La rivista
per il benessere e la sostenibilità
05/2014
Conserve equo solidali: la Migros è un passo avanti Gli esperti a tavola: le loro regole d’oro in fatto di cibo Miracoloso: l’olio è un portento per la cura di pelle e capelli
Compiamo 5 anni. Grazie di cuore!
Un frutto del lento lavoro della natura.
Parte di
Esperti attuali LD Dr. David Fäh
Specializzato in fisiologia alimentare, ricercatore e docente all’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Zurigo, si occupa di aspetti legati all’alimentazione. Christina Daeniker Roth
La specialista in alimentazione e salute presso la Federazione delle cooperative Migros vanta un vasto bagaglio di conoscenze e una lunga esperienza per quanto concerne le domande della clientela. Ci consiglia per i testi che riguardano i prodotti Migros. Marianne Botta Diener
Foto di copertina: Hannah Rollings © Roland Tännler, Joschi Herczeg, Marion Nitsch, iStockphoto
Ingegnere alimentare e madre di otto figli, insegna all’ETH. Questa volta spiega perché le sostanze amare fanno così bene e quali regole alimentari seguono lei e la sua famiglia. Christoph Abegg
Fisioterapista diplomato, lavora presso il centro Medbase di Zurigo, che offre servizi per la promozione della salute. Da pagina 48 scopriremo cosa ne pensa dell’allenamento con i pesi leggeri.
Cara lettrice,caro lettore L’invito per i 60 anni della cancelliera tedesca Angela Merkel dev’essere stato formulato in modo così modesto che gli invitati hanno fatto fatica a capire che si trattava di una festa. Ora, la modestia sarà anche un vanto per la cancelliera tedesca, ma noi i 5 anni di Vivai li vogliamo festeggiare alla grande! Giusto per darvi un’idea della situazione, dovete sapere che la vita (o meglio... la sopravvivenza) di una nuova rivista è paragonabile alla vita di un cane: ogni anno conta come sette. Quindi, oggi Vivai si sente come se avesse 35 anni. Vitale, nel mezzo della vita, con una certa esperienza e con la consapevolezza che senza di voi, care lettrici e cari lettori, questa rivista non esisterebbe. E proprio per questo vogliamo regalarvi premi, suggerimenti, ispirazioni e tante belle storie. Vi racconto un piccolo aneddoto della mia vita. Circa 2 anni fa, mentre ero sdraiata su una spiaggia in India, un ambulante mi venne incontro con piglio risoluto. Il ragazzo, che aveva sui 15 anni, distese teli e collane. Quando si tratta di dire che «non compro niente», sono poliglotta e anche a lui è toccato sentire questa frase. Scuotendo il capo, mi spiegò che non intendeva vendere nulla. Voleva farmi un regalo. Mettendomi in mano una collana, mi disse «For you, miss». Io la rifiutai, ma lui insistette. Cosa credete che abbia fatto il giorno dopo? Mi sono seduta allo stesso posto e l’ho aspettato. Lui è arrivato e io gli ho comprato ben tre collane. La fidelizzazione può avvenire in un giorno solo o in cinque anni. Buona lettura!
Caporedattrice P.S. A dire il vero, a me il cioccolato va giù più facilmente delle sostanze amare, ma da quando so che i carciofi fanno bene, mangio anche quelli! A pagina 34. Vivai 5/14
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Il piacere di gustare il pesce senza rimorsi di coscienza.
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10 Vivai compie 5 anni: un’occasione per qualche riflessione sul fare e ricevere regali 14 Il senso del regalo: pareri e commenti di chi ha un rapporto speciale con questo tema 20 Superconcorso: in palio allettanti premi per ringraziare i lettori della nostra rivista 26 Torta di compleanno: Vivai festeggia con una megatorta golosa e non troppo calorica 30 Come mangiano gli esperti: il rapporto con il cibo per Marianne Botta Diener e David Fäh 34 Sostanze amare: potrebbero sembrare inappetibili ma sono un toccasana per la salute
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42 Conserve equo solidali: frutta e verdura in scatola e sotto vetro coltivate in Perù 48 Fisico scolpito: allenandoti con i pesi leggeri migliori forza, stabilità e coordinazione
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52 Miracoloso: l’olio è un vero portento per la cura della pelle e dei capelli
© Martin Hemmi, Daniel Grieser, Corbis
7 9 36 40 56 58 SIGLA EDITORIALE Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Caporedattrice: Susanna Heim Sostituta: Christine Kunovits Coordinazione: Dagmar Madelung Testi/produzione: Lukas Hadorn (D), Cora Gianolla (I), Alda Viviani (I) Sylvie Castagné (F) Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti
Pensati per voi Scelti da noi Chi fa la spesa qui? Prodotti culto Concorso Vivai Perle filosofiche
Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC-Mix. Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile. ISSN: 1663-7178 Tiratura totale Vivai: 250 000 copie D: 173 000, F: 60 000, I: 17 000 copie
Abbonati gratis a Vivai all’indirizzo abbonamenti.vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama lo 0800 180 180 Vivai 5/14
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Fattorie a ritmo della natura.
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Il filosofo che va alla grande
Che Wilhelm Schmid, filosofo e autore della nostra rubrica Perle filosofiche, non sia solo un brillante pensatore, ma anche un ottimo scrittore, non ci stupisce per niente. Altrimenti non gli avremmo affidato l’ultima pagina della nostra rivista. A ogni modo siamo davvero lieti che Gelassenheit, il suo ultimo libro uscito a marzo in tedesco e che in futuro sarà pubblicato anche in italiano da Fazi, sia diventato uno dei saggi più venduti dell’anno. Alla chiusura redazionale di questo numero il libro si trova ancora in vetta della classifica dei bestseller di Der Spiegel. E prima che l’abbandoni molto probabilmente passerà ancora del tempo. E questo è proprio il tema trattato nel libro: il passare del tempo e la serenità che si acquista invecchiando. Siamo convinti che la serenità non sia legata solo all’invecchiare, ma che possa venire anche dalla lettura di un buon libro. Complimenti, signor Schmid!
© GettyImages
Più aha! per tutti
Pubblico intergenerazionale
Il 24 ottobre il progetto Classics del Percento culturale Migros inaugura una nuova stagione. La rassegna di concerti, che prevede tournée di orchestre d’importanza internazionale, prenderà avvio a Zurigo, dove l’Orchestra sinfonica Tchaikovsky di Mosca suonerà alla Tonhalle. Fino a fine maggio 2015 sono previste sei tournée e tre concerti extra nelle più importanti sale concerti della Svizzera, accomunati dal filo conduttore «Gioventù e maturità». Lo scopo della manifestazione è far appassionare giovani e meno giovani alla musica classica. I prezzi dei biglietti sono contenuti, per coinvolgere un pubblico il più ampio possibile. La stagione scorsa si è conclusa nel migliore dei modi, con una presenza di pubblico che ha superato il 90 percento. Un successo davvero straordinario. Informazioni e biglietti su www.migros-kulturprozent-classics.ch
Circa 2 milioni di persone in Svizzera soffrono di diverse forme di allergie e intolleranze, soprattutto alimentari. La Migros propone già un ampio assortimento di prodotti per persone allergiche con il marchio di qualità aha!, che oltre a cibi senza lattosio e senza glutine comprende anche cosmetici ipoallergenici. Questi prodotti vengono richiesti sempre di più non solo dalle persone allergiche, ma anche dai consumatori che amano sperimentare senza però rinunciare al gusto. Ecco perché la Migros, nell’ambito del programma di sostenibilità Generazione M, ha deciso di ampliare l’assortimento almeno del 30 percento entro la fine del 2016. Per saperne di più: www.migros.ch/aha
Consumatori informati
Tracciabilità, trasparenza e fiducia. L’azienda svizzera Product DNA lavora all’insegna di questi tre concetti. Il suo obiettivo? Fare più chiarezza sugli aspetti sociali e ambientali della catena di creazione di valore di un prodotto. Grazie al respect code, il codice cucito sulle magliette, il consumatore può sapere dov’è stato raccolto il cotone, com’è diventato tessuto, chi ha confezionato la maglietta e se (o, rispettivamente, che) soddisfa gli standard etici. Dal 2006 sono stati cuciti 32 milioni di questi codici. La Product DNA nasce da un’idea di Robin Cornelius, lo stesso che nel 1981 ha creato la marca di capi d’abbigliamento Switcher. Anche la Switcher fa parte dei brand i cui vestiti sono dotati di un respect code che informa sull’intero processo di produzione, senza tralasciare alcuna tappa.
I vestiti Switcher sono in vendita alla Migros. Per saperne di più: www.respect-code.org
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Stanco, stanco, stanco, stanco...
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Particolarmente indicato per le donne
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Una SPA... quasi privata
Per mantenere la forma e il benessere oggi vanno di moda le attività di gruppo, gli eventi di corsa con migliaia di partecipanti, l’allenamento cardio di gruppo e lo yoga nel parco. Chi suda in compagnia resta motivato e si diverte di più. Ma non sempre. Anche gli sportivi di gruppo conoscono momenti in cui preferiscono rilassarsi o allenarsi da soli. Le SPA private dei parchi acquatici e dei centri fitness Migros offrono proprio questo: zone di puro relax con sauna, idromassaggio, docce rilassanti e sdraio confortevoli per uso privato, al massimo per quattro persone, bibite e snack inclusi. Buon relax! Le SPA private si trovano al Bernaqua di Berna-Brünnen, al centro per il tempo libero Säntispark di Abtwil SG, al parco fitness Migros di Winterthur e dal 20 di ottobre al nuovo Parco fitness Migros Glattpark di Opfikon ZH. Per saperne di più: www.fitnesspark.ch
Diamoci al tè
Sarà a causa dell’ormai vecchia macchina del caffè, che regolarmente sembra sul punto di lasciarci. Fatto sta che ultimamente nella redazione di Vivai si beve decisamente più tè di prima. Molto più probabilmente questa nuova tendenza è dovuta alle nuove varietà di tè Tencha, che dovrebbero riflettere gli umori e gli stati d’animo della vita quotidiana. La linea comprende diverse varietà, tra cui Inspire Me (tè nero con limone e vaniglia) e Surprise Me (tè alla erbe con menta e ananas), entrambi miscele che non hanno solamente un ottimo sapore ma che funzionano anche come stimolanti aromatici nelle relazioni tra i caporedattori e i subalterni privi d’ispirazione. Come potete ben immaginare, in redazione il profumo del tè Spice me, Love me o Kiss me si sente invece più raramente.
© Illustrazione: illumueller.ch,; foto: GettyImages, Natalie Kramer, Carmen Siegrist-Schärrer
I tè Tencha sono in vendita alla Migros.
I colori della natura
Dopo il dossier di Vivai di gennaio sul tema dell’upcycling, il blog Do-It-Yourself di Natalie Kramer, una zurighese assai creativa e vera fucina d’idee, è ormai uno dei nostri siti preferiti. Siamo rimasti colpiti da un suo contributo in due parti del mese d’agosto, in cui spiega nei dettagli e con immagini meravigliose come ottenere colori naturali da foglie, fiori, scorze, corteccia e frutta, per colorare i tessuti. Il risultato è tutto da scoprire. schaeresteipapier.blogspot.ch
Cuochi in erba
Nell’ultimo numero abbiamo parlato del Green Gourmet Family, il libro di cucina dedicato a tutta la famiglia, un progetto firmato Migros, Cucina di Stagione e WWF, che illustra come cucinare in modo variato ed equilibrato per e con i bambini, il tutto con un occhio di riguardo per l’ambiente. La Scuola Club Migros offre ora anche corsi di cucina ispirati al Green Gourmet Family, dove vengono approfondite e messe in pratica le nozioni contenute nel libro. I corsi durano circa 3 ore e sono diretti ad adulti e bambini insieme, ma anche a bambini da soli (da 6 o 7 anni, a seconda della sede del corso). Pensati per i bambini, perché possano imparare cose nuove e soprattutto divertirsi! www.scuola-club.ch (termine di ricerca: Green Gourmet)
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Il piacere del regalo
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Sul dare e ricevere Hai mai pensato a quanti regali hai già ricevuto nella tua vita? Non alludiamo solamente a cose concrete, alle solite calze, al mazzo di fiori o all‚orologio, ma anche ai sorrisi che ti hanno regalato o al tempo che qualcuno s‚è preso per stare con te. Per festeggiare i primi 5 anni di vita di Vivai, noi ti regaliamo alcune riflessioni e ispirazioni legate a questo tema. E qualche regalo lo troverai anche leggendo il nostro dossier. Foto: Martin Hemmi Illustrazione: Hannah Rollings Composizione floreale: Béatrice Häusler
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Il piacere del regalo
Regali dal cuore Si possono regalare calze, ma anche sorrisi. In fatto di regali, c’è l’imbarazzo della scelta, eppure trovare quello giusto può diventare un incubo. Una constatazione da cui lo scrittore Max Dohner trae spunto per le sue argute riflessioni. Testo: Max Dohner
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Illustrazioni: Hannah Rollings
uesto sorriso lo conoscete bene, cari lettori, altroché se lo conoscete. Mi riferisco alla silente agonia di quando spacchettate un regalo e le dita fanno i conti con l’impazienza, finché riuscite finalmente a strappare quella stupida carta e a toglierlo dalla confezione. A quel punto il sorriso si raggela: «Oh... ehm… oh... che bello! Grazie, tesoro», con un bacio finale, per camuffare una vera e propria esplosione di sensazioni. Pensandoci bene, vi renderete conto che quando si ha un legame stretto con l’altra persona fare o ricevere un regalo può trasformarsi in un momento molto profondo o molto doloroso. È gioia pura quando il regalo, oltre a piacerci, ci tocca il cuore. Ma quando l’altro non ha imbroccato i nostri gusti, ci rimaniamo male. Quei momenti sono un vero banco di prova per l’educazione. Mostrare gratitudine anche di fronte a un regalo orribile non è una reazione ipocrita. Per nulla. È un atto dovuto, soprattutto se chi ce l’ha donato ci sta a cuore. E quindi ci vuole un sorriso. Meglio se un po’ malinconico, conciliante: poverino, hai fatto del tuo meglio. Siccome la gente ha già tutto, fare un regalo è ormai un incubo. Come cavolo si fa a trovare il «regalo ideale» per chi non ha bisogno nulla? Un dilemma sfruttato da un’intera industria, il settore delle idee regalo, gettonatissimo in internet. In quanto a ingegnosità, nulla da
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dire. Molte delle idee non sono però così entusiasmanti, né tanto meno «originali». Così spesso ci ritroviamo a regalare oggetti stravaganti o privi di personalità. In altre parole: cianfrusaglie. Mi tocca il cuore chi riflette su ciò che conta davvero: fare regali è più una fatica o un atto di qualità? Basta, non parliamo più di quanto sia faticoso scegliere un regalo. Passiamo al suo lato comico e divertente. Dai, ammettetelo: anche a voi sarà già successo di, diciamo così, rimettere in circolazione un regalo. Dopo averlo riconfezionato con discrezione, l’avete riciclato per regalarlo a qualcun altro. E forse, nel farlo, vi siete anche sentiti una persona dal cuore grande. Chi, nell’atto di donare, riesce a guardarsi dentro non ha bisogno dello psicologo. Assai pungenti sono i regali riciclati speculando sulla smemorataggine di una persona cara. Come le calze che la zia è solita regalarci al compleanno. Alla prima occasione ce ne liberiamo regalandole... a lei. Naturalmente dopo aver lasciato passare un po’ di tempo, per evitare che se ne accorga. Poi si vedrà cosa succederà. Magari è come liberarsi da una maledizione. Di sicuro ci si libera dalle calze. La parola chiave è proprio: liberazione! Forse dovremmo lasciar perdere i regali sensati, così difficili da trovare, e puntare sul lato ludico, come piace tanto alla società, regalando solo futili
articoli scherzosi. E l’industria si sta dando da fare anche in questo ambito Potete immaginare quale sia la risposta. Oggi non lo si dice più direttamente, ma un regalo deve saper arrivare al cuore. Il perché sia così lo ci comprende facendo una visita dove ci si prende cura proprio del cuore, ossia all’ospedale. Per entrare, non è richiesto alcuno sforzo: malgrado il vistoso TIRARE a caratteri cubitali, la porta si apre da sola. Non c’è in giro nessuno. Il lungo corridoio che conduce alle camere sembra non finire mai. Continuamente tirato a lucido, splendente e luminoso, quasi come il sole che brilla fuori di lì. Alla fine, si arriva finalmente al centro cardiologico. Dove si fa di tutto affinché i cuori, anche i più deboli, possano continuare a battere. Sono i cuori delle persone che ci portiamo nel cuore. E quindi non dovrebbero stare proprio qui, dentro un ospedale. Quando finalmente arriviamo davanti alla porta che stavamo cercando, dobbiamo aprirla. Un gesto semplice, eppure così difficile. Con i fiori in mano, bussiamo, anche se ci stanno aspettando. Al rumore delle nocche sulla porta fa eco sottovoce il battito del nostro cuore… E allora di colpo capiamo da dove viene il regalo vero, da dove attinge ogni cuore che ha qualcosa da donare: proprio dalla vita stessa, quel regalo che rimane un enigma. ●
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Il piacere del regalo
Loro se ne intendono Che regali si fanno? Perché? Hanno senso? Vivai ne ha discusso con persone che per motivi diversi hanno un rapporto speciale con questo tema. Interviste: Lukas Hadorn Foto: Christoph Köstlin
Signor Zuber, solo gli innamorati regalano rose rosse? «No, non credo proprio. Ovviamente le rose rosse sono la classica prova d’amore, ma si possono anche regalare in segno d’affetto o di riconoscenza. Le rose gialle invece sono ritenute il simbolo della gelosia, perciò qui sarei più cauto. Anche se alla simbologia non andrebbe data troppa importanza. Le cose cambiano. Ad esempio la calla, in passato considerata un simbolo di morte e quindi riservata ai funerali, oggi, grazie alla sua purezza ed eleganza, accompagna spesso le spose all’altare. Io penso che regalando un fiore non si sbagli mai. Ci sono alcune eccezioni, come portare in ospedale un mazzo di fiori dal profumo inebriante. Quando sappiamo a chi sono destinati i fiori, cerchiamo d’orientare le scelte dei nostri clienti. Di solito, chiacchierando simpaticamente, cerchiamo di carpire il maggior numero d’informazioni per poter offrire ai nostri clienti una consulenza ottimale. Se riusciamo a scoprire quali sono i fiori e i colori che preferiscono, è molto più facile. Poiché di solito le persone preferiscono regalare ciò che piace a loro.» Karl Zuber, 56 anni, è titolare del negozio di fiori Flowerevents a Meggen LU. Nel 1991 a Cannes ha vinto il titolo di campione europeo dei fioristi.
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Illustrazioni: Hannah Rollings
Signor Strumpf, chi richiede una consulenza professionale in materia di regali? «Sono soprattutto i giovani che chiedono di farsi consigliare. È interessante constatare che chiedono spesso il nostro parere quando cercano un regalo per una persona più matura, ad esempio un superiore, i genitori o i nonni. Spesso si tratta solo di confermare loro che il regalo scelto è una buona idea. Se qualcuno è davvero a corto d’idee o non è riuscito a trovare un regalo adatto neppure sul nostro sito web, cerchiamo di farci descrivere la persona alla quale è destinato il dono. Il più delle volte, troviamo una soluzione. Di solito le persone vogliono regalare qualcosa di originale, ma senza impegnarsi troppo. Può sembrare un paradosso, ma è proprio in questo che
consiste il nostro servizio. Perciò proponiamo oltre 150 prodotti che possono essere personalizzati con nomi e iniziali, dal biberon al set per whisky. Sono sempre molto apprezzati anche i buoni-regalo e negli ultimi tempi la loro popolarità è addirittura aumentata. Una tendenza probabilmente dovuta al fatto che molte persone alle quali sono destinati i regali hanno già tutto. O perlomeno è quello che crediamo noi.» Patrick Strumpf, 39 anni, è direttore del portale online geschenkidee.ch. Spesso si unisce ai suoi collaboratori del servizio clienti per dare consigli in materia di regali ai suoi clienti.
Signora Hofstetter, è gratificante regalare il proprio tempo? «Molto, direttamente e indirettamente. Ricordo uno dei miei primi incontri con Meseret, la bimba che mi è stata affidata nell’ambito di un padrinato: riportandola a casa, rimasi un po’ con la famiglia per raccontare loro cosa avevamo fatto durante il pomeriggio. La bambina m’infilò improvvisamente in tasca una letterina. C’era scritto che ero molto gentile e che era felice che io fossi la sua madrina. Che gioia! All’inizio della nostra avventura, non sapevo come avrebbe percepito il tempo trascorso insieme, cosa le piaceva. Di solito non facciamo grandi cose, ma giochiamo o leggiamo insieme. Abbiamo anche preparato i biscotti e una volta siamo andati a slittare a Sörenberg. Questa relazione è un regalo anche per me. Imparo molto sui bambini e sulle loro esigenze, ma anche sulle tradizioni e la cultura dell’Etiopia. Non mi va di donare denaro, non l’ho mai fatto. Io sono una persona disponibile, preferisco prendermi cura degli altri regalando loro il mio tempo.» Gina Hofstetter, 22 anni, una o due volte al mese regala il suo tempo e la sua attenzione a una bimba etiope di 8 anni nell’ambito del progetto della Caritas «mit mir – avec moi».
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Il piacere del regalo
È vero che la vita non regala nulla, signora Barabas?
Signor Dietl, economicamente regalare ha un senso? «Non è facile rispondere. Se consideriamo l’aspetto economico, il regalo è un atto contradditorio. Un esempio: regalando si perde o si crea valore? A favore della prima ipotesi parla lo studio di un economista statunitense, che ha interrogato i beneficiari di un regalo sul valore soggettivo del dono ricevuto. Egli ha scoperto che la loro stima risultava del 10-30 percento inferiore al prezzo effettivo del regalo. Quindi si perde valore. Se anziché oggetti si regalassero soldi, questa perdita di valore potrebbe essere evitata. Ma i doni in denaro rappresentano solo il 10-15 percento di tutti i regali. Questo perché regalando non si dona soltanto, bensì si comunica. Un regalo materiale esprime stima, poiché ci si è data la pena di cercare qualcosa di adatto alla persona. Quindi, regalare può anche creare valore. Mi sembra tuttavia particolarmente importante sottolineare che il senso del regalo non si misura solo sul piano economico. Studi autorevoli dimostrano che il denaro speso per i regali rende molto più felici di quello che spendiamo per noi stessi. Ed è questo che conta!» Il professor Helmut Dietl, 53 anni, insegna all’Istituto di economia aziendale dell’Università di Zurigo, dove dirige la cattedra di Services & Operations Management.
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«Non è assolutamente vero. A me la vita ha dato moltissimo. Io considero un regalo il fatto di potere dialogare con lei oggi, alla mia età, e di potermi muovere quotidianamente nel mio ambiente. Sono cose che ovviamente impariamo ad apprezzare solo invecchiando. A 80 anni pensavo ancora che fosse del tutto normale vivere in piena salute. Oggi provo una grandissima riconoscenza. Tuttavia credo anche che si debba saper accettare i regali della vita. Non è così semplice! Chi pensa sempre e solo a ciò che gli manca, probabilmente non proverà mai questo sentimento di riconoscenza. Tra i miei ricordi più cari, ci sono quei momenti in cui ho dato il meglio di me stessa. Il diploma di contabile nel 1938 ad esempio, conseguito in un’epoca in cui nelle professioni tipicamente maschili le donne venivano ancora considerate con molta ostilità. Un altro esempio è la tessitura. Pur non vedendoci più molto bene, lo scorso anno ho imparato a tessere. Oggi mi siedo spesso davanti al mio telaio, felice di poter creare qualcosa con le mie mani. E per giunta qualcosa di davvero bello!» Ida Barabas, 98 anni, ha vissuto per oltre 60 anni a Zurigo-Höngg. Dallo scorso anno vive nella casa di riposo per ciechi e ipovedenti Mühlehalde, sullo Zürichberg.
© Daniel Rihs (ritratto di Ida Barabas)
Qual è il regalo più bello che hai ricevuto, Cristina? «Il mio orsetto luccicante! L’ho ricevuto partecipando alla pesca dei pacchettini, al luna park. Da quel giorno lui dorme sempre assieme a me. Alle fiere ci sono spesso regali bellissimi, i palloncini, lo zucchero filato e i giri in giostra. Talvolta anch’io regalo qualcosa, ad esempio ai compleanni dei bambini ai quali sono invitata. Alla mia vicina, l’Anneli, ho portato un ciondolo a forma di cavallino
proprio uguale al mio. Così adesso possiamo giocarci assieme. Anche alla mia mamma e al mio papà faccio spesso dei regali, ad esempio una saponetta che abbiamo fatto all’asilo oppure una bella candela creata con la mia nonna. Una volta a Natale ho ricevuto una cassetta che però avevo già. A me sarebbe piaciuto scambiarla con la mia cuginetta, perché anche lei ne aveva ricevuta una,
ma non ha voluto. Allora le ho regalato anche la mia.» Cristina Hartmann, 5 anni, da agosto va all’asilo. Le piace molto regalare i suoi disegni e i suoi lavoretti, ma dice di ricevere anche lei «tantissimi» regali. Un’affermazione che diverte sua madre, strappandole anche un sorriso stupito.
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Il piacere del regalo
Signor Foletti, ha già regalato qualche vittoria nella sua carriera?
La Migros vende ogni anno prodotti e servizi per miliardi di franchi. Ma regala anche qualcosa, signor Siber? «Ovviamente. Tantissime cose! Iniziando dalla spesa quotidiana, che rispetto alla concorrenza, alla Migros permette di mettere nel carrello il 10 percento di prodotti in più per gli stessi soldi. Un regalo che offriamo un milione di volte al giorno. Ai nostri clienti regaliamo quotidianamente anche la nostra attenzione: al banco del pesce, al servizio clienti, su Migipedia. Prendiamo sul serio i loro desideri e i loro suggerimenti e se possibile li mettiamo in atto. Passiamo ora al nostro impegno sociale, dalle promesse della Generazione M al Percento culturale, nell’ ambito del quale dal 1957 abbiamo investito 4 miliardi di franchi in cultura, formazione e tempo libero. Entro il 2020 aggiungeremo un altro miliardo. Si tratta di regali in senso figurato. Concretamente sosteniamo diverse organizzazioni di pubblica utilità donando ogni anno centinaia di tonnellate di alimenti invenduti. Tutti queste piccole e grandi dimostrazioni di stima reciproca hanno costruito la fiducia di cui oggi gode la Migros. E questo è il nostro più grande regalo.» Hansueli Siber, 48 anni, è direttore del dipartimento Marketing della Federazione delle cooperative Migros ed è membro della direzione generale.
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«È sicuramente successo. Però, di primo acchito, non mi vengono in mente partite o momenti particolari. I portieri imparano a relativizzare i successi e i fallimenti che la vita tra i pali comporta. A volte si vince una partita per la squadra, a volta si perde. È proprio la particolarità della nostra posizione: siamo atleti individuali in una squadra. Prima s’impara a gestire questa situazione e a non lasciarsi sommergere dall’onda emotiva, meglio è. Per un giovane portiere le emozioni possono essere devastanti. Poiché i portieri tendono ad aiutare e vogliono sempre impegnarsi per la squadra, si assumono anche gli errori degli altri. Hanno imparato così, questo comportamento fa parte della particolare responsabilità dell’unico giocatore in campo che non può tirare in porta, bensì deve parare i gol. Quindi un buon portiere deve sempre avere una sana dose di egoismo. Bisogna sapere quando mettersi al servizio della collettività e quando bisogna invece pensare solo a sé stessi. O, per rimanere in tema, quando si sono distribuiti abbastanza regali.» Patrick Foletti, 40 anni, è l’allenatore dei portieri della nazionale di calcio svizzera. In passato ha difeso per 17 anni da professionista la porta di squadre quali il Derby County, il Grasshoppers e l’FC Lucerna.
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È BUONO PER IL MIO BAMBINO.
Concorso d’anniversario
5 anni di Vivai e 5 + 5 premi per te!
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Dal 2009, cari lettori, abbiamo realizzato per voi 60 numeri di Vivai. Il nostro lavoro è stato ricompensato da numerose lettere ed e-mail, da complimenti e suggerimenti e da un numero sempre crescente di persone che leggono la nostra rivista. Noi vi ringraziamo di cuore per il vostro interesse! Tutto questo ci spinge a continuare con la passione e l‚entusiasmo che avevamo all‚inizio. Il nostro ringraziamento non si limita però a delle belle parole. Ispirandoci al dossier di questo d‚anniversario, vogliamo farvi dei regali. numero d Cinque sono dei premi concreti, mentre gli altri cinque sono, diciamo così, interattivi. Potrete evidentemente scegliere ciò che più vi piace: una bici elettrica, un viaggio, un abbonamento in palestra*… oppure una consulenza alimentare personalizzata, ll‚analisi della vostra spesa per la rubrica «Indovina chi…?» o la possibilità di dire la vostra quando ci riuniamo per commentare l‚ultimo numero pubblicato. Al di là di questo, noi speriamo vivamente che continuerete a mostrare interesse per la nostra rivista anche nei prossimi cinque anni! Illustrazioni: Hannah Rollings
* A pagina 24 spieghiamo come partecipare al concorso.
Vivai5/14 5/14 Vivai
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Concorso d’anniversario
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Premio
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Premio
Fitness e wellness a volontà per un anno Vinci un’Intercity-Card per tutti i fitness e wellness Migros in parchi fitness Svizzera, del valore di 1420 franchi.
Con oltre 60 centri, la Migros gestisce la tness, maggiore rete svizzera di parchi fi fitness, wellness e acquatici. L’Intercity-Card permette di usufruire per un anno di tutte le infrastrutture, dai centri fitness fitness e wellness a quelli balneari, le saune, gli hammam dei parchi fitness fitness e i circuiti Milon ed eGym, per allenare forza e resistenza. L’Intercity-Card rappresenta un abbonamento generale per più movimento e salute! Per saperne di più: www.fitnesspark.ch www.intercity-card.ch
Per pedalare senza fare fatica Vinci una Sinus B1 7-G Nexus Tiefeinsteiger, la pratica bicicletta elettrica che permette di spostarsi facilmente in città, del valore di 2499 franchi.
Pedalare con la Sinus B-1 è piacevole, facile e divertente. Questa bici è dotata di motore elettrico sviluppato dalla Bosch e di sensori che garantiscono una fino pedalata assistita fi no a 25 km/h. L’autonomia varia da 60 a 145 chilometri, a dipendenza di come si pedala. Questo veicolo elettrico è offerto da m-way, i negozi specializzati della Migros che negli attuali 16 punti vendita svizzeri offrono un’ampia scelta di veicoli elettrici, soluzioni infrastrutturali e servizi di mobilità. Per saperne di più: www.m-way.ch Nota: la bici dev’essere ritirata al negozio.
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Premio
Per fotografare come i professionisti Vinci un set multimediale composto di una fotocamera compatta NX mini Samsung, un Galaxy Tab 3 7’’ Samsung e il programma d’elaborazione immagini Adobe Photoshop Lightroom 3, del valore di 599 franchi.
Wellness e lusso in Tirolo Vinci un week-end wellness per due persone all’hotel a 4 stelle Bergland, nel centro di Seefeld, in Tirolo, del valore di 1200 franchi.
Il Bergland è un albergo a 4 stelle immerso nella splendida natura delle montagne tirolesi, situato nei pressi del lago Wildsee. La lussuosa SPA nordica, la squisita cucina energetica e la cultura delle coccole a tutto campo praticata nell’albergo ne hanno decretato il successo anche all’estero. L’hotel eleva il concetto di formula tutto compreso a un livello tutto nuovo, pur garantendo la tipica accoglienza tirolese: oltre al pernottamento, include la ricca colazione a buffet, il pranzo a buffet, la merenda dolce nel corso del pomeriggio e la cena con 4 menu a scelta, bevande comprese. Per saperne di più: www.bergland-seefeld.at www.austria.info Nota: il buono è valido 1 anno e comprende 2 pernottamenti per 2 persone in camera doppia (pensione mille coccole), 1 bottiglia di champagne in camera e 1 massaggio benessere a testa (30 minuti).
La NX mini Samsung con obiettivo intercambiabile, la fotocamera più sottile e più leggera al mondo, è pensata per chi ama viaggiare. Grazie al sensore di 20,5 megapixel garantisce immagini nitide che con la funzione Photo Beam basata sulla tecnologia NFC possono essere trasferite con un solo tocco sugli smartphone compatibili e i tablet. Per questo melectronics, sponsor del premio, offre anche un Galaxy Tab 3 7’’ Samsung e il programma d’elaborazione immagini Adobe Photoshop Lightroom 3, semplice da usare. A te non resta che scattare le foto! Per saperne di più: www.melectronics.ch
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Relax e romanticismo in montagna Vinci un week-end romantico per due persone all’hotel a 4 stelle e SPA alpina La Val di Brigels, nei Grigioni, del valore di circa 1000 franchi.
Soggiornando all’hotel La Val di Brigels si corre il rischio di perdersi uno degli atout della zona: il sole. La Surselva, nell’Oberland grigionese, è infatti una delle regioni più soleggiate della Svizzera. Visto quello che offre, la tentazione di non lasciare l’albergo è davvero forte: 33 camere e suite arredate con gusto, un’accogliente lounge per fumatori con camino e biblioteca, un’area benessere in stile rustico e una SPA alpina di 500 metri quadrati. Per quanto riguarda la cucina, lo chef Rudolf Möller, che vanta 13 punti GaultMillau, abbina con maestria i sapori mediterranei alla tradizione culinaria montana grigionese. E molto spesso nel soggiorno è compreso anche il sole! Per saperne di più: www.laval.ch Nota: il premio comprende 2 pernottamenti, colazione a buffet, caffè e torte, cena al ristorante Miracla e una fondue di formaggio alla Stiva Lavalino.
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Concorso d’anniversario
Preferisci un regalo interattivo? Se non ami i regali materiali, ti potrebbe forse interessare uno dei nostri cinque regali interattivi, che ti permetteranno di dare il tuo contributo e di vivere un’esperienza davvero unica!
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Vieni a conoscerci Ti piacerebbe vedere in che
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Fatti consigliare da una nutrizionista Non ti
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Suggeriscici un argomento C’è un tema che ti sta
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Diventa il nostro critico editoriale per un giorno
Quando una redazione si riunisce per dare un feedback sul numero precedente, si discute molto, si fanno critiche e complimenti, si propongono miglioramenti. Noi ti diamo l’occasione di dire la tua su un numero di Vivai.. Cos’hai apprezzato? Cosa non ti è piaciuto? Dove potremmo migliorare? Unisciti a noi e dacci il tuo parere!
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modo nasce una rivista come Vivai,, come si passa dal concetto alla stampa? T’incuriosisce conoscere le persone della nostra redazione? Allora vieni a farci visita. Avrai modo d’incontrare chi lavora per la rivista e potrai pranzare con loro.
piacerebbe sapere se mangi in modo sano ed equilibrato? Vorresti sapere cosa dovresti cambiare o migliorare? Allora questo è il premio per te: un coaching sull’alimentazione con Marianne Botta Diener, ingegnere alimentare ed esperta di Vivai. a cuore e vorresti ritrovarlo su Vivai?? Possiamo esaudire il tuo desiderio! Chi vince questo premio potrà esporci l’argomento da trattare. Noi faremo quindi una ricerca e in uno dei prossimi numeri di Vivai pubblicheremo un articolo (quando partecipi al concorso, specifica il tema desiderato). Vuoi essere tu il personaggio misterioso? La
rubrica «Indovina chi…?» è molto amata dai nostri lettori, sempre molto curiosi di leggere le argute considerazioni del Dr. Sempach e di scoprire chi ha fatto la spesa. Se pensi di essere un osso duro per il nostro esperto, mettilo alla prova e candidati come personaggio misterioso! Potrai anche fare la spesa gratuitamente.
Come partecipare
Rispondi alla domanda del concorso e comunicaci la risposta, segnalando il regalo che desideri (indicando un numero da 1 a 10) per telefono, SMS o posta. Attenzione: puoi scegliere un solo regalo per ogni partecipazione! Se non indichi quale desideri, parteciperai a caso all’estrazione di uno dei dieci premi in palio. La domanda del concorso: quale azienda svizzera pubblica da cinque anni la rivista per il benessere e la sostenibilità? La tua risposta via telefono
Chiama lo 0901 577 059 (fr. 1.–/chiamata, rete fissa), fissa), segui le istruzioni e lascia sulla segreteria la soluzione, nome, cognome e indirizzo. La tua risposta via SMS
Invia la parola «Anniversario›› al numero 920 (fr. 1.–/SMS), seguita dalla soluzione, il numero del premio desiderato, nome, cognome e indirizzo. La tua risposta via posta
Invia una cartolina postale, posta A, con la soluzione, il numero del premio desiderato, nome, cognome e indirizzo a: Edizioni Vivai, Anniversario, casella postale, 8074 Zurigo Il termine di partecipazione è il 19 ottobre 2014. Condizioni di partecipazione a pagina 56
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Ordinate il vostro abbonamento tramite tagliando, chiamando lo 0848 877 869 o su www.saison.ch/ispirazione
Sì, desidero lasciarmi ispirare e ordino l’abbonamento a 12 edizioni di Cucina di Stagione a soli CHF 39.– (anziché CHF 58.80*).
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Inviare il tagliando a: Cucina di Stagione, servizio abbonati, casella postale, 4800 Zofingen Prezzi 2014, con riserva di modifiche. Consegna all’estero più spese di porto. I dati possono essere utilizzati per scopi commerciali.
* prezzo di copertina
Ricetta: Janine Neininger Foto: Martin Hemmi Illustrazioni: Hannah Rollings
Che compleanno sarebbe senza una bella torta? Per Vivai ne abbiamo scelta una superleggera. Janine Neininger, autrice di ricette della rivista gastronomica Cucina di Stagione, ci propone una ricetta creativa, con un occhio di riguardo alla linea. Scopri la sua torta alle more e al cocco, golosa e poco grassa, che ha solo 260 calorie per fetta. Ma non è tutto: è anche molto facile da preparare! Provare per credere‌
Auguri... in leggerezza
Il piacere del regalo
Scaldate il forno a 180 °C. Foderate il fondo dello stampo con carta da forno. Imburrate il bordo e infarinatelo. Montate le uova e lo zucchero con lo sbattitore elettrico fino a
Ingredienti e preparazione (ca. 10 fette) Per 1 stampo a cerniera di 18 cm Ø, burro e farina per lo stampo, 3 uova, 90 g di zucchero di canna, 70 g di farina di spelta originale chiara, 50 g di cocco grattugiato. Ripieno: 300 g di more, 50 g di zucchero di canna, 2 cucchiai di succo di limetta, 0,5 dl d’acqua, 16 g d’agar-agar, 300 g di yogurt nature, 1 dl di panna semigrassa. Copertura e decorazione: 240 g di latte di cocco in scatola, freddo, solo la parte solida, 30 g di quark magro, 2 bustine di consolidante per panna, 1 bustina di zucchero vanigliato, ca. 25 g di cocco grattugiato, 60 g di more
ottenere un impasto consistente. Il volume deve quasi raddoppiare. Incorporate a porzioni la farina e il cocco grattugiato. Versate l’impasto nello stampo e livellate. Cuocete al centro del forno per ca. 30 minuti. Sfornate, staccate il bordo dello stampo, capovolgete il pan di Spagna su una griglia e lasciatelo raffreddare. Per il ripieno, frullate bene le more con lo zucchero, il succo e l’acqua. Versatelo in una pentola passandolo attraverso un colino fine. Portate a ebollizione con l’agar-agar e fate bollire per 2 minuti. Togliete la pentola dal fuoco. Lasciate raffreddare brevemente la purea di more. Mescolate con lo yogurt. Quando la massa inizia a consolidare, montate la panna ben ferma e incorporate. Tagliate orizzontalmente il pan di Spagna in 3 dischi. Adagiatene uno sul fondo dello
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Preparazione ca. 45 minuti + cottura in forno ca. 30 minuti + refrigerazione ca. 6 ore + tempo di raffreddamento. Una fetta ca. 7 g di proteine, 15 g di grassi, 25 g di carboidrati, 1100 kJ/260 kcal. ●
stampo chiuso. Distribuite la metà del ripieno. Adagiate il secondo disco. Distribuite il ripieno restante. Adagiate l’ultimo disco e premete uniformemente. Mettete in frigo per almeno 6 ore. Per la copertura, montate ben fermo il latte di cocco con lo sbattitore elettrico. Unite il quark, il consolidante e lo zucchero vanigliato e lavorate fino a ottenere una massa consistente. Aprite il bordo dello stampo e toglietelo. Con una spatola ricoprite completamente la torta con la copertura. Cospargetela con il cocco grattugiato e decoratela con le more.
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Come mangiano gli esperti
Le 5 regole d‚oro a tavola Consigliano agli altri di mangiare broccoli e poi di nascosto s’abbuffano di pasticcini? No, no, i nostri esperti non sono così incoerenti, ma nemmeno troppo estremi. Seguono semplicemente delle regole facili da mettere in pratica nella quotidianità, che aiutano a mangiar sano senza però rinunciare ai piaceri del palato. Testo: Marianne Botta Diener e David Fäh Foto: Marion Nitsch
Marianne Botta Diener mangia in modo variato
1. Non mangio per due
Spesso la gente mi chiede come faccio a non ingrassare, pur avendo otto figli. È semplice: quando ero incinta non ho mai mangiato per due e non sono mai aumentata più di 12 chili. Va anche detto che nell’ultimo periodo di gravidanza il fabbisogno cresce, ma solo di 200-200 calorie al giorno. Dopo aver partorito non rimangono quindi molti chili di troppo e comunque, grazie all’allattamento, con cui si consumano ben 600 calorie, si smaltiscono entro il primo anno d’età del figlio. Io non ho mai avuto l’ossessione di tornare subito com’ero prima della gravidanza. Le donne che non allattano, dopo aver partorito dovrebbero mangiare meno di quando erano in gravidanza. Io ho anche approfittato di qualsiasi occasione per sdraiarmi un momento e rilassarmi, tralasciando un po’ i lavori di casa. Anche la mancanza di sonno e gli ormoni dello stress provocano un aumento dell’appetito. 30
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2. Porto in tavola il colore
Cerco sempre di combinare verdure, insalate e frutta nei colori più svariati: carote arancioni, mele gialle, insalata verde, more viola, finocchi bianchi. Anche per quanto riguarda i condimenti faccio attenzione ai colori, utilizzando cipolle e aglio, ma anche curcuma, paprica e curry. In questo modo assumo un’ampia varietà di diverse sostanze bioattive, come sostanze coloranti, aromi e profumi, che, oltre a proteggere le cellule, prevengono il rischio di malattie cardiovascolari e diabete. Verdura e frutta di stagione mature al punto giusto e provenienti dalla regione sono più ricche di sostanze bioattive rispetto a quelle raccolte ancora acerbe o fatte maturare artificialmente. 3. Prediligo i prodotti d‚origine animale bio
Anche se costano di più, quando acquisto cibi d’origine animale scelgo quelli bio. La carne e il latte dei manzi che possono uscire spesso e vanno al pascolo, mangiando vari tipi d’erba invece che foraggio concentrato e insilato di mais, sono molto più sani. Infatti, sono più ricchi di vitamine liposolubili A ed E, di indispensabili acidi grassi omega 3 e di CLA, l’acido linoleico coniugato, che svolge un’azione antinfiammatoria, previene
i tumori e diminuisce il rischio di sovrappeso. D’estate, quando gli animali hanno la possibilità di pascolare sugli alpi, la composizione degli acidi grassi è al top. Anche il pollame e le uova bio forniscono sostanze più sane. 4. Scelgo solo grassi buoni
Evito gli alimenti a tenore di grassi ridotto, perché non mi piacciono. I grassi buoni non fanno male, come conferma lo studio Nurses Health, condotto su 80 000 infermiere, che non ha trovato alcuna relazione tra infarto e consumo di grassi. I danesi consumano circa il 42 percento di grassi, ossia la percentuale maggiore in Europa. Eppure sono anche una delle popolazioni più magre. Pesci quali l’aringa, il salmone e lo sgombro proteggono il sistema cardiovascolare, perché sono ricchi di acidi grassi insaturi omega 3. Precursori di questi acidi grassi sono presenti anche nell’olio di colza, di lino e di canapa, nonché nelle noci e affini. Gli acidi grassi monoinsaturi presenti nell’olio d’oliva, di colza o d’arachidi migliorano la glicemia e il colesterolo. Mi permetto anche burro e panna bio, perché studi dimostrano che la materia grassa del latte non nuoce alla salute. Per rosolare utilizzo il grasso di cocco, perché è facile da digerire e influenza positivamente il livello del colesterolo.
© Styling: Regula Wilson; acconciature e trucco: Nicola Fischer/Stylcouncil
In fatto di cibo, avendo otto figli, Marianne Botta Diener deve aver le idee bene in chiaro e sapersi organizzare.
Un velo d’ironia non guasta nemmeno a tavola. A David Fäh non dispiace trasgredire.
5. Mi permetto i dolci solo se mi muovo molto
David Fäh
Se durante il giorno ho diverse riunioni, mangio molte verdure e insalata con un po’ di formaggio, carne o un uovo. Però tralascio il pane, la pasta e i dolci. Un tempo, quando la gente si spostava ancora a piedi e svolgeva lavori fisicamente pesanti, l’alimentazione ricca di carboidrati, tipica dei paesi industrializzati, non rappresentava un problema. Ma il mio corpo ha bisogno di una certa quantità di carboidrati, più di 20 grammi a pasto, solamente se i muscoli sono sollecitati. Quindi mi permetto pane, torte, spaghetti o pizza solamente se mi muovo molto, ad esempio quando vado a camminare oppure se faccio jogging.
per alcune ore
evita di mangiare
1. Non seguo le regole (alla lettera)
Dare consigli agli altri e poi non seguirli di persona? Sì, perlomeno non tutti e non sempre, perché, per me, i consigli alimentari servono come fonte d’ispirazione. Se nel mio caso hanno senso e posso integrarli nella quotidianità, allora di solito li metto in pratica. Le regole non valgono per tutti indistintamente. Siccome ognuno di noi è diverso, dobbiamo dapprima ascoltare i segnali del nostro corpo. Con il passar del tempo, in molte persone cambiano anche la digestione e altre funzio-
ni. Mi tranquillizza che molti consigli alimentari non siano dimostrati scientificamente e che spesso vengono corretti. Ciò che si legge in internet o sui giornali non va sempre preso per oro colato. Mi capita di trasgredire intenzionalmente, perché amo mangiare. In questo modo essere disciplinati a tavola risulta meno faticoso. Vivere costantemente con il chiodo fisso di dover sempre mangiar sano è controproducente. Questo atteggiamento ci fa sentire perennemente a dieta e alla lunga fa più danni che non seguire le regole. 2. Mangio noci tutti i giorni
Mangio una manciata di noci quasi ogni giorno, spesso integrandole nel pasto. Sono deliziose con l’insalata mista e nel birchermüesli. Oppure possono essere mangiate così, per cena. Le noci e affini Vivai 5/14
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4. Prediligo le bevande che non hanno calorie
Marianne Botta Diener mangia all’insegna del colore.
David Fäh ha sempre a portata di mano delle noci.
3. Rinuncio agli spuntini
Evitando di assumere calorie per cinque ore riesco a smaltire le riserve accumulate dal mio corpo durante l’ultimo pasto. Ci vuole tempo, perché mi muovo poco, per via del mio lavoro. All’epoca dei miei bisnonni, la vita era diversa. Si alzavano alle cinque per andare in stalla e svolgevano un lavoro molto pesante. È evidente che alle nove avevano già fame e dovevano rifocillarsi. In passato, la merenda di metà mattina e quella pomeridiana avevano quindi senso. Invece chi, come me, fa una vita sedentaria, dovrebbe evitare spuntini e bevande zuccherate fuori pasto. Aumentando il livello d’insulina, bloccano lo smaltimento delle riserve, favorendo così l’accumulo adiposo, con conseguenze negative anche sulla glicemia, sui lipidi nel sangue e sulla pressione sanguigna. Cinque ore possono sembrare lunghe. Effettivamente a volte sento
Quando ho sete cerco di spegnerla evitando di assumere calorie. A tale scopo l’acqua del rubinetto è la bevanda ideale, perché in Svizzera costa poco ed è di ottima qualità ovunque. Evidentemente a volte infrango questa regola e mi permetto anche vino, birra, succo oppure bibite zuccherate. Però non lo faccio per dissetarmi, bensì per puro piacere. A tale scopo uso dei bicchieri alti e stretti, che danno l’illusione di bere di più. Per l’acqua preferisco invece bicchieri larghi e molto capienti. A volte faccio raffreddare l’acqua in frigo oppure ci metto dei cubetti di ghiaccio. Mi piace anche aromatizzarla aggiungendo una spruzzatina di limone o di limetta, oppure qualche fogliolina di menta. 5. Mangio lentamente
lo stimolo della fame, ma poi passa. Il corpo è dotato di sensori in grado di riconoscere l’abbassamento della glicemia. Quando succede, stimolano la secrezione del glucagone, che è l’ormone antagonista dell’insulina in grado di mobilitare le riserve di zucchero nel fegato e nei muscoli. In questo modo il livello d’insulina scende e la fame sparisce da sola!
Per un pasto mi concedo almeno una mezz’oretta di tempo. Quando posso preferisco farlo in compagnia. Mangiando lentamente ci si sente sazi con meno calorie. Per la trasmissione dei segnali di sazietà alla bocca, allo stomaco e al cervello, dove verranno poi elaborati, ci vuole un certo tempo. Se mangiamo troppo velocemente non diamo tempo a questi segnali di avvertirci che abbiamo mangiato a sufficienza. ●
INSERZIONE
Complimenti di per
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anni di successo
© iStockphoto
sono un prezioso alleato della salute. Oltre a proteine, vitamine e sali minerali, contengono anche pregiati acidi grassi. Pur essendo costituite per la metà da grassi, non fanno aumentare di peso. Al contrario. Io le preferisco non sgusciate. Dovendole aprire, le mangio più lentamente e mi piace il sapore della pellicina, che oltretutto fornisce anche una certa quantità di fibre alimentari.
Photo by KEYSTONE | Gallery Stock | Morgan Norman
Basta provarlo: collocate semplicemente il vostro smartphone nello spazio indicato e attivate la fotocamera frontale.
Le inserzioni creano un legame tra cliente e prodotto. E con i media. Questo annuncio fa pubblicità alla pubblicità su giornali e riviste. Ogni anno l’associazione STAMPA SVIZZERA indice un concorso per giovani creativi. Anche questo lavoro ha vinto: è opera di Julia Bochanneck e Jan Kempter, agenzia pubblicitaria Scholz & Friends Schweiz AG. www.Questo-può-farlo-solo-un-annuncio.ch
Sostanze amare
Amaro da amare Prima di storcere la bocca, leggi questo articolo. Al di là del sapore, che può piacere o meno, le sostanze amare sono un prezioso alleato della salute. Proteggono le cellule e accelerano la combustione dei grassi. Vale quindi la pena imparare ad apprezzarle! Testo: Marianne Botta Diener
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are ci siano più di 550 sostanze dal sapore amaro, perlomeno tante sono quelle già identificate. In realà potrebbero essere addirittura migliaia. Quando percepisce un sapore amaro, la gran parte delle persone storce la bocca. Perché? «Così come abbiamo un’innata predilizione per il dolce, fin dalla nascita sviluppiamo un rifiuto per il gusto amaro», spiega Christine Brombach, scienziata dell’alimentazione presso l’Istituto d’innovazione degli alimenti e delle bevande di Wädenswil. Questo è legato soprattutto a una sorta di meccanismo di protezione contro il rischio di avvelenamento. Un gusto amaro può identificare degli alimenti acerbi, avariati o perfino velenosi. Zucche e zucchine troppo amare potrebbero essere nocive, grassi e oli amarognoli possono indicare la presenza di acidi grassi irranciditi. Si tratta quindi di un segnale d’allarme importante… ma non solo, perché amaro può anche significare sano. «Molte sostanze amare sono i cosiddetti metaboliti secondari delle piante, che hanno effetti benefici per la salute», spiega David Fäh, scienziato dell’alimentazione dell’Università di Zurigo. Vengono sintetizzate dalle piante anche per non risultare appetibili agli animali e non essere quindi mangiate. Quello che serve alle piante fa bene anche alla nostra salute. Terpeni e carotinoidi dal sapore amaro contenuti nei pomodori, nelle carote, nelle patate dolci e negli spinaci svolgono 34
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Come dicono le mamme, gli spinaci fanno davvero bene.
un’azione antiossidante e proteggono le cellule del nostro corpo. I polifenoli amari come il resveratrolo nel vino rosso o nelle arachidi possono inibire lo sviluppo dei tumori e prevenire le infezioni. Altre sostanze amare in diversi tipi di verdure e insalate come l’indivia belga o riccia, la rucola, il dente di leone e il radicchio, ma anche nel tè verde e nero, stimolano l’appetito e prevengono la nausea. Grazie alla cinarina, i carciofi hanno effetti benefici su stomaco, bile e fegato. La sostanza ricavata dalle radici e dai gambi dei carciofi è tra l’altro l’ingrediente principale del Cynar, il famoso amaro italiano. Chi ama il sapore amarissimo può mescolare questo liquore con il succo di pompelmo. I pompelmi contengono naringina, sostanza che abbassa il colesterolo, protegge le cellule e aumenta la
loro sensibilità insulinica. Il succo di pompelmo può però modificare l’effetto di alcuni farmaci. «Se si assumono medicinali quali calmanti, farmaci per il cuore o per ridurre il colesterolo, non se ne dovrebbero bere grosse quantità», suggerisce il medico David Fäh, specializzato in fisiologia alimentare. Le sostanze amare destano interesse anche per un altro loro effetto. I primi risultati di alcuni studi mostrano che queste sostanze stimolerebbero nello stomaco la secrezione della grelina, l’ormone della sazietà. In questo modo le pietanze amare rimangono più a lungo nello stomaco. In altre parole, prolungano il senso di sazietà e, nel loro piccolo, contribuiscono a mantenere la linea. Anche l’olio d’oliva sazia più a lungo, perché contiene polifenoli amari. «Un olio d’oliva dal sapore piccante e amaro può aumentare la produzione di calore durante la digestione, bruciando così una parte delle calorie contenute nell’olio stesso», afferma Fäh. Tuttavia, se non amiamo il sapore amaro, non possiamo approfittare di questi vantaggi per la salute. Nella maggior parte dei casi questo cambia con il passare degli anni. Le papille gustative sulla lingua diminuiscono gradualmente e le sostanze leggermente amare non sono più percepite come tali. Quando siamo in là con gli anni le tolleriamo quindi più facilmente. Nel corso della vita, a un certo punto ci rendiamo conto che anche ciò che è amaro può avere risvolti positivi. l
L’indivia belga è versatile ed è ottima anche per il pinzimonio.
Il pompelmo contiene la naringina, sostanza amara che protegge le cellule.
© GettyImages, iStockphoto, Fotolia (fotomontaggio: Vivai)
I carciofi depurano fegato e vie biliari.
La rucola con le scaglie di parmigiano è un classico sano e gustoso.
Il dente di leone è delizioso in insalata ma anche nelle minestre.
L’indivia riccia è un’ottima alternativa alla lattuga.
Il radicchio può essere mischiato ad altre insalate. Vivai 5/14
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L’esperta e il personaggio miserioso
Prodotti sani e raffinati Nelle prossime pagine vi sveleremo perché questa volta la spesa viene eccezionalmente analizzata dalla nutrizionista Marianne Botta Diener. Per ora vediamo perché secondo lei l’acquirente è una donna. Foto: Nik Hunger
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io figlio di 9 anni chiede: «Cosa vinci se indovini?» La sorella 14enne commenta: «Se avessi più soldi e meno figli, potrebbe essere la tua spesa o quella dei nonni.» Ha proprio ragione. I prodotti acquistati piacerebbero anche a me e ai miei genitori. «Non possono essere studenti che vivono assieme», aggiunge mio figlio di 18 anni, perché avrebbero comprato maggiori quantità di cibo, tenendo conto 36
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del prezzo, cosa che non sembra invece il caso dell’acquirente misterioso. In effetti, una famiglia che deve fare i conti con i soldi eviterebbe gran parte degli articoli presenti sul nastro trasportatore: molti prodotti bio, noci di macadamia ricoperte di cioccolato della linea Sélection Migros, carne secca, salmone, filettini di pollo, olio di noci e olio d’oliva. Chi li ha messi nel carrello sta attento alla salute e ha le idee bene in chiaro su
cosa significhi mangiar sano. Credo sia una persona istruita. Probabilmente ci tiene anche alla sostenibilità. Predilige frutta e verdura di coltivazione biologica. Gli oli acquistati sono sani e pregiati. I latticini sono della regione e di stagione. Guardando i prodotti sul nastro, noto anche che gran parte delle quantità sono pensate per un’economia domestica composta di due persone, forse una coppia. Forse lavorano entrambe, ma trovano
© Marion Nitsch
Questa spesa è stata fatta a Zurigo, alla Migros di Limmatplatz.
il tempo per cucinare, quindi una delle due non lavora a tempo pieno. Secondo mia figlia 19enne, chi ha fatto la spesa se ne intende di cucina. Lei non saprebbe ad esempio come preparare al meglio le coste e il miglio. Forse i due ingredienti sono pensati per un migliotto ai funghi e allo zafferano, con gratin di coste e composta d’albicocche e l’M-Dessert. Osservando i tortellini mi dico che non rientrano nel profilo ipotizzato finora. La stessa cosa vale per l’insalata già lavata. Forse la persona in questione si prende molto tempo per cucinare solo quando ha ospiti, mentre se è sola ricorre a prodotti semipronti. In casa vivono anche bambini? Non penso, perché i bimbi non amano molto né le coste né il miglio. Lo zenzero è troppo piccante e lo zafferano ha un sapore particolare. Lo stesso vale per il formaggio di capra e l’emmentaler. Se avessero bambini, i genitori avrebbero scelto il
„Avessero dei
bambini, i genitori avrebbero scelto il formaggio alla panna lucernese.
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L’esperta alimentare Marianne Botta Diener è ingegnere alimentare, insegna all’ETH ed è mamma di otto figli. figli. Per questo numero prende il posto del nostro fedele psicologo dell’alimentazione, il Dr. Robert Sempach.
Tilsiter o il formaggio alla panna lucernese. Di solito ai bambini non piacciono molto nemmeno le noci di macadamia ricoperte di cioccolato. Ricche di polifenoli che proteggono le cellule e di pregiati acidi grassi, rappresentano uno spuntino sano e ben pensato. I figli potrebbero però essere già adulti, vivere altrove e tornare a casa ogni tanto per farsi viziare a tavola, ad esempio per gustarei i filettini di pollo, pensati per quattro persone. E ora la domanda decisiva: sarà un uomo o una donna? Stando agli studi, gli uomini mangiano meno verdura, insalata e frutta, preferendo carne di manzo o di maiale ai filettini di pollo. Inoltre, s’interessano meno all’alimentazione sana. Propendo quindi per una donna. Le donne riescono a coniugare alimentazione sana, sostenibilità e piaceri del palato. Sanno cosa fa bene e cosa no e ne tengono conto quando fanno la spesa. Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 5/14
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La soluzione Questa volta l’acquirente misterioso è proprio il dottor Robert Sempach, il nostro fedele analista! Lo psicologo dell’alimentazione vive in periferia di Zurigo con la moglie e tre figli.
a signora Botta Diener ha ricondotto la spesa a una donna. Oh che onore! Da uomo emancipato è il complimento più bello che potessi ricevere. Con piacere mi complimento a mia volta con la mia sostituta per le sue argute considerazioni. In generale se l’è cavata davvero molto bene. Occupandomi di alimentazione, sto molto attento al cibo che acquisto e, se proprio devo risparmiare, lo faccio in altri ambiti. Me la cavo abbastanza bene anche in cucina, anche se ho iniziato a cucinare e a prenderci gusto solo dopo la nascita dei miei figli. Per ciò che concerne la presenza di figli, la signora Botta Diener ha invece preso un abbaglio. In realtà, siamo una famiglia con figli tra i 15 e i 20 anni. Due di loro abitano ancora a casa e mangiano con noi. Inoltre, a casa nostra ognuno si occupa a turno della cena: fa la spesa, cucina e rigoverna le stoviglie. Forse la mia collega è stata tratta in inganno da alcuni prodotti, come i tortellini e l’insalata, che ho comprato per quando uno di noi mangia da solo e non ha molto tempo per cucinare. Mi ha fatto davvero piacere che la mia collega abbia definito le noci di macadamia ricoperte di cioccolato uno «spuntino sano e ben pensato». In fatto di cibo, e lei lo sa bene, il piacere dipende dalla qualità e non dalla quantità di ciò che si mangia. A cura di Lukas Hadorn.
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Ricarica le batterie!
L’apprezzato integratore di ferro Floradix esiste ora anche in versione completamente vegetale, ideale per i vegani e perchi soffre d’intolleranza al glutine o al lattosio. Stanca, svogliata, irritabile? Spesso questo è dovuto a una mancanza di ferro. Secondo il Dr. Beat Schaub, specialista in medicina interna, la gran parte delle donne in età fertile presenta una carenza di ferro. Questo può portare a disturbi del sonno, stanchezza oppure alla caduta dei capelli. Il ferro fornisce energia. Questo importante minerale è indispensabile per l’emopoiesi e contribuisce al trasporto dell’ossigeno nell’organismo.
Carenza di ferro addio! I preparati naturali a base di ferro aiutano a regolarizzare il tenore di ferro e a fornire l’energia necessaria all’organismo. Da 70 anni Floradix, già apprezzato dalle nostre nonne, è il numero uno tra questi integratori. Ora l’integratore vegetale Floradix esiste anche in versione vegana. Floradix HA vegan plus non contiene ingredienti d’origine animale. Privo di miele e di lievito, viene prodotto esclusivamente con sostanze vegetali e contiene ferro organico e preziose vitamine. Questo preparato è quindi indicato per i vegetariani, i vegani e per le persone che sono intolleranti al lattosio o al glutine.
© Illustrazione: Susan Hassmann
Inoltre Floradix e Floradix HA vegan plus sono molto indicati anche come integratori alimentari a scopo preventivo. Per evitare carenze di ferro ed essere sempre in forma!
L’integratore Floradix HA vegan plus è in vendita nei reformhaus, nelle drogherie e in farmacia. Per saperne di più: www.floradix.ch
Steamer Duo Topline
A tutto vapore Silenzioso e indipendente... fino a quando il microonde squilla. Lo steamer Duo Topline è l’utensile di cottura perfetto per i giovani papà e per chi è costretto a fare più cose contemporaneamente. Testo: Lukas Hadorn Foto: Yves Roth
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ucinare per i propri figlioletti è uno dei compiti più ingrati della vita. Non appena ci si mette ai fornelli per garantire la sopravvivenza fisica della prole, i deliziosi pargoli iniziano a infilare le dita nelle prese, a distruggere gli armadi e ad allagare il bagno. Tutto questo di preferenza leggermente al di fuori del campo visivo dei genitori, alle prese con piatti e padelle, nello spazio del teoricamente evitabile, il che rende la situazione ancor più devastante per i nervi. Inizia la corsa tra padelle fumanti e vasche da bagno che traboccano, tra un potenziale incendio e un vaso in frantumi. Vergognandosi un po’, verrebbe voglia di affidare le piccole pesti a Ronald McDonald Che se ne occupi lui del pranzo! Ma ovviamente non lo si fa. Anzi. Sulle riviste per genitori si legge sempre che i bimbi vanno coinvolti negli acquisti e nella preparazione di menu variati a livello di ingredienti, colori e sapori. Quindi, con uno sguardo dolce e compiaciuto, i genitori osservano i cuochi in erba tuffare i loro ditini nel sugo mentre loro scolano la pasta a distanza di sicurezza. E poi si diventa pragmatici, per non dire pigri. Per me perlomeno è stato così. Gli spätzli li comperavo in sacchetto, l’insalata già tagliata, la salsa già pronta. È un comportamento indegno per un uomo moderno, lo so. Ci sono anche quelli che preparano un bel risotto con una generosa manciata di okra e alcuni carciofi 40
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Detto fatto! Funziona così Sotto il liquido, sopra le verdure lavate e tagliate. Grazie allo steamer Duo Topline, cuocere al vapore è proprio un gioco da ragazzi! Le rosette di cavolfiore sono pronte in 10 minuti, le zucchine in 8. E permette di preparare nel forno a microonde anche patate, riso o pesce. Questo metodo di cottura dolce preserva le sostanze nutritive e permette di rinunciare all’ aggiunta di grassi. Se questa piccola meraviglia non esistesse, bisognerebbe inventarla!
appena raccolti nell’orto comunitario. In cucina io ho dei limiti! Più fasi di preparazione riesco a evitare senza compromettere troppo il risultato e meglio è. E quindi lo steamer Duo Topline mi ha salvato! Sempre su quell’intelligentissima rivista per genitori ho scoperto che nei piatti dei bambini devono essere presenti le verdure e non sotto forma di tortine di spinaci o involtini primavera, ma presentate come si deve, cotte al vapore, senz’olio né sale. Lo steamer sa fare proprio questo. E per giunta nel forno a microonde. Risparmiando al giovane papà stressato una pentola, varie posate e un bel po’ di nervi. Le verdure vanno solo lavate e tagliate a bocconi. Il resto viene affidato alla tecnologia moderna. A proposito di tecnologia: a casa nostra, prima di avere lo steamer Duo Topline, il microonde serviva a ben poco. Trascorreva la maggior parte del tempo in silenzio, relegato in un angolo. Il suo scampanellio allegro si sentiva molto raramente, solo quando lo nutrivamo con un sacchetto di popcorn o di noccioli di ciliegie. Un’esistenza ben poco dignitosa, se si pensa ai progressi che sono stati fatti per il suo sviluppo. Come un’auto nella quale ci si siede soltanto per ascoltare il radiogiornale. Ora il nostro microonde è rinato ed è ormai parte integrante di un’economia domestica che funziona a meraviglia. Lui si occupa del vapore, noi del resto. ●
„Si diventa
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pragmatici, – per non dire pigri.„
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Prodotti Fairtrade
Conserve solidali Un viaggio in Per첫 per conoscere chi coltiva e lavora frutta e verdura per la Migros, il primo dettagliante al mondo che offre conserve Fairtrade. Testo: Monica Glisenti Foto: Daniel Grieser
Le fertili pianure nella regione di Tanguche, nel Per첫 settentrionale.
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A VirĂş si mettono in conserva piquillos e altre verdure di Tanguche. Vivai 5/14
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Prodotti Fairtrade
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a strada sterrata si snoda diritta attraverso il paesaggio lunare. Il cielo azzurro pallido si fonde all’orizzonte con i delicati colori della pietra e della sabbia. Si perde il senso del tempo, la vegetazione sembra scomparsa. Poi, all’improvviso, ecco il giardino dell’Eden: Tanguche, un’oasi nel nord del Perù. Qui c’è acqua. E dove c’è acqua, c’è vita. Uomini, mucche, cani, palme, banani, manghi, campi di ortaggi, zanzare. A Tanguche vivono poco più di 2000 persone tra uomini e donne, unitisi per formare la cooperativa Apaet. Su 30 ettari di terreno producono carciofi e piquillos, peperoncini dal lucido colore rosso o verde. Il raccolto caricato su camion torna indietro lungo l’arida valle verso Trujillo, in direzione della moderna centrale operativa di Virú, la maggiore azienda di lavorazione degli ortaggi del Perù. Qui gli ortaggi vengono lavati, scottati e confezionati senza conservanti in scatole e vasetti, per poi arrivare via nave in Europa e proseguire su rotaia per la Migros. Migliorare la qualità di vita
Tanguche è solo una delle tante località in cui la Migros, in collaborazione con agricoltori e aziende di trasformazione locali, è passata alla produzione di frutta e verdura con marchio Fairtrade. Si tratta di un impegno che consente alle popolazioni di Asia, Africa e America Latina di migliorare le condizioni di vita in modo autonomo, grazie a strutture organizzative democratiche, relazioni commerciali dirette, coltivazioni rispettose dell’ambiente e condizioni di lavoro sociali. Per le loro materie prime i produttori ricevono un prezzo minimo fisso e un premio Fairtrade per finanziare progetti di pubblica utilità. Vengono ad esempio fatti investimenti in infrastrutture, istruzione, cure mediche o nel miglioramento di qualità e produttività. Con i 2000 franchi rimasti dal primo raccolto, è stato acquistato un impianto per filtrare, e dunque rendere potabile, l’acqua del Río Santa, il fiume sacro. 44
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L’ultimo acquisto sono due computer, collocati nella biblioteca della scuola, ancora priva di libri. «Un paio di mesi fa abbiamo finalmente avuto l’allacciamento alla rete di telefonia mobile e dunque ora anche noi siamo collegati con il mondo. È importante per non far andare via da qui i giovani», spiega Juan Orlando Vasquez, responsabile della cooperativa, mentre stringe la mano al collaboratore Migros Enrico Antonini. Anzi, entrambe le mani, in segno di profonda gratitudine. Raggiante di gioia, Vasques mostra il
Enrico Antonini, acquirente per la Migros, con i contadini.
Controlli di qualità nella piantagione di manghi di Piura.
Certificazione Fairtrade Cosa significa? Con la vendita di prodotti certificati Fairtrade, la Migros s’impegna a favore del commercio equo e della lotta alla povertà nel sud del mondo. Gli standard internazionali Fairtrade (FLO) si fondano su tre pilastri, ossia commercio, aspetti sociali e ambiente. Tra i criteri del commercio equo figurano: • prezzi minimi garantiti • premi Fairtrade per i progetti • contratti a lungo termine • salari minimi garantiti • salute e sicurezza sul lavoro • produzione sostenibile • divieto di pesticidi pericolosi Il rispetto delle rigorose direttive è assicurato dall’organismo indipendente FLO-CERT. Organizzazioni di piccoli agricoltori e piantagioni del sud del mondo nonché l’intera catena di distribuzione sono certificate in conformità allo standard ISO 65. Gli ispettori effettuano regolarmente dei sopralluoghi per verificare se gli standard Fairtrade vengono rispettati. Per saperne di più: www.migros.ch/it/supermercato/ max-havelaar/principi
Grazie alla Migros, Tanguche si è dotata di nuovi computer.
I cuori di palma sostenibili hanno molto successo. La sicurezza sul lavoro è uno dei criteri Fairtrade.
”Ora il futuro gfajkf shfjkafklsafhkflhafklahfakslfashfklasf hasklfashkflasfhkalf ashfklasfhakslf asfhakslfsa fhakslfa
ci preoccupa
„
un po‚ meno.
Reyes Artega, coltivatore d’asparagi
Gli asparagi verdi di Trujillo: all’inizio anche i contadini erano scettici sul marchio Fairtrade.
”Dg jksfasfjk fhklsafhklh kl fhakslfhk unzgjfka fgajksf agfjkasgf kjn. „
Gli asparagi Fairtrade in vasetto: una prima mondiale alla Migros. Vivai 5/14
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Prodotti Fairtrade
” „I contatti personali creano la fiducia Enrico Antonini parla dell’impegnativo compito di passare alla produzione delle conserve certificate Fairtrade. Signor Antonini, da poco la Migros vende vari tipi di frutta e verdura in conserva provenienti dal commercio equo. Come fanno i consumatori a riconoscere questi prodotti? Enrico Antonini: Le scatole e i vasetti
portano il marchio Fairtrade Max Havelaar. Il passaggio al Fairtrade è una tappa importante per la realizzazione del programma di sostenibilità Generazione M. La Migros si è infatti impegnata ad ampliare questo assortimento del 75 percento entro il 2015. Come avviene questo processo?
Sono appena tornato dal Perù, dove ho incontrato gli agricoltori che in varie regioni del paese producono per nostro conto manghi, carciofi, piquillos, cuori di palma e asparagi. Tre anni fa abbiamo avviato le prime trattative. Come avviene questa collaborazione? La Migros incontra gli agricoltori e chiede loro cosa potrebbero coltivare e come?
Esatto. Al tempo stesso, però, tra le aziende di trasformazione e la popolazione locale, cerchiamo coloro che possono aiutare noi e
gli agricoltori a raggiungere i nostri obiettivi. Non è solo importante bensì doveroso sapere esattamente da dove arrivano i prodotti e come sono stati coltivati. Infatti, la Migros, si assume le proprie responsabilità lungo l’intera catena di creazione del valore e in tutte le sue attività, sia in Svizzera sia all’estero, cerca soluzioni equilibrate sul piano economico, sociale ed ecologico. Tre anni fa abbiamo quindi deciso di estendere lo standard Fairtrade, per quanto possibile, anche a tutti i prodotti in conserva. Tre anni sono lunghi. Come mai arrivano sugli scaffali solo ora?
Bisogna prima trovare il luogo adatto, poi è necessario un lavoro di persuasione perché gli agricoltori devono rispettare nuove regole e capire il vantaggio, per esempio, di usare meno fertilizzanti, ma in modo più mirato. Devono accettare, inoltre, di sottoporsi a controlli e capire che vale la pena vincolarsi a un unico acquirente per un lungo periodo. Nuove regole, controlli più severi, non dà proprio un’idea di guadagno. Perché mai un agricoltore dovrebbe convincersi a cambiare?
Per loro ci sono naturalmente vantaggi significativi. Come una garanzia d’acquisto
Enrico Antonini, acquirente conserve Migros
della loro merce a prezzo fisso a lungo termine e un premio supplementare per il loro impegno Fairtrade. Come riuscite a individuare questi agricoltori?
In Perù, per esempio, da molti anni siamo in contatto con l’azienda di trasformazione Virú, che mantiene uno standard molto elevato in termini di salari, igiene, qualità e affidabilità. Soddisfa a tutti gli effetti i severi requisiti che chiediamo ai nostri partner. Insieme a quest’azienda, abbiamo cercato cooperative che fossero disponibili a imboccare un percorso più ecologico e sociale a lungo termine. Queste cooperative producono solo per la Migros?
Sì, nella misura in cui gli agricoltori firmano un contratto con noi. Potrebbe succedere che la Migros costruisca con loro il progetto Fairtrade e poi non riceva più i prodotti?
Certamente, potrebbe succedere. Per questa ragione i contatti personali sono così importanti. Perché creano un rapporto di fiducia.
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nuovo acquisto. Sugli schermi brilla una scritta: «¡Muchas gracias! Migros». In qualità di acquirente di frutta e verdura in conserva, Antonini ha percorso i luoghi più remoti della Terra per convincere gli agricoltori dei vantaggi del commercio equo, con la collaborazione delle aziende di trasformazione locali. «All’inizio sono scettici, non vogliono novità. Allora spieghiamo loro i vantaggi e dobbiamo dimostrare loro di essere un partner affidabile.» La Migros fa da pioniere. «Dal momento che finora non esistevano quasi aziende certificate che lavorassero prodotti in conserva, abbiamo deciso di creare noi questo settore», conferma Antonini.
”È nostro dovere sapere esattamente da dove arrivano
„
i prodotti.
Enrico Antonini, acquirente delle conserve per la Migros
Dallo scetticismo alla fiducia
Anche gli agricoltori della cooperativa San Francisco, nei pressi della città di Piura, che su 3,5 ettari coltivano piantagioni di mango con un rendimento annuo che sfiora i 700 chili di frutti per albero, all’inizio erano scettici. Lo stesso vale per i 900 agricoltori che a Tarapoto, in Amazzonia, producono cuori di palma, come pure i membri della cooperativa Ceprovaje, che coltivano asparagi bianchi e verdi vicino a Trujillo. Inizialmente non ne volevano proprio sapere di Fairtrade. «Due anni fa abbiamo comunque firmato il contratto con Virú e la Migros e ora il futuro ci preoccupa un po’ meno. Dormiamo sonni più tranquilli e anche le nostre mogli lavorano in azienda», dichiara con soddisfazione Reyes Artega, coltivatore di asparagi. A questo punto non ci sono più dubbi: il Fairtrade funziona! Per questi agricoltori è stata effettivamente una rivoluzione epocale del loro lavoro quotidiano. «Guadagnare di più grazie a coltivazioni ecologiche e condizioni più eque: prima abbiamo dovuto riconoscere che si tratta effettivamente di un’opportunità.» ●
Mango equo solidali della cooperativa San Francisco, nei pressi di Piura. Vivai 5/14
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Pesi... in libertà I pesi liberi sono più versatili delle macchine e permettono di allenare tutti i gruppi di muscoli. Non stupisce quindi che sempre più donne li scelgano per migliorare la forza e la stabilità. Un’ottima soluzione per scolpire il fisico! Testo: Daniel Lüchinger
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Perché sceglierli? Vantaggi dei pesi liberi •
Permettono di allenare tutto il corpo e attivano la muscolatura di sostegno, fondamentale per la stabilità. • Rafforzano la muscolatura dorsale e addominale, che mantiene il legame tra il dorso e la parte bassa del corpo. • Stimolano la secrezione degli ormoni anabolici e favoriscono la combustione dei grassi. • I movimenti effettuati ricalcano le normali sequenze di movimento quotidiane, migliorando così la coordinazione tra i vari gruppi di muscoli.
© 727inc.com|folio.id-com, Corbis
trette canotte che celano a malapena montagne di muscoli. Braccia da camionista che sollevano il peso sovrumano del bilanciere ben stretto tra le mani. Visi tesi e paonazzi. E gemiti a non finire. Se hai sempre pensato che l’allenamento con i pesi sia riservato solamente ai mister muscolo, desiderosi di gonfiare bicipiti e pettorali, è ora di cambiare idea. L’allenamento con i pesi non è ormai più un’esclusiva solo delle palestre lugubri e poco arieggiate. Ora anche i centri fitness stanno puntando sui pesi. E fanno bene. «Negli esercizi con i pesi liberi possiamo simulare in modo molto funzionale le sequenze di movimento che eseguiamo innumerevoli volte ogni giorno, quando andiamo a fare la spesa, ci spostiamo in bici o saliamo le scale, sul posto di lavoro oppure durante le attività del tempo libero», spiega Boris Caminada, direttore Fitness e vicedirettore del parco acquatico Bernaqua. Allenandosi con le macchine si lavora sui singoli gruppi di muscoli. I pesi liberi permettono invece di allenare intere catene muscolari, in modo particolare la muscolatura stabilizzatrice del tronco, che assicura la coordinazione delle gambe e delle braccia. È importante
Allenarsi con i pesi liberi
perché questa è responsabile della stabilizzazione di tutto l’apparato motorio. Senza poi dimenticare, come sottolinea Caminada, i benefici per la prevenzione delle cadute. «Un corpo allenato nella sua totalità con i pesi, quando cade riporta significativamente meno lesioni.» Positivi sembrano anche i risvolti medici, ad esempio per quel che riguarda la fisioterapia: «L’allenamento con i pesi liberi richiede una buona stabilizzazione del tronco e degli arti, nonché coordinazione. Un tale allenamento è quindi più efficace degli esercizi eseguiti con le macchine», spiega Christoph Abegg, fisioterapista della medBase di Zurigo. Ultimamente sempre più donne scoprono i vantaggi dell’allenamento con i pesi liberi. «Cercano un allenamento che
„Riducono anche il grasso corporeo.„ non solo le renda più attraenti, ma che metta alla prova la loro performance», spiega Andrea Herrera, fondatore e coproprietario della bSport CrossFit di Leutschenbach. Per questo scelgono i pesi liberi. Le donne e gli uomini beneficiano in egual misura di questo allenamento completo, che migliora la forza, la postura, la forma e la flessibilità. Ma non solo. Riduce anche il grasso corporeo, un obiettivo non trascurabile per le donne che lo praticano. Le sue clienti non corrono il rischio di sviluppare troppi muscoli, rassicura Herrera: «Lo scetticismo nei confronti dei pesi liberi svanisce velocemente quando le donne, guardandosi allo specchio, non vedono le temute montagne di muscoli bensì braccia, cosce e glutei ben definiti». L’allenamento completo Vivai 5/14
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Pesi liberi a confronto Modelli per una mano Per l’allenamento con i pesi liberi esistono diversi tipi di attrezzi. Quelli che si tengono con una mano si suddividono in due tipologie. 1. Manubri corti Di norma sono usati con una mano sola. Grazie alla loro dimensione, alla maneggevolezza e all’ampia gamma di movimenti che permettono di fare, sono ideali per svipuppare le spalle e le braccia. 2. Kettlebell Conosciuti anche
come ghirie, questi attrezzi erano già usati in Russia nel 18esimo secolo. A lungo dimenticati, negli ultimi tempi stanno tornando in voga nelle palestre, grazie a sistemi d’allenamento completo come il CrossFit. Si possono usare con una o due mani. Raggiungono pesi maggiori rispetto ai manubri. I kletterbell sono adatti soprattutto per l’allenamento completo e per migliorare la muscolatura del tronco.
I pesi liberi permettono di eseguire diversi tipi d’esercizi e, viste le loro dimensioni, sono pratici anche per allenarsi a casa.
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Allenarsi con i pesi liberi
con questo tipo d’attrezzo non porta solo a un rassodamento del corpo, ma, grazie a un alto consumo calorico, a muscoli più scolpiti. I pesi liberi devono il loro crescente apprezzamento soprattutto ad alcuni sistemi d’allenamento provenienti dagli Stati Uniti, come il CrossFit o l’allenamento funzionale. Il primo abbina il sollevamento pesi con esercizi che sfruttano il peso corporeo, come flessioni e sollevamenti sulle braccia, con elementi della ginnastica classica. L’obiettivo? Lo sviluppo armonioso di resistenza, forza, coordinazione e flessibilità. L’allenamento funzionale mira soprattutto a stabilizzare il corpo e a mantenere in forma l’apparato muscolare, le inserzioni dei muscoli, i tendini e le
„Un vantaggio? Più libertà di movimento.„ giunture. Tutto ruota intorno al tronco, lo stabilizzatore principale dell’apparato motorio umano. I pesi liberi contribuiscono a rafforzarlo in maniera permanente. Molti degli esercizi vengono eseguiti in posizione eretta con il peso distribuito su entrambi i piedi.
È molto importante eseguire in modo corretto i movimenti. Uno dei punti di forza dell’allenamento con i pesi liberi, la relativa libertà nella sequenza dei movimenti, rappresenta anche un rischio di infortuni. «Gli esercizi con i pesi liberi presuppongono capacità di coordinazione e una certa stabilità del tronco. Un allenamento non idoneo può portare a un sovraccarico o perfino a lesioni delle giunture», mette in guardia Christoph Abegg. Anche Boris Caminada sottolinea quanto sia importante un’introduzione e una guida professionali quando ci si allena con i pesi liberi. Dal momento che questi attrezzi trovano posto dovunque, anche in borsa, ci si può allenare anche a casa. A condizione di conoscere bene la tecnica! l
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Liscio come l‚olio! Già molto apprezzato nell’antichità, l’olio non ha perso la sua fama di rimedio miracoloso e oggi è molto corteggiato dall’industria cosmetica. Le domande più frequenti su questo prezioso trattamento di bellezza. Testo: Gisela Femppel
1. Olio d‚oliva, d‚arachidi, di girasole, d‚avocado… Gli oli vegetali sono tantissimi. Ma sono tutti indicati anche per la cura della pelle e dei capelli? Sostanzialmente tutti gli oli vegetali vergini estratti da frutti o da semi possono essere utilizzati in cucina, ma anche sulla pelle. Ricchi di vitamine nonché di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, questi oli si differenziano nella loro struttura e nelle loro caratteristiche, quindi agiscono diversamente sul nostro organismo. L’olio di avocado, ad esempio, è indicato piuttosto per la pelle secca e sensibile, mentre la pelle grassa preferisce l’olio di argan.
2. L‚olio d‚oliva è veramente un toccasana per la salute? L’olio d’oliva veniva utilizzato già dagli antichi greci, che lo consideravano già allora un rimedio universale. Ingerito, aiuta ad esempio in caso di bruciori di stomaco, eruttazioni acide oppure costipazione. Applicato esternamente, è miracoloso per la pelle: mescolato con 52
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qualche goccia di succo di limone dà sollievo ad esempio in caso di ustioni solari e ammorbidisce i calli. Quest’olio prodigioso è però anche ottimo per preparare efficaci maschere per il viso. Ed è amato persino dalle collane di perle, che se vengono frizionate con olio d’oliva ogni due anni, tornano a risplendere.
3. La natura fornisce anche oli essenziali. Come vengono utilizzati? Gli oli essenziali o eterici sono estratti oleosi molto volatili di parti di piante che sprigionano un profumo molto intenso. Le essenze aromatiche sono utilizzate nell’aromaterapia per curare determinati disturbi e affezioni, oppure per regalare benessere. Gli oli essenziali vengono altresì impiegati come profumazione per cosmetici, ma trovano applicazione anche come sostanze attive nella cura della pelle. In questo caso, però, in combinazione con un olio grasso, ossia vegetale.
4. Quali sono i vantaggi degli oli per la pelle? L’industria dei prodotti per la cura della pelle oggi punta molto sugli oli poiché, a differenza delle creme, penetrano più facilmente attraverso il film lipidico, trasportando le sostanze attive negli strati cutanei più profondi. Anche la Mibelle, società affiliata al Gruppo Migros, ha reagito tempestivamente a questa tendenza. Nel processo di lavorazione degli oli, si cerca soprattutto di raggiungere un’elevata capacità di penetrazione. Gli effetti benefici vengono costantemente migliorati anche attraverso la combinazione di svariate componenti oleose. Esistono prodotti di cura composti al 100 percento da un olio naturale e quindi senza alcun additivo aggiunto. Ma la maggior parte dei cosmetici è costituita da miscele di vari oli vegetali oppure misture composte di oli essenziali, sostanze odorose ed estratti di erbe aromatiche.
5. L‚olio per il viso è una buona alternativa alle creme? Oggi gli oli per il viso hanno lo stesso valore delle creme da giorno e sono dei veri multitalenti. Possono essere composti da
Olio trattante
Jojoba
Girasole
Avocado
Š Corbis, iStockphoto (fotomontaggio: Vivai)
Olive
Arachidi
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una sola varietà oppure da una miscela di diversi oli. Alcuni contengono anche oli eterici, essenze di fiori, vitamine. Un olio per il viso può essere utilizzato come crema da giorno o da notte, è molto idratante e rafforza il meccanismo di protezione della pelle. Dovrebbe essere scelto in base al tipo di pelle e alla stagione. Gli oli per il viso possono anche essere combinati con una crema da giorno, soprattutto quando fa freddo. Oltre alla loro azione dermotrattante, questi oli sono un’eccellente base levigante per il trucco, possono essere mescolati al fondotinta oppure utilizzati come illuminanti naturali sugli zigomi o per creare punti luce su palpebre e labbra.
6. Capelli più belli grazie all‚olio trattante? I capelli secchi e opachi apprezzano gli oli per capelli particolarmente ricchi, che ridonano loro morbidezza e lucentezza. L’olio avvolge il capello, formando uno scudo protettivo contro le aggressioni esterne, ad esempio il caldo e il freddo. Oggi esistono anche oli leggeri specifici per i capelli fini, che non li appesantiscono. Se l’olio trattante viene applicato prima dello shampoo, deterge e nutre i capelli. Se invece viene massaggiato sui capelli appena lavati e ancora umidi, ha un effetto protettivo e nutriente. L’olio per capelli può anche essere frizionato sui capelli asciutti, soprattutto sulle punte, per prevenire le doppie punte.
Per pelle e capelli Trattamenti a base d’olio
Tratta e rassoda la pelle grazie alla presenza di collagene e di vitamina: olio per il corpo Zoé.
Energizzante: olio rassodante per il corpo I am Natural Cosmetics con estratto di limetta, olio d’agrumi e di cipresso.
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Olio trattante
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L’olio bio Kneipp (a sin.), ottimo per trattare le pelli mature e secche, aiuta in caso di smagliature. Oltre ad avere un profumo delizioso, l’olio per il corpo ai fiori di mandorlo Kneipp si prende cura della pelle sensibile.
L’olio secco Pantene Pro-V nutre i capelli proteggendoli dai danni provocati da fattori esterni e dallo styling. Facile da applicare, non appesantisce i capelli.
7. Le componenti sintetiche degli oli trattanti sono nocive?
8. Avendo una consistenza diversa dalle creme, come vanno applicati gli oli?
Oltre agli oli vegetali, in cosmetica si utilizzano spesso anche gli oli sintetici, i cosiddetti oli minerali. Queste sostanze formano sulla pelle una pellicola che la protegge efficacemente dalla disidratazione, impedendole però anche di assorbire umidità dall’esterno. Gli oli minerali non hanno grandi proprietà curative, poiché non riescono a penetrare negli strati cutanei. Per non parlare poi del loro impatto ambientale, che è particolarmente elevato. Per questa ragione, soprattutto i produttori di cosmetici naturali puntano su oli per il corpo composti esclusivamente da oli vegetali naturali.
Per ottenere un risultato ottimale, gli oli per il corpo andrebbero massaggiati sulla pelle ancora leggermente umida, dopo aver fatto il bagno o la doccia. In caso di pelle molto secca, si consiglia di abbinare l’olio a una crema dermostabilizzante. Gli oli secchi, più leggeri, penetrano molto rapidamente, senza lasciare tracce. Per questi prodotti, che la pelle assorbe molto facilmente, vengono utilizzati oli quali quello di argan oppure d’enotera, molto ricchi di acidi grassi polinsaturi. Anche il viso dev’essere inumidito prima di applicare un olio. Ne bastano davvero poche gocce! ●
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Cartolina postale (posta A): Edizioni Vivai, concorso 5/14, casella postale, 8074 Zurigo Termine d’invio: 19 ottobre 2014 Soluzione del numero precedente: fitness Vince il premio: Myriam Szolansky, Erlenbach
I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno sostituiti. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome della vincitrice o del vincitore saranno pubblicati su Vivai 6/14.
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q Wilhelm Schmid è un filosofo tedesco che vive a Berlino. È autore di diversi libri di successo e per diversi anni ha dato sostegno filosofico ai malati dell’ospedale di Affortern am Albis. Schmid applica la filosofia alla vita quotidiana. Nel 2012 ha vinto il Premio Meckatzer per il suo impegno nella divulgazione della filosofia e nel 2013 il Premio della Fondazione Dr. Margrit Egnér per le sue opere sull’arte di vivere. In italiano Fazi ha pubblicato Felicità (2010), L’Amicizia per se stessi (2012), L’arte dell’equilibrio (2012) e Filosofia dell’arte di vivere, uscito quest’ anno. www.lebenskunstphilosophie.de, Twitter @lebenskunstphil.
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Vivai 5/14
ual è il tratto distintivo di un filosofo? Dovrebbe portare gli occhiali, perché danno un’aria intelligente. Denotano una percezione infallibile, uno sguardo attento e una lucidità analitica. Per molto tempo io ho evitato di portarli e questo ha creato dei malintesi. Poi un bel giorno tutto è cambiato. Durante una cena con un oculista svizzero, ho dovuto allontanare la carta del menu, altrimenti non sarei riuscito a distinguere le lettere. Lui ha incaricato la sua assistente di farmi avere un paio d’occhiali, dicendo che me li avrebbe regalati. Lei me li ha fatti avere la mattina seguente. Mi ero sempre rifiutato di portarli, ma a quel punto non avevo scampo. Dovevo arrendermi. Come farsene una ragione? Sta di fatto che ora senza occhiali non riuscirei più né a leggere né scrivere. Ho quindi accettato l’idea di portarli e ho deciso di farci l’abitudine. Poi, con l’andar del tempo, ho iniziato anche a provare qualcosa nei loro confronti. In fondo è fatto di sentimenti e di routine anche l’amore. Anche quello per un paio d’occhiali! E poco importa se sono solamente un oggetto, per di più fatto in gran parte di plastica.
L’amore è reciproco? Ecco l’eterna questione: anche l’altro mi ama? È comunque sorprendente che quando perdo gli occhiali, tornano sempre da me. Nel caso degli occhiali, si può davvero parlare di attaccamento? All’inizio non m’importava molto se li lasciavo in giro o se scivolavano discretamente fuori dalla tasca della giacca in cui li avevo messi distrattamente. Ora, se mi succede, vado quasi in panico. Io? Solo per degli occhiali di plastica? Ma allora dev’essere proprio amore vero! Voglio solo quelli e non altri, soprattutto non voglio gli appariscenti e coloratissimi occhiali firmati, che si notano da lontano e sembrano urlare «Guardateci!». Ora io e i miei occhiali siamo ormai una coppia. È innegabile. Ma deve rimanere un amore segreto. Noi non amiamo farci vedere in giro assieme. La gente si lascerebbe andare a pettegolezzi tipo: ma cosa fa quel tizio brizzolato con quella montatura orribile? Lei lo sta prendendo per il naso! La verità, per dirla in modo frivolo, è che a lei stare su di me piace un sacco. Ma queste sono cose che riguardano solo noi. Per quanto mi concerne, io sono felice. Lei è finalmente riuscita a fare di me un vero filosofo! l
© Gregor Hohenberg
L‚amore è amore
Questi regali non li trovi sui nostri scaffali. Tutte le altre belle cose sÏ. Facciamo i nostri migliori auguri a Vivai per il suo 5° compleanno ringraziando per l’ottima collaborazione.
Š 2014 The Coca-Cola Company. Coca-Cola, the Contour Bottle and the Dynamic Ribbon Device are registered trademarks of The Coca-Cola Company.
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