MECCANIZZAZIONE IL SETTORE TIENE GRAZIE ALL’EXPORT • DA ISMEA UNA MANO ALLE IMPRESE PER LE GARANZIE CONVEGNO QUADRI DI VENETO E FRIULI • IL CONTE CAVOUR E LA TAVOLA RISORGIMENTALE • LA CAMPAGNA VISTA DAL SUV
L’ E D I T O R I A L E
Credito vuol dire crederci
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ercando sul vocabolario il significato del termine “credito” le prime risposte che si trovano sono: essere creduto, fiducia accordata, stima, considerazione, affidabilità. Tutto questo è alla base di ciò che serve per ottenere “il” credito e in questo caso parliamo di quello che concedono le banche. “Nomen omen”, recita un motto latino,ovvero ”il destino è nel nome”, quindi per ricevere il credito bisogna avere credito. L’agricoltura risponde a questa equazione? Certamente sì, perché con le filiere che innerva - dall’agroalimentare, alle energie rinnovabili, all’azione virtuosa su paesaggio, ambiente e territorio – rappresenta un contributo rilevante alle possibilità della nostra economia nazionale di crescere a ritmi più sostenuti ed attrarre investimenti. Soprattutto l’agricoltura ha le potenzialità per essere il laboratorio di un’idea di rilancio, in grado di coinvolgere l’offerta e la domanda, l’export e i consumi interni, l’iniziativa della singola impresa insieme con la capacità di fare rete e una necessaria progettualità. La sfida è grande, ma il risultato in palio ancora di più e le condizioni per ottenerlo ci sono. La globalizzazione e la rapida crescita delle nuove economie mondiali hanno riportato l’agricoltura al centro della scacchiera. L’aumento demografico planetario, quello del contenuto proteico delle diete alimentari di centinaia di milioni di persone, la crescita di importanza delle bioenergie, gli effetti del cambiamento climatico, la finanziarizzazione delle commodity sono fattori che rendono la terra coltivabile sempre più ambita nella sua caratteristica di risorsa non replicabile. Indicazioni che vengono corroborate da autorevoli studi finanziari presentati qualche mese fa alla “Economist Conference” di Ginevra, in cui si legge che per colmare la maggior richiesta di cibo sono fondamentali l’innovazione e gli investimenti. La visione è quella di un’agricoltura sempre più hi-tech, più specializzata e con dimensioni aziendali in espansione, ma per favorire tutto ciò è fondamentale che settore privato e pubblico collaborino con gli agricoltori. Per affrontare questa sfida è necessario avere un sistema di credito che consenta di essere competitivi, come le banche possono fare sostenendo per la parte che compete alle imprese agricole gli investimenti e l’innovazione a cui i 2 miliardi di fondi comunitari per lo sviluppo fanno da motore. Serve un colpo d’ala se non si vuole che le opportunità restino parole vuote di significato. Mario Guidi
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SO MMA R I O L’EDITORIALE Credito vuol dire crederci Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Attualità ECONOMIA La moneta in corso solo su Internet Leyla Manunza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Acquacoltura senza “ossigeno” Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Attualità CULTURA Quel promoter di nome Cavour Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Attualità MOTORI CNH, in Russia con amore Barbara Mengozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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L’export traina il trattore Barbara Mengozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Zoom REGIONI Puglia agricola in cerca di riscatto Umberto Bucci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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In primo piano la situazione del credito, le attese, le novità
Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Comunicazione Istituzionale di Confagricoltura Direttore VANNI CORNERO
Primo piano CREDITO In viaggio senza soldi in tasca Giusy Pascucci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Barometro Crif Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Tra banca e impresa rapporto poco fertile Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Stampa Tipolitografia EuroInterstampa
L’intervista LUIGI ABETE «L’agribusiness centrale per l’Italia» Vanni Cornero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Primo piano CREDITO Partnership con BNL. Il mutuo si stipula in Confagricoltura Gaetano Menna. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Giro di vite sul mondo dei campi Fabio Tracagni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Una mano dall’Ismea Giorgio Venceslai . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Rubriche
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Mappamondo Latte . . . . . . . . . . . . . . . 32 Notiziario Energia Edilizia . . . . . . . . .
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Organizzazione Assemblee. . . . . . . . .
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Anga Disegno di Legge . . . . . . . . . . . . 49 Over 60 Adda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
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Formazione Enapra. . . . . . . . . . . . . . . . 56 Agriturist Indagine . . . . . . . . . . . . . . . 59 Buono a sapersi Libri . . . . . . . . . . . . .
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PRIMO PIANO CREDITO
In viaggio senza soldi in tasca
Per le imprese la vera emergenza è la chiusura dei cordoni della borsa da parte delle banche. Ma qualcosa sta cambiando come dimostrano le iniziative avviate da Bnl, Ismea, Borsa Merci Telematica di Giusy Pascucci
l rischio “credit crunch” è sempre in agguato. Il credito è destinato a contrarsi ulteriormente nel prossimo anno e la sua qualità a peggiorare. Al momento l’agricoltura continuare a reggere. Ma le difficoltà crescono, usando una metafora si può dire che c’è il rischio di trovarsi senza soldi in tasca a metà del viaggio. Quella in atto «non è una crisi che si supera adattandosi, ma una crisi che ci ha portati in un’era nuova, che richiede strategie nuove. E’ quello che stanno facendo molte nostre imprese, e il Rapporto ce lo conferma». Lo sottolinea il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello presentando il 3 maggio - in occasione della “Giornata dell’Economia” – il “Rapporto 2012”. L’“emergenza credito” – così l’ha definita Dardanello - ha soprattutto al centro le Pmi, sulle quali pesano innanzitutto le scelte in tema di regole che si stanno prendendo in sede internazionale. C’è un grave rischio di un’ulteriore contrazione del credito a chi più ne ha bisogno. «Per questo insieme alle associazioni bancarie e imprenditoriali, lavoriamo per sensibilizzare le Istituzioni comunitarie, e chiediamo al Governo un forte impegno nella stessa direzione, affinché i contenuti degli accordi di Basilea 3 vengano rivisti, introducendo un “suppor-
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PRIMO PIANO CREDITO
offrire risposte adeguate alle necessità produttive delle aziende e mancano per le imprese agricole soluzioni specifiche in termini di finanziamenti e interventi ad hoc per gli investimenti aziendali. E questo è un problema di non poco conto che incide sulla competitività, perché la maggior parte delle imprese non ha sufficiente liquidità per effettuare gli investimenti necessari all’ammodernamento e alla specializzazione dell’imprese. Alla mancanza di offerta specializzata si aggiunge un rapporto banca impresa reso non semplice dalla complessità delle procedure e dalla eccessiva burocratizzazione nelle richieste di credito. Qualcosa però inizia a muoversi. Arrivano a dare una boccata d’ossigeno alle imprese in sofferenza creditizia il recente accordo con l’Abi contenente nuove misure per il credito alle Pmi che ripropone, migliorandoli, alcuni strumenti già presenti nell’Avviso Comune del 2009 e dell’accordo ting factor” per ponderare il rischio specifico per le PMI». Lo studio recentemente diffuso dell’Osservatorio sul Credito realizzato da Confcommercio-Imprese Italia, relativamente alle imprese del commercio e del turismo, conferma la situazione di difficoltà soprattutto delle piccole e medie imprese che, più delle altre, hanno registrato problemi con riferimento alla liquidità. Dai dati emerge come nel primo trimestre del 2012 siano diminuite le imprese in grado di fronteggiare il proprio fabbisogno finanziario senza alcuna difficoltà (sono il 36,1% contro il 41,8% del trimestre precedente) e, per la prima volta dal 2008, come siano state più numerose le imprese che hanno ottenuto meno credito di quello richiesto o non lo hanno ottenuto affatto (quasi il 37%) rispetto a quelle che si sono viste accordare il finanziamento (34,2%). Nel Mezzogiorno, in particolare, questa percentuale ha raggiunto la punta massima del 44,4%; in ogni caso, complessivamente, solo il 18,7% 8| MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
delle imprese ha fatto richiesta di credito e, di queste quasi una su cinque è ancora in attesa di conoscere l’esito della propria domanda. Una quota molto alta dovuta, probabilmente, alla cautela con la quale le banche si stanno muovendo in questo periodo nei confronti delle imprese. In questo contesto, il settore agricolo è quello che sembra soffrire meno, nonostante la stretta creditizia attuata dalle banche; infatti, i dati di fine 2011 e dei primi mesi del 2012 dimostrano che il settore primario è quello che ha continuato a chiedere ed ottenere credito. Tuttavia ad essere peggiorata è la qualità degli impieghi creditizi e, ora, le imprese iniziano a soffrire gli effetti della mancanza di liquidità.Al di là della contrazione da parte delle banche, l’accesso al credito si fa sempre più difficile anche per la mancanza di procedure semplificate e soluzioni specifiche studiate per le esigenze imprenditoriali agro-alimentari. Gli istituti bancari, soprattutto a livello territoriale, non sono attualmente in grado di
Una boccata d’ossigeno dall’avviso comune dell’Abi per le PMI per il credito alle Pmi del febbraio 2011. Un sostegno agli investimenti è giunto anche dalla partnership siglata tra Confagricoltura e Bnl, Gruppo Bnp Paribas, che mette a disposizione un plafond di un miliardo di euro per le imprese aderenti alla Confederazione a condizioni dedicate. Fondamentali per dare sostegno alle imprese agricole sono poi gli strumenti dell’Ismea, che si pone sempre più come interlocutore privilegiato tra le banche e le imprese agricole. Da ultimo anche la Borsa Merci Telematica ha reso operativo l'anticipo delle fatture derivanti dai contratti telematici sui quali si può attivare anche la garanzia del credito per proteggersi così dal rischio di insolvenza. E sempre per favorire liquidità, Bmti ha inoltre stipulato convenzioni con i sei maggiori gruppi bancari italiani.
PRIMO PIANO CREDITO
Barometro Crif Le imprese italiane hanno aumentato del 5% le richieste di finanziamento
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resce il numero dei finanziamenti richiesti dalle imprese italiane con un +5% rispetto allo stesso mese del 2011, ponderato a parità di giorni lavorativi. E' quanto rileva il Barometro Crif sulla domanda di credito delle imprese. Nei primi quattro mesi del 2012 la domanda aggregata risulta in lieve crescita
rispetto allo stesso periodo del 2011 (+1,5%) ma in calo rispetto al primo quadrimestre dei 2 anni precedenti (rispettivamente -0,75%% e -8,3%). Nei primi 4 mesi dell'anno il 36% delle richieste di finanziamenti si è concentrato nella fascia fino a 5.000 euro (nel primo quadrimestre 2011 in questa classe si collocava quasi il 45% delle richieste), seguite da quelle comprese tra 20 e 50.000 euro (20,7% del totale) e da quelle tra 10 e 20.000 euro (18%): queste ultime due fasce risultano entrambe in crescita di un paio di punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'importo medio dei finanziamenti complessivamente richiesti, nei primi quattro mesi ha fatto registrare un ulteriore aumento (+13%) rispetto al corrispondente periodo del 2011, assestandosi a 43.080 euro. Entrando nel dettaglio, l'importo medio dei finanziamenti richiesti dalle imprese individuali è stato pari a 23.301 euro contro una
media di 55.751 euro richiesti dalle società.Analizzando i dati della domanda di credito per singola regione emerge una fotografia alquanto differenziata, con picchi di crescita a doppia cifra in Sardegna (+15%), Liguria (+11%), Calabria (+11%) e Molise (+10%), a fronte di un calo nel Lazio (-7%), nelle Marche (-6%), in Sicilia (-3%), in Puglia e Campania (-1% rispetto al primo quadrimestre 2011). «E’ estremamente difficile valutare la portata di questo dato – commenta Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF – ma complessivamente può essere letto come la conferma dell’atteggiamento da parte delle imprese che guardano al mercato del credito con rinnovate aspettative, sia per finanziare i propri investimenti, sia per ottenere le risorse necessarie a sostenere l’attività corrente in una fase, come questa, ancora caratterizzata da una diffusa incertezza». G. M.
PRIMO PIANO CREDITO
Tra banca e impresa rapporto poco fertile Analisi dell’Organizzazione sul sistema creditizio nei territori. Gli istituti – emerge nell’inchiesta - non svolgono quel ruolo di supporto che ci si attendeva nel periodo di maggiori difficoltà per le aziende. Serve partnership di Anna Gagliardi
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nvestimenti fermi, lunghi tempi di attesa per ottenere finanziamenti dalle banche, burocrazia delle procedure ulteriormente appesantita. Il quadro generale del rapporto tra imprese e istituti di credito si dipinge di tinte fosche: la stretta creditizia pesa sulle aziende e non si intravede ancora l’uscita dal tunnel. Come accade in altri settori, anche nel primario manifestano meno difficoltà le realtà imprenditoriali che hanno mantenuto ben saldo l'obiettivo di crescita, nonostante la crisi. Le sofferenze bancarie attraversano la Penisola e colpiscono tutti i comparti, ma l'allarme credit-crunch per l'agricoltura sembra ancora ingiustificato,
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poiché essa, nonostante tutto, continua a offrire agli istituti di credito sufficienti garanzie di affidabilità, decisamente superiori a quelle che, generalmente, presentano altri settori. Dalle Alpi alle isole, gli imprenditori agricoli sono generalmente più cauti che spregiudicati, anche perché ci pensa la natura, oltre alle banche, a presentare il conto di eventuali passi falsi. Ma qualcosa è cambiato.“E' da ottobre dello scorso anno che la crisi si è fatta sentire in maniera evidente – spiega Renzo Ardigò, vicedirettore della Libera, la Confagricoltura di Cremona –. I segnali sono stati inequivocabili: si sono allungati i tempi per ottenere il credito, gli investimenti sono rallentati, salvo alcune 'isole felici' relative al-
Investimenti in agroenergie piacciono alle banche, ma il resto è fermo
più, e da anni, sono le aziende suinicole: i costi di produzione si sono alzati a dismisura e il margine di ricavo si è ridotto al punto che molte imprele agroenergie che lo scorso anno se faticano a sopravvivere”. hanno suscitato grande interesse e A Roma il presidente provinciale di partecipazione. Il resto è fermo, anco- Confagricoltura e componente della ra oggi”. Il riferimento è alla zootec- giunta nazionale Massimiliano Giannia, motore economico di questa fetta santi è convinto che il problema di di Lombardia capace da sola a trainare fondo sia oggi l'approccio agli struil mercato tricolore del comparto. menti creditizi. “E' cambiato il modo Il problema è lo spread, nuovo termo- di operare da parte delle banche, che metro di febbre finanziaria: più sale, ora prendono in considerazione molti più aumenta il costo del denaro e peg- parametri prima di concedere un figio è. “In poco tempo – aggiunge Ar- nanziamento; anni fa ne valutavano digò – siamo passati da uno spread di molti meno. Questo si traduce in tempoco superiore all'1% a quasi il 5%, pi a volte troppo lunghi per l’impresa. con le inevitabili conseguenze di un Le aziende agricole si rivolgono agli maggiore peso delle sofferenze sugli istituti di credito soprattutto nei moaffidamenti, anche in agricoltura”. menti di grande difficoltà - continua Che cosa si chiede oggi alle banche? Giansanti – più ancora che per riceve“Si cerca di rinegoziare il mutuo, se c'è re appoggio per investimenti. E la rila possibilità di farlo. Nella nostra zo- chiesta proviene da tutto il comparto: na le aziende zootecniche vogliono ri- le imprese possono essere grandi o strutturare le passività. Chi soffre di piccole, gli ostacoli sono gli stessi”.
L'eccessivo irrigidimento delle modalità operative da parte delle banche è parallelo all’aumento del costo del denaro. “A ciò si aggiunge il fatto che non tutti gli istituti hanno un sistema di rating dedicato all'agricoltura, anzi, assistiamo a una standardizzazione dell'offerta dei prodotti – precisa il presidente di Confagricoltura Roma–. Se parliamo di garanzie, tuttavia, un ruolo determinante è quello dei consorzi fidi, in grado non di abbattere i tassi, ma di agevolare il rilascio del finanziamento”. L'opinione di Giansanti è condivisa: “In Lombardia gli strumenti messi in atto da Confidi o da Ismea - conferma Ardigò - si sono rivelati prodigiosi per il percorso di accesso al credito da parte delle aziende”. In Piemonte, complice l'eredità culturale sabauda, la prudenza ha permesso a molte realtà imprenditoriali di salvarsi da pericolose esposizioni economiche: “Nella nostra agricoltuAPRILE 2012 | MONDO AGRICOLO | 13
PRIMO PIANO CREDITO
ra – afferma il presidente di Confagricoltura Torino Vittorio Viora – operano spesso imprese familiari ben patrimonializzate, che hanno investito nell'attività capitali cospicui, nella massima trasparenza. Il problema emerge quando l'investimento realizzato non è remunerato in modo adeguato. Tuttavia la solidità patrimoniale è generalmente forte e le banche tengono conto di questa situazione”. Che cosa servirebbe, a questo punto? “Sarebbe utile una maggiore attenzione da parte della pubblica amministrazione, a tutti i livelli, per snellire le procedure e garantire l'erogazione di finanziamenti comunitari, nazionali e regionali dovuti alle imprese in tempi certi - conclude Viora - in modo da consentire la corretta programmazio-
Eccessivo irrigidimento delle modalità operative e aumento del costo del denaro ne degli investimenti e dei flussi finanziari”. Tutta particolare la situazione nelle Langhe, dove i filari delle vigne hanno un nome e un volto. “In queste zone– spiegano il direttore di Confagricoltura Cuneo Roberto Abellonio e il responsabile della zona di Alba, Mario Viazzi – le banche conoscono direttamente le aziende, pertanto non fanno mancare il credito, in tempi tutto sommato più veloci che altrove”. La richiesta dei viticoltori è indirizzata per lo più alla ristrutturazione della cantina, all'approvvigionamento di nuovi vigneti (che in certe zone raggiungono cifre da capogiro), agli investimenti per tecnologia e certificazioni sanitarie in grado di garantire un alto standard produttivo. Ma anche all'anticipo fatture. Ad agevolare il dinamismo delle case vinicole ci sono anche l'Ocm vino e le misure messe in campo dalla Regione, trampolini importanti che favoriscono il posizionamento delle aziende sui mercati, esteri in particolare. In Veneto non sono mancati casi di imprese strozzate dai de14| MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
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IL CASO: L’AZIENDA SCHIACCIATA TRA RATE VARIABILI E DERIVATI
Alan Pelizzari è uno dei quattro fratelli che hanno rilevato dai genitori l’attività zootecnica , poche decine di vacche da latte e una produzione di 8.000 quintali di latte all'anno. Dopo dieci anni l'azienda ha 700 vacche e produce 65.000 quintali di latte annui. Il fatturato è di 3,5 milioni di euro. “Tutto il nostro percorso racconta Alan – è stato fatto insieme alle banche, con investimenti per 9 milioni di euro. Siamo sempre riusciti ad avere credibilità”. Nel luglio 2008 i fratelli decidono di ampliare l'azienda che necessita di 6 milioni e mezzo di euro per un ulteriore investimento. Alan si rivolge ancora a una banca, con cui accende il mutuo a tasso variabile, utilizzando contratti swap per la copertura dei rischi. Passano sei mesi e qualcosa non va: alla rata variabile prevista si aggiunge, ogni tre mesi, una “stangata” ulteriore. I Pelizzari chiedono spiegazioni, ottengono vaghe risposte. Si affidano a Libera di Cremona e, grazie all’associazione, scoprono che i contratti sono in realtà dei derivati venduti a tassi altissimi. Si apre il contenzioso. Ad oggi la questione è ancora sospesa, ma a fare sperare i Pelizzari in un esito favorevole è la presenza, nelle cronache giudiziarie, dell’annullamento di questi contratti assai lontani dalla semplice copertura del rischio di innalzamento tassi. L'arbitrato è già costato duecentomila euro. Alan e i suoi fratelli attendono giustizia.
biti. Nel Padovano soffrono maggiormente il settore vivaistico e quello zootecnico. Il direttore di Confagricoltura Padova, Renzo Cavestro, ammette che alcune aziende si sono viste negare il credito dopo essersi particolarmente esposte.“Sono realtà generalmente di medie dimensioni, che hanno fatto investimenti importanti qualche anno fa e che non riescono a rientrare. Nel settore vivaistico il problema è più evidente perché c’è una concorrenza spietata e i tempi di pagamento sono molto lunghi. Questo peggiora circostanze già difficili. Nella zootecnia il settore latte lamenta costi di produzione elevati e l’eredità pluriennale di prezzi di vendita bassi, sebbene in rialzo negli ultimi anni”. La stretta creditizia si fa sentire quindi a Nord Est per l’indebitamento dovuto per lo più a investimenti effettuati in passato che hanno esposto fortemente le aziende. Per il futuro non si intravedono schiarite:“Chi vuole investire ora non lo fa e aspetta – conferma Cavestro – . Si cerca di diluire gli impegni e di posticipare gli interven-
ti”. Analoga la situazione in Sicilia. La Camera di Commercio di Siracusa segnala tuttavia alcuni primi livelli di attenzione dovuti ad una crisi che non è ancora alle spalle e il deterioramento della capacità di ripianamento dei debiti. Segno che la recessione comincia a colpire sempre più pesantemente il sistema produttivo, compreso quello agricolo. “In ogni caso – sottolinea il direttore di Siracusa Biagio Bonfiglio – una maggiore assistenza alle imprese, anche da parte delle associazioni di categoria e dei confidi, consente da un lato alle aziende di accedere più facilmente al credito, dall’altro alle banche di “aprire i rubinetti” con più vigore e sostenere un’economia locale che ancora stenta a ripartire”. Le sofferenze del sistema economico stanno aumentando a Siracusa più che nelle altre aree. La tipologia di finanziamento oltre il breve termine non serve a finanziare le attività correnti delle imprese, ma gli investimenti a medio e lungo termine o a ristrutturare i debiti in tempi stretti.
L’ I N T E R V I S TA L U I G I A B E T E
«L’agribusiness centrale per l’Italia» Il numero uno di BNL: «Quello agricolo è un settore dinamico e complesso che accetta la sfida del mercato globale. Interessanti le opportunità di investimento come le energie alternative» di Vanni Cornero
Luigi Ab ete p resid ente d i BNL grup p o BNP PARIBAS
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residente Abete, l’ultimo rapporto del Fmi prevede una nuova stretta creditizia, che per l’Italia dovrebbe quantificarsi in una riduzione del 2,7%. Se queste proiezioni si riveleranno esatte quali effetti ci saranno sui tempi della tanto attesa ripresa? La ripresa dipende da fattori, strutturali e congiunturali, che possono incidere sulla crescita della domanda interna e della domanda estera di prodotti italiani. I tempi dipendono da quanto saremo capaci a varare riforme veramente in grado di rilanciare
la crescita. Le banche hanno un ruolo importante per accelerare alcuni processi perché veicolano velocemente risorse verso i settori che reagiscono positivamente, come, in questa fase, verso le imprese che esportano o che si internazionalizzano. Le banche sono accusate di causare il “crunch” del credito, il salvagente lanciato dalla Bce pare essersi sgonfiato senza che ci sia stata l’attesa distribuzione di liquidità a basso costo. Questo perché gli istituti bancari “parcheggiano” , magari in titoli di Stato, il denaro ricevuto dalla Banca Centrale, influenzando lo spread e lasciando le imprese a secco. E’così?
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Il sistema bancario sta sempre più resettando le proprie strutture ed il proprio patrimonio al fine di incrementare le disponibilità di credito
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Dobbiamo chiarire che la stretta creditizia di cui si parla è, in gran parte, conseguenza della recessione che la nostra economia sta registrando. La finanza è un termometro dell’economia: segue il ciclo economico nelle fasi di espansione e di contrazione. Le Banche italiane sono consapevoli del fatto che rappresentano un volano fondamentale per la ripresa dell’intero sistema e, in generale, compatibilmente con il contesto e con le proprie capacità di erogare credito, hanno continuato a finanziare e sostenere le imprese in questi anni di crisi, accollandosi anche pesanti rischi ed oneri. Per cui sarebbe più corretto parlare, da un lato, di contrazione della crescita del credito rispetto al PIL, quale conseguenza del ciclo economico e, dall’altro, di selezione del credito, per veicolare le risorse finanziarie, che non sono infinite, verso le imprese che operano in settori e mercati che presentano maggiori opportunità. Ciò è fondamentale per avviare una fase di crescita sana e sostenibile nel tempo. Il settore bancario europeo necessitava di questa iniezione
di liquidità da parte della BCE proprio per garantire maggiore disponibilità di risorse a medio termine; è semmai da chiedersi cosa sarebbe successo se non vi fosse stata. Con il trascorrere delle settimane, il sistema bancario sta sempre più riorganizzando le proprie strutture e il proprio patrimonio al fine di incrementare la disponibilità di credito. Come BNL posso ricordare che gli affidamenti a privati e aziende nel 2011 sono cresciuti di quasi il 5%. Infine, è importante ricordare che esiste un sistema normativo che regola l’attività bancaria in Europa: le nuove norme di Basilea III, ancor di più delle precedenti, modificheranno il modo di fare Banca, rendendo
ancora più stringente l’equilibrio tra raccolta e impieghi, incidendo direttamente sulla liquidità del sistema. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha recentemente detto: “E’fondamentale che ci sia il credito, ma le imprese lo devono meritare”. Lei che ne pensa? Non posso che condividere questa affermazione del Governatore che coniuga l’essenza della banca, il fare credito, con un principio inde-
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L’ I N T E R V I S TA L U I G I A B E T E
Da sinistra Luigi Abete, Mario Guidi e l’amministratoredelegato di BNL Fabio Gallia 18 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
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BNL già a partire dal 2011 ha riorganizzato la rete commerciale prevedendo la figura dello specialista di prodotto e di gestione delle relazioni per il settore agricolo
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rogabile quale quello della sana e prudente gestione. Le Banche sono aziende private che svolgono un ruolo sociale essenziale per il funzionamento dell’economia e per questo agiscono in un ambito normativo regolamentato. La valutazione dell’affidabilità e del merito creditizio è di sicuro una condizione essenziale per poter svolgere l’attività bancaria in linea con i principi di economicità e di redditività necessari: le
banche non possono non tener conto della capacità dei soggetti di generare valore e di restituire i finanziamenti ricevuti. In quanto aziende private, come tutte le aziende, le banche devono tutelare gli interessi dei propri azionisti, valorizzando il loro investimento, e quelli dei propri clienti, in particolare di quelli che gli affidano i loro risparmi, a cui vanno restituiti. E le imprese agricole in particolare si meritano credito? Il fatto che Bnl abbia messo a disposizione un plafond di un miliardo di euro per le aziende di Confagricoltura dovrebbe costituire una risposta implicita. O c’è altro da dire? Il settore agricolo e agroalimentare è uno dei perni fondamentali del sistema economico italiano per le eccellenze e le peculiarità che esprime e che costituiscono una importante leva per le esportazioni. BNL ha messo a disposizione delle aziende associate a Confagricoltura un plafond di 1 miliardo perché crede fermamente in questo settore e soprattutto nelle potenzialità di sviluppo che potrà avere nei prossimi anni. Coerentemente con questo approccio, BNL ha riorganizzato, già a partire dal 2011, la propria rete commerciale creando le figure dello Specialista di Prodotto e di Gestore della Relazione per il settore Agrario e dedicando loro un piano di formazione specifico per garantire un’ampia diffusione delle competenze del settore. Nell’attuale scenario economico-finanziario come sta evolvendo il rapporto banca-sistema agricolo? Le aziende agricole chiedono sempre più una consulenza vasta e complessa, tanto per far fronte alle esigenze specifiche del settore – dimensione, patrimonializzazione, filiera, indotto, commercializzazione quanto per cogliere opportunità in nuovi ambiti, spesso complementari o strumentali, in cui gli imprenditori agricoli stanno investendo, come ad esempio le energie alternative. Gli imprenditori del settore hanno nuove consapevolezze e hanno le sensibilità per cogliere le sfide di un mercato sempre più globale. Siamo certi che ciò porterà a una riorganizzazione del settore che sarà in grado di produrre maggiore valore aggiunto, valorizzando tanto la produzione quanto il territorio.
PRIMO PIANO CREDITO
Partnership con BNL Il mutuo si stipula in Confagricoltura
La pratica di finanziamento per l’ azienda agricola non andrà effettuata in banca ma negli uffici della propria sede provinciale di Gaetano Menna
a pratica di finanziamento per la propria azienda agricola non andrà effettuata in banca ma presso la sede della propria Confagricoltura provinciale. Un funzionario dell’Organizzazione indicherà all’impresa le modalità, le opportunità e gli oneri e quindi aiuterà a predisporre il fascicolo da inoltrare presso la sede territoriale della banca per l’erogazione. Una vera e propria rivoluzione nei rapporti con la banca è stata messa a punto da Confagricoltura e BNL Gruppo BNP PARIBAS e se ne è discusso in una riunione operativa tenutasi a Palazzo Della Valle il 3 maggio a cui hanno partecipato i rappresentanti dell’Organizzazione sul territorio ed il componente della Giunta di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Per l’ istituto di credito è intervenuto Marco Alessandrini, responsabile del Settore Individuals & Business. L’incontro fa seguito all’accordo sottoscritto dal presidente di Confagricoltura Mario Guidi e dall’amministratore delegato di BNL Fabio Gallia del 15 marzo con cui si avvia una partnership finalizzata ad accompagnare le imprese del settore agricolo nella realizzazione dei propri progetti di consolidamento e sviluppo. Si tratta di uno dei più importanti accordi, stipulati a livello nazionale, tra una banca e un’ associazione di categoria. Il 30 marzo l’intesa è stata poi presentata ufficialmente all’Academy di Taormina a cui è intervenuto anche il presi-
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dente di BNL Luigi Abete. Il progetto inizialmente si avvia in una serie di realtà pilota per poi estendersi a tutta l’Organizzazione. Le realtà pilota sono Piemonte, Emilia Romagna, Calabria,Verona, Udine, Mantova, Cremona, Novara, Grosseto, Roma, Viterbo-Rieti, Salerno,Avellino, Bari, Foggia, Brindisi, Palermo, Catania. Si prevede a favore delle imprese agricole associate un plafond dedicato di 1 miliardo di euro, proponendo un interessante quadro di prodotti e servizi finanziari e creditizi, in grado di coprire tutte le richieste delle imprese. L’accordo ricomprende gli interventi finanziari per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese: in tale ambito sono compresi i mutui sull’agroenergia, i finanziamenti per l’acquisto/ampliamento della proprietà e per gli investimenti aziendali, gli anticipi all’export, i finanziamenti all’import, le operazioni di leasing nelle varie tipologie immobiliare e strumentale. Quindi erogazioni per l’attività ordinaria dell’impresa (anticipi contributi Pac, prestiti di conduzione e di an-
la rimodulazione ed il ripianamento dei debiti in essere, oltre a mettere in campo misure finanziarie destinate alla persona fisica titolare o dipendente dell’azienda agricola associata a Confagricoltura. ticipo magazzino); fondi poi per l’at- Si fa presente che BNL si impegnerà tività straordinaria, comprendenti i a praticare ai finanziamenti stipulati prestiti di soccorso destinati a rico- nell’ambito della convenzione dei stituire i capitali di conduzione a se- tassi stabiliti in convenzione, derivanguito della perdita del raccolto deter- ti dall’applicazione del parametro fiminata da calamità naturali, a proro- nanziario di riferimento (IRS di pegare rate in scadenza, quando eventi riodo o Euribor a 1, 3 o 6 mesi) magdi varia natura (calamità naturali, cri- giorato di uno spread variabile in funsi di mercato/commercializzazione, zione del merito creditizio dell’azienmutamento delle condizioni produt- da, prevedendo, fra l’altro, la possibitive) impediscono il pagamento delle lità di un abbattimento dell’interesse stesse, alla ristrutturazione del debi- in presenza della garanzia diretta di to, quando eventi di varia natura (ca- Ismea/SGFA. lamità naturali, crisi di mercato/com- Tra l’altro, tutte le condizioni, riportamercializzazione, mutamento delle te nel documento dell’Accordo tra condizioni produttive) rendono one- Confagricoltura e BNL, saranno oggetrosi gli impegni in essere; ancora fi- to di una rivisitazione semestrale. nanziamenti destinati a rafforzare il Si tratta di decisioni importanti, sopatrimonio delle imprese operanti prattutto in un momento come quenel settore primario ed a consentire sto di forti oscillazioni finanziarie, doloro di superare le difficoltà finanzia- ve non è agevole dare delle indicaziorie temporanee mediante prestiti per ni sui costi del credito.
Il progetton, dopo una prima fase sperimentale, sarà esteso in tutta Italia
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PRIMO PIANO CREDITO
Giro di vite sul mondo dei campi Le banche o rifiutano di erogare nuovi prestiti oppure concedono finanziamenti a condizioni molto più onerose di Fabio Tracagni
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ra i fattori di crisi, che stanno a monte delle difficoltà del comparto agricolo, vi sono certamente problemi di deficit finanziario di molte imprese del settore. Si tratta spesso di situazioni contingenti, quasi sempre collegate a problematicità nel trovare nelle banche delle risposte adeguate in termini di finanziamenti da destinare al funzionamento e agli investimenti aziendali. Il rischio “credit crunch” nei Paesi europei, fra cui l’Italia, esiste. E’ vero che le tensioni sul mercato finanziario si sono allentate, rimangono però elevati i debiti sovrani, che rappresentano una "condizione cronica pericolo-
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sa", che pesa sul settore bancario e, di conseguenza, sull’erogazione creditizia. E’ una situazione che potrebbe portare ad una contrazione del credito del 2,7% in Italia entro il prossimo anno. Lo dice il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) in una sua stima recentemente pubblicata, secondo cui il nostro Paese continuerà a dover sopportare - come gli altri Stati europei sotto pressione - un tasso di interesse sul debito elevato pari al 4,6% nel 2016, ma che potrebbe salire al 5,7% in caso di peggioramento della situazione. La stretta creditizia, che sta vivendo il mondo produttivo, interessa in maniera rilevante anche il sistema delle imprese agricole. Gli imprenditori agricoli si trovano spesso davanti o ad un rifiuto da parte degli istituti di credito nell’erogare nuovi prestiti o alla costrizione ad accettare un finanziamento a condizioni molto più elevate, spesso dopo lunghe attese per l’allungamento dell’iter istruttorio da parte delle banche. Per i principali istituti bancari la maggiore cautela nella concessione del credito si è tradotta, infatti, in indirizzi strategici volti ad attuare delle rigide politiche di riequilibrio, che hanno comportato e continuano a produrre di fatto una limitazione del flusso di credito erogato alle imprese, soprattutto a quelle con classi di rating più basse. Per tutti la concessione di nuovi prestiti è legata ad una richiesta di garanzie maggiori e a durate che difficilmente superano il medio termine.
DATI SUL CREDITO ALL’AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA (Fonte Banca d’italia)
Il rapporto fra sofferenze lorde e impieghi è tornato a crescere. A fine dicembre 2011 il livello globale delle sofferenze in agricoltura si attestavasugli oltre i 3,65 miliardi di euro (pari al 4,54% del valore globale) con un peggioramento progressivo negli ultimi quattro anni (più di tre punti percentuali) del rapporto tra sofferenze ed impieghi in agricoltura. Diminuisce solo il rapporto fra le sofferenze creditizie dell’agricoltura rispetto a quelle complessive riguardanti tutti i
L’indebitamento bancario rischia di diventare gravoso per gli agricoltori Molte imprese, anche quelle con elevate specializzazioni produttive, hanno, invece, in questo momento estrema necessità di essere aiutate con interventi, in grado di dare un maggiore respiro finanziario, anche attraverso un migliore assetto della propria esposizione debitoria nei confronti delle banche. Gli ultimi dati statistici della Banca d’Italia di fine 2011 sugli impieghi creditizi dei settori produttivi non sono in grado di dare una fotografia reale della situazione al momento, evidenziando solo un rallentamento del credito in termini di erogazioni e consistenze, attribuibile alla crisi economica in atto, che ha comportato una minore domanda di credito da parte delle imprese per investimenti, ma anche riconducibile all’adozione di politiche più restrittive da parte degli intermediari finanziari. I prestiti bancari destinati all’agricoltura, almeno per tutto il 2011, hanno continuato a crescere, ma in maniera anomala, rivolgendosi in misura sempre più limitata agli investimenti e quindi allo sviluppo. E’ cresciuta, infatti, la quota dei prestiti di breve periodo rispetto a quelli di più lunga durata (negli ultimi quattro anni l’incidenza percentuale del “breve” rispetto al “medio e lungo” sulle consistenze creditizie è passato dal
55% a quasi il 63%), aumentando, in una situazione di forte restrizione creditizia, il rischio che gran parte delle somme concesse a breve dalle banche alle imprese abbiano difficoltà ad essere restituite alla scadenza, qualora non siano rinnovate o consolidate con nuovi prestiti. In effetti, l’indebitamento bancario delle imprese agricole rischia di diventare per il settore un onere gravoso per gli anni futuri; ne sono testimonianza i dati sulle sofferenze bancarie.
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settori produttivi. Ma questo dato deriva dal fatto che l’agricoltura, in effetti, sta soffrendo in misura minore rispetto agli altri comparti produttivi, probabilmente per la presenza delle garanzie patrimoniali che le aziende agricole possono offrire alle banche, rendendo le operazioni di prestito più “tranquille” in un momento in cui le direzioni centrali delle banche sono più preoccupate a diminuire i rischi, che a far crescere gli impieghi.
NATI-MORTALITÀ DELLE AZIENDE
Sono più le aziende agricole che chiudono, di quelle che nascono; in assoluto l’agricoltura è il settore produttivo che ha il saldo negativo maggiore (–13.335 unità). Lo si rileva dai dati Unioncamere sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre dell’anno che sono in linea con una tendenza alla razionalizzazione che si registra da diversi anni, ma anche il segno di una sofferenza in cui si trovano ad operare tante imprese agricole. Tutte le analisi fino ad oggi condotte tendono ad individuare un ristretto raggruppamento, di circa 30-32 mila imprese da cui deriva gran parte del fatturato, del valore aggiunto e dell’occupazione del sistema agricolo nazionale. «Che la crisi faccia sentire i suoi effetti e aggravi la situazione è fuori discussione– commenta il presidente di Confagricoltura Guidi -. Non vorrei però che emergesse dalle analisi sulla crisi l’immagine di un’agricoltura che si arrende. Ci sono imprese agricole strutturate, moderne e competitive che hanno messo in atto, già da tempo, precise strategie per fronteggiare le criticità». Come ha evidenziato la recente indagine Confagricoltura-Censis, le imprese più evolute hanno adeguato gli impianti e le strutture produttive (il 75% delle aziende più evolute), ridefinito le politiche di vendita (59%), riorganizzato le procedure di lavoro (57,3%), individuato nuove produzioni e colture (51,7%), ridefinito le funzioni di vertice (30,3%). Solo il 3,7% del campione intervistato non ha apportato alcun cambiamento. APRILE 2012 | MONDO AGRICOLO | 23
PRIMO PIANO CREDITO
Una mano dall’Ismea Aumentano le richieste all’ unico fondo pubblico di garanzia in agricoltura che opera sul territorio nazionale di Giorgio Venceslai Dirigente Responsabile SGFA
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uello Ismea, unico fondo pubblico di garanzia in agricoltura che opera sul territorio nazionale, ha avviato la sua concreta attività nel 2008. Nel corso di questi anni, il ritmo di crescita delle richieste di garanzia è aumentato vertiginosamente. Decuplicati gli accessi del 2009 rispetto al 2008, triplicati quelli del 2010 rispetto al 2009, +50% nel 2011 rispetto al 2010. Il primo trimestre 2012 ha fatto registrare un +27% rispetto allo stesso trimestre del 2011.
Al fondo si accede tramite la banca. L’impresa agricola presenta il proprio progetto alla banca chiedendo le risorse necessarie per il suo finanziamento. Se la banca ritiene l’impresa affidabile e il progetto sostenibile dal punto di vista finanziario, ma rileva la necessità di garanzie che l’imprenditore non può o non intende offrire, inoltra, per conto dell’impresa, la richiesta di garanzia all’Ismea tramite l’utilizzo del relativo portale informatico. Non è necessaria una convenzione specifica per accedere. È sufficiente esperire le operazioni di
richiesta di accreditamento e poi collegarsi immettendo le credenziali fornite. I dati sono immessi nella piattaforma dalla banca oppure i documenti sono scansionati ed allegati alla pratica elettronica di garanzia. I tempi per il rilascio della proposta di garanzia, con il relativo costo, si aggirano, nella media, attorno ai trenta giorni lavorativi. Dal rilascio della proposta, l’impresa ha trenta giorni di tempo per accettare la garanzia. E dall’accettazione, la banca ha sei mesi di tempo per erogare il finanziamento, dandone comunicazione al garante. Solo dopo l’erogazione, sarà dovuta la commissione di garanzia. Le operazioni di istruttoria sono effettuate a costo zero per l’impresa. Il costo della garanzia è quantificato sulla base della rischiosità dell’operazione e ciò in base a quanto previsto dalla Commissione Ue. A tal fine Ismea utilizza i propri sistemi di rating tarati per l’agricoltura e costruiti in partnership con Moody’s . Dal punto di vista quantitativo non è
Per gli under 40 un fondo Oiga di 4 milioni di euro per abbattere i costi di garanzia
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GLI STRUMENTI FINANZIARI DI ISMEA
Ismea è attiva a favore dell’imprese agricole con diverse misure finanziarie, che possono essere suddivise in due filoni: sviluppo di impresa (insediamento e subentro dei giovani, riassegnazione di terreni per asta e per bando di concorso);strumenti finanziari, che includono misure nel campo delle assicurazioni agevolate agricole (fondo di riassicurazione, consorzio di coriassicurazione, gestione della banca dati delle assicurazioni sui rischi agricoli) e di tipo creditizio e finanziario. In particolare, gli interventi creditizi - attivati da Ismea, attraverso sue società controllate - consistono nel rilascio di garanzie di tipo sussidiario e dirette, in un “servizio valutazioni rischio di credito” (rating) nonché a definire la probabilità di insolvenza. C’è poi il “fondo di investimento nel capitale di rischio”, per supportare i programmi di investimento delle PMI agricole e dell’agroalimentare. Non sono, poi, da dimenticare gli altri servizi come: la rilevazione dei prezzi dei prodotti agroalimentari, l’analisi economico-finanziaria, l’analisi congiunturale e di scenario sui trend di breve e lungo periodo dei mercati agro-alimentari. Ismea ora si sta attivando per realizzare il “Fondo credito”, previsto all’art. 64 del decreto del Governo sulle “liberalizzazioni”, che opererà in sinergia con le Autorità di gestione dei piani di sviluppo rurale delle Regioni e con il sistema creditizio, per permettere alle banche di rilasciare alle imprese agricole dei finanziamenti ad un tasso inferiore. (F. T.)
tantum rispetto al valore del finanziamento è almeno il 3%, il suo importo pari ad almeno 10.000 euro e la periodicità della rata di ammortaquindi possibile indicare il costo del- mento è annuale o semestrale, è posl’operazione se non dopo una istrut- sibile rateizzare il pagamento della toria esperita dall’Ismea. Tuttavia, in commissione, con un sollievo finanmedia, è possibile quantificare un in- ziario particolarmente gradito, sodice di costo per anno, riferito al pri- prattutto nei casi in cui la commismo importo rilasciato. Allo stato que- sione di garanzia una tantum sia parsto indice si assesta intorno allo ticolarmente elevata per effetto della 0,40%. Ciò significa che, in media, rischiosità dell’operazione e/o della l’impresa paga quattro euro per anno durata del finanziamento. per ogni mille euro rilasciati inizial- La garanzia Ismea può intervenire su mente. Un finanziamento a cinque tutte le durate e per tutte le finalità; anni, quindi, costa in media il 2% del dal consolidamento di passività alvalore iniziale di garanzia; uno a dieci l’innovazione tecnologica (energie anni, il 4%. Si tratta sempre di valori rinnovabili), dall’acquisto al miglioramedi. Il costo reale non può che es- mento di beni immobili per arrivare sere quantificato caso per caso. Se il alla commercializzazione, ricerca e finanziamento dura almeno cinque sperimentazione. La massima esposianni, il peso della commissione una zione di garanzia consentita per par-
tita IVA si attesta ad un milione di euro in caso di micro e piccole imprese e si eleva a due milioni di euro nel caso di medie imprese. Le grandi imprese sono escluse. Il limite di copertura è del 70% del finanziamento, elevabile all’80% nel caso di giovani agricoltori. Per gli under 40, l’Osservatorio Imprenditoria Giovanile in Agricoltura (OIGA) ha recentemente stanziato un fondo di oltre 4 milioni di euro finalizzato all’abbattimento (nell’ambito del regime de minimis) del costo della garanzia. In questo caso, ove ricorrano le condizioni, l’impresa può fruire di uno sconto massimo di 7.500. Ulteriori informazioni sul funzionamento del fondo di garanzia e sulle modalità per accedervi sono disponibili presso il sito Ismea (www.ismea.it).
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A T T U A L I TÁ E C O N O M I A
La moneta in corso solo su Internet gna, ma sempre in contatto su Skype, hanno tradotto la passione per la micro e la macro economia in una visionaria idea di moneta lontana dallo scontato immaginario tradizionale. Partendo da un budget di 30.000 euro, individuato il quartier generale, un’ antica casa campidanese di metà 800 ereditata dalla nonna a Serramanna di Leyla Manunza (un piccolo comune a 40 km da Cagliari), hanno creato il Sardex, una moneta virtuale che esiste solo su internet che permette di scambiare beni e servizi. “Siamo partiti dalla considerazione anno l’ambizione di che l'attuale sistema monetario e fitransare nell’arco di nanziario è fragile - spiega il giovane dieci anni il 10% del pil Mancosu - . Abbiamo pertanto pensadella Sardegna che cor- to che i problemi di accesso al credito risponde a circa 2 mi- delle PMI, già accentuati dai vari Basiliardi di euro. Un’appa- lea 1,2 e 3 e aggravati dalla crisi, porente utopia che potrebbe essere su- tessero essere in parte superati attraperata da un nuovo modo di concepi- verso la creazione di una rete di credire uno dei must più radicati e inattac- to reciproco tra aziende, alimentata cabili: il denaro. Quattro giovani sardi, tramite l'utilizzo di una moneta comlungimiranti e caparbi, età media tren- plementare locale. Una sorta di cameta anni, amici di lunga data, divisi nel ra di compensazione tra debiti e creperiodo degli studi universitari tra diti. Fare rete inoltre conviene a se l’Inghilterra, la Germania e la Sarde- stessi e agli altri. Questo concetto, alla base della nostra iniziativa risulta spesso estraneo alle economie votate dogmaticamente all'individualismo e alla La sede di Sardex.net a Serramanna (Ca) competizione”. In tempo di crisi dei mercati, di stretta creditizia delle banche e di lotta all’evasione, aguzzare l’ingegno e strizzare l’occhio agli esempi offerti dalla finanza etica, può rappresentare una fruttuosa rivoluzione per l’economia. Il Sardex non è paragonabile ad un baratto ma da alcuni economisti del calibro di T. H. Greco e B. Lie-
In Sardegna si è creata una rete di credito reciproco tra aziende che pagano beni e servizi in... “Sardex”
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taer viene concepita come "la forma più evoluta di moneta". Mancosu ricorda che nel ’31 a Worgl, una cittadina austriaca, il sindaco corse ai ripari per la mancanza di carta moneta e decise di preparare dei certificati di lavoro. Si mise d’accordo con le banche, i negozianti e gli stessi lavoratori e nell’arco di 14 mesi riuscì a far circolare questa “moneta” ben 36 volte (rispetto alle 3 di quella tradizionale). Con il crescere della ricchezza si costruirono ponti e piste da sci. L’esperimento fu poi interrotto dagli ufficiali della Banca Centrale austriaca che rivendicavano il ruolo esclusivo di poter battere moneta. Altro episodio eclatante, per superare la crisi del ’29 - prosegue Mancosu - si creò in Svizzera il circolo economico Wir, una moneta fondata da 16 imprenditori che nell’arco di un anno diventarono 3.000, accomunati dall’idea che lavoratori e imprenditori facessero tutti
di business intelligence”. Per ogni settore, vi sono diversi interlocutori e competitori ma non troppi. Dopo tanto lavoro e poca pubblicità esterna, sono arrivate le prime soddisfazioni.“La Banca Centrale dell’Ecuador - racconta con orgoglio il responsabile della comunicazione Sardex ha mandato due funzionari in Sardegna per conoscere da vicino il nostro circuito e valutare se la camera di compensazione debiti - crediti fosse ripetibile in un Paese così dollarizzato, dove il Pesos non vale nulla. I funzionari sono rimasti molto colpiti
Il progetto è stato oggetto di studio dell’Ecuador per valutare l’ applicabilità in loco dal feedback delle aziende che hanno avuto modo di incontrare, dalla cooperativa zootecnica sino al colosso delle TLC Tiscali. Nel circuito ci sono diverse aziende agricole che anziché buttare via il 50% dell’invenduto spiega Mancosu - hanno la possibilità di cederlo localmente all’interno del sistema e di scambiarlo con altri beni se proprio a ripianare i debiti, si do- come concimi, attrezzature o gomme Come potrebbe apparire vrebbe sopperire alla perdita con la per mezzi agricoli. Sta per partire la riil Sardex se fosse coniato moneta vera, l’euro.“Sino ad oggi que- produzione di questo modello anche sta ipotesi non si è mai verificata- ras- in Sicilia. Al posto del Sardex ci sarà il sicura Mancosu - il sistema funziona Sicanex e sarà un gruppo di giovani parte di una piccola classe media. Og- bene e si regge da solo”. Carlo, Piero, imprenditori siciliani a portare avanti gi si sono costituiti in una banca che Giuseppe e Gabriele, già dagli albori il progetto, naturalmente con il nostro supporto”. I quattro ingegnosi invenveicola 3 miliardi di Wir all’anno (un avevano le idee chiare. Wir corrisponde ad un Franco) e rac- Volevano portare una ventata di no- tori continuano a macinare idee. Entro coglie 75.000 piccole medie imprese. vità tra le imprese locali, poco infor- giugno,grazie al supporto di un fondo matizzate e lontane dalle sfide impo- che ha creduto nel progetto e l’ha fiUna su 4 è iscritta al circuito. Quando un'azienda entra nel sistema ste dal mercato globale.“Inizialmente nanziato, prenderà il via il lato B2C le viene assegnato un massimale di abbiamo avuto delle difficoltà a fare (business to consumers) dell'iniziatispesa (1 Sardex corrisponde ad 1 Eu- recepire sul territorio la nostra idea. va. Si tratta di un sistema che potrà esro), simile ad un “fido bancario” ma Dopo lo start up del 2010 e i primi sere utilizzato oltre che dai titolari delsenza interessi, il cui ammontare è cal- contratti, la macchina ormai rodata, ci le aziende (che potranno pagare buocolato sulla base dei beni e servizi che ha permesso di fare il pieno di azien- ni, rimborsi ai dipendenti, vitto e alde. Siamo arrivati a oltre 500 iscritte loggio ai trasfertisti), anche dai semsi desidera vendere e acquistare. Bisogna sempre restare in equilibrio, con 300 richieste di appuntamento ri- plici cittadini che non dispongono di per cui se entro dodici mesi si doves- cevute negli ultimi due mesi. Abbia- partita Iva. Secondo Mancosu funziose verificare uno sbilanciamento tra mo creato un sistema informatico, un nerà meglio degli sconti e visto che crediti e debiti, tutte le altre aziende paniere di prodotti e servizi comple- ogni transazione sarà perfettamente del network si metterebbero all’opera mentari e un sistema di incrocio di do- tracciata, rappresenterà un valido ale solo in ultima ratio, se non si riuscis- manda e offerta collegato a software leato contro l’evasione. APRILE 2012 | MONDO AGRICOLO | 27
PRIMO PIANO CREDITO
Mario Catania ministro delle Politiche agricole e Pier Antonio Salvador presidente della Associazione Piscicoltori
Acquacoltura senz a “ ossigeno” I vertici dell’API hanno incontrato il ministro Catania: adempimenti e procedure burocratiche onerosi e ora anche l’Imu mettono a rischio il futuro del settore. di Gabriella Bechi
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on più di 800 allevamenti, 15.000 addetti, compreso l’indotto, e una Plv di 350 milioni di euro, l’acquacoltura italiana rappresenta un settore importante ed estremamente vitale dell’economia agricola del nostro Paese. E i piscicoltori sono da anni impegnati per garantire ai consumatori un prodotto di altissima qualità, sano e nutriente, elemento fondamentale della dieta, anche dei più piccoli. Molte sono le problematiche che investono il comparto. Provvedimenti in attesa di applicazione e nuove misure che incidono in maniera parti-
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colarmente pesante sugli allevamenti, che l’Associazione piscicoltori italiani (Api) ha illustrato al ministro per le Politiche agricole Mario Catania nel corso di un incontro che si è svolto a Roma, all’hotel Aleph. Un modo informale, ma non per questo meno importante, per sottoporre al ministro le questioni sul tappeto, formulare proposte e al tempo stesso far degustare le eccellenze dell’acquacoltura italiana. All’incontro, oltre al presidente e al direttore dell’Api, Pier Antonio Salvador e Antonio Trincanato, hanno partecipato i consiglieri e numerosi produttori dell’Associazione, il direttore
generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono e il direttore del Dipartimento economico e organizzativo Franco Postorino. Per il ministero erano presenti, insieme al ministro Mario Catania, il direttore generale della Pesca e Acquacoltura Francesco Saverio Abate, il vicedirettore Maria Severina Liberati, il consigliere del ministro per la Pesca e l’Acquacoltura Stefano Cataudella. Prima questione all’ordine del giorno l’Imu.“Le vasche, bacini naturali o artificiali, utilizzate negli impianti a terra di acquacoltura – ha detto il presidente dell’Associazione Salvador al ministro - non erano assoggettate all’Ici, in quanto parte integrante del terreno dell’azienda agricola. La situazione è stata radicalmente modificata dall’introduzione dell’Imu, che ha assoggettato questi strumenti, accatastati alla categoria D/10, ad un oneroso trattamento tributario. Si rende indispensabile, ora, rivedere l’inquadramento catastale di questi bacini, essenziali per l’attività di acquacoltura”. Altro problema particolarmente sentito dalla categoria è quello della semplificazione. L’attività di allevamento dei pesci è infatti assoggetta a una quantità indescrivibile di vincoli e procedure burocratiche, estremamente impegnativi e costosi, che spesso finiscono per demotivare gli
imprenditori. A partire dal rinnovo delle concessioni dell’acqua utilizzata, particolarmente oneroso e complesso, alla definizione dei volumi di acqua necessari a mantenere condizioni di vita e di benessere del pesce allevato (deflusso minimo vitale), al rinnovo delle autorizzazioni allo scarico, fino alla questione dei canoni (visto che l’acquacoltura restituisce l’acqua prelevata, essi dovrebbero essere equiparati a quelli per uso irriguo), per arrivare alla possibilità di utilizzare l’acqua anche per la produzione di energia idroelettrica. Il ministro Catania si è mostrato particolarmente sensibile alle problematiche esposte.“Ci sono tutti i motivi per sostenere l’attività di allevamento del pesce – ha detto il ministro-. Dobbiamo portare avanti una politica di contenimento della pesca in mare; abbiamo un saldo assolutamente negativo della bilancia commerciale con l’estero, con un’autosufficienza di appena il 35%; l’acquacoltura, cresciuta fino al 2000, ha avuto poi un forte ripiegamento; abbiamo una qualità nettamente superiore a quella degli altri Paesi d’Europa”. Il ministro Catania ha riconosciuto che esistono norme
«Non possiamo fermarci adesso. Gli obiettivi che ci siamo prefissati vanno raggiunti» troppo vincolanti che regolano il settore, in particolare per quanto riguarda l’avvio di nuovi impianti in mare ed ha assicurato la predisposizione di un pacchetto di misure urgenti, da veicolare con un decreto legge o, in alternativa, con un disegno di legge, che consentano di superare le principali problematiche e rilanciare un comparto in questo momento vitale per il nostro Paese. Una
particolare attenzione, infine, è stata posta alla vallicoltura, un’attività storica che fa parte della tradizione delle zone lagunari della nostra penisola, dove gli allevatori da sempre svolgono un’importante funzione ambientale e di tutela della biodiversità e che rischia di scomparire, a causa dei cambiamenti climatici, delle modifiche delle abitudini della fauna e
per l’aumento dei costi di produzione. All’incontro erano presenti il direttore generale Sanità animale e farmaco veterinario del ministero della Sanità Gaetana Ferri, Elena Orban dell’ Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran),Giovanna Marino dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). L’incontro si è concluso con una degustazione di prodotti dell’acquacoltura, sapientemente cucinati dallo chef del gruppo Boscolo Hotel e del gambero Rosso, Max Mariola: carpaccio di trota affumicata con insalatina di rucola e pinoli; polpettine di trota in frittura con salsa di yogurt e maggiorana; patè di trota con selezione di pane; paccheri con olive; pomodoro pachino e branzino; filetti di orata su crema di piselli e patate chips e il prestigio caviale di storione italiano.Tutto molto apprezzato dai presenti. APRILE 2012 | MONDO AGRICOLO | 29
A T T U A L I TÀ C U L T U R A
Quel promoter di nome Cavour
zione Immagine per il Piemonte, in collaborazione con la Fondazione Cavour e l'Associazione Amici degli Archivi Storici, ha dedicato una giornata di studio incentrata sul rapporto tra politica e cucina nel Risorgimento. Ne emerge un quadro che conferma la figura poliedrica del conte che, si diceva, parlasse francese, pensasse italiano, e mangiasse piemontese. Di nobidi Anna Gagliardi li origini, colto, un po’ narciso, irascibile, Camillo Benso da bambino aveva sognato di diventare primo ministro, cosa che avvenne tutto sommato taribo e vino ambasciatori del di, dopo una deludente esperienza made in Italy nel mondo. militare e un’inaspettata attività di L’export nel periodo di cri- agricoltore. Amava il gioco, la buona si fa leva sulla buona tavola tavola e il gentil sesso. Nei suoi rapper risollevare le sorti del- porti di lenzuola privilegiava donne l’economia tricolore. E l’e- intellettualmente interessanti, riuscennogastronomia italiana è l’unico com- do a dare ai suoi incontri amorosi una parto a non tradire le attese. L’aveva pubblica utilità. capito, oltre 150 anni fa, Cavour, il Il cibo era per lui prezioso alleato delgrande statista torinese a cui l'Associa- le relazioni diplomatiche, essendo il
La tavola per lo statista era preziosa alleata di relazioni diplomatiche. Gli ambasciatori all’estero immancabilmente avevano con loro bottiglie di Barolo
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Lo storico ristorante “Del Cambio” a Torino, tra i preferiti da Cavour
conte convinto assertore che “Plures amicos mensa quam mens concipit” (“Conquista di più la mensa che la mente”) elogiando così della buona tavola al di là dell’appagamento dei palati. Non a caso, quando era al governo, si accertava che i suoi diplomatici in missione all’estero avessero con sé qualche bottiglia di Barolo. Una visione moderna di promozione del territorio, che anticipa di oltre un secolo e mezzo l’attività di agenzie e istituti specializzati nell’export. Conscio delle doti conquistatrici di un buon vino, Cavour si dedicò al miglioramento degli standard qualitativi del Nebbiolo delle Langhe, ispirandosi ai grandi rossi d’Oltralpe. Si deve infatti
1850, la produzione di riso, frumento, latte e mais nella tenuta di Leri crebbe notevolmente grazie alle migliorie volute proprio da Camillo. Era anche convinto sostenitore dell’associazionismo agrario e dell’efficacia dei prodotti bancari a supporto della produzione e dei mercati. Una visione moderna, avvalorata dalle esperienze in terra straniera, Francia e Inghilterra in particolare. Il suo amore per la buona cucina emerge anche dall’epistolario, ricco di annotazioni su pranzi e cene, spesso coincidenti con incontri di lavoro. Quando era a Torino, già con incarichi di governo, amava passeggiare in tarda mattinata sotto i portici del centro con qualche collega e prendere un vermouth, si dice della Carpano. Era l'aperitivo di allora. A pranzo era abituale cliente Del Cambio, celebre ristorante storico nel cuore di Torino, dove per tredici anni Cavour ebbe lo stesso posto riservato nella sala centrale, ancora oggi segnalato come tavolo del conte. Faceva parte del Circolo del Whist, per il quale caldeggiò la presenza di cuochi fissi per la preparazione dei pranzi (prima si affidavano a quello che oggi può esse definito catering). Celebre anche la sua passione per il Bicerin, il "bicchierino" torinese con caffè, cioccolata e panna, che Cavour si faceva portare separati. Li versava poi lui nel bicchiere, cercando di non mescolare gli ingredienti, ma mantenendoli separati per assaporarne la diversa consistenza. C'è chi, ancora oggi, li ordina così. Nel 1861 Cavour è il primo presidente del Consiglio del Regno d'Italia. Si ammala il 29 maggio. Gli ultimi giorni della sua vita sono raccontati dalla nipote prediletta, Giuseppina, figlia del fratello Gustavo. E' lei a dire che il medico gli ordinò di alimentarsi con una tazza di brodo, una fetta di pane e un bicchiere di Bordeaux, che apprezzò nonostante le gravi condizione di salute. © Franco Bello
al conte, e alla marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo, il coinvolgimento dell’enologo francese Louis Oudart, chiamato in Langa affinché rendesse il Nebbiolo un grande vino, capace di competere con i Bordeaux e i Borgogna. Ci riuscì, per prima cosa allungandone la fermentazione. Cavour lo portò a Grinzane, dove era stato mandato dal padre a occuparsi della tenuta e dove fu sindaco per sedici anni. A testimonianza del valore che il conte dava ai pranzi come occasioni diplomatiche, ci sono le fatture conservate all'archivio di Sàntena, comune nei pressi del capoluogo subalpino, dove la famiglia Cavour era proprietaria del castello. I documenti dimostrano le spese per ricevimenti, pasticceria, caffè, tutto della migliore qualità. Al suo amico Costantino Nigra in missione a Parigi ricorda le potenzialità di un buon pasto per ottenere i favori dell'imperatore Napoleone III, alleato indispensabile per sconfiggere gli austriaci. Nigra recepì il messaggio, e organizzò nella capitale una gara tra uno chef francese e uno piemontese. Vinse quest'ultimo, che conquistò l'imperatrice Eugenia grazie a dei favolosi tartufi d'Alba fatti portare apposta per l'occasione. Doti del prezioso fungo ipogeo che ancora oggi richiamano folle di stranie-
ri nella nebbia autunnale langarola. Cavour aveva capito che per avere buoni prodotti occorreva una buona agricoltura. Oggi si elogia la tavola italiana, ma non si difendono le sue origini. A Leri, piccolo Comune del Vercellese, la famiglia Cavour era proprietaria di una tenuta che si estendeva per una decina di chilometri quadrati. Pur essendo meno prestigiosa
L’amore per la cucina di Cavour emerge dall’epistolario sui vari incontri conviviali delle altre proprietà dei Benso, Camillo vi era molto affezionato. Ci andò mandato dal padre affinché amministrasse le proprietà agricole. La scelta di diventare agricoltore fu quindi obbligata, ma lo spirito d’iniziativa, lo studio e l’aiuto di Giacinto Corio, contadino di prim’ordine, fecero rendere le risaie e l’allevamento. Cavour si documentava sulle innovazioni in campo agricolo nel mondo e faceva sperimentare le novità. Scoprì l’utilità dei fertilizzanti, caldeggiò l'introduzione della trebbiatrice da riso che permetteva risparmio (per lui) e salute (per le mondine), capì l’utilità dei canali di irrigazione. Ideò il famoso canale di 85 km che, costruito dopo la sua morte, porta il suo nome. Narrano le cronache che, tra il 1843 e il
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MAPPAMONDO di Elisabetta Tufarelli
Il latte francese alla conquista della Cina E
Per Eurobank cresce il consumo di prodotti lattieri nel Sud-Est asiatico. Danone vende più a Pechino che a Parigi n
splode la domanda di prodotti lattierocaseari in Cina e, dopo il 2015 con l’abbandono delle quote, si apriranno ancora nuove opportunità. Il consumo interno dei prodotti a base di latte, dovrebbe raddoppiare tra il 2010 e il 2016, secondo Euromonitor Rabobank stimava
USA: STOP AI DAZI SU SUCCO D’ARANCIA BRASILIANO
L'International Trade Commission (ITC) ha votato 6-0 a favore della soppressione dei dazi antidumping imposti al 60% sul succo di arancia brasiliano, dopo aver concluso che non minacciava più i produttori nordamericani. I dazi imposti ai tre principali trasformatori di succo d'arancia, Cutrale Citrus Juice, Citrosuco Paulista e Louis Dreyfus, erano in vigore dal 2006. Le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio sollecitano i Paesi a rivedere le disposizioni antidumping ogni cinque anni e il Brasile è il maggiore esportatore di succo d'arancia negli Stati Uniti e, quest’anno, è stato costretto ad spedire in USA solo il tipo non da concentrato, dopo che l'FDA ha scoperto il vietato fungicida carbendazim. I produttori di agrumi della Florida hanno manifestato la loro estrema delusione minacciando di presentare ricorso. Il Brasile, che nel 2010 ha rappresentato la metà delle importazioni di succo concentrato e non negli Stati Uniti, si è impegnato a non usare il fungicida sugli agrumeti, per soddisfare i requisiti della FDA. Ha anche negato le accuse di dumping, sostenendo che il calcolo è stato viziato ed ha riportato una vittoria presso la WTO contro l’uso di un metodo, noto come "azzeramento", che gli Stati Uniti hanno usato per il calcolo dei dazi. Il Brasile è il più grande produttore ed esportatore di succhi d'arancia del mondo, ma le sue esportazioni quest’anno dovrebbero diminuire a causa della siccità che ha ridotto il raccolto. 32 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
tra il 3 e il 5% il tasso di crescita annuale del consumo nel sud-est asiatico fino al 2015, che rappresenterebbe l'82% della crescita mondiale. Ma, la produzione cinese si mantiene limitata (32mt nel 2011 secondo l’USDA), nonostante una consistenza di 12,6 milioni di capi. Il problema è la bassa produttività unita ad importanti problemi veterinari. Lo scandalo della melamina nel 2008, con il conseguente acuirsi dei controlli, ha tagliato del 20% il potenziale produttivo. La Cina è diventata così il primo importatore mondiale di latte in polvere. E la Francia, nonostante la forte concorrenza della Nuova Zelanda, si è posizionata strategicamente, esportando latte in polvere e siero di latte, per la pro-
duzione di latte per neonati e prodotti lattierocaseari per l’industria alimentare. Euroserum, filiale di Sodiaal, specializzata nella trasformazione del siero di latte, esporta in Cina dal 1992. Il gruppo non diffonde dati sull’export, ma se dovesse aumentare, crescerebbe anche la produzione francese di latte. Danone già vende più scatole di latte per l'infanzia in Cina che in Francia e si piazza così al secondo posto nella classifica del settore. Il colosso svizzero Nestlé segue una politica di acquisizioni e, in Cina, conta già 23 società e due centri di ricerca e sviluppo. Il gruppo mira anche ad aumentare le sue forniture locali per essere meno dipendente dalle importazioni.
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D E L L’ A R E A
EDILIZIA Riqualificazione energetica degli edifici L’ultimo rapporto dell’ENEA “Le detrazioni fiscali del 5 5 % per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente nel 2010”, presentato a fine marzo, fornisce il quadro complessivo degli interventi realizzati sugli edifici residenziali. Per il 2010 il risparmio energetico attribuibile agli interventi di riqualificazione energetica, che hanno beneficiato degli incentivi fiscali previsti dalla Legge 296/06 e successive modificazioni, è superiore ai 2.000 GWh/anno in energia primaria, con un conseguente valore di CO2 non emessa in atmosfera pari a circa 430 kt/anno. Nel dettaglio sono state 405.600 le pratiche totali trasmesse all'ENEA, oltre 4.600 milioni di euro il valore degli investimenti effettuati, oltre 2.500 milioni di euro il valore complessivo degli importi portati in detrazione, 11.350 euro il costo medio per intervento e 5 MWh/anno il risparmio medio di energia per singolo intervento. Gli interventi hanno riguardato per il 55% la sostituzione degli infissi, per il 31% la sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale, il 12% l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria, l'1% la coibentazione di strutture opache orizzontali (quasi 5.000 interventi) e sempre per l'1%, la coibentazione di strutture opache verticali, e ciò significa circa 5.000 interventi. I dati, esaminati su base regionale, evidenziano inoltre una forte disomogeneità tra le realtà regionali del nord e del sud Italia e confermano il primato della Lombardia, sia per il numero di pratiche trasmesse ad ENEA, sia per il valore degli investimenti complessivi effettuati che per il risparmio conseguito. Dall’analisi ENEA sul periodo 20007-2010, emerge una netta crescita del numero complessivo di interventi di riqualificazione energetica, a conferma che tale sistema di incentivi sia diventato diffusamente conosciuto e di come i cittadini abbiano preso dimestichezza nell'utilizzarlo. (R. P.)
A M B I E N T E
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T E R R I T O R I O
RINNOVABILI In Gazzetta Ufficiale il “Burden sharing” regionale E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2012 il decreto del 15 marzo, in attuazione dell'articolo 37, comma 6, del decreto legislativo n. 28 del 2011, che ripartisce tra le Regioni la quota di produzione da rinnovabili al 2020, il cosiddetto "Burden Sharing". Il provvedimento stabilisce che il ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, emana uno o più decreti per definire la ripartizione fra Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano della quota minima di incremento dell'energia prodotta con fonti rinnovabili per raggiungere l'obiettivo del 17% del consumo interno lordo entro il 2020 ed i successivi. I decreti sono emanati considerando la definizione dei potenziali regionali, tenendo conto dell'attuale livello di produzione delle energie rinnovabili e l'introduzione di obiettivi intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018, calcolati coerentemente con gli obiettivi intermedi nazioAPRILE 2012| MONDO AGRICOLO |33
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nali concordati a livello comunitario. Il decreto definisce inoltre le modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle Regioni e delle Province autonome. (R.P.) IREX Annual Report 2012 Quello delle rinnovabili è un settore che continua a crescere anche nel 2011 grazie a 223 operazioni di taglia industriale per complessivi 7,8 miliardi di euro di investimenti (pari allo 0,5% del Pil nazionale) e 4.338 MW di potenza. Questi i principali numeri sulle rinnovabili italiane all'interno dell'Irex Annual Report 2012, l’ultimo rapporto curato da Althesys: “L'Italia delle rinnovabili negli scenari globali: investimenti, competitività e prospettive” che incrocia dati industriali e finanziari delle energie “verdi” fotografando un settore in crescita, sebbene in misura minore rispetto al 2010. Il rapporto evidenzia, inoltre, che, secondo una stima prudente, le rinnovabili genereranno benefici netti al sistema-paese tra 22 e 38 miliardi di euro al 2030. Il calcolo – aggiornamento di una rigorosa analisi scientifica che Althesys realizza da quattro anni – si fonda su un approccio differenziale che compara due scenari: i dati storici di generazione da Fer dal 2008 e l'evoluzione al 2030, si confrontano con una situazione ipotetica in cui la produzione elettrica è solo con fonti fossili. Le voci di costo considerate sono gli incentivi e i costi delle carenze infrastrutturali, le voci di beneficio sono gli effetti sull'occupazione, la riduzione delle emissioni di CO2 (fino a 83 milioni di tonnellate al 2030), altre emissioni evitate, l'indotto, gli effetti sul Pil e la riduzione del fuel risk. (R. P.)
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Unione europea e Onu per le aree senza elettricità Unione Europea e Onu alleati per portare energie rinnovabili nei Paesi che sono privi di energia elettrica (1,3 milioni di persone). Al momento l'impegno economico dell'Unione Europea non è particolarmente significativo: 50 milioni per i prossimi due anni. Una cifra che sembra davvero insufficiente per raggiungere l'obiettivo annunciato di portare l'energia entro il 2030 a 500 milioni di persone. Questa cifra servirà solo come volano ai progetti privati. Mentre in seguito, a partire dal 2014, l'impegno economico europeo dovrebbe crescere in modo più che significativo. Al progetto partecipa la Banca Europea per gli investimenti, che negli ultimi anni ha rivolto interesse soprattutto ai Paesi dell'Africa subsahariana: i due terzi di questo territorio non ha alcun accesso all'elettricità. É il tasso più basso del mondo, lì vive il 45% della popolazione mondiale senza elettricità. (G. M.)
MISURE AGROAMBIENTALI Contabilità delle emissioni di gas serra La Commissione Ue ha proposto di istituire norme comuni a livello europeo sulla contabilità delle emissioni di gas serra e assorbimento della CO2, ponendo particolare attenzione alle Foreste e ai terreni agricoli, che attualmente coprono più di tre quarti del territorio dell'Unione europea. La proposta prevede anche l'obbligo per ciascuno Stato membro di adottare piani d'azione per aumentare lo stoccaggio del carbonio in foresta e nel suolo e diminuire le emissioni di gas serra. Secondo il Copa-Cogeca, la portata della proposta del-
ETICHETTATURA Il WTO dice no a quella delle carni Il 18 novembre 2011 il panel WTO si è espresso contro la legge degli Stati Uniti che impone l'indicazione obbligatoria dell'origine delle carni bovine e suine ("Country Of Origin Labelling", COOL) in quanto discriminatoria nei confronti di carni da animali non nati, allevati e macellati sotto la bandiera a stelle e strisce. In contrasto perciò con gli Accordi TBT ("Technical Barriers to Trade") e SPS ("Sanitary and Phytosanitary Measures"), sempre in ambito WTO. Il contenzioso WTO è stato avviato da Canada e Messico nel 2008. Il 23 marzo 2012 il Governo degli Stati Uniti ha dichiarato di voler ricorrere in appello contro la decisione della WTO. Se la decisione del WTO troverà conferma in appello, potrà costituire un precedente di rilievo anche per l'Europa.
idealit.com
la CE in merito ai piani d'azione e alle norme di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra derivanti da attività di uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura (LULUCF), è più ampia rispetto alla decisione internazionale, poiché il secondo periodo di impegno del protocollo di Kyoto, che inizierà il 1° gennaio 2013, stabilisce un accordo sulle norme obbligatorie di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti per la gestione delle foreste, mentre la contabilizzazione di altri tipi di uso del suolo, come i terreni agricoli, i pascoli e i prodotti derivati dalla raccolta del legname, resta facoltativa. Inoltre, questa proposta non sembra rispondere a una valutazione globale della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dall'agricoltura, che prenda in considerazione sia le emissioni sia gli assorbimenti provenienti dalle terre coltivate e dai pascoli, così come dalle attività agricole e zootecniche. Nel contesto attuale di preparazione di un quadro soddisfacente per la Pac del prossimo decennio, questa proposta implicherebbe un vincolo aggiuntivo eccessivo che potrebbe risultare da una modifica troppo precipitosa delle norme per le attività LULUCF. (A.P)
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Il regolamento (UE) n. 1169/2011 contempla la possibilità per gli Stati membri di introdurre prescrizioni nazionali sull'etichettatura d'origine di determinati alimenti, a determinate condizioni. Sempre che ciò risulti compatibile con gli accordi internazionali. (L. T.)
ACQUA Indagine Eurobarometro Da un'indagine di Eurobarometro pubblicata a fine marzo emerge che circa tre europei su quattro sono convinti che l'Unione dovrebbe proporre ulteriori misure per affrontare i problemi connessi alle risorse idriche in Europa. I cittadini sono preoccupati per la quantità e la qualità dell'acqua: nei paesi del Mediterraneo uno dei problemi più sentiti è quello della siccità, menzionato dal 96% dei cittadini portoghesi, dal 95% degli spagnoli e dal 94% degli italiani intervistati. Per quanto riguarda la qualità dell'acqua, il 23% degli intervistati ritiene che negli ultimi dieci anni essa sia migliorata o sia rimasta uguale (25%), mentre il 44% pensa che si sia deteriorata. La minaccia più grave per le risorse idriche citata dalla maggioranza (84%) è l'inquinamento da agenti chimici, seguito dai cambiamenti climatici (55%) e dai cambiamenti negli ecosistemi idrici (49%). In questo contesto, il 73% dei cittadini europei chiede all'UE di adottare misure più incisive per ridurre i problemi connessi all'acqua. Alla domanda di indicare soluzioni ai problemi connessi all'acqua il 67% dei cittadini europei risponde che sarebbe della massima utilità migliorare l'informazione sulle ripercussioni ambientali dell'uso delle risorse idriche. Secondo loro, la sensibilizzazione del pubblico è il mezzo più efficace per ridurre i problemi connessi
alle risorse idriche. Per affrontare i problemi dell'acqua gli europei chiedono però anche multe più salate per chi inquina, una politica dei prezzi più equa o l'introduzione di incentivi finanziari (agevolazioni fiscali o sussidi). La maggioranza è a favore di un prezzo dell'acqua calcolato in base al consumo volumetrico ed è d'accordo con l'idea di far aumentare i prezzi parallelamente all'aumento dell'impatto ambientale. Il Commissario responsabile per l'ambiente, Janez Potočnik, ha dichiarato: "Da anni l'Unione europea opera per migliorare la qualità delle acque e i risultati sono davanti agli occhi di tutti: è migliorata notevolmente non solo la qualità dell'acqua potabile, ma anche quella delle acque balneabili ed è cresciuto il numero di città e centri urbani con impianti adeguati di trattamento delle acque reflue. Specie ittiche come il salmone sono ritornate in fiumi d'Europa da cui erano del tutto scomparse. Questo dimostra i risultati concreti che possono venire da una stretta collaborazione in tutta Europa. Resta il fatto che fenomeni come siccità e inondazioni diventano sempre più comuni e le risorse idriche europee subiscono pressioni sempre crescenti per esempio a causa dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici. Consapevoli di questo, i cittadini chiedono una risposta decisa da parte dell'Unione. Questa richiesta è un contributo importante per il futuro Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee". Tutti questi temi saranno presi in considerazione nel "Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee" che la Commissione europea prevede di presentare nel novembre 2012. Il Piano — che si baserà su un'analisi comprensiva di una modellazione economica e climatica nel periodo da ora al 2050 — individuerà le lacune attuali e le priorità future e proporrà misure per guidare i futuri sviluppi della politica in materia di acque fino al 2020. (A. P.)
RIFIUTI Movimentazione aziendale E’ stato definitivamente convertito in legge il “decreto semplificazioni” (dl 5/12) che all’art. 28 modifica il codice ambientale stabilendo, in materia di rifiuti, che non è trasporto la movimentazione dei rifiuti tra fondi appartenenti alla medesima azienda agricola, purché finalizzata al deposito temporaneo e la distanza interpoderale non sia superiore a 10 chilometri. Parimenti non è trasporto la movimentazione dei rifiuti tra l’azienda del socio e la sua cooperativa d’appartenenza per il deposito temporaneo degli stessi. (P. M.) 36 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
A T T U A L I TÁ M O T O R I
CNH, in Russia con amore Il favorevole trend di New Holland aiuta i bilanci della Fiat. Il trattore, sempre più internazionale, punta pure sull’Argentina
capo CNH e Iveco, di chiudere i primi tre mesi dell’anno con ricavi a quota 5,8 miliardi di euro, in crescita del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2011, L’utile della gestione ordinaria (435 milioni di euro) è salito di quasi il 60% e l’utile netto (207 milioni di euro) è cresciuto dell’81%. CNH ha realizzato un incremento del 23% nelle macchine per l’agricoltura
di Barbara Mengozzi Marchionne in visita allo stabilimento CNH-Kamaz
a stagnazione del mercato interno non impedisce alle aziende italiane della meccanizzazione agricola di far crescere i loro fatturati grazie alla forte propensione all’export. È il caso di CNH (trattori, macchine agricole e macchine movimento terra), che nel primo trimestre di quest’anno ha registrato ricavi pari a 3,8 miliardi di euro, in aumento del 24,8% rispetto al primo trimestre del 2011. Proprio il favorevole trend delle macchine per l’agricoltura e di quelle per le costruzioni, che ha controbilanciato il calo subito da Iveco (camion e veicoli industriali), ha permesso a Fiat Industrial, la società alla quale fanno
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e del 48% in quelle per le costruzioni. La distribuzione geografica delle vendite assegna il 45% al Nord America, il 31% a Europa-Africa e Medio Oriente, il 15% all’America Latina e il 9% ai Paesi dell’Asia-Pacifico. Per l’intero 2012 il gruppo prevede che il mercato delle macchine agricole e da costruzioni rimanga positivo, tant’è vero che gli obiettivi di Fiat Industrial per quest’anno indicano circa 25 miliardi di euro di ricavi ed un risultato netto intorno ai 900 milioni di euro. CNH prosegue nel frattempo il percorso di internazionalizzazione avviato già da diversi anni con la realizzazione di stabilimenti produttivi in Turchia, India e Cina. Grande attenzione anche nei confronti del mercato russo dove CNH ha stretto un alleanza con Ojsc Kamaz, il maggiore costruttore locale di veicoli industriali pesanti. Lo stabilimento di CNH-Kamaz, salito alla ribalta internazionale lo scorso febbraio per essere stato teatro di uno storico incontro fra l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne e il primo ministro russo Vladimir Putin, si trova a Naberezhnye Chelny, nella repubblica del Tatarstan, si estende su oltre 45.000 metri quadrati di aree coperte e produce macchine con il marchio New Holland dal 2010. Da segnalare, infine, la recente scelta di CNH di raddoppiare gli investimenti precedentemente annunciati per il proprio sito di Cordoba, in Argentina (200 milioni di dollari complessivamente). L’obiettivo dichiarato è quello di «sviluppare un centro di eccellenza per la produzione ed esportazione di macchinari agricoli e motori diesel di alta tecnologia e con un elevato contenuto locale».
A T T U A L I TÁ M O T O R I
L’export traina il trattore
Le macchine agricole si vendono bene nell’ex Urss, Austria, Romania e Svizzera di Barbara Mengozzi
rosegue il trend negativo che sta caratterizzando nelle ultime stagioni il mercato nazionale delle macchine agricole. Lo prova il vistoso calo subito dalle immatricolazioni di tutte le tipologie meccaniche durante il primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2011: stando ai dati del ministero dei Trasporti elaborati da FederUnacoma, le trattrici fanno registrare una flessione del 24,5% (4.905 unità contro le 6.497 dell’anno precedente) e le mietitrebbiatrici arretrano del 12,8%, mentre motoagricole e rimorchi sono in decremento
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rispettivamente del 23,5% e del 21,5%. Un passivo decisamente pesante, anche se da considerare in parte fisiologico, tenuto conto del corso particolarmente favorevole vissuto dalle immatricolazioni (+26,6%) nei primi tre mesi dell’anno scorso dietro la spinta conferita dal decreto rottamazione e dai finanziamenti dei Piani Sviluppo Rurale assegnati a fine 2010. «La nostra speranza era quella che il 2012 potesse segnare una ripresa del mercato interno – commenta il presidente della Federazione nazionale dei costruttori di macchine agricole Massimo Goldoni – ma quanto rilevato nella prima frazione dell’anno non lascia intravedere prospettive in tal senso». Si tratta di una situazione grave, viene sottolineato, soprattutto perché in netta controtendenza con un mercato europeo in complessiva crescita, come dimostra il consuntivo 2011 che indica un incremento medio per le trattrici equivalente al 12,6%. In prima posizione svetta la Germania, forte di oltre 35mila trattrici vendute l’anno scorso e di un aumento
del proprio mercato interno pari al 25%, tallonata dalla Francia, in ascesa del 22% con 30mila macchine. Ma il 2011 si è chiuso con un bilancio positivo anche per Olanda (+16%) e Regno Unito (immatricolazioni di trattrici salite del 5,6%).Ad andare a rilento, assieme all’Italia, sono soltanto Portogallo e, peggio ancora, la Spagna MERCATO IN CRESCITA IN EUROPA
In Europa, poi, la domanda resta alta anche nei primi mesi del 2012, come attestano i dati diffusi dal Cema, il comitato che rappresenta i produttori europei di macchine agricole: a febbraio (dati Cema Business Barometer) fatturati e nuovi ordini sono stati in aumento di circa il 5% nel mercato europeo e il mercato fuori Ue ha manifestato un trend al rialzo del 5-10%. Per i prossimi sei mesi i fatturati sono previsti complessivamente in leggera crescita (i Paesi ex Urss restano al primo posto quanto ad incremento di mercato, mentre Austria, Romania e Svizzera guadagnano posizioni) e le previsioni relative all’industria euro-
pea nel 2012 ribadiscono una crescita di circa il 5% nei Paesi dell’Europa occidentale e a due cifre in quelli dell’area orientale.
ESPORTAZIONI ITALIANE 2010-2011 (dati Istat)
L’ESTERO RISOLLEVA LE IMPRESE ITALIANE
Tornando in ambito nazionale, non tutto è analisi negativa, osserva Goldoni: «Per fortuna le nostre imprese sono competitive ed hanno una buona presenza sui mercati esteri. Questo compensa in parte la crisi profonda del mercato italiano, dovuta alle debolezze strutturali del nostro sistema agricolo, che non riesce ad investire nell’acquisto di mezzi meccanici più efficienti e sicuri, e alle difficoltà economiche generali gravanti sul Paese». La solidità delle aziende italiane del settore, insomma, si affida alla ripresa delle esportazioni. In effetti i dati Istat sull’export della meccanizzazione agricola made in Italy denotano un brillante balzo in avanti nel corso del 2011, all’insegna di aumenti in valore del 22% per le trattrici e del 14,7% per
le macchine operatrici.Vedi, sul fronte del buon andamento degli invii all’estero, il positivo trend delle nostre esportazioni di macchine agricole in Russia, paese in forte escalation sotto il profilo della meccanizzazione “verde” che rappresenta senza dubbio una grande opportunità per l’industria italiana costruttrice di mezzi meccanici per l’agricoltura. Sul mercato russo si è passati infatti,
per quanto riguarda il valore delle trattrici, dagli 1,1 milioni di euro del 2009 ai 1,7 milioni di euro del 2010, per arrivare a 4,9 milioni di euro nel periodo gennaio-novembre 2011. Sempre nei primi undici mesi dell’anno, infine, il valore complessivo dell’export italiano, comprendente anche le altre tipologie di macchine agricole, ammontava ad oltre 103 milioni di euro.
APRILE 2012| MONDO AGRICOLO | 39
ZOOM R E G I O NI
Puglia agricola in cerca di riscatto
Quello proposto è il primo di una serie di approfondimenti sulle varie realtà regionali. Una “ fotografia” per valutare punti di forza, criticità e prospettive dell’Italia rurale di Umberto Bucci Presidente Confagricoltura Puglia
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econdo i dati Istat la Puglia, nel 2011, è la regione con il maggior numero di aziende agricole (oltre 275.000), pari a circa il 17% del totale nazionale, seguita da Sicilia (219mila), Calabria (138mila), Campania (137mila) e Veneto (121mila). In queste cinque regioni opera il 54,6 % delle aziende agricole italiane. Per quanto riguarda la superficie agricola utilizzata, la Puglia con 1.280.876 ettari è seconda solo alla Sicilia (1.384.043). In queste due regioni oltre a Sardegna (1.152.756),Emilia-Romagna (1.066.773) e Piemonte (1.048.350 ) si concentra il 46% della SAU. La dimensione media delle aziende è
di 4,7 ettari di SAU.Tutte le regioni del Sud hanno comunque una dimensione media inferiore a quella nazionale, ad eccezione della Basilicata (9,9 ettari di SAU per azienda). La SAU regionale è impiegata per il 51% nella coltivazione di seminativi, per il 41% di coltivazioni legnose e per il restante 8% in prati e pascoli. Con circa 6000 aziende con allevamenti, la Puglia mostra la più bassa incidenza del settore zootecnico su quello agricolo nel suo complesso (solo il 2,2% delle aziende agricole è di tipo zootecnico). Netta la prevalenza dei bovini per quanto riguarda le specie allevate: le aziende con bovini rappresentano il 45% delle aziende zootecniche complessive.
SAU IN PUGLIA RIPARTIZIONE DELLA SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZATA
Nell'ultimo decennio si è assistito ad un trend decrescente del numero di aziende (circa 60.000 in meno), mentre la SAU regionale è leggermente cresciuta (+ 3%). Di riflesso è aumentata anche la dimensione media aziendale, che, in termini di SAU, è aumentata di circa 1 ettaro per azienda, pari a circa il 25% in più. Anche per il settore zootecnico i dati segnalano una tendenza alla concentrazione degli allevamenti in un numero minore di aziende, ma di maggiori dimensioni. Con quasi 6000 aziende, la Puglia mostra un calo di circa 2000 unità rispetto a dieci anni prima. La produzione dell’annata agraria 2011 si è attestata intorno a 2.350 milioni di euro. Il numero complessivo degli occupati in agricoltura, espressi in unità di lavoro, risulta in media pari a 132.000, con retribuzioni lorde che ammontano a poco più di 1 miliardo di euro correnti. La struttura del lavoro agricolo regionale evidenzia una forte prevalenza di lavoratori dipendenti rispetto a quelli indipendenti, che rispecchia i tratti distintivi dell'occupazione agricola meridionale. Tra le più importanti produzioni pugliesi, si posizionano ai primi posti per volumi prodotti il pomodoro da industria (circa 1,7 milioni
quindi, continua a costituire la leva fondamentale per l’espansione dell’agroalimentare pugliese, sinonimo di eccellenza e sicurezza alimentare. Entrando nel dettaglio dei principali settori produttivi, con riferimento al comparto olivicolo, settore chiave, Ismea in collaborazione con Cno e Unaprol a fine gennaio ha ritoccato verso l’alto le previsioni di produzione di olio d’oliva in Puglia per la campagna in corso. Il dato è in controtendenza rispetto alla situazione nazionale che vede una perdita del 6% rispet-
di tonnellate prodotte) e le olive (circa 1 milione di tonnellate): entrambi pari al 35% dell’intera produzione nazionale. Seguono l’uva da tavola, con 990 mila tonnellate e un’incidenza sulla produzione nazionale del 68% e il frumento duro, con 800 mila tonnellate e il 21% di incidenza sul totale.
132 mila addetti. L’agricoltura in Puglia significa anche occupazione.
to all’ultimo dato fornito dall’Istat per il 2010. Rispetto alla ricognizione effettuata ad ottobre, si evidenzia una lieve crescita delle stime per la Puglia In evidenza anche la produzione di (+3%). Il dato è giustificabile con l’eortaggi (carciofi, finocchi, broccoli, mergenza lebbra che ha compromesmelanzane) e di frutta (arance, cle- so le produzioni della scorsa campamentine, mandorle). gna olivicola. L’export segnala un +11,8% rispetto al All’incremento piuttosto significativo 2010, nonostante il difficile momento delle province del Nord della regione, congiunturale. La domanda estera, soprattutto in alcune zone del barese e di Barletta-Andria-Trani si contrappone una decisa frenata del Salento. Questo, se da un lato porta a stimare una produzione quantitativa dell’intera regione di poco superiore a quella dello scorso anno, dall’altro fa sì che cresca notevolmente la percentuale del prodotto extra. Segnali positivi, sul piano politico, provengono dal Comitato di gestione dell’OCM unica che ha attivato l’aiuto all’ammasso privato di olio APRILE 2012 | MONDO AGRICOLO | 41
ZOOM PUGLIA
d’oliva vergine ed extravergine. È questo un importante strumento per dare respiro nel breve termine ai produttori, in un momento di forte crisi del settore, che ha visto scendere i prezzi a livelli insostenibili. Sempre in chiave europea, invece, appare preoccupante sempre per il compar-
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gna i 260-265.000 ettari, con un incremento di circa il 10% in linea con le stime Istat per il territorio nazionale (+11,3%). A complicare la situazione dell’agrito olivicolo, ma anche per altri setto- coltura pugliese ci sono il caro-carburi, il recente accordo UE-Marocco ap- rante e l’ Imu sui fabbricati rurali, che provato a Bruxelles. si prospettano come un grave freno alAltro settore fondamentale dell’agri- la ripartenza del settore. Anche la difcoltura pugliese si conferma quello ficoltà di accesso al credito, con l’imdell’ortofrutta, con un milione e 200 pennata dei tassi tra la fine del 2011 e mila ettari di superficie agricola utiliz- l’inizio del 2012 (che hanno superato zata e 132 mila addetti. Qui sono due il 7%) ostacola il reperimento delle rii principali aspetti da evidenziare: sorse necessarie per recuperare adel’ampliamento della forbice tra i guati livelli di margini operativi. prezzi al produttore e al consumo e i In conclusione, l’agricoltura pugliese, danni procurati dalla crisi del batte- anche se dotata di una struttura endorio killer. Per quanto riguarda il com- gena importante, ha bisogno di un voparto cerealicolo, i primi dati sem- lano per ripartire. brano indicare segnali di crescita re- Al contrario ci troviamo di fronte a polativamente al grano duro. litiche e strategie, a livello nazionale e La SAU seminata a frumento, che nel comunitario, che tendono a stagnare 2011 ha toccato i 240.000 ettari, do- ancor più la situazione e ad allontanavrebbe raggiungere in questa campa- re la ripresa.
Il settore primario pugliese ha bisogno di un volano che gli permetta di ripartire
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
«Dopo il patto per la stabilità serve quello per lo sviluppo»
Assemblea a Parma con il presidente G u i d i ed il leader dell’Udc Casini
Il p residente Guidi a Piacenza, Foggia, Parma, e Lodi sul risanamento e sulla «buona politica che sa ascoltare» di Elisabetta Tufarelli
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l domani dell’Europa si costruisce anche e soprattutto con un’agricoltura forte e competitiva che garantisca derrate alimentari in quantità, qualità e sicurezza. Un’attività produttiva che assicuri non solo cibo, ma anche ambiente ed energia da fonti rinnovabili. Serve una nuova politica agricola comune che sia un volano, che stimoli l’autoapprovvigionamento agroalimentare, che sia sostenibile ed attenta alle problematiche ambienta-
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protettivo oggi può diventare una gabbia allo sviluppo – ha sostenuto -. È per questo che la prossima settimana incontreremo il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, chiederemo che l'agricoltura entri a far parte del prossimo decreto sviluppo». Risanamento e sviluppo sono stati i temi centrali dell’assemblea degli agricoltori di Parma. Partecipando insieme al leader UDC Casini, Guidi ha sottolineato: «Non sono solo le manovre ed il rigore a far salvi i conti pubblici, ma anche un processo di crescita che deve rimettere al centro gli operatori economici. Nelle politiche, ma anche nella cultura di impresa». In pratica, serve meno poesia e più realismo. L’Italia si salva dalla crisi non solo li ed alle grandi sfide, a partire dal con il risanamento dei conti pubblicambiamento climatico”. Lo ha detto ci, ma anche, e soprattutto, avvalenil presidente di Confagricoltura inter- dosi del contributo essenziale del venendo all’assemblea degli associati mondo dell’economia e delle impredi Piacenza che ha dedicato un focus se. Lo ha sostenuto il presidente di al tema “Progettare il futuro in agri- Confagricoltura chiudendo i lavori coltura”. Mario Guidi, alla Fiera inter- dell’assemblea degli agricoltori di Minazionale dell'Agricoltura di Foggia, lano e Lodi. Guidi ha anche messo in ha sottolineato il momento difficile: evidenza l’importanza di una buona «Indietro non si torna. Il 2011 ha rap- politica, che conosce i problemi, enpresentato un anno spartiacque, lad- tra nelle sfide dell’economia, le gestidove la nostra diversità agricola con- sce e le governa e sa decidere dopo siderata un tempo quasi un recinto aver ascoltato.
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MASTROBUONO A FOGGIA
«La crisi ha insegnato che si è rimasti indietro in troppe cose: tecnologie, reti di servizio, energia, istruzione e ricerca. Ora serve un volano per ripartire». E’ un messaggio di fiducia quello lanciato dal direttore generale di Confagricoltura, Luigi Mastrobuono al convegno “La Terra Sociale”, promosso da Confagricoltura Foggia. «Bisogna discutere di innovazioni, perché nell’innovare c’è anche ciò che contribuisce allo sviluppo – ha detto -. Le imprese che ce la fanno sono quelle che stanno sfidando la crisi trasferendo risorse ed energie su investimenti, inserimenti di nuove figure al loro interno e cambiamenti organizzativi, anche del lavoro; inoltre, sono anche quelle che si adoperano per controllare meglio la loro gestione, attraverso il bilancio, e per curare con maggiore attenzione i rapporti con i lavoratori».
L’agricoltura si confronta con politica e comunicazione Convegno Quadri di Veneto e Friuli: un buon esempio di collaborazione e interazione
A
l Castello San Salvatore a Susegana (Treviso) si è svolta la Conferenza organizzativa interregionale di Veneto e Friuli Venezia Giulia, che si è aperta con gli interventi dei presidenti regionali Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi e Piergiovanni Pistoni. I quadri di Veneto e Friuli Venezia Giulia si sono confrontati con il mondo della politica (presente l’assessore alle politiche agricole della Regione Veneto, Franco Manzato), e con quello della comunicazione (sono intervenuti il direttore de “Il Gazzettino”, Roberto Papetti, ed il vicedirettore de “Il Giornale”, Nicola Porro). Ai lavori hanno partecipato anche il presidente ed il direttore generale Mario Guidi e Luigi Mastrobuono. «Il mondo della rappresentanza – ha detto il presidente Guidi - deve cambiare e Confagricoltura lo sta già facendo. Serve un ruolo nuovo dell’associazionismo che aiuti le imprese a guardare al cambiamento piuttosto che a difendere l’esistente. Il sindacato, oggi, si fa in una logica progettuale, dando gli strumenti per crescere». Parlando della situazione in atto il presidente confederale ha sottoli-
Da sinistra L.Mastrobuono, M.Guidi, G.Bonaldi, P.Pistoni, N. Porro
neato che «non vogliamo vivere nel nichilismo, le crisi si superano con la voglia di fare e non stando alla finestra. Noi vogliamo fare la nostra parte, alla politica chiediamo altrettanto». «Non si può far altro che competere – ha proseguito -. Come sindacato abbiamo il compito di indicare un percorso di sviluppo, che renda le nostre aziende dinamiche e concorrenziali. Ma se si vuole costruire una reale dimensione competitiva per le imprese agricole non è possibile pensare di mantenere il welfare agricolo al livello attuale e di aggravare la pressione fiscale. Sono possibili anche interventi a costo zero a favore
delle imprese, come la semplificazione burocratica». «Qual è l’immagine dell’agricoltura nell’opinione pubblica? – si è chiesto il presidente – Molto spesso quella del guardiano e del tutore dell’ambiente. Certo è anche quello, ma deve essere soprattutto l’immagine di un settore con 1.200.000 occupati che eroga 8,2 miliardi di euro in busta paga. L’agricoltura oggi ha bisogno di meno poesia e più realismo». Mastrobuono ha disegnato il sistema economico-normativo italiano suggerendo l’«utilità dei contratti delle reti d’impresa anche intersettoriali per dare maggior valore aggiunto ai prodotti agricoli». Alla conferenza è intervenuto anche l’agronomo Alberto Braghin che ha illustrato un’analisi sulla tendenza e sulle prospettive dell’agricoltura locale nel mercato globale. «Non è usuale, neanche per Confagricoltura, realizzare una Conferenza organizzativa congiunta tra due proprie federazioni regionali, il vostro è un buon esempio – ha detto Guidi rivolgendosi alla platea dei Quadri di Veneto e Friuli -. La strada per evolvere è quella della collaborazione e dell’interazione». APRILE 2012| MONDO AGRICOLO | 45
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO ROMA FIACCOLATA
Si sente forte l’urlo del silenzio illuminato dalle fiaccole delle organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori al Pantheon di Roma. Nonostante la pioggia battente, diverse centinaia di rappresentanti di Confagricoltura Lazio e delle altre organizzazioni del mondo produttivo hanno camminato uniti, con una candela in mano, per denunciare “Silenziosamente” (questo il nome dell’iniziativa) il grave stato di crisi degli imprenditori e dei lavoratori. L’ obiettivo di questa marcia silenziosa al centro di Roma è stato richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sulla necessità di rilanciare l'economia e l'occupazione e ricordare gli imprenditori e i lavoratori che si sono tolti la vita a causa della crisi economica. “Vogliamo che non succeda più. Basta con i suicidi di chi non riesce ad onorare i propri impegni con banche e fornitori o è schiacciato dalle preoccupazioni di aver perso il posto di lavoro”, ha detto il presidente di Confagricoltura Lazio Paolo Perinelli . “Servono misure concrete per rilanciare la crescita, prima che sia troppo tardi. E’ necessario favorire l'accesso al credito ed impegnare gli enti locali nei confronti delle imprese fornitrici”. 46| MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
di Elisabetta Tufarelli
ASCOLI PICENO
Tartufo, l’oro nero Un territorio straordinariamente vocato, quello delle province di Ascoli Piceno e Fermo, per i tartufi, in particolare quello nero pregiato, tra i migliori che si possano trovare sul mercato. Così Confagricoltura ha promosso un percorso formativo sulla coltivazione del tartufo nero del Piceno, area distrettuale, fra le più importanti d'Italia e d'Europa, che interessa i comuni di Ascoli, Roccafluvione, Palmiano, Montegallo, Comunanza, Force e Venarotta. Presso la Camera di Commercio l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha organizzato l’incontro:”Alla scoperta del tartufo salvaguardando l'ambiente”. Adriano Federici presidente della Camera di Commercio di Ascoli, Luigi Natali presidente della Confagricoltura di Ascoli Piceno- Fermo, Paolo Petrini assessore regionale Agricoltura ed Emidio Angellozzi tartuficoltore, con le conclusioni di Franco Postorino, direttore del dipartimento Economico-Organizzativo Confagricoltura, hanno fatto il punto sulle opportunità approfondendo gli aspetti tecnici agronomici e paesaggistici, di questo pregiatissimo “fungo” che cresce sottoterra. Generalmente più piccolo del bianco, con la forma globosa o lobata, il tartufo nero pregiato predilige i terreni poveri.
Grazie agli aiuti comunitari del Psr (Piano di sviluppo regionale) della regione Marche e al recupero di terreni incolti, sottoutilizzati e abbandonati, è cresciuto l’interesse verso la produzione e la promozione del più pregiato tra i tartufi, un vero e proprio oro nero, non più solo da “cacciare”, ma anche da coltivare in tartufaia grazie alla lunga sperimentazione colturale effettuata. Si sta così affermando nel territorio delle province di Ascoli e Fermo questa nuova e più redditizia attività agricola che costituisce la scommessa del futuro. "Sono convinto che la coltivazione del tartufo nero pregiato del Piceno rappresenterà sicuramente un volano per la ripresa dell'economia locale - ha detto Ivo Guaiani direttore dell'Unione Provinciale Agricoltori –. Il nostro territorio, con le sue peculiarità e fortemente caratterizzato da potenzialità inespresse, troverà nella tartuficoltura uno dei settori trainanti per il suo sviluppo”. Particolarmente apprezzati dai numerosi partecipanti all’evento la degustazione con analisi sensoriale sul tartufo naturale e sull’aroma tartufo e la pubblicazione: “Alla scoperta del tartufo salvaguardando l’ambiente”, arricchita dalla preziosa ristampa del primo trattato riguardante i tartufi del 1827, “Coltivazione de’ tartufi” di Alessandro De Bornholz.
Garagnani: rappresentanza e rete EMILIA-ROMAGNA
Guglielmo Garagnani è stato confermato alla guida di Confagricoltura Emilia-Romagna per il prossimo triennio, coadiuvato da due vicepresidenti: Claudio Canali, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena-Rimini e Lorenzo Melioli, presidente di Confagricoltura Reggio-Emilia. Garagnani ha posto l'accento sul ruolo della rappresentanza specialmente in un momento non facile per il settore: “C’è l'esigenza di definire un nuovo modo di fare sindacato, aperto all'innovazione e al confronto con tutte le rappresentanze economiche e soprattutto capace di sollecitare un'interlocuzione con la politica – ha detto . Ma vi è anche l'esigenza di utilizzare idee e capacità imprenditoriali presenti nella nostra organizzazione valorizzan-
dole in un modello di rete. La Federazione deve privilegiare il ruolo di raccordo e coordinamento in grado di seguire i fabbisogni e le aspettative delle imprese agricole”.
ENAPA: CONFERMA PER POGGIONI
Il consiglio di amministrazione del patronato Enapa, su designazione della giunta di Confagricoltura, ha rinnovato, per il prossimo triennio, il presidente di Confagricoltura Orvieto, Roberto Poggioni, alla guida dell’ente. Lo affiancano il vicepresidente Nicola Cilento, componente della giunta confederale e nove consiglieri.
A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E G I O V A N I A G R I C O LT O R I
Accesso dei giovani: fondamentale per far crescere il settore PRESENTATI TRE DISEGNI DI LEGGE SU IMPRENDITORIA GIOVANILE
L’
agricoltura italiana, come la nostra associazione ha Maria Teresa Bertuzzi, propone:“Misure per la competitività denunciato più volte, è caratterizzata da un progres- dell'imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale in sivo invecchiamento degli imprenditori: metà delle agricoltura”, il 2919 del senatore Paolo Scarpa Bonazza aziende sono guidate da imprenditori over 65, mentre gli Buora si occupa di: “Interventi per favorire l'insediamento “under 40” rappresentano solamente poco più del 3% del dei giovani in agricoltura”, infine il 2674, sempre della setotale. Nonostante questo, in un periodo di crisi come quel- natrice Bertuzzi, indica le “Misure per favorire il ricambio lo attuale, l’agricoltura potrebbe e dovrebbe rappresentare generazionale in agricoltura e istituzione della Banca delle terre agricole”. “Sono iniziauno sbocco professionale tive politiche per favorire concreto per i giovani. Oltre I L C O M M E N T O l’ingresso dei giovani nel alle telefonate e alle mail Tutti sono d’accordo nel definire mondo agricolo, a patto che che l’associazione dei gioval’agricoltura la professione del futuro si realizzino presto – dice ni di Confagricoltura riceve perché, tra l'altro, dovrà nutrire una ogni giorno, lo testimonia la Nicola Motolese -. Aspettiapopolazione mondiale in crescita. crescita degli iscritti alle famo l’approvazione definitiNonostante ciò, non si dà sufficiente coltà di agraria (a Bologna va dei provvedimenti legiconcretezza ad iniziative per nell’anno 2011/2012 c’è staslativi: in Italia ci sono gli garantire il futuro e il rinnovamento to un aumento di immatriagricoltori più vecchi d’Eudel settore. In Italia l’agricoltura può, a ragione, reclamare il colazioni di ben il 35%, riropa e, paradossalmente, ruolo di volano di sviluppo dell’intero sistema economico. spetto allo scorso anno). Ma proprio questo è il momenQualcosa è stato fatto, ci sono tre disegni di legge pronti le difficoltà per chi vuole avto giusto per individuare per favorire l’imprenditoria giovanile, ma la strada da vicinarsi alla professione sonuove strade e soluzioni inpercorrere è ancora molto lunga. La consolazione, magra, novative per riprendere la no molte: dall'accesso al creè che non si tratta di un male tutto italiano. La Corte del dito alla burocrazia, dai costi via dello sviluppo del settoConti europea, nel suo recente parere sulle proposte di avviamento all'assenza di re. Scommettere sugli agrilegislative della Commissione per la riforma della Pac, teme una politica agricola naziocoltori “under 40”, facilitare che i diritti d’aiuto per “gli under 40” non vengano garantiti nale, fino alla difficoltà di rel’accesso al terreno e al credopo il 2014 creando nuove barriere all’ingresso dei perire i terreni. Ci sono tre dito, promuovere il ricamgiovani. In Italia, come in Europa, l’Anga continuerà a disegni di legge che si probio generazionale signifibattersi perché ogni giovane che voglia diventare pongono di promuovere cherebbe immettere nuova agricoltore possa farlo. l’imprenditoria giovanile, linfa nel settore, elemento Nicola Motolese dando una nuova spinta all’ vitale per la modernizzazioPresidente Nazionale Anga agricoltura. Il ddl 2710, prine di tutto il sistema”. ma firmataria la senatrice Elisabetta Tufarelli APRILE 2012 | MONDO AGRICOLO | 49
IFAD E ILO
LOMBARDIA
Studio sul lavoro
“Consapevolezza sindacale a scuola”
Lo studio del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) “Promuovere un'occupazione dignitosa e produttiva per i giovani nelle aree rurali: un'analisi di strategie e programmi”, ha esaminato realtà e problemi lavorativi dei giovani delle aree rurali. Quattro sono i pilastri dell'Agenda del lavoro dignitoso delle Nazioni Unite: creare occupazione e imprese, garantire i diritti del lavoro, estendere la protezione sociale e promuovere il dialogo sociale. Un miliardo e 200 milioni sono i giovani tra i 15 e i 24 anni nel mondo e la maggior parte vive nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. E per milioni di loro riuscire ad avere un lavoro dignitoso e produttivo, potrebbe diventare realtà. Secondo l’IFAD e l’ILO, che hanno analizzato 23 programmi (tra cui i 5 progetti dell'IFAD in Egitto, Madagascar, Nepal, Nicaragua e Senegal), è necessario includere sistematicamente, nei programmi di sviluppo, l'occupazione giovanile nelle aree rurali, offrire ai giovani opportunità di formazione e di sostegno, sia come lavoratori sia come imprenditori; riequilibrare gli squilibri di genere; promuovere approcci integrati che includano la creazione di occupazione e lo sviluppo d'impresa, le condizioni di lavoro, la protezione sociale e i diritti del lavoro. 5 0 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
La formazione interna dei giovani di Confagricoltura Lombardia per il 2012 è incentrata sulla “consapevolezza sindacale”, con l'obiettivo di rendere maggiormente inseriti e partecipi della vita dell’Organizzazione gli “under 40”. «Spesso si danno per scontati alcuni concetti e alcuni passaggi interni al Sindacato, che proprio così scontati non sono – sostiene il presidente regionale Anga Francesca Picasso -. Conoscere il funzionamento della macchina organizzativa confederale, a tutti i livelli, è necessario per sentirsi coinvolti e parte attiva della vita confederale». Così il percorso formativo è iniziato dal territorio, per poi allargarsi al lato istituzionale nazionale ed europeo. Il primo appuntamento nella sede di Federlombarda. Il direttore, Umberto Bertolasi, ha spiegato il funzionamento, gli scopi statutari, gli obiettivi di Confagricoltura e dei suoi enti. Il secondo modulo si è incentrato sulla conoscenza delle istituzioni regionali. I giovani agricoltori hanno partecipato ad una seduta del Consiglio regionale assistendo all’iter di un progetto di legge. Nell’occasione si è discusso in aula di “MiI giovani di Confagricoltura Lombardia
sure per la crescita e sviluppo dell’occupazione”. Numerosi punti del disegno di legge regionale riguardano proprio l'imprenditoria giovanile e i partecipanti hanno avuto modo di comprendere e capire il percorso di costruzione di un progetto così complesso: al testo base, in questo caso, sono stati apportati ben 1927 emendamenti. A seguire l’ incontro con l'assessore regionale all’Agricoltura, Giulio De Capitani, il presidente della commissione Agricoltura in Consiglio regionale Mauro Parolini, il consigliere Vittorio Pesato e l'assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione Carlo Maccari.Infine la delegazione dei giovani imprenditori si è spostata a Palazzo Lombardia per incontrare alcuni funzionari della DG Agricoltura, ai quali sono state posti numerosi quesiti sull’attualità agricola. Sono state affrontate le questioni della direttiva nitrati, dei distretti agricoli, della Pac, delle attività multifunzionali, per poi porre un accento sulla nuova programmazione del PSR (piano di sviluppo rurale). La prossima fase prevede un appuntamento “romano”: presso la sede nazionale di Confagricoltura e una vista al ministero delle Politiche agricole. Il progetto formativo regionale si concluderà a Bruxelles.
Xfarm: vince il talento GROSSETO
L’ Anga e Confagricoltura alla ricerca del vero talento imprenditoriale lanciano il progetto “Xfarm”. L’iniziativa intende, attraverso il coinvolgimento degli alunni del quarto anno del “Leopoldo II di Lorena”, che frequentano l’istituto ad indirizzo di Agraria e Professionale Turistico-Alberghiero promuovere e fare emergere le inclinazioni imprenditoriali. Ma imparare a diventare imprenditori ed essere capaci di valorizzare il proprio “XFactor”, non è semplice. Così, Confagricoltura di Grosseto ha messo a punto un preciso percorso teorico pratico, al termine del quale inizierà la vera competizione che ha l’obiettivo finale di spingere i giovani a ideare una propria azienda agricola che sia innovativa in Maremma.
Si potrà puntare sull’agricoltura integrata, sulla produzione di colture tradizionali all’uso di energie rinnovabili, oppure si potranno concentrare sulla specificità enogastronomiche legate alla Maremma e collegate in qualche modo all’aspetto delle produzioni agricole. I vincitori avranno una borsa di studio rispettivamente di 500, 300 e 200 euro.
CREMONA
Direttiva nitrati Quello della direttiva nitrati è un problema molto sentito e L’Anga di Cremona, insieme alla Libera ha organizzato un convegno per fare il punto sulla situazione, con la partecipazione della Regione Lombardia e del Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA). La regione Lombardia ha ottenuto una deroga dal Comitato Nitrati dell'Unione Europea che innalza da 170 a 250 chili per ettaro il limite di spandimento dell' azoto di origine organica nei terreni compresi nelle cosiddette “zone vulnerabili”.
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RETE
Obiettivo sicurezza E’ partita attraverso i social network e i motori di ricerca più popolari “Giovani consumatori nel web”, la campagna informativa promossa da Unioncamere e dal ministero dello Sviluppo economico per imparare a comprare on line senza rischi e proteggere la propria identità. E-mail sospette, virus, e falsi istituti di credito possono trarre in inganno anche gli utenti più esperti. Così Unioncamere e ministero dello Sviluppo economico sono corsi ai ripari con questo progetto finalizzato a rendere i ragazzi, ma non solo, più consapevoli dei possibili rischi in cui si incorre acquistando on line beni e servizi, o scambiando informazioni attraverso la Rete. Non poteva mancare Facebook, con la fan page “Giovani consumatori nel web”, dove sarà possibile trovare informazioni sul tema della sicurezza in Rete. Sulla base dei contenuti che settimanalmente saranno inseriti all’interno della fan page, gli utenti potranno condividere articoli, link, consigli e approfondimenti per imparare a navigare e acquistare on line evitando frodi e proteggendo il computer da virus, spamming e phishing. La campagna web, inoltre, permetterà agli utenti della Rete di essere informati attraverso annunci testuali collocati nelle pagine di ricerca di Google e banner che saranno inseriti all’interno dei siti web più frequentati dai ragazzi. Sempre grazie al progetto “Giovani consumatori nel web” è stata realizzata la guida “Naviga senza rischi”. 52 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
L’Anga Imperia: Salva-giovani LIGURIA
Numerosa la delegazione dell’Anga d’Imperia davanti alla prefettura di Genova, per sensibilizzare il Governo e l’opinione pubblica, sulla pesantezza e sulla poca equità che le azioni contenute nel cosiddetto “Decreto salva Italia”, riservano al settore agricolo. C’è forte preoccupazione tra i giovani agricoltori che, insieme a centinaia di imprenditori di Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Confcooperative, Legacoop e Unci Liguria, si sono dati appuntamento davanti alla prefettura del capoluogo ligure. “È la mia prima manifestazione da presidente d’Imperia. “Dovevo esserci perchè condivido la preoccupazione, espressa anche durante Floranga, per il nostro futuro se le modifiche proposte alla manovra non saranno prese in considerazione” ha detto Emanuele Sismondini presidente dell’Anga Imperia. La tensione era tangibile anche se non è stata una manifestazione contro, ma a favore degli agricoltori, dei giovani, di chi ancora crede ed investe nel settore. «Senza agricoltura non possiamo
parlare di futuro per la nostra Italia spiega Marco Damele -, se le cose non cambieranno, migliaia di aziende condotte da giovani imprenditori saranno in serio pericolo, perché l’intero assetto della manovra economica è purtroppo lontanissimo dalle esigenze delle nostre aziende agricole, che ora sono a rischio di chiusura». «Siamo ben consapevoli – ha detto il presidente di Confagricoltura Imperia Alessandro Parodi - della difficoltà vissuta dal nostro Paese e siamo altrettanto convinti della necessità di uno sforzo straordinario, a cui tutti siamo chiamati, per mettere in sicurezza il bilancio dello Stato; non possiamo, però, sottacere l’iniquità e l’ingiustizia prodotta dall’Imu agricola». Infine, gli agricoltori hanno sottolineato il problema dei valori catastali dei terreni agricoli in provincia di Imperia, che rischia di colpire ancora una volta la floricoltura, già fortemente penalizzata dalla crisi, dal costante aumento dei costi di produzione, dai vertiginosi prezzi del gasolio da riscaldamento.
OVER 60
di Elisabetta Tufarelli
Il 5 per mille all’Adda Onlus L’Adda è l’associazione Onlus promossa dal Sindacato nazionale pensionati di Confagricoltura nel 2007. Negli anni, con il 5 per Mille dell’Irpef, ADDA ha donato un’autoambulanza attrezzata e una centralina di monitoraggio dei parametri vitali a due Enti ospedalieri del Nord e del Centro Italia. Quest’anno, con la Comunità di S. Egidio, per soccorrere le popolazioni del Kenya colpite dalla carestia e dalla siccità, è stato concordato un programma urgente di aiuti alimentari e la costruzione di opere irrigue a scopo civile e agricolo.
Chi vuole contribuire può farlo in due modi: attraverso l’annuale denuncia dei redditi Irpef con il CAAF ConfagricolturaPensionati, può destinare il 5 per Mille alla Onlus senza alcun aggravio; oppure può effettuare una donazione diretta. Le imprese possono dedurre l’importo dal reddito Ires nel limite del 10 per cento del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui; mentre le persone fisiche possono detrarre il 19 per cento dall’imposta Irpef dovuta nella misura massima di 2.065 euro.
LA S C O MPAR SA di Ziliani Il sindacato pensionati di Confagricoltura ricorda la figura, Carlo Ziliani, agricoltore piacentino che, negli anni della propria attività imprenditoriale, conduceva un’azienda ad indirizzo orticolo e cerealicolo in località Santina. Ziliani era affezionato alla sua terra e, arrivato alla pensione, aveva scelto di impegnarsi nel nostro Sindacato Pensionati, dove è stato residente provinciale di Piacenza per oltre 15 anni. Carlo Ziliani è stato anche Consigliere nazionale e socio attivo e partecipe anche di Confagricoltura Piacenza con il ruolo di componente del Consiglio Direttivo. Il sindacato Pensionati lo ricorda con affetto ed esprime il proprio cordoglio ai familiari. 54| MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
L’EUROPA diventa sempre più grigia, il 90% degli occupati ha più di 55 anni. Lo dice un’indagine Eurostat realizzata in occasione dell’ Anno Europeo dedicato all’Invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni. Conseguentemente all’aumento dell’ aspettativa di vita, negli ultimi dieci anni, è aumentato, infatti, anche il tasso di occupazione, del 7,5 per la fascia di età compresa tra 60-64 anni e in quella tra i 55-59enni si è passati dal 50% al 61%. Prima in classifica la Svezia con il 61% di occupati nel range 60-64 anni. Entro il 2060, secondo lo studio, ben il 40% della popolazione europea (a 27) avrà più di 55 anni. La tendenza demografica varia da paese a paese, gli over 65 più numerosi si registrano in Germania (20,7%), Italia (20,2%) e Grecia (18,9%), e le più basse in Irlanda (11,3%), Slovacchia (12,3%) e Cipro (13,1%). I dati sull’occupazione di chi ha i capelli bianchi sono in salita: tra i 55 e i 59 anni di ben 10,6 punti percentuali, mentre il tasso di occupazione è rimasto intorno al 5% per gli over 65. Infine, per gli over 65 più bassi dell’Unione europea si registrano in Francia e Slovacchia (1,6%), l’Italia ha il 3,1%.
WEB: NUOVO ELISIR DI LUNGA VITA Computer e videogiochi non sono esclusivo appannaggio delle giovani generazioni, anzi. Aumentano in tutto il mondo gli anziani che sono padroni delle tecnologie più moderne. Ne è convinta Confagricoltura Pensionati che, in collaborazione con Telecom Italia, Informatici Senza Frontiere e Auser dà vita al progetto “Navigare Insieme”, l’iniziativa destinata a promuovere l’uso delle nuove tecnologie della comunicazione tra gli over 60. Una piattaforma web, che, con un linguaggio semplice e una serie d’interazioni multimediali, consentirà un approccio ai mezzi informatici alle persone di tutte le età. E nei primi mesi del 2012, l’anno dedicato all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni, prenderà il via una serie di corsi di “alfabetizzazione informatica” nelle scuole medie superiori di 12 città italiane (Torino, Milano, Trento, Venezia, Parma, Pisa, Ancona, Roma Napoli, Bari, Palermo, Cagliari) tenuti dagli studenti che guideranno i nonni alla scoperta dei segreti del web. I videogiochi, poi, contribuirebbero addirittura ad allungare la vita e a farci vivere meglio. Numerosi studi dimostrano che quando si è coinvolti in un videogioco emergono le migliori qualità e si diventa più ottimisti, collaborativi, creativi e ambiziosi. E in Giappone il trend degli anziani pazzi per i videogame è in forte crescita. L’industria del
settore non si è lasciata sfuggire l’occasione lanciando gli exergames, che uniscono la dimensione ludica all’attività fisica. Un’indagine effettuata dallo Union College della contea di Schenectady, nello stato di New York, che ha coinvolto 101 persone di età compresa tra i 58 e i 99 anni e pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine dimostra che il gioco virtuale stimola fattori neurotrofici preziosi per il cervello e contribuisce alla prevenzione dei deficit cognitivi.
Parte l’anno europeo per l’invecchiamento attivo Il ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi ha inaugurato ufficialmente, in occasione del convegno: 'Sfide demografiche e solidarietà tra le generazioni' del Dipartimento per le politiche della famiglia, l'anno europeo per l'invecchiamento attivo e la solidarietà tra generazioni. Invecchiare attivamente, in buona salute, partecipando alla vita della collettività e realizzandosi nel lavoro è possibile e permette di utilizzare l'enorme potenziale di esperienza e di vita vissuta di chi ha i capelli grigi. Per il 2012, tre sono i settori su cui puntare: occupazione, partecipazione alla vita sociale e
autonomia. È importante incoraggiare gli anziani a rimanere nel mondo del lavoro, ma anche creare opportunità e condizioni che consentano loro di fare volontariato o di occuparsi della famiglia, evitando il rischio di sentirsi isolati e di rimanere soli, che è il timore maggiore di chi non è più giovane. In base alle statistiche Eurostat, l'età media dell'Unione europea è di 39,8 anni, ma entro il 2060 si alzerà a 47,2 e la popolazione degli over 65 aumenterà del 30% nell'Ue, contro il 16% del 2010. Nei prossimi anni la popolazione europea degli anziani crescerà di 2 milioni l'anno.
SPAGNA: MEDICINE PIÙ CARE
Il ministero della Sanità spagnolo ha presentato al Consiglio interregionale di Salute, un piano per il co-pagamento delle spese farmaceutiche, che punta a risparmiare 3,7 miliardi, nell'ambito della manovra da 10 miliardi di tagli sul deficit pubblico, annunciata dall'esecutivo per la Sanità e l'Educazione. I pensionati, attualmente esenti dal pagamento dei farmaci, dovranno pagare il 10% del valore della ricetta, con un limite fra i 10 e i 20 euro al mese. Per i lavoratori attivi la spesa sarebbe maggiore: si prevede di elevare la percentuale di pagamento sulle ricette farmaceutiche dal 40% al 50%, fino al 60%, in funzione del reddito.
FORMAZIONE di Luca Sonaglia
ENAPRA
PROGETTO PILOTA SULLE BIOMASSE
Tre corsi per Co.Agr. Energy
Confagricoltura ha sottoscritto, insieme all’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) – Cnr, la Fondazione per il Clima e la Sostenibilità (Fcs) ed il Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia (Cibic) - Università di Firenze, un accordo per l’attuazione di un progetto pilota sull’energia prodotta da biomasse. In tale ambito è stato assegnato all’Enapra il compito di attuare una serie di interventi formativi sul territorio nazionale destinati ai tecnici del settore coinvolti nella diffusione delle filiere delle energie da fonti rinnovabili. Le filiere toccate dagli interventi formativi saranno tutte quelle principali presenti in Italia: da quelle inerenti alle biomasse, con particolare riferimento al biogas, al fotovoltaico ed all’eolico. Gli incontri mireranno ad una formazione a tutto tondo sulle opportunità derivanti dalla scelta in favore delle energie rinnovabili per le aziende agricole. Saranno affrontati anche gli argomenti attinenti alla legislazione specifica di inquadramento del settore, nonché di concessione degli incentivi per lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili. Non mancheranno, inoltre, riferimenti alla progettazione ed alle procedure operative per la realizzazione di investimenti aziendali nel campo delle energie da fonti rinnovabili, con focus sulle principali problematiche che è possibile incontrare. Durante gli incontri ci si avvarrà delle conclusioni cui è giunta l’attività di ricerca, provvedendo alla divulgazione ai partecipanti di concetti e informazioni nonché dei risultati raggiunti durante l’attività. Si realizzeranno tre incontri sul territorio in modo da coinvolgere con l’attività formativa circa 60 tecnici.
Nel 2007 è stato costituito il consorzio per lo sviluppo di Agroenergie (Co.Agr.Energy). Tale consorzio ha aderito al contratto di filiera settoriale, che prevede la realizzazione di una serie di iniziative trasversali, oltre a quelle collegate alla generazione o cogenerazione diffusa per la produzione di energia da biomasse agricole, con la successiva opportunità di ottenere un supporto commerciale nella valorizzazione degli incentivi derivanti dalla vendita di energia elettrica da parte di strutture specifiche collegate anche al contratto di filiera. La maggior parte di tali iniziative è stata affidata alle strutture operative di Confagricoltura, tra le quali Enapra. Il progetto, che è concepito a completamento degli investimenti previsti da parte dei soggetti beneficiari del contratto di filiera, si propone di avviare una serie di azioni nell’ambito della ricerca, della formazione, certificazione e tracciabilità delle 56| MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
biomasse, della valorizzazione delle azioni precedenti nella produzione di biomasse ad uso energetico, dell’utilizzo dei residui produttivi, del trasporto e condizionamento delle biomasse, della loro trasformazione energetica e della commercializzazione dell’energia elettrica. Nello specifico Enapra è stata incaricata da Co.Agr.Energy di realizzare le attività legate all’informazione, formazione e divulgazione delle tematiche di settore. Pertanto stiamo svolgendo in questi giorni tre edizioni di un corso che prevede ventiquattro ore di lezioni frontali. Le tre edizioni sono state concepite per formare sessanta tra funzionari e direttori del sistema Confagricoltura, su base territoriale. Le tematiche affrontate nel corso vanno dalla produzione agroenergetica e il suo impatto territoriale, agli incentivi alla produzione, dagli aspetti normativi del settore, ai servizi legati alla filiera, fino agli aspetti tecnologici della produzione.
AGRITURISMO di Giorgio Lo Surdo
INDAGINE
Alla ricerca della vacanza ideale Due ricerche dell’Osservatorio Nazionale del Turismo (“Customer care dei turisti in Italia” e “Analisi dei prodotti turistici”), pubblicate recentemente, spiegano perché, anche in tempo di crisi, l’agriturismo veda crescere la propria popolarità. Si nota, innanzitutto, che il soggiorno in agriturismo è scelto, complessivamente, dal 6,4% dei turisti e che è conosciuto e frequentato anche dagli ospiti stranieri (6,2%), soprattutto extraeuropei (6 ,7 %).E’ significativo che gli alberghi, pur con un numero di posti letto superiore di circa dieci volte, intercettino soltanto il 19,5% della domanda, sia pure per soggiorni “vacanzieri” di più lunga durata. Esaminando le diverse mete e motivazioni di vacanza, l’agriturismo è al primo posto assoluto per il “turismo della natura”:losceglie il 21,9% degli ospiti, contro il 15,7% che pernotta nei Bed and breakfast e il 7,8% negli alberghi. Quote di visitatori superiori alla media del settore (come
QUOTE DI TURISTI PER “AREA-PRODOTTO” ( 2011) (In neretto le aree prodotto con quote di mercato superiori alla media)
detto, 6 ,4 %), si rivolgono all’agriturismo anche per l’offerta enogastronomica (16,8%), le vacanze presso i laghi (9,6%), il turismo religioso (9,6%), le vacanze all’insegna dello sport e dell’acquisto di prodotti tipici (8,4%). L’ Osservatorio ha sondato il grado di soddisfazione dei turisti per i diversi tipi di vacanza (voti da 1 a 10). Ebbene, il “turismo natura”, il “turismo enogastronomico” e la meta “laghi”, dove più incide l’offerta agrituristica, hanno fatto registrare i più alti livelli di gradimento, rispettivamente con 8,3,
Pasqua: vince la campagna Un recente sondaggio di Federalberghi sulle ultime vacanze pasquali, conferma la ridotta propensione al viaggio dei turisti italiani (-10,3%), e più in generale europei, per effetto della recessione economica. Sembra aver fatto eccezione, l’agriturismo, visto anche il significativo incremento di visite registrato dal sito www.agriturist.it nelle due settimane che hanno preceduto il lungo weekend festivo (+20% rispetto allo stesso periodo prepasquale del 2011). Sono aumentati gli ospiti italiani e, fra gli stranieri, francesi, svizzeri e belgi; flessione, invece, per tedeschi, olandesi inglesi e statunitensi. Evidente, soprattutto da parte degli italiani, la ricerca di prezzi contenuti e la riduzione della lunghezza dei viaggi, a causa del carocarburanti, e della durata del soggiorno, raramente andata oltre le due notti.“Nonostante le difficoltà economiche - dichiara la presidente di Agriturist, Vittoria Brancaccio - le persone hanno bisogno di ricaricarsi, cioè di una vacanza che, pur di breve durata, dia l’opportunità di relax. Insomma, si cerca una netta discontinuità con la vita di tutti i giorni. L’agriturismo offre esattamente tutto questo”.
8,3 e 8,5 punti, a fronte di un voto medio generale pari a 8,0. Il “turismo natura”, in particolare, registra in assoluto il massimo grado di soddisfazione dei turisti per quanto riguarda i prezzi dell’alloggio (punteggio di 8,2, rispetto alla media di 7,7 riferita a tutta l’offerta turistica) e della ristorazione (7,9 rispetto a 7,5), la qualità dell’ambiente (8,3 rispetto a 7,7), il traffico (7,8 rispetto a 7,2), la pulizia degli alloggi (8,6 rispetto a 8,2) e la pulizia dei luoghi (8,5 rispetto a 7,9). D’altra parte, per gli italiani come per gli stranieri, le due motivazioni principali di vacanza risultano essere le “bellezze naturali” e il “posto ideale per riposarsi”, del tutto in linea con quanto soprattutto offre l’agriturismo. Di gran lunga più praticate sono le attività sportive, indicate, in un sondaggio a risposte multiple, dal 57,3% degli intervistati; seguono le escursioni (37,7%). La partecipazione ad eventi enogastronomici ha interessato il 9,7% dei turisti, l’acquisto di prodotti tipici l’8,6%, la partecipazione ad eventi folcloristici l’8,3%. Relativamente basso l’interesse per monumenti, siti archeologici e musei: sono stati visitati solo dal 10,7% degli italiani e dal 24% degli stranieri. Fra questi ultimi, tuttavia, gli europei si attestano sul 21%, mentre gli extraeuropei arrivano al 41%. APRILE 2012| MONDO AGRICOLO |59
BUONO A SAPERSI...
Agricoltura, com’è davvero e come la si vede dal Suv STORIA TRAGICOMICA DI AMORE PER LA TERRA
e diciotto anni vi sembran pochi... a parlarne in termini di anagrafe sono il tempo della maggiore età. Se si parla di esperienza sono una fetta importante di vita: gioie, amarezze, soddisfazioni, voglia di costruire, voglia di spaccare tutto, sbagliare, capire, sapere. Quante cose ci stanno in diciotto anni, tanto più se questo periodo di esistenza nasce e mette radici in quell’humus avvolgente e fondante, che è l’infanzia. Da diciotto anni Antonio Leotti (che ne ha 53) fa l’agricoltore, in Toscana, e la sua azienda (attualmente 400 ettari) è associata a Confagricoltura. Sono le sue colline, i campi della sua famiglia e lui non vuole abbandonarli. Sin qui non sarebbe una gran notizia, ma Leotti ha la particolarità di essere uno sceneggiatore importante per cinema e Tv, con al suo attivo lavori come “Radiofreccia”, “Il partigiano Johnny”, “Vallanzasca”. Un’attività che certamente l’ha aiutato a concepire e scrivere “Il mestiere più antico del
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mondo” (Ed. Fandango, 136 pagg,14 euro). Una storia dolce-amara, piena di sentimento ed ironia. La storia di una persona che ama la sua terra e vuole farla vivere, nonostante (è il caso di dirlo) tutto. L’ agricoltura ha ancora diritto di vivere? È questa la domanda che Antonio Leotti si pone e pone a tutti, nel momento in cui decide di scrivere la vicenda (sua) di un agricoltore “per forza e per amore” e la titanica impresa di chi prova a resistere tra l’indifferenza della società metropolitana e il senso di impotenza di una categoria.
Antonio Leotti si sdoppia tra sceneggiature e l’azienda agricola Questo nonostante la retorica mediatica del vivere verde e del cibo naturale. Una vicenda tragicomica in cui emerge la ridicola pretesa che la gente di città ha nel voler cambiare il mondo dei campi, naturalmente senza conoscerlo nella sua realtà, e credendo sia davvero come lo rappresentano troppi spot pubblicitari. “Tragico incidente stradale sull’Aurelia: morte tre persone e un contadino”, con questo titolo di giornale Leotti apre il suo racconto, spiegando come quella “e” misura il mondo contemporaneo da quello dei contadini: “Buoni – scrive l’autore – solo come comparse per la grande rappresentazione della campagna felice, della Valle degli Orti, del mulino Bianco”. E qui Leotti a proposito di immaginario collettivo e mondo contadino, usa la sciabola: «Non si può rimpiangere il mondo contadino, lo può fare solo chi ignora, più o meno in buona fede, la miseria che ci siamo finalmente messi alle spalle... È questa l’enfasi che dovremmo combattere, per farci
Cinema: Attenzione! Piovono mucche dal cielo Il film spagnolo “Un cuento chino” (racconto cinese) - in Italia distribuito con il titolo “Cosa piove dal cielo? ” comincia così: due fidanzati cinesi amoreggiano su una barchetta su cui piomba una mucca piovuta dal cielo che affonda la fidanzata. Un incipit surreale per il film dell’ acuto regista argentino Sebastián Borensztein che ha trionfato a novembre scorso, alla sesta edizione del “Festival internazionale del cinema” di Roma. La pellicola è una commedia drammatica, divertente ma anche introspettiva. G.M.
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BUONO A SAPERSI...
conoscere, per dire che i problemi dell’agricoltura, in questo momento, sono soprattutto economici, che non possiamo baloccarci più di tanto con suggestive teorie naturistiche perché le banche ci chiedono ogni giorno ragione del profondo rosso che colora i nostri conti correnti». «Non è piacevole – scandisce Leotti – assistere alla parodia di un lavoro in cui, volenti o nolenti, mettiamo l’anima. Ma la retorica nasce proprio dallo sguardo distante che i cittadini dedicano al nostro, sempre più remoto, orizzonte... oltre un certo limite si riduce l’agricoltura a un giochino per gente annoiata e stressata». E poi ci sono le insidie del mercato globale, delle previsioni ottuse, della limitatezza di certe teorie economiche, della burocrazia... Alla domanda: che cosa produce la tua azienda? Antonio risponde: «Carta. Quintali e quintali di carta». «Andiamo avanti giorno per giorno, anno per anno, mi dico, non fasciamoci la testa prima di essere caduti. Ma è un disastro. Il conto in banca comincia ad essere perennemente in rosso… arranchiamo, forse affonderemo». Ma ci sono anche strade promettenti: l’agriturismo, il biologico, la gestione del bosco. Comunque niente di facile, niente di regalato. È una sfida in cui bisogna far capire al pubblico quanto il gioco sia duro e che si gioca per sopravvivere e far sopravvivere cose che fanno intimamente parte di noi, altroché sfondi idilliaci per pubblicità di generi vari. La sfida è sfuggire all’oblio, all’indifferenza generale che può far scomparire la nostra agricoltura. «Un’indifferenza – aggiunge Leotti – che coinvolge anche i politici, perché, a parte le promozioni col bicchiere in mano del prodotto tipico di turno, i più tendono a non farsi coinvolgere nelle vicende agricole. L’agricoltura non è glamour e, quel che è peggio, è a basso contenuto di potere». V. COR. 62| MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
POESIA IN CAMPAGNA
Parole di grano e d’amore
Installazionein campagna di Dimitri Ruggeri Di Nella dal titolo “Dichiarazione d’amore”
imitri Ruggeri Di Nella è uno scrittore contemporaneo orientato sperimentalmente alla “poesia di reportage” (per informazioni www.dimitriruggeri.com). Si avvale della fotografia, del video e delle installazioni per rappresentare il verso libero, prevalentemente in borghi antichi e campagna. È autore della trilogia poetica “Parole di grano”, “Status d'amore”, “Carnem Levare il Cammino”. Il suo libro di poesie “Status d’amore” (pagg112, 8 euro) ora è diventato un audiolibro, avvalendosi della collaborazione artistica del Maestro Roberto Bisegna, autore della musica, e dell'attore Corrado Oddi. Il sottotitolo è sintomatico: “L’essenza genera essenza”. Ci viene in mente lo status di trance, di estasi verso la donna ma anche verso l’Essenza suprema, la Natura, da chiamare Dio se credenti. Quella di Ruggeri è una poesia di immagini ma in bianco e
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nero. “Status d’amore” è divisa in più sezioni che raccontano le tante facce dell’amore: sentimento, passione, cuore, carne, sogno, contemplazione, misticismo, attesa, rimpianto. Si parte dalla ricerca perché siamo tutti cercatori dell’ “oro amore”. Poi c’è l’innamoramento che è puro romanticismo, con versi di melassa (l’amore come “nuvole di ciliegio”). Segue la “consapevolezza” che l’amore è anche carne, materia, sensi (uno dei versi dice «l’amore è il più bel mattatoio»); la passione altera le coscienze («impazziamo insieme» invita il poeta dedicando una sezione proprio alla “follia”). C’è quindi l’altra faccia dell’amore, è quella del rimpianto della perdita, della “stella cadente”, della separazione («La mia mano sopra la tua/disegnava tatuato il nostro amore»). L’ultima sezione è quella della “maturità”, della conclusione di un ciclo, di un fiore che appassisce, che diventa altro, amicizia, rughe, colori autunnali. Nella sua opera è presente forse un pessimismo di fondo, da tragedia greca; si avverte l’ineluttabilità del trascorrere del tempo che è anche una galera. “Questo carcere” intitola una delle liriche sull’amore senile in cui si legge: «Ancora rughe sul tuo volto/ a colmar gli spazi infiniti/ di questo carcere». Le sue, potremmo dire, parafrasando i titoli delle sue opere, sono parole di grano e d’amore. In “Parole di grano”, c’è un altro amore, quello per la terra feconda: «E' terra, questa mia terra, grigia e feconda/ Sgorga dalle mani di Dio e di Demetra.../Questa avida Conca mi cinge/come una rugosa amante ricurva in un deserto roccioso...». In fondo si racconta un’altra faccia dell’ amore… tutto torna. G. M.
LIBRI DI VIAGGIO
Il giovane agricoltore dell’Himalaya che coltiva sulle pendici e fotografa la vita a casa editrice Exòrma ha una bella collana editoriale ( “Scritti Traversi”) dedicata alla letteratura di viaggio, genere letterario suggestivo, indubbiamente da riscoprire . In questo contesto sono davvero affascinanti i libri dello scrittore perugino Martino Nicoletti che si occupa da oltre venti anni di etnografia, antropologia visuale e storia delle religioni dell’Asia meridionale e del Sud-est asiatico. I suoi sono libri a metà tra il diario di viaggio ed il racconto; ne è un esempio “Chaturman Rai” (pagg 120, € 14,50), che è dedicato ad un giovane agricoltore e pastore di uno sperduto villaggio dell’Himalaya, privo di elettricità e di ogni comodità. Il giovane Chaturman, appartenente all’etnia tibeto-birmana dei Kulunge, coltiva da anni una singolare passione: la fotografia. Si entusiasma per questa arte grazie all’incontro con alcuni fotografi itineranti: enigmatici personaggi che, sino a qualche anno addietro, transitavano per i più lontani villaggi del Nepal dove offrivano la propria preziosa opera come professionisti nomadi della fotografia. Gli insediamenti dei Kulunge sono spesso su pendici montane dalla forte pendenza. Nonostante ciò svolgono una instancabile opera di terrazzamento in cui coltivare. Autodidatta e sperimentatore totale, il lavoro di fotografo di Chaturman si sviluppa negli anni con tenacia, a dispetto di enormi difficoltà, sia per la rudimentale attrezzatura, sia per l’essere, fondamentalmente, un padre di famiglia con la seconda elementare che, a tempo pieno, coltiva campi e alleva bestie.
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Permanentemente fuori casa, divide la sua vita tra la terra ed i pascoli, che si trovano al limitare della foresta e quella vetusta macchina fotografica. Ha tra le mani una vecchia 35 mm. «Uno di quei classici apparecchi di fabbricazione simil-giapponese, in purissima plastica, fuoco infinito e totale assenza di automatismi». All’interno del libro ci sono pure gli scatti antichi del fotografo
dell’Himalaya, che sembrano venire dal passato, ma sono il presente di un angolo sperduto del nostro pianeta. L’autore gli ha poi inviato in regalo una piccola macchina fotografica digitale compatta, con una scheda da 2 giga. Con quella si apre un nuovo capitolo della avventura fotografica di Chaturman. Gaetano Menna
APPUNTI DA NEW YORK: ALLA SCOPERTA DEL RITMO DELLA GRANDE MELA
“Appunti da New York”, è il reportage di Guendalina Sibona (Aereostella, libro + CD audio, pagg. 160, 22 euro). Guendalina ha 27 anni e la Grande Mela la racconta e la fotografa con disincanto, scrutando gli abitanti, i turisti, gli scoiattoli che vivono nelle sue strade e nei suoi parchi. Testo, foto e note musicale dell’autrice si integrano perfettamente proponendo il volto di una metropoli che ti coinvolge, ti avvolge, ti illumina, a volte ti prende a calci, poi però ti apre sempre le braccia. Il libro inizia laddove finisce il viaggio. Con la viaggiatrice che si allontana cantando i Rem: “Leaving New York never easy” (lasciare N. Y. non è mai semplice).C’è il suono di un sassofono in primo piano per camminare fra le avenue di New York al ritmo della Grande Mela. Protagonisti del CD audio sono Tim Willcox (che ha suonato con grandi del jazz come Marc Copland, Ben Monder, Vic Juris e Jeff Hirshfield e ha inciso un disco con Gino Cannelli) e Ricky Sweum (che ha suonato live negli States, in Canada, Giappone, Cina, Corea, Singapore, Messico e Caraibi). Ma c’è anche, nella memoria, il suono del sax del musicista che si incontra per strada e fornisce la vera colonna sonora del viaggio. G. M. APRILE 2012| MONDO AGRICOLO | 63
V INO di Barbara Mengozzi
VIGNA GRANDE
UMANI RONCHI
Il Verdicchio che sa aspettare
Degustare in barricaia
Amare il vino significa anche saper aspettare, avere il coraggio di rinunciare alle lusinghe dei progetti a breve termine in attesa di risultati che non si sa bene quando e come verranno. È frutto di questa filosofia improntata ad una lungimirante attesa il Vecchie Vigne, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore etichettato Umani Ronchi. La sua peculiarità, testimoniata dal nome stesso, è quella di provenire da vigneti messi a dimora nei primi anni ’70 nel fondo di Montecarotto, sfuggiti alla contagiosa frenesia dei reimpianti degli anni ’90 con i quali si puntava esclusivamente ad incrementare le rese, ed oggi in grado di fornire, grazie alla maturità e all’equilibrio vegeto-produttivo che li contraddistingue, delle uve dalle caratteristiche irripetibili, con rese al di sotto dei 70 q.li per ettaro. Insignito ripetutamente dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, il Vecchie Vigne si è aggiudi-
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cato con l’annata 2009 anche il titolo di Miglior Bianco nell’edizione 2012 della celebre Guida. La vendemmia, eseguita a mano, si svolge normalmente a cavallo tra la prima e la seconda decade di ottobre, quando le uve hanno raggiunto un leggero grado di surmaturazione. Alla fermentazione in acciaio a temperatura tra i 16 e i 18°C, che si protrae per 10-15 giorni, segue la fase di affinamento in serbatoi di cemento, a contatto con i suoi lieviti di fermentazione, e in bottiglia. Il bellissimo colore, giallo dorato brillante, anticipa un ampio bouquet in cui si mescolano sentori fruttati e nuances di menta selvatica e salvia. In bocca complessità gustativa, eleganza e morbidezza sono i tratti salienti, insieme ad una intrinseca freschezza che ne maschera e sostiene al tempo stesso lo spessore. Un’ottima interpretazione, in sintesi, di quella che dovrebbe essere l’essenza stessa del Verdicchio.
L’ABBINAMENTO: SPAGHETTI AL MOSCIOLO SELVATICO DI EMILIA
Per l’abbinamento con il Vecchie Vigne è il titolare stesso dell’azienda, Massimo Bernetti, a suggerirci un piatto che ha, tra gli innumerevoli pregi, quello di raccontare il territorio: gli spaghetti al mosciolo selvatico di Emilia. Ideato nei primi decenni del © Andrea Franceschetti Novecento, in una piccola cucina ancora illuminata con lampade a petrolio, da colei che ha gettato le basi della ristorazione e dell’ospitalità turistica nella baia di Portonovo, viene riproposto oggi da Marisina, figlia minore di Emilia, nel locale che porta il nome della madre: un ambiente accogliente e discreto, impreziosito da una veranda che si affaccia direttamente sul mare, dove lo stile mediterraneo viene declinato in chiave contemporanea e minimalista. La ricetta è contenuta, insieme a tante altre, nel volume “Il mestolo di Emilia” di Marco Giovagnoli, con il quale Marisina nel 2009, in occasione degli 80 anni del locale, ha voluto raccontare e tramandare una storia così particolare ed importante. 64 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2012
L’impiego di nuove tecniche produttive nel rispetto di antiche tradizioni ha fatto da linea guida al programma di riorganizzazione dell’azienda vinicola Umani Ronchi avviato dalla famiglia Bernetti agli inizi del 2000. Ristrutturata la sede principale di Osimo, è stata poi inaugurata la nuova bottaia, interrata sotto il vigneto vicino alla cantina e corredata di un’elegante saletta degustazione. I soffitti in pendenza sorretti da piloni d’acciaio inclinati, i rivestimenti in cotto antiumidità e i corridoi laterali in ghiaia fanno da cornice a 500 barriques di rovere francese e americano dove maturano i grandi rossi aziendali. Dal 2004, inoltre, è possibile degustare e acquistare i vini Umani Ronchi, insieme ad altre specialità del territorio, nel Wine Shop dell’azienda. Si è pensato anche di recuperare Villa Bianchi, un vecchio insediamento colonico, situato nella media collina della Vallesina, tipica struttura del paesaggio rurale marchigiano. È stata realizzata così una suggestiva country-house da 8 posti letto che si affaccia su un giardino di 700 mq con tanto di piscina, ombreggiato da pini e querce.
CAMPI SONORI di Gaetano Menna
IL NUOVO BOOK-CD DI “NOTTURNO CONCERTANTE”
MAGICA NORVEGIA
La poesia di Stefano Benni diventa pop d’autore
Con Nina Pedersen canzoni etno-jazz dalla cima del mondo
Notturno Concertante, la storica band campana, alfiere del neo-progressive degli anni Ottanta, propone il suo nuovo disco “Canzoni allo specchio” (Radici Music), a ben dieci anni dal precedente “Riscrivere il passato”. La band fondata da Lucio Lazzaruolo e Raffaele Villanova ha meditato a lungo per “scrivere il suo futuro”, che lo proietta decisamente verso il pop d’autore, tra sonorità etniche, rock, jazz, classica ed anche milonga. Un disco che in realtà è un book-cd: un lussuoso booklet che è un vero e proprio libro, formato pocket, di 52 pagine, impreziosito dai disegni del pittore Ming (Fabio Mingarelli). «Sono sempre stato ossessionato dal particolare, dalla linea curva, da quella sfumatura che magari nessuno noterà ma che a me fa perdere il sonno», così dice il pittore. E quegli occhi, quel naso femminile che emergono (dal velo? Dal muro?) nell’immagine di copertina sono un esempio della sua grande arte,
delle sue visioni. Nel precedente disco Notturno Concertante aveva proposto in musica una poesia di Stefano Benni (“Io ti amo”) ora ritorna a farlo aggiungendo le note ad un’altra sua lirica, “Ahmed l’ambulante”, brano che apre il disco con suggestive sonorità etniche. Ci sono anche degli ottimi strumentali come “Young man gone west”, “On Growning older”, “Ark en ciel”, “La milonga di Milingo”. La band poi riscrive il suo passato, riproponendo due intensi brani già incisi nei precedenti dischi: “Le anime belle” e “The Price Of Experience”. In evidenza le canzoni d’autore come “Lei vede rosso” e, soprattutto, la title track che è quella che rappresenta meglio il nuovo corso del gruppo, con un testo blood ed un sound composito, trascinante in cui emerge la potenza ma anche la liricità dell’ottetto, con sax, violino, accordion, piano, chitarra che si rincorrono.
Con un concerto alla Casa del Jazz di Roma la vocalist norvegese Nina Pedersen ha presentato il suo nuovo, raffinatissimo album “Songs from the top of the world” (Alfamusic). Nelle pagine centrali del booklet un’immagine caratteristica della Norvegia, con un paesaggio in cui tutto è immerso nella neve; c’è una terra in letargo ma che dà proprio la sensazione di essere in cima al mondo… Le sue due canzoni inedite sono dedicate proprio all’inverno: “Wintersong”, composizione originale maispirata dal folk locale, e “Sneen daler stille”, che dà il senso della neve che cade silenziosamente. Nina vive da oltre vent’anni vive in Italia ma non ha mai dimenticato le sue origini e propone, in chiave etno-jazz, antiche melodie popolari della sua terra. Un’operazione che ha un’importante valenza culturale (tanto che il live romano ha avuto l’appoggio dell’ Ambasciata della Norvegia). Quelle eseguite, dal vivo, e nel disco, sono ballate, ninne nanne, folk song dalle radici rurali, in cui si parla, come detto, di silenzi invernali, ma pure di primavere come elettrizzante risve-glio della natura, e poi di mucche, cavalli, rane. Con la cantante una band di valenti jazzisti italiani (Aldo Bassi alla tromba, Arnaldo Vacca alle percussioni, Carlo Cossu al violino, Luca Pirozzi al basso) e impreziosita dalla chitarra “Le macchie di Rorschach” era il test dello elettrica di un altro scandinapsichiatra svizzero Hermann Rorschach che vo (lo svedese Lutta Berg delineava la personalità attraverso l’ anche lui residente da anni in interpretazioni di macchie d’inchiostro. Ma Italia). Le canzoni di Nina Rorschach si chiamava anche il feroce giustiziere sembrano riflettersi nei del fumetto di culto degli anni Ottanta, paesaggi incantati, negli “Watchmen”. “Le macchie di Rorschach” è il inverni lunghi e freddi, nelle nome della band fiorentina di Carlo Sciannameo primavere esplosive, con (voce, basso, chitarra acustica), Alessandro sonorità misurate, Bosco (sax, flauto), Matteo Ambrogini (chitarra compassate, eleganti, ma elettrica), Giulia Nuti (viola), Alessandro Geri (contrabbasso) che pubblica il moderne. L’intento, suo primo omonimo disco (Suburban sky). Un compact che unisce testipienamente riuscito, era racconti, particolarissimi e immaginifici a sonorità aggressivamente intense. infatti di dare un suono nuovo Parafrasando il titolo di un loro brano: rock, sputi e piogge acide. ad un repertorio antico.
Rock, sputi e piogge acide
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