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Settembre Musica

Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04 _ 21 settembre 2013 Settima edizione

Milano Chiesa di Sant’Alessandro

Giulio Mercati organo

Venerdì 6.IX.13 ore 16

Bach

° 6

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Nel 1708, all’età di 23 anni, Bach ebbe il suo primo incarico stabile presso la corte di Weimar. Prima di allora, dopo l’apprendistato compiuto sotto la guida del fratello maggiore, Johann Sebastian si era impegnato ad arricchire il suo patrimonio di conoscenze copiando musica di varia provenienza, compiendo viaggi di formazione e licenziando le prime prove di composizione: fughe, preludi, toccate, corali organistici, studi preparatori di ciò che poi avrebbe sviluppato durante il suo primo incarico professionale. Di quel periodo di passaggio la Passacaglia in do minore BWV 582, rappresenta uno dei culmini tecnici ed espressivi. È composta di due sezioni di cui la prima comprende venti variazioni sopra un tema ostinato (di passacaglia appunto), mentre la seconda è occupata da un ampio fugato, in cui viene utilizzata solo la prima parte del tema, avvolto in una spirale di imitazioni e controfigurazioni che già rappresentano un’apoteosi dell’arte contrappuntistica, sviluppata anche nel preludio e fuga BWV 531 e poi nei BWV 549 e 543, risalenti agli anni di permanenza presso la corte weimariana. A Weimar Bach rimase fino al 1717, e in quella prima decina d’anni di attività si dedicò con particolare intensità al corale organistico. Alla base del corale stavano le semplici linee melodiche del canto liturgico protestante, originariamente eseguite durante il rito dalla comunità di fedeli e più tardi armonizzate a quattro parti o utilizzate come base di composizioni per organo che parafrasavano e variavano – in costruzioni fondate sul contrappunto osservato e sull’imitazione – quelle melodie assai conosciute, il cui legame originario con la funzione liturgica rimaneva serbato nell’incipit testuale che fungeva da titolo. Come accade per ogni forma e genere musicali da lui toccati, Bach portò la scrittura del corale organistico a un livello artistico altissimo. Una gran parte di quelli qui eseguiti sono legati al periodo di Weimar e sono contenuti nell’Orgelbüchlein (piccolo libro d’organo), una raccolta che riflette nel suo ordinamento interno anche una finalità didattica, il porsi cioè – come assai di frequente capita nelle raccolte bachiane – come una sorta di catalogo delle modalità di scrittura legate a un repertorio specifico. Tra i corali contenuti nell’Orgelbüchlein, O Mensch, bewein’ dein Sünde gross (BWV 622) è uno dei più impressionanti. La tecnica virtuosistica della fioritura punta a intensificare una singolare tensione drammatica, che si libera nel rapido Adagissimo conclusivo. Un analogo senso drammatico è ottenuto in Das alte Jahr vergangen ist con linee particolarmente accidentate mentre in Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ e in Heut triumphieret Gottes Sohn l’invenzione musicale e poetica tende a trasfigurare il prevedibile svolgimento dell’antica melodia. Al corale Bach fece ritorno anche nell’ultimo periodo della sua vita, dove l’incarico di Kantor presso la Chiesa di San Tommaso a Lipsia lo aveva ricondotto all’ambito liturgico e sacro. Tra il 1747 e il 1749 raccolse in un manoscritto conosciuto appunto come Autografo di Lipsia, versioni rivedute di corali che risalivano al periodo di Weimar. Allein Gott in der Höh’ sei Her’ è la prima delle tre versioni di una medesima melodia corale contenute nell’Autografo di Lipsia, e già musicata in anni ormai lontani. E dal riemergere di quella melodia, ornata e variata in uno stile assai libero, può scaturire la sensazione che il passato e il futuro dell’immaginazione bachiana si congiungano in un presente immobile, in una dimensione intemporale.

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Johann Sebastian Bach (1685-1750) Preludio e fuga in do minore BWV 549 (1708-1717)

5 min. ca

Dall’Autografo di Lipsia: Allein Gott in der Höh’ sei Ehr’ BWV 662 (1747-49)

8 min. ca

Preludio e fuga in do maggiore BWV 531 (prima del 1707)

6 min. ca

Dall’Orgelbüchlein (1713-1717): O Mensch, bewein’ dein Sünde groß BWV 622

5 min. ca

Preludio e fuga in la minore BWV 543 (1708-1717)

5 min. ca

Dall’Orgelbüchlein: Das alte Jahr vergangen ist BWV 614 Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ BWV 639 Heut’ triumphieret Gottes Sohn BWV 630

2 min. ca 2 min. ca 2 min. ca

Passacaglia in do minore BWV 582 (1708 circa)

14 min. ca

Giulio Mercati, organo

Nato a Saronno, Giulio Mercati ha intrapreso lo studio del pianoforte all’età di sei anni sotto la guida del nonno materno, Lamberto Torrebruno, esponente di un’importante famiglia di musicisti; si è quindi perfezionato, in organo, composizione e clavicembalo, con musicisti del calibro di Luigi Toja, Giancarlo Bardelli, Jean Boyer, Olivier Latry, Massimo Berzolla, Bruno Bettinelli, Emilia Fadini e Danilo Costantini. Musicista versatile, svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, soprattutto come solista all’organo e al clavicembalo e come continuista e tastierista di diverse importanti formazioni, quali, tra le altre, I Barocchisti, sotto la guida di Diego Fasolis, e l’Orchestra della Svizzera Italiana, collaborando con direttori della levatura di Alain Lombard, Vladimir Ashkenazy, Alexander Vedernikov, Heinz Holliger, Hubert Soudant, Antonello Manacorda, Giancarlo Andretta, Stefano Montanari, Ottavio Dantone e molti altri. Il suo repertorio organistico spazia dalla musica rinascimentale alla letteratura virtuosistica dell’Ottocento e del Novecento, e in particolare all’opera di César Franck, Max Reger e Julius Reubke. È organista titolare presso la Basilica Prepositurale di San Vincenzo in Prato a Milano e la Chiesa di S. Maria degli Angioli a Lugano; è inoltre fondatore e direttore del Gruppo Vocale San Bernardo. Ha inciso per RTSI, Bottega Discantica e Tactus. È anche compositore e Direttore artistico di numerose e importanti rassegne, in Italia e in Svizzera.

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Il Festival MITO continua fino al 21 settembre... Una selezione dei concerti dei prossimi giorni Per maggiori info www.mitosettembremusica.it

5.IX • Salvatore Accardo e la sua Orchestra da Camera Italiana

5.IX • Oblivion con uno spettacolo comico sull’Otello di Shakespeare 6.IX • Il Requiem di Verdi in versione jazz con Giovanni Falzone nella cornice insolita del Cimitero Monumentale 7.IX • Truls Mørk con la voce intensa del suo violoncello 8.IX • Le musiche di Nino Rota per i film di Fellini con l’Orchestra Italiana del Cinema e proiezioni multimediali 8.IX • Dean Bowman, riconosciuto da Madonna come la «voce di un Dio» e da Sue Mingus «la più importante voce del jazz»

Milano Torino unite per il 2015

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