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L’ E D I T O R I A L E
L'Expo degli agricoltori
I
l primo maggio è iniziata la “nostra” Esposizione Universale. “Nostra” perché si svolge in Italia dopo 109 anni. “Nostra” perché dedicata all' agricoltura, nella sua accezione più ampia. “Nostra” perché noi, agricoltori di oggi, abbiamo l'occasione di far valere il contributo che diamo per risolvere il problema fondamentale dell'umanità: “Nutrire il Pianeta”. “Nostra” perciò come italiani, come agricoltori, come "custodi" del pianeta. Il messaggio di Papa Francesco nella cerimonia di inaugurazione dell'Expo ha richiamato tutti ad essere “custodi del giardino” che ci è stato affidato: chi più di noi agricoltori può fare tesoro di questo annuncio altissimo e metterlo concretamente in atto? Il Presidente del Consiglio Renzi ha fissato nell'oggi l'inizio di un futuro migliore: chi più di noi agricoltori può sentire sua la forza di questa visione? Ogni agricoltore italiano, ogni donna e uomo che vivono la realtà agricola, ogni famiglia che vive di agricoltura, ha oggi l'opportunità di far sapere agli italiani, agli europei, agli abitanti del pianeta, che noi agricoltori siamo “l'energia per la vita”. In questi sei mesi sarà bello visitare l'Expo di Milano. Sarà altrettanto bello ed efficace comunicare, nella propria realtà territoriale, cos’è l'agricoltura oggi, quali e quanti contributi può e sa dare all'economia, quali valori sociali custodisce e propone al proprio ambiente. Apriamo le nostre aziende, coinvolgiamo i nostri concittadini, usciamo dalle fattorie, per offrire con orgoglio la nostra storia ed il nostro progetto al Paese. Un Paese che può rendere questa un'opportunità storica, unica, per fare delle sue tradizioni le assi portanti di un futuro di espansione ed innovazione, possibile e reale. Mario Guidi
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SO MMA R I O L’EDITORIALE L’Expo degli agricoltori Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
ATTUALITÀ ZOOTECNIA Investire nelle giovani idee Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 Logistica al servizio delle imprese M.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 ATTUALITÀ FOOD Ambasciatore del made in Italy M.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329
PRIMO PIANO EXPO L’inno alla vita Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Coltiviamo capolavori Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
mondo.agricolo@confagricoltura.it
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Rinasce la vigna di Leonardo Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
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Il diritto al cibo Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
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Bouquet di sapori Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40 Alta qualità nel parco Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 ATTUALITÀ SCIENZA Innovazione e sostenibilità Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 Tecnologia e sviluppo Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
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La donna nutrice della società Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
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L’inno alla vita
Servizio fotografico a cura di Roberto Ciani Bassetti
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Inaugurata Expo 2015. Le parole toccanti di Papa Francesco, gli interventi di Renzi e Sala. I lavoratori, la bandiera, le frecce tricolori, la fanfara, il coro dei bambini… di Gabriella Bechi
E
così il primo maggio è arrivato. Il grande giorno dell’inaugurazione di Expo. Il giorno tanto atteso, tra speranze, timori e polemiche che, dopo qualche momento di incertezza e di difficoltà logistica per raggiungere la destinazione, svaniscono di fronte al grande spettacolo dell’Esposizione Universale. “Expo torna in Italia dopo 109 anni – ha detto il commissario unico dell’evento Giuseppe Sala, tracciando un breve bilancio della giornata inaugurale -. Tutti i padiglioni nazionali hanno aperto al pubblico, i visitatori sono stati oltre 200 mila e l’inaugurazione è stata seguita da 4 milioni di telespettatori”. L’Open Air Theater, dove si svolge la cerimonia di inaugurazione è stracolmo. Sul palco, trasformato in un grande campo di grano, sfilano i bambini di ogni parte del mondo portando la bandiera del proprio Paese. È il primo maggio e non poteva mancare da parte del Commissario Sala un “abbraccio ideale” a tutti quelli che hanno lavorato ad Expo,“che non è – ha detto - figlia di un miracolo italiano, ma della devozione al lavoro degli italiani”. Ed è stata proprio una delegaMAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |7
PRIMO PIANO EXPO 2015
zione di lavoratori a portare sul palco la bandiera italiana, che è stata issata al suono dell’inno di Mameli, cantato da un coro di adulti e bambini. Dopo gli interventi del presidente del Bureau International des Expositions (BIE), Ferdinand Nagy, che ha ricordato la grande opportunità offerta da Expo per valorizzare l’identità delle nazioni in un momento di condivisione di grandi ideali, quelli del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Quindi l’atteso collegamento in diretta dal Vaticano con Papa Francesco, che ha parlato a nome di tutti i fratelli e le sorelle del mondo, cristiani e non cristiani. “Expo è un’occasione propizia per valorizzare il tema della solidarietà, purché non rimanga solo un tema – ha detto – e purché ogni persona che visiterà i padiglioni percepisca i volti degli uomini, delle donne e dei bambini che hanno fame, si ammalano e muoiono”. “Il paradosso dell’abbondanza esiste ancora - ha aggiunto - e anche Expo, in un certo senso, obbedisce a questo paradosso. Facciamo in modo che questa Expo sia diversa e che ricercatori e operatori del settore agroalimentare, commercianti e imprenditori si sentano realmente coinvolti nel progetto di nutrire il Pianeta, nel rispetto della natura”.
L’interno di Palazzo Italia
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Renzi: «C’è un’Italia che non si accontenta della nostalgia, che non si piange addosso» Dopo l’inno di Mameli, inaspettatamente cambiato nel finale, dai bambini del coro, da “Siam pronti alla morte..” a “Siam pronti alla vita”, le conclusioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Oggi inizia il domani per l’Italia – ha detto –. Un domani che parte dalla presa di coscienza della contraddizione del cibo. Expo sarà un grande momento d’incontro per le nuove generazioni e invito tutti a venire e scoprire che c’è un’Italia che
Il premier Matteo Renzi
non si accontenta della nostalgia, che non si piange addosso. La parola cultura non si declina solo al passato. Siamo un Paese con grandi potenzialità e la pagina più bella della nostra storia la scriveremo insieme.” Il grande spettacolo delle frecce tricolori conclude la manifestazione. La grande kermesse ha inizio. Suoni, colori, costumi, cibo di ogni parte del mondo. Opere architettoniche di straordinaria bellezza e tanta gente di etnie diverse. Qualcuno lo ha definito un “giro del mondo” e in qualche modo lo è. Ma quello che è certo è che Expo, come ha commentato il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono «non è una fiera, perché tutto ruota intorno al tema della nutrizione e della vita e a ciò che i singoli Paesi fanno per svilupparlo. E non è neppure una mostra agricola. Non è un Gardaland, perché quello che conta non è il fare, ma il vedere e il capire. Ma è un’occasione per mostrare efficienza e tecnologia e, soprattutto, è una grande opportunità, per gli italiani, per gli agricoltori e anche per i rappresentanti delle imprese». «La nostra Expo», come ha rimarcato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in una lettera aperta inviata a tutti gli agricoltori italiani.
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PRIMO PIANO EXPO 2015
Confagricoltura accoglie il visitatore di Palazzo Italia con filmati artistici dei prodotti della terra. Opere d’arte realizzate dagli agricoltori di Gabriella Bechi
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e immagini scorrono lente, una dopo l’altra, sul grande cubo all’ingresso di Palazzo Italia. Forme e colori familiari, che ci trasportano però in un mondo fantastico. Una goccia di latte, una foglia di radicchio, una fetta di kiwi, la superficie di un melone, il tuorlo di un uovo, il perlage di uno spumante ingranditi centinaia di volte oltre la capacità della vista umana. La macchina da presa ci svela così,come d’incanto,la bellezza dei prodotti della terra,trasformandoli in vere e proprie opere d’arte. La valorizzazione dello stile italiano, il connubio tra agricoltura, cultura e arte come parte di un universo unico. Questo il messaggio che Confagricoltura ha
Coltiviamo capolavori voluto portare all’Esposizione universale di Milano. E lo ha fatto in modo molto originale, con stile e contemporaneità, affidando a Marco Balich e all’agenzia “Giò Forma” il suo posizionamento al piano zero di Palazzo Italia. Ventinove filmati realizzati con tecnologie all’avanguardia, ognuno dedicato a un prodotto della terra, che attirano immediatamente lo sguardo dei visitatori sulla grande parete del Cubo EdicolaMercati all’ingresso di Palazzo Italia, su cui spicca il logo di Confagricoltura con il nuovo pay-off “Coltiviamo capolavori”. Vere e proprie opere d’arte,“firmate” dagli agricoltori, frutto del genio e dell’ingegno che hanno reso famoso il Made in Italy nel mondo.Prodotti di‘lus-
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foto di Roberto Ciani Bassetti
so’, ma accessibili e ‘democratici’, che garantiranno il loro prezioso contributo per nutrire il Pianeta. Una installazione che si integra perfettamente con lo spirito del Padiglione Italia, che mette in mostra le eccellenze italiane: la cultura e le tradizioni nazionali legate al cibo e all’alimentazione, caratterizzate dall’alta qualità delle materie prime e dei prodotti finali. E il Palazzo, destinato a rimanere anche nel periodo post-Expo e a diventare polo dell’innovazione tecnologica al servizio della città, è il cardine espositivo del Padiglione, dove si raccontano le quattro “Potenze” Italiane. La Potenza del Saper Fare (21 personaggi raccontano storie di professionalità in arte e manualità facendo impresa); la
i più grandi mercati ortofrutticoli d’Italia: Rialto a Venezia, Campo de’ Fiori a Roma e la Vucciria a Palermo, celebrata anche dal trionfo di luci della celebre tela di Renato Guttuso esposta nel Palazzo. Nell’atrio, un’opera romana (la Potenza della Bellezza: (21 panorami e Demetra) e quella un artista contempo21 capolavori architettonici che narra- raneo si confrontano nel solco della belno la bellezza dell’Italia); la Potenza del lezza e dell’arte. Fuori, l’Albero della ViLimite: (21 storie di impresa agricola, ta, una struttura di acciaio e legno, alta agroalimentare, artigianale che mostra- 37 metri, con 25 metri di apertura, colno la capacità di esprimere il meglio di locata al centro della Lake Arena. Un sè nelle circostanze più proibitive); la viaggio allegorico che punta a coinvolPotenza del Futuro (un vivaio di 21 gere e appassionare i visitatori attraverpiante rappresentative delle regioni). so luoghi, storie, racconti, provocazioni, Dentro al Palazzo Italia il visitatore trova con la voglia di emozionare e stimolare anche la mostra dei mercati, un sistema una riflessione sul ruolo dell’Italia nel interattivo che permette il dialogo con mondo.
Il connubio tra agricoltura, cultura e arte come parte di un universo unico
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PRIMO PIANO EXPO 2015
Rinasce la vigna di Leonardo Servizio fotografico a cura di Roberto Ciani Bassetti
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Spuntano i primi grappoli nel vigneto tanto caro a Leonardo, appassionato di vino e in qualche modo anche agricoltore
di Gabriella Bechi
Mario Guidi
genetica agraria dell’Università di Modena e Reggio Emilia – e nel settembre del 2007 abbiamo iniziato gli scavi e la raccolta del terreno, alla ricerca di qualche resto di materiale vegetale, che potesse essere una vite. hi può immaginare che zio e dall’enologo Luca Maroni. Dopo ripetute analisi di laboratorio dietro ad un portone di La vigna misurava 8.320 metri quadri ed estrazioni di dna, abbiamo trovato una centralissima via di e secondo alcuni il Maestro pensava il nostro campione positivo e dall’inMilano si nasconda un te- di costruirvi vicino la sua dimora; se- crocio di un’infinità di dati siamo risoro tanto prezioso come condo altri proprio lì lavorò al mo- saliti alla varietà di uva della vigna apla vigna di Leonardo da dello di statua equestre di Francesco partenuta a Leonardo. Era una MalvaVinci? Ci si arriva attraversando gli Sforza, distrutta dagli arcieri guasconi sia di Candia, parente di quella di Cresplendidi saloni della casa degli Atel- francesi che poi invasero la città. ta, molto utilizzata nel ‘500, oggi collani, a corso Magenta, a due passi dal- Giunse integra fino agli anni Venti, tivata sui Colli Piacentini. Grazie alla la chiesa di Santa Maria delle Grazie, come mostrano le foto scattate dallo collaborazione con il Consorzio abdove Leonardo dipinse il Cenacolo, e storico dell’arte Luca Beltrami, ma fu biamo potuto ricostruire il vigneto, percorrendo il maestoso giardino, annientata durante la seconda guerra con propaggini di tralci di piante uno dei tanti giardini segreti della mondiale. Da allora non ne restava adulte e barbatelle, e piantarlo nel città, ma molto probabilmente il più più alcuna traccia. Rinasce oggi con il giardino di Casa degli Atellani. Un bello di tutti. In fondo, alcuni filari di sostegno di Expo 2015, di Confagri- centinaio di giovani piante che tra giovani viti si stagliano verso l’alto, coltura, del Comune e dell’Univer- circa cinque anni daranno il vino di circondati da alberi secolari e da sità degli Studi di Milano. Leonardo”. piante rare. E’ questa la vigna del Ci sono voluti anni e anni di ricerche Expo è una occasione unica per far grande genio del Rinascimento. e di lavoro per riportare nella sua se- conoscere le bellezze della città, anUn tesoro nascosto che oggi è stato de originaria il vigneto tanto caro a che quelle nascoste, e proprio in queriportato alla luce. Il merito va alla Leonardo, appassionato di vino e in st’ottica gli Atellani hanno deciso di Fondazione Portaluppi e agli eredi di qualche modo anche agricoltore. aprire la porta della loro casa, perCasa degli Atellani, come pure ad una “Siamo partiti da alcuni rilevi foto- mettendo di ripercorrere lo stretto task force di studiosi guidati da Attilio grafici aerei che ci mostrano come la legame che con Milano aveva LeoScienza, massimo esperto di dna del- vigna si estendesse in tutta quell’area nardo da Vinci, cui sarà tra l’altro dela vite, dalla ricercatrice Serena Ima- – spiega Serena Imazio ricercatrice di dicata a Palazzo Reale, la più grande
La Casa degli Atellani è la suggestiva location di Confagricoltura fuori Expo
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PRIMO PIANO EXPO 2015
I ricercatori scoprono che il grande genio coltivava Malvasia di Candia
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L’UOMO DELL’EXPO SCOMPARSO NEL NULLA
Proprio alla vigilia dell’inaugurazione di Expo viene rapito il prof. Attilio Scienza, proprio l’attivo studioso che vuole riportare in vita il vigneto di mostra europea mai concepita. Leonardo. E, sulla sua scomparsa, inQuesto luogo straordinario è la “Cadaga il commissario Cosulich che scosa” di Confagricoltura fuori Expo. pre che il movente è collegato alla viNei saloni della Casa degli Atellani e gna rinascimentale. Questa la storia nel giardino, per tutta la durata del(inventata) di “Il vigneto da Vinci” l’Esposizione, si organizzeranno (Piemme, 3 2 0 pp., 1 4 ,9 0 euro) il nuoeventi, cene, incontri. E nel negozio, vo romanzo di Giovanni Negri. L’ex secon adiacente una caffetteria, sarà gretario del Partito Radicale, giallista, possibile esporre, far assaggiare e è anche vignaiolo (produce Barolo, vendere i prodotti delle nostre azienChardonnay e Pinot nero a Serradenade. “Il luogo ideale per far conoscere ri nelle Langhe piemontesi). Nel suo liai visitatori di Expo i nostri Capolabro unisce personaggi reali ad altri invori – ha detto il presidente Guidi ventati. La storia è ambientata tra il 2 4 frutto dell’ingegno, dell’inventiva e aprile ed il 2 0 maggio 2 0 1 5 : poco medella laboriosità degli agricoltori itano di un mese, per scoprire la “verità”. liani, che nel grande genio di LeonarPer fortuna, nella realtà, il prof. Sciendo da Vinci hanno trovato l’apice del- za non l’hanno rapito e può raccontarci come sia rinata la vigna che il grande la loro dell’espressione.” Genio accudiva mentre dipingeva “L’Ultima Cena”. (G. M.)
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Il diritto al cibo
La “Carta di Milano”, consegnata al G20 di Istanbul, verrà affidata all’Onu il 16 ottobre e sarà l’eredità culturale dell’Expo di Gaetano Menna
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lla vigilia dell’Expo è stata presentata dal ministro per le politiche agricole Martina, la “Carta di Milano”, il documento di indirizzo intergovernativo, che potrà essere sottoscritto anche dai singoli cittadini per impegnare i governi.Verrà affidata ufficialmente al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon il 16 ottobre, a due settimane dalla chiusura dell’Esposizione
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universale e rappresenterà l’eredità culturale di Expo 2015. Intanto lo scorso 8 maggio, nel corso del G20 Agricolo a Istanbul il documento è stato consegnato dal ministro Martina ai vari Paesi. La “Carta di Milano” è stata scritta grazie al lavoro di circa 5mila persone che hanno partecipato alle varie tappe di questi mesi di “Expo delle Idee”. Pure Confagricoltura ha dato il suo attivo contributo alla sua stesura partecipando ai vari tavoli preparatori «Abbiamo molto apprezzato – ha commentato il presidente di Confagricoltura Guidi - l’impegno posto in essere per fare del nostro Paese il capofila di un percorso di rinnovamento globale, che riconosca il diritto al cibo, che spinga contestualmente alla lotta allo spreco, che punti su biodiversità, ricerca e innovazione, agroenergie». L’obiettivo della “Carta” è di superare le «questioni geopolitiche cruciali del nostro tempo».Tra i temi principali troviamo «il diritto al cibo, come diritto umano fondamentale»: con l’impegno a mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo anche per le generazioni future;
quindi si ribadisce che tutti hanno il diritto di accedere a una quantità sufficiente di cibo sicuro, sano e nutriente, che soddisfi le necessità alimentari personali lungo tutto l’arco della vita e permetta una vita attiva; prevede l’impegno ad adottare misure normative per garantire e rendere effettivo il diritto al cibo e la sovranità alimentare. Gli altri punti toccati sono: la lotta allo spreco alimentare e di acqua; la tutela del suolo agricolo; l’educazione alimentare e ambientale; il contrasto al lavoro irregolare e minorile; la salvaguardia della biodiversità; il contrasto al cambiamento climatico; il cibo come patrimonio culturale che va difeso da contraffazioni e frodi; il sostegno al reddito di agricoltori, allevatori, pescatori. «In quest’ottica – ha osservato Mario Guidi - il sostegno al reddito degli agricoltori è essenziale. Solo salvaguardando l’agricoltura si avrà la possibilità di concretizzare il diritto al cibo e solo sostenendo la ricerca si potranno accrescere le produzioni alimentari. Per questo vorremmo che fosse dato più risalto all’agricoltura ed ai suoi problemi».
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Agricoltura urbana Landscape art: oltre il campo di grano, anche l’orto ed il frutteto. L’impegno di Confagri per una Milano sostenibile, smart e “verde” a tutto tondo di Gabriella Bechi
“C foto di Roberto Ciani Bassetti
oltiviamo insieme”. con queste parole Confagricoltura invita i cittadini di Milano a visitare il grande orto con frutteto, realizzato nel quartiere Isola, nell’area di Porta Nuova. Quattro ettari coltivati con ogni genere di ortaggio, insalate, radicchi, pomodori, zucchine, melanzane, peperoni, sedano. E poi patate, cipolle, aglio. E infine la zona delle erbe aromatiche, lavanda, rosmarino salvia, timo, maggiorana.Tutto intorno e a delimitare i vialetti alberi da frutto di ogni specie. L’iniziativa si inserisce nel progetto “MiColtivo.The green circle”, un progetto di agricoltura urbana di aspirazione artistica, inventato dalla prima MAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |17
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smart community di Milano che, grazie alle nuove tecnologie, coinvolge non solo i 20 mila residenti di Porta Nuova e le 100 mila persone che ogni giorno si rapportano con la zona, ma anche chi è solo di passaggio. Ovvero, conti alla mano, più di 10 milioni di visitatori ogni anno. «L’idea - spiega Manfredi Catella, presidente della Fondazione Riccardo Catella, che insieme alla Fondazione Trussardi ha promosso l’iniziativa – nasce dalla crisi che, come ogni periodo buio, può diventare l’occasione di un grande ripensamento culturale. Quello che vogliamo, infatti, è un ritorno alla semplicità, ai valori naturali, alla centralità delle persone. Il battesimo del progetto con il nome Smart Community, rispetto alla più diffusa definizione di Smart City, intende ampliare l’orizzonte di analisi alla dimensione umana e non sola-
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del cibo e dell'energia, la salvaguardia del territorio e dell'ambiente, la crescita sociale ed economica nel rispetto della qualità della vita degli individui e delle comunità. E, in effetti, per chi sarà a Milano in mente a quella tecnologica e dei con- occasione di Expo, varrà davvero la sumi energetici. Da Porta Nuova par- pena dare almeno un'occhiata a te un laboratorio di analisi e ricerca Wheatfield. Per realizzare questo cusui fattori che determinano la qualità rioso lavoro di ”landscape art” l'artidella vita degli abitanti, con l’obietti- sta, che già nel 1982 aveva creato un vo di mettere a punto un modello di campo di grano a New York, ha coinsviluppo che possa applicarsi ed volto, lo scorso febbraio, oltre cinevolvere in altre città italiane”. quemila cittadini, che hanno seminaIl progetto “MiColtivo. The Green Cir- to a grano ed erba medica un campo cle” comprende, oltre all’orto e al frut- di 50 mila metri quadrati tra il quarteto, il campo di grano, Wheatfield, tiere Isola e gli avveniristici grattacieopera dell'artista americana Agnes De- li di Porta Nuova. Un percorso su un nes , e si presenta perfettamente in li- sentiero sterrato permetterà ai visitanea con il tema di Expo 2015 "Nutrire tori di ammirare la crescita delle il Pianeta, Energia per la Vita", ripor- piante fino alla loro maturazione, tando all'attenzione dei cittadini alcu- quando il grano sarà tagliato in una ni determinanti valori: la condivisione grande festa del raccolto, che si cele-
L’educazione civica ai giovani è più efficace se viene svolta nel grande ortofrutteto
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Wheatfield ospiterà concerti, mostre, installazioni video ed eventi didattici e culturali
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L’EXPERTISE DI PSB PER IL PROGETTO “MICOLTIVO. THE GREEN CIRCLE”
Cresce il grano nel cuore di Milano brerà verso la metà di luglio.Tutta l’area in futuro ospiterà il parco pubblico la “Biblioteca degli Alberi”. Tra i protagonisti della Smart Community di Porta Nuova, anche i 120 ragazzi dell’associazione Cometa, coinvolti insieme a famosi designer con un progetto chiamato “L’Italia si alza”, che prevede la creazione di una sedia da collocare negli spazi esterni urbani di accoglienza. Ad aprile sono stati presentati i tre prototipi realizzati con l’azienda Etimo. Ora le persone avranno un mese di tempo per votare la sedia preferita.A ulteriore riprova di quel coinvolgimento che vuole essere il centro della nuova comunità urbana. Molte le iniziative in programma in questo spazio. Wheatfield ospiterà installazioni video sull’alimentazione, eventi,mostre e concerti e sarà il luogo ideale per manifestazioni didattico culturali destinate ai più giovani, come quella che si è svolta domenica 10 maggio organizzata da “Bimbibici”, campagna nazionale promossa dalla Federazione italiana amici della bicicletta, volta ad incentivare la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e i giovanissimi. Rivolto ai bambini anche il programma di attività che si svolgerà nell’orto che, sotto il nome “Milano fuoriclasse”, coinvolgerà le classi delle scuole elementari in un corso di educazione civica in campo, in cui la didattica sarà affidata ai ragazzi più grandi delle scuole medie, precedentemente formati. Ma l’orto è aperto a tutti e chiunque potrà visitarlo per imparare a conoscere un po’ di più l’agricoltura. Un’attività che è profondamente legata al territorio, alla socialità, alla persona, perché tra il prodotto della terra e l’individuo c’è un rapporto imprescindibile e quotidiano. È per questo che Confagricoltura ha aderito con entusiasmo a questo progetto.
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a Società Produttori Sementi (PSB), storica azienda sementiera italiana che fa capo al gruppo Syngenta, ha collaborato al progetto MIColtivo. The Green Circle mettendo a disposizione la propria expertise nella selezione e nel miglioramento delle sementi di frumento. Grazie al suo secolare know how nel grano duro, infatti, l’azienda ha identificato la varietà di grano più adatta a una semina e ad un ciclo colturale tardivi, oltretutto in un microclima sfidante qual è quello prettamente urbano dell’area di Porta Nuova. PSB ha scelto di partecipare come partner a MIColtivo. The Green Circle riconoscendosi nell’alto messaggio culturale del progetto, che evoca un ritorno alla semplicità e alla concretezza della terra e si lega alla storia agricola del nostro Paese, di cui la Società Produttori Sementi è protagonista dal 1911. Dal percorso pedonale, dalle ore 9.00 alle 20.00, tutti i giorni della settimana, si può osservare, giorno dopo giorno, la crescita e la maturazione del grano che registra un flusso di crescita costante e regolare. Nei prossimi giorni, sperando nelle giuste condizioni meteorologiche, il grano continuerà a crescere in altezza e alla fine della fase di allungamento. Da metà maggio la spiga diventa visibile, fino ad
arrivare al momento più coinvolgente: la mietitura che si terrà a inizio luglio e che, nel rispetto della tradizione agricola e dell'idea dell'artista, richiamerà cittadini e turisti di tutto il mondo presenti anche in occasione di Expo 2015. Tra le varie iniziative che il gruppo Syngenta promuove nell’ambito di EXPO 2015, c’è da annoverare la mostra fotografica dedicata al tema Scarsità-Sprechi che sarà allestita presso l’ipogeo di Piazza Gae Aulenti e che raccoglierà i migliori scatti in gara alla 2ª edizione del concorso internazionale Syngenta Photography Award. L’esposizione - che prima di arrivare a Milano, ad aprile ha fatto tappa al Somerset House di Londra - esplora e racconta, attraverso il linguaggio della fotografia, una delle principali sfide che il pianeta si trova ad affrontare: assicurare alle future generazioni terreni coltivabili, cibo e acqua a sufficienza.
PRIMO PIANO EXPO 2015
Work in food Presentata l’indagine di ManpowerGroup sui trend nel mercato del lavoro nel settore agroalimentare in Italia e nel mondo
di Serena Scarpello
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onsapevolezza dei rischi alimentari, sofisticazione, nuovi bisogni, rivoluzione digitale, asimmetria tra domanda e offerta, volatilità delle materie prime e internazionalizzazione: sono questi i fenomeni in atto che spingono la filiera alimentare ad evolversi. ManpowerGroup, in qualità di Official HR Premium partner di Expo Milano 2015, attraverso la web-survey “Work in Food” ha scelto di approfondire proprio queste dinamiche con un focus sulle possibilità occupazionali e di business legate al mondo del cibo. Con una survey, che ha coinvolto un campione di 442 aziende italiane, europee e statunitensi, operanti nell’industria, nella distribuzione alimentare
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e nell’HO.RE.CA, è stato analizzato, nello specifico, lo scenario economico, l’evoluzione delle abitudini di consumo, le dinamiche di mercato e le nuove tecnologie. Dall’indagine è emerso che il settore alimentare italiano è solido, ad alto potenziale, ma necessita di una crescita culturale a livello manageriale. Le aziende italiane del comparto alimentare tendenzialmente, infatti, non ridurranno l’organico, il 29% assumerà. A guidare le assunzioni nel Belpaese è in modo inequivocabile la produzione nella quale si concentreranno l’80% delle nuove assunzioni, mentre per quel che riguarda il commercio, sarà la logistica ad assorbire il 35,7% delle nuove posizioni. In generale, fatta eccezione per le grandi aziende, che in
Italia sono poche, innovazione, marketing e sales non registreranno nuovi picchi occupazionali, segnale preoccupante di un’asimmetria con i mercati internazionali dove, in queste funzioni, giocano un ruolo chiave. Solo il 12% del campione intervistato dichiara inoltre di voler investire nell’assunzione di figure legate all’esportazione, come, ad esempio, l’”export manager”. In un’analisi più approfondita, l’agroalimentare gioca indubbiamente un ruolo importante nel consolidamento del Made in Italy sui mercati internazionali. Oltre alla qualità certificata e al fatto di essere percepiti come prodotti eccellenti, i generi alimentari italiani presentano caratteristiche di continua innovazione e originalità:
dall’offerta di nuovi formati per i prodotti tradizionali come la pasta, alla capacità di cogliere le nuove tendenze, per esempio, le alimentazioni vegetariana e vegana. Si sono sviluppati prodotti green, cereal-based o free-from, come il gluten-free, che hanno contribuito a rendere il nostro prodotto “tipico” sinonimo di garanzia, anche in mercati dove era meno noto.Tutto ciò ha fatto si che, nonostante il calo della domanda interna e le scarse prospettive di ripresa, il fatturato complessivo del settore sia in crescita. Al di fuori dei nostri confini nazionali, negli Stati Uniti e in Europa, emerge come il Food continuerà a essere uno dei settori più attraenti. Il 47% degli intervistati europei e il 65% degli USA dichiara, infatti, che assumerà nuove risorse. In Europa e USA i tassi di assunzioni sono maggiori, ma le evidenze più importanti sono rinvenibili nelle compe-
tenze ricercate sul mercato. In Italia l’eccessiva focalizzazione sulla produzione fa perdere di vista opportunità esponenziali legate al Digital e all’Export, presidiati invece in termini di investimenti negli altri Paesi. Sebbene ormai il 50% degli acquisti sia influenzato dal web, le imprese tricolore non hanno ancora messo a punto una strategia commerciale integrata. Nonostante la domanda mondiale di prodotti made in Italy sia cresciuta del 5,2% nel solo settore enogastronomico, l’ecommerce non è ancora ritenuto strategico dai produttori. Per questo, solo il 43% del campione pensa di potenziare le figure digital (contro il 60% in Europa e il 65% negli Stati Uniti). Dai dati europei viene fuori uno scenario molto più omogeneo: le assunzioni per l’Industria sono sì focalizzate sulla produzione, ma marketing & sales costituiscono importanti aree di investimento, mentre HO.RE.CA.e Commercio puntano in maniera decisa su marketing e sales, interpretato in chiave moderna. Sul fronte USA, gli ambiti di assunzione più battuti riguardano l’e-commerce e il marke-
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Il settore alimentare italiano necessita di una crescita culturale a livello manageriale ting, che guidano i nuovi ingressi; per l’HO.RE.CA, la priorità è potenziare le strutture dedicate alla qualità, mentre l’industria punta tanto sul canale moderno, quanto sull’e-commerce. Ma dove verrà l’innovazione? Alla domanda: “Quale ritiene che siano i tre settori dell’innovazione strategici per il food?”, circa il 50% degli intervistati si è concentrato su alimenti per persone con esigenze speciali e intolleranze, nel 17% sul biologico, seguono al 10% packaging e sostenibilità, mentre l’e-commerce si attesta sul 7%. E questo, nonostante il 61% dei consumatori di 56 Paesi dichiari di aver usato Internet per ricerche legate alla spesa, per controllare e confrontare i prezzi o per leggere le recensioni dei consumatori. Una tendenza ben compresa dall’agroindustria europea, dove il commercio online è in cima alla classifica dei settori guida dell’innovazione, a pari merito con il biologico (26%), seguito a ruota dagli alimenti speciali (22%) e dalla sostenibilità (15%). Negli Stati Uniti, tengono il podio alimenti etnici e biologico (24%), seguiti da alimenti speciali e e-commerce (19%): dati perfettamente coerenti con le previsioni di assunzione in questi continenti.
GLI EFFETTI DEL DIGITALE SULL’INTERA CATENA DEL VALORE
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La donna nutrice della società
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Mostra fotografica a Palazzo della Valle sull’impegno femminile nel dopoguerra. Le case history di attive protagoniste che si fanno spazio nella società di Gaetano Menna
commercio, nelle ferrovie. «Per le donne, chiamate a coprire i lavori degli uomini in momenti di emergenza, nel periodo del conflitto bellico si aprirono nuovi spazi d’azione – ha osservato Marina Di Muzio -. Però il superamento del divario di genere è un processo lento e ancora incompiuto». Dal dopoguerra ad oggi la condizione femminile in Italia è profondamente mutata. Certo la donna ha finalmente
Di Muzio: «I riflettori di Expo non possono non essere accesi sul ruolo della donna»
raggiunto un riconoscimento sociale, politico e giuridico, dopo decenni di battaglie per l’affermazione dei propri diritti; restano però diseguaglianze e disparità ancora da superare. «Anche le Organizzazioni di rappresenriflettori di Expo tanza dei datori e dei lavoratori – ha non possono non detto in conclusione il direttore geessere accesi sul nerale di Confagricoltura, Luigi Maruolo della donna strobuono – dovrebbero fare di più come “nutrice del- per il superamento del divario di gela società”, deposi- nere nei ruoli elettivi e direttivi.Ancotaria delle regole, delle tecniche e del- ra poche le donne al vertice; Marcele arti che riguardano il cibo e la sua gaglia in Confindustria e Camusso preparazione». Lo ha detto la presi- nella CGIL hanno fatto comprendere dente di Confagricoltura Donna Mari- che non vi devono essere discriminana Di Muzio, nel corso dell’inaugura- zioni di sesso». zione della mostra fotografica “Il lavo- Nel corso del vernissage della mostra ro della Donna nella ricostruzione dal si sono presentate le storie personali dopoguerra”, realizzata a Roma nello di donne attivamente impegnate ad storico cortile di Palazzo della Valle affermarsi nella società, nella comuni(dal 22 al 26 aprile), tra gli eventi con- cazione e nell’economia. Come Nicofederali di avvicinamento all’esposi- letta Campanella che si occupa della zione Universale. La mostra è stata realizzazione di volumi da collezione realizzata dalla Confagricoltura in col- e di video. «Libri – ha spiegato - che laborazione con l’Archivio di Stato di sono un viaggio nella memoria, per riAvellino, Rai Teche, la Fondazione per scoprire quello che ha caratterizzato il Museo storico scientifico del Tabac- il Novecento». I volumi sono costruiti co. Attraverso le immagini ed i filmati come pellicole cinematografiche, con si è raccontata così l’evoluzione della testi e foto legati, che impongono un condizione del lavoro femminile av- continuo rimando dagli uni alle altre, viata a partire dal conflitto mondiale, esattamente come le sequenze di un quando all'interno delle famiglie e film. Da qui la scelta di elaborare andelle fabbriche, le donne presero il che dei video sui volumi pubblicati. posto degli uomini chiamati al fronte. Lorenza Vitali è una attiva food blogSignificative le foto sulle donne impe- ger, anzi – come si definisce – una gnate in agricoltura, nel tessile, nel “food trotter”, da anni perennemente
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in viaggio alla scoperta dell’enogastronomia made in Italy. «Il mondo della comunicazione, anche nel settore agroalimentare, ha avuto un’evoluzione velocissima grazie alle nuove tecnologie, il web in primis, ma è fondamentale – ha evidenziato - non perdere la memoria storica di ciò che siamo stati». Proprio per queMarina Di Muzio sto ha voluto riportare indietro l'orologio della storia ricordando la vicenda, negli anni delMastrobuono: «Superare la guerra, di un gruppo di donne dopo l'eccidio di Civitella in Val di Chiail divario di genere anche nel na del 29 giugno ‘44. «Un paese fantamondo della rappresentanza» sma di sole donne e bambini che si salvarono con l'arguzia in particolare di una certa Gemma Rossi, medaglia sidente di “Tenute Silvio Nardi”, che d'oro al valor civile, nascondendosi nasce tra gli anni ’50 e 70 dall’acquinel bosco e sfamandosi per giorni di sizione delle aziende Casale del Bosole bacche e radici». Ritornando al- sco, Manachiara, Bibbiano, situate a l’oggi Vitali ha ricordato anche le Montalcino, Castelnuovo dell’Abate e esperienze delle “donne del vino” che Buonconvento. Figlia più piccola di hanno «storie pazzesche alle spalle». Silvio, Emilia entrò in azienda nel «In cantina le quote rosa sono una 1985 e, cinque anni dopo, subentrò al straordinaria realtà, che le viticoltrici padre alla guida. «Insieme ai miei frasi sono conquistate con merito». telli, decisi di introdurre radicali camEmilia Nardi ricopre la carica di pre- biamenti nel processo di produzione
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VETTURE LANCIA IERI E OGGI
Sponsor dell’evento Fiat/Lancia, partner tecnico Ricoh. Ha collaborato Ferrovie dello Stato. Per il vernissage hanno fornito prodotti e dato supporto i seguenti consorzi e aziende: Asti Docg, Il bello della vita, Gotto d’oro, Casale del Giglio, Abbazia Parmi, Marina Colonna, Maccarese, Casale di Martignano, Casale della Ioria, Giansanti. Originale l’aperitivo Astihour a base di Asti Docg e frutta. 24| MONDO AGRICOLO|MAGGIO 2015
del vino e di conduzione aziendale – ha ricordato -. Intrapresi un processo di ristrutturazione sia dei vigneti, sia della cantina, scegliendo di affiancare alla tradizione, la ricerca scientifica». Nel 1995 nacque il Brunello prodotto dalla vigna di Manachiara, fiore all’occhiello dell’azienda. «Tenute Silvio Nardi oggi sono 36 vigneti, in cui agiamo con la consapevolezza di poter contare su un territorio intatto, inconfondibile, amato e con la volontà di puntare sull’espressione di ogni singolo terroir». Elisabetta Maggini è giovane ma ha un curriculum di tutto rispetto come manager pubblico: è stata membro della segreteria della presidenza della Provincia di Roma e poi della Regione Lazio; attualmente è componente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Roma, consigliere di amministrazione di Sorgente Group e di Acea. Un sorriso dolce ma anche la fermezza di chi crede in un percorso di rinnovamento che è anche culturale. Non a caso l’impegno per la cultura, due anni fa, nel progetto “Vocazione Roma” portato avanti alla guida di un’associazione di giovani imprenditori, under 40. Ha chiuso l'incontro Maria Luisa Grilletta, ingegnere elettronico, responsabile della gestione commesse degli investimenti rotabili di Trenitalia, uno scherzetto che muove un valore di oltre 800 milioni di euro all'anno. Tra l’altro, proprio nei giorni della Mostra di Confagricoltura, presidiava all’inaugurazione del nuovo Frecciarossa 1000 di Trenitalia sulla tratta MilanoRoma, che potrà raggiungere anche i 400 km/h. «La mia carriera – ha raccontato nell’incontro di Confagricoltura Donna - è stata costruita con competenza, risoluzione, avendo chiari gli obiettivi da raggiungere». Massimo impegno per arrivare al top, «ma senza rinunciare alla famiglia e alla maternità che mi hanno cambiato e migliorato».
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Investire nelle giovani idee
Dalla collaborazione tra Confagri e H-Farm, in vista di Expo, nasce un Report sul valore d elle nuove start up nel settore del food e in agricoltura. Un nuovo modello di impresa b asato sull’innovazione tecnologica e digitale
di Gabriella Bechi
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mattina quando arriviamo nella tenuta di Ca’ Tron, sede di H-Farm, in una magnifica giornata di sole e ci rendiamo subito conto di essere arrivati in posto speciale. Una grande pace ma, al tempo stesso, un’incredibile energia. Ci accolgono cartelli con frasi storiche, che però ci spingono direttamente al futuro. Non vediamo quasi nessuno intorno. Ma girando per i vialetti che separano i 13 parallelepipedi adibiti ad uffici, ci accorgiamo che dentro ognuno di essi gruppetti di tre, quattro ragazzi lavorano alacremente davanti ai computer. È qui che le invenzioni diventano innovazione, le idee diventano prodotti e le persone diventano imprenditori. H-Farm (la H sta per Human) nasce nel 2005 per volontà di Riccardo Donadon che, dopo aver maturato una grande esperienza nel mondo digitale, prima nel gruppo Benetton e poi in E-Tree, da lui fondata, decide di creare il primo venture incubator
privato, collocandolo all’interno di una storica tenuta agricola di quasi 1000 ettari che si affaccia sulla laguna di Venezia. Un villaggio dell’innovazione applicata all’impresa, dove oltre 450 ragazzi vivono e lavorano in un ambiente accogliente, in grado di favorire la contaminazione e la condivisione di conoscenza. “Attraiamo talenti e li mettiamo a disposizione delle imprese – dice Riccardo Donadon -. In questo modo diamo ai giovani l’opportunità di es-
sere protagonisti del cambiamento, dedicandosi al loro ingegno e alla loro incoscienza, e alle imprese di crescere nel nostro territorio”. Tra le iniziative di avvicinamento ad Expo, Confagricoltura ha avvitato un progetto di collaborazione con H-Farm, che si è concretizzato nella realizzazione di un Report “Food & Agricolture Tech for Confagricoltura”.Il Report parte dalla considerazione che, entro il 2050, avremo bisogno di produrre il 70% di cibo in più per
delle possibilità e della riduzione dei costi. Il secondo fattore di cambiamento è di tipo culturale ed è rappresentato dal continuo aumento dell’interesse, da parte dei giovani, per la terra da coltivare, da rensostenere una popolazione mondia- dere impresa ecosostenibile, da “lale che si prevede cresca fino a 10 vorare” in rete. L’insieme di questi miliardi. C’è, dunque, la necessità di tre fattori distinti, guidati rispettivanuove tecnologie che l’avanzamen- mente da una necessità, dall’uso delto digitale renderà accessibili ad una le nuove tecnologie e da un cambiasempre più vasta platea di soggetti, mento culturale, rendono il tema attraverso una crescita esponenziale dell’innovazione in ambito agricolo
“Attraiamo talenti e li mettiamo a disposizione delle imprese”
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e alimentare di altissima rilevanza e di assoluta urgenza. Il Report illustra sette start up di successo, a livello internazionale, nel mondo del Food, come “AG local”, per la spedizione agli utenti di carne fresca allevata in modo sostenibile nei ranch americani; “Blu Apron” che, a New York, invia ingredienti per la preparazione di ricette; “Cortilia” il primo mercato agricolo on line italiano, o “Foodscovery”, start up nata da due ragazzi foggiani che si sono straferiti a Berlino e che offre la possibilità ai consumatori europei di comprare specialità tipiche italiane. Undici invece le start tap contenute nel Report per Confagricoltura, nel settore agricolo, come “Conservis” che, attraverso un software, dà la possibilità di avere una visione in tempo reale della propria attività su qualsiasi browser o dispositivo: smartphone, tablet, computer; “Ceres Imaging”, che permette agli agricoltori di ottenere dati spettrali per ottimizzare l’irrigazione e la concimazione azotata;“Drone Deploy”, piattaforma intelligente per l’uso
Confagricoltura a HFarm
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start up del Parco Tecnologico Padano, una start up di H-Farm, “Good Appetito”, e una realizzata da Giovanni Chiò, giovane imprenditore dell’Anga Umbria, sull’agricoltura di precisione. All’incontro ha partecidei droni;“Blue River Technologies”, pato l’intera giunta di Confagricolche impiega tecnologie di visione tura, tra cui Marco Caprai, che nella artificiale e robotica per creare solu- sua attività di vitivinicoltore è entrazioni intelligenti per le aziende agri- to in contatto con molte start up cole; “BovControl”, che sviluppa che sono state in grado di apportare un’applicazione per smartphone e un significativo miglioramento alla web in grado di monitorare il be- sua impresa, dal punto di vista della stiame. Nel corso della giornata so- sostenibilità ambientale ed econono state quindi presentate alcune mica, anche attraverso l’utilizzo delle reti d’impresa. Le conclusioni sono state affidate al presidente Mario Guidi che ha detto: “Alla fine di questa giornata sono ancora più convinto di fare l’agricoltore, ma ho capito anche che il mestiere più vecchio del mondo deve diventare contemporaneo. Abbiamo enormi potenzialità, perché abbiamo il ‘potere’ di chi produce, ma dobbiamo essere meno resistenti al cambiamento, non utilizzare solo la tecnologia lineare, ma tutto quello che le nuove frontiere del digitale offrono. Dobbiamo guardare ai giovani. E se guarderemo ai giovani, faremo del bene a noi stessi”.E, alla fine della giornata, in mezzo a tutti questi ragazzi, ci sentiamo tutti un po’ più vecchi fisicamente, ma con tante nuove idee in più.
Guidi: «Il mestiere che è il più vecchio del mondo deve diventare “contemporaneo”»
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Qui si seminano imprese Nei primi dieci anni H-Farm ha destinato 19,8 milioni di euro a 80 start up. Tra il 2015 e il 2025 sono previsti investimenti per ulteriori 25 milioni
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-Farm è un incubatore d’impresa. Ogni anno, con il programma HCamp, si rivolge ai giovani che cercano una guida per lo sviluppo della loro impresa innovativa, sfruttando le nuove tecnologie e le potenzialità offerte dal digitale nei settori di eccellenza del Made in Italy. Le candidature ogni volta sono circa 3.000, tra le quali vengono selezionati i progetti migliori, che vengono sottoposti ad “accelerazione”, con attività di mentoring e tutoring e condizioni agevolate per usufruire dei servizi di partner tecnici. I ragaz-
zi, che hanno in media tra 22 e i 24 anni, hanno a disposizione quattro mesi di tempo per dimostrare che la loro idea è buona. “Crediamo che le opportunità maggiori risiedano nella specializzazione – dice Riccardo Donadon - facendo leva sugli aspetti distintivi del nostro territorio. Per questo ci concentriamo sui progetti in cui il nostro ruolo è davvero determinante grazie al nostro network e al sistema imprenditoriale italiano. Le nuove realtà che nasceranno e cresceranno qui avranno il compito di contaminarsi, di dialogare con le aziende tradizionali, guidarle e renderle ca-
Donadon: «Le nuove realtà si contaminano con le aziende guidandole al nuovo» sulenza strategica e logistica, hanno incontri ed eventi organizzati direttamente con l’azienda. Nei primi dieci anni H-Farm ha investito 19,8 milioni di euro in 80 start up. Il fatturato aggregato delle aziende supera i 30 milioni di euro e tra il 2015 e il 2025 sono previsti investimenti per ulteriori 25 milioni di euro. In seno a questa visione, all’interno di H-Farm si è sviluppata la Digital Accademia, che si è affermata come punto di riferimento per la formazione in ambito digitale in Italia, sia per le aziende (Corporate education), sia per i ragazzi, dai “digital native”(per i bambini dai 6 ai 10 anni), fino ai master post laurea. Inoltre H-Farm svolge attività di Scouting&Advisoring per le imprese, selezionando le migliori start up di ogni settore a livello internazionale, con l’obiettivo di approfondirne la conoscenza e verificare la compatibilità del loro business con le logiche aziendali. (G. B.)
Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm
paci di aprirsi all’innovazione e alle enormi opportunità che il digitale offre”. Il secondo programma è il Corporate Acceleration, rivolto al mercato e alle aziende che cercano di abilitare il cambiamento attraverso l’energia dei giovani e delle loro start up. Dopo aver definito gli obiettivi dell’azienda, H-Farm attiva tutti i canali nazionali e internazionali per reclutare le migliori start up che si vogliono candidare a partecipare al programma. Quelle selezionate trascorrono quattro mesi all’interno del campus, dove oltre a beneficiare di servizi e risorse operative di conMAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |31
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Logistica al servizio delle imprese Avviata la collaborazione tra Confagri e Unione Interporti Riuniti. Incontri congiunti alla “Vigna di Leonardo”
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l sistema agroalimentare guarda con vivo interesse agli interporti, ovvero alle strutture di interscambio delle merci (autotrasporto, ferrovia) e di interconnessione con la GDO e le Dogane, costituite presso i principali centri urbani e di snodo del Paese. In tale ottica, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi ed il presidente di Unione Interporti Riuniti (UIR) Matteo Gasparato, hanno firmato un protocollo d’intesa diretto a svolgere iniziative comuni per valorizzare il sistema della logistica per la filiera agroalimentare. Si vuole avviare una sinergia e quindi sviluppare una serie di azioni comuni per rendere sempre più funzionali i servizi connessi ai trasporti per i prodotti agricoli ed alimentari. Non a caso la partnership è stata siglata alla vigilia dell’Expo. Infatti le due associazioni realizzeranno, congiuntamente, un incontro pubblico presso la Vigna di Leonardo.
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“La partecipazione ad Expo – ha detto Gasparato - è strategica per UIR e Confagricoltura per far conoscere al mondo due eccellenze italiane quali sono la logistica e l'agricoltura”.“Consideriamo gli interporti degli hub strategici per veicolare le merci e favorire l’intermodalità - ha aggiunto Guidi -. Fanno da collegamento essenziale tra aziende, GDO e Dogane razionalizzan-
Matteo Gasparato
do, velocizzando e semplificando l’allocazione dei prodotti trasportati e la loro commercializzazione. Expo è la formidabile vetrina per ricordare quanto sia indispensabile il sistema dei servizi alle imprese”. Tra l’altro le due associazioni pensano di concretizzare dei sistemi di tracciabilità delle merci che riducano il carico burocratico sulle imprese, semplifichino le procedure, di autorizzazione e documentali, abbattano i costi e garantiscano la miglior salvaguardia dei prodotti. Ha osservato il presidente Guidi:“Lavorare assieme è una priorità, tenendo ben a mente che agli imprenditori agricoli stanno a cuore la globalizzazione, la competizione ed un rapporto efficace con la GDO”. E Gasparato: “Quelli della logistica e dell'agricoltura sono due mondi che si incontrano pienamente, mettendo a frutto le loro capacità di creare sviluppo e lavoro”. (M. M.)
L’A P E R T U R A
Trattori in pista in Franciacorta Bolidi e trattori gli uni accanto agli altri nell’area test dedicata a esercizi su pista fuoristrada realizzata da Enama presso il Franciacorta International Circuit di Castrezzato (BS)
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na pista fuoristrada unica in Italia per soddisfare le esigenze di training e di sicurezza nel settore delle macchine agricole. Si tratta dell’area test realizzata presso il Franciacorta International Circuit a Castrezzato (BS), da ENAMA, l’Ente Nazionale di Meccanizzazione Agricola che vede tra i membri del Cda il presidente UNCAI Aproniano Tassinari in rappresentanza di Confagricoltura. Il tracciato si sviluppa accanto all’autodromo bresciano e permette di effettuare, con trattrici, attrezzature e rimorchi, esercizi a diversi livelli di difficoltà, con diverse pendenze laterali e verticali, risalti, simulazioni di superamenti e attraversamenti di
fossi, riproducendo situazioni reali di potenziale rischio. Un percorso complesso che mette alla prova l’abilità sia di trattoristi di lungo corso sia di chi sta imparando e desidera affinare la propria sensibilità di manovra. CORSI DI GUIDA SICURA PER TRATTORISTI Organizzati da ENAMA su richiesta di operatori, formatori e associazioni di categoria, i corsi di guida sicura sono orientati a fornire una corretta tecnica di guida. “Calarsi in esercitazioni che propongono situazioni diverse dalla routine – ha spiegato l’istruttore ANAMA Valter Leonardi – permette agli operatori di migliorare manualità e capacità tecniche nell’uso di trattrici e di affrontare con più decisione e in sicurezza qualsiasi tipo di situazione”. Una prospettiva che incuriosisce, pensando che accanto ai trattori impegnati ad attraversare fossi, sfrecciano bolidi capaci di raggiungere i 300 km/h, per un mix di lentezza e velocità abbinate agli stessi concetti di sicurezza, precisione e delicatezza di manovra.
UNCAI L'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Sede Corso Vittorio Emanuele II, 87 - 00186 Roma Tel. +39 06 6852557 - Email segreteria@contoterzisti.it www.contoterzisti.it Presidente: Aproniano Tassinari Direttore: Francesco Torrisi
UNCAI PER #ITALIASICURA Soddisfazione di UNCAI per l'accordo siglato tra Governo, Sindacati per una #italiasicura che sblocchi le opere anti dissesto idrogeologico. "I Contoterzisti – il commento di Aproniano Tassinari, presidente di Uncai – svolgono un'importante funzione di prevenzione del dissesto, soprattutto nelle aree più fragili come quelle pedemontane e lungo la dorsale appenninica. L'esperienza insegna infatti che là dove interviene un Contoterzista, le frane, gli incendi e le alluvioni diminuiscono. Inoltre, grazie ai Contoterzisti, si innesca il ciclo virtuoso dell'utilizzo degli ‘scarti’ delle foreste come biomasse". Per restituire agli italiani la certezza di vivere in un territorio sicuro, serve un grande gioco di squadra in cui tutti si sentano protagonisti. Il dissesto si combatte con interventi sistematici di manutenzione del territorio, ma anche con mezzi meccanici adeguati e capacità di guida e intervento.
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N O T I ZI E
Giuseppe Castiglione
Contoterzisti DOC… per legge Castiglione:“Necessaria un’adeguata qualificazione professionale, verificabile e certificabile, degli agromeccanici”
Rurale soprattutto per quanto riguarda l’aggiornamento del parco macchine e mezzi meccanici, con risorse importanti soprattutto per le Regioni meridionali laddove le condizioni di lavorazione si presentano assai diversificate e spesso maggiormente rischiose per la sicurezza degli operatori. Solo alcune Regioni hanno tuttavia deciso di inserire gli agromeccanici nei PSR. Occorrerebbe ancora un via libera da Roma, sostengono. È proprio così? La Commissione europea ha riconosciuto l’importanza delle lavorazioni conto terzi in un sistema agricolo come il nostro connaturato da una grande frammentazione delle aziende, dando la possibilità alle Regioni di includerli nei PSR. L’applicazione di tale opportunità rientra nelle prerogative delle singole Regioni relativamente alle quali il Ministero svolge solo una funzione di supporto, auspicando una maggiore collaborazione tra gli imprenditori agricoli e i contoterzisti nell’interesse di entrambe le categorie.
Confagricoltura e Uncai si sono già messi d’accordo sui PSR, è però ancora in discussione in Parlamento iuseppe Castiglione è catanese di gas, alla gestione dei liquami. Soluzioni la legge sulla qualificazione profesBronte, terra vulcanica e argillosa, che contribuiscono in maniera impor- sionale dei contoterzisti. Che rischi punteggiata da ulivi, aranci, siepi di tante non solo per gli aspetti economi- possono correre le aziende agricofichi d'India, mandorli, viti e natural- ci e di maggiore competitività delle le, i terreni e l’intera filiera agroalimente pistacchi (frastucara, in sici- aziende ma anche per le ricadute posi- mentare affidandosi a contoterzisti liano). Si occupa di agricoltura pri- tive in termini ambientali grazie alla ri- improvvisati? ma nella sua terra, come assessore re- duzione degli input e delle emissioni in Ho partecipato lo scorso dicembre al digionale, poi in Europa, all’interno della atmosfera, della produzione di energia battito su tale testo e il confronto ha fatto Commissione per l’agricoltura e lo svi- rinnovabile e della migliore gestione emergere ancor più la necessità di interluppo rurale,e dal 2013 nei governi pri- dei reflui zootecnici. La manutenzione venire sia per una rinnovata qualificazioma Letta e Renzi come Sottosegretario del territorio svolta dai contoterzisti ne professionale sia per una migliore ordi Stato del Ministero delle Politiche ha, inoltre, ripercussioni positive anche ganizzazione delle imprese che esercitaAgricole. sugli aspetti di mitigazione del dissesto no l’attività agromeccanica. Garantire la idrogeologico, mentre la possibilità di qualità e la sicurezza dei prodotti e dei Onorevole, la terra dove è cresciu- operare oltre le dimensioni delle singo- servizi per i consumatori quanto per le to, le pendici occidentali dell'Etna, le aziende, in Italia molto frammentate, stesse aziende è una delle priorità del Mirappresenta un ecosistema locale consente di raggiungere la massa criti- nistero delle politiche agricole alimentari ricco di fascino, ma anche fragile. ca necessaria alla valorizzazione e al e forestali. Peraltro, un’adeguata qualificaCosa può fare l'agricoltura in aree riutilizzo dei residui delle lavorazioni zione professionale, verificabile e certifisoggette a dissesto idrogeologico? forestali, ad esempio con finalità ener- cabile, contribuisce anche al miglioraOggi può fare molto grazie all’innova- getica. Un contributo importante al- mento degli aspetti legati alla sicurezza zione tecnologica. Penso all’agricoltura l’incentivazione di questi aspetti sarà sul lavoro in ambito agricolo e alla consedi precisione, agli agro farmaci, al bio- garantito dai Programmi di Sviluppo guente riduzione dei relativi infortuni.
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Come è possibile certificare la professionalità di un agromeccanico? Implementando gli aspetti legati alla formazione e all’aggiornamento professionale. Tanto più che formazione e aggiornamento sono strettamente connessi all’incremento dei margini di competitività del settore produttivo agricolo. Per questo motivo le azioni di formazione costituiscono un pilastro fondamentale sia delle politiche di sviluppo rurale sia dei fondi strutturali relativamente agli aspetti coperti dalle azioni del FSE. Inoltre in questi ambiti la formazione ha un ruolo ancora più rilevante in quanto il lavoro in agricoltura è diverso da quello degli altri settori essendo legato alle condizioni dell’ambiente naturale: basti pensare al terreno agrario che può cambiare completamente l’aderenza dei mezzi al variare del contenuto di umidità del suolo (stesso luogo ma orari diversi fanno si che le condizioni siano diverse). Come valuta invece una certificazione con valore legale dei lavori svolti dalle aziende conto terzi? Promuovere sempre di più l’adozione di schemi di certificazione anche volontaria che prevedano opportune verifiche e controlli da parte di un ente terzo è una garanzia della correttezza del lavoro svolto e della qualità del servizio. Tali requisiti devono essere sviluppati nell’ottica di non costituire però un onere eccessivo per le imprese e garantire procedure di accesso semplici e trasparenti. Regione Lombardia ha di recente varato un albo degli agromeccanici. Come valuta l'iniziativa? Come già detto è fondamentale avere strumenti che garantiscano la professionalità e la qualità del servizio purché questi strumenti siano “aperti”, stabilendo in maniera trasparente le condizioni di accesso come i requisiti professionali, le attrezzature e i mezzi necessari per svolgere le prestazioni richieste a regola e garantire tutti gli aspetti legati alla sicurezza, al la qualità.
SCRIVI A UNCAI - LETTERE@CONTOTERZISTI.IT Sono un contoterzista di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, con un’esperienza di quasi trent’anni esclusivamente nella viticultura. Vi scrivo perché sono arrabbiato. Poco tempo fa, una nota rivista di agricoltura ha pubblicato un articolo su “come ridurre i costi di gestione del vigneto” con un conto economico senza alcun senso. Nel calcolare le tariffe per le lavorazioni, chi ha redatto il testo non considerava infatti i costi del personale (assicurazione, contributi, corsi per la sicurezza e così via). Così come non calcolava le tasse che noi contoterzisti, come tutti, paghiamo, né tantomeno il giusto ricavo per i servizi svolti e i costi di ammortamento dei moderni mezzi tecnici che mettiamo in campo, non certo trattori di quarant’anni fa. Se il mondo è cambiato e ci troviamo in una situazione di meccanizzazione agricola così evoluta è merito soprattutto dei tanti sacrifici dai contoterzisti. L’articolo mette in difficoltà tanti contoterzisti seri che lavorano comunque con tanta passione senza diventare ricchi. Vi mostro una piccola tabella che potete confrontare con i prezziari regionali del Veneto per le lavorazioni agricole eseguite da un contoterzista iscritto regolarmente alla Camera di Commercio. Valter Bagnarol
COSTI DI GESTIONE DEL VIGNETO LAVORAZIONE
COSTI ERRATI PUBBLICATI
COSTI REALI
Fertilizzante
€ 1 2 0 ,0 0
€ 4 0 0 ,0 0
Costo concimazione minerale
€ 3 0 ,0 0
€ 6 1 ,0 0 (autista, trattore, gasolio, spandiconcime, tassa, guadagno = € 2 2 +1 0 +4 +5 +1 0 +1 0 )
Manodopera sostituzione fili
€ 5 0 ,0 0
€ 1 5 0 ,0 0 (l’operatore solo per camminare a filari alterni impiega 2 ore, senza contare il passaggio eventuale del trattore o altro materiale)
Potatura manuale (€ 1 7 all’ora)
€ 1 .0 0 0 ,0 0 (calcolando solo 6 0 ore)
€ 1 .7 0 0 ,0 0 (servono 1 0 0 ore)
Sfogliatura meccanica
€ 5 5 ,0 0
€ 1 2 2 ,0 0 (servono 2 ore perha)
Trinciatura meccanica sementi (€ 61,00\ha)
€ 5 0 ,0 0 (stimando solo 4 0 minuti per ha di vigneto)
€ 8 5 ,4 0 (serve 1 ,4 ore per ha)
Vendemmia meccanica
€ 4 3 0 ,0 0
€ 4 9 0 ,0 0
Gestione tecnica e tenuta registri
€ 4 5 0 ,0 0
Gestione completa di un vigneto di media dimensione di 2 0 ettari di blocco
€ 6 .0 0 0 ,0 0 per ettaro
MAGGIO 2015|MONDO AGRICOLO|III
NOTIZIE
Contoterzismo e controllo funzionale delle macchine per la difesa Per porre domande all’esperto Uncai in meccanizzazione agricola Silvio Balloni scrivere a lettere@contoterzisti.it
per ogni intervento. La verifica del diagramma di distribuzione rientra nell’ambito del controllo funzionale, ma costituisce anche una taratura poiché la regolazione dell'inclinazione degli ugelli tiene conto dell'altezza massima raggiunta, in piena vegetazione, dalle piante in azienda per evitare bagnature oltre tale quota.Tale intervento va quindi considerato anche come taratura. Nel Piano d’Azione Nazionale degli agrofarmaci, i manuali di riferimento per il settore, le linee guida per la difesa integrata sono quelli ENAMA e Life-TOOPS. Altri sono in corso di elaborazione (es. orientamenti per la difesa integrata obbligatoria e manuale sulla mitigazione del rischio). Ciò è la testimonianza dell’impegno del legislatore Europeo e Nazionale rivolto non solo al miglioramento delle condizioni di base delle macchine, ma anche al rispetto e salvaguardia dell’ambiente. Un impegno a cui i contoterzisti contribuiscono pienamente grazie alla conoscenza delle potenzialità delle loro attrezzature agricole e delle interazioni tra meccanizzazione agricola e attività agricola.
(specie colturali, forma di allevamento, fase vegetativa, distanza tra le file e lungo la fila, ecc.). Per svolgere la taratura delle irroratrici occorre innanzitutto operare con er taratura delle irroratri- una macchina che abbia superato il ci si intende l’adatta- controllo funzionale in un mento delle modalità di centro accreditato e quindi utilizzo delle macchine determinare alcuni parame- CREMONA - Contoterzisti, imprenditori da e attrezzature per la dife- tri di meccanizzazione e tec- sempre orientati all’innovazione. Rossano sa delle colture alle spe- nica agricola (velocità di Remagni Buoli, Vice presidente dei Contoterzisti cifiche realtà aziendali. La taratura avanzamento ottimale, volu- di Cremona, è uno di loro. Ha investito non può quindi essere un procedi- mi di intervento, pressione sull’agricoltura digitale e sul software mento standardizzato come il con- di esercizio, diagramma di Agrogest (progettosoftwaresas.com), in grado di compilare le schede Uma per il trollo funzionale. Occorre, infatti, distribuzione). identificare le condizioni operative In questo percorso tecnico consumo del carburante agricolo; di gestire di campo e le realtà aziendali dove la si approfondiscono ele- tutte le lavorazioni e molto altro ancora. “Il macchina irroratrice viene utilizzata menti quali: i limiti massimi software permette anche di calcolare il definiti dai disciplinari di margine di guadagno sulle lavorazioni – produzione integrata, il vo- spiega Remagni Buoli –, tenendo conto di lume di miscela fitoiatrica tutte le spese”. “L'innovazione – sottolinea da distribuire, la larghezza il presidente Uncai Aproniano Tassinari – tra le file delle colture e la non è più un sistema top-down con livelli velocità d'avanzamento e si impermeabili fra loro. La nascita di start calcola la conseguente por- up anche nel settore dei servizi all’agricoltura tata richiesta per lo specifi- mostra come l’interazione aperta fra ricerca, co intervento (litri/minu- sviluppo e uso di un prodotto siano oggi i to). Ottenuta la portata ri- driver dell’innovazione e i veicoli di investimento chiesta, si procede alla de- in grado di accelerare il cambiamento offrendo terminazione della pressio- soluzioni concrete alle imprese”. Silvio Balloni ne d'esercizio necessaria di Silvio Balloni Dottore Agronomo, Dottore di Ricerca in Ingegneria Agraria
P
IV| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2015
A T T U A L I TÀ F O O D
Ambasciatore del made in Italy Il Grana Padano sbarca al Palazzo di Vetro, per la presentazione del magazine “Eccellenze italiane”, official partner dell'Onu durante Expo
L’incontro all’Onu
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l Grana Padano è sbarcato presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, rafforzando il proprio ruolo di ambasciatore del made in Italy vincente a livello internazionale. Lo ha fatto sapere Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Tutela Grana Padano, spiegando così il significato della sua partecipazione all'incontro
avvenuto al “Palazzo di Vetro” a New York, nell'ambito della presentazione del magazine “Eccellenze Italiane”, official partner dell'Onu durante “Expo 2015” a Milano. «L’invito dell’Onu ci inorgoglisce e ci responsabilizza ulteriormente nel portare avanti la nostra mission di valorizzazione dell'eccellenza agroalimentare italiana ovunque», ha detto Baldrighi che ha poi ricordato come il livello qualitativo del Grana Padano, sia garantito, oltre che dal disciplinare, da 10 mila controlli annui che certificano la produzione di oltre 4,5 milioni di forme all'anno, delle quali più di 1,5 milioni esportate, con un aumento del 4,5% rispetto al 2013. «I riconoscimenti mondiali che ha ottenuto il nostro formaggio sono infiniti, ma il più grande – ha aggiunto - è la sua diffusione; per essere tanto conosciuto nel mondo, il nostro formaggio ha dovuto passare il vaglio dei controlli normativi di ciascun Paese e li ha sempre superati. La Russia, ad esempio, prima di consentire che un caseificio sia autorizzato ad esportare da loro i suoi prodotti lo sottopone a verifica diretta da parte di propri ispettori. Severi anche i controlli USA. Ma - per la verità - i controlli più rigorosi sono proprio quelli nazionali, come Consorzio ma anche come Paese». «Anche a New York – ha proseguito il presidente del Consorzio abbiamo ribadito che è vietato abbassare la guardia contro le scimmiottature e le contraffazioni che penalizzano in maniera pesante i consumatori, il made in Italy e le aziende produttrici». Guardando poi alle importanti tematiche del sostegno alle popolazioni più povere – oggetto anche dell’Expo 2015, Baldrighi ha osservato: «Occorre aiutare e sostenere coltivazioni e allevamenti, trasformazione e commercializzazione dei prodotti nei Paesi d’origine. Noi produttori di eccellenze dobbiamo portare le nostre esperienze nelle nazioni che possiedono eccellenze da far conoscere. Dobbiamo condividere il nostro know how». (M.M.)
GLI IMPE IMPEGNI GNI N CONCRETI PER P IL FUTURO O DELL DELL’AGRICOLTURA L’A ’ GRICOLTURA T The Good Growth Plann - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - è l’ambizioso l piano relativo all’imp all’impegno pegno concreto che Syngenta intende assumere assumeere per contribuire alla sicurezza alimentare a dell’ambieente. The Good Growth Plan consiste consisste in tre sfide e sei nel rispetto dell’ambiente. impegni misurabili con cui cuui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia salvaguardia dell’ambiente dell’ambiente possono coesisteree e che l’aumento sostenibile, della produzione agricola agriccola può avvenire in modo sosteni ibile, senza spreco di risorse. risorse. Growth Plan - Gli iimpegni dell’agricoltura” agricolo Il piano “The “Th G Good dG h Pl impegnnii concretii per il futuro f ddell’agr ll’ ricoltura” nel contesto agricol lo italiano elementi progetti si basa su 3 element ti fondamentali declinati declinati in pro ogetti specifici: specifici:
t Promuo Promuovere vere un’Agricoltura Intensiv Intensivaa Sostenibile S t Salv Salvaguardare aguaardare la qualità delle prod produzioni duzioni t Promuo Promuovere vere le peculiarità peculiarità delle filiere agroal agroalimentari imentari italiane Gestionee multifunzionale del territo territorio orio
Water W a Optimization Corn ater
Mira a dimostrare d come un’agricolturaa intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversitàà possano coesistere sfruttando sfruttanddo le aree marginali delle d aziende agricole come i bordi bordi campo.
è un u programma di coltivazione cre creato eato per ottimizzare le risorse idriche nella coltura del deel mais grazie alla com mbinazione di ricerca geneticaa tradizionale con combinazione pro ogrammi di semina e difesa fitosanitaria. fitosaanitaria. programmi
Grano Ar Armando rmando
HYVIDO HY YVIDO
contratto atto di filiera che permette di gara garantire antire grano è un contra pasta di qualità 1100% 00% italiano a un marchio di past ta premium del pastificio pastificio De Matteis.
Rappresenta appresenta la tecnologia svilupp sviluppata pata da Syngenta Ra perr aiutare gli agricoltori a produrre pe produrre orzo di qualità in quantità, qu antità, grazie alla combinazione di di nuovi ibridi di orzo conn un protocollo di coltivazione studiato studdiato per consentire unaa massimizzazione delle rese. un
Protocollili di qualità per la filiera vit Protocol vitivinicola tivinicola è un protocollo protoocollo di coltivazione per ll’uva uva da tavola e l’uva daa vino sviluppato per soddisfare i requisiti bilità della Grande Distribuzione che sono sostenibilità di sostenib richiesti ai produttori viti-vinicoli per favorirnee l’accesso ai mercati.
Filiera dii Qualità del P Pomodoro omodoro da Industria I
Formazione Foormazione sulla sicurezzaa alimentare, la tutela tu tela del lavoratore e dell’a dell’ambiente ambiente Haa lo scopo di sensibilizzare chi lavora laavora in agricoltura ad avere un ruolo centrale in termini termini di responsabilità soc ciale, di tutela della salute e dell’a ambiente. sociale, dell’ambiente.
è un protoc protocollo collo di coltivazione del pomodoro da d industria trasformatori che aiuta a far sistema tra produttori e tra asformatori italiani e a rispondere ai requisiti di sostenibilità sosteenibilità dei mercati nazionali nazzionali e internazionali.
t Sementi t Agrofar Agrofarmaci rmaci t Insetti ausiliari TM t Ser Servizi vizi add alto valore aggiunto aggiunto t Pr Programmi rogrammi di Agricoltura Responsabile R Scopri tutti i dettagli e sca scarica arica le sc schede hede dei progetti sul sito s www www.syngenta.it .syngenta.it nella sezione The The Good Gro Growth wtth Plan Plan
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Bouquet ddii sapori
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L’impresa ortofrutticola sarda ‘Sa Marigosa’ lancia la sfida dei prodotti sott’olio sempre all’insegna dell’alta qualità
di Elisabetta Tufarelli
“D
al fresco al sott'olio, non facciamo conserve, conserviamo i nostri raccolti”. Con questo slogan, riuscito ed accattivante, l’impresa ortofrutticola sarda ‘Sa Marigosa’ consolida la sua immagine aziendale di leader del settore del fresco e lancia la sfida sui prodotti sott'olio. E lo fa con nomi simpatici come ‘Pensieri di Chef’ o ‘ricette di Sardegna’ a sottolineare l’attenzione verso la qualità dei prodotti di un’azienda che, da 30 anni, propone frutta e ortaggi, freschi e confezionati. Qualità, basso impatto ambientale, sicurezza alimentare, etica del lavoro, risparmio energetico e gestione dei rifiuti sono le regole d’oro a cui si attiene l’azienda in ogni fase. E non potrebbe non essere così. Siamo nella parte centro occidentale dell’isola, in provincia di Oristano, vicino al sito archeologico dove sono state trovate le sculture nuragiche i “Giganti del Sinis” e le coltivazioni si estendono tra lo Stagno di Cabras ed il Golfo di Oristano, un’area molto suggestiva e ricca di storia antica, a un passo dalle MAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |41
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imponenti rovine della città fenicia di Tharros, costellata di nuraghi che sembrano sorvegliare i campi coltivati. “E’ la caratteristica dei nostri terreni calcarei – spiega l’imprenditore Paolo Mele – che arricchisce di salinità i nostri prodotti, conferendo loro un ‘bouquet’ di sapori e aromi unici”. Un’impresa sostenibile, da sempre, che rispetta territorio e ambiente, attraverso processi produttivi sempre più tecnologici che garantiscono sicurezza alimentare. Grazie a questo e alle innovative tecniche colturali, è favorita la produzione di meloni, angurie e carciofi di alta qualità.“Firmiamo sempre i nostri Capolavori – rimarca l’imprenditore – e abbiamo deciso di farlo anche in occasione di Expo.All’ingesso di Palazzo Italia, nel Cubo multimediale di Confagricoltura c’è, tra i 29 prodotti, anche la nostra anguria, 42| MONDO AGRICOLO|MAGGIO 2015
L’anguria di Sa Marigosa nel “cubo multimediale” di Confagri ad Expo
che passando più di 100 volte al giorno, sottolinea il valore delle nostre produzioni, pubblicizzando i nostri prodotti”. L’azienda orticola e conserviera ‘Sa Marigosa’ nasce nel 1986, grazie ai sostegni per l’imprenditoria giovanile. Il ventisettenne Salvatore Pala e il ventenne Paolo Mele, partendo da 10 ettari, crearono una Società Agricola, che nel 2008 è stata riconosciuta come Organizzazione di Produttori. “Il nostro amore per i prodotti della Sardegna è stato e continua ad essere – sottolinea Paolo Mele - l'ingrediente principale delle nostre coltivazioni”. L'azienda ‘Sa Marigosa’, opera oggi su circa 500 ettari – ed è la più importante Organizzazione di Produttori di melone e anguria in Sardegna, con altissime produzioni di carciofo di diversi cultivar, tra cui spicca il Carciofo spino-
Lo slogan aziendale: «Non facciamo conserve, conserviamo sapori» so di Sardegna Dop. E' da questa terra speciale, ricca di caratteristiche uniche e di tradizione antica, che nascono gli ortaggi come i peperoni carnosi, le deliziose e apprezzatissime creme di Peperone giallo in agrodolce e di Peperone rosso piccante, le Melanzane polpose e senza semi, le creme di Asparagi, le Zucchine croccanti e saporite e i Carciofi riconosciuti e graditi per la loro unicità di gusto e qualità elevata, realizzati esclusivamente dal fresco, seguendo la stagionalità. “Tutte le nostre ricette – precisa ancora Paolo Mele - nascono con la filosofia “come fatto in casa”. Ciò significa semplicità degli ingredienti, preservazione del gusto naturale del prodotto principale, dedizione e attenzione al risultato finale, così come vuole la tradizione gastronomica italiana, perché vogliamo garantire sapori autentici e riconoscibili”. L'appartenenza ad un territorio così ricco di tipicità come il Sinis, ha poi ispirato la creazione di ricette particolari e uniche sul mercato, come le Creme di Carciofo Spinoso di Sardegna Dop con la Bottarga di Muggine e la Crema di Carciofo Spinoso di Sardegna Dop con Muggine affumicato, o i Peperoncini ripieni di Crema di Carciofo e Muggine affumicato. L’ Italia è ricca di prodotti sani e buoni, e ‘Sa Marigosa’ punta a consolidare il proprio marchio sui mercati, guardando anche all’Asia e agli Stati Uniti, per comunicare ai consumatori l’indiscussa qualità e genuinità dei prodotti, evidenziando il suo fondamentale radicamento al territorio e all'area specifica di produzione. “L'internazionalizzazione sui mercati europei ed extra europei – conclude Mele - è divenuta una leva strategica della nostra organizzazione soprattutto dal momento in cui abbiamo creato le nostre linee trasformate”. MAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |4 3
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Alta qualità nel parco
Una storia di impresa familiare di successo. Quella dell’allevamento “Terraroma” dei fratelli Di Marziantonio ubicato nella zona protetta
di Elisabetta Tufarelli
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U
na impresa agricola familiare alle porte di Roma condotta da due fratelli, Michele e Andrea Di Marziantonio. E’ una Pmi che punta sulla qualità dell’allevamento (circa 400 capi di Frisone italiane che in azienda nascono e completano l’accrescimento), dei processi e del prodotto finale, carne, latte e formaggi. “La nostra azienda, ‘Terraroma’, è stata fondata negli anni ‘70 da nostro padre Emilio a Maccarese, i nostri terreni sono all’interno della zona protetta del ‘Parco del Litorale’. Papà è partito con sole 35 vacche e siamo cresciuti negli anni, mantenendo sempre la stessa filosofia aziendale alla ricerca continua del miglioramento della produzione agricola e della salute di nostri animali”, ci spiega con orgoglio Michele Di Marziantonio,
che aggiunge: ”E’ proprio in questo modo che otteniamo i nostri foraggi di altissima qualità, che usiamo per l’alimentazione del bestiame, e l’attenzione per il benessere degli animali la tocchiamo con mano, perché si traduce in un miglioramento sicuro e costante della qualità del latte e delle carni che produciamo, sul piano nutrizionale e organolettico”. All’impresa familiare collabora anche la mamma Annamaria, mentre i figli sono ancora troppo piccoli.“Mia nipote – racconta - fa il primo anno di agraria; mia figlia, invece, per il momento si è iscritta ad ingegneria”. L’azienda segue direttamente le fasi di lavorazione, confezionamento e distribuzione dei propri prodotti: latte Alta Qualità, latticini, formaggi e carni, attraverso il sito, la vendita diretta in azienda o in punti vendita selezionati, specializzati in prodotti di qualità. Nel caseificio, che opera dal’ 96, viene trasformato in squisiti formaggi e latticini prevalentemente a pasta filata il 20% del latte prodotto ad elevato contenuto di proteine e vitamine, for-
Il 20% del latte viene trasformato in latticini prevalentemente a pasta filata maggi, latte e carni vengono commercializzati attraverso il sito, la vendita diretta in azienda o in punti vendita selezionati, come il ristorante e forno Roscioli e lo chef e baker Romeo, specializzati nella commercializzazione di prodotti di qualità.“Il resto – precisa l’imprenditore – lo conferiamo alla Granarolo per la filiera Alta Qualità”.A Terraroma si produce anche la carne dai capi iscritti, sin dalla nascita, ai Libri Genealogici della razza Frisona Italiana e Bruna Alpina, che garantiscono la tracciabilità in ogni fase del loro ciclo, dalla nascita, alla crescita, alla lavorazione, fino al prodotto finito. La carne macellata all’esterno, viene poi disossata, frollata e confezionata in azienda. Così è pronta per la commercializzazione in confezioni da 3, 5 e 10 chili in tutti i tagli e anche per la consegna a domicilio a Roma e fuori Roma.“Abbiamo iniziato a commercializzare le carni – conclude Di Marziantonio – proprio nel momento di ‘mucca pazza’ e, paradossalmente, abbiamo registrato un vero e proprio boom delle vendite, che sono continuate a crescere costantemente fino alla crisi. Oggi, purtroppo, il consumatore fa più attenzione al risparmio che alla qualità, a cui noi, invece, continuiamo a tenere. La nostra carne viene dai maschi di razza Frisona, che hanno una bassa resa, ma che garantiscono un prodotto particolarmente buono e saporito”. MAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |45
MAPPAMONDO di Jordan Nash
Emergenza terremoto: Nepal senza cibo Fao lancia l’allarme. Per il tragico sisma conseguenze enormi sulla sicurezza alimentare del Paese
L’
impatto del terremoto potrebbe avere conseguenze molto gravi sulla sicurezza alimentare e sull’agricoltura del Nepal.Milioni di persone nelle regioni centrali ed occidentali del Paese sono state colpite dal disastro, tra cui gli abitanti delle due città principali, Kathmandu e Pokhara.Ma anche alcune delle aree agricole più vulnerabili del Paese,specialmente i villaggi delle zone montane e collinari,sono state gravemente danneggiate.L'effetto del recente sisma sulla sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza agricola "è molto elevato", dice la Fao.La stagione di semina del riso inizia alla fine di maggio e,se salta, potrebbe mancare l'alimento base sino alla fine del 2016.Anche se i danni al settore agricolo non sono ancora stati
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valutati,ci sono state perdite di bestiame, colture,scorte di cibo,di sementi e fertilizzanti.E, allo stesso tempo,il disastro ha distrutto mercati e infrastrutture come strade,canali d’irrigazione e di drenaggio.I prezzi dei beni di prima necessità sono saliti alle stelle e sono aumentati vertiginosamente anche quelli dei servizi essenziali. Già prima del terremoto,le stime dell’agenzia specializzata dell'Onu per la produzione di grano nel 2015 in Nepal,erano di 1,8 milioni di tonnellate,circa il 5% in meno del raccolto record dell'anno scorso. Ma il danno alle coltivazioni e l'impossibilità degli agricoltori di avere un raccolto nelle aree colpite dal terremoto modificheranno probabilmente tali previsioni.Inoltre, l'interruzione delle operazioni di semina del riso e del mais potrebbe ridurre notevolmente le aree seminate per queste colture nelle zone maggiormente colpite. Oltre a distribuire pacchi per la produzione agricola, per assicurare il raccolto di quest'anno,
l’organizzazione Onu e i suoi partner aiuteranno il governo nepalese a prevenire ulteriori perdite di bestiame,fornendo mangime animale e beni veterinari che garantiranno la salute e la
produttività degli animali per quelle famiglie il cui reddito e la cui alimentazione dipendo da essi.In tutto, la FAO fornirà aiuto a 20.000 agricoltori in grave stato di necessità, per ripristinare i loro mezzi di sussistenza. Questi interventi tempestivi a sostegno dell'agricoltura sono essenziali per rafforzarla, riducendo notevolmente così i tempi e i costi della ripresa.
n NUOVA ZELANDA, CRESCE PRODUZIONE ORTOFRUTTICOLA La produzione orticola della Nuova Zelanda, come riporta l'ultima edizione della pubblicazione statistica di settore “Fresh Facts”, ha superato per la prima volta i 7 miliardi di dollari, con un'ottima crescita in quasi tutti i comparti. Nel giugno 2 0 1 4 , la produzione neozelandese raggiungerà 7 ,1 6 miliardi dollari (con l’export a quasi 4 miliardi). Il vino è il prodotto più esportato, con un valore di 1 ,3 miliardi dollari, i kiwi il maggior frutto fresco esportato con un valore di 9 3 0 milioni dollari. Grande successo per le mele, che hanno superato i 5 0 0 milioni dollari; un successo nazionale perché il 2 0 %, è costituito da cultivar autoctone (Jazz, Envy). Due prodotti, infine, registrano un significativo aumento delle esportazioni, gli avocado e il miele. Il principale paese importatore è l'Australia, che ha toccato gli 8 7 2 milioni di dollari di importazioni, rispetto ai 7 9 1 milioni del 2 0 1 3 , mentre gli Stati Uniti hanno aumentato le importazioni da 4 1 5 milioni di dollari nel 2 0 1 3 a 4 8 9 milioni quest'anno.
Vendesi cibo “brutto”: lotta allo spreco Dalla cooperativa portoghese Frutafeia, che ‘salva’ tonnellate di frutta e verdura, alla campagna Inglorious fruit and vegetables, lanciata dai supermercati francesi Intermarchè (v. n.1, pag. 46, ndr), che offrono prodotti "difettosi" con un 30% di sconto. In Germania, Culinary Misfits - il cui slogan e' “Mangia tutto il cibo”-
Iniziative per“salvare” tonnellate di prodotti imperfetti, ma buoni da mangiare
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ontinua il successo, in tempo di crisi, del “cibo brutto”ed è un crescendo in Germania, Francia e Regno Unito.
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ADVANCED TECHNOLOGY. www.merlo.com
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recupera e rivende i prodotti che non sarebbero utilizzati perché presentano caratteristiche "imperfette". La Fao stima che i rifiuti alimen-
tari prodotti nei paesi industrializzati siano pari a 220 milioni di tonnellate all'anno, la stessa quantità di cibo prodotta dall'Africa subsahariana. La situazione è così allarmante che l'Unione Europea, ha pianificato una tabella di marcia per ridurre della metà la distruzione costante di generi alimentari, entro il 2025.
A T T U A L I TÀ S C I E N Z A
Innovazione e sostenibilità
Conferenza di Confagri Piemonte con Maria Lodovica Gullino, direttrice di Agroinnova. Approfonditi alcuni temi dell’incontro internazionale sulle biotecnologie che si terrà a luglio, all’Expo di Anna Gagliardi
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alcuni problemi”, ha affermato Gullino partendo da alcuni dati: nel 1960 con un ettaro di terra coltivata si sfamavano due persone; nel 2005 più di quattro. Si conta di superare le cinque unità nel 2030. L'agricoltura è quindi chiamata a dare una risposta all'esigenza mondiale di cibo, tenendo conto di alcuni fattori: la popolazione crescente, la riduzione delle superfici coltivabili, la globalizzazione dei mercati, lo sviluppo di patogeni che influenzano produzioni, paesaggi, economie e società. In questo senso la difesa delle colture diventa indispensabile, poiché in sua assenza le produzioni si dimezzerebbero rispetto agli attuali valori e perché, nonostante gli interventi, un terzo della produzione si perde a causa dell'attacco di parassiti animali e vegetali. "La difesa delle colture può fare la differenza anche in termini alimentari - afferma Gullino - : in molti casi, infatti, le malattie delle piante hanno causato danni economici e sociali che si potevano evitare attraverso una rete mondiale condivisa di biosicurezza, ovvero di prevenzione del passaggio di parassiti da un continente all’altro. In questo senso l’ingegneria genetica è in grado di fornire numerose applicazioni, non solo in campo alimentare”. La diagnostica molecolare è insomma un valido strumento con infinite ramificazioni "ed è in mano ai tecnici - sostiene il direttore di Agroinnova -. Nel settore agroambientale la scienza può ottenere risultati concreti se c’è uno stretto collegamento con chi è a con-
aria Lodovica Gullino è una scienziata che si è conquistata fama e stima internazionali per il suo lavoro svolto all'Università di Torino in qualità di professore ordinario di Patologia vegetale e, soprattutto, come direttore di Agroinnova, il Centro di competenza per l’innovazione in campo agroambientale, attivo dal 2002 a Grugliasco (Torino).A lei si è affidata Confagricoltura Piemonte per affrontare il tema “Cibo sano, sicuro e per tutti: gli obiettivi di un’agricoltura innovativa e sostenibile", propedeutico al convegno internazionale dedicato alle biotecnologie che Confagricoltura organizza all'Expo il prossimo 16 luglio. “Con gli Mar ia Lodovic a Gullino OGM non si sfama il mondo ma, sicuramente, si risolvono
tatto con le coltivazioni. I tecnici possono, e devono, dare segnali importanti per evitare gap temporali tra il diffondersi di malattie delle piante e l’avvio della ricerca per debellarle”. L’approccio di Confagricoltura alle biotecnologie non conosce pregiudizi. Gian Paolo Coscia, presidente di Confagricoltura Piemonte, ribadisce: “Fare innovazione oggi in agricoltura significa non rifiutare le tecnologie, se queste servono a raggiungere migliori livelli di sostenibilità ambientale ed economica. In questo contesto è necessario intervenire su più fronti, puntando decisamente sull’innovazione, sperimentando le biotecnologie verdi per ridurre la dipendenza dai prodotti chimici convenzionali. L’uso delle biotecnologie verdi – conclude Coscia – consente anche di ridurre l’inquinamento atmosferico, sviluppando piante più resistenti alle avversità e in grado di ‘catturare e sequestrare’ con maggior efficacia il carbonio nel suolo”.
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LE MALATTIE DELLE PIANTE HANNO CAMBIATO IL MONDO
Si intitola "Spore" il libro scritto da Maria Lodovica Gullino (Daniela Piazza Editore) dedicato al racconto di come le malattie delle piante abbiano conseguenze sociali ed economiche di rilievo. Non solo in passato, quando, ad esempio, gli irlandesi emigrarono in massa negli Stati Uniti per la mancanza di cibo dovuta alla distruzione delle coltivazioni di patate colpite dalla peronospora, ma anche oggi: fame e carestie conseguenti alla malattia di piantagioni colpiscono ancora i Paesi meno evoluti e, in quelli più avanzati, sono causa di danni economici rilevanti. Si pensi al recente caso della Xylella che mette in ginocchio l'intero comparto olivicolo, ma si possono citare anche altri casi, come la Flavescenza Dorata della vite, soltanto per rimanere in un altro comparto di primaria importanza per l'agricoltura italiana. Il volume ha il pregio di rendere accessibile la materia anche a chi è a digiuno di fitopatologia, intrecciando aspetti scientifici a racconti personali dell'esperienza di Maria Lodovica Gullino maturata in tutto il mondo a contatto con imprese agricole e laboratori di ricerca. (A.G.)
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Fondata 50 anni fa da un gruppo di agricoltori, Netaim comprende perfettamente le side che i coltivatori devono affrontare ogni giorno. Assieme al nostro network di esperti locali assistiamo gli agricoltori passo passo, offrendo soluzioni irrigue afidabili, convenienti e facili da utilizzare. Sappiamo ciò che serve per soddisfare l’esigenza di rese più elevate e miglior qualità.
A T T U A L I TÀ S C I E N Z A
Tecnologia e sviluppo Confagri Campania, Università di Napoli e CNR approfondiscono il tema degli Ogm
“A
gricoltura e biotecnologie. Il mondo produttivo e la ricerca a confronto”. Questo il titolo dell’incontro promosso da Confagricoltura Campania e dal Dipartimento di Agraria della Università Federico II di Napoli a Portici, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi, del presidente del CNR Gino Nicolais, del docente di Genetica Agraria Luigi Frusciante. Come si ricorderà, Confagricoltura, da tempo, ha sollevato il problema di come, dopo quasi vent'anni di polemiche, continuiamo a trovarci nella situazione in cui gli Ogm continuiamo a non poterli coltivare, mentre li importiamo e li mangiamo (anche se le cose dovranno cambiare con la nuova proposta legislativa della Commissione UE che dà maggiore potere agli Stati membri sull’importazione di prodotti Ogm, autorizzati da Bruxelles per l’uso in Europa). Quasi un anno fa sette Federazio-
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Pannullo e Frusciante
ni regionali (Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Campania e Puglia) hanno firmato il Manifesto "Più Ogm meno chimica". L’evento alla Reggia di Portici, a cui hanno partecipato anche il Magnifico Rettore dell'Università di Napoli Federico II Gaetano Manfredi, il direttore del dipartimento di Agraria Paolo Masi e il presidente di Confagricoltura Campania, Michele Pannullo, è stata una delle iniziative che Confagricoltura promuove su tutto il territorio nazionale sul tema nuove tecnologie, in preparazione dell’evento "Tecnologia e Sviluppo", che si terrà il prossimo 16 luglio all'Expo. Il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, si è subito soffermato sulla necessità di tener vivo il dibattito su come usare le tecnologie per migliorare la qualità delle nostre produzioni. “E’ legittimo e necessario – ha sottolineato - chiedersi come mi-
gliorare le nostre produzioni. E’ ciò che storicamente, nel nostro come in altri settori, si è sempre fatto. Quello che oggi è tradizione prima era innovazione.” Cereali e leguminose, ricorda Confagricoltura, sono importati per la maggior parte, in particolare dagli Usa, dall'Argentina e dal Brasile. Nei soli Stati Uniti, nel 2013, le colture Ogm superavano i 70 milioni di ettari. In Europa il problema è demandato agli stati membri, dove Spagna e Gran Bretagna sono favorevoli, dubbiosi Francia e Germania e decisamente contraria l'Italia. La produzione italiana copre quasi il 20% del fabbisogno nazionale di soia e circa il 50% di quello del mais. Non si può condannare una tecnologia senza evidenze scientifiche a supporto. E la sfida di Expo è proprio quella di nutrire il Pianeta con cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti”. (E. T.)
A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E
L’ IM P E G N O P E R M IG L IO R A R E L A D IE T A A L IM E N T A R E D E G L I A N IM A L I Vitasol: «Vincente la collaborazione tra allevatore e nutrizionista» importanza dell'integrazione delle razioni alimentari nel pieno rispetto delle esigenze naturali dell'organismo degli animali allevati è stata ampiamente riconosciuta. Vitasol, in particolare, è soddisfatta per i risultati raggiunti dall’allevamento bufalino Caprarelli di Pontinia (LT) che, nell’ultimo indice genetico pubblicato a settembre dall’Anasb, con la bufala n° 134267 è risultato essere primo assoluto per pkm (produzione Kg di mozzarella). Il valore calcolato di pkm – che per la suddetta bufala è 268 - è calcolato sulla base, sia di una componente genetica dell’animale, sia di una com-
L’
ponente ambientale, rappresentata in massima parte dalla alimentazione e dalla gestione aziendale. Il lavoro svolto da Alessandro De Nicola, nutrizioni-
sta e responsabile tecnico di Vitasol per le regioni del Centro Sud e da Giuseppe Ronci, veterinario e consulente Vitasol - ha dato i suoi frutti. Solo unendo la tecnologia e la qualità dei prodotti di integrazione Vitasol, le capacità del nutrizionista e le potenzialità dell’azienda, si possono ottenere tali risultati. Nulla di più vero quindi affermare che l’unione fa la forza,e proprio gli obiettivi raggiunti lo dimostrano. Vitasol porta avanti un’idea di collaborazione tra allevatore, veterinario e nutrizionista in grado di raggiungere un risultato continuo e sostenibile con le esigenze del mercato.
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
TOSI PRESIDENTE FEDEREMILIA
di Elisabetta Tufarelli
CONFRONTO SERRATO AL CONVEGNO DI CONFAGRI VENETO
Federalismo e centralismo burocratico Gianni Tosi, presidente di Confagricoltura Bologna, guiderà anche la Federazione regionale, affiancato dai vicepresidenti Claudio Canali ed Eugenia Bergamaschi. Per Tosi è inaccettabile «il vincolo ai finanziamenti per i giovani agricoltori, al primo insediamento, precludendolo a chi produce più di 2000 quintali di latte all’anno o a chi possiede più di 3 5 ettari di campi coltivati a pomodoro da industria. Un’assurdità».
CONFAGRI PISA SULLA BONIFICA
Confagricoltura Pisa valuta positivamente l’operato del “Consorzio 4 Basso Valdarno” di accorpamento e razionalizzazione. Importante l’impegno per l’irrigazione e per la manutenzione del territorio ed in particolare di fossi, canali ed impianti idrovori. «Il territorio ha bisogno di cure costanti, di vigile controllo e di interventi adeguati e tempestivi. Solo così si possono prevenire i dissesti idrogeologici». 52| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2015
Confronto serrato e di alto profilo in casa Confagricoltura. L’incontro, organizzato da Confagricoltura Veneto, si è tenuto presso Villa Arvedi di Verona ed è stato centrato sul controverso tema del federalismo e del centralismo burocratico, amministrativo e politico. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha voluto proporre un momento di analisi e di valutazione dello stato di attuazione del decentramento e del rinascente centralismo in Italia e nel Veneto. In apertura, il presidente di Confagricoltura Verona Paolo Ferrarese ha rimarcato che questo incontro annuale organizzato nella città scaligera, non è un appuntamento rituale, ma un’importante occasione di approfondimento sulle tematiche che influenzano l’attività e la redditività delle imprese agricole in Italia. Ferrarese ha anche voluto segnalare il particolare impegno di alcuni soci dell’Organizzazione che si sono particolarmente distinti nella loro attività imprenditoriale e ha affermato l’esigenza d’intraprendere finalmente la strada per una buona e sana politica amministrativa. Nell’incontro sono state quindi delineate le strategie per il settore agricolo.
È entrato subito nel cuore del problema il presidente regionale, Lorenzo Nicoli: “La mancanza di una regia forte a livello centrale e la litigiosità delle Regioni ha creato l’aumento della burocrazia e dei costi alle imprese. Paghiamo – ha evidenziato - in termini di aumento della tassazione come con l’Imu e più in generale con la frammentarietà degli interventi politici e l’assenza di una regia centrale. Non c’è una chiara direzione nazionale e si assiste sempre più al limite della Conferenza Stato-Regioni che non riesce a fare sintesi delle esigenze né del Paese, né di quelle locali. Le norme europee sono recepite a livello nazionale con un aumento burocratico delle stesse, lasciando, inoltre, spazio per un ulteriore appesantimento anche a livello regionale e determinando spesso un’applicazione ulteriormente restrittiva e penalizzante di quanto previsto dalla normativa europea”. Infine, la spesa pubblica locale, a parere di Paolo Feltrin, professore dell'Università di Trieste e politologo, è fuori controllo. L’illusione degli anni settanta che i mali storici del centralismo romano si risolvessero con la creazione di “piccoli Stati” regionali si è rivelata inconcludente. In sostanza, l’idea di quegli anni era che le Regioni sarebbero state in grado di gestire meglio la cosa pubblica del governo centrale attraverso il federalismo regionale. Così non è stato. Le Regioni come organo politico hanno fallito, sono inadeguate per la gestione legislativa, ma possono raggiungere un buon livello organizzativo come dimostra la sanità nel Veneto.
A TORINO PELLEGRINI PER L’OSTENSIONE DELLA SINDONE
Prodotti tipici all’incontro diocesano Confagricoltura Piemonte, con Upa Torino capofila, è stato sponsor del week end di gemellaggio delle Associazioni Diocesane italiane. L’Ostensione della Sindone a Torino (Duomo di Torino fino al 24 giugno) continua ad essere meta di numerosi pellegrinaggi, che culmineranno il 21 e il 22 giugno prossimi con l’arrivo di Papa Francesco nel capoluogo subalpino. Sabato 9 e domenica 10 maggio, proprio in occasione dell’Ostensione, si è tenuto a Torino il gemellaggio delle Associazioni Diocesane Italiane. Si è trattato di 15 gruppi prove-
nienti da tutte le regioni, per un totale di circa 1200 ospiti che sono arrivate sotto la Mole per il fine settimana. Confagri-
coltura, che è stato tra gli sponsor tecnici dell’incontro, ha messo a disposizione delle Associazioni Diocesane Italiane, in questa due-giorni di incoming, una selezione delle migliori specialità agroalimentari subalpine prodotte dalle aziende agricole del territorio associate all'organizzazione degli imprenditori agricoli. I partecipanti hanno avuto così l’occasione di conoscere e apprezzare una selezione di prodotti tipici delle varie province del Piemonte, che sono stati serviti nel corso della Festa unitaria al Parco Dora, sabato 9 maggio.
Cambiamento attivo all’insegna del claim #siamogiovanimicapiccoli APPUNTAMENTI DELL’ANGA A EXPO IL 16 LUGLIO, QUINDI A PALERMO PER IL CONVEGNO QUADRI AD OTTOBRE. IL FUTURO È GIOVANE
C
on il riuscito claim #siamogiovanimicapiccoli i giova- s’intrecciano e traggono reciproca linfa vitale più anime. E ni di Confagricoltura hanno avviato un profondo per- questo è bene perché nessuna prevale, ma ognuna riesce corso di innovazione. E lo hanno fatto con il piglio di ad arricchirsi e si accresce solo se è capace di coniugarsi chi vuole migliorare le strategie, renderle funzionali rispet- con le altre”. E’ stata avviata un profonda riflessione interto a un mondo agricolo e dell’associazionismo in piena ri- na sulla capacità che ha l’Anga di soddisfare i bisogni degli voluzione. Nell’ottobre del 2014, con il CNR, Federalimen- associati. Soprattutto partendo dalle nuove forme di cotare ed i ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ri- municazione utilizzate, come internet, i social e le consulcerca è nato #filiereintellitazioni on-line che vengono I L C O M M E N T O genti, un’iniziativa per parlanciate dalle Istituzioni eulare con tutti i soggetti di ropee, ma anche dal nostro Innovarsi, essere capaci di tesorizuna filiera più ampia, riugoverno prima di adottare zare e valorizzare le esperienze di scendola ‘a chiudere’ con provvedimenti. E si è deciso eccellenza adattandosi alle nuove un’apertura all’evoluzione di puntare sulle azioni ‘unifidinamiche sociali e politiche. del mercato e del sistema, canti’ che possano far creIl nostro obiettivo è essere un’asrendendola così più corta. scere associazione e aziensociazione efficace, capace di fare Contemporaneamente si è de in modo efficace, con sintesi sui temi condivisi e mirato alla formazione interuno sguardo all’internaziocostruire alleanze su quelli di na di dirigenti e funzionari nalizzazione. Chi se non un interesse comune. Lo ha già fatto Confagricoltura ed è stato fatto partire il giovane può essere protagoattraverso il contratto di rete per il settore introdotto nella Road show, il progetto di rinista di un cambiamento atlegge sulla Competitività. E lo stiamo facendo anche noi. cambio generazionale che tivo? E in questo senso l’eCon i sette eventi di avvicinamento, con gli altri sette identifica strumenti innovavento del prossimo 16 ludurante il semestre dell’Expo e con il Convegno Quadri tivi per attrarre nuovi assoglio ad Expo 2015 si sposa che, in linea con il divenire dei processi che caratterizzano la ciati. L’obiettivo è uno solo: perfettamente con il Convenostra essenza e la nostra vitalità, sarà più un summit. La nostra attività, in sinergia con Confagricoltura, tende come riuscire a crescere rispongno quadri del prossimo otcon #Filiereintelligenti, alla creazione di un nuovo modello dendo alle istanze dei protobre a Palermo. I giovani di economico da sviluppare e divulgare. Questo, in pratica, ciò pri associati partendo dal Confagricoltura si collocache abbiamo avviato. Così Palermo diventa il momento di presupposto che, solo attrano in una posizione strategifare sintesi e lasciare qualcosa a chi verrà dopo di noi. verso le alleanze, si possono ca tra il Mediterraneo e l’Eucreare nuove dinamiche di ropa, per guardare non solo Raffaele Maiorano rappresentanza. “Certo in ai competitor, ma anche alle Presidente Nazionale Anga Anga – ha osservato Raffaeopportunità. E coglierle. le Maiorano – s’incrociano, Elisabetta Tufarelli
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PORTIAMO NEL FUTURO LA FORZA DEL PASSATO
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Passione, esperienza, innovazione e tradizione: le solide qualità degli agricoltori italiani sono le stesse di Siapa, partner privilegiato dei Consorzi Agrari dal 1948 e sostegno essenziale per affrontare le nuove side del mercato globale. Oggi Siapa, dopo oltre 65 anni, continua ad essere un prezioso punto di riferimento per i Consorzi Agrari, con un supporto tecnico all’avanguardia, grazie all’ampiezza e alla speciicità del catalogo prodotti, per colture sempre più protette e produttive.
Alle radici del futuro
PIACENZA
LE RICHIESTE A FAVORE DEI GIOVANI SI PRESENTANO ONLINE
Corsi di inglese pensando agli incontri ad Expo
Agevolazioni per l’insediamento
“L’agricoltura ha bisogno sempre più di formazione, competenza e specializzazione. I giovani imprenditori agricoli hanno specifiche istanze alle quali l’Anga si sforza di rispondere. Per agevolare e supportare nel cammino di avviamento delle imprese e dei progetti di sviluppo abbiamo deciso di mettere a disposizione lo sportello giovani di Anga: un servizio dedicato al quale è possibile rivolgersi tutti i giorni in orari d’ufficio presso la segreteria di Anga nella sede di Confagricoltura”. Lo ha osservato Matteo Cattivelli, presidente dell’Anga di Piacenza, in occasione della chiusura dei cinque corsi d’inglese organizzati dalla sezione per potenziare le competenze linguistiche degli associati in occasione di Expo. “Per essere imprenditori oggi – ha concluso Cattivelli – è necessario possedere tutti gli strumenti comunicativi e relazionali indispensabili in un contesto competitivo su scala mondiale come quello dell’agroalimentare. Per tale motivo abbiamo deciso di realizzare questa iniziativa che ci permetterà di arrivare più preparati e di sfruttare le opportunità connesse ad Expo”. 56 | MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2015
Al via le “agevolazioni per l’insediamento giovani in agricoltura”. L'Ismea promuove il ricambio generazionale attraverso specifici strumenti finanziari che consentono l'insediamento dei giovani nella conduzione di imprese agricole. L’incentivo, applicato su tutto il territorio nazionale nel rispetto della normativa europea in materia di politiche di sviluppo rurale e di aiuti di Stato nel settore agricolo, è rivolto a giovani agricoltori, anche organizzati in forma societaria, che intendano insediarsi per la prima volta in un azienda agricola in qualità di capo azienda. Per beneficiare della misura bisogna avere tra i 18 e i 40 anni e possedere adeguate capacità e competenze professionali. Occorre anche presentare un piano aziendale che abbia sostenibilità economica e l’insediamento deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda di ammissione all’agevolazione. Il portale dedicato (primoinsediamento.ismea.it), permette di presentare, a chi è accreditato, la domanda on-line. E’ sufficiente registrarsi presso il portale, inserendo i propri dati anagrafici. E’ necessario avere una Pec. Per essere ammesso alle agevolazioni, occorre che il giovane richiedente utilizzi esclusivamente la modulistica (domanda di accesso, descrizione della struttura fon-
diaria, dimostrazione della sostenibilità economica, finanziaria e ambientale dell'intervento fondiario in relazione allo sviluppo dell'attività agricola, articolato su almeno cinque anni). Per beneficiare delle agevolazioni, oltre ai requisiti anagrafici, è necessaria la cittadinanza in uno degli Stati membri dell'unione europea e la residenza in Italia. Nel caso di insediamento in una società agricola, al momento della presentazione della domanda, il giovane deve risultarne già socio e deve assumere la responsabilità e la rappresentanza legale della società entro tre mesi dalla data di comunicazione della determinazione di ammissione alle agevolazioni e dovrà esercitare pieno potere decisionale per almeno cinque anni dalla data di ammissione. In una società agricola potranno beneficiare del premio di primo insediamento anche due o più giovani che assumono congiuntamente la titolarità dell'azienda, ma l'ammontare del premio resta nei limiti previsti per un solo giovane. Le domande possono essere presentate fino ad esaurimento delle risorse e l’ammontare dell’aiuto, calcolato sulla base del tasso di riferimento fissato periodicamente dalla Commissione europea per le operazioni di attualizzazione, non può essere superiore a 70.000 euro.
ALLA SCOPERTA DELLE AZIENDE VITIVINICOLE FRANCESI
Viaggio-studio a Bordeaux I giovani di Confagricoltura organizzano dall’1 al 4 novembre prossimi, un viaggio-studio alla scoperta della regione di Bordeaux e delle sue aziende vitivinicole. Sull'oceano Atlantico (costa occidentale), questa regione vanta caratteristiche uniche ambientali e climatiche. Questa è la zona che ha consentito alla Francia di diventare un grande Paese produttore di vino. Favorita anche dalla posizione sull'estuario della Gironda e percorsa dai due fiumi che scorrono lungo la regione: il Dordogna e il Garonna, a cui si deve il grande successo commerciale di Bordeaux.
Successo ottenuto grazie alle particolari condizioni della regione, all'attenzione per la qualità e ad una lunga tradizione
che i giovani viticoltori avranno l’opportunità di conoscere e assaggiare. E’ qui che si producono i vini tra i più costosi e rinomati al mondo ed è proprio in questa zona che ha avuto origine il modello di enologia in assoluto più imitato. La gran parte della produzione (80%) riguarda i vini rossi dal sapore elegante e intenso e dall'imponente struttura. Il prezzo del viaggio è fissato in 520 euro e comprende l’hotel, un giro in battello sulla Gironda, colazioni, pranzi e cene, pullman GT in Francia, ingressi e degustazioni nelle cantine, guide a disposizione.
A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E
M A S S I M A R E S A E S A N IT À D E L M A I S G R A Z I E A L L A N U O V A S O L U Z I O N E S Y N G E N T A QUILT® XCEL, la protezione antistress
r oteggere la coltura, migliorarne la fisiologia e incrementarne le rese. In tale ottica Syngenta ha messo a punto per i maiscoltori QUILT® XCEL, fungicida a base di azoxystrobin e propiconazolo. Le due sostanze attive sono fra loro altamente complementari per modalità e siti d’azione, mostrandosi in grado di proteggere il mais dalle patologie fungine più comuni, come Elmintosporio e ruggini, e d’innalzarne la soglia di tolleranza verso carenze idriche ed eccessi termici. Il mais trattato con QUILT® XCEL riesce quindi a produrre di più, sia quantitativamente, sia qualitativamente. Oltre
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però allo spiccato effetto rinverdente, vengono ottimizzati anche i processi di respirazione cellulare tramite una più efficiente regolazione dell’apertura e della chiusura degli stomi. In condizioni difficili gli stomi si mantengono chiusi per evitare di disperdere le riserve di acqua nella pianta. Viceversa in condizioni di disponibilità idrica ottimale, gli stomi si
aprono e favoriscono la traspirazione. In questo modo la pianta richiama dal terreno più acqua e con essa più nutrienti, velocizzando così le sue funzioni vitali tra cui la fotosintesi e l’accumulo di sostanza secca. Nelle prove di campo QUILT® XCEL si è mostrato in grado d’innalzare le rese del mais di circa il 10%, un incremento produttivo che giustifica nella maggior parte dei casi l’investimento per l’applicazione di QUILT® XCEL. Tale vantaggio produttivo si riscontra sia su mais da granella sia su mais da trinciato.
PATRONATO di Carlo Rosati
Sempre più multietnica l'Italia delle imprese Nel 2014 sono cresciute di 23 mila unità le imprese costituite da immigrati. Complessivamente sono 335 mila, una ogni dieci imprese individuali, secondo l’indagine trimestrale condotta da Unioncamere/InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio. Considerando anche le
società di capitali - secondo i dati forniti dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - la presenza di immigrati in Italia, nel settore imprenditoriale, raggiunge la quota di 500 mila unità. Dall’analisi condotta da Unioncamere emerge come le imprese individuali di immigrati dimostrino una maggiore capacità di fronteggiare la crisi rispetto a quelle di SERVIZI ENAPA PER I CITTADINI STRANIERI italiani, le quali si sono ridotte nell’ultimo anno di ATTIVITÀ TIPI DI PERMESSI oltre 35 mila unità. Permesso di soggiorno Ce per lungo soggiornanti P ri m a ri c h i e s t a Gli imprenditori stranieri più (ex Carta di soggiorno) numerosi sono quelli Permesso di soggiorno Ce - per lungo soggiornanti provenienti dal Marocco (64 del familiare convivente mila, con 3.100 imprese in Carta di soggiorno per familiare di cittadino dell'Unione più negli ultimi dodici mesi), Famiglia minore 14-18 predominanti in 11 regioni Studio su 20, con una fortissima Tirocinio/Formazione professionale presenza nel commercio Ricerca Scientifica (oltre 46 mila) e nei Missione trasporti. A seguire quelle Motivi religiosi dei cinesi (in totale 47 mila, Residenza elettiva 2.000 nuove attività in più Attesa riacquisto cittadinanza nel 2014), con oltre 5 mila Lavoro subordinato o stagionale Rin n o v o ristoranti e 16 mila aziende manifatturiere, prime tra Lavoro autonomo tutte tessili, concentrate Attesa occupazione soprattutto in Toscana, in Famiglia forte crescita anche tra i Famiglia minore 14-18 Asilo politico parrucchieri e nelle attività Status apolide di servizio alla persona. Studio Forte la presenza egiziana Tirocinio/Formazione professionale nella ristorazione (2.500, Ricerca Scientifica secondi dopo i cinesi) e degli Missione albanesi nelle costruzioni (in Motivi religiosi totale 30 mila di cui oltre 23 Residenza elettiva mila nel settore edilizio). Nel Conversione per motivi diversi da famiglia 2014 il primato della crescita Aggiornamento/duplicato spetta però al Bangladesh Duplicato di Permesso e Permessi che, con un aumento di di soggiorno CE per lungo soggiornanti 4.900 imprese, supera le 25 Casi particolari - art. 27 mila ditte individuali, 58|MONDO AGRICOLO| MAGGIO 2015
diventando il quarto Paese in ordine di diffusione imprenditoriale in Italia. La quota maggiore delle 25.605 imprese di bengalesi, molto presenti nel Lazio, si concentra nel settore commerciale (oltre 16 mila); ma, seppure con numeri più contenuti, sono leader della componente immigrata nel noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese e dell’informatica e comunicazioni. Tra le altre nazionalità in forte crescita nel 2014, il Pakistan (10.742 i titolari di imprese registrate a fine anno, 1.490 in più dell’anno precedente), la Nigeria (10.563, + 1.437), il Senegal (18.192, + 1.299) e, con numeri più contenuti, l’India (4.730, + 860).
A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E
“OPEN DAI FARM”: AIAV E AIP PER LE SCUOLE I giovani approfondiscono l’allevamento del visone Associazione Italiana Allevatori Visoni e l'Associazione Italiana Pellicceria hanno organizzato l'“Open Day Farm” a cui hanno partecipato le classi quinte di un istituto tecnico di agraria della provincia di Bergamo. Dopo la lezione frontale introduttiva tenutasi presso l'istituto scolastico, i ragazzi ed i professori sono stati divisi in gruppi ed hanno potuto visitare l'intero allevamento accompagnati da personale esperto che ha spiegato loro ogni aspetto: il ciclo di vita del visone, la costruzione dell'allevamento ex novo o la riconversione di strutture già esistenti, l'organizzazione dell'allevamento, le normative a cui è neces-
L’
stato dato risalto all'internazionalizzazione del settore, con le aste di Copenhagen, Helsinki, Seattle e Toronto. Lo scopo della giornata è stato quello di far conoscere ai giovani come questo settore possa essere un'ottima opportunità per il loro futuro; ad esempio, potendo sfruttare strutture già sario attenersi, le aste a cui spedire esistenti, è possibile riqualificare le pelli. Successivamente ci sono sta- aziende agricole esistenti e iniziare te le visite presso una delle concerie una nuova attività di respiro internapiù importanti. Questo connubio è zionale e di elevato indice di mecstato utile per mostrare una parte del canizzazione e tecnologia. Sicuraciclo produttivo del settore e sottoli- mente, dato l'ottimo impatto di queneare l'importanza del made in Italy, sta prima edizione, AIAV e AIP ripecon pelli italiane conciate in Italia, ac- teranno l'evento incrementando il quistate in tutto il mondo. Inoltre è numero delle scuole partecipanti.
O V E R 6 5 di E lisabetta Tufarelli
Convegno all’Expo su PMI e pensionati
“Gli agricoltori anziani, anche se percepiscono già una pensione, continuano ad occuparsi attivamente delle loro imprese familiari con l’impegno di una vita e l’esperienza maturata negli anni. Con lo stesso entusiasmo dei più giovani, anche se con meno vigoria fisica e qualche acciacco, questo importante contributo avviene in silenzio e non viene considerato l’apporto degli agricoltori con i capelli bianchi al Pil agricolo nazionale”.Lo ha detto Angelo Santori, vice presidente vicario del Sindacato pensionati, sottolineando così quanto gli ‘over 65’ contribuiscano all’economia delle imprese familiari. “Questo è il motivo che ci ha spinto, in collaborazione con l’associazione che riunisce le imprese familiari di
Confagricoltura, a organizzare, all’interno di Expo, l’evento “Agricoltura familiare e pensionati attivi per nutrire il pianeta”. Non va nemmeno tralasciato il contributo degli agricoltori anziani all’interno delle comunità rurali, soprattutto nelle zone marginali e di montagna, a rischio di spopolamento. In queste realtà, in cui vengono meno i presidi sociali di base (uffici postali, servizi di trasporto pubblico, negozi di prossimità), la presenza di un’agricoltura fatta di aziende agricole piccole e vitali è una ricchezza per l’intera collettività. “Nel mondo sviluppato e nei Paesi in via di sviluppo, sono oltre 500 milioni le aziende agricole che si basano principalmente sul lavoro della famiglia, compresi gli anziani – ha osservato Roberto Poggioni, presidente delle imprese familiari di Confagricoltura - e producono prodotti agricoli e alimenti per sfamare miliardi di esseri umani. Questo evento ad Expo mette in evidenza il ruolo centrale dell' agricoltura familiare nel fare fronte alla doppia emergenza che il mondo si trova ad affrontare: migliorare la sicurezza alimentare e preservare le risorse naturali”.
INGRESSO NELL‘ETÀ A NZIA NA : il mom e n to di farsi da parte si sposta dopo i 7 5 anni. È quanto emerge da una ricerca dell‘Università Cattolica del Sacro Cuore. Tra i Paesi più avanzati nel mondo, il nostro è quello in cui l‘ingresso nell‘età anziana è maggiormente slittato in avanti. L‘invecchiamento della popolazione, più che aver prodotto un aumento della quota di anziani sulla popolazione ha determinato uno spostamento in avanti del confine tra età adulta ed età anziana. Secondo lo studio, l‘età tra i 6 5 e i 7 4 anni è ancora ricca di relazioni sociali e d‘interscambi e il momento in cui farsi da parte e dover dipendere dagli altri arriva d opo i 7 5 . L‘indagine ha analizzato 900 anziani tra i 65 e i 74 anni di venti regioni italiane. Questi "giovani anziani" sono un segmento della popolazione fondamentale per la società e per i consumi: mediamente dotati di agiatezza e garantiti da un sistema pensionistico abbastanza vantaggioso, sono spesso impegnati nella cura dei legami familiari e sono attivi nel sociale. 6 0 | MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2015
IL CAFFÈ NON FA MALE? Ad avviso di un gruppo di ricercatori indipendenti USA il caffè non fa male; anzi la qualità “arabica” potrebbe invece addirittura svolgere un’azione positiva contro le malattie cardiovascolari, il morbo di Alzheimer, il Parkinson e il diabete. “Non ci sono prove che bere dalle tre alle cinque tazze al giorno di caffè abbia effetti dannosi sulla salute", ha affermato Miriam Nelson, professore di nutrizione presso la Tufts University (Boston). Uno studio del 2000, infatti, afferma che l'azione della caffeina su alcuni recettori cerebrali riduce il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson. Lo stesso vale per l’Alzheimer, la sclerosi multipla e fenomeni depressivi nelle donne. Ad avviso dei ricercatori americani il caffè non è certo un farmaco, ma svolgerebbe un’azione che potrebbe essere considerata protettiva per alcune gravi malattie. Attendiamo altre conferme scientifiche.
Essere ottimisti e positivi allunga la vita Il morale alto va di pari passo con la longevità. Lo sostiene uno studio scandinavo, pubblicato su Age and Ageing. Tra gli adulti svedesi e finlandesi ‘over 85’ che hanno partecipato alla ricerca, i più pessimisti avevano quasi il doppio del rischio di morire nei successivi cinque anni se confrontati con i più ottimisti. I ricercatori hanno seguito 6 4 6 persone con un’età media di 89 anni, abitanti nel nord della Svezia e nell’ovest della Finlandia. Di questi il 30% era ospite di case di riposo. Dal 2000 al 2002 e dal 2005 al 2007, i partecipanti hanno
risposto a 17 domande al telefono o di persona sui loro livelli di agitazione, solitudine e insoddisfazione crescente con l’età. Nel primo giro di interviste, 302 persone hanno mostrato di avere un morale alto, 203 un umore moderato e 141 un morale basso. Tra gli anziani dagli 85 anni in su, coloro che si sentivano ottimisti riguardo alla vita e avevano un qualcosa in più che li spingeva a guardare
avanti, vivevano in media cinque anni di più della controparte pessimista. Questa statistica si è confermata anche dopo che i ricercatori avevano considerato età, salute e altri fattori. Già precedenti studi scientifici avevano, generalmente, rilevato che le persone con un morale alto si sentono meglio, sono più efficienti, si ammalano di meno.
AGRITURISMO di Anna Gagliardi
“CASTELLO DI RONCADE” ( TV)
La vacanza nel maniero antico È un castello e anche una casa vinicola, ma una serie di altre combinazioni felici rendono questo posto decisamente unico. Castello di Roncade, in provincia di Treviso, è un’azienda agricola e vitivinicola, è un agriturismo ed è anche l’unica villa veneta esistente cinta da mura medievali. La proprietà è della famiglia Ciani Bassetti, che porta avanti con spirito innovativo e rispetto della tradizione quello che il barone Tito Ciani Bassetti avviò nel 1930 facendo rivivere l’antico maniero e iniziando l’attività enologica. Roncade è un piccolo Comune in un luogo strategico del Veneto: dista pochi chilometri da Venezia, Treviso e Padova, e solo mezz’ora di auto dal mare e un’ora dalle Dolomiti. Il Castello vanta una storia millenaria e la presenza di 100 ettari di vigneti e 50 ettari coltivati a seminativi che delineano i contorni
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della realtà agricola alla quale si affianca l’attività ricettiva. La struttura è una meta turistica di per sé. La sua origine risale al 900, quando Ottone II la donò ai Conti di Collalto. Fu distrutta in seguito da Cangrande della Scala, ma nel sedicesimo secolo il patrizio veneto Girolamo Giustinian la ricostruì, dando inizio all’abitazione, da parte della sua famiglia e dei discendenti, per quasi 400 anni. Alla fine del 1800, quando si estinse il ramo veneziano dei Giustinian, il maniero fu ereditato da parenti che lo lasciarono in disuso. Nel 1930 il castello ricominciò a vivere e ad essere sede di un’attività vitivinicola con il barone Tito Ciani Bassetti. Da allora lo abitano gli eredi. Oggi le redini sono in mano al barone Vincenzo Ciani Bassetti, la moglie Ilaria e il figlio Claudio, che di volta in volta hanno effettuato interventi migliorativi fino ad arrivare all’attuale struttura. E’ Claudio Ciani Bassetti a raccontarci dell’impresa agricola, condotta in modo tradizionale, ma mantenendo alta l’attenzione al rispetto dell’ambiente, sia relativamente alle tecniche di coltivazione, sia dal punto di vista energetico: l’azienda annovera ad esempio un impianto fotovoltaico di 700 kilowatt (“Ci ha pensato poi il decreto Spalmaincentivi - afferma
Claudio Ciani Bassetti - a smorzare l’entusiasmo con cui è stato costruito”). La produzione di vino è dedicata soprattutto al Prosecco, ma non mancano rossi importanti e bianchi fermi realizzati con la supervisione dell’enologo toscano Umberto Trombelli. Le 350.000 bottiglie prodotte sono indirizzate per il 70% al mercato estero, in particolare Nord Europa, il resto al mercato interno. La propensione all’export ed il clima internazionale che si respirano nella tenuta fanno del Castello di Roncade meta prediletta dai turisti stranieri, che
approfittano di eventi culturali, quali ad esempio la Biennale di Venezia, per soggiornare in un luogo fiabesco. L’agriturismo è il castello stesso, dove sono stati realizzati cinque appartamenti e due stanze, aperti estate e inverno per gli ospiti che possono contare su ampi spazi a disposizione, mobili antichi e testimonianze storiche. Il giardino è maestoso, sede di manifestazioni e iniziative, e nel parco sono posizionate trenta statue degli Schiavoni, la cui presenza è legata a leggende sul castello. Lo spazio verde è circondato dalle
La suggestiva villa veneta cinta da mura medievali, è meta turistica privilegiata mura, alle cui estremità sorgono quattro torri, mentre l’ingresso è incorniciato da due imponenti torrioni. La Villa è un esempio di eleganza architettonica: la facciata è composta da un doppio loggiato con colonne in pietra d’Istria; all’interno i saloni sono luogo di visita, così come lo sono la cappella, la cantina di vinificazione e imbottigliamento e la
cantina di invecchiamento, che trovano sede nelle barchesse. La cantina in cui giacciono le botti per l’affinamento dei vini è anche sede di eventi enogastronomici che esaltano le caratteristiche dei vini dell’azienda e della cucina locale. L’attività dei titolari nel corso del tempo ha abbinato spirito imprenditoriale e cura nella salvaguardia di un luogo storico così importante, facendo del Castello di Roncade meta privilegiata di chi ama quella Bellezza che solo l’Italia può offrire. L’obiettivo della famiglia Ciani Bassetti è continuare ad esserlo per altri numerosi secoli. MAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |63
VINO di Gabriella Bechi
“ROSE’ FOR YOU” DI PODERE RIOSTO
La vite immortale del Fantini C’è un podere sui Colli Bolognesi, vicino a Pianoro, che conserva un antico tesoro: una vigna centenaria, scoperta dal fotografo Luigi Fantini, profondo ricercatore e studioso della cultura contadina dell’Appennino bolognese, nel 1961 e rimasta per lungo tempo abbandonata, soffocata tra i rovi, per essere finalmente recuperata nel 2002 da Stefano Galli, giovane naturalista, e adottata dalla famiglia Galletti, proprietaria dell’azienda agricola Podere Riosto. Quando fu scoperta, la vite si presentò in tutta la sua maestosità: un tronco di 120 cm di circonferenza e tralci che si estendevano per una lunghezza complessiva di 30 metri. Di questo meraviglioso esemplare si sapeva solamente che le persone più anziane la chiamavano “la vite del 600”. Ancora più oscura era l’identità della vite. Ciò che era certo invece era che quella pianta si era salvata dalla devastante epidemia di filossera, che rase al suolo buona parte dei vigneti europei e italiani tra la fine dell’ 800 e gli inizi del 900. Era un esemplare raro, forse unico, dei tempi antichi. Per i proprietari di Podere Riosto fu amore a prima vista e, dopo aver apportato le prime cure alla vite, ridotta a un piccolo tronco di 60cm di altezza, in collaborazione con l’ agronomo Federico Curtaz, il GAL 5 Valli, l’Università di Bologna, iniziarono a piantare gli innesti della vite madre nelle loro vigne. Come fosse un destino già scritto, la vite del Fantini risorge dalle proprie ceneri e comincia ad offrire succulenti grappoli che le sapienti 64|MONDO AGRICOLO|MAGGIO 2015
mani dei vignaioli del Podere Riosto trasformano in vino: il Vecchio Riosto e lo Spumante Rosè For You. E dagli estratti della forza vitale di questa particolare pianta vengono realizzate anche la Crema Viso e la Crema Corpo della Linea Cosmo Riosto. Podere Riosto rappresenta un frammento di storia alle porte di Bologna. La strutture sono situate nelle località Casalino, Torre e Carvulla, nel territorio anticamente denominato “Riosto” che nel 1200 apparteneva ai progenitori dell’illustre Ludovico Ariosto. La superficie vitata è oggi di 16 ettari, con possibilità di incrementi sensibili negli anni futuri. I vigneti sono disposti ad un’altitudine di 350 metri, su terreni sabbiosi e calcarei, caratterizzati da un microclima che permette la realizzazione di vini con spiccate caratteristiche di qualità e longevità. Le uve coltivate sono quelle Doc dei Colli Bolognesi, Pignoletto, Sauvignon, Chardonnay, Barbera, Cabernet Sauvignon e Merlot (oltre, naturalmente, a quella del Fantini), da cui si ottengono vini nel-
le versioni fermo e spumante. “A partire dal 2008 - dice Lorenzo Galletti - con l’enologo Mariano Pancot abbiamo messo a punto una nuova cantina in località Torre con impianti altamente tecnologici. Nei sotterranei di Villa Casalino si trova, invece, l’antica cantina che oggi, dopo un’accurata ristrutturazione, viene utilizzata per l’affinamento dei vini rossi in barrique e botti in rovere”. Completa l’offerta aziendale l’agriturismo Calanchi di Riosto, che offre soggiorni e vacanze per chi desidera vivere un’esperienza a contatto con la natura. Sette appartamenti indipendenti con vista sulle colline e a disposizione una grande vasca idromassaggio riscaldata incastonata nella vallata. Nella grande sala da pranzo, aperta al pubblico la domenica, si organizzano eventi e cerimonie. Ospitalità e gastronomia con i famosi vini di Podere Riosto. Primo fra tutti lo Spumante Brut Rosè “For You”, ottenuto da uve del Fantini, fermentate a temperatura controllata inferiore a 18° e rifermentate in autoclave, con sosta sui lieviti per tre mesi prima dell’imbottigliamento. Il colore tenue richiama il petalo della rosa selvatica, i profumi sono delicati e floreali, con sensazioni di marasca, prugna matura e frutti rossi. Gusto fine e persistente, di grande morbidezza. Ottimo come aperitivo, ma anche in abbinamento a stuzzichini saporiti, pesce e crostacei.
RELAX E BUONA CUCINA SUI COLLI BOLOGNESI
La casetta nel bosco delle favole Il nome calza a pennello a questo originale e affascinante posto immerso tra i Colli Bolognesi. Casetta Magli (è il nome originario della casa), infatti, non è un albergo e neppure un ristorante. E’ una casa, la casa di sette ragazzi, vecchi amici, che hanno deciso di intraprendere insieme una bella avventura. Una casa aperta a tutti quelli che condividono il piacere per la buona cucina e la voglia di stare insieme. Una favola che è diventata realtà. Due casali perfettamente ristrutturati, nella Val di Zena, vicino a Pianoro, a poco più di mezz’ora dal capoluogo emiliano romagnolo, in un paesaggio incontaminato, tra colline potenti, che conserva ancora le tracce dell’era preistorica del Pliocene con reperti di balene e sirenidi. Il primo ospita un elegante bed and breakfast, con tre camere da letto. L’ambiente è essenziale e contemporaneo, volutamente in contrasto con gli importanti mobili di antiquariato di famiglia. Un grande salone inondato dalla luce del giorno e dall’atmosfera della notte, uno spazio aperto dove conversare, leggere e ascoltare buona musica, su cui domina la cucina professionale a vista; il tavolo comune, dove viene servita la prima colazione (pane, croissant, torte e marmellate rigorosamente fatti in casa, salumi e formaggi, latte fresco, spremute e centrifughe) o che viene utilizzato per pranzi e cene su ordinazione. La cucina è il fulcro di Casetta Magli, come si legge nelle tovagliette sui tavoli della zona adibita alla ristorazione nel casale adiacente (che ripor-
emiliano romagnola, ingentilita dalle origini francesi di Axel, chef con una lunga esperienza alle spalle in famosi ristoranti italiani. Così accanto alle tradizionali tagliatelle al ragù è possibile trovare la Soup d’onion o, in alternativa all’antica ricetta locale dello Stecco petroniano (mortadella, Emmental e besciamella), un divertente “Uovo al tegamino”, che al tegamino non è perché tano un brano del libro “The Kitviene cotto a bassa temperatura e chen” di Banana Yoshimoto), sede arricchito con crema di asparagi, dell’associazione gastronomica culoppure di zucchine, e fonduta di Parturale, dove si può mangiare il fine migiano. Non manca mai la classica settimana, dal venerdì sera alla zuppa inglese, ma accompagnata domenica a pranzo. Una bella sala anche dalla panna cotta con caramelinterna, anche questa con cucina a lo, addensata con gli albumi dell’uovo vista, regno degli chef Axel Casali ed e cotta al forno a bagno maria. ServiEnrico Cavedon, e un grande spazio all’ aperto con tavoli e sedie realizzati zio veloce e attento, ma soprattutto con originali bancali di legno, sopra il una gran bella atmosfera, di calore, convivialità, allegria grazie soprattutto bellissimo giardino delle piante aromatiche. E siccome siamo in una casa, a Perla, che in sala fa sentire ogni non c’è un menù, ma semplicemente ospite a casa sua. Perché a Casetta una proposta di piatti realizzati con Magli è difficile che si venga solo per materie prime di qualità, sulla base mangiare. Il paesaggio, l’ambiente, della stagionalità e l’accoglienza (ci sono della disponibilità, giochi all’aperto per UOVO AL TEGAMINO che cambia ogni settigrandi e piccini), mana. Sette, quanti invitano a fermarsi, a sono i ragazzi, è il conoscersi, a fare numero ricorrente. amicizia. Si possono Sette le portate, sette fare passeggiate, frele bollicine, sette i quentare corsi di cucivini bianchi, sette na, organizzare tornei quelli rossi e sette le di ping pong. E così In abbinamento con il Brut Rosè birre in carta. Solo il magari si arriva per “For You” di Podere Riosto, gli chef prezzo è uno, fisso, stare qualche ora e si Axel Casali ed Enrico Cavedon propongono “Uovo al tegamino”; cotonestissimo. Una rimane fino a sera, to a temperatura di 65 gradi per 25 cucina rispettosa deloppure ci si ferma a minuti, con crema di aspragi, fonduta di parmigiano, nocciole crocdormire. Perché a casa le ricette della più canti e asparagi selvatici. di amici succede così. antica tradizione MAGGIO 2015| MONDO AGRICOLO |65
BUONO A SAPERSI...
UN PRANZO A PIÛ PORTATE CON I BRANI ITALIANI DEDICATI AL CIBO
La canzone è servita
R
icordate Gianni Morandi e la sua celebre canzonetta degli anni Sessanta “Fatti mandare dalla mamma” (a prendere il latte)? Il nostro viaggio nel “sound & food” parte da qui. In tempi di Expo che esalta il tema della nutrizione, vale la pena ricordare i tanti brani tricolori dedicati al cibo. C’è da poter fare un pranzo a più portate. Partiamo dall’antipasto, “nsalata ‘e mare” di Renzo Arbore e l’Orchestra italiana. Quindi si passa ai primi: “W la pappa col pomodoro” di Rita Pavone (ai tempi di Gian Burrasca). Poi c’è Fred Bongusto che conquistava con “Spaghetti a Detroit”. Invece allo Zecchino d’oro imperversava “Le tagliatelle di nonna Pina” (poi ritornata in auge in tv, nella trasmissione “La prova del cuoco”); sempre allo Zecchino d’oro si serviva “Il Tortellino” (del Piccolo Coro dell’Antoniano). Per il secondo ci ha pensato Samuele Bersani con la sua particolarissima “La soggettiva del pollo arrosto”(dal suo CD “L’aldiquà” del 2006). Per contorno, “I pomodori” di Gino Paoli oppure “I crauti” di Monica Vitti (La canzone fu lanciata a Canzonissima nel 1972 ed ottenne un grande successo, poi proposta anche da Cochi e Renato e da Bruno Lauzi). Passiamo alla frutta: sempre Morandi canta “Banane e lampone”; poi c’è “Una merenda di fragole” di Renato Zero e, sempre in tema, “Fragole buone buone” di Luca Carboni, “Fragole, ciliegie e miele” di Luca Dirisio; e ancora “Una fetta di limone” dell’agguerrito duo di Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese.
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Passando al dolce si può scegliere tra il “Gelato al cioccolato” di Pupo ed il “Gelato al limone” di Paolo Conte; c’è pure “Il babà è una cosa seria” della scanzonata Marisa Laurito e “La torta di pere e cioccolato”, altro hit infantile dello Zecchino d’oro. Non possiamo dimenticare gli inni alla cioccolata, dalla beffarda “La Nutella di tua sorella” di Ivan Graziani a “A mè mi piace ‘a Nutella” del nutellomane napoletano Lucio Vario (conosciuto anche come Piccolo Lucio), a “Vorrei mangiare la Nutella” di Nicolò Cavalchini (per la precisione Nicolò Guidobono Cavalchini che, con questa canzone, ha conquistato anche il Messico), a “Rossetto e cioccolato” di Ornella Vanoni; poi c’è “Cacao meravigliao” che fu lanciata, nel programma di Renzo Arbore “Indietro tutta!”, da un’adolescente Paola Cortellesi. Da bere? “Per un bicchier di vino” della piccola Catia Gazzotti allo Zecchino d’oro del 2009 , “Tu mi piaci come questa birra” di Zucchero, “Non bevo più tequila” di Sergio Caputo, “Barbera e Champagne” di
Gaber, “Ch ampagne” di Peppino di Capri, “Bollicine” di Vasco Rossi. Per chi non vuole pranzare c’è “’A pizza” di Aurelio Fierro, oppure “Pane e castagne” di Francesco De Gregori, “Il pane quotidiano” di Alberto CamerinI. A chi vuole addolcire la vita ricordiamo “Miele” dei Giardino dei Semplici, ancora “Miele” di Gigi D’Alessio e “Marmellata” di Cesare Cremonini. Se si vuole c’è pure il pranzo vegetariano con “Vegetarian dish” di Claudio Rocchi. A fine pranzo il caffè è d’obbligo; c’è solo l’imbarazzo della scelta tra: “Na tazzulella ‘e café” di Pino Daniele, “Cosa hai messo nel caffè” di Riccardo Del Turco, “7000 caffè” di Alex Britti, “Don Raffaè” di Fabrizio De André («A che bell’ò cafè, pure in carcere ‘o sanno fa»). Dopo una simile scorpacciata ci sta bene una canzoncina di Topo Gigio: “Mamma mia che mal di pancia”. Urge digestivo da prendere canticchiando “Cicciottella” di Loretta Goggi e “Mangiona” della band di rock demenziale Gem Boy. Gaetano Menna
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