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La rivista

per il benessere e la sostenibilità

06/2017

ALIMENTAZIONE Tante vitamine e poche calorie: i cavoli meritano un posto d’onore sulla tavola invernale.

RELAX Maglia e cucito alla ribalta: perché le attività artigianali sono tornate in voga in tutte le fasce d’età.

Amici per un pelo Fedeli giocherelloni dal volto quasi umano. Gli animali di casa tua.


Competenza Bio che piace

Trovate i prodotti Biotta nei punti vendita del commercio al dettaglio ben forniti, nonchĂŠ in farmacie, drogherie, nei negozi specializzati Bio e online.

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EDITORIALE

Voglia di novità

Fate come i finlandesi

Foto di copertina: Sabine Villiard/Trunk Archive © Sabine Braun, Getty Images, iStock

Non è stata una buona idea andare in sauna con un’amica finlandese. Continuava a buttare acqua sulle pietre calde, quasi non si resisteva. Succede così quando i principianti incontrano i navigati. I finlandesi sono comunque un buon esempio: non guardano la clessidra, ma ascoltano il proprio corpo. Una sauna così ve la raccomandiamo… caldamente!

Tutti sull’ottovolante!

Lo Stapferhaus Lenzburg era un tempo alla ricerca di un «assistente alla ruota panoramica». Per il suo progetto «Heimat», aveva chiesto a varie persone tra le «vertiginose altezze» delle fiere di tutta la Svizzera che cosa significasse per loro «patria». Il tutto fa ora parte di una mostra che porta i visitatori in un viaggio di scoperta, con spunti di riflessione e momenti divertenti. E per finire in bellezza: un fantastico giro sulla ruota panoramica! stapferhaus.ch

Cara lettrice, caro lettore Cos’è stato quel rumore? Apro la porta di casa e mi trovo davanti un gatto grigio. Sgattaiola prontamente attraverso lo spiraglio e si intrufola nel tepore del soggiorno. Si comporta come se stesse fa­ cendo un sopralluogo dell’appartamento. Settimane più tardi, dopo aver curiosato furtivamente in giro, lo elegge a nuova dimora. Credetemi, è difficile resistere a un gatto.* Sa esattamente come manipo­ larci. Inizia con un «miao» costantemen­ te lamentoso, toccando proprio quelle note che fanno appello alla nostra com­ passione. Se vuole mangiare, si struscia tra le gambe o fa versi come se fosse in procinto di morire di fame. Chi possiede un gatto (a dire il vero, è il gatto a possedere noi) lo sa bene: questi amici a quattro zampe hanno una propria personalità, come qualsiasi altro animale. Abbiamo deciso di dedicare questo nu­ mero al rapporto tra gli esseri umani e i loro animali domestici. Scoprirete perché tale relazione può anche influenzare la nostra salu­ te, o perché le nostre imprecazioni, che spesso hanno come protago­ nisti gli animali, non sono sempre del tutto appropriate. Non vi nascondo che, qualche mese più tardi, un secondo gatto – questa volta bianco – venne a farmi visita, con le stesse tattiche. Non potevo cacciarlo via, dato che non portava un chip e nemmeno fi­ gurava nella banca dati degli animali smarriti. Quegli sguardi, quei miagolii… Nel frattempo sono trascorsi quattro anni. Anche ultima­ mente, un altro gatto si è fatto trovare ben determinato davanti alla mia porta. Probabilmente si era sparsa la voce che da me gli animali si trovano bene. Questa volta ho tenuto duro. C’è un limite a tutto, due sono sufficienti. Solo che, a volte, mi guardo intorno di soppiatto nella segreta speranza di incontrare il piccolo vagabondo.

Manuela Specker *Potete verificare voi stessi a pagina 7. Vivai 2017

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Pubbliredazionale

Olivia deve rinunciare a molte cose

Poveri nella ricca Svizzera: Olivia* è uno dei 76 000 bambini che possiedono a malapena il necessario per vivere. Quando fa la spesa assieme a sua mamma, bada al «puntino sconto» di color rosso. Ciononostante alla fine del mese spesso non avanzano soldi per comprare da mangiare.

L

a domanda sorge improvvisa. «Mamma, gli altri bambini nel calendario dell’avvento ci trovano i giochini. Perché io ci trovo solo i cioccolatini?» Olivia (7 anni) immagina che la sua vita sia diversa da quella dei suoi compagni. La bambina vive con la mamma Sarah* e con il fratellino Alex* di tre anni e mezzo a Baar – nel bel mezzo del paradiso fiscale. Ma la piccola famiglia sta in uno stretto appartamento di tre locali che di paradisiaco non ha nulla. Olivia veste di seconda mano e non indossa abiti firmati, va in bicicletta e non in auto. «Non se ne parla proprio», «o questo o quello» e «perché gli altri possono e io no?»: sono frasi molto ricorrenti presso la famiglia Keller. Alla mamma piange il cuore. «Non è bello quando non si può offrire molto ai propri figli» dice con tristezza. Sarah Keller è tornata in Svizzera con Olivia dalla Giamaica dopo essersi lasciata con il fidanzato. È duro ripartire da zero. La donna, che è impiegata di commercio di professione, lavora part time in un centro fitness, ma non basta per vivere. La piccola famiglia deve ricorrere all’assistenza sociale. Nessuna riserva per le emergenze I soldi sono sempre troppo pochi e quando a Olivia e ad Alex servono le loro medicine per curare l’asma, alla fine del mese bisogna tirare ancora di più la cinghia. «In quei casi mangiamo riso con tonno e ravioli in scatola» racconta Sarah Keller. Quando Olivia una volta ha trovato una moneta per terra, l’ha consegnata alla mamma dicendo: «Ecco mamma, ci puoi comprare qualcosa da mangiare.»

Per saperne di più su Olivia Keller: www.farelacosagiusta.caritas.ch

Un’alimentazione equilibrata incide considerevolmente sul budget familiare. A tavola, c’è comunque regolarmente verdura. La madre single fa la spesa dove costa meno. Un’app la informa ogni sera sulle offerte del momento. «Ci serve? Ce lo possiamo permettere?» Invece di porsi sempre le stesse domande, le piacerebbe mettere sulla lista della spesa i desideri dei bambini, comprare i formaggini Kiri e Babybel per la merenda e del pane fresco, anziché quello della sera prima da Aldi che, imballato in un sacchetto di plastica, si mantiene ancora per qualche giorno. Tutto per la figlia Olivia scompare per un attimo nella sua stanza e torna con un paio di scarpe estive. «Sono belle, vero?» chiede sorridendo. Le piacciono soprattutto i lacci colorati. Con orgoglio alza il braccio in un gesto di gioia. Sulla suola è incollato un «puntino sconto» rosso. «Compriamo solo gli articoli con il puntino rosso. Costano meno» spiega la bambina. Nel suo mondo c’è poco spazio per i desideri medi e i grandi sogni. Per permettere alla figlia di fre­ quentare le lezioni di danza, la mamma rinuncia a vestiti nuovi, trucchi e uscite in compagnia. «Quando ero piccola io, ogni cosa che volevo era sempre troppo cara. Non voglio che i miei figli vivano la stessa situazione» spiega. Alcuni desideri si realizzano solo con pazienza e creatività: lo zaino per la scuola era in offerta, per il letto a castello con la scrivania, che Olivia ha chiesto per l’inizio dell’anno scolastico, ci sono volute lunghe ore di ricerca sulle piattaforme per articoli di seconda mano. Spesso anche l’offerta più conveniente è troppo cara. In quei casi Sarah Keller scrive una lettera o spiega la situazione al telefono finché qualcuno abbassa il prezzo. Fa di tutto pur di vedere brillare gli occhi di sua figlia. Il nuovo angolo per dormire e studiare consente alla bambina di ritirarsi indisturbata in uno spazio tutto suo. Per il momento i compiti li deve fare ancora in piedi, poiché i soldi non bastavano per comprare anche una sedia. «Quella la voglio per Natale» dice Olivia. *Per motivi di protezione della personalità i nomi sono stati modificati


Pari opportunità per tutti i bambini

© Caritas / Alexandra Wey

In Svizzera 76 000 bambini sono toccati dalla povertà, 188 000 vivono poco al di sopra della soglia di povertà. I bambini che crescono in una famiglia nu­ merosa o con un solo genitore sono esposti a un rischio di povertà più elevato. Per i bambini e gli ado­ lescenti le conseguenze generate dalla povertà da basso reddito sono devastanti: non di rado vengono stigmatizzati ed esclusi socialmente, presentano con maggiore frequenza disturbi di salute e non hanno prospettive a causa della mancanza di opportunità di accesso all’istruzione. I nostri figli sono il nostro futuro. Perciò urge una politica familiare che garantisca anche ai poveri la conciliabilità tra l’accudimento dei figli e il lavoro, che consenta ai bambini poveri di beneficiare del sostegno alla prima infanzia e che introduca prestazioni complementari in favore delle famiglie. Conto donazioni: 60­7000­4 Per donazioni online: caritas.ch/svizzera­povertàinfantile


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© 2017 The Coca-Cola Company. Coca-Cola, Coca-Cola zero, Coke, the Contour Bottle and the slogan TASTE THE FEELING are trademarks of The Coca-Cola Company.

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DALL‚ INTERNO

ly e ho Miao! Sono Char estica m do ia m la to ira isp a fare r ke ec Sp la Manue ali. im an i gl su il dossier

Sigla editoriale Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Redazione: Manuela Specker Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Responsabile di produzione: Imelda Stalder Elaborazione immagini: Reto Mainetti

L’illustratore e autore di libri Daniel Müller è cresciuto con le pecore. Non c’è da stupirsi che abbia un debole per gli animali! I suoi fantasiosi collage mostrano cosa combinano i nostri fedeli compagni, quando siamo fuori casa. A quanto pare: quando il gatto non c’è, i topi ballano.

Edizione italiana: Cora Gianolla, Claudia Wagner Edizione francese: Sylvie Castagné Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch migros.ch/vivai Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC misto Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile. ISSN: 1663-717X

Tiratura totale Vivai: 250 060 copie D: 173 127, F: 61 557, I: 15 376 copie

12 Non sa né fare la maglia né cucire. Però scrive bene. Ecco perché è la persona ideale per scrivere un articolo sul tema: Vera Sohmer.

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© Daniel Müller, Martin Mischkulnig, Ellin Anderegg

Gli esperti

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Vivai è gratis ! Ordinala qui : abbonamenti. vivai@mediasmigros.ch oppure chiama il numero 0800 180 180

Se un animale sta male, ci pensa lui: il veterinario Pascal Bucher la sa lunga sul nostro rapporto con i quattrozampe. Pagina 20.

Per realizzare un abito ci vogliono ago, filo, mani leste e accuratezza. La sarta Ursi Müller ci parla del revival del cucito. Pagina 42.

Heinz Staffelbach è un pioniere delle racchette da neve: dove consiglia di andare «on tour» e perché questo sport è una meraviglia. Pagina 50. Vivai 2017

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SensibilitĂ femminile Solo le mamme sanno cosa

significa partorire. Fatta eccezione per i maschi di cavalluccio marino. Le femmine depongono infatti le uova in un apposito marsupio dei maschi che provvedono a fecondarle, nutrirle e covarle. Dopo circa dodici giorni, sono loro che danno alla luce i piccoli, passando attraverso le doglie del parto. Per altre meraviglie: mari.wwf.ch

Proteggiamo le meraviglie della natura.

SPINAS CIVIL VOICES

Il mammo, una meraviglia dei mari


SCELTI DA NOI

L‚arte della concentrazione Siete stressati, sbadati e sconcentrati? Allora la «Mindfulness Based Stress Reduction» (MBSR) potrebbe fare per voi! La Scuola Club Migros propone un corso basato su questo metodo per far fronte allo stress. La MBSR è particolarmente apprezzata perché raggruppa i vantaggi di diverse tecniche di consapevolezza in un programma compatto di 8 settimane. Tra le tecniche troviamo la percezione consapevole del corpo (body scan), gli esercizi per il corpo consapevoli (stretching e yoga), la meditazione da seduti e camminando nonché esercizi di consapevolezza per la vita quotidiana.

© Illustrazione: Hannah Rollings, foto: Werner Bertschi

migros-impuls.ch, scuola-club.ch/MBSR

La cartina risparmio In quali spazi pubblici ci si può muovere, si può giocare o imparare senza dover spendere un soldo? Una classe di scuola media della città di Aarau ha indagato e fotografato assieme a giovani rifugiati, ai quali queste informazioni sono destinate. Con l’aiuto della grafica Isabelle Hofmann, ha poi ideato per Aarau una speciale cartina. Il progetto è nato grazie a conTAKT-spuren.ch, un’iniziativa del Percento culturale Migros che offre gratuitamente materiale didattico e informativo sui diversi volti della migrazione. contakt-spuren.ch

Il soldino che vale di più Incredibile, cosa si può ottenere con un soldino: da quando i sacchetti di plastica costano 5 centesimi, il loro consumo è diminuito di oltre l’80 percento. E le risorse naturali vengono preservate, anche perché il ricavato dei sacchetti venduti – ben 165 000 franchi per ora – viene devoluto a progetti ambientali. La maggior parte è andata a Pro Natura per il suo impegno per la protezione degli anfibi.

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PENSATI PER VOI

The winner is... Un materiale da costruzione che immagazzini CO ² per molti anni e quindi conduca a un bilancio negativo di CO ²? Esiste! Felix Krause, ingegnere edile ETH, nel suo lavoro di master ha dimostrato che un nuovo elemento da costru­ zione composto solo da materiali biogeni, rappresenta un notevole passo avanti nell’edilizia sosteni­ bile. Con il suo contributo si è guadagnato il 1° posto del Premio ecologico Migros, che ammonta a 10 000 franchi. Altri due lavori di master, molto innovativi nella protezione di ambiente e clima in campo aziendale, sono stati premiati con 3000 franchi l’uno. generation-m.ch

Immersione totale Chi desidera ammirare le meraviglie dell’universo subacqueo, non deve né partire per le Maldive né indossare una muta: da fine ottobre 2017, a Vennes presso Losanna, vi attende «Aquatis», il più grande acquario d’acqua dolce d’Europa. Lì potete tuffarvi virtualmente nelle acque dolci dei cinque conti­ nenti. Grazie alle applicazioni high tech e alle animazioni, sarete catapultati nella regione in questione – un’esperienza affascinante per e in tutti i sensi. Ciò permette di sviluppare una nuova ottica nei confronti delle acque dolci, spesso sottovalutate. Si viene inoltre sensibilizzati per le questioni ambientali e lo sviluppo sostenibile. Nonostante il mondo animale e vegetale delle acque dolci sia meraviglioso, si tratta di ecosistemi fragili minacciati. aquatis.ch

© Sedrik Nemeth

Vinca il migliore! Tendete bene le orecchie, cari mu­ sicisti svizzeri: la Demotape Clinic del Percento culturale Migros è di nuovo alla ricerca del miglior pez­ zo musicale. Inviate la vostra demo in ambito pop, rock, musica elet­ tronica e urban entro fine gennaio 2018. Le migliori saranno premiate al festival «m4music», che si svolge dal 22 al 24 marzo 2018. m4music.ch

Una golosità di nome Torino Questa metamorfosi l’aspettavamo da tempo: lo sfizioso bastoncino al cioccolato Torino ora è ottenibile anche come torta in tutte le maggiori filiali Migros. Le caratteristiche della nuova tentazione golosa? Ogni torta contiene due interi bastoncini Torino di 25 grammi – e ovviamente anche il biscotto ha il sapore del cioccolato. Abbiamo assaggiato questa delizia: possiamo confermare che è buona e sa di nocciole e mandorle. Un po’ come il ripieno del bastoncino Torino. Vivai 2017

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ANIMALI DOMESTICI

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Un muso amico La loro compagnia è apprezzata come poche: gli animali domestici ci fanno un gran bene. Ma come mai? E perché alcuni trovano un posto così speciale nel nostro cuore? Testo: Ruth Hoffmann Illustrazioni: Daniel Müller / illumueller.ch

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ANIMALI DOMESTICI

Un bimbo rano uniti in vita e nessuno ha avuto il coraggio di separarli dopo la morte: circa 14 700 anni fa, in Germania, lì dove ora sorge un quartiere di Bonn, una donna e un uomo sono stati sepolti assieme al loro cane. La famosa tomba, rinvenuta nel 1914 in oc­ casione di lavori di scavo in una cava di pietre, è considerata come la più antica testimonianza della domesticazione del cane – e dello stretto rapporto che già al­ lora intratteneva con l’uomo. La forma della mascella e le dimensioni ridotte del dente canino indicano che la sua evolu­ zione era già molto avanzata. I ricercato­ ri partono dal presupposto che in Europa alcuni singoli esemplari di lupo iniziaro­ no ad aggregarsi a noi circa 20 000 anni fa. All’epoca, l’uomo era nomade e le sue attività principali erano la caccia e la rac­ colta. Può darsi che l’animale, di tanto in tanto, ricevesse qualche boccone di car­ ne se aiutava a difendere le prede dell’uo­ mo dagli altri lupi. Col tempo, l’uomo iniziò ad apprezzare il lupo anche come aiutante durante la caccia. E così lo ac­ cettò come suo fedele compagno. L’ani­ male, a sua volta, stava lentamente evol­ vendo, diventando l’odierno cane. Abile acchiappatopi

I gatti si lasciarono addomesticare solo quando l’uomo, circa 10 000 anni fa, di­ venne sedentario. A quel punto iniziò a coltivare i campi e ad allevare bestiame. Nei granai, la caccia ai topi era proficua sia per i gatti sia per l’uomo, al quale di certo già ai tempi piaceva il soffice go­ mitolo di pelo in grembo. Visto che la sopravvivenza dell’uomo ora non dipen­ deva più solo dalla caccia, si poteva per­ mettere il lusso di tenere animali che non fornissero più né carne né latte. E un lusso è restato: secondo l’Uffi­ cio federale di statistica gli svizzeri ogni anno spendono circa 800 milioni di fran­ chi per cibo, lettiere e accessori come i guinzagli e le gabbie. Altri 400 milioni vengono sborsati per visite veterinarie e cure a domicilio come il petsitting. Per­ fino per i pesci d’acquario si arriva a un 14 Vivai 2017

perdere il giocattolo più fantastico, se può coccolare un criceto. costo annuo di 10 milioni di franchi. L’a­ nimale domestico più amato in Svizzera resta comunque il gatto. Qui da noi ne vi­ vono circa 1,7 milioni di esemplari – un gatto ogni terza economia domestica. Al secondo posto troviamo il cane, con un buon mezzo milione di esemplari. Il ter­ zo posto se lo dividono i pesci e i conigli con una fetta del 4 percento ciascuno, se­ guiti da altri roditori, rettili (3 percento) e uccelli (1 percento). Sistema immunitario più robusto

Sono soldi spesi bene, hanno rivelato nu­ merosi studi: gli animali domestici rin­ forzano il sistema immunitario, riducen­ do il rischio di contrarre malattie cardio­ vascolari. Attenuano inoltre l’ansia, ci rendono più equilibrati e più resistenti allo stress. Basta già solo osservare un animale per rilassare il corpo e la mente. I bambini che crescono in compagnia di un gatto o di un cane soffrono molto più raramente di allergie e d’asma. Oltre a ciò, l’interazione con un amico a quattro zampe accresce il senso di responsabili­ tà, la capacità di immedesimarsi negli altri e di instaurare rapporti. Soprattutto per gli anziani e le per­ sone che vivono sole, la compagnia di un animale domestico è un vero e proprio toccasana. I cosiddetti interventi assistiti con gli animali, che si avvalgono dell’ef­ fetto positivo che questi ultimi hanno su di noi, vengono effettuati negli ambiti più disparati: ad esempio nell’assistenza dei disabili o come forma di terapia per giovani aggressivi, traumatizzati e diffi­ cilmente accessibili. Grazie all’aiuto de­

gli animali, anche i delinquenti sono reintegrati con più facilità nella società. Al penitenziario di Saxerriet, nel Canton San Gallo, i detenuti condividono la loro giornata con dei gatti fin dal 2003. Qual­ che anno più tardi, a questi ultimi si sono aggiunti dei cavalli e degli asinelli. Il programma è un pieno successo. Almeno in parte, il desiderio della compagnia animale pare sia innato: un bimbo lascia subito perdere il giocattolo più fantastico, se può coccolare un crice­ to. Nel cervello umano, i ricercatori han­ no localizzato cellule nervose specializ­ zate nel riconoscere gli animali. Queste si trovano nell’amigdala, un’area che ha un ruolo chiave per le emozioni. Non c’è da stupirsi, quindi, se i nostri sentimenti per un animale domestico possono assu­ mere un’intensità paragonabile a quella che proviamo per una persona cara. La tentazione di proiettare qualità umane sugli animali è grande. Se potessero par­ lare, cani e gatti forse avrebbero un altro tipo di rapporto con noi. Così invece re­ sta ampio spazio per le nostre fantasie, e così a molti l’animale domestico appare come il migliore amico: affidabile, mai cattivo e sempre affettuoso. Questione di cultura

La nostra tendenza a umanizzare gli ani­ mali va però a farsi benedire non appena compromette l’appetito di fronte alla bi­ stecca. Manzi e maiali per noi rientrano in un altro tipo di categoria rispetto agli animali domestici coi quali condividia­ mo la nostra casa. E si tratta di categorie per niente oggettive. In India le vacche sono sacre, nei paesi dell’Islam invece la carne di maiale è un tabu. E visto che la maggior parte delle persone lì prova ri­ brezzo per i cani, nessuno se ne prende­ rebbe uno in casa. Ciò che viene conside­ rato normale è sempre una questione di cultura. Quest’ultima però non ha un po­ tere assoluto su di noi – possiamo voler bene anche a un maiale. La premessa ide­ ale è coltivare quel sentimento sano che si sviluppa soprattutto in compagnia de­ gli animali. La benevolenza. l

© Lorenz Cugini

e

lascia subito


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ANIMALI DOMESTICI

Bella è la bestia Non spiaccicano una parola, ma sembrano capirci: gli animali domestici oggi sono considerati parte della famiglia a pieno titolo. Cosa li rende così preziosi? Quattro testimonianze sulla natura di questo legame. Testimonianze: Robert Bossart Foto: Véronique Hoegger

”Aspetto che si arrampichino sulle mie spalle.„ «È sempre stato il mio sogno vivere con gli animali. Ho passato tutta la mia vita con i quattrozampe – non saprei proprio cosa fare senza di loro. Da dieci anni vivo con mio marito ad Aadorf, nel Canton Turgovia. Stiamo in una casa con molto terreno attorno. Teniamo polli, cani, capre nane, cavalli, pony e soprattutto dieci uistitì che sono la mia grande passione. Queste scimmiette sono, come dire? Speciali! Quarant’anni fa ho risalito il Rio delle Amaz­ zoni con una nave e una piccola bambina mi ha regalato una di queste scimmiette. Da allora sono contagiata dal virus! Adoro moltissimo queste piccole creature, mi danno così tanto. Le dieci scimmiette occupano uno spazio interno riscaldato e hanno inoltre a disposi­ zione un grande recinto esterno. La pro­ tezione degli animali viene a controllare come le tengo a intervalli regolari. Sto ogni giorno con questi animaletti. Mi accomodo su una sedia e aspetto che si arrampichino sulle mie spalle. L’esperienza più bella che abbia vissuto è stata quella di allevare in casa una giovane scimmietta orfana. Ora vive di nuovo con i suoi consimili, ma ai tempi mi saltellava dietro ovunque andassi – non me lo scorderò mai...» Elisabeth Koller (72 anni), Aadorf TG

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”Senza gatti la casa sarebbe troppo vuota.„ «Ho un rapporto molto intenso con i nostri tre gatti. Potrei quasi dire che per me sono come dei figli. E perché no? Non mi interesso molto di bambini, ecco perché non ne voglio. Ai gatti, in un certo senso, mi sento molto più vicina. Abbiamo scelto questo tipo di animale perché sia io sia il mio compagno lavoriamo. Un cane richiede molto più tempo, i gatti

invece sono piuttosto autonomi. Da due anni ormai conviviamo con tre gatti di razza ad Anglikon, nel Canton Argovia. Sono dei gatti sacri di Birmania, molto affettuosi, coccoloni e attaccati a noi. Ovunque ci troviamo nell’appartamento, ci corrono sempre appresso, fanno le fusa e vogliono essere accarezzati. Questo ci piace molto. La nostra vita ruota attorno agli animali e

ora siamo a casa più spesso di prima. Dormono nel nostro letto lasciando un mucchio di pelo sulle lenzuola – come è tipico coi gatti. E comunque senza di loro non va. Apprezzo molto che quando torno di sera, ci sia qualcuno a casa. Senza gatti la casa sarebbe troppo vuota e troppo tranquilla.»

Simona Scheller (31 anni), Anglikon AG Vivai 2017

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”Se non stai bene se ne accorgono.„ «Per me è una bella sensazione vivere con gli animali. Sono così attenti e si accor­ gono se non stai particolarmente bene. Il momento più bello è la mattina presto, quando porto loro da mangiare. I conigli mi saltellano incontro e annusano le mie dita. Questo mi piace molto. Possiedo 170 conigli e sono presidente dell’asso­ ciazione Conigli di razza Svizzera. Sono 18 Vivai 2017

allevatore da 42 anni. Questo è un capitolo importante della mia vita. Sono cresciuto in una fattoria e quindi ho sempre avuto degli animali intorno a me. A Mülchi, nel Canton Berna, la mia compa­ gna e io viviamo con tre gatti nonché delle capre nane, dei porcellini d’India, del­ le quaglie e dei polli. La cosa più impor­ tante per me però sono i conigli. Quando

torno a casa dal lavoro all’ufficio di piani­ ficazione, la mia attenzione si rivolge a loro. Non sono semplicemente un hobby, ma una vera e propria passione. Oltre alla fami­ glia – ho tre figli già adulti – i conigli sono la cosa più importante della mia vita. Nono­ stante io li allevi, ho un rapporto molto stretto con loro.» Peter Iselin (58 anni), Mülchi BE


ANIMALI DOMESTICI

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”Ci vuole molta pazienza e sensibilità.„ «La personalità dei levrieri mi affascina, hanno un carattere particolare e sono molto affettuosi e sensibili. Solano e Jessaia vivevano come randagi in Spagna. Un’organizzazione per la protezione degli animali li ha portati in Germania qui da noi. Con un cane cresciuto nella bambagia tutto sarebbe stato più semplice. Ma mi sono sentita così dispiaciuta per questi animali che ho

voluto regalar loro una bella vita. Solano è stato picchiato e maltrattato, quindi è molto difficile educarlo. Ci vuole molta pazienza e sensibilità. Se dico qualcosa di severo, s’irrigidisce dallo spavento. Questi cani però mi danno anche molto. Mi si mozza il fiato già solo a starli a guardare quando corrono a tutta velocità. E di sera è bello starmene sul divano ad accarezzarli.

Ho un compagno, cinque bimbi e lavoro come educatrice sociale per famiglie. La mia vita è piuttosto zeppa. Ma i due cavalli, il pony, i conigli, i gatti e soprattutto i cani mi riequilibrano dallo stress quotidiano. Mi fanno sentire riposata, anche se ci sta dietro un sacco di lavoro. Io senza gli animali non esisto proprio.»

Dolores Mühlethaler (43 anni), Altwis LU Vivai 2017

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ANIMALI DOMESTICI

”Anche gli uomini piangono per i loro animali” Il nostro rapporto con gli animali domestici è diventato più profondo. Lo percepisce molto bene il veterinario Pascal Bucher (47 anni), che ci racconta perché l‚amore degli animali non conosce confini e come mai la medicina specialistica oggi si occupa anche di loro. Intervista: Robert Bossart

Illustrazione: Daniel Müller / illumueller.ch

Da veterinario, lei come percepisce il rapporto degli esseri umani con i loro animali?

«Se devi addormentare il mio cane, puoi lasciare andare anche me.»

tavano a diverse migliaia di franchi per un animale domestico.

Non si tratta di un amore esagerato?

Non le sembra troppo?

Pascal Bucher: Spesso è molto intenso. Gli animali sono molto richiesti come compagni di vita. Un cane è sempre presente, che io sia di buono oppure di cattivo umore. Mi accetta così come sono. Gli animali sono tolleranti e questo può essere d’aiuto nei momenti difficili della vita. Un animale sta sempre dalla tua parte e non si tira mai indietro quando hai dei problemi.

Forse, ma la realtà è che ci sono molte persone sole, anche giovani. In questi casi, gli animali diventano importanti punti di riferimento, assumendo quindi un significato enorme. In casi estremi gli animali domestici diventano sostituti del partner o della famiglia. Ci sono persone che hanno un rapporto più intenso con gli animali che con gli esseri umani.

Ci si prende anche cura amorevolmente degli animali...

L’umanizzazione dell’animale è aumentata negli ultimi anni?

Esatto. Qualche anno fa un parroco di paese venne da me e mi supplicò di guarire il pappagallo di una signora. «Se il pappagallo muore, morirà anche la padrona», mi disse. L’uccello era l’unica relazione di questa anziana signora, l’unica ragione per cui si alzava la mattina. Prendersi cura di lui era ciò che la teneva in vita. Di recente qualcuno mi ha detto: 20 Vivai 2017

In campagna non ho riscontrato un’umanizzazione negativa degli animali domestici, ma mi rendo anche conto che oggi molte persone sono disposte a spendere molti soldi per le cure mediche. Succede che per far operare un porcellino d’India si spendano diverse centinaia di franchi. Quando lavoravo all’ospedale veterinario di Zurigo ho visto conti che ammon-

Altri investono 5000 franchi in nuovi cerchioni per la macchina. Chi decide il valore delle cose? Per chi ama il proprio animale il costo è secondario. L’amore per gli animali ha oggi un grande valore. Molte persone vogliono per i loro animali un’assistenza sanitaria di un livello analogo a quello degli esseri umani. La medicina specialistica si occupa ora anche degli animali. La tac, la risonanza magnetica, l’analisi del sangue, i raggi, l’ecografia, la chirurgia – questo è lo standard oggi. Offriamo al padrone queste possibilità, sta a lui scegliere a che cosa voglia ricorrere. Spesso si tratta di difficili questioni di coscienza. Lei fa qualunque cosa o si è imposto dei limiti?

Il limite è il benessere degli animali, c’è una chiara regolamentazione nella prote-


zione degli animali. Rifiuto anche quando qualcuno per esempio vuole sottoporre l’animale a un intervento di chirurgia estetica. Anche la rimozione degli artigli dei gatti non si può fare, perché in Svizzera è proibito. Cosa può dirci delle persone che vengono da lei con animali malati oppure feriti?

© Lorenz Cugini

Pascal Bucher (47 anni) lavora

da 22 anni come veterinario, tra l’altro anche per l’ospedale veterinario di Zurigo. Oggi dirige un ambulatorio a Hitzkirch LU. Pascal Bucher vive con la sua famiglia a Retschwil, nel comune di Hitzkirch.

Spesso sono davvero molto abbattuti, quando si tratta di brutte ferite. Alcuni sono pure sotto shock. Se non è più possibile eseguire una terapia, l’animale dev’essere addormentato. Prima si faceva semplicemente una puntura e fine. Oggi è molto diverso. Parliamo con il padrone e gli lasciamo il tempo di elaborare il lutto. Anche gli uomini piangono per i loro animali. È importante poter dire loro addio. Oggi ci si reca dal veterinario anche per un graffietto?

Vengono più spesso di un tempo. Recen-

temente qualcuno ha chiamato perché il cane aveva fatto avanti e indietro per tutta la notte. Infine si è scoperto che aveva la diarrea. Non si può dire che si trattasse di un’emergenza tale da giustificare una chiamata alle quattro di mattina, ma è il padrone a definire se lo è oppure no. Che voto dà ai padroni moderni?

Fondamentalmente vedo che la gente si prende buona cura degli animali. Ad alcuni ho dovuto fare un discorsetto, quando ho notato che trascuravano la cura delle loro bestie, ma per fortuna non è mai stato necessario coinvolgere la protezione animali. Cosa pensa della pratica di regalare animali per Natale?

Se la madrina porta semplicemente un gatto al suo figlioccio, non è certo una buona idea. È importante chiarire accuratamente prima cosa significhi avere un animale. Prendersi cura di un’animale significa assumersi una responsabilità. l Vivai 2017

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Insulti bestiali Chi impreca, si serve per abitudine anche di un vocabolario animalesco. È tempo di rimediare a certe maldicenze. Testo: Manuela Specker Illustrazioni: Daniel Müller / illumueller.ch

Anatra zoppa? Stupida vacca? Le mucche sono animali intel­ ligenti. Sussurrare all’orecchio di qualcuno «tu vacca intelli­ gente», è da considerare un complimento. Di certo poco lusinghiero, poiché i temini «vacca» e «mucca» nel nostro linguaggio hanno una conno­ tazione negativa e sono spesso usati con l’attributo «stupida» o per donne di facili costumi. Un chiaro caso di diffamazio­ ne! Da ricerche effettuate sappiamo che le mucche com­ prendono il rapporto tra causa ed effetto. Sono capaci di inte­ razioni sociali complesse e imparano velocemente. Quan­ do una mucca prende una scossa al recinto elettrificato, tutte le altre ne staranno alla larga. Possono aprire i portoni scorrevoli, servirsi degli abbe­ veratoi e prendere decisioni. Comunicano tra loro con un ingegnoso linguaggio corpo­ reo e mantengono sempre la gerarchia nella mandria. 22 Vivai 2017

L’anatra fa da superficie di proiezione a offese di ogni genere. Con «canard» in francese e «Ente» in tedesco ci si riferisce alle notizie false. L’inglese «lame duck», usato negli Stati Uniti, si usa per un Presidente al termine del suo mandato, vittima di una situazione di stasi o paralisi. Anche il tedesco «lahme Ente» ironizza sul­ la mancanza di reattività dell’anatra. Forse perché una delle anatre più cono­ sciute, il germano reale, dopo la cova non vola per 4 settimane. Quando però spicca il volo, arriva a 110 chilometri orari.

Sporco maiale? I maiali amano sguazzare nel fango, ma questo comportamento ha una funzione ben precisa: la melma sulla pelle allontana i parassiti, protegge dal­ le bruciature del sole e rinfresca i maiali, che non hanno ghiandole sudori­ fere. Che siano animali molto puliti è dimostrato anche dal fatto che tengono pulita la loro zona notte e la separano chiaramente dalla zona dove fanno i loro bisogni. Naturalmente solo nel caso che abbiano a disposizione spazio a sufficienza. I maiali quindi sono tutt’altro che porci!


ANIMALI DOMESTICI

DOSSIER

Misero ratto? Il ratto è uno dei simboli della peste che porta distruzione e morte agli esseri umani. L’appa­ rire del ratto è quindi considerato come una sorta di presagio di declino imminente. Ma misero non è il ratto, ma questa visione di lui molto riduttiva. I ratti sono animali molto puliti e sociali. Esperimenti hanno fornito prove sufficienti del fatto che liberano i loro simili da situazioni sgrade­ voli e pericolose anche quando non li aspetta alcuna ricompensa. Si aiutano l’un l’altro per trovare cibo e i pasti vengono condivisi lealmente.

Gallina starnazzante? Grazie all’organizzazione in ranghi che le galline stabiliscono tra loro, nel pollaio la vita va avanti pacifica con un andamento rispettoso della specie. Nonostante ciò ci si ostina a richiamare l’immagine della «galli­ na starnazzante» o di un «pollaio» quando si parla di persone agitate e sovreccitate. In realtà, proprio come noi, quando vengono spaventate si agitano e svolazzano nervose qua e là (sì, infatti le galline sanno volare e ce la farebbero fin sopra a un albe­ ro). Semplicemente non sopportano i movimenti repentini e i rumori forti.

© Lorenz Cugini

Viscido serpente? Definiamo «viscidi serpenti» le persone infide che agiscono subdolamente. L’immagine del serpente dalla lingua biforcuta e il suo strisciare silenzioso lo fanno apparire effettivamente subdolo. Alcuni di loro sono inoltre estremamente velenosi e usano strangolare le loro vittime. In realtà, si tengono lonta­ no dagli esseri umani e si difendono solo quando si sentono disturbati o tormentati. Nonostante ciò la loro pessima reputazione non stupisce, visto che ri­ sale fin alle origini bibliche dell’umanità: il serpente tenta Eva e la convince a mangiare una mela dall’­ albero della conoscenza – e commette così il peccato originale a cui segue la cacciata degli esseri umani dal Paradiso terrestre. Il serpente ha più fortuna nella cultura indiana, dove viene venerato come un Dio.

Mulo testardo? Il più stretto parente del mulo, l’asino, tende all’immobilità. Ciò ha ragioni evoluzionistiche: i suoi antenati, gli asini selvaggi afri­ cani, vivevano ai margini del de­ serto, in zone calde, montagnose e scoscese. Per loro scappare sa­ rebbe stato contraproduttivo, dato che si sarebbero rotti le gambe o sarebbero collassati. L’immobi­ lismo li proteggeva anche da quei predatori che vedono come prede solo i bersagli mobili, scrive Jutta Person nel suo libro «L’asino. L’insolito ritratto di un animale straordinario». Ma a prescindere dai comportamenti dovuti all’evoluzione, molto è questione d’interpretazione. L’animale forse ne ha solo abba­ stanza di essere il nostro paziente facchino. L’asino e il mulo, due maestri della resistenza passiva? Vivai 2017

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Pappa e cuccia Non mangeranno a tavola con coltello e forchetta, ma l‚alimentazione sana ed equilibrata è importante per gli animali proprio come per noi. Cosa conta nella Testo: Manuela Specker Illustrazione: Daniel Müller / illumueller.ch

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© Lorenz Cugini

scelta del cibo per cani e gatti?


ANIMALI DOMESTICI

mente alta e che il cibo si presenta senza materiali riempitivi di qualità inferiore. «Natural» invece significa che ad esem­ pio si rinuncia a cereali e all’aggiunta di sostanze aromatiche e zucchero. Nala, il nuovo cibo per gatti della Migros, contie­ ne il 65 percento di carne ed è senza fru­ mento. Non sorprende che questo prodot­ to sia molto richiesto: la tendenza a sce­ gliere alimenti senza glutine è arrivata anche nel mondo animale. Ci sono gatti e cani che reagiscono con ipersensibilità ai cereali nel loro cibo. Ma la cosa rilevante è che né il gatto né il cane hanno in real­ tà bisogno di cereali, che nei loro cibi ha sempre e solo la funzione di riempitivo. Alimentazione senza carne per cani

c

’era una volta chi apriva una sca­ toletta qualunque o lasciava il suo animale spazzolare gli avanzi del­ la cena. Oggi l’alimentazione degli ani­ mali deve rispettare le esigenze della specie ed essere sana. Si dimostra ap­ prezzamento per l’animale anche nella ciotola: «I marchi Premium e Natural sono quelli che hanno conosciuto più crescita negli ultimi due anni», osserva Bettina Luginbühl, category manager del Mondo animale presso Migros. Succede di continuo che le persone mettano nel carrello prodotti M­Budget per sé, ma prodotti Premium per i loro animali. «Premium» significa prima di tutto che la percentuale di carne è particolar­

Nel caso del cibo per i cani in realtà non deve esserci necessariamente neppure la carne: sempre più padroni scelgono per i loro amici a quattro zampe un’alimenta­ zione vegana o vegetariana. Il sistema di­ gestivo del cane nel corso della sua do­ mesticazione si è adeguato a quello dell’uomo. Nonostante ciò si suggerisce di far supervisionare a un veterinario il passaggio a un’alimentazione priva di carne, per prevenire un’eventuale caren­ za di calcio. Nel caso di un’alimentazione puramente vegana si suggerisce inoltre di fornire al cane dei supplementi di L­carnitina e taurina. Per i gatti invece un’alimentazione senza carne sarebbe negligente e danno­ sa per la salute, poiché il loro organismo è completamente improntato all’assun­ zione di carne. Anche loro sono addome­ sticati, ma non hanno mai smesso di cac­ ciare i topi. Con il loro piccolo stomaco e il loro intestino corto hanno bisogno di alimenti facilmente digeribili e ricchi di energia e quindi di carne. E non va di­ menticato il loro estremo bisogno di pro­ teine animali e di taurina. La cena perfetta per il micio

Il pasto perfetto per un gatto dovrebbe essere più o meno così: si dovrebbe pren­ dere un piccolo topo dal congelatore, lo si scongela nel microonde e lo si frulla

DOSSIER

nel mixer. Poi si serve su un piatto pulito a temperatura corporea… di gatto (tratto dal libro «Il tuo gatto per negati» di Gina Spadafori). Ma nonostante tutto l’amore per l’animale, non osa farlo nessuno. Ad ogni modo ci vorrebbero approfondite conoscenze in materia di alimentazione animale, quando si decide di mettersi ai fornelli per preparare da mangiare per i nostri amici a quattro zampe. Proprio come per noi esseri umani anche per i cani e i gatti è di centrale im­ portanza un’alimentazione equilibrata, per coprire il loro specifico fabbisogno di sostanze nutritive, vitamine e minera­ li. Il cibo di qualità, prodotto industrial­ mente, è studiato esattamente per le loro necessità. Idealmente i proprietari di ani­ mali domestici dovrebbero alternare cibo secco a cibo umido. Mentre quello umido apporta preziosi liquidi, quello secco as­ solve la funzione di pulire i denti. In ogni caso, gli animali amano la varietà nella loro ciotola. Cibi a misura d’età

L’alimentazione dovrebbe anche tenere in considerazione l’età dell’animale: i gattini hanno un maggiore fabbisogno di proteine rispetto ai gatti adulti. I senior invece dovrebbero ricevere cibi meno energetici, poiché si muovono meno e consumano meno calorie. Le indicazioni sull’età si trovano di regola sulla confe­ zione del cibo. L’amore per gli animali può anche avere un rovescio della medaglia, spe­ cialmente quando si finisce per sovranu­ trire gli animali. Chi cede a ogni tenero miao o a ogni amorevole sguardo fedele del proprio cane, dandogli continuamen­ te qualcosa da sgranocchiare, non gli fa certo un favore. Gatti e cani sovrappeso tendono a sviluppare il diabete, problemi alle articolazioni e difficoltà respiratorie. Idealmente, gli animali dovrebbero rice­ vere una porzione corrispondente alle proprie esigenze da due a tre volte al giorno, invece di avere la possibilità di servirsi à discretion tutto il giorno da una ciotola piena. l Vivai 2017

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ALIMENTAZIONE

LE VIRTÙ DEL CAVOLO

Cavoli

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tuoi! Molte vitamine, poche calorie: i cavoli fanno bene alla salute come poche altre verdure. Tanto che ora anche i buongustai cominciano a scoprirne i pregi. Testo: Vera Sohmer Foto: Roth und Schmid

d

avanti a un piatto di cavoletti di Bruxelles ancora molta gente se la dà a gambe levate. Continuan­ do a evitare quel che detestava già nell’in­ fanzia. Peccato, perché la reputazione delle testoline verdi merita di essere ristabilita. Ne avete già assaggiato delle foglioline sbollentate guarnite con albi­ cocche secche e noci tritate? Questa pro­ fumata e leggera squisitezza cancella qualsiasi amaro e maleodorante ricordo vi si sia impresso nella mente. Vivai 2017

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Anche altri tipi di cavolo possono essere interpretati al passo con i tempi: le strisce sottili di cavolo rosso crudo si abbinano a meraviglia con la melagrana e la quinoa. Con il cavolo riccio si possono preparare delle saporite chips: basta irrorare d’olio le foglie e via in forno! Le foglie di cavolo riccio sono ottime anche in uno smoothie verde. Se vi piacciono i sapori speciali, frullatele con una banana, un’arancia e dello zenzero. Saporiti e salutari

Sono passati i tempi in cui i cavoli, spesso stracotti, erano solo un’ingrediente a casaccio di un sostanzioso piatto alla casalinga. Oppure venivano nascosti sotto una besciamella budinosa. Per decenni innumerevoli rosette di cavolfiore hanno subìto questo triste destino. Oggi possono sfoggiare il loro meraviglioso aroma su una focaccia alsaziana o sulla pizza, al fianco di pomodori cherry, formaggio fresco di capra, pinoli e basilico. I cavoli non sono solo deliziosi. Sono anche tra le varietà di verdura più sane che ci siano, visto che forniscono molte

Deliziose ricette Li preferite cotti al salto nel wok oppure crudi? Avete già assaggiato l’insalata di cavolo riccio con pezzetti di mela, mango e scaglie di mandorla? Su iMpuls, la piattaforma online della Migros che promuove la salute, trovate deliziose ricette a base di cavolo. migros-impuls.ch

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vitamine e sostanze minerali. È raccomandabile assaggiarne di tutti i tipi, in modo da trarre il massimo beneficio dall’ampio spettro di nutrienti. Il cavolo rosso batte tutti in fatto di vitamina C, la verza invece contiene molto magnesio, mentre il pak choi fornisce il calcio, che è essenziale per le ossa. I cavoletti di Bruxelles sono un’imbattibile fonte di ferro e apportano potassio, che riduce la pressione sanguigna. A tutti questi vantaggi se ne aggiunge uno decisivo: il basso contenuto di calorie. Rimedi contro l’odore

Un ostacolo per molti resta il caratteristico odore, causato dalle sostanze sulfuree contenute nei cavoli, i cosiddetti glucosinolati. Secondo David Fäh, esperto in scienza dell’alimentazione, questi ultimi possono però svolgere un effetto salutare. Non è quindi il caso di farsi spaventare dall’odore dei cavoli. Chi ha comunque difficoltà, può provare con le varietà di cavolo biologiche. Di regola, il loro odore e sapore è più discreto. Pare inoltre che la crescita più lenta abbia un risvolto positivo sull’aroma. Nelle coltivazioni convenzionali, la pianta assorbe rapidamente molto fertilizzante all’azoto e quindi sviluppa quella forte nota aromatica che sa di senape e fa arricciare il naso a molti. Se i cavoli vi causano malessere una volta in pancia, ricordate di spezzettarli per bene e soffrirete meno di flatulenza. «Anche in conserva con zucchero o sotto sale sono più digeribili, anche se non sono stati cotti», dice Pia Martin, esperta in scienza alimentare presso iMpuls, l’iniziativa Migros in favore della salute (www.migros-impuls.ch). L’esperta consiglia di grattugiare i cavoli molto finemente e di abbinarli al cumino. Ogni varietà di cavolo inoltre può essere gustata in purea, ad esempio sotto forma di vellutata cremosa. Dopodiché, poco a poco, potete passare alla zuppa con pezzetti di cavolo. Così il corpo si abitua all’ingrediente e... infine riuscirete a gustare un bel piatto di cavoli in tutta serenità! l

Un cavolo tira l‚altro Si trovano cavoli in colori, forme e aromi vari: ce n‚è praticamente per tutti i gusti. Eccovi alcune delle qualità più apprezzate.

Romanesco Una graziosa e seducente variante del cavolfiore. In realtà, non se ne consumano le teste o foglie, come per altre qualità di cavolo, bensì le infiorescenze ancora chiuse. Lo stesso vale per i broccoli.


LE VIRTÙ DEL CAVOLO

ALIMENTAZIONE

Cavolo riccio

Cavolo bianco Viene chiamato anche «cabis bianco» e appartiene alle varietà dei cavoli a testa. Può essere consumato sia crudo sia cotto. Il cavolo bianco è la base di specialità classiche come gli involtini di cavolo e i crauti. Un suo parente è il cavolo a punta, che ha un sapore un po’ più delicato.

Cavolo rosso Questo cavolo dall’aroma intenso è conosciuto anche come «cabis rosso». Va gustato cotto o crudo. Il suo colore, che spazia dal rosso al blu, è dovuto agli antociani, dei pigmenti vegetali. Il cavolo rosso contiene molta vitamina C – a patto che non venga cotto troppo a lungo.

Questa varietà dalle foglie crespe, anche chiamata cavolo piuma, è sempre più amata dagli svizzeri. È resistente al gelo e sviluppa il suo caratteristico sapore dolciastro dopo la prima gelata.

Verza

Pak choi

Una delle qualità di cavolo più apprezzate! La verza è tenera da mordere e ha un sapore delicato. Le sue foglie interne sono ottime anche crude, ad esempio come insalata.

Il sapore di questo parente del cavolo cinese è mite. Si aggiunge soffritto ai piatti asiatici, ma può essere consumato anche crudo.

Cavoletti di Bruxelles In origine, provengono da Bruxelles e pure loro hanno bisogno del gelo per sviluppare il loro aroma tipico. All’acquisto, sceglieteli di un bel colore verde fresco e con la rosetta chiusa.

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BIMBI MIGROS

Amore al primo morso Per Silvia Diethelm di Lachen SZ, la Migros è come una seconda casa. Nonostante ciò, la 61enne insegnante pensionata ha scoperto solo di recente il suo attuale prodotto preferito: il gelato al cocco su bastoncino. Testo: Petra Koci Foto: Michael Sieber (fotomontaggio: Vivai)

Quando è diventata una bimba Migros, Signora Diethelm?

Già da bambina. Usavamo fare acquisti al camioncino della Migros, che sta­ zionava proprio davanti a casa nostra. «Arriva il Dr. Guggi!», esclamavo io entusiasta, poiché l’autista si chiamava Guggenbühl. Quando ho compiuto sei anni, mio padre è stato assunto dalla Migros come autista di camion. Spesso mi permetteva di accompagnarlo. Per lei deve essere stata un’esperienza davvero speciale!

Oh certo, lo trovavo molto divertente. Mi ricordo una volta in cui attraver­ sammo il passo del Gottardo. Stavamo andando in Ticino a prendere dei po­ modori e abbiamo addirittura dormito nel camion. È stato eccitante. Durante le vacanze scolastiche, facevo spesso queste «gite d’accompagnamento». Nelle filiali Migros che mio padre rifor­ niva, conoscevano tutti la «Silvietta». Anni più tardi ho lavorato io stessa per la Migros durante le vacanze. Quali lavoretti ha fatto?

Durante la mia formazione di insegnan­ te ho arrotondato la mia paghetta al reparto fiori e verdura della Migros di Lachen e in seguito al ristorante Migros di Rapperswil. Grazie a questi lavoretti temporanei ho potuto partecipare alle

giornate sulla neve e ai campionati aziendali della Migros. Conservo ancora oggi le medaglie. La Migros ha continuato anche in seguito a far parte della sua vita?

... scherza Silvia Diethelm, per giustificare che il pacco da sei bastoncini gelato al cocco scompare così velocemente. Spesso li gusta come dolcetto della buonanotte, anche dopo mezzanotte.

Sono rimasta fedele alla mia Migros di Lachen per molti, moltissimi anni. La conosco così bene, che so esattamen­ te cosa c’è e dove trovo tutto. Beh, quasi tutto! Per lungo tempo non mi sono accorta del gelato alla noce di cocco, che ora è diventato il mio pro­ dotto preferito. Quando ha avuto l’occasione di assaggiarlo?

Un mio conoscente una volta me l’ha offerto e mi ha conquistato all’istante. Un bastoncino gelato al cocco, ricoperto di cioccolato: per me è la combinazione ideale. Il gelato è piccolo, sottile e cari­ no. Mi piace concedermene uno la sera – eh sì, anche quando fuori fa freddo! È andata in pensione di recente. Quindi ora avrebbe tempo per la Scuola Club Migros, il Fitnesspark...

La mia grande passione è la line dance. Ballo presso un’associazione. Ma chissà, la mia insegnante tiene lezioni anche alla Scuola Club Migros di Rapperswil. Magari una volta mi capiterà di doverla sostituire (ride). l

Sei anche tu una bimba o un bimbo Migros? Contattaci! vivai@mediasmigros.ch

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” Il mio frigo la sera si pappa sempre un gelato! ”

Cifre

& fatti

Dalla primavera 2017, i palati più raffinati possono gustare la linea dei cremosi gelati al cocco Coco Ice-Land. Il gelato su bastoncino o in coppetta è prodotto con latte di cocco da Midor, un’azienda delle Industrie Migros. È privo di lattosio, vegano ed è stato premiato con il Swiss Vegan Award 2017 nella categoria Food.


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SOSTENIBILITÀ

MITI DA SFATARE

Un caso controverso Pesce d‚allevamento o di pesca selvatica, regionale o importato? Quando si parla

a

pparentemente dal punto di vista dei consumatori argomenti plausibili costituiscono il criterio per misurare quanto sostenibile è un prodotto. Ma chi è in grado di tenere sempre d’occhio l’intera catena di produzione? Per far ciò bisognerebbe non solo essere esperti, ma ci si ritroverebbe continuamente a dover soppesare aspetti positivi e negativi. Davvero laborioso! Ci concentriamo quindi su quattro aspetti legati alla sostenibilità, che lasciano spesso spazio a fraintendimenti.

di sostenibilità,

1. Imballato o non

non sempre la

imballato?

soluzione più

Sempre questi imballaggi! Resti di cartone qui, un foglio o un involucro di plastica lì – ma deve essere proprio così? Molti non sanno che l’imballaggio è responsabile di una piccola parte dell’inquinamento ambientale dovuto a un prodotto, di norma sotto il 4 percento. Certo, esiste sempre un potenziale di miglioramento. Ecco perché la Migros fa il possibile per imballare i suoi prodotti con materiali che rispettino la natura, ad esempio riciclati invece che nuovi. Tra l’altro, gli imballaggi di plastica sono spesso tra i più rispettosi della natura. Difficile da credere, dato che un chilo di plastica inquina l’ambiente naturalmente di più di un chilo di carta o vetro. D’altro canto però, la plastica si lavora facilmente e offre una resistenza alla rottura molto alta. Ne consegue che c’è un impiego inferiore di materiale negli imballaggi di

ovvia è anche la più sensata. Testo: Manuela Specker Foto: Roth und Schmid

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plastica. Gli imballaggi di vetro e di cartone sono decisamente più pesanti e il loro ecobilancio è spesso peggiore. Di sicuro, gli imballaggi non sono spazzatura insensata, ma un elemento importante del consumo responsabile. Un buon imballaggio protegge il prodotto dai danni che si possono verificare durante il trasporto e dal rischio di andare prematuramente a male. «Lo scenario peggiore per l’ambiente si verifica quando un prodotto viene gettato via», osserva Jasmin Buchs, direttrice del progetto Ambiente presso la Federazione delle cooperative Migros (FCM). Per i prodotti bio l’imballaggio è addirittura spesso richiesto per legge, poiché solo in questo modo si è sicuri che nel luogo di vendita l’articolo non venga scambiato con i prodotti convenzionali. «Così il consumatore ha la certezza, che c’è bio dove c’è scritto bio», chiarisce Kathrin Rutishauser, specialista di sostenibilità presso la FCM.

2. Regionalità o trasporto? Il marchio Migros «I Nostrani del Ticino» non è propriamente un marchio di sostenibilità, ma garantisce l’origine dei prodotti. I pomodori che, ad esempio, vengono da una serra riscaldata con vettori di energia fossile della regione, non hanno automaticamente un ecobilancio migliore rispetto alle verdure coltivate all’aperto nel sud dell’Europa. Il trasporto, a meno che non avvenga in aereo, ha un influsso minimo sull’ecobilancio.


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SOSTENIBILITÀ

MITI DA SFATARE

La sostenibilità non può mai essere valutata considerando solo la provenienza e la via percorsa fino a destinazione. Inoltre, la sostenibilità non è una questione puramente ecologica ed economica, ma anche sociale: se i consumatori scelgono prodotti regionali, sostengono e promuovono l’agricoltura locale.

3. Pesca selvatica o allevamento? La pesca eccessiva è una vera minaccia per i mari: numerose specie di pesci sono a rischio d’estinzione, se non già estinti. Ne conseguirebbe che sia meglio comprare pesci d’allevamento piuttosto che

quelli di pesca selvatica. Seguendo questa logica, va però dimenticato che anche i pesci di piscicoltura devono essere nutriti. Il mangime viene prodotto tra l’altro con pesce selvatico. Per un chilogrammo di salmone d’allevamento sono necessari 5 chili di pesce catturato sotto forma di farina di pesce. Il pesce d’allevamento non è quindi necessariamente più sostenibile. Conviene di più affidarsi ai marchi MSC (pesca selvatica) e ASC (pesci d’allevamento) che non alla distinzione tra pesce d’allevamento e selvatico.

4. Verdura o carne? Secondo il WWF un pasto a base di carne provoca tre volte più gas serra rispetto

a un piatto vegetariano. Ciò però non significa che un pasto senza carne sia sempre e comunque più sostenibile. Agli avocado, nei media, di recente sono stati dedicati titoli particolarmente negativi. Per coltivare un chilo di avocado servono infatti 500 litri d’acqua fresca solo per innaffiarli – e questo in regioni come il Messico dove le risorse idriche scarseggiano. La situazione dei fagioli freschi che crescono nel sud della Spagna è del tutto analoga. Grazie al clima locale, la loro coltivazione non richiede l’utilizzo di combustibili fossili. Va però considerato lo sfruttamento eccessivo delle limitate risorse idriche locali. Paragonato a ciò, secondo il Dipartimento federale per l’ambiente (Ufam), il trasporto con il camion dalla Spagna fino

INSERZIONE

Stanco, stanco, stanco, stanco ...

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" Le perdite di cibo maggiori non si registrano nella vendita al dettaglio, bensì presso il consumatore finale. "

alla Svizzera gioca un ruolo decisamente secondario. Tutti questi esempi mostrano che l’aspetto più evidente della sostenibilità non è sempre il più rilevante. Nonostante ciò ci sono alcune linee guida che aiutano il consumatore a ridurre la sua impronta ecologica proprio in ambito alimentare, senza dover compiere grandi sforzi e subire rinunce: acquistando possibilmente prodotti stagionali, non mangiando carne tutti i giorni, riutilizzando gli avanzi e non gettando via cibi. Lo spreco di cibo continua a essere un problema: secondo il WWF le perdite maggiori non si registrano nella vendita al dettaglio (5 percento) oppure nel commercio all’ingrosso (2 percento), bensì presso il consumatore finale (45 percento). l

© Rob Lewis

INSERZIONE

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INDOVINA CHI...?

LO PSICOLOGO E IL PERSONAGGIO MISTERIOSO

Chi mai si cela dietro a questi articoli acquistati alla Migros di Zofingen AG?

Spesa equilibrata e colorata Per il nostro psicologo nutrizionista non c’è dubbio: questa spesa è stata fatta anche per bambini. Anche se i cavoletti di Bruxelles e la salsa piccante al pomodoro suscitano qualche perplessità... Foto: Nik Hunger

a

chi appartiene questa spesa colo­ rata? Una famiglia con bambini è stato il mio primo pensiero dopo aver scoperto la confezione di cerotti con i divertenti motivi di animali. Il succo d’arancia e le zampe d’orso sembrano confermare la mia supposizione. Atten­ zione però, i cavoletti di Bruxelles con il loro sapore piuttosto intenso e la salsa di pomodoro all’arrabbiata non sono par­ ticolarmente amati dai bambini. Potreb­ bero invece trovar posto in una comunità 38 Vivai 2017

di diversi inquilini. Allora: una famiglia con bambini, un appartamento in condi­ visione o un’altra forma abitativa moder­ na? Una domanda spinosa, alla quale potrò forse rispondere con l’aiuto degli altri articoli sul nastro trasportatore. Prima di tutto, cerco di dedurre l’im­ portanza della nutrizione per la famiglia misteriosa dall’insieme dei prodotti ac­ quistati. Balzano agli occhi sei caratte­ ristiche: (1) i prodotti a basso costo han­ no la priorità e si approfitta delle offerte

speciali. (2) Frutta e verdura sono consu­ mate spesso ed è importante mettere in tavola prodotti freschi. (3) Si cucina re­ golarmente e anche usando il forno. (4) Il menu comprende sia pietanze elaborate che piatti preparati rapidamente. (5) Una dieta equilibrata è importante e si tiene conto delle raccomandazioni della pira­ mide nutrizionale, fatta eccezione per i biscotti che sono numerosi. (6) Alcuni articoli sono particolarmente apprezzati dai bambini e dai giovani.


Queste caratteristiche possono già aiu­ tarmi a capire chi ha fatto gli acquisti? Purtroppo, ho ancora bisogno di alcune informazioni importanti per rispondere alla domanda iniziale in modo convin­ cente. Dal momento che non trovo nulla sul nastro trasportatore che, in base alle mie conoscenze, possa servire come far­ citura dei vol­au­vent, suppongo che al­ cuni alimenti non vengono acquistati alla Migros o siano ancora disponibili nella dispensa di casa. Ad esempio riso, pasta e farina, senza la quale il lievito non po­ trebbe essere utilizzato. D’altro canto, forse gli otto litri di latte a lunga conservazione e, possibil­ mente, anche i biscotti sono stati acqui­ stati per farne scorta e non vengono con­ sumati nel giro di una settimana. Fare scorta di prodotti quando ne ho l’occasio­ ne è qualcosa che rientra perfettamente nel mio comportamento di consumatore. Questa supposizione rende tuttavia diffi­

”

Si tiene conto della piramide alimentare, fatta eccezione per i molti biscotti.

”

Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, riunioni a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net

cile stabilire quante persone vivano in famiglia. Nonostante questa incertezza, suppongo che la quantità di generi ali­ mentari sia sufficiente per saziare dalle quattro alle cinque persone. Inoltre, il quadro generale degli acquisti sembra essere piuttosto orientato ai bambini. Per questo motivo, sono quasi certo che a ta­ vola siedano più bambini e giovani che adulti. Con questa valutazione, escludo anche l’ipotesi iniziale che si possa trat­ tare di un appartamento condiviso da giovani studenti. Giungo pertanto alla conclusione che la spesa è destinata a una coppia di lavoratori oppure a un genitore single di circa 40 anni con tre o quattro figli. Questi ultimi hanno un’età probabilmen­ te compresa tra 3 e i 15 anni. La famiglia misteriosa potrebbe vivere nell’agglome­ rato urbano di Berna. Chi è? Per scoprirlo volta pagina. Vivai 2017

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INDOVINA CHI...?

La soluzione La spesa è di Naemi Schlegel (31 anni), che vive a Rothrist con il marito Emmanuel Schlegel (30 anni) e il figlio Gabriel (2 anni).

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d

alle quattro alle cinque persone è l’ipotesi del Dr. Sempach? Aspetto un bambino, forse è per questo che mangio di più. Tuttavia, gli acquisti devono essere convenienti. Ma procediamo con ordine... È vero, al momento dobbiamo fare attenzione al denaro, perché sono casalinga ed Emmanuel fa una formazione come capocantiere. Per salvaguardare il budget, di settimana in settimana faccio scorta di prodotti convenienti o in offerta speciale. Acquisto per esempio la confezione di pipe M-Budget. Presto sarà finito il müesli, quindi settimana prossima darò un’occhiata alle offerte. A tutti noi piace il müesli per colazione: a me con frutta e yogurt, a mio marito e al piccolo solo con il latte, che consumiamo in grande quantità. Ecco perché compro quello a lunga conservazione: non riesco a sistemare abbastanza latte fresco in frigorifero. Di solito, a pranzo cucino pasta al pomodoro con un vitaminico contorno di verdure. Cavoletti di Bruxelles, carote, fagioli o quel che si trova. Mio figlio mangia prima le pipe e toglie i pezzettini di carne. Ma gli piace anche quando cucino qualcosa di piccante o aromatico come la salsa all’arrabbiata o i cavoletti di Bruxelles con panna o burro. I vol-au-vent sono per la cena. Per il ripieno, spremo fuori dalla pelle l’interno dei bratwurst del contadino e ne faccio delle palline, che lascio cuocere assieme alle palline di brät. Poi mescolo il tutto con la besciamella. Come contorno servo un’insalata verde. La carne non c’è sul nastro trasportatore, perché non ero sicura di avere abbastanza soldi con me. Per dessert mangiamo biscotti, soprattutto io perché sono molto golosa. Inoltre, preferisco il succo all’acqua. Anche mio figlio. Quando era più piccolo, non beveva quasi nulla. Da quando gli dò il succo, non beve più l’acqua. Tuttavia, mi assicuro che mangi in modo sano. Per merenda metto sempre in tavola della frutta fresca. l A cura di Ueli Bischof


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RELAX

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MAGLIA E CUCITO


Una maglia diritto,una a rovescio...

Il tintinnío degli aghi da maglia e il ronzío della macchina da cucire sono tornati in voga. Nella stagione fredda, quando le giornate s’accorciano, queste attività artigianali, svolte al caldo in casa, si rivelano ancora più piacevoli. Testo: Vera Sohmer

© Chris Craymer/Trunk Archive

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er un capo di abbigliamento in tessuto occorrono innanzitutto i modelli in carta delle diverse parti. Questa è una delle prime lezioni al corso di cucito. Sul grande tavolo da sartoria si stende il cartamodello e vi si individuano le parti dei pantaloni che si desiderano confezionare. Ma chi ci capisce qualcosa? Sembra di guardare la cartina di una metropoli straniera, in cui si finirà sicuramente per perdersi. Ma non disperate, provate a riorientarvi. Seguite le linee delle parti che vi interessano con il dito indice. Questo vi darà un’idea del tracciato delle gambe dei pantaloni. Poi collocate un grande pezzo di carta sotto il foglio modello e ripassate le gambe con una rotella dentellata per sarti. Quindi con mano ferma, ritagliate le parti lungo i contorni impressi sulla carta. Finora non c’è male. Marcare la carta con la rotella ci dà una prima idea di cosa è fondamentale nel taglio e cucito. «È estremamente importante essere accurati», afferma Ursi Müller, responsabile del corso presso la Vivai 2017

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RELAX

MAGLIA E CUCITO

Scuola Club Migros di San Gallo. Ursi è sarta e stilista di moda. È quasi impossibile sistemare i pasticci in una successiva fase di lavoro. Ulteriori requisiti? Nessuno in particolare, a parte un poco di destrezza manuale, e una certa familiarità con i diversi tipi di tessuto e le loro caratteristiche. La fluida viscosa si lavora in modo diverso rispetto al lino, più robusto. Anche la vestibilità può cambiare, pur trattandosi dello stesso taglio. Un’attività senza età

Attività artigianali come il cucito e il lavoro a maglia sono popolari a tutte le età. Le ragioni sono molteplici e diverse: in primo luogo, fare qualcosa con le proprie mani procura una bella sensazione. D’altro canto, è bello indossare ciò che abbiamo creato noi stessi e che nessun altro possiede. Mentre la macchina da cucire ronza e gli aghi da maglia tintinnano, ci si rende conto di quanto lavoro richieda confezionare un singolo capo di abbigliamento. E magari ci si pensa due volte prima di buttarlo via con leggerezza, chiedendosi se invece non valga la pena di fare un re-styling (vedi riquardo). «Io non butto i miei capi fatti a maglia», sottolinea Brigitta Studer, sarta e designer tessile. Le risulta molo difficile separarsi dalle sue creazioni. Una volta, ha persino accuratamente disfatto una maglia in cachemire che si era sformata durante il lavaggio e ne ha ricomposta una nuova. «Sarebbe stato un peccato gettare quel materiale pregiato». Brigitta Studer ha un’autentica passione per il lavoro a maglia, soprattutto nella fredda e buia stagione invernale quando, nel comfort della propria casa, si rilassa e stacca la spina. È un modo per controbilanciare il ritmo frenetico del mondo quotidiano: «Quando lavoro a maglia mi prendo del tempo per qualcosa che mi piace fare». Si inizia con le sciarpe

Brigitta insegna anche ai corsi della Scuola Club Migros di San Gallo. Ai principianti, l’esperta consiglia di inizia44 Vivai 2017

L‚upcycling: contro la mentalità ”usa e getta”

In media, ogni svizzero consuma ogni anno dodici chilo­ grammi di vestiti, equivalenti a 81 t­shirt. L’upcycling intende lanciare un chiaro segnale contro tale consumo. L’idea? Confezionare nuovi capi di abbigliamento da vestiti scartati e avanzi di materiale, rivalorizzandoli con un design intelli­ gente. Il marchio svizzero Freitag, con le sue borse create con vecchi teloni per camion, è uno dei pionieri del concetto dell’upcycling. Anche altri label come Schmidttakahashi si stanno affermando in questo settore. Chi dona un capo logoro, ne può seguire la trasformazione in qualcosa di nuovo sul sito web. schmidttakahashi.de


Complimenti per il bel gilet Ho sempre desiderato poter confezionare qualcosa con le mie mani. A casa ho fatto vari esperimenti, ma mi sono subito reso conto che avevo bisogno di una guida esperta. Un corso di taglio e cucito è utile per cono­ scere le singole fasi di lavoro e acquisire familiarità con tessuti diversi. Alla fine, mi sono confezionato un gilet e mi hanno pure fatto i complimenti! Frédéric A. Sonderegger, 27 anni, studente, Zurigo

Un berrettino per mio nipote Da quando sono nonna, ho riscoperto la passione per il lavoro a maglia. Mi piace regalare ai miei nipotini capi fatti a mano. E le piccole cose si fanno in quattro e quattr’otto. Al corso di maglieria posso affinare la mia tecnica. Del resto, anche una cucitura deve apparire perfetta. Al momento sto facendo un piccolo berretto, con guanti e babbucce abbinati, per mio nipotino che nascerà in gennaio.

© Plainpicture

Ruth Bänziger, 65 anni, commerciante di frutta e verdura, Mörschwil SG

re con cose semplici, come una sciarpa. Anche i berretti sono adatti, ma bisogna essere in grado di fare la maglia circolare con diversi aghi. In tal caso, è meglio scegliere una lana non troppo spessa, liscia e senza nodi ed esercitarsi con il punto diritto, che risulta il più semplice da imparare. Per gli esordienti del taglio e cucito, pantaloni o gonne sono un buon punto di partenza. Ci si può anche cimentare nella creazione di un abito semplice, come ha deciso una partecipante al corso, che ha scelto un tessuto in jersey a fiori. Se va tutto bene, sarà sicuramente un bel risultato, «altrimenti, lo posso sempre indossare come camicia da notte». l

Finalmente dei pantaloni su misura Non mi dedicavo al taglio e al cucito da molto tempo e ho pensato: «Se ricomincio, voglio imparare bene!» Così mi sono iscritta a un corso. Finora è stato molto divertente e i successi non mancano. Attualmente sto preparando il mio primo paio di pantaloni: devono calzare alla perfezione e li vorrei in un tessuto nero pregiato. Il prototipo è già pronto.

Livia Schär, 30 anni, responsabile di segreteria in uno studio medico, Arbon TG

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RELAX

DEDICARSI ALL‚ OZIO

Dolce far niente Nell’era di Internet e degli smartphone, molti non sanno più cosa significhi staccare la spina, con gravi conseguenze sul nostro benessere. Testo: Manuela Specker

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o scrittore svizzero Robert Walser (1878-1956) amava vagare per ore senza meta. Incarnava il prototipo del perditempo e già allora era considerato un tipo strano. Oggi si sarebbe sentito un alieno. Infatti, nell’era di Internet e degli smartphone, per molti è diventato persino difficile oziare. Il treno ha dieci minuti di ritardo? Automaticamente si sfodera il cellulare e si leggono le ultime notizie o si scrivono messaggi con sollecitudine. Per molte persone, fissare lo sguardo semplicemente nel vuoto e abbandonarsi ai propri pensieri è una vera perdita di tempo. Fatali conseguenze

L’eccesso di stimoli ci ha sottratto la capacità di concentrazione. Siamo così abituati alle interruzioni, che noi stessi ci creiamo delle distrazioni quando queste non arrivano dall’esterno. Controlliamo ad esempio le e-mail a distanza di brevissimi intervalli di tempo, anche se non aspettiamo alcun messaggio urgente. Questo comportamento è umano: infatti i messaggi in arrivo attivano il sistema di ricompensa nel cervello, in quanto soddisfano rapidamente il bisogno di contat46 Vivai 2017

to, informazione e conferma. Ma se assecondiamo costantemente questi stimoli senza riflettere, disimpariamo cosa significhi rilassarsi e lasciare che la nostra mente vaghi in modo libero. L’incapacità di non fare nulla o di abbandonarsi sconsideratamente a una determinata attività può costare caro alla salute e persino portare al burnout. Chi invece si concede pause di inattività, non solo riesce a compensare lo stress, ma spesso permette il fluire di nuove idee. Non per niente i lampi di genio arrivano sotto la doccia o camminando nella natura. Psicologi e neurologi hanno una semplice spiegazione: nel momento stesso in cui non si dedica attenzione al problema o alle circostanze in questione, l’attività mentale continua nel subconscio. Quello che poi ci sembra essere un flash di ispirazione, in realtà era già stato elaborato nel nostro subconscio. Questione d’esercizio

La buona notizia è che non siamo alla mercé di queste continue manovre di distrazione senza possibilità di scampo. Nel suo libro sull’ozio «Musse», il giornalista scientifico Ulrich Schnabel ap-

profondisce il tema del piacere dell’inattività. Schnabel raccomanda di integrare consapevolmente piccole pause nella vita quotidiana invece di rimanere costantemente sotto tensione per anni, pensando di poter staccare la spina a comando. Rilassarsi richiede pratica ed è anche questione di atteggiamento e di preferenze personali. C’è chi trova la pace suonando il pianoforte, un’altro invece si rilassa mentre cammina. Tutti però hanno qualcosa in comune: in quel momento vivono nel qui e ora. Questa condizione è chiamata «flow», ovvero flusso, e garantisce un duraturo senso di soddisfazione. Anche Tony Crabbe, psicologo del lavoro e dell’organizzazione, è convinto dei benefici del flow, che richiede la capacità di lasciarsi assorbire da una cosa sola piuttosto che saltare da un compito all’altro. «Le opportunità di vivere un’esperienza di flow diminuiscono a causa dell’attività frenetica e poco finalizzata», afferma l’esperto. Ecco perché è consigliabile integrare l’ozio nella propria vita. Pigrizia? Un peccato mortale!

Staccare la spina non si limita solo al «dolce far niente», ma può assumere le


© Getty Images

più svariate forme. «Si può trattare ad esempio di una conversazione stimolante, dell’essere completamente assorti in un gioco, di fare trekking, suonare o addirittura lavorare – in breve: si tratta di momenti ricchi di valore di per sé e non soggetti alla moderna logica dell’utilità», dichiara Ulrich Schnabel. Confondere l’ozio con la pigrizia sarebbe un errore fatale, tanto più che nella nostra società a elevata prestazione, in cui l’essere costantemente occupati fa parte del bon ton, la pigrizia è quasi con-

” Nella

nostra

società, essere costantemente occupati fa parte del bon ton. ”

siderata un peccato mortale. Oggi il lavoro non deve solo garantire il guadagno necessario per vivere, ma crea anche la nostra identità. Poiché sia il ritmo di lavoro che l’ansia della prestazione sono aumentati, è facile dimenticarsi di pigiare sul freno di tanto in tanto. Le conseguenze di tutto ciò sono ben note: secondo uno studio dell’Ufficio federale di statistica, il 40 percento della popolazione attiva professionalmente indica di soffrire di debolezza e mancanza di energia. l Vivai 2017

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Dimagrire con leggerezza Perdere i chili di troppo non è facile, ma pur sempre possibile. Ecco alcuni spunti per raggiungere l’obiettivo. Testo: Marc Bodmer

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a vita è ingiusta. Ci sono i cattivi as­ similatori che apparentemente pos­ sono mangiare di tutto e non ingras­ sano. E poi c’è la maggioranza di noi, che ama mangiare e trasforma direttamente i cibi preferiti in cuscinetti di grasso. Chi vuole dimagrire per migliorare il proprio stato di salute, non dovrebbe concentrarsi sulle calorie. Poiché ci sono calorie e calorie. Quando si assumono mille calorie in zollette di zucchero, il corpo reagisce in modo diverso rispetto a quando si mangiano mille calorie di avocado. La cosa importante è che l’ali­ mentazione non conduca a un livello di glicemia troppo elevato. Perché infatti in questo caso il corpo libera insulina, che viene utilizzata per abbassare i livel­ li di zucchero nel sangue. Spesso però l’insulina schizza oltre le quantità neces­ sarie, provocando nell’immediato una rinnovata sensazione di fame. Inoltre, quest’ormone rende più difficile la ridu­ zione dei grassi. Luna storta e buoni propositi

La conta delle calorie ha un’altra conse­ guenza: il cattivo umore. Mangiare è un piacere, un atto conviviale che dovrebbe essere una gioia. Chi fa continuamente i conti a tavola e sbircia invidioso a destra e a sinistra nei piatti degli altri, si troverà ad abbandonare molto presto i suoi buoni propositi. E allora che fare? Informarsi su cosa viene assimilato e come. E diven­ tare più attivi! 48 Vivai 2017

Chi si muove, ha una vita più ricca. Il movimento alleggerisce l’animo e ha un gradevole effetto collaterale: si bruciano calorie. Fin qui nulla di nuovo, cionono­ stante molti non riescono ad attenersi ai propri propositi. Per questo ci vuole spesso un po’ di aiuto per ovviare alle nostre debolezze. Solo chi registra esperienze di successo, può rimanere fedele al suo intento di per­ dere peso. Ci sono un paio di importanti fattori che permettono di fare dei pro­ gressi: la misurabilità, la semplice dispo­ nibilità e la varietà. Creare un termine di confronto

La misurabilità è importante perché si possono constatare i cambiamenti. Pren­ dere nota di valori come il peso corporeo e la circonferenza della vita ci permette di avere sempre a portata di mano un ter­ mine di confronto. Chi ha bisogno di un’ora per arrivare al luogo dell’allena­ mento ha poche chance di adempiere a un allenamento regolare. Diventa più fa­ cile con una palestra sulla via del ritorno dal lavoro oppure se si fanno esercizi tra le quattro mura domestiche. Sulla nuova piattaforma iMpuls Coach (vedi riquadro) la Migros offre tra l’altro una consulenza fitness gratuita che aiuta chi vuole dimagrire o migliora­ re la propria forma fisica. E allora cosa aspettate? Affidatevi al coach online, come già hanno fatto diverse migliaia di persone prima di voi. l

Un prezioso alleato: il coach di iMpuls L’iniziativa Migros iMpuls, che mira a migliorare la salute della popolazione, ha arricchito la sua offerta con una figura importante: il coach gratuito iMpuls, che segue chi desidera dimagrire o migliorare la propria forma fisica. Al momento ci sono 24 diversi programmi a disposizione. Ogni giorno, per gli utenti registrati ci sono suggerimenti, esercizi e ricette. Le raccomandazioni del coach iMpuls vengono elaborate da oltre 20 esperti e professio­ nisti dell’ambito del fitness, dell’a­ limentazione e della salute. Già più di 20 000 persone si sono iscritte per questa offerta gratui­ ta. Iscrivitevi subito e lasciatevi ispirare dai programmi di allena­ mento, dalle ricette e molto altro ancora su impuls­coach.ch!


MOTIVAZIONE

Muscoli ed energia

Verde e salutare

Verdura invece dei dolci

© James Wojcik/Trunk Archive

Pesi invece del divano

MOVIMENTO

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A spasso sulla neve Ăˆ uno sport facile e appassionante che viene sempre piĂš apprezzato. Un pioniere racconta come fu conquistato dalla passione per le racchette da neve. E ci svela le piĂš belle gite da fare in Svizzera. Testo: Heinz Staffelbach

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TOUR CON RACCHETTE DA NEVE

VIAGGI

" Con le racchette da neve ci si può mettere subito in cammino. "

© Plainpicture

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erbo un ricordo ancora molto vivi­ do della mia prima escursione con le racchette da neve in Svizzera, quasi esattamente 30 anni fa. Vidi per la prima volta le racchette da neve appese al muro in un negozio di caccia e pesca nella più remota Alaska e le comprai. In seguito, me le portai sul sobbalzante tre­ nino che da Arth­Goldau sale al Rigi. Il vagone era affollato, come nella maggior parte dei giorni invernali di nebbia alta, ed ero costantemente impegnato a spie­ gare i miei insoliti attrezzi ai viaggiatori che mi osservavano stupiti. Con la loro lunghezza di un metro e mezzo, spuntavano al di sopra delle nostre teste. Sul telaio in legno era tesa un’elaborata trama di corde, e agli attac­ chi erano fissate in modo poco pratico delle cordicelle piuttosto rigide. Ma non importava. La sensazione di affondare silenziosamente i passi nella fresca e pol­ verosa neve invernale con ai piedi questi attrezzi giganti era qualcosa di assoluta­ mente inedito. E soprattutto, qualcosa di semplicemente meraviglioso. La fine di queste mie prime racchet­ te da neve arrivò rapidamente. Mi trova­ vo in Appenzello con la mia compagna e camminavo di buona lena, per non dire correvo, giù da un pendio. In un piccolo avvallamento, la gigante racchetta si in­ castrò a mo’ di ponte e il telaio si spezzò per l’eccessivo sforzo. Da allora, numerosi modelli sempre più avanzati mi hanno accompagnato nelle mie escursioni invernali. Dopo le prime racchette giganti, fu la volta di un modello sempre in legno, ma con un te­ laio più compatto e rotondo, a forma di zampa d’orso (come suggerisce il nome inglese bear paw). Poi, in tempi più mo­ derni, acquistai delle racchette con telaio in alluminio e rivestimento in plastica. Tuttavia, sui percorsi più ripidi, non avevano alcuna presa e slittavano lateral­ mente. Così, dopo qualche anno, passai a

un modello dotato di veri e propri ram­ poni cui, nel frattempo, erano stati anche installati ausili per la salita: ovvero una staffa che fungeva da grande tallone e facilitava l’ascesa su terreni scoscesi. Anche gli attacchi si erano evoluti e le cordicelle o chiusure a cricchetto adesso erano compatibili con la maggior parte delle scarpe. Il mio ultimo acquisto, ad esempio, ha un incavo particolare per il tallone che permette al piede di mantene­ re una postura naturale in discesa e di al­ leggerire il carico sulle ginocchia. Negli ultimi vent’anni, le racchette da neve si sono trasformate da hobby per pochi appassionati dai gusti originali a vero e proprio sport popolare. Ovviamen­ te, molti fattori hanno favorito questo sviluppo. Le racchette da neve sono più economiche e leggere degli sci, possono essere portate sotto braccio o semplice­ mente fissate allo zaino. Bastano inoltre un paio di scarponi da trekking e i basto­ ni per essere perfettamente equipaggiati per un’escursione. Oltretutto, una gior­ nata con le racchette da neve pesa molto meno sul portafoglio rispetto ad una in una stazione sciistica ben attrezzata. Ma la cosa più importante è al con­ tempo anche la più bella: con le racchet­ te da neve si può scendere dal treno o dall’autopostale e mettersi subito in cam­ mino. Basta affondare i passi nella neve, seguendo le tracce degli altri o lascian­ done di proprie. Si può procedere al rit­ mo più congeniale e, invece di sfrecciare lungo un pendio, ci si muove con calma e in tutta tranquillità, godendosi il paesag­ gio. Nel nostro mondo rumoroso e frene­ tico, sempre più persone sono attratte dalla quiete della natura e da forme di movimento decelerato che sono tipiche di questo sport. Chiunque l’abbia provato lo sa: nulla è più rilassante di una giorna­ ta trascorsa in un incantevole paesaggio invernale con un bel paio di racchette da neve ai piedi. l Vivai 2017

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Les Rasses–Chasseron–Les Rasses

Riffelberg–Gornergrat–Riffelberg

Panorama alpino

Vette di 4000 metri

Con i suoi lunghi crinali montani, i boschi e i pascoli tranquilli, il Giura è il luogo ideale per passeggiate con le racchette da neve. E il fatto che qui l’atmosfera non sia così montana come sulle Alpi non importa affatto. In ogni caso, salendo il Chasseron si raggiunge una delle vette più alte del Giura da dove, nelle belle giornate, si domina un mare di nebbia trafitto dai raggi di un sole scintillanti. La vista si perde in un panorama alpino che si estende per oltre 300 chilometri. All’inizio dell’escursione ci si trova nella regione sciistica di Les Rasses, ma poco dopo il paesaggio diventa stupendamente tranquillo.

Se vi piace puntare in alto, questo è il posto che fa per voi! Quasi nessun altro sentiero per racchette da neve in Svizzera offre una vista alpina così maestosa: più di una dozzina di cime di 4000 metri si ergono in un ampio cerchio che abbraccia il Gornergrat – tra queste la Punta Dufour, la vetta più alta della Svizzera, e il Cervino. La bellezza di questa escursione è che non è né difficile né lunga. Dalla stazione ferroviaria di Riffelberg, il percorso sale formando una grande curva tra i pendii, perlopiù dolci, fino a raggiungere il crinale del Gornergrat, alto 3090 metri.

Punto d’inizio: Les Rasses, village

(fermata del bus) Percorso: si sale al Chasseron (alto 1607 m) passando per Les Avattes, poi si torna al punto di partenza passando per La Bullatonne Dessous e Les Cluds Forma fisica: da buona a molto buona Livello di difficoltà: facile Dati di riferimento: 11,9 km, 530 m in salita e in discesa, 4-5 ore Noleggio racchette:

stazione a valle di Les Rasses

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Punto d’inizio: Riffelberg Percorso: ci si dirige dapprima verso

sud-ovest, poi si prosegue in una grande svolta a sinistra verso il lago Riffelsee. Un po’ oltre la linea ferroviaria si arriva a 3037 m e in seguito alla stazione a monte di Gornergrat. La via del ritorno segue lo stesso percorso. Forma fisica: buona Livello di difficoltà: da facile a medio Dati di riferimento: 6,7 km, 600 m in salita e in discesa, ca. 4 ore Noleggio racchette: Zermatt

3. Sparenmoos–Hundsrügg– Sparenmoos

Percorso mistico Circa 700 metri al di sopra di Zweisimmen si trova Sparenmoos, una vasta area palustre dalla conformazione ondulata. Con le sue valli, conche, boschi, boschetti e una magnifica rete di sentieri e percorsi che attraversa l’intero territorio è un paradiso per gli escursionisti invernali e gli sciatori di fondo. Inoltre, il paesaggio delle torbiere di Sparenmoos offre una vasta gamma di possibilità per passeggiate con racchette da neve. Un percorso variegato conduce attraverso l’altipiano, dalla cui estremità occidentale, a 300 metri di altezza, si raggiunge l’Hundsrügg. Si tratta di una lunga cresta montuosa con una vista mozzafiato sulle Alpi bernesi tra Wildstrubel e Les Diablerets.

© Heinz Staffelbach

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TOUR CON RACCHETTE DA NEVE

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Sentiero di alta montagna della valle di Schächen

Alp Sellamatt

Simpatiche osterie Punto d’inizio: Sparenmoos Percorso: attraverso il Vordere Hüsli­

berg e Schiltenegg si raggiunge il Hundsrügg (2047 m). Si torna seguen­ do lo stesso percorso (o anche un percorso più diretto) Forma fisica: buona Livello di difficoltà: medio Dati di riferimento: 8,6 km, 460 m in salita e in discesa, 3,5­4 ore Noleggio racchette: Zweisimmen, Sparenmoos

In forma d‚inverno Come ci si prepara per gli sport invernali? Su iMpuls, la piatta­ forma online dell’iniziativa per la salute della Migros, scoprirete a cosa occorre badare per affrontare la stagione sportiva invernale sicuri e in forma. migros­impuls.ch

Affondare i passi nella neve è mera­ viglioso, proprio come scaldarsi in una rustica osteria di montagna gu­ stando le specialità. In questa gita sopra la valle della Reuss e quella di Schächen si possono fare entrambe le cose. Dopo circa un’ora e mezza di salita al piccolo valico presso l’Hüenderegg, il cammino diventa pianeggiante e offre una splendida vista sul paesaggio montuoso tra il Gross Windgällen e il Clariden. I ristoranti di montagna non si trova­ no solo all’inizio e alla fine del per­ corso, ma anche presso l’Hüenderegg (nei fine settimana) e l’Alp Selez. Punto d’inizio: Eggberge Percorso: dalla stazione a monte, si

sale al lago Gross Fläsch, poi si svolta verso Ruogig e si prosegue fino a Vorder Weissenboden e Biel UR (teleferica a valle) Forma fisica: da normale a buona Livello di difficoltà: facile Dati di riferimento: 7,8 km, salita di 430 m e discesa di 250 m, ca. 3 ore Noleggio racchette: stazione a valle della funivia di Eggberge e ristorante Seeblick, Eggberge

VIAGGI

In tutta calma Verso il lago di Walen, i monti del Churfirsten sono estremamente ripi­ di e scoscesi. Sul versante settentrio­ nale invece i pendii sono molto più dolci. Una grande terrazza legger­ mente collinare nei pressi dell’Alp Sellamatt, con i suoi boschi e le sue radure, è perfetta per muovere i pri­ mi passi con le racchette da neve. Questo paesaggio diventa davvero fiabesco dopo una fresca nevicata, con la lunga fila di cime frastagliate del Churfirsten sullo sfondo. Il per­ corso è costituito da due grandi archi: la parte orientale segue un sen­ tiero segnalato per le racchette da neve, la parte occidentale un percor­ so escursionistico invernale. Punto d’inizio: Alp Sellamatt Percorso: passando per Zinggen e

Hinterlücheren si raggiunge Schribers­ boden, si svolta intorno al Thurtalersto­ fel attraverso Engi, e si torna allo Schri­ bersboden e poi all’Alp Sellamatt. Forma fisica: normale Livello di difficoltà: facile Dati di riferimento: 8 km, 330 m in salita e in discesa, ca. 3 ore

Noleggio racchette:

Berghotel Sellamatt, Alt St. Johann Vivai 2017

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6. Guarda–Val Tuoi–Guarda

Il regno del silenzio Questa splendida e lunga escursione attraversa una tranquilla valle laterale della Bassa Engadina. Dal borgo di Guarda si passa per la Val Tuoi fino alla Chamonna Tuoi del Club Alpino Sviz­ zero. Questa capanna si trova alla fine della valle, ai piedi del poderoso Piz Buin. Qui ci si può riscaldare e recupe­ rare le forze. Ma l’escursione con le racchette da neve nella Val Tuoi può es­ sere anche più rilassante: si può pernot­ tare nella Chamonna Tuoi, oppure salire solo fino all’Alp Suot per poi tornare alla capanna. In entrambi i casi, nella tranquillità di questo ambiente montano è possibile ricaricare le batterie.

o si imbocca una strada verso Clüs e da lì si raggiunge la Chamonna Tuoi lungo il sentiero naturale. Al ritorno si segue lo stesso percorso. Forma fisica: molto buona Livello di difficoltà: facile Dati di riferimento: 14,4 km, 650 m in salita e in discesa, 4,5-5,5 ore Noleggio racchette: Zernez, Scuol

In totale sicurezza Anche i sentieri segnalati per racchette da neve potrebbero non essere immediatamente preparati dopo una nevicata. Pertanto, nella neve alta, si procede molto più lentamente che sulle superfici dure. Nell’affrontare terreni scoscesi, si deve sempre tener presente il pericolo di valanghe. Il bollettino valanghe è disponibile sul sito www.slf.ch. È inoltre importante rispettare i divieti di transito nelle zone di protezione della fauna selvatica e, in generale, muoversi con il dovuto rispetto per gli animali selvatici. Suggerimenti e mappe con le zone protette sono disponibili al sito: www.chi-rispetta-protegge.ch

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qui il tempo si Ferma.

© Heinz Staffelbach

Punto d’inizio: Guarda Percorso: da Guarda si sale per i pendii


TOUR CON RACCHETTE DA NEVE

VIAGGI

Equipaggiamento: cosa vi occorre Se desiderate acquistare un paio di racchette da neve, troverete numerosi articoli nei negozi specializzati. Quasi tutti i modelli oggi sono dotati di ramponi per affrontare i pendii ripidi e di ausili per l’arrampicata. Se preferite i sentieri già predisposti, potete scegliere racchette un po’ più piccole. Se invece volete avventurarvi nella neve alta, optate per modelli più grandi per affondare meno. Se già possedete scarpe da trekking, portatevele appresso in negozio. Ora bastano vestiti invernali, berretto, guanti e occhiali da sole ed eccovi pronti per una rilassante avventura! Tutti gli articoli a destra sono in vendita da SportXX

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In media, gli adulti prendono il raffreddore fino a quattro volte l’anno. I bambini ancora più spesso, poiché il loro sistema immunitario è meno svilup­ pato. Il fatto che molte persone si ammalino pro­ prio nei mesi invernali non è solo dovuto al freddo, ma anche all’umidità. Se, a causa dell’aria del riscaldamento, le mucose nasali o faringee si sec­ cano, i virus possono penetrare più facilmente nell’organismo e farci ammalare. Inoltre, in inverno trascorriamo più tempo in ambienti chiusi. Aumenta quindi il rischio di essere contagiati da qualcuno che è già raffreddato. I sintomi tipici del raffreddore sono fastidiosi e ci sottraggono energia: il naso gocciola, tosse e starnuti ci affliggono e di notte non riusciamo a dormire bene: il raffreddore non ci dà tregua. An­ che l’influenza infettiva sta avanzando, come ogni anno, e si manifesta con forti dolori agli arti e febbre. Ci si sente malati ed esausti. È quindi importante rafforzare il sistema immunitario in tem­ po utile. La profilassi con sali minerali biochimici ha dimostrato la sua validità. Selomida Raffreddore® è un farmaco biochimi­ co con una sofisticata miscela di sali di Schüssler.

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HELEN WITMER

IL LUOGO DEL CUORE

«Qui godo della solitudine, del silenzio e della vastità dell’altopiano.» Helen Witmer (60 anni), a Tarasp gestisce con suo marito Peter la Gasthaus Avrona, che si trova in mezzo alla natura e nei pressi del Lai Nair. Prima di assumere in gestione la locanda, entrambi lavoravano come insegnanti. Hanno tre figli adulti e una nipotina.

Lai Nair, Tarasp

© Stefan Schlumpf

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l mio luogo del cuore è il Lai Nair, un pittoresco lago di montagna in una brughiera sopra Tarasp. Come suggerisce il nome, il lago è nero intenso, l’acqua pulita e rinfrescante. È bellissi­ mo farci il bagno d’estate. Quello che preferisco è venire con i cani fuori sta­ gione o quando fa brutto, poiché allora posso avere questo luogo tutto per me. Qui godo della solitudine, del silenzio e della vastità dell’altopiano, sul quale il lago è incastonato. È un luogo magico. Il Lai Nair mi affascina dalla prima volta che l’ho visitato. È stato 11 anni fa,

quando mio marito e io ci siamo trasferi­ ti ad Avrona per aprire la nostra locanda. Da quel momento, non è passato giorno senza che io sia andata a fargli una visi­ tina. Sulla riva si trova un vecchio pino silvestre, che mi impressiona particolar­ mente e che ho fotografato spesso. Sta lì, tutto solo, a testimonianza del tempo, segnato dai molti anni passati e dalle condizioni meteorologiche a volte incle­ menti. L’albero mi ricorda un quadro del pittore ed esponente dell’arte romantica Caspar David Friedrich, che mi regalò un tempo mio marito.

Il Lai Nair mi piace in ogni stagione. In primavera, quando il lago sgela, sui prati fioriscono le genziane. In estate, nume­ rosi escursionisti sostano alle piazzuole per grigliare e in autunno, quando torna la calma, il paesaggio appare nei suoi intensi toni marroni, rossi e gialli. Qui anche l’inverno si mostra in tutto il suo splendore! Quando la neve trasforma la brughiera in un paesaggio da favola, qui regna la pace. L’unica cosa che allora sento passeggiando intorno è il lieve scricchiolio della neve. l A cura di Regula Burkhardt-Lehmann Vivai 2017

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