Skip to main content

Vivai 2015 6 it

Page 1

La rivista

per il benessere e la sostenibilità

06/2015

ALIMENTAZIONE Il superfood è sempre più popolare. Ma chia e quinoa sono davvero migliori delle alternative nostrane?

MOVIMENTO L’allenamento miofasciale promette un corpo più sostenuto, flessibile e pieno di vitalità!

De gustibus... Alla scoperta del senso del gusto, un sistema complesso e altamente sofisticato


Le marche Migros, al cuore dei gusti svizzeri.

Michael Erismann, responsabile progetti Frey

www.noiďŹ rmiamo-noigarantiamo.ch


EDITORIALE

Voglia di novità

Continuate a leggere!

Immaginate di essere appena arrivati a New York. Nessuno vi conosce. Il vostro nome? Mai sentito. Sei anni dopo conoscete 980 000 newyorkesi. Come avete fatto? Il vostro segreto: forse avete parlato di cose che interessano la gente. Così è anche con Vivai. Lanciat nel 2009, stando allo studio di marketing sui lettori 2015 realizzato da Publicom, ogni numero di Vivai è stata letto da 980 000 lettrici e lettori. Che soddisfazione. Grazie a tutti voi! La prima edizione si presentava così.

© Foto di copertina: Getty Images (fotomontaggio Vivai); © Roland Tännler

Intimità

Uno dei nostri numeri più apprezzati è stato l’ultimo, quello dedicato al sonno. Un argomento magnifico, che qui riprendo tessendo le lodi della biancheria da letto di elevata qualità. Per me un lusso. In fin dei conti abbiamo un contatto più intimo con le lenzuola (preferibilmente di qualità bio) che con scarpe e borsette!

Cara lettrice, caro lettore «Ma che è ’sta roba?» Solo i bambini sanno essere così sinceri quando non capiscono o non gradiscono qualcosa. Crescendo, preferiamo nasconderci dietro a commenti del tipo «davvero molto interessante» oppure a pseudoammissioni quali «ma sai che è proprio vero, adesso che lo dici...» Comportamenti ai quali si assiste spesso a tavola. Soprattutto da quando è di moda cimentarsi nell’arte della differenziazione dei gusti. Quando un cuoco amatoriale serve una «composizione sapientemente acidulofruttata di cranberry e miele centrifugato di fresco», la maggior parte dei commensali rischia una crisi di nervi… gustativi e non. Mentre gli altri cercano di concentrarsi sulle proprie papille gustative, di solito c’è chi rincara la dose: «Secondo me i cranberry caramellati hanno anche una leggera nota vanigliata». In genere, prima di esprimermi in merito, aspetto che questa nuvola d’aria fritta si diradi. Di tanto in tanto cedo tuttavia alla provocazione: «Solo chi è sazio può parlare di gusto!» Ed è ciò che facciamo in questo numero. Poiché il gusto è più di un argomento di conversazione trendy tra commensali. Vi apriamo le porte del mondo degli aromi, i veri seduttori dei sensi… e si sa quanto questi possano ingannare. Recentemente una collega, assaggiando una mia salsa dell’insalata, è rimasta estasiata: «È acidula e speziata senza essere salata. Racchiude tutti i profumi e gli aromi dell’orto». In realtà, quel bouquet d’aromi erano spezie in bustina, che ho semplicemente mescolato con olio e aceto. Se preferite concentrarvi sulla forma anziché sui contenuti, allora abbiamo l’argomento di conversazione che fa al caso vostro: le fasce (pagina 50). Non si gustano, ma si sentono... Vi auguro una lettura golosa e intrigante.

Caporedattrice Vivai 6/15

3


Le marche Migros rinfrescano i ricordi d’infanzia.

Urs Buchegger, responsabile sviluppo gelati, Midor

www.noiďŹ rmiamo-noigarantiamo.ch


DALL‚ I NTERNO

Impressum Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Caporedattrice: Susanna Heim Sostituta: Christine Kunovits Redazione: Lukas Hadorn, Imelda Stalder, Daniel Stehula Edizione italiana: Cora Gianolla Correttorato: Alda Viviani (I) Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti

40 La giornalista Petra Koci ha visitato per Vivai la magica Safiental in compagnia dei lama canterini.

Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC-Mix. Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile.

Il nostro redattore Lukas Hadorn torna sui banchi di scuola. Ha cominciato una formazione da consulente nutrizionale alla Scuola Club Migros. Primo esercizio: per una settimana deve protocollare ogni morso e calcolare i valori nutritivi. Ora non lascia carta e penna neanche in pausa pranzo.

ISSN: 1663-7178 Tiratura totale Vivai: 249 492 copie D: 172264 copie, F: 61931 copie, I: 15297 copie

Il gusto è una capacità di giudizio, che s’impara fin da piccoli. Gli esperti

© Bruno Augsburger, Pablo Tys, Marion Nitsch

neutral stampati

01-13-827371 myclimate.org

Vivai è gratis ! Ordinala qui : abbonamenti. vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama il numero 0800 180 180

Petra Hagen Hodgson, docente di sociologia e storia culturale del cibo, ci offre un interessante punto di vista sul gusto. A pagina 14

David Fäh è fisiologo dell’alimentazione e docente all’Università di Zurigo. Ci spiega cos’è il superfood e quali sono le alternative. A pagina 30

Jörg Hering, fisioterapista e docente di anatomia, sa quanto sia importante per il corpo avere tessuti sani e rilassati. A pagina 53 Vivai 6/15

5


La ricetta a base di principi vegetali contro il naso chiuso. Sinupret® confetti liberano.

Medicamento fitoterapeutico in caso di infiammazioni dei seni paranasali e delle vie respiratorie. • Con 5 piante medicinali • Scioglie il muco viscoso • Diminuisce il gonfiore nel naso chiuso

Disponibile in farmacia. Si prega di leggere il foglietto illustrativo. Biomed AG, 8600 Dübendorf © Biomed AG. All rights reserved.


PENSATI PER VOI

CI SIAMO QUASI

Piatti festivi equi e solidali

© Foto: Monika Flückiger, Shutterstock; illustrazione: iStock

Natale, tempo di pannocchie! In Svizzera la fondue chinoise è ai primi posti della classifica di gradimento dei piatti festivi, rigorosamente accompagnata dall’immancabile snack giallo da sgranocchiare. La Migros è il primo dettagliante ad aver introdotto nell’assortimento le pannocchiette di granoturco Max Havelaar, frutto di un progetto Fairtrade autonomo realizzato in stretta cooperazione con un’azienda di lavorazione del Sud dell’India e che vede coinvolti circa 90 agricoltori. Il margine di guadagno aggiuntivo di Max Havelaar viene investito nella realizzazione di un ospedale mobile e dei servizi igenici della scuola locale. Le pannocchiette di granoturco Condy Fair Trade Max Havelaar sono in vendita da inizio dicembre nelle principali filiali della Migros.

Eccellenze del pulito Grande soddisfazione per il Migros Plus detergente per WC, che nel test della federazione indipendente dei consumatori Fédération Romande des Consommateurs (FRC) è stato incoronato migliore della categoria con la valutazione: molto buono! Grazie all’acido acetico, la sua formula trasforma i depositi di calcare e di urina in sali solubili, eliminabili senza fatica. Il detergente è inoltre l’unico prodotto testato biodegradabile al 100%. Bravo!

Nell’ambito del programma di sostenibilità Generazione M, la Migros ha promesso di utilizzare esclusivamente olio di palma da fonti sostenibili entro la fine dell’anno e sta già mantenendo la parola. Già a giugno le aziende dell’industria Migros hanno convertito il 98 percento della materia prima utilizzata. L’impasto dei dolci, delle pizze e i biscotti della panetteria JOWA verranno d’ora in poi prodotti esclusivamente con olio di palma sostenibile.

migros.ch/generazione-m

LA MIGROS MOSTRA IL SUO CUORE In Svizzera, un bambino su dieci vive in condizioni di povertà e spesso anche di esclusione sociale. Una triste realtà su cui la Migros vuole attirare l’attenzione con la sua raccolta fondi natalizia Mostra il cuore. Per ogni foto caricata sulla piattaforma mostracuore.ch, la Migros donerà cinque franchi a progetti speciali di Caritas, Heks, Pro Juventute e Soccorso svizzero d’inverno per sostenere i bambini svantaggiati in tutta la Svizzera. La foto deve ritrarre un istante gioioso della propria infanzia, che da momento passato si trasformerà in un futuro momento felice. Inoltre la Migros mette in vendita cuori di cioccolato Frey del valore di 5, 10 e 15 franchi, il cui ricavato verrà interamente devoluto alle quattro opere di assistenza citate. A fine anno, la Migros raddoppierà l’importo fino a un massimo di 1 milione di franchi complessivi. mostracuore.ch

Vivai 6/15

7


VO O U

N A ciascuno il suo sistema di difesa.

Lo zinco e la vitamina C sostengono il nostro sistema immunitario!

✔ Compresse da succhiare in due gusti alla frutta ✔ Appropriato a partire dai 4 anni ✔ Senza lattosio e senza glutine

© Biomed AG. 09.2015. All rights reserved. CH-8600 Dübendorf, biomed@biomed.ch, www.biomed.ch.

A nc he per ba m bin i Integratore alimentare. Disponibile nella vostra farmacia o drogheria.


SCELTI DA NOI

Pancetta da food porn Chi naviga sui social media come Facebook, Instagram o Snapchat avrà notato senz’altro che le foto di piatti, cucinati in casa o mangiati fuori, sono aumentate a dismisura. Per identificare il fenomeno è stato coniato il termine food porn, che descrive l’intenso desiderio di mangiare con gli occhi. Alcuni ricercatori dell’ Università di Oxford ora sostengono che l’ossessione per il food porn farebbe ingrassare: la vista del cibo provocherebbe lo stimolo della fame. E se manca la disciplina, a risentirne è la linea. Il nostro consiglio? Abbonarsi a Cucina di Stagione: meglio ammirare le migliori ricette e fotografie professionali una volta al mese che abbandonarsi al food porn ogni giorno in una spirale senza fine.

© Foto: Getty Images, Plainpicture, iStock (fotomontaggio: Vivai), Illustrazione: iStock

saison.ch/it

AAAAATTENZIONE! Ovunque si guardi, ci sono persone che allenano la consapevolezza (mindfulness). Da quando il flusso di informazioni digitali ha preso a risucchiarci ogni giorno di più, concentrarsi sul momento presente è un bisogno sempre più sentito. Si sorseggia un caffè consapevolmente, così come si aspetta l’autobus, perché affina i sensi e ha un effetto rilassante. Di recente abbiamo scoperto un altro esercizio interessante: il colorare consapevole. Concentrarsi su carta e matite colorate pare liberi dallo stress quotidiano. Da sperimentare qui e ora direttamente su questa pagina!

Letture sul divano

Verso una nuova terza età Vita da anziani: un concetto che è mutato radicalmente da quando i sani, attivi e tecnologici figli del baby-boom hanno raggiunto l’età della pensione. Quella che si va delineando è una «società senza età», che offre nuove opportunità e presenta nuove sfide. L’Istituto Gottlieb Duttweiler GDI ha elaborato quattro scenari di «Vecchiaia nel futuro». Una lettura preziosa, anche per i giovani. Lo studio Digital Ageing è scaricabile gratuitamente su gdi.ch.

Mai presenziato a una lettura pubblica nel vostro salotto? Probabilmente no. Ora è possibile, grazie al progetto dedicato alle letture sul divano, sofalesungen.ch, che porta la letteratura nelle case, in appartamenti condivisi, atelier, cortili interni e orti urbani. L’obiettivo è aprire ai giovani autori svizzeri nuove cerchie di pubblico al di fuori delle Case di letteratura consolidate. Un’iniziativa sostenuta dal fondo di sostegno Engagement Migros, impegnato anche in altri progetti rivolti a un nuovo pubblico culturale. sofalesungen.ch, engagement-migros.ch/it

Vivai 6/15

9


10

Vivai 6/15


DOSSIER IL GUSTO

Il gusto Davvero dolce questa fragola. Dolce... o dolcificata? Sarà olandese? O magari svizzera? Il suo gusto mi ricorda quand‚ero bambino? L‚origine del gusto non è da ricercare solo nella lingua, ma anche nella testa, nei ricordi e spesso anche in laboratorio. Il gusto è genetico, ma anche determinato da fattori sociali e culturali. Un sistema

© iStock

altamente complesso e affascinante.

Vivai 6/15

11


DOSSIER IL GUSTO

Di che gusto sei? Il gusto è parte integrante della nostra identità e rappresenta un nuovo status symbol. Ma attenzione, è un‚illusione pensare di poter educare o affinare il senso del gusto.

m

i capitò di assistere a un’impressionante parata di parole in uno di quei locali di tendenza, come se ne trovano in molte città: menu scritto a mano, sedie di legno restaurate e luci soffuse blu. Il cameriere aprì la bocca e le parole gli uscirono a raffica: «Un soffio di timo, una lacrima di panna acida al mascarpone, una presa di fleur de sel, un pizzicore sulla lingua, una sensazione di calore in gola, dolceamaro, speziato, ma non penetrante, una sensazione estrema, un flair di Norvegia del Nord, un tocco di Indocina, il tutto fatto in casa». Da un rapido sguardo alla carta si capì che stava parlando dell’insalata fresca mista con condimento della casa, del polpettone su purea di porro e dei cubetti di zucca in manto di sfoglia. Parlava di cibo e cercava di entusiasmare la sua platea. Ai clienti però non venne l’acquolina in bocca, anzi tutti quei termini andarono loro di traverso. 12

Vivai 6/15

Lo sfoggio di un gusto educato oggi è evidentemente parte integrante delle buone maniere. Mangiare non è più solo nutrimento, ma un evento e un segno distintivo. La celebrazione del proprio gusto raffinato dovrebbe dimostrare la propria conoscenza in materia. Il gusto viene proclamato nuovo status symbol nell’ European Food Trends Report dell’Istituto Gottlieb Duttweiler. Non si mangia più, se ne parla appassionatamente. Un pezzo di carne non ha solo un buon sapore, ma odora come una passeggiata in una radura, risveglia la malinconia, rende selvaggi, provoca un’esplosione di gusto nel palato e un totale caos emozionale. Non va dimenticato però che il nostro palato può in realtà identificare solo cinque gusti: dolce, aspro, salato, amaro e umami (termine giapponese che significa saporito e che corrisponde al glutammato di sodio). Il senso del gusto è un sistema altamente complesso, determinato da varia-

bili genetiche, culturali e sociali. È strettamente collegato al senso dell’odorato e a quello del tatto, così come alla percezione della temperatura e del dolore. È un cosiddetto senso della vicinanza, che può essere stimolato solo con il contatto diretto. Reagisce velocemente a gusti acidi e amari, perché questi ci mettono in guardia da sempre dagli alimenti non maturi, marci o velenosi. È il contrario per il dolce e il salato, che indicano al corpo sostanze importanti dal punto di vista nutrizionale come carboidrati, proteine e grassi. Diversamente da quel che molti pensano, il piccante non è un gusto, ma una sensazione dolorosa sulla lingua, al quale il corpo reagisce producendo endorfina, un ormone lenitivo. In questo caso si parla di pepper-high, ovvero una sorta di ebbrezza speziata e piccante. Della percezione dei cinque gusti scientificamente riconosciuti, dolce, salato, acido, amaro e umami sono responsabili

© Arthur Belebeau/Trunk Archive

Testo: Stephanie Rebonati


Vivai 6/15

13


questione d‚identità„ Petra Hagen Hodgson, docente di sociologia e storia culturale del cibo all’istituto ZHAW di Wädenswil Signora Hodgson, come mai si parla tanto di gusto?

Siamo alla ricerca delle origini e dell’autenticità. Vogliamo ritrovare un legame più stretto con la terra. C’è interesse per antiche qualità di pomodori, per movimenti come Slow Food e ci si dedica allo urban gardening. Il gusto ha anche un significato sociale? Il gusto diventa importante solo quando abbiamo abbastanza da mangiare. Il gusto ci può distinguere da un altro gruppo sociale. Il gusto è una capacità di giudizio, che s’impara fin da piccoli. Quanto conta ciò che mangiavamo da bambini?

È decisivo, perché è legato alle prime esperienze gustative, che gettano le fondamenta della nostra memoria culturale del gusto. Proprio per questo motivo è importante che a casa non si mangi solo fast food globalizzato, ma che si cucini veramente. È un questione di identità. Insegna storia culturale del cibo, di cosa si tratta esattamente?

Ci occupiamo di cosa e come gli uomini hanno mangiato in passato e come è cambiata l’alimentazione. I piatti nel medioevo, per esempio, avevano un sapore acidulo, acetoso, più tardi, erano basati soprattutto sul burro. O ancora, la cucina mediterranea è più vegetariana di quella tedesca. Sono tutti aspetti strettamente connessi con sviluppo culturale. Ha scritto un libro sulla cucina e l’architettura. Che cos’hanno in comune?

Corrispondono alle necessità primordiali degli uomini. Si assembla, si misura, si forma e si compone con materiali e colori. Questo coinvolge anche il godimento. Godere e gustare sono dal punto di vista etimologico imprescindibilmente connessi e lo sono sempre stati. 14

Vivai 6/15

Sono questi i gusti che percepiamo: dolce (il donut), amaro (il carciofo), salato (il bretzel), acido (il limone) e umami (l'acciuga).

le gemme gustative della lingua, che si formano nel feto già durante il secondo mese di gravidanza. Attraverso il liquido amniotico la madre plasma già durante la gestazione il senso del gusto del bambino. In seguito sono la socializzazione, le ricette della propria famiglia, la cultura culinaria regionale e nazionale a insegnare alla nostra percezione del gusto, ciò che è buono e il sapore della propria identità. Proprio per questo motivo, quando passiamo davanti a un panificio e inaliamo il profumo della treccia appena sfornata, ci viene nostalgia: questo evoca istantaneamente le immagini del villaggio o delle strade dove siamo cresciuti. Molti possono sentire il sapore dei cornetti con carne macinata e purea di mele anche solo vedendoli scritti sul menu. Sulla lingua si percepisce il rassicurante sapore di casa. Non è un caso se «è proprio come quello della nonna» è il più grande complimento che un critico culinario possa elargire. Ci sono cattive nuove per tutti coloro a cui piace ostentare il proprio forbito vocabolario sul gusto: il senso del gusto non si può educare e nemmeno affinare. «Quanto intensamente percepiamo il dolce, l’acido, il salato, l’amaro o l’umami è essenzialmente una questione genetica», afferma Patrick Bürgisser, ingegnere in tecnologia alimentare e direttore del laboratorio di analisi sensoriale della Scuola professionale di Berna. La teoria dei sensi distingue gustatori super (supertaster),

normali (mediumtaster) e non gustatori (nontaster). Per un gustatore super una cola ha un sapore troppo intenso e sceglie i suoi alimenti con molta attenzione. I gustatori normali sono circa il 50-60 percento della popolazione e i non gustatori consumano preferibilmente piatti grassi e alcolici forti. «I non taster sono soprattutto europei e nordamericani. Le donne sono soprattutto gustatori normali e super, fatto che si può spiegare in ottica evoluzionistica, considerando che sono state storicamente sempre responsabili della preparazione dei cibi», dice Bürgisser. L’esperto spiega che il senso del gusto non si può modificare, ma il sistema del gusto nel suo complesso sì. La percezione gustativa può essere raffinata grazie a un allenamento intensivo, esponendosi continuamente a stimoli, rafforzando così la memoria del gusto. Quando qualcuno sostiene di riconoscere note di sambuco o bacche nere in un sorso di vino rosso, non si tratta di gusti in senso strettamente sensoriale, bensì dei cosiddetti flavour, che si possono allenare grazie alla combinazione tra il senso dell’odorato e del gusto. Se dovesse dire qual è il senso più importante insieme alla vista, Bürgisser scommetterebbe senza dubbio sul naso: «L’odorato è importante per il gusto, poiché è l’unico senso connesso al sistema limbico nel cervello. Lì, dove vengono elaborate le emozioni.» Ma torniamo al nostro ristorante trendy, dove il cameriere tenta di evocare un’altra orchestra di sensazioni culinarie. Nel frattempo siamo già arrivati al dessert: «Ha un sapore dolce-aspro, è cremoso, il freddo viene bilanciato da una nuance di italianità, naturalmente colto fresco dal nostro orto, poi un elemento croccante-dolce, un meraviglioso contrasto con la consistenza morbida e cremosa, il tutto fatto in casa!» Di cosa parlava il nostro cameriere? Per saperlo, gira la rivista al contrario. Buon appetito! l

Gelato alla panna acida con foglie di basilico e croccante al caramello

"Il gusto è una

© Fotalia, iStock, Keystone/Gallery Stock

DOSSIER IL GUSTO


DOSSIER IL GUSTO

Imprinting Che sapore ha la Svizzera per chi non è cresciuto qui? La nostra inchiesta mette in evidenza come la percezione del gusto sia strettamente legata al luogo d‚origine. Interviste: Lukas Hadorn Foto: Yves Bachmann

”

La sorpresa più grande l’ho avuta assaggiando un pezzo di torta di formaggio. Conoscevo il cheese cake come dessert e naturalmente non mi aspettavo di addentare qualcosa di salato. In realtà mi piace molto la cucina svizzera e al ristorante mi piace provare i piatti tradizionali. Non disdegno nemmeno mangiare la fondue e la raclette, anche se non più di una o due volte a inverno. Quando cucino, di solito cucino cinese. In Svizzera si possono trovare quasi tutti gli ingredienti necessari. Mi mancano solo i bambù freschi e la varietà di prodotti a base di tofu che ci sono in Cina. Sono cresciuta nella provincia dello Sichuan, che è nota per il suo cibo piccante. Quando cucino utilizzo i peperoncini essiccati che i miei genitori mi portano dalla Cina. Utilizzo spesso anche il pepe dello Sichuan e la pasta di fagioli piccante. Quello che spesso cerco invano è il verde dei finocchi, che mi serve per farcire i ravioli e i panini al vapore. Purtroppo, in Svizzera, viene spesso tagliato prima che la radice arrivi sugli scaffali dei negozi. Così ho deciso di coltivare il finocchio da me. Però i miei figli non volevano che tagliassi il verde, perché attrae le farfalle nel nostro giardino. Quindi, continuo a cucinare senza verde dei finocchi.

”

Wanqiu Hu Frey, 33 anni, è cresciuta a Leshan, città del Sud della Cina. Da cinque anni vive nella Svizzera centrale.

Vivai 6/15

15


”

”

La carne e la frutta. Le più grandi differenze riguardano proprio questi due generi alimentari. Da noi la carne, se uno se la può permettere, è un alimento di base. La si mangia tutti i giorni. All’inizio proprio non capivo perché persone benestanti rinunciassero alla carne volontariamente. Dal punto di vista del gusto, trovo spesso la carne di manzo un po’ insipida. In Brasile la lasciamo appesa più a lungo, così il gusto diventa più intenso. Con la frutta è stato divertente: mi sono accorta della differenza di gusto quando sono tornata in Brasile per la prima volta con mio figlio piccolo. Mia madre aveva preparato una pappa con banane e mele e ho creduto che ci avesse aggiunto dello zucchero talmente erano dolci quei frutti. In Svizzera comunque ho conosciuto e amato molti gusti. Trovo fantastica la combinazione di pane fresco e formaggio con vino rosso. Per quanto riguarda il pane, conoscevo solo la baguette o il pane dolce. È incredibile quanti tipi di pane a base di diversi cereali ci siano.

”

Luzimar Santos Brunner, 41 anni, ha vissuto a Brasilia e a Rio de Janeiro, prima di trasferirsi in Svizzera nel 2006.

Può sembrare incredibile, ma è vero: mi manca il cioccolato canadese. So che il cioccolato svizzero è di qualità superiore, ma la prima cosa che faccio quando torno in Canada è comunque comprarmi una barretta Oh Henry!. È il sapore di quando ero bambino. Quando sono arrivato in Svizzera, mi sono dovuto abituare a molte cose. Alle porzioni piccole e al fatto che nei ristoranti svizzeri usano i cubetti di ghiaccio con parsimonia, quasi fossero piccole pepite d’oro. Ma ho imparato a conoscere e ad apprezzare molte cose. So ad esempio che mangerò una salsa con speck, uova e parmigiano o pecorino, quando ordino degli spaghetti alla carbonara. In Nordamerica ci si può trovare dentro il prosciutto crudo, la mozzarella e addirittura i pomodori! Non si può mai sapere cosa ci si troverà. La salsa italiana per l’insalata? Ha spesso la panna o la maionese! In Europa i nomi dei piatti, delle salse e degli stili di cottura implicano determinati ingredienti e un gusto ben definito. La componente culturale è più forte. Io ho studiato da cuoco e so apprezzarlo.

”

Tony Gerig, 46 anni, ha vissuto a Vancouver e alle Hawaii, prima di venire in Svizzera a 17 anni.

16

Vivai 6/15


DOSSIER IL GUSTO

”

”

Prima di tutto devo riconoscere che la qualità degli alimenti in Svizzera è di regola molto più alta che in Germania. Naturalmente ci sono alimenti a cui sono abituata fin da bambina e che mi mancano, come l’autentico pane di segale o il pane a pasta acida, quello che se ne mangi due fette sei sazio per mezza giornata. Mi piacciono gli alimenti semplici, puri e in Svizzera sono più difficili da trovare che in Germania. Qui molti alimenti vengono aromatizzati e si fa largo uso di coloranti ed esaltatori di sapidità. Mi mancano i gusti autentici e naturali. Me ne accorgo soprattutto quando consumo latte e i suoi derivati. Mi piacciono il latticello, il latte coagulato e il kefir fresco puri e non zuccherati. Questi prodotti sono difficilmente reperibili in Svizzera e sono comunque quasi unicamente zuccherati e aromatizzati.

In fatto di cibo, in realtà non ho gusti difficili, ma con il formaggio ho avuto il mio bel da fare. L’dore mi ricordava il soumbara, una spezia ricavata da frutta fermentata, che in Guinea cospargiamo sul riso. Non mi piaceva neanche quand’ero bambino. Da studente povero, che si trova per la prima volta all’estero, all’inizio ero comunque impacciato nel fare la spesa e in cucina. I primi mesi mi sono nutrito di pasta e parmigiano. Ho amato questo sapore al primo assaggio! Più tardi ho scoperto dei negozietti di cibi africani, dove potevo comprare gli ingredienti per preparare i piatti della mia terra: ocra, platani, pasta d’arachidi e olio di palma. Nel frattempo mi sono abituato alla cucina svizzera. La raclette è diventata il mio piatto preferito durante i mesi invernali, non avrei mai potuto immaginarlo.

”

Ibrahima Diallo, 42 anni, è cresciuto in Guinea, nell’Africa occidentale. Nel 1998 venne a studiare a Ginevra e vive dal 2014 nel Canton Friborgo.

”

Meike Hanne Seele, 47 anni, è cresciuta nella costa settentrionale della Germania. Dal 2001 vive e lavora in Svizzera.

Vivai 6/15

17


DOSSIER IL GUSTO

Sashimi o risotto? Le pietanze esotiche fanno ormai parte del menu del giorno dei ristoranti. La globalizzazione del sapore ha iniziato la sua corsa.

a

colazione un porridge caldo, a mezzogiorno un sushi leggero e a cena fajita in famiglia o con gli amici: questo programma alimentare non ha nulla di inusuale. Ci si può nutrire in questo modo anche in Svizzera. Fino a qualche anno fa non era così. Oggi abbiamo imparato a gradire il sapore del pesce crudo e del riso freddo acidulo. Accettiamo che i rotolini di sushi siano avvolti nelle alghe. Inizialmente, recarsi in un locale in cui veniva servito il sushi era un evento speciale, che testimoniava a noi stessi e a gli altri il nostro lato cosmopolita. Oggi le porzioni di sushi fanno bella mostra di sé nel banco frigo dei grandi rivenditori al dettaglio.

Kale e pasta Le economie domestiche svizzere hanno fatto presto a integrare pizza, pasta e curry nel menu di casa. Ma la velocità con cui nuove tendenze e orientamenti di gusto approdano sul piatto sta aumentando. Questo dipende non da ultimo dai nuovi media e dal grande interesse verso il cibo e l’alimentazione nella società occidentale. Così si spiega perché il buon vecchio cavolo nero, apprezzato nel nord della Germania come piatto invernale, ora in Svizzera viene proposto come kale (o cavolo nero che dir si voglia), sotto forma di smoothie o di ingrediente di pietanze rigorosamente sane. Il kale ha vissuto un 18

Vivai 6/15

vero e proprio boom a Hollywood ed ha acquisito la sua notorietà grazie agli articoli sui metodi segreti delle star per mantenersi belle e sane. Latte e zafferano L’integrazione di nuovi alimenti è una costante nella storia europea. Così latte e derivati, in principio considerati esotici, si sono diffusi attraverso lo scambio. I più antichi reperti archeologici di tracce di allevamenti di bestiame confermano che 13 000 anni fa nel Vicino Oriente venivano allevate pecore e capre. Partendo da lì, il sapore del latte e del formaggio ha conquistato altre parti del mondo. Gli antichi romani importarono lo zafferano, il pepe e altre spezie dalle coste del Mare arabico e dall’Oceano Indiano. Gli scaltri commercianti veneziani nel 13° secolo fecero affari con la Cina e altri paesi asiatici. I commercianti portarono a Venezia anche spaghetti cinesi e chicchi di riso. Quest’ultimo venne poi coltivato nella pianura padana e venne inserito nella cucina veneziana. Dall’Italia settentrionale il riso arrivò poi oltralpe. Grazie alla scoperta del continente americano da parte di Cristoforo Colombo nel 15° secolo, l’Europa conobbe le patate, i pomodori e il mais. Le patate si diffusero al nord delle Alpi e il mais soppiantò piante commestibili più antiche come il miglio. L’offerta alimentare varia

quindi di continuo e tanto più velocemente a fronte della crescente mobilità delle persone. L’emerito professore zurighese di culture popolari Ueli Gyr dieci anni fa studiò il fenomeno dei ristoranti cinesi. Nel suo saggio «Chinesisch essen – Zwischen urbaner Weltküche und vertrauter Exotik» (trad. lett. Mangiare cinese –tra cultura mondiale urbana ed esotismo familiare) scrive: «Se vado a mangiare cinese, so quali piatti tipici, possibili combinazioni, spezie, specialità e tecniche per mangiare mi aspettano.» La cucina cinese ha delle caratteristiche consolidate in tutto il mondo, spiega Gyr, indipendentemente dal luogo dove si trova il ristorante. Si tratta di esotismo sapientemente dosato. Numerosi ingredienti si conoscono dal supermercato: attraverso l’importazione di frutta e verdura da ogni parte del mondo, il sapore di citronella, zenzero, mango o kiwi ci sono ormai familiari. Le nostre preferenze in fatto di gusto mutano, antipasti, tapas e spuntini hanno scalzato i piatti di salumi e formaggi. Alcuni gusti esotici sono considerati oggi più normali di quelli della cucina svizzera tradizionale. Volete degli esempi? Preferite roquefort o schabziger? Spiedini Satay o fegatini? Kimchi o crauti? Minestra di miso o di coda di bue? Patatine o rösti? Attraverso la globalizzazione del gusto, il locale diventa esotico. l

© Corbis, Getty Images, iStock, Keystone, Photoshot, Shutterstock

Testo: Daniel Stehula


Vivai 6/15

19


DOSSIER IL GUSTO

Lamponi e paprica Non è per niente facile indovinare cosa piace alla gente. Gettiamo uno sguardo agli scaffali della Migros per scoprire quello che piace alla Svizzera. Ricerca: Lukas Hadorn

Spesso i produttori lanciano edizioni limitate per sperimentare sapori esotici, senza rischiare di disgustare la clientela abituale. Impensabile ad esempio il reparto cereali della Migros senza il müesli alle bacche di bosco Farmer Croc, il leader in questo campo! Attualmente in assortimento c’è però anche una versione in edizione limitata al sapore di mandorle tostate.

I buongustai amano aggiungere ai dolci un pizzico di sale per intensificare l’esperienza di gusto. La combinazione dolce-salato ha già conquistato il cioccolato, i biscotti e persino i gelati.

Da 50 anni il Gruyère AOP matura nelle cantine di Mifroma. In tutti questi anni non è stato cambiato nulla, né nella ricetta, né nella procedura di maturazione della durata di 14 mesi. Un sapore di tutto rispetto. 20

Vivai 6/15

Insipidi… e allora? I semi di chia sono ricchi di acidi grassi omega-3, proteine e fibre e sono molto apprezzati anche se non hanno un sapore ben definito. O proprio per questo? I loro fan li distribuiscono sull’ insalata o li mescolano nel müesli e nello yogurt.


Il tè nero è molto apprezzato soprattutto nella Svizzera romanda. In Svizzera tedesca si prediligono le tisane alle erbe.

La combinazione di due alimenti o composti aromatici che si abbinano bene è l’essenza del foodpairing. La Migros cavalca questa tendenza con i biscotti Cindy e Lenny, disponibili in due varianti di gusto: Cindy abbina burro e cranberry, Larry combina arancia e cioccolato.

© iStock, Shutterstock, Getty Images (fotomontaggio Vivai)

Il gusto non conosce frontiere: grazie alla sua sempre crescente popolarità, la linea Blévita viene regolarmente arricchita con nuovi gusti. L’assortimento comprende ora anche abbinamenti particolari quali yogurt/albicocca, sour cream & onion e pomodoro/basilico.

Il pane ticinese viene effettivamente consumato di preferenza in Ticino. In generale nella Svizzera italiana e francese sono più apprezzati il pane bianco e semibianco, mentre gli svizzeri tedeschi preferiscono il pane bigio.

Sciroppo? Ai lamponi ovviamente! È imbattibile, nessun altro aroma riesce a eguagliare le sue prestazioni, anche se in Svizzera romanda si beve volentieri anche lo sciroppo alla menta color verde brillante.

Negli ultimi anni, per ridurre il contenuto di zucchero, oltre a Choco Drink M-Classic, anche altri prodotti della Migros sono stati leggermente modificati nel gusto. Nell’ambito del suo programma di sostenibilità Generazione M, la Migros ha promesso di limitare in molti prodotti zucchero, sale e grassi, aumentando in modo massiccio le fibre alimentari.

Per le chips, sul fronte del gusto la situazione è chiara: paprica batte naturale.

I classici dello scomparto surgelati: non è un caso che il gusto dei gelati su stecco, prodotto culto della Migros, sia rimasto immutato da decenni: la panna ad esempio non si tocca, anche se per motivi economici in passato si è discusso dell’eventualità di passare al grasso vegetale, più conveniente. Il gusto preferito è e rimane la foca. Pardon, la vaniglia, ovviamente!

Vivai 6/15

21


Il gioco degli aromi Oggi il gusto di molti alimenti è sintetizzato artificialmente, ma è possibile creare nuovi aromi anche in modo del tutto naturale. Testo: Marianne Botta Diener

22

Vivai 6/15


DOSSIER IL GUSTO

c

affè senza l’aroma di chicchi appena tostati, rösti senza il profumo delle croccanti scaglie di patate arrostite, gelato alla vaniglia senza gusto di vaniglia: che vita sarebbe? Infatti, sono proprio i profumi e gli aromi a rendere il cibo un piacere. Per natura, gli alimenti con un aroma intenso, come la frutta matura o le verdure, contengono in genere più sostanze bioattive, vitamine e minerali rispetto a quelli meno aromatici. Gli aromi sono pertanto un indicatore di qualità. «Gli aromi sono strettamente legati alle emozioni, influenzano il nostro benessere nonché il nostro sistema ormonale», afferma Ruth Koradi-Stötzel che sviluppa sostanze aromatiche presso la Bischofszell Nahrungsmittel AG (Bina), azienda del gruppo M-Industria. Inoltre, hanno un effetto duraturo, in quanto possono evocare esperienze che risalgono a un passato remoto. L’industria alimentare è consapevole di questa realtà: «Un prodotto ben aromatizzato ha un’elevata riconoscibilità e

Gli aromi

© Keystone/Gallery Stock/Sam Armstrong

Piccole differenze In sostanza, gli aromi si distinguono in due categorie: artificiali e naturali. I primi comprendono sostanze aromatizzanti identiche a quelle naturali e sostanze sintetiche. Sia le une sia le altre sono prodotte in laboratorio. Le sostanze natural-identiche hanno la stessa struttura chimica degli aromi naturali (ad esempio la vanillina), mentre gli agenti aromatizzanti artificiali sono prodotti sinteticamente, pertanto non si trovano in natura. Gli aromi naturali sono ottenuti da piante, animali o lieviti attraverso processi fisici (distillazione o estrazione), enzimatici o microbiologici. Ad esempio, la dicitura «aroma naturale di fragola» implica che tale aroma sia composto totalmente di fragole (estratto di fragole) o consista almeno per il 95 percento di tale frutto come prodotto di partenza.

risveglia emozioni», afferma l’esperta della Bina. Per questo motivo, da decenni le sostanze aromatiche svolgono un ruolo importante in questo settore. Più un alimento è trattato, più gli aromi ne risentono. Ecco perché l’industria alimentare utilizza gli additivi, che permettono ai prodotti di mantenere determinate proprietà organolettiche fino alla scadenza. Spesso, si aromatizzano quegli alimenti che, per natura, sono privi di sapore o ne hanno poco come lo yogurt e le bevande analcoliche. «I prodotti più aromatizzati sono la gomma da masticare e le caramelle», dichiara Ruth Koradi-Stötzel. La gomma base assorbe un’elevata quantità di aromi, pertanto per avere sapore un chewing gum deve contenere all’incirca l’1 percento di aromi aggiunti. Grazie agli additivi artificiali si risparmiano anche materie prime e quindi denaro. L’aroma al tartufo costa molto meno rispetto ai tartufi veri. «Gli aromi più utilizzati sono quelli di vaniglia, agrumi, menta e fragola», osserva l’esperta. Del resto, la legge sulle derrate alimentari disciplina scrupolosamente l’uso degli aromi. A oggi, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) classifica come sicuri circa 600 agenti aromatizzanti. Per rendere riconoscibile il gusto tipico di un alimento bastano pochi aromi. La ricercatrice sensoriale Christine Brugger, che con la propria azienda Aromareich si è specializzata sul tema e organizza anche percorsi formativi, afferma: «Nel whisky si possono rilevare analiticamente circa 400/500 aromi, ma una bevanda cui vengono aggiunte anche solo 12/13 di queste componenti aromatiche viene riconosciuta come vero whisky dalle persone sottoposte al test». Saper dosare gli additivi in modo tale che un alimento acquisti un buon sapore è una vera e propria arte. «L’analisi può contribuire a creare un gusto pieno e ben bilanciato», afferma Ruth Koradi-Stötzel. Ma, per quanto evolute, le apparecchiature analitiche non sono in grado di rilevare cosa piace davvero ai consumatori. Pertanto, ci si avvale di esperti appositamente formati. Vivai 6/15

23


DOSSIER IL GUSTO

Flavour pairing per intense esperienze di gusto

Fragola + cannella

Ultimamente, si richiedono sempre più alimenti privi di sostanze aromatizzanti artificiali. «I consumatori guardano con attenzione gli ingredienti dichiarati sulle etichette e vogliono prodotti con aromi naturali», afferma l’esperta della Bina. I detrattori degli aromi artificiali sostengono che questi facciano ingrassare e mascherino la realtà inviando falsi segnali al cervello. Tuttavia, non vi è ancora alcuna prova a dimostrazione di quanto affermato. Anche se certi studi asseriscono che dopo aver assunto l’aroma di fragola la voglia di dolci aumenta, altre ricerche dimostrano che se un alimento è insipido ne consumiamo una maggior quantità, mentre nel caso di cibi dall’aroma intenso ci fermiamo molto prima. Questo vale, se non altro, per frutta, spezie o erbe molto aromatiche. Ciononostante, i prodotti industriali fortemente trattati favoriscono il sovrappeso. Infatti sono spesso molto calorici e hanno un elevato contenuto di 24

Vivai 6/15

Birra scura + cioccolato fondente

grassi e zuccheri. Pertanto, uno yogurt alla fragola aromatizzato con additivi artificiali non ha solo più gusto, ma anche molte più calorie di uno yogurt senza zuccheri aggiunti! Annette Bongartz, docente e capo del dipartimento di sensoristica che si occupa di innovazione dei generi alimentari e delle bevande presso la ZHAW di Wädenswil, dubita che la tendenza verso prodotti con meno aromi o contenenti aromi naturali duri a lungo. Alla fine, compriamo sempre ciò che ci piace: «Le persone tra i 30 e i 60 anni sono abituate ai sapori artificiali. Se si cresce consumando cibi aromatizzati artificialmente, si tende a ricercarli anche da adulti», spiega la Bongartz. L’esperta constata sempre che, nelle degustazioni alla cieca, il campione percepisce come più appetibile e «naturale» uno yogurt alla fragola con aromi artificiali rispetto allo stesso prodotto di base contenente solo fragole vere.

Mela + rosmarino

Finocchio + pepe di Giava

«Invece di demonizzare gli aromi artificiali, si dovrebbero fare nuove esperienze gustative», ad esempio provare il flavour pairing, come consiglia l’analista sensoriale Christine Brugger. In questo esperimento si abbinano diversi alimenti, osservando in che modo le varie combinazioni ne rafforzino o modifichino il sapore. Gli asparagi, ad esempio, contengono alcuni componenti dell’aroma di vaniglia. Se vengono cucinati con l’aggiunta di vaniglia, tali componenti si accentuano al punto che anche chi è ormai assuefatto ai sapori artificiali può rimanere piacevolmente stupito del risultato. Inedito, secondo la Brugger, è anche il sapore del finocchio con il pepe di Giava, della fragola con la cannella, del rosmarino con la mela, della mora con il basilico o del cioccolato nero con la birra scura: tutti questi abbinamenti garantiscono vere esplosioni di gusto senza l’ausilio di alcun laboratorio. l

© Getty Images, iStock, Keystone

Mora + basilico


Ă

Nuovi deodoranti

Ulteriori informazioni su www.compresseddeodorants.ch

N OV IT

Signore, abbiamo ristretto i deodoranti.

STESSA LUNGA DURATA, INGOMBRO RIDOTTO stesso utilizzo

pari prestazioni

meno emissioni di gas serra

Rexona è in vendita alla tua Migros e su LeShop.ch


BIMBI MIGROS

Una passione smisurata È anche grazie alla Tartare M-Classic che Anita Welti Rosen di Greifensee è oggi felicemente sposata. E questo è solo uno dei motivi che hanno reso l’addetta alla lavorazione di materie sintetiche una bimba Migros. Testo: Lukas Hadorn Foto: Christian Schnur (fotomontaggio: Vivai)

Sin dall’infanzia. Sono cresciuta in un piccolo villaggio sul Mutschellen, nel Canton Argovia. Là non c’era la Migros, ma solo il negozietto di paese. Diventai una bimba Migros perché, quasi ogni settimana, i miei genitori mi portavano al centro commerciale Tivoli di Spreitenbach. Ricordo ancora come mi sentivo quando spingevo il carrello tra gli innumerevoli scaffali. Ogni volta era un’esperienza speciale. Cosa compravano i suoi genitori?

Ricordo i croissant e la treccia precotti, ne compravamo sempre qualche confezione. Quelle cose che non c’erano nel nostro villaggio. E dopo la spesa andavamo a fare colazione al ristorante della Migros. Era davvero una festa, ne serbo ancora un piacevole ricordo. Dove fa la spesa oggi?

Alla Migros naturalmente! Devo ammettere che con la Migros ho avuto anche a che fare professionalmente, poiché acquistava i prodotti che produceva l’azienda per cui lavoravo tempo fa. Quindi, per me era normale fare la spesa alla Migros. E da quando per i prodotti di marca come le patatine chips Zweifel o il Nescafé non ci si deve più rivolgere alla concorrenza, questa domanda è del tutto superflua.

C’è un prodotto che per lei è diventato un «cult»?

Mio marito ed io siamo grandi fan del tubo di salsa tartare M-Classic. È una salsa che mettiamo in tutti i panini, sulle uova sode e persino sulla fondue chinoise. E in un certo senso, è anche grazie a questo prodotto che ci siamo sposati.

Vivai 6/15

la migliore!

”

La bimba Migros Anita Welti Rosen afferma di aver provato

anche le salse tartare della concorrenza. Risultato: non reggono il confronto!

Siamo curiosi...

(Ride) Ancor oggi, lui racconta di quando venne a casa mia per la prima volta e scoprì nel mio frigo un tubo di salsa tartare. Pensò immediatamente «questa è la donna giusta per me!». E a chi dei due tocca l’ultimo spruzzo quando il tubetto è ormai alla fine?

Questo non succede mai. Abbiamo sempre almeno quattro tubi di scorta. Quindi lei fa sempre una spesa grossa?

Non sempre, no. Faccio scorta solo di determinati prodotti. Ad esempio, l’olio struccante per gli occhi I am, di cui compro sempre sei confezioni, poiché il prodotto negli ultimi anni è andato fuori stock in almeno tre occasioni. Ogni volta ho inviato una lettera alla Migros. Ed è servita?

Sembra di sì! Poco dopo ritrovavo lo struccante sugli scaffali. l

Sei anche tu una bimba o un bimbo Migros? Contattaci! vivai@mediasmigros.ch

26

”Semplicemente

Cifre

e fatti

Un classico della gamma: da oltre 30 anni, la Migros vende la salsa tartare M-Classic e la ricetta non è mai cambiata. Ogni anno, se ne vendono circa 300 000 tubi.

© Location: Zunfthaus zur Saffran, Zurigo

Da quando è una bimba Migros, signora Welti?


Publireportage

«Una vita migliore per i nostri figli» Nella ricca Svizzera metter su famiglia può costare caro. Silvana Suter spiega perché uno stipendio non basta per mantenere un nucleo familiare di cinque persone.

F

uga dalla povertà e ritorno: così si può riassumere la storia di Silvana Suter. Il padre di questa argentina 32enne era svizzero e la sua famiglia era migrata all’estero per iniziare una vita migliore. A causa dell’emergenza economica nella provincia di Misiones, quattro anni fa Silvana Suter decise di approfittare del proprio passaporto svizzero e, come via d’uscita, migrò in Svizzera con la sua famiglia.

«La situazione in Argentina peggiorava sempre di più. I prezzi continuavano a salire, mentre i salari rimanevano bassi», osserva Silvana Suter ricordando le difficoltà del passato. «Quando i bambini avevano bisogno di scarpe nuove, i soldi non bastavano per mangiare. Non potevamo permetterci nemmeno il materiale scolastico e negli inverni freddi e umidi ci ammalavamo perché casa nostra era poco isolata.»

Ora, lei e i suoi familiari hanno un tetto sulla testa, da mangiare e vestiti caldi. Tuttavia, anche in Svizzera rientrano nella fascia sociale più povera. Non avendo alcun titolo di studio, il marito di Silvana deve accontentarsi di un lavoro a tempo pieno da operaio, ma lo stipendio - compresi gli assegni familiari - non è sufficiente per sostentare una famiglia di cinque persone. Silvana percepisce sussidi pubblici e lavora mezza giornata al mercato Caritas, un’occupazione che ha ottenuto grazie all’assistenza sociale. «Le cose per noi andrebbero meglio se io riuscissi a trovare un lavoro vero e proprio», afferma. Ma con una scarsa conoscenza del tedesco e senza qualifica professionale, trovarlo è molto difficile.

Ma anche in Svizzera questa famiglia deve risparmiare su tutto. L’appartamento è piccolo e i soldi bastano solo per le prime necessità di tutti i giorni. Silvana Suter si procura i generi alimentari quasi esclusivamente al mercato Caritas e il venerdì riesce a portare a casa qualche dolciume grazie al progetto Tavolino Magico. Le ristrettezze finanziarie rendono inoltre difficile coltivare una vita sociale. Da quando sono in Svizzera, i tre bambini e i genitori hanno visto solo Winterthur, la città in cui risiedono, e Zurigo, dove vivono dei parenti. Le gite sono fuori discussione, per non parlare delle vacanze. I contatti sociali sono scarsi: «Le persone spesso si allontanano quando vengono a sapere che usufruiamo dell’assistenza sociale», dichiara Silvana Suter.

Scopri di più su Silvana Suter: www.farelacosagiusta.caritas.ch

«Siamo contenti e molto grati di ricevere questo sostegno dallo Stato», afferma «ma l’essere dipendenti dagli altri, la costante necessità di risparmiare e la solitudine ci rendono tristi.» Al momento, non sembra esserci alcuna via di uscita dalla povertà. Tuttavia, Silvana non ha rimpianti: «Diversamente dall’Argentina, in Svizzera siamo in grado di soddisfare le esigenze dei nostri figli. Qui vanno a scuola e avranno quelle possibilità formative che a noi sono state negate. La nostra speranza è che i nostri figli possano avere una vita migliore.»


© Pia Zanetti/Andreas Schwaiger

Rischio di povertà per le famiglie Nella benestante Svizzera, molto bambini sono a rischio di povertà. Circa 250 000 genitori e i loro figli vivono al di sotto della soglia di povertà e sono quasi esclusi dalla vita sociale. Rispetto ad altri paesi, la Svizzera investe poco nel sostegno alle famiglie. Inoltre, mantenere i bambini è molto costoso e i sussidi sociali, soprattutto per chi percepisce un reddito basso o lavora a tempo parziale, sono insufficienti. Secondo la Caritas, una buona politica familiare dovrebbe permettere anche alle persone indigenti di conciliare lavoro e cura della famiglia. Inoltre, si dovrebbe migliorare l’accesso alle strutture di sostegno per la prima infanzia e alla formazione professionale continua per i genitori. Conto per le donazioni: 60-7000-4 Per donazioni online: www.farelacosagiusta.caritas.ch/famiglie-poverta


Immigrati di successo Nuovi alimenti esotici, come i semi di chia, le bacche di açai e la quinoa promettono salute e benessere, tanto da meritare l’appellativo di superfood. Cosa c’è di vero? Testo: David Fäh Illustrazione: Paula Sanz Caballero

i

l mondo del fitness ne tesse le lodi e da tempo anche i media si sono uniti al coro. Ai superfood vengono attribuite proprietà che il ravanello comune e le «ordinarie» fragole di giardino possono solo sognare o almeno così sembrerebbe. Si dice che il tè giapponese macha stimoli il processo di combustione dei grassi, che il miele di manuka della Nuova Zelanda protegga dal raffreddore, che i semi di chia del Messico e le bacche di goji e açai provenienti dalla Cina e dalla regione amazzonica siano un vero portento nutrizionale. Anche la quinoa delle Ande sembra per molti aspetti essere di gran lunga superiore alle nostre fonti di amido nazionali. Più esotici suonano i nomi e più ci piace credere alle promesse. Ma in realtà, questi presunti supereroi dell’alimentazione sono davvero l’agognato elisir di lunga vita o solo le vittime di un battage pubblicitario? La risposta a tale quesito spetta agli esperti di alimentazione in grado di effettuare un’analisi approfondita dei loro valori nutrizionali. Ed ecco che tutto si ridimensiona, in quanto molti di questi supercibi non sono più miracolosi di quanto lo possano essere i nostri alimenti autoctoni (a destra). I superfood 30

Vivai 6/15

vengono spesso sopravvalutati in quanto probabilmente le informazioni sui nutrienti che contengono non si basano sui prodotti non trattati, ma sugli estratti quali polvere o compresse, dai quali è stata tolta l’acqua. Questo porta automaticamente a una maggior concentrazione della sostanza attiva. A volte, carote o broccoli essiccati e polverizzati contengono una concentrazione di sostanze nutritive addirittura maggiore rispetto agli estratti dello stesso superfood. Gli odierni supercibi sono anche meno rivoluzionari dei loro antenati che abbiamo conosciuto alcuni secoli fa. Superfood è solo un neologismo per descrivere un fenomeno antico. Del resto, le ricorrenti ondate di alimenti a noi precedentemente sconosciuti non sono certo una novità. Nel 16° e 17° secolo, i marinai non riportarono in patria solo l’oro dal Nuovo Mondo, ma cose molto più preziose. In un’epoca di desolazione culinaria, questi doni provenienti da lontano venivano quasi sicuramente accolti come manna dal cielo. Tuttavia, nessuno poteva davvero immaginare il loro potenziale. Dai suoi viaggi, Colombo tornò con pomodori, mais, peperoncino, fagioli, zucchine, avocado e persino cioccolato.

Ma il nuovo superfood per eccellenza era la patata. Quando raccolti interi di cereali marcivano o seccavano nei campi, questo tubero amidaceo salvava milioni di persone da morte certa per fame. Oggi, nessuno descriverebbe questi alimenti come esotici o straordinari. Sono diventati parte della nostra cultura. Chi, davanti a un’insalata caprese, penserebbe mai a importazioni culinarie da oltreoceano? Anche i nuovi supercibi subiranno verosimilmente la stessa sorte del pomodoro. Il mondo è diventato un villaggio e, questi alimenti vengono integrati più velocemente che in passato nella nostra dieta quotidiana diventando, quindi, comuni. Molti superfood presentano inoltre un vantaggio: non sono particolarmente delicati e si adattano bene al clima svizzero. Questo facilita molto l’integrazione delle colture. E per noi, nuova frutta, verdura, semi e cereali sono naturalmente una risorsa, poiché ampliano la varietà culinaria e ci permettono di scoprire terre lontane deliziando i nostri sensi con sapori inediti. Sminuzzato alla zurighese con quinoa? Polenta con l’amaranto invece del mais? Arbusti di goji nell’orticello di casa? Perché no! Questo è il segreto di un’integrazione sana e di successo. l


SUPERFOOD

ALIMENTAZIONE

Confronto tra i superfood e le alternative nazionali: chi offre di più? Superfood Bacche di goji

Questa bacca ha una densità relativamente elevata di preziosi nutrienti quali le vitamine A, B, C, E e altre sostanze antiossidanti. Tuttavia, questo frutto ha un gusto insolito, diverso da quello delle nostre bacche domestiche.

In parte, queste bacche locali hanno una concentrazione ancora più elevata di sostanze nutritive, soprattutto se provengono direttamente dal nostro orto. Quelle esotiche percorrono un lungo tragitto prima di arrivare nei negozi, a scapito delle sostanze pregiate. Inoltre, non è chiaro fino a che punto queste bacche siano trattate con agenti nocivi come i pesticidi.

Superfood Bacche di açai

Alternativa di casa nostra Mirtilli

Provengono da una palma e contengono effettivamente molte sostanze nutritive, ma anche parecchie calorie. Specialmente il contenuto di grassi, proteine e fibre è relativamente elevato, con una buona capacità saziante.

I mirtilli hanno una composizione simile in termini di vitamine, ma sono decisamente meno calorici. Naturalmente, hanno un minor apporto di proteine e grassi salutari, ma possiamo facilmente coprire il fabbisogno di questi nutrienti con noci indigene. Inoltre, il bilancio ecologico dei prodotti locali è di gran lunga migliore, a causa del lungo tragitto che le bacche di açai devono affrontare.

Superfood Semi di chia

Alternativa di casa nostra Semi di lino

Questi semi sono una buona fonte di fibre, grassi pregiati e proteine.

I semi di lino hanno una concentrazione lievemente inferiore di acidi grassi vegetali omega-3,per il resto la loro composizione è simile a quella dei semi di chia.

Superfood Quinoa

Alternativa di casa nostra Farro

Superfood Tè macha

Alternativa di casa nostra Olio d’oliva

I semi di questa pianta della famiglia delle Amarantacee hanno una composizione nutrizionale per molti aspetti superiore al grano.

© Getty Images, iStock, Shutterstock

Alternativa di casa nostra Lamponi o ribes

Questo tè contiene tannini concentrati e le cosiddette catechine, che possono migliorare alcuni fattori di rischio nel sangue. Queste sostanze hanno anche la proprietà d’incentivare la combustione energetica e l’ossidazione degli acidi grassi nell’organismo, contribuendo alla perdita di peso.

Rispetto alla quinoa, il farrofornisce più fibre, altrettanto ferro e zinco, ma meno calcio, magnesio, proteine e grassi salubri. Inoltre, a differenza della quinoa, il farro contiene glutine e può anche causare problemi a chi soffre di allergie alle graminacee.

Anche l’olio d’oliva contiene sostanze piccanti e amare che stimolano la produzione di calore nel corpo e la combustione dei grassi. Ha un elevato apporto calorico? Certamente, ma anche una buona capacità saziante. Infatti, gli studi hanno dimostrato che il consumo d’olio d’oliva come parte di una dieta mediterranea è associato a un IMC inferiore rispetto a un regime alimentare che ne è privo.

Vivai 6/15

31


Quanto è

grande la tua impronta? Scoprilo su wwf.ch/footprint Scannerizza il codice QR e installa gratuitamente la app Guida WWF.


SANO & LEGGERO

ALIMENTAZIONE

Soprattutto cruda, la verza può causare gonfiore e rimanere un po’ pesante. Con un po’ di cumino, tuttavia, diventa più digeribile. Le spezie possono inoltre contribuire a ridurne l’odore nella tromba delle scale!

Un concentrato di salute La verza è una delle verdure più sane per eccellenza. Infatti, ha molto da offrire: tante vitamine e poche calorie Testo: Imelda Stalder Ricetta: Annina Ciocco Foto: Pia Grimbühler

t

utti conosciamo bene l’odore della verza bollita: a qualcuno risveglia bellissimi ricordi d’infanzia, ad altri invece sensazioni piuttosto spiacevoli. Più o meno apprezzata, da noi questa verdura dalle foglie increspate si cucina sin dal 16° secolo. La verza, molto robusta, resiste tenacemente nell’orto d’inverno e sopravvive tranquillamente anche a qualche grado sotto zero. Tale resistenza si riflette nei suoi nutrienti: già soli 100 grammi – una verza intera può pesare più di 1 chilo – garantiscono un apporto di vitamina C e acido folico in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero di un adulto.

Illustrazioni: Anja Kroencke

Il tutto con sole 35 calorie! Questo è probabilmente il motivo per cui la verza fa capolino in numerose diete e ricette per green smoothie salutari ed energizzanti. Ma non è tutto: la verza non è solo annoverata tra le verdure più sane, ma è scientificamente provato che i glucosinolati presenti in tutte le varietà di Brassica oleracea hanno effetti preventivi contro il cancro. La verza è meglio tollerata cotta e se la flora intestinale ha già familiarità con questa verdura. Quindi, per chi non ne mangia molto, è bene incrementare il consumo di questo sano alimento solo poco alla volta.

Stufato di verza per 4 persone

4 cucchiai di pinoli, 1 verza di ca. 800 g, 1 cipolla, 2 cucchiai d’olio di colza, 2 spicchi d’aglio, 1 limone, sale dell’Himalaya, pepe. Tosta i pinoli in una padella antiaderente senza grassi, finché prendono colore. Lascia raffreddare. Taglia la verza in quarti ed elimina il torsolo. Taglia le foglie a striscie. Trita la cipolla fine e soffriggila nell’olio con l’aglio schiacciato. Unisci la verza e rosola brevemente. Grattaci finemente un po’ di scorza di limone. Spremi il limone e versa il succo. Cuoci la verza al dente. Condisci con sale e pepe. Servi con i pinoli e accompagna con un risotto. l Vivai 6/15

33


SOSTENIBILITÀ

OCHE DA PASCOLO

Le oche giulive Le oche da pascolo mangiano nei prati invece di essere ingrassate nella stalla. È laborioso e dispendioso per i produttori, ma più rispettoso della specie e della dignità degli animali. Testo: Atlant Bieri Foto: Raffael Waldner

g

li schiamazzi nella stalla sono assordanti. C’è aria di libera uscita! Giusto un ultimo sorso d’acqua, una lisciatina alle piume con il becco, una spiegatura d’ali, ed ecco il suono della campanella. Il segnale che tutte aspettavano. Monika Zehnder scampanella e chiama: «Ragazze, si esce»! Lei e suo marito Martin si prendono cura di ben 34

Vivai 6/15

200 oche da pascolo nella loro fattoria di Zimmerwald sul Längenberg, sopra Belp, nel Canton Berna. Gli animali appartengono alla comunità aziendale Grubenegg. L’oca da pascolo è la variante rispettosa della specie dell’oca da ingrasso. Anziché cibarsi tutto il giorno di mangime e foraggio rinchiusi in parchetti stretti, i pennuti pascolano pacifici sui prati. È

vero che in questo modo l’oca raggiunge il suo peso morto nel doppio di tempo, ma gli animali vivono in condizioni dignitose. Alla chiamata di Monika Zehnder, duecento paia di zampe barcollanti si mettono in movimento. «Abbiamo introdotto un segnale acustico, affinché le oche capiscano immediatamente che cosa devono fare», spiega. Poiché portare un


branco di oche da A a B non è una cosa semplice! Questi animali si spostano come uno sciame. L’oca che si trova casualmente in testa al plotone indica il ritmo e la direzione. Ma la guida può essere sostituita in pochi secondi da una consorella. Basta che un solo animale giri la testa ed ecco che si scatena una reazione a catena: tutti gli animali si voltano e

alla guida del branco c’è una nuova oca. Vista da lontano, la truppa sembra una grossa goccia di latte che non sa bene da che parte scorrere. Poi tutto si svolge molto velocemente. Un’oca si precipita attraverso il portone inseguita da un nugolo di volani bianchi. Davanti agli occhi di Monika Zehnder passa un tornado, che lascia dietro di sé un tappeto di candide piume.

L’avventura è iniziata quattro anni fa. All’epoca i coniugi Zehnder parteciparono a un evento organizzato da tre studenti intenzionati a introdurre in Svizzera una produzione di carne d’oca da animali allevati in modo sostenibile e nel rispetto della specie. Da qui nacque l’associazione weidegans.ch. Oggi ne fanno parte 45 produttori distribuiti su tutto il Vivai 6/15

35


SOSTENIBILITÀ

OCHE DA PASCOLO

territorio svizzero. Complessivamente, allevano alcune migliaia di oche da pascolo. La comunità aziendale Grubenegg è il secondo luogo di produzione in ordine di grandezza. weidegans.ch è un’associazione e anche un marchio. Chi vi aderisce deve soddisfare severe disposizioni in materia di allevamento. Ad esempio, poter mettere a disposizione un ettaro di pascolo ogni 100 oche. Gli animali devono avere quotidianamente la possibilità di fare il bagno. Lo stagno deve avere una profondità tale da permettere all’oca di tuffarsi e di lasciarsi scorrere l’acqua sulla schiena. Per una produzione di carne nel rispetto degli animali. Le oche da pascolo sono piuttosto indipendenti. Brucano l’erba fino a rasare tutto il pascolo. Poi vengono trasferite nel

campo successivo. Un po’ più impegnativo è invece ciò che lasciano in eredità. «Le oche non sono molto pudiche», commenta la Zehnder. Nell’acqua si sentono talmente a loro agio, da prediligere questo ambiente per evacuare l’intestino. «Quindi, ogni due o tre settimane facciamo una pulizia generale svuotando completamente lo stagno», spiega la Zehnder. I vantaggi di questa vita felice si riflettono anche nella qualità della carne. «La carne delle oche da pascolo è molto meno grassa di quella delle oche da ingrasso», dice la Zehnder. Quindi anche la perdita d’acqua durante la cottura è più limitata. Una volta cucinata, rimane più carne in padella. Le oche da pascolo si distinguono anche in materia di sostenibilità, poiché mangiano cereali molto meno gravosi a livello di produzione.

Puntualmente l’11 novembre, il giorno di San Martino, i primi animali vengono portati al macello di Heimisbach, nell’Emmental. Le oche pesano nove chili, che danno circa 5 chili di carne. Una parte delle oche da pascolo allevate in modo sostenibile viene venduta alla Migros per le feste natalizie, una parte passa direttamente dalla famiglia ai consumatori della regione. Fino a qualche anno fa in Svizzera non c’era quasi mercato per la carne d’oca. «Ma con l’arrivo di una folta schiera di tedeschi, è aumentata anche la domanda», afferma la signora. Oggi sono sempre più numerosi anche gli svizzeri che vogliono assaggiare la carne d’oca. «Lo scorso anno un ventenne ci disse di voler cucinare un’oca intera per la sua famiglia. Mi sono commossa!», ammette la Zehnder.

ANZEIGE

PER LA NATURA OGNI CICLO DI LAVAGGIO È SEMPRE DELICATO CON MERKER.

Merker preserva l’ambiente e le vostre finanze. www.merker.ch


È difficile cucinare un’oca in modo corretto? «Assolutamente no. Ai nostri clienti, consegniamo anche tre o quattro delle nostre ricette preferite. Per sapere come si procede, la maggior parte delle persone guarda comunque semplicemente su Youtube», aggiunge la Zehnder. Quando il sole si avvicina all’orizzonte, risuona nuovamente la campanella. Le oche tornano rapidamente verso il pollaio, dove le aspetta il «biscottino della buona notte». Prima di andare a dormire, ogni pennuto riceve 100 grammi di chicchi d’orzo schiacciati. «Una razione supplementare di calorie», spiega la Zehnder. Questo complemento alimentare a base di cereali è importante soprattutto in autunno, visto che l’erba diventa gradualmente meno nutriente. Con la notte, scende anche il silenzio. Anche se in una stalla di oche non si può mai parlare di autentico silenzio. «Gli animali russano», ammette la Zehnder. Ma perlomeno, per qualche ora, non schiamazzano! l

Benessere per gli animali alla Migros La produzione animale è importante, poiché ci fornisce alimenti quali carne, uova e latte. La Migros s’impegna a favore di una produzione responsabile. Gli animali da reddito devono essere trattati nel rispetto della specie durante tutta la loro vita. In Svizzera le condizioni di detenzione sono buone; qui vigono le leggi più severe al mondo in materia di protezione degli animali. Da noi, molte pratiche tuttora autorizzate all’estero sono proibite, ad esempio la detenzione in gabbia delle galline ovaiole, la castrazione senza narcosi dei porcellini o i trasporti di animali per più di sei ore. Per la maggior parte dei prodotti animali forniti alla Migros valgono inoltre regole che vanno ben oltre le disposizioni giuridiche. Nell’ambito del programma di sostenibilità Generazione M, la Migros promette di applicare entro il 2020 gli elevati standard svizzeri sul benessere degli animali anche a tutti i prodotti provenienti dall’estero.

Se le oche vengono nutrite nei prati anziché essere ingrassate nella stalla, raggiungono il loro peso morto nel doppio del tempo, ma gli animali vivono in condizioni dignitose. Rientrano nella stalla al caldo solo di sera.

Gli Zehnder sono membri dell’associazione weidegans.ch, che conta 45 produttori di carne d’oca sostenibii. Vivai 6/15

37


SOSTENIBILITÀ

TRACCIABILITÀ

So far, so fair Anche quando le merci vengono prodotte all‚estero, la Migros vigila sul rispetto degli standard sociali e in materia di benessere degli animali e s‚impegna per la tutela della salute e dell‚ambiente. Il caso dei piumini prodotti in Cina. Testo: Martina Bosshard Infografica: Andrew Timmins

Allevamento di oche

Suqian

Macello

Xinyi Suqian Nanchino Shanghai

CINA

Tutto ha inizio in un allevamento di oche a Suqian, nella costa occidentale della Cina, la fornitrice di piume. Sia l’allevamento sia il mattatoio in cui vengono portati gli animali hanno la certificazione RDS (Responsible Down Standard). Questo marchio garantisce che gli animali non siano spennati ancora in vita. Gli allevamenti vengono controllati annualmente e sono previsti anche controlli a sorpresa.

Hong Kong

Le piume vengono lavorate e portate ai fornitori di piumini della Migros nella città di Xinyi. L’azienda fornisce merci alla Migros già da quasi 10 anni e applica il codice di comportamento BSCI sin dall’inizio della loro collaborazione. Questo dà a esperti indipendenti la possibilità di verificare se le regole riguardanti i salari minimi vengono rispettate, se le ore di lavoro sono retribuite correttamente e gli standard di sicurezza vengono rispettati, ad esempio nella protezione antincendio.

Xinyi

38

Vivai 6/15

La Migros istruisce i lavoratori dei loro fornitori anche su temi come la salute, la sicurezza e la retribuzione equa. Un vero aiuto all’auto-aiuto. Questo procedimento viene chiamato Capacity Building e dovrebbe garantire un miglioramento delle condizioni di lavoro a lungo termine.

Nella fabbrica dell’azienda vengono cucite le giacche. Nel complesso la Migros commissiona ogni stagione circa 30 000 capi di questo e di alcuni altri modelli.


Con il camion il cammino della merce prosegue fino al deposito del fornitore a Nanchino. Prima che le giacche vengano imballate, in accordo con l’ufficio acquisti della Migros di Hong Kong e il laboratorio della qualità SQTS (Swiss Quality Testing Services), viene effettuata un’ispezione della merce. Se questa ha esito positivo, la merce viene portata nel centro di raccolta al porto di Shanghai. Lì, viene caricata in un container assieme ad altri carichi destinati alla Svizzera.

Nanchino

Rotterdam Volketswil

La Spezia

Shanghai

CINA

Rotterdam

Il prodotto porta il marchio Eco. Ciò significa che i processi critici per l’ecologia vengono vigilati, tutte le fasi rilevanti della produzione sono tracciabili, le sostanze e le procedure vengono valutate e documentate attraverso schede di sicurezza e le informazioni tecniche. Tutti i componenti, come i bottoni o le cerniere devono essere esaminati.

La Spezia

Shanghai Una naveportacontainer ad esempio la mastodontica Oscar MSC, sulla quale possono essere stipati più di 19 000 container, porta la merce via mare in Europa, nel porto italiano di La Spezia o in quello olandese di Rotterdam. Da lì, si dirige con il treno portacontainer a Frenkendorf, per giungere infine al centro di distribuzione Migros a Volketswil. L’intero viaggio dura tra i 36 e i 42 giorni.

Frenkendorf

Volketswil

Volketswil rifornisce le 95 filiali, che propongono queste giacche nel proprio assortimento. Vivai 6/15

39


VIAGGI

SAFIENTAL

Pace in terra In una cornice di imponenti vette montane si trova la solitaria Safiental. Questo piccolo paradiso offre accoglienza a lama, escursionisti e buongustai. Testo: Petra Koci Foto: Bruno Augsburger Illustrazioni: Martin Haake

40

Vivai 6/15


La Safiental è incastrata tra la valle di Vals e la strada del San Bernardino. A nord è delimitata dalla Gola del Reno. La parete est è ripida e ricoperta di boschi. Sul lato ovest della valle, più pianeggiante, sono sparsi i villaggi Walser.

l

’uomo del 21° secolo, stufo di code in automobile e gente ovunque, sogna spazi appartati dove poter staccare la spina e rilassarsi. Nel bel mezzo della natura, dove l’assenza di rumori crea un ambiente salutare, dove lo sguardo può spaziare lontano, dove regna il silenzio. La Safiental, nei Grigioni, con le sue case Walser cotte dal sole, è un luogo magico. Gli abitanti di questo angolo di paradiso sono molto affezionati alla loro valle, ma non sono isolati dal mondo. Accolgono ad esempio con piacere animali esotici quali cammelli e lama e innovazioni quali il primo skilift a energia solare del mondo. In inverno gli ospiti arrivano preferibilmente calzando le ciaspole o gli sci con le pelli di foca. Qui la pace non va cercata: è ovunque! Il consiglio di Angelika Bandli, contadina bio e guida di trekking con i lama: «Segui semplicemente il pendio verso l’alto e sarà il silenzio a trovarti». Vivai 6/15

41


Docili e pacifici – trekking con i lama Arriva Hijo e saluta con un bacino. Perlomeno così sembra quando il lama preme contro il nostro viso il suo muso morbido e ci guarda con occhi languidi attraverso le lunghe ciglia. «I lama riconoscono le persone dal loro odore», spiega Angelika Bandli, proprietaria di dodici lama, due cammelli e una mandria di yak. Una volta che l’uomo e l’animale si sono annusati, bipedi e quadrupedi partono in fila indiana dal villaggio di Safien Platz lungo il sentiero alpino innevato. È vero che i lama sputano? Sì, ma solo tra di loro. In effetti, con lo sputo l’animale di rango più elevato indica la sua posizione ai subalterni. Questo trekking con i lama, animali mansueti e tranquilli, permette di vivere la natura circostante

42

Vivai 6/15

in tutta la sua silenziosa bellezza. «I lama non si lasciano mettere fretta, hanno l’intelligenza di una capra, ma la calma stoica di un asino», spiega con affetto Angelika. I suoi preferiti sono però i cammelli Dschingis e Aladin, due parenti integrati nella mandria dei lama. Dopo una buona minestra d’orzo in una fattoria bio, la carovana prosegue la sua passeggiata in religioso silenzio verso il paese. L’attenzione è tutta rivolta verso gli animali. Si sente un piagnucolio… possibile? «No, no», ride Angelika, «i lama cantano.» Trekking invernale con i lama, ca. 2 ore ½ di cammino, pranzo incluso, adulti fr. 65.– , bambini da 7 a 14 anni fr. 55.–, www. bandli.ch


SAFIENTAL

VIAGGI

Con le ciaspole su per la montagna Guardando il villaggio di Camana, sul fianco della montagna, sembra che qualcuno abbia lanciato le casette Walser annerite dal sole come dadi, a caso. Con le ciaspole ai piedi, saliamo verso la Camaner Hütta e oltre, in un candido deserto incontaminato. Il silenzio inghiotte persino i nostri passi. La ricompensa? Pace e un panorama mozzafiato: lo sguardo spazia fino al Piz Beverin per poi spostarsi verso il Glaspass. Gli appassionati di sci escursionismo hanno già disegnato le loro tracce sui pendii innevati. Dietro di noi, lasciamo le nostre orme e più tardi scivoleremo leggeri sulla coltre soffice e polverosa. In lontananza, da una parete di roccia cade una pioggia di neve. Poi torna il silenzio. Wellness per le gambe pesanti? Su prenotazione, l’albergo Camana riscalda la tinozza calda o la sauna davanti a casa. www. hotelcamana.ch

Il mondo visto da una fontana Se la ninfa della fontana di Valendas potesse parlare! Da secoli rivolge lo sguardo verso la fontana di legno più grande d’Europa, situata sulla piazza del villaggio. Un tempo osservava le mucche che si abbeveravano, annoiandosi un po’ perché il villaggio si faceva sempre più silenzioso. Oggi assiste sorridendo al passaggio dei numerosi visitatori. Dal giorno in cui la Engihus, ormai in rovina, è stata ristrutturata dall’architetto Gion A. Caminada, Matthias Althof e sua moglie Elvira vi estiscono un ristorante premiato con ben 14 punti Gault-Millau. I buongustai giungono da lontano, ma anche dal villaggio stesso! «Il nostro è un ristorante circondato da contadini», così spiega la sua filosofia lo chef Althof, «quindi io cucino quasi esclusivamente con prodotti delle fattorie locali». Con la carne di vitello di Luzi ha creato ad esempio la battuta di vitello su pietra di sale con lenticchie tiepide e pesto di pomodoro. Con i pesci di Curdin i filetti di salmerino impanati croccanti con spuma di rafano e insalata di arance sanguigne e sedano. Buon appetito! Il Gasthaus am Brunnen è ristorante, albergo e osteria di paese. Hauptstrasse 61, 7122 Valendas, tel. 081 920 21 22, giorni di riposo: lunedì e martedì, gasthausambrunnen.ch

Il primo skilift a energia solare del mondo L’unico skilift della Safiental è letteralmente preso d’assalto! Come maglie spigolose di una collana, gli 82 pannelli solari si stagliano contro il cielo. Il coraggio d’investire si è rivelato pagante. L’impianto di risalita produce 13 volte più energia solare di quella che gli serve per funzionare. Accompagnati da un lieve ronzio, gli sciatori si fanno trasportare in tre minuti fino allo Schlüechti, a quota 2283 metri. Dalle 12 alle 13 la montagna ripiomba nel silenzio. Pausa pranzo: «Se non fermassimo l’impianto, i bambini non andrebbero mai a mangiare», afferma sorridendo l’uomo alla cassa. Skilift solare Tenna, giornaliera adulti fr. 25.–, giornaliera bambini fr. 16.–, www.solarskilift.ch Vivai 6/15

43


VIAGGI

SAFIENTAL

Delizie di casa Il negozietto Hofstatt di Tenna è un’impresa familiare. Marmellate, pane, pan di pere e torta di noci sono opera della padrona di casa e di sua suocera. Il miele viene fornito dallo zio. Il formaggio arriva dalla Tenner Alp. Salsiz e salsicce provengono invece dalle carni di manzo certificate Natura-Beef di Stefan Joos, il contadino proprietario della fattoria. Anche la Spensa, che nel dialetto locale significa dispensa, è sempre ben rifornita. Ben 50 famiglie forniscono al negozietto a libero servizio situato in una vecchia stalla formaggio dell’alpe, salsicce, salsiz, ma anche oggetti d’artigianato quali pantofole di feltro e pelli di marmotta. Fattoria bio Hofstatt, Ausserberg 10, 7106 Tenna, www.hofstatt.ch Spensa, sulla strada principale di fronte alla fermata dell’autopostale, Safien Platz, www.spensa.ch

Un gioiello di montagna Nühus… una casa nuova di ben 200 anni! Dagmar Steinemann e Marius Hagger hanno acquistato la casa Walser ristrutturata a 1636 m di altitudine con i suoi mobili rustici originali, l’hanno restaurata e arredata con stile. Nelle sei stanze gli ospiti riposano su confortevoli materassi a molle. Nel soggiorno, un’immensa stufa in steatite riscalda l’ambiente. Qui si serve agli ospiti una prima colazione sostanziosa a base di prodotti delle fattorie circostanti. Lasciare questo ambiente così caldo e confortevole è difficile! Su richiesta Marius prepara anche un menu serale di 3 portate, ad esempio con fondue o squisiti capuns. Ma la perla di questo gioiello di montagna è il salotto del caminetto, con i suoi divani di pelle e la gigantesca vetrata quadrata. Qui si può stare seduti per ore, godendosi la vista delle montagne. Nühus, Bed & Breakfast & molto di più, Bruschgaleschg, 7107 Safien Platz, tel. 081 630 60 66, www.nühus.ch 44

Vivai 6/15


Tappa obbligata alla locanda Gasslihof I giovani contadini bio Ursina e Marco Waldburger gestiscono un allevamento di mucche nutrici. Di pomeriggio aprono la loro locanda rustica Gasslihof oppure sistemano i tavoli all’aperto. Davanti a un saporito formaggio dell’alpe o a una bella zuppa d’orzo, lo sguardo sale verso il Tällihorn, mentre le anatre Hugo ed Erna passeggiano barcollando tra i tavoli. Voglia di un menu a base di carne di manzo bio o di selvaggina cacciata da Marco? Su prenotazione, Ursina e Marco cercano di soddisfare i desideri dei clienti a pranzo o a cena.. Gasslihof tel. 079 212 83 36, aperto dalle 12 alle 17 o su prenotazione, www.gasslihof.ch

Come e dove

Una valle vasta e protettiva In inverno la parte alta della valle a sud con la sua pista di fondo di otto chilometri e i suoi sentieri ricoperti di neve, si presenta come un’arena. Circondato da cime maestose, questo vasto palcoscenico bianco regala una sensazione di libertà, ma anche di protezione. Come le canne di un organo, imponenti cascate di ghiaccio blu ornano una parete rocciosa molto amata dai professionisti dell’arrampicata. Sotto a una spessa coltre ovattata, si sente gorgogliare il ruscello Rabiusa. E quando la luce del sole illumina il ripido pendio a est e camosci e stambecchi, animali notoriamente molto timidi, salgono più in alto, nell’arena l’uomo e l’animale si sentono più vicini.

Come arrivare Con i mezzi pubblici: da Coira con le Ferrovia retica fino a Versam-Safien nella Gola del Reno. Un a uto-postale porta i passeggeri fino in fondo alla valle. Con l’auto: autostrada in direzione di San Bernardino, uscita Bonaduz. La strada stretta che costeggia la Gola del Reno e attraversa la Versamer Tobel per raggiungere la Safiental è spettacolare! Pernottamento

Pernottamento in alberghi semplici, appartamenti e case di vacanza, agriturismi o camere B&B a Versam, Safien Platz e Thalkirch. Camere di charme invece presso il B&B/Kleinhotel Nühus oppure il Gasthaus am Brunnen a Valendas.

Informazioni:

www.safiental.ch www.naturpark-beverin.ch Vivai 6/15

45


INDOVINA CHI . . . ?

LO PSICOLOGO E IL PERSONAGGIO MISTERIOSO

Moderato con gusto Lo psicologo degli acquisti riceve un aiuto del tutto inatteso. L’analisi lampo di una commessa Migros lo indirizzerà sulla strada giusta? Una cosa è certa: chi ha fatto questa spesa non lascia certo la sua alimentazione al caso! Foto: Claudio Bader

l

a mia prima impressione guardando la foto: una scelta accurata che esprime amore per la vita e buon gusto, senza presentare tutto ciò che giungerà in tavola nei giorni successivi. Da una prima lettura veloce si deduce che qui non si tratta soltanto di placare la fame, bensì si celebra la gastronomia mediterranea. La spesa è stata fatta in Ticino. Ce lo rivela la torta di noci e castagne e la lingua italiana. Traspare anche uno stile di 46

Vivai 6/15

vita testimoniato da pasta e grissini. È interessante constatare anche l’influsso di altre tradizioni in questa selezione di alimenti. Quinoa, yogurt greco, tè verde e succo di cranberry si notano soltanto dopo un’analisi più attenta. Questi prodotti mi trattengono dall’inquadrare troppo rapidamente la spesa in uno schema predefinito. Come sempre, non so quali alimenti vengono acquistati in altri negozi. Quin-

di posso soltanto ipotizzare il motivo per il quale mancano latte, formaggio, insalata e verdura fresca, ad eccezione dei pomodori. Io credo che alla persona in questione stiano a cuore anche la verdura fresca e i formaggi. Se li procurerà da qualche altra parte! Anziché trarre conclusioni affrettate e vagare nella nebbia delle supposizioni, preferisco proseguire la mia analisi della spesa studiando alcuni nuovi aspetti.


© Nick Hunger (Ritratto)

I sapori tipici del Ticino: non sorprende che la spesa sia stata fatta alla Migros di Biasca.

In questa casa si preparano regolarmente pasti di più portate. Lo deduco dall’erba cipollina e dal prezzemolo, ma anche dalle costolette. Le quantità fanno pensare a un’economia domestica formata da due persone. Mi concentro sul dolce, forse mi fornirà qualche elemento utile. Mostro la fotografia a una collaboratrice molto sveglia della Migros Limmatplatz di Zurigo. Mi conferma che questa torta non viene proposta nell’assortimento locale. Peccato! Procederò in modo diverso per risolvere questo mistero. Di solito acquisto personalmente i prodotti che non conosco e cerco di scoprire degli indizi attraverso il gusto. Purtroppo la mia agenda non mi consente un viaggetto in Ticino! Fortunatamente la gentilissima commessa mi dà un consiglio del tutto inatteso, che mi aiuta anche senza poter assaggiare il dolce. Mi dice: «La spesa è stata

„Una donna

di 30 anni? La supposizione mi lascia un po’ perplesso.

„

Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, riunioni a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net

fatta sicuramente da una donna di 30 anni». Una supposizione che mi lascia un po’ perplesso, visto che quasi tutti questi alimenti potrebbero finire anche nel mio carrello! Ma non posso nemmeno confutare questa analisi lampo! Donna o uomo che sia, in ogni caso questa persona è giovane e professionalmente attiva. Nelle sere libere e nei fine settimana le piace invitare amici e conoscenti per una bella cenetta in compagnia. Per avere la certezza che il nostro personaggio misterioso condivide la sua tavola con un’altra persona, dovrei sapere se e che cosa acquista in altri negozi. Ma servono davvero altri dettagli? Direi di no, ce n’è abbastanza per affermare con certezza che in questa casa si mangia in maniera moderata, ma con gusto! Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 6/15

47


INDOVINA CHI . . . ?

La soluzione La spesa è stata fatta a Biasca da Marco Marcacci. Lo storico 65enne vive in Mesolcina, a Monticello, frazione di San Vittore, e ama la cucina sana e gustosa.

g

iovane e donna… che complimento! Una cosa perlomeno è giusta: amo mangiare con moderazione ma con gusto! Gli ingredienti della mia alimentazione devono essere sani e di stagione. Le fragole a Natale e i prodotti pronti non rientrano nel mio menu. Amo la cucina mediterranea, semplice. Ma non solo. Mia madre preparava molti piatti ticinesi tipici, come polenta e luganighe. Più tardi, mi sono trasferito prima a Ginevra poi a Berna, imparando a conoscere anche le specialità di altre regioni linguistiche. Mi piace tuttora assaggiare nuove specialità: la quinoa ad esempio, un’ottima alternativa ai cereali. Non sono un grande amante dei latticini, a colazione preferisco bere tè verde anziché caffelatte. È sano e mi aiuta a iniziare la giornata col piede giusto. A mezzogiorno mangio volentieri un piatto freddo, ad esempio un’insalata di pomodori o carne secca con pane. Sono storico di professione e lavoro spesso all’Archivio di Stato a Bellinzona. Uva, banane e succo di cranberry sono in questa circostanza uno spuntino ideale. Per me la sera cucino soltanto una portata, ad esempio braciola di maiale con risotto e rucola. Se invito gli amici, offro grissini per l’aperitivo e un antipasto preparato in casa. Compero solo il dessert. Tra i dolci regionali, i miei preferiti sono i baci di dama. l A cura di Ueli Bischof

48

Vivai 6/15


. Cioccolroaendeiligclaitoa, ru stico

leggermente ama e e raffinato e pregiato, semplic

Voglia d i ? ispira zione i v te A b bo n a cin a d i a d e s so a C u a n no Stag ione: 1 9.–! a soli CH F 3

Ordinate il vostro abbonamento tramite tagliando, chiamando lo 0848 877 869 o su www.saison.ch/ispirazione

Sì, desidero lasciarmi ispirare e ordino l’abbonamento a 12 edizioni di Cucina di Stagione a soli CHF 39.– (anziché CHF 58.80*).

80056048

Nome

Cognome

Via, n°

NPA, luogo

Telefono

E-mail

Inviare il tagliando a: Cucina di Stagione, servizio abbonati, casella postale, 4800 Zofingen Prezzi 2014, con riserva di modifiche. Consegna all’estero più spese di porto. I dati possono essere utilizzati per scopi commerciali.

* prezzo di copertina


DOSSIER

SFAFSAFKFKKLFHL

Una guaina preziosissima Nel mondo del fitness oggi si parla molto di fasce, il sottile tessuto fibroso che costituisce il nostro tessuto connettivo. Scopri perchÊ è importante mantenerle elastiche e stimolarle regolarmente. Testo: Petra Koci

50

Vivai 6/15


FASCE

a

pparentemente dal nulla le fasce si sono ritrovate sotto le luci della ribalta. Se ne discute in medicina, ma soprattutto in ambito sportivo. Le fasce, anche dette tessuto connettivo, costituiscono una membrana fibrosa che percorre tutto il nostro corpo. Il sistema fasciale connette i muscoli e le ossa e fa sì che questi non entrino mai in contatto diretto. Si potrebbero paragonare alla pelle biancastra che avvolge la carne rossa. Le fasce si compongono di diversi strati elastici e malleabili, che scivolano uno sull’altro grazie a una sorta di lubrificante. Se il tessuto connettivo è sano, risulta estensibile e colmo di liquidi e di sostanze nutritive. Riusciamo allora a piegarci, allungarci ed estenderci in maniera dinamica. Questo è possibile soprattutto in giovane età, in assenza di disturbi fisici, ma anche con l’avanzare degli anni possiamo conservare questa flessibilità.

© fascialnet.com, BLACKROLL

L’origine del dolore

Gli sforzi eccessivi e le lesioni durante la pratica sportiva, la carenza di movimento e una postura errata possono causare l’aderenza delle fasce e con il tempo il loro irrigidimento. Se gli strati non scivolano bene uno sull’altro, il margine di movimento di muscoli e articolazioni risulta limitato, percepiamo tensioni e, a causa della presenza dei ricettori nei tessuti, proviamo spesso anche dolori. Quello che comunemente chiamiamo dolore muscolare è in realtà dolore miofasciale. Infatti, lo stimolo al dolore viene generato proprio nelle fasce che avvolgono tutte le fibre muscolari. Le fasce penetrano e avvolgono ossa, cartilagini, tendini, organi, cervello, muscoli e persino le singole fibre muscolari. Poiché l’intreccio delle fasce forma una sorta di unica «guaina», è affascinante constatare che se si eliminassero tutti i muscoli, le ossa e gli organi, le forme in-

dividuali del corpo di una persona sarebbero ancora riconoscibili. Il sistema fasciale si compone per circa il 70 percento di acqua e di cellule costituenti delle fibre ed è attraversato da terminazioni nervose, sensori e ricettori. Grazie all’elevato tenore di acqua, le fasce sostengono e stabilizzano il corpo e fungono anche da organo sensoriale del movimento. I numerosi sensori inviano infatti impulsi al cervello, che a sua volta trasmette i segnali alla muscolatura. Questo meccanismo è responsabile della percezione dello spazio e ci permette di compiere azioni, come ad es. sollevare un braccio con gli occhi chiusi, formando esattamente un angolo di 90°. Le fasce sono anche responsabili della trasmissione della forza, di cui necessita il corpo per muoversi.

Automassaggio Rilassare le fasce

Con il proprio peso corporeo

I due attrezzi più conosciuti per rilassare le fasce sono il black roll e la palla per allenare le fasce. Ci si distende sugli attrezzi e si massaggiano con movimenti lenti i tessuti. Le prime volte è consigliabile farsi seguire da un esperto. blackroll.ch

MOVIMENTO

Alcuni studi hanno mostrato che il tessuto connettivo si contrae anche quando vengono secreti i messaggeri dello stress. Al termine di una breve situazione di stress, il tessuto si rilassa nuovamente. Se tuttavia lo stress è cronico, anche le fasce rimangono in tensione, con possibili irrigidimenti permanenti. Agopuntura, massaggi e yoga aiutano

Da quando i ricercatori hanno scoperto la stretta connessione tra muscoli e fasce, nel settore sportivo teso all’allenamento di forza, coordinazione e resistenza viene contemplato anche lo stretching fasciale. Quali attrezzi d’allenamento si utilizzano blackroll e le apposite palle in espanso rigido da far scorrere per l’automassaggio. La pressione del proprio peso corporeo stimola lo scambio di liquidi nel tessuto, sciogliendo eventuali aderenze. Alcuni centri fitness offrono inoltre speciali workout per l’allenamento miofasciale, dove si eseguono soprattutto esercizi di stretching e di dondolamento. La ricerca sulle fasce è ancora ai suoi albori. Secondo uno studio della Harvard Medical School è scientificamente provato che le terapie corporee manuali quali l’agopuntura o i massaggi agiscono positivamente sui tessuti connettivali. Alla stessa stregua delle pratiche motorie orientali, prime tra tutte lo yoga. In numerose posizioni di yoga vengono allungate lentamente e durevolmente le fasce maggiori. Queste estensioni attivano le cellule costituenti delle fibre, migliorando in tal modo il flusso d’acqua nel sistema idraulico e facilitando lo scivolamento tra gli strati fasciali. Che lo yoga faccia bene alla salute è cosa nota da tempo. Oggi, alla luce di quello che sappiamo sul sistema miofasciale, abbiamo nuovi elementi in grado di spiegare perché. l Prosegue a pagina 53

Vivai 6/15

51


I Media Migros

vi augurano Buon Natale e felice Anno Nuovo.


MOVIMENTO

FASCE

”Fasce poco elastiche possono dare origine a dolori alla schiena.” Jörg Hering, fisioterapista, docente di anatomia e terapista FDM (modello delle distorsioni fasciali), Berna

La carenza di movimento può comportare il pericolo di aderenza delle fasce. Basta stare seduti tre ore consecutive alla scrivania?

Un’inattività di tre ore non è sufficiente per la formazione di aderenze. Più a lungo si è inattivi, maggiori e più forti risulteranno le aderenze. Queste ultime in genere si manifestano durante la notte, quando il corpo riposa e si formano nuove fibre. Il sistema fasciale ricorda una rete e le cellule costituenti delle fibre possono essere paragonate a ragni che trascinano fili di collagene dietro di sé. Essi si muovono e si collegano di continuo. Quando al mattino ci stiriamo e ci muoviamo, le aderenze si sciolgono. Se ciò non accade, esse si consolidano sempre più fino a provocare problemi all’apparato motorio. Le terapie manuali, come ad esempio i massaggi, sono efficaci. Come agiscono?

Queste terapie si basano sulla pressione. Con una pressione più delicata si raggiungono le fasce superficiali, con una più energica gli strati più profondi. La pressione agisce entro uno spazio ristretto e costringe le cellule costituenti delle fibre a riformarsi. Le aderenze vengono in tal modo sciolte. Nel contempo l’acqua viene spinta attraverso il sistema fasciale favorendo l’eliminazione delle tossine

Un metodo più recente si basa sul modello delle distorsioni fasciali. In che cosa consiste?

Questa terapia si basa su sei tipi di possibili disturbi fasciali e quindi su sei diversi tipi di dolore che si manifestano sotto forma ad es. dolore lineare, superficiale o puntuale. La terapia mira a riconoscere il dolore nel modo in cui è percepito dai pazienti, a ricondurlo a uno dei disturbi fasciali e a trattarlo con le corrispettive manipolazioni. Queste ultime rimandano alla gestualità del dolore del paziente e vengono eseguite con una pressione piuttosto intensa. Un dolore ricorrente è il mal di schiena. È anch’esso imputabile alle fasce?

Fasce e muscolatura costituiscono un’importante fonte di dolore alla schiena. Soprattutto in caso di dolori non specifici, ossia quando le radiografie o la risonanza magnetica non rivelano nulla di concreto, si tratta quasi sempre di disturbi del tessuto fasciale e/o dei punti trigger. In questi casi una terapia miofasciale e dei punti trigger nell’ambito del trattamento può senza dubbio essere d’aiuto. L’automassaggio con il blackroll garantisce fasce sane. Come va eseguito?

100% naturale

Se utilizzato correttamente senza dubbio. Più il movimento viene eseguito lentamente, meglio è. Quindi non lo si deve muovere avanti e indietro, bensì farlo rotolare lentamente in una direzione e poi lentamente nell’ altra. Il sistema fasciale ha bisogno di tempo. Lavora piano. All’inizio il massaggio con il rullo può essere parecchio doloroso. In questo caso lo si dovrebbe ripetere solo quando lo stimolo al dolore sarà diminuito.

Stanchezza cronica?


COCCOLE DI BELLEZZA

IL FREDDO

Benessere da brivido Più performanti, più vitali, più tonici: il nostro corpo trae beneficio dalle basse temperature. Meglio il caldo o il freddo? Oggi vince il freddo!

m

eno 110 gradi! Più bassa della temperatura più fredda mai misurata sulla Terra. La capacità di sopportazione massima con costume da bagno, mascherina per proteggere la bocca, berretto, guanti e scarpe è di 3 minuti. Soprattutto gli sportivi e i pazienti con dolori osano penetrare nella camera del freddo. Il raffreddamento rapido aiuta ad aumentare la prestazione e accelera la rigenerazione e i processi di guarigione. Le società sportive e le cliniche utilizzano la camera del freddo già da tempo, ma ora anche i centri fitness stanno scoprendo i benefici della crioterapia e di altre applicazioni del freddo.

Moltissimi i benefici «Nella camera del freddo la pelle si raffredda molto rapidamente. I vasi sanguigni superficiali si restringono, spingono il sangue all’interno del corpo e il cuore pompa più sangue a ogni battito. Non appena i vasi sanguigni si dilatano nuovamente dopo lo shock termico, l’irrorazione sanguigna dei muscoli raggiunge i suoi massimi livelli», spiega Astrid Bösch, responsabile della criocamera med-ice di Lucerna: «In ogni caso, non si congela, anzi. I muscoli e le articolazioni diventano più flessibili e mobili». Gli studi dimostrano che in queste condizioni gli atleti possono raggiungere prestazioni migliori per circa mezz’ora. Il gelo, che percepiamo come punture di spilli sulla pelle, provoca anche altre reazioni: inibisce la sensazione di dolore e le infiammazioni e rafforza le difese immunitarie. Così, questo scomparto di congelamento offre un sollievo a tempo de54

Vivai 6/15

La criocamera non è una novità per gli sportivi professionisti e oggi trova spazio anche nei centri benessere.

terminato anche dai forti dolori causati ad esempio dai reumatismi. La crioterapia stimola inoltre la secrezione di endorfine, che scatenano stati euforici e come effetto secondario una sensazione di vitalità. Se la crioterapia a corpo intero è paragonabile alla funzione «surgelazione rapida» del congelatore, le frizioni con acqua fredda si avvicinano piuttosto alla modalità «raffreddamento». I professionisti ad esempio del calcio e dell’hockey su ghiaccio si immergono in vasche riempite di ghiaccio per evitare le contratture muscolari e per rigenerarsi più rapidamente. Il freddo attiva la circolazione sanguigna e quindi anche il metabolismo, e aumenta la velocità di eliminazione di sostanze nocive quali l’acido lattico, che provoca iperacidità nelle cellule muscolari. La vasocostrizione generata dal freddo diminuisce il flusso di liquidi nei tessuti, le tumefazioni regrediscono e si possono evitare i versamenti sanguigni. E la buona vecchia doccia? Anche il getto rinfrescante ha un effetto energeti-

co: favorisce l’irrorazione sanguigna e rafforza il sistema immunitario. Chi non teme la pelle d’oca, sa anche che questo stimolo risveglia, attiva l’organismo e mette di buon umore. Nel mondo dello sport il tema del raffreddamento assume un’importanza sempre maggiore. Chi pratica jogging e percorre lunghe distanze indossa sempre più spesso copribraccia o gilet refrigeranti. Chi si dedica all’atletica leggera infila il gilet refrigerante prima della gara o tra una prova e l’altra. Questi accessori ritardano l’aumento della temperatura corporea in caso di sforzi importanti. L’organismo deve quindi lavorare meno per regolare la temperatura corporea e ha più energia per mantenere alto il rendimento. Allo stesso tempo, in un ambiente gelido, il corpo deve produrre energia per mantenersi caldo. Consuma quindi più calorie. In presenza di temperature molto basse, vengono attivate le cellule del tessuto adiposo bruno. Il tessuto adiposo bruno, che si trova soprattutto nella parte alta del corpo sul petto e la clavicola, è il grasso «buono», che mangia il grasso bianco, quello «cattivo». Il freddo in generale esercita anche un’azione decongestionante, ad esempio sui sacchi lacrimali. «Il maggiore consumo di energia e un tessuto dall’aspetto più tonico e liscio sono simpatici effetti secondari di una crioterapia regolare», conferma Astrid Bösch di med-ice. Per tremare un po’ non servono per forza temperature artiche. L’inverno ci invita a lunghe passeggiate all’aria aperta. La ricompensa: un’irrorazione migliore, una pelle rosea e un buon umore. l

© Corbis, Astrid Bösch/med-ice GmbH, iStock

Testo: Petra Koci


Momenti ghiacciati anche a casa tua

Freddo sulla pelle

Mal di testa addio!

Cool patch Axanova

Stick massaggiante contro le cefalee Sanactiv

I cerotti refrigeranti al mentolo alleviano i dolori ai muscoli e alle articolazioni:

Lo stick rinfresca in caso di tempie pulsanti e cefalee:

Piedi al fresco

Effetto refrigerante per i piedi surriscaldati da lunghe passeggiate: Cooling gel Pedic Care*

Occhi di ghiaccio

Freddare le rughe

Roll-on occhi Garnier

Balsamo antirughe Revital ZoĂŠ

Per trattare le occhiaie con effetto freddo e un pizzico caffeina:

* Disponibile solo nelle maggiori filiali.

Il balsamo intensivo rinfresca e leviga le rughe del viso:

Su la maschera!

Ripiene di gel refrigerante, queste maschere donano al viso un aspetto fresco:

nei beauty shop


CONCORSO so or i! c n m Co pre a

Risolvi, rispondi e vinci In palio Il Geniesser- und Kuschelhotel Gams nella Foresta di Bregenz si distingue per la sua offerta per le coppie in cerca di romanticismo. In palio 1 pacchetto «Traumtage zu Zweit» (3 notti, 4 se l’arrivo è previsto di domenica) per 2 persone del valore di fr. 1000.– , inclusi mezza pensione, champagne, Chocolat d’Amour della casa e accesso alla «Spa Da Vinci». Ulteriori informazioni su hotel-gams.at

Come partecipare Telefono Chiama lo 0901 560 003

(fr. 1.–/chiamata, da rete fissa) e lascia sulla segreteria soluzione, nome, cognome e indirizzo. SMS Invia VIVAI I, soluzione, nome, cognome e indirizzo al numero 920 (fr. 1.–/SMS).

Cartolina postale (posta A) Edizioni Vivai, concorso 6/15, casella postale, 8074 Zurigo Il termine d’invio è il 20.12.2015 La soluzione del numero precedente era

mobilità

I 30 vincitori del concorso pubblicato su Vivai 5/2015 sono stati informati personalmente.

I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno sostituiti. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome della vincitrice o del vincitore saranno pubblicati su Vivai 1/16.

56

Vivai 6/15

Abbonati gratis a Vivai su www.migros.ch/it/vivai oppure via mail a: abbonamenti.vivai@ mediasmigros.ch e tel. 0800 180 180


Stanco, stanco, stanco, stanco...

FLORADIX® più energia e vitalità rapido sollievo • con ferro organico • ben assimilabile • ben tollerato • privo di additivi sintetici • vegetale • adatto ai vegetariani •

Particolarmente indicato per le donne

WWW.FLORADIX.CH


IL LUOGO DEL CUORE

LISA M. CHUMA

«Gli alberghi hanno un’atmosfera particolare. Il Kameha Grand è un po’ come il mio ufficio esterno.» Lisa M. Chuma è nata in Zimbabwe. A 16 anni si trasferì in Inghilterra e quattro anni fa giunse in Svizzera con suo marito e tre figli. Lisa ha fondato la Women’s Expo Switzerland, una fiera e piattaforma di donne per donne.

uesto albergo mi aveva già sedotto prima ancora della sua inaugurazione, dalle pagine di internet: l’arredamento moderno, il gioco delle luci e tutti quei colori, nei locali e sui piatti! Questo luogo mi somiglia, qui mi sento me stessa. Negli alberghi c’è un’atmosfera speciale, le giornate sono sempre diverse. Ecco perché mi piace utilizzare il Kameha Grand come ufficio esterno, quando mio marito è a casa e si occupa dei bambini. Anche se abito a Zugo, faccio volentieri un po’ di strada in più. E per chi

58

Vivai 6/15

ha vissuto a Londra, spostarsi di qualche chilometro non è certo un problema! Le riunioni le organizzo nella lobby. Poi mi trasferisco al sushi lunch club e mi affido all’azione benefica delle luci e dei colori. I colori sono importanti per me; forse è proprio per questo motivo che mi sento così bene in questo ambiente. Per non parlare poi del design dell’albergo… il mio ufficio, il giorno che potrò permettermelo, dovrà essere proprio così! Come mai organizzo eventi? Non è un caso. I miei genitori si sono separati quando ero ancora molto giovane, perciò

oggi voglio costruire ponti per aiutare gli altri. E anche per me stessa: quando arrivai in Svizzera, decisi di frequentare eventi di networking per fare nuove conoscenze. Attraverso i miei eventi, intendo creare una rete più fitta e solida tra donne svizzere ed immigrate. Purtroppo il Kameha Grand è un po’ piccolo per organizzare la nostra Expo. Ma di certo qui proporrò un evento di preparazione. Chissà quanti incontri interessanti e quante nuove idee nasceranno tra queste mura! l A cura di Petra Koci.

© Karin Heer

Kameha Grand Zürich q


oekom Rating 2015: La Migros: il commerciante al dettaglio piĂš sostenibile del mondo.

Promettiamo a Manon di investire un miliardo di franchi in istruzione, tempo libero e cultura. Entro il 2020, con il Percento culturale Migros e le sponsorizzazioni, promettiamo di investire un miliardo di franchi a favore della societĂ .

Di piĂš su generazione-m.ch


Building Building People Nations

LA PRIMA DELLA CLASSE, MOTIVATA PER STUDIARE, IMPEGNATA IN RETI SOCIALI:

WINNIE LOZI, Kenia

Aspirazione professionale: Neurochirurgo Possibilità di formazione: Zero Clicca sul seguete link per sapere come rendere possibile l‘ educazione superiore di Winnie, perché possa partecipare ad un futuro sostenibile del suo paese www.aiducation.org.

Building People. Building Nations.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Vivai 2015 6 it by Migros - Issuu