La rivista
per il benessere e la sostenibilitĂ
01/2015
`Tè e tisane: usi e benefici delle bevande dalle mille virtÚ Per un anno senza sprechi: consigli per risparmiare energia Al posto del botox: viso tonico e luminoso con il massaggio facciale
Coloriamo la vita!
Un frutto del lento lavoro della natura.
Parte di
Esperti attuali LD Dr. David Fäh
Specializzato in fisiologia alimentare, ricercatore e docente all’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Zurigo, si occupa di aspetti legati all’alimentazione.
Foto di copertina: uomo: Roland Tännler, Regula Wilson (stilismo); modello: Tom O. (Scout Model); M luminosa: Christine Benz, fotomontaggio: Vivai © Roland Tännler, Joschi Herczeg, Marion Nitsch, iStockphoto
Christina Daeniker Roth
La specialista in alimentazione e salute presso la Federazione delle cooperative Migros vanta un vasto bagaglio di conoscenze e una lunga esperienza per quanto concerne le domande della clientela. Ci consiglia per i testi che riguardano i prodotti Migros.
Marianne Botta Diener
Ingegnere alimentare e madre di otto figli, insegna all’ETH. Questa volta ci parla delle sostanze bioattive e dell’importanza di mangiare cibi di colore diverso.
Theresa Schwarz
È addetta alla diagnostica delle prestazioni presso il centro sanitario Medbase di Zurigo, che offre servizi medici e terapeutici. In questo numero ci spiega quali sono gli effetti dello sci di fondo sul nostro organismo.
Cara lettrice, caro lettore Nella ricerca del partner il ciclide maschio non è certo da invidiare. Ha davvero vita dura. E non può nascondersi dietro piattaforme di dating online per sembrare più attraente e interessante di quello che è. Il fatto è che purtroppo le femmine sono talmente selettive che, per impressionarle, i maschi sono perennemente costretti a sfoggiare livree colorate sempre più appariscenti. In più, alcune femmine sono fissate su una combinazione di colori ben precisa e dunque lo sventurato maschio che mostra serie di squame di colorazione sbagliata rischia di nuotare da solo in acque torbide ancora a lungo. Io adoro queste storie del regno animale. Sono straordinariamente umane e quella dei ciclidi è una delle mie preferite (di più a pagina 16). In questo numero non parleremo però dei rituali d’accoppiamento di questi pesci, ma di come i colori influenzino la nostra percezione. Abbiamo quindi pensato di ravvivare il grigiore di gennaio con qualche tocco di colore, sperando che vi possa ispirare. Anche perché in ogni numero di Vivai cerchiamo di essere fonte d’ispirazione. Sono convinta che ogni persona possa essere ispirante per gli altri, basta fermarsi un momento e ascoltarla. Noi lo abbiamo fatto (a pagina 40). Quanto alla mia ultima ispirazione, l’ho avuta di recente mentre correvo lungo il fiume, dove da un po’ incontro sempre un airone cenerino. Ma questa volta l’ho visto dapprima incedere con eleganza lungo la riva e poi alzarsi in volo con un battito d’ali leggero e armonioso. Guardandolo, mi sono detta: quest’anno devo assolutamente frequentare un corso di danza classica. Sperando che la nostra rivista v’ispiri, vi auguro buona lettura!
Caporedattrice P.S. Un’amante del caffè come me non diventa esperta di tè dall’oggi al domani. Ma ci sto lavorando. Perché bere tè fa bene ed è un rituale stiloso. Leggi a pagina 26. Vivai 1/15
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Il piacere di gustare il pesce senza rimorsi di coscienza.
Parte di
10 Inizio d’anno all’insegna del colore: perché è un antidoto al grigiore invernale e rende felici 16 Abbasso il bianco e nero: cosa sarebbe la vita senza i suoi mille colori? 20 Mangia colorato: portare in tavola alimenti variopinti alletta gli occhi e fa bene alla salute 22 M arancione: un mondo colorato 24 Rosso fuoco: gli oggetti che riscaldano l’inverno
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26 Sorsi di salute e di piacere: le mille virtù del té e delle tisane 38 Risparmio energetico: per un anno senza sprechi 40 Lasciati ispirare: sei testimonianze che invitano a guardare la vita con occhi nuovi 48 Viso raggiante: pelle tonica e luminosa grazie al massaggio facciale
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52 Il piacere dello sport in piena natura: lo sci di fondo in tutte le sue varianti
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© Shutterstock, Christine Benz, Jos Schmid
7 9 32 34 58 SIGLA EDITORIALE Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Caporedattrice: Susanna Heim Sostituta: Christine Kunovits Coordinazione: Imelda Stalder Testi/produzione: Lukas Hadorn (D), Alda Viviani (I) Correttorato: Cora Gianolla (I) Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti
Pensati per voi Scelti da noi Prodotti culto Chi fa la spesa qui Concorso Vivai
Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC-Mix. Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile. ISSN: 1663-7178 Tiratura totale Vivai: 250 000 copie D: 173 000, F: 60 000, I: 17 000 copie
Abbonati gratis a Vivai all’indirizzo abbonamenti.vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama lo 0800 180 180 Vivai 1/15
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Fattorie a ritmo della natura.
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Sempre più sostenibile
Per la clientela la Migros è il commerciante al dettaglio più sostenibile della Svizzera. È ciò che risulta dal sondaggio condotto recentemente dall’ istituto Léger Schweiz, su incarico della Migros. Prima del lancio del suo programma di sostenibilità Generazione M, il 28 percento della clientela riteneva che la Migros fosse l’azienda più sostenibile. Ora lo pensa il 34 percento. Il programma incarna l’impegno della Migros in campo ambientale, sociale, sanitario, del consumo e dei collaboratori. Le promesse enunciate nell’ ambito di Generazione M vengono verificate regolarmente, per stabilirne in grado di realizzazione.
Il bio ha ancora una chance nel mercato di domani?
Il podcast in versione app
Owen parla dalla Cina, Alicia dalla Spagna, Marie dall’Alsazia francofona: i podcast della Scuola Club Migros sono ormai diventati un culto e hanno già aiutato moltissimi studenti non solamente a imparare correttamente una nuova lingua, ma possibilmente anche senza accenti. Una novità: il PodClub, il servizio linguistico podcast della Scuola Club Migros, ora esiste anche come applicazione gratuita! In 5 lingue e con un nuovo episodio ogni 14 giorni. Awesome, n’est-ce pas?
© Daniel Grieser, GettyImages
www.podclub.ch
«Sì», pensa l’Istituto Gottlieb Duttweiler GDI, che ha analizzato cosa rappresenterà in futuro un consumo «buono» e come gli alimenti da produzione biologica potranno continuare ad avere successo. Un fattore decisivo sarebbe peraltro riuscire a far passare la scelta bio dalla testa alla pancia, sostengono i ricercatori di tendenze. La spiegazione esaustiva sul «Futuro del Bio» si può leggere su www.gdi.ch.
Viva le associazioni
Cos’accomuna 7 svizzeri su 10 almeno quindicenni? Fanno parte di un’associazione. In Svizzera, dove se ne contano circa 100 000, vengono definite anche «scuole di democrazia». Anche il Percento culturale Migros riconosce i servizi d’integrazione sociale svolti dalle associazioni svizzere ed è per questo motivo che proprio 15 anni fa ha fondato il servizio specializzato vitamin B, dove i membri di associazioni e organizzazioni di pubblica utilità ricevono consulenza gratuita. www.vitaminb.ch
Contiamo su di voi
Per l’anniversario di vitamin B, Vivai ha in programma un dossier tematico dedicato alle associazioni. A interessarci sono soprattutto le organizzazioni volontarie e di pubblica utilità che si dedicano al tema della sostenibilità. Hai qualche input? Saremo felici di ricevere le tue proposte via e-mail all’indirizzo vivai@mediasmigros.ch. Vivai 1/15
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La ricetta a base di principi vegetali contro il naso chiuso. Sinupret® confetti liberano.
Medicamento fitoterapeutico in caso di infiammazioni dei seni paranasali e delle vie respiratorie. • Con 5 piante medicinali • Scioglie il muco viscoso • Diminuisce il gonfiore nel naso chiuso
Disponibile in farmacia. Si prega di leggere il foglietto illustrativo. Biomed AG, 8600 Dübendorf © Biomed AG. All rights reserved.
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Chewing gum... d’artista
Recentemente abbiamo di nuovo notato quanto i marciapiedi di molte città svizzere siano disgustosamente imbrattati di gomme da masticare. Gli appiccicosi boli colorati, schiacciati e rischiacciati da innumerevoli suole di scarpe e pneumatici, si accumulano a dismisura in alcuni punti. Per questo facciamo un elogio all’artista e scrittore canadese Douglas Coupland, autore del romanzo Generazione X, che nell’ambito di un suo progetto espositivo a Vancouver ha fatto installare un’immensa scultura della sua testa, invitando il pubblico a tappezzarla con vecchie cicche masticate. Quattro mesi dopo, la sua effige era pressoché irriconoscibile e, cosa incredibile, la zona pedonale di Vancouver era priva di chiazze colorate!
Per la pelle supersensibile
È proprio d’inverno, quando ai diversi fattori che aggrediscono la pelle s’aggiungono anche il freddo e il riscaldamento, che alcuni reagiscono sviluppando arrossamenti e irritazioni. Le creme diventano quindi un’ esigenza. Ma con determinati ingredienti gli allergici e chi ha la pelle sensibile temono di irritare ancor di più l’epidermide. Per loro esiste la linea Zoé Ultrasensitive, certificata dal marchio di qualità aha!, il Centro svizzero per l’allergia, e priva di profumi o altre sostanze irritanti. Ora la formula dei tre prodotti antietà (crema da giorno, da notte e per il contorno occhi) è stata adeguata ai più recenti standard della ricerca e arricchita con acido ialuronico. Antietà anche per i più sensibili!
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Dove s’allena il mitico Cologna
© Zoonar.com, NordicFocus
Sai dov’è che preferisce allenarsi l’asso svizzero dello sci di fondo Dario Cologna? Noi sì. Come ci ha rivelato lui stesso, una delle sue piste di fondo preferite «si trova nella valle di Sertig, vicino a Davos». «La splendida natura incontaminata e i due ottimi ristoranti in fondo alla valle valgono una visita in ogni stagione, sia per gli escursionisti sia per i ciclisti o i fondisti.» Poi abbiamo ancora qualche altro consiglio e ti riveliamo anche cosa conta davvero nello sci nordico. Di più da pagina 54.
Fai il pieno d’energia!
Anche se i puristi dell’outdoor inorridiscono al solo pensiero, durante le escursioni in montagna, le arrampicate del fine settimana o le gite in campeggio non è male portarsi lo smartphone o il tablet. Cartine, costellazioni e dati geografici sono disponibili in un attimo. Inoltre, questi apparecchi permettono di bloccare subito le discussioni che a volte nascono sui nomi degli attori, sulle capitali e su altra pseudocultura di vario genere. Certo è seccante se poi in vetta non ci sono prese di corrente. E allora ecco venirci in aiuto l’Xtorm AM114 Lava Solar Charger, il caricatore universale ricaricabile con un paio d’ore di luce solare, con il quale fare due volte il pieno di nuova energia allo smartphone o una volta al tablet. La prestazione varia naturalmente a seconda del modello, ma il principio rimane lo stesso: aprire il ricaricatore e lasciarlo al sole! Il ricaricarore solare Xtorm AM114 Lava è in vendita a fr. 99.80 su www.melectronics.ch
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All’insegna del colore
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Antigrigiore È soprattutto d‚inverno, quando le giornate sono grigie, che ci rendiamo conto di quanto siano importanti i colori. Perché non coinvolgono solamente la nostra vista. I colori influenzano anche ciò che mangiamo e le nostre percezioni. Speriamo che questo dossier vi aiuti a ravvivare il grigiore
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invernale,aspettando che torni la primavera.
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All’insegna del colore
Nel blu dipinto di blu... L‚occhio umano riesce a distinguere dieci milioni di sfumature di colore. Il significato e l‚effetto che hanno su di noi è personale e variano da cultura a cultura. Ma una cosa vale per tutti: la vita a colori è più bella! Testo: Ruth Hoffmann
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siste un blu più blu del cielo sopra l’Egeo? Soprattutto all’inizio dell’ estate, quando il verde delle isole è fresco e intenso e i colori del cielo, della terra e del mare raggiungono la loro massima luminosità. E pensare che i testi degli antichi greci non parlano mai di questo splendore! Quando Omero descrive il cielo, lo fa con parole quali stellato, vasto e grande, a volte anche plumbeo e color bronzo, ma non usa mai il blu. Per lui il mare ha il colore delle viole, ma ciò vale anche per la lana dei montoni! Per molto tempo si è quindi pensato che il grande poeta greco e i suoi lettori fossero daltonici. In realtà, mancava loro solo il vocabolario. Evidentemente all’epoca non c’era l’esigenza di trovare una parola per descrivere il colore del cielo e del mare. L’occhio umano riesce a distinguere dieci milioni di sfumature di colore. A livello linguistico, siamo ben lontani da questa ricchezza: nella nostra cultura, in generale si conosce a malapena una trentina di termini cromatici. Artisti e designer potrebbero forse far meglio, senza però riuscire a descrivere nemmeno una parte infinitesimale delle nostre percezioni. E i nostri avi avevano a disposizione una scelta ancora più ridotta di parole per esprimere l’impressione creata dal colore. Poiché, come hanno dimostrato i linguisti, nel mondo intero le definizioni dei colori si sono sviluppate gradualmente. 12
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Dapprima è stata fatta una distinzione lessicale tra chiaro e scuro, quindi sono subentrati il bianco e il nero, più tardi il rosso e via di seguito anche gli altri colori. Alcuni scienziati ritengono che la capacità di percepire le differenze cromatiche sia legata alla capacità di dare un nome alle varie sfumature. La lingua madre influenzerebbe quindi in modo massiccio la nostra visione del mondo. Chi non distingue linguisticamente il verde dal blu, come i vietnamiti, lo interpreta come una sfumatura dello stesso colore. D’altro canto, certe finezze linguistiche potrebbero rafforzare la nostra sensibilità per le differenze cromatiche, come dimostrato da vari esperimenti. Per i tedeschi esistono solamente il blu chiaro e il blu scuro, mentre ad esempio i russi e noi italofoni abbiamo tutta una gamma di parole che spaziano dall’azzurro al celeste, dal cobalto al blu notte. I tessitori di tappeti persiani più esperti possono distinguere senza problemi varie decine di sfumature di rosso. Però questo non significa che altre nazionalità non possano vedere queste sfumature, obiettano i contrari a questa teoria. È incontestabile però il fatto che le proprietà che noi attribuiamo ai colori vengano ampiamente determinate dalla cultura nella quale siamo cresciuti: indossare un vestito bianco a una cerimonia funebre a noi sembrerebbe fuori luogo,
ma per i buddhisti e in molti paesi africani il colore della morte e del lutto non è il nero, bensì il bianco. Spesso il significato che attribuiamo a un colore cambia con l’evoluzione della società. Meno di un secolo fa, il rosa, colore vicino al rosso, forte e virile, legato agli eroi e ai combattenti, era ancora associato ai maschietti. Al contrario, le bambine indossavano abiti azzurri, come il colore del velo della Madonna. Nell’antichità, il simbolo del potere era il viola e non l’oro e questo perché estrarre il colorante dalla bava delle lumache viola era difficile e costoso. I colori sono sempre stati simboli della comunicazione non verbale, definendo ad esempio anche determinati effetti sul corpo e sull’anima. Parecchi sono ancora attuali, come il rosso, colore del fuoco, dell’energia e della passione, in positivo (l’amore) e in negativo (l’aggressione). Sgargiante, è il colore dell’allerta per eccellenza. Il blu invece è più discreto e ha un effetto calmante ed equilibrante. Simboleggia il cielo e la vastità, l’acqua e la leggerezza. Al giallo, il colore della luce, viene attribuito un effetto stimolante e rasserenante. Gran parte di questa simbologia deriva dalla natura e segue una logica: tutti noi conosciamo la forza vivificante della luce solare o la gioia che ci infonde il verde della primavera, abbiamo sperimentato quella sensazione di calma che
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All’insegna del colore
Qualche notizia... multicolor Il rosso seduce e attrae entrambi i sessi. È questa la conclusione a cui sono giunti alcuni psicologi dell’ Università americana di Rochester dopo aver mostrato a un gruppo di uomini degli scatti di donne ritratte in abbigliamento diverso, invitandoli a valutarne l’avvenenza. Le donne vestite di rosso hanno ottenuto un punteggio decisamente migliore. Anche le partecipanti a un altro studio della stessa facoltà hanno avvertito come sessualmente più attraenti gli uomini in maglietta rossa, attribuendo loro anche posizioni di potere.
Nel mondo la maggior parte delle persone dichiara come colore preferito il blu. Tuttavia, i cibi di colore blu vengono visti con scetticismo in tutte le nazioni e prevalentemente rifiutati. Gli psicologi nutrizionisti motivano tale reazione nel fatto che in natura non esiste nulla di colore blu intenso che sia commestibile. Di conseguenza non non siamo portati ad associare questo colore al cibo.
Come molti altri mammiferi, anche i cani non sanno distinguere il rosso e il verde, perché, contrariamente agli uomini,sono dotati di due soli coni (per il verde e il blu). Quello ricettore dei segnali rossi è assente, però come i gatti sono in grado di vedere al buio molto meglio di noi.
Il rosso potrebbe aiutare a dimagrire. Lo affermano alcuni ricercatori dell’Università di Basilea: nel corso di un esperimento, i partecipanti hanno bevuto circa il 40 percento in meno di bevande dolci se servite in bicchieri rossi anziché blu. Inoltre hanno mangiato porzioni più piccole di brezel salati che erano presentati su un piatto rosso. Sembra che questo colore abbia agito sull’inconscio come un segnale di stop.
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Osservate a occhio nudo, le stelle ci appaiono bianche. Nella realtà però, esse brillano in tutti i colori dell’arcobaleno a seconda della loro temperatura. La maggior parte comunque non è abbastanza luminosa perché i nostri occhi possano distinguerne il colore.
Se i polli depongono uova marroni o bianche dipende dai geni e non dal colore del piumaggio.
Correggendo in rosso si è più severi. Lo dice un esperimento dell’Università di Stanford, in California, in cui una parte dei soggetti doveva correggere un testo in rosso e uno in blu. Il gruppo che aveva usato una penna rossa aveva trovato di fatto molti più errori d’ortografia rispetto all’altro. Stando all’interpretazione dei responsabili della ricerca, pare che inconsciamente abbia pesato il fatto che da generazioni gli insegnanti correggono i compiti con il rosso.
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Albrecht Dürer colorò le sue incisioni con il celebre verde di Russia. Come ottenne questo colore rimane un mistero.
La combinazione tra capelli rossi e occhi blu è la più rara al mondo. Solo l‚1 percento del genere umano li possiede entrambi.
Il primo semaforo al mondo è stato installato a Detroit nel 1920. Ma mentre anche allora la luce rossa indicava l‚alt,il verde segnalava di procedere con attenzione e il bianco dava il via libera.
Blau machen, l’espressione tedesca che significa marinare la scuola, proviene dal mondo dei tintori: prima dell’invenzione dei coloranti sintetici, i tessuti che andavano tinti di blu venivano immersi in una mistura composta di foglie triturate della pianta di indaco o di guado locale disciolte in abbondante urina fresca. Per ottenere il blu desiderato, i tessuti dovevano ossidarsi asciugando all’aria aperta per le successive 48 ore. I fili erano quindi occupati per due giorni. Non potendo tingere altro, i lavoratori erano liberi e quindi «marinavano» il lavoro.
All’acquisto di un’automobile nuova, gran parte degli Svizzeri, ossia il 40 percento, opta per il nero, allineandosi così al trend europeo generale. Al secondo posto si piazza il bianco, scelto dal 30 percento. A scegliere il giallo è solo l’1 percento degli acquirenti d’auto svizzeri.
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ci invade quando lasciamo spaziare lo sguardo sulla superficie di un lago. Quale effetto hanno i colori su ognuno di noi? Dipende da che cosa colleghiamo alle diverse tonalità e queste associazioni sono in gran parte anche il risultato della nostra storia personale. Alla vista di un determinato colore, il cervello richiama alla memoria una moltitudine d’esperienze, associazioni e significati acquisiti, attraverso i quali in poche frazioni di secondo nascono i sentimenti che noi, da un punto di vista molto soggettivo, colleghiamo alla tonalità di colore in questione. Attribuzioni generiche devono quindi essere considerate con cautela. Nel reparto di massima sicurezza del carcere di Pfäffikon, otto anni fa venne avviato un esperimento dipingendo quattro celle di rosa. Il colore cool down pink, creato dall’esperta di colori svizzera Daniela Späth, dovrebbe calmare i detenuti aggressivi. Dato che la prova pareva effettivamente funzionare, dopo un po’ di tempo decisero di aderire a questo progetto pilota anche la prigione centrale di Lenzburg e il carcere della polizia di Zurigo. In Svizzera interna ora le celle rosa sono una ventina. Nel frattempo, nel penitenziario Pöschwies di Regensdorf e al Realta di Cazis, nei Grigioni, l’esperimento è invece stato interrotto, perché in un anno e mezzo non si sono riscontrati cambiamenti significativi. In ogni caso, non è così semplice e forse è anche un bene. Non è forse vero che una parte della magia riflessa dai colori consiste proprio nella difficoltà di spiegare a parole l’effetto che hanno su di noi? Già il processo per noi ovvio della visione a colori in realtà è un mistero. È vero che nel frattempo sappiamo quali cellule sensoriali sono responsabili di quali settori cromatici negli occhi e come trasmettono i loro impulsi al cervello. Ma in che modo la percezione giunga alla nostra coscienza, rimane un interrogativo. «Il colore», disse il pittore francese Paul Cézanne avvicinandosi il più possibile al concetto, «è il luogo in cui il nostro cervello e l’universo s’incontrano». l Vivai 1/15
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All’insegna del colore
Sgargianti per natura La natura presenta un tripudio di colori, di fronte ai quali restiamo a bocca aperta. Eppure non lo fa per vanità, ma per difendersi e sopravvivere.
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colori conferiscono alla natura un aspetto davvero spettacolare. Eppure gli animali e le piante non si vestono di rosso fuoco, blu sgargiante o giallo brillante per vanità. Ricorrono a questa meravigliosa tavolozza di colori per sopravvivere. I pigmenti colorati servono soprattutto a proteggerli dal sole. Per questo, la maggior parte degli animali, come uccelli, rettili e anfibi, produce melanina, sostanza marrone che viene immagazzinata nella pelle, nel pelo o nelle piume, che conferisce un aspetto dal marrone al nero. Essendo in grado di trasformare i raggi dannosi UV in radiazioni termiche
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innocue, la melanina, che funziona come una sorta di crema solare naturale, protegge gli animali dai danni ai tessuti e dal tumore alla pelle. È la stessa cosa che avviene negli esseri umani. Più la nostra pelle è ricca di melanina e meglio ci protegge dalle scottature solari. In natura non esistono però solamente topolini grigi e polli color marrone. Questo è dovuto alle piante, per le quali i raggi UV sono troppo nocivi. Per evitare di scottarsi, producono quindi la loro protezione solare, composta soprattutto dai cosiddetti carotenoidi, dei pigmenti che conferiscono colorazioni gialle, arancione e rosse a frutta verdura, semi e foglie.
La salamandra pezzata dissuade i nemici colorandosi di giallo.
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Testo: Atlant Bieri
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I colori sgargianti della rana freccia avvelenata avvertono della sua pericolositĂ .
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All’insegna del colore
Dimmi come mangi e ti dirò chi sei L’alimentazione di un animale è quindi in grado di cambiare il suo colore e questo influisce positivamente sulla biodiversità, perché le femmine preferiscono accoppiarsi con il partner migliore, il più in forma e il più sano dei dintorni. Non potendo esigere un certificato medico da un potenziale compagno, per valutarne lo stato di salute devono basarsi su altri criteri. Il colore è quindi un fattore molto utile. Se il maschio è più colorato, sarà anche meglio nutrito e più resistente. Questo sistema di comunicazione tra i due sessi è particolarmente sorprendente tra i ciclidi. Le femmine di questi pesci sono così esigenti da indurre i maschi di alcune specie a indossare colorate livree sempre più stravaganti. Chi ha immagazzinato molti carotenoidi dal colore intenso, distribuendoli con gusto sulle squame, ha più chance di accoppiarsi e sbarazzare la concorrenza. 18
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Grazie alla sua meravigliosa livrea colorata, il pesce disco è la star di molti acquari.
Sono così nate diverse specie nuove, perché alcune femmine si sono concentrate su un modello cromatico specifico, accoppiandosi solo con i maschi dotati di quella particolare livrea. Con l’andar del tempo, gli incroci nati nell’ambito di un determinato modello cromatico hanno dato origine a una nuova specie. Esistono però anche animali che non ricorrono al colore per amore, bensì per l’esatto contrario. Come la salamandra pezzata oppure la rana freccia avvelenata, che contengono potenti veleni in grado di uccidere chi le attacca. Per dissuadere i loro predatori, questi due temuti animali indossano una livrea dai colori molto appariscenti, di solito una combinazione di rosso, giallo e nero. «Questi colori avvertono i predatori della tossicità della preda, ancor prima dell’attacco», spiega Martin Stevens, biologo al Centro per l’ecologia e la conservazione dell’Università di Exter. «In assenza di questi segnali d’avvertimento, i predatori continuerebbero ad attaccare la preda senza mai imparare la lezione.» Il giallo sgargiante della salamandra pezzata è quindi il suo modo per ricordare a
chi vorrebbe attaccarla che è velenosa. In altre parole, è un segnale che significa: «Ehi, ti ricordo che l’ultima volta non ti sono piaciuta, quindi ti consiglio di lasciarmi in pace!» Produrre un veleno è però molto faticoso. Ecco perché la maggior parte degli animali ci rinuncia, ma alcuni di loro non vogliono però rinunciare anche a proteggersi ricorrendo a colori d’avvertimento e si vestono di conseguenza. È quello che fanno ad esempio i sirfidi. Pur essendo innocui, con le loro strisce gialle questi insetti cercano di assumere le sembianze delle vespe, temute per il pungiglione velenoso. «E i loro nemici ci cascano, perché la magior parte degli insetti con quei colori è effettivamente velenosa», spiega Stevens. Stratagemmi per confondere le idee I colori rappresentano quindi un’astuzia geniale per confondere le idee. Questo vale anche per la comunicazione tra piante e animali. Le piante, che affidano il trasporto dei semi agli uccelli, li avvolgono in una polpa dolce. È una sorta di tassa che pagano per il trasporto aereo. Per rendere ancora più attraenti queste delizie, conferiscono un colore vivace alle bacche o ai frutti maturi. Invece di ricorrere a tutti i colori dell’arcobaleno, di solito si limitano a due colori di base, come hanno scoperto recentemente i ricercatori dell’Università di Friburgo in Brisgovia. Questo spiega perché il 60 percento dei frutti e delle bacche è rosso o nero. Pare che le piante abbiano stretto una sorta di patto. Avendo reso molto simili i colori dei loro frutti, riescono a camuffare la loro identità. In questo modo, gli uccelli sono spiazzati e non riescono a distinguere l’aspetto del loro frutto preferito. Essendo confusi, si spostano da un cespuglio all’altro, trasportando così molto lontano i semi che hanno nello stomaco. Grazie a questa ingegnosa astuzia, le piante riescono a colonizzare anche aree molto distanti. Un sorprendente capolavoro messo in atto dalla natura e dai suoi meravigliosi colori! l
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Che cos’hanno di speciale i carotenoidi? Dopo averli assunti, l’animale li trattiene nel corpo per un certo tempo. Attraverso il flusso di sangue, raggiungono la pelle, la pelliccia o le piume. E questo funziona su più livelli della catena alimentare. Ecco un esempio: i granchietti si nutrono d’alghe, che contengono astaxantina, un carotenoide. Quando questi pigmenti rossi raggiungono la corazza dei crostacei, le conferiscono una tonalità rossa. Ad esempio quando gli ibis rossi si nutrono di granchietti, il pigmento si diffonde a sua volta nel piumaggio di questi uccelli, che diventa color scarlatto. Quando non possono mangiare questi piccoli crostacei, le loro piume sbiadiscono. Nella cura degli ibis rossi, Samuel Furrer, curatore dello Zoo di Zurigo, deve tener d’occhio l’effetto dei carotenoidi. «Per fare in modo che gli uccelli mantengano il loro colore, mescolo sempre un cucchiaio di astaxantina nella loro razione di carne quotidiana», spiega Furrer. «Se non lo facessimo, in pochi mesi il loro colore sbiadirebbe e finirebbe per sparire del tutto», precisa.
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Sembrerebbe una vespa, vero? Eppure non lo è. Si tratta di un sirfide... camuffato da vespa.
E rosso sia! L’astanxantina delle alghe colora di rosso la corazza dei granchietti, che a loro volta contribuiscono a tingere il piumaggio degli ibis rossi.
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All’insegna del colore
Piatto variopinto Portare in tavola cibo a più colori non è allettante solo per gli occhi, ma anche per la salute. L‚esperta spiega perché. Testo: Marianne Botta Diener Foto: Christine Benz
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olorano di rosso i pomodori, rendono infuocati i peperoncini, fanno lacrimare gli occhi tagliando le cipolle, rilasciano l’odore pungente del cavolo o quel gusto amaro tipico dei pompelmi. Parliamo delle sostanze bioattive, prodotte dalle piante principalmente sotto forma di agenti difensivi, odorosi o coloranti. Agiscono positivamente anche sull’organismo, proteggendo le cellule o prevenendo malattie tumorali e cardiovascolari. Consumando regolarmente vari alimenti vegetali, garantiamo un buon apporto di sostanze vegetali secondarie. Più sono fresche e colorate, meglio è.
Rosso Melagrana
Grazie all’alto contenuto di polifenoli molto efficaci, la melagrana non teme il confronto con il vino rosso e i mirtilli! Oltre 250 studi scientifici confermano l’effetto protettivo dei polifenoli sulle malattie cardiovascolari e tumorali e sull’artrite. Degna di nota è anche l’alta concentrazione di fitoestrogeni, che durante la menopausa alleviano parecchi disturbi. La melagrana è anche ricca di potassio, fosforo, vitamine B1, B2, C, calcio, magnesio e ferro. Cavolo rosso
Responsabili del colore rosso-viola sono le antocianine, che rafforzano il sistema immunitario, proteggono le cellule e sono antinfiammatorie. Il sulforafano inibisce 20
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la crescita delle cellule tumorali. Il cavolo rosso è ricco di fibre, ferro, potassio, calcio, sostanze minerali, oli di senape e vitamina C. Pomodoro
amare e secretina, sostanza ormonale che attiva il pancreas, mentre le sostanze amare stimolano la digestione. Gli spinaci favoriscono l’emopoiesi e rafforzano il sistema immunitario.
Due pomodori grossi coprono metà del fabbisogno quotidiano di vitamina C. Il rosso è dato da diversi coloranti, tra cui il licopene, che pare protegga dal cancro alla prostata e dall’invecchiamento cutaneo. I pomodori preservano le ossa e riducono il rischio di coagulazione del sangue. Se il pomodoro è cotto, il licopene è più facilmente assorbibile.
Cavolo verde
Lampone
Formentino
Verde
Avocado
I lamponi vantano un ampio ventaglio di antiossidanti dalle spiccate proprietà antietà e antitumorali, in grado di contrastare i radicali liberi proteggendo le cellule. Gli antiossidanti aiutano a disintossicare il pancreas e il fegato e riducono il rischio di sovrappeso e diabete. Mezza vaschetta di lamponi (125 grammi) copre oltre metà del nostro fabbisogno di vitamina C.
Spinacio
Gli spinaci forniscono ferro, anche se il loro contenuto ferroso è inferiore a quanto si creda. 100 grammi ne contengono circa 3,5 milligrammi, contro gli 1-2,5 milligrammi forniti dalla stessa quantità di carne. Sono anche ricchi di vitamina C, acido folico, iodio, zolfo, ferro, sostanze
È l’ortaggio più ricco di vitamine e minerali! Una porzione copre il fabbisogno quotidiano di vitamina C. Contiene tutte le vitamine del gruppo B e tantissima vitamina A, E e C. Fornisce tanto calcio quanto 2 decilitri di latte. Protegge le cellule, rafforza il sistema immunitario e previene la costipazione. Ricco di calcio, potassio, ferro, iodio, acido folico e betacarotene, il formentino è l’insalata più ricca di vitamina C. Parente della valeriana, pare avere un effetto benefico anche in caso di disturbi del sonno e calmante sul sistema neurovegetativo. Gli oli eterici della valeriana sono chiaramente percepibili nel tipico sapore di nocciola. 100 grammi di formentino contengono solo 14 chilocalorie. Composto per un terzo di pregiati acidi grassi, fornisce molta vitamina A, C ed E, potassio, ferro, sostanze amare. Agisce positivamente sui valori sanguigni. Il glutatione neutralizzerebbe varie sostanze cancerogene. Il triptofano, amminoacido presente nell’avocado, serve a costitutire la serotonina, l’ormone della felicità prodotto dal nostro organismo.
Giallo Banana
È ricca di triptofano e di vitamina B6, l’attivatore di cui il corpo ha bisogno per sintetizzare la serotonina endogena. Contiene anch’essa l’ormone della felicità, che aiuta a calmare i nervi intervenendo al di fuori dell’area cerebrale. Ananas
Contrariamente a quanto si dice spesso, l’ananas non fa dimagrire. È comunque ricco di sodio, potassio, ferro e diverse vitamine. Pompelmo
La naringina, sostanza amara contenuta in questo agrume, riduce il colesterolo, protegge le cellule e migliora la loro sensibilità all’insulina. Ma presenta anche uno svantaggio: il succo del pompelmo modifica l’effetto di molti farmaci. È quindi meglio evitare di berne troppo, soprattutto quando si assumono calmanti, medicamenti per il cuore o per abbassare il colesterolo. Mais dolce
Il mais più dolce e più salutare è quello appena raccolto. Infatti, durante lo stoccaggio, lo zucchero si trasforma in amido e le vitamine si degradano. Il mais dolce fornisce abbondante provitamina A, vitamina B, C ed E, nonché ferro, potassio, calcio, sodio, fosforo e zinco. Contiene inoltre delle componenti proteiche vitali (aminoacidi). Carota gialla
È la progenitrice della carota arancione comune. Ricca di betacarotene, un precursore della vitamina A in grado di proteggere le cellule, migliora la capacità visiva, protegge dalle ustioni solari e stimola il sistema immunitario. Poco calorica (100 grammi forniscono solo 25 chilocalorie), le carote gialle sono inoltre ricche di ferro, calcio, potassio, zinco, acido folico e vitamine C e K. l Vivai 1/15
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All’insegna del colore
Una M a colori Dal cavolfiore viola al reparto cosmetici color lavanda, nelle attività quotidiane come nelle decisioni a lungo termine, la Migros si deve confrontare con aspetti che coprono l‚intero spettro cromatico. Testo: Lukas Hadorn Foto: Christine Benz
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rovare un’azienda in Svizzera maggiormente associata a un colore della Migros è difficile. Per identificare il maggior gruppo di vendita al dettaglio del paese, presente con centinaia di filiali contrassegnate dall’inconfondibile M luminosa di colore arancione, tra la gente si ama parlare del «gigante arancione» . Oltremodo sorprendente è il fatto che le origini di questa tonalità sembrano tutt’oggi sconosciute. «In passato, la M è stata anche verde, nera o rossa», ci conferma l’archivista Migros Corinne Imhof. «Sulla copertina del rapporto d’esercizio del 1965, ad esempio, troneggia una M arancione. Ma all’interno della pubblicazione si trova la stessa lettera anche in versione verde. Quando è stato impiegato per la prima volta l’arancione e a partire da quando si è deciso a favore del suo utilizzo esclusivo, non lo sappiamo con precisione», continua Imhof. Da quanto illustrato sopra, si desume che il corporate design, ossia l’immagine 22
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unitaria di un’impresa, sia una scienza piuttosto recente. La Migros ha fatto registrare il logo M quale «marchio nominativo/figurativo» in nero, e con esso il suo utilizzo in tutti i colori, presso l’ Istituto della proprietà intellettuale solamente nel 1968 (da notare: per tutte le classi merceologiche, esclusa la classe 13, quella riservata alle armi!). La «rivendicazione del color arancione» risale invece solo allo scorso anno. Le tinte sobrie mettono a proprio agio
Dedurre da ciò che per un’impresa come la Migros i colori svolgano un ruolo secondario sarebbe errato. Sia nelle filiali sia nei diversi assortimenti, la colorazione ha un’importanza fondamentale. E nessuno lo sa meglio di Christoph Oriet, direttore del dipartimento Total Store e corresponsabile del Concetto punti vendita Migros. «Il concetto nazionale attualmente valido risale al 2010», ci spiega Oriet. «Lo stesso definisce tra l’altro
quali colori vanno utilizzati nelle filiali per i diversi settori. Abbiamo anche fatto fare una ricerca capillare per capire quali immagini vengono associate alle diverse tinte». Il color lavanda, ad esempio, richiama l’idea di purezza, motivo per cui si presta perfettamente quale tonalità dominante per il reparto cosmetici. Attualmente ci si sta nuovamente discostando dalle tinte troppo forti, spiega Oriet. «Le tendenze mutano rapidamente e una filiale allestita in maniera troppo trendy invecchia rapidamente». Per questo motivo, per tutte le superfici ampie, i soffitti, i pavimenti e le colonne vale il principio della sobrietà. «Quando fanno la spesa i nostri clienti dovrebbero sentirsi a loro agio. È per lo più il subconscio a decidere in questo senso. Con colori gradevoli e adatti possiamo influenzarlo positivamente». Pochissime modifiche vengono apportate ai colori naturali del reparto dei prodotti freschi. «Qui dominano il verde
Tessili ecologici e colori certificati Nell’ambito del suo programma Generazione M a favore dello sviluppo sostenibile, la Migros ha promesso che entro il 2017 tutti i tessili delle marche Migros saranno ecologici, socialmente sostenibili e rintracciabili. Questo riguarda anche la procedura di tintura che vieta l’uso di agenti chimici dannosi per l’ambiente nell’ambito delle severe direttive eco. Già oggi il 72 percento dell’abbigliamento di marca della Migros soddisfa questi requisiti.
e il marrone, che sono in sintonia con l’assortimento e valorizzano i prodotti», aggiunge Oriet. Prodotti che, per loro natura, sono spesso variopinti e vistosi. Ma non è sempre così, come ci spiega Erwin Büsser, Category Manager Frutta e Verdura: «Spesso il colore della parte esterna e interna dei frutti, soprattutto di quelli esotici, non coincide. Dalla buccia di un melone o di un’arancia sanguigna non si vede il colore della polpa. È per questo che spesso tagliamo i prodotti o ne mostriamo una sezione sull’imballaggio». Carote bianche e cavolfiori viola
I consumatori hanno un’idea abbastanza precisa di come si dovrebbe presentare cromaticamente un frutto. Se quest’idea non coincide con la realtà, la vendita può
essere compromessa. «Un esempio lampante è quello delle mele Gala», spiega Büsser. «Essendo di solito belle rosse, questa varietà si vende meglio di tutte le altre. In autunno, se un’oscillazione della temperatura fa sbiadire leggermente le mele, le vendite ne risentono, nonostante il sapore rimanga identico». Lo stesso vale per prodotti di nicchia, come le carote bianche oppure i cavolfiori viola. «Questi prodotti infrangono le nostre aspettative e quindi non hanno vita facile con i consumatori». Anche nel settore dell’abbigliamento la libertà d’azione per quanto riguarda gli esperimenti cromatici è limitato. «La maggior parte delle persone vuole andare sul sicuro», spiega la category manager Patrizia Ströbel-Rafaniello. «Per questo i capi d’abbigliamento neri, bianchi, grigi o blu si vendono di gran lunga meglio». Malgrado ciò, si punta volutamente anche su colori più vivaci. «Da agenzie di stile specializzate riceviamo le indicazioni sui
Per quanto riguarda i colori venduti nei negozi specializzati Migros Do It + Garden, la Migros predilige i prodotti con il marchio dell’Angelo blu. Essi vantano infatti un basso tasso di emissioni e tossicità e inquinano meno l’aria interna. Attualmente oltre la metà dell’ assortimento di colori e vernici della Migros è contrassegnata dall’Angelo Blu.
colori di tendenza della stagione», commenta Ströbel-Rafaniello. «Attualmente, ad esempio, va molto di moda il rosso marsala. Questo colore è quindi presente nelle collezioni come accenti cromatici, sotto forma di stampe o di motivi alla moda. La gran parte della collezione viene tuttavia mantenuta in colori meno appariscenti, che rispecchiano meglio il gusto dominante». Un gusto che ora contempla anche il verde. «I colori naturali sono molto apprezzati», ci spiega Ströbel-Rafaniello. «Il verde viene associato alla salute e all’equilibrio, concetti molto importanti dello spirito dei nostri tempi». La pensa così anche Li Edelkoort, nota ricercatrice di tendenze: «Negli ultimi tempi, il verde ha declassato persino il blu, finora il colore preferito nell’Europa germanofona». Per la Migros è forse giunta l’ora di ritornare alla vecchia M verde? Probabilmente no. Perché, in fondo, al «gigante arancione» siamo ormai abituati. l Vivai 1/15
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All’insegna del colore
Rosso fuoco Spesso sinonimo d‚allerta, perché è il colore che
Con stile
più colpisce i nostri occhi, il
Per rallegrare la cucina, unendo stile e funzionalità. Tostapane kMix Kenwood, fr. 99.80, su melectronics.ch.
rosso è il colore ideale per rallegrare il grigiore invernale.
Guardami
Ecco una serie d‚oggetti e
Uno specchio che attira gli sguardi. Specchio Penny con cornice rossa laccata (68,5 x 88,6 cm), fr. 149.–, da Micasa.
accessori per riscaldare anche le giornate più cupe.
Buon umore La simpatica teiera di terraglia rossa a pois bianchi porta brio all’ora del tè e mette di buon umore. Teiera Punto, adatta alla lavastoviglie, fr. 22.90, da Micasa.
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Versatile Eccentrico Un mobile che attira l’attenzione! L’armadietto Malibu non passa di certo inosservato. È molto pratico e ravviva l’arredamento, fr. 379.–, da Interio. 24
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Di classe
Luci soffuse
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Precisa
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Tè e tisane
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Sorsi di salute In Cina il tè è stato a lungo bevuto come rimedio naturale. Si può però sorseggiare anche per puro piacere. Le sue virtù salutari sono tantissime. Svolge ad esempio un‚efficace azione antietà e aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari. Ottimi motivi per bere tè! Testo: Simone Ott Foto: Christine Benz
Tè e tisane
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A regola d‚arte In Giappone la cerimonia del tè rappresenta un rituale meditativo. Anche se noi andiamo spesso di fretta, è bello sapere come preparare il tè a regola d’arte. I consigli di Katrin Lange, vera intenditrice in materia. in alcuni casi addirittura ridotto in polvere. Le sostanze amare svaniscono più velocemente del tempo che impiega l’aroma a svilupparsi. Sono meglio le bustine a piramide, dove ci stanno foglie di tè più grandi, oppure i sacchettini acquistati vuoti, da riempire con tè sciolto. In sostanza, anche per il tè in bustina vale ciò che vale per quello sfuso: c’è qualità e qualità. Si parla molto della temperatura dell’acqua. È davvero un fattore così importante?
Katrin Lange, esperta di tè, Länggass-Tee, Berna
Signora Lange, qual è la cosa più importante di cui tener conto quando si prepara il tè?
Il tè è composto di foglie secche che, seccando, s’arrotolano e si raggrinziscono. Per liberare il loro sapore, devono aprirsi completamente e potersi muovere nell’acqua. Non bisognerebbe quindi usare uova da tè oppure altri utensili poco spaziosi. L’ideale sarebbe lasciarle nuotare liberamente nell’acqua. A questo scopo, il tè andrebbe versato in una pentola oppure in un bicchiere graduato. Quando è pronto, per servirlo si può travasare in una teiera che andrebbe dapprima scaldata, per contrastare la perdita di calore e per evitare la dispersione degli aromi. Cosa ne pensa del tè in bustina?
Di solito una bustina di tè è un contenitore piccolo e abbastanza piatto, che non permette l’apertura completa delle foglie intere. Il tè per le bustine viene quindi sminuzzato,
In linea di principio, per molti tè si può utilizzare semplicemente acqua bollente. Questo vale soprattutto per il tè nero. Per il tè bianco, quello verde e il tè tendente al marrone, la temperatura dell’acqua dovrebbe essere un po’ più bassa. Non ci sono regole valide per tutti i tipi di tè. Quindi sognerebbe informarsi al momento dell’acquisto. E per quanto riguarda il dosaggio?
Una regola approssimativa consiglia 12 grammi di tè per ogni litro d’acqua. In realtà, dipende dal peso specifico di ogni tè. Per trovare qual è la dose giusta, bisogna quindi sperimentare.
Come va bevuto il tè?
In modo consapevole e attento, sorseggiandolo da una tazza carina, che all’interno dovrebbe essere bianca, per poter vedere bene il colore del tè. Fa parte del rituale. Bere il tè in tazzone grossolane, con le pareti spesse, è di cattivo gusto. Il materiale più indicato è la porcellana. D’altronde, nemmeno il buon vino si beve nei bicchieri per l’acqua.
© Michael Meier
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hi va di fretta beve caffè, chi ha un’indole meditativa preferisce il tè. Beh, forse è una distinzione un po’ eccessiva, soprattutto perché anche il tè può avere un effetto stimolante. È però vero che il tè ci porta a rallentare i ritmi, non foss’altro che perché la sua preparazione richiede un certo tempo. Ma non tutti i tè sono uguali. Le varietà sul mercato sono davvero tantissime. È quindi importante sapere cosa contengono e quali sono sono gli effetti che svolgono sul nostro organismo. Per i puristi, l’unico vero tè è quello proveniente dalla Camellia sinensis, pianta che nell’antica Cina era considerata un rimedio naturale. Anche quando arrivò in Europa, tre secoli fa, si vendeva come erba medicinale. A ragione. Infatti, il tè contiene polifenoli, o tannini, sostanze particolarmente salutari. I polifenoli svolgono un’azione antinfiammatoria e proteggono lo stomaco e l’intestino. Quando ci sono sintomi da raffreddamento, migliorano lo stato delle mucose respiratorie. Inoltre, si presume che l’EGCG, l’epigallocatechina gallato, un antiossidante miracoloso di cui tanto si parla in medicina, possa inibire l’assorbimento del colesterolo e proteggere le arterie, prevenendo così le malattie cardiocircolatorie. Pare che bere tè aiuti anche a prevenire i tumori. Va però detto che alcuni polifenoli possono anche favorire l’insorgenza del cancro. Non si è ancora in grado di dire se questo valga anche per quelli contenuti nel tè. È per contro provato che il fluoro contenuto nel tè protegge dalla carie e dall’osteoporosi. La lavorazione del tè porta alla trasformazione di una parte dei polifenoli e allo sviluppo di sostanze aromatiche. Il tè nero è fermentato, mentre quello verde non lo è. Il tè bianco è prodotto con foglie leggermente fermentate, l’oolong con foglie semifermentate. Rispetto al tè nero, quello verde è quindi più ricco di polifenoli. Per permettere a queste sostanze di svilupparsi appieno, il tè verde andrebbe lasciato in infusione per 5 minuti. Questo
Tè e tisane
1 tè contiene anche minerali, come manganese, ferro, potassio e zinco, e vitamine, tra le quali quelle del gruppo B, salutari per i nervi e per il metabolismo, oltre a moltissima vitamina C, che rafforza il sistema immunitario. Il tè verde e l’oolong semifermentato contengono anche saponine, che stimolano la combustione dei grassi. Ultimamente sta avendo successo anche il chai, un tè indiano speziato. È una bevanda a base di tè nero, con aggiunta di cardamomo, cannella, zenzero e pepe. Secondo la tradizione ayurvedica, il cardamomo stimola la digestione e lo zenzero allevia gli spasmi muscolari, mentre la cannella è antisettica, stimola la circolazione e migliora l’umore. Anche i tè yogi si basano su principi ayurvedici. Sono miscele di spezie ed erbe formulate con finalità precise. Molte delle numerose varietà non contengono tè vero. Con erbe, piante e frutti si preparano anche tisane del benessere e curative. Sono infusioni che migliorano l’umore, depurano e rilassano. Spesso anche solo il profumo di una tisana riesce a tirarci su. Camomilla, melissa e finocchio hanno un effetto rilassante, mentre citronella, menta e origano hanno un’azione stimolante. Lo zenzero e le spezie piccanti, come il peperoncino, stimolano la digestione e la produzione di succhi gastrici. Le tisane di frutta sono energetiche. Le sostanze contenute nel tè roiboos svolgono un’azione salutare su nervi, pelle, capelli e unghie. L’infusione d’erba mate rappresenta una bevanda isotonica naturale. Melissa, pepe nero, cardamomo e basilico favoriscono la concentrazione e liberano la mente. Erbe quali l’ibisco e il gelsomino danno una botta di vitalità. Per staccare e rilassarsi si può ricorrere a lavanda, finocchio, camomilla e valeriana. Anche per i té vale ciò che avviene con il vino. È solo provandoli che riusciamo a capire quale preferiamo. Nei tè sono già state scoperte oltre 400 sostanze attive. Molte altre non sono ancora state identificate. Probabilmente verranno alla luce altre virtù salutari! l 30
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Per tutti i gusti La Migros propone un’ampia scelta di tè e tisane di vario genere, per la gioia degli estimatori e di chi desidera diventarlo. L’assortimento è costantemente ampliato e comprende tisane alle erbe, tè verde, tè nero e anche le tisane bio ai fiori di Bach. Tè Yogi (1) Al di là del nome, non
hanno a che fare con lo yoga, ma si fondano sui principi ayurvedici indiani, che aiutano a ristabilire l’equilibrio del corpo, ad esempio attraverso l’assunzione di vari tipi di spezie.
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Tea Time (2 e 6) Il marchio Migros
propone tè nero, verde e rooibos. La linea Tea Time è certificata UTZ. Questo attesta che la coltivazione del tè rispetta criteri ecologici e sociali. Questi prodotti sono in vendita in bustina e sfusi (6).
Miscela di tè alle erbe delle alpi svizzere (3) Pregiata miscela
a base d’erbe svizzere, ad esempio con melissa, alchemilla, menta piperita e ortica. In qualità bio. Tisane curative Klostergarten (4)
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Tisane a base d’erbe certificate da SwissMedic. L’assortimento comprende ad esempio le miscele seguenti: tisana calmante, diuretica o digestiva. La linea Klostergarten propone anche le tisane biologiche Balance e Power ai fiori di Bach originali coltivati appositamente da agricoltori svizzeri.
Tè Tencha (5) Le eleganti confezioni
racchiudono ingredienti altrettanto pregiati. La linea Tencha comprende tè di frutta, tè verde e tè nero delicatamente aromatizzati. Le raffinate composizioni, come l’abbinamento boccioli di rosa e fragole, regalano sorprendenti sensazioni di gusto. I tè sono racchiusi in bustine di garza. Tè Tetley (7) Alla Migros non può di certo mancare questo marchio tradizionale inglese. Oltre al classico tè nero English Breakfast, la linea Tetley comprende tè verde, rooibos e tè di frutta. Tè e tisane bio A molti consumatori
sta a cuore che le tisane bevute a scopo salutare, come ad esempio quelle di camomilla o di tiglio, ma anche il tè nero, provengano dall’ agricoltura biologica. La Migros propone quindi questi prodotti anche nella linea Bio.
Tè stagionali Specialità che con-
quistano anche chi non ha l’abitudine di bere tè, come il punch alla mela o al rum, ma anche la miscela per il vin brûlé da bere come tè. In vendita in autunno/inverno alla Migros.
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Insalata Yucatan Anna’s Best
Il Messico in vaschetta L’insalata pronta Yucatan della linea Anna’s Best, nutriente, fresca, pratica e gustosa, riscuote sempre un grande successo. Ricca di fagioli rossi e di mais, soddisfa anche chi ama i sapori messicani. Testo: Lukas Hadorn Foto: Yves Roth
è
risaputo che alle nostre latitudini si tende ad avere un’immagine ambivalente del Messico. Mi riferisco ad esempio ai film o alle canzoni che parlano di questo paese e della sua gente: spesso ci trasmettono un’immagine che va dalla glorificazione romantica alla parodia più becera. Pensiamo a Costa Cordalis, artista tedesco con origini greche, che da una vita nelle sue canzoni parla della patria dei «compañeros con i loro sombreros». Una tradizione che è culminata nell’inglorioso «Vaffan…, Messico!» urlato in musica dal cantante germanico Micky Krause. Molto offeso da questo brano, l’ambasciatore messicano in Germania ha reagito protestando pubblicamente. Ecco come il quotidiano tedesco Bild ha commentato l’incidente diplomatico: «A molti messicani questa canzone non va proprio giù. Come la tortilla di fagioli carbonizzata.» Dal guerrigliero al pollame
Anche i prodotti alimentari rendono raramente giustizia al patrimonio storico e culturale del Messico. Penso ad esempio all’immagine del famoso Francisco Villa, detto Pancho, leggendario guerrigliero ed eroe della rivoluzione messicana, che da noi viene usata per pubblicizzare le chips di mais e la purea di fagioli in scatola. Altri prodotti si rifanno spesso a qualche don o doña frutto della fantasia, come ad 32
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La Yucatan d’autore In versione speciale Anche Daniel Tinembart, autore di ricette per Cucina di Stagione, che, come Vivai, è una rivista pubblicata dai Media Migros, è un fan dichiarato dell’insalata Yucatan Anna’s Best. Lui la prepara in versione speciale. Ecco come fa: sbriciola sull’insalata un formaggino di mucca oppure di capra condito con erbe fresche, olio, aceto, sale e pepe. Per semplificare la preparazione, Tinembart consiglia d’aggiungere formaggio fresco già marinato e, come condimento, la salsa per insalata pronta. Nota: l’insalata Yucatan Anna’s Best è in vendita solo nelle maggiori filiali Migros selezionate.
esempio Don Pollo, che, come dice il nome, pubbliciizza un vasto assortimento di prodotti a base di pollame. La prima volta in cui vidi l’insalata Yucatan Anna’s Best nel banco frigo ero quindi un po’ scettico. Temevo che non
avesse nulla a che fare con l’omonima penisola messicana, come la Caesar Salad, che non centra con il celebre condottiero romano. Per fortuna le mie paure si sono rivelate infondate. Questa insalata pronta è preparata per tre quarti con mais dolce e fagioli rossi. Più messicana di così! Ma non solo: può essere considerata anche un omaggio alla milpa, un agrosistema diffuso in Messico e basato sulle antiche pratiche agricole maya. La milpa consiste tendenzialmente nel coltivare assieme mais, fagioli rossi e zucca, che crescono in simbiosi. I fagioli s’arrampicano sul mais e arricchiscono d’azoto il terreno. Le grandi foglie della zucca fanno ombra e proteggono dalle intemperie. Per quanto riguarda la zucca, non cercatela nell’insalata Yucatan, perché non c’è. Però troverete il mais e i morbidi fagioli rossi, accompagnati da croccanti pezzetti di peperone e foglie di rucola dal sapore pungente. Una miscela azzeccata, che conquista per sapore e consistenza. Grazie alla porzione abbondante, ben 300 grammi di prodotto, e ai molti carboidrati, l’insalata Yucatan rappresenta un pasto che sazia senza appesantire. Non lo penso solamente io, ma anche molti altri consumatori, visto che dopo le 12.30 alla Migros di Limmatplatz, a Zurigo, questo prodotto è sempre esaurito. Se si arriva troppo tardi, si può sempre ripiegare sull’affettato di pollame Don Pollo… l
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„Sazia senza appesantire.„
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Lo psicologo e il personaggio misterioso
La spesa è stata fatta alla Migros Serfontana di Morbio Inferiore.
Acquisti mirati Chi ha fatto questa spesa non lascia nulla al caso. Lo psicologo degli acquisti propende per una donna sui 45 anni, pragmatica, che pianifica ad arte e sa combinare i prodotti in modo flessibile. Foto: Claudio Bader
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sservando il nastro trasportatore, vedo un insieme equilibrato di prodotti soprattutto svizzeri e tradizionali, che permettono di cucinare in modo variato. Sono praticamente certo che questa spesa sia stata pensata per un’economia domestica di due persone, come dimostrano le quantità, ad esempio le due fettine di pollo, le mele e le clementine. Penso inoltre che sia stata fatta da una donna. Questo elemento lo deduco 34
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dai cosmetici. È vero che avrebbe potuto prenderli anche un uomo, ma di solito le donne preferiscono acquistarli di persona, per non dover star lì a spiegare dove si trovano i prodotti. Altre due caratteristiche mi permettono di aggiungere facilmente ancora due elementi utili per individuare l’acquirente misterioso: la spesa è stata fatta in Ticino e almeno una delle due persone ama cucinare e preparare dolci. Lo dedu-
co vedendo le nocciole macinate, i dadini di cioccolato e il prezzemolo. Probabilmente non c’è sempre molto tempo per preparare i pasti, ma chi cucina riesce sempre a trovare soluzioni pragmatiche, come ad esempio le verdure per il minestrone già tagliate oppure l’insalata già lavata e pronta da condire. Dal genere di spesa deduco che sono già stati pianificati da due a tre pasti, dall’aperitivo al dessert, tendendo conto
© Nik Hunger
anche dei prodotti in offerta. Per concludere la mia analisi, ora non mi resta che dedurre l’età e il sesso della seconda persona. Il mio intuito mi dice che si tratta di un uomo. In questo caso, saremmo di fronte a una coppia tra i 40 e i 50 anni. Per fortuna dalle mie analisi precedenti so che in assenza d’indizi concreti è meglio non tirare conclusioni affrettate, perché rischierei di vedere solamente quello che conferma la mia ipotesi. È vero che spesso sono gli uomini a preferire i salametti e la pancetta e che sono soprattutto le persone di mezza età ad acquistare i prodotti Sélection. Però devo ancora chiarire alcuni elementi contrastanti. Chi compra 20 batterie in un colpo solo? Per chi sono le stringhe per scarpe? Mi dà una mano una collega di lavoro molto perspicace e particolarmente dotata nell’osservare l’estetica del quotidiano. Lei non ha dubbi. Senza esitare, mi dice
„Una
pianificazione così efficiente presuppone una certa maturità.
„
Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, ritrovi a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net
che la spesa è stata fatta da una persona molto brava nel pianificare, un’ottima padrona di casa che riesce a combinare i vari prodotti in modo flessibile. Sempre secondo lei, riesce anche a gestire la casa in modo davvero impeccabile, altrimenti non avrebbe acquistato la ricarica del detergente per vetri e non si sarebbe accorta che è ora di pulire le finestre. Riesce a organizzarsi bene e sa esattamente cosa manca in casa. Nota subito quando è ora di cambiare le stringhe delle sue scarpe o di quelle del partner. Una pianificazione così efficiente presuppone una certa maturità. È il motivo che porta anche la mia collega a propendere per una donna di mezza età. Ora che la mia analisi è stata confermata anche da un’altra persona, posso confermarla e lasciarla così com’è. Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 1/15
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La soluzione La spesa di questo numero è stata fatta da Niska Maspoli-Brügger. La casalinga 47enne vive a Balerna con il marito Lorenz, 46 anni, e le figlie Ambra, 17 anni, e Giorgia, 14 anni (nella foto).
obbiamo ammettere che il compito del signor Sempach non era per niente facile. Siamo una famiglia con due filglie adolescenti, ma in realtà ho fatto la spesa solamente per me e Giorgia, la più piccola. In settimana mio marito vive a Zurigo, per via del lavoro, e Ambra sta facendo un apprendistato a Locarno. Spesso siamo a casa solo in due. Di solito all’inizio della settimana compro quello di cui ho bisogno per noi due, poi il venerdì faccio la spesa più grossa per il weekend, quando siamo tutti a casa. Il dottor Sempach ha invece visto bene quando dice che mi piace pianificare. Sono previdente e ben organizzata. Quando un prodotto è finito, lo segno sulla lista della spesa. Pianifico anche i pasti. In settimana preparo spesso una torta per il weekend e penso già ai pasti e agli aperitivi previsti per quando c’è tutta la famiglia. Amiamo celebrare i momenti in cui siamo tutti a casa e cuciniamo assieme. Non presto particolare attenzione ai marchi. Per i prodotti d’uso comune, come i fazzoletti di carta, scelgo spesso la linea M-Budget. Per il cibo, vado a gusto. Apprezzo i prodotti Sélection e le specialità regionali della linea I Nostrani del Ticino. A cura di Lukas Hadorn
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Iniziamo senza sprechi In gennaio il tema del risparmio è particolarmente attuale. C’è chi risparmia sul budget familiare e chi tiene d’occhio le calorie. Il nostro consiglio? Evitare gli sprechi d’energia! Per noi e per l’ambiente. Seguendo i nostri suggerimenti, risparmiare corrente sarà un gioco da ragazzi. Testo: Lukas Hadorn
Illustrazione: Lisa Schweizer
1. Spegni l‚interruttore Spesso le cose più semplici sono anche le meno evidenti. Spegnere la luce quando usciamo da un locale e spegnere gli apparecchi quando non li usiamo è però una delle misure più efficaci per risparmiare corrente. Questo vale per computer, televisori e macchine per il caffè. Anche lo standby consuma energia. Per semplificarsi la vita, esistono prese multiple con interruttore, che, con un semplice gesto, permettono di scollegare dalla rete elettrica tutti gli apparecchi collegati.
2. Presta attenzione alle etichette Di solito i dispositivi elettronici sono dotati di un’etichetta energetica. La scala va dalla A verde, per gli apparecchi ad alta efficienza energetica, fino alla G rossa, che indica i divoratori d’energia. Quando ti è possibile, scegli apparecchi che consumano meno. Il sito wwwtopten.ch riporta 38
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una guida all’acquisto che elenca i dieci modelli più efficienti dei più svariati generi d’apparecchi, dal tosaerba ai robot, dalle lavastoviglie agli schermi per computer.
3. Non sprecare carta Quando comunichi con la banca, la compagnia telefonica o l’assicurazione, fallo via e-mail. Annulla inutili conferme di prenotazioni, estratti conto, cataloghi e newsletter. Eviterai di doverli cestinare. Non buttar via la carta ancora utilizzabile, nemmeno le buste aperte o le lettere già lette. Usale come carta per appunti o per la lista per la spesa, oppure come carta da disegno per i bambini.
4. Usa il legno È un’ottima scelta anche per l’ambiente, ammesso però che il legno provenga da una gestione forestale ecologicamente e socialmente responsabile. Quando possi-
bile, scegli il marchio FSC. Tienine conto ad esempio quando acquisti mobili di legno o matite.
5. Illumina con i LED Nel 1998, un’abitazione media di 4 locali contava 14 lampade. Nel 2008, erano già ben 23. Vista la tendenza, è importante scegliere fonti di luce a risparmio energetico. Il meglio sono i LED, ossia i diodi a emissione luminosa. Oltre a durare molto più a lungo delle lampadine a incandescenza (circa 20 000 ore invece di 1000), queste lampade consumano anche meno energia per produrre la stessa luminosità (10 watt invece di 60). Per tutte le lampade scegli sempre quelle con classe d’efficienza energetica A.
6. Lava quasi a freddo Grazie all’efficacia dei detersivi oggi sul mercato, buona parte della biancheria
Risparmio energetico
diventa pulita anche a 20 o 30 gradi, meglio ancora se in acqua quasi fredda. Per i capi poco sporchi, scegli il programma breve. Quando puoi, stendi all’aria ed evita l’asciugatrice. Se proprio hai fretta, usala ma riempi bene il cestello.
7. Evita gli sprechi in cucina Con piccoli accorgimenti anche in cucina possiamo risparmiare molta energia, ad esempio facendo bollire solo l’acqua di cui abbiamo bisogno, meglio ancora nel bollitore e non sul fornello. In ogni caso, se usi i fornelli, metti un coperchio sulla pentola. Anche il forno può essere gestito in modo ecologico: con quello ad aria calda risparmi tempo e corrente.
8. Separa i rifiuti Separa sempre carta, vetro, metallo, rifiuti organici e plastica dal resto dei rifiuti e
smaltiscili secondo i materiali. Separa anche gli oggetti più complicati, come ad esempio portatili, cellulari o accumulatori. Contenendo sostanze tossiche, vanno smaltiti correttamente, così contribuisci anche al recupero delle pregiate materie prime di cui sono composti.
9. Non sprecare acqua Se lo sciacquone del tuo gabinetto è dotato del pulsante per risparmiare o fermare l’acqua, usalo. Un altro valido aiuto per risparmiare fino al 50 percento d’acqua ed energia sono i riduttori di flusso da applicare tra il miscelatore e il tubo della doccia. E ricorda che fare la doccia è meglio che fare il bagno.
10. Vai a piedi Oppure in bici. L’energia non viene fornita solamente dalle prese elettriche o dalle pompe di benzina, ma anche dal nostro
corpo! Usando la nostra forza muscolare, facciamo del bene non solo alla nostra salute, ma anche all’ambiente. l
Anche la Migros risparmia Il 10 percento d’energia in meno Nell’ambito del programma di sostenibilità Generazione M, la Migros vuole ridurre il consumo energetico del 10 percento tra il 2010 e il 2020. Per l’ambizioso obiettivo, quando possibile, per i suoi impianti, edifici e veicoli, ricorre a tecnologie a basso consumo energetico e climatico. Un esempio? Le porte di vetro dei banchi frigo oppure l’uso dei LED per illuminare le filiali.
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Ispirazioni
Con occhi nuovi Non esiste mese più adatto di gennaio per coltivare idee nuove, pensieri profondi e spunti di riflessione. L‚anno nuovo è davanti a noi. Ancora intatto e carico di promesse, non vede l‚ora di essere riempito d‚energia e creatività.
E allora lasciamoci ispirare! Abbiamo incontrato sei personaggi affascinanti, con percorsi nel privato e nel lavoro molto diversi tra loro, ognuno dei quali guarda alla vita da una prospettiva del tutto particolare. Nelle prossime pagine abbiamo raccolto i pensieri, gli aneddoti e le dichiarazioni di queste persone, ma anche i loro consigli pratici. Forse le loro parole ti saranno d‚ispirazione per il nuovo anno. Comunque sia, queste testimonianze ci ricordano quanto possa essere variata e sorprendente la vita se la si considera da punti di vista diversi. Testo: Lukas Hadorn Foto: Jos Schmid
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" L‚arte non può che essere un‚esperienza soggettiva
...
... ”
afferma Alena Nawrotzki, il cui compito al Museo Migros d’arte contemporanea di Zurigo è proprio quello di comunicare l’arte. Nell’ambito di visite guidate e altre iniziative, Alena aiuta un vasto pubblico a vivere l’arte e comprenderne il significato.
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on è possibile dare una spiegazione oggettiva del significato di un’opera d’arte. L’arte assume un significato diverso da persona a persona, dal punto di vista razionale come da quello emotivo. Naturalmente ci sono artisti che forniscono una spiegazione della propria opera, ma anche questa loro verità ha una validità relativa. Nel momento in cui lo espone, l’artista ci presenta il suo lavoro, ma poi spetta a noi interpretarlo. Molti esitano, non osano farsi un’opinione. La cosa buffa è che in altri settori della cultura, ad esempio con la musica o con la letteratura, ci viene molto più naturale. Si fa presto a dire: trovo che questa scrittrice sia geniale. Oppure: non sopporto la musica classica. Davanti all’arte ci mostriamo invece molto più rispettosi. A volte fin troppo. E qui entro in gioco io. Il mio lavoro consiste nel trasmettere autostima. Approfondisco l’opera d’arte, illustrandone il background e i meccanismi. In questo modo fornisco gli strumenti per un approccio soggettivo. In passato l’arte si spiegava da sé. Nella pittura ci si limitava ad esempio ai ritratti, ai paesaggi, alle nature morte e simili. Oggi l’arte è un’idea, un concetto. È diventata astratta e complessa. Ma anche appassionante! Le opere d’arte sono enigmi da svelare a forza d’indizi e supposizioni, dove è sempre possibile trovare una verità.»
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Il mio consiglio: «Quando visito un museo, per prima cosa lo attraverso tutto, poi torno nei punti che mi hanno colpito in modo positivo o negativo e qui mi soffermo con attenzione. Di solito al massimo per un’ora. Poi devo uscire.»
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Ispirazioni
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essere pronti
a tornare al punto di partenza e ricominciare da capo
...
... ”
afferma Hans Peter Beck, professore di fisica all’Università di Berna, fisico al CERN e da 17 anni colonna portante dell’ esperimento ATLAS, in cui 3000 fisici di quasi 40 paesi lavorano per scoprire l’origine della materia.
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ormale... che cosa significa normale? Ricordo che arrivò da noi una donna giovane, madre di quattro figli. Una sera, quando entrai nella sua stanza, mi guardò con aria triste e mi disse: «Nella mia vita non ho fatto nulla di straordinario». Io le chiesi se aver messo al mondo quattro figli non fosse una cosa straordinaria. Mi rispose di non averci mai pensato. Per lei era un fatto del tutto normale. Ripenso spesso a quella conversazione. Mi ricorda che ciò che noi consideriamo scontato, o, in altre parole, normale, se visto dall’esterno appare molto diverso. Questo mi ha insegnato ad apprezzare il presente, quello che ho in questo preciso momento: la mia famiglia, la
© François Wavre (ritratto Hans Peter Beck)
"Bisogna sempre
n fisico deve essere in grado d’accettare i fatti. Anche noi partiamo spesso da un’idea, da uno spunto creativo, se non addirittura filosofico, che però poi approfondiamo attraverso modelli matematici ed esperimenti oggettivi, con la convinzione che solo la conoscenza motivata oggettivamente nel modello e negli esperimenti, sia valida per sempre. Può però succedere che una teoria si riveli insensata e che la si debba abbandonare. Questo può risultare difficile e doloroso. Ma sono proprio questi insuccessi a farci progredire. Accettare le sconfitte e ricominciare da capo sprigiona moltissima energia creativa. Questo non vale solo per i singoli, ma anche per l’intera società. Ritengo fondamentale rimettere sempre in discussione i presupposti, altrimenti si finisce per incagliarsi e colare a picco. Successe già agli antichi romani. Erano un popolo d’ingegneri e guerrieri, ma trascuravano la scienza e la ricerca. Credevano di sapere tutto e di conoscere la risposta a ogni domanda. Un errore di valutazione che si rivelò fatale. Il modo a cui si giunge a una nuova idea, accendendo la scintilla dell’ispirazione, varia da persona a persona. Per me la creatività nasce dall’alternanza tra pressione e spazio libero. Sono necessari entrambi. In genere, con la pressione non bisogna fare nulla, mentre gli spazi liberi vanno creati. Io ci riesco ad esempio quando vado in montagna, in sella alla mia moto oppure su una pista da sci.»
" Per
me non è scontato essere ancora viva a 42 anni
...
" Ci vogliono
anche persone che prendano posizione
... ”
e si battano per determinate regole di
afferma Andrea Ott, a capo delle cure nell’ospizio Lighthouse di Zurigo. Il centro di competenza per le cure palliative offre un’ ultima dimora a malati incurabili e terminali.
condotta
...
afferma Barbara Bleisch, filosofa e conduttrice del programma «Sternstunde Philosophie» della SRF (Radio e Televisione svizzero-tedesca)
a mia salute, la mia pausa pranzo all’aperto. Lavorare a stretto contatto con la morte mi ha reso ancora più affamata di vita. Cerco di rimandare il meno possibile e di portare a termine subito i miei progetti. Dopo un incidente o una diagnosi che non lascia via di scampo si diventa più consapevoli. Credo che l’arte della vita consista proprio nel saper riconoscere il valore di ogni istante e nell’imparare dai momenti difficili, godendosi quelli belli.»
.
Il mio consiglio: In incognito di David Eagleman. «Leggendo questo libro, ci si rende conto che in realtà siamo in grado di capire ben poco delle nostre azioni quotidiane. Lo trovo affascinante.»
... ”
l momento, all’interno della società, si discute molto di morale. In pratica, siamo diventati dei moralizzatori. Ci si scandalizza di continuo. Anch’io trovo che a volte esageriamo un po’ nel limitare la libertà individuale. Ritengo eccessivo multare qualcuno perché ha lasciato lì la spazzatura. Ma è anche troppo facile limitarsi a bollare la morale come qualcosa di noioso e fuori moda. Si preferisce scaricare la responsabilità sui professionisti o sulle istituzioni, pretendendo da loro direttive morali. In questo modo ci sottraiamo alle nostre responsabilità individuali. A onor del vero va anche detto che è sempre più difficile agire come singoli nei confronti di grandi ingiustizie e dilemmi morali di portata globale. Il fatto che ancora così tante persone nel mondo soffrano la fame o che ci sia sempre più gente in fuga sono problemi talmente complessi che, sul piano strettamente obiettivo, sono praticamente impossibili da capire e dal punto di vista individuale ci sembrano
irrisolvibili. Molti di noi reagiscono rifugiandosi nell’apatia morale. Questo è sicuramente comprensibile, ma anche pericoloso. Dobbiamo imparare di nuovo a considerarci come soggetti non solo morali, ma anche politici e renderci conto che, insieme, possiamo cambiare le cose. Le grandi questioni morali del nostro tempo possono essere risolte solamente unendo le forze. Soprattutto in Svizzera, abbiamo la possibilità d’influenzare il corso degli eventi. Abbiamo a disposizione un’opportunità davvero preziosa. Non sprechiamola.»
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Il mio consiglio: www.bigthink.com. «È un sito con idee avveniristiche, tesi strane e persone visionarie: una fonte di ispirazione!»
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Il mio consiglio: Yalom’s Cure. «È un documentario pacato e lungimirante sulla vita dello psichiatra americano Irvin David Yalom, che ho avuto l’occasione di conoscere nel corso del mio lavoro».
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Ispirazioni
" Non sono un tipo da buoni propositi. La vita non può essere montata e smontata come un albero di Natale
...
... ”
afferma David Bosshart, direttore dell’Istituto Gottlieb Duttweiler per lo studio dell’economia e della società.
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redo che nella vita sia fondamentale la continuità. Mettere passione in tutto quel che si fa. Chi affronta l’esistenza senza passione vive solo in attesa del fine settimana o della pensione: una prospettiva inaccettabile. Per accendere questa passione, ma anche per conservarla, bisogna conoscere i propri punti di riferimento personali e tenerli sempre presente. Potrebbe ad esempio trattarsi di altre persone, di viaggi in terre lontane oppure di escursioni 44
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nella natura. Per quanto mi riguarda, mi sento sempre molto arricchito dallo scambio con gli altri. Soprattutto con coloro che ragionano in modo diverso dal mio. Se ci confrontiamo solo con le persone che la pensano esattamente come noi, in tutta quell’ armonia finiremo per rincretinirci. Non dobbiamo mai metterci troppo comodi, perché la comodità non è mai molto costruttiva. Tanto più in un mondo in cui tutto cambia molto velocemente.»
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Il mio consiglio: Da animali a dei. Breve storia dell’umanità di Yuval Noah Harari. «Un libro ricco di spunti di riflessione sull’uomo, sulla sua intelligenza e sulla sua stupidità.»
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Il mio consiglio: cancellare. «Viviamo in tempo reale e tutto ci sembra importante e improrogabile. Dobbiamo quindi scartare certe cose. Nel mio caso, io cancello spesso e volentieri le e-mail, ben sapendo che le cose davvero importanti arriveranno comunque a me.»
" L‚uomo pensa con la testa o con il cuore? Per noi
n
ella medicina cinese tradizionale non esiste alcuna separazione tra corpo e spirito. L’essere umano viene considerato in modo olistico. Al centro sta lo shen, che si può paragonare al nostro sistema nervoso centrale. Regola quelle funzioni corporee che non controlliamo volontariamente, come la circolazione sanguigna o il metabolismo. Lo shen ha sede nello xin, ossia nel cuore. Proprio per questo non è affatto facile rispondere alla domanda: «Con quale organo pensiamo?». Fondamentale è la nostra capacità di agire sullo shen tramite lo yi, l’immaginazione. Ad esempio posso sentirmi sazio semplicemente immaginandomi di esserlo. Secondo alcuni studi, immaginarsi di allenare i muscoli porta a un effettivo sviluppo muscolare. In occidente in molti faticano ad accettare quest’idea. Accettano che la condizione fisica influisca sulla psiche, ma stentano a credere che possa valere anche il contrario. Quando arrivai in Europa 25 anni fa, dovetti imparare molte cose nuove. Non solo la lingua, ma anche la logica occidentale. In Europa la gente pensa in modo molto più strutturato e lineare. A, B, C. Primo, secondo, terzo. Avendo studiato anche informatica, per fortuna ho potuto capire meglio anche diversi aspetti della vita quotidiana. Si tratta di un approccio mirato, con parecchi vantaggi. Consente di procedere più rapidamente e di agire con efficienza. Ma il pensiero strutturato, oltre a semplificare la vita, la impoverisce. Perché l’uomo non è una macchina da manovrare seguendo delle istruzioni. Al contrario, nella vita ci troviamo spesso in situazioni in cui dovremmo dimenticare tutte le strutture e pensare solamente con il cuore.»
cinesi non è facile rispondere a questa domanda
...
... ”
afferma Jumin Chen, maestro e insegnante di qi gong terapeutico, tai chi e yi quan. Cresciuto nella Cina nordorientale, dal 1990 Chen vive e lavora in Europa. A Lucerna gestisce un’ accademia che si occupa di movimento, meditazione e terapia.
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Il mio consiglio: «Trascorrere da 10 a 15 minuti al giorno senza far nulla. Non importa dove siete. Chiudete gli occhi e rilassatevi. All’inizio lo shen vi inonderà di pensieri e immagini, ma presto si rivolgerà verso l’interno e vi riempirà di pace».
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Il massaggio facciale
Fitness per il viso Dopo anni di botox, si sta facendo largo una nuova tendenza: il massaggio del viso e la ginnastica facciale. Scopri i preziosi gesti che rassodano la pelle in modo naturale e tonificano i lineamenti, regalando un aspetto luminoso, fresco e riposato. Testo: Petra Koci
nche questa volta Hollywood ha lanciato una nuova moda. Dopo anni di botox, si stanno riscoprendo i massaggi del viso e la ginnastica facciale, che hanno conquistato ad esempio anche le attrici Uma Thurman e Penélope Cruz. La giapponese Hisako Tanaka li propone su youtube. Sono parte integrante anche del trattamento cosmetico che Angelika Eicher effettua nel suo istituto di estetica a Zurigo. Il massaggio facciale distende i tratti del viso, ridonando freschezza e splendore alla pelle. I massaggi al viso erano praticati già nell’antichità. Anche lo yoga contempla esercizi specifici per allenare i muscoli facciali. Il metodo dolce e naturale per ottenere lineamenti del viso più lisci e compatti si sta facendo strada come alternativa di tendenza a punturine e bisturi. «Con il massaggio attiviamo milioni di cellule nell’epidermide, nel tessuto connettivo, nello strato lipidico e nei muscoli sottostanti. Poiché è dimostrato che quando ci si prende cura di una parte di noi, la si massaggia e la si allena, diventa più tonica, più vitale», afferma Angelika Eicher. Questo vale per i muscoli di tutto il corpo che vengono mantenuti in forma con lo sport e la ginnastica. Correndo, andando in palestra o facendo smorfie. E 48
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Qualche chicca per una pelle più bella Compresse idratanti
Attraverso il massaggio, idratiamo anche l’epidermide. Sono quindi indicati i prodotti altamente concentrati, quali i sieri, le fiale o le lozioni idratanti. Le compresse sono particolarmente piacevoli. Ecco come procedere: mescola una lozione o una fiala con acqua, imbevi una compressa e appoggiala sul viso per qualche minuto. Da non dimenticare: dopo un trattamento idratante, applica subito una crema da giorno oppure da notte, per fare in modo che la pelle trattenga l’umidità. Trattamenti
Associazione estetiste della Svizzera italiana: www.aesi.ch I video della giapponese Hisako Tanaka, in cui presenta varie tecniche di massaggio, si trovano su ww.youtube.com Il libro Japanese Skincare Revolution di Chizu Saeki è stato pubblicato solamente in inglese: www.exlibris.ch
vale anche per la pelle, che tonifichiamo con il fitness facciale. Che i massaggi vengano praticati da terzi o che si ricorra all’automassaggio, poco importa. Riattivare i tessuti
Con l’età, il tessuto connettivo e lo strato lipidico del nostro viso s’assottigliano, i lineamenti perdono elasticità e tonicità, la pelle si rilassa. Un processo accelerato soprattutto dall’eccessiva esposizione al sole. Il massaggio agisce su due fronti: attraverso i movimenti, riattiva il tessuto connettivo e stimola la muscolatura, ridando tono e freschezza al viso. Inoltre, fa penetrare umidità e sostanze attive nell’epidermide, lo strato superiore della pelle. Questo è importante, poiché l’epidermide non ha vasi sanguigni in grado di garantirle un apporto d’acqua, motivo per cui dev’essere idratata dall’esterno. Un particolare di rilievo: i movimenti vanno sempre essere eseguiti verso l’esterno e verso l’alto, mai verso il basso! A questo ci pensa già la forza di gravità con l’avanzare dell’età. I massaggi del viso oggi assumono diversi nomi e forme, come ad esempio facial harmony o acupressione cosmetica. L’artista giapponese del make-up Hisako Tanaka definisce la sua tecnica Tanaka’s
© Corbis
a
„Con il
massaggio si attivano milioni di cellule.„
Il massaggio facciale
Gesti benefici 5 minuti di manipolazioni molto efficaci, per eseguire un rituale mattutino a casa. Semplice ed efficace, può essere completato con i prodotti di cura comuni. Le fasi del massaggio da 1 a 3 andrebbero eseguite in posizione coricata, per evitare l’influsso della forza di gravità.
Anti-Aging Massage. A New York Joanna Czech, l’estetista delle star, propone il suo Lifting Contour Massage, mentre a Parigi Joëlle Ciocco, famosissima cosmetologa e vera icona nel campo della bellezza, ha sviluppato una tecnica inconsueta: il massaggio boccale. Indossando guanti di lattice, va a stimolare i muscoli introducendo le dita nella bocca delle clienti e massaggiando i muscoli verso l’alto. Le star che la frequentano apprezzano!
1) Face slapping: usando tutti i
polpastrelli schiaffeggia la pelle delle guance facendola risalire dalle mascelle alle tempie.
3) Per tonificare i contorni del viso:
posiziona le mani sulle guance e spingi leggermente la pelle dal basso verso l’alto.
4) Un esercizio da fare regolarmente, ad esempio mentre guidi, oppure al riparo dagli sguardi altrui: con la bocca forma le lettere A, E, I, O, U. Oppure sbizzarrisciti facendo tutte le smorfie che vuoi.
2) Per ridurre le palpebre cadenti:
allena il muscolo orbicolare attorno agli occhi. Appoggia l’indice al centro dell’arcata sopraccigliare e portala leggermente verso l’alto. Contemporaneamente posiziona il pollice sotto l’occhio e tira leggermente verso il basso. Ora apri e chiudi gli occhi più volte.
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Le basi di qualsiasi massaggio facciale sono simili. Semplici gesti che servono a stimolare l’irrorazione sanguigna, l’attività cellulare e il flusso linfatico, tonificando i muscoli. Nel suo istituto di cosmetica di Zurigo, Angelika Eicher si dedica anche al decolleté, alla parte superiore delle braccia, alla nuca e alle spalle, massaggiando dal busto verso l’alto. Quindi passa al viso, stimolando con carezze e movimenti circolari i muscoli orbicolari attorno alla bocca e agli occhi. Praticando il cosiddetto face slapping, schiaffeggia la pelle partendo dalla mascella e risalendo verso la fronte. Termina il trattamento appoggiando le mani sul viso, facendole poi vibrare dolcemente. Un calore benefico si diffonde in ogni singolo punto del volto. Con il massaggio si ottiene un effetto armonizzante e neutralizzante. «Dopo un massaggio facciale di 20 minuti, tutto il corpo è rilassato come dopo un sonno di otto ore», spiega sorridendo l’estetista. «Questo potente effetto lo si ottiene però solamente quando ci si affida alle cure di un professionista, poiché solamente così ci si può rilassare totalmente.» Potersi concedere di tanto in tanto un trattamento professionale è una cosa davvero fantastica, ma sono molto utili anche gli automassaggi e la ginnastica del viso. Con un impegno minimo e senza bisogno di grandi tecniche, ognuno può farsi del bene. Angelika Eicher consiglia dai 3 ai 5 minuti al giorno. Il tuo viso ti ricompenserà con una luce nuova e un’espressione molto più rilassata. l
© Illustrazioni: LULU*/designersfamiliy.com
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Scivolando in piena natura Classico o pattinato, nordic cruising o backcountry, lo sci di fondo ha qualcosa in serbo per tutti. Testi: Petra Koci
Sci di fondo
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a bambini ci affascinava quel monello di Emil, che nella magia dell’ovattato paesaggio invernale svedese ne combinava di tutti i colori. Oggi andiamo in fibrillazione per il campione olimpico Dario Cologna oppure per le sorelle biatlete Selina, Elisa e Aita Gasparin, quando durante le gare scattano sulle piste di fondo. Atleti di punta come loro hanno regalato un’immagine di freschezza e di grande vivacità allo sci nordico. Oggi sulle piste s’incrociano giovani e meno giovani, principianti e fondisti ambiziosi. Tecniche più complesse come lo stile pattinato, la ricerca di attività in sintonia con la natura e la tendenza verso la sostenibilità hanno altresì contribuito al successo di questo sport di massa. «Il fascino dello sci di fondo sta principalmente nella combinazione tra natura, inverno, attività fisica, sforzo e concentrazione su sé stessi. Ci si muove, si suda e, contemporaneamente, si gode appieno dello spettacolo della natura. Il fruscio degli sci che scivolano sulla neve, il bagliore del sole invernale, l’aria cristallina, il silenzio: si sente solo la neve che scricchiola sotto gli sci e piano piano si raggiunge il cosiddetto flow, dove spazio e tempo scompaiono lentamente fino a farci assaporare qualcosa di molto simile a un momento di felicità», come spiega Theresa Schwarz, specialista in scienze motorie ed ex fondista di punta.
© GettyImages
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Sono stati soprattutto l’affollamento sulle piste da sci e i lunghi tempi d’attesa agli scilift a dirottare verso lo sci nordico Matthias Leber, esperto di marketing: «Con i bambini continuiamo a praticare lo sci alpino. Tuttavia, per compensare, io mi dedico regolarmente al fondo. Anche con il brutto tempo, quando il numero di appassionati in pista si riduce drasticamente. In questi momenti posso godermi la tranquillità e la bellezza del paesaggio. Vivai 1/15
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Photo by KEYSTONE | Gallery Stock | Morgan Norman
Basta provarlo: collocate semplicemente il vostro smartphone nello spazio indicato e attivate la fotocamera frontale.
Le inserzioni creano un legame tra cliente e prodotto. E con i media. Questo annuncio fa pubblicità alla pubblicità su giornali e riviste. Ogni anno l’associazione STAMPA SVIZZERA indice un concorso per giovani creativi. Anche questo lavoro ha vinto: è opera di Julia Bochanneck e Jan Kempter, agenzia pubblicitaria Scholz & Friends Schweiz AG. www.Questo-può-farlo-solo-un-annuncio.ch
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© RSF/G.Didelot
È anche per le atmosfere che ricordano il circolo polare artico che i fondisti amano le Franches-Montagnes.
Inoltre, alleno la mia condizione fisica e confido in tutto e per tutto nella mia forza muscolare». Lo sci di fondo è primariamente un allenamento del sistema cardiocircolatorio, con però un’importante componente di forza e resistenza. Inoltre, consente di perfezionare le capacità di coordinazione, quali l’equilibrio e il ritmo. Lo conferma Theresa Schwarz, addetta alla diagnostica delle prestazioni presso Medbase Zurigo: «Viene utilizzato dall’80 all’85 percento della muscolatura corporea, dalle dita dei piedi a quelle delle mani. I gruppi muscolari maggiormente sollecitati sono quelli delle cosce, della cintura scapolare e delle braccia. Insomma, si svolge un’importante attività muscolare che comporta un elevato dispendio energetico. Si tratta di un’attività fisica molto efficace, ma molto più delicata sulle articolazioni rispetto alla corsa». L’intensità dell’allenamento sugli sci di fondo può essere modificata a piacere. La gamma spazia dall’esercizio più tecnico e dinamico all’andatura tranquilla e meditativa. L’intensità del movimento
viene modulata soprattutto attraverso la tecnica. Lo stile classico sulle piste tracciate rispecchia parecchio il nostro ritmo di camminata: una sorta di connubio tra un’andatura tranquilla e una fase di scivolata sullo sci. Tuttavia, anche se in fondo potrebbe sembrare semplicissimo, richiede ritmo, equilibrio e tecnica.
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Ben equipaggiati dalla testa ai piedi 1. Scarpe da sci di fondo unisex
Fischer RC3, fr. 229.–.
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2. Maglia da sci di fondo per donna
Odlo, fr. 119.–. 3. Giacca softshell da uomo Odlo, fr. 139.–.
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4. Guanti unisex
Odlo Nordic Sports, fr. 59.90.
5. Sci di fondo da skating Fischer
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SCS, fr. 348.–.
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I prodotti sono in vendita in alcune filiali SportXX selezionate e su www.sportxx.ch.
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Per quanto riguarda lo stile pattinato, o skating, gli sci vengono disposti lateralmente verso l’esterno e condotti in questa direzione. I movimenti ricordano quelli del pattinaggio. Lo skating è considerato un programma d’allenamento dinamico d’eccellenza. A queste discipline oggi si abbinano varianti moderne, quali il nordic cruising e il backcountry. Il nordic cruising, termine moderno utilizzato per designare lo sci escursionismo, si ricollega al successo del nordic walking. Con backcountry s’intende invece lo sci di ricerca, ossia al di fuori delle piste tracciate. Per ogni tecnica di fondo il mercato offre un diverso genere di sci. Va però Vivai 1/15
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ROULETTE AFRICANA L’acqua contaminata rende ogni sorso un rischio mortale. Bisogna agire ora: www.helvetas.ch
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Sci di fondo
detto che esistono anche sci universali per fondisti polivalenti. E per quanto riguarda l’abbigliamento ideale per praticare questo sport, che porta a sudare rapidamente nonostante le temperature scendano sotto lo zero? «L’importante è che l’umidità venga trasportata lontano dal corpo, in modo da rimanere il più asciutti possibile», spiega Nicole Bürgler. Il consiglio della product manager di SportXX è di vestirsi a cipolla: biancheria tecnica a diretto contatto con la pelle, una maglia calda a manica lunga, in tessuto tecnico e, a seconda della temperatura, una giacca impermeabile all’acqua e al vento o una giacca softshell: «Non bisogna mai dimenticare un buon
berretto, perché parte del calore viene dissipato attraverso la testa. Dai dieci gradi sotto zero, si consiglia d’indossare una fascia per coprire naso e bocca. E siccome lo sci di fondo si pratica in altitudine, l’esperta in scienze motorie di Medbase Theresa Schwarz aggiunge: «Chi si allena con il cardiofrequenzimetro deve tener presente che le pulsazioni aumentano rispetto a quando ci si muove in pianura. Consiglio quindi a tutti i fondisti amatoriali d’incrementare l’intensità dello sforzo lentamente e di ascoltare attentamente il proprio corpo». l
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L’Engadina offre un ampio ventaglio di piste per lo sci di fondo. Gli skater apprezzano molto la vastità del paesaggio.
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Piste e altro Paradiso dello sci nordico Per chi ama il fondo in Svizzera c’è l’imbarazzo della scelta.
• Ticinese Il centro di sci nordico Campra, in Valle di Blenio, si trova su una torbiera alta dove si snodano diversi tracciati per ogni livello di capacità, attraverso radure, boschi di conifere e ontani lungo il fiume Brenno. Per la pista nera, con le sue salite e discese è tuttavia richiesta una buona tecnica. www.campra.ch • Immensa Con i suoi 230 chilometri di piste, la vallata aperta dell’Alta Engadina è la meta prediletta da tutti i fondisti. Oltre al percorso classico della maratona, propone numerose piste secondarie. Sui laghi ghiacciati? Dai villaggi pittoreschi fino alle località invernali più mondane? Che dire della pista in alta quota Alp Bondo o di quella sul ghiacciaio Morteratsch? Ogni percorso emana un fascino particolare. Le superfici ampie e pianeggianti sono inoltre ideali per lo stile pattinato, anche per i principianti. www.engadin.stmoritz.ch • Nordica Le colline delle FranchesMontagnes, nel Giura, ricordano un po’ i paesaggi del circolo polare artico. Le piste sull’altopiano giurassiano sono caratterizzate da gobbe cariche di abeti e collegano località quali Saignelégier con Mont-Soleil o Le Noirmont. Le accoglienti locande lungo le piste invitano a fermarsi per una sosta rifocillante. Informazioni: www.juratourisme.ch, www.skidefond.ch
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© campra.ch, swiss-image.ch
Didattico Il Fun Parcours Dario
Il centro di sci nordico Campra, in Valle di Blenio, offre piste per ogni livello di capacità, che si snodano attraverso boschi di conifere e ontani.
Cologna per scolari, una lezione di sci di fondo con sprint finale, attraversa la Svizzera durante tutto l’inverno: www.swiss-ski.ch (Rubrica «Sport de loisirs»/«Ski de fond») Informazioni e notizie sulle piste: www.langlauf.ch
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Risolvi, rispondi e vinci In palio 2 pernottamenti per 2 persone al Landhotel Golf & Salzano SPA d’Interlaken,
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Come partecipare Telefono Chiama lo 0901 560 003
(fr. 1.–/chiamata, da rete fissa) e lascia sulla segreteria soluzione, nome, cognome e indirizzo. SMS Invia VIVAI I, soluzione, nome, cognome e indirizzo al numero 920 (fr. 1.–/SMS).
Cartolina postale (posta A) Edizioni Vivai, concorso 1/15, casella postale, 8074 Zurigo Il termine d’invio è il 16 febbraio 2015 La soluzione del numero precedente è levità Vince il premio
Doris Stutz, Othmarsingen
I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno sostituiti. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome della vincitrice o del vincitore saranno pubblicati su Vivai 2/15.
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