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Mondo agricolo 2

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BIOENERGY A CREMONA • SUPERARE IL RURAL DIVIDE • UNICREDIT, UN MILIARDO DI EURO • USA, NUOVO FARM BILL • ACCORDO FILIERA PIOPPO • CONTOTERZISTI, CONVENZIONE UNCAI • UTILIZZO SANSE A FINI ENERGETICI • FESTIVAL SANREMO SENZA FIORI


L’ E D I T O R I A L E

Cambia il Governo ma non mutano le priorità

S

iamo in una fase politica quanto mai delicata e il passaggio di consegne – se così lo si può chiamare - da Letta a Renzi non è stato semplice. Molto viene rimesso in discussione e la necessità di un cambio di passo reale, incisivo, è sempre più stringente. Restano ancora molte questioni da affrontare e risolvere con urgenza. Per le imprese, in particolare, la pressione fiscale, le semplificazioni e l’accesso al credito. Prima ancora che il nuovo premier s’insediasse a Palazzo Chigi, è già arrivata da parte delle Organizzazione delle imprese, anche dalla nostra, la richiesta di essere convocati per avere risposte concrete. Una particolare attenzione merita in questo momento il “problema” credito, nota dolente per le imprese agricole. All’aumentare delle richieste di credito da parte delle imprese, infatti, non è corrisposto un aumento delle possibilità di accesso a prestiti e finanziamenti. Anzi il credit crunch ha registrato valori più alti negli ultimi mesi del 2013, fino ad arrivare ad una contrazione del credito del 3,91% nel primo mese del 2014. L’ABI ha evidenziato di recente un rallentamento della stretta creditizia, ma non ci sono ancora elementi per poter parlare di inversione del trend. A creare ulteriori difficoltà si aggiungono le regole di Basilea sul credito che purtroppo non stanno aiutando il settore agricolo. Gli istituti di credito faticano a definire, per il settore, principi selettivi della propria clientela. Tali difficoltà nascono dalla despecializzazione e dall’insufficiente conoscenza del settore agricolo da parte di molte banche. Su questo fronte, così importante, il nostro impegno si è concretizzato, ultimamente nella costituzione di Agricheck, una società che fornisce assistenza alle imprese nei rapporti con le banche, per l’accesso ai prestiti, le scelte finanziarie da compiere e la predisposizione di business plan per accedere ai bandi PSR. Non è da noi assumere un atteggiamento pessimista: consapevoli delle reali condizioni di sofferenza delle imprese, infatti, preferiamo avanzare proposte e lavorare nel solco di un percorso che abbiamo tracciato e che siamo assolutamente convinti a proseguire. A tutela del nostro sistema e di quello economico di un Paese che vuole e deve ripartire. Mario Guidi

FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO | 3


SO MMA R I O L’EDITORIALE Cambia il Governo ma non mutano le priorità Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Energia sempre più verde M.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

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APERTURA POLITICA Governare adesso Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI

INCONTRI FRUIT LOGISTICA Il made in Italy conquista Berlino Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36

Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

PRIMO PIANO CREDITO Agricheck raccoglie il messaggio delle imprese Roberto Sonzini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

Mele, spighe e nuvole G.B. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

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Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Aumenta il credit crunch in campagna Claudio Costantino . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Un miliardo di euro per le campagne Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

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Il futuro del credito va costruito oggi G.B. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172 milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing CLAUDIO PIETRAFORTE

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4| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

ATTUALITÀ INNOVAZIONE Superare Il “rural divide” Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

SPECIALE GREEN Obiettivo comune rilanciare il pioppo Luca Molin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 L’energia delle olive Paolo Piraino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26

Il trattore personalizzato Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

Rubriche Notiziario Energia Acqua .........31 Mappamondo Farm Bill ...........34 Campi rosa Gender Gap ..........52 Anga Brand Identity ..............53 Over60 Pensionati in affitto ........56 Agriturismo Reti d’impresa ......58 Vino Pinot nero Alto Adige ........61


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APERTURA POLITICA

Governare adesso Matteo Renzi è figlio dei tempi e di una politica che deve avere le ali e che non può permettersi le ritualità del passato

di Gaetano Menna

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al governo Letta al governo Renzi: perché? Difficile comprendere i motivi, molti dei quali interni al PD, che hanno portato il Partito Democratico a sconfessare uno dei sui principali esponenti. Renzi è entrato nella politica nazionale come un elefante nella cristalleria. Determinato, ostinato, sempre in corsa. Figlio dei tempi e di una politica che deve avere le ali, che non può permettersi le ritualità del passato. E su facebook annota: «C'è chi pensa che per prendere i voti sia-

LE CONGRATULAZIONI DI AGRINSIEME AL MINISTRO MARTINA

Il nostro auspicio è che, con il governo appena formato, si creino quelle condizioni di stabilità politica e quel rinnovato clima di fiducia quali premesse indispensabili perché il Paese possa conoscere un’autentica stagione di riforme”. Così Agrinsieme commenta la presentazione della nuova compagine governativa. “Per quanto riguarda nello specifico la nomina di Maurizio Martina alla guida del dicastero delle Politiche agricole, riteniamo si tratti di un Martina e Guidi profilo di alto valore, vista la competenza dimostrata in qualità di sottosegretario e la proficua collaborazione di questi mesi, anche per la preparazione del collegato all’agricoltura e dell’appuntamento di Expo 2015”. “A Martina - conclude Agrinsieme - rinnoviamo il nostro invito a lavorare in vista di un nuovo modello di ministero che, allargando le proprie competenze, sia in grado di proiettare l’agricoltura in una dimensione sempre più competitiva”. 6| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

Matteo Renzi

no sufficienti le alleanze tra i leader. E allora tutti guardano al posizionamento, alle coalizioni, agli accordi. In realtà il mondo è cambiato. Bisogna puntare a prendere i voti degli altri, non i leader degli altri. Bisogna puntare diretti agli elettori, non agli accordicchi vecchia maniera...» Siamo in difficoltà socio-economiche terribili, con le imprese e le famiglie che si trovano a vivere una crisi spaventosa, da cui forse non si torna in-


dietro. Bisogna trovare, per le imprese, una nuova “normalità” che non può nascere solo da una fiscalità enorme, da una burocrazia sproporzionata, dalle banche con i cordoni chiusi. E così pure per le famiglie che combattono con redditi decurtati, fisco, inflazione, stagnazione, precariato. Senza dimenticare i diktat di Bruxelles che hanno dato direttive precise e praticamente condizionanti le politiche nazionali; anche se ora

Applicare l’antica tecnica giapponese del kintsugi: saldare i cocci con oro caldo arriva una flebile apertura di credito al governo Renzi, per rendere più compatibili sviluppo e rigore; in cambio, però, di un piano di riforme da attuare concretamente. Ed è fuor di dubbio che uno dei primi impegni

del premier sarà quello di volare a Bruxelles a convincere che c’è un piano di riforme “serie”, con un piano di tagli alla spesa e di investimenti per la crescita. In questa situazione quello del leader fiorentino vuole essere un governo “politico”, che non vuol dire formato necessariamente tutto da politici. Significa che il premier intende operare, “governare” per la ripresa. E su di esso Renzi sa di giocarsi tutto. Il priFEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |7


APERTURA POLITICA

mo segnale potrebbe essere quello di non prevedere un vicepremier, con un leader a tutto tondo. Il suo slogan è chiaro e non fa una piega: «L’importante, si sa, è partecipare; ma per cambiare l’Italia bisogna fare qualcosa in più: vincere». Ci è parso significativo che uno degli ultimi impegni da sindaco di Firenze, per Renzi, sia stato un evento dedicato al Chianti. Il premier conosce bene la realtà toscana e fiorentina e sa quanto significhi l’eccellenza enologica, in termini occupazionali, economici, dell’export. L’attenzione locale dovrà diventare attenzione nazionale ad un settore, come l’agroalimentare, che traina il made in Italy nel mondo. Da evidenziare ancor più in vista dell’ Expo 2015. Già nella bozza di Job Act, Renzi ha indicato agricoltura e cibo a pieno titolo come i principali settori dai quali possono nascere nuovi posti di lavoro. Si tratta di un positivo riconoscimento del valore del made in italy

Palazzo Chigi, sede del governo

8 | MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

La ripresa non può che partire dall’agroalimentare, capace di generare nuovi posti di lavoro agroalimentare e delle sue grandi potenzialità, che è confortato dai numeri incoraggianti che arrivano dalle analisi sulla congiuntura del comparto; ricordiamo che l’Osservatorio Ismea-Unioncamere ha evidenziato come il 10% delle nuove imprese nate in Italia nel primo semestre del 2013 siano proprie imprese agricole. Altro trend positivo quello dell’export agroalimentare che, l’anno scorso, è arrivato all'8,6% di quello complessivo del Paese. A Renzi il compito arduo, a nostro avviso, di applicare l’antica tecnica giapponese del “kintsugi”; l’arte che

permette di recuperare una ceramica andata in frantumi. Praticamente, secondo questa tecnica, la si ripara saldando le parti con oro e argento liquido. Di fatto, si crea un nuovo oggetto, addirittura più bello e prezioso dell’originale; le imperfezioni diventano il tratto distintivo. Da una ferita nasce una forma maggiore di perfezione estetica e interiore. La ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate o argentate unico ed ovviamente irripetibile per via della casualità con cui si è frantumata. Questa legislazione, nata appena un anno fa, aveva partorito un governo di coalizione, di emergenza se vogliamo, che ha permesso di superare impasse che il Paese non poteva permettersi. Dopo il governo dei tecnici (Monti), quello delle mediazioni (Berlusconi), della croce rossa (Letta), ora un governo “politico” (Renzi) che nasce con l’intento, per l’appunto, di indirizzare la rotta. Di versare oro caldo sui cocci.


PRIMO PIANO CREDITO

Agricheck raccoglie il messaggio delle imprese 1 0 | MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014


Il progetto messo in atto da Confagricoltura ha lo scopo di sviluppare l’assistenza territoriale per le aziende e facilitare il loro rapporto con le banche

di Roberto Sonzini direttore Confagricoltura Novara project leader del “Progetto Credito”

I

l problema dell’accesso al credito in questi ultimi anni è particolarmente sentito dalle aziende agricole. Uno dei primi ostacoli è costituito dalla valutazione del merito creditizio. La concessione dei finanziamenti è oggi basata prevalentemente su garanzie legate al patrimonio fondiario più che alla potenzialità di reddito. Il progetto credito, messo in atto da Confagricoltura, ha lo scopo di sviluppare un servizio di assistenza territoriale per gli associati al fine di facilitare il loro rapporto con gli Istituti bancari e orientarli verso le migliori soluzioni di finanziamento. Attraverso una consulenza specialistica si fornirà inoltre un valido aiuto alle imprese nel controllo e nell’ottimizzazione della loro gestione finanziaria. Le stesse banche richiedono sempre di più una collaborazione con gli organismi di rappresentanza agricola, nell’attività di raccolta delle informazioni dell’associato, per avere FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |11


PRIMO PIANO CREDITO

una valutazione più completa e puntuale proprio per il fatto che vi è una oggettiva difficoltà ad apprezzare in maniera adeguata la capacità di credito delle imprese che operano nel

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Dotare le strutture territoriali di conoscenze e strumenti informaticiper assistere le imprese

DALLA CONSULENZA ALLA MEDIAZIONE

Confagricoltura, attraverso la sua struttura specifica, può essere il tramite importante per l’utilizzo di strumenti finanziari, come quelli offerti da Ismea-Sgfa; si pensi in particolare alla “garanzia di portafoglio” -, ma anche di finanza innovativa (private equity, mini bond, etc.) e quindi essere in grado di inserirsi nei servizi di consulenza anche alle grandi imprese del settore agricolo e agro-alimentare. Il progetto “Agricheck” è nato con lo scopo di fornire alle imprese agricole uno strumento sul tema del credito che va dall’utilizzo di un software informatico per la gestione dei conti aziendali e amministrativi sino alla consulenza finanziaria per agevolare l’accesso dei finanziamenti creditizi, la richiesta di interventi di confidi e di altri intermediari finanziari. Lo scopo principale però è quello di dare una risposta alla richiesta delle imprese di avere accanto degli interlocutori professionali provenienti dalla propria Organizzazione, in grado di assisterle al momento della scelta del finanziamento, di informarle sull’offerta creditizia e di ricevere un aiuto nelle valutazioni dei propri progetti di investimento per meglio presentarli all’istituto bancario per l’ottenimento del credito. 12| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

settore primario. Il primo obiettivo che si pone il progetto credito è quello di dotare le strutture territoriali di Confagricoltura delle conoscenze e degli strumenti informatici che permettano di assistere le aziende. Per questi motivi lo scorso gennaio si è costituita Agricheck, la società partecipata da Confagricoltura e dalle Federazioni regionali attive nel progetto, che metteranno a disposizione strutture e professionisti per lo svolgimento dell’attività di consulenza e di assistenza al credito indirizzata soprattutto, attraverso un apposito software, alla redazione di situazioni patrimoniali e finanziarie per il tramite delle Unioni provinciali. Un valido supporto tecnico alle imprese agricole associate per la preparazione dei dati e dei documenti necessari per la presentazione alle banche di una domanda di credito. E’ bene ricordare che il modello proposto si basa su alcuni principi che si ritengono inderogabili, quali la partecipazione dell’intero sistema confederale, organizzato in maniera da essere adattabile senza eccessive variazioni alle specificità locali, offrendo la più ampia gamma di servizi in piena sinergia ed integrazione con tutte le attività che gravitano all’interno di Confagricoltura, mettendo a valore quanto è già stato realizzato sinora sul fronte del credito. L’adesione dei territori al progetto è prevista in maniera graduale e nello specifico prevede già dal 2014 l’ingresso di molte Unioni provinciali e Federazioni, per poi proseguire e coinvolgere tutto il territorio entro il 2017, dando così avvio a qualcosa di molto ambizioso quale la mediazione creditizia agli associati.


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PRIMO PIANO CREDITO

Aumenta il credit crunch in campagna

Nel 2013 decurtati i finanziamenti delle banche alle imprese. Riduzione delle erogazioni del 21% per quelle agricole di Claudio Costantino

È

sempre più forte la stretta delle banche sui finanziamenti, che nell’ultimo anno sono calati al ritmo di quasi 5 miliardi al mese. Da dicembre 2012 a dicembre 2013 il totale dei finanziamenti al settore privato, in base ai dati Unimpresa, è diminuito di 55,2 miliardi di euro, passando da 1.471,4 miliardi a 1.416,1 miliardi. Una riduzione che interessa sia le imprese (-47,4 miliardi), sia le famiglie (-7,7 miliardi). Secondo il rapporto di Unimpresa, basato su dati della Banca d’Italia, resta particolarmente grave il quadro dei finanziamenti per le imprese: nell’ultimo anno le aziende hanno assistito alla riduzione dei finanziamenti di tutti i tipi di durata. Sono calati i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) per 25,6 miliardi (-7,75%) da 331 miliardi a 305,4 miliardi, quelli di medio periodo (fino a 5 anni) di 5,3 miliardi (-4,23%) da 126,6 miliardi a 121,3 miliardi e quelli di lungo periodo (oltre 5 anni) di 16,4 miliardi (-4,08%) da 403,6 miliardi a 387,1 miliardi. In totale lo stock di finanziamenti alle imprese è sceso da 861,3 miliardi a 813,8 miliardi con una diminuzione di 47,4 miliardi (-5,51%). E si inasprisce la stretta al credito anche verso le aziende agricole. Le elaborazioni Ismea sui dati Sgfa indicano, nel terzo trimestre 2013, una riduzione delle erogazioni concesse al-

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le imprese italiane del settore primario del 21% su base annua, con l’ammontare dei prestiti concessi tra luglio e settembre dell’anno scorso sceso a 426,1 milioni di euro. La riduzione ha coinvolto tutte le macro aree territoriali seppure con diversa intensità: più accentuata la flessione delle erogazioni nelle regioni di Nord-Ovest e nelle Isole a fronte di un andamento in linea con il dato medio nazionale nel Centro-Sud e di una contrazione più attenuata nel Nord-Est. In relazione alla durata emerge una riduzione su base annua di oltre il 37% dei finanziamenti a lungo termine, la cui quota sul monte prestiti complessivo è scesa sotto la soglia del 50%. Al contrario risultano in aumento le erogazioni di medio e breve periodo. Data la stretta relazione tra la durata dei finanziamenti e le relative finalità, si risconta, nel periodo in esame, un aumento dell’8% del credito di esercizio e una contestua-

Stretta creditizia: il settore agricolo va ricompreso negli interventi in essere le erosione delle erogazioni per investimenti e ristrutturazioni, scese rispettivamente del 23,1% e del 22,6% su base annua. Oggi i problemi di “credit crunch” sono soprattutto affrontati dal Governo facendo intervenire la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) sul lato della provvista finanziaria alle banche, ma anche rafforzando il Fondo di Garanzia per le PMI (che interessa tutti i settori con esclusione dell’agricolo). Ne sono testimone il “Decreto del Fare” che prevede una

misura agevolativa per l’acquisto di macchine e gli ultimi provvedimenti inseriti nella Legge di Stabilità. Sarebbe opportuno, invece, prevedere dei sistemi che abbiano anche una ricaduta sul settore agricolo, per esempio incidendo sulla destinazione dei flussi finanziari provenienti da Cdp perché siano effettivamente rivolti in maniera tracciabile a tutti i comparti, compreso quello primario, ma anche destinando all’agricoltura risorse pubbliche verso il sistema agricolo delle garanzie, come è stato fatto con il Fondo Centrale di garanzia, studiando insieme ad Ismea nuovi strumenti o semplicemente rivisitando quelli attuali.


PRIMO PIANO CREDITO

Un miliardo di euro per le campagne L’Ad di UniCredit Federico Ghizzoni presenta a Verona il Programma per l’agricoltura, da realizzare in collaborazione con le Organizzazioni agricole di Gabriella Bechi

Federico Ghizzoni 16| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

U

n miliardo di euro a condizioni agevolate.A tanto ammonta il finanziamento che Unicredit mette a disposizione delle aziende agricole nel biennio 2014-2015 attraverso il programma “Unicredit per l’agricoltura” siglato a Fieragricola di Verona, con le associazioni di categoria (Confagricoltura, Coldiretti e Cia) e con SGFA-Ismea. Alla conferenza stampa, introdotta da Ettore Riello, presidente VeronaFiere, sono intervenuti Federico Ghizzoni, amministratore delegato Unicredit; Gabriele Piccini, country chairmain Italy Unicredit; Giuseppe Castiglione, sottosegretario al ministero per le Politiche agricole, Arturo Semerari, presidente Ismea; Mario Guidi, presidente di Confagricoltura; Daniele Toniolo, responsabile Credito Cia, Gianluca Lelli, responsabile nazionale politiche economiche Coldiretti. “L’agricoltura è, a li-

vello globale, uno dei settori caratterizzati dalle migliori prospettive per il futuro, grazie alla crescente domanda e alla relativa stabilità dei prezzi – ha dichiarato Federico Ghizzoni -. Tuttavia per rimanere competitive sul complesso scenario globale è necessario che le imprese agricole italiane sappiano innovarsi. Anche in questo settore il “made in Italy” viene percepito come fattore distintitivo e sinonimo di qualità, ma sono necessari investimenti a tutti i livelli (produzione, commercializza-


zione) per sfruttare appieno tale vantaggio. Con Unicredit per l’Agricoltura intendiamo fornire gli strumenti finanziari necessari perché gli imprenditori del settore possano cogliere appieno tutte le opportunità che i mercati, nazionali e internazionali, offrono”. Gli strumenti e le linee di intervento messi a punto da Unicredit sono numerosi, a partire da ‘Agribond’, prodotto di finanziamento con un budget biennale di 600 milioni di euro e che prevede l’intervento di

Le imprese agricole, a corto di “ossigeno finanziario”, non possono investire garanzia della Società di Gestione Fondi per l'Agroalimentare (SGFA), ente pubblico di riferimento a SMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). I nuovi finanziamenti, della durata di 6 anni, saranno destinati al sostegno degli investimenti di medio periodo

Conferenza stampa a Fieragricola (foto Ennevi)

delle imprese agricole italiane a tassi di interesse dal 2,5 al 3,5%.Il plafond originario potrà essere ampliato con l’intervento delle singole Regioni che, in una logica di ottimizzazione delle risorse a loro disposizione, potrebbero destinare a SGFA fondi aggiuntivi con l’obiettivo di sostenere FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |17


PRIMO PIANO CREDITO

Verso Expo 2015: Unicredit Tower, a piazza Gae Aulenti a Milano, progettata dall'argentino Cesar Pelli

Velocità di erogazione e documenti semplificati i punti forti del progetto le aziende agricole insistenti nei propri territori (riduzione dei tassi e dei costi della garanzia maggiore inclusività di rating). “La despecializzazione che ha caratterizzato il sistema creditizio in questi ultimi decenni – ha rimarcato il presidente Guidi – ha comportato un graduale disinteresse degli istituti bancari verso l’agricoltura, alimentato anche dalle nuove regole di Basilea, che mal si adattano al settore. Le imprese agricole hanno dunque estremamente bisogno di assistenza nel campo del credito. Ed è dunque importante questa partnership con un istituto come Unicredit, che ha tra le sue ‘mission’ quella di ampliare la sua attività nel credito all’agricoltura. Non dimentichiamo che si tratta di una banca con cui Confagricoltura collabora da tempo in progetti innovativi per l’agricoltura, come quello a supporto delle nostre imprese vitivinicole sui mercati esteri, firmato l’anno passato”. Il Piano ‘Unicredit per l’Agricoltura’ si articola in numerosi livelli di intervento. Accanto a prodotti tradizionali, come l’anticipo pluriennale Pac e l’anticipazione dei contributi dei piani di sviluppo rurale, sarà attiva una nuova offerta dedicata ai top buyer del settore e alle rispettive filiere di fornitori. Velocità nell’erogazione, semplicità della documentazione saranno i punti forte del Progetto, che verrà affidato a cento funzionari selezionati a adeguatamente formati per assistere le aziende agricole in tutte le fasi del finanziamento. All’accordo seguirà la firma di una convenzione più specifica con Confagricoltura che prevede una più stretta collaborazione con la banca, nell’ottica di ottimizzare l’offerta creditizia a favore delle imprese con il coinvolgimento di Agricheck.

18| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014


The Good Growth Plan

Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.

The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:

1

Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura

2

Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado

3

Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo

4

Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo

5

Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo

6

Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.

Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com

Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.

t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile

TM


PRIMO PIANO CREDITO

Massimiliano Giansanti al convegno del Gruppo Popolare a Fieragricola

II futuro del credito va costruito oggi Il componente di Giunta Massimiliano Giansanti al convegno del Gruppo Banco Popolare a Fieragricola: «Occorre dare una risposta alle richieste di finanziamenti da parte delle imprese, cresciute fortemente in questi ultimi anni» 20| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

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gricheck ha fatto il suo esordio pubblico a Fieragricola. Ne ha parlato il presidente Guidi nel corso della firma dell’accordo con Unicredit e il componente di giunta con delega al credito Massimiliano Giansanti al convegno “Il futuro del credito per l’agricoltura”, promosso dal Gruppo Banco Popolare. “L’obiettivo – ha detto Giansanti - è quello di dare una risposta alla richiesta delle imprese, cresciuta fortemente in questi ultimi anni, di avere accanto degli interlocutori professionali in grado di assisterle al momento

della scelta del finanziamento, di informarle sull’offerta creditizia e di ricevere un aiuto nelle valutazioni dei propri progetti di investimento per meglio presentarli all’istituto bancario per l’ottenimento di un credito”. Oggi, anche a causa della crisi finanziaria che ci accompagna da più di quattro anni, sta diventando sempre più difficoltoso e complesso l’ottenimento di un finanziamento per gli imprenditori di tutti i settori, compreso quello agricolo. E per molte aziende agricole non disporre di credito significa spesso la chiusura. “L’agricoltura ha continuato a rivol-


gersi alle banche, anche negli ultimi tempi – ha continuato il rappresentante di Confagricoltura – facendo registrare un aumento degli impieghi tra il 2011 e il 2013, che sono passati da 23 a 43 miliardi di euro. Tutto questo, fra l’altro, a tassi di mercato, perchÊ il credito agevolato è scomparso da tempo�. Le regole di Basilea sul credito hanno comportato un cambiamento tangibile del modo di fare credito delle banche e le nuove norme non stanno aiutando il settore. Gli istituti di credito hanno difficoltà a mettere in moto principi selettivi della propria clientela agricola, sulla base dei quali vengono privilegiate le imprese migliori e sfavorite quelle peggiori. Tali difficoltà nascono dalla despecializzazione e dall’insufficiente conoscenza del comparto di molte

Le banche hanno difficoltĂ a selezionare progetti di investimento in agricoltura banche, per mancanza di strutture con competenze specifiche ed una conseguente incapacitĂ di dare una lettura ai dati aziendali. “Ben vengano, dunque – ha sottolineato Giansanti - progetti come quello del Grup-

po Banco Popolare sulla raccolta dei dati delle imprese agricoleâ€?. Le aziende agricole hanno sempre piĂš bisogno di una consulenza specialistica, che significa anche un aiuto nel controllo della propria gestione, nella redazione di un business plan, la cui predisposizione è oramai indispensabile, per esempio, per l’accesso ai bandi del PSR ed in via generale per l’ottimizzazione della gestione finanziaria dell’azienda. â€œĂˆ un percorso – ha concluso Massimiliano Giansanti - che Confagricoltura ha intrapreso con la costituzione di Agricheck, che abbiamo giĂ presentato al Gruppo Banco Popolare, ricevendo da subito la massima disponibilitĂ , tanto che è giĂ pronta una bozza di accordo per lavorare insiemeâ€?. (G. B.)

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Superare il “rural divide” Tra tre anni metà Paese sarà servito dalla banda larga. Le aree rurali resteranno fuori? Guidi avverte: «Lo sviluppo digitale nelle campagne è una priorità» di Gaetano Menna

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ntro il 2017 metà Paese sarà servito dalla banda larga. E’ già qualcosa, ma insufficiente, bisogna accelerare. Dal “Rapporto sulla banda larga” presentato dal commissario per l’Agenda digitale Francesco Caio emerge che siamo indietro rispetto agli obiettivi che si è posta l’Unione europea, che sono i seguenti: entro il 2013, la totalità della popolazione deve avere accesso alla banda larga base; entro il 2020, il 100% della popolazione deve avere accesso a servizi a larga banda in grado di rag-

giungere velocità fino a 30Mbps; entro il 2020, almeno il 50% della popolazione deve essere abbonato ad un servizio a larga banda ultraveloce in grado di raggiungere una velocità di almeno 100Mps. ll ritardo nell’attuazione dell’Agenda Digitale ha conseguenze immediate e gravissime: le Pubbliche Amministrazioni non possono completare la transizione dal cartaceo al digitale; i cittadini e le imprese non hanno a disposizione strumenti per un rapporto telematico con la PA (ad es. pagamenti online); le imprese non possono investire, in considerazione della cro-


nica incertezza su standard e regole tecniche. Mr Agenda digitale però si è dichiarato moderatamente ottimista sul futuro della rete da cui «si parte per trasformare l'amministrazione pubblica da fardello per imprese e per i cittadini, a fattore di competitività per il Paese. Penso che il lavoro sia ben avviato e che l'Italia ora possa fare un vero salto di qualità». «Un passaggio fondamentale –ha proseguito - sarà la fatturazione elettronica: diventerà il meccanismo principe nella gestione della spesa dello Stato anche per superare le incertezze sui pagamenti". Sia ben chiaro che dallo sviluppo digitale del Paese non dovranno essere escluse le aree rurali. Il presidente di Confagricoltura lo ha sottolineato in tante occasioni: il superamento del “rural divide” per gli imprenditori agricoli

verte l’esigenza di poter utilizzare tutte le tecnologie che accompagnano lo sviluppo del settore e semplificano l’interazione con i mercati e con la pubblica amministrazione, facendo risparmiare tempo e denaro». Per superare il digital divide si pensa anche alla soluzione di kit satellitari per l’accesso alla banda larga, favorendo l’inè una priorità. D’altronde meno del novazione tecnologica delle imprese 20% degli abitanti delle aree rurali può che hanno sede in zone scarsamente contare su una connessione costante e servite dalle soluzioni terrestri.Il tema, di qualità. «L’innovazione tecnologica è naturalmente, sta molto a cuore anche indispensabile per consentire al nostro ai Giovani di Confagricoltura. L’Anga settore di crescere ed affrontare i mer- tra l’altro sta studiando una serie di inicati internazionali – ha detto il presi- ziative di e-commerce per mettere in dente Guidi - . Non possiamo più per- rete le proprie imprese e promuoverle metterci di essere “divisi dal digitale”, sui mercati internazionali, aiutandole a con barriere che impediscono la mo- commercializzare i loro prodotti, ma dernizzazione e la competitività delle tutto è più difficile se non si supera il nostre imprese». «Il mondo agricolo av- rural divide.


SPECIALE G REEN

Obiettivo comune: rilanciare il pioppo L’accordo raggiunto tra le Regioni dove si coltiva e la filiera permetterà di valorizzare il legno made in Italy di Luca Molin

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stata siglata l’intesa per lo sviluppo della filiera del pioppo dalle Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, dai rappresentanti della filiera pioppicola (Associazione Pioppicoltori Italiani, FederlegnoArredo, Assocarta), dalle organizzazioni professionali (Confagricoltura, Cia e Coldiretti) e dal CRA - Unità di Ricerca per le Produzioni Legnose Fuori Foresta. Obiettivi dell’intesa, riconoscere l’importanza della pioppicoltura come materia prima strategica ed incrementare le superfici destinate a pioppo; valorizzare gli aspetti ambientali, paesaggistici e produttivi della pioppicoltura, anche tramite un adeguato sostegno economico (Pagamenti diretti e PSR); prevedere interventi spe-

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cifici a favore dell’attività di pioppicoltura condotta con pratiche colturali sostenibili; far riconoscere ai pioppicoltori i crediti di carbonio e individuare strategie comuni per la regolamentazione dell’attività pioppicola, anche per quanto riguarda la coltivazione all’interno di zone SIC, ZPS e di altre aree protette. Com’è nata l’idea dell’intesa interregionale? Tutto è cominciato – ha ricordato Fabio Boccalari, presidente dell’Associazione Pioppicoltori Italiani – da una serie di incontri della filiera con i rappresentanti delle cinque regioni maggiormente coinvolte nella coltivazione del pioppo, che hanno portato alla stesura definitiva dell’accordo che, nella sua prima bozza, è stato stilato da API insieme al CRA - Unità di Ricerca per le Produzioni Legnose Fuori Foresta di Casale Monferrato.

Fabio Boc c alar i

“L’Associazione Pioppicoltori Italiani è molto soddisfatta dell’accordo raggiunto – ha detto Boccalari -. Il nostro settore, da anni in grande difficoltà, può ora contare sull’impegno congiunto di tutta la filiera e delle amministrazioni regionali maggiormente interessate alla coltivazione, per garantire un degno futuro alle nostre attività. Ora dobbiamo cercare di tradurre in modo concreto gli impegni che ci siamo assunti”. Anche Confagricoltura, da sempre molto sensibile alle problematiche dei pioppicoltori e vicina all’Associazione settoriale, ritiene questo accordo un importante segnale che porta all’attenzione delle più coinvolte amministrazioni regionali del Nord, una filiera storicamente molto importante per l’Italia e dalle indiscutibili valenze economiche, produttive, ambientali e sociali. La pioppicoltura rappresenta per l’Italia la più significativa fonte interna di legname per l’industria, pur occupando una superficie minima rispetto a quella delle foreste (meno dell’1% a livello nazionale). Per il nostro Paese - che nell’industria di trasformazione del legno in pannelli, mobili ed arredi ha uno dei punti di forza del made in Italy sul mercato mondiale - la produzione di legno di pioppo assume un’importanza vitale. Le disponibilità attuali non sono in grado di soddisfare il fabbisogno dell’industria di trasformazione nazionale, che è costretta ad importare notevoli quantitativi di legname dall’Est europeo e dalla Francia.


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L’energia delle olive di Paolo Piraino

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Confagri Palermo partner del progetto “Ecodens”: i residui di estrazione dell’olio e delle potature non più rifiuti, ma utili sottoprodotti a fini energetici

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e biomasse rappresentano un’importante fonte energetica rinnovabile. La possibilità di poter convertire gli scarti di potatura, oggi assimilati per molti aspetti a “rifiuti speciali”, con tutto quello che ne comporta in termini di smaltimento, diviene una interessante opportunità economica”. E’ quanto ha affermato il presidente della Confagricoltura di Palermo, Ettore Pottino, nel corso del convegno tenutosi in loco per illustrare i risultati del Progetto Ecodens (Ecostabilizzazione delle sanse mediante densificazione). L’iniziativa - nata dalla collaborazione tra Confagricoltura di Palermo, Saber Technology Srl, Facoltà di Ingegneria e Co.Ri.Bi.A. (Consorzio per il Rischio Biologico in Agricoltura) e finanziata attraverso il PSR Sicilia 2007 – 2013 ha affrontato il problema dello smaltimento dei residui di estrazione dell’olio (le sanse) e delle potature, per trasformarli in un’opportunità di innova-

zione e crescita della competitività delle imprese agricole siciliane.“Dal progetto – ha aggiunto Pottino – sono emersi risultati significativi anche per quel che riguarda le distanze da ricoprire per l’approvvigionamento della materia prima, con particolare riferimento all’ubicazione degli opifici oleari. La Confagricoltura, attenta al consolidamento dei contratti di rete, ritiene che una interazione nell’ambito di questo innovativo processo possa sicuramente rispondere ai requisiti di una valorizzazione economica di tutto ciò che riguarda il territorio”. Con il progetto è stato dimostrato come le sanse possano essere vantaggiosamente trasformate in un biocombustibile stabile e perfettamente ecocompatibile: il pellet ottenuto attraverso la miscelazione con un trinciato di potature si è dimostrato una straordinaria fonte di energia rinnovabile. Inoltre, dall'utilizzo di questo particolare pellet si generano delle "bioceneri" stabili, ricche di potassio e sali mi-


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Ettore Pottino

Pottino: «Contratti di rete per produrre energia rinnovabile» nerali che, utilizzate come ammendante perfettamente ecocompatibile, producono importanti benefici economici ed ambientali per la concimazione dei terreni nelle aziende ortofrutticole. I residui della potatura che le aziende si trovano costrette a raccogliere o trinciare direttamente nel terreno, a causa dei divieti imposti per la loro bruciatura, sono molto presenti in Sicilia, con i quasi 400 mila ettari investiti a colture arboree (vite, olivo, agrumi, etc.). Anche la sansa, residuo del processo di molitura delle olive, è molto diffusa, con una produzione di circa 200 mila tonnellate annue. In apertura dei lavori, il prof. Dugo, docente dell’Università di Messina e presidente del Co.Ri.Bi.A., ha evidenziato che esistono già ampi margini di fattibilità dell’iniziativa. Per il prof. Zuccarello, del Dipartimento DICGIM dell’Università di Palermo e responsabile scientifico del progetto, lo sviluppo di tali virtuosi sistemi di valorizzazione energetica delle biomasse andrebbe promosso da una incentivazione, più interessante di quella attuale, della produzione di energia elettrica da bio masse.

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FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |27


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Energia sempre più verde “Bioenergy Italy” in programma a Cremona dal 5 al 7 marzo. Piva: «Diamo una panoramica completa sul business delle fonti rinnovabili». Tanti i temi affrontati, tra cui biometano e pollina

L’

obiettivo di “Bioenergy Italy 2014”, a Cremona dal 5 al 7 marzo 2014 – sottolinea il presidente di CremonaFiere e vicepresidente di Confagricoltura Antonio Piva - è di raggiungere e superare gli importanti numeri già registrati nella scorsa edizione: 149 espositori provenienti da quattro Paesi (Italia, Olan-

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da, Germania e Austria), 9884 visitatori professionali (+ 20%). Sono tanti i temi che verranno trattati in seminari e convegni in fiera. Un’attenzione particolare merita il seminario sul biometano; entro il 2030, le aziende agrozootecniche italiane po-

Entro il 2030 gli agricoltori produrranno 8 miliardi di metri cubi di biometano trebbero produrre 8 miliardi di metri cubi di biometano. Il dato emerge dalla recente pubblicazione“Il biometano fatto bene” a cui hanno lavorato in sinergia numerosi enti, tra cui il CRPA di Reggio Emilia (Centro ricerche produzioni animali), il CIB (Consorzio italiano biogas), e l’AIEL (Associazione italiana energie agroforestali).Tre i diversi indirizzi verso cui il biometano - che sarà prodotto negli impianti di biogas attraverso il processo di upgrading potrà essere destinato: immissione in rete, autotrazione, cogenerazione ad alto rendimento. L’indirizzo più interessante cui destinare il biometano prodotto negli impianti di biogas sarà

quello dell’autotrazione, per il quale lo strumento individuato come incentivo è quello dei certificati di immissione. In Italia oggi circolano circa 800 mila mezzi alimentati con questo carburante, pari a poco meno del 2% del totale e, secondo Marco Mezzadri, referente biogas/biometano di AIEL, l’offerta dei veicoli a gas metano e la diffusione dei distributori a metano presenti oggi sul nostro territorio nazionale sono due fattori che potrebbero limitarne lo sviluppo. Altro evento da non perdere a Bioenergy 2014 è il convegno sulla pollina, che spiegherà come il suo sfruttamento a fini energetici possa rappresentare un’importante voce nel conto economico di un’azienda avicola. Lo smaltimento della pollina da allevamenti avicoli è oggi uno tra i principali problemi gestionali del settore a livello nazionale e il suo sfruttamento a fini energetici rappresenta un’importante soluzione. Per questo l’’inserimento della pollina nella disciplina delle biomasse può aprire importanti opportunità agli allevatori di galline: infatti esistono soluzioni tecniche che rendono concreto il recupero energetico, interessante dal punto di vista economico e sostenibile da quello ambientale. (M. M.)


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N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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A CQ U A Studi sulla ricarica controllata delle falde acquifere Dimostrare che la "ricarica controllata" delle falde acquifere è una metodologia matura per risolvere il problema della scarsità di acqua nel bacino del Mediterraneo: è lo scopo del progetto Marsol, finanziato con oltre 8 milioni di euro dalla Commissione Ue, nell'ambito del 7° programma quadro per la ricerca, al quale partecipano la Scuola Superiore Sant'Anna e la Provincia di Lucca. “Il progetto, coordinato dalla Technische Universitat Darmstadt (Germania) spiega Rudy Rossetto, ricercatore della Scuola Superiore Sant'Anna coinvolge 21 partner a livello internazionale e include 8 siti dimostrativi sparsi in cinque Paesi oltre all'Italia: Portogallo, Spagna, Malta, Grecia e Israele. I siti dimostrativi italiani sono uno legato al fiume Brenta e l'altro al fiume Serchio". Fra i vantaggi della nuova tecnica, rispetto ai tradizionali invasi, ci sono i bassi costi di investimento, minor consumo di territorio, l'assenza di evaporazione. La Scuola Superiore Sant'Anna coordina il test dimostrativo nel sito dei pozzi lungo il fiume Serchio, nella zona di S. Alessio. "Questa viene considerata una infrastruttura ‘critica’, visto che alimenta con circa 500 litri al secondo di acqua potabile 300mila abitanti fra le città di Livorno, Pisa e Lucca", spiega il ricercatore. I pozzi, che si collocano ad una di-

D E L L ’ A R E A

A M B I E N T E

stanza di circa 50 metri dal fiume, incrementano notevolmente la "ricarica" delle falde dal corso d'acqua attraverso il terreno. "L'obiettivo del progetto è quello di arrivare ad una gestione controllata di questa tecnica di ricarica, molto diffusa in Italia e nel resto d'Europa, perché si possono avere fenomeni di contaminazione delle acque", racconta Rossetto. Il primo passo del progetto sarà quello di comprendere il ciclo dell'acqua nel sistema, poi grazie all'installazione di una serie di sensori controllare il movimento dell'acqua nel sottosuolo.

ENERGIA DL “Destinazione Italia” rischia di “spegnere” le energie rinnovabili Con il D.L. 145/2013 (Destinazione Italia) sono state introdotte una se-

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Q U A L I T À

rie di modifiche nell’ambito del ritiro dedicato operato dal GSE che stanno causando notevole incertezza e preoccupazione nel settore della microgenerazione distribuita da fonti rinnovabili e, soprattutto, tra i produttori fotovoltaici. Con le misure introdotte dal decreto legge, nonostante alcuni miglioramenti approvati dalla Camera dei deputati che escludono alcune tipologie di impianti dall’applicazione della norma, viene ad essere eliminato uno strumento di salvaguardia, quale il sistema dei prezzi minimi garantiti nell’ambito del ritiro dedicato, per i piccoli produttori di energia elettrica. Il risultato è che con l’obiettivo di ridurre il costo dell'energia per i consumatori, finalità peraltro già raggiunta dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, con la propria delibera del FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |31


N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A

19 dicembre 2013, si provocano danni non solo agli sviluppi futuri delle rinnovabili ma anche agli impianti già in produzione. Tale situazione desta ulteriore perplessità in un settore come quello agricolo in cui le imprese hanno investito nel settore agroenergetico, al fine di garantire una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle imprese ma anche del Paese. Sforzo che oggi viene “premiato” con una forte riduzione dei prezzi di vendita dell’energia, che inciderà pesantemente sui conti economici delle imprese; senza contare che è prevista anche una rimodulazione al ribasso degli incentivi per tutto il comparto delle rinnovabili. In questo momento dunque è indispensabile che il Governo, anche alla luce dei nuovi obiettivi al 2030 in corso definizione da parte dell’Unione Europea in materia di clima ed energia, eviti di destabilizzare, anche con misure retroattive, un settore che negli ultimi anni, ha contribuito a produrre reddito e a dare occupazione in una congiuntura economica difficile per il Paese. Nello stesso tempo si auspica che il Senato intervenga eliminando le modifiche introdotte dal comma 2 dell’art. 1 del decreto legge 145/13. Instant book di Enama sulle agevolazioni per il biometano Enama (Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola), in collaborazio-

32 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

ne con il ministero della Politiche Agricole, pubblica un “instant book” sulle agevolazioni per il biometano, disponibile online su www.enama.it. Si tratta di una pubblicazione concepita come un vademecum, un “manuale utente” per consentire di accedere in modo agevole ed immediato a tutte le informazioni ed alle principali fonti normative sulla materia. Il biometano è un settore che ha grandi potenzialità di crescita ed offre alle imprese agricole un importante sostegno al reddito; opportunamente trattato, può essere immesso nella rete di distribuzione, oppure può essere utilizzato come carburante per gli autoveicoli. In Italia, negli ultimi tredici anni, il parco macchine a metano è quasi triplicato passando dalle 289mila unità del 2000 alle oltre 719mila del 2012, mentre il numero di impianti di approvvigionamento attivi sul nostro territorio (ne sono stati censiti circa mille nel 2013) risulta del tutto inadeguato a soddisfare l'impetuoso incremento della domanda. Tanto più che il 45% di tali impianti è concentrato in tre sole regioni: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Ricerche sulla produzione di biogas da canna da zucchero Una ricerca, condotta dal Land Lab (Agricoltura, ambiente, territorio) dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, ha dimostrato come la biomassa della canna possa dimostrarsi un’eccellente soluzione per produrre biogas a basso impatto ambientale e questa conclusione si è meritata la pubblicazione sull’importante rivista scientifica “Bioresource Technology”. Durante recenti analisi effettuate al Centro di ricerca Interuni-

versitario biomasse da energia (Cribe) di San Piero a Grado (Pisa) la canna ha fatto registrare un’elevata capacità di produrre metano, in particolare se soggetta al doppio raccolto durante l’anno. La canna appare particolarmente indicata per produrre biogas nell’area mediterranea perché ha una grande potenzialità produttiva come biomassa per uso energetico ed è una specie “poliennale” e quindi resta produttiva per 10-15 anni. Richiede inoltre bassi input tecnici ed agronomici ed ha un’ottima adattabilità a terreni marginali. Non essendo utilizzata per l’alimentazione umana non sottrae terreno fertile per produrre cibo. Al Cribe, dove è stata effettuata l’analisi sperimentale del potenziale metanigeno, cioè generatore di metano, della biomassa della canna, tutte le prove di “digestione” sono state condotte in base allo standard di riferimento UNI EN ISO 11734:2004, attraverso un sistema statico a ciclo chiuso progettato e realizzato dai ricercatori, per riprodurre e per simulare le reazioni biochimiche che avvengono nei “digestori” su scala reale.

ETICHETTATURA Normativa europea sull’origine dei capi suini, ovicaprini ed avicoli Il Parlamento europeo ha approvato la proposta di risoluzione che invita la Commissione a ritirare il regolamento sull’etichettatura di origine delle carni suine, ovicaprine ed avicole, ed ha chiesto che venga prevista l'indicazione obbligatoria del luogo di nascita. Confagricoltura apprezza e sostiene l’intervento del Parlamento europeo e si augura che la Commissione ritiri il regolamento in questione, che contiene disposizioni che si rivelano confuse e poco trasparenti. “Abbiamo chiesto da sempre - conclude Confagricoltura - di rendere obbligatoria l’indicazione del luogo di nascita, allevamento e macellazio-


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Prosegue la partnership di valore: Syngenta e Univeg firmano il secondo accordo triennale ne dell’animale, in analogia con quanto previsto da diversi anni per la carne dei bovini. Per assegnare l’origine l’animale deve essere nato, allevato e macellato nello stesso Stato membro. Se non cambierà il regolamento sarà possibile 'nazionalizzare' suini presenti in allevamento solo per 120 giorni”.

RIFIUTI Bruciare le stoppie è un reato penalmente rilevante? La bruciatura delle stoppie, in assenza di provvedimenti delle Regioni e delle Province autonome, è generalmente vietata. Alcune Regioni (ad es. Sicilia), vista la non pericolosità dei rifiuti agricoli, hanno concesso tramite propri regolamenti la possibilità di bruciare i residui agricoli a determinate condizioni. Ad eccezione delle deroghe previste per legge, l’imprenditore agricolo che brucia in campo aperto residui colturali rischia un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. Nell’ambito del decreto legge 136/2013 (emergenze ambientali e industriali e terra dei fuochi), è stato introdotto il reato di combustione illecita dei rifiuti. Confagricoltura ha chiesto che, nel collegato ambientale alla legge di Stabilità, venga previsto che l’attività di combustione controllata di materiale vegetale - effettuata dagli imprenditori agricoli o dai privati proprietari di orti o giardini, secondo normali pratiche e consuetudini tradizionalmente osservate nell’attività di coltivazione - sia esclusa dal reato introdotto e dalla conseguente sanzione penale.

yngenta e Univeg S Trade Italia firmano il secondo accordo triennale per promuovere la produzione ortofrutticola sostenibile ed aiutare, in questo modo, gli agricoltori a rispondere ai requisiti della grande distribuzione in materia di sostenibilità. Nello specifico, l’accordo prevede, da parte di Syngenta, l’erogazione di corsi di formazione sul corretto uso degli agrofarmaci, l’implementazione di programmi di Integrated Pest Management (IPM), che combinano l’utilizzo di agrofarmaci con mezzi di lotta biologica, nonché l’accesso ai programmi di Agricoltura ResponsabileTM quali Heliosec®, per la gestione delle acque di risulta dei trattamenti fitoiatrici, e Operation Pollinator®, che mira ad aumentare il numero degli insetti impollinatori ricreando il loro habitat naturale nelle aree poco produttive delle aziende agricole come i bordi campo. UNIVEG, da parte sua, si è impegnata a rifornire le catene distributive con i prodotti provenienti dalle aziende agricole coinvolte nel progetto e a verificare il rispetto dei requisiti di sostenibilità, anche grazie al supporto della WBA, World Biodiversity Association, organizzazione scientifica senza scopo di lucro che ha creato “Biodiversity Friend”, innovativo metodo per il monitoraggio della biodiversità. Il nuovo accordo inoltre prevede un potenziamento dei corsi di forma-

zione, e l’implementazione oltre a quelli già esistenti, di nuovi progetti sulla qualità della distribuzione (Application Technology), l’ottimizzazione del numero dei trattamenti e dell’irrigazione grazie a una accorta gestione tecnica e a servizi previsionali. Inoltre, è prevista la ricerca e lo sviluppo di strumenti per l’incremento della bioversità, quale l’adozione di rifugi per gli ausiliari (“Hotel degli insetti”) e per i Chirotteri. Oltre all’uva da tavola verranno interessate altre filiere importanti ortofrutticole a partire dal pomodoro da mensa. Progetti di questo tipo dimostrano come sia sempre più importante per le aziende agricole promuovere l’Agricoltura Sostenibile attraverso azioni concrete svolte quotidianamente in campo e come sia possibile coniugare rispetto per l’ambiente e la sicurezza con le richieste del mercato moderno. La partnership con UNIVEG è uno dei progetti italiani di The Good Growth Plan, l’ambizioso piano, lanciato da Syngenta nel 2013, per affrontare la sfida globale della sicurezza alimentare con dei progetti concreti volti a potenziare l’efficienza delle risorse naturali, rinvigorire gli ecosistemi e rafforzare le comunità rurali.


MAPPAMONDO di Jordan Nash

“Farm Bill” 2014, per rilanciare il «made in rural America» ACCORDO COMMERCIALE CANADA/UE PER I CEREALI

Il nuovo programma voluto da Obama a sostegno dell’agricoltura e dell’export agroalimentare

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iuti all’agricol-tura: gli Usa adottano un’anti-Pac? Il nuovo Farm Bill (20142018) da 965 miliardi di dollari si basa su un sistema di garanzie completamente diverse

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da quelle scelte dagli europei.Il presidente degli Stati Uniti Obama intende fare del 2014 un“anno di azione”ed ha sottolineato l’impulso che occorre dare alle comunità rurali, rilanciando le

EXPORT CARNE: LA FRANCIA GUARDA ALL’ASIA

La filiera dei bovini francese ha un potenziale da esprimere. “Il futuro della carne rossa non sarà certamente sui mercati di massa dominati da quelle brasiliane ed indiane, ma sui mercati mediterranei e asiatici”. Questo il pensiero della FNB (Fédération nationale bovine). E, anche se la priorità resta il mercato interno, è necessario posizionarsi su quelli esteri. Prima di tutto la Cina, ma anche il Giappone può costituire uno sbocco importante. Il futuro dell’export di carne bovina sono le nicchie di consumo basate su prodotti di qualità e freschi, in aree come il Mediterraneo e l’Asia. I mercati cambiano rapidamente e la strategia è quella di aumentare le opportunità. E’ essenziale, secondoFNB,lacreazione di un’apposita ‘cellula export’ per la carne bovina, che comprenda tutta la filiera. Interbev (Interprofession bétail et viandes) ha partecipato al viaggio presidenziale in Turchia per rinnovare le partnership con gli operatori economici e punta anche su Iran e Iraq. 34| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

L’accordo commerciale Canada/Ue gioverà ai cerealicoltori. Questo il parere del ministro del Commercio Internazionale canadese Ed Fast. Tra il 2010 e il 2012, le esportazioni agricole dirette all'Unione Europea sono state pari, in media, a 2,5 miliardi di dollari canadesi l'anno e i prodotti più esportati sono stati il grano duro e quello tenero.

L’accordo con l’Europa permetterà di aumentare ancora l’export dei prodotti canadesi nel Vecchio continente, tanto più che le tariffe doganali agricole dell'Ue saranno cancellate una volta che il trattato entrerà in vigore (il 95% quando sarà a pieno regime, fra 7 anni). A beneficiarne saranno gli agricoltori e l’economia nazionale e rurale.

esportazioni, significativamente nell'ottica del "made in rural America".“L’export di quello che coltiviamo e vendiamo,che è in costante crescita rappresenta - ha detto una spinta enorme per l'intera economia,ma soprattutto per quella rurale".Il rapporto del Consiglio dei consulenti economici del presidente mette in evidenza che il reddito agricolo, dall’insediamento di Obama (gli ultimi 5 anni) è aumentato in maniera significativa,nonostante la grave recessione degli Usa.Il rapporto sottolinea anche che l'agricoltura americana è fiorente e mantiene 1 americano su 12,portando cibo sulle

tavole delle famiglie a prezzi accessibili e fornendo materie prime per una serie di scopi vitali.L'American Farm Bureau Federation è fiduciosa sui principi della riforma e sottolinea l’importanza della forza lavoro qualificata per le aziende agricole e gli allevamenti,carente negli USA. C’è pure da dire che il Farm Bill amplia le iniziative per garantire gli agricoltori contro la volatilità dei prezzi ed i cattivi raccolti.In pratica, va a carico dello Stato circa il 60% delle polizze assicurative.Il sistema americano è diretto a garantire i redditi degli agricoltori:in pratica se si produce di più si guadagna di più.


L’ultimo trend a Londra è il cappuccino al latte di cammella Il “camel milk”, ammesso nell’UE, sta spopolando nella capitale inglese

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ultimo trend a Londra è il caffè e il cappuccino al latte di cammella.Gli inglesi, pagando una ster-lina in

più (per sovvenzio-nare il ‘Farm Africa’) possono già gustare il“camelatte”nella catenaTaylor Street Baristas. Il latte di cammella può essere importato nell'UE dallo scorso luglio ed è commercializzato con il marchio‘Camelicious’. Viene pubblicizzato per il suo sapore gradevole, simile al nostro latte parzialmente scremato e

per le sue caratteristiche nutrizionali:contiene circa la metà dei grassi di quello vaccino,tre volte in più la quantità di vitamina C ed è ricco di vitamina B, ferro e acidi grassi insaturi. Si ritiene che sia un toccasana per chi ha il diabete di tipo1:dopo un

mese bevendo una pinta al giorno di latte di cammello si migliora il livello di glucosio nel sangue.Il“camellatte”sarebbe anche molto più digeribile rispetto quello di mucca e adatto per chi è intollerante al lattosio. Sarà una moda passeggera o avrà successo anche da noi?


INCONTRI FRUIT LOGISTICA

Il made in Italy conquista Berlino Successo dell'incontro di Confagricoltura con Ambasciata, Camera di Commercio per la Germania e Fruitimprese. Si è tenuto, in occasione della fiera ortofrutticola internazionale, alla presenza di operatori ed imprese di Elisabetta Tufarelli

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F

ruit Logistica 2014 è stato un successo per l’Italia, per Confagricoltura e per una delle aziende associate, selezionata tra le dieci più innovative. Un lavoro di squadra per la promozione del nostro made in Italy, che ha premiato. Lo dimostra la riuscitissima serata nel Salone delle Feste dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, ospiti di S. E. l’ambasciatore Elio Menzione, che ha permesso agli operatori, alle istituzioni ed ai produttori di assaporare e far apprezzare l’eccellenza dei nostri prodotti agroalimentari. “Sono rimasto impressionato dalla capillare presenza delle aziende italiane - le più numerose tra tutti i Pae- aziende, l’Italia si conferma il primo si espositori - e dalla varietà e qualità Paese espositore di Fruit Logistica, sudei nostri prodotti. Con circa 450 perando la stessa Germania”. Lo ha detto l’ambasciatore d’Italia a Berlino, Elio Menzione, che ha ospitato nella residenza di Tiergarten Strasse l’iniziativa di Confagricoltura e della Camera di commercio italiana per la Germania (presente il segretario generale Claudia Nikolai). Internazionalizzazione, reti di imprese, forme associative, sono le carte vincenti per l’affermazione del nostro made in Italy. Ne è convinta Confagricoltura, che ritiene l’export delle imprese fondamentale per creare nuovi sbocchi per i prodotti agricoli. Ma non solo. Per l’Organizzazione degli imprenditori agricoli, oltre ai mercati in crescita, Lo chef Andreas non vanno assolutamente sottovalutaKlitsch e l’ambasciatore Elio Menzione ti quelli di Paesi importanti, come appunto quello tedesco.


“Con i suoi circa 5,2 miliardi di euro di import, la Germania è il primo Paese di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi -. E’ un mercato consolidato e proprio per questo va curato ed esplorato a fondo. Le quote conquistate vanno mantenute, cosa sempre più complessa in un mondo globalizzato, e vanno trovati spazi ulteriori di business per i nostri imprenditori e per i nostri prodotti”. Questo è il motivo che ha spinto Confagricoltura a ritornare a Fruit Logistica e a scegliere di ripetere l’evento di abbinamento prodotti/alta cucina. “E’ proprio in Germania che la nostra ortofrutta ha un posto d’onore. Il nostro export – ha ricordato Guidi - sfiora 1 miliardo e 700 milioni di euro, crescendo di circa il 6%”. La serata orga-

ghi di Campania, Daniela Nugnes e Calabria, Michele Trematerra, hanno voluto testimoniare l’importanza che l’iniziativa di Confagricoltura ha per le varie realtà agricole del nostro Paese. Questo rapporto con la Germania, per nizzata a Berlino grazie al lavoro in si- l’ambasciatore Elio Menzione, non vanergia anche con la nostra Ambasciata, le esclusivamente per il settore ortola Camera di Commercio in Germania, frutticolo, ma più in generale per l’inFruitimprese e le tante aziende coin- tera economia italiana e tedesca. L’amvolte, ha permesso di degustare, oltre basciatore ha anche ricordato che Berall’ortofrutta ed ai vini, anche prosciut- lino è il nostro primo partner comti, salumi, formaggi e vari prodotti merciale. “Una risorsa economica preagroalimentari italiani, che hanno con- ziosissima – ha detto - in una fase diffisentito ad uno degli chef più apprez- cile per il sistema produttivo del nozati in Germania, Andreas Klitsch del stro Paese. Un valore non esclusivaristorante “Aigner am Gendarmen- mente economico, ma anche sociale e markt”, di organizzare il riuscitissimo culturale. Un patrimonio che sarà mesabbinamento tra le due cucine. Anche so in luce in occasione dell’Esposizioil coordinatore degli assessori regiona- ne Universale 2015 a Milano, che sarà li all’Agricoltura e assessore della Pu- dedicata proprio al rapporto tra cibo e glia, Fabrizio Nardoni, insieme ai colle- sostenibilità”.

Guidi: «La Germania è un mercato consolidato che va curato a fondo»

FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |37


INCONTRI FIERAGRICOLA

Mele, spighe e nuvole

“U

Lo stand alla kermesse di Verona è stato la “casa dell’agricoltura italiana” dove approfondire i temi del lavoro, della multifunzionalità e della sostenibilità

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na rassegna da record, la migliore degli ultimi dieci anni, con oltre 140 mila visitatori e operatori provenienti da 103 Paesi e più di 1000 espositori”. Così il presidente di VeronaFiere Ettore Riello ha commentato il successo della 111° edizione di Fieragricola, che ha chiuso i battenti il 9 febbraio scorso. Anche Confagricoltura ha partecipato alla manifestazione con un proprio stand, che è stato un preciso punto di riferimento, una sorta di “casa dell’agricoltura italiana” dove approfondire i temi del lavoro, della multifunzionalità e della sostenibilità. Sono state proprio le imprese ‘sostenibili’, riunite nel progetto Ecocloud, le protagoniste dello spazio di Confagricoltura all’interno della Fiera. Un pro-

getto che ha l’obiettivo di far conoscere i molteplici percorsi di sostenibilità già avviati dalle imprese agricole associate, favorendone la condivisione attraverso la rete confederale, ponendo le basi per lo sviluppo di nuove iniziative. Un punto di partenza per una strategia di più ampio respiro dell’Organizzazione sulla responsabilità ambientale, sociale ed economica. Nel Cloud agro-verde sono inserite le buone pratiche realizzate dalle aziende agricole negli ambiti economici, ambientali e sociali, in tutte le filiere agricole, con particolare riferimento ai comparti vitivinicolo, olivicolo, ortofrutticolo, cerealicolo, florovivaistico e zootecnico. E sono incluse tutte le esperienze di diversificazione produttiva con forme varie di pluriattività e multifunzionalità. “Le nostre aziende – ha evidenziato Mario Guidi - hanno già avviato un vir-


tuoso percorso di rinnovamento, anche in relazione alle sfide con cui si stanno misurando: aumentare la produzione ma, allo stesso tempo, puntare con determinazione verso la sostenibilità, con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente; due impegni che solo apparentemente sono inconciliabili. Le imprese lo stanno dimostrando nei fatti, ottenendo Stand maggiori raccolti su minori di “Mondo Agricolo” superfici, riducendo i quantitativi di acqua, di mezzi chimici e di energia utilizzati. Ma nello Guidi: «Le nostre aziende stesso tempo avendo cura del rapporto con i consumatori sui temi della si rinnovano coniugando qualità e della sicurezza dei prodotti business e green» agricoli, con gli operatori del settore, mantenendo elevati livelli di occupazione e dedicando molta attenzione al- culturale”. Nello stand di Confagricolla sicurezza sul lavoro. Senza trascurare tura a Fieragricola anche il desk di le ricadute positive sui territori con le AgriJob Verona, con l’obiettivo di favoloro iniziative nel sociale e nel campo rire l’incontro tra domanda e offerta di

lavoro in agricoltura, in tutta Italia, e fare da supporto ed orientamento professionale. Moltissimi, soprattutto giovani, i visitatori che si sono fermati al desk per avere informazioni e lasciare il loro nominativo. Sintomo della crisi occupazionale in atto nel nostro Paese, ma certamente anche di un rinnovato interesse per il lavoro in campagna. Presente anche Agriturist Padova, che ha voluto puntare l’attenzione sul turismo rurale, con indicazioni su strutture ricettive e percorsi nel territorio; ma anche consigli e suggerimenti alle aziende per ampliare l’attività in chiave multifunzionale. A rallegrare e rendere più “gustosa” l’atmosfera dello stand, le mele veronesi, Granny smith, Golden e Fuji, gentilmente messe a disposizione dalla Cooperativa O.P.C.O.Z., molto gradite e apprezzate da ospiti e visitatori. (G. B.)


INCONTRI FIERAGRICOLA

menti comunitari e nazionali. Il tutto finalizzato allo sviluppo del settore primario e della meccanizzazione agricola, nonché della sicurezza e dell’impiego ottimale delle macchine agricole. "Abbiamo interessi convergenti – ha detto il presidente dell’Uncai Aproniano Tassinari -. Vogliamo attivare un'alleanza forte sui grandi temi connessi allo sviluppo dell'agricoltura italiana, per far crescere insieme in termini dimensionali, economici, finanziari sia le aziende agricole, sia quelle agromeccaniche. Ciò può avvenire solo se le imprese agricole avranno reddito e risorse per ammodernarsi e se si metterà il settore del contoterzismo nelle condil'agromeccanico – ha continuato il zioni di svolgere il proprio lavoro al presidente -. In un quadro competiti- meglio”. vo che richiede sempre più innova- Il presidente Guidi ha inquadrato zione tecnologica, specializzazione e l’accordo in un’ottica complessiva, di professionalità, l'attività dei contoter- un’agricoltura “in cui ognuno deve zisti è strategica”. avere il proprio ruolo, ma tutti devoLa convezione stipulata prevede uno no lavorare per un obiettivo comuscambio reciproco di servizi, dall’as- ne: crescere, innovarsi, diventare sistenza fiscale, legale economica e competitivi. Per fare questo bisogna amministrativa, alla promozione di ri- rimuovere le barriere tra pubblico e cerche e studi economici e statistici, privato, fare alleanze, mettersi in rete. alla formazione, fino alla elaborazio- Questo il senso della convenzione ne e attuazione di leggi e provvedi- con Uncai” .

Agromeccanici indispensabili

Presentata a Verona la convenzione con Uncai. Strategico il ruolo dei contoterzisti di Gabriella Bechi

I NUMERI DEL CONTOTERZISMO

“L’

agricoltura ha bisogno dei contoterzisti e i contoterzisti hanno bisogno dell’agricoltura”. Con queste parole il presidente Guidi ha commentato la convenzione siglata da Confagricoltura con Uncai, l’Unione nazionale agromeccanici e industriali, dal palco del Forum della sostenibilità allestito da Agrilinea a Fieragricola. “Il futuro dell'agricoltura non può prescindere dalla figura del-

4 0 | MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

ITALIA Agromeccanici

8.000

Volume d’affari imprese meccanizzazione

3 miliardi di euro

Milioni di ettari lavorati

9

Giornate di lavoro

3.500.000

Addetti tra fissi e stagionali

40.000

Imprese agricole che ricorrono al contoterzismo

49%

EUROPA Agromeccanici

84.000

Addetti tra fissi e stagionali

425.000


INCONTRI FIERAGRICOLA

Il trattore personalizzato A Fieragricola le ultime novità della meccanica agricola, molte delle quali all’insegna del “made in Italy”. Macchine sempre più versatili, efficienti, potenti e confortevoli di Claudio Pietraforte

L’ Configuratore online interattivo di New Holland

42| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

edizione 2014 della Fieragricola di Verona si è svolta all’insegna della trasversalità (filo conduttore che ha legato sia le aree espositive sia i visitatori), nella quale la meccanizzazione ha svolto un ruolo di primo piano, con quattro padiglioni e la presenza di tutti i più importanti marchi mondiali del settore. Come ha illustrato Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma, a dispetto della fase recessiva del mercato nazionale, le esportazioni di macchine agricole italiane hanno fatto registrare, secondo i dati Istat sul commercio estero aggiornati ad ottobre 2013, una crescita complessiva del 5%, che consolida il trend positivo degli ultimi anni (+31% nel periodo 2009-2012). Si in-


crementa conseguentemente la produzione delle industrie italiane del comparto, che dovrebbe raggiungere il valore di 7,7 miliardi di euro mettendo insieme trattrici, macchinario agricolo e componentistica, non lontano dai livelli produttivi precedenti la crisi economica del 2008, quando il fatturato di settore si attestava intorno agli 8,2 miliardi di euro. A qualche mese di distanza dall’Agritechnica di Hannover è stata offerta ai visitatori di Fieragricola la possibilità di ammirare le ultime novità della meccanica agricola, molte delle quali all’insegna del “made in Italy”.A cominciare da quelle offerte dal brand New Holland che nel padiglione delle macchine specialistiche ha messo in mostra il trattore TK4060, modello di punta della gamma TK4000, corredato di cingoli in gomma SmartTrax, i cui punti di forza sono una grande resistenza all’usura, simile a quella fornita dai cingoli tradizionali in acciaio, maggiore comfort durante l’utilizzo, elevata versatilità, compresa la possibilità di guidare su strada (dove con-

Valpadana serie 9000

Goldoni (FederUnacoma): «Exportcresce complessivamente del 5% consolidando il trend» sentito) senza richiedere il trasporto speciale, e danni inferiori al terreno e alle colture. Una larghezza minima di 1,09 metri, che ne esalta le doti di compattezza e multifunzionalità, caratterizza il Ronin “V”, novità proposta da Goldoni

New Holland TK 4060, con cingoli in gomma SmartTrax

insieme alla versione a 3 posti omologati (Triple) della trattrice con pianale Transcar. A sua volta Valpadana, marchio di Argo Tractors, ha portato a Fieragricola la nuova serie 9000, gamma di livello altamente professionale e specializzato che segna un nuovo traguardo nel settore degli isodiametrici. Si tratta di due modelli mossi da motori Fpt Industrial da 3,2 litri di cilindrata ed emissionati Tier 3a che erogano potenze rispettivamente di 88 e 95 cavalli. Il cambio di produzione 100% Argo Tractors, è un 16+16 dotato di Synchro Shuttle meccanico e creeper di serie (da 0,8 a 40 chilometri orari). Da segnalare anche la Pto inseribile per via elettroidraulica, il sollevatore posteriore da 2.300 chili di capacità e l’impianto idraulico a doppio circuito da 50 + 31 litri al minuto. Sempre nell’ambito degli FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |43


INCONTRI FIERAGRICOLA

specialistici, Kubota ha ampliato verso l’alto la serie M40 Narrow con l’inserimento del modello M9540 DTNQ provvisto di motore 4 cilindri da 3,8 litri che eroga circa 100 cavalli di potenza, trasmissione meccanica 15+15 e inversore idraulico. Ampliamento di gamma, in questo caso però verso il basso, anche per Valtra che ha inserito nella serie A i trattori compatti (Compact) e per frutteto (Orchard), questi ultimi con larghezza minima di 1,6 metri. Le potenze vanno dai 50 cavalli del modello più piccolo, l’A53, ai 78 cavalli del più grande, l’A73.Tutti i trattori della serie sono provvisti dell’affidabile trasmissione 12+12 Valtra con inversore sincronizzato e superriduttore a richiesta. La presa di forza ha due velocità e il sollevatore è ad azionamento meccanico. Tornando a New Holland, che a Verona ha conquistato il primo posto della Top Ten Best Seller Award, un premio gestito dalla rivista Macchine Trattori in collaborazione con Fieragricola, grazie al trattore più venduto nel 2013 (il T4050), oltre al maggior numero di piazzamenti nelle singole categorie, il brand gialloblu ha volu-

Kubota modello M9540 DTNQ

44| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

Tra le novità in fiera anche la configurazione online interattiva del modello scelto to affiancare alla presenza nel padiglione dedicato ai trattori specializzati, comparto in cui detiene storicamente una posizione di leadership, uno stand di 1.300 metri quadri all’interno del padiglione 7 dedicato alle macchine da pieno campo (trattori di alta e media potenza e macchine da raccolta). Qui è stato lanciato in anteprima nazionale un configurato-

Goldoni Transcar versione Triple a tre posti

re online interattivo che consente agli utenti di selezionare un prodotto New Holland di qualsiasi segmento (trattori, mietitrebbie, vendemmiatrici, macchine da foraggio e specialistiche), personalizzarne le caratteristiche e richiederne il prezzo. Per finire, presenza in grande stile a Verona per l’altro brand di Cnh Industrial, Case IH, che ha portato a Fieragricola un pacchetto di gamme importanti per il mercato italiano: dai piccoli Farmall C, A e U, ai nuovi Maxxum da 110, 120 e 130 cavalli con trasmissione CVX a variazione continua, fino ad arrivare ai Magnum, in cui si fondono potenza, durata, comfort e produttività. In primo piano, accanto alle tecnologie AFS per il precision farming, anche la rinnovata gamma di mietitrebbie Axial Flow per la stagione 2014. Tra le caratteristiche di recente introduzione sui tre nuovi modelli della serie 230 (7230, 8230 e 9230) la cabina ridisegnata, il sistema di pulizia ottimizzato, una maggiore capacità di trasporto del grano pulito e la nuova coclea pieghevole con beccuccio orientabile opzionale.


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CULTIMER consente una lavorazione intensa ed efficace,

Sicurezza e capacità di penetrazione Il dente incurvato favorisce la miscelazione attiva di terra e residui colturali, un deflettore aumenta l’effetto di rovesciamento, le alette rimovibili consentono di lavorare tutta la superficie del terreno

trattori di media o grande potenza. superficiale o profonda, perfettamente in linea con le tecniche di agricoltura conservativa. Si adatta alle diverse situazioni favorendo una idonea miscelazione dei residui colturali,

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suolo anche fino a 30 cm ove necessario, ottima lavorazione delle stoppie e livellamento della superficie lavorata, una efficace preparazione del letto di semina. Velocità e semplicità della lavorazione, in un solo passaggio. Efficacia garantita!

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A T T U A L I TÀ P M I

Erica Darleyensis

Il vivaio si specializza di Veronica Mazzanti

“L

Annibale Landoni, consigliere di FNIFC, nelle sue serre produce poche colture dai grandi numeri. A coadiuvarlo la moglie e due figli 46| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

e aziende agricole italiane per il 68% sono a conduzione familiare. Queste imprese sono importanti per l’agricoltura e per Confagricoltura. A livello regionale raccogliamo le sollecitazioni che ci vengono dal territorio e le portiamo a Roma”. Va subito al punto Annibale Landoni, responsabile del coordinamento regionale dell’impresa familiare della Lombardia e consigliere del Direttivo nazionale di Federazione Nazionale Impresa Familiare di Confagricoltura (FNIFC). Landoni

conduce un’azienda florovivaistica a Gorla Maggiore (VA) con una superficie di 25000 mq. (circa 2000mq a serra e il resto vivaio a pieno campo). La sua è una bella storia di determinazione e volontà. “Non ho radici agricole – spiega – ma fin da bambino ho sempre avuto una passione per la campagna. I miei genitori mi hanno fatto studiare altro e così ho lavorato per una decina d’anni in un’azienda meccanica come perito. Poi il desiderio di agricoltura ha preso il sopravvento. Ho lasciato l’azienda e, con la liquidazione, ho comprato il primo ap-


pezzamento”. Da lì è stato un crescendo. Il Consigliere di FNIFC ha lavorato in un’azienda florovivaistica per acquisire la tecnica ed i meccanismi di produzione e commercio ed ha iniziato a impiantare i primi vivai e serre. Oggi l’impresa è molto attenta alle innovazioni ed all’evoluzione delle tecniche culturali e di gestione. “La mia azienda e la mia famiglia sono cresciute insieme. Lavoro con mia moglie e i miei due figli maschi. Mia figlia, invece, si è laureata in lingue arabe e ha scelto una strada diversa”. Matteo, 32 anni si occupa specificamente di commercializzazione, mentre il venticinquenne Marco lavora nella produzione e nella gestione delle colture.” È importante, soprattutto nel nostro tipo d’impresa – sottolinea Annibale Landoni - che ogni componente della famiglia apporti specifiche competenze. Prima ci occupavamo perfino della cura dei giardini e producevamo una gamma più ampia. Ora, invece, abbiamo deciso di specializzarci in po-

La famiglia Landoni

che colture con grandi numeri”. In particolare, tra i 25 prodotti del vivaio,vale menzionare una delle specialità, l’Erica Darleyensis, che viene interamente prodotta in azienda dalla talea al vaso finito. Landoni commercializza direttamente con la GDO o consegna ai centri di raccolta per la di-

stribuzione ai supermercati. Non è un momento favorevole per chi produce beni voluttuari e la crisi si sente.“Nonostante questo – conclude con orgoglio il consigliere del direttivo nazionale di FNIFC – la nostra impresa familiare ha sestuplicato il fatturato ne gli ultimi 6 anni”.

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A T T U A L I TÀ P R O D O T T I

scimento della Igp alla Trota ed al Salmerino del Trentino. Con l’indicazione dell’origine è stato così premiato il lavoro degli allevatori ittici trentini e di Astro, l’associazione di coordinamento, di lavorazione e di commercializzazione del prodotto. Per le trote è il primo riconoscimento in Italia e il secondo in Europa, dopo quello di una piccola realtà in Germania. Il più grande produttore di trote in Italia è la cooperativa Astro di Lavis, alle porte di Trento, e questo traguardo premia un lavoro ventennale di squadra che ha impegnato gli allevatori e la loro struttura, associata all’Associazione piscicoltori Italiani (API) di Confagricoltura. Le trote nascono nelle acque dolomitiche; acque vive, che una settantina d’impianti ittici hanno trasfortificiale di Torbole, nato per diffondere mato in moderne troticolture. Ci soquesta pratica e ripopolare le acque no vasche ampie, una sorta di piccoli pubbliche con avannotti di trota. A laghi attrezzati, 38 ettari di specchi questa si aggiunsero, nel 1891 a Pre- d’acqua, dove la coltura ittica è divendazzo, nel 1902 a Giustino e nel 1926 tata cultura territoriale. a Tione, le prime piscicolture private, La Trota del trentino Igp (la specie alseguite, nel secondo dopoguerra, da levata è quella iridea) è oggi offerta al numerose altre. Le acque pure delle consumatore in una vasta gamma (olsorgenti e dei torrenti di montagna, tre 20 lavorazioni) adatta a tutti i gusti: dal pesce intero,ai filetti freschi e affumicati, agli hamburger, anche mignon, Trentotto ettari di specchi d’acqua per bambini. dove la coltura ittica Non tutti sanno che, proprio grazie ad diventa cultura territoriale Astro, in Trentino si è diffuso anche il Salmerino alpino, che ora può fregiarsi del marchio Igp. Era il pesce prefeunite alla capacità degli uomini, han- rito dall’imperatrice Sissi d’Asburgo, no fatto il resto. Gli allevamenti hanno per la delicatezza e la prelibatezza delcontinuato a crescere per dimensioni le carni. Il Salmerino alpino è un pee per qualità raggiungendo risultati di sce autoctono, che vive nella regione eccellenza fino ad arrivare al ricono- da oltre 20.000 anni, ed è l’unica specie in grado di vivere nei laghetti di circolo glaciali a oltre 2000m di altezza. Per conservare le sue caratteristiche vive nelle acque correnti dei torrenti di montagna. Oggi sono stati individuati, grazie alla fondazione Edmund Mach, impianti di acquacoltura in grado di garantire le condizioni ideali per l’allevamento del Salmerino e conservarne le eccezionali qualità.

Trote superstar La Igp premia il lavoro degli allevatori ittici trentini e di Astro, l’associazione di lavorazione e commercializzazione del prodotto di Veronica Mazzanti

L

a pesca nel Trentino è un’attività antica, che si praticava nei fiumi e nei laghi già nell’XI secolo. Nel XV secolo le “le buone trutelle dell’Avisio” erano la ricompensa delle piene del torrente, mentre il salmerino del lago di Tovel veniva servito sulle mense dei potenti. La pratica dell’allevamento in vasca risale al XIX secolo con la costruzione nel 1879 dello stabilimento di piscicoltura ar-

48| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

BRESCIA, CONVEGNO SU SCENARI DEL LATTIERO-CASEARIO

GUIDI E DENTIS ALL’ASSEMBLEA DI TORINO

«L’agricoltura ha bisogno di stabilità»

Francesco Martinoni

“Scenari futuri ed opportunità di mercato per il settore lattiero-caseario”. Questo il titolo del Convegno al Brixia Expo di Brescia organizzato dall’Unione provinciale agricoltori. Il settore attraversa un momento particolare, con numerosi cambiamenti all'orizzonte. Nuovi protagonisti, come la Cina – come ha messo in evidenza il presidente Francesco Martinoni - stanno prendendo spazio sul mercato modificando logiche ed equilibri. Il calo dei consumi non accenna a diminuire, mentre la crisi dell'economia reale continua ad erodere il potere di acquisto delle famiglie. Inoltre, le oscillazioni crescenti del mercato, ormai di dimensioni mondiali, si riflettono pesantemente sul prezzo dei beni primari. Grandi cambiamenti stanno coinvolgendo anche il settore lattiero-caseario: nuovi player, la recente Pac e poi la fine nel 2 0 1 5 del regime delle quote latte. A parere di Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano, è necessario proteggere il sistema delle Dop, garanzia insostituibile della qualità del Made in Italy e del legame con il nostro territorio. 50| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

Se si mettono ulteriori vincoli e limiti, l’agricoltura muore, perché le imprese non ce la fanno. E la grande incertezza politica, nazionale e locale, non fa che peggiorare la situazione, indebolendo l’Italia e il sistema Paese. Il messaggio arriva dall’assemblea di Confagricoltura Torino a Vigone, dedicata alla nuova Pac (Politica Agricola Comune), con il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi e l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Claudio Sacchetto. La situazione politica non ha bisogno di molti commenti. Le Province, secondo l’ultimo disegno di legge, dovrebbero essere svuotate di numerose funzioni. Tutta questa situazione crea instabilità e genera incertezza e sfiducia tra i cittadini. Inoltre produce danni al sistema delle imprese, che faticano a trovare un interlocutore autorevole, affidabile, attento alle loro esigenze. “La nuova Pac - ha affermato il presidente Guidi - ci comprime in termini produttivi, poiché non riesce a interpretare il futuro. Il mondo ha bisogno di cibo, ma la Pac limita la nostra capacità produttiva. Le risorse comunitarie destinate all’agricoltura italiana passano da 4 ,2 a 3 ,7 miliardi di euro all’anno. In funzione delle nostre scelte l’Italia sarà più o meno competitiva, ma - ha aggiunto Guidi – abbiamo grandi diffi-

coltà a elaborare una strategia nazionale, a decidere in modo snello ed efficace”. L’agricoltura ha bisogno di un grande rinnovamento. Tra il 2011 e il 2014 si sono avvicendati sei ministri dell’Agricoltura: “Com’è possibile – ha detto Guidi - pensare a una strategia agricola da portare in Europa?” A livello regionale, con la fine anticipata della legislatura, rimarranno al palo le leggi sull’agriturismo e sulla caccia, provvedimenti che il modo agricolo attende da anni. E il timore di Confagricoltura è che anche il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) possa subire una battuta d’arresto. “L’agricoltura necessita di semplificazione, trasparenza, regole certe, altrimenti il settore è destinato a implodere. Nel 2 0 1 3 ha ricordato il presidente di Confagricoltura Torino Paolo Dentis - hanno chiuso in Italia 3 2 .9 3 1 aziende agricole. Nell’ultimo trentennio i prezzi dei prodotti agricoli, per effetto della globalizzazione dei mercati, sono cresciuti molto meno rispetto ai costi di produzione: ce ne accorgiamo tutti i giorni, ma i dati certificano questa situazione. Dobbiamo fare massa critica, presentarci in modo aggregato sui mercati e ridurre ancora i costi di produzione, limando le spese ovunque è possibile. Se le imprese si fermano si blocca l'economia e va in crisi l'intero Paese”.


MASSIMO FRANCO AL SEMINARIO DI LENTINI (SR)

Un centro nevralgico dell’agrumicoltura “L'agrumicoltura del "Triangolo" Lentini-Carlentini-Francofontevaleil5 %del Pil regionale, 1 .7 1 0 imprese agrumicole e oltre 3 .0 0 0 addetti. Questo è lo scenario socio-economico in cui la riqualificazione agrumicola si deve articolare”. Lo ha sottolineato il presidente provinciale di Confagricoltura, Massimo Franco, in occasione del seminario "Difesa e innovazione agrumicola", organizzato in collaborazione Camera di Commercio, Comune di Lentini, Soat di Siracusa e Istituto professionale per l'agricoltura di Lentini. “L'agrumicoltura — ha spiegato Franco— è stata per decenni un motore economico per un intero territorio. Oggi, con la globalizzazione dei mercati e un quadro normativo inade-

guato, stenta a competere». Nel seminario si è dibattuto del futuro del comparto. Mario Davino, ordinario di Patologia vegetale al dipartimento di Scienze delle produzioni agrarie e alimentari dell'Università di Catania, ha parlato delle malattie infettive che minacciano l'agrumicoltura italiana. Gaetano Magnano di San Lio, ordinario di Patologia vegetale al dipartimento di Agraria dell'Università di Reggio Calabria, le malattie fungine. Alessandra Gentile, prorettore e ordinario di Colture arboree al diparti-

mento di Scienze delle produzioni agrarie e alimentari dell'ateneo catanese ha fatto il punto sulle innovazioni del settore. Giuseppe Cocuzza, ricercatore di Entomologia agraria al dipartimento di Gestione dei sistemi agroalimenMassimo Franco tari e ambientali di Catania, ha esaminato gli aspetti legati alla difesa degli agrumi da insetti e acari. « Il comparto si può rilanciare — ha concluso Franco – e gli imprenditori agrumicoli potranno far ritornare Lentini centro nevralgico dell'agrumicoltura”.


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Le imprese femminili giocano un ruolo importante nella ripresa

Janet Yellen

Se nel mondo del lavoro ci fossero tante donne quanti uomini, il prodotto interno lordo degli Stati Uniti aumenterebbe del 14% e in Giappone del 16%. È quanto è emerso dal “World Economy Forum” di Davos. L'emancipazione delle donne sarà in prima linea e al centro delle politiche nel 2014. Sono sempre di più le aziende, le comunità e i Paesi che investono nell'imprenditorialità femminile. A sottolinearlo non è una qualsiasi, ma Tory Burch, la famosa stilista, imprenditrice e filantropa statunitense, fondatrice del marchio omonimo, che attraverso la Fondazione

TBF sostiene l'empowerment economico delle imprenditrici. Ma non solo moda. Recentemente, Janet Yellen, è stata eletta a capo della Federal Reserve. Al vertice del Fondo monetario internazionale c’è da tempo la francese Christine Lagarde; nel direttorio della Banca centrale europea (Bce) arriva la tedesca Sabine Lautenschlänger. E a dirigere il delicatissimo Istituto di regolazione europeo della banche c’è la francese Danielle Nony. Solo finanza? Assolutamente no. Mary Barra è diventata Ceo della General Motors. E l’elenco è ancora lungo. Confagricoltura Donna è convinta che, anche in Italia, le imprese femminili giocheranno un ruolo importante nella ripresa economica. “La questione non è chi lavora meglio, chi è più o meno bravo – ha osservato il presidente Marina Di Muzio – la nostra forza sta nella differenza di approccio. Per questo è fondamentale l’aggregazione, incontrarsi, fare rete e dare forza alla nostra associazione, per portare avanti e fare emergere sempre di più le istanze e le esigenze di chi fa impresa al femminile”.

“CONFAGRICOLTURA PIEMONTE ha 2.852 imprenditrici associate e il nuovo, nella mia regione, parla al femminile. La nostra, nella sua coniugazione rosa, è un’associazione relativamente giovane, ma estremamente vivace e vitale”. Lo ha osservato il presidente regionale Maria Teresa Melchior. “Se si dice donna e agricoltura, in Piemonte, si pensa quasi in automatico, al vino. Dietro ogni b ottiglia – ha spiegato – c’è la vendemmia, il lavoro in cantina e soprattutto un territorio, che viene valorizzato molto bene dalle donne. Abbiamo una forte presenza in questo settore, ma anche in altri. Io stessa produco riso”. Per il presidente regionale di Confagricoltura Donna, le imprenditrici hanno il gran merito di essere curiose e attente, quindi pronte a sperimentare con coraggio e forza di volontà. “Ci attende l’importante sfida dell’Expo. Spetterà soprattutto alle imprenditrici – ha osservato Maria Teresa Melchior – far emergere le nostre tradizioni, promuovendo il territorio”. Confagricoltura Donna partecipa, a livello regionale, ad un progetto della Commissione Pari Opportunità per valorizzare le imprese agricole ed agroalimentari al femminile. “Abbiamo costituito un tavolo di lavoro permanente per la comunicazione e la condivisione delle attività, creato un data base, prodotto un vademecum con le informazioni utili per chi decide di avviare un’impresa e partecipiamo a manifestazioni per favorire la conoscenza dei prodotti locali”. 52| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

DIVARIO DI GENERE In Italia, nel mercato del lavoro, c’è un grave problema di esclusione di genere e la disoccupazione di lunga durata colpisce le donne per quasi il 30% in più degli uomini. Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna, in occasione della presentazione del 26° Rapporto Eurispes 2014, ha sottolineato come la strada per abolire o almeno diminuire, il “gender gap” sia ancora molto lunga. Dal confronto, secondo il rapporto, emerge che in Europa il “gender gap” è quasi inesistente per quanto riguarda la disoccupazione, mentre il tasso di occupazione delle donne europee è di circa il 20% in meno di quelli degli uomini. In Italia, invece, c’è un grave problema di esclusione di genere nel mercato dal lavoro ed è preoccupante il divario nel tasso di disoccupazione giovanile e femminile nelle regioni del Centro Italia.


Arriva una musica armonica dal territorio ed è suonata insieme COME DICE L’EFFICACE CLAIM DELLA CAMPAGNA ASSOCIATIVA PER IL 2014: “SIAMO GIOVANI, MICA PICCOLI!”

I

l cambio di logo dell’Associazione dei giovani di Confa- giovanile. A S ale rno, partendo dal ‘new appeal’ del settore, gricoltura è senza dubbio il segno più evidente, ma non sono stati organizzati corsi formativi gratuiti per spingere alil più profondo, del nuovo corso avviato dai giovani im- tri giovani all’autoimprenditorialità in campagna. Poi ci soprenditori. Non ci soffermiamo sull’immagine aziendale e no state le visite studio, dopo quella organizzata in Irlanda sull’importanza del “Brand Identity” e di essere un ‘tutt’uno’ con Alltech per il settore lattiero caseario e per la carne, con la casa madre. L’abbiamo già fatto nello scorso numero quelle nei territori collegate alle riunioni regionali e prodi Mondo Agricolo. Ma l’importanza di avere un’immagine vinciali o ‘autonome’ come, ad esempio, quella organizzata coordinata e immediatamente identificabile, capace di dare dall’Anga di Venezia alla nuova sede della Maschio Gasparun messaggio chiaro ed efficace, per così dire ‘non ha prez- do. E l’impegno alla Fiera in Campo di Vercelli, la più grande zo’. Insieme al nuovo logo fiera risicola d'Europa comI L C O M M E N T O c’è un’attenzione rinnovata, pletamente organizzata dai profonda e reale al binomio giovani risicoltori di Vercelli, Stiamo raccogliendo risultati. Piano nucleo/territorio. È frutto di che quest’anno è arricchita piano, un passo alla volta per non un lavoro coeso con le diffeda un coking show con la farne uno più lungo della gamba, renti sezioni, attraverso inipartecipazione di sedici l’associazione ed il suo appeal ziative per promuovere l’aschef stellati. Il prossimo apaumentano. Rafforzati da un sociazione e il suo percorso puntamento sarà quello di rinnovato senso di appartenenza, che d’attività. Si potrebbe dire Floranga a Sanremo e poi Viabbiamo voluto ricordare sul nostro che sta arrivando una musinitaly. Tante, poi, le deleganuovo logo, recepito con entusiasmo ca armonica dal territorio zioni, come quella di Cosendal territorio, stiamo cogliendo i frutti di una campagna che viene suonata tutti inza, che hanno partecipato a associativa mirata e targhettizzata sui giovani imprenditori di Confagricoltura. È importante associarsi, fare gruppo e sieme, senza stonature. L’ulFruit Logistic 2014 di Berlimassa critica, con l’obiettivo di crescere professionalmente e tima Fieragricola ha visto lano. Senza contare i vari imsviluppare le nostre imprese. Come quando, dopo aver vorare unite le sezioni di pegni istituzionali del presigettato un sasso nel lago, si creano cerchi concentrici che si Mantova e Verona in occadente, del Comitato di presiallargano all’infinito. Così ci aspettiamo che la nostra sione dell’evento formativo denza, dei delegati al Ceja,alassociazione continui a crescere in numero, forza ed sulle novità normative legal’Agriturist, all’Enapra e nelentusiasmo. Siamo nati nel 1958, abbiamo una storia e te al PAN sull'uso sostenibile le varie federazioni nazionasappiamo di averla. Come in una corsa a staffetta, ognuno di dei prodotti fitosanitari, inli di prodotto di Confagricolnoi, ad ogni livello, in ogni regione e provincia, in ogni sieme al gruppo Manara. Il tura. Insomma come dice responsabilità sindacale, deve passarsi il testimone. Abbiamo rinnovo dell’Anga Veneto è l’efficace claim della campatutti sempre e solo un obiettivo: vincere la gara! stato l’occasione per affrongna associativa per il 2014: Raffaele Maiorano tare un tema di tragica attuasiamo giovani, mica piccoli! Presidente Nazionale Anga lità: quello dell’occupazione Elisabetta Tufarelli FEBBRAIO 2014 | MONDO AGRICOLO |53


MODENA

M A I O R A N O A LL’ A S S EM B LEA G I O V A N I C O N F A G R I V EN ET O

Alla presidenza Paradisi

«La mission? Il ricambio generazionale»

L’assemblea dei giovani di Modena ha eletto presidente all’unanimità Enrico Paradisi, 27 anni, che collabora nell’azienda agricola paterna di oltre 40 ettari coltivati a pere. Verrà affiancato, per il prossimo triennio, dai vicepresidenti Carlo Filippo Luppi, 26 anni, titolare di un’azienda suinicola, e Giorgio Gambigliani Zoccoli, 25 anni, che collabora nell’azienda paterna che produce aceto balsamico.

N A P O LI

Eletto Ambrosio

Molto partecipata è stata l’assemblea per la costituzione della Sezione di Napoli. Sono intervenuti il presidente di Confagricoltura Napoli Arturo Nucci e il direttore Francesco Fiore, il presidente nazionale dei giovani Raffaele Maiorano e quello regionale Guglielmo Noschese. Eletto presidente Michele Ambrosio che verrà affiancato dai vicepresidenti Gemma Romano e Giuseppe Palomba. 54 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

Rinnovo per i giovani di Confagricoltura Veneto. Nella sede cooperativa di Lattebusche, nel corso dell’assemblea ordinaria, si è anche discusso e riflettuto sull'occupazione giovanile. Ad accendere il dibattito hanno contribuito diversi argomenti come il sostegno economico all’imprenditoria giovanile, l'accesso al credito, il finanziamento delle domande di primo insediamento agricolo e la sburocratizzazione. Per rilanciare il settore, a parere dei giovani imprenditori, occorre puntare sui ventenni, che hanno una prospettiva di quaranta anni di lavoro. Certamente non è semplice iniziare la propria attività in una fase di profonda crisi economica, come quella che stiamo attraversando. Il presidente Maiorano ha sottolineato che la mission dell’associazione è il ricambio generazionale, che può essere realizzato soltanto con iniziative concrete a favore dell'imprenditoria giovanile, da portare avanti dando sempre più forza all’associazionismo. Altro tema di fondamentale importanza è la formazione dei giovani, intesi come fu-

turi dirigenti sindacali e imprenditori. La neo eletta presidente, Chiara Sattin, classe 1977, titolare dell'azienda agricola di famiglia "Le Carrare", subentrata al presidente uscente Filippo Sussi, sarà affiancata dai due vice, Federico Visentini e Linda Barbisan. Sattin è convinta che “la sfida per il domani è lavorare sul ricambio generazionale, sulla formazione ed anche sull’internazionalizzazione, cercando di essere sempre più costruttivi. Non voglio un Veneto immobile e che crea polemiche sterili - ha detto - ma giovani imprenditori che partecipano e che non si rassegnano ad assorbire passivamente ciò che sta loro intorno”. Il neopresidente mette in primo piano l’associazionismo che, come dice il claim della campagna, è rivolto a chi è “giovane mica piccolo”. Hanno portato il loro saluto ai numerosi giovani presenti, il presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi, il direttore di Confagricoltura Belluno, Edoardo Comiotto e l'assessore regionale all'Agricoltura, Franco Manzato. (Giulia Callini)


GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA MANTOVA E VERONA

FIERAGRICOLA

Training formativo in fiera

Premiato Fabio Curto

I giovani di Confagricoltura Mantova e Verona hanno partecipato all'evento formativo organizzato insieme presso lo stand del Gruppo Manara a Fieragricola. L'intera giornata è stata dedicata al dibattito e al training sugli argomenti di grande attualità. Il dottor Ticchiati, direttore della Compag (Federazione nazionale commercianti prodotti per l'agricoltura), ha spiegato le novità normative legate al PAN (Piano d'Azione Nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), agli obblighi futuri di possesso del patentino alla figura del consulente aziendale. Attraverso corsi di e-learning, da fare co-

modamente con il pc, si otterrà un certificato con cui sarà possibile sostenere l'esame di abilitazione. Grande novità la realizzazione del quaderno di campagna virtuale, ideato da Compag, per facilitare gli adempimenti normativi. Nel pomeriggio l’incontro con il presidente Mario Guidi e l'assessore all’agricoltura della Lombardia, Gianni Fava. Il presidente di Confagricoltura ha parlato dell'attuale situazione di incertezza politica e dell’assenza del ministro dell’Agricoltura. Ha ribadito l'importanza del nostro ministero, ma con modalità capaci

di valorizzare il comparto agricolo. L'assessore Fava ha toccato più direttaPluripremiata in Fieragrimente le problecola le vacche di razza Brumatiche del terrina dell’azienda Ponte Vectorio lombardo chio a Vidor, del vicepresitrattando, sollecidente dell’Anga di Treviso tato dalla domanFabio Curto da di un nostro socio,l'emergenza post-terremoto nel basso mantovano e soffermandosi sugli sforzi fatti ed i risultati ottenuti per recuperare le risorse necessarie per soddisfare l'intera domanda di aiuti richiesti, al netto dei rimborsi assicurativi. La giornata è terminata con una cena conviviale tra i giovani imprenditori di Mantova e Verona. (Simona Giorcelli)


OVER 60

di E lisabetta Tufarelli

In Svizzera pensionati in affitto arrotondano il reddito

Anziani al lavoro e i giovani a casa disoccupati. Sarà questo il futuro del Paese? Certamente no, ma vero è che, nel 2015, la popolazione degli “over” raggiungerà quella dei giovani. Le aziende si affidano sempre più a professionalità "esperte" e con la crisi e l’aumento dell’età pensionabile i lavoratori con più di 55 anni sono arrivati a 3,45 milioni (+24%). Una vera e propria avanzata dei “nonni” costretti a rimanere al lavoro dalla riforma delle pensioni e di chi pensionato lo è già e cerca di arrotondare la pensione minima (nel 2013 era di 495,43 euro al mese). Così si moltiplicano, sul web e sui giornali, gli annunci di chi ha i capelli bianchi e non si arrende o di chi è costretto a cercare come far quadrare il bilancio. Secondo

i dati Istat 2010 la fonte principale di reddito degli over 65 deriva, per il 93,4% da pensione, per il 3% da lavoro autonomo, per l’ 1,5% dal lavoro dipendente e per il 2% da altri capitali o redditi. Per quanto riguarda gli importi, il 52% dei pensionati percepisce meno di 500 euro, mentre il 78% non supera i 750 euro. E la situazione varia da regione a regione: si va da una media di 914 euro in Lombardia ai 487 euro del Molise. Ma non è un fenomeno solo italiano. Gli svizzeri offrono – così si legge nella homepage del sito – la prima piattaforma online al mondo su cui è possibile “noleggiare” i pensionati. Si può prendere in affitto un over 60 come dog sitter, baby-sitter, giardiniere, montatore di un mobile Ikea, per sostituire le lampadine o fare piccoli interventi di idraulica. Sul sito elvetico il pensionato si registra, spiega che cosa sa fare e la tariffa del suo servizio diviso per categoria. All’indirizzo www.rentarentner.ch/ sono elencate le diverse offerte secondo i settori: agricoltura, musica, sport, amministrazione, lavori sulla casa, finanza, giardino, bambini; quindi indicazioni sulle zone servite e sulle tariffe e così il pensionato in affitto è immediatamente a disposizione!

BADANTI, uno studio di Censis e Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) riporta che, in Italia, le badanti sono 1,6 milioni e della loro collaborazione si avvalgono più di 2 milioni di famiglie. La gran parte (82,4%) è donna, viene dall’estero ed ha un’età compresa fra i 36 e i 50 anni. Secondo una ricerca della Fondazione Leone Moressa, per cercare un’assistente per anziani, ci si affida prevalentemente al passaparola (55,4%), poi ci si rivolge alle associazioni di volontariato e agli annunci. L’ultimo posto è per le agenzie specializzate, alle quali s’indirizza meno del 5% dell’utenza, perché hanno un costo solitamente pari ad una mensilità e non ci si può accordare sullo stipendio. 54| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

ANZIANI AL VOLANTE CON GRANDE PRUDENZA Gli anziani al volante sono un pericolo? Sì, secondo uno studio della Commissione europea. La ricerca rileva che per gli over 75 il tasso di incidenti mortali è cinque volte superiore alla media e il rischio di provocare lesioni gravi è addirittura doppio se confrontato a quello delle altre fasce di età. Ma in Italia non sarebbe proprio così. Nonostante che, con l’avanzare dell’età, i riflessi rallentino e aumentino i problemi alla vista, generalmente cresce anche la prudenza. Secondo i dati Istat/Aci risulterebbero più pericolosi i guidatori che hanno meno di 44 anni e addirittura i piloti più spericolati (e dannosi) sono quelli tra i 20 e i 24 anni. Secondo Aci-Istat, nel 2012, gli incidenti sono stati 186.726, con lesioni che hanno provocato 3.653 morti e 264.716 feriti. D’altronde, nei prossimi dieci anni, i quattro milioni di over 70 che oggi hanno la patente sono destinati a raddoppiare e come si fa levare la patente a chi è abituato a guidare da quando aveva 18 anni? Secondo una recente ricerca della Società italiana di G e ro n to l o gi a e g e r i a t r i a , i n collaborazione con Università Bicocca e Tor Vergata, solo il 25% degli over 75 mostra segni di decadimento cognitivo o scarsa capacità di attenzione ed appena il 10% soffre di disturbi del sonno. In generale le cause principali degli incidenti in Italia riguardano soprattutto la distrazione (16,6%), che può essere imputata in parte agli anziani e l'alta velocità (11,2%) che riguarda essenzialmente i giovani. La questione merita approfondimenti.


Welfare: la Svezia batte l’Italia 27 a 0

Il report “Global Age Watch Index” (disponibile su www.helpage.org) evidenzia la qualità della vita delle persone over 60 in 91 Paesi. Lo scopo della classifica è quello di dare ai governi di tutto il mondo l’opportunità di misurare il successo delle politiche per gli anziani. Ma non basta solo un welfare eccellente. L'Italia, al solito, si colloca lontanissima dai primi posti; è al 27esimo posto, dopo Cile, Slovenia e Argentina. Gli over 60 italiani dovrebbero trasferirsi in Svezia che si è aggiudicata il primo posto, come nazione più "ageing-friendly" del mondo, con pensioni e welfare generosi, trasporti affidabili e forte senso della comunità; seguono Norvegia e Germania. I paesi a più rapido invecchiamento - Giordania, Laos, Mongolia, Nicaragua e Vietnam – sono quelli dove il numero di persone anziane sarà più che triplicato entro il 2050. Dalle analisi emerge che la ricchezza e il Pil pro capite non hanno nulla a che vedere con il benessere degli anziani. L'Italia, come detto al 27esimo posto, però ha un buon punteggio sul reddito, dove facciamo meglio di Svezia e Germania, scalando la classifica fino ad arrivare al 6° posto con un

punteggio pari a 88 (la Svezia si ferma a 87, la Germania a 86.1). Un esito sorprendente se si guarda all’ammontare delle pensioni italiane, che è spiegabile forse con la valutazione, tra i parametri, del risparmio e della proprietà dell'abitazione. Sulla salute il nostro Paese si piazza al 15° posto, con un punteggio pari a 73; su lavoro e formazione, è al 62° posto, con 33.1; infine, sulle condizioni ambientali favorevoli, si trova al 53° posto con 61.9 di punteggio.

VIDEOGIOCHI TERAPEUTICI I videogiochi possono non far bene ai bambini, ma senza dubbio giovano agli anziani. Lo dimostra un esperimento condotto a Sidney su uomini e donne tra i 60 e gli 85 anni, che mostra un notevole miglioramento delle capacità di multitasking nei ‘giocatori’. Non si finisce qui. Secondo i ricercatori i giochi elettronici migliorerebbero anche l’attenzione e la memoria, perfino interferendo su aree cognitive non direttamente utilizzate durante il gioco e i progressi riscontrati rimangono invariati anche nei sei mesi successivi all’“allenamento”. Il cervello degli anziani è risultato malleabile e rimodellabile. Anche se siamo ancora molto lontani dall’utilizzare i videogiochi a scopi terapeutici, nulla esclude che, in futuro, potrebbero essere prescritti come cura.

SO GGIORNO INVERNALE PENSIONATI di Confagricoltura: tutto è pronto per la 35° edizione. L’iniziativa si terrà a Roma in due tranche 20-27 febbraio e 27 febbraio 6 marzo. “L’hotel che abbiamo scelto, il NH Midas, - ha sottolineato il segretario nazionale, Angelo Santori - è a soli 3 chilometri dal centro della città e permetterà ai nostri associati avere la città eterna a portata di mano. Questo nostro soggiorno sarà ricordato per sempre perché abbiamo organizzato anche, in Sala Nervi, l’udienza con Sua Santità Papa Francesco”. Ma non solo. Roma offre tanto da vedere: Piazza Navona, il Colosseo, i Fori Imperiali, Via dei Condotti, solo per menzionare alcune delle mete turistiche più gettonate, che potranno facilmente essere raggiunte con i bus-navetta. Tra le viste organizzate quella ai Musei Vaticani, al Palatino, a Tarquinia, al ghetto Ebraico e alla Basilica di San Giovanni in Laterano. FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |55


AGRITURISMO di Claudio Costantino

BANDO PER LE RETI D’IMPRESA DEL TURISMO

La moltiplicazione dei pani e dei pesci Anche l’agriturismo può crescere con progetti di rete ed aggregazioni innovative che ampliano l’offerta turistica, che migliorano la specializzazione e la qualificazione del comparto e che incoraggiano gli investimenti, accrescendo la capacità competitiva e innovativa dell’imprenditorialità del settore e che gli permettano di proiettarsi anche all’estero con adeguate iniziative di promocommercializzazione e partecipazione a fiera. In tale ottica il ministero dei Beni culturali ha varato il bando per la concessione di contributi a favore delle reti d’impresa operanti nel settore del turismo. Possono essere ammessi a presentare domanda di contributo: le reti tra micro e piccole imprese (MPI) nella forma del “contratto di rete”; ulteriori raggruppamenti di imprese che potranno assumere differenti forme giuridiche di ATI (associazioni temporanee di imprese costituite, o ancora da costituire; consorzi, società consortili e cooperative). L’aggregazione deve prevedere la partecipazione di un numero minimo di 10 microimprese (di cui 8 su 10 devono essere operative nel settore turistico). L’iniziativa interessa anche gli agriturismi presenti in specifici progetti di filiera turistica; infatti il bando sottolinea espressamente che possono partecipare le reti in cui sono presenti imprese che svolgono “attività di alloggio o 62| MONDO AGRICOLO |FEBBRAIO 2014

di ristorazione connesse alle aziende agricole”. I progetti da svolgere dovranno riguardare iniziative volte alla riduzione dei costi delle imprese facenti parte della rete (per la messa a sistema degli strumenti informativi di amministrazione, di gestione e di prenotazione dei servizi turistici, la creazione di piattaforme per acquisti collettivi di beni e/o servizi); che migliorino la conoscenza del terri-

torio a fini turistici, con particolare riferimento a sistemi di promocommercializzazione online; azioni per la promo-commercializzazione, utilizzando tecnologie innovative e, in particolare, i nuovi strumenti di social marketing; misure attuative di pacchetti turistici innovativi e per iniziative all’estero. L’importo concedibile è fissato in 200 mila euro per ciascun progetto di rete. Non saranno ritenuti ammissibili progetti di rete che prevedono una spesa totale ammissibile inferiore a 400 mila euro. Il contributo è concesso in de minimis nella misura massima di 200 mila euro per progetto. Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 9 maggio 2014, secondo le modalità previste nel bando. Per maggiori informazioni si può visionare/scaricare il bando dal sito del ministero dei Beni culturali.


SIRACUSA: UN COUPON PER I 20 ANNI

Carmelo Conigliaro

Agriturist Siracusa avvia una serie di iniziative sul territorio per festeggiare il ventennale dell’associazione. «Siamo partiti con un coupon apparso sulla stampa quotidiana che permette agli ospiti di ottenere degli sconti presso le strutture ricettive associate, sia per il pernottamento sia per la ristorazione», ci dice il presidente Carmelo Conigliaro. «L’obiettivo è di valorizzare l’organizzazione e di supportare l’attività lavorativa delle nostre aziende nel periodo di bassa-media stagione». Più avanti si prevedono un convegno, un’iniziativa di coinvolgimento in piazza con stand dell’associazione e delle varie aziende, partecipazioni a fiere in Italia ed all’estero. Agriturist Siracusa conta 22 aziende associate (su una quarantina realmente operative sul territorio), 4 fattorie didattiche (su 5 presenti in loco), con una disponibilità di circa 500 posti letto ed altrettanti nella ristorazione. Per quanto riguarda le presenze negli agriturismi siracusani calano fortemente quelle italiane, ma aumentano quelle straniere, soprattutto dal Nord Europa. FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |63


VINO

PINOT NERO SANCT VALENTIN DELLA CANTINA SAN MICHELE APPIANO

Matrimonio meraviglioso tra forza ed eleganza «Il fragile equilibrio fra la terra, l’uomo, il cielo». È così che Roberto Cipresso e Giovanni Negri nella loro “Vinosofia” descrivono il Pinot Nero, una calzante definizione per un vino che equivale ad una vera e propria sfida nei confronti della natura, nella quale la mano dell’uomo fa la differenza, ma solo laddove la combinazione di tanti fattori ambientali (clima, terreno, esposizione) assicura una quadratura del cerchio difficilissima da conseguire. Si tratta infatti di un’uva difficile, scontrosa, delicata (quasi permalosa), sensibilissima al contesto micro-climatico e per la quale, come giustamente è stato sottolineato, la grande annata non è quella più calda e dai frutti più concentrati ma quella più equilibrata, che favorisce una maturazione lenta e costante, in grado di esaltare attraverso intriganti sfumature il variegato patrimonio aromatico del vitigno. Pochi dunque, già in partenza, i territori vocati, tra i quali spiccano la Côte d’Or, una delle regioni vinicole più complesse ed entusiasmanti del mondo, dove il vitigno, croce e delizia degli addetti ai lavori, affonda le sue radici e si manifesta con più di 50 tipologie, e in Italia sicuramente l’Alto Adige, culla di cru di Pinot Nero di caratura internazionale, capaci di misurarsi ad armi pari con i più illustri capiscuola di Borgogna. Proprio in Alto Adige è ubicata la Cantina San Michele Appiano (Sanct Michael Eppan), una cooperativa storica e molto grande, alla quale circa 350 soci conferiscono le uve provenienti da

quella cornice di vigneti inserita su soleggiati pendii che attornia a Mezzogiorno la città di Bolzano. Da oltre trent’anni alla guida di questa moderna e funzionale struttura, sempre più proiettata verso la produzione di vini di punta nonostante i grandi numeri (la contraddistingue una mole produttiva di oltre due milioni di bottiglie), c’è il carismatico enologo Hans Terzer, grande appassionato di vini bianchi che trovano la massima espressione nella linea Sanct Valentin, fiore all’occhiello della Cantina, in omaggio all’omonimo castello adagiato in mezzo ai vigneti più belli della zona. Terzer però conosce bene il proprio mestiere anche quando ha a che fare con i grandi vini rossi dell’Alto Adige e lo dimostra proprio il suo Blauburgunder-Pinot Nero Sanct Valentin nel quale si fondono meravigliosamente forza ed eleganza. Le uve provenienti da diversi vigneti tutti ricadenti nel comune di Appiano, accomunati dalle basse rese (da sessanta a settanta quintali per ettaro) ed allevati a spalliera (con questo tipo di impianto il grappolo compatto del

Pinot Nero, facilmente soggetto a marciume, gode di maggiore aerazione e di più luce che insieme concorrono a diminuire le problematiche fitosanitarie), vengono sottoposte alla macerazione a freddo della durata di tre giorni, cui fa seguito la fermentazione in acciaio per 20 giorni. Seguono l’affinamento per 12 mesi in barrique e tonneaux e la maturazione in botte grande per 6 mesi. Il risultato, con riferimento specifico all’annata 2009 selezionata dall’autorevole rivista tedesca Vinum come Pinot Nero di eccellenza, è un grande rosso, intenso in tutti i sensi: nel colore, nell’aroma e nel sapore. Ad una bella veste rubino si abbina uno spettro olfattivo ampio e complesso carico di note fruttate in cui emergono frutti di rovo in confettura, con un gradevolissimo sentore di vaniglia in bell’evidenza. Caldo e rotondo al gusto, con un tannino ben concentrato che avvolge e al tempo stesso sorregge l’insieme. Finale lungo tutto giocato su sensazioni di grande equilibrio e morbidezza. Un vino piuttosto eclettico negli abbinamenti, che ben si sposa con una cucina tradizionale a base di pietanze di carni alla griglia o arrosti, ma altrettanto adatto ad accompagnare menù cosmopoliti e in particolare i piatti speziati della cucina orientale, astenendosi però da sapori estremi, piccante compreso, che ne comprometterebbero il fascino raffinato. Barbara Mengozzi FEBBRAIO 2014| MONDO AGRICOLO |61


VINO

MASSIMO RICCIOLI RISTORANTE BISTROT A ROMA

Passione, gusto e innovazione L’estro, la curiosità e la voglia di sperimentare di Massimo Riccioli, storico proprietario e chef dal 1966 del famoso ristorante “La Rosetta”, a Roma, non si fermano. Dopo il “Riccioli Cafè” (la prima formula di wine bar della capitale creato nel 1999), la “Rosticcerì” (innovativo take way, dove accanto ai tradizionali piatti della rosticceria si trovano crudi e tartare di pesce), l’esperienza londinese al “Corinthia” e quella eoliana al “Capofaro Malvasia & Resort” della famiglia Tasca d’Almerita a Salina, Massimo Riccioli è protagonista di un nuovo progetto nella sua città, all’interno dell’hotel Majestic di via Veneto. Da fine settembre del 2013 le suggestive architetture fine ‘8 0 0 e la splendida terrazza dell’hotel, che da sempre dedica all’arte culinaria un posto di rilievo, ospitano il Massimo Riccioli Ristorante Bistrot. Un modo nuovo di intendere la ristorazione, che solo gli spazi e la concezione stessa dell’ospitalità alberghiera possono offrire. Colazioni, pranzi di lavoro, chiosco dei crudi, cene, brunch domenicale, eventi e feste. E ora anche il quotidiano appuntamento con l’aperitivo, con i cocktail firmati dal giovane appassionato barman, già molto appezzato in Italia e all’estero, Emanuele Boccatelli. Tutto all’insegna della grande cucina, dell’eleganza, dell’attenzione al servizio e alla cura per i dettagli, con l’obiettivo di sfatare il mito (tutto italiano) dell’albergo come luogo proibitivo, inavvicinabile, e spesso carente di un giusto rapporto prezzo-qualità. Piatti 62| MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

semplici quelli proposti in ogni momento della giornata, ma interpretati in modo originale, con l’esperienza e l’energia di chi, da sempre mette in primo piano l’indipendenza dalle mode culinarie. Uno chef, Riccioli, non convenzionale, che ama il contatto con i clienti e che anche al Majestic ha trasferito la voglia di offrire al pubblico un momento di vero piacere e relax. Pesce, naturalmente, su cui da sempre si basa la sua cucina, ma anche qualche omaggio a Roma, con ricette

di carne e piatti che esprimono le radici siciliane dello chef, come il Baccalà stufato al rosmarino con schiacciata di patate e zucca, l’Insalata di polpo grigliato con broccoli romaneschi al salmoriglio, le Fettuccine di ceci con calamaretti e porcini, le Mezze maniche alla norma di cernia, i Tagliolini con arselle, calamari e succo di prezzemolo, il Filetto di cernia all’acqua pazza con patate, il Petto d’anatra scottato al Marsala con broccoletti e melograno. Tutto realizzato facendo sempre attenzione alla genuinità delle materie prime, preferibilmente biologiche e di piccole aziende del territorio, e alla stagionalità dei prodotti perché, “non esiste una grande cucina senza grandi ingredienti. Io e i miei collaboratori – dice Massimo – mettiamo tutta la nostra passione per trasformarli in pietanze capaci di coniugare equilibrio nutrizionale, gusto e piacere del palato”. Gabriella Bechi

Il Pinot nero accompagna il primo di pesce In abbinamento al Pinot Nero Saint Valentin della Cantina San Michele Appiano Massimo Riccioli propone, osando un po’, un piatto di pesce: “Fettuccine alla lattuga di mare con capesante cacio e pepe”, dove la delicatezza del sapori marini si sposa perfettamente con la complessità della cacio e pepe. Perfetto con la setosità e l’eleganza del Pinot Nero.


BUONO A SAPERSI...

“LINNEUS ED I SEGRETI DI PIANTE E GIARDIN” A CURA DI FRANCESCO MATI

E-book a fumetti sulla cultura del verde

I

l primo e-book a fumetti sulla cultura del verde è nato a Pistoia, grazie all’ingegno di Francesco Mati, presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura. Il libro interattivo a fumetti “Linneus ed i segreti di piante e giardini”, è disegnato da Giovanni Ballati ed è in vendita on line. A Pistoia c’è una statua, voluta da Puccini, intitolata proprio Linneus, il famoso botanico e zoologo svedese, considerato il padre della moderna ecologia. Il personaggio del fumetto, non a caso, s’ispira proprio a Carl von Linnè, considerato il padre della definizione e della classificazione degli organismi viventi. L’iniziativa dell’ e-book ha l’obiettivo di avvicinare i cittadini in modo moderno semplice ed efficace, a partire dai bambini, al mondo delle piante e dei fiori, illustrando quali attenzioni dobbiamo avere per la realizzazione e manutenzione dei giar-

dini e infine quali sono le regole da seguire. “Il personaggio Linneus è nato tre anni fa - osserva Francesco Mati - per diffondere la cultura del verde a piccoli e grandi, in un mondo che legge sempre meno e guarda di più abbiamo ritenuto di utilizzare stumenti digitali, entrati ormai nel nostro quotidiano”. “L’ora di riscoprire la passione per il giardinaggio, anche solo per un balcone arriva per tutti e Linneus - osserva Francesco Mati - è una guida che ti aiuta, non senza sorprese, a scoprire cosa sono le piante, come nutrirle e curarle”. Il fumetto spiega, con linguaggio chiaro, cosa sono i giardini e che tipo di attenzioni sono necessarie perché siano belli e di qualità. “E’ soprattutto in certi periodi dell'anno - sottolinea

Fiori a Sanremo solo nel balconcino della Bluebell Littizzetto Gli unici fiori sul palco del Festival di Sanremo sono stati quelli del “balconcino fiorito” della spiritosa conduttrice Luciana Littizzetto, che si è presentata sul palco in stile “bluebell girl”. Tanti fiori nel reggiseno, qualche bouquet regalato alle ospiti… tutto lì, eppure Sanremo è la Città dei fiori; quel palco canoro che tanta visibilità dà all’Italia anche in mondovisione, però resta spoglio. Un’altra occasione perduta, come hanno ricordato i Giovani di Confagricoltura alla vigilia della kermesse sonora. Magra consolazione che i fiori arredino la sala stampa, ma chi la vede in tv? «Noi giovani floricoltori di Confagricoltura, abbiamo denunciato con forza, anche negli anni passati, questa grave mancanza». Lo ha ricordato Roberto Fiumara, presidente dei giovani di Confagricoltura Liguria, a proposito dell’accordo dell’Anga con il Mercato dei fiori ed all’intesa dell’assessore comunale Gianni Berrino con la Rai e con Rtl, per dare visibilità alla produzione floricola della Riviera. «Oltre che belli, i nostri fiori – ha concluso Fiumara - sono un patrimonio economico, produttivo e culturale d’immenso valore, che va promosso dentro e fuori il teatro dell’Ariston». (M. M.)

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presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura – che bisogna pensare e pianificare cosa piantare di nuovo, come curare le piante che ci sono già e se, ad esempio, è il caso di potare una siepe”. I consigli di Linneus (a quello vero si deve la porzione più antica dell’orto botanico di Palermo, organizzata secondo il sistema di classificazione descritto proprio da Carl von Linnè) sono che per avere giardini di qualità bisogna stare alla larga dalle improvvisazioni. A partire proprio dal giardiniere. “E una figura importantissima, un professionista che vanta una preparazione precisa. Fare danni ad un giardino o ad un balcone è più semplice di quel che si crede – avverte Mati -. Basta una potatura fatta al momento sbagliato, oppure utilizzare attrezzature inadeguate. Una pianta, poi, ha necessità di avere un'alimentazione integrata con dei concimi, magari a basso impatto ambientale e il professionista sa come e quando intervenire”. Diffondere la cultura del verde è l’obiettivo del libro interattivo che punta a promuovere una maggiore sensibilità verso l'ambiente, verso il verde, ma anche verso una migliore qualità della vita. Elisabetta Tufarelli


A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E

KWS Mais precocissimi (FAO 200-85 gg.) per allungare il periodo di raccolta del trinciato na recente proposta di KWS consiste nella semina di alcune varietà di mais a ciclo molto breve (classe FAO 200-85gg) appositamente selezionate per la produzione di insilato, ma in grado di fornire anche buone rese in granella. L’inserimento di queste tipologie di

(al 28-30% di sostanza secca). Quindi, con questo programma si raggiungeranno produzioni totali di trinciato per ettaro tra un minimo di 70 t/ha fino a raggiungere o superare le 100 t/ha nelle condizioni più favorevoli (fig.2). In Italia molte zone di coltivazione del mais sono caratterizzate da scarsa disponibilità idrica e da alte infestazioni di piralide. In queste condizioni l’impiego di ibridi precocissimi, permette di conseguire buoni livelli produttivi unitamente all’impiego di bassi input colturali, assicurando un reddito interessante ai maiscoltori che si trovano ad operare in ambienti difficili. Queste varietà precocissime hanno una crescita rapida che permette di utilizzare al meglio le risorse diFIG.1 sponibili (acqua e fertilizzanti) e granella di tipo semi-vitreo con eccelmais, il cui capostipite è rappresenta- cocissima (Ronaldinio, Riccardinio, lente qualità. Per conseguire buoni rito dalla varietà Ronaldinio, ha per- Grosso, Fabregas) nel periodo fine sultati produttivi, si consiglia di: semesso di anticipare la raccolta del marzo-inizio aprile. La trinciatura a minare precocemente, da inizio martrinciato a maturazione cerosa alla maturazione cerosa (32-35% di so- zo alla metà di aprile, concimare con prima metà di luglio, conseguendo stanza secca) avverrà entro la metà non più di 180-200 unità di azoto per produzioni di ottimo livello, indicati- di luglio, con produzioni di 40-65 t/ha. ettaro e possibilmente localizzare alvamente tra le 40 e le 60 t/ha (fig.1). Normalmente sono sufficienti 2 irri- la semina un fertilizzante ricco in foAltri importanti vantaggi nella colti- gazioni con adeguato volume irri- sforo, raccogliere tra fine luglio ed vazione di queste varietà sono: risparmio nell’irrigazione, in quanto anticipano di circa 40-50 giorni la fioritura rispetto ai mais tardivi e medio-tardivi, evitando così i periodi di maggiore stress climatico; possibilità, in terreni idonei, di fare seguire una seconda coltura di mais o sorgo di secondo raccolto, portando la pro- FIG.2 duzione di trinciato per biogas o per uso zootecnico a livelli produttivi ad guo. A questa prima coltura, seguirà la inizio agosto, con umidità della graettaro molto elevati; il trattamento semina entro la seconda decade di lu- nella attorno al 25%, così facendo si contro la piralide non è normalmen- glio, di un secondo raccolto di mais eviterà il trattamento contro la piralite necessario, in quanto nel periodo medio-precoce (FAO 400-500), che se de e si limiteranno gli attacchi fungidi massima dannosità del fitofago le correttamente irrigato e concimato ni sulle spighe. Operando in questo piante sono già in uno stadio vege- potrà produrre a ottobre tra le 40 e le modo si potranno ottenere produziotativo prossimo alla maturazione; an- 60 t/ha (30-32% di sostanza secca) op- ni di granella di 70-90 q/ha in condiche gli attacchi delle larve di dia- pure di sorgo a ciclo medio-breve con zioni non irrigue e di 100-120 q/ha in brotica sulle radici sembrano di mi- produzioni stimabili tra le 35 e le 45 t/ha condizioni irrigue.

U

nore dannosità in quanto si verificano su apparati radicali completamente sviluppati. In terreni idonei, con tessitura leggera o medio-impasto, non troppo freddi e ben drenati, dove il mais normalmente cresce velocemente, si propone di seminare una varietà pre-


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

TARANPROJECT, TRA CALABRIA E WORLD MUSIC

Un Sonu antico e moderno insieme TaranProject, il progetto musicale di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, è un tuffo nella musica popolare, cioè che nasce dal basso. I due, con la loro band, pubblicano ora l’album “Sonu” (CNI Music), che è il nome arcaico con il quale veniva identificata la tarantella calabrese. Un disco che è, allo stesso tempo, intenso e raffinato, di grande feeling, che scandaglia a tutto tondo le radici. Non è certo,quella proposta, un’operazione museale, la musica viene ravvivata, i linguaggi sono aggiornati. Ne nasce un album intenso che è world music nel vero senso del termine; ascoltandolo si scopre la modernità dell’operazione. C’è la terra ma anche l’aria, i suoni della tradizione ma anche quelli che si respirano,

che vengono da lontano. Si ritrova così nel disco la Calabria ma anche il mediterraneo. Si ascolti, ad esempio, “Castrum vetus” con il basso che dà il ritmo ed il testo che parla di notte di luna e di regnanti e briganti che si danno la mano. C’è il folk, c’è il jazz, c’è il calore. Musica senza ombra di dubbio da ballare, con la tarantella che salda l’ieri e l’oggi e traccia percorsi comuni alle genti dello stesso mare; è diventata una danza del Mondo che rimescola i codici, la tradizione e il suo stesso arcaico linguaggio. Quella dei TaranProject è una visione

lucidissima, emotiva, coinvolgente, la visione di una terra pronta a riscattarsi attraverso i suoi suoni; una musica che racchiude in se l’antico sentimento di un popolo e lo proietta verso il futuro. Già con i precedenti album “Hjuri di hjumari” (album di esordio del 2011) ed il successivo “Rolica” (2012) i TaranProject hanno valicato definitivamente i confini regionali per diventare una realtà conosciuta ed apprezzata in tutta la penisola. “Sonu” è indiscutibilmente l’album della maturità, un lavoro discografico che non mancherà di conquistare tutti gli appassionati del genere.

Le canzoni ed i poemi di una Padova progressive “ S o n g s , p o e m s a n d a l a d y ” (Ma.ra.cash Records) è il sorprendente album di esordio degli Empirical Time, giovanissima band padovana (composta da Riccardo Scarparo, Federico Galleani, Giovanni Croatto, Robert Anthony Jameson, Andrea Baggio). Sonorità vintage e psichedeliche, impasti sonori e vocali per un lavoro che aderisce orgogliosamente al canone rock progressive ma punta a svecchiare

il genere sottolineando la freschezza e la passione del collettivo. I musicisti guardano ai “classici” del genere, riscoprono il linguaggio prog originale, quello degli albori, consolidatosi tra la fine degli anni

’60 e l’inizio dei ’70. Dagli ineludibili Pink Floyd, ai Genesis, a ELP, ma lo fanno con personalità, che emerge in pieno nei live: «L'impostazione dei nostri concerti – dicono i componenti della band - è caratterizzata da un ampio spazio dedicato all'improvvisazione e alla possibilità di espressione dei singoli componenti, in modo che il contatto tra il pubblico e i musicisti sia il più vivo e pulsante possibile».

CANZONE D’AUTORE, IRONIA E DIALETTO

Mino De Santis, il Faber del profondo Sud Mino De Santis è il Faber del Salento, la canzone d’autore del profondo Sud; se De André canta in genovese, Mino lo fa in leccese. Il suo disco “Muddhriche” (Ululati re cord s/ L up o e d itore ) ci mostra un artista tale n tuoso però non ancora conosciuto come si dovrebbe; la sua voce è molto particolare, dal timbro scuro. Canta in dialetto “Anni”, un brano che affronta i ricordi, dall’infanzia all’età adulta, con ironia ed una sottile amarezza.“Fiche cu lu mendule” è jazzata e molto ritmata e indaga sempre sui ricordi passati. Emerge anche la vena ironica in canzoni come “Radical chic”, un bozzetto - con musica briosa e irresistibilmente retrò - che descrive, in 6 6 | MONDO AGRICOLO | FEBBRAIO 2014

Affacci ato sui fili della vita

maniera sarcastica, molti luoghi comuni dei giorni nostri legati a quei personaggi che parlano, parlano nei salotti tv («eccoli là a sprofondar sulle poltrone a interrogarsi sui mali della terra»). Mino affronta pure il tema dell’amore con un’andatura d’altri tempi (in “sotto’na chianta te chiapparu”, canzone impreziosita dalla voce femminile di Eleonora Pascarelli); però subito dopo torna l’ironia sulla scena con “Lu prete”, allegra descrizione di un buffo sacerdote di paese che ci ricordano alcuni episodi di De Andrè. Da citare anche “Porta verde”, ballata malinconica dal sapore antico.


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