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Focus Storia 236 - Droga

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Storia SCOPRIRE IL PASSATO, CAPIRE IL PRESENTE

236

21 MAGGIO 2026 GIUGNO 2026

MENSILE - AUT 12,90 € - BE 9,90 € - D 12,00 € - PTE CONT. 8,90 € - E 9,90 € - USA 13,80 $ - CH 11,50 Chf - CH CT 11,30 Chf

Sciamani, faraoni, legionari, dame vittoriane, soldati del Reich, hippy. Per migliaia di anni gli esseri umani hanno fumato, bevuto, masticato sostanze psicotrope senza farsi problemi e per tante (spesso buone) ragioni...

Secoli di

DROGA � 5,00 IN ITALIA

Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona

EROI AMERICANI

Il “generale” Custer, fra narcisismo, ambizione e la più clamorosa delle sconfitte

LA TERRA PROMESSA

Senza pace, oggi ancora più di ieri: la Palestina prima e dopo Israele

NASCE LA REPUBBLICA

80 ANNI E NON SENTIRLI Il 2 giugno 1946 l’Italia decise di diventare una repubblica. E lo fece anche con il voto, per la prima volta, delle donne


236 Giugno 2026

focusstoria.it

Storia

F

ra le tante strade che gli esseri umani hanno battuto per cercare conforto al dolore e all’angoscia o risposte alle loro incertezze esistenziali, il ricorso alle droghe (e/o all’alcol) è stato senz’altro la modalità più gettonata. Certo senza la consapevolezza della loro nocività o dell’increscioso effetto collaterale di creare dipendenza. Ma tant’è. Del resto, oggi che le sostanze stupefacenti non hanno più segreti, il loro consumo continua e prospera, alimentando tra l’altro un mercato criminale che sostiene le economie di interi Paesi. La riflessione di fondo è sconfortante: per quanto creature senzienti e razionali, spesso non sappiamo affrontare la ruvidità della vita. Di più: spesso non riusciamo ad affrontare la vita, anche senza ruvidità. Nel nostro “dossier” racconteremo la storia delle droghe sotto tutti i punti di vista: merceologico (oppio, assenzio, cocaina...), spirituale (oracoli e Pizie vi dicono qualcosa?), politico e mondano: non avete (almeno noi non l’avevamo) idea di quanti personaggi celebri del passato si siano inebriati con le sostanze psicotrope in voga nella loro epoca. Emanuela Cruciano caporedattrice

CREDITO COPERTINA: ELABORAZIONE GRAFICA CON PARZIALE UTILIZZO DI AI DI M.CORRIAS; FOTO GETTYIMAGES (LSD)

RUBRICHE 4 LA PAGINA DEI LETTORI 6 NOVITÀ & SCOPERTE 8 TRAPASSATI ALLA STORIA 9 STORIE IN MUSICA 10 UNA GIORNATA DA... 12 NEL PIATTO 14 CHI L’HA INVENTATO? 98 AGENDA

Il fumatore (1635) del pittore fiammingo Joos van Craesbeeck.

CI TROVI ANCHE SU:

In copertina: la Pizia, un fumatore d’oppio e un hippy

IN PIÙ... GLI 80 ANNI DELLA REPUBBLICA 16 Dietro le quinte

della Costituzione

I carteggi e le riflessioni sulla stesura dei primi due articoli della nostra Carta.

80 ANNI DELLA REPUBBLICA 21 EGLIvoto fu Per la prima volta nella storia d’Italia, le donne andarono alle urne.

OTTOCENTO 24 Fotografi

col pennello

LE DROGHE NELLA STORIA 32 Quando erano medicina

Una volta erano usate come cura: il labile confine tra farmaco e droga.

36 Pozioni antiche

In tempi remoti l’umanità usava le droghe per connettersi con il divino.

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La musa (verde) dei bohémien

La lunga stagione dell’assenzio e il suo periodo d’oro nell’800 francese.

46 “Si facevano” anche loro

Donne e uomini del passato, alcuni insospettabili, che si drogavano.

50 Guerra drogata

Fin dall’antichità le droghe sono state usate per affrontare la guerra.

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Geopolitica delle sostanze

Dalle Guerre dell’oppio alla più recente battaglia al narcotraffico.

56 Anni acidi

La diffusione dell’Lsd influenzò le idee pacifiste del movimento hippy.

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Dalla coca alla cocaina

Dalle foglie della pianta di coca masticate alla nascita della cocaina.

I Macchiaioli hanno rivoluzionato la pittura “fotografando “ con i colori.

GEOPOLITICA 72 Tormentata

Palestina

La regione storica di Gaza, Cisgiordania e Israele è da sempre al centro di scontri.

78 InFUMETTI Gallia con

Asterix e Obelix

Gli autori del famoso fumetto si sono ispirati ai resoconti di Giulio Cesare.

BATTAGLIE 82 Quel ragazzaccio

di Custer

Il “generale” Custer e la disfatta del 1876 al fiume Little Bighorn.

86 LoGEOPOLITICA stretto necessario Hormuz: un piccolo passaggio, strategico fin dal Medioevo.

BATTAGLIE 88 Lana di latte

e caffè di cicoria

L’invenzione dei surrogati usati durante le guerre e le crisi economiche.

ARTE 92 C’è un talento a corte Van Dyck, l’inimitabile pittore fiammingo in mostra a Genova e a Roma.

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SPECIALE

II

l Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) è un’organizzazione che ha ridefinito i confini del crimine organizzato in Messico, passando in soli quindici anni da piccola realtà locale a colosso transnazionale della violenza. Ma cosa succede quando il suo leader

indiscusso, “El Mencho”, esce di scena? Ce lo racconta su Storia in podcast Tiziano Breda, analista senior per l’America Latina presso ACLED. L’operazione militare del 22 febbraio 2026 a Palpa non ha solo portato alla morte del boss, ma ha scatenato

un’ondata di violenza coordinata senza precedenti nella storia recente del Messico. Buon ascolto! Per ascoltare i nostri podcast (le puntate online sono ormai più di 500 e vanno dalle biografie di personaggi agli approfondimenti sui grandi

iraniani, i cui simboli e gerarchie sono spesso sconosciuti al pubblico, poiché non si sa se corrispondono o meno a Forze Armate regolari. Non sarebbe dunque il caso di rilanciare una pubblicazione che contenga informazioni su uniformi, gradi e distintivi delle Forze Armate di ogni Paese?

eventi storici), basta collegarsi al sito della nostra audioteca storiainpodcast.focus.it. Gli episodi, che sono disponibili gratuitamente anche sulle principali piattaforme online di podcast, sono a cura del giornalista Francesco De Leo.

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Enrico Emilitri, Borgo d’Anaunia, Malosco (Tn)

tragicità di questo indottrinamento: negli ultimi mesi della guerra, i giovanissimi della Hitlerjugend furono massicciamente impiegati nel Volkssturm (la milizia popolare), mandati a difendere Berlino con armi anticarro Panzerfaust contro i carri armati sovietici. Il controllo sulla scuola, inoltre, fu così pervasivo che anche la matematica venne piegata alla propaganda: sono documentati esercizi scolastici che chiedevano agli studenti di calcolare i costi sostenuti dallo Stato per mantenere persone con disabilità, suggerendo il “risparmio” derivante dalla loro eliminazione. Una logica che si inseriva nel più ampio quadro dell’eugenetica nazista, poi tradottasi nel programma Aktion T4. Sarah, Bolzano

E la storia militare?

Sono stato un assiduo lettore di Focus Wars, che da anni ha cessato le pubblicazioni. Proprio nel momento in cui si stanno moltiplicando i conflitti e si rende indispensabile conoscere le forze in campo, non esistono più riviste di divulgazione storico-militare. Si vedono sempre più figure in uniforme non sempre identificabili, come i Pasdaran

Risponde Emanuela Cruciano Ha ragione (purtroppo): le “turbolenze” di questo periodo stanno alimentando un nuovo bisogno di informazione militare, che il panorama editoriale attuale non riesce a coprire. La questione è in gran parte prettamente economica: la carta stampata non vive i suoi anni migliori e gli editori non investono su prodotti “di nicchia”, che a fronte cioè di un piccolo numero di lettori appassionati ed esigenti richiedono grandi competenze e risorse per essere realizzati. Noi comunque pubblichiamo il suo appello (non si sa mai) e le ricordo che Focus Storia, proprio perché rivista “madre” del fu Focus Wars, dedica almeno un servizio al mese a temi di carattere bellico (con taglio storico) e sempre più spesso si addentra nei temi di geopolitica legati all’attualità.

Scarica gratis l’applicazione Focus Storia su AppStore o Google Play e porta Focus Storia sempre con te! Potrai sfogliare le copie incluse nel tuo abbonamento o acquistare direttamente le singole copie, anche di numeri arretrati.

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I NOSTRI ERRORI Su Focus Storia n° 234, a pag. 30, abbiamo scritto, nella didascalia della foto sulla cattura di Maduro, che si tratta di giornali americani, invece che britannici. 5

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PRIMO PIANO D a chiamavano l’heure verte, l’“ora verde”. Tra le 17 e le 19, nella sfavillante O Parigi dei primi del Novecento, del S Moulin Rouge, del can-can, sciami di mesdames e messieurs si riversavano nei caffè, S cabaret e bistrot per assaporare la magia di un I preciso rituale. Un cameriere si avvicinava al tavolino reggendo un vassoio con un liquore, E piattino e una caraffa. I clienti versavano R un una dose (3 cl) del liquido verde nel bicchiere,

L

poi facevano gocciolare acqua gelata attraverso il cucchiaino forato su cui era stata posta una zolletta di zucchero, ottenendo un effetto louche, “lattiginoso”. Chiudevano gli occhi e, un sorso

D R O G A

alla volta, degustavano la bevanda, lasciandosi trasportare da sensazioni ipnotiche. Una cosa è certa. Prima di essere demonizzata come la “droga dei poeti maledetti”, allucinogeno responsabile di crimini e follie, la bevanda alcolica al gusto di anice soprannominata Fée verte (Fata verde), ha spopolato in Occidente, tra gente comune, alto borghesi, artisti e scrittori, lasciando un segno indelebile nella società, nell’arte e nella letteratura mondiale. “Non c’è niente di più poetico al mondo. Che differenza c’è tra un bicchiere d’assenzio e un tramonto?”, scrisse incantato Oscar Wilde durante un viaggio in America nel 1882.

Allucinato

Il bevitore di assenzio di Oliver Viktor (1901): la tela è conservata al Café Slavia di Praga dove l’artista, pittore e illustratore ceco, passava intere giornate.

La Musa (verde) Da elisir medico a “droga di massa”: la lunga stagione dell’assenzio e il suo periodo d’oro nell’Ottocento francese.

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CALICI AMARI. Le cose avevano avuto, però, un altro inizio. L’assenzio, ottenuto dalla macerazione in alcol di fiori e foglie della pianta spontanea Artemisia absinthium (dal greco apsínthion, “privo di diletto”) non nacque come “bevanda maledetta”. Il sapore amarissimo prodotto dall’absintina, uno dei componenti vegetali, fu scelto come simbolo di punizione divina nelle Sacre Scritture: “Dal cielo cadde una grande stella che piombò su un terzo dei fiumi. Il nome della stella è Assenzio [...]. Molti uomini morirono a causa di quelle acque, perché erano diventata amare” (Apocalisse, 8:10-11). Per millenni, la sua principale fama

B

OHÉMIEN di Claudia Giammatteo

ALAMY STOCK PHOTO

dei

fu quella di elisir medico-religioso, decantato dal Papiro Ebers (Egitto, 1550 a.C.) e poi dal trattato Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, nel 77 d.C., che ne consigliò l’assunzione come rimedio contro i vermi gastrointestinali. Né potevano mancare le metafore letterarie. Una per tutte: “Sì tosto m’ha condotto / a ber lo dolce assenzo d’i martìri” scrive Dante Alighieri nel Purgatorio (Canto XXIII), dove le amare punizioni diventano dolci per le anime che aspirano al Paradiso. A convertire l’imbevibile medicina in liquore fu il medico francese Pierre Ordinaire, nel  1792. Rifugiatosi a Couvet, in Svizzera, dopo

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essenziale di artemisia», spiega il biochimico americano Wilfred Niels Arnold. «Al ritorno in patria le truppe chiesero il liquore nei bar in forma di digestivo rinfrescante. E la popolarità del digestivo crebbe esponenzialmente tra francesi di ogni ceto». Nel giro di pochi anni, il liquore verde smeraldo iniziò a spopolare prima tra ricchi borghesi, poi in ambienti bohémien. Lo stato allucinatorio indotto dalla bevanda ad alta gradazione alcolica, soprannominata Musa verde, per l’impressione che liberasse il genio artistico, incoraggiò il consumo tra gli artisti del tempo. Tra i bevitori cronici, gli scrittori Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Gustave Flaubert, Émile Zola, Oscar Wilde e i pittori Van Gogh e Toulouse-Lautrec. Scrisse il “poeta maledetto” Paul Verlaine al suo editore Léon Vanier il 10 agosto 1886: “Amo l’assenzio bicolore: verde e bianco, tanto quanto onoro da lontano l’acqua pura e i suoi orrori”. Gli stessi manifesti pubblicitari ammiccavano esplicitamente alle “virtù magiche” afrodisiache del liquore: “Bevi e vedrai poi...” recitava un famoso slogan dell’epoca.

Vite ai margini

Il dipinto L’assenzio di Edgar Degas (1875-76): la modella e attrice Ellen Andrée viene ritratta come una prostituta provata dalla vita. Sotto, manifesto per una campagna francese contro l’alcolismo (L’assenzio è morte), di inizio Novecento.

la Rivoluzione francese e intrigato dalle erbe officinali del posto, trovò il modo di rendere il sapore gradevole: inventò il distillato di assenzio, macerato in alcol (68% vol.) per 12 -24 ore, aromatizzato con anice, finocchio, dittamo e melissa. Era la quadratura del cerchio: il “toccasana” fu commercializzato nel 1798 dalla distilleria svizzera Dubied Père et Fils, attraversò il confine e iniziò a essere prodotto in Francia, nel 1805, dalla Pernod Fils.

BRIDGEMAN IMAGES/ MONDADORI PORTFOLIO

DAI SOLDATI AGLI ARTISTI. Ad aprire la strada alla Fata verde, furono le truppe francesi impegnate a occupare l’Algeria (1830-1847). «Per calmare le febbri infettive e prevenire la dissenteria i soldati aggiungevano al vino olio

IL DIAVOLO OPERAIO. Per conquistare nuovi consumatori, le distillerie iniziarono a diffondere varianti economiche che facevano ricorso ad additivi, come il solfato di rame che accentuava il colore verde, e alcol di scarsa qualità. Quando poi la fillossera, un insetto parassita, infettò i vigneti francesi riducendo il vino circolante, l’abuso di assenzio si propagò alle masse operaie. Il liquore, che stordiva e consolava più del vino, divenne simbolo dell’isolamento sociale, dell’alienazione e della solitudine nella Parigi moderna. Da “capriccio” per dandy e artisti iniziò ad essere percepito come vizio degradante. A testimoniare gli effetti psichici sofferti dai bevitori cronici di assenzio, inebetiti e mentalmente offuscati, furono anche alcuni capolavori pittorici dell’epoca. Come L’assenzio di Edgar Degas (1876), che evoca lo sguardo vuoto di una prostituta e di un amico bohémien in un caffè di Parigi. «I sintomi dei danni derivanti dall’abuso non potevano essere attribuiti solo al contenuto alcolico», sottolinea l’esperto. «Si iniziò a sospettare che ci fosse altro: sostanze misteriose provenienti da foglie e dai fiori utilizzati nella

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Tutti pazzi per il laudano

In bottiglia

Stampa pubblicitaria della Pernod Fils che nel 1805, in Francia, iniziò a produrre il distillato di assenzio. Sotto, bottigliette di laudano, altra droga diffusa fra operai e famiglie in epoca vittoriana.

SSPL VIA GETTY IMAGES

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In Italia venne messo al bando nel 1931. Ma dal 1992 nella Ue è tornato legale

ALLARME SOCIALE. Il verdetto di colpevolezza della scienza arrivò con gli esperimenti su cavie esposte a massicce dosi di vapori d’assenzio, condotti dallo psichiatra francese Valentin Magnan tra il 1864 e il 1874. Le conclusioni dello studio permisero di identificare il principale responsabile delle conseguenze letali della “droga della Belle Époque”: uno dei principi attivi dell’Artemisia absinthium, cioè il tujone, una neurotossina. Si fece strada la convinzione che l’uso abituale di assenzio non mettesse a rischio solo la salute individuale, ma la collettività e i suoi valori fondamentali. A contribuire alla psicosi collettiva furono alcuni episodi di cronaca nera imputati – con molte esagerazioni – agli effetti ipnotici della Fata verde. Il caso più famoso riguardò Jean Lanfray, un contadino svizzero di 31 anni che, dopo avere bevuto due litri di vino, vari bicchieri di brandy, caffè con cognac e due bicchieri d’assenzio, tornato a casa sterminò la moglie incinta e le figliolette Rose (4 anni) e Blanche (2). Il processo durò 24 ore e Lanfray si impiccò in prigione tre giorni dopo. La Gazette de Lausanne accusò esplicitamente l’assenzio di essere “la principale causa di crimini sanguinari in questo secolo”.

AL BANDO... E RITORNO. Sotto il peso delle campagne moralizzatrici, delle evidenze scientifiche e della pressione dei produttori del vino, preoccupati dalla concorrenza rappresentata dal consumo di liquore di assenzio, tra il 1905 e il 1915 il malfamato péril vert, il “pericolo verde”, fu ritirato dal commercio in molti Paesi. A partire da Belgio, Olanda, Svizzera e naturalmente Francia, dove il consumo di bicchierini era cresciuto di 15 volte tra il 1875 e il 1913. In Italia il bando arrivò molto più tardi, con il Regio decreto n. 773 del 18 giugno 1931, che ne vietò “la fabbricazione, l’importazione nello Stato, la vendita in qualsiasi quantità”. Dopo una battaglia legale durata decenni, nel 1992 l’assenzio è tornato a poter circolare nell’Unione Europea. Il mito di “droga di massa” è caduto, è stata confermata la neurotossicità del tujone, ma ad altissime dosi, impossibili da assumere bevendo il liquore. È bastato imporre un tetto alla concentrazione massima (fino a 35 mg/l). La Fata verde è • tornata e non fa più paura.

SSPL VIA GETTY IMAGES

preparazione della bevanda». I pregiudizi popolari alimentarono l’ipotesi di una misteriosa malattia soprannominata “absintismo”, distinta dall’alcolismo. E le cui vittime, incapaci di astenersi dalla bevanda fatale, cadevano preda di stato confusionale, convulsioni, crisi epilettiche, delirium tremens e terrificanti allucinazioni.

lassificato oggi come stupefacente, la cui vendita è illegale e prescrivibile solo sotto controllo medico, la tintura d’oppio nota come il laudano (dal latino laudanum, “meritevole di lode”), termine coniato nel 1541 dall’alchimista svizzero Paracelso, furoreggiò nell’Ottocento. Usato nella Guerra di secessione americana per alleviare il dolore dei soldati feriti e per trattare i disagi psicologici e le “tensioni da battaglia”, a detta del filosofo ed economista tedesco Friedrich Engels, lo sciroppo divenne la “droga di massa” della classe operaia (era più economico del gin). Paradiso artificiale per operai stremati e aiuto per le mamme lavoratrici (somministrato ai bebè, li aiutava a prendere sonno), lo sciroppo di laudano, una soluzione idroalcolica composta da circa il 10% di oppio in polvere, 1% di morfina, spopolò nell’Inghilterra e nell’Irlanda di età vittoriana. Amico delle mamme. Ogni sabato centinaia di bottigliette impilate sui banchi delle farmacie attendevano di essere vendute alle famiglie operaie. «Le due preparazioni pediatriche più celebri in Inghilterra e negli Stati Uniti furono il Dalby’s Carminative e il Godfrey Cordial, il cosiddetto “amico della mamma” somministrato come antidepressivo per adulti e sedativo per bambini», spiega lo storico della medicina Gilberto Corbellini. «La mortalità infantile dovuta a oppio era più elevata nelle aree industriali perché le famiglie lo somministravano regolarmente ai bambini». 45

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FUMETTI

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Sopra, la Francia, o meglio la Gallia secondo gli autori del fumetto Asterix, i francesi Albert Uderzo (a sinistra) e René Goscinny (a destra).

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LE FONTI. La storia – che sbarcò in Italia solo qualche anno dopo, nel 1968 – è ambientata dopo la conquista romana della Gallia, il passo decisivo di Giulio Cesare verso la conquista del potere. Asterix vive in un “mondo alternativo” in cui la realtà storica è infarcita di elementi di finzione e qualche salto cronologico: i protagonisti, per esempio, incontrano i Vichinghi o gli americani, all’epoca sconosciuti. Ma da dove hanno preso ispirazione i due fumettisti? Innanzitutto dal De bello Gallico (I secolo a.C.), scritto da Giulio Cesare in persona, che dà

In Gallia con Un successo mondiale

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c’era ancora il fedelissimo amico Obelix, imponente ma ingenuo, entrato in scena solo dalla seconda puntata.

AFP VIA GETTY IMAGES

ALBUM / AFO / MONDADORI PORTFOLIO

iamo nel 50 a.C. in un villaggio dell’Armorica, ai confini della Gallia ormai romana. E quello è Asterix, eroe minuto ma irriducibile dell’unico villaggio ancora libero dal giogo dei conquistatori. È con questa scena che i fumettisti francesi René Goscinny (1926-1977) e Albert Uderzo (1927-2020) nel 1959 esordirono sulle pagine del settimanale francese Pilote, dando vita a una serie che avrebbe accompagnato almeno un paio di generazioni. E che veniva presentata con questo commento: “Asterix incarna maliziosamente tutte le virtù dei nostri antenati Galli. L’umorismo di René Goscinny e Uderzo vi farà amare questo piccolo guerriero baffuto, personaggio nuovo nel mondo dei fumetti”. Non


Lorem!

Spudis debit explit re voluptate nem sum, optae re si volorem porerorio et que es. Nell’altra pagina: upudis debit explit re voluptate nem sum, optae re si volorem porerorio et que es ercuptate nem sum, optae re si volorem porerorio et que es

uno spaccato della conquista della Gallia relativamente fedele (Goscinny dichiarò che era la sua fonte preferita perché mentiva più di lui). Una fonte allora più moderna (oggi un classico storiografico) fu La vita quotidiana a Roma all’apogeo dell’impero, dello storico Jérôme Carcopino (1881-1970). Ma non mancano riferimenti agli scritti di Lucano (I secolo d.C.), Diodoro Siculo (I secolo a.C.) e Strabone. Lucano, nei suoi Pharsalia, parla di alcune divinità celtiche, citando il dio Teutates, affiancato da Esus e Taranis. Il primo è sicuramente il più famoso nel fumetto: non si contano le volte in cui compare l’esclamazione “Per Tutatis!” detta e ridetta dagli abitanti del villaggio gallico. In Asterix e l’indovino (1973) si incontra il resto del pantheon gallico, in cui ogni divinità era accostata a un elemento diverso della natura. Da Diodoro Siculo e Strabone conosciamo alcuni dei comportamenti tipici dei Galli che si ritrovano nei personaggi del fumetto. Diodoro Siculo riporta quanto detto da un altro storico greco, Posidonio, che descrive l’abitudine dei Galli di invitare gli stranieri a mangiare e bere e di domandargli, a fine pasto, se hanno bisogno di qualcos’altro. Strabone, invece, parla dei Galli come di un popolo bellicoso: ci dice che, se vengono provocati, rispondono dichiarando guerra senza pensarci due volte, ma diventano facile preda di manovre militari. Non solo: i Galli corrono sempre in aiuto di chi si trova in difficoltà quando sono convinti di essere nel giusto. Caratteristica questa che ritroviamo in Asterix e compagni.

I DRUIDI. Strabone parla anche degli anziani del villaggio: i druidi. Così ha fatto anche Cesare, che li descriveva come coloro che parlavano con gli  dèi e non partecipavano alle guerre.

Che cosa c’è di vero nei fumetti di Goscinny e Uderzo? Ecco come gli autori rilessero le lotte tra Galli e Romani ispirate ai resoconti di Giulio Cesare.

e OBELIX

di Stefano Mucci 79

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Nel De bello Gallico mentiva un po’ anche Cesare, che scrisse un’opera di propaganda e autocelebrazione Nel fumetto il druido del villaggio è Panoramix, sempre impegnato a preparare la famosa pozione magica che Asterix usa per sbaragliare le legioni romane. In una delle storie Panoramix cerca un discepolo a cui lasciare il segreto della mistura. La ricetta viene trasmessa oralmente, come racconta Cesare nel suo resoconto storico: il condottiero scrisse che i giovani imparavano le regole sacre a memoria. In un’altra storia ci viene presentata la Foresta dei Carnuti, luogo di raduno dei druidi: Panoramix vi si raduna con altri sacerdoti, per trovare un sostituto del loro capo. E ancora il De bello Gallico descrive questa usanza di riunirsi una volta l’anno nelle vicinanze delle terre dei Carnuti e di scegliere, tramite votazioni, un successore per chi di loro fosse venuto a mancare. A un certo punto troviamo Panoramix aggrappato a un albero alla ricerca del vischio, con la sua solita tunica bianca. Perché? Questo era un altro dei momenti importanti nella vita di un druido, e questa volta a dircelo è Plinio. I Galli, secondo lo scrittore romano, consideravano i querceti come boschi sacri e ne usavano le foglie per compiere sacrifici. L’albero era considerato divino, con tutto quello che ci cresceva sopra, e il vischio era

oggetto di grande venerazione, tanto che era chiamato “colui che guarisce ogni cosa”. Dopo il raccolto, il druido sacrificava le vittime, con una supplica alla divinità.

CI SONO GALLI E GALLI. “La Gallia è divisa in tre parti, delle quali una è abitata dai Belgi, un’altra dagli Aquitani, e la terza da coloro che si definiscono Celti e che noi chiamiamo Galli […]. Tra tutti, i Belgi sono i più valorosi”, così dice Cesare che descrive i Belgi come i più lontani dalla civiltà e quindi i più riottosi. Asterix e Obelix entrano in contatto con questa popolazione in una delle loro avventure, Asterix e i Belgi, l’ultima storia scritta da Goscinny, che morì prima della pubblicazione. Essi vengono presentati dal loro capo Birranostranix con una sfilza di nomi: Bellovaci, Suessoni, Eburoni, Atuatuci, Nervii, Ceutroni, Grudii, Levaci, Pleumosii, Geldumni, Menapii. Nomi che nella realtà storica erano quelli di alcuni dei villaggi della Gallia belgica, e con cui Cesare era effettivamente entrato in contatto. C’erano anche Galli che però non erano più in Gallia, ovvero i Britanni, discendenti, a detta di Cesare, dai Belgi e traferitisi sulle coste dell’isola di Britannia. Secondo il De bello Gallico le

Asterix eroe moderno

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“ l nostro unico obiettivo è quello

di far ridere”: è questo ciò che hanno sempre dichiarato Goscinny e Uderzo, i creatori di Asterix. Diverse però sono state le chiavi di lettura che hanno reso il fortissimo gallo un eroe moderno. Lo scontro contro l’avanzata americana del XX secolo, la vicinanza alle politiche di Charles de Gaulle, due volte presidente della Repubblica francese tra il 1959 e il 1969, sono solo alcuni dei temi richiamati. Ma una delle principali teorie è quella della resistenza dei francesi all’occupazione dei tedeschi. Asterix sarebbe quindi un nuovo Vercingetorige?

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Resistente. Dopotutto il suo nome sarebbe un richiamo al nome, sia latino sia francese, di Vercingetorix, eroe nazionale della Terza repubblica fino alla fine del Novecento. Divenuto un simbolo per i repubblicani durante la Rivoluzione francese, in contrapposizione a Clodoveo, rappresentante per eccellenza della monarchia appena caduta, il nome di Vercingétorix fu utilizzato per antonomasia durante la Guerra franco-prussiana. La sua figura fu rispolverata nuovamente nel corso delle due guerre mondiali: per Charles de Gaulle e per la Resistenza fu il primo francese a lottare contro l’invasore.

Tra finzione e realtà

Pagina dal fumetto Asterix, che nella serie originale si compone di 40 albi. Sotto a sinistra, il monumento a Vercingetorige in Borgogna.

tribù incontrate dai Romani sull’isola hanno nomi ed edifici simili a quelli sul continente. In Asterix, tutto questo è stato usato per scrivere un intero volume sui Britanni. Il fumetto si apre con una battaglia delle tribù britanne, schierate per cacciare i Romani. Si tratta di una parodia del vero scontro con il capo Cassivellauno, descritta anche da Cesare nei suoi Commentarii de bello Gallico, sotto cui si erano riunite tutte le popolazioni a sud dell’isola. Nel fumetto, dopo la sconfitta e la conquista romana Beltorax, presentato come cugino britannico di Asterix, andrà a chiedere aiuto a quell’unico villaggio gallico che ha resistito ai Romani.

GAME OVER. La fine della guerra con i Galli è segnata dalla sconfitta di Vercingetorige, che aveva radunato tutte le tribù rimaste ostili a Roma. Come poteva, quindi, non essere richiamata la sua resa nel fumetto che più di tutti parla di questa conquista? La sconfitta di Vercingetorige è raccontata all’inizio, nella prima vignetta del primo volume. È ripresa poi in un’altra storia, dove protagonista è, però, lo scudo usato da lui in battaglia. In entrambi i casi, la scena è rappresentata sul modello di un quadro del pittore francese Lionel Royer, del XIX secolo (riprodotto in questa pagina), dove il gallo getta le armi e l’armatura ai piedi di Cesare. Diversa è la descrizione della resa del guerriero celtico, che ci fa il


Tieni!

Sopra, Vercingetorige getta le sue armi ai piedi di Giulio Cesare (1899), di Lionel-Noël Royer. Sotto, la scena nel fumetto. Il tormentone di Obelix “Sono pazzi questi romani” (cioè S.P.Q.R.) si trova invece solo nelle versioni italiane.

generale romano: Cesare racconta che gli fu consegnato, insieme agli altri capi e alle sue armi, dopo lunghe trattative portate avanti al termine dell’assedio romano di Alesia nel 52 a.C. Un altro riferimento al De bello Gallico si trova in Asterix e gli Elvezi. Qui i nostri eroi devono entrare nell’antica città di Ginevra, attraversando il lago Lemano. Il luogo è raggiungibile grazie a un ponte che, nel De bello Gallico, Cesare fa distruggere, così che gli Elvezi non possano usarlo per sfuggire dall’assedio portato avanti dai Romani prima dell’inizio della conquista della Gallia.

I SEQUEL. René Goscinny e Albert Uderzo, sceneggiatore il primo, illustratore il secondo, presero a piene mani anche dal De bello civili, altra opera di Cesare, nella quale si parla delle battaglie combattute da Cesare contro il suo rivale politico Pompeo. Siamo nel pieno della guerra civile per la conquista del potere a Roma. Due sono gli scontri che ritroviamo negli albi di Asterix: la battaglia di Tapso (46 a.C.) e quella di Munda (45 a.C.). La prima vide contrapposti Cesare e il re di Numidia, Giuba I, alleato di Pompeo. Nel fumetto,

durante questi scontri, Asterix, con l’amico Obelix, si arruola nelle legioni per essere mandato in Africa, insieme ad altri soldati stranieri. E fu proprio così che accadde: le popolazioni delle province venivano arruolate tra i soldati dell’impero e mandate in battaglia. La battaglia di Munda è, invece, citata quando Asterix va in Hispania, un anno dopo la vittoria di Cesare sui pompeiani a Tapso. Con la fine di questa battaglia si ebbe la pacificazione della regione e la sua riunificazione, sotto il comando di Cesare, vincitore della guerra civile e nel • frattempo proclamatosi dittatore. 81

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