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Vivai 2018 03 it

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La rivista

per il benessere e la sostenibilità

03/2018

RELAX Rilassati grazie allo snorkeling: perché scrutare il fondo del mare a pancia in giù libera la mente.

SOSTENIBILITÀ Grigliare con coscienza, affinché anche le generazioni future possano rendere omaggio al barbecue.

Sfidare i limiti Vivere la quotidianità all ‚ insegna dell ‚ avventura, scoprendo nuovi orizzonti.


EDITORIALE

Voglia di novità

Foto di copertina: Arthur Belebeau/Trunk Archiv; © Roland Tännler, akg­images

Panta... gonna!

Così tanti complimenti come per i miei nuovi pantaloni ampi era da un po’ che non li ricevevo – e tutti da donne perdipiù! Ne è passata di ac­ qua sotto i ponti da quando la moda propagava la gonna pantalone, detta anche cu­ lotte. Ma finché una tendenza s’impone e ci siamo abituati tutti alla nuova silhouette, ce ne vuole di tempo. Ne sono un buon esempio i pantaloni culotte e i palazzo, ovvero la variante lunga fino a terra. L’anno scorso non sapevo ancora bene che scarpe ab­ binare alla culotte. Nel frat­ tempo le cose sono cambia­ te. Ora sono convinta di potermi infilare sia le sneaker sia i sandali. Il fatto che io mi sia abituata a questo nuo­ vo taglio, lo devo però a mia figlia di 17 anni, che in­ dossa la culotte già dalla scorsa estate. Preferiamo en­ trambe quella in stile paper­ bag con vita alta raccolta a pieghe e stretta da una cin­ tura. Mentre mia figlia indos­ sa la pantagonna con un top supercorto, io la abbino a una camicetta dal taglio morbido, che posso infilare nel girovita, oppure a una giacchetta corta. Infatti, l’im­ portante è che il girovita della culotte sia ben in vista!

Care lettrici, cari lettori Recentemente durante lo sport un amico mi fece notare: «Ti muovi nella tua zona di comfort. Che è cosa legittima. Ma solo se sconfini, scopri se puoi svilupparti oltre a questo limite – e se questo ti piace.» Aveva ragione. Ognuno deve decidere da sé, se vuole osare superare quella linea di confine che demarca i suoi limiti, per scoprire quali nuove possibilità lo aspettano. Questo non vale solo per lo sport. In questo numero vi presentiamo quattro persone che hanno osato spingersi oltre i propri limiti. Per esempio il monaco zen Marcel Reding. Non trovando appagamento nella vita in gioventù, seguì una formazione da monaco zen in Giappone. Oppure la giovane gruista Andrea Huber di Wattwil, che ha osato avventurarsi in un cosiddetto mestiere da uomo. Quando di mattina si arrampica sulla grù, si trova di fronte a un panorama talmente vasto da sentirsi libera come se volasse sopra le nuvole. I limiti ce li creiamo solo noi nella nostra mente. Che voi possiate leggere questo editoriale, il mio primo per questa rivista, ha a che fare con la mia decisione di arrischiare qualcosa di nuovo. E ne è valsa la pena. Amo il mio nuovo lavoro. E mi fa piacere che leggiate queste pagine con interesse – e non vedo l’ora di ideare per voi il prossimo numero assieme al mio team. In tal senso, auguro anche a voi di trovare il coraggio di affrontare i cambiamenti. Osate questo passo e spingetevi fino ai vostri limiti. E poi cercate di crescere oltre al prestabilito. Scoprite che cosa vi attende dall’altra parte del confine e quali opportunità vi si offrono.

Susanne Schmid Lopardo Responsabile della redazione Health & Beauty Vivai 2018

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ZERO ZUCCHERO, ZERO CALORIE. © 2018 The Coca-Cola Company.

RINFRESCANTI NOVITÀ: COCA-COLA ZERO LEMON, GINGER E VANILLA

Coca-Cola è in vendita alla tua Migros


DALL‚ INTERNO

Sigla editoriale Editore: Federazione delle cooperative Migros Concetto e realizzazione: Media Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Responsabile redazioni Media Migros: Franz Ermel Responsabile redazione Health & Beauty: Susanne Schmid Lopardo Redazione e produzione: Stephanie Riedi Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Workflow: Imelda Stalder (responsabile), Anna Francesca Steinmann, Mirjam Torres-Suter Elaborazione immagini: Reto Mainetti

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Natsuki Camino ama spingersi oltre i suoi limiti: da product designer, la giovane giapponese si è trasformata in illustratrice che crea fresche immagini con la tecnica del collage e pezzetti di carta strappata.

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La fotografa Désirée Good non teme confronti – e ha ritratto quattro persone che si sono confrontate con i propri limiti per superare sé stesse.

Edizione italiana: Cora Gianolla, Claudia Wagner Contatto: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch, migros.ch/vivai

Foto di copertina: Arthur Belebeau/Trunk Archive ©Roland Tännler, akg-images

Stampa: Vogt-Schild Druck AG, CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC misto Per compensare le emissioni di CO2 sosteniamo un progetto in Brasile. ISSN: 1663-716X Tiratura totale Vivai: 250 060 copie D: 173 127, F: 61 557, I: 15 376 copie

Viaggiare è il modo più popolare per varcare nuove frontiere. Le esperte neutral stampati

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Vivai è gratis ! Ordinala qui : abbonamenti. vivai@mediasmigros.ch oppure chiama il numero 0800 180 180

Sissy Raith, allenatrice dell’FC Basilea, sa che il calcio, oltre alla forma, regala alle donne fiducia in sé stesse e la volontà di vincere. A pag. 42

La frutta e la verdura estiva sono il miglior dissetante che ci sia! E fanno bene. La consulente alimentare Brigitt Gächter spiega perché. A pag. 36

Prisca Huguenin-ditLenoir, a capo della comunicazione aziendale di Hotelplan Suisse, ha tante idee viaggio per chi ama sconfinare. A pag. 20 Vivai 2018

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PENSATI PER VOI

Sarina corre Come si diventa un’atleta di corsa? Sarina Feldmann (29 anni) desidera scoprirlo e inizia ad allenarsi – con il sostegno del programma iMpuls Coach, che in 12 settimane la aiuta a diventare una runner. iMpuls docu­ menta su video gli allenamenti e i pri­ mi successi dell’aspirante podista. migros-impuls.ch/correre

Addio brusii e ronzii

Zanzare, zecche e compagnia bella sono fastidiose o addirittura pericolose per la nostra salute. Gli indumenti NosiLife del marchio Craghoppers offrono una protezione permanente grazie alla soluzione anti-insetto integrata. Il principio attivo è intessuto nelle fibre e non entra in contatto con la pelle. Magliette e pantaloni sono quindi adatti anche alle donne in gravidanza e ai bimbi.

© Illustrazione: Anne Bentley, foto: Getty Images, iStock

sportxx.ch

Estate infuocata

Yes, we can!

I griglietariani si gustano l’estate con il profumino della brace nelle narici e il delizioso aroma di to­ statura sul palato. Non importa se carnivori, vegetariani, pesceta­ riani o onnivori: la grigliata è per­ fetta per radunare famiglia e amici. Se volete abbrustolire i cibi in sintonia con la natura, date un’occhiata a pagina 30 e al sito:

C’è ancora chi s’impegna come volontario oggi? Su incarico del Percento culturale, l’Istituto Gottlieb Duttweiler ha indagato sulla questione, giungendo a una gradita conclusione: grazie alla digitalizzazione oggi si presentano opportunità del tutto nuove per chi desidera fare il volontario.

griglietariani.ch

gdi.ch/de/studien (in tedesco)

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Foto: Fabian Biasio

Pubbliredazionale

Yohannes sta terminando con successo la sua formazione d’assistente meccanico in un garage friburghese e proseguirà il percorso formativo per conseguire un AFC.

Integrazione grazie alla formazione Attualmente i rifugiati hanno pochissime possibilità di integrarsi nel mondo professionale svizzero. Il pericolo è particolarmente elevato per i 16–25enni che hanno dovuto interrompere il proprio ciclo di studi e formazione per lasciare il loro Paese. La maggior parte dei giovani interessati non è in possesso dei prerequisiti di scolarità necessari per seguire con successo una formazione.

«Voglio essere indipendente.» Yohannes Berhane* aveva 16 anni quando è arrivato in Svizzera. Questo rifugiato eritreo ha dovuto adattarsi a un mondo totalmente nuovo. Con tenacia ha imparato il francese e ha preso parte ad alcuni tirocini. Attualmente segue una formazione come meccanico in un garage di Friburgo e la sua integrazione procede con successo. Il suo primo periodo in Svizzera è stato difficile. «Non conoscevo la lingua e anche la cultura era differente» racconta Yohannes Berhane, che compie 22 anni oggi. Costretto a lasciare il suo Paese insieme alla madre e alla sorellina, ha superato un percorso estremamente pesante prima di raggiungere il nostro Paese nel 2012. Arrivato a Friburgo, Yohannes ha seguito i corsi della Scuola professionale artigianale e industriale per un anno prima di effettuare diversi tirocini. «Fin da quando ero molto piccolo, ho sempre voluto diventare meccanico» dichiara Yohannes. Caritas Svizzera, che lo segue, ha contattato i proprie-

tari di una grande officina della regione di Friburgo. «Abbiamo notato fin da subito che era motivato» ricordano Corinne e Jean-François Lacilla, i suoi datori di lavoro. Yohannes è stato quindi assunto per prendere parte a una formazione della durata di due anni come assistente meccanico. Il giovane lavora nell’officina per quattro giorni a settimana e segue dei corsi tutti i lunedì. Grazie alla sua voglia di imparare e agli ottimi risultati ottenuti, i datori di lavoro di Yohannes gli hanno proposto di continuare la sua formazione e di ottenere l’AFC (attestato federale di capacità) come meccanico di manutenzione per automobili. Per questa nuova tappa, Yohannes deve fare ancora dei progressi con la lingua francese. Caritas lo aiuterà a seguire un corso intensivo. Yohannes, ormai ben integrato, è in perfetta sintonia con i suoi colleghi e il suo obiettivo è di terminare la formazione. «Desidero essere indipendente» dichiara.

Per saperne di più su Yohannes: farelacosagiusta.caritas.ch

* nome di fantasia

Eppure esistono delle soluzioni. Per questo, Caritas Svizzera accompagna attualmente a Friburgo 1600 rifugiati riconosciuti, 342 dei quali hanno un’età compresa tra i 16 e i 25 anni. Questi giovani seguono dei corsi intensivi e dei consulenti in integrazione professionale li sostengono nella ricerca di tirocini e posti di formazione o lavoro. Così, da marzo 2018, Caritas Svizzera gestisce la Casa dell’istruzione e dell’integrazione di Matran, che ospita e guida nella formazione professionale alcuni giovani rifugiati.

Conto donazioni: 60-7000-4 Per donazioni online: caritas.ch/integrazione-donare


SCELTI DA NOI

Un guadagno per tutti

«Maflü» è un’iniziativa di Micarna rivolta ai rifugiati che, grazie al progetto, seguono una formazione professionale e imparano la lingua del posto. L’azienda Migros contribuisce così all’integrazione economica e sociale dei giovani apprendisti e, allo stesso tempo, fa sì che il settore guadagni nuova manodopera qualificata.

© Illustrazioni: Christopher Corr, Katarzyna Klein; foto: Nick Eichmann, Getty Images

Servizio da amici Chi fa la spesa onli­ ne alla Migros, può farsela fare e recapi­ tare da altri clienti Migros! Questa è l’idea di Amigo, la piattaforma di social shopping, i cui iscritti possono essere attivi sia come clienti sia come fattori­ ni. A questi viene inviato un mes­ saggio e, se hanno tempo e vo­ glia, accettano l’incarico. Per la prima borsa ricevono 7.90 e per le successive 2 franchi l’una.

Il solare fa scuola Il progetto educativo «Ogni cella conta» (OCC), lanciato da myblueplanet e sostenuto dalla Migros, promuove l’instal­ lazione di impianti solari sugli edifici scolastici. Gli allievi vengono coinvolti attivamente e la comunità locale viene sensibilizzata alla protezione del clima e alle fonti d’energia alternative con iniziative divertenti. jzz.ch (in tedesco) e myblueplanet.ch/it

amigos.ch

Regola contadina Gli amanti dei prati belli ordinati si stupirebbero della proliferazione selvaggia che dilaga nelle fattorie IP­Suisse. Ora, di tanto in tanto, lungo i sentieri si trovano dei cartelli che informano che non si tratta di disordine, bensì di interesse e rispetto per la natura – ovvero di misure che promuo­ vono la biodiversità. ip-suisse.ch

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NUOVE FRONTIERE

DOSSIER

Oltre ogni limite Poco importa dove porti il viaggio: chi sconfina ha l‚occasione di allargare il proprio orizzonte e di svilupparsi oltre il limite stabilito. Testo: Ruth Hoffmann

Illustrazioni: Natsuki Camino

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NUOVE FRONTIERE

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er gli antichi greci il mondo ter­ minava nell’odierno Afghanistan. Oltre a questa linea di confine, così si è pensato a lungo, c’era solo il grande oceano che circondava tutte le terre di questo pianeta. Il sapere ai tempi era quello. La geografia era solo allo sta­ dio iniziale e una materia molto teorica, visto che si praticava soprattutto alla pro­ pria scrivania. Solo nel 4° secolo avanti Cristo, quando Alessandro Magno nelle sue incursioni militari si spinse fino ai confini del mondo, divenne chiaro che questo non era limitato. Era invece limi­ tata l’immagine che ne avevamo. Ogni volta che allarghiamo il nostro orizzonte oltrepassiamo un confine pre­ stabilito. Ogni scoperta, ogni progresso della storia dell’umanità fu reso possibi­ le da donne e uomini coraggiosi che si spinsero oltre la soglia di quello che si ri­ teneva essere la realtà. A volte si trattava di frontiere fisiche, altre volte di limiti di natura politica o sociale. In primo luogo però era sempre il nostro modo di pensa­ re a essere limitato. «Affinché si realizzi il possibile, si deve sempre tentare l’im­ possibile», scriveva l’autore di poesia e prosa Hermann Hesse. E aveva proprio ragione! Troppo spesso, infatti, sono pro­ prio le barriere che abbiamo in testa e che abbiamo costruito con le nostre pro­ prie mani, a impedirci di progredire – sia a livello sociale sia sul piano individuale e personale. Quotidianità a circuito chiuso

I limiti possono proteggere, ma anche of­ fuscare la vista. Offrono stabilità e orien­ tamento, in altre circostanze impedisco­ no però che nasca qualcosa di nuovo. Chi è convinto di non essere dotato di talento musicale, probabilmente non tenterà mai nemmeno solo per scherzo a cantare in un coro amatoriale. Chi si crede timido, 12 Vivai 2018

non parteciperà mai a un workshop di teatro. La rinuncia ci risparmia forse le delusioni o la figuraccia, ma ci priva an­ che dell’opportunità di scoprire che non siamo necessariamente quello che crede­ vamo essere. Nella quotidianità riesce difficile di­ staccarsi a sufficienza dalle linee di con­ fine interiori, così da riuscire perlomeno a riconoscerle come tali: le abitudini ci trattengono, obblighi e impegni indicano la direzione in cui muoversi e tutto è im­ pregnato da una dolce e quieta melodia, che ci suggerisce che tutto deve restare così com’è, perché così è da sempre – o perché tutti gli altri fanno così. Diventare un’altra persona

Durante le vacanze, per un breve spira­ glio di tempo, viviamo un’altra vita in un altro luogo, varcando la soglia del nostro habitat consueto e accomodandoci in un nuovo mondo, dove valgono altre regole e contano altre cose. Anche per noi. Assaggiamo cibi dei quali non abbia­ mo mai sentito parlare, ci ritroviamo su barche ondeggianti o su materassi giap­ ponesi duri, balliamo il tango a una festa di paese o acquistiamo cappelli coi quali a casa ci sentiremmo travestiti. Tutto è nuovo, inusuale e pieno di magia – gli aromi, i profumi, la luce. E di colpo sem­ bra che diventino possibili molte cose; i nostri propri limiti interiori diventano più diafani. Magari, contro le nostre abi­ tudini, rinunciamo a internet e al porta­ tile – e non siamo raggiungibili. Oppure ci appassioniamo per cose che abbiamo sempre ritenuto noiose o ci concediamo quello che di solito ci neghiamo. In vacanza, non è solo l’assenza dal lavoro a regalarci quella deliziosa sensa­ zione di libertà, ma anche l’esperienza di essere un’altra persona. Varcare il confi­ ne di un paese ed esporsi a ciò che è sco­

nosciuto, può però anche rivelarsi fatico­ so e rendere insicuri. Non capiamo la lin­ gua o solo parzialmente, abbiamo diffi­ coltà a sentirci a nostro agio o siamo con­ frontati con usi o comportamenti che ci irritano e non sembrano avere un senso. Siamo costretti a osservare con più atten­ zione e ci sentiamo ignoranti, quasi come un bambino che non sa spiegarsi il mondo degli adulti. La nostra percezione cambia quasi per forza, visto che ciò che ci offre appiglio abitualmente, di colpo è quasi d’impedimento. Quello che per noi è cortese, qui è fonte di malintesi; ciò che per noi risulta ovvio, qui è al massimo questione di fortuna. Siamo continua­ mente confrontati con i limiti della nost­ ra pazienza, tolleranza e sopportabilità. Cosa tutt’altro che piacevole. E viviamo momenti nei quali desideriamo solo tor­ nare a casa, nel quieto entourage delle nostre abitudini. Cura rigenerante per lo spirito

Molta gente teme questo tipo di espe­ rienza a tal punto da preferire la sicurez­ za della vacanza all­inclusive al viaggio d’esplorazione. E pensare che buttarsi in qualcosa di sconosciuto senza un piano prestabilito, lasciando che le proprie con­ vinzioni vengano scosse completamente da cima a fondo, può rivelarsi una vera e propria cura rigenerante per l’anima e per la mente. Se riusciamo a farci coin­ volgere dalla cultura straniera, viviamo un’esperienza ben più ricca che non quel poco di riposo sul bordo della piscina. L’esperienza di realizzare che i confini che credevamo di trovare, in realtà spes­ so non esistono – o perlomeno non sono confini insormontabili. Tutto può essere anche completamente diverso e rivelarsi comunque meraviglioso: la vita, il pen­ siero, la cucina e anche noi stessi – che gran liberazione! l


”I

confini che credevamo di

trovare, in realtà spesso non esistono – o perlomeno non sono insormontabili. „

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A mente libera Quattro persone con un solo obiettivo: sfidare i propri limiti. Ad esempio la gruista che allarga il proprio orizzonte a trenta metri da terra. Oppure il monaco buddista, che rinunciando ad ogni cosa ne riconosce la futilità. Testo: Roland Grüter

Foto: Désirée Good

”Dal mio sedile tutto sembra così piccolo e inutile.„ Andrea Huber (23 anni), gruista, Wattwil SG

«Quando mi arrampico su per la scala della gru di mattina e il mio sguardo corre fino all’orizzonte, arrivo sempre alla stessa con­ clusione: la libertà non inizia una volta passate le nuvole, la posso vivere anche a 30 metri da terra, nell’abitacolo della mia gru. Dal mio sedile tutto sembra così piccolo e inutile. Lavoro come gruista dal 2014. Sono in contatto col mondo solo via ricetrasmittente e passo ai colleghi materiale che pesa tonnellate. A lungo non ho saputo decidermi per un mestiere. Mi sentivo attratta da due tipi di lavoro: muratrice e cameriera. Ho scelto l’edilizia – un percorso insospettabile per me, visto che fino all’apprendistato ero piuttosto timi­ da e riservata. Ma il settore delle costru­ zioni mi ha resa molto forte. All’inizio, qual­ che volta, ho dovuto sopportare le battute stupide dei colleghi. Oggi nessuno mi prende più in giro – sono parte del team. La scelta di questo mestiere ha rivolu­ zionato anche la mia vita privata. Invece di spettegolare di moda e di instagram con le amiche, preferisco discutere con gli uomini di macchinari pesanti e del lavoro. Che cosa è già tipicamente maschile o femminile? I limiti li tracciamo solo noi nelle nostre menti. Da me i due mondi si abbracciano. E questo mi rende felice.» 14 Vivai 2018


”Quello che cerco non è l‚adrenalina, ma il confronto con me stesso.„ Arvo Losinger (25 anni), atleta di parkour, Berna

«I bambini ci fanno da esempio: non ricono­ scono gli ostacoli ed esplorano gli spazi come se fossero sconfinati – e così impa­ rano a conoscere i loro limiti. È questo il senso di uno sport come il parkour: per spostarsi da un punto all’altro, i cosiddetti traccianti non si attengono ai percorsi prefissati, ma si arrampicano anche su per un muro o saltano oltre un recinto alto. Io questo lo faccio da 13 anni. Quale mem­ bro dell’organizzazione ParkourONE mi impegno, affinché questo sport acquisti più notorietà e venga professionalizzato. Dal mio punto di vista di studente presso la Scuola universitaria delle Arti di Zurigo (ZHdK), il parkour è soprattutto una scuola di vita. Quello che cerco non è la sferzata d’adrenalina, ma il confronto con me stes­ so. Sta ad ognuno di noi decidere quali sfide e paure voler superare, dove porre i limiti. Ecco perché, nel 2016, in collabo­ razione con Caritas, sono stato a Gaza City come insegnante. I ragazzi e le ragazze con i quali ho lavorato vivono in condizioni estremamente difficili, le loro possibilità sono fortemente limitate. Per loro è partico­ larmente importante riconoscere che con la forza interiore si può raggiungere molto. Ad esempio obiettivi scelti da noi stessi – e non quelli che vengono imposti da reli­ gione e politica.»

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NUOVE FRONTIERE

”Di colpo è svanito tutto quello che sembrava definirmi.„ Marcel Reding (39 anni), monaco zen, Einsiedeln SZ

"Voglio ispirare gli altri a confrontarsi con la cultura di paesi stranieri.„ Martina Bisaz (37 anni), fotografa di viaggi e blogger, Latsch GR

«La mia stalla riattata a Latsch GR, dove vivo, a volte è disabitata per settima­ ne, perché sono in giro per il mondo, in paesi lontani. Viaggio in media tre mesi all’anno e visito deserti e altre meraviglie della natura. Mi interessano in particolare i paesi meno turistici come la Giordania, l’Iran o la Malesia, perché permettono di vivere all’avventura e fare scoperte. Per potermi concen­ trare sui viaggi e sulla fotografia ho rinunciato al mio impiego fisso come illustratrice scientifica. Dal 2017, ho una mia pagina su instagram («kitkat_ch») dove carico le mie foto. Mi seguono già 243 000 abbonati e ne sono molto contenta! Il mio obiettivo è ispirare gli altri a confrontarsi con la cultura e gli abitanti di paesi stranieri attraverso le mie immagini. Così facendo occhi e cuore si aprono, e le preoccupazioni di colpo si alleviano. Nel nuovo gergo mediatico mi si definirebbe forse una influencer – termine che non mi piace. Ben mi sta, se però come tale riesco ad ampliare le anguste vedute che si hanno in testa. Non riesco comunque a stare completamente senza la mia stalla e senza le montagne grigionesi. Le mie radici sono lì, lì è casa mia.» 16 Vivai 2018

«La mia vita probabilmente appare come un gran bel disordine, per me però è giusto che sia così. Voglio capire il mondo, sapere come funziona e su cosa si fonda. Per scoprire ciò, sono dapprima diventato labo­ ratorista chimico e da giovane ho fatto vita sfrenata – con la ragazza, le uscite e il trambusto. Ma tutto ciò non mi appagava, erano i limiti interiori ad interessarmi molto di più. Così sono arrivato al buddismo zen, dove ho trovato risposte convincenti a tutte le maggiori questioni sulla vita e sulla morte. Onde potermi concentrare completamente sulla disciplina, sono parti­ to per il Giappone dove ho assolto una formazione di monaco zen. In seguito ho vissuto dieci anni in monasteri. Come monaco ho chiesto l’elemosina e ho rinun­ ciato a tutto: mentalmente e fisicamente. Di colpo è svanito tutto quello che sembra­ va definirmi – per formazione, caratteristi­ che o strato sociale. Questo ti porta a toc­ care i tuoi limiti e solo così riesci anche a superarli. Tre anni fa sono tornato in Sviz­ zera, mi sono sposato e sono diventato papà. Ora lavoro due giorni alla settimana come restauratore nell’officina di mio cugino. Vivo con la mia famiglia in un tem­ pio zen a Einsiedeln, dove condivido i miei pensieri con gli allievi. Il luogo è per­ fetto, visto che la cittadina di Einsiedeln è nata proprio grazie a un monaco.»


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Tutto il mondo è paese? Paese che vai, usanza che trovi. I giramondo ne sono ben coscienti. Ma anche a loro talvolta capita di perdere la pazienza. Gli aneddoti di Friedemann Bartu la dicono lunga: l‚ex-redattore e corrispondente estero per il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung vive in India. Illustrazione: Natsuki Camino

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na canzone popolare tedesca re­ cita: «A chi Dio vuole concede­ re una vera grazia, lo fa viaggia­ re per il vasto mondo». E qui è il caso di aggiungere: e gli fa incontrare persone, che funzionano in maniera molto diversa da noi. Così diversa che ci fanno perdere la pazienza. Spesso comincia con le pic­ cole cose, per esempio la puntualità. Da noi è considerata buona norma e consue­ tudine, mentre in alcune parti del mondo è quasi sconosciuta. «Rubber time», ri­ dacchiano gli indonesiani quando arriva­ no in ritardo di ore. In Messico dicono «mañana», se è chiaro che non succederà oggi, bensì domani. E chi abita in India afferma fiero: «Voi occidentali avete gli orologi, noi abbiamo il tempo!» In hindi si usa la stessa parola per dire oggi e do­ mani. Non serve aggiungere altro.

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Chi vive da straniero in India, si deve adattare ed essere sempre pronto ad af­ frontare gli imprevisti. Quando due dei nostri dipendenti indigeni a Goa si spo­ sarono, ci invitarono alla festa di nozze: l’inizio era previsto per le 19.30 «sharp», cioè esatte. Così c’era scritto nell’invito riccamente decorato. Ma cosa signifi­ cherà «sharp» a Goa? Non volevamo ar­ rivare troppo tardi e ci presentammo alle 20.15 nell’enorme sala da matrimonio con una capienza di 700 persone, che però era drammaticamente vuota. Erava­ mo i primi ospiti. Il personale di servizio cenava seduto a tavola. Ci offrirono a malapena un goccio d’acqua dall’ero­ gatore. Dopo un’ora passata a fissare il vuoto, che a noi è sembrata un’eternità, apparvero anche gli altri invitati, e infine la sposa e lo sposo.

A due francesi che volevano venire a far­ ci visita non andò meglio. Messe in guar­ dia sul fatto che i treni in India spesso viaggiano con ritardo, entrambe le signo­ re furono piacevolmente sorprese quan­ do il loro treno per Bangalore arrivò qua­ si puntuale nel sud di Goa. Peccato che si trattasse del treno del giorno prima, che viaggiava con 24 ore di ritardo. Dovet­ tero smontare per aspettare l’Express Train giusto, che arrivò sei ore dopo. Confusione a tavola

A chi vive in terre straniere, capita conti­ nuamente di fare delle gaffe. Sono in ag­ guato ovunque. Per esempio durante la cena per l’Hari Raya, la festa islamica alla fine del Ramadan, alla quale ci invi­ tò il nostro dipendente malesiano a Sin­ gapore. Il tavolo del soggiorno si piegò


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sotto il peso delle numerose portate che la sua deliziosa moglie aveva preparato. Ergo era smaniosa di vederci assaggiare un po’ di tutto. A un certo punto, nono­ stante la mia pancia fosse piena, mi co­ strinsi a fare il piatto pulito, come mi era stato insegnato da bambino. Purtroppo in Malesia un piatto vuoto significa: «Ho ancora fame, me ne dia di più.» Gli asiatici invece hanno spesso pro­ blemi con la cucina europea. Sono molto delusi dalla colazione continentale, visto che sono abituati a consumare un pasto caldo la mattina. Per questo viaggiano spesso con zuppe di noodles pronte, bol­ litori, riso «vero» e un cuociriso in vali­ gia. A proposito di colazione: alcuni anni fa, in un club svizzero a Lima fu servita una vera specialità elvetica – il bircher­ müesli. Presto si levarono i reclami: che affronto portare in tavola ciò che altri avevano vomitato poco innanzi! Lingua e dintorni

Quando ci si trova all’estero, i malintesi di natura linguistica sono all’ordine del giorno. «Avevo capito male» è una scusa efficace per salvare la faccia – cosa im­ portante in alcune culture. In Asia, chi chiede a un passante la strada per la sta­ zione è difficile che si senta rispondere «non lo so». È più facile che l’interpella­ to risponda con ciò che suppone l’altro voglia sentirsi dire. «È questa la strada per la stazione?» è quindi la domanda sbagliata, perché invita a uno spontaneo «sì», anche se la stazione è da tutt’altra parte. Meglio chiedere: «Dov’è la stazio­ ne?» Ma anche in questo caso non si può essere sicuri che la risposta ci porterà a destinazione. Un collega giornalista te­ desco ha vissuto in prima persona come anche i cartelli lungo la strada possano generare confusione. Durante un viaggio nel nord del Vietnam notò dei cartelloni con la scritta «Cắt tóc». Il giornalista scrisse nel suo articolo come l’espressio­ ne suonasse come hot dog, sottolineando che si trattava di un’eredità della G.I. americana. Peccato che «Cắt tóc» signi­ fichi parrucchiere in vietnamita. l 20 Vivai 2018

Mini scappatelle Dal safari a piedi nel Masai Mara fino alla vacanza tutta discoteca su Cipro: ecco sette destinazioni per buttarvi in un‚avventura «off limits» al di là del vostro trantran quotidiano.

Mal d‚Africa Scoprire il Kenia dei Masai Mara come gli antichi esploratori: il safari a piedi «Sulle tracce dei Masai» (vedi sul sito Travelhouse: «Auf den Spuren der Massai») vi farà scoprire l’eco­ sistema del Masai Mara in una nuova ottica. Imparerete a distinguere e seguire le tracce animali e a conosce­ re il loro habitat. I partecipanti si muovono al proprio ritmo e non sono disturbati dal rumore dei veicoli a motore. Durante questo viaggio a circuito privato della durata di sei giorni si pernotta in alloggi certificati al cento percento da Fair Trade Tourism (FTT). Info: travelhouse.ch/ o­1901486 (in tedesco)

Il brivido della montagna Più in alto si va e più l’orizzonte si al­ larga! Basta prendere la funivia a Engelberg, nel Canton Obvaldo, e sa­ lire al Titlis. Oltre a poter osservare il mondo dalla prospettiva aerea dei gracchi alpini che volteggiano attorno alla cima, vi aspetta il Titlis Cliff Walk

che è da brivido. Il ponte sospeso a 3041 metri sopra il livello del mare è largo solo pochi metri e lungo cento metri, ed è il più elevato d’Europa. La tremarella è garantita! Dopo questa sfida concedetevi una bella cenetta e un pernottamento all’albergo Terrace di Engelberg. Info sull’escursione di due giorni con pernottamento in camera doppia e mezza pensione: migros­ferien.ch/h­1900069 (in tedesco)

Alla ricerca del nirvana L’India è la patria dello yoga. Pare che già Buddha, attorno al 500 avanti Cristo, sia stato introdotto alla pratica. L’Holiday­Konkan­Package, della durata di sei giorni, vi porterà lontano dalla frenesia quotidiana e vi permet­ terà di tuffarvi in una natura rigogliosa – il miglior presupposto per ritrovare l’equilibrio interiore e avvicinarsi un pochino di più al famigerato nirvana. Oltre alle lezioni giornaliere di yoga, vi aspettano cinque pernottamenti nella villetta a camera doppia dell’albergo SwaSwara, nei pressi dell’Om Beach di Karnataka. Potrete anche gustare


NUOVE FRONTIERE

DOSSIER

Emozioni assicurate: il Titlis Cliff Walk (a sinistra) e il Kenia dei Masai fanno sognare a occhi aperti.

piatti ayurvedici e beneficiare di una consultazione medica, due massaggi del corpo Abhyanga e di terapia Swa­ Swara de­stress. Info: travelhouse.ch/ z­80124 (in tedesco)

Immersione completa

© Laif, iStock

Tuffatevi nell’affascinante universo sot­ tomarino del Great Barrier Reef, la barriera corallina più grande al mondo: una nave per escursioni subacquee che parte da Cairns vi permetterà di scoprire i tesori della barriera corallina esterna. Chi non ha ancora il brevetto da sub PADI, può ottenerlo nei giar­ dini corallini del Reef – un luogo dav­ vero magico. Il viaggio di cinque giorni (vedi sul sito Travelhouse «Tauchkurs Great Barrier Reef») da/a Cairns com­ prende due notti a bordo della nave con pensione completa, il corso sub PADI Open Water con brevetto e nove immersioni subacquee compre­ sa l’attrezzatura. Info: travelhouse.ch/ z­1900345 (in tedesco) Extra: per saperne di più sullo snor­ keling e sui posti più suggestivi per praticarlo, andate a pagina 46.

A tutto rock Ballare dalla mattina alla sera: per gli amanti del clubbing, Ayia Napa è il posto più cool su Cipro. I bar, i pub e le discoteche sono aperte quasi tutto il tempo. E di giorno, per una rigene­ rante spaparanzata sulle spiaggie di sabbia dorata, vi aspettano in media 340 giornate di sole. Chi non ne ha ancora abbastanza può far del giorno la notte e buttarsi in un beach party diurno – ad esempio al Nissi Beach. Tra l’altro le acqueviti locali prodotte in proprio, oltre a essere una specialità cipriota sono anche un’ottima compa­ gnia in pista. Il viaggio è di sei giorni con cinque pernottamenti all’albergo New Famagusta ad Ayia Napa, in camera doppia con prima colazione. Info: migros­ferien.ch/h­412266 (in tedesco)

Ti rubo una stella Il Galloway Forest Park in Europa è considerato come un hotspot per os­ servare le stelle. Qui si può intuire quanto l’universo sia infinito e sembra di toccare con mano i corpi celesti. Il soggiorno di tre giorni con pernotta­ mento in un faro è in sintonia con

questa esperienza. La torretta di oltre cent’anni e gli edifici adiacenti sono stati ristrutturati e adibiti a grazioso al­ bergo con comfort di prima classe. Il Corsewall Lighthouse si trova nelle immediate vicinanze del Galloway Forest Park, sulla penisola di Rhins of Galloway nel sudovest della Scozia. Info: travelhouse.ch/h­103355 (in tedesco)

Il Baltico in bicicletta Questo viaggio guidato di undici gior­ ni permette di scoprire la Lettonia e la Lituania in tutta tranquillità e senza alcuna fretta. Il «Viaggio a piedi lungo la via dell’ambra» (sul sito Travelhouse: «Wanderreise entlang der Bernstein­ strasse») propone escursioni a piedi nei parchi nazionali, un giro in canoa sul pittoresco fiume Buka nel parco nazionale Aukstaitija e un tour in bici sulla penisola di Neringa. Il percorso ciclabile di ca. 50 chilometri è tra i più belli dei paesi baltici. Si pernotta in alloggi tipici per la regione con colazione e cena comprese. Info: travelhouse.ch/o­1900788 (in tedesco)

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DOSSIER

NUOVE FRONTIERE

Viaggio straordinario Anche gli animali amano varcare confini. Alcuni fanno vita da giramondo, altri viaggiano come clandestini. E altri ancora trasgrediscono perfino sballandosi. Testo: Atlant Bieri Illustrazione: Natsuki Camino

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li animali amano sconfinare sotto ogni punto di vista – vedi le molte specie che ogni anno passano il confine della Svizzera. Uno dei casi più conosciuti è l’orso bruno, che in Svizzera era estinto, ma dal 2005 vi risiede di nuo­ vo, grazie alle trasgressioni degli esem­ plari provenienti dalla vicina Italia. Lo stesso discorso vale per i lupi, che varca­ no il confine dal 1995. Non tutte le specie animali affrontano il viaggio a piedi. Al­ cune spiccano il volo e si fermano solo quando trovano un luogo allettante. Così ha fatto ad esempio la libellula dragone spettro proveniente dalla regio­ ne del Mediterraneo. Fino a qualche anno fa, per lei oltralpe era ancora troppo fre­ sco. Nel frattempo, con il riscaldamento climatico, le cose sono cambiate. Le tem­ perature al centro della Svizzera si avvi­ cinano sempre di più a quelle dell’Italia del Nord. Un vantaggio per la grande li­ bellula che si è insediata attorno al Lago dei Quattro Cantoni. Nonostante siano alati, alcuni insetti preferiscono viaggiare comodamente in auto o in aereo. È il caso della zanzara 22 Vivai 2018

tigre di origine asiatica, che si infiltrò in veste di passeggero clandestino in un Boeing 747 diretto in Europa. Negli anni novanta si fece largo in Ticino, da dove voleva passare a nord. Ma le Alpi forma­ vano una barriera insormontabile per il piccolo insetto. Per fortuna c’è il traffico dei viaggiatori che transitano oltre Got­ tardo. La zanzara si accomodò semplice­ mente nelle auto dei turisti, aspettando di passare il Gottardo. Un volta a Zurigo, Aarau o Berna le portiere dei veicoli si riaprirono, la zanzara spiccò il volo ed ecco che era riuscita a conquistarsi un nuovo territorio. L’ebbrezza di sconfinare

Gli animali non scelgono solo di abitare da noi, ma lasciano anche il paese attra­ versando numerose frontiere nonché oce­ ani, deserti e catene montuose che sem­ brano insuperabili. Un emigrante di gran successo è il ratto, che ha saputo avvaler­ si dell’aiuto dell’uomo come nessun altro animale. Ha cercato la sua vicinanza, si è nascosto in sacchi e cofani zeppi di beni di commercio ed in questo modo è riusci­

to a fare il giro del mondo. Già 3500 anni fa, avvalendosi di questa tecnica, il ratto è giunto dalla Cina, il suo paese d’origine, fino in Persia e da lì ha proseguito il viag­ gio fino in Egitto e in Europa. Nell’era delle grandi scoperte, dal 15° al 18° seco­ lo, questi animali viaggiarono al fianco di navigatori come Cristoforo Colombo op­ pure Magellano e James Cook, arrivando fin nelle isole più remote del mondo. I confini non si attraversano solo geograficamente, ma anche mentalmen­ te. Alcuni animali alterano il loro stato di coscienza con sostanze stupefacenti. Dei ricercatori, davanti alla costa australiana, hanno ad esempio osservato dei delfini che mordicchiavano un pesce palla. Quest’ultimo secerne la tetrodotossina, una potente neurotossina che paralizza i muscoli e, a dosi eccessive, può portare alla morte per arresto cardiaco. Ogni del­ fino mordicchiava con cautela il pesce palla, passandolo poi al suo vicino. Così facendo, i delfini consumavano solo tan­ to veleno quanto ne bastava per paraliz­ zare parzialmente il loro corpo, senza che il cuore smettesse di battere. Dopo questo


banchetto da estasi, i delfini galleggiavano un po’ tramortiti nell’acqua. Alcuni animali sanno come ci si avvicina ancora di più alla morte, apparentemente varcando il confine tra l’aldiqua e l’aldilà. Parliamo di creature che abitano nei giardini di casa nostra, i cosiddetti tardigradi, grandi solo pochi decimi di

millimetro e con prevalente dimora nel muschio umido. Se viene loro a mancare l’umidità si asciugano completamente, il loro corpo si mummifica e il cervello risulta clinicamente morto. I ricercatori oggi sanno che durante la fase di essiccazione le cellule dei tardigradi vengono imballate in speciali proteine. Queste

agiscono come un manto protettivo, che impedisce che le cellule si spezzino a causa dell’essiccazione. Gli animaletti possono sopravvivere per decenni in questo stato e rimettersi allegramente in moto sui filamenti di muschio, come se niente fosse, non appena entrano in contatto con l’acqua. l Vivai 2018

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DOSSIER

NUOVE FRONTIERE

Che sarà mai? Quel senso di sfrenatezza che ci coglie sulle montagne russe o quando ci tuffiamo in acqua fredda è dovuto a forze di diverso tipo. Ecco tre esempi che illustrano come agiscono. Testo: Atlant Bieri Illustrazione: Natsuki Camino

Velocità e accelerazione Le velocità elevate esercitano un fascino irresistibile su di noi. Quando nel 19° secolo venne introdotta la locomoti­ va a vapore che viaggiava a 80 chilo­ metri all’ora, i passeggeri avevano paura di non riuscire più a respirare per la velocità. Si temeva addirittura che nelle donne si potesse staccare l’utero e scivolare fuori dal corpo. Dal punto di vista odierno, queste considerazioni sono assurde. Oggi la scienza sa che non esiste velocità che non possa essere 24 Vivai 2018

sopportata dall’uomo. «La velocità di per sé non porta a nessuna conseguenza fisica o psichica», osserva Ralf Anken, biologo gravitazionale presso l’agenzia spaziale tedesca Deutsches Zentrum für Luft­ und Raumfahrt di Colonia. «Un effetto ben più considerevole si ma­ nifesta però durante la fase di accele­ razione a causa della forza gravitaziona­ le.» Quest’ultima viene misurata con l’unità di forza g: 1 g corrisponde alla forza gravitazionale della Terra, mentre 3 g è tre volte la forza di gravità della Terra. I piloti degli aerei da combatti­ mento o gli astronauti vengono esposti a forze g molto elevate durante le mano­

vre di volo o la partenza di un missile. In tali situazioni il sangue scorre dalla metà superiore del corpo alle gambe. Con una forza di 5 o 6 g l’effetto è tal­ mente forte che al cervello arriva troppo poco sangue e quindi troppo poco ossigeno. Di conseguenza si perde co­ scienza. Se si accelera verso il basso, il sangue sale alla testa. I vasi sanguigni degli occhi e della retina si colmano di sangue, e il campo visivo può apparire tinto di rosso. Continuando ad accelera­ re verso il basso, nel cervello confluisce ancora più sangue e i vasi sanguigni possono scoppiare, causando un’emorra­ gia cerebrale con esito mortale.


Sonno e risveglio Chi dorme non sente, non vede e non percepisce nulla. Mentalmente e fisica­ mente il sonno assomiglia alla morte. Per passare dallo stato di veglia al son­ no, il cervello rilascia diverse sostanze e ormoni. Una delle sostanze più im­ portanti è l’adenosina, osserva Jan Born, ricercatore sul sonno presso l’Istituto di psicologia medica e neurobiologia comportamentale dell’Università di Tübingen. «L’adenosina si accumula nel cervello durante la fase da svegli. È legata a determinate cellule nervose e inoltre mette in moto il meccanismo del sonno. Più è lunga una giornata e più sentiamo sonnolenza.» Un ulteriore meccanismo è attivato dalla luce del sole che colpisce la retina del bulbo oculare. Finché c’è luce, la retina invia un segnale che passa attraverso il nervo oculare giungendo fino in pro­ fondità nel cervello. Lì, più o meno al centro del cervello, si trova la ghiandola pineale, che è grande circa quanto un pisello. I continui segnali impediscono che la ghiandola diventi attiva. Non appena diventa buio però, i segnali am­

mutoliscono. La ghiandola pineale inizia a svolgere il suo compito mettendo in circolo la melatonina, l’ormone del son­ no. Per svegliarsi il corpo ricorre a un altro cocktail di sostanze. «Circa un’ora prima del risveglio aumenta notevol­ mente la produzione del cortisolo, l’or­ mone dello stress», afferma Born. Immediatamente prima del risveglio, le ghiandole surrenali rilasciano adrena­ lina e noradrenalina, entrambi ormoni dello stress. «Questo ci porta su di giri», sostiene Born. Grazie a questi stimolanti, basta una leggera scossa, un raggio di sole o una corrente d’aria che sfiorano la pelle – ed ecco che torniamo tra i vivi.

Terra e acqua Tuffandosi in acqua, il nostro corpo lascia il suo habitat naturale. Nel corso di milioni di anni, l’uomo si è infatti adattato alla vita sulla terraferma. L’ac­ qua non è di suo gusto, a meno che non arrivi a una temperatura di 30 gradi

centigradi. Più è fredda l’acqua e più il nostro corpo reagisce alla temperatu­ ra. Al di sotto dei 15 gradi centigradi si è addirittura in pericolo di vita. Il pro­ blema è che in acqua il calore corporeo si disperde da 25 a 30 volte più rapida­ mente che non a contatto con l’aria della medesima temperatura. Subito dopo l’immersione in acqua gelida segue lo shock termico. Per riflesso, il diafram­ ma espande i polmoni affinché si possa­ no riempire d’aria. Se si sta con la testa sott’acqua ciò può portare all’annega­ mento immediato. Aumentano inoltre il battito del polso e la pressione sangui­ gna. Nel giro di 5 fino a 30 minuti gli arti si irrigidiscono sempre di più. I mu­ scoli smettono di funzionare e i nervi non trasmettono più segnali al cervello. Mani e braccia si intorpidiscono: diven­ ta sempre più difficile nuotare o aggrap­ parsi a qualcosa nei pressi della riva. Nella fase seguente, il corpo si raffredda sempre di più. Di conseguenza, si veri­ ficano gravi disturbi circolatori e si han­ no problemi con la respirazione. Se la temperatura del corpo scende a 30 gradi centigradi, si perde coscienza e quindi si rischia l’annegamento. l Vivai 2018

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L‚oro bianco che vien dal pascolo Con la produzione di latte sostenibile, la Migros vuole promuovere il benessere delle mucche e proteggere l‚ambiente. Una visita alla fattoria della famiglia Perrin a Petit-Martel, nel Canton Neuchâtel, mostra come funziona. Testo: Nicolas Gattlen

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LATTE

SOSTENIBILITÀ

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e conosce i nomi delle sue 52 mucche e dei suoi 40 vitelli? Loïc Perrin (31 anni) guarda il giornalista un po’ irritato: «Certo! Di molti animali ricordo anche la data di nascita.» La sua relazione con Delia, Dolly, Popstar e le altre mucche sarebbe profonda, proprio come quella con il suo cane Molly. «Per me le mucche non sono macchine da latte, ma animali domestici. Sono cresciute qui da noi e sono parte della famiglia.» A questa appartiene anche il possente toro Fatal, che in questo momento, in un angolo della stalla, si gode una soave melodia che eccheggia dalla radio. Si sente e si vede: gli animali qui stanno bene. E presto staranno ancora meglio. Loïc Perrin sta pianificando con suo padre e i suoi fratelli una stalla spaziosa con possibilità di uscita all’aperto. Dietro la stalla attuale si ergono già verso l’alto i profilati di costruzione. Presto le mucche saranno libere di girare a loro piacimento e di scegliere autonomamente quando dare il latte al robot di mungitura. «Un investimento nel benessere degli animali», spiega il contadino.

© Sven Germann, Getty Images

In sintonia con la natura Le mucche da latte sostenibile si nutrono perlopiù di erba fresca. Essendo perfettamente adatta all’apparato digerente dei ruminanti, l’erba ha un effetto benefico sulla loro salute.

L’azienda IP-Suisse della famiglia Perrin sull’alpe Petit Sommartel a 1300 metri sul livello del mare è una delle 37 aziende pilota, che hanno testato nell’ultimo anno le nuove linee guida per la produzione del latte sostenibile (vedi riquadro a pagina 28). Lo scopo principale del programma è quello di promuovere il benessere delle mucche nonché la protezione dell’ambiente. Due ambiti che stanno molto a cuore a Loïc Perrin. «È la natura Vivai 2018

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LATTE

malata o indebolita dal parto, i risultati possono variare. Se necessario Perrin in­ tegra i minerali carenti con un mangime apposito, studiato a seconda delle singole esigenze. Ma mai, dice lui, darebbe agli animali degli antibiotici per evitare ma­ lattie e perdita di latte. Per i Perrin, le mucche fanno parte della famiglia. Loïc Perrin, che conduce l’azienda agricola, conosce il nome di tutte le mucche e di quasi tutte anche la data di nascita.

che detta i ritmi, non il contrario. E chie­ de rispetto e considerazione. Chi le rema contro, distrugge lo stesso fondamento della sua vita.» Allo stesso tempo, Loïc Perrin deve attenersi alle regole del mercato. Tutti i giorni la sua azienda consegna una quan­ tità di latte fresco determinata contrat­ tualmente e corrispondente annualmente a 221 000 chilogrammi. Si munge due volte al giorno, la sera e al mattino pre­ sto. Verso le dieci di mattina, uno dei fra­ telli guida con la vasca di raffreddamen­ to a uno dei punti di raccolta che si trova a Les Cœudres. Lì, il latte viene pesato e analizzato. Quantità, contenuto di grassi e proteine, tutto deve quadrare. Il suo lavoro è «un costante esercizio di equilibrismo», afferma Loïc Perrin. «Il latte è un prodotto della natura ed è soggetto a fluttuazioni. Le mucche non danno sempre la stessa quantità di latte. Anche la qualità può variare. Dipende tra l’altro dal mangime e questo a sua volta dal tempo che fa fuori. Il mercato però promuove un prodotto standardizzato.» E il contadino si sforza di trovare un equilibrio tra l’imponderabilità della na­ tura e le regole del mercato. Ogni mese Loïc Perrin fa controllare le sostanze contenute nel latte di ogni singola mucca. E quando una di queste mangia troppo poco al pascolo, quando è 28 Vivai 2018

L’erba fresca, che beneficio!

Il contadino rinuncia anche a un’alimen­ tazione complementare contenente soia, colza o frumento. Sarebbe «troppo caro», «non ecologico» e «non rispettoso della specie». Il sistema digestivo delle muc­ che è abituato all’erba. I mangimi con­ centrati stimolano i bovini a dare più lat­ te di quanto possano reggere. In realtà, gli studi hanno dimostrato che un’alta percentuale di erba nel foraggio ha con­ seguenze positive sulla salute delle muc­ che nonché sulla rendita dei contadini, che avranno meno conti da pagare dal veterinario. Anche i consumatori ne ap­ profittano: il latte dei pascoli contiene in­ fatti meno acidi grassi saturi e più acidi grassi insaturi. Le mucche di Perrin passano tutti i mesi estivi sui prati, che si estendono per oltre 60 ettari – e spesso ci passano an­ che la notte. In inverno ricevono da man­ giare del fieno, che viene immagazzinato nel sottotetto della stalla. Ma quando la neve rimane sul suolo così a lungo, come è successo quest’anno, il foraggio può scarseggiare? «I lunghi inverni sono una cosa normale qui», spiega Loïc Perrin, i cui genitori ospitano regolarmente gli appassionati di sport invernali nel risto­ rante attiguo alla fattoria. Finora ci è sempre bastata l’erba dei prati circostan­ ti, anche quando l’estate è stata straordi­ nariamente secca e il raccolto povero. La neve e il freddo non impediscono alle mucche di uscire all’aperto, spiega Perrin. «A loro piace e sono ben protette dal loro pelo.» Dal 2014 la sua azienda partecipa al programma per il benessere degli animali della federazione RAUS. Il programma garantisce che le mucche va­ dano al pascolo almeno 13 giorni al mese durante l’inverno e almeno 26 giorni al

mese d’estate. Loïc Perrin ci conduce nell’area di pascolo, dove una dozzina di mucche si è gettata su una balla di forag­ gio. Il contadino spiega come questi sia tra l’altro anche un luogo d’elezione per la monta naturale. Il toro Pedro vanta già una progenie di 25 vitelli ed è indiretta­ mente coinvolto nella nascita di molti al­ tri vitelli. Alcune mucche, infatti, vanno in calore solo grazie alla presenza di un toro e questo rende possibile la feconda­ zione artificiale. Anche in questo caso quindi è la natura a dettare il ritmo. l

Il nuovo latte sostenibile della Migros Con il suo nuovo programma, Migros migliora ulteriormente le condizioni di produzione del latte svizzero. Il programma tiene conto delle esigenze naturali delle mucche da latte, rispettando al contempo l’ambiente circostante. La Migros ha elaborato le direttive per la produzione di latte ancora più sostenibile sull’arco di due anni in collaborazione con i produttori di latte. Per il loro impegno, questi ultimi verranno premiati con un supplemento di prezzo per la sostenibilità. Le nuove direttive prevedono ad esempio che almeno la metà della razione di foraggio delle mucche da latte sia costituita da erba da pascolo. I foraggi devono provenire quasi esclusivamente dalla Svizzera, in modo da evitare lunghe vie di trasporto. Regole ferree valgono anche per l’impiego di antibiotici: quelli «critici», di particolare importanza per la medicina umana, possono essere utilizzati solo eccezionalmente e in casi giustificati. Gli animali sono allevati rispettando le esigenze della loro specie e offrendo loro la possibilità di riposare, muoversi e intrattenersi. Anche la biodiversità viene promossa, ad esempio creando delle siepi con arbusti di provenienza indigena, delle sassaie e delle superfici sulle quali crescono fiori di campo.

© Sven Germann

SOSTENIBILITÀ


SOSTENIBILITÀ

GRIGLIATE

Coscienza e scintille L‚estate è il tempo del barbecue – un piacere arcaico che delizierà anche le generazioni future, se lo celebrate rispettando l‚ambiente. Testo: Stephanie Riedi

Abbuffata a impatto ridotto

Fuoco e sostenibilità Il delizioso profumo e l’aromatico sapore dei cibi cotti sulla brace è impareggiabile. Per rendere omaggio a questo tipo di cottura antico di millenni, utilizzate solo legna e carbonella proveniente da una gestione delle foreste sostenibile. Questi combustibili sono contrassegnati con il marchio FSC, il sigillo di qualità dell’organizzazione internazionale Forest Stewardship Council. Anche nella scelta dell’accendifuoco, le organizzazioni per la tutela dell’ambiente raccomandano di rinunciare agli acceleranti chimici e di optare per un semplice accendifuoco da caminetto. Questo è prodotto con materie prime rinnovabili, ovvero con fibre di legno imbevute di cera. Il piacevole effetto collaterale è che gli oli eterici contenuti diffondono un profumo che piace a noi, ma non agli insetti che svolazzano attorno. 30 Vivai 2018

Anche ai vegetariani part-time viene l’acquolina in bocca davanti alla carne alla griglia. È comunque importante scegliere con cura i cibi da grigliare. «Il 95 percento delle emissioni a scapito del clima che si formano durante il barbecue sono dovute agli alimenti grigliati», conclude uno studio di TÜV Rheinland, un’organizzazione di certificazione internazionale. A detta della ricerca, con 400 grammi di carne di manzo e maiale, salsicce, pollo, formaggio e mais si formano 18 chilogrammi di CO2 equivalenti, corrispondenti a un viaggio in auto di ben 120 chilometri. Se non volete rinunciare alla carne, grigliatene meno. E sceglietene di animali allevati nel rispetto della specie, ad esempio con il marchio TerraSuisse o bio di provenienza regionale. Ai sensi del principio «nose to tail», che sfrutta ogni parte dell’animale, non grigliate solo tagli pregiati come il filetto, ma anche gli «special cuts» come la bavetta. Per il pesce, i marchi MSC, ASC e bio certificano la cattura nel rispetto dell’ambiente o l’allevamento sostenibile. Anche la frutta e la verdura stagionale bio contribuisce a un’impronta ecologica più sostenibile.


Stoviglie ecologiche È ovvio che i piatti e le posate in plastica non sono sostenibili. Le grandi tavolate rappresentano però una sfida per le economie domesti­ che piccole, che in fatto di stoviglie, posate e bicchieri arrivano presto ai limiti. I servizi riutilizzabili in materia sintetica sono sì un’opzione, ma dove riporli dopo la festa? Forse allora sono meglio le stoviglie usa e getta? Una valutazione dell’eco­ bilancio, effettuata dall’azienda per consulenza e analisi ambientale Carbotech AG di Basilea, ha rivelato che per l’ambiente la scelta migliore sono le stoviglie monouso in carto­ ne. Paragonate ad altre stoviglie usa e getta sono più leggere. Per pro­ durle occorrono quindi meno mate­ rie prime ed energia. Quando ven­ gono incenerite causano inoltre meno emissioni. Nonostante le pro­ messe pubblicitarie su biodegrada­ bilità o compostabilità, secondo Carbotech le stoviglie monouso in canna da zucchero, fibra di bambù o foglia di palma non preservano l’ambiente più della plastica.

Piacere sicuro

© Getty Images

Quando si griglia occorre tener conto di alcune semplici regole. iMpuls vi rivela quali. migros-impuls.ch/grigliata

Cottura intelligente Sia nel caso della verdura che del pesce, spesso per la cottura si ricor­ re a vaschette o carta d’alluminio. Queste impediscono che succhi e grassi gocciolino sulla brace, sviluppando sostanze tossiche. Nono­ stante le vaschette d’alluminio siano riutilizzabili, la loro produzione è poco ecologica perché richiede molta energia. Inoltre gli ingredienti salati e acidi, come ad esempio il limone nel pesce al cartoccio, sciolgono dalla carta stagnola delle finissime particelle d’alluminio, che poi consumiamo con l’alimento. Il WWF raccomanda di grigliare carne, pesce e patate su piastre di metallo, granito o pietra ollare. Per avvolgere o come base per i cibi da grigliare sono adatte anche delle grandi foglie di cavolo o banano. Gli spiedini dovrebbero essere di legno certificato FSC o d’acciaio inox. È vero che la produzione dell’acciaio inossidabile consuma molta energia e tanto materiale, ma gli spiedini in acciaio tengono una vita!

A fuoco spento Dopo la festa, preparatevi già per la prossima grigliata. Perché solo un grill curato continuerà ad offrirvi un servizio impeccabile. Per evitare incrostazioni, rimuovete i resti di grasso man mano che grigliate con una spatola morbida in legno o plastica. Per la pulizia finale del grill ci sono un paio di trucchetti che permettono di evitare l’uso di potenti prodotti chimici. Dopo che si è raffreddata, avvolgete la griglia in carta da giornale bagnata e fate riposare per una notte. L’umidità ammorbidisce le incrostazioni che poi potrete rimuovere con l’ovatta d’acciaio o la spazzola per il grill. Un altro metodo è intingere una spugna umida nella cenere della brace e poi pulirvi la griglia. La cenere agisce allo stesso modo del sapone, che una volta veniva proprio prodotto con la cenere. Dopo che la brace si è spenta, il coperchio e la vasca del grill a sfera vanno ripuliti con cautela dai resti di cenere. Quest’ultima assorbe infatti l’umidità, facendo presto arrugginire il grill. Se non utilizzate la griglia per un po’, prima di riporre il grill, ungetela con un poco di grasso vegetale e asciugate con carta da cucina. Così starà al sicuro dalla ruggine. l Vivai 2018

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INDOVINA CHI...?

LO PSICOLOGO E IL PERSONAGGIO MISTERIOSO

Un debole per gli snack Stuzzichini, dolci e prodotti con i quali si può preparare qualcosa di veloce e che piaccia proprio a tutti: il nostro psicologo dell‚alimentazione crede di aver individuato l‚acquirente misterioso. Foto: Nik Hunger

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uasi tutto ciò che è stato acquista­ to, si prepara senza grosso lavoro e si consuma velocemente. Così si può riassumere la mia prima impressione e quella della mia famiglia, che dopo la colazione domenicale si è messa d’im­ pegno per interpretare la foto del nastro trasportatore. Secondo mio figlio mag­ giore questa spesa fa pensare a persone che mangiano spesso un paio di Blévita, un frutto o una barretta Farmer e si ritro­ 32 Vivai 2018

vano a tavola solo di tanto in tanto. La sua ragazza è quasi certa che si tratti di persone giovani tra i 20 e i 25 anni. Que­ ste considerazioni ci portano direttamen­ te all’ipotesi della comunità abitativa... che spiegherebbe molte cose! Anche se siamo coscienti che le supposizioni af­ frettate portano a chiudere gli occhi sui fatti che le contraddicono, non possiamo resistere alla tentazione di perseguire l’idea della comunità abitativa.

Non riusciamo a ricavare uno schema univoco da questi prodotti, come invece succede quando ci troviamo di fronte a coppie o famiglie. Ci immaginiamo tre persone autonome con diverse abitudini alimentari e gusti diversi. Durante la set­ timana lavorano o studiano. A pranzo e spesso anche a cena mangiano fuori, in mensa o da colleghi e amici. Perciò ci sono poche occasioni di preparare una cena tutti insieme.


La spesa è stata fatta alla Migros di Würzenbach a Lucerna.

Quando si cucina, si tratta sempre di piatti preparati velocemente, come la pizza pronta o il riso con verdure e pal­ line di braet. Ogni tanto ci sono le lasa­ gne con la carne macinata di manzo da pascolo, molto amate da tutti e alle quali vale la pena dedicare più tempo. Nella comunità abitativa vive una persona alla quale al mattino piace bere un succo di frutta Actilife o un tè allo zenzero, magari accompagnato da fette biscottate con del cottage cheese senza lattosio o un avocado. Alla persona, pre­ sumibilmente una donna, potremmo at­ tribuire anche gli integratori di ferro, l’uva e i Blévita con semi di zucca. Qual­ cun altro, con preferenza per i dolci, ama il Milky Break, il Choco Dessert e il Lu­ pinen Choco vegano e beve lo sciroppo di ice tea al posto della semplice acqua di rubinetto. E poi ce n’è un altro, presumi­ bilmente un uomo, che preferisce la car­ ne secca, il prosciutto di pollo e lo skyr,

”

C’è una grande spontaneità e apertura a provare cose nuove.

”

Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, riunioni a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net

che è a base di latte acidulato povero di grassi e ricco di proteine. È stato intro­ dotto di recente nelle filiali Migros, vie­ ne originariamente dall’Islanda e rappre­ senta una miscela di quark e yogurt. In ogni caso, si fa la spesa tenendo d’occhio il budget. La scelta dei marchi e prodotti di stagione è subordinata a que­ sto. In compenso, c’è una grande spon­ taneità e apertura a provare qualcosa di nuovo e a seguire un proprio stile alimen­ tare. Raccogliamo tutte queste caratteri­ stiche in un quadro complessivo. La spe­ sa è stata fatta per due uomini che studia­ no all’ETH di Zurigo e quasi sicuramente per una donna che studia. Al termine della nostra discussione di famiglia, su una cosa sola non siamo riusciti a trovare un accordo: se anche la donna è all’ETH o invece studia discipli­ ne umanistiche all’Università. l Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 2018

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INDOVINA CHI...?

La soluzione La spesa è stata fatta da Riario Merlin (40 anni) e le sue figlie Blue (15 anni) e Lee Summer (10 anni), che vivono a Meggen con la compagna di Riario, Loredana Boni (38 anni).

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e conclusioni del dottor Sempach mi hanno fatto sorridere! Anche se siamo una famiglia, ci si potrebbe descrivere come una moderna comunità abitativa. Vivo con le mie due figlie e la mia compagna, una famiglia patchwork insomma. Durante la settimana ognuno segue il suo ritmo, il che effettivamente ricorda lo stile di vita di una comunità abitativa. Di mattina non mangiamo insieme. La più giovane fa spesso colazione al prescuola, io e Loredana al lavoro. Solo Blue mangia un müesli prima di andare a scuola. Anche le compresse di ferro sono per lei, le prende per combattere la stanchezza. A pranzo lo stesso: la maggiore si prepara un pranzo veloce, ad esempio una pizza pronta o un müesli con Actilife, o magari si scalda gli avanzi del giorno prima. Noi altri mangiamo in mensa o al lavoro. La cena è semplice. Spesso facciamo una pasta o un café complet e poi ognuno mangia quello di cui ha voglia. Blue e Lee Summer usano intingere finocchi e carote crude in olio d’oliva e pepe. E poi ci piacciono uova sode, yogurt, salumi e pane. Durante la settimana cerco di mangiare alimenti con pochi zuccheri e ricchi di proteine. Tre volte a settimana faccio sport e dopo mangio cottage cheese e quark o un avocado. Lo skyr rappresenta un compromesso, per mangiare qualcosa di dolce ma con poco zucchero. Con lo zenzero preparo acqua allo zenzero con miele, che imbottiglio e raffreddo in frigo. Per le mie figlie non vale questa ferrea regola alimentare. Bevono acqua e sciroppo e sgranocchiano volentieri un Milky Break o un Choco Dessert. Nel fine settimana qualche peccato di gola è permesso anche a noi adulti, allora cuciniamo qualcosa di più laborioso e lo scettro in cucina passa a Loredana. Per il prossimo sabato il menu prevede le lasagne. Amiamo tutti la cucina italiana. Nonostante il nostro stile di vita sia simile a quello di una comunità abitativa, le nostre preferenze in fatto di cibo si sposano perfettamente. l A cura di Anna Meyer


Dissetanti da mordere Per combattere il caldo, le varietà di frutta e verdura estive sono impareggiabili. Testo: Petra Koci

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Foto: Roth und Schmid

e temperature si alzano, la sete cre­ sce e con lei il desiderio di rinfre­ scarsi. Istintivamente scegliamo di mangiare un’anguria, un cetriolo, l’in­ salata o qualcosa di simile. Questi tipi di frutta e verdura contengono poche ca­ lorie, ma numerose vitamine, sostanze minerali e vegetali secondarie – nonché acqua. E visto che il sole ora splende più a lungo, le varietà estive crescono meglio, assorbendo e immagazzinando particolarmente tanta acqua e tanti mi­ nerali dal terreno. Consumando frutta e verdura estiva assumiamo quindi acqua senza dover bere più di quel tanto. Per svolgere tutte le funzioni vitali, il nostro 36 Vivai 2018

organismo ha bisogno di liquidi a suffi­ cienza. Nel nostro corpo, che in media è composto al 65 percento d’acqua, quest’ultima agisce come un termostato. L’acqua fa anche da solvente e mezzo di trasporto per i nutrienti nel sangue e nelle cellule. Serve inoltre per eliminare le scorie metaboliche. Un ulteriore vantaggio della frutta e verdura estiva è che, oltre a molta ac­ qua, contiene fibre alimentari. L’acqua riempie lo stomaco, mentre le fibre solubili e insolubili rendono sazi e atti­ vano la digestione. Via libera quindi a questi dissetanti ricchi di nutrienti e poveri di calorie! l


PIACERI ESTIVI

ALIMENTAZIONE

Vivai 2018

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Le varietà estive a colpo d‚occhio Fragola

Pomodoro I pomi rossi, arancioni o gialli sono composti al 93,8 percento d’acqua. Contengono inoltre vitamina C, beta carotene, ma­ gnesio, potassio e il colorante vegetale licopina. Quest’ultima svolge un’azione antiossidante e pare renda la pelle meno sensi­ bile ai raggi ultravioletti dan­ nosi, proteggendola dalle scotta­ ture e dall’invecchiamento. Il nostro corpo assorbisce però me­ glio la licopina, se i pomodori vengono cotti.

Cetriolo Grazie al suo contenuto d’acqua del 96 percento, il cetriolo si piazza in testa alla classifica dei dissetanti vegetali naturali. È inoltre ricco di vitamina C, beta carotene, acido folico nonché di calcio, zinco, ferro, magnesio, potassio e fosforo. I cetrioli vanno lavati e consumati con buccia, perché è lì che si nascon­ de la maggior parte dei nutrienti. Sono anche un ottimo rime­ dio di bellezza: le maschere per il viso a base di fette di cetrio­ lo oppure quark e cetriolo rinfrescano e decongestionano. 38 Vivai 2018

La piccola bacca rossa è l’ideale per uno snack leggero – a patto che non la si spolveri di zuc­ chero e si rinunci alla panna montata. È compo­ sta d’acqua all’89,9 percento e contiene più vi­ tamina C delle arance. Le fragole sono inoltre ricche di acido folico, sostanze minerali nonché sostanze vegetali secondarie quali i polifenoli e i flavonoidi. A questi ultimi viene ascritto un effetto positivo sulla salute. Pare abbassino la pressione e svolgano un’azione antinfiammato­ ria e antibiotica.


PIACERI ESTIVI

Anguria

Lattuga Durante la bella stagione la lattuga cresce all’aria aperta e ha quindi più sa­ pore. Nelle sue foglie si nasconde un buon 95 per­ cento d’acqua, ma anche beta carotene, vitamina C, acido folico, potassio, magnesio nonché sostan­ ze vegetali secondarie. Queste preziose sostanze si trovano in quantità maggiore nelle foglie esterne di colore più scu­ ro che non nel cuore verde chiaro. E anche se con l’insalata già mon­ data e lavata in bustina si ha meno lavoro in cuci­ na, la lattuga fresca di campo è comunque più ricca di nutrienti.

Questo tipo di melone ha un tenore d’acqua del 92 percento. Come i pomodori anche l’anguria contiene licopina capace di neutralizzare i radicali liberi. È inoltre ricca di vita­ mina C, beta carotene, ferro, magne­ sio e potassio. Quest’ultimo assieme al suo antagonista, il sodio, che è contenuto nel sale da cucina, regola il tenore idrico del corpo. La polpa bianca che si nasconde sotto la buccia dell’anguria può essere tranquilla­ mente mangiata. Contiene infatti la citrullina, un amminoacido che pare svolga un’azione benefica sulla circolazione sanguigna.

ALIMENTAZIONE

" La calura estiva è uno stress per il nostro corpo „ Brigitt Gächter è consulente alimen­ tare diplomata HF e docente presso il percorso formati­ vo «Coach in nutri­ zione» della Scuola Club Migros.

Basta mordere una succosa angu­ ria e ci si sente subito rinfrescati...

Brigitt Gächter: Il nostro corpo deve portare un alimento a temperatura corporea prima di poterlo elaborare. Con le pietanze fredde – tra queste troviamo anche i vegetali ad alto tenore idrico – la temperatura all’in­ terno del corpo scende di un poco. Ecco perché nella medicina tradizio­ nale cinese o anche nell’ayurveda si parla di cibi freddi. Come può trarne beneficio il nostro corpo?

La calura estiva rappresenta uno stress per il nostro organismo, il cui metabolismo reagisce formando acidi. Frutta e verdura ricche di liquidi e spesso povere di carboidrati rappresentano un alimento neutro o basico. Aiutano quindi a mantenere nella giusta proporzione l’equilibrio acido­base del corpo. Il cetriolo e le altre varietà estive hanno anche un’azione diuretica?

… e altre ancora Anche in queste varietà si nasconde molta acqua: rabarbaro, asparagi, insalata iceberg, lattuga lollo, lattuga romana, zucchine, champignon, melanzane, cavolfiori, spinaci, pepe­ roni e agrumi.

Il caldo può favorire la ritenzione idri­ ca nei tessuti del corpo, ad esempio nelle gambe. Le pareti dei vasi san­ guigni sono morbide e fanno fatica a resistere a questa pressione. Quan­ do non abbiamo voglia di bere molto, possiamo attivare il metabolismo con varietà di frutta e verdura ad alto te­ nore idrico. Un ruolo chiave spetta al potassio, che favorisce la contrazione muscolare e delle pareti dei vasi san­ guigni. In questo modo, migliora indi­ rettamente la circolazione del sangue nelle parti periferiche del corpo. Vivai 2018

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BIMBI MIGROS

"Mi piace provare cose nuove„ Tonia von Gunten (45 anni), una coach genitoriale che vive nella regione di Berna, ama sperimentare – soprattutto con i prodotti sani e buoni che si vendono alla Migros. Testo: Petra Koci

Foto: Michael Sieber (fotomontaggio: Vivai)

Signora von Gunten, quando è diventata una bimba Migros?

Già da piccola. Quando noi bambini eravamo in vacanza dalla nonna, andavamo alla Migros. L’highlight era andare allo Shoppyland Schönbühl. Correvamo, ci nascondevamo e chiamavamo la nostra mamma. Mi ricordo ancora che trovavamo divertenti gli sguardi stupiti della gente, che certamente pensava che nostra madre fosse molto vecchia. Ricorda anche cosa comprava volentieri sua nonna?

preferito è lo skyr nature. Mi godo questo quark irlandese per colazione con frutta fresca. Lo skyr non è da tanto negli scaffali della Migros. Come l’ha scoperto?

L’ho scoperto durante un viaggio in Danimarca. Le novità finiscono subito nel mio radar, sia in negozio sia che le veda nella rivista Migros-Magazin. A casa poi mi invento una ricetta per la mia nuova scoperta. Adoro fare esperimenti in cucina e provare cose nuove.

Era praticamente fissa nel carrello una grande tavoletta di cioccolato, che poi consumavamo come spuntino quando andavamo a raccogliere mirtilli nel bosco. Ci piaceva un sacco! Sedersi sul suolo del bosco e godersi i mirtilli freschi con pane e cioccolato alle nocciole!

E la sua famiglia lo apprezza?

Oggi cosa c’è nel suo cestino oltre a pane e cioccolata?

A parte le ricette, c’è altro con cui le piace sperimentare?

Ci piace mangiare bene e sano. La cioccolata è per i nostri figli di otto e undici anni. Compro molti prodotti del marchio Alnatura, come i legumi, la mousse di mandorle o il drink alle noci d’acagiù, perché sono una deliziosa fonte proteica vegetale. Attualmente, il mio prodotto

La scoperta di Tonia von Gunten:

skyr leggero e spumoso al naturale in un’insalata di ceci e curry, oppure con frutta fresca per cola­ zione o magari come gelato fatto in casa, mescolato allo yogurt ai fiori di sambuco.

Sì! Non vuol dire che ai bambini piaccia tutto. Se a loro piace, bene. Se non piace, pazienza, lo accetto. C’è solo una regola: se qualcosa piace a tutti, ce ne dev’essere a sufficienza per tutti. A tavola coltiviamo un’atmosfera rilassata e ridiamo tanto. Per noi è importante.

Ma certo! Sviluppo sempre nuove offerte per i genitori. E mi sono resa conto che ho bisogno di aggiornarmi per quel che riguarda gli aspetti grafici del mio lavoro. Ora mi sono iscritta a un corso di Indesign alla Scuola Club Migros. Non vedo l’ora di cominciare! l

Sei anche tu una bimba o un bimbo Migros? Contattaci! vivai@mediasmigros.ch

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” Mi godo il quark islandese per colazione. „

Cifre

& fatti

Gli islandesi conoscono lo skyr da oltre un migliaio di anni. Quest’ultimo è arricchito con col­ ture di yogurt, ricorda il quark magro, è praticamente senza grassi e con l’11 percento di proteine. Alla Migros, lo skyr della linea You è ottenibile in cinque varietà e come drink in tre varianti di gusto – il tutto a base di latte svizzero!


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MOVIMENTO

CALCIO

Training a 360

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I mondiali di calcio 2018 sono alle porte e mezzo mondo li attende con il fiato sospeso. Il calcio appassiona gli spettatori, ma molti di più sono i benefici per chi lo pratica. Vediamo quali insieme a due calciatrici professioniste. Testo: Barbara Lukesch Illustrazione: Belicta Castelbarco

l

e donne che mirano a raggiungere il massimo della forma fisica dovreb­ bero giocare a calcio. Grazie a que­ sto sport possono migliorare non solo la resistenza, la velocità, la forza e la robu­ stezza, ma anche la coordinazione e la tecnica di gioco con la palla. «Il calcio è una forma mista di sport. Copre moltissi­ me esigenze che non si possono soddisfa­ re con il jogging o l’allenamento in sala pesi», dice la 31enne Martina Moser. La centroavanti dell’FC Zurigo ha giocato come professionista per dieci anni nella Bundesliga tedesca. Non occorre dirlo: chi corre per novanta minuti, si difende dagli attacchi, va a terra, si rialza, attac­ ca, dribbla, crossa e tira in porta, deve avere un’ottima forma fisica. Ha tutta l’aria di essere molto lavoro, un lavoro estenuante, che porta a com­ battere continuamente contro le proprie debolezze. Martina Moser riconosce che una giocatrice di punta «deve avere mol­ ta disciplina ed essere pronta a soffrire» per essere atleticamente all’altezza. E lei lo considera un atteggiamento che oggi le torna utile anche in altri ambiti della vita, per esempio nel lavoro. La cosa si fa sempre più divertente quando entra in 42 Vivai 2018

gioco la palla. Già da ragazza tirava per ore palloni contro la porta del garage o si esercitava a palleggiare. Anche Melanie Huber, difensore 25enne dell’FC Basilea, adora particolarmente esercitarsi assie­ me alla sua allenatrice a parare la palla con i piedi, le cosce, il petto o la testa. Non c’è niente di più bello che allenarsi nel cross o nei passaggi – e ancora oggi, ogni tanto ripensa a Jess, la ragazza in­ diana del film «Sognando Beckham», che arrivò nei cinema nel 2002 e restò a lungo il suo film preferito. Per il corpo e la testa

Le calciatrici professioniste arrivano a fare un allenamento di due ore sei volte a settimana. Per migliorare la resistenza si ricorre a percorsi a ostacoli o corse a in­ tervalli: ad esempio tre volte per nove – lunghi e intensissimi – minuti. Seppure siano passati mesi dal suo infortunio alla rotula, Melanie Huber non osa ancora sforzarsi a tal punto: «Ancora non me la sento.» Per il momento si limita a un alle­ namento base di mezz’ora sulla bicicletta con il polso mai sopra i 130 battiti. Un programma pittosto leggero che migliora la resistenza, osserva lei.

Per potersi imporre nell’uno contro uno, è essenziale una buona stabilità del tron­ co, che si raggiunge con esercizi partico­ larmente impegnativi come ad esempio le flessioni, i cosiddetti plank. In modo da avere abbastanza forza per gli eserci­ zi, le giocatrici si allenano una volta a settimana in palestra, alle macchine o con i manubri pesanti. L’allenatrice dell’FC Basilea Sissy Raith, un tempo allenatrice della nazio­ nale dell’Azerbaigian e per quasi cinque anni responsabile della squadra femmi­ nile dell’FC Bayern Monaco, dedica par­ ticolare attenzione alla velocità. Per mi­ gliorare la velocità di base, fa eseguire alle sue ragazze degli sprint. Insegna in­ vece la cosiddetta velocità di movimento, la capacità di cambiare velocemente di­ rezione di marcia, facendo per esempio saltare le ragazze lungo una scala stesa a terra, senza mai toccare i pioli. Il tutto lanciando in aria e poi riprendendo la palla. Per aumentare la forza di resisten­ za, qualche volta fa trascinare alle ragaz­ ze anche una sorta di pesante slitta. Il calcio non allena solo l’atletismo e la tecnica di gioco delle ragazze, ma an­ che la loro capacità di coordinazione e


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MOVIMENTO

CALCIO

”Nel calcio bisogna esserci anche con la testa. La forma fisica non basta.” concentrazione. In questo gioco occorre fare più cose allo stesso momento e mol­ to velocemente: si deve vedere la palla arrivare, prendere posizione, catturare la palla e portarla con sé, dribblare o indivi­ duare una compagna a cui passarla. Sissy Raith dice: «Nel calcio bisogna esserci sempre anche con la testa. La forma fisi­ ca non è sufficiente.» A scuola dagli uomini

Ci sono speciali unità di allenamento che servono per migliorare questa competen­ za: due persone si passano la palla avanti e indietro. Quando Raith dice «blu», la palla dev’essere colpita con il piede sini­ stro, se dice «rosso», con il piede destro. Se invece risuona la parola «banana», la palla viene stoppata con la destra e gio­

cata con la sinistra, mentre con «mela» significa il contrario. Tutte queste qualità caratterizzano anche il calcio maschile, che Moser e Huber considerano «più fisico, veloce e aggressivo», ma «fondamentalmente non diverso dal nostro». Sono anche convinte che le donne possano imparare alcune cose dai loro colleghi uomini: la voglia di vincere e la capacità di accettare sporti­ vamente le sconfitte nonché di imporsi sugli altri e sviluppare una sana rivalità. E a non prendere tutto personalmente, ma con più serenità. Martina Moser ride: «Il calcio non è una cosa da principesse, ma da donne che si prendono responsabilità e che in questo modo vogliono rafforzare la pro­ pria autostima.» Sissy Raith annuisce.

La 57enne sa per esperienza che spesso le donne che occupano posizioni dirigen­ ziali nelle aziende, in precedenza hanno giocato a calcio. l

In forma con il calcio Nel video, un calciatore mostra alcuni semplici esercizi da integrare nella vostra vita quotidiana: migros-impuls.ch/calcio

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Voltare le spalle al mondo e rilassarsi a pancia in giÚ, dondolando sull’acqua del mare.

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SNORKELING

RELAX

Meraviglie a filo d‚acqua Com‚è piacevole farsi cullare dalle onde mentre si osservano i tesori del mare! Lo snorkeling può risultare estremamente rilassante. Ecco a cosa badare e quali sono i posti più belli per sguazzare con la maschera da sub. Testo: Petra Koci

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La respirazione cosciente fa sì che la mente si liberi dalle ansie quotidiane.

a

bbandonarsi a pancia in giù allo specchio dell’acqua, immergendo il viso per scrutare il fondo del mare – e osservare con stupore che sul fondale, nella sabbia, si nasconde un pesce lucertola. Soffici fasci corallini fluttuano tra le correnti marine. Un banco di castagnole rosse sfreccia oltre la foresta di coralli come una nube gialla. È affascinante osservare il mondo sottomarino. Affascinante e rilassante, come hanno scoperto i ricercatori della facoltà di medicina dell’Università di Exeter. Anche solo osservando i pesci e la luce rifratta in un acquario pubblico, la pressione sanguigna e il battito del polso si abbassano. Immaginate quanto dev’essere rilassante uno spettacolo dal vivo con la maschera da snorkeling! 48 Vivai 2018

Nuotare fa bene Dal punto di vista della tecnica, il nuoto è considerato come l’allenamento della resistenza più intenso che ci sia. Grazie allo sforzo minimo è anche uno dei più salutari. In acqua arriviamo solo a circa un decimo del nostro peso reale, per cui l’attrito dell’acqua è ridotto al minimo. Per saperne di più sui molteplici benefici del nuoto: migros-impuls.ch/nuotare

Non è solo il dondolio dell’acqua a farci rilassare. Anche la focalizzazione sullo spettacolo sottomarino e la respirazione cosciente fanno sì che la mente si liberi. La respirazione attraverso la bocca all’inizio sembra insolita, ma si apprende con facilità. L’importante è prendere boccate profonde con regolarità, di modo che arrivi sempre sufficiente aria fresca attraverso il boccaglio. Respirare profondamente inoltre aiuta ad allentare le tensioni e a restare calmi. E così ondeggiare sull’acqua e ammirare i tesori del mare è ancora più piacevole. Tutto ciò si deve anche alla spinta idrostatica dell’acqua, che fa sì che il nostro corpo sembri più leggero. In acqua abbiamo la sensazione di sfuggire alle leggi di gravità. Il nostro apparato loco-


SNORKELING

RELAX

I posti migliori Maldive, Oceano Indiano

Sabbia bianca, mare limpido e turchese, clima tropicale... benvenuti alle Maldive! La maggior parte delle isole vanta una barriera corallina con fauna sottomarina multicolore, che si raggiunge a nuoto dalla spiaggia. Gota Abu Ramada, Egitto

Il Mar Rosso offre spazi affascinanti per lo snorkeling. La barriera corallina del Gota Abu Ramada, a un’ora da Hurghada, è chiamata anche «acquario». Lì vi aspettano torri coralline con pesciolini colorati, murene, razze e anche tartarughe.

Equipaggio e astuzie Vista nitida

© Stocksy, Alamy

Roatán, Honduras, Caraibi

motore viene sgravato: la muscolatura, le articolazioni, il corpo intero si distendono. La pressione sanguigna cala e il corpo rilascia meno ormoni da stress. L’effetto è maggiore nell’acqua calda – un fenomeno ben conosciuto dal rilassante bagno caldo in vasca. L’acqua salata del mare inoltre ha una densità maggiore rispetto a quella dolce, la sua forza idrostatica quindi è maggiore: abbandonarsi alle onde del mare risulta ancora più facile. L’effetto benefico dello snorkeling si può vivere in qualsiasi tipo d’acqua. Bastano poche bracciate per ritrovarsi nella quiete. Sullo specchio dell’acqua i rumori giungono attutiti alle orecchie. Il corpo viene cullato e massaggiato dalle onde. E la maschera da sub si trasforma in vetrina su un nuovo mondo. l

L’isola di Roatán, a 50 chilometri dall’Honduras, è circondata da una delle più grandi barriere coralline. Qui crescono coralli multicolore e volteggiano pesci di ogni tipo. A seconda della stagione, si vedono delfini o squali balena. Isola di Losinj, Croazia

Il mare attorno alle isole della Croazia è limpido. Molte baie invitano a scoprire l’universo sottomarino. Per esempio sull’isola di Losinj vicino al villaggio di Veli Losinj. Ghar Lapsi, a sud di Malta

La piccola baia di Ghar Lapsi, sulla rocciosa costa meridionale di Malta, è molto più tranquilla della famosa laguna blu di Comino. In questo arcipelago naturale dalle acque verdiazzurre, con un po’ di fortuna si scorgono cavallucci marini, anguille di mare e razze.

Per far sì che la maschera non si appanni, sfregate il vetro con del dentifricio e poi risciacquate per bene con acqua. Anche la saliva aiuta, visto che contiene sostanze impermeabilizzanti difficilmente solubili in acqua. Prima di indossare la maschera, rinfrescate il viso con acqua fredda. Aria fresca

Quando si espira, l’aria consumata deve fuoriuscire completamente dal boccaglio. Solo così si fa il pieno di ossigeno fresco ogni volta che si prende una nuova boccata d’aria. Con un boccaglio per snorkeling classico ciò riesce alla perfezione. L’importante è che non sia troppo lungo o largo. Meno sforzo

Naturalmente ci si può avventurare anche senza pinne, ma grazie a loro si nuota più velocemente e diventa più facile immergersi di qualche metro. Le pinne inoltre stabilizzano maggiormente il corpo mentre galleggia sullo specchio dell’acqua.

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Il richiamo della foresta

Basilea

Campeggiare nel bel mezzo della natura, muniti solo dello stretto

Berna

necessario, è una vera e propria avventura sia in montagna che al lago o nel bosco. Ecco i cinque campeggi naturali piÚ belli della Svizzera.

Testo: Regula Burkhardt Illustrazioni: Chris Gilleard

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Ginevra


CAMPING

VIAGGI

Zurigo

St. Moritz

Lugano

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Tra gli indiani Una cosa è certa: in questo campeggio di Saignelégier nel Giura non c’è elettricità, ma in compenso la natura offre rigogliosi prati fioriti, alberi nodosi e la rara libertà di fare tutto ciò che si vuole: ovunque, infatti, si possono fare grigliate e cucinare a fuoco vivo a proprio piacimento, cosa per altro molto popolare la sera. Il campeggio offre anche insolite sistemazioni in affitto, come le tende indiane tipi o le yurte mongole. Chi desidera avventurarsi in altura, non deve poi assolutamente perdersi la capanna sull’albero con terrazza, sospesa ad un’altezza di cinque metri tra le cime degli alberi. Ma cosa si può fare qui? La regione può essere esplorata a piedi, a cavallo o in bicicletta. La riserva naturale e la torbiera dell’Etang de la Gruère o il selvaggio e maestoso fiume di confine Doubs sono un must. Nelle vicinanze si trova il museo delle bambole «Temps de rêves» con 500 bambole. Quindi lo svago è garantito anche in caso di maltempo. Camping Saignelégier, dal 27 aprile al 31 ottobre, campingsaignelegier.ch

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CAMPING

VIAGGI

Su un prato fiorito Al Camping Maloja, sul lago di Sils in Alta Engadina, si trovano gli spazi più belli per montare la propria tenda. Non mancano certo graziose aree di sosta per le roulotte, ma l’atmosfera selvaggiamente romantica si respira solo al di là dei due piccoli ruscelli, dove sono ammesse solo le tende. E lì esistono ancora piccole oasi incantate tra prati di mon­ tagna in fiore, che danno la sensazione di campeggiare nella natura selvaggia. Tuttavia, la civiltà non è lontana: un ristorante serve deliziose pizze, ed è possibile acquistare pane e latte. Durante il giorno si possono fare lunghe pas­ seggiate, oppure praticare il windsurf e la pesca. La sera ci si incontra nella grande tenda indiana vicino al fuoco, e chi vuole, può anche intonare una canzone. Non ci sono aree adibite al gioco, perché qui i bambini fanno quello che comunque amano di più: costruire dighe sui ruscelli, esplorare la foresta e andare a caccia di coleotteri. Camping Maloja, dal 1° giugno al 30 settembre 2018, camping-maloja.ch

Al lago Il campeggio di Seelisberg si affac­ cia su un lago di montagna cristalli­ no ai piedi del Niederbauen e garan­ tisce vacanze di «prima classe» a stretto contatto con la natura. Sono ammesse solo tende – auto e roulotte restano fuori. Non c’è neanche l’elet­ tricità, quindi riposo e relax senza musica ad alto volume sono assicu­ rati. Per la gioia dei campeggiatori che fuggono dalla frenesia della città e montano le loro tende qui! Il cam­ peggio è piccolo e l’atmosfera inti­ ma: i nuovi arrivati fanno presto conoscenze. Di giorno al lago, dalla temperatura piuttosto gradevole, vi aspettano l’altalena sull’acqua e la zattera. Ma attenzione, si dice che nelle profondità del lago imperversi lo spirito dell’acqua Elbst! Un chio­ sco offre snack e bevande, e accetta ordini per il pane fresco. La sera i bambini possono sfogarsi sul prato mentre i genitori si radunano intorno al fuoco. Ma la quiete non tarda ad arrivare: qui si va a dormire presto. Camping naturale Seelisberg, da metà maggio a metà settembre 2018, seelisberg.com Vivai 2018

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VIAGGI

CAMPING

Lungo il fiume

In montagna Respirare profondamente, rilassarsi e fare spettacolari escursioni: così si tra­ scorrono le giornate al camping des Glaciers a La Fouly, ai piedi dell’impo­ nente paesaggio montano del Vallese. In estate, la posizione tranquilla e le notti fresche a 1600 metri sul livello del mare attirano gli abitanti delle città, le famiglie, i gruppi e i pensionati, che campeggiano nei prati, nei boschi o direttamente sulle sponde del torrente glaciale. E per chi vuole fare acquisti o desidera mangiare fuori, La Fouly dista solo una passeggiata. Nel frattempo, i bambini si divertono sull’area del campeggio, che mette a disposizione spa­ zi gioco, una parete per arrampicate e un vicino parco avventura. A propo­ sito: il Gran San Bernardo e il villaggio di Champex­Lac non sono distanti. Ma vale anche la pena esplorare il bosco locale, dove si dice che in primavera sgorghi una sorgente che si dirama in decine di piccoli ruscelli. Camping des Glaciers, dal 15 maggio al 30 settembre 2018, camping-glaciers.ch

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Dalla tenda direttamente nell’acqua fresca della Maggia: questo è possibile al campeggio TCS Gordevio in Valle Maggia. Beh, quasi... si devono fare solo alcuni passi sulla spiaggia di sassi. In compenso, però, l’acqua del fiume rige­ nera corpo e spirito! Chi non ha con sé la propria attrezzatura e desidera cam­ peggiare qui, può affittare un alloggio adeguato, ad esempio una roulotte, una casetta in legno o una romantica tenda nomade da «mille e una notte». Il cam­ peggio è il luogo ideale per una vacanza attiva e attira escursionisti, ciclisti e canoisti. Per i bambini c’è una piscina riscaldata in cui tuffarsi. E per i più pigri? Anche loro troveranno di che be­ arsi nei tranquilli villaggi, nei giardini subtropicali o sotto gli alberi, degustan­ do un bicchiere di Merlot. Il ristorante Bellariva, proprio accanto al campeggio, offre inoltre un’ottima cucina italiana. Campeggio TCS Gordevio-Valle Maggia, dal 29 marzo al 14 ottobre 2018, tcs-camping.ch/gordevio


ANNA MARIA KUPPER

IL LUOGO DEL CUORE

«Nel mio atelier è immagazzinata la mia vita sotto forma d’arte.»

Anna Maria Kupper (71 anni) è artista, cuoca appassionata e madre di famiglia. Tra i suoi lavori più conosciuti troviamo le «Tau-Fügungen» e una scultura in pietra calcare che si trova nel Burgenland, in Austria. Vive assieme al marito a Lucerna.

Il mio atelier, Lucerna

© Johanna Hullár

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ra queste quattro pareti è imma­ gazzinata la mia vita sotto forma d’arte. Si tratta di oggetti da parete tridimensionali e di disegni e fotografie delle mie sculture in pietra. Vengo qui ogni giorno, mi tuffo nel passato e metto ordine tra le mie opere, raggruppando ciò che ho creato in molti anni. Scanne­ rizzo anche schizzi e disegni che non ho mai esibito in pubblico, e li uso per com­ porre taccuini. È così che è nato il diario «Tagebuchzeichnungen», che documenta i disegni del 1980 e 1981, epoca alla qua­ le sono nati i miei due figli.

La rielaborazione è una cosa emozionale. Il processo che ho messo in moto mi per­ mette di riflettere e vedere che cosa ho realizzato nel corso degli anni. Un tem­ po, alle volte non mi sentivo presa sul se­ rio come artista ed ero molto critica nei miei confronti. Oggi invece, quando me ne sto seduta qui nel mio atelier e osser­ vo i miei lavori, sono piena di stupore per tutto quello ho creato. Ora ho bisogno di meno conferme dall’esterno, perché rie­ sco ad apprezzarmi anche da sola. Ho sempre lavorato nel mio atelier, negli scorsi dieci anni però un po’ meno,

visto che sono stata impegnata soprat­ tutto nell’azienda di famiglia, una casa editrice. Ora sto di nuovo qui a tempo pieno. Ma al momento la mia creatività non trabocca come una volta, quando le idee mi colpivano così spontaneamente. Proprio adesso non sento ardore per nes­ suna cosa. Ecco perché voglio dapprima mettere ordine nell’atelier. Voglio classi­ ficare e fare posto nel locale e dentro di me. Posto per qualcosa di nuovo. E quan­ do avrò finito, forse seguirà un nuovo impulso creativo, chi lo sa. l A cura di Regula Burkhardt Vivai 2018

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Il ghiacciaio del Lang, nella Lötschental (Vallese) è fortemente minacciato dal cambiamento climatico. Lo stesso succede con gli altri ghiacciai e le regioni polari. La nostra vita e il paesaggio che ci circonda risentono in misura sempre maggiore dell’aumento delle temperature. Diamoci da fare tutti insieme affinché anche le generazioni future possano godere di una natura intatta. Uniti per un clima sano.

W

Proteggi il mondo in cui nascono i nostri figli.


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Vince il premio Beatrice Bernegger, Herisau

I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno più consegnati. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome delle vincitrici o dei vincitori saranno pubblicati su Vivai 4/18.

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«Superare una lesione cerebrale si può. Con il sostegno adeguato.» Daniel Albrecht, ex sciatore professionista

Ictus, trauma cranio-cerebrale, tumore al cervello: una lesione cerebrale può colpire chiunque.

Un aiuto per le persone con una lesione cerebrale e i loro familiari. Aiutate anche voi! CP 80-10132-0


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