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Mondo agricolo n.2

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AGRINSIEME PER LE ELEZIONI • L’AGRICOLTURA NEI PROGRAMMI DEI PARTITI • EVENTO A BERLINO PER BUYER E IMPRESE • FLOROVIVAISMO E CONCORRENZA • CAMPAGNA MAIDICOLA DISASTROSA • IRRORAZIONE DI PRECISIONE


L’ E D I T O R I A L E

Fare squadra, condividere, innovare

S

iamo ormai vicini alla meta. Per la politica è arrivata l’ora delle risposte e ci aspettiamo che siano celeri e concrete. Così come, dal canto nostro, continuiamo a dimostrare chiarezza e puntualità nel nostro lavoro e nei nostri progetti. Ed è proprio la necessità di una progettualità seria che ribadiamo con forza alla politica, che promuova e renda sistematiche (e sistemiche) azioni coordinate e di “rete”, di cui per primi nel nostro settore vogliamo farci portatori. Le sinergie sviluppate nell’ultimo periodo stanno a dimostrare proprio questo: percorsi condivisi, fondamentali per creare condizioni che consentano alle nostre imprese di competere a livello internazionale. La richiesta di un ministero agroalimentare,ad esempio, è tutt’altro che provocatoria. Evidenzia la necessità reale di cambiare prospettiva, non solo nel mondo dell’agricoltura, ma con una nuova filosofia nella gestione della res publica grazie alla presenza di “centri nevralgici” capaci di agire con efficacia. Ovvero, favorire una burocrazia più snella, incoraggiare il dialogo e la collaborazione tra imprese, condividere conoscenze ed allocare al meglio le risorse, anche a livello territoriale. È solo una delle proposte che abbiamo lanciato in occasione dell’evento “Alimenta il Pil” del 12 febbraio scorso all’Università LUISS Guido Carli. Ateneo al quale abbiamo affidato uno studio sull’agronetwork, finalizzato a mettere in luce quello che esso rappresenta per il Paese e quali siano le sue prospettive di crescita, importanti e sostanziali. Il network rappresentato da agricoltura, industria e servizi è, infatti, in grado di attivare il 15% dell’intero Pil nazionale ed è proprio l’agricoltura ad esserne all’origine, a metterlo in moto. Insieme ai rappresentanti delle numerose Categorie presenti, abbiamo voluto dar voce ad un network necessariamente da valorizzare, un “polo” che ha voglia e bisogno di innovazione, nonché di implementare e rafforzare strategie di sistema. Nel far questo, l’azione dei politici – lo abbiamo rimarcato con forza alla Luiss, proprio in loro presenza – deve essere immediata ed orientata a chiari obiettivi. Al momento del suo insediamento, il nuovo Governo troverà sul suo tavolo queste nostre proposte. Richieste e propositi concreti con finalità ed interlocutori ben precisi: “sud” e “piccole e medie imprese” in testa. Con i 25 grandi progetti territoriali che proporremo e intendiamo sviluppare con un’azione sinergica, a livello centrale e locale, a garanzia di un’offerta il più possibile completa e competitiva, nel nostro mercato ma anche e soprattutto in quelli esteri. Continueremo, dunque, ad “alimentare il Pil”. Aspettandoci che ad essere alimentati siano i nostri auspici e gli impegni quotidiani che ci assumiamo nei confronti della collettività: alle sue esigenze vogliamo continuare a rispondere – ed essere messi nelle condizioni di farlo – con prodotti di qualità, che continuino anch’essi a rappresentare una risorsa centrale e sempre crescente per il Paese. Mario Guidi

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SOMMARIO L’EDITORIALE Fare squadra, condividere, innovare Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Attualità FLOROVIVAISMO Non solo nelle feste Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

3 Attualità LINEA VERDE Giro d’orizzonte Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 Attualità IRRIGAZIONE Acqua senza spreco Marco Benati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Testata associata all’USPI

Abbonamento annuo Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Apertura ALIMENTA IL PIL La lezione della crisi Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 La piattaforma modella l’agrofuturo Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Gli impegni per il dopo voto Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

L’intervista MARIO GUIDI «Un ministero dello Sviluppo agroalimentare» Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

Pubblicità

Notiziario Energia Norme UE ......37 Anga Convegno Quadri a Napoli .....51 Campi rosa Crescita ..............55

CLAUDIO PIETRAFORTE

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Attualità IN CAMPO Irrorazione di precisione Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44

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Responsabile Pubblicità e Marketing

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La fabbrica delle rinnovabili R.M.A . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

Campagna due volte disastrosa Mario Salvi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48

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Stampa Tipolitografia EuroInterstampa

Attualità BIOENERGY Bioenergie intelligenti Andrea Gandolfi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

Scenari IL PAESE E LA POLITICA Consigli per la politica Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 Attualità INTERNAZIONALIZZAZIONE Show cooking per valorizzare l’eccellenza Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Organizzazione Voto Lombardia ....56 Over 60 Elezioni ..................58 Formazione Corsi Dirigenti ........60 Agriturist Strategie vendita .........63 Vino Ferrocinto ...................64 FEBBRAIO 2013| MONDO AGRICOLO | 5


PRIMO PIANO ALIMENTA IL PIL

La lezione della crisi Convegno Confagri da sinistra: Piva, Guidi, De Sanctis, Giardina e Veggia

“A

di Gaetano Menna

Il presidente Guidi al convegno alla Luiss cita Einstein: la crisi non ammette immobilismo

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limenta il Pil”: il titolo del convegno è suggestivo e quelle frecce, dell’immagine grafica, tese ad indicare la crescita del prodotto interno lordo, sono significative. Il convegno di Confagricoltura, svoltosi a Roma presso l’Aula Magna della Luiss Guido Carli, è stato un appuntamento progettuale, in cui si sono volute gettare le basi per una rivoluzione copernicana del sistema agroalimentare. Un incontro dove si sono presentate proposte precise e si è disegnato un nuovo modus operandi. Un percorso, approfondito dai docenti della Luiss, condiviso a livello sistemico e che ha previsto – ed

anche questa è una rivoluzione copernicana – i politici, chiamati soprattutto ad ascoltare. Il presidente di Confagricoltura Mario Guidi ha relazionato sul “nuovo paradigma produttivo agroalimentare”, ma molte delle sue considerazioni sono andate al di là del settore agricolo, dell’ agroindustria servizi, riguardando le imprese in quanto tali. La prima: la crisi ha cambiato il volto delle imprese. Quelle che ce la fanno, devono spesso riposizionare il prodotto, il servizio, ed a margini sempre meno cospicui. Niente finanza o altre vie per arricchire il bilancio, pochissimo


sima specializzazione, quasi una unicità. Ma andare all’estero, fare numeri sufficienti, fare innovazione, tutte cose ora necessarie, richiedono aggregazione se non crescita dimensionale. E difficilmente ci saranno compensazioni, perché i bilanci pubblici non potranno sostenere la piccola dimensione in quanto tale in futuro. Quarta considerazione: i soldi sono finiti. Lo stato delle finanze pubbliche, passata la campagna elettorale, tornerà a misurarsi con i piani di rientro dal debito, con gli impegni europei, con il taglio della spesa pubblica. Questo vuol dire due cose: che occorrono poche scelte di politica economica su cui concentrare quello che c’è, per darci un ruolo nel panorama produttivo internazionale (e quindi non più “di tutto un po’”). E che le imprese dovranno ingegnarsi il più possibile per ristrutturare i propri costi ed i propri investimenti sui fattori decisivi per lo sviluppo. Quinta considerazione: basta sprechi. Ciò vale per le imprese, per gli imprenditori, per le istituzioni, per la politica. Non è più amcredito, tante incertezze. Gli impren- missibile dissipare nel micro della geditori sono più soli ora, e devono es- stione aziendale e nel macro dello si stessi ricostruire la fiducia per cer- Stato. Infine: non esistono più settori care nuove opportunità. Seconda chiusi. Si è molto più interdipendenti considerazione: il mercato ha mutato di prima perché la creazione del vaperimetro. Sono cambiati i consumi, lore si sposta dai prodotti ai processi, in Italia ed anche in buona parte del- verso il modo in cui ci organizziamo l’Europa e comunque riprendano, sa- per produrre meglio creando margiranno diversi per composizione, ca- ni migliori, si sposta sulla capacità di pacità di scelta delle famiglie, prezzi. valorizzare gli asset territoriali. Dall’aAllora non c’è scelta, per far crescere nalisi alla proposta. «Nel nuovo Goil Pil occorre allargare il mercato in verno – ha sollecitato - non un miniogni direzione, e spesso lontano da stero delle Politiche agricole ma un noi.Terza considerazione: troppo pic- hub, un centro nevralgico per lo Svicoli è troppo difficile. Aziende molto luppo dell’agroalimentare». «Il “mopiccole reggono se hanno una fortis- dello ministero”, come luogo in cui

«Per forza interdipendenti. Il valore si sposta dai prodotti ai processi» regolare la redistribuzione di risorse, non serve più. A partire dal nostro, occorrono dicasteri con una funzione diversa e nuova, che facciano da “snodo”, permettendo di condividere le conoscenze, favorire la collaborazione tra imprese, coordinare i progetti territoriali, allocare correttamente le risorse sui fattori strategici, tagliare drasticamente la burocrazia. Le Regioni devono essere al servizio di questa strategia di maggiore efficienza. Anche se le realtà sono diverse, non possiamo più permetterci politiche agroalimentari non “coordinate”», ha proseguito il presidente. Più volte Guidi – supportato dallo studio dei docenti della Luiss - ha fatto riferimento al settore agroalimentare, esprimendo voglia e bisogno di progettualità ed innovazione, sollecitando la nascita di un’ “Agricoltura 3.0” ed evidenziando la necessità di una strategia sistemica come agronetwork. «La creazione del valore si va spostando dai prodotti ai processi – ha osservato - L’obiettivo allora è quello di creare un settore agroalimentare che faccia network, che avvii contratti di rete, che trovi nella condivisione, e non nella divisione, le occasioni di crescita, come sistema integrato. Intorno al concetto di sviluppo ruota il rilancio del settore e la ripresa del Paese». «Deve cambiare anche l’Organizzazione professionale, passando dalla rappresentanza dei produttori e dei prodotti a quella dei mercati». «Le risorse pubbliche ed i fondi europei vanno canalizzati e non dispersi - ha quindi sollecitato il presidente di Confagricoltura -. Proponiamo 25 grandi progetti territoriali, uno o due per regione, che siano di rilevante impatto, che integrino attori di comparti diversi, determinando lo sviluppo di un’offerta complessiva ed innovativa ed opportunità di internazionalizzazione». Guidi ha così concluso: «Desidero richiaFEBBRAIO 2013| MONDO AGRICOLO |9


PRIMO PIANO ALIMENTA IL PIL

mare l’attenzione su precise parole/proposte. Sud: il Mezzogiorno può ripartire proprio grazie al settore agroalimentare; lo dicono i numeri, lo dicono i progetti possibili. Piccole e medie imprese: occorre dare loro un percorso rapido di evoluzione, è un problema di strumenti. E li abbiamo indicati (nuove regole per la successione, incentivi per le strutture societarie, anche miste, facilitazioni per l’aggregazione). 15% del Pil: questo è il valore dell’agronetwork nel suo insieme, più di ogni altro comparto privato, è bene che ve ne sia piena e diffusa consapevolezza». Nell’intervento che il presidente ha poi tenuto a chiusura dei lavori ha risposto a chi affermava (Giovanni Fava della Lega Nord): «D’accordo, tutto bene, ma pesa sul progetto il fatto che il mondo agricolo non trovi una sintesi, anzi che ci siano due tesi contrapposte». «Una sintesi? La politica non alimenti 10| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2013

la vendita diretta e l’agricoltura in rete, purché si abbia una visione complessiva di tutto il sistema agroindustriaservizi. In quest’ottica va rilevato che i momenti a monte ed a valle sono essenziali; ad esempio se non c’è quegli alibi che non hanno consenti- un packaging adeguato non riusciato finora di analizzare i processi in mo a fornire i nostri prodotti in una evoluzione. La nostra è una proposta. visione moderna». In conclusione il Coloro che hanno il dovere di gover- presidente ha citato una frase del nare e legiferare si confrontino con 1931 di Albert Einstein che, ragionanessa. È un’irresponsabilità politica do sulla crisi, diceva: «Non possiamo non scegliere». Quindi una sottoli- pretendere che le cose cambino, se neatura: «La politica finora ha usato continuiamo a fare le stesse cose. È l’agricoltura per ottenere consensi. È nella crisi che sorge l’inventività, le ora che si concentri sulle cose da fa- scoperte e le grandi strategie. È nella re; qualsiasi sia il governo che verrà è crisi che emerge il meglio di ognuno fondamentale che interloquisca con i di noi, perché senza crisi tutti i venti corpi intermedi». Ritornando sulle sono solo lievi brezze. Parlare di crisi due visioni dell’agricoltura di cui par- significa incrementarla, e tacere nella lava il rappresentante della Lega crisi è esaltare il conformismo. InveNord, Guidi ha osservato che, co- ce, lavoriamo duro». munque non sono in contrasto tra di Dopo più di 80 anni sono parole di loro. «Possono convivere benissimo un’attualità incredibile.

«La politica ha il dovere di analizzare e favorire i processi evolutivi»


PRIMO PIANO ALIMENTA IL PIL

La piattaforma modella l’agrofuturo Il progetto Luiss tratteggia il cloud su cui fa perno l’agroindustriaservizi. Piena adesione da associazioni settoriali e sindacati di Gaetano Menna

I

lavori del convegno di Confagricoltura presso la Luiss Guido Carli – moderati dalla giornalista di Sky TG24 Federica De Sanctis – si sono avviati con il saluto del direttore generale della Luiss Pier Luigi Celli, che ha espresso apprezzamento «per il segnale che date di voler superare gli steccati». Quindi la parola ai due docenti dell’Università, Paolo Boccardelli e Matteo Caroli, che hanno presentato lo studio su “L’eco-sistema agroindustriaservizi”.Hanno parlato di cloud, di nuvola italiana, ovvero di una piattaforma che fa perno sull’a-

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gricoltura. Il disegno della nuvola del sistema agroalimentare ha la forma di un fiore con tanti “petali-settori” che hanno tutti il loro motore nel primario: distribuzione, turismo, macchinari, trasformazione, ristorazione, prodotti chimici, biomasse: è questo il sistema agroindustriaservizi in grado di attivare, nel suo insieme, il 15%, ed anche più, del Pil nazionale. «Giusto chiamarla agroindustriaservizi, una catena lunga che contiene in sé la produzione, l’industria ed i servizi; un settore che può rilanciare l’economia del Paese», ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera in un videomessaggio. Il progetto illustrato dai docenti è stato condiviso poi dai vertici delle associazioni dei vari “settori-petali”. «Abbiamo davvero l’opportunità – ha dichiarato il presidente di Alleanza Cooperative Maurizio Gardini – di aprire una stagione nuova per l’agroalimentare, ma bisogna lavorare perché le sue fondamenta siano diverse dal passato». Per il presidente di Federchimica Cesare Puccioni bisogna affermare un concetto allargato di qualità «che è organolettica ma che attiene anche, ad esempio, agli standard di sicurezza»; «ci sono poi – ha aggiunto - riforme a costo zero che possono essere fatte, per superare un male comune, come quella del-

l’alleggerimento della burocrazia». Il segretario generale di FederUnacoma Marco Pezzini, invece, ha posto l’accento sul crollo delle immatricolazioni di macchine per l’agricoltura in Italia, che non si riscontra all’estero. «E’ un segnale della debolezza del settore agricolo italiano mentre altri Paesi investono massicciamente in tecnologia e innovazione, che si traducono in vantaggi competitivi». Il direttore generale di Federdistribu-


zione Massimo Viviani ha sottolineato «l’esigenza di lavorare insieme produzione e GDO, realizzando accordi di filiera verticali; siamo pronti ad affiancare le aziende produttive nella creazione di blend». Anche dal segretario nazionale di Flai-Cgil Mauro Macchiesi (che parla anche a nome di Uila-Uil) è arrivato un apprezzamento alla strategia: «L’agricoltura è una grossa opportunità di sviluppo, ce lo dicono tutti gli indicatori

Celli (Luiss): «Giusto il segnale che date di superare gli steccati» micro e macro economici e l’agroalimentare, nonostante lo shopping delle multinazionali straniere, mantiene elevata eccellenza». «Il rilancio non può che investire anche il mondo del lavoro, con trasparenza e coe-

renza, sconfiggendo le “zone opache” e sommerse». Per il segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi «il sistema dovrà puntare su più competitività e produttività, per costruire un mercato concorrenziale sano e buona occupazione, contrastando il dumping, il lavoro irregolare e la contraffazione, premiando, invece, la qualificazione dell'impresa, del prodotto e della regolarità e re sponsabilità sociale». FEBBRAIO 2013| MONDO AGRICOLO | 13


Una nuova dimensione nella distribuzione dei fertilizzanti AXIS 30.1: massima omogeneità e precisione nella CONCIMAZIONE.

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computer Quantron E permette un controllo totale del

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lavoro in ogni istante”

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si declina nell’omogeneità

distributiva, che viene mantenuta automaticamente anche variando la velocità di distribuzione e la granulometria del prodotto. La pesa assicura una perfetta gestione di tutti i tipi di fertilizzante ed il passaggio da un

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fertilizzante all’altro, situazione piuttosto comune in un’azienda di 3500 ettari.”

coltivazioni l allevamento l paesaggio

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SCENARI IL PAESE E LA POLITICA

Strategie e promesse Il mondo politico ed il settore primario. Abbiamo sfogliato i programmi elettorali di partiti e coalizioni di Gaetano Menna

18| MONDO AGRICOLO|FEBBRAIO 2013

l mondo politico e l’agricoltura: qual è la visione del settore primario? Quali iniziative per sostenerlo, valorizzarlo, rilanciarlo? Abbiamo sfogliato i programmi elettorali di partiti e coalizioni politiche. Per il Partito Democratico è necessario attuare un piano strategico che affronti il tema della competitività al tempo della globalizzazio-

I

ne. Va immediatamente ripensata una rimodulazione dell'IMU che parta dalla specificità del settore agricolo. È, inoltre, prioritaria una forte azione di sburocratizzazione e semplificazione delle procedure per l'attività imprenditoriale delle imprese, a cominciare da una nuova impostazione del sistema italiano dei controlli. Questi gli interventi pro-

agricoltura del Popolo delle Libertà: eliminazione dell’IMU sui terreni ed i fabbricati funzionali ad attività agricole; rilancio dell’imprenditoria giovanile in campo agricolo attraverso la riduzione fiscale per i giovani che aprono imprese agricole ed attribuzione di appezzamenti del demanio agricolo per creare nuove imprese; maggior tutela degli interessi italiani nel negoziato per la politica agricola comune, tutela delle produzioni italiane tipiche dalla contraffazione. L’ “Agenda per un impegno comune” che costituisce il programma di Scelta Civica con Monti, Unione di Centro, Futuro e Libertà. Fermare la cementificazione e limitare il consumo di superficie agricola; prevedere un grande piano di gestione integrato delle acque per tutelare il territorio dal dissesto idrogeologico e dalla carenza idrica. Misure per incrementare la quota di valore aggiunto e aggregazione dell'offerta. Maggiore protezione dalle crisi (climatiche, di mercato, cicliche); migliore accesso al credito agrario specializzato. Tutela del made in Itali e lotta all'agropirateria, sostegno all'export. La Lega Nord rimarca la necessità della chiara indicazione di origine della materia prima utilizzata da riportare in etichetta; il divieto assoluto nell’utilizzo di terminologie o di elementi grafici direttamente riconducibili al “made in Italy” di qualità in assenza dei requisiti di origine e di certificazione necessari a comprovarne l’effettiva composizione; la sostenibilità delle


norme e l’efficacia dei sistemi di monitoraggio e controllo, in sinergia con l’azione degli organismi competenti (Nas, Icqrf e tutti i corpi di Polizia). Queste le proposte del Movimento 5 Stelle espresse in un incontro tematico: un forum che fissi gli stati generali dell’agricoltura; la definizione di un modello sostenibile di sviluppo agricolo; la redazione di un nuovo piano urbanistico che vincoli i terreni all’uso agrario; la revisione radicale dei contenuti di ricerca e divulgazione agricola; la semplificazione burocratica; la razionalizzazione e lo snellimento di tutti gli enti che operano nel settore a cominciare dalla direzione regionale agricoltura; no agli Ogm. Per Fare-fermare il declino vanno rimossi tutti gli ostacoli, prevalentemente di natura burocratica, che ostacolano l’accorpamento fondiario. Va ripristinata la norma che consentiva anche alle società di capitali di optare per la tassazione su base catastale. Gli

aumenti dell’IMU agricola vanno rivisti, così come vanno superati gli astrusi regimi di deroghe ed esenzioni su base territoriale. I consorzi di bonifica vanno sottoposti a una severa valutazione delle performances. Il bando agli Ogm va rimosso. Il programma della lista Rivoluzione Civile Ingroia prevede di valorizzare le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy. In particolare va valorizzata l’agricoltura di qualità libera da Ogm. Per Sinistra Ecologia e Libertà serve un piano nazionale per contrastare l’abbandono delle campagne che preveda: una franchigia fiscale totale per i giovani agricoltori che si insediano nelle aree demaniali; una moratoria del consumo di suolo agricolo; la difesa del reddito degli agricoltori. Va portata l’Italia nel gruppo dei Paesi Ogm free, valorizzando così l’enorme patrimonio enogastronomico nazionale.

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L’ I N T E R V I S TA M A R I O G U I D I

«Un ministero dello Sviluppo agroalimentare» di Gabriella Bechi

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Il presidente di Confagricoltura parla del governo dei tecnici, dei politici e fa le sue proposte. E pensa a un dicastero “ampliato”

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residente Guidi siamo alla vigilia di una nuova legislatura e viene spontaneo guardare anche al passato. Qual è il suo giudizio sul governo Monti?

Il governo Monti ha affrontato molte delle criticità del nostro Paese, ma forse per il poco tempo a disposizione per una riforma così profonda come quella che aveva immaginato, non è riuscito a portare a termine il suo lavoro. Il risultato è che oggi il Paese non vede il risultato delle riforme, il cambiamento che si spettava. Ma qualcosa di buono ha fatto?

Monti, senza dubbio, ha avuto il merito di riaccreditare l’Italia, nel sistema internazionale e per quanto ci riguar-

Mario Guidi

da più da vicino, con i ministri Moavero e Catania, si è impegnato nella difesa della politica agricola comune, rappresentando il nostro Paese a Bruxelles ai massimi livelli. Più in generale il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha introdotto alcune innovazioni importanti per i cittadini e per le imprese dallo start up, all’agenda digitale, all’avvio di un processo di semplificazione normativa e amministrativa. E la cosa peggiore?

La cosa peggiore è stata l’atteggiamento di fondo di fronte al mondo agricolo, la difficoltà di vedere le imprese agricole come imprese a tutti gli effetti. Ciò ha portato ai tenere fuori


Vuole dire che preferisce i politici ai tecnici?

Preferisco politici competenti. Politici che sappiano interpretare i bisogni della gente, avvalendosi di competenze tecniche. I tecnici puri sono troppo lontani dalle necessità reali del Paese, sono ottimi studiosi dei fenomeni, ma faticano a trovare soluzioni concrete. Politiche economiche e del welfare. Ormai in agricoltura sembrano intrecciarsi?

Tutti gli schieramenti, nei loro programmi, hanno riservato un capitoletto all’agricoltura, ma ancora una volta si continua a considerare il nostro settore come una cosa a parte, che ha bisogno di politiche specifiche. Esattamente il contrario di quello che pensa la mia Organizzazione.

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dai tavoli della concertazione le organizzazioni agricole e di conseguenza a prendere provvedimenti per il settore senza un’adeguata conoscenza delle sue problematiche e delle sue peculiarità. E questo non ce lo aspettavamo da un governo di tecnici.

Non c’è il rischio così che il ministero delle Politiche agricole venga soppresso e che le sue competenze vengano assorbite da altri?

Il rischio c’è. Ma il ministero così com’è non va bene.

Le imprese agricole, almeno quelle più strutturate e rivolte al mercato, E come potrebbe chiamarsi questo nuovo ministero? hanno intrapreso da tempo la strada Direi ministero dello Sviluppo agroadella qualità, della sostenibilità ambientale, energetica, etica e sociale, limentare. Perché è intorno al concetsenza trascurare quella economica. to di sviluppo che ruota il rilancio del Questo non significa che le politiche economiche e quelle del welfare non debbano essere distinte. Altrimenti si va verso la nascita di un ‘terzo settore’ agricolo. Il sistema agricolo sta diventando sempre più complesso e lei ha recentemente detto che un ministero dell’Agricoltura non basta più.

Impossibile non vedere quanto il nostro comparto abbia allargato i suoi confini oltre la semplice produzione, verso l’agroindustria, l’artigianato, il terziario. Cibo, commercio, energia, ambiente, turismo, perfino abbigliamento, convivono sotto lo stesso tetto. E troppe sono le materie di competenza di ministeri diversi da quello delle Politiche agricole con i quali ci dobbiamo confrontare. Non si tratta di sottrarre queste competenze ad altri e di trasferirle al nostro, ma di creare un sistema integrato che faccia riferimento ad un unico dicastero.

nostro settore e la ripresa del nostro Paese. Veniamo alle proposte di Confagricoltura al nuovo governo.

Innanzitutto occorre proseguire, con maggiore incisività, l’azione avviata dal governo Monti sul fronte delle semplificazioni e delle liberalizzazioni. La riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese deve essere un obiettivo prioritario del prossimo governo. Mi riferisco a quelli i materia di lavoro, ambiente, energia, ai controlli, alle sovrapposizioni, che rendono difficile la riorganizzazione e lo sviluppo delle imprese. Così come è necessario favorire l’instaurazione di un regime di concorrenza piena, aperta all’ingresso sul mercato di un numero più ampio possibile di operatori. Poi bisogna intervenire concretamente sul fronte del credito, per incentivare gli investimenti, premiando le aziende che innovano, fanno marketing, si aggregano, valorizzando le rete d’impresa. E ricomprendere l’agricoltura nelle politiche sul mercato del lavoro, da cui è stata tenuta fuori, dimenticando l’apporto che il nostro settore dà, e quanto potrebbe dare ancora di più, in termini di occupazione. Sul fronte fiscale la linea da seguire dovrebbe essere quella di alleggerire la pressione sul reddito da lavoro e su quello delle imprese, per liberare risorse da destinare agli investimenti produttivi. E poi c’è da correggere l’Imu sui fabbricati rurali e l’infausto provvedimento sul regime fiscale delle società agricole, che sono due esempi emblematici di quella non conoscenza del settore che le dicevo prima e che ha caratterizzato il passato governo. E in tema di ricerca cosa proponete?

A parte il problema della frammentazione della ricerca in agricoltura tra enti diversi, che deve essere risolto, quello che secondo me è più importante è creare un sistema di rete, integrato con altri FEBBRAIO 2013 | MONDO AGRICOLO | 21


L’ I N T E R V I S TA M A R I O G U I D I

Il mercato interno è fermo e da parte delle aziende cresce la domanda di internazionalizzazione, la ricerca di nuovi mercati di sbocco per i loro prodotti. Di cosa c’è bisogno?

Questo è veramente un pessimo esempio di come funziona il nostro sistema Paese. L’agricoltura e l’agroalimentare italiano hanno grandissime chance all’estero grazie alla qualità dei nostri prodotti universalmente riconosciuta. Ma la qualità non basta più, la partita oggi si gioca anche sul piano della logistica. Quello che manca è progetto integrato con altri settori, una piattaforma che ci consenta di far sbarcare il Made in Italy nel mondo.

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Sogno e voglio un’agricoltura che sia motore di sviluppo. Solo se verrà riconosciuta come settore economico a tutti gli effetti, mettendo in campo strumenti per la crescita delle sue imprese centreremo l’ obiettivo.

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settori, che permetta la diffusione delle conoscenze e delle innovazioni ed il loro trasferimento alle aziende.

Ha trovato riscontro di queste sue proposte nei programmi elettorali dei vari schieramenti?

Sinceramente no.Tutti gli schieramenti, nei loro programmi, hanno riservato un capitoletto all’agricoltura, ma ancora una volta si continua a considerare il nostro settore come una cosa a parte, che a bisogno di politiche specifiche. Esattamente il contrario di quello che pen-

sa la mia Organizzazione. Qual è il Paese che sogna?

Sogno e voglio un Paese in cui il pubblico sia al servizio dei cittadini e delle imprese. E non viceversa. E quale agricoltura?

Un’agricoltura che sia motore di sviluppo del Paese. So che sembra una frase scontata.Tutti parlano della centralità dell’agricoltura e del suo ruolo. Ma solo se l’agricoltura verrà riconosciuta come settore economico a tutti gli effetti, con ciò che questo comporta, mettendo in campo strumenti per lo sviluppo delle sue imprese, riusciremo in questo obiettivo. È una sfida per tutti, a cominciare da noi agricoltori, perché si basa essenzialmente su una maggiore competitività del settore, che dovrà contare sempre meno sulle risorse pubbliche e sempre più sulle capacità imprenditoriali.


SCENARI IL PAESE E LA POLITICA

Consigli per la politica

24| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013


Otto imprenditori di Confagricoltura parlano dei problemi e delle aspettative di fronte alla prossima legislatura

Planeta: «Chi fa le leggi ha mai messo piede in un’azienda agricola?»

ti del genere non abbia mai messo piede in un’azienda agricola. E poi c’è la burocrazia, che ci uccide. I provvedimenti europei, ad esempio, di Gabriella Bechi vengono presi come se Stoccolma e Pachino fossero la stessa cosa, poi ogni Regione, ogni Comune, ogni Asl li interpreta a modo suo”. Sulla burocrazia insiste anche Marco Caprai, storico produttore del celebre Sagrantino, a Montefalco, in Umbria. “I problemi del settore sono tanti, dalle infrastrutture alla commercializzazione, dalla ricerca alle promozione, alla internazionalizzazione. a prima cosa che Ma creda, tutto passa in secondo piavorrei che il pros- no rispetto alla burocrazia. Non ne simo governo fa- possiamo più di carte, pratiche, concesse è accorgersi testazioni, perdite di tempo e di definalmente che l’a- naro. Strutture elefantiache che ocgricoltura esiste, cupano persone e che costano al siche senza di essa il Paese muore, che stema e che non servono a nient’alil nostro settore è fonte inesauribile tro che a complicare la vita di noi imdi lavoro. Nessun governo finora lo prenditori e dei cittadini. Ci vuole poha fatto. Ed è arrivato il momento di co a capire che ogni risparmio nel cambiare.” E’ un auspicio, più che una verso della semplificazione si tradurrichiesta, quello di Diego Planeta, im- rebbe in minori costi per noi produtprenditore vitivinicolo in Sicilia, alla tori e di conseguenza anche in un miguida di una società agricola, a cui nor prezzo al pubblico sul prodotto fanno capo aziende anche nel settore finito. Ma lei lo sa quando incide il coorticolo e nel vivaismo. “Per farle un sto della burocrazia su una bottiglia esempio, lo scorso governo non si è di vino? Almeno quanto costano a me reso conto che uno dei problemi più due dipendenti che per tutto l’anno grossi del nostro settore, che ne limi- pensano solo a smaltire carte”. tano la crescita e lo sviluppo, è quel- Anche le piccole aziende hanno i lolo della frammentazione. Era stata fat- ro problemi, forse più di altre. Per Alta un buona legge in questo senso, bano Bergami, coltivatore diretto, nel 2007, quella sulla società in agri- frutticoltore in provincia di Ferrara coltura, che favoriva l’accorpamento (30 ettari di mele e pere), la questioe l’ingresso di nuovi capitali. All’im- ne principale che il prossimo goverprovviso, cambiando il regime fiscale no dovrebbe risolvere è quella delper le società, ha invertito nuova- l’aggregazione del prodotto.”Nel mio mente la rotta. Non è un esempio di settore solo il 30% del prodotto viene miopia questo? La stessa miopia che commercializzato in maniera orgaintroduce l’Imu sui fabbricati rurali, nizzata e questo ci pone in una posiche sono beni strumentali, che ser- zione di sudditanza di fronte a cenvono a produrre reddito. Qualche trali di acquisto molto potenti e strutvolta penso che chi fa provvedimen- turate e di assoluta impotenza di

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SCENARI IL PAESE E LA POLITICA

tare di cui tutti si fanno vanto.Vogliamo essere equiparati agli altri settori turistici, in termini di promozione in Italia e all’estero. Equiparazione a cui invece siamo soggetti, quando si tratta di Tares o di Imu. Gli spazi che utilizziamo sono ovviamente molto grandi, quelli di un’azienda agricola, e i nostri fabbricati sono beni strumentali. Ma in questo caso veniamo trattati come se fossimo alberghi o ristoranti. Nessuno si preoccupa se per motivi climatici, spesso lavoriamo solo alcuni mesi l’anno o se i vincoli legati al numero di presenze (giustissimi perché in linea con il principio della complementarietà della nostra attività con quella agricola) non ci permettono di spingere l’acceleratore nei momenti di crisi”. Diverse, ma sempre legate alla promozione e alla valorizzazione del Made in Italy sono le aspettative di chi, come Paolo Gennari, produce una delle nostre eccellenze agroalimentari, il Parmigiano Reggiano. Trentanofronte ai mercati esteri. Pensi che solo il 17% delle nostre eccellenti pere va all’estero! C’è poi il problema dell’eccesso di normative, che per il mio settore significa disciplinari di produzione e direttive comunitarie, che determinano un carico burocratico immenso. E quello del costo della manodopera, che incide in maniera determinante sui costi di produzione”. La promozione del settore è la priorità per Mario Pusceddu, imprenditore agrituristico, titolare dell’azienda Valle del Marta, a Tarquinia, in provincia di Viterbo. “Nessuno governo si è accorto che nel turismo ci siamo anche noi. Nel sito www.italia.it la parola agriturismo non è neppure menzionata. Come se non contassimo niente, mentre la vera promozione del Made in Italy turistico la facciamo proprio noi, che più di tutti valorizziamo il territorio e i prodotti delle nostre aziende, l’ agroalimen26| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013

li più severi e di una più efficace protezione e valorizzazione della nostra denominazione d’origine. E poi di un maggiore sostegno alla internazionalizzazione. Per noi agricoltori, anche se le nostre dimensioni non sono piccolissime, è difficilissimo arrivare su mercati come quello russo o nei Paesi emergenti, dove il nostro settore è monopolio esclusivo delle grandi industrie lattiero casearie e della grande distribuzione.” E cosa chiedono al governo le donne, le imprenditrici agricole? “Nessuna rivendicazione in rosa. Non siamo una ‘riserva indiana’ – dice Paola Granata presidente di Confagricoltura Donna Calabria e vicepresidente nazionale, titolare di un’azienda cerealicola, di recente riconvertita in parte a vigneto, sulla Sila, a 1200 metri di altezza−. Il problema più grande, per noi, in questo momento è, paradossalmente, quello che hanno i giovani−. L’insediamento. Siamo arrivate tardi alla terra, per motivi storici e culturali, in un settore di predominio assoluto degli uomini. E spesso, anFerrarese:« Al governo dobbiamo cora oggi, ci arriviamo in età matura, chiedere cose concrete e noi giovani prendendo il posto dei nostri padri. Per questo avremmo bisogno di inavere idee più lungimiranti» centivi e di premialità. Oltre che di formazione e di scambio di conove anni, conduce insieme al fratello, scenze, perché siamo state fuori dal un’azienda con 1.500 vacche da latte sistema per troppo tempo. Credo e un caseificio che produce 40/45 che se il futuro governo investisse forme di Parmigiano Reggiano al su di noi farebbe un buon affare. Noi giorno. “Abbiamo bisogno di una donne, non perché siamo più brave, maggiore tutela del nostro prodotto ma forse perché siamo più coragsui mercati internazionali, di control- giose, sappiamo rischiare, sperimentare e innovare. E soprattutto, perché è nel nostro Dna, sappiamo trasmettere ai figli l’amore per la terra e non abbiamo timore, come invece spesso hanno gli uomini, di lasciar loro il timone dell’azienda. Mi permetta un pizzico di presunzione. Con più donne imprenditrici il problema del ricambio generazionale in agricoltura si risolverebbe in breve tempo”.


Dalle donne ai giovani. Non perché si tratta di due “categorie” diverse, ma perché tra loro ci sono molti punti in comune. Piergiovanni Ferrarese è veramente giovane, uno dei più giovani dirigenti dell’Anga. Ventidue anni, laureando in Giurisprudenza con specializzazione in Diritto agrario, Gestione e tutela dell’ambiente, conduce insieme al padre un’azienda zootecnica (vacche da latte) e seminativi in provincia di Verona.“Quello che vorrei è che il prossimo governo ascoltasse veramente i giovani, e non facesse finta, come hanno fatto quelli passati. E guardi non mi riferisco solo agli incentivi o alla destinazione dei fondi, che a mio parere fanno parte ormai di una visione antistorica dell’agricoltura. Ma soprattutto a progetti concreti, a sgravi fiscali e agevolazioni al credito nella fase di start up, a premialità per chi investe e assume manodopera, per chi fa ricerca e innovazione. E più attenzione alle rete d’impresa tra giovani, senza cadere nei vecchi modelli cooperativi o dei distretti industriali, superando alcune limitazioni

Valentino Mercati: «Impegno per un nuovo Rinascimento centrato su uomo-natura» previste dal Codice civile. Io credo che sia arrivato il momento di cambiare, a cominciare da noi giovani imprenditori agricoli, che spesso facciamo parte di una generazione di ragazzi viziati, che non ha in sé la forza e l’entusiasmo della gioventù. Perciò oltre che chiedere al nuovo governo, penso sia importante ripromettersi di chiedere cose concrete. E avere pretese più lungimiranti.” E c’è anche chi, pur non essendo più un ragazzo, ha idee veramente “rivoluzionarie”. Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca spa, azienda leader nel mondo nel settore agro farmaceutico e in Europa in quello dell’erboristeria, 80 milioni di fatturato annuo, 600 dipendenti, non ha dubbi.“Siamo alla fine di un ciclo storico, dal quale potremo uscire solo

portando l’agricoltura al centro del sistema, per un nuovo sviluppo del Paese. Per un nuovo Rinascimento. Il prossimo governo, ma non solo, tutto il Paese dovrà impegnarsi in questo cambiamento, che dovrà riportare al centro il sistema uomo-natura. Siamo andati sulla luna, ma la chimica non è stata sufficiente per fare a meno dell’acqua nelle navicelle spaziali. La sopravvivenza dell’intero sistema mondiale è legata all’agricoltura. Qualcuno dovrà pure accorgersene! L’agricoltura italiana è uno dei fattori di successo più potenti nel mondo, insieme alla moda. Siamo, e siamo visti, come i più bravi. La nostra agricoltura, insieme alla cultura e al turismo, sono un elemento di forza straordinario, che nessun Paese possiede. Bisogna sfruttarne tutte le potenzialità. Bisogna crederci: il Governo, le Istituzioni, ma anche noi agricoltori, che troppo spesso consideriamo questa attività una rendita, piuttosto che una vera impresa, con tutti i rischi e i risultati che ciò com porta”. FEBBRAIO 2013 | MONDO AGRICOLO | 27


A T T U A L I TÀ I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E

Sarah Wiener con Mario Guidi

Show cooking per valorizzare l’eccellenza A Berlino la chef tedesca più amata, ai fornelli per una cena esclusiva tutta made in Italy all’Ambasciata. L’impegno di Confagricoltura e Camera di Commercio per la Germania per buyer locali e imprese italiane di Elisabetta Tufarelli

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arah Wiener, una delle chef più conosciute ed amate in Germania, è stata la testimonial dell’eccellenza agroalimentare italiana.A Berlino, in contemporanea con Fruit Logistica, il più importante appuntamento mondiale dedicato alle produzioni ortofrutticole, Confagricoltura e Camera di Commercio italiana per la Germania hanno organizzato,presso l’Ambasciata d’Italia (che ha dato il patrocinio all’evento), una cena esclusiva per le imprese italiane, i buyer ed gli importa-

tori tedeschi, in cui la Wiener si è cimentata ai fornelli in un apprezzatissimo ‘show cooking’ per i 300 ospiti. “Con i suoi circa 5,5 miliardi di euro di import, la Germania è il primo Paese di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi (che ha portato il suo saluto, assieme all'Ambasciatore d'Italia nel Paese alemanno, Elio Menzione, ed al presidente della Camera di Commercio Italiana per la Germania, Emanuele Gatti) -. Quello tedesco è un mercato maturo e consolidato e proprio per questo va


curato ed esplorato a fondo. Le quote n L’IMPEGNO DELLE AZIENDE DI CONFAGRICOLTURA conquistate vanno mantenute, cosa sempre più complessa in un mondo globalizzato, e vanno trovati spazi ulteriori di business per i nostri imprenditori e per i nostri prodotti”. Gli fa eco Gian Domenico Consalvo, membro di giunta di Confagricoltura con delega all’internazionalizzazione: “La Germania assorbe il 30% della produzione ortofrutticola nazionale e ci è sembrato importante cogliere quest’occasione per consolidare contatti e rapporti con i principali canali distributivi e confermare al consumatore tedesco che sono la genuinità e la salubrità dei nostri prodotti a fare la differenza”. Ricette della cucina di entrambi i Paesi,coniugate in chiave fusion, a partire dalle eccellenze agricoECORI' Agricola Srl riso bianco e biologico le e agroalimentari messe a disposiCirio Claudio riso nero Venere zione dalle aziende italiane, tra cui orConsorzio Gorgonzola Gorgonzola tofrutta, olio extravergine d’oliva, forFunghi delle Terre di Romagna funghi maggi, prosciutti, salumi, riso, pasta e Candido vino vino. Il meglio degli ingredienti della Gregorio De Gregorio vino cucina ‘made in Italy’, tradotti dalla Oliveti d'Italia panettoni all'olio , olio di oliva extravergine chef tedesca per quest’incontro di buTerre del Grifonetto olio di oliva extravergine siness a tavola, con l’obiettivo di manNatura Distribuzione legumi, cereali, prosciutto e salumi tenere alto l’interesse tedesco sulle Casteldoglio olio di oliva extravergine nostre produzioni nazionali. Cufrol olio, legumi, cereali, zafferano, pasta di tartufo Personaggio di spicco della ristorazioClarici olio di oliva extravergine biologico ne tedesca (ristoranti, catering, corsi di Tenuta San Lorenzo vino cucina, libri di ricetta, trasmissioni tv), ANICAV legumi, pomodorini in scatola, pelati Sarah Wiener è davvero molto popolaDi Martino Francesco Guizzardi pasta re nel suo Paese.“La persona più indiSa Marigosa carciofi cata – osserva Guidi - per accendere i OPOA ortaggi di stagione riflettori sul made in Italy agroalimenGiannantoni ortaggi di stagione tare valorizzandone la qualità, la versaLago d'oro ortaggi di stagione tilità e la sostenibilità ambientale”. APOC Salerno quarta gamma, ortaggi di stagione La bilancia commerciale agroalimenTerraorti quarta gamma, ortaggi di stagione tare tra Italia e Germania è sempre staFinagricola quarta gamma, ortaggi di stagione ta in equilibrio, con un lieve deficit a Rago quarta gamma, ortaggi di stagione nostro carico dovuto all’import dal Almaseges quarta gamma, ortaggi di stagione Paese soprattutto di prodotti lattiero O.P. "FARO" S.C.A.P.A. caseari, carni e zucchero, ma le propomodori pachino Latteria Plac spettive suono buone. Il segno negatiGrana Padano e Provolone Cascina Fotuna vo dei prodotti trasformati è stato coprosciutti crudi, salumi stantemente bilanciato da un notevoSOLFARM frutta, quarta gamma. le export di prodotti freschi, essenzialAgrogens OP ortaggi, Pecorino mente ortofrutticoli. Confagricoltura Campo Verde vino, clementine scommette sulle buone performance Consorzio della Cipolla rossa cipolle, composta di cipolle dell’export nazionale e sceglie un moLa Caudrina di Romano Dogliotti Moscato d'Asti do originale per contribuire a consoliCantina Sociale La Torre Piemonte Chardonnay brut dare la presenza delle imprese italiane Cascina Lissona antipasti piemontesi sul mercato tedesco. FEBBRAIO 2013| MONDO AGRICOLO | 29


A T T U A L I TÀ F L O R O V I V A I S M O

Francesco Mati: «Manca la cultura dell’acquisto costante di fiori e piante. La qualità del made in Italy minacciata dalla concorrenza internazionale di Gabriella Bechi

Non solo nelle feste

n Italia è un abitudine consolidata. I fiori si regalano. E in genere solo nelle ricorrenze. Compleanni, nascite, festività. Così, complice la crisi economica e la concorrenza di nuovi oggetti di culto, in consumi crollano. Il valore degli acquisti italiani di fiori e piante è passato da 2,25 miliardi di euro del 2011, a 2,18 miliardi, secondo le stime Ismea, con una diminuzione del 2,9% in un anno. E, insieme, cala anche la produzione che è scesa da 4 miliardi e 160 milioni di euro del 2011, a 4 miliardi e 118 milioni del 2012 (-1%). “Non è novità che i fiori non vengano comprati regolarmente per abbellire la casa – dice Francesco Mati, presidente della Federazione di prodotto florovivaistica di Confagricoltura . In altri Paesi, specie nel Nord Euro- na, quasi come il pane. Credo che dipa, fanno parte della spesa quotidia- penda dal fatto che i fiori sono il simbolo della natura, dell’aria aperta, del sole. Elementi di cui si sente la mancanza nei Paesi freddi, per noi, invece, sempre a portata di mano. La novità, piuttosto, è che gli italiani comprano sempre meno fiori anche per i regali. Un po’ dipende dalla crisi, che spinge a tagliare tutti consumi superflui, ma molto dipende anche dalla moda, dalla concorrenza esercitata, specie

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C’è sempre un buon motivo per comprare un fiore. E nella scelta solo l’imbarazzo.

tra i più giovani, dai regali high-tech di ultima generazione.” “Così - continua Mati - sono rimasti invenduti fiori e piante tipici delle feste natalizie. Abbiamo avuto un San Valentino poco fiorito. E non ci aspettiamo molto dalle prossime feste delle donne e della mamma. Fortunatamente esiste ancora un segmento importante di clientela, rappresentato dal settore alberghiero e della ristorazione di alto livello, che cura molto


«Comprate fiori italiani, fanno bene al cuore delle persone e all’economia del Paese» l’ambientazione utilizzando addobbi floreali”. In questo panorama non certo incoraggiante, si inserisce il problema della concorrenza esercitata dagli altri Paesi del mondo, non solo europei, come l’Olanda, ma soprattutto extra Ue, Sud Africa, Sud America, India. Sono prodotti che viaggiano per giorni in container frigo, che non hanno la freschezza e la capacità di resistenza, ma neppure la bellezza e

la luminosità dei colori dei nostri fiori. Qualità che vengono riconosciute e apprezzate in tutto il mondo, ma che non bastano a renderci competitivi a causa degli alti costi di produzione che le nostre aziende devono sostenere e delle barriere che vengono imposte da alcuni Paesi. Se complessivamente la bilancia commerciale con l’estero migliora, con una riduzione del saldo in quantità del 38% circa (da un deficit di -15 mila ton si passa a -9 mila

ton), questo risultato positivo si deve più ad un calo dell’import, per oltre il 15%, che ad un incremento dell’export. Le esportazioni diminuiscono. Evidentemente a causa di una diffusa contrazione della domanda anche all’estero. Confagricoltura ha più volte segnalato alle autorità italiane e straniere le situazioni che si determinano alle dogane di alcuni Paesi esteri quando si esportano i nostri prodotti. In particolare i problemi nelle certificazioni fitosanitarie per l’export di piante in Turchia; mentre sono elevati (in maniera abnorme) i costi di tutela delle nuove varietà in Ecuador. Sono, infine, lunghe e complesse le procedure per l’autorizzazione all’import di fiori e piante vive delle nostre produzioni in America Latina (dove invece è interessante il mercato del Brasile, ad esempio, nell’approssimarsi degli eventi del Campionato del Mondo di Calcio e delle Olimpiadi). Anche il mercato degli USA ha dei problemi per l’export di fiori (rose in particolare) provenienti dal nostro Paese. Un aspetto questo che potrebbe essere risolto nell’ambito del negoziato bilaterale USA-UE che è stato appena deciso di avviare e che Confagricoltura ha già segnalato alle Amministrazioni competenti comprese quelle comunitarie. L’appello di Mati è chiaro:“Comprate fiori italiani, fanno bene al cuore delle persone che si amano e all’economia del nostro Paese”.

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A T T U A L I TÀ L I N E A V E R D E

Il presidente Guidi con Fabrizio Gatta sull’elicottero di Linea Verde

Giro d’orizzonte Sorvolando Ortona: la “Costa dei Trabocchi”, vigneti e oliveti, ma anche cemento e insediamenti industriali di Gabriella Bechi

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uno spettacolo straordinario quello che si apre sotto i nostri occhi, appena l’elicottero di Linea Verde si alza dal porto di Ortona, con a bordo il nostro presidente Mario Guidi, uno dei conduttori della celebre trasmissione televisiva della domenica, Fabrizio Gatta, operatore e cameraman della Rai. La “Costa dei Trabocchi”, 50 chi-

lometri di insenature, spiagge ghiaiose, piccoli tratti di sabbia, dove l’agricoltura si affaccia direttamente sul mare, resa celebre dalle palafitte collegate alla terra ferma da una passerella ed utilizzate come macchine da pesca. Suggestiva testimonianza di una antica civiltà, tra terra e mare, cerniera tra la pesca e l’agricoltura, un tempo fonte di ricchezza, oggi in fase di recupero per una nuova valo-


rizzazione in ambito turistico e culturale, denominate da Gabriele D’annunzio il “ragno colossale”. Dietro, i caratteristici vigneti ”a pergola” e gli oliveti, tra i quali primeggia la varietà “Gentile di Chieti”, intervallati di tanto in tanto da un’agricoltura spontanea fatta da agrumeti secolari. Purtroppo questo spettacolo fantastico lascia presto il posto agli insediamenti urbani e industriali. E’ il cemento che avanza, togliendo ettari produttivi all’agricoltura. Su questo tema, su cui si focalizza la puntata di Linea verde, si svolge l’intervista al presidente Guidi. “Ogni anno – ha detto il presidente Guidi – vengono sottratti all’agricoltura ettari e ettari di suolo a

causa di una cementificazione selvaggia del territorio. Ed è stato apprezzabile l’impegno del passato governo per porre all’attenzione del Paese l’agricoltura produttiva e gli spazi che ad essa possono essere re-

cuperati. Il disegno di legge “salva suolo” andava in questa direzione, ma è stato presentato al Senato il giorno prima della fine della passata legislatura ed è decaduto. Niente vieta che possa essere ripresentato. Intanto non dimentichiamo che oltre il 4% della SAU è a riposo e che, unendola alla superficie attualmente non utilizzata, si potrebbe rimettere a coltura un’estensione pari a 1,2 milioni di ettari. Si tratta di superfici che possono tornare rapidamente in produzione e che rappresentano un potenziale immediatamente disponibile per rafforzare la nostra agricoltura e creare nuove opportunità per i giovani”.


A T T U A L I TÀ I R R I G A Z I O N E

Acqua senza spreco L’ Il tema dell’irrigazione è sempre più complesso. Dalla semplice disponibilità alla sostenibilità

di Marco Benati

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acqua, assieme alle sementi ed i concimi è uno dei fattori di produzione base per le coltivazioni agricole. Salvo i casi dei terreni naturalmente umidi o nelle coltivazioni vernine, che sfruttano l’umidità presente nell’aria, l’acqua ad uso irriguo è stata portata alle coltivazioni in via del tutto artificiale fin dalla notte dei tempi.

Fino a pochi anni fa l’unico problema legato all’irrigazione era la disponibilità d’acqua. Si focalizzava quindi l’attenzione soprattutto sugli investimenti necessari per realizzare le opere infrastrutturali ed aziendali. Da alcuni anni a questa parte però l’attenzione del legislatore europeo, nazionale e locale, si è concentrata sulle quantità d’acqua usata per fini irrigui. L’affermazione che occorre perseguire lo sviluppo di “un’agricol-


E’ evidente che il risparmio nell’uso dell’acqua può essere perseguito solo attraverso lo sviluppo di tecnologie d’adduzione e distribuzione più razionali. I diversi tipi di coltivazione richiedono quantità d’acqua diverse e metodi distributivi profondamente diversi.Il riso, che è la coltivazione che richiede il maggior quantitativo d’acqua per ettaro, allo stato attuale delle conoscenze non può essere coltivato senza la sommersione delle risaie, quindi ben poco si può fare per ridurre la quantità d’acqua. Lo stesso ragionamento deve essere fatto per le foraggiere, salvo per l’erba medica, che ha necessità di una semplice irrigazione di soccorso. Queste coltivazioni, escluso il riso, troverebbero delle opportunità di riduzione dei consumi solo alla presenza di una trasformazione del sistema distributivo, obiettivo che richiede grandi investimenti, che possono essere sostenuti solo dalla mano pubblica attraverso il “piano irriguo”. Il passaggio da sistemi di scorrimento a pioggia prevede, inoltre, una razionalizzazione della governance dell’acqua con la periodizzazione nella distribuzione. In questo senso le esperienze d’assistenza agli agricoltori, con indicazioni dei momenti in cui eseguire l’irrigazione e in che quantità, stanno dando i loro frutti con buoni risultati sulle spese a carico dell’agricoltore e sul contenimento dei consumi d’acqua. Se questo quadro vale per tura sostenibile” contiene, di fatto, l’i- le zone tradizionalmente dea che l’uso dell’acqua, così come ricche d’acqua, così non è quello di concimi ed antiparassitari, per quelle aride del centro debba essere ridotto rispetto ai livel- sud. In quei territori il proli attuali. blema principale è quello Questo intendimento è perseguito in di avere acqua disponibile, tutti i modi, e forma uno dei cardini poi di realizzare una buona delle attuazioni della Direttiva Acque. rete distributiva, quindi, di Questi obiettivi trovano riscontro avere strumenti tecnologinelle linee formative dei piani di svi- camente più avanzati nella luppo rurale e quindi nella “condizio- distribuzione al campo. nalità”. Purtroppo queste condizio-

Fattore di produzione indispensabile. L’impegno per apporti idrici mirati ni esistono raramente essendo gli stessi Consorzi di Bonifica non sempre all’altezza della situazione. In queste aree per i tipi di coltivazioni ben si adattano sistemi di sub irrigazione o sistemi a goccia. Questo ultimo mezzo è largamente diffuso nelle zone frutticole di tutta l’Italia, anche in quelle che originariamente erano indirizzate a coltivazioni foraggiere. Il cambio di metodi di distribuzione ha posto gravi problemi organizzativi ai consorzi bonifica in quanto, mentre il sistema a pioggia richiede poca acqua ma tutti giorni, le coltivazioni foraggiere richiedono molta più acqua, distribuita però in turnazione settimanale o quindicinale. Ai consorzi è stato quindi richiesto uno sforzo notevole per soddisfare le richieste degli associati. Come si vede il tema dell’irrigazione è quanto mai complesso, e di difficile soluzione, stretto fra disposizioni normative, sistemi gestionali nella distribuzione dell’acqua e sviluppo di nuove tecnologie.

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N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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NORME VII programma d'azione per l'ambiente dell'UE La Commissione europea ha varato la proposta di direttiva di approvazione del settimo Programma d'azione per l'ambiente che lancia le sfide da raggiungere e gli obiettivi da qui al 2020. Il programma proposto, che dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio è basato su quattro componenti principali: la necessità di rendere l'ambiente più resistente ai rischi sistemici e ai cambiamenti; l’orientamento delle scelte politiche determinato dalla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva; le nuove opportunità offerte nell’ambito dello sviluppo sostenibile dalla necessità di riforme strutturali; i risultati del summit di Rio+20. Nonostante i risultati positivi ottenuti, persistono tendenze non sostenibili nei quattro settori prioritari individuati dal VI programma: cambiamenti climatici, biodiversità, ambiente e salute, nonché uso sostenibile delle risorse naturali e gestio36 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013

D E L L’ A R E A

ne dei rifiuti. In particolare, il nuovo programma dovrà dare risposte relative a: il pacchetto dell'UE su clima ed energia; la tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050; la strategia dell'UE per la biodiversità fino al 2020; la tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse; l'iniziativa Faro "L'Unione dell'innovazione". Il programma d'azione per l'ambiente dovrebbe entrare in vigore già nel 2013. (A.P.)

SUOLO Come compensare l’impermeabilizzazione La Commissione ha pubblicato un documento di orientamento in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo. La formazione del suolo è un processo estremamente lento; una volta che è stato impermeabilizzato, le sue funzioni sono praticamente perdute del tutto o in gran parte; ecco perché è essenziale limitare l’impermeabilizzazione, per quanto possibile, e miti-

A M B I E N T E

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T E R R I T O R I O

gare le sue conseguenze negative; solo laddove ciò non è possibile si passa alla “compensazione”. Le misure di compensazione sono dunque progettate per recuperare o migliorare le funzioni del suolo evitando gli impatti deleteri dell’ impermeabilizzazione. L’applicazione di misure di compensazione mira quindi a sostenere la funzionalità complessiva del suolo in una certa zona, piuttosto che a vietare l’impermeabilizzazione di tutti i suoli nella zona. Da questo punto di vista, l’uso di valutazioni ambientali strategiche per piani e programmi e di valutazioni dell’impatto ambientale per progetti su scala più ampia, sulla base ri-

spettivamente delle direttive VAS e VIA, può garantire l’identificazione di misure adatte a compensare gli effetti significativi sul suolo. Sono stati indicati alcuni dei modi di compensare la perdita di suolo e delle sue funzioni: riutilizzare il terreno arabile scavato quando si impermeabilizza un’area per sfruttarlo altrove; de- impermeabilizzare una zona (recupero del suolo) per compensare l’impermeabilizzazione di un’altra; eco-account e scambio di certificati di sviluppo; raccolta di una tassa sull’impermeabilizzazione del suolo, da usare per la protezione del terreno o altri scopi ambientali. (D.R.)


RIFIUTI Arriva la nuova tassa Dal 1° gennaio la Tares sostituisce la Tarsu, la Tia1 e la Tia2 (sono soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza), a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa pubblica ai sensi della vigente normativa ambientale, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, quali illuminazione e manutenzione delle strade. La tariffa è commisurata all’anno solare e alla quantità e qualità media ordinaria di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. Resta ferma la possibilità di prevedere una tariffa di natura corrispettiva, in luogo del tributo, per quei Comuni che provvedono alla misurazione puntuale dei rifiuti prodotti. La disciplina per l’applicazione del tributo è demandata ai regolamenti adottati dai Consigli comunali, sebbene numerose indicazioni – sui criteri di determinazione della tariffa, su specifiche ipotesi di riduzioni tariffarie, sugli aspetti procedurali concernenti la presentazione della dichiarazione e l’accertamento nonché le sanzioni – siano contenute nel decreto stesso. (A.P.) FEBBRAIO 2013| MONDO AGRICOLO |37


A T T U A L I TĂ€ B I O E N E R G Y

Bioenergie intelligenti


Antonio Piva presidente di CremonaFiere: «In vetrina gli scenari del futuro per biomasse e rinnovabili» di Andrea Gandolfi

a novità dell’edizione 2013 consiste in una particolare attenzione alle smart grid, le reti intelligenti per lo stoccaggio, la programmazione e la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Mette in vetrina gli scenari del futuro prossimo e tiene il passo di un mercato in fortissima evoluzione, ‘Bioenergy Italy’, la grande manifestazione fieristica dedicata a biomasse e rinnovabili, che apre i battenti giovedì 28 febbraio a CremonaFiere, dove si concluderà sabato 2 marzo. La rassegna è frutto dell’ormai consolidata alleanza fra l’ente organizzatore ed il colosso tedesco DLG, player di rilievo internazionale nel settore, anche grazie a ‘marchi’ del calibro di AgriTechnica, Euro Tier e BioEnergy Decentral, che porta un contributo fondamentale in termini di esperienza e know how; ed è ormai accreditata come una manifestazione che non propone solo le migliori attrezzature e tecnologie per lo sviluppo del business delle fonti rinnovabili di energia. Infatti, rappresenta anche un osservatorio altamente qualificato per gli addetti ai lavori, e più in generale per quanti vogliano avere una panoramica completa ed aggiornata sui molti temi legati al comparto. I numeri conseguiti nel 2012 lo testimoniano: 152 espositori (il 27% provenienti dall’estero), oltre cinquanta fra convegni, seminari e workshop, più di ottomila visitatori professionali

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A T T U A L I TÀ B I O E N E R G Y

per questa che sempre più si qualifica come una fiera per piccoli o grandi buyer, e non certo un appuntamento ‘da biglietto’. «Un altro segmento di notevole rilievo Antonio Piva vicepresidente di Confagricoltura e presidente di CremonaFiere

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- in accordo con le previsioni del nuovo conto energia - sarà quello dedicato agli impianti alimentati a reflui o comunque a sottoprodotti, per garantire un livello adeguato di competitività», spiega Antonio Piva, presidente di CremonaFiere e vice presidente di Confagricoltura. «Come sempre, BioEnergy avrà un’offerta ampia ed esaustiva, ma per quanto riguarda il biogas ci concentreremo soprattutto sui piccoli e medi impianti: dunque a misura di azienda e di disponibilità diretta di materia prima, perfettamente compatibili con i più generali equilibri del comparto agricolo». Nella ricca programmazione convegnistica di BioEnergy Italy — che annovera tra i suoi partner anche Legambiente — spicca pure quest’anno l’appuntamento con la giornata mondiale del mais, in calendario il 1° marzo. Con l’intervento di Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, si farà il punto

sul percorso 2013 della riforma della Pac, di cui è ormai certo lo slittamento al gennaio 2015. «Quella dedicata al comparto maidicolo è un’iniziativa tradizionale e molto attesa», prosegue Piva. «Nell’ultimo anno il mais ha dato buone soddisfazioni economiche ai produttori, anche se in alcune zone si è pagato lo scotto della siccità.Alla giornata mondiale si parlerà pure di Ogm. Recentemente il Cra ha ribadito che la ricerca in Italia deve essere portata avanti; è importante se non vogliamo restare al palo. Noi siamo fautori della sperimentazione, che deve essere posta in essere su tutto il territorio nazionale, lasciandoci finalmente alle spalle pregiudizi anti scientifici ed anti storici». «Quanto alla Pac, penso che De Castro abbia davvero fatto un ottimo lavoro, riuscendo a ‘raddrizzare in corsa’ una proposta non certo favorevole al sistema Italia. La sua presenza a Cremona rappresenta sempre un fatto importante. Da Bruxelles porterà notizie di prima mano. Speriamo che siano buone».


LA POLLINA, DA RIFIUTO A RISORSA

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Lo smaltimento della pollina da allevamenti avicoli è oggi uno tra i principali problemi gestionali del settore a livello nazionale e il suo sfruttamento a fini energetici rappresenta una importante soluzione. Ne parleranno l’1 marzo, in un seminario a Bioenergy Italy, tecnici, professionisti e rappresentanti delle istituzioni che, grazie ad un’ampia casistica di esempi aziendali, illustreranno lo stato dell’arte e le prossime novità in arrivo sul fronte tecnico e normativo. L’obiettivo è di smaltire le notevoli quantità di pollina prodotta dagli allevamenti avicoli che diventa un sottoprodotto organico (biomassa). Con indubbi vantaggi, in particolare quello di fornire una valida alternativa allo spandimento su suolo, che presenta diverse complicazioni e criticità ambientali ed economiche. Da segnalare la versatilità del sistema, facilmente inseribile in processi produttivi esistenti. Insomma l’inserimento della pollina nella disciplina delle biomasse apre importanti opportunità agli allevatori di galline broiler e ovaiole.

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A T T U A L I TÀ B I O E N E R G Y

La fabbrica delle rinnovabili Il centro sperimentale inaugurato presso il Polo di Cremona del Politecnico. Impianti pilota per l'utilizzo dei sottoprodotti

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l 31 gennaio è stato inaugurato, a Cremona, il laboratorio de “La Fabbrica della Bioenergia” presso il Polo di Cremona del Politecnico di Milano. “La Fabbrica della Bioenergia” è un progetto co-finanziato da Fondazione Cariplo, Provincia di Cremona come ente capofila, Camera di Commercio di Cremona, Politecnico di Milano come referente scientifico ed operativo, ERSAF e il patrocinio del Comune di Cremona. L’iniziativa si pone tre linee di azione, volte a sostenere e promuovere lo sviluppo degli impianti bioener-

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getici garantendo il raggiungimento delle potenzialità disponibili in termini di biomasse trattate e di energia producibile, nel rispetto della vocazione territoriale e con la massima efficacia e nel rispetto ambientale. La linea di ricerca ha come primi obiettivi di studio l’aumento della degradabilità delle diverse matrici, la trattabilità di matrici organiche non ancora sfruttate, il miglioramento delle rese energetiche degli impianti e lo sviluppo di nuove tecniche per la rimozione dell’ammoniaca dal digestato. La linea servizi è a disposizione dei diversi


portatori di interesse (proprietari e gestori degli impianti, impiantisti fornitori di tecnologia, enti di autorizzazione e controllo) svolgendo valutazioni ed audit sullo stato del processo e sulla sua ottimizzazione, supporto all’avvio e alla conduzione mediante modelli di processo dedicati, analisi di routine, studi di fattibilità, testing e collaudi di macchinari e impianti, indagini e censimenti. C’è infine la linea dell’osservatorio volta a recepire ed integrare i bisogni del territorio, monitorare lo sviluppo del settore e proporre azioni formative mirate ai molteplici soggetti interessati. Rientrano in questa linea quindi le attività di formazione, destinate a soddisfare diverse necessità. «Il progetto – sottolinea Gianluca Pinotti, assessore all’Agricoltura e all'Ambiente della Provincia di Cremona – è nato più di tre anni fa dall’im-

pegno che abbiamo profuso, con la collaborazione dei partner, per affrontare lo sviluppo degli impianti a biogas nel nostro territorio, con l’obiettivo di diminuire la loro dipendenza dalla superficie agricola, relativamente alle colture dedicate». «Il laboratorio della Fabbrica della Bioenergia ha, in particolare, la finalità di sostenere e promuovere l'utilizzo dei sottoprodotti dell'industria agroalimentare, riducendo la concorrenza tra la filiera agroalimentare e quella agroenergetica, assicurando la complementarietà

di quest'ultima al reddito agricolo.Attraverso l’utilizzo dei sottoprodotti, promosso tra i primi in Italia, anche mediante un approfondimento della complessa normativa di settore, sarà possibile perseguire, in ambito agricolo, la sostenibilità della produzione di energia». La provincia di Cremona conta attualmente164 impianti a biogas autorizzati, di cui 143 in esercizio, per una produzione di energia elettrica di circa 97 Mw. Il laboratorio, attrezzato con strumenti e impianti pilota per effettuare analisi chimico-fisiche e studi di ampio spettro, è al servizio di aziende, professionisti ed enti interessati, collabora con il laboratorio Lisa del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano (Dica) e nelle prossime settimane sarà completato dalle opportunità offerte dal portale dei sottoprodotti. (R.M.A.)


A T T U A L I TÀ I N C A M P O

Irrorazione di precisione Kuhn Metris massimizza tutti gli effetti della Precision Farming

Per le grandi colture come il mais macchine più sostenibili, con distribuzione mirata e trattamenti tracciati

recepimento in Italia attraverso il Piano nazionale. Come viene evidenziato nella Linee guida per un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, dettagliato manuale a cura di un team multidisciplinare formato da Syngenta, il Servizio fitosanitario della Regione Emilia Romagna, l’Università Cattolica di Piacenza e lo spin-off universitario di Claudio Pietraforte Horta, la scelta di un’irroratrice andrà fatta in base a caratteristiche che consentano di ridurre al minimo la quantità di volume residuo non distribuibiostenibilità è il criterio le (vale a dire la quantità di liquido basilare che guida la pro- che non viene aspirato dalla pompa gettazione delle ditte co- dell’irroratrice e resta nelle tubaziostruttrici nel settore delle ni), ottimizzare l’utilizzo delle miscele irroratrici, a cominciare (attraverso la presenza combinata di da quelle destinate alla dispositivi antigoccia sugli ugelli, di digrandi colture erbacee come il mais. spositivi premiscelatori che permettaUn’esigenza già largamente avvertita no all’operatore di lavorare da terra, negli anni passati, ma resa ancora più senza doversi arrampicare sul serbapressante dall’emanazione della diret- toio della macchina irroratrice, nontiva 2009/128 Ce sull’uso sostenibile ché di un sistema di agitazione che fadei prodotti fitosanitari, entrata in vi- vorisca una buona miscelazione dei gore nel dicembre 2011 e in corso di formulati e limiti la formazione di de-

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positi nel serbatoio) e limitare le perdite. È altresì importante preferire irroratrici equipaggiate di serbatoio di acqua pulita (lavamani) e serbatoio lava-impianto, il cui volume dovrebbe consentire di diluire quello di miscela residua nella macchina. Si tenga presente che con l’entrata in vigore dell’emendamento alla Direttiva Macchine (2009/127/Ce) la presenza del serbatoio lava-impianto diventa obbligatoria per tutte le irroratrici immesse sul mercato (in precedenza l’obbligo era previsto solo per quelle certificate Enama con capacità del serbatoio superiore a 400 litri). Le macchine già in uso e prive di serbatoio lava-impianto possono essere facilmente dotate di questo dispositivo con l’acquisto di kit di serbatoi ausiliari da applicare in prossimità del serbatoio principale. Da segnalare in questo contesto, per l’alto livello di automazione, l’Aws (Automatic Washing System ovvero Sistema di lavaggio automatico) della ditta Caffini premiato come Novità


tecnica all’ultima edizione dell’Eima. Il sistema è composto da una serie di valvole elettriche motorizzate gestite da un computer con un software dedicato e consente, attraverso il comando automatico delle valvole stesse, di attivare tutte le funzioni di risciacquo e lavaggio. Aws, provvisto di display a colori e comandi touch screen, permette inoltre di gestire con facilità anche tutte le funzioni di riempimento o svuotamento del serbatoio, di premiscelazione e di lavaggio esterno dell’irroratrice. Ai fini della tracciabilità dei trattamenti, aspetto che può senz’altro costituire un valore aggiunto per le produzioni aziendali certificate, l’irroratrice dovrà essere equipaggiata con un sistema di localizzazione Gps abbinato ad un computer di bordo per la registrazione automatica e in tempo reale di tutti i dati relativi ai trattamenti fitoiatrici, che vengono così georefenziati. Sempre alla ditta Caffini si deve la messa a punto del sistema Gast (Geo-

Un sistema di tracciabilità abbina il prodotto fitoiatrico alla parcella di terreno referential Analytic Spraying Traceability), un sistema di tracciabilità che consente di registrare e abbinare una o più confezioni di prodotto fitoiatrico alla parcella di terreno in cui sono stati distribuite.All’inizio di ogni riempimento del serbatoio viene generato un file che abbina l’area trattata a quel serbatoio. Le etichette degli agrofarmaci vengono identificate da un lettore a radiofrequenza Rfid appositamente posizionato sull’impianto di premiscelazione, che comunica al computer dell’irroratrice il carico di una o più confezioni del prodotto stesso.Trasferendo il file sul computer aziendale, vengono scaricati automaticamente dal magazzino dei prodotti le confezioni utilizzate, anche parzialmente. Un software dedicato permet-

AWS Caffini sistema di lavaggio automatico

te infine la gestione in automatico del magazzino dei prodotti fitosanitari e l’esatta compilazione del quaderno di campagna. L’automazione della distribuzione e il supporto elettronico alla guida dell’irroratrice svolgono un ruolo determinante ai fini della gestione sostenibile degli agrofarmaci. Si giustifica così la sempre maggiore attenzione a questi due aspetti, confermata anche dalla presenza sul mercato di molti modelli Isobus compatibili e pertanto interfacciabili con trattori dotati di questo protocollo.Tra le principali novità nell’ambito dei computer di controllo merita una segnalazione il Controller 9500 della ditta Hardi, che offre all’operatore la possibilità di controllare i principali parametri della distribuzioFEBBRAIO 2013| MONDO AGRICOLO |45


A T T U A L I TÀ I N C A M P O

Hardi Navigator irroratrice di nuova generazione

KverneIand IsoMatch Tellus Terminale di bordo per la gestione automatizzata dei trattamenti

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ne attraverso un monitor touchscreen multicolor da 12,1 pollici. Compatibile con Isobus, oltre alla gestione dei dati relativi alla distribuzione, possiede diverse funzioni tra le quali la sterzatura automatica per una manovra precisa, sicura e facile, il controllo automatico dell’altezza di lavoro della barra (AutoHeight) e la gestione automatica (apertura-chiusura) delle sezioni di barra (AutoSectionControl), per evitare sovrapposizioni quando si procede su aree già trattate o attorno ad ostacoli. Si inserisce nel campo dell’irrorazione di precisione l’irroratrice trainata Metris, frutto dell’evoluzione della gamma avviata con l’inserimento di Blanchard all’interno del gruppo Kuhn. La macchina, nonostante le dimensioni compatte (la carreggiata va da 1,50 a 2,25 metri), offre un serbatoio in poliestere iniettato con capacità di 3.200 e 4.100 litri e barre in alluminio da 18 a 36 metri, con ugelli in ceramica, integrate nella sagoma della macchina.

In evidenza il sistema di ammortizzazione Equilibra per un controllo ottimale delle sollecitazioni verticali, orizzontali e longitudinali. Il risciacquo è interamente automatizzato. calcolato secondo il volume residuo in fondo al serbatoio attraverso la centralina Reb3, che raggruppa le principali funzioni. L’impiego di macchine Isobus compatibili è solo il primo step del sistema iM Farming di Kverneland, rivolto a massimizzare tutti gli effetti della Precision Farming. A seguire abbiamo la gestione dell’operatività delle singole macchine attraverso un terminale universale, l’Isomatch Tellus, che permette la mappatura del campo di lavoro, la registrazione dei dati ed il carico della documentazione su computer tramite chiavetta usb. Un ulteriore passaggio è costituito dall’installazione del software GeoControl che libera l’operatore dalle consuete mansioni, automatizzando le aperturechiusure delle sezioni di barra e ge stendo le sovrapposizioni.


SPECIALE MAIS

Campagna due volte disastrosa

Nel raccolto 2012, falcidiato dalla lunga siccità e dal calore estremo dell’estate, fanno la loro comparsa le aflatossine

della spiga da parte di funghi del genere Aspergillus, produttori di aflatossine che possono contaminare la granella. Il monitoraggio condotto da Aires e Coordinamento Cereali presso oltre 100 imprese di essiccazione e stoccaggio in tutta l’Italia del nord ha evidenziato una riduzione complessiva di Mario Salvi di circa il 25% del raccolto di granella di mais di quest’anno, con punte del 51% in Emilia Romagna e del 45% in Veneto. ell'estate del 2012 si so- In sostanza le stime aggiornate a febno verificate, per alme- braio 2013 indicano un produzione no 80/90 giorni, condi- nazionale non superiore a 7,6 milioni zioni climatiche partico- di tonnellate, mentre la quantità conlarmente avverse alla taminata da aflatossina B sarebbe pari coltivazione del mais; in a circa 2,5 milioni di tonnellate di cui particolare l’assenza di piogge ha 1,5 milioni oltre il livello max di 20 coinciso con temperature molto ele- ppb (parti per bilione, ovvero microvate. Tale circostanza, del tutto ecce- grammi/kg) fissato dalle norme per la zionale nelle aree tipiche di produzio- sicurezza dei mangimi. ne dell’Italia settentrionale, ha avuto L’effetto combinato del forte calo proeffetti deleteri sul mais in campo, duttivo e della non commerciabilità di compromettendo il ciclo di crescita una parte significativa del raccolto, fa della pianta e favorendo l’infezione sì che oltre il 50% dei 12 milioni di

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Per i maiscoltori un calo del reddito di 200 milioni di euro tonnellate di mais, che rappresentano il fabbisogno annuo della zootecnia italiana, rischia di dover essere acquistato all’estero, rispetto ad una quantità importata che di norma si colloca tra il 20 e il 25%. Le conseguenze economiche sarebbero molto pesanti, in termini sia di aumento del passivo nella bilancia commerciale del settore cerealicolo, sia di mancato reddito per i maiscoltori, stimato in non meno di 200 milioni di euro. Di conseguenza presso le strutture di essiccazione e stoccaggio, cooperative e private, è in corso da mesi la lotta alle aflatossine, con tutti i mezzi disponibili, per ripulire e detossificare la granella al fine di riportare la contaminazione sotto i limiti di legge. Le operazioni di pulizia, spesso con l’ausilio di sofisticati apparecchi per la selezione ottica dei grani, si sono rivelate più difficili del previsto, in quanto gli elevati livelli di aflatossina, con medie di 70-80 ppb (e punte di oltre 150 ppb), rendono estremamente difficile riportare il mais sotto il limite massimo ammesso di 20 ppb, anche quando la quantità scartata supera il 30%. Peraltro, non essendoci uniformità nei metodi di campionamento e analisi utilizzati nel circuito commerciale, succede che l'esame dei campioni prelevati dai carichi in arrivo ai mangimifici evidenzi spesso un contenuto di aflatossina oltre il limite, quando invece nei campioni prelevati in partenza dall'essiccatoio risulta sotto il limite. Risultato: molti camion tornano indietro o non partono affatto, per non rischiare di rimetterci il costo del trasporto. Il mais che non si riesce a decontaminare può trovare uno sbocco alternativo negli impianti di produzione di biogas, che per ora sembrano ritirare senza particolari difficoltà la granella ad un prezzo di 150-160 euro/tonn. Resta da vedere cosa succederà in primaverà, quando gli essiccatoi dovran-


no comunque accelerare il ritmo delle operazioni di detossificazione (con il caldo la tossina si diffonderà ulteriormente nei silos dove c'è mais contaminato). Tra l’altro i biodigestori in attività potranno realisticamente assorbire al massimo da 400 a 500 mila tonnellate di granella di mais, ovvero circa il 30% della quantità interessata. I maiscoltori sono molto preoccupati perchè ancora non sanno quale sarà il prezzo finale che riusciranno a spuntare per questa campagna, considerata anche la minore resa di granella dovuta alla prolungata siccità. Sotto questo profilo CAP e cooperative hanno già calcolato anticipi piuttosto prudenti, considerando la perdita di valore derivante dal mais scartato e da quello venduto per biogas. Ma a breve anche gli stoccatori privati dovranno fare i propri conti, se non altro perchè molti hanno ceduto a credito i mezzi di produzione agli agricoltori e questa esigenza si riproporrà con le semine primaverili.

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EXPLOIT DI KUHN

Per l'esercizio 2012, chiuso al 31/12, il Gruppo KUHN raggiunge una cifra di affari di 1,014 miliardi di euro. Ciò rappresenta una crescita del 22% rispetto al 2011 (832 Mio di Euro) e del 64 % rispetto al 2010 (617 Mio di Euro). Sono stati sufficienti solo sei anni per far raddoppiare al Gruppo KUHN la sua cifra di affari e raggiungere questo nuovo record (cifra di affari 2006: 494 milioni di euro). I principali mercati d'Europa, America del Nord, America Latina e Asia, in cui il Gruppo Kuhn è presente, hanno tutti contribuito a questa evoluzione. I risultati finanziari 2012 saranno diffusi a metà marzo 2013.

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A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E G I O V A N I A G R I C O LT O R I

Ripartire dalla terra significa ricominciare dalla concretezza A NAPOLI IL CONVEGNO QUADRI ANGA SUI TEMI CHIAVE DEI GIOVANI E DEL PAESE

“R

ipartire dalla terra, puntare sull'agricoltura, ricono- zate a un ritorno al passato e i giovani dovrebbero essere gli alfiescendone la centralità, vuol dire avere l'intenzione di ri del cambiamento.“In questo momento di notevole difficoltà costruire quelle condizioni economiche, sociali, cul- per l'Italia – ha detto - sono le imprese, in particolare quelle delle turali per poter guardare al futuro con ottimismo, entusiasmo e nuove generazioni,ad avere il compito di far ripartire il nostro Paepositività.E’questo che serve ai giovani e all'Italia".Lo ha detto Ni- se”. La parola chiave è l’innovazione di logiche,di mercato,di procola Motolese, aprendo i lavori del XV convegno quadri dell'An- cesso e di sistema.“E’proprio l'innovare,infatti,che contiene in sé ga. Ma per dare fiducia alle imprese agricole, è necessario, a pare- – ha osservato-anche i requisiti che contribuiscono allo svilupre dei giovani di Confagricoltura,impegnarsi a livello nazionale ed po”. Mastrobuono ha poi sottolineato quanto sia importante, di europeo perché si investa di più in agricoltura. Motolese ricorda questi tempi, avere la capacità di guardare anche altrove per micome, nonostante "la metà del territorio nazionale e della Ue sia gliorare la produzione e conquistare maggiore peso sul mercato: gestito dagli agricoltori, l’Italia è costretta ad importare prodotti “Occorre aprire il nostro settore a quelli a noi vicini, studiando i agricoli ed alimentari, con un meccanismi adatti per dare più I L C O M M E N T O deficit commerciale che si colvalore al prodotto. Questa è la loca intorno ai 30 miliardi di strada che Confagricoltura sta ‘Ripartiamo dalla Terra’ è certamente dollari all'anno”. A parere del già percorrendo”. Per il direttore sinonimo di ricominciare dalla presidente Anga è diventato ingenerale se tra le imprese che concretezza. hanno cessato l’attività molte sono dispensabile valorizzare l’agricolE’ proprio quello che serve ai giovani e tura e, all’interno di questa, i giovaal Paese, ma al tempo stesso, in agricole, va anche sottolineato che qualche modo, è una strada obbligata. le superfici non sono diminuite. ni. Così,nel primo giorno,i giovani Significa anche aver finalmente “Questo significa - ha conclusoagricoltori hanno analizzato ed approfondito, in gruppi di lavoro, i l’intenzione di invertire la tendenza e compiere scelte che il nostro settore si sta riorgaquattro temi su cui è partito il pro- pratiche e concrete per il futuro sostenibile dell’Italia. Perciò nizzando confermando così l’imabbiamo voluto chiamare così il nostro evento. Vorremmo si getto dell’Anga Ripartire dalla ter- acquisisca la consapevolezza che solo ripartendo dalla terra si portanza di fare scelte orientate alra:il ricambio generazionale,l’inno- potrà crescere. Ci sono ancora troppi problemi, uniti a lo sviluppo. Confagricoltura prevazione di gestione in agricoltura, zavorre troppo pesanti, che non possiamo più permetterci di senterà, al nuovo Governo linee le reti d’impresa e l’istruzione/for- sostenere. Da gente pratica, invitiamo a guardare avanti. Non strategiche e programmatiche, inmazione. All’evento è intervenuto si può continuare, sistematicamente, ad ignorare i giovani. dicando un nuovo approccio sisteanche il direttore generale di Con- Occorre dare una svolta e puntare effettivamente sulle nuove mico che unisce il mondo dell’afagricoltura, Luigi Mastrobuono, generazioni, considerandole una delle risposte più efficaci gronetwork accanto a proposte aralle complesse sfide che abbiamo davanti. E, allo stesso ticolate di politica economica per che ha sottolineato il percorso deltempo, contare in modo sistematico e pragmatico sulle riprendere la via della crescita l’Organizzazione verso formule imprese e sulla voglia di intraprendere di tanti giovani italiani. per l’intero settore agroaliinnovative. Il direttore generale Nicola Motolese mentare, in tutte le sue comdi Confagricoltura ha ricordato Presidente Nazionale Anga ponenti”. che non sono più percorribili Elisabetta Tufarelli quelle strade delineate e finalizFEBBRAIO 2013 | MONDO AGRICOLO | 51


ALLA POLITICA

LA RICERCA DEL CENTRO STUDI DI CONFAGRICOLTURA

Le richieste per il rilancio

La fotografia delle imprese “under 40”

I giovani imprenditori dell’Anga hanno indicato i provvedimenti di politica generale che vorrebbero fossero approvati dal nuovo governo nei primi cento giorni. Le priorità sono la riforma fiscale e contributiva e il riassetto delle istituzioni nazionali (rispettivamente il 26% ed il 23%). Seguono misure per favorire l’occupazione (14%), la promozione di formazione e ricerca (11%) e la riforma del sistema elettorale (10%). I provvedimenti, invece, di politica agricola richiesti, spicca l’esigenza di una maggiore facilità di accesso al credito (25%). Sono evidenti le difficoltà nel reperire capitali di esercizio e di investimento per la propria attività dopo il credit crunch. Subito dopo sono stati indicati il finanziamento per acquisire mezzi di produzione innovativi (22%) e per acquistare terreni agricoli (20%). Quest’ultima esigenza risulta alla pari della richiesta di un nuovo regime fiscale per creare nuove reti di impresa (20%). E’ chiara, quindi, l’esigenza per una politica dei fattori efficace, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione (che i giovani imprenditori Anga chiedono di incentivare) e per l’acquisizione del fattore di produzione principale per le aziende agricole: la terra. Meno sentita la necessità di fondi per finanziare business plan ed analisi di mercato; forse servizi già disponibili ed acquisiti. 52 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013

In occasione del II Forum dell’Anga è stata anche presentata una ricerca del centro studi di Confagricoltura effettuata su un campione ragionato di giovani imprenditori agricoli associati. Lo studio ha rilevato un incidenza maggiore degli uomini (66%) rispetto alle donne (34%), ma entrambi mediamente hanno la stessa età (32 anni). E’ titolare d’azienda a tutti gli effetti il 71% degli intervistati, il 93% gestisce un’azienda di famiglia, con una dimensione media di 113 ettari. Questo a dimostrazione di come ci sia, comunque, uno stretto legame tra attività di impresa e “familiarità” con il settore. Purtroppo, l’elevato costo dei terreni e la scarsa rimuneratività del beneficio fondiario impediscono ai giovani di insediarsi nel settore primario come capi azienda. Ed è pure molto probabile che le varie misure volte ad introdurre nuovi soggetti nel mondo agricolo siano troppo macchinose e scoraggino in partenza anche i più interessati. I giovani di Confagricoltura certificano le proprie produzioni (ma comunque entro il 50%) prestando attenzione alle problematiche ambientali, coltivando bio (50%) od utilizzando le denominazioni di origine (50%). Utilizzano quasi sempre mezzi informatici per la gestione dell’azienda (89%), però non

aderiscono ancora a strumenti innovativi come le reti di impresa (solo il 12% lo fa). La percentuale di partecipazione a reti strutturate di impresa è comunque inferiore alla percentuale delle aziende di Confagricoltura (18,2% - indagine Censis Confagricoltura marzo 2012). Come dire che in agricoltura c’è ancora un gap generazionale significativo nella collaborazione partecipativa del “fare impresa”. Dei giovani imprenditori Anga solo il 35% è aggregato in OP, ma di converso ben il 40% degli intervistati utilizza la cooperativa come canale commerciale, il 23% l’industria e il 26% la vendita diretta. Tutto sommato limitato (4%) il ricorso alla vendita on-line. Il 51% ritiene comunque insoddisfacente il collocamento del prodotto. Il 60% degli intervistati ha beneficiato dei fondi strutturali PSR, soprattutto (quasi il 90%) tramite le misure per il primo insediamento, quelle agro ambientali e per l’ammodernamento dell’azienda agricola; misure servite in sei casi su dieci ad introdurre innovazione di prodotto o di processo. Ben il 90% dei giovani imprenditori di Confagricoltura ha innovato all’interno della propria azienda. Peccato che di questi solo la metà abbia potuto beneficiare di incentivi di politiche nazionali e comunitarie.


GLI INTERVENTI DI GUIDI E DEL SINDACO DI NAPOLI DE MAGISTRIS

«Guardare al futuro in modo innovativo» “I temi della formazione sono tanto cari all'Anga perché imprescindibili per ogni giovane che vuole fare impresa, che vuole fare sindacato” . Lo ha messo in evidenza Nicola Motolese, aprendo i lavori del II Forum dell’Anga. “Il percorso già avviato l'anno scorso ha visto una fase ulteriore di approfondimento – ha proseguito - e le tematiche affrontate vanno nel senso della concretezza. Sono tutti argomenti molto cari all’Anga e, soprattutto, molto cari ad una associazione che vuole guardare al futuro in una maniera completamente nuova e assolutamente innovativa”. Il presidente dell’Anga ha anche spiegato la scelta, insieme a Confagricoltura, di non aver voluto invitare la politica in questo periodo elettorale, anche in vista dell’ incontro romano. “Occorre completare le riforme rimaste in sospeso. Ridurre le Provincie e la spesa pubblica, dal cambio della legge elettorale alla riduzione del numero dei parlamentari, dalla revisione del titolo V al completamento delle liberalizzazioni, intervenire per aumentare sensibilmente la produttività e, soprattutto, agire sugli aspetti più critici che un impresa, soprattutto giovane, incontra nel suo cammino, a partire dalla necessità di facilitare l’accesso al credito”. Motolese, infine, ha invitato a ‘Ripartire dalla terra’ e puntare effettivamente sulle nuove generazioni, considerandole una delle risposte più efficaci alle complesse sfide che abbiamo davanti. "I giovani sono la forza del Paese, il vero motore della ripresa, un 'patrimonio' che non è possibile vanificare come sta accadendo attualmente". Lo ha detto il presidente della Confagricoltura, Mario Guidi, concludendo i lavori del II forum dell'Anga. Per Guidi investire sui giovani "dovrebbe essere la regola, così

come sarebbe logico creare condizioni adatte allo sviluppo delle imprese, ma così non è". Il presidente di Confagricoltura vede l’Anga fortemente integrata nella strategia di Confagricoltura, come testimoniano i temi proposti per l'approfondimento dei gruppi di lavoro. “Ripartire dalla terra e dai giovani deve voler dire – sottolinea - anche puntare su ciò che è in grado di assicurare al settore primario un futuro, nonostante le difficoltà che dobbiamo fronteggiare oggi e quelle che ci aspettano per gli anni a venire. Per Guidi l'Italia ed il sistema economico, per crescere, devono puntare sul concreto, sull'agricoltura e sui giovani. "La politica, il parlamento ed il governo che si insedieranno - ha proseguito il presidente di Confagricoltura - hanno il dovere di dare risposte. Il mondo recentemente ha subito diversi choc, in primis, quello finanziario. Vanno ora ridisegnate completamente le regole del gioco, riscrivendo l'intero sistema e ponendo al centro la 'terra', in termini di sostenibilità economica,ambientale e sociale". Per crescere l'agricoltura ha bisogno, ad esempio, della banda larga. “Occorre anche uscire dalla dimensione esclusivamente di settore – ha spiegato - superandola per ricostituire un sistema delle conoscenze". Il presidente della Confagricoltura si e'

soffermato infine sulle opportunità delle reti d'impresa ed ha evidenziato l'importanza di aver costituito “Agrinsieme”. «Ripartire dalla terra e dai giovani può essere un elemento veramente chiave per la ripresa economica della nostra città - ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenendo al Forum dell’Anga -. Per quanto si possa parlare di cultura e turismo come motori e pilastri portanti dell'economia napoletana, la terra, e parlo per esperienza personale, va assolutamente rivalorizzata per una ripresa ancora maggiore. La bellezza del territorio, il nostro clima favorevole sono fattori che non possono essere ignorati e che, ben utilizzati potranno avere importanti ricadute socio-occupazionali”. Daniela Nugnes, consigliere per l'agricoltura Regione Campania, ha spiegato l’opportunità, da non sottovalutare, offerta dai piani di sviluppo rurale per l’intera pianificazione territoriale. “E’ necessario tenere presenti le caratteristiche del nostro territorio, valorizzando le tante produzioni di eccellenza che, favorite da questo nostro clima, possono svilupparsi sempre più e dare anche tante opportunità di nascita e di crescita per le imprese giovanili”. A parere del consigliere per l'agricoltura ancora esistono evidenti ostacoli per chi vuole insediarsi nel settore, che vanno assolutamente rimossi, permettendo all’agricoltura campana di esprimere al meglio tutte le proprie potenzialità. Sono anche intervenuti l’onorevole Pietro Foglia, presidente della commissione regionale Agricoltura della Campania e responsabile Mezzogiorno UDC; Maurizio Maddaloni, presidente Unioncamere Campania e Maurizio Marson, direttore generale di Agriventure. FEBBRAIO 2013 | MONDO AGRICOLO | 53


36° EDIZIONE DI “FIERA IN CAMPO”

A Vercelli la kermesse promossa dall’Anga Dal I° al 3 marzo, nel polo fieristico “Vercelli Fiere” di Caresanablot, parte la 36esima edizione della “FierainCampo”, che ogni anno richiama un vasto pubblico specializzato. L’Associazione Nazionale dei Giovani Agricoltori, di Vercelli e Biella organizza con grande impegno questa fiera, che ospita 150 espositori in 15mila mq di spazi dedicati ad aziende del settore agricolo, ma anche a nuove tecnologie per le lavorazioni, prodotti per l’agricoltura, istituti di credito, assicurazioni, energie rinnovabili e tante altre risorse. A disposizione anche 40 ettari dedicati alle prove in campo dei macchinari agricoli. “Noi continuiamo a credere nella terra”, lo slogan che accompagna il manifesto della

Fiera, vuole sottolineare che bisogna essere consapevoli della criticità del momento attuale ma allo stesso tempo, perché la terra continui a dare sostentamento, la necessità di cercare nuove sinergie per affrontare il futuro. Filo conduttore

della manifestazione sarà la sostenibilità dell’agricoltura in rapporto con l’ambiente: il rispetto dell’ecosistema, di pari passo con la garanzia di un elevato livello di produzione, in termini di quantità, e qualità, garantendo adeguato reddito all’agricoltore. Nella tre giorni di ‘Fiera in campo’ moltissimi rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni si alterneranno nei saloni del polo fieristico, creando così un grande punto d’incontro sui temi legati al settore agricolo. In particolare venerdì 1 marzo si terrà il Convegno Nazionale del progetto EcoRICE, organizzato nell’ambito del Programma Europeo LIFE+ dalla Provincia di Vercelli, in collaborazione con la Rete Rurale Nazionale.


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Inps e Bankitalia: imprenditrici per la crescita

Le imprenditrici sono indispensabili per la crescita dell’agricoltura e per la ripresa economica. Sulla base dei dati Inps le donne sono a capo del 44% delle imprese agricole, mentre il 39% svolge attività di manodopera dipendente. Secondo l’Istat sono condotte da donne più di mezzo milione di aziende, collocate per il 34,7% al Sud. Nel 2012(dati Unioncamere), sono nate 103.391 imprese rosa, pari al 23,5 per cento del totale. E in agricoltura un’azienda su tre è condotta da una donna. Si tratta di numeri importanti, di cui la politica dovrà tenere conto. Occorre diffondere, incoraggiare e sostenere l'avvio e lo sviluppo di attività d'impresa agricola al femminile. Le donne hanno innato il concetto di rete e di organizzazione produttiva, riescono a conciliare il rapporto famiglialavoro così come i diversi ruoli di imprenditrice, moglie, madre e donna di casa. Sarebbe opportuno avviare politiche di sostegno,

che permettano di conciliare questi molteplici compiti. È anche necessario favorire l’accesso al credito e alle reti imprenditoriali. Le analisi della Banca d’Italia mostrano che le imprese al femminile forniscono garanzie, sono più solvibili, ma sostengono tassi di interesse più alti sugli scoperti di conto corrente. La presenza delle donne negli habitat rurali è fondamentale, anche per la salvaguardia del territorio, delle tradizioni, della cultura. Occorre far crescere le comunità locali attraverso politiche di sviluppo orientate alle pari opportunità. È importante anche sviluppare la banda larga e realizzare servizi sociali, sanitari e scolastici capaci di promuovere la presenza femminile e quindi delle famiglie nelle aree rurali. La formazione rimane l’elemento debole del settore: è poca, non diffusa in modo omogeneo nel Paese e non è rivolta a promuovere ed incentivare l’imprenditoria femminile sull’intero territorio nazionale. Andrebbero avviati progetti di formazione mirati. Per quanto riguarda la nascita di nuove imprese, in particolare, l’età spesso costituisce una barriera d’ingresso per le donne. Le imprenditrici di Confagricoltura propongono di eliminare questo requisito anagrafico per poter accedere a tutti gli strumenti. Infine, va promossa, a tutti i livelli, una formazione dedicata per l’inserimento femminile nelle classi dirigenti del Paese.

IL NUMERO delle donne con ruolo dirigenziale è salito del 24% negli ultimi 5 anni. È una scalata lenta, ma costante. Lo rivela un'indagine svolta in Gran Bretagna sugli oltre 3,9 milioni fra manager e imprenditori censiti dalla banca dati Experian. Le donne manager o imprenditrici sono ancora in netta minoranza nelle plance di comando delle aziende: il 23 % del totale e per ognuna di esse ci sono ancora 3,3 colleghi maschi. Le manager sono proporzionalmente più presenti nelle aziende profittevoli: il 57,6 % delle donne manager opera in aziende di successo, contro il 56,1% dei manager maschi. Hanno, però, maggiori spazi di crescita nelle piccole e medie aziende, dove l'imprenditorialità conta di più, mentre incontrano maggiori difficoltà nelle grandi aziende, dove solo recentemente hanno superato la quota dell'11%. Fra il 2007 e il 2012 il numero complessivo delle donne manager è cresciuto del 24%, contro il 15% dei pari livello maschi, mentre il numero complessivo dei manager (figure con ruoli di responsabilità, dirigenti e titolari d’impresa) ha sfiorato i 5 milioni. In valori assoluti le donne manager sono aumentate di 240mila unità grazie soprattutto alle aziende di nuova costituzione (start-up). In queste quasi un terzo ha almeno una donna manager e sono soprattutto le nuove posizioni nelle aziende di nuova costituzione che hanno permesso alle donne manager di crescere, nonostante le quasi 297 mila posizioni perse per chiusure o ristrutturazioni.

BANDI REGIONALI Lombardia: 10 milioni di euro per conciliare famiglia e lavoro. Dal 7 gennaio, con le sperimentazioni dedicate alla Dote Conciliazione famiglia-lavoro e ai progetti di Welfare aziendale e interaziendale si sono riaperti i bandi. Il Bando integrato (Burl n. 51 del 18 dicembre 2012) che prevede il Focus Persona (Dote conciliazione con scadenza il 31 dicembre 2013) e il Focus Impresa (Bando welfare aziendale ed interaziendale) che si rivolge a micro, piccole e medie imprese, grandi imprese (in collaborazione con almeno due PMI), grande distribuzione (nel caso di progetti che coinvolgano almeno tre filiali in Lombardia). Toscana: per sostenere l’avvio di nuove imprese e l’attività imprenditoriale di donne e giovani, la Regione, in collaborazione con il Fidi Toscana Giovani (www.fiditoscanagiovani.it) ha istituito un fondo interamente dedicato alla nascita e alla crescita dell’imprenditoria giovanile nella regione. Il termine ultimo per la presentazione è fissato al 30 aprile 2015. Basilicata: l’avviso pubblico, approvato dalla Giunta regionale, mette a disposizione a tasso zero microfinanziamenti fino a 25.000 euro per le imprese che hanno almeno un’unità locale sul territorio regionale. La misura mira a sostenere l’imprenditorialità dei giovani, delle donne e del Terzo settore. Le domande per accedere al finanziamento devono essere inoltrate in modalità on line entro il 30 giugno 2013. Informazioni: www.sviluppobasilicata.it.

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ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO VERCELLI CITTÀ DEL RISO

di Elisabetta Tufarelli

INCONTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI

Federlombarda e i candidati alla presidenza regionale

Nell’ambito delle manifestazioni collaterali alla Mostra "Gli anni Sessanta nelle collezioni Guggenheim. Oltre l’Informale verso la Pop Art" in programma all’ARCA di Vercelli, per il 6° anno consecutivo Confagricoltura Vercelli e Biella apre lo store "La Città del Riso". Nel punto vendita dell’organizzazione degli imprenditori agricoli, sono molti i prodotti tipici del territorio che le aziende agricole associate a Confagricoltura metteranno in vendita, dal riso ai prodotti per la cosmesi, pasta e dolci a base di riso, prodotti gluten free, vini Doc e Docg del Gattinarese e della Serra. La novità è l’accordo tra Paolo Carrà, presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella e Antonio Catania, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale della Provincia di Vercelli, per divulgare alle scolaresche in visita alla mostra la conoscenza del territorio vercellese e della lavorazione del riso. All’interno del locale è stata allestita una mini riseria per illustrare agli studenti le diverse fasi della lavorazione del riso e filmati esplicativi della realtà risicola vercellese. 56| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013

Da sinistra: Antonio Piva, Francesco Bettoni ed il candidato del Centrodestra Roberto Maroni

“Abbiamo iniziato un dialogo con chi verrà chiamato a governare la nostra Regione, ma anche con coloro che, a seguito delle elezioni del 24 e del 25 febbraio, si ritroveranno all'opposizione”. Questo il commento del presidente di Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni, espresso nell'incontro con i principali candidati alla presidenza regionale, che si è svolto a Milano, in Federlombarda.“Con questa iniziativa, in previsione dell'avvio della nuova legislatura regionale - ha detto ai partecipanti Bettoni - Confagricoltura Lombardia ha voluto ribadire la sua disponibilità ad un confronto aperto e costruttivo con tutte le forze politiche in campo, centrato sul merito delle questioni,

aldilà di qualsiasi preclusione ideologica”. L’agricoltura ha un ruolo fondamentale per l’economia regionale è stato evidenziato ai candidati governatori: Roberto Maroni (Centrodestra), Umberto Ambrosoli (Centrosinistra), Gabriele Albertica (Scelta Civica con Monti). “Un'importanza di carattere economico, in primo luogo, ma anche ambientale e persino d'immagine, se si considera la visibilità che i prodotti agroalimentari di eccellenza garantiscono alla Lombardia e all'Italia in ambito internazionale – ha tenuto a sottolineare il presidente della Confagricoltura regionale –. E che costituisce il presupposto fondamentale perché possano essere realizzate politiche di sostegno efficaci per il settore agricolo, in tutte le sue diverse componenti non sempre adeguatamente considerate, che valorizzino il ruolo delle nostre aziende”.


PIEMONTE

Meno aziende e più società Tra le mille imprese italiane al giorno che hanno chiuso lo scorso anno - secondo i dati Unioncamere relativi alla nati-mortalità delle imprese nel 2012, riferiti alle realtà iscritte alle Camere di Commercio - ci sono anche quelle agricole. Anche il Piemonte fa, purtroppo, la sua parte, perdendone, in dieci anni, 40.000. Questa è comunque, la minor perdita Paolo Dentis di superficio agricola rispetto alle altre regioni del centro nord e, nello stesso tempo, si registra un au- tratta di un trend costante da anni. Le mento considerevole delle terre in affit- recenti misure fiscali – spiega il presito, 1.465 aziende in un anno (- 2,42%). dente di Confagricoltura Torino Paolo Analizzando i dati provinciali 2012, Dentis – hanno dato un’ulteriore acceVerbania ha il saldo di mortalità di im- lerata a un processo che ha visto il Pieprese agricole più alto, in un panorama monte perdere 15.000 aziende del setin negativo, ad eccezione di Biella. “Si tore in dieci anni, ma se le aziende sono

meno e i terreni coltivati sono gli stessi, significa che le imprese agricole hanno aumentato considerevolmente la loro dimensione”. Analizzando poi la specificità delle realtà agricole, calano le imprese individuali (la quasi totalità del comparto), e aumentano le società di capitali (s.p.a. e s.r.l.) e quelle di persone (s.n.c., s.s., s.a.s.). Nel 2010 si registrano tredici ‘under 40’ ogni mille conduttori over 55, valore di poco superiore a quello europeo. “Sono le aziende maggiormente strutturate - aggiunge Dentis - ad essere più competitive sui mercati internazionali”. Da notare infine, che la metà dell’intero patrimonio zootecnico regionale è in mano a meno di mille aziende.

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OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

Terza età, 15 proposte alla politica

Bruno Allegretti

Dalle associazioni ‘over 60’ 15 proposte alla politica su invecchiamento attivo, dignità e tutela per le persone anziane, solidarietà tra le generazioni. Sono questi i tre concetti base da cui parte l’appello di Bruno Allegretti,

presidente dei pensionati di Confagricoltura e del Cupla, il Coordinamento unitario Pensionati Lavoratori Autonomi,che raggruppa i sindacati pensionati dell’agricoltura, del commercio e dell’artigianato, che associano nel complesso 2,5 milioni di iscritti, in rappresentanza di più di 5 milioni di pensionati autonomi. Una sorta di “manifesto” delle associazioni della terza età, che si riuniscono nell’Age Europe. Quindici proposte avanzate al futuro governo, alle forze politiche e i candidati, e che si richiamano agli impegni assunti al termine del 2012, Anno europeo 2012 dell'invecchiamento attivo. Sono idee molto concrete, da realizzare «utilizzando in pieno le risorse disponibili nei diversi Fondi e Programmi euro-

L’OCCASIONE delle elezioni politiche nazionali e di quelle regionali, a partire dal Lazio e dalla Lombardia, dovrebbero far riflettere e fornire alla politica l’occasione per fare verifiche sul passato e per riprogettare il futuro. Questi prossimi appuntamenti potrebbero dare il via ad un nuovo approccio, che renda la politica più amica degli anziani e delle persone svantaggiate. Tanto più che l’invecchiamento della popolazione è uno dei fenomeni più significativi del XXI secolo, che non può più essere ignorato, e che ha conseguenze importanti in tutti i settori della società. La longevità sempre in aumento è uno dei grandi successi dell’umanità. Si vive più a lungo grazie a migliori alimentazione, igiene, cure mediche, benessere economico, istruzione, progressi nei settori della ricerca e della scienza. Ma la maggiore durata della vita e la parallela diminuzione del numero dei figli hanno anche portato a un progressivo invecchiamento della popolazione. La speranza di vita alla nascita è aumentata in modo sostanziale in tutto il mondo. Oggi è di oltre 80 anni in 33 Stati. Cinque anni fa, i Paesi che avevano raggiunto questo obiettivo erano solo 19. L’aspettativa di vita tra il 2010 e il 2015 è di 78 anni nei paesi sviluppati e di 68 anni in quelli in via di sviluppo. Entro il 2045-2050 si stima che i neonati avranno un’aspettativa di vita di 83 anni nelle regioni sviluppate e di 74 anni in quelle in via di sviluppo. Se oggi nel mondo ogni secondo due persone festeggiano il loro sessantesimo compleanno, nel 2050 per la prima volta ci saranno più persone anziane che ragazzi sotto i 15 anni. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel Rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, sull’invecchiamento nel XXI secolo. Considerando che nel mondo una persona su 9 ha 60 anni o più e che questa percentuale arriverà a una su 5 entro il 2050, il rapporto invita i governi a non ignorare il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione e le sfide che esso comporta. 58| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013

pei». Al primo posto la «non discriminazione per lavoratrici e lavoratori maturi, esodati e disabili», che va in parallelo con il «sostegno alle imprese che assumono» questi lavoratori. L'innalzamento dell'età pensionabile va collegato «con incentivi al lavoratore». Poi, tra le richieste, «pari opportunità di genere», con particolare attenzione alle donne anziane sole. Per quanto riguarda il sociale, si propongono agevolazioni e supporti all'impegno volontario e associativo. Si chiede di promuovere la salute, la qualità ambientale, gli stili di vita idonei, lo sport e le attività motorie, «senza discriminazione d’età». Sul fronte economico, occorre il «ripristino del potere d'acquisto delle pensioni» e l'«aggancio alla dinamica salariale». Poi un salario minimo per tutti e il ripristino del fondo per la non autosufficienza. Occorre anche un miglioramento della qualità del lavoro delle badanti, con contratti adeguati e formazione permanente. C'è quindi la richiesta dell'adozione di due documenti sull'assistenza a lungo termine elaborati dall'Age. La «lotta agli abusi, ai maltrattamenti, e ai raggiri delle persone anziane» attraverso prevenzione e sanzioni adeguate. E visto che i nonni pensano anche ai nipoti, serve incentivare le imprese artigiane, commerciali e agricole «per la trasmissione di impresa e saperi».


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CONVEGNO PENSIONATI AREZZO

MAIS EXPERT DI SYNGENTA

Una sinergia unica tra sementi, agrofarmaci e servizi per la maiscoltura italiana

Angelo Santori vicepresidente nazionale Over 60

Numerosi agricoltori con i capelli bianchi hanno partecipato alla XXI edizione del convegno provinciale del Sindacato pensionati di Confagricoltura Arezzo, che si è tenuto lo scorso 20 gennaio a Monte San Savino, al ristorante “Da Domenico”. "Con voi mi sento a casa" ha sottolineato, nel suo messaggio, il vicepresidente vicario e segretario nazionale del Sindacato pensionati, onorevole Angelo Santori. Dopo aver passato in rassegna e aver approfondito le principali problematiche che l’Associazione degli imprenditori agricoli ha affrontato e i temi più importanti che riguardano gli ‘over 60’ di Confagricoltura, il segretario nazionale si è anche soffermato sui temi che riguardano, in particolare, la terza età. "I pensionati dell’agricoltura hanno gli stessi problemi di quelli degli altri settori, aggravati dal fatto di poter contare su assegni mensili notevolmente ridotti – ha scritto Angelo Santori - tanto più se rapportati all’attuale costo della vita. Continuerò ad impegnarmi perché i più anziani, che sono più fragili e più esposti a maggiore rischio di malattia, vengano messi in condizione di sostenere le spese per mantenere un buono stato di salute. Continuerò a battermi perché, a chi non è più giovane, venga data l’attenzione che merita e, soprattutto, non sia penalizzato dopo una vita dedicata al lavoro”.

l progetto Mais Expert firmato da Syngenta ha lo scopo di massimizzare il valore del raccolto di mais attraverso l’ottimale integrazione dei mezzi di produzione. L’offerta di prodotti Syngenta è quindi costituita da: • una genetica in continuo sviluppo, con prodotti simbolo in termini di innovazione che hanno segnato il raggiungimento di importanti tappe nel progresso del breeding del mais; • una gamma di agrofarmaci, punto di riferimento del settore in termini di efficacia e affidabilità. Il contributo di Syngenta non si limita al solo fatto di mettere a disposizione mezzi tecnici ad alto valore aggiunto, ma comprende anche la costante informazione dei coltivatori che li utilizzano, avvalendosi di team di specialisti che operano in modo capillare sul territorio. Un team Syngenta di esperti sul campo che vanta competenze di alto livello sia per quanto riguarda il posizio-

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namento degli ibridi in funzione delle loro caratteristiche distintive, sia per quanto concerne i programmi di difesa delle colture. Il Progetto Mais Expert comprende inoltre un servizio di assistenza tecnica online messo a disposizione per i maiscoltori, i tecnici e i distributori. Tale servizio offre un importante supporto sulle quattro principali decisioni agronomiche che devono essere prese dal maiscoltore, cioè quando seminare, quando diserbare e difendere la coltura, quando irrigarla e quando raccoglierla. Grazie al progetto Mais Expert, Syngenta è quindi in grado di portare oggi sul mercato programmi di gestione colturale innovativi, che integrano i diversi fattori della produzione per generare benefici in termini di resa e qualità dei prodotti agricoli e che permettono di ottimizzare l’impiego delle risorse e di ridurre i rischi inerenti all’attività produttiva. Per maggiori informazioni visita www.maisexpert.com.

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FORMAZIONE di Luca Sonaglia

PROGETTO ENAPRA

Parte il percorso formativo dei dirigenti

Fin dal primo Convegno Quadri della presidenza Guidi nell’ottobre del 2011, tra le priorità emerse dal dibattito ci fu la formazione dei quadri dirigenti. Nel corso del 2012 Enapra ha elaborato il progetto, approvato dalla Giunta esecutiva, e si sono svolti 3 corsi per i quadri dirigenti dell’Anga. Nell’ultimo Convegno Quadri e Assemblea confederale del dicembre scorso tra i progetti approvati definitivamente per la formazione c’è quello relativo alla 60| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013

formazione dei quadri dirigenti dell’Organizzazione, affidato ad Enapra. Il primo corso si è svolto a Roma dal 21 al 23 gennaio 2013: presso la sede di Palazzo della Valle si sono ritrovati 16 dirigenti provenienti da territori diversi (Lazio, Calabria, Sicilia, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Veneto), con esperienze e percorsi differenti all’interno dell’organizzazione. L’intenso programma, che li ha tenuti in aula per le tre giornate dalle 9 di mattina alle sei di sera, ha spaziato da tematiche riguardanti la confederazione (la sua natura giuridica e le regole che la governano – il numero e le caratteristiche dei suoi associati – la sua storia ed evoluzione – i bilanci delle sue strutture – il suo ruolo e la rappresentanza sindacale), ad altre più generali che attengono alle informazioni e

competenze proprie del ruolo dirigenziale (gli scenari economici e le loro possibili evoluzioni - il nuovo strumento delle reti d’impresa - la negoziazione sindacale - principi di comunicazione e le tecniche di comunicazione in pubblico). Alla docenza si sono alternati funzionari confederali delle diverse aree di competenza e professionisti esterni, che hanno consentito di trovare l’opportuno mix tra la realtà dell’organizzazione e l’apertura a voci di mondi differenti. Alle tante sollecitazioni ricevute, i partecipanti hanno risposto richiedendo approfondimenti su alcune tematiche risultate di maggiore interesse: se le richieste verranno confermate anche nei corsi successivi, Enapra proporrà alcuni percorsi formativi ad hoc per rispondere alle esigenze emerse. Intanto ci si prepara a ricevere i prossimi dirigenti che saranno a Roma dal 18 al 20 febbraio con una nuova intensa tornata di formazione.


AGRITURISMO di Giorgio Lo Surdo

PROMOCOMMERCIALIZZAZIONE TURISTICA

La diversificazione delle strategie di vendita La promozione e la commercializzazione del turismo, da quando esiste internet, sono cambiate radicalmente, sviluppando, con l’apporto della tecnologia informatica, soluzioni sempre più articolate e complesse di comunicazione con la domanda, finalizzate a rendere più trasparente il mercato attraverso il confronto dei prezzi, la raccolta dei giudizi degli ospiti, la pubblicazione di offerte particolari. Questo nuovo scenario non modifica il numero di turisti, influisce scarsamente sulle loro destinazioni, ma determina in modo rilevante la loro distribuzione nelle aziende ricettive. Si apre così una questione di non poco conto: a parità di ospiti complessivi che scelgono la destinazione Italia (o di una regione o provincia italiana), il reddito delle singole aziende ricettive deve scontare un taglio a causa del ricorso “obbligato”, sempre più oneroso, al sistema di intermediazione. D’altra parte, per un’azienda ricettiva, la corretta scelta dei canali di promocommercializzazione è vitale per

mantenere una buona visibilità sul mercato. Le strategie di vendita devono dunque prevedere investimenti diversificati, attentamente selezionati e monitorati nei risultati che ottengono, adottando via via i necessari correttivi, fino ad ottimizzare arrivi (numero di ospiti), presenze (pernottamenti) e reddito (tenendo conto anche dei servizi connessi al pernottamento e, nel caso degli agriturismi, anche della vendita dei prodotti). Il risultato prodotto dagli intermediari della promocommercializzazione non può essere valutato solo in termini di prenotazioni ricevute; si deve tenere conto anche del fatto che un nuovo ospite che conosce la nostra azienda può tornare, e presumibilmente lo fa, prendendo contatto direttamente con noi, soprattutto se al cliente che è stato già nostro ospite offriamo condizioni di prezzo più favorevoli di quelle dichiarate ufficialmente e pubblicate dal sistema di intermediazione. D’altra parte non si devono trascurare le modalità tradizionali di rendere

Agriturismo 2012: risultati deludenti Il 2012 dell’agriturismo, secondo le stime di Agriturist basate sulla elaborazione di dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo e dell’Istat, si è chiuso con negativi a due cifre per tutti gli indicatori: arrivi scesi sotto i tre milioni (-11,5% sul 2011), presenze tagliate di oltre un milione e mezzo (-12% sul 2011), redditi delle aziende in flessione del 15%. Il 2013 non si annuncia migliore, se non si metterà in moto una azione governativa mirata, sostenuta da adeguati investimenti e grande professionalità organizzativa.

appetibile la proposta di ospitalità, per battere la concorrenza sul terreno di ciò che effettivamente offriamo, oltre che su quello della “presenza” su più canali promozionali possibile. E allora va curato con molta attenzione il testo di tutti gli “annunci” (sulle guide online, sui centri di prenotazione on-line, sulle agenzie tradizionali, sul sito ufficiale dell’azienda, ecc.) e posta maggiore attenzione alla creazione di pacchetti vacanza che diano al turista spunti per apprezzare quanto proposto, oltre la prestazione dei servizi di accoglienza (alloggio, campeggio, ristorazione, ecc.). Vanno inoltre trattate con molta attenzione alcune particolari modalità di promocommercializzazione “inventate” recentemente: i cofanetti regalo e i “social shopping” (gruppi di acquisto), perché offrono interessanti opportunità per farsi conoscere (quindi hanno un significativo impatto pubblicitario), ma pongono condizioni di partecipazione molto onerose: per i cofanetti regalo, dal 30% al 40% del valore del soggiorno; per i gruppi di acquisto, dal 50% all’80% del valore del soggiorno. Su questi temi, Agriturist di Confagricoltura, è stato molto attenta fin dall’inizio del “nuovo corso” della promocommercializzazione turistica, e ha dato agli associati ampie informazioni per poter razionalmente governare le proprie scelte. FEBBRAIO 2013| MONDO AGRICOLO |63


VINO di Barbara Mengozzi

TENUTE FERROCINTO

Il nettare delle vigne-giardino Che la Calabria del vino non sia solo Cirò è ormai un fatto tangibile, fondato sul lavoro serio e concreto di numerosi produttori che si sono concentrati sulla riscoperta delle vecchie uve autoctone, forse poco note alle grandi platee ma insostituibile patrimonio di profumi e sapori. Tra gli alfieri del rinascimento enologico regionale c’è sicuramente il Magliocco, il rosso vitigno principe del cosentino, dalle origini che si perdono nella notte dei tempi, artefice di vini di spiccate personalità e struttura coniugate a longevità, e ricco di potenzialità ancora inespresse. Ad esplorarle si dedicano con impegno realtà vitivinicole di lunga tradizione, quali le Tenute Ferrocinto, estese nell’omonima contrada nell’agro di Castrovillari, in zona dolcemente collinare, fronteggiate dalle vette del Pollino. Antica proprietà dei baroni Salituri e dominata dalla ottocentesca masseria fortificata che funge tuttora da residenza di un ramo della famiglia, la tenuta conta su 45 ettari di vigne curate come

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giardini e baciate da un microclima unico, caldo, mite, ventilato da fresche brezze che portano salutari escursioni termiche, con una piovosità ben distribuita durante l’anno. La fortissima tensione alla qualità, la passione e la voglia di sempre migliori risultati, senza lesinare sugli investimenti, espresse dalle nuove generazioni dell’azienda, oggi guidata da Luigi e Federico Nola, si è tradotta nell’ultimo decennio in una attenta opera di riconversione dei vigneti, varietale e nella forma di allevamento: la fiducia nella vocazione enoica del terroir ha indotto ad impostare gran parte del lavoro sulle uve tipiche e sulle identità storiche e territoriali, senza però fare a meno del contributo di alcune uve internazionali, qui perfettamente a loro agio. È nata anche la nuova cantina, dotata di attrezzature all’avanguardia. Uno slancio premiato dalla costante crescita qualitativa dei vini firmati Ferrocinto, supportati da consulenti di rango come il winemaker piemontese Marco Monchie-

ro e l’enologo aziendale Stefano Coppola, che hanno valorizzato ogni particolare del processo produttivo. Così, dal connubio tra sorvegliata conduzione delle vigne (dove vige il regime biologico) e buon impiego della tecnologia, prende vita una gamma di rossi e bianchi in chiaro stile calabrese, capeggiata dal vino bandiera dell’azienda, il Magliocco in purezza, ora sul mercato sotto la nuova Dop Terre di Cosenza sottozona Pollino. Ottenuto da uve selezionate, affinato in botti d’acciaio e poi per sei mesi in barrique, si presenta con un bel colore rosso vivo dai riflessi violacei e colpisce subito elegantemente l’olfatto con profumi di frutta rossa, fragole e amarene, seguiti da note vegetali e di fiori. In bocca è sapido e fresco, ricco di polpa, i tannini sono delicati e ben amalgamati, il corpo non manca, il gusto è persistente. Eccellente l’evoluzione in bottiglia. Ottimo partner di cacciagione o paste ricche, condite con sughi di carne e ideale con i formaggi.


L’ABBINAMENTO

Lo sformatino di riso di Sibari Variegata e dotata di fortissima identità, ma animata da un desiderio di muoversi in libertà e di unire il piacere della tradizione e quello contemporaneo della creatività. Oggi è questo il volto della migliore arte culinaria calabrese. E in provincia di Cosenza il nuovo corso della gastronomia regionale è rappresentato molto bene dal ristorante La Tavernetta di Campo San Lorenzo, situato a metà strada tra Camigliatello e il Parco Nazionale della Sila, in un contesto naturalistico di rara bellezza, e rinomato ormai in ambito internazionale per qualità e stile delle proposte. Alla regia i due simpatici titolari, Pietro Lecce, estro combinato ad orgoglioso amore per le proprie radici e professionalità, e

l’affabile moglie Denise. Il punto d’arrivo è una cucina d’avanguardia che, nel solco del rispetto dei sapori originali, spesso netti e decisi, e dei prodotti tipici, adotta le tecniche più attuali per reinterpretare il repertorio classico. Di qui una serie di piatti che guidano alla scoperta del meglio della Sila, dai selezionati funghi, alle verdure più inconsuete, dalle paste, ai formaggi e salumi di Calabria, fino alle carni. Tra le specialità della Tavernetta, lo sformatino di riso di Sibari mantecato con formaggio Moro e vino rosso Magliocco sarà perfettamente accompagnato dal Magliocco delle Tenute Ferrocinto. A proporre l’abbinamento è il libro di recente edizione “Intorno a Ferrocinto, i grandi vini della Dop Ter-

© Stéphan Aït Ouarab

re di Cosenza Pollino incontrano l’alta ristorazione calabrese”, curato da Giovanni Gagliardi e Paolo Marchionni: un volume patinato, dal grande formato, costellato da bellissime foto e dalle storie di produttori, vini e ristoranti di questo territorio che merita di essere più conosciuto.


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

L’ALBUM DI INEDITI “DO UT DES”

IL RITORNO DEI SAILOR FREE

Suoni vintage e testi riflessivi per gli UT New Trolls

Niente è come prima Un vortice spirituale spinge al mutamento

La famiglia allargata dei New Trolls, che r i c ompre n d e l e molteplici formazioni dei vari componenti della storica band , da qualche anno vede attivamente all’opera an c h e g l i U T d e l batterista Gianni Belleno e del tastierista Maurizio Salvi. Gli UT New Trolls pubblicano ora uno splendido album di inediti “Do ut des” (Aereostella 2013). Un cd variegato, classicheggiante (sin dalla traccia di apertura dedicata al “Capriccio elettrico” di Paganini), progressive nell’anima (a partire dalla title track ), ricco di impasti vocali (come “Sarà per noi”), con canzoni che sarebbero perfette per la voce del cantante storico Nico Di Palo. Come la splendida “Oltre il cielo” proposta anche in inglese nell’intensa interpretazione di Fergie Frederiksen (ex Toto). Un disco accurato in cui emergono il drumming potente di Belleno, le

doppie tastiere che si i nt re c c i an o o s i rincorrono di Salvi e di Alessandro Del Vecchio, le chitarre di Claudio Cinquegrana, il basso di Anna Portalupi. Non mancano, a volte, echi di una stagione (“La luce di Vermeer”, a tratti, ci ricorda la “Carrozza di Hans” della Pfm, “Rispettare può salvare” ha un cuore beatlesiano). Brano autobiografico - un omaggio ai fans dei concerti - è “Siamo ancora qui” («Siamo tutti qui e sembra solamente ieri…/ Vedervi sai da qui la stessa musica nel cuore, sì qualche ruga in più…/ Siam tornati qui un’altra volta insieme/ questa sera noi stiamo veramente bene/ tanta musica è passata sotto a questi ponti/ lei non ci ha mai dispersi per questo siamo qua»). Testi non banali e riflessivi, parlano di sporca politica, di prigioni, di guerre e Palestina, di rispetto dei diritti, di tutela dell’ambiente.

Come suona bene “Zarathustra”, 40 anni dopo In questa pagina che abbiamo voluto dedicare ai “ritorni”, alle bande del prog che hanno lasciato il segno, meritava una sottolineatura “Museo Rosenbach” che pubblicarono un solo disco nel 1973, “Zarathustra”; fu un 33 giri che attraversava molti generi musicali. 40 anni dopo i musicisti festeggiano quell’uscita, risuonando il loro concept. Nasce così “Zarathustra live in studio” (Immaginifica 2012). I tre componenti storici del gruppo, Lupo Galifi (voce), Giancarlo Golzi (batteria) e Alberto Moreno (tastiere) sono stati affiancati da quattro nuovi artisti, Fabio Meggetto alle tastiere, Sandro Libra e Max Borelli alle chitarre e Andy Senis al basso. La novità è che la band ora capovolge la track list tradizionale, partendo dalle tre canzoni del lato B del disco originario (i discorsi del “profeta”) per poi eseguire la sezione molto lunga del lato A; in tal modo si ha un crescendo dinamico ed emotivo che fa apprezzare ancor più la loro suite.

66| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2013

Cambiare, non restare nell’immobilismo, rinnovarsi; il nuovo disco dei romani Sailor Free è un inno al mutamento. È stata una delle migliori band del cosiddetto “new progressive” degli anni ’90, guidata dai componenti storici David Petrosino e Stefano "The Hook" Barelli; nei ‘90 ha pubblicato due album che hanno lasciato il segno (il secondo “The Fifth Door” per un’etichetta statunitense); ritornano, dopo quasi vent’anni dall’uscita di quei dischi, con “Spiritual Revolution” (Tide 2012), un concept dedicato all’energia che è movimento a spirale, metafora universale della vitalità creativa. Energia come strumento di evoluzione sociale e di benessere. La spirale, simbolo della rivoluzione spirituale, arricchisce la copertina e ricorda che, in una costante applicazione della condivisone e dell'arricchimento comune, si attinge e si restituisce energia. Il concept ispirato a “Silmarillion” di Tolkien, narra dell'amore, fonte inesauribile d'energia, tra due esseri l'uno alieno all'altro, particelle disperse di due universi opposti che intersecano le proprie rotte. Irrimediabilmente attratte l'una dall'altra, si fondono all'istante, annullando ogni preconcetto, ogni legge, ogni convenzione. Una sorte di “Felona e Sorona” de Le Orme. Nati a nuova vita, vedono intorno a loro un mondo agonizzante e con l'identica passione che li avvolge agiscono per mutarne il destino. Tra le loro mani una rivoluzionaria scoperta da consegnare all'intera umanità. È la genesi di un cambiamento inarrestabile, che parte dall'uomo e si trasmette ai suoi simili come per osmosi, coinvolgendo l'intero pianeta. Musicalmente intenso, complesso ed ambizioso il disco è davvero all’altezza dei precedenti (in evidenza l’intensa “Oleron” e la title track); è ottimamente suonato da Petrosino (voce e tastiere), Barelli (chitarre) egregiamente supportati da Alphonso Nini (basso) e Stefano Tony (batteria). Con loro molteplici ospiti per un album che unisce spiritualità e art rock, potenza e liricità.


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Mondo agricolo n.2 by Mondo Agricolo - Issuu