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Mondo Agricolo 9 (2017)

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FUSCO A ENAPA l PREVENZIONE INCENDI l PROGETTI INTEGRATI FILIERA l STAGE ALL’ESTERO l INNOVAZIONE SEMENTI WEB ULTRAVELOCE l CONTOTERZISTI E AGRODIGITALE l BOVINI DA LATTE l YOGURT DA PODIO l RILANCIO DELLA LANA


L’EDITORIALE nnn

Fare rete

I

n un mondo che continua a cambiare rapidamente e i cui orizzonti sono marcatamente globali, la crescita è sempre più prerogativa delle realtà imprenditoriali più grandi e strutturate. È irrealistico infatti pensare che, nel contesto odierno, imprese di piccole dimensioni possano essere competitive, come realtà produttive singole. Diverso è il discorso se queste imprese si mettono in rete. Per questo - lo sosteniamo da tempo con convinzione - una delle parole chiave per le imprese di oggi è aggregazione. Fare rete porta con sé vantaggi notevoli, in termini di abbattimento di costi, incremento dei fatturati, agevolazioni nell’accesso al credito e ai fondi dei PSR, solo per citarne alcuni. Lo strumento delle Reti di Impresa quindi risulta essere fondamentale. Confagricoltura, consapevole di questo, con lungimiranza si è impegnata, dal 2012, su questo fronte, perché il contratto di rete fosse declinato anche per il settore agricolo ed i vantaggi di tale contratto fossero introdotti anche per le imprese agroalimentari: si uniscono le risorse, si ripartiscono i costi, senza tuttavia rinunciare al proprio brand. Numerosissime quindi le opportunità che il contratto di rete apre, senza controindicazioni di sorta, dal momento che le imprese che si mettono in rete mantengono intatta la propria identità. Una svolta - quella delle reti di impresa agricole - a cui abbiamo contribuito in modo determinante dal punto di vista normativo e che continuiamo a promuovere per le opportunità di business e di gestione dei processi produttivi a cui altrimenti alcune realtà imprenditoriali di piccole dimensioni, benché valide, non avrebbero accesso e che invece vanno sostenute e supportate nel loro consolidamento, in quanto tessuto imprenditoriale prezioso nell’economia del nostro Paese. Consentire alle nostre imprese, anche piccole e medie, di crescere mettendosi in rete, di aggredire così i mercati esteri, di essere competitive nei confronti dei competitor internazionali: tutto questo quindi è possibile grazie alle reti d’impresa. Per incentivare la nascita di tali reti e realizzare un sistema imprenditoriale più innovativo e competitivo pochi mesi fa abbiamo costituito “Made in Rete”, l’associazione delle reti di impresa che fornisce assistenza alle aziende associate nel percorso di promozione e sostegno alle Reti di Impresa. Molte le adesioni a Made in Rete, adesioni di cui prevediamo un ulteriore incremento durante l’autunno con le prossime campagne olivicole e cerealicole. Il 18 ed il 19 settembre ha avuto luogo, nella nostra sede a Roma, la seconda edizione del corso di formazione per formare i nuovi manager di rete di Confagricoltura, capaci di fornire assistenza su tutto il territorio nazionale a quelle imprese associate che vogliono intraprendere la strada dell’aggregazione e mettersi in rete con altre. Perché, come dice un proverbio africano, «se vuoi andar veloce vai da solo, se vuoi andar lontano vai insieme ad altri» dove per “lontano” intendiamo il mercato globale in cui vogliamo che le nostre imprese siano presenti da protagoniste. Massimiliano Giansanti

SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 3


SOMMARIO

L’EDITORIALE Fare rete Massimiliano Giansanti ................. APERTURA ASSEMBLEA A iamme spente Concezio Gasbarro ......................

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Fronte comune sulla carne Gabriella Bechi .......................... 28 ATTUALITÀ INNOVAZIONE Web ultraveloce F. B. ....................................... 37

PRIMO PIANO TERREMOTO Amatrice c’è Elisabetta Tufarelli ..................... 10

Cogliere i bisogni Anna Gagliardi .......................... 40

Voglia di andare avanti Gabriella Bechi .......................... 12

Armonia agro sociale Gaetano Menna ......................... 44

Foto di Giampaolo Atzeni Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Perversa burocrazia Gaetano Menna ......................... 14

UNCAI NOTIZIE

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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it Uicio Traico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it Stampa e difusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

Confagricoltura

ATTUALITÀ ARTE RURALE Il borgo degli artisti Gabriella Bechi .......................... 48

@Confagricoltura

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33

Rubriche Mappamondo Jamòn vacca . . . . . . . . . 31

FOCUS FIERE ZOOTECNICHE Bovini 4.0 Anna Gagliardi .......................... 16

Organizzazione Cariche Enapa . . . . . 50 Campi rosa Due domande a… . . . . . . 54

Yogurt da podio Elisabetta Tufarelli ...................... 20

Anga Filiere intelligenti . . . . . . . . . . . . 55

Filato sostenibile Gabriella Bechi .......................... 23

Pria Progetti integrati di filiera . . . . 55

Enapra Assemblea . . . . . . . . . . . . . . . . . 58

Over65 Carne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60


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APERTURA INCENDI

A iamme spente Dopo l’estate più “rovente” degli ultimi trent’anni è il momento di attivare politiche mirate per una nuova gestione sostenibile delle foreste

di Concezio Gasbarro presidente Federazione Nazionale Risorse Boschive di Confagricoltura

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l momento in cui scriviamo ancora permangono diversi incendi attivi sul territorio nazionale ma, sostanzialmente, la fase di maggiore emergenza sembra essere superata anche grazie al cambiamento delle con6 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

dizioni meteoclimatiche. Ingenti i danni, sia all’ecosistema sia al reddito delle proprietà coinvolte; lunghi i tempi per avere stime certe sul valore economico del legno perso, dei pascoli interdetti e dei servizi ambientali che il bosco assicura e che sono stati compromessi. Le cause di innesco degli incendi, nella quasi completa totalità, di origine antropica - ascrivibili a fenomeni di colpa e anche di dolo - sono tutte piuttosto dificili da impedire, se non con un’intensa attività di intelligence da parte dei presidi di prossimità delle istituzioni e con pari iniziative informative e formative. La lotta attiva possono farla solo le strutture dedicate per le quali è auspicabile un miglior utilizzo delle forze in campo, anche in termini di coordinamento e di eficientamento in mezzi e risorse umane dedicati. Non di meno è importante dotare il territorio di infrastrutture viarie di servizio in grado di favorire con tempestività l’accesso ai mezzi di soccorso da

terra (più eficaci di quelli aerei in molte condizioni). Ma la vera prevenzione degli incendi la si doveva condurre con un paio di decenni d’anticipo, intervenendo sui fattori predisponenti, come insieme di aspetti che favoriscono la propagazione del fuoco: caratteristiche della vegetazione, condizioni climatiche e morfologia del terreno. Ovviamente alcuni fattori non dipendono direttamente dai nostri comportamenti (si pensi alla siccità) e sono più o meno causati dai mutamenti climatici che possiamo e dobbiamo contrastare con buone pratiche, che richiedono tempo; molto però è possibile fare per ridurre le cause di diffusione, come gli interventi di gestione forestale inalizzati alla riduzione della continuità di contatto dei combustibili vegetazionali. Dobbiamo, nei fatti, contrastare l’abbandono della più grande infrastruttura verde della nazione: le foreste. Queste sono in molti casi abbandonate e l’incendio diviene facilmente fattore di disturbo de-


vastante; è contenibile solo con le tradizionali attività selvicolturali, oggi di molto contratte nella dimensione spazio - temporale, anche a causa della mancanza di una politica di settore di cui da tempo si chiede ai vari governi di renderne operanti i caratteri distintivi. E non è poi solo una questione di risorse economiche, ma anche di capacità del sistema a non allontanarsi dalla soluzione di problemi strutturali e a favorire la gestione forestale. Senza condizionamenti e vessazioni, a cui spesso la selvicoltura deve sottostare, in ragione di dinamiche normative frammentate e limitanti, che allontanano le aziende forestali dalla conduzione attiva, da sola in grado di aumentare la resistenza e la resilienza delle formazioni boschive dall’espandersi degli incendi; la più grande opera di prevenzione per la tutela del bosco dagli incendi è direttamente connessa alla rivitalizzazione dell’economia del settore foresta – legno. Vi è un nesso inscindibile tra produzione

La prevenzione dei roghi è connessa alla rivitalizzazione dell’economia agroforestale di valore e difesa del valore prodotto. Confagricoltura auspica che le istituzioni interessate accompagnino, sul piano tecnico e amministrativo, una nuova gestione sostenibile delle foreste, capace di

Concezio Gasbarro

privilegiare sul tema degli incendi la prevenzione oltre che la repressione, e recuperando - a beneicio del mondo rurale - un più stringente rapporto di cooperazione e di responsabilizzazione nel presidio del territorio da cui troppo frettolosamente è stato allontanato. Le richieste per il governo: attivazione della direzione generale foreste presso il Mipaaf come ente di indirizzo, coordinamento e controllo delle competenze forestali locali; aumento degli investimenti in pianiicazione, infrastrutture delle imprese selvicolturali, compresi incentivi sia economici sia legali per favorire l’associazionismo dei piccoli proprietari boschivi a superamento degli ostacoli legati alla frammentazione fondiaria del territorio; istituzione di meccanismi di compensazione del mercato per valorizzare i servizi ecosistemici non produttivi, generati dalle foreste (crediti volontari di carbonio, tutela del suolo, della biodiversità e della qualità dell’acqua). nnn SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 7


PRIMO PIANO TERREMOTO UN ANNO DOPO

Solidarietà in campo

La Onlus Senior ha contribuito alla costruzione della nuova scuola antisismica di Civitella. Realizzerà un centro di aggregazione per la comunità di Amatrice

nendo in varie situazioni per far sentire tangibilmente, alle popolazioni colpite, la vicinanza del sistema Confagricoltura». Individuate quattro azioni solidali e di aiuto concreto, ognuna del valore di 50mila euro. In particolare sono state già deinite le iniziative in Abruzzo e Lazio, mentre si stanno perfezionando quelle in Marche e Umbria. La prima si è già concretizzata: la Onlus Senior ha contribuito alla costruzione della nuova scuola antisismica di Civitella del Tronto (Teramo), alla cui inaugurazione del 13 settembre sono intervenuti pure Santori di Elisabetta Tufarelli ed il componente della Giunta di Confagricoltura Diana Pallini. «La a Onlus “Senior – L’E- scuola è il segnale che c’è futuro tà della Saggezza”, attraverso le donazioni e con il prezioso contributo delle sedi territoriali, ha raccolto oltre 200mila euro tra fondi 5xmille ed erogazioni liberali per interventi nelle aree colpite dal sisma. «Il forte terremoto – ha osservato Angelo Santori, segretario nazionale della Onlus Senior – ha colpito un territorio Pallini, Santori dove l’agricoltura è la principale e la sindaca Di Pietro fonte di reddito. Stiamo interve-

L

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– ha detto Pallini -. Siamo orgogliosi di aver partecipato a far sì che gli alunni di Civitella abbiano un ambiente confortevole e sicuro in cui formarsi e crescere». In collaborazione con l’Associazione Terra di Amatrice ed il Comune ad Amatrice verrà realizzato un Centro di aggregazione sociale, un luogo per permettere ai residenti di riprendere una vita quasi normale. Dotato di ogni comfort, sarà utile anche per la terapia ancora in corso del trattamento psicologico dello stress post-traumatico di coloro che sono stati profondamente colpiti dal sisma. «E’ sempre possibile – ha concluso Santori - continuare ad alimentare il nostro canale di solidarietà e contribuire alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma”. Le donazioni vanno effettuate sul conto onlus “Senior – l’Età della Saggezza”, Monte dei Paschi di Siena, Iban: IT 79 Q 01030 03241 000063126678, ricordando di inserire la causale: “Aiuti pro terremotati Centro Italia”». Le somme devolute da persone giuridiche o isiche, potranno anche essere portate, in deduzione o in detrazione, nella dichiarazione dei redditi. nnn


PRIMO PIANO TERREMOTO UN ANNO DOPO

Piazza del gusto, della tradizione e della solidarietà inaugurata ad Amatrice (Frazione San Cipriano)

Amatrice c’è Il dopo-sisma deve essere anche l’occasione per ripensare profondamente lo sviluppo dell’economia locale di Elisabetta Tufarelli

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S

ergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, un anno fa, in una telefonata con Rai News, rilevò: «il paese non c’è più». Nonostante la normalità sia ancora lontana, ad un anno dal sisma, l’attività che ruota intorno al cibo, però, sta lentamente riprendendo energia, grazie alla voglia di ricominciare degli abitanti, come ha sottolineato lo stesso Pirozzi nella prefazione del prezioso volume di testimonianza e memorie “Amatrice, storia, arte e cultura”, promosso dalla fondazione della famiglia Santarelli.Il dramma umano certamente è stato pesantissimo – oltre 200

morti - e restano da sgombrare ancora tante macerie, ma la volontà di rialzarsi comincia a far vedere i primi risultati. A ine luglio ha aperto l’“Area Food” con otto ristoranti ed un supermercato. “Dal punto di vista agricolo – ha messo in evidenza il presidente di Confagricoltura Lazio, Sergio Ricotta - nell’area di Amatrice e Accumuli ci sono quasi 300 aziende agricole colpite, spesso realtà anche molto piccole, direi quasi di economia circolare, che sostentavano se stesse e ricevevano liquidità dal turismo e da coloro che, trasferiti altrove, conservavano legami fortissimi con le loro radici”. Per favorire la ripresa economica dell’area, per


Ricotta sono “indubbiamente fondamentali proprio l’agricoltura e l’allevamento, che possono dare un forte impulso all’economia locale”. Confagricoltura si sta muovendo concretamente, insieme ad un gruppo di imprenditori associati, per preservare e valorizzare radici e origini nel territorio colpito. E’ stata così costituita l’associazione ‘Terra di Amatrice’, che ha tra i fondatori le famiglie originarie della conca amatriciana e che collabora con quella di Confagricoltura “Senior-l’età della saggezza”. “Le imprese agricole – ci ha spiegato l’imprenditore associato Stefano D’Orazio, tra i promotori dell’associazione ‘Terra di Amatrice’ - già prima del sisma erano gravate da problemi contingenti dovuti alle loro dimensioni ed al mercato. Il dopo sisma ha peggiorato ancor più la loro situazione anche se, paradossalmente, la domanda di prodotti ‘amatriciani’ è schizzata in alto decuplicandosi, mentre la produzione è tragicamente scesa. Per questo abbiamo aperto un dialogo con l’Università della Tuscia con l’obiettivo di valutare congiuntamente l’avvio di un ‘progetto dello sviluppo agroalimentare’”. Si sta lavorando anche per la razionalizzazione della produzione, l’unione in consorzi, la promozione dei contratti di rete, con lo scopo di incrementare quantità e qualità della produzione ma anche per costituire una massa critica. È importante anche valorizzare la Conca Amatriciana, situata alle falde dei Monti della Laga, un’area caratterizzata da una notevole biodiversità. “Per questo – ha spiegato D’Orazio – pensiamo ad azioni per favorire l’escursionismo di giovani e turisti. Siamo convinti del valore di ristrutturare gli stazzi, ovvero i tipici ricoveri di pastori e armenti, realizzati con pietra a secco e situati a diverse altitudini”. Oltre al necessario

Ricotta: «Valorizzare i prodotti del territorio a denominazione comunale» sforzo da parte delle Istituzioni per far rinascere a brevissimo le aziende così profondamente colpite dal sisma: “Senza dubbio uno dei punti da cui partire – ha concluso Sergio Ricotta - è la valorizzazione dei prodotti a denominazione comunale dell’area e lavorare per il loro in-

Moduli abitativi per i terremotati

cremento quantitativo e qualitativo. Accanto a questi penso alle nocciole, che vengono particolarmente bene in queste aree e ai frutti di bosco, così come ad allevamenti ‘innovativi’, per lo sviluppo di iliere lattiero-casearie o agli allevamenti da carne”. nnn

DE MICHELI COMMISSARIO PER LA RICOSTRUZIONE

Il Consiglio dei ministri, nella riunione dell’8 settembre, ha deliberato, su proposta del premier Paolo Gentiloni, la nomina della sottosegretaria all’Economia e imprenditrice agricola Paola De Micheli, a commissaria straordinaria del Governo ai ini della ricostruzione nei territori delle regioni interessati dagli eventi sismici veriicatisi a partire dal 24 agosto 2016. De Micheli è subentrata a Vasco Errani. «È un incarico importante De Micheli e gravoso, lo afronto con umiltà e determinazione», ha e Giansanti commentato l’interessata, avvertendo che opererà non solo per «la ricostruzione materiale delle zone colpite dal sisma, ma anche per la rinascita civile e sociale delle comunità». Paola De Micheli, 44 anni, laurea in Scienze Politiche ad indirizzo internazionale, è un’imprenditrice agricola associata a Confagricoltura Piacenza. È stata anche vicepresidente dell’Anga nel triennio 1994-1997. SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 11


PRIMO PIANO TERREMOTO UN ANNO DOPO

Voglia di andare avanti L’attività produttiva non si è mai fermata ma è difficile ripartire a Norcia e Castelluccio dove turismo, ristorazione e vendita dei prodotti erano il perno di Gabriella Bechi Il magazzino di confezionamento del miele dell’azienda Agabiti (Foto di Giampaolo Atzeni)

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La stalla nel tendone dell’allevamento di Claudio Salvatori

L

a facciata puntellata della basilica di San Benedetto a Norcia, la sola cosa rimasta in piedi della bellissima chiesa gotica è il simbolo del dopo terremoto, di una ricostruzione che, a quasi un anno di distanza, stenta a prendere corpo. Oggi in quel luogo disastrato sono al lavoro i primi 16 giovani del Corpo europeo di solidarietà che partecipano per un mese al progetto “Gioven-

tù europea per Norcia” inanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani grazie al Programma Erasmus+. Oltre a questa, tante sono le iniziative di solidarietà che si sono susseguite in questi lunghi mesi, che sono state importanti per far ripartire le attività produttive. Soffrono soprattutto il turismo, anche quello rurale, il commercio e la ristorazione, su cui poggiava l’economia della cittadina e quella della vicina Castelluccio. Colpa della lenta e farraginosa macchina burocratica per il rilascio delle autorizzazioni ad effettuare gli interventi di ricostruzione. Le cose vanno meglio in campagna “perché – dice il direttore di Confagricoltura Umbria Cristiano Casagrande – gli agricoltori sono abituati a risolvere da soli i problemi e non hanno mai lasciato le loro aziende ed i loro animali”. L’attività produttiva non si è mai fermata, gli allevatori hanno avuto tendoni, mangimi e foraggi e la richiesta di prodotti c’è stata, anche grazie alla solidarietà dei consumatori verso queste zone. Dunque la ripresa è stata più veloce. Claudio Salvatori, uno degli agricoltori più colpiti di Norcia, ha perso la stalla,


A Norcia l’ufficio di Confagri è rimasto nel camper ma non cessa l’operatività

la sala mungitura e la casa. Con la sua famiglia e suoi fratelli ha vissuto in roulotte per diversi mesi, ma non mai ha smesso di mungere le sue vacche. Oggi gli animali vivono sotto i tendoni che sono stati forniti dalla Regione in collaborazione con la protezione civile e sono arrivati anche i moduli abitativi. “Non è come prima – dice – ma c’è voglia di andare avanti”. L’attività è proseguita anche per la famiglia Agabiti, apicoltori da 25 anni, che hanno continuato a commercializzare i loro mieli di 12 varietà diverse con il marchio “Il Massaro”, grazie anche ad un container utilizzato come magazzino. La ricostruzione del punto di vendita che era stato danneggiato non è ancora iniziata per le solite lungaggini burocratiche, “ma il vero danno all’attività – dice Marco Agabiti – non l’ha provocato il terremoto, bensì la siccità che quest’anno ha duramente colpito la nostra zona, provocando una diminuzione della produzione di miele del 70%”. Le cose vanno peggio per gli agriturismi. Grazia Veneri titolare de “La Fattoria di Norcia”, con undici camere e sala colazioni completamente

distrutte, è scoraggiata. Ha dovuto comprare una casetta di legno per vivere e di ricostruire l’agriturismo neppure se ne parla. “Il turismo è al collasso, anche perché non ci sono strutture ricettive e a noi non danno i fondi per ricostruire. Mi avevano proposto la delocalizzazione – spiega – ma questa cosa, se può andare bene per le attività commerciali, non può funzionare per chi come noi ha una struttura turistica. È quasi un anno che non lavoriamo e non

so veramente se e quando potremo ricominciare”. Se a Norcia qualcosa si sta muovendo a Castelluccio le cose stanno esattamente come un anno fa. “Le mie pecore, che avevo portato da un amico a Recanati dopo il terremoto – dice il responsabile dell’uficio zona di Norcia di Confagricoltura Fabio Barcaioli, che proprio in questo comune ha un’azienda agricola dove alleva pecore e produce Pecorino e lenticchie Igp - sono tornate e per ora vivono all’aperto, ma i tre caseiici che c’erano a Castelluccio sono andati distrutti e dunque il latte lo dobbiamo vendere, in mezzo a mille dificoltà, perché la strada non è aperta tutti i giorni. Ci auguriamo che qualcosa si muova prima dell’arrivo dell’inverno, perché altrimenti non so proprio come faremo”.Anche l’uficio di Confagricoltura di Norcia è andato distrutto dal terremoto e i funzionari continuano a lavorare nel camper, perché non è andato a buon ine, sempre per motivi burocratici, il progetto di costruzione di alcuni prefabbricati per attività professionali da realizzare nel terreno di un privato. Ma la loro attività, anche di sostegno agli imprenditori danneggiati dal sisma, è proseguita senza sosta. nnn

Ufficio Confagri nel camper (Foto di Giampaolo Atzeni)

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re non poteva certo tenere le vacche all’aperto, troppo freddo anche per esse. E allora si è continuato così, con le mucche nella stalla tra le macerie, a mungere e produrre il latte da destinare al caseiicio di Colle Fiorito. «La mungitrice si era guastata ed ho dovuto ripararla. I primi giorni dopo il terremoto – ricorda - sono stati davvero tragici, accampato in auto fuori all’azienda e l’attività da svolgere con una piccola mungitrice portatile. Le mucche impaurite producevano la metà del latte poi, progressivamente si è tornati alla normalità». Già parla di “normalità”, come se la situazione attuale fosse normale. C’era pure chi stava peggio di lui e nella stalla puntellata ha ospitato i capi di altri allevatori che avevano perso le loro strutture. E ci sarebbe da raccontare i gesti di altruismo, di solidarietà tra produttori; gli agricoltori terremotati, pure in emergenza, una mano ai colleghi in dificoltà non l’hanno mai negata. L’ abitazione di Salvi è ubicata a qualche chilometro di distanza dall’azienda. «Ha retto al terremoto ma è diventata pericolante ed inagibile», ci dice l’agricoltore. E ora, dieci mesi dopo? L’abitazione La stalla puntellata resta inagibile e Salvi è sempre uno dell’azienda di Guido Salvi sfollato. Per la stalla si sono provate varie soluzioni ma nessuna praticafrisone e di 300 ettari di cui 200 a bile, alla ine ha chiesto una struttuseminativi. Il raccolto per il 70% è ra mobile che si spera possa arrivamais, orzo e ieno prevalentemente re quanto prima. destinati all’alimentazione animale, il 30% sono colture di leguminose (lenticchie, ceci). La casa colonica dove erano ospitati gli operai è venuta giù ed alla ine Salvi ha deciso di demolirla del tutto. Troppo pericoloso tenere in piedi ciò che restava. E poi serviva anche facilitare l’accesso in sicurezza all’azienda. «La stalla miracolosamente ha retto – ci dice l’imprenditore -. Certo in più punti è stato necessario puntellarla e sono stati preziosi, anche in questo senso, i vigili del fuoco». Tenere le mucche al suo interno era un rischio troppo grande. Ad ogni scossa ulteriore c’era il timore che potesse venire giù tutto. Però si era in inverno e l’allevato-

Ad agosto altro problema grande quanto il terremoto, è stato quello della siccità Tolentino (Macerata) è certamente il comune più grande, sia marchigiano sia umbro, per popolazione, colpito dal sisma. Qui, a 1300 slm, c’è una delle aziende di ovini del nucleo familiare di Antonio Di Pietrantonio, l’altra è a Preci; tutte e due le imprese hanno inagibili le case e le strutture. A Tolentino, in due roulotte personali si erano accampati, lui ed i due operai. L’allevatore, socio di Confagricoltura Macerata, è grato ai colleghi delle sedi di Confagricoltura di Modena e Brescia che gli hanno fatto pervenire nei momenti dificili tir di ieno ed una delle due roulotte che aveva a disposizione. «Gli agricoltori modenesi e bresciani hanno un cuore grande – ci dice commosso Di Pietrantonio -. Quelli di Modena, in particolare, sanno bene cosa che ci è accaduto; prima di noi, lo hanno vissuto sulla loro pelle». Dieci mesi dopo la casa resta inagibile e lui e l’anziana mamma si arrangiano come possono. È arrivato un modulo abitativo che è stato destinato ai due dipendenti. Ad agosto altro problema grande quanto il terremoto, è stato quello della siccità. C’era penuria di pascolo per le pecore. nnn

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A Cremona cinque saloni assieme per una panoramica a 360 gradi sulla zootecnia. Oltre cento i seminari e workshop previsti di Anna Gagliardi

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ootecnia di precisione, stalla 4.0, agricoltura conservativa, trasformazione del latte in azienda: sono alcuni dei temi della prossima Fiera Internazionale del Bovino da latte che si terrà a Cremona dal 25 al 28 ottobre, con un programma di oltre cento seminari e workshop a corredo dell’area espositiva vera e propria. L’appuntamento è tra quelli da non perdere su scala internazionale, soprattutto in un momento in cui il settore lattiero caseario italiano ha recuperato positività, con quotazioni dignitose per il latte ed esportazioni in crescita. Nei primi sei mesi del 2017 le consegne di latte nel nostro Paese sono aumentate di oltre il 2,5% su base tendenziale, a fronte di un calo dello 0,57% della media europea (fonte: Clal.it). Un risultato che ora impone all’Italia maggiore attenzione e pianiicazione, al ine di riuscire a consolidare le performance e non essere vulnerabile nel mercato globale. L’Italia è il quindicesimo produttore di latte bovino al mondo (al primo posto igurano gli Stati Uniti) e il sesto nell’U-

Negli allevamenti italiani triplicati in vent’anni i bovini da latte nione Europea, dove è preceduta da Germania, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Polonia. Quanto a numero di capi, siamo al quarto posto nella UE e, riguardo alla produzione media annua di latte per capo, siamo all’ottavo posto. Siamo invece terzi nella produzione europea di formaggi. Sono i dati elaborati dal Centro Studi di Confagricoltura, che ha analizzato il comparto lattiero-caseario prendendo in considerazione l’evolversi del quadro internazionale nel corso degli anni. Lo studio evidenzia che la produzione comu-

nitaria di latte bovino, fra il 2010 e il 2015, è cresciuta dell’8,6%. Anche in Italia il dato è positivo, grazie all’affermarsi di aziende specializzate che hanno aumentato dimensioni e competitività. Se, infatti, tra il 1990 e il 2013 le imprese agricole con allevamento di bovini da latte sono diminuite passando da oltre 200mila a poco più di 40mila, il numero di capi per azienda è praticamente triplicato, passando da una media di 12,8 a una di 37,4. Nel 2016 - stando all’elaborazione dei dati Istat a cura del Centro Studi Confagricoltura - le vacche da latte erano oltre 1,8 milioni, con la Lombardia al primo posto (con il 26,2% del totale Italia), seguita da Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Il latte bovino rappresenta il 94,7% della produzione lattiera totale italiana. Il nostro Paese non è però autosuficiente, dovendo importare latte e prodotti lattiero-caseari dal resto d’Europa. Questo fatto mette l’Italia perennemente a confronto con i principali competitor, non solo in relazione alla materia prima e alle sue quotazioni, ma anche per i formaggi, che SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 17


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

sappiamo esportare bene, ma che rappresentano comunque la seconda voce delle importazioni tra il 2010 e il 2016, con un incremento del 10,3%. Fra i principali Paesi produttori, siamo quello con il minore grado di autosuficienza (74%) per soddisfare i consumi interni di latte, rispetto a una media comunitaria del 112%. L’Italia acquista dall’estero latte e crema di latte, formaggi e latticini soprattutto da Germania e Francia, sebbene in diminuzione rispetto a qualche anno fa. Per il latte crescono le importazioni da Repubblica Ceca, Spagna, Polonia, sebbene su quantitativi ridotti, mentre per i formaggi e i latticini compriamo da Olanda, Repubblica Ceca, Lituania, Spagna. L’esportazione dei formaggi italiani è in aumento e ha come principali mercati Francia Germania, Stati Uniti e Regno Unito. Nell’Unione Europea i prodotti lattiero-caseari riconosciuti DOP sono 196, di cui 187 formaggi; quelli IGP sono 46, di cui 44 formaggi. Il primato va alla Francia, con 60 IGP, di cui 50 DOP, ma l’I18 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

Nel primo semestre consegne di latte aumentate di oltre il 2,5% talia è leader per le DOP, avendone 51 su 53 IGP. In questo contesto, con solide premesse ma una forte variabilità del mercato, il nostro Paese deve giocarsi le car-

te migliori e puntare sulla qualità della produzione e sul brand Made in Italy. Un lavoro necessario per cercare di stabilizzare le posizioni raggiunte e aumentare la redditività , a partire dagli allevatori: temi che saranno dibattuti dagli operatori a Cremona, insieme agli argomenti di carattere tecnico che riguardano l’intero settore zootecnico. nnn

I VILLAGE DELL’INNOVAZIONE

Alla Fiera di Cremona ci saranno quattro focus su altrettante tematiche tecniche: innovazioni lattiero-casearie, agro-zootecnia biologica, novitĂ in ambito tecnologico, energie rinnovabili da fonte agricola. t .JML 7JMMBHF BSFB EFEJDBUB BMMF JOOPvazioni tecniche e tecnologiche nel settore lattiero-caseario con nuovi spunti proposti agli operatori professionali per sviluppare nuovi business. t #JP 7JMMBHF TQB[JP JO DVJ HMJ FTQPTJUPSJ QSFTFOUBOP QBSUJDPMBSJ TPMV[JPOJ F TJTUFNJ per l’agricoltura e l’allevamento bio. t #JPFOFSHZ 7JMMBHF TQB[JP EFEJDBUP BM DPOGSPOUP QSPGFTTJPOBMF QFS MP TWJMVQQP EJ una iliera integrata e sostenibile per la produzione di bioprodotti, con un corner per discutere delle strategie per la valorizzazione delle iliere bioenergetiche. t 5FDIOP 7JMMBHF BSFB DPO MF OPWJUĂ‹ UFDOJDIF F MF TPMV[JPOJ QJĂĄ JOOPWBUJWF FE FÄ?cienti nel campo dell’agricoltura e della zootecnia.


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

Anna Affinito insieme alla famiglia

tivi crepuscolari. Tutti gli arredi sono diversi tra loro e caratterizzano in modo signiicativo le camere, dotate di ogni confort. Un luogo di sosta ideale per chi desidera vivere un’esperienza autentica a contatto con la natura in un’azienda che ha sposato l’armonia tra ambiente, agricoltura ed alimentazione per offrire quanto di meglio produce ai suoi ospiti. E tra i suoi prodotti c’è innanzitutto il latte. Ma non un latte qualunque: il Latte Nobile, un marchio, non una marca come tante altre in commercio, i cui utilizzatori (solo autorizzati e meno di venti in tutta Italia) devono rispettare un rigoroso disciplinare di produzione e dar conto all’Associazione (ALNI) e al suo Comitato Scientiico, i cui membri provengono fra l’altro da quattro Università italiane. “Il latte non è tutto uguale – dice Maria Giuliani -. Come per altri prodotti, come il vino o l’olio extravergine di oliva, ci sono diversi livelli qualitativi. Il disciplinare del Latte Nobile prevede, ad esempio, che la 22 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

In allestimento il farmer market all’interno dell’azienda

razione alimentare sia composta per almeno il 70% da erba e ieno, che il numero di essenze sia almeno di cinque; sono proibiti gli insilati, gli OGM e gli integratori. Questo tipo di alimentazione permette di ottenere un latte non solo più gustoso, ma anche più ricco di tutte le componenti nutrizionali e, soprattutto, un miglior rapporto omega-6/omega-3, che deve essere ed è sempre al di sotto di 5. Il tutto senza alcun additivo e nel rispetto dell’ambiente e del benessere animale. Un modello che nasce essenzialmente per due motivazioni: offrire al consumatore un latte alimentare di qualità alta, riconosciuta e certiicata; dare all’allevatore il giusto prezzo per quel latte”. Da questo latte deriva lo yogurt da podio. Trasformato a poche ore

dalla mungitura senza l’aggiunta di conservanti o addensanti, in un piccolo laboratorio realizzato in un vecchio ienile, di recente restaurato, con annesso un locale di vendita dei prodotti aziendali, oggi viene servito per colazione agli ospiti dell’agriturismo. E, oltre allo yogurt, da poco è iniziata anche la produzione di stracchino, anch’esso commercializzato con il marchio Taverna Centomani. Ad oggi il processo di riconversione e trasformazione di Taverna Centomani è ancora in itinere. Stanno per terminare i lavori di recupero di un altro fabbricato da destinare a ristorante, fortemente richiesto dagli ospiti dell’agriturismo, prevalentemente stranieri desiderosi di assaggiare le prelibatezze locali ed è in corso di allestimento un piccolo farmer market per la vendita dei prodotti aziendali insieme ad una selezione delle eccellenze agroalimentari della Basilicata. E poi si sta pensando anche alla produzione di altri tipi di formaggi, tutti rigorosamente da Latte Nobile. nnn


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

altezza sul livello del mare, e nei mesi più freddi vivono in stalla nutrendosi solo del ieno raccolto in azienda. Un allevamento estensivo, totalmente sostenibile, a basso ambientale. “All’inizio non riuscivamo a coprire i costi di produzione e così ci siamo dovuti reinventare il lavoro. Abbiamo pensato alla lana, che avrebbe potuto diventare una buona fonte di reddito – spiega -. Fino a quel momento vendevamo lana sucida, ovvero la lana sporca non ancora sottoposta a lavaggio, ad un prezzo bassissimo; allora abbiamo cominciato a migliorare la qualità del prodotto, introducendo moderne tecniche di tosatura dolce. Poi abbiamo scelto di pettinare la lana, in modo da 24 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

La tradizione pastorale abruzzese si fonde con la modernità sostenibile ottenere un ilamento più morbido. La produzione della lana è passata da 50 chili a 600 chili di quest’anno, grazie all’ idea di creare un marchio e di vendere questa lana trasformata in matasse sul mercato italiano. E l’attività sta andando molto bene”. I velli e le parti migliori vengono mandate ad un consorzio di Biella per essere trasformati in ilati: rocche da un chilogrammo che ritornano a Barisciano, dove Valeria commercializza con il marchio “AquiLana” matasse e gomitoli confezionati e

Tinture naturali con piante, radici, foglie e vino

tinti solo in maniera naturale e a mano, con piante, radici, iori, foglie, cortecce del territorio e, addirittura, con il vino principe del luogo, il Montepulciano d’Abruzzo. Dallo scorso anno l’allevatrice ha aperto una bottega, della lana presso l’albergo diffuso Sexantio, a Santo Stefano di Sessanio, grazie ad un progetto culturale dell’Ente Parco mirato a realizzare ed a tutelare tradizioni e prodotti locali; nella bottega oltre alla lana, vende capi d’abbigliamento fatti a mano (cappelli, guanti, sciarpe,


maglioni) e tiene corsi di tessitura a maglia e all’uncinetto. Il borgo di Santo Stefano, 112 abitanti, situato nella parte meridionale del massiccio del Gran Sasso d’Italia, al di sotto della vasta piana di Campo Imperatore, a 1200 metri sul livello del mare, ha un passato dalla forte vocazione all’allevamento e alla pastorizia. In parte recuperato e restaurato dall’imprenditore italosvedese Daniele Kihlgren e vincitore del premio “Italia è – Una bella storia di casa nostra”, è un modello turistico estivo e invernale per cultura e artigianato che attrae visitatori da tutto il mondo. “L’unico modo In rete 83 aziende per risolvere la crisi e garantire ai familiari che lavorano miei igli di proseguire la storica la lana di pecora attività della famiglia - dice Valeria - è stato quello di migliorare le produzioni attraverso la qualità, di vendita diretta. E poi di guardare creare un marchio e di passare alla al mercato e alle nuove tendenze: c’è grande richiesta, ad esempio, per capi di pura lana vergine fatti a mano come i nostri e per la coloValeria Gallese ratura naturale che facciamo noi.

E il consumatore è disponibile a pagare un giusto prezzo per questi prodotti”. Ma c’è anche un altro obiettivo nel progetto di Valeria: riportare in auge la tradizione pastorale abruzzese, fondendola con una modernità sostenibile. Ci è riuscita e il suo esempio è stato seguito da molti allevatori della zona, che hanno registrato un miglioramento delle produzioni zootecniche, elemento centrale dell’economia abruzzese nella zona del Parco Nazionale Monti della Laga, area con una vastissima concentrazione di allevamento di ovini. “E’ stato fondamentale fare rete con altri miei colleghi – dice - perché l’unione fa la forza. Così ho contribuito alla nascita dell’Associazione “Pecunia” oggi 83 aziende familiari legate alla lavorazione della lana di pecora. Questo signiica migliorare lo stato di salute della nostra economia, far tornare a crescere l’Aquilano, incrementare il reddito”. nnn SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 25


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

Mucca felice

Angelo Dalledonne conduce nel cremonese un’impresa familiare zootecnica efficiente, che produce latte con alti standard igienici, di qualità e di benessere

di Elisabetta Tufarelli

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Pieve d’Olmi, in provincia di Cremona, siamo accolti nell’azienda di Angelo Dalledonne in cui vengono allevate 200 Frisone tra quelle in lattazione ed in asciutta. “La nostra – spiega Angelo Dalledonne, imprenditore familiare associato a Confagricoltura – è una realtà cerealicola zootecnica di 70 ettari non a corpo unico e tutto quello che produco, in prevalenza mais ed erba medica, viene usato per l’allevamento”. L’imprenditore sessantacinquenne conduce la sua azienda con la moglie Mirella, che si occupa principalmente del lato amministrativo e con le iglie, Laura (33 anni laureata in economia aziendale) e Mara (23 anni con una triennale in scienze agrarie). “Sono soddisfatto – osserva l’allevatore perché la mia attività mi piace molto. Sono iglio d’arte perché è stato mio padre ad iniziare l’allevamento e oggi è fondamentale l’apporto delle mie iglie”. L’imprenditore ha subito abbracciato il progetto di maggiore attenzione alla salubrità degli animali, per ottenere prodotti initi più etici e più buoni, lanciati dalla Latteria Soresina, a cui viene conferita tutta la produzione aziendale di latte. “Siamo sempre stati attenti – racconta - al benessere dei nostri animali, alle buone pratiche zootecniche. Già quando abbiamo ristrutturato la stalla, una quindici-

L’allevamento. La qualità nasce in stalla

na di anni fa, abbiamo iniziato impegnandoci a dare più spazio alle bovine, sia nelle stalle, sia nella sala di mungitura dove abbiamo organizzato una disposizione ’a pettine’, proprio per evitare che gli animali fossero ammassati. Abbiamo anche ampliato le cuccette e i passaggi, così come abbiamo aumentato la ventilazione”. Non c’è dubbio che un allevamento moderno di animali da reddito debba far suo il concetto di “benessere animale”, che oggi può essere misurato anche at-


la nostra azienda ha raggiunto gli obiettivi del progetto”. Sarà indubbiamente necessario stimolare la ricerca e l’innovazione, ma l’allevamento è un’attività economica, da reddito. “Mentre ho la fortuna – puntualizza l’imprenditore - di fare un lavoro che amo profondamente, dal punto di vista economico siamo ancora molto lontani dall’essere soddisfatti dal mercato: il prezzo del latte è decisamente troppo basso e non credo ci sia una soluzione universale. Ho però una speranza che vorrei diventasse certezza: il mio latte viene utilizzato prevalentemente per prodotti Dop e se ne venisse pienamente valorizzata la qualità, in termini di origine, di salubrità e di genuinità, che permette di ricavare formaggi eccezionali, e al tempo stesso si facesse concretamente fronte alle frodi alimentari, in particolare la contraffazione e l’imitazione dei prodotti, la situazione sarebbe senza dubbio destinata a migliorare”. Prossime mosse? “Il nostro settore è decisamente più complesso di quanto possa sembrare. La nostra è un’impresa familiare e il futuro – conclude Angelo Dalledonne – sarà indubbiamente passare ai robot di mungitura”. nnn

Angelo Dalledonne con le figlie Laura e Mara

traverso l’analisi dei diversi aspetti. La qualità del latte, infatti, si ritiene venga determinata da numerosi elementi, che si riassumono tutti nella qualità della vita dell’animale: l’alimentazione, l’ambiente confortevole, la mungitura, la dieta alimentare ecc. Indubbiamente saranno questi i fattori da considerare sempre di più, puntando ad allevamenti eficienti, con alti standard igienici, di qualità e di benessere.“E Latteria Soresina – mette in evidenza sempre Angelo Dalledonne – ha investito sulle stalle associate come la mia. Durante la sua visita il veterinario incaricato, dopo aver controllato minuziosamente il funzionamento dell’allevamento, ha certiicato che

«Formazione, fattore di competitività per le imprese agricole»

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FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

A Cremona la iera sull’acqua

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“Watec Italy”, dal 2018, si unisce ai saloni zootecnici. Mostra convegno su tecnologie e questioni idriche che stanno a cuore agli allevatori

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atec Italy” è la mostra convegno sulle tecnologie per il trattamento delle acque ed il controllo ambientale; punto di riferimento a livello mondiale per aziende, mondo accademico, investitori istituzionali, “venture capitalist”, analisti ed esperti del settore dell’ “acqua”. Dopo le precedenti edizioni del 2016 a Venezia e di quest’anno a Palermo, è stato annunciato che “Watec 2018” si terrà a Cremona, in occasione delle Fiere Zootecniche. La kermesse arriverà a Cremona grazie all’accordo di collaborazione fra CremonaFiere e Kenes Exhibitions di Tel Aviv, società specializzata nell’organizzazione di eventi ad elevato contenuto tecnico-scientiico in particolare nell’utilizzo delle acque. Nell’ultima edizione palermitana la mostra convegno si è concentrata sul tema della salvaguardia dell’acqua, con approfondimenti scientiici dedicati a desalinizzazione, trattamento delle acque relue industriali, iltrazione dell’acqua, tecnologie ultra iltranti e opportunità di inanziamento. Ora la manifestazione si sposterà a Cremona, capitale dell’agrozootecnia, settore che più di ogni altro è caratterizzato da un natu-

rale legame con le acque. Un legame molto saldo anche per la stessa città di Cremona, posizionata sulle rive del iume Po, il iume italiano più lungo e dal bacino idrico più ricco. La gestione idrica è indubbiamente un argomento di primo piano nel mondo agrozootecnico, che ha fatto i conti con una delle crisi idriche più drammatiche degli ultimi anni. Quest’estate il conto dei danni ha superato i due miliardi di euro, considerando non solo la siccità, ma anche le conseguenze dei forti nubifragi susseguitisi nel corso di una stagione che ha fatto registrare le temperature più calde degli ultimi 200 anni. Da un punto di vista scientiico, l’arrivo di Watec alle Fiere Zootecniche rappresenta un ulteriore passo verso quell’approccio specialistico d’alto livello, ma allo stesso tempo integrato e organico, che le Fiere Zootecniche perseguono, fornendo a espositori e visitatori non solo la migliore iera di settore possibile, ma anche strumenti, tecnologie, prodotti, tecniche e visioni sul futuro utili per orientarsi in un panorama composto da ambiti interdipendenti e collegati. In fondo è lo stesso approccio che ha portato CremonaFiere a scegliere di trattare il tema delle fonti rinnovabili legate al biogas, ilone-portante di BioEnergy, proprio all’interno delle Fiere Zootecniche. Dal punto di vista strategico, grazie alla nuova collaborazione con Kenes, CremonaFiere consolida la sua vocazione di player ieristico a livello globale e di partner strategico per le imprese italiane votate all’internazionalizzazione. (G. M.)


M A P PA M O N D O

di Jordan Nash

Jamón di vacca dal wagyu giapponese In Spagna incroci di capi bovini autoctoni con i preziosi animali del Sol Levante

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i conini di una cittadina dell’Estremadura, ai piedi della Sierra de Gata, un avvocato diventato agricoltore si è impegnato in una sorta di ‘alchimia gastronomica’ per creare un nuovo jamón ibérico dalle cosce di vacca: la pata de wagyu ibérico. Così Alfonso García Cobaleda ispirandosi al tanto famoso prosciutto dei maiali neri iberici, ha cercato di crearne uno di carne bovina. Alleva, nei 500 ettari della sua azienda, incroci di capi autoctoni spagnoli con wagyu, provando a trarne carni che trasmettano i sapori del territorio.

Ne ha dato notizia il Guardian sottolineando come la carne sia particolarmente buona e si sciolga quasi in bocca, con un sapore più delicato del prosciutto tradizionale. Dal canto suo Garcia Cobaleda sottolinea che, anche

se il procedimento è lo stesso, non sta facendo concorrenza al prosciutto di maiale, perchè il pata de wagyu ibérico con il suo sapore più morbido può attirare i compratori nord europei che trovano troppo forte quello dello jamón ibérico. Chi è scettico prima di provare il prosciutto di vacca, poi rimane piacevolmente sorpreso. Le porzioni tagliate pronte sono già in vendita per € 120-140 al kg, mentre le cosce intere sono già state prenotate a € 70 per kg mentre una coscia di 7,5 kg, di jamón ibérico di fascia alta costa ben 600 euro.

IN INDIA: BUSINESS CON MUCCHE SACRE

La vacca, animale sacro per gli Indù sta attraversando un boom speciale in India. Viene utilizzata nei saponi e dalle urine si ricavano oli da massaggio. Ma non solo. Richiede poco per vivere e fornisce il latte da cui si ottengono il formaggio, lo yogurt, il burro chiarificato (ghee). Della mucca non si butta niente. La sua urina e il suo sterco sono disinfettanti: i pavimenti di terra delle modeste abitazioni dei villaggi, un tempo non rivestiti, come oggi, di piastrelle o cemento, venivano coperti con strato di sterco di mucca a scopo antisettico. Lo sterco essiccato è da sempre utilizzato come combustibile e l’urina viene impiegata nella medicina ayurvedica. Ma è l’urina a trainare il vero e proprio business perché curerebbe ben 108 malattie. Nel “Gaushala”, un rifugio con 1100 vacche nel villaggio di Ladwa, a 180 chilometri a nordovest di Nuova Delhi, si prova a trasformare l’urina e le feci degli animali in rupie con la produzione di farmaci, detergenti, profumi, cosmetici e dentifrici. LA RUSSIA PRODUCE DA SÉ I FORMAGGI SOTTO EMBARGO

La Russia si muove per venire incontro ai consumatori con l’obiettivo di superare il bando sui prodotti lattiero-caseari europei. Il gruppo francese Danone, attraverso la controllata Numico, ha inviato 5 mila vacche dai Paesi Bassi e dalla Germania alla volta della Siberia Occidentale, Umalat ha investito per aumentare la propria capacità di produzione e l’azienda tedesca Dmk,

intende sviluppare lo stabilimento caseario di Bobrov. Ma non solo. Cosa ci fanno migliaia di capre alpine francesi sugli Urali? È servito un viaggio di oltre cinquemila chilometri per portarle fino in Russia. Dal loro lotto inizierà la produzione della versione russa di molti tipici formaggi francesi, tra i quali Bûche de Chèvre, Camembert, Valençay, Crottin de Chavignol e altri.

SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 31


M A P PA M O N D O

Tunisia aumenta piantagioni di olivi registrati negli ultimi cinque anni, attestanAll’incremento dosi mediamente sulle produttivo 190 mila tonnellate. Per il direttore dell’Ufsi accompagna icio dell’olio tunisino, il rilancio le esportazioni di olio dell’export d’oliva per la stagione 2017/18 supereranno le 200 mila tonnellate. La produzione olearia è la principale attività per 309 mila aziende agricole del Paese, il 60% del totale di quelle tunisine. Il Paese nordafricano vanta la seconda posizione mondiale di aree agricole dedicate alle piantagioni di ulivi dopo la Spagna, con 1,8 milioni di ettari e più di 86 milioni di piante. La Tunisia continuerà a puntare a nuovi mercati come Canada, Stati Uniti, India, Russia, Cina. “Alla ine di luglio 2017 – ha messo in evidenza il ministro dell’Agricoln aumento la produtura Samir Taieb - le zione di olio d’oliva esportazioni di olio tunisino con una crescita stimata tra il 20 d’oliva hanno raggiune 30%. La nuova stagio- to le 71.717 tonnellate, con un fatturato di circa ne, per l’Uficio nazio679.338 milioni di dinanale dell’olio tunisino, ri, rispetto alle 78.336 inizierà nel prossimo tonnellate e un fatturato novembre e, a parere di 590.480 mln di dinari del direttore Chokri dello stesso periodo del Bayoudh, il volume del raccolto supererà i livelli 2016”.

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IN SUD SUDAN AGRICOLTURA ALLO STREMO

Il più giovane paese africano, il Sudan del Sud, è in guerra da anni. Agricoltura e allevamento sono allo stremo proprio a causa del conflitto. In alcune zone del Paese il cibo viene portato in aereo e fatto arrivare alla popolazione.

Ma, certamente, la situazione non potrà durare a lungo perchè la precarietà del governo è estrema. Occorre con urgenza riattivare le attività produttive, in particolare l’agricoltura, con sementi, attrezzi agricoli, opere di recupero del territorio.

IN SPAGNA LOTTA TECNOLOGICA ALLA XYLELLA

L’assessorato all’Agricoltura, pesca e sviluppo rurale dell’Andalusia ha avviato un progetto pilota con l’obiettivo di prevenire la Xylella. La difesa contro la cosiddetta ‘peste degli ulivi’ si avvarrà di tecniche di intelligenza artificiale e Big Data, con l’obiettivo di dare uno strumento efficace per la gestione integrata del batterio delle piantagioni di ulivo a tecnici e agricoltori. Il programma permetterebbe di individuare le zone di maggiore diffusione e quelle a maggior rischio di infestazioni e di conoscere con quattro settimane di anticipo l’evoluzione di quella che è stata ribattezzata la peste degli ulivi. Sono interessate 12 associazioni per la produzione integrata, delle quali fanno parte 1.568 agricoltori, su un territorio stimato in 9.000 ettari di uliveti. La Raif è un progetto finanziato dal Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale al quale collaborano 700 tecnici agricoltori del settore produttivo, con il supporto di 4.621 stazioni di controllo, che rilevano dati raccolti nel lavoro quotidiano da agricoltori e consulenti.


A T T U A L I T à I N N OVA Z I O N E

Innovatori per tradizione Syngenta celebra 150 anni di attività nel settore delle sementi orticole. Oggi il suo portfolio conta 30 specie e 2500 varietà di ortaggi

di Claudio Costantino

Andrea Launeck Commercial Manager di Business Unit Vegetable Seeds di Syngenta Italia

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uest’anno Syngenta celebra i 150 anni di attività nel settore sementiero orticolo, un impegno condotto all’insegna della mission generale «bringing plant potential to life» (“sviluppare il potenziale delle piante al servizio della vita”). In quest’ottica vanta una lunghissima e consolidata storia, notevole esperienza ed impegno innovativo. Oggi questo business rappresenta una realtà tra le più importanti al mondo e fa di Syngenta una delle aziende leader nel settore delle sementi da orto, con un portfolio che conta 30 specie orticole e 2500 varietà. Assommano a circa 2.400 i dipendenti che, nel mondo, sono dedicati a questo settore. Il business nacque nel 1867, anno in cui, in Olanda, venne costituita una società per l’esportazione di semi di cavolo denominata “Sluis&Groot”, dal nome dei soci fondatori. Sluis&Groot divenne poi parte di Zaadunie che fu acquisita nel 1980 dalla multinazionale svizzera Sandoz. Dalla fusione di Sandoz e Ciba nel 1996 ebbe origine Novartis. Nel 2000, le divisioni agro business di Novartis e di Astra Zeneca si unirono e diedero origine, per l’appunto, a Syngenta. «Siamo molto orgogliosi della nostra lunga storia nel settore delle sementi orticole – ha detto Luigi Radaelli, AD Syngenta Italia -. Siamo innovatori da generazioni e lo siamo con l’obiettivo di soddisfare le esigenze dei produttori di tutto il mondo. Il percorso

di crescita della nostra azienda non si è mai arrestato e ogni tappa (dalla fondazione di Sluis&Groot ino al recente accordo di acquisizione da parte di ChemChina) ha rappresentato un passo avanti nell’innovazione in agricoltura. Oggi più che mai vogliamo portare questa innovazione ai nostri clienti e in tutta la iliera, per rispondere, ogni giorno, alle richieste dei consumatori, che vogliono ortaggi di alta qualità, gustosi e nutrienti». E Andrea Launeck, Commercial Manager della Business Unit Vegetable Seeds di Syngenta Italia, ha dichiarato: «In Italia da anni lavoriamo per valorizzare e tutelare l’orticoltura italiana, simbolo del nostro made in Italy, mantenendo elevati gli standard delle produzioni nazionali afinché possano essere


Immagine storica della sede di Sluis&Groot, dove nacque la business unit vegetables

UNA NUOVA ANGURIA PER LA QUARTA GAMMA

Syngenta introduce ogni anno sul mercato 150 nuove varietà orticole, in risposta riconosciute e apprezzate in Italia alle esigenze del mercato e e all’estero. Il continuo e intenso creando nuove tendenze di impegno in ricerca & sviluppo in consumo. Recentemente questo segmento, che è parte del ha lanciato l’anguria senza core di Syngenta, si è tradotta lo semi Crisp Delight per la scorso anno nell’inaugurazione di quarta gamma, caratterizuna nuova stazione sperimentale zata dall’ultra compattezza in Sicilia ad Acate, area da sempre della polpa, il doppio convocata alla produzione del ciliegino sistente rispetto al frutto e importante bacino per l’orticotradizionale, priva di semi, lura nazionale, che ci consente di che si conserva fresca ino offrire all’agricoltore nuove varietà a dieci giorni anche dopo innovative che rispondano alle esiil taglio; sta testando anche genze dei consumatori sempre più attenti e con stili di consumo muta- una varietà a polpa gialla. Tra le novità ci sono anche il primo peperone senza ti». nnn semi al mondo Angello ed i pomodori neri a marchio Kumato ®. SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 39


L’APERTURA

Giorni contati per la commodity grano Un futuro da eccellenza alimentare o la coltura scomparirà dall’Italia

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na resa media aziendale di 70 q/ha e una qualità molto buona, ma il prezzo del grano è sempre un argomento delicato. Crollato nel 2016, quest’anno è risalito e non a causa della siccità o della speculazione come in luglio ha scritto il Sole 24 Ore. Lo scorso 19 luglio Aproniano Tassinari (Uncai) e Roberto Tamburini (Apimai Ravenna) hanno partecipato alla trasmissione televisiva condotta da Sauro Angelini: “Grano Italia. Riportare valore nelle nostre terre” organizzata da Agrilinea. Oltre ai terzisti, sono intervenuti rappresentanti di agricoltori, mugnai, pastai, della ricerca pubblica e privata e delle istituzioni. “Quest’anno l’andamento climatico ha favorito il frumento, e dove si ricorre maggiormente ai servizi dei contoterzisti migliorano anche le rese e la qualità del prodotto”, ha commentato Aproniano Tassinari. “La sinergia tra Uncai e Confagricoltura ha permesso di abbassare i costi di produzione e rendere più competitive le aziende agricole, ovviando ad alcuni limiti strutturali come le dimensioni aziendali, il parco macchine datato e la frammentazione dei fondi. Ma i margini rimangono bassi, insuficienti per ritenere

che agricoltori e terzisti possano sobbarcarsi da soli gli investimenti per ammodernare il settore cerealicolo”. Rispetto ad altri Paesi, in Italia non si riconosce la proprietà del materiale genetico di un grano come asset strategico nazionale, ha spiegato Luigi Cattivelli, direttore di Crea Genomica, durante la trasmissione televisiva. “Questo fa sì che il 60% del frumento tenero che si coltiva in Italia sia fatto con seme di provenienza soprattutto francese. Molti prodotti tipici italiani sono quindi realizzati a partire da un seme non italiano”. “Dobbiamo agire per non dipendere troppo dall’estero – è intervenuto Roberto Tamburini –. Esistono delle eccellenze italiane,

da sinistra: Billi (New Holland), Angelini (Agrilinea) e Tassinari (Uncai)

UNCAI L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Presidente: Aproniano Tassinari www.contoterzisti.it allora perché non puntare su un grano romagnolo o marchigiano che unisca tradizione e modernità? Si risolverebbero anche molti problemi di logistica e di stoccaggio. Ricerca pubblica e privata devono darsi gli stessi obiettivi per non disperdere le poche risorse a disposizione; occorre coinvolgere ogni anello della iliera per sostenere e comunicare nel modo migliore un territorio e il nostro lavoro”. Il grano è una commodity, ma riscoprirne la tipicità e riconoscere che in Italia viene coltivato con tecniche diverse e più sicure rispetto ad altri Paesi può trasformarlo in una eccellenza alimentare. Gli strumenti per farlo senza appesantire la iliera ci sono. Non si tratta di decreti legge o di etichette di origine, ma una aggregazione più forte, trasparente e sicura, oggi possibile grazie agli strumenti dell’agricoltura digitale.

SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | I


NOT I Z I E

Si riparte con l’Eima Show in Umbria L’innovazione chiama e Uncai risponde con l’agricoltura digitale e conservativa

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ipartire si può, grazie allo spirito di intraprendenza che batte il lento procedere collettivo. A un anno dal sisma che ha messo in ginocchio intere comunità e numerose aziende, dall’Eima Show Umbria è arrivato un segnale positivo. Non importa il numero di visitatori, esiguo visti gli spazi messi a disposizione dall’azienda agricola Casalina, perché ciò che contava era ritrovarsi con lo sguardo rivolto al futuro.

II | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

Aziende agricole, costruttori e contoterzisti si sono dati appuntamento per ammirare l’innovazione agire in campo. Passione, velocità di pensiero

e di azione, voglia di migliorare e di investire: tutto ciò che, nei mesi post terremoto, è mancato alla politica l’abbiamo trovato a ine luglio, nella canicola dell’Eima Show 2017. In tre parcelle di terreno, i contoterzisti Uncai dell’Umbria hanno potuto mostrare di che pasta son fatti. Hanno messo in piedi tre cantieri, uno del tabacco e due per la minima lavorazione, e fatto girare dieci trattori. Ogni mezzo era governato da sistemi satellitari, informatici e sensoristici Topcon, sistemi digitali 4.0


TOPCON Le principali novità presentate sono state il volante elettrico AES35 e i monitor X35 isobus completi, una tecnologia che permette di georeferenziare le lavorazioni e di connettersi al network internet of things per monitorare il campo, l’interazione fra trattrice, attrezzatura e produzioni e la connessione delle macchine tra loro: aspetti alla base della tracciabilità delle operazioni.

invisibili ma eficacissimi nella lettura del terreno, nella gestione delle macchine, nella elaborazione di tutti i parametri agronomici e ambientali. Nella parcella dedicata alla coltivazione del tabacco hanno operato in rapida successione un decompattatore, un erpice rotante, una trapiantatrice e un sarchiatore. Sulle parcelle dedicate all’agricoltura conservativa hanno lavorato una seminatrice su sodo, una seminatrice pneumatica per la lavorazione composita, diversi modelli di decompattatori e una macchina semovente per i trattamenti. “Tutte tecnologie adattabili ai più diversi tipi di suolo e in grado di fare la differenza”, ha sottolineato Sergio Bambagiotti, presidente dei Contoterzisti Uncai Umbria. “Nei tre cantieri siamo sicuri di aver trasmesso ai visitatori idee e soluzioni per migliorare la produttività agricola, elevare gli standard qualitativi, ottimizzare i costi di produzione e ridurre l’impatto ambientale”. Ad Eima Show c’erano complessivamente oltre 90 modelli di trattrici e mietitrebbiatrici di ultima generazione e più di 200 attrezzature. I contoterzisti hanno fatto la loro parte. Tutto e tutti erano incessantemente al lavoro, e veniva da pensare che ci vorrebbe un Eima Show per tirare su in quattro e quattr’otto le macerie del terremoto. INNOVAZIONE E COLLABORAZIONE Le prove in campo Uncai nascono dalla collaborazione tra Topcon, Fiaccadori Soluzioni, Ferrari, Concept Peru-

FERRARI Tra le attrezzature più interessanti da vedere all’opera, la trapiantatrice di tabacco Ferrari (interila 117/120 cm 4 girelli) combinava l’innovazione della guida Rtk e del trapianto a “rateo variabile” alla manualità di quattro operatori che, seduti dietro l’attrezzo, caricavano i girelli con le barbatelle.

gini, Mainardi, Grim e Confagricoltura. La collaborazione ha esaltato il ruolo dei contoterzisti, “primi portatori di innovazione in agricoltura”, ha detto Bambagiotti. Il direttore di Confagricoltura Umbria Cristiano Casagrande indossava la maglia dei Contoterzisti Uncai mentre sottolineava “il ruolo trasversale all’agricoltura dei contoter- CONCEPT PERUGINI zisti, in grado di offrire servizi avanzati Sempre aggiornata con gli sviluppi alle aziende agricole”. tecnologici del settore, la ditta Concept Perugini ha portato una macFIACCADORI SOLUZIONI china di 7 metri, l’erpice rotante SH Cinque i decompattatori Agrisem por- Maxi 700, un attrezzo nato per afitati da Fiaccadori Soluzioni: il Culti- nare il terreno prima di operazioni plow 58, due Maximulch serie 3 (uno come il trapianto del tabacco. di 4,5 m e e uno di 3 m), il Combiplough e il Cultiplow platinum HD. Inoltre GRIM ha messo in campo una seminatrice Specializzata in macchine semopneumatica Aguirre per la lavorazio- venti per la protezione del terrene combinata e una seminatrice Sky no, l’azienda ha portato una serie agricolture per la semina diretta, pro- 9 3500 litri, dotata di trasmissione gettata per lavorare su terreni come con 4 ruote motrici con differenziaquello italiano e capace di precisione le meccanico che la rende adatta a millimetrica nel deposito dei semi e di ogni situazione, anche in collina. nnn gestire differenti input a dosi variabili.

Uncai pro terremotati Si sta ancora lavorando alla posa dei tre moduli abitativi messi a disposizione dei terremotati di Norcia dai contoterzisti Uncai di Milano e Lodi. “La prima casetta, offerta alla Regione Umbria, diventerà una rimessa e un locale di servizio per i pastori di Castelluccio di Norcia. In un primo momento si pensava di usarla come caseificio, la Regione ha però deciso di realizzare delle strutture provvisorie di pregio per ragioni turistiche”, fa sapere il direttore di Confagricoltura Umbria Cristiano Casagrande. Gli altri due moduli andranno invece a Norcia, vicino a una scuola. “Saranno uniti per regalare uno spazio aggregativo ai bambini ospiti di un’associazione sportiva e culturale. Lo spazio rimanente servirà da ufficio locale di Confagricoltura”. “La burocrazia ci ha impedito di essere tempestivi come avremmo voluto e potuto. Gli appalti troppo grandi e lenti hanno impedito di portare subito gli aiuti concreti che la comunità meritava”, ha aggiunto il contoterzista di Norcia Alessandro Piconi.

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NOT I Z I E

La chiave della tracciabilità Con l’Osservatorio Smart Agrifood agricoltori e contoterzisti votano le applicazioni 4.0 per diventare più competitivi e aprire la porta all’agricoltura digitale

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e Tecnologie digitali fanno tante promesse all’agricoltura, ma cosa interessa veramente ad agricoltori e contoterzisti? Se lo sono chiesto alcuni ricercatori del Politecnico di Milano e del laboratorio Rise dell’Università di Brescia. Hanno così creato l’Osservatorio Smart AgriFood e proposto sei possibili applicazioni di smart farming agli attori della iliera agricola. L’obiettivo è sviluppare solo quelle più votate, trasformandole in strumenti plug and play, cioè semplici e pronti all’uso. A contoterzisti e agricoltori hanno domandato se nel loro lavoro ha più peso l’integrazione dei dati nella iliera vitivinicola (1) oppure il monitoraggio e il controllo delle condizioni di stoccaggio del foraggio (2); essere supportati nelle decisioni agronomiche per mezzo di Internet (3), oppure ottimizzare le risorse idriche (4); un uso più mirato dei itofarmaci per mezzo di sensori e software (5) oppure la gestione integrata dei dati aziendali per mezzo di una piattaforma informatica (6). I casi applicativi più votati sono risultati il primo, il secondo e il sesto. Nella cassetta degli attrezzi 4.0 - necessaria a costruire le tre applicazioni selezionate - ci sono strumenti come sensori, isobus, droni, satelliti, rtk, big data e software per farne buon uso, una connessione stabile e veloce e cloud. I dati raccol-

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ti in campo sono l’essenza per capire in profondità le attività agricole, fare previsioni e prendere decisioni. Ma la promessa di mettere a disposizione molti più dati che in passato non basta a far partire gli investimenti. Neppure lo slogan “Produrre di più con meno” (Expo 2015) è servito a qualcosa. Il settore primario gode di piccoli margini di proitto, non rischia a cuor leggero. L’elemento chiave della cassetta degli attrezzi 4.0 deve far fruttare gli investimenti. Questo elemento esiste ed ha un nome un po’ oscuro, blockchain, ed è il motore che può far girare i soldi nell’agricoltura digitale. Per intenderci è il tipo di trasmissione di dati attraverso Internet che ha reso possibili i Bitcoin e che, nell’agrifood, permette di dare un senso nuovo e si-

Secondo incontro Smart AgriFood Il 28 settembre a Cremona Uncai e Confagricoltura parteciperanno al secondo incontro dell’Osservatorio Smart AgriFood dal titolo “Il potere passa dai dati”.

curo alla tracciabilità dei prodotti. Con il blockchain non servono scartofie di enti terzi per certiicare l’autenticità o la storia di un prodotto, perché ci pensa la Rete a farlo, in modo istantaneo e senza imbrogli. La trasmissione “blockchain” dei dati è la base del nuovo modello di business che può giustiicare gli sviluppi di un’agricoltura digitale. Torniamo quindi ai tre casi applicativi più votati. Investire in tecnologie che permettono di integrare i dati nella iliera vitivinicola ha senso se si garantisce la tracciabilità lungo tutta la iliera, dalla viticoltura, alla trasformazione in cantina, alla catena di distribuzione. Il prezzo di una bottiglia di pregio sarà motivato in modo trasparente e oggettivo. In modo analogo, nelle coltivazioni erbacee e arboree, uno strumento digitale a supporto delle decisioni agronomiche può essere ammortizzato non solo dalla migliore qualità e dalla maggiore quantità del raccolto. In caso di avversità, le istituzioni o le compagnie assicurative non potranno contestare il rispetto dei consigli agronomici, tracciati e condivisi in Rete con gli strumenti digitali. Inine una piattaforma per la gestione integrata di tutti i dati aziendali permetterà agli imprenditori di comunicare con tempismo le proprie necessità ai fornitori, rendendo possibili offerte nnn personalizzate.


A T T U A L I T À I N N OVA Z I O N E

di Asperger. I componenti della coop producono nell’agro romano yogurt bio e di qualità, con il latte di Amatrice, che consegnano a domicilio ai consumatori in bici. Un esempio concreto di integrazione che siamo orgogliosi di aver contribuito a far crescere”. “La Onlus Senior L’età della Saggezza - ha spiegato il suo presidente Rodolfo Garbellini – è attiva da dieci anni e inanzia questa iniziativa con i fondi provenienti dalle scelte del 5 per Mille Irpef e da donazioni dirette”. “Crediamo molto nell’agricoltura sociale perché unisce etica e attività produttiva - ha rilevato il segretario nazionale della Onlus Senior Angelo Santori -. È un modello economico e sociale riconducibile a temi che ci stanno particolarmente a cuore: la solidarietà tra le generazioni, l’occupazione e l’assistenza socio sanita46 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

Ai vincitori, oltre ai premi, tre borse di studio per il master universitario ria dei soggetti più deboli, la tutela dei diritti civili e l’inclusione sociale nelle zone rurali”. “Della nuova edizione del concorso apprezzo in particolare la sezione ‘Coltiviamo Agricoltura Sociale… per ricostruire’ – ha detto l’on. Massimo Fiorio, primo irmatario della legge sull’agricoltura sociale e vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera -. Così si dà un segnale di positività a realtà provate dal terremoto che lottano quotidianamente per ripristinare le condizioni di normalità”. “Anche l’Università di Roma Tor Vergata ha dichiarato il direttore della ‘Scuola Istruzione a Distanza’ dell’Univer-

sità Massimo Giannini - ha voluto raccogliere la sida dell’agricoltura sociale istituendo un master interdisciplinare di I° livello giunto alla terza edizione, per il quale il premio prevede tre borse di studio per i vincitori”. “Siamo convinti che inclusione sociale e sostenibilità ambientale siano essenziali per una corretta e moderna gestione economica delle imprese”, ha evidenziato, dal canto suo, il responsabile Direzione Marketing Banca dei Territori Intesa Sanpaolo Andrea Lecce. “Il bando – ha quindi concluso il presidente di Rete Fattorie Sociali Marco Berardo Di Stefano - rappresenta una bella opportunità ed è stato ideato tenendo conto delle reali esigenze di chi vuole sviluppare attività di agricoltura sociale e vuole rappresentare un fattivo contributo a progetti particolarmente innovativi”. nnn


A Scurcola (AQ) si veicolano storia, cultura e tradizioni popolari attraverso l’arte di 17 creativi di Gabriella Bechi

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alorizzare il paesaggio, usi, costumi, tradizioni, prodotti tipici di un territorio. Ci sono tanti modi per farlo, ma Scurcola Marsicana - borgo autentico in provincia dell’Aquila, ubicato su un ianco oltre il margine occidentale del Fucino, il meraviglioso altopiano della Marsica, e dall’altro alle falde del Monte S. Nicola - ha scelto di farlo attraverso l’arte. Nel ine settimana del 14 luglio, ha ospitato le “Residenze d’artista”, promosso dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con l’Associazione Nuova Pro Loco di Scurcola Marsicana, la Pro Loco Cappelle dei Marsi e organizzate in collaborazione con il curatore Augusto Ozzella, presidente della Cosmoart, da anni attenta alle nuove realtà artistiche e alla valorizzazione e corretta divulgazione degli indotti culturali. Un progetto, il “Borgo degli Artisti”, che è stato un’opportunità importante per veicolare la storia di un territorio attraverso l’arte di 17 creativi italiani e internazionali, che sono stati ospitati presso il Comune di Scurcola Marsicana per realizzare in estemporanea le loro opere. Un modo per dialogare con gli abitanti del posto, per valorizzare la cultura popolare, oltre che un momento di grande confronto tra gli artisti che, entrando in simbiosi con gli scurcolani, attraverso il loro estro e la loro

Il gruppo degli artisti

Tra gli abitanti, per cogliere bellezze, suggestioni ed emozioni d’autore sensibilità, hanno enfatizzato angoli che un comune visitatore non può cogliere. Scurcola Marsicana è, infatti, un borgo ricco di storia e tradizioni che ancora vivono grazie agli ediici religiosi e civili, come la Chiesa della S.S. Trinità, uno dei monumenti nazionali di Scurcola, la Chiesa del

Santissimo Sacramento, la Chiesa di Sant’Antonio, quella di Sant’Egidio e la Venere, che fu eretta verso la ine dell’800, in occasione dell’inaugurazione del primo acquedotto comunale, sulla piazza che oggi si chiama “del Risorgimento”. Per oltre mezzo secolo tutta la popolazione ha attinto acqua da questa unica fontana ino a quando, per una diversa sistemazione della piazza, non ne fu decisa la rimozione. Solamente dopo 26 anni, nel 1974, il comitato civico e l’amministrazione comunale, vollero restituire

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ATTUALITà ARTE RURALE

alla popolazione la sua fontana. E poi il Castello Orsini, dotato di due torrioni cilindrici e un bastione e la Necropoli dei Piani Palentini, segnalata alla Soprintendenza nel 1983 per la presenza di tombe protostoriche. A questi monumenti, alle feste tradizionali (come la Sagra della Ciammella con la silata dei carri e dei costumi o la Festa della Cipolla, un presidio di vera biodiversità per la comunità di Scurcola), ma anche ai prodotti tipici dell’agricoltura (noci, nocciole, mandorle, miele, frutta secca) e ai piatti della cucina locale (come le Coperchiole, costituite da due “coperchi” all’interno dei quali vi è un ripieno formato da un impasto morbido composto da miele, mandorle tritate, scorza d’a50 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

La raccolta dei dipinti realizzati diventerà una pinacoteca rancia grattugiata e un po’ di liquore; i Morzitti, “mostaccioli”, a base di mosto di vino; la Pizza con la “porcaria”, dolce formato da un rotolo di pasta riempito di un composto fatto di ichi secchi, miele, noci, uvetta) si sono ispirati i 17 artisti, che sono stati ospitati in agriturismi e bed & breakfast della zona che hanno sostenuto la manifestazione. Un’iniziativa fortemente voluta dalla sindaca Maria Olimpia Morgante, imprenditrice agricola associata a Confagricoltura (produce mais, grano, erba medica

e alleva mucche da carne in due aziende a Scurcola Marsicana e a Magliano dei Marsi), da un anno alla guida dell’Amministrazione del piccolo borgo. “I borghi come Scurcola – dice la sindaca – rischiano l’abbandono e con essi anche l’agricoltura locale. Invece non devono morire, perché sono ricchi di storia e di tradizioni che devono essere valorizzati attraverso il turismo, i prodotti tipici dell’agricoltura, la cucina e anche l’arte. Per questo ho aderito con grande interesse alla proposta di ospitare la “Residenza d’artista”, che ha portato non solo un contributo culturale importante, con tante opere (tutte bellissime), dedicate al territorio, ma anche molto movimento di turisti e soprattutto ha dato nuovo entusiasmo agli operatori e a tutti gli abitanti di Scurcola”. Il “Borgo degli Artisti”, che vedrà una seconda edizione in autunno, anticipa un evento storico importante, ovvero il 750° Anniversario della Battaglia dei Campi Palentini (già famosa come Battaglia di Tagliacozzo), scontro inale tra Svevi e Angioini per la conquista del Sud, che si svolse proprio sotto il villaggio di Scurcola Marsicana e che portò alla sconitta della dinastia tedesca da parte di quella francese e che sarà celebrato il 23 agosto del prossimo anno. In quell’occasione sarà presentata una pubblicazione che documenterà l’iniziativa, parallelamente ad un evento espositivo in cui sarà possibile visionare le opere realizzate, che andranno a impreziosire la collezione storica e artistica del Comune di Scurcola. Gli artisti partecipanti per la sezione pittura e fotograia sono stati: Giampaolo Atzeni, Gennaro Vallifuoco, Angelo Palladino, Salvatore Grifini, Angelo Giordano, Massimiliano Mascolini, Caterina Mandetta, Tina Racioppi, Marina Peregudova, Raffaele Battista, Maurizio Iazeolla, Valdemaras Semeska, Alessandro Ragozzino, Danilo Susi, Mario Sciarretta, Bruno Colalongo, Clarice Saraceni. nnn


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

CAMPANIA, RAGO SOLLECITA BANDI “A SPORTELLO” PSR

In occasione della cerimonia per l’assegnazione dei decreti di concessione di contributo del Psr Campania 2014/2020 a Palazzo Armieri, Confagricoltura regionale ha chiesto l’inserimento di una norma di salvaguardia per consentire alla stessa regione di riconoscere, ai ini della spesa ammissibile, gli eventuali investimenti efettuati dall’impresa agricola nell’intervallo di tempo tra la chiusura e la riapertura dei bandi delle misure strutturali. “Il Psr è decisamente entrato nel vivo e atti come questo lo dimostrano – ha detto Rosario Rago, presidente di Confagricoltura Campania e membro della giunta nazionale dell’organizzazione -. È il momento di procedere senza indugio con i bandi “a sportello”, in modo da dare maggiore serenità a tutti i potenziali beneiciari che hanno allo studio un nuovo progetto inanziabile, a cominciare dai giovani al primo insediamento in azienda, che rappresentano il futuro dell’agricoltura della nostra regione, che necessita di un’accelerazione proprio del ricambio generazionale.”

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di Elisabetta Tufarelli

RINNOVO CARICHE AL PATRONATO DI CONFAGRICOLTURA

Donato Fusco presidente di Enapa

Donato Fusco è il nuovo presidente nazionale dell’Enapa, il patronato di Confagricoltura per i servizi alla persona. Laureato in economia e commercio, 62 anni, conduce, nel comune di Brindisi, un’azienda agricola biologica di 150 ettari a prevalente indirizzo cerealicolo. E’ anche presidente di Confagricoltura Brindisi. “Questo incarico - ha detto - è per me un grande onore. Credo fermamente nel lavoro di squadra e sono convinto che raggiungeremo traguardi ancora più importanti. Il patronato di Confagricoltura vanta numeri considerevoli, che dimostrano la qualità dei nostri servizi alla persona e la loro difusione capillare sul territorio. Ci impegneremo ancora più intensamente per rendere le nostre azioni sempre più puntuali e attente alle reali necessità dei cittadini. Siamo un punto di riferimento importante del welfare per tutti”. Gli operatori del patronato

di Confagricoltura sono più di 400 e prestano la loro opera altamente qualiicata – assieme a diverse centinaia di consulenti medici e legali – nelle 240 sedi dislocate su tutto il territorio nazionale. “Ofriamo ai cittadini - ha sottolineato il presidente Enapa – servizi di qualità che rispondono alle necessità di welfare della società civile. Il nostro ruolo di intermediari tra il cittadino e gli enti previdenziali ed assistenziali è diventato prezioso e fondamentale: lo dimostrano la nostra capacità di essere presenti in tutt’Italia e di essere riusciti ad ampliare molto la nostra classica platea, anche al di fuori del mondo agricolo e rurale”. Il patronato Enapa oltre ad aver stipulato diversi accordi con altre associazioni di categoria, prive di un proprio istituto di patronato (Federpesca, Assindatcolf, Fials ecc.), continua a crescere: “La migliore dimostrazione – ha precisato Fusco - sono le diverse centinaia di migliaia di pratiche e il numero degli assistiti che sono sensibilmente aumentati”. Il neo presidente di Enapa, Donato Fusco, nel prossimo triennio 2017/2020, sarà aiancato nel suo impegno dal suo vice, Nicola Cilento, vicepresidente nazionale di Confagricoltura e dall’altoatesino Josef Haller, rappresentante dell’Organizzazione (SBB) a Bolzano. Fanno parte del consiglio di amministrazione anche: Roberto Abellonio (Cuneo), Fabio Curto (Treviso), Francesco Fiore (Napoli), Luciano Nieto (Pavia), Maurizio Onorato (Sardegna), Vincenzino Rota (Roma), Alessandro Vita (Agrigento) e Eugenio Zedda (Parma).


INIZIATIVE ALLA FIERA MILLENARIA

Confagricoltura Village successo a Gonzaga

Grande successo per il Confagricoltura Village, lo spazio di Confagricoltura Mantova all’interno dell’ex convento di Santa Maria, per la iera Millenaria di Gonzaga. «Sono stati nove giorni intensissimi – ha detto il vicepresidente nazionale e presidente provinciale Matteo Lasagna, facendo il bilancio della partecipazione dell’Organizzazione all’edizione 2017 della kermesse – ricchi di appuntamenti estremamente variegati. Rispetto allo scorso anno abbiamo voluto diversiicare la nostra proposta ofrendo al pubblico, oltre ai normali momenti convegnistici, anche degustazioni e laboratori e dando spazio alla voce dei nostri produttori, che rappresentano l’anima della nostra Organizzazione». Grande interesse ha riscosso il progetto di iliera “MantoGrano”, sviluppato assieme a Molino Magri, Cna Mantova e società Albaverde, con due appuntamenti di estremo rilievo: la conferenza stampa nel padiglione Mantova Golosa, alla presenza degli assessori regionali all’agricoltura Gianni Fava e allo sviluppo economico Mauro Parolini, assieme ai quali si sono evidenziate tutte le potenzialità del progetto di iliera del grano man-

tovano, volto a ofrire pane e prodotti da forno realizzati da grani coltivati esclusivamente nella provincia. Poi c’è stato il MantoGranoLab, organizzato assieme a Molino Magri, durante il quale Marino Tanfoglio ha illustrato al pubblico come realizzare pane e focacce con le farine di iliera. Durante la iera inoltre era presente uno stand per la vendita di prodotti “MantoGrano”, che ha riscosso notevole successo. Novità di questa edizione del Confagricoltura Village le interviste con i produttori. Tre appuntamenti: con Franco Accorsi e i suoi vini biologici, con Carlo Spazzini e le sue uova da allevamento all’aperto e con Luca Mattioli e i suoi salumi artigianali, che hanno permesso al pubblico di scoprire le storie degli imprenditori e di degustare i prodotti. «Abbiamo voluto portare i nostri imprenditori in iera – ha spiegato Lasagna – perchè sono loro che ogni giorno lavorano le nostre terre ed è da loro che possiamo e vogliamo apprendere nozioni e curiosità. Confagricoltura è rappresentata dai suoi produttori». Si è puntato poi sul racconto di colture e allevamenti magari ancora di nicchia, ma con un potenziale estremamente interessante, come quella del bambù, in rapida espansione e con una miriade di utilizzi possibili, assieme al Consorzio bambù Italia e ad Onlymoso. Grande successo anche per la giornata dedicata all’elicicoltura e per la premiazione della rassegna fotograica “Giovane Terra”.

SIENA, VALORIZZA CAMPAGNA E TRADIZIONI

Un tufo nella campagna e nelle abitudini rurali del passato, dentro le mura della città. Nella Fortezza Medicea, a Siena, il 16 e 17 settembre si è tenuta la nuova edizione di “Nella vecchia Fattoria”, l’appuntamento organizzato anche da Confagricoltura. Sulle note della canzoncina del Quartetto Cetra, si è realizzato, un ‘villaggio-accampamento’ per i bambini ed i genitori, alla scoperta degli animali e dei mestieri di una volta. Molti gli spettacoli, gli itinerari e le iniziative che sono stati proposti nelle dieci tende allestite. Nel quadro delle tradizioni contadine, è stato possibile conoscere anche i butteri, la loro storia e i costumi. Molto apprezzato lo spazio interamente dedicato alle attività cinoile con dimostrazioni e giochi che hanno avvicinato i bambini agli amici a quattro zampe. La due giorni dedicata al mondo rurale ha inaugurato “Siena for Kids”, il progetto del Comune di Siena dedicato ai più piccoli.

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Focus su grano e zootecnia PROSEGUONO GLI INCONTRI TERRITORIALI DI “FILIERE INTELLIGENTI”. DUE NUOVI APPUNTAMENTI A CATANIA E CREMONA

opo l’edizione di Piacenza, che ha messo sotto la tutto va affrontato nell’ottica di un confronto e un dialolente d’ingrandimento una delle eccellenze italiane, go continuo con i nostri partner di iliera”. A Cremona, l’ortofrutta, esaminando punti di forza e debolezza invece, verrà affrontato il tema del benessere animale. In del comparto, prosegue il progetto “Filiere Intelligenti”, questo contesto, occorre ricordare che la zootecnia italiana nato dalla collaborazione tra i Giovani di Confagricoltura ricopre un ruolo molto importante in Europa: l’Italia è il con quelli di Federalimentare, Future Food Institute e con quinto produttore di latte dopo Germania, Francia, Regno il supporto scientiico del Cnr. Prossime edizioni a Cata- Unito e Olanda e uno dei principali Paesi per la trasformania e a Cremona (nell’ambito zione ed export di prodotti delle Fiere Zootecniche). In caseari. Lombardia, Emilia IL C O M M E N T O Sicilia si parlerà della sida Romagna, Veneto e PiemonRipartiamo da settembre con dei cereali di qualità: grano e te, complessivamente, hanno le nuove attività: le due tappe derivati per mercati in evoluil 60% del totale delle vacche di “Filiere Intelligenti”, il proszione. Verrà esaminata, nella da latte italiane. “Come per simo consiglio, un incontro sul sede dell’Università di Catatutti i prodotti alimentari - ha business plan e sul controllo di nia, la possibilità di uno svisottolineato la vicepresidente gestione. Stiamo pianiicando luppo della iliera cerealicola dell’Anga, Alda Dalledonne la nostra strategia sindacale da commodity a prodotto, in - anche la produzione zooper rendere i giovani imprenditori sempre più inparticolare nel dialogo tra le tecnica comporta, da parte di teressati e compartecipi alla vita della nostra assoaziende produttrici e quelle noi imprenditori, la costante ciazione. Abbiamo scelto di ripartire dal territorio intermedie e di trasformazioricerca dell’eficienza. Il bee continueremo a farlo anche nei prossimi mesi, ne, anche attraverso un connessere animale è tra quelle focalizzando sempre più la nostra attività proprio fronto tra grani “antichi” e la rilevanti nella sostenibilità sulle esigenze degli associati. C’è però una incofrontiera delle nuove varietà. della propria impresa”. “Il erenza da risolvere a livello politico/istituzionale: “Solo in Sicilia – ha spiegato nostro format – ha spiegase i giovani sono più competitivi, preparati, aperti Salvo Massimino, rappresento Raffaele Maiorano – è un all’innovazione, com’è possibile che siano sempre tante Anga nella Federazione vero e proprio percorso che troppo pochi? Continueremo ad impegnarci per nazionale cerealicola di Conintende analizzare le iliere questo, per abbattere gli ostacoli all’ingresso e per fagricoltura - le popolazioproduttive, per ottimizzarne consolidare le giovani imprese. Dal prossimo nuni di grano duro autoctono risorse e gestione. Prendemero di Mondo Agricolo, con i responsabili delle sono oltre 50, una risorsa che remo in esame: la ricerca e Federazioni di prodotto, inaugureremo dei focus va valorizzata. Ci troviamo l’innovazione per un migliospeciici e approfondiremo le declinazioni dell’indi fronte a side importanti ramento della qualità del novazione nelle aziende. quali la tutela e la salvaguarprodotto, le nuove strategie Raffaele Maiorano dia del patrimonio genetico per la sua trasformazione, la Presidente Nazionale Anga locale, senza trascurare l’imlogistica, l’integrazione dei portanza dell’innovazione sistemi informatici”. di processo e di prodotto. Il Elisabetta Tufarelli

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USA

STAGE RETRIBUITI PER UNDER 30 PROMOSSI DA ANGA

Tirocini in California

Vendemmiare in Australia

È possibile fare uno stage anche negli Usa. Per il settore vitivinicolo, oltre alla California, si potrà fare esperienza anche nella valle di Willamette dell’Oregon o in quella di Yakima, nello stato di Washington, dove si producono Pinot nero, Merlot e Riesling tra i migliori al mondo. L’oferta però riguarda tutti i settori: dalle campagne di raccolta, agli allevamenti di suini; dalla costruzione e gestione dei campi da golf, alla ricerca sugli alberi da frutto o sul grano. Dall’esperienza in un ranch in Iowa, Illinois o Minnesota all’itticoltura in Florida. Si può perino partecipare al programma US Forest Service, per collaborare al mantenimento delle risorse forestali americane, a programmi di educazione ambientale, apprendere la gestione del suolo pubblico, le tecniche forestali, la pianiicazione e la vendita di legname. Le possibilità di vivere e lavorare negli Usa sono da 3 a 18 mesi per chi è studente universitario o si è laureato entro l’ultimo anno. Serve un’esperienza pratica di almeno un anno e un diploma correlato. Per chi non è laureato servono 5 anni di esperienza pratica.

Come associazione promuoviamo l’opportunità di fare la vendemmia in Australia, un’occasione, riservata agli under 30 che intendono fare esperienza all’estero e incrementare la propria conoscenza nel mondo del vino. Lo stage è retribuito e si svolge in un’azienda a partire dal prossimo gennaio, per un periodo di circa tre/quattro mesi. Conoscere il vino nel suo complesso, i nuovi stili di vita di consumatori più attenti a qualità e varietà, le nuove tecniche applicate in campo e in cantina: fattori ormai imprescindibili per chi intende fare di questo settore la propria attività lavorativa. E l’Australia, con l’elevata produttività unita all’impiego di moderne tecnologie, è il Paese adatto per chi intende formarsi. Le richieste potranno essere inoltrate a partire da ottobre e sarà necessario certiicare la propria esperienza pratica e la conoscenza dell’inglese. L’esperienza potrà essere svolta sul campo, in cantina, come operatore (cellarhand) o come assistente di laboratorio. Lo stage, con la retribuzione del proprio lavoro e dello straordinario, permette di far fronte, in gran parte, alle spese anticipate per iscrizione, costi amministrativi, viaggio, visto e assicurazione: si tratta di un investimento su se stessi e sul proprio futuro. Il regime di lavoro, certamente, sarà impegnativo: la vendemmia, che nelle zone più calde inizia già a metà gennaio, mentre nelle altre tra

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febbraio e marzo, può durare anche 10-12 ore al giorno per sei giorni. “Non promettiamo un lavoro o un’occasione di guadagno – dice il presidente dei giovani di Confagricoltura, Rafaele Maiorano – ma assicuriamo un’importante opportunità di formazione e di crescita personale e professionale per gli aspiranti enologi e viticoltori”. Le cantine sono situate per la maggior parte negli stati del Sud-Est: Victoria, Sud Australia e New South Wales. Le varietà più importanti di vini rossi prodotti sono Shiraz, Cabernet Sauvignon e Pinot nero, mentre per i bianchi Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon e Gewurztraminer. Sono tantissime le regioni dove poter svolgere il proprio tirocinio: da Barossa Valley a North Tasmania, da Riverina a Limestone Coast. Va sottolineato che l’industria vitivinicola australiana è quarta al mondo per numero di esportazioni. La nazione vanta più di 2400 aziende vitivinicole distribuite nelle 65 regioni vocate del territorio nazionale. Le regioni vinicole australiane producono oltre 100 varietà diverse di uva e ogni giorno nel mondo vengono consumati più di 30 milioni di bicchieri dei loro vini. Comune denominatore per tutto il vino australiano è quello di essere un prodotto ‘high Tech’: in cantina e in laboratorio l’impressione è quella di una “fabbrica del vino”, tutto perfetto 24 ore su 24. Info anga@confagricoltura.it.


TESTIMONIANZA DELL’ALLEVATRICE FAUSTI SUL DOPO TERREMOTO

«A Norcia ancora lontana la ripresa» Terremoto un anno dopo. Nell’azienda zootecnica della giovane imprenditrice associata ai Giovani di Confagricoltura, Valentina Fausti, la situazione rimane quasi immutata. Ci sono territori, nel nostro Paese, in cui la tradizione è così forte e radicata da aver fatto della lavorazione del maiale addirittura un’arte. Uno di questi è Norcia, in Umbria, dove l’azienda Fausti produce prosciutti che sono stati apprezzati e hanno avuto numerosi riconoscimenti come quello alle Olimpiadi del Gusto di Londra. Ma oggi Valentina continua ad essere preoccupata per il futuro della sua impresa. “Non mi arrendo facilmente e se ce ne andiamo noi giovani – ha sot-

tolineato – è veramente inita. Mi piace il mio lavoro e mi ci sono dedicata con passione. Ho avuto tante soddisfazioni e non voglio mollare adesso che siamo in diicoltà. Non so ancora come, perché la situazione è ancora molto diicile: si avvicina l’inverno e servono acqua e rifugi, aspetto ancora la delocalizzazione del laboratorio,

ma spero di superare anche questo”. Con il sisma, la famiglia aveva perso la casa, la stalla e il laboratorio in cui le carni venivano lavorate e trasformate senza ricorso alla chimica in pregiati salumi. Il sisma ha anche fatto “sparire” le tre sorgenti d’acqua a cui si abbeveravano i 400 suini bradi, allevati in maniera completamente naturale. “La nostra attività – ha concluso la giovane imprenditrice - è quella di allevare i suini, che nascono e crescono all’aperto cibandosi soltanto di quello che trovano in natura. Ma anche se privati e aziende cercano di aiutarci acquistando i nostri prodotti, per una vera rinascita purtroppo ci vorrà ancora tempo”.


FORMAZIONE

ASSEMBLEA DELL’ENTE DI FORMAZIONE

Riconferma per Brondelli di Brondello

L’assemblea di Enapra ha eletto i nuovi consiglieri che, a loro volta, hanno riconfermato alla guida dell’ente di formazione di Confagricoltura, Luca Brondelli di Brondello, attuale presidente dal 2014. Nuovo vicepresidente, Fulvia Michela Caligiuri, presidente dell’ente formativo della Confagricoltura della Calabria. Brondelli di Brondello è componente della giunta esecutiva di Confagricoltura e presidente di Confagricoltura Alessandria; conduce un’azienda ad indirizzo cerealicolo, viticolo e agrituristico a Serralunga di Crea nel Monferrato, in provincia di Alessandria. Ai lavori assembleari sono intervenuti anche il presidente confederale Massimiliano Giansanti ed il membro di giunta Donato Rossi. “La conferma di Luca Brondelli di Brondello costituisce una garanzia di continuità del buon lavoro che Enapra, negli ultimi anni sta svolgendo – ha dichiarato Giansanti –. Crediamo nella strategicità della formazione per garantire agli imprenditori e a tutti i loro collaboratori lo sviluppo 58 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2017

delle attività negli ultimi due anni, oltre alla rete delle collaborazioni di alto livello che Enapra ha attivato. Particolare importanza riveste lo sviluppo dei ‘corsi a catalogo’ che, in soli due anni, hanno coinvolto oltre 300 aziende agricole con iniziative innovative e il piano di sviluppo delle competenze per gli operatori di tutte le sedi territoriali di Confagricoltura”. I nuovi consiglieri, oltre al presidente Luca Brondelli e alla vicepresidente, Fulvia Michela Caligiuri, sono: Umberto Bertolasi, direttore di Confagicoltura Lombardia; Roberto Serra, direttore di Confagricoltura Oristano; Daniele Ciorba, direttore di Confagricoltura Viterbo-Rieti; Alessandro Vita, direttore di Confae l’aggiornamento delle competenze. gricoltura Agrigento; Giovanni Chiò, Oggi l’agricoltura e le aziende agrico- dirigente dei Giovani di Confagricolle sono sottoposti a nuove side per tura (Anga). recuperare e consolidare gli elementi di competitività e in questo scenario è innegabile che la competitività delle imprese passi anche attraverso lo svi- I PRIMI 60 ANNI DI ENAPRA luppo e il consolidamento delle atti- Costituita da Confagricoltura nel vità di formazione”. “Confagricoltura 1959, Enapra è una moderna chiede quindi ad Enapra – ha conclustruttura formativa che opera per so il presidente – che la formazione diventi una leva in grado di fornire la generazione e lo sviluppo delle strumenti, conoscenze e competenze conoscenze e delle competenze utili a supportare l’impresa che pro- dei dipendenti che operano nelle duce, che garantisce occupazione, aziende agricole e agroalimentari e che innova, che sta sul mercato (e ci in qualsiasi altro ente, associazione deve rimanere), che mitiga e si adatta o organismo del settore. La sede ai cambiamenti climatici, l’impresa centrale è a Roma mentre sono al servizio del consumatore a cui ga- undici le articolazioni regionali. Nel rantisce alimenti sani e di qualità”. “Il 2003 l’Ente recepisce la normativa percorso di riposizionamento strate- sulla certiicazione di qualità UNI gico di Enapra iniziato nel 2014, sta EN ISO 9001, per l’attività di procominciando a dare i primi risultati gettazione ed erogazione di servizi positivi – ha detto dal canto suo Luca Brondelli di Brondello – in termini di formativi nel settore agricolo e quantità e qualità di oferta formativa nel 2016 ottiene l’accreditamento alle aziende agricole e agroalimenta- presso la Regione Lazio. ri. Ne sono testimonianza la crescita


Le uova per mantenere giovane il cervello

Sfatando i pregiudizi il consumo delle uova apporta beneici. Emerge da uno studio dell’Università dell’Illinois che è stao pubblicato su “Frontiers in Aging Neuroscience”; da esso emerge come una dieta in cui siano presenti spinaci, cavoli e, per l’appunto, uova aiuti a restare isicamente in forma, apportando anche beneici cognitivi. Gli studiosi hanno approfondito il ruolo della luteina (ne è ricco il tuorlo d’uova), sostanza che il corpo non può produrre da solo, ma che va acquisita attraverso la dieta alimentare. I ricercatori americani

hanno reclutato 60 adulti tra 25 e 45 anni e misurato la luteina negli occhi. Quindi, utilizzando elettrodi sul cuoio capelluto, hanno controllato l’attività neurale nel cervello mentre i partecipanti eseguivano un compito che richiedeva attenzione. Hanno così visto che «la risposta neuro-elettrica dei partecipanti più anziani con livelli superiori di luteina era più simile a quella dei più giovani rispetto ai loro coetanei con meno luteina»; inoltre «chi ne aveva di più era in grado di impegnare più risorse cognitive per completare l’attività».

LA CARENZA DI VITAMINA D associata all’insuicienza cardiaca tra gli anziani. I ricercatori dell’Università Federale di Pernambuco, in Brasile sono giunti alla conclusione che l’insufficienza di vitamina D sarebbe un fattore di rischio maggiore per il collasso cardiaco, rispetto all’obesità o all’aritmia cardiaca. Nel loro studio – con analisi cliniche su 137 anziani pazienti ambulatoriali cardiaci brasiliani - è stato dimostrato che il rischio di collasso cardiaco è stato più di 12 volte superiore nei soggetti anziani con deficit di vitamina D. Esporsi al sole per 15-20 minuti al giorno, può bastare per incamerarne una buona dose. La vitamina D è presente, pur se in bassa quantità, in alcuni alimenti come burro, uova, formaggi grassi, funghi, olio di fegato di merluzzo e pesce (aringa, sgombro, sardine).

NUTRIZIONE E IDRATAZIONE Si parla tanto della necessità di seguire sempre una corretta alimentazione, ma l’attenzione è fondamentale soprattutto nella terza età, quando viene meno il senso della fame e della sete. E’ necessario, quindi, bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, anche se non si ha la sensazione di sete. Un’adeguata idratazione garantisce, infatti, l’arrivo di sangue più ossigenato alle cellule cerebrali, rendendo il cervello più vigile. E’ anche opportuno privilegiare gli alimenti che abbiano un elevato rapporto quantitativo tra nutrienti e calorie, così come quelli ricchi di ibre, vitamine e proteine. La malnutrizione aligge i nostri anziani: non si nutre bene il 5-10% di chi vive nelle proprie case e diventa preoccupante la percentuale degli anziani ospitati nelle strutture geriatriche, dove la malnutrizione sale oltre il 30%. Durante il recente Meeting Salute di Rimini è stato sottolineato anche come la nutrizione sia correlata con la prevenzione e rappresenti un’importante arma per ridurre i rischi di disabilità.

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AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

AGRITURISMO IN COMODATO A CHI HA PERSO TUTTO

Il girasole della solidarietà

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ata come centro di villeggiatura e soggiorno estivo verso la ine dell’Ottocento, Limone Piemonte è una delle prime località montane in cui si sono sviluppati gli sport invernali. Ma il clima alpino mite, grazie alla vicinanza del mare, rende la cittadina frequentata tutto l’anno, non solo per la stagione sciistica. Al conine con la Francia, in provincia di Cuneo, Limone ha un centro storico

La premiazione Targa “Orgoglio agricolo” a Bottero

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vivace e accogliente, innumerevoli percorsi per le passeggiate e il trekking nei parchi italo-francesi, spazi attrezzati per gli sport all’aria aperta d’estate e d’inverno. In questo angolo verde d’Italia, in frazione San Bernardo, Tetto Paris, si trova l’agriturismo Il Girasole, una delle mete predilette per gustosi pranzi o grigliate all’aperto, nonché per l’accoglienza nelle camere con tipiche ambientazioni di montagna, dotate dei più moderni comfort, afacciate sul panorama alpino. Scorrendo il menu del ristorante, balza all’occhio la presenza di

specialità amatriciane. E qui si apre il sipario su una storia che merita di essere raccontata. I gestori dell’agriturismo sono Enrico e Veronica Neroni, originari di Amatrice, frazione Torrita, uno dei luoghi distrutti dal terremoto del 24 agosto 2016. Lì la famiglia Neroni aveva un ristorante, con bar e tabaccheria, completamente rasi al suolo insieme all’abitazione in cui vivevano con le iglie, due gemelle che oggi hanno sei anni e hanno appena iniziato la prima elementare qui a Limone. Se da Amatrice sono arrivati in Piemonte, il merito è di Giovanni Bottero, il titolare dell’agriturismo Il Girasole che un anno fa decise di dare per un po’ di tempo in comodato d’uso gratuito la sua struttura a chi, terremotato, fosse ristoratore professionista con la voglia di ricominciare sulle Alpi. L’annuncio lo pubblicò il 26 novembre scorso su Facebook:


Adriano Rosso (responsabile zona Confagri Cuneo), Giovanni Bottero e Enrico Neroni Foto di Paolo Ragazzo

risposero in quattro, ma i Neroni, che avevano saputo dell’annuncio tramite i cugini di Asti da cui erano temporaneamente ospitati, andarono a vedere di persona il luogo. Dopo poco tempo, la decisione di voltare pagina al libro della loro vita, trasferendosi sulle montagne piemontesi, accettando la sida e cogliendo quell’opportunità più unica che rara. Ora sono loro che gestiscono in prima persona tutto l’agriturismo. La comunità li ha accolti con entusiasmo e loro hanno conquistato iducia e stima. Il Girasole è nato nel 1999, a poco più di mille metri di altitudine, a completamento dell’azienda agricola di Giovanni Bottero specializzata

da parte - aferma Bottero – e con i Neroni ho trovato una famiglia splendida, in grado di gestire bene la struttura. Sono stato alpino in gioventù – racconta – e ho anche fatto parte per trent’anni del soccorso alpino. Lo scorso anno sono andato a prestare servizio nelle zone terremotate del Centro Italia e mi sono trovato di fronte a uno scenario devastante che mai, nonostante gli anni e l’esperienza vissuta, avevo visto. Per questo ho deciso di dare un’opportunità concreta a chi ne avesse bisogno. La gente ha perso tutto ed è diicilissimo riuscire a ripartire dopo che ti è crollato il mondo addosso”. Il suo gesto non è passato inosservato. Confagricoltura Cuneo, a cui è associato, l’ha premiato quest’estate con il riconoscimento “Orgoglio agricolo”, consegnato durante l’assemblea provinciale alla presenza del presidente nazionale Massimiliano Giansanti. “Sono iero di aver ricevuto questo riconoscimento – aferma Bottero – che considero una sorta di premio alla carriera”. Da aprile 2017 i Neroni sono entrati in ortaggi e piccoli frutti. Prima a pieno regime; l’estate è andata l’agriturismo forniva soltanto ribene e la loro cucina, con i piatti storazione, quindi, nel 2003, anche all’amatriciana, riscontra interesse accoglienza per i pernottamenti, e apprezzamenti. “Se in un primo in seguito alla ristrutturazione del tempo è stata la curiosità a spingere rustico che ospita ancora oggi ino a la gente a popolare il ristorante con quindici persone in cinque camela nuova gestione – racconta Enre. “Adesso mi sono messo un po’ rico Neroni – ora i clienti tornano volentieri perché si sono trovati bene e questo ci fa piacere. Non ci IL GIRASOLE siamo ancora avventurati con la cucina piemontese, ma fortunatamente questo non è un problema!” Nel mese di ottobre la famiglia si concederà un po’ di vacanza, quindi Il Girasole riaprirà per la stagione invernale. “Non abbiamo dimenticato quello che è successo il 24 agosto dello scorso anno, è impossibile. Ma dovevamo ripartire e andare Frazione San Bernardo, Tetto Paris, 11 via, anche per le nostre bambine. Limone Piemonte (Cuneo) Per ora stiamo qui, poi vedremo – Tel. 3663070952 – 3926881212 aggiunge –. Non smetteremo mai info@residenzagirasole.it di ringraziare Giovanni Bottero per www.residenzagirasole.it l’opportunità che ci ha dato”. SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 63


VINO

di Gabriella Bechi

“FIORDUVA” DI CANTINE MARISA CUOMO

Coltivare con furore

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na ciambella di case raccolte intorno alla piazza ed il resto dell’abitato sparso sui ianchi della montagna a strapiombo sul mare, con sentieri stretti fra fazzoletti di terra miracolosamente strappati alla roccia e coltivati con amore antico, quasi con ostinazione. Questo è Furore, il paese che non c’è. E qui, sulla costiera amalitana, cresce l’uva delle Cantine Marisa Cuomo, l’azienda fondata nel 1980 da Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo. Una tradizione vitivinicola che risale al XVI secolo, ma che negli anni ’60 si era dispersa completamente. Fino a quando Andrea, “contadino iglio di contadini”, come egli stesso si deinisce, completato il servizio di leva, decide di riportarla in auge, comprando un vecchio marchio di famiglia “Gran furor divina costiera”. Con i primi tre ettari di proprietà fonda l’azienda dedicata alla moglie Marisa nel 1982, come regalo di nozze. Ma questo è solo l’inizio, perché presto Andrea si accorge che, con quel piccolo appezzamento e poche decine di migliaia di bottiglie, non sarebbe potuto andare da nessuna parte e decide di coinvolgere nel suo progetto la comunità intorno a sé: tanti piccoli, piccolissimi produttori di uva che, superando diidenze e ostilità, raccoglie in un’unica grande famiglia. Oggi, grazie ad una cooperativa che riunisce 280 conferitori per un totale di 14 ettari e altri 58 conferitori uiciali, l’azienda si estende su 31 ettari e mezzo di

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vigneti, situati prevalentemente a Furore, ma che vanno da Praiano a Vietri sul mare, per un totale di 200mila bottiglie, vendute in tutta Italia, di cui il 20% destinate all’estero (USA, in particolare California, Giappone, Svizzera, Germania, Inghilterra, Francia). Fin dall’inizio Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo, con l’enologo Luigi Moio, scelgono di puntare sulla qualità per distinguersi con vini dal sapore unico e straordinario come il territorio della costa di Furore. La selezione di vitigni autoctoni, la conservazione delle viti che non sono state attaccate dalla ilossera su piede franco, la struttura geomorfologica del territorio, dolomitica calcarea, in seguito arricchito da ceneri e lapilli, il benevolo e costante inlusso del mare, uniti a vecchi segreti tramandati da viniicatori del luogo e tecniche di elaborazione all’avanguardia, danno vita a vini di elevatissima qualità, super premiati e stimati, presenti nelle carte dei più famosi ristoranti del mondo. Come il “Furore” bianco e rosso (anche nella

versione Riserva), il “Costa d’Amali” bianco, rosso e rosato, il “Ravello” bianco e rosso. Ed il “Furore” bianco Fiorduva, da uve 30% Fenile, 30% Ginestra e 40% Ripoli, raccolte surmature nella terza decade di ottobre, che fermenta alla temperatura di 12°C per circa tre mesi in barriques di rovere. Colore giallo carico con rilessi oro. L’odore ricorda l’albicocca ed i iori di ginestra, con richiami di frutta esotica. Al gusto è morbido, denso e caratterizzato da una importante persistenza aromatica di albicocca secca, uva passa e canditi. Vini estremi, eroici, igli della fatica, del sudore, della laboriosità dell’uomo come tutti quelli prodotti in zone spesso sconosciute e geograicamente impervie. Ed è proprio la passione per il territorio, oltre a quella per il vino, ciò che anima il lavoro di Andrea e Marisa, coadiuvati oggi dai igli Rafaele e Dorotea. “Abbiamo – dice l’imprenditore – salvato dall’abbandono 31 ettari di terreno, dando lavoro stabile a chi altrimenti se ne sarebbe andato: agricoltori, ma anche giovani che avrebbero scelto il settore del turismo. Paghiamo molte bene le uve ai nostri conferitori e i nostri dipendenti sono occupati tutto l’anno: quando non sono in vigna, lavorano le pietre di risulta per ricostruire i muretti a secco o si impegnano nella sistemazione dei pali in castagno dei pergolati, oppure si occupano della manutenzione dei terreni”.


“HOSTARIA DA BACCO” A FURORE (SA)

Le prelibatezze del contadino-pescatore

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na storia che viene da lontano quella del ristorante Bacco, a Furore (SA). Erminia, la mamma, con Pietro, lo chef, in cucina. Rafaele il marito, al Comune a fare il sindaco da una vita, ma sempre pronto a narrare storie, luoghi, persone. Letizia e Domenico, i igli, rispettivamente al ricevimento e in sala. Fu il nonno Rafaele ad aprire la Trattoria Bacco nel 1930, quando Furore davvero non c’era e soprattutto non c’era la strada che collegava Agerola ad Amali e la trattoria serviva piatti alle maestranze che vi lavoravano. Terminata la strada, Furore cominciò a diventare meta di turisti della domenica e in da quegli anni il consenso fu unanime e Bacco diventò presto un punto di riferimento per buongustai. Nel prestigioso “albo” dei frequentatori dell’epoca ci sono illustri personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, tra cui il grande Rafaele Viviani che al ristorante dedicò una poesia. A distanza di oltre ottant’anni, l’attività è cresciuta: alla ristorazione si è aiancata l’ospitalità alberghiera con venti camere panoramiche con balcone, tra terrazzi e pergolati, ognuna diversa dall’altra e con un nome che evoca un ricordo, una melodia, un sogno. Ma il successo è rimasto immutato. “Il segreto – dice Rafaele Ferraioli - sta nell’aver saputo tramandare per generazioni un legame emozionale con i propri ospiti. Siamo convinti che mangiare è un’attività spirituale, per questo la nostra cucina continua ad essere vera, genuina, ispirata al rispetto

delle buone regole e alla scelta accurata degli ingredienti legati al territorio ed alla stagione. Profumi di mare e di montagna si alternano nei nostri piatti. E il contadino-pescatore fa da protagonista”. Semplicità, genuinità, esperienza sono gli ingredienti fondamentali dell’operare di Erminia, sorella della viticoltrice Marisa Cuomo, ai fornelli di Bacco da quasi mezzo secolo, instancabile lavoratrice, sempre sorridente, disponibile, positiva. Coadiuvata da una valida brigata e, in particolare, dallo chef Pietro Cuomo, i suoi piatti ZUPPA DI PESCE

Con Il Furore Bianco “Fiorduva” 2015 delle Cantine Marisa Cuomo, la chef del ristorante Bacco, Erminia, propone “La zuppa di pesce di Donna Erminia”.

portano alla riscoperta di sapori e profumi antichi della cucina del territorio, correlati alle stagioni, alla terra e al mare, a conferma dell’attenzione riposta nella difesa della cultura enogastronomica più preziosa e autentica della Costa d’Amali. Tra i primi piatti, Scialatielli ai frutti di mare ed i Ferrazzuoli (fusilli corti casarecci) alla Nannarella (con pesce spada afumicato, pomodorini del Piennolo Dop e pinoli), dedicati ad Anna Magnani, che li veniva a gustare qui nel periodo in cui girò nel iordo il ilm “L’amore” insieme a Roberto Rossellini. Tra i secondi, tutti i tipi di pesce; la zuppa, ritenuta il modo più corretto di imprigionare profumi, sapori e valori nutritivi del pescato e un’originale versione di Totani e patate alla “volpe pescatrice”, oltre a piatti a base di carne locale. Dolci tipici napoletani e della costiera, come le Delizie al limone, le Melanzane al cioccolato e le Cicale, dolcetti a base di pasta di mandorle; tutti rigorosamente fatti in casa. Ricca la carta dei vini con circa cinquecento etichette e cinquemila bottiglie - conservate nell’ambiente suggestivo costituito da una vecchia cisterna - tra cui molti “capolavori” dell’enologia italiana ed estera. Una particolare attenzione viene data ai vini delle terre in Costa d’Amali, fra cui spicca “Fiorduva”, miglior bianco d’Italia nel 2014. Da non perdere la grapperia con una collezione di oltre 600 etichette di grappe, acqueviti e distillati. Hostaria di Bacco – Via G.B. Lama 9, Furore (Salerno). SETTEMBRE 2017 | MONDO AGRICOLO | 65


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