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Milano Parco Trotter

La bella malinconia: alla scoperta della musica di Nino Rota

MartedĂŹ 14.IX.10 ore 17

Orchestra Master dei Talenti Fondazione CRT Giuseppe Ratti direttore Domenico Berardi voce recitante

° 43

Torino Milano Festival Internazionale della Musica 03_24 settembre 2010 Quarta edizione

SettembreMusica


Nino Rota (1911-1979) Il Gattopardo La dolce vita Otto e mezzo Prova d’orchestra Amarcord Il Padrino Orchestra Master dei Talenti Fondazione CRT Giuseppe Ratti, direttore Domenico Berardi, voce recitante

In collaborazione con Fondazione CRT Associazione La CittĂ del Sole Amici del Parco Trotter


La musica di Nino Rota: un punto di vista Sono passati più di trent’anni dalla morte di Nino Rota, ma il successo della sua musica, così diretta e immediata, non sembra dare segni di cedimento. Anzi, la ricorrenza è il pretesto per assodare una popolarità che nel corso degli anni ha investito le orecchie e le menti di un pubblico vastissimo, dagli intenditori del settore musicologico, agli appassionati frequentatori delle sale da concerto, fino a coloro che fruiscono di ciò che TV e radio possono offrire, preferibilmente popular music o musica che non richieda un ascolto troppo impegnato. Si tratta di un panorama variegato che rispecchia l’altrettanta varietà del prolifico catalogo rotiano, equamente diviso fra una produzione ‘classica’ con opere liriche, balletti, musica vocale/corale, sinfonie, concerti e tanti altri lavori per orchestra, molti pezzi da camera e per pianoforte (strumento su cui il piccolo Nino fece i primi passi nella composizione, subito dopo la fine della Grande Guerra), e una produzione ‘applicata’ con più di 150 colonne sonore per film italiani e stranieri. È perlopiù a quest’ultima ‘metà’ che si deve la popolarità sopra menzionata: è difficile trovare chi non ha mai sentito almeno una volta nella vita il tema introduttivo della tromba del Padrino, o quello struggente e malinconico intonato dallo stesso strumento nella Strada; che dire poi – per rimanere nell’ambito del fortunato sodalizio artistico Fellini-Rota – della marcetta che accompagna le peripezie cinematografiche di Guido in Otto e mezzo, o del voluttuoso e cromatico motivo-guida della Dolce vita, o ancora quello pieno di memoria in Amarcord. La magia, quasi inquietante, di questi brani è che, se si fa attenzione, essi si ripresentano periodicamente nella vita di tutti i giorni, vuoi perché fischiettati da qualcuno, vuoi perché riarrangiati e suonati da qualche Straßenmusikant, vuoi perché utilizzati come sigla di spot pubblicitari, dai quali siamo sommersi in continuazione. Basterebbe solo un titolo per riassumere questo ‘dono dell’ubiquità’, ricordando che Rota è nientemeno che l’autore di una canzonetta come Viva la pappa col pomodoro. Esiste tuttavia un ulteriore aspetto della musica rotiana capace di renderla così facilmente memorizzabile e, nello stesso tempo, ‘impalpabile’ e ricca di ambiguità. Ogni volta che ci si mette ad ascoltarla, infatti, si ha una sensazione di déjà entendu, come se quella melodia già la conoscessimo ancora prima di sentirla, nonostante ne ignoriamo la provenienza o anche se l’autore non è in origine Nino Rota. In realtà, il compositore per tutta la vita ebbe la tendenza di citare musica preesistente, sia propria che di altri autori, tessendo in tal modo dei fitti e intricati rapporti intertestuali che riempiono la sua opera di senso e di doppio senso: un labirinto in cui non è per niente facile muoversi e dove la labilità del confine tra conscio e inconscio sfiora i limiti della sovrainterpretazione, del fraintendimento (non è detto che Rota fosse sempre del tutto cosciente degli imprestiti, dal momento che essi potevano essere anche involontari). Ma qualche dato di fatto c’è: il summenzionato tema conduttore della Strada non fa che riprendere il Larghetto della Serenata per archi op. 22 di Dvorˇák; per quello di Otto e mezzo, invece, l’ispirazione è chiaramente la celeberrima Entrata dei gladiatori di un altro boemo, Julius Fucˇ ik. Il citazionismo (e l’autocitazionismo), inoltre, causò più volte a Rota l’accusa per plagio: con La dolce vita, per aver nascosto dietro al motivo principale la Moritat vom Mackie Messer dalla Dreigroschenoper di Kurt Weill; col primo Padrino del 1972, per aver impiegato nel famoso Tema d’amore un’idea già apparsa in un film di Eduardo de Filippo del 1958, Fortunella, per il quale Rota aveva ugualmente concepito le musiche (questo fatto gli costò l’oscar, che prese soltanto due anni dopo col prosieguo della trilogia diretta da Coppola). La capacità di attingere a materiali diversi, dalle letterali citazioni alle imitazioni à la manière de fino alle lontane rievocazioni di stile, corrobora la tesi secondo cui Nino Rota non è poi tanto ‘facile’, ‘ingenuo’ e ‘banale’ – come 2


purtroppo si sente dire spesso (specialmente dai critici) –, quanto invece in grado di costruire grovigli di connessioni che disorientano l’ascoltatore desideroso di andare oltre l’apparente candida semplicità a lui attribuita, sia per l’essere orecchiabile, sia per l’aver composto per il cinema. Ma Rota conferiva la medesima importanza alle sue colonne sonore, se più di una volta si permise di far travasare nei film melodie già utilizzate nella musica ‘pura’ e viceversa – al contrario, per esempio, di un Ennio Morricone, il quale invece si preoccupa di mantenere ben distanti i due mondi. Nasce da questa multiformità linguistica e stilistica l’abilità di Rota di piegare la musica alle esigenze di ciascun regista e di creare universi sonori disparati, senza tuttavia perdere originalità e giocando un ruolo essenziale per la realizzazione complessiva del film: non è un caso che Fellini abbia voluto ritagliare un omaggio all’‘amico magico’ con Prova d’orchestra (di fatto, una favola musicale) nel 1978, un anno prima che terminasse forzatamente la loro fruttuosa collaborazione cominciata nel 1952 con Lo sceicco bianco. Nelle pellicole del regista riminese, per esempio, scene grottesche si alternano in continuazione ad altre di struggente malinconia, e Rota, come un sismografo, scandisce ogni minimo cambiamento di atmosfera. Egli passa perciò da accenti di frizzante clownerie – rifacendosi spesso al brano circense per eccellenza, l’Entrata dei gladiatori accennata poc’anzi, o alla Marcia dei bersaglieri, rivisitata e proposta da Rota in tutte le salse in molti film di Fellini, e non solo – a pezzi lenti e dalla mestizia dolceamara, come il tema di Amarcord, nel quale è racchiuso il ricordo di un passato irrecuperabile (e la stretta somiglianza con il Valzer dei fiori di Cˇajkovskij non fa altro che inserire il film in un’aura fiabesca, magica e mitica, come quella del balletto). Similmente, la colonna sonora per Prova d’orchestra è tinta dall’inizio alla fine di timbri autunnali, frammista a quell’inestinguibile verve che rende la musica rotiana sempre fresca e giovane, ed è percorsa da relitti che occhieggiano all’intero repertorio classico-romantico, portando il ricalco stilistico tipico del compositore a livelli quasi ‘metafisici’, coerentemente all’allegorismo antirealistico volutamente realizzato da Fellini. Una certa malinconia si può ritrovare in un altro importante regista per cui Rota scrisse stupende colonne sonore, Luchino Visconti, il cui linguaggio nell’ultimo periodo creativo – sempre più lontano dall’attivismo politico dei primi film e volto piuttosto ad analizzare la psicologia dei personaggi – si fa ‘riflessivo’, languido e trasmette il senso di decadenza, di nostalgia verso un mondo perduto che con ossessività incupisce le opere cinematografiche mature del milanese. Rota, dando ulteriore prova di ‘spirito d’adattamento’, colpì nel segno questo progressivo ripiegarsi di Visconti in un ‘neoromanticismo decadentista’ di ottocentesca memoria (non si dimentichi a questo punto la passione del regista per la musica austro-tedesca di fine Ottocento, tanto che lui la inserì con frequenza nei suoi film e Rota stesso riadattò la Sinfonia n. 7 di Bruckner in Senso). In particolare, il camaleontismo stilistico di Rota raggiunge con Il gattopardo (1963) esiti estremi per i quali i marchi idiomatici del compositore risultano molto labili e irriconoscibili, quasi inesistenti: all’ascolto delle musiche, infatti, sembra di essere davanti a un’opera di un autore tardoromantico (culminante nella famosa ed estenuante sequenza finale del ballo, attraverso una carrellata di mazurke e valzer – fra cui uno inedito di Verdi – in pieno stile fin de siècle). Il fatto che poi Rota abbia ripreso qui temi di un abbozzo di sinfonia risalente al 1947 (la Sinfonia sopra una canzone d’amore, che, orchestrata successivamente, divenne famosa come la Sinfonia del Gattopardo), a prescindere quindi dal lavoro sul set, conferma che le mille sfaccettature del vischioso mondo sonoro rotiano sono presenti nella sua poetica a priori e non in quanto fecondo compositore cinematografico. Anzi, talvolta Rota cerca di comunicare qualcosa che vada oltre le immagini dello schermo: è il caso del Padrino, dove alla scabrosa e sanguinaria vicenda della famiglia Corleone, Rota contrappone un lirismo che funga da «antidoto» e dia un «senso di sollievo» (a detta del compositore stesso), a 3


partire proprio da quel Valzer di tromba che apre la saga e ne diventa la sigla, nonostante sia così separato dalla cupa violenza della storia. Mettere in evidenza la ricchezza di alcune colonne sonore scritte da Rota per Fellini, Visconti o Coppola, scegliendo in questa sede di delineare per sommi capi il fattore dell’intertestualità, dà un mero assaggio di quanto l’effettiva orecchiabilità e semplicità siano solamente un velo apparente che cela significati ben più complessi e ambigui di quel che si possa percepire a un ascolto distratto e superficiale, che sfortunatamente è tuttora la cifra dominante della fruizione della musica rotiana e la causa dell’ancora troppo scarsa attenzione riservata dalla musicologia a questo artista storicamente necessario, fra le personalità più interessanti e controverse del secolo scorso. È una carenza che colpisce soprattutto la produzione non filmica di Rota, quella che invece – se studiata con la dovuta cura – fornirebbe molte chiavi di lettura per capirne la poetica e, perché no, anche molti aspetti della Weltanschauung dei registi con cui ha collaborato (non va trascurato che Rota nacque scrivendo musica ‘pura’, visto che, quando cominciò a lavorare seriamente nel cinema al principio degli anni ’40, componeva già da più di un ventennio). La speranza è dunque che le iniziative proposte in questo periodo per ricordare il Maestro siano all’origine di una nuova sensibilità d’ascolto, partendo da angolazioni che fino adesso non sono state ancora considerate, affinché venga raggiunta finalmente una totale ‘riqualificazione’ della figura artistica di Nino Rota, ormai doverosa da intraprendere e che gli spetta di giusto merito. Come in un film, è un buon inizio to be continued… Sandro Zanon*

*Laureato in Scienze dei Beni Culturali a indirizzo musicologico presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi su Nino Rota, è tuttora studente della Laurea Magistrale in Musicologia presso lo stesso ateneo. Ha svolto collaborazioni in qualità di redattore di note di sala per la Società dei Concerti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e per l’Orchestra dell’Università degli Studi di Milano; in quest’ultima copre attualmente il ruolo di Ispettore d’orchestra. 4


Orchestra Master dei Talenti L’orchestra Master dei Talenti nasce nel 2006 ed è il risultato del Progetto “Master dei Talenti Musicali”, ideato e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino a partire dal 2004 e finalizzato al finanziamento di borse di studio per il perfezionamento di giovani talenti diplomati nei Conservatori piemontesi o valdostani presso istituzioni, accademie, scuole di perfezionamento italiane o straniere. L’Orchestra Master dei Talenti di Fondazione CRT è l’espressione del motto «L’eccellenza incontra il futuro»: si compone infatti di circa 23 elementi, la cui età media non supera i 24 anni. I principali programmi realizzati – molti dei quali presentati nei principali teatri di Piemonte e Valle d’Aosta – spaziano da Bach alla musica contemporanea, con un’attenzione particolare all’esecuzione di rielaborazioni operistiche quali, ad esempio, Il Campanello dello Speziale, Il Signor Bruschino, Il Barbiere di Siviglia e Al Cavallino bianco.

Violini I

Marco Bronzi Sarabeth Guerra Marta Tortia Roberta Bua Giulietta Testa Gabriele Mele

Violini II

Gianmario Mari Martina Anselmo Francesco Tosco Lucia Pulzone

Viole

Matteo Brasciolu Angelo Conversa Virginia Luca

Violoncelli

Alessandro Copia Eduardo Dell’Oglio Filippo Tortia

Contrabbasso

Samuele Sciancalepore

Flauto

Gregorio Tuninetti

Oboe

Nicola Tapella

Clarinetto

Diego Losero

Fagotto

Francesco Loprete

Corno

Florin Bodnarescul

Tromba

Daniele Gaido

Trombone

Michele Gilardi

Percussioni

Ruben Bellavia

Direttore

Giuseppe Ratti

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Giuseppe Ratti, direttore Nato a Torino, si è diplomato al Conservatorio della sua città in composizione, direzione d'orchestra, clarinetto e musica elettronica ed al Conservatorio di Trento in strumentazione per banda. Nel 1994 frequenta il corso di direzione d'orchestra tenuto a Milano dal Maestro Kuhn e nel 1997 ottiene il diploma di direzione d'orchestra al corso di alto perfezionamento dell'Accademia Musicale Pescarese. Nel 1995 debutta in campo operistico con Madama Butterfly al Teatro di Torino. Collabora con il M° Renzetti ad importanti produzioni come Satyricon al Macerata Opera Festival e Kiss me Kate al Teatro Regio di Torino. Collabora con l'Orchestra Sinfonica Internazionale Giovanile di Lanciano, nel 2002 in una serie di concerti dedicati a Mozart e nel 2004 dirigendo la Quarta Sinfonia di Cˇ ajkovskij e il Secondo Concerto per pianoforte di Rachmaninov, con il solista Ilia Kim. Ha all’attivo varie incisioni tra le quali la Settima Sinfonia di Beethoven, L’incompiuta di Schubert e la prima mondiale della Messa da Requiem del compositore siciliano Placido Mandanici. Nel marzo 2005 ha collaborato con il pianista Francois-Joel Thiollier in una serie di concerti ottenendo favorevoli consensi da parte del pubblico e della critica. Nella stagione 2005 ha diretto l’OCV del Veneto in una serie di concerti con musiche di Bernstein e Gershwin. Nel gennaio 2006 è stato ospite del Teatro Nacional ‘São Carlos’ di Lisbona, dirigendo musiche di Mozart e Schubert. Nella primavera del 2007 è stato chiamato a dirigere in Olanda l’opera di Freddy Mercury Barcelona, replicata a Roma in autunno con la solista Katia Ricciarelli. Nel 2007 per il Festival di Macerata ‘Terra di Teatri’, ha diretto l’opera Jakob Lenz di Wolfang Rihm con la regia di Henning Brockause, trasmesso in diretta da Rai Radio 3. Dirige oltre centocinquanta rappresentazioni in teatri importanti quali: Teatro Valli di Reggio Emilia, il Duse di Bologna, il Mediterranean di Malta, l’Alfieri di Torino, lo Smeraldo di Milano ed il Civico di Tortona. Compone brani per famosi solisti che vengono eseguiti in tutto il mondo. Nel febbraio del 2006 a Venezia è stata eseguita la prima mondiale del brano The Dark day, in commemorazione della tragedia dell’11 settembre, replicata in seguito a New York da musicisti italiani e statunitensi.

Domenico Berardi, voce recitante Compie gli studi a Torino, laureandosi in storia del teatro presso la facoltà di Lettere e Filosofia e completando un master di I livello in Teoria e Tecniche delle Arti Performative della Danza e dello Spettacolo. È attualmente insegnante di recitazione in un corso Professionale di JazzMusical, al Liceo teatrale Fondazione TNT e come Tecnico delle Comunicazioni per i corsi di formazione ENAIP di Torino. Il 2010 lo ha visto impegnato in Canto d'Italia per la regia di D. Gastaldo, in Bando all’Arte, regia di Giorgio Curtoni, nel Barbiere di Siviglia, opera della Fondazione CRT e TNT di Torino, in L’asino d’oro musical con la regia di Girolamo Angione, in Moschettieri, regia di P. Congiu e A. Villella e in Io parlo italiano, nell'ambito della rassegna Pomeriggi a teatro.

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Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Parco Trotter L’idea della ‘scuola all’aperto’ si fa strada nella seconda metà dell’800, in modo particolare negli Stati Uniti e nel Nord Europa. I pedagogisti che la sostengono sono convinti che l’attività manuale e lavorativa, l’esperienza diretta del fare e dell’osservare siano importanti fattori dell’apprendimento. Naturalmente, la condizione necessaria perché questa didattica attiva possa realizzarsi è che le scuole siano ricche di spazi aperti, oltre a laboratori dove i bambini possano lavorare, giocare, socializzare. La “Casa del Sole” sorse nel 1922 con queste premesse su un’area inizialmente utilizzata come ippodromo e al cui interno esistevano poche strutture, oltre al grande nastro ovoidale della pista di trotto. Le alberature erano filari di platani e di ippocastani a ombreggiare le tribune, e gruppi di tigli e platani piantati accanto alle stalle. L’area, acquistata dal Comune di Milano, divenne sede della Scuola speciale all’aperto “Umberto di Savoia” per bambini gracili, che l’azienda tranviaria di Milano provvedeva a trasportarvi da tutti i quartieri cittadini. Il complesso scolastico, edificato tra il 1922 e il 1928, comprendeva aule sistemate in padiglioni distanziati nel verde e un insieme di strutture (grande piscina all’aperto, teatrino, fattoria, orti, vasche di pesci, voliera, ed altre ancora) che rispondevano sia ad esigenze funzionali, sia ad istanze pedagogiche innovative. Un edificio adibito a convitto, che ospitava stabilmente 160 bambini esposti al rischio di essere contagiati in famiglia dalla tubercolosi, venne chiamato “Casa del Sole”. La forma ad anello allungato della pista dell’ippodromo, trasformata in viale, venne mantenuta e aggiunse il nome ‘Trotter’ alla “Casa del Sole”. La scuola funzionava con un ‘tempo pieno’ ante litteram e offriva gratuitamente ai piccoli allievi la prima colazione, il pasto di mezzogiorno e la merenda. La “Casa del Sole” funzionò, secondo i suoi obiettivi istitutivi, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale: molti padiglioni furono colpiti dai bombardamenti, la scuola sfollò e fu riaperta solo nel 1950, dopo una rapida ricostruzione degli edifici danneggiati. Successivamente essa si arricchì di un corso di avviamento professionale e di una scuola media. Nacquero anche cooperative di alunni che gestivano i prodotti della fattoria e dell’orto, si occupavano della manutenzione del parco e delle sue strutture, gestivano uno sportello interno della Cassa di Risparmio. Nei mesi estivi riprese a funzionare la colonia elioterapica. Il parco non subì particolari interventi di riprogettazione. Nonostante la sua storia fosse quasi centenaria, solo negli anni ‘60 il quartiere scoprì questa importante risorsa verde. Durante le vacanze si organizzarono attività culturali allo scopo di recuperare alcuni edifici non più utilizzati a scopo didattico e di offrire agli abitanti di un quartiere periferico molte opportunità culturali e ampi luoghi verdi sempre fruibili; alcune aree furono scorporate dalla scuola e destinate a spazi pubblici. Dal 1994 è presente nel Parco l’Associazione ‘La Città del Sole-Amici del Trotter onlus’ che da allora si occupa di conservare, tutelare e valorizzare l’intero patrimonio del Parco, facendo rivivere una importantissima zona verde di Milano anche attraverso iniziative di integrazione interculturale, particolarmente necessarie in un quartiere multietnico quale quello in cui esso è collocato. Si ringrazia

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MITO SettembreMusica è un Festival a Impatto Zero® Il Festival MITO compensa le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, e in Madagascar Una scelta in difesa dell’ambiente contraddistingue il Festival sin dall’inizio. Per la sua quarta edizione, MITO SettembreMusica ha scelto di sostenere due interventi dall’alto valore scientifico e sociale. Contribuire alla creazione e tutela di aree all’interno del Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, un territorio esteso su una superficie di 1181 ettari lungo il torrente Vallone che nel sistema delle aree protette funge da importante corridoio ecologico, significa conservare un polmone verde in un territorio fortemente urbanizzato, a nord-est della cintura metropolitana. In Madagascar, isola che dispone di una delle diversità biologiche più elevate del pianeta, l’intervento forestale è finalizzato a mantenere l’equilibrio ecologico tipico del luogo. Per saperne di più dei due progetti fotografa il quadrato in bianco e nero* e visualizza i contenuti multimediali racchiusi nel codice QR.

Visualizza il filmato sui due progetti sostenuti dal Festival *È necessario disporre di uno smartphone dotato di fotocamera e connessione internet. Una volta scaricato il software gratuito da www.i-nigma.com, basta lanciare l’applicazione e fotografare il quadrato qui sopra. Il costo del collegamento a internet varia a seconda dell’operatore telefonico e del tipo di contratto sottoscritto. In collaborazione con

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MITOFringe, tanti appuntamenti musicali che si aggiungono al programma ufficiale del Festival MITOFringe nel mese di settembre a Milano la trovi... … in metro Tutti i giovedì, venerdì e sabato MITOFringe arriva nella metropolitana milanese con tre concerti al giorno nelle stazioni Cordusio, alle ore 16, Cadorna, alle ore 17, e Duomo, alle ore 18. Fringe in Metro inaugura sabato 4 settembre alle ore 16.30 con tre ore di musica non stop nella stazione Duomo. In collaborazione con ATM. … in stazione Martedì 7 e martedì 21 settembre, alle ore 17.30, la nuova Stazione Garibaldi si presenta ai milanesi con due appuntamenti musicali. I concerti, il primo nel Passante di Porta Garibaldi e il secondo in Porta Garibaldi CentoStazioni, sono dedicati alla musica funky e jazz. In collaborazione con Ferrovie dello Stato e CentoStazioni. … nei parchi Tutte le domeniche del Festival, la festosa atmosfera delle bande musicali anima i parchi cittadini. Il 5 settembre alle 12 nei giardini pubblici Montanelli di Porta Venezia, il 12 settembre alle 12 al Parco Ravizza e il 19 settembre alle 11 al Parco Sempione. … nelle piazze e nelle strade della periferia milanese Nei weekend trovi MITOFringe nelle piazze e nelle strade della periferia milanese con concerti nelle zone Baggio (sabato 5 alle 20.45), San Siro (venerdì 10 alle 21), Casoretto (sabato 11 alle 21), Pratocentenaro (venerdì 17 ore 21) e Isola (domenica 19 ore 21). I cinque appuntamenti, realizzati in collaborazione con Unione del Commercio, sono riservati alla classica, al folk, al jazz e alla musica etnica. … nei chiostri, nelle strade e nelle piazze del centro Concerti nei chiostri e negli angoli più suggestivi di Milano guidano i cittadini alla scoperta di un patrimonio artistico e architettonico a molti sconosciuto. Lunedì 13 alle 17.30 nel chiostro di via Santo Spirito e lunedì 20 alle 18 nel chiostro della sede della Società Umanitaria. Tutti i lunedì inoltre eventi musicali nelle zone del centro: il 6 settembre alle 13 in Corso Vittorio Emanuele (ang. Via Passarella), il 13 alle ore 18.30 in via Fiori Chiari (ang. Via M. Formentini) e il 20 alle ore 13 in via Dante (ang. via Rovello). Il 7, 8 e 22 settembre, alle 18.30, MITOFringe dà appuntamento alle colonne di San Lorenzo per tre concerti dedicati alla musica classica ed etnica. … nelle Università Tre appuntamenti in un percorso musicale che invita i cittadini in tre luoghi storici della città. Martedì 14 alle 16.30 il tango nella sede dell’Università Statale, mercoledì 15 alle ore 17 all’Università Cattolica un appuntamento di musica classica e il 16 alle ore 12.30 al Politecnico di Milano un concerto di musica barocca. … in piazza Mercanti con artisti selezionati dal web Uno spazio ai nuovi talenti: musicisti ed ensemble selezionati tra quelli che hanno riposto all’invito sul sito internet del Festival inviando il loro curriculum e una proposta artistica, si alternano con set di 15-20 minuti sul palco per le libere interpretazioni allestito in Piazza Mercanti. Mercoledì 8 settembre, dalle 13 alle 15, il palco è riservato alle formazioni di musica corale, mercoledì 15 settembre, nello stesso orario, si esibiscono gli ensemble di musica da camera. Domenica 12 settembre, dalle ore 15, un pomeriggio dedicato ai bambini under 12 e alla gioia di suonare in famiglia. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.mitosettembremusica.it /programma/fringe.html 9


MITO SettembreMusica Promosso da Città di Milano Letizia Moratti Sindaco Massimiliano Finazzer Flory Assessore alla Cultura

Fiorenzo Alfieri Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia

Comitato di coordinamento Presidente Francesco Micheli Presidente Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Massimo Accarisi Direttore Centrale Cultura Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo

Città di Torino Sergio Chiamparino Sindaco

Vicepresidente Angelo Chianale Presidente Fondazione per le Attività Musicali Torino Anna Martina Direttore Divisione Cultura, Comunicazione e promozione della Città Angela La Rotella Dirigente Settore Spettacolo, Manifestazione e Formazione Culturale

Enzo Restagno Direttore artistico Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

Claudio Merlo Direttore generale

Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori Alberto Arbasino / Gae Aulenti / Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli / Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli / Ermanno Olmi / Sandro Parenzo Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro / Davide Rampello / Massimo Vitta Zelman Comitato di Patronage Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luis Pereira Leal Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti / Gianfranco Ravasi / Daria Rocca Umberto Veronesi Consiglio Direttivo Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Collegio dei revisori Marco Guerreri / Marco Giulio Luigi Sabatini / Eugenio Romita Organizzazione Francesca Colombo Segretario generale, Coordinatore artistico Stefania Brucini Responsabile biglietteria Marta Carasso Vice-responsabile biglietteria Carlotta Colombo Responsabile produzione Federica Michelini Assistente Segretario generale Luisella Molina Responsabile organizzazione Letizia Monti Responsabile promozione Carmen Ohlmes Responsabile comunicazione 11


I concerti di domani e dopodomani Mercoledì 15.IX

Giovedì 16.IX

ore 16 antica Chiesa di Santa Maria del Carmine Concerti romani all’epoca di Cristina di Svezia Musiche di Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti Orchestra Barocca dell’Accademia Internazionale della Musica Paolo Rizzi, direttore Ingresso gratuito

ore 13 Piazza Mercanti Break in Jazz. 100 anni di Django Reinhardt Riccardo Bianchi Quartetto Ingresso gratuito

ore 17 Piccolo Teatro Studio My Only Sunshine (Hayat var) di Reha Erdem Ingresso gratuito

jazz

ore 15 incontri Museo Bagatti Valsecchi, Salone d’Onore Helmut Lachenmann Wolfgang Rihm film Enzo Restagno incontra i compositori Partecipano Martin Kaltenecker Wolfgang Schreiber Ingresso gratuito

classica ore 18 Galleria d’Arte Moderna - Villa Reale, Sala da Ballo Un’ora con Chopin e Schumann Alberto Nosè, pianoforte Ingressi  5

classica ore 18 Galleria d’Arte Moderna - Villa Reale, Sala da Ballo Un’ora con Chopin e Schumann Pietro Gatto, pianoforte Ingressi  5

ore 21 classica Teatro degli Arcimboldi Hector Berlioz Le carnaval romain, ouverture op. 9 Les nuits d’été op. 7 Maurice Ravel Valses nobles et sentimentales Suite n. 2 dal balletto Daphnis et Chloé San Francisco Symphony Michael Tilson Thomas, direttore Sasha Cooke, mezzosoprano Posti numerati  15, 25, 35 Sconto MITO  12, 20, 28 Navetta Torino/Milano  10

ore 20.30 film Teatro Dal Verme Evento speciale Crossing the Bridge Bal (Honey) di Semih Kaplanoglu Orso d’Oro al Festival di Berlino 2010 Ingresso gratuito ore 21 classica Teatro Franco Parenti Musiche di Ravel, Rodrigo, Bizet Emanuele Segre, chitarra Kaleido ensemble posto unico numerato  15 ore 21 classica Monza, Duomo Musiche di Barber, Bach Orchestra I Pomeriggi Musicali Ingresso gratuito ore 22 avanguardia Hangar Bicocca Phill Niblock The Movement of People Working Concerto - Live Sound Track dell’artista Posti in piedi  15

www.mitosettembremusica.it Responsabile editoriale Livio Aragona Progetto grafico Studio Cerri & Associati con Francesca Ceccoli, Anne Lheritier, Ciro Toscano 12

Hangar Bicocca arte&musica Hangar Bicocca In occasione di MITO SettembreMusica Personnes di Christian Boltanski Fino al 19 settembre ingresso a pagamento Informazioni: info@hangarbicocca.it


MITO SettembreMusica

Quarta edizione

È un progetto di

Realizzato da

Con il sostegno di

I Partner del Festival

partner istituzionale

Sponsor

Media partner

Sponsor tecnici

Il Festival MITO a Milano è a Impatto Zero®. Aderendo al progetto di LifeGate, le emissioni di CO2 sono state compensate con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone in Provincia di Milano, e in Madagascar

Si ringrazia • per l’accoglienza degli artisti

Fonti Lurisia COM.AL.CO. Sas Guido Gobino Cioccolato

ICAM Cioccolato Galbusera S.p.A.

• per l’abbigliamento dello staff

• per il sostegno logistico allo staff

GF FERRÉ

BikeMi


-5 Milano Torino unite per l’Expo 2015

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