterranee su da è in grado di procurare qualsiasi ti-

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APERTURA WOMEN’S DAY

po di esemplare. L’azienda collabora attivamente Il 30% del fatturato è rappresentato con l’Università di Pistoia dal mercato estero. ”La nostra azienda ha sempre guardato oltreconfine. Siasulle nuove varietà mo stati pionieri nella vendita per corrispondenza e i nostri cataloghi (i primi risalgono all’ ‘800), con le copertine realizzate da grandi maestri del design, sono oggi oggetti da collezione (dieci anni fa una grande mostra per i 150 anni del florovivaismo). Poi negli anni ’70 abbiamo partecipato alla riforestazione del deserto di Abu Dhabi. Il nostro primo mercato straniero in questo momento è l’Azerbaijan, dove abbiamo progettato parchi di grandi ville private, giardini pubblici e persino quelli del Four Season a Baku”. Da qualche tempo ha puntato sui mercati come Antigua, l’Ukraina, la Cina e ora sta investendo negli Emirati Arabi. “Un anno fa abbiamo Rosi Sgaravatti aperto un ufficio a Dubai, grazie a un socio locale – 16| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

spiega l’imprenditrice – e stiamo cercando di entrare a Doha, in Qatar”. Ricerca e sperimentazione sono la parola d’ordine dell’azienda, che da anni collabora con l’Università di Pistoia su nuove varietà e conduce prove direttamente in campo con i propri tecnici. Ma senza tralasciare studi e ricerche di mercato che consentano di anticipare gusti e tendenze.“L’ultima moda sono gli orti – dice Rosi Sgaravatti -. Oggi chi si fa un giardino non vuole rinunciare ad un pezzo di orto. Per cui stiamo studiando la realizzazione di spazi molto semplici, ma allo stesso tempo esteticamente sofisticati, facili da curare, generalmente sopraelevati, in modo da non doversi abbassare per la manutenzione. Il cliente è contento perché, accanto ai fiori e alle piante, trova la sua insalatina, le piante aromatiche e perché no, anche qualche pomodoro, melan zana o peperone.”


INCONTRI CAPOLAVORI

Condire la vita

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Qualità, salute, biodiversità. Tutte le virtù dell’extravergine illustrate in un convegno/degustazione organizzato a Palazzo della Valle

di Gabriella Bechi

43 prodotti a denominazione. Seguono Grecia e Spagna, con 29 riconoscimenti a testa. Il comparto italiano degli oli extravergini Dop e Igp vanta un uarantadue aziende pro- giro d’affari di oltre 84 milioni di euro, duttrici provenienti dalle dei quali quasi 54 realizzati sui mercaregioni a maggiore voca- ti esteri. La produzione di olio certifizione olivicola (Veneto, cato non supera il 2-3% del totale, pari Liguria, Emilia Romagna, a 11mila tonnellate. Toscana, Marche, Um- “E’ questo il nostro patrimonio – ha bria, Lazio, Molise, Puglia, Calabria, Si- detto il presidente della Federazione cilia) ed espressione delle centinaia di nazionale di prodotto olivicola di Concultivar autoctone presenti nel nostro fagricoltura, Donato Rossi -. Un patriPaese hanno partecipato all’evento or- monio enorme, da difendere e traganizzato da Confagricoltura “Olio d’oliva: il piacere del benessere”. Un Rossi: «Ci amareggiano incontro voluto dalla Federazione nale notizie sulle frodi. zionale olivicola dell’Organizzazione Oggi riflettori sul buon olio» per richiamare l’attenzione di Istituzioni, operatori e media sui valori positivi di questo prodotto, che negli ultimi tempi, a causa dei ripetuti episodi mandare non solo per mantenere attifraudolenti e della cattiva informazio- vo e in crescita un settore economico ne sulle fitopatie, sta perdendo la fidu- primario per il nostro Paese, ma anche cia dei consumatori. e soprattutto per rendere sempre più Consumare olio, invece, significa so- consapevoli i consumatori degli enorstenere un settore importante per l’e- mi vantaggi dell’utilizzo di un olio di conomia del nostro Paese, avere ri- qualità”. guardo per la propria salute, salva- L’olio di oliva deve essere scelto anguardare il territorio e l’ambiente, alla che per motivi di salute. E’ infatti concui biodiversità l’olivicoltura contri- siderato dai massimi esperti un alibuisce in maniera importante. mento nutraceutico, in grado cioè di Degli oli di qualità riconosciuti in regolare i meccanismi che apportano Unione europea, quasi il 40%, infatti, è benefici all’organismo e di prevenire rappresentato da marchi italiani, con alcune malattie.

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Massimiliano Giansanti

Indispensabile durante l’infanzia in quanto contribuisce all’accrescimento corporeo, al processo di mielinizzazione del cervello, alla formazione delle ossa e alla resistenza alle infezioni, durante l’età adulta è efficace nella prevenzione dei disturbi delle arterie e del cuore e abbassa il livello di colesterolo nel sangue. “L’olio extravergine di oliva – ha detto Massimo Vincenzi, specialista in Scienza dell’alimentazione e Dietetica - ha, inoltre, una funzione antinvecchiamento per la pelle in quanto è ricco di vitamina E, di betacarotene (provitamina A) e di sostanze antiossidanti, come i composti fenolici. Protegge da decalcificazione e osteoporosi e svolge un’efficace azione di prevenzione nei confronti del tumore al seno e di quelli del tratto gastroenterico, in particolare del colon”. Il convegno è stato anche l’occasione per evidenziare la nostra ricchezza varietale, con le oltre 500 cultivar presenti nei vari areali con microclimi e caratteristiche pedologiche diverse, e l’importanza della biodiversità come leva competitiva. “L’olio extravergine di oliva – ha detto Marco Oreggia, giornalista, esperto asFEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |19


INCONTRI CAPOLAVORI

saggiatore di oli - è un prodotto davvero unico perché porta dentro di sé l’odore, il sapore, la stessa natura di dove è nato. Per questo sono fermamente convinto della necessità, oltre che dell’opportunità, di promuovere e sviluppare un’olivicoltura basata sulla coltivazione e sulla trasformazione di varietà di olive autoctone, al fine di ottenere un’extravergine con caratteristiche aromatiche specifiche e tipiche del territorio di provenienza.” “Allo stato attuale – ha concluso Marco Oreggia – il settore deve difendere la propria unicità, conservando tradizione e qualità, ma anche stare al passo con la velocità delle trasformazioni in atto, che richiedono apertura mentale, conoscenza dei mercati e capacità di innovazione.” A tale riguardo Juan Navarro, responsabile per l’Italia di Todolivo, azienda leader nello sviluppo di nuove tecniche di coltivazione che, rispettando l’ambiente, permettano una migliorare qualità e maggiore competitività, ha illustrato il sistema dell’oliveto tipo siepe, in cui l’azienda vanta una lunga

Il vino per le degustazioni dell’azienda Casale del Giglio

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Giansanti: «Il settore non è figlio di un Dio minore. In attesa del piano olivicolo» tradizione.“Questo sistema – ha detto – permette di abbassare i costi sia nella fase produttiva, sia in quella di raccolta, effettuata con macchine scavallatrici, e consente coltivazioni multivarietali personalizzate, garantendo un olio extravergine di oliva di alta qualità e dalle grandi proprietà organolettiche”. Il settore ha bisogno anche di una stra-

Donato Rossi

tegia concreta e lungimirante e di urgenti interventi sulla struttura produttiva. “Occorre - ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti chiudendo i lavori - ristrutturare la filiera, ammodernare gli impianti produttivi e recuperare gli oliveti abbandonati. Gli investimenti possono essere finanziati anche nell’ambito di misure specifiche previste nei nuovi programmi di sviluppo rurale. Perciò auspichiamo che le Regioni prevedano queste misure e che le risorse vengano convogliate in particolare verso le imprese che investono nell’innovazione per competere sul mercato”. Infine, per il comparto olivicolo italiano sono strategiche le azioni di promozione e comunicazione sia sul mercato nazionale, sia su quelli comunitario e internazionale, per un consumo consapevole e di qualità, coinvolgendo anche altri canali come quelli della distribuzione organizzata e della ristorazione. Al termine dell’incontro i presenti hanno potuto verificare personalmente gli argomenti trattati, degustando gli oli delle aziende presenti in abbinamento a tre zuppe preparate dagli chef della scuola di cucina “Cordon Blue”.


INCONTRI INNOVAZIONE

I Giovani di Confagri a Verona, a Fieragricola, si sono interrogati sul futuro delle aziende. Come utilizzare la massa di informazioni al servizio del business

di Elisabetta Tufarelli

l convegno di Fieragricola sui Big Data, organizzato dai Giovani di Confagricoltura, segue il percorso logico che aveva ispirato – già prima e durante Expo - #filiereintelligenti il progetto avviato dagli ‘under 40’ in partnership con i Giovani di Federalimentare, il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), la Rete degli Istituti Agrari e degli Istituti Alberghieri, Unimed (Unione Università del Mediterraneo)e il Miur (ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Nessun settore può rimanere isolato a discutere concetti e questioni che riguardano l’agricoltura del futuro: era questo il concetto portato avanti dagli organizzatori in quell’occasione e che Raffaele Maiorano ha inteso sviluppare ancora a Verona. D’altronde l’agricoltura è già pienamente coinvolta dalla rivoluzione digitale. Lo ha confermato una recente indagine Nomisma secondo la quale il 95% degli imprenditori agricoli utilizza banche dati online a supporto della gestione della propria azienda, mentre il 61% adopera quotidianamente internet per le proprie attività in campo. I giovani di Confagricoltura partono dalla certezza che l’agricoltura del futuro dovrà essere intelligente, sostenibile dal punto di vista ambientale, so-

Rivoluzione big data

I

22| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

ciale ed economico. Sanno anche che il settore ha una capacità naturale di adattarsi perfettamente all'uso delle tecnologie digitali e hanno deciso di andare ancora avanti per esaminare come l’utilizzo dei Big Data possa contribuire allo sviluppo dell’agricoltura e dei suoi territori. Raffaele Maiorano, insieme a Roberto Reali, del dipartimento Scienze bioagroalimentari del Cnr; Luigi Maran-

gon, project manager di Infocamere; Luciano Magliulo, responsabile tecnico di Penelope s.p.a. e Andrea Belli, Barilla Quality and Food Safety, hanno fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive del comparto agroalimentare. “Non c’è dubbio – ha sottolineato il presidente dei Giovani di Confagricoltura - che quella dei Big Data sia una sfida ancora aperta, che è necessario cogliere. Pensiamo ai van-


e

taggi che potrebbero avere le nostre imprese se fosse messa a sistema e collegata, integrandola, tutta l’enorme mole delle informazioni disponibili”. I Big Data, in effetti, sono la più grande realtà dell’economia digitale, ormai diffusa nella vita sociale ed economica. Un caso per tutti è la mappatura dei geni nelle scienze biomediche: ogni singola proteina è composta da migliaia di combinazioni ed ogni sin-

Maiorano: « L’agricoltura è già pienamente coinvolta dalla rivoluzione digitale»

La “cascata digitale” del Padiglione Giappone a Expo 2015 (foto R. Ciani Bassetti)

golo elemento naturale ne comporta la mappatura per migliaia e migliaia di casi. I mattoni di costruzione sono gli stessi, ma le informazioni prodotte sono molte e tutte differenti tra loro. Si

sono creati così dei sistemi condivisi per le ricerche biomediche e Google ha varato alcuni prototipi, che permettono ai singoli ricercatori di interagire con le mappe genetiche messe FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |23


INCONTRI INNOVAZIONE

Maiorano e Mastrobuono

in comune dai laboratori di ricerca di tutto il mondo. L’agricoltura entra in contatto con sistemi di informazione molto diversi. Il caso più semplice sono i dati metereologici ed ambientali

24| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

Mastrobuono: «Per l’impresa è fondamentale la cultura della conoscenza e delle informazioni»

elaborati da stazioni informative esterne ai cicli produttivi. “Confagricoltura – ha osservato il suo direttore generale Luigi Mastrobuono, tirando le conclusioni dell’incontro ha sempre puntato sulla cultura della conoscenza e delle informazioni, fondamentali anche nella gestione di una moderna impresa agricola. Siamo stati antesignani nel promuovere l’agricoltura intelligente, quella delle nuove idee. Ci siamo impegnati a superare il digital divide, fornendo attenzione al territorio e alle sue imprese”. Per Mastrobuono il nuovo corso dell’agricoltura, inevitabilmente, passa dalle tecnologie all’avanguardia, dallo sviluppo sostenibile, dall’agricoltura di precisione, ma anche dall’uso creativo dei Big Data. “Che sono già entrati nella nostra vita quotidiana. Il valore aggiunto – ha messo in evidenza - sta nella capacità di riuscire ad estrarli e trasformarli in servizi innovativi. E’ questo il fattore di sviluppo che dovranno perseguire le associazioni moderne”.


INCONTRI SPETTACOLO

Food e fiori a Casa Sanremo Non solo musica al Festival nazionalpopolare. Il food ed i fiori protagonisti per una platea selezionata di cantanti, discografici e giornalisti di Gaetano Menna 26| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

Italia, come sempre, si è fermata per una settimana per l’appuntamento del “Festival della Canzone italiana” a Sanremo. Ad ascoltare nuove canzoni, ad ingigantire polemiche inutili, ad ammirare, al fianco del patron Carlo Conti, la nuova conduttrice Madalina Ghenea e – per par condicio – il nuovo conduttore Gabriel Garko. Si è riso per le imitazioni di Virginia Raffae-

L’

le, si è dibattuto su Elton John ed i diritti civili. Gli spettatori sono restati incollati alla tv tra brani dai titoli banali (“Il primo amore non si scorda mai” di Enrico Ruggeri), o che affondano il bisturi - pardon il microfono – nella vita reale (“Wake up” di Rocco Hunt sul Sud che fa fatica a crescere e che costringe i giovani a vivere sulla pensione della nonna,“Blu” di Irene Fornaciari sul dramma degli immigrati). Ci sono stati sul palco del Teatro Ariston i di-


Protagonisti in cucina i prodotti delle aziende di Liguria, Sardegna, Campania e Puglia vorziati che procedono separatamente (I Dear Jack e l’ex vocalist Alessio Bernabei), e le reunion (I Blue Vertigo con Morgan e Andy Fumagalli di nuovo assieme). Per la serie a volte ritornano, si sono rivisti sul palco Patty Pravo, gli Zero Assoluto, Enrico Ruggeri, gli Stadio, che poi hanno vinto. Parafrasando lo spot tv degli anni Ottanta, non c’era solo “Sanremo da cantare” ma anche “Sanremo da mangiare e da guardare”. Confagricoltura infatti ha colto l’occasione del Festival della Canzone Italiana per valorizzare i prodotti agroalimentari e floreali. Con food e fiori ambasciatori del belcanto italiano. A “Casa Sanremo” al Palafiori - la location dove, nei giorni del Festival della Canzone italiana, il mondo dello spettacolo e della musica si incontravano e dove la cucina regionale faceva da padrona - erano presenti anche le eccellenze agroalimentari delle aziende associate a Confagricoltura. Nell’ottica della visione di un’agricoltura che vuole allargare i suoi orizzonti, Confagricoltura ha scelto la vetrina di Casa Sanremo per presentare quelli che sono veri ‘capolavori’ dell’agricoltura italiana. Tutti prodotti contraddistinti dalla filosofia dell’Organizzazione, che fa della qualità, della sostenibilità, della ricerca e della capacità di stare sul mercato il punto di forza di un’agricoltura moderna e competitiva. Pranzi, cene, aperitivi, cooking show (anche televisivi con gli appuntamenti su Alice TV), previsti per una platea selezionata di cantanti, discografici e giornalisti hanno visto in tavola tanti prodotti agricoli tipici e di alta qualità forniti dalle aziende di Confagricoltura di Liguria, Sardegna, Campania e Puglia. Dai vini agli oli extravergine d’oliva, dalle conserve di pomodoro agli ortaggi di quarta gamma, dalle erbe aromatiche alle olive taggiasche, ai mitili e tanti altri.

I Giovani di Confagricoltura Liguria ci hanno ricordato che Sanremo è anche la terra vocata all’eccellenza floricola. E così, nei giorni del festival, hanno addobbato "Casa Sanremo" e le vetrine dei negozi del centro cittadino con composizioni floreali sul tema “cantare Sanremo”. Quest’anno la Rai, per pubblicizzare il Festival, aveva lanciato l’iniziativa “#tut-

Su Alice Tv cooking show da Casa Sanremo

ticantanosanremo”, dando spazio al canto dei cittadini negli spot, per ricordare come la kermesse sia un rito, una festa nazionalpopolare. Confagricoltura ha fatto ‘cantare’ il food ed i fiori, uno spettacolo nello spettacolo.

LE AZIENDE PRESENTI A CASA SANREMO Cantina Sociale Cooperativa L'Antica Cantina

vino bianco e rosso

FG

Sa' Marigosa

sottoli

OR

Vitivinicola Alberto Loi

vini

NU

OP Mediterraneo/La Fiammante

conserve pomodori e peperoni - linea gourmet

NA

Az. Agr. Rago

quarta gamma ortaggi

SA

Finagricola Così com'è

conserve pomodori e altro

SA

Oleificio Di Giacomo per Olio Pregio

olio

SA

Agriolearia di Gerardo Toriello

olio

SA

Az. Agr. L'Oliveto

olio

SA

Az. Agr. Zangani

vermentino e olio d'oliva

SP

Ca' Lunae

vini

SP

Cooperativa Vitivinicola 5 Terre

vini

SP

Cooperativa Mitilicoltori La Spezia

mitili sottolio

SP

Sommariva Tradizione Agricola

olio, olive taggiasche, patè - pigato

SV

Vigo Gerolamo Srl

piante aromatiche da vaso

SV

FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |27


INCONTRI INTERNAZIONALIZZAZIONE

Sinfonia italiana

Le aziende di Confagricoltura a Berlino a “Fruit Logistica”. Presso l’Ambasciata l’evento di networking e relazioni internazionali di Gaetano Menna

28| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

ll’italian sounding – i prodotti che echeggiano il made in Italy senza esserlo – i produttori di ortofrutta rispondono con il “sound italiano”. Una sinfonia di sapori che viene da prodotti di assoluta eccellenza. Non a caso il neonato e agguerrito Consorzio di produttori di pere diretto da Luca Granata ha presentato a Berlino, a “Fruit Logistica” - il principa-

A

le salone dell’ortofrutta a livello mondiale - il prodotto con il marchio “Opera”. Come l’opera lirica italiana conosciuta in tutto il mondo, con arie cantate in italiano anche all’estero. Il presidente di Confagricoltura Mario Guidi è andato a “Fruit Logistica” per incontrare gli imprenditori associati presenti nella fiera tedesca con propri spazi espositivi. «Le imprese ortofrutticole italiane – ha commentato il presidente confederale in tale occasione -


Le pere “Opera” a Berlino

sanno fare bene il loro lavoro e quello che ho visto oggi in fiera conferma questa sensazione: abbiamo un’Italia delle eccellenze ortofrutticole che può e deve migliorare la sua presenza a livello internazionale». Il mes-

L’embargo della Russia è costato ai produttori di frutta 57 milioni di euro saggio di Guidi a “Fruit Logistica” è stato chiaro: l’ortofrutticoltura, ambasciatrice del made in Italy, va sostenuta, nei suoi sforzi di internazionalizzazione, dalla promozione per farsi conoscere ancor più e da un qua-

dro negoziale (intese bilaterali e multilaterali) che favorisca e non penalizzi il comparto, come è avvenuto con la Russia. L'embargo di Mosca sui prodotti agroalimentari, nel 2015 – come si rileva dai dati diffusi dal Centro Studi di Confagricoltura - è costato all'Italia 244 milioni di euro, 57 milioni solo per il comparto della frutta. La Russia rappresentava per il nostro Paese un importante mercato di sbocco; il valore dell’export agroaFEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |29


INCONTRI INTERNAZIONALIZZAZIONE

limentare era più che raddoppiato negli ultimi anni, fino a raggiungere nel 2013 (ultimo anno prima dell’embargo) i 485 milioni di euro. «A breve – ha proseguito il presidente confederale – potremo anche contare su una marcia in più per conquistare nuovi mercati. Dopo la notizia dell’avvio del negoziato per l’alleggerimento delle procedure per l’export di mele e pere europee verso il mercato statunitense, è arrivata nei giorni scorsi anche la firma del protocollo per l’export di agrumi italiani in Cina che ha coinvolto i ministeri delle Politiche agricole e della Salute. Due buone opportunità che si stanno concretizzando e che offrono un’interessante possibilità, se ben sfruttata, per la valorizzazione del sistema ortofrutticolo nazionale». «Le barriere fitosanitarie – ha concluso - da sempre rappresentano un limite al nostro business ed un gap di competitività; ma si tratta di ostacoli che si devono e si possono rimuovere». Fruit Logistica è stato, come sempre, l’ombelico mondiale di un settore nevralgico. In occasione della kermesse, a Berlino, Confagricoltura e

Lo stand dell’azienda Aureli

30| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

Mario Guidi all’Ambasciata a Berlino

Guidi: «L’export di ortofrutta va sostenuto da promotion e quadro negoziale» Fiera Milano, in collaborazione con le due Camere di Commercio italiane in Germania, hanno tenuto, presso l’Ambasciata d’Italia (che ha dato il patrocinio all’evento), il consueto appuntamento di networking e di relazioni internazionali previsto, ogni anno. Guidi, in questa occasione - parlando alla

platea di imprenditori ortofrutticoli italiani e di produttori, buyer e importatori tedeschi invitati, ha ricordato come la Germania assorba il 30% della produzione ortofrutticola nazionale. «In un mercato fortemente concorrenziale – ha detto - va confermato al consumatore tedesco che sono la genuinità e la salubrità dei nostri prodotti a fare la differenza». La serata si è aperta con il saluto di Pietro Benassi, ambasciatore d’Italia a Berlino. Quindi Domenico Lunghi, exhibition director food & tech di Fiera Milano e AD di IpackIma, ha presentato gli appuntamenti italiani dedicati al settore ortofrutticolo, ‘Tuttofood’ e ‘Fruit Innovation’, previsti, in concomitanza, dall’8 all’11 maggio 2017. Tra gli intervenuti anche l’europarlamentare Paolo De Castro, incaricato da Bruxelles a coordinare la trattativa UsaUe sul commercio Ttip e l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia Giovanni Fava. All’incontro ha partecipato anche Giandomenico Consalvo, vicepresidente confederale e presidente di ‘Italian Sounding e.V.’, che ha illustrato l’attività dell’associazione italo-tedesca costituita un anno fa - da Confagricoltura e dalle due Camere di Commercio italiane in Germania - per contrastare la commercializzazione di prodotti non italiani, venduti come se fossero made in Italy.


MAPPAMONDO di Jordan Nash

A Singapore si punta sul vertical farming n

La carenza di suolo può essere superata con nuove formule colturali

A

Singapore vivono 5,5 milioni di persone su 700 kmq di territorio. Per la mancanza di suolo libero, la soluzione individuata sono le fattorie verticali sui grattacieli, una sistema che potrebbe rivelarsi risolutivo poiché solo il

7% delle verdure consumate a Singapore è locale proprio per la forte carenza di campi coltivabili a disposizione. D’altronde, secondo uno

MARCHIO DI QUALITÀ TUNISINO PER L’EXPORT

"Food Quality Label Tunisia" è il marchio di qualità tunisino per l’export. Cinque le aziende del Paese maghrebino che hanno ottenuto la certificazione di qualità con il progetto Pampat (Projet d'accès aux marchés de produits agroalimentaires et de terroir), finanziato dal Segretariato di Stato per l'Economia della Confederazione svizzera (Seco) e messo in atto dall'Unido (United Nations Industrial Development Organisa-

tion), in collaborazione con il ministero dell'Industria e dell'Agricoltura tunisini. Il marchio di qualità Food Quality Label Tunisia, si applica a tutti i prodotti che dimostrano di possedere una qualità superiore specifica o tradizionale. L’etichettatura ai prodotti tipici come l'harissa, le sardine, i datteri e l'olio d'oliva dovrebbe procurare un valore aggiunto alle filiere agroalimentari facilitando anche l’export.

IN CINA CRESCE LA PRODUZIONE DI VINO

La Cina continua ad incrementare la propria produzione di vino con circa 800 mila ettari coltivati. Il Paese della Grande Muraglia sta anche imparando a fare il vino e produce più dell'80% di quello che si consuma al suo interno. In maggioranza rosso, a buon mercato e con un marketing aggressivo, continua ad aumentare la penetrazione sul mercato locale. Troveremo presto Sauvignon, Bordeaux e Merlot con gli occhi a mandorla anche sui nostri mercati? Certo è che in pochi anni la Cina e' passata dal decimo al quinto posto nel consumo e si prevede che presto supererà Paesi come Stati Uniti, Francia, Italia e Germania, con una lunga tradizione vitivinicola alle spalle. Intanto il Paese con la più numerosa classe media del mondo (quasi 110 milioni di persone) rimane un mercato straordinario con ottime prospettive.

studio sul vertical farming market, le fattorie verticali, nel 2020, rappresenteranno a livello globale un mercato di 4 miliardi di dollari. Con un tasso di crescita che supera il 30%, anche grazie all’aumento della popolazione urbana, sarà l’Asia-Pacifico, per via anche della minor quantità di terra coltivabile a disposizione, a fare la parte del leone. Ma sono ancora poche le compagnie asiatiche protagoniste del mercato delle fattorie

verticali, mentre la squadra delle compagnie statunitensi è ben numerosa con Aerofarms, FarmedHere e Illumitex. Nella classifica dei principali attori a livello globale figura solo la Sky Greens farms di Singapore dove, all'insegna della sostenibilità ambientale, ogni giorno si producono una tonnellata di insalata, una di pomodori ed una di cavolo cinese, che incontrano anche il gusto dei consumatori per la loro convenienza economica. FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |31


MAPPAMONDO

In Arkansas la “festa dell’apprezzamento” AUMENTANO LE ESPORTAZIONI TEDESCHE

I produttori locali rafforzano l’export guardando a Cuba e Africa

I

l primo settore economico dell’Arkansas,che occupa più di 280.000 persone,è l’agricoltura che dà da vivere ad uno ogni sei abitanti dello Stato,che è anche al quindicesimo posto negli Usa per volume d’incassi agricoli e al tredicesimo per l’export del settore.Lo ha sottolineato Wes Ward, segretario di Stato dell’Agricoltura,in un incontro tenuto in occasione della celebrazione del“Farmer Appreciation Day”.Ward è un instancabile promotore del settore primario,sia all’interno sia all’esterno dell’Arkansas,e sottolinea di continuo le ottime performance raggiunte. Nell’allevamento del pollame,ad esempio: “Siamo i terzi produttori del Paese – ha messo in evidenza - e mi aspetto che nel prossimo futuro diventeremo il numero uno.Puntiamo sul settore

32| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2016

primario e oggi sempre di più dei nostri legislatori sono agricoltori,rispetto a qualsiasi altra attività professionale". A livello internazionale il segretario ha ricordato la sua missione,insieme al governatore Asa Hutchinson,per esplorare il mercato cubano,che potrebbe avere un impatto economico significativo: “Siamo posizionati in modo che i nostri prodotti – ha sottolineato – in particolare il riso,possano raggiungere Cuba in tre o quattro giorni,contro i circa 30 degli attuali Paesi fornitori come il Vietnam”. L'Africa è un mercato ancora non sfruttato che,a parere di Ward,potrebbe essere uno sbocco per i prodotti di ottima qualità dell’Arkansas,così come è convinto che lo Stato potrebbe avvantaggiarsi della futura richiesta di cibo,destinata ad aumentare con la crescita della popolazione mondiale.

Cresce ancora, anche se lievemente, l’export della Germania. Secondo le stime più recenti, nel 2015, il valore delle esportazioni agricole tedesche è arrivato a 72,5 miliardi di euro, con un aumento del 5%. Da gennaio ad ottobre le vendite estere di merci e beni sono aumentate del

n

5,5%, ma i prezzi sono fortemente calati. Lo ha riferito la German Export Association for Food and Agriproducts (Gefa), presentando un report in occasione dell‘ultima edizione di Gruene Woche, la Fiera tedesca leader per l’alimentazione, l’agricoltura e la floricoltura.

L’ORTOFRUTTA EGIZIANA CONQUISTA LA CINA

In Egitto le produzioni ortofrutticole si sono confermate, anche nel 2015, i prodotti agricoli più venduti all’estero. Il podio va alla frutta che ha esportato, complessivamente, 1.605 milioni di tonnellate, seguita dagli ortaggi con 1.102 milioni di tonnellate. In particolare, sono stati commercializzati all’estero 213.000 tonnellate di cipolle e 115.000 tonnellate di agrumi. Ottime prospettive in Cina per i prodotti ortofrutticoli egiziani, tra cui l'uva da tavola. Nonostante le buone performance, il ministero dell'Agricoltura e della Bonifica della Repubblica Araba ha annunciato l’adozione di piani dettagliati per l'implementazione delle buone pratiche in agricoltura, con l’obiettivo di fare crescere ancora l’export, aumentando le entrate in valuta estera.


L’A P E R T U R A

Pronti perché si cambia! L’intervento del presidente UNCAI Aproniano Tassinari alla diciottesima Giornata del Contoterzista

contoterzisti non vengono APIMA CREMONA FA 70 riconosciuti pienamente per i Con l’assemblea dei soci del 22 servizi che svolgono nel comparto febbraio, Apima Cremona festegprimario. In quanto artigiani non gerà i 70 anni di storia. Tanti sono possiamo usufruire delle gli anni trascorsi da quando alcune agevolazioni e dei finanziamenti delle più importanti e storiche concessi all’agricoltura, eppure siamo aziende agromeccaniche cremonesi l’unico elemento che concorre a costituirono l’associazione, oggi un’economia agricola positiva. Nei presieduta da Clevio Demicheli e prossimi anni un milione e 200 mila diretta da Fabrizio Canesi. I tempi macchine agricole saranno sottoposte a sono cambiati, ma la spinta per un una costosa revisione. Le più vecchie futuro sempre al servizio dell’agricoldovranno essere rottamate, perché per tura è quello di allora. Per l’occasione nulla sicure e inquinanti. Rimpiazzarle interverranno anche il presidente non sarà facile, visto che nel nostro Uncai Aproniano Tassinari e l’assesPaese se ne vendono solo 17.000 sore alle politiche agricole di regione all’anno. Lombardia Giovanni Fava. Saranno Se si vuole che l’agricoltura italiana resti inoltre premiate le ditte associate agli italiani e non finisca in mani da 70 anni. straniere, come sta accadendo in altri settori produttivi, occorrerà puntare su chi già investe cifre considerevoli. Solo i investimenti in attrezzature senza contoterzisti sono in grado di farlo, esporre le loro imprese a rischi perché riescono ad ammortizzare gli eccessivi. L’agricoltura è una delle

I

UNCAI L'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Presidente: Aproniano Tassinari www.contoterzisti.it

Aproniano Tassinari

FIERA IN CAMPO, I CONTOTERZISTI FANNO BIS Per il secondo anno di fila, l’Associazione Contoterzisti di Vercelli sarà presente alla FIERA in CAMPO di Caresanablot (Vercelli), la più importante manifestazione europea dedicata al riso organizzata dai Giovani di Confagricoltura Vercelli, quest’anno dal 27 al 28 febbraio. “La risicoltura ha bisogno di innovazione e tecnologia – spiega Maurizio Tomatis presidente di Contoterzisti Vercelli –, per questo saremo presenti con un nostro stand all’interno del padiglione commerciale. Illustreremo i servizi offerti per una gestione ottimale dell'acqua in risaia, delle paglie, della concimazione azotata e delle malerbe, oltre alla sensoristica di precisione a disposizione dei nostri associati".

opportunità economiche rimaste in Italia, tocca al governo e all’Europa capire che noi contoterzisti siamo pienamente al suo servizio, portando l’innovazione e la precisione necessarie per minimizzare il rischio e ottimizzare le rese. Siamo acanto alle aziende agricole e partecipiamo alla vita dell’agricoltura. Aproniano Tassinari FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |I


NOTIZIE

Damiano Merlin

Una giornata per guardare avanti Circa 270 agromeccanici alla diciottesima “Giornata del Contoterzista” organizzata dall’ A.P.I.U.M.A.I. di Padova. Damiano Merlin: “Un importante momento diaggregazione e di confrontoper tutta la categoria” ome tutti gli anni, la“Giornata del Contoterzista” ha richiamato decine di agromeccanici padovani e delle province vicine. Alla fine, lo scorso 26 gennaio, erano in 270 a Ospedaletto Euganeo (PD),per fare il punto su un'annata ricca di chiaroscuri e studiare le novità di maggior interesse della categoria con il presidente di A.P.I.U.M.A.I. Damiano Merlin.“Si tratta per noi di un momento insostituibile di aggregazione. Facciamo il bilancio dell'anno appena concluso per ripartire tutti quanti insieme, consapevoli delle difficoltà che si presenteranno. E non mi riferisco solo a tutto ciò che in campo incide su lavorazioni, rese e raccolti, come periodi di siccità, grandinate o infestanti. Ormai da anni, la nota più dolente è lo scarso valore che viene riconosciuto ai prodotti agricoli. Senza giusto guadagno per gli agricoltori, neppure noi contoterzisti possiamo avere in-

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II| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2016

cassi tranquilli e regolari”.

Nel Padovano la collaborazione con la Cooperativa Produttori Bieticoli (Co.Pro.B) sta portando dei benefici ai contoterzisti. Sì, a questo riguardo ringrazio i responsabili del gruppo, in particolare il direttore Marco Marani presente alla Giornata del Contoterzista, per la considerazione dimostrata nei confronti della nostra associazione e degli associati che hanno partecipato alla campagna di raccolta 2015 per il conguaglio delle tariffe del trasporto a corto raggio. Ed è già il quinto anno. Molti Paesi riconoscono però nell'agricoltura un importante fattore di crescita economica, l'Italia è invece in ritardo e l'agricoltura perde sempre terreno. In questo senso il governo sembra però intenzionato a riconoscere finalmente

l'importanza dell'agricoltura nell'economia del Paese. Colpisce positivamente che dopo tanti anni siano state approvate leggi a favore, e non contro, l'agricoltura. Ma siamo ancora in attesa della riformulazione delle tabelle ettaro coltura per il calcolo del carburante agevolato.

Meglio quindi guardare al bicchiere mezzo pieno. Innanzitutto le novità sulla PAC 20152020 risultano meno penalizzanti del previsto, nonostante l’imposizione di rotazioni colturali con il greening e l’obbligo di destinare una certa superficie a colture marginali. Ma di converso i contributi PAC sono stati confermati fino al 2020, sia pure un po’ ridotti. Il PSR 2015/2020 prevede cospicui aiuti agli agricoltori, soprattutto se coltivatori diretti o IAP. La Legge finanziaria 2016 è stata inoltre definita la più verde degli ultimi anni, in quanto ha previsto norme a favore del settore agricolo con numerose riduzioni di imposte e semplificazione di adempimenti in materia di Tasi, Imu, Irap in agricoltura. In questo contesto, come si inseriscono i contoterzisti? Per ora i contoterzisti non hanno accesso ai contributi dei PSR, se non indirettamente, offrendo agli agricoltori i servizi di cui hanno bisogno. È quindi indispensabile che ci sia, almeno tra noi associati all’A.P.I.U.M.A.I. di Padova, che è numericamente una delle prime associazioni di imprese agromeccaniche d’Italia, sempre più collaborazione tecnica e unità d’intenti, combattendo uniti quella concorrenza spietata soprattutto sulle tariffe, che taluni operatori, oggi peraltro in grave difficoltà economica, continuano a fare a danno di tutta la categoria. Come si raggiunge l’unità d’intenti di cui parla? Per fare squadra occorre prima di tutto continuare a innalzare la qualità e la specializzazione delle lavorazioni. Solo così la categoria può confermarsi partner indispensabile degli agricoltori, garantendo rese costanti e mantenendo fertili i


terreni.A Padova, per esempio, abbiamo realizzato un campo prova trattori per formare gli operatori “non incaricati” anche all'uso delle tecnologie più avanzate. Inoltre, dopo che Regione Veneto ha approvato la legge regionale sulla qualificazione delle imprese agromeccaniche, si sono creati i presupposti per la realizzazione, come in Lombardia, di un Albo dei Contoterzisti (Registro delle imprese agromeccaniche).

Che vantaggi potrebbe avere un'impresa conto terzi scritta a un albo? Sarebbe finalmente marcata una linea netta tra gli operatori professionali e chi solo si improvvisa contoterzista. Con l'albo la Pubblica Amministrazione sarebbe sollecitata a indire bandi riservati a imprese iscritte. Allo stesso modo, gli agricoltori preferirebbero rivolgersi a professionisti in grado di svolgere lavorazioni rispettose dei terreni e di proporre soluzioni economicamente sostenibili dalle stesse aziende agricole.Infine per le aziende registrate all’albo dovrebbero esserci meno controlli burocratici, e più controlli per chi decide di restare fuori. L’obiettivo è il pieno riconoscimento del ruolo dei contoterzisti

“THE MOTHER REGULATION”

A rendere unica la Giornata del Contoterzista è un fatto che si ripete piacevolmente ogni edizione. Anche quest’anno, infatti, quasi 300 contoterzisti, professionisti abituati a stare sì seduti, ma a bordo di trattori, si sono riuniti attenti e interessati per quasi 4 Francesco La Gamba direttore di A.P.I.U.M.A.I. ore ad ascoltare non solo le novità di Padova del PAN, con le relazioni di Cristiano Baldoin dell’Università di Padova e di Gabriele Zecchin del Servizio Fitosanitario della Regione del Veneto, quelle tecniche presentate da Bayer, ma anche quelle fiscali e normative. Il segreto sta nella totale dedizione e nella qualità dei servizi resi alle imprese associate dall’Apiumai di Padova con il direttore Francesco La Gamba e i suoi collaboratori. Disponibilità e preparazione in materia di gasolio agricolo, Legge di stabilità 2016 con i maxi ammortamenti, IMU, TASI , IRAP, novità in agricoltura ecc. E poi revisione delle macchine agricole e operatrici e rilascio dei “patentini”. Tra novità tecniche e normative del 2016 su cui il direttore La Gamba ha più attirato l’attenzione del pubblico della Giornata del Contoterzista è stata la Mother Regulation. “È entrata in vigore dal primo gennaio 2016”, ha spiegato. “Si tratta di un regolamento comuni-tario che si applica a tutte le nuove omologazioni di trattori, rimorchi e macchine trainate, che aprirà la strada al superamento degli assurdi vincoli finora posti dalle norme nazionali in tema di masse delle macchine agricole e di trasporti”. Probabilmente impegnerà i costruttori a ri-omologare anche i vecchi mezzi, seguendo indicazioni più semplici circa ganci traino, emissioni, serbatoi e dispositivi di segnalazione visiva.

CAMPO PROVA Si è appena concluso il primo corso trattori per il rilascio del “patentino” alle nuove leve, ossia a chi non è incaricato all’uso di tali mezzi agricoli al 31/12/2015, che l’A.P.I.U.M.A.I. ha voluto organizzare, con la consulenza di Tiziana Schiavo, nel pieno rispetto delle norme in materia. Per rendere possibili le prove pratiche, la ditta Merlin (Damiano, Marco e Stefano) ha messo a disposizione dei terreni alle porte di Padova per la realizzazione di un campo prova completo di pendenze, montagnole, ostacoli, così come richiesto dalla normativa. Oltre ai terreni, la ditta fornisce un parco mezzi importante composto da trattori gommati, rimorchi a uno e a due assi e attrezzi anteriori, posteriori e laterali. Gli stessi titolari dell’azienda sono a disposizione come docenti. “Il campo prova permette di eseguire numerose manovre”, ha spiegato Damiano Merlin. “Si inizia imparando a portare trattori con attrezzi sia anteriori sia posteriori su un tragitto leggermente in salita, in direzione di un argine. Quindi si ripercorre lo stesso tragitto in discesa. Abbiamo anche percorsi con strettoie, asperità, montagnole e pendenze realizzate ad hoc per sentire l'effetto deriva a causa della pendenza e quello del rimorchio sulla trazione e l’impianto frenante. Insegniamo inoltre la manovra di parcheggio con rimorchio a due assi, la retromarcia e lo sfalcio dell'erba lungo gli argini, una situazione, questa, tipica del nostro territorio”.

in agricoltura. E su questo punto non abbasseremo mai la guardia, ma sono anche certo che la nostra caparbia fiducia nel futuro, unita alla consapevolezza dell’importanza del nostro ruolo all’interno del comparto agricolo, ci farà superare anche questi momenti di crisi economica. Magari, come detto, finalmente coadiuvati da una politica di rilancio del settore primario, soprattutto nella commercializzazione dei cereali, e da un Governo che miri ad una seria e duratura riorganizzazione generale dell’agricoltura italiana, da troppi anni lasciata all’improvvisazione di pochi soggetti e alle spinte speculative di centri di potere economico che poco hanno a che fare con i legittimi interessi ed aspettative del mondo agricolo. FEBBRAIO 2016|MONDO AGRICOLO|III


NOTIZIE

Una semina stellare A Cremonae Lodi contoterzisti sempre più precisi in campo grazie allascuola Apima Uncai di guida satellitare ell’agricoltura italiana per cosa si usa la guida satellitare? Prima di tutto per una buona semina e una buona concimazione, per lavorare sulla fila e per i trattamenti. L’autoguida, poi, permette di arare, tracciando solchi perfettamente rettilinei, preparare il terreno con un coltivatore combinato ed evitare sovrapposizioni con una precisione fino a 2 cm.Anno dopo anno i sistemi di guida satellitare diventano sempre più precisi, e per i contoterzisti è importante sapere se i mezzi presenti in azienda, sia grandi sia sotto i 150 cv, possano essere upgradati con il meglio in fatto di guida parallela o automatica. L’obiettivo del corso sui sistemi GPS organizzato da Apima tra Cremona e Lodi, con lezioni teoriche in aula e prove in campo presso le aziende agricole Duchi e Bianchini, era proprio questo, l’ottimizzazione del parco macchine e i vantaggi del GPS per i contoterzisti.

antiparassitari e concimi.“Tutto nella logica di ottenere massima produttività per il parco macchine dell’Azienda Agromeccanica e razionalizzare al massimo l’utilizzo dei mezzi tecnici, con evidenti benefici economici per l’azienda agricola”, ha spiegato Matteo Ceron di Spektra Agri, uno dei docenti insieme al collega Mario Scaburri.Le potenzialità del Precision Farming sono ulteriormente potenziate dalla tecnologia i ISO-BUS, che rende superfluo il doppio processo di raccolta e archiviazione delle informazioni grazie alla compatibilità tra trattore, attrezzo e computer di bordo.“Tra i vantaggi del GPS c’è la preparazione del terreno con erpicatura o minima lavorazione da 5 a 6 metri, evitando le normali sovrapposizioni in media del 10%.Mentre per la semina è ormai indispensabile lavorare con sistemi RTK che hanno un errore massimo di circa 2 cm”. Per avere una semina stellare, “l’investimento è ancora importante, ma ci arriviamo e i costi stanno calando”, il commento a caldo di chi ha frequentato il corso. Coi tempi che corrono, è fondaSISTEMI DI GUIDA.Il corso,finanziato da mentale disporre in azienda di sistemi Foragri e realizzato in collaborazione con che garantiscano una minor perdita di seStudio T Con Zero e Spektra Agri, ha mo- me e di diserbo, più fertilità dei terreni, strato ad operatori di diverse aziende più resa e meno consumi di gasolio. In conto terzi come il GPS permetta anche breve, i costi delle lavorazioni diventano di ottimizzare la gestione delle macchine più sostenibili e gli investimenti in atagricole, i tempi di lavorazione, l’utilizzo trezzatura e macchinari sono ammortizdi carburante, la distribuzione di sementi, zati meglio. L'operatore può, inoltre,“di-

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sinteressarsi” della guida: una volta registrati i confini del campo,operazione che richiede però un po’di tempo solo la prima volta, basta premere il tasto dell'autoguida perché il sistema agganci la linea virtuale più vicina e conduca il trattore su di essa, con notevole riduzione dello stress dell’operatore. SOFTWARE GESTONALE. Alle attrezzature e ai sistemi di guida satellitare fa da spalla un software gestionale che permetta di raccogliere i dati memorizzati in campo dal GPS.Durante il corso è stato testato Farm Works, commercializzato da Spektra Agri.Permette di vedere su mappe satellitari dove è andato l’operatore, ricreare mappe di distribuzione e concimazione e creare mappe di produzione.“Raccolte tutte queste informazioni – ha illustrato Mario Scaburri durante il corso – l’utente ha la possibilità di fare un’analisi dei costi colturali e creare mappe di prescrizione (concimazione, semina, diserbo, a dosaggio variabile), riportare queste ultime sul computer di bordo per eseguire il secondo livello dell’agricoltura di precisione, sapendo con esattezza quanto seme, concime, diserbo occorrerà distribuire in ogni parte del campo, secondo le necessità della coltura, con l’obiettivo del massimo reddito per il contoterzista di gitale e i suoi clienti”.


SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO

Innovazione a tutto campo La kermesse dei giovani agricoltori di Confagricoltura Vercelli-Biella, è diventata la più importante in Europa

di Anna Gagliardi

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on i suoi trentanove anni la Fiera in Campo ® di Caresanablot a Vercelli, in programma sabato 27 e domenica 28 febbraio, è tuttora un appuntamento imperdibile per chi vuole conoscere le novità del comparto risicolo, in particolare in relazione a macchine e tecnologie applicate all’agricoltura. L’attenzione dell’edizione 2016 è pun-

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tata sulle nuove frontiere relative alla coltivazione del riso, che in questa porzione di Piemonte traina l’economia del settore primario e non solo. La fiera di Caresanablot, organizzata da sempre dai giovani agricoltori dell’Anga Vercelli – Biella, è diventata negli anni la più importante del comparto a livello europeo. Il tema di apertura questa volta è l’agricoltura di precisione e verrà sviluppato nell’anteprima di venerdì mattina, 26 febbraio, nel convegno intitolato “Nuove tecnologie per una risicoltura più attenta”, promosso da Spektra Agri, il principale sponsor della fiera. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione sullo sviluppo delle nuove tecnologie legate ai vari aspetti della risicoltura di precisione, coinvolgendo, tra i relatori, i risicoltori che hanno già adottato nelle loro aziende queste innovazioni. Il pubblico avrà anche l’opportunità di confrontarsi con i colleghi per chiarire dubbi, curiosità e aspetti tecnici. I battenti di Caresanablot si apriranno ufficialmente al pubblico il giorno dopo: ad accogliere i visitatori 120 espositori in 15.000 metri quadrati di padiglioni. L’obiettivo dell’Anga Vercelli –


L’obiettivo: confermare le 20 mila presenze dell’anno scorso & Bresciani, fornitore di materie prime per la risicoltura. Dalle ultime novità alle macchine di un tempo: in collaborazione con il Club Cavalli d’Acciaio sarà allestita l’esposizione di mezzi d’epoca, mentre in uno spazio attrezzato sarà possibile mettersi alla prova con il test drive. “Il messaggio della 39esima edizione della Fiera in campo ® è ‘Scoprila, ascoltala, vivila!’ – afferma il presidente di Anga Vercelli e Biella, Giovanni Coppo, alla sua prima esperienza alla manifestazione in qualità di leader provinciale dei giovani di Confagricoltura –. Vogliamo infatti sottolineare la componente di interazione tra l’organizzazione e il pubblico, tra agricoltori ed espositori, che connota l’edizioBiella è di confermare le 20.000 pre- Nei due giorni di fiera si potrà ne 2016. I momenti di incontro sono senze raggiunte nell’edizione dello prendere parte alle due sessioni molteplici e affrontano vari temi, anscorso anno. quotidiane, una al mattino e l’altra che quelli di attualità, come il Programma di Sviluppo Rurale, che ancoPiatto forte del week end vercellese al pomeriggio. sono le prove in campo, tradizionale L’area coperta di Caresanablot è dedi- ra oggi manifesta grosse criticità per le appuntamento con i principali co- cata alle macchine agricole e comple- imprese agricole piemontesi”. struttori di macchine agricole che ta l’offerta sull’innovazione con Nel “Fuori Campo”, il fuori salone delmettono a disposizione i mezzi su 40 un’ampia esposizione di mezzi spetta- la Fiera in Campo ®, che si terrà al priettari di risaia adiacenti al padiglione. colari per modernità e funzioni. Im- mo piano del padiglione fieristico di portante anche la presenza degli altri Caresanablot, sono previsti numerosi sponsor di Fiera in campo ®: Landini, appuntamenti e occasioni di inconGiovani di Anga Vercelli leader nel comparto trattori, e Perazzo tro. Da segnalare un corso di formacon il presidente Giovanni Coppo zione diviso in due moduli, dedicato al territorio vercellese, con approfondimenti sul territorio dal punto di vista culturale, paesaggistico, storico, e, ovviamente, agricolo. All’insegna dell’ecosostenibilità, invece, il tema della riunione con un’impresa biellese specializzata nella costruzione di case di paglia che in fiera incontrerà gli agricoltori per sviluppare una filiera corta partendo dall’approvvigionamento di paglia di riso proprio dai produttori della zona. Domenica, infine, è in programma una dimostrazione sull’addestramento di cani guida per non vedenti, a cura del Centro di Limbiate e in collaborazione con il Lions Club di Vercelli. FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |39


SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO

Agrofarmaci e sostenibilità Convegno a Mortara: l’utilizzo dei prodotti fitosanitari è sempre più indirizzato a diminuire l’impatto sulla salute e sull’ambiente. Il problema della resistenza agli erbicidi

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Mortara (Pavia), in un’area vocata alla risicoltura, Confagricoltura ha approfondito il tema dei fitofarmaci in questa coltivazione. Lo ha fatto presso la gremita sala della Borsa Merci. «Una partecipazione così massiccia - ha sottolineato, nel saluto ai partecipanti, il presidente della Borsa Merci e di Confagricoltura Pavia Fulco Gallarati Scotti – è il segno preciso che il tema del convegno è particolarmente sentito dalle aziende, per le quali è difficile districarsi tra vincoli normativi e ambientali sempre più gravosi, scarsità di ricerca ed innovazione e riduzione degli spazi di redditività». I lavori convegnistici sono partiti con una serie di approfondimenti tecnici. In particolare Beniamino Cavagna del Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia ed Elena Anselmetti della DG Ambiente di Regione Piemonte, hanno illustrato le limitazioni e le regole che le rispettive Regioni hanno imposto sull’ uso di alcune sostanze attive in agricoltura ed in risicoltura in particolare. Momento clou dell’incontro di Mortara è stata la tavola rotonda moderata dal giornalista Paolo Viana da cui è emerso come la gestione delle piante

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infestanti sia una delle principali problematiche per la risicoltura italiana. Il quadro normativo di riferimento per l’utilizzo degli agrofarmaci, sempre più indirizzato verso un uso sostenibile a ridotto impatto sulla salute e sull’ambiente, ha diminuito di circa il 70% i principi attivi disponibili sul mercato, determinando tuttavia anche una forte limitazione dei meccanismi d’azione utili impiegabili per la difesa delle colture, favorendo nel tempo l’insorgenza di resistenze. «La diffusione di fenomeni di resistenza agli erbicidi provoca - ha dichiarato il presidente dell’Ente Nazionale Risi Paolo Carrà - gravi danni alla coltivazione risicola, in termini di calo di produttività, ma anche di aumento di impiego di diserbanti per compensare le perdite di efficacia e di incremento dei costi produttivi». «Il futuro del riso italiano - ha aggiunto Mario Francese, presidente di AIRI (Associazione industrie risiere italiane) - si fonda sulla capacità della filiera di disporre di nuove varietà, stabili e produttive, ma anche di prodotti efficaci che le proteggano da malattie e parassiti, affinché i nostri risi possano


mantenere l’alta qualità e la salubrità che i consumatori richiedono». Le criticità nella pratica del diserbo sono state confermate dal prof.Aldo Ferrero, docente di Scienze Agrarie dell’Università di Torino. «Nelle condizioni attuali bisogna ricorrere – ha osservato - a programmi di gestione basati sull’applicazione combinata di diserbanti, scelti in maniera appropriata, ed a pratiche operative in grado di limitare l’aggressività delle malerbe e di valorizzare l’efficacia dei prodotti impiegati, contenendo il rischio di contaminazione ambientale». L’impegno a operare per la sostenibilità in una logica di filiera ha trovato pienamente d’accordo Basf, azienda chimica leader al mondo. «Ritengo - ha commentato Alberto Ancora, responsabile della Divisione Crop Protection Sud Europa di Basf - che la sostenibilità sia un fattore critico di successo per la risicoltura italiana. Per garantire la competitività del comparto, deve essere vissuta come un impegno, a garanzia della libertà di operare in modo responsabile. L'impegno verso la sostenibilità deve essere comune lungo la filiera e passare attraverso azioni

sistema ma, prima di tutto, e occorre creare le condizioni per assicurare un futuro alle imprese – ha commentato il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi -. Coniugare sostenibilità e competitività deve divenire l’occoncrete. Dalla messa a punto di solu- casione di rilancio dell’eccellenza itazioni sostenibili da parte dell’industria, liana e non l’ulteriore causa di perdita alla promozione di un uso responsabi- di competitività nei confronti dei prole della tecnologia fino alla valorizza- dotti da paesi extracomunitari. In quezione della produzione dell’azienda ri- sto contesto non servono i diktat norsicola». «Bisogna premiare i comporta- mativi, ma politiche e incentivi che menti virtuosi che tutelano l’agroeco- aiutino i cambiamenti». (G. M.)

Guidi: «Occorrono politiche e incentivi che aiutino i cambiamenti»

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SPECIALE RISO E FIERA IN CAMPO

Riso preciso Una storia di impresa familiare di successo nel novarese. La Tenuta Motta di Paola Battioli coltiva cereali con grande attenzione all’innovazione

di Elisabetta Tufarelli

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aola Battioli, imprenditrice familiare risicola, è la settima generazione di imprenditori agricoli che conduce, dalla metà dell’800, duecento ettari ad indirizzo risicolo, a San Pietro di Mosezzo, in provincia di Novara.“Sono figlia d’arte e ho fatto studi agrari – racconta -. Prendere le redini dell’azienda è stato un percorso naturale. L’incontro, poi, con un altro agricoltore, mio marito Antonio, ha contribuito alla logica evoluzione dell’impresa, dalla monocoltura riso alla diversificazione aziendale. Produciamo anche, in rotazione, mais, grano e soia”. Oggi la tenuta Motta è gestita da una squadra impegnata a 360°: Paola Battioli, suo marito Antonio Chiò e i tre figli, Giovanni,Alessandro e Giacomo.“Siamo attenti all’innovazione e, negli ultimi anni, abbiamo puntato ad evolvere metodi e conce-

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Giovanni, Alessandro e Giacomo Chiò

zione di coltivazione. Come madre – continua l’imprenditrice, che è anche presidente di Confagricoltura Novara sono convinta che occorra spianare la strada ai figli attraverso l’utilizzazione del progresso, adattandolo alle nostre esigenze e creando le basi per dare prospettive al nostro lavoro. In futuro ci sarà senz’altro un altro tipo di conduzione e, di conseguenza, vanno esplorati nuovi orizzonti”. In azienda si pratica l’agricoltura di precisione che, soprattutto in risicoltura, ha cominciato ad essere sperimentata dagli anni ’80, con l’introduzione del laser per il livellamento. “Coltivare il riso – spiega Paola Battioli - è una sfida che si combatte, oltre che sulla qualità, sui centimetri e sulla conoscenza dei dati, che vengono immagazzinati dal computer e resi disponibili per essere controllati e valutati in modo da riuscire ad effettuare interventi agronomici mirati ed effettiva-


Un’azienda innovativa, che negli ultimi dieci anni ha stravolto i metodi produttivi mente necessari, senza sprechi. Siamo da sempre un’azienda innovativa che, negli ultimi dieci anni, ha stravolto metodi e concezione di coltivazione, applicando agricoltura di precisione, realizzando il marchio Riso Preciso, per attribuire un valore aggiunto al prodotto finale”. In azienda non si fermano mai. Si effettuano prove varietali, si è iniziata a sperimentare la trasformazione di una piccola parte della produzione e si produce riso macrobiotico in collaborazione con una società specializzata proprio nella commercializzazione di questo tipo prodotti.“In noi imprenditori risicoli – mette in evidenza Battioli - c’è certamente preoccupazione per le difficoltà a livello di produzione, per i costi sempre più alti e per le importazioni da Vietnam, Cambogia e Myan-

Paola Battioli

mar. Ma anche l’approvazione del Ttip (l’accordo commerciale tra Usa e Ue) potrebbe portare all’immissione sul mercato nazionale di risone americano. Non aiutano nemmeno le nuove regole della Pac e i Psr, sempre più complicati e difficoltosi. Abbiamo bisogno di tutela, ma occorre anche impegnarsi

per creare una filiera riso finalmente compatta, darci regole nuove e puntare sulla sempre maggior qualità delle varietà che produciamo, determinante per valorizzare il ‘made in Italy’ in ambito internazionale. E dobbiamo essere capaci di dare valore aggiunto alle nostre produzioni”.


SPECIALE MAIS

Pannocchia in pericolo 44| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016


La produzione maidicola è la metà di quella degli anni ’90. Quello che era l’ unico cereale di cui l’Italia era autosufficiente, ora viene importato per 4 milioni di tonnellate

di Marco Aurelio Pasti presidente di AMI (Ass. Maiscoltori Italiani)

guardare l’evoluzione negli ultimi dieci anni delle superfici a mais in Italia possiamo constatare una forte diminuzione del mais da granella e un certo incremento del mais raccolto come foraggio verde per l’insilamento. Probabilmente i dati Istat sottostimano gli ettari raccolti da mais insilato e sovrastimano gli ettari raccolti come granella. Secondo Assoseme, l’associazione delle ditte sementiere, il seme ibrido venduto in Italia basta a malapena a seminare un milione di ettari di mais e, considerando che il mais insilato tra zootecnia e biogas supera i 380 mila ettari, è facilmente deducibile che le superfici raccolte come granella siano inferiori a 620 mila ettari. E’ quindi verosimile che nel 2015 la produzione di mais in granella sia compresa tra i 5

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e i 6 milioni di tonnellate. Questo dato, assai inferiore rispetto a quello ancora provvisorio dell’Istat, è poco più della metà di quello che si produceva alla fine degli anni ‘90 e testimonia la grave crisi che sta vivendo questa coltura. In pratica il mais,

Il declino è dovuto a calo dei prezzi, stagnazione delle rese e micotossine che era l’unico cereale di cui l’Italia era autosufficiente, ora viene importato per un quantitativo prossimo ai 4 milioni di tonnellate e per un valore di circa 800 milioni di euro. Ma cosa ci ha portato ad una simile débâcle? Ad analizzare bene i dati il declino è dovuto ad un insieme di concause tra cui le più importanti sono il calo dei prezzi, la stagnazione delle rese e la maggior presenza di micotossine con limiti comunitari più restrittivi. Il calo dei prezzi è pro-

babilmente il fattore più importante se pensiamo che in un trentennio il prezzo al netto dell’inflazione si è ridotto di tre volte. La riforma Mac Sharry, che per prima ha introdotto un parziale disaccoppiamento, nel 1992 aveva previsto una compensazione per la riduzione dei prezzi da aggiornare per l’inflazione, poi dal 2003 abbiamo perso l’aggiornamento dell’inflazione e i fondi previsti per compensare il calo di prezzi di cereali e carne bovina sono stati distribuiti nelle successive riforme tra più Paesi membri e a più filiere, così da dimezzare gli importi inizialmente previsti. Il calo dei prezzi ha probabilmente inciso anche sulle rese, poiché in una coltura che vale meno si tende a risparmiare input e a dedicare più attenzione a colture/attività più redditizie. Sul mancato aumento delle rese ha inciso certamente anche l’impossibilità di utilizzo del mais resistente alla piralide, che in pianura padana causa perdite produttive stimabili tra il 10 ed il 20% FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |45


SPECIALE MAIS

del raccolto. Il divieto di utilizzo del mais resistente alla piralide ha poi inciso pesantemente sulla problematica delle micotossine poiché gli attacchi di questo insetto sono direttamente connessi con il contenuto di fumonisine, la micotossina più presente nel nostro mais, e aumentano anche il rischio di sviluppo di aflatossine nelle annate più calde, poiché gli attacchi di piralide aumentano lo stress della pianta. In pratica il divieto di utilizzo degli Ogm non crea spazi commerciali “protetti”, come sostenuto da alcune organizzazioni agricole, poiché l’offerta di prodotto non Ogm supera la domanda (valutabile per l’uso mangimistico attorno al 10% della produzione nazionale), deprezza il nostro prodotto perché spesso più contaminato da micotossine e spinge l’industria mangimistica a coprirsi sui mercati esteri deprimendo i prezzi nazionali. Quindi al danno di perdere il 10-20% di produzione si aggiunge la beffa di spuntare prezzi più bassi rispetto al mais d’importazione. Nel 2015 c’è stata una modifica dei regolamenti comunitari per permettere agli Stati membri di vietare la coltivazione delle piante Ogm approvate per la coltivazione a livello comunitario, anche senza evidenze di pericolo per il consumatore o per l’ambiente. Sempre nel 2015 è stata respinta l’altra proposta della Com-

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PREZZI DEL MAIS IN ITALIA E USA

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per la suscettibilità al Fusarium graminearum, caratterizzazione già fatta in Francia e che invece qui da noi non viene ancora fatta o, ancorché fatta, non viene resa di dominio pubblico. Parte dei problemi che affligmissione che prevedeva la libertà gono la nostra maiscoltura potrebbeper gli stati membri di vietare l’im- ro quindi essere risolti. Il governo portazione di Ogm approvati per il non è favorevole alla coltivazione consumo a livello comunitario. In del mais resistente alla piralide visto pratica si è legalmente consolidato il che in autunno ha chiesto per voce paradosso kafkiano che gli Ogm pos- di ben tre ministri, Agricoltura Amsiamo importarli e consumarli ma biente e Salute, l’esclusione dell’intenon possiamo produrli. Questo è de- ro territorio nazionale dalla coltivaleterio per la nostra maiscoltura po- zione del mais Mon810, comprensinendoci in una situazione di concor- bilmente interpretando il volere delrenza sleale con i produttori esteri, la maggioranza dei cittadini italiani e aggravata dai sempre più striminziti degli operatori del settore agroalicontributi PAC. mentare. Sarebbe però un segnale Oggi i problemi legati alla presenza importante per il comparto maidicodelle tre più importanti micotossine, lo se il governo realizzasse alcuni aflatossine, fumonisine e Deossiniva- campi sperimentali per raccogliere lenolo, potrebbero essere gestiti gra- dati sul mais resistente alla piralide. zie ai progressi della scienza. Le afla- In fondo l’opinione pubblica non si tossine da quest’anno possono esse- è mai schierata contro la sperimenre gestite grazie alla disponibilità di tazione. Potremmo sapere, ad esemceppi di aspergillo che non produ- pio, quanta acqua, energia, superficono aflatossine e che possono esse- cie, concimi e agrofarmaci sono nere distribuiti in campo prima della cessari per produrre in pianura palevata del mais per competere con i dana 1 kg di mais resistente alla piraceppi aflatossigeni naturalmente lide e 1 kg di mais convenzionale. Il presenti. Le fumonisine potrebbero governo potrebbe promuovere la dida molti anni essere gestite grazie al vulgazione di questi dati per permais resistente alla piralide. Il Deos- mettere un’informazione basata su sinivalenolo potrebbe essere gefatti concreti. L’Italia stito grazie alla possibilità di rinnega anche la specaratterizzare le varietà rimentazione. Mentre la Francia ha stanziato fondi di ricerca pubblici - per studiare anche il germoplasma delle varietà conservate a Bergamo - i nostri ricercatori non riescono ad ottenere finanziamenti PRIN per tali ricerche. Il mais poi non sarà oggetto di studio nel programma di ricerca sulle “new breeding techniques” finanziato con 21 milioni di euro dal Mipaaf. La strada per la maiscoltura italiana resta tutta in salita.

«Viviamo il paradosso che gli Ogm possiamo importarli e consumarli ma non produrli»


A T T U A L I TÀ C U L T U R A

coinvolgono e sconvolgono il visitatore. La mostra fotografica di Syngenta sarà visitabile presso il Museo Civico Ala Ponzone, dove avrà una sistemazione d’eccezione: la Sala delle Colonne; è quella che introduce al celebre quadro di Giuseppe Arcimboldo, Scherzo di ortaggi, meglio noto come L’Ortolano, che ha ispirato la mascotte di Expo 2015. Il fil rouge che unisce la cinquecentesca opera dell’Arcimboldo - rientrata a Cremona dopo essere stata esposta all’interno del Padiglione Italia - e le immagini selezionate per la mostra “Scarcity-Waste-Syngenta Photography Award” risiede proprio nelle tematiche, sempre attuali, che hanno animato l’Esposizione Universale. Insomma si vuole mantenere viva l’attenzione sul tema di Expo “Nutrire il pianeta”, facendo tesoro di quanto Expo ha espresso. Tutti gli scatti d’autore della mostra fanno riflettere sulla situazione attuale del Pianeta, in cui la quantità di risorse che utilizziamo e di rifiuti che produciamo richiederebbe già oggi un pianeta e mezzo. Allo stesso tempo ricordano le neta.L’edizione 2015 del Syngenta Pho- principali sfide che l’umanità si trova tography Award ha coinvolto fotografi ad affrontare: come garantire alle prosprofessionisti e amatoriali di tutto il sime generazioni superfici coltivabili, mondo chiamati a esplorare a tutto ton- cibo e acqua a sufficienza. Su queste do il tema “Scarcity-Waste” (scarsita- premesse si registra l’impegno di Synspreco). Gli scatti sono stati valutati da genta, che è diretto a «consentire la creun’autorevole giuria internazionale; scita economica e la creazione di un fuquelli selezionati (ed ora esposti) han- turo sostenibile attraverso il progresso no un filo comune. Ognuno di essi è al- tecnologico». A suo avviso si può e si lo stesso tempo uno spaccato del pre- deve coniugare sviluppo e sostenibilità sente e una riflessione sul futuro. Foto- e lo si può fare attraverso l’innovazione (G. M.) grafie di grande forza evocativa che tecnologica.

L’impatto dell’uomo sul pianeta Mostra fotografica di Syngenta su scarsità e spreco. I temi dell’Expo vengono approfonditi dagli scatti d’autore

iamo entrati in un nuovo periodo nella storia della Terra,l’antropocene.Il termine indica l'epoca geologica attuale in cui, all'uomo e alla sua attività, vanno attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche. La mostra fotografica che Syngenta propone a Cremona,dall’1 marzo al 17 aprile, è dedicata proprio al tema dell’impatto dell’attività umana sul pia-

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GLI IMPE IMPEGNI GNI N CONCRETI PER P IL FUTURO O DELL DELL’AGRICOLTURA L’A ’ GRICOLTTURA The Good Growth Plann - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - è l’ambizioso l piano relativo all’impegno all’imppegno concreto che Syngenta intende assumere assumeere per contribuire alla sicurezza alimentare a dell’ambieente. The Good Growth Plan consiste consisste in tre sfide e sei nel rispetto dell’ambiente. impegni misurabili con cui cuui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia salvaguardia dell’ambiente dell’ambiente possono coesisteree e che l’aumento della produzione agricola agriccola può avvenire in modo sostenibile, sosteniibile, senza spreco di risorse. risorse. Il piano “The “Th G G h Plan Pl - Gli impegni iimpegnnii concretii per il futuro f ddell’agr ll’ ricoltura” nel contesto agricol lo italiano Goodd Growth dell’agricoltura” agricolo si basa su 3 element ti fondamentali declinati declinati in pro ogetti specifici: specifici: elementi progetti

t Promuovere Promuovere un’Agricoltura Intensiva Intensiva Sostenibile S t Salvaguardare Salvaguaardare la qualità delle prod produzioni duzioni t Promuo Promuovere vere le pec peculiarità uliarità delle filiere agroal agroalimentari imentari italiane Gestionee multifunzionale del territo territorio orio

Water W a Optimization Corn ater

Mira a dimostrare d come un’agricolturaa intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversitàà possano coesistere sfruttando sfruttanddo le aree marginali delle d aziende agricole come i bordi bordi campo.

è un u programma di coltivazione cre creato eato per ottimizzare le risorse idriche nella coltura del deel mais grazie alla com mbinazione di ricerca geneticaa tradizionale con combinazione pro ogrammi di semina e difesa fitosanitaria. fitosaanitaria. programmi

Grano Ar Armando rmando

HYVIDO HY YVIDO

è un contra contratto atto di filiera che permette di gara garantire antire grano di qualità 1100% 00% italiano a un marchio di past ta premium pasta del pastificio pastificio De Matteis.

Ra Rappresenta appresenta la tecnologia svilupp sviluppata pata da Syngenta pe produrre orzo di qualità in perr aiutare gli agricoltori a produrre qu antità, grazie alla combinazione di di nuovi ibridi di orzo quantità, conn un protocollo di coltivazione studiato studdiato per consentire un unaa massimizzazione delle rese.

Protocollili di qualità per la filiera vit Protocol vitivinicola tivinicola è un protocollo protoocollo di coltivazione per l’uva l uva da tavola e l’uva daa vino sviluppato per soddisfare i requisiti sostenibbilità della Grande Distribuzione che sono di sostenibilità richiesti ai produttori viti-vinicoli per favorirnee l’accesso ai mercati.

Filiera dii Qualità del P Pomodoro omodoro da Industria I

Formazione Foormazione sulla sicurezzaa alimentare, la tutela tu tela del lavoratore e dell’a dell’ambiente ambiente Haa lo scopo di sensibilizzare chi lavora laavora in agricoltura ad avere un ruolo centrale in termini termini di responsabilità sociale, soc ciale, di tutela della salute e dell’ambiente. dell’aambiente.

è un protoc protocollo collo di coltivazione del pomodoro da d industria trasformatori che aiuta a far sistema tra produttori e tra asformatori italiani e a rispondere ai requisiti di sostenibilità sosteenibilità dei mercati nazionali nazzionali e internazionali.

t Sementi t Agrofarmaci Agrofarrmaci t Insetti ausiliari TM t Ser Servizi vizi add alto valore aaggiunto ggiunto t Programmi Prrogrammi di Agricoltura Responsabile R Scopri tutti i dettagli e sca scarica arica le sc schede hede dei progetti sul sito s www www.syngenta.it .syngenta.it nella sezione The The Good Gro Growth wtth Plan Plan


A T T U A L I TÀ P R E V I D E N Z A

Interventi chirurgici: io “Prevengo” Mutua Fima propone una polizza sanitaria per i grandi interventi. La tranquillità di avere, a costi convenienti, la più qualificata assistenza medica di Elisabetta Tufarelli 50| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

a salute è un bene prezioso e importantissimo. Un patrimonio che va difeso e protetto. Oltre al sistema sanitario nazionale, le polizze malattia propongono interessanti garanzie integrative per l’assistenza. “Il problema salute – ha spiegato Angelo Santori, presidente di Mutua Fima, la società di mutuo soccorso di Confagricoltura - ha un impatto con la realtà delle strutture pubbliche, che non possono garantire l’immediatezza delle prestazioni.Abbiamo scelto forme

L

di previdenza sanitaria tagliate su misura per le diverse esigenze dei cittadini, permettendo di scegliere il prodotto più adatto alle loro necessità, mettendo in primo piano la grande cura per la qualità dei servizi offerti, sempre a prezzi concorrenziali”. Mutua Fima è nata proprio per mettere a disposizione degli associati, dei loro familiari e dei cittadini in generale la grande esperienza di una società di mutuo soccorso e per garantire la più qualificata assistenza in caso di malattia, infortunio e patologie invalidanti in Italia e all’estero.


Prodotti di qualità, ma anche flessibili, detraibili fiscalmente al 19%, senza limiti territoriali e non vincolanti per l’assicurato perché le prestazioni sono annuali. Oltre a Verde Salute e Fima dental card, Mutua Fima propone il nuovo prodotto, Prevengo, ancora più innovativo ed interessante, oltre che molto conveniente sotto il profilo economico, pur continuando, comunque, ad assicurare interessanti garanzie integrative per l’assistenza malattie. “Prevengo, nelle due formule base e plus, oltre alle alte prestazioni ed ai costi contenuti, è il primo dei sussidi che Mutua Fima ha concepito nella nuova veste di Cassa Sanitaria, iscritta da quest’anno all’anagrafe fondi del ministero della Salute . Questo significa – spiega Santori - che anche la nostra mutua eroga prestazioni sanitarie che possono essere base di accordi collettivi tra un’azienda e i propri dipendenti. Inoltre, in questo caso, il costo dei premi versati a Mutua Fima sarebbe total-

ti con un massimale di 300.000 euro, un capitale in caso di non autosufficienza, la copertura dell’igiene orale e tutte le prestazioni comprese nella Fima dental card. La formula Prevengo Plus, alle garanzie mente deducibile, non verrebbe inse- previste da quella base e al costo di rito in busta paga dei dipendenti e non 450 o 700 euro secondo le fasce d’età, avrebbe oneri per il datore di lavoro”. aggiunge le visite specialistiche e l’alta Il nuovo prodotto Prevengo diagnostica. è ricco di garanzie e at“Saranno attivamente impegnate le tento alle tasche dei sedi territoriali di Confagricoltura soci offrendo a tut– sottolinea il presidente della Casti un check-up onsa sanitaria – per diffondere, ancologico o cardioche presso le aziende associate, vascolare a scelta, questa importante opportunità. I una tantum. La sua prodotti scelti da Mutua Fima, a formula base costa partire proprio da Pre200 euro nella fascia vengo, sono indubbiad’età fino a 49 anmente innovativi e comni e 350 fino a petitivi perché rappre70 e prevede sentano una soluzione la copernon cara, attenta alle ritura per chieste di mercato e alle circa 120 esigenze dei soci e dei Angelo Santori interven cittadini”.

Santori: «A disposizione l’ esperienza attiva della società di mutuo soccorso»


A T T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A

Torna a Surriento di Elisabetta Tufarelli

“T

Dal 2 marzo gli ‘over 65’ di Confagricoltura, dopo sette anni di assenza, tornano nella meravigliosa località della costiera amalfitana

52| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

orna a Surriento”: sulle note della celebre canzone del 1902 di Ernesto de Curtis, i pensionati di Confagricoltura si ritroveranno a Sorrento. “Siamo arrivati al nostro 37° appuntamento per il consueto ‘Soggiorno’ - dice Bruno Allegretti, presidente degli ‘over 65’ di Confagricoltura -. Un numero che ne dimostra il grande successo. In tutti questi anni abbiamo toccato molte regioni d’Italia, con una prevalenza di quelle del Sud, per evidenti ragioni climatiche

e di strutture alberghiere, ma quest’anno siamo di nuovo a Sorrento, al centro di un territorio ricco di bellezze paesaggistiche e architettoniche”. La città della Penisola Sorrentina, per il terzo anno consecutivo, si conferma nella top ten tra le destinazioni turistiche più amate al mondo nella classifica del “Global Reputation Ranking” del motore di ricerca Trivago, sulla base di oltre 200 milioni di commenti lasciati dagli utenti, provenienti da più di 250 siti di prenotazione. Questo ‘torna a Surriento’ dei pensionati di Confagricoltura è stato organizzato a mar-


zo, come di consueto, in due turni di nove giorni: dal 2 al 10 marzo e dall’11 al 19 marzo al Grand Hotel Vesuvio, l’elegante 4 stelle con una stupenda vista panoramica sulla baia di Napoli, una grande terrazza solarium e un servizio navetta gratuito per il cen-

Bruno Allegretti

il Cristo velato, il Duomo con il tesoro di San Gennaro, Napoli sotterranea; la Reggia di Capodimonte; Pompei con la visita agli scavi ed alle nuove sei domus appena restaurate; la Certosa di Padula e le grotte tro di Sorrento. «Il Soggiorno è di Pertusa. un’occasione di incontro e di dialo- Non mancheranno ovviamente i go in compagnia degli amici agricol- tour ad Amalfi e Ravello, Positano e tori provenienti da tutta Italia – ri- Capri. In particolare in occasione corda Angelo Santori, segretario ge- delle due escursioni a Pompei – che nerale degli ‘over 65’ - ma è anche si terranno nelle domeniche 6 e 13 un modo per approfondire temi marzo – verrà celebrata nel Santuaeconomici, agricoli e pensionistici. rio del Rosario una messa giubilare Nella società è necessario valorizza- con l’arcivescovo di Pompei e delere l’anziano, una risorsa fondamen- gato pontificio Tommaso Caputo. tale per le famiglie, soprattutto Meta turistica per eccellenza da in questo periodo di intermi- sempre per le sue bellezze naturali, nabile crisi”. Oltre ad un ric- artistiche e le sue tradizioni, Sorrenco programma di escursio- to è il centro più rinomato di tutta la ni: Napoli, con le sue ca- Penisola Sorrentina. La splendida ratteristiche vie Spacca- città degli agrumi, che ha dato i nanapoli, dai quartieri spa- tali a Torquato Tasso, alterna paesaggnoli a Forcella, la gi marini e montani ed è assoluta Cappella San Severo e mente da visitare.

Il “Soggiorno Pensionati” in due turni di nove giorni al Grand Hotel Vesuvio


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO LIGURIA AGRINSIEME A MARTINA

Agrinsieme Liguria a Genova ha incontrato il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina su due temi "caldi": danni alluvionali e Xylella. Per quanto riguarda il primo problema "il mese di febbraio - ha ribadito il ministro – è dedicato a completare il censimento dei danni ed alla ricerca delle risorse in un rapporto stretto con il ministero dell’Economia”. Sull’altra grande emergenza: la Xylella, ed in particolare sul rilascio del “passaporto verde” in tempi brevi, fermo restando che la procedura è in capo alle Regioni, il ministro si è reso disponibile a sostenere la proposta di Agrinsieme Liguria finalizzata a mettere in atto una procedura semplificata che, forte dell’operare in zone esenti da infezione, preveda il rilascio immediato del passaporto in base a dati autocertificati dal produttore e la conferma dello stesso a seguito di controlli puntuali del servizio fitosanitario regionale nei 60/90 giorni successivi. 54| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2016

di Elisabetta Tufarelli

CONFAGRI VENETO PER LA RACCOLTA FONDI

Dare “Aria” alla ricerca scientifica Si chiama “Aria” - associazione per la ricerca e l’innovazione agricola –l’ente no profit, costituito da Confagricoltura Veneto, che promuoverà campagne di fundraising a favore della ricerca pubblica. L'iniziativa è stata presentata a Fieragricola, a margine del convegno realizzato dall’Organizzazione sulla cisgenetica. Selezionerà i progetti di ricerca più innovativi volti al miglioramento delle prestazioni in campo agricolo, raccogliendo le risorse finanziarie per sostenerli. “Aria nasce con il supporto di noti esponenti del mondo accademico italiano e delle Università di Padova, Verona e Udine – ha spiegato Lorenzo Nicoli, presidente di Confagricoltura Veneto - per rispondere alle esigenze degli imprenditori agricoli che necessitano di soluzioni innovative per essere competitivi ai massimi livelli. Mentre la ricerca in campo biomedico è sostenuta da organizzazioni sia pubbliche che private, quella in materia di biotecnologie agricole è snobbata e non riceve finanziamenti. Il settore agricolo italiano necessita di risorse per recuperare il gap competitivo con gli altri Paesi, che vedono nella ricerca e nell’innovazione genetica in agricoltura non un problema, ma una soluzione alle sfide globali. Noi vogliamo porci come catalizzatori della ricerca e dell’inno-

vazione: in Italia abbiamo una grande tradizione nel campo, vedi il lavoro effettuato dall'Università di Udine che ha sviluppato dieci nuove varietà di viti da vino resistenti a peronospera e oidio. E’ questa la strada da seguire, per il futuro della nostra agricoltura”. Quattro le campagne di fundraising in cantiere di Aria. Si parte dalla “Campagna fiscale 5x1000”, con la possibilità per le aziende agricole di devolvere la quota fiscale a sostegno della ricerca; c’è poi “Cause Releated Marketing”, che consentirà ad aziende agricole e non di mettere in vendita alcuni prodotti per sostenere i progetti innovativi. Con “Joint Fundraising” le aziende potranno creare una loro linea di prodotti o un singolo prodotto da contrassegnare con il marchio Aria, devolvendo parte del ricavato per le attività del progetto. Infine, con “Elargizioni Inkind”, le imprese potranno decidere di sostenere la ricerca con la donazione di prodotti che verranno venduti direttamente da Aria, come le ceste di prodotti agricoli del territorio. Ma l’azione di Aria non si ferma alla raccolta fondi. Si vogliono anche promuovere le ricerche scientifiche, stimolare la formazione e lo sviluppo culturale nel campo dell’innovazione in agricoltura e incoraggiare ogni forma di cooperazione scientifica nel mondo agricolo.


CONFAGRI RAVENNA, FERRARA, FORLÌ-CESENA-RIMINI

Finalmente il fisco più vicino al cittadino

In una gremita sala convegni, si è tenuta la 20° edizione del convegno fiscale promosso assieme da Confagricoltura Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, che ha fornito importanti e attesi aggiornamenti ai soci su questa scottante materia. La Finanziaria 2015 ha rivisto completamente la fiscalità in ambito agricolo e questo convegno è stata la prima occasione importante in cui se ne è parlato nel dettaglio. Il palco dei relatori ha ospitato i presidenti di Confagricoltura Ravenna, Paolo Pasquali, di Ferrara Pier Carlo Scaramagli e di Forlì Cesena e Rimini Claudio Canali che hanno aperto i lavori rilevando come, per la prima volta dopo alcuni anni, al convegno si respiri un'aria più distesa e rilassata: quest’anno, infatti, la legge di Stabilità non ha rischiato di penalizzare con appesantimenti economici e burocratici le imprese agricole, ma ha introdotto provvedimenti volti a valorizzare e agevolare un settore così vitale e importante per il nostro Paese. Insomma va dato atto che, quest'anno, il governo ha lanciato un segnale positivo per le imprese agricole, dimostrando verso esse una nuova sensibilità. In evidenza, tra i relatori, Nicola Caputo, responsabile fiscale di Confagricol-

tura, che ha illustrato le novità fiscali introdotte dall'ultima finanziaria per quanti riguarda IMU, fabbricati, ampliamenti e acquisti di terreni e contratti di reti di impresa, facendo partire la sua analisi dall’importante decreto legge 91 del 2014, il cosiddetto decreto “Campo libero”. Per quanto riguarda l'IMU, finalmente arriva l'abolizione per IAP e CD a prescindere dal comune in cui si trovino, ma restano ancora incertezze e confusioni per le altre categorie. L’intervento di Gian Paolo Tosoni, noto esperto di diritto tributario agricolo, si è concentrato attorno a due temi principali: Irap, abolita per tutti coloro che fanno attività agricola secondo l'articolo 32, ovvero tutti coloro che fino allo scorso anno hanno pagato l'1,9% (mentre gli altri soggetti continueranno a pagare il 3,9%) e Iva, che aumenta la percentuale di compensazione per la produzione del latte (10%) e la vendita di bovini (7,65%) e suini (7,95%). Tosoni ha anche affrontato un breve approfondimento sul fotovoltaico e infine ha invitato tutti gli esperti del settore a valutare l'assegnazione dei beni ai soci entro il 30/9/2016 per tutti coloro che hanno partecipazioni in società commerciali (S.a.s., S.n.c., S.r.l., S.p.A. e S.a.p.a.).

BRESCIA PROGETTARE IL FUTURO

Il presidente di Confagricoltura Brescia Francesco Martinoni ha avviato l’annuale ciclo di incontri con i soci. Quest’anno gli appuntamenti sono ancor più importanti. “Proprio nel 2016 – ha annunciato Martinoni – la nostra associazione compierà cento anni di vita, anni in cui non è mai mancato l’apporto ai nostri soci ed è per questo che dobbiamo continuare sulla strada giusta tracciata dai nostri predecessori”. Il centesimo compleanno verrà festeggiato ad ottobre prossimo, ma sarà preceduto da tutta una serie di incontri e iniziative che presteranno attenzione a questa ricorrenza. Tra gli appuntamenti di rilievo va segnalato quello del convegno “Progettare il futuro dell’azienda agricola”, che si è tenuto l’11 febbraio. In tale occasione pensionati e giovani si sono confrontati nel comune impegno sociale. Al centro delle riflessioni la staffetta generazionale, l’esperienza degli over 65 e l’entusiasmo delle nuove leve. FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |55


Formazione: il primo focus sulla gestione dell’azienda agricola ILCORSO,SU COME OTTIMIZZARE COSTI E COMPETENZE, HA INTERESSATO TRENTA GIOVANI AGRICOLTORI Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso s.p.a.

I

l 9 febbraio, alla “Città del Gusto” di Roma, si è tenuto il sull’intuito, qualità importanti, ma che oggi, con la crisi e i primo dei corsi formativi organizzati dai Giovani di Con- cambiamenti di mercato non sono più sufficienti”. Il focus fagricoltura, realizzato con ForAgri e Enapra, in collabo- sulla gestione dell’azienda agricola, per studiare come ottirazione con il Gambero Rosso, l’azienda leader nella pro- mizzare costi e conduzione della propria impresa, ha interessato moltissimo i giovani mozione del made in Italy I L C O M M E N T O agricoltori, tanto che è stato nel mondo. Sono stati trenimmediatamente completata i giovani imprenditori Se vogliamo crescere, le to il numero di posti previche hanno aderito entusiastrategie e i sistemi del passato sti. La gestione aziendale è sticamente al primo modunon bastano più. Non è più l’insieme delle tante azioni lo di formazione sulla gesufficiente aggrapparsi al ”E’ necessarie alla vita e al sucstione aziendale. Un percorsempre stato fatto così”, perché cesso dell’impresa, che deso tagliato su misura per le per sopravvivere, svilupparsi e ve saper pianificare i propri giovani aziende che operastare sul mercato dobbiamo investimenti, puntando alla no sia a livello di produziotrasformare il nostro modo di crescita e alla diversificazione, sia di trasformazione. agire, acquisendo e sviluppando ne della propria attività. Per “Abbiamo parlato – ha spiecompetenze multidisciplinari questo è necessario comgato Raffaele Maiorano – che ci permettano di diventare sempre più professionali. Impareremo, attraverso l’innovativa metodologia didattica del piere scelte, spesso difficili, dell’indispensabile passagGambero Rosso, dal taglio pratico e operativo, a innovarci e ad e prendere decisioni che ingio da agricoltore ad iminnovare le nostre imprese attraverso business plan, conti teressano l’insieme dei vari prenditore ed i corsi di foreconomici, il costing, la gestione e l’individuazione degli standard e elementi aziendali: dalle mazione che offriamo con la reportistica, l’analisi dei costi e dei ricavi, le voci di controllo, gli persone alle tecnologie, dai il Gambero Rosso s’inquaindicatori di performance e la verifica periodica dei risultati. costi ai prodotti, per riuscidrano e contribuiscono a L’obiettivo è uno solo: maturare sempre più come imprenditori. re a fare una pianificazione sviluppare questa necessaefficace e a sviluppare le ria trasformazione. Le noRaffaele Maiorano proprie realtà imprenditostre spesso sono aziende faPresidente Nazionale Anga riali. miliari e ci basiamo in prevalenza sull’esperienza e Elisabetta Tufarelli

56 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2016


DUE GIORNI PER FARE IL PUNTO SULLE INIZIATIVE ASSOCIATIVE

A Bologna la riunione dell’ “Intercentro”

Tappa a Bologna dell’Intercentro Anga nella due giorni organizzata presso l’agriturismo “Mamma Maude” a Granarolo. Il programma è iniziato con la visita all’azienda agricola dedita alla coltivazione di patate, cipolle, seminativi e alla prima lavorazione e conservazione del prodotto. Dopo l’introduzione del vicepresidente Ugo Bagedda e il saluto del direttore di Confagricoltura Bologna Andrea Flora, che si è soffermato “sul ruolo del giovane anghino negli ultimi trent’anni”, sono iniziati i lavori alla presenza di una trentina di giovani presidenti e vicepresidenti. Tante le iniziative in cantiere. “Partirà presto una nuova comunicazione ‘social’ - ha osservato Chiara Montroni, vice presidente Anga Emilia Romagna – che potrà consentire a tutti di mettere on line le proprie esperienze professionali e aprire un confronto: una sorta di officina delle idee con un hashtag dedicato”. “Insieme a Pietro Tagliabò, responsabile comunicazione Bayer Italia – ha aggiunto Cristian Aldrovandi, componente del comitato di presidenza dei Giovani di Confagricoltura - abbiamo cercato di approfondire il rapporto di partnership già nato al convegno Quadri Dirigenti di Palermo, al fine di approntare nuove strategie di coinvolgimento della base associativa. Quindi ci

attiveremo sul territorio per organizzare una serie di giornate formative orientate alla coltivazione e difesa "intelligente" delle colture, come l’evento che si terrà a Modena in collaborazione con Anga Cuneo - sulla difesa dalla cimice asiatica”. La collaborazione sarà sempre più intensa e la rivista mensile di Bayer – ha sottolineato - pubblicherà a breve interviste di carattere tecnico fatte ai nostri associati. Al centro della seconda giornata, c’è stata la visita alla Bonifica Renana di Argenta (Fe), con focus sulle strutture di smaltimento dell’acqua piovana, l’idrovora di Saiarino, ma anche le antiche porte “vinciane” ancora funzionanti che hanno davvero attirato l’attenzione dei giovani imprenditori. Poi in aula ad ascoltare la relazione del presidente del Consorzio Giovanni Tamburini, che è stato anche presidente nazionale dei giovani di Confagricoltura: “Dall’Anga ho ricevuto molto – sono state le sue parole - ed è un piacere, per me, restituire oggi qualcosa di concreto dando l’opportunità di toccare con mano un ente di bonifica che opera bene e che può essere d’esempio per altre zone d’Italia”. Infine, la conclusione della presidente di Anga Bologna, Silvia Manzoni, nominata di recente a capo della Cavim (cooperativa vinicola imolese con circa 400 associati). “Un risultato raggiunto anche grazie all’attività sindacale svolta nell’Anga che mi ha permesso di conoscere a fondo il mondo agricolo e di apprezzarne le qualità. Porterò il mio contributo ponendo più attenzione ai giovani, alle nuove tecnologie e ai metodi di comunicazione moderni”. (Barbara Bertuzzi)

UMBRIA

Accordo con Università dei Sapori

È stato firmato un accordo di collaborazione all’Università dei Sapori di Perugia, tra UDS- Centro Internazionale di Formazione e Cultura dell’Alimentazione e i Giovani di Confagricoltura Umbria. "Questa iniziativa nasce per dare un contributo alla valorizzazione della cultura alimentare, di cui l’Università dei Sapori è fiera ambasciatrice - ha dichiarato Anna Rita Fioroni presidente UDS -. L’accordo si inserisce in ambiti strategici e trainanti per l’economia umbra in particolare, innescando sinergie positive e costruttive per valorizzare ancor più il made in Italy ed il valore aggiunto che rappresenta”. “Siamo soddisfatti – ha detto Guido Gatti, presidente dei Giovani di Confagricoltura Umbria per la stipula della convenzione. Sarà un ottimo canale per poter fare network dando la possibilità alle nostre imprese di avere maggiore visibilità, di creare occasioni di business e di consolidare e sviluppare attività di internazionalizzazione”. FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |57


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Centro commerciale per la terza età

Uno studio di Ocse rivela che, nel 2050, gli anziani nel mondo saranno 2,4 miliardi. In Italia sono già il 20% della popolazione. Occorre, con queste cifre, compiere un’analisi su come cambierà la struttura demografica del Pianeta nei prossimi 30 anni. In Giappone, nel 1963, solo 1 persona su 16 superava i 65 anni. A distanza di appena mezzo secolo gli over 65 sono diventati 1 su 4 ed ecco che a Tokio è stato aperto un centro commerciale dedicato alla terza età. Nello stesso periodo, in Italia, gli anziani sono passati da 1 su 10, a 1 su 5. Il Sindacato Pensionati di Confagricoltura mette in evidenza, continuamente, le ripercussioni sociali di questo fenomeno: “Gli anziani – spiega - rivestono un ruolo sempre più importante nell’occuparsi (a 58| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2016

costo zero) dei nipoti e anche nel contribuire al bilancio familiare”. Canta il rapper Rocco Hunt al Festival di Sanremo: «Preghiamo ogni giorno sperando ca’ nun se esaurisce a pension’ do’ nonn’» In più gli anziani danno un contributo non indifferente all’economia (negli Usa si calcola che rappresentino il 60% dei consumi). Il rapporto sottolinea che almeno la metà degli anziani di area Ocse continua a vivere in città e che i vari sistemi sanitari nazionali non sono pronti per popolazioni sempre più invecchiata. “Occorre – ha sottolineato il segretario generale degli over 65 di Confagricoltura Angelo Santori aumentare l’assistenza territoriale adeguando il modello sanitario alle reali necessità assistenziarie della popolazione”.

IL CAPPUCCIO MOLECOLARE Vivere più a lungo? Dipende dai telomeri, una sorta di “cappuccio molecolare” posto alle estremità dei cromosomi, che ha la funzione di proteggere il materiale genetico in modo che nessuna informazione venga persa. I telomeri accorciano e allungano la vita e sono considerati un indicatore di invecchiamento biologico. Precedenti ricerche hanno concluso che tra le persone con telomeri più corti, il tasso di mortalità è due volte più elevato rispetto a chi li ha più lunghi. E’ possibile allontanare l’invecc h i a m e n t o, s e m p l i c e m e n t e allungando i telomeri, ad evitare che si consumino? Questa è la domanda che si sono posti gli scienziati della Stanford University, che hanno somministrato un enzima capace di aumentare la lunghezza dei telomeri, aggiungendo delle sequenze ripetitive di DNA ad una coltura cellulare. Sapremo se a Stanford è stata trovata la fonte della giovinezza! INVECCHIAMENTO E CALO DEMOGRAFICO Uno studio condotto in Germania ha individuato possibili vantaggi portati dall’invecchiamento della popolazione e dal calo demografico. Dopo il 2050 il 46% dei tedeschi avrà un titolo di studio elevato. Un maggior grado di educazione comporta importanti ricadute sullo stato di salute. Quindi, la perdita di produttività lavorativa sarà in parte compensata da un più elevato grado di istruzione e da una migliore salute. Una popolazione anziana, inoltre, viaggiando meno, potrebbe far diminuire a livelli pre anni ’50 le emissioni di C02. Infine, la mutata struttura demografica potrebbe contribuire, con la divisione di beni tra meno persone, a re n d e re p i ù b e n e s t a n t i l e generazioni future.


La “fuga” dei pensionati

Più di 400.000 pensionati vivono all’estero. Lo fanno soprattutto per motivi economici, ma non solo. Certo è che ci sono, anche in Europa, paesi dove vivere felici con meno di 1000 euro al mese. Per esempio le Canarie, arcipelago di fronte al Marocco, a poche ore dall’Italia che, essendo territorio spagnolo, gode anche dell’assistenza sanitaria europea. Oltretutto queste isole sono proprio su tropico del cancro, vantano un clima temperato e, per questo, sono chiamate le isole dell’eterna primavera. La spesa alimentare è decisamente più economica che in Italia e, con le temperature miti c’è, ovviamente, un risparmio sulle bollette e sull’abbigliamento invernale. Una casa direttamente sull’Oceano a Gran Canaria, ad esempio a Playa del Ingles, costa meno di 600 euro al mese, comprese bollette, ma in altre zone si trovano trilocali anche a 300 euro. Senza

inverno si spende meno in medicine e comunque i farmaci sono meno costosi. Infine anche la benzina, le autostrade, il bollo e l’assicurazione sono più economici. La pensione viene tassata meno e, per i residenti, c’è lo sconto del 50% sui traghetti per visitare le altre isole e le tariffe aeree con la Spagna, grazie all’agevolazione sui viaggi data dal governo sono scontate al 50%.

MARITI TRA I PIEDI Quando il marito va in pensione la salute mentale della donna, soprattutto se lavora ancora, è a rischio. Una vera e propria 'sindrome del marito pensionato', con mal di testa, ansia, insonnia e spesso anche depressione. Due economisti dell’Università di Padova, Marco Bertoni e Giorgio Brunello, sotto l’egida di un Istituto di ricerca indipendente (IZA) che fa capo all’Università di Bonn, hanno analizzato le ricadute in ambito domestico del pensionamento e lo hanno fatto da economisti, studiando i dati forniti da un’indagine che ogni anno viene ripetuta in Giappone, dove il fenomeno è diffuso in misura rilevante. Gli esperti hanno cercato di verificare se vi fosse un meccanismo di causa-effetto tra il pensionamento del marito e la sindrome nella donna. Il risultato? Per ogni anno di pensione in più del marito, sale in percentuale il rischio che la donna soffra della sindrome. Se la donna lavora il problema addirittura peggiora, perché ha meno tempo disponibile per soddisfare le nuove esigenze che si sono create con il pensionamento del marito.

CORRERE 10 MINUTI al giorno, anche a bassa velocità, allungherebbe la vita e ridurrebbe significativamente il rischio di disturbi cardiovascolari. Lo rivela una recente ricerca pubblicata sul Journal of American College of Cardiology. Il motivo? Fare jogging migliora la pressione sanguigna e il colesterolo buono (HDL). Eppure, i 'nonni' si muovono ancora poco. L'Organizzazione mondiale della sanità ha sollecitato le Nazioni a promuovere più diffusamente l’attività fisica. Il moto, per i senior, contribuisce a prevenire le patologie croniche, consente di mantenersi attivi e di continuare a condurre una vita indipendente, riduce il rischio di cadute e fratture ossee, di tumori e diabete, allevia i sintomi di ansia e depressione e favorisce il sentimento di benessere. L'Oms raccomanda, per gli over 65, un’attività fisica aerobica moderata per almeno 150 minuti alla settimana o almeno 75 minuti di attività fisica aerobica con vigorosa intensità. FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |59


AGRITURISMO di Anna Gagliardi

UN’OASI DI PACE A POCHI MINUTI DAL CENTRO DI VENEZIA

La regina dell’agriturismo Loredana Boccaletto è per tutti Francesca. È lei la regina dell’agriturismo Relais Ormesani (www.ormesanivenice.com) , un’oasi di pace a pochi minuti dal centro di Venezia, meta ideale per gourmet e per turisti che non rinunciano né alla campagna, né alle moderne comodità del wellness. Se pensate a una struttura fronzoli e merletti, facilmente attribuibile alla sensibilità femminile, scordatevelo. L’agriturismo, che per la precisione si trova a Marcon, è moderno: l’high tech si sposa con il paesaggio in un continuum raggiunto

Loredana Boccaletto

60| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2016

con soluzioni architettoniche fatte di legno, mattoni, vetrate in un luogo che sembra isolato dal resto del mondo. Qui, oltre a Francesca, regna la natura. Ventitré ettari di prati, campi di cereali, orto, alberi, frutteti, laghetti, vigneti, ma anche animali: bovini, pollame, pecore, uccelli. E tanta natura non può che dare il massimo pure a tavola, grazie all’esperienza che la titolare si è costruita fin da piccola. Figlia di macellai, impara a macellare lei stessa, a produrre insaccati, così come a coltivare e trasformare verdura e frutta in succhi,

marmellate, piatti di stagione. Ama la cucina, segue corsi di rinomati chef stellati che hanno scritto la storia della cucina italiana, viaggia per aggiornarsi, legge, si documenta, approfondisce tecniche e carpisce segreti dai suoi maestri. E’ tra le prime a usare l’abbattitore in cucina, usa tecnologie all’avanguardia al servizio della tradizione gastronomica e nel rispetto della prodotto agricolo. Dopo vent’anni di attività in macelleria e venticinque anni di lavoro nell’azienda di spedizioni del marito, senza mai smettere di aggiornare la sua passione agricola e culinaria, decide di aprire a ridosso della Laguna questo luogo di benessere per palati esigenti e turisti internazionali. Il relais oggi ha una decina d’anni di vita: alla ristorazione abbina anche l’ospitalità in camere e appartamenti dotati di ogni comfort, una sala meeting, un’area benessere con palestra,


sauna, piscina e jacuzzi affacciate sul parco. Tutto allo stesso piano, nel rispetto del dialogo tra architettura e paesaggio, tra uomo e natura. Il ristorante è aperto su prenotazione, con un’offerta di piatti basati sulla stagionalità e il territorio, ma soprattutto sulla produzione propria. Francesca è lo chef; l’aiutano due ragazzi selezionati con cura, nella speranza che apprendano l’arte e coltivino la passione come la titolare. L’azienda è dotata di un mulino a pietra in cui vengono lavorati grano e mais; dallo scorso anno è anche presidio Slow Food per il Biancoperla, il mais con cui si produce la celebre polenta bianca servita spesso, in Veneto, in abbinamento al baccalà e ad altri pesci cosiddetti poveri. La carne bovina deriva dall’allevamento aziendale attualmente costituito da capi di Chianina, ma non si esclude, nel prossimo futuro, di allargare ad altre nobili razze, come

la Piemontese, che ha qualità organolettiche elevate. Dei vigneti si occupa per lo più il marito di Francesca, Luciano Ormesani,

con la consulenza di un enologo. Si producono Merlot, Cabernet e Glera: quest’ultimo vitigno dà origine al Prosecco, ma qui, essendo il territorio fuori dalla denominazione, mantiene il nome di Glera anche spumantizzato. Si tratta di piccole produzioni che al momento vengono servite soltanto nell’agriturismo. “La quasi totalità dei piatti, direi il 95% - dichiara Francesca Boccaletto - è preparata con i nostri prodotti agricoli. La materia prima per me è fondamentale e, fortunatamente, i clienti apprezzano”. La maggior parte dei frequentatori del ristorante è della zona, anche per il passaparola che ha permesso al locale di raggiungere apprezzamenti largamente condivisi e recensioni web altrettanto favorevoli. Il relais attira soprattutto turisti stranieri, in particolare del Nord Europa, ma anche loro, se si fermano per comodità al ristorante, difficilmente vogliono andare altrove. FEBBRAIO 2016| MONDO AGRICOLO |61


VINO di Gabriella Bechi

ALBANA DI ROMAGNA PASSITO SCACCOMATTO, FATTORIA ZERBINA

La rivincita della tradizione emiliano romagnola Far diventare due storici vitigni dell’Emilia Romagna, il Sangiovese e l’Albana, dei veri gioielli enologici è stato da sempre il sogno della Fattoria Zerbina. Un sogno iniziato cinquant’anni fa che oggi è una realtà. Siamo nelle prime pendici dell’Appennino Tosco Romagnolo, attraverso le dolci colline che collegano Faenza alla Toscana, lungo la valle del Marzeno, a pochi chilometri dalla città di Faenza. La storia della Fattoria di Zerbina inizia nel 1966, quando Vincenzo Geminani acquistò l’omonimo podere e decise di piantare i primi vigneti. La produzione ottenne da subito numerosi riconoscimenti, ma il salto di qualità avvenne nel 1987, grazie alla nipote di Vincenzo, Cristina Geminani, che decise di tuffarsi anima e cuore nella conduzione agronomica ed enologica della fattoria con un solo grande obiettivo: incrementare il valore del Sangiovese e dell’Albana. Da allora le innovazioni nel rispetto della tradizione sono state tante. Per il Sangiovese la scelta della messa a dimora della prima vigna ad alberello ad alta densità d’impianto che riprendeva le antiche tradizioni delle colline romagnole e che, grazie all’esposizione a 360° dell’apparato fogliare, permette un’attività fotosintetica ottimale. I risultati ottenuti dal

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primo impianto ad alberello a palo singolo, avevano però elevati costi di gestione. E così il piano di riconversione dei vigneti messo in atto a partire dagli inizi degli anni ‘90 ha visto l’introduzione di una forma di allevamento a spalliera molto simile al “gobelet” bordolese, capace di conciliare le elevate densità di impianto, la forma di coltivazione ad alberello e una razionale meccanizzazione. Contemporaneamente l’avvio della sperimentazione delle prime selezioni clonali, sia romagnole sia toscane. Con l’Albana, vitigno fino ad allora conosciuto più per la sua generosità che per la sua finezza, che vanta però la prima Docg tra i vini bianchi, Cristina Geminiani, laureata in agraria con master in enologia e una grande passione per i vini francesi, decise di intraprendere la via della muffa nobile in pianta e della vendemmia scalare in stile Sauternes. Nel 1992 la prima grande vendemmia, via via perfezionata raccogliendo molto frequentemente e rapidamente. E poi il progetto Marzieno, sulla scorta di quanto già da alcuni anni stava avvenendo in Toscana: un vino nato come assem-

blaggio Sangiovese/Cabernet Sauvignon. Duecentoventimila le bottiglie prodotte, per il 40% esportate all’estero (Usa, Canada, Svizzera, Australia, Russia, Danimarca, Germania, Olanda, Giappone). Undici le tipologie di vino, che vantano un grandissimo numero di riconoscimenti da parte delle più prestigiose guide di tutto il mondo. Albana di Romagna Docg Riserva, Arrocco (Albana di Romagna), Scaccomatto (Albana di Romagna), Bianco di Ceprano (Albana di Romagna secco), Ceresio (Sangiovese), 500 (Sangiovese), Pietranova (Sangiovese), Marzieno e Terre di Cepriano (Sangiovese, Cabernet Sauvignon,Merlot Syrah,Ancellotta), Ceregio bianco (Ravenna Igp), Dalbiere (trebbiano di Romagna) e una grappa di Albana Passito. Tra questi spicca l’Albana di Romagna Passito Scaccomatto, fiore all’occhiello dell’ azienda. Dolce, succoso e ben disegnato al palato, definito nei profumi (agrumi, nocciola, frutta secca) e dotato di buon respiro in persistenza, più adatto per un aperitivo che per un abbinamento con i dolci. Perfetto con i formaggi, specie con gli arborinati, e con i foie gras.


DEBORA FANTINI FINALISTA ALLA SELEZIONE DEL “BOCUSE D’OR”

La perla di Cervia Debora Fantini era l’unica donna in concorso per la selezione italiana del “Bocuse d’Or”, il più prestigioso concorso di cucina a livello mondiale. Ad Alba, dove si è svolta la selezione italiana presieduta da Giancarlo Perbellini e guidata da Luigi Cremona, tra dodici concorrenti finalisti è stato scelto - da una prestigiosa giuria composta da 30 chef stellati tra i più famosi d'Italia, tra cui Enrico Crippa(presidente), David Oldani, Claudio Sadler, Maurizio Serva, Mauro Uliassi, Oliver Glowig, Anthony Genovese, Valeria Piccini, Massimo Spigaroli - il cuoco che rappresenterà l'Italia alle semifinali europee a Budapest nel prossimo mese di maggio. Debora Fantini non ha vinto (si è classificato Marco Acquaroli), ma si è distinta per le sue spiccate qualità tecniche ed ha avuto il riconoscimento della giuria per il piatto “Miglior Pesce”. Attualmente chef all'hotel Conchiglia di Cervia, già pluripremiata a livello nazionale e componente della N.I.C. (Nazionale Italiana Cuochi), ha dato prova di competenza e grande professionalità. Grazie alla sinergia del suo gruppo di lavoro ed in particolare al suo commis Marco Leandri, ventenne bolognese, ha raggiunto uno splendido risultato, utilizzando come tema il Sale di Cervia nella presentazione dei suoi piatti. Un successo, il suo, frutto della grande passione per il mestiere di chef, della voglia di mettersi in gioco e di un duro e costante allenamento. Autodidatta, animata da una grande passione per la cucina, Debora ha alle spalle una lunga esperienza in strutture alberghiere e ristoranti della Riviera Romagnola. In

Debora Fantini

estate lavora, in inverno studia, viaggia, si prepara e partecipa a gare e concorsi. Iscritta alla Federazione Italiana Cuochi –FIC della provincia di Ravenna, ha fatto parte a lungo dell’Equipe Ufficiale Cuochi Emilia Romagna, con la quale ha ottenuto diverse affermazioni in concorsi nazionali ed internazionali, come le Olimpiadi di Cucina di Erfurt (Germania) e la coppa del mondo di cucina in Lussemburgo. Una cucina, quella di Debora, che sa conciliare la vocazione turistica della zona con la qualità e la ricercatezza. Cosa non facile per chi lavora in strutture alberghiere dove bisogna pensare ai clienti dalla colazione al pranzo, fino alla cena. L’hotel La Conchiglia è una rinomata struttura alberghiera, che offre ogni tipo di comfort, compresa anche una bella area fitness, con piscina, idromassaggio, palestra e solarium. Ma il punto forte dell’hotel è il ristorante,

dove una clientela prevalentemente italiana, ma fatta anche di molti turisti stranieri, apprezza la cucina di Debora.Una cucina semplice fortemente legata al territorio e alle tradizioni, con una preferenza per i piatti di mare, prevalentemente a base di pesce azzurro (sgombri, alici, sarde, cefali), una grande passione per le seppie e un’attenzione costante alle materie prime. I suoi genitori sono agricoltori e, oltre che da loro, si rifornisce per lo più da aziende agricole del posto per verdure, frutta, formaggi e carni. Spazio però anche alla creatività e alla fantasia con molti piatti di crudo, il sapiente uso delle erbe aromatiche e dei germogli e, soprattutto, del prodotto tipico della sua città, il “Sale di Cervia” (sale marino integrale, non essiccato artificialmente, dal sapore lievemente dolce) che utilizza per finire i suoi piatti ed esaltarne profumi e sapori. Importante anche la carta dei vini, con un’attenzione particolare al territorio limitrofo, ma con molte etichette nazionali ed anche europee. MOUSSE DI FEGATO

Con l'Albana di Romagna Passito Scaccomatto della Fattoria Zerbina, Debora Fantini propone “Mousse di fegato di vitello, carote alla salvia e cipolla candita”.

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BUONO A SAPERSI...

MOSTRA FOTOGRAFICA NELLO STAND A FIERAGRICOLA DI CONFAGRI VENETO

L’agricoltura riflette la vita

L’

obiettivo fotografico è come uno specchio che “riflette” la vita. “Reflective landscape” paesaggio riflettente - è la suggestiva mostra fotografica curata da Fondazione Marcianum, Università Iuav di Venezia e Confagricoltura Veneto, con una galleria di “ritratti” di alcuni dei più importanti imprenditori agricoli associati nel contesto rurale. La mostra, realizzata in occasione di Expo 2015 , inizialmente era stata allestita a Venezia nel Chiostro del Palazzo del Seminario Patriarcale. Recentemente Confagricoltura Veneto ha riproposto le opere fotografiche nel proprio stand a Fieragricola a Verona, ricevendo grande attenzione da parte dei visitatori della kermesse. Per realizzare gli scatti d’autore sono stati all’opera otto fotografi: ritrattisti, di paesaggio e persino street photographers, aperti a

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contaminazioni di linguaggi visivi contemporanei. Gli agricoltori da fotografare sono stati indicati da Confagricoltura. Reflective Landscape o “visti da vicino” - secondo il titolo iniziale di questa esposizione - rintraccia e propone ritratti di imprenditori agricoli che hanno fatto della loro attività un’occasione per arricchire di segni e di qualità la loro terra, che hanno fatto l’agricoltura del Paese, producendo ma anche disegnando con cura campi e coltivazioni, restaurando e conservando edifici storici, usando creatività e cultura per rinnovare paesaggi antichi e renderli produttivi. Gli otto fotografi coinvolti sono Fatima Abbadi, Francesca Barasciutti, Stefano Busato, Ferdinando Fasolo, Arianna Novaga, Giampaolo Romagnosi, Moreno Rocco Segafredo, Angelo Tassitano. La richiesta che è

stata rivolta a loro è stata quella di eseguire due scatti diametralmente opposti, come in un riflesso. Cogliendo il soggetto di fronte e di spalle. Come nel celebre quadro del Bronzino che ritrae il Nano Morgante “et in due modi, cioè da un lato del quadro il dinanzi e dall’altro il di dietro”, ecco che le fotografie realizzate per Reflective Lanscapes hanno la capacità di offrire più vedute di una stessa figura, addentrandosi in una fitta maglia di interrelazioni. Ogni fotografo ha eseguito lo scatto secondo i propri canoni, le proprie inclinazioni e la propria cultura visiva in un panorama di esperienze che va al di là semplice ritratto. L’immagine prodotta offre una magnifica gamma di atteggiamenti ed espressioni sul paesaggio veneto. I soggetti della fotografia contemplano, vivono e proteggono l’amata terra, il filare di alberi, la casa dei padri, l’architettura e il suo genius loci. «Paesaggi così costruiti riflettono – dicono gli organizzatori della mostra - l’immagine dei loro costruttori; diventano occasione di riflessione per chi si trova ad attraversarli; sono l’immagine riflessa di una cultura della cura nella propria attività. Legare l’opera e il suo autore in un’unica immagine ha il senso dell’affermazione della responsabilità che comporta ogni trasformazione; una responsabilità che va attribuita ai singoli protagonisti, perché l’esito della loro azione va oltre il vantaggio individuale e costruisce un patrimonio comune». Gaetano Menna


CAMPI SONORI

NUOVO ALBUM SOLISTA DEL FLAUTISTA FRANCO OLIVERO

La “zona franca” dal conformismo Franco Olivero - flautista, compositore e musicoterapista piemontese – nella sua lunga carriera ha pubblicato appena cinque album solisti. Siamo abituati a vederlo al fianco di altri artisti anche come arrangiatore (da Gian Maria Testa a Chiara Rosso, all’opera rock dei Magni Animi Viri), ma apprezziamo soprattutto i suoi album personali, anche se si fanno attendere. Esce ora “Zona Franca” (Ultra Sound Records), a ben dieci anni dal precedente “La sottile fune”. Il nuovo disco nasce – dice l’autore - dalla «necessità di non voler tener chiusi in un cassetto una serie di

frammenti, appunti, idee che in parte avevano fornito l’impronta sonora di contesti artistici non solo musicali (pièce teatrali, reading, danza contemporanea...)». Olivero si muove coerentemente con la sua storia - coadiuvato da un ottimo ensemble - nel crocevia dei generi, tra jazz, colta, world. Affrancato dai vincoli di espressione, realizza un disco emotivamente intenso, tutto strumentale (lo è anche il brano “Scrooge” con la

vocalist Chiara Rosso che usa la voce come uno strumento). Il CD registrato praticamente in presa diretta («in un unico respiro», dice Olivero), si fa apprezzare per il suo calore, con il mix di fiati, sintetizzatori, contrabbasso, violoncello, piano, batteria. I brani suonati dai musicisti con grande feeling, improvvisazione e trasporto, hanno atmosfere da colonna sonora cinematografica, descrittive, genuine, intrise di umanità.

da polveroso club jazz, mariachi e sombrero (la loro personale rilettura live di “Tequila”), balera, western

alla Moricone (“Tinto Bruna non avrai il mio scalpo”, “Torpedone per l’inferno”), colonne sonore a l l a L es Ba x ter o a l l a Ha n s Zimmer (“Kung-Fu Carla”). Quello pubblicato è il terzo album dell'ensemble veronese guidato dal fumettista e chitarrista Mauro Marchesi. I musicisti si rivelano piacevolmente ironici, dissacranti e affascinatamente retrò.

Il mambo della bassa veneta Mambo di provincia (la bassa veneta, il delta del Po), con i ritmi latino americani che si uniscono al jazz, al liscio, al surf-rock. Dal frullatore dei Peluqueria Hernandez esce l’album Mamboo (Kutmusic), disco pubblicato solo in digitale e disponibile su tutte le piattaforme (iTunes, Spotify, Amazon). La band si tuffa senza remore in atmosfere

AL TEATRO BRANCACCIO BAND E ORCHESTRA

I soundEclipse omaggiano i Pink Floyd Nostalgia per i Pink Floyd. Lo conferma il tributo dei soundEclipse – svoltosi a Roma il 13 febbraio allo storico Teatro Brancaccio con oltre 1300 posti – in una serata sold out. “Echoes in time” ha visto sul palco ben 50 elementi tra componenti della band, orchestra d’archi (“The Pink Strings Orchestra”, di 14 elementi, diretta dal maestro Michele Tisei), coriste, il coro di 30 bambini in rivolta contro l’insegnante (per il brano “Another brick in the wall”) . E ancora effetti speciali, giochi di luce, laser show, proiezioni, l’aereoplanino che abbatte il muro. Proposti i grandi successi dei Pink Floyd, come 'Wish you where here', 'Comfortably numb', 'Hey you', 'Mother', 66| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2016

Voci bianche 30 bambini sul palco per “Another brick in the wall”

'Shine on you crazy diamond', 'Time', 'Money'. Non manca, nell’esecuzione di “Nobody home”, la ricostruzione del salotto del personaggio Pink di “The wall” con la lampada accesa, la tv e la radio degli anni ‘50. In evidenza la voce del possente Stefano Cacace, la chitarra solista di Marco Zanni, il sax di Massimiliano Cocciolo. Davvero uno spettacolo memorabile con l’eco di un tempo lontano che ancora appassiona e riempie i teatri. (Claudio Costantino)


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