Page 1

Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04 _ 21 settembre 2013 Settima edizione

Torino Teatro Vittoria LunedĂŹ 09.IX.2013 ore 18

Settembre Musica

Ensemble di tromboni del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino


MITO SettembreMusica Settima edizione Un progetto di

Realizzato da

Con il sostegno di

I Partner del Festival

Partner Istituzionale

Sponsor

Media partner

Sponsor tecnici

Partner Istituzionale


Tielman Susato (1510 ca-dopo il 1570) Pavane, Quatre Branles, Morisque da Danserye Georg Daniel Speer (1636-1707) Sonata in re minore Giovanni Gabrieli (1554 ca-1612) Canzon Terza Giovanni Croce (1557-1609) Mottetto Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594) O bone Jesu Henry Purcell (1659-1695) Rondeau–Jig–Hornpipe–Dance for the Fairies Giovanni Giacomo Gastoldi (1554 ca-1609) Balletto Tielman Susato Schafertanz da Danserye Johann Sebastian Bach (1685-1750) Fuga in re minore BWV 565 Hoagy Carmichael (1899-1981) Stardust Richard Wagner (1813-1883) Marcia da Tannhäuser


Georg Philipp Telemann (1681-1767) Concerto a quattro Adagio – Allegro – Grave – Allegro Giuseppe Verdi (1813-1901) Bella figlia dell’amore da Rigoletto Anton Bruckner (1824-1896) Locus iste Charles Mingus (1922-1979) Duke Ellington Sound of Love Harold Arlen (1905-1986) Over the Rainbow Ensemble di tromboni del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino Alberto Borio, Marco Gaggioni, Stefano Gariazzo, Floriano Rosini, tromboni Scuola di trombone di Floriano Rosini In collaborazione con Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

A causa di una non grave indisposizione il maestro Aldo Ciccolini non potrà prendere parte al concerto con l’Orchestra da camera di Mantova di giovedì 12 settembre alle ore 21. Ringraziamo la signora Maria João Pires che, con grande disponibilità, ha accettato di sostituirlo eseguendo anch’essa due concerti per pianoforte e orchestra di W.A. Mozart. Il concerto in re minore KV 466 sostituirà il concerto in do maggiore KV 467; resta confermato il concerto in la maggiore KV 488.


Tromboni ieri, tromboni oggi, su e giù per l’Europa e non solo Vi sono strumenti molto antichi che a tutta prima non paiono tali, che l’immaginario comune identifica più spesso con un momento storico assai prossimo, quasi non curandosi della lunga storia che essi contengono nel loro dna sonoro. È il caso, naturalmente, del trombone. Il pregio del nutrito ed eterogeneo programma che avremo modo di ascoltare sta proprio nel condurci per mano attraverso la storia di questo strumento così peculiare, praticamente dalla sua nascita, nel tardo Quattrocento, fino ad oggi. I brani presentati dall’Ensemble di Tromboni del nostro Conservatorio comprendono peraltro musiche che potremmo definire “originali”, insieme a musiche trascritte, anche se, in diversi casi, è presente un filo rosso trombonistico che lega e collega tra loro varie composizioni di questo concerto: iniziando dalla Sonata di Georg Daniel Speer, opera di un compositore tedesco fortemente identificabile con la nascita del repertorio specifico per questo strumento. Speer fu genio eclettico, scrittore politico, insegnante di latino, compositore e strumentista, trombettiere militare, narratore e autore di sonate per viola da braccio piuttosto che di sonate per tromboni, le prime che troviamo dedicate specificatamente a ensemble di questo genere. Dall’altro capo del nostro excursus storico, Charles Mingus, prima di dedicarsi al contrabbasso, ha come primissimo amore il trombone, poi il violoncello. Mingus è meticcio, e fa del meticciato culturale uno dei fondamenti su cui basare la sua attività di strumentista e di compositore jazz; sovente il Barone (come veniva soprannominato) fa riferimento alle sonorità piene e articolate del “Duca” Ellington, e di questo si avrà testimonianza anche attraverso Duke Ellington Sound of Love, una sorta di cripto-blues, così come in altri suoi lavori. Ma non si tratta solo di passare dalla sonata a tre o a quattro barocca al cool-bop, il gruppo di tromboni ci propone una serie di danze che vanno dalla raccolta cinquecentesca del tedesco “fiammingo” Tielman Susato all’inglese Henry Purcell, all’italiano Gastoldi, per farci poi assaporare musiche pensate per voci, ma talora eseguite in passato anche con strumenti: come i mottetti palestriniani o ancor di più, quelli di Giovanni Croce, di scuola veneziana, come Giovanni Gabrieli, di cui è in programma la Canzon Terza. Anche in questo caso gli orizzonti temporali sono vasti: infatti arriviamo fino al Locus iste di Bruckner. Ecco poi l’immancabile Fuga in re minore di Johann Sebastian Bach, compositore la cui produzione sopporta per natura e per comune sentire qualunque trasposizione sonora, e poi un tuffo ardito nel mondo dell’opera lirica, quasi un omaggio ai due bicentenari di quest’anno: Verdi e Wagner. Dell’uno un’aria dal Rigoletto, “Bella figlia dell’amore” (ma forse non vi saranno anche faceti ammiccamenti filmici?), dell’altro la “Marcia” da Tannhäuser.


Non paghi di aver percorso cinque secoli della storia della musica, di aver attraversato tutta l’Europa e aver raggiunto gli Stati Uniti, ci viene data anche la possibilità di passare dal versante colto alla musica d’uso, quantunque di alto livello, naturalmente: da Il mago di Oz, la celeberrima Over the Rainbow (Harold Arlen) in questa curiosa versione trombonistica che comunque ci richiama alla mente una quantità di cantanti che si sono cimentati con tale brano, a partire dall’indimenticabile Judy Garland. Stefano A.E. Leoni

Seguiteci in rete facebook.com/mitosettembremusica.official twitter.com/mitomusica youtube.com/mitosettembremusica flickr.com/photos/mitosettembremusica pinterest.com/mitomusica


L’Ensemble di tromboni del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino nasce dall’incontro di studenti dell’istituzione torinese di provenienze sia geografiche sia artistiche molto differenti. I background culturali diversi trovano il loro naturale incontro nelle aule del Conservatorio sotto la guida di Floriano Rosini e i baldi giovanotti iniziano a collaborare fra loro quasi per caso, per assecondare le varie esigenze didattiche dettate dal loro comune percorso di studi. Come spesso accade in queste circostanze, ciò che incomincia per caso è destinato a prolungarsi nel tempo, un po’ per non interrompere un’impresa che inizia a dare soddisfazione ma soprattutto per il rapporto di affetto che si è venuto a creare fra i ragazzi. Floriano Rosini si è diplomato a pieni voti al Conservatorio di Alessandria e si è perfezionato con Vinko Globokar alla Scuola di Musica di Fiesole e con Jacques Mauger all’Accademia Internazionale Superiore di Musica di Biella. A soli vent’anni è diventato primo trombone dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Collabora con prestigiose orchestre e importanti direttori, svolgendo inoltre un’intensa attività solistica e cameristica anche con il trombone antico e l’euphonium. Incide per varie etichette ed è titolare della cattedra di trombone al Conservatorio di Torino. Suona tromboni Antoine Courtois. Stefano Gariazzo viene da Biella e, nonostante la giovane età, vanta una laurea a pieni voti in fisica e una brillante carriera di studi musicali. Alberto Borio, dopo la laurea in composizione e arrangiamento jazz si sta dedicando allo studio del trombone classico sotto la preziosa guida di Floriano Rosini. Contribuisce anche al repertorio del quartetto con qualche arrangiamento originale. Marco Gaggioni è il più giovane. Un ragazzo cresciuto fra i monti della Valle d’Aosta con la musica e lo sport nel sangue, si è diplomato in trombone a soli 20 anni ed è dotato di una padronanza strabiliante nel registro grave dello strumento.

Videoimpaginazione e stampa: ITALGRAFICA Novara


Milano Torino unite per il 2015

-2

Lunedi 9 ore 18 tromboni  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you