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L’ E D I T O R I A L E
Momento di svolta
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ine anno, è tempo di bilanci, non solo economici, ma anche del percorso fatto e degli obiettivi raggiunti. Anche il Governo fa il suo bilancio e come ogni dicembre vota l’approvazione della Legge di stabilità (è cambiato il nome rispetto alla vecchia “finanziaria”, ma non la sostanza). A tale proposito la battaglia che abbiamo condotto ha portato all’abolizione della seconda rata dell’IMU su beni strumentali e l’abbassamento del moltiplicatore (da 110 a 75) per i terreni agricoli. Un’altra importante vittoria per Confagricoltura è il ripristino della possibilità per le società agricole di optare per la tassazione su base catastale. Traguardi importanti, ma assolutamente non esaustivi. E stiamo già guardando oltre, pensando ai prossimi mesi. Il fermento che attraversa il Paese (il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge elettorale, l'elezione di Matteo Renzi a segretario del Partito Democratico, la divisione del centrodestra agli ultimi moti di protesta) sottolinea l'eccezionalità di un momento, che potrebbe - e dovrebbe - essere di svolta. Non ci sono ricette per modificare in tempi brevi ciò che non va, ma molto si può fare e a noi tocca fare la nostra parte, in un’ottica di lungo periodo. Noi vogliamo stare con il Governo (e non al Brennero o a controllare i TIR) per discutere i temi dell’alimentazione, dell’innovazione, dell’occupazione, della competitività, perché è investendo su questi che l'Italia può ripartire. Ed è stando in Europa e giocandoci al meglio tutte le nostre carte in quella sede che avremo la possibilità di dire la nostra. Anche la nuova PAC ha aperto un varco in cui ci sono opportunità da cogliere: benché non pienamente soddisfacente, la riforma ha il pregio di aver spostato il baricentro geopolitico dai Paesi del nord Europa a quelli dell'Europa centromeridionale, come ci ha ricordato anche il vice ministro degli Esteri, Marta Dassù, durante la nostra assemblea del 12 dicembre. Le prossime elezioni europee sono una tappa importante per il futuro, contrariamente a quanto pensano gli euroscettici che vorrebbero diffondere una pericolosa indifferenza su questo fronte; così come sono cruciali l'imminente semestre di presidenza italiana in Europa e l'avvicinarsi dell' Expo 2015. Occasione quest'ultima da cogliere appieno, senza limitare come alcuni cercano di fare per partito preso - dibattiti e approfondimenti scientifici su una manifestazione che vuole interrogarsi a 360 gradi sul tema ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’. Siamo, dunque, ad un momento di svolta. La partita più importante è quella che il nostro Paese dovrà giocare in Europa, come ha ben chiaro anche il Presidente del Consiglio Letta che, con il suo contributo all'Assemblea, ha manifestato il suo apprezzamento per la nostra volontà di mettere proprio l'accento sui temi europei. Noi ci saremo, con le nostre proposte, per ribadire e far valere la nostra visione dell'agricoltura e dell'imprenditoria. Alla vigilia di appuntamenti che, se vissuti con la consapevolezza e l'impegno che meritano, possono diventare - per l'Italia in generale e per l’agroalimentare in particolare- grandi e reali opportunità. Mario Guidi
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SO MMA R I O L’EDITORIALE Momento di svolta Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ATTUALITÀ NETWORK Come si fa il contratto di rete Maria Cristina D’Arienzo . . . . . . . . . . . . . 34
Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI
PRIAMO PIANO ASSEMBLEA «Vogliamo più Europa e più mondo» Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329
Letta: «Il lavoro agricolo fa ripartire il Paese» G. Bechi e G.Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
«Fare sistema è strategico» Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 ATTUALITÀ MOTORI Agritechnica, sempre più cosmopolita Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
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FOCUS FRONTIERE Incontro di vicinato M.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 Un bagaglio di conoscenze Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Agrinsieme si presenta a Bruxelles R.M.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
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Innovazione e investimenti Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 ATTUALITÀ EVENTI Nutrirsi fa bene Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 Obiettivo agricoltura Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
Rubriche Mappamondo Maltempo Sudafrica. . 24 Organizzazione L’Aquila . . . . . . . . . . . 49
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PRIMO PIANO ASSEMBLEA
«Vogliamo più Europa e più mondo»
di Gaetano Menna
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Occorre guardare a Bruxelles ma anche a Roma ed alle politiche regionali dei piani di sviluppo. A Expo 2015 il G140 dell’Agricoltura
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ibadiamo lo spirito europeista e l’attenzione alla globalizzazione della nostra Organizzazione e delle nostre imprese, che vogliono più Europa e più mondo. L’agricoltura, che ha un ruolo centrale nelle politiche europee, dovrà averlo anche in quelle nazionali». Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi aprendo i lavori dell’Assemblea svoltasi a Roma all’Auditorium Via Veneto – incentrata sul tema “Svolta per l’Europa”. «Nella riforma delle politiche agricole comunitarie un ruolo centrale è assegnato alle scelte dei singoli Paesi. Occorre alzare il livello di attenzione oltre che sul fronte della negoziazione europea, anche – ha sollecitato il presidente di Confagricoltura – su quello della politica economica ed agricola nazionale». «Per l’Italia – ha spiegato - sono in ballo 5 miliardi di euro l’anno da abbinare, o meglio accoppiare, per usare un
termine agricolo, ad accorte e funzionali strategie pubbliche e private di medio e lungo periodo per il settore primario. Quello che chiediamo è la programmazione strategica che è mancata ed ha portato di fatto ad un indebolimento del sistema produttivo agricolo, l’esatto contrario dell’obiettivo della Pac». Ad avviso di Mario Guidi occorre guardare a Bruxelles, ma anche a Roma ed al-
le politiche regionali dei piani di sviluppo. Ha quindi contestato gli aiuti a “sovrastrutture”. «Le risorse devono andare solo alle imprese non ai corpi intermedi, servono per rendere il settore produttivo più forte da qui al 2020». Un’esortazione al governo: «È il momento di lanciare un serio programma di politica agricola ed industriale, fatto di investimenti per ricerca,
«Lanciare un serio programma di politica agricola puntando su ricerca e infrastrutture» infrastrutture (ma solo quelle necessarie), innovazione». Per una svolta europea e nazionale. Alla carenza di programmazione si unisce la burocrazia. «Le risorse che giungono dal-
l’UE – ha detto - si congiungono ai requisiti più che ai piani di sviluppo; non accompagnano la creazione di un mercato, ma la arrestano; non riescono ad essere promotrici di aziende più strutturate e di specializzazioni più avanzate». Ed ha aggiunto: «La burocratizzazione costringe ad una contesa interna tra settori, territori, piani nazionali e regionali, in cui si perde di vista la strategia che invece DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |9
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ci darebbe un risultato ben più alto del compromesso in qualche modo raggiunto». «Vediamo - ha proseguito il presidente di Confagricoltura - francesi, belgi, spagnoli prendere le loro decisioni nazionali di attuazione e utilizzo delle risorse verso obiettivi ben precisi, collegare tutta la filiera produttiva, scegliere i settori su cui fare leva, e fare tutto ciò per tempo, con idee chiare. E noi siamo qui da mesi a discutere con i 21 assessori all'Agricoltura se avere un tavolo di condivisione delle scelte, a chiedere un raccordo tra le Regioni, a sollecitare di non fare la solita pioggia di micro finanziamenti inutili ai fini dello sviluppo, a piangere sui soldi della programmazione conclusa che dovremo restituire perché non impegna-
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cifica perché strumentale e connatu-
«Finalizzare le risorse dei PSR rata all’attività di impresa». Ad avviso a imprese e non a sovrastrutture, di Mario Guidi è giunto il momento di per rafforzare il settore produttivo» dare certezze: «Ora va definito un si-
stema che resista alle prossime leggi di stabilità e consolidi una fiscalità delti».Quindi si è soffermato sulla fiscalità le imprese giusta, equamente ripartita agricola: «L’esenzione dall’IMU – ha e proporzionata. Una fiscalità che non detto - è stata una buona cosa per le penalizzi, anzi incoraggi l’evoluzione imprese, anche se le scelte della se- societaria delle nostre realtà, che incoconda rata non aiutano a far crescere raggi gli investimenti e la nuova occul’agricoltura riproponendo un criterio pazione». soggettivo di selezione degli esentati. «A Expo 2015 – ha detto in chiusura il È stata una battaglia politica di cui dia- presidente – ci faremo promotori di mo volentieri atto, rendendoci conto un dibattito che coinvolga le rappredella enorme difficoltà a trovare le ri- sentanze delle 140 realtà agricole sorse che la consentissero. Ma c’è una mondiali presenti alla kermesse per buona ragione economica sottostan- una discussione unica. Per ribadire te, e cioè la funzione del patrimonio che l’agricoltura è il modello di svifondiario agricolo, che è del tutto spe- luppo mondiale».
PRIMO PIANO ASSEMBLEA
Letta: «Il lavoro agricolo fa ripartire il Paese»
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Il videomessaggio del presidente del Consiglio,gli interventi del sottosegretario Martina e del viceministro Dassù. «Expo 2015 dovrà far vedere come l’Italia esce dalla crisi» di Gabriella Bechi e Gaetano Menna
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onsidero Expo 2015 un’occasione importante quanto le Olimpiadi a Roma del 1960 che mostrarono al mondo come il nostro Paese fosse ripartito dopo la guerra. Ora Expo 2015 dovrà far vedere come l’Italia saprà ripartire dalla crisi. Dell’Esposizione l’agricoltura è il pilastro comunicativo; il lavoro delle vostre imprese è fondamentale per far ripartire l’Italia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta in un videomessaggio che ha inviato all’ assemblea di Confagricoltura. "Il mio –
ha proseguito il capo del governo rivolgendosi ai dirigenti di Confagricoltura - è un incoraggiamento a continuare nel vostro lavoro di rappresentanza sociale ed economica, che svolgete in un momento difficile, anche in una sana dialettica con le istituzioni”. Con il videomessaggio di Letta si sono aperti i lavori della parte pubblica dell’assemblea dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli a cui sono intervenuti anche il sottosegretario alle Politiche agricole con delega a Expo 2015, Maurizio Martina, ed il vice ministro per gli Affari esteri, Marta Dassù. “Apprezzo il vostro approccio alle te-
Martina, Guidi e Dassù
GLI APPUNTAMENTI UE DEL 2014 E L E ZI O N I •Si vota tra il 2 2 ed il 2 5 maggio (in Italia domenica 2 5 ) •Si eleggono 7 5 1 europarlamentari (7 3 italiani) SEMESTRI DI PRESIDENZA CONSIGLIO UE •GRECIA (gennaio-giugno) •ITALIA (luglio-dicembre) RINNOVO COMMISSIONE EUROPEA •Ad ottobre cessa il mandato del commissario Barroso •Da novembre nomina Presidente e 2 7 commissari
matiche attinenti all’ Unione europea, non ideologico, realista e non pessimista – ha esordito il sottosegretario Martina –. In un momento di crisi come l’attuale, guai a farsi prendere da smanie di smantellamento anche delle impalcature che servono per ricostruire. L’agricoltura ha la cittadinanza mondo e non può chiudersi in se stessa”. Martina ha anche criticato un certo provincialismo che impera tra coloro che si interrogano sulla validità di una kermesse come Expo 2015, che contestano che oggi non serve uno spazio fisico per vedere le novità del mondo. Ci piace farci del male da soli DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |13
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Expo: Mascotte Disney in stile Arcimboldo La mascotte di Expo 2015 disegnata da Dysney Italia. Il volto sorridente è composto da 11 frutti ed ortaggi a cui daranno il nome i bambini attraverso un contest online
Antonio Boselli, presidente del “tavolo di coordinamento Expo” di Confagricoltura L’obiettivo è di organizzare tutte le attività che verranno realizzate all’interno dell’Esposizione e su tutto il territorio nazionale
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– ha lasciato intendere – cosa che non hanno fatto i cinesi con Shanghai 2010 e chi già pensa a Dubai 2020. Il sottosegretario si è anche soffermato sulla questione delle assicurazioni agricole richiamando ripetutamente l'attenzione su questa importante partita in relazione alla nuova Pac. Martina ha poi parlato dei PSR sostenendo che sarebbe opportuno, prendendo spunto dai rischi connessi con il disimpegno delle somme, ripensare il titolo V della Costituzione. Ampiamente condivisa dal viceministro per gli Affari esteri, Marta Dassù, la relazione del presidente Guidi che “ha fornito una lettura concreta dell’Europa, di cui si parla troppo spesso, anche in politica, in maniera astratta”.“Tra nostalgici ‘padri fondatori’ e euroscettici, manca una visione realistica del significato di stare in Europa – ha detto il vice ministro - . Oggi ci troviamo di fronte ad una sfida molto importante, in cui avranno un peso determinante le prossime elezioni europee e la presidenza di turno italiana. La sfida è la crescita. E l’agri-
Dassù: «La relazione di Guidi ha dato una lettura concreta dell’Europa » coltura potrà giocare una partita importante”. Un’agricoltura che il viceministro ritiene essenziale anche negli equilibri geopolitici mondiali, negli accordi commerciali, come quello recentemente stipulato con il Canada o con quello in via di definizione con gli Usa e riguardo al più ampio problema della sicurezza alimentare.“La riforma della Pac – ha continuato – poteva essere migliore, è vero, ma ha avuto il merito, grazie al Parlamento europeo e al principio della codecisione, di spostare il predominio politico dal Nord Europa verso i Paesi del Mediterraneo e questo ci dà una grande opportunità”. Il settore agricolo, per il viceministro Dassù, ha un ruolo fondamentale non solo per la sua tradizione di grande eccellenze, ma per quello che svolgerà in futuro, soprattutto se saprà consolidarsi dal punto di vista tecnologico. E citando Ilary Clinton che recentemente ha detto ‘Se non fossimo distratti dalla crisi finanziaria dovremmo occuparci di agricoltura’, Dassù ha ribadito:“Tutti dovremmo convincerci di quanto sia importante l’agricoltura, avere fiducia e attrezzarci per questa sfida.” Expo’ 2015 sarà il banco di prova. Il viceministro ha detto che non dovrà essere una fiera e neppure solo un occasione di agribusiness, ma un’opportunità per tutto il Paese. “Si focalizzerà il tema della ‘food security’ e della ‘food safety’, cercheremo di firmare un protocollo contro gli sprechi alimentari, che sono un oltraggio al problema della fame nel mondo, e valorizzeremo il ruolo delle donne che sono il perno dell’agricoltura”. Il viceministro ha concluso il suo intervento accogliendo l’invito del presidente Guidi al governo per impegnarsi in maniera razionale con il sistema delle imprese per un progetto strategico che veda l’agricoltura al centro cresci ta dell’Europa e non solo.
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Grande successo del progetto d’internazionalizzazione di Mise e Confagri che hanno ospitato a Roma delegazioni dei Paesi del bacino del Mediterraneo. Il viceministro Calenda: «Un’area di estrema importanza per l’Italia»
Incontro di vicinato
di Gabriella Bechi
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rutta, ortaggi, olio, allevamenti da carne, piante da vivaio. Ma anche produzioni biologiche, agriturismo, energie rinnovabili, formazione, imprenditoria femminile e giovanile. I Paesi che si affacciano sulla sponda Sud del bacino del Mediterraneo guardano con sempre maggiore interesse all’Italia: Giordania e Territori Palestinesi, Marocco, Tunisia, Libano, Libia e Israele. Paesi a forte vocazione agricola, con un’importante crescita del Pil e una grande propensione all’innovazione di prodotto e di processo. Paesi a cui anche l’Italia guarda con attenzione, per motivi geografici, economici, ma anche politici. Da qui il grande successo del progetto di internazionalizzazione realizzato da Confagricoltura e promosso dal ministero dello Sviluppo economico, che ha portato a Roma, per due giorni, imprenditori, buyer, distributori, rappresentanti di associazioni e di istituzioni di questi Paesi, permettendo loro di conoscere alcune importanti realtà
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della nostra agricoltura. Due giorni fitti di dibattiti, seminari tematici, visite e incontri con imprese agricole, terminati in un convegno a cui sono intervenuti il presidente Mario Guidi, il direttore generale Luigi Mastrobuono e il viceministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, preceduto da una cena di benvenuto a base di prodotti tipici offerti dall’Anga e da Confagricoltura Donna. Un evento che ha coinvolto gli Uffici dell’ICE Agenzia per la promozione e le Camere di Commercio Italiane all’Estero, il Consorzio Italiano Biogas, FederBio, IAMB (Istituto Agronomico Mediterraneo) e UNRWA (l’organizzazione dell’ONU che opera a favore dei rifugiati palestinesi).
Un progetto importante, il cui significato va al di là del business.“Le politiche di internazionalizzazione possono contribuire a rinsaldare i rapporti tra due aree del mondo, cioè tra le due sponde del Mediterraneo, tramite un settore, l’agricoltura, che tanta parte ha nell’economia e nella società dei Paesi coinvolti”, ha detto il presidente Guidi aprendo il convegno. Guidi ha sottolineato che l’Unione Europea sta cercando da anni di collegarsi stabilmente a questi Paesi: con la Politica euro-mediterranea che nel 2015 compirà venti anni e con la Politica Europea di Vicinato e l’Unione per il Mediterraneo. Quest’ultima più recente, ma la cui azione è stata ral-
possibile impatto sull’agricoltura italiana ed europea; i delicati rapporti politici con Israele, Giordania e Territori della Palestina; la rilevanza di azioni con Paesi come il Libano, importantissimi per la crisi siriana. Infine, la lentata anche dalle “primavere arabe” complicata fase politica di transizione che, in un momento di instabilità dei della Libia che l’Italia - per i suoi storiprezzi delle materie prime agricole ed ci rapporti con il Paese - e l’Europa tutalimentari, ha visto proprio l’agricol- ta stanno seguendo con particolare attura al centro del problema. tenzione. L’Europa ha stipulato accordi euro- “Il fatto che questi Paesi oggi siano qui mediterranei con tutti questi Paesi. E per sviluppare iniziative in campo gli scambi di prodotti agricoli sono agricolo – ha detto il presidente di stati sempre al centro delle concessio- Confagricoltura – dimostra che non ni previste. c’è solo competitività e concorrenza Guidi ha ricordato le intese con il Ma- tra le due sponde del Mediterraneo, rocco, fulcro di intensi dibattiti per il ma anche possibilità di stringere ac-
Guidi: «Tra le due sponde non c’è solo competitività. Possibile scambiarsi know how»
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FO CUS F R O N T I E R E
recuperare anche sul piano politico, per arrivare ad un ampio e profondo accordo di libero scambio, attraverso un percorso che sia quasi associativo. I mercati devono continuare ad aprirsi, perché la globalizzazione deve andare avanti e le tentazioni di chiusura sono autolesionistiche. L’agricoltura e l’agroindustria, proprio perché strutturate in piccole e medie imprese, sono particolarmente adatte a portare avanti questo processo di internazionalizzazione verso l’area del Mediterraneo, che oltre che sugli scambi di prodotti, dovrà basarsi sulla collaborazione, sul trasferimento di know how, sulle Il viceministro Carlo Calenda e Mario Guidi
cordi e scambiarsi know how per crescere. Con questo progetto ci sentiamo, quindi, di aver dato un contributo alle iniziative comunitarie che tendono a rinsaldare i rapporti con parti del mondo spesso vicine, ma lontane per storia, cultura, religione, che sono al centro delle politiche internazionali”. Il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda ha apprezzato molto l’iniziativa di Confagricoltura perchè “rivolta non ad uno solo Paese, ma ad un’intera area, che in questo momento è per l’Italia di estremo interesse, e perché basata sull’incoming. Ha portato gli stranieri nel nostro Paese per dar loro la possibilità di vedere di persona il ‘saper fare’ italiano, che si esprime in tutti i settori, e che produce le eccellenze apprezzate in tutto il mondo”. Il viceministro ha detto che il Mediterraneo sarà al centro del semestre di presidenza italiana nella Ue. “Dobbiamo ripartire dalla collaborazione economica con i Paesi di questa area, che non si è mai interrotta – ha detto - per 18| MONDO AGRICOLO |DICEMBRE 2013
Due giorni fitti di seminari tematici, dibattiti, visite e incontri con imprese joint venture”.“Il cerchio del Mediterrano è il nostro territorio, immediatamente riconoscibile - ha detto il direttore generale Luigi Mastrobuono nelle conclusioni del convegno -. Que-
sta esperienza ci ha dimostrato che per fare business bisogna mettere insieme le persone, che sono il fulcro dell’impresa. Bisogna fare rete, scambiarsi conoscenze, cercare collaborazioni, trasferire know how. Questo è il vero senso (positivo), della globalizzazione. Oltre ai prodotti, bisogna internazionalizzare idee, pensieri, sistemi”.Confagricoltura, ha sottolineato il direttore generale, sta riorganizzando e razionalizzando la sua attività di internazionalizzazione e in quest’ottica i Paesi del Mediterraneo avranno una priorità. “Ci auguriamo che questa iniziativa, avviando un dialogo proficuo, ricercando punti di contatto, dando vita ad iniziative di cooperazione, non resti un fatto isolato – ha commentato Giandomenico Consalvo, componente della giunta con delega all’internazionalizzazione -. Vorremmo proseguire con un progetto più ampio che preveda successivi appuntamenti, a turno, in ciascuno dei Paesi coinvolti”.
Marina di Muzio,Raffaele Maiorano e Luigi Mastrobuono. Confagricoltura Donna e Anga hanno offerto la cena di benvenuto agli ospiti
Un bagaglio di conoscenze
Visita della delegazione libanese al vivaio Eurogarden di Roma
Le delegazioni provenienti da Israele,Marocco,Tunisia, Libia, Libano, Giordania e Territori Palestinesi hanno approfondito vari settori di interesse. Coinvolti gli Uffici dell’Ice e le Camere di Commercio Italiane all’Estero
di Gabriella Bechi
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l successo dell’iniziativa di internazionalizzazione realizzata da Confagricoltura e ministero dello Sviluppo economico “Appuntamento al centro” è documentato dai risultati concreti degli incontri che i rappresentanti dei Paesi ospiti hanno avuto con le nostre imprese nei due giorni di soggiorno in Italia. Tutti, nessuno escluso, sono tornati a casa con un bagaglio di conoscenze, informazioni e contatti preziosi. Ognuno nel settore di proprio interesse. La delegazione tunisina, guidata da Alina Gianfrancesco, della Camera di Commercio italiana in Tunisia, era
interessata soprattutto alle produzioni biologiche. I rappresentanti tunisini, tra cui anche Amor Slama, presidente di un’organizzazione agricola di recente costituzione, che conta circa 5.000 iscritti hanno visitato alcune importanti realtà agricole, tra cui Castello di Torreimpietra, alle porte di Roma. La Tunisia, già da alcuni anni, sta portando avanti una politica di conversione dal sistema agricolo tradizionale al biologico (è già il 3° esportatore di olio bio a livello mondiale), ma c’è ancora molto lavoro da fare dal punto di vista tecnologico, dalla trasformazione alla conservazione, dallo stoccaccio alla commercializzazione dei prodotti, fino alla mesDICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |19
FOCUS FRONTIERE
sa a punto del sistema delle certificazioni e dei controlli. Temi che sono stati ampiamente dibattuti negli incontri con i nostri imprenditori e tecnici, che sono stati propedeutici a future partnership. Proficui sono stati gli appuntamenti della delegazione della Giordania e dei Territori palestinesi con il nostro ente di formazione Enapra. E’ stata proprio la nostra esperienza in questo campo a stimolare l’interesse di questi due Paesi per il progetto “Appuntamento al centro”. Alessio Ponz de Leon, direttore dell’Ice di Amman, ha spiegato che in questo momento i due Paesi hanno bisogno soprattutto di modernizzare la loro agricoltura e per fare questo c’è bisogno prima di ogni altra cosa di formare una nuova classe imprenditoriale e dirigenziale; migliorare l’istruzione tecnica giovanile nel settore agricolo per gestire il ricambio generazionale; implementare la formazione legata al trasferimento e all’utilizzo di tecnologie; aggiornare gli agricoltori sugli standard qualitativi e di sicurezza dei prodotti. Il follow up vedrà la redazione da parte degli invitati di un progetto pilota di cui Enapra valuterà la fattibi-
Incontro della delegazione israeliana con i rappresentanti di Agriturist
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Tutti sono tornati a casa arricchiti da conoscenze, informazioni e contatti
lità e l’eventuale finanziabilità da parte di enti pubblici e privati. L’allevamento di bovini da carne è stato l’oggetto principale della missione in Italia della delegazione libica, formata da tre commercianti di bovini, di cui uno anche macellatore, guidata dal Trade analyst dell’Ice di Tripoli Zakaria Franca. La Libia, che importa il 90% della carne che consuma, ha un forte bisogno di incrementare la sua mandria anche per garantire la lavorazione halal. La visita all’azienda Maccarese, che dato la possibilità di vedere anche le coltivazioni orticole, olivicole e per il vino biologico (mele, pesche e uva da tavola sono i prodotti più richiesti dalla Libia), è stata molto interessante. Non tanto per quanto si riferisce all’export, quanto per le opportunità di collaborazioni e di joint venture. Compatibilmente con la persistente
Visita a Maccarese In alto la delegazione libica interessata all’azienda zootecnica; in basso quella marocchina che ha visto l’impianto di biogas
instabilità politica di questo Paese. Situazione diversa in Libano, Paese caratterizzato da un’economia di mercato tendenzialmente aperta, basata sul libero scambio di merci e servizi e che storicamente svolge il ruolo di piattaforma privilegiata per l’accesso ai mercati dell’intera area mediorientale e del Golfo. La delegazione guidata dalla signora Josette Jabagi, dell’Ice, era interessata ai settori dell’olio d’oliva, dell’ ortofrutta e al vivaismo: olio di alta qualità destinato al canale Horeca per i Paesi del Golfo; mele, pere, kiwi, ciliegie, insalate, il cui consumo è in continua crescita e che la produzione interna non riesce a soddisfare; piante da frutto e, soprattutto, ornamentali, sempre più richieste dai privati per i loro giardini. I contatti presi sono stati molto soddisfacenti sia per i nostri imprenditori, sia per quelli libanesi, che hanno avuto modo di rafforzare rapporti già in essere e di conoscere nuove realtà. Le energie rinnovabili e in particolare il biogas sono state il tema degli incontri con la delegazione del Marocco, guidata dal presidente della Camera di commercio italiana in Marocco, Giulio Frascatani, particolarmente sensibile a questo argomento data la forte dipendenza del Paese dalle importazioni di energia e la difficoltà per molte aree rurale di accedervi. La visita ad un’azienda agricola che ha installato al proprio
Incontri su ortofrutta, olio, bioenergie, zootecnia agriturismo, formazione interno un impianto di biogas ha dato la possibilità ai rappresentanti del Marocco di vedere il modello di produzione di energia da biogas delineatosi in Italia, grazie ad adeguate politiche di sostegno, perfettamente replicabile anche nel loro Paese. In programma, a breve, una visita in Marocco di una delegazione di Confagricoltura e del Consorzio Italiano Biogas, per incontrare e sensibilizzare i ministeri Ambiente/ Energia e Sviluppo economico, preposti allo sviluppo delle energie rinnovabili, sulle opportunità della filiera biogas da matrici organiche, per poter arrivare ad un piano nazionale di sviluppo di questa filiera entro il 2020 e alla definizione di adeguati strumenti di supporto. La delegazione israeliana, guidata dal Segretario della Camera di Commercio in Israele, Clelia di Consiglio, era formata da tour operator interessati ai nostri agriturismi. Otto le aziende visitate nel Lazio e molti i contatti presi anche con imprenditori di altre regioni d’Italia. In Israele, dove il fenomeno della vacanza in campagna è diffuso e apprezzato, sta crescendo l’interesse dei turisti per l’agriturismo anche all’estero. E l’Italia, che in questo settore è all’avanguardia per tradizione e qualità dell’offerta, è una meta molto ricercata dagli Israeliani. La tipologia di azienda particolarmente apprezzata è quella fortemente inserita nel tessuto rurale, con possibilità di fare attività all’aria aperta (equitazione, biciclette, passeggiate), con una buona offerta gastronomica, adatta ad una clientela familiare,spesso con bambini, di fascia sociale medio alta. I tour operator accompagnati dai dirigenti di Agriturist non avuto altro che l’imbarazzo della scelta! DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |21
FOCUS FRONTIERE
Agrinsieme si presenta a Bruxelles I vertici del Coordinamento hanno incontrato autorità, istituzioni ed eurodeputati. Il seminario ha approfondito la riforma della Pac, le politiche per l’agroalimentare, gli accordi commerciali
S
i è svolto a Bruxelles un seminario sui principali temi agricoli di attualità, che ha costituito l’occasione per presentare per la prima volta Agrinsieme in ambito comunitario. L’evento è stato inaugurato dai saluti dell’Ambasciatore Stefano Sannino, rappresentante permanente d’Italia presso l’UE. I lavori si sono svolti in due parti: la prima, più tecnica, ha visto la partecipazione di alti funzionari delle istituzioni comunitarie e non (presente anche l’ambasciatore americano presso l’UE, Maurice House), chiamati a discutere di importanti tematiche quali la PAC riformata, le nuove proposte per la promozione dei prodotti agricoli, i negoziati commerciali multi e bilaterali e le problematiche connesse agli squilibri della
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«Una politica europea per lo sviluppo dell’agroalimentare nel mercato mondiale» catena alimentare. La seconda parte, invece, ha visto lo svolgimento di una tavola rotonda di livello politico, annoverando la presenza, tra gli altri, del presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, del direttore generale della DG Commercio,Jean-Luc Demarty e del capo di gabinetto di Ciolos, Haeusler.Tra il pubblico anche gli eurodeputati Silvestris, Dorfmann e Bonanini. Numerosi gli attori del settore intervenuti al seminario, tra cui funzionari della Commissione e del Parlamento europeo, le rappresentanze permanenti di altri Paesi europei, colleghi delle altre organizzazioni agricole componenti del Copa-Cogeca. I vertici di Agrinsieme (tra cui il presidente di Confagricoltura Guidi) hanno sottolineato nell’incon-
tro come la riforma della Pac - alla cui realizzazioni il coordinamento ha dato un significativo contributo migliorando di molto la proposta iniziale - apra interessanti prospettive di sviluppo per l’agricoltura e per l’intero sistema agroalimentare. Opportunità che, quindi, vanno sfruttate nel migliore dei modi, favorendo e incentivando le imprese nella loro sfida con il mercato globale. Hanno quindi insistito sull’esigenza di una politica europea per lo sviluppo dell’agroalimentare nel mercato mondiale che, con gli accordi commerciali e un’efficace azione di promozione, potrà consentire alle imprese agricole e agroalimentari dell’Unione europea di favorire la competitività del sistema e, di conseguenza, di accrescere la presenza sulle piazze internazionali. Di particolare rilevanza l’esito del confronto negoziale con Usa; un’intesa che potrà rivestire un punto fermo per assicurare un’alta competitività alle imprese europee sui mercati del Nord America. (R.M.A.)
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MAPPAMO N DO di Elisabetta Tufarelli
Maltempo in Sudafrica: problemi all’export di frutta USA: MENO SEMINE DI PATATE
Per il maltempo ingenti perdite dei raccolti frutticoli, in particolare di mele, pere e albicocche addirittura del 50-100% n Sudafrica le recenti ondate di maltempo hanno causato gravi danni ai frutteti, riducendo l’esportazione di pomacee. Ne dà notizia
I n
l'organizzazione Hortgro, che precisa come le precipitazioni, piogge forti e grandinate, abbiano completamente allagato i frutteti, impedendo
PROSECCO IN CINA: CRESCONO EXPORT E IMITAZIONI
Mercato in crescita per il Prosecco Superiore in Cina, ma serve più cultura. Con una quota di mercato pari a 1,2 milioni di euro Cina e Hong Kong rappresentano uno dei mercati più promettenti per lo sviluppo dell’export della Docg. Nel 2012 erano 34 le imprese esportatrici presenti in quest’area: rispetto al 2010, le aziende della Docg hanno incrementato il presidio del mercato grazie ad una massiccia entrata che ha segnato il +78,9% su base biennale. Se l’export dello spumante Docg più amato dagli italiani registra un segno positivo, va fatta attenzione al mercato delle imitazioni, pronte ad entrare nei calici degli asiatici. Un fenomeno contro cui si battono i consorzi di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Prosecco Doc e Asolo Docg, che hanno promosso seminari, degustazioni e incontri per tutelare l’origine dei nostri prodotti e far capire l’importanza di diffidare dalle imitazioni. 24| MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2013
La pioggia caduta nel North Carolina (USA), proprio nelle prime fasi della semina delle patate dolci, ha causato problemi agli agricoltori, facendo diminuire gli ettari di superficie coltivata, ritardando il raccolto, che è stato di circa un 20% in meno rispetto a quello precedente. Nonostante il
calo della produzione e il calibro minore dei tuberi la qualità, a parere della Sweet Potato Commission dello stato americano, la qualità è migliore. Anche i prezzi, considerati i minori volumi, hanno avuto un incremento, risultando superiori a quelli dello scorso anno.
addirittura l’ingresso in campo per effettuare la constatazione precisa dei danni. La più colpita è la regione di Western Cape, la più importante area di produzione di frutta del Paese. Si stimano ingenti perdite che oscillano tra il 50 e il 100%, nell’area della Witzenberg Valley, Ceres, Koue Bokkeveld, del raccolto che arrivano anche al 90%.Anche le piante e le strutture agricole hanno risentito pesantemente, in particolare per la grandine. Meno grave è la situazione nella Warm Bokkeveld e in zone di Little Karoo. Secondo l’organizzazione, mele e pere sarebbero i frutti più
colpiti, anche perchè rappresentano la maggior parte delle colture della zona di Ceres. Il maltempo è stato così virulento che ha danneggiato anche le albicocche, soprattutto le varietà Supergold e Palsteyn, le susine e le varietà precoci di nettarine e pesche, così come le ciliegie. L’impatto del cattivo tempo sulla produzione è comunque stimato enorme. Basandosi sulla produzione e sui prezzi reali di mele e pere della stagione scorsa, la perdita, solo per queste due tipologie di frutta, è quantificata tra i 300 e 400 milioni di Rand sudafricani.
Spagna: il pomodoro viaggia in treno n
I bacini serricoli iberici sono collegati ai mercati dell’Ue più velocemente grazie alla rete ferroviaria
A
mbizioso progetto spagnolo per collegare,in sole 72 ore e via treno,la regione di Almeria direttamente con Mosca.Ne dà notizia Hortoinfo.es. La regione spagnola è uno dei principali bacini serricoli europei.Leader nazionale, nella coltivazione di pomodoro,con oltre il 60% della produzione nazionale,ma importante anche per meloni, peperoni e cetrioli,
almeno ora guarda oltre alla Germania,suo principale sbocco di mercato per l’export.Il treno viaggerà a circa 60 km orari.Ferrmed, l’associazione no-profit multisettoriale (formata da enti pubblici e privati, imprese,camere di commercio,autorità portuali e altre istituzioni), costituita a Bruxelles nel 2004,con l'obiettivo principale di promuovere il Grande Asse Ferroviario
ACCORDO COMMERCIALE OLANDA-INDONESIA
La globalizzazione dell’agroalimentare olandese ha il vento in poppa. Due importanti accordi commerciali sono stati siglati con l’Indonesia, che apre le frontiere alle cipolle olandesi, e con la Cina per l’export delle pere. Con l’Indonesia le trattative sono andate avanti per un anno e le prospettive di
mercato sono buone, anche se per l’effettivo via libera all’export di cipolle, ci sono molte questioni da sviluppare ulteriormente. Per la Cina, dopo cinque anni di negoziato, il complesso protocollo d’intesa che permetterà l’export delle pere olandesi sembra arrivato ormai a buon punto.
INDIA: STAGIONE PROMETTENTE PER L’UVA DA TAVOLA
È una stagione promettente per l’uva da tavola indiana. Il raccolto inizierà a metà gennaio nella regione di Nasik . Questo il parere di Nagesh Shetty della società Deccan Produce, uno dei principali esportatori e fornitori di uva, melograni, mango e polpa di frutta, con una forte presenza di mercato in Europa, CIS, Medio ed Estremo Oriente. Secondo Shetty la stagione sarà migliore di quella dello scorso anno. Saranno le varietà Black, Flame e Thompson ad essere raccolte per prime e, da marzo in poi, esclusivamente le Thompson. Le piogge sufficienti hanno garantito buone condizioni di coltivazione e si prospetta una stagione molto buona. L’export, oltre ad essere indirizzato dalla domanda, sarà influenzato dalla situazione degli altri competitor di mercato. Il Cile, pur avendo patito gelate, non ‘pesa’ particolarmente sul mercato europeo, sia per i bassi volumi, che non superano il 15%, sia perché il suo mercato principale di sbocco per la frutta sono gli USA.
Scandinavia-RenoRodano-Mediterraneo occidentale,con particolare attenzione al corridoio mediterraneo, ha effettuato studi macroeconomici per determinare le esigenze dei produttori,dei centri di distribuzione e dei clienti del settore agroalimentare.Il gruppo mira a trovare le combinazioni ottimali tra le varie opzioni di trasporto,marittimo, ferroviario e stradale e determinare quale fornisca un migliore
accesso ai mercati. Si prevede anche di analizzare come ottimizzare le vie di trasporto che danno accesso ai mercati e ai centri di produzione. Ferrmed ha già studiato il potenziale logistico della produzione orticola delle province di Alicante, Murcia, Almeria,Malaga e Granada."Solo da questa area partono ogni giorno 900 camion",afferma Joan Amoros,segretario generale dell'associazione. DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |25
A T T U A L I TÀ S T O R I E D ’ I M P R E S A
L’uva d’oro di Venissa
© Paolo Spigariol 26| MONDO AGRICOLO |DICEMBRE 2013
Scomparsa e recuperata dalla famiglia Bisol, la Dorona produce, oggi come 500 anni fa, il grande vino dei Dogi. Nella piccola isola di Mazzorbo non c’è solo un’azienda vitivinicola, ma un progetto integrato di sostenibilità, ambientale, sociale e turistica di Gabriella Bechi
U
n’antica vigna murata del 1400, sorvegliata da un campanile ancor più secolare, protegge un tesoro ritrovato con grande fatica, dopo anni di ricerche tra le isole della laguna. Un tesoro nascosto nelle piccole proprietà di pochi contadini, nelle storie e nelle tradizioni isolane, che stava per essere perduto e che, grazie alla famiglia Bisol è stato riportato alla luce. E’ lo storico vitigno veneziano Dorona dal quale è nato Venissa, il vino della Venezia nativa, prodotto da Gianluca e Desiderio Bisol, nella Tenuta che porta lo stesso nome, nell’isola di Mazzorbio. Un vino esclusivo, da collezione, prodotto in sole 3911 bottiglie, 188 Magnum, 88 Jeroboam e 36 Imperiali. Un’etichetta fatta da una preziosa foglia d’oro zecchino battuta dall’attuale discendente della famiglia Berta Battiloro, applicata a mano sulla bottiglia che viene messa a ricottura nei forni della vetreria Carlo Moretti a Murano. Tutto questo per un vino ancora più raro e prezioso, con la delicatezza dell’uva bianca e il corpo della rossa, che racchiude in sé tutto i sapori e i profumi di terreni che un tempo erano fondamentali marini, i minerali e le sostanze organiche che si DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |27
A T T U A L I TÀ S T O R I E D ’ I M P R E S A
G ia n l u c a B is o l ©Mattia Mionetto
porta con sé l’acqua che bagna i vigneti durante l’alta marea, che sale sempre fino al punto giusto. Un vino che potrebbe assomigliare a certi sherry secchi o alla Vernaccia di Oristano.La strada che ha portato alla nascita di questo vino sembra un romanzo, ma in realtà è una scelta imprenditoriale molto importante che ha spinto i fratelli Bisol a diversificare la ormai consolidata produzione di Prosecco (tre marchi, un fatturato di 15,30 milioni di euro, 61 Pae-
La chef Antonia Klugman sceglie ortaggi e piante selvatiche nella tenuta ©Mattia Mionetto
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si in cui esportata oltre la climatiche di oggi permettessero ancometà della produzione), ra di produrre un vino come quello di puntando decisamente ver- 500 anni fa”. so la sostenibilità, ambienta- Dopo aver individuato il vitigno e racle, economica e sociale. colto abbastanza gemme dai tralci del“Accompagnando alcuni le viti per creare le barbatelle di Doroclienti a Torcello - racconta na la famiglia Bisol si mette in cerca di Gianluca - notai un vecchia un terreno per piantare la vigna e nel vigna in una casa privata a 2007 partecipa ad un bando del Cofianco della cattedrale di mune di Venezia per la riqualificazione Santa Maria Assunta. La pro- di Mazzorbo, una piccolissima isola, prietaria voleva estirparla collegata con un ponte di legno a Buma riuscii a convincerla a rano, dove sorgeva l’azienda agricola mandarmi un po’ di quell’u- Scarpa Volo, due ettari recintati da un va quando fosse stata matura”. Le cassette arrivarono piene di un’uva dai chicchi grossi, con la buccia spessa, dal colore brillante dell’oro. Era la famosa Dorona, detta anche Uva d’Oro, apprezzata dai veneziani anche come uva da tavola, ma soprattutto per fare il vino, un vino un tempo famoso e usato nelle situazioni più esclusive, come i banchetti dei Dogi, e poi scomparso. La conferma arrivò dalla ricerca che Bisol commissinò a Carla Coco, esperta della storia gastronomica di Venezia, che dimostrò l’esistenza nella laguna L’azienda nella piccola isola di una varietà di vite autoctodi Mazzorbo collegata na, molto antica. “Con mio a Burano con un ponte di legno fratello Desiderio ©Nevio Doz continua Gianluca - provammo a lavorarla, pigiandola con i piedi. muro perimetrale in mattoni rossi del Poi partimmo alla ricerca di 1727, in stato di semi abbandono. Vinaltre piante, setacciando le ce il bando ed ottiene la concessione isole, da Torcello, a Sant’Era- del terreno per 18 anni. smo, a Mazzorbio, fino a met- E’ da qui che parte il progetto Venissa terne insieme un centinaio. (richiamo dialettale alla città di VeneChiedevamo ai proprietari zia, è una citazione del poeta trevigial’uva e con Roberto Cipresso no Andrea Zanzotto), che non è solo (wine maker ed esperto di un’azienda vitivinicola, ma un insieme terroir di fama internaziona- molto complesso che in poco tempo le) e mio fratello Desiderio, ha portato alla luce un vigneto diche è l’enologo dell’azienda, menticato, un orto, una vecchia peabbiamo fatto diverse micro schiera per l’itticoltura di laguna, un vinificazioni, per capire in- ostello di charme con sei camere, un nanzitutto se le condizioni ristorante gourmet.
Oggi la Tenuta Venissa rappresenta una testimonianza storica della cultura contadina lagunare legata alla produzione di vini e ortaggi, con la casa padronale con il camino sporgente, le cantine, le stalle, il fienile e il deposito degli attrezzi. Si è conservata nei secoli prima in forma di orto conventuale (Mazzorbo e l’antistante isola di Mazzorbetto, oggi ancora abbandonata, sono stati per anni luoghi di ritiro spirituale e di coltivazione della terra) e poi di vigna domestica. Il basso numero di abitanti, contadini e soprattutto monaci, si è dedi-
cato nel corso dei secoli alla coltivazione di ortaggi tipici lagunari, alla cura degli alberi da frutto, alla viticoltura e all’allevamento ittico nelle peschiere. E questo succede ancora a Venissa. Nel muro di cinta, in prossimità del ponte che collega Mazzorbo a Burano è stato creato un secondo ingresso aperto agli abitanti delle due isole e gli anziani buranelli coltivano gli orti della tenuta secondo l’antica tradizione. Parte del ricavato viene acquistato dalla stessa azienda che utilizza gli ortaggi nel ristorante stellato, perfettamente integrato in questa filosofia, gestito da qualche
mese dalla chef Antonia Klugman e dal compagno Romano De Feo. Una cucina, quella della giovane chef ‘innamorata del suo lavoro’, un cui la nota vegetale prevale sempre, basata su ingredienti assolutamente locali e di stagione, totalmente controllati. Verdure della laguna (pomodori gialli, carciofi, cardi zucchine, cipollotti, rape e rapanelli), pesce locale (cicale di mare, sgombri, branzini della laguna, capesante e vongole), carni e cacciagione rigorosamente selezionate e poi erbe selvatiche di tutti i tipi, che Antonia trova in azienda, anche tra i filari (senape selvatica e di mare,maggiorana, acetosella, aglina). “Una cucina – come lei stessa dice – in continuo movimento ,che nasce nella testa seguendo gli ingredienti, e che solo in secondo momento attraverso le regole della cotture e gli accorgimenti estetici, si trasforma in piatto.” Il progetto è centrato sull’integrazione tra il recupero produttivo, basato sulla valorizzazione dell’ orticoltura e della viticoltura tradizionali della laguna, e lo sviluppo un turismo naturalistico orientato all’interscambio culturale e di esperienze nel campo della sostenibilità ambientale. In questo i suoi obiettivi coincidono con quelli del Parco della Laguna che, come ci spiega il professor Marco Molin ricercatore del centro Studi Torcelliani, cerca di far rivivere e riscoprire queste isole un tempo ricche e densamente popolate e poi abbandonate, piene di tesori architettonici e
L’etichetta di Venissa è una foglia d’oro zecchino applicata a mano sulla bottiglia ©Paolo Spigariol
artistici spesso sconosciuti. “Operazioni come quella di Venissa – dice Marco Molin – con un mix di partecipazione pubblica e privata sono la soluzione perfetta se gli imprenditori, come Bisol, investono con intelligenza, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni, in sinergia con gli abitanti delle isole, creando occupazione e offrendo nuove op portunità di turismo. Gli orti dell’azienda sono coltivati dagli anziani di Mazzorbo e Burano ©Mattia Mionetto
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A T T U A L I TÀ E V E N T I
Olio nuovo e chef emergenti Presentazione e degustazione del novello appena uscito dal frantoio. «Un’iniziativa ha detto Donato Rossi, presidente della FNP Olivicoltura – per diffondere cultura»
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I
riflettori si sono accesi sull’olio novello in una saporita presentazione-degustazione organizzata da Confagricoltura a Roma. Nel bellissimo e affrescato salone, all’interno del Palazzo della Valle, si è focalizzata l’attenzione su uno dei prodotti più identitari del made in Italy e fondamentale sulle nostre tavole. Hanno aperto la serata il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il presidente della Federazione nazionale Olivicoltura di Confagricoltura, Donato Rossi ed il critico enogastronomico Luigi Cremona. È stata un’occasione utile per ricordare, in generale, l’importanza del settore olivicolo del Belpaese, uno dei più tradizionali e rilevanti che interessa innumerevoli aziende e vaste superfici territoriali. Ha sottolineato Donato Rossi: «L’olio “nuovo”, appena uscito dal frantoio, ha un gusto forte e deciso. È un prodotto meraviglioso. Possiede una propria personalità, un colore, un profumo e un sapore che lo raccontano». «Desideriamo veicolare un messaggio positivo attorno all’olio di oliva, diffondere la
Ai fornelli tre giovani cuochi che hanno cucinato zuppe per esaltare il condimento sua “cultura”, evidenziando come meriti il posto d’onore sulle nostre tavole – ha poi detto Rossi -. Ma vogliamo anche sostenere ogni iniziativa che possa consentire agli olivicoltori di recuperare una redditività adeguata che negli ultimi anni è pienamente mancata e di superare una situazione di crisi che rischia di diventare cronica». Rossi ha commentato anche le nuove norme UE su etichettatura e commercializzazione dell’olio di oliva: «Sono un passo avanti non sufficiente a tutelare il nostro prodotto; Bruxelles non ha varato l’obbligo di utilizzo di tappi
anti rabbocco nei ristoranti; l’aver affidato la disciplina alla discrezionalità degli Stati membri, indebolisce i produttori». Per conferire risalto all’olio nuovo, alla sua freschezza e carica di sapore sono state cucinate sul momento delle zuppe da tre giovani chef emergenti presentati da Luigi Cremona, rappresentanti del Nord, Centro e Sud Italia. Alessandro Dal Degan, veneto classe 1981, titolare de “la Tana” di Asiago (premiato come giovane chef dell'anno per la Guida “I ristoranti d'Italia l'Espresso 2014”), ha proposto una zuppa montanara con orzo, patate e zucca; il romano Marco Martini, classe 1985, della “Stazione di Posta” nel quartiere Testaccio (premiato recentemente come migliore chef emergente del centro Italia 2013 nel con-
corso “Chef Emergenti” di Luigi Cremona) ha deliziato i presenti con una zuppa semplice, ma gustosa di pane raffermo integrale e cipolle. Infine il ventinovenne pugliese Vito Giannuzzi della “Masseria Torre Maizza” di Savelletri da Fasano (BR) ha presentato una zuppa con baccalà dal gusto marino. Il viaggio nel gusto dell’olio ha attraversato le varie regioni italiane, rappresentate a Palazzo della Valle da una quarantina di aziende che, nei desk in sala, hanno illustrato e presentato le loro cultivar, spiegando caratteri e sfumature e accompagnando così i presenti nella degustazione. (M. M.)
Gli Chef Da sinistra: Alessandro Dal Degan, Vito Giannuzzi e Marco Martini
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A T T U A L I TÀ P R O D O T T I
Parte dalla Calabria il rilancio delle clementine
Nicola Cilento, memb ro di giunta: «La Piana di Sibari ha le carte in regola per diventare un distretto competitivo di produzione, stoccaggio, distribuzione e trasformazione»
di Elisabetta Tufarelli
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olci, prive di semi, facili da sbucciare e amate dai bambini, le clementine sono frutti ad alta capacità nutrizionale: in poche calorie ci sono più di 150 sostanze protettrici dell’organismo. Ne bastano due o tre per fornire un apporto di vitamina C pari al fabbisogno giornaliero. Le clementine di Calabria Igp sono coltivate nelle Piane di Sibari, di Lamezia e di Gioia Tauro. Frutti prelibati, dal colore arancione intenso e dalla tipica polpa succosa, hanno trovato proprio in questa regione il loro habitat ideale. “E’ stata – ha osservato Nicola Cilento, membro di giunta di Confagricoltura e produttore di clementine - un’annata bizzarra. Prima il vento eccezionalmente forte ha colpito gli agrumeti nel mese di giugno, poi abbiamo dovuto irrigare fino ai primi dieci giorni di novembre e nella settimana a cavallo fra novembre e dicembre le piogge abbondanti hanno macchiato il prodotto, compromettendo, in alcune aree, anche il 50/60% del raccolto”. I problemi climatici so-
no all'ordine del giorno, ma il vero nodo da sciogliere, oltre alla frammentazione dell’offerta è la mancanza di rapporti commerciali importanti. I destini delle realtà rurali del Mediterraneo sono, in qualche modo, intrecciati, come quello della regione di Almeria, in Spagna e quello della Piana di Sibari. Almeria, negli ultimi decenni, ha puntato molto sull’agricoltura riuscendo a svilupparla impetuosamente e a trainare l’ economia della regione. Attenzione ed esperienza al confezionamento, grandi strutture e importanti rapporti commerciali, uniti alla ricerca di varietà tardive e alla capacità del territorio di riuscire a fare squadra hanno saputo dare i loro frutti. L’ultimo ambizioso progetto collegherà la Spagna direttamente con Mosca, via treno, in sole 72 ore.“Imprenditori, enti pubblici e privati hanno saputo investire, lo hanno fatto in sinergia, bene e con forza. Fortunatamente – prosegue il componente della Giunta di Confagricoltura – riusciamo ancora con le nostre clementine a fare storia fino a dopo Natale; poi il mercato, a febbraio e marzo,
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Syngenta lancia le Linee guida per un uso sostenibile del seme conciato dei cereali Nicola Cilento
parla esclusivamente spagnolo. La Piana di Sibari ha le carte in regola per diventare un distretto efficiente di produzione, stoccaggio, distribuzione e trasformazione con enormi vantaggi competitivi per i nostri produttori e la nostra economia. Servono però maggiore aggregazione, una migliore capacità di confezionamento e più investimenti sulle varietà tardive”. Cilento ricorda che solo il 20% dei produttori commercializza attraverso le Op, mentre la maggior parte lavora ancora in forma di impresa individuale con il rischio di trovarsi sempre più isolato e indebolito sui mercati. Le clementine di Calabria Igp sono uno dei prodotti d’eccellenza dell’agricoltura italiana. Le imprenditrici di Confagricoltura intendono dare risalto a questo potente alleato della salute e motore di crescita economica di un intero comprensorio, scegliendole come simbolo dell’anti violenza di genere. Così come la rosa è l’omaggio tradizionale per San Valentino e la mimosa viene donata l’8 marzo per la festa delle donne, la clementina ricorderà ‘che le donne non si toccano nemmeno con un fiore’. Quest’anno, per cominciare, i frutti sono stati distribuiti nelle piazze di Asti, Bologna, Borghetto Santo Spirito (SV) e Cosenza e il prossimo anno si conta di diffondere più capillarmente l’iniziativa. “E’ necessario promuovere il nostro prodotto e il progetto delle nostre imprenditrici, oltre ad avere una grossa valenza morale,– conclude Cilento – va proprio in questa direzione”.
yngenta, da sempre attiS va nel fornire un supporto concreto agli agricoltori nell’ottica di un’ agricoltura responsabile, ha realizzato nel tempo materiali per sostenerli nelle loro attività quotidiane, fornendo indicazioni utili e precise sulle buone pratiche agricole e in relazione ai diversi obblighi di legge. Dopo il lancio delle “Linee guida per un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari“, lo strumento realizzato con lo scopo di fornire raccomandazioni per raggiungere un elevato standard di qualità nella gestione dei prodotti fitosanitari, Syngenta ha avviato nel 2012 una collaborazione con Regione Lombardia per la realizzazione delle “Linee guida per un uso sostenibile del seme conciato dei cereali”. Il nuovo strumento è dedicato al seme conciato dei cereali con lo scopo di fornire a tutti gli operatori del settore un contributo a supporto della formazione e della gestione di tutte le fasi operative. Le operazioni di concia delle sementi e l’uso professionale del seme conciato richiedono infatti l’individuazione e l’applicazione di procedure di comportamento e di misure di mitigazione, compresa
una consapevolezza dei potenziali impatti negativi dovuti ad un uso improprio, che possano assicurare un uso sicuro e sostenibile lungo tutta la filiera. Le “Linee guida per un uso sostenibile del seme conciato” dei cereali sono composte da diversi strumenti che sono stati sviluppati ad hoc: manuale, check-list, software on-line. Nei prossimi mesi lo strumento sarà consultabile sul sito www.agricoltura-responsabile.it. Attraverso quest’ultima pubblicazione, Syngenta conferma il proprio impegno nella realizzazione di progetti concreti dedicati agli agricoltori per offrire loro soluzioni nel pieno rispetto dell’ambiente e degli operatori stessi.
A T T U A L I TÀ N E T W O R K
Come si fa il contratto di rete
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È importante definire la cornice giuridica all’interno della quale può poi esplicarsi l’autonomia negoziale delle imprese contraenti di Maria Cristina D’Arienzo
N
ell’articolo precedente “Come si realizza il network” (n.9/2013) abbiamo affrontato ‘i primi passi’ da compiere per la costituzione di una rete di imprese. In questo articolo tratteremo, invece, del contenuto e della forma del contratto di rete. Come è noto, il contratto di rete rappresenta un accordo con il quale due o più imprenditori, anche di diversi settori, al fine di accrescere la propria capacità innovativa e di innalzare il proprio livello di competitività sul mercato nazionale o internazionale, si impegnano, sulla base di un programma economico comune, a collaborare alla realizzazione di progetti ed obiettivi comuni, pur mantenendo la propria autonomia e specificità. Sotto il profilo prettamente giuridico, tale accordo dà luogo ad una forma di collaborazione riconducibile alla figura del contratto plurilaterale con comunione di scopo; tuttavia è il caso di evidenziare che, se la rete ha un fondo patrimoniale, può assumere (se le imprese aderenti lo desiderano) soggettività giuridica propria, diventando, quindi, in caso di attività commerciale, un operatore economico titolare di partita Iva. Ciò detto, occorre sottolineare che il contratto di rete si presenta a contenuto predeterminato, nel senso che il legislatore lo ha dotato di una cornice giuridica all’interno della quale può poi esplicarsi l’autonomia negoziale
delle imprese contraenti. In particolare ai sensi dell’art. 3, comma 4 - ter del D. L. 5/2009 , convertito con modificazioni dalla L. 33/2009, e s.m.i, gli elementi essenziali della fattispecie contrattuale in esame sono: i dati identificativi delle imprese aderenti, ovvero il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale di ogni soggetto parte-
L’accordo dà luogo ad una sorta di contratto plurilaterale con comunione di scopo cipante per originaria sottoscrizione del contratto o per adesione successiva, nonché la denominazione e la sede della rete, qualora sia prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale comune; la definizione degli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva dei partecipanti e le modalità concordate con gli stessi per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi; la definizione di un programma comune di rete, che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun imprenditore partecipante. Le modalità di realizzazione dello scopo comune e, qualora sia prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale comune; la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi che ciascuna impresa aderente al contratto di rete si obbliga a versare al fondo, nonché le regole di gestione del fondo medesimo. Gli elementi essenziali sono: la durata del contratto, le modalità di adesione di altri imprenditori, e, ove pattuite, le cause facoltative di recesso anticipato, e le condizioni per l’esercizio del relativo diritto, ferma restando in ogni caso l’applicazione delle regole generali di legge in materia di scioglimento totale o parziale dei contratti plurilaterali con comunione di scopo; se il contratto ne prevede l’istituzione, il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto per svolgere l’ufficio di Organo Comune per l’esecuzione del contratto o di una o più parti o DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |35
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le che della governance della rete. In sostanza, ha voluto lasciare aperta la Il legislatore ha lasciato alle parti la possibilità di graduare possibilità che vi siano reti cd.”reti leggere” dedicate ad attività (tendenziall’intensità dell’aggregazione mente volte allo scambio di informazioni o prestazioni) non necessariamente che la nomina dell’Organo co- mente richiedenti l’istituzione di un mune e l’istituzione del fondo patri- fondo, né l’attivazione di organi decimoniale comune, non sono elementi sionali ed esecutivi. essenziali del contratto di rete, ma rap- Il contratto di rete può essere redatto presentano elementi eventuali (e per- nella forma dell’atto pubblico o della tanto facoltativi) del contratto. In que- scrittura privata autenticata, ma anche sto modo il legislatore ha lasciato all’ per atto firmato digitalmente, ai sensi autonomia negoziale delle parti il com- degli artt. 24 o 25 del D.Lgs. n. 82/2005, pito di graduare l’intensità dell’aggre- e trasmesso agli uffici del Registro delgazione, sia sotto il profilo patrimonia- le Imprese utilizzando un modello standard tipizzato. Quest’ultima possiIL CONTENUTO DEL CONTRATTO DI RETE bilità (atto firmato digitalmente) non va considerata ancora operativa, in essere imprenditori IMPRESE quanto manca il decreto del ministero ADERENTI essere iscritti al Registro Imprese della Giustizia che ne regolamenta l’attuazione. Per quanto concerne le mo innovazione: intesa come possibilità di accedere allo sviluppo dalità di stipula del contratto di rete nel di nuove opportunità tecnologiche OBIETTIVI settore agricolo, ai fini degli adempiSTRATEGICI competitività: intesa quale possibilità di incrementare la capacità menti pubblicitari, è prevista una moconcorrenziale nel mercato dalità ulteriore rispetto alle tre citate definire le modalità per misurare l’avanzamento (atto pubblico, scrittura privata autentiMONITORAGGIO verso gli obiettivi strategici cata, atto informatico sottoscritto digitalmente) consistente nella predisposi diritti ed obblighi assunti da ciascun partecipante in ragione dell’appartenenza alla rete zione del contratto di rete in modalità modalità di realizzazione dello scopo comune informatica, con sottoscrizione digitale PROGRAMMA COMUNE delle parti contraenti e assistenza (e eventuale istituzione di un fondo patrimoniale, la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contriDI RETE sottoscrizione digitale) da parte delbuti successivi l’Associazione di categoria. L’efficacia regole di gestione del fondo (in caso di sua istituzione) del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l’ultima delle libera ma compatibile con il perseguimento degli obiettivi strategici DURATA iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori ori modalità di adesione di altri imprenditori REGOLE DI INGRESSO ginari.Anche le modifiche successive cause di recesso anticipato (se pattuite) e le condizioni E USCITA per l’esercizio del relativo diritto al contratto (ad es. variazioni del testo DALLA RETE contrattuale originario, nuove adesioni, la rete può essere guidata da un soggetto esterno (società, promodifiche dell’organo comune ecc.) fessionista) o soggetto interno (impresa retista / comitato di gestione costituito dai rappresentanti delle imprese partecipanti) dovranno assolvere l’onere formale e pubblicitario. In particolare, le modifi i soggetti esecutori potrebbero essere più di uno, visto che si parORGANO COMUNE la della possibilità che un soggetto si prenda carico solo di attuare che sono redatte e depositate per l’iuna parte delle attività della rete PER L’ESECUZIONE scrizione, a cura dell’impresa indicata il soggetto esecutore può avere poteri di gestione e di rappresenDEL CONTRATTO nell’atto modificativo, presso la sezione tanza delle imprese aderenti (in tal caso definire compiti e poteri del soggetto esecutore) del Registro delle Imprese presso cui è è possibile sostituire il soggetto esecutore durante la vigenza del iscritta tale impresa. Sarà poi compito contratto (in tal caso indicare le regole relative alla sua sostituzione) dell’ufficio ricevente comunicare l’av regole di composizione dell’Organo decisionale venuta iscrizione della modifica a tutti PROCEDURE modalità di convocazione gli altri uffici del Registro delle Impre regole di funzionamento DECISIONALI materie oggetto delle decisioni se, presso cui sono iscritte le altre imDELLE IMPRESE quorum per la validità delle decisioni prese partecipanti, che provvederanno PARTECIPANTI modalità di formalizzazione delle decisioni d’ufficio alle relative annotazioni. fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto, nonché le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto; le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando è stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti a tale organo, nonché, se l’accordo di rete prevede la modificabilità a maggioranza del relativo programma comune, le modalità di assunzione delle decisioni di modifica di detto programma. Da quanto esposto emerge chiara-
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The Good Growth Plan
Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.
The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:
1
Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura
2
Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado
3
Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo
4
Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo
5
Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo
6
Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.
Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com
Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.
t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile
TM
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«Fare sistema è strategico»
“L
Carlo Lasagna, vicepresidente di Federimpresa parla di green, reti, accordi intersettoriali «Non si cresce se non si opera in sinergia»
di Elisabetta Tufarelli
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e aziende agricole sono un elemento irrinunciabile per la salvaguardia del territorio. La maggior parte degli ambienti ‘naturali’ sono il prodotto dell’azione dell’uomo e, in particolare, dell’agricoltura”. È chiarissimo Carlo Lasagna, vicepresidente di Federimpresa, l’associazione che riunisce le imprese familiari di Confagricoltura. Lasagna conduce un’impresa familiare a San Benedetto del Po, in piena Pianura Padana ed è convinto assertore che il vero ‘green’ sia fatto dagli agricoltori, che esplicano una funzione fondamentale per l’ambiente. “La nostra attività, che abbiamo sempre svolto e continuiamo ogni giorno a fare, ha grande attenzione per il territorio, che seguiamo e curiamo con impegno: dagli avvicendamenti colturali per impedire l’impoverimento del terreno, alla scrupolosa manutenzione della rete idrica poderale ed interpoderale in collegamen-
to con i Consorzi di Bonifica, per assicurare la difesa di tutto il territorio, compresi i centri abitati. Potremo continuare a fare questo solo se il sistema ci consentirà di essere competitivi e produrre reddito”. E proprio nella salvaguardia e nella tutela del territorio, anche alla luce delle tragiche devastazioni dovute al maltempo invernale, l’agricoltura ha un ruolo chiave. Anche il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli è intervenuto più volte sul dissesto e le devastazioni del territorio, sottolineando che l’agricoltura è tra i settori più trainanti dell’economia. É forse il caso finalmente di recuperare questa vocazione per poterli governare. Parole d’oro per Lasagna, che avrebbe auspicato nella nuova Pac un rapporto equilibrato tra l’impianto ambientale e la tutela del reddito. “Noi siamo quelli – ha osservato - che hanno inventato e continuano a fare greening e sono proprio le aziende familiari la spina dorsale dell’agricol-
tura italiana.Abbiamo la peculiarità di un lungo orizzonte temporale, che si sviluppa attraverso le generazioni. Naturalmente, nelle nostre imprese, i giovani s’insediano, apportano innovazione e miglioramenti gestionali. Insieme superiamo momenti difficili: siamo un vero proprio buon esempio di modello organizzativo”. Carlo Lasagna Il vicepresidente di Federimpresa produce mais, grano tenero e duro, soia ed erba meL’agricoltura ha un ruolo dica e lavora a stretto contatto con gli altri attori della filiera, in particochiave per arginare le lare con gli allevatori di suini, sopratdevastazioni del territorio tutto quelli pesanti tipici della zona, di vacche da latte per la produzione possiamo continuare ad essere un di Parmigiano Reggiano. “Fare network – ha messo in eviden- grande arcipelago di bellissime isole, za Lasagna - è strategico, è una carta ognuna a sé stante, dobbiamo fare sivincente per il nostro futuro. Non stema per essere più competitivi sui
mercati e crescere. Siamo bravissimi a produrre, ma non basta più. Occorre imparare ad interagire sempre meglio, cogliere le opportunità che offrono, ad esempio, i contratti di rete”. Infine, quando si parla di cereali, per Lasagna, non si può non rivangare una questione annosa, ma che deve avere una svolta risolutiva, in previsione della prossima Expo 2015. “In Italia – conclude - è proibita la coltivazione degli organismi geneticamente modificati, ma non la loro importazione. Gran parte degli alimenti industriali che consumiamo abitualmente li contiene, con l’unico risultato di non poter decidere con consapevolezza sul loro consumo, ma nonostante tutto continuiamo a farne uso tutti i giorni, ma non lo sappiamo”.
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Agritechnica, sempre più cosmopolita
La kermesse di Hannover si è confermata piattaforma internazionale di straordinaria rilevanza per la tecnologia agricola di Claudio Pietraforte 4 0 | MONDO AGRICOLO |DICEMBRE 2013
E
vento fieristico di riferimento a livello globale per la tecnologia agricola. Uno status che Agritechnica rivendica da anni e che l’edizione 2013 della grande rassegna di Hannover dedicata alla meccanizzazione “verde” ha ribadito con evidenza, forte delle cifre da record sfoggiate al ter-
mine dei lavori da Dlg (Deutsche Landwirtschafts-Gesellschaft), la società tedesca per l’agricoltura organizzatrice della manifestazione. Circa 2.900 gli espositori, provenienti da 47 Paesi, e prevalente la partecipazione di imprese straniere, 1.500 in tutto, a formare una fetta del 52% (la più alta di sempre, cresciuta del 20% nell’ultimo decennio). E nuovo
Africa e Asia chiedono tecnologie agricole ad hoc per le loro peculiarità
primato in termini di affluenza, grazie ai circa 450.000 visitatori (in aumento del 7% rispetto al 2011) rappresentati per un quarto da presenze internazionali, con impennata degli arrivi da Oltreoceano e dai Paesi africani. Una conferma, in questa edizione più cosmopolita che mai, del forte interesse nutrito da agricoltori, contoterzisti e rivenditori nei confronti
delle più moderne soluzioni tecnologiche in mostra nell’area fieristica di Hannover dove, a tastare l’umore di espositori e visitatori, è emerso un clima di fiducia ed una elevata propensione da parte delle imprese agricole ad effettuare investimenti. E sotto questo profilo, con la presenza di oltre 19.000 investitori e responsabili di grandi aziende del Centro e del-
l’Est dell’Europa, la kermesse tedesca si è confermata piattaforma internazionale di straordinaria rilevanza. In effetti i grandi numeri e la notevole vivacità riscontrati ad Agritechnica ben rispecchiano il segno positivo che sta caratterizzando il mercato della meccanizzazione agricola, specialmente in Germania: dopo un 2012 all’insegna dei grandi successi sulle principali piazze, nazionali ed internazionali, l’industria della tecnologia per l’agricoltura “made in Germany” prevede infatti anche per quest’anno un ottimo sviluppo di mercato, con un fatturato in aumento del 7% e con pronostici di trend stabile di crescita anche per il 2014. Ma per il settore delle macchine agricole si può parlare di dinamismo notevole a livello planetario, stando alle valutazioni dell’associazione dei costruttori tedeschi Vdma Landtechnik, che ha stimato in circa 96 miliardi di euro il valore mondiale della produzione nel 2013 (in incremento del 6%). Punto d’incontro come sempre di tutti i global player dell’agromeccanica e potente motore dell’innovazione su questo versante, Agritechnica 2013 ha offerto un panorama esaustivo delle più avanzate soluzioni per le moderne realtà dello scenario agricolo mondiale, registrando puntualmente tutte le recentissime tendenze nell’ambito della meccanizzazione, in particolare nei settori dell’elettronica, della tecnologia dei sensori e del software, in grado di rendere ancora più efficiente, economica e rispettosa dell’ambiente la qualità del lavoro agricolo (non a caso nuovi sviluppi in questi campi sono stati proposti da quasi tutte le 400 macchine ed attrezzature innovative presentate dalle case costruttrici al concorso novità tecniche della manifestazione tedesca). Tra le novità salienti all’interno del DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |41
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La nuova generazione di mietitrebbie New H o l l a n d
Risicoltori di tutto il mondo hanno visionato innovative tecniche per le attuali sfide
quartiere fieristico di Hannover, poi, di eventi tra cui convegni, dibattiti e la scelta degli organizzatori di accen- workshop, l’ultima Agritechnica ha tuare la suddivisione dell’esposizio- puntato i riflettori sulle istanze dei ne per aree tematiche (scelta che verrà replicata e ulteriormente perfezionata in occasione di Agritechnica 2015). Così nella nuova area espositiva “Systems & Components” è stata realizzata per la prima volta una distinzione tra fornitori di sistemi, moduli, componenti e pezzi, con spazio per uno speciale dedicato alla “tecnologia agricola nel dettaglio”, nel quale è stato possibile assistere dal vivo allo smontaggio e al riassemblaggio di un trattore. Anche quest’anno importante forum rivolto al futuro del settore agricolo, grazie ad un fitto programma 42| MONDO AGRICOLO |DICEMBRE 2013
Paesi emergenti dell’Africa e dell’Asia, che richiedono tecnologie agricole ad hoc per le loro peculiarità. Perciò, nell’ambito di una nuova serie di manifestazioni, esperti internazionali hanno messo in luce aspetti connessi al potenziale di mercato, al quadro dei finanziamenti e ai requisiti tecnici, con riferimento a Cina, India, Zambia, Sudafrica, Russia, Kazakistan ed Ucraina. Un contributo in tal senso è stato fornito anche dallo speciale “Riso”, in seno al quale risicoltori di tutto il mondo hanno visionato le più innovative tecnologie per affrontare le attuali sfide, ricevendo informazioni in merito ad argomenti cruciali come la gestione delle acque, la preparazione dei terreni, la semina, la concimazione, la tutela delle piante e il raccolto.
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Innovazione Innovazione e investimenti Same Deutz-Fahr punta a rafforzarsi con un nuovo strategico impianto industriale di 40 mila mq, e innovativi trattori di media ed alta potenza. Press Conference dell’ad Lodovico Bussolati ad Agritechnica di Claudio Pietraforte 44| MONDO AGRICOLO |DICEMBRE 2013
L
a strategia di Same DeutzFahr, che punta a rafforzare la propria presenza sullo scenario della meccanizzazione mondiale, continua a dare i suoi frutti. La conferma è arrivata dall’Agritechnica dove il gruppo di Treviglio ha affiancato all’esibizione di diversi nuovi modelli di forte impatto la comunicazione, in sede di conferenza stampa, di un nuovo progetto di eccezionale portata. Il tutto sorretto da un fatturato in crescita che, stando alle stime, dovrebbe raggiungere a fine anno i 1.230 milioni di euro (a fronte dei 1.188 del 2012) e da
Tre le nuove serie Lamborghini in mostra alla rassegna di Hannover un Ebit anch’esso in ascesa (dal 5,9 al 6,1% dei ricavi). Il volume produttivo degli stabilimenti Sdf è salito, rispetto allo scorso anno, da 30.557 a 33.530 trattori e da 343 a 350 mietitrebbie. In particolare dalla fabbrica tedesca di Lauingen, in Baviera sono usciti più di 5.500 trattori, contro i 4.960 del 2012. Ed è proprio qui che si concentrano le mire espansionistiche del gruppo
Deutz-Fahr Serie 9 con gommatura Trelleborg Tires
bergamasco affidate al progetto “Deutz-Fahr Land” che, attraverso un investimento di 75 milioni di euro, prevede il raddoppio della capacità produttiva annua dello stabilimento di Lauingen portandola da 8.000 a 16.000 trattori su due turni. Per raggiungere questo obiettivo la fabbrica bavarese sarà oggetto di una profonda ristrutturazione che prevede innanzitutto la realizzazione di un nuovo impianto di 40.000 metri quadri “L-Shape”, collegato all’attuale unità produttiva, orientato ai moderni criteri di “Lean Production” e ai più alti standard in termini di sicurezza, efficienza e rispetto dell’ambiente. Altri elementi strategici del progetto sono una nuova area test drive, a disposizione del reparto Ricerca & Sviluppo e dei clienti finali, e le nuove aree che ospiteranno il centro di formazione, lo showroom, il museo, l’archivio storico e lo shop. La costruzione del nuovo impianto industriale inizierà nel corso del primo semestre 2014 e si stima verrà completata nell’arco di tre anni. «Con questo progetto – ha dichiarato Lodovico Bussolati, amministratore delegato di Same Deutz-Fahr – intendia-
Due gamme di trattori spingono l’alta potenza verso nuovi traguardi mo consolidare e rafforzare la strategia di sviluppo del marchio DeutzFahr e della relativa gamma prodotto. Con Deutz-Fahr Land il Gruppo si prepara per le sfide a venire, offrendo alla propria clientela il valore aggiunto di uno stabilimento in linea con i più moderni standard di efficienza produttiva ed un luogo nel quale vivere appieno l’esperienza del mondo Deutz-Fahr». Sul fronte delle novità di prodotto, illustrate a grandi linee durante la Press Conference di Hannover, in grande evidenza le due gamme di trattori che spingono l’alta potenza Deutz-Fahr verso nuovi traguardi: la serie 9 da 270 a 340 cavalli e l’attesissima serie 11, trattori a struttura tradizionale con trasmissione a variazione continua fino a 440 cavalli, che non saranno sul mercato prima del 2015 (la serie 9) e del 2016 (la serie 11). Nel segmento di media potenza è arrivata la serie 5 C, trattori versatili da 90 a 120 cavalli, e la serie 6 si è arricchita di nuovi modelli, mentre nelle mietitrebbie ha esordito la nuova serie C9000. Due le novità di rilievo in casa Same: il Virtus J, trattore versatile da 90 a 120 cavalli, ideale per le attività con il caricatore frontale e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, e l’Audax ST fino a 220 cavalli, erede dell’Iron3. Tre, infine, le nuove gamme Lamborghini in mostra all’Agritechnica: i Mach VRT (con trasmissione a variazione continua), in grado di sviluppare fino a 265 cavalli, gli Spark, da 120 a 210 cavalli, quattro o sei cilindri, Powershift o VRT, e i Nitro in versione VRT. DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |45
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Nutrirsi fa bene di Elisabetta Tufarelli
“I
Allo stand Agrinsieme al “Forum Risk Management in Santità” di Arezzo presentato il cibo ‘made in Italy’ nutraceutico
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l cibo fa bene e le scelte alimentari influiscono sulla salute”. Questa è la convinzione con cui Agrinsieme, il coordinamento tra Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative (Fedagri-Confcooperative, LegacoopAgroalimentare e Agci-Agrital) ha partecipato con uno stand al “Forum Risk Management in Sanità 2013”, la manifestazione dedicata alla sicurezza dei pazienti, ad Arezzo. Nello stand Agrinsieme è stato presentato il cibo ‘made in Italy’ per la buona salute. Veri e propri ‘farmaci naturali’, con proprietà preventive e curative. Il miele, nelle sue differenti varietà, è un dolcissimo alleato che nutre e cura, con le sue indiscusse proprietà organolettiche, antibatteri-
che e antibiotiche naturali. Gli antichi ritenevano che una sostanza così buona e preziosa potesse solo essere un dono degli dei. Dà energia, allevia i dolori, depura e rinforza ogni organo, protegge dalle infezioni. Particolarmente apprezzate le degustazioni delle diverse varietà dei mieli tipici di Toscana, in particolare proprio di Arezzo, che vanta diverse tipologie di grande qualità e specificità: quello millefiori, di sulla, di acacia, di lupinella, di castagno, di erica, di corbezzolo, di girasole e le melate. Parlando poi di ‘medicina naturale’ un posto d’onore va all’olio extravergine d’oliva, un prodotto ricco di importanti sostanze antiossidanti e curative. Mantiene il cuore sano, può ridurre le infiammazioni, limita il rischio di
contrarre alcuni tipi di cancro, svolge un ruolo importante nel controllo del diabete, abbassa il colesterolo cattivo senza intaccare quello buono. I più recenti studi medici lo consigliano anche per la prevenzione dell’Alzheimer. Nello stand, ogni giorno, un produttore diverso ha presentato e fatto assaggiare le diverse varietà di olio extravergine prodotte, ai visitatori della manifestazione. Un ruolo importante nell’alimentazione hanno la frutta, con il suo apporto di vitamine e antiossidanti, rinfrescanti e purificanti, e la verdura, con le innumerevoli proprietà curative ricche di antociani, vitamine e fibre. E poi i legumi con le spiccate proprietà nutrizionali, ricchi di proteine, in modo molto simile agli ali-
Olio, frutta e verdura, miele, “farmaci” naturali che alimentano e curano menti di origine animale, sono una valida fonte energetica grazie al loro contenuto in carboidrati; con pochi grassi, sono particolarmente ricchi di
fibre e forniscono un apprezzabile apporto di minerali. Il binomio alimentazione-salute non può prescindere dall’impegno che le imprese agricole e dell’agroalimentare hanno assunto in pieno. Dino Scanavino, vicepresidente della Cia, a nome di Agrinsieme, al convegno promosso nell’ambito dell’8° Forum Risk Management in sanità 2013, ha ricordato che Expo 2015 sarà una straordinaria occasione da non perdere nel modo più assoluto. L’esposizione universale può rappresentare un momento unico per il rilancio effettivo del nostro Paese. E l’agroalimentare, punto focale dell’appuntamento milanese, può giocare un ruolo da protagonista per aprire nuove concrete prospettive di sviluppo.
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Obiettivo agricoltura Il concorso fotografico di Fata Assicurazioni da dieci anni fa riscoprire e racconta in immagini il mondo agricolo in tutte le sue sfaccettature
di Gaetano Menna
D
ieci anni di immagini sull’agricoltura. Il concorso fotografico internazionale promosso da Fata Assicurazioni, dal 2003, è un osservatorio suggestivo sull’agricoltura, visto attraverso l’obiettivo fotografico. Migliaia di foto, suggestioni, visioni. Anche quest’anno il concorso “Obiettivo Agricoltura” ha raggiunto l’obiettivo con ben 943 autori partecipanti e 3676 foto in lizza; le più belle pubblicate nel corposo ed affascinante Catalogo. Quella del concorso fotografico è un’iniziativa a cui tiene molto l’amministratore delegato e direttore generale di Fata Giorgio Cagnetti. Per la fotografia ha una passione di vecchia data (in gioventù è stato anche fotografo dell’esercito) ed è componente della giuria che seleziona le foto vincitrici. La cerimonia di premiazione si è tenuta presso il ministero delle Politiche agricole presenti,oltre a Cagnetti,il presidente dell’ente assicurativo Valter Trevisan, il componente del consiglio di Amministrazione e vicepresidente di Confagricoltura Antonio Piva; per il Mipaaf il dirigente Gianluca Maria Esposi-
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© Adriano Favero
miazione, «piace quando gli artisti tentano di raccontare l’agricoltura come settore produttivo, con macchine operatrici; quando descrivono in immagini un settore economico nella sua modernità ed evoluzione, come settore to. Cinque i fotografi premiati, tra cui il che produce, che dà un contributo fonbelga Devers Christian (1° premio del- damentale all’economia». la sezione il paesaggio agricolo e natu- In quest’ottica ci colpisce (e la proporalistico). La miglior opera in assoluto è niamo in questa pagina, ndr) la foto sulquella di Gianluca Pizzichi; miglior au- la mungitura automatica di Adriano Fatore è Mirko Zanetti; 1° premio della vero, quarta classificata della sezione sezione il lavoro nei campi ed i suoi agricoltura moderna ed energie rinnofrutti a Vittorio Faggiani, il 1° premio vabili. Non è facile fotografare l’attività della sezione agricoltura moderna ed produttiva, ci sembra che Favero ci sia energie rinnovabili a Renato Maffei. riuscito meravigliosamente, cogliendo Il concorso fotografico nasce dalla vo- l’attimo di ingresso della vacca nella salontà di Fata Assicurazioni di dare spa- la di mungitura. La sua è un’immagine zio a professionisti e appassionati della che dice molto sulla zootecnia, sul lafotografia di raccontare e far riscoprire voro in stalla. il mondo agricolo in tutte le sue sfac- «Noi di Fata, grazie ai nostri amici fotocettature. Scorrendo il Catalogo 2013 grafi, ci impegniamo – ha annotato Cadi Obiettivo Agricoltura si percepisce gnetti nella presentazione del Catalogo che l’agricoltura è apprezzata dai foto- “Obiettivo Agricoltura 2013” – a fare la grafi per le suggestioni oniriche. Nei lo- nostra parte per aiutare a ricordare ro scatti in concorso hanno colto so- quanto è bella ed importante la Terra e prattutto la poesia, la natura bucolica. quanto dobbiamo alle persone che la Ma, come ha posto in evidenza Piva nel lavorano, la curano, la preservano dalle suo intervento nella cerimonia di pre- tante minacce».
Piva: «Apprezzo le foto che descrivono un settore economico nella sua modernità»
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
di Elisabetta Tufarelli
ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA L’AQUILA
Made in Italy per lo sviluppo
“Il rilancio del made in Italy si ottiene con l’aggregazione dei produttori, anche attraverso la creazione di contratti di rete. Con i consumi interni che continuano a calare, occorre internazionalizzare le imprese. La via dell’esportazione dei nostri prodotti, tuttavia, non può non passare dal rilancio della capacità produttiva del Paese, attraverso una vera e propria politica agricola dedicata allo sviluppo”. Lo ha detto il presidente Mario Guidi intervenendo all’assemblea di Confagricoltura L’Aquila, sottolineando la necessità di riprogrammare i fondi strutturali. Più di 200 gli agricoltori che hanno affollato l’assemblea generale. Oltre al presidente Guidi, l'assessore regionale all'Agricoltura Mauro Febbo, i sindaci di Pratola Peligna e di Vittorito i rappresentanti del Consorzio di Bonifica interno, i presidenti di Confagricoltura Teramo e Chieti Bernardo Giosia e Mauro Lovato, il commissario di Confagricoltura Pescara Giandomenico Consalvo. La relazione del presidente provinciale e regionale di Confagricoltura Fabrizio Lobene si è incentrata sui problemi che assillano il settore: la legge di stabilità che non offre alcuna prospettiva di rilancio della nostra agricoltura, la riforma dei fondi strutturali, la nuova Pac ed il Psr, la concorrenza sleale del falso made in Italy, il costo ecces-
sivo della manodopera agricola, il problema dei risarcimenti dei danni provocati dalla fauna selvatica, gli eccessivi costi dell’energia elettrica e dei carburanti agricoli, l’asfissiante burocrazia. Alcuni agricoltori della Valle Peligna ed il presidente di Confagricoltura di Chieti e Pescara hanno chiesto all’Assessore Febbo informazioni sulla programmazione comunitaria, che porterà alla Regione Abruzzo importanti risorse per il settore agricolo, le uniche che gli agricoltori potranno avere per i prossimi anni, visto che i fondi statali e regionali sono stati quasi azzerati. Inoltre, con la rimodulazione dei fondi della vecchia programmazione, stanno per riaprire i bandi per le misure 112 (insediamento di giovani agricoltori) e 121 (investimenti nelle aziende agricole). Per quanto riguarda il nuovo Psr, a parere di Febbo, è necessario selezionare gli interventi che devono essere destinati solo agli agricoltori attivi, attraverso un piano di sviluppo rurale semplice e comprensibile, per ridurre i costi della burocrazia. Infine, l’assessore ha tranquillizzato gli agricoltori annunciando che la Regione ha già chiesto lo stato di calamità naturale e che, non appena avuto il nulla osta da Bruxelles, saranno messi a disposizione delle aziende agricole i fondi per risarcire i danni causati dalle calamità.
A SIENA PELLEGRINI DEL VINO
Il vino senese si mette in mostra ed è subito successo. Numeroso il pubblico che ha partecipato a “Pellegrinaggio di vino - degustazioni all'antico Spedale", l’evento novità di “Mercato del Campo''. Per la prima volta la manifestazione ha coinvolto il Santa Maria della Scala, dove centinaia di persone hanno partecipato alle degustazioni di vino organizzate dai sedici punti di assaggio distribuiti nel cuore del complesso museale. Per la maggior parte si è trattato di produttori del senese associati all’Unione Provinciale Agricoltori di Confagricoltura. Forte soddisfazione per l’organizzazione che ha creduto molto in questa iniziativa, che è stata una bella vetrina. Queste le aziende dell’Unione provinciale Agricoltori di Siena presenti: Azienda Agricola Giacomo Mori, Fattoria Carpineta Fontalpino di Filippo e Gioia Cresti, Fattoria il Poderaccio di Lisa Ravà, Tenimenti Poggio Bonelli, Mastrojanni srl e Azienda Agricola Le Ragnaie di Campinoti Riccardo, Azienda Agricola Villa Le Prata della famiglia Losappio, Azienda Agricola S.S.A. di Luca e Niccolò de Ferrari, Consorzio Vino Chianti Classico, Teruzzi e Puthod spa. DICEMBRE 2013 | MONDO AGRICOLO | 49
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
VERCELLI-BIELLA SICUREZZA SUL LAVORO
“Sicurezza sul lavoro in agricoltura: un impegno costante”. Questo il convegno, organizzato da Confagricoltura Vercelli e Biella, che ha visto la partecipazione di numerosissimi associati. E’ diminuito il numero degli incidenti sul lavoro nella regione Piemonte ed anche in provincia di Vercelli. Nelle campagne è in atto da tempo un costante sforzo, da parte delle aziende, per innalzare i livelli di sicurezza. Ma proprio per questo occorre fare di più. In questo ambito si colloca lo sforzo e l’impegno che Confagricoltura Vercelli e Biella svolge quotidianamente a fianco delle imprese associate, con convegni e sportelli “sicurezza” dedicati. Questo tema non va considerato esclusivamente come un obbligo burocratico, ma come un investimento per la sicurezza e la salute propria e dei propri collaboratori. Certamente la sicurezza non va ricercata solo sui campi. Molto spesso le macchine agricole si trovano a circolare sulle strade, per gli spostamenti da un campo all’altro o per trasportare i prodotti agricoli. Va perciò prestata attenzione ai temi dell’omologazione delle macchine agricole e delle loro attrezzature e le prescrizioni previste dal Codice della Strada. 50| MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2013
XI EDIZIONE DELLE GIORNATE AGRICOLE MODENESI
Meno burocrazia, più impresa
La nuova Pac al centro dell’XI edizione delle Giornate Agricole Modenesi. «Da una prima lettura dei documenti della nuova Pac – spiega la presidente di Confagricoltura Modena, Eugenia Bergamaschi – mi sono resa conto che incontreremo termini che non conosciamo, termini nuovi e difficili come ‘greening’ e ‘convergenza’, ma c’è anche un vecchio vocabolo: sburocratizzazione. Una delle principali linee guida della nuova Pac è ridurre il più possibile la burocrazia. Spero che venga veramente applicata, perché noi imprenditori agricoli non riusciamo più a fare impresa e ad affrontare il lavoro di tutti i giorni. Abbiamo di fronte il macigno della burocrazia, che ci ostacola operativamente e rappresenta anche un costo monetario non più sostenibile dalle nostre aziende». All’incontro hanno preso parte anche l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Modena Luca Gozzoli e il presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo Paolo De Castro, con un videomessaggio. Nel corso della giornata hanno parlato Denis Pantini, direttore dell’area Agricoltura e Industria alimentare di Nomisma, e Valtiero Mazzotti, direttore generale Agricoltura Regione Emilia-Romagna, che hanno fatto il punto sugli indirizzi della nuova Pac.A chiudere i lavori è stato Mario Guidi,
presidente nazionale di Confagricoltura: «Le imprese familiari italiane, se vengono messe a disposizione le risorse per l’innovazione, possono competere con le imprese delle altre nazioni, ma queste devono essere uguali per tutti, altrimenti non riusciranno a rimanere sul mercato, nemmeno con i migliori prodotti. Questa riforma della Pac deve soddisfare i bisogni di 27 Paesi europei molto diversi fra loro e questo non è possibile. La flessibilità che ha reso possibile l’ok a questa riforma rende i nostri prodotti meno competitivi nei confronti degli altri Paesi europei. Questa riforma ci obbliga a rimanere piccoli e deboli, a restare un’agricoltura marginale. Serve una strategia agricola nazionale. Essere il Paese dei mille campanili non è più un valore. Di fondo c’è una visione sbagliata dell’agricoltura e in questo senso l’Expo del 2015, che potrebbe essere una opportunità, rischia di diventare una grande fiera. Noi – conclude Guidi – né ci rassegniamo né ci arrendiamo; il nostro scopo è quello di continuare a lottare per il modello di agricoltura che vogliamo. Il settore agricolo non è in crisi né a livello mondiale, né a livello europeo e nazionale. I trend di aumento delle produzioni sono costanti, ma per continuare a crescere dobbiamo cambiare mentalità e avere l’aiuto delle istituzioni».
CONVEGNO CONFAGRI PIEMONTE E ACCADEMIA AGRICOLTURA
Dal Pan troppe incombenze e restrizioni Dal 1° gennaio, partirà il Piano di azione nazionale (Pan). Confagricoltura Piemonte, con l’Accademia di Agricoltura di Torino e con il patrocinio della Regione Piemonte, ha organizzato il convegno “Agricoltura sostenibile: l’esperienza della Regione Piemonte tra passato, presente e futuro”. “Siamo in presenza di un provvedimento – ha detto Gian Paolo Coscia, presidente dell’Organizzazione regionale - fortemente sbilanciato dal lato ambientale, che pone a carico del settore agricolo obblighi molto pesanti, senza tenere conto delle indicazioni contenute nella direttiva europea, che insieme al minore rischio per l’ambiente e per la sa-
lute umana, prevede di garantire anche la sostenibilità economica e la qualità delle produzioni”. Approfonditi gli interventi tecnici sui riflessi del piano sulle misure agroambientali del nuovo Psr, sullo sviluppo dell’assistenza tecnica alle aziende, sulla difficoltà a mantenere gli standard del passato e sulle esigenze di adegua-
mento a quelli previsti dalle normative europee e nazionali per i servizi fitosanitari. “Occorre fare attenzione – ha osservato il vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Ezio Veggia - ad aggiungere oneri e complicazioni a carico degli agricoltori, perché il sistema non regge. Anche per il Pan il problema irrisolto è quello delle risorse ed è illusorio il riferimento ai fondi della nuova Pac già fortemente decurtati”. “La sostenibilità non può essere solo ambientale, ma necessariamente anche economica, oltre che sul piano degli adempimenti burocratici”, ha concluso Vittorio Viora, vicepresidente dell’Accademia di Agricoltura.
A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E G I O V A N I A G R I C O LT O R I
Imu sui terreni: per i giovani affitti più onerosi PER MOLTI UNDER 40 É IMPOSSIBILE INVESTIRE IN AGRICOLTURA
C
hi possiede campi dichiarati agricoli, ma non ha i requi- per i primi anni; la seconda è che diventi sempre più difficile siti come coltivatore o imprenditore, ha dovuto pagare reperire terra”. Come dire ci mancava la ciliegina sulla torta! la seconda rata dell’imposta sulla base dell’aliquota sta- Così si mettono in ginocchio soprattutto i giovani senza terre bilita dai rispettivi Comuni per il 2013. Certamente questa vit- di proprietà, che avranno sempre maggiori difficoltà ad affittoria a metà sull’Imu lascia strascichi e questioni ancora aper- tare terreni. A condurre un’impresa agricola attualmente c’è te. Una ricade direttamente sulle spalle della categoria più fra- solo un giovane sotto i 35 anni ogni 12 agricoltori che ne hangile, quella dei giovani. Come Anga ci siamo sempre battuti no più di 55. Le aziende gestite dai giovani sono meno di per semplificare l'ostacolo principale all'ingresso delle nuove 60.000, mentre molte di quelle condotte dagli anziani sono generazioni in agricoltura: la difficoltà d’accesso al "bene ter- spesso senza eredi. E sono proprio i giovani a scontare il dramma disoccupazione, che conra". Anche nello scorso nuI L C O M M E N T O tinua ad essere a livelli record. mero di Mondo Agricolo avePuntare sulle opportunità ofvamo affrontato quello che Così com’è la situazione non è ferte dal settore sembrerebbe Raffaele Maria Maiorano avesemplice. Urge trovare una via di ovvio, anche considerato che va efficacemente definito ‘il svolta. Mentre continueremo a l’agricoltura è uno dei pochi paradosso del background’, batterci perché nei provvedimenti comparti in crescita per apovvero l’insormontabile, reaprevalga la logica costruttiva, peal e per valore aggiunto. le ostacolo sulla strada di chi invece di continuare a scaricare L’importanza dell’agricoltura desidera inserirsi nel settore sulle giovani generazioni i continua incessantemente a agricolo, per avviare o ingranproblemi del Paese, desidero crescere e in campagna ci sodire e rendere più competitisoffermarmi su una parola importantissima: futuro. Quello no concrete possibilità di lava l’impresa.Così com’è,il denostro e delle nostre imprese, ma anche quello di tanti nostri coetanei che vorrebbero mettersi in gioco nel nostro settore e voro. “Invece, stranamente – creto sulla seconda rata 2013 trovano la via per fare un’impresa agricola irta di complicazioni. mette in evidenza Maiorano dell’Imu sui terreni a carico La risposta è una sola: l’associazionismo. Non è più tempo di si continua ad andare controdei proprietari non conduttobattitori liberi e di ‘solisti’; serve l’energia del coro. Dobbiamo corrente. Piuttosto che favoriri renderà, in particolare prodare sempre più forza alla nostra Anga: associarsi vuol dire re e assecondare la forte proprio per i giovani, l’affitto delstare insieme e condividere un progetto comune. Ma significa pensione all’imprenditoria la terra ancora più difficile. anche conoscersi, condividere percorsi, scelte e opportunità. che caratterizza i giovani ita“Due sono le conseguenze. Abbiamo un’occasione: fare sinergie per crescere insieme e per liani, si impone l’Imu a chi afLa prima – spiega il presidencreare un ambiente favorevole al settore e alle imprese che vi fitta i terreni; il che rende imte Anga - è che il proprietario operano. Cogliamola! possibile per un giovane, che scarichi, comunque, sull’affitRaffaele Maiorano non proviene dal settore, dituario il costo dell’imposta,faPresidente Nazionale Anga ventare agricoltore”. cendo diventare antieconomica l’attività, in particolare Elisabetta Tufarelli DICEMBRE 2013 | MONDO AGRICOLO |53
NORME EUROPEE
BANDO MIPAAF PER IL “SUMMER FANCY FOOD”
Riforma PAC sotto la lente dell’Anga
50 aziende under 40 alla fiera di New York
Sala gremita a Mantova nella serata per analizzare i contenuti della prossima Pac. A illustrare le novità Massimo Battisti, responsabile dell'ufficio economico dell'Organizzazione, che partendo dalla proposta iniziale della Commissione, ha ripercorso l'iter di approvazione che ha portato al varo della riforma della Politica agricola comunitaria, la quinta in vent'anni. Dal 2015 i nuovi regolamenti per il primo e secondo pilastro saranno operativi, con riassegnazione agli agricoltori attivi secondo modelli di regionalizzazione e convergenza da definire a livello di stato membro entro il 1° agosto 2014,ma già dal prossimo anno si sentiranno gli effetti del taglio della spesa: meno 20% di risorse da destinare alle domanda Pac 2014. A regime nel 2019, secondo stime della Regione Lombardia, si potrebbe avere una riduzione dal 35 al 50% dell'attuale budget destinato agli agricoltori lombardi. Nel corso della serata sono stati analizzati gli aiuti previsti per i giovani agricoltori, sia nel primo pilastro, sia nello sviluppo rurale. 54 | MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2013
Arriva dal Mipaaf una nuova iniziativa per i giovani! Sempre nell’ottica di favorire gli scambi di esperienza e l’internazionalizzazione delle imprese agricole giovanili, è stato bandito il DM n. 21282 del 30.10.2013, che prevede la selezione di 50 aziende agricole condotte da under 40, per la partecipazione alla manifestazione fieristica dell’agroalimentare “Summer Fancy Food”, che si svolgerà a New York dal 29 giugno al 1° Luglio 2014. La partecipazione a quest’evento è una grande occasione per le nostre imprese, infatti dal 1955 le fiere “Fancy Food Shows” - “Winter Show” a San Francisco nel periodo invernale, e “Summer Show” a New York City nel periodo estivo - sono il più grande evento gastronomico del Nord America, con esposizione di alimenti e bevande d’eccellenza e numeri da capogiro: 180.000 prodotti, 2.400 espositori provenienti da 80 paesi di tutto il mondo e 24.000 buyer. Alle giovani imprese agricole vincitrici, il Mipaaf coprirà le spese di viaggio e di iscrizione alla fiera. Le aziende dei giovani imprenditori saranno ospitate all’interno di uno spazio espositivo prenotato dallo stesso Mipaaf - Promozione dell’imprenditorialità giovanile in agricoltura. Il bando prevede requisiti di ammissibilità come lo svolgimento dell’attività di impresa sul territorio italiano, la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP), o coltivatore diretto ed un’età infe-
riore a quarant’anni alla data di scadenza del bando. La graduatoria degli ammessi sarà formata attraverso l’attribuzione di un punteggio: massimo 60 punti. Avrà un maggior numero di punti, ad esempio, chi dimostra di essere dotato di sistemi di qualità certificati dalla normativa comunitaria, oppure le aziende che hanno la capacità di sviluppare contatti commerciali anche con l’estero, e così via (come risulta dall’art. 3 del bando). A parità di punteggio, sarà utilizzato il criterio di priorità della minore età del titolare dell’azienda. Gli aspiranti vincitori devono inviare la domanda di partecipazione alla manifestazione fieristica (modello A), con allegati la descrizione tecnico economica dettagliata sulle caratteristiche dell’azienda (modello B), e la dichiarazione sulla composizione societaria (modello C). Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 31/01/2014, all’indirizzo: ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali – Direzione generale dello sviluppo rurale – Ufficio DISR 2, via XX settembre 20, 00187 Roma. In alternativa alla posta raccomandata è possibile inviare tutta la documentazione tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: cosvir@pec.politicheagricole.gov.it. Per info e supporto alla redazione delle domande: anga@confagricoltura.it; http://www.politicheagricole.it/flex/cm/ pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6881. Giulia C allini
VISITE E INCONTRI AL PARLAMENTO EUROPEO SULLA PAC
Giovani Anga Lombardia a Strasburgo Il viaggio annuale dei Giovani di Confagricoltura Lombardia quest'anno si è svolto a Strasburgo, in occasione del voto della Pac al Parlamento Europeo, ospiti dell'On. Lara Comi. La trasferta, guidata dal presidente regionale Stefano Lamberti, ha avuto grande partecipazione da tutta la Lombardia. L’incontro con l'Onorevole Comi, è stato utile anche per conoscere la storia, l'evoluzione ed il funzionamento del Parlamento Europeo. La nuova politica agricola preoccupa i giovani,ma non solo loro. Le risorse a disposizione del settore calano; la quota del bilancio UE destinata all'agricoltura è scesa dal 75 al 40%, mentre crescono le incertezze su modalità e tempi con i quali i singoli Stati membri sapranno
gestire il loro margine di flessibilità. Oltre ad assistere ai lavori in Aula, l’Anga ha incontrato l'On. Giovanni la Via e l'On. Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura PE. Durante l'incontro con i parlamentari europei, Lamberti ha sottolineato che i giovani vogliono avere un ruolo sempre più attivo nella programmazione futura, soprattutto perché per la prima vol-
ta la Pac riserva ingenti risorse agli ‘under 40’. La quota potrà arrivare sino ad un massimo del 2% del budget comunitario, ma saranno i singoli Stati a deciderne l'ammontare effettivo. L’Anga si batterà per far sì che lo Stato italiano riconosca l'importanza dei giovani per la crescita dell'economia del Paese. "Quella di Strasburgo - ha detto Francesca Picasso - vicepresidente nazionale dei Giovani di Confagricoltura - è stata una iniziativa importante per permetterci di comprendere le dinamiche decisionali di numerosi processi legislativi. La sfida è ora quella del post Pac, ovvero l'applicazione da parte degli Stati membri e la presa di coscienza che, per ora, l'Italia è più indietro degli altri stati dell'Ue".
OVER 60
di Elisabetta Tufarelli
Vacanze romane e udienza papale per i soci del Sindacato Pensionati
“E’ fuor di dubbio che il Sindacato Pensionati di Confagricoltura abbia tra i suoi scopi anche quello di promuovere l’aggregazione e la socializzazione. E’ in quest’ottica che è stato organizzata questa nostra prossima iniziativa, che si terrà a Roma e culminerà, interpretando il desiderio di tanti nostri associati, con l’udienza papale”. Lo ha detto Angelo Santori, segretario nazionale dei pensionati di Confagricoltura, presentando il 3 5 ° Soggiorno dei pensionati di Confagricoltura. Il consueto appuntamento ‘vacanziero’, si terrà dal prossimo 27 febbraio al 6 marzo 2014, e offrirà agli ‘over 60’ di Confagricoltura l’opportunità di godersi pienamente la città eterna. L’Hotel, un “quattro stelle” di una nota catena alberghiera, si trova a 3 chilometri dal centro della città e permette di raggiungere facilmente le principali attrazioni turistiche come Piazza Navona, il Colosseo, i Fori Imperiali, via dei Condotti e la Città del Vaticano. Il soggiorno è strutturato in due turni di otto notti 5 6 | MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2013
e sette giorni (il primo dal 20 febbraio al 27 febbraio e il secondo dal 27 febbraio al 6 marzo). I periodi sono stati predisposti seguendo il criterio della rotazione delle province e in base al numero delle presenze presunte di ogni sede. L’organizzazione prevede la partecipazione di 400 persone per soggiorno. La struttura può essere visionata direttamente dal proprio computer di casa, collegandosi al sito “www.nhhotels.it”. “Noi ‘giovanotti con i capelli bianchi’ - rileva Angelo Santori, segretario nazionale dei pensionati di Confagricoltura - siamo diventati sempre più indispensabili alla famiglia, alla società e all’economia. E la grave crisi economica ha portato ad una preoccupante riduzione del potere di acquisto delle nostre pensioni. Anche quest’anno però abbiamo voluto organizzare il nostro consueto Soggiorno pensionati nella capitale per una ragione importantissima: l’udienza, in Sala Nervi, di S.S. Papa Francesco”. Il programma del soggior-
L’OCSE SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI L’Italia, con la riforma delle pensioni, ha perso il primato di avere il sistema più costoso dei Paesi Ocse. I pensionati di domani avranno una pensione inadeguata. Questo è il quadro tracciato per l’Italia. “L’aumento dell’età pensionabile – sottolinea l’organismo - permetterà di conseguire notevoli risparmi in futuro". Dopo il 2018 l’età pensionabile aumenterà per uomini e donne in base alla speranza di vita. “Tuttavia – precisa l’Ocse – l’aumento dell’età pensionabile non è sufficiente per garantire che le persone rimangano sul mercato del lavoro”. In pratica, se ci sono politiche per andare in pensione anticipata e non ci sono politiche per promuovere l’occupazione e carriere più lunghe, l’efficacia della riforma si manifesterà in tutti i suoi limiti. Il mercato del lavoro nella fascia di età 55-64 anni ha bisogno di ulteriori impulsi, il tasso di attività pari al 40,4% è ancora basso. Poi “oltre alle prestazioni sociali erogate secondo il livello di reddito, per le persone di 65 anni e per quelle più anziane, l’Italia non prevede alcuna pensione sociale”. Insomma, in futuro, meno spesa e pensionati a rischio povertà. no romano prevede numerose escursioni: Musei Vaticani, Fori Imperiali con S. Pietro in Vincoli, Ghetto Ebraico con l’Isola Tiberina e Trastevere, S. Giovanni in Laterano con il Battistero e la Scala Santa. Non poteva mancare una serata tipica romana in un noto ristorante di Trastevere. Info presso le sedi Confagricoltura del territorio.
Anziani e qualità della vita: sul podio Norvegia e Germania
Anziani e qualità della vita: l'Italia indietro nella classifica di Global Age Watch, che sarà sottoposta ai governi per migliorare le politiche per la terza età. Ai primi posti Svezia, Germania e Norvegia e il ‘Bel Paese’ arriva solo al 27 posto. L’Italia si piazza dopo Cile, Slovenia, Uruguay e Argentina. E’ la Svezia la nazione più "ageing-friendly" della Terra, con pensioni e welfare generosi, trasporti affidabili e forte senso della comunità. A ruota, sul podio figurano Norvegia e Germania. Obiettivo della classifica è consentire
ai governi di tutto il mondo di avere parametri da poter prendere a riferimento al fine di misurare il successo delle politiche per gli anziani. Sono quattro le voci che fungono da metro di valutazione: sicurezza del reddito, salute, lavoro e formazione, condizioni ambientali favorevoli. Il reddito, ad esempio, comprende a sua volta ulteriori indicatori: dalle pensioni, al welfare, al Pil pro capite. La salute, invece, prende in esame le aspettative di vita e il benessere psicologico, mentre l'ambiente favorevole si concentra sui legami sociali, l'accesso al trasporto pubblico e la sicurezza fisica. A ciascuna voce è assegnato un punteggio specifico capace, a sua volta, di far capire quanto ogni singolo Paese sia vicino o meno al "risultato ideale". Sulla sicurezza del reddito, ad esempio, l'Italia fa meglio di Svezia e Germania. Un esito sorprendente, se si guarda alle pensioni italiane, che è spiegabile forse con la valutazione del risparmio e della proprietà dell'abitazione. Sulla salute, invece, l'Italia totalizza 73 punti, piazzandosi 15esima. Ma è soprattutto sull'istruzione (62esima) e sull'ambiente (53esima) che il "crollo" è evidente: siamo in linea con la Grecia, 61esima sull'istruzione, e con la Georgia, 54esima sui temi legati all'ambiente.
UNO STUDIO del Vu University Medical Centre di Amsterdam evidenzia come il soffrire, o avere sofferto, di depressione acceleri l’invecchiamento. Pub b licata su Molecular Psychiatry, la ricerca ha preso in esame di più di 2.400 persone: di queste un terzo era depresso, un terzo lo era stato e il restante terzo era in salute.Le conclusioni hanno permesso di rilevare come nelle persone depresse esistano palesi differenze nella lunghezza dei telomeri, indicatore base dell’invecchiamento dell’organismo. L’analisi dei campioni di sangue dei soggetti presi in esame per verificare la presenza di particolari segni di invecchiamento cellulare, in relazione alla modifica della struttura di q uesti indicatori, mostra chiaramente che nelle persone senza una storia di depressione alle spalle o in atto i telomeri sono più lunghi rispetto a q uelli degli altri componenti del gruppo. La depressione, per i ricercatori, è associata a diversi anni di invecchiamento biologico e la presenza di telomeri più corti deriva dalla reazione dell’organismo all’attivarsi dei sintomi depressivi.
TORTONE A CUNEO Remo Tortone, presidente dei Pensionati di Confagricoltura Cuneo, è stato riconfermato alla vicepresidenza del sindacato Pensionati di Confagricoltura Piemonte. La nomina è avvenuta durante il convegno regionale che si è svolto a Cossato (Bi). Per l'allevatore di Villafalletto, che dal 2011 è anche consigliere nazionale del sindacato, una riconferma importante e un riconoscimento del lavoro svolto da tutta l'organizzazione agricola. "Sono soddisfatto di ricoprire questo incarico, che sottolinea come il Cuneese occupi un posto di primo piano nelle dinamiche di sviluppo dell'organizzazione agricola in Piemonte e non solo". MERLI A PIACENZA ll Sindacato provinciale pensionati di Confagricoltura Piacenza ha eletto nei giorni scorsi il nuovo consiglio per il prossimo triennio. Per acclamazione è stato rieletto presidente Giovanni Merli. Confermati anche Gabriella Carini, con nomina a vicepresidente, Ennio Sogni, Antonio Marchini, Duilio Ribecchi, Luiciano Capelli e Giuseppe Rei. Neoeletti, invece Francesco Montenet e Paolina Merli. Continuità e rinnovamento, dunque, nella direzione di un sindacato particolarmente attivo e partecipe all’interno dell’Organizzazione.
DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |57
CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli
Contro la crisi le donne scelgono l’impresa
Le donne rispondono alla crisi puntando sulle imprese. In un anno, secondo i dati dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere, quelle femminili sono cresciute. E lo hanno fatto scegliendo in modo massiccio una forma giuridica ‘matura’ come la società di capitale (+9.789 unità nei dodici mesi, con un ritmo di crescita pari al 4,5%) a scapito della più semplice, ma più fragile, impresa individuale (-6.627 unità). I settori in cui le imprenditrici ‘rosa’ hanno cercato preferibilmente spazio sono stati quelli del turismo (cresciuto di 4.850 attività, ben oltre l’intero saldo del periodo) e dei servizi finanziari (+1.393 attività, pari ad una cre-
scita-record del 5,3%). Oltre la metà dell’aumento crescita delle imprese femminili si concentra nelle regioni del Centro-Italia (+2.380 unità, il 63% del saldo totale), mentre il Nord-Est è l’unica area a veder diminuire il numero di imprese guidate da donne (-291). La distribuzione geografica delle imprese femminili nel 2013 si conferma concentrata nel Sud e Isole. Il Molise con il 29,69%, l’Abruzzo con il 27,82%,la Basilicata con il 27,66% sono le regioni con il più alto tasso di femminilizzazione anche se si nota un lievissimo incremento,nell’ultimo anno,della componente femminile nel centro – nord,tradizionalmente meno vocato al mettersi in proprio delle donne. La crescita è apprezzabile in termini assoluti in Lombardia (+1.915),nel Lazio (+1.538 imprese) e in Toscana (+868). Roma è la città con il più elevato numero di imprese rosa,seguita da Napoli e da Milano. La componente femminile dell’imprenditoria locale appare più dinamica nelle provincie di Novara (+2,60%),Prato (+2,52%) e Pescara (+2,14%).
ENTRO IL 2020 il 40% di donne sarà presente nei Consigli di amministrazione. Nel 2003 erano solo l’8,5%. Il maggiore ‘spazio rosa’ è dovuto all’approvazione, a Strasburgo e a grande maggioranza, della direttiva comunitaria che agevola la presenza femminile nei Cda delle società quotate in borsa. La misura prevede anche che i Paesi possano applicare sanzioni alle imprese che non rispettano l'indicazione. Secondo i dati della Commissione, attualmente l'85% degli amministratori senza incarichi esecutivi e il 91,1% di quelli con incarichi esecutivi sono uomini. Le donne occupano invece solo, rispettivamente, il 15% e l’8,9% . A parere della co-relatrice della commissione per i diritti della donna, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou (PPE, EL) è essenziale, per le società quotate in borsa, evolversi, includendo, nei processi decisionali le donne qualificate e ciò per una competitività nel pieno rispetto dei principi e dei valori di uguaglianza comunitari. L'Italia, pur essendosi dotata di un'apposita legge nel 2011, è quartultima con un misero 6%, seguita solo da Malta (3%), Cipro (4%) e Ungheria (5%). La Norvegia vanta il 42% di presenza femminile nei Consigli di amministrazione. 58| MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2013
ITALIANE GRANDI LAVORATRICI Le donne italiane lavorano più di tutte nel mondo. Lo dice l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo), precisando che quelle italiane sono impegnate, ogni giorno, 326 minuti più degli uomini in lavori domestici, casa, figli e genitori anziani. Secondo il rapporto, ogni donna in Italia dedica 36 ore la settimana ai lavori domestici, mentre gli uomini non vanno oltre le 14. Sono 22 ore di differenza e si tratta del divario maggiore tra tutti i Paesi industrializzati. Anche facendo la media tra lavoro dentro e fuori casa, le donne restano vincenti: in media 11 ore in più degli uomini, a causa della quota maggiore di lavoro domestico che si sobbarcano. Le donne lavorano meno in Giappone (si dedicano a lavori domestici non retribuiti per 21 ore a settimana), India (18 ore), Spagna (15 ore), Nuova Zelanda Turchia e Canada (14 ore), Corea (13,5) e Francia (12,5). In Danimarca, invece, il gap “domestico” non va oltre le 3 ore settimanali.” Vien da sé – rileva Marina Di Muzio – che il lavoro in agricoltura non fa eccezione, anzi! E’ importante impegnarsi nell’associazionismo, fare squadra per valorizzare l’impegno e il lavoro femminile a casa e nelle imprese”.
AGRITURISMO di Gaetano Menna
AGRITURISMO COME RISORSA
L’Agriturismo non è solo una villeggiatura economica ad alto rendimento “ricreativo”, ma anche una vacanza “etica” che anticipa le soluzioni innovative per uscire dalla crisi, secondo principi di avanzata sostenibilità. Quello nell’agriturismo può essere un Natale diverso, in cui non c’è solo la vacanza, ma il coinvolgimento, la compartecipazione ad iniziative importanti anche sotto il profilo sociale, sostenibile e, per l’appunto,etico. Si pensi, ad esempio, all’agricoltura sociale capace di raccontare storie di affrancamento dall’emarginazione e dalla disabilità: sta prendendo sempre più piede grazie alla particolare sensibilità di una schiera crescente di imprenditori illuminati, molti dei quali si dedicano anche all’agriturismo. Gli ospiti apprezzano, sono orgogliosi di sostenere queste iniziative, sentono che la propria scelta di vacanza in campagna può contribuire anche ad aiutare chi è più sfortunato. C’è poi l’utilizzo delle energie rinnovabili da parte di molte strutture agrituristiche. Chi soggiorna può farsi una idea chiara del fatto che il “futuro”, per tanti imprenditori agricoli, è già “presente”, nel riscaldamento, nell’illuminazione, nell’energia elettrica che muove gli strumenti per la lavorazione dei prodotti. Potrà vedere caldaie, stufe e camini a biomassa legnosa; collettori solari e pannelli fotovoltaici; soluzioni per il risparmio energetico e
materiali bioedili; veicoli elettrici e mobilità sostenibile; impianti alimentati da altre energie rinnovabili (geotermico, mini eolico, mini biogas, mini idroelettrico). Una recente indagine di Confagricoltura ha evidenziato che il 99% dei gestori di agriturismo ha compiuto, o sta per compiere, scelte ecosostenibili, risultando molto sensibili al tema delle rinnovabili. Anche la ristorazione nell’agriturismo ha il sapore del futuro, perfettamente coniugato con la forza della tradizione; sono ormai circa il 26% le aziende agrituristiche che producono con metodi biologici, proponendoli nella ristorazione come nella vendita diretta. Per non parlare poi di equiturismo ed ippoterapia, cicloturismo, apicoltura. Stesso discorso vale per lo smaltimento dei rifiuti. Si stanno moltiplicando le aziende agrituristiche che producono “in casa” concime
©Alessandro Pantano
La vacanza in campagna è etica e solidale
naturale ricavato dai rifiuti organici della cucina. Quello che si gusta sulle tavole delle aziende agricole è dunque “più buono” non solo perché di filiera corta, ma anche perché più “ecologico”. L’ospite è informato e sa che, scegliendo un agriturismo per le proprie vacanze, contribuisce allo sviluppo di pratiche più rispettose dell’ambiente. Non mancano, in questo panorama di “imprese eccellenti”, anche le esperienze di bioarchitettura: il recupero delle case rurali preesistenti e tradizionali, con il supporto non solo degli artigiani della pietra, ma anche degli operatori del restauro innovativo, riducendo sensibilmente i consumi di energia. Ed infine una sottolineatura va fatta anche sulle fattorie didattiche, che permettono di fornire ai più giovani fondamentali strumenti formativi e di conoscenza sull’agricoltura e sul suo ruolo nella società. DICEMBRE 2013| MONDO AGRICOLO |61
VINO di Barbara Mengozzi
L’ETNA ROSSO DELL’AZIENDA COTTARELLA
Quel vulcanico Bacco! Alle falde dell’Etna vive e prospera una coppia favolosa, di casa da sempre in questo specialissimo territorio, unico per natura e fascino emanato dal vitale e incandescente vulcano. Sono il Nerello Mascalese, uno dei più antichi vitigni rossi autoctoni di Sicilia, di rimarchevole finezza (non a caso molti lo accostano al Pinot Nero), e il Nerello Cappuccio, fratello meno dotato di struttura e tannino, ma partner perfetto del primo, con cui in piccole percentuali concorre a dar vita ad un blend storico dell’enologia isolana. Entrambi ricevono smalto e irripetibile allure dai suoli lavici di quel piccolo e prezioso comprensorio viticolo che è l’Etna, capace di regalare originalità assoluta e sorprendente mineralità ai suoi vini – così difformi dal resto della produzione enoica siciliana – e da alcuni anni meritatamente, forte degli importanti investimenti operati dalle aziende etnee, nelle grazie della critica di settore e del pubblico. Anche perché l’Etna rappresenta davvero un mondo a parte, praticamente un’isola nell’isola e un terroir nel senso più vero del termine, favorito da un felice mix di condizioni pedoclimatiche ideali per la qualità e i profumi delle uve: altitudine, piovosità, forte escursione termica, tra le temperature rela-
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tivamente elevate del giorno, propizie per un’ottima concentrazione del vino, e quelle in repentino calo della notte, foriere di una freschezza di aromi e di una longevità che è raro trovare nei vini del Sud, con il valore aggiunto conferito dagli straordinari terreni vulcanici. In questo vocatissimo contesto nei primi anni Novanta i fratelli Guglielmo ed Enzo Cambria, riprendendo l’attività iniziata dal padre, hanno dato vita all’azienda vitivinicola Cottanera (dal nome di un antico borgo di proprietà) riconvertendo una buona quota dei cento ettari della tenuta di famiglia a vigneti tutti accorpati intorno alla cantina, in comune di Castiglione di Sicilia, a 700 metri di altezza lungo le pendici settentrionali del vulcano. Viticoltura di frontiera, dunque, e un obiettivo: fare vino di qualità in maniera innovativa sul selvaggio versante nord dell’Etna, ostico ma appassionante e talmente singolare da imprimere il proprio marchio inconfondibile anche ad uve non indigene. Ed in effetti per valorizzare queste splendide terre nere all’inizio si puntò molto sui vitigni internazionali – Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e persino l’insolito Mondeuse, originario della Savoia – con bellissimi risultati. In seguito però, complice l’ingresso in azienda del talentuoso enologo Lorenzo Landi, accanto a loro hanno trovato spazio ed attenzione crescenti le varietà autoctone, le più tipiche dell’Etna, come i due Nerelli e il bianco Carricante. Oggi, dopo la
scomparsa di Guglielmo, a guidare Cottanera, assieme allo zio Enzo, sono i suoi figli Mariangela, Emanuele e Francesco, che portano avanti con coerenza una filosofia produttiva che coniuga al meglio il rispetto di una grande tradizione all’applicazione delle più innovative tecnologie e ad una sostenibilità ambientale rivolta alla totale salvaguardia delle caratteristiche del prodotto. Nei 55 ettari di vigneti aziendali, coltivati in asciutto, quasi tutti gli interventi sono manuali, curati per lo più da una squadra di esperte donne che al momento giusto si occupano della vendemmia (consuetudine tradizionale sull’Etna pienamente tutelata da Cottanera). Un connubio vincente, quello tra uve di pregio nate sulla pietra lavica e moderne tecniche in vigna e in cantina, che ha portato alla ribalta i vini firmati dall’azienda etnea, ricchi di sostanze minerali, eleganti, di grande equilibrio, particolarmente longevi. A partire dalla massima espressione del territorio, l’Etna Rosso, uno dei più lucenti e pluripremiati gioielli enoici di Cottanera, binomio di Nerello Mascalese (9 0 %) e Nerello Cappuccio (10%) che sosta per 12-14 mesi in legno, tra botte grande e barrique di rovere francese, ed affina per altri 18 mesi in bottiglia, dalla personalità e dal carattere ben definiti. Rubino acceso nel colore, sprigiona intensi raffinati profumi floreali con note di cannella, cassis e frutti rossi. Al palato mostra calda vena fruttata e buon corpo, non eccessivamente vigoroso, con tannini fitti ma dolci e avvolgenti. E l’attraente lungo finale conferma il suo rango di grande vino, destinato ad evolvere nel tempo.
LOCANDA DON SERAFINO A RAGUSA
Il gusto nella roccia La sua splendida location gli conferisce un fascino che lo rende uno dei più suggestivi, oltre che dei migliori, ristoranti della Sicilia. Siamo nel cuore di Ibla, la parte storica di Ragusa fitta di vicoli e costellata da chiese e palazzi di arte barocca, e all’interno degli antichi magazzini sapientemente ristrutturati limitrofi alla Chiesa dei Miracoli (monumento Unesco) è ospitata la Locanda Don Serafino dei fratelli Giuseppe e Antonio La Rosa. L’ambiente è estremamente elegante, fatto di sale dagli arredi sobri e raffinato design: qui la roccia naturale delle pareti crea una singolare atmosfera e l’ampia terrazza offre una vista mozzafiato sulla vallata di Ragusa. A poche centinaia di metri, poi, in un bellissimo palazzetto dell’800 sono disponibili dieci camere che offrono ogni comfort e grande charme a chi desideri un soggiorno diverso e particolare. Particolare e di alto livello come la Locanda Don Serafino, dove il servizio in sala è impeccabile e curato nei minimi dettagli, al pari della nutrita carta dei vini, che annovera almeno 1.400 etichette nazionali ed estere, oltre ad una ricca selezione di distillati, e della carta degli oli. Ma la protagonista naturalmente è la proposta gastronomica, paragonabile ad un emozionante itinerario attraverso le eccellenze del gusto siciliano guidato dalla mente e dalla mano straordinariamente creative del multidecorato chef Vincenzo Candiano, trentaquattrenne ragusano Doc che, dopo importanti esperienze oltreconfine, nel 2002 è approdato al
timone di questa cucina pluristellata (prima stella Michelin nel 2008 e seconda quest’anno). Profondamente legato alla cultura culinaria regionale, e alla tradizione iblea in particolare, Candiano è abile come pochi nel riferirsi sempre ai ricordi e ai sapori del territorio reinterpretandoli con estro, eleganza ed equilibrio in piatti ispirati al più classico paniere delle materie prime provinciali e al tempo stesso ultramoderni per concezione e stile. Così, seguendo le stagioni, lo chef della Locanda Don Serafino offre, in un gioco di abbinamenti intriganti e attraenti presentazioni, specialità amatissime come la terrina di sgombro con tenerezze di zucchine e “capuliatu”, gli spaghetti freschi al nero con ricci di mare, ricotta e seppia (dove la ricchezza della ricotta vaccina crea un vellutato equilibrio con il gusto forte e iodato del ricci di mare), gli gnocchi di patate con semi canditi al limone e code di scampi scottate con pesto trapanese, la lasagnetta di cacao amaro con ricotta iblea. Territorio in
primo piano anche nei secondi, basati su un vasto repertorio di piatti di pesce, vedi per tutti la notevole tagliata di tonno pinna gialla su caponatina modicana, ma con grande sensibilità anche verso quelli di carne. Basti citare il fantastico arrostino di quaglia farcita con salsiccia dell’altopiano ibleo ed erbe di campo. Per l’abbinamento con l’Etna Rosso di Cottanera la scelta è caduta sui maltagliati con porcini trifolati, pecorino di fossa e carbonara biologica. «È uno straordinario matrimonio quello tra questo piatto e l’eleganza e la struttura del vino dei fratelli Cambria, grazie al perfetto equilibrio tra la sapidità dei funghi e il retrogusto di bosco, che viene armonizzato dai tannini nobili del Nerello Mascalese e dalla sua raffinata eleganza e bevibilità. Giusta e non invadente la gradazione alcolica, equilibrato il corpo del vino ... insomma un gran simposio per il palato!». Maltagliati con porcini trifolati, pecorino di fossa e carbonara bio
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BUONO A SAPERSI...
MOSTRA A ROMA A “PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI”
L’Italia a tavola raccontata dalla pubblicità “Cibo Immaginario. 1 9 5 0 -1 9 7 0 Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola” è la mostra ideata e curata da Marco Panella, prodotta da Artix in collaborazione con Coca-Cola Italia, Gruppo Cremonini e Montana, che si può visitare a Roma a Palazzo delle Esposizioni fino al 6 gennaio 2014. Vent’anni di pubblicità che raccontano il cibo ed riti del mangiare, che ci mostrano il cambiamento del Paese (attraverso la pubblicità e la tavola) dalla ricostruzione del dopoguerra, al boom economico, all’austerity. Molte le tematiche toccate nell’esposizione: com’eravamo; l’Italia senza tempo; il cambiamento del paesaggio domestico con nuove forme, oggetti e colori; la baby boeme; il tempo libero; il sogno con i concorsi a premio; il risparmio e le offerte speciali; vita in famiglia; in ultimo, a fine percorso, una trentina di fotografie in bianco e nero che restituiscono l'immagine di com'era davvero l'Italia alla quale quelle pubblicità parlavano e che, anche attraverso quelle reclame, sognava il suo futuro. La scelta metodologica della mostra è stata quella di ricostruire l’immaginario del cibo e del mangiare senza entrare nell’ambito televisivo, ma usando esclusivamente materiali cartacei sopravvissuti e recuperati dalla dispersione, cercati e trovati nelle case e nelle cantine, nei mercatini del piccolo modernariato e sui siti di aste telematiche, materiale povero e al tempo stesso ricco di vita vissuta. Quindi sono state proposte inserzioni pubblicitarie provenienti da rotocalchi, soprattutto,
e poi depliant, cataloghi premio, agende per la casa, calendari, locandine, cartoline illustrate, fotografie, figurine. Insomma uno spaccato figurativo significativo... L’Italietta scopriva i sughi già pronti e si attrezzava per i picnic. La mozzarella valorizzava le sue origini rurali. I bambini erano forti grazie ai for-
maggini ed alle merendine che entravano in cartella. Affascinava lo spazio e la conquista della luna ed il concorso a premio portava proprio negli Usa a Cape Kennedy. Molti ricordano l’arrivo della televisione, di Carosello. Ma un oggetto (del desiderio) che cambierà la vita degli italiani è il frigorifero. Nel 1951 un sondaggio Doxa attestava la sua presenza in appena il 2% delle case; nel 1958 lo possedeva il 12% degli Italiani; nel 1965 ha raggiunto poco più della metà delle case (il 55%). Nel 1967 se ne produrranno 3.200.000 esemplari. Gaetano Menna
Barbanera: 2014 all’insegna della sostenibilità E' giunta la nuova edizione dell'Almanacco Barbanera, “per una vita in armonia” nel 2014, come suggerisce il sottotitolo (Editoriale Campi, 12 euro). Da 252 anni (la sua prima uscita risale al 1762) propone consigli utili per ogni momento della quotidianità, tra buone pratiche e nuove sensibilità; l'edizione 2014, che guarda anche alla crisi, non dimentica il suo tradizionale augurio per "Un anno di felicità". Barbanera, filosofo ed indovino, è anche un ambientalista per vocazione, portatore di un nuovo, antico rapporto, tra il pianeta ed i suoi abitanti; predice un 2014 sempre più attento alla sostenibilità. Quella dell’ Almanacco Barbanera è senz’altro un’amata e lunga tradizione per vivere al meglio l’attualità. Fornisce tanti pratici consigli sul buon vivere, in casa, nell’orto, nel giardino e sul balcone, ma anche al lavoro e durante il tempo libero. Questa volta l’indovino è pure uscito dalle pagine dell’Almanacco grazie alla mostra “Barbanera dei cibi felici”: le ortaglie, i campi, il tempo, la luna negli almanacchi; ideata dalla Fondazione Barbanera 1762, la kermesse è stata proposta nel settecentesco Palazzo Brunetti-Candiotti di Foligno, città natale dell’Almanacco. (M.M.)
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CAMPI SONORI di Gaetano Menna
LA STORICA BAND IN EQUILIBRIO TRA CLASSICA E ROCK
Pfm, da Mozart a “Celebration” “Pfm in classic - da Mozart a Celebration” (Immaginifica 2013) non è un’operazione come tante altre degli anni ’70. Non è la mera trasposizione di brani di musica classica in rock o viceversa, suonati dalla band con la grande orchestra. È un’operazione originale che sola la Pfm – la band dei componenti storici Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida – con il coraggio, l’esperienza, la preparazione, la creatività che la contraddistingue, poteva realizzare. Ovvero rendere contemporanei Mozart, Saint-Saëns, Dvorak, Maher, Prokofiev, Rimskij Korsakov, Verdi, Mendelssohn, Rossini. Scrivere partiture integrative pensando cosa avrebbero composto
questi autori se fossero vissuti nel XXI secolo. «Abbiamo agito pensando che Mozart e gli altri siano nati oggi, siano componenti della band», ha detto Franz Di Cioccio, presentando a Roma, presso la Discoteca Laziale, il loro ultimo lavoro che esce in vinile e CD. In copertina un’immagine che sottolinea l’equilibrio tra la piuma ed il sasso che, a ben riflettere, solo questa band riesce a raggiungere perfettamente. All’interno del cofanetto, due dischi: il primo, con la raffigurazione della piuma (la “classica 2.0”,
verrebbe da definire); il secondo, con la figura del sasso (il “rock 2.0”). Una grande orchestra di 65 elementi (la Symphsonic Orchestra diretta dal M° Bruno Santori, primo violino Matteo Ferrario) e la band davanti. Nella presentazione romana un fan ha dichiarato: “Sono un collezionista, un nuovo vinile della Pfm si compra a scatola chiusa”. In realtà questo disco è talmente curato, suonato magistralmente, ricco di nuove sonorità e slanci emotivi che va comprato perché merita attenzione. Al di là dell’affetto.
Un arcobaleno di suoni per gli alluvionati sardi La musica scende in campo ancora una volta per finalità benefiche. Questa volta i cantanti si mobilitano per la Sardegna gravemente colpita dal nubrifagio. L’idea è di Eugenio Finardi. È nata così la compilation (doppio CD) “Arcu ‘e chelu”, ovvero arcobaleno. Trentatre gli artisti ed i gruppi coinvolti, 29 i brani proposti. Ci sono i grandi nomi sardi, come Elena Ledda, i Tazenda, gli Istentales, i Tenores di Neoneli, Paolo Fresu,
Marco Carta, Valerio Scanu, Artisti Sardi Riuniti, Sikitikis, Salmo. Nei dischi anche tre canzoni di Fabrizio De Andrè, il cantautore che fece della Sardegna – e della sua azienda
BAROCCO SPERIMENTALE
Maria Pia De Vito canta Pergolesi in napoletano Si chiama "Il Pergolese" (ed è uscito per la prestigiosa Ecm di Manfred Eicher), il nuovo, suggestivo ed originale CD dell’ensemble composto da Maria Pia De Vito (voce), François Couturier (piano), Anja Lechner (violoncello) e Michele Rabbia (percussioni, elettronica).Tra l’altro è stato presentato con un intenso e partecipato concerto a Roma all’Auditorium Parco della Musica. Le composizioni di Pergolesi sono diventate un campo di sperimentazione; il quartetto ha lavorato sulla unione tra elettronica e suoni acustici, canto improvvisato. Colpiscono, sia su disco che nel live, le tessiture armoniche e le strutture fluide e mutevoli, la vocalità barocca ed il canto improvvisato, le intese tra la voce 66| MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2013
agricola di Tempio Pausania - la sua terra d'adozione. Interessanti ed originali i duetti, gli incontri musicali, i contributi che, in nome della solidarietà, vedono coinvolti, tra gli altri, Kekko dei Modà, Elio, Roberto Vecchioni, Stefano Bollani, i Negramaro, gli Afterhours, Vinicio Capossela, Ivan Graziani. I proventi delle vendite verranno devoluti in beneficenza alla Croce Bianca per aiutare i bambini di due scuole materne di Olbia. Giovanni Battista Pergolesi Compositore, organista e violinista
della De Vito e quella di piano e violoncello, tra suoni acustici ed elettronici, ritmi di pelli, metalli. Il disco è diviso in due parti: nella prima l’ensemble è stato più aderente alle partiture originarie di Pergolesi, nella seconda ha reinventato la tradizione. Maria Pia De Vito ha tradotto in napoletano due frammenti dello “Stabat Mater” proseguendo un lavoro che ormai fa da qualche anno e che l’ha portata ad una riscrittura anche di Chico Buarque e di Dalla. «La lingua partenopea – dice la cantante - ha un'espressività molto più forte di quella italiana».