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Mondo Agricolo n.5

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K WS BU LLDOZ E R Ciclo vegetativo medio-tardivo Investimento 16-18 piante /mq QuantitĂ di seme 6-9 kg /ha

K WS TA R Z A N Ciclo vegetativo medio Investimento 16-18 piante /mq QuantitĂ di seme 8-10 kg /ha

K WS H A N N I BA L Ciclo vegetativo medio Investimento 16-18 piante /mq QuantitĂ di seme 8-10 kg /ha

K WS SO LE Ciclo vegetativo molto precoce Investimento 18-20 piante /mq QuantitĂ di seme 8-12 kg /ha

SILAGE KING Ciclo vegetativo medio tardivo Investimento 16-20 piante/mq QuantitĂ di seme 6-10 kg /ha

K WS FR E YA Ciclo vegetativo molto precoce Investimento 18-22 piante /mq QuantitĂ di seme 8-12 kg /ha

Sorghi S hi KWS: KWS K insuperabili insupera abili produt produttori ttori di biom biomassa massa KWS: cr cresci resci con n noi! Risultati 2013 prove p ove sorghi. pr VarietĂ V arietĂ

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13,96

88,76

5.459

8,59 8,5 9

94,00 94, 00

5.198 5.1 98

KWS HANNIBAL

fibra

5 3 ,1 0

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1,85

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2,57

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fibra

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TEST GRANELLA

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ASSEMBLEA ANGA • RETI D’IMPRESA CRESCONO • CONFAGRI DONNE • PMI AL FEMMINILE SULLA SILA • AGRITURISMO E CITTÀ D’ARTE • ACCORDO CON CNR • CONFAGRI SALERNO AL GIRO D’ITALIA •IRRORATRICI A TUNNEL • BICINGOLATI TRA I FILARI


L’ E D I T O R I A L E

L’ Europa è una risorsa

L

e europee del 25 maggio hanno un significato particolare, sia per la novità di questa consultazione, sia perché a luglio avrà inizio il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea. Ma anche perché tutto questo avviene in una fase politico-economica delicata, in cui tuttavia c'è la possibilità di ridisegnare equilibri politici e opportunità economiche, con l’avvicinarsi dell'appuntamento di Expo. In uno scenario in cui il nuovo Parlamento avrà un potere legislativo maggiore rispetto al passato e dove la realtà dei mercati è - e sarà sempre più - globale ed interconnessa, dovrebbe essere naturale una più alta attenzione verso l'Europa e le sue Istituzioni. Purtroppo a volte sembra vero il contrario: il sentiment rispetto all'Unione Europea sembra essere negativo e il disinteresse nei confronti di Bruxelles, quando non si tratta persino di manifesta ostilità, è crescente. Eppure il destino dell'agricoltura - e in generale dell'Italia - non può essere pensato a prescindere dall'Europa. Piuttosto abbiamo bisogno di un'Europa più forte, capace di creare condizioni di crescita in ogni Stato, ma che tenga anche conto delle diverse realtà di ciascuna nazione, delle caratteristiche peculiari delle imprese di ogni Paese e del contesto in cui operano. Consapevoli di quanto sia importante e decisiva la nostra appartenenza all'Unione Europea, abbiamo avanzato, come Agrinsieme, le nostre proposte ai candidati alle elezioni europee, per una politica agricola europea più “economica” e stabile, per un'idonea politica di internazionalizzazione e misure volte ad un adeguato riposizionamento delle imprese agricole sul mercato, solo per citare gli orientamenti alla base delle proposte. Serve, insomma, una politica comunitaria capace di tradurre gli interessi nazionali in coerenti politiche dell’Unione, garantendo un giusto equilibrio tra disciplina europea e misure regolatorie nazionali, evitando sovrapposizioni di interventi che ne appesantiscano l'attuazione e gli adempimenti. L'Europa è una risorsa e come tale va considerata. È indicativo come la stessa PAC, che determina un notevole flusso finanziario per gli agricoltori europei, venga percepita piuttosto come un sistema burocratico e farraginoso. Solo conservando un’ottica europea potremo rispondere alle sfide globali che ci si presentano: dalla food security alla crescita sostenibile, dalla alla lotta al cambiamento climatico alle questioni che saranno il cuore dell'Expo: un'agricoltura sostenibile, che coniughi esigenze economiche, ambientali e sociali, per un pianeta sempre più affollato. Occorre una politica sicuramente più stabile ed efficace. Dal canto nostro, come sempre, continueremo a fare da portavoce delle imprese agricole presso le istituzioni europee, accentuando un approccio costruttivo e risoluto, per e dall’Europa. “Servono cuore, coraggio e creatività”, come ha detto il regista Ermanno Olmi: un messaggio significativo, aggiungiamo noi, per il nostro Paese e per l’Europa tutta. Mario Guidi

MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO | 3


SO MMA R I O L’EDITORIALE L’Europa è una risorsa Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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PRIMO PIANO VERSO IL VOTO Amministrative test decisivo Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 ATTUALITÀ NETWORK Lente di ingrandimento sulle reti d’impresa Maria Cristina D’Arienzo . . . . . . . . . . . . .

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

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ZOOM ENOVITIS L’innovazione al servizio del vigneto Claudio Pietraforte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 Per un’Europa più economica Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950 Pubblicità

Bicingolati tra i filari Claudio Pietraforte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44

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4| MONDO AGRICOLO|MAGGIO 2014

SCENARI DONNE DI CONFAGRICOLTURA Per vocazione e per passione Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

Poker al De@terra Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

Rubriche Mappamondo Canada . . . . . . . . . . . . 30 Notiziario Energia Sistri . . . . . . . . . . 46 Organizzazione Emilia Romagna . . 52 Anga Cultura d’impresa . . . . . . . . . . 55 Over60 Emozioni . . . . . . . . . . . . . . . . . 58

L’energia del garofano Antonio Michelucci . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Agriturismo Vacanza slow . . . . . . . . 60 Vino Chianti Classico Oro . . . . . . . . . 62


PRIMO PIANO VERSO IL VOTO

Amministrative test decisivo

Il 25 maggio si vota anche per la nomina dei presidenti e dei consigli regionali di Abruzzo e Piemonte e dei sindaci di oltre 4.000 comuni di Gaetano Menna

Q

uesto numero di “Mondo Agricolo” esce alla vigilia della consultazione elettorale del 25 maggio, diretta a designare i 73 europarlamentari italiani. Appuntamento importante ancor più per il ruolo co-decisionale che assolve il Parlamento europeo. E il premier Renzi ha dichiarato: «La sola austerity non basta, la presidenza

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italiana dell'Unione europea ci impone di essere i protagonisti del cambiamento». Per il presidente del Consiglio è quasi “destino” che sia il nostro Paese a guidare la svolta: «Per l'Italia è come se ci fosse un allineamento astrale di pianeti: i nuovi fondi Ue, l'investimento di nuove istituzioni, il bisogno di un cambio della politica economica nel mondo». Insomma, a suo avviso, ci sono una serie di

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Un primo banco di prova per comprendere l’indice di gradimento delle scelte coincidenze che, se ben sfruttate nel semestre Ue, potrebbero portare il nostro Paese ad avere un ruolo di primo piano nel mutamento delle politiche europee. Non va dimenticato però che si vota pure per la nomina dei presidenti e dei consigli regionali dell’Abruzzo e del Piemonte e dei sindaci e dei consigli di circa 3.900 comuni delle regioni a statuto ordinario (di cui 24 capoluoghi di provincia); e poi per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali in 131 comuni del Friuli Venezia Giulia, in 37 comuni della Sicilia ed in 18 comuni della Sardegna (di cui 2 capoluoghi di provincia). Le votazioni regionali interesseranno poco meno di 5 milioni di elettori di Piemonte ed Abruzzo, le comunali circa 17 milioni di persone in generale. Insomma, più di un terzo degli elettori è chiamato ad esprimersi. È indubbio che, per come è stata impostata la campagna elettorale da alcune forze politiche, le elezioni amministrative sono un primo banco di prova per l’attuale governo, per comprendere l’indice di gradimento e la condivisione delle scelte.

ACCORDO CONFAGRI-CNR IN VISTA DI EXPO

I presidenti, di CNR Luigi Nicolais e di Confagricoltura Mario Guidi, hanno siglato un accordo, con l’obiettivo di creare un maggiore e più proficuo collegamento tra le imprese agricole ed i vari soggetti del sistema nazionale impegnati nella ricerca, nello sviluppo e nell’innovazione. I programmi e le iniziative riguarderanno principalmente: la promozione e il coordinamento di progetti di Nicolais e Guidi ricerca su base nazionale e internazionale; la valorizzazione e divulgazione di conoscenze tecnico-scientifiche; la realizzazione di infrastrutture di ricerca; l’organizzazione di comuni momenti di approfondimento e comunicazione pubblica, in preparazione e nel corso di Expo 2015.


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PRIMO PIANO VERSO IL VOTO

In vista delle elezioni per il Parlamento Europeo, Agrinsieme ha presentato alle forze politiche il “manifesto” di proposte di Gabriella Bechi

L’ “

Europa è l’unica vera opzione per l’impresa agricola italiana”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, nel suo ruolo di coordinatore di Agrinsieme, aprendo i lavori dell’incontro con i rappresentanti dei principali partiti politici, a cui è stato consegnato un documento di proposte in vista delle elezioni europee del 25 maggio. Al dibattito hanno partecipato i presidenti di Cia Dino Scanavino, di Fedagri Confcooperative Giogio Mercuri, di Legacoop agroalimentare Giovanni Luppi e il vicepresidente di Agci-Agrital Elia Fiorillo. “Nel panorama internazionale sempre più globale - ha detto Guidi – è impensabile immaginare il pieno superamento della crisi attraverso la frammentazione degli interessi nazionali. C’è bisogno di un Europa più forte, partecipata e solidale. E’ però necessario orientare la politica europea verso le esigenze dell’economia reale e del sistema delle imprese, dell’occupazio-

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ne e della politica sociale”. Un processo, quello auspicato da Agrinsieme, nel quale il ruolo del Parlamento Europeo sarà sempre più rilevante, dal momento che, in seguito alle novità procedurali introdotte dal Trattato di Lisbona, esso è chiamato ad esprimersi a pieno titolo sulla quasi totalità delle proposte legislative che arrivano alla Commissione europea. Il manifesto di Agrinsieme va quindi nell’ottica di portare avanti un dialogo costante e proficuo tra elettori ed elet-

torato alla vigilia della nuova legislatura del Parlamento Europeo e dell’avvio, a luglio, del semestre che vedrà l’Italia assumere la presidenza di turno dell’Unione europea. In questo processo di crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, i settori agricolo ed agroalimentare avranno un ruolo sempre più determinante per il contributo economico, occupazionale, ambientale e più in generale per il loro apporto a quella “bioeconomia basata sulla cono-


Per un’Europa più economica scenza”, che a livello europeo vale almeno 200 miliardi di euro di fatturato e due milioni di occupati Ma se l’agricoltura ha bisogno dell’Europa, l’Europa deve strutturarsi per rafforzare il sistema delle imprese, favorire il ricambio generazionale, l’aggregazione e le filiere agroalimentari, incentivando produzione e produttività e tutela ambientale, facendo leva sulla ricerca e sull’innovazione. “E’ questo l’indirizzo che dovrebbe improntare le scelte politiche

«Orientare la politica europea verso le esigenze dell’economia reale e del sistema delle imprese» del nuovo Parlamento Europeo per contribuire a dare maggiore stabilità finanziaria al comparto agroalimentare”, ha detto Guidi, ricordando che l’agricoltura, da sola, assorbe circa il 40% del budget comunitario e rappresenta una delle poche, vere, poli-

tiche completamente decise a livello europeo. Meno burocrazia e più internazionalizzazione. Questa la strada, secondo Agrinsieme, da percorrere per una politica agricola che sappia realmente porre al centro le imprese. Per ridurre i carichi burocratici il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari propone di valorizzare i principi dell’autocontrollo e della proporzionalità degli adempimenti alle reali caMAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |9


PRIMO PIANO VERSO IL VOTO

Da sinistra: Fiorillo,Scanavino, Guidi, Mercuri, Luppi (foto di A. Sabbatini)

ratteristiche delle imprese e di evitare il più possibile sovrapposizioni e ripetizioni di interventi, anche con l’ausilio

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«L’Europa diventi un player internazionale per promozione e dialogo con gli altri Paesi» della tecnologia. In materia di internazionalizzazione, invece, le indicazioni contenute nel documento consegnato ai partiti sono quelle di stimolare la promozione dei prodotti e gli investimenti diretti all’este-

ro, consolidando il sistema produttivo agricolo.Anche la politica commerciale dovrà agire in maniera funzionale a questo obiettivo, realizzando accordi di mutuo vantaggio basati sulla reciprocità, senza al tempo stesso rinunciare, quando occorre, ad una logica difensiva che eviti contraccolpi negativi per i comparti produttivi strategici “L’Europa – ha detto Guidi – deve diventare un player internazionale, a livello di promozione e di dialogo con gli altri Paesi”. Aspetti che, ad un anno da Expo 2015, che vede l’attenzione del mondo concentrata sull’agricoltura, assumono fondamentale rilevanza. Mantiene infine la sua centralità l’obiettivo di far recuperare agli agricoltori posizioni nella catena del valore dell’agroalimentare, tramite misure che riducano i


«Intervenire nelle politiche agricole, ma anche in quelle inclusive, monetarie, ambientali»

Le istituzioni europee

costi, aggreghino le produzioni, migliorino le condizioni di offerta ed il posizionamento degli imprenditori agricoli sul mercato, anche accrescendo la trasparenza nei confronti del consumatore. Capitolo fondamentale in questa direzione è quello dei fondi comunitari a disposizione. La posizione sostenuta e ribadita da Agrinsieme è ormai nota: la programmazione comunitaria deve privilegiare le realtà produttive del settore, finanziando misure e iniziative progettuali rivolte alla competitività ed al mercato. Al tempo stesso le misure nazionali regolatorie non devono travalicare la disciplina europea ed essere realmente incentivanti, come nel caso degli aiuti di stato dove va cercata una maggiore flessibilità, anche per quanto riguarda il regime “de minimis”. Ricordando come dopo il recente negoziato sulla Pac, la prossima legislatura europarlamentare ed il semestre di presidenza italiana della Ue costituiscano appuntamenti decisivi per affrontare i grandi temi dello sviluppo e della crescita, Agrinsieme ha quindi auspicato che il nostro Paese sia in grado di affermare le proprie priorità in Europa, anche ottenendo incarichi di rilievo in Commissione e in Parlamento. “Ci sono tutte le condizioni – ha concluso Guidi, dando ai politici appuntamento tra un anno per ‘fare il punto sull’Europa’ – perché l’agricoltura riprenda il suo ruolo leader in Europa. Per questo vogliamo intervenire non solo nelle politiche agricole, ma anche in quelle inclusive, monetarie, ambientali; in quelle per la ricerca e l’innovazione, per la sicurezza dei consumatori, sino alle politiche di relazioni esterne e commerciali, affinché tutte siano in linea con le esigenze e le ambizioni degli operatori economici”. MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |11


PRIMO PIANO VERSO IL VOTO

Ascolto politico Q uello di Agrinsieme con i partiti è stato un dibattito costruttivo e non una “toccata e fuga”. Bisogna ricollegarsi ai bisogni di gente e imprese di Gaetano Menna

C

apita spesso, nei dibattiti, di vedere politici in “toccata e fuga”: arrivano, parlano e se ne vanno. Non è stato così nell’incontro di Agrinsieme che si è svolto a Palazzo Della Valle il 14 maggio, con in sala i rappresentanti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, Nuovo Centro Destra, Lista Green Italia Verdi europei. D’altronde, come ha detto Barbara Saltamartini (Nuovo Centro Destra) «la politica deve tornare ad ascoltare, altrimenti non si andrà lontano; ascoltare ma, naturalmente, anche decidere».

Da sinistra: Gallinella, Saltamartini, Braga, Russo, Ferrante e Mastrobuono (foto di A. Sabbatini)

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La politica deve interfacciarsi con il mondo della rappresentanza delle imprese, costruire un percorso di rinnovamento delle istituzioni e offrire un quadro rinnovato di prospettive. Il mondo dell’associazionismo non vuole sostituirsi alla politica ma può (e deve) rappresentare ad essa bisogni e richieste che vengono dalle aziende che poi sono lo strumento “reale” di crescita dell’economia, del lavoro, della società civile. In quest’ottica l’incontro di Agrinsieme con i partiti è stato davvero costruttivo. Il coordinatore Mario Guidi e gli altri presidenti della compagine hanno illustrato il “Manifesto” stilato in vista delle elezioni europee del 25 maggio. I delegati delle forze politiche hanno ascoltato con attenzione, fatto domande per approfondire, dialogato con i vertici di Agrinsieme e rimarcato l’importanza delle politiche euro-


In primo piano Pac, politiche ambientali, accordi con Paesi terzi rie, non è riuscita a godere della giusta attenzione nella campagna elettorale», ha osservato Paolo Russo (Forza Italia) che ha puntato l'attenzione sulla necessità di rendere l'agricoltura un'attività che assicuri redditività agli addetti. Invece, ha osservato, «la sensazione che ho avuto finora, a proposito di politiche europee, è che molta attenzione è stata riservata ai “pesci” e molto poca ai “pescatori”». «Serve più Italia in Europa», ha concluso Russo. Trasformare la politica del rigore in occasione di sviluppo, puntare sull'internazionalizzazione, ridurre la burocrazia e salvaguardare le nostre produzioni, sono i cardini del programma esposto da Barbara Saltamartini (Nuovo Centro Destra). Dal canto suo Marco Scurrìa (Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale) ha sostenuto l'importanza di difendere gli interessi dell'agricoltura nazionale, soprattutto per quanto riguarda le votazioni su temi delicati, quali gli accordi di libero scambio tra Unione europea e Paesi pee, non solo quelle agricole in senso colare attenzione alla green economy; terzi. Insomma, gli europarlamentari stretto (tra l’altro fondamentali tenen- proprio sulle rinnovabili ha colto l'oc- italiani, al di là delle forze politiche che do conto del forte incremento della casione per esprimere contrarietà nei rappresentano, dovrebbero fare un giodomanda mondiale di beni alimenta- confronti del «nuovo balzello» previ- co di squadra, agire nell’interesse nari; e non si tratta di cibo per sfamare sto, a livello nazionale, dal decreto zionale, superando le divisioni. la popolazione del pianeta, ma anche Competitività che penalizza le impre- Filippo Gallinella (Movimento 5 Steldi offrire prodotti differenziati e di se che integrano il proprio reddito le) ha posto in evidenza l'importanza qualità, per rispondere ad aspettative producendo questo tipo di energia. delle scelte che si stanno per compiecomplesse delle società emergenti). Sull’importanza della Pac si è soffer- re in ambito nazionale, sull'applicazioBruxelles e Strasburgo sono determi- mata Chiara Braga (Partito Democrati- ne della riforma della Pac, ricordando nanti pure per quanto riguarda le po- co). «Vanno rilanciati con coraggio te- le grandi opportunità offerte dai Piani litiche commerciali ed i rapporti con mi che attengono alla tenuta ed al di sviluppo rurale. Ha quindi ricordai Paesi Terzi; e poi per l’evoluzione reddito delle imprese agricole», ha det- to come M5S abbia definito il suo prodelle politiche ambientali, con tutti i to. Ha quindi messo in evidenza il fon- gramma per l’Europa in sette punti, di rischi e le chance che ne derivano damentale ruolo svolto dall'agricoltu- cui uno specifico sui finanziamenti per gli operatori ed anche per quelli ra a difesa del territorio. Per tutto ciò, per agricoltura e allevamento (i prorelativi alla sicurezza ed alla traspa- «è necessario che, anche a livello eu- dotti alimentari consumati sul nostro renza verso i consumatori. ropeo, l'agricoltura diventi un interlo- territorio dovranno essere avvantagFrancesco Ferrante ha spiegato che la cutore importante e costante della giati rispetto alle produzioni estere; Lista Green Italia Verdi Europei «è, per classe politica». per pareggiare costi di produzione e definizione, molto attenta alle esigen- «Nonostante l'agricoltura rappresenti, trasporto si dovrà cercare di incentize del mondo agricolo». Tra i punti anche in termini di budget, un pezzo vare la produzione interna e disincen programmatici Ferrante dedica parti- importante delle politiche comunita- tivare quella estera). MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |13


SCENARI DONNE DI CONFAGRICOLTURA

Per vocazione e per passione Marina Di Muzio: «Le donne hanno una forte capacità di resistenza nella trincea anti-recessione, rivelano idee innovative e grandi potenzialità imprenditoriali» di Elisabetta Tufarelli

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ncontriamo Marina Di Muzio, imprenditrice agricola alla guida di Confagricoltura Donna nazionale e dell’Emilia Romagna. «L’agricoltura, numeri alla mano, è una fondamentale risorsa - mette in evidenza – per la crescita del comparto agricolo, del “sistema Italia” e traino dell’export. Nell’importante scommessa dello sviluppo del settore, che può dare un contributo determinante alla crescita dell’intera economia, le imprenditrici sono un valore aggiunto,

troppo spesso silente, ma decisivo. Le imprese condotte da donne sono il 29% del totale, una componente essenziale del nostro sistema agricolo perché caratterizzate da una notevole propensione per l’innovazione e la diversificazione produttiva, che le fa essere realtà più flessibili e con una forte capacità reattiva alle sempre più aleatorie condizioni economiche e di mercato». Marina Di Muzio ha un’esperienza agricola di lungo corso, ha ereditato la dedizione a questo settore dalla famiglia


velano idee innovative e grandi potenzialità imprenditoriali. Lo dimostrano, tra l’altro, le storie d’impresa delle premiate di De@terra, il riconoscimento a sei imprenditrici agricole italiane che si sono particolarnel suo insieme, nonostante la crisi, mente distinte per l'introduzione di è in crescita. In Italia almeno un’a- aspetti innovativi nella conduzione zienda su quattro è al femminile e, della propria azienda, istituito dal rispetto al 2012, le imprese condot- ministero delle Politiche agricole alite da donne, sono cresciute di circa mentari e forestali di concerto con 3400 unità. Nel nostro settore la per- la Rete Rurale Nazionale. Quattro centuale aumenta e, dopo il com- delle sei premiate sono imprenditrimercio, l’agricoltura ha la quota più ci di Confagricoltura. “Questo precospicua di imprese ‘rosa’. mio consegnato a quattro nostre asLe imprenditrici agricole sono capa- sociate - conclude Marina Di Muzio ci e risolute, spaziano dall’attività - valorizza il lavoro femminile in produttiva alla multifunzionalità, si agricoltura e l’apporto delle imorganizzano e costituiscono reti, at- prenditrici all’economia e allo svititudine questa spiccatamente fem- luppo dei territori rurali. Certamenminile”. te si può fare di più. Servono solidi L’agricoltura, come tutta l’econo- strumenti di conciliazione tra la vita mia, si evolve verso la multifunzio- personale e professionale e occorre nalità; si sono sviluppate attività co- impegnarsi per cambiare l’atteggiame gli agriturismi, le fattorie sociali mento culturale. Ma soprattutto oce didattiche. “L’imprenditoria fem- corre sostenere in ogni modo l’imminile non ha confini – precisa Di prenditoria femminile con strumenMuzio -. Le donne fanno tantissimo ti creditizi e nell’applicazione in Itasul piano dell’agricoltura tradiziona- lia della riforma della Politica Agrile e produttiva, che soddisfa la pri- cola Comune “verso il 2020”, che maria esigenza di nutrizione del pia- rappresenta un’occasione unica di neta e di miliardi di individui e che programmazione di obiettivi e di resta la più importante. Limitare l’at- strumenti della politica agricola na tività delle donne al solo agrituri- zionale e regionale. smo o alla vendita diretta, significa relegarle in un recinto. Possiamo certamente dire che proprio questi ambiti hanno avuto il merito di renMarina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna dere la presenza femminile più visibile. Una donna sfrutta ogni possibile risorsa, si mette in gioco più degli uomini, sempre però con molta cautela e fondatezza, restando, è il caso di dirlo, con i piedi per terra”. Le donne hanno una forte capacità di resistenza nella trincea anti-recessione e ri-

Va conciliata vita personale e professionale, mutando l’atteggiamento culturale

di origine. Si definisce imprenditrice agricola «per vocazione e per passione». Ha insegnato ai suoi quattro figli, con cui conduce sei aziende nel Lazio e in Emilia Romagna - che producono cereali, latte bovino e ovino, Parmigiano Reggiano, carne ovina e bovina, con vendita diretta il rispetto per la vita e per il suo ciclo naturale e l’amore per la terra. “Le donne in agricoltura – sottolinea il presidente di Confagricoltura Donna – sono determinanti, tanto più oggi. L’imprenditoria femminile

MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |15


SCENARI DONNE DI CONFAGRICOLTURA

Imprenditrici rurali e innovazione:vero binomio di crescita

Da sinistra: Mulser, Sfondrini, Di Muzio, Pagani e Costantino

Poker al “De@terra” Assegnato dal Mipaaf il premio dedicato all’imprenditoria femminile. Delle sei imprenditrici sul podio ben quattro sono socie di Confagricoltura

16| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

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rande soddisfazione alla consegna del premio De@Terra: ben quattro delle sei imprenditrici premiate sono di Confagricoltura. Le imprenditrici associate sono Mariangela Costantino (Catanzaro), Manuela Pagani (Piacenza), Martha Gasslitter Mulser (Bolzano), Paola Maria Sfondrini (Lodi). Giunto alla tredicesima edizione, il riconoscimento del mini-

stero delle Politiche agricole, in collaborazione con la Rete rurale nazionale, è un’occasione per mettere in evidenza le capacità imprenditoriali delle donne che s’impegnano nel settore agricolo, riuscendo a rivestire molteplici ruoli. Il premio è rivolto alle imprenditrici agricole che hanno dimostrato di aver dato un contributo significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali in cui le loro aziende operano, grazie all’introduzione di aspetti innovativi nella conduzione e all’attenzione posta alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio naturalistico. Quest'anno, al fine di dare maggiore visibilità alle vincitrici ed incentivare lo scambio di buone prassi, si è deciso di affiancare alla premiazione ufficiale una visita di studio presso alcune realtà agricole dell'Unione europea, individuate tramite il Programma Rete Rurale Europea. Le aziende agricole condotte al femminile italiane sono circa il 30% e, secondo Unioncamere, dopo il commercio è l’agricoltura ad avere il maggior numero di imprese condotte da donne. Per il presidente Mario Guidi è importante aver costituito Confagricoltura Donna perché, per far crescere e diffondere l’idea di un agricoltura più vasta, c’è necessità di una rappresentanza di genere che possa portare un contributo importante, non limitato esclusivamente all’aspetto agricolo. “Aver visto premiate tante nostre associate – sottolinea il presidente di Confagricoltura – è motivo di grande orgoglio ed è la dimostrazione evidente che il futuro dell'agricoltura non si costruisce con il populismo ed il protezionismo, ma con una visione moderna ed innovativa del settore e della produttività, in un’ottica di sostenibilità”. (E. T.)


Massima resistenza negli impieghi più intensivi. LSB 1290, l’affidabilità prima di tutto.

VERUCCHI ACHILLE & C. Snc, contoterzista, Anzola dell’Emilia BO

“Il prodotto raccolto è destinato prevalentemente alle stalle. La qualità è dunque fondamentale” “Per mantenere inalterate le caratteristiche nutritive, il foraggio deve essere imballato a regola d’arte. Il rotore integrale e l’infaldatore professionale della LSB 1290 assicurano un trattamento delicato del prodotto e la produzione di balle omogenee. Indipendentemente dalle dimensioni dell’andana il risultato è impeccabile.”

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“Oltre 7000 balle all’anno senza mai fermarsi” “Il lavoro della big baler su paglia ed erba medica è continuo per tutta la durata della stagione di raccolta. Fermarsi anche un solo giorno sarebbe un grave danno. La LSB 1290 non teme nessuna sollecitazione ed è estremamente afidabile in ogni condizione di lavoro.”

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coltivazioni l allevamento l paesaggio

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SCENARI DO N N E DI CO N F A G R I CO L T U R A

Benvenuti a Dogville Orticoltura biologica, educazione degli animali, pet therapy, ecosistema e biodiversità. Il complesso sistema ambientale dell’azienda “L’Ortica” di Manuela Pagani

di Gabriella Bechi

18| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

L’

Ortica è molto di più di un’azienda agricola. Nata nel 2004 per ospitare l’attività di Manuela Pagani, etologa ed educatrice ambientale, oggi è un sistema complesso che lei stessa definisce Centro d’interazione uomo – animale – ambiente. Dopo essersi laureata in Scienze ambientali all’Università di Parma e specializzata in Medicina comportamentale di animali d’affezione e Etologia, Emanuela, che oggi ha 37 anni, inizia la sua attività presso ambulatori veterinari e centri sportivi. Ma l’ambiente non è adatto per un lavoro che ha bisogno di spazi e di un contatto diretto con la natura. Si mette così alla ricerca di un terreno agricolo da acquistare con grandi sacrifici e sforzi economici, non pro-

venendo da una tradizione familiare agricola.Siamo in provincia di Piacenza, ma al confine con quella di Cremona, a solo un chilometro dalla città e a 500 metri dal Po, in piena Pianura Padana, con le sue colture intensive. Tre ettari di terreno marginale vicino agli argini del fiume con un vecchio frutteto di scarso pregio, che però per lei possiedono il grande valore della biodiversità. L’ecosistema viene a poco a poco ripristinato grazie a corridoi ecologici, mangiatoie, nidi artificiali, che riportano in azienda la fauna selvatica, uccelli migratori, lupope, picchi rossi e verdi, cingallegre. L’attività agricola si concentra sull’orticoltura, rigorosamente biologica e stagionale. Asparagi, peperoni piacentini, cavoli, venduti ai GAS della zona o attraverso internet, con consegna a domicilio una o due vol-


te alla settimana. E da poco anche sulla raccolta delle erbe spontanee (da cui prende il nome l’azienda): ortica, borraggine, cicoriette, asparagi selvatici, fiori di sambuco, vendu-

Manuela Pagani

Nella fattoria didattica percorsi di educazione ambientale per alunni

te insieme agli ortaggi. Accanto a quella agricola, Manuela continua in azienda la sua attività professionale di etologa, paragonabile a una psicologa umana, ed educatrice di animali d’affezione, cani e gatti in particolare. Cuccioli che devono semplicemente imparare le buone maniere o animali problematici. Lavora per privati, ma anche per i canili della zona, con l’aiuto di collaboratori veterinari e psicologi (www.dogville.it). Il lavoro sugli animali d’affezione, del loro rapporto con l’uomo e l’ambiente, ha portato Manuela ad interessarsi anche degli animali selvatici, in particolare dei grandi carnivori, come i lupi, riapparsi nella zona dal 2006, dopo la legge del 1971, che ne ha proibito l’abbattimento, che aveva portato praticamente alla loro scomparsa. L’obiettivo del progetto è salvaguardare il lupo, che un grande bioregolatore dell’ambiente, utile per contenere altri animali, come daini, cervi e cinghiali, tutelando anche le greggi, attraverso metodi di prevenzione, come i dissuasori acustici e le reti elettrificate, ma soprattutto attraverso la reintroduzione del cane da pastore. Dal 2006 l’azienda è classificata fattoria didattica e offre percorsi di educazione ambientali per tutti i livelli scolastici. E sono stati introdotti anche gli asini per le escursioni naturalistiche. Cani e asini sono usati anche per la pet therapy, praticata con l’aiuto di psicologi, per la cura delle persone con difficoltà fisiche o mentali. Il prossimo progetto di Manuela è creare nella zona una rete di aziende, con gli stessi obiettivi e vocazione, per condividere competenze e professionalità, in modo di allargare questo modo di intendere l’ambiente , il cui rispetto non è non fine a se stesso, ma sinergia con l’uomo e gli animali. L’uomo fa bene agli animali, gli animali fanno bene all’uomo, l’ambiente, specialmente quello agricolo, anche con i prodotti della terra, fa bene ad entrambi. MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |19


S C E N A R I DONNE DI CONFAGRICOLTURA

Cuore agricolo tra due mari L’azienda e l’agriturismo di Mariangela Costantino sono ubicati in un punto strategico e suggestivo. Multifunzionalità, sport, confetture, didattica ed energie alternative

di Gaetano Menna

Mariangela Costantino con i collaboratori

20| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

C’

è un punto panoramico a Maida (CZ), nei pressi dell’agriturismo Costantino, dove si vedono assieme due mari, Ionio e Tirreno. Indubbiamente questa struttura ricettiva si trova in una posizione strategica e suggestiva. È ubicata al centro della Calabria, nel punto più stretto d’Italia, ideale per visitare le più rinomate mete turistiche della regione: poco distante dalle Terme di Caronte e dalle spiagge di Gizzeria, dove si può praticare il kite surf (trainati dall’aquilone), da Tropea. Se si è appassionati di archeologia in poco tempo si possono raggiungere Terina, Scolacium, Locri Epizefiri, Kroton, Sibari, si possono scoprire i Bronzi di Riace e Capo Colonna. Raggiungibili anche le montagne della Sila, il borgo marinaro di Scilla, Gerace; ed a Pizzo si può gustare lo squisito “tartufo”. Insomma ci si trova davvero nel cuore pulsante della Calabria. L’aziendaè con-

dotta da Mariangela Costantino, che prosegue sulle orme paterne e dei nonni l’attività agricola. Ogni generazione ha portato il suo contributo decisivo e non ha mancato di farlo questa giovane e attiva imprenditrice che ora è stata premiata con il “De@ Terra”. Mariangela ha 33 anni, una laurea in “Scienze e Tecnologie agrarie” conseguita all’Università della Tuscia a Viterbo. «L’agriturismo – ci dice - nasce dalla riqualificazione di un antico villaggio rurale che si sviluppa su una collina di uliveti». Percorrendo il viale d’ingresso si raggiunge un antico casale intorno al quale si svolgeva la vita del piccolo borgo che ha mantenuto


«Riqualificato un villaggio rurale che si sviluppa su una collina di uliveti» logico Dop Lametia, olive da mensa, verdura e frutta bio, grano e farina, legumi. «Ho puntato molto sulla multifunzionalità e quindi – spiega Mariangela - ho dato vita ad un laboratorio artigianale per trasformati di prodotti agricoli (confetture e marmellate, sott’oli e conserve), oltre al punto vendita ed al ristorante. Importanti anche le attività formative. Realizzazione di corsi amatoriali di degustazione, di assaggio di olio extravergine d’oliva ed anche laboratori di cucina, di lingua italiana per stranieri, di artigianato ed artistici, fattoria didattica per i più piccoli». C’è anche un bosco da cui si ricava legno, ma anche habitat ed una stupenda location per gli ospiti. Ma non solo: le caldaie a biomasse sono alimentate con legname, ramaglie, residui vegetali delle varie lavorazioni, dai noccioli di olive e dalla sansa. Non mancano pannelli per il solare termico; nell’insieme, l’azienda è autosufficiente dal punto di vista energetico. Anche la gestione dei rifiuti è accurata, praticandosi differenziata, compostaggio e riciclo. Nulla, insomma, è lasciato al caso ed i residui così diventano sottoprodotti con benefici economici ed anche ambientali. intatta l’atmosfera di una volta; i vari ambienti sono adibiti ad accogliere gli ospiti in comode camere ed appartamenti, immersi in un grazioso giardino botanico con piscina, minigolf, parco giochi; non mancano percorsi trekking lungo il fiume che attraversa l’azienda e sentieri naturali da fare in bicicletta. È possibile degustare nel ristorante piatti tipici calabresi sapientemente cucinati utilizzando produzioni aziendali. Ci sono anche una sala convegni per meeting e una palestra. L’azienda consta di 140 ha di uliveti, agrumeti, frutteti, seminativi, boschi ed orto tutti coltivati biologicamente. E si producono olio extra vergine bioMAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |21


SCENARI DONNE DI CONFAGRICOLTURA

Il paradiso degli aromi Da una piccola fattoria di montagna con mucche, capre e pecore, al più grande e versatile maso di erbe dell’Alto Adige. La storia di Marta Musler pioniera di successo

di Gabriella Bechi

Marta Mulser Gasslitter

22| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

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e Pflegerhof oggi è il primo e più vasto maso per la coltivazione di erbe biologiche in Alto Adige il merito è di Marta Mulser Gasslitter che, nel lontano 1982 convinse, non senza fatica, il marito ad iniziare questa attività nell’azienda allora vocata al piccolo allevamento e all’agriturismo. “L’idea me l’hanno data alcuni turisti tedeschi che erano ospiti da noi – racconta – che mi spiegarono quanto questa attività fosse diffusa, con successo, in Austria e Germania. Io non avevo esperienza in questo settore, fatta eccezione per quella tradizione familiare delle nostre parti di raccogliere erbe spontanee e coltivare piante aromatiche per uso personale. Cominciai a prendere informazioni e convinsi mio marito ad iniziare. Senza alcun contributo, perché la coltivazione delle piante aromatiche era considerata marginale. Dopo pochi anni chiudemmo l’allevamento e anche l’agriturismo. Il successo era arrivato”. Oggi in Alto Adige ci sono 40 aziende che praticano questa attività e l’Italia, che in questo settore era molto avanti negli anni ’30 e ’40, sta recuperando posizioni rispetto a Germania e Austria, che sono ancora leader nel comparto.

Questo paradiso di colori, aromi ed odori si trova nell'idilliaco San Osvaldo (comune di Castelrotto), vicino al Castello di Rovereto, che risale al XII secolo, e la costruzione che porta il nome Pfleger o Pflegerhof, che si trova in diversi paesi dell’Alto Adige, di solito vicino ad una fortezza o a una rovina, era la dimora del personale del castello. Diciassette ettari a 800 metri sul livello del mare, esposti al sole, con una superficie coltivata a piante officinali di 20.000 metri quadrati, con metodo rigorosamente biologico, certificato, allevate in consociazione. Ottanta i tipi erbe coltivate, trasformate e vendute, tra cui 40 tipi di menta (menta al mojito, menta alla fragola ecc), quasi 50 di salvia, (salvia citrica, salvia affumicata ecc.) e 20 tipi di basilico


(dal basilico all’anice fino a quello alla cannella). E oltre 500 le varietà di piantine allevate in vivaio, con una lista che si allunga ogni anno. Si parte da A come Afrikanische Federblume (justicia odorata) e si arriva alla Z come Zyprisches Strauchbasilikum (basilico perenne Cipro). Il ciclo agricolo chiuso è un altro importante obiettivo raggiunto dall’azienda. Con molto amore, abilità contadina e buona volontà, tutti prodotti erboristici vengono coltivati e prodotti dal seme al prodotto finale direttamente nel maso. I semi vengono coltivati in estate e in autunno e seminati in inverno. Le piantine crescono nella serra riscaldata. In primavera i campi vengono seminati e in estate si fa la raccolta, qua-

sterie e negozi specializzati in Italia e all’estero. “Un prodotto di qualità si può ottenere solo grazie alla elaborazione curata e a tanto amore - dice Marta – per questo il nostro maso è aperto si tutta a mano, in maniera molto deli- tutti i giorni, a luglio agosto (con l’ecata. L’essicazione avviene con l’aiuto sclusione del sabato e della domenidi un deumidificatore. Successivamen- ca) per visita guidate in italiano e in te gli steli e le foglie vengono separati, tedesco. E organizziamo anche corsi tritati ed elaborati e mescolati, fino ad per studenti e scolari.” ottenere il prodotto finale. Nel maso si In azienda oltre a Marta lavorano le producono anche sale aromatico, da- due figlie Cornelia, a tempo pieno, e do vegetale, diversi tipi di sciroppo a Maria, che fa l’insegnante e che dà una base di erbe e prodotti cosmetici di al- mano, oltre al marito di Cornelia e a ta qualità (unguenti, oli da massaggio, sei collaboratori, di cui quattro donne. “Un’azienda a forte prevalenza femmicreme per doccia). La commercializzazione avviene pre- nile”, vanta Marta che, tra i progetti valentemente tramite il punto di ven- per il futuro, ha proprio quello di tra dita aziendale o attraverso le erbori- sferire l’azienda alla figlia.

Ottanta tipi di erbe coltivate, trasformate e vendute, tra cui 40 di menta

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S C E N A R I DONNE DI CONFAGRICOLTURA

Cascina a corte chiusa ma aperta al nuovo

L’ agriturismo di Paola Sfondrini è un centro relax, didattico, culturale. L’impegno a modernizzare mantenendo l’atmosfera antica

di Elisabetta Tufarelli

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U

n agriturismo nel Lodigiano, a Terranova dei Passerini, in una tipica cascina lombarda a corte chiusa, ampliata con cura, rispettando la struttura originaria, con un occhio attento ai desiderio agli ospiti. Chiamarlo agriturismo sarebbe riduttivo. E’ molto di più. Un centro di relax, didattico, culturale, un vero e proprio angolo di paradiso, dove trascorrere una giornata diversa in un’atmosfera tranquilla e serena. E’ il luogo ideale

per riscoprire il silenzio e i suoni della natura, mangiare bene ed accrescere la propria cultura, anche alimentare. Qui incontriamo Paola Sfondrini che, con suo marito Carlo Vailati Riboni, conduce ‘Le Cascine’, un vero e proprio ‘microcosmo agricolo’. ”Siamo agricoltori nel Dna da generazioni. Le Cascine – ci spiega con orgoglio l’imprenditrice – appartiene alla famiglia di mio marito fin dal 1755, ma, da imprenditori, abbiamo seguito i mercati e ci siamo evoluti puntando tutto sulla diversifica-


cittadini, a cui offriamo buona cucina genuina, campagna, storia, didattica, cicloturismo e pesca”. A “Le Cascine” c’è praticamente tutto. Un ristorante, aperto tutto l’anno, dove assaporare le vecchie ricette di famiglia o quelle più tradizionali della cucina lodigiana, un’agri-griglieria che serve piatti semplici, ma anche una splendida ed esclusiva location per matrimoni.“Il nostro primo passo – racconta l’imprenditrice di Confagricoltura - è stato nel 2002 con la Fattoria didattica. Abbiamo trasformato la stalla dei buoi e l’arsenale in aule per accogliere scuole, famiglie e gruppi della terza età. Con l’apertura della ristorazione, nel 2004, abbiamo poi recuperato la vecchia scuderia. Quindi ci siamo impegnati nel sociale, accogliendo in azienda persone diversamente abili e programmando attività comuni di coltivazioni di fiori e ortaggi”.Ovviamente l’azienda mantiene la sua vocazione originaria: sugli 80 ettari si coltivano cereali autunno-vernini, erbai, soia e orticole a pieno campo e si allevano bovini di razza Limousine (linea vacca vitello). La carne viene confezionata sotto vuoto e venduta direttamente in azienda. Tra tante chicche gustose non potevano

Paola Sfondrini con il marito Carlo ed i figli Giovanni, Mario e Francesco

Si coltivano cereali e si allevano Limousine, linea vacca vitello mancare le degustazioni guidate di prodotti del territorio, tra cui i salumi prodotti artigianalmente seguendo le ricette tramandate di generazione in generazione e i corsi di cucina. Paola ed il marito sono sempre attenti al recupero delle tradizioni rurali ed alla promozione del territorio. “Abbiamo aperto al pubblico – precisa - l’archivio dei documenti di famiglia, con notevoli testimonianze sull’evoluzione del mondo agricolo dal 1700 ai giorni nostri”. Dal 2011 funziona l’impianto fotovoltaico, che garantisce all’azienda un importante risparmio energetico. Infine, grazie a un intervento di riqualificazione naturalistico-ambientale di una zona umida preesistente, sono state reintrodotte nel laghetto specie ittiche autoctone. A richiesta, l’azienda fornisce un servizio curioso: quello di far affumicare o sfilettare e confezionare sottovuoto i lucci, le tinche e le anguille pescate. “Infine – conclude Paola Sfondrini - stiamo sperimentando un progetto di rete; abbiamo formato un consorzio nell’ambito del progetto di distretto turistico regionale,per valorizzare le piste ciclabili, proponendo un turismo lento a misura d’uomo”.

zione e sulla multifunzionalità. È qui, in cascina, che abbiamo cresciuto i nostri tre figli, Giovanni, Mario e Francesco”. Non un piccolo mondo antico, dove la natura è stupenda e si mantiene inalterata la dimensione di frazione rurale, ma un mix sapiente tra vecchio e nuovo. “Ci siamo modernizzati – rimarca Paola Sfondrini – riuscendo a mantenere le atmosfere che caratterizzano la nostra cascina. Abbiamo intrapreso un progetto ambizioso, puntando sul desiderio di ritorno all’ambiente ed alla natura dei MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |25


SCENARI DONNE DI CONFAGRICOLTURA

Nel mondo delle favole

Una storia d’impresa familiare: l’azienda di Paola Granata sulla Sila. Colture tradizionali, sperimentazione, gestione attenta del territorio di Elisabetta Tufarelli

26| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

S

iamo a circa 1150 metri di altitudine, proprio nel cuore della Calabria, a Spezzano della Sila, dove incontriamo Paola Granata, che conduce un’impresa familiare a confine con il Parco Nazionale della Sila. “Mio padre faceva il medico e l’azienda è stata affittata per circa 50 anni finché, nel 2002, non ho deciso di prenderne le redini – sottolinea orgogliosa l’imprenditrice cosentina -. Non è certamente facile, ma sono impegnata ad affrontare e, spero, a superare, tutti gli ostacoli che incontro sul mio cammino”. Questo territorio è percorso da diversi fiumi e torrenti ed è coperto da immense foreste di conifere e di faggi, cui si alternano colline e pianori ricchi di prati e di pascoli. Nel-

la zona cosentina dell’altopiano si trovano anche i laghi più importanti della Sila.“Fin da bambina – ricorda Paola Granata - sono stata stregata dalla felice esposizione dell’azienda con la sua vista del lago circondato dalle creste delle montagne, sembra di entrare nel mondo delle favole e ti aspetti di vedere da un momento all’altro lupi, briganti, carbonai, pastori”. Determinata e innovativa, l’associata alla Federazione che riunisce le PMI di Confagricoltura ha in corso una trasformazione dal tradizionale indirizzo pataticolo alla vitivinicoltura. L’ambiente dell’altopiano è naturalmente predisposto e “vocato” alla pataticoltura, tanto da aver meritato meritare il riconoscimento Igp dall’Unione europea. Ciò nonostante, l’imprenditrice ha deciso di intraprendere la sperimentazione della coltura pioneristica del vino di montagna, con l’obiettivo finale di spumantizzare, investendo circa 5 ettari di terreno a vigneto


specializzato. Fino ad oggi la prova sta dando dei buoni risultati. “Coltivo anche frumento tenero e foraggi – dice - e sto impiantando mezzo ettaro di piccoli frutti. Produco per il mercato, e mi appassiona molto il recupero di vecchie varietà, tipiche della zona, che incontrano il gusto dei consumatori”. L’azienda ha una notevole porzione di bosco, che viene curata con attenzione, per preservare il paesaggio e prevenire gli incendi. L’imprenditrice sottolinea coPaola Granada me ‘non si getta niente’, i tronchi degli alberi vengono tra-

Favorite dal microclima si producono ortive, mele, ciliege, fichi e castagne sformati in assi, mentre il frascame viene utilizzato per alimentare impianti a biomassa. Inoltre, favorite dal microclima, si producono ortive a pieno campo, mele di cultivar indigene, ciliege amare e castagne. Da non trascurare la possibilità che offre la parte boschiva dell’azienda nei periodi autunnali e primaverili nella raccolta dei funghi. Tra essi il più diffuso il Lattaio delizioso, in gergo detto

"rosito" e anche il Boleto luteo, localmente chiamato "vavusu”. Nella parte dell’azienda pedemontana posta a 700 mt si è recuperato un antico vigneto da vino a bacca rossa con vitigni autoctoni. Inoltre si produce olio extravergine d’oliva, ortive stagionali, frutta, in particolare sette varietà di fichi originari del luogo. “Certamente condurre oggi un’impresa familiare in agricoltura non è facile e diventa ancora più difficile se a farlo è una donna. Mentre sono consapevole che la nostra strada obbligata è quella di produrre per vendere ovunque sia possibile, imparando sempre di più a unirsi e fare rete, sono anche convinta – conclude Paola Granata – che il comparto meriti maggiore attenzione, specialmente nella nostra regione, perché potrebbe costituire un concreto volano per lo sviluppo economico e per creare nuova oc cupazione”.

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SCENARI DONNE DI CONFAGRICOLTURA

L’energia del garofano Garofano “Green land”

Sandra Santamaria, presidente di Confagri Imperia, premiata per gli sforzi innovativi. Dalle serre fotovoltaiche una quantità di energia che permetterebbe di illuminare 150 case di Antonio Michelucci

da Sandra Santamaria, 51 anni, sanremese, presidente di Confagricoltura Imperia e dal fratello Sergio. Sandra Santamaria è entrata in azienda a 19 anni ed ha sempre viaggiato per mantenere i rapporti con gli agenti e le aziende. Le pubbliche relazioni sono essenziali tanto che i

«Anche in floricoltura, se si vuole avere successo, occorre investire e rischiare» due fratelli si sono divisi il mondo: a lei l’Occidente, a lui l’Oriente visitando aziende modello in Kenya e perfi-

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arofani non solo rossi, ma purpurei, gialli, verdi. Con una continua ricerca e accurata selezione. L’innovazione che tiene conto della resistenza e della produttività, che dà priorità all’aspetto sanità, che si impegna a dare durata alla qualità del fiore. L’azienda Santamaria Cuttings ha sempre coniugato tradizione e innovazione. L’ attività aziendale è gestita

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Sandra Santamaria

no in Colombia. Con il passar del tempo l’impresa ha abbandonato la tradizionale produzione di talee di garofani per lanciarsi verso il settore dell’innovazione varietale. Oggi i fratelli Santamaria sono impegnati, oltre che nella produzione floricola, anche in quella di agroenergie, grazie alle serre fotovoltaiche. Dal 2010 infatti hanno fondato una seconda azienda: serre per la coltivazione di fronde ornamentali, coperte da pannelli fotovoltaici. Dalla porta principale escono le foglie di Ruscus; da quella secondaria, lungo i cavi elettrici, i kilowattora da immettere sul mercato elettrico. Oggi l’azienda è dotata di una centrale fotovoltaica della potenza di 530 kilowatt di picco, quantità sufficiente ad illuminare circa 150 abitazioni per un anno. L’iniziativa è valsa a Sandra il riconoscimento di Imprenditrice ligure del 2013, «un premio all’innovazione ed anche al rischio», ha commentato, raccontando una storia dove le tradizioni si mescolano con la modernità data da ricerca e tecnologia. «Quella effettuata è stata una scelta onerosa ma effettuata senza esitazioni. Oggi – dice l’imprenditrice - l’unico modo per restare in piedi, anche in floricoltura, è innovare, progettare, investire. E quindi saper rischiare».


MAPPAMONDO di Jordan Nash

In Canada spazi chiusi per le donne in agricoltura “In agricoltura ci sono modelli familiari conservatori”, dice Magali Delomier, della Federazione agricoltori del Quebec

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n Quebec si perde un’azienda agricola al giorno.La scelta di rilevare un’impresa è sempre più rara soprattutto per le donne.Tra i lavoratori retribuiti di tutti i settori,il 48% è donna,mentre solo il 27% degli imprenditori sono di sesso femminile”. In agricoltura ci sono ancora

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modelli familiari conservatori”,riconosce Magali Delomier,direttore esecutivo della Federazione degli agricoltori del Quebec (FRAQ).“Quando hai una figlia e tre figli,si pensa in primo luogo che siano i ragazzi a subentrare nella conduzione aziendale,ma gli atteggiamenti stanno cambiando velocemente.Dal 2006,la percentuale di donne tra gli agricoltori è aumentata del 2%”.Nei giovani con meno di 40 anni c’è un’agricoltrice ogni 3 agricoltori.Il 26% delle aziende è rilevato da donne,che rappresentano il 27% degli agricoltori.Per il ministero dell’Agricoltura è una

AGRICOLTURA AL FEMMINILE NEGLI USA

Negli Stati Uniti d’America crescono le donne che fanno impresa nel settore agricolo. Così esistono diversi programmi, spesso legati alle Università, per sostenere le imprenditrici. Farm Service Agency (FSA) fornisce aiuto alle donne, agricoltrici o allevatrici. Molte hanno sperimentato barriere che impediscono di diventare un allevatore di successo o un agricoltore. Alcuni di questi ostacoli sono l’accesso al credito e alla terra, la mancanza di informazioni sui programmi disponibili a sostegno delle imprese femminili, l'accesso ai centri di servizio FSA. Per rompere queste barriere all’ingresso delle donne in agricoltura, FSA è impegnato a realizzare un programma concreto per promuovere la rappresentanza femminile nelle nomine FSA County Comitato di Office. Inoltre, presso numerose Università, è operativa, sul web, una rete agricola dedicata alle donne imprenditrici ‘consolidate’e quelle che iniziano l’attività o aspirano a farlo. 30| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2014

proporzione decisamente più bassa che negli altri settori.Nel 2006 nel Quebec si contavano 30.675 aziende,ma nel 2011 erano già diminuite del 4%.Nonostante ciò i giovani decidono di diventare agricoltori già a 20 anni,mentre le ragazze aspettano i 23.Forse perché sono più istruite.Il 67% delle giovani agricoltrici vanta un diploma superiore o universitario,rispetto ai colleghi maschi,che si fermano al 37%.Solamente il 42% delle imprenditrici ha un diploma agricolo, mentre ha fatto studi di settore il 72% degli uomini.A creare nuove imprese sono principalmente le donne: 45%,contro 30%,mentre a rilevare aziende agricole che esistono già vincono i giovani agricoltori con il 70% sul 40 delle ragazze. In Burkina Faso è importante valorizzare il

lavoro delle donne rurali per la sicurezza alimentare.La Confédération Paysanne du Faso,in collaborazione con il Segretariato Permanente di Organizzazioni Non Governative ( Spong ) e Oxfam,hanno puntato sul ruolo delle donne nella realizzazione del Programma nazionale per il settore rurale (NRHP) e della nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione.Questa riflessione ha preso le mosse da una conferenza del 1 marzo 2014 a Ouagadougou.La campagna "Crescere " mette in evidenza i modi di produzione e di consumo sostenibili,in modo che i governi e le imprese lavorino per fornire un beneficio per tutti i sistemi di alimentare globale. Garantire la sicurezza alimentare attraverso la promozione del lavoro femminile."Le donne producono circa l'80 % di cibo in Burkina",ha detto Bassiaka Dao,presidente del CPF ed hanno un ruolo significativo nella produzione agricola,ma non sempre riconosciuto”.


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Occupazione spagnola cresce per l’olivicoltura n

I nuovi occupati in agricoltura sono 62 mila nel primo trimestre 2014, grazie alla campagna olivicola record n Spagna,grazie all’olivicoltura l’occupazione cresce del 45%. I cugini spagnoli stanno uscendo dalla crisi e,anche se il merito principale del calo della disoccupazione è del settore dei servizi,il primario ha fatto la sua parte.In Andalusia,in particolare,nello scorso mese di aprile è stato il comparto agricolo a spingere l'economia regionale.I dati dell'Epa (Encuesta de población activa,lo studio statistico sul mercato del lavoro elaborato dall’Istituto nazionale spagnolo) hanno sottolineato che,a livello regionale,ci sono 89 mila occupati nel settore agricolo in più rispetto all’anno scorso,con un incremento del 45% su base annua.Nel primo trimestre 2014,ben 62mila sono stati i nuovi occupati in agricoltura.Questa cifra

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è dovuta in parte ad una campagna olivicola record in termini di produzione (1.725 milioni di tonnellate di olio d'oliva in Spagna,l'82% del quale in Andalusia).Questo record, che ha superato del 42% la media degli ultimi quattro anni,ha creato quasi 23 milioni di giornate di lavoro in più.In aggiunta a questi dati positivi c’è stata anche la forte spinta all’export alimentare,che è aumentato di ben il 72% solo per l'olio di oliva. L’obiettivo spagnolo“forte dello spirito imprenditoriale del settore agricolo e della sua capacità di riuscire a cogliere le opportunità”,come sottolinea il consigliere all'agricoltura, Elena Viboras,è quello di crescere ancora, migliorando la qualità delle produzioni agroalimentari per conquistare nuovi mercati.

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GERMANIA SCOPRE L’AGROBUSINESS

Negli ultimi anni l’agricoltura tedesca continua ad aumentare notevolmente la propria produttività. Lo sottolinea il rapporto annuale di Landwirtschaftliche Rentenbank, che rimarca come, nel periodo 1991 -2011, la produttività del lavoro agricolo sia cresciuta di ben il 123 per cento. Questo aumento ha permesso al settore primario di svolgere un ruolo centrale nella promozione della sicurezza alimentare mondiale e nel soddisfare la crescente domanda di prodotti agricoli, permettendo anche di coniugare economia e sostenibilità. Gli agricoltori sono riusciti a ottenere maggiori raccolti rendendo più efficiente la concimazione, riducendo i consumi energetici e destinando nuovi terreni agricoli per l'attuazione di misure ambientali. Lo conferma anche l'azienda di meccanizzazione agricola Agco, che ritiene l'agricoltura sia uno dei settori di business del futuro. Per l’amministratore delegato Martin Richenhagen, anche in Germania c'e' nuovo interesse per il settore. Già ora, infatti, la domanda di superfici coltivabili supera l'offerta. Secondo Richenhagen i giovani tedeschi sono pronti ad un cambio di paradigma e l’agricoltura non sarà più un settore fuori moda. “Nei prossimi venti anni – ha detto saremo costretti a rad-doppiare la produzione alimentare. Siamo piuttosto avanti, perchè l’agricoltura si e' molto modernizzata, ma occorrerebbe aumentare ulteriormente la produttività, investendo come in una moderna impresa, sull’efficienza e la produttività”. TUNISIA, STRATEGIA PER AVICOLI

Il ministero dell’Agricoltura tunisino ha avviato una strategia nazionale per promuovere il settore avicolo. In particolare, il progetto prevede l’avvio di contratti-programma che permettano di superare le difficoltà del settore. Per il ministro, la crisi deriva dallo scarso rispetto delle norme sulla biosicurezza e delle condizioni previste per il commercio e la distribuzione dei prodotti avi-

coli. La strategia messa in atto prevede l’innovazione delle unità di produzione e il rispetto dei principi di bio-sicurezza, attraverso veri e propri contratti di filiera tra allevatori e macellatori, oltre al rafforzamento del controllo sanitario veterinario. Il settore avicolo tunisino occupa 15 mila lavoratori e contribuisce a soddisfare i bisogni alimentari del 55% della popolazione.


The Good Growth Plan

Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.

The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:

1

Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura

2

Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado

3

Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo

4

Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo

5

Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo

6

Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.

Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com

Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.

t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile

TM


A T T U A L I TÀ N E T W O R K

Lente di ingrandimento sulle reti d’impresa Sono già 352 le reti d’impresa agricole ed i progetti sono in costante crescita. Confagri sostiene lo strumento e dà assistenza continua nella fase di attivazione di Maria Cristina D’Arienzo 34| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

L

e reti di impresa sono in costante crescita: dopo diversi interventi legislativi che si sono succeduti per mettere a punto il nuovo istituto, le reti contrattuali sono uscite dalla fase di rodaggio e - a partire dalla seconda metà del 2011 hanno cominciato a far registrare numeri sempre più elevati di stipulazioni. Ad aprile 2014 - secondo elaborazioni “InfoCamere” - il contatore delle reti segna 1380 contratti di rete, per un totale di 6.938 imprese operanti

nei più svariati comparti merceologici. Nel settore agricolo (agricoltura/ silvicoltura/pesca) le imprese coinvolte sono 352. Anche se in misura diversa, le imprese in rete sono situate in tutte le province e coinvolgono tutte le regioni: la Lombardia in testa seguita dall’Emilia Romagna e la Toscana. Confagricoltura, preso atto che le imprese hanno in molti casi bisogno di una nuova forma di aggregazione più flessibile ed innovativa rispetto a quelle tradizionali, in grado di aumentare


La rete aumenta la capacità innovativa senza costringere a rinunciare all’autonomia zazione all’aggregazione e l’elaborazione di progetti strategici innovativi che consentano di realizzare una agricoltura più moderna ed organizzata. Confagricoltura, al fine di agevolare e rendere quanto più operativo e fruibile questo nuovo strumento, ha lavorato anche sul piano normativo introducendo importanti novità: per il solo settore agricolo è stata riconosciuta una modalità ulteriore rispetto alle tre previste dalla legge 33/2009 e s.m.i. (atto pubblico, scrittura privata autenticata, atto informatico sottoscritto digitalmente ai sensi degli artt. 24 o 25 del C.A.D.), consistente nella predisposizione del contratto in modalità informatica con sottoscrizione digitale delle parti contraenti e assistenza (e sottoscrizione digitale) da parte dell’associazione di categoria; per le imprese legate da un contratto di rete, quando almeno il 50 per cento di esse siano imprese agricole, si può procedere all'assunzione congiunta del personale (cd. assunzione di rete). Ancora, sono stati realizzati diversi incontri sul territorio (seminari, convegni, workshop) ed altri sono in itinere, grazie anche alla fattiva collaborazione di Agriturist, Anga, Confagricoltura donna e dell’Impresa Familiare Nazionale; sono state proposte ed esaminate diverse ipotesi contrattuali, attualmente al vaglio delle imprese. la capacità innovativa senza però co- nella realizzazione dell’ Agronetwork, Le domande ricorrenti in questi instringerle a rinunciare alla propria au- nuovo strumento di intervento per contri sono sostanzialmente: quali sotonomia, si fa forte sostenitrice del fornire una assistenza continua nel no le finalità perseguite nelle diverse contratto di rete e dedica uno dei suoi percorso di attivazione e sostegno al- ipotesi progettuali? Quali i vantaggi progetti strategici alle reti di impresa. le reti di impresa e una consulenza che ne derivano? Per quanto riguarda Il “progetto reti” nato un anno fa si è specialistica per sviluppare progetti la prima tematica possiamo dire che concluso e raccoglie ora i primi risul- tesi alla realizzazione di reti di impre- le imprese puntano essenzialmente a tati, che sotto il profilo organizzativo sa strategiche e stabili; nell’avvio della collaborazioni in grado di migliorare si sono tradotti: nella formazione di comunità professionale per le Reti di la produzione agricola lungo l’intera manager di rete, già funzionari di Con- Impresa, un ambiente di lavoro condi- filiera, attraverso l’implementazione fagricoltura, distribuiti su tutto il terri- viso, che coinvolge un team multidi- di standard qualitativi, la valorizzaziotorio per diffondere la conoscenza sciplinare di professionisti e di esperti ne del legame territoriale e delle tradello strumento reti di impresa e sen- manager di rete, per l’adozione di li- dizioni locali, il miglioramento dei sibilizzare le imprese all’aggregazione; nee comuni nel percorso di sensibiliz- processi di lavorazione e conservazioMAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |35


A T T UA L I TÀ N E T W O R K

PRINCIPALI DRIVER DI COMPETITIVITÀ TERRITORIO

Le imprese in rete soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana

aggregata porta con sé. In altre ipotesi, l’aggregazione muove dalla volontà di incrementare la propria competitività e capacità di penetrazione sui mercati nazionali ed esteri, QUALITÀ accrescendo il livello di produzione • Realizzare prodotti dall'elevato standard qualitativo e commercializzazione e svolgendo • Innovare i processi di produzione e conservazione dei prodotti ogni tipologia di attività che consenta una promozione dell’immagine INNOVAZIONE della rete, secondo linee di marke• Investire nella ricerca e sviluppo ting concordate. • Promuovere maggiore attenzione all'ambiente, abbattere gli sprechi Riguardo invece alla seconda tematica, è importante rilevare che le reti MARKETING di imprese presentano diversi van• Sviluppare e implementare sistemi informatici di promozione taggi, alcuni sono connaturati alla ti• Condividere informazioni commerciali pologia di contratto, altri possono derivare da incentivi erogati da autoINTERNAZIONALIZZAZIONE rità pubbliche, oppure da Istituti fi• Accedere a nuovi mercati, partecipare a fiere, eventi nanziari. I vantaggi connaturati all’impostazione del contratto possono essere così riassunti: accesso alla ne dei prodotti, senza tralasciare il di effettuarne un controllo più effi- conoscenza e competenza di altre profilo della penetrazione in nuovi ciente, mediante la definizione di imprese; ampliamento della gamma mercati attraverso strategie di inter- standard di qualità e sicurezza cui di nuove offerte; sviluppo di azioni nazionalizzazione. Tali finalità, peral- tutti i partecipanti sono tenuti ad at- di marketing; ingresso in nuovi mertro, risultano spesso combinate al- tenersi. In questo modo, diviene pos- cati; maggiore visibilità; crescita del l’interno dello stesso contratto. Si de- sibile garantire la tracciabilità del fatturato; facilitazione dell’accesso a sume come internazionalizzazione, prodotto e creare le premesse per istituzioni finanziarie e pubbliche; riinnovazione e innalzamento degli presentarsi in maniera unitaria sul duzione dei costi di produzione; ristandard qualitativi siano considerati mercato, con i vantaggi che la forma duzione dei tempi di produzione; tra i principali driver di sviluppo delle risorse umacompetitività in questo setne; flessibilità. tore, vale a dire le chiavi di Insomma nei confronti delI VANTAGGI DELLE RETI successo per il prodotto alilo strumento reti di imprementare italiano sia in Italia sa, anche nel settore agri• Accesso alla conoscenza e competenza che all’estero. colo, emerge una crescendi altre imprese Tra le esperienze più signite attenzione. • Ampliamento della gamma di nuove offerte ficative emergono reti in Dalla disamina dei vantaggi • Sviluppo di azioni di marketing cui le imprese decidono di si vede che il futuro delle • Ingresso in nuovi mercati aggregarsi per condurre atreti in agricoltura è ricco di • Maggiore visibilità tività di ricerca allo scopo potenzialità, anche alla lu• Crescita del fatturato di migliorare la qualità dei ce delle opportunità offer• Facilitazione dell’accesso a istituzioni te dalla nuova programmapropri prodotti, trovare sifinanziarie e pubbliche zione dello sviluppo rurale nergie e partecipare a pro• Riduzione dei costi di produzione (PSR 2014 – 2020), in relagetti di finanziamento con• Riduzione dei tempi di produzione zione alla quale si coglie divisi. In altri casi ancora, • Sviluppo delle risorse umane l’occasione per evidenziala rete si inserisce nella fa• Flessibilità re l’importanza di favorirse produttiva della filiera ne la promozione. agroalimentare allo scopo

• •

Valorizzare le tradizioni culturali Prestare maggiore attenzione alle caratteristiche geografiche e sociali

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84 - 2 0 1 4 19


Z O O M E N O VI T I S

L’innovazione al servizio del vigneto Il 19 e 20 giugno a Roncade (TV) la rassegna biennale itinerante dedicata all’intera gamma delle tecniche per la viticoltura di Claudio Pietraforte

O

ffrire ai visitatori la possibilità di vedere il meglio delle macchine e delle attrezzature destinate al vigneto concretamente all’opera tra i filari, per valutarne personalmente la reale efficacia e funzionalità per la propria azienda. Si basa su questa formula il successo di “Enovitis in Campo”, rassegna biennale itinerante delle tecni-

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che per la viticoltura, giunta alla nona edizione che si terrà il 19 e 20 giugno a Roncade, in provincia di Treviso. Per questo originale evento fieristico una nuova puntata, che costituisce

New Holland T4 .1 0 5 F al lavoro nel vigneto

più all’avanguardia da un Comitato tecnico scientifico istituito per l’occasione, mentre a “Vota il Trattore” sarà il pubblico presente a eleggere il Trattore Enovitis in Campo 2014 tra i vari modelli in prova. Pur essendo rivolta agli addetti ai laSarà il pubblico vori, la manifestazione ospita anche a eleggere il “Trattore iniziative collaterali dedicate ad un pubblico allargato, a cominciare da Enovitis in Campo” Enovitis Junior, uno spazio dedicato ai bambini che potranno cimentarsi a anche il primo appuntamento della guidare trattori a loro misura, a pedapartnership recentemente siglata tra li, in completa sicurezza, e dalla moUnione italiana vini (Uiv) e Fieragrico- stra di affascinanti trattori d’epoca la con l’obiettivo di sviluppare, sotto il allestita in collaborazione con Game brand Enovitis, diverse iniziative a sup- (Gruppo amatori macchine agricole porto della viticoltura italiana ed eu- d’epoca). ropea. Si tratta di due giorni di prove Quest’anno il calendario si arricchisce dedicate all’intera gamma delle opera- di un’iniziativa particolarmente intezioni colturali: dall’impianto del vigne- ressante: le visite guidate ad alcune tra to alla protezione fitosanitaria, dalla le migliori macchine esposte appartegestione del suolo alla potatura verde, nenti alle tipologie irroratrici tradizioper arrivare alla vendemmia eseguita nali, irroratrici con recupero, atomizcon mezzi polivalenti adattabili alle di- zatori, barre per il diserbo e spollonaverse lavorazioni. Senza trascurare ma- trici chimiche. L’iniziativa è organizzateriali e dispositivi di controllo. ta da Uiv in collaborazione con VeroA premiare l’innovazione al servizio nafiere-Fieragricola, con il patrocinio del vigneto provvederà l’Innovation di FederUnacoma e referente scientiChallenge, il concorso che assegnerà fico del progetto è il prof. Paolo Balsaun riconoscimento alle idee giudicate ri, dell’Università di Torino.


La scelta migliore, anche tra i filari più stretti.

“I frutteti non sono coltivazioni qualunque, per questo voglio un trattore progettato proprio per loro.”

“Per muoversi nel frutteto ci vuole agilità, prima di tutto quella del trattore.”

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ZOOM ENOVITIS

Martignani

Trattamenti con recupero di Claudio Pietraforte

Le irroratrici a tunnel rispondono all’esigenza di ridurre al minimo la dispersione del prodotto distribuito coniugando ecologia ed economia

40| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

E

novitis in Campo offrirà la possibilità di “toccare con mano” la sostanziale evoluzione tecnologica che ha caratterizzato negli ultimi anni le irroratrici per vigneto e frutteto, grazie all’introduzione di soluzioni progettuali rivolte a migliorare la copertura della vegetazione riducendo di pari passo l’inquinamento. Un’esigenza resa ancora più pressante dalle diret-

tive 127 e 128 del 2009, con le quali la Comunità europea ha fissato precisi requisiti sia per le irroratrici nuove di fabbrica sia per quelle in uso. Queste ultime, peraltro, come stabilito dal Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, con il quale il nostro Paese ha recentemente recepito la direttiva Ue 128, dovranno essere sottoposte a revisione periodica. Con l’immissione in commercio di


un’ampia gamma di nuovi e innovativi modelli le case costruttrici hanno cercato dunque di garantire una maggiore efficienza anticipando anche in qualche modo il prevedibile aumento della domanda imposto dall’intensificarsi dei controlli funzionali. L’orientamento più diffuso presso i produttori è stato quello verso le irroratrici con recupero di prodotto che in realtà non costituiscono una novità vera e propria, trattandosi della riproposta di un principio costruttivo già adottato almeno una decina di anni fa e temporaneamente messo da parte per lo scarso successo in termini di vendite riconducibile soprattutto ai costi elevati. La ripresa di interesse, che ha fatto delle irroratrici a tunnel (un’altra denominazione per la stessa tipologia di macchine) le protagoniste di un autentico boom è da ricercarsi, oltre che nella sempre maggiore sensibilità verso la tutela dell’ambiente, nel consistente risparmio di prodotto che il sistema con recupero garantisce. A conti fatti, se per le macchine tradizionali la quantità di prodotto a bersaglio varia tra il 15 e il 50% di quanto distribuito, con i modelli a tunnel la deriva e la dispersione a terra vengono ridotte di due terzi. A detta dei costruttori il risparmio di prodotto, che è strettamente correlato alla situazione fenologica del vigneto, ed in particolar modo alle condizioni della vegetazione, può arrivare al 95% in corrispondenza dei primi trattamenti, quando la chioma è molto ridotta, e può essere quantificato mediamente intorno al 40% sommando la capacità dell’irroratrice a tunnel di migliorare il deposito fogliare del fitofarmaco distribuito e quella di recuperare una parte del pro-

Il sistema di aspirazione fa recuperare la miscela non depositata sul “bersaglio” dotto nebulizzato. Si arriverebbe così ad ammortizzare il costo della macchina nell’arco di 2-3 anni, specialmente nel caso di aziende di elevate dimensioni. Il funzionamento delle irroratrici con recupero si basa sulla presenza di due pareti contrapposte che richiudono completamente la vegetazione e permettono, mediante un sistema di aspirazione, di recuperare la miscela che non è stata depositata sul bersaglio.Tra le prime ditte a percorrere questa strada la Bertoni, alla quale si deve la pluripremiata irroratrice Arcobaleno, lanciata nel 2005 e capostipite di una gamma aziendale completa che annovera un modello multifilare per le grandi realtà produttive, un modello trainato bifilare

e uno trainato monofilare, e, ultimo nato, un modello monofilare portato e dotato di slitte per le esigenze delle aziende medio-piccole. Ampliamento di gamma per Agricolmeccanica (Friuli Sprayers), recentemente entrata in partnership con il gruppo Maschio Gaspardo, che ha messo sul mercato la versione monofila della sua Drift Recovery, con cisterna da 600 litri e telaio basculante per operare in vigneti collinari, anche in contropendenza. Ha debuttato a Fieragricola 2014 e la rivedremo in campo all’Enovitis la nuova versione 1.000 litri, con larghezza di lavoro di 2 metri per vigneti a filare stretto, della Drop Save, irroratrice con recupero di prodotto della ditta Ideal. Su ciascun pannello è installata sia una serie di ugelli per la distribuzione del fitofarmaco sia un potente getto d’aria che contribuisce a migliorare il direzionamento verso la vegetazione. Da segnalare il sistema frangiflutti che fa circolare

Bertoni

MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |41


ZOOM ENOVITIS

l’aria dietro la griglia di recupero creando un vortice che aumenta l’efficacia di copertura della macchina senza pregiudicare le potenzialità di recupero. È anche disponibile un software per la regolazione automatica della larghezza dei pannelli. Drift Stopper è il nuovo polverizzatore con pannelli recuperatori offerto dalla Caffini e sviluppato in collaborazione con l’Università di Padova. È equipaggiato con pannelli modulari in polietilene, al cui interno si trova un dispositivo di intercettazione delle gocce fatto di lamine in alluminio con un profilo speciale che convogliano la miscela recuperata in appositi pozzetti per il sucCaffini cessivo rinvio alla cisterna principale. L’aria necessaria per il trattamento e per la cortina anti-deriva viene prodotta da una potente turbina del tipo a pale chiuse, azionata da un moltiplicatore di giri ad ingranaggi.

Con i modelli a tunnel la deriva e la dispersione ridotte di due terzi Una variante sul tema è offerta da Ricosma con il suo atomizzatore Zephir, nel quale il sistema di ventilazione è alimentato idraulicamente da 4 eliche su ciascuno dei 4 pannelli di recu-

Ricosma

42| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

pero in polietilene (in sostituzione di una sola ventola centrale) e la quantità di flusso d’aria può essere regolata per calibrare al meglio l’aderenza ai tralci. Il sistema di recupero avviene per coesione tramite lamelle di materiale plastico. Il prodotto intercettato viene filtrato e inviato nuovamente nella cisterna principale: un contalitri permette di conoscere in tempo reale la quantità di prodotto recuperato e il livello del prodotto nel serbatoio. Per finire, una personale intepretazione “sinergica” del recupero da parte di Martignani, che nel nuovo nebulizzatore trainato Duo Wing Jet ha combinato l’azione dell’attrazione elettrostatica tra vegetazione e bassi volumi di microgocce polarizzate con quella di due speciali schermi protettivi a cuscino d’aria, senza alcun riciclo di miscela antiparassitaria e con un massiccio effetto anti-deriva e di eliminazione dei residui chi mici dalle produzioni.


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Bicingolati tra i filari Nuova generazione di trattori ibridi provvisti di gomme anteriori e cingoli posteriori di C laudio Pietraforte 44| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

A

fronte del calo progressivo delle vendite dei trattori cingolati di media potenza, mezzi che rappresentano una peculiarità del mercato italiano, la cui capacità di assorbimento è ormai ridotta a poco più di mille unità annue, stiamo assistendo all’affermarsi di una

nuova generazione di trattori ibridi comunemente denominati bicingolati o semicingolati, in quanto abbinano alla presenza di ruote sull’asse anteriore quella di cingoli sull’asse posteriore. Un assetto che conferisce al mezzo maggiore versatilità e comfort di guida rispetto al cingolato tradizionale, senza però rinunciare a quei


requisiti di aderenza, trazione, stabiMacchine concepite lità, sicurezza di lavoro e galleggiabilità che il cingolo riesce senz’altro per zone collinari e a garantire meglio delle gomme. Né accentuate pendenze va trascurato il fatto che i cingoli in gomma permettono di effettuare gli spostamenti su strada senza fare ri- suolo. Da tener presente che le aletcorso al rimorchio. Si tratta dunque te del cingolo del Power Krawler, a di macchine concepite soprattutto differenza di quelle del cingolo pieper impieghi in coltivazioni a filari, no che sono d’acciaio, vengono reacon impianti posti in zone collinari lizzate in gomma sintetica dura per e in presenza di accentuate penden- azionare più agevolmente i denti del ze, dove il cingolato ibrido dà il me- cingolo: aspetto che si traduce in glio di sé. una guida più fluida e in una magIn realtà non è corretto parlare di una giore velocità massima (22,5 chilonovità assoluta poiché già da tempo metri orari). sono in vendita cingolature after- Raggi di sterzata molto stretti sono market, vale a dire speciali dispositi- garantiti dall’esclusivo sistema di vi che possono essere montati su tut- sterzata rapida (Bi-speed): quando te e quattro le ruote del trattore o so- l’angolo di sterzo supera i 30 gradi lo su quelle posteriori trasformando le ruote anteriori aumentano la veil mezzo in un quadricingolato o in locità di circa il doppio rispetto a un bicingolato. L’aspetto innovativo quelle posteriori. dei tre bicingolati di cui ci occupia- Risale all’Eima 2012 la prima appamo in questo articolo consiste nel rizione ufficiale in pubblico, a livelfatto che a proporli sul mercato sono lo di prototipo, di Sky Jump, il condirettamente le case costruttrici, che cept tractor di Bcs che è ormai ampliano così la propria offerta di pronto per il lancio sul mercato.Alla trattori specializzati. compattezza (la larghezza è conteIl primo a fare la sua comparsa sul nuta a soli 1.350 millimetri) e alla mercato è stato l’M 8540 Dtnq Power Krawler di Kubota che, costruito sulla base del corrispondente modello gommato, monta un motore a 4 cilindri Kubota da 86 cavalli, un cambio meccanico sincronizzato a cinque marce e tre gamme ed un inversore idraulico sotto carico. La cingolatura posteriore, con nastri larghi 300 millimetri, esercita una pressione sul terreno di soli 0,29 chili per centimetro quadrato. Inoltre, i cingoli destro e sinistro del Power Krawler oscillano in maniera indipendente l’uno dall’altro. In questo modo possono attraversare superfici accidentate manteCarraro Mach 2 nendo entrambi la base in continuo contatto con il

grande capacità di trazione conferita dai cingoli posteriori si sommano le eccellenti doti di sterzata di Dual Steer, il doppio sistema di sterzo esclusivo dei trattori del gruppo Bcs, attivo sia sulle ruote anteriori sia sullo snodo centrale del telaio ed in grado di consentire un angolo di sterzo che può arrivare fino a 70 gradi, al quale consegue un raggio di volta esterno contenuto a 2,66 metri. In evidenza l’inversore elettroidraulico con sistema brevettato Easy Drive, azionabile anche sottocarico e inseribile fino alla velocità di 20 chilometri orari, che esalta ancor di più la praticità di guida, oltre ad agevolare le manovre. Il Mach 2 di Antonio Carraro, ultimo in ordine di arrivo (l’esordio risale a Fieragricola) segue le orme del suo predecessore Mach 4, solo che in questo caso i cingoli sono due, abbinati a pneumatici da 20 pollici sull’asse anteriore, sterzanti. Provvisto di guida reversibile, monta un motore Yanmar da 87 cavalli e offre una scelta vastissima di optional, tra i quali la cabina ultracomfortevole StarLight.

MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |45


ZOOM E N O V I T I S

I fattori di successo della viticoltura Convegno a Treviglio di Same e Syngenta con Unione Italiana Vini. Il progresso è legato all’ innovazione tecnologica e ambientale di Claudio Pietraforte 46| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

A

Treviglio, presso l’auditorium Same DeutzFahr, il 7 maggio si è tenuto il convegno “Conoscere per competere sul mercato. L’innovazione come fattore di successo in vitivinicoltura”, organizzato da Same (Sdf), Grégoire e Syngenta in collaborazione con l’Unione Italiana Vini e sponsorizzato da BKT Europe. Grégoire è l’azienda di punta nel settore della produzione e distribuzione di

vendemmiatrici per la raccolta di uva e olive, così come di nebulizzatori per vigneti; è stata acquisita da Same Deutz-Fahr nel 2011. L’incontro di Treviglio, rivolto agli operatori vitivinicoli, ha avuto l’obiettivo di fare il punto sul settore offrendo interessanti spunti sulle sue prospettive, anche alla luce delle evoluzioni della politica agricola, illustrando quindi servizi e prodotti innovativi alle aziende. Dopo l’analisi dei trend dei mercati esteri dei consumi di vino si sono


avuti gli interventi di: Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia,sulla nuova Pac e sul suo impatto sui produttori vitivinicoli; Eugenio Sartori, direttore generale di Vivai Cooperativi Rauscedo, che ha commentato come la ricerca e l’innovazione possano contribuire al miglioramento genetico per un vigneto sostenibile; Stefano Tacchinardi, direttore commerciale Italia di Same Deutz-Fahr, che ha presentato le soluzioni tecnologiche al servizio delle aziende vitivinicole; Mauro Coatti, Head of Specialties di Syngenta Italia, che ha presentato Grape Quality Agreement, l’offerta innovativa per supportare i produttori vitivinicoli nei moderni mercati internazionali. Stefano Tacchinardi di Sdf ha ricordato i benefici dell’innovazione tecnologica. «Quelle che si impiegano in vigneto – ha spiegato – sono macchine molto specifiche. A seconda della lavorazione e del contesto possono

MERLO 1964-2014

marce, è disponibile il cosiddetto Powershift a 3 stadi, per avere, con un controllo idraulico, 3 velocità intermedie, senza cambiare marcia, senza usare la frizione, e con il conseguente beneficio della maggiore rapidità duavere uno spazio di lavorazione, un’al- rante le lavorazioni. tezza e una cabina differenti. Il gruppo Partendo dalla sfida “nutrire il pianeta SDF, in particolare, ha sviluppato tec- in modo sostenibile” in considerazionologia in differenti ambiti: trasmis- ne del fatto che la popolazione monsione, motore, ponte anteriore, im- diale è in forte crescita, Marco Coatti pianto idraulico, cabina, elettronica». di Syngenta ha spiegato come l'ambiElevato il livello di innovazione che zione dell'azienda sia dare un contriSDF prevede a carico della trasmissio- buto al radicale cambiamento della ne impiegata sulle macchine da vi- produttività agricola mondiale per gneto. In primo luogo il cambio raggiungere una maggiore sicurezza Overspeed che, grazie alle 5 marce e alimentare in modo ambientalmente alla regolazione elettronica del moto- sostenibile. Obiettivo che prende il re, consente di variare la velocità in nome di “The Good Growth Plan” (v. funzione delle lavorazioni svolte e, so- pag. 45, ndr) e si pone come obiettivo prattutto, visto che il trasporto è un l’incremento produttivo (più cibo) tema da non sottovalutare in queste ma senza spreco di risorse attraverso applicazioni, le macchine sono in gra- l'aumento di efficienza colturale; indo di raggiungere velocità fino a 40 somma più biodiversità e meno dechilometri orari. Oltre al cambio a 5 grado ambientale.

Novità Sdf: cabina, elettronica, trasmissione, motore, ponte anteriore, impianto idraulico

MACHINE OF THE YEAR 2014


N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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C U R A

D E L L ’ A R E A

RIFIUTI Decreto attuativo delle disposizioni sul Sistri È stato emanato il primo decreto attuativo delle disposizioni sul Sistri, introdotte dal DL 101/2013, convertito nella Legge 125/13. Agrinsieme ha espresso soddisfazione per le decisioni assunte dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sulla semplificazione degli adempimenti, tenendo conto delle peculiarità del settore agricolo. Esclusi dal Sistri i produttori di rifiuti pericolosi derivanti da attività agricole ed agroindustriali con meno di 10 dipendenti e (indipendentemente dal numero dei dipendenti) gli Enti e le imprese di cui all’art. 2135 del Codice civile che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito dei circuiti organizzati di raccolta. Si permette così di proseguire, da una parte nel percorso di semplificazione nella gestione dei rifiuti e, dall’altra, in quello di valorizzare i sistemi virtuosi esistenti, legati al concetto dei circuiti organizzati di raccolta. Il settore agricolo, infatti, non si esime dalla tracciabilità dei rifiuti, ma ha necessità che la stessa sia adattata alle esigenze operative dell’attività. (E. A.) ATTUALITÀ LEGISLATIVA Misure troppo restrittive per le agroenergie «Le misure restrittive sul settore delle agroenergie del “decreto competitività” (n.66/2014) vanno soppresse o comunque radicalmente riviste, perché compromettono l’attività di produzione energetica e coinvolgono pesantemente anche quelle agricola e zootecnica a cui sono connesse». Lo 48| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2014

A M B I E N T E

ha ribadito Agrinsieme (il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative) che ha sollecitato un immediato cambiamento di rotta. La tassazione su base imponibile del 25%, già a partire dal periodo d'imposta 2014, penalizza irrimediabilmente gran parte della green economy agricola pregiudicando la sopravvivenza delle iniziative in essere sul fotovoltaico, le biomasse ed il biogas; vanifica pure le prospettive future di sviluppo di energia termica da biomasse e del biometano da parte delle imprese agricole. Non si tiene conto che si tratta di attività profondamente collegate a quelle agricole, che permettono di utilizzare sottoprodotti, residui e rifiuti, con benefici anche per l’ambiente. Se non si interviene rapidamente le imprese agricole con impianti già in esercizio, colpite dalle nuove disposizioni, chiuderanno le loro attività con riflessi su occupazione, economia ed ambiente. Oltre tutto si tratta di un provvedimento di poco successivo a quello denominato ‘Destinazione Italia’, che ha eliminato i prezzi minimi garantiti sulla vendita dell’energia ed ha introdotto la rimodulazione al ribasso degli incentivi. Tutto ciò sta avvenendo mentre l’Unione Europea ha fissato, per le rinno-

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Q U A L I T À

vabili, precisi obiettivi da raggiungere entro il 2020 e sta già programmando i nuovi al 2030, convinta che questa sia l’unica strada percorribile per contrastare i cambiamenti climatici. Le imprese agricole italiane si sono fidate di un contratto siglato con lo Stato ed hanno investito in modo convinto sulla green economy. Più di 1.200 MW di biogas e biomasse installati nel solo settore agricolo, almeno 2.700 MW di impianti fotovoltaici installati in agricoltura. Un investimento di circa 6,8 mln ogni MW installato per gli impianti a biogas e biomasse (quasi 8 miliardi complessivi); circa 13 miliardi nel settore del fotovoltaico agricolo. Nel solo settore del biogas gli addetti impiegati stabilmente sono più di 10 mila, senza contare l’indotto generato nel settore industriale e della meccanica agraria. Agrinsieme ha chiesto al governo «di ripensare questa misura troppo penalizzante e siamo certi che il ministro Martina saprà comprendere le ragioni di questa richiesta. Senza stabilità e certezze per le aziende, nel nostro Paese sarà sempre più difficile programmare investimenti nella green economy». (M. M.) Collegato ambientale alla Legge di Stabilità «Il Collegato ambientale alla Legge di Stabilità in discussione in Parlamento vuole promuovere la green economy a 360 gradi. L’operazione è meritevole, però il provvedimento è talmente eterogeneo che rischia di focalizzarsi solo su alcuni aspetti e finisce per trascurarne altri». Lo ha sottolineato Agrinsieme nel corso di un’audizione in Commissione Agri-


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coltura alla Camera. Nell’attuale formulazione del DDL il settore agricolo è coinvolto solo parzialmente; l’obiettivo deve essere, invece, quello di intervenire adeguatamente per assicurare sul territorio nazionale una presenza di imprese competitive, che generino reddito ed occupazione con la produzione di prodotti agricoli sani e sicuri, nel rispetto dell’ambiente e della salute umana, che sappiano stare sui mercati e competere in un mondo globalizzato. La strada da percorrere è quella tracciata dall’Europa con la strategia per una “bioeconomia sostenibile”, attraverso quattro sfide sostanziali - per l’Europa e per il nostro Paese - che sono sempre più sfide globali: garantire la sicurezza alimentare; gestire le risorse naturali in modo sostenibile; ridurre la dipendenza dalle risorse non rinnovabili; attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici ed aumentare la capacità di adattamento. Tra le sollecitazioni esposte da Agrinsieme quelle di: prevedere una più ampia partecipazione degli agricoltori negli Enti parco, in modo da assicurare anche una maggiore attenzione alle questioni legate alla gestione degli animali selvatici; accelerare l’iter per risolvere il problema della combustione dei residui agricoli, pratica agronomica comunemente usata ma oggi vietata; risolvere una serie di problemi legati all’utilizzo agronomico del digestato, semplificando le disposizioni sulle emissioni in atmosfera relative agli impianti a biogas; rendere più semplice la comunicazione per l’utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici, che andrebbe eliminata dall’autorizzazione unica ambientale. Vanno quindi incoraggiate e non ostacolate iniziative come quella del riutilizzo dei residui e dei sottoprodotti derivanti dall’attività agricola e agroindustriale nei settori della chimica verde delle bioenergie e per finalità agronomiche. Chiesta anche una migliore gestione dei rifiuti agricoli che può essere sostenuta da specifici accordi di programma. (E. A.)

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A G R I C O L T U R A R E S P O N S A B IL E

The Good Growth Plan in Italia yngenta ha lanciato a livello globale il piano “The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura” che, declinato nel contesto agricolo italiano, vuol dire garantire la valorizzazione e la protezione di quelle caratteristiche che fanno dell’agricoltura italiana un’eccellenza mondiale. L’impegno concreto che Syngenta intende assumere in Italia mira a: promuovere un’Agricoltura Intensiva Sostenibile, favorendo la ricerca di nuove soluzioni per un'agricoltura innovativa e rispettosa dell’ambiente; salvaguardare le qualità delle produzioni, offrendo le proprie competenze per mantenere alti gli standard qualitativi; promuovere le peculiarità delle filiere agroalimentari italiane, creando patti di filiera che aiutino gli agricoltori italiani a diventare i fornitori privilegiati delle produzioni che hanno reso il “Made in Italy” famoso nel mondo. All’interno di questi 3 elementi fondamentali per l’agricoltura italiana, sono stati individuati i seguenti progetti per realizzare gli obiettivi di The Good Growth Plan in Italia: Operation Pollinator, il progetto che mira a dimostrare come un'agricoltura intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversità possano coesistere sfruttando le aree marginali delle aziende agricole come i bordi campo. Grano Armando, il contratto di filiera che permette di garantire grano di qualità 100% italiano a un marchio di pasta premium del pastificio De Matteis. Protocolli di qualità per la filiera vitivinicola, un protocollo di coltiva-

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zione per l’uva da tavola e l’uva da vino sviluppato per soddisfare i requisiti di sostenibilità della Grande Distribuzione che sono richiesti ai produttori viti-vinicoli per favorirne l’accesso ai mercati. SI concretizza in due importanti partnership con UNIVEG e Vino Libero. Filiera di Qualità del Pomodoro da Industria,’ il protocollo di coltivazione del pomodoro da industria che aiuta a far sistema tra produttori e trasformatori italiani e a rispondere ai requisiti di sostenibilità dei mercati nazionali e internazionali. Water Optimization Corn, il protocollo di coltivazione creato per ottimizzare le risorse idriche nella coltura del mais grazie alla combinazione di ricerca genetica tradizionale con programmi di semina, concimazione e difesa fitosanitaria. Hyvido, la tecnologia sviluppata da Syngenta per aiutare gli agricoltori a produrre orzo di qualità in quantità, grazie alla combinazione di nuovi ibridi di orzo con un protocollo di coltivazione studiato per consentire una massimizzazione delle rese. Formazione sulla sicurezza sul lavoro e la tutela ambientale, che ha lo scopo di sensibilizzare chi lavora in agricoltura ad avere un ruolo centrale in termini di responsabilità sociale, di tutela della salute e dell’ambiente. Attraverso gli impegni assunti con The Good Growth Plan Syngenta intende impegnarsi in un’ottica di sostenibilità per rispondere alle esigenze economiche, ambientali e produttive degli agricoltori italiani. Per maggiori informazioni visitate la sezione The Good Growth Plan sul sito www.syngenta.it.


A T T U A L I TÀ S P O R T

A Battipaglia, il Giro d’Italia si colora di verde Al gazebo di Confagri Salerno coinvolti grandi e piccoli su giardinaggio e prodotti agricoli del territorio

più affascinanti, i punti più suggestivi del territorio agricolo della provincia. Partita da Sassano, la tappa ha attraversato Sala Consilina,Atena Lucana, Polla, Auletta, Sicignano, Serre, Eboli, Battipaglia, Bellizzi, Pontecagnano, Salerno, Cava de’Tirreni, Nocera Superiore, No-

Rago: «Il ciclismo, grande occasione per mettere in vetrina l’ agricoltura»

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onfagricoltura Salerno ha deciso si partecipare a questa sesta tappa, perché l'evento del Giro d’Italia rappresenta un'occasione per mettere in vetrina la nostra agricoltura, un settore così importante per l’economia non solo della nostra provincia. Un'opportunità per promuovere le eccellenze produttive del nostro territorio, che non potevamo non cogliere”. Lo ha detto il presidente Rosario Rago, presentando l’iniziativa. La sesta tappa ha attraversato le zone

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cera inferiore, San Mauro, Sarno per poi lasciare la provincia di Salerno e concludersi a Cassino. Per il passaggio della ‘carovana rosa’ la gioia di adulti e soprattutto bambini è stata grande. Ma l’entusiasmo non è stato solo per il ro-

sa, il colore del Giro, ma anche per il verde dell’agricoltura. Per la prima volta, proprio sul percorso di passaggio, un suggestivo e divertente gazebo, con le insegne confederali, ha ospitato in mostra i prodotti degli agricoltori associati, attirando il pubblico presente. Particolarmente ammirati i campi riprodotti in miniatura, nei quali il personale di Confagricoltura ha coinvolto grandi e piccini in attività di giardinaggio. L’iniziativa è stata anche molto apprezzata dalle autorità di Battipaglia che non hanno mancato di sottolineare la viva soddisfazione per l’iniziativa degli imprenditori di Confagricoltura. “Siamo stati contenti che il giro sia tornato a Battipaglia dopo una decina d’anni – conclude Rago -. Confagricoltura ha voluto essere presente con il meglio dell’agricoltura dei territori della provincia attraversati dal giro, coinvolgendo i presenti con attività agricole e fornendo informazioni su caratteristiche e prodotti, per far soffermare l’attenzione e dare un segnale positivo sul nostro settore, che produce cibo sano e di qualità ed è un asse portante dell’economia locale”. (E. T.)


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da allevatore ad allevatore


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO SICILIA, E L E TTO POTTI N O

Ettore Pottino di Capuano è il nuovo presidente di Confagricoltura Sicilia. “Lavoreremo in squadra- ha detto - puntando a far dare la dovuta attenzione ai comparti produttivi del Mezzogiorno e dell’isola in particolare, come olio, cereali, agrumi e frutta in guscio”. Lo affiancano i vice presidenti Massimo Franco, presidente della Confagricoltura di Siracusa e Rocco Patrì presidente di Caltanissetta.

ROVIGO AGRINSIEME A I CA N D I D A TI

A Clodovaldo Ruffato (nella foto) presidente del Consiglio regionale veneto ed a Paolo De Castro, candidati alle elezioni europee, i rappresentanti di Agrinsieme Rovigo hanno consegnato un documento che pone in evidenza problemi e richieste del settore primario polesano. “Ai politici - ha detto il presidente di Confagricoltura Rovigo Lorenzo Nicoli, in qualità di coordinatore provinciale di Agrinsieme - chiediamo di ascoltarci in maniera attenta”. 52| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2014

ASSEMBLEA CONFAGRI EMILIA ROMAGNA CON DE CASTRO

«Crescere in Europa»

Paolo De Castro

“Auspichiamo che si arrivi presto ad elaborare il testo definitivo della riforma della Pac 2 0 1 4 -2 0 2 0 , con le modifiche richieste per alcuni settori strategici dell’agricoltura emiliano romagnola. Ma soprattutto chiediamo agli europarlamentari, che tra pochi giorni andremo ad eleggere, di vigilare attentamente sull’applicazione della nuova Politica agricola comune, in maniera tale da poter affinare strumenti e strategie nel documento di “revisione di medio termine” (MidTerm Review)”. Lo ha detto il presidente regionale di Confagricoltura, Guglielmo Garagnani, in occasione all’Assemblea annuale di Confagricoltura Emilia Romagna, alla presenza di Paolo De Castro, presidente uscente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e candidato alle Elezioni UE del 2 5 maggio. “Il neoparlamento – ha ricordato Garagnani - inizierà il proprio mandato nel semestre italiano di presidenza UE; la nomina dei nuovi commissari europei non avverrà prima di novembre, mentre già a fine settembre l’Italia sarà chiamata ad ospitare il Consiglio dei ministri europei dell’Agricoltura. Pertanto avremo bisogno di parlamentari seri, capaci e di comprovata esperienza; pronti a legifera-

re e a promulgare nuove direttive sulla scia del lavoro svolto fino ad oggi, come nel caso dell’approvazione del “Pacchetto latte” dopo un iter burocratico durato più di tre anni. Solo così l’agricoltura emiliano romagnola potrà ricevere l’attenzione che merita”. “I nuovi poteri affidati al Parlamento Europeo - ha sottolineato il presidente Comagri dell’Europarlamento Paolo De Castro - dal Trattato di Lisbona hanno permesso alla Commissione Agricoltura, che ho avuto l’onore di presiedere per cinque anni, di avere un ruolo determinante nella definizione delle norme sulla qualità dei prodotti agricoli, nel sostegno al settore lattiero-caseario, fino ad arrivare alla nuova politica agricola comune. Della Pac abbiamo sensibilmente migliorato il testo, avvicinando la riforma alle esigenze dei Paesi mediterranei, dando nuova centralità e risorse al lavoro e all’impresa e sostenendo solo i veri agricoltori. Ma c’è ancora molto da fare. Nella prossima legislatura ci attendono nuove importanti sfide. Dobbiamo quindi continuare a lavorare con competenza e impegno affinché le possibilità che l’Europa ci offre possano tradursi in opportunità di crescita per il nostro straordinario settore”.


CONFAGRI LOMBARDIA E REGIONE AI CONSOLI DEI PAESI STRANIERI

I florovivaisti si preparano per Expo 2015 Confagricoltura, in collaborazione con Regione Lombardia, ha presentato, in una serata di gala, le “opere d'arte” delle imprese del verde associate ai consoli dei Paesi che parteciperanno a Expo 2 0 1 5 . «Una pianta su 1 0 , a livello nazionale, è “made in Lombardia”. Il Lasagna e gli altri dirigenti florovivaismo è una importancon l’assessore Fava te realtà economica nel contesto agricolo regionale, in particolar modo per l'aspetto occupazionale dopera qualificata». II valore della produ- ha sottolineato Matteo Lasagna, presi- zione florovivaistica regionale copre, in dente di Confagricoltura regionale - . Le termini correnti, l'8 ,4 % del valore del aziende che operano in questo comparto, comparto nazionale. Il vivaio fa la parte infatti, hanno necessità di avvalersi co- del leone, con una quota del 5 9 % sul totastantemente e in grande misura di mano- le della produzione. In questi anni di cri-

si, questo comparto ha sicuramente sofferto più di altri, per il calo della domanda da parte dei privati e dei committenti pubblici. Per Confagricoltura Lombardia, dall'evento e dai contatti successivi potrebbero nascere occasioni di business per gli operatori della filiera produttiva. Gli ospiti stranieri, che dovranno allestire e gestire i propri padiglioni nell'ambito dell'Expo, potranno rivolgersi alle aziende florovivaistiche lombarde, che potranno garantire un servizio eccellente sul piano della qualità, efficiente su quello della logistica e competitivo per quanto riguarda i prezzi.


«Puntare sullo sviluppo della cultura d’impresa e della qualità» ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ANGA. IL BILANCIO DI MAIORANO

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Assemblea annuale è tempo di bilanci, di quello eco- vani dobbiamo soprattutto essere giovani”. Così, mese dopo nomico-consuntivo, ma anche di quello che è stato mese, seguendo un percorso coerente e serrato, l’associaziofatto. La linea guida che ha ispirato la presidenza ne si è impegnata ad introdurre elementi di cambiamento, Maiorano è stata quella del lavoro comune,‘in rete’, utilizzan- che hanno seguito questa logica.A partire dallo sviluppo del do i nuovi mezzi per coinvolgere sempre di più sia i rappre- progetto di Confagricoltura sul ricambio generazionale. Consentanti al Ceja, all’Enapra, in Agriturist, sia per creare un flus- temporaneamente è in fase di avanzata realizzazione un so continuo di informazioni e spunti dal nucleo al territorio e software che permetterà di passare dalle schede soci cartaviceversa. Questa innovazione caratterizzante ha rivoluziona- cee ad un database elettronico degli associati. E’ stato rinnoto l’approccio abituale. Si lavora insieme, imparando ad otti- vato il visual dell’Anga, per renderlo più attuale, esplicitandomizzare tempi e risorse, con l’obiettivo di crescere da ogni ne in modo più forte il legame con la Confagricoltura e l’apunto di vista: imprenditoriagricoltura. E si è investito sulla I L C O M M E N T O le, sindacale, formativo e asformazione per sviluppare sociativo, puntando da ‘nativi le potenzialità umane. ConIl nostro obiettivo è creare digitali’, sull’innovazione e sci che in un mondo sempre richiesta ‘sindacale’, rendendo cercando di anticipare i tempiù veloce è cambiato anche l’Anga leader, producendo una pi. Il presidente Anga, nella il modo di comunicare e domanda di associazione a cui i sua relazione all’assemblea, è quello che non si comunica, giovani agricoltori desiderano stato chiarissimo:“Dobbiamo in qualche modo, è come se appartenere. La nostra attività, in quest’anno, è rivolta a raggiungere essere capaci -ha detto - di afnon si facesse, l’Anga ha questo ambizioso traguardo. fiancare e precorrere i prospinto sulla diffusione delStiamo lavorando con il principio che, dalla mera cessi in atto, resi necessari l’informazione. “Siamo conrivendicazione, si passi alla proposta e alla consapevolezza. dalla crisi e dalle trasformavinti che per uscire finalSiamo coscienti che l'azione sindacale efficace si fa anche fuori zioni nel contesto politico ed mente dalla crisi – ha condal nostro Palazzo. Ci relazioniamo con Mipaaf, Mise, Miur, economico-imprenditoriale. cluso Raffaele Maiorano – parlamentari nazionali ed europei, con le altre organizzazioni La nostra evoluzione deve afsia necessario puntare sullo giovanili, non solo quelle appartenenti al Conagi o nazionali, fiancare quella di Confagrisviluppo della cultura d’imma anche con le altre organizzazioni giovanili agricole del coltura. Occorre esplorare presa e della qualità. Come resto d'Europa. Abbiamo favorito la nascita del Tavolo forme nuove e strade diverse, giovani raccogliamo questa Giovani Expo 2015. Abbiamo solo cominciato. Sappiamo per arrivare agli stessi obiettisfida, convinti che il sistema che è indispensabile la presenza sul territorio e abbiamo vi, contribuendo a sviluppare associativo-organizzativointensificato partecipazioni e iniziative per aumentare il senso un modello di rappresentanmanageriale sia il fattore che di appartenenza convinto ai Giovani di Confagricoltura. za più ‘imprenditoriale’, capafa la differenza, capace di acRaffaele Maiorano ce di incoraggiare modi mocrescere competitività e Presidente Nazionale Anga derni di fare impresa. Ma, scuprogresso”. sate il gioco di parole, noi gioElisabetta Tufarelli MAGGIO 2014 | MONDO AGRICOLO | 55


IMPERIA

GIOVANI DI MODENA ADERISCONO A “LET’S CLEAN UP EUROPE”

Olive taggiasche ed eccellenze agroalimentari

Mano concreta alle imprese danneggiate

I Giovani di Confagricoltura Imperia hanno partecipato alla seconda edizione di “Meditaggiasca”, l’appuntamento goloso per valorizzare la produzione dell’oliva taggiasca e del suo olio. L’evento ha coinvolto famosi chef nella preparazione di ricette dedicate, appunto, all’oliva ed a tutti i prodotti che vengono realizzati partendo dalla taggiasca. Le giornate dedicate alla regina indiscussa della tradizione locale sono state commentate dal noto giornalista enogastronomico Luigi Cremona che, con Witaly, è tra gli organizzatori della manifestazione promossa a Taggia. Il comune è famoso per il santuario della Madonna Miracolosa ma anche per la gastronomia e per i prodotti tipici, prima di tutte l’oliva. Quella taggiasca è una varietà dalle caratteristiche uniche, elemento primario per la produzione di olio extravergine di oliva di qualità superiore. Le aziende associate, che le producono, hanno esposto le loro eccellenze. I giovani di Confagricoltura Imperia si sono occupati anche di addobbare le sale utilizzate per la manifestazione. (G.C.) 56 | MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2014

Confagricoltura, Giovani Agricoltori Anga e ‘Cascina pulita’ insieme per una raccolta straordinaria di rifiuti a Modena, Bastiglia e Bomporto. Il team dei giovani, guidato da Cristian Aldrovandi, componente del Comitato di presidenza, ha raccolto quintali di rifiuti. La manifestazione modenese s’inquadra in “Let’s clean up Europe”, la settimana promossa dalla Commissione Europea per contrastare il littering e l’abbandono di rifiuti.”E’ fondamentale per noi agricoltori – spiega Aldrovandi - tutelare il territorio perché è il nostro strumento di lavoro e il nostro avvenire. La provincia di Modena è stata colpita dal terremoto, da trombe d’aria e anche dall’alluvione dello scorso gennaio. Abbiamo voluto partecipare con Confagricoltura e ‘Cascina pulita’, per dare una mano concreta alle imprese agricole danneggiate da quest’ultimo evento, che oltre agli evidenti riflessi negativi in termini economici e sociali, ha lasciato un’ accumulo enorme di rifiuti”. Nel corso della gior-

nata una trentina di addetti, tra cui numerosi giovani agricoltori con in testa il presidente Anga Modena, Enrico Paradisi, hanno raccolto rifiuti in tre aziende agricole della zona. “Un gesto di grande significato simbolico - ha sottolineato Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena -. Insieme a Confagricoltura nazionale stiamo portando avanti un percorso di sostenibilità ambientale ed è particolarmente significativa la scelta di Bastiglia e Bomporto come sedi operative dell’iniziativa, dopo le calamità che questi centri hanno dovuto fronteggiare, dal sisma all’alluvione. Come Confagricoltura Modena lavoriamo per tutelare i diritti alla sicurezza non solo delle imprese, ma di tutti i cittadini. Infatti la questione ambientale non si limita ai soli imprenditori agricoli, ma riguarda tutti i cittadini e la recente alluvione lo dimostra chiaramente. Per questo riteniamo prioritario sensibilizzare sulla tutela e la salvaguardia del territorio, di cui ci sentiamo i custodi”.


ANGA PALERMO AL VILLAGGIO DELLA LEGALITÀ

Agricoltura a mano libera In occasione dell'anniversario della strage di Capaci e dell’uccisione del giudice Falcone, il 23 maggio,i giovani di Confagricoltura Palermo hanno organizzato il progetto "Agricoltura a mano libera". In questa data, simbolo dell’impegno nella diffusione della cultura della legalità e della lotta contro ogni atteggiamento mafioso, si conclude il percorso di educazione alla legalità promosso dalle scuole, dal ministero dell’istruzione e dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”, che coinvolge numerosi studenti palermitani. All’interno del ‘Villaggio della legalità’ di piazza Politeama, oltre all’usuale presenza istituzionale, ha funzionato con successo il laboratorio, organizzato dai

giovani di Confagricoltura e rivolto ai bambini e ai ragazzi. L'idea ispiratrice è quella di educare alla legalità le nuove generazioni e di non dimenticare tragici avvenimenti che hanno scosso le coscienze. “Come giovani imprenditori vogliamo ‘ricompensare’ l’impegno profuso dai bambini e dai ragazzi, con qualcosa di buono e naturale, come è

tutto quello che proviene dalla nostra sana agricoltura". Lo ha detto Felice Cupane che, insieme ad Emanuele Savona, ha curato l'organizzazione dell' iniziativa, offrendo come premio a tutti i partecipanti spremute fresche di arance biologiche siciliane, fornite da Roccacoop in collaborazione con Masseria La Chiusa e la O.P. Unosicilia. (G.C.)


OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

Invecchiando, si riducono le emozioni negative e ci si sente meno stanchi Uno studio pubblicato su Journals of Gerontology sfata un vecchio luogo comune: essere anziani significa necessariamente sentirsi privi di energie. Non è così. Anzi... La ricerca della “London School of Economics and Political Science”, dimostra come, durante la terza età, ci si senta meno stanchi dei giovani, inclusi gli adolescenti. Mentre, infatti, su una scala da 0 a 6 (dove 6 significa “molto stanco”) la popolazione di età superiore ai 65 anni attribuisce al suo livello di stanchezza un punteggio di 1,8, per i giovani tra i 15 e i 24 anni questo punteggio è di 2,5. Gli autori dello studio hanno analizzato i dati raccolti nel 2010 dall'U.S. Census Bureau, attraverso un campione di 13 mila individui tra i 15 e gli 85 anni, cui è stato chiesto di valutare quanto si sentissero stanchi durante varie attività quotidiane. A dichiararsi meno affaticati erano gli

uomini, le persone più istruite e chi godeva di un migliore stato di salute, mentre la sensazione di stanchezza aumentava per ogni figlio in più nel nucleo familiare. A sorprendere i ricercatori è stata l'entità della differenza tra la stanchezza percepita dai più giovani, rispetto ai più anziani. La questione si potrebbe spiegare con la percezione, dei più anziani, di riuscire a gestire meglio il

TRA I VANTAG G I DE L W E B ci sarebbe quello di scongiurare il rischio di depressione tra gli anziani. A d af f ermarlo è uno studio della Michigan State University. La ricerca che ha seguito la vita quotidiana di migliaia di anziani americani in pensione per sei anni, ha dimostrato che il web e' in grado di ridurre, negli over 65, del 30% le probabilità di ammalarsi di depressione. I nonni secondo gli studiosi, con la rete riuscirebbero a risollevare il proprio umore e ridurre la sensazione di solitudine. Internet aiuta le persone anziane a rimanere in contatto con le reti sociali e a non sentirsi soli, oltre ad allenare le abilità comunicative. Addirittura l'effetto benefico cresce negli anziani che vivono da soli. I dati analizzati dalla ricerca riguardano oltre ventiduemila individui provenienti dall'Health and Retirement Survey. 58| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2014

proprio tempo, permettendosi anche di fare quel che si vuole, quando si vuole, al contrario dei giovani e dei giovanissimi. Ma non è da escludere che possano entrare in gioco anche altri fattori. Alcuni studi avrebbero scoperto che le emozioni negative tendono a ridursi con l'invecchiamento e che gli anziani sono più propensi a giudicare positivamente la loro quotidianità rispetto ai giovani. Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia: contrariamente ai luoghi comuni, non è certamente nella terza età che la stanchezza prende il sopravvento.

AU TOSTIMA E SALUTE Con l’autostima migliora anche la salute. Almeno nelle persone anziane. Lo dimostra uno studio della californiana Concordia University, nel quale i ricercatori hanno dimostrato che, quando diminuisce l’autostima, aumenta anche il cortisolo, l’ormone dello stress. Se sale l’autostima succede esattamente il contrario. La ricerca è stata condotta su 147 ultrasessantenni, monitorando i livelli di cortisolo, l’autostima, lo stress e i sintomi di depressione nell’arco di quattro anni. Lo studio ha anche preso in considerazione la salute, lo status economico, lo stato civile e il rischio di mortalità dei partecipanti. I risultati hanno mostrato che incrementare l’autostima può migliorare la regolazione del cortisolo negli anziani, anche in circostanze stressanti.


Le lezioni di allenamento per la mente

Basterebbero 10 lezioni di esercizi cognitivi per mantenere fresco e scattante il cervello degli anziani, con effetti che si vedono anche 10 anni dopo l'ultima lezione e ricadute positive anche sulla vita di tutti i giorni. A rivelarlo è uno studio, il più ampio di questo tipo mai condotto finora, diretto da George Rebok della Johns Hopkins University in Baltimora e pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society. Le

lezioni di allenamento per la mente (sotto forma di esercizi cognitivi di vario tipo) migliorano la memoria, la capacità e la velocità nei ragionamenti. Inoltre, gli anziani riscontrano maggiori abilità nella vita di tutti i giorni, dal ricordarsi meglio i farmaci da assumere, al cucinare. Insomma, a parità di età, chi è allenato raggiungerebbe maggiore indipendenza dei coetanei che non hanno seguito le dieci ore di training. La

SECOND O IL WORLD POPULATION PROSPECT se gli ultracentenari mondiali sono oggi meno di mezzo milione, già nel 2030 raddoppieranno ed entro la fine del secolo raggiungeranno addirittura la cifra shock di 17 milioni di persone. Allora, accanto agli aspetti medici e sociali entreranno in gioco anche quelli finanziari. Per Agar Brugiavini, professore ordinario alla Ca’ Foscari di Venezia.”La gerontoeconomy o economia dell’invecchiamento sarà presto una branca dell’economia 3.0.”. A parere dell’esperta le possibilità di business non mancano: long-term care, telemedicina, possibilità di effettuare analisi cliniche a distanza, somministrazione di multimedicine (ogni anziano ne prende 4 o 5) attraverso un dosaggio teleguidato, come già fanno in Giappone. Per arrivare alle case intelligenti, dove sicurezza e domotica fanno dei vecchi il cliente-target ideale. O ancora l’aspetto della mobilità, dei servizi, del turismo-slow, della socialità o del tempo libero nelle nostre città. Per tutti questi motivi la gerontoeconomy non potrà che creare nuovi giri d’affari e nuovi posti di lavoro.

ESERCITARSI A NON CADERE Un allenamento mirato alla prevenzione delle cadute aiuterebbe a ridurre il rischio di fratture nella popolazione al di sopra dei 60 anni. Lo sostiene un'analisi del Centre de recherche en Epidémiologie et Santé des Populations (CESP) di Villejuif (Francia). Lo studio ha confrontato dati raccolti in 17 ricerche già condotte, che hanno esaminato i casi di 4.305 individui over 60. L'analisi ha dimostrato come un'attività fisica pensata per ridurre il rischio di cadere possa ridurre la probabilità di fratture. Secondo i ricercatori questo studio fornisce ulteriori conferme della necessità di coinvolgere le persone anziane in programmi che prevedano esercizi mirati a ridurre il pericolo di cadute. ricerca ha coinvolto 2.832 partecipanti sani all'inizio dello studio, dell’età media di 74 anni. I volontari sono stati suddivisi in quattro gruppi, tre si allenavano, mentre uno non seguiva alcun training. Alla fine del periodo i partecipanti sono stati esaminati per capacità mnemoniche, di ragionamento e per velocità di elaborazione degli stimoli a più intervalli di tempo, uno, due, tre, cinque e dieci anni dopo. Circa il 60% di coloro che avevano seguito le 10 lezioni iniziali di training cognitivo ne hanno poi fatte altre di potenziamento, che hanno migliorato ulteriormente le prestazioni iniziali. Dieci anni dopo, tutti i gruppi hanno mostrato declino cognitivo rispetto ai loro test di base iniziali, sia di memoria, sia di ragionamento e di velocità di elaborazione, come del resto ci si aspettava, visto che avevano dieci anni di più; ma chi aveva seguito i training è andato incontro ad un minore declino nel ragionamento e velocità di elaborazione rispetto agli altri. MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |59


AGRITURISMO di Veronica Mazzanti

IMPEGNO DI AGRITURIST PER VALORIZZARE LA CULTURA

Vacanza “slow” alla scoperta di città d’arte e parchi archeologici Per la prossima estate, ma non solo, perché non concedersi una settimana alla scoperta di itinerari culturali, archeologici, nelle città d’arte, verso i grandi parchi archeologici? “Il nostro obiettivo – ha osservato il presidente di Agriturist Cosimo Melacca - è proporre una vacanza ‘slow’, diversa dal solito, che serva veramente a rilassarsi e ricaricarsi, a conoscere le mille attrattive, poco conosciute, dell’Italia minore. Gli agriturismi, infatti, sono il punto di appoggio ideale per partire alla scoperta della storia e dell’arte dei nostri borghi e dei nostri paesi. Un mondo di saperi e sapori, che vale la pena di gustare”. Agriturist invita a scoprire le gemme italiane sparse, da nord a sud. Tradizioni, sapori e piaceri che rendono unico ogni viaggio. L’agriturismo degli itinerari in Italia è turismo culturale a trecentosessanta gradi e disegna idealmente sul territorio tappe culturali ed archeologiche, spesso inedite. “Il legame tra agricoltura e cultura è fortissimo – ha sottolineato il presidente di Agriturist - perché lega insieme curiosità verso la storia, l’arte, il paesaggio, il lavoro, le produzioni, il costume, l’enogastronomia, le tradizioni popolari d’Italia. Quella a contatto con l’agricoltura è una vacanza con ritmi lenti, che permette di staccare la spina”. I molti 60| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2014

collegamento fra l’ospitalità rurale e le più vicine e famose città d’arte. Fermarsi in un’azienda agricola, oltre a far riconquistare ritmi rilassati, lasciando a casa stress e impegni della vita quotidiana e lavorativa, dà la possibilità di andare alla scoperta di quest’Italia nascosta, una meta culturale di prima grandezza che merita di essere conosciuta e riconosciuta.

A nfiteatr o c ampano a Santa Maria Capua Vetere (CE)

spunti per gli itinerari culturali e archeologici dell’Italia “minore” nascono proprio lungo le vie di

Quattro zampe in fiera Agriturist ha firmato una convenzione con ‘Quattro zampe in fiera’. La manifestazione è un importante momento di incontro tra offerta e domanda, principalmente per la promozione delle aziende “pet friendly”. Andare in vacanza con il proprio cane o con il gatto è diventata un'esigenza per moltissimi . L’accordo con Agriturist offre concreti vantaggi per gli associati, che potranno partecipare all’evento a condizioni molto vantaggiose. Dopo il successo della prima edizione nel 2013, che ha registrato la partecipazione di 100 espositori, 18.000 visitatori e la presenza di 5.000 cani, sono in corso i preparativi per la seconda edizione dell’evento fieristico dedicato agli amici a quattro zampe. Nel 2014 l’evento raddoppia, sono infatti previste due date in due distinte sedi, Milano, Parco Esposizioni di Novegro il 7 e 8 giugno; Napoli, Mostra d’Oltremare il 20 e 21 settembre. Info agriturist@confagricoltura.it e www.agriturist.it.


VINO

RISERVA DUCALE DI RUFFINO, SELEZIONE ORO

Il Chianti Classico extralusso

Chianti Classico: mette quasi soggezione parlare del vino italiano più conosciuto, apprezzato ed esportato nel mondo, perennemente copiato ma per sua natura inimitabile in quanto espressione di un territorio che ha instaurato con la vite una simbiosi quasi perfetta, al punto che è come se i vigneti affondassero le loro radici nella storia. Una storia che parte da lontano, dagli Etruschi, ai quali questo illustre territorio deve probabilmente il suo nome, e si dipana nell’arco dei secoli con alcune date memorabili, come il 1716, anno in cui il Granduca di Toscana provvide con un bando a delimitare l’area di produzione del Chianti, anticipando di oltre 200 anni ogni altra iniziativa del genere nel mondo. Una storia, dicevamo, che ha fatto del Chianti Classico un brand internazionale dove tradizione, passione ed emozione si fondono, grande da sempre ma ora proiettato verso nuovi vertici qualitativi. Nel gennaio dello scorso anno, infatti con le modifiche al disciplinare di produzione approvate dall’assemblea dei soci del Consorzio Vino Chianti Classico, è nata una nuova tipologia di eccellenza nella piramide qualita62| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2014

tiva del Gallo Nero: la Gran Selezione, prodotta da uve di esclusiva pertinenza aziendale, coltivate nei vigneti più vocati e con regole ultrasevere, tra le quali un invecchiamento minimo di 30 mesi. Di questa nuova linea, extralusso, fiore all’occhiello della storica Docg toscana e attualmente ristretta a 54 etichette esclusive, entrerà a far parte tra qualche mese, con l’uscita dell’annata 2010, il Riserva Ducale Oro di Ruffino, un vino che, con più di 60 vendemmie alle spalle all’insegna della massima qualità, è parte integrante della storia del Chianti Classico. La sua nascita risale ai primi difficili anni del secondo dopoguerra, quando il Chianti si faceva con uve a bacca nera e bacca bianca, pigiandolo con i piedi e infiascandolo in generosi recipienti avvolti nella paglia, per berlo giovane e trarne energia spesso necessaria ad affrontare una sudata giornata di lavoro nei campi. Però, già allora era costume serbarne un poco – il migliore – per le occasioni speciali, facendone oggetto di un accurato invecchiamento. Vino come bene edonistico, non più solo prettamente alimentare: un concetto antesignano per una nuova idea

di vino che ancora aveva da compiersi e che in Toscana, e in Italia, era ancora poco diffusa ma a cui Ruffino credeva moltissimo, tanto da voler dar vita ad una Selezione, la Oro appunto, del suo vino più significativo, la Riserva Ducale. Con sei tenute estese su 1.500 ettari di terreno, di cui quasi 600 ettari impiantati a vigneto, nelle più importanti denominazioni toscane, alle quali si aggiunge una proprietà in Friuli ed una rete distributiva che annovera anche prestigiosi champagne, Ruffino, da ottobre 2011 interamente di proprietà del gigante americano Constellation Brands, è ormai un piccolo impero. Volumi considerevoli per un target allargato di consumatori ma sempre su livelli qualitativi molto elevati che si innalzano ancor più nell’ampia gamma di punta, testimoniando la concreta possibilità di fornire insieme ai numeri la certezza di un ottimo acquisto. La Riserva Ducale Oro, dal canto suo, ha uno stile inconfondibile, frutto delle ricerche volte ad individuare i migliori vigneti del Chianti Classico, in zone diverse per suolo, microclima ed esposizione, per raccogliere un’uva che potesse esprimere l’essenza del territorio. Prodotta soltanto nelle annate meritevoli di un vino di grande spessore, che deve dimostrare la sua longevità nel tempo, non teme il confronto con i migliori SuperTuscans. L’annata 2009, da uve Sangiovese (80%), con l’aggiunta di Cabernet Sauvignon e Merlot, di robusta struttura e grande impatto gustativo, abbina all’eleganza dei tannini e la grande complessità e finezza dei profumi, soprattutto nelle note fruttate e speziate. Barbara Mengozzi


“L’ARCANGELO”, DI ARCANGELO DANDINI

Le ricette antiche della città dei Papi La cucina romana è nel cuore e nella testa di Arcangelo Dandini. Alle spalle una tradizione di ristorazione da cinque generazioni, cinque anni di scuola alberghiera e una lunga esperienza di cucina e di sala nei migliori ristoranti (Aimo e Nadia a Milano, L’Antico Arco e Costantini a Roma), Arcangelo Dandini si definisce un “oste tormentato dalla cucina”, da quella cucina della tradizione romana che nel corso degli anni è andata perduta, per lasciare il posto a piatti ormai considerati tipici. “La coda alla vaccinara per esempio – dice – viene da un antico piatto che era lo stufato di bue al sellero (sedano)”. La ricerca quasi ossessiva e maniacale di ricette antiche di quella che è stata la città dei Papi e del Rinascimento, della comunità ebraica, ha spinto Arcangelo ad aprire un ristorante tutto suo,

AGNELLO, CACIO, OVA E VERDURE

Con il Chianti Riserva Ducale, selezione Oro di Ruffino Arcangelo propone “Agnello cacio, ova e verdure ripassate aglio e olio”, piatto tipico della tradizione pasquale dove la carne viene accompagnata da una salsa a base di uova sbattute e saporito pecorino romano.”

nel 2003, nell’elegante quartiere Prati, a due passi dalla Città del Vaticano. Rifugio per tanti appassionati di alta cucina quando si ha voglia di una Gricia cucinata come si deve o di una

Street food nella taberna Da un paio di mesi Arcangelo ha aperto, sempre a Roma, con Lorenzo D’Ettorre, il Supplizio (dal nome del piatto in carta), una friggitoria che rivoluziona anche il modo di intendere lo street food sempre più di moda. Il piccolo locale assomiglia ad una taberna antica, dove niente è Arcangelo Dandini affidato al caso o all’ approssimazione. Maioliche di terracotta per il pavimento recuperato, così come i muri del 1300, mobili e lampade presi dall’arredamento di casa, un divano chesterfield, un piccolo bancone con degli sgabelli. ll Supplizio nasce da una “fissazione”di Arcangelo Dandini per il supplì e dal suo “tormento alimentare”. La cucina è tutta espressa, per assicurare freschezza alla crocchetta di patate affumicata e alla crema fritta con Pecorino, zucchero e cannella. O al supplì, bianco o rosso. Tutti serviti nei classici contenitori per uova in cartone, da mangiare lì o da portare via. Ma non mancano piatti da osteria come la pasta e patate o le polpette di allesso e maionese o salsa verde, l’uovo di quaresima con pomodoro e mentuccia.

Carbonara impeccabile, “L’Arcangelo” è diventato in poco tempo punto di riferimento nel panorama gastronomico della capitale. Merito di questo successo, al patron e alla sua signora, Stefania, sommelier e direttore di sala (“indispensabile”, dice Arcangelo), che sono riusciti negli anni a costruire un locale nel quale ci si sente veramente bene. Sarà per la gentilezza dell’accoglienza, per il servizio premuroso, per l’aria un po’ retro, a metà tra una trattoria e un bistrot parigino. Dalla lettura della carta emerge però la “doppia anima” del locale. Piatti della tradizione romana che più romani di così non si può, ma anche foie gras, e qualche accostamento che non ti aspetti. Per iniziare non si può fare a meno di provare il Supplìzio, supplì perfetto con riso al ragù di rigaglie di pollo, crocchetta di patate e pecorino e un croccante di mandorle con alici di Cetara. Tra i primi, una delle Carbonare migliori della Capitale, servita decisamente “al chiodo” (appena più tenace del classico al dente), i morbidi gnocchi all’amatriciana, preparati freschi ogni giovedì come tradizione comanda. Tra i secondi un ottimo e insolito Torcione di foie gras con biscotti Plasmon, Coda alla vaccinara, “Fiume” (animelle, aringhe e Buondì Motta), un piatto ormai celebre, “Viaggio d’inverno a Rocca Prioria”, che ci porta ai Castelli (frittata di broccoletti, fegatini di coniglio, alloro e sgombro, ricotta calda e meringa). Squisiti anche i dessert, in particolare i bignè con crema di agrumi e la zuppa inglese servita con una crema leggera. Carta dei vini con una preferenza per etichette naturali e birre artigianali. Gabriella Bechi MAGGIO 2014| MONDO AGRICOLO |63


BUONO A SAPERSI...

A CULINARIA 2 0 1 4 L’ALTA GASTRONOMIA È DONNA

La cucina floreale di venti straordinarie chef

“U

n Fiore in Cucina”. E’ stato questo il titolo di “Culinaria 2014”, il grande evento gastronomico romano giunto alla IX edizione, che si è svolto dal 17 al 19 maggio nel mercato rionale coperto della Garbatella che, quest’anno, ha visto protagoniste le donne. Oltre venti grandissime chef per raccontare, con il loro talento e la loro tecnica, l’universo femminile in un mondo, quello dell’alta gastronomia, troppo spesso appannaggio esclusivo dei colleghi maschi. Eleganza, creatività e bellezza sono stati il fil rouge di una tre giorni di cooking show, banchi d’assaggio e street food in cui è stato esplorato grazie alle appassionate testimonianze delle protagoniste - il ruolo della donna nell’alta cucina. Elemento centrale dei piatti proposti, il fiore che è stato affrontato, al di là del suo valore estetico ed evocativo, per i suoi infiniti e a tratti misconosciuti impieghi culinari. Fiore di Acacia, Violetta, Lavanda e Camomilla sono tra i fiori più buoni eletti dalle chef, ma nell’elenco figurano anche esemplari meno consueti come il Fiore di Sambuco scelto da Agata Felluga (Jour de Fete – Strasburgo), l’Hibiscus (Marta Grassi – Tantris, Novara) e il Nasturzio (Ana Ros – Hisa Franko, Kobarid, Slovenia). Trion-

64| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2014

fano nelle preferenze anche la Rosa scelta da M arzia Buzzanca (Percorsi di Gusto, L’Aquila), Anna Ghisolfi (A. Ghisolfi, Tortona, Alessandria) e Loretta Fanella (Fanella, Livorno), il Girasole (Alba Esteve Ruìz – Marzapane, Roma), il fiore di Borragine con il suo blu acceso che piace tanto a Marion Lichtle (Il Pagliaccio, Roma) e a Valeria Piccini (Da Caino - Montemerano, Grosseto), il fiore di Carciofo preferito da Cristina Bowerman (Glass Hostaria – Roma), la Violetta che usa Antonia Klugmann (Venissa - Isola di Mazzorbo, Venezia), il fiore di Lavanda che attrae Aurora Mazzucchelli (Marconi – Sasso Marconi, Bologna).

La chef Ana Ros del ristorante “Hisa Franko” (Kobarid in Slovenia)

“L’idea di dedicare alle donne questa edizione di Culinaria – spiega Francesco Pesce, ideatore e organizzatore di Culinaria – è nata da una serie di considerazioni, non ultimo il fatto che negli ultimi anni le donne sono state spesso tristi protagoniste di drammatiche storie di cronaca. E il nostro vuole essere appunto un modesto omaggio a quell’universo femminile spesso ferito e oltraggiato”. Proprio per questo l’edizione di quest’anno non è limitata a raccontare solo l’ambito gastronomico, ma ha dedicato spazio anche a situazioni di forte impatto sociale, come quello che ha visto in primo piano “Nero Luce”, brand nato all’interno del Carcere femminile di Rebibbia, che ha dato vita al progetto “Ricuciamo”, grazie al quale, in un’intelligente operazione di reinserimento sociale, un gruppo di detenute - guidate da Adele De Luca e Laura Zagaglia dell’Accademia Altieri Moda e Arte e dalla stilista Sabrina Minucci sono impegnate nella realizzazione di capi e accessori pret à porter. Lo scorso marzo, a sfilare con loro, con un abito creato appositamente per lei, Miss Italia 2013 Giulia Arena. Quest’anno “Nero Luce” ha ideato e realizzato le divise che le chef hanno indossato nel corso dell’evento. Gabriella Bechi


ALCUNE OPERE ESCONO DAI MUSEI E DIVENTANO CELEBRITÀ

Quando l’arte diventa mito

P

erché alcune opere d’arte, come la Gioconda di Leonardo, la Nascita di Venere di Botticelli, Guernica di Picasso o L’urlo di Munch sono icone popolari riconosciute in tutto il mondo? E perché immagini come Le ninfee di Monet, Il pensatore di Rodin o il David di Michelangelo, sono state riprodotte su t-shirt, tazze, grembiuli, riprese da pubblicitari, stilisti, registi, o usate in show televisivi come i Simpson, al punto da emanciparsi dall’arte, oltrepassare i confini

dei musei e diventare autentiche celebrità, parte integrante del nostro panorama visivo quotidiano? Se lo chiedono Francesca Bonazzolo e Michele Robecchi, autori del libro “Io sono un mito” (Electa, 144 pp., 19,90 euro). Raccontano le storie affascinanti di trenta capolavori, dal Discobolo di Mirone al Figlio dell’uomo di Magritte, spiegando come, quando e soprattutto perché un’opera d’arte riesce a

trasformarsi in un’immagine dal successo planetario, impermeabile ai gusti, alle mode e al passare del tempo. Gli autori si soffermano sulla genesi delle singole opere d’arte, come abbiano raggiunto lo status di culto e come la loro percezione si sia evoluta nel corso dei secoli. Ricostruiscono le dinamiche storiche, sociali e culturali che hanno influenzato e consentito il successo: dalla tecnica dell’incisione all’avvento dei mass media, dalla politica alla religione. L’analisi delle singole opere è affiancata dalla narrazione di curiosità e aneddoti e da una copiosa selezione di immagini che fa di questo libro una lettura istruttiva e avvincente, ricca di racconti che si nascondono dietro la nascita di questi miti. (M. M.)

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DELTASOUL, CON LA VOCE BLACK DI ANGELA ESMERALDA

Abbraccio blues tra Puglia e Mississippi Angela Esmeralda ha una straordinaria voce “black”, potente, graffiante, impetuosa. La ascoltiamo da sola o accompagnata dalle duttili chitarre di Sebastiano Lillo; assieme realizzano “Deltasoul”, un progetto di grande blues, che nasce nel Sud Italia ma guarda al delta del Mississippi… Il nome del duo è davvero sintomatico; si ispira palesemente al “delta blues” uno dei primi stili di musica nera nato tra i fine anni venti e i primi anni trenta del secolo scorso. Il genere prende il nome dal delta del Mississippi e si caratterizza per la vocalità introspettiva e cupa, fiera e passionale

con accompagnamento musicale scarno. In tal senso si ascolti Angela in “Drive my car”: voce nuda, davvero da brividi, accompagnata solo dal battito delle mani, e “manifesto programmatico” di questo CD. L’ album esce per l’etichetta “Il Popolo del Blues” - fondata dal compianto critico Ernesto De Pascale (scomparso nel 2011) - che si è sempre caratterizzata per proposte di elevata qualità. La label dunque rilancia la propria attività con una proposta davvero particolare, di blues al 100%: Angela da sola, scortata dalla sola chitarra slide o dal banjo (“Hokun on Morton”), oppure con la band al

completo (come in “Blues for Beatrice”, con i duetti di voce, chitarra elettrica e organo vintage). Invece“Me and Greta walk naked” è uno strumentale giocato sugli intrecci chitarristici delle chitarre di Lillo, che ci mostra anche la forza di questa musica senza confini, che unisce i “Meridioni” del mondo. Altri brani invece sono più soul, di grande feeling (come “Miss Kent”). È un album dal doppio profilo, proprio come quello che si vede in copertina, tra blues delle origini e soul acustico. Grinta, sonorità calde, una voce potente: “Deltasoul” scava nelle pieghe dell’anima in undici brani originali che uniscono Puglia e Mississippi in un grande abbraccio.

Chiare, fresche e dolci acque Chiara Rosso, raffinata vocalist piemontese, torna con “Elemento H2O” (Geco Records), disco ispirato all’acqua. «L’acqua – spiega l’artista – è elemento di purificazione e sento il bisogno, in questo momento storicosociale molto confuso di tornare alla mia essenza». L’album si muove a cavallo tra jazz e canzone d’autore, pop e ricerca; i testi invece sono intimisti e riflessivi. “Divenire”, il brano di apertura, affronta il cambiamento,

la trasformazione. “Parigi” è un affresco musicale della città, che la affascina da sempre. “Dindalan” è dedicata alla nonna, che le cantava una ninna nanna in dialetto, una sorta di mantra. “Rain” e “Niente stelle” raccontano

ELEONORA BORDONARO E MAJARIA TRIO

Tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco “La custodia del fuoco” è il suggestivo titolo del disco che nasce dall’incontro della cantante Eleonora Bordonaro con Majaria (Headache Production); un disco che unisce la Sicilia di ieri e di oggi, che fonde musica di estrazione popolare a pulsazioni più moderne (electric jazz, funk, dub). I colori, i profumi, la luce, il mare, il calore del sole… nasce così una proposta di etno-jazz diretta ad una continua contaminazione e che esalta e mette in luce la sensibilità artistica della cantante e del valido trio (Lucrezio de Seta alla batteria, Alessandro Patti al basso, Primiano Di Biase alle tastiere). L’album, nella proposta dal vivo della vocalist e del trio, diventa un vero e proprio 66| MONDO AGRICOLO|MAGGIO 2014

del turbamento interiore e sono piuttosto introspettive. “Acqua” esprime la gioia del viaggio interiore. “Salto nel vuoto” è un invito a credere nei sogni e a lanciarsi con coraggio nella vita. L’amore compare in “Adone” e in “Sogno”, dove ha scritto la dichiarazione d’amore che vorrebbe ricevere. “Leggera” è il brano che ha scelto come singolo e racconta la fine di un amore, ma soprattutto la leggerezza della libertà.

Guardi ani i ndomi ti : la fiamma non si opprime ma si plasma

spettacolo di suoni e danza. Il titolo si richiama ad una frase del compositore Gustav Mahler che disse: «Tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco». Cioè c’è una fiammella da tenere metaforicamente sempre accesa, per custodire la tradizione che ci appartiene, che fa parte del nostro DNA, ma che va rinnovata nel linguaggio. Majaria è una parola del dialetto siciliano che significa bellezza, sorpresa ed incantesimo. Se l’obiettivo era di meravigliarci e stregarci, è riuscito pienamente.


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