FARE IMPRESA IN ITALIA l PREZZI TRA 10 ANNI l FOOD ECONOMY l IL VINO A NEW YORK l BIOAGROFARMACI SYNGENTA l MOSCA OLEARIA l ALLEVAMENTI GREEN l ERBAI l BIOSICUREZZA l ANGA DIFENDE LA CARNE l CONVENZIONE EDAGRICOLE
L’EDITORIALE nnn
Verso il referendum
M
ancano cinque mesi al referendum costituzionale e il clima politico su questo tema è già caldissimo, ma bisogna stare atenti a non politicizzare questo appuntamento. La politica si deve giocare su altri terreni eletorali. Qui contano il Paese, la società civile, l’economia, le istituzioni. Il tema, che avevamo approfondito anche a dicembre nel corso del nostro Convegno Quadri, è della massima rilevanza se approvata, infati, la riforma costituzionale rideinirà equilibri, ruoli e funzioni dell’asseto del Paese. E, oltre che come citadini, la questione ci riguarda, e da vicino, in qualità di forza di rappresentanza. Di fronte ad un cambiamento di tale portata e non così frequente (si trata del terzo referendum costituzionale nella storia della nostra Repubblica), è una nostra responsabilità precisa prendere una posizione chiara, che tenga conto dei risvolti che la nuova Costituzione avrà nei confronti dell’economia in generale e del setore agroalimentare più in particolare. Questa riforma della Costituzione modiica una serie di aspeti su cui noi da anni chiediamo un intervento. La sempliicazione del processo legislativo, l’eliminazione del bicameralismo perfeto, la riduzione dei parlamentari, la priorità per le politiche governative, l’abolizione delle provincie e del Cnel, il riaccentramento di politiche fondamentali come l’energia, la sicurezza alimentare, l’ambiente, il raforzamento della igura del Presidente della Repubblica, la presenza dei territori nei processi decisionali più delicati, ed altri ancora, sono cambiamenti che dovrebbero garantire maggiore capacità decisionale in termini di tempi, certezza e qualità della legislazione. L’agricoltura – è vero - resta di competenza delle Regioni tutavia il raccordo Stato-Regioni si modiicherà e con una più chiara redistribuzione delle competenze dell’uno e delle altre si andranno ad eliminare molte delle atuali sovrapposizioni e delle incertezze oggi esistenti. Il Comitato Diretivo e la Giunta confederale si sono espressi favorevolmente ad una riforma che ci libera da anomalie tute italiane e che va nella direzione di una sempliicazione di cui il Paese ha fortemente bisogno, con il palazzo più vicino ai territori. Ci sono sempre due scelte nella vita accetare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle , per dirla con le parole di Denis Waitley, e noi – anche stavolta - ci assumiamo la responsabilità del cambiamento. Mario Guidi
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SOMMARIO
FARE IMPRESA IN ITALIA l PREZZI TRA 10 ANNI l FOOD ECONOMY l IL VINO A NEW YORK l BIOAGROFARMACI SYNGENTA l MOSCA OLEARIA l ALLEVAMENTI GREEN l ERBAI l BIOSICUREZZA l ANGA DIFENDE LA CARNE l CONVENZIONE EDAGRICOLE
Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna
L’EDITORIALE Verso il referendum Mario Guidi ..............................
PRIMO PIANO CORPI INTERMEDI Il nuovo Senato Gabriella Bechi ...........................
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6
Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini
ATTUALITÀ RICERCA Lotta internazionale ai parassiti Bertin, Colla, Gullino .................. 28
FOCUS AGRICOLTURA DI PRECISIONE Dalla precision farming all’agricoltura 4.0 Ruggero Targhetta ...................... 38 Le tante facce del progresso Elisabetta Tufarelli ..................... 40
Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it
Allevamenti green Claudio Nicoletti ........................ 42
Abbonamento annuo Testata associata all’USPI
Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950
UNCAI NOTIZIE
Pubblicità
Imprenditori ieri e oggi Gabriella Bechi .......................... 14
Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it Uicio Traico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it Stampa e difusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano
Confagricoltura
Turning point Luigi Mastrobuono ..................... 10
INCONTRI IMPRESA FAMILIARE Il fascino del bianco Elisabetta Tufarelli ...................... 46
@Confagricoltura
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PRIMO PIANO STRATEGIE AZIENDALI Food economy Serena Scarpello ........................ 18 La Grande Mela beve italiano Anna Gagliardi .......................... 20
Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Rubriche Mappamondo Robot Australia . . . . . . 26 Organizzazione Siena. . . . . . . . . . . . . . . 50 Pria Innovazione in campo . . . . . . . . . 52 Enapra Scuola di export . . . . . . . . . . . . 53 Campi rosa Due domande a… . . . . . . 54
SCENARI EUROPA I prezzi tra dieci anni Lodovico Fiano ......................... 18
Anga Duello in tv su carne . . . . . . . . . . 55 Over65 Ipertensione . . . . . . . . . . . . . . . . 58
PRIMO PIANO CORPI INTERMEDI
Il nuovo Senato
Il presidente del Senato Pietro Grasso davanti a Palazzo Madama
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Il presidente di Confagricoltura Mario Guidi : «Va raccolta la sfida di una competizione europea e globale che richiede istituzioni più efficaci, più semplici e più stabili» di Gabriella Bechi
D
opo anni e anni, il Parlamento della XVII legislatura è riuscito a varare con una larga maggioranza – quasi il sessanta per cento dei componenti di ciascuna Camera in ognuna delle sei letture – una riforma costituzionale che affronta efficacemente alcune fra le maggiori emergenze istituzionali del nostro Paese. Non si tratta di tradire la Costituzione, ma di attuarla meglio, raccogliendo le sfide di una competizione europea e globale che richiede istituzioni più efficaci, più semplici e più stabili. Il testo, infatti, modifica molti articoli della Costituzione, ma non la stravolge. Riflette anzi una continuità con le proposte di riforma in discussione da decenni e, nel caso del Senato, con il modello originario dei Costituenti e poi abbandonato a favore del bicameralismo paritario impostosi per ragioni prudenziali dopo lo scoppio della Guerra fredda. Né va dimenticato poi che la legge costituzionale di revisione del Titolo V approvata nel 2001 prevedeva che l’attuale Commissione parGIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 7
PRIMO PIANO CORPI INTERMEDI
Mario Guidi
lamentare per le questioni regionali fosse integrata da rappresentanti delle autonomie “Sino alla revisione delle norme del titolo I della parte seconda
della Costituzione”, a dimostrazione della consapevolezza che una trasformazione del Senato in Camera rappresentativa delle istituzioni territoriali fosse un complemento necessario della riforma dell’impianto costituzionale delle autonomie. Il testo, infine, con le modifiche che il Parlamento ha voluto, si ispira direttamente alle proposte della Commissione per le riforme costituzionale istituita dal Governo Letta nel 2013, che rispecchiavano l’opinione largamente maggioritaria fra gli studiosi di ogni orientamento che presero parte a quella Commissione. “Nel progetto non c’è forse tutto, ma c’è molto di quel che serve, e non da oggi – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi -. Da imprenditori, concreti come siamo, abbiamo esaminato con attenzione la riforma partendo dallo stato attuale delle cose e valutando la prospettiva che ridisegna. Da anni chiediamo una semplificazione, un riavvicinamento del processo decisionale al territorio; tutti obiettivi che
ACADEMY SUL LAVORO IN AGRICOLTURA
A luglio si tiene un nuovo appuntamento dell’Academy di Confagricoltura che è dedicato ai temi del lavoro e dell’occupazione in agricoltura. Sarà l’occasione per approfondire come il settore agricolo ofra opportunità di lavoro e contribuisca nella lotta alla disoccupazione, ma necessiti di misure adeguate per la sempliicazione burocratica e l’alleggerimento degli oneri sociali. Dai dati Istat emerge la crescita signiicativa dell’occupazione in agricoltura (+2,8%) nel 2015. In aumento anche le retribuzioni dei dipendenti (+5,7%); però c’è un analogo incremento anche per gli oneri sociali a carico dei datori (+5,7%). Si parlerà, in tale occasione, anche del lavoro nero ribadendo che Confagricoltura è per il “lavoro vero”, come testimonia anche l’ultima iniziativa di dotarsi, come Organizzazione, di un codice etico di valori e responsabilità condivise. Ha poi sottoscritto il protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, proposto dai ministeri del Lavoro, dell’Interno e delle Politiche agricole. (G. M.) 8 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
Nel progetto di riforma costituzionale non c’è tutto, ma c’è molto di quel che serve il nuovo assetto, previsto dalla legge si prefigge di raggiungere. Per questo, nell’interesse delle nostre imprese, l’ abbiamo valutata positivamente”. Viene, infatti, superato l’anacronistico bicameralismo paritario indifferenziato, con la previsione di un rapporto fiduciario esclusivo fra Camera dei deputati e Governo.Ma il pregio principale della riforma è il nuovo Senato, che delinea un modello di rappresentanza con al centro le istituzioni locali. Ed è questa l’unica ragione che oggi possa giustificare la presenza di due Camere. Ne trarrà vantaggio sia il rapporto fiduciario fra governo e parlamento, sia l’iter di approvazione delle leggi. I procedimenti legislativi vengono articolati in due modelli principali, a seconda che si tratti di revisione costituzionale o di leggi di attuazione dei congegni di raccordo fra Stato e autonomie, dove Camera e Senato approvano i testi su basi paritarie, dando al Senato la possibilità di richiamare tutte le leggi, impedendo eventuali colpi di mano della maggioranza, ma lasciando comunque alla Camera l’ultima parola. La riforma del Titolo V della Costituzione ridefinisce i rapporti fra lo Stato e Regioni con conseguente incremento delle materie di competenza statale. Nello stesso tempo la riforma tipizza materie proprie di competenza regionale, cui corrispondono in gran parte leggi statali limitate alla fissazione di “disposizioni generali e comuni”. Per la prima volta, non si assiste ad un aumento dei poteri del sistema regionale e locale, bensì ad una loro razionalizzazione e riconduzione a dinamiche di governo complessive del Paese. L’agricoltura resta di competenza delle Regioni, tuttavia il raccordo Stato-Regioni si modificherà e, con una più chiara redistribuzione dei compiti dell’uno e delle altre, si andranno ad eliminare molte delle sovrapposizioni e delle incertezze oggi esistenti. “L’esperienza delle competenze concorrenti tra Stato e Regioni – ha spiegato il presidente Guidi - ha creato lun-
ghi vuoti anche in materie connesse a quelle agricole vere e proprie, come la salute alimentare, l’ambiente e il turismo”. L’impianto autonomistico delineato dall’art. 5 della Costituzione non viene, inoltre, messo in discussione, perché la riforma pone le premesse per un regionalismo collaborativo più maturo, di cui la Camera delle autonomie territoriali costituirà un tassello essenziale. Con la riforma, peraltro, non viene meno il principio di sussidiarietà e dunque la dimensione di una amministrazione più vicina al cittadino rimarrà uno dei principi ispiratori della Costituzione. I poteri normativi del governo vengono riequilibrati con una serie di più stringenti limiti alla decretazione d’urgenza per evitarne l’impiego elevato che si è registrato nel corso degli ultimi anni e la garanzia, al contempo, di avere una risposta parlamentare in tempi certi alle principali iniziative
2 giugno: sfilata dei sindaci ai Fori imperiali
«Il processo legislativo non può essere più lento dei cambiamenti dell’economia» governative tramite il riconoscimento di una corsia preferenziale e la fissazione di un periodo massimo di settanta giorni entro cui il procedimento deve concludersi. “Il processo legislativo si è e rivelato ogni giorno più lento dei cambiamenti dell’economia e il rimedio adottato dei decreti legge è un surrogato che snatura la formazione delle norme – ha continuato Guidi -. E questo lo abbiamo vissuto sulla pelle delle nostre imprese”. Il sistema delle garanzie viene significativamente potenziato con il rilancio degli istituti di democrazia diretta (l’iniziativa popolare delle leggi e il referendum abrogativo sono rafforzati, con l’introduzione di quello propositivo e d’indirizzo, per la prima volta in Costituzione), il ricorso diretto alla Corte sulla legge elettorale e un quorum più alto per eleggere il Presidente della Re-
pubblica. Viene operata una decisa semplificazione istituzionale, attraverso l’abolizione del Cnel e la soppressione di qualsiasi riferimento alle province quali enti costitutivi della Repubblica. Infine, lo sforzo per ridurre o contenere alcuni costi della politica è significativo: 220 parlamentari in meno (i senatori sono anche consiglieri regionali o sindaci, per cui la loro indennità resta quella dell’ente che rappresentano); un tetto all’indennità dei consiglieri regionali, parametrata a quello dei sindaci delle città grandi. Il testo non è,né potrebbe essere,privo di difetti e discrasie. Ma dobbiamo tutti essere consapevoli che, in Italia come in ogni altro ordinamento democratico, le riforme le fanno necessariamente i rappresentanti del popolo nelle assemblee politiche, non comitati di esperti. E nelle assemblee la ricerca del consenso impone compromessi, impedisce astratte coerenze, mette talvolta in secondo piano dettagli in nome del prevalente interesse a un esito complessivo utile. nnn
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PRIMO PIANO CORPI INTERMEDI
Turning point
Le innovazioni economiche e tecnologiche in atto spingono a ripensare il modello di impresa. Confagricoltura affianca l’agricoltura 4.0 con servizi innovativi e analisi di scenario di Luigi Mastrobuono direttore generale di Confagricoltura 10 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
C
ome rileva il Censis, oggi le imprese (ma anche le famiglie, le singole persone) sono come dentro un «recinto securizzante, ma inerziale». In sintesi, ne deriva una società a bassa consistenza e con scarsa autopropulsione. Si individua – osserva sempre il Censis - «una sorta di“limbo italico”fatto di mezze tinte, mezze classi, mezzi partiti, mezze idee e mezze persone». Insomma il Paese ha perso produttività e fatica a trovare le vie dello sviluppo.Allora occorre uscire dal “recinto”,
affrontare i mercati, innovare, mettersi in gioco. Bisogna tornare a rischiare. Da diversi anni era in atto un impegno politico volto alla “disintermediazione” della società, allo smantellamento della rappresentanza, alla sua delegittimazione. Ma quanto sta accadendo porta, al contrario, a rilanciare la rappresentanza, certo su basi differenti e nuovi bisogni. Tutto questo è ancor più evidente nel mondo agricolo, dove la caduta dei consumi interni ed i cambiamenti degli stili di vita - acuiti dalla crisi economica - hanno dato un duro colpo
alle strategie imprenditoriali. Alcuni comparti (penso, ad esempio, a quelli del vino, del florovivaismo, dell’ortofrutta) più di altri hanno puntato sull’internazionalizzazione, sulla ricerca di nuovi mercati, hanno rafforzato i brand, hanno cavalcato la voglia di “made in Italy” che c’è nel mondo e che ha portato al fenomeno dell’italian sounding (all’appropriazione di un’italianità che non appartiene). In questo slancio verso l’esterno, per rafforzarsi e non farsi stritolare dalla globalizzazione, le imprese agricole hanno cercato l’aggregazione, anche
su nuovi basi; oltre alla cooperazione e all’associazionismo, le reti d’impresa, molto più duttili e che non intaccano i programmi delle singole aziende. L’Organizzazione, in questo quadro, ha individuato un nuovo modo di fare rappresentanza, affiancando le aziende agricole più dinamiche con una serie di strumenti e analisi di scenario. L’affiancamento all’impresa ha obbligato a considerare non più come primaria e totalizzante la funzione di intermediazione con il pubblico. L’intermediazione burocratica per troppo tempo ci ha fatto sedere sul lato
opposto a quello in cui erano ubicate le nostre imprese; fino a farci confondere con la Pubblica Amministrazione. Per ritornare sul lato giusto, quello dei nostri imprenditori, con un occhio occorre guardare al mercato come se stessimo utilizzando il loro, con l’altro puntare a una “associazione di sviluppo”, frutto di nuove competenze, in cui rappresentanza collettiva e servizi personalizzati si ricompongano in un posizionamento avanzato. Sono giunti così i supporti di Confagricoltura Plus (start up e rete di servizi per le aziende di maggior rilievo). Quindi GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 11
PRIMO PIANO CORPI INTERMEDI
l’assistenza in nuovi campi d’azione: per la realizzazione dei contratti di rete d’impresa; per la progettualità collegata ai PSR ma non solo (costituendo la società Pria); per l’internazionalizzazione (con gli approfondimenti dei mercati e incontri B2B); per servizi assicurativi (GAA 2.0) e creditizi su misura, per il welfare e la sostenibilità (EcoCloud). Expo 2015 ha evidenziato poi come fosse fondamentale costruire rapporti di filiera agroalimentare su nuove basi e con obiettivi univoci; non una guerra per tirare da una parte o dall’altra una coperta troppo corta, ma uno sforzo coeso per “allungarla”. Ovviamente abbiamo agito anche sull’Organizzazione e su una sua ricollocazione sul territorio, aggregando sedi e servizi, puntando all’agilità ed all’efficienza. E ancora, adottando sistemi di monitoraggio dell’avanzamento dei progetti; un pool confe-
Casa degli Atellani sede degli eventi fuori-Expo
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cervello in cui le sinapsi consentono ai neuroni di comunicare continuamente tra loro e con le altre cellule.Tutte le cellule della Confederazione sono ora in comunicazione tra loro: non esistono più compartimenti stagno tra aree, né stanze segrete nel Palazzo. Tornando all’immagine del Censis, possiamo dire che la rappresentanza è uscita dal recinto. Luigi Mastrobuono In conclusione, le innovazioni economiche e tecnologiche in atto - che trasforderale a supporto del territorio; un mano l’agricoltura nella sua creazione board dell’innovazione che sperimen- di valore - stanno spingendo a ripenti le migliori pratiche; in evidenza poi sare il modello di imprenditore agrila formazione (attraverso il rinnovato colo, in coerenza con tali mutamenti, Enapra) di tipo manageriale per i di- nelle forme di un soggetto che si sa rettori e di tipo sindacale per i quadri relazionare con altri mondi e si sa collocare in filiere di valore ultrasettoriadirigenti. Anche la sede centrale è diventata un le. A questi nuovi soggetti dovevamo “laboratorio della rappresentanza”, necessariamente offrire una moderna un modello da prendere ad esempio, struttura associativa, capace di progetsul territorio, ma anche in altri con- tare il futuro e divenire incubatrice di testi. Siamo passati dal tradizionale idee imprenditoriali. organigramma verticale al “funzioni- Avvalendoci in particolare delle opgramma di tipo neuronale”, elastico portunità offerte dal digitale, puntianell’adeguarsi alle novità emerse. Le mo sull’Agricoltura 4.0: innovativa, organizzazioni funzionano come un smart, sostenibile, interconnessa. nnn
PRIMO PIANO STRATEGIE AZIENDALI
Imprenditori ieri e oggi
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Un’ indagine realizzata da Community Media Research e promossa dal Centro Studi di Confindustria fotografa il “fare impresa” in Italia, prima e dopo la crisi di Gabriella Bechi
L
a crisi avviata nel settembre del 2008 ha costituto un punto di svolta non solo economico, ma anche di riferimenti culturali. E questo ha generato un cambiamento anche nel modo di fare impresa. Da un lato ha creato preoccupazione e chiusura, dall’altro apertura verso nuove sfide e opportunità. Dalla ricerca realizzata da Community Media Research – e promossa dal Centro Studi di Confindustria - emerge che nella maggioranza degli intervistati (73,3%) c’è una predisposizione positiva alle conseguenze della profonda trasformazione degli scenari causata dalla crisi. Ed è interessante osservare come i titolari d’impresa mettano l’accento sul fatto che il cambiamento vada affrontato sotto il profilo tecnologico ed organizzativo, attraverso un’innovazione continua, ma che la sfida sia soprattutto culturale. Sono le categorie di analisi tradizionali del “fare” impresa ad essere messe in discussione. E mentre le soluzioni tecniche sono di facile e veloce reperibilità, il “modus operandi”, il cambiamento di mentaliGIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 15
PRIMO PIANO STRATEGIE AZIENDALI
crisi. Prima del 2008 i titolari di azienda sottolineano L’ABILITÀ PIÙ IMPORTANTE DA POSSEDERE come fossero necessarie la PRIMA E DOPO IL 2008 conoscenza del prodotto (Valori in %) e del processo (36,7%) e la cura delle relazioni con PRIMA DEL 2008 % DOPO IL 2008 % il cliente (32,5%). Da quelCapacità di rischiare 28,6 Saper innovare 37,5 la data in poi quest’ ultimo aspetto sale al primo poSapere innovare 16,3 Sapere lavorare in squadra/team 19,8 sto (32,1%) e acquistano Sapere decidere da solo 15,1 Capacità di valorizzare i lavoratori 16,9 importanza tutte le voci di carattere gestionale: la funCapacità di valorizzare i lavoratori 13,6 Capacità di rischiare 16,5 zione commerciale (17,5%), la comunicazione e il brand Sapere comandare 13,3 Sapere decidere da solo 5,6 (11%), l’amministrazione Sapere lavorare in squadra/team 13,0 Sapere comandare 3,7 (9,1%), la rete di vendita (9,1%). In ultimo, la ricerca Fonte: Community Media Research per CSC prende in analisi, il valore di essere imprenditori: gli orizzonti di riferimento, il clima tà, richiede molto più tempo ed è più sociale percepito, la valutazione sulla complicato da realizzare. Non è più il tempo dei “capitani propria esperienza. Essere imprenAnalizzando nel dettaglio i profili, coraggiosi” e solitari. ditori oggi è,secondo gli intervistati, emerge che chi manifesta una maggioConta il lavoro di squadra avere responsabilità verso i collaborare apertura sono i neo-imprenditori tori (96,4%), stressante (92,3%). Con(74,9%), i 50-64enni (77,3%), quelli in possesso di un titolo di studio medio condurre un’impresa mutano di se- durre un’impresa, dunque, non è un alto (78,1% diploma, 75,4% laurea), gno: l’innovazione diventa l’imperati- interesse esclusivamente personale, alla guida di imprese più strutturate vo categorico (37,7%), ma oltre a que- ma comporta un’assunzione di re(78%) e operanti nel settore dei servizi sta ci sono almeno altri due fattori che sponsabilità nei confronti dei propri (81,1%). assumono rilievo: il lavoro di squadra dipendenti e, di conseguenza, uno Passando alle valutazioni degli impren- (19,8%) e la capacità di valorizzare i stress derivante dal mantenere profittevole l’impresa. Proseguendo nella ditori sulle abilità ritenute necessarie lavoratori (16,9%). per lo svolgimento della professione Le caratteristiche, dunque, di una gui- classifica, troviamo collocati l’essere emerge una profonda differenza tra da “leadership manageriale” paiono radicati sul territorio (76,4%) e la graprima della crisi e dopo la crisi. Prima aver preso il sopravvento su quelle tificazione personale (77,2%). del 2008 la capacità di rischiare costi- più tradizionali, che possono essere In definitiva, fare l’imprenditore è tuiva l’abilità ritenuta maggiormente definite di natura “leader solitario”, una vocazione o una professione? La necessaria (28,6%), unita al saper inno- tant’è che le dimensioni del decidere domanda divide in due il campione vare (16,3%) e al decidere in solitudine dal soli e del comando vengono collo- quasi in modo omogeneo: 52,3% per la prima risposta, il 47,7% per la se(15,1%). Insomma l’imprenditore era cate agli ultimi posti. una sorta di capitano coraggioso alla La stessa analisi è stata compiuta sulle conda. Nel primo gruppo troviamo gli guida solitaria della propria azienda. specifiche competenze professionali imprenditori che hanno svolto questa Dopo il 2008 i requisiti richiesti per ritenute necessarie prima e dopo la professione fin dal loro esordio lavorativo, in possesso di un titolo di studio medio alto e alla guida di aziende più INTERVISTE A SETTECENTO TITOLARI D’IMPRESA strutturate; nel secondo i neo imprenditori, i più giovani e quelli alla guida di La ricerca sugli imprenditori in Italia è stata realizzata dal aziende di più piccole dimensioni. 24 novembre al 30 dicembre 2015 ed appare nel volume Una ricerca, in conclusione, che met“Gli imprenditori” a cura di Luca Paolazzi, Mauro Sylos te in evidenza come dietro l’etichetta Labini e Fabrizio Traù (Marsilio Editori 2016, 592 pp, di imprenditore si celino esperienze, 36 euro). Per realizzarla sono stati intervistati 701 ti- storie di vita e vissuti che disegnano tolari d’impresa estratti in modo casuale fra quelli traiettorie differenti. Da qui la difficoltà iscritti alle CCIAA. Il campione è stato ripartito di rappresentarli tutti all’interno di un per regione, macro regione (Nord Ovest, Nord medesimo schema, ma anche la ricEst, Centro, Sud e Isole), settore di attività e chezza di una platea che trova proprio classe dimensionale (ino a 19 addetti, tra i 19 nelle differenze una risorsa fondamene 40, tra i 50 e 99 e oltre i 100). nnn tale. 16 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
PRIMO PIANO STRATEGIE AZIENDALI
Food economy Sotto la patina glamour della “food society” - dove il cibo è tendenza e linguaggio e gli chef sono i nuovi guru - si muove un flusso globale di scambi di Serena Scarpello
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A
colloquio con Antonio Belloni che si occupa di strategie di comunicazione e internazionalizzazione ed ha pubblicato il libro “Food Economy” (Marsilio Editori 2014, 144 pp., 13 euro). Un incontro per comprendere le dinamiche della società, dei consumi e le strategie d’impresa. «Ho scelto il termine “Food economy” per dare senso a tre fenomeni che si stanno verificando solo oggi ed in maniera contemporanea – dice Belloni -. Primo: nei Paesi avanzati si mangia meno, si vuole mangiare meglio e il desiderio di conoscenza rispetto al cibo aumenta. Secondo: i paesi emergenti sono nelle condizioni in cui ci siamo trovati noi nel dopoguerra. Qui il con-
sumo sta aumentando per quantità ma, a differenza del contesto in cui eravamo noi, questi, grazie alla globalizzazione trovano subito nel loro paniere alimentare anche prodotti stranieri. Il terzo fattore, davvero il più attuale, è dato dal ruolo pervasivo che ha la tecnologia in tutte le attività legate al cibo: cambia la produzione, modifica la trasformazione e la distribuzione,ma influenza anche la comunicazione sul cibo e del cibo. La “Food economy” è questi tre fenomeni insieme. L’Italia come comunica e rappresenta all’estero il food oggi? L’Italia è frammentata in ogni cosa che fa,ed anche nel food si presenta ai mercati esteri in maniera divisa, discontinua; talvolta primeggia utilizzando me-
di scala, ma l’Italia deve cavalcare la diversità di prodotto invece che omogeneizzarlo. Il nostro destino è vendere pochi prodotti, ricercati, di qualità elevatissima, a caro prezzo. Non riusciremo mai, come ci ha chiesto Jack Ma di Alibaba, a produrre vino per tutti i cinesi, magari a 2 euro al litro. Ma se produciamo quello da 50 euro…
Mostra fotograica sui pizzaioli di Olivero Toscani (per azienda Agugiaro & Figna – Le 5 Stagioni)
todi efficacissimi ed innovativi, tal altra o comunica male, o addirittura non comunica affatto. Il privato si muove così, alla spicciolata ed in maniera casuale affidandosi alla genialità o all’incompetenza dei singoli. In questi processi l’influenza del settore pubblico, se ce n’è una, prima che inutile è del tutto incomprensibile. Quanto conta la fortuna italiana, che, come scrivi, «oltre alla speciale congiuntura geografica che la qualifica come il regno della biodiversità, è di avere una terra che rende molto sia per varietà e numero di prodotti, sia in termini di fertilità»? L’aggregazione produttiva è indispensabile a raggiungere economie
Quale ruolo giocano Internet e le nuove tecnologie? Ormai sappiamo che la tecnologia entra in laboratorio, nel campo, tra gli scaffali, influenzando la vita materiale del prodotto. Oggi però influenza anche quella immateriale: il cibo è narrato, letto, descritto, fotografato e fatto circolare nei mezzi di comunicazione anche quando la sua vita “fisica” è terminata, generando lavoro anche per professionisti nelle cui mani il cibo non Quali sono le ragioni passa mai. Inoltre il web e le tecnologie nuove sono un agente democraper cui il cibo è idolatrato tizzante: sia per chi con poco vuole ma non ne aumenta il consumo? buttarsi in un’attività economica semplice in maniera amatoriale o in una start up, sia per il consumatore Dimmi tre strade percorribili. che ha strumenti sempre più sempli- La prima è la formazione, che non signici ed efficaci per conoscere il cibo. fica volere nuove scuole. Ce ne sono già, di ottime.Significa scegliere i migliori.Da Quante chance ha in Italia la ovunque essi vengano. Ovvero, perché nella mia azienda agricola devo preferire “New Food Economy”? Tantissime. Ma deve premere i botto- un manager disarmato e incompetente, ni giusti. Quello della ricerca e della cioè mio figlio, ad uno che viene da lonformazione di professionalità qualifi- tano, magari è straniero, ma è molto più cate ed internazionali è il primo da bravo? Ci sono imprese magnifiche che, premere, che poi si porterebbe die- se più grandi,potrebbero diventare le più tro la buona produzione, l’efficace forti nei mercati globali;ma non lo fanno. trasformazione e l’efficiente distribu- Perché? Hanno sempre rifiutato di aprire zione. Il fattore umano è il primo e il proprio capitale, far entrare nuovi soci con altre risorse finanziarie;sia quelli che quasi l’unico davvero importante. stanno nel capannone o nel campo dietro il loro, sia quelli a migliaia di chilometri. La terza è la visione globale. Non ho mai conosciuto un bravo imprenditore che non vada all’estero almeno due volte all’anno.Ma non alla fiera,o dal cliente. Semplicemente a soddisfare la curiosità di vedere come gli altri facciano le cose.
Antonio Belloni
Il cibo quale migliore ricetta per uscire definitivamente dalla crisi dunque? Come diceva quella pubblicità? “Non basta,ma aiuta”. nnn GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 19
PRIMO PIANO STRATEGIE AZIENDALI
La Grande Mela beve italiano
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Nell’ambito dell’OCM Vino Confagri Promotion ha organizzato a New York “Wine Week”, con incontri di tasting e valorizzazione tra aziende enoiche italiane e buyer Usa
di Anna Gagliardi
N
ew York, Montréal, di persona i propri vini. Roma: sono le tappe A Manhattan sette ristoranti Le imprese vitivinicole che hanno 2016 del percorso orpartecipato alla Wine Week provengoabbinati ciascuno ganizzato da Confaad una cantina per una settimana no da Veneto,Toscana, Sardegna e Piegricoltura nell’ambito monte, mentre i ristoranti di Manhatdell’OCM vino. Un pertan sono stati selezionati scegliendo i corso che in tre anni si è rafforzato assolute in sette ristoranti abbinati menu con piatti tipici della tradizione con attività mirate non solo alla ven- ciascuno ad una cantina per una set- culinaria italiana e mediterranea. Gli dita all’estero del vino italiano, ma an- timana. In questi giorni i produttori abbinamenti tra i vini e la cucina sono che alla promozione del suo territorio hanno potuto illustrare stati effettuati privilegiando assonandi origine, della cultura enoica e dell’agricoltura di qualità. Il progetto rientra negli obiettivi di Confagri Promotion, AZIENDE E VINI il braccio operativo della Confederazione che, attraverso la partecipazioDom Giò - società agricola Colli di San Giorgio, Torre di Mosto (VE). ne a bandi o l’organizzazione di eventi Prosecco doc extra dry e Prosecco doc brut e iniziative specifiche con le imprese Drusian - Valdobbiadene (TV). Drusian Prosecco associate, mira a consolidare il valore del Made in Italy nel mondo e a misuperiore docg extra dry e Drusian Prosecco superiore gliorarne le performance di mercato. docg brut La prima tappa dell’anno dell’OCM si La Corsa - Orbetello (GR). Mandrione Igt Toscana Sangiovese 2010 è appena conclusa a New York, dove e Setteinestre Igt Toscana Sangiovese 2013 sette imprese dal 23 al 29 maggio hanno preso parte a incontri B2B con Eleanor Estate - Castiglione Tinella (CN). Centorri Moscato Igp 2015 oltre trenta buyer del canale HoReCa, Valentina Cubi Boutique Winery - Fumane (VR). Morar Amarone della importatori, distributori e ristoratori. Il format dell’iniziativa ha permesso, Valpolicella classico 2007 e Arusnatico Valpolicella classico superiore Ripasso 2013 oltre al tasting, anche la presentazione Alberto Loi - Cagliari. heria Vermentino di Sardegna doc 2015 e Cardedo delle aziende a giornalisti e blogger, e, Riserva Cannonau di Sardegna riserva doc Jerzu 2011 nella stessa serata, il servizio dei vini insieme alle suggestioni gastronomiGiovanni Ederle Viticoltore in San Mattia - Verona. Donna Francesca White che dello chef Pino Luongo del ristoIgp Bianco Veronese e Rubro del Forte Red Igp Rosso Veronese rante Il Morso. Inoltre le produzioni enologiche sono state protagoniste GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 21
PRIMO PIANO STRATEGIE AZIENDALI
RISTORANTI DI NEW YORK Viceversa - chef e titolare Stefano Terzi Etcetera Etcetera - titolare Daniele Kucera Porsena - chef e titolare Sara Jenkins Via Emilia - titolare Guillermo Mattiello Morso - chef e titolare Pino Luongo A voce - chef Riccardo Bilotta Osteria del circo - titolare Mauro Maccioni ze territoriali e gustative. La formula newyorkese si è rivelata vincente perché ha garantito una presentazione più completa delle produzioni rispetto al semplice B2B; per questo Confagri Promotion sta lavorando affinché le prossime tappe delle iniziative legate all’OCM vino, previste a Montréal dal 19 al 24 settembre e a Roma il 14 e 15 novembre, garantiscano altrettanti apprezzamenti da parte delle imprese. D’altro canto il percorso di promozione di questi anni ha già dato risultati incoraggianti:
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Prossimo appuntamento per il vino made in Italy a settembre a Montréal nel 2014 sono stati organizzati due incontri business con 25 buyer canadesi, statunitensi e asiatici nella sede di Confagricoltura, ai quali hanno preso parte 85 aziende. Da questi B2B sono scaturiti 11 contratti, 2 accessi alla procedura SAQ e svariati contatti. Nel 2015 sono stati realizzati tre appun-
tamenti: uno alla Vigna di Leonardo a Milano in occasione di Expo, un altro nella Valpolicella in collaborazione con il Consorzio, il terzo a Montréal. Ai primi due eventi hanno preso parte 47 aziende e 19 buyer da Russia, India, Corea del Sud, Stati Uniti e Singapore. In Canada 11 imprese sono state coinvolte in un workshop che ha permesso anche la presentazione delle realtà ricettive dei rispettivi territori di produzione. Quindici i contratti di fornitura stipulati e numerosi i contatti che stanno portando a trattative interessanti per la vendita di vino in Canada. L’iniziativa ha avuto vasta eco sui media e sui siti che si occupano di enoturismo. Il fenomeno del winelovers continua infatti ad espandersi, soprattutto in Nord America: questo tende a rafforzare ulteriormente l’immagine del vino italiano di qualità e a consolidare quel mercato come principale piazza extraeuropea per le nostre produzioni. Piacciono gli spumanti brut e quelli aromatici, i bianchi fermi e i rossi che meglio esaltano le caratteristiche del territorio, con un’attenzione particolare a quelle realtà ecologicamente impegnate in processi produttivi sonnn stenibili.
SCENARI EUROPA
I prezzi tra dieci anni Fondamentale l’analisi degli scenari a lungo termine dell’agricoltura comunitaria per studiare la programmazione più adeguata e per rafforzare la competitività di Lodovico Fiano Esperto di sistema agroalimentare, già dirigente Mipaaf
L
a criticità agricola dovuta prevalentemente ad una persistente situazione di prezzi di mercato bassi, non è avvertita solo in Europa, ma in tutte le aree del mondo. L’incidenza delle quotazioni internazionali sull’andamento produttivo delle singole realtà dell’UE viene strettamente monitorata dalla Commissione europea attraverso il Rapporto annuale sulle prospettive a medio termine dell’agricoltura comunitaria. Si tratta di uno strumento essenziale per la pro-
grammazione produttiva in ciascuna area, finalizzato proprio ad un idoneo consolidamento competitivo. Le proiezioni della Commissione europea per i prossimi dieci anni, sul mercato interno e su quello internazionale, confermano una generalizzata flessione delle quotazioni mondiali - già anticipata nei rapporti precedenti - con un’inevitabile traslazione sul mercato interno. Di conseguenza, i prezzi nell’Unione europea dovrebbero avvicinarsi molto a quelli del mercato mondiale, concentrando le produzioni nelle aree più compeGIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 23
SCENARI EUROPA
titive, con riferimento sia all’UE sia pongono poi condizioni metereai Paesi con cui sia stato concordato ologiche normali, tendenze un azzeramento dei dazi doganali. di rendimento costante Le prospettive per i mercati agricoli europei e del reddito presup-
DATI PREVISIONALI ANDAMENTO DEI PREZZI DAL 2010 AL 2025
PETROLIO E TASSO DI CAMBIO USD/EUR
LATTE E ZUCCHERO
A cura del Centro Studi di Confagricoltura 24 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
e continuità dei mercati senza gli effetti sulla sicurezza alimentare derivanti ad esempio da focolai di malattie animali o da misure ambientali. A condizionare il quadro ci sono anche le possibili tensioni sul piano ambientale in relazione alla riduzione della emissione dei gas serra. Oltre tutto permangono elementi di ampia incertezza, in presenza di variabili che possono mutare gli scenari ed in quanto non tengono conto degli effetti degli accordi commerciali in corso di negoziato o ancora da ratificare. In questo quadro, non del tutto chiaro, va tenuto presente che il prezzo del petrolio è previsto nel 2025 ad un livello di 107 dollari il barile, rispetto all’attuale situazione di mercato, caratterizzata da un prezzo che è sceso anche al di sotto di 30 dollari al barile. Si tratta sicuramente di un livello anomalo, soprattutto in quanto correlato ad una situazione internazionale complessa e di grande rischio, causata soprattutto da contrapposizioni geopolitiche, appesantite da fondamentalismi religiosi e problematiche energetiche. Il permanere di un prezzo così basso erode gli attuali vantaggi in esportazione dei Paesi in eurozona e fa temere una nuova e forte contrazione economica, soprattutto per le aree ancora caratterizzate da una timida ripresa dopo la crisi del 2007. C’è poi da dire che il tasso di cambio euro/dollaro previsto a termine ad un livello di 1 = 1,37 $ è net-
tamente lontano dall’attuale quotazione molto vicina alla parità. Il rafforzamento del dollaro, di grande supporto per le nostre esportazioni, appare destinato a permanere finché sussisterà un’ampia differenza del tasso di crescita tra gli USA e l’UE. Una sottolineatura va fatta sui prezzi internazionali delle commodities, che sono il risultato sia di strategie degli operatori commerciali, sia di azioni speculative. Le fluttuazioni dei prezzi non sono più strettamente legate ai fondamentali, basati sull’andamento della domanda e dell’offerta. Il vero fattore destabilizzante è la crescente presenza di investitori finanziari sui mercati delle commodities, la cosiddetta finanziarizzazione dei mercati delle materie prime. La speculazione finanziaria esercita un ruolo preminente per la dinamica dei prezzi e della volatilità. Appare evidente una cre-
scita molto significativa della liquidità che gli investitori hanno indirizzato sui mercati agricoli. Infatti, gli speculatori confermano sempre di più di considerare i derivati delle commodities un’interessante diversificazione dei loro portafogli, alla ricerca di alternative reddituali, in un periodo storico ca-
ratterizzato da tassi di interessi bassi. Il numero dei derivati finanziari scambiati aventi per oggetto materie prime agricole è aumentato enormemente. Conseguentemente il mercato delle commodities diviene sempre più aleatorio e di forte rischio per gli equilinnn bri produttivi.
MAPPAMONDO di Jordan Nash
In Australia il robot controlla il pascolo zienda “Suplejack Downs”, “Farminator”in azione. nei territori del nord, a 13 ore di automobile dalla La robotica nei campi città più vicina. L’azienda si estende su 400 mila è un sistema utile ettari, una superficie molto per le grandi distanze difficile da gestire. È iniziata la sperimentazione, per due degli allevamenti anni, del ‘farmbot’, che si di Sydney occuperà della mandria di bestiame , controllando la salute dei capi ed i pascoli. “Gli animali malati e feriti saranno identificati mediante sensori termici e di visione, capaci di rilevare i cambiamenti nella temperatura corporea e nell’andatura - spiega Salah Sukkarieh dell’Università di Sydney -. Farmbot sarà dotato anche di sensori in grado di valuarminator. Con tare la qualità dei pascoli”. È questo termine evocativo un giorna- anche stato messo a punto un robot , ancora senza lista inglese ha definito la rivoluzione che, dall’Austra- nome. Una versione più sofisticata del precedente lia, si prepara ad invadere modello shrimp, progettato l’agricoltura mondiale. L’avanzare della tecnologia per mandrie da 20 a 150 sta cambiando il volto dell’a- vacche da latte. Il team dell’università di Sidney ha gricoltura e i robot comingià dimostrato che i robot ciano ad essere utilizzati possono essere di grande nel lavoro agricolo come alternative alla manodopera. aiuto per gli agricoltori Nell’entroterra australiano i Uno dei suoi farmbots , “Ladybird”, è in grado “Farmbots” vengono utilizzati come pastori o vaccari di muoversi sui campi a per controllare il bestiame. caccia di erbe infestanti e una volta individuate le Un sistema utile per le può estirpare o spruzzare grandi distanze dei remoti l’erbicida in modo seletallevamenti australiani. Un tivo, riducendone l’uso al esempio, come riporta la minimo. rivista New Scientist, è l’a-
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CARNE MAIALE: GLI SPAGNOLI ESPORTANO IN ASIA
Nel 2015 l’export agroalimentare della Spagna è cresciuto del 6,1%, toccando i 25.422 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i 13.600 dell’ortofrutta. Il Paese è diventato, con 3,7 milioni di tonnellate, il secondo produttore di suini nell’Unione Europea, dopo la Germania. Anche se l’Ue resta la principale destinazione per l’export suinicolo spagnolo, si sono spalancate le porte dell’Asia. A fare la parte del leone è la Cina, che è diventata il principale Paese per l’export spagnolo di carne di maiale e dei sottoprodotti raggiungendo il 51% delle vendite effettuate in Paesi non europei. Secondo e terzo posti vanno a Corea e a Hong Kong, anche se, sul fronte dei prezzi, il mercato più interessante resta il Giappone. CINA FA SHOPPING DI AREE CEREALICOLE FRANCESI
In Francia il dragone continua ad accaparrare terre. Dopo gli Chateau, tra il 2015 e il 2016, ben 1.700 ettari a cereali nella regione centrale dell’Indre sono passati in mano cinese. L’acquisto, di tre aziende differenti, è stato effettuato dall’impresa Hongyang, da Beijing Reward International Trad e da due imprenditori. Questa transazione ha preoccupato il mondo agricolo francese, che si chiede quanto il governo sia capace di fermare la scomparsa degli agricoltori dal Paese. La questione degli acquisti
di terre, secondo alcuni, potrebbe compromettere, continuando così, anche l’autosufficienza alimentare francese. Vero è che gli acquisti di terreni agricoli da parte delle multinazionali sono in costante crescita in tutto il mondo. Diverse sono le motivazioni degli acquirenti: dal desiderio di garantire l’autosufficienza alimentare al proprio Paese o come investimento diversificato. Negli ultimi 15 anni, però, oltre ai Paesi in via di sviluppo hanno iniziato a destare interesse anche quelli sviluppati.
Organizzazioni inglesi divise su “Brexit” sterline l’anno,cosa Sul referendum non significherebbe l’uscita dall’Ue? è compatto il mondo Secondo uno studio del Defra (Deagricolo britannico. partment for Environment, I sostegni ai Food and Rural Affairs) i produttori verrebbero prezzi dei prodotti alimentari importati se dovesse vincere nazionalizzati la Brexit,saranno destinati a salire dell’11%.In particolare e i sostegni della politi- l’aumento complessivo dei ca agricola comune, prezzi internazionali delle in Gran Bretagna, materie prime alimentari è valgono oltre 3 miliardi di stato calcolato del 9% e le
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barriere non tariffarie potrebbero spingere verso l’alto il prezzo delle importazioni di prodotti alimentari di un ulteriore 2%. Il dibattito è acceso e non tutti gli agricoltori sono per l’uscita dall’Ue.La National Farmers’Union preferirebbe rimanere nell’Ue perché gli interessi degli associati sarebbero meglio serviti,ma non si schiererà, lasciando liberi
i propri membri di esprimere le proprie preferenze.Il presidente dell’Irish Farmers Association (IFA),Joe Healy, ha messo in evidenza che il Regno Unito e l’Irlanda possono solo avere benefici dalla permanenza nella UE. Il mondo agricolo,però,non è compatto;secondo alcuni, poiché la Gran Bretagna è contribuente netto dell’UE, anche con la Brexit potrebbe mantenere il sostegno all’agricoltura.
ATTUALITÀ RICERCA
Lotta internazionale ai parassiti PLANTFOODSEC è il progetto per affrontare le minacce alla biosicurezza del sistema agricolo europeo di Alessandro Bertin Paola Colla Maria Lodovica Gullino di Spin-To srl e Agroinnova
Maria Lodovica Gullino
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È
ormai noto che l’aumento progressivo degli scambi di merci causato dalla globalizzazione abbia favorito la comparsa di molti nuovi parassiti, sia nel territorio italiano, sia in altri Paesi comunitari. Questo fenomeno sta mettendo in serio pericolo in primo luogo le produzioni alimentari, ma anche l’ambiente in cui viviamo. Per questo motivo è stato avviato nel 2011 un progetto quinquennale finalizzato a creare un “Centro virtuale di competenza” a livello internazionale sui temi della biosicurezza in campo agro-alimentare: il Plant and Food Biosecurity (PLANTFOODSEC) - Network of Excellence. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, è stato coordinato da Agroinnova, il Centro di Competenza per l’Innovazione nel Campo Agro-ambientale dell’Università di Torino. PLANTFOODSEC ha coinvolto esperti provenienti da Italia, Francia, Germania, Ungheria, Regno Unito, USA, Israele, Turchia e dell’Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia (UNICRI), che si sono riuniti a Bruxelles per presentare i risultati del progetto: un’ampia gamma di strumenti per affrontare le minacce derivanti dall’introduzione deliberata o accidentale di patogeni nella catena agro-alimentare. In primo luogo sono state stilate delle liste comprensive di 555 colture rilevanti per l’Europa e di
570 parassiti che rappresentano una minaccia per la biosicurezza. Sono poi stati identificati criteri di priorità, creando una lista di 21 coltivazioni strategiche in Europa ed una “short list” di 63 parassiti particolarmente pericolosi. E’ stato realizzato un network diagnostico virtuale basato sul web che consente la condivisione di materiale di documentazione e un’interazione rapida tra esperti e addetti ai lavori. Un altro aspetto del progetto è stato lo studio dei fattori primari che rendono possibile la discriminazione tra un’epidemia indotta volontariamente ed una accidentale. E’ stato inoltre sviluppato un modello di valutazione dei potenziali scenari di agro-terrorismo e biocrimine. Il Consorzio del PLANTFOODSEC sta attualmente lavorando per assicurare la sostenibilità dei risultati ottenuti dal progetto e garantirne una continuità attraverso la realizzazione di un Centro Europeo di Competenza
per la Biosicurezza in campo agroalimentare. Agroinnova, che dal 2003 ad oggi ha ottenuto fondi per progetti legati a questi temi per oltre 30 milioni di Euro, è certamente il candidato ideale per ospitarlo. Non è un caso che nel marzo 2015 sia stato avviato il progetto EMPHASIS incentrato sulla lotta alle specie aliene invasive e che a coordinarlo sia ancora una volta Agroinnova. Certamente l’occasione di Bruxelles è stata fondamentale per ribadire con forza che le emergenze alla biosicurezza in Europa vanno affrontate secondo una logica di sistema: una falla alla biosicurezza in qualsiasi regione italiana, rappresenta oggi di fatto una potenziale minaccia per l’Europa intera. Solo un lavoro condot-
Catalogati 570 parassiti e definita la “short list” dei 63 più pericolosi
to in maniera coordinata, e a livello internazionale, può creare le basi per far fronte alle minacce a cui è sottoposto il sistema agroalimentare nnn globale.
Il laboratorio-serra di Agroinnova
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ATTUALITÀ SOSTENIBILITÀ
Syngenta: il futuro è anche nei bioagrofarmaci
La difesa può contare oggi su un ampio spettro di soluzioni all’avanguardia e tecnicamente modernissime di Luca Marzocchi
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a sostenibilità dell’agricoltura passa necessariamente attraverso l’integrazione dei diversi mezzi di produzione, con l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione dell’agroecosistema in termini ambientali e di produttività. Nello specifico della protezione delle colture, la difesa soste-
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nibile può contare oggi su un ampio spettro di soluzioni all’avanguardia e tecnicamente modernissime: i bioagrofarmaci (Bca - Biocontrol agents) rappresentati da un gruppo assai vario di mezzi tecnici riconducibili a 4 gruppi principali: macroorganismi o ausiliari, microrganismi (batteri, funghi o virus), sostanze naturali e semiochimici (cairomoni e feromoni). Syngenta, azienda completamente dedicata all’agricoltura e da sempre attenta alla sostenibilità nella produzione delle colture, sta investendo costantemente in attività di R&D finalizzate a rendere disponibili soluzioni innovative e sicure. La ricerca di bioagrofarmaci è per Syngenta parte integrante di questo pro-
Nel settore orticolo i bioagrofarmaci possono rappresentare una soluzione per molti problemi
Syngenta sta investendo costantemente in attività di R&D finalizzate a rendere disponibili soluzioni innovative e sicure
gramma di sostenibilità, per rispondere anche ad una precisa richiesta del mercato. Autorevoli previsioni stimano che nell’arco dei prossimi 10 anni l’utilizzo delle soluzioni biologiche sia destinato a una crescita a doppia cifra e che, da qui al 2030, potranno rappresentare fino al 10% del mercato mondiale delle soluzioni per la protezione delle colture, andandosi sempre più a integrare nelle strategie di difesa consolidate negli anni. “Stiamo spingendo al massimo le nostre attività di ricerca & sviluppo per soddisfare la richiesta di innovazione da parte del mondo agricolo” - spiega Luigi Radaelli, amministratore delegato di Syngenta Italia -. Solo nel 2015 abbiamo introdotto 15 nuove soluzioni per la protezione delle colture, consolidando il nostro primato di settore negli investimenti in R&D. Il nostro obiettivo è confermarci come protagonisti mondiali dell’innovazione, così da po-
Nel frutteto l’impiego di bioagrofarmaci è ormai molto diffuso
ter trasferire ai nostri clienti benefici concreti in termini di produttività, salubrità e sostenibilità.” L’impegno del Gruppo si è concretizzato a fine 2015 attraverso la partnership avviata con l’olandese DSM, azienda globale attiva nel campo della salute, della nutrizione e dei materiali, per lo sviluppo di soluzioni a base di microrganismi per l’agricoltura, inclusi mezzi di controllo biologico, bioagrofarmaci e biostimolanti.“Questa collaborazione è nata dalla volontà dell’azienda di accelerare lo sviluppo di una vasta gamma di prodotti basati su microrganismi per applicazione di pre e post raccolta sulle colture di tutto il mondo” - spiega Andrea Gualco, responsabile R&D di Syngenta Italia -. Questi organismi sono capaci di proteggere le colture contro gli insetti dannosi e le malattie e possono essere inseriti in programmi anti-resistenza e di miglioramento della produttività delle piante. Syngenta e DSM progettano di sviluppare e commercializzare congiuntamente le soluzioni che deriveranno dalle rispettive piattaforme di ricerca”. È recentissima inoltre la presentazione della nuova gamma di biostimolanti EPIVIO™ che, applicato in concia, stimola la germinazione delle sementi fornendo micronutrienti e attivando la microflora del suolo. EPIVIO™ sarà inizialmente venduto in Brasile sulla soia ed in Cina sul mais,con l’obiettivo di estendere rapidamente le colture e le aree geografiche di nnn interesse.
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ATTUALITÀ EDITORIA
Convenzione con Edagricole Sconto del 25% sugli abbonamenti a 11 testate di settore e sul catalogo di 300 libri
“M
ondo Agricolo”, mensile di Confagricoltura, ha una stretta sinergia con “Edagricole – New Business Media” (Gruppo editoriale “Tecniche Nuove”). Ora Confagricoltura ha stipulato un accordo con il gruppo editoriale, che permette di usufruire di tariffe agevolate per l’acquisto di tutti i prodotti Edagricole (abbona-
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menti a riviste, in digitale e cartacee, libri). L’offerta editoriale comprende gli abbonamenti al settimanale “Terra e Vita”, al quindicinale “Informatore Zootecnico”, al mensile TESTATA
PERIODICITA’
Terra e Vita
settimanale
Informatore Zootecnico
quindicinale
Colture protette
mensile
Fresh Point
mensile
Agricommercio bimestrale e Garden Center Macchine e Motori Agricoli mensile Olive e Olio
bimestrale
Rivista di Frutticoltura mensile e Orticoltura Rivista di Suinicultura mensile Vigne e Vini
bimestrale
Il Contoterzista
mensile
Sui prezzi di listino -25%
“Colture protette” oltre ad altre 8 riviste periodiche diffuse a pagamento, sia in abbonamento postale sia in versione digitale. Per gli associati i prezzi di listino degli abbonamento sono scontati del 25%; stesso sconto del 25% anche per l’acquisto dei libri presenti nel catalogo, che comprende oltre 300 titoli. Per fare un esempio, lo sconto garantisce all’associato un risparmio di 25 euro sul costo dell’abbonamento annuale a “Terra e Vita” (74 euro invece di 99) e di 12,50 euro sulla versione digitale (37,50 euro anziché 50). Gli abbonamenti consentono inoltre di usufruire gratuitamente di una serie di servizi aggiuntivi che sono: “Osservatorio prezzi agroalimentari” (con l’iscrizione gratuita al sito che permette di monitorare l’andamento dei prezzi dei prodotti agroalimentari sulle varie piazze italiane e di confrontarli fra di essi); “L’esperto risponde” (possibilità di richiedere il parere agli esperti su temi di interesse);consultazione dell’ archivio digitale; pubblicazione gratuita di un annuncio sulle riviste. Per usufruire dello sconto, al momento dell’ordine sul sito Internet di New Business Media occorre inserire il codice AL39C7PEVJVU nell’apposita casella discount per le riviste ed il codice NEMAQXANWANZ per i libri. (G. M.) LISTINO CARTACEO
LISTINO ONLINE
99 79 72 72 49
50 40 35 35 26
72 49 72
35 26 35
72 49 72
35 26 35
L’APERTURA
Cambio di paradigma Facciamo dell’agricoltura di precisione e della collaborazione tra agricoltori e contoterzisti il grande detonatore di un ciclo di sviluppo
L’
Unione europea chiede agli agricoltori rese più alte, maggiori tutele per l’ambiente, diminuzione degli input. Chiede di introdurre innovazione tecnologica, ma anche aggregazione. E chiede un cambio di mentalità che premierà i comportamenti più virtuosi. L’agricoltura di precisione può essere un motore, e un motore molto potente dello sviluppo per chi, come l’Italia, ha un immenso patrimonio rurale apprezzato in tutto il mondo. Il patrimonio lo abbiamo, dobbiamo solo decidere di farne il detonatore di un nuovo ciclo di sviluppo. Da dove partire? Dobbiamo darci delle risposte in fretta, per almeno due ragioni: la prima è che l’Italia è ferma. La seconda è che abbiamo poche risorse. L’agricoltura di precisione è il motore per sviluppare un nuovo tipo di filiera produttiva con imprese innovative e nuova occupazione. Ma per fare dell’agricoltura di precisione il motore dello sviluppo, è necessario essere attrezzati e pronti a un cambiamento di paradigma. Occorre che l’agricoltura non sia più vissuta come questione individuale, che ciascuno si costruisce e si arricchisce per conto proprio. Ogni azienda agricola dovrebbe
provare a coltivare almeno una parte con tecniche di agricoltura di precisione affidandosi, se necessario, a contoterzisti specializzati che dispongono di tutte le attrezzature necessarie a un approccio sito specifico. È quindi chiaro da dove partire. Per noi si deve partire dall’esperienza di UNCAI e Confagricoltura, che da tempo si sono incamminate sulla strada della collaborazione. UNCAI ha un numero importante di aderenti in tutta Italia che si sono mossi mettendosi al servizio degli agricoltori, dei distretti produttivi e dell’agricoltura italiana investendo in tecnologia e innovazione per offrire servizi aggiuntivi, sicurezza, flessibilità. L’obiettivo è trasformare l’agricoltura italiana da tempio delle individualità a “officina”, utilizzando la tecnologia per aumentare le rese e
UNCAI L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Presidente: Aproniano Tassinari www.contoterzisti.it innalzare la qualità dei prodotti e rendere più articolata e ricca l’offerta di lavorazioni agricole. Tutto ciò fa nascere nuove imprese, dà spazio a nuove professionalità, crea solide basi per affrontare le sfide di oggi o ripartire dopo anni di stagnazione. Non solo, puntando sulla agricoltura di precisione, UNCAI e i contoterzisti hanno deciso di definire degli standard di servizio e di qualità e di vegliare su questi standard. Aproniano Tassinari
INCONTRO AL MIPAAF - In vista della revisione a medio termine della PAC, una delegazione dell’associazione composta dal presidente Aproniano Tassinari, dal vice presidente Clevio Demicheli e dal direttore di Cremona, Lodi e Milano Fabrizio Canesi è stata ricevuta al Mipaaf da Angelo Zucchi, capo segreteria del ministro Maurizio Martina. “Con il ministero c’è stata sintonia sull’obiettivo comune di difendere il sistema agricolo italiano nella sua interezza. Solo dalla sinergia tra tutti gli attori in campo possono arrivare soluzioni efficaci e strutturali che avvantaggieranno tutto il Paese”, il commento Aproniano Tassinari al termine dell’incontro.
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NO T I Z I E
Più erbai giovani per una dieta di precisione La collaborazione tra agricoltori e contoterzisti porta idee e investimenti mirati. Raccogliamo insieme le opportunità. Borreani: “Con l’erba medica tagliata giovane con i carri coltello, meno silomais in razione”
L’
agricoltura di precisione nasce dalla consapevolezza che la nostra è un’agricoltura evoluta, con elevati costi di produzione e vincoli ambientali da rispettare. Per questo è necessario introdurre elementi che possano apportare
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maggiore capacità competitiva e può capitare che l’ottimizzazione della gestione sito - specifica di un sistema colturale tipica del precision farming sia il risultato non delle tecnologie messe in campo, ma della piena collaborazione tra i diversi attori del comparto primario.
Ecco così che, per l’azienda agricola, avvalersi della consulenza professionale di un contoterzista rappresenta il primo concreto passo verso un’agricoltura di precisione. L’agromeccanico può aiutare l’agricoltore a risolvere, in parte, alcuni problemi legati all’efficienza dei processi produt-
tivi. Un esempio arriva dalle coltivazioni foraggere e dagli erbai. NeCONTENUTO DI PROTEINA DELL’ERBA MEDICA gli ultimi venti anni molti foraggi (% s.s.) - fonte Borreani e Tabacco sono spariti e con loro è sparito Epoca Insilato (trincia Erba verde (carro) Fieno in campo molto lavoro. Agli allevatori l’erdi taglio e balloni fasciati) ba medica, il prato fanno paura perché la produzione migliore 22% 21% 15,5% avviene nel primo taglio, quando Anticipato (bottoni) c’è un elevato rischio meteorologico. Così, nel tempo si è sempre 21% 19% 15,0% più privilegiato il silomais. Eppu- A inizio re, a certe condizioni, la valoriz- ioritura zazione degli erbai è alla base di una migliore gestione economica Tardivo 17% 16% 14,5% dell’azienda intensiva da latte. Da (ioritura avanzata) alcuni anni Giorgio Borreani, professore dell’Università degli Studi di erba medica sul secco, mentre questo stiamo lavorando da diversi di Torino ed esperto in coltivazio- nella scelta convenzionale di taglio anni, sia formando i nuovi laureati sia ni erbacee, porta avanti questo tardivo non si può superare il 15%. organizzando incontri tecnici. Quando parlo con gli allevatori faccio semconcetto, provando a riavvicinare pre una battuta. La valorizzazione del foraggli allevatori ai foraggi. Per sapere quando tagliare il foraggio gio ha risvolti ambientali? Sì, la scelta dell’erbaio giovane è occorre “l’uomo Del Monte ha detto Perché tornare ai foraggi? Con il prezzo del latte basso ed vincente anche dal punto di vista sì”. Perché basta ritardare il taglio di elevati costi di alimentazione, pro- ambientale. È una conseguenza poche settimane per avere un foragduzione e gestione della stalla, au- del fare entrare un’alternativa al gio non più di qualità. toprodurre foraggi di alta qualità, mais in monosuccessione. Con la ricchi di proteine e di energia, di- rotazione si risolvono problemi E i contoterzisti? venta un fattore molto importante come la diabrotica, si riducono Rivalorizzare i foraggi a livello azienper l’economia aziendale, permet- gli input di pesticidi e si migliora dale permette ai contoterzisti di avetendo all’allevatore di affrancarsi, la produttività del mais. Non solo, re delle finestre più ampie di impiego la sostenibilità ambientale rap- delle macchine e ammortamenti più almeno in parte, dal mercato. presenta un valore aggiunto per i interessanti, ridistribuendo meglio i caseifici e potrebbe essere certifi- costi fissi di uno stesso macchinario. Ma che caratteristiche deve cata attraverso apposite etichette Il sistema più efficiente è con il carro avere il foraggio? coltelli. Il taglio deve essere precoce. Per sui prodotti. Il suo utilizzo permette agli agromecquesto l’erba medica e i foraggi pracanici di essere anche più competititivi si sono ridotti negli anni. Basta Che assistenza serve? ritardare di pochi giorni il taglio Chi assiste l’allevatore deve essere vi nella proposta economica agli agrinnn per avere un prodotto molto meno più preparato rispetto al passato. Su coltori. ricco di proteine ed energia netta latte. Oggi però l’assistenza tecnica QUATTRO SISTEMI A CONFRONTO PER GLI ERBAI non manca. Le foraggere prative, se tagliate giovani, possono affiancare PRO CONTRO il silomais e abbassare i costi della razione con indiscutibili vantaggi + proteine, + stimolo ruminale, + energia maggiore attenzione in trincea per la Carro coltelli economici per l’azienda. per ettaro, - costi, compattazione, calcolare la superficie del fronte
Nella razione in che rappor+ velocità cantiere to sono silomais e foraggio Trincia cantiere giovane? Il livello di proteine e di digeribilità lessibilità d’utilizzo, prodotto eccellente del foraggio giovane permette di ar- Balloni avvolti rivare a un rapporto 1 a 1 con il silomais. In alcuni casi può essere caconservazione, - costi povolto (0,7 di silomais e 1 di erba Fieno secco medica tagliata precocemente). Significa una razione con oltre il 30% Dati Borreani e Tabacco
per l’asportazione giornaliera ainamento eccessivo, costi superiori al carro maggiori costi di servizio (trattore + pressa + avvolgitrice + ilm) - energia ricavata, - resa in stalla, costi eccessivi in rapporto alla resa
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NO T I Z I E
Un tester di precisione Il contoterzista umbro Daniele Giovagnoli alle prese con il sistema di guida satellitare RTK per diserbo e semina
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aggiore sicurezza e meno stress per gli operatori, impiego ottimale dei mezzi con la riduzione dei tempi di lavorazione, dei consumi di carburante, sementi, concime e diserbi. Minori costi e massima produttività e maggiore reddito per l’azienda. In Umbria l’agricoltura di precisione ha fatto un balzo in avanti grazie al progetto RTK di guida satellitare automatica e controllo dinamico delle prassi agronomiche. Il progetto, di Confagricoltura, è stato finanziato dalla misura 124 del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 e ha avuto tra i tester il contoterzista Daniele Giovagnoli. “Da due anni la nostra azienda utilizza il sistema RTK per il diserbo e la semina. I risultati sono ottimi perché con una precisione di 2 cm non c’è spreco di prodotto. So-
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prattutto nei diserbi con botte e barra da 21 metri, i raddoppi di prodotto sono scomparsi. In una realtà molto frammentata come quella umbra, abbiamo notato un risparmio del 5-10% in diserbi, fungicidi, ma anche gasolio, con vantaggi anche ambientali”. Il progetto RTK ha previsto l’allesti-
mento di sistemi di guida satellitare automatica su trattori pilotati secondo le indicazioni provenienti dalla rete di 12 stazioni permanenti Gps/ Gnss di Regione Umbria e Università degli studi di Perugia. Nella lavorazione dei terreni la percentuale di sovrapposizione è così passata dal 16,3% della modalità di guida manuale del mezzo agricolo all’1,4% della modalità assistita e, soprattutto, all’1,2% di quella automatica. Sostanzialmente il trattore esegue le operazioni con un precisione centimetrica, ma la cosa importante è che tutti i dati contribuiscono all’economicità della lavorazione e alla salvaguardia dell’ambiente. “La cosa stupenda è che il sistema memorizza la mappatura di ciascun campo – aggiunge Daniele Giovagnoli –. Così, una volta impostato un certo campo, il trattore segue sempre il percorso e le linee parallele infinite già tracciate in precedenza, permettendo all’operatore di lavorare con più tranquillità, concentrandosi su ciò che succede intorno”. Il viaggio alla scoperta dell’agricoltura di precisione prosegue in Umbria testando anche i droni (progetto Sig2015). In questo caso l’obiettivo è creare mappe di prescrizione a supporto del precision farming. Un drone effettua un rilievo sul terreno per acquisire immagini multispettrali che servono a comprendere lo stato di salute delle colture. Queste informazioni, insieme ad altre quali la concentrazione sul terreno di azoto e altri elementi, vengono inserite su un software che genera mappe di prescrizione. Il campo non è tutto uguale. Attraverso le mappe è possibile fare un utilizzo ancora più mirato dei trattamenti, sia di concimazione sia fitosanitari e risparmiare circa il 25% di concime chimico. Tantissimo dal punto di vista economico e, soprattutto, ambientale.“I vantaggi indiretti rilevati – conclude Giovagnoli – sono quelli di una diminuzione degli imput chimici perché si utilizzano gli agrofarmaci e i fertilizzanti in modo mirato solo nei punti dove c’è bisogno attraverso una mappatura degli appezzamenti che si vanno a coltivare”. nnn
FOCUS AGRICOLTURA DI PRECISIONE
Dalla precision farming all’agricoltura 4.0 L’utilizzo combinato delle tecnologie è la nuova rivoluzione nei campi di Ruggero Targhetta ceo di PRIA
Ruggero Targhetta
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i sente sempre più spesso parlare di “Industria 4.0”,cioè di una nuova rivoluzione industriale che si basa sull’applicazione ai processi di progettazione, produzione, commercializzazione dei prodotti industriali delle tecnologie digitali di nuova generazione. Non a caso,“Industry 4.0” è il nome di una recente iniziativa dell’Unione europea che mira ad accelerare la digitalizzazione delle imprese manifatturiere. Esiste una rivoluzione analoga anche in agricoltura? Esiste e si chiama agricoltura di precisione (in inglese: Precision Farming).È un nuovo modello di gestione dell’impresa agricola che sfrutta tutti i vantaggi che possono offrire le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). L’obiettivo della agricoltura di precisione è,a suo modo,rivoluzionario:aumentare i profitti e ridurre i costi dell’attività agricola, incrementare la produzione, promuovere prodotti a elevato valore aggiunto (ad esempio, biologici o di qualità), assicurando, contemporaneamente, un uso efficiente e sostenibile delle risorse naturali. L’idea parte da un concetto semplice: un vigneto o un campo di mais, soprattutto se sono estesi, non sono un’unica, grande coltura, ma la somma di appezzamenti più piccoli, ciascuno dei quali presenta specifiche esigenze. Infatti, come capita soprattutto in Italia, in un
unico campo di terra si possono incontrare condizioni anche molto diverse di suolo, di meteorologia, di esposizione solare o di topografia. L’agricoltura di precisione aiuta l’imprenditore agricolo a massimizzare la resa agricola - e di conseguenza i guadagni – e a rendere più sostenibili le coltivazioni e gli allevamenti: a esempio, nel caso di utilizzo di fertilizzanti o pesticidi, essa consente di farlo secondo le reali necessità delle piante e non in base alle stime. Come può avvenire tutto questo? Attraverso l’utilizzo combinato di nuove tecnologie già disponibili sul mercato e sempre più evolute: sensori a terra, sensori di caratterizzazione del suolo, pistole che monitorano la temperatura, dati provenienti dalle stazioni meteorologiche, strumenti di telerilevamento, quali immagini satellitari o scattate in volo da droni. Oggi queste tecnologie hanno un livello di precisione capace di fornire infor-
mazioni anche su una singola pianta. E’, quindi, la coltivazione stessa a dire di cosa ha bisogno: in questo modo, si possono evitare trattamenti inutili, che possono anche rivelarsi dannosi e inquinanti, e ridurre i costi. Più in generale, le nuove tecnologie possono aiutare l’imprenditore agricolo in tutta la sua attività: solo per fare alcuni esempi, si pensi ai nuovi sistemi di guida assistita per i trattori agricoli o le mietitrebbiatrici; oppure all’esecuzione dei prelievi di campioni di terreno e la raccolta di dati in campo; fino a nuovi sistemi di irrigazione e alle più avanzate macchine per il dosaggio variabile del concime. Per non parlare, poi, delle nuove frontiere per la vendita dei prodotti e dei servizi dell’azienda attraverso il
Bisogna approfittare dei PSR per rinnovare profondamente l’attività produttiva agricola
commercio elettronico e le vendite on line. Per utilizzare queste nuove tecnologie servono risorse per investimenti in nuovi macchinari e attrezzature, per la formazione degli imprenditori e dei loro collaboratori, nonché nuovi servizi di assistenza e di consulenza tecnica: la programmazione dell’Unione europea fino al 2020 richiede esplicitamente che i Programmi di sviluppo rurale (PSR) finanzino investimenti nelle imprese agricole che siano innovativi e che mirino a tutelare l’ambiente. Pertanto,l’invito che rivolgo agli imprenditori agricoli è di approfittare delle importanti risorse messe a disposizione dai PSR delle singole Regioni per cogliere l’occasione di trasformare la propria azienda agricola in nnn una “Azienda 4.0”. GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 39
FOCUS AGRICOLTURA DI PRECISIONE
Le tante facce del progresso Il prof. Michele Pisante, commissario delegato Crea, ricorda l’impegno per geolocalizzazione, interazione tra macchine, sensoristica e gestione dati
di Elisabetta Tufarelli 40 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
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egli ultimi tempi ed anche in Expo 2015, si è molto parlato di agricoltura di precisione. Sul tema abbiamo rivolto alcune domande al prof. Michele Pisante, ordinario di Agronomia e Coltivazioni erbacee presso la Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali dell’Università di Teramo (UNITE) e commissario delegato del CREA, Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria.
Quali sono gli ultimi progetti ed attività riguardanti la precision farming? Da una recente indagine sull’agricoltura di precisione risulta confermato l’orientamento a svilupparla in Italia e nell’Unione Europea. Per quanto riguarda le filiere, la più coinvolta è quella della viticoltura, seguita a distanza da cerealicoltura, olivicoltura, risicoltura, selvicoltura, zootecnia, foraggicoltura e frutticoltura. Mentre, tra le tecnologie trasversali,
Ci spiega l’impegno del Crea? Il Crea è in prima linea nello sviluppo delle tecnologie di precisione per l’agricoltura del nostro Paese; sia quella più propriamente applicativa su scala colturale e aziendale, sia quella di supporto tecnologico trasversale, basata sulla modellistica previsionale e decisionale. Infatti, per l’avanzamento e la diffusione dei sistemi di precisione, emergono le complementari esigenze di relazionare agli strati informativi di base (orografia, clima, suolo), la costruzione di affidabili “librerie”, per ciascun sistema colturale e/o gestionale, già indirizzate verso quell’evoluzione di applicazioni progressivamente sempre più interattive. Questo percorso fornisce anche l’opportunità straordinaria per riallineare, con realismo e concretezza, l’agricoltura di precisione alla futura agricoltura digitale. Ciò senza eccessive semplificazioni che finiscono per
Michele Pisante
domina la geolocalizzazione (interazione satellite-macchina, satellite-operatore, DGPS, tracciabilità), seguita dall’interazione trattrice/ operatrice (sistemi di guida assistita, macchine a distribuzione variabile, tecnologie ISOBUS) ed a seguire, la sensoristica (proximal sensing, droni, sensori ottici, termici, spettrali, NDVI, IR, ecc.) fino all’elaborazione e gestione dei dati (image analysis, computer vision, geostatistica, DSS, big data management).
generare aspettative difficilmente realizzabili nelle attuali condizioni di conoscenze ed esperienze ancora da consolidare. Come stanno rispondendo i Psr alla domanda d’innovazione tecnologica? I PSR sono indirizzati alla sostenibilità ed all’innovazione tecnologica per favorire la competitività e la salvaguardia ambientale, offrendo diverse opportunità per l’adozione e la diffusione della precision farming su scala regionale, attraverso “focus area” distinte in priorità e “misure” che specificano contenuti e modalità delle azioni da realizzare. Dall’analisi dei singoli programmi - anche se solo in alcuni di essi si evidenziano riferimenti espliciti e diretti all’agricoltura di precisione - emerge una eterogenea diversificazione degli obiettivi da realizzare; tra cui la riduzione dell’impatto ambientale mediante la conservazione del suolo, la qualità e la sicurezza delle produzioni alimentari, il miglioramento delle tecniche di coltivazione, la riduzione e la razionalizzazione degli input (risorse idriche, fertilizzanti, agrofarmaci). Pertanto, sarà necessario declinare in modo appropriato le modalità di applicazione, estendendo i potenziali beneficiari anche alle imprese agromeccaniche per i servizi di contoterzismo, ma anche il sostegno finanziario per ogni realtà produttiva regionale. Ciò per favorire la razionale crescita delle tecnologie di precisione, rivolte non solo alla produzione di beni, ma anche all’erogazione di servizi ai singoli e alla collettività. nnn GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 41
FOCUS AGRICOLTURA DI PRECISIONE
Allevamenti green
Il sistema avanzato di rilevazioni del Parco Tecnologico di Lodi per ridurre le emissioni di gas metano degli allevamenti. La collaborazione con UNICATT di Claudio Nicoletti
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a lotta all’inquinamento ambientale è un tema di forte attualità che dà adito a fervidi dibattiti: basti pensare alla lunga convention COP21 dello scorso novembre, che ha portato recentemente alla sigla dell’accordo sul clima da parte di 175 Paesi. L’inquinamento prodotto dalle attività industriali, dai trasporti e dagli scarti domestici,sono esempi di facile intuizione, ma anche le produzioni zootecniche contribuiscono in maniera rilevante all’emissione nell’ambiente di gas serra: le stime della FAO indicano che fino al 14% della produzione mondiale di gas inquinanti sia imputabile ai ruminanti, sia attraverso emissioni enteriche dirette, sia associate al letame e
all’uso dei terreni.Il contributo dei Paesi sviluppati è più contenuto (2-4%), ma ugualmente impattante. Per trovare una soluzione a questo problema, diversi progetti di ricerca sono stati sviluppati a livello internazionale, alcuni dei quali vedono il Parco Tecnologico PadanoScience Park di Lodi in prima fila, anche per rispondere al crescente interesse da parte degli allevatori per le aziende “green”, a basso impatto ambientale, utilizzando soluzioni biotecnologiche e sistemi di rilevamento avanzati. Due importanti progetti scientifici europei sono focalizzati su questo tema: RuminOmics e Methagene. Il primo integra le diverse conoscenze scientifiche a disposizione per migliorare l’efficienza delle fermentazioni ruminali, abbatten-
La seconda iniziativa, Methagene, si focalizza invece principalmente sulla selezione genetica degli animali al fine di ridurre il più possibile le emissioni di metano e migliorarne l’efficienza. Studi preliminari confermano l’interesse di questo approccio, ma i programmi di selezione richiedono un’ingente mole di dati rilevati su singoli animali, obiettivo perseguibile solamente mediante la fondazione di una grande banca dati nella quale i risultati ottenuti dai Paesi partner del progetto, europei e non, vengano condivisi. Il tema delle emissioni di gas metano da parte degli animali di interesse zootecnico è sotto i riflettori dei media e della politica. I dati che scaturiranno da questi progetti scientifici consentiranno di adottare interventi di selezione e manageriali utili a ridurre le emissioni di gas serra degli allevamenti e, al tempo stesso, di difendere il ruolo strategico delle produzioni zootecniche nazionnn nali ed europee.
Misurazioni delle emissioni di metano
do le emissioni di metano e, di conseguenza,riducendo l’impatto ambientale degli allevamenti. Con tecnologie all’avanguardia si studia la genetica animale e le sue relazioni con gli ecosistemi microbici dell’apparato gastrointestinale allo scopo di comprendere meglio in che misura il patrimonio genetico animale e la dieta controllino questi ecosistemi e, quindi, le emissioni di gas serra e l’efficienza animale complessiva. In questo contesto si inserisce la collaborazione con l’Istituto di Zootecnica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (UNICATT) che, nell’azienda pilota Cerzoo ha contribuito alla messa a punto di tecniche di misurazione delle emissioni di gas serra e alla valutazione dell’efficienza animale sfruttando para-
Misurazione delle emissioni di gas serra e valutazione dell’efficienza animale metri innovativi. L’animale ecologicamente più efficiente è infatti quello che emette meno gas serra, non in termini assoluti, ma in rapporto alle sue performance produttive (es.g CH4/kg di latte e carne prodotti). I protocolli applicati presso il Cerzoo sono stati impiegati da PTP e UNICATT per controllare le performance zootecnico-ambientali di oltre 400 vacche e confrontare i risultati con quelli ottenuti da altre 600 vacche allevate nel Regno Unito, in Svezia e in Finlandia. GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 43
FOCUS AGRICOLTURA DI PRECISIONE
Olivicoltura hi-tech Un’arma in più nella lotta alla mosca olearia viene da un software che, sulla base di modelli previsionali e dati meteo, fornisce indicazioni sui trattamenti da eseguire di Roberta Strappaghetti
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ssoprol Umbria, a partire dalla campagna olivicola 20152016, nell’ambito del progetto finanziato dall’UE, ha sviluppato un innovativo “Sistema di Supporto alle Decisioni” (DSS), implementato ad hoc per la lotta contro la mosca olearia. Tale sistema rappresenta una piattaforma web d’avanguardia che consente di tenere sotto controllo la presenza dell’insetto, monitorarne l’infestazione e supportare il tecnico nei momenti decisionali per contrastarne la diffusione e i relativi danni. L’utilizzo del DSS consente inoltre di ridurre la pressione ambientale esercitata dal comparto olivicolo, limitando l’utilizzo di prodotti chimici e migliorando conseguentemente la qualità dell’olio prodotto. Le suddette azioni sono in linea con i nuovi orientamenti delle politiche europee che puntano all’innovazione in agricoltura attraverso la diffusione dell’Information and Communications Technology (ICT), nell’ottica del miglioramento della qualità e della riduzione degli input chimici. La piattaforma è stata implementata in ambiente cloud, al fine di ridurre i rischi di malfunzionamen-
to, fermo macchina e/o i relativi costi connessi alla manutenzione dei server; sono infatti presenti web service dedicati, per i dati meteo, per la modellistica di sviluppo del patogeno, per la gestione dei campionamenti e il posizionamento delle trappole. Nello specifico il primo utilizza i dati di proprietà della Regione Umbria – Servizio Idrografico (temperatura e pluviometria) provenienti dalle 150 centraline meteo distribuite su tutto il territorio regionale, supportati da una componente meteo previsionale che restituisce previsioni a tre giorni, utili per pianificare eventuali trattamenti fitosanitari. Il secondo web service, implementato con architettura REST, consente invece di interrogare il modello di sviluppo della mosca, svilup-
pato da AEDIT Srl con il contributo scientifico della Scuola Superiore Sant’Anna, partendo dall’ubicazione dell’azienda e dai dati delle tre stazioni meteo più vicine (principio di triangolazione euclidea). Il web service, tramite l’implementazione di protocolli di risposta JSON, fornisce una stima dei seguenti parametri: della mortalità dovuta alle alte temperature a carico delle forme pre-immaginali della mosca (uova, larve di I-II età); delle generazioni teoriche in base alla percentuale di raggiungimento dei gradi giorno e la data prevista di sfarfallamento; della fertilità e potenzialità di ovideposizione degli adulti di mosca delle olive, in funzione dei dati giornalieri di temperatura. L’aspetto geografico (relazioni spazia-
Una piattaforma web d’avanguardia sviluppata da Assoprol Umbria li) è di fondamentale importanza per il funzionamento del DSS. A tal fine è stata scelta la soluzione di ArcGis Online, che consente di affrontare la gestione delle informazioni geospaziali in completa autonomia. Per strutturare il DSS con tutte le sue componenti, è stato di fondamentale importanza il supporto fornito dalla TeamDev Srl, azienda all’avanguardia nell’implementazione di sistemi informativi geografici, grazie alla piattaforma “Oliwes”. Il sistema si interfaccia con i comuni device (tablet/smartphone), che permettono
ai tecnici impegnati durante le operazioni di controllo e monitoraggio in campo, di inserire tutte le informazioni rilevate durante le uscite presso le aziende, in modo tale da ottimizzare il flusso di lavoro ed avere un quadro completo delle catture rilevate. Dal punto di vista grafico, una serie di indicatori di dimensione e colore diversi, consentono di visualizzare in tempo reale tutte le variabili misurate e/o elaborate (es: infestazione attiva/ totale/adulti catturati/larve vive etc.) per ogni punto di monitoraggio; inoltre, un quadro di riepilogo di tutte le aziende monitorate e del grado di infestazione viene rappresentato settimanalmente in modo tale da avere sotto controllo la cadenza dei sopralnnn luoghi. GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 45
INCONTRI IMPRESA FAMILIARE
Il fascino del bianco Nei pressi di Ancona la società agricola a conduzione familiare di Gianluca Manzotti. L’allevamento, la produzione di foraggi aziendali e cipolle di Elisabetta Tufarelli
Gianluca Manzotti con i dipendenti Alberto e Fabio
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iamo nelle Marche, vicino Ancona, dove incontriamo l’agronomo Gianluca Manzotti che conduce l’azienda di famiglia: 290 ettari prevalentemente ad indirizzo cerealicolo e zootecnico.“La conduzione familiare – osserva l’agricoltore di Confagricoltura - riuscendo a contenere i costi del personale,si traduce in un grande vantaggio.Nel nostro caso,poiché non tutti i comproprietari sono impegnati nel settore primario, abbiamo optato per la costituzione di una società agricola. Porto avanti l’azienda direttamente, insieme a mio cugino Giovanni, due operai a tempo indeterminato: Alberto e Fabio”. A pieno campo la coltura principale è il grano duro, ma si coltivano anche mais, sorgo, girasole e vigneto. In azienda si punta sulle colture da seme come grano duro,erba medica girasole,cipolle e cavo-
li.Fiore all’occhiello dell’impresa familiare è l’allevamento,in particolare di femmine di razza Marchigiana Igp, che vengono ingrassate fino a 22/23 mesi per la produzione delle famose‘scottone’,i tagli di carne di bovini femmina che non hanno mai partorito e quindi offrono carne morbida e tenera, adatta a piatti facili da preparare, molto apprezzate dalle catene di distribuzione alimentare. “Il nostro obiettivo, in stalla e in tutte le produzioni – sottolinea orgoglioso Gianluca - è l’alta qualità.Per allevamento intendiamo principalmente le vacche dal caratteristico mantello grigio chiaro, icona riconosciuta e riconoscibile tipica dei nostri territori,che acquistiamo unicamente là dove vengono allevate: nelle Marche, in Abruzzo e nel basso Lazio”. Funziona, su prenotazione, anche un locale di lavorazione e sezionamento di carne bovina,che prepara pacchi-famiglia.“Macellare nel nostro punto vendita animali giovani di 16-18 mesi permette di ottenere una carne molto magra e contemporaneamente anche tenera e saporita.Aggiungendo anche la scelta di utilizzare per l’alimentazione di tutti i nostri capi
Manzotti –, magari cercando di crescere, ancora continuando migliorarci perché per svilupparsi e stare sul mercato dobbiamo trasformare il nostro modo di agire acquisendo sempre maggiori competenze e diventare sempre più professionali”. esclusivamente prodotti aziendali come nnn fieno, mais ceroso, granella, pastone di sorgo e pannelli di girasole, siamo riusciti a soddisfare le esigenze di una clientela sempre più esigente, incrementando le vendite di carne presso i nostri locali”. L’impresa familiare,praticamente da sempre associata a Confagricoltura Ancona, è totalmente e modernamente meccanizzata, con un continuo e costante rinnovo del parco macchine,con l’obiettivo di rendere sempre più sicuro il lavoro degli addetti. Come tutti gli imprenditori agricoli Gianluca Manzotti chiede più attenzione al settore: “Occorre – mette in evidenza - soprattutto meno burocrazia e più chiarezza per poter riuscire adeguatamente a pianificare la propria attività e programmare gli investimenti”. Quali sono i progetti futuri?“Sicuramente continuare su questa strada – conclude
«L’ obiettivo, in stalla e in tutte le produzioni è l’alta qualità»
L’allevamento di Marchigiane
La coltivazione di cipolle
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ATTUALITÀ PREVIDENZA
L’Istat dovrebbe definire un paniere ad hoc di prodotti e servizi per i pensionati
Luci e ombre sulle pensioni Ben vengano gli 80 euro per le pensioni minime, ma non basta. Occorrono interventi incisivi anche di natura fiscale. L’impegno del Sindacato Pensionati di Confagri di Ottaviano Perricone
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l tema delle pensioni è sempre all’ordine del giorno della politica italiana e lo segue sempre con grande attenzione il Sindacato Pensionati di Confagricoltura. Né potrebbe essere diversamente, visto che nel nostro Paese i pensionati sono quasi un terzo dell’intera popolazione. L’effetto di ammortizzatore sociale ed economico svolto dal sistema pensionistico è indubbiamente un meccanismo macroeconomico da preservare. Proprio per questo aveva suscitato giustificate e diffuse preoccupazioni la proposta governativa di riordinare, tra l’altro, le pensioni di reversibilità: si temeva che si introducessero nuovi vincoli e inedite limitazioni alle pensioni spet-
tanti al coniuge superstite, il più delle volte una donna. Per fortuna sembra che il governo ci abbia ripensato e che la proposta sia rientrata. Ma il nostro Sindacato Pensionati rimane vigile e attento. Dallo scampato pericolo, alla speranza di un piccolo adeguamento. Il ministro del Lavoro Poletti e il leader Matteo Renzi hanno promesso di estendere gli 80 euro già concessi ai lavoratori dipendenti anche ai pensionati al minimo a 500 euro al mese, a condizione che non superino un certo limite di reddito e non godano di altre pensioni. È senz’altro una buona notizia, ma aspettiamo maggiori dettagli prima di poter dare una valutazione complessiva. Infatti, come sta emergendo da alcuni studi, il problema vero delle pensioni nel nostro Paese è la riduzione a cui sono state soggette negli ultimi dieci anni tutte le pensioni, a causa della riduzione del loro valore reale. I meccanismi di adeguamento al costo della vita si sono infatti dimostrati insufficienti per le pensioni d’importo medio e medio-alto e assolutamente inefficaci per le pensioni più basse, spingendo purtroppo alcuni pensionati al di sotto della soglia di povertà. Sul banco degli imputati c’è quindi il meccanismo di indicizzazione delle pensioni che l’Istat applica in maniera uguale per tutti, che però non rispecchia lo stile di vita e dei consumi delle persone anziane. Occorrerebbe, infatti, far riferimento a un paniere di prodotti e servizi specifico per i pensionati. Questo fenomeno di abbassamento e di appiattimento dei trattamenti pensionistici è stato accentuato anche dal maggiore prelievo fiscale operato a livello territoriale (le addizionali regionali e comunali) e dal mancato recupero del drenaggio fiscale. Ben vengano, quindi, gli 80 euro per le pensioni minime. Ma non basta, ci vogliono interventi incisivi, anche di natura fiscale. nnn
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
CUNEO FRUTTA IN GUSCIO
Appuntamento annuale a Cherasco (Cn) per parlare di frutta in guscio. Il convegno organizzato da Confagricoltura Cuneo, Ascopiemonte e Piemonte Asprocor “Nocciolo, noce e castagno. Tecnica e opportunità” ha dedicato attenzione al comparto della frutta in guscio, sottolineando che, in questa fase di espansione dei noccioleti sul territorio, è importante fare attenzione al materiale vivaistico.“Essere riusciti ad analizzare le possibilità di sviluppo per il nostro territorio – ha spiegato Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo – con operatori, tecnici e rappresentanti del settore, ci ha permesso di avere un pubblico attento ed interessato. Oltre a concentrarci sullo stato di salute e sulle prospettive del nocciolo, che sta conoscendo un momento di particolare vivacità ed espansione anche in provincia di Cuneo, abbiamo approfondito le coltivazioni del noce e del castagno. Spinte da un incremento della domanda e da quotazioni attualmente soddisfacenti, queste potrebbero rappresentare valide alternative produttive: il noce nelle zone pianeggianti e il castagno nelle vallate alpine”. 50 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
di Elisabetta Tufarelli
ASSEMBLEA A SIENA CON BICOCCHI E MASTROBUONO
Un nuovo modello disviluppo dell’agricoltura
A Castelnuovo Berardenga, con il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono, si è tenuta l’assemblea molto partecipata degli imprenditori agricoli senesi. Dopo l’approvazione del bilancio, numerosi sono stati i temi trattati, dalla legge obiettivo per il contenimento degli ungulati all’Imu, dal Psr alla Pac, ino al riassetto istituzionale. Il direttore generale, nel suo intervento, ha ricordato l’agricoltura di Expo: «Un’agricoltura tecnologica, avanzata, legata al benessere, al cibo e allo stile di vita. L’agricoltura delle imprese di oggi, invece, è quella che fa i conti con la delazione, cioè con prezzi che non remunerano a volte i costi dell’azienda, come nei casi dei seminativi o del latte. Sembrerebbero due mondi diversi, bisogna ricollegarli, occorre riportare valore nel prodotto agricolo e soprattutto nel rapporto di iliera con la trasformazione e con la distribuzione. Bisogna dare all’agricoltura il ruolo di motore di sviluppo per gli altri settori che proprio l’Expo ci ha fatto vedere». Mastrobuono, dopo aver tracciato il quadro delle priorità per l’agricoltura italiana ha messo in evidenza come il nuovo ruolo della rappresentanza sia quello di «stare accanto alle imprese
per capire quali sono gli sviluppi di crescita». Quindi, a parere del direttore generale:«Non basta più solo tutela e intermediazione, che servono, ma non fanno sviluppo. Dobbiamo far entrare l’associazione nella catena dei valori dell’impresa». Il direttore regionale di Confagricoltura, Marco Mentessi ha sottolineato l’importanza della realtà senese nel panorama non solo regionale, ma anche nazionale, perché in questi ultimi mesi l’Organizzazione provinciale si è fatta avanguardia propositiva dei temi che stiamo cercando di portare avanti a livello nazionale. «Gli spunti che abbiamo raccolto sono quelli che ci ha dato il direttore generale di Confagricoltura – ha evidenziato il presidente di Upa Siena Giuseppe Bicocchi - su un modello si sviluppo dell’agricoltura che è un po’ lontano da quelle che sono le nostre abitudini e dal nostro modo di essere. Però sono stimoli importanti, che vanno approfonditi e non devono restare solo delle chimere». Soddisfatto, al termine dei lavori, il direttore di Upa Siena Gianluca Cavicchioli per l’aluenza, la qualità degli interventi e la partecipazione di Mastrobuono e Mentessi, che hanno arricchito l’evento.
DOCUMENTO CONFAGRI LIGURIA A GOVERNATORE TOTI
Dieci passi per il futuro
I vertici di Confagricoltura Liguria hanno incontrato il governatore Giovanni Toti e l’assessore regionale Stefano Mai, ai quali hanno consegnato “Dieci passi per il futuro dell’agricoltura ligure”, il documento di posizione dell’Organizzazione regionale degli imprenditori liguri del settore, nel quale sono state tracciate le linee guida per uno sviluppo del territorio. “Abbiamo espresso alla Regione – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Liguria, Renato Oldoini – la necessità di un ulteriore sforzo perché inalmente si sblocchi il sistema informatico del Psr, consentendo alle aziende liguri di poter inalmente investire in innovazione di processo e quindi di prodotto. La Regione si è impegnata ad intensiicare la pressione sul ministero dell’Agricoltura per risolvere il sistema di presentazione delle domande di contributo”. Confagricoltura Liguria ha ribadito, nel suo decalogo, che il Piano di sviluppo rurale, ovvero i fondi europei destinati al “sostegno” delle imprese agricole, deve essere uno strumento e non il “ine” delle politiche agricole regionali: “Occorre potenziare- ha evidenziato -le reti di imprese ed i progetti di iliera, come volano
per il consolidamento e la crescita delle imprese, verso nuovi mercati”. Secondo l’Organizzazione agricola bisogna “ricordare che la Liguria ha nel suo territorio un ‘unicum’ che deve essere volano per l’agricoltura, con un nuovo sviluppo del turismo eno – agro – alimentare, specie verso quell’entroterra oggi riscoperto, in particolare dagli stranieri”. Ma bisogna di pari passo ricordare il ruolo di “custodia” del territorio garantito dalle imprese agricole, favorendone il ritorno attraverso coraggiose politiche di gestione e pianiicazione urbanistica, misure di esenzione iscale, rimettendo l’agricoltura al centro della “gestione” del territorio stesso. “Servono nuove politiche energetiche per abbattere i costi di produzione – ha proseguito il presidente di Confagricoltura Liguria – e uno sviluppo della logistica per permettere la fruizione del territorio e l’esportazione delle produzioni. Si pensi alle piante in vaso indirizzate verso i mercati del Nord Europa”. Insomma serve un “modello Liguria” esportabile anche nel resto del Paese, per quelle aree rurali non facilmente identiicabili come “agricoltura tradizionale” del 2016.
VERCELLI EMERGENZA CINGHIALI
Emergenza cinghiali. Serve un tavolo condiviso. Lo ha chiesto Confagricoltura Vercelli e Biella, che ha raccolto l’allarme lanciato dagli agricoltori dei comuni di Oldenico, Greggio e Albano segnalando il problema agli organi competenti. Dal mais e dai prati, colture già solitamente appetite da questi animali, i cinghiali sono, infatti, passati al riso. Vengono distrutte le piantine di quello seminato in asciutta (quest’anno molto più esteso) e di quello in sommersione, in particolare nelle risaie coninanti con l’area del Parco delle Lame del Sesia, dove gli animali trovano rifugio e ospitalità. Gli sforzi inora fatti sono stati insuicienti e il problema è aggravato dalla cronica mancanza di fondi pubblici per gli indennizzi. I cinghiali rappresentano anche un pericolo e fonte di incidenti per gli automobilisti che transitano nella vicina strada provinciale per Gattinara. Confagricoltura Vercelli e Biella ha messo in evidenza alla Provincia di Vercelli, alla Regione Piemonte, all’Ente Parco Lame del Sesia e all’ATC VC1 che occorre afrontare la questione con urgenza, prima che i danni diventino gravi e irreparabili.
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INNOVAZIONE
PSR PER I GRUPPI OPERATIVI DEL PEI-AGRI
L’innovazione in campo È ormai noto che il settore agro-alimentare, per poter far fronte alle numerose side attuali (a cominciare dalla domanda mondiale di derrate alimentari che, secondo stime della FAO, è destinata ad aumentare del 70% entro il 2050) deve necessariamente investire sull’innovazione e sulla ricerca, mettendo in funzione quegli strumenti che, a livello europeo, sono proposti dalla nuova programmazione 2014–2020 per poter “ottenere di più con meno e in armonia con l’ambiente”. In questa rubrica, nel precedente numero, è stato approfondito il tema dei Partenariati Europei per l’Innovazione (PEI) come strumenti in grado di favorire la difusione dell’innovazione e di afrontare una delle principali side per il mondo agricolo, ovvero la distanza tra il sistema della conoscenza (università, centri di ricerca e servizi di consulenza) e il mondo delle imprese agricole, promuovendo soluzioni che siano in grado di produrre risultati prontamente applicabili, sulla base delle efettive esigenze degli agricoltori in termini di maggiore produttività, sviluppo sostenibile e riduzione dei costi. Uno degli aspetti della strategia del PEI è lo sviluppo di una rete capillare su tutto il territorio dell’Unione europea di Gruppi Operativi del PEI (GO PEI), la cui costituzione sarà agevolata attraverso i fondi FEASR dei Piano di Sviluppo Rurale. Il Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, infatti, contribuisce alla concreta applicazione in cam52 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
po dell’innovazione mediante la sottomisura 16.1 che sostiene la costituzione e gestione di più Gruppi Operativi PEI costituiti da agricoltori, ricercatori, consulenti, imprenditori, associazioni che condividono “un interesse speciico in un progetto di innovazione pratica”. In particolare, la sottomisura 16.1 contempla l’attivazione e l’animazione di Gruppi Operativi (costi di costituzione, coordinamento, animazione, studi di fattibilità), mentre la sottomisura 16.2 mira alla realizzazione di progetti volti a collaudare e ad applicare pratiche, processi, prodotti, servizi e tec-
nologie innovativi (attivazione di progetti pilota basati su sperimentazione in campo per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie). L’aspetto fortemente innovativo dello strumento dei GO PEI è il loro approccio bottom-up, che consente di mettere al centro le reali esigenze delle aziende agricole e di favorire l’elaborazione di piani e progetti che, siano in grado di fornire un contributo concreto per l’incremento della produttività in agricoltura, promuovendo al contempo una gestione maggiormente sostenibile delle risorse. Ruggero Targhetta
GRUPPI OPERATIVI PEI IN QUATTRO REGIONI TOSCANA - Bando anno 2016, misura 16.1, “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura” 11 luglio 2016 è il termine ultimo per presentare le proposte per la costituzione e gestione dei GO PEI in Toscana (Decreto n. 2309/2016). Dotazione finanziaria 1.000.000 euro. LOMBARDIA - Bando anno 2016, misura 16.2, “Progetti pilota e sviluppo di innovazione”(decreto 11567/2015, chiusosi il 4-4-2016) Dotazione finanziaria 3.000.000 euro. EMILIA ROMAGNA - Bando anno 2015, misura 16.1, “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (DGR n. 2268/2015 chiudosi il 31-3-2016).Dotazione finanziaria ripartita tra le focus area 12.631.544 euro. VENETO E GO PEI - Nell’aprile 2016 si è svolto il workshop internazionale “Operational Groups: first experiences” organizzato da EIP Agri Service, PEI Agricoltura, Regione Veneto,Veneto Agricoltura, MiPAAF e CREA nel corso del quale sono state condivise le prime esperienze pratiche dei GOPEI attivati in Europa.
FORMAZIONE
DUE CORSI DI FORMAZIONE ENAPRA A JESI (AN) PIANI FORMATIVI FINANZIATI DA FOR.AGRI
A scuola di export, marketing e certificazione biologica
Chiuso il 27 maggio scorso il termine per la presentazione dei piani formativi sull’avviso For.Agri 1/2016. Con il supporto tecnico di Enapra numerose imprese associate a Confagricoltura hanno predisposto i piani formativi finalizzati a soddisfare le effettive esigenze di potenziamento delle competenze del proprio personale. Tra le proposte presentate da Enapra, anche alcuni percorsi per l’aggiornamento dei profili dei dipendenti che operano nelle varie sedi territoriali di Confagricoltura. Le graduatorie dei piani ammessi al contributo Foragri sono attese per luglio. Gli Uici di Enapra sono disponibili per approfondimenti: info@enapra.it oppure 066852431.
aziende, il successo è assicurato. IMT e Confagricoltura Marche, infatti, - prosegue Distefano – stanno già organizzando un terzo corso sulle potenzialità del vino biologico e biodinamico”. Il successo dell’iniziativa è stato determinato anche dalla qualità delle docenze. Molto apprezzate le parteAd un mese dalla presentazione del cipazioni di Alessandro Russo dello “Catalogo Enapra” 2016-17, si sono Studio Tupponi, docente delle princoncluse le prime iniziative. cipali Business school italiane; Denis I due corsi scelti dalle imprese hanno Pantini, direttore Area Agricoltura e riguardato le tematiche dell’export, Industria Alimentare di Nomisma e del marketing e della certiicazione responsabile Wine Monitor di Nobiologica. misma; Slawka G. Scarso, docente di A Jesi (AN), 50 dipendenti di una marketing del vino e strategie online quindicina di aziende vitivinicole applicate al vino presso la Luiss Busimarchigiane, tutte aderenti al Conness School. sorzio IMT (Istituto Marchigiano di Antonella Torzillo Tutela Vino) hanno partecipato al corso “Organizzazione uicio export delle aziende agricole e agroaliCorso su agriturismo via web per studenti russi mentari” e al corso “Il social media marketing: metodi e strumenti per il La collaborazione tra Enapra e la Federazione prodotto agricolo e agroalimentare”. Russa entra nel vivo. Dopo la costituzione Le due edizioni sono state rese posformale del Centro per la Certiicazione delle sibili dalla promozione sul territorio Competenze Professionali dell’Agroindustria – svolta congiuntamente dal Consorzio a dicembre 2015 - ora si parte con la deinizioIMT e dalla Confagricoltura Marche. “I corsi – aferma Michele Distefane del repertorio delle competenze e dei proili no, direttore di Enapra – sono stati formativi rilevanti per il settore agricolo in apprezzati dai partecipanti perché Russia. Contestualmente si dovranno deinire sono riusciti a fornire elementi di co- le regole e i requisiti per il rilascio della certiicazione. Per discutere di questi temi, il noscenza perfettamente aderenti alle presidente di Enapra, Luca Brondelli di Brondello accompagnato da Luca Sonaglia, si necessità delle aziende. Quando gli è recentemente recato in Russia. Tra le varie attività messe in campo anche quella di argomenti e le metodologie di eroerogazione di “webinar” (corsi via web) organizzati da Enapra per gli studenti dell’Acgazione della formazione incontrano cademia dell’Agricoltura russa. Il 6 giugno si è tenuto il corso incentrato sui temi dello il fabbisogno di potenziamento delle sviluppo dell’imprenditorialità agrituristica, a cura di Agriturist. competenze del personale, coerentemente alle strategie di sviluppo delle GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 53
C A M PI R OS A
di Elisabetta Tufarelli
DUE DOMANDE A…. EMILIA NARDI
«Capire, valorizzare ogni filare perché regali grandi uve »
Emilia Nardi (ph M.Brogi)
Incontriamo, nelle Tenute Silvio Nardi, la iglia Emilia, arteice della svolta decisiva di una delle aziende vitivinicole più rappresentative di Montalcino, territorio iore all’occhiello dell’enologia mondiale. Ci racconta la sua storia? «Sono stata prima agricoltrice, poi industriale, poi agricoltrice di nuovo. Ho vissuto praticamente da sempre queste due anime in famiglia e sono due mondi vicini. Costruiamo attrezzature agricole, ma gestire un’azienda agricola era il mio sogno in da bambina. Ho iniziato a venti anni e, nel
1985, mi è stata data l’opportunità di lavorare alle Tenute. Quello del vino è un mondo afascinante e può catturare l’attenzione anche di una ragazza così giovane. Ho approfondito le mie conoscenze, mi sono formata professionalmente, cercando di aiancare alla tradizione la ricerca scientiica. Negli anni 90, intanto, era decollata la fama del Brunello e sono diventata direttore generale delle Tenute di famiglia. Dopo un’esperienza come presidente del Gruppo Nardi, sono ritornata all’agricoltura che amo di più». Quali sono le caratteristiche indispensabili per un’imprenditrice? «Le soddisfazioni sono tante, ma l’impegno, i problemi e le fatiche certamente di più. Direi che serve coraggio, conoscenza, ottimismo e soprattutto una buona dose di resilienza per riuscire a far fronte in maniera positiva alle diicoltà. Oggi il nostro territorio viticolo è diventato iore all’occhiello dell’enologia mondiale. Ho lavorato molto per far crescere la nostra azienda. Il compito da afrontare non è stato da poco: alla produzione del Brunello sono dedicati ben 50 ettari,
TANTE LE SFIDE che, ancora oggi, le donne devono superare. Il mercato e lo stipendio non premiano lo studio delle ragazze. Secondo i dati di Almalaurea le italiane hanno un voto medio di 78.4 centesimi rispetto alla media maschile di 75.2. Per quanto riguarda l’iscrizione alla laurea triennale poi sono ormai la maggioranza. Ma già a cinque anni dal diploma solo 4 “dottoresse” su 5 lavorano , mentre 9 su 10 dei loro colleghi sono inseriti nel mercato del lavoro. Per non parlare dello stipendio: a cinque anni dalla laurea gli uomini guadagnano il 21 per cento in più delle donne. 54 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
una delle estensioni più importanti di tutta la denominazione. Ed ogni ettaro, ogni esposizione, ogni parcella deve essere interpretata, valorizzata, capita, perché possa regalare grandi uve. Naturalmente non bastas l’intuito femminile, si tratta di conoscere, sapere scegliere e mettere in pratica». IMPRESE ROSA IN CRESCITA Le imprese femminili italiane sono oltre 1,3 milioni e continuano a crescere di più della media nazionale. Le aziende con donne ai vertici hanno una minore propensione al rischio, una maggiore produttività e una probabilità del 20% inferiore di inire in bancarotta. Più donne nei consigli di amministrazione e nei ruoli dirigenziali rendono le imprese più competitive e più solide. “Malgrado questi numeri di tutto rispetto – mette in evidenza Gabriella Poli, presidente dell’associazione che riunisce le imprenditrici di Confagricoltura - essere donna è ancora oggi una discriminante. Non esiste conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di vita, lessibilità e attenzione verso il ruolo familiare, valorizzazione delle relazioni interpersonali, incentivi alla produttività. Soprattutto in campagna per le imprenditrici le diicoltà rimangono tante. Confagricoltura donna continuerà ad impegnarsi sempre più per la parità di genere anche nella rappresentanza, nella politica e nell’economia”
A difesa della carne. Duello in televisione con i vegetariani MAIORANO È INTERVENUTO ALLA PUNTATA DI “MATRIX” (CANALE 5): «SERVE UNA DISCUSSIONE CIVILE E EQUILIBRATA»
V
egani contro chi mangia carne. Non è una gara, esclude categoricamente l’utilizzo degli animali quané ‘una singolar tenzone’, ma un argomento le fonte di cibo, vestiario o qualsiasi altra funzione. particolarmente cavalcato dai media negli ulti- Ciò significa, non solo che dalla dieta vengono natumi tempi. Il presidente dei Giovani di Confagricoltura ralmente eliminati carne e pesce, ma anche tutto ciò Raffaele Maiorano, recentemente, ha partecipato ad che deriva dagli animali come latte, prodotti caseari, una di queste trasmissioni che lo hanno contrapposto uova, miele, gelatina animale, colla di pesce, caseina, ai vegani. Non è certamente una novità: ultimamente siero di latte, caglio. Ma non solo.Tra i prodotti di uso gli allevamenti sono spesquotidiano sono compleIL C O M M E N T O so messi alla ‘gogna metamente banditi pellicce, diatica’. “A volte vien quapelle, lana, seta, lanolina, Produco cibo e sono iero della si da pensare che venga cera d’api e addirittura il mia professione. Nel mio lavoro fatto per spostare l’attenrosso carminio, colorante cerco di fare scelte il più sostezione. Certamente - rimarprodotto a partire da un nibili possibili per me, per il mio pianeta, per le generazioni che ca Maiorano - essere riminsetto, la cocciniglia. “Va verranno. Non accetto di essere proverati per il proprio tutto bene conclude Maioazzannato, senza motivo, da un mestiere, quando lo si fa rano - purché si possa fare vegano. E come me tutti gli agribene e con cura, fa male. un discussione civile ed coltori e gli allevatori, giovani E spiace che non si posequilibrata, poi ognuno, e non. Al di là delle polemiche sa fare un vero dibattito liberamente, dopo aver sulle diete, emerge con forza la anche acceso, che faccia ascoltato, compie le pronecessità di invertire la rotta e puntare sulla comunicazione, chiarezza ai consumatori, prie scelte. Gli estremismi sul nostro lavoro e sulla qualità delle nostre produzioni. Come riportando la questione là urlati, come ci insegna giovani imprenditori ci stiamo impegnando su questi temi dove dovrebbe manteneranche la storia recente, con Federalimentare e Assalzoo. D’altronde l’uomo è onnisi: l’informazione. Proprio rischiano di diventare pevoro. Ciò signiica né carnivoro né erbivoro. La nostra dieta Mediterranea, patrimonio dell’Unesco, rappresenta un’eccelper spingere sulla comuricolosissimi. Per quanto lenza gastronomica e nutrizionale di prim’ordine, una ‘ilosonicazione e sulla tutela mi riguarda ogni discusia’ alimentare bilanciata, che aiuta a mantenere un’esistenza delle nostre produzioni sione sul tema “vegano o sana e lunga con meno probabilità di sviluppare patologie e stiamo lavorando in quecarnivoro” non ha motivo malattie croniche. Contiene carne, pesce, cereali e ortofrutta. sto senso con i giovani di esistere. È sullo stesso Ed è buona e saporita. di Assalzoo e Federalipiano di ‘meglio mare o Raffaele Maiorano mentare”. Quella vegana montagna’, ‘calcio o rugPresidente Nazionale Anga è una ‘filosofia’, nata una by’ e ‘cinema o teatro’”. settantina di anni fa, che Elisabetta Tufarelli
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MANTOVA
LA “FESTA ESTIVA” DEGLI ANGHINI DI CUNEO E PIEMONTE
Prodotti agricoli per la rassegna dello street food
Enogastronomia, musica e moda
A Mantova la rassegna dello Street Food, con il contributo di Giovani di Confagricoltura. Quest’anno, all’interno della manifestazione ‘Mantova creativa’, il percorso si è allargato raggiungendo ben 17 tappe. L’obiettivo dell’evento è quello di valorizzare il lavoro degli imprenditori e degli operatori sul territorio coinvolgendo bar e ristoranti della città per proporre cibi di strada per soddisfare tutti i gusti, dalla tradizione alla cucina fusion. Anche l’agricoltura è stata fra i temi portanti della quarta edizione della manifestazione. Non potevano mancare i Giovani di Confagricoltura Mantova con il proposito di far conoscere il loro lavoro e le loro produzioni. Così hanno portato la campagna in città e nei ristoranti aderenti all’iniziativa, dove sono stati cucinati, partendo dai prodotti degli associati a Confagricoltura, piatti creativi, sperimentati abbinamenti arditi, inventate nuove ricette, provate combinazioni insolite anche nelle ricette più tradizionali, per la gioia dei cittadini. 56 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
Grande successo per “Di gola e di moda”, la serata di musica, moda ed enogastronomia organizzata dai giovani di Confagricoltura Cuneo e Piemonte nel centro storico di Santo Stefano Belbo (Cuneo) e nei locali della Fondazione Cesare Pavese. Un evento all’insegna del divertimento, della moda e dell’enogastronomia locale. Più che una tradizionale festa d’estate dei giovani imprenditori agricoli, è stata una serata tutta dedicata alla promozione dei prodotti delle aziende del territorio tra le vie del centro storico, abbinati ad una originale silata di moda presso la Fondazione Cesare Pavese. Ma non solo. Oltre a tanta musica, c’è stato spazio per l’intrattenimento con il comico Marco Guarena. “Quest’anno abbiamo deciso di cambiare il collaudato programma della nostra festa estiva per inglobarla all’interno di un evento molto più ampio, in grado di richiamare partecipanti da tutto il Piemonte - ha spiegato Alberto Giordano, presidente dell’Anga Cuneo -. E questa scelta ci ha premiato. Siamo riusciti a valorizzare i prodotti d’eccellenza dell’agricoltura cuneese e piemontese. Sentiamo molto questo ap-
puntamento e averlo vissuto insieme a tutti i giovani dell’Anga Piemonte ci ha dato modo di creare ancora più unione e sinergia”. Non solo Street food. Dopo una degustazione di Moscato d’Asti abbinato a stuzzichini salati, un vero e proprio percorso attraverso i banchi di degustazione. I giovani imprenditori hanno organizzato anche l’Anga shop per permettere, così, ai numerosi partecipanti anche l’acquisto dei prodotti degustati durante la serata. “Lavorando tutti insieme, si possono raggiungere ottimi risultati ed il nostro gruppo ne è stato l’esempio. Con questa manifestazione – ha afermato Simone Cerruti, vicepresidente Anga Piemonte - siamo riusciti a far degustare il nostro terroir sul posto, non proponendo solamente un vino, piuttosto che un altro prodotto. Crediamo fermamente che il nostro territorio, tutelato dall’Unesco, debba essere sempre più valorizzato nel suo insieme e che si debba guardare al futuro in un’ottica di collaborazione. Desidero ringraziare Confagricoltura Cuneo e tutti gli sponsor che hanno creduto in noi e hanno collaborato al successo “Di gola e di moda”.
DISTRIBUITI 1600 FIORI AL POLICLINICO GEMELLI DI ROMA
Rose del sollievo agli ammalati “Con questo nostro gesto desideriamo simbolicamente – spiega Roberto Fiumara, componente del Comitato di presidenza dei giovani di Confagricoltura ed ideatore dell’iniziativa – avvolgere e abbracciare, con il profumo e la bellezza delle nostre rose, chi è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, nella certezza che possa contribuire a dare sollievo a chi sofre ed è malato. Un iore è sempre un omaggio gradito che allieta il cuore e gli ambienti in cui viene posto, e queste rose, frutto del lavoro di noi giovani imprenditori, hanno un valore aggiunto importante: il calore e l’afetto con cui li doniamo”. Così, ofrendo una rosa a chi sofre è continuato, anche quest’anno, l’impegno dei giovani agricoltori in occasione della XV
“Giornata nazionale del anche il ruolo “sociale” sollievo”, promossa dal del comparto primaministero della Salute, rio, ricco da sempre di dalla Conferenza delle sensibilità e solidarietà. Regioni e delle Province La rosa è uno dei iori autonome e dalla Fonpiù antichi e più amati. Roberto Fiumara dazione “Gigi Ghirotti”. Conta circa 150 specie, Sono state distribuite molte varietà e ininiti 1.600 rose, tra le più pregiate sul mer- ibridi e cultivar. Le nostre rose, da semcato, donate dalle aziende loricole dei pre “patrimonio” della terra ligure, sono, giovani di Confagricoltura Sanremo. Un insieme a ranuncoli e anemoni, una delle piccolo gesto per esprimere la vicinanza coltivazioni loricole di spicco delle oltre dell’ Organizzazione degli imprenditori 7.000 aziende lorovivaistiche della regioagricoli verso chi sofre, proprio nel mese ne. Una produzione di altissima qualità dedicato alla rosa. “Questo connubio, che che vede la Liguria primeggiare nella riunisce da anni le rose donate dai Giovani cerca varietale di questo notissimo iore, di Confagricoltura Liguria e il Policlinico con la creazione di alcune delle note speGemelli – conclude Fiumara - raforza cie più apprezzate e conosciute al mondo”.
O VER 65
di Elisabetta Tufarelli
Gli anziani? Sono un vero affare
Crescono gli anziani, ma anche gli afari. La popolazione mondiale con più di 60 anni è composta da 910 milioni di persone che, nel 2050, diventeranno 2,1 miliardi. Oltre ai problemi sociali di invecchiamento della popolazione, c’è un aspetto di marketing che non va trascurato:
solo in Italia si tratta di ben 11 milioni di consumatori. Molti dei quali comprano anche on line. Addirittura sono classiicati ‘heavy buyer’, perché acquistano spesso e di tutto, anche beni di valore elevato. Negli Usa il 78% degli americani ‘over 65’ usa il cellulare, il 55% il Pc, il 32%
PER CHI HA PIÙ DI 75 ANNI sarebbe bene non superare una pressione sanguigna massima di 120, perché si riduce del 33% il rischio di eventi cardiovascolari. Lo ha rilevato un team di ricercatori del Wake forest baptist medical center di Winston-Salem (USA). Lo studio è stato effettuato coinvolgendo 2.636 individui ipertesi over 75 monitorando la pressione ogni tre mesi per tre anni e mezzo. I risultati hanno dimostrando che mantenere la pressione entro i 120 riduce considerevolmente il rischio di infarto, scompenso cardiaco e ictus. Comunque chi ha superato i 50 anni ed è “pre-iperteso” non necessita di trattamento farmacologico, ma dovrebbe considerarlo un segnale che lo invita a regolarizzare il proprio stile di vita tenendo sotto controllo alimentazione, stress, fumo, alcol ed attività fisica. 58 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
il tablet, il 30% lo smartphone, il 19% l’e-reader ed il 13% il lettore Mp3. Un ‘mercato grigio’ di cui non vanno sottovalutate le potenzialità, anche dal punto di vista inanziario. Bank of America-Merrill Lynch ha censito le aziende mondiali interessate a questo segmento di mercato: negli Stati Uniti ci sono 139 aziende quotate “ageing oriented”, in Giappone 25, in Gran Bretagna 24, in Svizzera 13, in Australia 12 e in Italia? Solo 4.
LO YOGURT NELLA DIETA Secondo uno studio della Boston University School of Medicine, presentato a una conferenza dell’American Heart Association, inserire lo yogurt nella propria dieta almeno cinque volte a settimana ridurrebbe nelle donne il rischio di ipertensione di circa il 20%. Il campione di ricerca deriva dall’esame dei dati di tre vasti studi, due su 240mila donne tra i 22 e i 55 anni e il terzo su 55 mila uomini tra i 40 e i 75 anni. Le donne prese in esame sono state seguite nelle loro abitudini in un lasso di tempo tra i 18 e i 30 anni. A fronte di quasi 74 mila casi di ipertensione, coloro che avevano consumato cinque o più porzioni di yogurt alla settimana avevano ridotto il loro rischio di sofrire di pressione alta del 20%, che arrivava ino al 31% per chi aveva aggiunto anche frutta e verdura, noci, fagioli e cereali.
Allarme ipertensione
La pressione alta è un killer silenzioso perché, per lo più, non ha sintomi. I dati sono allarmanti. In Italia ben 15 milioni sono gli ipertesi e, cosa ancor più grave, un numero non quantiicabile nemmeno sa di esserlo. In Italia il record di ipertesi spetta al Nord Est, seguito da Sud e Isole (33% uomini, 34% donne), Nord Ovest (33% uomini, 29% donne) e Centro (31% uomini, 29% donne). In vetta, tra le regioni, c’è la Calabria, con il 45% degli uomini e il 41% delle donne con la pressione alta. In fondo alla classiica Abruzzo e Marche. I consigli alimentari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono i classici: meno sale, più frutta e verdura, meno grassi e controllo del peso. Inoltre uno studio pubblicato sull’International Journal of Hypertension, ha dimostrato che l’elevata concentrazione di nitrati inorganici (>250mg/100g) contenuti in verdure come lattuga, bietola, rucola, spinaci e soprattutto barbabietole rosse, aumentano i livelli dell’ossido nitrico nel sangue, favorendo l’abbassamento della pressione arteriosa, già con l’assunzione di una singola dose al giorno.
Una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che la maggiore aderenza alla dieta Mediterranea riduce il rischio cardiovascolare, anche nei pazienti con diabete mellito, ipertensione, problemi di colesterolo, obesità o con anamnesi familiare di malattie cardiovascolari precoci.
CURARSI CON IL GRANA Trenta grammi al giorno di Grana Padano contribuiscono a tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Lo dice uno studio presentato all’American Society of Hypertension (Ash) meeting a New York dall’Unità operativa di ipertensione dell’ospedale ‘Guglielmo da Saliceto’ di Piacenza. Secondo la ricerca sarebbe la ricchezza di tripeptidi contenuti nel formaggio ad agire come i farmaci antipertensivi gli Aceinibitori, facendo calare di 7-8 millimetri di mercurio la pressione massima e di 5-7 quella minima.
BERE SUCCO DI CILIEGIE mantiene sotto controllo la pressione alta. Secondo uno studio della Northumbria University di Newcastle il suo consumo aiuterebbe a contenere l’ipertensione. Basterebbe diluire 60 ml di succo concentrato di ciliegie e diluirlo con 100 ml d’acqua per vedere la propria pressione sanguigna calare del 7% entro 3 ore. Secondo i ricercatori i benefici ottenuti dalla riduzione della pressione del sangue porterebbero con loro ulteriori vantaggi, espressi nel ridotto rischio di ictus (-38%) e di problemi cardiaci (-23%). Il merito, secondo i ricercatori, è da attribuire all’abbondante quantità di acidi fenolici nelle ciliegie. GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 59
AGRITURISMO
di Anna Gagliardi
MASSERIA SALINOLA A OSTUNI (BR)
Valle dei Trulli con charme
D
aniele Capriglia è la quarta generazione della Masseria Salinola, agriturismo di charme e impresa agricola di otto ettari a Ostuni, in Puglia. Laurea in economia, master in management del turismo, Capriglia precisa che la creativa è stata in realtà la nonna paterna, la quale, prima della nascita e dello sviluppo del concetto di agriturismo, decise di dare ospitalità organizzata in azienda. Con il passare degli anni la struttura è cresciuta ed è stata il primo agriturismo vero e
proprio in provincia di Brindisi, grazie anche al fatto che gli ostunesi amavano andare in villeggiatura nell’immediato entroterra e l’azienda è sempre stata in grado di rispondere alle richieste. Masseria Salinola dista due chilometri dalla città di Ostuni e otto dal mare: siamo nel cuore della Valle dei Trulli, tra la Valle d’Itria e l’Alto Salento. Qui il colore dominante è il bianco della calce degli ediici e della pietra a vista degli interni. La struttura risale al Seicento, ma ci sono testimonianze anche anteriori. Il toponimo trae origine dall’antica attività artigianale legata al sale: prima del Monopolio di Stato dei sali e tabacchi le popolazioni utilizzavano il sale derivante dall’acqua di mare che veniva estratto dall’evaporazione acquea nelle profonde buche presso le scogliere. Masseria Salinola era uno dei più importanti depositi di sale. Attraverso i secoli l’azienda ha subito variazioni che tuttavia hanno mantenuto saldo il legame con la terra e le tradizioni locali. Oggi produce principalmente olio extravergine di oliva (circa 20 quintali) derivante da ulivi secolari, ortaggi, frutta e uva, quest’ultima conferita a una cantina
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cooperativa a Cellino San Marco. Un ristorante interno garantisce piatti a base di prodotti dell’azienda agricola, capace di conquistare lusinghiere recensioni e apprezzamenti. “Quello che non viene e cucinato viene messo in conserva per l’inverno”: nascono così vasetti di verdure sottolio, frutta sciroppata, confetture, ma anche centrifugati, rosoli e digestivi. Ai fornelli Lucia Bello, mamma di Daniele, che non ama però deinirsi chef - ci conida il iglio - visti i diversi ruoli che ricopre all’interno dell’impresa. Si devono a lei, ad esempio, anche le scelte di arredi e le soluzioni abitative di pregio. Gli ospiti sono accolti in camere o appartamenti mono e bilocali dotati di ogni
che, ideali per il soggiorno di una coppia o di una famiglia. Per tutti sono a disposizione una piscina con cascate d’acqua, una vasca idromassaggio, solarium, sala lettura, sala TV, sala camino, biciclette, tisaneria e anche una cappella privata di famiglia del 1700. Gli ospiti, per lo più clientela internazionale alla ricerca di qualcosa di diverso dalla riviera afollata, hanno la possibilità di partecipare alle attività agricole, nel limite del possibile. È rimasta nella storia della Masseria la raccolta delle olive da parte di un gruppo di turisti giapponesi entusiasti di quest’occasione per loro davvero unica. Ma c’è anche chi si ferma soltanto a guardare, fotografare e “postare” sui social le varie attività agricole. L’entusiasmo è notevole, al punto che tanti turisti che hanno avuto modo di “lavorare” e assaggiare nel ristorante i prodotti agricoli (dalla terra alla tavola nel vero senso della parola) si fanno poi spedire a casa olio e altre prelibatezze conservate per assaporare questo angolo di Puglia una volta terminata la vacanza. Grande successo riscuotono anche i corsi di cucina con cui si impara a fare il pane, le orecchiette con le cime di rapa, il purè di fave cotte con cicoria e altre specialità pugliecomfort: alcune hanno l’hammam si. “Le soddisfazioni sono molteprivato, altre la jacuzzi, altre ancora plici - aferma Daniele, che dopo la il camino (l’agriturismo lavora tutte laurea, il master e varie esperienze le stagioni). Ogni stanza ha una sua professionali nel resto d’Italia, identità e riserva atmosfere uninon ha esitato a tornare a Ostuni, quando suo padre nel 2010 l’ha chiamato a ricoprire un ruolo attivo MASSERIA SALINOLA in azienda e soprattutto nell’agriturismo - Abbiamo riscontri molto positivi sulle guide, sui giornali, sui blog, sui social. Il nostro impegno è costante ed è inalizzato a rendere unico ogni soggiorno, esaltando le tradizioni e la natura che qui non mancano, ma contemporaneamente ofrendo un servizio moderno, Contrada Salinola, strada prov. 29 capace di rispondere alle esigenze per San Michele Salentino, km 1,5 di un turista che vuole le comodità Ostuni (Brindisi) – di oggi in un contesto ambientale e www.masseriasalinola.it storico di grande pregio”. GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 61
VINO
di Gabriella Bechi
TASCA D’ALMERITA, TENUTA REGALEALI A SCLAFANI BAGNI (PA)
Metti il Leone in bottiglia
O
tto generazioni di una famiglia legata a due luoghi straordinari e anch’essi parte della storia siciliana: Regaleali, al centro geograico dell’isola e Villa Tasca (già Camastra), cuore della vita sociale e artistica siciliana della seconda metà dell’800. I Conti Tasca hanno rappresentato sempre la punta avanzata di una cultura legata al fare, impegnandosi nell’innovazione delle tecniche, con l’introduzione immediata di nuove colture e macchinari agricoli. A Regaleali tra la ine dell’800 e i primi anni del ‘900 lo scopo era fare della tenuta un’azienda agricola modello, moderna e specializzata, con le mille diicoltà di operare al centro di una Sicilia ancora indietro nello sviluppo. Dalla metà del ‘900 la famiglia si allarga e si specializza per diventare azienda organizzata, gruppo di uomini che inventa, produce e difonde nel mondo le cose della terra, portatori di messaggi di concretezza e coerenza. Regaleali diventa azienda vitivinicola e inizia la lunga storia della produzione e distribuzione del Rosso del Conte. Tasca d’Almerita coltiva oggi quasi 600 ettari di vigneto e ne valorizza i frutti distribuendoli nei quattro continenti del mondo. Cura con dedizione gli ospiti di due tra i più bei resort della Sicilia e valorizza ognuna delle cinque tenute dell’azienda. Più di settanta uomini, aiancati da altri 200, che seguono il ritmo delle stagioni, con la dedizione di chi lo fa da tanti anni. Perché rispet-
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tare la terra che si coltiva signiica darle il tempo del respiro, che non è veloce come quello umano. Negli ultimi dieci anni Tasca ha acquisito la Tenuta di Capofaro a Salina nelle Isole Eolie, intersecando la produzione della Malvasia con l’ospitalità del resort. Ha deciso di impiantare anche sull’Etna, con il progetto Tascante e ha allargato la propria azione anche su Marsala in joint venture con la Fondazione Whitaker e su Monreale, con l’azienda Sallier de La Tour. Nuovi modi di organizzare la realizzazione di prodotti Made in Sicily non solo con il pieno controllo della iliera, ma anche con la collaborazione di altri imprenditori. Una storia moderna, soprattutto di uomini, condotta con ampia visione temporale. Nella tenuta Regaleale, 520 ettari di cui 360 a vigneto, sono state mantenute tutte le coltivazioni tradizionali (grano, olivi, pascolo, vite, mandorli) in modo da garantire una giusta diversità colturale e non perdere tutte quelle ricchezze agri-culturali che fanno parte del territorio.
La sua particolare posizione geograica, appoggiata sulle colline pre-madonitiche della Sicilia centrale ad un altitudine compresa fra i 450 ed i 900 metri, dove il tipico clima mediterraneo viene reso un po’ più continentale dalla vicinanza dei monti che superano i 1.400 metri, le conferisce un clima caratterizzato da inverni freddi e forte escursione termica estiva. Qui si produce la maggior parte dei vini dell’azienda, dai rossi, ai bianchi, ai rosati ino agli spumanti, utilizzando vitigni autoctoni e non. Tra questi spicca il Leone, simbolo della storia della famiglia, summa della freschezza aromatica delle uve bianche coltivate in alta collina: in prevalenza Catarratto (52%), con uve di Pinot Bianco (19%) che donano struttura, Sauvignon Blanc (15%) che conferisce aroma e acidità e Traminer (14%) che ne esalta l’aromaticità. Brillante, di colore giallo paglierino con netti rilessi verdognoli; spettro olfattivo ampio e variegato: pompelmo, pesca bianca, mela verde, ananas ed agrumi in genere. Piacevolmente morbido, ricco, intenso e fragrante. Lascia una piacevole sensazione di frutto dolce e maturo. Un vino di grande personalità, che si abbina perfettamente con tutti i tipi di pesce e crostacei, ma anche con le carni bianche ed i formaggi.
VILLA LA ROSA A FILICUDI
L’arte di portare l’isola a tavola
“V
ado da Lucia” non è solo il titolo di una libro, ma la storia di un posto unico in un’isola altrettanto unica: Filicudi, nell’arcipelago delle isole Eolie. Chiunque sia passato per quest’isola, per poche ore o per trascorrervi un periodo di vacanza, ha pronunciato questa magica frase “Vado da Lucia”. Perché Lucia è il fulcro di Filicudi, il cuore pulsante e lo spazio dove tutti si ritrovano. Unico locale aperto tutto l’anno, è ristorante, pizzeria, pensione, negozio di alimentari, bar, sala di ballo e in estate anche discoteca. È il posto dove vanno tutti: gli abitanti del luogo a ballare il liscio la domenica, i ragazzini a giocare a bigliardino, i genitori a mangiare una pizza, i più giovani a tirare ino a tardi la sera sui muretti lungo la strada. Anima di questo posto, il cui nome in verità è Villa La Rosa, è la famiglia Rando. Lucia è la mamma (a cui si deve la nascita del locale insieme al marito Nino), ancora in prima ila nella conduzione del locale con il suo pane fatto in casa e con i dolci che sforna caldi tutte le mattine. Stefano, Adelaide e Daniela, i igli, tutti impegnati nell’attività con ruoli diversi. Dieci camere, semplici, in perfetto stile eoliano, ma dotate di tutti i comfort che costituiscono un’ottima alternativa all’albergo, accolgono gli ospiti in un’atmosfera perfettamente integrata nella magia dell’isola, dolce e selvaggia, mai uguale a se stessa. Panorami mozzaiato, natura rigogliosa, profumi ine-
come neputedda e rapiddu, cicerchie, oltre al pesce naturalmente) comincia ad elaborare nuovi piatti. Caponata di pesce, carpaccio di spada con crema di capperi, polpette di melanzane o di cipolla per cominciare. Poi, tra i primi, i maccheroncini con il nero di seppia o quelli alla ilicudara, brianti, mare cristallino, sole accecante, i bucatini con le sarde di inocchietto e l’uvetta passita, gli spaghetti al iore notti buie e stellate, altre illuminate a giorno dalla luna. Un paradiso, in cui di cappero, la lasagna di pesce. E per continuare totani ripieni, spiedini di anche il cibo assume sapori, odori e colori di particolare forza e intensità. spada in foglia di limone, polpo cipolInterprete di questa sinfonia, a tavola, lato, coniglio alle mandorle, “ciavole” in agrodolce. Oggi Adelaide vive con è Adelaide, la chef di Villa Rosa. Dopo essersi diplomata, convinta ad il marito e la iglia tra Filicudi e il Lago di Como. In inverno al Nord studia, intraprendere la strada dell’insegnava in giro a conoscere altre cucine e in mento, rientra a Filicudi e spronata estate lavora nel ristorante di famiglia. anche dal marito Mimmo decide di dedicarsi alla cucina di Villa La Rosa. La sua esperienza l’ha raccolta in un I ricordi dell’infanzia ritornano subito libro “Vado da Lucia”, raccontato in prima persona, un “memoire” in cui la a galla, quando in quell’isola lontana dal mondo, senza la luce, la televisione narrazione alterna presente e passato: ricetta dopo ricetta, ingrediente dopo o altri svaghi, cucinare era il gioco ingrediente, per eccellenza. rivivono non Adelaide studia, CALAMARO E FIORE DI ZUCCA solo i ricordi di riprende in una famiglia, mano antiche rima anche di un’ cette della nonna isola. Una narrae della mamma, zione spontanea ritrova i sapori di e immediata, quei tempi e con da cui traspale materie prime re la passione del posto (cappeCon il “Leone” di Tasca d’Almerita, dell’autrice per la ri, olive, basilico, Adelaide Rando propone Il calamaro e il iore di zucca con il loro ripieno, spiecucina insieme origano, pomodino di peperone, melanzane, cipollotto all’amore per la dori, melanzane e pomodorino. sua terra. erbe selvatiche GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 63
BUONO A SAPERSI...
AI MUSEI VATICANI RESTAURATE LE MAPPE DEL ‘500
L’Italia verde raccontata dalle Carte Geografiche
D
opo quattro anni di lavori la Galleria della Carte Geograiche dei Musei Vaticani è tornata ai fasti originari. Un percorso di incredibile fascino che attraverso una lunga serie di mappe murali mostra l’Italia come appariva alla ine del Cinquecento, un paese verde e agricolo. Un paradiso terrestre dove, accanto a poche grandi città, si trovavano smisurati latifondi, spesso abbandonati al loro destino, con interi agri infestati dalla malaria. Quaranta tavole gigantesche grazie alle quali conoscere l’Italia e dominarla, tracciare reti per promuovere
alleanze sacre e profane e indicare, con un dito, i territori dei nemici da sconiggere. L’agricoltura moderna, in quel tempo, era ancora un miraggio: sulle tavole delle famiglie più ricche comparivano le minestre preparate con brodo o latte, riso e cereali, mentre le carni più pregiate erano selvaggina e pollame. Il Vaticano era un luogo privilegiato, in tema di alimentazione: lo Stato Pontiicio attirava prelibatezze da ogni angolo dell’Italia e le primizie venivano portate in abbondanza a cardinali e vescovi. Con le mappe, si poteva facilmente calcolare la lunghezza dei viaggi
Il restauro degli intonaci © Musei Vaticani
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da far compiere alle materie prime, per arrivare a Roma. Il restauro delle carte geograiche, inanziato dalla sezione californiana dei Patrons of the Arts, è stato realizzato con tecniche innovative dai laboratori dei musei, come spiega il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci: “Il Papa di allora, Gregorio XIII Boncompagni, ha voluto poter visitare l’Italia senza uscire dai Palazzi apostolici. Camminava per 120 metri e vedeva, a destra e a sinistra, da una parte le regioni d’Italia che guardano il Mare Adriatico, e dall’altra quelle che guardano il Tirreno. Il progettista di tutto questo, il grande
Galleria delle Carte geograiche © Musei Vaticani
geografo, cosmografo e cartografo Ignazio Danti, diceva che camminare qui, al centro di questo corridoio, è come camminare sulla vetta degli Appennini”. Realizzata in poco più di due anni, tra il 1580 e il 1581, la galleria è stata dipinta dai paesaggisti iamminghi Matthjis e Paul Bril e dagli italiani Gerolamo Muziano e Cesare Nebbia. Per Paolucci, “l’idealità dell’Italia è che è unita: questo è il pensiero del Papa nell’anno 1581. Unita non dalla politica, perché l’Italia dell’epoca non era ancora un’unità politica, ma unita dalla storia, la cultura, la lingua e la religione. Bisogna guardare anche la volta:
cosa c’è? I santi delle varie regioni italiane: la Madonna di Loreto per le Marche, Sant’Ambrogio per Milano, San Marco per Venezia. È come dire che l’Italia del Papa, questo ‘giardino della Chiesa’, è protetto e vigilato dai suoi santi”. Le carte geograiche afrescate sulle pareti hanno conosciuto numerosi restauri: fu l’umanista tedesco Luca Holstenio a curare il primo intervento di numerosi afreschi, forte anche dei progressi compiuti nel campo della cartograia, che in quegli anni aveva sviluppato tecniche di misurazione più accurate. Le carte, che raigurano l’intera penisola italiana con le isole maggiori e
minori, raggiungono così un livello di dettaglio spesso sorprendente, soprattutto quando ritraggono aree come lo stato pontiicio, la Liguria o la Toscana, in cui Danti aveva compiuto rilievi cartograici. I dipinti si presentano all’osservatore come un lungo succedersi di mari e iumi, valli e pianure, boschi e strade, accompagnati da targhe, piante e vedute di città racchiuse in cartigli svolazzanti ed episodi storici, mitologici o aneddotici che corredano le località principali o i mari, unendo alla ricerca di rigore scientiico il gusto per tutto ciò che è bello e sorprendente. Gianfranco Ferroni GIUGNO 2016 | MONDO AGRICOLO | 65
CAMPI SONORI
di Gaetano Menna
MELOLOGO IN OTTO QUADRI DI ODERIGI LUSI
Leggendaria ed evocativa musica da camera Oderigi Lusi, pianista e compositore, ha iniziato con un tufo nel prog e nelle contaminazioni - i Malaavia nel 2004, la collaborazione con gli Osanna -. Nel 2007, il suo primo particolare lavoro solista “Notes from a logbook”, tra jazz e world. Lusi però ha continuato a studiare ed a ricercare, realizzando una vera e proprio opera sinfonica (la “Sinfonia Abellana”) come omaggio alle sua terra (presto in DVD). Esce ora il CD con il melologo in otto quadri, “Sul sentiero degli Dei” (Baryton 2016); sue le composizioni, con i versi scritti da Luciano “Varnadi” Ceriello ed i dipinti di Fernando Masi. La musica da camera di Lusi – che si rifà al
genere musicale nato nel 1700 che unisce le partiture musicali con il parlato – è suonato da Demetra Ensemble e vede lo stesso Varnadi come voce recitante. Racconta, in modo composito (tra musica, recitazione e pittura) un’antica leggenda campana sui “due fratelli”, ovvero i grandi scogli di Vietri sul Mare (Salerno). Mito afascinante di fratelli dediti alla pastorizia che, con le loro pecore, si gettarono coraggiosamente nelle acque tempestose per salvare la iglia del
dio Nettuno, ma afogarono. Il Dio colpito dal gesto trasformò i pastori in grandi scogli, per l’appunto i “Due Fratelli”, attorniandoli con scogli più piccoli, a ricordo degli ovini. L’opera di Oderigi Lusi è davvero un capolavoro che unisce terra (pastorizia) e mare nostrum, l’uomo e gli dei, il canto del mare e la preghiera (che è, allo stesso tempo, un gioco di palindromi). Ma è soprattutto la musica a colpire: suggestiva, evocativa, narrativa.
Il forastico sound dei Gasparazzo Gasparazzo Bandabastarda è una street band, perennemente on the road. Band emiliana ma con forti radici abruzzesi ed un nome che è l’omaggio ad un fumetto cult della protesta degli anni ’70. Dopo cinque album ha registrato un disco in presa diretta. Nella dimensione live – che è quella che più caratterizza questo ensemble – esplode il sound, un
mix trascinante di rock, punk, radici abruzzesi e world music. Il titolo del CD è “Forastico” (New Model
Label, 2016), ovvero il contrario di addomesticato. Musica selvatica, sonorità meticce, da proporre rigorosamente dal vivo nei teatri e nei club ma anche sotto i portici di Bologna, nelle bettole e nei raduni. Si parte con l’omaggio al fumetto a cui ci si ispira e si prosegue per più di mezz’ora vivace, tra sanguigne chitarre e aspre isarmoniche.
IL NUOVO CD DI ELGA PAOLI
Contro il femminicidio in jazz Elga Paoli, cantautrice e pianista, dedica il suo nuovo CD,“Il lato vulnerabile” (Dodicilune, 2016) alle donne oggetto di violenza e femminicidio (l’intenso brano “No Woman’s land”). Dopo il progetto discografico “Profumo di jazz” (2010) e dopo il brano “You don’t know what love is”, eseguito in duetto con il sassofonista Gian Piero Lo Piccolo (inserito in “Hunger and love”, doppio CD tributo per i cento anni dalla nascita di Billie Holiday) giunge questo album solista che contiene dieci brani - con testi in italiano, ingle66 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2016
Stop alla violenza No alla “terra di nessuno”
se e portoghese – in cui convivono sentimenti intimi e jazz, tempi dispari e ballate. Quest’artista è cresciuta moltissimo da quando, giovanissima, era approdata al Festival di Sanremo ed al Tenco (ma anche lì si era fatta notare per l’originalità e le capacità).“Dietro la maschera” (come titola uno dei brani) c’è un’artista genuina che ha grande personalità, sensibilità ed una voce sensuale, calda, carica di swing.