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Mondo agricolo 11

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INTERVISTA AL MINISTRO MARTINA • INCONTRI B2B CON BUYER • CITY PIÛ SMART CON L’AGRICOLTURA • COOKING FOR ART• EIMA “FENOMENALE” • BNL PUNTA SU GREEN • ROADSHOW DI ANGA • CLEMENTINE ANTIVIOLENZA • INTERPOMA A BOLZANO •


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L’ E D I T O R I A L E

Un anno insieme

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uello che si chiude è un anno importante, in cui abbiamo segnato più marcatamente la direzione verso cui vogliamo andare. Nel 2014, contrassegnato da uno scenario politico-economico sempre più complesso e faticoso per imprese e cittadini, abbiamo inaugurato, con Agrinsieme, un nuovo modo di fare rappresentanza. La nascita e la crescita del coordinamento tra Confagricoltura, Cia ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - che il ministro Poletti, in occasione della Conferenza del 18 novembre, ha definito «un atto di generosità» – ha fatto sì che le istanze di diversi soggetti del settore fossero condivise e messe a fattor comune, per arrivare a rappresentare con maggiore efficacia e con un peso politico più rilevante la quasi totalità dell’agroalimentare italiano. Questo – infatti - implica scelte fatte sulla base di un punto di vista più ampio e più lungimirante, che guardi all’intero settore ed ai suoi sviluppi complessivi. Il punto di partenza lo conosciamo nella sua realtà, siamo reduci da un appuntamento in cui ci siamo confrontati con il Governo a partire dai miti e dalle false verità che si dicono sul made in Italy, sull’export dell’Italia, sulla crescita della domanda di prodotti agroalimentari italiani all’estero. C’è un enorme potenziale di crescita – ancora inesploso - sui mercati internazionali. Ma la forza del brand del made in Italy non è oggi supportata da una produzione e distribuzione altrettanto solide. Nonostante le esportazioni agroalimentari italiane abbiano registrato una crescita negli ultimi 10 anni, la quota di mercato detenuta dall’Italia a livello mondiale – infatti - è diminuita dal 3,3% al 2,6%. La concorrenza di Paesi emergenti sui mercati internazionali esige strategie efficaci e politiche di sostegno all’internazionalizzazione. Partiamo – quindi - dai dati reali per andare oltre e guardare al futuro. Nel futuro imminente c’è Expo 2015 per cui stiamo già lavorando con attività ad ampio spettro: dagli eventi di avvicinamento all’esposizione universale che sono già iniziati (tra i più recenti il “World Wine – i vini italiani incontrano il mondo”) a quelli previsti durante l’Expo, ma anche i fuori Expo e il dopo Expo, tenendo sempre in primo piano le imprese, il loro futuro, la loro crescita, la loro competitività. Alla prossima Assemblea nazionale, l’11 dicembre, affronteremo questi temi: quanto abbiamo fatto e quanto faremo nei prossimi mesi, consapevoli che l’impegno che ci è richiesto è grandissimo e pronti – come sempre – ad assumerlo con il dovere dell’ottimismo (che come imprenditori dobbiamo avere) perché abbiamo gli strumenti giusti per portare l’agroalimentare italiano a vincere le sfide che lo attendono. Mario Guidi

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SO MMA R I O L’EDITORIALE Un anno insieme Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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ATTUALITÀ INTERNAZIONALIZZAZIONE I vini italiani incontrano il mondo Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 ATTUALITÀ VERSO EXPO Fabbricare l'eccellenza Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

Abbonamento annuo

PRIMO PIANO CONFERENZA AGRINSIEME Agrinsieme per il Paese Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Export, la nave che non parte Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 «L'Italia è troppo faticosa» Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Food, fashion e green Barbara Bertuzzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 Pensare in grande Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50 In punta di joystick Barbara Mengozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52

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La terza generazione di spandiconcime Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54

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Confagricoltura

SPECIALE EIMA Una rassegna fieristica "fenomenale" Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44

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4| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014

L’INTERVISTA MAURIZIO MARTINA L'agricoltura 2.0 competitiva e semplificata Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 SCENARI ECONOMIA VERDE La visione italiana per nutrire il pianeta Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 La city è più smart con l'agricoltura Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26

Rubriche Mappamondo Olanda Energia . . . . . 30 Organizzazione Jobs act . . . . . . . . . . 58 Anga Ricambio generazionale . . . . . 60 Over60 Soggiorno pensionati . . . . . . . 62 Campi rosa Clementine . . . . . . . . . . 64 Agriturismo Natale . . . . . . . . . . . . . . 65 Campi sonori Un’isola . . . . . . . . . . . . 66


PRIMO PIANO

Agrinsieme per il Paese

I cinq ue p resid enti d i Agrinsieme

6 | MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014


L’economia può e deve ripartire dall’agroalimentare, dal made in Italy, ma bisogna liberarsi dai “falsi miti” che connotano un’immagine distorta del settore agricolo, oscurando altri pezzi di verità che si preferisce non mettere in luce

di Gaetano Menna

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ll’Auditorium della Conciliazione di Roma la slide proiettata sul palco, alle spalle della bella giornalista di Sky Federica De Sanctis (che modera i lavori) riporta il volto di John Fitzgerald Kennedy ed una sua frase, davvero da incorniciare: «Il grande nemico della verità molto spesso non è la menzogna: deliberata, creata ad arte e disonesta; quanto il mito: persistente, persuasivo ed irrealistico». Ecco, bisogna partire da qui, dalla citazione di Kennedy per comprendere il significato profondo della Conferenza di Agrinsieme (il Coordinamento di Confagricoltura Cia ed Alleanza delle cooperative agroalimentari) di cui è coordinatore Mario Guidi. Il vero, la realtà, sono nascosti da dogmi e facili suggestioni. Vogliamo citarne alcuni? Il mito dell’industrializzazione e poi quello dell’Ogm free e ancora quello del km 0. Difficile fare agricoltura se non si superano miti del genere che sono – come ha detto Kennedy - «persistenti, persuasivi ed irrealistici». NOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |7


PRIMO PIANO CONFERENZA AGRINSIEME

Beatrice Lorenzin e Luigi Mastrobuono

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LE PROPOSTE

Guidi, a chiusura dei lavori, ha evidenziato l’articolato pacchetto di proposte di Agrinsieme, in 7 punti. Impresa: aggregazione e sviluppo. Occorre favorire i momenti aggregativi, siano essi O.P., coop, reti, con adeguati incentivi; concentrare anche gli enti di ricerca; aggiornare il sistema catastale; specializzare gli strumenti finanziari. Internazionalizzazione. Si deve puntare sull’azione negoziale per superare le barriere tariffare, prevedere la reciprocità delle regole ed il riconoscimento delle denominazioni d’origine; creare un sistema di servizi che accompagni le imprese ed un fondo straordinario per le crisi geopolitiche. Semplificazione. Agrinsieme chiede: la riforma radicale degli enti vigilati dal Mipaaf; liberalizzazione delle strutture intermedie di servizio; zero burocrazia e regia unica dei controlli; un nuovo codice rurale; razionalizzazione ed efficienza nella gestione dei fondi strutturali europei. Lavoro. Tre richieste in particolare: riduzione del cuneo fiscale; riconoscimento e semplificazione del regime dei lavoratori stagionali ed a tempo determinato; benefici per le assunzioni a tempo indeterminato. Più agricoltura per fermare il dissesto idrogeologico ed il consumo del suolo, valorizzando la superficie agricola non utilizzata, riqualificando le aree agricole periurbane, approvando la legge sul consumo del suolo. Sviluppo delle smart farm, puntando su rinnovabili, efficienza energetica e riduzione dei costi dell’energia. Governance. Realizzare un vero e proprio ministero dell’Agroalimentare, un hub-centro nevralgico per lo sviluppo dell’agroalimentare; riformare il Titolo V della Costituzione con un migliore coordinamento tra politiche nazionali e regionali. 8 | MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014

Dare forza alle imprese in logiche aggregate e di filiere Viene in mente Platone ed il mito della caverna, della confusione tra reale ed ombre. La “verità” è quella di un’agricoltura che opera in logiche di aggregazione e di filiera, che punta alla competitività ed all’internazionalizzazione del made in Italy, che dà occupazione (puntando a creare 150 mila nuovi posti di lavoro nel giro di qualche anno), che opera salvaguardando il territorio, preservando le risorse naturali, che è sempre più green e smart. Il Paese deve ripartire dall’agroalimentare, con una visione nuova e strategica di questo settore “nevralgico”, che ha tenuto, nonostante la crisi, e che dà un significativo contributo alla formazione della ricchezza prodotta dal Paese con quasi il 10% di valore aggiunto sul totale del Pil (il 15% considerando l’indotto). Senza dimenticare il notevole contributo occupazionale (il 14% totale dell’occupazione nazionale con circa 3,2 milioni di addetti).


La realtà “smitizzata” è quella dell’Auditorium affollato, con in platea 2500 associati (e, purtroppo, diverse centinaia di agricoltori rimasti fuori perché non c’era posto in sala), con gli interventi di cinque rappresentanti del governo; tutti che sottolineano, dalle varie angolazioni, la “centralità” dell’agroalimentare. Nei dibattiti a due voci, Mario Guidi pone una serie di domande al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, parlando in particolare di tre “suggestioni” per sostenere il comparto primario nazionale: «L'aggregazione di una politica di sistema, la considerazione della Pac come occasione ancora non completamente persa ed una “vera” riduzione della burocrazia, con l'eliminazione degli enti “diversamente utili”». Quindi di-

non si può fare in tre mesi quello che non si è fatto in trent'anni», risponde Martina, rivendicando i risultati raggiunti con “#campolibero” (v. anche intervista al ministro a pag.18, ndr). C’è anche un altro mito da sconfigce «basta con i fondi ai corpi inter- gere (e che Agrinsieme ha sconfitto medi ed alle organizzazioni che non con la sua kermesse) quello sulla rapaggregano il prodotto e non rendono presentatività del settore agricolo, afcompetitivo il nostro Paese»; invitan- fermando il mito di un mondo agrido ad investire sull'interprofessione. colo diviso ideologicamente e non ri«Le aziende devono essere libere in conducibile ad un unico denominamodo che emerga la meritocrazia tore. «Agrinsieme – ha commentato delle associazioni che sono in grado Guidi – è un prodotto innovativo deldi offrire i migliori servizi», rimarca il la rappresentanza, la costruzione di presidente confederale. una strategia condivisa e non certo «Sono consapevole che siamo in un una mera sigla o un progetto. Pensiamomento di passaggio, cruciale per mo assieme il futuro e operiamo condeterminare lo scenario agricolo dei cretamente, a tutto tondo, per coprossimi anni ed ho ben chiaro che struire un agroalimentare di imprese dobbiamo cambiare presto, anche se “professionali”».

Guidi: «Agrinsieme non è una sigla ma un prodotto innovativo della rappresentanza»

Mario Guidi

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PRIMO PIANO CONFERENZA AGRINSIEME

Export, la nave che non parte Laricerca Nomisma su punti di forza e freni. Vende il made in Italy, ma per imbarcare i prodotti da esportare occorrono 19 giorni di iter burocratico. La metà in Germania, Francia e Spagna di Elisabetta Tufarelli

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S

i fa presto a dire internazionalizzazione delle imprese, quando in Italia servono ben 19 giorni per l'espletamento dell'iter burocratico per l'export via nave di un prodotto agroalimentare, contro i 9 giorni della Germania e i 10 necessari agli operatori francesi e spagnoli. Insomma, come ha messo in evidenza l’indagine Nomisma presentata in anteprima a #campoliberofinoinfondo, la prima Conferenza di Agrinsieme, per un agroalimentare ‘made in Italy’ finalmente competitivo occorre passare dai falsi miti ai veri punti di forza del sistema. Le proiezioni di Nomisma sui da-

ti dell’Albo nazionale Autotrasportatori, di Eurostat e della World Bank dimostrano che non siamo affatto competitivi. Malgrado l’agroalimentare sia uno dei settori che meglio ha retto alla crisi, registrando,tra il 2007 e il 2013,una crescita del valore aggiunto del 6% (a prezzi correnti) contro la flessione, rispettivamente, del 18% e dell’11% registrata, nello stesso periodo, dal comparto manifatturiero e delle costruzioni. E, nonostante la domanda alimentare all'estero continui a crescere,ci sono ancora troppi ostacoli e handicap sul suo cammino. I lacci sono costituiti dagli alti costi dell'autotrasporto (1,59 euro/Km in Italia a fronte di 1,21 euro/Km in Spagna)


e quelli dell'energia ad uso industriale (0,18 euro/kWh contro i 0,9 euro/kwh della Spagna), che producono maggiori costi per le imprese e minore competitività del tessuto produttivo. Tra i principali freni allo sviluppo del sistema agroalimentare italiano, secondo lo studio Agrinsieme-Nomisma, ci sono anche la sottodimensione delle imprese, le difficoltà logistiche, i costi infrastrutturali più alti della media europea e un sovraccarico burocratico e di servizio non più in linea con le esigenze delle aziende agricole. Altrettanto necessari sono poi gli interventi sul mercato del lavoro, cominciando dallo snellimento degli adempimenti amministrativi per la gestione dei rapporti di lavoro stagionali e di breve durata. In pratica, se da un lato ci sono buone potenzialità di sviluppo tutte da cogliere, grazie anche alle spinte dell’economie emergenti,dall’altro ci si scontra con un muro di gomma. Un vero peccato, a parere di Agrinsieme.Tanto più che in Cina si prevede, nel prossimo decennio, un sostanziale raddoppio dei consumi

alimentari, che il ‘made in Italy’ potrebbe cogliere. Ma non solo. Sono in crescita i Bric e gli altri Paesi in via di sviluppo come Messico,Turchia, Corea, Indonesia e, in generale, tutto il Sudest asiatico. Come risolvere, magari una volta per tutte, le numerose e radicate inefficienze di sistema? Per Agrinsieme e Nomisma la soluzione è una sola: serve un vero e proprio cambio di rotta capace,per garantire sostenibilità e continuità dell'agroalimentare italiano, di far leva su un mix di scelte di contesto, macroeco-

nomiche, logistiche, infrastrutturali ed ambientali. C'è una complessità di soggetti che a vario titolo sono impegnati nel supporto al sistema agricolo e agroalimentare: il ministero delle Politiche agricole, le Regioni, gli altri ministeri, insieme ad una serie di strutture intermedie, ossia di soggetti che un tempo svolgevano una funzione pubblicistica, ma che oggi appaiono superati e rappresentano, troppo spesso, esclusivamente un onere, in termini di costi sulle aziende e di appesantimento burocratico.

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PRIMO PIANO CONFERENZA AGRINSIEME

«L’Italia è troppo faticosa» Question time con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «Va fatto un grande lavoro di semplificazione. Pienamente d’accordo sulla specificità del settore agricolo» di Gaetano Menna

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e specificità del settore agricolo, nel processo di riforma del Jobs Act, vanno mantenute. Il motivo? «Perché hanno dimostrato di funzionare bene e garantire una sostanziale tenuta dell'occupazione in questo momento di crisi». Lo sottolinea il presidente di AgciAgrital Giampaolo Bonfiglio nel “question time” all’ auditorium della Con-

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ciliazione con il ministro del lavoro Giuliano Poletti. In particolare, il rappresentante di Agrinsieme sollecita che sia salvaguardata la flessibilità che caratterizza il settore e che «non si è mai tradotta in precarietà». Ricorda quindi che, nel settore, la forma contrattuale più diffusa è quella a tempo determinato e mette in risalto: «La consistente presenza di rapporti a termine dipende dalle intrinseche peculiarità del lavoro agricolo, caratterizzato da una forte stagionalità strettamente legata ai cicli biologici delle diverse produzioni. Le esigenze produttive e funzionali del settore primario richiedono perciò il mantenimento di regole specifiche in materia di lavoro a termine».Auspica inoltre che si possa procedere alla revisione di alcune forme contrattuali esistenti quale, ad esempio, il lavoro occasionale accessorio - al fine di fornire la più ampia ed efficace gamma di opportunità occupazionali ai lavoratori e ai datori di lavoro. Il ministro lascia subito intendere che le richieste del mondo agricolo sfondano una porta aperta: «La specificità dell’attività agricola, nella riforma della normativa del

Poletti e Bonfiglio

Jobs Act, è un tema che va tenuto nella giusta considerazione». Gli istituti specifici che fanno riferimento all'attività agricola devono essere considerati come dati», aggiunge, assicurando attenzione a «fare in modo che venga salvaguardata la concorrenza nella filiera di trasformazione». Quindi si chiede: «Le colline senza agricoltori come sarebbero?». Ribadisce poi che «l’agricoltura fa da traino e stimola tutta una serie di attività collegate che hanno grande importanza per la collettività». Insomma, gli agricoltori sono indispensabili e andrebbe riconsiderato il loro ruolo, «facendo – spiega sempre Giuliano Poletti - l’analisi non su quanto mi costi ma su quanto mi dai, cioè tenendo presente elementi di valore fondamentali ma che non si considerano nel modo giusto, perché poco visibili». Ad avviso del ministro «sulla semplificazione si può fare un grande lavoro, a partire da due parole d'ordine, libertà e responsabilità. Abbiamo bisogno di rendere l'Italia un Paese meno “faticoso”». Assumendosi le responsabilità necessarie, bisogna dare alle imprese margini di manovra (libertà di agire).


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PRIMO PIANO CONFERENZA AGRINSIEME

Un grande patto per la tutela del territorio Da sinistra: Scanavi no, Castiglione, Galletti, Guidi, Poletti, Mercuri e Gardini

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: «Fare prevenzione per salvaguardare l’habitat costa otto volte meno del ripristino» di Gaetano Menna

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l ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti il presidente di Cia Dino Scanavino ha posto una serie di questioni riguardanti il dissesto idrogeologico, i disastri del territorio anche a seguito dei fenomeni atmosferici e dei mutamenti climatici per contrastare i quali - ha detto - «chiediamo siano coinvolti gli agricoltori che possono dare un attivo contribu-

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to, in parte anche risolutivo, a molti problemi». L’abbandono dei terreni coltivabili, dovuto soprattutto alla mancanza di redditività, è il preludio alla perdita dei servizi ecosistemici forniti dal settore primario. Più di 1.500.000 di ettari, dal 1990, sono stati persi dall'agricoltura a beneficio di una superficie forestale non gestita. Ciò significa: aumento del pericolo di incendi; riduzione della fruibilità del territorio; perdita di valore paesaggistico; aumento dei rischi idrogeologici. Essenziali, in questo senso, per Agrinsieme, sarebbero anche l'approvazione del ddl contro il consumo di suolo ed il recupero delle aree industriali dismesse. Per quanto riguarda i fitofarmaci «si sta andando nella direzione che l'ambiente ed i cittadini ci chiedono», ha proseguito Scanavino; ha quindi evidenziato l'importanza delle agroenergie, che «possono dare reddito e contribuire alla salvaguardia dell'ambiente». Ha poi auspicato una rapida soluzione della questione legata alla direttiva nitrati. Da Agrinsieme è venuto un «contributo importante all'agricoltura italiana, del quale il governo non può che es-

sere riconoscente», ha esordito il ministro Galletti. «Bisogna prevedere interventi di prevenzione, che costano otto volte meno degli interventi di ripristino. Per far ciò però serve un cambiamento di mentalità ed occorre un grande patto per la tutela del territorio tra tutti i soggetti, cittadini compresi». Il dissesto idrogeologico «non è una priorità solo dopo le alluvioni e la costituzione di una apposita unità di missione ne è la prova. In questi mesi sono state sbloccate parte delle risorse che non si riuscivano a spendere per ragioni burocratiche ed amministrative». «Contro il dissesto - ha aggiunto il ministro dell’Ambiente - la riforma prioritaria è quella del titolo V della Costituzione, in quanto troppe regole in campo ambientale non tutelano l’ecosistema ed anzi finiscono per produrre l'effetto contrario». Ha rimarcato che «la legge sulla tutela del suolo è «imprescindibile». «Se ci sono troppi enti in campo agricolo, in campo ambientale forse è anche peggio ha concluso Galletti -. Proveremo a portare a termine rapidamente il decreto sulla direttiva nitrati, che aspetta da troppo tempo».


Rivoluzionare i controlli di Elisabetta Tufarelli

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Per il ministro della Salute Beatrice Lorenzin «va salvaguardata la qualità dei prodotti made in Italy che sono il nostro petrolio»

n sistema efficiente deve avere controlli rigidissimi, regole semplici e più ferree e ispezioni più rapide, che non devono essere vissute dagli operatori come un incubo, ma come un’opportunità, perché l'obiettivo comune è dare prodotti di qualità e tutelare il Made in Italy”. Così Beatrice Lorenzin, ministro della Salute ha risposto a Giovanni Luppi, presidente di Legacoop che, per Agrinsieme, chiedeva che ci fosse un’armonizzazione con l’Ue sui controlli ufficiali, evitando inutili restri-

zioni. Per il ministro la soluzione è che venga rafforzato il sistema ‘One health’ di cui è dotato il nostro Paese. “Pochi sanno – ha ricordato – che noi non supervisioniamo esclusivamente la salute delle persone, ma anche la sicurezza degli alimenti e degli animali. Questa unicità rappresenta un elemento di grande sicurezza, che ci consente di essere molto competitivi a livello internazionale, perché è di grande garanzia nel sistema dell'export”. Luppi ha anche sottolineato la necessità di una semplificazione.A parere di Agrinsieme per ridurre il differenziale di competitività tra prodotti europei e prodotti dei Paesi Terzi a livello comunitario va assolutamente evitata la concessione di ogni deroga alle normative sanitarie per l’importazione di prodotti animali. “È opportuno – mette in evidenza Luppi - procedere ad una mappatura delle procedure amministrative. Auspichiamo anche maggiore coinvolgimento e collaborazione tra Ministero, Regioni, istituti zooprofilattici e Organizzazioni di rappresentanza, attraverso l’istituzione di un tavolo nazionale contro le epizoozie”. Proprio in quest’ottica, per il ministro della Salute, va promosso il cambiamento in una prospettiva di semplificazione e razionalizzazione, riordinando il sistema zooprofilattico e veterinario, superando la frammentazione: “E’ questa una delle nostre criticità”, ha rimarcato, ricordando che le epidemie, come l’aviaria e la blue tongue non si fermano ai confini regionali, e vanno affrontate in chiave nazionale. Giovanni Luppi ha insistito sulla necessità di evitare, in Europa, le disparità di condizioni che vengono a crearsi in presenza di differenti modalità e tempi di gestione delle autorizzazione d’uso eccezionale da parte dei singoli Paesi. Beatrice Lorenzin ha rimarcato che “occorre salvaguardare la qualità dei nostri prodotti che sono il nostro petrolio” e ha ricordato le azioni di tutela intraprese, come quella per contrastare i semafori inglesi. «Una follia che dà il bollino "rosso" al latte e "verde" alla "diet coke", prodotta da filosofie e mode alimentari, ma anche dalle grandi lobby». NOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |15


PRIMO PIANO CONFERENZA AGRINSIEME

Geopolitica e mercati Il vice ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: «La nostra azione non è tanto contro l'Italian sounding, ma a favore delle Indicazioni geografiche» di Elisabetta Tufarelli

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l presidente di Fedagri Concoperative, Giorgio Mercuri, per Agrinsieme, ha sollecitato un cambio di passo al vice ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. “Le opportunità maggiori – ha osservato Mercuri - sono nei mercati lontani. Le aziende hanno bisogno di un Paese forte ed organizzato all’estero, ca-

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me è stato fatto finora.Ci sposteremo,ad esempio, fino in Texas dove l’economia cresce di più”. Mercuri ha messo in evidenza che la situazione geopolitica mondiale non può essere sottovalutata dal punto di vista delle ripercussioni sul mercato. Per il viceministro dello sviluppo economico, certamente la geopolitica incide:”I mercati - ha rimarcato -vanno seguiti con grandissima attenzione, ma ci saranno sempre Paesi che si aprono al libero mercato come Cile, Colombia e Perù. Quelli che hanno grandissimo potenziale, come ad esempio i Nafta,ed altri che non lo faranno mai”. “In questa sala – ha continuato il presidente di Fedagri Confcoperative - è presente un quarto delle esportazioni agroalimentari del nostro Paese. La nostra crescita sull’export, però, non è veloce quanto quella di altri. Occorre che lo Stato assista le aziende all’estero e non che venda i prodotti al loro posto.Va bene investire in azioni di promozione sui Paesi Terzi, ma solo dove vogliamo puntare davvero e sulla base di accordi con i distributori locali, che dovrebbero acquistare la nostra merce in cambio di azioni di marketing/promozione”. “Oltre a far confluire – ha precisato Calenda - i fondi a disposizione dei vari ministeri in un unico flusso di attività,la nostra azione non sarà tanto contro l'Italian sounding, ma a favore delle Indicazioni geografiche. Impiegheremo anche parte delle risorse previste proprio per favorire accordi con la grande distribuzione organizzata. Stiamo pensando, ad esempio, a organizzare degli ‘italian corner’ in retailer tipo Krogher, uno dei più grandi rivendi tori di tutto il mondo".

pace di mettere realmente a sistema i vari uffici Ice, Camere di Commercio,Ambasciate, dogane e quant’altro. Non servono strutture gestite dal pubblico come piattaforme logistiche, ma occorre investire sulle aziende e sulla loro capacità di crescere ed innovarsi”. Il vice ministro ha colto l’occasione di #campoliberofinoinfondo per annunciare un progetto per i mercati esteri, che dispone di una dote comune (Mipaaf-Mise) di 50 milioni. Non un'Agenzia unica per l'internazionalizzazione dell'agroalimentare.“Già c'è stata,era Buonitalia – ha precisato - e si è rivelata uno sbaglio clamoroso". Tra i primi interventi previsti quelli in Usa, Canada e Giappone: “Dove non andremo a fare degustazioni – ha spiegato ma lavoreremo per sensibilizzare la Gdo a incrementare la presenza di prodotti italiani. E non ci limiteremo solo a New Calenda e Mercuri York, Los Angeles e Miami, co-


punto sempre al massimo.

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L’ I N T E R V I S TA M A U R I Z I O M A R T I N A

di Gabriella Bechi

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Il ministro delle Politiche agricole fa il pu n to su gli interventi in atto, a partire da #campolibero, nell’ottica di «un progetto più complessivo che stiamo costruendo passo dopo passo per creare un futuro diverso per il settore»

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ra le misure contenute in #campolibero per il rilancio del settore ci sono quelle che riguardano i contratti di rete, i crediti d’imposta per l’innovazione, la sburocratizzazione. Ministro, ritiene che sia questa la strada da intraprendere per rendere le nostre imprese più competitive per affrontare le sfide del mercato e dell’internazionalizzazione?

Sì, questa è la strada per diventare più competitivi nel mondo e per dare alle nostre imprese gli strumenti più adatti ad affrontare una realtà sempre più complessa come quella di oggi. Con il pacchetto di misure di #campolibero abbiamo realizzato un intervento organico per il rilancio dell’agroalimentare italiano così come non accadeva da decenni. E queste stesse misure rientrano in un progetto più complessivo che stiamo costruendo passo dopo passo per creare un futuro diverso per il settore da qui ai prossimi anni, valorizzando i nostri punti di forza, ma anche incidendo con determinazione sulle criticità. Ecco perché con #campolibero abbiamo riservato particolare attenzione al tema del ricambio generazionale

con misure per i giovani con mutui a tasso zero, la detrazione al 19% per l’affitto dei terreni a under 35 e lo sgravio di 1/3 della retribuzione lorda per assunzioni più stabili. Altro aspetto centrale è quello relativo all’introduzione dei tre crediti d’imposta al 40% per investimenti fino a 400mila euro per l’innovazione e le reti d’impresa e fino a 50mila euro per l’e-commerce. Inoltre, per la prima volta in agricoltura, abbiamo le deduzioni Irap, che possono arrivare fino a 10.500 euro per lavoro a giovani e donne nelle regioni meridionali. E anche sul fronte semplificazione un grande passo in avanti lo abbiamo fatto con la creazione del registro unico dei controlli, che permette finalmente di evitare inutili ripetizioni di verifiche sulle aziende, così come con l’estensione della diffida. In questo modo abbiamo semplificato la vita degli imprenditori del comparto costretti a fare i conti con troppa burocrazia. È notevole l’impegno del Mipaaf per sostenere investimenti a favore delle filiere agroalimentari. Recentemente sono stati approvati alcuni primi pro-


getti. Eppure l’esperienza insegna che all’interno della filiera le imprese agricole rischiano sempre di essere schiacciate dagli anelli più forti. Come ritiene che si possa incentivare una filiera con logiche win-win di mutuo vantaggio per tutti gli operatori coinvolti?

nale in questo senso ed Expo 2015, di cui abbiamo illustrato e promosso ai colleghi europei i temi e gli obiettivi, sarà la piattaforma naturale per una discussione globale ed efficace per arrivare pronti a cogliere le nuove sfide che ci attendono.Abbiamo raccolto proCon il piano per i nuovi investimenti poste su temi centrali come 2015-2017 abbiamo realizzato un’ope- il contrasto alla povertà alirazione fondamentale in questo senso. mentare, la riduzione deGrazie a Isa e a Ismea mettiamo a di- gli sprechi alimentari e le sposizione 2 miliardi di euro e offriamo politiche di gestione delle alle imprese otto strumenti concreti risorse idriche e ambiencon cui puntiamo a potenziare la pro- tali. Ma anche sulla lotta duttività, favorire l’internazionalizzazio- alla contraffazione, cone, accrescere la competitività sul mer- sì fondamentale per il cato, far nascere le start up nel settore e sistema agroalimentacreare nuova occupazione. In particola- re italiano, abbiamo re, con i contratti di filiera, mirati alla realizzazione di un piano di investimenSul fronte ti integrato a carattere interprofessionasemplificazione le, i nuovi investimenti che si possono un grande passo generare arrivano a 264 milioni di euro e a beneficiarne saranno prima di tutto avanti lo abbiamo fatto le piccole e medie imprese e le coop con la creazione del registro agricole o di trasformazione.Anche con unico dei controlli, che permette i contratti di distretto mettiamo a disposizione investimenti per un totale di finalmente di evitare inutili 384 milioni di euro. Inoltre, con il fondo ripetizioni di verifiche di garanzia a prima richiesta, sostenia- sulle aziende mo le pmi che esercitano attività agricola nell’offrire garanzie alle banche finanziatrici, riducendo anche l’indebita- sottolineato la centralità di un appuntamento a carico degli imprenditori. mento come il Forum internazionale sulla lotta alla contraffazione. Per quanto riIl semestre di turno di presidenza ita- guarda il TTIP abbiamo invece ottenuto liana volge ormai al termine. Eppure ci dalla Commissione europea maggiore sono alcuni dossier molto rilevanti sul trasparenza, tanto che ora viene reso tavolo: il proposto taglio dei fondi della pubblico l’esito di ogni round negoziale. PAC, l’avvio del negoziato TTIP, even- Sull’embargo russo e gli effetti che ha tuali nuovi interventi per far fronte al- prodotto sul settore, abbiamo lavorato l’embargo russo ed infine la proposta con un forte impegno in sede Ue per otdi regolamento sul biologico tanto per tenere dalla Commissione dei fondi per citarne alcuni. Ritiene che entro fine affrontare le emergenze. Questo episoanno si possa “stringere” vantaggiosa- dio, però, ci ha confermato ancora una mente almeno su alcune di queste te- volta la necessità di un intervento sugli matiche? strumenti di gestione della crisi, materia Fin dall’inizio del semestre abbiamo sulla quale abbiamo già avviato un conportato avanti con impegno le nostre po- fronto con il neo Commissario all’Agrisizioni. Con il Consiglio informale dello coltura Phil Hogan. L’impegno dell’Italia scorso settembre a Milano abbiamo fatto e del nostro ministero è quello di lavoraun salto di qualità su un tema centrale re concretamente fino alla fine della precome quello della sicurezza alimentare. sidenza per portare a casa risultati conVogliamo che l’Europa abbia un ruolo di creti per il Paese e con questa ambizione protagonista assoluto a livello internazio- andremo avanti fino a gennaio.

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Maurizio Martina il 22 febbraio 2014 ha giurato da ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali nel Governo Renzi

La lotta alla contraffazione e all’Italian sounding è uno degli strumenti fondamentali per permettere alle nostre aziende di vincere la sfida dell’export. In Italia esiste un valido sistema dei controlli, ma lo stesso non si può dire per l’Europa e per i Paesi extra Ue. Cosa fare per evitare che i nostri prodotti vengano falsificati ed imitati nel mondo?

La difesa del vero Made in Italy è una nostra priorità e per questo abbiamo messo in campo una serie di azioni a più livelli.Anche per il nostro sistema di controlli, che viene già preso a modello da molti Paesi, abbiamo deciso di fare un salto di qualità ulteriore rafforzando e rendendo più efficienti i controlli, che già sono molti visto che solo nei primi otto mesi del 2014 sono state fatte 60mila verifiche e sequestri per 32 milioni di euro,ma anche snellendo e semplificando il rapporto con le imprese. Un passo importante lo abbiamo già fatto con la creazione del registro unico dei controlli e con l’estensione della diffida. Inoltre, in vista di Expo 2015, abbiamo deciso di organizzare anche un Forum internazionale sulla lotta alla contraffazione agroalimentare che si terrà a marzo a Lodi nel Parco tecnologico padano, un polo tra i più innovativi di Europa. Coinvolgeremo tutte le autorità e gli organismi internazionali, riuniremo le strutture di controllo europee per un confronto e un potenziaNOVEMBRE 2014 | MONDO AGRICOLO | 19


L’ I N T E R V I S TA M A U R I Z I O M A R T I N A mento degli strumenti di contrasto alle frodi.Tra i nostri principali obiettivi c’è pure il potenziamento della lotta agli illeciti sul web e anche qui l’Italia è capofila per la sua attività. Mi riferisco per esempio al protocollo firmato con eBay, un colosso del web, grazie al quale interveniamo su due fronti: fermare i falsi e promuovere le eccellenze autentiche. Si possono infatti segnalare tempestivamente le violazioni sulle indicazioni geografiche e promuoviamo la conoscenza da parte degli utenti della Rete dei nostri prodotti di qualità e la presenza commerciale delle nostre vere Dop e Igp. Non dimentichiamo che l’Italia è leader in Europa con 266 prodotti riconosciuti, con un fatturato al consumo nazionale di quasi 9 miliardi di euro. Cifre che possono crescere ancora se recuperiamo gli spazi occupati ora dai falsi. In questo contesto è necessario lavorare anche per rendere a livello internazionale sempre più riconoscibile il nostro patrimonio agroalimentare. Insomma, chi entra in un supermercato del Texas o dell’Indonesia, per esempio, deve poter distinguere facilmente ciò che è Italia e ciò che non lo è ed Expo sarà usata anche per questo. È necessario costruire un’operazione nuova, strategica, unitaria per entrare nei mercati internazionali in modo più incisivo.Per questo vogliamo aprire una riflessione anche sul tema del segno distintivo che sia portata avanti da un

Martina e Gui di

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pool di ministeri, dalle Politiche agricole allo Sviluppo economico, ma coinvolgendo anche Esteri e Beni culturali. La nostra ambizione è presentare questa operazione ad Expo. Expo 2015 sarà un momento importante per rilanciare il tema della sicurezza alimentare, intesa come garanzia di cibo per tutti. Ma sarà anche una vetrina per il nostro made in Italy agroalimentare e soprattutto sarà l’occasione per aprire il dibattito sui grandi temi dell’agricoltura di domani, compreso come quello sugli Ogm…

la sua prima Conferenza. Un appuntamento importante, che ha visto riuniti oltre mille rappresentanti delle tre sigle che formano il Coordinamento. Come giudica questo percorso di avvicinamento di una parte importante del mondo agricolo e questo momento di confronto con le istituzioni?

È stato un momento strategico che rappresenta un’occasione unica di confronto. Il governo presta sempre più attenzione al settore agroalimentare, come ci dimostra l’agenda politica di questi mesi, e in questa prospettiva un rapporto diretto tra istituzioni e una realtà fondamentale di aggregazione come Sì, ci sarà spazio anche per il tema Agrinsieme è assolutamente proficua. degli Ogm e il confronto, in un ap- La conferenza di Agrinsieme, poi, ha dapuntamento a cui prenderanno parte to un segnale nuovo, stimolante anche oltre 145 Paesi, tra cui gli stessi Stati attraverso un’analisi del settore chiara e Uniti, sarà aperto e senza preclusioni. utile anche per le istituzioni oltre che Nei sei mesi di Expo ci sarà spazio per il mondo agricolo. per tutte le posizioni e per tutte le tesi, che siano pro o contro gli organi- In quel contesto ha lanciato il piano smi geneticamente modificati. Ovvia- ‘agricoltura 2.0’ annunciando una mente l’esposizione universale di Mi- svolta sul fronte della burocrazia. Che lano avrà una portata ampissima e cosa cambia davvero per le imprese? non si esaurirà solo in questo tema, Abbiamo deciso di agire su una situaavendo l’obiettivo di diventare uno zione critica che vede le nostre aziende snodo cruciale anche in vista di un sommerse di carta dal momento che aggiornamento degli obiettivi del Mil- ogni anno, a causa della burocrazia, ogni lennio che le Nazioni Unite discute- impresa spreca 25 kg di carta e si perranno proprio nell’autunno 2015. dono 100 giorni lavorativi. Questo ci dà la misura di quanto sia urgente cambiaAgrinsieme, a poco meno di due anni re rotta contribuendo a colmare, anche dalla sua costituzione, ha organizzato in questo modo, il gap che ci separa dagli altri Paesi.Abbiamo quindi deciso di sfruttare l’attuazione della Pac 20142020 per introdurre dei servizi davvero innovativi per semplificare. In particolare, con la Domanda Pac precompilata da marzo 2015 azzeriamo il tempo perso e per 700mila piccole imprese basterà un semplice click e per tutte si potrà anticipare al 100% il pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre. Un’operazione che vale circa 4 miliardi di euro su 1 milione di domande PAC. Si tratta di un grande salto di qualità, considerando anche che con ‘agricoltura 2.0’ si introduce l’Anagrafe unica che fa sì che le istituzioni condividano le informazioni senza chiederle ogni volta,mentre con la Banca dei Certificati online non avremo più file agli sportelli.


SCENARI ECONOMIA VERDE

La visione italiana per nutrire il pianeta

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Confagricoltura a Ecomondo-Key Energy, in vista di Expo 2015, si è interrogata sullo sviluppo sostenibile e sulle sfide che incidono sulla vita delle generazioni attuali e future di Gabriella Bechi

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articolarmente significativa quest’anno la presenza di Confagricoltura a Ecomondo- Key Energy, che si è svolta a Rimini dal 5 all’8 novembre.Tante le iniziative interessanti, convegni, seminari, dibattiti, tutti legati al grande tema dell’economia verde. “Perché l’economia del futuro non potrà che essere verde - ha detto il presidente Guidi -. Non possiamo pensare di continuare a produrre con gli stessi metodi usati fino ad oggi”. Ma produrre in modo diverso non significa produrre meno.Anzi. Guidi ha ricordato che nel 2050 saremo nove miliardi di abitanti (due miliardi in più rispetto ad oggi) e che il 70% della popolazione mondiale si sposterà a vivere in un contesto urbano (oggi siamo circa al 50%) con un cambiamento significativo nei consumi, che si sposteranno verso le produzioni

animali, grazie all’aumento del potere di acquisto, visto che il reddito pro capite medio aumenterà dagli 8.400 dollari del 2007 a 18.900 dollari nel 2050. Da ciò deriverà la necessità di aumentare del 60% la produzione agricola, secondo le stime della Fao. “Produrre più cibo per tutti e ‘nutrire il pianeta’, e al tempo stesso promuovere uno sviluppo sostenibile. Sono queste le sfide che incidono sulla vita delle generazioni attuali e

A Rimini tanti eventi di Confagricoltura legati al tema della green economy

future, in cui l’agricoltura svolge un ruolo determinante”, ha detto Guidi nel corso del convegno organizzato da Confagricoltura ‘Expo 2015 tra produttività e sostenibilità: la visione italiana per nutrire il pianeta’. Ciò significa intensificare in modo sostenibile i processi produttivi agricoli, favorendo la produzione e la produttività di cui abbiamo bisogno per il sostentamento della popolazione mondiale, ma anche per una stabilità dei mercati; tenere conto degli effetti dei cambiamenti climatici, incentivando modelli di produzione e di consumo in linea con la necessità di mitigarli; favorire un’agricoltura a

bassa emissione di gas serra (che non per forza è un’agricoltura limitata alle filiere corte e locali); mantenere alto l’interesse per le energie rinnovabili (soprattutto reflui zootecnici e sottoprodotti delle lavorazioni agricole e agro-industriali), per la chimica verde (bio-plastica, biomateriali, mangimi animali) e per l’efficienza energetica. “Occorre ripensare, ridefinire, ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare le risorse – ha continuato il presidente Guidi -. E’ questo l’approccio al centro dell’economia circolare, che soprattutto nel nostro settore è strettamente collegato alla ricerca ed all’innovazione, al fine di generare nuove idee e sviluppare ulteriormente quelle già esistenti.” Temi su cui nel corso del convegno, anche se con sfumature diverse, si sono trovati d’accordo tutti i relatori, da Caterina Batello del Dipartimento Agricoltura della Fao, al sottosegretario del ministero dell’Ambiente Barbara Degani, dal presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini al direttore delle Relazioni istituzionali di Expo 2015, fino al presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale e a quello di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Al perseguimento di questo obiettivo possono dare un contributo determinante le reti d’impresa, capaci di favorire l’aggregazione e la crescita delle Pmi agricole. NOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |23


SCENARI ECONOMIA VERDE

Il successo del seminario che Confagricoltura a organizzato a Key Energy su questo tema dimostra che le reti sono un sistema innovativo, che consente alle imprese, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e la competitività sul mercato. Nel corso del seminario sono state

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Le reti di impresa, nuova e flessibile forma di aggregazione tra aziende anche illustrate due interessanti case history di reti nell’agroindustria e nell’agroalimentare. Un progetto sull’agricoltura di precisione, (“Precisione Farming”) portato avanti dalla re-

te d’impresa umbra “Innovazione” che vede assieme aziende agricole, industrie di meccanizzazione e ricercatori. E “Mondobio”, una rete di imprese agroalimentari che opera nel comparto del biologico, di cui fanno parte quattro aziende, tutte emilianoromagnole: la “Società Agricola Italiana Sementi”, che svolge attività di produzione, commercializzazione e controllo qualità di sementi; la “Apo Conerpo”, organizzazione di produttori ortofrutticoli; “La Cesenate”, che si occupa della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, sia acquistati, sia di produzione propria; la “Alce Nero & Mielizia”, esperta nella commercializzazione di prodotti alimentari biologici. “Confagricoltura, da sempre, ma ancor più oggi – ha concluso il presidente Guidi – ha scelto di essere l’espressione delle imprese agricole, evitando di rappresentare l’agricoltura attraverso immagini, ideali, slogan che tendono più a dare lustro evanescente al sistema di rappresentanza verso l’opinione pubblica che a dare riposte concrete all’agricoltura. Ha scelto di raccontare l’agricoltura per ciò che rappresenta nella sua realtà, con i suoi problemi, le sue potenzialità, con le mille soluzioni percorse dalle imprese. Da un’attenzione specifica alla vendita diretta, all’internazionalizzazione; dalle imprese che hanno scelto il biologico o dedicano la loro attività a produzioni di nicchia, anche per salvaguardare la biodiversità, a quelle che vogliono migliorare le loro produzioni, dal punto di vista quantitativo e qualitativo e della tutela dell’ambiente, utilizzando anche novità biotecnologiche messe a disposizione dalla ricerca ed approvate dagli organismi scientifici dell’Unione Europea. Con una convinzione. Occorre puntare su imprese che hanno una valenza economica, competitive ed in grado di stare sul mercato, perché solo incrementando la loro attività, e quindi in prima battuta la produzione e la produttività, si potrà conseguire maggiore crescita e maggiore occupazione”.


S C E N A R I E C O N O M I A VE R DE

La city è più smart con l’agricoltura

Veggia e Mati a Rimini hanno ribadito: «Imprese agricole periurbane cerniera tra città e campagna»

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onfagricoltura, fortemente impegnata sul tema della sostenibilità, anche attraverso il progetto Ecocloud – La rete delle idee sostenibili, non poteva non essere presente nella “Città sostenibile” realizzata ad Ecomondo. “Perché – ha detto il vicepresidente Ezio Veggia, intervenendo agli “Stati Generali della Geen Economy” – la

city è più smart se c’è anche l’agricoltura”. Le aziende agricole delle aree periurbane, infatti, possono svolgere un ruolo importante nella realizzazione della Smart City, in nome di un nuovo rapporto città-campagna basato sulla tutela dell’ambiente e del paesaggio, sull’offerta di natura e tempo libero, sull’ incontro tra domanda e offerta e sullo sviluppo di nuovo modello di


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IL BOSCO VERTICALE DI MILANO

A Milano, adiacenti al grande parco "I Giardini di Porta Nuova", sorge il bosco verticale progettato dal docente di “Urban design” al Politecnico di Milano, Stefano Boeri (v. foto a lato, ndr). Si tratta di due torri residenziali, su cui crescono 900 alberi tra i tre ed i nove metri di altezza e 11 mila esemplari perenni e tappezzanti. Ha vinto l’ “International Highrise Award 2014” come miglior progetto internazionale che propone un nuovo modo di abitare in città, conciliando comfort, centralità e sicurezza con il desiderio di vivere immersi nella natura. Dà vita a un nuovo habitat biologico ed è una possibile risposta, tramite la biodiversità, alla sfida dell'aumento di inquinamento della città lombarda. Attraverso la produzione di ossigeno e umidità, le piante assorbiranno CO2 e particelle di polvere.

lificazione di aree degradate dal punto di vista urbanistico e sociale, ma non certo ai fini dell’autosufficienza e l’autoconsumo, è senza dubbio una limitazione”. Un esempio concreto del contributo mica delle aziende che svolgono la lo- che l’agricoltura può dare alla realizro attività nelle aree periurbane, che zazione di una Smart City è stato il possono cogliere l’opportunità di un “Giardino semplice”, realizzato dalla mercato vicino, in cui collocare pro- Federazione nazionale florovivaistica, dotti agricoli, sfruttando i vantaggi of- con il supporto dei vivaisti pistoiesi, ferti da una filiera corta, che permette in cui l’idea di “sostenibilità” è alla bauna riduzione significativa di passaggi se della scelta di ogni singola pianta e della sua collocazione; che ha bisocommerciali. Un contributo determinante dell’agri- gno di manutenzione minima di un ricoltura alla Smart City viene poi dalla dotto utilizzo di acqua e che è in graproduzione di energia verde e dalle do di offrire non solo un valore esteattività rivolte al sociale e al territorio, tico e di fruibilità, ma anche un apcreando nuove opportunità non solo porto funzionale al miglioramento in ambito agricolo, ma anche ricreati- dell’ambiente e della qualità dell’aria. “La bellezza di un giardino, di un parvo, ristorativo e dell’accoglienza. Veggia si è quindi soffermato sul ruo- co o semplicemente di un’aiuola ben lo sociale delle aziende agricole pe- progettata e ben mantenuta – ha detriurbane, che ha grandi potenzialità e to il presidente della Federazione nache è direttamente legato alla fornitu- zionale di prodotto florovivaistica di ra di servizi educativi (fattorie didat- Confagricoltura, Francesco Mati - raptiche, agrinidi) o di terapia, riabilita- presenta un valore e un investimento zione e reinserimento lavorativo per per la città, in termini sia sociali, sia le fasce più svantaggiate e vulnerabili ambientali e non una spesa e porta indella società, che spesso suppliscono dubbi vantaggi economici all’econoalla crisi dei sistemi tradizionali di as- mia del nostro Paese, permettendo di sistenza sociale, operando in collabo- rilanciare un settore come quello del razione con le istituzioni socio sanita- vivaismo, in cui l’Italia, fino a qualche anno fa era leader in Europa, insieme rie competenti nel territorio. “Questa è l’agricoltura periurbana – all’Olanda e che ora ha perso compeha concluso il vicepresidente di Con- titività rispetto a tutti i Paesi europei fagricoltura -. Circoscriverla alla rea- ed extraeuropei”. lizzazione degli orti urbani, utili in Al termine della manifestazione il progetti di rinverdimento o di riqua- Giardino di Confagricoltura è stato

Il contributo ambientale, economico e sociale dell’agricoltura alla città

welfare. “L’agricoltura - ha detto il vicepresidente della Confagricoltura - è tra i principali attori della conservazione del paesaggio e del territorio rurale e contribuisce a contrastare il consumo di suolo agricolo, contenendo anche le espansioni urbane a carattere sia residenziale sia artigianale/industriale. Ma oltre a quella ambientale, va considerata, anche, la valenza econo-

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SCENARI ECONOMIA VERDE

donato al Comune di Rimini per contribuire alla valorizzazione delle aree verdi di un territorio che ha grande attenzione alla qualità dell’ambiente urbano. “Non possiamo che essere contenti – ha detto l’assessore alle Politiche ambientali Sara Visintin, nel ricevere il dono a nome della Città di Rimini – di quest’atto di sensibilità che andrà ad accrescere il nostro patrimonio arboreo nei parchi della città e quello ornamentale quando, attraverso la nostra società in house Anthea, che tra le sue missioni ha la cura del verde, saranno posate le essenze verdi che per essere autoctone, a bassa manutenzione, sposano la linea già adottata per i giardini del nostro lungomare.” E nel giardino di Confagricoltura durante tutta la manifestazione sono stati fatti anche “assaggi di sostenibilità” per il pubblico. Vino, olio, formaggi, salumi e funghi sott’olio. Tutti prodotti all’insegna

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Ezio Veggia

Il “giardino semplice”, realizzato in fiera, è stato donato alla città di Rimini della sostenibilità. Ovvero rispettando l’ambiente e l’ecosistema, i lavoratori e la collettività, da aziende agri-

cole professionali, moderne e tecnologicamente avanzate, capaci di stare sul mercato e di essere competitive. Aziende che fanno parte della rete Ecocloud (Fungar, Borgoluce, Arnaldo Caprai, Principi di Porcia) che hanno spiegato il loro modo di fare sostenibilità e fatto assaggiare i loro prodotti. (G. B.)


The Good Growth Plan

Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.

The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:

1

Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura

2

Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado

3

Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo

4

Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo

5

Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo

6

Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.

Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com

Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.

t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile

TM


MAP P AMONDO di Jordan Nash

In Olanda rinnovabili dal produttore al consumatore La start-up Vandebron mette in contatto, attraverso Internet, agricoltori-fornitori e fruitori di energia

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andebron è diventato in Olanda il primo business redditizio nazionale per la produzione di energia rinnovabile. La start up, nata nel 2013, ha lo scopo di collegare direttamente i piccoli produttori di energia rinnovabile (pale eoliche, pannelli solari, impianti per il trattamento della biomassa o per il recupero dell’energia idraulica), che producono più di quanto consumano, con i potenziali consumatori. 30| MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2014

Far incontrare la domanda con l’offerta è l’uovo di Colombo e il collegamento avviene principalmente via web. I produttori sono in genere agricoltori che sul loro terreno hanno una fonte di energia che produce più di quanto l’azienda consumi, come nel caso di Bernard e Karin Kadijk che, sul loro terreno, hanno una pala eolica in grado di rifornire di energia 600 famiglie della zona. Altri agricoltori producono un surplus energetico sfruttando il vento, il sole, l’acqua o le biomasse. Ogni produttore stabilisce prezzo e durata del contratto.Vandebron funziona semplicemente da contatto di abbonamento e non percepisce percentuali sulla vendita, ma un canone mensile di 5 euro, che il consumatore paga indipendentemente dal proprio consumo energetico. Oltre al canone, viene chiesto di pagare anche il contributo per la manutenzione della rete di distribuzione. Così il produttore percepisce per intero l’importo del consumo energetico. Il

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CLEMENTINE SPAGNOLE IN VIAGGIO

Dalla Spagna le clementine partono, via cargo, per l’America. La campagna export per gli Stati Uniti e già iniziata e si prevede di confermare i volumi dello scorso anno (41mila tonnellate), anche se i dati di esportazione degli agrumi negli ultimi anni restano stabili, sono ben distanti dalle settantamila tonnellate di una quindicina di anni fa. A parere del presidente dell'associazione degli esportatori di frutta di Castellon, Jorge Garcia, la forte diminuzione, paradossalmente, è stata causata dal grande successo delle clementine negli Usa che, negli anni, ha portato alla crescita di concorrenti locali, specialmente la California e i Paesi sud americani, in particolare il Cile. In totale l’export spagnolo di clementine dello scorso anno è stato di 1,3 milioni di tonnellate e i principali consumatori sono stati Germania, Francia, Gran Bretagna e Polonia.

funzionamento è molto semplice perché è semplice ‘scambio amministrativo’ e non si creano nuovi collegamenti, perché si usa la rete già esistente. Il produttore immette nella rete l’energia richiesta dal consumatore, che riceve energia direttamente dalla rete di distribuzione nazionale. Produttori e consumatori possono iscriversi ‘con un click’ direttamente sul sito aziendale, indicando tipo di energia prodotta o richiesta e forma di contratto offerto o

desiderato (durata, costi, quantità di energia ecc.). Il consumatore potrà allora scegliere il proprio fornitore e mettersi direttamente in contatto con lui. Il potenziale della bioenergia della Germania consentirà a lungo termine, per il ministro tedesco dell'Agricoltura Christian Schmidt, di soddisfare quasi un quarto dell'intero fabbisogno energetico del Paese e contribuirà a far risparmiare 40 milioni di tonnellate di petrolio.


Accordo di libero scambio tra Sydney e Pechino Grazie all’intesa, gli esportatori agricoli australiani conquistano mercati da miliardi di dollari

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opo dieci anni di negoziato è stato siglato l'accordo di libero scambio tra Australia e Cina (ChAFTA). Nei prossimi quattro anni il 93% dell’export australiano sarà così libero da dazi. Contemporaneamente, verranno anche

ridotti gli ostacoli agli investimenti. La dichiarazione d’intenti, siglata lo scorso 17 novembre, aprirà mercati che valgono miliardi di dollari per gli esportatori agricoli australiani e per il settore dei servizi, allentando al contempo le restrizioni sugli investimenti cinesi nel Paese, ricco di risorse primarie. Il vero e proprio patto Cina – Australia verrà poi ufficialmente firmato nel 2015. Grande la soddisfazione del ministro australiano del Commercio e degli Investimenti, Andrew Robb. La Cina e' il principale mercato dell'Australia per

EXPORT, EGITTO METTE IL TURBO

Le esportazioni egiziane, quest’anno, dovrebbero raggiungere quasi 100 Paesi. Lo ha annunciato Mohamed Abd El-Hady, presidente del Citrus Committee, dell'Agriculture Export Council, precisando anche che l'Arabia Saudita e la Russia costituiscono il 50% delle esportazioni, pari a 250.000 tonnellate ciascuna, seguite dai paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, dalla Gran Bretagna e dai Paesi Bassi. Il 98% del-

l’export e' costituito da arance navel e da arance estive. In Egitto operano 90 impianti per la lavorazione degli agrumi, con una capacità produttiva di 2 milioni di tonnellate. Tuttavia, negli ultimi 10 anni, la quota egiziana del mercato mondiale e' oscillata intorno a 1-1,2 milioni di tonnellate, il che vuol dire che gli impianti funzionano solo al 50% della propria capacità produttiva per succhi, succhi condensati o marmellate.

prodotti dell'agricoltura e della pesca, per un valore, nel 2013, di circa 9 miliardi di dollari. Ma è anche il principale mercato d'esportazione della carne ovina australiana, per un valore di 385 milioni di dollari nel 2013 e il secondo mercato per i prodotti lattiero caseari australiani. Grandi opportunità anche dalla crescita del mercato cinese del vino, praticamente raddoppiato in volume dal 2010 e che, nel 2013, ha raggiunto un valore di 1,6 miliardi di dollari. L’accordo dovrebbe far crescere l’economia e creare nuovi posti di lavoro. L’aumento della classe media asiatica fa gola all’Australia e l’accordo riguarda, tra l’altro,prodotti agricoli come riso,

latte e derivati, lana e cotone. La vera vincitrice è l’agroindustria, che vedrà eliminati i dazi su formaggi, burro e yogurt. Saranno anche tolti in 9 anni quelli sulla carne bovina (12-25%); in 4 anni su quella suina (fino al 20%). Per la carne ovina (12-23%) serviranno 8 anni; per la maggior parte dei prodotti orticoli (30%) 4 anni; per il vino (14-20%) 4 anni. L’orzo (3%)sarà liberalizzato immediatamente. Il governo cinese stima di stanziare 1,25 trilioni di dollari Usa nei prossimi 10 ann. Il governo australiano vaglierà le proposte di investimenti privati cinesi in terreni agricoli (15 milioni di dollari) e nell’agroalimentare (53 milioni di dollari). NOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |31


A T T UA L I TÀ I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E

I vini italiani incontrano il mondo di Elisabetta Tufarelli

L “ ’

Secondo appuntamento di incontri B2B tra 50 aziende associate e 18 buyer di Usa, Canada, Vietnam, Singapore, India e Corea del Sud

32|MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014

anno scorso l’export agroalimentare italiano ha raggiunto i 33 miliardi di euro ed il vino è stato il prodotto più esportato”. Ha detto il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono, aprendo i lavori di “World Wine – I vini Italiani incontrano il mondo”, il secondo appuntamento tra produttori vinicoli e buyer realizzato all’interno del percorso di avvicinamento ad Expo 2015. Mastrobuono ha ricorda-

to che le nostre aziende guardino con interesse ai tradizionali mercati come Usa e Canada, ma anche a quelli emergenti come gli asiatici, dove si stanno aprendo spazi importanti. “Abbiamo voluto offrire un assaggio di quel che faremo a Milano – ha precisato - dove presenteremo i prodotti dell’agricoltura come opere d’arte in stretta connessione con il territorio, con la nostra tecnologia, con la nostra capacità imprenditoriale, con lo stile italiano. Ci saranno occasioni di incontri e dibattiti, ma an-


Mastrobuono: «Un incontro che è un assaggio di quello che faremo ad Expo 2015»

che di business e affari. L’Esposizione universale sarà un gigantesco B2B che durerà sei mesi, in cui buyer e importatori avranno la possibilità conoscere il meglio della nostra produzione agroalimentare e il nostro Paese”. A Palazzo della Valle l’incontro è stato focalizzato sui Paesi in cui siamo consolidati esportatori e su nuovi emergenti. Una intensa due giorni di serrati incontri all’insegna del business tra 50 aziende associate e 18 tra buyer ed importatori provenienti da Usa, Canada, Vietnam, Sin-

che tra promesse di contratti ed effettive chiusure, non si sono certo fatti attendere. Quando si parla di Asia, per il vino, ci si riferisce quasi sempre alla Cina. Ma sono tanti i mercati orientali che possono regalare soddisfazione. Tra questi la Corea del Sud, il Vietnam e Singapore. Lontana e ancora semisconosciuta agli italiani, la Corea del Sud, è uno dei mercati più attivi e appetibili dell’Estremo Oriente. Vanta un flusso d’esportazione molto intenso dall’Italia, segno visibile di un interesse commerciale in crescita. Un mercato di circa cinquanta milioni di persone che si stanno avvicinando ogni giorno di più al vino italiano, al terzo posto dopo Francia e Cile, ma che ha una crescita in percentuale maggiore rispetto ai cugini d'oltralpe. La voglia di vino sta aumentando anche in Vietnam. “Il ‘made in Italy’ piace e la borghesia vietnamita comincia ad apprezzare il buon cibo e il vino italiano. Nelle occasioni speciali non c'è famiglia che non si permetta il lusso di un bicchiere. Conquistano, in particolare, i rossi strutturati, grazie all’influenza francese. Contrariamente agli altri Paesi del sud-est asiatico, il bianco comincia ad essere gradito”. Lo ha sottolineato Luca Stefanutto, di Vietit wines Company Limited, una jointgapore, India, Corea del Sud, selezio- venture italo-vietnamita con sede ad nati dalle Camere di Commercio ita- Hanoi, che importa vini prodotti in liane dei rispettivi Paesi. Con ogni Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adiazienda erano stati concordati alme- ge, Friuli Venezia Giulia, Toscana, no 6 incontri d’affari e ciascuna im- Umbria, Abruzzo, Puglia e Sicilia. presa vitivinicola aveva ricevuto, in Il mercato per il vino italiano a Sinanticipo sull’evento, una scheda tec- gapore è molto interessante. L’Italia nica sui buyer presenti per sceglier- attualmente è al quinto posto, ma ne 4 a cui presentare le proprie eti- con ampie prospettive di crescita. chette. Anche i buyer hanno potuto “Ci interessano prevalentemente i manifestare le proprie preferenze. rossi, corposi e strutturati come i ‘suQuesto tipo di organizzazione ha pertuscan’”- ha spiegato Sam Tan permesso di ottimizzare i tempi a Hiok Yan, proprietario del Consortutto vantaggio dei risultati concreti, tium LLP -. I nostri consumatori traNOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |33


AT T U A L I À I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E

dizionali sono a reddito medio-alto, ma iniziano ad avvicinarsi al vino anche i giovani”. Grandi promesse per i nostri vini dal mercato indiano che, con i suoi 1,2 miliardi di abitanti, ha tuttora il consumo pro capite di vino più basso del mondo. “In Texas - ha chiarito Jack M. Fassetta, proprietario di Beviamo International - consumano prevalentemente vini californiani, qualcuno viene anche dagli altri stati americani, il resto è importato dall’Australia, dalla Francia e dall’Italia, prevalentemente dal nord. Mio padre è di origine piemontese e ritengo importante far conoscere i vini italiani. Trovo fantastica la vostra iniziativa che mi ha permesso di scoprire, ad esempio, l’Erbaluce che non conoscevo”. L’iniziativa è stata gradita, non 34| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014

Attenti sia ai mercati in cui si è consolidati esportatori, sia a quelli emergenti

solo ai buyer, ma anche ai produttori. “In particolare è stato apprezzato il mio Prosecco Doc e sono rimasta impressionata dall’efficiente organizzazione, che è riuscita a fissarmi numerosi appuntamenti, pur lasciandoli ben distinti”, ha osservato Federica Rigoni Stern, imprenditrice vitivinicola a Chiarano (TV). Le fa eco Claudia Di Martino che insieme alle cugine Francesca, Simona e Ludovica, si è dedicata alla coltivazione di uve di Asprinio biologico, vitigno autoctono dell’Agro Aversano nella ‘Masseria Campito’: “Siamo un’azienda piccola – ha detto – che ha l’ambizione di far incontrare il passato con il futuro. Iniziative come la vostra ci aiutano a farci conoscere su mercati che da soli ci riuscirebbe difficile raggiungere”.


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A T T U A L I TÀ I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E

Il vino sannita conquista la Cina Sesta missione nel paese del dragone delle aziende vitivinicole di Confagri Benevento Il presidente Pepe ed il direttore Pascarella: «Abbiamo fatto da apristrada» di Ida Savoia e Giuseppe Porcaro

36| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014

R

ecentemente è rientrata dalla Cina una delegazione sannita composta da un gruppo di viticoltori aderenti al Progetto Visas (Vetrina Internazionale delle Specialità Agroalimentari del Sannio) della Confagricoltura di Benevento. È la sesta volta che gli operatori del settore enologico sono stati in Cina. Ora hanno partecipato ad una fiera di settore a Tianjin ed hanno avuto modo di incontrare i diversi e interessati importatori cinesi che già da qualche anno hanno intrapreso rapporti commerciali con le aziende sannite proprio grazie al progetto Visas. Visas è un'iniziativa promozionale finanziata da Unione Europea e Regione Campania, mediante la quale è stato

posto in essere un pacchetto di azioni volte a supportare e favorire l’ingresso in Cina dei vini di qualità del Sannio: Aglianico del Taburno DOCG, le DOP Sannio Falanghina del Sannio, i prodotti a marchio IGP Benevento o Beneventano, i vini spumante di qualità brut e rosé e i passiti. Mediante la realizzazione di azioni di comunicazione e di partecipazione ad eventi con operatori cinesi, nel Paese del dragone rosso come in Italia, si è inteso stimolare l’interesse del mercato cinese. Obiettivo specifico è quello di ampliare e consolidare l’immagine “Sannio” come marchio territoriale che denota la specificità di un territorio a forte cultura e tradizione enogastronomica ma anche espressione di un ottimo connubio di rapporto qualità/prezzo dei prodotti,


in modo da stimolare anche la conoscenza e l’interesse per il vino. Fondamentali le azioni che si vanno svolgendo per far accrescere la conoscenza e la competenza sul vino sannita presso figure strategiche: buyer, ristoratori, giornalisti, opinion leader. Le imprese beneventane impegnate a Tianjin hanno riscosso un grande successo tra gli operatori locali nonché alla “Wine Taste Competition” con diversi importanti riconoscimenti per l'Aglianico e la Falanghina del Sannio. I produttori «La Confagricoltura di Benesanniti a Pechino vento - ha detto il suo presidente Franco Pepe - ha iniziato a guardare subito, con particolare Produttori a Tianjin attenzione ed interesse, alla promozioincontrano buyer ne dei vini di qualità nei Paesi Terzi sin dal 2009, quando fu pubblicato il priristoratori e media mo bando ministeriale emanato ai sen-

si dell’allora nuova normativa dell’OCM vitivinicola. Il motivo è presto detto: il mercato del vino è di importanza strategica per l’economia dell'intero Sannio, e non solo di quella agricola. In questi anni si sono susseguiti una serie di nostri progetti di internazionalizzazione che hanno condotto le aziende sannite a proporsi in modo significativo all’estero, in particolare sul mercato cinese». «La nostra esperienza di internazionalizzazione ha fatto da apristrada – ha aggiunto il direttore Manfredi Pascarella -. Infatti il nuovo progetto è un utile strumento di promozione collettivo che si sviluppa su due annualità rivolto alle aziende vitivinicole di tutte le provincie campane Paesi obiettivo sono ora Cina, ma anche Stati Uniti, Russia e Canada».

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A T T U A L I TÀ V E R S O E X P O

Fabbricare l’eccellenza Nell’ex impianto industriale, oggi luogo di eventi, la tre giorni di “Cooking for Art”. Nello stand di Confagricoltura i prodotti delle aziende associate di Gabriella Bechi

C

hef stellati e giovani emergenti, famosi pizzaioli, maestri pasticceri, albergatori di charme. Novanta espositori a rappresentare il meglio della produzione agroalimentare del nostro Paese. E i Territori, italiani e stranieri, a promuovere le loro eccellenze gastronomiche e naturali. Spettacoli di show coking, gare e premi. E poi il

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pubblico, che nei tre giorni dell’evento ha visitato “Cooking for Art”. Ottomila, tra operatori, buyer, giornalisti, appassionati o semplici curiosi, che hanno affollato gli originali spazi di Officine Farneto a Roma, una vecchia fabbrica di ceramiche dismessa, ora trasformata in un moderno luogo per eventi, per partecipare Simone Cipriani del ristorante Santo Graal di Firenze

alla manifestazione organizzata da Luigi Cremona e Witaly, giunta alla sua 4° edizione. Quest’anno a “Cooking for Art” ha partecipato anche Confagricoltura, con uno spazio espositivo in cui sono state presenti le aziende associate. Vino, olio, olive, formaggi, salumi, sott’oli e salse, che hanno deliziato il palato dei visitatori, e piantine aromatiche che hanno abbellito lo stand. “Abbiamo partecipato a questa manifestazione – ha


detto il presidente Guidi dal palco, durante la gara per il Miglior Chef emergente d’Italia – perché siamo convinti che i grandi chef possano valorizzare al meglio, presso il consumatore finale, i prodotti dell’agricoltura. Sono loro i nostri ambasciatori nel mondo. Noi agricoltori sappiamo fare buon grano, ottimi pomodori, eccellenti olio d’oliva e mozzarella. Ma non dimentichiamo che ciò che ha reso famosi questi prodotti nel mondo è la pizza”. Nei tre giorni si sono alternati sul palco moltissimi chef di fama nazionale che si sono esibiti in spettacolari cooking show davanti a una platea di

Premio allo chef Cipriani per la ricetta che meglio ha valorizzato i prodotti agricoli giornalisti, addetti ai lavori e appassionati del settore. Grande successo per la novità di quest’anno, la Food Zone, dove 33 tra chef stellati nazionali, maestri pasticceri, bar tender e artefici della cucina di strada della capitale si sono alternati, dando la possibilità al pubblico di provare le loro interessanti creazioni. Nel corso della manifestazione si sono svolte le finali dei premi Miglior Chef

Emergente e Miglior PizzaChef Emergente d’Italia 2014. Una gara a colpi di fornelli, quella tra Matteo Metullio, Alessandro Buffolino, Simone Cipriani e Cristoforo Trapani, rispettivamente i vincitori del Premio Miglior Chef Emergente del Nord, Centro (due finalisti ex-aequo) e Sud d’Italia. A vincere e ad aggiudicarsi il titolo è stato Matteo Metullio, trentino, che ha stupito la giuria di critici e chef con i suoi piatti. A Simone Cipriani, del ristorante Santo Graal di Firenze, è andato invece il premio speciale di Confagricoltura per la ricetta che meglio valorizzava i prodotti dell’agricoltura. Un attestato NOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |39


A T T U A L I TÀ V E R S O E X P O

e una cesta dei prodotti delle aziende associate presenti all’evento, che hanno reso orgoglioso il giovane chef. Per la prima volta a Roma anche la finale del premio Miglior Pizza Chef Emergente d’Italia 2014, gara che ha visto sfidarsi Fanuel Amanuel Tecle, Riccardo Agnolin, Raffaele Menna, Valerio Piccirilli, Francesca Gerbasio e Andrea Godi. A trionfare è stato Valerio Piccirilli, giovane talento della rinomata pizzeria romana Tonda. Grande soddisfazione delle aziende di Confagricoltura presenti alla manifestazione (Azienda agricola Benforte, Azienda agricola Marina Colonna, Azienda agricola Vigo Gerolamo, Casale della Ioria, Casale di Martignano, Conte Spagnoletti Zeuli, Gotto D’Oro, La Bella di Cerignola, SaMarigosa), che hanno avuto la possibilità di far conoscere i loro prodotti agli chef e agli operatori del canale ho.re.ca, aprendo nuovi canali commerciali, e anche al grande pubblico, che resta il consumatore finale. Novità di quest’anno il nuovo appuntamento di “Cooking for Art” a Milano, dal 29 novembre al 1° dicembre, nella location di Via Tortona 32, a cui parteciperà anche Confagricoltura.

Grande Affluenza a “Cooking for Art”

40| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014

Il made in Italy conquista chef e operatori ho.re.ca

Luigi Cremona e Mario Guidi


A T T U A L I TÀ P R O D O T T I

Il pomo d’Eva Interpoma a Bolzano approfondisce il settore melicolo. Per rilanciare i consumi si pensa a nuovi frutti e si vuole fare concorrenza agli snack di Claudio Pietraforte

M

ele e arte, anche così si pone sotto i riflettori il settore melicolo. All’ingresso della Fiera di Bolzano, in occasione di “Interpoma”, c’è stata in bella mostra l’'opera d'arte dell'artista Julia Bornefeld, che sarà dalla prossima edizione il simbolo della kermesse altoatesina. E grande interesse ha suscitato anche la body art con la modella completamente ricoperta di mele per l’installazione denominata “Eva”, a ricordarci il frutto proibito. Interpoma è una fiera di settore unica al mondo con una superficie di 25

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mila mq tutti dedicati alla filiera, dalla coltivazione alla conservazione, fino alla commercializzazione del frutto di Adamo ed Eva.Tra gli espositori anche Mondo Agricolo-Opsai con un loro stand. Il mercato mondiale è in trasformazione. È quanto è emerso dal congresso internazionale “La mela nel mondo”. I flussi di mercato risentono dei cambiamenti provocati in particolare dal calo nel consumo, ma anche dall'embargo contro la Russia.Attualmente in Europa si producono tra i 10 e i 12 milioni di tonnellate di frutti ed il trend è in crescita. In particolare nell'Europa

Stand Mondo Agricolo/Opsai

Body art in fiera

orientale la coltivazione è destinata ad aumentare, mentre il consumo continuerà a diminuire. Chiusi i confini russi alle mele provenienti dall'Europa, i mercati interni alla Ue sono saturi. L’export guarda ora con sempre più attenzione a Nord Africa, Medio Oriente e Asia. Bisogna incentivare poi il consumo interno, anche puntando al mercato degli snack.A tal proposito viene in aiuto la ricerca che sta studiando frutti a pezzatura ridotta formato snack, per l’appunto. Si stanno sperimentando pure mele tolleranti o resistenti a patologie (come la ticchiolatura) e quindi a ridotto impatto ambientale, nuovi ibridi a buccia gialla e mele a basso contenuto allergenico. Presso il Centro di sperimentazione Laimburg si stanno testando una quarantina di varietà a polpa rossa di nuova generazione. Tra le curiosità, la mela scura,“black apple”, dolce e croccante ma dalla buccia molto scura. Gli espositori hanno presentato in fiera pure le più importanti novità e sviluppi nei macchinari e accessori per la produzione: trattori, strumenti per la lavorazione del terreno e per la raccolta. Novità anche in campo fitosanitario; Sumitomo ad esempio ha in listino il fitoregolatore per il diradamento del melo e l’ insetticida biologico in granuli idrodispersibili.


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Alle radici del futuro


SPECIALE EIM A

Il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni: «La kermesse di Bologna spicca, nel panorama dei grandi eventi di settore, come quello con la più ampia partecipazione di aziende e visitatori stranieri»

di Claudio Pietraforte

N

onostante le difficoltà del settore primario, nonostante la crisi dell’ industria agromeccanica, Eima International, presso il quartiere fieristico di Bologna, è continuata a crescere, registrando in quest’ultima edizione un aumento dei visitatori del 20% (infatti hanno superato le 235 mila unità). Di questi sono poco meno di 40 mila gli operatori economici provenienti da ben 124 Paesi esteri.

Una rassegna fieristica “fenomenale” Si sono contati poi 1.800 industrie costruttrici, delle quali 650 estere, 60 delegazioni estere ufficiali e 700 giornalisti accreditati provenienti da 40 Paesi. Insomma c’è stato davvero grande interesse, a livello internazionale, per la rassegna, in una moltitudine di eventi e situazioni di coinvolgimento di mass media ed addetti ai lavori. Davvero soddisfatto dei risultati raggiunti il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni: «Non c’è dubbio che l’Eima si impone oggi, nel panorama dei grandi eventi di settore, come uno di quelli con la più ampia partecipazione di aziende e visi-

44| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014


Poco meno di 40 mila gli operatori economici provenienti da 124 Paesi

tatori di provenienza estera». I dati diffusi in occasione della rassegna hanno fotografato il settore da varie angolazioni. In base alle analisi Fao sono oltre 34 milioni le trattrici attualmente operanti nel mondo, delle quali il 39% concentrate in Asia, il 36% in Europa, il 22% nelle Americhe e solo percentuali minime collocate in Oceania e Africa, quest’ultima in grave deficit di meccanizzazione e con una percentuale pari ad appena l’1,5% del totale mondiale. L’Associazione mondiale dei costruttori Agrievolution ha evidenziato che, negli ultimi anni, le vendite di trattrici si sono attestate intor-

no ai 2 milioni di unità annue, e il trend di medio e lungo periodo dovrebbe segnare incrementi ulteriori. Ad India e Cina va il primato per quanto riguarda le unità vendute ma, in termini di valore, sono sempre Europa e Stati Uniti i mercati più ricchi. Le macchine agricole vendute in Europa corrispondono ad un valore intorno ai 26 miliardi di euro (di cui circa 8 mld relativi alle sole trattrici), quelle alienate negli Stati Uniti ammontano ad un valore complessivo di 21 miliardi (7 i mld delle trattrici), seguite da quelle cinesi attestate su un valore di circa 14 miliardi (9 i mld imputabili alle trat-

trici). Agrievolution ha poi evidenziato le sue previsioni sul mercato dell’anno prossimo: la Cina dovrebbe confermarsi sugli attuali livelli di mercato, mentre l’Europa dovrebbe segnare una flessione intorno al 7%, dovuta soprattutto ad un calo dei mercati di Francia, Germania e Regno Unito. Riflettendo sulle esportazioni agromeccaniche italiane il presidente dell’Ice, Riccardo Maria Monti, ha posto in evidenza il ruolo dei mercati “consolidati” come gli Usa, che non vanno assolutamente trascurati. Infatti le esportazioni di macchinari italiani negli Stati Uniti sono aumentate nei primi otto mesi di quest’anno del 23,6% e si prevedono ulteriori incrementi a breve e medio termine. Naturalmente l’Ice lavora anche sui mercati emergenti dove la domanda di macchinario agricolo è in crescita, come Ghana, Iran, Myanmar, Mozambico.A fronte di segnali positivi che provengono dall’estero, il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina ha espresso la propria preoccupazione per la fase complessa che sta attualmente attraversando il mercato interno; proprio per questo è necessario prevedere strumenti adeguati che permettano di portare a soluzione i nodi problematici del comparto. «Penso in particolare che il compito stia nell’indirizzare le banche verso un rapporto più virtuoso, più diretto, più coraggioso soprattutto verso questo settore – ha detto il ministro –; dobbiamo favorire il più possibile gli investimenti in macchinari. E così come c’è stata la Sabatini per la manifattura classica, dobbiamo pensare a strumenti che aiutino e incentivino il rinnovo dei macchinari anche sul versante agricolo». E tra gli strumenti individuati dal ministro ci sono i Psr che potrebbero essere ripensati per agevolare e sostenere la modernizzazione di macchinari e tecnologie agricole. NOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |45


SPECIALE EIMA

«I giovani costruiscono il futuro»

Dibattito in fiera con il presidente d iAnga, Raffaele Maiorano: «Il 49% delle nuove leve vorrebbe impegnarsi in agricoltura»

di Elisabetta Tufarelli

G

iovani e agricoltura, un rapporto da consolidare e su cui basare il futuro successo dell'agricoltura italiana nel mondo. Se ne è parlato, all’Eima, nel convegno “Giovani in agricoltura, risorse per il Paese. Prospettive, politiche e opportunità”, organizzato da

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L’Informatore Agrario e FederUnacoma, in cui è stata presentata una ricerca effettuata da Nomisma. «I giovani costruiscono il futuro; con il loro orientamento all'innovazione e la capacità di aggregazione, rappresentano la chiave per edificare l'agricoltura italiana di domani», ha detto il ministro delle Politiche agricole Mau-

Negli ultimi otto anni i laureati in agraria sono cresciuti del 35% rizio Martina, intervenuto al dibattito; quindi ha aggiunto: «Il fatto che in Italia ci siano pochi giovani e che la nostra presenza di imprenditorialità giovanile sia al di sotto della media europea, purtroppo, è un dato che ci trasciniamo da tempo, e ne sono consapevole». È necessario, per il ministro, uscire da un gap che relega l'agricoltura a “bene rifugio”, per raccontare i casi di eccellenza, agevolare

l'accesso al credito e testimoniare le opportunità di reddito. Nomisma ha sottolineato come, in Italia, l'agricoltura under 40 sia frenata da un basso ricambio generazionale e da una visione limitante sulle possibilità di sviluppo del settore. Occorre restituire dignità all'attività agricola e consolidare gli strumenti per rendere più competitiva e innovativa l'impresa agricola italiana. Eppure, a giudicare dai dati forniti dal Consorzio interuniversitario Alma Laurea, la formazione “green” tira. Negli ultimi 8 anni i laureati in agraria sono esplosi, con un incremento del 35%. «Certo non si parte da grandi numeri – ha commentato Raffaele Maiorano, presidente dei Giovani di Confagricoltura – ma, a giudicare dall’interesse che il nostro settore riveste nelle aspettative giovanili, le premesse da cogliere da parte delle Istituzioni ci sono tutte. Anche la ricerca di Nomisma, infatti, conferma che al 49% dei giovani piacerebbe essere impegnato nel settore primario».


On the road È partito da Bologna il dibattito itinerante dei Giovani di Confagri

le opportunità per gli under 40 insediati o che intendono insediarsi in agricoltura. «L'obiettivo - ha detto il presidente dell’Anga Raffaele Maiorano, inaugurando il Road Show - è quello di sviluppare un piano di crescita dell'imprenditorialità giovanile in agricoltura, promuovendo il ricambio generazionale. Testimonial del percorso partito dall’Eima, con suc- di crescita realizzato in agricoltura e cesso, il "Road Show dei all’interno dell’associazione sono stati Giovani di Confagricoltu- il presidente regionale di Confagricolra", il tour nazionale che, tura Guglielmo Garagnani e quello di in una ventina di tappe, Piacenza Enrico Chiesa, insieme al presenterà sul territorio componente della presidenza Anga, le attività dell’Anga e il panorama del- Cristian Aldrovandi. Tra i numerosi

È

partecipanti anche il presidente di Modena Eugenia Bergamaschi.“L’Emilia Romagna rappresenta il 12% dell’agricoltura italiana – ha osservato Luca Segalini, presidente regionale Anga - e i giovani agricoltori sono solo il 3,6. Da sempre Anga è al loro fianco, soprattutto ora che sta prendendo avvio il nuovo Programma regionale di Sviluppo Rurale». (E. T.)

A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E

T U

R K I S H M A C H I N E R Y P R E S E N T E A D E I M A I N T E R N A TI O N A L

A Bologna i migliori costruttori turchi di macchine agricole urkish Machinery”, uno dei più importanti gruppi nel settore, ha partecipato alla Fiera Eima International, insieme all’Associazione dei Costruttori di Attrezzature e Macchinari Agricoli in Turchia (Tarmakbir) che è una delle associazioni con il maggior numero di soci della Turchia e l’Associazione degli Industriali di Pompe e Valvole in Turchia (Pomsad). Negli incontri e nelle visite avvenuti durante la fiera sono stati trattati alcuni argomenti importanti come l’esportazione e la collaborazione fra le società turche e quelle italiane e, agli interessati, sono state fornite informazioni riguardanti il lavoro dei costruttori turchi e il settore dei macchinari in Turchia. Il vice presidente Kutlu Karavelioğlu e l’amministratore Zeynep Erkunt-Armağan, che hanno partecipato alla fiera rappresentando Turkish Machinery,

“T

Zeynep Erkunt-Armağan

hanno avuto contatti e relazioni a nome del settore, ospitando più di 150 partecipanti, fra i quali anche importanti rappresentanti dei membri di Agrievolution (Global Alliance for Agriculture Equipment Manufacturing Associations) e FICCI (Federation of Indian Chambers of Commerce and Industry) in un cocktail party che ha riunito i produttori di macchinari agricoli in Italia e in Turchia. Durante il cocktail party - al quale era presente anche il Presidente di Fe-

derUnacoma Massimo Goldoni - si è parlato delle attività che aumenteranno la collaborazione fra i settori di macchinari agricoli in Turchia e in Italia, oltre che della realizzazione della fiera Eima in Turchia, a Konya. Con 96 produttori la Turchia è stata uno dei Paesi con il maggior numero di partecipanti all’Eima.“Nel nostro Paese, che è al 10 posto nella classifica dell’economia agricola in Europa e al 70 posto nel mondo, era inevitabile – ha detto Zeynep Erkunt-Armağan - far sviluppare, crescere e rafforzare, i macchinari agricoli prima di tutto per rispondere alle esigenze dei nostri agricoltori. Ormai questa forza ha superato i confini e la Turchia è diventata uno dei Paesi più importanti che offrono trattori ed attrezzature nel mondo, oltre che al mercato principale europeo e ai suoi standar di qualità”.


SPECIALE EIMA

Food, fashion e green Il salottino “verde” di Confagricoltura Bologna

Confagri Bologna ha proposto a buyer e visitatori le meraviglie della sua terra nel brindisi targato Eima off

di Barbara Bertuzzi

U

n raffinato percorso enogastronomico studiato ad arte all’interno di boutique esclusive, quelle delle grandi firme della moda italiana e internazionale. Così il salotto bolognese del fashion style, per una sera, è andato a braccetto con le tradizioni agricole millenarie celebrando le meraviglie

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di un territorio da sempre vocato al buon cibo e al buon bere. Un evento pensato, in occasione dell’esposizione internazionale di macchine agricole, da Confagricoltura Bologna, FederUnacoma ed Eima International e rappresentato nella splendida cornice di Galleria Cavour, cuore pulsante del centro storico a due passi dalle Due Torri. Il brindisi ha attirato molti stranieri, tra gli espositori e i buyer della

41ma edizione di Eima International. Veri protagonisti, i prodotti delle grandi imprese agricole, serviti esclusivamente all’interno dei negozi con una regia elegante, sinuosa e sempre attenta ai dettagli. Rimanendo su temi legati alla natura, l’intreccio tra food e fashion è stato ulteriormente arricchito da uno spettacolare allestimento scenografico green. Tante le storie celate dietro ogni preli-


O batezza, condite di arti tramandate nel tempo e di un lavoro della terra straordinario. Come il parmigiano reggiano di Federico Garagnani, stagionatura 27 mesi, abbinato all’aceto balsamico tradizionale di Modena di Mario Gambigliani Zoccoli o, volendo, alla vellutata crema di pere di Luisa Teresa Acquaderni. Il tutto innaffiato dal pignoletto spumante Colli Bolognesi Doc di Francesco Cavazza Isolani. La mortadella artigianale di Ottavio Natali, servita sulle gallette di farro bio di Paolo Parisini, coltivatore dell’antico cereale sulle orme lasciate nella Val di Zena dalle popolazioni celtiche, da gustare con lo Spumante Rosè di Cristiana Galletti. Ma anche assaggi di prosciutti Galloni di alta qualità e della profumata Spalla di San Secondo Cotta di Terre Ducali. Molti gli stranieri che hanno apprezzato leccornie insolite, dal sapore antico e prodotte in maniera del tutto artigianale, come la polpa di pesca caramellata di Chiara Boschi; la salsa contadina di Luciana De Franceschi e la biscotteria della tradizione dell’agriturismo Il Cucco. Calici di cristallo hanno poi accompagnato amabili sorsi di terroir. Il pignoletto fruttato delle Fattorie Vallona e quello biologico della Tenuta Santa Cecilia alla Croara; l’Albana di Romagna Docg della cantina La Fratta Minore sulle colline di Castel San Pietro e lo Chardonnay Dop Colli Di Imola della Tenuta Palazzona di Maggio. Per gli appassionati anche il pignoletto Manaresi 2013, premiato nella guida Slow Wine 2015 con l’eccellenza, un calice di pignoletto frizzante sui lieviti di Federico Orsi o ancora un pignoletto, questa volta della cantina La Mancina o della Tenuta dei Visconti di Modrone sull’eremo di Tizzano.“Ci sono tanti modi per comunicare il formidabile lavoro dei nostri associati e noi abbiamo voluto farlo - ha detto soddisfatto il presidente di Confagricoltura Bologna, Gianni Tosi – portando nell’angolo più elegante della città l’agricoltura d’eccellenza per presentarla ed offrirla assieme agli abiti e ai gioielli delle firme più prestigiose. E il connubio ha davvero funzionato”.

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P R OGETTO DI VITICOLTURA AD ALBA

Scatti d’autore sul vino dei detenuti

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l 25 ottobre è stato presentato, presso la Casa di Alba, il libro fotografico “Valelapena. Storie di riscatto dal carcere di Alba” che racconta l’esperienza di “Valelapena”, vino prodotto dai detenuti della struttura albese con il contributo di Syngenta, che ha promosso anche la pubblicazione. L’idea, nata grazie all’amicizia tra Giovanni Bertello, che da alcuni anni lavora come insegnante e tecnico agronomo nel carcere di Alba, e Paolo Lambertini manager di Syngenta, coinvolge l’azienda che già da 5 anni si impegna a fornire supporto economico, sementi, prodotti per l’agricoltura e knowhow per le lezioni. Il progetto è rivolto a 15 detenuti all’anno che, all’interno del carcere, seguono un corso per ottenere la qualifica di operatore agricolo e coltivano la vite: nebbiolo nera, barbera nera, dolcetto e cortese. Alla vinificazione ci pensa l’Istituto Enologico di Alba per una produzione di 1.400 bottiglie all’anno di un rosso rubino dal sapore morbido. Oltre la finalità produttiva e commerciale, il progetto ha come obiettivo principale il recupero sociale dei detenuti che, attraverso la qualifica e l’attività svolta, hanno la possibilità di sviluppare le competenze e l’esperienza necessarie per essere impiegati nel settore viticolo della zona una volta ultimata la pena. La presentazione del libro che si è svolta in carcere alla presenza di una cinquantina tra ospiti e detenu-

ti, ha visto l’intervento del vice ministro alla Giustizia Enrico Costa, oltre ai dirigenti del provveditorato e agli educatori del carcere e agli enti coinvolti nel progetto, per sottolineare l’importanza che progetti come questo rappresentino il sistema carcerario italiano. «Si tratta di un’iniziativa importante, perché ci consente di tenere alta l’attenzione su un principio guida che deve sempre orientare l’operato di chi si occupa di Giustizia: il lavoro all’interno del carcere consente un reinserimento sociale più agevole e, di conseguenza, un tasso di recidiva molto inferiore», ha dichiarato Enrico Costa, vice ministro alla Giustizia. «Come Syngenta lavoriamo da sempre per promuovere un modello di Agricoltura Responsabile - ha aggiunto Cristina Marchetti, Responsabile Regulatory e Corporate Affairs Syngenta Italia -. A livello mondiale abbiamo lanciato un ambizioso piano, The Good Growth Plan, che consiste in una serie di impegni concreti per il futuro dell’agricoltura con i quali vogliamo raggiungere precisi obiettivi per contribuire alla sicurezza alimentare, alla salvaguardia dell’ambiente e alla formazione in campo agricolo. Crediamo nel ruolo fondamentale dell’agricoltura per la nostra economia e per il nostro tessuto sociale, e l’educazione è uno dei pilasti del nostro piano, come elemento chiave per cambiare radicalmente le cose».


SPECIALE EIMA

Serie T4

Pensare in grande Uno stand in fiera di 2800 mq, nuove macchine, migliori servizi, innovazione tecnologica, addirittura una serie Web. New Holland rinsalda la propria leadership

di Claudio Pietraforte

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na presenza all’Eima di quelle che si fanno ricordare, con uno stand esteso su 2.800 metri quadri e tanti nuovi prodotti in mostra che testimoniano la volontà di rinsaldare il proprio ruolo di leader con un’offerta onnicomprensiva, di cui sono parte integrante il supporto alla clientela (ricambi & servizi e finance) e le innovazioni tecnologiche interattive. New Holland ha riposto così alla crisi di mercato in atto, manifestando voglia di crescere e fiducia nel futuro. Come ha illustrato Carlo Lambro, Brand President di New Holland Agriculture nel corso della press conference organizzata durante l’Eima, Cnh Industrial ha realizzato nel terzo trimestre 2014 ricavi per 7,7 miliardi

di dollari, a fronte degli 8,2 miliardi del terzo trimestre 2013. Con riferimento alle macchine per l’agricoltura, nei primi nove mesi di quest’anno i ricavi netti ammontavano a 11,8 miliardi di dollari, con un decremento del 6,5 per cento rispetto al risultato messo a segno nello stesso periodo del 2013 (12,6 miliardi di dollari). Risultati che non sembrano però impensierire più di tanto il brand giallo-blu che ha già pronta una controffensiva basata sulla “crescita attraverso l’ampliamento del business” ed articolata in cinque capisaldi: rafforzare l’offerta di trattori di alta potenza, rinnovare ed estendere la gamma di quelli di media potenza, consolidare la leadership nei segmenti dei trattori specializzati e delle macchine da raccolta, ampliare l’offerta di


soprattutto alla trasmissione Dual Command con superriduttore, all’inversore elettroidraulico e all’assale SuperSteer, i 4 modelli T4 Low Profile, con profilo e baricentro basso per le applicazioni tipiche dei trattori utility, e la nuova verzioni nel comparto mietitrebbie, di pic- sione aggiornata della serie T4 Powercola taglia e con o senza cabina in In- Star, la prima in Europa equipaggiata dia, grazie al nuovo complesso indu- con tecnologia PM Cat (catalizzatore striale di Chakan, con una produzione antiparticolato) per la conformità alle destinata al mercato locale, ma anche normative Tier 4B. Il brand di casa Fiat all’export verso l’Africa e il Medio ha provveduto inoltre a migliorare la Oriente, il potenziamento delle strut- serie TD3.50 in termini di ergonomia e ture produttive in America Latina e prestazioni, dotandola del nuovo motoquello del business dei trattori nell’area re Fpt Industrial Tier 3 S8000 e di un atNafta (Canada, Messico e Stati Uniti) tacco posteriore più robusto. Un imed il consolidamento delle posizioni in portante upgrade, infine, anche per la Europa. A tal proposito c’è da registra- gamma di trattori TD5 che monta ora re, accanto al significativo recupero un nuovo motore Tier 4A sviluppato da delle quote di mercato nei Paesi dell’a- Fpt Industrial, oltre ad un nuovo imrea mediterranea (Italia compresa, pianto idraulico di portata più elevata +2,2% nei primi nove mesi del 2014) (fino a 100 litri al minuto) e vanta una relativamente ai trattori, l’ottima stagio- maggiore capacità ed altezza di sollevane messa a segno nel comparto mieti- mento.È partita nel frattempo una nuotrebbie, con quote di mercato in signi- va campagna pubblicitaria che ha coficativa crescita nei principali Paesi del me target la grande platea di Expo MiVecchio Continenlano 2015 di cui Cnh Industrial sarà Official Global Partner. Il sito internet dedicato www.expo2015.newholland.com ospita la serie web “The Seeds of Life Series”, una messa a fuoco sulla vita di otto agricoltori, uomini e donne, provenienti da tutto il mondo che, con l’aiuto di New Holland, si te, e le buone performandedicano ad alimentare il ce nel settore delle rotopres pianeta. se, nonostante la generale contrazione delle vendite (-5,8% in volume). Dopo aver rinnovato completamente la propria gamma di mietitrebbie, offrendo nuovi standard di efficienza nella raccolta, New Holland ha acceso i riflettori all’Eima sui trattori specializzati, un segmento nel quale è protagonista assoluta in Europa visto che ogni dieci trattori venduti tre sono gialloblu. Hanno debuttato alla rassegna bolognese i nuovi T4, dotati di maggiore New Holland T4 comfort e versatilità grazie

Debutto a Bologna dei nuovi trattori T4 ergonomici e versatili

presse. Parallelamente è in atto un programma di espansione nel mercato delle attrezzature nelle aree Emea (Europa, Africa e Medio Oriente) e Apac (Asia e Pacifico). nel quale rientrano l’ingresso di New Holland nel comparto delle seminatrici per la semina diretta grazie alla partnership siglata limitatamente all’Europa con la ditta brasiliana Semeato (le prime macchine sono già al lavoro nelle campagne francesi) e l’acquisizione della società statunitense Miller, specializzata nella produzione di irroratrici semoventi. Da segnalare, ancora, il sistema telematico Plm Connect per la gestione di piccoli e grandi parchi di macchine connesse tra loro. E proprio grazie alle continue novità proposte, le quote di mercato di New Holland relative ai trattori risultano in aumento nelle diverse aree geografiche, fatta eccezione per l’America Latina. È previsto invece il mantenimento delle posizioni nel comparto mietitrebbie (in incremento solo nell’area Emea) e in quello delle macchine per la fienagione, esclusa l’area Asia e Pacifico, dove è in atto una apprezzabile crescita. La seconda linea di sviluppo del brand viene individuata nell’espansione geografica, che ha tra i vari “key focus” il rafforzamento delle posi-

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SPECIALE EIMA

In punta di joystick Rinvigorita spinta di Argo Tractors verso l’innovazione e volontà di accrescere le quote di mercato nella fascia medio-alta. Il debutto della serie di trattori McCormick di Barbara Mengozzi

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ecisa a lasciare il segno, Argo Tractors ha scelto un inusuale colore giallo per il debutto all’Eima della nuovissima serie di trattori McCormick X6 VT-Drive, derivata dalla serie X6 ed equipaggiata di trasmissione a variazione continua sviluppata dal gruppo di Fabbrico e controllata tramite il nuovo bracciolo multifunzione con joystick per la regolazione della velocità. Tale soluzione ha comportato un ulteriore incremento di potenza, consen-

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Landini isodiametrico

tendo di affiancare ai due modelli componenti la serie X6 – si- aperto (da 66 glati X6.420 e X6.430 – un terzo esem- litri al minuto per i servizi più 32 per plare, l’X6.440, in grado di erogare 133 lo sterzo) è affiancato in opzione da un cavalli unboosted e fino a 143 cavalli sistema a centro chiuso con portata di con Power Plus. Per il resto i nuovi X6 110 litri al minuto al servizio di tre o VT-Drive, a livello di motorizzazioni, al- cinque distributori. Nuova anche la lestimento ed estetica, condividono le confortevole cabina, disponibile a ristesse caratteristiche dei “fratelli” della chiesta con sospensione, così come è serie X6 gestiti da una trasmissione da possibile disporre di assale anteriore 36 rapporti in avanti più 12 in retro- sospeso con bracci indipendenti.In marcia, con un powershift a tre stadi, mostra a Bologna, a fianco degli X6 VTinversore elettroidraulico con regolazione in base al carico inerziale e super-riduttore opzionale. Tutti montano propulsori a quattro cilindri Betapower Fuel Efficiency Tier 4 interim e sono dotati di serie di impianto frenante ottimizzato mediante un sistema di azionamento a pistoni anulari, di una Pto elettroidraulica sincronizzata a quattro velocità e di un sollevatore posteriore con capacità incrementaMcCormick X6 VT-Drive ta fino a 5.400 chilogrammi. Il circuito idraulico a centro


Novità anche per il brand Landini con il lancio di tre nuovi modelli serie 6L Drive e colorata anch’essa eccezionalmente di giallo, la gamma X7 VT-Drive, che conta complessivamente 5 modelli: tre a 4 cilindri (X7.440, X7.450 e X7.460, con potenze di 143, 160 e 166 cavalli) e due a 6 cilindri (X7.660 e X7.670, con potenze Power Plus rispettivamente di 175 e 192 cavalli), provvisti di trasmissione ZF a quattro gamme. Novità anche per il brand Landini con il lancio dei tre nuovi modelli della serie 6L (evoluzione dei LandPower), nella fascia da 140 a 180 cavalli, tutti dotati di motori Fpt Industrial a quattro cilindri da 4,5 litri emissionati Tier 4 interim grazie alla tecnologia Scr. La nuova gamma è disponibile con inversore meccanico e, a richiesta, con inversore idraulico, powershift a tre stadi sottocarico e superriduttore con una velocità minima di 410 metri all’ora. Sensibilmente migliorato, l’impianto idraulico mette a disposizione 87 litri di olio al minuto per i servizi, più 38 dedicati allo sterzo. Quattro velocità alla presa di forza e sollevatore posteriore a comando elettronico con capacità massima di 8.400 chili. Un’altra “new entry” in casa Landini è rappresentata dall’isodiametrico serie 9000, presentato all’Eima nella versione piattaformata, ma che sarà disponibile anche con cabina. La nuova gamma, che è formata dai modelli 9095 e 90105 azionati da motori Fpt Tier 3 con potenze rispettivamente di 88 e 95 cavalli, offre un cambio base 16 + 16 con inversore meccanico e superriduttore di serie, sollevatore posteriore con capacità di 2.300 chili e circuito idraulico da 50 + 31 litri al minuto. Di serie la guida reversibile, disponibile anche nella ver sione articolata.

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SPECIALE EIMA

La terza generazione di spandiconcime

Axis 50.1 SX

Conferenza stampa del management di Kuhn sull’evoluzione del mercato e sui punti di forza del gruppo francese

di Claudio Pietraforte

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n fatturato globale 2013 di 1.047 milioni di euro, un ampio e innovativo portafoglio prodotti, una qualificata e stabile rete distributiva: grazie a questi tre punti di forza il gruppo Kuhn può continuare a pensare positivo in quello che Vincent Arnould, International Sales Manager presso Kuhn, intervenuto alla conferenza stampa organizzata dalla multinazionale di Saverne nel corso dell’Eima, ha definito “un periodo particolarmente ricco di sfide”. Come ha fatto presente Giovanni Donatacci, general manager di

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Kuhn Italia, non è il caso di parlare di un mercato in crisi, ma piuttosto di un nuovo mercato caratterizzato da un minor numero di attori ma al tempo stesso in grado di offrire nuove opportunità. Un mercato che nel 2014 è stato fortemente condizionato dai Psr, dalle difficoltà di accesso al credito e dalle condizioni meteorologiche,

L’Axis 50.1 H-EMC garantisce flessibilità e spargimento di precisione senza trascurare l’instabilità dei prezzi e dell’export dei prodotti. Dopo un 2013 non particolarmente brillante per Kuhn Italia, che si chiuso con 23 milioni di euro di vendite nette, in calo del 4 per cento rispetto all’anno precedente (in sofferenza le famiglie di prodotto che non esprimono innovazione come l’aratura e la lavorazione del terreno alla presa di forza), è in atto una ripresa che ha portato le vendite nette a +17% (+9% in termini di macchine vendute) mentre il portafoglio ordini a fine luglio risultava in crescita di circa l’11%. Per il 2015, nonostante i tanti campanelli di allarme, ci sono, a detta di Do-

natacci, le premesse per essere fiduciosi, grazie anche alla nuova Pac 2014-2020, all’introduzione di coltivazioni alternative al mais per le bioenergie e ad una maggiore stabilità dei prezzi. In questo scenario altamente competitivo il gruppo francese si presenta con soluzioni tecnologicamente all’avanguardia nelle diverse famiglie di prodotto (dalle lavorazioni conservative al precision farming, alla fienagione, all’alimentazione animale, alla protezione delle colture, e con nuovi servizi, desideroso di stabilire un file diretto con il cliente finale, proprio come è accaduto in occasione dell’Eima. In primo piano alla rassegna bolognese lo spandiconcime Axis 50.1 HEMC, dotato della tecnologia Axmat per la misurazione automatica online della distribuzione del concime inorganico in base al tipo di fertilizzante e alla larghezza di lavoro desiderata (premiato come Novità Tecnica), e la big baler LSB 1290 iD con sistema di compressione TwinPact (anch’esso riconosciuta Novità Tecnica) che, suddiviso in una parte inferiore e in una superiore, per comprimere la balla in due fasi distinte, permette di ottenere una densità delle balle fino al 25% più alta.


SPECIALE EIMA

Pneumatico da premio Bridgestone ha scelto la vetrina di Bologna per l'ingresso del suo marchio Premium nel mercato dedicato all’agricoltura

di Claudio Pietraforte

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opo l’anteprima internazionale a Reifen 2014, ha debuttato ufficialmente in Italia in occasione dell’Eima l’atteso Vt-Tractor, l’innovativo pneumatico che segna l’ingresso del brand Bridgestone nel segmento dei pneumatici premium per l’agricoltura. Con l’occhio rivolto alle aziende agricole che necessitano di attrezzature sofisticate, tecnologicamente dedicate ad attività pesanti, la multinazionale giapponese ha sviluppato una nuova gamma di pneumatici in grado di lavorare con una pressione di gonfiaggio minore e con una impronta a terra più grande di quella dei pneumatici standard, riducendo in questo modo la pressione di contatto con il terreno. In particolare, i test interni hanno ri-

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Vt-Tractor permette di lavorare i campi più rapidamente velato che il Vt-Tractor fornisce un’area di contatto del battistrada fino al 26% più larga rispetto ai pneumatici concorrenti presenti sul mercato, con una conseguente minore compattazione del suolo ed una maggiore protezione delle colture. Accanto a questo vantaggio c’è la trazione superiore del Vt-Tractor che permette agli agricoltori di lavorare i campi più rapidamente e di coprire circa 0,9 ettari in più al giorno rispetto ai pneumatici dei competitor. Il nuovo Vt-Tractor, che è stato è stato realizzato nel Centro europeo di Ricerca & Sviluppo Bridgestone di Roma e viene prodotto nello stabilimento di Puente San Miguel in Spagna, garantisce inoltre un eccellente risparmio di carburante – fino a 36 litri per 50 ettari rispetto ai concorrenti di riferimento –, un migliore comfort di

guida e maggior risparmio di tempo. Risultati che sono stati confermati nei test condotti nel marzo 2014 dall’organizzazione indipendente Dlg. «I nuovi pneumatici per agricoltura Bridgestone sono stati sviluppati partendo direttamente dalle esigenze dei nostri clienti finali, gli imprenditori agricoli ed i contoterzisti. – ha affermato Lorenzo Piccinotti, Marketing Manager Commercial Products di Bridgestone Europe-South Region, durante la conferenza stampa organizzata nel corso dell’Eima –. In quest’ottica nasce il marchio “Soil care by Bridgestone” che è sinonimo di massima protezione del terreno garantendo un perfetto equilibrio tra efficienza e salvaguardia dell’ambiente». Mentre Bridgestone concentrerà i suoi sforzi nel segmento dei pneumatici per agricoltura di alta gamma, che saranno resi disponibili nelle misure utilizzate dalle più grandi e potenti attrezzature agricole, Firestone continuerà a soddisfare i bisogni di oltre il 90% del mercato dei trattori europei con una nuova generazione di pneumatici per un’agricoltura di alta qualità. Tra questi sono inclusi il Maxi Traction Combine per mietitrebbie e il Performer Row Crop per macchine irroratrici.


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO A CREMONA ELETTO FILIPPINI

di Elisabetta Tufarelli

GLI INTERVENTI DI BUCCI E DE BENEDITTIS

Co nveg no a Ba ri su Jobs Act e Campolibero

Pierluigi Filippini è stato eletto all’unanimità nuovo presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi. Il neoeletto è nato a Cremona nel 1956 ed è laureato in veterinaria. Alla professione medica ha preferito quella di imprenditore agricolo che svolge insieme con il fratello Massimo. Oggi i Filippini conducono aziende zootecniche a Fiesco, Montodine e Madignano.

MARCHESE RAGONA PRESIDENTE AD AGRIGENTO

Rosario Marchese Ragona è il nuovo presidente di Confagricoltura Agrigento. Lo ha eletto all’unanimità l’Assemblea generale. Lo affiancano i vicepresidenti Alfredo Quignones, Salvatore Vita e Giovanni Giglia. Il nuovo presidente è coniugato, ha tre figli ed è avvocato. E’ entrato nell’azienda di famiglia ad indirizzo di orticoltura protetta, olivicoltura ed uva da tavola, subito dopo la laurea. 58| MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2014

Bari: folto numero di imprenditori al convegno su Jobs Act e Campolibero Nonostante la recessione continui a mordere, l'agricoltura appare in controtendenza anche sul fronte occupazionale. In Puglia, regione leader per l'agricoltura, i dati sono confortanti. 'Campolibero', la Legge di stabilità e il 'Jobs Act' sono stati i i temi affrontati a Bari, nel convegno, organizzato dalla Confagricoltura provinciale. I lavori sono stati aperti da Umberto Bucci, presidente di Confagricoltura Puglia, che si è augurato un'attenzione crescente per il settore da parte delle Istituzioni. Michelangelo De Benedittis, vicepresidente di Confagricoltura Bari ha sottolineato, sulla base di dati Inps, come l'occupazione agricola sia stabile e - confrontando i dati ufficiali del 2012 e 2013 - addirittura cresca, in controtendenza rispetto alla cronica disoccupazione degli altri settori. Roberto Caponi, direttore dell'area sindacale di Confagricoltura, ha sottolineato l’importanza di una disciplina specifi-

ca ritagliata sulle esigenze del settore. Per il direttore dell'Inps di Bari, Francesco Miscioscia, le misure a favore dell'occupazione in agricoltura previste dal decreto Competitivitá - in particolare gli incentivi a favore dei datori agricoli per l'assunzione di giovani lavoratori di età compresa tra i 1 8 e 3 5 anni, e per le reti di lavoro agricolo di qualità - premiano aziende in regola e pongono le premesse per uno sviluppo virtuoso dell'intero comparto regionale. Cosimo Angelo Filomeno, ispettore della direzione territoriale del lavoro di Bari, ha sostenuto che le recenti riforme in materia di lavoro, si inseriscono in un contesto di evoluzione normativa al passo con le esigenze di modernizzazione nell'organizzazione delle imprese, cercando di contemperare le richieste di tutela provenienti dai lavoratori. Le conclusioni sono state affidate all'Assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, che si è soffermato sull'evoluzione normativa in rapporto alle attività regionali in questo campo.


INAUGURATA LA NUOVA SEDE PROVINCIALE

A Pavia si parla di futuro L’inaugurazione della nuova sede provinciale di Confagricoltura Pavia è stata l’occasione per un dibattito intitolato suggestivamente “Parliamo di futuro”. Dopo il taglio del nastro, affidato al presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il I dipendenti saluto del presidente provindi Upa Pavia ciale Gianfranco Bensi, che ha detto: “Da qui lavoreremo ogni giorno per valorizzare l’eccellenza Assenza ed il presidente Guidi. “La nuodella nostra agricoltura”. Poi spazio alla va Pac è partita da un presupposto: meno tavola rotonda, moderata dal vice diret- risorse – ha spiegato Assenza. Nel 2017 ci tore de “Il Giornale” Nicola Porro, a cui sarà un primo ‘tagliando’ per capire come sono intervenuti il direttore generale del funzionano il settore dei pagamenti acministero delle Politiche agricole Felice coppiati e il principio dell’agricoltore atti-

vo. Il governo, intanto, è riuscito a ‘salvare’ 75 milioni di euro da ridistribuire alle aziende agricole”. In futuro il ruolo dell’agricoltore, secondo Guidi, dovrà cambiare adeguandosi alle esigenze dei consumatori. “Lasciando da parte il concetto ‘piccolo è bello’ e l’immagine bucolica dei mercatini a km 0 – ha detto Guidi – dobbiamo capire che in futuro meno dell’1% dei prodotti agricoli sarà gestito in Italia; i consumatori del futuro sono persone con un alto tasso di colesterolo ed extracomunitari con abitudini alimentari molto differenti dalle nostre”.


Arrivano le norme per il ricambio generazionale DUE MISURE INTERESSANTI PER I GIOVANI PER CUI SI È FORTEMENTE IMPEGNATA LA SEN. MARIA TERESA BERTUZZI, A CUI VA IL RINGRAZIAMENTO DELL’ANGA

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attenzione alle nuove leve dell’imprenditoria agri- cietà di affiancamento per le terre agricole” e la “Banca cola comincia, concretamente, a prendere forma. delle Terre Agricole”. La prima, proposta dal ministero delCosì come, nello stesso tempo, cresce quella dei le Politiche agricole e da quello dell’Economia, ha l’obietgiovani che aspirano ad insediarsi in agricoltura. Per la ve- tivo di favorire l’insediamento permettendo ad un giovane, tra i 18 e i 40 anni, di rità l’esigenza di favorire il I L C O M M E N T O ‘affiancare’ in azienda un ricambio generazionale per agricoltore over 65. La seil nostro settore era sentita Sono soddisfatto. Abbiamo conda prevede la creazioda tempo ed è qualche anlavorato molto per favorire il ne di un pubblico registro no che gli studenti, di fronricambio generazionale e la a cui i giovani agricoltori te alla scelta dell’indirizzo permanenza dei giovani in potranno fare riferimento di studi, per le superiori e agricoltura. L’istituzione per affittare o comprare un le facoltà universitarie, predella ‘Banca delle Terre terreno. In pratica la terra diligono il campo agricolo. Agricole’ e delle ‘Società di viene considerata finalMa fino ad ora, quasi come affiancamento’ vanno nella mente un fattore produttile rette parallele, queste direzione giusta per favorire vo e non un investimento due esigenze non si inconil ricambio generazionale. Come giovani di Confagricoltura finanziario. travano mai. Ora ci sono siamo orgogliosi di aver lavorato con la senatrice emiliana Sarà, inoltre, possibile didue importanti emendaMaria Teresa Bertuzzi, prima firmataria degli sporre di un registro commenti, all’interno del colleemendamenti, che ringraziamo moltissimo anche perché ci pleto che permetterà di far gato agricolo alla legge di segue costantemente. Certamente, dalla loro origine sono incontrare la domanda con Stabilità. Si tratta, in particostati ‘ammorbiditi’ e, non contenendo stanziamenti, il loro impatto sarà più limitato. Ma è fondamentale aver l’offerta. Istituito all’Ismea, lare, di due misure interesfinalmente imboccato la strada giusta. Ci piace anche la l’elenco riporterà i terreni santi rivolte ai giovani, per scelta dell’Ismea perché mette insieme la terra alle risorse e le aziende agricole dispocui si è fortemente impefinanziarie e alle competenze disponibili, in modo da nibili per avvenuto abbangnata la senatrice Maria Tesostenere nascita e sviluppo dell’impresa senza costituire dono o perché è sopragresa Bertuzzi, a cui va il rinun ulteriore ente. giunto il prepensionamengraziamento dei Giovani di Raffaele Maiorano to del precedente titolare Confagricoltura. Partiranno Presidente Nazionale Anga dell’impresa. infatti, già probabilmente Elisabetta Tufarelli nel prossimo anno, le “So-

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IN VISTA DI EXPO PREMIATE LE MIGLIORI START UP

LOMBARDIA

Concorso per i nuovi talenti

Appello dei Giovani al governo

Il ministero delle Politiche agricole ha annunciato che è stato indetto un concorso per la selezione nazionale dei "Nuovi Talenti Imprenditoriali" finalizzato alla valorizzazione e rappresentazione, in occasione di Expo 2015, delle migliori esperienze imprenditoriali realizzate nel settore agricolo e agroalimentare della pesca e dell'acquacoltura da aziende start up, aperte da meno di 48 mesi, condotte da giovani tra i 18 e 40 anni e provenienti da tutto il territorio nazionale. Non è prevista una specifica limitazione tecnico-giuridica in relazione al campo di attività dell’impresa, purché svolga (cita testualmente il Decreto ministeriale) “un’attività connessa al settore agricolo, agroalimentare e della pesca” ed il cui progetto imprenditoriale permetta “di valorizzare le competenze e i prodotti sia delle filiere tradizionali che delle filiere innovative quali la nutraceutica/scienze della vita, la bioedilizia, la chimica verde, le energie rinnovabili, la cura dell’ambiente e del paesaggio”. Alle prime 25 aziende classificate nella graduatoria fi-

nale sarà attribuito un premio di 30mila euro e sarà anche garantita la loro partecipazione a Expo 2015, in uno spazio dedicato. Il budget complessivo stanziato per sostenere queste iniziative è di 750mila euro. I progetti potranno essere presentati entro il 15 dicembre 2014 e saranno valutati da una giuria presieduta da Alessandra Poggiani, direttore dell'Agenzia per l'Italia digitale."Le start up agricole e alimentari - ha dichiarato il ministro Maurizio Martina - avranno un ruolo importante nella rappresentazione del modello agricolo italiano in Expo. Questo bando si inserisce in un progetto più ampio di iniziative che riguardano le nuove imprese in vista dell'appuntamento di Milano. Puntiamo sull'innovazione per raccontare le storie dei giovani che investono in questo settore. Il ricambio generazionale è una priorità, vogliamo far crescere il numero di aziende condotte da giovani e proiettare davvero il comparto nel futuro". Per ulteriori info e per scaricare il bando si veda il sito del ministero delle Politiche agricole.

I Giovani di Confagricoltura Lombardia hanno lanciato un appello al governo chiedendo più sostegno alle nuove leve imprenditoriali. «Molti - si legge nel comunicato dell’Anga Lombarda, presieduta da Stefano Lamberti - sono gli interventi legislativi che in questi mesi sono stati proposti dal ministro Martina a favore dell'imprenditoria giovanile su "#campolibero" e "Terre vive" e numerose sono le tematiche poste in agenda anche per merito della nostra associazione: il ricambio generazionale, la competitività delle aziende condotte dai giovani e la tutela dei territori. Le misure ad oggi presentate sembrano essere finalizzate a favorire nuovi investimenti, l'accesso al credito e l'assegnazione attraverso vendite competitive di aree agricole demaniali, ma il rischio che ci auguriamo -possa essere scongiurato - è quello di vedere arenate le proposte in iter legislativi o in procedimenti amministrativi dove subiscano alterazioni, tagli di risorse e ritardi». I Giovani di Confagricoltura Lombardia, con queste premesse, invitano il governo a continuare ad impegnarsi nel sostegno all'imprenditoria agricola giovanile. NOVEMBRE 2014 | MONDO AGRICOLO | 61


OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

Vacanze invernali a Giardini Naxos

Hotel Caesar Palace

I pensionati di Confagricoltura, dopo dieci anni, tornano nella zona orientale della Sicilia, all’Hotel Caesar Palace di Giardini Naxos (Me). Una location a quattro stelle nella prima colonia greca fondata in Sicilia (753 a.C), per la 36° edizione del Soggiorno invernale degli ‘over 60’ dell’Organizzazione. “Il nostro Soggiorno – sottolinea Angelo Santori, vicepresidente vicario del sindacato pensionati di Confagricoltura - è un’importantissima occasione di incontro e di dialogo con gli amici agricoltori provenienti da tutta Italia. E’ anche un momento fondamentale per approfondire, tra di noi, i temi economici e agricoli. Primo fra tutti, come abbiamo più volte denunciato, il potere di acquisto delle pensioni, che ha subito e continua a subire rilevanti perdite e resta una delle nostre principali rivendicazioni. Per questo continueremo a chiedere che sia definito un paniere Istat per le spese delle famiglie dei pensionati, sulla base del quale calcolare la rivalutaAngelo Santori zione annuale delle pen62| MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2014

sioni”. Come d’abitudine, il Soggiorno sarà articolato in due turni, di nove giorni. Il primo dal 23 febbraio fino al 3 marzo, mentre il secondo dal 3 marzo all’11. Ricco il programma di escursioni. Si visiteranno Messina e Tindari (con il Santuario della Madonna Nera) Savoca e Forza D’Agrò (set del film “Il Padrino”). Non mancheranno Taormina, Piazza Armerina con gli stupendi mosaici della Villa del Casale (totalmente restaurata), Caltagirone (città delle ceramiche), Grammichele con la sua piazza esagonale, Siracusa Ortigia e il Museo archeologico regionale. I senior di Confagricoltura, durante le visite avranno anche l’occasione di pranzare presso due aziende agrituristiche associate alla nostra organizzazione: “Il Daino” a San Piero Patti (ME) e “Gigliotto” a S.Michele di Ganzaria (CT). Il programma terminerà con un gita ‘a tema’ nell’azienda agricola ad indirizzo agrumicolo del nostro socio-dirigente Gerardo Diana a Mineo (CT).

QUESTIONE FEMMINILE Il 29 novembre a Busseto (PR) grande successo al Teatro “Giuseppe Verdi” per il Convegno Interprovinciale dei Pensionati Confagricoltura di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena, che ha affrontato la “questione femminile” nel convegno “Terza età in agricoltura, il ruolo della donna”. Sono intervenuti, oltre al presidente degli ‘over 60’, Bruno Allegretti, tutti i presidenti dei Sindacati Pensionati delle Province coinvolte: Vittorio Brianti (PR), Giovanni Merli (PC), Elio Bagnacani (RE), Giovanni Maggiolo (MO). E Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna, che ha sottolineato la necessità di rendere visibile e valorizzare il lavoro femminile in campagna, in termini di ore lavorate, compiti assegnati, impegni familiari e coinvolgimento nelle fasi decisionali dell’attività. “E’ l’agricoltura sostenibile e multifunzionale – ha concluso Angelo Santori – che ha messo finalmente in luce, rendendolo visibile, il legame sempre più stringente tra agricoltura e ruolo della donna”.


Cucina gourmet attenta a piacere e benessere Il gusto non è solo nella tradizione, ma anche nella salute. E’ questo il pensiero degli over 65, interpellati da AZTI-Tecnalia, centro iberico specializzato nella ricerca nel settore alimentare. L’azienda, insieme al celebre ristorante Mugaritz ad Errenteria (Spagna), sta Centro di ricerca lavorando per mettere a spagnolo AZTI punto nuovi cibi che siano apprezzati anche dai consumatori più anziani. sono andati nella direzione di far Fondamentale è tenere conto della associare al cibo il ricordo di momennecessità di rendere l’alimentazione ti piacevoli. Combinando fra loro un vero e proprio piacere. I tentativi diversi aromi, sapori e consistenze, gli

esperti di AZTI e Mugaritz sono riusciti ad ottenere cibi accettati dal 50% degli anziani consultati. Tra i dettagli interessanti emersi: se è vero che gli anziani sono sempre più disposti a sperimentare nuovi cibi, le nuove proposte devono essere simili o almeno ricordare i prodotti e i sapori tradizionali. Secondo gli ‘over 65’ interpellati, un altro requisito fondamentale dei nuovi cibi è che abbiano proprietà salutari e un profilo nutrizionale adatto alle loro esigenze.

A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E

O L TRE 1400 ARTICOLI IN VENDITA A CAORSO E ONLINE

Grande Asta di fine anno per Ritchie Bros.

a prossima asta Ritchie Bros. a Caorso in programa per il 4 dicembre, conta già oltre 1400 articoli in vendita tra macchinari, autocarri e attrezzature. Il giorno dell’asta tutti gli articoli saranno in vendita senza prezzo minimo di partenza. Il parco macchine includerà macchinari per tutti i settori, da trattori agricoli e mietitrebbie, a pale e escavatori, sollevatori telescopici e piattaforme aeree di vari tipo, trattori stradali, autocarri a telaio e molto altro. Tra i macchinari in vendita sono inclusi: • 1 Fendt 936 Vario 936 del 2014, • 2 Fendt 930 Vario , 2007 e 2008, • 1 mietitrebbia mai usata John Deere T560 del 2012, • 1 trattore John Deere 5090M mai usato del 2013.

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Si contano ad oggi oltre 30 trattori in vendita, oltre che a una vasta scelta di attrezzature. Il giorno dell’asta Ritchie Bros. venderà alcuni articoli con un’asta di beneficenza. Grazie alla collaborazione di alcuni clienti che hanno aderito all’iniziativa, i proventi della vendita di questi articoli saranno infatti devoluti

all’Associazione A.Fa.Di, Associazione Famiglie Disabili, un’associazione molto attiva sul territorio locale che si dedica da anni a supportare le famiglie con persone disabili e situazioni difficili. L’asta inizierà giovedi 4 dicembre alle ore 8.30. Nei giorni 2 e 3 dicembre sarà possibile visionare il parco macchine e registrasi all’asta per chi volesse partecipare. Oltre alla partecipazione in sede, le aste Ritchie Bros. offrono la possibilità di partecipare online in tempo reale oppure tramite un’offerta delegate. Sul sito internet del gruppo www.rbauction.it è disponibile la lista dei macchinari in vendita con schede tecniche. Per maggiori informazioni è possibile contattare la sede d’asta italiana allo 0523.818801.


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Le clementine antiviolenza distribuite in sei piazze “Servono più politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne, ma anche sostegno alle imprenditrici agricole che vivono e lavorano nelle aree rurali. Confagricoltura Donna è stata presente, anche quest’anno, in molte piazze italiane per il 25 novembre nella “Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne”, per proporre, in cambio di un’offerta, le clementine di Calabria Igp, ormai diventate simbolo dell'antiviolenza di genere”. Lo ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna annunciando l’iniziativa dell’associazione. L’agricoltura è un settore deter-

minante nel sistema economico, sociale e ambientale. “Come imprenditrici e come donne siamo impegnate nella battaglia culturale e sociale contro la violenza di genere, una piaga che esprime cifre allarmanti: in Italia ogni due giorni una donna muore per mano di un uomo. Abbiamo voluto dare un contributo ai centri antiviolenza D.i.Re

“TOLSTOJ DICEVA che le donne sono una vite su cui gira tutto. Ma in Italia troppe donne vengono uccise o sono vittime di stalking. Oltre al femminicidio – ha sottolineato Marina Di Muzio - esistono molti altri tipi di violenza di genere. Basti pensare alle disparità uomodonna sul lavoro, nei trattamenti economici e nell’accesso alla rappresentanza”. Le donne guadagnano Lo conferma l’ultimo rapporto annuale del World Economic la metà degli uomini Forum di Ginevra, il Global Gender Gap Report. Attualmente – e queste sono le dolenti note - non c'è alcun Paese al mondo in cui una donna guadagni quanto un uomo, rivestendo il medesimo ruolo professionale. Negli Stati Uniti le donne percepiscono circa due terzi del guadagno maschile e in Italia non si arriva nemmeno alla metà. In Danimarca il 71% del reddito degli uomini che svolgono lo stesso lavoro, ma questo Paese è l'unico dove ricoprono i posti meglio retribuiti. Vincitore a sorpresa il Burundi, dove la percentuale sale all'83%, ma quattro persone su cinque vivono al di sotto della soglia di povertà. Lentamente le cose stanno cambian d o. Il Wef prevede che, per raggiungere il 100% di uguaglianza ci vorranno 81 anni. A guidare la classifica del Gender Gap Index resta, come sempre, il Nord Europa, che occupa i primi cinque posti. La Germania è 12esima. La Francia risale al 16esimo posto. Ventesimi gli USA. Per la partecipazione delle donne nel campo economico l’Italia scende dal 97° al 114°. Per la parità salariale siamo 129°. Le pari opportunità, da noi, rimangono un miraggio: siamo an cora al 71° posto su 136 Paesi. Nella Top 1 0 ci sono anche Nicaragua, Rwanda e Filippine. Se le cose migliorano molto in Rwanda e peggiorano in Italia, ciò è dovuto anche al fatto che il rapporto misura solo il divario quantitativo tra uomini e donne, non la qualità della vita femminile o il livello di libertà. 64| MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2014

(Donne in Rete contro la violenza) perché vogliamo mettere in evidenza che questa atroce violenza va riconosciuta come una violazione dei diritti umani”. La manifestazione è stata un grande successo anche dal punto di vista mediatico. Mille e 500 chili di clementine Igp sono stati distribuiti in sei piazze (Asti, Albenga in provincia di Savona, Milano, Cosenza, Perugia e Bologna) offerti dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria e partiti dalla Piana di Sibari in ricordo di Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro, massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica. Quest'anno la collaborazione con il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell'Università della Calabria permetterà di valorizzare anche le proprietà di prevenzione delle malattie e curative delle clementine di Calabria. E il primo albero di clementine è stato piantato proprio il 25 novembre nei giardini della casa comunale di Rende (CS). “Mi auguro – ha detto Paola Granata, presidente di Confagricoltura Donna Calabria, che ha donato gli agrumi che questo altro gesto simbolico per sensibilizzare la popolazione sul tema del femminicidio e della violenza di genere venga replicato in altri Comuni italiani”.


AGRITURISMO di Veronica Mazzanti

L’APP DI AGRITURIST PER LE VACANZE DI NATALE

L’agriturismo a portata di mano Il prossimo 21 dicembre entreremo nella stagione invernale e si avvicinano le feste di Natale, occasione per trascorrere un periodo in agriturismo. Un modo originale, anche se già collaudato e con soddisfazione da molti turisti, per passare una vacanza unica ed autentica. Natale e Capodanno saranno molto scenografici, ed anche un po’ magici, se vissuti in campagna. Divertimenti, passeggiate, profumi, sapori, colori, paesaggi da cartolina, tutto con un ‘click’ sul sito www.agriturist.it oppure scaricando la nuova app disponibile per smartphone, iPhone e iPad - di Agriturist, che permette di avere l’agriturismo a portata di mano. Grazie alla app è possibile fare ricerche sulla mappa in base alla propria posizione, ma anche trovare una struttura in base a località, trattamento, prezzi, tipologia d’alloggio. “Anche se è presto per fare un quadro preciso sulle presenze nelle strutture ricettive associate per le feste natalizie e di Capodanno – ha messo in evidenza il presidente di Agriturist, Cosimo Melacca – il trend, che continua ad aumentare, è quello di prenotare all’ultimo momento, nella convinzione che il posto, vista la crisi si trova comunque. Attenzione a non rimanere delusi, però, perché l’interesse per la vacanza agrituristica nelle feste natalizie e di fine anno continua a crescere, forse perché è proprio come essere

in famiglia, ma in relax, senza stancarsi o stressarsi”. È anche l’occasione di scoprire l’Italia minore, visitare borghi, fare shopping nei

mercatini natalizi e scoprire nuovi sapori provando i piatti tipici delle feste di altre regioni. La soluzione migliore è quella di non passare solo una o due notti, limitandosi al pranzo di Natale o a quello Santo Stefano, ma di usufruire di una delle moltissime offerte e pacchetti che le strutture associate offrono, unendo relax, buona cucina e divertimento, a prezzi ragionevoli. Comunque l’innovazione tecnologica dovrebbe rendere più agevole e facile prenotare la propria vacanza in campagna.

Alluvioni, frane e dissesti Alluvioni, frane e dissesti. l’Italia crolla dopo decenni di incuria, cementificazione ed abbandono. Agriturist, in una nota, ha messo in evidenza che il dissesto dell’entroterra, l’abbandono dei terrazzamenti a ridosso della pianura, la mancata cura degli alvei e delle scarpate, amplificano inevitabilmente i danni del maltempo. “Gli imprenditori agrituristici dicono basta con la cultura dell’emergenza. E’ necessaria – ha osservato il presidente di Agriturist, Cosimo Melacca - una seria pianificazione territoriale che consenta alle imprese agricole di operare e favorire questi processi. In questo senso anche i contributi dei piani regionali di sviluppo rurale dovranno fornire un supporto concreto per creare una ‘rete’ tra imprese agricole ed agrituristiche, che rendano non solo sicuri i versanti, ma anche nuovamente produttive le aree dell’entroterra, delle pianure e degli spazi da sempre vocati all’agricoltura, creando un volano virtuoso di recupero e sviluppo d’impresa”.

NOVEMBRE 2014| MONDO AGRICOLO |65


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

PRIMO CD DELLA NUOVA COLLANA LIVE

L’isola del suono filologico della Pfm Straordinaria operazione “filologica” della Premiata Forneria Marconi, senz’altro la più popolare prog band italiana a livello mondiale. L’iniziativa ha il suggestivo titolo “Il suono del tempo” (su etichetta Immaginifica by Aereostella); si tratta di una collana con cinque vinili + CD, o solo CD, che riguardano i loro primi storici album degli anni ’70, risuonati ora dal vivo e che puntano alla piena riscoperta delle radici. Le registrazioni sono state effettuate a maggio scorso a Tokyo, con grande successo di pubblico, a conferma ulteriore dello straordinario contenuto artistico delle performance. La raccolta si è inaugurata con la rilettura del loro

quarto album “L’isola di niente”; il disco live è intitolato ora “Un’isola”. Scelta indovinata quella di partire da questo straordinario 33 giri del 1974, che festeggia quest’anno i 40 anni e che uscì all’epoca anche in versione inglese con il titolo “The world became the world” (ed i testi inglesi scritti da Pete Sinfield). Altro motivo che spinge a vederlo come disco di esordio della nuova collana di live è che, per la prima volta, vedeva in formazione il bassista Patrick Djivas, proveniente dagli Area (che subentrava a Giorgio Piazza) e che è tuttora colonna portante della Pfm. Il

disco viene riproposto fedele alla tracklist originale, con accuratezza interpretativa (ma ovviamente lasciando spazio alla creatività, alla fantasia, al feeling trascinante di Franz Di Cioccio, Franco Mussida e Djivas). Tra le novità la presenza del “Moment Choir” di Tokyo per la famosa introduzione corale (e non solo) ed i brani mai eseguiti dal vivo, “Via Lumiere” e “Is my face on straight” (quest’ultimo in scaletta solo nel 1974 nei tour negli Usa). Del box è già uscito il secondo album (intitolato ora “Un Amico”) ed il 20 gennaio è atteso il terzo (“Un minuto”).

Verner tra musica ed arte pittorica Musica ed arte pittorica. Originale il package di “Fiori dal limbo” di Verner (La Pupilla Records/ A Buzz Supreme); la cover è una cornice di cartone che ospita, a scelta, un quadro tra i sei contenuti all’interno (dipinti da Marta Cerri ed ispirati ognuno ad una canzone). Copertina intercambiabile a seconda dei desideri e delle suggestioni dell’ascoltatore. Verner - nome d’arte del bravo cantautore campano

e bolognese d’adozione Gianandrea Esposito - contiene dodici canzoni che sono legate al tema del risveglio, ovvero nel limbo, cioè nella fase di passaggio dal mondo dei sogni a quello della realtà. Risveglio che è inteso come reazione rispetto a

CD DI ESORDIO CHE GUARDA DENTRO E SCAVA NELLA VITA

Gregor Ferretti conta con l’aritmetica dei sentimenti I conti in amore non tornano e capita di arrivare alla divisione (aritmetica); poco bravi in matematica, ma anche nei sentimenti. “La divisione aritmetica” è il brano che dà il titolo al disco di esordio del cantautore e poeta ravennate Gregor Ferretti (Fermenti Vivi by Aereostella). Ferretti, talentuoso, formatosi alla scuola di Mogol, incoraggiato da Dalla, è ora valorizzato da Franz Di Cioccio che è direttore artistico di “Fermenti Vivi”; l’etichetta è davvero un’antenna sintonizzata sui “fermenti vivi” della nuova canzone d’autore italiana. Ferretti è una bella scoperta: testi profondi, voce calda, 6 6 | MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2014

uno stato di attesa e immobilismo. Lo stile, pur restando cantautorale, parte da territori pop per allargare l’orizzonte. Il disco è più composito rispetto al suo precedente, “Il mio vestito”, uscito a fine 2009. Verner, nelle sue nuove canzoni, tiene a mente la lezione di Battiato, Guccini, Concato, da cui parte, per esprimersi con grandi doti artistiche, vena creativa. Tratteggiando con intensità espressiva.

Mela divisa in due «Ora che morderti non posso siamo due frutti a metà»

sound rockeggiante. Nove tracce in equilibrio fra poesia e canzone d'autore; canzoni emozionanti e istrioniche, storie vere, introspettive e allo stesso tempo taglienti. “Una mela” vede l’amore come un frutto maturo che cade dal ramo. “Cameriere” - mix di Tiziano Ferro e Eugenio Finardi - ci porta in un ristorante tra clienti esasperati e la mente che viaggia altrove. “Supersoniche le rondini” si apre con la voce e la testimonianza della croata Ivana Rakvin, ragazza disabile ed autistica che parla di bombe e guerra. Grande liricità il racconto di “Portuale” sulle morti bianche.


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