ANNO III — N° 13 Marzo 2020 In edicola dal 15 marzo 2020
13 bimestrale
MARZO 2020 · € 5,00
Plant & Led Robert
Innamorati del vinile
Zeppelin
• ANGELO BRANDUARDI: 45 ANNI FUORI DAL CORO • • ELEKTRA RECORDS: AMERICAN BOHÉMIENS • • FUN HOUSE: IGGY POP 50 ANNI FA • • SYD BARRETT • GUALAZZI • BRUNORI • DARDUST •
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ANGELO BRANDUARDI
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Fuori coro dal
70 anni di vita e 45 di musica:
Angelo Branduardi si racconta A cura di Andrea Pedrinelli Foto di Ferdinando Bassi
Il tour di Branduardi è partito da Svizzera, Germania, Belgio e Austria, prima di approdare in Italia.
IL CAMMINO DELL’ANIMA
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Sono un uomo tormentato. Una persona che se non avesse trovato la moglie che ha trovato, e la musica che ha trovato, farebbe… il barbone
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Con l’album Il cammino dell’anima, Con Il cammino dell’anima, etichetta Univeruna suite in nove parti che ridà voce sal, Branduardi riesce nell’impresa di comunicare all’opera visionaria di Hildegard von valori ed emozioni in chiarezza ed Bingen, monaca benedettina di essenzialità, tramite una suite che origini tedesche vissuta fra il 1098 sferza la coscienza dell’ascoltatore inducendolo a un viaggio e il 1179, sono tornato agli album interiore insieme emozionale, in studio a sei anni di distanza filosofico e spirituale. Le nove da Il rovo e la rosa. E molti mi parti de Il cammino dell’anima chiedono perché Hildegard, ovsono state composte da Angelo viamente. Branduardi con Fabio ValdemaHildegard fa parte di un camrin, ispirati all’opera di Hildegard mino mio degli ultimi anni, un von Bingen; i testi, dalla stessa cammino contorto, nel quale fonte, sono stati rielaborati da sono anche caduto e in cui, a un Luisa Zappa Branduardi. All’alcerto punto, mi è tornato in mente bum hanno preso parte anche Criquello che mi diceva il professore di stiano De André (voce del Profeta ne Il cammino dell’anima 1), musicisti moderni, virtuosi di violino Augusto Silvestri, grande pedastrumenti d’epoca nonché la VU_Orgogo. Quando imparavo un brano bello chestra diretta da Stefano diceva: adesso chiudi gli occhi, la memoria Zavattoni. muscolare ti darà l’impressione che sia il violino a suonare te, e tu non devi più essere qui e ora. Io ero piccolo, lo capivo sì e no: però nel tempo ho approfonuando suono sono troppo felice e mi trovo dito il suo spunto della musica come visione, visione di bene anche in questo scorcio di millennio, ciò che sta al di là della porta chiusa. È partendo da lì che pure sembra così lontano dal mio mon- che ho percorso strade particolari alla Ricerca con la do e dalla mia arte. E mi reputo fortunato, “R” maiuscola, come i Cavalieri della Tavola Rotonda: pure: non vorrei mai essere un debuttante di oggi, per e che sono incappato in questa donna rivoluzionaria, quanto ci siano molti più modi di farsi notare rispetto Hildegard, che nell’anno Mille scriveva musica e la chiaa quando ho iniziato io. Però i direttori generali dei mava “Sinfonia” perché la considerava la più alta forma primi anni ‘70 ti davano cinque anni di tempo, di soli- d’arte. Il che corrisponde a quanto ha sempre detto to ti concedevano di fare almeno tre dischi, e magari il mio amico Ennio Morricone: la musica è l’arte più ti concedevano anche un piccolo contributo mensile astratta, dunque la più vicina all’Assoluto comunque di sostentamento. Oggi ti danno cinque minuti: e se tu poi voglia chiamare quest’Assoluto. non funzioni ricevi una pedata nel didietro. Comunque, Ho iniziato quindi a studiare Hildegard von Bingen, che tornando alla musica, tutto ciò che faccio quando mi era una visionaria. Era erborista, dietologa, ebbe l’inrapporto a lei mi è terapeutico. E anche se certe cose tuizione di mettere il luppolo nella birra… Era insomma prodotte oggi mi urtano, soprattutto quando avverto uno spirito libero: una monaca che divenne badessa e in esse della misoginia, mi troverò bene nella contem- aveva un suo bellissimo ordine nel quale le consorelle poraneità finché potrò fare le mie, di cose; la mia mu- erano vestite di bianco, senza velo, a volte con dei fiori sica fuori dai canoni, che però regge ancora i teatri e nei capelli sciolti. Hippies dell’anno Mille, in pratica. Inda sempre mi regala serenità. somma, Hildegard fu una vera rivoluzionaria tanto che
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IL NUOVO DISCO
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Foto © Fabio Treves
REWIND Nel cofanetto con 3 vinili che l’artista ha pensato per i suoi 70 anni trovano spazio anche L’infinitamente piccolo, opera sul Santo di Assisi, e il primo volume di Futuro Antico.
1977
La pulce d'acqua
1979
1980
Cogli la prima mela
Concerto
VITA E DISCOGRAFIA DI UN CANTAUTORE UNICO NEL SUO GENERE 1992
Si può fare
1994
Domenica e lunedì
1996
Futuro antico 1
1998
Il dito e la luna
Angelo Branduardi è nato a Cuggiono, in Lombardia, nel 1950: però è cresciuto a Genova, dove si è diplomato in violino al Conservatorio. Poi, sin dagli album d’esordio nel ‘74/'75 prima con Paul Buckmaster poi (per “La luna”) con Maurizio Fabrizio, Branduardi ha rappresentato un’eccezione a qualunque abitudine della canzone d’autore italiana; che in compenso ha esportato e tuttora esporta nel mondo proprio grazie al suo linguaggio musical-poetico innovativo e unico. È Alla fiera dell’Est che nel ’76 consacra la musica nuova e insieme antica, pop e insieme colta, di Branduardi: però dopo lui ha l’ispirazione di far seguire a tale gioiello una serie di album eccellenti, faccende come La pulce d’acqua, Cogli la prima mela, lo storico live Concerto che spaziando fra musica popolare, eco etniche, suggestioni rinascimentali e canzone d’autore l’hanno consolidato in tutto il mondo. Dopo gli anni ‘80 di transizione, comprensivi però anche di scommesse cultural-musicali fascinose (fra le quali il musicare Yeats), Branduardi è tornato ispiratissimo negli anni ‘90: abbinando al proprio stile che tornava smagliante in pagine quali Si può fare o Domenica e lunedì la poesia alta del compianto Giorgio Faletti, suo inatteso coautore per il maiuscolo Il dito e la luna del ’98. Col nuovo millennio Branduardi ha abbracciato sfide ancora più complesse: dapprima con la serie di album Futuro antico, in cui ha riscoperto la musica antica europea, ha finito per costruirsi una discografia parallela da artista classico tout-court. Poi con la lauda teatrale dedicata a Francesco d’Assisi e lanciata dall’LP L’infinitamente piccolo ha rinnovato la sua fama mondiale su disco e nei teatri. Branduardi, che è fra i pochi artisti nostrani davvero popolari all’estero oltre il belcanto o il cantar d’amore, ha inciso la sua opera anche in francese e i suoi capolavori sono stati editi, caso quasi unico per un italiano, anche nel Regno Unito. Da ricordare pure la sua attività di compositore di note colonne sonore: partecipò anche al film State buoni se potete di Magni dell’83, accanto a Johnny Dorelli e Philippe Leroy.
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1976
Alla fiera dell'Est
è stata ed è uno dei miti del femminismo. Sul piano spirituale e poetico Hildegard aveva poi delle visioni che il suo frate confessore raccoglieva e “traduceva”. Ci sono due “Estasi” nel disco, Il figlio e La donna, perché quelle visioni sono poesie semplici ma straordinarie. Sul piano musicale inoltre nelle sue cose ho trovato melodie bellissime, ovviamente orizzontali nel senso che ai suoi tempi non c’era ancora la polifonia; quindi, con grande rispetto, l’ho aggiunta io, per arrivare al mio disco, perché una volta incappato nella figura e nell’opera di Hildegard von Bingen con mia moglie Luisa Zappa ci siamo subito messi a lavorare. I testi del Cammino dell’anima sono stati la parte decisamente più difficile, la von Bingen scriveva in una lingua che non era più latino ma non era ancora tedesco. Io parlo bene il tedesco e qualcosa ho risolto: però alla fine sui passaggi che non riuscivamo a chiarire ci siamo appoggiati a una traduzione dei suoi scritti fatta in inglese da una professoressa americana.
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REWIND
Il cammino dell’anima è una faccenda anomala, provocatoria, che amo molto per quanto è controcorrente
E alla fine di questo percorso, ecco Il cammino dell’anima: faccenda anomala, provocatoria, che amo molto per quanto è controcorrente. E che a me come persona ha donato una consapevolezza forte, che posso riassumere in una frase esaustiva di Hildegard stessa: “Guardati, in te il cielo e la terra”. Il sacro e il profano, il mondo intero non è extra nos, fuori di noi, ma intra nos. Tutto è già dentro la nostra anima.
MUSICA AL FEMMINILE È interessante, partendo dalla mia scelta di rileggere la von Bingen autrice, riflettere sulla possibilità che l’opera di un uomo sia diversa nelle fondamenta da quella di una donna; e che dunque possa esistere una scrittura al maschile e una al femminile. Certo nella storia ci sono state, ci sono tuttora, ottime musiciste e direttrici d’orchestra nel campo classico. E nel passato ci furono anche molte compositrici; tutte però dopo la prima, l’apripista, che fu proprio Hildegard von Bingen. In ambito pop-rock o cantautorale, poi, di esempi di scrittura al femminile che si differenzia dalla media ce n’è a bizzeffe: da Joan Baez a Joni Mitchell. Ma cambia qualcosa, e che cosa? A mio avviso cambia che scrivono meglio. Sì, le donne scrivono meglio. In parte proprio tecnicamente, ho notato, e poi… perché sono donne. Rispetto all’uomo c’è uno scarto di invenzione, di genialità: che conosco bene perché appunto da sempre lavoro con una donna, Luisa. Le donne hanno un ri-
spetto diverso della natura umana, una profondità maggiore nell’indagare i sentimenti, una forma più evoluta del porsi nei confronti della realtà. E pure nei confronti dell’irrealtà. E del resto… anche Greta Thunberg è una donna, no? Non ve la nomino a caso, la cito perché ne Il cammino dell’anima c’è la presenza del demonio, cui nel brano Il cammino dell’anima 2 do voce io stesso. E dov’è il diavolo nel 2020? Secondo me oggi si nasconde nella plastica e in tutto ciò con cui stiamo rovinando con le nostre stesse mani il mondo che ci è stato donato. I dinosauri hanno vissuto milioni di anni più di noi, fino a che non è arrivato il meteorite. Noi il meteorite ce lo stiamo costruendo in casa. Per cui, viva la piccola Greta, che proprio non ho coinvolto a caso. È un altro esempio, ancorché non musicale, di come le donne spesso vedano più lontano di noi uomini.
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I “MIEI” VINILI I dischi in vinile cui sono più legato sono l’edizione completa di Bach, l’edizione completa di Mozart, e il regalo incredibile che mi fece nel 1978 la Deutsche Grammophon in occasione dei settant’anni di Herbert von Karajan: un enorme cofanetto, stampato in sole mille copie nel mondo, delle nove sinfonie di Beethoven dirette dal Maestro. Da ragazzo ascoltavo molto i Beatles, invece, e Cat Stevens. Però non mi ricordo titoli precisi degli LP dei Beatles che mi colpirono più di altri, in compenso rammento ancora bene i pezzi di Cat Stevens: perché lo copiavo! Lo imitavo, da tanto mi piaceva. Fra il ’76 e ’81 Branduardi ha Come violinista invece ho piazzato 6 Lp e 4 sempre amato ascoltare singoli in hit parade: i dischi di Jascha Heifetz Alla fiera dell’Est ci è rimasto 35 settimane. perché aveva un’energia quasi violenta, sullo strumento, che mi ha sempre affascinato. Oggi però confesso che mi sono abituato ad ascoltare album tramite CD; non al computer, quello proprio non mi piace, però il vinile ormai lo sfrutto raramente. Un po’ perché ho paura di rovinarlo, un po’ perché mi dà ancora fastidio che verso il centro saturi, nonostante il mio
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In un calendario italiano in continua evoluzione, le date teatrali già fissate sono • 27 marzo Bologna • 4 aprile Varese • 8 maggio Sanremo • 30 maggio Udine •
impianto abbia un braccio tangenziale. Ma una volta, del resto, noi artisti al centro di un LP mettevamo apposta le cose meno significative… In compenso ho deciso di fare un cofanetto per i miei settant’anni, compiuti il 12 febbraio, e mi è sembrato una sciccheria poter pensare di farlo proprio su vinile. Il cofanetto contiene i tre album che nella mia vicenda, al momento, considero fondamentali. Futuro Antico I – Chominciamento di gioia del 1996 perché fu la riscoperta e la messa in gioco delle radici profonde, quelle che non gelano mai. L’infinitamente piccolo dedicato a Francesco d’Assisi nel Duemila perché fu una scommessa vinta, tutti ridevano ed è stato uno dei miei più grandi successi: dal vivo poi ho fatto trecento rappresentazioni della “Lauda” e probabilmente verrà pure ripresa, c’è una grande richiesta. Infine, ovviamente, Il cammino dell’anima: perché è l’ultimo passo che ho fatto a oggi. Adesso aspetto il prossimo, che verrà quando verrà.
QUARANTACINQUE ANNI DI CARRIERA Fra 2019 e inizio 2020 ho toccato traguardi importanti, certo. Ma attenzione: i bilanci li rifuggo. Quello che ho fatto di giusto e sbagliato doveva essere fatto. Posso invece provare a definirmi: Angelo Branduardi chi è come artista? È un provocatore, uno che sempre è andato controcorrente. E anche perciò, amo molto aver af-
frontato Hildegard von Bingen. Branduardi è un artista di nicchia felice di esserlo: e che però parecchie volte dalla nicchia, senza volerlo, è entrato nel mainstream piazzando successi colossali, nonché internazionali. Angelo Branduardi è un artista che divide il pubblico, c’è chi mi ama e chi mi odia. Infine sono e sarò sempre anche quello di Alla fiera dell’Est o La pulce d’acqua. Nell’Angelo Branduardi del 2020 c’è tutto il mio percorso, tutto. Ho assorbito come il ragno dalla preda tutto ciò che ho fatto; lo reinvento, e lo ripropongo sempre con grande gioia anche se da tanti anni. Dunque neppure nel tour de Il cammino dell’anima mancano le mie mainstream: anzi, dipendesse da me Alla fiera dell’Est la canterei mille volte, avrei voluto scriverne mille di Alla fiera dell’Est! E c’è un’altra cosa, che mi piace raccontare al riguardo di questo brano in particolare. Se chiedete a un bambino chi è Branduardi, non lo sa; ma il topolino comprato per due soldi alla fiera dell’Est… eccome, se lo conosce! Vuol dire che quel pezzo non mi appartiene più, che ha travalicato il suo compositore divenendo patrimonio popolare. E questo mi dà, senza false modestie, una piccola immortalità. Il che non è male specie se pensate a cosa vi ho raccontato all’inizio: perché come scrissi già nel pezzo che preferisco dei miei, Confessioni di un malandrino che composi quando avevo solo diciott’anni, senza la musica per me non sarebbe andata benissimo…
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BRANDUARDI IN TOUR