La rivista
per il benessere e la sostenibilità
03/2015
ALIMENTAZIONE Alternative vegetali: le bevande di soia, riso e mandorle fanno sempre più concorrenza al latte vaccino.
VIAGGI Perle sull’acqua: piccole o grandi, vicine o lontane, le isole affascinano tutti. Getta l’ancora con noi!
Vivi appieno il presente e assapora il fluire del
tempo
oekom Rating 2015: La Migros: il commerciante al dettaglio più sostenibile del mondo.
Promettiamo a Giosua di aumentare del 30% entro la fine del 2016 il nostro assortimento per allergici. Alla Migros sono sempre più numerosi i prodotti su cui è chiaramente indicata l’assenza di lattosio, glutine e di altri allergeni. Con questa e altre numerose promesse concrete ci impegniamo per la generazione di domani.
I nostri prodotti per chi soffre di allergie e intolleranze sono in vendita in filiali Migros selezionate e presso LeShop.ch
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EDITORIALE
Cara lettrice, caro lettore Inoltre...
Foto di copertina: Getty Images, iStockphoto (fotomontaggio Vivai) © Roland Tännler, iStockphoto
Tutto è possibile! Quanto mi piace navigare su www.scuola-club.ch e lasciarmi sorprendere dalle infinite possibilità per imparare cose nuove. Un trauma vissuto alle elementari («E che cosa sarebbe?») mi ha fatto credere di non saper disegnare. Forse è vero, ma ora voglio superare questo blocco. E allora ho deciso di frequentare un corso di disegno! Passioni estive La morte non è la fine di tutto. Lo scrittore colombiano Gabriel García Márquez è scomparso un anno fa, ma i suoi libri vanno alla grande. Ho riletto per la terza volta L’amore ai tempi del colera, un romanzo splendido, dalle atmosfere umide e calde, all’insegna del desiderio e della passione, dove tutto profuma degli umori estivi. Che sia di buon auspicio per quest’estate!
Era il mio giorno libero e volevo comprare in fretta un regalo. Quando la commessa ha appoggiato la scatoletta in orizzontale e non in verticale sul pezzo di carta troppo piccolo, ho capito che ci avrebbe messo molto. Cercando di ripiegare maldestramente le estremità dell’involucro, ha fatto scivolare in avanti la scatoletta. Per rimediare, ha lisciato la carta e poi ha riprovato. Quando è finalmente riuscita a fare il pacchetto, ha esclamato: «Oh, è finito il nastro adesivo!» Ho espirato rumorosamente, inarcando le sopracciglia e dondolando da un piede all’altro. Che strano. In fondo, di tempo ne avevo. Eppure continuavo a ripetermi: QUESTA DONNA MI STA FACENDO PERDERE TEMPO! «Eh no, mia cara! Ti ha fatto un regalo, dandoti il tempo per non fare nulla», ha commentato più tardi la mia cugina preferita, che vede le cose in modo diverso dal 99 percento dell’umanità. E aveva ragione. Avrei potuto sfruttare l’attesa per memorizzare il versetto della Bibbia «Per tutto v’è il suo tempo», o per «ascoltare il mio respiro», come amano ripetere i maestri che insegnano meditazione in sale ovattate, ben lontane dalla realtà. A un certo punto, allungandomi il pacchetto decorato con un fiocco storto, mi ha chiesto: «Va bene?» Se dentro di me non fossi stata così esasperata, mi sarei commossa. In questo numero vi diamo il tempo… per riflettere sul tempo. Dovremmo adeguarci al suo fluire naturale. Purtroppo spesso non ci fermiano mai. E poi, d’improvviso, succede qualcosa o appare qualcuno che ci obbliga a farlo. Come la commessa un po’ maldestra. Vi auguro una buona estate!
Caporedattrice Vivai 3/15
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Circa 10’000 articoli di nostra produzione.
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Ciò che ci sta più a cuore lo facciamo noi stessi. Per esempio, il nostro detersivo per i piatti Handy, che produciamo in una delle nostre imprese svizzere. ––––––––––––––––––––––––––––––––––––
Maggiori informazioni su: www.noifirmiamo-noigarantiamo.ch
DALL‚ I NTERNO
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Impressum
ar ticolo Scriver e un , isola su Norderney? Il nostro della Frisiaald Braun autore Har o al volo. Da ha accettat del Nord, vero amante fiutare! non poteva ri
Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Caporedattrice: Susanna Heim Sostituta: Christine Kunovits Coordinazione: Imelda Stalder Testi/produzione: Lukas Hadorn (D), Alda Viviani (I) Correttorato: Marco Altrocchi (I) Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC-Mix. Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile.
Martin Burgdorff è un vero genio nel tradurre montagne di dati e di parole in infografiche e illustrazioni semplici e chiare. E lo dimostra anche in questo numero (p. 20).
Latte vaccino o latte vegetale? Il dibattito è aperto...
ISSN: 1663-7178 Tiratura totale Vivai: 250 000 copie D: 173 000, F: 60 000, I: 17 000 copie
© Igor Kuprin, Sabine Braun, Paolo Dutto, Marion Nitsch
Gli esperti
Vivai è gratis ! Ordinala qui : abbonamenti. vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama il numero 0800 180 180
Almut Berger, la giornalista di Migros Magazin dal pollice verde, ci ha dato vari suggeriementi per l’articolo sul giardinaggio (p. 24).
David Fäh è fisiologo dell’alimentazione e docente all’Università di Zurigo. Ci aiuta per le domande sull’ alimentazione, campo di cui è specialista.
Marianne Botta Diener è ingegnere alimentare e ha pubblicato vari libri specializzati. Questa volta tratta il tema del dibattito sul latte (p. 34) Vivai 3/15
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Lentiraingoosoleefr. uttoso,
agro e dolce, leg um iare sconosciuto e famil
Voglia d i ? ispira zione a i v te A b bo n a ne io g ta C ucin a d i S e v incete!
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Sì, desidero lasciarmi ispirare e ordino l’abbonamento a 12 edizioni di Cucina di Stagione a soli CHF 39.– (anziché CHF 58.80*). Partecipo inoltre all’estrazione di 10 buoni Migros del valore di CHF 100.– ciascuno. Nome
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630568
Inviare il tagliando a: Cucina di Stagione, servizio abbonati, casella postale, 4800 Zofingen Prezzi 2014, con riserva di modifiche. Consegna all’estero più spese di porto. I dati possono essere utilizzati per scopi commerciali. Termine di partecipazione: 30.6.2014. Le condizioni di partecipazione sono disponibili alla pagina www.saison.ch/estrazione * prezzo di copertina
PENSATI PER VOI
Tutti a bordo… Vivai prende il largo! Ecco l’ingegnosa nave dei pirati costruita in esclusiva per Vivai con materiale di riciclo dagli ideatori di Kiludo, una rivista creativa digitale trimestrale assai ricca d’idee per il bricolage, giochi e ricette di cucina per genitori con figli tra i 3 e gli 8 anni. Un concetto fantastico e una nave geniale. Grazie. Buon viaggio!
QUANDO L‚ESTATE
T’interessa un numero di prova gratuito di Kiludo? Vai su www.kiludo.ch/probemagazin
NON TEME LA METEO Incantarsi davanti alle fiamme danzanti di un falò, rilassarsi nella sauna del bosco, remare sul lago oppure, se il tempo fa le bizze, giocare a bowling, bivaccare in salotto o creare un giardino di erbe aromatiche: dopo il successo delle 100 idee per l’estate 2014, anche quest’anno la Migros presenta una raccolta d’idee per un’estate spumeggiante e variata, per il bello e il brutto tempo: il libretto 100 nuove idee per l’estate a prova di meteo è in vendita in tutte le filiali Migros.
Il festival del bio Il fine settimana del 19-21 giugno Zofingen ospiterà la 16a edizione del Bio Marché, la fiera di prodotti bio più importante della Svizzera, con circa 200 espositori nazionali ed esteri. Sarà presente anche la Migros, sponsor principale, con diversi rappresentanti dell’M-Industria nonché fornitori Migros Bio che proporranno una selezione dei loro prodotti.
© Pablo Tys, www.biomarche.ch
Ulteriori informazioni su www.biomarche.ch
Alnatura piace moltissimo Dallo scorso anno la Migros propone oltre 300 prodotti dell’assortimento Alnatura. Visto il successo di questi alimenti prodotti biologicamente e conformi a uno stile di vita sostenibile, è stato deciso di portare entro fine 2015 da 100 a 200 il numero delle filiali che venderanno l’assortimento Alnatura. Un grande successo che fa piacere anche a noi! Vivai 3/15
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La forza del magnesio per la vita di tutti i giorni Basta 1 bustina 1x al giorno Granulato solubile ricco di magnesio Gusto fresco all’arancia
Integratore alimentare. Disponibile nella vostra farmacia o drogheria. Biomed AG, 8600 Dßbendorf, www.biomed.ch Š Biomed AG. All rights reserved.
SCELTI DA NOI
Piove? Vai alle terme! Un po’ vecchiotti? Per nulla! Noi della redazione di Vivai siamo amici dichiarati dei bagni termali. E non solo d’inverno. Le Terme Merano, in Trentino Alto Adige, sono immerse in un parco di circa cinque ettari; uno splendido giardino di palme e rose che d’estate esplodono in mille colori e profumi. Quando il tempo fa i capricci, è un’ottima occasione per godersi le piscine, le saune e il centro benessere all’interno di un imponente cubo di vetro. Un indirizzo d’eccellenza per i clienti è il contiguo Hotel Terme Merano, collegato allo stabilimento termale tramite un tunnel sotterraneo.
Cavalcando la luce Cosa prova una particella di luce quando sfreccia attraverso il cosmo alla velocità di 300 000 chilometri al secondo? L’artista statunitense Alphonse Swinehart ha girato un video di 45 minuti immaginando una corsa a cavallo di un fotone attraverso il sistema solare, fermandosi a Giove. Un’ esperienza forte e, dopo alcuni minuti, anche sorprendentemente rilassante. Termine di ricerca su Google: Riding Light. L’animazione può essere visionata sulla piattaforma Vimeo.
Occhi amici
www.hotelthermemeran.it
© Illustrazione: Christopher Corr
BRIVIDI FRUTTATI
Il gelato perfetto lo immaginiamo così: 100 percento frutta, niente aromi o coloranti artificiali, niente zuccheri aggiunti. Il nuovo Fruit Ice della Migros si limita a tre ingredienti: purea di frutta, fibre d’agrumi e concentrato di succo di mele. Tutto qui. La frutta la scegliete voi: mango o fragola?
Aiutare può essere facilissimo: con l’app gratuita «Be My Eyes», i volontari rispondono in videochat alle domande di non vedenti e ipovedenti, dalla data di scadenza di uno yogurt al menu del ristorante. Attualmente i circa 18 000 ciechi e ipovedenti registrati possono contare sugli occhi di oltre 200 000 volontari. Semplicemente geniale! www.bemyeyes.org (l’app è disponibile nell’ iTunes Store e presto potrà essere installata anche sui dispositivi Android.)
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DOSSIER IL TEMPO
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Per la medicina ayurvedica e quella cinese, chi si sveglia alle 2 del mattino ha problemi di fegato.
Perché vorremmo avere sempre più
tempo? Abbiamo l‚impressione che non basti mai,eppure ne avremmo a sufficienza! Per vivere meglio dobbiamo imparare a viverlo in modo diverso, assaporando
Natura morta (31.5-20.5.2008) c-print UltrasSecG, 210 x 180 cm, copia unica © Michael Wesely, per gentile concessione della Galleria Fahnemann
appieno il presente. Come riuscirci? Praticando l‚attenzione! Testo: Ruth Hoffmann Foto: Michael Wesely Illustrazioni: Martin Burgdorff
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l tempo, cosa strana. Passiamo così i giorni della vita, e un nulla è il tempo. Ma poi a un tratto, ecco, altro non sentiamo che lui», canta la Marescialla nell’opera Il cavaliere della rosa di Richard Strauss. «È intorno a noi, è anche dentro noi. Sui volti cola, cola nello specchio, e scorre nelle mie tempie. Ed è tra
te e me, e scorre ancora. Silente, come una clessidra» sono le parole che rivolge a Octavian, il suo amante di qualche anno più giovane di lei, pur sapendo che lui non è in grado di capirla, così come non può condividere la sua tristezza. È troppo giovane per essere cosciente del tempo che passa e per viverlo con rammarico.
Al più tardi verso i quarant’anni, tutti sperimentano la sensazione di cui parla la Marescialla. Come mai percepiamo il tempo in modo così diverso? A volte sembra dilatarsi in modo insopportabile, per poi rimettersi a scorrere velocemente. Eppure orologi e calendari dimostrano che in realtà scorre sempre in modo uniforme. Vivai 3/15
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DOSSIER IL TEMPO Tra le 5 e le 10, tra il lunedì e il venerdì, si verifica la maggior parte degli infarti. Siccome la mattina presto i vasi sanguigni sono meno elastici, sono più frequenti anche i casi di ictus.
E perché, con l’avanzare dell’età, abbiamo l’impressione di averne sempre meno e che passi più velocemente? In effetti, il nostro corpo è dotato di un orologio interno incredibilmente preciso, solo che non sappiamo come leggerlo. Lavora anche quando vengono a mancare i punti di riferimento esterni: dopo un breve periodo d’adattamento, anche le persone che vivono completamente al buio di una grotta, senza avere la minima idea dell’alternanza tra giorno e notte, iniziano a seguire un ritmo ben preciso. La loro giornata dura circa 24,5 ore, in alcuni casi un po’ di più, di cui 16 passate da svegli. Pur avendo l’impressione di aver perso la cognizione del tempo, il loro corpo continua a funzionare secondo un ritmo perfetto e la confusione riguarda solamente l’inconscio. Responsabili del buon funzionamento sono gli orologi contenuti in tutte le cellule dell’organismo, che controllano con grande precisione la rispettiva funzione. Un ciclo completo dura 24 ore e qualche minuto. Grazie a dei segnali elettrici, il nucleo soprachiasmatico, un gruppo di cellule cerebrali situate nell’ipotalamo, configura, per così dire, il nostro orologio interiore centrale, che, anche nel corso di un’intera vita, una volta trovato il ritmo si sfasa solo di pochi minuti. In natura, questo grado di precisione basta e avanza ed è stato più che sufficiente anche per gran parte della storia dell’uomo: fino a circa 200 anni fa, il ritmo tra vita e lavoro era scandito dalla luce del giorno e dalle stagioni. Con l’avvento dell’industrializzazione, si è data sempre più importanza alle ore e ai minuti, perché per gestire le relazioni e i doveri della nostra società non bastava più affidarsi alla percezione soggettiva del tempo. E così gli orologi sono diventati padroni del nostro tempo. Contemporaneamente, abbiamo iniziato a dover fare i conti con una novità non meno rivoluzionaria dell’invenzione della ferrovia e che continua a condizionare la nostra vita: la mancanza di tempo! Anche se rispetto ai nostri antenati al 12
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giorno d’oggi la maggior parte di noi ha più tempo libero a disposizione, perché tanti lavori sono svolti dalle macchine, ci si muove più velocemente e negli ultimi cento anni l’aspettativa di vita è quasi raddoppiata, paradossalmente abbiamo spesso la sensazione di non avere mai abbastanza tempo. È il virus della velocità! È vero che ha ormai contagiato quasi tutto il mondo, ma ciò non spiega fino in fondo questo paradosso. La causa è da ricondurre soprattutto al nostro atteggiamento verso il tempo e a come ci poniamo nel suoi confronti. La percezione del tempo cambia
Per un lasso di tempo breve, il cervello misura il tempo che passa basandosi sul movimento. Pensiamo al battito di ciglia, ai passi, al ritmo della respirazione. Nel caso d’intervalli di tempo più lunghi, il cervello si orienta basandosi sui cambiamenti che avvengono nel mondo esterno,
Per avere più tempo 1) Rimani nel qui e ora! La mente vaga perennemente. Fa progetti per il futuro, rimugina il passato. Ma la vita si svolge nel presente! Vivendo fuori tempo, non si vive pienamente. 2) Coltiva l’ozio! Dedica regolarmente del tempo solo a te: ascolta musica, fai una passeggiata, guarda nel vuoto. Questi momenti d’ozio dilatano il tempo. Quando viviamo alla nostra velocità, non siamo in balia del ritmo dettato dal mondo esteriore. 3) Concentrati! La mente non si può occupare di due cose allo stesso tempo. Pensare che facendo più cose alla volta si risparmi tempo è solo un’illusione. È proprio il contrario. 4) Fissa delle priorità! Chiediti se ciò che hai deciso di fare è veramente necessario. A volte con questa semplice domanda riusciamo a capire che molte cose sono inutili o che sono solo delle aspettative del mondo che ci circonda.
confrontandoli con i ricordi che abbiamo immagazzinato. Per esperienza, sappiamo quanto tempo impiega il semaforo a diventare verde o quanto ci mette il sole a tramontare. La maggior parte di questi segnali non viene però percepita in modo consapevole e quindi, stimando i minuti trascorsi, spesso ci sbagliamo. Questo è particolarmente evidente quando il tempo ci sembra volare perché siamo completamente immersi nel presente, quando flirtiamo o diamo un bacio appassionato, durante una conversazione avvincente o se facciamo un lavoro entusiasmante. Durante una conferenza noiosa, nella sala d’aspetto del medico o nei corridoi degli uffici amministrativi succede invece il contrario, perché, non avendo nulla da fare, ci soffermiamo su ogni piccolo cambiamento. Sembra che il tempo non passi mai e l’attesa risulta interminabile. O, per citare Albert Einstein, «quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività». Praticare l’attenzione
Dobbiamo quindi accettare che le ore più piacevoli sono anche le più brevi? No! Proprio perché, a differenza del sentire o del vedere, non abbiamo un senso del tempo, possiamo influenzare la nostra percezione in modo mirato. Tutti sappiamo cosa significhi abbreviare i tempi. Non appena non abbiamo nulla da fare, ci mettiamo a fare qualcosa. Quando il tram tarda di alcuni minuti, diamo una veloce occhiata alle mail e alle notizie o scriviamo un post su Facebook. Anche quando siamo tra amici teniamo sempre d’occhio il cellulare. Non esistono mezzi più potenti dei dispositivi elettronici nell’interferire nella percezione del tempo. Penso soprattutto ai giochi al computer, che portano a perdere la cognizione del tempo. Alla fine non rimane nemmeno un ricordo che potrebbe servire
La maggior parte dei bambini viene al mondo di mercoledì, tra le 8 e le 9 di mattina. Il numero più basso di nascite si registra tra le 2 e le 3 di notte. Verso le 8 i tagli cesarei sono più frequenti.
Alle 8 il traffico pendolare a Zurigo raggiunge il picco. È quasi il doppio rispetto al secondo picco della giornata, verso le 18.
Natura morta (31.3.-7.4.2009) c-print UltrasSecG, copia unica © Michael Wesely, per gentile concessione della Galleria Fahnemann
Le foto di questo dossier sono opere del fotografo tedesco Michael Wesely, che documenta il fluire del tempo prolungando i tempi d’esposizione dell’immagine.
da ancora al cervello. E il tempo svanisce senza lasciare traccia. Facciamo invece più fatica a dilatare il tempo e stentiamo a credere di poterlo fare. Eppure ci sbagliamo. È solo una questione d’allenamento! La bacchetta magica per riuscirci è praticare l’attenzione. Vuoi dilatare una bella serata? Allora dai al tuo orologio interno il maggior numero d’impressioni e dettagli. Presta attenzione a come stai sorseggiando il vino, osserva il passaggio dal giorno alla sera, guardati intorno e osserva come cambia l’atmosfera che ti circonda. Stai
vivendo un momento temporaneo, che non si ripresenterà. E allora, proprio per questo, approfittane e vivilo appieno. Presta attenzione con tutti i sensi a quello che ti si presenta. L’attenzione consapevole dilata il tempo. Per lo stesso motivo con l’avanzare dell’età ricordiamo molte cose legate all’infanzia e all’adolescenza, mentre gli anni dell’età adulta sono sempre più sfocati e a ogni compleanno ci stupiamo che sia già passato un anno. È un processo che non si può fermare del tutto. Verso i quarant’anni, abbiamo più confidenza con la
vita di quando ne avevamo dieci. Molte cose fanno ormai parte della routine, siamo meno propensi a lasciarci stupire e tendiamo ad andare avanti inserendo il pilota automatico. Le settimane e gli anni sembrano scorrere via più velocemente. Vivendo in modo consapevole e variato possiamo però mettere un freno al tempo. Aprendoci al nuovo con curiosità, spezzando la routine e cambiando le nostre abitudini, possiamo vivere il tempo in modo più intenso. Non si tratta d’aggiungere più giornate alla vita, ma più vita alle nostre giornate. l Vivai 3/15
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Tra le 10 e le 12, i distributori tendono ad alzare il prezzo della benzina.
Alle 9, Pyotr Ilyich Tchaikovsky era solito uscire a fare la sua passeggiata quotidiana, in modo da essere di ritorno alle 10, quando iniziava a comporre.
Per vivere appieno coltiva anche l‚ozio! Nel loro nuovo libro, Karlheinz e Jonas Geissler, ricercatori di Monaco di Baviera, elogiano l‚impiego piacevole del tempo, sottolineando che i momenti d‚ozio o di noia non devono essere travolti dall‚accelerazione. Intervista: Lukas Hadorn
Karlheinz e Jonas Geissler, siamo arrivati a casa vostra volutamente un quarto d’ora prima del previsto. Lo avete notato? Karlheinz Geissler (KHG): A me non dà
fastidio. Da anni vivo senza orologio e organizzo la mia giornata in modo da non dover mai arrivare all’ultimo minuto. Non sono una persona puntuale, quindi non mi aspetto che gli altri lo siano. Jonas Geissler (JG): Per me è diverso.
Sono un libero professionista, anche mia moglie lavora e abbiamo due bambini piccoli. La nostra vita richiede una programmazione maggiore, quindi io devo guardare l’orologio molto più spesso di mio padre. Dai vostri libri risulta che l’orologio è un peccato originale dell’era moderna. KHG: In un certo senso è così. Con la sco-
perta dell’orologio, abbiamo svincolato dalla natura il tempo, o meglio, i segnali 14
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che ci vengono dati dal tempo. Improvvisamente non ci si orientava più secondo il buio e la luce, ma si guardava se erano le 5 o le 6. Da allora viviamo una vita a due tempi: il tempo misurato in modo meccanico e il tempo naturale.
zazione l’uomo è stato così libero di decidere del suo tempo. Ma non è mai stato tanto difficile sfruttare questa libertà a nostro favore.
E questo è un problema? JG: Certamente, perché l’uomo moderno,
orologi hanno trasformato il tempo in denaro. Per l’economia capitalista, il tempo non è altro che un fattore produttivo, che nella concorrenza globale fa la differenza tra guadagno e perdita, tra benessere materiale e povertà.
innumerevoli volte al giorno, deve scegliere se seguire il ritmo della natura oppure le lancette dell’orologio. Mi alzo quando albeggia o quando suona la sveglia? Mangio quando ho fame oppure a mezzogiorno? Più organizziamo la nostra vita seguendo ritmi prestabiliti e la formattiamo con orologi e agende, più ci allontaniamo dalla natura. E di conseguenza anche da noi stessi. Quindi siamo stressati perché dobbiamo fare continuamente delle scelte?
KHG: Esatto. Ed è questo il paradosso: mai prima d’ora nella storia della civiliz-
Come mai? KHG: Perché la libertà costa tempo. Gli
JG: Nella nostra società avere tempo esi-
ge spiegazioni. Chi non fa nulla desta sospetto. La penuria di tempo è vista come un sintomo di benessere, si premia più l’azione che l’ozio. Provi a contare quante volte pronuncia parole che limitano il tempo senza una vera necessità, come «devo fare un salto in farmacia» o «ti fermi un secondo?». Senza rendercene conto, ci mettiamo costantemente sotto pressione.
Da un sondaggio risulta che le persone anziane preferiscono andare a fare la spesa verso le 11. I giovani tendono invece a farla tra le 16 e le 18.
DOSSIER IL TEMPO
Time is money, ovvero: il tempo è denaro... KHG: È il credo della società della presta-
zione e della competitività. Tutto dev’essere organizzato in modo efficiente, tutto deve sempre funzionare ora e subito. Ma a che prezzo? Burnout per i vincitori, depressione per i perdenti. JG: Gli aspetti e i tempi più importanti
nella vita, quello dell’amore, dell’amicizia o del piacere, non hanno prezzo. Ecco perché abbiamo intitolato il nostro libro Time is honey. Chi considera il tempo solamente come un bene monetario, si lascia sfuggire i suoi pregi, dolci come il miele. Proprio quelli che ora dobbiamo riscoprire. In che modo? Rallentando? KHG: No, rallentare non è la soluzione
giusta. Si tratta piuttosto d’imparare a riconoscere e apprezzare il tempo nelle sue molteplici forme. Citiamo ad esempio la rapidità ma anche la lentezza, la premura ma anche la flemma, le pause ma anche la noia.
© Proprietà privata
JG: Per primissima cosa dobbiamo accet-
tare di non poter sempre gestire a piacere il nostro tempo, in un certo senso già vincolato e preprogrammato. Da un lato, ogni individuo ha degli impulsi temporali interiori personali, ad esempio in merito al passaggio tra attività e passività oppure tra efficienza e attenzione. Dall’altro, esistono esigenze e progetti temporali esterni dettati dall’ambiente sociale, professionale e privato. L’arte sta nel cercare di mettere in equilibrio questi sistemi. Come ci si riesce concretamente? JG: Evitando di programmare le nostre
giornate in modo assurdo, senza lasciare
Filosofi del tempo Meglio vivere che programmare di continuo Il 70enne Karlheinz Geissler si occupa di tempo da 30 anni. Professore emerito di pedagogia economica di Monaco di Baviera, Karlheinz Geissler è il fondatore di timesandmore, un istituto di consulenza in materia di tempo, per il quale lavora anche il figlio 35enne Jonas. Insieme hanno da poco pubblicato il libro Time is honey. Vom klugen Umgang mit der Zeit, edito da oekom, che dovrebbe sfatare il mito secondo cui il tempo possa essere risparmiato, gestito oppure perso. Per i due autori, con il tempo possiamo fare solamente una cosa: viverlo!
spazio per la spontaneità, per le relazioni, per le esigenze del proprio corpo o in generale per risolvere una questione o un problema. Quindi più pause, giusto? KHG: Assolutamente sì. Chi non si ferma
per paura di perdere qualcosa, in realtà perde moltissimo. Nelle pause non si dovrebbe però fare nulla, oppure fare il contrario di ciò che si stava facendo prima.
JG: Le pause ci aiutano a riportare in armonia il tempo e il ritmo della vita. Le abitudini con cui segnamo una pausa, ad esempio le passeggiate, la lettura del giornale o il caffè mattutino, aiutano a scandire la giornata. Dobbiamo allenarci a perdere e sprecare tempo. Risparmiare tempo non serve a nulla, perché ogni giorno ne porta con sé una nuova porzione. E anche perché sappiamo benissimo che il tempo risparmiato non serve ad allungarci la vita. l Vivai 3/15
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Tra le 11 e le 14, il luccio attacca con più frequenza, perché questo pesce ama cacciare sul mezzogiorno.
Le ore migliori della giornata ore serali, quando il sole tramonta. Scopri qual è momento della giornata preferito dalle persone che abbiamo interpellato. Sondaggio: Petra Koci Foto: Marvin Zilm
”
Il pieno d‚energia Il momento che preferisco inizia quando tutti i bambini sono usciti e posso gustarmi in pace il secondo caffè. Spesso vado a fare una passeggiata nel bosco con Max, il nostro cane, godendomi la tranquillità che mi circonda. Lì faccio il pieno d’energia che mi dà la carica per tutta la giornata.
”
Monica Herr, madre di quattro figli di 12, 10 e 6 anni (gemelli), Horgen
”
Il crepuscolo Amo il crepuscolo, il momento che segna il passaggio dal giorno alla notte, soprattutto dopo il tramonto. Quando il sole scompare sotto l’orizzonte, tutto ciò che ci sta attorno cambia improvvisamente. Nel cielo iniziano a brillare le prime stelle e sulla Terra scintillano le luci. È un momento magico, in cui mi piace molto scattare foto.
”
Alessandro Della Bella, fotografo, Zurigo. Nel suo libro Helvetia by Night propone fotografie accelerate del cielo notturno.
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L‚aria fresca ”
Il momento più bello cambia sempre, perché le mie giornate sono molto variate. Ma spesso è quando nel pomeriggio vado in bicicletta da un fornitore a ritirare piccole parti per gli orologi o a fare altre commissioni. L’aria fresca mi schiarisce la mente e mi ricarica, così quando rientro in atelier lavoro meglio.
”
Roman Winiger, orologiaio, La Chaux-de-Fonds
© Prune Simon Vermot (ritratto Roman Winiger), Claudio Bader (ritratto Nikita Uboldi)
C‚è chi ama godersi l‚alba e chi adora le
DOSSIER IL TEMPO Alle 15, Picasso si ritirava nel suo atelier, dove dipingeva fino alle 22.30. Poi cenava e alle 23.30 riprendeva a dipingere fino alle 2 del mattino.
Il silenzio della notte ”
Il momento che più mi piace è quello attorno alla mezzanotte. Dopo aver suonato nel bar dell’albergo, faccio una passeggiata tra le vie di Zurigo. Avendo usato molto le dita, mi fa bene muovere i piedi. La città avvolta nel silenzio è romantica. Amo respirare l’aria fresca e lasciarmi inebriare dai riflessi di luce sull’acqua scura della Limmat.
”
”
L‚alba Adoro l’alba, quando mi alzo con la sensazione di poter fare il più bel lavoro del mondo! La mattina offre una vista mozzafiato sulle nostre splendide montagne. Uno spettacolo che carica d’energia positiva me e i miei ospiti.
”
Nikita Uboldi, guida alpina, Agarone
Csilla Varga-Strobl, pianista e cantante, suona regolarmente anche a Zurigo, all’Hotel Storchen.
”
In bici al chiar di luna Il momento che prediligo è tra le 3 e le 4 di notte, quando io vado al lavoro in bici, mentre tutti stanno an-cora dormendo e tutto tace. Mi piace molto. Non c’è in giro nessuno e a farmi compagnia c’è solo la luna. Poi inizio a lavorare in pasticceria, un mestiere che faccio con grande passione.
”
Noomi Minoletti, panettiera-pasticciera alla panetteria Burkhard di Lyss, vincitrice dei Campionati svizzeri dei mestieri 2014 nella categoria panetteria-pasticceria
L‚arte in cucina ”
Mi piace molto la tarda mattinata. È un momento in cui mi posso arricchire. Metto musica e cucino. Mi dedico alla creazione culinaria e artistica. Canto, ballo, immagino dei cambiamenti e sperimento. La cucina si trasforma in un palcoscenico tutto per me e divento la star della scena.
”
Carine Kapinga Grab, attrice, ballerina e pedagogista teatrale, Zurigo
Il silenzio del mattino ”
Mi commuove sperimentare il silenzio del mattino, alle 5, quando tutti stanno ancora dormendo. Percepisco sempre il lento risveglio del giorno e della vita come qualcosa di nuovo, un miracolo di cui Dio ci fa dono. Iniziare ogni nuovo giorno come un regalo di Gesù Cristo è una grande gioia per il cuore.
”
Suor Elisabeth, Convento del Cristo sofferente, Jakobsbad Vivai 3/15
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Alle 17, nelle carceri si cena.
Gli incidenti stradali sono più frequenti tra le 17 e le 18, soprattutto in città e spesso il venerdì.
Il tempismo in natura Come gli esseri umani, anche le piante e gli animali sono dotati di un orologio interno, che permette loro di adattarsi all‚ambiente circostante. Testo: Atlant Bieri
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ome ogni anno, anche questa primavera la natura ci ha regalato una delle sue incredibili meraviglie. Quando la neve s’è sciolta, con un tempismo perfetto, nei boschi ha fatto capolino l’aglio orsino. Una settimana dopo, nei prati sono spuntati i crochi. Poi, come se avessero stretto un patto segreto, sono fioriti i ciliegi. Una coordinazione e un tempismo di cui la natura è maestra, perché ha il senso del tempo! La maggior parte delle creature viventi, dai batteri fino alle piante e agli animali, possiede un orologio biologico interno, costituito da una serie di geni del tempo, i geni orologio. Le loro funzioni sono connesse in modo così raffinato da poter misurare il tempo con grande precisione. Ecco come funziona il meccanismo: un primo gene ne attiva un secondo, che in seguito blocca lentamente il primo. Questo provoca un rallentamento della sua attività. Di conseguenza, si riattiva anche il primo. Questo processo origina un ritmo biologico semplice. «In genere 18
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esistono più cicli di retroazione strettamente collegati», ci spiega Robertson McClung, biologo all’Università di Dartmouth, negli Stati Uniti, ed esperto della coscienza del tempo nelle piante. «Come tutti gli orologi, anche quelli biologici non sono sincronizzati proprio perfettamente con la lunghezza del giorno», spiega McClung. Ed è per questo motivo che le piante hanno alcuni geni orologio incaricati d’impostare correttamente l’orologio. Si attivano all’alba e ogni giorno al tramonto sincronizzano nuovamente l’orologio interno, così come un tempo si usava fare con l’orologio da tasca, guardando l’ora che indicava il campanile. Non è per un capriccio che le piante e gli animali sono dotati di un orologio interno, ma perché grazie a questo meccanismo possono presentire i cambiamenti importanti nell’ambiente che li circonda e si possono quindi adattare al meglio. In determinate circostanze questa può essere una questione di vita o di morte. Prendiamo l’esempio dell’aglio orsino. Se iniziasse a spuntare un mese prima, la neve
farebbe gelare le sue foglie. Se invece lo facesse un mese dopo, sarebbe costretto a condividere lo spazio vitale con molte altre piante. Di notte le margheritine chiudono i loro fiori per proteggerli dagli attacchi esterni. E lo possono fare proprio perché hanno la cognizione del tempo. La mimosa pudica si spinge addirittura oltre. Al tramonto piega le foglie per non essere attaccata da cavallette e da altri animali voraci. L’enotera si comporta esattamente al contrario, schiudendo i suoi fiori al crepuscolo. Durante il giorno non hanno odore, ma quando cala il buio emanano un profumo intenso e dolciastro. È un abile stratagemma per attirare le falene per l’impollinazione. Se l’enotera non avesse coscienza del tempo, i fiori diffonderebbero il loro prezioso profumo durante tutta la giornata. E sarebbe uno spreco. Grazie ai geni orologio, il moscerino della frutta è addirittura in grado di stabilire quando nascere. Quando è ancora una larva, si nutre della polpa della
DOSSIER IL TEMPO
Policheto Margheritina
Moscerino della frutta
Capriolo
Cicala periodica
© Corbis, GettyImages, iStockphoto, National Geographic
Enotera
frutta che sta marcendo. Dopo alcuni giorni si trasforma in pupa e in quattro giorni completa la sua trasformazione, diventando un moscerino. All’inizio le sue ali sono ancora raggrinzite. Devono quindi dispiegarsi e indurirsi. A quel punto il moscerino sarà in grado di volare. Per fare in modo che le ali si dispieghino al meglio, ci vuole un certo tasso d’umidità e la temperatura dev’essere fresca. Questo spiega perché i moscerini escono sempre dal bozzolo all’alba. Se lo facessero ad esempio sul mezzogiorno, quando fa caldo, rischierebbero di non riuscire a sviluppare correttamente le ali, perché l’aria sarebbe troppo secca. I poveri moscerini sarebbero menomati a vita e non potrebbero volare. Nel 1970, i ricercatori individuarono moscerini della frutta con geni orologio mutati. Invece di avere un ritmo circadiano di 24 ore, il loro orologio interno seguiva un ritmo di 19 ore. Essendo fuori tempo, non sapevano più se era mattina o sera e quindi uscivano dalle uova al momento sbagliato della giornata.
Un fattore molto importante per la riproduzione è il tempismo. Per favorire l’incontro è fondamentale che i due partner si trovino nello stesso luogo allo stesso momento. Una vera sfida! Lo sanno molto bene i policheti, dei vermi marini. Di solito maschi e femmine vivono in territori separati sul fondale marino. Durante la stagione dell’amore galleggiano in mare aperto, danzando assieme e rilasciando spermatozoi e uova nell’acqua, dove avviene la fecondazione. Questi vermi s’accoppiamento esclusivamente nella fase di luna nuova, quattro ore esatte dopo il tramonto. Per non perdersi l’appuntamento, i policheti sono addirittura dotati di due orologi interni. Uno segue il ritmo delle 24 ore e indica l’ora del giorno. Il secondo orologio si basa sulle fasi lunari e segnala ai vermi l’arrivo della prossima luna nuova. Così la discendenza è assicurata! Le cicale periodiche s’accoppiano ancora più raramente dei policheti. Per il loro sviluppo hanno bisogno esattamente
di 17 anni, periodo di tempo che trascorrono nel sottosuolo sottoforma di larve, nutrendosi della linfa vegetale succhiata dalle radici degli alberi. Per misurare il tempo, questi insetti si basano sulla qualità del succo delle radici, che varia a seconda della stagione. In inverno è minore, perché c’è poca luce solare, mentre d’estate è al top. Le cicale sono in grado di contare questi cicli. Arrivate al 17esimo ciclo, strisciano a milioni verso la superficie, cambiano pelle e si accoppiano. Ma le creature che sanno gestire il tempo nel modo più sensazionale sono i caprioli. Le femmine s’accoppiano in estate. Se portassero avanti subito la gravidanza, i piccoli nascerebbero in inverno, quando fa freddo e il cibo scarseggia. Cosa fanno? Bloccano lo sviluppo degli embrioni, che per quattro mesi smettono di crescere. Ricominciano a farlo solo a dicembre. In questo modo i piccoli nascono a maggio, quando fa già caldo e il cibo abbonda. Così la madre ha tutto il tempo per allevare i suoi caprioli. l Vivai 3/15
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DOSSIER IL TEMPO
24 ore su 24 Alla Migros il tempo non si ferma mai. C‚è sempre qualcuno che sta facendo qualcosa all‚insegna della M arancione. Ecco alcuni esempi. Testo: Lukas Hadorn Illustrazioni: Martin Burgdorff
00:00 All’MVN, il centro logistico nazionale della Migros, iniziano le operazioni di carico notturno. Dieter Hofstetter e i suoi colleghi caricano fino a 50 camion che forniranno quasi tutto alle filiali, dalle graffette ai divani.
01:00 Pratico! Mentre Betty Loretan dorme tranquillamente a Leukerbad, la sua auto è stata noleggiata per qualche ora tramite Sharoo.ch.
01:30 Tutte le porte sono chiuse? A Dierikon il portiere notturno Konrad Rölli inizia il suo giro di controllo.
02:00 Mentre assicura il servizio di picchetto 24 ore su 24 di Hotelplan Suisse, Monika Peter riceve una chiamata da un cliente in Florida che non trova la camera desiderata nell’albergo scelto. Lei lo aiuta a risolvere il problema e lui è soddisfatto
03:30 02:30 Suona l’allarme! Nello stabilimento di produzione Midor a Meilen, la batteria dei forni 17 segnala un problema. L’elettricista Paul Müller è di picchetto e risolve subito il guasto.
A Gossau, Harry Hälg dà avvio alla produzione dei famosi bratwurst dell’Olma. Per preparare l’impasto, mette nel tritatutto la carne, il latte, le spezie e il sale.
04:30 Una locomotiva di manovra va a prendere i vagoni frigo all’MVN, collegato con binari propri alla rete ferroviaria delle FFS. La Migros trasporta su rotaia circa la metà delle sue merci.
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I furti nelle abitazioni sono più frequenti tra le 17 e le 21. Vengono rubati soprattutto denaro, gioielli, apparecchi fotografici, cellulari e portatili.
14:00
15:00
Alla riunione di redazione del settimanale Migros Magazin si discute in modo animato sui temi d’attualità.
Concentrazione! Raphael Stäger sta rimuginando sull’ esame di diploma del corso «Scuola commerciale I» della Scuola Club Migros a Wetzikon.
13:00 Nel magazzino centrale di digitec Galaxus a Wohlen, Stefan Streit prende in consegna una fornitura con diverse centinaia di smartphone, che verranno spediti alla clientela la sera stessa.
12:00 Bon appétit! Nell’ambito del progetto Tavolata, la pensionata Marie Dominé di Delémont ha cucinato per gli anziani che mangeranno allo stesso tavolo.
11:00 I cuochi dei ristoranti e dei take-away Migros hanno terminato la mise en place. Ora hanno il tempo per una breve pausa, prima di affrontare la frenesia del pranzo.
10:00 Sulla griglia della Migros Neumarkt di San Gallo stanno arrostendo i primi bratwurst dell’Olma, appena prodotti.
08:00 Nella Scuola d’apicoltura svizzera, appoggiata dal fondo di sostegno Engagement Migros, il direttore Mathias Götti e la sua classe osservano le fessure delle arnie per vedere come stanno le colonie d’api.
09:00 Lamponi freschi! La responsabile dei prodotti Helen Treier e il team di sviluppo della Bischofszell Prodotti alimentari SA assaggiano le deliziose bacche di stagione.
06:45 Nel parco fitness Allmend di Lucerna l’istruttrice Melanie von Rotz e le 15 persone che partecipano al suo corso stanno sudando durante la prima ora di palestra della giornata.
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05:00 Rajko Novakovic termina il turno nelle celle frigorifere a -26 °C del magazzino di Neuendorf. Durante la notte, la macchina che controlla lui ha preparato 15 300 scatole di surgelati.
La filiale Migros alla stazione centrale di Zurigo apre le porte. Chiuderà alle 22, registrando il passaggio di 13000 clienti.
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DOSSIER IL TEMPO Tra le 23.30 e le 6, all’aeroporto di Zurigo vige il divieto per i voli notturni.
16:00 Buon gioco a tutti! Nel parco golf Migros del Signal de Bougy, un quartetto inizia a giocare.
17:00 Il servizio clienti della M-Infoline ha il suo bel da fare. Una cliente di Locarno vuole sapere come mai alla Migros non trova più il suo yogurt preferito. È solo una delle centinaia di domande trattate ogni giorno.
23:00 La prova è finita. Dopo una giornata impegnativa, l’ensemble di musica da camera Trio Rafale, sostenuto dal Percento culturale Migros, può riporre gli strumenti.
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17:45 La cliente Anina Gautschi passa a prendere la spesa ordinata online nel pomeriggio, che le viene consegnata nel parcheggio 7 del centro di ritiro Drive Leshop.ch di Staufen.
Consuelo Keller, creatrice di gioielli stampati in 3D, sta pianificando la sua campagna di finanziamento collettivo. Fa parte dei 70 designer che possono muovere i primi passi nel mercato grazie all’ aiuto del fondo di sostegno Engagement Migros.
20:30 19:00 Che piacere! Dopo una lunga giornata di lavoro, Christa Obretto si rilassa appaporando un massaggio nel parco fitness della Migros.
20:00 Per fortuna la filiale Migrolino ha ancora aperta! Felix Widmer passa a prendere qualcosa di buono per la cena.
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I macchinari della Chocolat Frey funzionano ancora a pieno regime. Ogni ora i vari impianti producono più di 20 000 tavolette di cioccolato.
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SOSTENIBILITÀ
GIARDINAGGIO
Il boom dell‚aiuola I fedeli del giardinaggio sono già tantissimi e sempre più appassionati si lasciano contagiare dal piacere di coltivare un pezzo di terra.
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ove sono cresciuta, non c’erano giardini. Vivevo in un complesso residenziale risalente all’inizio degli anni Sessanta. Tra i palazzi c’era un prato, ma era vietato calpestarlo. Per fortuna avevamo almeno un balcone con tante fioriere di eternit che traboccavano di gerani. La mia socializzazione orticolturale è stata quindi piuttosto carente, fino al giorno in cui mi sono ritrovata davanti un pezzetto di terra. Il mio primo appartamento s’affacciava su un giardinetto di 50 metri quadrati. I primi tentativi di trasformare la terra in qualcosa che ricordasse vagamente un orto fallirono miseramente. Allora aveva ragione un mio amico quando diceva che il giardinaggio è come la cucina e lo sci… o lo s’impara da piccoli, o non s’impara più? Ma poi un giorno mi si è improvvisamente accesa una lampadina, forse anche perché stavo con un giardiniere. Avevo finalmente capito che estirpare, zappare, vangare e piantare ha il suo fascino. E non sono la sola a essere stata contagiata dal virus del giardinaggio. Improvvisamente sembra che il mondo intero abbia scoperto questa nuova passione. Ci sono persone che prima muovevano le dita solamente sullo schermo dello smartphone e che oggi, non appena il sole fa capolino tra le nuvole, vanno in fibrillazione e iniziano a scavare nella terra con lo stesso entusiasmo che prima provavano navigando virtualmente attraverso il mondo. Dissodare un’aiuola oppure estirpare il dente di leone e il convolvolo per evitare che le giovani piantine soffochino e garantire loro una crescita vigorosa non viene percepito come un lavoro nel senso proprio 24
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del termine, bensì come una passione da coltivare con amore. Quando i primi teneri germogli dondolano dolcemente cullati dal vento e le rose ci incantano con i loro splendidi boccioli profumati, dimentichiamo subito persino il mal di schiena e la terra che ci è rimasta sotto le unghie. Che cos’è che risveglia in noi questa passione? Mirjam Hauser, ricercatrice di tendenze dell’Istituto Gottlieb Duttweiler, spiega così questo fenomeno: «Non è solo il bisogno di aria fresca, bensì anche la voglia di nuove esperienze sensoriali che spinge molti verso il giardinaggio». Tutti coloro che amano lavorare in giardino sanno che è possibile instaurare una relazione intensa con il proprio pezzetto di terra, anche se si tratta solamente di una fioriera sul balcone. L’obiettivo non è ottenere un risultato perfetto, bensì vivere un’emozione e creare qualcosa con le proprie mani. «La nostra quotidianità è ormai satura d’artificialità e d’apparenza», afferma Alain Diebold, paesaggista. «Le piante creano invece un legame con Madre Natura, con le nostre origini. Ci ricompensano largamente delle nostre fatiche, senza parole o lamentele». Almut Berger è una delle blogger di giardinaggio più conosciute in Svizzera. Il suo blog su www.migrosmagazin.ch/ leben/garten è molto frequentato. Secondo lei, lavorando la terra scopriamo molti aspetti di noi stessi. Effettivamente, il giardinaggio ci insegna molte cose.. 1. L’umiltà Chi prende in mano una vanga deve sapere che non gli saranno risparmiate esperienze poco piacevoli. Infestazioni di lumache, ondate di sicci-
tà, invasioni di oziorrinchi o grandinate ci dimostrano che non siamo altro che lavoratori della terra e che non possiamo fare nulla per influenzare il corso della natura. «Alla natura non si comanda, in natura non tutto può essere programmato», puntualizza Almut Berger. 2. La capacità di scendere a compromessi Per non servire su un piatto d’argento i suoi teneri alberelli alla piralide del bosso, chi punta esclusivamente sul bio di tanto in tanto dev’essere disposto a ricorrere alla chimica. E chi ha già provato a piantare la salvia o i gigli in una zona umida e ombreggiata sa che il tentativo è destinato a fallire, perché le piante possono svilupparsi in modo ottimale soltanto se vengono messe a dimora nel luogo adatto. 3. La speranza Il giardinaggio ci fa sperare continuamente che la stagione successiva ci porterà un raccolto abbondante e una fioritura rigogliosa. 4. La pazienza I bulbi dei tulipani interrati in autunno fioriranno soltanto la primavera successiva, le piante perenni raggiungeranno il loro apice soltanto due anni dopo e il giovane alberello impiegherà 15 anni per farsi ammirare in tutta la sua bellezza. 5. La distensione Stare in giardino fa sciogliere come neve al sole lo stress e la pressione esercitata dalla quotidianità. Ma non solo. L’aria fresca migliora anche l’ossigenazione. L’orto e il giardino stanno diventando un nuovo lusso. Un lusso fatto d’emozioni, tempo e bisogno di fare qualcosa di sensato. Come nel giardino dell’Eden. Ma chi possiede un orto o un giardino è già quasi in paradiso. l
© GettyI mages
Testo: Silvia Schaub
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SOSTENIBILITÀ
GIARDINAGGIO
Utili e chic In giardino ci vogliono attrezzi e accessori giusti. Ma non guasta nemmeno un tocco d‚eleganza... Selezione prodotti: Imelda Stalder
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Biologico
Il cuscino decorativo Paca, con motivo a giungla, ravviva anche una semplice panchina di legno, una sedia a dondolo o una sdraio. Per conferire un tocco di colore anche ai giardini ordinati o al balcone di casa! Fr. 19.80, da Micasa.
Il terreno perfetto per piantine: terriccio da semina e per erbe aromatiche senza torba, in vendita in sacchi da 10 e 20 litri. Fr. 4.95/6.95, da Do it + Garden Migros.
Il vaso di terracotta Oll non fa crescere il rosmarino più in fretta, però lo mette in valore e permette di sistemarlo ovunque. Il design lineare è stato studiato soprattutto per l’esterno Diametro 26 cm. Fr. 29.90, da Do it + Garden Migros.
Pratica Per avere dei bei fiori bisogna fare un po’ di fatica, ma la paletta MIOGARDEN con testa in acciaio inox e manico in legno FSC è un valido aiuto. Fr. 7.95, da Do it + Garden Migros. 26
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Ecologico Nell’ambito del suo programma di sostenibilità Generazione M la Migros ha promesso di ampliare il suo assortimento Bio Garden e di raddoppiare il fatturato dei prodotti biologici entro il 2020. www.generazione-m.ch
Preciso Chi crede nel detto «mostrami il tuo giardino e ti dirò chi sei», non può fare a meno di questo attrezzo. Rastrello MIOGARDEN Pro, Fr. 39.90, da Do it + Garden Migros.
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© Shutterstock
Maneggevoli Ci sono giorni in cui si ha voglia di sentire la terra sotto le unghie. Per tutti gli altri, ci sono i guanti felpati e impermeabili. Disponibili per donna nelle misure M e L. Fr. 3.75, da Do it + Garden Migros.
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SOSTENIBILITÀ
VALUTAZIONE OEKOM
Impegno premiato La parola «sostenibile», oggi tanto in voga, viene spesso utilizzata in relazione a un comportamento consapevole nei confronti dell’ambiente. Il suo significato è però molto più esteso e contempla anche la responsabilità sociale. Il titolo di «rivenditore al dettaglio più sostenibile al mondo» recentemente assegnato alla Migros poggia dunque su ampie fondamenta. Testo: Susanna Heim Illustrazione: Lena Kunstmann
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incero, affidabile, responsabile: quelli che sembrano i requisiti del partner ideale corrispondono alle aspettative che la maggior parte delle persone ripone in un’azienda. La crisi finanziaria, gli scandali a livello ambientale, i casi di sfruttamento dei collaboratori o dei fornitori hanno generato un’accresciuta sfiducia da parte della comunità. Oggi le aziende non si limitano quindi a farsi concorrenza economicamente, ma si trovano in una sorta di competizione dei valori. Cosa rappresenta un’azienda? Che ruolo ha nella società? Come usa le risorse? Sono domande che non giungono solamente dalla politica, ma a cui anche i clienti esigono una risposta. Oltre alla società e ai media, chi è che esamina e valuta le imprese? Da questa domanda è nato un campo d’azione per agenzie indipendenti che valutano le aziende. Una delle più note nel settore della sostenibilità è la Oekom Research AG di Monaco di Baviera. Nel suo rating 2014/15, ha assegnato il titolo di «rivenditore al dettaglio più sostenibile al mondo» al Gruppo Migros. L’analisi si è svolta sulla base di oltre 100 criteri di valutazione che, nel caso di un’azienda commerciale come il Gruppo Migros, si suddividono per il 40 percento in ecologici e per il 60 percento in sociali. Degli ultimi fanno parte sottocategorie quali collaboratori e fornitori, società, respon28
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sabilità produttiva ed etica economica. Una particolare nota di merito è stata assegnata alla Migros come datrice di lavoro, ottenendo un giudizio sopra la media anche nel suo approccio con i fornitori (standard sociali minimi controllati). Sostenibilità a tutto tondo! Oltre ai controlli esterni, le aziende necessitano tuttavia anche di un autocontrollo. La crisi del settore bancario ha però dimostrato che tale autocontrollo non funziona sempre. Chi vuole controllare ha bisogno di regole a cui appellarsi in caso di dubbio. Il termine inglese compliance indica un codice di comportamento per i collaboratori. Negli ultimi anni anche il Gruppo Migros ha esteso il settore Compliance, che gli è valso una valutazione positiva nel rating Oekom 2014/2015. Tra le regole predefinite della Migros figura ad esempio quella per cui ogni collaboratore è tenuto a rispettare il principio di sostenibilità. Ciò che potrebbe rimandare a una serie di documenti, per la Migros si concretizza in un gilet di sicurezza e una bussola. Si tratta infatti di responsabilità. In un mondo globalizzato, dove i cellulari escono da fabbriche cinesi e l’abbigliamento per bebè è prodotto in India, il peso della responsabilità grava su diverse spalle: quelle di produttori e fornitori, ma anche quelle degli acquirenti finali qui in Svizzera. «Per un’azienda, oggi la responsabilità rappresenta una
sfida molto più grande rispetto al passato, in quanto ripartita tra diverse persone, anelli di una stessa catena», dichiara Eva Häuselmann, esperta in risorse umane, la cui ditta di consulenza Despite collabora nel reclutamento di personale. Con il suo team ha sviluppato un test per definire il valore di potenziali collaboratori. Häuselmann sostiene che un’azienda deve vivere la «cultura della responsabilità». In altre parole: i documenti non bastano. È fondamentale che le direttive vengano effettivamente applicate. La «tolleranza zero» nei confronti delle infrazioni promuove l’integrità all’interno di una ditta. E quando è il capo a non attenersi alle regole? Allora ci vuole un ente imparziale a cui segnalare l’errore. Anche la Migros dispone di un centro di comunicazione interno, l’M-Concern, dove rivolgersi per comunicare irregolarità e malfunzionamenti, conservando l’anonimato. La realtà è che nessuna azienda può esistere in maniera autonoma, perché s’inserisce in una rete di correlazioni e doveri anche nei confronti dell’ambiente e della società. E ancora una volta è impossibile non ricordare la lungimiranza di Gottlieb Duttweiler, il fondatore della Migros. Ben prima che si parlasse di ranking aziendali e agenzie di valutazione, aveva fatto della responsabilità sociale uno dei pilastri portanti della Migros! l
Rating Oekom 2014/15 Un premio alla Migros Nel 2014/2015, il Gruppo Migros è stato reputato il rivenditore al dettaglio più sostenibile al mondo, ottenendo il voto B+. Lo studio ha valutato 140 aziende. La rinomata agenzia Oekom Research esegue rating di sostenibilità di aziende e paesi sulla base di un catalogo completo di criteri tesi alla valutazione etica delle imprese. Relativamente a gran parte dei 100 criteri di giudizio, il Gruppo Migros ha ottenuto una nota d’eccellenza. I maggiori progressi rispetto al rating 2011 la Migros li ha compiuti anche grazie al lancio del programma sulla sostenibilità Generazione M, all’introduzione di requisiti ecologici e sociali di base nel Gruppo Migros e alla definizione di un codice di comportamento per i collaboratori.
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INDOVINA CHI . . . ?
LO PSICOLOGO E IL PERSONAGGIO MISTERIOSO
Acquisti al maschile? All’inizio lo psicologo riconduce la spesa di questo numero a un’abitazione condivisa da soli uomini. Ma cosa ci fanno i fiori e l’ammorbidente? Potrebbero indicare la presenza di una donna? Il caso si fa avvincente... Foto: Nik Hunger
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primi articoli che mi colpiscono sono la paletta da cucina, il mazzo di gerbere e l’ammorbidente nella confezione XL. Osservandoli, butto giù una prima ipotesi, anche se per ora è ancora traballante. La paletta da cucina mi fa pensare a un’abitazione in cui gli inquilini sono entrati da poco e quindi mancano ancora alcune cose. I fiori potrebbero essere stati acquistati perché arriveranno 30
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ospiti oppure per il piacere d’averli in casa. Non avendo molta esperienza con il bucato, non so bene come interpretare la presenza dell’ammorbidente. A pelle, mi passa l’idea di un appartamento condiviso tutto al maschile. Non perché nello scorso numero non c’erano uomini, ma perché, guardando gli acquisti nel loro insieme, mi sembrano riflettere le abitudini alimentari maschili.
Devo evidentemente fare i conti anche con delle contraddizioni. È vero che anche degli uomini appena entrati in una nuova casa potrebbero abbellirla con un mazzo di fiori. Mi sembra però strano che per il primo bucato acquistino una confezione d’ammorbidente così grande. La mia prima ipotesi inizia a vacillare, ma per ora non voglio accantonarla, perché tutti quei litri di latte a lunga conserva-
La spesa è stata fatta nella filiale Migros Calandapark di Coira.
zione, la miscela di cereali, il prosciutto, il salame e tutto quel pane per toast possono benissimo essere pensati per un’economia domestica tutta al maschile. Il cuscus e i quattro avocado potrebbero anche essere indice di un tocco d’internazionalità. Per proseguire la mia analisi, ora mi concentro su come mangiano e vivono gli acquirenti misteriosi. Non credo che la spesa sia stata fatta per una persona sola, perché lo sminuzzato di pollo, il pane per toast e gli avocado non si conservano a lungo e perché bastano per 2-3 persone. Si fa colazione regolarmente, bevendo caffè e cioccolata e mangiando cereali o uova strapazzate e prosciutto. A pranzo si mangia fuori casa e per cena si punta su piatti piuttosto semplici, perché non si ha voglia o tempo di stare a lungo ai fornelli. Tutto ciò che è stato acquistato può essere preparato in pochi minuti. Per non
„A pranzo si
mangia fuori casa e per cena si punta su piatti piuttosto semplici.
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Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, ritrovi a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net
rinunciare ai piaceri del palato, il dessert prevede gelato alla vaniglia e stracciatella con lamponi e mirtilli. Dalla scelta del gelato deduco che si presta attenzione al prezzo. Al contrario, per altri prodotti, come il gruyère invecchiato o i cetrioli sott’aceto, non si bada al costo. Dopo tutte queste considerazioni, propenderei piuttosto per una coppia sopra i trent’anni che lavora, forse con uno o due figli, e non per un appartamento di soli uomini. La coppia potrebbe vivere in campagna. La mattina e la sera mangia assieme, in un ambiente rilassato, un aspetto a cui tiene molto. Di solito è la moglie che va a fare la spesa. Il marito la fa invece raramente e non se intende molto d’ammorbidenti. Però torna a casa con un bel mazzo di fiori. Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 3/15
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INDOVINA CHI . . . ?
La soluzione
Fiori freschi e avocado per la moglie! La spesa è stata fatta dal 27enne Marc-Alexander Iten, informatico. Abita da poco a Rhäzüns, nei Grigioni, con Karin, sua coetanea, che lavora come aiuto medico.
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iamo davvero impressionati. Alla fine, il signor Sempach ha centrato quasi tutto, anche se siamo un po’ più giovani di quanto ipotizzato e per il momento non abbiamo figli. Di solito facciamo la spesa assieme, ma questa volta Marc-Alexander è andato da solo e ha avuto qualche difficoltà nella scelta dell’ ammorbidente. È invece bravissimo nello scegliere i fiori e me li compra spesso. Lavorando entrambi, acquistiamo le confezioni grandi. Sono pratiche e anche più convenienti. Il pane per toast è molto comodo, perché si può congelare. Abbiamo sempre una scorta di alimenti da preparare in vari modi, come lo sminuzzato di pollo, le uova oppure il prosciutto, anche perché abbiamo spesso ospiti. Marc-Alexander ha frequentato la scuola alberghiera ed è maestro nell’imbandire un menu di quattro portate. Per quanto riguarda la cena, il signor Sempach ha quindi preso un abbaglio. Dopo il lavoro, cuciniamo sempre e prepariamo piatti abbastanza elaborati, naturalmente entro certi limiti. Risparmiamo tempo puntando su contorni veloci da preparare, come la purea di patate. Per colazione ci bastano i cereali. La cucina internazionale ci piace molto, anche se il cuscus e gli avocado sono finiti nel carrello perché io ho subito un’operazione alla mandibola e non riesco ancora a masticare bene. Per quanto riguarda l’acquisto del gelato, usiamo comprare quello alla vaniglia della linea M-Budget per preparare i frappé, ma se abbiamo l’intenzione di mangiarlo da solo allora preferiamo un prodotto di qualità superiore. Facciamo attenzione al prezzo, ma quando la qualità fa la differenza, come nel caso di un buon gruyère, preferiamo non badare al costo. Ah, un’ultima cosa: la paletta da cucina l’abbiamo comprata per rimpiazzare quella vecchia, che era rotta. A cura di Gisela Femppel l
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ALIMENTAZIONE
LATTE ANIMALE O VEGETALE?
Alternative sulla cresta dell‚onda Benché in Svizzera si produca ancora molto latte, le bevande sostitutive sono sempre più richieste. Per motivi legati all’etica e alla salute. Ma le alternative vegetali sono davvero migliori del latte animale? Testo: Marianne Botta Diener Foto: Christine Benz
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a popolarità del latte vegetale è in continua ascesa. Al bar ci sono sempre più clienti che prendono il caffè con il latte di soia e al supermercato le alternative al latte normale, ad esempio quello d’avena, di riso o di mandorle, non sono ormai più una rarità. E tutto questo avviene in Svizzera, il paese delle mucche! «Il consumo di latte sta diminuendo e le bevande sostitutive sono sempre più richieste», spiega Annina Erb, responsabile del settore Alimentazione e Salute presso la Federazione delle cooperative 34
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Migros. Per decenni il latte è stato il simbolo dell’alimentazione sana. Al momento i pareri sono discordi. Da una parte c’è chi continua a sostenere il latte vaccino e dall’altra quelli che invece ne sconsigliano il consumo. Secondo vari istituti di ricerca di mercato, il tasso di crescita globale delle alternative vegetali al latte supera il 15 percento l’anno. Oltre al latte di soia, il più conosciuto, stanno guadagnando terreno bevande innovative a base di semi e di antiche varietà di cereali. Rispetto al
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ALIMENTAZIONE
LATTE ANIMALE O VEGETALE?
latte vaccino, molti di questi prodotti contengono meno proteine e meno grassi, ma più carboidrati. Spesso sono arricchiti di calcio. A volte viene aggiunto zucchero. Dal punto di vista nutrizionale, queste alternative non possono però competere con il latte vero. Tra l’altro, sarebbe più corretto chiamarle bevande e non latte, anche se il termine latte è ormai entrato nel linguaggio comune anche per le alternative vegetali. Il latte continua a essere considerato un alimento sano. «Agli adulti si consiglia di consumare tre porzioni di latticini al giorno», spiega Steffi Schlüchter, nutrizionista e responsabile del servizio media della Società svizzera di nutrizione SSN. Il professor Dr. Christophe Lacroix dell’Istituto di Scienze dell’alimentazione e della nutrizione presso il Politecnico di Zurigo aggiunge che «nessun altro alimento è così nutriente come il latte. Inoltre, è la migliore fonte di calcio che abbiamo e il primo alimento con cui entriamo in contatto». Sottolinea anche che il latte e i suoi derivati fanno parte della nostra cultura e che i nostri geni si sono adattati al suo consumo. Va detto che ogni anno in Svizzera vengono prodotti più di 4 milioni di tonnellate di latte. E quindi rappresenta il simbolo dell’agricoltura svizzera. L’intolleranza al latte sta aumentando Tuttavia, sempre più persone decidono di rinunciare al latte. Per quale motivo? «Perché l’intolleranza al latte continua ad aumentare», spiega il Dr. Georg Schäppi, direttore della Fondazione aha! Centro Allergie Svizzera. «Sempre più bambini soffrono di una vera allergia alle proteine del latte vaccino. Oggi in Svizzera una persona su cinque deve fare i conti con l’intolleranza al lattosio.» È quindi un bene che esistano delle alternative. «Rinunciare al latte non è solo una moda lanciata da qualche star americana. Quando il latte dà problemi, bisogna evitare di consumarlo.» Oppure, in caso d’intolleranza al lattosio, sarebbe meglio preferirgli quello senza lattosio 36
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con un valore nutrizionale simile. Le alternative al latte vaccino tradizionale sono sempre più richieste. C’è anche chi rinuncia al latte non per ragioni di salute ma per motivi etici, legati al benessere delle mucche che, per produrre latte, devono continuamente partorire vitelli. L’effetto del latte è controverso «Bere latte in età adulta potrebbe essere considerato poco fisiologico», ci spiega David Fäh, nutrizionista e medico. In effetti, l’essere umano è l’unico che continua a berlo anche da adulto. I fautori di questa teoria sostengono che il latte andrebbe assunto solo nella prima infanzia. «Però in passato non si viveva fino a 90 anni. Questo è un passo avanti a cui ha contribuito anche il latte, perché fornisce proteine pregiate e calcio, che fortifica le ossa», controbatte il professor Lacroix. David Fäh vede le cose in modo diverso: «Per una raccomandazione sul latte da parte della Società svizzera di nutrizione manca la necessaria base scientifica». Non esistono ancora prove convincenti in grado di dimostrare che il consumo di latte riduce il rischio di malattia e di mortalità. I risultati degli studi sugli effetti che il bere spesso latte ha sul rischio di tumore e di malattie cardiocircolatorie vanno in più direzioni: positive, neutre, negative. Secondo alcune ricerche, negli adulti il consumo di latte e latticini non ridurrebbe nemmeno il rischio di osteoporosi in età adulta. Per prevenirla sarebbe molto più efficace fare movimento. In ogni caso, per Fäh è raro che evitando il latte ma mangiando in modo sano ed equilibrato si vada incontro a carenze di calcio. Probabilmente anche per il latte vale la giusta misura: è un alimento sano, anche se non indispensabile, basta non esagerare. Tra l’altro, contrariamente a quanto si crede, in passato non faceva parte degli alimenti di base. «considerato dal punto di vista della salute, per me il latte è un alimento neutro», conclude Fäh, che, come il collega Lacroix, continua a berlo senza farsi troppi problemi. l
Prodotti sostitutivi Possono essere impiegati come il latte vaccino. Sono adatti per i cereali della colazione e per il caffè. Molti si possono usare anche per cucinare e preparare dolci. Latte di pecora
Fornisce una volta e mezzo la quantità di proteine e calcio del latte vaccino, ma più grassi e calorie. Contiene lattosio. È più facile da digerire del latte di mucca. Molto ricco di acidi grassi essenziali (acido linoleico e acido linoleico coniugato) e di vitamine (B2, B6, B12, B13, C e niacina). Contiene
molto acido orotico (vitamina B13), che pare sia in grado di prevenire i tumori e favorire la formazione delle cellule ematiche nel midollo osseo.
di grassi, è paragonabile al latte vaccino (3 g/dl). La consistenza è acquosa. L’aspetto è bianco e cremoso, con un lieve gusto di marzapane.
Bevanda di soia*
Bevanda d’avena
Vegan e senza lattosio. Rispetto al latte vaccino, contiene quasi la stessa quantità di proteine e un po’ meno carboidrati. L’aspetto è cremoso e lievemente giallognolo. Il sapore ricorda leggermente i fagioli di soia. Bevanda di mandorle
Vegan e senza lattosio. Contenendo pochi carboidrati, è una delle poche alternative al latte adatta alle diete low carb. Fornisce poche proteine. In fatto
Vegan e senza lattosio. Fornisce una piccola quantità di beta-glucani, che contribuiscono a ridurre il colesterolo nel sangue, ma poche proteine. In fatto di carboidrati, è paragonabile al latte vaccino. Di consistenza acquosa e di colore biancastro, ricorda leggermente il sapore del porridge. Bevanda di riso*
Vegan e senza lattosio. Fornisce pochissimi grassi e proteine. Un decilitro
contiene quasi 10 grammi di carboidrati. Rispetto al latte vaccino contiene meno grassi e meno proteine, ma più carboidrati. Mancano importanti sostanze contenute nel latte (calcio, fosforo, vitamine A, D e B2). Questa bevanda dalla consistenza acquosa e di colore biancastro ricorda il sapore del risolatte. * Al momento dell’acquisto, controlla
che non contenga zuccheri aggiunti. Molti prodotti ricavati dai cereali di per sé non li contengono, ma tieni conto che durante la fermentazione una parte degli amidi si trasforma in zuccheri, che non sono più sani dello zucchero comune. Vivai 3/15
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ALIMENTAZIONE
LEGGEREZZA NEL PIATTO
Consiglio rinfrescante
Il budino di semi di chia è un’ottima base per preparare il gelato senza uova, come consigliano molti blog di cucina: frullalo ad esempio con cacao in polvere e metti la crema in congelatore.
Un budino sorprendente Ultimamente i semi di chia, i minuscoli chicchi alleati della salute, sono sulla bocca di tutti. Lasciati sorprendere dal nostro budino di grande effetto e facilissimo da preparare. Testo e ricetta: Daniel Stehula Foto: Christine Benz Illustrazione: Anja Kroencke
a
lla fine del 19esimo secolo, il botanico inglese Edward Palmer riferì della pinole, una pappa viscosa mangiata dagli indios messicani, a base di semini tostati, macinati e quindi mescolati con l’acqua. I semini provenivano da una varietà di salvia, la Salvia Hispanica, o chia. Se ne avesse parlato solamente Palmer, non avrebbero avuto tutto il successo che stanno avendo ultimamente. E invece, oltre un secolo più tardi, grazie ad attrici e top model che in California li considerano un supercibo quasi miracoloso, i minuscoli granelli sono diventati delle vere star dell’alimentazione! E adesso, seguendo l’esempio 38
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delle star, moltissime persone li mescolano nel muesli oppure, come fa la famosa modella Miranda Kerr, li aggiungono agli smoothie. E hanno ragione, perché, oltre a contenere quasi il 25 percento di pregiate proteine, i semi di chia sono ricchi di antiossidanti e sali minerali, come il potassio e il calcio. Ma non è tutto. Avendo anche un altissimo potere gonfiante, i meravigliosi semini addensano il muesli, rendendolo più appetitoso. Anche la nostra ricetta sfrutta questa proprietà. I semi di chia saziano a lungo e regolano la densità del contenuto intestinale, proprio come fanno i semi di lino, ma al momento la chia è molto più trendy!
Crema di semi di chia con fragole
Per 1 persona: 4 cucchiai di semi di chia, 250 ml di latte di soia, di mandorle, di riso oppure di latte vaccino, fragole, menta fresca. Versa i semi di chia e il latte in un vasetto ermetico, dolcifica a piacere e richiudi. Lascia riposare per almeno 1 ora, meglio ancora tutta la notte. Monda le fragole ed eventualmente zuccherale. Distribuiscile sul budino e decora con le foglioline di menta. Il latte può essere in parte sostituito con il latte di cocco oppure frullato con mezza banana e quindi unito ai semi di chia. l
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Contro la povertà in Svizzera
Patrizia (33): una madre lotta contro la povertà. Sulle spalle dei genitori unici grava un grande peso: la responsabilità per i figli, il lavoro, la casa. Spesso vengono ad aggiungersi anche i problemi finanziari, perché il reddito non basta per il sostentamento della famiglia. Come per Patrizia Monier (33) di Zurigo, madre di due bimbi.
Signora Monier, quali sono i problemi per cui deve lottare più spesso? Non sono in grado di pagare in tempo le fatture, è questo il mio più grande problema. Ogni mese devo fare in modo che ci sia abbastanza denaro per il cibo. Sono sempre sotto pressione e lotto ogni giorno per non diventare un caso sociale.
Ha un reddito? Sì, ma non basta. Lavoro a ore all’aeroporto e vorrei poter lavorare di più. Ma non trovo nessun posto, ricevo solo dei rifiuti perché sono una madre sola. Continuano a dirmi che sono troppo poco flessibile. Mi ferisce profondamente non ricevere alcuna possibilità. E come sono le sue giornate? La nostra vita è una continua rinuncia. È particolarmente doloroso dover sempre dire di no quando i bambini esprimono un desiderio. Andare allo zoo oppure sulla neve con lo slittino non rientra nel budget. Sono momenti in cui mi sento mancare. Che cosa le dà forza? I miei figli. Senza di loro non esisterei più. Desidero con tutto il cuore che siano felici e vorrei offrire loro di più, ma non posso.
Maggiori informazioni su Patrizia e i suoi figli: www.farelacosagiusta.caritas.ch
In Svizzera vivono oltre 200 000 madri e padri che allevano soli i loro figli. Uno su sei è colpito dalla povertà, anche se la maggioranza sono cosiddetti working poor, ovvero persone che nonostante un lavoro guadagnano troppo poco per sostentare la famiglia. Ma c’è di più: il problema povertà passa da generazione a generazione. Studi dimostrano che i bambini provenienti da famiglie indigenti sono a loro volta afflitti dalla povertà una volta adulti. Caritas chiama l’opinione pubblica, la politica e il mondo economico all’azione, chiede un’assistenza infantile a costi accettabili, condizioni di lavoro migliori e sussidi per genitori unici colpiti dalla povertà. Con una donazione potrà aiutare in modo decisivo le famiglie che vivono ai limiti della sopravvivenza e sostenere i sussidi offerti, ad esempio i mercati Caritas e i negozi di seconda mano, il servizio di assistenza sociale e contro l’indebitamento, la KulturLegi, le vacanze gratis e il progetto di padrinato «Con me». Conto donazioni: 60-7000-4 Per donazioni online: farelacosagiusta.caritas.ch/svizzera
BIMBI MIGROS
Dolce vita Andy Wolf, 47enne di Lucerna, specialista in comunicazione mediatica, ci svela che in realtà è diventato un bimbo Migros per caso. Ma la sua fedeltà nei confronti della M arancione non ha mai vacillato. Anzi! Testo: Lukas Hadorn Foto: Christian Schnur (fotomontaggio: Vivai)
Da quando è un bimbo Migros, signor Wolf?
Dall’infanzia. Sono cresciuto nel Canton Argovia, a Neuenhof. In paese c’erano solo l’Usego e la Migros. Noi ragazzi ci incontravamo proprio davanti alla Migros. Seduti sul bordo della fontana, abbiamo mangiato tanti di quei gelati Migros con il bastoncino! Questo ricordo influenza ancora il suo comportamento in fatto di consumo?
È un misto di nostalgia e abitudine. Io sono un consumatore che deve prima essere convinto, poi rimane fedele per sempre. Chissà, forse se fossi cresciuto altrove sarei diventato un bimbo Coop! Quindi per lei la definizione di bimbo Migros è legata soprattutto al cibo?
Assolutamente sì. Sono già stato anch’io in un parco Dutti e ovviamente anche in un centro fitness Migros. E ho visto persino il film su Gottlieb Duttweiler, davvero molto bello. L’atteggiamento responsabile della Migros nei confronti della società mi piace, ma influisce su di me soltanto in maniera inconscia. Allora parliamo di prodotti. A cosa non rinuncerebbe?
Ai topini di cioccolato, alla melassa in vasetto, alla torta Sacher, allo sciroppo di lamponi, al tè freddo e agli orsetti
Un tipo dolce, vero?
(Ride) Direi di sì! Quando vado a fare la spesa da solo, mia moglie impazzisce. Ma ci tengo a dire che non ho mai avuto una carie! Qual è il suo prodotto culto?
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colazione.
”
A casa una cioccolata fredda e uno yogurt alla fragola, in ufficio una barretta SportVit. Ma come fa? «Ho un buon metabolismo», spiega sorridendo il bimbo Migros Andy Wolf.
Quella barretta al malto e cioccolato. Un tempo lavoravo in radio e per dieci anni mi sono presentato in studio alle 4, perché moderavo un programma mattutino. Non bevendo caffè, per darmi energia… ho scelto lo zucchero! La mia colazione consisteva in una cioccolata fredda, uno yogurt alla fragola e una di quelle barrette. Come si chiamava? Non ricordo il nome... SportVit?
Esatto! Fatico a riconoscere i prodotti dal nome, io noto gli imballaggi. Quando cambiano il design, sono perso. Ma per fortuna alla Migros tante cose rimangono sempre com’erano. Le manca un prodotto che non c’è più?
(Riflette) Sì, mi piacevano tanto i budini al caramello che c’erano prima. Quelli con sopra quella salsa dolce scura, nel vasetto a trapezio. Credo che ora non ci siano più. Ma forse hanno cambiato solamente l’imballaggio... l
Sei anche tu una bimba o un bimbo Migros? Contattaci! vivai@mediasmigros.ch
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”È la mia
gommosi. E al gelato al cioccolato. E nemmeno al Risoletto.
Cifre
e
fatti
Un classico di lunga data: i dadi al malto ricoperti di cioccolato SportVit, che forniscono 12 vitamine e 2 minerali, fanno parte dell’assortimento Migros da mezzo secolo! Già negli anni Sessanta erano apprezzati dai bambini che li portavano con sé in passeggiata scolastica.
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Anche i capelli vanno protetti? È vero che sotto il sole i capelli non sono soggetti a scottature, ma devono comunque essere protetti dai raggi UVA e UVB. Il sole, soprattutto in combinazione con il calore, l’acqua salata e clorata, li logora, li secca, li rende fragili e sfibrati. Inoltre, al sole, i capelli naturali o tinti sbiadi scono. La protezione più elegante è un bel cappello. Una buona alternativa sono invece gli spray solari o mo dellanti con filtro UV. Chi desidera conservare il suo colore brillante e garantire alla chioma una cura specia le, punta sui prodotti Color Protection con filtro UV integrato. Consigli su questo tema su www.schwarzkopf. com e www.testanera.com
I deodoranti sono innocui? I deodoranti fanno parte dell’igiene quoti diana, soprattutto in estate! La maggior parte contiene sali di alluminio, negli ultimi anni fortemente sospettati di provocare un aumento del rischio di tumori al seno. Il professor Peter Itin, primario di dermatologia dell’Ospedale universitario di Basilea, tranquillizza: «Non ci sono dati scientifici che confermino il nesso tra i sali d’allumi nio e il tumore al seno». «In ogni caso», prosegue Peter Itin, «il cloruro d’alluminio è contenuto soltanto negli antitraspiranti, che servono a ridurre la sudorazione. Nei deodoranti invece, che proteggono soltanto dai cattivi odori, non vengono utilizzati sali d’alluminio». In generale i deodoranti non andrebbero applicati su ferite aperte o lesioni cutanee. In rari casi, le sostanze odorose contenute nei deodoranti possono scatenare allergie da contatto. 42
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Oh sole mio... Qualche consiglio per un’estate all’insegna della bellezza, per godersi il sole evitando danni a pelle, unghie e capelli. Testo: Gisela Femppel
PELLE E CAPELLI
COCCOLE DI BELLEZZA
Depilazione senza irritazione… funziona? II metodo classico per liberarsi dai peli superflui è il rasoio. Per evitare arrossamenti, la pelle dovrebbe sempre essere bagnata e spalmata di schiuma da barba o gel. I rasoi con balsamo per la pelle incorporato offrono un servizio a 360°. Dopo la rasatura, è consiglibile applicare una crema idratante con aloe vera Anche le creme depilatorie lisciano la pelle in un attimo, ma le sostanze chimiche in esse contenute possono scatenare reazioni allergiche nelle persone più sensibili. La ceretta è il metodo che dà i risultati più duraturi, ma è anche il più doloroso. Per l’uso domestico, sono consigliate le strisce di cera a freddo, semplicissime da usare.
La crema solare impedisce l‚assorbimento della vitamina D? Una buona protezione solare è indispensabile, soprattutto per proteggere la pelle dai tumori. Studi recenti dimostrano inoltre l’importanza della vitamina D per la salute delle ossa e, nelle persone anziane, anche per la muscolatura. La vitamina D si forma primariamente nella pelle grazie ai raggi UVB; ma, se applicata correttamente, la protezione solare blocca in gran parte questo processo. Heike Bischoff-Ferrari, professoressa di geriatria, una delle maggiori esperte nel campo della vitamina D, raccomanda perciò di assumerla attraverso gli integratori alimentari, tanto più che alle nostre latitudini da novembre a inizio maggio il sole non è una fonte sufficientemente affidabile di vitamina D. Ma anche quando splende, ci si dovrebbe assolutamente proteggere con un prodotto solare applicato generosamente.
Come prevenire callosità e unghie
© Coliena Rentmeester/Trunk Archive
che si spezzano? «Le callosità vanno rimosse preferibilmente a secco con una lima», spiega Lotti Madera, pedicure di Coira. Il peeling per i piedi rende la pelle ancora ancor più morbida. Sarebbe meglio spalmare i piedi di crema non solo dopo il bagno, ma tutti i giorni; in presenza di callosità importanti, le creme più efficaci sono quelle contenenti urea. Lime e creme aiutano anche per i talloni screpolati e ruvidi. La cura dei piedi comprende anche le unghie. Vanno tagliate quadrate, in orizzontale, con la tronchesina, spingendo indietro con cautela le cuticole. Uno smalto di un colore vivace completerà l’opera.
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VIVA LA BICI
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a bicicletta è adatta a tutti! Bambini, adulti, sportivi, anziani, amanti dell’ avventura e pendolari. Da quando è stata presentata per la prima volta 130 anni fa, nella forma è cambiata poco. Dalla struttura semplice, le differenze stanno nei dettagli. E nella persona che monta in sella. Per ognuno la bici riveste un significato diverso: una pausa dal tran tran quotidiano, il sogno di mete lontane, la grande sfida o il mezzo di trasporto abituale.
Eroi, fuggitivi e temerari Daniel Eberli, medico zurighese e triatleta, ha due bici. Una da corsa hightech con la quale si allena regolarmente una volta alla settimana lungo il Greifensee o nelle vicinanze dell’aeroporto e poi un’altra, un vecchio esemplare delle officine Meier di Oerlikon, con la quale Eberli partecipa a una gara tutta italiana, l’Eroica, che ha luogo ogni autunno e si snoda lungo le strade sterrate della Toscana. «Una possibilità per lasciarsi alle spalle la quotidianità», dichiara. Per sei mesi si è dedicato al restauro di questa bici, ha cercato i pezzi originali e ha chiesto consiglio ai veterani del settore nel velodromo di Oerlikon. «È lo stesso modello della prima bicicletta a cinque marce che ha partecipato a un Tour de France», spiega Eberli. Per presentarsi in Italia con il look che andava all’epoca, si è persino procurato una vecchia borraccia. I pantaloni sono quelli del collega di un conoscente 90enne, le scarpe storiche vengono dalla California, acquistate su internet. «All’Eroica i controlli non sono rigidi», spiega Eberli, «si partecipa con materiale d’epoca, su strade sterrate». S’impongono maglie in lana, tanto per aumentare lo sforzo. Per rifocillarsi, pane bianco con zucchero e vino, proprio come una volta. 44
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La prima grande escursione in bici di Myrtha Kaufmann, di Stettfurt, in Turgovia, l’ha condotta dalla porta di casa al portale della Cattedrale di Santiago de Compostela. Si parla di sei anni fa, quando Myrtha aveva capito che doveva partire. Oggi 71enne, all’epoca la Kaufmann aveva perso da alcuni anni il marito, con il quale gestiva un’attività commerciale. Ci racconta: «Mi sono trovata con l’acqua alla gola, dovevo andarmene. In Spagna, per cominciare». Il rivenditore di bici del posto le ha consigliato quale modello scegliere: una bici da turismo color grigio argento, con cambio al mozzo, pagata 5000 franchi. «L’ho comprata», continua la Kaufmann «e poi sono partita». Nel frattempo, con la sua due ruote ha percorso oltre 20 000 chilometri. Dichiara: «La bici ha 14 rapporti, ma in realtà ne uso solo 9». Dopo Santiago ha percorso la tratta del Circolo polare: 8250 chilometri fino ad Hammerfest, in Norvegia, e ritorno, in 14 settimane. Nelle sue escursioni sta in sella una decina di ore al giorno, per un totale di 120 chilometri a tappa. Benché non prenoti mai, trova sempre una sistemazione per la notte. «Incontro sempre persone disponibili, che si radunano attorno alla mia bici curiose di sapere.» Di recente in sette settimane ha percorso 4500 chilometri, da Anchorage fino a Vancouver, attraverso la natura selvaggia dell’Alaska e del Canada. C’erano solo aree da campeggio e per la prima volta ha dovuto dormire in tenda. «Non avevo paura degli orsi», racconta. Non era completamente sola e conservava il cibo in contenitori stagni. «Comunque ho avuto fortuna!» Al bernese Patrick Seabase basta una marcia. Con la sua fixie, una bici a scatto fisso, senza cambio, freni e ruota libera,
© Getty Images
MOVIMENTO
Tutti in sella! Avanzare con le proprie forze, evitare le automobili in coda, respirare aria fresca. La bici ha tanti amici e ne conquista di nuovi grazie al motore elettrico. Testo: Daniel Stehula Ritratti: Marvin Zilm
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MOVIMENTO
VIVA LA BICI
s’inerpica su passi montani ripidi e lunghi. Adora la Tremola, lungo il versante sud del Gottardo, pavimentata con dadi di granito. «Mi piacciono le imprese monumentali, non le collinette», spiega. Più difficile è la sfida, maggiore è la motivazione a sormontare la montagna con una bici concepita per il ciclismo su pista in piano. «La bici è una passione e una scuola di vita», afferma. «Le cose facili non danno soddisfazione.» In montagna Patrick non ha alcuna possibilità di rilassarsi. In salita deve lottare ad ogni pedalata. In discesa deve far girare le gambe il più velocemente possibile. Senza ruota libera si fanno 70 pedalate al minuto. Per frenare, invece, deve inchiodare la ruota posteriore bloccando la pedalata. «Con queste bici bisogna stare sul pezzo. È come essere legati a un razzo.» Nove anni ANZEIGE
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fa, Seabase ha acquistato la sua prima bici da pista, da quattro anni pedala da professionista. Ha degli sponsor e guadagna pedalando. Si allena con i professionisti e macina fino a 20 000 chilometri l’anno. Pare che Fabian Cancellara abbia tentato di farlo partecipare alla Parigi-Roubaix. «Però gli organizzatori non mi hanno permesso di prendere parte alla competizione con la mia fixie», lamenta Seabase. Le bici elettriche vanno alla grande Alexander Tschäppät ammette di «non essere una persona incredibilmente sportiva». Il sindaco di Berna si reca però sempre al lavoro in biccletta. «In città è davvero praticissima», afferma. Niente code, nessun problema di parcheggio. Prima andava in motorino, ma non lo poteva parcheggiare ovunque. Quando sul
mercato è stata lanciata la prima Flyer e chi conduceva una bici elettrica veniva ancora guardato come un alieno, Tschäppät era già in sella. Da allora, la salita verso casa non rappresenta più un problema. Tschäppät va a lavorare in giacca e cravatta e se non piove non c’è strada che non percorra in bicicletta. «E non arrivo sudato alle riunioni!» Fervido sostenitore delle bici elettriche, ha comunque in serbo qualche suggerimento. Primo tra tutti che le e-bike risultino riconoscibili dagli altri utenti del traffico: «Spesso i pedoni e gli automobilisti sottovalutano la velocità delle biciclette elettriche.» Da diversi anni le e-bike segnano cifre di vendita in costante ascesa. Nel 2014 circa una bici su cinque vendute era elettrica. E questa tendenza è destinata a continuare. l
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Quattro appassionati e quattro bici completamente diverse 1. Daniel Eberli
2. Alexander Tschäppät
3. Patrick Seabase
4. Myrtha Kaufmann
Il medico zurighese 44enne usa la sua storica bici da corsa come fosse una macchina del tempo. In autunno riesuma la vecchia tenuta da ciclista e parte alla volta dell’Italia. Con la sua cinque marce vintage partecipa all’Eroica, durante la quale le bici d’epoca percorrono strade sterrate, come avveniva 100 anni fa, copertoni a profilo basso inclusi.
Il sindaco di Berna si reca al lavoro in bici elettrica. Il 63enne primo cittadino della capitale ha acquistato una Flyer di prima generazione e da allora è rimasto fedele alla bici con motore. Segue attentamente gli sviluppi delle e-bike e apprezza i nuovi modelli, ottimi anche in termini di peso e d’autonomia.
«Passione deriva da pati, ossia soffrire», afferma il 32enne di Berna. Con la sua fixie, percorre passi alpini in salita e in discesa, percorrendo 20 000 chilometri l’anno. Per compensare si dedica al canottaggio. «Da niente non nasce niente», dichiara. Grazie agli sponsor si guadagna da vivere pedalando. I percorsi più belli li conserva come fotografie.
La 71enne di Stettfurt ha una bici da turismo solamente da sei anni ma ha già percorso oltre 20 000 chilometri. Per non correre il rischio che gliela rubino, a ogni sosta la turgoviese si porta la bici nella camera dell’albergo dove pernotta. Ha sempre con sé anche le scorte per tre giorni: noci, cioccolato, frutta secca, knäckerbrot, fruttosio e mele. Vivai 3/15
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1 "L‚età media dei nostri clienti
E-bike per tutti Quattro nuovi modelli
diminuisce di continuo .” Mario Klaus è responsabile marketing presso m-way, rivenditore specializzato di e-bike.
1. Per pendolari: Flyer TS 7.70.
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Per quale motivo le bici elettriche riscuotono tanto successo?
Per diverse ragioni. L’offerta oggi è talmente vasta che ognuno riesce a trovare la bici che fa al caso suo. I pendolari utilizzano questa forma di mobilità alternativa. I proprietari di una e-bike apprezzano il movimento. Il grado d’accettazione della bici elettrica è cresciuto sensibilmente. Il motore questa stagione ha nuovamente compiuto grandi progressi.
2. Per intenditori: la bici da turismo Cannondale Mavaro Headshok Performance ha un accumulatore con un’autonomia da 80 a 190 km. Fr. 3999.–
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La fase della lunga sperimentazione si è ormai conclusa. Accumulatori e motori oggi durano di più e sono più affidabili. L’efficienza cresce di continuo parallelamente al sistema di pedalata assistita più armonico.
3. Per i giovani: sabbia, neve
o fango? La Haibike Xduro Fatsix va ovunque. Le ruote larghe garantiscono la tenuta, il motore supporta una velocità di 25 km/h. Fr. 4899.– 4. Per genitori: la Urban
Dove sono più usate le bici elettriche?
Nelle aree urbane stanno diventando uno dei principali mezzi di trasporto quotidiani. Le e-bike oggi sono fashion e stiamo notando che l’età media dei nostri clienti diminuisce di continuo. Sulla base di quanto osserviamo, prevediamo che nel prossimo futuro il numero di proprietari di una e-bike in Svizzera crescerà dalle tre alle otto volte.
La Flyer può raggiungere una velocità di 45 km/h e vanta un’autonomia massima di 90 km. Fr. 4199.–
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Arrow è una vera e propria bici da carico. Infatti tra il manubrio e la ruota anteriore c’è posto per due bambini. Fr. 4499.– I prodotti sono in vendita negli shop m-way. Ulteriori informazioni su www.m-way.ch
INSERZIONE
Troppo da stirare? Se ne occupano i nuovi modelli di Merker. Scoprite le nuove macchine da lavare con la funzione Stiratura-Finish nel showroom Merker oppure cliccate su www.merker.ch!
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Merker AG Tel. 0848 884 588 info@merker.ch
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Floradix HA vegan plus
Ricarica le batterie!
Ora l’apprezzato integratore di ferro Floradix esiste anche in versione completamente vegetale, ideale per i vegani e per chi soffre d’intolleranza al glutine o al lattosio. Stanca, svogliata, irritabile? Spesso questo è dovuto a una mancanza di ferro. Secondo il Dr. Beat Schaub, specialista in medicina interna, la gran parte delle donne in età fertile presenta una carenza di ferro. Questo può portare a disturbi del sonno, stanchezza oppure alla caduta dei capelli. Il ferro fornisce energia. Questo importante minerale è indispensabile per l’emopoiesi e contribuisce al trasporto dell’ossigeno nell’organismo.
Carenza di ferro addio! I preparati naturali a base di ferro aiutano a regolarizzare il tenore di ferro e a fornire l’energia necessaria all’organismo. Da 70 anni Floradix, già apprezzato dalle nostre nonne, è il numero uno tra questi integratori. Ora l’integratore vegetale Floradix esiste anche in versione vegana. Floradix HA vegan plus non contiene ingredienti d’origine animale. Privo di miele e di lievito, viene prodotto esclusivamente con sostanze vegetali e contiene ferro organico e preziose vitamine. Questo preparato è quindi indicato per i vegetariani, i vegani e per le persone che sono intolleranti al lattosio o al glutine.
© Illustrazione: Susan Hassmann
Inoltre Floradix e Floradix HA vegan plus sono molto indicati anche come integratori alimentari a scopo preventivo. Per evitare carenze di ferro ed essere sempre in forma!
L’integratore Floradix HA vegan plus è in vendita nei reformhaus, nelle drogherie e in farmacia. Per saperne di più: www.floradix.ch
REISEN ISOLE DOSSIER SFAFSAFKFKKLFHL SFAFSAFKFKKLFHL VIAGGI
Gioielli sull‚acqua Sulle isole il tempo scorre diversamente. Parti con noi alla volta di Norderney, nel Nord della Germania, e dell‚Isola di San Pietro, sul Lago di Bienne. Testo: Harald Braun Foto: Sabine Braun Illustrazioni: Martin Haake
Immersa nella natura L’isola tedesca della Frisia orientale è costituita per oltre l’80 percento dal Parco Nazionale del Mare dei Wadden della Bassa Sassonia. Anche quando d’estate l’isola accoglie circa 400 000 turisti in vacanza, si trova sempre un posto tranquillo per correre in spiaggia, immersi nella natura. Fuori stagione ci si sente come uno del luogo. Per scoprire le distese fangose di Norderney 50
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lasciate dalla bassa marea, l’ideale è affidarsi a Johann, che le conosce come le sue tasche. Da soli sarebbe difficile scoprire i corridoi di dune sabbiose quasi incontaminate e le splendide saline. Inoltre, incamminarsi lungo le distese fangose affidandosi a un esperto è più sicuro, perché la marea può sopraggiungere velocemente. Una chicca: quando c’è la bassa marea, le foche comuni e quelle grigie amano riposarsi sui banchi di sabbia di Norderney.
Meta tedesca
Isola di Norderney
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nel 19esimo secolo, la più antica località balneare tedesca, considerata uno dei più prestigiosi centri termali d’Europa, era frequentata da nobili, artisti, poeti e filosofi. In gioventù, Heinrich Heine ne parlava così: «Il mare era il mio compagno preferito. Non ne ho mai trovato uno migliore. Notti in riva al mare e meravigliose spiagge a perdita d’occhio.» La magia di Norderney è tutt’oggi caratterizzata dal mare e dalle ampie spiagge. Sull’ isola c’è un solo centro abitato, piuttosto tranquillo. Norderney rappresenta quindi la meta ideale per chi cerca calma e solitudine.
Pernottamenti chic Albergo Inselloft L’esterno della
Pesce da asporto da Le Pirate.
struttura è caratterizzato dalla facciate di quattro eleganti ville padronali. Gli spazi interni, suddivisi in modo diverso, offrono ambienti molto raffinati. Il servizio è eccellente, cortese e informale. Monolocale, da 140 euro a notte per 2 persone. Loft, da 210 euro a notte per 2 persone. Ulteriori informazioni su www.inselloft-norderney.de Albergo Seesteg Più elegante ed
© Getty Images
Cosa fare L’isola della Frisia orientale non è Ibiza e nemmeno Sylt. Per fortuna! Chi pensa che Norderney sia un’isola festaiola del Mare del Nord rimarrà deluso. Ne sarà invece entusiasta chi cerca una meta dove trascorrere le vacanze nella natura e lontano dalla calura estiva o chi vuole godere dei benefici dell’acqua di mare, perché Norderney, assieme a Langeoog, l’isola adiacente, è considerata il maggiore centro termale tedesco per la talassoterapia. Il termine talasso deriva dal greco e si riferisce al mare. Norderney offre trattamenti terapeutici a base d’acqua di mare, fanghi e persino sabbia locale.
Con una superficie di ben 8000 metri quadrati, le terme di Norderney, un imponente edificio dall’architettura elegante, rappresentano il maggior centro di talassoterapia della Germania. Le loro dimensioni non devono però intimorire. Questo tempio acquatico si rivolge anche a chi vuole venirci solo per divertirsi in una delle due piscine o nelle varie saune. Sull’isola esiste anche un cinema, il Norderneyer Kurtheater, che ha sempre in cartellone film attuali. La sala cinematografica, costruita nel 1893 nello stile di un teatro, con tanto di poltrone rosse e sontuosi tendaggi, è rimasta fedele al passato.
eccentrico dell’adiacente Inselloft, dispone solo di 16 camere, curate e ricercate. Ottima posizione e piscina a sfioro sulla terrazza all’ultimo piano. Un lusso che ha evidentemente il suo prezzo. Monolocale, da 280 euro per 2 persone con colazione à la carte. Ulteriori informazioni su www.seesteg-norderney.de
L’albergo Inselloft Vivai 3/15 51
VIAGGI
ISOLE
Tobias Pape
Insa e Nils Klimek
Chi s‚incontra Tobias Pape non è un tipo che parla molto. Alle parole preferisce i fatti. Norderney è proprio l’ideale per uno come lui. Trasferitosi sull’isola 12 anni fa, qui si sente a casa e lo si nota subito. Nel 2012, di punto in bianco, quest’uomo ingegnoso e originale che ti guarda con occhi ridenti e parla in modo conciso, decise di diventare birraio. Si procurò due caldaie per la birra e ricavò un locale con un piccolo palco per la musica dal vivo nella sua casa lungo il Damenpfad. Imparò a fare la birra leggendo tomi voluminosi, scrisse «Norderneyer Brauhaus» sulla finestra di casa e aggiunse lo slogan «Il posto dove bere birra». Il successo non s’è fatto attendere e d’estate Tobias fatica già a soddisfare la domanda. Le persone creative e innovative sono quelle che hanno saputo portare a Norderney un cambiamento di mentalità che lascia il segno. Proprio come Tobias Pape. E come Insa e Nils Klimek, che gestiscono l’Inselloft in modo informale e cortese, da veri futuri direttori d’albergo. Nel loro hotel ci si sente subito come a casa, con il vantaggio di poter contare su un servizio eccellente. Le camere sono arredate con stile. Nell’accogliente salotto tè e vino sono offerti dai padroni di casa. 52
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Alla moda
A tavola
Il Milchbar è perfetto per ammirare il sole che tramonta su Norderney: ampie vetrate affacciate sul mare, un bar dove bere un cocktail e la possibilità di mangiare qualcosa. Questo locale all’interno di una costruzione che ricorda l’architettura anni Sessanta è molto alla moda. Per trovare posto, d’estate bisogna fare la fila. Lo stesso vale per il Weisse Düne, il lungo edificio di legno arredato con gusto, tra le meravigliose dune di sabbia di Norderney. Il ristorante si trova in un luogo suggestivo, l’arredamento è rustico e al contempo elegante. La cucina è ricercata e la qualità si paga. Un ritrovo molto alla moda!
Weisse Düne Dall’esterno sembra
una via di mezzo poco attraente tra un magazzino e un capannone di legno, ma all’interno è un vero gioiello architettonico che propone una cucina eccellente e un meraviglioso angolo lounge. È uno dei ritrovi più alla moda dell’isola, tra le dune. www.weisseduene.com Friedrich Tra le deliziose proposte
di questo locale situato nel centro di Norderney figurano piatti semplici ma raffinati. L’arredamento è elegante e minimalista. Il pane e le torte sono fatti in casa. È possibile pernottare in uno dei sei appartamenti di vacanza. www.friedrich-norderney.de
Informazioni Con la sua superficie di 25 chilometri quadrati, Norderney è la seconda isola della Frisia orientale. Lunga 14 chilometri e larga fino a 2,5 chilometri, si trova tra Juist e Baltrum nel Parco Nazionale del Mare dei Wadden della Bassa Sassonia creato nel 1986, e all’interno del Mare dei Wadden, che dal 2009 è patrimonio mondiale dell’UNESCO. Norderney non offre solo 14 chilometri di splendide spiagge sabbiose. L’isola frisona dispone anche di una rete di 80 chilometri di piste ciclabili e di sentieri escursionistici.
Per assaporare un cocktail: il Milchbar
Ritrovo trendy: il Weisse Düne
Meta svizzera
Isola di San Pietro
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e è vero che ogni anima ha bisogno di un’isola, allora l’Isola di San Pietro, sottile lingua di terra dalle atmosfere tranquille e nostalgiche, è l’ideale per gli animi romantici. Non appena le classi scolastiche e gli escursionisti si trovano davanti all’affascinante edificio a cupola o all’antico monastero trasformato in albergo e ristorante, vengono pervasi dallo spirito del passato. L’incantevole panorama invita alla contemplazione. Testo: Petra Koci
Informazioni Frequentatori
© Albergo del monastero dell’Isola di San Pietro, iStockphoto
Il suo visitatore più famoso fu Jean-Jacques Rousseau, che nel 1765 soggiornò sull’isola per sei settimane. Ma da qui sono passati anche Goethe, l’imperatrice Giuseppina Bonaparte, i re di Prussia e di Svezia. Oggi l’isola ospita feste di nozze, banchetti aziendali e seminari ed è frequentata dagli amanti della natura.
Posizione L’Isola di San
Pietro, che in realtà è una penisola, è una sottile lingua di terra sul Lago di Bienne. Sulla sponda sud, ad Erlach, è collegata alla terraferma da un ponte. Accesso Da Erlach, a piedi o in bici. L’isola è servita dai battelli di linea (www. lacdebienne.ch) e dal taxi navetta (da prenotare allo 079 760 82 60). Quando visitarla Da metà marzo a fine ottobre, periodo in cui è aperto anche l’hotel ristorante dell’isola. www.st-petersinsel.ch
Attrazioni L’isola è un posto meraviglioso per fare passeggiate e picnic, percepire l’energia del luogo o trascorrere del tempo nell’hotel ristorante dell’ex monastero. L’attrazione principale è la stanza spartana in cui soggiornò Rousseau, dove ammirare gli scritti del filosofo conservati nelle vetrine.
La natura L’Isola di San Pietro, che ospita anche conigli selvatici e germani reali, è chiusa al traffico. Buona parte del suo territorio è una riserva naturale che offre un habitat a uccelli acquatici e migratori. Inoltrandosi lungo il cosiddetto sentiero dei pagani, si è accompagnati dal fruscio del vento tra i canneti. Vicino alla riva si sentono gli strilli dei gabbiani. All’ ombra di querce e faggi canta l’oriolo, cui fa eco un coro d’altri uccelli. E il gruppetto di pini silvestri che si staglia sull’azzurro del lago conferisce all’isola un fascino vagamente mediterraneo.
Piaceri del palato Anche i monaci medievali apprezzavano i piaceri terreni. Il ristorante dell’isola propone filetti di lucioperca e coregone del Lago di Bienne e manzo Natura-Beef dei pochi contadini presenti sull’isola. Accompagnano i piatti i vini Chasselas, Oeil-de-Perdrix e Pinot noir prodotti con uve della vigna monastica dell’isola. Vivai 3/15
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Altre chicche In Europa le isole abbondano e noi vi diamo alcune idee per passare uno o più giorni su queste incantevoli terre emerse circondate dall‚acqua.
Fraueninsel
La penisola sul Lago di Costanza è un po’ anche nostra. Dalla sponda svizzera, è raggiungibile in barca o in battello, ma anche in auto, sul ponte-diga lungo un bellissimo viale di pioppi. La bellezza di Reichenau sta nella sua splendida vegetazione e nella tradizione delle tre magnifiche C: convento, caffè e confetteria. Quest’anno propone anche una nuovissima struttura, l’albergo Inselglück, un vero angolo di paradiso sull’isola. www.meininselglück.de 54
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Ufenau / Lützelau Nella parte alta del Lago di Zurigo, nei pressi della diga che collega Pfäffikon a Rapperswil, ci sono due piccole isole: Ufenau e Lützelau. La prima è raggiungibile da aprile a ottobre con un regolare servizio di battelli, ma meglio lasciare a casa il costume da bagno: l’isola appartiene da oltre 1000 anni al Convento dei benedettini di Einsiedeln. La balneazione è quindi vietata! Per tuffarsi ci si sposta in motoscafo o con il taxi d’acqua nella vicina isola di Lutzelau. In ogni caso, sono belle entrambe!
© Getty Images, iStockphoto, Keystone, Laif, Shutterstock
Reichenau
Vale la pena visitarla già per il suo nome, Fraueninsel, ossia l’isola delle donne, o, più correttamente, Frauenchiemsee, sul Chiemsee, lago della Baviera. Sull’ isoletta che ospita la famosissima abbazia Frauenwörth, le auto non possono circolare. I poco più che 300 abitanti dell’isola accolgono con piacere anche gli ospiti di sesso maschile. Tra l’altro, da qui si vede anche la Herreninsel, l’isola degli uomini. www.chiemsee-inseln.de
ISOLE
VIAGGI
Isola d‚Oléron Isola Bella Con l’Isola Madre e l’Isola dei Pescatori, l’Isola Bella, sul Lago Maggiore, forma l’arcipelago delle Isole Borromee. Situate al largo di Stresa, le tre isole possono essere visitate anche in giornata. La navigazione sul Lago Maggiore propone ottimi collegamenti da Stresa, Baveno, Intra e Pallanza. Oltre che per il suo antico palazzo che ospita un museo, l’Isola Bella è famosa in particolare per i suoi giardini barocchi. Alberi centenari e innumerevoli fiori e piante, tra cui un canforo, trasformano l’isola in un paradiso di profumi e colori.
Chiamata anche l’isola delle mimose per la sua vegetazione speciale favorita dalla Corrente del Golfo, l’Isola d’Oléron è situata al largo della costa orientale francese. A differenza dell’Isola di Ré, che si trova proprio di fronte, Oléron la Luminosa non fa la diva. Un’isola dallo charme francese, con ben 34 chilometri di ampie spiagge sabbiose, ideale per le famiglie. Però non ditelo troppo in giro, perché ad agosto è già strapiena!
Sylt Questa bellissima isola nel Mare del Nord non si merita il soprannome di «isola dei VIP» che le è stato affibbiato. Come non amare Sylt? Morbide dune, flessuosi canneti, aria ricca di iodio, romantici e colorati cesti da spiaggia, passeggiate lungo le distese fangose, gite in bici e per chi non possiede una casa sull’isola un albergo favoloso, il Budersand. www.budersand.de
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movimento
Vince il premio Waltraud Escher, Bertschikon
I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno sostituiti. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome della vincitrice o del vincitore saranno pubblicati su Vivai 4/15.
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IL LUOGO DEL CUORE
BEN MOORE
«Molti inglesi hanno un locale del cuore che frequentano regolarmente.»
Ben Moore ha origini inglesi. Insegna astrofisica all’ Università di Zurigo e scrive libri. Si occupa dell’origine e dell’evoluzione dell’universo e delle possibili forme di vita. Grande appassionato di musica, ama suonare la chitarra e sondare le sfere del rock elettronico. Quando fa musica, il suo nome d’arte è Professor Moore.
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l posto in cui mi sento a casa è il bar Nordbrücke di Zurigo, nel quartiere di Wipkingen, a due passi da dove abito. Molti inglesi hanno un locale del cuore che frequentano regolarmente. L’atmosfera informale di questo bar, soprattutto la sera, mi ricorda un po’ i pub inglesi, anche il bancone, i vecchi tavoli di legno e le decorazioni vintage. Ci vado due o tre volte la settimana, in serata. Questo locale è il luogo ideale quando voglio schiarirmi le idee, ho un blocco mentale o sono in cerca di nuove ispirazioni. 58
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Di solito mi metto al bancone oppure sul divano, con il mio taccuino, e faccio uno schizzo delle idee che mi passano per la testa, oppure lavoro sulle mie formule. Per il mio ultimo libro Da draussen, ho dovuto fare molti calcoli, ad esempio da che distanza qui sulla Terra riusciremmo a riconoscere la Morte Nera, ossia una stella della morte che sta sfrecciando verso di noi. La Morte Nera, o Death Star, in inglese, era la stazione spaziale distruttiva, delle dimensioni di una piccola luna, presente nel film Guerre stellari. Anche
se può sembrare incredibile, noi riusciremmo a vederla solo quando sarebbe poco più lontana da noi della nostra Luna. E quindi avremmo solamente un paio di giorni per evacuare il nostro pianeta. Ecco, questo è un esempio dei calcoli che faccio nel mio locale preferito. L’ambiente è informale, discreto e accogliente. Al Nordbrücke mi sento bene e trovo sempre spunti di riflessione. Al bar incontro spesso i miei studenti. Non sono per nulla imbarazzati. Anzi, a loro fa piacere. l A cura di Petra Koci
Foto: Ornella Cacace
Il bar Nordbrücke
Il mastro macellaio consiglia:
«gustose variazioni sullo steak»
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Souteno peuples e ns les t édifion s des nati ons LA PRIMA DELLA CLASSE, MOTIVATA PER STUDIARE, IMPEGNATA IN RETI SOCIALI:
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Aspirazione professionale: Neurochirurgo
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