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Vivai 2014 2 it

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La rivista

per il benessere e la sostenibilità

02/2014

La famiglia moderna: in cosa crede e come vive al giorno d’oggi Costruire sul futuro: ecologia e qualità di vita vanno a braccetto La natura insegna: per farti del bene ispirati a lei

Go green! L‚onda verde conquista anche il piatto e la salute ringrazia


Fattorie a ritmo della natura.

Parte di


Esperti attuali LD Dr. David Fäh

Specializzato in fisiologia alimentare, ricercatore e docente all’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Zurigo, si occupa di aspetti legati all’alimentazione. Christina Daeniker Roth

La specialista in alimentazione e salute presso la Federazione delle cooperative Migros vanta un vasto bagaglio di conoscenze e una lunga esperienza per quanto concerne le domande della clientela. Ci consiglia per i testi che riguardano i prodotti Migros.

Foto di copertina: : Christine Benz © Roland Tännler, Joschi Herczeg, Keiko Saile, Christoph Köstlin, iStockphoto

Marianne Botta Diener

Diplomata in ingegneria alimentare, insegna all’ETH ed è madre di otto figli. Per questo numero ha trattato un tema che fa tendenza in campo alimentare: il cibo verde. Scopri pregi ed effetti del green nel piatto.

Laurent Sédano è consulente socioculturale e responsabile del settore della competenza mediatica di Pro Juventute. In questo numero spiega ai genitori come comportarsi e quali precauzioni prendere nei confronti dell’uso dei media da parte dei figli.

Cara lettrice,caro lettore Di recente l’ho vista di nuovo: la famiglia perfetta! È successo nel reparto decorazioni dei grandi magazzini Globus. Sembrava uscita direttamente dal loro catalogo pubblicitario: padre, madre e due bambine, tutti graziosi, si scambiavano attenzioni a vicenda. Un sorriso gentile qua, una spiegazione paziente là… ed erano pure educati. Dopo avermi bloccato per un attimo il passaggio, la figlia di circa 8 anni si è scusata con convinzione. Ora per favore non venite a dirmi che «questa non è la realtà». Lo so bene, del resto anch’io faccio parte di una famiglia. In qualche modo, però, tutti ci portiamo dentro delle immagini nostalgiche di famiglia. Sono determinate dalle nostre esperienze e a volte distorte da troppa pubblicità e televisione. Lo erano anche le mie, perché guardavo Una famiglia americana, una serie TV degli anni ‘70. Il clan dei Waltons si ritrovava tre volte al giorno attorno al lungo tavolo di legno. Seduti a capotavola, padre e madre tenevano d’occhio i loro sei bambini. Un sacco di divertimento e rituali che scaldavano il cuore. Un idillio così non si era mai visto in TV, né tantomeno a casa mia. Questo ci ha portato a chiederci se il tavolo è ancora the place to be per la famiglia del 2014. Il dossier svelerà le risposte. Di Waltons non ne abbiamo trovati. Ma la realtà familiare si vive... in famiglia, lontano da telecamere e da donne che fanno acquisti da sole nel reparto decorazioni. Buona lettura!

Caporedattrice

I nostri nonni sapevano già che gli ortaggi verdi fanno bene. Ma per farne una moda nel campo della salute ci sono voluti di nuovo gli americani. Di più a pagina 30. Vivai 2/14

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Un frutto del lento lavoro della natura.

Parte di


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10 Attorno al tavolo: nel 2014 la famiglia svizzera usa ancora riunirsi per mangiare assieme? 16 Figli e consumo dei media: Laurent Sédano di Pro Juventute spiega ai genitori come comportarsi 22 Impegno Migros: cosa fa per i più giovani 24 Edilizia sostenibile: scopri come costruire con un occhio di riguardo per l’ambiente 30 Il verde va alla grande: il colore della stagione fa tendenza ovunque. Anche a tavola

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42 Segui il suo esempio: ritrova il tuo benessere ispirandoti a ciò che avviene in natura 46 Bocca smagliante: un bel sorriso regala fascino, fa stare meglio e... toglie qualche anno d’età 52 Lo sport di massa piace: le corse popolari, i festival di yoga e i party a ritmo di zumba fanno il pienone

© Christoph Köstlin, Christine Benz ; illustrazione: Hannah Rollings

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7 9 36 38 50 56 58 SIGLA EDITORIALE Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser

Pensati per voi Scelti da noi Leggerezza nel piatto Chi fa la spesa qui? Prodotto culto Concorso Vivai Perle filosofiche

ISSN: 1663-7178 Tiratura totale Vivai: 250 000 copie D: 173 000, F: 60 000, I: 17 000 copie

Caporedattrice: Susanna Heim Sostituta: Christine Kunovits Coordinazione: Dagmar Madelung Testi/produzione: Lukas Hadorn (D), Sylvie Castagné (F), Cora Gianolla (I), Alda Viviani (I) Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti

Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai

Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC-Mix. Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile.

Abbonati gratis a Vivai all’indirizzo abbonamenti.vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama lo 0800 180 180 Vivai 2/14

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Far contenti tutti è possibile! Anche i buongustai.

Parte di


Do you speak zumba?

Comunicare, muoversi e cucinare: ecco gli aspetti essenziali della vita, ai quali nel tempo libero amiamo dedicare denaro ed energia. Dando un’occhiata ai corsi più frequentati della Scuola Club Migros nel 2013 si notano al primo posto le lezioni di tedesco e inglese, seguite da zumba e cucina. Nella top 10 figurano anche pilates (6°) e bodytoning (7°).

Grazie per il feedback!

Pensa globale, compra regionale

Quest’anno il marchio Migros «Dalla regione. Per la regione.» compie 15 anni. Nato nel 1999 da un’idea della Cooperativa Migros Lucerna, oggi è presente nella Svizzera tedesca e romanda. L’iniziativa ha riscontrato un notevole successo: ora circa 8000 prodotti portano questo marchio. Una garanzia di varietà regionale e di elevata qualità.

Abbiamo dedicato il primo numero di Vivai dell’anno al tema dell’upcycling, invitando i nostri lettori e lettrici a presentarci le loro idee e i loro progetti in merito. Il riscontro è stato grandioso! Tra i diversi feedback abbiamo ricevuto posta da Petra Moor, la cui collega Susanne Kneidl realizza stelle con le lattine di birra (dosensterne.de). Anche Pascale Treichler si è annunciata, illustrando i suoi topolini portappunti creati con vecchi libri tascabili (gartenkraut.blogspot.ch/2013/12/memomause). Helena Matzinger ha spiegato di occuparsi da anni del tema dell’upcycling, creando moderni gioielli con le biglie dei deodoranti roll-on usati e con i tappi per le orecchie di spugna… questi ultimi ben inteso nuovi, come specifica gentilmente lei (unicata.ch). Ursula Gysin ci ha invece raccontato di trasformare i sacchetti della spesa di tutto il mondo, compresi quelli di PET riciclato in PET della Migros, in diverse borsette multifunzionali alla moda, dai portabikini alle trousse per i trucchi (facebook. com/bagtobag.petrecycling.bags). Anche Gabriella Widmer ci ha inoltrato la sua idea. Lei rivalorizza i sacchetti della Migros, quelli sottili bianchi disponibili alle casse, utilizzandoli come sacchetti per la pattumiera del bagno, mantelline antigoccia per la colorazione dei capelli e protezione per i prodotti liquidi contenuti nel nécessaire. Di tanto in tanto vi ci avvolge persino i piedi ben incremati, s’infila sopra un paio di calzini e il giorno dopo osserva soddisfatta le sue estremità morbide come la seta! Hai anche tu un feedback per noi? Qualche buona idea o un argomento interessante? Aspettiamo una tua mail all’indirizzo

© Katharina Lütscher, GettyImages

vivai@mediasmigros.ch

I betaglucani dell’avena ora anche nel pane

La Migros ha esteso la sua offerta di prodotti ad elevato tenore di betaglucani dell’avena anche al pane. Da qualche tempo, oltre a müesli, yogurt e cracker, anche il pane in cassetta e i panini cuore contengono betaglucani. Assumendo 3 grammi al giorno di questi componenti naturali della fibra d’avena si può influenzare positivamente il livello di colesterolo nel sangue. Vivai 2/14

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Stanco, stanco, stanco, stanco...

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In salute con la Migros

Quanti litri di liquido bevi al giorno? Negli ultimi tre giorni hai mangiato wienerli? Per cucinare usi l’olio d’oliva o quello di cardo? Queste e molte altre domande fanno parte del test alimentare che la Migros propone online nell’ ambito del suo programma di sostenibilità Generazione M e che illustra cos’è l’alimentazione equilibrata. Un test sul fabbisogno calorico fornisce inoltre utili consigli sul tema della nutrizione. Tutte le informazioni sono riportate in internet su www.migros.ch/generation-m, alla voce Mangiare & cucinare / Alimentazione equilibrata

© GettyImages, iStockphoto, Shutterstock, foto per gentile concessione di Bob Ross Inc. Tuti i diritti espressamente riservati a Bob Ross Inc.

Pennellate di poesia

Sei stressato? Goditi 20 minuti con Bob Ross. I video del pittore scomparso nel 1995 sono ormai oggetti di culto. A ragione! Il modo in cui Ross, con tono beato, ci parla della sua tecnica pittorica, attraverso abeti dalle tonalità scure e vette innevate, ha infatti un effetto più rilassante di qualsiasi massaggio. Per riprendere le sue parole: «You want bad stuff? Watch the news.»

Il noleggio va di moda

A volte succede d’aver bisogno di un’idropulitrice. O di un rimorchio per biciclette. Oppure semplicemente di una racchetta da tennis. In questi casi si può far capo a siti internet che danno la possibilità di noleggiare e dare a nolo oggetti di uso quotidiano, come sharely.ch o e-syrent. ch. Navigando tra le varie offerte pensiamo a cosa potremmo noleggiare per un giorno. E se scegliessimo una bici con tanto di grill?

Alghe in versione croccante

Nella redazione di Vivai a volte si sentono strani scricchiolii. Sono provocati dallo snack Saitaku Nori, che qui va alla grande. Le sottilissime foglie d’alga salate e condite con olio d’oliva prima di essere essiccate sono un vero aiuto contro i vuoti mentali e il blocco dello scrittore. Durante le riunioni è invece meglio evitarle, perché gli scricchiolii si sentono fino in fondo alla sala. In vendita alla Migros. Vivai 2/14

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La famiglia nel 2014

Flavia Sutter

Markus Merk

Mangiamo assieme? Per gli esperti, in Svizzera l’usanza di mangiare in famiglia è ancora viva, anche se non è sempre facile trovare il tempo per stare assieme. O forse lo si fa proprio per questo? Scoprilo qui! Testo: Lukas Hadorn Foto: Christoph Köstlin Illustrazioni: Kathrin Frank

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Valeria

Matteo

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utte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. La frase che apre il famoso romanzo Anna Karenina di Tolstoj sta alla base del principio secondo cui, perché una famiglia sia felice, devono combaciare svariati fattori, ma basta che ne manchi uno solo e la famiglia sprofonda nell’infelicità. Tolstoj si riferiva alla religione, al sesso, ai soldi e ai suoceri. Noi pensiamo invece al mangiare in famiglia, perché anche la propensione dei suoi componenti a dialogare e a vedersi regolarmente influisce sul grado di soddisfazione individuale. E questo scambio avviene di solito la mattina, a mezzogiorno e la sera. Proprio attorno al tavolo. O meglio, era così fino a non moltissimo tempo fa. «Da piccolo, sarebbe stato impensabile mangiare in un altro posto che non fosse attorno al tavolo», ricorda ad esempio Urs Kiener, psicologo familiare di Pro Juventute. Oggi è diverso. Non solo perché nel frattempo sono nati take away e fast food, ma anche perché spesso non abitiamo dove lavoriamo, perché entrambi i genitori lavorano, perché i figli sono cresciuti da altri e infine perché viviamo in una società individualizzata. Mangiare in famiglia è ancora importante? Secondo l’ultimo Rapporto sulle famiglie dell’Ufficio federale di statistica, anche se può sorprendere, lo è ancora. E molto. Nella statistica siamo preceduti solo da Italia, Francia e Olanda. Per sapere come stanno le cose, ci siamo rivolti direttamente alle famiglie. Dalle testimonianze risulta che, seppur con qualche pecca, la situazione è rassicurante. Vivai 2/14

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La famiglia nel 2014

Iven

Famiglia Sutter-Merk: Flavia Setter, 44 anni, casalinga e giornalista, Markus Merk, 52 anni, specialista informatico, con Matteo, 13 anni e Valeria, 9 anni Dai Sutter-Merk, vale la regola: chi è a casa mangia con gli altri. Succede spesso, anche se non regolarmente. La mattina, Matteo parte presto per andare a scuola. Quattro giorni la settimana inizia già alle 7. A mezzogiorno lui e la sorella Valeria tornano a casa per pranzo. Di solito cucina mamma Flavia, che svolge il suo lavoro di giornalista da casa. Ogni tanto cucina la vicina, che prepara il pranzo per tutti i bambini della casa. A volte, quando Markus può lavorare da casa, a mezzogiorno c’è addirittura tutta la famiglia. Due volte la settimana arriva anche il nonno. La sera i Sutter-Merk cenano spesso al completo. «Per noi ritrovarci a tavola è molto importante», spiega Flavia Sutter. «È il momento ideale per decidere che cosa fare assieme, discutere di temi importanti o semplicemente scambiare quattro chiacchere.» A tavola ci sono anche delle regole, come ad esempio quella di non continuare ad alzarsi, non usare il cellulare, non litigare e non fare casino. «A casa nostra le regole non sono però sacrosante. A volte ci sono buone ragioni per non rispettarle», spiega Flavia Sutter. «Nella nostra famiglia il senso di responsabilità è considerato più importante delle regole. E funziona proprio bene.»

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Martina von Känel

Maria von Känel

© Carta da parati Sandberg, da Hurter Tapeten AG; fotomontaggio: Christoph Köstlin

Sina

Famiglia von Känel: Maria von Känel, 42 anni, amministratrice, Martina von Känel, 43 anni, assistente sociale, con Iven, 6 anni, e Sina, 4 anni La domenica a casa von Känel si preparano i pancake. Il mercoledì a cena «ci si può lasciare andare e fare casino, senza formalizzarsi troppo», racconta mamma Maria von Känel compiaciuta, aggiungendo che nella sua famiglia mangiare assieme rappresenta un rituale cui si tiene molto. «Pur di non dover rinunciare a cenare tutti assieme, a volte rimandiamo degli appuntamenti.» Per quanto riguarda il pranzo, purtroppo raramente ci sono tutti. Martina, l’altra mamma von Känel, lavora all’80 percento e parte da casa molto presto. Iven e Sina vanno all’asilo da soli. A mezzogiorno tornano a casa e mangiano assieme a Maria von Känel, amministratrice dell’Associazione mantello delle famiglie arcobaleno. Un giorno la settimana lavora nella ristorazione. In quel caso sta a casa Martina. La ripartizione dei compiti funziona molto bene e a volte i bambini decidono spontaneamente di rimanere a mangiare dalle famiglie vicine. «Abbiamo la fortuna di abitare in un complesso residenziale di una cooperativa. Tra le famiglie c’è un bel dialogo.» A tavola per ora non si fanno grandi discorsi, perché, come spiega Maria, i bambini sono ancora troppo piccoli. È però importante che inizino a capire che mangiare assieme è una bella cosa.

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Tarek Brigitte Giezendanner

Famiglia Giezendanner: Brigitte Giezendanner, 38 anni, educatrice dell’infanzia e insegnante di tedesco, con Tarek, 7 anni «Io adoro stare a tavola a lungo e prendermi il tempo per assaporare un vero pasto», racconta Brigitte Giezendanner. Suo figlio Tarek, un bimbo pieno di energia, preferisce invece mangiare cose semplici e veloci. «Alla sua età si hanno esigenze diverse», commenta la mamma, ridendo. Tra loro due il dialogo avviene altrove, ad esempio quando giocano assieme. Brigitte lavora al 60 percento e ha quindi molto tempo per sé e per suo figlio. È felice di poterlo seguire e di fare molte attività con lui. Siccome Brigitte Giezendanner condivide l’autorità parentale con il padre di Tarek, a volte organizzarsi è un po’ complicato: «Il lunedì, il mercoledì e il sabato Tarek vive con me. Il martedì, il giovedì e la domenica sta da suo papà. Il venerdì sta a casa di mia mamma. Dorme lì e da lì va a scuola. Per fortuna è fattibile, perché abitiamo tutti abbastanza vicino.» La mattina Tarek va alla scuola elementare. Tre pomeriggi la settimana frequenta il doposcuola e pranza lì. «Sono contenta che nostro figlio abbia la possibilità di mangiare in un gruppo grande, assieme ad altre persone. Così ha modo di capire che condividere il cibo è un gesto rituale, anche se a casa nostra lo facciamo in modo più semplice.»

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La famiglia nel 2014 Magdalena

Max

Marc Thum

Sophie

Julia Bechtle

Famiglia Bechtle-Thum: Julia Bechtle, 40 anni, casalinga, Marc Thum, 40 anni, ingegnere della produzione, con Max, 11 anni, Sophie, 8 anni, e Magdalena, 3 anni Durante il giorno a casa dei Bechtle-Thum c’è un continuo andirivieni, o meglio «sono più le partenze dei rientri», precisa la mamma Julia Bechtle. Papà Marc e Max, il figlio di Julia nato dal primo matrimonio che va a scuola a Zurigo, sono i primi a partire di casa. Poi è il turno di Sophie, che frequenta le elementari. Anche la piccola Magdalena, la cocca di casa figlia di Julia e Marc, due giorni la settimana va all’asilo nido in fattoria, dove rimane anche per pranzo. «A mezzogiorno, a casa non ci sono mai tutti», spiega Julia Bechtle. «La sera quindi è importante mangiare assieme. Alle 18 ci ritroviamo quindi tutti a tavola. Ci teniamo molto. Altrimenti non saremmo una vera famiglia!» Attorno al tavolo a volte regna la calma, altre volte il caos, come in tutte le famiglie. «Finita la cena, si passa ai compiti», spiega il padre Marc Thum, che spesso, mentre i figli iniziano a studiare, è ancora a tavola . «Il tavolo è al centro del soggiorno ed è anche il fulcro della nostra vita familiare, almeno una volta al giorno.» Quando si mangia vige solo la regola di «stare seduti fino a quando tutti hanno finito di cenare.» Sorridendo, la mamma commenta che «funziona bene… anche se durante la cena tutti trovano almeno una scusa per alzarsi e andare in bagno.» Vivai 2/14

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La famiglia nel 2014

”È fondamentale dialogare„ Quando i genitori non riescono più a controllare l’uso che i figli fanno dei media, entra in azione Laurent Sédano. L’esperto di consumo mediatico di Pro Juventute consiglia di mostrare interesse, evitare i divieti e, soprattutto, tenere sott’occhio la loro vita virtuale. Intervista: Lukas Hadorn Foto: Christoph Köstlin Illustrazioni: Kathrin Frank

Signor Sédano, verso quale età i bambini entrano in contatto con il mondo virtuale?

Laurent Sédano: Al giorno d’oggi, subito dopo la nascita. Gli apparecchi mobili sono onnipresenti e gli schermi luminosi affascinano già i bebè. Smartphone per neonati? Ma è una cosa ragionevole?

Sarebbe meglio evitarli, ma io non amo dare consigli. Perché?

Perché non esistono ricette valide per tutti su come i nostri figli si devono comportare con i media digitali. Ognuno di loro è diverso. E lo sono anche i genitori. Ciò che per qualcuno è troppo rigido, per un altro magari lo è troppo poco. Così come ci sono genitori che tengono lontani i figli dallo schermo, ce ne sono altri che 16

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senza problemi leggono la storiella della buona notte direttamente dall’iPad. Ma non esistono delle regole valide per tutti?

Sì, ad esempio la regola del 3-6-9-12, che è stata creata dallo psicologo francese Serge Tisseron: niente schermi prima dei tre anni, niente console dei videogiochi fino ai sei, niente internet prima dei nove anni e rete libera da solo per chi ne ha almeno dodici. Tisseron si basa sulle fasi dello sviluppo mentale e delle capacità cognitive del bambino. È una visione che condivido. Perché sui media digitali molti genitori sono così confusi?

Perché non abbiamo una lunga esperienza in materia. Per gran parte dei temi che riguardano l’infanzia e l’adolescenza, come la paghetta e il permesso d’uscire,

ma anche per le questioni legate all’amore, possiamo chiedere ai nostri genitori come si sono comportati con noi. Non possiamo invece farlo per quanto riguarda gli smartphone e internet. In questi casi, evolve tutto velocemente e le esperienze fatte solo cinque anni fa oggi non sono più valide. Viviamo la rivoluzione digitale in tempo reale e dobbiamo rivedere continuamente l’atteggiamento da adottare. Intende dire che, per stare al passo con i figli, anche i genitori dovrebbero conoscere i media digitali?

Questo aiuta sicuramente. I genitori, soprattutto i padri, faticano a discutere di temi che conoscono meno bene dei figli. È comprensibile.

Certo, ma non si tratta di sapere più dei bambini, bensì di mostrarsi interessati.


L'esperto di media Laurent Sédano è animatore socioculturale e responsabile del settore competenza mediatica di Pro Juventute. Il 37enne ha alle spalle una lunga esperienza nel campo dell’animazione di strada per i giovani, nonché nella consulenza e nel perfezionamento professionale per genitori e giovani. Sédano vive con la compagna e i loro due figli di 4 e 7 anni.

” Ho un cellulare con connessione internet, che uso soprattutto per comunicare con i miei amici via WhatsApp. Abbiamo anche una chat di WhatsApp per tutta la classe, per passarci informazioni sulle cose importanti. Mia mamma sostiene che non sarebbe male avere anche una chat di famiglia. Max, 11 anni

”

Noi consigliamo ai genitori di sedersi al computer con il figlio, osservarlo mentre è alle prese con i videogiochi e fargli delle domande. Come funziona il gioco? Di cosa si tratta? Perché il bambino lo trova tanto affascinante? Spesso situazioni del genere portano ad affrontare anche gli aspetti critici. Come ad esempio il confine tra gioco e dipendenza.

Esattamente. Secondo me, spesso questa tematica viene enfatizzata, soprattutto dai media. Non bisogna certamente minimizzare il problema, ma non dobbiamo nemmeno considerare come dipendente da internet ogni giovane che nel tempo libero continua a guardare il suo cellulare. Bensì?

Bisogna guardare oltre il mezzo, perché molti giovani non sono dipendenti dagli Vivai 2/14

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La famiglia nel 2014

apparecchi, ma dai contatti che s’instaurano attraverso gli apparecchi stessi. Sono dipendenti dagli amici, dallo scambio sociale, perché hanno bisogno di avere conferme e di essere riconosciuti dai compagni. Visto da questa prospettiva, il tutto si sposta dall’ambito mediatico al classico tema dell’educazione.

continuiamo a imparare e dovremmo condividere con i nostri figli questo sapere, ad esempio che quando una discussione via SMS sta degenerando è meglio discuterne di persona.

Il timore che l’eccessivo consumo mediatico possa rendere insensibili i nostri figli non è quindi giustificato?

Esattamente. L’educazione ai media non è un tema che possiamo affrontare definendo semplicemente alcune regole e mettendo qualche paletto. Gli accordi vanno ridiscussi e rivisti continuamente, per trovare nuove soluzioni. Per affrontare anche gli aspetti più difficili legati a questa tematica, è fondamentale dialogare, senza avere paura di affrontare eventuali conflitti. Questo è un buon modo per avere il controllo della situazione. Se i genitori si prendono il tempo di esplorare il mondo online assieme ai loro figli, tutti ne traggono profitto. ●

Può anche darsi che sia giustificato, ma ritengo comunque che sia eccessivo. Il vero pericolo non è rappresentato dall’insensibilità, bensì dalla pressione eccessiva, perché i bambini e i giovani del giorno d’oggi sono confrontati con una dimensione che vent’anni fa non esisteva ancora. Loro devono imparare a litigare, a flirtare e comunicare virtualmente. Noi adulti abbiamo il compito di accompagnarli e di sostenerli. Perché anche noi

In conclusione, dare il buon esempio è quindi meglio che imporre delle regole ben precise?

” La nonna mi lascia guardare un po’ più di TV. Dal papà posso giocare ai videogiochi. La mamma è un po’ più severa. Mi lascia giocare solo ogni tanto sul cellulare. Un mio compagno di classe ha addirittura due Game Boy. Tarek, 7 anni

”

” Non guardo quasi mai la televisione. La trovo noiosa, perché non si può essere interattivi. Preferisco giocare ai videogiochi al computer, in camera mia. Non abbiamo regole. Di solito, dopo un po’, smetto da solo. Però mi fa un po’ paura che quando gioco non mi rendo nemmeno conto del tempo che passa. Matteo, 13 anni

”

” Ho messo da parte la paghetta per comprarmi un iPad mini. I miei videogiochi preferiti sono quelli di trucco e di babysitting. Sophie, 8 anni

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”


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La famiglia nel 2014 In buone mani

Metà delle famiglie con un figlio inferiore ai quattro anni fa regolarmente capo a un supporto extra famigliare per la cura dei figli: parenti, asili nido o madri diurne.

Cose da donne

In Svizzera circa tre quarti delle mamme lavorano, 6 mamme su 10 dieci a tempo parziale e solo 2 su 10 a tempo pieno. Meno bambini

Dal 1970, in Svizzera il tasso di natalità è sceso da più di 2 a meno di 1,5 figli. Oggi molte donne, stando ai sondaggi, vorrebbero avere più figli di quanti non ne hanno in realtà.

Più coppie senza figli

La nostra società

Attualmente la Svizzera conta circa 1,9 milioni di genitori e 1,6 milioni di bambini e adolescenti. 20

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Nel 1970 i nuclei familiari con o senza figli si equilibravano. Oggi due terzi delle coppie non hanno figli. Le coppie con figli sono circa un quarto; le altre sono famiglie monoparentali.

Fonti Dipartimento federale dell’interno, Ufficio federale di statistica UST, Pro Juventute, Fondo Nazionale Svizzero


Unisce e istruisce

La famiglia è il valore più importante per il successo scolastico e la formazione di un bambino.

Sto proprio bene!

Per il benessere e la salute di un bambino, i fattori più importanti sono lo stile educativo e la qualità della relazione tra genitori e figli.

Non proprio un gioco da ragazzi! La tipica famiglia svizzera? Difficile da definire. La svolta vissuta dalla nostra società in tempi recenti è rilevabile e misurabile? Vivai traccia un profilo della nostra era in fatti e cifre. Testo: Lukas Hadorn Illustrazioni: Kathrin Frank

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Inpegno costoso

Un figlio unico, in una famiglia monoparentale, costa in media 1092 franchi al mese. Oltre a 40-64 ore di lavori domestici e impegni familiari dedicati al lui.

Stress continuo

Due terzi dei genitori svizzeri sono costantemente sotto pressione. I problemi maggiori si situano a livello di educazione, consumo di mass media e cura dei figli. Vivai 2/14

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La famiglia nel 2014

Su vari fronti: le Generazione M

Guardando al futuro con fiducia Per le grosse aziende di commercio al dettaglio i bambini e gli adolescenti hanno un ruolo importante. L’impegno della Migros per le generazioni future è sfaccettato e ha una lunga tradizione alle spalle.

Per la Migros, la sostenibilità è sinonimo di qualità di vita, che intende assicurare anche alle generazioni future. Ed è in quest’ottica che è nato il programma Generazione M. Esso definisce l’impegno della Migros in favore della sostenibilità, con più di 50 promesse affidate a bambini e ad adolescenti, per salvaguardare l’ambiente, promuovere il consumo sostenibile, agire in maniera socialmente responsabile ed esemplare nei confronti della società e dei collaboratori e incoraggiare uno stile di vita sano.

Testo: Lukas Hadorn Illustrazioni: Kathrin Frank

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a Migros vi era familiare già da piccoli? È una domanda alla quale la maggior parte degli svizzeri sa rispondere, perché da noi, quando si cresce facendo la spesa presso un dettagliante, ci si affeziona e si continua ad andare lì. Come succede con la Migros. Per il maggiore dettagliante svizzero, questo significa anche che i bambini già oggi legati alla Migros diventeranno i clienti Migros di domani. Malgrado ciò, per quanto concerne l’atteggiamento nei confronti dei bambini e degli adolescenti, la Migros si pone dei limiti, ad esempio evitando appelli diretti e inviti all’acquisto ai minorenni, oppure rinunciando a mostrare bambini che consumano prodotti non adatti a loro. La Migros sente il dovere di agire in modo da assicurare alle generazioni di domani i presupposti per una vita degna di essere vissuta. Ed è da questo punto di 22

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vista che affronta il tema della sostenibilità: il fulcro è rappresentato dall’essere umano, dalla sua qualità di vita e dal suo benessere. L’impegno della Migros nel mettere in pratica questa filosofia orientata al futuro risale già ai tempi di Gottlieb Duttweiler. Ne è un esempio la creazione del Parco Prato Verde di Rüschlikon, una settantina d’anni fa. Oggi questo impegno continua con svariati progetti non solo per i bambini e gli adolescenti, ma anche per le famiglie. L’impegno Migros comprende iniziative legate al movimento e allo sport, attività culturali, offerte nel campo del tempo libero e dell’intrattenimento, nonché progetti di formazione e sensibilizzazione ambientale. In questo modo si vuole posare la prima pietra per assicurare la qualità di vita alle generazioni future. La nuova generazione di chi è cresciuto con la Migros. ●

Scuola e formazione La Migros s’impegna anche nelle scuole e nell’ambito della formazione per bambini e adolescenti. Va in questa direzione l’iniziativa Muuvit, programma scolastico per le scuole elementari che, attraverso il gioco, intende favorire la salute, l’attività fisica, la cultura e l’educazione ambientale. O il concorso per le scuole x-elevato cuore, sostenuto dal Percento culturale per sensibilizzare gli scolari sui temi del volontariato e della responsabilità sociale. L’impegno passa anche dallo sponsoring. In questo campo, la Migros sostiene programmi per bambini e adolescenti del WWF.


iniziative della Migros Sport e tempo libero

Alimentazione Un importante anello di congiunzione tra la Migros e i giovani svizzeri è rappresentato dall’alimentazione. Il progetto Club Minu, ideato e realizzato dal Percento culturale, propone ai bambini in sovrappeso un training comportamentale e di autostima, aiutandoli a modificare le loro abitudini alimentari e motorie, per aiutarli a raggiungere il loro peso normale. Il programma coinvolge anche i genitori. Il progetto Kebab+, anch’esso ideato dal Percento culturale, sostiene le strutture giovanili nella realizzazione di progetti che ruotano attorno al tema dell’alimentazione e del movimento.

Le proposte della Migros sono particolarmente variegate in ambito sportivo e del tempo libero, come l’iniziativa I’M fit, che promuove la corsa popolare, o il sostegno in qualità di sponsor principale al maggiore campo invernale GS e alle gare di sci del Grand Prix Migros. In questo contesto non vanno dimenticati i quattro Parchi Prato Verde, che propongono ai bambini varie possibilità di svago e svariate attrazioni, tra cui il teatro delle marionette, oppure il Paradiso dei bambini nel parco Milandia, sul Greifensee, dove dal 1987 si tengono gli apprezzati campi sportivi.

Intrattenimento e festival Ai bambini piace evidentemente anche divertirsi e quindi, per andare incontro alle loro esigenze, la Migros ha creato ad esempio i Lilibiggs, personaggi che si fanno conoscere nel loro giornalino e sul www.lilibiggs.ch. Questi mattacchioni invogliano i bambini a giocare, leggere e ascoltare storie, disegnare, fare bricolage e imparare. Sono molto apprezzati anche gli eventi Lilibiggs Famiglia in festa, una serie di appuntamenti open air in tutta la Svizzera, all’insegna del gioco e della musica.

Generazioni e famiglie Il club Famigros si rivolge alle famiglie e dà ai suoi membri la possibilità di approfittare di vantaggi, consigli e consulenze degli esperti riguardanti varie tematiche legate alla vita familiare. Anche il Percento culturale Migros promuove il dialogo tra generazioni, ad esempio con l’iniziativa Generazioni al museo, o attraverso il progetto conTAKT-kind.ch, che si rivolge a famiglie con backround migratorio, allo scopo di sensibilizzarle sul tema del sostegno alla prima infanzia e sulle domande legate all’educazione.

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XXXXxxxxxxx Insekten essen

Costruire sul futuro Oggigiorno, oltre agli standard per l’ampliamento della cucina e all’estetica dei pavimenti, chi costruisce deve tener conto anche della sostenibilità. L’edilizia sostenibile è un concetto a tuttotondo, che va dall’efficienza energetica alla scelta dei materiali, fino ai collegamenti con i mezzi pubblici. Senza comunque rinunciare al comfort. Testo: Bernhard Raos

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rbano, climaticamente sostenibile e con poche auto: in sintesi, è questa la formula che descrive il complesso residenziale Sihlbogen a Zurigo-Leimbach. Benché i locatari debbano rinunciare ad avere un’auto propria, «oltre il 90 percento degli alloggi è già stato affittato», spiega Rolf Hefti, direttore della cooperativa edilizia Zurlinden, che è proprietaria dell’agglomerato. Nel centro Sihlbogen, la gestione edilizia impone requisiti piuttosto elevati in termini di sostenibilità: rispetto alla media, un inquilino dovrebbe ridurre il consumo di risorse di circa due terzi. La rinuncia all’auto non comporta grosse


Edilizia

Länderpark Migros Stans NW Il centro commerciale Länderpark della Società cooperativa Migros Lucerna, inaugurato nel 1980, è stato rinnovato secondo i principi dello standard Minergie e riaperto al pubblico nel 2010. Questo standard poggia sull’impiego razionale dell’energia e sull’ampio sfruttamento delle energie rinnovabili. Gli obiettivi sono il miglioramento della qualità di vita, la garanzia della competitività e la riduzione del carico ambientale e del consumo energetico. Benché la superficie del Länderpark sia raddoppiata, il consumo di corrente è sceso del 10 percento. Sul tetto è stato installato un ampio impianto ad energia solare di 4200 metri quadrati. Il centro rinuncia ai combustibili fossili e a sistemi di raffreddamento dalla dubbia valenza. Invece di ricorrere ai metodi convenzionali, si riscalda con una pompa di calore ad acqua freatica e calore di scarico. Nel frattempo, in tutta la Svizzera oltre 30 supermercati Migros e altri 50 edifici delle cooperative soddisfano lo standard Minergie.

difficoltà perché bus e S-Bahn si fermano di fronte al centro e l’abbonamento è incluso nell’affitto. La mobilità è però solo un tassello del grande puzzle ecologico. Per i due edifici di sette piani è stato utilizzato molto legno e un cappotto esterno molto spesso; riscaldamento a pellet, pompa di calore e pannelli solari mantengono contenuti le spese accessorie e preservano l’ambiente.

© Marc Latzel

La Casa 2050

Con la strategia energetica 2050, la Svizzera si è prefissa di rinunciare all’energia nucleare e ridurre i consumi energetici del 54 percento. Per questo ci vogliono

vari centri residenziali come il Sihlbogen. In concreto: ogni anno usiamo circa 6000 Watt a testa, circa la metà dei quali destinata alla costruzione e al funzionamento degli impianti. Circa 1,5 milioni d’immobili consumano in media 20 litri di petrolio l’anno per metro quadrato. Andrebbero ristrutturati ma il tasso di ristrutturazione è sotto l’1 percento annuo. La Casa 2050 è già realizzabile. Per Markus Portmann, membro del Consiglio direttivo di Swissolar, «basta volerlo». Lui l’ha voluto. Con sua moglie e uno studio d’architettura specializzato ha realizzato a Kriens una casa di cinque piani sostenibile da diversi punti di vista: basso con-

sumo energetico, assenza di sostanze tossiche come la formaldeide e di materiali nocivi quali l’isolamento di polistirolo. Con poca spesa l’allestimento degli spazi si adegua alle mutate esigenze abitative. Per costruire si è usato molto legno d’abete bianco, tagliato e lavorato entro un raggio di 30 chilometri. «Dalla Regione. Per la Regione.», commenta Portmann citando un marchio Migros. La casa vanta un ottimo isolamento termico che riduce il fabbisogno energetico per il riscaldamento, soddisfatto mediante una pompa di calore ad acqua e aria, che funziona durante il giorno e attinge l’energia dall’impianto fotovoltaico posizionato sul tetto. Vivai 2/14

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SPINAS CIVIL VOICES

SERIAL KILLER L’acqua contaminata uccide più persone delle armi. Bisogna agire ora: www.helvetas.ch


Edilizia

Gli elettrodomestici a efficienza energetica sono in funzione solamente quando l’impianto a energia solare produce corrente. Un sistema di comando intelligente li attiva automaticamente quando l’utente lo autorizza. Per Portmann una domotica calibrata correttamente consente di ridurre fino al 20 percento l’energia di funzionamento degli edifici. La casa plurifamiliare porta il marchio Minergie-A-Eco per i particolari requisiti in termini di bilancio energetico ed ecologico. Ma spesso i troppi marchi creano confusione. Una definizione unica di edilizia sostenibile non esiste. Allo standard Minergie si critica che, a dipendenza del livello, permette di isolare con il polistirolo, la cui produzione richiede un dispendio energetico 30 volte superiore a quella del materiale isolante di cellulosa. Con lo Standard Costruzione Sostenibile Svizzera (SCSS), appoggiato da rappresentanti del settore pubblico, aziende private, associazioni di categoria e istituzioni, è stato quindi creato un marchio di qualità unitario. Sviluppato su incarico dell’Ufficio federale dell’energia, contempla le tre dimensioni: sociale, economica e ambientale. l

Edificio scolastico Büttenen, Lucerna Con la costruzione della scuola Büttenen, nel 2009 la città di Lucerna ha lasciato un segno indelebile sul fronte dell’estetica e dell’energia: con le sue facciate in legno elegantemente strutturate e filigranate, l’edificio magnetizza lo sguardo. La struttura interna consente un impiego flessibile degli spazi; i piani superiori sono stati allestiti con elementi in legno e i lucernari circolari lasciano penetrare la luce del sole nei locali. La struttura viene riscaldata con una pompa di calore con sonda geotermica. L’edificio è la prima scuola della città di Lucerna contrassegnata con il marchio Minergie-Eco.

Ospitalità efficiente L’esempio degli ostelli In tema di edilizia sostenibile, tra le strutture d’accoglienza gli ostelli svizzeri per la gioventù sono dei veri pionieri. Gli alloggi di Scuol, Valbella e Zermatt sono già realizzati secondo lo standard Minergie. Quello di Interlaken soddisfa addirittura lo standard Minergie-P-Eco. Quest’anno a Gstaad-Saanenland e a Saas-Fee verranno portati a termini altri due progetti ecologici esemplari. Grazie alla strategia d’ottimizzazione del 1994, dal 1996 il consumo d’acqua per pernottamento è stato ridotto del 23 percento a 129 litri e dal 2000 al 2012 le emissioni di CO2 si sono abbassate di più del 41 percento.

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LE RACCOGLIAMO PRIMA CHE SIANO MATURE NON PERCHÈ ABBIAMO FRETTA MA PERCHÈ SONO PIÙ RICCHE DI FRAGRANZE E ANTIOSSIDANTI. PRIMA DI ARRIVARE A COMPLETA MATURAZIONE, LE OLIVE CONTENGONO MENO OLIO. ECCO PERCHÉ NE OCCORRONO MOLTE DI PIÙ PER OTTENERE UN EXTRA VERGINE PREZIOSO E DAL SAPORE UNICO COME MONINI.

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Edilizia

Casa di campagna a Baumgarten, Oltingen BL

© Roger Frei, Zurigo, Rohrer Sigrist Architekten GmbH, Lucerna; Architekturbüro Christoph Ecker GmbH; Daniel Sutter: Gabriel Ammon / AURA

La casa di campagna ristrutturata nel 2007 dal proprietario e architetto si inserisce nel centro storico di Oltingen. L’edificio è stato mantenuto nella sua sostanza. La facciata a lato strada e quella a sud non sono state modificate, il pavimento, il sottotetto e la parete verso la stalla sono stati dotati di un’isolamento spesso fino a 30 centimetri. Le finestre con infissi in legno sono ora provviste di tripli vetri. L’ex legnaia oggi funge da cucina e soggiorno. Un grande lucernario regala una maggiore luminosità. Prima della sua ristrutturazione, bisognava riscaldare l’edificio per undici mesi l’anno, oggi ne bastano sette. La casa di Baumgarten soddisfa lo standard Minergie. Nel 2012 ha vinto il premio della Conferenza svizzera delle soprintendenti e dei soprintendenti ai monumenti (CSSM).

Casa plurifamiliare Kirchrainweg, Kriens LU L’ex area industriale nel centro di Kriens è stata concentrata nel cuore della città e trasformata in zona residenziale. Ne fa parte la casa plurifamiliare Kirchrainweg. Essa rispetta i requisiti della Società a 2000 Watt e ha vinto il premio svizzero per l’energia Watt d’Or 2014. La corrente viene prodotta da un impianto fotovoltaico proprio e utilizzata per lo più direttamente mediante un accorto sistema di comando. L’80 percento del legno utilizzato per la costruzione proviene dalla regione. I materiali interni sono stati lasciati il più possibile allo stato grezzo. Coerentemente si è rinunciato all’uso di materiali, colle e pitture contenenti solventi. Il piano d’accesso e quello mansardato sono stati edificati con calcestruzzo riciclato.

Centro residenziale e commerciale Sihlbogen, Zurigo Su un’area di 21 000 metri quadrati lungo la Sihl, la cooperativa edilizia Zurlinden sta costruendo un agglomerato di 220 appartamenti, di cui un terzo per gli anziani, un centro industriale e una superficie pubblica. Le costruzioni s’ispirano alla Società a 2000 Watt. Si è tenuto conto dei settori dell’energia grigia (energia di produzione), riscaldamento/aerazione/ raffreddamento, acqua calda, elettricità e mobilità. Il Sihlbogen è attualmente il più grande complesso residenziale a tenore di auto ridotto della Svizzera. Vivai 2/14

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Mangia green!

L ‚onda verde Oltre a essere il colore della stagione per eccellenza, il verde è anche una tendenza salutista. Scopri quanto fa bene mangiare green. Testo: Marianne Botta Diener

Foto: Christine Benz

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Mangia green!

Gli ortaggi verdi sono un

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ivere verde, mangiare verde, bere verde? In America, ma non solo, il going green è la tendenza del momento. E, come ogni tendenza, anche questa racchiude un nocciolo di verità. I nostri antenati dell’età della pietra mangiavano molti ortaggi verdi, mentre noi abbiamo relegato il prezzemolo a semplice decorazione del piatto. Eppure ogni giorno, tra le cinque porzioni di frutta e di verdura, dovrebbe essercene verde, meglio se di diverse tonalità. «L’insalata verde e gli ortaggi a foglie verdi, quali spinaci o coste, porri, broccoli e altre varietà di cavoli, piselli e fagiolini, permettono di mangiare in modi variato e gustoso», spiega Christina Daeniker Roth, specialista in alimentazione e salute presso la Federazione delle cooperative Migros. Contengono più ferro della carne Gli ortaggi verdi sono un concentrato d’energia, di vitamine e sali minerali indispensabili e di fibre alimentari. Il colore è dato dalla clorofilla, pigmento vegetale verde appartenente alle sostanze vegetali secondarie, che pare aiutino a prevenire l’insorgenza di tumori. Queste sostanze contribuiscono però anche ad abbassare la pressione e il colesterolo, sono antinfiammatorie e inibiscono anche lo sviluppo di batteri. Un altro punto a favore degli ortaggi a foglie verdi è che sono una buona fonte di ferro, anche se va detto che gli spinaci non ne sono così ricchi come si credeva un secolo fa. In ogni caso, rispetto alla carne che ne fornisce da 1 a 2,5 milligrammi ogni 100 grammi, 100 grammi di spinaci contengono pur sempre 3,5 milligrammi di ferro. Inoltre, al contrario della carne che ne contiene poca, gli ortaggi a foglie verdi sono ricchi di vitamina C, che favorisce l’assorbimento del ferro nell’intestino. Nelle verdure verdi manca invece la vitamina 32

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concentrato d‚energia, vitamine, sali minerali e fibre alimentari.

B12. Mangiando anche alghe verdi possiamo addirittura coprire il fabbisogno di iodio e di acidi grassi omega 3, cosa importante per chi non mangia pesce. Va però detto che le alghe, ricche di sali minerali e di vitamine, non sono propriamente una verdura. Anche... in versione liquida Le verdure verdi non sono però tollerate da tutti. Ad alcuni provocano fastidiose flatulenze, soprattutto perché «non masticano a sufficienza e mangiano troppo in fretta», spiega Christine Brombach,

professoressa di alimentazione all’Alta Scuola di scienze applicate di Zurigo e direttrice del centro alimentazione dell’Istituto d’innovazione della tecnologia alimentare e delle bevande. Per ovviare alla masticazione insufficiente, si è escogitato un modo che permetta di assumere le verdure verdi in forma liquida: nel 2004 sono nati gli smoothie verdi. Creati negli Stati Uniti, hanno conquistato anche Hollywood, diventando i fedeli e sani accompagnatori di modelle e attrici, sempre attente alla bellezza e alla linea. Gli smoothie sono verdi perché, oltre che la frutta, si frullano insalata verde, cavoli, erbe aromatiche e perfino piante aromatiche come l’ortica e il dente di leone. «Gli smoothie verdi, dal colore e dal sapore sorprendenti, sono innovativi. Non contengono additivi e non hanno la pretesa morale di essere ‹sani›», spiega Christine Brombach, aggiungendo che «tra i vegani gli smoothie sono ormai un must e sono considerati un elisir di giovinezza e di salute, perché sono poco calorici». Varietà nel piatto Mangiare green ha quindi molti pregi. Il rovescio della medaglia è invece che, ad esempio, l’eccessivo consumo di spinaci interferisce nell’assorbimento del calcio, a causa dell’elevato contenuto di acido ossalico. Anche le foglie di molti ortaggi a foglie verdi contengono minime dosi di vari alcaloidi, che proteggono le piante dagli attacchi animali e, in piccole dosi, migliorano il sistema immunitario. Assunte in dosi massicce sono però nocive. «È quindi consigliabile alternare varietà diverse e mangiarle a volte cotte e altre crude», spiega Christine Brombach. La cottura facilita l’assorbimento di determinati pigmenti. Inoltre, rende più digeribili le verdure anche da parte di chi ha un intestino sensibile. l


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Mangia green!

Può accumulare molti nitrati. Consumala quindi fresca ed elimina i gambi più grossi. Consiglio Immergila per 1-2 ore in acqua tiepida leggermente zuccherata, falla sgocciolare e conservala in una scodella ricoperta con un canovaccio umido. Così rimane più fresca. Lattuga Contenuto Fornisce vitamina C, acido

folico, calcio, rame, iodio, manganese, selenio, un po’ di zinco e lattucerolo. Effetti Il lattucerolo concilia il sonno, calma i nervi e abbassa la pressione. Rispetto alla lattuga di stagione, quella coltivata in serra è meno ricca di sostanze che proteggono le cellule. Consiglio L’olio favorisce l’assorbimento del lattucerolo. Condisci quindi la lattuga con una salsa contenente olio.

Come sempre, è importante variare. Abbina quindi agli ortaggi verdi verdure di altri colori.

Broccoli Contenuto Ricchissimi di potassio,

Il verde in breve Contenuto ed effetti Le piante verdi comprendono ortaggi verdi coltivati, piante selvatiche, erbe aromatiche e germogli. Sono commestibili anche le foglie di alcune piante da radice e da tubero, come carote, cavolo rapa o barbabietole. Di solito rispetto al tubero e alla radice sono più ricche di micronutrienti.

Effetti Copre il fabbisogno di calcio,

Spinaci Contenuto Ricchi di vitamina C e acido

Avocado Contenuto Costituito per un terzo da

folico, iodio e zolfo, ferro, sostanze amare e secretina, sostanza simile a un ormone. Effetti La secretina attiva il pancreas, le sostanze amare aiutano la digestione. Favoriscono la formazione del sangue e rafforzano il sistema immunitario. Consiglio Per fare in modo che l’acido ossalico contenuto venga eliminato facilmente, abbina gli spinaci a latticini ricchi di calcio e molto liquido. Cavolo nero Contenuto È la verdura più ricca di vita-

mine e sali minerali! Una porzione copre il fabbisogno giornaliero di vitamina C. Contiene tutte le vitamine del gruppo B, molta vitamina A, C ed E. Una porzione fornisce la stessa quantità di calcio di 2 decilitri di latte.

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protegge le cellule, rafforza il sistema immunitario e previene la costipazione. Può provocare flatulenza. È meglio mangiarlo cotto. Consiglio L’aggiunta di un po’ di carvi all’acqua di cottura riduce la flatulenza.

pregiati acidi grassi, è ricco di vitamina A, C ed E, potassio, ferro, sostanze amare e vitamine del gruppo B. Effetti Migliora i valori ematici. Pare che l’enzima glutatione sia in grado di neutralizzare diverse sostanze cancerogene. Nelle persone allergiche al lattice naturale potrebbero insorgere reazioni crociate con l’avocado. Consiglio Mangialo crudo, perché la cottura lo rende amaro. Rucola Contenuto Ricca di vitamina C, sali

minerali e acidi organici.

Effetti Gli oli essenziali di senape e

le sostanze amare svolgono un’azione antibatterica e rafforzano il sistema immunitario. Favorisce la digestione.

calcio, magnesio, fosforo e ferro. Ricchi di betacarotene, niacina e vitamina C. Effetti Rispetto ad altri cavoli, sono facili da digerire e non provocano flatulenza. Sono una buona fonte di calcio. Coprono anche una parte del fabbisogno di ferro. Grazie alla presenza di glucosinolati e di sulforafano, prevengono i tumori. Più il verde è intenso e più i broccoli sono ricchi di sostanze nutritive. Se sono ingialliti, sono ormai troppo maturi. Consiglio Dei broccoli si mangia tutto, rosette, gambi e foglie. Per preservare le preziose sostanze contenute, cuocerli al vapore è meglio che lessarli nell’acqua. Foglie di barbabietola Contenuto Contengono molte più so-

stanze nutritive della barbabietola stessa! Sono anche più ricche di calcio, ferro, magnesio, nonché delle vitamine acido folico, C e A. Forniscono 2000 volte più vitamina K. Effetti Stimolano l’appetito e la produzione di bile. Masticare le foglie combatte l’alito che sa d’aglio. Possono avere anche un leggero effetto antidepressivo. Come gli spinaci, anche le foglie di barbabietola contengono acido ossalico, che può favorire l’insorgenza di calcoli renali. Evita quindi di margiarne troppe. Consiglio Prepara le foglie più tenere in insalata e le altre come gli spinaci. Sono molto belle anche per decorare i piatti. l


Sapere e conoscere di più e comprendere i nessi diventa sempre più importante nella nostra movimentata epoca. Giornaliste e giornalisti competenti scrivono per voi nei quotidiani e periodici svizzeri articoli su argomenti di attualità e sui relativi retroscena. Elaborati da redazioni di cui vi potete fidare. Fatevi anche voi una vostra opinione. Ordinate ora con pochi clic di mouse un abbonamento di prova scegliendo al sito presseabo.ch il giornale o il periodico desiderato. Parteciperete automaticamente al sorteggio. Potrete aggiudicarvi una delle due Renault Captur e uno dei 10 buoni del valore di CHF 1000.– ciascuno. I vostri quotidiani e periodici svizzeri.


Leggerezza nel piatto

Piccolo grande uovo

Le uova saziano e e forniscono aminoacidi essenziali. Un inglese leggero

Per il cottage cheese, formaggio a base di latte magro, dobbiamo ringraziare gli inglesi! Preziose erbe aromatiche

Molto più che semplici decorazioni! Erbe quali basilico e prezzemolo offrono la salute su un piatto d’argento.

Fiocchi di freschezza Il cottage cheese, formaggio povero di calorie, è un ingrediente molto versatile. Provalo con l’omelette, per iniziare la giornata in modo leggero e gustoso! Testo: Susanna Heim Ricetta: Lina Projer Foto: Christine Benz

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olti ingredienti fanno questa brutta fine: quando rientrano in una dieta non si scrollano più di dosso l’etichetta di nemici del piacere. Fortunatamente per il cottage cheese, un formaggio in fiocchi che vanta una certa nobiltà, perlomeno verbale, non è così. Il nome ricorda i tranquilli paesaggi inglesi, dove la vita scorre lenta. Questo prodotto a base di latte magro, ricco di proteine, porta una ventata di freschezza al tavolo della prima colazione. Immaginiamo un risveglio dopo una notte di fuoco: un tavolo, una coppia e dei cornetti tutto burro. Forse per iniziare la giornata all’insegna della leggerezza sarebbe più gradita un’omelette fresca con cottage cheese. Una prima colazione che mette d’accordo tutti quanti: risveglio, 36

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linea e bellezza. L’uovo fornisce aminoacidi essenziali. Il cottage cheese, povero di grassi, apporta tanto calcio, ottimo per pelle e capelli. Le erbe aromatiche danno un tocco profumato: prezzemolo, ricco di vitamine e sostanze minerali, contro l’alito pesante, e basilico per prevenire sgradevoli meteorismi. Non sei in coppia? Poco male, anche i single che vogliono rimanere in forma amano iniziare la giornata in modo leggero e gustoso. Ingredienti (per 2 persone)

4 uova, sale, 1 mazzetto d’erba cipollina, ½ mazzetto di prezzemolo o basilico, 1 cucchiaino di farina, 2 cucchiai di panna, 1 cucchiaio d’olio di colza HOLL (ricco di acidi grassi omega-3 e resistente al calore), 200 g di cottage cheese, pepe.

Procedimento

Separa le uova, monta gli albumi a neve con un pizzico di sale. Trita finemente le erbe aromatiche, sbattile con i tuorli, la farina e la panna. Incorpora gli albumi. In una padella antiaderente scalda un po’ d’olio e versa metà della pastella. Ruotando la padella, distribuisci la pastella sul fondo. Cospargi con metà del cottage cheese, regola di sale e pepe. Lascia rapprendere l’omelette a calore medio. Piegala e trasferiscila su un piatto. Prepara una seconda omelette con la pastella e il cottage cheese rimasti. Suggerimento Secondo la stagione, aggiungi verdure fresche! Preparazione 20 minuti. Per persona ca. 26 g di proteine, 24 g di grassi, 9 g di carboidrati, 1500 kJ/360 kcal. ●


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Inviare il tagliando a: Cucina di Stagione, servizio abbonati, casella postale, 4800 Zofingen Prezzi 2014, con riserva di modifiche. Consegna all’estero più spese di porto. I dati possono essere utilizzati per scopi commerciali. Termine di partecipazione: 30.6.2014. Le condizioni di partecipazione sono disponibili alla pagina www.saison.ch/estrazione * prezzo di copertina


Lo psicologo e il personaggio misterioso

Questa spesa è stata fatta alla Migros di Egg, nel Canton Zurigo.

Un profilo poco chiaro Questa volta, il nostro esperto ha dei dubbi. Questa spesa sarà stata fatta da una coppia che lavora oppure è stata pensata per una famiglia? E se invece si trattasse di una persona in pensione? Tra poco lo saprai. Foto: Nik Hunger

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ell’analisi del numero precedente avevo ricondotto i molti litri di latte a una famiglia con figli. non pensavo minimamente alla presenza di lattanti. Era piuttosto una deduzione legata all’osservazione e all’aver sperimentato personalmente che nelle famiglie con figli se ne beve molto. In realtà, come ho scoperto leggendo il commento di chi ha fatto la spesa, l’averne comprato così tanto era stato un puro caso. Avrebbe potuto 38

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essere anche succo d’arancia. Queste riflessioni mi servono anche per l’analisi della spesa di questo numero di Vivai. Mi ricordano un libro di Alfred Schütz sulla fenomenologia del mondo sociale, in cui il filosofo e sociologo di origini austriache dimostra che anche le scelte apparentemente casuali in realtà sono sensate e che il senso può essere dedotto per approssimazione. Questo mi spinge a trovare delle strutture di significato nella

fotografia del nastro trasportatore, che in questo caso è particolarmente difficile da interpretare. Dopo la prima occhiata sono rimasto colpito dalla varietà di marchi (Bio, TerraSuisse e M-Classic), dal consumo moderato di generi voluttuari (biscotti Walkers, zucchero), dalla propensione per i cibi sani (frutta, insalata, succo actilife Breakfast), dalla presenza di prodotti veloci da preparare (riso pronto in


10 minuti) e dall’attenzione al prezzo (prosciutto in offerta). Le quantità acquistate mi fanno pensare a un’economia domestica di due persone. Penso soprattutto ai 350 grammi di carne e al formentino. Quindi, per ora, concludo che si potrebbe trattare di una coppia che lavora, di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Guardata globalmente, questa spesa non è però riconducibile a un modello ben preciso. Diversi indizi contraddicono l’ipotesi della coppia, come ad esempio le clementine della linea Lilibiggs, pensata per i bambini. Forse una mamma che lavora ha fatto la spesa per il figlio o un padre per sua figlia? O forse anche gli adulti acquistano quelle clementine, perché hanno un aspetto fresco? Osservando abbinamenti quali ad esempio la pancetta contadina e lo yogurt al naturale, sono quasi sicuro che in casa vivono un uomo e una donna. Ma che genere di persone abitano assieme? Forse

„Il succo, il burro

e il pane per toast sono pensati per la colazione.„

Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, ritrovi a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net

dovrei riflettere sulle possibili abitudini alimentari. Il succo, il burro e il pane per toast sono pensati per la colazione. In quella casa si cucina, però raramente piatti molto elaborati. Spesso si mangiano cose semplici, come un toast con prosciutto e formaggio oppure l’insalata di formentino e uova. Non mi pare invece che le verdure siano molto gettonate. Questi segnali sono forse da ricondurre a una persona anziana che riceve spesso ospiti e che tiene in casa anche una scorta di cibo? Ora però mi chiedo come mai, oltre all’olio di colza e quello di cartamo, non ci sia traccia d’olio d’oliva. L’olio di cartamo mi porta a rivedere leggermente la mia ipotesi. A questo punto propendo per una persona in pensione, che ha fatto la spesa per sé e per il suo partner e in fatto di convenzioni sociali non si formalizza troppo. Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 2/14

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i solito vado a fare la spesa con mia moglie. Ci sono però giorni in cui lavora in libreria. In quel caso lei mi dice cosa devo acquistare e ci vado da solo. Dovendo comprare le clementine, ho messo nel carrello a caso le prime che ho visto, senza badare a cosa riportava l’etichetta. In fondo, sono tutte uguali. Quando devo scegliere un prodotto, non faccio molta attenzione ai vari marchi. A volte acquisto le uova bio. Altre volte compro quelle da allevamento al suolo. Sono invece attento alle offerte speciali, soprattutto per quanto riguarda i generi alimentari che mangiamo spesso. Di solito scelgo i prodotti che sono in azione. Solitamente è mia moglie Elisabeth che cucina. Io invece mi limito a preparare qualcosa di veloce, come ad esempio un’insalata oppure dei panini. Mia moglie sta molto attenta al fatto che io mangi abbastanza frutta e verdura. Quindi, in settimana, la nostra colazione prevede corn flakes, agrumi o bacche. La domenica mangiamo in modo diverso, perché vengono anche i nostri tre figli, che sono ormai grandi. Allora preparo una vera colazione all’inglese, a base di uova, pancetta, salsiccia, pomodori, i tipici fagioli stufati in salsa di pomodoro e pane tostato. Anche i biscotti Walkers sono un omaggio alle mie origini britanniche. ●

La soluzione La spesa è stata fatta dal 79enne John Gysin. L’ex viceconsole britannico vive con la moglie 64enne Elisabeth a Egg ZH. Acquista spesso prodotti per la colazione all’inglese.

A cura di Anette Thielert

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Il pianeta salute del Dr. Dünner

Per una primavera meravigliosa

In Svizzera una persona su cinque soffre di raffreddore da fieno. Lo spray Raffreddore da fieno STOP del Dr. Dünner protegge in modo mirato. In Svizzera, l’arrivo della primavera per molte persone è sinonimo di prurito o bruciore al naso e alla gola, occhi sensibili e lacrimanti. La diagnosi? Raffreddore da fieno. Quando la flora si risveglia e sparge i suoi pollini nell’aria, i soggetti allergici manifestano mal di testa e stanchezza, talvolta anche difficoltà respiratorie, tosse o eczemi cutanei. In ogni caso,

questi sintomi rendono meno piacevole il ritorno del bel tempo e delle temperature miti. Oltre ai pollini, possono scatenare reazioni simili anche le polveri domestiche o il pelo degli animali. Lo spray Raffreddore da fieno STOP del Dr. Dünner forma sulla mucosa nasale una pellicola sottilissima che agisce da scudo protettivo contro le sostanze che possono provocare delle reazioni allergiche. Testato clinicamente, il preparato non combatte i sintomi, ma le cause. Lo spray Raffreddore da fieno STOP del Dr. Dünner non provoca effetti collaterali né assuefazione e si può somministrare senza problemi anche ai bambini e alle donne in gravidanza. Per una primavera davvero meravigliosa! Testato! 9 persone su 10 hanno riscontrato un netto miglioramento dopo aver usato lo spray.

© Jacqueline Bissett

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Come in natura

Segui il suo esempio Un canto per accogliere un nuovo giorno, un profumo diffuso nell’aria per amore del prossimo, un colore che dà energia. La natura che si risveglia è un’inesauribile fonte d’ispirazione anche per noi. Testo: Atlant Bieri Illustrazioni: Hannah Rollings

1. Per procedere fiduciosi e con calma Il macaone è tornato! Questa grande farfalla con i suoi delicati arabeschi dai colori vivaci, leggiadra messaggera della primavera, è un’autentica campionessa di trasformismo. Il macaone sverna all’aria aperta sotto forma di crisalide e sopporta neve e ghiaccio senza subire danni poiché produce la propria protezione antigelo: diversi composti di zuccheri impediscono che all’interno della crisalide si formino cristalli di ghiaccio suscettibili di distruggerla. Mentre la natura si allontana dai rigori dell’inverno, in aprile il macaone completa la sua metamorfosi e si trasforma in farfalla adulta. Questa splendida farfalla segue ogni anno un consiglio che troviamo su tutti i manuali, ossia «rinasci a nuova vita»! L’elegante farfalla colorata detiene anche un record, ossia 42

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quello del battito d’ali più lento di tutti i lepidotteri europei. In effetti le sue ali sbattono soltanto tre volte al secondo. Ma sono comunque efficaci! «Il motivo sta nel fatto che le ali del macaone sono molto grandi in proporzione al corpo», spiega Adrian Thomas, biologo all’Università di Oxford. Pur sbattendo a ritmo lento, imprimono una spinta accettabile di circa un metro al secondo, la stessa velocità alla quale noi ci muoviamo durante un’escursione. Ma anche se in aria se la prende un po’ comoda, non è di certo un pigrone! Il macaone porta a termine il suo ciclo vitale dall’uovo al bruco, fino alla crisalide e alla farfalla con tanta efficienza da mettere al mondo ben tre generazioni ogni stagione. Il macaone è l’animale che meglio dimostra che con la calma si può ottenere molto. Basta avere fiducia nelle proprie capacità e sfruttarle nel modo giusto, ossia all’insegna dell’efficienza.


2. Per essere creativi e seguire le proprie aspirazioni La primavera segna l’inizio di un grandioso coro in natura. Trilli e gorgheggi ci accompagnano sin dal mattino, prima ancora che sorga il sole. Con il suo canto, il merlo maschio annuncia il nuovo giorno. E con questo stesso canto persegue obiettivi ben precisi. Innanzi tutto vuole difendere il suo territorio, spiega Michael Schaad, biologo alla Stazione ornitologica svizzera di Sempach. «Questa è casa mia», è il suo messaggio tradotto nella nostra lingua. Questi vocalizzi sono però anche un canto di corteggiamento. Il merlo dà sfoggio delle sue facoltà canore per trovare una compagna con la quale fondare una famiglia. Schaad lo interpreterebbe così: «Io sono un supermerlo. Posso permettermi d’investire tempo ed energia nel canto»! I merli fischiano soprattutto nelle prime ore del mattino e tardi la sera, quando la natura è più silenziosa. Inoltre l’aria fresca del mattino trasporta meglio i suoni. Cantano ogni giorno con straordinaria dedizione, come se fosse l’unica opportunità di raggiungere il loro obiettivo. Ecco perché questi uccelli sono un simbolo di creatività e operosità e il loro canto è un invito quotidiano a concentrarsi sulle proprie aspirazioni. Vivai 2/14

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Come in natura

4. Per regalare al mondo un impronta profumata un‚impronta

3. Per accendere la luce interiore Uno dei segnali più evidenti del ritorno della primavera è il verde. In nessun’altra stagione dell’anno questo colore brilla in maniera così intensa. Come mai? Grazie alle piante, che stanno formando le nuove foglie. Questo fenomeno salta all’occhio in particolare nei prati. L’inverno conferisce alle graminacee una consistenza dura e rigida. Nei mesi freddi molti fili d’erba muoiono e assumono un colore verdastro tendente al marrone. In primavera spuntano dal terreno nuovi steli delicati, rivestendo il paesaggio di un verde intenso, come se qualcuno regolasse l’intensità con un variatore cromatico. Il verde si ripercuote positivamente sul nostro umore e testimonia il processo più importante in natura: la fotosintesi clorofilliana. In biologia, il pigmento verde delle piante viene chiamato clorofilla. Si tratta di una molecola che ha la capacità di catturare le particelle di luce, trasforma l’energia solare e la riconsegna alla pianta sotto forma di energia chimica. La nostra vita la dobbiamo anche a questo processo, poiché tutto ciò che mangiamo in buona sostanza proviene dalle piante. Con il rinverdimento del nostro paesaggio, la natura ci ricorda anno dopo anno che il mondo è stato creato dalla luce. Accendi quindi la luce che c’è in te!

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Tra i numerosi profumi della primavera, quello del dente di leone è di certo quello più diffuso. Tutta la Svizzera profuma come se fosse stata nebulizzata con una delicata fragranza mielata. Il dente di leone, o soffione, cresce non solo sui pascoli ben concimati, bensì anche ai lati delle strade, tra le pietre dei piazzali e dei viali, nei campi incolti e sui prati magri di montagna. Questa pianta affida i suoi semi a piccoli paracaduti e per poi spedirli in giro ovunque. Il dente di leone è un profumiere eccezionale. I ricercatori hanno identificato ben 25 diverse sostanze odorose. I suoi petali gialli secernono queste fragranze impregnando l’aria circostante. «Il profumo viene distribuito su una superficie molto vasta», spiega Heiko Hentrich, il biologo dell’Università di Koblenz-Landau. Il dente di leone realizza questa performance dando ai suoi petali gialli una forma lunga e stretta. In questo modo può sistemarli a dozzine in pochissimo spazio, riuscendo così a distribuire il profumo su un’area molto estesa. Con il suo profumo, il dente di leone invia questo messaggio agli insetti impollinatori, come le api o i bombi: «Venite da me, troverete tantissimo nettare». Ma in realtà tutto questo dispendio d’energia è un po’ esagerato. In effetti «il dente di leone è una specie perlopiù autoimpollinante e non ha necessariamente bisogno degli insetti», svela Hentrich. Sembra quasi che, con il suo profumo, il dente di leone voglia restituire un po’ del suo successo alla comunità. Non per il suo, ma per il nostro bene. Quindi: distribuite il profumo della primavera… per gli altri!


5. Per essere ogni tanto un passo avanti L’aglio orsino è precoce. Inizia a crescere sottoterra già in primavera. Dal suo bulbo oblungo, che sprofonda nel suolo per qualche centimetro, nasce un germoglio che si apre lentamente un varco verso la superficie attraverso il terreno gelato. Sbuca dalla terra dopo il disgelo e si presenta alla vita con uno splendido mazzo di foglie. Dato il suo risveglio precoce, per un breve periodo l’aglio orsino è padrone del bosco o del giardino. In aprile, mentre le altre piante si stanno destando dal sonno invernale, l’aglio orsino è già in piena fioritura. Il suo messaggio: non aspettare sempre gli altri. Per fare in modo che le cose funzionino, ci vuole una scorta di energia interiore. Come quella dell’ aglio orsino, racchiusa nei bulbi. Grazie a questa energia tutta zuccheri e amidi, può iniziare a crescere anche in inverno senza la luce del sole. Ma ecco che in aprile deve ricaricare le batterie. Per questo, con l’aiuto dei raggi del sole, produce nelle foglie nuovo zucchero e lo immagazzina sotto forma di energia solare conservabile. In questo modo, l’aglio orsino sarà il primo a spuntare anche l’anno successivo. La morale: chi si porta il sole nel cuore può sviluppare tutto il suo potenziale anche nei periodi più difficili e risultare ancora più veloce degli altri. ● Vivai 2/14

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uando non sai proprio più cosa fare, sorridi! Lo consigliano anche gli esperti di comunicazione. Anche il messaggio delle pubblicità dei dentifrici va in questa direzione: un sorriso smagliante è sinonimo di bellezza. Il motivo più valido a sostegno del sorriso è però che sorridendo si appare più giovani! Lo dimostra una ricerca americana del 2012, durante la quale al gruppo sottoposto al test sono stati mostrati i visi di persone che una volta sorridevano e l’altra avevano un’espressione del viso neutra. Il risultato? Quando sorridevano erano ritenute più giovani! Il sorriso è sempre a portata di mano. E lo si può anche migliorare. Dall’esterno e naturalmente dall’interno.

Sinonimo di bellezza Iniziamo dall’aspetto esteriore. In fatto di bellezza, il sorriso è da sempre un’arma vincente per minimizzare i difetti e, siccome la bellezza sta negli occhi di chi guarda, quando sorridiamo risultiamo più simpatici, ammesso che il nostro sorriso sia spontaneo e non contratto. L’igiene quotidiana e l’andare regolarmente dal dentista sono sicuramente i presupposti per un sorriso seducente. Oggi avere denti smaglianti è d’obbligo ed esistono vari metodi per sbiancarli. Correggendo i denti dal dentista e sbiancandoli il sorriso migliora notevolmente. Infatti, il colore è la prima cosa che si nota. Ciò che solo qualche anno fa era ancora considerato un intervento esagerato e perfino nocivo, ora è molto diffuso. 46

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Parliamo dello sbiancamento dentale. Il suo successo è dato dal fatto che adesso si utilizzano metodi più delicati. I passi avanti più importanti riguardano soprattutto i dentifrici sbiancanti. «Rispetto al passato, quelli attualmente sul mercato sono decismente meno aggressivi», spiega Nicole Thaler, portavoce del Gruppo Mibelle, che produce i prodotti Candida per l’igiene dentale. Gli indici di abrasività, i cosiddetti valori RDA (acronimo di Relative Dentin Abrasion) sono molto più bassi. In passato il valore era circa 100. Lavando i denti, il dentifricio entrava in contatto con il tessuto duro dentale, irruvidendo la superficie dei denti e aumentandone la sensibilità. I denti si macchiavano quindi più velocemente. I dentifrici sbiancanti oggigiorno sul mercato hanno invece un indice RDA attorno al 50 e quelli molto delicati non superano il 30. «Permettono quindi di lucidare i denti con delicatezza e di eliminare le macchie senza danneggiarli», spiega Nicole Thaler. Sul mercato esistono anche i colluttori ad azione sbiancante, ad esempio della linea Candida. Si tratta di prodotti relativamente nuovi, grazie ai quali si possono trattare anche i punti più difficili da raggiungere. Risultati più naturali Un altro motivo che ha decretato il successo dei prodotti sbiancanti è che quelli attuali permettono di ottenere risultati più naturali. Il superbianco che andava di moda nei primi anni in cui si parlava di bleaching, gettonatissimo da alcune star

© Acconciature e trucco: Peter Schell; modella: Dominika/Metro Models.ch; sfondo: bpk/Charles Wilp; fotomontaggio: Vivai

Sorriso smagliante


Smile! Sorridere ci rende pi첫 belli, ci fa stare meglio, fa bene alla salute e ci fa sembrare anche pi첫 giovani. E allora facciamolo pi첫 spesso! E per sfoggiare denti smaglianti e labbra curate, affidati ai nostri suggerimenti. Testo: Simone Ott Foto: Christian Ammann

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di Hollywood, era assai poco naturale Oggi si punta invece su denti chiari e smaglianti, ma senza esagerare. La tendenza ad avere un aspetto più naturale ha sdoganato anche eventuali difetti ai denti. Anche le piccole imperfezioni hanno il loro fascino! Si tratta solo di mostrarle con disinvoltura. Che i denti bianchi facciano una bella impressione è confermato anche scientificamente: una dentatura smagliante è vista come più affascinante e come segno di successo. È quanto emerge da una ricerca di Tim Newton, professore di psicologia applicata all’odontodiatria al King’s College di Londra. Riguardo la tonalità, come regola generale possiamo dire che il bianco dei denti dovrebbe armonizzare con quello del bulbo oculare.

Quando i denti sono molto più bianchi del bianco degli occhi, spiccano troppo, riducendo l’espressività dello sguardo. E sarebbe un peccato. Le labbra non vanno tralasciate Se le labbra sono secche e screpolate, avere denti smaglianti e curati è però come possedere uno splendido quadro con una brutta cornice. Le labbra vanno quindi curate tutti i giorni. S’inizia dall’esfoliazione, che libera dalle cellule morte, migliora la circolazione e fa sembrare le labbra più carnose e più sane. Quindi si applica un balsamo per le labbra. Attenzione: quelli che contengono oli sintetici alla lunga possono disidratare le labbra. È quindi meglio scegliere quelli a base di karité, cera d’api e jojoba o pantenolo.

Durante il giorno si può applicare un lucidalabbra. Rendendo le labbra brillanti, le fa sembrare più voluminose. Lo possono usare anche gli uomini, evitando però un eccessivo effetto bagnato. A loro consigliamo di applicarlo con parsimonia solo al centro delle labbra e di sfumarlo leggermente con le dita. Al di là dell’aspetto esteriore, il regalo più splendido che fa un sorriso è che ci carica positivamente! Una splendida catena di cause ed effetti: chi sorride è più felice e chi è più felice sorride più spesso. E questo lo sapeva già Charles Darwin nel 19esimo secolo. Per il famoso naturalista e teorico dell’evoluzione britannico, l’espressione del viso non solo riflette le emozioni, ma le scatena anche. Quindi, per concludere: sorridiamo più spesso! l

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Consigli e trucchetti Migliora il tuo sorriso Labbra curate

Igiene dentale

Fare regolarmente un peeling alle labbra migliora l’assorbimento dei prodotti trattanti. Il modo più semplice per esfoliarle consiste nello sfregarle con uno spazzolino asciutto. Oppure puoi anche mescolare mezzo cucchiaino di zucchero con qualche goccia d’olio d’oliva. Sfrega quindi le labbra con questa pasta. Una volta terminato il trattamento esfoliante, applica un balsamo per le labbra. Ad esempio il Lip Care I am face, con complesso idratante, provitamina B5 e filtri UV (6), oppure il lucidalabbra Burt’s Bees Lipshine Smooch (4). L’olio d’albicocca in esso contenuto conferisce un aspetto brillante e più voluminoso alle labbra. Disponibile in diverse tonalità.

Lavati i denti mattina e sera per almeno 2 minuti. Lo spazzolino elettrico è più efficace di quello manuale. Ad esempio il modello TriZone Black 7000 Oral B, con 6 velocità e sensore di controllo della pressione, per evitare di premere troppo. Non dimenticare gli interstizi, che vanno puliti regolarmente passando il filo interdentale (7) o gli appositi spazzolini (3), entrambi di Candida. Quando sei fuori casa, per una pulizia veloce, durante il giorno mastica una gomma senza zucchero. Inoltre, due volte l’anno è consigliabile eseguire una pulizia professionale dall’igienista dentale. Tè, caffè, frutta e vino possono macchiare i denti. Per rimediare, inizia sciacquando i denti con l’acqua e poi, quando ti lavi i denti, usa un dentifricio schiarente delicato con un indice d’abrasività (valore RDA) basso, che rispetta lo smalto. Per sbiancarli rivolgiti al tuo dentista. Il dentifricio Candida White Diamond, con particelle naturali di diamante, ha un RDA 30 e permette quindi di lucidare la superficie dei denti in modo delicato. Il collutorio Candida White (1) permette di raggiungere i punti più difficili, preserva il bianco naturale dei denti e ne previene le macchie. Tutti i prodotti fanno parte della linea Candida.

Prodotti

© iStockphoto

Il dentifricio Candida White Micro-Crystals (5) è mediamente abrasivo, pulisce con microcristalli e combatte la formazione di tartaro e placca (esito del test KTipp: molto buono). Il Candida White Sensitive, mediamente abrasivo (RDA 55), è l’unico dentifricio sbiancante in grado di ridurre anche la sensibilità dei denti.

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Per vivere con ottimismo

Oltre a sorridere, fai movimento. Fa bene all’umore. Non devi per forza andare a correre. Anche una bella passeggiata all’aria aperta è rigenerante. Altri modi semplici per farsi del bene? Concediti momenti d’ozio. Frequenta persone ottimiste. Lascia andare i pensieri negativi e dai spazio a quelli positivi, ad esempio creandoti un’immagine interiore associata a un evento felice, da visualizzare in qualsiasi momento. Tieni bene in vista una frase motivante da leggere spesso oppure della quale... sorridere!

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Body per bebè di cotone bio

Di buon auspicio Il prodotto in questione dimostra che ci si può entusiasmare perfino di fronte a un body in cui entrerà anche un pannolino. Un capo semplice e realizzato in cotone sostenibile, che conquista neonati e genitori. Testo: Susanna Heim Foto: Yves Roth Illustrazione: Christopher Corr

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sempre delle migliori, distano soltanto un clic di mouse dalla cameretta del bebè, luogo ancora incontaminato, si materializzano di fronte alla nostra coscienza i volti dei raccoglitori di cotone indiani o le immagini delle acque inquinate. Chi ha anche solo una vaga idea di quanti gesti e processi siano necessari per trasformare i morbidi batuffoli delle piantine di cotone in una maglietta rosa, non la infila più alla propria bimba con lo stesso spirito. In effetti il cotone è una fibra vulnerabile ai parassiti e per questo i suoi campi sono trattati con quasi il 10 percento di tutti i pesticidi utilizzati a livello mondiale. Per il cotone bio si possono invece utilizzare soltanto antiparassitari naturali. Ma la coltivazione è soltanto una parte del processo. L’altra è la produzione, fortemente verticalizzata nel ramo dei tessili. Ciò significa che vi partecipano molte mani e molti produttori. Dalla raccolta alla filatura, fino alla tintura e alla confezione, una semplice maglietta segue una catena di produzione molto complessa. E tutto ciò a mille miglia dalle nostre severissime autorità di controllo. Noi acquirenti abbiamo la possibilità di distogliere lo sguardo, rinunciare, selezionare o fidarci. Ad esempio di un marchio come Migros Bio, che garantisce l’osservanza di criteri ben definiti quali ad esempio il rispetto degli standard bio lungo tutto

il processo di produzione, quindi anche per la colorazione e il trattamento dei tessuti, nonché delle adeguate condizioni sociali riguardo a salario, orari di lavoro e protezione. Se è vero che in quanto a estetica i vestiti di produzione ecologica per gli adulti lasciano ancora un po’ a desiderare, i capi in cotone bio per i bambini sono moderni, lineari, senza fronzoli, dal taglio quasi classico, se così si può dire di una mutandina concepita per contenere un pannolino. Qualche tempo fa a un’amica tedesca ho regalato maglietta, body e calzini per la sua bimba. Vedendo l’etichetta Migros, ha esclamato: «Oh, non conosco questa marca. È una nuova linea bio?». La sua MigroS pronunciata con una S dura pareva quasi una ditta high tech americana. Le ho spiegato che è un un marchio svizzero. Parole che per lei sono state una conferma della qualità. Sto pensando di spedire un pacco di capi di cotone bio alla corte spagnola. Visto che il re porta un orologio IWC, perché i suoi nipoti non dovrebbero indossare magliette Migros? l

© Fotomontaggio: Vivai

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n una rivista di gossip ho letto che la principessa di Spagna ha acquistato in un grande magazzino vestitini di scarsa qualità e di poco prezzo per le sue due bambine. Un gesto dimostrativo nei confronti del popolo? «Vedete, anche noi acquistiamo merce a buon mercato. Non dobbiamo avere sempre le cose migliori». Un segnale sbagliato, secondo me, che non sono né principessa, né mamma. Ma in compenso sono una zia, madrina e amica che regala spesso e volentieri vestitini per i bambini. Il messaggio veicolato dal mio regalo va in questa direzione: «Tuo figlio mi sta a cuore». Io regalo quasi sempre le stesse cose. È il mio contributo al kit di base: il body della linea Bio Cotton della Migros, talvolta abbinato a una maglietta o ai leggins in cotone bio. E visto che uno degli obiettivi del buon Gottlieb Duttweiler era proprio quello di fare in modo che anche le persone meno abbienti potessero acquistare buoni prodotti a prezzi corretti, la linea d’abbigliamento di cotone bio non è nemmeno costosa. Per quanto mi riguarda, visto il prezzo, per non sembrare tirchia spesso aggiungo anche un altro regalino... La linea baby in cotone bio è il regalo migliore che si possa fare ai genitori moderni e spaventati dai ripetuti scandali che hanno segnato l’industria tessile. Da quando il mondo e le sue realtà, non


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L‚unione fa la forza C’è chi corre in gruppo, chi partecipa ai megaparty a ritmo di zumba e chi pedala assieme a migliaia di persone. Nello sport vince il piacere della condivisione. Spesso, assieme alla famiglia.

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iviamo in un’epoca segnata dall’individualismo, in cui a farla da padrone è la dimensione dell’io. Ma succede anche che in strada i vari io si fondono in un unico noi. Lo yoga di gruppo o di massa praticato nei parchi e manifestazioni come lo slowUp dimostrano che fare movimento assieme agli altri è molto più divertente. In occasione dell’ultima Corsa di San Silvestro di Zurigo, Jana Müller ha avuto modo di assaporare per la prima volta l’atmosfera dello sport di massa. «C’era un clima molto rilassato, quasi magico», ricorda la mamma di due bambini appassionata di jogging. «Gli spettatori leggono il tuo nome sul pettorale di partenza e fanno il tifo a squarciagola. Il loro sostegno dà una carica incredibile, che ti accompagna durante l’intera corsa.» Correre in migliaia, spalla a spalla, percependo il respiro del vicino, dev’essere un’esperienza molto speciale. L’anno scorso alla Corsa di San Silvestro di Zurigo hanno partecipato 20 000 persone. L’alto numero di partecipanti ha spinto gli organizzatori ad ampliare il percorso. Se da un lato alcuni eventi sportivi agonistici riscuotono meno successo perché ne vengono organizzati molti, dall’altro quelli aperti a tutti sono sempre più popolari, come ad esempio lo slowUp. Nato dodici anni fa come evento unico, ora propone ben 19 appuntamenti in tutta la Svizzera, cui partecipano ciclisti, pattinatori e pedoni. Un altro esempio? I megaparty a ritmo di zumba che da tre anni spopolano in zona Zurigo, richia52

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„I grandi eventi

sportivi ripondono al nostro bisogno di socialità.„

mando centinaia di persone si tengono in forma ballando ritmi latinoamericani. Ed è prevedibile che anche da noi prenderanno piede i festival dedicati allo yoga di massa, come già avviene sulla Times Square di New York, o nel Parco Kladow di Berlino. È solo una questione di tempo. «Il fitness e lo stile di vita attivo sono di moda. Oggi fare sport è una filosofia. In molti casi ha quasi preso il posto della religione e, come nelle religioni, ci vogliono delle esperienze di gruppo. «Si potrebbe addirittura affermare che le manifestazioni sportive di massa sono una sorta di Chiesa per persone attive», spiega Karin Frick, direttrice del settore Ricerche dell’Istituto Gottlieb Duttweiler. Anche lei partecipa alle maratone e sa che «anche chi pratica sport individuali non disdegna la condivisione. I grandi eventi sportivi rispondono al nostro bisogno di socialità.» Inoltre, le maratone popolari, le traversate dei laghi, i party a ritmo di zumba o le domeniche senz’auto come slowUp si rivolgono a tutti, dallo sportivo di punta ai bambini, dal papà alla nonna, dal direttore di banca all’apprendista e alla casalinga. I requisiti variano naturalmente da un evento all’altro. Le maratone presentano anche aspetti competitivi, ma, di solito, per partecipare a eventi del genere non è necessario essere particolarmente allenati o far parte di una società sportiva. Per molti partecipanti, questo è uno stimolo in più. Con questo non vogliamo affermare che in manifestazioni del genere la sfida

© Keystone, Corbis

Testo: Petra Koci


Sport di massa

Spesso chi partecipa ai grandi eventi sportivi di massa non lo fa necessariamente per vincere, ma per il piacere di stare con altre persone.

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sportiva sia del tutto assente, però gli obiettivi sono molto individuali. Ciò che conta, non è vincere ma partecipare. Per tenersi in forma divertendosi. E, spesso, assieme a tutta la famiglia. Ueli Sandmeier era già presente al primo slowUp di Zurigo, dieci anni fa. «Era un’idea carina e ho approfittato della tratta chiusa al traffico per allenarmi», ricorda il triatleta. «Oggi c’è così tanta gente che non è più possibile allenarsi. Per noi ora lo slowUp è un evento di famiglia che permette di stare all’aperto facendo moto: andare in bici e sui pattini in linea lungo percorsi molto belli. Ci piace l’atmosfera rilassata, condividere la giornata con tantissime altre persone e fare qualcosa per la forma fisica», spiega Sandmeier, che lavora per un’azienda attiva nel campo dell’informazione tecnologica.

Jana Müller ha invece delle ambizioni più sportive: «Voglio essere in forma e divertirmi. Per la Corsa di San Silvestro di Zurigo, il mio obiettivo era di riuscire a percorrere la tratta di 6,6 chilometri.» Assieme agli altri si corre meglio? Il gruppo influenza il rendimento del singolo? «Il gruppo aiuta a tener duro. Si è più motivati, anche perché la distanza e la durata sono già fissate. Quando si corre nel bosco da soli, non c’è nessuno che ci dice di resistere e che, arrivati a un bivio, ci trattiene dal tornare a casa. Durante le manifestazioni popolari, se rinunciamo gli altri lo notano. Questo aiuta di sicuro a non mollare, come spiega Romana Feldmann, psicologa dello sport. Oltre al fatto di resistere più a lungo, c’è però anche un altro aspetto interessante. Per alcune attività non agonistiche

come lo yoga, la pratica di gruppo è più efficace. «I suoni dei mantra cantati assieme ad altre persone sono più potenti. Ci si concentra e ci si rilassa di più», spiega Feldmann, che assiste atleti dello sport di massa e d’élite. Anche Jana Müller pratica yoga, ma da sola, a casa. Al contempo, si allena per la corsa. L’ottimo risultato ottenuto alla Corsa di San Silvestro di Zurigo le ha messo le ali. «L’atmosfera eccezionale è sicuramente stata uno stimolo per dare di più. Sono riuscita ad abbassare di dieci minuti il tempo che, quando faccio jogging, impiego normalmente per percorrere una tratta di 6,6 chilometri.» l La Migros sostiene lo sport di massa. È lo sponsor principale d’importanti corse popolari e delle giornate slowUp in tutta la Svizzera, nonché del Grand Prix Migros. www.migros.ch/sponsoring

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Sport di massa

Condividere lo sport slowUp e molto altro Quando le strade delle più belle regioni svizzere vengono chiuse al traffico motorizzato, fanno la gioia di ciclisti, pattinatori e pedoni, che le possono percorrere in tutta libertà, senza dover badare alle auto. L’unico requisito per partecipare a slowUp? La voglia di esserci e la forza dei propri muscoli! La distanza e il tempo per percorrerla sono irrilevanti. La Migros e SportXX sono gli sponsor principali di queste giornate senz’auto. I 19 appuntamenti slowUp hanno luogo da aprile a settembre 2014 in varie regioni svizzere. www.slowUp.ch Altri eventi sportivi popolari

Due appuntamenti imperdibili per gli appassionati di questa disciplina: il festival dello yoga a Berlino, nel Parco culturale Kladow, dal 3 al 6 luglio 2014, www.yogafestival.de, e il festival a sud di Parigi, dal 2 al 10 agosto 2014, www.3ho-kundalini-yoga.eu l Le informazioni sui megaparty di zumba sono consultabili su www.zumbamegaparty.ch l Il 7 giugno 2014 Engelberg ospiterà

© www.slowup.ch

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il Fisherman’s Friend StrongmanRun Switzerland, l’avventurosa e spassosa corsa a ostacoli lungo un percorso lungo 20 chilometri, tra tronchi d’albero e fango. www.strongmanrun.ch l Le date delle corse popolari sono segnalate su www.swiss-running.ch. Per il nuoto: www.swimsports.ch

Il piacere di fare sport assieme ad altre persone può essere vissuto anche sulla neve. Ne sono un esempio le gare sciistiche del Grand Prix Migros, destinate ai bambini, www.gp-migros.ch, oppure lo Swiss Snow Walk & Run di Arosa, www.snowwalkrun.ch

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Cartolina postale (posta A): Edizioni Vivai, concorso 2/14, casella postale, 8074 Zurigo Termine d’invio: 11 maggio 2014 Soluzione del numero precedente: energia Vincitritore: Urs Grimm, Maienfeld

I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno sostituiti. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome della vincitrice o del vincitore saranno pubblicati su Vivai 3/14.

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Katja Gentinetta è filosofa e consulente politica. Dopo aver rivestito funzioni dirigenziali nei settori culturale, amministrativo ed economico, oggi conduce il programma Sternstunde Philosophie alla televisione svizzera (SRF 1) ed è professoressa incaricata all’Università di San Gallo. Inoltre, è anche cofondatrice e partner della Gentinetta*Scholten Wirtschaft Politik Gesellschaft. Tiene conferenze ed è autrice di numerose pubblicazioni.

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n scena si usa dare del tu. E forse questo potrebbe spiegare un fenomeno sempre più diffuso, ossia che i giovani, indipendentemente dalla situazione e dal contesto, si danno del tu, perché così, sostengono loro, sarebbe più facile. E ogni volta mi viene da chiedermi: cosa ci sarà poi di più facile nel tu? E cosa c’è di tanto complicato nel Lei? Chiaro, quando consideri il mondo un palcoscenico, entri in scena, interpreti il tuo ruolo e esibisci te stesso. E poiché tutti condividono quel palcoscenico, non vi sono più differenze. Tutti diventano delle star. E le star, tra di loro, si danno del tu. Semplice, no? E proprio qui sta l’inghippo, accompagnato da una buona dose di autoinganno. Siamo tutti diversi. E per noi è importante che sia così. Vogliamo essere persone con la nostra individualità e, come tali, vogliamo essere presi sul serio. Non a caso la filosofia distingue l’uomo dalla persona e l’essere umano dall’individuo. Da quest’ultimo ci s'aspetta che non funzioni in modo prevedibile, secondo un semplice schema stimolo-reazione, bensì che si comporti con le altre persone seguendo determinate regole e norme. Perché questo è ciò che anch’esso desidera e si aspetta dagli altri. Una di queste regole, almeno in italiano, è rappresentata dalla forma di cortesia, secondo la quale alle persone

che non si conoscono si dà del Lei. Il Lei esprime distanza e rispetto, mentre il tu è associato alla vicinanza e alla confidenza. O è dato per scontato, come in famiglia, oppure è stato pattuito. Può benissimo succedere che si voglia rompere questa convenzione, perché le differenze possono essere effettivamente complicate, la distanza pretenziosa e le convenzioni inutili. Ed è anche probabile che io, nata proprio nel '68, sia proprio fuori di testa a dare tanta importanza a una cosa così antiquata come la forma di cortesia. Ma io mi rifaccio al pensiero di André Comte-Sponville. Il filosofo francese definisce la cortesia come la «prima virtù». È un inizio, il primo passo verso un rapporto tra persone basato sul rispetto, che è la condizione essenziale per un comportamento virtuoso. La cortesia è per così dire «il cerimoniale del superfluo», senza il quale non può esistere la virtù, ossia «il cerimoniale dell’essenziale». Quindi, se non consideriamo il mondo come un palcoscenico e se non vogliamo essere delle star, e se vediamo anche gli altri per quello che in realtà sono, ovvero persone a se stanti, allora la forma di cortesia è la forma più facile per interagire gli uni con gli altri. Perché segna solamente l’inizio, lasciando aperto tutto il resto, magari anche un incontro vero e proprio. l


Il piacere di gustare il pesce senza rimorsi di coscienza.

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Š 2014 The Coca-Cola Company. Coca-Cola, the Contour Bottle and the Dynamic Ribbon Device are registered trademarks of The Coca-Cola Company.

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