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Torino Milano Festival Internazionale della Musica 05_ 23 settembre 2012 Sesta edizione

Settembre Musica

Milano Civico Tempio di San Sebastiano

Dominica secunda post Decollationem Santa Messa in latino e canto ambrosiano

Domenica 9.IX.12 ore 11

Cantori Ambrosiani Giovanni Scomparin direttore Giorgio Cattaneo organo

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Presiede la celebrazione liturgica Don Mario Baj

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Dominica secunda post Decollationem Santo Spinelli (1902-1944) Corale variato per organo sopra l’inno ambrosiano Iam surgit hora tertia Hora Tertia Initium Hymnus «Iam surgit hora tertia» Psalmus CXVII Missa XII Kyrie «in gremio ecclesiæ» Psallenda «Pax in coelo» Ingressa «Sperate in eo» Gloria (Tonus Dominicalis) Psalmellus «Convertere Domine» Alleluia. «Dominus regnavit» Post Evangelium «Illumina faciem tuam» Oratio fidelium «Dicamus omnes (Preces II)» Offerenda «Domine convertere» Credo Sanctus «De perpetuo numine» Confractorium «Narrabo omnia mirabilia» Transitorium «Coenæ tuæ mirabili - Declinant anni nostri» Cantus finalis «Gaude et lætare» Théodore Dubois (1837-1924) Toccata Cantori Ambrosiani Silvia Beretta, Italia De Camillis, Marcella Gombos, Laura Groppetti, Filomena Mastantuono, Imma Parente, Luciano Capriati, Matteo Garzetti, Stefano Ruggieri, Riccardo Santagostino, Enor Signorotto Giovanni Scomparin, cantore e direttore Giorgio Cattaneo, organo Presiede la celebrazione liturgica Don Mario Baj

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Cantare la messa oggi Nella prefazione al libro Rivolti al Signore. L’orientamento nella preghiera liturgica di Uwe Michael Lang, uscito nel 2003, l’allora cardinale Raztinger scriveva: «Per coloro che abitualmente frequentano la chiesa i due effetti più evidenti della riforma liturgica del Concilio Vaticano Secondo sembrano essere la scomparsa del latino e l’altare orientato verso il popolo. Chi ha letto i testi al riguardo si renderà conto con stupore che, in realtà, i decreti del Concilio non prevedono nulla di tutto questo». Ai due elementi indicati si potrà aggiungere il canto liturgico nelle forme canonizzate dalla tradizione: il canto detto gregoriano (nella diocesi milanese, il canto detto ambrosiano) e la polifonia classica. Anche in questo caso leggendo i testi si apprenderà che di entrambe queste forme è raccomandato vivamente l’uso; il gregoriano è posto in cima come il canto proprio della liturgia di rito romano. Come è noto, le cose sono andate diversamente. Nel periodo postconciliare, il latino, il gregoriano, la preghiera rivolta al Signore sono stati considerati un’eredità magari venerabile, ma superata e non più praticabile; l’affermarsi di orientamenti pastorali fortemente connotati ideologicamente nel senso di una rottura con l’epoca precedente ha fatto sì che nella percezione comune essi risultassero associati a forme celebrative di tipo tradizionalista. Da un certo momento, però, pur sopravvivendo ancora tenacemente tali opinioni, si è fatto sempre più ampio il numero di coloro che vedono in essi un patrimonio vivo, capace di incidere fortemente nella realtà ecclesiale vivente. Quanto più la prassi liturgica corrente si è dimostrata fragile e costruita sulla sabbia, tanto più si è percepita la necessità di ancorarla nuovamente a fondamenta solide: culmine di questo processo è il magistero di papa Benedetto XVI, che ha insistito ripetutamente sulla «esperienza della tradizione» quale esperienza rigenerante per la liturgia riformata, che deve ricuperare in tutte le sue componenti – e forse più urgentemente in quella musicale – la dignità che era nella mente dei Padri conciliari. Anche la Chiesa milanese ha riformato negli ultimi decenni i propri libri liturgici. Per quanto riguarda il Messale, il lavoro, dopo anni di stallo, fu portato a termine in brevissimo tempo da una sola persona. Come ha scritto Cesare Alzati, il «punto di riferimento e modello metodologico» assunto fu il Messale romano riformato.1 Ciò comportò una forte romanizzazione del libro, che arrivava a sopprimere una delle più venerabili tradizioni ambrosiane quale l’Avvento di sei settimane: il rifiuto di Paolo VI di avallare una simile deformazione della specificità milanese fermò il libro già in stampa, che dovette essere ‘corretto’ in gran fretta. Si rinunciò quasi completamente al Lezionario ambrosiano: solo dal 2008 la Chiesa milanese è tornata ad avere un Lezionario specifico, che si riallaccia alla propria tradizione autentica. Anche per l’Ufficio Divino (ossia i momenti di preghiera che scandiscono la giornata: Lodi, Vespri ecc.: oggi sarà celebrata prima della Messa l’Ora di Terza) il lavoro di riforma fu compiuto da una sola persona e anche in questo caso «benché il materiale (…), molto più che nel caso del Messale, si presenti di origine ambrosiana (…), la concezione e la forma della celebrazione appare qualcosa di nuovo».2 Dal punto di vista musicale, i problemi che si presentano sono di non lieve entità. Per i canti, i nuovi libri introducevano spesso testi nuovi, di cui non esisteva la musica in canto ambrosiano. I canti antichi – fatto singolare – furono massicciamente cambiati di posizione: di quelli conservati nel nuovo Messale, l’ottanta per cento si trova in un posto diverso da quello che occupava prima. In buona sostanza, vi sono casi in cui cantare una Messa in latino e canto ambrosiano con i canti prescritti dal Messale risulta impossibile, perché molti di essi non esistono nel repertorio ambrosiano antico né ci si è premurato di adattare loro una melodia. Un Antifonario della Messa (ovvero il libro dei canti per la Messa) che ovviava a questo inconveniente fu pubblicato nel 2006 a cura di Alberto Turco, ma gli sconcertanti modi di realizzazione 3

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adottati rendono tale libro più un esperimento personale che un prodotto accettabile nella tradizione liturgico-musicale milanese.3 Ultimamente, con l’uscita del nuovo Lezionario, sono stati introdotti dei mutamenti nei canti interlezionali: dunque non si ha più corrispondenza completa nemmeno con questo Antifonario. La domenica odierna – ritornata, nel nuovo Calendario promulgato con il Lezionario, all’antica denominazione di Seconda Domenica dopo la Decollazione (di san Giovanni Battista) – è uno dei casi in cui, per le ragioni sopra esposte, non sarebbe stato possibile cantare tutti i brani previsti dal Messale. I responsabili del coro hanno perciò optato per una scelta di canti che per il loro contenuto testuale – oltreché, ovviamente, per la loro forma – potessero considerarsi equivalenti a quelli richiesti dal Messale vigente. Per la ‘Preghiera dei fedeli’ si è ricorso a uno dei due formulari di preci litaniche, arcaiche vestigia liturgico-musicali conservatesi nelle domeniche di Quaresima. I canti dell’Ordinario («Gloria», «Credo», «Sanctus») hanno un numero limitato di melodie nel repertorio ambrosiano: quella del «Sanctus» oggi eseguita è in effetti un’importazione dal gregoriano, testimoniata con varianti in manoscritti milanesi a partire dal XV secolo e divenuta assai popolare.4 Il canto finale «Gaude et laetare» (proprio del periodo natalizio), così come l’antichissimo canto di comunione «Coenæ tuæ mirabili», è uno dei tanti testi di origine greca o siriaca presenti nella liturgia ambrosiana. Angelo Rusconi* 1. Cesare Alzati, Ambrosianum Mysterium. La Chiesa di Milano e la sua tradizione liturgica, Milano, NED, 2000 (Archivio Ambrosiano, LXXXI), p. 202. 2. Alzati, Ambrosianum Mysterium cit., p. 205. 3. Si veda in proposito Giacomo Baroffio, Il nuovo Antiphonale Missarum di Milano, «Rivista Internazionale di Musica Sacra», 27, 2006, pp. 193-194 e Luca Basilio Ricossa, L’Antiphonale Missarum milanese Iuxta Ritum Sanctae Ecclesiae Mediolanensis, «Rivista Internazionale di Musica Sacra», 28, 2008/2, pp. 117-123. 4. La denominazione De perpetuo numine deriva dalle prime parole di un suo tropo.

*Laureato con lode in Musicologia nell’Università di Pavia-Cremona. Dottorato di ricerca in Musicologia presso l’Università di Bologna. Vincitore di borse di studio presso la Fondazione Franceschini di Firenze e la Wagner Stiftung. Si occupa principalmente della musica e della trattatistica medievale. Partecipa a convegni internazionali, pubblica articoli e saggi in periodici specializzati, tiene conferenze e seminari in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Fra le pubblicazioni più recenti, si ricorda la prima edizione integrale degli scritti di Guido d’Arezzo con traduzione, introduzione e commento (Firenze 2005, seconda ed. 2008). 4

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Dominica secunda post Decollationem Santa Messa in latino e canto ambrosiano Hora Tertia Initium Hymnus «Iam surgit hora tertia» Psalmus CXVII Missa XII Kyrie «in gremio ecclesiæ» Psallenda «Pax in coelo» Ingressa «Sperate in eo» Gloria (Tonus Dominicalis) Psalmellus «Convertere Domine» Alleluia. «Dominus regnavit» Post Evangelium «Illumina faciem tuam» Oratio fidelium «Dicamus omnes (Preces II)» Offerenda «Domine convertere» Credo Sanctus «De perpetuo numine» Confractorium «Narrabo omnia mirabilia» Transitorium «Coenæ tuæ mirabili - Declinant anni nostri» Cantus finalis «Gaude et lætare»

Nota sulle traduzioni: I testi latini della Messa sono tratti dal Missale Ambrosianum promulgato dal cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini nel 1981; le traduzioni sono il testo italiano del Messale promulgato nel 1976. Per alcuni canti il testo latino è tratto dall’Antiphonale Missarum juxta ritum sanctae Ecclesiae Mediolanensis edito nel 1935 e ora ripubblicato parzialmente dalla casa editrice Signum Ambrosianum; la traduzione è stata approntata ex novo o tratta, con qualche variante, dal volume Antifonale ambrosiano, a cura di F. Ferrari, Milano, Comune di Milano - Arcidiocesi di Milano - Libreria Musicale Italiana, 2011. 5

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Dominica secunda post decollationem Ad Horam Tertiam

V. Deus, in adiutorium meum intende. R. Domine, ad adiuvandum me festina. Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in sæcula sæculorum. Amen. Hymnus Iam surgit hora tertia qua Christus ascendit crucem, nil insolens mens cogitet, intendat affectum precis. Qui corde Christum suscipit, innoxium sensum gerit, votisque perstat saedulis Sanctum mereri Spiritum. Haec hora quae finem dedit diri veterno crimini, mortisque regnum diruit culpamque ab aevo sustulit. Hinc iam beata tempora coepere Christi gratia; fidei replevit veritas totum per orbem ecclesias. Celso triumphi vertice Matri loquebatur suae: «en filius, Mater, tuus»; «apostole en Mater tua». Praetenta nuptae foedera alto docens mysterio, ne Virginis partus sacer Matris pudorem laederet. Cui fidem in caelestibus Iesus dedit miraculis; nec credidit plebs impia: qui credidit salvus erit. Nos credimus natum Deum partumque Virginis sacrae, peccata qui mundi tulit ad dexteram sedens Patris. Deo Patri sit gloria eiusque soli Filio, cum Spiritu Paraclito in sempiterna saecula.

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O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo; com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Già l’ora terza inizia e Cristo soffre in croce, la mente resti umile, il cuor devoto supplichi. Se Cristo in cuore ospiti, la mente serba limpida e sta’ con voti assidui a meritar lo Spirito. Quest’ora ci risveglia dal sonno del gran crimine; la colpa è tolta agli uomini, la morte più non domina. D’allora ecco i secoli redenti dalla grazia; la fede ovunque genera credenti innumerevoli. Dall’alto del patibolo Gesù sostien la Vergine: «o Madre, ecco tuo Figlio»; «ecco tua Madre, apostolo». Ora i misteri svelano del parto della Vergine le nozze sue protessero di madre il pudor nobile. Per convertire gli uomini Gesù compì miracoli: non crede l’empio popolo ed il credente salvasi. È Cristo il divin Figlio e della Santa Vergine, è Redentor degli uomini e in ciel col Padre domina. Al Padre eterna gloria e al Figlio suo Unigenito insieme al Santo Spirito nei secoli dei secoli.

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Antiphona. Bonum est confidere Domino, quoniam in sæculum misericordia eius. Psalmus CXVII Confitemini Domino, quoniam bonus;*   quoniam in sæculum misericordia eius. Dicat nunc domus Israel, quoniam bonus;*   quoniam in sæculum misericordia eius. Dicat nunc domus Aaron, quoniam bonus;*   quoniam in sæculum misericordia eius. Dicant nunc omnes qui timent Dominum, quoniam bonus;*   quoniam in sæculum misericordia eius. In tribulatione invocavi Dominum;*   et exaudivit me in latitudine. Dominus mihi adiutor;*   et non timebo quid faciat mihi homo. Dominus mihi adiutor;*   et ego videbo super inimicos meos. Bonum est confídere in Domino,*   quam confídere in homine. Bonum est sperare in Domino,*   quam sperare in principibus. Gloria Patri et Filio, et Spiritui sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper Et in sæcula sæculorum. Amen. Ant. Bonum est... Antiphona. Virtus mea, et laus mea Dominus. Omnes gentes circumdederunt me;*   ego autem in nomine Domini ultus sum eos. Circumdantes circumdederunt me;*   ego autem in nomine Domini ultus sum eos. Circumdederunt me sicut apes,†   et exarserunt sicut ignis in spinis;*   ego autem in nomine Domini ultus sum eos. Impulsus, versatus sum, ut caderem;*   et Dominus suscepit me. Virtus mea et laus mea Dominus;*   et factus est mihi in salutem. Vox exsultationis et salutis*   in tabernaculis iustorum. Dextera Domini fecit virtutem;†   dextera Domini exaltavit me;*   dextera Domini fecit virtutem. Non moriar, sed vivam;*   et enarrabo opera Domini. Castigans castigavit me Dominus;*   et morti non tradidit me. Gloria Patri et Filio, et Spiritui sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper Et in sæcula sæculorum. Amen. Ant. Virtus mea… Antiphona. Confitebor tibi, Domine, quoniam exaudisti me. Aperíte mihi portas iustitiæ;*   et ingressus in eas confitebor Domino. Hæc porta Domini:*   iusti ingredientur per eam. Confitebor tibi, Domine, quoniam exaudisti me;*   et factus es mihi in salutem. Lapidem quem reprobaverunt ædificantes,*   hic factus est in caput anguli. A Domino factum est istud;*   et est mirabile in oculis nostris. 8

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È meglio rifugiarsi nel Signore perché eterna è la sua misericordia.

Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua misericordia. Lo dica la casa di Aronne: eterna è la sua misericordia. Lo dica chi teme Dio: eterna è la sua misericordia. Nell’angoscia ho gridato al Signore, mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo. Il Signore è con me, non ho timore; che cosa può farmi l’uomo? Il Signore è con me, è mio aiuto, sfiderò i miei nemici. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo; com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Mia forza e mio canto è il Signore. Tutti i popoli mi hanno circondato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi hanno circondato come api, come fuoco che divampa tra le spine, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato mio aiuto. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Grida di giubilo e di vittoria, nelle tende dei giusti: la destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. Il Signore mi ha provato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo; com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito. Apritemi le porte della giustizia: voglio entrarvi e rendere grazie al Signore. È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo; ecco l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. 9

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Hæc dies quam fecit Dominus:*   exsultemus et lætemur in ea. O Domine, salva nunc:*   o Domine, bene prospera nunc. Benedictus qui venit in nomine Domini;†   benediximus vos de domo Domini;*   Deus Dominus, et illuxit nobis. Constituite solemnitatem in confrequentationibus,*   usque ad cornu altaris. Deus meus es tu, et confitebor tibi:*   Deus meus es tu, et exaltabo te. Confitemini Domino, quoniam bonus;*   quoniam in sæculum misericordia eius. Gloria Patri et Filio, et Spiritui sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper Et in sæcula sæculorum. Amen. Ant. Confitebor tibi…

Ad Missam

Ritus Initiales XII Kyrie «in gremio ecclesiæ» Kyrie eleison. Psallenda Pax in cælo, pax in terra, pax in omni populo, pax sacerdotibus Ecclesiarum Dei. Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper, et in saecula saeculorum. Amen. Pax… Ingressa Dicit Dominus: Ego cogito cogitationes pacis, et non afflictionis. Invocabitis me, et ego exaudiam vos,et reducam captivitatem vestram de cunctis locis. V. In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. R. Amen. Gloria Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonæ voluntatis. Laudamus te, benedicimus te, adoramus te, glorificamus te, gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam. Domine Deus, Rex cælestis Deus Pater omnipotens. Domine Fili unigenite, Iesu Christe. Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Qui tollis peccata mundi, suscipe deprecationem nostram. Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis. Quoniam tu solus Sanctus, tu solus Dominus, tu solus Altissimus, Iesu Christe. Cum Sancto Spiritu: in gloria Dei Patris. Amen. Super populum. Adesto, Domine, supplicibus tuis, et spem suam in tua misericordia collocantes tuere propitius, ut, a peccatorum labe mundati, in sancta conversatione permaneant, et, consequentes sufficientiam temporalem, promissionis tuae perficiantur heredes. Per Dominum.nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. R. Amen.

Liturgia verbi

Lectio Prima. Al termine: V. Verbum Domini. R. Deo gratias.

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Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso. Dona, Signore, la tua salvezza, dona, Signore, la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Dio, il Signore è nostra luce. Ordinate il corteo con rami frondosi fino ai lati dell’altare. Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo; com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Signore pietà. Pace in cielo, pace in terra, pace a tutto il popolo, pace ai sacerdoti delle Chiese di Dio. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Dice il Signore: Io ho disegni di pace e non di afflizione. Voi mi invocherete, ed io vi esaudirò, e vi ricondurrò da tutti i luoghi, dove siete stati schiavi Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa. Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore Figlio Unigenito, Gesù Cristo. Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del padre. Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica. Tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo. Con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. Vieni, o Dio misericordioso, e proteggi i tuoi figli che solo in te ripongono ogni loro speranza; astergi dal nostro cuore ogni affetto colpevole e serbaci nella fedeltà alla tua legge perché, contenti di quanto basta a sostenerci nella vita terrena, possiamo attendere fiduciosi l’eredità che ci è stata promessa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

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Psalmellus Convertere, Domine, aliquantulum: et deprecare super servos tuos. V. Domine, refugium factus es nobis a generatione, et progenie. Lectio secunda. Al termine: V. Verbum Domini. R. Deo gratias. Alleluia. V. Dominus Regnavit, decorem induit: induit Dominus fortitudinem, et precinxit se virtutem. Evangelium V. Dominus vobiscum. R. Et cum spiritu tuo. V. Lectio sancti Evangelii secundum N. R. Gloria tibi, Domine.

Al termine: V. Verbum Domini. R. Laus tibi, Christe. Post Evangelium Sperate in eo omnis conventus plebis, effundite coram illo corda vestra: quia Deus adiutor noster est. Oratio fidelium (Preces II) Dicamus omnes: R. Kyrie eleison Domine, Deus omnipotens patrum nostrorum. R. Kyrie eleison. Respice da caelo et de sede sancta tua. R. Kyrie eleison. Pro ecclesia tua sancta catholica, quam conservare digneris. R. Kyrie eleison. Pro Papa nostro Benedicto et Pontifice nostro Angelo, et sacerdotio eorum. R. Kyrie eleison. Pro universis Episcopis, cuncto clero, et populo. R. Kyrie eleison. Pro civitate hac omnibusque habitantibus in ea. R. Kyrie eleison. Pro aerum temperie, et fecunditate terrarum. R. Kyrie eleison. Libera nos, qui liberasti filios Israel. R. Kyrie eleison. In manu forti, et brĂ chio excelso. R. Kyrie eleison. Exurge, Domine, adiuva nos, et libera nos propter nomen tuum. R. Kyrie eleison. Ad complendam 12

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Volgiti a noi o Signore, alcun poco; e lasciati piegare in favore dei tuoi servi. Signore, tu sei stato nostro rifugio di generazione in generazione.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

Il Signore ha regnato e si è rivestito di Gloria; si è rivestito di fortezza e si è cinto di virtù.

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito. Dal Vangelo secondo N. Gloria a te, o Signore.

Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

In lui sperate, o voi tutti del popolo: spandete dinnanzi a lui i vostri cuori, poiché Dio è nostro aiuto.

Eleviamo con fiducia le nostre invocazioni a Dio, autore di ogni bene. R. Kyrie eleison. Signore, onnipotente Dio dei nostri padri. R. Kyrie eleison. Guardaci dall’alto del tuo trono. R. Kyrie eleison. Per la prosperità della tua Chiesa santa e cattolica. R. Kyrie eleison. Per il nostro Papa Benedetto, il nostro vescovo Angelo e per tutti i sacerdoti. R. Kyrie eleison. Per i vescovi di tutta la Chiesa, per i ministri di Dio e per il popolo loro affidato. R. Kyrie eleison. Per questa città e per tutti i suoi abitanti. R. Kyrie eleison. Per la clemenza del tempo e la fecondità della terra. R. Kyrie eleison. Liberaci, tu che liberasti i figli di Israele. R. Kyrie eleison. Con mano forte e con braccio potente. R. Kyrie eleison. Vieni, o Signore, aiutaci e liberaci per il tuo nome. R. Kyrie eleison.

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Pietatis tuae, quaesumus, Domine, supplicibus tuis trìbue largitatem, ut mandata tua, te operante, sectantes, et consolationem vitae praesentis accipiant et futura gaudia comprehendant. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. V. Pacem habete. Liturgia eucharistica Ad Offertorium. Domine convertere, et eripe animam meam: salvum me fac propter misericordiam tuam. V. Miserere mihi, Domine, quoniam infirmus sum: sana me, Domine quoniam conturbata sunt omnia ossa mea. Salvum me fac propter misericordiam tuam. V. Fratres, ad sacramentum unitatis efficaciter celebrandum, catholicam fidem una voce proclamemus. Credo Credo in unum Deum, Patrem omnipotentem, factorem cæli et terræ, visibilium omnium et invisibilium. Et in unum Dominum Iesum Christum, Filium Dei unigenitum, et ex Patre natum ante omnia sæcula. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero. Genitum, non factum, consubstantialem Patri: per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de cælis. (ci si inchina) Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine, et homo factus est. Crucifixus etiam pro nobis sub Pontio Pilato; passus et sepultus est. Et resurrexit tertia die, secundum Scripturas, et ascendit ad cælos, sedet ad dexteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria, iudicare vivos et mortuos, cuius regni non erit finis. Et in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem: qui ex Patre Filioque procedit. Qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur: qui locutus est per prophetas. Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum. Et expecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi sæculi. Amen. Super oblata Deus, qui mysteriorum tuorum dignanter operaris effectus, praesta, quaesumus, ut sacris fiant apta muneribus, et nobis salutaria nostra servitia. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen

Prex eucharistica

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Præfatio V. Dominus vobiscum R. Et cum spiritu tuo. V. Sursum corda. R. Habemus ad Dominum. V. Gratias agamus Domino Deo nostro. R. Dignum et iustum est. Vere dignum et iustum est, aequum et salutare nos tibi semper, hic et ubique, gratias agere, Domine, sancte Pater, omnipotens aeterne Deus, per Chistum Dominum nostrum. Qui, humanis miseratus erroribus, de Virgine nasci dignatus est. Qui, crucem passus, a morte nos perpetua liberavit et, a mortuis resurgens, vitam nobis donavit aeternam. Et ideo, cum angelorum turba atque sanctorum, hymnum laudis: tibi canimus, sine fine dicentes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt cæli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis. (in ginocchio) Vere sanctus, vere benedictus Dominus noster Iesus Christus Filius tuus. 14

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Effondi largamente, o Dio, la tua misericordia sul popolo che ti implora; fa’ che i tuoi figli seguano senza alcuna stanchezza la strada dei tuoi precetti perché ricevano conforto nei giorni fuggevoli della vita e arrivino a conseguire la gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen Scambiatevi il segno di pace.

O Signore, rivolgiti e libera l’anima mia; per tua misericordia dammi salute. Abbi pietà di me, o Signore, perché sono senza forze; sanami, o Signore, perché tutte le mie ossa sono sconquassate. E per tua misericordia dammi salute. Fratelli, per celebrare con frutto l’Eucaristia, sacramento dell’unità della Chiesa, proclamiamo insieme la fede cattolica.

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre, per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo. E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto; e il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture; è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio; e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato: e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. E aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

O Dio, che ricolmi di grazia la celebrazione dei tuoi misteri, rendi degno il nostro servizio in questo santo rito e apri il nostro cuore a ricevere con frutto i tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito. In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. É cosa buona e giusta. È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. Mosso a pietà dagli errori umani ha voluto nascere dalla vergine Maria; con la sua morte volontaria sulla croce ci ha liberato dalla morte eterna e con la sua risurrezione ci ha conquistato a una vita senza fine. Perciò, riconoscenti e gioiosi per questo dono di grazia, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli e dei santi che inneggiano alla tua gloria: Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli. Veramente santo, veramente benedetto è il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio tuo. 15

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Qui, cum Deus esset maiestatis æternæ, descendit de cælo, formam servi, qui primus perierat, exinanitus accepit, et sponte pati dignatus est, ut eum, quem ipse fecerat, liberaret a morte, hostiamque Corpus et Sanguinem suum, per Spiritum sanctum nobis offerendam, divina pietate reliquit. Pridie enim quam pro nostra omniumque salute pateretur, discumbens in medio discipulorum suorum, et accipiens panem, elevavit oculos ad cælos, ad te Deum Patrem suum omnipotentem, tibi gratias agens, benedixit, fregit, deditque discipulis suis, dicens ad eos: Accipite, et manducate ex hoc omnes: Hoc est enim corpus meum, Quod pro vobis tradetur. Simili modo postquam cenatum est accipiens calicem, elevavit oculos ad cælos ad Te Deum Patrem suum omnipotentem, item, tibi gratias agens, benedixit, tradiditque discipulis suis, dicens ad eos: Accipite et bibite ex eo omnes: Hic est enim calix sanguinis mei, Novi et æterni testamenti: Qui pro vobis et pro multis effundetur In remissionem peccatorum. mandans quoque, et dicens ad eos: Hæc quotienscumque feceritis, in meam commemorationem facietis: Mortem meam prædicabitis, Resurrectionem meam annuntiabitis, Adventum meum sperabitis Donec iterum de cælis veniam ad vos. Mysterium fidei. R. Salvator mundi, salva nos, qui per crucem et resurrectionem tuam liberasti nos. Ipsius præceptum est, Domine, quod agimus, cuius nunc te præsentia postulamus. Da sacrificio auctorem suum, ut impleatur fides rei in sublimitate mysterii, ut, sicut veritatem sacrificii cælestis exsequimur, sic veritatem dominici Corporis et Sanguinis hauriamus.

Hoc vero, Pater omnipotens, digneris sacrificium paschale suscipere, quod in communione Dei genitricis Mariæ, beati Ambrosii omniumque electorum tuorum, una cum papa nostro Benedicto et pontifice nostro Angelo tibi, gratias agentes, in humilitate cordis offerimus, pro Ecclesia tua sancta, toto terrarum orbe diffusa, et Spiritus operante virtute, dominica caritate conexa; pro sacerdotio sancto et hoc populo tuam misericordiam consecuto; pro fratribus nostris, qui nos in spe adventus regni tui ac fiducia præcesserunt, ut omnium nomina scripta teneas in libro viventium, et omnes invenias in Christo Iesu Domino nostro. In quo tibi Deo Patri omnipotenti est honor et gloria, magnificentia et potestas, cum Spiritu sancto a sæculis et nunc et semper, et in omnia sæcula sæculorum. R. Amen. Ritus communionis Confractorium. Qui meditabitur in lege Domini die, ac nocte, dabit fructum suum in tempore suo. V. Præceptis salutaribus moniti, et divina institutione formati, audemus dicere:

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Egli, che è Dio infinito ed eterno, discese dal cielo, si umiliò fino alla condizione di servo e venne a condividere la sorte di chi si era perduto. Accettò volontariamente di soffrire per liberare dalla morte l’uomo che lui stesso aveva creato; con amore che non conosce confini ci lasciò quale sacrificio da offrire al tuo nome il suo corpo e il suo sangue, che la potenza dello Spirito Santo rende presenti sull’altare. La vigilia della sua passione, sofferta per la salvezza nostra e del mondo intero, stando a mensa tra i suoi discepoli, egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò e lo diede a loro dicendo:

Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e alzando gli occhi al cielo a te, Dio, Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.

Diede loro anche questo comando: Ogni volta che farete questo lo farete in memoria di me: predicherete la mia morte,

annunzierete la mia risurrezione, attenderete con fiducia il mio ritorno finchè di nuovo verrò a voi dal cielo.

Tu ci hai redento con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo. Il mistero che celebriamo, o Padre, è obbedienza al comando di Cristo. Manda tra noi in questa azione sacrificale colui che l’ha istituita perché il rito che noi compiamo con fede abbia il dono della presenza del Figlio tuo nell’arcana sublimità del tuo sacramento. E a noi, che in verità partecipiamo al sacrificio perennemente offerto nel santuario celeste, concedi di attingere la viva e misteriosa realtà del corpo e del sangue del Signore. Degnati, o Dio, di accogliere questo sacrificio pasquale: uniti alla beata vergine Maria madre di Dio, a S. Ambrogio e a tutti i santi, insieme col papa nostro Benedetto e col vescovo nostro Angelo noi te lo offriamo con cuore umile e grato per la tua santa Chiesa, diffusa su tutta la terra e radunata nello Spirito Santo dall’amore del suo Redentore; te lo offriamo inoltre per i sacerdoti a te consacrati, per questo tuo popolo che in te ha trovato misericordia e per i nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fiduciosa speranza della venuta del tuo regno. Serba scritti nel libro della vita i nomi di tutti perché tu li possa tutti ritrovare nella comunione di Cristo Signore nostro. Con lui e con lo Spirito Santo, a te, o Padre, è l’onore, la lode, la gloria, la maestà e la potenza, ora e sempre, dall’eternità e per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Colui che mediterà giorno e notte la legge del Signore, darà a suo tempo il suo frutto. Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:

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Pater noster, qui es in cælis, sanctificetur nomen tuum, adveniat regnum tuum, fiat voluntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidianum da nobis hodie, et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris, et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo. V. Libera nos, quæsumus, Domine, ab omnibus malis, da propitius pacem in diebus nostris, ut, ope misericordiæ tuæ adiuti, et a peccato simus semper liberi et ab omni perturbatione securi: exspectantes beatam spem et adventum Salvatoris nostri Iesu Christi. R. Quia tuum est regnum et potestas et gloria in sæcula. V. Domine Iesu Christe, qui dixisti Apostolis tuis: Pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis: ne respicias peccata nostra, sed fidem Ecclesiæ tuæ, eamque secundum voluntatem tuam pacificare, custodire, et regere digneris propitius. Qui vivis et regnas in sæcula sæculorum. R. Amen. V. Pax et communicatio Domini nostri Iesu Christi sit semper vobiscum. R. Et cum spiritu tuo. V. Beati qui ad cenam Agni vocati sunt. Ecce Agnus Dei, ecce qui tollit peccata mundi. R. Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum, sed tantum dic verbo et sanabitur anima mea. Transitorium. Declinant anni nostri, et dies ad finem. Quia tempus est, corrigamus nos ad laudem Christi. Lampades sint accensæ, quia excelsus Iudex venit iudicare gentes. Halleluia, Halleluia. Aliud. Coenae tuae mirabili hodie Filius Dei socium me accipis. Non enim inimicis tuis hoc mysterium dicam: non tibi dabo osculum, sicuti et Iudas; sed sicut latro confitendo te. Memento mei, Domine, in regno tuo. V. Oremus. Post communionem Per haec sacramenta, Domine, Christi participes effecti, clementiam tuam humiliter imploramus, ut, comformes imaginis eius in terris, ipsius consortes fieri mereamur in caelis. Qui vivit et regnat in saecula saeculorum. R. Amen. Ritus conclusionis V. Dominus vobiscum. R. Et cum spiritu tuo. Kyrie eleison (ter) V. Benedicat vos omnipotens Deus, Pater et Filius et Spiritus Sanctus. R. Amen. V. Procedamus cum pace. R. In nomine Christi. Cantus finalis Gaude, et laetare exultatio Angelorum; gaude, Domini virgo, Prophetarum gaudium; gaudeas, benedicta, Dominus tecum est. Gaude, quae per Angelum gaudium mundi suscepisti; gaude, quae genuisti Factorem, et Dominum; gaudeas quia digna es esse Mater Christi.

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Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni; e con l’aiuto della tua misericordia, vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza, e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo. Tuo é il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli. Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale pace, custodia e guida secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. La pace e la comunione del Signore nostro Gesù Cristo sia sempre con voi. E con il tuo spirito. Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo. O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato. Gli anni e i giorni nostri volgono alla fine. Giacché ancor vi è tempo, rivolgiamoci a cercare la gloria di Cristo. Siano accese le lampade perché il giudice eccelso viene a giudicare le genti. Alleluia, Alleluia. Oggi, o Figlio di Dio, mi accogli come amico al tuo stupendo banchetto. Non affiderò agli indegni questo mistero né ti bacerò come Giuda, ma implorandoti come il ladrone. Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

O Padre, che nella celebrazione di questo mistero ci hai fatto partecipi della vita di Cristo, trasformaci a immagine del tuo unico Figlio e donaci un giorno di condividere l’eredità eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito. Kyrie… Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen. Andiamo in pace. Nel nome di Cristo.

Rallegrati, tu che sei l’esultanza degli Angeli; rallegrati, Vergine del Signore, gioia dei profeti; rallegrati, o benedetta, il Signore è con te. Rallegrati, tu che per l’annuncio dell’Angelo hai generato la gioia del mondo; rallegrati, tu che hai generato il Creatore e il Signore; rallegrati perché sei stata degna di essere la madre di Cristo.

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Cantori Ambrosiani L’Associazione Cantori Ambrosiani, a più di 1600 anni dalla morte di Ambrogio, si propone di valorizzare e diffondere nelle parrocchie la pratica del canto ambrosiano, voce della fede, della tradizione, della cultura della nostra terra, che a partire dai nordafricani martiri Vittore, Nabore e Felice, uccisi all’inizio del IV secolo durante l’episcopato di San Materno, e passando per i Longobardi, per i Veneti, per i Bergamaschi, per i Meridionali d’Italia e oggi per i comunitari e gli extracomunitari cattolici, sa trasformare tutti in veri ambrosiani. Con questo canto la comunità battezza i bambini, accompagna l’esistenza di giovani e adulti, sostiene gli sposi, e dà il congedo ai propri cari. L’impegno primario dell’Associazione Culturale Cantori Ambrosiani è la salvaguardia e la diffusione del canto ambrosiano. Ruolo centrale è rivestito dal coro, che ha il compito di accompagnare la liturgia e di realizzare rassegne, concerti, convegni, iniziative editoriali e incisioni discografiche. Sotto la direzione di Giovanni Scomparin che può oggi ritenersi fra i maggiori specialisti nella direzione ed esecuzione del canto ambrosiano, il coro ha maturato un’esperienza unica, attraverso la prattica musicale al servizio della liturgia domenicale in diverse realtà ecclesiali, come fermento ecumenico. Le competenze umanistiche di molti cantori, approfondite a livello sia universitario sia musicale, consentono una risposta adeguata alle richieste di studio e una migliore percezione culturale della musica da eseguire. La preparazione liturgica è curata dall’avv. Ferruccio Ferrari, redattore di diversi sussidi per il canto liturgico, editi sempre di concerto con la diocesi di Milano. Il coro è oggi regolarmente impegnato ad accompagnare la messa sia secondo il messale di Paolo VI sia secondo il testo tridentino. In entrambi gli ordines, vengono eseguiti i canti ambrosiani propri del giorno, secondo l’Antiphonale Missarum Juxta Ritum Sanctae Ecclesiae Mediolanensis, edizione tipica per il repertorio ambrosiano, curata dall’abate Gregorio M. Suñol, unica a rendere accessibile il tesoro dei manoscritti antichi. Il coro è l’unico gruppo vocale a Milano ad annoverare integralmente nel proprio repertorio questo testo, interpretato in notazione antica da fonti originali. Per lo studio filologico e l’interpretazione del canto ambrosiano, il coro si avvale della collaborazione di Giacomo Baroffio, già docente presso l’Università Cattolica di Milano, l’Università di Pavia e Cremona e uno dei massimi studiosi al mondo di canto ambrosiano e gregoriano; e di alcuni studiosi internazionali quali T.F. Kelly, M. Huglò, T. Baley e di A. Rusconi per la consulenza musicologica. I Cantori Ambrosiani ereditano una decennale esperienza realizzata principalmente nei più importanti luoghi di culto di Milano quali il Duomo, la Basilica di Sant’Ambrogio, il Monastero di San Maurizio, la Basilica San Simpliciano, la Basilica Apostolica di San Nazaro, il Civico Tempio di San Sebastiano, e in manifestazioni di rilievo quali il Festival MITO, Il Canto delle pietre, Vox Ambrosii, Milano Barocca, La Cartella dei Cantori, Maggio Rhodense, La voce e l’anima. L’antica prattica del canto ambrosiano è stata realizzata in particolari luoghi di prestigio quali la Basilica San Pietro (Stato del Vaticano), l’Università di Harvard (U.S.A), il Monastero di Strahov (Praga, Rep. Ceca), la Basilica Sant’Apollinare in Classe (Ravenna), il Monastero di San Maurizio alle Monache a Milano, l’Isola di Rodi (Grecia) e di Gerusalemme (Israele). Hanno collaborato con l’Associazione per la realizzazione delle liturgie la Curia di Milano, la Biblioteca Ambrosiana di Milano, l’Associazione Res Musica (Angelo Rusconi), il Consolato della Repubblica Ceca, il Consolato della Repubblica della Slovenia, il Comune di Ravenna e il Comune di Milano, inoltre l’associazione culturale Signum Ambrosianum, che si occupa di preservare il patrimonio dei testi liturgici della chiesa ambrosiana. Presidente dell’associazione Maria Teresa Broggini Moretto

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Giovanni Scomparin, maestro del coro Cantore per numerosi anni nei Pueri Cantores presso la Chiesa Prepositurale San Vittore di Rho, sotto la direzione del maestro Luigi Toia, Giovanni Scomparin ha svolto un’intensa attività musicale sia come corista sia come contrabbassista della Cappella, con la quale ha avuto modo di affrontare opere di Bach, mottetti e messe di Palestrina, Mozart, Haydn, Monteverdi e Bettinelli. Ha studiato contrabbasso con Carlo Capriata presso la Civica Scuola di Musica di Milano (Villa Simonetta) e si è perfezionato poi presso il Conservatorio di Milano Giuseppe Verdi. Presso la Civica Scuola di Musica ha anche seguito i corsi di musica antica, notazione medievale e rinascimentale, filologia musicale, contrappunto rinascimentale sotto la guida di Diego Fratelli, e il corso di violone con Paolo Rizzi. Parallelamente ha seguito i corsi di direzione di coro, musica corale e didattica con Sebastian Korn (Conservatorio di Verona). Presso la Schola Cantorum di Basilea ha seguito i corsi di notazione gregoriana e violone. Ha seguito numerosi seminari di interpretazione strumentale con Trevor Pinnock e Carlo Onofri e masterclass di direzione corale con Peter Phillips, Gary Graden, Par Freiberg, Johannes Prinz. Ha svolto un’intensa attività come strumentista sotto la direzione di prestigiosi direttori quali Donato Renzetti, Marcello Panni, Peter Maag, Carlo Maria Giulini, con artisti internazionali quali Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Mario Brunello, Bruno Canino e Antonio Ballista. Nel 2001 ha fondato la Cappella Musicale Rhaudenses Cantores (Cantori Rhodensi) con la quale svolge regolare attività concertistica, con concerti in tutta Italia e all’estero. Nel 2008 i Rhaudenses Cantores hanno partecipato alla realizzazione dell’opera Ferrovia Soprelevata su testo di Dino Buzzati e musiche di Luciano Chailly, presso il Piccolo Teatro Studio di Milano, con l’Orchestra di Milano Classica. Dal settembre 2004 al gennaio 2011 è stato maestro di cappella presso la Basilica di S. Ambrogio, dove ha svolto un intenso lavoro di riqualificazione musicale, portando il coro ai massimi splendori artistici. Nel 2006 è chiamato a dirigere i Vespri Solenni presso la Patriarcale Basilica di San Pietro (Stato del Vaticano), in occasione dell’apertura del XXXVIII Convegno Nazionale Santa Cecilia, celebrati da S.E.R. Piero Marini, già cerimoniere di Beato Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI. Nel 2007 è stato invitato dal Prof. T.F. Kelly, direttore del dipartimento di musica dell’Università di Harvard, a partecipare al Convegno mondiale Ambrosian at Harvard tenutosi negli Stati Uniti a Boston presso la prestigiosa università, e alla San Patrick Church di Boston ha eseguito, in prima assoluta negli U.S.A., il Vespro di San Luca in canto ambrosiano. Nel 2008 è stato insignito della Civica Benemerenza Ambrogino per alti meriti artistici. Nell’estate e nell’autunno 2010 collabora alla redazione dell’Antifonale Ambrosiano, a cura di Ferruccio Ferrari, pubblicato dal Comune di Milano e dall’Arcidiocesi di Milano, curando inoltre la registrazione dei 3 cd inseriti nell’opera. Nel Giugno 2011 gli è stata attribuita la Civica Onorificenza della Città di Rho, per aver diffuso il canto ambrosiano nel mondo, e aver ricoperto importanti incarichi culturali in ambito milanese. All’attività musicale affianca anche quella di ricerca, concretizzata nella cura di trascrizioni di musica sacra inedita del periodo medievale e rinascimentale. Dal 2010 è direttore artistico e musicale dell’Associazione Cantori Ambrosiani. Ideatore di diversi programmi musicali, ha realizzato concerti vocali e strumentali in luoghi dove la musica ha un accesso più difficoltoso quali ospedali, case di riposo, carceri e scuole. Per Radio Missione ha ideato e curato la trasmissione radiofonica Parole e Suoni. Per l’Ospedale Policlinico di Milano ha ideato il ciclo di concerti La voce e l’anima. Nel 2000 ha pubblicato il volume Concerto Straordinario (Abelardo Editore).

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Giorgio Cattaneo, organista Giorgio Cattaneo, milanese, da giovanissimo si appassiona all’organo e inzia gli studi sotto la guida del Mandirola per perfezionarsi poi nella classe d’organo del Passuello presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra (PIAMS) di Milano. Dedica gran parte dello studio alla riscoperta del patrimonio liturgico musicale di compositori italiani del movimento ceciliano, musicisti, liturgisti e altri studiosi, che intendevano ‘restituire dignità’ alla musica liturgica sottraendola all’influsso del melodramma e della musica popolare, fondando anche – sempre sotto il nome di Santa Cecilia – scuole, associazioni e periodici. I principali esponenti di questo movimento in Italia furono Lorenzo Perosi, Giovanni Tebaldini, Raffaele Casimiri, Oreste Ravanello, Angelo De Santi, Federico Caudana, Raffaele Manari, Luigi Bottazzo, Marco Enrico Bossi, Filippo Capocci, Ernesto Dalla Libera e Giuseppe Zelioli, volgendo particolare attenzione alle rivisitazioni delle melodie gregoriane e ambrosiane. Svolge regolare attività organistica presso la Basilica di Sant’Ambrogio, suonando per l’accompagnamento delle celebrazioni liturgiche e i Vespri d’Organo sul grande organo della Basilica, un organo Balbiani del 1928. L’attività musicale liturgica viene sostenuta in diverse basiliche del milanese, in particolare si segnalano celebrazioni nel Duomo di Milano, nella Basilica di Sant’Ambrogio, nella Basilica di San Marco, nella Chiesa dell’Incoronata e anche al di fuori dell’ambito milanese. In ambito nazionale e internazionale si segnalano la Cattedrale di Asola, la Trinity Church Wall Street ( U.S.A, New York), il Monastero di Strahov a Praga (Repubblica Ceca), il Monastero Major de San Francisco in Buenos Aires (Argentina). Innumerevoli i concerti e le partecipazioni a rassegne musicali sia in qualità di solista all’organo sia in accompagnamento a gruppi corali, strumentali e solisti; è ospite fisso al Festival Serassi organizzato dal Circuito Organistico Internazionale di Agimus Lombardia. È organista dell’ Associazione Cantori Ambrosiani, che ha sede presso il Civico Tempio San Sebastiano (1616), con il quale ha accompagnato numerose funzioni liturgiche presso il Duomo di Milano, la Cattedrale di Lecco, la Basilica Apostolica S. Nazaro a Milano, in collaborazione con la Provincia di Varese e la Curia di Milano. Alcune delle celebrazioni liturgiche sono state riprese da Telenova, dal circuito TV 2000 e diffuse in diretta.

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Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Civico Tempio di San Sebastiano La chiesa venne eretta come tempio civico dal Comune di Milano in segno di devozione e di riconoscimento per la cessazione della peste del 1576. Il richiamo al martirio di San Sebastiano, protettore degli appestati, è evidente all’esterno nelle decorazioni delle metope del cornicione dorico. L’edificio è in gran parte frutto del progetto ideato nel 1577 dall’architetto e pittore Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini (Puria di Valsolda, 1527 – Milano, 1596), autore, tra le altre opere, del Battistero del Duomo di Milano e di Villa d’Este a Cernobbio. Nominato pittore di corte da Filippo II di Spagna, il Pellegrini lasciò il cantiere e venne quindi sostituito dai due architetti lombardi Martino Bassi e Fabio Mangone. Al puro cilindro originario pellegriniano venne così aggiunto il presbiterio quadrato e successivamente il tamburo della cupola centrale. Sono invece dell’inizio del secolo scorso le vetrate dello stesso tamburo, eseguite dal pittore triestino Piero Marussig (1879-1937), cofondatore del gruppo Novecento. All’interno della chiesa si trovano, tra gli altri monumenti, un antico simulacro di San Crispino, patrono dei calzolai, e una cappella (la prima a destra) dedicata a Sant’Eligio, patrono degli orefici: il santo in questione è Eligio di Noyon, celebre gioielliere del VII secolo e protettore di un’attività artigianale un tempo molto operosa a Milano e oggi praticamente scomparsa: quella dei battiloro, gli abili creatori delle fogli d’oro per dipinti e manufatti di oreficeria, ma soprattutto fornitori di filati di metalli preziosi per lussuosi tessuti destinati alle più importanti corti europee. La concorrenza votiva tra le due congregazioni di mestiere, orafi e calzolai, diede vita nei secoli alla formazione di grandiose processioni e alla raccolta di sostanziose offerte da parte degli iscritti alle rispettive corporazioni. Nel 1970 si operò un ultimo intervento al sito, inserendo nella seconda cappella di sinistra – detta «della Pietà» per l’ottocentesco marmo dello scultore toscano Benedetto Cacciatori – un sepolcro dedicato all’«internato ignoto», nel quale sono conservati i resti di uno sconosciuto prigioniero di un campo di concentramento della Seconda Guerra Mondiale.

Si ringrazia

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MITO SettembreMusica è un Festival a Impatto Zero® Il Festival MITO compensa le emissioni di CO2 contribuendo alla riforestazione e alla tutela di foreste in Bolivia e partecipando alla riqualificazione del territorio urbano del Comune di Milano L’impegno ecologico del Festival MITO SettembreMusica si rinnova ogni anno attraverso la compensazione delle emissioni di CO2 prodotte dall’evento. Per la sesta edizione del Festival l’impegno etico si sviluppa su un duplice fronte. A Milano, MITO SettembreMusica partecipa attivamente alla riqualificazione dell’Alzaia del Naviglio Grande, aderendo al progetto promosso da LifeGate in collaborazione con il Consorzio Est Ticino Villoresi e adottando 18 piante, una per ogni giorno di Festival. Il progetto, nato lo scorso anno con il sostegno del Festival MITO, si propone di realizzare un percorso verde che colleghi la città di Milano ai Parchi Regionali della Valle del Ticino e dell’Adda. L’intervento riguarda un tratto di circa un chilometro. L’area è stata riqualificata con la rimozione di rifiuti e di specie infestanti e con la piantumazione di essenze arbustive autoctone per ridefinire il fronte urbano. Di respiro internazionale è, invece, l’adesione al progetto di Impatto Zero® di LifeGate tramite il quale MITO SettembreMusica contribuisce alla riforestazione e alla tutela di foreste in Bolivia, nel dipartimento di Beni, in provincia di José Ballivián, nel comune di Rurrenabaque. Il progetto complessivo, premiato con riconoscimenti internazionali, si estende dai piedi delle Ande ai margini del bacino dell’Amazzonia. Comprende 6000 ettari di terreni di proprietà di piccoli coltivatori incentivati al mantenimento della biodiversità locale e alla riqualificazione del territorio.

In collaborazione con

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Un progetto di CittĂ  di Milano

CittĂ  di Torino

Giuliano Pisapia Sindaco Presidente del Festival

Piero Fassino Sindaco Presidente del Festival

Stefano Boeri Assessore alla Cultura, Moda e Design

Maurizio Braccialarghe Assessore alla Cultura, Turismo e Promozione della cittĂ 

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo, Moda e Design

Angela La Rotella Dirigente Servizio Spettacolo, Manifestazioni e Formazione Culturale

Comitato di coordinamento Francesco Micheli Presidente Vicepresidente del Festival Angelo Chianale Vicepresidente Enzo Restagno Direttore artistico Milano

Torino

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo, Moda e Design

Angela La Rotella Dirigente Servizio Spettacolo, Manifestazioni e Formazione Culturale

Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

Claudio Merlo Direttore organizzativo Coordinatore artistico

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Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori: Alberto Arbasino / Gae Aulenti / Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Francesca Colombo / Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner / Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli Ermanno Olmi / Sandro Parenzo / Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro Livia Pomodoro / Davide Rampello / Franca Sozzani / Massimo Vitta Zelman Comitato di Patronage: Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luis Pereira Leal Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti / Gianfranco Ravasi / Daria Rocca Umberto Veronesi Consiglio Direttivo: Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Francesca Colombo / Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Organizzazione: Francesca Colombo, Segretario generale e Coordinatore artistico Stefania Brucini, Responsabile promozione e biglietteria Carlotta Colombo, Responsabile produzione Federica Michelini, Assistente Segretario generale e Responsabile partner e sponsor Luisella Molina, Responsabile organizzazione Carmen Ohlmes, Responsabile comunicazione

Lo Staff del Festival Segreteria generale: Lara Baruca, Chiara Borgini con Eleonora Pezzoli Comunicazione: Livio Aragona, Emma De Luca, Laura Di Maio, Uberto Russo con Valentina Trovato e Andrea Crespi, Federica Pasini, Caterina Pianelli, Desirè Puletto, Clara Sturiale Organizzazione: Elisa Abba con Nicoletta Calderoni, Alice Lecchi e Mariangela Vita. Produzione: Francesco Bollani, Marco Caverni, Stefano Coppelli, Nicola Giuliani, Matteo Milani, Andrea Simet e Giulia Accornero, Elisa Bottio, Alessandra Chiesa, Lavinia Siardi Promozione e biglietteria: Alice Boerci, Alberto Corrielli, Fulvio Gibillini, Arjuna-Das Irmici, Alberto Raimondo con Claudia Falabella, Diana Marangoni, Luisa Morra, Federica Simone e Serena Accorti, Biagio De Vuono, Cecilia Galiano via Dogana, 2 – 20123 Milano telefono +39.02.88464725 / fax +39.02.88464749 c.mitoinformazioni@comune.milano.it / www.mitosettembremusica.it facebook.com/mitosettembremusica.official twitter.com/mitomusica youtube.com/mitosettembremusica 27

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I concerti di domani e dopodomani Lunedì 10.IX

Martedì 11.IX

ore 17 classica Piccolo Teatro Studio Expo Musiche di Schoenberg, Adams, Stravinskij Orchestra I Pomeriggi Musicali Antonello Manacorda, direttore Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

ore 11 incontri Sede Amici del Loggione del Teatro alla Scala Presentazione degli Atti del convegno Luciano Berio. Nuove prospettive a cura di Angela Ida De Benedictis Coordina Enzo Restagno Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

ore 18 classica Teatro Litta Debussy: 150 di questi anni Musiche di Debussy Shizuka Susanna Salvemini, pianoforte Posto unico numerato e 5 ore 21 Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Debussy: 150 di questi anni Musiche di Debussy Salvatore Accardo, violino Laura Gorna, violino Francesco Fiore, viola Rocco Filippini, violoncello Andrea Oliva, flauto Laura Manzini, pianoforte Elena Gorna, arpa Posto unico numerato e 15

classica

ore 14 e 17.30 incontri Musica e cervello – convegno di studi Mozart e la sindrome di Tourette Università degli studi di Milano Aula Magna Perché ancora una giornata su musica e cervello, perché Mozart La musica e la mente di Mozart Ingresso gratuito ore 17 e ore 21 classica Università degli studi di Milano Aula Magna Musiche di Mozart Ghislieri Choir Giulio Prandi, direttore Alessandro Marangoni, pianoforte

Musiche di Mozart Orchestra Cantelli ore 21 musica popolare Mattia Rondelli, direttore Teatro degli Arcimboldi I solisti di Ghislieri Choir Vola Vola Vola Karin Selva, soprano Canti popolari e canzoni Alessio Tosi, tenore Ambrogio Sparagna Marco Bussi, basso Orchestra Popolare Italiana Ingresso gratuito Con la partecipazione straordinaria di Francesco De Gregori ore 18 classica Posti numerati e 15, e 20 e e 30 Teatro Litta Debussy: 150 di questi anni ore 22 jazz Musiche di Debussy, Ravel Palazzo Mezzanotte Juliana Steinbach, pianoforte Congress Centre and Services Posto unico numerato e 5 Let’s jazz! Michele Di Toro, pianoforte ore 21 world music Davide Laura, violino Teatro della Luna Simone Zanchini, fisarmonica Una notte balinese Giuseppe Ettorre, contrabbasso Omaggio a Antonin Artaud Giuseppe Cacciola, Orchestra gamelan, danzatori, attori batteria e percussioni Compagnia di Sebatu Ingressi e 10 Posto unico numerato e 17

www.mitosettembremusica.it Responsabile editoriale Livio Aragona Progetto grafico Studio Cerri & Associati con Francesca Ceccoli, Ciro Toscano Stampato su carta ecologica Magno Satin da gr. 150

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