Skip to main content

Libretto Giove a Pompei

Page 1

Università di Foggia

Fondazione Banca del Monte di Foggia

FOGGIA

con il sostegno di FUNDER 35 CARIPLO

Comitato tecnico-scientifico per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita di Umberto Giordano

Claudio Grenzi Editore

Franco Landella, Presidente Componenti Anna Paola Giuliani Francesco Di Lernia Eva Belgiovine Giovanni Cipriani Saverio Russo Giuliano Volpe Gianna Fratta Simonetta Bonomi Enrico Sannoner Guido Salvetti Carlo Dicesare Coordinamento artistico Dino De Palma La redazione del libretto è stata curata da Agostino Ruscillo

Giove a Pompei

Città di Foggia

2017 Celebrazioni Centocinquantenario Giordaniano


2017 Celebrazioni Centocinquantenario Giordaniano


Giove a Pompei Commedia musicale in tre atti

di

Luigi Illica ed Ettore Romagnoli musica di

Alberto Franchetti e Umberto Giordano

Foggia 2017 Museo Civico - sala Mazza Guida all’ascolto mercoledì 3 maggio

Teatro Umberto Giordano Rappresentazioni venerdì 5 maggio domenica 7 maggio

prima esecuzione in tempi moderni


Città di Foggia

Università di Foggia

Fondazione Banca del Monte di Foggia

Foggia

con il sostegno di Funder 35 Cariplo

Si ringrazia per la cortese collaborazione

In copertina Bozzetto scenico realizzato dalla Scuola di Scenografia dell’Accademia delle Belle Arti di Foggia per il I atto del “Giove a Pompei”. Foggia, Teatro Umberto Giordano, maggio 2017.

ISBN 978-88-8431-667-7 © 2017 Claudio Grenzi Editore Tutti i diritti riservati.

Nessuna parte di questa pubblicazione può essere tradotta, ristampata o riprodotta, in tutto o in parte, con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, fotocopie, film, diapositive o altro senza autorizzazione degli aventi diritto.

Printed in Italy

Claudio Grenzi sas

Via Le Maestre, 71 · 71121 Foggia info@claudiogrenzieditore.it www.claudiogrenzieditore.it


Riproporre Giove a Pompei è un impegno notevole per la nostra Amministrazione e per le istituzioni culturali che con noi collaborano al suo allestimento. Un’operazione cui vanno annessi non trascurabili meriti. Il primo, culturale, nel senso più ampio del termine, è quello di donare al pubblico un’opera mai più rappresentata – in forma integrale – dall’epoca della sua composizione. Il secondo, più squisitamente musicale, è quello di consentire lo studio di scelte originali di gusto e stile di grandi protagonisti del panorama operistico italiano del Primo Novecento come Giordano e Illica (ed anche Franchetti e Romagnoli). Ma non possiamo dimenticare l’importanza simbolica di portare in scena una composizione brillante e innovativa di uno dei “figli prediletti” della nostra città: un omaggio al Maestro che è al tempo stesso sentito e dovuto per celebrare degnamente i 150 anni dalla sua nascita – nel quadro di un ampio ed articolato programma patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – e cancellare una volta per tutte il luogo comune della mancanza di considerazione di Foggia verso Umberto Giordano. Un evento arricchito dall’impegno di talenti, professionalità e intellettuali di spicco del nostro territorio che rendono ancora più “foggiano” questo omaggio.

Franco Landella Sindaco di Foggia

5


L’ardua impresa di riportare in scena un’opera giordaniana poco conosciuta dal pubblico ma di grande significato artistico, come “Giove a Pompei”, nacque quasi per caso. Con il Sindaco Landella si stavano programmando iniziative di qualità per celebrare degnamente il 150° anniversario della nascita di Umberto Giordano. Il progetto da presentare al Ministro Franceschini non poteva non contenere le rappresentazioni di composizioni significative del grande Maestro. Così, nel corso di una chiacchierata informale con il prof. Cipriani, che all’opera aveva dedicato un pregevole saggio, ha mosso i primi passi questa importante operazione, che rientra appieno nell’intenso impegno che l’Amministrazione comunale profonde per promuovere la Cultura e rafforzare lo spirito identitario della comunità foggiana. La scelta trovò subito riscontro nella collaborazione con Gianna Fratta e Dino De Palma che, grazie a competenze e studi musicali e grande esperienza organizzativa, erano riusciti a portare in scena un adattamento ridotto dell’opera giordaniana. Questo secondo passo ha gradualmente condotto alla sinergia operativa tra Comune, Università, Conservatorio di Musica e fondazioni culturali cittadine grazie alla quale oggi possiamo riproporre, per la prima volta in epoca contemporanea, la versione integrale di “Giove a Pompei”. Resta l’orgoglio, per l’Amministrazione, di aver scelto la giusta strada, di aver promosso l’operazione in perfetta sintonia con le più importanti realtà culturali del territorio e di vedere, alla fine, compiuto il primo passo per una celebrazione annuale della grandezza di Umberto Giordano a Foggia.

Anna Paola Giuliani Assessore alla cultura

6


INDICE

Presentazioni 5 Franco Landella

41 Libretto

6 Anna Paola Giuliani

Cristian Biasci 59 Giallo Pompeiano ...

9 La locandina

Francesco Paolo Gorgoglione 69 La ‘nostra’ scenografia per

Sindaco di Foggia

Assessore alla cultura

Giovanni Cipriani 11 Ridere di una

tragedia, quella di Pompei

Agostino Ruscillo 27 Giove a Pompei:

introduzione, sinossi e libretto

32 Sinossi 40 Criteri di edizione

il “Giove a Pompei”

73 Note biografiche 83 Area artistica


Copertina della prima edizione del libretto. Edizione Ricordi, Milano, 1921.


Giove a Pompei commedia musicale in tre atti libretto di

Luigi Illica ed Ettore Romagnoli musica di

Alberto Franchetti e Umberto Giordano prima rappresentazione assoluta: Roma, teatro La Pariola, 5 luglio 1921 editore proprietario: Casa Musicale Ricordi, Milano nuovo allestimento Teatro comunale Umberto Giordano di Foggia Lalage Calpurnia Giove Aribobolo Parvolo Patacca Marcus Pipa Aricia Macrone Massimo Ganimede

Personaggi e interpreti

Daniela Bruera Angela Bonfitto Sergio Vitale Cataldo Caputo Matteo D’Apolito Francesco Pittari Italo Proferisce Graziano De Pace Orazio Taglialatela Scafati

Lidia La moglie del Faraone L’aquila Faraone xiii [Assistente di Patacca Vulcano

Bianca D’Errico Simona Ianigro Daniele Stella Mattia Galantino Alfonso Libertino] Pasquale Arcamone

maestro concertatore e direttore d’orchestra

Gianna Fratta regia

Cristian Biasci scene Francesco Gorgoglione costumi Sartoria “Shangrillà” di Diego Pecorella light designer Riccardo Canessa progettazione video Raffaele Fiorella movimenti coreografici Giada Ordine

Orchestra del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia Coro Lirico Pugliese maestro del Coro Agostino Ruscillo


coordinamento artistico direttore di produzione maestro collaboratore al piano

Dino De Palma Gianni Cuciniello Donato Della Vista

coordinamento degli allestimenti scenici direttore di palcoscenico aiuto regista maestro alle luci maestri di palcoscenico

Francesco Gorgoglione Agostino Ruscillo Alessandro Caruolo Roberta Sannoner Alessandra Checchia, Emanuela Bruno, Monica Paciolla

ballerini figuranti

macchinisti elettricisti sartoria e vestizione responsabile attrezzeria

realizzazione scenografica costruzione scenica laboratori scene

attrezzeria calzature parrucche e trucco

effetti sonori originali video proiettori luci e fonica

sopratitoli

Giada Ordine, Michela De Meo, Margherita Salice, Marianna De Biase, Stefania Spadaccino Alessandro Giagnotti, Antonio Bratti, Elena Lombardo, Giovanni Bruno, Mario Meccariello, Maurizio Buonarota, Raffaele Nacchiero, Roberto Bratti, Saverio Di Mola, Silvia Paglia Nicola Delli Carri, Antonio Delli Carri, Alfonso Conzales Andrea Pontone, Giuseppe De Luca Elisabetta Giacobbe Allievi dell’Accademia di Belle Arti - Foggia Porziana Maria Catalano Damiano Pastoressa Allestimenti D&G S.r.l.s.” di Giuliano D’Alessandro, Falegnameria di Mariano Leone, Accademia di Belle Arti di Foggia Accademia di Belle Arti di Foggia Sartoria “Shangrillà” di Diego Pecorella Mariangela Spagnuolo, Grazia Prencipe, Roberta Fabiano Michele del Prete “Artech” di Nicola D’Agnelli “International Sound S.r.l.” di Franco Firulli “Prescot Studio” di Mauro Conti

I bozzetti delle scenografie, i figurini dei costumi e l’attrezzeria sono stati realizzati dalle scuole di scenografia e scultura dell’Accademia di Belle Arti di Foggia; docenti responsabili: Francesco Gorgoglione, Cristian Biasci, Porziana Maria Catalano. Hanno collaborato: Matteo Fania, Nicola Renna, Alfonso Spina, Marco D’amelio, Lisa Anna Balestreri, Rosalina Forte, Beatrice Garofalo, Giulia Manocchio, Francesco Carbonaro, Yuanrui Cao, Carmen Escalante, Celeste Gualano, Roberta Romeo, Rachele Sabatino, Serena Petrucci, Elena Sderlenga, Lidia Viktorovna Matera, Donato Luchese, Maria Virna Grieco, Huang Huz, Giovanna Giustizia, Alessandro Caruolo, Simone Sasso.


Ridere di una tragedia, quella di Pompei Merito di Giordano, di Illica e… della parodia Giovanni Cipriani

Il 5 luglio 1921, a poche ore di distanza dalla rappresentazione dell’operetta/commedia musicale Giove a Pompei, un giornalista del quotidiano milanese «Il Secolo» portava a conoscenza dei suoi lettori l’evento teatrale, che aveva segnato, da più punti di vista, una svolta nell’ambito di quel genere musicale. Quella sera, infatti, dopo più di venti anni di travaglio, con le cure della compagnia Simet, la «commedia musicale» in tre atti, Giove a Pompei, musica di Umberto Giordano e Alberto Franchetti, libretto di Luigi Illica e Ettore Romagnoli, aveva calcato le scene del teatro La Pariola di Roma e, più precisamente, quelle della Belle Étoile, sede estiva del teatro. Direttore, in quell’occasione, fu il maestro Ezio Virgili, mentre a interpretare le parti principali furono Riccardo Massucci, Emilia Bassi, Francesco Greggio, Luigi Merazzi, Alberta Raffaelli e Francesco Fortezza, che prestarono la loro voce, rispettivamente, a Parvolo Patacca, Lalage, Aribòbolo, Giove, Calpurnia e Marcus Pipa. La realizzazione delle scene spettò a Guido Galli, quella dei costumi a Caramba (nome d’arte di Lui­gi Sapelli). Questa la recensione riservata allo spettacolo: Roma 5 notte Il maestro Franchetti, Umberto Giordano, Luigi Illica, Ettore Romagnoli, Caramba… non ce n’è abbastanza per richiamare nel modo più irresistibilmente suggestivo non la sola curiosità del pubblico, ma l’interesse più vivo di tutte le persone di buon gusto, che apprezzano la bellezza della poesia e dell’arte scenica? Giove a Pompei, l’operetta che è andata in scena questa sera alla Belle Étoile, ossia sul palcoscenico della estiva Pariola davanti a un discreto pubblico ha compiuto questo miracolo. Il Franchetti ha rotto il suo lungo riposo e si è messo col Giordano per farsi tentare da un genere di arte che contrasta con… gli austeri precedenti di entrambi. L’avventura pompeiana immaginata da Luigi Illica e Ettore Romagnoli non poteva che spingere i due maestri verso la più ardita delle Muse canore. Operetta, dunque, nel senso antico della parola, non pochade mimo-musicale come se ne vedono oggi. Epperò opera di arie festosa e geniale. Caramba, il magico Caramba, ha fatto prodigi per Giove a Pompei. Raramente si videro scenari così grandiosi, mezzi illusori così ricchi così nuovi «Il Secolo», 6 luglio 1921. 11


Ben più severa sarebbe stata la recensione pubblicata, sempre a commento della recita romana, sulle colonne del «Giornale d’Italia». Il recensore non lesinò, infatti, pungenti accenti polemici, pur riconoscendo, in qualche felice frangente dell’operetta, abili ‘pezzi di bravura’ o ficcanti trovate sceniche o interpretazioni risultate convincenti (anche grazie a curiose liaisons con personaggi dell’attualità) o, ancora, seducenti schemi coreografici che, agevolati dall’oculata scelta degli abiti di scena, erano in linea con l’aura piccante e vagamente licenziosa di questo adattamento musicale. Per Giove, tu ci tratti, o Callia, splendidamente e ci offri spettacolo e musica assai dilettevoli…. L’invenzione del soggetto spetta al povero Illica, del quale si riconosce facilmente la copiosa vena lirica. Morto il librettista emiliano, fu affidata la revisione al Romagnoli, ellenista insigne, come tutti sanno, non meno che poeta, autore delizioso di drammi satireschi e buon intenditore di musica. L’argomento è presto detto. È una parodia degli ultimi giorni di Pompei. Il capo delle Belle Arti e Scavi della celebre città, Parvolo Patacca, nome che ricorda gli spacciatori di false antichità e di false monete antiche chiamate dal popolino ‘Le solite patacche’, a corto di antichità da asportare, fa seppellire le statue e le suppellettili votive degli Dei e in primo luogo di Giove per antichizzarle con la lava che esce dai rubinetti e per preparare dunque un grandioso falso scavo in onore di un sovrano orientale che visiterà Pompei. Giove, sdegnato, piomba sulla città risoluto a distruggerla, ma da una contadinella, della quale si è invaghito, è indotto a temperare la condanna. La città sarà distrutta dal Vesuvio, ma gli abitanti avranno tempo di porsi in salvo […]. La commedia od operetta è stata abbondantemente applaudita, tuttavia a tanto quadrumvirato non pochi spettatori avrebbero chiesto qualcosa di più. […] I compositori non hanno avuto l’imbarazzo nella scelta del pezzo. Il coro bipartito di Pompieri e Serve, il coro dei reduci guerrieri, il coro delle Matrone, il finale del II atto, indiavolata combinazione di contrappunto, fanno ricordare l’autore del signor di Pourceaugnac […]. Furono pure applauditi i duettini tra Pipa e Calpurnia, tra Giove e Lalage, tra Lalage e Aribòbolo. Ma per la piena rispondenza tra musica e scena, nulla supera il ballabile delle Pompeiane. Con felice anacronismo che si giustifica in una terra greco-italica, come la costa campana, le Pompeiane, che per sedurre Giove gli sfilano dinanzi adorne a festa, sembrano deliziose figurette di Tanagra viventi. Sono avvolte nelle sottili calyptrae, di molti colori, orlate anche di porpora e di nero, il cui vario panneggio per porre in rilievo la bellezza della persona richiedeva tutta l’arte delle Tanagree. Era un abito tra la mantiglia e la sopravveste, ma iersera la veste mancava del tutto e le leggiadre danzatrici potevano anche fare a meno dell’arte del drappeggiamento. Novità assoluta era il copricapo, un leggero cappellino di paglia rotondo e piatto con un cocuzzolo che finisce in punta. Delle Tanagree autentiche, degne di esser rapite e chiuse in un museo nazionale! […] Se Giove perdeva la testa era da compatirlo. Invece mal inteso è il personaggio di Giove. Non è questi né 12


Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume dello schiavo egizio, 2017.


Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume di Parvolo Patacca, 2017.

Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume di Marcus Pipa, 2017.

Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume de L’aquila, 2017.

63


Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume di Calpurnia, 2017.

Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume di Macrone, 2017.

Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume delle Matrone, 2017.

64


Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume di Aricia, 2017.

Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume di Ganimede, 2017.

Cristian Biasci, Giove a Pompei, Figurino del costume di Aribobolo e dei soldati, 2017.

67


La ‘nostra’ scenografia per il “Giove a Pompei” Francesco Paolo Gorgoglione

I bozzetti definitivi della scena di Giove a Pompei sono il risultato di una esercitazione didattica che ha visto impegnati gli studenti della scuola di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, guidati da me, seguendo le impostazioni di regia di Cristian Biasci. La scenografia, che emerge dalle indicazioni del testo librettistico, passa attraverso uno sviluppo razionale degli spazi per entrare in contraddizione con essi. In questo momento lo scenografo sfiora le proprie suggestioni fantastiche con una sorta di ammiccamento lirico-ironico che per vie imprevedibili le lega alla valutazione del reale. L’ironia, affidata ai costumi e al trucco dei personaggi si congiunge alle pareti non a piombo delle quinte, alle pedane e alle scale che con i loro colori neutri mettono in risalto un’unica linea di colore rosso pompeiano, che avvolge totalmente lo spazio scenico rendendolo una invenzione equilibrata ed elegante. Una grande pedana centrale raccoglie intorno a se un accenno di città pompeiana con quinte armate e porte d’ingresso in scena che segnano le abitazioni, la piazza, l’esedra, e il centrale tempio di Venere. Gli scalini permettono ai personaggi di agire su più livelli tra spazi e volumi prospettici, mentre il fondale accoglie immagini proiettate delle varie ambientazione tra cui il Vesuvio, le terme, la via dei sepolcri e l’eruzione finale del vulcano. Gli effetti luminosi sottolineano le atmosfere che si raccontano nel testo e accompagnano i movimenti coreografici, il recitativo e il canto dei personaggi. Questa scenografia è un esempio particolare di lavoro di gruppo, finalizzata alla conoscenza dei mestieri del teatro.

69


Note biografiche

Daniela Bruera

Angela Bonfitto

Comincia il suo percorso di formazione presso il Conservatorio “G. P. da Palestrina” di Cagliari, proseguendo poi gli studi vocali presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Si perfeziona in Germania sotto la guida di Anna Rey­ nolds. Nel 1990 vince il concorso As. Li. Co., a seguito del quale debutta nella Juditha Trimphans di Vivaldi. Nei primi anni della sua carriera prende parte alla tournée in Corea e in Giappone con la Petite Messe Solennelle e Il Signor Bruschino di Rossini, sotto la direzione di Alberto Zedda, e debutta in numerosi ruoli, quali Giulia (La scala di seta), Rita (La Rita), Lucy (The Telephone di Menotti), Lisette (La Rondine), nell’edizione scaligera sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni, Zerlina (Don Giovanni), Elisetta (Il matrimonio segreto), Clarice (La Locandiera di Auletta), Iole (L’Ercole amante di Cavalli), esibendosi nei teatri di Sassari, Cagliari, Bergamo, Cremona, Torino, Ravenna, Como, Milano. Nel 1996 canta nella produzione di Armide di Gluck al Teatro alla Scala, sotto la direzione di Riccardo Muti. Nell’arco della sua carriera ha riscosso numerosi consensi di pubblico e critica esibendosi nei più grandi teatri italiani, quali già citato il Teatro alla Scala, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Regio di Parma, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Filarmonico di Verona, e all’estero, esibendosi nei teatri di Lisbona, Tokyo, Hong Kong. In Germania si è esibita, tra gli altri, con l’Ensamble dell’Opera di Bonn e ha debuttato in numerosi ruoli presso il Staatsoper Unter den Linden di Berlino, diretta da maestri come Daniel Baremboim.

Studia pianoforte e canto presso il Conservatorio di Musica “U. Giordano” di Foggia dove consegue il diploma sotto la guida del mezzosoprano Sofia Mukamethova. Contemporaneamente consegue con lode la laurea in Filosofia. Si perfeziona all’As.  Li.  Co. a Milano e all’Accademia Rossiniana di Pesaro sotto la guida di Alberto Zedda. Debutta all’Arena di Avenchès ne La Traviata con Leo Nucci e al Rossini Opera Festival nella Isabella di Azio Corghi. Prosegue la carriera interpretando ruoli principali in prestigiosi allestimenti nei teatri di tradizione ed enti lirici nonché festival internazionali in Italia e all’estero. Interpreta Lola nella Cavalleria rusticana e Carmen al Teatro Coccia di Novara entrambe con la regia di Giovanna Nocetti prodotte in DVD da Kicco Music. L’interpretazione della Carmen le è valso un prestigioso riconoscimento agli International Opera Awards Oscar Internazionale della Lirica 2012. Nello stesso anno fa parte del cast nella trasmissione di Paolo Limiti «E state con noi in TV» in diretta su RAI 1. Ha cantato in filodiffusione per Radio RAI, Radio France e Radio Swisse e recentemente ha inciso per Bongiovanni la Messa a grande orchestra di Mercadante diretta da A. Ruscillo.

soprano

mezzosoprano

73


Sergio Vitale

Cataldo Caputo

Allievo prima di Luigi Giordano Orsini poi di Anna Vandi, si perfeziona all’Opera Studio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Renata Scotto e all’Accademia Chigiana con Renato Bruson. Ha cantato Figaro ne Il Barbiere di Siviglia al Teatro San Carlo di Napoli, Sir John Falstaff nel Falstaff al Teatro Lirico di Cagliari oltrechè a Fano ed Ancona. Nella stagione 2010-11 ha lavorato stabilmente come solista alla Deutsche Oper Berlin, debuttando in numerosi ruoli tra i quali Giorgio Germont nella Traviata e Schaunard nella Bohème. Recentemente è stato De Siriex nella Fedora di Giordano al Teatro San Carlo di Napoli, Marcello al Teatro Regio di Parma e Giorgio Germont nella Traviata al Teatro Lirico di Cagliari e diretto da Riccardo Muti al Teatro Alighieri di Ravenna. Inoltre ha cantato nei ruoli di Gianni Schicchi al Teatro Pavarotti di Modena, Malatesta nel Don Pasquale al Teatro Giocosa di Savona, Cicillo ne Il Medico dei Pazzi al Teatro La Fenice di Venezia, Don Giovanni al Teatro Verdi di Salerno diretto da Daniel Oren.

Meglio conosciuto con il diminuitivo Aldo (Napoli, 1980), è un tenore italiano. Si è diplomato presso il Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari con il massimo dei voti e menzione di lode, sotto la guida del baritono Luigi De Corato. Successivamente ha proseguito gli studi universitari, iscrivendosi alla facoltà di conservazione dei beni musicali e musicologia presso l’Università del Salento. Ha debuttato nella stagione teatrale 2001-2002 al Teatro Politeama Greco di Lecce, nelle vesti del Conte d’Almaviva ne Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Altre opere di Rossini in cui ha preso parte sono: La Cenerentola, La donna del lago (con Anna Caterina Antonacci e Juan Diego Flórez) La cambiale di matrimonio, Il Turco in Italia e Il viaggio a Reims. Delle opere di Vincenzo Bellini ha cantato ne La sonnambula e I Capuleti e i Montecchi (con Patrizia Ciofi e Laura Polverelli); di Gaetano Donizetti: L’elisir d’amore, Don Pasquale, La figlia del reggimento, Rita e Il campanello. Altre opere di compositori in cui si è cimentato sono più vicine alla lirica recente e alla musica sacra; alcune di loro sono: Falstaff di Giuseppe Verdi, Una partita (1933) di Riccardo Zandonai, Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota, Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, Semiramide riconosciuta di Giacomo Meyerbeer, Pulcinella di Igor Stravinskij e molte altre. Ha inoltre calcato i teatri più importanti e riconosciuti al mondo. Durante la sua carriera è stato diretto da maestri di alto calibro. Nel 2009 ha preso parte sia al duetto che al videoclip del brano L’amore non ha fine della cantante Valentina Giovagnini.

basso

tenore

74


Matteo D’Apolito

Francesco Pittari

Nato a San Giovanni Rotondo (Foggia), compie gli studi musicali presso il Conservatorio «U. Giordano» di Foggia. Particolarmente congeniale al repertorio buffo, interpreta Don Bartolo ne Il Barbiere di Siviglia nei Teatri Verdi di San Severo, Stabile di Potenza, Marrucino di Chieti, Massimo di Pescara, Bonci di Cesena, Performing Arts di Busan, Opera di Varna (Bulgaria) e in tournée in Benelux. È applaudito nel debutto come Alidoro ne La Cenenretola nei Teatri del Giglio di Lucca e Alighieri di Ravenna. Tra gli altri impegni recenti, Schaunard ne La Bohème per ragazzi al Teatro Regio di Torino. Interpreta con successo Mamma Agata ne Le Convenienze ed Inconvenienze Teatrali nei Teatri Verdi di Pisa, del Giglio di Lucca e Goldoni di Livorno; Papageno ne Il Flauto Magico alla Royal Opera di Muscat; Don Profondo ne Il Viaggio a Reims al R.O.F. di Pesaro e a Foggia; Amarone nella prima esecuzione assoluta di Una di vino commedia di Luis Bacalov all’Auditorium Verdi di Milano; Gaudenzio ne Il Signor Bruschino al Teatro Marrucino di Chieti; Don Bartolo ne Il Barbiere di Siviglia di Paisiello a Teramo; Leporello in Don Giovanni a Foggia; Selim in una selezione de Il Turco in Italia al Teatro Municipale di Piacenza; Frate Lorenzo ne I Capuleti e i Montecchi al Teatro Verdi di Padova e al Castello Tito Gobbi di Bassano del Grappa. È Dulcamara ne L’Elisir d’Amore al Teatro Rendano di Cosenza e al Seoul Arts Center (Corea del Sud). Tra le altre apparizioni all’estero Sagrestano in Tosca al Seoul Sejong Center e al Busan Performing Arts; Uberto ne La Serva Padrona al Teatro Coliseo di Buenos Aires, Tobia in Ser Marcantonio al Festival di Wildbad e Betto di Signa e Talpa nel Trittico Pucciniano al Seoul Arts Center.

Dopo gli studi di violino e composizione si diploma in canto presso il conservatorio di Salermo. Sin dal suo debutto con Macbeth di Verdi (Salerno 2006), il suo nome appare nelle locandine di prestigiosi teatri nel mondo (Arena di Verona, Carlo Felice di Genova, San Carlo di Napoli, Massimo di Palermo, Israeli Opera, Festival Pucciniano di Torre del Lago, Royal Opera Houe, Royal Opera House di Muscat, Guangzhou Opera House, Seoul Art Center ecc.). Si dedica preferibilmente ai ruoli di carattere (Arlecchino, Goro, Edmondo, L’incredibile, Pong, Arturo) e, grazie alle sue qualità, viene scelto da importanti direttori d’orchestra quali Oren, Santi, Jurowsky, Ranzani, Aprea, Armiliato, Morandi cosi come da importanti registi come Zeffirelli, De Bosio, Homoki, Zambello, Pontiggia, Deflo, Proietti, Ranieri, De Tommasi, Micheletto. Di conseguenza ha avuto l’opportunità di lavorare con grandi cantanti come Bruson, Nucci, Alvarez, Casolla, Devia e moltissimi altri.

baritono

tenore

75


Italo Proferisce

Graziano De Pace

Nato a Napoli nel 1983, inizia il suo percorso musicale con lo studio del pianoforte, e successivamente si dedica al canto lirico conseguendo il diploma col massimo dei voti presso il Conservatorio di musica “G. Martucci” di Salerno sotto la guida di Claudio Di Segni. Nel febbraio 2012 ottiene, brillantemente, la laurea di II livello in Disciplina della musica, ramo Canto, presso il Conservatorio di musica “G. Frescobaldi” di Ferrara sotto la guida di Paolo Coni. In questi anni ha seguito studi di perfezionamento con Renato Bruson, Garbis Boyagian, Silvano Carroli, June Andersonn, Gianni Maffeo, Alberto Gazale, Carlos Alvarez. Finalista e vincitore di vari concorsi lirici: Concorso Lirico Internazionale Roma Festival 2009, 3° Concorso Lirico Internazionale «Città di Bologna 2009» premio «Miglior Giovane Talento», Concorso Toti Dal Monte 2010, Concorso della Scuola dell’Opera Italiana del Teatro Comunale di Bologna 2010, Concorso Internazionale di Canto Lirico Anselmo Colzani di Budrio 2011. Nonostante il suo debutto avviene nel 2012, Proferisce ha già avuto l’opportunità di conoscere e lavorare con registi e direttori di fama internazionale quali Zubin Mehta, Nello Santi, Renato Palumbo, Franco Zeffirelli e molti altri ancora. Annovera già ruoli debuttati in contesti di prestigio quali Marcello ne La Boheme di Puccini al Teatro del Giglio di Lucca, Silvio in Pagliacci di Leoncavallo al Tianjin Grand Theater e al Haerbin Opera House in Cina, Starek in La Jenufa di Janàcek al Teatro Massimo di Palermo, Alessandro di Macedonia nell’opera Lo Specchio Magico di Fabio Vacchi in prima mondiale al Teatro dell’Opera di Firenze, Schaunard ne La Boheme al Teatro Massimo di Palermo.

Nato a Taranto nel 1979. Ha svolto Master con Sherman Lowe, Lee Jai Whan, Mirella Freni, Luciana Serra. A 19 anni debutta nel ruolo di Uberto nell’intermezzo La Serva Padrona di Pergolesi. Ha al suo attivo vari ruoli da protagonista: Schaunard ne La Bohème di Puccini, Marullo nel Rigoletto di Verdi, Figaro ne Il Barbiere di Siviglia di Paisiello, Procolo ne Le convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti, Coviello in Pulicinella finto maestro di musica. Nelle opere mozartiane interpreta Masetto nel Don Giovanni, Don Alfonso in Così Fan Tutte, Figaro ne Le Nozze di Figaro. Per la Bongiovanni ha registrato su dvd Il Barbiere di Siviglia di Paisiello nel ruolo de Lo svegliato e del Notaro; su cd Gli Zingari in Fiera di Paisiello nel ruolo di Mastro Scevola. Ha eseguito in prima mondiale La Bisbetica di William Shakespeare musicata da E. Amaya con la regia di K. Sailant e in prima europea il Decameron nel ruolo di Calandrino. Numerosi i concerti e opere liriche per il Festival della Valle d’Itria, Brest (Francia), Vienna e Seoul.

basso

basso baritono

76


Orazio Taglialatela Scafati tenore

Studia pianoforte e viene ammesso al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida di Ela Di Natale. Contemporaneamente si appassiona fortemente al canto lirico; studia come tenore dall’età di sedici anni, e tuttora si perfeziona sotto la guida con Mara Naddei e Davide Dellisanti. Prende parte nel 2016 a vari festival lirici in Italia (Martina Franca) e in Europa (Berlino, Colonia, Fuerteventura). Ha al suo attivo vari ruoli da protagonista, in particolare Macduff in Macbeth (G. Verdi), Rodolfo ne La Bohéme (G. Puccini), Nemorino ne L’elisir d’amore (G. Donizetti), Pinkerton in Madama Butterfly (G. Puccini), portati in scena presso il Teatro Umberto Giordano di Foggia. Ha inoltre in repertorio varie opere sacre, in particolare: Messa di Gloria di P. Mascagni; Messa da Requiem K 626 di W. A. Mozart.

77


Gianna Fratta

È titolare della cattedra di Elementi di composizione al Conservatorio di Foggia, visiting professor alla Sungshin University di Seul (Corea) e tiene regolarmente lecture e master class in molte università nel mondo. È laureata in giurisprudenza e discipline musicali. Oltre alle numerose incisioni discografiche per Velut Luna, Bongiovanni, Amadeus, Nea et Antiqua. Gianna Fratta è protagonista di documentari e reportage che raccontano la sua attività e la sua vita, tra cui Per la mia strada prodotto da Rai Cinema e premiato dalla Presidenza della Repubblica. Il 7 marzo 2009 è insignita del titolo di «Cavaliere della Repubblica italiana» per i risultati da lei ottenuti in campo internazionale come pianista e direttore d’orchestra. Il 18 dicembre 2016 dirige in Eurovisione il Concerto di Natale al Senato, nelle precedenti edizioni affidato a personalità come Muti, Maazel, Oren.

Direttore d’orchestra Decide di diventare direttore d’orchestra a nove anni e da allora intraprende e completa col massimo dei voti la sua formazione accademica in pianoforte e composizione, oltreché in direzione d’orchestra con lode. Inizia giovanissima la sua carriera pianistica vincendo numerosi concorsi nazionali e internazionali che la portano ad esibirsi nei teatri più importanti del mondo in città come Berlino, New York, Tel Aviv, Mumbay, Kolkatta, Istanbul, Stoccolma, Vilnius, Haifa, Roma, Seoul, Montevideo, Buenos Aires e tante altre. Il suo debutto come direttore d’orchestra avviene nel 1998 e da allora lavora con importanti orchestre in molti casi come prima donna. Tra le principali l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, i Berliner Symphoniker, la Sinfonica di Macao, la Mimesis del Maggio Musicale Fiorentino, l’ORT di Firenze, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, la Royal Academy di Londra, l’Orchestra della Fondazione Toscanini di Parma, la Nuova Scarlatti di Napoli, la Russian Simphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Sofia e di Kiev, la Sinfonica di Greensboro e la Dubuque Simphony Orchestra (USA), l’Orchestra de l’Ile de France, la Prime Orchestra di Seul (Corea), l’Orchestra Filarmonica di Montevideo, la Sinfonica di Sanremo, L’Aquila, Bari, Lecce, l’Orchestra del Teatro Nazionale di Belgrado, Maribor, Skopje, l’Orchestra del Teatro Bellini di Catania, la Filarmonia Veneta, l’Orchestra Sinfonica Libanese e molte altre in tutto il mondo. Pupilla del grande direttore russo Yuri Ahronovitch, egli scrive di lei “Non ho mai conosciuto un direttore così giovane e già così dotato di cuore e di braccio”. Suona e dirige nei più importanti teatri del mondo (Carnegie Hall di New York, Teatro Coliseo di Buenos Aires, Teatro Solis di Montevideo, Seoul Art Center di Seoul, Smetana Hall di Praga, Teatro Sao Pedro a San Paolo del Brasile, Teatro dell’Opera di Roma ecc.), collaborando con i più importanti artisti del panorama internazionale. 78


Cristian Biasci

Francesco Paolo Gorgoglione

regista

scenografo

Si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e la Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa. Libero professionista dal 1996. Artista, presente in numerose mostre in italia e all’estero, collabora con i più importanti teatri ed Enti Lirici nazionali ed internazionali. Negli anni, insieme al lavoro professionale di artista impegnato nelle arti visive, molte le collaborazioni con istituzioni pubbliche con incarichi sempre rivolti alla creazione di eventi culturali legati allo spettacolo. L’attività artistica teatrale inizia nel 2000 con collaborazioni a vario titolo in teatri nazionali e internazionali; tra le più importanti quelle con Armand Delcampe, Mario Monicelli, Giorgio Albertazzi, Beppe Menegatti, Antonio Calenda, Quirino Conti. Dal 2003 è collaboratore/assistente di Beppe Menegatti e Carla Fracci con i quali ha curato gran parte delle produzioni, lavorando sia all’organizzazione generale, sia alle scenografie e come assistente alla regia in spettacoli di Teatro Lirico di repertorio e contemporaneo, e di Spettacoli di Danza di repertorio e contemporanea. Dal 2007 l’impegno didattico presso varie Accademie di Belle Arti, dal 2011 docente presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia.

Svolge attività professionale di progettazione con studio proprio dal 1980, occupandosi essenzialmente di scenografia teatrale e regia. Ha collaborato con diversi registi e scenografi italiani nella prosa nella lirica e nella danza, tra i tanti: Emanuele Luzzati al Festival di Opera Lirica Città di Barga; Mauro Bolognini per l’Opera La Bohème al Teatro Petruzzelli Bari; Franco Zeffirelli per il film Otello girato anche nel castello di Barletta; Amedeo Amodio, Ater Balletto per il balletto Histoire du soldat e Le Renard al Festival di danza di Taormina; Jrij Alschitz, Macbeth Illusion presso i castelli di Sannicandro di Bari, Otranto, Bari, formandosi con questi grandi maestri dello spettacolo. Per il Festival dei Due Mondi ha curato le luci del musical Eleven per la regia di Michele Santeramo. La regia e le scene dell’opera lirica Brundibar. Ha curato la regia e il coordinamento di nove edizioni del «Certame Cavalleresco La Disfida di Barletta». Corteo Storico e teatro della festa per il comune di Mola di Bari nel progetto «Notti metropolitane dei Castelli» coordinato dalla Fondazione Petruzzelli di Bari. La regia e le scene dell’opera in prima mondiale The Food Opera del M° Luigi Morleo, testi di P. Africano, per il Festival Operistico del Mediterraneo. Ha curato gli allestimenti del progetto «Teatri Abitati» con la Compagnia delle formiche. Per la regia di Giampiero Borgia, ha realizzato le scene e le luci del Don Chisciotte con la partecipazione di Gigi Proietti. Ha curato la regia delle opere buffe La serva padrona e La dirindina per incarico del Conservatorio N. Piccinni di Bari. Direttore di palcoscenico presso il Teatro Curci di Barletta dal 1997. Ha maturato, in trent’anni d’attività, nelle arti visive e discipline dello spettacolo, un’esperienza tale che lo ha portato ad insegnare presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, Lecce e Foggia dove è attualmente docente di scenografia. 79


Riccardo Canessa

Raffaele Fiorella

Conosciuto nel mondo dell’opera come affermato regista e light designer ha sempre visto nella magia delle luci lo strumento più efficace per trasmettere le emozioni di quella particolare drammaturgia che nasce dall’incontro tra musica e azione scenica. Si ricordano per gli straordinari risultati ottenuti dal suo talento nel disegno luci, la Giocasta di Azio Corghi all’Olimpico di Vicenza, la Nona Sinfonia di Beethoven al Castello di Vigoleno per la Fondazione Toscanini, Don Quixote di Jules Massenet a Marsiglia e Nizza. Tra i suoi prossimi impegni nella doppia funzione: Don Pasquale al Teatro Verdi di Salerno, Il Barbiere di Siviglia al San Carlo di Napoli, la Mise en Abyme di Lucia Ronchetti, novità al Tirolerfestspiele (Austria).

Nato a Barletta, 1979. Vive e lavora in Italia. Dopo aver studiato Scultura all’Acca­ demia di Belle Arti di Bari, nel 2008 ottiene un Master in Video e Post Produzione Video, presso la Facoltà di Ingegneria di Firenze. Il suo lavoro abbraccia diversi Media, fra installazione, video e scultura creando mondi paralleli sfruttando ingegnosamente le potenzialità dell’arte digitale e non. Ha partecipato a numerose mostre sia in Italia che all’estero. Fra le mostre personali si menzionano: Menzogna a cura di Marianna Agliottone Galleria Ninni Esposito Arte Contemporanea, Bari (2015); Duel a cura di Antonio Frugis, Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (Bari) (2014); Amnios. Il Sacro Incontra l’Arte a cura dell’Archeoclub di Triggiano, Chiesa Madre S. Maria Veterana a Triggiano (Bari) (2013). Fra le mostre collettive: La prima notte di quiete a cura di Christian Caliandro; Evento Off del format i7 di ArtVerona (2016); Disfide Contemporanee a cura di Bruno Di Marino e Cineclub Canudo in collaborazione con Giusy Caroppo, Bisceglie, Castello Svevo, Barletta (2014). Nel 2012 è finalista al Premio «Un’Opera per il Castello», (Castello Sant’Elmo, Napoli); partecipa inoltre alla iii Moscow Biennial Young Art di Mosca. Nel 2011 viene selezionato per il progetto De.mo Movin UP del Gai, per una mostra personale presso l’Istituto italiano di cultura di Pechino. Diverse sue opere sono in collezioni sia private che pubbliche. Attualmente insegna Digital Video e Computer 3D presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia e Elaborazione Digitale dell’Imagine presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.

light designer

produzione video

80


Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia

Coro Lirico Pugliese È una compagine corale formata da circa cinquanta artisti professionisti, prevalentemente giovani cantanti diplomati nei conservatori della nostra regione, costantemente selezionati in base al repertorio da eseguire. Il Coro, fondato nel 2008 da Agostino Ruscillo, si presenta sia in formazione da camera sia in organico più ampio per l’esecuzione di musica sinfonico-corale e lirica. Il repertorio comprende autori che vanno dal Settecento al primo Novecento, e privilegia in particolar modo i compositori nati in terra pugliese. La versatilità del gruppo, la vastità del repertorio, il rapporto instaurato con diverse orchestre sinfoniche, hanno portato il Coro Lirico Pugliese a collaborare con importanti direttori d’orchestra.

È sorta nel 1992 a sostegno delle attività didattiche della classe di Direzione d’orchestra ed è presto divenuta una solida compagine di fondamentale riferimento nella produzione musicale del territorio della Capitanata. L’alta qualità delle sue prime parti-docenti al Conservatorio di Foggia con esperienze all’interno di istituzioni cameristiche e orchestrali e l’entusiasmo dei giovani diplomati e diplomandi del Conservatorio che nel corso degli anni hanno arricchito sempre più l’organico, si sono rivelati fattori vincenti non solo per il consolidamento del lavoro didattico ma ancor più per aver garantito all’orchestra traguardi artistici assai elevati in un repertorio che, spaziando dal barocco ai nostri giorni, estende i propri generi interpretativi dall’orchestra da camera al grande repertorio sinfonico e all’opera lirica. Tra questi vanno innanzitutto menzionate le produzioni nell’ambito della progettazione didattico-artistica del Conservatorio quali i cicli “Il solista e l’orchestra”, le celebrazioni dedicate e numerosi musicisti nonché il tradizionale appuntamento di inaugurazione dell’anno accademico e il concerto di apertura della rassegna “Musica nelle corti di Capitanata”. L’Orchestra è stata inoltre invitata ad esibirsi in occasione di eventi di risonanza nazionale quali le messe in scena di Un fatale matrimonio di Ottavio De Lillo, la Daunia Felice di Paisiello, Mese Mariano di Giordano, Il viaggio a Reims di Rossini, Le Nozze di Figaro e Così fan tutte di Mozart. Tra le collaborazioni con illustri solisti vanno citati Massimo Quarta, Mirella Freni, Paolo Bordoni, Franco Medori, Alexander Lonquich, Pietro Bellugi, Donato Renzetti, Bruno Bartoletti ed altri.

81


Agostino Ruscillo maestro del coro

Si diploma brillantemente in Organo presso il Conservatorio “Giordano” di Foggia. Consegue cum laude la laurea in Musicologia presso l’Università di Pavia, discutendo una tesi di laurea su Umberto Giordano, e si specializza in Didattica della musica presso l’Università “Tor Vergata” di Roma. Appassionato di musica corale, studia Canto gregoriano con Giacomo Baroffio e si perfeziona in Direzione di coro con Aldo Cicconofri e Filippo Maria Bressan. Dal 2001 è organista e maestro di cappella della Basilica Cattedrale di Foggia, e direttore della Cappella musicale Iconavetere con la quale ha inciso in “prima registrazione mondiale” la Messa a grande orchestra per quattro voci di Saverio Mercadante (Bongiovanni, 2014). Nel 2002 fonda il Coro Lirico “Umberto Giordano” del Teatro comunale di Foggia, col quale si è dedicato prevalentemente al repertorio lirico-sinfonico, partecipando, tra l’altro, alle incisioni videografiche di Cavalleria e Pagliacci (Kikko Music, 2004), e de Il Re (Bongiovanni, 2009). È fondatore dell’Apulia Felix Ensemble, specializzato nella musica antica, rinascimentale e barocca, e nella musica contemporanea, e del Daunia Gospel Choir. È autore di libri e saggi musicologici su Umberto Giordano, su Enrico Antonio Radesca di Foggia, e sul melodramma italiano di fine Ottocento. Attualmente è docente di Storia della musica per la Didattica presso il Conservatorio “Giordano” di Foggia.

82


Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia

Coro Lirico Pugliese

Violini 1 Pellegrino Ettore Aprile Laura De Francesco Marcello Paglionico Rita Mucciarone Rocco Rampino Maria Simona Signorile Fabrizio Zonno Cecilia

Soprani Bellomo Ilaria, Collica Daniela, Cortese Rosa, D’Errico Bianca, Di Donna Nicla, Frasca Gaetana, Giordano Lucia, Moscato Giulia, Ranieri Teresa.

Violini 2 Sarcina Orazio De Sanio Raffaele Sguera Clelia Sampietro Annalisa Sevi Giovanna Loforese Sabrina Viole Maddonni Flavio Lisena Francesco Lisena Donatella Piccirilli Elisabetta Ciccone Barbara Violoncelli Mastromatteo Francesco Tarantino Luciano Celozzi Michela Della Vista Francesca Contrabbassi Mauthe Massimiliano Rutigliano Giuseppe Arpa Marzetti Sofia

Fagotto Saracino Fernando Clarinetti Conteduca Vincenzo Tomaiuolo Sara

Mezzisoprani / contralti Biscotti Fabiana, Bruno Giuseppina, Catalano Maria Rosaria, Gigante Barbara, Guerra Maria Pia, Piazzolla Concetta Clarissa, Tenace Maria Arcangela.

Corni Celozzi Vincenzo Falcone Antonio Oboe Marino Maurizio

Tenori De Palma Alessio Walter, Doto Francesco Domenico, Fortunato Alessandro, Losito Carlo, Lucente Giuseppe, Settanni Giuseppe, Trigiani Marco.

Corno inglese Brafa Roberta Tromboni Labroca Gianfranco Di Mucci Fedele Di Biccari Giuseppe

Baritoni / bassi Arcamone Pasquale, Gatta Emanuel, Guerrieri Massimiliano, Leporiere Lorenzo, Monaco Carlo Giuseppe, Piliego Marco.

Trombe Carretta Antonio Canio Santangelo Vincenzo Trombe egizie Abbatantuoni Giuseppe Tete Antonio Ciancia Francesco Moscato Potito Francesco Percussioni Savron Dario Saracino Andrea Perna Marika

Celesta Della Vista Donato Flauti Piccolo Bartolo Mappa Beatrice

83


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Libretto Giove a Pompei by Michele Cignarale - Issuu