La rivista
per il benessere e la sostenibilità
04/2018
SOSTENIBILITÀ Dal sofà allo smartphone: oggi si trova tutto di seconda mano. Un vantaggio per il portafogli e per l’ambiente.
ALIMENTAZIONE I toni dal porpora al lilla fino al blu nero festeggiano la loro alta stagione in cucina.
Le ali ai piedi Camminare regala felicità, salute e ci porta a conoscere la natura e noi stessi.
© Rob Lewis
«Superare una lesione cerebrale si può. Con il sostegno adeguato.» Daniel Albrecht, ex sciatore professionista
Ictus, trauma cranio-cerebrale, tumore al cervello: una lesione cerebrale può colpire chiunque.
Un aiuto per le persone con una lesione cerebrale e i loro familiari. Aiutate anche voi! CP 80-10132-0
EDITORIALE
© Foto di copertina: Michael Overbeck / Stocksy; © Foto: Roland Tännler, Rushan Bektemirov / Shutterstock
Voglia di novità Immaginate: fa caldo e siete seduti all’ombra, in terrazza, di fronte a voi una bibita gela ta, di colore arancione acce so, con una fettina d’arancia. Questo vi fa sentire in piena estate? Per me è così! E sì, penso proprio a un aperol spritz. Tuttavia, ho un piccolo problema con questo aperi tivo. Non si tratta del sapore amaro, che al contrario mi piace molto. La ragione è che mi fa girare subito la te sta. Ma siccome non voglio immaginare un’estate senza aperol spritz, sono andata alla ricerca di una variante analcolica – e l’ho trovata. La ricetta è semplice. Vi ser ve un vino frizzante analco lico, possibilmente con poco zucchero (ad es. il Moscato Sélection della Migros). Poi ci vuole acqua minerale gasata, sciroppo amaro (trovate il Bitter di Monin nei negozi di specialità), cubetti di ghiaccio e un’arancia non trattata. E si comincia: met tete quattro o cinque cubetti di ghiaccio in un bicchiere grande, versatevi due parti di vino frizzante analcolico e due d’acqua, un goccio di bitter analcolico, decorate con una fetta d’arancia – ed ecco lo spritz analcolico. Brindiamo a un finale d’esta te in cui non manchi il sole!
Cara lettrice, caro lettore Da piccola, l’escursionismo non era tra le mie attività preferite. E questo nono stante – o forse proprio perché – ci avventurassimo a piedi con la famiglia quasi ogni fine settimana. La destina zione preferita di mio papà era l’Ap penzello, dove è nato e cresciuto. Par lava spesso con entusiasmo di quando da giovane, la domenica pomeriggio, usciva a correre per i prati a piedi nudi e si arrampicava su di un colle. Quando in famiglia partivamo con gli scarponi ai piedi, a me piaceva starmene un po’ indietro. Così potevo lasciar correre i miei pensieri ed escogitare delle storie. Le escur sioni le trovavo davvero avvincenti solo se si trasformavano in av ventura. In camminate di più giorni con pernottamento sull’alpe, per esempio. Con risveglio di prima mattina, in mezzo alle monta gne, nel gran silenzio della natura. All’avventura sono partiti anche i giovani che hanno partecipato al progetto «Heiwäg», che in italiano significa «via di casa». Ve ne parliamo nel nostro reportage, che rivela quali sfide hanno incontrato i giovani ragazzi nel corso della loro quattro giorni a piedi, lunga ben 100 chilometri, e come le hanno superate (pag. 16). E oggi? Amo la natura e mi piace ancora lasciar correre i miei pensieri quando cammino. Mi è capitato spesso che, grazie a una passeggiata, io abbia trovato l’approccio giusto per affrontare un’idea. Non ho ancora scoperto dove situarmi nella nostra – non del tutto seria – tipologia dell’escursionista (pag. 20). Direi che sono piuttosto un tipo misto, un po’ tra il pellegrino e il flâneur. Mi piace rilassarmi in mezzo alla natura, amo però anche vagare per le viuzze sconosciute alla scoperta di novità. E voi, che tipo di escursionista siete? Scopritelo!
Susanne Schmid Lopardo, responsabile redazione Health & Beauty Vivai 2018
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Il ghiacciaio del Lang, nella Lötschental (Vallese) è fortemente minacciato dal cambiamento climatico. Lo stesso succede con gli altri ghiacciai e le regioni polari. La nostra vita e il paesaggio che ci circonda risentono in misura sempre maggiore dell’aumento delle temperature. Diamoci da fare tutti insieme affinché anche le generazioni future possano godere di una natura intatta. Uniti per un clima sano.
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Proteggi il mondo in cui nascono i nostri figli.
DALL‚ INTERNO
Sigla editoriale Editore: Federazione delle cooperative Migros Concetto e realizzazione: Media Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Responsabile redazioni Media Migros: Franz Ermel Responsabile redazione Health & Beauty: Susanne Schmid Lopardo Redazione e produzione: Stephanie Riedi Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Workflow: Imelda Stalder (responsabile), Anna Francesca Steinmann, Mirjam Torres-Suter Elaborazione immagini: Reto Mainetti Edizione italiana: Cora Gianolla, Claudia Wagner
© Illustrazione: Tina Berning; foto: Sabine Braun, Roger Hofstetter, Christoph Gerber, per gentile concessione (pgc)
Contatto: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch, migros.ch/vivai Stampa: Vogt-Schild Druck AG, CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC misto Per compensare le emissioni di CO2 sosteniamo un progetto in Brasile. ISSN: 1663-716X Tiratura totale Vivai: 250 060 copie D: 173 127, F: 61 557, I: 15 376 copie
Tina Berning è tutt’altro che sportiva. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, vuole provarci con il Feldenkrais. Galeotto fu l’articolo che ha illustrato.
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C’è chi scala la vetta d’un fiato. E chi non vede l’ora di fare pausa in trattoria. La giornalista Stephanie Riedi presenta sette tipi d’escursionista – vizi e virtù compresi.
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Lo stand up paddling è un gran bel divertimento e ti rilassa! Gli esperti
neutral stampati
01-18-190925 myclimate.org
Il giornalista scienti fico Atlant Bieri rivela a quale quota un escursionista rischia d’incontrare tritoni alpini o camosci. A pag. 14
Seduzione in lilla: la nostra specialista alimentare Pia Martin ci parla del trend che predilige alimenti color violaceo in cucina. A pag. 34
Katrin Gerber di SUP Thun conosce bene i vantaggi dello stand up paddling, un alle namento completo delicato con le artico lazioni. A pag. 48 Vivai 2018
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Modelli essempi
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PENSATI PER VOI
Un tuffo in piscina L’estate è la stagione bal neare per eccellenza. Ed è bene così, perché nuotare fa bene alla salute. Ma per ché a pancia piena non ci si deve tuffare? Il team di iMpuls, il sito Migros de dicato alla salute, ha redat to un dossier sul tema. Tuffatevi nella lettura:
© Collage: Daniel Müller; illustrazione: Rüdiger Joppe; foto: Roger Hofstetter, Koki Tanaka: Vulnerable Histories (A Road Movie)
Sempre più sani I cereali per lo yogurt e la colazione esistono già con meno zucchero. Ora tocca al quark di marca propria e ai Petit Suisse: entro fine 2018, la Migros vuole ridurre il contenuto di zuccheri aggiun ti fino al 20 percento. Man tenendo così la promessa fatta nell’ambito di Actionsanté, un’iniziativa dell’Ufficio fe derale della sanità pubblica.
migros-impuls.ch/nuoto
Arte empatica
Fai da te che fai per tre Spazi ridefiniti Lo studio dell’Istituto Gottlieb Duttweiler «Microliving. Urbanes Wohnen im 21. Jahr hundert» (in tedesco) mostra cosa significherà vivere in un mondo, i cui abitanti sono sempre più numerosi, urbani, avidi di esperienze e non di beni materiali nonché più mo bili e più individualisti.
Un pallet diventa una cassapanca, la cassetta da vino si trasforma in calcetto: il blog sull’upcycling di Do it + Garden è ricco di ispirazioni! Presenta idee originali per riutilizzare ciò che non serve più e mostra come realizzarle passo per passo. Date un’occhiata!
Come funziona la convi venza all’interno delle comunità? Da questa do manda parte l’indagine dell’artista Koki Tanaka. Il giapponese si rifà al disastro di Fukushima del marzo 2011. Ai tempi, osservò come in situazioni straordinarie si formano delle microcomunità. Al Museo Migros di arte contemporanea, Tanaka fa la sua prima personale in Svizzera. Dal 25 agosto all’11 novembre 2018, migrosmuseum.ch/de/ausstellungen/ jahresprogramm/koki-tanaka
blog.doitgarden.ch/it/
gdi.ch/de/Think-Tank/Studien/Microliving/818
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Foto: Fabian Biasio
Pubbliredazionale
Yohannes sta terminando con successo la sua formazione d’assistente meccanico in un garage friburghese e proseguirà il percorso formativo per conseguire un AFC.
Integrazione grazie alla formazione Attualmente i rifugiati hanno pochissime possibilità di integrarsi nel mondo professionale svizzero. Il pericolo è particolarmente elevato per i 16–25enni che hanno dovuto interrompere il proprio ciclo di studi e formazione per lasciare il loro Paese. La maggior parte dei giovani interessati non è in possesso dei prerequisiti di scolarità necessari per seguire con successo una formazione.
«Voglio essere indipendente.» Yohannes Berhane* aveva 16 anni quando è arrivato in Svizzera. Questo rifugiato eritreo ha dovuto adattarsi a un mondo totalmente nuovo. Con tenacia ha imparato il francese e ha preso parte ad alcuni tirocini. Attualmente segue una formazione come meccanico in un garage di Friburgo e la sua integrazione procede con successo. Il suo primo periodo in Svizzera è stato difficile. «Non conoscevo la lingua e anche la cultura era differente» racconta Yohannes Berhane, che compie 22 anni oggi. Costretto a lasciare il suo Paese insieme alla madre e alla sorellina, ha superato un percorso estremamente pesante prima di raggiungere il nostro Paese nel 2012. Arrivato a Friburgo, Yohannes ha seguito i corsi della Scuola professionale artigianale e industriale per un anno prima di effettuare diversi tirocini. «Fin da quando ero molto piccolo, ho sempre voluto diventare meccanico» dichiara Yohannes. Caritas Svizzera, che lo segue, ha contattato i proprie-
tari di una grande officina della regione di Friburgo. «Abbiamo notato fin da subito che era motivato» ricordano Corinne e Jean-François Lacilla, i suoi datori di lavoro. Yohannes è stato quindi assunto per prendere parte a una formazione della durata di due anni come assistente meccanico. Il giovane lavora nell’officina per quattro giorni a settimana e segue dei corsi tutti i lunedì. Grazie alla sua voglia di imparare e agli ottimi risultati ottenuti, i datori di lavoro di Yohannes gli hanno proposto di continuare la sua formazione e di ottenere l’AFC (attestato federale di capacità) come meccanico di manutenzione per automobili. Per questa nuova tappa, Yohannes deve fare ancora dei progressi con la lingua francese. Caritas lo aiuterà a seguire un corso intensivo. Yohannes, ormai ben integrato, è in perfetta sintonia con i suoi colleghi e il suo obiettivo è di terminare la formazione. «Desidero essere indipendente» dichiara.
Per saperne di più su Yohannes: farelacosagiusta.caritas.ch
* nome di fantasia
Eppure esistono delle soluzioni. Per questo, Caritas Svizzera accompagna attualmente a Friburgo 1600 rifugiati riconosciuti, 342 dei quali hanno un’età compresa tra i 16 e i 25 anni. Questi giovani seguono dei corsi intensivi e dei consulenti in integrazione professionale li sostengono nella ricerca di tirocini e posti di formazione o lavoro. Così, da marzo 2018, Caritas Svizzera gestisce la Casa dell’istruzione e dell’integrazione di Matran, che ospita e guida nella formazione professionale alcuni giovani rifugiati.
Conto donazioni: 60-7000-4 Per donazioni online: caritas.ch/integrazione-donare
SCELTI DA NOI
A mano e col cuore Il 25 agosto, al museo all’aperto Ballenberg di Brienz, viene conferito il «Prix Jumelles». Si premiano opere realizzate con tecniche artigia nali tradizionali e materiali classici. I lavori nominati saranno esposti alla masseria di Novazzano, in Ticino, fino alla chiusura della stagione. ballenberg.ch/it Suggerimento: Vivai n° 5 esce ad agosto e sarà dedicato all’artigianato e al design svizzero.
© Illustrazioni: Martin Haake, Marcel Bamert; foto: Nina Mann, Peter Klaunzer / Keystone
Tutti al cinema
Cosa mangia la tua città? La tua città punta sull’alimentazio ne sostenibile? Una domanda che si è posta Greenpeace Svizzera, visto che un terzo dell’inquina mento ambientale dovuto ai consu mi è causata dal cibo. Possiamo rivelarvi fin d’ora che ha vinto la città di Berna. Greenpeace motiva così la sua decisione: «Le linee guida alimentari nelle istituzioni di custodia dei bambini che sono complementari alla famiglia risulta no esemplari per la Svizzera». greenpeace.ch (in tedesco e francese)
Il nostro pianeta e il nostro comportamento nei suoi confronti è il tema del festival «Filme für die Erde» (in italiano: «Film per la terra»), che quest’anno giunge all’ottava edizione. Il 21 settembre verrà mostrata in tutta la Svizzera una selezione di documentari, che mostrano, ad esempio, quanto siano inquinati gli oceani. Inoltre vengono organizzate esposizioni su progetti locali sul tema della sostenibilità. filmsfortheearth.org/de/events (in tedesco)
Anticaglie & Co. La «Fête de la Brocante» nella citta dina storica di Le Landeron, che si trova sul lago di Bienne e nel Canton Neuchâtel, è considerato uno dei più bei mercati delle pulci d’Europa. Centinaia di commercianti d’anti quariato e dell’usato locali ed esteri popolano le vie e le piazze con i loro banchi – quest’anno dal 28 al 30 settembre. avvl.ch/brocante-landeron (in francese) Suggerimento: leggete anche l’articolo sui prodotti di seconda mano a pagina 26.
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Da passatempo di fricchettoni e borghesucci si è trasformato in sport di grido, nel quale la via è la meta. Ma come è successo? Testo: Ruth Hoffmannm
© Foto: Bruno Augsburger
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orrei sapere chi può fare di meglio: 65 000 chilometri di sentieri che attraversano la Svizzera in lungo e in largo, dotati di una segnaletica scrupolosa e dal 1979 protetti addirittura dalla Costituzione dall’imperante follia cementatrice. Un tesoro di valore inestimabile e un modello che, a buon titolo, dovrebbe trovare moltissimi imitatori e trasformarsi da presunta stranezza in standard internazionale. Vivai 2018
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Che le camminate abbiano un effetto benefico sull’animo è fuori discussione. Per non parlare poi dei vantaggi per la salute: rinforzano i polmoni, il cuore e la circolazione, allenano il senso dell’equilibrio, migliorano la forza muscolare e il metabolismo, ridimensionando il rischio d’infarto, diabete e diversi tipi di cancro. Sin dal momento – circa tre milioni di anni fa – in cui l’uomo, ancora molto simile ai primati, ha assunto la posizione eretta e l’andatura sui due arti inferiori, ha percorso a piedi la maggior parte della sua evoluzione. Anche quando già esistevano le carrozze, per gran parte delle persone camminare continuò a rimanere il modo più comune per spostarsi. E un male necessario: a nessuno sarebbe mai venuto in mente di camminare semplicemente per soddisfarne la voglia. Certo, il poeta italiano Francesco Petrarca scalò già nel 14° secolo il Mont Ventoux, passarono però ancora 400 anni prima che il suo esempio venisse seguito su ampia scala. Solo nel 18° secolo la borghesia cominciò a scoprire le escursioni in mezzo al verde. E attraverso queste anche la natura stessa, che da quel momento non venne più considerata semplice contorno, ma spazio per riposarsi e riflettere. Privilegio di borghesi e intellettuali
Artisti svizzeri come Johann Heinrich Wüest sono stati i primi ad avventurarsi in zone remote, come l’alta montagna, per catturare su tela la loro bellezza selvaggia. Le escursioni stesse diventarono un tema centrale nella pittura, ad esempio nei dipinti di Caspar David Friedrich o Carl Spitzweg. In questi si rispecchia il desiderio nostalgico dei romantici di rifugiarsi nella natura per sfuggire alla crescente angustia e frenesia delle città. Una fuga da un mondo nel quale la nascente industrializzazione aveva cominciato a lasciare le prime tracce e a imporre un nuovo inesorabile ritmo. Tuttavia questo entusiasmo per la vita a contatto con la natura restò a lungo un privilegio 12 Vivai 2018
della classe benestante e istruita. Per il crescente esercito di lavoratori, che sgobbava sei giorni a settimana nelle fabbriche, le gite nel verde erano troppo care e il modesto salario bastava a stento per sopravvivere. Protesta contro costumi e morale
Le escursioni divennero davvero popolari solo a cavallo tra i due secoli grazie al movimento «Wandervogel» (in italiano: «uccello vagabondo») fondato da studenti berlinesi nel 1896. Si diffuse alla velocità della luce soprattutto tra i giovani e in Svizzera trovò presto molti seguaci. Si consideravano come alternativa all’ideale borghese della diligente sottomissione e protesta contro lo spirito materialistico e i severi metodi educativi di quel tempo. «Voi, gente vecchia e saggia», recita una canzone popolare dei Wandervogel, «voi pensate forse che non siamo intelligenti?» Ed era proprio quello che si pensava. Camminare senza scopo preciso, in formazione mista, perdipiù con le donne semisvestite – un affronto e senza dubbio cosa rivoluzionaria. È quindi ancora più sorprendente che per lungo tempo alle camminate sia rimasta attaccata la reputazione dell’attività da borghese: appena trent’anni fa era considerato un passatempo per anziani, che non veniva nemmeno preso in considerazione dai giovani, se non altro perché non considerato trendy. Nel frattempo, grazie all’abbigliamento funzionale dal taglio slanciato, lungo le vie dell’Engadina o sul Rigi la minaccia della caduta di stile è venuta meno. Le escursioni sono diventate uno sport di tendenza per tutte le età e la combinazione ideale tra allenamento, wellness e amore per la patria. Chi trova il termine «escursionismo» troppo dozzinale, oggi afferma di praticare «trekking» o «hiking». In realtà, però, parla della stessa identica cosa di cui parlavano già i suoi bisnonni: procedere a ritmo pacato servendosi solo delle proprie forze, scoprire la natura in
tutta la sua bellezza, trovarsi faccia a faccia con il vento e le intemperie, tanto da sentirsi parte di un unico grande e meraviglioso tutto. In cammino verso la felicità
Un concetto letteralmente al passo con i tempi, quindi: quale modo di viaggiare infatti è più sostenibile dell’andare a piedi, che non a caso si è preservato per millenni? In un mondo che minaccia di soffocare nella sporcizia e nel rumore prodotti dall’uomo, il movimento silenzioso e privo di gas di scarico è radicalmente moderno. E un’opera buona per l’anima inquieta a causa del permanente bombardamento mediatico. «Bastare a sé stessi è il modo sommo di viaggiare», scrisse 2500 anni fa il filosofo cinese Lieh Tzu. Una rivoluzione interiore insomma, una via verso la libertà, attraverso la canicola e l’ombra, su per ripidi sentieri di montagna, attraversando detriti e poi scendendo a valle, con le vesciche ai piedi e la felicità nel cuore. E proprio come ogni rivoluzione che si rispetti, anche questa comincia proprio fuori dalla porta di casa tua. ●
Che sentiero prendere? D’estate, il caldo fa venir voglia di partire per la montagna coi suoi rinfrescanti laghi e ruscelli. Vi piacciono le salite impegnative? O preferite camminare tranquillamente e con gusto? Ecco qualche idea: migros-impuls.ch/gita
© Foto: Anne Gabriel-Jürgens / 13 Photo
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„Non è la montagna che conquistiamo, ma noi stessi.„ Edmund Hillary (1919-2008), alpinista neozelandese
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In buona compagnia Partite da soli per una bella camminata? Non vi preoccupate. Sia in pianura che sui monti vi attendono tanti simpatici accompagnatori. Testo: Atlant Bieri Illustrazione: Martin Burgdorff
Aquila reale (1800 m di altitudine)
È una delle ragioni per cui le marmotte fischiano. L’aquila reale volteggia infatti tra le rocce frastagliate delle montagne a caccia di mammiferi e uccelli. Con la sua apertura alare fino a 2,2 metri, la si distingue facilmente da altri rapaci che volano in cielo proprio per le sue grandi dimensioni.
Tritone alpino (1000 m di altitudine)
Natrice o biscia dal collare (200 m di altitudine)
Di questo serpente non dovete aver timore, visto che non è velenoso. Lo incontrate lungo le sponde assolate dei laghi e dei fiumi. Suo segno distintivo sono le pupille rotonde e due macchie chiare a mezzaluna che sulla sua nuca disegnano una specie di collare. In caso di pericolo, di solito fugge tuffandosi in acqua.
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Mentre i piccoli nuotano come girini negli stagni, gli esemplari adulti popolano le foreste della Svizzera centrale e delle Alpi. D’estate, il tritone alpino è poco appariscente. In caso di tempo umido, lo potete però incontrare sui sentieri di bosco.
Raganella comune (300 m di altitudine)
È la star segreta tra tutte le rane indigene. Invece che nell’acqua, preferisce stare sugli arbusti, nei cespugli o sugli alberi vicino ai corsi d’acqua e alle zone umide. Deve il suo talento di arrampicatrice ad una secrezione collosa che rilasciano le sue zampe. Di giorno, la raganella è piuttosto discreta e silenziosa: dovete aguzzare bene gli occhi, se la volete scorgere.
Gracchio alpino (3000 m di altitudine)
Camoscio (2300 m di altitudine)
Alla pari dello stambecco, il camoscio è forse il miglior scalatore a quattro zampe che si aggiri nelle Alpi. Spesso interi gruppi corrono su e giù dalle ripide pareti rocciose apparentemente senza fatica. D’estate, riconoscete gli animali per la striscia nera che recano sulla schiena e per la mascherina da Zorro che hanno sul muso.
Sono conosciuti per le loro spericolate acrobazie in aria, che li portano a buttarsi a capofitto giù da dirupi rocciosi o a sfrecciare attorno a ristoranti di montagna come cacciabombardieri. Se mangiate fuori, dimenticano qualsiasi timore e acchiappano le vostre briciole oppure afferrano i resti di cibo.
Dragone azzuro (2000 m di altitudine)
Potete osservare bene questo tipo di libellula nelle brughiere alpine, ma anche nei prati magri oltre il limite della vegetazione boschiva. Spesso si posa su una roccia o su un tronco d’albero per riscaldarsi al sole.
Marmotta (1600 m di altitudine)
Nelle Alpi, non appena superate il limite della vegetazione boschiva, conviene aguzzare la vista per individuare le marmotte. L’ideale è se vi sedete su una pietra o panchina ed esplorate i pascoli alpini con il cannocchiale. Spesso gli animali rivelano la loro presenza anche con un fischio acuto, con il quale si mettono in guardia a vicenda da predatori o esseri umani.
Luccio (400 m di altitudine)
Il luccio è un maestro della pazienza. Resta immobile in acqua per ore in attesa delle sue prede. Quando si trova vicino alla sponda, può essere osservato bene. Di lui è tipica la forma allungata e il muso che ricorda il becco di un’anatra.
Macaone (500 m di altitudine)
È forse una delle più belle farfalle della Svizzera. La incontrate spesso su cespugli in piena fioritura. Nelle femmine vi imbattete anche a margine dei campi di finocchio o nei prati magri, dove depongono le loro uova. Vivai 2018
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Certo che si può! Sei giovani di Worb, nel Canton Berna, osano la grande avventura. Cento chilometri a piedi in quattro giorni affidandosi solo a loro stessi. Senza cellulare, senza cartina e quasi senza soldi. Testo: Roland Grßter Foto: Marco Zanoni
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otto la croce raffigurante Gesù Cristo c’è aria di crisi. Poco fa, i sei giovani e i loro accompagnatori camminavano ancora allegramente attraverso il Senseland friburghese. Ora i ragazzi, dai 10 ai 13 anni, stanno accasciati nell’erba che arriva loro alle ginocchia. Hanno già percorso 70 chilometri e gliene restano ancora 30. Al solo pensiero del tragitto, gli zaini di 14 chili che penzolano dalle loro spalle, sembrano pesare il doppio. E pensare che domani, dopo quattro giorni di rinunce, i ragazzi vogliono raggiungere Worb, loro domicilio nel Canton Berna. Lasciarsi stringere tra le braccia dai genitori, fare la doccia, dormire comodamente nel proprio letto: tutto ciò sarà possibile solo se ora superano la crisi e vanno avanti sulla proverbiale via di casa. Artefici della propria giornata
«Heiwäg», che in dialetto svizzero tedesco significa appunto «via di casa», è anche il nome del progetto al quale i giovani partecipano di loro spontanea volontà da ben tre giorni. Viene proposto in diversi comuni bernesi, per esempio dalla Offene Kinder- und Jugendarbeit Worb, che si occupa di animazione socioculturale per bimbi e giovani. L’iniziativa è sostenuta dal progetto Kebab+ del Percento culturale Migros. L’idea è di «mollare» i giovani a 85 chilometri da casa loro, in un punto sconosciuto. Entro quattro giorni, devono rincasare a piedi, senza consultare una cartina o il cellulare. Devono chiedere la strada da seguire, organizzare i pernottamenti e procurarsi da mangiare da soli. Non è permesso portarsi appresso del cibo. Le ragazze e i ragazzi di Worb hanno ricevuto 30,75 franchi – somma corrispondente al codice postale di Rüfenacht, il comune vicino a Worb. Cucinano sui fornelli a gas che si portano appresso. Sul loro percorso verso casa i giovani sono accompagnati da adulti. Questi hanno il diritto di esprimere il loro parere, ma non hanno potere decisionale. Ciò significa che i grandi possono sì dire la Vivai 2018
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loro, ma devono accettare le decisioni dei giovani. Questo vale anche per Nicole Hug (29 anni), animatrice socioculturale e responsabile del lavoro giovanile a Worb. Anch’essa sta seduta in mezzo al prato. «Quest’esperienza intensa di quattro giorni permette ai giovani di capire in modo immediato che cosa significhi assumersi delle responsabilità e che cosa ne consegue», osserva. E aggiunge: «Le conseguenze, sia quelle positive sia quelle negative, devono portarle loro.» Timon Lüdi (26 anni), che è praticante, annuisce con il capo: «Inoltre, nel gruppo, i giovani devono arrivare a un consenso tenendo conto dei diversi punti forti, delle idee e degli interessi di ognuno. Molti così imparano a conoscere meglio le loro qualità e capiscono cosa possono ottenere sfruttandole.» Hug e Lüdi sottolineano che il progetto «Heiwäg» è molto più di un’avventura. È una scuola di vita. Accordi e compromessi
Sotto il crocifisso volano le frecciate. «Volete continuamente fare pausa», reclama Corina (13 anni) quella con le ali ai piedi nel gruppetto di Worb. «Così non ce la faremo mai e poi mai ad arrivare a casa. Dobbiamo andare avanti.» Leandra (13 anni) e Nicos (12 anni) scuotono le loro teste arrossate: «No, no, no! Siamo distrutti, abbiamo bisogno di una pausa. Una lunga pausa!» Nicole Hug osserva l’andazzo, poi chiede: «Cosa volete fare: andare o restare? Conosciamo tutti il traguardo e sappiamo quanto tempo resta.» I ragazzi valutano, decidono, respingono le decisioni e arrivano ad un accordo: continueranno per almeno altre quattro ore – ma con sosta ogni mezz’ora. Il gruppetto è partito due giorni fa da Lessoc, nel Canton Giura. Il percorso verso casa li ha portati dapprima lungo le sponde del Lac de la Gruyère, poi attraverso Tentlingen fino a Tafers. Ora si trova poco prima del confine con il Canton 18 Vivai 2018
Berna. Le ragazze e i ragazzi si sono lasciati guidare dalle indicazioni di perfetti sconosciuti – non sempre a loro vantaggio. Per vie traverse si sono aggiunti 15 chilometri, che hanno consumato le forze e le suole delle scarpe. «Ahia», dice Sara (13 anni) tendendo in alto la gamba sinistra. «Ho già cinque vesciche.» Ride, chiede un nuovo cerotto e lo incolla sull’alluce, prima di infilarsi di nuovo le scarpe. «Finito. Possiamo continuare.» Poco prima dell’imbrunire, i giovani raggiungono il fiume Sense e quindi il territorio bernese. Ma non c’è nemmeno l’ombra di una fattoria dove passare la notte. «In cima al colle ce n’è qualcuna», dice l’accompagnatore Timon, «dobbiamo però continuare per altri 30 minuti fino a lì.» Piovono i reclami ad alta voce, poi i ragazzi e le ragazze si mettono in marcia. Il cielo si sta oscurando con dei nuvoloni scuri, c’è aria di temporale. «Speriamo di avere fortuna come ieri », dice Sara. Una famiglia di contadini li aveva ospitati nel fienile, avevano addirittura potuto cenare sulla veranda e ricevuto in regalo una grande treccia al burro al momento di ripartire. Che bello rivedere i genitori!
Allora avanti. Raggiungono la frazione di Oberried e bussano alla prima porta, che però rimane chiusa. Non c’è nessuno. Il secondo tentativo porta il sollievo: il contadino André Zbinden presta orecchio alle richieste dei viandanti e li asseconda. «Potete dormire nel fienile», dice, «ma niente fuoco.» Poco dopo, i giovani sono infilati nei loro sacchi a pelo – e sognano. Sognano il giorno dopo, l’arrivo a Worb, le lasagne e l’insalata che i genitori avranno preparato per loro. Anche se non sono ancora a destinazione, per alcuni è già chiaro che l’anno prossimo parteciperanno di nuovo all’avventura – per poi pentirsi amaramente della loro decisione una volta partiti. ●
”Heiwäg è molto più di un‚avventura. È una scuola di vita.„
10 anni di Kebab+ Il progetto «Heiwäg» della Offene Kinder- und Jugendarbeit Worb, viene sostenuto dal programma di promozione della salute giovanile Kebab+ del Percento culturale Migros. Quest’anno, Kebab+ festeggia il suo 10° anniversario. Dalla fondazione, sono stati sostenuti oltre 700 progetti in tutta la Svizzera. L’obiettivo di Kebab+ è di animare bimbi e giovani a mangiare più consapevolmente, a impegnarsi in ambito sociale e a praticare sport. Ogni anno, Kebab+ conferisce un premio a progetti di spicco. Fino ad oggi, grazie al progetto, oltre 40 000 bimbi e giovani svizzeri sono stati coinvolti nelle attività. Nel blog dell’anniversario, ogni mese viene presentato un progetto di spicco. kebabplus.ch/it/blog
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ESCURSIONISMO
Vizi e virtù Ogni escursionista è fatto a modo suo. C‚è chi cerca l‚avventura e chi invece è a caccia di funghi o della pace dell‚anima. Un abbozzo delle tipologie. Testo: Stephanie Riedi Illustrazione: Chris Gilleard
Il flâneur Vagabonda attraverso immaginarie vallate di cemento armato, ascolta i suoni del traffico come altri il cinguettio degli uccelli e ammira le facciate come se si trattasse del fianco di una montagna. L’escursionista urbano si distingue a malapena, visto che porta le sneaker e gli occhiali da sole come il resto della folla che popola la città.
Il buongustaio Un’escursione è coronata da una mangiata sotto forma di grigliata o incursione in una trattoria di montagna. L’escursionista godereccio opta quindi per le tratte con piazzuole per grigliare, aree per picnic e trattorie. E visto che il fine giustifica i mezzi, cammina solo per stimolare l’appetito e attivare la sua digestione. 20 Vivai 2018
Il nudista Si rifà alla naturalezza originale, ignorando rami pungenti, formiche brulicanti ed escursionisti perplessi che incontra strada facendo. A differenza dell’escursionista a piedi nudi, il nudista indossa le scarpe e alle volte anche un velo di insetticida.
L‚avventuriero La sua passione sono i trekking, cioè le escursioni di più giorni lontano dalla civiltà. Suo segno particolare è il gigantesco zaino, munito di tutto il necessario per sopravvivere nella natura selvaggia, ad esempio un mini fornello e un sacco a pelo.
Il pellegrino Fedele alla massima «la via è la meta», il pellegrino considera l’escursionismo come un atto di medita zione. Credente o meno: si mette in viaggio sui per corsi tradizionali come il cammino di San Giacomo. I suoi simboli portafortuna sono il bastone da pelle grino e la conchiglia.
L‚arrivista Detto anche arrampicatore e com battente d’alta quota. Il suo motto: l’essenziale è che sia in salita. Colleziona quote come i banchieri le gratifiche e preferisce avven turarsi da solo. Per raggiungere comodamente il suo traguardo, punta sugli scarponi di qualità.
Il collezionista C’è chi raccoglie col cestello e chi lo fa mentalmente: ad ogni modo, quando si mette in cammino, il colle zionista mira a un valore aggiunto. Raccoglie erbe, fun ghi, bacche o riempie di immagini la banca dati dello smartphone. O moltiplica il suo sapere arricchendolo di nuove conoscenze acquisite lungo il percorso a tema. Vivai 2018
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Fedeli complici Dallo zaino alla giacca a vento: ben equipaggiati, camminare si trasforma in un piacere senza fine. Ecco alcuni accessori irrinunciabili. Foto: Marcel Koch Styling: Petra Schlaee
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1. Per macinare i chilometri:
Meindl Air Revolution 3.5, scarponcino da trekking da donna , fr. 299.–, SportXX
2. Tutto in un fagotto: Deuter Futura 24 SL, zaino da donna di 24 l, coprizaino
integrato, fr. 159.–, SportXX 3. Sferzata di energia: Chimpanzee energy bar, fr. 3.–, SportXX 4. Più stabilità: Leki Micro Vario Carbon Lady, bastoni pieghevoli, 212 g, fr. 195.–, SportXX
5. Amici a vita: Victorinox Classic LD, coltellino tascabile, fr. 15.90, SportXX
6. Fino all’ultimo goccio: Jeremie,
bottiglia in resina sintetica, 5 dl, fr. 9.90, Micasa 7. Pelle protetta: Sun Look Sport Sun Spray SF 30, fr. 14.10, Migros
11. Testa a posto: cappello da sole, fr. 17.80, Migros 12. A caccia di marmotte:
Celestron Outland, binocolo, fr. 99.90, Melectronics
fr. 39.90, Migros
13. Sfidare vento e intemperie: Haglöfs L.I.M III Q, giacca da donna GoreTex , fr. 299.–, SportXX 14. Appoggio in discesa: Black Diamond Trail Standart, bastoni da
Aqua, borraccia in alluminio, 6 dl, fr. 22.90, SportXX
Tutti gli articoli di SportXX sono ottenibili online su: sportxx.ch
8. Foto ricordo: Canon Power Shot G9 X Mark II, apparecchio fotografico compact,
fr. 449.–, Melectronics
9. Vista nitida: occhiali da sole, 10. Gradito rinfresco: Sigg Fabulous
escursionista, 462 g, fr. 99.90, SportXX
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DOSSIER
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Una questione d‚onore Sia la grigliata sia un buon paio di scarponi rendono l‚escursione ancora più piacevole. E chi ama la natura chiaramente non lascerà traccia del suo passaggio. Testo: Stephanie Riedi Foto: Marcel Koch Styling: Petra Schlaefle
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cosa deve il suo fascino l’escur sionismo? Alle soste! Il massimo del piacere è soffermarsi in cima alla montagna, in riva al lago o ai margi ni del bosco, magari accendere un fuo cherello per abbrustolire una salsiccia, in modo da poter affrontare meglio la pros sima tappa. Affinché anche le generazio ni future possano godere di questa gioia, c’è una regoletta semplice da seguire: «leave no trace» – non lasciare traccia. Semplici ospiti della natura
Non stiamo parlando dell’impronta dei vostri scarponi, bensì di quella dovuta alla salsiccia abbrustolita. L’obiettivo è preservare, ovvero proteggere gli ecosi stemi ancora intatti, affinché si possano rigenerare. «Leave no trace» è un codice di condotta per chi è amico della natura. È stato elaborato nel 1990 dall’US Forest Service in collaborazione con la National Outdoor Leadership School (NOLS). Per le attività all’aperto queste linee guida sono fondamentali, se volete agire in modo sostenibile e preservare l’ambien te. In realtà, gli escursionisti sono dei semplici ospiti e dovrebbero quindi com portarsi in maniera adeguata, ovvero con 24 Vivai 2018
il dovuto rispetto nei confronti degli abi tanti della natura – sia gli animali sia le piante – nonché dei loro spazi vitali. Per questo motivo, ove possibile, seguono gli appositi percorsi per escursionisti. In Svizzera, la rete di sentieri copre l’intero il territorio snodandosi per ben 65 000 chilometri. Visto che da noi le gri gliate sono parte integrante delle cammi nate, alla pari della segnaletica per i sen tieri, lungo quasi tutti i percorsi ci sono aree ufficiali per grigliare, spesso con le gna a disposizione. In linea di massima, è permesso accendere un fuocherello an che altrove in natura. Cantoni e comuni possono però vietarlo. Ad esempio, se si tratta di una riserva naturale protetta, se c’è molto vento o pericolo d’incendio bo schivo. In alcune regioni, i fuochi sono permessi solo nelle apposite piazzuole per grigliate. È invece vietato, senza ec cezione alcuna, usare legna da ardere o combustibili non tollerati dall’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico. La cosa migliore è chiarire in prece denza, dove si trovano le aree ufficiali per grigliare, che tempo è previsto e con quali osservanze e divieti si sarà con frontati nella regione escursionistica.
I parchi nazionali, in quanto aree protet te ricche di biodiversità, di solito hanno regole proprie che vanno rispettate senza discutere. È permesso osservare gli ani mali selvaggi, a patto che si mantenga la distanza. Accarezzarli e dar loro da man giare è invece vietato, soprattutto se sono ancora piccoli o giovani. Si deve tener conto anche del periodo di riproduzione degli uccelli. In un’area protetta, arram picarsi sugli alberi nei pressi di un nido è da evitare come raccogliere fiori, funghi o erbe per il vostro picnic. Eliminare i resti: un dovere
Affinchè l’equilibrio ecologico rimanga intatto, non dovete lasciare alcun rifiuto. Si considerano rifiuti anche le materie biodegradabili come gli escrementi di cane e le bucce di banana. Se non trovate un cestino per i rifiuti sul posto, racco gliete i resti del picnic, i tovaglioli e gli imballaggi e portateveli appresso per ri ciclarli o smaltirli a casa. Un’ultima oc chiata alle spalle prima di incamminarvi farà sì che l’area di sosta si presenti come gli amanti della natura desiderano ritro varla: libera da qualsiasi traccia che non sia quella degli scarponi. l
Buono a sapersi Leave No Trace
lnt.org/learn/7-principles (in inglese) Sentieri per escursionisti
wanderwege.ch (in tedesco) tesoridavivere.ch Aree per grigliare
schweizerfamilie.ch/unterwegs/ feuerstellen; grillstelle.ch (in tedesco)
Meteo svizzera
meteosvizzera.ch; allarmemeteo.ch
Pericolo d’incendio boschivo
waldbrandgefahr.ch Trasporti pubblici
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SOSTENIBILITÀ
STILE VINTAGE
Di mano in mano Dal sofà allo smartphone, dal mixer alla minigonna: chi acquista merce di seconda mano salvaguarda il portafoglio e l‚ambiente in un solo colpo. Testo: Roland Grüter Foto: Anne Gabriel-Jürgens
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el soggiorno di Raisa Durandi (32 anni) e di Justin Stoneham (29 anni) pezzi d’occasione in stile diverso sono sistemati uno accanto all’altro. Le sedie ricordano gli anni ses santa, i tavolini in vetro gli anni novanta e il sofà si rifà al clean chic del moderni smo. Otto mesi fa, la fotografa e il cine asta sono andati a vivere in periferia, a sud di Zurigo, arredando il loro apparta mento di 3,5 locali con mobili di seconda mano di ogni genere – senza che questi appaiano logori o combinati a casaccio. Raisa Durandi si è rivelata la forza trainante. È stata lei a rintracciare i pezzi sulle piattaforme online per merce di se conda mano, nelle cantine di amici o nei negozi dell’usato. La giovane donna in dossa anche volentieri abiti d’occasione. Molti provengono dai mercatini della Caritas: «I mobili e gli abiti vintage han no una storia alle spalle e ciò li rende uni ci e inconfondibili», osserva Durandi. 26 Vivai 2018
Vintage! Ogni lettera di questa parola sprigiona un senso di modernità. Più pre cisamente però, si riferisce a oggetti che solo pochi anni fa venivano chiamati an ticaglie oppure cianfrusaglie del merca tino delle pulci – e facevano tossire i gio vani anche solo all’idea della polvere che li ricopriva. Oggi il vintage è sinonimo di individualità e gusto. E non è tutto: chi ama il vintage e le cose di seconda mano, non solo si distingue dalla massa, ma di mostra anche impegno per l’ambiente. Un esempio? Un paio di jeans fa un viaggio intorno al mondo di 50 000 fino a 100 000 chilometri, prima di finire nel nostro guardaroba. E la produzione di un chilo di cotone consuma oltre 10 000 litri d’acqua. Ecco perché è più che sensato passare ad altri i famosi pantaloni blu, se la nostra passione per loro dovesse esau rirsi prima del dovuto. Nei sondaggi, una persona su quat tro indica che nella vita quotidiana punta
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” Se con il vintage possiamo contribuire a salvaguardare l‚ambiente, tanto meglio.„ Raisa Durandi e Justin Stoneham amano i mobili e gli accessori di seconda mano.
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Dal tavolino fino alla pianta in vaso: quasi tutto oggi è ottenibile di seconda mano.
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"Qualità incredibile per pochi soldi„ Michael Rudin (28 anni), respon sabile di progetto presso Digitec e Galaxus, ci parla dei riscontri della nuova funzionalità di rivendita.
Signor Rudin, lei è responsabile per la vendita di prodotti di secon da mano presso Digitec e Galaxus. Per lei, l’usato è una valida alter nativa anche in privato?
© Foto: Alberto Manuel Urosa Toledano / Getty Images, pgc
Oggi il vintage del mercato delle pulci è sinonimo di individualità e gusto.
sull’usato per motivi ecologici. E a maggior ragione, gli esperti ci ricordano la cosiddetta «energia grigia» che viene consumata per la produzione, il trasporto, l’immagazzinamento e lo smaltimento di prodotti nuovi – aggravando enormemente il bilancio delle emissioni di CO2 a danno dell’ambiente. Per fortuna, l’interesse per le merci di seconda mano cresce. Sulle piattaforme online gratuite il mercato fiorisce. Circa 360 000 utenti visitano ogni giorno ricardo.ch, il sito leader del settore, per dare un’occhiata agli 1,9 milioni di articoli in vendita. Mobili, abbigliamento ed elettronica sono particolarmente richiesti, rivelano i sondaggi. Per questo motivo, nell’ottobre 2017, anche digitech.ch e galaxus.ch hanno adibito spazi per la vendita online di prodotti d’occasione sui loro siti internet. «Con grande successo», assicura il 28enne responsabile di progetto Michael Rudin (vedi anche intervista a lato). Nessuno sa a quanto ammonti il volume totale delle vendite dell’usato in
Svizzera. In Germania, si stima che si aggiri attorno a un miliardo di franchi. Il settore esercita un fascino incredibile e ciò si fa sentire sia nel mondo digitale sia in quello reale. «Con l’accelerazione del ritmo di vita, è mutato anche l’atteggiamento dei consumatori», osserva Marta Kwiatkowski (40 anni), ricercatrice di tendenze presso il rinomato Istituto Gottlieb Duttweiler, che ha dedicato uno studio ai mercati dello sharing e del second hand. «Quello che ci procuriamo oggi, domani non ci serve più e quindi lo rivendiamo ad altri.» E aggiunge: «Ciò è possibile grazie alla digitalizzazione con tutti i suoi dipositivi online, che fungono da vero e proprio catalizzatore.» Raisa Durandi e Justin Stoneham però non puntano sull’usato per motivi ecologici. «Ma se possiamo contribuire a salvaguardare un pochino l’ambiente, tanto meglio», spiega Raisa Durandi. Comunque sia, lei e il suo compagno vivono a Greencity, un quartiere all’insegna della società a 2000 watt e di uno stile di vita sostenibile. l
Certamente. Acquisto continuamente merce di seconda mano, soprattutto apparecchi elettronici. Spesso offrono una qualità incredibile per pochi soldi. Così facendo, posso inoltre contribuire a salvaguardare le risorse. Gli articoli di seconda mano infatti esistono di già – non devono essere prodotti appositamente. Nell’ottobre del 2017 ha lanciato la rivendita di prodotti usati presso Digitec e Galaxus. Il suo bilancio?
Per ora è molto, ma molto positivo. I nostri clienti trovano fantastico il nuovo servizio e lo utilizzano assiduamente. In che cosa consiste esattamente questa prestazione?
I clienti, da noi, possono rivendere tutti i prodotti che hanno acquistato presso digitec.ch e galaxus.ch a partire dall’agosto del 2014. E tutto quello che in origine costava almeno 50 franchi.
Che cosa offrite ai clienti che altre piattaforme online per l’usato non sono in grado di proporre?
La merce d’occasione da noi viene contrassegnata automaticamente con immagini e tutti i dati importanti. Gli offerenti hanno meno lavoro: basta cliccare tre volte e il prodotto è in vendita. Oltre a ciò, visto che siamo il maggiore commerciante online svizzero, la nostra vetrina digitale è illustre: la merce d’occasione di solito passa di mano più velocemente che su altre piattaforme e a prezzi onesti. Vivai 2018
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INDOVINA CHI...?
LO PSICOLOGO E IL PERSONAGGIO MISTERIOSO
All‚insegna dell‚ecologico Niente carne, in cambio verdure e funghi in sacchetti ecosostenibili. Il nostro psicologo crede di sapere chi ha fatto questi acquisti. Testo: Robert Sempach Foto: Nik Hunger
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l termine di una riunione sulla promozione della salute, inizia mo a parlare dell’analisi dei pro dotti sul nastro trasportatore per Vivai. «Ti danno veramente solo una foto e nes sun’altra informazione?», chiede la mia collega Simone con un sorriso malizioso. Colgo l’occasione e la invito ad analizza re con me la foto che ho appena ricevuto. Simone scopre in un attimo alcune carat teristiche dell’acquisto. «Questa persona 30 Vivai 2018
mangia pensando alla salute e ama cuci nare. Qualche volta deve preparare un menu veloce, ne deduco che lavori. Per lei, una colazione completa e un’alimen tazione sostenibile sono importanti. Al trimenti verdure e funghi non sarebbero imballati nelle veggie bag ecosostenibili e le patate dolci non si presenterebbero completamente senza confezione.» In se guito, la mia collega giunge a una con siderazione particolarmente illuminante:
«Si tratta sicuramente di un’alimentazio ne vegetariana, se non vegana.» Al posto del latte di mucca, è stato scelto quello di riso, avena e cocco e sul nastro non c’è traccia di alcun singolo prodotto anima le. Si tratta abbastanza chiaramente di un piano alimentare vegano. Le gomme da masticare e i popcorn potrebbero indicare la presenza di un bimbo? In proposito manteniamo un cer to scetticismo, dato che l’alimentazione
La spesa è passata sul nastro trasportatore della Migros Pérolles di Friborgo.
vegana non garantisce un sufficiente apporto di vitamina B12 e le organizzazioni competenti non la raccomandano per le donne incinte, i neonati e i bambini. Con un’alimentazione vegana, che presuppone buone conoscenze alimentari, anche per gli adulti è impegnativo riuscire ad assumere tutti i nutrienti essenziali in quantità sufficiente. Lo iodio, ad esempio, è una delle sostanze critiche. Il sale con aggiunta di iodio, certo non scelto a caso, e l’evidente grande varietà di alimenti in questa spesa sono chiari indizi che qui le buone conoscenze in campo alimentare senza dubbio ci sono. La mia collega presume intuitivamente che dietro a questo acquisto si celi una donna giovane e sportiva. Considerando le quantità, io credo si tratti piuttosto di due persone. Anche le differenti miscele di müesli e i diversi gusti delle creme da spalmare indicano due persone con preferenze distinte: una orientata più
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Si tratta sicuramente di un’alimentazione vegetariana, se non vegana.
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Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, riunioni a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net
verso il salato-piccante e l’altra invece con una predilezione per il dolce. Come mai, nonostante la spiccata coscienza ecologica, sul nastro troviamo anche ceci ed edamame in scatola? Probabilmente le ragioni sono pragmatiche, dato che i ceci crudi devono essere messi in ammollo per tempo e venir cotti a lungo. Dopo una giornata di lavoro impegnativa, è pratico poter preparare velocemente ceci o fagioli ricchi di proteine. Inoltre, di recente è stato inserito nell’assortimento delle maggiori filiali Migros l’edamame da coltivazione svizzera. La regione di residenza di entrambe le persone si deduce dai separatori in lingua francese: vivono in Svizzera romanda, quasi certamente in una città. La loro età dovrebbe essere compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono un’alimentazione particolarmente attenta e vegana. l Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 2018
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INDOVINA CHI...?
La soluzione La spesa è stata fatta da Ilaria (26 anni), Pascale (22 anni) e Marina (21 anni). Le tre studentesse condividono un appartamento a Friborgo.
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’è una cosa che non troverete mai nel nostro frigo: la carne. Marina ed io siamo vegetariane, mentre Pascale è vegana. Ci opponiamo all’allevamento intensivo e scegliamo quindi, per ragioni etiche, un’alimentazione priva di carne. Come il signor Sempach ha giustamente osservato, quando facciamo la spesa prestiamo molta attenzione agli imballaggi. Praticando il mio hobby, il surf, mi sono resa conto di quanto la plastica sia dannosa per i mari. Facciamo un’eccezione quando si tratta di ceci ed edamame, poiché questi sono davvero laboriosi da cucinare. A parte il boicottaggio della plastica e della carne, amiamo la varietà. Per noi è importante un’alimentazione equilibrata e ci piacciono tutti i tipi di frutta e verdura. Di sera mangiamo prevalentemente cuscus, riso integrale o tofu combinati a diverse verdure e legumi. Quando cuciniamo tutte insieme, prepariamo volentieri un curry. Pascale e Marina sono assolute autorità in fatto d’insalate. Per loro, nella ciotola dell’insalata trova spazio di tutto, dalle patate dolci alle lenticchie, dai semi alle noci. Pascale, inoltre, prepara le salse migliori al mondo, con le più ardite combinazioni di spezie. Siccome i nostri orari all’università sono differenti, non ci incrociamo quasi mai a colazione o a pranzo. Io amo prendermi il mio tempo per fare una bella colazione. Di solito, preparo un muesli o del porridge con latte di riso. A pranzo dev’essere qualcosa di veloce, come gli avanzi della sera prima o un’insalata. L’elemento che ci unisce tutte nella nostra comunità abitativa è l’armadietto del tè, con oltre venti diverse qualità. Ci concediamo spesso una meritata pausa dallo studio, assaporando una tazza di tè e un pezzo di cioccolato fondente. l A cura di Anna Meyer
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ALIMENTAZIONE
COLORE IN TAVOLA
Banchetto in viola
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Frutta e verdura dal lilla al viola mettono di buon umore e regalano ai piatti sprazzi di colore dall‚effetto antiossidante. Testo: Petra Koci Foto: Christine Benz Styling: Karin Messerli
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COLORE IN TAVOLA
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Le bacche Mirtilli, bacche di aronia, ribes nero, bacche di acai, uva nera
Queste bacche contengono molti antiossidanti, come gli antociani e le vitamine C e E, che pare contribuiscano a rendere inoffensivi i radicali liberi dannosi per le cellule. Il campione tra i fornitori di vitamina C è il ribes nero, che vanta fino a 177 milligrammi per 100 grammi di bacche. Sia le bacche di aronia indigene sia quelle di acai dell’Amazzonia hanno un sapore acre-acidulo. Non vengono praticamente mai consumate crude, ma solo lavorate in succhi, frullate o essiccate. Nell’uva nera, oltre agli antociani, si trovano anche altre sostanze vegetali secondarie ad azione antiossidante, come la quercetina e il resveratrolo. Quest’ultimo viene utilizzato anche nella cosmesi.
Le drupe e le polidrupe Prugne, susine, ciliegie, more
Prugne, susine e ciliegie contengono minerali preziosi e fibre che possono facilitare la digestione. Grazie al fruttosio contenuto sono inoltre un’ottima fonte di energia. Soprattutto nelle prugne secche è concentrato molto fruttosio. La mora, che viene classificata botanicamente come polidrupa, si distingue invece per il suo alto contenuto di vitamina E. 36 Vivai 2018
Le verdure Barbabietole, melanzane, cavolo rosso, radicchio o cicorino rosso, igname viola noto anche come yam o ube, cavolfiore viola, patate e carote viola
Anche in queste varietà di colore viola si nascondono coloranti antiossidanti e vitamine. Le melanzane non dovrebbero venir mangiate crude, poiché le loro sostanze amare possono provocare nausea. Nel radicchio, invece, le sostanze amare facilitano la digestione. La carota scura è ricca di betacarotene. La barbabietola d’altro canto, oltre al calio e all’acido folico, contiene anche la betaina, un micronutriente che pare svolga un’azione protettiva sul cuore. Un forte effetto antiossidante viene attribuito anche ai glucosinolati. Questi metaboliti secondari delle piante sono presenti nei cavoli – quindi nel cavolo rosso e nel cavolfiore viola. Il cavolo rosso, il radicchio e le barbabietole, tra l’altro, ora non sono di stagione. Potremo goderne non appena l’estate sarà volta a termine.
© Foto: Shutterstock (4), Alessandra Pizzi, Ulrike Koeb / Stockfood, Roger Hofstetter
’ultra violet è il colore della gamma Pantone dell’anno 2018 ed è molto amato nel mondo della moda – ma non solo. I toni dal porpora al lilla fino al blu-nero festeggiano la loro alta stagione anche nei campi, negli orti e nel piatto. Sono gli antociani a dare colore alle bacche mature, alle prugne, alle ciliegie o alle melanzane. Questi metaboliti secondari delle piante appartengono ai flavonoidi e sono coloranti. Proteggono le piante dai raggi UV del sole e attirano gli insetti. Agli antociani sono attribuiti possibili effetti positivi sulla salute. Pare che agiscano come antiossidanti, che riducano le infezioni e abbassino la pressione. Il colorante vegetale si trova soprattutto nella scorza ed è idrosolubile. Durante la cottura in acqua, le sostanze nutritive, così come la luminosità del colore vanno perse. Questo ci torna utile quando vogliamo usare questo colorante naturale per tingere in modo originale i nostri piatti. Voglia di un risotto viola? Basta cuocere insieme al riso un po’ di cicorino o di cavolo rosso. E che ne direste di creazioni sgargianti per i giorni caldi? Un po’ di barbabietole crude grattugiate sui ceci vi permettono di creare un hummus rosso intenso. Aggiungendo invece mirtilli frullati, il frozen yogurt acquista subito un delicato colore lilla. l
”Si sa, anche l‚occhio vuole la sua parte„ Pia Martin ha un master in eco trofologia e lavora come dietista per i Media Migros.
Il cavolfiore lilla o le patate e le carote viola si vedono sempre più spesso anche qui da noi. Da dove provengono queste nuove varietà?
I toni dal porpora al lilla fino al blu-nero ora sono di stagione anche negli orti.
Anche se a volte sembrano quasi tinte, si tratta di specie naturali, spesso di varietà originarie o di specialità regionali. Frutta e verdura esistono in molte diverse tipologie, forme e colori. Da qualche anno si coltivano di nuovo più intensivamente anche le qualità meno note.
La nuova stella è l’ube, un tubero color lilla intenso. Come mai è così apprezzato?
Si sa, anche l’occhio vuole la sua parte. Verosimilmente l’ube piace per il suo colore inusuale, per il fascino dell’ignoto, perché è divertente e per il suo sapore di vaniglia, pistacchio e cioccolato bianco. L’igname lilla è originario delle Filippine. Per portare in tavola un piatto sorprendente, al posto dell’ube si può ricorrere anche al colorante naturale presente nelle patate dolci viola. Se consumiamo più alimenti viola, la nostra alimentazione è migliore, perché più nutriente?
Un’alimentazione equilibrata prevede sia la frutta sia la verdura, idealmente cinque porzioni al giorno. Queste apportano importanti sostanze nutritive, come vitamine, minerali, fibre e metaboliti secondari delle piante. Non ci si dovrebbe però limitare a un solo colore. Più variegati sono i colori e le varietà, più ampio è lo spettro dei metaboliti secondari che assumiamo.
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ALIMENTAZIONE
CONSERVARE LE ERBE
Il sole d‚inverno Le erbe aromatiche profumano d‚estate e mettono di buon umore nei grigi mesi invernali. Non c‚è tempo da perdere, se per la stagione fredda volete far tesoro dei loro preziosi aromi. Testo: Stephanie Riedi Foto: Christine Benz Styling: Karin Messerli
Alcune erbe si conservano bene sott’olio. Il condimento ottenuto re galerà un deli zioso aroma mediterraneo ai vostri piatti.
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L’aroma delle erbe si mantiene a meraviglia in congelatore – e non dovete nemmeno scongelare le erbe prima di utilizzarle.
Il sapore dell‚estate sotto ghiaccio.
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ALIMENTAZIONE
CONSERVARE LE ERBE
Attraverso l‚essiccazione, il sapore delle erbe può modificarsi.
sono al sicuro nel congelatore. Il prezzemolo, il cerfoglio e il coriandolo possono essere congelati a ciuffi, chiusi in sacchetti per il congelatore. Prima dell’utilizzo, le erbe congelate vengono sbriciolate tra le dita nel sacchetto e poi cosparse sui cibi. Tritate finemente, invece, si possono congelare nelle vaschette per cubetti di ghiaccio con un po’ d’acqua. Le erbe aromatiche possono essere congelate insieme o suddivise per tipo: è una questione di gusti e dell’utilizzo che se ne vuole fare. In ogni caso, non vanno scongelate prima dell’uso, ma aggiunte direttamente a salse o zuppe. Mettere sott’olio
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hiudete gli occhi e annusate: se odora di basilico, salvia o origano, l’Italia non può essere lontana. La lavanda ci porta in Provenza, mentre il timo ricorda il formaggio di pecora in salamoia assaggiato a Creta. Le erbe aromatiche hanno un effetto magico. Con il loro profumo e il loro sapore conferiscono ai piatti un tocco mediterraneo, ci trasportano in un viaggio immaginario e sono quindi un comprovato rimedio contro la nostalgia di paesi lontani. Questa è l’ultima occasione per preservare le loro numerose proprietà, figlie del sole estivo, per l’autunno e l’inverno. Ad esempio essiccandole, congelandole oppure mettendole sott’olio o sott’aceto. Il momento migliore per la raccolta delle erbe è una mattina assolata, quando la rugiada notturna si è asciugata, ma la calura di mezzogiorno non ha ancora raggiunto il suo apice. Il sapore di alcune erbe, come la menta, il basilico, l’erba cipollina e l’aneto è più intenso prima della fioritura. Ma si possono utilizzare e conservare anche successivamente. Essiccare
Il metodo di conservazione più antico e delicato è l’essiccazione all’aria. In questo modo si conservano gli oli eterici, che sono molto sensibili al calore e carat40 Vivai 2018
teristici delle erbe per spezie e tisane come salvia, rosmarino, lavanda, timo, alloro, menta, origano, maggiorana e melissa. L’essiccazione è meno adatta alle erbe con foglie delicate e un alto contenuto d’acqua, come basilico, cerfoglio, aneto, prezzemolo e erba cipollina. Per far sì che la qualità rimanga inalterata, il processo di essiccazione non deve durare troppo a lungo. Non lavate quindi le erbe o asciugatele tamponandole con carta da cucina. Formate dei piccoli mazzetti e appendeteli a testa in giù in un luogo caldo, protetto dal vento e dalla luce. Gli oli eterici non sopportano né la luce diretta del sole né temperature sopra i 35 gradi centigradi. Il buio fa in modo che le foglie e i gambi rimangano belli verdi. Le erbe essiccate vanno conservate in vasetti scuri con coperchio avvitabile o in barattoli di latta. Si possono utilizzare ad esempio per tè, salse, zuppe, pizza e per aromatizzare l’olio, il sale e l’aceto. Si raccomanda di dosarle con parsimonia. L’aroma infatti si modifica attraverso il processo di essiccazione. La maggiorana e l’origano, ad esempio, acquistano un sapore più intenso. Congelare
L’erba cipollina, l’aneto, il cerfoglio, il dragoncello, il basilico e il prezzemolo
Certe erbe, come origano, maggiorana, prezzemolo, aneto, cerfoglio, coriandolo, santoreggia, rosmarino e basilico si conservano ottimamente sott’olio. Gli oli eterici contenuti sono infatti ben solubili nel grasso. Il basilico, ad esempio, ha fatto una carriera stellare come aromatizzante nel pesto. Per conservarle sott’olio, le erbe vanno tritate finemente e versate in vasetti per conserve. Questi vanno riempiti d’olio (ad esempio d’oliva) fino a ricoprire per intero le erbe. In questo modo, basilico & co. si conservano in frigo fino a sei mesi. È importante assicurarsi che le erbe siano sempre ricoperte dall’olio. Con le erbe sott’olio si possono condire ad esempio le salse o aromatizzare la pasta o la pizza. l
I segreti delle erbe Le erbe regalano una nota colorata e più sapore ai vostri piatti. Scoprite le loro virtù nascoste e come si usano in cucina. migros-impuls.ch/erbe
BIMBI MIGROS
Un pezzetto di patria La Migros è parte di me, come il Cervino di Zermatt. Sono le parole della 57enne impiegata di commercio Monique Prankl che abita a Thörishaus. Testo: Petra Koci Foto: Michael Sieber (fotomontaggio: Vivai)
Come e quando è diventata una bimba Migros, signora Prankl?
Quando avevo circa sette anni, l’auto carro della Migros passava da noi in paese. Era un camion verde menta dal quale veniva calata una scaletta. Sostava col motore acceso, affinché i frigoriferi continuassero a funzionare. Non appena noi bimbi udivamo il ronzio del camion, afferravamo una monetina per andare a comprare le caramelle. Per noi era una cosa davvero esotica che ci dava una sferzata d’adrenalina. A quei tempi pen savo sempre: da grande farò la spesa alla Migros. E più in là con gli anni, ha optato per la Migros?
Sì, ma un tempo non c’erano così tante filiali. A Berna, c’era un negozio sulla Marktgasse. Quando ci recavamo in gita in città, passavamo sempre alla Migros. Ai tempi andavamo matti per gli yogurt alla mocca. Di solito li mangiavamo già sulla via di casa, di modo che il papà non se ne accorgesse – per via del bud get casalingo. Oggi però, con i punti Cumulus, la Migros dà indietro qualco sa ai clienti. Questo è un bel gesto. Spero che la Migros continui di questo passo ancora per molto tempo. Per me è come un pezzetto di patria.
Quali sono i prodotti che preferisce?
Acquisto lo yogurt al latte di pecora bio, il cioccolato, i biscotti, le barrette Farmer – e i prodotti per la pulizia. Sono fan della linea Potz. Il detergente per bagno Potz mi assiste ogni giorno. Le piace pulire? Oppure c’è così tanto da pulire a casa sua?
Sono vere entrambe le cose! In effetti, ci sono molte faccende da sbrigare. Abito con la mia famiglia in una fattoria dis messa con tanto di terreno e giardino. Abbiamo un gatto, Emilio, nonché galli ne, conigli e pecore. Pulire però mi pia ce anche. Lo faccio anche di mia sponta nea volontà! Proprio di recente per un collega che traslocava. La premessa era che mi desse soldi per comprare gli articoli per le pulizie alla Migros.
Con Potz le pulizie si fanno in un lampo – è questo il motto di Monique Prankl. Su con la musica, mano al detergente e via con la fantasia di come tutto splende e profuma una volta finito. Fa bene all’umore e rilassa.
Le avanza tempo per gli hobby?
Oh sì. Frequento il training autogeno presso la Scuola Club. Ho bisogno di ri lassarmi per ritrovare l’equilibrio, visto che mi occupo molto delle persone, sia in ambito turistico sia nel club per chi è oltre i 50 anni: facciamo gite a sfondo culturale, escursioni a piedi. E dò sem pre molto di me stessa. Ma mi posso an che distendere nel giardino di casa, sem pre che non stia facendo le pulizie! ●
Sei anche tu una bimba o un bimbo Migros? Contattaci! vivai@mediasmigros.ch
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”Pulire mi piace. Lo faccio anche di mia spontanea volontà.„
Cifre
& fatti
Il detergente per bagno Potz elimina anche lo sporco più ostinato rimuovendo i residui di sapone, calcare e grasso. Il prodotto ha una buona biodegradabilità e fa sì che le superfici trattate restino pulite più a lungo. Il pratico flacone spray funziona anche a testa in giù ed è prodotto con PET riciclato al 60%.
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METODO FELDENKRAIS
RELAX
In moto con grazia Yoga e pilates sono sulla bocca di tutti. Ma ci sono anche alternative efficaci e benefiche per il corpo e l‚anima. Ad esempio il Feldenkrais. Testo: Regula Burkhardt Illustrazioni: Tina Berning
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eldenkrais – un termine che la maggior parte di noi ha già sentito, ma che difficilmente riesce a inquadrare. Potrebbe sembrare una parola di origine tedesca, ma non lo è. Il Feldenkrais è un metodo che, attraverso movimenti guidati, insegna a migliorare la percezione e le funzionalità del corpo e del cervello. Viene utilizzato soprattutto da sportivi, artisti e persone con menomazioni, sia adulti che bambini, per migliorare la motilità, la coordinazione, la stabilità e impiegare in modo più efficiente le proprie forze. Il metodo prende il nome dal suo ideatore, Moshé Feldenkrais, che lo sviluppò nella seconda metà del ventesimo secolo. Sono stati degli infortuni sportivi a spingere l’ingegnere russo-israeliano a rivalutare e ad esplorare il proprio modo di muoversi. Un lavoro di testa
«Con il metodo Feldenkrais accresciamo e conserviamo il nostro spettro di movimenti», spiega Theresa Lehmann, insegnante di Feldenkrais presso la Scuola Club Migros di Winterthur. La lezione con il suo gruppo inizia stando distesi a terra. «Come sentite il piede? Dove entra in contatto la gamba con il pavimento? Vivai 2018
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"Gli esercizi agiscono direttamente sul sistema nervoso e fanno sì che si formino nuove sinapsi.„
Come appoggia il bacino?», chiede l’insegnante e spiega: «Portando la nostra attenzione da una parte del corpo all’altra, impariamo a percepire il corpo. A lungo termine, questo fa sì che anche nella vita quotidiana assumiamo una postura migliore.» Dopo l’introduzione seguono le vere e proprie sequenze di movimento secondo Feldenkrais: lente, fluide, dolci, che rendono questo metodo adatto anche per le persone anziane. « È importante che si provino diverse varianti di movimento, che ci si concentri e si riconosca quale versione riesca con più facilità», spiega Lehmann. Bisogna lavorare con la testa. Ma non è finita: è stato dimostrato che il Feldenkrais stimola addirittura il cervello. «Gli esercizi agiscono direttamente sul nostro sistema nervoso e fanno sì che 46 Vivai 2018
si formino nuove sinapsi», osserva l’insegnante di Feldenkrais. Ritorno all’infanzia
Attimi di relax grazie allo yoga Gli esercizi su video dell’istrut trice di yoga Kimi richiedono poco sforzo e sono perfetti per un allenamento soft durante o dopo le vacanze. Gli esercizi allungano, rinforzano e stirano schiena e torso, regalandovi pre ziosi momenti di relax. Basta srotolare il tappetino da yoga e far partire il video! www.migrosimpuls.ch/esercizi
Il metodo Feldenkrais parte dal presupposto che impariamo meglio, se lo facciamo allo stesso modo dei bambini – ovvero sperimentando di prima persona. «Un neonato va avanti a tentativi, finché riesce a girarsi dalla schiena sulla pancia. Su questo metodo d’apprendimento si fondano anche le lezioni», sottolinea Theresa Lehmann. L’insegnante di Feldenkrais ha constatato spesso che, grazie all’allenamento, le tensioni degli allievi si sciolgono o che improvvisamente determinati movimenti quotidiani risultano loro più facili. Ad ogni modo, il corpo e lo spirito restano in forma. l
METODO FELDENKRAIS
RELAX
Il movimento rotatorio secondo Feldenkrais 1. Sdraiatevi comodi sul lato sinistro,
posate la testa su un cuscino, piegate le gambe una sopra l’altra. Stendete le braccia davanti a voi sul pavimento all’al tezza delle spalle sovrapponendole. Resta te rilassati. Ora muovete lentamente il braccio destro verso il soffitto formando un arco e poi tornate alla posizione di partenza. Eseguite cinque volte.
2. Ora ripetete il movimento seguendo la mano con lo sguardo. Cosa succede? Si gira anche la testa? Effettuato così, il movimento risulta più facile? Ripetete cinque volte.
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3. Ora muovete il braccio verso il soffitto, lasciando però riposare la testa sul cusci no. Mentre riportate la mano destra sulla sinistra, voltate il viso verso destra in dire zione del soffitto. Quando invece muovete la mano verso il soffitto, girate la testa verso sinistra. Assicuratevi che la nuca rimanga in una posizione comoda. Che sensazione provate muovendovi in modo contrapposto? I movimenti si fanno più lenti? Ripetete cinque volte. 4. Ripetete l‘esercizio n° 2. Ora riuscite a muovere il braccio più verso destra? 5. Sdraiatevi sulla schiena e sentite la diffe renza tra il lato destro e quello sinistro.
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6. Sdraiatevi sul lato destro e ripetete la sequenza di esercizi dal n° 1 al n° 5. Importante: fate una pausa dopo ogni esercizio, affinché il sistema nervoso possa elaborare le informazioni.
La Scuola Club Migros offre corsi di Feldenkrais a Winterthur, San Gallo, Soletta e Aarau. Ogni lezione dura 50 minuti e non è richiesta alcuna espe rienza precedente. scuolaclub.ch
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MOVIMENTO
STAND UP PADDLING
Scivolando tra le onde Basta una tavola, una pagaia... e si parte! Lo stand up paddling ha molti volti e permette di vivere l‚estate sulla cresta dell‚onda. Testo: Petra Koci
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i vediamo sia sul lago di Zurigo sia su quello di Lugano o lungo il fiume Aare: gli stand up paddler, che con la pagaia si sospingono dolcemente sullo specchio dell’acqua. Alla maniera dei pescatori della Polinesia e, più avanti negli anni, come gli insegnanti di surf alle Hawaii. In Svizzera lo stand up paddling (SUP) è permesso su quasi tutte le acque di pubblico dominio, che si trovano fuori da aree naturali protette e zone riservate ai nuotatori. È un’attività adatta a chiunque sappia nuotare. Perché così tanti amano il SUP? «Il canotaggio in piedi sulla tavola s’impara velocemente e facilmente. Inoltre, ci si muove sotto il cielo aperto, scivolando sull’acqua – cosa piacevole e dall’effetto rilassante», osserva Katrin Gerber di SUP Thun. Allo stesso tempo è anche un allenamento per tutto il corpo che non sforza eccessivamente le articolazioni. La tavola ondeggiante mobilizza i fasci muscolari delle gambe e del torso in profondità. I colpi con la pagaia rinvigoriscono la muscolatura di braccia, spalle, pancia e schiena. Vengono allenati il senso dell’equilibrio, la capacità di coordinazione, la forza e la resistenza. «Sulla tavola si può liberare la mente o scaricarsi, dandoci dentro. L’allenamento può essere adeguato al proprio livello di fitness o venir combinato con altre discipline sportive», sottolinea l’istruttrice di SUP e di paddlefit. SUP yoga
La Scuola Club Migros offre lo stand up paddling, il paddlefit e il SUP pilates su vari laghi svizzeri e in collaborazione con partner qualificati (supswiss.ch, supthun.ch, spinoutshop.ch, supstation.ch, aare-sup.ch, sunsetshop.ch). scuola-club.ch
© cdwheatley / Getty Images
Mano ai remi
Se si trasforma la tavola in isolotto, la posizione del cobra, del cane a testa in giù o del guerriero diventa ancora più piacevole. Non appena arrivano le onde o si eseguono posizioni che richiedono equilibrio, la cosa si fa però più complicata. Diventa importante mantenere la tensione del corpo e la concentrazione. Ma nello yoga, non è anche questione di trovare l’equilibrio interiore? SUP pilates
Affinché non si vada alla deriva, la tavola di solito è fissata a una boa – cosa Vivai 2018
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STAND UP PADDLING
che si fa anche nello SUP yoga. Nel pilates ci si concentra sul cosiddetto «powerhouse». Ovvero sui muscoli ventrali e del pavimento pelvico situati in profondità. E visto che l’allenamento sulla tavola da pilates galleggiante può rivelarsi alquanto traballante, il powerhouse viene stimolato ancora di più. Paddlefit
Fare le flessioni sulla tavola, i sit-up addominali con la pagaia in mano, gli affondi in avanti e indietro. Nel paddlefit, il classico workout si alterna alle lunghe sequenze remando con la pagaia. A questo si aggiungono esercizi di equilibrio eseguiti mentre si rema. Il paddlefit allena sia la forza sia la resistenza. L’effetto del training è più intenso, visto che si deve esercitare contemporaneamente la forza e mantenere l’equilibrio. Cavalcare le onde
Il surf classico, in Svizzera, si può praticare ad esempio sulle onde fluviali di Bremgarten, Thun e Basilea. Oppure si va al mare. Con la tavola da SUP, di fronte a un’onda non vi dovete sforzare per alzarvi tremanti. Basta remare fino all’onda e poi affrontarla con la pagaia in mano che fa da stabilizzatore. 50 Vivai 2018
WindSUP
Spira un po’ di vento? Sarebbe bello poter sfruttare la sua forza invece di dover ricorrere ai propri muscoli. Alcune tavole da SUP possono essere munite di vela da surf. Non siamo forse al livello del windsurf classico, che presuppone molta tecnica, ma anche praticando windSUP si guadagna velocità – e ci si concede una sferzata d’adrenalina. Gare di SUP
Lo stand up paddling è anche uno sport di competizione. Per tutti coloro che hanno voglia di gareggiare o di condividere l’esperienza con altri, SUP Tour organizza manifestazioni sportive di massa su diversi laghi svizzeri. sup-tour-schweiz.ch
Tour di SUP
Perché non partire in gita con la tavola? Diverse scuole di SUP propongono gite notturne con la luna piena, escursioni impegnative su fiumi o tour avventurosi per isole, ad esempio per l’isola di San Pietro sul lago di Bienne. Sul lago di Brienz potete seguire per conto vostro l’apposito paddle trail. l spinoutshop.ch, supstation.ch, aare-sup.ch, love-sup.ch, supkultur.ch, paddletrail.ch
Tutti a bordo! Esistono i cosiddetti hardboard e gli inflatable. Paragonati agli inflatable, che sono gonfiabili, i hardboard risultano più rigidi e facili da manovrare. I gonfiabili, invece, possono essere arrotolati e sono facili da trasportare. L’allround board è largo
(ca. 80 cm) e appoggia sull’acqua in modo più stabile. È ideale per principianti e per chi rema per puro piacere. Il race board è stretto, lungo
e leggero.
Il touring board di taglio
sportivo è adatto a chi è ambizioso e ama le escursioni più lunghe. Il crossover board offre
anche un ancoraggio per la vela da surf. Per la pagaia è meglio
sceglierne una possibilmente leggera. Chi si allontana dalla riva più di 300 metri deve indossare per forza di cose un giubbotto da salvataggio.
© Foto: Steven Lippman / Trunk Archive
MOVIMENTO
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VIAGGI
RIENTRO A CASA
Estate senza fine Il rientro dalle vacanze dev‚essere ben orchestrato, se si vuole evitare lo scontro frontale con la quotidianità. Parola del giornalista di viaggio Matthias Mächler, viaggiatore per passione e di professione. Illustrazioni: Bella Foster
e
ccoci di nuovo a casa. Con la T-shirt con la stampa «I love NY» che non si ha voglia di indossare e le espadrilles di Marrakesh, per le quali si è contrattato a lungo sul prezzo, ma che in fondo troviamo orribili. Anche il rosé della Costa Azzurra non piace senza il profumo di mare che sale alle narici. Ed ecco che ci si ritrova in balia dei gelidi e viscidi tentacoli di quella mostruosa piovra che è la quotidianità. Domani il tran tran ricomincia di nuovo. Come far tesoro degli attimi di felicità strappati alla vita durante le vacanze? Come conservare per qualche giorno o addirittura per settimane, la leggerezza e il ricordo di quegli attimi vissuti alla giornata? Trucco n° 1: comincia ancora prima del-
le vacanze con la pianificazione. Non so come sia per voi, ma a me la prima metà delle vacanze sembra durare cinque volte più a lungo rispetto alla seconda. A partire da metà vacanza penso sempre più spesso al lavoro. E meno giorni di vacanza mi restano, più velocemente se ne volano via. Ecco perché riservo la prima metà per gite, visite a musei e attività intense, mentre nella seconda ingrano il 52 Vivai 2018
rallentatore al punto da annoiarmi. Seguo apposta percorsi che già conosco per avere la sensazione di essere ormai di casa e quindi pronto per il rientro. Trucco n° 2: da abbinare al trucco n° 1 – trovate il pelo nell’uovo, cosa in cui noi Svizzeri siamo campioni. Un luogo di villeggiatura infatti può essere perfetto quanto vuoi (cosa che spergiuriamo su Instagram e Facebook), ma ci capiterà comunque di avere a che fare con un cameriere lentissimo, una sdraio troppo cara, caldo o freddo eccessivi, usanze troppo severe, persone difficili al buffet. Visto che nella seconda metà delle vacanze avrete poco da fare, potrete irritarvi con gusto su tutto questo e rallegrarvi al pensiero di casa vostra, dove tutto è di nuovo come d’abitudine (nonostante anche questo irriti, ma perlomeno in modo prevedibile). Trucco n° 3: va bene per le persone con un’indole talmente solare che non si scompongono mai e trovano interessante qualsiasi portatovaglioli. Ovvero per persone come me, hahaha! In realtà, le cose stanno così: come giornalista di
viaggio ci si trova continuamente in posti da favola, dove la felicità ti viene per così dire servita su un piatto d’argento. Indispettirsi in modo artificioso sarebbe da arroganti. Ci sono comunque cose che anche nel più meraviglioso degli alberghi non ci faranno mai sentire come a casa nostra. Per me, ad esempio, il letto. Le luci di mattina. Il profumo del paese natale. Il giardino che diventa più bello grazie alle mie mani. Penso a questo e al mio letto, quando non voglio più andarmene via da un albergo da favola. Trucco n° 4: è sacro per me, visto che solo grazie a questo trucco sono riuscito a sconfiggere le mie depressioni post vacanza – non rientrate all’ultimo minuto! Anche se sfruttare fino all’ultimo il tempo libero è una gran tentazione, vi scontrerete irrimediabilmente con la quotidianità. Di solito, io rincaso di mercoledì o giovedì, così ho l’occasione di: a) continuare a ciabattare al ritmo delle flip flop; b) concedere all’anima il tempo di riabituarsi a casa e far tesoro della serenità acquisita durante le vacanze; c) sogghignare all’idea dei colleghi al lavoro, che è più bello da casa che non dalla spiaggia.
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VIAGGI
RIENTRO A CASA
Musica che ricorda l‚estate Un été français, Indochine, 2017 Per sentirsi cool anche dopo la fine delle vacanze. Summer Wine, Lee Hazlewood / Nancy Sinatra, 1966
Frizzante come un bicchiere di prosecco al bar della spiaggia.
Finora l’idea era soprattutto quella di riuscire a tornare, senza cadere in lacrime davanti alla porta di casa, perché la prossima vacanza si prospetta infinitamente lontana. Affrontiamo ora la vera arte – prolungare la sensazione di vacanza dentro di noi attraverso l’elaborazione attiva di ciò che abbiamo vissuto. Trucco n° 5: creare un manuale di viag-
gio con appunti, scarabocchi, biglietti da visita delle bettole, go e no go del posto. Forse qualcuno ne avrà bisogno... Trucco n° 6: leggere un romanzo della
regione di vacanza e tornarci in viaggio mentalmente in veste di conoscitore del luogo. Trucco n° 7: scegliere le migliori imma-
gini tra le troppe foto scattate (piedi davanti al mare, drink esotici, tramonti) e comporre un album delle foto. Trucco n° 8: cucinare un piatto tipico
ascoltando musica del posto, invitare gli amici e deliziarli anche con l’album delle foto e il manuale di viaggio. 54 Vivai 2018
Trucco n° 9: ci sarebbe anche quel famo-
so film che da cinquant’anni fa scordare la nostalgia delle vacanze. È talmente senza tempo, pieno di stile ed estivo che, nonostante il montaggio dal ritmo un po’ lento, è un vero mito... «The Endless Summer» immortala su pellicola lo spirito del surf e della vita sotto il sole – catapultandovi in trance senza droghe e regalandovi la pace dell’anima. Se tutto questo non dovesse servire, ci vuole un rimedio hard core: una vera avventura, affinché vi sentiate pieni di vita, liberi e un po’ come Indiana Jones anche nella monotona vita quotidiana. Trucco n° 10: passate la notte in balcone
nel sacco a pelo, sfidando ragni, scarafaggi e altri mostri e lasciatevi svegliare dal cinguettio degli uccellini poco prima dell’alba. In fin dei conti, è la magia dei momenti particolari, fuori del comune a regalarci quella sensazione di vacanza. E questi momenti si possono vivere ovunque. Bisogna solo sforzarsi di cambiare rotta di tanto in tanto, lasciandosi alle spalle il tran tran quotidiano. l
In the Summertime, Mungo Jerry, 1970
Vi farà ondeggiare sulle flip flop. Summertime Sadness, Lana Del Rey, 2012
Sono lacrime di nostalgia o è acqua di mare a bagnare il vostro viso? Let the Sunshine in (Hair), The 5th Dimension, 1969
... ed è sempre un lieto fine!
Sunshine Reggae, Laid Black, 1983
Il miglior antidoto se avete nostalgia delle vacanze o il cuore infranto. Vamos a la playa, Righeira, 1983
Per rivivere l’estasi dei party in spiaggia.
Soak Up the Sun, Sheryl Crow, 2002
Fa vibrare di più di una giornata sotto il sole.
Summer of ’69, Bryan Adams, 1984
Tutti in pista per ricaricarsi con una sferzata di energia! Summer in the City, Joe Cocker, 1966
Per vivere la quotidianità al ritmo del rock’n’roll.
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NOEMI CARPINELLI
IL LUOGO DEL CUORE
«Il campo da golf di Otelfingen è per così dire la mia seconda casa.» Noemi Carpinelli (23 anni) vive a Boppelsen e frequenta il master in Accounting and Finance presso l’Università di San Gallo. Appassionata di golf, gioca a handicap 0. È stata più volte campionessa del Golf Club Lägern e ha vinto due volte i campionati universitari di golf.
Golfclub Lägern, Otelfingen
© Foto: Diego Alborghetti
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ioco a golf da quando ho otto anni e il campo da golf di Otelfingen è per così dire la mia seconda casa. È fantastico che anche i miei genitori e mia sorella siano membri del Golf Club Lä gern, perché di tanto in tanto mi piace giocare una partita insieme a loro. Devo ammettere che da quando ho iniziato gli studi, alle volte mi manca il tempo per star dietro a questo hobby così impegna tivo. Una partita di golf dura infatti dalle quattro alle cinque ore. Ma è anche que stione di sapersi gestire il tempo, cosa in cui sono decisamente brava.
Al momento, ogni settimana gioco alme no una partita così per divertirmi o par tecipo a un torneo. Seguo inoltre da uno a due allenamenti. Non ho mai aspirato a una carriera da professionista, ho sempre saputo che avrei seguito un percorso ac cademico. Il golf, però, è estremamente importante per me. Amo muovermi all’a perto, specialmente in primavera quando tutto è in fiore. La natura qui è da sogno. Inoltre mi stimola l’aspetto competitivo, anche se allo stesso tempo apprezzo il contatto con gli altri giocatori. Sul cam po da golf di Otelfingen incontro sempre
persone interessanti di qualsiasi età e ho stretto delle vere amicizie per la vita. Il tee, dal quale si sferra il primo col po in una qualsiasi buca, è il mio colpo preferito. In quel momento, ogni giocato re ha l’opportunità di ripartire da zero, se prima le cose andavano male. Si tratta di un nuovo inizio. Quando colpisco sono sempre molto concentrata. Questo è im portante. Ed è un buon esercizio. La ca pacità di potermi concentrare in modo assoluto in poco tempo mi ha già reso de gli ottimi servizi anche nello studio. l A cura di Regula Burkhardt Vivai 2018
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Come partecipare Telefono: chiama lo 0901 560 003
(fr. 1.– / chiamata da rete fissa) e lascia sulla segreteria soluzione, nome, cognome e indirizzo. SMS: invia VIVAI I, soluzione, nome, cognome
e indirizzo al numero 920 (fr. 1.– / SMS)
Cartolina postale (posta A):
Edizioni Vivai, concorso 4/18 casella postale, 8074 Zurigo Il termine d’invio è il 20 agosto 2018 La soluzione del numero precedente era Tintura Vince il premio Claudia Rohrer, Rothenburg
I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno più consegnati. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome delle vincitrici o dei vincitori saranno pubblicati su Vivai 5/18.
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