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Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04 _ 21 settembre 2013 Settima edizione

Settembre Musica

Torino Chiesa del Santo Volto Circoscrizione 5

Coro Maghini Luca Benedicti organo Claudio Chiavazza direttore

Domenica 15.IX.2013 ore 17

Liszt Wagner Verdi Rheinberger Bruckner Brahms


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Franz Liszt    (1811-1886) Ave Maria per coro a 4 voci e organo (1852) Richard Wagner (1813-1883) An Webers Grabe per coro maschile a 4 voci a cappella (1844) Giuseppe Verdi (1813-1901) Pater noster “volgarizzato da Dante” per coro a 5 voci a cappella (1879) Ave Maria “su scala enigmatica” per coro a 4 voci a cappella (1889) Laudi alla Vergine dal Canto XXXIII del Paradiso di Dante per coro femminile a 4 voci a cappella (1886) Joseph Rheinberger (1839-1901) Sonata n. 1 in do minore, op. 27 per organo solo (1869) Prelude-Andante-Finale Abendlied op. 69 n. 3 per coro a 6 voci a cappella (1855) Anton Bruckner (1824-1896) Locus iste per coro a 4 voci a cappella (1869) Christus factus est per coro a 4 voci a cappella (1884) Virga Jesse per coro a 4 voci a cappella (1885) Johannes Brahms (1833-1897) Geistliches Lied op. 30 per coro e organo (1856)

Videoimpaginazione e stampa: ITALGRAFICA Novara


Coro Maghini Soprani Chiara Albanese, Eleonora Briatore, Martina Bonomo, Maria Grazia Calcagno, Cristina Camoletto, Paola Destefanis, Stefania Gariglio, Nadia Kuprina, Teresa Nesci, Alessia Novelli, Silvia Prot, Cristina Rubinetto, Arianna Stornello, Nozomi Sugiura Contralti Sabrina Appendino, Romina Battaglino, Elisa Brizzolari, Elena Camoletto, Veruska Capra, Luisa Grosso, Elisa La Porta, Eliana Laurenti, Annalisa Mazzoni, Maria Russo, Svetlana Skvortzova Tenori Alessandro Baudino, Pasquale Bottalico, Giancarlo Cicero, Massimo Lombardi, Corrado Margutti, Fabrizio Nasali, Phillip Peterson, Marco Pollone, Michele Ravera, Marco Tozzi, Roberto Vernassa Bassi Ernesto Alasia, Sergio Alcamo, Riccardo Bertalmio, Daniele Bouchard, Diego Causin, Cesare Costamagna, Stefano Elia, Luciano Fava, Ermanno Lo Gatto, Pietro Numico, Adriano Popolani, Dario Previato, Silvestro Roatta Luca Benedicti, organo Claudio Chiavazza, direttore

Si ringraziano per la collaborazione


Ave Maria Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen. Ave Maria Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. An Webers Grabe Hebt an den Sang, ihr Zeugen dieser Stunde, die uns so ernst, so feierlich erregt! Dem Wort, den Tönen jetzt vertraut die Kunde des Hochgefühls, das uns’re Brust bewegt! Nicht trauert mehr die deutsche Mutter Erde um den geliebten, weit entrückten Sohn, nicht blickt sie mehr mit sehnender Gebärde him übers Meer, zum fernen Albion: aufs Neu’ nahm sie ihn auf in ihren Schoß, den einst sie auswandt’ edel, rein und groß. Hier, wo der Trauer stumme Zähren flossen, wo Liebe noch das Teuerste beweint, hier ward von uns ein edler Bund geschlossen, der uns um ihn, den Herrlichen, vereint. Hier wallet her, des Bundes Treu genossen, hier grüßet euch als fromme Pilgerschar; die schönsten Blüten, die dem Bund entsprossen, bringt opfernd dieser edlen Stätte dar: denn hier ruh’ Er, bewundert und geliebt, der unsrem Bund der Weihe Segen gibt.


Sulla tomba di Weber (traduzione di Phillip Peterson) Alzate le voci, voi testimoni di questo momento,  che si muove in modo così serio, così solenne!  Affidatevi ora alle parole, alle note,  ai messaggi degli alti sentimenti che muovono il nostro cuore!  La madrepatria tedesca non piange più  il figlio prediletto che era lontano,  ella non guarda con nostalgia verso il mare fino alla lontana Albione:  ella lo ha preso nuovamente in grembo,  colui che aveva mandato via, nobile, puro e grande.  Qui, dove le lacrime silenziose di dolore scorrono,  dove l’amore piange ancora ciò che è più prezioso,  qui abbiamo fatto un patto nobile che ci unisce intorno a lui, il più glorioso.  Avvicinatevi, fedeli compagni,  qui si salutano come un’alleanza pia di pellegrini;  portate in questo luogo i fiori più belli fioriti dalla nostra alleanza, come un sacrificio, che qui egli possa trovare riposo, che, ammirato e amato,  dà alla nostra alleanza una benedizione sacra.

Pater noster O Padre nostro che nei cieli stai,  Santificato sia sempre il tuo nome. E laude e grazia di ciò che ci fai. E venga il regno tuo, siccome pone Questa orazion: tua volontà si faccia,  Siccome in cielo, in terra in unione. Padre, dà oggi a noi pane, e ti piaccia  Che ne perdoni li peccati nostri; Né cosa noi facciam che ti dispiaccia. E che noi perdoniam, tu ti dimostri Esempio a noi per la tua gran virtute; Acciò dal rio nemico ognun si schiostri. Divino Padre, pien d’ogni salute, Ancor ci guarda dalla tentazione Dell’infernal nemico e sue ferrute. Sì che a te facciamo orazione, Che meritiam tua grazia, e il regno vostro A posseder vegniam con divozione. Preghiamti re di gloria e signor nostro, Che tu ci guardi da dolore: e fitto La mente abbiamo in te, col volto prostro. Amen.


Laudi alla Vergine Vergine madre, figlia del tuo Figlio Umile ed alta più che creatura Termine fisso d’eterno consiglio. Tu se’ colei che l’umana natura Nobilitasti si, che’ l suo Fattore Non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore Per lo cui calda nell’eterna pace Così è germinato questo fiore. Qui se’ a noi meridiana face Di caritate e giuso, intra i mortali Se’ di speranza fontana vivace. Donna se’ tanto grande e tanto vali Che qual vuol grazia ed a te non ricorre Sua disianza vuol volar senz’ali. La tua benignità non pur soccorre A chi dimanda ma molte fiate Liberamente dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, In te magnificenza, in te s’aduna Quantunque in creatura è di bontate. Ave, Ave.


Abendlied Bleib bei uns, denn es Abend werden, und der Tag hat sich geneiget. Canto della sera Resta con noi, poiché viene la sera, e il giorno volge al termine. Locus iste Locus iste a Deo factus est, inaestimabile sacramentum, irreprehensibilis est. Questo luogo Questo luogo è opera di Dio, cosa sacra preziosissima e inviolabile. Christus factus est Christus factus est pro nobis obediens usque ad mortem, mortem autem crucis. Propter quod et Deus exaltavit illum et dedit illi nomen, quod est super omne nomen. Cristo si è fatto obbediente Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte in croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome. Virga Jesse floruit Virga Jesse floruit: Virgo Deum et hominem genuit: pacem Deus reddidit, in se reconcilians ima summis. Alleluja. Il germoglio di Iesse Il germoglio di Iesse fiorì: la Vergine ha dato alla luce il Dio e uomo: Dio ha ridonato la pace, riconciliando in sé profondità e altezze. Alleluia.


Geistliches Lied (Paul Flemming, 1609-1640) Laß dich nur nichts nicht dauren mit Trauren, sei stille, wie Gott es fügt, so sei vergnügt mein Wille! Was willst du heute sorgen auf Morgen? Der Eine steht allem für, der gibt auch dir das Deine. Sei nur in allem Handel ohn’Wandel, steh feste, was Gott beschleußt, das ist und heißt das Beste. Amen. Canto spirituale Non ti lasciar affliggere dalle tristezze, taci, accetta quanto viene da Dio e sii docile, anima mia. Non ti affliggere per il domani, Dio provvede a tutto, darà anche a te quanto ti spetta. Sii stabile nelle tue azioni, sii costante, non deviare, ciò che Dio decide è il meglio. Amen.


B

isognerebbe riuscire ad ascoltarli come se non si conoscesse niente di loro, sentire Wagner e non pensare che poi scriverà Parsifal, ascoltare quella pagina verdiana e non paragonarla a Otello e così via. Già, perché il rischio di ascoltare un operista, e non solo, che scrive musica sacra o per coro, è sempre quello di paragonarlo ai suoi brani più famosi. Il giovane Wagner aveva un sogno: imparare a suonare l’ouverture del Freischütz al pianoforte perché ammirava Weber incondizionatamente. Così, quando il 15 dicembre 1844 le ceneri di Weber da Londra vennero traslate in quello che oggi è il Vecchio Cimitero Cattolico di Dresda, Wagner tenne il discorso commemorativo e lì, davanti alla lapide realizzata dall’architetto Gottfried Semper (l’autore del Teatro dell’Opera di Dresda) un coro maschile intonò An Webers Grabe, il brano a cappella che Wagner aveva composto apposta per l’occasione: nell’emozionante sacralità della musica si percepisce tutto il suo affetto per il compositore del Freischütz. Il Pater noster “volgarizzato da Dante” composto da Verdi nel 1879 è una pagina di toccante bellezza che non ha nulla di teatrale ma la capacità di reggere una tensione emotiva dal “Padre nostro che nei cieli stai” all’Amen finale. Il brano più affascinante e misterioso è sicuramente l’Ave Maria “su scala enigmatica” che Verdi tenne nascosta per anni e che entrò poi a far parte dei Quattro pezzi sacri. Il 5 agosto 1888 sulla «Gazzetta Musicale di Milano» Adolfo Crescentini pubblicò una scala enigmatica, vale a dire che presentava degli intervalli inusuali; sulla rivista del 26 agosto vennero pubblicate le armonizzazioni su quella scala realizzate dai lettori. Anche Verdi si cimentò nel gioco musicale e scrisse a Boito: «Credo che di questa Scala si possa fare un pezzo con parole, per es. un’Ave Maria». Nacque così il brano nel quale il testo dell’Ave Maria è ripetuto due volte, destinato ai cassetti, che Verdi fece ascoltare solo a qualche amico, e nel 1896 (siamo negli anni di Falstaff) precisava: «È cosa da non parlarne… quella non è vera musica, è un tour de force, è una sciarada… È meglio che quelle Ave Maria restino sepolte, senza vedere la luce del sole». Ma Ricordi insisteva e nel 1897 sulla «Gazzetta Musicale» venne pubblicata senza che però fosse svelato il nome dell’autore! Pochi mesi dopo Ricordi la pubblicò con il nome di Verdi e finalmente, il 13 novembre 1898, l’Ave Maria fu eseguita per la prima volta a Vienna. Un Verdi che guarda alla polifonia antica, un Verdi che, come sostenne Massimo Mila, con i Quattro pezzi sacri assicurava «la continuità storica della Cantata dai tempi di Bach a quelli di Stravinskij: senza di loro il filo della tradizione si sarebbe spezzato». Non resta più spazio per parlare di Liszt, Bruckner o Brahms, ma una riga la merita Joseph Rheinberger, compositore da riscoprire, autore, a sedici anni, di un Abendlied basato sul celebre passo del Vangelo di Luca (24:29) sui discepoli di Emmaus (“Resta con noi, poichè viene la sera, e il giorno volge al termine”): è la messa in musica della struggente tristezza di una separazione. Susanna Franchi


Il Coro Maghini, intitolato a una delle figure più significative della vita musicale di Torino (Ruggero Maghini, direttore del Coro Rai dal 1950 per oltre vent’anni) si è costituito nel giugno 1995 in occasione di una produzione con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; da allora ha collaborato più volte con la stessa orchestra affrontando le pagine più significative del repertorio sinfonicocorale da Bach a Britten, da Mozart a Mahler. Dal 2006 collabora stabilmente anche con l’Academia Montis Regalis con la quale ha realizzato numerosi progetti concertistici per l’Unione Musicale di Torino e la Società del Quartetto di Milano, e ha partecipato alla 50ª Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale e al Festival di Musica Antica di Bruges (Belgio). Negli ultimi tre anni ha partecipato alle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. Nell’ottobre 2012 ha collaborato per la prima volta con il Teatro Regio di Torino per l’allestimento dell’Olandese volante di Wagner. Nel 2013 con l’OSN Rai ha eseguito La Creazione di Haydn a fianco del Coro della Radio Svedese e Il Messia di Händel; eseguirà inoltre la Messa in mi bemolle di Schubert sotto la direzione di Ivor Bolton. Oltre alla produzione con orchestra il Coro Maghini ha affrontato una buona parte del più significativo repertorio per coro a cappella dal barocco alla musica contemporanea. Accanto al Coro è sorta nel 2005 l’Accademia Maghini, la cui attività istituzionale è indirizzata prevalentemente alla formazione vocale dei coristi, amatoriali e professionisti, e all’organizzazione di eventi come la rassegna Musica nei luoghi dello spirito. Collabora alla preparazione del Coro il maestro assistente Elena Camoletto. Claudio Chiavazza ha studiato presso il Conservatorio di Torino diplomandosi in clarinetto, musica corale e direzione di coro. Si è poi perfezionato in direzione corale con Peter Erdei presso l’Istituto Kodály di Kecskemét in Ungheria; in qualità di direttore ha tenuto concerti in Italia, Austria, Belgio, Belgio, Ungheria, Francia, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca, con un repertorio che spazia dal canto gregoriano alla polifonia vocale contemporanea e comprende diverse prime esecuzioni. Fin dalla sua fondazione, è direttore del Coro Maghini con il quale ha affrontato le più importanti pagine del repertorio sinfonico-corale collaborando con direttori quali Rafael Frühbeck de Burgos, Yuri Ahronovitch, Kirill Petrenko, Gerd Albrecht, Kristjan Järvi, Serge Baudo, Simon Preston, Jeffrey Tate, Juanjo Mena, Gianandrea Noseda, Wayne Marshall, Helmuth Rilling, Christopher Hogwood, Robert King, Ottavio Dantone, Alessandro De Marchi. Ha diretto diversi complessi partecipando ad importanti festival quali MITO SettembreMusica, Tempus Paschale di Torino, 50ª Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale, Armoniche Fantasie, Musica Recercata di Genova, Festival dei Saraceni, 5°Festival Musicale della Via Francigena, Les Baroquiales di Sospel, Musique Sacrèe en Avignon.


Luca Benedicti si è diplomato in organo e composizione organistica e in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio di Cuneo. Ha quindi seguito masterclass con Ewald Kooiman, Michael Radulescu, Lionel Rogg e Jean Guillou. Concertista dal 1988, si esibisce in Italia e all’estero (Francia, Germania, Danimarca, Belgio, Svizzera, Austria, Inghilterra e Spagna) in importanti festival organistici nazionali e internazionali. Nel 2012 ha tenuto un concerto nella Cattedrale di Bruges e nella Sinagoga Centrale di New York e, nel 2013, terrà un concerto nella Lincoln Cathedral (Organ Recital 2013), nella Church of the Cross di Lahti (Finlandia) ed effettuerà una tournée in Australia (Melbourne). Dal 2004 collabora con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e si esibisce con artisti di fama internazionale tra i quali il flautista catalano Claudi Arimany. È organista e presidente del Coro dell’Accademia Maghini, con cui negli ultimi cinque anni ha eseguito diversi concerti nel contesto del Festival “Musica nei luoghi dello spirito”. È direttore artistico di due importanti Rassegne Organistiche Internazionali che si svolgono ogni anno a Cuneo e ad Alba.

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Bruno Genero e allievi del Cons. Giuseppe Verdi di Torino, MITO per la città, Torino 2012, Ph. Michele D’Ottavio - MITO SettembreMusica©

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Domenica 15 ore 17 coro maghini