7 1 0 2 o i r a u Ann ro al lavoro diamo futu
2017
un anno di CGIL basilicata
Conferenza stampa unitaria di fine anno venerdì 30 dicembre 2016
L'ANNO CHE VERRÀ SECONDO CGIL CISL UIL Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno i tre leader sindacali Summa, Falotico e Vaccaro tracciano il bilancio del 2016 e presentano la strategia sindacale unitaria per il 2017. Non si esclude il ricorso allo sciopero generale ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Potenza, 30 dicembre 2016 – Cgil Cisl Uil di Basilicata prendono a prestito il titolo del tradizionale Capodanno di Rai Uno, quest'anno trasmesso proprio dal capoluogo lucano, per fare un bilancio e consegnare agli archivi il 2016 e gettare le basi della strategia sindacale unitaria per “l'anno che verrà”, appunto. Strategia che ha un punto di ri-partenza nella Marcia dei 10 mila per il lavoro del 9 aprile scorso e un punto di arrivo in quel 2020 che Cgil Cisl Uil hanno scelto come orizzonte temporale del loro Manifesto per il lavoro e che rappresenta, non a caso, anche la linea di confine della politica comunitaria. “L'anno che verrà dovrà essere l'anno della svolta nelle relazioni tra sindacati, forze economiche e sociali, società civile e governo regionale”, è il messaggio che lanciano a gran voce a tutta la comunità lucana i segretari generali Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.
pag. 1
2017
un anno di CGIL basilicata
I sindacati bocciano il metodo Pittella e rivendicano più partecipazione nelle scelte strategiche della Regione. “Nonostante i numerosi tavoli che si sono tenuti in Regione su proposte, progetti, idee e contenuti del nostro Manifesto dopo la Marcia dei 10mila per il lavoro del 9 aprile – spiegano in un documento i tre leader confederali – il confronto si è fermato all’ascolto e agli aspetti formali. Il punto più basso si è registrato negli ultimi mesi dell’anno con il sindacato estromesso da ogni possibilità di contributo su riforme strutturali decisive per il futuro delle nostre comunità, come il riordino del sistema sanitario regionale e il piano regionale dei trasporti”. Summa, Falotico e Vaccaro rilanciano i cinque assi del Manifesto per il lavoro presentato più di un anno fa – welfare, politiche attive del lavoro, trasporti e territorio, energia, pubblica amministrazione – individuando con chiarezza “un piano delle priorità in materia di sviluppo e lavoro e un calendario di azioni per verificare su base mensile chi non ha fatto cosa e come superare ritardi, ostacoli, inadeguatezze, insufficienze di governo territoriale”. Un nuovo e più incisivo contrasto a vecchie e nuove povertà. “La politica sociale della Regione non può fermarsi al reddito minimo di inserimento”, osservano Summa, Falotico e Vaccaro, sottolineando che “lo sblocco della prima tranche di fondi della ex carta carburante, pari a circa 70 milioni di euro, grazie soprattutto al continuo pressing sindacale sui ministeri competenti, elimina ogni residuo ostacolo all'avvio dei progetti per circa 3 mila disoccupati, tra ex mobilità ed ex Copes. Ora non ci sono più alibi”. Per Cgil Cisl Uil “l'anno che verrà dovrà essere l'anno in cui riaffermare il diritto alla salute e alla prevenzione e ribadire il diritto alla cittadinanza con interventi a favore degli ultimi e dei penultimi, per una Basilicata che sia concretamente una comunità inclusiva e solidale. Sul terreno sociale e sulla capacità delle istituzioni di dare risposte concrete e universali ai bisogni di integrazione si gioca la stessa tenuta democratica del nostro paese”, è il monito che lanciano alla classe politica lucana Summa, Falotico e Vaccaro. Integrazione che passa innanzitutto attraverso il lavoro e la formazione, con un occhio di riguardo ai giovani. Sul punto Cgil Cisl Uil hanno le idee chiare: “Bisogna realizzare condizioni ed opportunità affinché i giovani restino in Basilicata o ritornino dopo l’esperienza di studio per mettere al servizio della regione conoscenze, saperi, professionalità e creatività. Le politiche attive del lavoro devono sostenere l’uguaglianza tra donne e uomini in tutti i settori, dall’ingresso nel mercato del lavoro ai percorsi di carriera, e siano capaci di integrare diverse misure - percorsi orientativi, azioni di formazione, tirocini, accompagnamento al lavoro - per rispondere in modo personalizzato e flessibile alle esigenze delle persone e allo stesso tempo per elevare il livello generale di conoscenza della società, il cui riferimento deve restare il sistema pubblico di istruzione”. Non c'è un problema di risorse finanziarie. “Le risorse per fare politiche inclusive sul piano sociale e politiche espansive sul piano della crescita ci sono, ma va riqualificata la spesa per gli investimenti”, spiegano Summa, Falotico e Vaccaro. “Le risorse comunitarie del ciclo di programmazione che ci porterà al 2020 devono essere spese bene perché non è pensabile giocare di rimessa attenendosi esclusivamente alla scrupolosa compilazione delle tabelle di calcolo e di rendicontazione europea. Alle politiche di programmazione dei fondi europei serve un'anima sociale e un disegno coerente che tenga insieme crescita e occupazione, sviluppo e inclusione sociale, protagonismo del privato e innovazione nelle politiche pubbliche”. E poi c'è la sfida energetica che per Cgil Cisl Uil “va vinta sul terreno della trasparenza e della responsabilità sociale d'impresa. Non è pensabile ragionare solo in termini di estrazioni e di royalties come si è fatto finora con costi sociali e ambientali altissimi per i territori”, mettono in chiaro Summa, Falotico e Vaccaro, sottolineando che “il petrolio e più in generale le risorse naturali che sono patrimonio della comunità lucana possono diventare davvero occasione di sviluppo diffuso solo dentro un percorso fatto di partecipazione, fiducia, responsabilità e una netta divisione di compiti tra chi controlla e chi è controllato”. “Nell’anno che verrà non aspetteremo che accada qualcosa: senza segnali concreti di discontinuità con il passato – mettono in guardia Summa, Falotico e Vaccaro – riporteremo in piazza disoccupati,
pag. 2
2017
un anno di CGIL basilicata
cassaintegrati, lavoratori, giovani, donne, pensionati, senza escludere il ricorso alla sciopero generale, perché la responsabilità dimostrata in un anno intero non può essere interpretata come arrendevolezza. L’anno che verrà deve diventare l’anno del riscatto costruendo un’intesa forte e risolutiva tra le componenti della società regionale, in primo luogo le forze sociali e imprenditoriali, per riaprire un ciclo di sviluppo duraturo e nuovo, per stabilire le linee delle politiche regionali, per il coordinamento delle opportunità di finanziamento, per una razionale scelta degli investimenti e per una classificazione degli ambiti prioritari dell’azione pubblica, per dare alla Basilicata una nuova direzione di marcia”.
pag. 3
2017
un anno di CGIL basilicata
Voucher: strumento che inquina il buon lavoro e va abolito subito venerdì 06 gennaio 2017
Summa: “Dati drammatici in Basilicata. Uno strumento che inquina il buon lavoro e che va abolito subito” “I voucher non fanno altro che inquinare il buon lavoro e condannare i lavoratori precari e i disoccupati alla povertà. E’ il momento di dire basta”. E’ quanto dichiara il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa rispetto agli ultimi dati sui buoni lavoro (voucher) inizialmente introdotti nel 2008 per il solo settore agrario e poi gradualmente estesi ad altre categorie produttive. “Da strumento per combattere il lavoro nero, sono diventati strumento di elusione delle norme in materia previdenziale e in genere dei diritti dei lavoratori – dice Summa – I dati, anche per la Basilicata, sono drammatici. Come più volte esplicitato, è necessario un doppio intervento – continua - Indiretto, mediante interventi di politica economica volti a rafforzare i segnali postivi provenienti dall’interno del sistema produttivo locale e a mitigare le cause di strutturale debolezza e diretto, per via legislativa. Occorre superare la fase delle analisi fini a se stesse e sempre uguali, vincere l’indulgenza intermittente verso la condizione del sistema Basilicata, evitare di leggere i dati in maniera episodica e riparatoria a seconda del periodo e
pag. 4
2017
un anno di CGIL basilicata
aggredire in maniera decisa i problemi che rendono precario e non qualificato il lavoro. Per queste ragioni continuiamo a ribadire l’impegno della Cgil sul versante dei diritti attraverso la proposta di referendum abrogativo che vedrà il Paese impegnato nei prossimi mesi per l’abolizione dei voucher. Il 2017 sarà l'anno dei diritti. Ci aspetta una campagna referendaria che ha l'obiettivo ambizioso di imprimere un punto di svolta alle politiche del lavoro e dare risposte concrete ai fenomeni di disagio e di povertà lavorativa che attanagliano questo paese, unificare il mondo del lavoro e ricostruire la legislazione che è stata oggetto di liberalizzazione e precarizzazione rendendo il lavoro una merce. La nostra lotta è ridare dignità al lavoro. Un cambiamento possibile soprattutto se sostenuto dalla partecipazione democratica, ed il referendum è e rimane il più grande strumento di partecipazione diretta che la nostra Costituzione garantisce La scorsa estate la Cgil è stata protagonista della raccolta firme per la Carta dei diritti e per l’abrogazione del lavoro accessorio così come abusato fino a questo momento; adesso chiediamo a tutto il Paese di supportare con un atto concreto una sfida di progresso e di civiltà, per rendere il lavoro più libero e moderno”.
pag. 5
2017
un anno di CGIL basilicata
Lettera della Cgil al Direttore de L'Unità lunedì 09 gennaio 2017
"Caro direttore, abbiamo letto il tuo editoriale su L’Unità del 7 gennaio che hai scelto di scrivere come lettera al Segretario generale della CGIL. Purtroppo, dal tuo articolo dobbiamo desumere che ancora non è sconfitta quella tendenza alla esasperata personalizzazione del dibattito politico e sociale che a noi pare uno dei mali più profondi dell’oggi. Il tuo intervento ci colpisce e non ci piace anzitutto per questo: il violento, crudo (con toni francamente inaccettabili) attacco alla persona che porta la responsabilità di essere il Segretario generale della CGIL, ma che proprio per questo è stata ed è sempre portatrice e interprete delle decisioni dell’insieme del gruppo dirigente, mai personali. Anche tanti di noi hanno conosciuto e lavorato con dirigenti quali Lama e Trentin e da loro abbiamo tutti imparato una cosa fondamentale: un grande sindacato generale e confederale deve sempre stare al merito delle questioni che affronta, altrimenti viene meno al compito di rappresentare lavoratori e pensionati, indicando sempre una direzione, una proposta. Questo è ciò che tu eludi nel tuo intervento, fingendo che il merito delle cose possa essere rimosso o dimenticato. La CGIL, insieme a CISL e UIL, ha sempre ricercato la via del negoziato e dell’accordo; lo ha fatto anche quando il Governo negava ruolo e funzione dei corpi intermedi e quando il merito lo ha consentito ha sottoscritto accordi importanti. Dimentichi, ad esempio, il recentissimo accordo quadro per il rinnovo dei contratti pubblici, il verbale di
pag. 6
2017
un anno di CGIL basilicata
sintesi in tema di previdenza. Dimentichi anche l’accordo su rappresentanza e rappresentatività che abbiamo sottoscritto unitariamente con ormai tutte le più importanti Associazioni datoriali o quello sulle relazioni sindacali. Accordi che sino ad ora non hanno trovato la giusta attenzione da parte del Governo e del Parlamento. Su un punto fondamentale la CGIL – in parte unitariamente, in parte no – dissente, non da oggi, con i Governi che negli ultimi quindici anni si sono succeduti alla guida del Paese: le politiche sul lavoro, l’assenza di una strategia per l’occupazione, la pervicace azione contro i diritti individuali e collettivi. Si, caro Staino, su questo non Susanna Camusso, ma tutta la CGIL si è opposta e continuerà ad opporsi. Anziché scandalizzarsi di tutto ciò, forse anche tu dovresti chiederti se l’evidente fallimento delle politiche del rigore e dell’austerità, la sconfitta della teoria che precarizzando il lavoro e riducendo i diritti si sarebbe creata più occupazione, non richiederebbero ad una maggioranza di Governo, che si definisce riformista, un deciso cambio di verso. È proprio perché abbiamo imparato la lezione di Di Vittorio, Lama, Trentin e dei tanti altri prestigiosi dirigenti della CGIL, che oltre alla protesta, alla mobilitazione, agli scioperi, abbiamo curato e cercato di dare forza alla proposta. Sei uomo troppo attento per non sapere che la CGIL ha predisposto già tre anni fa un “Piano del lavoro” che indica come si può cambiare verso sul lavoro, rilanciando l’occupazione, anzitutto giovanile. Così come certamente sai, che in Parlamento c’è una nostra proposta di legge “Carta dei diritti universali del lavoro” sulla quale abbiamo raccolto oltre un milione e duecentomila firme, accompagnandola e supportandola con tre quesiti referendari. Queste sono le nostre proposte che sarebbe forse meglio discutere e con le quali chiediamo che il Parlamento e la politica si confrontino e si misurino. Tu hai creato quell’indimenticabile personaggio che è Bobo: ironico, critico, a volte dissacrante. Non vorremmo dover constatare che il diritto di critica e la mobilitazione sociale valgano ormai, per un pezzo di “compagni di strada”, solo per i personaggi dei fumetti e non per le persone in carne ed ossa". La Presidente del Direttivo nazionale della CGIL, i componenti della Segretaria confederale ed i Segretari generali di tutte le Categorie nazionali: Nino Baseotto, Massimo Cestaro, Vincenzo Colla, Rossana Dettori, Gianna Fracassi, Maria Grazia Gabrielli, Ivana Galli, Alessandro Genovesi, Roberto Ghiselli, Maurizio Landini, Franco Martini, Giuseppe Massafra, Agostino Megale, Emilio Miceli, Ivan Pedretti, Morena Piccinini, Alessandro Rocchi, Tania Scacchetti, Francesco Sinopoli, Serena Sorrentino, Claudio Treves
pag. 7
2017
un anno di CGIL basilicata
Summa: pool per monitorare attività Matera2019 lunedì 30 gennaio 2017
È da tempo che Cgil, Cisl e Uil hanno posto il tema di Matera 2019 e dei rischi legati all'utilizzo delle risorse e agli appalti. Abbiamo chiesto di istituire una cabina di regia regionale per affrontare i nodi non solo per monitorare il programma di attività ma soprattutto per porre in essere iniziative tese a definire misure di trasparenza nella gestione e nell'espletamento delle attività, a partire dal protocollo di legalità. E bene ha fatto la presidente della Corte di Appello, Rosa Patrizia Sinisi , a lanciare l'allarme su Matera 2019 e sul connesso rischio di infiltrazioni criminali in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ponendo la necessità di costituire un pool investigativo dedicato. La Basilicata non è un'isola felice e non serve né sdrammatizzare né preoccuparsene soltanto in iniziative convegnistiche. È necessario occuparsene assumendo iniziative istituzionali che affrontino le tante criticità che investono gli uffici giudiziari, a partire dalla carenza in organico dei magistrati e del personale amministrativo. La richiesta di colmare tali gravi carenze di personale deve essere sostenuta a tutti i livelli affinché si diano gli strumenti alla attività giudiziaria e giurisdizionale per poter operare. Questa è la priorità delle priorità che dovrebbe essere fatta propria dal governo regionale e dai parlamentari. Come Cgil intendiamo garantire ogni utile azione di partecipazione e sostegno all'autorità giudiziaria e alle relative attività, perseguendo valori di giustizia e legalità, contribuendo attraverso l'utilizzo degli strumenti democratici a disposizione. Un primo tassello importante sarà la sottoscrizione del protocollo di legalità, che rappresenta un passaggio ineludibile per quei settori, quali infrastrutture, logistica e
pag. 8
2017
un anno di CGIL basilicata
mobilitĂ , che dovrebbero essere destinatari di progetti e misure finanziarie per il loro potenziamento e per i quali occorre la messa in atto di azioni amministrative trasparenti. Noi faremo la nostra parte, a partire dal mondo del lavoro che risulta negativamente attraversato da corruzione e infiltrazioni malavitose da combattere al fine di far prevalere regolaritĂ e legalitĂ anche attraverso una costante opera di denuncia e di collaborazione in favore dell'attivitĂ della giustizia. Questo per noi significa confermare la nostra azione in favore di diritti, giustizia e legalitĂ a supporto dell'azione svolta dalla Magistratura.
pag. 9
2017
un anno di CGIL basilicata
Filt Cgil su vertenza trasporti regionali giovedì 09 febbraio 2017
L’importante vertenza degli autoferrotranvieri che non percepiscono lo stipendio da diversi mesi rischia di prendere strade estranee al tema principale, se il Governo Regionale non assume una posizione chiara e risolutiva. Le note vicende collegate alla sofferenza del bilancio regionale si intrecciano e si confondono con la discussione sul nuovo Piano Regionale dei Trasporti e sul nuovo bando di gara che riguarderà l’intero TPL e che dovrà espletarsi entro la fine del 2017. In questo momento cosi delicato, sarebbe un errore perdere di vista il tema principale che è quello del reperimento delle risorse necessarie a far fronte ai tagli che ha subito il Fondo Nazionale e che rischiano di compromettere la tenuta di un sistema fin troppo arretrato rispetto alle esigenze di mobilità dell’intero territorio regionale. Finora, la Regione Basilicata è riuscita a rimediare e a sostenere i costi di un impianto troppo oneroso ma poco efficiente, la cui gestione, attribuita ad un unico soggetto, sin dal principio ha mostrato lacune e contraddizioni. Infatti, la scelta compiuta 8 anni fare due gare di livello provinciale ha determinato che oggi, alla vigilia
pag. 10
2017
un anno di CGIL basilicata
della costruzione del nuovo bando, bisogna fare i conti con un regime di semi – monopolio, in cui la gestione della quasi totalità del sistema di trasporto è nelle mani del COTRAB, un consorzio di imprese che non riesce ad assicurare il salario ai lavoratori. La scelta di accentrare sotto la responsabilità di un unico soggetto l’intero sistema, in realtà, ha mostrato già i suoi limiti e le sue contraddizioni, perché, in questi anni, non ha neutralizzato né ha posto rimedio alle storture di un settore nel quale sono impiegate circa 1.000 persone, che ricevono trattamenti economici differenti a seconda dell’azienda da cui dipendono o dell’anno in cui sono stati assunti, con una sempre più forte presenza di precari. La realtà è che, a fronte di una spesa annuale di 110 milioni di € (tanto costa il trasporto pubblico regionale) non si può dire di avere un sistema efficiente ed efficace. Il sistema di mobilità pubblico è rimasto immutato per decenni, nonostante i cambiamenti che si sono consumati nella situazione demografica della regione. Eppure, mettere mano profondamente alla situazione attuale significherebbe restituire ai cittadini un servizio pubblico adeguato e moderno, e contemporaneamente tutelare al meglio i lavoratori del settore, precari e non, i quali svolgono un lavoro reso ancora più stressante dallo stato in cui versa la rete stradale provinciale e dallo stato di alcuni bus, che, pur avendo raggiunto un’età ragguardevole, continuano ad essere impiegati nel servizio. Il 2017, anno in cui l’intero pacchetto del trasporto pubblico regionale andrà a gara, potrebbe essere l’anno di svolta, se la politica regionale avrà il coraggio di fare scelte che vadano soprattutto nella direzione di rimediare a tutto quello che sin qui non è andato per il verso giusto, di rendere più facili ed efficienti i collegamenti interregionali e verso le direttrici principali extraregionali. Dovendo, pertanto, affrontare temi cruciali per il futuro sistema di trasporto dell’intera Regione, temi che devono tenere insieme la qualità dei servizi da offrire alla comunità, la tenuta occupazionale dell’intero settore e la necessità di trovare forme di governo della mobilità che evitino il monopolio assoluto del soggetto gestore occorre sgombrare il terreno dall’emergenza economica che colpisce i lavoratori i quali possono divenire, in un momento così delicato, ignari strumento di pressione nei confronti del governo Regionale. Occorre quindi al di là di roboanti prese di posizione mediatiche ripiegarsi sul problema principale del mancato pagamento dei salari ricercare e trovare le soluzioni immediate che possano dare ristoro ai 1000 dipendenti del settore e aprire nei luoghi deputati una discussione seria e scevra di posizioni ed interessi personali che possano dare a questa Regione e alla comunità, a fronte di quanto speso, una mobilità degna ed economicamente sostenibile.
pag. 11
2017
un anno di CGIL basilicata
PIATTAFORMA ITM: CONFRONTO IN SALITA venerdì 10 febbraio 2017
PIATTAFORMA ITM: CONFRONTO IN SALITA Il giorno 9/02/2017 presso la Confindustria di Roma si è tenuto il primo incontro per la presentazione della Piattaforma ITM inviata dalle organizzazioni sindacali il 19/12/2016. Il coordinamento sindacale durante l’incontro ha illustrato la Piattaforma votata dai lavoratori per avviare di fatto il confronto sindacale. L’Azienda ha espresso molte perplessità (come era prevedibile), sul metodo e sul merito delle richieste sindacali. Le organizzazioni sindacali, nel ribadire gli impegni assunti dall’azienda nell’ultimo accordo del 2016,
pag. 12
2017
un anno di CGIL basilicata
ritengono fondamentale che sia sulle parti normative che su quelle salariali la direzione ITM dia risposte certe ai lavoratori, dopo anni di sacrifici dovuti alla crisi, per migliorare le condizioni di lavoro e di salario perso in questi anni. Inoltre hanno confermato che i contenuti della Piattaforma sono coerenti con quanto già in vigore in aziende del Gruppo. Infine le organizzazioni sindacali hanno richiesto di accelerare i tempi per la trattativa di merito sui punti della Piattaforma chiedendo all’azienda di fissare il prossimo incontro entro la fine di febbraio. L’azienda si è impegnata entro tale termine a comunicare e condividere la data del prossimo incontro. Il coordinamento sindacale ITM auspica che la direzione nel prossimo incontro affronti concretamente i contenuti della Piattaforma evitando di produrre tensioni con i lavoratori.
pag. 13
2017
un anno di CGIL basilicata
Reddito minimo: si mantengano gli impegni presi venerdĂŹ 10 febbraio 2017
Nonostante gli impegni assunti dalla Regione Basilicata all'ultimo tavolo permanente sul Reddito Minimo di Inserimento (tenutosi nei giorni scorsi) di dare seguito senza soluzione di continuitĂ alla misura dei tirocini formativi, che riguarda circa 2000 persone, ad oggi non si ha ancora notizia della data di riavvio dei corsi. Ăˆ, ormai, imbarazzante la somma di ritardi e inefficienze accumulate, dagli Uffici preposti, sull'attuazione di una misura concordata tra le parti sociali e la Regione oltre 2 anni fa. Molti dei lavoratori beneficiari dei tirocini (misura propedeutica alla misura vera e propria di Reddito Minimo) hanno terminato da diversi giorni i corsi. Il rischio concreto è che possa intervenire una sospensione del sussidio e che queste famiglie, in condizioni di forte disagio, non possono permettersi in alcun modo.
pag. 14
2017
un anno di CGIL basilicata
PiÚ volte le organizzazioni sindacali hanno chiesto l'istituzione di una struttura preposta all'attuazione e alla gestione del Reddito Minimo, nella consapevolezza che l'accentramento di competenze e compiti non aiuta nessuno. Oggi non è piÚ accettabile temporeggiare ulteriormente. Occorre dare corso tempestivamente agli impegni assunti. Le organizzazioni sindacali valuteranno nei prossimi giorni la messa in campo di forme di protesta, anche forti, in mancanza di una risposta pronta da parte della Regione.
pag. 15
2017
un anno di CGIL basilicata
A rischio l’intesa regionale sulla non autosufficienza giovedì 16 febbraio 2017
Tagli ai fondi sociali Allegretti, segretario generale Spi Cgil Basilicata: “A rischio l’intesa regionale sulla non autosufficienza. La Regione Basilicata faccia seguire i fatti ai buoni propositi” “I tagli alla sanità e al sociale paventati dal Ministero mettono a rischio anche il protocollo di intesa sulla non autosufficienza raggiunto in Regione con tutte le sigle sindacali. Il tema della non autosufficienza deve essere una priorità nell'agenda del Paese, che necessita di una strategia specifica per fronteggiare positivamente l'impatto delle tendenze demografiche e l'aumento delle fragilità sociali, al fine di assicurare i diritti delle persone in condizione di non autosufficienza, rimuovendo gli ostacoli che impediscono la piena inclusione sociale. Questo vale specialmente per la Basilicata dove il tasso di invecchiamento è molto elevato”.
pag. 16
2017
un anno di CGIL basilicata
È quanto dichiara il segretario generale Spi Cgil Basilicata Nicola Allegretti sui tagli ai fondi sociali ventilati in seguito all’ultimo incontro avvenuto a Roma con le segreterie nazionali Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Il segretario generale invita la Regione Basilicata a “prendere una posizione ben precisa e a far seguire ai buoni propositi anche i fatti in continuità con l’intesa regionale raggiunta sulla non autosufficienza. La decisione del governo assunta con il decreto coesione sociale a gennaio 2017 di incrementare il fondo sulla non autosufficienza, portando la dotazione annua a 500 milioni, ora rischia di essere azzerata e così anche l’intesa che a livello locale ha consentito la riapertura dei bandi relativi all’assegno di cura insieme alla discussione sui criteri che dovranno stare alla base delle politiche future per la non autosufficienza”. All’incontro i sindacati, ritenendo i fondi già insufficienti per rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone, hanno chiesto un piano di graduale ma garantito incremento della dotazione strutturale del fondo, con l'obiettivo di ridefinire le risorse globali per le cure a lungo termine Ltc. Hanno inoltre rivendicato “la presentazione della proposta di un Piano nazionale per la non autosufficienza che deve affrontare, prioritariamente, la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, integrati con i nuovi Lea sanitari, come strumento per assicurare i diritti in tutto il Paese, consapevoli che, accanto a prestazioni e a servizi sociali e sanitari, bisogna riorganizzare e migliorare le condizioni di vita quotidiana: per l'abitare, il tempo libero, i trasporti, la mobilità (es. barriere architettoniche), le relazioni affettive e con la comunità, l'invecchiamento attivo, la piena inclusione. Si ritiene, dunque, essenziale che questi impegni, insieme all'obiettivo di strutturare politiche e servizi sulla non autosufficienza, si realizzino con la più ampia partecipazione sociale, dando così continuità al tavolo costituito presso il ministero”.
pag. 17
2017
un anno di CGIL basilicata
COMER: accordo in merito al contratto di secondo livello venerdì 17 febbraio 2017
È stato raggiunto in data odierna presso Confindustria Matera tra FIM FIOM UILM e COMER, importante azienda del materano, l’accordo in merito al contratto di secondo livello. Un’ ipotesi di accordo innovativa, a partire dal welfare all’ organizzazione del lavoro, dal salario all’ occupazione e per finire alla ridistribuzione della ricchezza secondo i criteri di produttività, che da forte importanza all’azienda, ai lavoratori e al territorio. L’intensa, raggiunta dopo mesi di trattative, vede ancora una volta le Organizzazioni Sindacali e la Comer come punto di riferimento delle relazioni industriali della Basilicata. Il 23 febbraio 2017 FIM FIOM UILM terranno un’assemblea con i lavoratori per illustrare e far approvare l’ipotesi di accordo sottoscritta in data odierna.
pag. 18
2017
un anno di CGIL basilicata
Operatori Aias senza stipendio, proclamato stato di agitazione venerdì 17 febbraio 2017
Questo mese gli operatori dell’AIAS di Melfi e Matera non hanno percepito lo stipendio. Ѐ una situazione intollerabile che non trova giustificazione alcuna avendo in corso le attività e dopo che sono state risolte alcune pendenze con la Regione e l’ASM di Matera. Risoluzione alla quale i dipendenti e le organizzazioni sindacali non sono affatto estranee. Si ripete con cadenza periodica il solito ricatto ai dipendenti mentre si continua a gestire l’ Ente in totale autonomia e discrezionalità, malgrado si gestiscano risorse pubbliche e non private, con un turnover di personale assunto con il discutibile ricorso al lavoro precario e interinale. FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, pertanto, chiedono all’AIAS di Melfi e Matera di provvedere con urgenza al
pag. 19
2017
un anno di CGIL basilicata
pagamento delle spettanze ai dipendenti e alla Regione di intervenire per garantire agli operatori il rispetto dei piĂš elementari diritti contrattuali. In attesa proclamano lo stato di agitazione del personale e si riservano ulteriori iniziative di lotta qualora tale atteggiamento dovesse proseguire.
Potenza, 15/02/2017 FP CGIL CISL FP UIL FPL R. Laurino P. Locantore A. Guglielmi
pag. 20
2017
un anno di CGIL basilicata
Reddito minimo di inserimento, protesta davanti alla Regione Basilicata venerdì 17 febbraio 2017
REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO LUNEDI’20 FEBBRAIO PROTESTA DAVANTI ALLA REGIONE BASILICATA Le segreterie regionali di CGIL CISL UIL Basilicata indicono per lunedì prossimo 20 febbraio 2016, dalle 9.30, nello spazio antistante il Palazzo della Giunta Regionale, a Potenza, un presidio di protesta a sostegno dei lavoratori impegnati nei Tirocini Formativi propedeutici al Reddito Minimo di Inserimento. I continui ritardi nei pagamenti ai lavoratori che hanno svolto i tirocini, le incertezze sul prosieguo, nonostante gli impegni assunti, le inefficienze accumulate dalla macchina regionale hanno ormai
pag. 21
2017
un anno di CGIL basilicata
raggiunto un livello inaccettabile. Lo stato di disagio dei beneficiari del Reddito Minimo aumenta esponenzialmente col procrastinarsi degli impegni assunti. Le attese non sono più tollerabili. E’fondamentale, come richiesto da mesi dai Sindacati confederali, che la Regione predisponga una struttura amministrativa preposta per la gestione della misura, onde evitare un accentramento dannoso che ad oggi ha prodotto il risultato che è sotto gli occhi di tutti: due anni di ritardo dalla firma degli accordi e continui ritardi nella implementazione. Si dia immediatamente seguito agli impegni assunti o la protesta continuerà. LE SEGRETERIE REGIONALI
Il sit in di protesta è stato rinviato.
pag. 22
2017
un anno di CGIL basilicata
Smart Paper: deroghe del contratto nazionale sabato 18 febbraio 2017
Smart Paper: deroghe del contratto nazionale L’azienda sottoscrive un brutto accordo con Fim e Fismic Contrariamente a quanto affermato da Fim e Fismic, la Fiom e la Uilm non hanno abbandonato alcun tavolo della trattativa. Come organizzazioni sindacali che hanno come unico scopo quello di rappresentare e tutelare gli interessi dei lavoratori, ci siamo preoccupati di evitare deroghe al contratto nazionale pretese dall’azienda in cambio dei premi di produzione stabiliti dall’accordo. Tutte le Rsu unitariamente hanno individuata una ipotesi sperimentale e innovativa di costruzione del premio di produzione che può essere positiva per i lavoratori. Questa non deve diventare per l’azienda la deroga ad alcuni diritti fondamentali previsti dal contratto collettivo nazionale innovativo rinnovato da Fiom, Fim e Uilm il 26 novembre 2016. Per Fiom e Uilm non è accettabile che nell' azienda più importante del nostro territorio si possa andare in deroga in materia di flessibilità, condizioni di lavoro e trasferte che sono a totale uso discrezionale da parte dell’azienda. Fare sindacato significa tutelare i lavoratori economicamente ma anche e sopratutto dal punto di vista dei diritti. Fiom e Uilm auspicano che sia possibile ripartire con un confronto sindacale che possa andare nella
pag. 23
2017
un anno di CGIL basilicata
direzione della tutela e del rispetto delle esigenze dell' azienda ma sopratutto dei lavoratori
pag. 24
2017
un anno di CGIL basilicata
Poste Avigliano sabato 18 febbraio 2017
Continua la scellerata e irrazionale gestione degli uffici postali in Basilicata da parte di Poste Italiane. È assolutamente inaccettabile la decisone di spostare lo smistamento del servizio postale da Avigliano a Potenza costringendo i portalettere assegnati all’ufficio postale di Avigliano a prendere servizio la mattina a Potenza per prendere la posta e poi recapitarla ad Avigliano. Una decisone illogica, antieconomica e poco funzionale che crea disagi sia ai lavoratori sia agli utenti, rendendo il servizio poco funzionale e inefficiente. L'unico obiettivo di Poste Italiane è quello di peggiorare il servizio ai cittadini e di penalizzare i lavoratori. Una scelta assurda e inaccettabile da parte di un’azienda di proprietà pubblica che produce utili e ha il dovere di investire risorse in una regione come la Basilicata fatta di tanti piccoli Comuni che vivono una sempre maggiore desertificazione dei servizi, dalle infrastrutture ai trasporti. Accettare supinamente il processo di smantellamento che sta investendo la nostra regione significa indebolire i diritti di cittadinanza, significa accompagnare e formalizzare
pag. 25
2017
un anno di CGIL basilicata
diseguaglianze, significa impoverire ulteriormente realtà già povere favorendone, contrariamente ai tanti proclami che quotidianamente ascoltiamo, lo spopolamento demografico in atto. Chiediamo come Cgil Basilicata l’intervento diretto del governatore regionale Marcello Pittella e dei parlamentari lucani sul piano poste che di fatto sta smantellando il servizio in Basilicata.
pag. 26
2017
un anno di CGIL basilicata
Reddito minimo d'inserimento, incontro in Regione lunedì 20 febbraio 2017
Si è tenuto in mattinata l'incontro tra Regione Basilicata e Cgil Cisl Uil sul tema del Reddito minimo di inserimento. Dopo il primo risultato ottenuto, i segretari generali di Cgil Cisl Uil hanno sospeso il presidio e nella giornata di oggi si sono recati all'incontro convocato dal dirigente generale della giunta. All'incontro erano presenti anche i responsabili delle strutture provinciali e regionali preposte. I sindacati hanno evidenziato i continui ritardi, sia nei pagamenti che nelle misure necessarie al proseguimento dei tirocini propedeutici al reddito minimo. "Non è più accettabile. Siamo giunti a un livello di tensione sociale che è da irresponsabili ignorare. Occorre proseguire immediatamente con gli atti necessari" hanno dichiarato i segretari generali di Cgil Cisl Uil. Dall'incontro è emerso un risultato positivo che riguarda l'impegno della Regione a deliberare in settimana la approvazione delle graduatorie definitive e l'istituzione di un tavolo permanente con una struttura di supporto per la condivisione, gestione e risoluzione di tutte le problematiche connesse al reddito minimo d'inserimento. Inoltre è stato garantito il pagamento della seconda mensilità per i lavoratori della provincia di Potenza orientativamente entro la fine del mese in corso. Confermato, inoltre, l'avvio della misura vera e propria per il 1 maggio. I sindacati si dichiarano soddisfatti dall'esito del confronto ma impegnati a vigilare con attenzione affinché vengano superate le inefficienze finora registrate. I segretari generali Cgil Cisl Uil A. Summa A. Falotico C. Vaccaro
pag. 27
2017
un anno di CGIL basilicata
Inaugurazione nuova sede Servizi integrati Cgil Basilicata lunedì 20 febbraio 2017
Inaugurazione nuova sede Servizi integrati Cgil Basilicata Domani martedì 21 febbraio 2016 – ore 11.30 – via Bertazzoni 88 - Potenza Verrà inaugurata domani martedì 21 febbraio 2017 a Potenza alle ore 11.30 la nuova sede dei servizi integrati Cgil Basilicata (Patronato INCA e CAAF) in via Bertazzoni 88. Saranno presenti Claudio Di Berardino, del collegio di presidenza Inca e Gianni Nigro, Caaf Lazio e Basilicata. Il Sistema servizi della Cgil Basilicata è una piattaforma che offre un insieme integrato di servizi e tutele, in un unico punto di accesso dove trovare risposte ai problemi che si incontrano nell’attività lavorativa, nei rapporti con il fisco, in campo previdenziale, nella tutela della salute o nell’accesso ai servizi sociali alla persona. La nuova sede dei servizi integrati della Cgil Basilicata è uno spazio aperto che convoglia in un'unica struttura tutti i servizi essenziali per i cittadini. Una vera rivoluzione nel modo di accogliere e rispondere alle esigenze dell’utenza che consentirà al cittadino di meglio orientarsi nella scelta dei servizi utili alle proprie istanze avendo a disposizione contemporaneamente il personale che a vario titolo si occupa di settori diversi.
pag. 28
2017
un anno di CGIL basilicata
Inca offre gratuitamente i seguenti servizi: compilazione delle domande di prestazioni previdenziali, infortunistiche, assistenziali, tutela ed assistenza per lavoratori e cittadini con l’invio telematico delle varie istanze. Inoltre si occupa di tutte le questioni inerenti pensioni, assegni familiari, periodi di malattia, danni da lavoro, disoccupazione, cassa integrazione, controllo posizione assicurativa, ricongiunzioni, pensionamenti, riscatti, versamenti volontari, contribuzione figurativa, controllo posizioni assicurative, contratti atipici, sostegno del reddito in caso di ristrutturazione aziendale o di perdita del posto di lavoro, maternità, malattia, infortuni e malattie professionali, cause di servizio ed equo indennizzo, prestazioni per invalidi civili, contenzioso legale e medico-legale e tanti altri servizi in materia di previdenza e assistenza. Il Caaf, invece, offre tutti i servizi necessari per poter accedere a prestazioni sociali o assolvere ad adempimenti fiscali, in modo semplice e immediato. Compito del CAAF è tutelare i diritti e semplificare la burocrazia fiscale. In particolare è specializzato in: servizi alle persone fisiche: assistenza alla compilazione della dichiarazione dei redditi (730) ed eventuale assistenza nel contenzioso tributario; compilazione dei modelli per le detrazioni fiscali; calcolo delle imposte comunali sugli immobili; compilazione dei modelli reddituali finalizzati all’ottenimento di prestazioni sociali legate al reddito; calcolo dell’indicatore della situazione socio-economica (Isee); assistenza alla compilazione della dichiarazione di successione e delle volture catastali; assistenza negli adempimenti previsti dal contratto di lavoro per assistenti familiari (colf e badanti); servizi in convenzione agli enti previdenziali e alle pubbliche amministrazioni, in qualità di intermediari.
pag. 29
2017
un anno di CGIL basilicata
RISORSE E VOLONTA', AZIONI POSITIVE, OBIETTIVI CONDIVISI: QUESTE LE NOSTRE PROPOSTE PER UNA NUOVA STAGIONE DEL LAVORO "AL FEMMINILE" martedì 21 febbraio 2017
RISORSE E VOLONTA', AZIONI POSITIVE, OBIETTIVI CONDIVISI: QUESTE LE NOSTRE PROPOSTE PER UNA NUOVA STAGIONE DEL LAVORO "AL FEMMINILE" Apprendiamo del convegno “Il Lavoro declinato al femminile”, organizzato dalla Consigliera Regionale di Parità Ivana Pipponzi, e – nello scorrere la lista dei relatori, rileviamo una vistosa assenza, quella di chi
pag. 30
2017
un anno di CGIL basilicata
quel lavoro declinato al femminile lo vive tutti i giorni, cioè le lavoratrici attraverso le loro associazioni di rappresentanza. Ogni giorno migliaia di lavoratrici lucane vivono condizioni di disagio accentuate dalla crisi generale: lavoro nero, diseguaglianze salariali, difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro. Tantissime sono le donne costrette ad abbandonare il lavoro per la scarsità dei servizi sociali a supporto; tante quelle che devono scegliere tra lavoro e carriera; troppe ancora quelle che subiscono molestie. Sarebbe importante che istituzioni, rappresentanti dei datori di lavoro e parti sociali,imparassero a mettere assieme risorse e volontà, recandosi periodicamente sui luoghi di lavoro a raccogliere testimonianze, a proporre ed implementare azioni positive, rifiutando e denunciando comportamenti lesivi della dignità delle donne o, peggio, illegali. Noi tutte siamo pronte ad avviare questo percorso e chiediamo alla Consigliera Pipponzi di costruire assieme un percorso che possa portare alla definizione di atti concreti per migliorare la condizione di vita e di lavoro delle donne lucane. Infine,ma non per questo meno secondario, è l'auspicio di non continuare ad assistere al revival di una nuova stagione convegnistica che, troppo spesso, ha caratterizzato le tematiche relative alle pari opportunità in Basilicata. C’è bisogno di concretezza ed azioni positive, c’è bisogno di conoscenza e di contatto costante con i luoghi di lavoro e con le persone in carne ossa che quella condizione vivono, non solo di elaborazioni teoriche e vetrine politiche.
pag. 31
2017
un anno di CGIL basilicata
Il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa incontra le testate giornalistiche locali mercoledì 22 febbraio 2017
Camper “Comitato per il Sì” Il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa incontra le testate giornalistiche locali Sono partiti oggi mercoledì 22 febbraio, con l’incontro con i lavoratori dell’informazione, i camper del “Comitato per il Sì” che attraverseranno tutta l’Italia per sostenere i due referendum promossi dalla Cgil contro i voucher e per la piena responsabilità solidale negli appalti. Il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa ha infatti oggi incontrato la redazione della TgR di Basilicata con il caporedattore Oreste Lopomo e i giornalisti delle redazioni dei quotidiani “La Nuova del Sud” e “Il Quotidiano del Sud”.
pag. 32
2017
un anno di CGIL basilicata
Un appuntamento importante per la campagna referendaria “Libera il lavoro. Con 2 SĂŹ, tutta un’altra Italiaâ€?, che vede iniziative nelle principali testate giornalistiche di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze e Bari, dove sono previsti incontri con i lavoratori del settore, gli operatori della comunicazione e con la cittadinanza.
pag. 33
2017
un anno di CGIL basilicata
#con2sì incontro con i lavoratori dell’informazione mercoledì 22 febbraio 2017
Sono partiti oggi mercoledì 22 febbraio, con l’incontro con i lavoratori dell’informazione, i camper del “Comitato per il Sì” che attraverseranno tutta l’Italia per sostenere i due referendum promossi dalla Cgil contro i voucher e per la piena responsabilità solidale negli appalti. Il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa ha infatti oggi incontrato la redazione della TgR di Basilicata con il caporedattore Oreste Lopomo e i giornalisti delle redazioni dei quotidiani “La Nuova del Sud” e “Il Quotidiano del Sud”. Un appuntamento importante per la campagna referendaria “Libera il lavoro. Con 2 Sì, tutta un’altra Italia”, che vede iniziative nelle principali testate giornalistiche di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze e Bari, dove sono previsti incontri con i lavoratori del settore, gli operatori della comunicazione e con la cittadinanza.
pag. 34
2017
un anno di CGIL basilicata
Pensioni, riapre tavolo governo e sindacati giovedì 23 febbraio 2017
Pensioni, riapre tavolo governo e sindacati Il tavolo tra governo e sindacati sulle pensioni si è riaperto. Si è tenuto infatti un incontro al ministero del Lavoro alla presenza dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e dei pensionati Spi, Fnp e Uilp. Nel corso della riunione il governo, rappresentato dal ministro Giuliano Poletti e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Marco Leonardi, ha annunciato che intende emanare i decreti attuativi relativi alle norme definite nella legge di bilancio entro i termini stabiliti dalla legge. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato i punti da affrontare e da risolvere, in particolare in rapporto alla definizione delle platee. Il dettaglio dei decreti attuativi "sarà affrontato in una specifica riunione tecnica del tavolo che si terrà al ministero del Lavoro il prossimo 1° marzo. E' stata poi formalmente avviata la seconda fase del confronto, come previsto dall'intesa sottoscritta lo scorso 28 settembre. Su questo il confronto è stato calendarizzato il prossimo 23 marzo". Le parti hanno definito "un piano di lavoro condiviso per affrontare le problematicità. Il primo appuntamento, fissato il 1 marzo sarà dedicato ai decreti attuativi sull'Ape volontaria e l'Ape sociale. Gli altri due appuntamenti, nel giro di quindici-venti giorni riguarderanno le pensioni dei giovani, la situazione delle donne e il tema delle aspettative di vita. L'ultimo incontro sarà sulle politiche attive del lavoro e sugli ammortizzatori sociali. Le date dovrebbero essere il 9 e il 23 marzo, ma - ha precisato Poletti - sono suscettibili di modifica". Tra le richieste al ministro anche quella di aprire rapidamente un confronto sulla governance dell'Inps. Il titolare del dicastero "si è impegnato a dare risposte".
pag. 35
2017
un anno di CGIL basilicata
A Potenza assemblea organizzativa con i segretari generali di categoria venerdĂŹ 24 febbraio 2017
Referendum sul lavoro A Potenza assemblea organizzativa con i segretari generali di categoria Volantinaggio, assemblee nei luoghi di lavoro ed eventi pubblici i prossimi impegni della Cgil Basilicata per la campagna referendaria Si è svolta a Potenza nella sede della Cgil Basilicata in via Bertazzoni, l’assemblea organizzativa con i
pag. 36
2017
un anno di CGIL basilicata
segretari generali di categoria per i referendum sul lavoro promossi dalla Cgil per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale in materia di appalti. Prende così ufficialmente il via in Basilicata la campagna referendaria che vedrà convolti circa una ventina di animatori opportunamente formati in entrambe le province tra Potenza e Matera, tutte le Camere del lavoro e tutti gli iscritti della Cgil in Basilicata. Nei prossimi giorni è prevista la costituzione dei Comitati a sostegno per il sì in tutte le Camere del lavoro e in tutti i comuni lucani saranno organizzate attività di volantinaggio e informazione nelle piazze, nei luoghi di lavoro e con il porta a porta. Dopo la massiccia partecipazione all’evento di apertura della campagna il 14 febbraio scorso nell’Aula Magna del Campus di Macchia Romana a Potenza, al quale erano presenti più di mille delegati, l’azione della Cgil Basilicata proseguirà con altri importanti eventi pubblici organizzati dalle categorie in cui si darà ancora una volta voce alle storie dei lavoratori coinvolti nei voucher e negli appalti. A ciò si aggiunge il continuo dialogo con il mondo cattolico, dell’associazionismo e con la politica con incontri con i vescovi, con i prefetti e con parlamentari lucani. Una straordinaria e capillare mobilitazione che ha come obiettivo la riscrittura dello Statuto dei lavoratori e dei diritti che devono tornare ad essere in capo alla persona e non alle tipologie contrattuali.
pag. 37
2017
un anno di CGIL basilicata
Fuoriuscite di idrocarburi: tema trattato in maniera del tutto approssimativa e ordinaria lunedì 27 febbraio 2017
Fuoriuscite di idrocarburi: tema trattato in maniera del tutto approssimativa e ordinaria Si apra un confronto immediato con ENI, Ministero dell’Ambiente e Mise, affinché si affronti il tema della sicurezza dell'impianto di Viggiano. Questa è la priorità per la classe dirigente lucana. Quello che si sta verificando in questi giorni in Val d'Agri in relazione alle fuoriuscite di idrocarburi e al rischio di contaminazioni delle falde acquifere in prossimità del Centro Oli, evidenza tutta l'inadeguatezza del nostro sistema di controllo e monitoraggio ambientale, mettendo in luce tutti i limiti del
pag. 38
2017
un anno di CGIL basilicata
dipartimento ambiente e le conseguenti responsabilità che ne derivano. Dopo il blocco delle estrazioni disposto dalla Procura di Potenza lo scorso 31 marzo ed il successivo riavvio delle attività estrattive, ci chiediamo quali siano state le misure adottate dal dipartimento ambiente per rafforzare la propria struttura e il proprio ruolo e quali azioni di indirizzo abbia varato. Nella relazione conclusiva della Commissione Parlamentare d'inchiesta resa pubblica pochi giorni fa, vengono ancora una volta sottolineate le carenze dell'Arpab, imputate a carenze strutturali e ad una "critica gestione" dirigenziale che ha innescato un senso di scarsa fiducia in quell'Istituzione proprio ad opera di chi ne avrebbe dovuto garantire il corretto funzionamento e la piena credibilità. È dunque un dato inequivocabile che, a distanza di 20 anni dall'avvio delle attività estrattive, la Basilicata non ha ancora strutturato un sistema ampio e scientifico di monitoraggio e controllo del proprio territorio . Una Responsabilità politica grave verso la comunità lucana: non solo si mette a rischio la salute dei cittadini e la sicurezza ambientale, ma si mina in modo pregiudiziale ogni politica di sviluppo. E le conseguenze per la nostra regione saranno sempre più pesanti. Il tema è di grande complessità, ma fino ad oggi è stato, e continua ad essere trattato in maniera del tutto approssimativa e ordinaria. Questo è il tratto politico di questo tempo! Bisogna subito aprire un confronto con ENI, ministero dell’ambiente e Mise, affinché si affronti il tema della sicurezza dell'impianto di Viggiano. Questa è la priorità per la classe dirigente lucana. Lo si faccia, presto, e con responsabilità.
pag. 39
2017
un anno di CGIL basilicata
Fuoriuscite idrocarburi Val d'Agri, confronto con Eni e ministero martedì 28 febbraio 2017
Quello che si sta verificando in questi giorni in Val d'Agri in relazione alle fuoriuscite di idrocarburi e al rischio di contaminazioni delle falde acquifere in prossimità del Centro Oli, evidenza tutta l'inadeguatezza del nostro sistema di controllo e monitoraggio ambientale, mettendo in luce tutti i limiti del dipartimento ambiente e le conseguenti responsabilità che ne derivano. Dopo il blocco delle estrazioni disposto dalla Procura di Potenza lo scorso 31 marzo ed il successivo riavvio delle attività estrattive, ci chiediamo quali siano state le misure adottate dal dipartimento ambiente per rafforzare la propria struttura e il proprio ruolo e quali azioni di indirizzo abbia varato. Nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta resa pubblica pochi giorni fa, vengono ancora una volta sottolineate le carenze dell'Arpab, imputate a carenze strutturali e ad una "critica gestione dirigenziale" che ha innescato un senso di scarsa fiducia in quell'istituzione proprio ad opera di chi ne avrebbe dovuto garantire il corretto funzionamento e la piena credibilità. È dunque un dato inequivocabile che, a distanza di 20 anni dall'avvio delle attività estrattive, la Basilicata non ha ancora strutturato un sistema ampio e scientifico di monitoraggio e controllo del proprio territorio. Una responsabilità politica grave verso la comunità lucana: non solo si mette a rischio la salute dei cittadini e la sicurezza ambientale, ma si mina in modo pregiudiziale ogni politica di sviluppo. E le conseguenze per la nostra regione saranno sempre più pesanti. Il tema è di grande complessità, ma fino ad oggi è stato, e continua ad essere trattato in maniera del
pag. 40
2017
un anno di CGIL basilicata
tutto approssimativa e ordinaria. Questo è il tratto politico di questo tempo. Bisogna subito aprire un confronto con Eni, ministero dell'Ambiente e Mise, affinché si affronti il tema della sicurezza dell'impianto di Viggiano. Questa è la priorità per la classe dirigente lucana. Lo si faccia, presto, e con responsabilità.
pag. 41
2017
un anno di CGIL basilicata
RIORDINO DELLE CARRIERE Queste sono le risposte che pretendiamo! giovedì 02 marzo 2017
RIORDINO DELLE CARRIERE Queste sono le risposte che pretendiamo! Il Silp Cgil oggi – 3 marzo 2017 - scende in piazza in tutta Italia per dare un forte messaggio alla nostra Amministrazione, per sensibilizzare il Governo e per informare i colleghi. Solo con un buon Riordino possiamo garantire più sicurezza ai cittadini. Solo con un buon Riordino la Polizia di Stato diventerà più efficiente. RIORDINO, UN’OCCASIONE DA NON SPRECARE Abbiamo chiesto e ottenuto risorse importanti – circa un miliardo di euro – che il Consiglio dei Ministri ha specificatamente appostato per la Riforma del ruoli e delle qualifiche. E’ stata prevista, inoltre, la defiscalizzazione che, unitamente ai parametri,
pag. 42
2017
un anno di CGIL basilicata
dovrebbe permettere di compensare il bonus 80 euro. Al momento, però, il quadro generale continua ad essere confuso. SERVONO RISPOSTE DALL’AMMINISTRAZIONE ECCO LE RICHIESTE DEL SILP CGIL Quanti ASSISTENTI CAPO transiteranno nel Ruolo Sovrintendenti? Vogliamo certezze anche e soprattutto sui numeri. Non aspettiamo che vadano in pensione da Assistente Capo! Inoltre, per gli AGENTI SCELTI e per gli ASSISTENTI bisogna ridurre a 4 anni la permanenza nella qualifica. Quanti SOVRINTENDENTI CAPO potranno accedere al Ruolo Ispettori? Servono garanzie per i Corsi 15, 16 e 17, oltre a quelli successivi. COORDINATORI, una figura che non ci piace e non ci convince. Se proprio dobbiamo accettarla, la denominazione deve arrivare dopo 5 anni di permanenza nella qualifica apicale, non 8 come previsto dall’attuale testo. Gli IDONEI VINCITORI CONCORSO 1.400 V. ISPETTORI vanno tutelati. Va prevista una retrodatazione giuridica anteriore, il riconoscimento della qualifica di Ispettore al termine del corso di formazione e il mantenimento della sede. ISPETTORI CAPO, rischiano di essere penalizzati nel passaggio di qualifica. Occorre ridurre a 8 anni, anche nella fase a regime, la permanenza nella qualifica utile per la promozione a Ispettore Superiore. Come verrà risolta la problematica degli ISPETTORI 7° e 8° CORSO? Chiediamo la retrodatazione o, in alternativa, occorre mantenere la procedura concorsuale nella fase transitoria, come avviene già per la Guardia di Finanza. Quanti ISPETTORI SUPERIORI diventeranno Sostituti Commissari? Chiediamo una norma che preveda, nel tempo, il transito garantito per tutti. Ruolo Direttivo ad esaurimento: che fine fanno gli ISPETTORI ANTE-95? Non possono essere inquadrati solo 1.800 Sostituti Commissari, devono transitare tutti i 2.079, armonizzando le procedure concorsuali con l’Arma dei Carabinieri che prevedono il mantenimento della sede e 3 mesi di corso anche telematico, anziché 6 mesi. Occorre poi il riconoscimento della qualifica superiore di funzionario dal giorno precedente al collocamento in quiescenza. VICE COMMISSARI, COMMISSARI e COMMISSARI CAPO La riserva di posti destinati agli Ispettori e al personale degli altri ruoli va portata dal 20% al 40%, eliminando il limite di età dei 40 anni. RUOLI TECNICI Chiediamo la totale equiparazione col Ruolo Ordinario, totale e non parziale. Saniamo alcune situazioni emblematiche, come quella dei “precari” della Banda. NO AD UN COLPO DI SPUGNA CHE AZZERA LE ANZIANITA’ Occorre introdurre, per tutto il personale, una clausola di salvaguardia per il mantenimento dell’anzianità acquisita nel transito al ruolo successivo. AREA DIRIGENZIALE No ad una contrattazione dove dirigenti e resto del personale avranno risorse, norme ed istituti differenti. Con i passaggi parlamentari previsti per lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi e con le audizioni che si terranno, abbiamo 90 giorni di tempo, 3 mesi, per migliorare il Riordino e far accogliere le nostre rivendicazioni. Le rivendicazioni che con forza chiedono i poliziotti! Il testo al momento resta IRRICEVIBILE perché servono le risposte che abbiamo chiesto all’Amministrazione e perché ad oggi non si sanano le sperequazioni esistenti, soprattutto con le altre Forze di Polizia! #riordinosimanoncosi
pag. 43
2017
un anno di CGIL basilicata
Messaggio a Governo e Amministrazione «Serve un buon riordino» sabato 04 marzo 2017
Messaggio a Governo e Amministrazione «Serve un buon riordino» Anche la Polizia non ce la fa più e si mobilita. Ieri sono stati gli agenti aderenti al sindacato Silp Cgil oggi a scendere in piazza in tutta Italia «per dare un forte messaggio alla nostra Amministrazione, per sensibilizzare il Governo e per informare i colleghi». «Solo con un buon Riordino - spiegano i poliziotti del Silp Cgil - possiamo garantire più sicurezza ai cittadini. Solo con un buon Riordino la Polizia di Stato
pag. 44
2017
un anno di CGIL basilicata
diventerà più efficiente». Dunque il «Riordino », a dire degli aderenti al sindacato, «è un’occasione da non sprecare». E i poliziotti aderenti al Silp Cgil proseguono: «Abbiamo chiesto e ottenuto risorse importanti – circa un miliardo di euro – che il Consiglio dei Ministri ha specificatamente appostato per la Riforma del ruoli e delle qualifiche. È stata prevista, inoltre, la defiscalizzazione che, unitamente ai parametri, dovrebbe permettere di compensare il bonus 80 euro». Al momento però, aggiungono, «il quadro generale continua ad essere confuso. Servono risposte dall’amministrazione». Ma quali sono le specifiche richieste avanzate dai poliziotti aderenti al sindacato Silp Cgil? In realtà si tratta di risposte richieste e di domande che vengono poste e alle quali si chiede che possa essere data soluzione. «Quanti Assistenti capo transiteranno nel Ruolo Sovrintendenti? Vogliamo certezze anche e soprattutto sui numeri. Non aspettiamo che vadano in pensione da Assistente Capo! Inoltre, per gli Agenti scelti e per gli Assistenti, bisogna ridurre a quattro anni la permanenza nella qualifica. Quanti Sovrintendenti capo potranno accedere al Ruolo Ispettori?». E ancora: «Servono garanzie per i Corsi 15, 16 e 17, oltre a quelli successivi. Coordinatori, una figura che non ci piace e non ci convince. Se proprio dobbiamo accettarla, la denominazione deve arrivare dopo 5 anni di permanenza nella qualifica apicale, non 8 come previsto dall’attuale testo». Quanto agli Idonei vincitori concorso, 1.400 vice Ispettori, «vanno tutelati». Va prevista inoltre «una retrodatazione giuridica anteriore, il riconoscimento della qualifica di Ispettore al termine del corso di formazione e il mantenimento della sede». La mobilitazione degli agenti, che interesserà tutte le città d’Italia, nella giornata di oggi, sarà attuata anche in Basilicata.
pag. 45
2017
un anno di CGIL basilicata
Volantinaggio Cova Viggiano sabato 04 marzo 2017
pag. 46
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 47
2017
un anno di CGIL basilicata
è partito venerdì 3 marzo il volantinaggio della Cgil Basilicata sui luoghi di lavoro per informare tutti i lavoratori e le lavoratrici sulle ragioni del referendum sul lavoro promosso dalla Cgil per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale in materia di appalti . A partire dalle 12.30 la CGIL Basilicata e la FIOM CGIL Basilicata sono stati presenti davanti ai cancelli del Cova di Viggiano, non a caso scelto per la prima tappa di questo viaggio dei diritti, in quanto luogo simbolo della fragilità delle tutele ambientali- come gli ultimi avvenimenti di cronaca dimostrano- e della fragilità delle tutele del lavoro. I continui cambi di appalto, spesso poco trasparenti, non sempre assicurano il mantenimento dei livelli occupazionali e le medesime condizioni dei diritti e del salario dei “lavoratori appaltati”. Il lavoro senza tutele è un lavoro svilito, frantumato, indebolito. I DUE referendum hanno il merito di rimettere al centro del dibattito il lavoro e i diritti in capo alla persona . Per la Cgil occorre eliminare i voucher, con i quali si favorisce il precariato e lo sfruttamento dei lavoratori e bisogna cambiare le norme sugli appalti per garantire i lavoratori in caso di cambio di appalto e impedire che vi siano differenze di trattamento tra chi lavora alle dipendenze del committente (ad esempio l’ ENI) e chi, invece, lavora in una delle aziende appaltatrici. Il percorso per arrivare ai referendum per i quali la Cgil da oltre 30 giorni sta chiedendo al governo di fissare la data, nasce e si completa nella Carta dei diritti universali del lavoro, ovvero un nuovo statuto dei lavoratori e delle lavoratrici che estende i diritti a prescindere dal tipo di lavoro svolto e dal tipo di contratto applicato e che attualmente è in Parlamento dove attende di essere discussa. È solo il principio della campagna referendaria in Basilicata che vedrà coinvolti circa una ventina di animatori opportunamente formati in entrambe le province tra Potenza e Matera, tutte le Camere del lavoro e tutti gli iscritti della Cgil in Basilicata, impegnati nell’organizzazione di assemblee e volantinaggio nei luoghi di lavoro, incontri pubblici e iniziative atte a sensibilizzare i lavoratori sul tema dei diritti.
pag. 48
2017
un anno di CGIL basilicata
Claudio Treves a Potenza per parlare di appalti, voucher e nuove politiche del lavoro martedì 07 marzo 2017
Si terrà venerdì 10 marzo 2017, a partire dalle ore 10:00, presso la sede CGIL di Via del Gallitello a Potenza, l’incontro dibattito dal titolo “appalti e somministrazioni”, organizzato da Cgil Basilicata, Nidil Cgil, Fiom Cgil, Filcams Cgil L’incontro sarà coordinato da Michele Sperduto, Segretario Nidil Cgil Basilicata e vedrà gli interventi di Angelo Summa, Segretario Generale Cgil Basilicata, Roberto D’Andrea, Segretario Generale Fiom Cgil Basilicata, Pasquale Paolino, Segretario Generale Filcams Cgil Potenza, Michele Sannazzaro, Segretario FP Cgil Potenza. Le Conclusioni saranno affidate a Claudio Treves, Segretario Generale Nidil Cgil.
pag. 49
2017
un anno di CGIL basilicata
L'8, tutti i giorni La giornata della Donna sui luoghi di lavoro mercoledì 08 marzo 2017
L'8, tutti i giorni La giornata della Donna sui luoghi di lavoro Il primo marzo, a Roma, FIM-FIOM-UILM hanno dato vita all'Assemblea nazionale delle donne metalmeccaniche intitolata “il coraggio di una, la forza di tutte”. L'assemblea ha dato vita a un forte dibattito sul ruolo delle donne metalmeccaniche per contrastare la violenza di genere. Quello della violenza contro le donne è un fenomeno in crescita che coinvolge tutti perché tocca, ferisce o uccide una donna su tre: una nostra amica, sorella, collega, parente, conoscente. La violenza di genere ha implicazioni serie che investono tutti gli ambiti sociali, dalla famiglia ai luoghi di lavoro. Ma per contrastarla si fa ancora troppo poco.
pag. 50
2017
un anno di CGIL basilicata
FIM-FIOM-UILM Basilicata hanno deciso di condividere un percorso di informazione sui luoghi di lavoro per tutte le lavoratrici e i lavoratori. Per affrontare il tema della parità di genere, che per retaggi culturali la donna subisce, a partire dai comportamenti discriminatori quasi sempre impuniti. Bisogna combattere tutto questo anche attraverso l'informazione, abbattendo il muro del silenzio e rafforzando gli strumenti che ci sono per il pieno rispetto della dignità della persona, contro ogni discriminazione di genere. Continueremo con un percorso di assemblee, volantinaggi e appuntamenti in tutta la regione per affrontare il problema delle discriminazioni che subiscono tutti i giorni le donne: dalle differenze retributive subite ai licenziamenti discriminatori, dai demansionamenti delle lavoratrici madri al ritorno dalla maternità alla mancata progressione di carriera legata al genere. Il CCNL appena rinnovato apre ad un percorso di formazione e di sperimentazione delle flessibilità che, finalmente, possono essere usate anche per conciliare tempi di vita e di lavoro. L'assenza poi di politiche pubbliche di sostegno alla genitorialità finisce troppo spesso per scaricare sulle donne il peso totale della cura della famiglia e dei figli. L'assenza di asili nido, la mancanza di servizi per la non autosufficienza e per la cura della famiglia (oltre che il modello sociale maschilista dominante) genera una situazione in cui in Basilicata è solo una donna su tre che lavora, le altre due restano a casa: in questo modo il peso della disoccupazione dilagante nel mezzogiorno si abbatte ancora di più sulle donne. Attiveremo un percorso di confronto con le istituzioni (a partire dalla richiesta di istituire e rafforzare i consultori ed i centri anti-violenza) e con le aziende, con la partecipazione attiva di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, perché occorre affrontare realmente le implicazioni di una fabbrica e di una società progettata e strutturata esclusivamente sull'uomo.
pag. 51
2017
un anno di CGIL basilicata
Incontro su voucher e appalti con Claudio Treves giovedì 09 marzo 2017
Claudio Treves a Potenza per parlare di appalti, voucher e nuove politiche del lavoro Si terrà venerdì 10 marzo 2017, a partire dalle ore 10:00, presso la sede CGIL di Via del Gallitello a Potenza, l’incontro dibattito dal titolo “appalti e somministrazioni”, organizzato da Cgil Basilicata, Nidil Cgil, Fiom Cgil, Filcams Cgil. L’incontro sarà coordinato da Michele Sperduto, Segretario Nidil Cgil Basilicata e vedrà gli interventi di Angelo Summa, Segretario Generale Cgil Basilicata, Roberto D’Andrea, Segretario Generale Fiom Cgil Basilicata, Pasquale Paolino, Segretario Generale Filcams Cgil Potenza, Michele Sannazzaro, Segretario FP Cgil Potenza. Le Conclusioni saranno affidate a Claudio Treves, Segretario Generale Nidil Cgil.
pag. 52
2017
un anno di CGIL basilicata
Appalti e somministrazione verso il referendum sul lavoro venerdì 10 marzo 2017
Appalti e somministrazione verso il referendum sul lavoro L’iniziativa di Cgil Basilicata, Fiom Cgil, Nidil, Fp Cgil e Filcmas Claudio Treves, segretario generale Nidil Cgil nazionale: “Con il referendum ripristiniamo la responsabilità solidale piena” Gli appalti e la somministrazione verso il referendum sul lavoro promosso dalla Cgil per abrogare i voucher e introdurre la responsabilità solidale negli appalti, sono stati i temi dell’assemblea promossa dalle segreterie regionali Fiom, Nidil, Fp e Filcams che si è svolta oggi a Potenza nella sede della Cgil Basilicata in via del Gallitello alla presenza di Claudio Treves, segretario generale Nidil Cgil.
pag. 53
2017
un anno di CGIL basilicata
All’incontro sono intervenuti anche Michele Sperduto, segretario Nidil Cgil Basilicata, Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata, Roberto D’Andrea, segretario generale Fiom Cgil Basilicata, Pasquale Paolino, segretario generale Filcams Cgil Potenza, Michele Sannazzaro, segretario Fp Cgil Potenza. “Il quadro che emerge - ha detto Summa – è quello di un Paese che ha rinunciato a un suo futuro e al dare un diritto al lavoro. Noi veniamo da un ventennio in cui flessibilità e precarietà, oltre al liberismo visto come unica frontiera in cui costruire lo sviluppo, ci hanno consegnato un Paese più povero e senza prospettiva. Per questo la Cgil ha deciso di andare oltre la funzione di rappresentanza e farci promotori di una raccolta firme per abolire i voucher e introdurre negli appalti la responsabilità solidale. Un anno di mobilitazione e 4 milioni e mezzo di firme, ci hanno condotto oggi ad aspettare la data del referendum con cui possiamo non solo abolire i voucher ma rilegarli alle loro funzioni valide solo per alcune fattispecie e non strumento che sostituisce il lavoro subordinato. In Italia sono 150 milioni i voucher, 1 milione in Basilicata. Numeri che parlano da soli. È così che frantumiamo il lavoro mentre abolendoli restituiamo dignità non solo al lavoro ma alla persona, ricostruendo la cultura del lavoro che proprio grazie al referendum è tornato nella discussione politica di questo Paese”. Sugli appalti Summa aggiunge: “Ricostruire la responsabilità solidale negli appalti è un elemento fortissimo di questo referendum perché significa andare oltre lo stesso e ricostruisce quel terreno valoriale che deve unire tutta la comunità del lavoro”. Conclude Claudio Treves: “In tema appalti abbiamo una legislazione che ha seguito pedissequamente le scelte dei poteri forti. La legge 1369 del 1960 è la prima legge sugli appalti in Italia in base alla quale un’impresa può esternalizzare alla condizione che i lavoratori esternalizzati abbiano le stesse condizioni contrattuali del soggetto che esternalizza, per cui si può specializzare l’attività ma non per ragioni di costi e di risparmio. Oggi noi, invece, abbiamo affermata la responsabilità solidale del primo committente che però, in caso di mancati pagamenti, può legittimamente ottenere davanti a un giudice l’escussione del patrimonio dell'appaltatore medesimo e degli eventuali subappaltatori, per cui la riscossione dei crediti avanzati può avvenire solo dopo questa operazione. La domanda referendaria è semplice: cancellare tutto questo e ripristinare la solidarietà solidale piena, ovvero la possibilità che le aziende committenti rispondano direttamente degli eventuali crediti vantati dai lavoratori. Il nostro obiettivo è rompere questo sistema, raggiungere il quorum e tornare alla contrattazione”.
pag. 54
2017
un anno di CGIL basilicata
La Basilicata tra lavoro precario e crisi demografica lunedì 13 marzo 2017
La Basilicata tra lavoro precario e crisi demografica Angelo Summa* C’è una situazione molto strana in Basilicata. Da un lato gli indicatori relativi all’occupazione fanno registrare una ripresa, graduale, dell’occupazione; dall’altra si registra una consistente e continua diminuzione di popolazione residente. Infatti la Basilicata si spopola sempre più e il fenomeno, unitamente al forte calo delle nascite, rappresenta il vero dramma del nostro territorio. Al 1° gennaio 2017 i residenti in Basilicata sono 570mila 400, riducendosi rispetto al 2016 di più di 3.000 unità, con un saldo negativo peggiore di tutti, pari al 5,7 per mille, peggio anche delle altre regioni del Mezzogiorno. Qui, come anche nelle altre regioni del Mezzogiorno, il saldo migratorio interno risulta negativo, ma la perdita netta di residenti per migrazioni interregionali è maggiore del contributo positivo delle migrazioni con l’estero (saldo di 1,3mila unità). Da un lato, dunque, pare che i giovani comincino piano piano a trovare un lavoro, dall’altro lato gli stessi giovani sono quelli che gonfiano i numeri dello
pag. 55
2017
un anno di CGIL basilicata
svuotamento e della desertificazione della Basilicata. Questioni che gettano molte ombre su quel valore di +1,1% di ripresa occupazionale registrato da Istat, specie in riferimento alla qualità di un’occupazione sempre più precaria e molto spesso a voucher. Il numero medio di figli per donna, che si colloca al di sotto della media italiana pari a 1,34, è di 1,14 (stima anno 2016) e l’età media delle madri al parto è 32,3 a fronte di un valore pari a 31,7 riferito al totale Italia. L’indice di vecchiaia pari a 181,3% ci dice che ci sono attualmente in Basilicata quasi due anziani per ogni giovane, mentre in Italia si attesta al 165% e nel Mezzogiorno al 148%. L’indice demografico di dipendenza strutturale, cioè quello costruito rapportando la popolazione in età non attiva (i giovani da zero a 14 anni e gli anziani con più di 65 anni di età) alla popolazione in età attiva (15 – 64 anni), dal 2016 al 2017 passa da 52,5% a 52,8%. Meno della media italiana ma molto più alta della media del Mezzogiorno. Insomma una regione con una miriade di contraddizioni: pare lavorare un po’ di più, ma allo stesso tempo invecchia molto di più. E se si svuota è prevedibile che si svuoti di giovani, molto spesso dei giovani migliori, quelli più formati e istruiti che faticano a trovare uno sbocco occupazionale adatto alle proprie esperienze. Nel 2015 quasi 5.000 lucani sono stati interessati da fenomeni di pendolarismo per motivi di lavoro verso le regioni del Centro-Nord, i 3/4 maschi, pari al 4,5% dell’intero stock di occupati in regione, fenomeno non marginale. Queste persone che si spostano sono in possesso prevalentemente di un titolo di studio medio-alto, nella gran parte dei casi la tipologia contrattuale con quale sono impiegati è dipendente/a tempo pieno. Il pendolarismo interessa quindi le fasce di popolazione più istruite in cerca di una posizione nella professione relativamente più sicura. Questo testimonia di una certa difficoltà, da parte del sistema produttivo locale, a creare occasioni di lavoro relativamente qualificate. Il tutto unito al calo demografico, emigrazione, povertà, sta trasformando la nostra regione, ne impoverisce il capitale umano e infrange coesione e solidarietà. Considerazioni che trovano riscontro, almeno in parte, con riferimento alla popolazione straniera. Infatti in Basilicata si passa dal 2010 al 2016 da quasi 13mila a 19mila stranieri circa, con un aumento di quasi mille all’anno, una variazione media del 7% all’anno, con una fortissima presenza di persone provenienti dalla Romania (la metà), dati positivi da cui far ripartire un pezzo di futuro. Ma bisogna invertire la rotta. Il trend demografico dei prossimi anni può e deve essere corretto con le giuste scelte politiche: mirate ad un piano straordinario per la crescita che punti su istruzione e università, ricerca e innovazione. Un investimento qualitativo sulle giovani generazioni, non solo per migliorare la condizione dei giovani stessi ma perché rappresentano all’interno della nostra società una risorsa che produce ricchezza e benessere. Per farlo è necessario agire in tre direzioni: migliorare la formazione di base e l’acquisizione di competenze avanzate nelle nuove generazioni; investire in politiche in grado di migliorare la possibilità di essere attivi e solidamente inseriti nel mercato del lavoro; gestire flussi di entrata funzionali al nostro modello economico e al nostro modello sociale. Su tutti e tre questi punti dobbiamo dimostrare di saper fare meglio e di più se non vogliamo condannarci a un irreversibile declino, non solo demografico. Più che di stanche promesse e interventi poco incisivi, abbiamo bisogno di terapie d’urto e programmi di emergenza. Il che significa ricucire la stretta relazione tra investimento in ricerca, sviluppo, innovazione e politiche attive del lavoro, nella consapevolezza che flessibilità e precarietà del lavoro non possono essere la risposta adeguata per fermare l'emorragia dei nostri giovani. Significa, in definitiva, costruire un sistema che coinvolga in modo sistematico scuola, università e istituzioni territoriali facendo leva su quei settori che rappresentano risorse tutt'ora non utilizzate e non sostenute appieno dalle politiche regionali: agricoltura, agroindustria, automotive ed energia sostenibile.
pag. 56
2017
un anno di CGIL basilicata
Attività legate ai servizi di sicurezza effettuate con turnazioni anomale all’interno del centro olio lunedì 13 marzo 2017
Attività legate ai servizi di sicurezza effettuate con turnazioni anomale all’interno del centro olio, in difformità alle indicazioni dell’ENI e discriminando i lavoratori locali Vogliamo portare a conoscenza della pubblica opinione di una palese discriminazione nei confronti di lavoratori locali dipendenti dell’impresa S.I.S. Srl (Servizi Integrati di Sicurezza) attuale affidataria in Raggruppamento temporaneo di impresa, dei servizi di sicurezza all’interno del Centro Olio, impresa che, difformemente da quanto richiesto dalla Committente ENI E&P di far effettuare turni di 8 ore a tutto il
pag. 57
2017
un anno di CGIL basilicata
personale che svolge l’attività presso il Cento Olio di Viggiano, anche al fine di aumentare l’occupazione, mantiene tale condizione solo per i lavoratori cosiddetti “locali” mentre per i fuori sede (trasfertisti) i turni effettuati sono superiori alle 8 ore. Da premettere che fino a qualche settimana addietro, la Committente ENI richiedeva che il personale impegnato in tali attività avesse una esperienza specifica maturata all’interno del Centro Olio. Oggi invece sembra che tale condizione o non sia più richiesta dalla Committente o quantomeno non è più rispettata dall’impresa che gestisce tale attività. lnvitata dalle scriventi OO.SS. a ripristinare le condizioni di uniformità precedenti, anche perché l’articolazione delle turnazioni e l’orario di lavoro sono disciplinati da istituti del Contratto Collettivo Energia e Petrolio, l’impresa S.I.S. Srl non ha dato alcuna risposta, proseguendo unilateralmente a mettere in atto una palese violazione delle disposizioni della Committente nonché lesiva della dignità dei lavoratori e delle OO.SS. che li rappresentano, adottando un trattamento discriminatorio verso i lavoratori “locali”. Resta inoltre da evidenziare, che per la stessa commessa di attività è in corso la gara per l’affidamento, ma la comunicazione di rito alle OO.SS. dove viene indicato il numero e il profilo del personale impiegato per la gestione delle attività, prevista dal “Protocollo di sito”, non è stata effettuata. Il nostro è l’ultimo grido di allarme verso una situazione insostenibile prima di attivare le azioni conflittuali di prerogativa sindacale.
pag. 58
2017
un anno di CGIL basilicata
La Basilicata tra lavoro precario e crisi demografica lunedì 13 marzo 2017
C’è una situazione molto strana in Basilicata. Da un lato gli indicatori relativi all’occupazione fanno registrare una ripresa, graduale, dell’occupazione; dall’altra si registra una consistente e continua diminuzione di popolazione residente. Infatti la Basilicata si spopola sempre più e il fenomeno, unitamente al forte calo delle nascite, rappresenta il vero dramma del nostro territorio. Al 1° gennaio 2017 i residenti in Basilicata sono 570mila 400, riducendosi rispetto al 2016 di più di 3.000 unità, con un saldo negativo peggiore di tutti, pari al 5,7 per mille, peggio anche delle altre regioni del Mezzogiorno. Qui, come anche nelle altre regioni del Mezzogiorno, il saldo migratorio interno risulta negativo, ma la perdita netta di residenti per migrazioni interregionali è maggiore del contributo positivo delle migrazioni con l’estero (saldo di 1,3mila unità). Da un lato, dunque, pare che i giovani comincino piano piano a trovare un lavoro, dall’altro lato gli stessi giovani sono quelli che gonfiano i numeri dello svuotamento e della desertificazione della Basilicata. Questioni che gettano molte ombre su quel valore di +1,1% di ripresa occupazionale registrato da Istat, specie in riferimento alla qualità di un’occupazione sempre più precaria e molto spesso a voucher. Il numero medio di figli per donna, che si colloca al di sotto della media italiana pari a 1,34, è di 1,14 (stima anno 2016) e l’età media delle madri al parto è 32,3 a fronte di un valore pari a 31,7 riferito al totale Italia. L’indice di vecchiaia pari a 181,3% ci dice che ci sono attualmente in Basilicata quasi due anziani per ogni giovane, mentre in Italia si attesta al 165% e nel Mezzogiorno al 148%. L’indice demografico di dipendenza strutturale, cioè quello costruito rapportando la popolazione in età non attiva (i giovani da zero a 14 anni e gli anziani con più di 65 anni di età) alla popolazione in età attiva (15 – 64 anni), dal 2016 al 2017 passa da 52,5% a 52,8%. Meno della media italiana ma molto più alta della media del Mezzogiorno. Insomma una regione con una miriade di contraddizioni: pare lavorare un po’ di più, ma allo stesso
pag. 59
2017
un anno di CGIL basilicata
tempo invecchia molto di più. E se si svuota è prevedibile che si svuoti di giovani, molto spesso dei giovani migliori, quelli più formati e istruiti che faticano a trovare uno sbocco occupazionale adatto alle proprie esperienze. Nel 2015 quasi 5.000 lucani sono stati interessati da fenomeni di pendolarismo per motivi di lavoro verso le regioni del Centro-Nord, i 3/4 maschi, pari al 4,5% dell’intero stock di occupati in regione, fenomeno non marginale. Queste persone che si spostano sono in possesso prevalentemente di un titolo di studio medio-alto, nella gran parte dei casi la tipologia contrattuale con quale sono impiegati è dipendente/a tempo pieno. Il pendolarismo interessa quindi le fasce di popolazione più istruite in cerca di una posizione nella professione relativamente più sicura. Questo testimonia di una certa difficoltà, da parte del sistema produttivo locale, a creare occasioni di lavoro relativamente qualificate. Il tutto unito al calo demografico, emigrazione, povertà, sta trasformando la nostra regione, ne impoverisce il capitale umano e infrange coesione e solidarietà. Considerazioni che trovano riscontro, almeno in parte, con riferimento alla popolazione straniera. Infatti in Basilicata si passa dal 2010 al 2016 da quasi 13mila a 19mila stranieri circa, con un aumento di quasi mille all’anno, una variazione media del 7% all’anno, con una fortissima presenza di persone provenienti dalla Romania (la metà), dati positivi da cui far ripartire un pezzo di futuro. Ma bisogna invertire la rotta. Il trend demografico dei prossimi anni può e deve essere corretto con le giuste scelte politiche: mirate ad un piano straordinario per la crescita che punti su istruzione e università, ricerca e innovazione. Un investimento qualitativo sulle giovani generazioni, non solo per migliorare la condizione dei giovani stessi ma perché rappresentano all’interno della nostra società una risorsa che produce ricchezza e benessere. Per farlo è necessario agire in tre direzioni: migliorare la formazione di base e l’acquisizione di competenze avanzate nelle nuove generazioni; investire in politiche in grado di migliorare la possibilità di essere attivi e solidamente inseriti nel mercato del lavoro; gestire flussi di entrata funzionali al nostro modello economico e al nostro modello sociale. Su tutti e tre questi punti dobbiamo dimostrare di saper fare meglio e di più se non vogliamo condannarci a un irreversibile declino, non solo demografico. Più che di stanche promesse e interventi poco incisivi, abbiamo bisogno di terapie d’urto e programmi di emergenza. Il che significa ricucire la stretta relazione tra investimento in ricerca, sviluppo, innovazione e politiche attive del lavoro, nella consapevolezza che flessibilità e precarietà del lavoro non possono essere la risposta adeguata per fermare l'emorragia dei nostri giovani. Significa, in definitiva, costruire un sistema che coinvolga in modo sistematico scuola, università e istituzioni territoriali facendo leva su quei settori che rappresentano risorse tutt'ora non utilizzate e non sostenute appieno dalle politiche regionali: agricoltura, agroindustria, automotive ed energia sostenibile.
pag. 60
2017
un anno di CGIL basilicata
A Potenza costituito il Comitato cittadino di sostegno ai due SĂŹ al referendum sul lavoro mercoledĂŹ 15 marzo 2017
pag. 61
2017
un anno di CGIL basilicata
Summa: “Adesso che si conosce la data parte ufficialmente la nostra battaglia” Si è costituito a Potenza il Comitato cittadino di sostegno ai due Sì al referendum promosso dalla Cgil per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale in materia di appalti che vede l’adesione di Coordinamento democrazia costituzionale di Potenza, Auser, Federconsumatori, Anpi, Aiga, Alpaa, Arcigay, Telefono Donna, Fiori con le spine. Aderiscono al comitato anche la presidente della Commissione regionale Pari opportunità Angela Blasi e le componenti della Commissione regionale Pari opportunità Giovanna Galeone, Nunzia Armento, Lucia Di Vietri.
pag. 62
2017
un anno di CGIL basilicata
Con la diffusione della data per il referendum, fissata per il prossimo 28 maggio, parte la campagna elettorale della Cgil in Basilicata “una sfida – commenta il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa – che già ci vede pronti in tutti i Comuni lucani e in tutti i luoghi di lavoro con volantinaggi e assemblee grazie ai delegati di tutte le categorie e alle Camere del lavoro. Sarà una campagna elettorale molto impegnativa, ma questo non ci spaventa. Vista la data scelta - conclude – come Cgil riteniamo sia possibile far coincidere il referendum con le elezioni amministrative e non per il raggiungimento del quorum ma in termini di contenimento della spesa pubblica”. Il referendum ha il merito di aver rimesso al centro del dibattito politico il lavoro riaprendo un confronto sul tema,come conferma la discussione in atto sul decreto legge sui voucher e l’incardinamento in Senato della proposta di legge di iniziativa popolare “Carta dei diritti universali del lavoro”. Una grande prova di democrazia e partecipazione che va oltre i due quesiti referendari, una proposta che riscrive il diritto del lavoro, sempre più frammentato e svilito dalle condizioni del mercato restituendo speranza e dignità ai giovani e a chi crede che un’altra Italia è possibile. #con2sì tutta un’altra Italia!
pag. 63
2017
un anno di CGIL basilicata
Eletti nuovi segretari provinciali e regionale Flc Cgil sabato 18 marzo 2017
Eletti nuovi segretari provinciali e regionale Flc Cgil Sinopoli, segretario nazionale Flc Cgil: “Dalla Basilicata un modello di coesione in questa fase storica di cambiamenti” Si sono svolte a Matera e a Potenza le assemblee generali provinciali e regionale della Flc Cgil Basilicata. Su proposta del segretario nazionale Flc Cgil Francesco Sinopoli e del segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, le assemblee hanno eletto Angela Uricchio, segretaria generale Flc Cgil Matera, Paolo Laguardia, segretario generale Flc Potenza e Paolo Fanti, segretario generale Flc Basilicata. “Un gruppo dirigente – ha detto Sinopoli - che esprime coesione nei cambiamenti che si svolgono e rispetto alla quale la Basilicata si mostra come modello per la Flc, specialmente in questa fase storica in cui grazie alla Cgil probabilmente verrà emanato il decreto voucher e si esprime una volontà anche ad intervenire sugli appalti, i due quesiti del referendum sul lavoro proposto dalla Cgil. Queste notizie ci confermano che la scelta di giocare una partita all’attacco in forte autonomia è stata una scelta giusta, non c'erano alternative. La scuola - ha continuato - anche nel voto del 4 dicembre ha avuto un grande peso. Dopo quel voto abbiamo avuto la forza di attuare l’accordo sulla mobilità e nei prossimi mesi, dopo 9 anni senza contratto collettivo nazionale, potremmo trovarci nuovamente seduti a un tavolo per il rinnovo. Adesso sta a noi la responsabilità di riuscire a realizzare gli interessi delle persone che rappresentiamo. Nei prossimi tre mesi, attraverso la modifica del testo unico sul pubblico impiego e la discussione sulle deleghe della 107, abbiamo l’obiettivo di stabilizzare i precari. Dobbiamo avere forza di riaprire la
pag. 64
2017
un anno di CGIL basilicata
discussione pubblica nel paese sulla missione dell’istruzione, della ricerca, dell’università avendo al centro un asse fondamentale: è evidente che la questione meridionale è tornata ad essere centrale. Bisogna riconquistare la contrattazione collettiva e la vertenza sul ruolo dell’istruzione tenendo insieme in un grande progetto la centralità del diritto allo studio, della scuola dell’infanzia, del modello didattico da adottare”.
pag. 65
2017
un anno di CGIL basilicata
Incontro sindacati con ministro De Vincenti a Potenza sabato 18 marzo 2017
Incontro sindacati con ministro De Vincenti a Potenza Angelo Summa: “La Basilicata non venga lasciata sola sulla questione petrolio, serve un tavolo nazionale” “Abbiamo registrato grande attenzione e sensibilità da parte del ministro. Noi gli abbiamo segnalato le tante criticità che attraversano la nostra regione, in primis la criticità della Val d’Agri e del petrolio rispetto alle questioni che stanno emergendo dei rischi ambientali e dell’assenza di sicurezza e rispetto alle quali va assunta una strategia nazionale”. Così il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa a margine dell’incontro dei sindacati con il Ministro De Vincenti a Potenza. “La Basilicata – ha detto - non può affrontare sola la complessità di questa questione. L’Eni deve sedersi a un tavolo nazionale e assumere il tema della sicurezza come tema primario e soprattutto portare qui investimenti che vadano oltre l’attività estrattiva. La Basilicata sta dando tanto a questo Paese e sta ricevendo poco. Abbiamo chiesto politiche infrastrutturali affinché il pesante divario tra la Basilicata e il resto del Paese venga colmato aprendo un’interlocuzione con tutte le partecipate pubbliche a partire
pag. 66
2017
un anno di CGIL basilicata
dall’Anas e Ferrovie dello Stato e poi che Matera 2019 sia al centro delle politiche dello sviluppo. È necessario dare concretezza di attuazione al piano di sviluppo per la Basilicata. A nulla servono le risorse se non trovano una giusta collocazione, il rischio è che il nostro territorio si trovi sempre più in difficoltà”. Sull’abrogazione dei voucher chiesta dalla Cgil con il referendum ha dichiarato: “C’è un decreto del governo e questo è un grande risultato. La cancellazione dei voucher dà dignità al lavoro. Su questo e sugli su appalti possiamo dire che il lavoro finalmente può tornare ad assumere centralità dopo venti anni di neoliberismo che lo ha frantumato”.
pag. 67
2017
un anno di CGIL basilicata
Adesso vogliamo la Legge! sabato 18 marzo 2017
Grazie alla nostra campagna referendaria, il Governo ha deciso di intervenire sulle materie sottoposte a referendum con un decreto legge che abroga, quindi cancella, l’attuale istituto dei voucher e ripristina la responsabilità solidale negli appalti. Adesso Vogliamo le legge!
pag. 68
2017
un anno di CGIL basilicata
Voucher e Carta dei diritti Universali del Lavoro Serve la coesione propria delle grandi sfide lunedĂŹ 20 marzo 2017
pag. 69
2017
un anno di CGIL basilicata
Voucher e Carta dei diritti Universali del Lavoro Serve la coesione propria delle grandi sfide L’abrogazione dei voucher rappresenta una scelta di giustizia e di dignità. Un grande risultato da parte di chi, come la nostra organizzazione, ha portato avanti una grande sfida, avviata due anni fa con la raccolta di oltre 4 milioni di firme a sostegno dei quesiti referendari e della proposta di legge di iniziativa popolare “Carta Universale dei diritti del Lavoro”. In una fase lunga 30 anni in cui la legislazione italiana sul lavoro ha vissuto un approccio regressivo rispetto ai diritti e alle tutele, culminata con il varo del Jobs Act, si sono spese molte parole sulla necessità
pag. 70
2017
un anno di CGIL basilicata
di riportare al centro del dibattito politico il tema del lavoro ma in pochi hanno avuto il coraggio e la forza di assumere iniziative concrete per incidere sullo stato delle cose. Oggi che un risultato effettivo è stato raggiunto, stranamente anche chi è stato finora silente o ha evidenziato l’iniquità dello strumento del voucher e la sua inadeguatezza a contrastare il lavoro nero plaudendo all’iniziativa referendaria, ne diventa strenuo difensore. Schizofrenia che diventa ancor più speciosa se fatta da un sindacato che, piuttosto che assumere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori quale obiettivo primario della sua azione, sembra invece voler far proprio il ruolo di gran cassa di risonanza della rappresentanza datoriale che a noi pare già piuttosto sonora di suo . Sono sempre più convinto che la forza e la funzione di un sindacato debba essere quella di dare voce e rappresentanza a quella parte del mondo del lavoro sempre più precarizzata, priva di diritti e relegata in una condizione di povertà. Questa è la nostra stessa ragion d’essere! E dunque al di là della straordinaria vittoria conquistata sul campo insieme ai milioni di cittadini che l’hanno sostenuta e che ha portato alla cancellazione dei voucher, abbiamo messo in piedi un’organica proposta alternativa che regolamenta tra l’altro anche la materia del lavoro occasionale. Evidentemente molti ignorano che la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, con i suoi 97 articoli, è stata nei giorni scorsi incardinata in Parlamento per il relativo esame da parte della Commissione Lavoro. Modalità alternative ai voucher per regolamentare il lavoro occasionale e/o accessorio ce ne sono già e sono, inoltre, contenute nella nostra proposta di legge: il vero tema è ora quello di scegliere quanti diritti e quanta dignità si voglia riconoscere ai lavoratori interessati e quanto si voglia realmente riequilibrare l’attuale sbilanciato rapporto datore di lavoro-lavoratore. Questo e non altro deve essere il terreno di discussione. Questo sarà il tema vero su cui dovremo misurarci ed esserci tutti con la coesione propria delle grandi sfide. Noi la nostra scelta di campo l’abbiamo già fatta e continueremo a portarla avanti con la forza, l’orgoglio e la convinzione di sempre, non solo per dare risposte ai bisogni sociali presenti, ma per dare un futuro di tutele e di lavoro alle giovani generazioni.
pag. 71
2017
un anno di CGIL basilicata
Contrattazione sociale territoriale: quale prospettiva per la gestione associata delle funzioni fondamentali e dei servizi pubblici comunali per gli anziani? martedĂŹ 21 marzo 2017
pag. 72
2017
un anno di CGIL basilicata
Assemblea regionale Spi Cgil “Contrattazione sociale territoriale: quale prospettiva per la gestione associata delle funzioni fondamentali e dei servizi pubblici comunali per gli anziani?” Allegretti, segretario generale Spi Cgil Basilicata: “Le istituzioni facciano ogni sforzo per salvare il sociale e non mettere a rischio la tenuta stessa delle nostre comunità” Dare attuazione al protocollo firmato con l’Anci Basilicata e alle linee guida per la formazione dei Piani intercomunali socio-sanitari e socio assistenziali e creare così le condizioni per un avanzamento delle politiche di gestione associata di funzioni fondamentali e servizi pubblici e dare gradualmente attuazione alle leggi che prevedono unioni e fusioni dei Comuni, partendo dalla sperimentazione di progetti e azioni condivise. È lo scopo dell’iniziativa che si è svolta oggi al Park Hotel di Potenza dal titolo “Contrattazione sociale territoriale: quale prospettiva per la gestione associata delle funzioni fondamentali e dei servizi pubblici comunali per gli anziani?” promossa dallo Spi Cgil Basilicata in occasione dell’assemblea regionale. All’incontro, presieduto dalla segretaria generale Spi Cgil Potenza Beatrice Galasso sono intervenuti Nicola Allegretti, segretario generale Spi Cgil Basilicata, Pierluigi Smaldone dell’ IRES Basilicata, Raffaele Atti dello Spi Cgil nazionale, Salvatore Adduce presidente Anci Basilicata, Flavia Franconi vice presidente della Giunta regionale, Filippo Bubbico vice ministro dell’Interno e Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata. “Ogni ulteriore calo di attenzione rispetto al welfare e alle politiche sociali che riguardano gli anziani – ha dichiarato il segretario generale Spi Cgil Basilicata Nicola Allegretti - avrà un peso rilevante per una regione come la Basilicata in cui la spesa sociale e i servizi complessivamente offerti ai cittadini sono molto ridotti, nonostante gli sforzi fatti negli ultimi anni per cercare di invertire la tendenza. Sembra che facciamo un passo avanti e subito dopo un passo indietro. Nella legge di bilancio 2017 il finanziamento del fondo per la non autosufficienza è diventato strutturale, è stato approvato nel 2016 l’aggiornamento dei Lea nella Conferenza Stato - Regioni, è stata approvata la legge delega di contrasto alla povertà, e poi le Regioni non trovano l’accordo sulle modalità per contribuire al contenimento della spesa pubblica e il taglio alla sanità e alla spesa sociale diventa automatico. Condividiamo l’allarme lanciato dall’Anci nei mesi scorsi sullo spopolamento della regione, sulla chiusura degli uffici postali, sulle scuole, sui trasporti. Condividiamo l’appello lanciato dalle province sui rischi per la sicurezza dei cittadini che derivano dalla mancanza di risorse per garantire servizi essenziali, a partire dalla manutenzione delle strade e delle scuole. Nello stesso tempo riteniamo che le istituzioni dovranno fare ogni sforzo per “salvare il sociale” e per non mettere a rischio la tenuta stessa delle nostre comunità. Noi come Spi – conclude - faremo la nostra parte – saremo in campo con le nostre proposte e non smetteremo di sollecitare le istituzioni locali ad utilizzare tutte le forme che la legge consente per migliorare l’offerta dei servizi essenziali per i cittadini e in particolare per gli anziani e destinare più risorse alle politiche sociali”. “La nostra azione – ha detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa – si basa sul come possiamo cambiare le politiche sociali delle nostra regione e come utilizzare al meglio le poche risorse che ci sono, migliorando le condizioni dei pensionati e di tutti gli uomini e le donne di questa regione. L’unica strada, a nostro avviso, è la gestione associata dei servizi come modello per affrontare le criticità che ci sono altrimenti continueremo a pagare la disuguaglianza tra nord e sud e anche all’interno della nostra stessa regione. Non ci fermeremo. Rivendicheremo ogni giorno ai sindaci e alla Regione Basilicata la necessità di una gestione associata affinché diventi elemento caratterizzante della Basilicata che vuole cambiare, l’unica maniera in una piccola regione per liberare risorse da usare per potenziare i servizi. La Basilicata è povera non solo di lavoro ma anche di welfare. È il momento di fare delle scelte politiche e decidere di investire in questo settore. Lo sviluppo del Mezzogiorno non passa solo attraverso i piani industriali ma attraverso i pilastri infrastrutturali (sapere, istruzione, università, asili nido, assistenza) su cui costruire la robustezza del territorio. Da oggi in avanti chiederemo alla Regione Basilicata di assumere la centralità della gestione associata dei servizi”. Conclude il segretario nazionale Spi Cgil Raffaele Atti: “Lo Spi Cgil ha esercitato in questi mesi un forte impegno a livello nazionale conquistando il tavolo di confronto con il governo che ha dato i primi risultati
pag. 73
2017
un anno di CGIL basilicata
a partire dall’intesa sulle pensioni e alcune modifiche alla riforma Fornero. Il confronto con il governo è proseguito sulla non autosufficienza e in particolare su come usare il fondo nazionale per una politica che garantisca anche a livello territoriale un’uniformità rispetto all’assistenza delle persone non autosufficienti. così come per la legge sull’invecchiamento attivo è necessario che si arrivi ad una legge quadro nazionale. A livello locale il suggerimento è di impegnarsi a trasformare gli ambiti territoriali in unioni dei Comuni per avere un assetto istituzionale più adeguato”. LA PROPOSTA DELLO SPI CGIL BASILICATA Questa la proposta dello Spi Cgil Basilicata: realizzare accordi territoriali avendo come interlocutori non solo i singoli comuni ma realtà più consistenti come gli ambiti territoriali definiti nelle linee guida, in attesa che il disegno di legge regionale sul riordino del sistema di governo locale vada in porto. L’Anci, l’Upi, la Regione favoriscano, ognuno per la propria responsabilità, l’attuazione del Protocollo d’intesa firmato con l’Anci e delle linee guida per la redazione dei piani intercomunali socio sanitari e socio assistenziali adottate dalla Regione Basilicata. È urgente riavviare il tavolo di confronto e esaminare lo stato di attuazione degli accordi fatti lo scorso anno anche alla luce del Riordino del Sistema Sanitario Regionale, di cui oggi non parliamo ma che a nostro giudizio lascia ai margini le politiche socio assistenziali. Lo Spi CGIL sarà impegnato, con il coinvolgimento delle altre sigle sindacali, a presentare mini piattaforme a tutti i comuni capofila degli ambiti territoriali che diventano i primi interlocutori per avviare il confronto e arrivare ad intese ed accordi riguardanti tutto l’ambito territoriale. Le piattaforme richiameranno i punti fissati nel Protocollo d’intesa e nelle Linee Giuda, senza tralasciare anche altre materie a partire dal trasporto pubblico locale e finire ai servizi per l’infanzia. Naturalmente sarà nostra cura coinvolgere le categorie interessate e CGIL CISL UIL per le materie di competenza confederale. Le istituzioni sovra comunali, con il coinvolgimento dei comuni, si impegnano a facilitare il percorso per la gestione in forma associata delle politiche e dei servizi pubblici, e a spingere perché si arrivi all’approvazione della legge regionale di riordino del sistema di governo locale che definisca regole, vantaggi e assistenza a quei comuni che decidono di intraprendere il nuovo percorso. Per sviluppare da subito il dialogo e la collaborazione si costituisca a livello di ambito territoriale – provinciale o regionale bisogna costituire un gruppo di lavoro permanente, in cui siano presenti anche le parti sociali, per elaborare ed attuare i Piani intercomunali dei servizi sociali e socio sanitari e dare una spinta dal basso per arrivare ad un adeguato sistema di governance e di gestione territoriale della rete integrata dei servizi. Il gruppo di lavoro dovrà anche monitorare la domanda sociale ed i fabbisogni provenienti da ciascun territorio ed in base a tali esigenze costruire un’ipotesi di Leaps. La Regione Basilicata convochi a breve il tavolo sulla non autosufficienza per fare il punto sulla riapertura dei bandi per l’assegno di cura – soltanto 72 comuni su 131 hanno comunicato l’approvazione della graduatoria definitiva, e proseguire la discussione sulla revisione dei criteri che stanno alla base della concessione dell’assegno di cura, criteri che dovranno privilegiare l’erogazione di servizi per tutte le persone non autosufficienti, anche alla luce di quanto sta accadendo a livello nazionale al tavolo ministeriale. La Regione preveda nel bilancio di previsione 2017 l’integrazione con fondi regionali delle risorse provenienti dal Fondo nazionale per la non autosufficienza. Integrazione di fondi che dovrà riguardare anche le politiche sociali vista la riduzione del fondo nazionale derivante dal mancato accordo nella conferenza stato-regioni. La Regione Basilicata nel bilancio preventivo 2017 inserisca l’impegno finanziario relativo alla proposta di legge sull’invecchiamento attivo avanzata da Spi Fnp e Uilp e Anci Basilicata e presentata dai consiglieri regionali Romaniello, Cifarelli e Pietrantuono, già approvata all’unanimità dalla Quarta Commissione consigliare: si porti in consiglio la legge per l’approvazione definitiva. Dopo l’approvazione definitiva del manuale dell’autorizzazione dei servizi e delle strutture pubbliche e private che svolgono attività socio assistenziali, le istituzioni alla ricognizione delle strutture esistenti sul territorio ai fini dell’adeguamento alla nuova normativa e si convochi un tavolo di confronto con il sindacato per fare il punto sulle strutture, i servizi offerti e gli assistiti che se ne servono.
pag. 74
2017
un anno di CGIL basilicata
Voucher e Carta dei diritti Universali del Lavoro Serve la coesione propria delle grandi sfide martedì 21 marzo 2017
Voucher e Carta dei diritti Universali del Lavoro Serve la coesione propria delle grandi sfide L’abrogazione dei voucher rappresenta una scelta di giustizia e di dignità. Un grande risultato da parte di chi, come la nostra organizzazione, ha portato avanti una grande sfida, avviata due anni fa con la raccolta di oltre 4 milioni di firme a sostegno dei quesiti referendari e della proposta di legge di iniziativa popolare “Carta Universale dei diritti del Lavoro”. In una fase lunga 30 anni in cui la legislazione italiana sul lavoro ha vissuto un approccio regressivo rispetto ai diritti e alle tutele, culminata con il varo del Jobs Act, si sono spese molte parole sulla necessità di riportare al centro del dibattito politico il tema del lavoro ma in pochi hanno avuto il coraggio e la forza di assumere iniziative concrete per incidere sullo stato delle cose.
pag. 75
2017
un anno di CGIL basilicata
Oggi che un risultato effettivo è stato raggiunto, stranamente anche chi è stato finora silente o ha evidenziato l’iniquità dello strumento del voucher e la sua inadeguatezza a contrastare il lavoro nero plaudendo all’iniziativa referendaria, ne diventa strenuo difensore. Schizofrenia che diventa ancor più speciosa se fatta da un sindacato che, piuttosto che assumere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori quale obiettivo primario della sua azione, sembra invece voler far proprio il ruolo di gran cassa di risonanza della rappresentanza datoriale che a noi pare già piuttosto sonora di suo . Sono sempre più convinto che la forza e la funzione di un sindacato debba essere quella di dare voce e rappresentanza a quella parte del mondo del lavoro sempre più precarizzata, priva di diritti e relegata in una condizione di povertà. Questa è la nostra stessa ragion d’essere! E dunque al di là della straordinaria vittoria conquistata sul campo insieme ai milioni di cittadini che l’hanno sostenuta e che ha portato alla cancellazione dei voucher, abbiamo messo in piedi un’organica proposta alternativa che regolamenta tra l’altro anche la materia del lavoro occasionale. Evidentemente molti ignorano che la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, con i suoi 97 articoli, è stata nei giorni scorsi incardinata in Parlamento per il relativo esame da parte della Commissione Lavoro. Modalità alternative ai voucher per regolamentare il lavoro occasionale e/o accessorio ce ne sono già e sono, inoltre, contenute nella nostra proposta di legge: il vero tema è ora quello di scegliere quanti diritti e quanta dignità si voglia riconoscere ai lavoratori interessati e quanto si voglia realmente riequilibrare l’attuale sbilanciato rapporto datore di lavoro-lavoratore. Questo e non altro deve essere il terreno di discussione. Questo sarà il tema vero su cui dovremo misurarci ed esserci tutti con la coesione propria delle grandi sfide. Noi la nostra scelta di campo l’abbiamo già fatta e continueremo a portarla avanti con la forza, l’orgoglio e la convinzione di sempre, non solo per dare risposte ai bisogni sociali presenti, ma per dare un futuro di tutele e di lavoro alle giovani generazioni.
pag. 76
2017
un anno di CGIL basilicata
Contrattazione sociale territoriale: quale prospettiva per la gestione associata delle funzioni fondamentali e dei servizi pubblici comunali per gli anziani? martedì 21 marzo 2017
Dare attuazione al protocollo firmato con l’Anci Basilicata e alle linee guida per la formazione dei Piani intercomunali socio-sanitari e socio assistenziali e creare così le condizioni per un avanzamento delle politiche di gestione associata di funzioni fondamentali e servizi pubblici e dare gradualmente attuazione alle leggi che prevedono unioni e fusioni dei Comuni, partendo dalla sperimentazione di progetti e azioni condivise. È lo scopo dell’iniziativa che si è svolta oggi al Park Hotel di Potenza dal titolo “Contrattazione sociale territoriale: quale prospettiva per la gestione associata delle funzioni fondamentali e dei servizi pubblici comunali per gli anziani?” promossa dallo Spi Cgil Basilicata in occasione dell’assemblea regionale. All’incontro, presieduto dalla segretaria generale Spi Cgil Potenza Beatrice Galasso sono intervenuti Nicola Allegretti, segretario generale Spi Cgil Basilicata, Pierluigi Smaldone dell’ IRES Basilicata, Raffaele Atti dello Spi Cgil nazionale, Salvatore Adduce presidente Anci Basilicata, Flavia Franconi vice presidente della Giunta regionale, Filippo Bubbico vice ministro dell’Interno e Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata.
pag. 77
2017
un anno di CGIL basilicata
“Ogni ulteriore calo di attenzione rispetto al welfare e alle politiche sociali che riguardano gli anziani – ha dichiarato il segretario generale Spi Cgil Basilicata Nicola Allegretti - avrà un peso rilevante per una regione come la Basilicata in cui la spesa sociale e i servizi complessivamente offerti ai cittadini sono molto ridotti, nonostante gli sforzi fatti negli ultimi anni per cercare di invertire la tendenza. Sembra che facciamo un passo avanti e subito dopo un passo indietro. Nella legge di bilancio 2017 il finanziamento del fondo per la non autosufficienza è diventato strutturale, è stato approvato nel 2016 l’aggiornamento dei Lea nella Conferenza Stato - Regioni, è stata approvata la legge delega di contrasto alla povertà, e poi le Regioni non trovano l’accordo sulle modalità per contribuire al contenimento della spesa pubblica e il taglio alla sanità e alla spesa sociale diventa automatico. Condividiamo l’allarme lanciato dall’Anci nei mesi scorsi sullo spopolamento della regione, sulla chiusura degli uffici postali, sulle scuole, sui trasporti. Condividiamo l’appello lanciato dalle province sui rischi per la sicurezza dei cittadini che derivano dalla mancanza di risorse per garantire servizi essenziali, a partire dalla manutenzione delle strade e delle scuole. Nello stesso tempo riteniamo che le istituzioni dovranno fare ogni sforzo per “salvare il sociale” e per non mettere a rischio la tenuta stessa delle nostre comunità. Noi come Spi – conclude - faremo la nostra parte – saremo in campo con le nostre proposte e non smetteremo di sollecitare le istituzioni locali ad utilizzare tutte le forme che la legge consente per migliorare l’offerta dei servizi essenziali per i cittadini e in particolare per gli anziani e destinare più risorse alle politiche sociali”. “La nostra azione – ha detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa – si basa sul come possiamo cambiare le politiche sociali delle nostra regione e come utilizzare al meglio le poche risorse che ci sono, migliorando le condizioni dei pensionati e di tutti gli uomini e le donne di questa regione. L’unica strada, a nostro avviso, è la gestione associata dei servizi come modello per affrontare le criticità che ci sono altrimenti continueremo a pagare la disuguaglianza tra nord e sud e anche all’interno della nostra stessa regione. Non ci fermeremo. Rivendicheremo ogni giorno ai sindaci e alla Regione Basilicata la necessità di una gestione associata affinché diventi elemento caratterizzante della Basilicata che vuole cambiare, l’unica maniera in una piccola regione per liberare risorse da usare per potenziare i servizi. La Basilicata è povera non solo di lavoro ma anche di welfare. È il momento di fare delle scelte politiche e decidere di investire in questo settore. Lo sviluppo del Mezzogiorno non passa solo attraverso i piani industriali ma attraverso i pilastri infrastrutturali (sapere, istruzione, università, asili nido, assistenza) su cui costruire la robustezza del territorio. Da oggi in avanti chiederemo alla Regione Basilicata di assumere la centralità della gestione associata dei servizi”. Conclude il segretario nazionale Spi Cgil Raffaele Atti: “Lo Spi Cgil ha esercitato in questi mesi un forte impegno a livello nazionale conquistando il tavolo di confronto con il governo che ha dato i primi risultati a partire dall’intesa sulle pensioni e alcune modifiche alla riforma Fornero. Il confronto con il governo è proseguito sulla non autosufficienza e in particolare su come usare il fondo nazionale per una politica che garantisca anche a livello territoriale un’uniformità rispetto all’assistenza delle persone non autosufficienti. così come per la legge sull’invecchiamento attivo è necessario che si arrivi ad una legge quadro nazionale. A livello locale il suggerimento è di impegnarsi a trasformare gli ambiti territoriali in unioni dei Comuni per avere un assetto istituzionale più adeguato”. LA PROPOSTA DELLO SPI CGIL BASILICATA Questa la proposta dello Spi Cgil Basilicata: realizzare accordi territoriali avendo come interlocutori non solo i singoli comuni ma realtà più consistenti come gli ambiti territoriali definiti nelle linee guida, in attesa che il disegno di legge regionale sul riordino del sistema di governo locale vada in porto. L’Anci, l’Upi, la Regione favoriscano, ognuno per la propria responsabilità, l’attuazione del Protocollo d’intesa firmato con l’Anci e delle linee guida per la redazione dei piani intercomunali socio sanitari e socio assistenziali adottate dalla Regione Basilicata. È urgente riavviare il tavolo di confronto e esaminare lo stato di attuazione degli accordi fatti lo scorso anno anche alla luce del Riordino del Sistema Sanitario Regionale, di cui oggi non parliamo ma che a nostro giudizio lascia ai margini le politiche socio assistenziali. Lo Spi CGIL sarà impegnato, con il coinvolgimento delle altre sigle sindacali, a presentare mini piattaforme a tutti i comuni capofila degli ambiti territoriali che diventano i primi interlocutori per avviare il confronto e arrivare ad intese ed accordi riguardanti tutto l’ambito territoriale. Le piattaforme
pag. 78
2017
un anno di CGIL basilicata
richiameranno i punti fissati nel Protocollo d’intesa e nelle Linee Giuda, senza tralasciare anche altre materie a partire dal trasporto pubblico locale e finire ai servizi per l’infanzia. Naturalmente sarà nostra cura coinvolgere le categorie interessate e CGIL CISL UIL per le materie di competenza confederale. Le istituzioni sovra comunali, con il coinvolgimento dei comuni, si impegnano a facilitare il percorso per la gestione in forma associata delle politiche e dei servizi pubblici, e a spingere perché si arrivi all’approvazione della legge regionale di riordino del sistema di governo locale che definisca regole, vantaggi e assistenza a quei comuni che decidono di intraprendere il nuovo percorso. Per sviluppare da subito il dialogo e la collaborazione si costituisca a livello di ambito territoriale – provinciale o regionale bisogna costituire un gruppo di lavoro permanente, in cui siano presenti anche le parti sociali, per elaborare ed attuare i Piani intercomunali dei servizi sociali e socio sanitari e dare una spinta dal basso per arrivare ad un adeguato sistema di governance e di gestione territoriale della rete integrata dei servizi. Il gruppo di lavoro dovrà anche monitorare la domanda sociale ed i fabbisogni provenienti da ciascun territorio ed in base a tali esigenze costruire un’ipotesi di Leaps. La Regione Basilicata convochi a breve il tavolo sulla non autosufficienza per fare il punto sulla riapertura dei bandi per l’assegno di cura – soltanto 72 comuni su 131 hanno comunicato l’approvazione della graduatoria definitiva, e proseguire la discussione sulla revisione dei criteri che stanno alla base della concessione dell’assegno di cura, criteri che dovranno privilegiare l’erogazione di servizi per tutte le persone non autosufficienti, anche alla luce di quanto sta accadendo a livello nazionale al tavolo ministeriale. La Regione preveda nel bilancio di previsione 2017 l’integrazione con fondi regionali delle risorse provenienti dal Fondo nazionale per la non autosufficienza. Integrazione di fondi che dovrà riguardare anche le politiche sociali vista la riduzione del fondo nazionale derivante dal mancato accordo nella conferenza stato-regioni. La Regione Basilicata nel bilancio preventivo 2017 inserisca l’impegno finanziario relativo alla proposta di legge sull’invecchiamento attivo avanzata da Spi Fnp e Uilp e Anci Basilicata e presentata dai consiglieri regionali Romaniello, Cifarelli e Pietrantuono, già approvata all’unanimità dalla Quarta Commissione consigliare: si porti in consiglio la legge per l’approvazione definitiva. Dopo l’approvazione definitiva del manuale dell’autorizzazione dei servizi e delle strutture pubbliche e private che svolgono attività socio assistenziali, le istituzioni alla ricognizione delle strutture esistenti sul territorio ai fini dell’adeguamento alla nuova normativa e si convochi un tavolo di confronto con il sindacato per fare il punto sulle strutture, i servizi offerti e gli assistiti che se ne servono.
pag. 79
2017
un anno di CGIL basilicata
Incontro in Regione per l’avvio dei cantieri forestali venerdì 24 marzo 2017
Esposito (Flai Cgil), Lapadula (Fai Cisl), Nardiello (Uila Uil) Incontro in Regione per l’avvio dei cantieri
pag. 80
2017
un anno di CGIL basilicata
A seguito delle varie interlocuzioni con l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali Luca Braia dei segretari generali Flai Cgil Basilicata Vincenzo Esposito, Fai Cisl Basilicata Antonio Lapadula e Uila Uil Basilicata Gerardo Nardiello, continuano le riunioni dei rappresentanti sindacali con l’assessorato di competenza, già calendarizzate per la prossima settimana secondo gli impegni assunti dallo stesso assessore. All’ordine del giorno l’avvio delle attività per l’annualità 2017 dei lavoratori forestali e di tutti i progetti legati alla forestazione, il tema legato alle celeri partenze dei cantieri e alla dotazione finanziaria per il mantenimento dei livelli occupazionali. In particolare, i sindacati chiedono la chiusura del rinnovo del contratto integrativo regionale del lavoro per i forestali e auspicano che già dalla prossima settimana vengano risolti tutti i problemi emersi. Flai, Fai e Uila al termine dell’incontro e soprattutto alla chiusura di tutte le questioni ancora aperte, metteranno in campo una campagna di informazione che riguarderà tutto il territorio della regione Basilicata.
pag. 81
2017
un anno di CGIL basilicata
Voucher e responsabilità solidale negli appalti Assemblea generale Filcams Cgil Potenza venerdì 24 marzo 2017
Voucher e responsabilità solidale negli appalti Assemblea generale Filcams Cgil Potenza Segretaria generale Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli: “Noi non smobilitiamo. Scardiniamo l’idea che
pag. 82
2017
un anno di CGIL basilicata
lavoro nero e lavoro sottopagato siano ineluttabili” Voucher e responsabilità solidale negli appalti. È stato questo il tema dell’assemblea generale Filcams Cgil Potenza che si è svolta oggi a Potenza al Museo provinciale. Dopo l’introduzione musicale dei musicisti professionisti lucani, precari, Carmelita Pasquariello e Donatello Giambersio, coordinati dal caporedattore della TgR Basilicata Oreste Lopomo si sono confrontati sul tema Pasquale Paolino segretario generale Filcams Cgil Potenza, Marta Fana dottore di ricerca in Economia Sciences po Parigi, Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata, Nicola Valluzzi presidente Provincia di Potenza e Maria Grazia Gabrielli segretario generale Filcams Cgil. “Il settore che prova a tutelare la Filcams – ha detto Paolino - è fortemente interessato sia dai voucher sia dalla responsabilità solidale negli appalti. I buoni lavoro, introdotti nel 2003 per limitate attività di natura meramente occasionale, si sono nei fatti trasformati in uno strumento prevalente di regolazione del secondo lavoro o in un'alternativa a contratti subordinati, in particolare stagionali e part- time. L'Inps ha certificato che tra gennaio e ottobre 2016 sono stati venduti 121,5 milioni di voucher, un terzo in più del 2015. Gli utilizzatori di voucher sono davvero gli ultimi tra gli ultimi. Per ogni anno di lavoro pagato, riescono ad accantonare soltanto sette mesi di contribuzione effettiva presso la gestione separata dell’Inps, non sono tutelati in caso di malattia e non hanno diritto ad alcun sostegno al reddito quando non lavorano”. Un quadro confermato anche dalla ricercatrice Marta Fana che ha evidenziato come il voucher costi al datore di lavoro un terzo in meno degli altri tipi di contratto che pure esistono per il lavoro occasionale e che sarebbero il segno di come il voucher, di fatto, non si contrapponga al lavoro nero. Sugli appalti Paolino ha spiegato: “L'abrogazione delle norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti significa impedire che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell’azienda committente e chi in un’azienda appaltatrice o in un’azienda in sub-appalto, riaffermando il principio che chi opera nel sistema degli appalti deve vedersi garantiti gli stessi diritti e le stesse tutele. Significa difendere i diritti di coloro che sono coinvolti nei processi di esternalizzazione di fronte ai frequenti fallimenti delle imprese in sub appalto e in sub fornitura e contrastare le pratiche di concorrenza sleale attraverso una uguale responsabilità tra committente e appaltatore. La presenza di numerose stazioni appaltanti, la parcellizzazione dei contratti e il ricorso eccessivo al subappalto, rende difficile un controllo efficace. Negli appalti c’è bisogno di legalità, di una chiara responsabilità del committente, del rispetto della clausola sociale nei subentri, del contrasto al massimo ribasso che squalifica, degrada e rende impossibile il lavoro”. Aggiunge Angelo Summa: “Veniamo da un ventennio in cui flessibilità e precarietà, oltre al liberismo visto come unica frontiera in cui costruire lo sviluppo, ci hanno consegnato un Paese più povero e senza prospettiva che ha rinunciato a rappresentare i diritti e il lavoro. Per questo la Cgil ha deciso di andare oltre la funzione di rappresentanza e farsi promotrice di una raccolta firme per abolire i voucher e introdurre negli appalti la responsabilità solidale. Un anno di mobilitazione e 4 milioni e mezzo di firme ci hanno condotto ai risultati ottenuti”. Ha concluso Maria Grazia Gabrielli: “A oggi non smobilitiamo. Il voto è fissato per il 28 maggio e noi ci fermiamo solo di fronte alla legge approvata. Il nostro obiettivo principale resta la Carta dei diritti universali del lavoro, perché l’attenzione al lavoro per noi non è attenzione alle imprese ma attenzione ai lavoratori. Non può esistere un Paese che non si preoccupi di un lavoro libero e dignitoso, la misura che segna il grado di civiltà di un Paese. Senza un lavoro di qualità si nega non solo il futuro ai giovani ma anche un pezzo di futuro all’intero Paese. Il lavoro nero è illegale ma si arriva a tollerarlo e a considerare normale l’adozione di una forma contrattuale o di una strutturazione del lavoro che è sottopagato e non tutelato. Noi scardiniamo l’idea che lavoro nero e lavoro sottopagato siano ineluttabili”.
pag. 83
2017
un anno di CGIL basilicata
Voucher e responsabilità solidale negli appalti Assemblea generale Filcams Cgil Potenza sabato 25 marzo 2017
Voucher e responsabilità solidale negli appalti Assemblea generale Filcams Cgil Potenza Segretaria generale Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli: “Noi non smobilitiamo. Scardiniamo l’idea che
pag. 84
2017
un anno di CGIL basilicata
lavoro nero e lavoro sottopagato siano ineluttabili” Voucher e responsabilità solidale negli appalti. È stato questo il tema dell’assemblea generale Filcams Cgil Potenza che si è svolta oggi a Potenza al Museo provinciale. Dopo l’introduzione musicale dei musicisti professionisti lucani, precari, Carmelita Pasquariello e Donatello Giambersio, coordinati dal caporedattore della TgR Basilicata Oreste Lopomo si sono confrontati sul tema Pasquale Paolino segretario generale Filcams Cgil Potenza, Marta Fana dottore di ricerca in Economia Sciences po Parigi, Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata, Nicola Valluzzi presidente Provincia di Potenza e Maria Grazia Gabrielli segretario generale Filcams Cgil. “Il settore che prova a tutelare la Filcams – ha detto Paolino - è fortemente interessato sia dai voucher sia dalla responsabilità solidale negli appalti. I buoni lavoro, introdotti nel 2003 per limitate attività di natura meramente occasionale, si sono nei fatti trasformati in uno strumento prevalente di regolazione del secondo lavoro o in un'alternativa a contratti subordinati, in particolare stagionali e part- time. L'Inps ha certificato che tra gennaio e ottobre 2016 sono stati venduti 121,5 milioni di voucher, un terzo in più del 2015. Gli utilizzatori di voucher sono davvero gli ultimi tra gli ultimi. Per ogni anno di lavoro pagato, riescono ad accantonare soltanto sette mesi di contribuzione effettiva presso la gestione separata dell’Inps, non sono tutelati in caso di malattia e non hanno diritto ad alcun sostegno al reddito quando non lavorano”. Un quadro confermato anche dalla ricercatrice Marta Fana che ha evidenziato come il voucher costi al datore di lavoro un terzo in meno degli altri tipi di contratto che pure esistono per il lavoro occasionale e che sarebbero il segno di come il voucher, di fatto, non si contrapponga al lavoro nero. Sugli appalti Paolino ha spiegato: “L'abrogazione delle norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti significa impedire che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell’azienda committente e chi in un’azienda appaltatrice o in un’azienda in sub-appalto, riaffermando il principio che chi opera nel sistema degli appalti deve vedersi garantiti gli stessi diritti e le stesse tutele. Significa difendere i diritti di coloro che sono coinvolti nei processi di esternalizzazione di fronte ai frequenti fallimenti delle imprese in sub appalto e in sub fornitura e contrastare le pratiche di concorrenza sleale attraverso una uguale responsabilità tra committente e appaltatore. La presenza di numerose stazioni appaltanti, la parcellizzazione dei contratti e il ricorso eccessivo al subappalto, rende difficile un controllo efficace. Negli appalti c’è bisogno di legalità, di una chiara responsabilità del committente, del rispetto della clausola sociale nei subentri, del contrasto al massimo ribasso che squalifica, degrada e rende impossibile il lavoro”. Aggiunge Angelo Summa: “Veniamo da un ventennio in cui flessibilità e precarietà, oltre al liberismo visto come unica frontiera in cui costruire lo sviluppo, ci hanno consegnato un Paese più povero e senza prospettiva che ha rinunciato a rappresentare i diritti e il lavoro. Per questo la Cgil ha deciso di andare oltre la funzione di rappresentanza e farsi promotrice di una raccolta firme per abolire i voucher e introdurre negli appalti la responsabilità solidale. Un anno di mobilitazione e 4 milioni e mezzo di firme ci hanno condotto ai risultati ottenuti”. Ha concluso Maria Grazia Gabrielli: “A oggi non smobilitiamo. Il voto è fissato per il 28 maggio e noi ci fermiamo solo di fronte alla legge approvata. Il nostro obiettivo principale resta la Carta dei diritti universali del lavoro, perché l’attenzione al lavoro per noi non è attenzione alle imprese ma attenzione ai lavoratori. Non può esistere un Paese che non si preoccupi di un lavoro libero e dignitoso, la misura che segna il grado di civiltà di un Paese. Senza un lavoro di qualità si nega non solo il futuro ai giovani ma anche un pezzo di futuro all’intero Paese. Il lavoro nero è illegale ma si arriva a tollerarlo e a considerare normale l’adozione di una forma contrattuale o di una strutturazione del lavoro che è sottopagato e non tutelato. Noi scardiniamo l’idea che lavoro nero e lavoro sottopagato siano ineluttabili”.
pag. 85
2017
un anno di CGIL basilicata
AOR San Carlo: gravissimo passo indietro dell'Azienda sugli incarichi di coordinamento lunedì 27 marzo 2017
FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB considerano gravissimo l'atteggiamento dell'Azienda Ospedaliera San Carlo consumato all'interno dei lavori del tavolo tecnico sugli incarichi di coordinamento. Infatti, dopo mesi di trattative e dopo aver lasciato intendere che c'erano le condizioni per chiudere un accordo per il mantenimento degli attuali incarichi, regolarmente attribuiti con una procedura selettiva e la cui graduatoria è ancora tutt'ora valida, la Direzione Strategica decide all'improvviso di fare “indietro tutta” scegliendo di demolire completamente l'attuale sistema, e con esso le tante professionalità che in questi anni hanno dato tanto all'Azienda con l'unico fine di favorire, a nostro avviso, una unica sigla sindacale che da tempo scalcita e gioca partite doppie e che promuove nuove pseudo procedure selettive volte
pag. 86
2017
un anno di CGIL basilicata
unicamente a consentire l'ingresso dei suoi adepti. Tra l'altro, gli attuali coordinatori, inquadrati nel profilo professionale economico e giuridico DS, sono sempre stati valutati positivamente ogni anno, così come previsto dalla normativa contrattuale, e gli stessi, grazie ad un impegno quotidiano, hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi aziendali con grande senso di responsabilità. Una revoca degli attuali incarichi configurerebbe non solo una illegittimità, perché gli stessi non sono mai stati assegnati “a tempo determinato”, ma anche un danno erariale dovendo l'azienda continuare a corrispondere agli stessi le spettanze previste per il loro inquadramento professionale. Per tali ragioni, queste Organizzazioni Sindacali, nel proclamare lo stato di agitazione dei coordinatori dell'AOR San Carlo, diffidano l'Azienda dal voler procedere alla pubblicazione di avvisi per nuovi conferimenti di incarichi di coordinamento, stante il conferimento a tempo indeterminato degli attuali già attestati al personale che svolge attualmente la funzione di coordinamento. FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB chiedono, nel rispetto delle relazioni sindacali e delle trattative fin qui condotte un cambio di passo dell'Azienda, rispetto a questa inaccettabile “virata” nel rispetto degli impegni già assunti sui tavoli sindacali. Queste OO.SS., in assenza di rientro della vertenza sui binari della avanzata contrattazione in corso, valuteranno nei prossimi giorni di intraprendere ogni azione utile per la difesa dei diritti degli attuali coordinatori, ivi comprese le dovute segnalazioni alla Corte dei Conti.
pag. 87
2017
un anno di CGIL basilicata
TIROCINI FORMATIVI EX COPES: INACCETTABILI RITARDI NEI PAGAMENTI lunedì 27 marzo 2017
TIROCINI FORMATIVI EX COPES: INACCETTABILI RITARDI NEI PAGAMENTI Quando politica e istituzioni perdono definitivamente il contatto con la realtà, come ormai si verifica spesso in Basilicata, accade anche questo: che una platea delicata come quella dei beneficiari dei tirocini formativi, composta perlopiù da persone disoccupate e/o incapienti, debba attendere per settimane per avere il pagamento della indennità dovuta per la frequenza dei corsi. Come se non fosse a tutti noto che si tratta di situazioni di grande disagio, che dovrebbero, invece, essere trattate con un occhio di riguardo e un'attenzione maggiore. Una situazione incresciosa che si ripete e di fronte alla quale non possiamo che indignarci ed inviare i responsabili competenti a porre immediatamente rimedio, senza ulteriori indugi e ritardi.
pag. 88
2017
un anno di CGIL basilicata
La Segreteria Regionale CGIL BASILICATA
pag. 89
2017
un anno di CGIL basilicata
#Nonsmobilitiamo Continua campagna referendaria Cgil Basilicata lunedì 27 marzo 2017
#Nonsmobilitiamo Continua campagna referendaria Cgil Basilicata Dal 28 al 31 marzo tappa in Basilicata del Camper dei diritti #con2sì 30 e 31 marzo assemblee Matera-Potenza con segretario nazionale Gianna Fracassi Continua in Basilicata la campagna della Cgil per il referendum sul lavoro per abolire i voucher e introdurre la responsabilità solidale negli appalti in programma per il prossimo 28 maggio. “Occorrono 60 giorni dal decreto affinché l’abrogazione del voucher diventi legge – dichiara il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa – e fino ad allora noi non smobilitiamo. Lo scopo di questo referendum va al di là dei due quesiti referendari ma riguarda la riscrittura del diritto del lavoro in questo Paese, svilito e frantumato dalle continue leggi e dal liberismo di questi anni che ha precarizzato le vite
pag. 90
2017
un anno di CGIL basilicata
dai tanti giovani che non hanno più speranza verso il futuro”. Il calendario è ricco di appuntamenti. Da martedì 28 marzo a venerdì 31 farà tappa in Basilicata il Camper dei diritti #cons2sì per informare sulle ragioni del referendum. Il caper sarà a Melfi domani martedì 28 marzo alle ore 16, a Senise, Lauria e Lagonegro mercoledì 29 marzo alle ore 11, a Matera il 30 marzo alle ore 11 e a Potenza il 31 marzo alle ore 9. Nella settimana sono inoltre previste una serie di assemblee nei luoghi di lavoro alla presenza del segretario nazionale Cgil Gianna Fracassi. Questi gli appuntamenti: Giovedì 30 marzo a Matera alle ore 11.30 assemblea provinciale Cgil nell’Aula Magna del Liceo Scientifico della città e alle ore 16 assemblea CallMat Venerdì 31 marzo a Potenza alle ore 11 assemblea Regione Basilicata e alle ore 9.00, 14.00 e 22.00 assemblea stabilimento Italtractor (zona industriale). #finoallalegge #nonsmobilitiamo
pag. 91
2017
un anno di CGIL basilicata
FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB su progressioni economiche all’AOR San Carlo mercoledì 29 marzo 2017
FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB vogliono ricordare alla UIL FPL che se l’estensione delle progressioni economiche presso l’AOR San Carlo è ancora ferma, progressione di cui da mesi le scriventi Organizzazioni Sindacali considerano prioritaria l’applicazione, la responsabilità è proprio della UIL FPL che da mesi sta bloccando la risoluzione della questione legata ai coordinamenti, pretendendo nuove selezioni e non lo scorrimento della attuale graduatoria, soluzioni tra loro non conciliabili come confusamente cerca di far passare nel comunicato stampa in cui, ancora una volta si “arrampica sugli specchi” per nascondere la sua personale rivendicazione anche a costo di tenere ferma lo scorrimento della fascia. Quello che la UIL FPL non dice è che di fatto l’Azienda, fino ad oggi, ha rappresentato la necessità di chiudere prima l’accordo sui coordinamenti e poi definire quello sulle progressioni economiche
pag. 92
2017
un anno di CGIL basilicata
nonostante da mesi FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB abbiano rappresentato l’urgenza di definire prioritariamente l’intesa per le fasce, questione sollevata ripetutamente anche nei vari incontri avuti nei tavoli tecnici. Così come, più volte, ai tavoli della delegazione trattante è stato rappresentato di rinviare la questione dei coordinamenti, non solo perché la soluzione non aveva bisogno di nuove regolamentazioni, quelle tanto invocate dalla UIL FPL, dato che bastava scorrere le graduatorie in essere per l’assegnazione dei posti disponibili, ma perché in ogni caso non sarebbe stato neanche opportuno in questa fase di riordino della rete ospedaliera ancora in corso, tant’è che è stato chiesto ufficialmente di spostare la discussione dopo giugno, mese in cui è stata fissata la dead line dalla legge di riforma. Pertanto, suggeriamo alla UIL FPL, proprio in nome di quell’unità sindacale tanto invocata, di chiarire la propria posizione, ancora molto ambigua a nostro avviso, condividendo il percorso dello scorrimento delle graduatorie in essere per i coordinamenti, potendo finalmente occuparci di quell’accordo sulle progressioni economiche tanto atteso dai lavoratori. FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB sollecitano, inoltre, ancora una volta, la convocazione della delegazione trattante al fine di chiudere definitivamente la questione delle progressioni orizzontali e dei coordinamenti.
pag. 93
2017
un anno di CGIL basilicata
Regione: subito le progressioni verticali per valorizzare i lavoratori dell’Ente giovedì 30 marzo 2017
Come FP CGIL chiediamo che vengano attivate d’urgenza le procedure previste per il riconoscimento della progressione verticale ai lavoratori dell’Ente Regione, a partire dall’aggiornamento del piano triennale delle assunzioni, considerato che il Consiglio Regionale ha espresso questa volontà approvando l’art. 3 della L.R. n. 33 del 30 dicembre 2016. Come Funzione Pubblica CGIL, consideriamo prioritaria la valorizzazione del personale interno della Regione rispetto al trasferimento negli organici su domanda del personale comandato che, secondo
pag. 94
2017
un anno di CGIL basilicata
l’attuale programmazione, occupa ben 14 posti nella dotazione organica e per il quali non è stata attivata la procedura prevista dall’art. 30 del D.Lgs. n. 165/2001 che testualmente recita “le amministrazioni, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere”. Tra l’altro, a proposito di comandi, nonostante abbiamo chiesto più volte che vengano rispettate le procedure di trasparenza previste dalla normativa vigente attraverso, quanto meno, la pubblicazione di un avviso pubblico per una manifestazione di interesse al comando stesso, continuiamo a verificare che i comandi sono tutt’oggi concessi su semplice istanza dell’interessato, così come risulta dalla delibera approvata in Giunta n. 180 dello scorso 9 marzo. Non è più possibile continuare ad assistere a questa pratica del “comandare chi si vuole” per poi trasferirlo su domanda negli organici dell’Ente eludendo e violando le procedure previste dalla legge sulla mobilità nelle pubbliche amministrazioni. Questa situazione è ancora più inaccettabile se il tutto viene consumato in sfregio ai tanti lavoratori regionali che da anni aspettano legittimamente di essere valorizzati e che si vedono scavalcati nonostante la possibilità concreta di poter accedere alla progressione verticale. Per queste ragioni come FP CGIL chiediamo con forza che, nel rispetto degli impegni assunti e mai onorati, venga data piena applicazione a quanto previsto dall’art. 3 della L.R. n. 33/2016 mediante l’immediata modifica della programmazione triennale del piano delle assunzioni scegliendo di valorizzare e dare priorità al personale interno che da tempo aspetta di vedersi riconosciuta la progressione verticale, personale che, a differenza di chi entrerà negli organici su domanda, è già stato sottoposto ad una selezione che ne ha accertato il possesso dei requisiti e delle competenze necessarie per ricoprire il posto vacante. Soluzione, quest’ultima che presenta vantaggi anche dal punto di vista del contenimento della spesa.
pag. 95
2017
un anno di CGIL basilicata
Ultima tappa lucana del Camper dei diritti per il si Assemblea lavoratori Regione Basilicata con segretaria nazionale Gianna Fracassi giovedì 30 marzo 2017
Ultima tappa lucana del Camper dei diritti per il si Assemblea lavoratori Regione Basilicata con segretaria nazionale Gianna Fracassi Domani venerdì 31 marzo – ore 11 – Palazzo del Consiglio regionale Aperitivo solidale Questa sera a Potenza da Assurd (vico F.Stabile) alle ore 19 Ultima tappa del tour lucano del Camper dei diritti per il si, la carovana della Cgil che sta girando tutta
pag. 96
2017
un anno di CGIL basilicata
l’Italia per informare sui temi del referendum sul lavoro promosso dall’organizzazione sindacale per abolire i voucher e introdurre la responsabilità solidale negli appalti e in programma per il prossimo 28 maggio. Domani venerdì 31 marzo il Camper sarà a Potenza in viale Verrastro in occasione dell’assemblea dei lavoratori della Regione Basilicata che si terrà alle ore 11 al Palazzo del Consiglio regionale. Nella giornata di domani di terranno anche delle assemblee presso l’Italtractor, in viale del Basento, rispettivamente alle ore 9.00, 14.00 e 22.00. Alle assemblee sarà presente la segretaria nazionale Gianna Fracassi, oggi a Matera per l’assemblea provinciale Cgil nell’Aula Magna del Liceo Scientifico della città e l’assemblea CallMat. La segretaria nel pomeriggio si sposterà a Potenza dove alle ore 19 si terrà un aperitivo solidale alla puccetteria “Assurd”, in vico F. Stabile, nata dall’ idea di due operatori sociali per l’inserimento lavorativo di alcuni ragazzi dell’Associazione italiana persone down di Potenza. L’evento sarà l’occasione per confrontarsi sui temi dei diritti del lavoro e l’inclusione sociale. Il Camper dei diritti in questi giorni ha attraversato gran parte della Basilicata, con tappe a Melfi, Senise, Lagonegro e Lauria. L’obiettivo va oltre i due quesiti referendari e riguarda la riscrittura del diritto del lavoro, precarizzato, svilito e frantumato dalle leggi e dal liberismo degli ultimi anni.
pag. 97
2017
un anno di CGIL basilicata
FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB su progressioni economiche all’AOR San Carlo giovedì 30 marzo 2017
FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB vogliono ricordare alla UIL FPL che se l’estensione delle progressioni economiche presso l’AOR San Carlo è ancora ferma, progressione di cui da mesi le scriventi Organizzazioni Sindacali considerano prioritaria l’applicazione, la responsabilità è proprio della UIL FPL che da mesi sta bloccando la risoluzione della questione legata ai coordinamenti, pretendendo nuove selezioni e non lo scorrimento della attuale graduatoria, soluzioni tra loro non conciliabili come confusamente cerca di far passare nel comunicato stampa in cui, ancora una volta si “arrampica sugli
pag. 98
2017
un anno di CGIL basilicata
specchi” per nascondere la sua personale rivendicazione anche a costo di tenere ferma lo scorrimento della fascia. Quello che la UIL FPL non dice è che di fatto l’Azienda, fino ad oggi, ha rappresentato la necessità di chiudere prima l’accordo sui coordinamenti e poi definire quello sulle progressioni economiche nonostante da mesi FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB abbiano rappresentato l’urgenza di definire prioritariamente l’intesa per le fasce, questione sollevata ripetutamente anche nei vari incontri avuti nei tavoli tecnici. Così come, più volte, ai tavoli della delegazione trattante è stato rappresentato di rinviare la questione dei coordinamenti, non solo perché la soluzione non aveva bisogno di nuove regolamentazioni, quelle tanto invocate dalla UIL FPL, dato che bastava scorrere le graduatorie in essere per l’assegnazione dei posti disponibili, ma perché in ogni caso non sarebbe stato neanche opportuno in questa fase di riordino della rete ospedaliera ancora in corso, tant’è che è stato chiesto ufficialmente di spostare la discussione dopo giugno, mese in cui è stata fissata la dead line dalla legge di riforma. Pertanto, suggeriamo alla UIL FPL, proprio in nome di quell’unità sindacale tanto invocata, di chiarire la propria posizione, ancora molto ambigua a nostro avviso, condividendo il percorso dello scorrimento delle graduatorie in essere per i coordinamenti, potendo finalmente occuparci di quell’accordo sulle progressioni economiche tanto atteso dai lavoratori. FP CGIL, CISL FP, FIALS, FSI e USB sollecitano, inoltre, ancora una volta, la convocazione della delegazione trattante al fine di chiudere definitivamente la questione delle progressioni orizzontali e dei coordinamenti.
pag. 99
2017
un anno di CGIL basilicata
Aperitivo ASSURD giovedĂŹ 30 marzo 2017
pag. 100
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 101
2017
un anno di CGIL basilicata
GiovedĂŹ 30 marzo, alle 19:00 a Potenza aperitivo Assurd con Gianna Fracassi Segreterario Nazionale Cgil, per parlare di lavoro, diritti, dignitĂ ... mangiando solidale
pag. 102
2017
un anno di CGIL basilicata
Eni e il “consenso delle popolazioni” giovedì 30 marzo 2017
Non sappiamo chi ha suggerito all’amministratore delegato dell'Eni di prospettare un piano d’investimenti nella nostra regione finalizzato ad ottenere il “consenso delle popolazioni”, ma di certo non è questa la Basilicata che si deve raccontare De Scalzi, le cui recenti dichiarazioni non fanno altro che procurare ulteriore diffidenza. Subordinare potenziali investimenti in Basilicata ad un "patto di non belligeranza" con la popolazione locale non è certo la strada da perseguire in una terra che, nel corso della sua storia più significativa, come nelle giornate di Scanzano ha saputo rifiutare, con il miglior protagonismo civile e sindacale, ogni forma di lusinga preordinata ed imposta”. Questo è quanto anno dichiarato, in un comunicato stampa, i Segretari Generali di Cgil Cisl e Uil di Basilicata Summa, Falotico e Vaccaro, i quali hanno aggiunto: “probabilmente a De Scalzi mancano le informazioni del come l’Eni ha gestito e sta gestendo l’attività estrattiva in Basilicata. Le contestazioni mosse dalla magistratura di Potenza sui comportamenti assunti dai dirigenti Eni e l’ultimo incidente che ha portato allo sversamento di greggio dai serbatoi del Cova dovrebbero quantomeno consigliare di utilizzare argomentazioni sobrie e di maggiore prudenza. Fatti preoccupanti che stridono con le ripetute affermazioni dell’Eni che assicura che l'attività estrattiva si svolge con le migliori tecnologie e nel pieno rispetto dell’ambiente. Non sono, dunque, i lucani a non essere aperti al dialogo, ma è la loro legittima pretesa alla conoscenza scientifica dei dati di contesto ambientale, sanitario perfino occupazionale e produttivo ed alla loro
pag. 103
2017
un anno di CGIL basilicata
trasparente diffusione a motivare sempre più diffidenza nei confronti di Eni. E’ infatti evidente a tutti quali siano le sue responsabilità come altrettanto evidente è che ciò è stato reso possibile dall'assenza di un sistema di controllo pubblico efficace. Nonostante siano passati quasi 20 anni da quando è iniziata l’attività estrattiva, ancora oggi ci ritroviamo a discutere di accreditamento dei laboratori dell’Arpab che, nonostante personale motivato, continua ad essere rappresentata da una Direzione non adeguata e confusionaria oltre che di un dipartimento ambiente privo di risorse umane e competenze dedicate a svolgere quell'attività di programmazione e tutela ambientale che le è propria. Per questo solo partendo dalla valutazione di ciò che è accaduto negli anni ed assumendo la centralità della questione della sicurezza degli impianti e della tutela della salute e dell'ambiente è possibile aprire un confronto, senza condizionamenti e ammiccamenti che finiscono più per nuocere che per motivare incontri, discussioni, confronti. Eni è anche e soprattutto un’azienda di Stato e la Basilicata, con il massimo senso di responsabilità per il deficit energetico dell’Italia, ha dato molto di più di quello che ha purtroppo ottenuto sia da Eni che dal governo nazionale. Valga per tutti un unico dato: nessuna parte degli investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo nei settori dell'energia alternativa fatti da Eni per svariati miliardi di euro ha interessato ed interessa la nostra regione. E’ dunque necessario assumere la questione della sicurezza e degli investimenti in nuove tecnologie che ne garantiscono prima di tutto la sostenibilità ambientale come condizione e presupposto imprescindibile di eventuali nuovi accordi sulle compensazioni da finalizzare a nuovi investimenti in energie alternative e in attività produttive indotte che valorizzino il territorio e l'occupazione locale. Inoltre Eni sappia dimostrare, senza pressioni improprie e irricevibili, di sfruttare il suo lungo ed importante campo di compartecipazioni aziendali per scegliere la Basilicata come destinazione virtuosa rendendola un hub d’innovazione strategico per tutto il Paese
pag. 104
2017
un anno di CGIL basilicata
Termina a Potenza il tour lucano del Camper dei diritti per il si venerdì 31 marzo 2017
Termina a Potenza il tour lucano del Camper dei diritti per il si Segretaria nazionale Gianna Fracassi: “La nostra battaglia è far vincere i due si e ridisegnare l’orizzonte dei diritti del lavoro” Si è concluso oggi a Potenza il tour lucano del Camper dei diritti per il si, la carovana della Cgil che sta attraversando tutta l’Italia per informare sulle ragioni del referendum sul lavoro del 28 maggio promosso
pag. 105
2017
un anno di CGIL basilicata
dalla Cgil per abolire i voucher e introdurre la responsabilità solidale negli appalti. Il Camper ha fatto tappa a Matera, Potenza, Senise, Lauria e Lagonegro per incontrare i lavoratori e le lavoratrici riuniti nelle assemblee nei luoghi di lavoro che si sono svolte nei giorni scorsi a Matera nell’Aula Magna del Liceo Scientifico della città e alla CallMat per concludere oggi a Potenza all’Italtractor e alla Regione Basilicata. Ha dichiarato la segretaria nazionale Gianna Fracassi: “Prosegue il viaggio della Cgil per i diritti e la dignità del lavoro, questo tour che in Basilicata nei vari luoghi di lavoro, pubblici e privati, ha fatto emergere quanto il tema unificante sia quello dei diritti. In qualunque luogo, dalla scuola dove abbiamo parlato di rinnovo dei contratti al settore metalmeccanico interessato dagli appalti, il tema unificante è ricostruire un orizzonte dei diritti. La nostra battaglia, quindi, non è soltanto elettorale per far vincere i due si ma è una battaglia finalizzata a ricostruire questo orizzonte attraverso la Carta dei diritti universali del lavoro, a mettere il lavoro al centro del dibattuto e a combattere la rassegnazione che in questi anni ha determinato un abbassamento dei diritti e delle tutele oltre a una grande rabbia dei lavoratori. Bisogna combattere la rassegnazione attraverso una lotta collettiva come quella che la Cgil ha messo in campo e provare a restituire speranza soprattutto ai più giovani, pensando che è possibile coniugare lavoro di qualità, sviluppo e occupazione”. Ha aggiunto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa: “Le iniziative promosse dalla Cgil Basilicata non si concludono oggi con il Camper dei diritti. Continueremo a programmare le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici di tutto il territorio e ad essere presenti nei comuni con azioni di volantinaggio e informazione. La Basilicata come il resto delle regioni del Sud vive una situazione particolarmente critica dove, se da un lato gli indicatori relativi all’occupazione fanno registrare una ripresa graduale, dall’altra si registra una consistente e continua diminuzione di popolazione residente. Una regione che lavora un po’ di più ma allo stesso tempo invecchia molto di più, con un saldo migratorio sempre più alto che coinvolge i nostri giovani, quelli più formati e istruiti che faticano a trovare uno sbocco occupazionale adatto alle proprie esperienze. Di conseguenza, in una regione sempre più povera, trovano sempre più spazio forme di lavoro precarie, basti pensare che abbiamo raggiunto circa 1 milione di voucher. Una situazione che va assolutamente ribaltata e uno degli strumenti a disposizione è proprio il referendum del 28 maggio, che mira a una più ampia riscrittura del diritto del lavoro, svilito e frantumato dalle continue leggi e dal liberismo di questi anni che ha precarizzato le vite dai tanti giovani che non hanno più speranza verso il futuro”. #finoallalegge #nonsmobilitiamo
pag. 106
2017
un anno di CGIL basilicata
Clinica Luccioni: richiesta incontro urgente lunedì 03 aprile 2017
Le Segreterie Regionali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e FIALS esprimono forte preoccupazione per la situazione di grave disagio e di precarietà vissuta dai lavoratori della Clinica Luccioni che temono di perdere il proprio posto di lavoro per la incertezza circa la futura operatività della Clinica che, al momento, è in attesa sia della sentenza del TAR di Basilicata, sia della eventuale e prossima decisione, dopo il 5 aprile, che assumerà ASP in merito alla revoca del contratto. Come Organizzazioni Sindacali consideriamo urgente attivare da subito un tavolo permanente di confronto con la Regione Basilicata al fine di affrontare sin d’ora il tema del mantenimento dei livelli occupazionali, verificando e definendo alternative di ricollocamento per i lavoratori dell’Istituto che già da due mesi sono in cassa integrazione per un tempo limitato di sole 13 settimane. Come FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e FIALS chiediamo, quindi, all’Assessore Franconi di convocare con ogni
pag. 107
2017
un anno di CGIL basilicata
urgenza le parti sociali non potendo di fatto aspettare ulteriori sviluppi sul destino della Clinica e ciò al fine di poter lavorare per garantire, per quanto possibile, la continuità lavorativa degli addetti.
pag. 108
2017
un anno di CGIL basilicata
FILT CGIL su Trotta Spa: l’amministrazione comunale convochi subito un incontro urgente con le sigle sindacali lunedì 03 aprile 2017
Segretario generale Filt Cgil Basilicata Bruno Bevilacqua: “L’amministrazione comunale convochi subito un incontro urgente con le sigle sindacali” Il segretario generale Filt Cgil Basilicata Bruno Bevilacqua denuncia le grave inadempienze dell’azienda Trotta Spa che gestisce il trasporto pubblico locale della città di Potenza e del Comune di Potenza nei confronti degli addetti alle pulizie del parco mezzi e degli impianti meccanizzati. Si tratta di circa 7 lavoratori assunti con contratti interinali tramite l’agenzia Tempor e che, dall’oggi al domani, si sono ritrovati senza un’occupazione nonostante gli anni di servizio alle spalle. Questi lavoratori, infatti, si sono occupati delle pulizie e della sanificazione degli impianti anche con la precedente azienda che ha gestito il trasporto pubblico locale, il consorzio Cotrab. Con il nuovo bando di gara per la gestione
pag. 109
2017
un anno di CGIL basilicata
del trasporto pubblico locale e il passaggio da Cotrab a Trotta, vincitrice del bando di gara, sia l’azienda che il Comune di Potenza si erano pubblicamente impegnati a salvaguardare i livelli occupazionali e a garantire il servizio. “Oggi invece l’azienda – commenta Bevilacqua – decide di lasciare questi lavoratori a casa senza considerare l’esperienza maturata e l’anzianità di servizio e assume quattro addetti con contratti part time e a tempo indeterminato. Da un lato, dunque, la questione occupazionale dall’altra la qualità del servizio offerto, dal momento che il lavoro che veniva svolto con 11 addetti oggi viene coperto con meno della metà del personale. Una scelta scellerata – conclude Bevilacqua – di cui sia amministrazione che Trotta devono dare conto in un confronto con le organizzazioni sindacali, a oggi non ancora interpellate. La Filt Cgil chiede un incontro urgente con sindaco, assessore al ramo e azienda affinché si prendano subito dei provvedimenti, altrimenti non si escludono forti azioni di protesta”
pag. 110
2017
un anno di CGIL basilicata
Case di riposo: serve una legge regionale lunedì 10 aprile 2017
Case di riposo: serve una legge regionale di Angelo Summa Segretario generale Cgil Basilicata L'assistenza agli anziani non autosufficienti rappresenta una delle emergenze sociali del nostro paese e di questa regione, un’emergenza cui non corrispondono adeguate risposte assistenziali. È, infatti, di tutta evidenza che una delle conseguenze dell'invecchiamento demografico è il sempre maggiore bisogno di un'assistenza più o meno continuativa , che, peraltro, a causa del forte incremento di famiglie cd. mononucleari difficilmente riesce ormai ad essere erogata all'interno del nucleo familiare stesso.
pag. 111
2017
un anno di CGIL basilicata
Questo pone due ordini di problemi: da un lato la necessità di fornire una assistenza attraverso strutture adeguate, dall’altra quella di rafforzare l’ assistenza domiciliare che oggi garantisce un servizio ancora molto limitato in termini di ore per anziano . L’approvazione da parte della Regione del Manuale per l’autorizzazione dei servizi e della strutture pubbliche e private che svolgono attività socio assistenziale e socio educative rappresenta un primo tentativo di normare il settore attraverso la disciplina dei percorsi di accreditamento, autorizzazione ed affidamento dei servizi sociosanitari, contemperando la perseguibilità economica con la valutazione di altri requisiti . Obiettivo primario è e deve continuare ad essere quello di garantire standard di qualità nell’offerta di assistenza e personale qualificato, ed è su questo innesto che si intrecciano il tema dei diritti degli anziani e dei lavoratori. Nelle case di riposo si registrano situazioni gravissime di sfruttamento di personale assunto per poche ore al giorno e costretto invece a lavorare per 48 - 50 ore settimanali. E ciò in parte stride con l’elevato costo delle rette, nonostante il quale evidentemente non si riescono a garantire condizioni di lavoro dignitoso né condizioni logistiche ed organizzative idonee, vista la situazione in cui versano molte strutture. Situazioni, peraltro, ben note sia alle Asl che ai Servizi Territoriali Ispettivi, che ad oggi non paiono aver assunto iniziative concrete a tutela sia dei lavoratori che degli anziani . Sono del tutto evidenti i crescenti bisogni espressi in questo ambito del welfare, come sono di tutta evidenza le opportunità che il settore socio- assistenziale e quello della cura delle persone offrono . Bisogna investire risorse ed assumere il welfare quale tema politico centrale per renderlo una potenzialità per lo sviluppo del nostro territorio: il welfare crea lavoro e risponde ai bisogni delle persone . Tutto questo è possibile se si interviene con una legge regionale che, assumendo la centralità della qualità dei servizi e della qualità del lavoro, definisca un sistema di accreditamento selettivo ed introduca meccanismi di contribuzione pubblica per assicurare livelli di qualità , diritti ai lavoratori e tariffe sociali . Basterebbe utilizzare parte dei Fse europei circa 296 milioni di euro . La programmazione dei servizi residenziali e l’assistenza continuativa agli anziani necessitano di una profonda riorganizzazione e del potenziamento degli interventi. E questo non è solo un modo per meglio utilizzare le risorse pubbliche , ma è anche un cambio di paradigma sulle politiche di sviluppo: investire in welfare significa non solo rispondere ai bisogni e alla crescente domanda di assistenza , ma creare buona occupazione, con un rapporto risorse investite ed occupati decisamente migliore di quanto si possa registrare in altri settori. Queste dovrebbero essere le linee della futura governance territoriale dei servizi socio sanitari e le direttrici del welfare regionale.
pag. 112
2017
un anno di CGIL basilicata
Regione Basilicata e Consorzio trovino una soluzione immediata altrimenti non si escludono forti azioni di protesta mercoledĂŹ 12 aprile 2017
pag. 113
2017
un anno di CGIL basilicata
Consorzio Alta Val d’Agri - Lavoratori senza stipendio Esposito (Flai Cgil), Lapadula (Fai Cisl), Nardiello (Uila Uil) “Regione Basilicata e Consorzio trovino una soluzione immediata altrimenti non si escludono forti azioni di protesta” I segretari generali Flai Cgil Basilicata Vincenzo Esposito e Uila Uil Basilicata Gerardo Nardiello e il coordinatore provinciale Fai Cisl Antonio Lapadula denunciano la situazione di forte disagio dei lavoratori
pag. 114
2017
un anno di CGIL basilicata
del Consorzio di Bonifica Alta Val d’Agri che non percepiscono il salario da quattro mesi. Una situazione che si ripete periodicamente, nonostante la stabilizzazione dei lavoratori che prestano servizio presso il Consorzio. “Si tratta per lo più di lavoratori monoreddito – dicono Esposito, Nardiello e Lapadula – già fortemente penalizzati e che non potranno trascorrere la Pasqua con la serenità che meriterebbero. Come Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil denunciamo la situazione di stallo che non vede soluzione tra la Regione Basilicata e il Consorzio, nonostante la gestione commissariale di quest’ultimo. Invitiamo pertanto Consorzio e Regione Basilicata a prendere provvedimenti urgenti a riguardo altrimenti – concludono - non si escludono forti azioni di protesta da parte dei lavoratori con il conseguente blocco delle attività”.
pag. 115
2017
un anno di CGIL basilicata
Filt Matera: Giovanni Lo Ponte eletto nuovo Segretario Generale della categoria, giovedĂŹ 13 aprile 2017
In data odierna, l’assemblea generale della FILT CGIL di Matera, alla presenza di Angelo Summa, Segretario Generale della CGIL Basilicata, Eustachio Nicoletti, Segretario Generale della CGIL di Matera e Bruno Bevilacqua, Segretario Generale FILT Basilicata, ha eletto il nuovo Segretario Generale della categoria, Giovanni Lo Ponte. Lo Ponte, che è rappresentante sindacale della CHIRUZZI Autolinee e componente del Comitato Direttivo della FILT provinciale e regionale, assume la direzione della categoria in un momento particolare per il settore, considerata la grave situazione economica e finanziaria che sta determinando ritardi nel pagamento degli stipendi degli autoferrotranvieri.
pag. 116
2017
un anno di CGIL basilicata
Intervento di Angelo Summa su Radio Articolo 1 venerdĂŹ 14 aprile 2017
Ascolta l'intervento di Angelo Summa all'interno della rubrica Work in News di Radio Articolo 1.
https://www.facebook.com/cgil.basilicata/videos/985328941601744/
pag. 117
2017
un anno di CGIL basilicata
Buona Pasqua venerdĂŹ 14 aprile 2017
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed egua li in dignitĂ e diritti. Essi sono dotati di ragione d i coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Buona Pasqua
pag. 118
2017
un anno di CGIL basilicata
PRESIDIO LAVORATORI EX CLINICA LUCCIONI sabato 15 aprile 2017
PRESIDIO LAVORATORI EX CLINICA LUCCIONI DOMENICA 16 APRILE – ORE 10 – Istituto clinico Lucano - Potenza Non sarà una Pasqua serena per i lavoratori dell’Istituto clinico Lucano ex clinica Luccioni che anche domani domenica 16 aprile, giorno in cui si celebra la Pasqua, saranno in presidio davanti alla sede della struttura sanitaria in via Mazzini dalle ore 10 alle ore 12. I sindacati ribadiscono la forte preoccupazione per la situazione di grave disagio e di precarietà vissuta dai lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro a causa dell’incertezza sulla futura operatività della clinica. Una situazione che perdura da troppo tempo e rispetto alla quale i lavoratori chiedono risposte immediate.
pag. 119
2017
un anno di CGIL basilicata
Diffida comportamento antisindacale Fora Spa con sede al San Carlo di Potenza martedì 18 aprile 2017
Diffida comportamento antisindacale Fora Spa con sede al San Carlo di Potenza Pasquale Paolino, segretario Filcams Cgil Potenza “A volte il rimedio è peggiore della cura. La Uil Fpl ha tentato di far passare quanto avvenuto ieri, ovvero un invito via sms rivolto ai lavoratori da parte dell’azienda Fora Spa con sede all’ospedale San Carlo di
pag. 120
2017
un anno di CGIL basilicata
Potenza, a presenziare a un incontro con un rappresentante di una sigla sindacale, quale assemblea degli iscritti. Infatti solo oggi è arrivata, con data retroattiva, convocazione dell' assemblea. È un comportamento che si commenta da sé ed è indicativo di come si pensa di rappresentare i lavoratori e i loro diritti. Tra l’altro dovremmo anche capire l’attinenza con la Uil Fp, dal momento che l’azienda in questione applica un contratto collettivo nazionale del commercio: è solo un modo per ottenere nuovi iscritti?” È la risposta del segretario generale Filcams Cgil Potenza Pasquale Paolino alla nota della Uil Fp sulla denuncia di comportamento antisindacale da parte della stessa Filcams Cgil di Potenza alla Fora Spa alla quale è stato esternalizzato il servizio di screening oncologico - dopo aver saputo dell’invito della Fora all’incontro con il segretario della Uil. Scrive Paolino in una nota inviata all’assessore regionale alla Sanità, alla stessa azienda e al direttore regionale del Crob di Rionero e nella quale la Filcams Cgil di Potenza si riserva la possibilità di denunciare l’azienda agli organi competenti per comportamento antisindacale: “Un atto gravissimo che mina la libertà di scelta dei lavoratori utilizzando ruolo e poteri connessi alla funzione di responsabilità rivestita per indirizzare i lavoratori verso sindacati, evidentemente ritenuti compiacenti: in un momento di vertenzialità aperta dalla scrivente, l’azienda, anziché convocare un incontro con l’ organizzazione sindacale che ha posto e sollevato alcune problematiche inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, al contrario “apre le porte” al segretario di un altro sindacato invitando i lavoratori a presenziare”. “Continuiamo a pensare – afferma Paolino - che il sindacato e i lavoratori debbano costruire le proprie rivendicazioni in piena autonomia. Purtroppo dobbiamo costare ancora una volta che c'è qualche organizzazione che ha costruito e continua a costruire la propria rappresentanza attraverso la compiacenza con le aziende piuttosto che nel rapporto diretto con i lavoratori. Consideriamo quanto accaduto un fatto gravissimo e ribadiamo che verificheremo la possibilità di denunciare alla magistratura competente la Fora Spa non solo per palese attività antisindacale ma anche, qualora se ne ravvisino i presupposti, per eventuali azioni dirette a creare sindacati di comodo in totale dispregio della tutela diritti dei lavoratori”. Una vicenda che, secondo Paolino “mette in evidenza anche altre questioni, come la decisione del governo regionale di esternalizzare il servizio di screening oncologico, in capo al Crob di Rionero ma ospite presso l’ospedale San Carlo che nulla c’entra nella vicenda. C’è da chiedersi, a questo punto, quale sia il core business della sanità lucana. Noi crediamo fortemente che un servizio importante come lo screening oncologico dovrebbe fare capo esclusivamente al servizio pubblico regionale e core business della sanità lucana mentre sembra che serva soltanto a togliere i diritti ai lavoratori attraverso la privatizzazione. Invitiamo pertanto l’assessore regionale alla Sanità ad aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali affinché si faccia il punto sull’internalizzazione del servizio di screening oncologico a cui solo la sanità pubblica può dare adeguate risposte, ponendosi anche qualche domanda sul perché la Fora Spa applichi ai lavoratori un contratto che nulla ha a che fare sulla sanità. Tutte questioni da risolvere nell’interesse generale della vicenda”.
pag. 121
2017
un anno di CGIL basilicata
Il settore delle costruzioni in Basilicata ha bisogno di un rilancio reale martedì 18 aprile 2017
Il settore delle costruzioni in Basilicata ha bisogno di un rilancio reale, occorre passare dalla politica degli annunci all’apertura dei cantieri ,e, per far si che ciò avvenga occorre una seria e differenziata programmazione: messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, nuova progettazione di una viabilità che riduca il gup infrastrutturale tra il mezzogiorno d’Italia ed il resto del paese. Il Governo investe poco al Sud e aldilà dei proclami o dei termini più o meno nuovi i cantieri non aprono e continuiamo ad assistere al lento declino del settore delle costruzioni, agli oltre 5.000 addetti persi in
pag. 122
2017
un anno di CGIL basilicata
Regione nel periodo pre-crisi 2008-2015 vanno aggiunti altri 1000 posti di lavoro persi nel 2016 nella sola Provincia di Potenza. Per quanto attiene la viabilità la regione sconta da anni un’arretratezza infrastrutturale non più sostenibile dalle popolazioni, le uniche opere realizzate risalgono agli anni 70, tutte quelle programmate successivamente risultano incompiute; i nostri centri vivono un isolamento , molte volte risulta difficile se non impossibile raggiungerli , altro che crescita culturale e industriale, qualsiasi iniziativa economica passa attraverso una infrastrutturazione efficiente e sicura, un territorio scarsamente infrastrutturato non è in grado di attrarre investimenti, è noto a tutti che le infrastrutture da sole non creano sviluppo , ma sono la pre-condizione. La scelta scellerata del Governo Renzi di andare al superamento delle Province , scongiurata dal Referendum del 04 dicembre u.s. , ha determinato un vuoto amministrativo ed oggi siamo in attesa di capire con quali risorse le Province devono assolvere a funzioni importantissime come la viabilità, tutto ciò ha ulteriormente appesantito la già grave ed insostenibile situazione dello stato di tutte le arterie Provinciali, “ viabilità minori ”; in alcuni casa basta una caduta massi, o qualche metro di fango , che scendono sulla carreggiata e molti comuni restano difficilmente raggiungibili per anni , aumentando i disagi delle popolazioni ed accentuando il problema atavico di questa regione “ lo spopolamento”! Ancora una volta la grande opportunità data dai fondi Europei è stata un’opportunità sprecata, anziché utilizzare quelli ingenti somme di danaro per il fine con il quale venivano assegnati “ Risorse Straordinarie destinate alle area meno sviluppate “, sono state utilizzate come investimenti ordinari e quindi non in grado di ridurre il gup infrastrutturale esistente tra le diverse aree del paese. Da anni si aspetta l’inizio dei cantieri della circumvallazione dell’abitato di Brienza per evitare che il traffico veicolare e pesante passi nell’abitato , opera programmata agli inizi degli anni 80 , per collegarsi all’innesto dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e alla Val d’Agri , arteria finanziata che non si riesce a cantierizzare; le ultime notizie ci dicono che l’anno in corso sarà quello buono! Speriamo non sia come gli altri…………. Le grandi Stazioni Appaltanti continuano a non dedicare la dovuta attenzione al nostro territorio: non si programmano nuove opere, non si completano le incompiute, basti pensare che l’unica nuova opera che Anas realizzerà nei prossimi anni è la Galleria Acquafredda, nel comune di Maratea, sulla quale insiste già un finanziamento. La situazione non migliora sul capitolo manutenzioni e messa in sicurezza delle arterie esistenti, pur riconoscendo il cambio di passo rispetto al 2013 ed il grande lavoro che sta svolgendo l’Osservatorio Regionale delle Opere Pubbliche; non possiamo immaginare per la nostra Regione un qualsiasi sviluppo, che possa andare dall’industria al turismo , a Matera 2019 con una viabilità così inefficiente, l’asse Basentano , ( l’arteria più utile per raggiungere la capitale della cultura Europea passando per il capoluogo di Regione, la vera porta di accesso dell’intera Regione ) è diventato meno sicuro , infatti le continue interruzione e restringimenti delle carreggiate e la restrizione all’altezza di Vietri di Potenza determinate dai cantieri aperti danno il segnale di quanto queste arterie hanno bisogno di essere rimodernate e messe in sicurezza; consegnando agli automobilisti , che la precorrono , un immagine di Regione chiusa , quasi a voler indicare un segnale di divieto di accesso alla Regione. Anas deve rispettare il popolo lucano e per farlo dovrebbe chiedere scusa ai cittadini per quello che sta accadendo sul Raccordo Siggignano-Potenza, i lavori non possono durare un decennio e senza alcuna programmazione e rispetto per chi la percorre , così come è avvenuto nelle scorse settimane, con la chiusura dell’arteria all’altezza del bivio di Balvano : prima si è dirottato il traffico su una mulattiera piena di buche e priva di segnaletica e poi si è trovata la soluzione della Bretella lunga circa 600 m; non si poteva operare al contrario? Prima si realizzava la bretella e poi si procedeva alla chiusura del raccordo? E’ diventato urgente oltre che improcrastinabile un piano di manutenzione straordinario che si basi essenzialmente su nuove tecnologie moderne di lavori pubblici e apre il fronte occupazionale anche a nuove figure di cui i nostri cantieri hanno assoluto bisogno, non possiamo continuare ad avere un numero elevato di lavoratori ultra 60 enni presenti nei cantieri , non in possesso più della completa idoneità fisica per svolgere un lavoro così gravoso; pensavamo che A.P.E. ( Anticipo Pensionistico ) fosse la risposta giusta al problema , ma i troppi vincoli per accedervi hanno reso vano quel provvedimento. Occorre fare sinergia tra pubbliche amministrazioni, imprese, lavoratori , università, con l’obbiettivo di ridurre il numero delle stazioni Appaltanti e elevare la qualità delle progettazioni , non possiamo assistere
pag. 123
2017
un anno di CGIL basilicata
che ogni lavoro che va in gara deve passare le forche caudine dei contenziosi giudiziari , ormai diventati prassi ordinaria, specie in questa regione nella quale i tempi di progettazione e realizzazione delle opere ha il triste primato della lentezza, dalla sua progettazione un’opera ha bisogna di oltre 900 giorni per andare in gara. Tutti gli indicatori ci dicono che il settore non sarà più quello pre-crisi 2008, non ci saranno più le risorse sufficienti per la realizzazione di lavori pubblici, il fabbisogno mobiliare non sarà più quello di una volta, (abbiamo costruito troppo e male ), i continui cambiamenti climatici ci impongono zero consumo del suolo e quindi recupero del patrimonio edilizio esistente , a partire dai nostri centri storici. Senza queste politiche attive e mirate il settore delle costruzioni sarà consegnato ad un inevitabile declino, accelerando il vero cancro di questa Regione lo spopolamento.
pag. 124
2017
un anno di CGIL basilicata
Sciopero aziende indotto Fca di Melfi mercoledì 19 aprile 2017
A PASQUA SENZA STIPENDIO e SENZA LE 80 EURO DEL CCNL per i lavoratori dell'indotto FCA di Melfi LOGITECH e TIBERINA I delegati sindacali della TIBERINA, azienda dell'indotto FCA di Melfi, hanno dichiarato sciopero di 2 ore a fine turno, per domani 20 aprile 2017, su tutti e tre i turni nella giornata di oggi per protestare contro la Direzione Aziendale perchè non ha effettuato il bonifico bancario dello stipendio ai lavoratori -I LAVORATORI A PASQUA NON HANNO AVUTO LO STIPENDIO inoltre -NON GLI HA RICONOSCIUTO LA QUOTA DI 80 EURO DEL RINNOVO DEL CCNL.
pag. 125
2017
un anno di CGIL basilicata
La FIOM CGIL ritiene questo un fatto gravissimo, i lavoratori non hanno potuto trascorrere le vacanze pasquali con serenità, per responsabilità aziendale. Il fatto è ancora più grave perché la Tiberina continua a non rispettare i contratti e le leggi cancellando i diritti fondamentali dei lavoratori. E' di qualche mese fa la denuncia delle OO.SS. alla direzione aziendale per il fatto che non ha riconosciuto il giusto salario ai lavoratori somministrati, oggi si va oltre non è stato versato lo stipendio a tutti i lavoratori e la quota di 80 euro derivante dal rinnovo del CCNL conquistato dai lavoratori con le lotte. Anche per i lavoratori della LOGITECH hanno avuto a Pasqua la magra sorpresa del mancato versamento dello stipendio di questo mese, nonostante il delegato FIOM avessse comunicato per tempo la Direzione dell'episodio. La FIOM CGIL alla luce di questi episodi, ritiene necessario che ci sia il ripristino delle corrette relazione sindacali nelle fabbriche dell'indotto FCA per il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori. La FIOM CGIL chiederà conto all' ACM che tutte le aziende dell'indotto FCA rispettino i contratti vigenti affinché vengano riconosciuti il diritto del salario e soprattutto la salvaguardia della dignità dei lavoratori. Melfi, 19 Aprile 2017 LA FIOM CGIL BASILICATA Giorgia Calamita
pag. 126
2017
un anno di CGIL basilicata
Preoccupazione per l'ennesima situazione di crisi in Val D'Agri mercoledì 19 aprile 2017
I segretari generali di Cgil Cisl Uil, Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro, esprimono preoccupazione per l'ennesima situazione di crisi che si sta determinando in Val d'Agri a seguito del provvedimento di chiusura del Cova adottato dalla Regione Basilicata. “Siamo preoccupati perché ancora una volta viene alla luce tutta l'inadeguatezza della catena di controlli che ha finora caratterizzato il settore petrolifero nella nostra regione. Se siamo arrivati al punto di dover chiudere con un provvedimento d'urgenza della giunta regionale il Centro Olio è perché le risposte di Eni sono state finora parziali e inadeguate e perché in passato troppe cose non hanno funzionato nel sistema ordinario di monitoraggio e controllo”. “La fermata produttiva del Cova – continuano Summa, Falotico e Vaccaro –rischia ancora una volta di
pag. 127
2017
un anno di CGIL basilicata
impattare negativamente su tutta l'economia della Val d'Agri, come già accaduto circa un anno fa a seguito della nota inchiesta giudiziaria. Ancora oggi – proseguono i segretari di Cgil Cisl Uil – misuriamo gli effetti di quella prolungata chiusura con la perdita di diverse centinaia di posti di lavoro nelle aziende dell'indotto. Già un anno fa il sindacato confederale richiamò con forza e a più riprese la necessità di rivedere il sistema dei controlli dei controlli al fine di non mettere in contrapposizione la difesa dell'ambiente e la tutela dei posti di lavoro che non sono due elementi in antitesi tra loro. Occorre in questa fase emergenziale concentrarsi esclusivamente sull' attività di bonifica, circoscrivendo i possibili danni ambientali , evitando di contrapporre il lavoro alla sicurezza ambientale ed utilizzando tutti i livelli occupazionali per l’attività di salvaguardia ambientale. La questione della sicurezza ambientale va assunta quale questione fondamentale per lo svolgimento di qualsiasi attività industriale" “Oggi, ancora una volta, appare in un tutta la sua prepotente urgenza la necessità, non più rinviabile, di portare la questione Val d'Agri al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, aprendo una nuova stagione di intese di sistema che vincoli tutte le compagnie petrolifere che operano sul territorio, da un lato, a garantire una più efficace e autonoma filiera di controlli ambientali e, dall'altro, a mobilitare nuovi investimenti produttivi che, nel delineare la transizione energetica ,garantiscano sostenibilità ambientale e nuova occupazione. Solo con un approccio più maturo e socialmente responsabile delle compagnie petrolifere – concludono Summa, Falotico e Vaccaro – si può pensare di ricostruire con le comunità locali un clima di sereno confronto nell'interesse di tutte le parti in causa superando una logica di scambio tra tutela dei livelli occupazionali e tutela del territorio ”.
pag. 128
2017
un anno di CGIL basilicata
Fermata al Centro oli di Viggiano: Sicurezza ambientale e Lavoro senza ricatti mercoledì 19 aprile 2017
Fermata al Centro oli di Viggiano: Sicurezza ambientale e Lavoro senza ricatti La decisione di queste ore di fermare gli impianti del COVA e le motivazioni di tale scelta stanno creando molte preoccupazioni sia tra i cittadini che tra i lavoratori dell’area di Viggiano. Bisogna da subito fare chiarezza sugli accertamenti e le verifiche ambientali che si stanno attuando da parte degli Enti preposti presso il Centro oli e allo stesso tempo capire con certezza le misure di sicurezza che l’ENI deve adottare per ripristinare il corretto funzionamento degli impianti. Per la FIOM-CGIL, da sempre impegnata sui temi della sicurezza, è fondamentale che la salvaguardia ambientale e la sicurezza dei lavoratori sono le condizioni fondamentali per lo svolgimento di qualsiasi attività industriale compresa quella che svolge ENI in val d’Agri. Allo stesso tempo ribadiamo come in passato, che se fossero accertate responsabilità sia delle Istituzionali Regionali che della stessa ENI, è necessaria la loro rimozione immediata. Lo scenario che si ha di fronte rischia di nuovo di contrapporre “il ricatto” tra la sicurezza ambientale del
pag. 129
2017
un anno di CGIL basilicata
territorio e dei cittadini con il lavoro di migliaia di persone, che certamente non sono né complici, né disinteressati ai temi ambientali, ma nemmeno responsabili di quanto sta accadendo. Bisogna da subito, che l’ENI in maniera trasparente presenti un piano operativo di interventi che necessariamente deve vedere rafforzate le attività di manutenzione degli impianti (ormai datati) con l’impiego di tutta la forza lavoro presente e anche aggiuntiva vista la gravità della situazione e i ritardi decennali. La FIOM-CGIL Basilicata denuncia che non sarà tollerabile come già avvenuto in passato che i lavoratori vengano lasciati a casa senza garanzie e ritiene urgente iniziare un confronto vero su come si investe in energie alternative al Petrolio per traguardare ad un modello di sviluppo ecosostenibile, verificando anche quanto “annunciato” dall’AD di ENI nei giorni scorsi. E’ ora di passare dalle parole ai fatti per recuperare i ritardi accumulati e rendere esigibili gli Accordi sottoscritti sull’ambiente, sull’occupazione e sulla equiparazione dei diritti e del salario tra i lavoratori dell’Indotto con quelli ENI. Solo così si può invertire il clima di sfiducia e preoccupazione che giustamente sta interessando i cittadini e i lavoratori, ostacolando qualsiasi tipo di ricatto e contrapposizione tra Ambiente e Lavoro.
pag. 130
2017
un anno di CGIL basilicata
Direttivo Cgil Basilicata, un focus sulla questione petrolio venerdì 21 aprile 2017
Direttivo Cgil Basilicata Occupazione, welfare, industria 4.0, Matera 2019 i temi principali Petrolio, Angelo Summa: “Situazione delicatissima. Gravi conseguenze sull’economia lucana e sull’ambiente” Misure sull’occupazione, welfare, industria 4.0, Matera 2019. Questi gli obiettivi della Cgil Basilicata emersi oggi al direttivo che si è svolto al Potenza nella sede dell’organizzazione sindacale di via del Gallitello. “Il quadro che emerge della Basilicata, così come fotografato dall’ultimo rapporto Ires Cgil, è in chiaro scuro - ha detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa durante la sua relazione introduttiva - Ci sono delle timide riprese soprattutto a livello occupazionale ma non siamo ancora fuori dalla crisi. L’occupazione che segnala un segno positivo è quella del lavoro indipendente, una risposta alla crisi ma che riguarda ancora un lavoro poco strutturato e che andrebbe meglio analizzato. Non si tratta solo di investire risorse ma di investirle meglio. In una regione che invecchia sempre più ed è povera di welfare c’è l’esigenza di dare risposte ai bisogni crescenti dell’assistenza agli anziani e alle fasce di età da 0 a 6 anni, creando nuova occupazione. C’è l’esigenza di rendere le nostre imprese più competitive e di
pag. 131
2017
un anno di CGIL basilicata
puntare su innovazione e cultura, sull’industria 4.0 e su Matera 2019 come traino per tutta la Basilicata. A oggi - ha continuato – a distanza di un anno dalla marcia del lavoro dei 10.000 siamo di fronte a un governo regionale che ancora deve dare risposte”. Un’attenzione particolare è stata destinata alla questione petrolio in Basilicata. “Siamo di fronte a un tema delicatissimo – ha detto Summa – e a una situazione molto critica. Una chiusura improvvisa e definitiva del Centro Oli di Viggiano avrebbe gravi conseguenze sull’economia lucana e sull’ambiente. È per questo che noi da anni abbiamo denunciato le gravi inadempienze del governo regionale e dell’organo preposto al controllo, l’Arpab, chiedendo controlli più stringenti e trasparenza. L’Eni in Basilicata ha fatto da controllato e da controllore e ciò ha comportato quanto successo: la prima chiusura del Centro Oli il 30 marzo dello scorso anno e la diffida della Regione Basilicata, oggi, con la nuova conseguente chiusura. Come Cgil Basilicata continuiamo a sostenere il passaggio della transazione energetica, consapevoli che l’attività estrattiva non potrà protrarsi oltre i prossimi vent’anni, riattualizzando gli impegni scritti negli anni precedenti ed i limiti stabiliti per una attività sostenibile e nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Andare oltre significherebbe consumare tutto il suolo di cui la Basilicata dispone, i monti, l’acqua, che sono altre risorse su cui investire. I tre anni del governo Pittella hanno dato carta bianca all’Eni, a partire dall’articolo 38 dello Sblocca Italia, dimenticando il contributo che la Basilicata già ha dato al nostro Paese”. Nel corso dell’assemblea, in cui sono stati inoltre ricordati gli ultimi attentati terroristici in Europa e rimarcato un impegno per la pace e la solidarietà nei confronti di chi è vittima di guerre, è stato ampiamente sottolineato nelle conclusioni del segretario nazionale Roberto Ghiselli l'ok definitivo del Senato che dà valore di legge al decreto del 17 marzo sull'abolizione dei voucher e la reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti. Un successo della Cgil e l’inizio di un nuovo percorso, verso la legge di iniziativa popolare Carta dei diritti universali del lavoro incardinata in Parlamento, un processo di riaffermazione e di modernizzazione dei diritti e della cultura del lavoro che richiede la ricerca di una condivisione quanto più ampia possibile. Lo stesso Ghiselli ha illustrato lo stato del confronto con il Governo in materia di previdenza evidenziando l’impegno della CGIL in una simmetrica visione di lavoro e pensioni, con lo Stato perno della previdenza pubblica. Un punto prioritario nella trattativa è sicuramente quello relativo alle giovani generazioni. Carriere discontinue, ingresso ritardato nel mondo del lavoro, basse retribuzioni comportano la necessità di introdurre correttivi al sistema pensionistico finalizzati ad una solidarietà interna attraverso la Pensione contributiva di garanzia. Un percorso articolato, dunque, quello avviato con la sottoscrizione del verbale di sintesi dello scorso 28 settembre, rispetto al quale continueremo a misurarci con grande attenzione ed impegno per consolidare e rafforzare il rapporto con i nostri lavoratori e pensionati. Potenza, 21/4/2017
pag. 132
2017
un anno di CGIL basilicata
Una regione in chiaro scuro con qualche segnale di ripresa ma lontana dal superamento della crisi venerdì 21 aprile 2017
Una regione in chiaro scuro con qualche segnale di ripresa ma lontana dal superamento della crisi Cresce leggermente l’occupazione, aumentano spopolamento e pendolarismo È una Basilicata in chiaroscuro quella che si presenta nel 2017 secondo l’ultimo rapporto Ires Cgil Basilicata presentato oggi alla stampa nelle sede della Cgil in via del Gallitello a Potenza dal presidente Ires Cgil Basilicata Giovanni Casaletto e i ricercatori Pierluigi Smaldone e Maria Antonietta Maggio. Agli elementi di moderato ottimismo si associano forti criticità relative alla dimensione del lavoro, al dato demografico e alla sua economia più in generale. Il quadro offerto vede, a partire dalla seconda metà del 2014, una moderata inversione del trend recessivo con una tendenza al miglioramento che va guardata in chiave più ampia e comprensiva dei tanti indicatori che ci restituiscono lo stato di salute dell’economia e della società regionale. I segnali positivi sono senza dubbio da cogliere con riferimento alla dinamica occupazionale, che più si avvicina ai livelli occupazionali pre-crisi. Tuttavia, disaggregando il dato, si colgono sfumature e aspetti
pag. 133
2017
un anno di CGIL basilicata
che non lasciano presagire una vera e propria fuoriuscita. Occupazione La disoccupazione, infatti, nel 2016 scende dal 13,7% al 13,3% con un totale di 192.500 occupati. Anche la disoccupazione giovanile cala dal 47,7% al 34,2%. Un dato che, comparato con il forte calo demografico, il pendolarismo e la differenza tra lavoro dipendente e indipendente, non è da cogliere come del tutto positivo. In particolare, a fronte di un aumento dell’occupazione dipendente pari al +0,7% si riscontra una occupazione indipendente pari a +5,1% tra il 2015 e il 2016. Nello stesso arco temporale i lavoratori dipendenti crescono nel Mezzogiorno del +2,3% e diminuiscono gli indipendenti del -0,1%; in Italia i primi crescono del +1,9% e i secondi flettono lievemente del -0,5%. A questi aspetti bisogna aggiungere l’alto tasso di pendolarismo, già riscontrato per il 2015 e in aumento nel 2016. Secondo i dati relativi al terzo trimestre 2016, su 19.0975 occupati residenti in Basilicata, 1.0171 lavoravano fuori regione e l’82% di questi sono laureati e diplomati. Dato demografico Per quanto riguarda il dato demografico, al primo gennaio 2017 i residenti in Basilicata sono 570.004. Rispetto al 2016 la popolazione si riduce di più di 3.000 unità. Se a ciò si aggiunge l’età media elevata e l’indice di invecchiamento pari al 181%, è evidente come si sia in presenza di un continuo svuotamento delle coorti più giovani di forze lavoro. Export e restringimento credito Con riferimento all’export, la gran parte del valore delle esportazioni è riferibile negli ultimi due anni (2015 e 2016) alle performance del settore dell’automotive (70% circa). Laddove si evidenzia una dinamica relativa alla presenza di imprese a partecipazione estera e a segmenti di produzione a cosiddetta domanda dinamica (quelle che inglobano la gran parte delle competenze formali e di capitale umano secondo ISTAT), si nota di contro una diminuzione dei fatturati e una scarsa capacità diffusiva di competenze e progettualità nelle imprese presenti sul territorio circostante. Infine il credito. Dopo il 2015 riprende il processo di restringimento del credito, sia delle famiglie sia della pubblica amministrazione, che vede un calo consistente (-7,7%). Sono questi ulteriori indizi di come la parte prevalente del sistema produttivo locale sia ancora interessata da volumi di attività modesti e da condizioni operative non ottimali, ancora al di sotto dei livelli pre-crisi, in particolare se si considerano le non eccessive performance del settore edilizio e delle costruzioni e se si tiene presente che gran parte della capacità propulsiva nelle regioni del Mezzogiorno dipendono ancora dalla capacità di spesa delle pubbliche amministrazioni. Commenta il presidente Ires Cgil Basilicata Giovanni Casaletto: “Nella perdurante difficoltà demografica e dello spopolamento sempre più in aumento, le strategie per la Basilicata dovrebbero contemperare un giusto mix tra attacco e difesa. Da un lato, una regione che gioca in attacco e prova ad affrontare con decisione alcune esigenze di prospettiva: il rafforzamento dei punti di maggiore competitività territoriale (Fca, Val d’Agri), in particolare sulla Val d’Agri dove è impensabile una riconsiderazione del comparto produttivo senza una rinnovata strategia produttiva, sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Ancora, il rafforzamento della proiezione estera delle imprese presenti, una riflessione sui centri di ricerca e sviluppo come il campus Fca, mettendo gli stessi in grado di fornire un supporto di definizione strategica nei processi e nei prodotti e provando ad elevare gli standard di competitività territoriale. Dall’altro, una Basilicata che gioca in difesa, una regione che prova a mantenere un modello sociale di coesione e protezione dal bisogno, specie in una fase storica che la vede sempre più invecchiare e vede in netto aumento l’indice di dipendenza strutturale (cioè la crescita delle fasce 0-14 anni e 65 anni e oltre sul totale della popolazione in età da lavoro), mediante processi di qualificazione delle politiche di cura della persona, processi di riorganizzazione del sistema sanitario e la preferenza per politiche di
pag. 134
2017
un anno di CGIL basilicata
“prevenzione” e “prossimità”, processi di infrastrutturazione delle maglie sociali e del supporto alla maternità. Infine mediante politiche non di sola accoglienza degli stranieri e dei richiedenti asilo, ma attraverso strategie di integrazione e inserimento lavorativo di fasce sempre più importanti di giovani provenienti da altre parti del pianeta, più sfortunate della nostra”. Conclude Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata: “Bisogna puntare sull’innovazione, pensare oggi a come rafforzare le imprese lucane affinché siano più competitive sul mercato globale, recuperare il gap che esiste con il resto dell’Italia sulla banda larga e la digitalizzazione e investire nelle infrastrutture sociali, invertendo la tendenza secondo la quale rappresentano dei costi e non un investimento. Il tema dei temi non è trovare le risorse che esistono, come i fondi europei, ma capire dove direzionarle e programmare il loro investimento”.
pag. 135
2017
un anno di CGIL basilicata
Primo Maggio: tutti a Matera mercoledì 26 aprile 2017
Il Primo Maggio non è solo la festa del lavoro, ma è anche, da sempre, un'occasione per dare voce alla nostra azione sindacale di rivendicazione; un momento di ulteriore mobilitazione in continuità con quanto abbiamo fatto e stiamo facendo in questo tempo di particolare criticità e complessità. Ci approcciamo alla Festa del Lavoro con la consapevolezza del grande risultato - storico!- che abbiamo raggiunto con l'abolizione dei voucher e l'introduzione della responsabilità solidale negli appalti, ma anche con la ferma convinzione che la nostra mobilitazione deve continuare per dare un futuro al lavoro attraverso la Carta dei diritti universali del lavoro: il nostro principale obiettivo. Siamo altrettanto consapevoli della grave crisi che attraversa il nostro Paese, e in questo quadro generale la nostra regione è scivolata, da tempo, verso un pericoloso immobilismo politico che rischia di far arretrare l'intero sistema politico-istituzionale, in una pericolosa involuzione democratica che mette a serio rischio la possibilità di una prospettiva di ripresa e sviluppo per il nostro territorio. Per queste ragioni il primo maggio a Matera rappresenta un’occasione straordinaria per rimettere al centro le questioni del lavoro, partendo proprio dalla grande opportunità rappresentata da Matera 2019, affinché non si tramuti in un’opportunità mancata per tutta la nostra regione. Cultura e lavoro sono le parole d'ordine di questo Primo Maggio.
pag. 136
2017
un anno di CGIL basilicata
Primo maggio a Matera La cultura per il lavoro mercoledì 03 maggio 2017
Primo maggio a Matera La cultura per il lavoro CGIL, CISL e UIL rilanciano i temi dei ritardi di Matera 2019, petrolio e reddito minimo d’inserimento La cultura per il lavoro. È stato questo lo slogan della festa del primo maggio in Basilicata che si è svolta a Matera Capitale europea della cultura 2019 e promossa da Cgil, Cisl e Uil di Basilicata in collaborazione con Fondazione Matera 2019, Polo museale di Basilicata e Conservatorio di musica di Matera che hanno animato il corteo da via Ridola fino a piazza Vittorio Veneto.
pag. 137
2017
un anno di CGIL basilicata
“Il primo maggio a Matera – hanno spiegato i segretari provinciali Cgil, Cisl e Uil rispettivamente Eustacchio Nicoletti, Giuseppe Amatulli e Franco Coppola- rappresenta un’occasione straordinaria per rimettere al centro del dibattito le questioni lavoro partendo proprio dalle grandi opportunità rappresentate da Matera 2019, affinché non si tramuti in un’occasione mancata per tutta la nostra regione”. Hanno aggiunto i segretari regionali Cgil Angelo Summa, Cisl Nino Falotico e Uil Carmine Vaccaro: “Il nostro territorio è attraversato da tantissime emergenze e tra queste c’è anche Matera 2019 che rischia di non essere opportunità ma di stagnare nel rimpallo politico. Il primo maggio a Matera ha questo significato, richiamare la classe politica a partire dal sindaco De Ruggieri e tutto il consiglio comunale affinché si smetta con questo rimpallo di responsabilità e si affronti immediatamente l’attuazione del programma di Matera 2019. Allo stesso tempo chiediamo al presidente Pittella di convocare un incontro regionale perché Matera 2019 sia il tema al centro di tutta la politica regionale”. I tre segretari si sono soffermati anche sulle questioni relative alle estrazioni petrolifere in Basilicata e al reddito minimo di inserimento. “Per quanto riguarda l’emergenza petrolio e tutto ciò che sta avvenendo in Val d’Agri – hanno aggiunto Summa, Falotico e Vaccaro - richiamiamo le istituzioni pubbliche e chi in questi decenni non ha strutturato un livello di controllo e monitoraggio adeguato alle proprie responsabilità, portando a un tale punto di rottura. Le rotture si risolvono con l’impegno e la responsabilità. In Val d’Agri è tempo di chiarezza, soprattutto sui livelli di compromissione dell’inquinamento. Chiediamo con urgenza la convocazione di un tavolo di confronto nazionale con sindacati, parti datoriali e governo regionale affinché Viggiano sia un luogo di rilancio dell’economia lucana, in cui ambiente e territori possano convivere, progettando proprio da qui quella transizione energetica necessaria a fronte di fonti energetiche, come le fossili, destinate a finire. Non vogliamo che la Basilicata sia condannata alla sola attività estrattiva. Noi vogliamo oggi progettare un futuro per questa regione”. Sul reddito minimo di inserimento hanno dichiarato: “Il primo maggio doveva essere la data di entrata in vigore del reddito minimo ma oggi non abbiamo ottenuto ancora alcuna risposta. A distanza di due anni registriamo approssimazioni e incoerenze rispetto a un atto di grande valenza politica e figlio dell’intuizione di Cgil, Cisl e Uil di rimodulare le risorse della carta carburante: 142 milioni di euro che devono stare a servizio dello sviluppo e del contrasto alla povertà e non di altre misure”.
pag. 138
2017
un anno di CGIL basilicata
Manifestazione nazionale sabato 6 maggio a Roma venerdì 05 maggio 2017
Manifestazione nazionale sabato 6 maggio a Roma Dalla Basilicata in partenza 10 pullman SUMMA: “La sfida continua con la Carta dei diritti universali del lavoro, in Basilicata strumento necessario di tutela e rilancio dell’occupazione” Lo scorso 19 aprile il decreto legge sui voucher e la modifica della responsabilità solidale in materia di appalti è diventato legge. Per la Cgil è stata una grande vittoria, frutto di una campagna senza precedenti nella storia del sindacato. La stessa campagna è però proseguita, e prosegue ancora, con la Carta dei diritti universali del lavoro, la nostra proposta di legge di iniziativa popolare, per la quale abbiamo raccolto in Basilicata circa 30.000 firme, incardinata in Parlamento lo scorso febbraio. Per questo sabato 6 maggio saremo a Roma, dove si svolgerà, dalle ore 14 in piazza San Giovanni Bosco, una grande manifestazione nazionale che si concluderà con l’intervento della segretaria generale della Cgil Susanna Camusso. Una manifestazione importante, per festeggiare il risultato ottenuto ma anche e soprattutto per lanciare la nuova fase della sfida per i diritti, affinché la Carta dei diritti universali del lavoro diventi legge dello Stato e si ricostruisca un diritto del lavoro moderno, chiaro e rivolto a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro condizione di subordinati, parasubordinati o autonomi. Dalla Basilicata è prevista una grande partecipazione, con la partenza da tutto il territorio lucano di dieci pullman. La Cgil Basilicata ha dato un grande contributo durante l’intera campagna referendaria, cominciata un anno e mezzo fa con la consultazione su tutto il territorio nazionale di milioni di lavoratori attraverso 42.000 assemblee, banchetti informativi e dibattiti pubblici. Nella sola Basilicata sono state
pag. 139
2017
un anno di CGIL basilicata
raccolte 60.000 firme a sostegno dei tre quesiti referendari sull’abolizione dei voucher, l’introduzione della piena responsabilità solidale negli appalti e una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende, quest’ultimo poi non approvato dalla Corte di Cassazione. “Un risultato storico – afferma Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata – per l’intero Paese e per la Basilicata, dove le firme raccolte sono il segno tangibile della necessità di imprimere una svolta nella concezione stessa del mondo del lavoro. L'approvazione della legge abrogativa dei voucher e con la quale si ripristina la responsabilità solidale negli appalti è una vittoria di tutti. Ha vinto il lavoro, hanno vinto le persone che hanno creduto in questa sfida, ha vinto la Cgil tutta che l'ha abbracciata per liberare il lavoro dalla precarietà, da meccanismi ingiusti che sottraevano dignità e diritti senza creare lavoro. Adesso davanti a noi c'è il ripristino delle norme contro i licenziamenti illegittimi e, soprattutto, la Carta dei diritti universali del lavoro, il nuovo Statuto dei Lavoratori. Qui più che altrove, dove nonostante le timide riprese anche a livello occupazionale si fa fatica a uscire dalla crisi e si vive una fase di immobilismo politico - istituzionale, la Carta rappresenta un’opportunità, un'occasione imperdibile per restituire dignità alle persone, attraverso un lavoro riconosciuto e tutelato in tutte le sue forme”. Potenza, 5 Maggio 2017
pag. 140
2017
un anno di CGIL basilicata
Inaccettabile il silenzio dell’ENI nella vicenda di cambio appalto da RINA-SIS a MAERSK lunedì 08 maggio 2017
Si è svolta presso il Centro Sociale di Villa d’Agri, l’assemblea dei lavoratori del raggruppamento temporaneo d’impresa RINA-SIS coinvolti nel cambio di appalto relativo ai servizi di sicurezza presso il centro olio di Viggiano, specificata come commessa di attività “Servizio di supervisione HSE presso i luoghi di lavoro facenti capo al DIME”. I lavoratori, conseguentemente a quanto emerso dall’iniziativa pubblica di dibattito e confronto svoltasi con i Sindaci della Val d’Agri presso il Centro Sociale di Viggiano in data 5 aprile e all’assemblea sindacale del 7 aprile, hanno sottoscritto una petizione indirizzata alla committente ENI e ai Sindaci della Val d’Agri nella quale si richiedeva: numeri certi sul piano occupazionale affinché tutti i lavoratori attualmente impegnati nella commessa siano ricollocati alle dipendenze dell’impresa aggiudicataria, compreso la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato;
pag. 141
2017
un anno di CGIL basilicata
applicazione del CCNL Energia e Petrolio, poiché confacente alle specifiche attività legate alla commessa HSE, trattandosi di attività ad alto contenuto professionale, legate alla gestione ed ai controlli in materia di qualità sicurezza e ambiente, materie queste che trovano specifico riscontro ed approfondita trattazione all’interno del contratto Energia, anche in riferimento ai protocolli sanitari previsti per i lavoratori impegnati, chiedendo di equiparare il centro olio di Viggiano ad impianti similari complessi come le raffinerie; la salvaguardia economica dei trattamenti retributivi nel cambio di impresa al fine di scongiurare l’attuazione del processo di “dumping contrattuale” per evitare che la concorrenza tra le imprese venga fatta scaricando sui lavoratori i ribassi offerti dalle imprese nelle gare per aggiudicarsi l’appalto. L’assemblea dei lavoratori, preso atto che a distanza di un mese dall’incontro effettuato il 6 aprile scorso presso Confindustria Basilicata in attuazione di quanto previsto dal protocollo di sito in occasione dei cambi di appalto, nel quale è stato richiesto dalle OO.SS. la presenza al tavolo della committente ENI per definire il numero degli occupati avendo l’impresa aggiudicataria dichiarato una disponibilità numerica inferiore rispetto al numero dei lavoratori attualmente impegnati, e questo pur in presenza di un ampliamento delle attività affidate, inoltre, alla luce dell’assenza di risposte da parte dell’ENI alle richieste contenute nella petizione sottoscritta dai lavoratori RINA-SIS, nonché anche in relazione a imposizioni ai lavoratori di turnazioni anomale e contrattualmente irregolari da parte delle aziende RINA e SIS, l’assemblea dei lavoratori ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di categoria di CGIL-CISL-UIL, di attivare le procedure di raffreddamento presso il Prefetto, previste dalle leggi 83/2000 e 146/1990, per dichiarare lo stato di agitazione dei lavoratori finalizzato alla proclamazione dello sciopero, nonché ogni utile iniziativa di coinvolgimento e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni a tutti i livelli.
pag. 142
2017
un anno di CGIL basilicata
Tempa Rossa, i lavoratori Paresa assorbiti nel cambio appalto mercoledì 10 maggio 2017
Assemblea Tecnimont Tempa Rossa I lavoratori della Paresa saranno assorbiti dalla nuova azienda nel cambio di appalto Cgil Basilicata: “Frutto di un lungo lavoro di confronto, cominciato un anno fa dopo il blocco delle attività e la forte azione di protesta” Si è svolta questa mattina l’assemblea con i lavoratori dell’azienda Paresa di Tempa Rossa, 32 dei quali sono stati assorbiti nell’organico nel passaggio di lotto dalla Tecnomec, interessata da un procedimento concorsuale fallimentare. La riassunzione del personale del cambio di appalto è frutto del continuo confronto tra la Tecnimont, responsabile dei lavori di costruzione del Centro Oli, e la Cgil Basilicata grazie al quale la fine della gestione di un lotto, con il conseguente passaggio di gestione ad un’altra azienda, non comporta la fine
pag. 143
2017
un anno di CGIL basilicata
del contratto per i lavoratori che vengono automaticamente assorbiti dall’azienda subentrante. È da circa un anno che la Cgil Basilicata è presente a Tempa Rossa con continue assemblee e monitorando la situazione del mantenimento dei livelli occupazionali in cambio di appalto. Proprio un anno fa, infatti, l’organizzazione sindacale attraverso una forte azione di protesta bloccò le attività proprio per il mancato rinnovo del contratto dei lavoratori a tempo determinato a cui era scaduto il contratto. La Cgil Basilicata si dice soddisfatta dell’esito del confronto con la Tecnimont che ha portato anche alla realizzazione di un database dei lavoratori in attesa della scadenza del contratto e da cui, secondo gli accordi, le imprese che subentrano attingono per riassumere il personale. È stato questo l’espediente attraverso cui l’organizzazione sindacale è riuscita a tamponare con profitto la crisi della Tecnomec. L’assemblea di oggi, alla presenza dell’ingegnere Colacino, responsabile Tecnimont e del delegato della Cgil Basilicata Antonio Blasi, ha avuto luogo in seguito al passaggio di 58 lavoratori con contratto in scadenza dalla Paresa presso altre aziende che verranno individuate nei prossimi giorni. L’assemblea si aggiornerà tra poco più di una settimana per verificare lo stato di rinnovo dei contratti e l’avanzamento del percorso per i lavoratori con contratto in scadenza. Potenza, 10 maggio 2017
pag. 144
2017
un anno di CGIL basilicata
Petrolio in Val d'Agri, Summa scrive al premier Gentiloni mercoledì 10 maggio 2017
Ill.mo Sig. Presidente, intendiamo segnalare alla Sua attenzione la fortissima adesione emotiva e la viva preoccupazione con le quali guardiamo, come forze sociali costantemente impegnate nella rappresentanza di lavoratori e territori ma con sguardo all’interesse generale del paese, alla complessa situazione che si è venuta a creare nel Centro Oli della Val d’Agri e nello spirito pubblico dell’intera popolazione della Basilicata. Nel sito estrattivo che garantisce uno straordinario apporto al fabbisogno energetico del paese ed al valore delle importazioni di petrolio e gas, la stessa Eni ha fatto sapere in queste ore che si calcola una contaminazione nell’ambiente circostante di 400 tonnellate di greggio, a causa delle perdite dai serbatoi che, dai controlli, risultano danneggiati. Riteniamo, questa recente, soltanto la coda di una vicenda di lunga portata, che nel corso degli ultimi 5 anni ha assunto i caratteri della drammaticità e di un disagio sociale molto vasto, che tocca la serenità pubblica dei cittadini dell’intera regione e che giunge alle cronache con i risvolti noti. A quasi venti anni dalla firma dei protocolli tra la Regione Basilicata, lo Stato e le compagnie petrolifere, riteniamo occorra un punto di verifica di tenore e livello adeguati agli sforzi che il territorio e la popolazione lucana stanno sostenendo. In quella circostanza, e con una impostazione tanto inedita e non priva di rischi quanto condivisa ed autorevole, la comunità lucana e le istituzioni a tutti i livelli hanno ingaggiato un dialogo proficuo, nell’ottica di una programmazione di lunga visuale, nella comprensione
pag. 145
2017
un anno di CGIL basilicata
delle dinamiche di sviluppo del territorio lucano e della Val d’Agri, consapevoli che i livelli di compromissione di suolo e ambiente sarebbero stati oggetto di una verifica permanente e partecipata. Verifica che purtroppo non c'è stata negli anni a seguire. Ad oggi ciò che si registra è il naturale slittamento verso una vera e propria emergenza sociale ed ambientale, di una forte e diffusa preoccupazione per le conseguenze di questi eventi sulla salute dei cittadini, per il danno arrecato alla credibilità degli enti preposti ai controlli e monitoraggio, delle istituzioni regionali e delle stesse compagnie petrolifere presenti nell’area. Per queste ragioni, sinteticamente esposte in questa lettera, siamo qui a chiederLe la ricomposizione di una agibilità istituzionale, per comporre e ricomprendere al livello adeguato gli attori e gli stakeholder interessati, ma sapendo che prioritariamente occorrerà ricostruire la credibilità dell’intera filiera dei controlli ambientali, chiamando a partecipazione le migliori e più attendibili strutture in campo internazionale; ricorrendo alle migliori tecnologie per riparare ai danni che verranno accertati e ricostruendo un profilo di etica e di responsabilità di impresa. Infine, e solo infine, ripercorrendo la via di una nuova stagione programmatoria, con la Presidenza del Consiglio, con il Mise e con il Ministero dell’Ambiente, che sappia ridefinire con le popolazioni ed i lavoratori coinvolti, con cittadini ed associazioni, con le istituzioni a tutti i livelli una griglia delle priorità incentrata sulla sostenibilità economica e sociale quale criterio per una verifica permanente della qualità dello sviluppo, in una impervia (per i fatti esposti) corrispondenza tra lo stesso, l'energia e l'ambiente. Corrispondenza che va praticata malgrado le difficoltà, ma che va resa coerente con la Strategia Quadro europea per l’energia, poggiante sui pilastri della sicurezza energetica, della ricerca, innovazione e competitività; perseguendo strenuamente gli impegni presi a livello internazionale, la via della transizione energetica del paese e praticando un costante equilibrio nei rapporti tra Stato e Regioni, in uno spirito di collaborazione e di fiducia reciproci, andando oltre gli strappi che negli ultimi mesi si sono consumati in particolare sul riparto delle competenze previste dal Titolo V del testo costituzionale confermato il 4 dicembre. È questo il tempo in cui ricollocare visione e funzione di una regione strategica, assumendo ora la Val d'Agri quale sito produttivo nazionale dell'innovazione in campo energetico, per ripensare il settore nel solco della transizione e della decarbonizzazione del paese e per riconfigurare il destino industriale della Basilicata, gli investimenti e le scelte ben prima che vada declinando ed esaurendosi il ciclo estrattivo. Certi di trovare in Lei la giusta sensibilità istituzionale, La ringraziamo per l'attenzione ed auspichiamo che questa nostra possa rappresentare l'avvio di un proficuo confronto. Angelo Summa Segretario Generale CGIL Basilicata
pag. 146
2017
un anno di CGIL basilicata
Piano di trasporto pubblico locale Potenza La Filt Cgil proclama lo stato di agitazione giovedì 11 maggio 2017
“Il piano è fallimentare. L’amministrazione intervenga affinché l’azienda rispetti gli impegni presi” “Doveva essere la nuova era del trasporto pubblico a Potenza e invece si verificano gli stessi problemi e gli stessi disservizi”.
pag. 147
2017
un anno di CGIL basilicata
È il commento della Fil Cgil Basilicata sul sistema di trasporto pubblico locale del capoluogo di regione rispetto al quale l’organizzazione sindacale denuncia una serie di inadempienze sia da parte dell’amministrazione comunale sia da parte dell’azienda a cui è stato affidato il servizio, Trotta Bus Service. La Filt Cgil ricorda infatti che: • a più di un anno dall’insediamento di Trotta l’azienda non ha ancora presentato il piano industriale • in modo unilaterale l’azienda ha disdetto gli accordi II livello producendo per gli operatori una perdita secca di salario, nonostante l’impegno della stessa a sottoporre un nuovo accordo alle sigle sindacali di cui oggi non c’è ancora traccia • i turni non sono a norma contrattuale, in quanto non vengono rispettate le ore lavorative giornaliere • i contributi versati sono da lavoratori dipendenti e non da autoferrotranvieri, nonostante sia quest’ultima la categoria di appartenenza • non sono stati ancora versati i contributi ai Fondi pensionistici alternativi sebbene siano stati trattenuti sulla busta paga • i lavoratori sono costretti a effettuare ferie forzate a causa di una sbagliata organizzazione del lavoro Questi gli aspetti relativi alle condizioni di lavoro dei dipendenti ai quali si aggiungono i disservizi dovuti a una sbagliata gestione del piano: • impossibile rispettare le coincidenze, in quanto la stragrande maggioranza delle linee urbane partono allo stesso orario • molte obliteratrici non funzionano • continue modifiche ai tragitti e agli orari anche in corso d’opera, ovvero mentre gli autisti sono in servizio • linee completamente deserte, come la linea 8 (Parco Tre Fontane – piazzale Ligure) • mancato rispetto dell’intermodalità • ritorno al concentramento dei bus in piazza XVIII Agosto (linee 1, 3, 5) • riduzione dell’utenza Rispetto a quanto emerso all’assemblea a Bucaletto sulla condotta degli autisti, la Filt Cgil invita la cittadinanza a non fare di tutta l’erba un fascio e a collaborare con i lavoratori per un piano che sia degno di una città capoluogo, che tenga conto dei bisogni degli utenti. A tal proposito il sindacato concorda pienamente sulla valutazione dei residenti di Bucaletto sulla linea 7, il cui tragitto è ritenuto troppo lungo e l’autobus risulta essere stracolmo nelle ore di punta. Problema comune anche ad altre linee, come la 5. A fronte di tali valutazioni, la Filt Cgil Basilicata proclama lo stato di agitazione, continuando a ritenere fallimentare il piano di trasporto pubblico locale per la città di Potenza e invitando pertanto l’assessore al ramo e l’amministrazione comunale di prendere provvedimenti anche nei confronti dell’azienda affinché tenga fede agli impegni presi.
pag. 148
2017
un anno di CGIL basilicata
Il caporalato a S. Nicola di Melfi è solo la punta dell'iceberg mercoledì 17 maggio 2017
Il caporalato a S. Nicola di Melfi è solo la punta dell'iceberg La denuncia delle assunzioni clientelari in FIAT e nell'Indotto, che in questi giorni ha avuto molta risonanza sui media, è solo la punta dell'iceberg. Il sistema di ricatti e clientele cui sono stati sottoposti i lavoratori chiama in realtà in causa molti soggetti: il “sindacato” aziendale, le fabbriche dell'automotive, le agenzie per il lavoro, le istituzioni e la politica. Chi ha fatto la selezione delle candidature? Chi ha compilato gli elenchi dei lavoratori da assumere? Chi ha attivato i contratti di lavoro? Con quali requisiti? Il sistema messo in campo nel momento in cui sono state attivate più di 2500 assunzioni in somministrazione (fra FIAT e Indotto) è stato oggetto della nostra denuncia e azione sindacale sin dal 2015, sia con ripetuti volantinaggi nella zona industriale, sia attraverso i social, sia con il sito somministratimelfi.it: chi oggi si stupisce in modo ipocrita è stato distratto per troppo tempo. Ai casi di corruzione e ricatto, sui quali auspichiamo la magistratura faccia luce, si sono sommate “segnalazioni” e raccomandazioni funzionali all'organizzazione del lavoro delle imprese che hanno fatto ricorso alla somministrazione all'arrivo dei nuovi modelli B-Suv. L'intento? Quello di avere un esercito di
pag. 149
2017
un anno di CGIL basilicata
lavoratori sotto ricatto, con missioni di lavoro di una settimana o di pochi giorni, spesso chiamati a giornata, con paghe al di sotto di quanto previsto dalla legge e dai contratti collettivi. Nelle fabbriche di S. Nicola di Melfi assistiamo ormai da mesi alla violazione sistematica dei diritti, a licenziamenti attraverso la mancata conferma del contratto per pochi giorni di malattia o per aver subito un infortunio, alla presenza di differenze rispetto al CCNL sulle retribuzioni che sfiorano i 3.000€ per ogni anno lavorato. A tal proposito ricordiamo ai lavoratori che hanno 5 anni di tempo dalla fine della missione per recuperare, attraverso i nostri Uffici Vertenze, le somme di loro spettanza. Il sistema della clientela ha trasformato il ruolo dei sindacati aziendali in collocatori, “liberi” non di rappresentare le istanze dei lavoratori ma di scambiare iscrizioni e favori tanto da gonfiare alcune organizzazioni portandole a sfiorare, da sole, numeri bulgari. La nostra richiesta fatta alle agenzie di somministrazione di attivare un bacino di prelazione da cui attingere per garantire la continuità occupazionale e togliere i giovani dal ricatto è rimasta inascoltata. La rivendicazione fatta dalla FIOM-CGIL alle aziende dell'indotto di stabilizzare i somministrati, dopo più di due anni di lavoro continuativo, è stata sempre rifiutata. Troppo diversi gli interessi delle imprese. La FIOM-CGIL chiede alla Regione, alle istituzioni e alla direzione territoriale del Ministero del Lavoro di attivare un tavolo di confronto permanente per garantire a Melfi una occupazione fondata sui diritti e sulla trasparenza. Lo ribadiamo ancora una volta: il lavoro è un diritto, non un favore.
pag. 150
2017
un anno di CGIL basilicata
Arpab: mentre si proclama l’urgenza per la carenza di personale si procede ad assunzioni fuori la mission dell’Agenzia. giovedì 18 maggio 2017
Arpab: mentre si proclama l’urgenza per la carenza di personale si procede ad assunzioni fuori la mission dell’Agenzia. Come Funzione Pubblica CGIL consideriamo grave la decisione dell’ARPAB di continuare ad assumere figure dirigenziali con qualifiche professionali che poco hanno a che vedere con la mission della Agenzia e, soprattutto con l’attuale quadro delle emergenze da affrontare, anche rispetto a gravi mancanze ed inadempienze del passato. Infatti, da quando si è insediato il nuovo Direttore, al di la dei proclami e delle tante promesse ed aspettative legate al masterplan, si è continuato a rafforzare solo le strutture amministrative e tecnicogestionali utilizzando le poche capacità assunzionali per assumere amministrativi, architetti, ingegneri mentre ci si è dimenticati completamente delle figure professionali più utili, che hanno competenze in materia sanitaria ed ambientale, quali ad esempio chimici, fisici e biologi. In questi ultimi mesi, in particolare, abbiamo assistito a scorrimenti di vecchie graduatorie per assumere dirigenti, saltando da una graduatoria all’altra, alcune di dubbia legittimità rispetto alla stessa validità,
pag. 151
2017
un anno di CGIL basilicata
senza che sia dato sapere quale sia il criterio di priorità; l’unica cosa certa è che, mentre si attinge da graduatorie del 2011 e del 2009 per architetti, ingegneri e amministrativi, sono state completamente ignorate altre graduatorie dove ci sono concorrenti idonei con competenze più adeguate ai compiti ambientali da svolgere, quale ad esempio quella dei dirigenti chimici del 2010, figura professionale di cui nonostante i pensionamenti, non si garantisce il turnover. Le esigenze di figure amministrative sembrano non trovare mai fine, tanto da richiedere anche convenzioni continue per attingere collaboratori e consulenti amministrativi da altri enti. Ancora più assurdo è che in assenza di una programmazione delle assunzioni 2017-2019, si assumono d’urgenza figure dirigenziali a tempo determinato per tre anni (tanto per dare un po’ di tranquillità a qualcuno?), come se dovessimo avere ancora un tempo infinito per affrontare i problemi più seri quali quello della riorganizzazione che, a nostro avviso, come più volte ribadito all’Agenzia e al suo Direttore Generale, era prioritario e propedeutico a tutto il resto. Come FP CGIL, da quando si è insediato il nuovo Direttore abbiamo sempre sostenuto la necessità e l’urgenza della riorganizzazione degli uffici e dei servizi nonché di un più efficiente utilizzo delle risorse umane perché alcune delle gravi carenze di personale sulle attività territoriali possono essere coperte da collaboratori tecnici attualmente relegati negli uffici. Assistiamo, invece, ad un continuo “al lupo al lupo” con tanto di delibere “vuote”, come l’ultimo grido lanciato con la delibera 165 del 15 maggio u.s., firmate dall’intero staff della direzione strategica in cui si denuncia la carenza del personale necessario alle attività di controllo ma, un attimo prima, si assumono figure professionali “altre”, secondo una logica di “sigilliana memoria”. Un ritorno al passato che non vorremmo vedere perché davvero pensiamo che l’Agenzia e tutte le professionalità presenti sono state spesso mal utilizzate per responsabilità di una direzione che continua ad ignorare le istanze di riorganizzazione e di miglior utilizzo del personale, giocandosi l’alibi del masterplan. Questo progetto di rilancio rappresenta certamente uno strumento utile, ma non può essere sostitutivo di un’azione ordinaria della direzione che dovrebbe partire dalle forze in campo e dal miglior ed efficiente impiego delle stesse, magari utilizzando quei pochi spazi assunzionali per acquisire figure professionali competenti in materia di controlli e di analisi di matrici ambientali.
pag. 152
2017
un anno di CGIL basilicata
PRESIDIO CGIL BASILICATA PER DIRE NO ALLA DISCIPLINA DEL LAVORO OCCASIONALE CHE REINTRODUCE I VOUCHER venerdì 19 maggio 2017
pag. 153
2017
un anno di CGIL basilicata
PRESIDIO CGIL BASILICATA PER DIRE NO ALLA DISCIPLINA DEL LAVORO OCCASIONALE CHE REINTRODUCE I VOUCHER UN INCONTRO IN PREFETTURA SUMMA: “Il governo nazionale rispetti la volontà dei 3 milioni di italiani che hanno sostenuto la Carta del diritto universale del lavoro e i quesiti referendari a sostegno” Si è svolto oggi a Potenza davanti alla sede della Prefettura in piazza Mario Pagano il presidio promosso dalla Cgil Basilicata per dire no alla reintroduzione dei voucher nella disciplina del lavoro occasionale messa a punto in questi giorni in commissione Bilancio al Senato che sta tentando di introdurre nuovi emendamenti all'interno della manovra di correzione dei conti. “Il sit in – dichiara Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata – ha per noi il valore della difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici lucane e non solo che hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare Carta del diritto universale del lavoro e i quesiti referendari a suo sostegno, 3 milioni in Italia e 60.000 in Basilicata. Cittadini che hanno visto negli anni svalutare e frantumare il proprio lavoro e che hanno chiesto, tramite il referendum della Cgil, di riscrivere lo statuto dei lavoratori e di restituire dignità al lavoro. Chiediamo al governo nazionale, dunque, di rispettare la volontà di questi cittadini e gli impegni assunti con l’abolizione dei voucher e la reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti. È per noi inaccettabile, dopo il risultato raggiunto e la decisione di abolire i voucher assunta dallo stesso Parlamento, sostituire questo strumento di ricatto sociale con altri ancora più dannosi per i lavoratori. Le firme raccolte sono il segno tangibile di una domanda che il governo nazionale non riesce a cogliere e a soddisfare. Ci batteremo in tutti i modi possibili affinché il governo nazionale porti avanti il percorso di riscrittura del diritto del lavoro in Italia cominciato dalla Cgil. Gli strumenti alternativi ai voucher ci sono e il sindacato li ha già portati all’attenzione del governo nazionale. Per cui la nostra battaglia non solo continua ma si rafforza, a livello territoriale e nazionale”. Le istanze della Cgil Basilicata sono state accolte dal Prefetto di Potenza con il quale, a latere del presidio, si è svolto un incontro. Al tavolo la Cgil Basilicata ha riportato le ragioni del referendum e la necessità di vigilare affinché il governo nazionale non faccia dietro front rispetto agli impegni assunti.
pag. 154
2017
un anno di CGIL basilicata
Casa Circondariale di Melfi: continue violazioni degli Accordi Nazionali Quadro e dei CCNL mercoledì 24 maggio 2017
Come Funzione Pubblica CGIL consideriamo gravi le violazioni degli Accordi Nazionali Quadro e dei CCNL che vengono perpetrate presso la Casa Circondariale di Melfi nonostante le continue denunce e segnalazioni di questa Organizzazione Sindacale anche allo stesso Provveditore di Puglia e Basilicata che, nonostante il forte dissenso espresso sul comportamento tenuto dalla Direzione, ad oggi ancora non è stato ripristinato il rispetto dei diritti dei lavoratori né, tantomeno corrette relazioni sindacali, considerato che la nostra costante attenzione su tali problematiche viene vissuta dalla stessa Direzione melfitana come un fastidio da evitare. Infatti, come più volte denunciato, la Direzione della Casa Circondariale di Melfi continua a programmare il servizio giornaliero del personale della Polizia Penitenziaria ad 8 ore, quindi, con programmazione addirittura del lavoro straordinario, per tutto il mese. E, cosa ancora più grave, si programmano turni di 12-14 ore continuative, ovvero dalle ore 8.00 alle ore 20.00-22.00, tipologia di orario quest’ultima che non è contemplata da nessun contratto o accordo quadro nazionale. Così come i servizi notturni vengono
pag. 155
2017
un anno di CGIL basilicata
effettuati oltre il limite delle 6 notti al mese, anche qui in violazione degli accordi nazionali quadro, e quelli serali, che non possono superare il tetto di 8 turni serali mensili, per alcune unità vengono disposte anche per 12, o addirittura, 17 turni mensili. E questi sono solo alcuni esempi delle violazioni delle norma contrattuali che vengono praticate dalla Direzione della Casa Circondariale di Melfi, ma l’elenco sarebbe ancora lungo. Tra l’altro, c’è da dire, che il sistema delle turnazioni viene praticato discriminando il personale, favorendone alcuni e penalizzandone altri, e mettendo a serio rischio la sicurezza della struttura soprattutto di notte dove spesso l’istituto penitenziario risulta con meno personale in servizio. Per non parlare della disparità esistente di riposi e turnazioni di festivi, dell’assegnazione in totale autonomia di personale da un ufficio all’altro senza tener conto della graduatoria e degli interpelli emanati. A tutto questo si aggiunge la condotta ostruzionista della Direzione nei confronti di questa Organizzazione Sindacale in spregio alle norme che regolano le corrette relazioni sindacali. Per queste ragioni come Funzione Pubblica CGIL di Basilicata chiediamo, ancora una volta, al Sig. Provveditore di intervenire con ogni urgenza al fine del ripristino delle corrette relazioni sindacali e del rispetto delle leggi e dei contratti. In caso contrario, questa Organizzazione Sindacale di vedrà costretta ad attivare ogni iniziativa utile a garanzia della tutela dei lavoratori ivi compreso il ricorso alla magistratura competente.
pag. 156
2017
un anno di CGIL basilicata
Assunzioni FCA: la magistratura accerti le responsabilità, le istituzioni facciano la loro parte mercoledì 24 maggio 2017
Venerdì scorso siamo stati convocati, insieme a Cisl e Uil, dal Presidente della Regione Basilicata circa i fatti criminosi che stanno via via emergendo sulle assunzioni fatte in Fiat e nell’indotto ACM a danno dei giovani lavoratori assunti in somministrazione ed a vantaggio di alcuni pseudo-sindacalisti: assenti, questi ultimi, quando si tratta di tutelare chi lavora ma in prima linea nel gestire la clientela ed il malaffare. All’incontro erano state invitati anche le parti datoriali e, purtroppo, abbiamo dovuto constatare l’assenza sia delle agenzie di somministrazione, sia della Fiat sia del consorzio ACM delle aziende dell’indotto. La Regione, e le controparti presenti all’incontro si sono limitate a condannare il comportamento di “una mela marcia”. Noi pensiamo che i comportamenti criminosi registrati (che con tutta probabilità non riguardano una sola mela marcia, come sostenuto da qualcuno) vadano perseguiti e condannati dalla magistratura, ma
pag. 157
2017
un anno di CGIL basilicata
soprattutto riteniamo che le istituzioni non possono limitarsi alla sola condanna morale. Pensiamo che la Regione, la Direzione territoriale del Ministero del lavoro, l’Ispettorato, tutti quelli che hanno responsabilità di governo e di indirizzo delle politiche del lavoro devono adoperarsi per controllare il rispetto dei criteri di trasparenza e della piena applicazione delle leggi e dei contratti collettivi nazionali. Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto il 31/5/2015 un accordo di bacino con le agenzie interinali per il diritto di precedenza sui nuovi contratti per tutti quei lavoratori che hanno lavorato almeno sei mesi a San Nicola di Melfi, attraverso la creazione di un elenco con i nominativi dei lavoratori. Questo accordo ancora oggi non viene rispettato dalle agenzie. Perché? Perché altrimenti questi lavoratori uscirebbero dal ricatto a cui sono sottoposti? Perché potrebbero affrancarsi dai caporali? Perché avrebbero un diritto oggettivo e smetterebbero di dipendere, per il rinnovo dei contratti, da qualche pseudo-sindacalista? Come Cgil e Fiom Basilicata pensiamo che vada richiesto un osservatorio permanente alla Prefettura. Perché occorre uscire dalle sole denunce sui giornali e bisogna cambiare realmente il modo in cui funzionano le cose, perché l’utilizzo di queste forme di lavoro e funzionale soltanto alle necessità aziendali di FCA e delle aziende dell’indotto: trasparenza, fine dei ricatti, diritti sul lavoro. Per questo ci siamo battuti sempre, per questo continueremo a batterci. Angelo Summa Segretario Generale Cgil Basilicata Roberto D’Andrea Segretario Generale Fiom Cgil Basilicata
pag. 158
2017
un anno di CGIL basilicata
CONTINUA LA PROTESTA CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO PER LA REINTRODUZIONE DEI VOUCHER venerdì 26 maggio 2017
Continuano i tentativi del governo nazionale di reintrodurre i voucher all'interno della manovra di correzione dei conti. Un atto inaccettabile già fortemente denunciato dalla Cgil Basilicata che, pertanto, non arresta la sua azione di protesta su tutto il territorio regionale. Dopo l’incontro di Potenza, si è svolto oggi, anche a Matera, un incontro con il Prefetto, durante il quale sono stati illustrati i motivi della forte opposizione a questa scellerata e incomprensibile manovra a seguito dei quali lo stesso si è impegnato a trasferire agli organi competenti la protesta della Cgil, contro ogni tentativo di reintroduzione di questa tipologia di lavoro accessorio. Matera è la città lucana dove è stato registrato il maggior utilizzo dei voucher, soprattutto in ambito turistico e del settore ricettivo, a seguito del boom prodotto dalla nomina a Capitale europea della Cultura 2019. Tuttavia, è proprio per il ruolo che Matera ha assunto nel panorama culturale e sociale, non solo lucano, ma italiano ed europeo, che non è accettabile un simile passo indietro da parte del governo nazionale, facendo partire proprio da qui una forte azione di protesta.
pag. 159
2017
un anno di CGIL basilicata
Anche il direttivo delle aziende dell’indotto Fiat della Fiom Cgil Basilicata e il direttivo della Fisac Cgil Basilicata hanno approvato oggi all’unanimità due ordini del giorno, in cui si condanna fortemente l’utilizzo dei voucher e la loro surrettizia reintroduzione, e al contempo si sollecita la discussione della proposta di legge incardinata in parlamento, sulla Carta Universale dei Diritti del Lavoro. Ricordiamo, nuovamente, che con l'approvazione della Legge del 6 aprile 2017 il Parlamento si è impegnato formalmente a eliminare dal nostro ordinamento lo strumento dei voucher, dando così espressione alla voce dei milioni di cittadini - 60.000 in Basilicata - che avevano scelto di apporre la propria firma condividendo e facendo proprio il progetto di rilancio e riscrittura del diritto del lavoro proposto dalla CGIL. Sarebbe uno schiaffo verso questi cittadini e un vero e proprio attentato alla democrazia riproporre subdolamente qualsiasi emendamento sul lavoro accessorio. La Cgil Basilicata ribadisce il suo NO ai voucher e rafforza la sua azione di protesta su tutto il territorio lucano.
pag. 160
2017
un anno di CGIL basilicata
Reddito minimo inserimento, si parta immediatamente o sarà mobilitazione venerdì 26 maggio 2017
Quella che doveva essere un’esperienza pilota per tutto il Paese, in tema di lotta all’esclusione sociale, sta diventando una tragica farsa che si consuma sulla pelle dei cittadini lucani in condizioni di bisogno. Il Reddito Minimo di Inserimento, a due anni dalla firma dell’accordo politico tra CGIL CISL UIL e la Regione Basilicata, è ancora fermo al palo e, nonostante, le reiterate promesse, ad oggi, l’ennesima partenza, prevista per i primi giorni di maggio, si è rivelata falsa. Gli innumerevoli ritardi e le inefficienze comportano dispendio di risorse pubbliche e il determinarsi di una situazione di tensione sociale non ulteriormente gestibile, vanificando così ogni buona intenzione.
pag. 161
2017
un anno di CGIL basilicata
Migliaia di famiglie attendono ormai una risposta alle difficoltà che loro malgrado sono costrette a vivere quotidianamente; è un preciso dovere delle istituzioni dare immediatamente corso agli impegni assunti. I Sindacati annunciano – qualora la misura non dovesse partire immediatamente – la messa in campo di una iniziativa di mobilitazione a livello regionale.
pag. 162
2017
un anno di CGIL basilicata
Basta voucher, la democrazia non può essere svuotata domenica 28 maggio 2017
“Reintrodurre i voucher nel mondo del terziario significa condannare al precariato e allo sfruttamento lavoratori già provati, pagati con buoni di qualche ora ma poi costretti a lavorare con orari full time, senza garanzie. È inaccettabile che proprio da questo mondo vengano lanciate richieste di reintroduzione dei voucher o comunque di lavoro accessorio simile. Le alternative ai voucher ci sono e più volte la Cgil lo ha sottolineato, dal lavoro a chiamata al modello del mini-jobs usato in altri paesi europei. Esistono oltre 40 tipologie di lavoro a cui far riferimento e invocare il vuoto normativo per la reintroduzione dei voucher è solo una scusa per continuare a speculare sui lavoratori e sulla loro dignità”. È il commento del segretario Filcama Cgil Potenza Pasquale Paolino sulle dichiarazioni di alcune associazioni di categoria lucane impegnate nel commercio e nel terziario sulla reintroduzione dei voucher, tra queste la Federalberghi di Basilicata che ha lanciato l’allarme rispetto alla stagione estiva. “È dovere di ogni datore di lavoro– dice Paolino – preoccuparsi non solo del fatturato o del risparmio sul costo del lavoro ma dell’investimento che si fa nell’innovazione e che spesso passa proprio dai tanti giovani che operano nel settore. Giovani che vanno tutelati e incoraggiati, garantendo loro un equo compenso e secondo gli strumenti che la legge mette a disposizione. Reintrodurre i voucher –continua- non solo significa venir meno all’impegno preso con la legge 49 del 20 aprile che li aboliva, specialmente dopo aver di fatto impedito il referendum indetto dalla Cgil, ma significa dare il colpo di grazia a un settore già povero dove, come dimostrano gli ultimi dati Istat, aumentano i contratti a termine, i part-time involontari, tutto ciò che determina una prospettiva di precarietà. Ne consegue un dilagare di bassi redditi e l'aumento delle disuguaglianze, un disagio vissuto
pag. 163
2017
un anno di CGIL basilicata
soprattutto nei servizi e nel terziario in generale perché si ragiona sempre sulla riduzione del costo del lavoro, delle ore di lavoro e mai sulla validità della risorsa umana, della sua dignità”. Per questo motivo la Filcams Cgil di Potenza si oppone alla manovra di reintroduzione dei voucher che il governo nazionale sta mettendo in atto, invitandolo a discutere il Parlamento della Carta dei diritti universali del lavoro, che rimette al centro la persona e riscrive il diritto del lavoro in Italia, facendo anche una nuova proposta di regolamentazione del lavoro accessorio. “Se ciò non avverrà –conclude Paolino- attiveremo una forte azione di contrasto, in difesa di un settore, quello dei servizi, che si è purtroppo contraddistinto anche in Basilicata per il triste primato di un uso elevatissimo dei voucher anche in lavori strutturati”.
pag. 164
2017
un anno di CGIL basilicata
San Carlo, scarsa attenzione per i lavoratori delle sale operatorie lunedì 29 maggio 2017
Il comunicato stampa della Direzione Strategica dell’A.O.R. San Carlo, non solo dimostra la scarsa attenzione per i lavoratori delle sale operatorie, ma addirittura, pur di difendere delle scelte sbagliate, si arriva ad accusare di “privilegi” chi, quotidianamente e tra molte difficoltà, fa il proprio dovere pensando anche alla sicurezza dei pazienti. Ancora più grave è l’aver rinunciato per pura “ripicca di lesa maestà” alla riunione già convocata per oggi finalizzata ad un confronto di merito, con le OO.SS. ed i rappresentanti dei lavoratori, proprio sulle
pag. 165
2017
un anno di CGIL basilicata
problematiche delle sale operatorie. Tra l’altro sono anni che le OO.SS chiedono alla Direzione Strategica e al Direttore Generale di intervenire per risolvere i problemi organizzativi delle sale operatorie e per individuare percorsi idonei da attuare al fine di migliorare l’assistenza operatoria ai pazienti e tagliare i tempi di attesa. Ma la risposta, come i fatti raccontano, è stata solo l’unilateralità delle scelte rispetto a modifiche organizzative non condivise dagli stessi operatori sanitari, e la rinuncia al confronto, un atteggiamento che dimostra solo la volontà dell’azienda di andare allo scontro. Come FP CGIL, CISL FP, FIALS e USB, chiediamo al Direttore, al fine trovare percorsi condivisi e non imposti, per il bene dei pazienti e degli stessi operatori sanitari, di confrontarsi e di discutere con le Organizzazioni Sindacali riconvocando l’incontro con tutte le rappresentanze.
pag. 166
2017
un anno di CGIL basilicata
Difendi la democrazia e stai dalla parte del lavoro. Firma anche tu martedì 30 maggio 2017
Firma l’appello qui www.schiaffoallademocrazia.it Leggi l’appello
pag. 167
2017
un anno di CGIL basilicata
CGIL Basilicata al Basilicata Gay Pride sabato 03 giugno 2017
"Quando si parla di diritti noi ci siamo�, ha dichiarato Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata, in occasione del Basilicata Gay Pride previsto a Potenza sabato 3 giugno. Il corteo, infatti, vedrà infatti la partecipazione, della Cgil Basilicata. "La CGIL, anche e in particolar modo per i suoi principi statutari, ritiene fondamentale il tema delle discriminazioni di genere e si è vista sempre impegnata ed in prima linea su questo fronte".
pag. 168
2017
un anno di CGIL basilicata
Cgil Basilicata scrive a Paolo Gentiloni lunedì 05 giugno 2017
Sig. Presidente, la Sua presenza in Basilicata, per l’iniziativa sul Mezzogiorno che si tiene oggi nella Città dei Sassi, è per noi l’occasione non solo per porre l’attenzione sullo stato di avanzamento dell’evento, ormai alle porte, di Matera Capitale della Cultura 2019, ma per sottolineare come tale condizione si possa verificare all’interno di un complessivo progetto di sviluppo economico e sociale per il SUD che vada al di là dei singoli patti regionali. La Basilicata vive con Matera la sua primavera, una rinascita per la regione e per molte aree del Mezzogiorno. Questa primavera può assecondare una traiettoria di preparazione ai continui ed epocali cambiamenti
pag. 169
2017
un anno di CGIL basilicata
che attraversano i nostri luoghi e che metteranno sempre più a dura prova una regione, la Basilicata, ancora troppo fragile e con una missione produttiva incoerente per vincere le sfide del futuro. In un Mezzogiorno che continua incessantemente a perdere produzioni, in un divario che si è fatto via via più ampio tra il Nord e il Sud del Paese ed in un nuovo e crescente divario tra l’Italia ed il resto d’Europa, in un contesto di inesorabile spopolamento (la Basilicata è la maglia nera secondo ISTAT) e di invecchiamento, riteniamo sia giusto pensare alla funzione di una piccola regione, provando a collocarla in un sistema, in una complessiva strategia di rilancio. Sono tante le criticità che attraversano il Mezzogiorno e la Basilicata, una regione in chiaroscuro – come l’abbiamo definita in tante occasioni - ricca di potenzialità che evidentemente non hanno determinato alcun efficace risvolto positivo sullo sviluppo. Emblematico è il caso della Val D’agri, già sottoposto alla Sua attenzione con una nostra nota del 11 maggio scorso. Il petrolio, lungi dall’essere divenuto un fattore di sviluppo, ha determinato in quel sito una vera e propria emergenza sociale ed ambientale determinata da un ingente sversamento di greggio di cui non sono ancora chiari tutti gli effetti se non quello di una forte e diffusa preoccupazione per le potenziali conseguenze sulla salute dei cittadini e per il danno arrecato alla credibilità degli enti preposti ai controlli e monitoraggio, delle istituzioni regionali e delle stesse compagnie petrolifere presenti nell’area. Siamo convinti che questo è il tempo in cui ricollocare visione e funzione di una regione strategica, assumendo ora la Val d’Agri quale sito produttivo nazionale dell’innovazione in campo energetico, per ripensare il settore nel solco della transizione e della decarbonizzazione del Paese e per riconfigurare il destino industriale della Basilicata, gli investimenti e le scelte ben prima che vada declinando ed esaurendosi il ciclo estrattivo. Una fase veramente nuova può partire se verranno responsabilmente verificati i livelli di emissione, gli errori e il danno ambientale prodotto. Ma la Sua presenza oggi in Basilicata è anche per noi l’occasione per manifestarLe tutta la nostra condanna per le modalità con cui è stata gestita la vicenda inerente ai quesiti referendari proposti dalla CGIL, in particolare quello relativo ai voucher, che tre milioni di italiani hanno sottoscritto manifestando la loro contrarietà ad una disciplina del lavoro occasionale che svalorizza ed impoverisce il lavoro. Consideriamo la scelta di introdurre nella manovra di correzione dei conti una nuova disciplina dei “voucher” un vero e proprio schiaffo alla democrazia. Le ragioni sono evidenti ed affondano le loro radici nei fatti stessi che si sono consumati in quest’ultimo breve lasso di tempo: con un Decreto Legge, definitivamente convertito lo scorso 21 aprile, il Governo ha deciso di cancellare i voucher, determinando così la decisione della Corte di Cassazione di annullare la prova referendaria. Ma, con un atto che non ha precedenti nella storia della Repubblica, pochi giorni dopo l’annullamento del referendum, la maggioranza di Governo ha promosso un emendamento alla legge di correzione del bilancio che di fatto reintroduce i voucher. Quello stesso Parlamento che ne aveva sancito l’abrogazione, nel giro di poche settimane, smentisce sé stesso, minando alle fondamenta la sua stessa credibilità. Al di là delle forme con cui viene normato il lavoro occasionale, quello che vogliamo evidenziare è che siamo in presenza di un’aperta violazione dell’art. 75 della Costituzione e di uno schiaffo alla democrazia, perché con un repentino voltafaccia parlamentare si è di fatto impedito ai cittadini di esprimersi col voto sulle materie proposte dal referendum offendendo etica e valori delle istituzioni democratiche Noi Le chiediamo rispetto per la nostra Costituzione e per la democrazia. Potenza, 5 giugno 2017
pag. 170
2017
un anno di CGIL basilicata
Cgil Basilicata consegna la lettera a Gentiloni martedĂŹ 06 giugno 2017
Cgil Basilicata consegna la lettera a Gentiloni Chiesta la convocazione del tavolo sul petrolio e di rispettare i cittadini che hanno chiesto l’abolizione dei voucher Il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, il segretario generale Cgil Matera Eustachio
pag. 171
2017
un anno di CGIL basilicata
Nicoletti e una delegazione della segreteria della Cgil Basilicata hanno incontrato oggi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a margine dell’incontro che si è tenuto a Matera sul Mezzogiorno. Il sindacato ha consegnato personalmente al premier la lettera di invito a sanare la rottura democratica provocata con la reintroduzione dei voucher di fatto aboliti con un atto legislativo giunto a seguito di un referendum sul lavoro promosso dalla Cgil, poi annullato proprio per la conversione in legge del decreto sull’abolizione di questo strumento del lavoro accessorio. È stato inoltre chiesto di convocare il tavolo sul petrolio già chiesto nel documento del 15 maggio scorso e sono state fatte presenti, infine, le questioni relative a Matera 2019 e alle politiche per il Mezzogiorno.
pag. 172
2017
un anno di CGIL basilicata
17 giugno 2017 MANIFESTAZIONE NAZIONALE STRAORDINARIA venerdì 09 giugno 2017
Cara iscritta, Caro iscritto, la CGIL ha indetto per il 17 giugno 2017 una MANIFESTAZIONE NAZIONALE STRAORDINARIA. Straordinaria perché urgente, straordinaria perché parla soprattutto di democrazia, straordinaria perché contesta comportamenti antidemocratici che non hanno precedenti nella storia repubblicana. I fatti:
pag. 173
2017
un anno di CGIL basilicata
dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, la CGIL presenta una proposta di legge CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI DEL LAVORO e tre quesiti referendari a sostegno (art. 18, voucher, responsabilità solidale negli appalti). Sulla Carta e sui quesiti referendari la CGIL raccoglie 4,5 milioni di firme. La Corte Costituzionale accoglie 2 referendum ed il Governo fissa la data del referendum per il 28 maggio 2017, mentre alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro viene messa in discussione la proposta di legge. Il 21 aprile il Parlamento converte in legge un decreto del Governo che abroga le leggi sottoposte a referendum popolare. Il Presidente del Consiglio motiva la decisione con la necessità di non dividere il Paese. Di conseguenza decadono i referendum, che - ricordiamolo sempre - sono l’unica forma di democrazia diretta, prevista dalla Costituzione per far valere l’opinione dei cittadini sulle leggi del nostro Paese. Il 27 maggio, il giorno prima della data originariamente fissata per il referendum, alla Camera, in Commissione Bilancio si reintroducono i voucher. Ho riepilogato i fatti perché rendono evidente che il Governo e il Parlamento non hanno abrogato i voucher ma i referendum, ovvero il diritto dei cittadini di esprimersi. Per sottolineare che mai era avvenuta una violazione così palese dell’art. 75 della Costituzione. Che un Parlamento ed un Governo che in 35 giorni votano una legge e poi il suo contrario, minano la loro credibilità ed autorevolezza e la stessa fiducia nelle Istituzioni. Non hanno avuto il coraggio di confrontarsi a viso aperto sul merito dei quesiti, ma ci hanno solo impedito con l'inganno di votare ai referendum. Bisogna impedire che questo diventi un precedente da imitare in futuro per impedire referendum non graditi. La CGIL nella sua storia si è sempre battuta per difendere la democrazia e le sue regole, perché in quella difesa, c’è la difesa della libertà nel lavoro, la cittadinanza del lavoro. Per questo Ti chiediamo di sottoscrivere l'appello intitolato “Schiaffo alla Democrazia” (nei banchetti o sul sito www.schiaffoallademocrazia.it) e di partecipare alla manifestazione nazionale del 17 giugno. Schiaffo alla democrazia è il primo punto della nostra manifestazione, ma non manchiamo nel sottolineare che grave è anche il merito del provvedimento. Ancora una volta si decide una forma di lavoro precario (poco importa che cambi il nome) senza definire per quali finalità, con l’evidente effetto dumping rispetto ad altre forme contrattuali. Non è vero che sia un contratto di lavoro perché non prevede nessun diritto. Ovviamente si potevano regolare le prestazioni occasionali per le famiglie, noi stessi abbiamo presentato una proposta nella Carta dei Diritti (articoli 80, 81); definendo quali sono le prestazioni occasionali. Si è voluto invece estendere un lavoro occasionale mai definito alle aziende (fino a 5 dipendenti vuol dire la stragrande maggioranza) e alla pubblica amministrazione. Inutile poi sottolineare che la sbandierata promessa di un confronto con le parti sociali per definire la materia si è trasformata in colloqui individuali per avere un’opinione sugli emendamenti presentati in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.
pag. 174
2017
un anno di CGIL basilicata
Ovviamente la nostra iniziativa non si ferma e solleveremo l’illegittimità di queste decisioni presso la Corte Costituzionale. Respingiamo questo “Schiaffo alla Democrazia”, rilanciamo le ragioni del lavoro, incontriamoci il 17 giugno in Piazza San Giovanni a Roma. Con i più affettuosi saluti. Susanna Camusso
pag. 175
2017
un anno di CGIL basilicata
PAGAMENTO NON CORRETTO DI QUANTO PREVISTO NELL'ACCORDO DI II LIVELLO martedì 13 giugno 2017
PAGAMENTO NON CORRETTO DI QUANTO PREVISTO NELL'ACCORDO DI II LIVELLO: BLOCCO DELLA FLESSIBILITÀ ALLA SMART P@PER DI SANT'ANGELO LE FRATTE La Rsu Fiom-Cgil dello Stabilimento della Smart P@per di Sant'Angelo le Fratte, ha ieri ribadito a seguito del ricorso al regime di plurisettimanale da parte dell'Azienda per i lavoratori di alcuni team, che vi è in atto lo stato di agitazione ed il conseguente sciopero della flessibilità a causa della poco trasparente erogazione della parte variabile individuale del Premio di Produzione. Infatti a seguito del rinnovo dell'Accordo di Secondo Livello alcuni parametri di erogazione sono stati variati per mettere tutti i lavoratori e le lavoratrici nelle condizioni di poterlo raggiungere. Con la prima busta paga si è però avuta l'amara sorpresa che gli importi non erano quelli previsti dai parametri dell'Accordo. Immediata la richiesta di chiarimenti della Rsu Fiom che però, a seguito della mancata risposta, proclamo' il blocco della flessibilità. A distanza di mesi l'Azienda continua a tacere, oggi hanno iniziato a "parlare" i lavoratori aderendo allo sciopero.
pag. 176
2017
un anno di CGIL basilicata
FCA Sata “licenzia” i giovani lavoratori assunti nel 2014/2015 giovedì 15 giugno 2017
Sono ormai due settimane che i lavoratori somministrati della centrale vernici della FIAT Sata di Melfi sono a casa senza lavoro. Infatti la FCA ha deciso di internalizzare l'appalto precedentemente affidato alla PPG Service Sud Srl, assumendo direttamente i lavoratori che svolgono la propria attività nella centrale vernici di Sata. Solo alcuni però: i lavoratori in somministrazione nel passaggio da PPG a Fca sono stati lasciati a casa. Non si tratta, tecnicamente di un licenziamento, ma lo è nei fatti: attraverso la modalità del mancato rinnovo del contratto di somministrazione. Inoltre -come FIOM-CGIL Basilicata- facciamo rilevare che i dipendenti diretti della PPG, nel passaggio, hanno perso parte del salario e dei trattamenti di miglior favore che venivano loro applicati grazie al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Com'è noto infatti il CCSL Fiat prevede condizioni inferiori al CCNL Federmeccanica-Assistal: un lavoratore di terzo livello, ad esempio, ha perso nel passaggio 76,09€ mensili, pari a 989,17€ l'anno. Inoltre sarà sottoposto a una maggiore flessibilità a vantaggio dell'azienda (prevista dal CCSL Fca) rispetto a quanto consentito in precedenza dal CCNL: orari di lavoro, permessi retribuiti, straordinari comandati. Come FIOM-CGIL Basilicata siamo fortemente preoccupati per quanto è accaduto. Ci sembra, infatti che questo provvedimento di Fiat possa essere un primo ridimensionamento del perimetro dell'occupazione a San Nicola di Melfi, visto il calo dei volumi produttivi. Se ciò fosse vero, l'operazione delle assunzioni fatta ormai più di due anni fa si rivelerebbe oggi una bolla
pag. 177
2017
un anno di CGIL basilicata
di sapone pronta a esplodere alle prime difficoltĂ . Come FIOM-CGIL Basilicata sosterremo tutte le iniziative legali e vertenziali che vorranno intraprendere i lavoratori lasciati a casa.
pag. 178
2017
un anno di CGIL basilicata
A rischio chiusura i cantieri forestali della Basilicata giovedì 15 giugno 2017
A rischio chiusura i cantieri forestali della Basilicata Esposito (Flai Cgil), Nardiello (Uila Uil), Lapadula (Fai Cisl): “Se non avremo risposte immediate siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione e a presidiare la Regione Basilicata con un sit-in permanente” I segretari generali Flai Cgil Basilicata Vincenzo Esposito e Uila Uil Basilicata Gerardo Nardiello e il coordinatore provinciale Fai Cisl Antonio Lapadula denunciano il rischio di forti ritardi dell’avvio dei cantieri forestali a causa della mancanza di risorse sufficienti stanziate dalla Regione Basilicata. “Siamo molto preoccupati – dichiarano – in quanto a oggi i 10 milioni di euro di fondi ordinari non
pag. 179
2017
un anno di CGIL basilicata
bastano né per il proseguimento dei cantieri già avviati né per coprire il mese di lavoro degli addetti all’antincendio boschivo creando disagi ai lavoratori che in alcune aree, come la Val d’Agri, partiranno il primo luglio e non contestualmente agli altri lavoratori forestali, non raggiungendo le 150 giornate così come da programma. Non avendo alcuna certezza sullo stanziamento di ulteriori risorse – continuano – il rischio è il blocco di tutti i cantieri forestali presenti sul territorio con gravi ricadute sui lavoratori del settore, già fortemente precarizzato. Di conseguenza l’intero programma di forestazione non verrebbe portato a compimento. Se ciò dovesse verificarsi come organizzazioni sindacali proclamiamo già da oggi lo stato di agitazione preparandoci allo sciopero e a forte azioni di protesta con un sit-in permanente davanti alla sede della Regione Basilicata. In tanti anni – concludono – è questa la prima volta in cui un governo regionale si mostra così indifferente e statico di fronte a una platea di lavoratori già fortemente penalizzati. Siamo stufi delle continue promesse e dei continui rinvii, ricevendo soltanto puntuali rassicurazioni che non si traducono in fatti concreti. È il momento di dare risposte serie a un problema che a nostro avviso è fortemente sottovalutato altrimenti congiuntamente con i lavoratori metteremo in campo ogni azione utile affinché non vi siano certezze sulle risorse a disposizione e il proseguimento dei cantieri”.
pag. 180
2017
un anno di CGIL basilicata
Intervista al Segretario Generale Angelo Summa giovedĂŹ 15 giugno 2017
pag. 181
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 182
2017
un anno di CGIL basilicata
Leggi l'intervista completa
pag. 183
2017
un anno di CGIL basilicata
Presentazione del report nazionale e regionale “Pensa a come mangi” sulla salute e l’alimentazione delle persone anziane giovedì 22 giugno 2017
Presentazione del report nazionale e regionale “Pensa a come mangi” sulla salute e l’alimentazione delle persone anziane Venerdì 23 giugno – ore 10 – Accettura - c/o Ristorante Di Fiore
pag. 184
2017
un anno di CGIL basilicata
Verrà presentata domani venerdì 23 giugno alle ore 10 ad Accettura, nel Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane c/o Ristorante Di Fiore (Bosco di Montepiano – SP 277 per Stigliano), la ricerca nazionale e il report regionale “Pensa a come mangi” sull’alimentazione e la salute delle persone anziane realizzata da Spi Cgil e Auser. La ricerca ha interrogato direttamente gli anziani sulle proprie abitudini alimentari, i consumi, i legami famigliari e le risorse del territorio, nonché la disponibilità all’attivazione e al cambiamento. In una fase successiva, verranno coinvolti anche i professionisti della salute e del benessere che sono quotidianamente in contatto con gli anziani (medici di medicina generale, omeopati, farmacisti, erboristi) interrogandoli sul profilo dei pazienti/clienti anziani, sui loro bisogni e sulle loro richieste. Nel corso dei lavori verranno date informazioni sul prosieguo della ricerca e verranno inoltre presentate le attività del Dipartimento Benessere da poco istituito dallo Spi nazionale. Interverranno la presidente dell’Auser regionale Sara Ulivi, Beppe De Sario della Fondazione Giuseppe Di Vittorio, Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata, Nicola Allegretti segretario generale Spi Cgil Basilicata e Mina Cilloni della segreteria nazionale Spi.
pag. 185
2017
un anno di CGIL basilicata
FIOM CGIL BASILICATA primo sindacato in tre stabilimenti industriali: Pittini Ferriere Nord di Potenza, Tfa di Tito, Elbe Sud di Viggiano giovedĂŹ 22 giugno 2017
FIOM CGIL BASILICATA primo sindacato in tre stabilimenti industriali: Pittini Ferriere Nord di Potenza, Tfa di Tito, Elbe Sud di Viggiano
pag. 186
2017
un anno di CGIL basilicata
La Fiom Cgil di Basilicata, con oltre il 50% dei voti, risulta essere primo sindacato alle elezioni degli stabilimenti industriali Pittini Nord di Potenza, Tfa (ex Firema) di Tito Scalo, Elbe Sud di Viggiano. “I lavoratori – dichiara Emanuele De Nicola, della Fiom Cgil Basilicata – hanno confermato la fiducia nell’organizzazione sindacale e nei suoi candidati grazie alle iniziative messe in campo in questi anni a difesa delle produzioni, dell’occupazione e degli stabilimenti, in particolare per l’avanzamento della contrattazione per il miglioramento del salario, dei diritti e delle condizioni di lavoro. La Fiom Cgil Basilicata – conclude - continuerà nella sua azione di tutela dei diritti e dei lavoratori contro la precarietà, specialmente in un momento così difficile per il comparto industriale in Basilicata”.
pag. 187
2017
un anno di CGIL basilicata
Venerdì 23 giugno giornata di sciopero lavoratori del Consorzio Alta Val d’Agri giovedì 22 giugno 2017
Venerdì 23 giugno giornata di sciopero lavoratori del Consorzio Alta Val d’Agri Le organizzazioni sindacali Flai Cgil Basilicata, Uila Uil Basilicata e Fai Cisl proclamano per venerdì 23 giugno 2017 la giornata di sciopero dei lavoratori del Consorzio di Bonifica Alta Val d’Agri che non percepiscono il salario da cinque mesi insieme alla quattordicesima. Una situazione che si ripete periodicamente, nonostante la stabilizzazione dei lavoratori che prestano servizio presso il Consorzio. “Si tratta per lo più di lavoratori monoreddito – dicono Esposito, Nardiello e Lapadula rispettivamente segretari generali Flai Cgil Basilicata, Uila Uil Basilicata e coordinatore provinciale Fai Cisl– già fortemente penalizzati dalla nota precarietà del settore. Come Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil denunciamo la situazione di stallo che non vede soluzione tra la Regione Basilicata e il Consorzio, nonostante la gestione commissariale di quest’ultimo. Dopo svariate riunioni e continue rassicurazioni sulle date di trasferimento delle risorse è il momento che alla parole seguano i fatti e che le promesse si trasformino in atti concreti”.
pag. 188
2017
un anno di CGIL basilicata
Italtractor Potenza, continua la protesta Proclamate altre 10 ore di sciopero a partire da lunedì 26 giugno venerdì 23 giugno 2017
Italtractor Potenza, continua la protesta Proclamate altre 10 ore di sciopero a partire da lunedì 26 giugno Le Rsu Fim, Fiom e Uilm, a seguito delle assemblee che si sono svolte davanti ai cancelli della Italtractor di Potenza, unitariamente alle segreterie hanno deciso di continuare l’azione di protesta di tutti i lavoratori della ITM a seguito dell’interruzione delle trattative con l’azienda avvenuta un mese fa. I lavoratori, durante l’ultima assemblea che si è svolta oggi davanti ai cancelli dello stabilimento, hanno pertanto deciso di respingere la provocazione dell’azienda che ha imposto il blocco delle attività ricorrendo alle ferie forzate e di proseguire l’azione di lotta proclamando altre 10 ore di sciopero a partire da lunedì 26 giugno con l’articolazione a scacchiera di 2 ore al giorno, mantenendo il presidio e l’assemblea permanenti davanti ai cancelli Italtractor.
pag. 189
2017
un anno di CGIL basilicata
La delegazione sindacali e i lavoratori, nel condannare unitariamente l’atteggiamento dell’azienda, invitano i vertici del gruppo Titan – Italtractor a riaprire il tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto aziendale, riconoscendo i contenuti della piattaforma sindacale a partire dall’aumento salariale di 1.300 euro annuali fino al riconoscimento del premio di risultato pari a 2.400 euro l’anno. L’assemblea ha valutato positivamente le azioni di protesta messe in atto a tutela dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia industriale e dei livelli occupazionali dello stabilimento di Potenza. Dopo i numerosi sacrifici sostenuti dai lavoratori negli ultimi anni di crisi dell’intero gruppo, è giunto il momento di riconoscere i risultati ottenuti, ridistribuendo gli utili anche ai lavoratori.
pag. 190
2017
un anno di CGIL basilicata
La mala gestione politica e personalistica in ARPAB: la Cgil ci aveva visto giusto già dall’epoca “Sigillito” venerdì 23 giugno 2017
La mala gestione politica e personalistica in ARPAB: la Cgil ci aveva visto giusto già dall’epoca “Sigillito” La recente richiesta del PM Natale di condanna di Vincenzo Sigillito non fanno che confermare quanto la CGIL ha denunciato in ARPAB già nel lontano 2008: la sciatteria tecnico-amministrativa al servizio dei poteri forti. Una dura battaglia sindacale quella della Cgil che portò alla luce una condotta dei vertici dell’Ente poco trasparente, irrispettosa dei lavoratori e dell’applicazione degli istituti contrattuali, una gestione tutta dedicata alla indizione di concorsi ed alla attivazione di un numero esorbitante contratti di lavoro interinale, assecondando le logiche del consenso elettorale che generò notevoli difficoltà finanziarie. La risposte dell’allora direttore Sigillito fu la denuncia, con richiesta di risarcimento economico ai rappresentati sindacali aziendali e della Funzione Pubblica CGIL pari a 500 mila euro, rei, a suo dire, di espressa critica sindacale e danno biologico per “diminutio” delle sue relazioni interpersonali e compromissione dei sui futuri incarichi. Oggi appare quantomeno paradossale che l’ex DG Arpab Sigillito sia, poi tornato a ricoprire il Ruolo di Dirigente Regionale ed abbia percepito circa 100 mila euro come premio di produzione per il lavoro svolto in Arpab. Tutto questo è accaduto senza che nessuno dei referenti istituzionali di allora abbia ascoltato il grido di allarme dei sindacati e dei lavoratori. E sul filo della insolubile continuità politica, l’era Sigillito non si è mai del tutto conclusa. Infatti, a
pag. 191
2017
un anno di CGIL basilicata
ricordarci della sua nefasta azione amministrativa, ci ha pensato il suo primo successore Schiassi, che pur percorrendo altre “male rotte” ha portato l’Ente alla mancata approvazione del Bilancio generando una paralisi dell’azione amministrativa e tecnica. Sulla scia di detti Direttori si è poi instaurata l’epoca di Iannicelli che, sotto le mentite spoglie di paladino della trasparenza amministrativa, di fatto, ha lasciato immutata l’inefficienza dell’Ente. Quest’ ultimo Manager sarà ricordato se non altro per la mole di atti deliberativi, che come una novella Penelope, fa il giorno prima e li disfa il seguente. Assolutamente poco qualificata dal punto di vista dell’agire amministrativo, come denuncia nelle sue delibere la Direzione Iannicelli, dichiarando, tanto per fare un esempio, di apprendere dell’esistenza di atti interni di Arpab, quali graduatorie concorsuali, dai comunicati della CGIL (vedi delibera n171 del 18 maggio 2017,). Una direzione tecnico strategia quella attuale, composta da figure di spicco, lautamente pagate, quali il Direttore Tecnico Scientifico e quello Amministrativo, nonché da esperti amministrativi chiamati in soccorso da altri Enti per assistere al deprimente spettacolo di revoche di delibere per errori di dimenticanza di graduatorie esistenti e/o refusi nei calcoli di cessati sevizi. Da ultimo si porta ad esempio il caso del 13 giugno 2017, quando con propri atti deliberativi n.195 e 196 del 2017, Iannicelli e Staff Strategico, chiamano in causa presunti “ errori di tetto di spesa del personale” ed annullano le delibere n.155-156-157 e 163 del 2017, con cui pochi giorni prima intendevano procedere allo scorrimento di vecchie graduatorie dei concorsi realizzati da Sigillito. Salvo poi ripensarci dopo soli 10 giorni e riattivare una delle graduatorie delle delibere annullate il 13 giugno. Vista le restrizioni normative per l’indizione di nuovi concorsi pubblici, i pochi posti dirigenziali, anche a tempo determinato, sembrano la vera mission di questa Agenzia, e la politica non sta a guardare ma schiera in campo le sue pedine: né l’ambiente, né i bilanci regionali ne trarranno beneficio.
pag. 192
2017
un anno di CGIL basilicata
Mala gestione Arpab all'epoca di Sigillito sabato 24 giugno 2017
La mala gestione politica e personalistica in ARPAB: la Cgil ci aveva visto giusto già dall’epoca “Sigillito” La recente richiesta del PM Natale di condanna di Vincenzo Sigillito non fanno che confermare quanto la CGIL ha denunciato in ARPAB già nel lontano 2008: la sciatteria tecnico-amministrativa al servizio dei poteri forti. Una dura battaglia sindacale quella della Cgil che portò alla luce una condotta dei vertici dell’Ente poco trasparente, irrispettosa dei lavoratori e dell’applicazione degli istituti contrattuali, una gestione tutta dedicata alla indizione di concorsi ed alla attivazione di un numero esorbitante contratti di lavoro interinale, assecondando le logiche del consenso elettorale che generò notevoli difficoltà finanziarie. La risposte dell’allora direttore Sigillito fu la denuncia, con richiesta di risarcimento economico ai rappresentati sindacali aziendali e della Funzione Pubblica CGIL pari a 500 mila euro, rei, a suo dire, di espressa critica sindacale e danno biologico per “diminutio” delle sue relazioni interpersonali e compromissione dei sui futuri incarichi. Oggi appare quantomeno paradossale che l’ex DG Arpab Sigillito sia, poi tornato a ricoprire il Ruolo di Dirigente Regionale ed abbia percepito circa 100 mila euro come premio di produzione per il lavoro svolto in Arpab. Tutto questo è accaduto senza che nessuno dei referenti istituzionali di allora abbia ascoltato il grido di allarme dei sindacati e dei lavoratori. E sul filo della insolubile continuità politica, l’era Sigillito non si è mai del tutto conclusa. Infatti, a ricordarci della sua nefasta azione amministrativa, ci ha pensato il suo primo successore Schiassi, che pur percorrendo altre “male rotte” ha portato l’Ente alla mancata approvazione del Bilancio generando una paralisi dell’azione amministrativa e tecnica. Sulla scia di detti Direttori si è poi instaurata l’epoca di Iannicelli che, sotto le mentite spoglie di paladino della trasparenza amministrativa, di fatto, ha lasciato immutata l’inefficienza dell’Ente. Quest’ ultimo Manager sarà ricordato se non altro per la mole di atti deliberativi, che come una novella Penelope, fa il giorno prima e li disfa il seguente. Assolutamente poco qualificata dal punto di vista dell’agire amministrativo, come denuncia nelle sue delibere la Direzione Iannicelli, dichiarando, tanto per fare un esempio, di apprendere dell’esistenza di atti interni di Arpab, quali graduatorie concorsuali, dai comunicati della CGIL (vedi delibera n171 del 18 maggio 2017,). Una direzione tecnico strategia quella attuale, composta da figure di spicco, lautamente pagate, quali il Direttore Tecnico Scientifico e quello Amministrativo, nonché da esperti amministrativi chiamati in soccorso da altri Enti per assistere al deprimente spettacolo di revoche di delibere per errori di dimenticanza di graduatorie esistenti e/o refusi nei calcoli di cessati sevizi. Da ultimo si porta ad esempio il caso del 13 giugno 2017, quando con propri atti deliberativi n.195 e 196 del 2017, Iannicelli e Staff Strategico, chiamano in causa presunti “ errori di tetto di spesa del personale” ed annullano le delibere n.155-156-157 e 163 del 2017, con cui pochi giorni prima intendevano procedere allo scorrimento di vecchie graduatorie dei concorsi realizzati da Sigillito.
pag. 193
2017
un anno di CGIL basilicata
Salvo poi ripensarci ancora una volta, il 23 giugno 2017, e riattivare una delle graduatorie delle delibere annullate il 13 giugno. Vista le restrizioni normative per l’indizione di nuovi concorsi pubblici, i pochi posti dirigenziali, anche a tempo determinato, sembrano la vera mission di questa Agenzia, e la politica non sta a guardare ma schiera in campo le sue pedine: nÊ l’ambiente, nÊ i bilanci regionali ne trarranno beneficio.
pag. 194
2017
un anno di CGIL basilicata
Forestali addetti all’anticendio boschivo Sit-in di protesta Flai Cgil Potenza Martedì 27 giugno – ore 10.30 – palazzo del Consiglio regionale – Potenza domenica 25 giugno 2017
pag. 195
2017
un anno di CGIL basilicata
Forestali addetti all’anticendio boschivo Sit-in di protesta Flai Cgil Potenza Martedì 27 giugno – ore 10.30 – palazzo del Consiglio regionale – Potenza Si terrà martedì 27 giugno alle 10.30 davanti al palazzo del Consiglio regionale il sit-in di protesta dei lavoratori forestali addetti all’antincendio boschivo (Aib). Ancora una volta, quest’anno, con l’avviamento dei cantieri forestali le maestranze che hanno superato 55 anni di età non prenderanno servizio nell’Area Programma Lagonegrese – Pollino. Tale decisione è stata comunicata verbalmente dal responsabile del settore il quale ribadisce che il piano di forestazione già da qualche anno prevede 72 unità, mentre allo stato attuale la pianta organica ne conta 94. Già nel 2015 i 22 lavoratori che avevano superato i 55 anni sono stati esclusi per poi essere integrati l’anno successivo, venendo meno alla linea adottata in precedenza. La Flai Cgil di Basilicata chiede di definire la posizione di questi lavoratori e mettere fine una volta per tutte a questa discriminazione priva di alcun fondamento, provvedendo l’avviamento al servizio antincendio di tutte le maestranze. Pina De Donato Responsabile dell’area Flai Cgil Potenza
pag. 196
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 197
2017
un anno di CGIL basilicata
Mezzogiorno e Basilicata: un’analisi degli ultimi dati ISTAT e Bankitalia per capire tendenze lunedì 26 giugno 2017
Mezzogiorno e Basilicata: un’analisi degli ultimi dati ISTAT e Bankitalia per capire tendenze “Le stime preliminari di Istat su Mezzogiorno e occupazione, così come le stime di questi giorni diffuse da Bankitalia, confermano un quadro di tendenza dell’economia al Sud e in Basilicata che abbiamo definito in chiaro/scuro nella presentazione del rapporto dell’Ires-Cgil dello scorso 24 aprile. E sono gli elementi che ci spingono a dire che la partita finale per il Mezzogiorno non è ancora stata giocata, sia per quanto riguarda la sua reattività alla lieve ripresa, sia per quanto riguarda una prospettiva più strutturale di economia avanzata e duratura”, è quanto fa sapere Angelo Summa, Segretario Generale Cgil Basilicata in un documento di analisi inviato alla stampa. “Con differente enfasi, è tuttavia possibile separare il momento dell’euforia (moderato ottimismo lo definimmo) dal momento dell’analisi più profonda e articolata, laddove emerge come al pur positivo riscontro in termini di crescita complessiva (PIL, occupazione e consumi), si riscontra un più modesto quadro di riferimento in termini di produttività.
pag. 198
2017
un anno di CGIL basilicata
Ed effettivamente sono tre gli aspetti programmatici che si segnalano e che riteniamo vadano vigorosamente aggrediti: qualità del lavoro, produttività e investimenti pubblico/privati nel Mezzogiorno. Perché ad oggi la lieve crescita che si riscontra è senza dubbio alcuno una crescita dettata più da ragioni congiunturali (coda di spesa della programmazione europea, patti territoriali, abbassamento del costo unitario di lavoro a seguito di sgravi e incentivi di ogni sorta, abbassamento del prezzo del petrolio che ha reso meno oneroso il costo dell’energia, Quantitative Easing, etc.) che da ragioni strutturali (investimenti pubblici e investimenti privati, scelte strategiche di politica economica, settori nuovi e avanzati per ricerca e innovazione, infrastrutture e sistemi di collegamento e logistica) in grado di intercettare le cosiddette nuove vie della seta. Certo un PIL che cresce dello 0,9% al Sud e che si mostra più dinamico di altre aree del Paese inverte, anche percettivamente, una tendenza di lungo corso e di matrice storica, quella del divario Nord/Sud, che specie negli anni della crisi (2008-2015 in particolare) ha fatto sentire tutto il suo peso e le conseguenze sulle economie di aree che scontano anche difficoltà di altra natura, geografiche, logistiche, di deficit infrastrutturale. Ma è altresì importante focalizzare l’attenzione sulle condizioni che soggiacciono all’avanzata del PIL, rimarcando come ancora oggi si evidenziano in prevalenza fattori congiunturali, dovuti alla crescita più generale dell’economia del paese e dell’Europa, all’uscita dalla fase più aggressiva della crisi; in particolare al Sud e in Basilicata all’abbattimento del costo unitario di lavoro, con meccanismi e procedure che a nostro avviso continuano a rendere più precario, meno sicuro, meno remunerativo e duraturo il lavoro, specie dei più giovani che devono accettare condizioni reddituali e di diritti che non hanno pari negli altri contesti lavorativi europei. La ripresa dell’occupazione osservata nel 2016 ha coinciso, con una lieve flessione delle persone in cerca di occupazione (circa 500 unità pari al -1,6%); di conseguenza, il tasso di disoccupazione regionale si è ridotto di quasi mezzo punto percentuale passando dal 13,7% del 2015 al 13,3% del 2016, a fronte di una modesta crescita nel Mezzogiorno (dal 19,4% al 19,6%). Calo analogo a quello del Centro-Nord, area nella quale il tasso di disoccupazione è passato dall’8,8% all’ 8,4%. Ma ancora una volta non è secondario l’aspetto legato alla precarizzazione del lavoro e alla netta diminuzione (per non parlare di quasi azzeramento) di trasformazioni da lavoro a termine a lavoro a tempo indeterminato. Segno questo che le politiche seguite (dal jobs act agli sgravi contributivi) non solo non hanno corrisposto alla sfida della stabilità lavorativa, ma hanno premiato oltremodo imprese e realtà con poca voglia di innovare e di innalzare la produttività complessiva del lavoro. Grande tallone di Achille della Basilicata e del Mezzogiorno che dal nostro punto di vista vanno ancora visti in chiaro/scuro, più scuro che chiaro. Inoltre è la qualità delle imprese e la capacità di innovare che va guardata, al Sud ed in Basilicata in particolare. Se si osserva la quota di export regionale, specialmente quella in beni a “crescita dinamica”, si può notare come quest’ultima sia frutto del decisivo contributo della filiera dell’automotive. I beni a “crescita dinamica” sono quelli riferiti a prodotti che inglobano competenze, investimenti, presenza di capitale umano qualificato, cioè vantaggi competitivi non facilmente replicabili, che permettono di stare nelle catene globali del valore più redditizie, ma che sono sfortunatamente scarsamente presenti nel tessuto produttivo locale e anche nazionale. Infatti numero e consistenza, in termini di addetti, delle imprese localizzate in Basilicata con proprietà estera appaiono relativamente esigui. È questo un settore nel quale vi sono ampi margini di miglioramento. Poi ancora è bene sottolineare come i territori interessati da fenomeni di sviluppo accelerato negli ultimi vent’anni hanno visto, praticamente ovunque, il contributo decisivo di imprese estere. Certo non è che la possibilità di acquisire i vantaggi competitivi in grado di favorire un avanzamento nelle catene del valore sia appannaggio delle sole filiali di multinazionali; tuttavia queste spesso costituiscono un “traino” a favore di imprese locali. Precisamente, le unità produttive regionali possono essere coinvolte in fasi produttive, economicamente non convenienti se affrontate da sole, che richiedono l’implementazione di investimenti immateriali e/o l’acquisizione di professionalità in grado, a loro volta, di accrescere il numero delle unità che operano nei segmenti produttivi caratterizzati da una crescita della domanda più veloce. Tutti questi fattori spingerebbero ad innalzare la produttività del lavoro ed a recuperare punti di PIL che si orienterebbero verso una crescita più strutturale e meno congiunturale. Ma ad oggi poco o nulla è stato fatto.” “Infine” chiude Summa, “il grande tema degli investimenti, pubblici e privati. Questi ultimi in particolare che disegnano un quadro di prospettive ancora una volta a doppia velocità, se non vogliamo parlare di
pag. 199
2017
un anno di CGIL basilicata
divario, che mettono il Nord del paese in condizioni migliori, seppure, come dicevamo, gli ultimi indicatori in termini di PIL riequilibrano a vantaggio del Sud la partita. Il fatto è che al Nord continuano a crescere gli investimenti privati, malgrado la pessima performance italiana su quelli pubblici. In Italia gli investimenti che costituivano il 21,6% del PIL prima della crisi del 2007 sono scesi al 17% nel 2014 e sono 2% al di sotto della media UE. Più degli investimenti pubblici, sono diminuiti quelli privati, scesi di 3,2% del PIL. Il decreto legge 243 del 29 dicembre 2016, legge n. 18 del 27 febbraio 2017, il cosiddetto “Decreto Mezzogiorno”, stabilisce che la quota delle risorse ordinarie delle spese in conto capitale a favore delle otto regioni del Mezzogiorno non sia inferiore al 34% del totale nazionale, valore raffrontabile al peso che la popolazione meridionale ha sull’aggregato demografico nazionale. Ciò favorirebbe una decisa inversione di tendenza, perequativa rispetto alla situazione osservata ormai da anni e nei quali tale quota è risultata di entità nettamente inferiore al valore indicato dalla disposizione di legge. Se si pensa che la quota di spesa pubblica in conto capitale era passata, nel Mezzogiorno, dal 40,4% del 2001 al 35,3% nel 2007, e la sola quota di spesa ordinaria destinata alla formazione di capitale nel Mezzogiorno era stata pari nel 2007 ad appena il 21,4%, disattendendo ogni impegno programmatico dei DPEF successivi, si comprende come la natura di un rilancio dell’area riparte se c’è una più definita volontà politica, se ci sono scelte strategiche. Certo gli ultimi dati ci dicono che l’economia del Mezzogiorno, nonostante tutto, è reattiva, è viva. Ma non basta a decollare e non può fare a meno di interventi selettivi e qualificati a modificare l’orientamento e la prospettiva. Non può bastare una lieve inversione di tendenza a far dimenticare i problemi di cui il Mezzogiorno soffre, non può bastare il segno più di alcuni settori per dimenticare che il manifatturiero in generale ha bisogno di innovazione, investimenti, infrastrutture e strategie di ampio respiro e che si colleghino ai flussi ed alle opportunità commerciali di nuova composizione. Secondo alcuni studiosi, l’economia meridionale ha un’elevata elasticità agli investimenti pubblici e a quelli in opere pubbliche in particolare, questo a causa dell’estrema debolezza dell’economia “di mercato” nel Sud, per l’appunto debolezza strutturale, così che la spesa in conto capitale rappresenta un volano molto potente per far ripartire il Mezzogiorno. Proprio per questo, la partita per il Mezzogiorno non è che sospesa, è la madre di tutte le partite, la finalissima da vincere, per poter orientare strategicamente il Mezzogiorno verso un definitivo rafforzamento e un riposizionamento strutturale”. Angelo Summa
pag. 200
2017
un anno di CGIL basilicata
Forestali addetti all’anticendio boschivo Sit-in di protesta Flai Cgil e incontro in Regione martedì 27 giugno 2017
Forestali addetti all’anticendio boschivo Sit-in di protesta Flai Cgil e incontro in Regione
pag. 201
2017
un anno di CGIL basilicata
Vincenzo Esposito: “Chiediamo il reintegro immediato dei lavoratori esclusi e l’avvio dei corsi di formazione per gli addetti al di sotto dei 55 anni di età” A seguito del sit-in di protesta davanti alla sede del Consiglio regionale oggi a Potenza, una delegazione dei lavoratori forestali addetti all’antincendio boschivo (Aib) nell’Area Programma Lagonegrese – Pollino con il coordinatore regionale Flai Cgil Basilicata Vincenzo Esposito e la delegata Flai Cgil dell’area Pina De Donato hanno incontrato il dirigente dell’Ufficio regionale foreste e tutele del territorio del Dipartimento politiche agricole e forestali della Regione Basilicata Giuseppe Eligiato. Al tavolo la Flai Cgil ha chiesto l’integrazione dei lavoratori al di sopra dei 55 anni di età esclusi dal piano di forestazione a causa della riduzione del personale da parte dell’ente regionale da 94 a 72 unità, in particolar modo alla luce dell’inclusione di un solo gruppo di questi lavoratori con discrezionalità dell’Area Programma. Il problema, infatti, nasce quando la stessa Area Programma, seguendo una logica clientelare del politico di turno, ha continuato a mantenere tra gli addetti sia gli ultracinquantacinquenni sia coloro che per diritto dovevano rientrare, avendo seguito un apposito corso di formazione per l’attività di antincendio. “Chiediamo – afferma Esposito – non solo il reintegro dei lavoratori rimasti fuori ma anche che la Regione Basilicata predisponga corsi di formazione Aib per quei lavoratori al di sotto dei 55 anni di età in modo da eliminare definitivamente questo criterio discriminatorio”.
pag. 202
2017
un anno di CGIL basilicata
Report nazionale e regionale “Pensa a come mangi” Spi Cgil nazionale e Auser mercoledì 28 giugno 2017
Report nazionale e regionale “Pensa a come mangi” Spi Cgil nazionale e Auser Il 41,7% di anziani lucani rinuncia ai pasti a causa della crisi Allegretti, Spi Cgil Basilicata: “L’alimentazione tra gli indicatori del benessere dei nostri anziani ma anche della necessità di politiche di assistenza”
pag. 203
2017
un anno di CGIL basilicata
Ben il 41,7% degli anziani lucani ha ridotto i pasti e quindi i consumi a causa della crisi. È quanto emerge dalla ricerca nazionale e il report regionale “Pensa a come mangi” sull’alimentazione e la salute delle persone anziane realizzata da Spi Cgil e Auser e presentato ad Accettura durante l’assemblea regionale Spi Cgil Basilicata. La ricerca ha interrogato direttamente gli anziani sulle proprie abitudini alimentari, i consumi, i legami famigliari e le risorse del territorio, nonché la disponibilità all’attivazione e al cambiamento. Si tratta del dato più elevato tra gli approfondimenti regionali realizzati a seguito della ricerca nazionale. Un dato così netto, superiore alla media nazionale (17,7%) ma anche alle altre regioni del Sud e Isole, include evidentemente condizioni sociali, di genere, situazioni personali e di relazione assai differenti. Il profilo di coloro che hanno diminuito i pasti a causa della crisi si completa considerandone la maggiore incidenza tra le persone sole (circa il 49,6% ha diminuito i pasti) e tra i più anziani (il 46,7% tra gli ultra settantenni, contro il 32,8% tra i 60-69enni). Tra gli ulteriori elementi critici va segnalata la bassa frequenza con la quale vengono consumati ortaggi e verdure, pur essendo una componente essenziale di una dieta equilibrata, e il consumo di carni trasformate almeno una volta al giorno per quasi il 20% dei rispondenti, più elevato della media nazionale e superiore al consumo frequente di carni fresche. Anche la varietà dei pasti consumati dagli anziani lucani è più compressa rispetto alla media del dato nazionale: consumano quattro o cinque pasti al giorno il 7,2% dei rispondenti, contro l’12,8% nazionale. Coloro che consumano meno di tre pasti al giorno rappresentano invece ben il 12,7%, segnalando una quota critica di persone con una frequenza di pasti largamente insufficiente per una dieta equilibrata. I dati nazionali dicono che si tratta principalmente di persone di età avanzata, spesso sole e a basso reddito: non stupisce, quindi, che è maggiore in questo caso la frequenza di spuntini e merende, spesso consumati come sostitutivo di un pasto principale. “Il quadro regionale – afferma Nicola Allegretti, segretario generale Spi Cgil Basilicata – ci dice da un lato quanto sia importante l’alimentazione come indicatore di benessere e della qualità di vita dei nostri anziani, dall’altro è un campanello di allarme rispetto alle politiche di assistenza di cui la nostra regione, sempre più anziana, ha bisogno. Su questo fronte da tempo lo Spi Cgil è impegnato sul versante della legge regionale per l’assegno di cura, allargando la fascia degli aventi diritto e introducendo nuovi beneficiari e su quella dell’invecchiamento attivo, fatta propria da alcuni consiglieri regionali”. “La sfida – commenta Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata – è organizzare reti di infrastrutture sociali, delineando una linea programmatica futura. Noi come sindacato dobbiamo dare forza a questo modello e provare a concentrare le risorse del Fondo sociale europeo sulla infrastrutturazione sociale. Ciò significa costruire servizi che rispondano ai bisogni delle persone, partendo dall’infanzia. In Basilicata 20.000 bambini da 0 a 3 anni non usufruiscono di alcun servizio. Rendere obbligatorio e gratuito l’asilo nido significherebbe creare nuovi 5.000 posti di lavoro, un educatore ogni quattro bambini, e cercare di contrastare il fenomeno dello spopolamento perché se c’è una rete di servizi posso decidere di rimanere nel mio comune. Anche sulle case di riposo – continua stiamo lavorando affinché si istituisca una legge che stabilisca gli standard sulle tariffe sociali e sulla qualità dei servizi. L’assistenza alle persone e il welfare siano al centro dell’azione sindacale fino a quando non si produrranno azioni concrete sulla distribuzione delle risorse del Fse: di 256 milioni almeno 50 possa essere destinati ai servizi sociali se c’è la volontà politica di farlo”. Tra le azioni della Cgil, l’istituzione del dipartimento Benessere e diritti. “Dentro benessere e diritti – afferma Mina Cilloni, della segreteria nazionale Spi Cgil - c’è la vita delle persone e i bisogni individuali che dobbiamo sapere trasformare in bisogni collettivi. Non sono altro che strumenti di contrattazione sociale e territoriale, una ulteriore possibilità di intervento, lavoro e di contrattazione sociale in quei territori dove alcune cose non sono state fatte attraverso una rete di servizi che ci consentirà di dare risposte molto più attente ai nuovi bisogni”.
pag. 204
2017
un anno di CGIL basilicata
Conese e Andriulli nuodi Segretari Generali di Filcams Cgil Matera e Flai Cgil Matera. mercoledĂŹ 28 giugno 2017
Conese e Andriulli nuodi Segretari Generali di Filcams Cgil Matera e Flai Cgil Matera. Summa: Con l'elezione della compagna Conese e del Compagno Andriulli, la Cgil di Matera potrà fare ancora meglio, contando su una leadership riconosciuta ---------Si sono riuniti oggi, presso la Camera del Lavoro di Matera, i direttivi di Filcams CGIL Matera e Flai Cgil Matera, con all’ordine del giorno le elezioni dei Segretari Generali di Categoria.
pag. 205
2017
un anno di CGIL basilicata
Marcella Conese è stata eletta Segretario generale FILCAMS Cgil Matera, questa mattina, all’unanimità, dopo un’articolata e proficua discussione, alla presenza del Segretario Generale Cgil Basilicata Angelo Summa, del Segretario generale Cgil Matera, Eustachio Nicoletti e del Segretario Nazionale Maria Grazia Gabrielli. Già Segretario Generale Flai Cgil Matera, Marcella è membro della segreteria Confederale della CGIL Matera e da lungo tempo ricopre incarichi dirigenziali all’interno dell’organizzazione. Sono tante le vertenze in atto e, in vista dell’attuazione delle misure regionali e nazionali legate allo sviluppo dei progetti legati alla Capitale della Cultura 2019, ci sarà da stare sempre all’erta e predisporre tutti gli strumenti contrattuali adeguati al rispetto dei diritti dei lavoratori. Nel pomeriggio, poi, all’interno di una partecipata assemblea del direttivo della Flai Cgil Matera, Michele Andriulli è stato eletto, all’unanimità, Segretario Generale Flai Cgil Matera. Andriulli, che è anche componente della segreteria regionale Cgil Basilicata, è chiamato a dirigere una categoria in un momento particolarmente delicato, all’interno di un quadro complessivo di crescita, che il territorio lucano deve progettare e attuare con particolare attenzione per i diritti dei lavoratori. “La Cgil di Basilicata è una grande organizzazione, che ha potuto contare in questi anni su una ritrovata sintonia e un importante impegno del gruppo dirigente tanto a livello regionale che provinciale, conseguendo importanti risultati e svolgendo un ruolo da protagonista nelle lotte per i diritti, il lavoro, il welfare. Ringraziamo, per l’incessante lavoro svolto, i compagni Angelo Vaccaro e Maurizio Girasole, cui succedono la compagna Conese e il Compagno Andriulli, che sapranno fare tesoro dell’impegno profuso fino ad oggi all’interno delle categorie e saranno in grado di interpretare al meglio, attraverso una leadership riconosciuta, l’impegno rinnovato delle compagne e compagni, oltre che delle centinaia di militanti che sono la vera forza del sindacato confederale, in un momento storico caratterizzato da un’alta vertenzialità” è quanto hanno commentato a margine delle elezioni Angelo Summa e Eustachio Nicoletti.
pag. 206
2017
un anno di CGIL basilicata
Dichiarazione delle Segreterie Aziendali LAB FP CGIL e UIL FPL in risposta all’attacco della CISL di Basilicata giovedì 29 giugno 2017
Dichiarazione delle Segreterie Aziendali LAB FP CGIL e UIL FPL in risposta all’attacco della CISL di Basilicata Le Segreterie Aziendali FP CGIL e UIL FPL hanno assistito nei giorni scorsi sulla stampa all’attacco della CISL di Basilicata alla LAB, Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento Basilicata, per i ritardi, a suo dire, di cui sarebbe responsabile l’Agenzia e, la CISL non contenta, ha offeso le tante professionalità presenti nella stessa che, proprio sul reddito minimo, hanno fatto in questo tempo tutto il lavoro preparatorio in attesa delle ultime linee guida deliberate dalla Regione solo lo scorso 16 giugno, pubblicate il 20 giugno, atto necessario e propedeutico per la partenza vera e propria delle attività, contenendo lo stesso provvedimento delle vere e proprie disposizioni di attuazione e criteri senza dei quali la misura non poteva partire.
pag. 207
2017
un anno di CGIL basilicata
Altrettanto spiacevole è stato verificare come la CISL di Basilicata, strumentalizzando la situazione, ne abbia approfittato per tirare in ballo, ai fini propagandistici, i contratti a tempo determinato ex Provincia scaduti, escludendo altri precari “storicissimi” della ex Apof-Il, alcuni dei quali ancora in quelle long list messe sotto accusa, altri completamente fuori da tempo, nonostante un decennio ed oltre di attività rese alla ex agenzia di formazione. Precari, questi ultimi, sui quali un tempo c’era un obiettivo comune tra le tre federazioni di categoria e sui quali, anche negli ultimi incontri hanno ribadito al Direttore la necessità di definire percorsi condivisi per recuperare anche queste professionalità; il tutto senza “cavalli di troia” e in assoluta trasparenza e legalità. Pertanto, FP CGIL e UIL FPL invitano la CISL, oltre ad una maggiore coerenza rispetto a scelte già storicamente condivise sul precariato, anche un maggior rispetto ai tanti lavoratori della LAB che, nonostante la neonata Agenzia, quotidianamente e responsabilmente svolgono il loro lavoro.
pag. 208
2017
un anno di CGIL basilicata
Italtractor Potenza Raggiunto un primo accordo Fim, Fiom e Uilm giovedì 29 giugno 2017
Italtractor Potenza Raggiunto un primo accordo Fim, Fiom e Uilm Dopo oltre 12 ore di presidio con assemblea dei lavoratori e 5 ore di trattativa tra le Rsu, le segreterie e i vertici aziendali, è stato raggiunto un primo accordo per il rinnovo del contratto aziendale all’Italtractor di Potenza. L’accordo, che ha accolto il totale mandato dei lavoratori riuniti in assemblea, stabilisce come punto di partenza una parte salariale fissa e consolidata di 1260 euro annui, senza vincoli per la trattativa che continuerà il 4 luglio a Modena con tutto il coordinamento Italtractor per affrontare gli altri punti della piattaforma che andranno a integrare quanto già previsto nel primo accordo. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori hanno deciso, pertanto, di sospendere il presidio e le mobilitazioni durate più di una settimana, pur confermando lo stato di agitazione nell’attesa di conoscere gli esiti della trattativa del 4 luglio. Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm giudicano importante questo primo passo che consente la tutela dei diritti dei lavoratori e del salario.
pag. 209
2017
un anno di CGIL basilicata
LEGALITÀ: SI COMINCI DALLE STRADE venerdì 30 giugno 2017
LEGALITÀ: SI COMINCI DALLE STRADE Da tempo ormai le strade della periferia industriale di Potenza sono “popolate”, anche in pieno giorno, da prostitute migranti, talvolta giovanissime. Si tratta di una questione che viene, però, troppo spesso affrontata come mero problema di “decoro” e ordine pubblico, fingendo di ignorare quella che è evidentemente una situazione di sfrontata illegalità da parte di chi sfrutta quelle donne, mantenendole, peraltro, in stato di schiavitù. Non bisognerebbe mai dimenticare come quei corpi in vendita appartengono a persone, esseri umani, donne, quasi sempre fuggite da situazioni drammatiche per finire, purtroppo, nelle mani di aguzzini senza scrupoli. E’ peraltro dei giorni scorsi l’allarme lanciato dal Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, nell’ambito della sua Relazione Annuale, relativamente all’esistenza di “mafie locali” che, sempre di più, condizionano pesantemente diversi aspetti della vita locale. Il procuratore Roberti, nel suo rapporto, parla, in particolare, di “mafie potentine”, saldamente radicate sul territorio e in grado di esercitare
pag. 210
2017
un anno di CGIL basilicata
influenza e controllo su affari leciti e illeciti. Difficile, dunque, non pensare che gli affari fatti sulla pelle delle donne migranti, drammaticamente “esposte”, ora anche nelle strade della nostra città, non siano sotto il controllo della malavita organizzata. Appare perciò quantomeno riduttivo, ma anche ipocrita, parlare di questioni di “decoro”. Le forze dell’ordine possono giocare un ruolo importantissimo in sinergia con gli altri soggetti, istituzionali e non, nella gestione di questa istanza. Sarebbe utile, ad esempio, immaginare di realizzare servizi “di strada”, forniti dai servizi sociali del Comune stesso, approntando apposite strutture mobili, per fornire aiuto, informazione, assistenza medica e psicologica, con l’indispensabile ausilio di forze dell’ordine e di personale specializzato e formato, al fine di avvicinare e supportare le donne vittime dello sfruttamento, non lasciandole, quindi, nelle mani dei loro carnefici. La legalità è un bene comune e si costruisce lavorando su ogni aspetto della vita comune, a maggior ragione quando in gioco vi sono le vite di persone sole e disperate.
pag. 211
2017
un anno di CGIL basilicata
CI RISIAMO: LA DE VIVO S.P.A. NON PAGA GLI STIPENDI AI LAVORATORI lunedĂŹ 03 luglio 2017
Dopo che nei mesi passati molti lavoratori sono stati costretti ad intraprendere azioni per vedere rispettati i propri diritti, a partire da quello a una paga giusta e puntuale a fronte del lavoro prestato per l'azienda, l'azienda De Vivo S.p.a. ancora una volta è in ritardo nel pagamento degli stipendi. A tutt'oggi, infatti, non risultano accreditate le spettanze relative al mese di Maggio. Come FIOM-CGIL stigmatizziamo tale comportamento aziendale, e chiediamo alle istituzioni e alle aziende che usufruiscono del servizio (Regione Basilicata, ASL, Aziende ospedaliere, ecc...) di vigilare sulla correttezza dei soggetti ai quali affidano lo svolgimento dei servizio di manutenzione di Ospedali e centri
pag. 212
2017
un anno di CGIL basilicata
di cura. Come FIOM-CGIL siamo a disposizione dei lavoratori che intenderanno vedere rispettati i proprio diritti, a partire da quello alla corretta retribuzione. Nei prossimi giorni la FIOM-CGIL darĂ vita ad una assemblea per valutare, insieme ai lavoratori della De Vivo S.p.a., tutte le iniziative di mobilitazione del caso per il rispetto della legge e del contratto nazionale: dallo stato di agitazione allo sciopero.
pag. 213
2017
un anno di CGIL basilicata
Stabilizzazione precari Ente Parco lunedì 03 luglio 2017
Stabilizzazione precari Ente Parco La FP CGIL esprime soddisfazione per la recente approvazione della delibera n. 34 da parte del consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, con la quale si avviano le procedure per la stabilizzazione dei lavoratori precari dell’Ente. Detta delibera, frutto dell’applicazione delle recenti modifiche della normativa in materia di pubblico impiego, fornisce una concreta risposta alle sollecitazioni che la FP CGIL da tempo mette in campo al fine di rendere il lavoro più stabile. Ci auguriamo che altri Enti, nel solco di quanto fatto dall’Ente Parco, si adoperino per superare l’annoso problema del precariato nella Pubblica Amministrazione.
pag. 214
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 215
2017
un anno di CGIL basilicata
Forestazione, non si discuta dei contenitori ma della riforma del settore lunedì 03 luglio 2017
Forestazione, non si discuta dei contenitori ma della riforma del settore Cgil Basilicata, Flai Cgil: “Si avvii una seria discussione sul piano programmatico, che metta al centro la cura del territorio e la stabilità dei lavoratori” L’ipotesi del passaggio della forestazione ai consorzi di bonifica può essere una soluzione solo se accompagnata da un progetto di riorganizzazione di tutto il settore, attraverso risorse certe che assicurino le funzioni essenziali quali la cura del territorio e la stabilità occupazionale. Quello delle risorse economiche è una questione irrisolta così come le questioni relative ai ritardi nell’avvio dei cantieri, il problema dell’equiparazione dei livelli occupazionali di tutti gli addetti, il tema del turn over - considerata la forte diminuzione degli addetti per pensionamento e il progressivo invecchiamento degli addetti - e
pag. 216
2017
un anno di CGIL basilicata
non ultimo il rinnovo del contratto integrativo regionale di settore. Il settore forestale è strategico per la Basilicata in quanto occupa più di 4.000 operai specializzati nella tutela del territorio, nella prevenzione dei rischi e nello spegnimento degli incendi. La Cgil Basilicata già da tempo sta portando avanti una riflessione seria ed approfondita sulla gestione della risorsa forestale, all’interno di un quadro più generale di riforma della governance che deve necessariamente portare ad una semplificazione dei procedimenti e ad una maggior efficacia degli interventi e delle opere finanziate. Come più volte sostenuto in questi anni, ribadiamo la necessità di una gestione unica e coordinata non solo perché l’esperienza delle aree di programma si è rivelata un fallimento, ma anche per garantire una necessaria razionalizzazione delle risorse umane ed economiche, attraverso la individuazione di una più snella struttura di gestione, nella quale possano essere utilizzate le professionalità già esistenti presso il dipartimento Agricoltura e per il cui impiego non ci sarebbe un aggravio di costi per l’amministrazione regionale. In conclusione, la Cgil di Basilicata, pur ribadendo la necessità di avviare insieme alla politica istituzionale un percorso che porti ad una svolta del settore forestale, ritiene urgente e non più rinviabile la certezza nello stanziamento delle risorse già programmate, la discussione immediata sul turn-over e il rinnovo del contratto integrativo regionale (fermo da troppi anni) di settore.
pag. 217
2017
un anno di CGIL basilicata
Legge Madia sulle societĂ pubbliche partecipate A rischio in Basilicata 30 posti di lavoro venerdĂŹ 07 luglio 2017
Legge Madia sulle societĂ pubbliche partecipate A rischio in Basilicata 30 posti di lavoro
pag. 218
2017
un anno di CGIL basilicata
Summa: “Bisogna riformare gli enti sub regionali ma salvaguardando l’occupazione e le funzioni pubbliche. Grande attenzione su Acqua Spa e Sviluppo Basilicata” Chiesto un tavolo di confronto con Regione Basilicata, Anci e Province Con il testo unico sulle società partecipate che si applica alle società di capitali, si riducono per il presente le società e sono individuati criteri qualitativi e quantitativi attraverso i quali razionalizzare a regime la platea delle partecipate. Delle conseguenze in Basilicata si è discusso oggi in un incontro che si è svolto a Potenza promosso da Cgil Basilicata, Fp Cgil Basilicata e Filctem Potenza e al quale hanno partecipato Giuliana Scarano, segretaria Cgil Basilicata, Michele Palma, segretario generale Filctem Cgil Potenza, Roberta Laurino coordinatore regionale FP Cgil Basilicata, Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata e Michele Gentile responsabile Cgil nazionale settore pubblico. Secondo il decreto legge Madia sulle società partecipate, non sono consentite le società prive di dipendenti o quelle che hanno un numero di dipendenti inferiore a quello degli amministratori, quelle che nella media dell’ultimo triennio hanno registrato un fatturato sotto il milione di euro, quelle inattive che non hanno emesso fatture nell’ultimo anno, quelle che svolgono all’interno dello stesso comune o area vasta doppioni di attività, quelle che negli ultimi cinque anni hanno fatto registrare quattro esercizi in perdita e quelle che svolgono attività non strettamente necessarie ai bisogni della collettività. Alla banca dati Mef aggiornata al 2014, secondo l’osservatorio dati della Cgil, risultano in Basilicata 16 società partecipate da amministrazioni locali, 3 partecipate da amministrazioni centrali e 4 partecipate miste. “Queste società strumentali e le amministrazioni che detengono una quota di controllo di queste società entro il 30 settembre 2017 – spiega Michele Gentile - debbono fare un piano di revisione straordinaria, decidere se mantenere la società o procedere a una chiusura o riorganizzazione, sui criteri stabilititi dalla legge Madia. Secondo i dati del 2014 in Basilicata sono interessati all’incirca una trentina lavoratori. Entro il 30 settembre le amministrazioni controllanti devono indicare anche quali lavoratori sono in eccedenza, che a quel punto andranno in bacino regionale dove dovrebbero essere le stesse Regioni ad agevolare i processi di mobilità. Per questo motivo – conclude - chiediamo che si attivi un tavolo che veda Regioni, associazioni di rappresentanza, Comuni e Province. Quello che ci preoccupa, oltre alla questione occupazione, è la chiusura di determinati servizi che fanno capo a queste società a cui le amministrazioni potrebbero non essere in grado di far fronte. Si tratta di una riforma non sbagliata in sé ma sbagliata nel modo in cui fatta. È un settore che ha 770.000 lavoratori al livello nazionale, ripartiti in 4894 società. È necessario salvaguardare l’occupazione e razionalizzare i servizi che ci sono sul territorio”. “Chiediamo che venga subito convocato un tavolo di confronto con Regione Basilica, Anci e Province in quanto in Basilicata la situazione è molto delicata - aggiunge Angelo Summa – perché i nuovi parametri potrebbero mettere a rischio posti di lavoro e funzioni pubbliche, soprattutto quando parliamo di servizi essenziali come Acquedotto lucano o municipalizzate pubbliche come l’Acta, che hanno a che fare rispettivamente con la risorsa idrica e con i rifiuti. C’è bisogno di fare delle scelte. Modificare la governance è una necessità, dal momento che in Basilicata vi sono funzioni ridondanti per cui la riforma di alcuni enti è una delle priorità da affrontare. Questo riguarda Acqua spa le cui funzioni, per esempio, possono essere ricondotte ad Acquedotto lucano o a altri enti. Grande attenzione va posta su Sviluppo Basilicata, trasformata non solo in azienda di assistenza e tutela alla promozione dello sviluppo ma anche soggetto del credito diretto. Questa integrazione poteva essere complementare ai piani di produzione dello sviluppo. Bisogna riprendere la discussione per capire se oggi può svolgere quelle funzioni. Ridurre gli enti sub regionali è una scelta che va fatta, in parte perché sono un poltronificio in parte perché strumento di alterazione della democrazia e del consenso”.
pag. 219
2017
un anno di CGIL basilicata
Solidarietà Flai Cgil all’assessore comunale di Balvano Franco Pacella venerdì 07 luglio 2017
Solidarietà Flai Cgil all’assessore comunale di Balvano Franco Pacella La Flai Cgil esprime la propria solidarietà per l’assessore comunale di Balvano Franco Pacella, aggredito ieri. Franco Pacella è iscritto Flai Cgil e già Rsu presso lo stabilimento Ferrero di Balvano. Il sindacato, nel denunciare con forza ogni forma di violenza, augura all’assessore una pronta guarigione e di poter riprendere il prima possibile le proprie attività presso l’assessorato di cui è competente.
pag. 220
2017
un anno di CGIL basilicata
I LAVORATORI ITALTRACTOR APPROVANO ALL’UNANIMITA’ ACCORDO PONTE 2017 martedì 11 luglio 2017
Il giorno 10 Luglio si sono tenute le assemblee per la valutazione e approvazione dell’ipotesi di Accordo siglata il 4 luglio 2017 presso la Confindustria di Modena. Un Accordo che giunge da una difficile trattativa per il rinnovo del Contratto aziendale, che ha visto i lavoratori Italtractor di Potenza scioperare e presidiare la fabbrica per circa 10 giorni, all’interno di un duro confronto con la Direzione ITM resasi responsabile della rottura del tavolo di trattativa il 1 Giugno 2017. Grazie alle lotte e all’unità dei lavoratori, finalmente il 4 Luglio è stato definito un Accordo ponte che riconosce ai lavoratori per il 2017 un premio fisso e consolidato di 1910 euro. Inoltre è già stato definito un calendario di incontri per la prosecuzione della trattativa sul Premio variabile a partire da Settembre, già con la definizione per il 2018 di 1.300 Euro fissi e non assorbibili in paga base. E’ questo un primo risultato importante e di avanguardia rispetto alla contrattazione collettiva, che dopo difficili anni di crisi per il Gruppo Italtractor e di sacrifici per i lavoratori, consentirà nei prossimi mesi di iniziare a ridiscutere di investimenti per il rilancio dello stabilimento di Potenza a partire dalla qualità e dagli impianti al fine di migliorarne l’efficienza e la centralità all’interno del Gruppo Titan. L’ipotesi di accordo approvata all’unanimità dai lavoratori consentirà la prosecuzione della trattativa con maggiore responsabilità e determinazione per il raggiungimento degli obiettivi condivisi dai lavoratori.
pag. 221
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 222
2017
un anno di CGIL basilicata
Una grande mobilitazione per la Banca Popolare di Bari Serve un’azione congiunta a garanzia dei lavoratori e dei territori mercoledì 12 luglio 2017
Una grande mobilitazione per la Banca Popolare di Bari Serve un’azione congiunta a garanzia dei lavoratori e dei territori Salvare i livelli occupazionali e preservare il territorio da un ulteriore depauperamento e sfruttamento. Sono queste le due questioni fondamentali che ruotano attorno alla vertenza della Banca Popolare di Bari e alla paventata chiusura della direzione di Potenza. 130 famiglie sono a rischio mobilità e o licenziamento ma potrebbero esserne molte di più dal momento che il piano di riorganizzazione presentato dalla banca si caratterizza per diverse incognite. Prima di tutto non si parla esplicitamente di
pag. 223
2017
un anno di CGIL basilicata
licenziamenti ma di esternalizzazione delle lavorazioni, con un costo aggiuntivo per l’azienda e senza alcuna specifica rispetto ai lavoratori. In secondo luogo, l’azienda dichiara 500 esuberi su tutto il territorio nazionale. Tenendo conto che a Potenza ci sono sette filiali, 33 in tutta la Basilicata, il numero dei lavoratori a rischio in Basilicata potrebbe crescere ulteriormente. Si tratta di un dietro front rispetto agli accordi stabiliti in precedenza e un tradimento nei confronti del territorio lucano che da dodici anni accoglie questo istituto di credito che si è sempre dichiarato come polo di riferimento bancario del sud e che oggi, invece, penalizza senza alcun riguardo nei confronti dei propri dipendenti e degli azionisti che nel tempo hanno deciso di investire, consentendo all’istituto di andare oltre la semplice raccolta depositi. È evidente che la Banca Popolare di Bari ha scelto di svincolarsi dalla Basilicata accampando un piano riorganizzativo dal quale non emerge alcuna prospettiva di rilancio sul territorio ma soltanto tagli ingiustificati al personale e fini a loro stessi, per risparmiare qualche soldo. Risale a un anno fa l’accordo sottoscritto con i sindacati sul piano industriale il quale prevedeva, tra l’altro, la solidarietà del personale che, su base volontaria, per quattro anni avrebbe dovuto versare all’azienda 10 giornate lavorative all’anno, accordo mai entrato operativo in quanto l’azienda si è sottratta ai confronti successivi. È inaccettabile che, dopo la mancata attuazione di quanto previsto in quell’accordo, oggi l’azienda decida indiscriminatamente di apportare ulteriori tagli. A tali condizioni, è necessario porre in essere una battaglia comune che coinvolga anche le altre regioni interessate, come Abruzzo, Puglia e Umbria, una grande mobilitazione atta a preservare i lavoratori e i territori.
pag. 224
2017
un anno di CGIL basilicata
Gestione personale Comune di Potenza venerdì 14 luglio 2017
Gestione personale Comune di Potenza E' veramente allucinante quello che si sta consumando in materia di gestione del personale presso il Comune di Potenza e, più in particolare, nella Polizia Locale: un settore sotto organico di circa 30 unità e caricato di un'infinità di competenze, molte delle quali non proprie, a cui vanno ad aggiungersi quotidianamente ulteriori responsabilità che il governo di turno rifila regolarmente a valle di ogni evento tragico nel paese. È di queste ore un nuovo blitz dell'amministrazione De Luca che, da un lato, nega da anni i nulla-osta al trasferimento anche in quei casi in cui, oggettivamente, sarebbe opportuno concederli per consentire il
pag. 225
2017
un anno di CGIL basilicata
ricongiungimento di nuclei familiari posti a centinaia di chilometri di distanza, oppure per consentire ai dipendenti di sviluppare le pur legittime aspettative di crescita professionale, mentre dall'altro, sistema gli amici a scapito del buon andamento dell'ente. Nella stessa giornata, infatti, rinnova l'autorizzazione al comando di un funzionario amministrativo verso la segreteria particolare del presidente del consiglio regionale, evidentemente come una sorta di cambiale politica, per poi sostituirlo con un istruttore di vigilanza in servizio operativo, al quale immaginiamo verranno attribuite mansioni superiori, sottraendolo a quei compiti quotidianamente richiesti di tutela dell'ordine in città . Di recente è stata rispolverata una vecchia richiesta di impiegare gli operatori della Polizia Locale per i controlli nelle ore serali e notturne. A questa rispondiamo che, di questo passo, non sarà possibile farlo neanche nelle ore diurne. Invitiamo l'amministrazione, non nuova a scelte che poi l'hanno vista soccombere nelle sedi giudiziarie, a rivedere i propri provvedimenti onde evitare ulteriori contenziosi.
pag. 226
2017
un anno di CGIL basilicata
Verifica e tenuta sul sistema di accoglienza in Basilicata venerdì 14 luglio 2017
Verifica e tenuta sul sistema di accoglienza in Basilicata I risultati della Commissione d’inchiesta della Camera dei deputati elaborati da IRES CGIL di Mariantonietta Maggio, Donato Di Sanzo, Giovanni Casaletto, per Ires-CGIL Basilicata In un momento in cui l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati divide il mondo politico e l’opinione pubblica è opportuno fare il punto sulle presenze e sui numeri in Basilicata, sulle strutture che accolgono e sulle dinamiche correlate. L’Italia sta sperimentando un arrivo di richiedenti asilo senza precedenti. Dal 1 gennaio al 6 luglio 2017 sono sbarcate, prevalentemente dalla Libia e attraverso il canale di Sicilia, 85.150 persone, 10.728 in più
pag. 227
2017
un anno di CGIL basilicata
rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mettendo a dura prova la tenuta del sistema di accoglienza italiano impostato sul cosiddetto “doppio binario”: da un lato il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (S.P.R.A.R.) del Ministero dell’Interno, che accoglie 23.502 persone in 633 progetti territoriali gestiti da enti locali in partnership con soggetti privati; dall’altro il sistema degli 8.190 centri di accoglienza straordinaria (CAS), affidati dalle prefetture alla gestione esclusiva di organizzazioni private di varia natura, in cui al momento sono accolti 157.066 richiedenti asilo. Anche la Basilicata sta offrendo il suo contributo all’accoglienza di chi arriva e viene dislocato nei diversi centri italiani o in S.P.R.A.R. Proprio quest’ultimo rappresenta il primo oggetto dell’indagine condotta in Basilicata. Sul territorio regionale sono al momento attivi 17 progetti territoriali, di cui 6 per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati e 11 per la categoria Ordinari, che comprende uomini soli, donne sole, famiglie con minori e nuclei familiari mono-genitoriali. L’evidenza più significativa è quella relativa all’occupazione dei posti messi a disposizione dagli enti locali titolari e dai soggetti privati gestori dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela dei richiedenti asilo e rifugiati: ad una capienza di 535 persone, attualmente il sistema S.P.R.A.R. lucano ospita 438 beneficiari, con 97 posti liberi. Considerate le esigenze di turn over all’interno delle strutture, la mancata occupazione di circa un quinto della capienza complessiva appare problematica. Relativamente al secondo binario di accoglienza, in provincia di Matera sono attualmente accolti 657 richiedenti asilo a fronte dei 610 posti disponibili con un sovraffollamento di 47 persone; la situazione appare ancora più problematica in provincia di Potenza, dove sono attualmente presenti 140 persone in più rispetto ai 1444 posti messi a disposizione. Dati che, per quanto marginali rispetto al contesto nazionale (se si pensa che la Basilicata contribuisce per l’1% sul totale delle accoglienze realizzate sul territorio nazionale, meno di regioni più piccole dal punto di vista demografico come il Molise che contribuisce per il 2%), suggeriscono un maggiore approfondimento della discussione intorno al sistema di accoglienza in Basilicata. Il territorio lucano attualmente accoglie circa 3.000 persone (2241 nei CAS, 438 nello S.P.R.A.R. e circa 250 nei progetti per minori stranieri non accompagnati finanziati attraverso il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione FAMI). Se si considera la capienza media dei CAS lucani, frutto del rapporto fra il numero totale di ospiti (2.241) e il numero dei centri attualmente attivi (45), che si attesta intorno ai 45 beneficiari per struttura (non proprio una piccola concentrazione), la presenza di più persone rispetto ai posti messi a disposizione risulta ancora più problematica come si è visto nei casi sfociati in tensione. Inoltre resta il punto dei diritti e della qualità dell’accoglienza. Per questo riteniamo si renda necessaria un’indagine qualitativa sui servizi offerti all’interno delle strutture lucane, sull’impiego e sull’utilizzo delle risorse pubbliche erogate per la gestione dei centri, sulle effettive condizioni di permanenza degli ospiti nei sistemi di accoglienza presenti in Basilicata. Soltanto il confronto tra indici empirici e le effettive condizioni in cui versano i richiedenti asilo e i rifugiati in territorio lucano può determinare che la Basilicata sia considerata un modello di accoglienza integrata, o, al contrario, un esempio di criticità strutturali e di sistema.
pag. 228
2017
un anno di CGIL basilicata
Riapertura Cova, decisione presa senza parti sociali lunedĂŹ 17 luglio 2017
Riapertura Cova di Viggiano Una decisione assunta senza un confronto con le parti sociali Ancora una volta, come già accaduto dopo lo sbocco conseguente alla chiusura del 31 marzo, la Giunta Pittella assume la decisione di riaprire il Cova di Viggiano, senza aprire alcun confronto con le parti sociali e i rappresentanti istituzionali del territorio. Nonostante il susseguirsi di incidenti negli anni, culminati con lo sversamento delle 400 tonnellate di petrolio, non si avverte nuovamente la necessità di far precedere la scelta di riaprire l'impianto da un confronto aperto e trasparente sulle cause dello sversamento e sull'adozione delle misure atte a garantire la sicurezza dell'impianto, a tutela del territorio, della salute dei cittadini e dell’ambiente.
pag. 229
2017
un anno di CGIL basilicata
Siamo di fronte ad un modus operandi figlio di una visione autarchica e personalistica della cosa pubblica, poco rispettosa della comunità lucana e della sua rappresentanza. Il reiterato abuso dello strumento della conferenza stampa è solo l'ennesima attestazione di una prassi poco vocata al confronto e alla partecipazione trasparente. La Cgil continuerà a stare in prima linea vigilando affinché l'attività estrattiva sia effettuata in sicurezza, a garanzia dei lavoratori e del nostro territorio, ben sapendo che, oltre alla questione che attiene al presente, abbiamo la necessità di delineare sin d'ora i tempi e le risorse per governare il necessario processo della transizione energetica. Angelo Summa Segretario generale Cgil Basilicata
pag. 230
2017
un anno di CGIL basilicata
Laboratorio Sud Fa tappa a Potenza il viaggio della Cgil per rilanciare il Mezzogiorno venerdĂŹ 21 luglio 2017
COMUNICATO STAMPA Laboratorio Sud Fa tappa a Potenza il viaggio della Cgil per rilanciare il Mezzogiorno Summa: “Nella nostra regione siamo solo al 15% di attuazione dei programmi previsti dal patto per la
pag. 231
2017
un anno di CGIL basilicata
Basilicata. Vigileremo affinché le risorse vengano spese tutte e nella giusta direzione” Torna a Potenza “Laboratorio Sud”, il viaggio della Cgil tra le regioni del Mezzogiorno per mettere in campo una strategia che coinvolga tutti i livelli istituzionali. All’incontro, che si è svolto a Potenza con tutti i gruppi dirigenti dell’organizzazione sindacale lucano, oltre al segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, hanno partecipato la segretaria nazionale Gianna Fracassi e Jacopo Dionisio, del dipartimento economico della Cgil “I masterplan e i patti per il sud non stanno partendo con la velocità necessaria – ha detto Gianna Fracassi - siamo a un livello di spesa molto basso. Pensiamo, inoltre, che le misure del decreto sud non siano sufficienti. Bene l’introduzione delle zone economiche speciali, come avevamo chiesto, va meno bene se queste zone economiche speciali prevedono una governance che non vede la partecipazione dei territori e delle parti sociali. Tema centrale è l’occupazione giovanile. Non ci sembra che il meccanismo degli sgravi, già provato negli anni del Jobs Act e in questo primo scorcio del 2017, ci dia dei risultati che consentano di dire che siamo in una fase di superamento della disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno. Occorre che lo Stato torni a governare alcuni processi economici e ponga le condizioni per un grande piano straordinario per l’occupazione dei giovani al sud, tradotto in investimenti, idee e governo. Sulle risorse – continua - ci sono dei ritardi su tutti i territori del sud dovuti a responsabilità multiple: mancanza di progettazione, in quanto per gran parte delle risorse deve ancora essere avviato l’iter della progettazione, lentezze burocratiche, mancanza dello svolgimento del titolo presente nel patto. Nonostante le critiche al masterplan, come la necessità di una intesa più larga specialmente dal punto di vista delle relazioni tra regioni, riteniamo che se queste risorse ci sono è un dovere spenderle tutte e spenderle bene. Si tratta di 38 miliardi di euro che potrebbero essere utili e importanti, se non li disperdiamo in tanti rivoli. Riteniamo vadano accorpati in grandi obiettivi strategici: infrastrutture, su cui è necessario aprire un vertenza, desertificazione industriale e manutenzione del territorio, soprattutto delle aree interne del paese, la cui valorizzazione e messa in sicurezza passa attraverso un grande piano che metta in campo queste due azioni”. Ha aggiunto Angelo Summa: “La Basilicata ha sottoscritto un patto di 3 miliardi e 800 milioni, dei quali sono disponibili un miliardo e mezzo, mentre 562 sono i milioni già assegnati. In questa fase di incertezza politica il sindacato ha il compito di continuare a esercitare una funzione di monitoraggio rispetto alle risorse che stanno in capo alla programmazione per provare a indirizzarle meglio ed evitare gli errori del passato. In Basilicata, così come in molte altre regioni, siamo solo al 15% dell’attuazione dei programmi. Nel patto per la Basilicata, inoltre, mancano pezzi importanti del sistema economico e produttivo della nostra regione, come per esempio le bonifiche e l’istruzione, a partire dalla legge al diritto allo studio. La legge regionale è ferma al ‘78 e assegna alla nostra università pochi milioni di euro. Le difficoltà delle università del mezzogiorno derivano non solo dalla qualità del sistema universitario, ma sono legate anche ai servizi che le università offrono e alle borse di studio, spesso più convenienti al nord”. In generale, nel mezzogiorno “non si può parlare di ripresa – ha concluso Jacopo Dionisio – in quanto siamo ancora in presenza di un divario profondo che necessita di politiche nazionali diverse, non più improntate solo sull’impresa ma sugli investimenti pubblici diretti, sulla manutenzione del territorio, sull’occupazione e sull’innovazione. È necessario che anche le programmazioni europee abbiano un’accelerata”.
pag. 232
2017
un anno di CGIL basilicata
Cgil, Cisl e Uil chiedono chiarimenti alla Regione Basilicata prima della pausa estiva lunedĂŹ 24 luglio 2017
In una nota Cgil Cisl Uil di Basilicata sollecitano la ripresa del confronto con la giunta regionale prima della pausa estiva sulla vertenza Argaip, sul futuro della forestazione e il mancato avvio del reddito minimo di inserimento. Una vertenza, - si legge in una nota sindacale - quella che interessa i 68
pag. 233
2017
un anno di CGIL basilicata
dipendenti Argaip, che “si trascina da anni senza neanche una parvenza di soluzione”, denunciano i segretari generali Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro, che rinnovano l'invito alla giunta regionale a “riaprire il confronto per provare a ricomporre una situazione fortemente compressa dal punto di vista finanziario e restituire la piena agibilità alle aree industriali del potentino. È tempo di rompere gli indugi e affrontare con la necessaria determinazione – proseguono i tre leader sindacali – la questione del pesante debito accumulato nel corso degli anni dall'Asi nei confronti dell'Argaip e di individuare una soluzione gestionale in grado di assicurare la continuità del servizio e la tutela dei posti di lavoro. Oggi è solo grazie al senso di responsabilità dei dipendenti Argaip se la situazione delle aree industriali non precipita definitivamente nel caos, con conseguenze facilmente immaginabili sul tessuto produttivo locale e sul lavoro”. Lo stesso senso di responsabilità che Cgil Cisl Uil chiedono al presidente Pittella su questo e sugli altri dossier ancora aperti, come quello della forestazione, “dove si registra il tentativo del massimo ente regionale di mettere mano ad una riforma radicale del settore senza un preventivo confronto con le parti sociali”, osservano Summa, Gambardella e Vaccaro. “L'annunciato trasferimento della forestazione al consorzio unico di bonifica – spiegano i leader di Cgil Cisl Uil – non convince nella forma e nella sostanza. Una riforma di così ampia portata non può essere assunta a colpi di slogan e senza una discussione di merito su un piano regionale che definisca le attività che dovranno essere svolte. In tal senso siamo fermamente convinti che la gestione debba assicurare uniformità organizzativa e progettuale all'intero settore, prevedendo una governance pubblica strutturata in maniera snella, senza nuove cariche e poltrone da assegnare. Bisogna evitare che si continui a raccattare risorse senza legarle ad una progettualità degna di tale nome. Esempio negativo è la discussione attuale legata al nodo dei fondi per il completamento del vigente programma di attività”. Resta infine il disappunto dei sindacati confederali lucani per i ritardi nell'avvio del reddito minimo di inserimento. “L'infelice scelta del 1° maggio come data simbolica entro la quale far partire le attività e l'incapacità della macchina organizzativa preposta al programma di rispettare il calendario annunciato – osservano i tre sindacalisti – non fa che aumentare la diffidenza dei cittadini nei confronti delle istituzioni e alimentare un più che giustificato atteggiamento di rivalsa tra i beneficiari che si ritrovano, loro malgrado, tra due fuochi: da una parte il rimpallo tra agenzia Lab, Comuni e Regione su chi deve dare materialmente dare il via ai progetti e dall'altro l'accanimento burocratico di chi continua a richiedere ulteriori adempimenti, come la ripresentazione del modello Isee ai beneficiari già utilmente inseriti in graduatoria e che aspettano da oltre un anno l'avvio del programma, un affronto che quasi 4 mila famiglie proprio non meritano”.
pag. 234
2017
un anno di CGIL basilicata
Il San Carlo in declino martedì 25 luglio 2017
COMUNICATO STAMPA Ospedale San Carlo verso il declino Emblematici i casi di senologia e neurochirurgia Summa e Laurino: “All'ospedale regionale spetta assicurare quei livelli di eccellenza insiti nella propria mission, oggi tutta da recuperare” Il declino dell’ospedale San Carlo è ormai sotto gli occhi di tutti. La vicenda della senologia è emblematica dello stato di svuotamento e dell'abbassamento dei livelli di qualità dell'azienda ospedaliera ma un altro significativo esempio della piega al ribasso verso la quale sta rocambolescamente cadendo il San Carlo è rappresentato dalla neurochirurgia. Per anni fiore all'occhiello, oggi è una struttura che non riesce ad assicurare livelli di assistenza adeguati alle necessità dei cittadini lucani, considerato che tale specialistica è attualmente in capo al solo ospedale regionale, in ossequio al rapporto normativamente previsto per numero di abitanti. Una situazione drammatica, figlia non solo delle scelte ultime fatte in materia di riorganizzazione della rete ospedaliera ma anche della miopia del management aziendale che, tra gestione personalistica, assenza di confronto e di coinvolgimento della dirigenza medica e infermieristica sulle scelte strategiche, rischia di far scivolare
pag. 235
2017
un anno di CGIL basilicata
l'ospedale regionale in un pericoloso e inarrestabile arretramento. In gioco c'è l’abbassamento della qualità dell'offerta sanitaria con la conseguente messa a rischio della salute di tutti i lucani. All'ospedale regionale spetta assicurare quei livelli di eccellenza propri e insiti nelle sue funzioni e nella propria mission, oggi tutta da recuperare. Appare, invece, sempre più evidente che in questa fase il management aziendale sia più proteso alla ricerca di compiacenze che a perseguire alti livelli di salute per la nostra comunità. Crediamo che sia giunto il tempo di restituire alla sanità lucana autorevolezza e competenza, precondizione per una sanità pubblica e di qualità. Segretario generale Cgil Basilicata Segretario generale Fp Cgil Basilicata Angelo Summa Roberta Laurino Potenza, 25/07/2017
pag. 236
2017
un anno di CGIL basilicata
Home Care Premium In Basilicata 302 cittadini otterranno le prestazioni a favore dei disabili in condizioni di non autosufficienza giovedĂŹ 27 luglio 2017
pag. 237
2017
un anno di CGIL basilicata
Home Care Premium In Basilicata 302 cittadini otterranno le prestazioni a favore dei disabili in condizioni di non autosufficienza Dal 1 luglio 2017 è partito il progetto Home Care Premium 2017 che durerà diciotto mesi fino al 31 dicembre 2018. Il progetto che interessa i dipendenti o pensionati pubblici e loro famigliari, prevede l’erogazione da parte dell’Inps di contributi economici mensili e di servizi socio assistenziali a favore di persone disabili in condizione di non autosufficienza. Quest’anno il bando è stato esteso a tutti i potenziali aventi diritto e, con la definizione della graduatoria nazionale per coloro che hanno fatto regolare domanda entro i termini fissati dal bando, ai primi 30.000 beneficiari utilmente collocati in graduatoria saranno erogate le prestazioni a partire da luglio 2017 con le modalità e i criteri previsti nel bando. I beneficiari della regione Basilicata utilmente collocati in graduatoria sono 302. Purtroppo non tutti godranno di entrambe le prestazioni previste e in particolare del contributo economico mensile (prestazione prevalente) e del servizio di assistenza alla persona (prestazione integrativa) erogati attraverso la collaborazione degli ambiti territoriali sociali che hanno aderito al bando. In Basilicata gli ambiti che hanno aderito sono Alto Basento, Pollino – Lagonegrese, Metapontino – collina materana, Vulture Alto Bradano e i Comuni di Potenza, Matera e Montemurro. Negli ambiti territoriali che avevano già aderito al precedente bando, è stato registrato un numero di domande di aventi diritto superiore dovuto certamente ad una maggiore informazione dei cittadini, cosa che non si è verificata per altre aree della regione. È utile ricordare che, dopo la pubblicazione della graduatoria definitiva da parte dell’Istituto, è ancora possibile presentare nuove domande sia per coloro che non hanno presentato domanda entro i termini previsti nel bando sia per gli idonei, inseriti nella graduatoria nazionale, che hanno avuto un aggravamento. Le nuove domande comporteranno l’aggiornamento della graduatoria nazionale che avverrà mensilmente al fine di mantenere invariato il numero dei beneficiari, per tutti i 18 mesi della durata del programma, integrando con nuovi soggetti i vuoti che si determineranno per vari motivi. I cittadini che risiedono negli ambiti territoriali o nei Comuni che hanno aderito al bando e stipulato la convenzione con l’Inps avranno la prestazione prevalente e quella integrativa mentre i cittadini residenti al di fuori degli ambiti territoriali avranno la prestazione prevalente maggiorata del 10%.
pag. 238
2017
un anno di CGIL basilicata
La CGIL di Matera al SERVIZIO dei GIOVANI giovedì 27 luglio 2017
La CGIL di Matera al SERVIZIO dei GIOVANI Nuovo sportello di consulenza diritto allo studio e orientamento al lavoro L’iniziativa della Cgil di Matera intende rispondere alla domanda che ormai da troppi anni si pongono, non solo le Organizzazioni sindacali, ma numerose Università e agenzie internazionali: GIOVANI e SINDACATO, un rapporto (im)possibile? La domanda riguarda gli importanti meccanismi determinatisi nelle società occidentali che hanno creato fratture intergenerazionali e l’esclusione dei giovani dalla partecipazione attiva della società. In tal senso, significativa appare l’iniziativa promossa da Youth Service America che, in occasione della giornata mondiale dedicata alla partecipazione e al coinvolgimento dei giovani nella vita sociale celebrata in 135 paesi ha dato vita a un confronto che potesse contribuire a colmare la distanza tra giovani e sindacato. Un’istituzione, quest’ultima, che i giovani sembrano guardare con malcelato disincanto, dipingendolo
pag. 239
2017
un anno di CGIL basilicata
come conservatore, rappresentante di solo una parte della forza lavoro e del tutto in controtendenza con la loro forza innovatrice. Secondo vari studi internazionali, tale distanza sarebbe riconducibile a un complesso di motivazioni, ovvero ad aspetti propri del sindacato (quali comunicazione), a caratteristiche strutturali della occupazione giovanile che ne rendono difficile l’organizzazione (impiego sindacalizzati) e a tendenze sociali (quali un crescente individualismo e la “scomparsa dell’universo sociale”). Nonostante questi ostacoli, gli studi internazionali mostrano l’esistenza di una possibile “domanda insoddisfatta” di sindacato da parte dei giovani. E’ a partire da queste considerazioni che come Cgil di Matera vorremmo creare canali di avvicinamento dei giovani al sindacato dando risposte concrete ad alcuni dei bisogni più importanti che caratterizzano i giovani del nostro territorio. Riteniamo che il Diritto allo studio/conoscenza e l’orientamento al lavoro rappresentino i bisogni più pregnanti dei nostri giovani, quelli per cui il sindacato può intervenire per superare le labirintiche difficoltà formali e burocratiche di quei settori e che molto spesso diventano ostacoli insuperabili per realizzare gli obiettivi ed ottenere diritti. In particolare lo sportello intende fornire un servizio di informazione, di orientamento e di consulenza ai giovani tra i 18 ed i 35 anni. Informa studenti: indicazioni utili per l’individuazione del progetto formativo (scelta del corso di studi, modalità di accesso all’università, individuazione di servizi, agevolazioni e opportunità per la conoscenza delle procedure amministrative collegate alla carriera universitaria); immatricolazione e iscrizione alle università italiane; passaggi e trasferimenti; presentazione di istanze per la richiesta di benefici come borse di studio, servizi di ristorazione a tariffa agevolata, mobilità internazionale, premio di laurea, collaborazioni studentesche – 150 ore; presentazione di istanze per la richiesta di posti letto in residenze e alloggi per gli studenti; visualizzazione degli elenchi di assegnazione dei posti letto e delle graduatorie di assegnazione dei diversi benefici; comunicazione relative alle variazioni della condizione economica; presentazione di istanze di opposizione; Altri servizi……. Informa studenti per la stesura di un curriculum professionale, la selezione delle offerte, la partecipazione ai concorsi pubblici e privati, informazioni standard su colloquio tipo di selezione, attività di orientamento, intercettazione e proposta di partecipazione a bandi e finanziamenti regionali, nazionali ed europei, mantenendo uno specifico canale di dialogo aperto con il territorio. Organizzazione di corsi, seminari e incontri per favorire la socialità, l’aggregazione e l’approfondimento culturale su queste tematiche e su quelle di tutela del lavoro e dell’istruzione lungo tutto l’arco della vita.
pag. 240
2017
un anno di CGIL basilicata
Laurino e Lovallo: “L’azienda ospedaliera ha un nuovo ufficio stampa, la Uil Fpl." venerdì 28 luglio 2017
Laurino e Lovallo: “L’azienda ospedaliera ha un nuovo ufficio stampa, la Uil Fpl. I dati illustrati da Maglietta dimostrano chiaramente che si guadagna su alcune cose risparmiando su altre” “Prendiamo atto che l’ufficio comunicazione del San Carlo si è ampliato. Oltre al proprio addetto stampa, adesso anche la Uil Fpl si occupa della comunicazione dell’azienda ospedaliera”. È il commento del segretario generale Fp Cgil Basilicata Roberta Laurino e del responsabile Fp Cgil al San Carlo Donato Lovallo sulla nota Uil Fpl relativa all’attività dell’ospedale. “Il San Carlo – continuano sarcastici Laurino e Lovallo – si avvale di un nuovo portavoce, funzione che non si addice certo a un’organizzazione sindacale”. Per quanto riguarda i dati dell’attività del San Carlo precisano che “gli unici certificati e registrati in Regione sono quelli relativi agli anni 2015 – 2016, i quali mostrano una decrescita e una netta flessione dell’attività ospedaliera. Gli indicatori citati dal San Carlo – aggiungono i rappresentanti sindacali - sono esclusivamente quelli economici e i trend di crescita sono normale fisiologia. In un momento in cui l'ospedale cannibalizza le
pag. 241
2017
un anno di CGIL basilicata
prestazioni del territorio l'analisi va fornita completa dei tre ospedali sede di psa e se l'incremento rappresenta l'esportazione al San Carlo di parte degli interventi delle sedi di psa c'è poco da stare allegri. Quando il San Carlo, sordo a ogni sollecitazione, vorrà fornirci tutti i dati per consentire le opportune valutazioni sarà possibile una dialettica più corretta. Fin quando mancherà chiarezza di dati e di progetto non avremo altro che basarci sulle sensazioni di operatori e pazienti che sono in grande maggioranza negativi”.
pag. 242
2017
un anno di CGIL basilicata
Il sud e la Basilicata possono uscire dalla crisi se si assume una nuova strategia d’investimenti venerdì 04 agosto 2017
“Il sud e la Basilicata possono uscire dalla crisi se si assume una nuova strategia di investimenti” è quanto fa sapere Angelo Summa in un comunicato diffuso alla stampa. “Occorre innanzitutto partire dalla rimodulazione dei patti sottoscritti tra Regioni e Governo, le cui risorse non solo non stanno dentro una più ampia strategia, ma rischiano di non produrre alcun effetto di crescita e sviluppo, considerata la loro parcellizzazione e frammentarietà. Continuiamo a pensare, cosi come facemmo nel 2015 quando lanciammo a Potenza laboratorio sud con tutti i presidenti delle regioni del mezzogiorno, che occorre una strategia sovra regionale sostenuta da una visione d'insieme di tutto il sud. In questo particolare momento storico –politico e sociale, in cui la rappresentazione populista, che governa alcune e importanti regioni del nord, rischia di far ancor di più scivolare il sud in una condizione
pag. 243
2017
un anno di CGIL basilicata
di marginalità. Senza la voce del mezzogiorno e delle sue classi dirigenti si espone il paese non solo ad una frattura su temi unificanti quali la sanità , l'istruzione , la sicurezza e la mobilità, ma soprattutto si rischia la derubricazione del mezzogiorno e del suo peso specifico nelle scelte programmatiche ed economiche dell’intero Paese”. “Ecco perché”, continua Summa, “ribadiamo che occorre prioritariamente partire da una fotografia reale di quella che è la spesa pubblica effettiva, rapportata ai relativi abitanti, nel nord, nel centro e nel sud del paese. Diversamente assisteremo nei prossimi mesi ad un dibattito falsato , riportando le lancette del tempo indietro di 2 0 anni e cioè di un nord efficiente e di un sud sprecone . I dati ultimi del rapporto Swimez dimostrano che non è assolutamente cosi: Il sud riceve meno risorse ordinarie di quante ne ricevano altre aree del paese e le risorse dei fondi strutturali, anziché essere aggiuntive, sono di fatto risorse sostitutive ed in un certo qual modo compensative delle minori risorse ordinarie”. “Per queste ragioni”, chiude Summa “continueremo a dare vita a confronti e approfondimenti, affinchè si assuma una strategia nazionale sul mezzogiorno che punti ad un rilancio basato, tra l'altro, su un maggior raccordo pubblico -privato, una qualificazione degli investimenti nella PA e nelle infrastrutture, provando a ricostruire una scelta programmatica fondata sulla Coesione sociale e territoriale in Italia. La prima occasione per discutere di tali questioni sarà la V edizione della festa regionale della cgil di basilicata, che si aprirà l'8 settembre a Matera per proseguire a Potenza il 9 e 10 settembre; tre giornate per parlare di sviluppo, innovazione , lavoro e giovani”.
pag. 244
2017
un anno di CGIL basilicata
Tutti i lavoratori che hanno terminato la mobilità ordinaria nel 2015, possono fare domanda per accedere alla mobilità in deroga martedì 08 agosto 2017
Tutti i lavoratori che hanno terminato la mobilità ordinaria nel 2015, possono fare domanda per accedere alla mobilità in deroga. Abbiamo firmato un accordo importante con cui si realizza uno dei principi fondamentali di uno stato di diritto: la solidarietà. Per molti lavoratori espulsi dal ciclo produttivo, infatti, l'accesso al sistema degli ammortizzatori sociali rappresenta l'unica fonte reale di reddito. Tecnicamente le domande potranno essere inoltrate entro il 20 ottobre 2017, e quindi riteniamo opportuno comunicare ai lavoratori che ne abbiano diritto di avviare la procedura nel minore tempo possibile. Una buona notizia, prima della pausa ferragostana, che consegnerà una speranza in più ai tanti, troppi lavoratori che oggi rischiano di rimanere privi di tutele. Anche per questo motivo, all'interno della Quinta Festa Cgil Basilicata, abbiamo previsto l'allestimento di uno spazio di servizio per tutti i lavoratori, studenti,
pag. 245
2017
un anno di CGIL basilicata
pensionati che vorranno usufruire gratuitamente della consulenza della Cgil e del suo sistema servizi.
pag. 246
2017
un anno di CGIL basilicata
RICORSO SISTEMATICO DI FCA MELFI ALLA CASSA INTEGRAZIONE martedì 08 agosto 2017
IN DISCESA SENZA FRENI: IL RICORSO SISTEMATICO DI FCA MELFI ALLA CASSA INTEGRAZIONE FINO AD OTTOBRE È DAVVERO PREOCCUPANTE Lo stabilimento Fca di Melfi dopo molta (troppa) pubblicità e slogan, vede oggi - in realtà - la diminuzione complessiva dei volumi prodotti ed il ricorso ormai sistematico alla CIGO, che si abbatte anche su tutte le aziende dell'indotto di Melfi e della logistica. Tutto questo senza che siano in realtà migliorate le condizioni di lavoro di chi sta sulle linee. Oggi, con una nota dell'azienda, si comunica la cassa integrazione fino al mese di ottobre, per i seguenti periodi:
pag. 247
2017
un anno di CGIL basilicata
dalle ore 14 del 3 settembre alle ore 6 del 4 settembre dalle ore 6 dell'8 settembre alle ore 6 dell'11 settembre dalle ore 6 del 15 settembre alle ore 6 del 18 settembre dalle ore 6 del 22 settembre alle ore 6 del 25 settembre dalle ore 14 del 29 settembre alle ore 6 del 2 ottobre. Questa riduzione sensibile del lavoro varrà per i flussi produttivi dedicati alla realizzazione di tutti i modelli di auto prodotti presso lo stabilimento FCA di MELFI. Il problema di produzione della FIAT di Melfi è ormai strutturale: se alla ripresa l'azienda non interverrà con politiche produttive non affidate al caso, temiamo reali problemi per la tenuta occupazionale. Nuovi modelli in grado di reggere la concorrenza sul mercato, ritmi di lavoro realmente sostenibili sono per noi la risposta: invitiamo tutti i lavoratori di Melfi a prestare la massima attenzione alle iniziative che sarà opportuno mettere in campo.
pag. 248
2017
un anno di CGIL basilicata
Mancato pagamento stipendi Trotta Bus Segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna: “Serve incontro urgente La societĂ non usi alibi economici per giustificare il proprio rischio d'impresa e l'amministrazione comunale vigili sul rispetto de giovedĂŹ 10 agosto 2017
pag. 249
2017
un anno di CGIL basilicata
Mancato pagamento stipendi Trotta Bus Segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna: “Serve incontro urgente La società non usi alibi economici per giustificare il proprio rischio d'impresa e l'amministrazione comunale vigili sul rispetto delle scadenze” “Come volevasi dimostrare ancora una volta i più penalizzati sono sempre quelli che quotidianamente garantiscono il servizio ossia i lavoratori. Non è più ammissibile il ping pong, tra l'altro sterile e ormai poco credibile, tra la società Trotta bus e il Comune di Potenza sul rimpallo delle responsabilità”. È quanto dichiara il segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna sul mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori Trotta Bus. “Siamo già arrivati a 2 mensilità piene, quella di giugno e sta per maturare luglio, nonché a ratei della 14esima per le quali ai lavoratori viene registrata la mancata fruizione in termini salariali. Troppo poco chiara la posizione dell'azienda rispetto alla problematica e troppo poco tempestivo l'intervento del Comune per la sua risoluzione, bensì i buoni propositi di sostituirsi mediante pagamento diretto delle spettanze esplicitate. I quindici giorni della procedura però sanno di beffa, con ferragosto ormai alle porte, e di ulteriore allungamento dei tempi in quanto tale posizione poteva essere presa già a inizio mese viste le lungaggini comunemente note. Crediamo quindi non sia più procrastinabile un urgente incontro con i soggetti principali di questa annosa vicenda al fine di dirimere definitivamente la controversia in atto prima di risvolti ben più penalizzanti per i lavoratori. È finita l'epoca della demagogia, di iniziare a sanare i problemi solo dopo averli fatti incancrenire – conclude - La società non usi alibi economici per giustificare il proprio rischio d'impresa e contestualmente l'amministrazione comunale vigili preventivamente sul rispetto delle scadenze. La mancanza di uno di questi due elementi essenziali porta inevitabilmente alla circostanza attuale, della
pag. 250
2017
un anno di CGIL basilicata
quale si contesta aspramente la determinazione. Il tavolo di confronto deve essere immediato, chi non è in grado di mantenere gli impegni assunti si deve far da parte, la sorte di 150 famiglie non si può barattare. Per questo la Filt Cgil continuerà ad attenzionare la questione con un ruolo attivo e centrale nella discussione".
pag. 251
2017
un anno di CGIL basilicata
Baraccopoli Palazzo San Gervasio Vincenzo Esposito, Flai Cgil: “Intervengano subito le autorità competenti. Situazioni analoghe anche nel metapontino” giovedì 24 agosto 2017
Baraccopoli Palazzo San Gervasio Vincenzo Esposito, Flai Cgil: “Intervengano subito le autorità competenti. Situazioni analoghe anche nel metapontino” “Intervengano le autorità competenti soprattutto per verificare che le costruzioni rinvenute siano o meno
pag. 252
2017
un anno di CGIL basilicata
legate ad attività di caporalato e alla malavita organizzata”. È quanto dichiara il coordinatore regionale Flai Cgil Basilicata Vicenzo Esposito rispetto alle baracche abitate da braccianti migranti in località contrada Matinelle a Palazzo San Gervasio e a Montemilone. L’organizzazione ne ha preso visione durante il consueto lavoro svolto dal sindacato di strada che in questi periodi dell’anno si muove nelle campagne dove si svolge la raccolta del pomodoro. “L’infiltrazione della malavita organizzata mina fortemente il lavoro posto in essere dal coordinamento regionale per la lotta al caporalato rafforzato da protocollo sperimentale nazionale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura – continua Esposito - Una misura che ha consentito di realizzare all’interno del centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio un centro per l’impiego attualmente attivo e un ambulatorio sanitario. A breve partiranno anche le navette per il trasporto dei braccianti dal centro ai campi. Un risultato eccezionale, che pone le basi per il ripristino della legalità e la lotta allo sfruttamento in agricoltura che purtroppo, come evidente, ancora persistono. Una situazione che riguarda non soltanto la provincia di Potenza ma anche il metapontino dove abbiamo riscontrato l’esistenza di baraccopoli simili. Ai fini della buona riuscita di quanto stabilito dal protocollo e dell’effettivo utilizzo da parte dei braccianti migranti delle strutture di accoglienza previste sia a Palazzo San Gervasio che a Metaponto, urge un immediato intervento degli organi competenti per una verifica delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e della presenza di forme di caporalato”.
pag. 253
2017
un anno di CGIL basilicata
Stipendi Trotta Filt Cgil e Uil Trasporti firmano il mancato accordo “Non vi è alcuna certezza sull’effettivo pagamento delle spettanze” venerdì 25 agosto 2017
Stipendi Trotta Filt Cgil e Uil Trasporti firmano il mancato accordo “Non vi è alcuna certezza sull’effettivo pagamento delle spettanze” Le scriventi segreterie Filt Cgil e Uiltrasporti a seguito dell’avvio della procedura di raffreddamento avviata nei confronti della ditta Trotta per il mancato pagamento delle retribuzioni del mese di giugno 2017m quattordicesima mensilità 2017 e metà della quattordicesima del 2016, sono state convocate
pag. 254
2017
un anno di CGIL basilicata
dall’azienda nei giorni scorsi per il tentativo di conciliazione previsto per legge. Nel corso dell’incontro l’azienda ha comunicato che l’Inps aveva emesso un nuovo Durc regolare e che pertanto nei giorni successivi si sarebbe sbloccata la situazione finanziaria. Trotta ha inoltre comunicato di aver chiesto al Comune l’annullamento della procedura di sostituzione nel pagamento degli stipendi ai lavoratori dichiarando di aver incassato il credito da parte dell’amministrazione comunale con il quale avrebbe provveduto al pagamento delle mensilità di giugno e della quattordicesima del 2017 oltre alla mensilità di luglio nel frattempo maturata. La metà della quattordicesima del 2016 l’avrebbe pagata con i futuri introiti. Filt e Uilt, pur prendendo atto di quanto dichiarato dall’azienda, non avendo nel contempo nessuna data certa per il godimento di quanto dovuto ai lavoratori – che, ricordiamo, hanno trascorso un’intera estate senza retribuzione con tutti i problemi che ciò ha arrecato a loro e alle proprie famiglie – hanno ritenuto di chiudere il procedimento con un mancato accordo e di avviare la seconda fase del tentativo di conciliazione. Qualora non si dovesse giungere a soluzione nei prossimi giorni, le sigle sindacali proclameranno lo sciopero anche in virtù di una mancata conoscenza della somma trasferita dal Comune all’azienda e di quanto della stessa sarebbe stata utilizzata per sanare le situazioni con gli altri enti (Inps, Equitalia).
pag. 255
2017
un anno di CGIL basilicata
Le zes possono rappresentare una grande opportunità domenica 27 agosto 2017
"Le zes possono rappresentare una grande opportunità a patto che la loro istituzione e delimitazione sia supportata da un' idea strategica di sviluppo che tenga conto delle peculiarità dei territori ed anche e soprattutto di quelli che sono i criteri indicati nel decreto legge che ne prevede l'istituzione" è quanto fa sapere Angelo Summa, Segretario Generale CGIL Basilicata in una nota inviata alla stampa. "Certo l'individuazione delle ZES non puo' tramutarsi in una una mera candidatura di aree o zone avulse da un'idea di sviluppo e sganciate dai programmi di sviluppo nazionali collegati alle singole macro aree. Ecco perchè, la delibera recentemente approvata, con la quale vengono proposte le due ZES regionali, appare assolutamente inadeguata rispetto alle finalità perseguite. La scelta della Regione Basilicata è una scelta priva di valutazioni strategiche e soprattutto non rispondente alle potenzialità espresse dalla nostra regione. D'altronde la delibera è stata adottata in piena solitudine, attraverso un percorso assolutamente privo di
pag. 256
2017
un anno di CGIL basilicata
ascolto e discussione con le rappresentanze dei territori e delle parti sociali. Non vi è traccia di alcuna istruttoria nel corpo della delibera! In buona sostanza, ci si è limitati a prendere atto ed a far propri, sic et simpliciter, gli esiti "preliminari" di uno studio effettuato dall'Osservatorio Banche Imprese "La Basilicata, un'area cerniera. Le infrastrutture e la logistica"." "Vorremmo ricordare al Presidente Pittella", ha chiuso Summa, "che esistono altre aree in regione - la val d’agri insieme alla val basento, ad esempio - che hanno grandi potenzialità, ma, soprattutto, sono forse quelle maggiormente rispondenti ai criteri individuati dal governo nel Decreto SUD. E’ una occasione significativa per tutta la nostra regione e per questo occorre dare la giusta consistenza ad una proposta di candidatura di zes, se si vuole avere una opportunità di successo. L’istituzione delle Zone economiche speciali potrebbe, infatti, essere una misura importante a condizione che sia accompagnata da un intervento strutturale e programmatico."
pag. 257
2017
un anno di CGIL basilicata
Appalto servizi San Carlo di Potenza lunedì 28 agosto 2017
Appalto servizi San Carlo di Potenza Pasquale Paolino (Filcams Cgil), Aurora Blanca (Fisascat Cisl) Rocco Della Luna (UilTucs) “Tagli alle ore di lavoro e ai salari. Il presidente Pittella convochi un tavolo di confronto” “Il temuto taglio ai livelli occupazionali e di reddito conseguenti all’appalto dei servizi dell’ospedale San Carlo di Potenza, già denunciati alla stazione appaltante, è ormai una realtà”. È quanto fanno sapere i segretari regionali Filcams Cgil Pasquale Paolino, UilTucs Rocco Della Luna e Fisascat Cisl Aurora Blanca. “Negli incontri che si sono succeduti nei giorni scorsi all’Ispettorato del lavoro con le aziende
pag. 258
2017
un anno di CGIL basilicata
aggiudicatarie dell’appalto ponte – affermano - è emerso un taglio di oltre 25.000 ore determinando una riduzione dei contratti che attualmente hanno i 260 lavoratori impiegati nel servizio, in deroga a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro e dalla legge regionale. Si tratta di una riduzione delle ore lavorate - specialmente per gli addetti del servizio di pulizia e di ausiliariato - pari almeno al 30% delle ore assegnate. Una situazione inaccettabile per dei lavoratori il cui salario di appena 500 euro al mese, già oggi non consente di raggiungere livelli di vita dignitosi. Un danno oltretutto prevedibile dalla stazione appaltante la quale ha fatto ricorso a un elenco generale omnicomprensivo di tutti i servizi erogati al San Carlo, sebbene gli appalti siano distinti, e che fra l’altro non indica gli orari in godimento a ogni lavoratore. Tutto ciò, unito al ricorso alla formula del massimo ribasso e alla suddivisione di un unico appalto in tre, ha conseguenze dirette sull’anello più debole della catena degli appalti, ovvero i lavoratori. Come sindacati denunciamo ancora una volta il sistema debole degli appalti in Basilicata e chiediamo al presidente regionale Pittella di farsi carico di tale situazione aprendo immediatamente, prima dell’incontro di domani martedì 29 agosto 2017 presso l’Ispettorato del lavoro, un tavolo di concertazione con le organizzazioni sindacali, per ricercare una soluzione utile alla salvaguardia dei livelli occupazionali e di reddito. Ormai da prassi la discussione dei tavoli in materia di appalti si riduce alla mera trattazione della decurtazione dei salari senza alcuno spazio per il miglioramento delle condizioni di lavoro degli addetti, comprese quelle economiche. Più volte, al fine di evitare la riduzione delle ore e degli stipendi – concludono Paolino, Della Luna e Blanca – è stato informato il direttore generale dell’azienda ospedaliera San Carlo che ha fatto orecchie da mercante, ignorando completamente la vertenza che riguarda sia i lavoratori sia la qualità del servizio offerto”.
pag. 259
2017
un anno di CGIL basilicata
Incontro governo e sindacati su pensioni Allegretti, Spi Cgil Basilicata “Al centro del dibattito i temi relativi alla pensione di garanzia per i giovani, la rivalutazione delle pensioni, il blocco dell’aumento automatico dell’età di pensionamento” giovedì 31 agosto 2017
pag. 260
2017
un anno di CGIL basilicata
Incontro governo e sindacati su pensioni Allegretti, Spi Cgil Basilicata “Al centro del dibattito i temi relativi alla pensione di garanzia per i giovani, la rivalutazione delle pensioni, il blocco dell’aumento automatico dell’età di pensionamento” È ripartito ieri 30 agosto 2017 il dialogo tra governo e sindacati sulle pensioni. Al centro del vertice i tanti argomenti previsti nella cosiddetta “fase 2” del confronto iniziato mesi fa. Tra i campi d’intervento, l’introduzione della pensione (600 – 650 euro) per i giovani con carriere discontinue nel caso in cui i contributi versati non siano sufficienti a raggiungere tale somma. C’è poi l’ipotesi di andare in pensione al raggiungimento dell’età pensionabile abbassando la soglia da 1,5 volte l’assegno sociale a 1,2 volte. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni per approfondire misure e questioni specifiche con l’obiettivo di inserirle nella prossima legge di bilancio. Restano distanti le posizioni sul blocco della aspettativa di vita che nei prossimi anni porterebbe a un innalzamento dell’età pensionabile. Il tavolo affronterà nei prossimi giorni anche il tema rilevante della rivalutazione delle pensioni. Gli assegni, come noto, sono fermi da anni. Come Cgil chiediamo un meccanismo di rivalutazione delle pensioni più efficace e un paniere più adeguato, perché dobbiamo fare più attenzione ai consumi reali dei pensionati. Sul reddito in inclusione (Rei), misura adottata di recente dal governo, il giudizio è positivo anche se il tema della povertà va affrontato non soltanto con interventi economici, che per l’altro restano insufficienti, ma anche con misure efficaci per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone disagiate. È questo tema molto caro alla Basilicata dove resta alta la percentuale delle persone in povertà e dove, dalle ultime ricerche sull’alimentazione, è emerso come il 41,7% degli anziani lucani rinunci ai pasti a causa della crisi. Restano aperte anche alcune questioni legate all’Ape sociale: gli anni di contribuzione necessari sono troppi, soprattutto per le donne, per gli edili o per chi fa lavori discontinui.
pag. 261
2017
un anno di CGIL basilicata
Mancato pagamento stipendi autolinee Nolè I 60 lavoratori avanzano tre mensilità Segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna: “Avviata la seconda fase di raffreddamento. Pronti a scioperare se la questione non dovesse risolversi in tempi bre giovedì 31 agosto 2017
pag. 262
2017
un anno di CGIL basilicata
Mancato pagamento stipendi autolinee Nolè I 60 lavoratori avanzano tre mensilità Segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna: “Avviata la seconda fase di raffreddamento. Pronti a scioperare se la questione non dovesse risolversi in tempi brevi” È partita oggi la seconda fase del procedimento di raffreddamento con l’azienda di autolinee Nolè di Matera. Nonostante i diversi incontri con i vertici dell’azienda, a oggi i lavoratori devono ancora percepire gli stipendi di giugno e luglio, insieme all’ormai maturato agosto e alla quattordicesima mensilità. Il segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna ha pertanto inviato oggi una lettera al Prefetto di Matera in cui si chiede un intervento urgente della Prefettura per risolvere la questione nel minor tempo possibile. “È inaccettabile che nonostante l’avvio della procedura di raffreddamento, l’organizzazione sindacale non sia mai stata convocata, mostrando da parte dell’azienda una totale chiusura a qualsiasi tipo di accordo – dichiara Cafagna – Si alza così ulteriormente il livello vertenziale che vede coinvolti ben 60 lavoratori i quali non percepiscono lo stipendio da tre mesi oltre alla quattordicesima mensilità, ponendo in serie difficoltà economiche altrettanti nuclei familiari. Qualora non dovessero esserci risposte da parte dell’azienda, la Filt Cgil non si esimerà dal mettere in campo forti azioni di protesta proclamando lo sciopero dei lavoratori”.
pag. 263
2017
un anno di CGIL basilicata
Conferenza stampa quinta festa CGIL BASILICATA venerdì 01 settembre 2017
Si terrà lunedì 4 settembre 2017 alle ore 10.30 nella sede della Cgil Basilicata in via Bertazzoni, 100, a Potenza, la conferenza stampa di presentazione della Quinta Festa Cgil Basilicata dal titolo: “Liberiamo il lavoro”. Nel corso dell’incontro con la stampa verranno presentate le attività e consegnata ai giornalisti una cartella con i profili degli ospiti e degli artisti che quest’anno arricchiranno i contenuti della tre giorni di settembre. Vi ringraziamo per la presenza che vorrete assicurare e per la visibilità che ne vorrete dare sulle vostre testate. Grazie e Buon Lavoro
pag. 264
2017
un anno di CGIL basilicata
Quinta festa Cgil Basilicata programma e attività martedì 05 settembre 2017
La festa regionale CGIL, giunta alla quinta edizione, è un momento di approfondimento attraverso il quale rimettere al centro del dibattito politico il lavoro e i diritti. L’edizione 2017 prova a declinare il tema del lavoro secondo due aspetti fondamentali, la legalità e l’innovazione, imprescindibili per lo sviluppo territoriale del Mezzogiorno. Nella tre giorni di dibattiti ci confronteremo su Green Innovation Strategy, industria 4.0, transizione energetica, utilizzo responsabile del territorio, nuove tecnologie e dati aperti per favorire la partecipazione dal basso. La piazza della Cgil sarà aperta e partecipata, con la presenza di circa 30 associazioni provenienti da tutta la regione e il coinvolgimento di personaggi di rilievo nazionale e internazionali appartenenti al mondo politico e sindacale, delle istituzioni, della cultura e della società civile. Nella giornata dell’8, da piazza San Francesco a Matera, si parlerà di innovazione e di processi utili ad agevolare l’economia della condivisione. Allo stesso tempo verrà introdotto il tema della legalità con riferimento alle traiettorie di sviluppo legate a Matera2019. Il 9 e 10 la festa si sposta a Potenza, in piazza Mario Pagano. Spazio ancora all’innovazione e alla legalità, in relazione alle politiche del Mezzogiorno e in particolare ai giovani. La giornata del 9 sarà divisa tra un primo dibattito sullo sviluppo e sull’Industria 4.0, laddove le ragioni teoriche per una politica industriale dovranno misurarsi con i diversi approcci programmatori e con le scelte di politica economica, individuando le difficoltà del presente e del Mezzogiorno, il cui rilancio non può prescindere da un maggior raccordo pubblico/privato, da una qualificazione degli investimenti della PA e da corposi interventi sulle infrastrutture. Subito dopo si aprirà una riflessione sull’impatto e sulle conseguenze della presenza criminale nelle diverse aree del Paese. A chiudere la festa, il 10, confronto tra la segretaria generale Cgil Susanna Camusso e il vescovo di Taranto Filippo Santoro sul rapporto tra lavoro, giovani e Mezzogiorno con riferimento alla disoccupazione giovanile, alla povertà e all’emigrazione. Spazio alle pari opportunità con la presentazione del volume “4
pag. 265
2017
un anno di CGIL basilicata
petali rossi”, un lavoro a quattro mani che tratta lo scottante argomento della violenza sulle donne. Nelle tre giornate gli incontri e i dibattiti si alterneranno a momenti di cultura, spettacolo e intrattenimento. Il programma Completo: 8 Settembre | Matera Piazza San Francesco Ore 17:30 Imparare ad innovare nuovi modelli aperti per un’economia sociale condivisa NE DISCUTONO Francesco Pesce Autorità di Gestione FSE Basilicata Paolo Verri Direttore Generale Fondazione Matera-Basilicata 2019 Paola Galgani Segretaria generale Cgil Firenze Carlo Borgomeo Presidente Fondazione con il sud Alberto Cottica Economista ed Esperto di Reti Sociali Angelo Summa Segretario generale Cgil Basilcata Nella Platea onda libera, made in carcere, pickmeapp, vazapp Ore 19:00 Definizione protocollo di legalità Matera2019 come laboratorio di trasparenza e sviluppo NE DISCUTONO Luciano Silvestri Cgil Nazionale, dipartimento legalità Antonella Bellomo Prefetto di Matera Filippo Bubbico Vice Ministro dell’Interno Eustachio Nicoletti Segretario generale Cgil Matera
pag. 266
2017
un anno di CGIL basilicata
9 Settembre | potenza Piazza Mario Pagano ore 17:30 Legalità, democrazia ed economia del crimine Il Nord e il Sud allo specchio Modera Fabrizio Feo Giornalista Rai Ne discutono Giuseppe Massafra Segretario Nazionale CGIL Antonio Parbonetti Università di Padova Franco Roberti Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Luigi Gay Procuratore Distrettuale Antimafia Filippo Bubbico Vice Ministro dell’Interno ore 19:00 L’uomo e le nuove tecnologie la sfida per il governo per lo sviluppo sostenibile modera Annalisa Magone Presidente Centro Studi e Ricerca Torino Nord Ovest ne discutono Vincenzo Colla Segretario Confederale CGIL Guglielmo Epifani Presidente Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati Luciano Marcocci Responsabile innovazione e governance tecnologica Leonardo Patrizio Bianchi Assessore Scuola, Formazione professionale, Università, Ricerca e Lavoro Regione Emilia-Romagna
pag. 267
2017
un anno di CGIL basilicata
Angelo Summa Segretario Generale CGIL Basilicata Marcello Pittella Presidente Regione Basilicata 10 settembre | Potenza piazza mario pagano ore 17:30 4 petali rossi frammenti di vite spezzate Coordina Anna Russelli Segretaria Cgil Basilicata Intervengono Loriana Lucciarini Autrice del libro Francesca Re David Segretaria Generale Fiom ore 19:00 Giovani Mezzogiorno ne discutono Susanna Camusso Segretaria Generale Cgil Filippo Santoro Arcivescovo di Taranto Arcivescovo di Taranto Presidente commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia, la pace. I Concerti VenerdĂŹ 8 settembre, a Matera in Piazza San Francesco The Roots Caporal Krikka Reggae Sabato 9 settembre, a Potenza in Piazza Mario Pagano Maldestro Med Free Orkestra Domenica 10 settembre, a Potenza in Piazza Mario Pagano Fabrizio Moro
pag. 268
2017
un anno di CGIL basilicata
Al via Quinta festa regionale Cgil giovedì 07 settembre 2017
Al via la quinta festa regionale Cgil A Matera domani venerdì 8 settembre in piazza San Francesco A Potenza il 9 e il 10 settembre in piazza Mario Pagano Segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa: “Con le giornate del lavoro riportiamo al centro del dibattito i bisogni delle persone e i loro diritti” Apre domani venerdì 8 settembre 2017 a Matera la festa regionale Cgil, giunta alla quinta edizione, che proseguirà poi a Potenza in piazza Mario Pagano sabato 9 e domenica 10 settembre. Tre giorni di approfondimento attraverso il quale rimettere al centro del dibattito politico il lavoro e i diritti. L’edizione 2017 prova a declinare il tema del lavoro secondo due aspetti fondamentali, la legalità e l’innovazione, imprescindibili per lo sviluppo territoriale del Mezzogiorno. Al centro dei dibattiti green innovation strategy, industria 4.0, transizione energetica, utilizzo responsabile del territorio, nuove tecnologie e dati aperti per favorire la partecipazione dal basso. La piazza della Cgil sarà aperta e partecipata, con la presenza di circa 30 associazioni provenienti da tutta la regione e il coinvolgimento di personaggi di rilievo nazionale e internazionale appartenenti al mondo politico e sindacale, delle istituzioni, della cultura e della società civile. I momenti di confronto si alterneranno alla musica e all’intrattenimento. “Le tre giornate di confronto – afferma Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata rappresentano lo strumento di rivendicazione e mobilitazione per riportare al centro del dibattito i bisogni delle persone e i loro diritti, in assenza di veri spazi di democrazia e partecipazione, con l’obiettivo
pag. 269
2017
un anno di CGIL basilicata
di restituire al lavoro il giusto valore e peso politico. Oltre alla sua funzione classica vertenziale il sindacato ha il dovere, specie in questa fase di crisi, di aiutare il nostro territorio a confrontarsi nel merito e capire se ci sono soluzioni e spiragli. Attraverso iniziative di questo tipo vogliamo rispondere all’esigenza di portare ambiti di discussione in contesti in cui non è quasi mai possibile farlo attraverso interlocutori di alto profilo con cui ci discuteremo della incapacità dell’Italia di investire nelle competenze e ciò succede ancora di più nel Mezzogiorno dove il tasso migratorio, insieme alla disoccupazione giovanile, è ancora molto alto. È ora di dare ai giovani le giuste opportunità per costruire il proprio futuro, a partire da un confronto che sia il più possibile democratico e libero”. IL PROGRAMMA Si parte venerdì 8 settembre alle ore 17 a Matera in piazza San Francesco dove si parlerà di innovazione e di processi utili ad agevolare l’economia della condivisione con importanti protagonisti dello sviluppo e delle reti sociali, a cominciare dal presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo, l’esperto di reti sociali Alberto Cottica, il direttore generale di Matera-Basilicata 2019 Paolo Verri, l’assessore Regionale Roberto Cifarelli e Paola Galgani, segretaria della Camera del lavoro Cgil di Firenze. Successivamente, alle 19.30, si parlerà di legalità con riferimento alle traiettorie di sviluppo legate a Matera2019. Obiettivo del dibattito è arrivare alla firma del protocollo di legalità che attesti Matera 2019 come laboratorio di trasparenza e sviluppo. Saranno presenti il Prefetto di Matera Antonella Bellomo, Luciano Silvestri del Dipartimento Legalità della Cgil, Eustachio Nicoletti, segretario generale Cgil Matera e il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico. Spazio, infine, alla musica con il concerto alle 21 dei gruppi musicali locali The Roots Corporate e Kricca Reggae. Il 9 settembre a Potenza in piazza Mario Pagano alle ore 17 spazio ancora all’innovazione e alla legalità, in relazione alle politiche del Mezzogiorno e in particolare ai giovani. Entrando nel merito del fenomeno criminale nell’economia e il peso che lo stesso ha nella pubblica amministrazione, si cercherà di comprendere dinamiche e similitudini tra il nord ed il sud del Paese con autorevoli esponenti quali il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, autore di una recente denuncia sullo stato dell’arte nel Mezzogiorno e in Basilicata, il procuratore distrettuale antimafia Luigi Gay, il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico, il prorettore dell’Università di Padova Antonio Parbonetti (autore di uno studio sul peso dell’economia criminale nel Nord Italia ripreso da importanti testate quali Repubblica e L’Espresso), il segretario nazionale Cgil Giuseppe Massafra e il giornalista di Rai Fabrizio Feo. A seguire, alle 19, si discuterà di innovazione quale punto focale dei nuovi modelli industriali, dal programma Industria 4.0 ai modelli di impresa che provengono dalla Germania e quindi elemento indispensabile per delineare strategie di rilancio del Mezzogiorno e dello sviluppo dei territori. Saranno presenti Guglielmo Epifani, presidente della Commissione attività produttive della Camera, Luciano Marcocci, responsabile innovazione di Leonardo Company, Patrizio Bianchi, assessore allo Sviluppo, formazione e ricerca dell’Emilia Romagna, il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil e Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata. Sul palco, infine, a partire dalle 21 il cantautore napoletano Maldestro, noto per i suoi testi sulla legalità, e la Med Free Orkestra. A chiudere il programma, domenica 10 settembre alle 19 in piazza Mario Pagano a Potenza, il confronto tra la segretaria generale Cgil Susanna Camusso e il vescovo di Taranto Filippo Santoro sul rapporto tra lavoro, giovani e Mezzogiorno con riferimento alla disoccupazione giovanile, alla povertà e all’emigrazione. Spazio alle pari opportunità alle 17.30 con la presentazione del volume “4 petali rossi: frammenti di vite spezzate” pubblicato da Arpeggio Libero nella collana Allo specchio. Interverranno una delle autrici Loriana Lucciarini, la segretaria generale Fiom Francesca Re David e Anna Russelli della segreteria Cgil Basilicata.
pag. 270
2017
un anno di CGIL basilicata
Alle 21.30 il cantante Fabrizio Moro nel suo “Pace tour 2017�.
pag. 271
2017
un anno di CGIL basilicata
Quinta festa regionale Cgil, per Matera un protocollo della legalitĂ venerdĂŹ 08 settembre 2017
Prima giornata quinta festa Cgil Basilicata Da piazza San Francesco a Matera la proposta Cgil di un protocollo di legalitĂ per Matera 2019 Dibattito su innovazione ed economia sociale
pag. 272
2017
un anno di CGIL basilicata
Summa: “Il welfare alla base di una nuova economia e opportunità occupazionale” Innovazione e legalità. Sono questi i due aspetti attraverso i quali la quinta festa Cgil Basilicata prova quest’anno a declinare il tema del lavoro. Oggi a Matera, in piazza San Francesco, l’edizione 2017 ha aperto con il dibattito “Imparare ad innovare. Nuovi modelli aperti per un’economia sociale condivisa” alla presenza del presidente della Fondazione Con il Sud Carlo Borgomeo, l’esperto di reti sociali Alberto Cottica, il direttore generale di Matera-Basilicata 2019 Paolo Verri, l’assessore regionale alle Attività produttive Roberto Cifarelli, la segretaria della Camera del lavoro Cgil di Firenze Paola Galgani e il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa. Afferma il segretario regionale: “Il sociale ha grande potenzialità per creare lavoro, sia in termini di risposta ai bisogni delle persone sia in termini di ripensamento degli spazi di socialità, investendo le varie forme di welfare aziendale quanto le diverse dinamiche di vita delle comunità: l’organizzazione del tempo libero, gli spazi e i tempi dell’invecchiamento e dell’infanzia che richiedono risposte sempre più crescenti. L’economia ha bisogno di un suo ripensamento complessivo, non può essere ancorata solo alle forme classiche dell’industria e della manifattura. In questo senso il ruolo dell’economia sociale è enorme per determinare nuovi spazi nella socialità e con essi nuove opportunità di sviluppo e di occupazione”. Aggiunge Paola Galgani: “Nel parlare di innovazione la Cgil deve porsi il problema di innovare le modalità con cui costruisce le proprie proposte, nel rispetto dei propri organismi. È necessario avviare un processo di condivisione che guardi alle associazioni e a chi è rappresentativo delle città, dove noi attuiamo la contrattazione sindacale. L’ho sforzo è quello di puntare sugli elementi che possono accumunarsi. Un esempio è quello che abbiamo fatto a Firenze con il progetto Metropolitiamo che mira a costruire con la città delle proposte per la stessa. Perché chi lavora non ha solo problemi contrattuali: l’accesso c’è l’accesso al nido, alla casa, alla cultura, alla formazione, la possibilità di spostarsi con facilità, un aiuto per un genitore non più autosufficiente, la serenità di respirare aria pulita e di mangiare del cibo sano. E infine perché fare buone politiche territoriali significa anche creare e garantire buon lavoro”. L’incontro “Definizione protocollo di legalità. Matera 2019 come laboratorio di trasparenza e sviluppo” ha invece lo scopo di avviare un percorso verso la firma di un protocollo della legalità per Matera 2019 che metta in campo gli strumenti pattizi atti a contrastare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle attività economiche e le disposizioni volontarie tra soggetti coinvolti nella gestione dell’opera pubblica con lo scopo di rafforzare i vincoli previsti dalle norme e dalle legislazioni antimafie con forme di controllo volontario. L’ambito di azione è relativo alle infrastrutture e agli appalti nella direzione di contrastare le infiltrazioni mafiose ma anche gli illeciti. La sottoscrizione avviene tra la Prefettura e la stazione appaltante o l’amministrazione di riferimento. Vede il coinvolgimento delle parti sociali e datoriali. Al protocollo di legalità va affiancato il protocollo di intesa tra Comune e organizzazioni sindacali e datoriali. Quest’ultimo, a differenza del primo, non ha vincolo giuridico e ha l’obiettivo di governare i processi in forma concordata, nella salvaguardia della qualità dell’opera e dei servizi erogati garantendo sia i diritti e la tutela lavoratori sia le imprese che rispettano il contratto. La proposta della Cgil nasce da una serie di considerazioni. “Con la designazione di Capitale europea della cultura 2019, la città di Matera è sottoposta ad un’attenzione internazionale – spiega Eustachio Nicoletti, segretario generale Cgil Matera - I processi socio economici e culturali si stanno evolvendo con molta velocità che certamente offrono opportunità di sviluppo, ma nel contempo possono risultare incontrollati tanto da creare meccanismi degenerativi. È necessario che la comunità si attrezzi affinché si costruiscano anticorpi e prevenzioni in grado di orientare ed evitare distorsioni nei processi socio economici della città. La preparazione al 2019, anche con i ritardi accumulati, presuppone investimenti cospicui nell’ambito delle opere pubbliche e nel settore dei servizi che potrebbero risultare appetibili per la malavita organizzata e comitati corrotti. La qualità dei servizi potrebbe essere inadeguata e compromessa da distorsioni e mancanze di rispetto delle regole trasparenti. La creazione di lavoro può risultare precario e privo di regole contrattuali”.
pag. 273
2017
un anno di CGIL basilicata
Precisa Luciano Silvestri, responsabile del Dipartimento Legalità della Cgil nazionale: “I fatti di cronaca e soprattutto le inchieste giudiziarie parlano purtroppo quotidianamente di un paese attraversato in maniera diffusa da episodi inquietanti di illegalità e di corruzione. Ciò rappresenta un fenomeno pesante dal punto di vista sociale, democratico ed economico di cui dobbiamo liberarci se vogliamo ricostruire una nuova prospettiva di sviluppo e di occupazione. Soprattutto dobbiamo avere la lungimiranza di operare in modo da prevenire questi fenomeni. La corruzione e l'illegalità deprimente l'economia e i diritti, scacciano la parte sana del nostro sistema produttivo rendendo il paese meno ricco e meno competitivo rispetto agli altri paesi dell'Europa. Per questo la Cgil vuole stringere con le istruzioni patti di legalità in modo che una saldatura operativa fra la società civile e le autonomie locali che governano il territorio determini quelle condizioni virtuose necessarie per sconfiggere questi fenomeni. Le opportunità determinate dal riconoscimento di Matera Capitale della Cultura non su trasformino in occasioni per alimentare illegalità, ma diventino l'impegno comune per promuovere lo sviluppo del territorio in un quadro di trasparenza e di dignità del lavoro”. Della proposta si è discusso con il Prefetto di Matera Antonella Bellomo e il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico. Spazio, infine, alla musica con il concerto alle 21 dei gruppi musicali locali The Roots Corporate e Kricca Reggae. I PROSSIMI APPUNTAMENTI Domani sabato 9 settembre e domenica 10 la festa si sposta a Potenza, in piazza Mario Pagano. Alle 17 si parlerà di legalità in relazione alle politiche del Mezzogiorno e in particolare ai giovani. Saranno presenti il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, autore di una recente denuncia sullo stato dell’arte nel Mezzogiorno e in Basilicata, il procuratore distrettuale antimafia Luigi Gay, il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico, il prorettore dell’Università di Padova Antonio Parbonetti (autore di uno studio sul peso dell’economia criminale nel Nord Italia ripreso da importanti testate quali Repubblica e L’Espresso), il segretario nazionale Cgil Giuseppe Massafra e il giornalista di Rai Fabrizio Feo. Alle 19 si torna a parlare di innovazione in relazione ai nuovi modelli industriali e al programma Industria 4.0 con Guglielmo Epifani, presidente della Commissione attività produttive della Camera, Luciano Marcocci, responsabile innovazione di Leonardo Company, Patrizio Bianchi, assessore allo Sviluppo, formazione e ricerca dell’Emilia Romagna, il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil e Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata. Sul palco, a partire dalle 21 il cantautore napoletano Maldestro, noto per i suoi testi sulla legalità, e la Med Free Orkestra. In piazza saranno presenti circa 30 associazioni provenienti da tutta la regione con attività e laboratori per i più piccoli, la raccolta dei centesimi di Io pontentino Onlus – Magazzini Sociali per l’acquisto della farina per gli utenti in difficoltà serviti dall’associazione e la possibilità di ritirare il proprio kit domestico all’apposito stand dell’Acta.i
pag. 274
2017
un anno di CGIL basilicata
Quinta festa regionale Cgil, a Potenza i temi della legalità e dell'industria 4.0 sabato 09 settembre 2017
Secondo giornata quinta festa Cgil Basilicata In piazza Mario Pagano a Potenza i temi della legalità e dell’industria 4.0 Massafra, Cgil nazionale: “Approvare subito il codice antimafia da due anni fermo in Parlamento” Summa: “Industria 4.0 in Basilicata significa investire in istruzione, formazione, ricerca, FCA e transazione
pag. 275
2017
un anno di CGIL basilicata
energetica” Dopo l’apertura a Matera, si è trasferita a Potenza in piazza Mario Pagano la quinta festa della Cgil Basilicata. Ad aprire la due giorni potentina, oggi, il dibattito coordinato dal giornalista Fabrizio Feo “Legalità, democrazia ed economia del crimine, il nord e il sud allo specchio” alla presenza del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il procuratore distrettuale antimafia Luigi Gay, il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico, il prorettore dell’Università di Padova Antonio Parbonetti e il segretario nazionale Cgil Giuseppe Massafra. L’ultima relazione di Roberti descrive un quadro di continua ascesa delle organizzazioni criminali nelle nostre economie e nelle istituzioni. Come ha sottolineato la Banca mondiale, la corruzione è uno dei fenomeni che maggiormente ostacola lo sviluppo di un Paese, riducendo il tasso di crescita di 0,5 – 1,0 punti percentuali per anno. In Italia, secondo un calcolo approssimativo della Corte dei Conti, costa circa 60 miliardi di euro l’anno. La Basilicata non è esente da tutto ciò tanto che Roberti parla di un territorio interessato da “un’intrusione di tipo predatorio”. In una pubblicazione Della Banca d'Italia del 2012,è stato confrontato lo sviluppo economico di Puglia e Basilicata nei decenni precedenti e successivi al diffondersi del contagio mafioso, avvenuto verso la fine degli anni ’70, con quello di un gruppo (di controllo) di regioni del Centro Nord che avevano simili condizioni socio-economiche iniziali. I risultati empirici mostrano che, in concomitanza con il contagio, la Puglia e la Basilicata sono passate da una crescita del prodotto pro capite che era più rapida di quella del gruppo di regioni inizialmente simili a una più lenta: nell’arco di trenta anni, all’insorgere della criminalità organizzata sarebbe attribuibile una perdita di PIL di 20 punti percentuali, essenzialmente per minori investimenti privati. Parlare di legalità, dunque, significa parlare di sviluppo e di democrazia e richiede trasparenza, conoscenza dei meccanismi di funzionamento e controllo. Afferma Giuseppe Massafra: “La legalità è il presupposto fondamentale per costruire il futuro di un Paese. Il contrasto alle mafie deve tener conto di due aspetti fondamentali: gli interessi economici non riguardano solo il sud, come documentano le diverse inchieste giudiziarie e la crisi crea condizioni più favorevoli alle infiltrazioni malavitose. Ecco perché come sindacato sosteniamo la necessità di affermare i diritti universali per tutti, in quanto migliorare le condizioni di vita di chi sta peggio sottrae a quella sudditanza su cui le mafie si costituiscono. Dal punto di vista pratico ciò si traduce nella diffusione dei protocolli di legalità con gli enti locali, spingendo le istituzioni a un maggiore coinvolgimento nei piani anticorruzione e nell’approvazione del codice antimafia, da due anni fermo in Parlamento e che noi chiediamo con forza in quanto consentirebbe di meglio organizzare la procedura di confisca dei beni immobili e di rafforzare la presenza dello Stato il cui controllo sociale in alcuni contesti è esercitato dalla mafia”. Dalla legalità al tema dell’innovazione, altro fattore indispensabile secondo l’organizzazione sindacale pe restituire valore e peso politico al lavoro. Se n’è discusso all’incontro “L’uomo e le nuove tecnologie, la sfida per il governo per lo sviluppo sostenibile” al quale hanno partecipato Guglielmo Epifani, presidente della Commissione attività produttive della Camera, Luciano Marcocci, responsabile innovazione di Leonardo Company, Patrizio Bianchi, assessore allo Sviluppo, formazione e ricerca dell’Emilia Romagna, il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil e Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata. Su Industria 4.0 e nuovi modelli industriali, Summa dice: “È fondamentale implementare da subito, in una prospettiva ampia e trasversale, il mondo delle competenze, della scuola, dell’università e della ricerca. Non ci possiamo illudere di partecipare attivamente al pari di altri Paesi alla quarta rivoluzione industriale con i dati attuali sui laureati e sulle risorse che vengono stanziate per la ricerca e l’istruzione in Italia. Senza dubbio occorre aprire una riflessione sul ruolo di strutture deputate alla ricerca e allo sviluppo e orientate a fornire un supporto di definizione strategica nei processi e nei prodotti, come ad esempio il campus Fca di Melfi, ma pure il ruolo della nostra università e dei centri di ricerca. Per questo riteniamo abbia senso pensare a una strategia di connessione che punti a legare funzionalmente da un lato le potenzialità del settore energetico della Val d’Agri e dall’altro il comparto della produzione di
pag. 276
2017
un anno di CGIL basilicata
autoveicoli. Voglio ricordare che a gennaio di quest’anno il governo ha dato il via libera alla direttiva europea 2014/94 cosiddetta direttiva Dafi, dove si definisce il quadro strategico nazionale per le infrastrutture e fornitura per lo sviluppo del mercato dei carburanti alternativi. Per noi può essere una opportunità. Contestualmente bisogna imprimere una direzione anche al campus di ricerca della Fca. In una regione come la nostra – continua Summa - che in questi anni si è cimentata con lo spinoso problema della coesistenza di modelli per certi versi alternativi, se non proprio inconciliabili come lo sfruttamento delle risorse energetiche e la salvaguardia/investimento sul e del suo territorio, ha senso migliorare il rapporto uomo/natura/innovazione, immaginando una via d’uscita graduale e consapevole dalla dipendenza dalle fonti fossili Questi sono gli assi e su questi pensiamo si possa inquadrare una strategia ampia e rivolta al futuro: istruzione, formazione, competenze, Fca, settore energetico, modernizzazione urbana e integrazione del territorio regionale con la rete dei servizi. Questi sono i nodi principali da aggredire se si vuol fare di Industria 4.0 non una mera partita di giro, non la semplice destinazione di risorse su macchinari e tecnologia, ma un vero e proprio campo di prova per tutti. Il concetto di innovazione – conclude - non va poi circoscritto a un ambito prettamente tecnologico. Innovazione è anche quella “sociale”, di tipo organizzativo, di mercato. Infrastruttura è anche quella sociale. Il programma operativo relativo al Fesr per il 2014-2020 ha assegnato alla Basilicata 826 milioni di euro, di cui 413 provenienti dal fondo Fesr dell’Unione europea e altri 413 da fondi nazionali (35%) e un 15% da fondi regionali. In questo grande contenitore vanno orientati gli investimenti, bisogna compiere delle scelte, provando a collegare il sistema della ricerca al sistema produttivo e sociale del territorio, perché l’innovazione tecnologica divenga realmente innovazione sociale”. Aggiunge Vincenzo Colla: “è in atto una rivoluzione e come la governiamo ha un impatto sociale. Se non investiamo in innovazione perdiamo posti di lavoro. La Cgil si sta attrezzando con corsi di formazione e strumenti come “Idea diffusa” che coinvolge docenti, professionisti e ricercatori per l’analisi dei nuovi sistemi produttivi che bisogna conoscere per contrattare l’impatto sul lavoro. Il problema è che si tratta di una gestione mondiale che polarizza il mercato attorno a quattro grandi piattaforme come Google, Facebook, Amazon e Apple che fanno il Pil nel nostro Paese con 1 milione di lavoratori contro i 10 milioni in Italia. Ciò nonostante, l’applicabilità in ogni luogo può essere una grande occasione per la rinascita del lavoro specialmente nel sud dove il tasso di disoccupazione nei giovani è alto. Bisogna, però, sviluppare competenze”. Sul palco, a partire dalle 21, il cantautore napoletano Maldestro e la Med Free Orkestra. DOMANI DOMENICA 10 SETTEMBRE Alle 17.30 in piazza Mario Pagano a Potenza presentazione del volume sulla violenza sulle donne“4 petali rossi: frammenti di vite spezzate” pubblicato da Arpeggio Libero nella collana Allo specchio. Interverranno Anna Russelli, della segreteria regionale Cgil, una delle autrici Loriana Lucciarini e la segretaria generale Fiom Cgil Francesca Re David. Alle 19, confronto su “Lavoro, giovani e mezzogiorno” tra la segretaria generale Cgil Susanna Camusso e l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro. A chiudere la festa, alle 21.30, Fabrizio Moro in concerto. Sarà possibile visitare gli stand delle associazioni anche domani mattina dalle 11.30 alle 13.30 partecipando alle diverse attività proposte. In piazza sono presenti circa 30 associazioni provenienti da tutta la regione con attività e laboratori per i più piccoli a cura di Libreria senza nome, Redahouselab, Comicshool, Yinsime, la raccolta dei centesimi di Io pontentino Onlus – Magazzini Sociali per l’acquisto della farina per gli utenti in difficoltà serviti dall’associazione e la possibilità di ritirare il proprio kit domestico all’apposito stand dell’Acta.
pag. 277
2017
un anno di CGIL basilicata
Con Susanna Camusso chiude la Quinta festa regionale Cgil domenica 10 settembre 2017
Chiude la quinta festa Cgil Basilicata A Potenza confronto tra segretaria generale Cgil Susanna Camusso e arcivescovo di Taranto Filippo Santoro Al centro del dibattito lavoro, giovani e Mezzogiorno Fabrizio Moro in concerto in piazza Mario Pagano Ha chiuso in piazza Mario Pagano a Potenza con il confronto su “Lavoro, giovani e Mezzogiorno” tra la segretaria generale Cgil Susanna Camusso e l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro moderato da Francesco Riccardi, giornalista de L’Avvenire, la quinta edizione della festa della Cgil Basilicata, tre giorni di dibattito su legalità, innovazione, lavoro e diritti tra Matera e il capoluogo di regione. L’occupazione giovanile nel Mezzogiorno è una delle maggiori sfide delle politiche del lavoro in Italia e per il sindacato. Nonostante gli sforzi il sud continua a viaggiare troppo lentamente rispetto al resto d’Italia e nel confronto con le più diverse regioni europee. E questo crea una forte spinta all’emigrazione. I
pag. 278
2017
un anno di CGIL basilicata
dati sulla demografia condannano il sud a una lenta ma costante rincorsa verso la desertificazione, con i livelli più alti di saldo migratorio negativo (la Basilicata fanalino di coda al Sud con il suo -5xmille di popolazione residente nell’anno 2016). I numeri ci dicono che di questo passo, tra 50 anni, nel 2065 l’Italia sarà un paese sempre più vecchio con una popolazione il cui peso preponderante si concentra negli ultrasettantacinquenni, che - secondo la proiezione dell’Ires Cgil Basilicata- saranno circa 6 milioni e 200mila in più, 44mila in Basilicata. La popolazione tra i 30 e i 74 anni sarà inferiore di circa 2milioni e 800mila (94mila in Basilicata) e quella fino ai 29 anni di quasi 2milioni più esigua nel Mezzogiorno (66mila in Basilicata). “La nostra azione si inserisce nella volontà di riaprire un confronto sociale per affermare la democrazia nel lavoro, riscrivere un nuovo Statuto dei lavoratori e consegnare all’Italia una democrazia compiuta, fatta di diritti, di tutele e di opportunità – dichiara il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa Liberiamo il lavoro se liberiamo il sud dalle sue storiche tare, dalle catene del sottosviluppo, se correggiamo le scelte di politica economica prestando attenzione ai tanti divari e alle tante diseguaglianze tra aree ricche e aree deboli del Paese. Il sud continua a viaggiare troppo lentamente rispetto non solo al resto d’Italia ma alle più diverse regioni europee. E questo crea disillusione e abbandono, ansia del fuggire. I dati sulla demografia condannano il sud a una lenta ma costante rincorsa verso la desertificazione. Solo negli ultimi due anni la Basilicata ha perso 4900 residenti. La risalita dei posti di lavoro certificata da Istat nelle scorse settimane parla di un forte squilibrio tra popolazione over 50 e under 30 in cui, a una crescita di occupati molto forte tra le persone con più di 50 anni, non corrisponde una crescita di occupati consistente e stabile tra i giovani, con tassi di disoccupazione giovanile tra i più alti d’Europa e il Mezzogiorno a guidare questa desolante classifica. In questo scenario - conclude Summa - è di fondamentale importanza la mobilitazione di tutte le forze vive della società, un impegno che deve vedere protagonisti la politica, il sindacato, l’associazionismo, il mondo cattolico. La Cgil di Basilicata continua a essere in campo per ridare valore al lavoro, in questi anni frammentato, svilito in nome di una flessibilità che ha reso tutti noi più precari. Noi lavoriamo per ridare dignità al lavoro e qualità al futuro di tutti”. Il dibattito è stato anticipato dalla presentazione del volume sulla violenza sulle donne“4 petali rossi: frammenti di vite spezzate” pubblicato da Arpeggio Libero nella collana Allo specchio, alla presenza di una delle autrici Loriana Lucciarini. Un progetto che vede coinvolte quattro scrittrici (Arianna Berna, Monica Coppola, Silvia Devitofrancesco, Loriana Lucciarini) con l'obbiettivo di accendere una piccola luce in più in quel buio opprimente che troppe volte e ormai quasi ogni giorno colpisce silenziosamente e si porta via una donna. In particolare vengono esplorati quattro aspetti del fenomeno: lo stalking, la violenza psicologica, lo sfruttamento/mercificazione dell’immagine femminile e la violenza perpetrata ai fini dell’odio razziale ed etnico. Il ricavato della vendita del volume è destinato al Centro antiviolenza BeFree, cooperativa sociale contro la violenza e la discriminazione delle donne. Presente anche la segretaria nazionale Fiom Cgil Francesca Re David che ha detto: “Come Fiom stiamo lavorando dall’8 marzo contro la violenza sulle donne e contro il non impegno sui centri antiviolenza che subiscono i primi tagli della spesa pubblica. È un elemento di dibattito importante anche e soprattutto nei luoghi di lavoro in quanto la svalutazione del ruolo delle donne e del lavoro delle donne rientra in un discorso più ampio di svalorizzazione della persona e del lavoro. Bisogna insistere sulla formazione e sul riporre al centro il lavoro e la dignitá delle persone oltre al profitto e alla produzione”. Ha aggiunto Anna Russelli, della segreteria regionale Cgil, che ha introdotto la presentazione: “Il tema della violenza sulle donne è un tema purtroppo attualissimo, a partire dal fenomeno dilagante del femminicidio ma non solo. La violenza ha mille facce, alcune efferate ed evidenti, altre sottili e insidiose. Non esiste altro modo di sconfiggerla che la diffusione di una consapevolezza sempre più ampia e profonda, in particolare tra i giovani, e la messa in campo di strumenti, a partire da quelli del sostegno all'autonomia anche economica delle donne, che possano dare la forza alle vittime di tirarsi fuori, denunciare e riappropriarsi della propria vita”.
pag. 279
2017
un anno di CGIL basilicata
Presenti in piazza circa 30 associazioni provenienti da tutta la regione.
pag. 280
2017
un anno di CGIL basilicata
I numeri della quinta festa regionale Cgil “Liberiamo il lavoro” martedì 12 settembre 2017
I numeri della quinta festa regionale Cgil “Liberiamo il lavoro” Più di 7.000 presenze nella tre giorni di dibattiti e musica tra Matera e Potenza Oltre 7.000 presenze in piazza tra Potenza e Matera, 80.000 contatti sui social, 6 ore di permanenza su twitter con l’hahstag #cgilbas che ha mantenuto il quarto posto trending topic (argomenti più seguiti su twitter): sono questi i numeri della Quinta Festa Cgil Basilicata, caratterizzata da 6 dibattiti che si sono tenuti l’8 settembre, a Matera in Piazza San Francesco, e il 9 e 10 settembre in Piazza Mario Pagano. Oltre 30 associazioni hanno colorato e popolato di contenuti le due piazze con focus specifici su innovazione sociale, legalità, creatività, pari opportunità. Sono questi i dati che hanno qualificato e connotato la quinta edizione della Festa Cgil Basilicata, che quest’anno è stata costruita sul concetto “liberiamo il lavoro”. Un appuntamento arricchito dalla partecipazione di interlocutori di alto profilo, che hanno partecipato ai dibattiti, dall’innovazione sociale alla legalità, dalla violenza sulle donne allo sviluppo sostenibile /
pag. 281
2017
un anno di CGIL basilicata
industria 4.0. Una festa cresciuta negli anni, diventando di rilievo nazionale per qualità della discussione e per partecipazione, sui temi del lavoro, dello sviluppo e del welfare, fino alla sua V edizione che la colloca quale appuntamento principale dello scenario politico sindacale dell’intero Mezzogiorno. Potenza, 11 settembre 2017
pag. 282
2017
un anno di CGIL basilicata
Cordoglio per la scomparsa di Raffaele Soave martedì 19 settembre 2017
“È con commosso cordoglio, che partecipiamo al dolore per la scomparsa del compagno Raffaele Soave. Un uomo prima che un sindacalista, un visionario prima che un lavoratore”. Con queste parole che Angelo Summa, Segretario Generale Cgil Basilicata ricorda la figura di Raffaele Soave, scomparso improvvisamente. “Raffaele è stato testimone e attore dello sviluppo di un’intera area, in cui ha messo sempre in primo piano il valore del lavoro e dei diritti, senza però tralasciare l’impegno per la costruzione di un futuro
pag. 283
2017
un anno di CGIL basilicata
diverso, basato sui principi dell’innovazione e della resilienza delle comunità. Un visionario, che ha anticipato i tempi e trasmesso sempre una passione vera in ogni sua manifestazione: da sindacalista dopo essere stato per anni operaio a Torino, da amministratore di una Basilicata che oggi, con la sua scomparsa sente ancora più forte il vuoto di elaborazione. Un sindacalista contemporaneo, non arroccato su posizioni da “signor no”, ma sempre pronto a trovare soluzioni e sperimentare nuovi modelli in grado di alimentare lo sviluppo e il progresso nelle comunità più arretrate. Un uomo con una grande capacità di aggregazione, che ha saputo stimolare e alimentare una rete di delegati e dirigenti funzionali alla generazione di piattaforme rivendicative per costruire una prospettiva di sviluppo attraverso la valorizzazione delle risorse del territorio., grazie alla sua capacità costante di elaborazione, impegno e lotta. La vertenza Senise, (una Scanzano ante-literam) in cui Raffaele ha saputo mediare tra speranza e timore, la lotta instancabile per l’irrigazione e poi l’autunno caldo, la ricostruzione post sisma, la sua profonda vocazione unitaria in grado di costituire reti di conoscenza e unità di intenti. Un uomo a cui tutti noi dovremmo ispirarci, che ha fatto del “noi” e del nostro territorio il valore massimo, a dispetto di un tempo che ci vuole sempre più divisi e soli.”
pag. 284
2017
un anno di CGIL basilicata
Lavoratori autolinee Nolè senza stipendio mercoledì 20 settembre 2017
Lavoratori autolinee Nolè senza stipendio Segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna: “È il momento che anche le istituzioni si assumano le loro responsabilità” Lavoratori dell'autolinea Nolè di Matera ancora senza stipendio. "Nonostante gli sforzi, la convocazione al Prefetto il cui incontro ci sarà solo prossima settimana e le azioni incalzanti sulla società e sul committente - dichiara il segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna - Difficile comprendere la strategia muta da parte aziendale che pretende l'espletamento del servizio a danno e spese dei propri dipendenti. Le istituzioni devono da oggi, perché domani è già troppo tardi, prendere in mano la situazione: la Regione è obbligata a farlo, soprattutto in riferimento al Cotrab, silente su tutta la vicenda defilandosi dalle proprie responsabilità solidali.
pag. 285
2017
un anno di CGIL basilicata
Sembrava che un segnale fosse stato dato in quanto alcune aziende consorziate hanno provveduto, seppur parzialmente, a sanare il debito nei confronti dei lavoratori - continua Cafagna - La linea di Nolè, al contrario, sceglie di trincerarsi dietro un silenzio che non porta a soluzioni. Siamo convinti a questo punto che la Regione stessa debba prendere provvedimenti seri e celeri rispetto a questa situazione. Le famiglie dei lavoratori - conclude Cafagna - non possono più aspettare, non riescono più ad andare avanti e gran parte di loro ha dovuto anche indebitarsi per poter soddisfare i propri bisogni primari. La Filt Cgil non può più tollerare questi atteggiamenti nettamente in contrasto con le norme vigenti. L'aut-aut è stato dato, è finito il tempo della mediazione, il livello vertenziale è stato già innalzato, servono solo risposte e fatti concreti per evitare la mobilitazione di massa".
pag. 286
2017
un anno di CGIL basilicata
Verbale di intesa sindacati e Comune di Potenza Parcheggi a pagamento e accesso ai servizi pubblici le urgenze avanzate da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp-Uil venerdĂŹ 22 settembre 2017
pag. 287
2017
un anno di CGIL basilicata
Verbale di intesa sindacati e Comune di Potenza Parcheggi a pagamento e accesso ai servizi pubblici le urgenze avanzate da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp-Uil Le organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil regionali composta rispettivamente dai segretari Nicola Allegretti, Luigi Errico, Vincenzo Tortorelli, Beatrice Galasso e Amedeo Girardi, hanno firmato con l’amministrazione comunale di Potenza, rappresentata dal sindaco Dario De Luca e dagli assessori alla mobilità Giuseppe Bellettieri e alle politiche sociali Valeria Errico, un verbale di intesa sulla programmazione riguardante le politiche sociali e i servizi socio assistenziali della città, con particolare riferimento alle politiche e i servizi che interessano gli anziani. Tenendo conto che un quarto della popolazione residente nella città di Potenza supera i 65 anni, secondo i sindacati dei pensionati è opportuno rivisitare i diversi servizi in funzione dei mutati bisogni di gran parte della popolazione potentina. Tra le richieste, quella di migliorare la rete di trasporto urbano e l’utilizzo delle scale mobili nonché ridurre la estesa presenza di parcheggi a pagamento che creano particolare disagio soprattutto in prossimità di luoghi frequentati prevalentemente da anziani come ospedale e poliambulatori. Vista la crisi economica persistente e la riduzione delle risorse a disposizione delle famiglie, affrontare il tema della povertà e della vulnerabilità sociale anche prevedendo agevolazioni fiscali e tariffarie. Ancora, il rafforzamento e la sperimentazione di servizi anche innovativi per gli anziani attraverso la presentazione di progetti concordati con la Regione Basilicata nell’ambito della gestione di fondi europei 2014/2020 destinati all’inclusione sociale, la messa a disposizione di spazi urbani dedicati agli anziani e la realizzazione di servizi pubblici nelle zone della città più frequentate, l’adeguamento delle case di risposo all’attuale normativa regionale, rivedere le modalità di offerta e gestione dell’assistenza domiciliare integrata da parte dell’amministrazione comunale, la previsione di attività destinate agli anziani e previste nella legge sull’invecchiamento attivo di prossima approvazione da parte del consiglio regionale, prevedendo anche l’utilizzo volontario degli stessi anziani in attività utili a tutta la collettività. Nel verbale l’amministrazione comunale e i sindacati si impegnano a prevedere diversi incontri per poter affrontare tutte le tematiche esposte e arrivare a sottoscrivere intese e accordi su questioni specifiche e un programma generale di interventi e di politiche sociali riguardanti la popolazione anziana ivi comprese agevolazioni fiscali e tariffarie. L’obiettivo degli interventi sarà quello di valorizzare il ruolo delle persone anziane nella comunità con le modalità previste nella legge sull’invecchiamento attivo che potrebbe essere approvata a breve dal Consiglio regionale. Tra le questioni più urgenti che il Comune si è impegnato ad affrontare a breve, le modifiche al sistema di gestione dei parcheggi e alle linee urbane che vadano incontro alle esigenze degli anziani e il miglioramento della fruibilità per i cittadini dei servizi igienici pubblici, anche attraverso la realizzazione di impianti nuovi nelle zone più frequentate della città. A breve, infine, sarà convocato un incontro sulla formazione del nuovo piano socio sanitario e socio assistenziale del Comune di Potenza in attuazione delle linee guida approvate dalla Regione Basilicata e di prossima applicazione. Le richieste avanzate dai sindacati all’amministrazione comunale giungono a seguito di una serie di iniziative messe a punto dalle organizzazioni, come la sottoscrizione del protocollo di intesa con l’Anci al fine di favorire ed estendere accordi con le amministrazione singole, in forma associata o a livello di ambiti comunali per agevolare e rendere sempre più efficaci le politiche socio assistenziali e socio sanitarie destinate ai cittadini e alle persone anziane. Ancora, la città di Potenza costituisce ambito a sé nelle linee guida per la formazione dei piani intercomunali dei servizi sociali e socio sanitari approvate dalla Regione Basilicata, la cui attuazione dovrebbe partire dal 1 gennaio 2018. A ciò si aggiunge la legge per l’invecchiamento attivo proposta da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, già approvata all’unanimità nella quarta commissione consigliare della Regione Basilicata che dovrebbe approdare a breve in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva e prevede varie attività per la promozione e la valorizzazione delle persone anziane e dei rapporti intergenerazionali.
pag. 288
2017
un anno di CGIL basilicata
Riprendiamoci la libertà! Con questo slogan il segretario generale della Cgil Susanna Camusso invita tutte le donne a scendere nelle piazze italiane sabato 30 settembre sabato 23 settembre 2017
Riprendiamoci la libertà! Con questo slogan il segretario generale della Cgil Susanna Camusso invita tutte le donne a scendere nelle piazze italiane sabato 30 settembre per le manifestazioni organizzate dalla Confederazione contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime. Per la Cgil “il linguaggio utilizzato dai media e il giudizio su chi subisce violenza, su come si veste o si diverte, rappresenta l’ennesima aggressione alle donne. Così come il ricondurre questi drammi a
pag. 289
2017
un anno di CGIL basilicata
questioni etniche, religiose, o a numeri statistici, toglie senso alla tragedia e al silenzio di chi l’ha vissuta”. Con l’appello, dal titolo ‘Avete tolto senso alle parole’, la Cgil lancia una mobilitazione nazionale “per chiedere agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo dramma”. Perché “la violenza maschile sulle donne non è un problema delle donne”, che “non vogliono far vincere la paura e rinchiudersi dentro casa”. “L’appello – ricorda la Cgil – è aperto a tutte coloro che vorranno aderire. È fondamentale che il fronte di coloro che vogliono rompere il silenzio cresca ancora”. Nei prossimi giorni verranno rese note le modalità delle iniziative territoriali del 30 settembre. L’appello ha già raccolto molte firme tra cui quelle di: Elisabetta Addis (economista), Roberta Agostini (parlamentare), Antonella Bellutti (olimpionica ciclismo), Sandra Bonzi (scrittrice), Luciana Castellina (politica e giornalista), Gabriella Carnieri Moscatelli (Telefono Rosa), Francesca Chiavacci (Arci), Franca Cipriani (consigliera nazionale di parità), Daria Colombo (delegata PO Comune Milano), Geppi Cucciari (attrice), Lella Costa (attrice), Alessandra Kustermann (ginecologa), Maria Rosa Cutrufelli (scrittrice), Diana De Marchi (Commissione PO Milano), Loredana De Petris (politica), Alessandra Faiella (attrice), Angela Finocchiaro (attrice), Francesca Fornario (giornalista), Maria Grazia Giannichedda (Fondazione Basaglia), Marisa Guarneri (Cadmi centro donne maltrattate di Milano), Cecilia Guerra (parlamentare), Anna Guri (docente Scuola di Teatro Paolo Grassi), Francesca Koch (Casa internazionale delle Donne), Simona Lanzoni (Pangea), Loredana Lipperini (giornalista e scrittrice), Maura Misiti (ricercatrice Cnr), Rossella Muroni (Legambiente), Bianca Nappi (attrice), Giusi Nicolini (dirigente politica), Cristina Obber (giornalista e scrittrice), Ottavia Piccolo (attrice), Bianca Pomeranzi (esperta CEDAW), Norma Rangeri (giornalista), Rebel Network, Rosa Rinaldi (dirigente politica), Chiara Saraceno (sociologa), Linda Laura Sabbadini (statistica), Assunta Sarlo (giornalista), Stefania Spanò – Anarkikka (vignettista), Monica Stambrini (regista), Paola Tavella (giornalista e scrittrice), Vittoria Tola (UDI), Livia Turco (Fondazione Nilde Iotti), Chiara Valentini (giornalista e scrittrice), Elisabetta Vergani (attrice).
pag. 290
2017
un anno di CGIL basilicata
Basta Precariato nella pubblica Amministrazione. sabato 23 settembre 2017
In Basilicata si continua con la vecchia pratica delle long list in dispregio delle norme di legge che non prevedono più l’utilizzo di tali modalità di reperimento ed utilizzo del personale nelle pubbliche amministrazioni.. Siamo di fronte alla più spregiudicata anarchia nell’ accesso al lavoro pubblico in basilicata. Anziché dare corso alla stabilizzazione dei precari secondo quanto previsto dalla legge Madia , attraverso la definizione dei fabbisogni di personale e dei relativi piani triennali di assunzione, si continua con la pratica delle scelte ad personam negli enti pubblici lucani. Credo che sia giunto il tempo di dare subito seguito all’ apertura del tavolo di confronto regionale per definire un piano occupazionale , partendo dai fabbisogni di personale nei vari enti regionali e sub regionali per dare corso ad una straordinaria occasione , non solo per stabilizzare i lavoratori precari , ma anche per avviare una fase nuova di rigenerazione nella pubblica amministrazione , ferma al palo dopo decenni di blocchi concorsuali. A questo proposito riteniamo gravissima la decisione del direttore generale della LAB, il quale contravvenendo alle norme di legge, ha bandito un nuovo avviso pubblico
pag. 291
2017
un anno di CGIL basilicata
per la formazione di una short list per il conferimento di incarichi di consulenza/ collaborazione coordinata e continuativa per la costituzione della struttura tecnica organizzativa a supporto della direzione generale dell’agenzia . Un atto , a nostro avviso, oltre che illegittimo, in quanto contravviene a quelle che sono le norme in materia di ricorso ai co.co.co , i quali possono essere utilizzati fino al 31.12.2017. A tal proposito invitiamo l’Assessore Cifarelli ad intervenire , non solo per ripristinare una condizione di legittimità normativa , ma anche per dare seguito agli impegni assunti in materia di precariato. Diversamente si aprirà su questo terreno una diffusa vertenzialità ed una forte mobilitazione.
Angelo Summa, Segretario generale Cgil Basilicata
pag. 292
2017
un anno di CGIL basilicata
Subito tavolo nazionale per la Val D'Agri domenica 24 settembre 2017
SUBITO TAVOLO NAZIONALE PER LA VAL D’AGRI I risultati emersi dallo studio epidemiologico su Viggiano e Grumento mettono a nudo una realtà preoccupante e allo stesso tempo richiamano tutti a responsabilità. Quello che emerge è un quadro di particolare allarme in quanto l'attività estrattiva, per come è stata svolta in questi anni, ha nei fatti determinato modificazioni ambientali di tale portata da aver danneggiato la salute dei cittadini della Val D'Agri, lavoratori compresi. Non voglio ripercorrere tutte le denunce fatte negli ultimi anni, nelle quali, oltre ai problemi occupazionali, abbiamo messo al centro della nostra iniziativa sindacale la questione della sicurezza della Salute e dell'Ambiente. Bisogna riconoscere che negli anni passati il movimento sindacale si è prevalentemente concentrato sui temi dell'occupazione e del salario ma oggi occorre fare della sicurezza ambientale il tema centrale, diversamente sarà difficile garantire sviluppo e occupazione . Serve subito un tavolo di confronto
pag. 293
2017
un anno di CGIL basilicata
nazionale, chiesto da tempo e che a oggi non vede nessuna iniziativa. La complessità della vertenza Val d’Agri merita la giusta attenzione da parte di tutte le forze economiche e sociali per assicurare salute, ambiente e occupazione.
pag. 294
2017
un anno di CGIL basilicata
Contributi ai Comuni nel 2017 per attività di accertamento fiscale e tributario martedì 26 settembre 2017
Contributi ai Comuni nel 2017 per attività di accertamento fiscale e tributario Nella lista del ministero dell’Interno nessun Comune lucano “Persa un’occasione per investire risorse nelle politiche sociali” Il ministero dell'Interno con comunicato del 14 settembre 2017 ha pubblicato il prospetto dei contributi spettanti ai Comuni nel 2017 per la partecipazione, alle attività di accertamento fiscale e tributario nell’anno 2016. Dal report allegato al provvedimento ministeriale del 12 settembre si evince che nessun Comune della Basilicata ha avuto l’assegnazione di contributi e pertanto bisogna prendere atto che nei 131 Comuni lucani non c’è stato alcun impegno a far emergere l’evasione fiscale. Questo fa seguito al risultato deludente, per non usare altri termini, registrato nell’anno precedente che vedeva l’assegnazione al solo Comune di Melfi della somma di euro 165,00 per l’anno 2016. Il ministero dell’Interno ha assegnato contributi agli altri Comuni del Paese per euro 17.063.609,66 nel 2016 e per euro 13.319.929,23 nel 2017. Ricordiamo che il 5 febbraio del 2016 Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno firmato un protocollo d’intesa con l’Anci Basilicata in cui veniva richiamata la partecipazione dei Comuni alle attività di accertamento
pag. 295
2017
un anno di CGIL basilicata
fiscale, operazione giusta da punto di vista sociale e allo stesso tempo fonte di entrata sicura per i Comuni in un momento di scarse risorse a disposizione: l’attuale legislazione nazionale e ragionale, infatti, consente agli stessi di utilizzare le risorse recuperate attraverso la collaborazione attiva nell’attività di accertamento. Nello stesso protocollo di intesa venivano sollecitati i Comuni a sottoscrivere i patti antievasione con le parti sociali, l’Inps, la Guardia di finanza, l’ufficio delle Entrate, al fine di combattere l’evasione e l’elusione fiscale e tributaria con azioni concrete a partire dagli accertamenti su Ici e Imu (imposte comunali) e consentire un recupero di risorse da destinare alle politiche sociali. Il 23 marzo di quest’anno lo Spi Cgil Basilicata in un’assemblea regionale delle Leghe Spi, molto partecipata - alla presenza delle istituzioni locali Anci, Upi, Regione Basilicata e del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico - sollecitava ancora una volta l’impegno dei Comuni a dare attuazione al protocollo firmato. Il mancato apporto dei Comuni della Basilicata all’attività di accertamento delle imposte inevase oltre ad essere un dato negativo per la nostra regione rappresenta anche una mancata fonte di entrate per la pubblica amministrazione da destinare a servizi e politiche sociali per i pensionati e per i cittadini.
pag. 296
2017
un anno di CGIL basilicata
Servizio di trasporto braccianti agricoli giovedĂŹ 28 settembre 2017
pag. 297
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 298
2017
un anno di CGIL basilicata
Servizio di trasporto braccianti agricoli La soddisfazione di Burdi (Flai Cgil), Lapadula (Fai Cisl), Nardiello (Uila Uil) “Adesso si convochi subito un tavolo di lavoro per garantire il servizio anche nelle prossime annualità” Il segretario generale Flai Cgil Potenza Giuseppe Burdi, il coordinatore provinciale Fai Cisl Antonio Lapadula e il segretario generale Uila Uil Basilicata Gerardo Nardiello, esprimo grande soddisfazione per la sperimentazione del servizio di trasporto dei braccianti agricoli dal centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio ai campi di lavoro. La misura rientra nell’ambito dell’Accordo quadro Basilicata attuativo del Protocollo sperimentale nazionale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, lo stessa che ha permesso la realizzazione di un presidio sanitario e degli uffici del Centro per l’impiego nel centro di accoglienza. “Intervenire nel trasporto dei braccianti agricoli significa affrontare il problema del caporalato dall’interno – affermano Burdi, Lapadula e Nardiello – il trasporto è infatti uno degli assi fondamentali nella intermediazione del lavoro illecito, strumento di reclutamento e di sfruttamento di manodopera a nero”. Il trasporto, attivo già da tre settimane grazie ai mezzi della Croce rossa italiana che gestisce il centro di accoglienza, servirà i braccianti agricoli fino alla fine della loro permanenza per la raccolta del pomodoro. La sperimentazione è stata possibile grazie al contributo finanziario delle organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil insieme alle associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura. “Visti i risultati raggiunti – concludono i segretari – è necessario rendere il servizio definitivo, ampliandolo e rafforzandolo attraverso una pianificazione e programmazione anche economica che parta già da adesso. È necessario che venga convocato il tavolo di lavoro fin da subito in modo da garantire le risorse necessarie, regionali o nazionali, già per la prossima annualità”.
pag. 299
2017
un anno di CGIL basilicata
MANODOPERA STRANIERA A TEMPA ROSSA SUBITO UN TAVOLO IN REGIONE. LA TECNIMONT RISPETTI L’ACCORDO SINDACALE venerdì 29 settembre 2017
MANODOPERA STRANIERA A TEMPA ROSSA SUBITO UN TAVOLO IN REGIONE. LA TECNIMONT RISPETTI L’ACCORDO SINDACALE Da sempre le problematiche legate alla presenza di manodopera straniera a Tempa Rossa sono state
pag. 300
2017
un anno di CGIL basilicata
oggetto di attenzione dell’azione sindacale della Cgil Basilicata. È da un anno che denunciamo accordi che eludono le applicazioni dei contratti che riguardano i lavoratori stranieri quanto i lavoratori dell’area: sono diverse le aziende dell’indotto che applicano contratti con paga forfettaria. Sulla base di questi elementi, al fine di ripristinare una situazione di assoluta trasparenza e di tutela dei diritti di tutti i lavoratori, chiediamo che la Regione Basilicata convochi con urgenza un tavolo di discussione al quale siano presenti le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, i rappresentanti delle aziende dell’indotto e del capofila del cantiere Tecnimont. Tra le tante questioni, chiediamo che venga affrontata prima fra tutte quella legata alla presenza dei lavoratori stranieri, le cui condizioni retributive e lavorative creano condizioni di sfruttamento e di non applicazione dei contratti, elemento determinante del ricorso alla manodopera straniera che sta creando tensioni all’interno del cantiere specialmente nei casi di riduzione della mole di lavoro, vista la fase di completamento del progetto. Altra questione da affrontare, infine, è la mancata applicazione della cassa integrazione da parte delle aziende delle indotto. Risale a non molto tempo fa l’accordo tra le organizzazioni sindacali e Tecnimont sull’occupazione di manodopera locale nel passaggio da un appalto a un altro che deve mantenere i suoi effetti in modo più efficace. Chiediamo pertanto l’intervento del governatore regionale Marcello Pittella e dell’assessore regionale alle Attività produttive Roberto Cifarelli. Potenza, 29/9/017 Angelo Summa Vincenzo Esposito Segretario generale Cgil Basilicata Segreteria Cgil Potenza
pag. 301
2017
un anno di CGIL basilicata
Al via le iniziative per avviare sui territori un confronto sul tema pensioni sabato 30 settembre 2017
Al via le iniziative per avviare sui territori un confronto sul tema pensioni Incontro con i parlamentari lucani Lunedì 2 ottobre 2017 – ore 10 – Sala A Consiglio regionale – Potenza Al fine di avviare sui territori un confronto in materia di pensioni sulla base del verbale di sintesi del 28 settembre 2016 tra le organizzazioni sindacali e il Governo, Cgil, Cisl e Uil Basilicata hanno promosso una serie di iniziative a livello locale. Il primo appuntamento è per lunedì 2 ottobre 2017 alle ore 10 nella Sala A del Consiglio regionale a Potenza per un incontro con i parlamentari lucani. Il 10 ottobre, invece, sono in programma due attivi unitari, a Potenza alle 9.30 al Museo Provinciale e a Matera alle 10.00 nella sala convegni della Ccia. Nella settimana dal 3 al 7 ottobre, invece, sono previste delle giornate di volantinaggio secondo il seguente programma: martedì 3 ottobre dalle 8.00 alle 10.00 all’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza e dalle 13.30 alle 14.30 alla sede dell’Italtractor; mercoledì 4 ottobre dalle 12.30 alle 13.30 al Centro Oli di Viggiano; giovedì 5 ottobre davanti alla sede della Regione Basilicata dalle 11.00 alle 14.00 e infine sabato 7 ottobre dalle 10.00 alle 12.00 al mercato di via del Gallitello a Potenza. Le iniziative hanno lo scopo di informare sull’emanazione delle importanti misure che hanno introdotto il principio di flessibilità di accesso alla pensione, come la pensione anticipata per i lavoratori precoci, l’ape
pag. 302
2017
un anno di CGIL basilicata
sociale, il cumulo contributivo gratuito e la semplificazione della normativa per i lavoratori usuranti. Inoltre, per i pensionati, l’estensione della quattordicesima e della no tax area. Nell’attuale “fase due” di dialogo con il Governo, la proposta unitaria al centro del confronto sindacale mira ad ottenere risultati concreti sui punti fissi del verbale di sintesi che vadano nella direzione indicata dalla piattaforma sindacale e che riguardano il superamento delle attuali rigidità nell’accesso al pensionamento, l’inserimento lavorativo dei giovani e l’adeguatezza degli attuali e dei futuri trattamenti pensionistici.
pag. 303
2017
un anno di CGIL basilicata
Il 30 settembre la Cgil scende in piazza per la libertĂ delle donne sabato 30 settembre 2017
pag. 304
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 305
2017
un anno di CGIL basilicata
Il 30 settembre la Cgil scende in piazza per la libertà delle donne Per la Cgil il tema dell'autoderminazione e della libertà della donna resta una battaglia ancora incompiuta. Per questo ha lanciato una mobilitazione nazionale contro la violenza sulle donne sotto lo slogan “Ripendiamoci la libertà” invitando tutte a scendere nelle piazze italiane sabato 30 settembre sulla base dell'appello “Avete tolto senso alle parole”. L’appuntamento in Basilicata è per domani alle 18.30 a Potenza in piazza Mario Pagano con un reading a tema e a Matera in piazza Vittorio Veneto con animazione musicale a cura degli studenti del Liceo Musicale T. Stigliani di Matera e la recitazione di brani tematici a cura degli studenti del Liceo Classico di Matera. Sono già molte le adesioni del mondo della cultura, dell'associazionismo, del giornalismo, dello sport a sostegno dell'appello Cgil col quale si propone una mobilitazione nazionale “per chiedere agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo dramma”. Perché “la violenza maschile sulle donne non è un problema delle donne”, che “non vogliono far vincere la paura e rinchiudersi dentro casa. L'appello - ricorda la Cgil - è aperto a tutti coloro che vorranno aderire. È fondamentale che il fronte di coloro che vogliono rompere il silenzio cresca ancora”. Tra le prime firmatarie: Bianca Berlinguer, giornalista; Franca Cipriani, consigliera nazionale di parità; Giulia Titoli, Rete degli Studenti Medi; Vittoria Tola (UDI), M.Rosa Cutrufelli, scrittrice; Angela Finocchiaro, attrice; Linda Laura Sabbadini, statistica; Chiara Valentini, giornalista, scrittrice; Myrta Merlino, giornalista; Chiara Saraceno, sociologa; Se non ora quando?; Paola Tavella, giornalista e scrittrice; Chiara Machitelli, calciatrice; Giusy Nicolini, politica; Ottavia Piccolo, attrice; Lunetta Savino, attrice; Ester Viola, scrittrice; Elisabetta Addis, economista; Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice;Gabriella Carnieri Moscatelli, Telefono Rosa; Luciana Castellina, politica e giornalista; Maria Cecilia Guerra, parlamentare; Lella Costa, attrice; Geppi Cucciari ,attrice; Francesca Fornario, giornalista; Sara Gama, calciatrice; Luisa Rizzitelli, Rebel Network; Alessandra Mancuso, giornalista - presidente Commissione P.O. Fnsi; Bianca Pomeranzi, esperta CEDAW; Simona Lanzoni ,Pangea; Francesca Koch, Casa internazionale delle Donne; Alessandra Kustermann, ginecologa; Maura Misiti, ricercatrice Cnr; Rossella Muroni, Legambiente; Bianca Nappi ,attrice; Norma Rangeri, direttrice de ‘Il Manifesto’; Assunta Sarlo, giornalista; Monica Stambrini, regista;Marisa Guarneri, Cadmi, centro donne maltrattate di Milano;Stefania Spanò – Anarkikka, vignettista; Livia Turco, Fondazione Nilde Iotti; Roberta Agostini, parlamentare;Daria Colombo (delegata PO Comune Milano), Maria Diana De Marchi, Commissione PO Milano, Loredana De Petris, politica;Lella Menzio, presidente Telefono Rosa Piemonte; Giovanna Martelli, parlamentare;Cristina Obber, giornalista e scrittrice; Ilaria Sotis, giornalista; Elisabetta Vergani, attrice; Laura Onofri, giurista; Francesca Puglisi, parlamentare, Licia Martella, pubblicitaria. Altre adesioni è possibile inviarle a http://www.progressi.org/avetetoltoilsensoalleparole Testo dell'appello: http://www.cgil.it/avete-tolto-senso-alle-parole/
pag. 306
2017
un anno di CGIL basilicata
Servizio mensa scolastica Comune di Filiano martedì 03 ottobre 2017
Servizio mensa scolastica Comune di Filiano Lavoratori a casa dopo venti anni di servizio “Chiediamo l’intervento del sindaco per il rispetto dei diritti e la salvaguardia della qualità del servizio” La Filcams Cgil di Potenza, a seguito dell’incontro avuto al Comune di Filiano con il sindaco e l’azienda Leucos, denuncia la grave situazione in cui versano le lavoratrici addette alla mensa scolastica. La Leucos, affidataria diretta del servizio a partire dal 2 ottobre 2017 al 31 dicembre 2017, applica il contratto Cisal, sindacato autonomo non rappresentativo, che toglie ogni tutela e diritto ai lavoratori. Il contratto, infatti, fortemente a ribasso, prevede uno stipendio la cui riduzione è pari a un terzo di quello solitamente percepito, ovvero un euro all’ora in meno su un compenso già di per sé irrisorio che si aggira intorno ai 300 e 400 euro mensili. A ciò si aggiunge tutta una serie di ulteriori elementi fortemente penalizzanti, come il mancato pagamento della quattordicesima mensilità. Si tratta di lavoratrici part time, con contratti di 10 ore settimanali, spesso monoreddito. Una situazione inaccettabile che si è aggravata ulteriormente con la scelta dell’azienda che, in accordo con il Comune, ha licenziato le addette che da venti anni prestano servizio alla mensa scolastica di Filiano e che da oggi rimarranno a casa a favore di nuovi assunti a tali condizioni. L’azienda, infatti, ha posto i lavoratori di fronte a un out - out tra l’assunzione alle condizioni previste dal contratto Cisal e il
pag. 307
2017
un anno di CGIL basilicata
licenziamento, situazione poi verificatasi. Siamo di fronte a una situazione di estrema gravità che la Filcams Cgil non può né tacere né accettare. Chiediamo al sindaco di Filiano di intervenire con urgenza non solo al fine di ottenere la riassunzione degli addetti alla mensa in virtù del riconoscimento dell’anzianità degli anni di servizio acquisiti e svolti con puntualità e professionalità ma nel rispetto delle regole vigenti e dei diritti dei lavoratori, salvaguardando anche la qualità del servizio che a tali condizioni verrebbe inevitabilmente compromessa. Pasquale Paolino Segretario generale Filcams Cgil Potenza
pag. 308
2017
un anno di CGIL basilicata
Al via iniziative Cgil, Cisl e Uil Basilicata in materia di pensioni martedĂŹ 03 ottobre 2017
Al via iniziative Cgil, Cisl e Uil Basilicata in materia di pensioni Oggi a Potenza incontro con i parlamentari lucani Il 10 ottobre due attivi unitari a Potenza e a Matera Al via volantinaggio
pag. 309
2017
un anno di CGIL basilicata
Al via in Basilicata il confronto sulle pensioni promosso da Cgil, Cisl e Uil Basilicata. Oggi a Potenza si è svolto un incontro con i parlamentari lucani alla presenza dei segretari regionali Cgil, Cisl e Uil rispettivamente Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro e dei segretari provinciali di Matera Cgil, Cisl e Uil rispettivamente Eustachio Nicoletti, Giuseppe Amatulli e Francesco Coppola. Informare sull’emanazione delle importanti misure che hanno introdotto il principio di flessibilità di accesso alla pensione (pensione anticipata per i lavoratori precoci, ape sociale, cumulo contributivo gratuito, semplificazione della normativa per i lavoratori usuranti, estensione della quattordicesima e della no tax area ai pensionati) e ottenere dal governo una serie di richieste avanzate durante questa seconda fase di dialogo: superamento delle attuali rigidità nell’accesso al pensionamento, inserimento lavorativo dei giovani e adeguatezza degli attuali e dei futuri trattamenti pensionistici. È questo l’obiettivo delle attività messe in campo sul territorio da Cgil, Cisl e Uil Basilicata in materia di pensioni sulla base del verbale di sintesi del 28 settembre 2016 tra le organizzazioni sindacali e il Governo. “Il confronto in corso sulla “fase due”, pur avendo fatto registrare alcuni parziali elementi di avanzamento – affermano Summa, Gambardella e Vaccaro - al momento sta evidenziando significative distanze anche su elementi particolarmente rilevanti e che ci auguriamo possano essere superate con il proseguimento del negoziato. L’obiettivo è determinare risultati concreti sui punti fissati del verbale di sintesi che vadano nella direzione indicata dalla piattaforma sindacale”. Sono dieci i punti essenziali a cui mira l’azione sindacale: superamento della disparità di genere e valorizzazione del lavoro di cura, sostegno alle future pensioni - che riguarderanno in particolare i giovani al fine di aumentare la flessibilità delle scelte individuali dei lavoratori e delle lavoratrici -rafforzamento della previdenza complementare e rilancio delle adesioni, separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, per evitare che all’interno della spesa pensionistica vengano ricompresi interventi assistenziali e ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici. Ancora, Ape sociale e pensione anticipata per i lavoratori precoci e cumulo gratuito per perfezionare le condizioni che permettano una maggiore flessibilità in uscita, revisione delle norme che prevedono il posticipo del termine di percezione dei Tfr e dei Tfs, emanazione del decreto di semplificazione delle procedure per il pensionamento in caso di lavoro usurante. Infine, verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati, gestendo le problematiche aperte. Tra le prossimi iniziative, i due attivi unitari il 10 ottobre prossimo a Potenza alle 9.30 al Museo Provinciale e a Matera alle 10.00 nella sala convegni della Ccia e le giornate di volantinaggio secondo il seguente programma: martedì 3 ottobre dalle 8.00 alle 10.00 all’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza e dalle 13.30 alle 14.30 alla sede dell’Italtractor; mercoledì 4 ottobre dalle 12.30 alle 13.30 al Centro Oli di Viggiano; giovedì 5 ottobre davanti alla sede della Regione Basilicata dalle 11.00 alle 14.00 e infine sabato 7 ottobre dalle 10.00 alle 12.00 al mercato di via del Gallitello a Potenza.
pag. 310
2017
un anno di CGIL basilicata
Formazione delegati Fiom Cgil Basilicata giovedì 05 ottobre 2017
La Fiom Cgil Basilicata investe sul futuro Al via a Potenza la formazione dei delegati delle aree industriali del capoluogo di regione, Melfi, Tito, Val d’Agri e Matera È partita a Potenza, nella sede della Cgil Basilicata e in collaborazione con l’Ires Cgil la formazione della Fiom Cgil Basilicata a supporto dei delegati di azienda e di fabbrica delle aree industriali di Melfi, Potenza, Matera, Tito e Val d’Agri. Il corso, tenuto da Canio Calitri e Alessandro Rampiconi, della Fiom Cgil nazionale, mira a rafforzare i delegati che si impegnano nei luoghi di lavoro per garantire i diritti sindacali e il rispetto del contratto. Busta paga, storia della contrattazione sindacale, esempi di contrattazione dei metalmeccanici in Basilicata. Questi alcuni dei temi trattati, con un particolare approfondimento sulla nascita del contratto nel 1969 e dello statuto dei lavoratori, figlio proprio del contratto dei metalmeccanici a partire dal diritto di assemblea. Tra gli esempi di contrattazione locale particolarmente significativi, quello della Comer di Matera, dell’Italtractor di Potenza, quello relativo alla salute e alla sicurezza dei lavoratori dell’indotto di Melfi e quella in atto alla Smart Paper. “Questo primo corso, sinergicamente con la Fiom nazionale – afferma Maurizio Girasole, responsabile della formazione per la Fiom Cgil Basilicata – arriva a valle di due importanti rinnovi contrattuali, Metalmeccanica e Unionmeccanica firmato dalla Fiom e Fiom, Fim e Uilm, che hanno riconfermato in modo unitario la centralità del contratto nazionale e l’importanza della contrattazione di secondo livello. È necessario mettere a disposizione dei delegati una cassetta degli attrezzi per far conoscere le novità dei nuovi contratti e gli strumenti per la contrattazione di secondo livello che garantiscano il giusto salario e il rispetto dei diritti nei luoghi di lavoro. La sfida più importante è mutuare un percorso che porti a una contrattazione realmente democratica fatta dai lavoratori all’interno della Fca, come si è già fatto per il contratto nazionale di lavoro”.
pag. 311
2017
un anno di CGIL basilicata
La Fiom Cgil Basilicata investe sul futuro venerdì 06 ottobre 2017
La Fiom Cgil Basilicata investe sul futuro Al via a Potenza la formazione dei delegati delle aree industriali del capoluogo di regione, Melfi, Tito, Val d’Agri e Matera È partita a Potenza, nella sede della Cgil Basilicata e in collaborazione con l’Ires Cgil la formazione della Fiom Cgil Basilicata a supporto dei delegati di azienda e di fabbrica delle aree industriali di Melfi, Potenza, Matera, Tito e Val d’Agri. Il corso, tenuto da Canio Calitri e Alessandro Rampiconi, della Fiom Cgil nazionale, mira a rafforzare i delegati che si impegnano nei luoghi di lavoro per garantire i diritti sindacali e il rispetto del contratto.
pag. 312
2017
un anno di CGIL basilicata
Busta paga, storia della contrattazione sindacale, esempi di contrattazione dei metalmeccanici in Basilicata. Questi alcuni dei temi trattati, con un particolare approfondimento sulla nascita del contratto nel 1969 e dello statuto dei lavoratori, figlio proprio del contratto dei metalmeccanici a partire dal diritto di assemblea. Tra gli esempi di contrattazione locale particolarmente significativi, quello della Comer di Matera, dell’Italtractor di Potenza, quello relativo alla salute e alla sicurezza dei lavoratori dell’indotto di Melfi e quella in atto alla Smart Paper. “Questo primo corso, sinergicamente con la Fiom nazionale – afferma Maurizio Girasole, responsabile della formazione per la Fiom Cgil Basilicata – arriva a valle di due importanti rinnovi contrattuali, Metalmeccanica e Unionmeccanica firmato dalla Fiom e Fiom, Fim e Uilm, che hanno riconfermato in modo unitario la centralità del contratto nazionale e l’importanza della contrattazione di secondo livello. È necessario mettere a disposizione dei delegati una cassetta degli attrezzi per far conoscere le novità dei nuovi contratti e gli strumenti per la contrattazione di secondo livello che garantiscano il giusto salario e il rispetto dei diritti nei luoghi di lavoro. La sfida più importante è mutuare un percorso che porti a una contrattazione realmente democratica fatta dai lavoratori all’interno della Fca, come si è già fatto per il contratto nazionale di lavoro”.
pag. 313
2017
un anno di CGIL basilicata
CGIL CISL UIL SI MOBILITANO PER CAMBIARE LE PENSIONI sabato 07 ottobre 2017
CGIL CISL UIL SI MOBILITANO PER CAMBIARE LE PENSIONI I sindacati confederali lucani mettono a punto la macchina organizzativa in vista della mobilitazione nazionale del 14 ottobre. In programma presidi davanti alla prefetture di Potenza e Matera per sollecitare l’avvio della fase due della riforma previdenziale. Intanto Cgil Cisl Uil di Basilicata lavorano al piano unitario per il rilancio del confronto con la giunta regionale su sviluppo e lavoro Potenza, 6 ottobre 2017 – Cgil Cisl Uil lanciano la fase due del confronto con il governo nazionale sui temi previdenziali e avviano una campagna di sensibilizzazione e informazione in tutta Italia sulla piattaforma unitaria. I dettagli della mobilitazione sono stati illustrati stamane in conferenza stampa, a Potenza, dai segretari generali Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro. Per ottobre i sindacati hanno annunciato un fitto programma di iniziative che culminerà con due manifestazioni davanti alle prefetture di Potenza e Matera in occasione della manifestazione nazionale del 14 ottobre. Già in corso da alcuni giorni assemblee e volantinaggi nei luoghi di lavoro e nei territori per garantire il massimo coinvolgimento e una capillare informazione su un tema delicato e sentito come quello delle pensioni. L’obiettivo della mobilitazione lanciata da Cgil Cisl Uil in tutto il paese nella cosiddetta “fase due” è consolidare il percorso avviato con la firma, un anno fa, del protocollo sulle pensioni tra governo e sindacati, accordo che ha introdotto importanti elementi di flessibilità nel sistema pensionistico come la
pag. 314
2017
un anno di CGIL basilicata
pensione anticipata per i lavoratori precoci e la cosiddetta ape sociale, il cumulo contributivo gratuito e la semplificazione della normativa per i lavoratori usuranti, nonché l’estensione della quattordicesima e della no-tax area ai pensionati. Ora Cgil Cisl Uil spingono per il blocco del capitolo più controverso del sistema previdenziale, ovvero l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, previsto dal 1° gennaio 2019, rivendicando la revisione dell’attuale meccanismo. Un capitolo della piattaforma è dedicato al futuro previdenziale dei giovani, per i quali Cgil Cisl Uil propongono la pensione contributiva di garanzia, e alle donne con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura. Per i sindacati confederali è inoltre fondamentale incentivare le adesioni alla previdenza complementare estendendo al settore pubblico le agevolazioni fiscali già previste per il settore privato. Cgil Cisl Uil chiedono, infine, il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni, la separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea, e la riforma della governance di Inps e Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato. Nel corso della conferenza stampa Summa, Gambardella e Vaccaro hanno anticipato anche alcuni dei contenuti che saranno al centro del piano unitario per il rilancio del confronto con la giunta regionale sui temi dello sviluppo e del lavoro. Il documento, che riprende e sviluppa alcuni dei temi già affrontati nel Manifesto per il lavoro – Basilicata 2020, è articolato in sette capitoli: industria 4.0, petrolio e automotive, forestazione, infrastrutture, Matera 2019, legalità e appalti, welfare, precariato. La prima bozza del documento è stata sottoposta alle federazioni di categoria e nelle prossime settimane si dovrebbe arrivare alla definizione della proposta definitiva da inviare alla giunta regionale. Per Cgil Cisl Uil “il mondo sindacale non può che affrontare con analisi e proposte le questioni ritenute essenziali allo sviluppo della nostra regione; questioni da porre alla base di un confronto istituzioni–sindacati, che si traduca in scelte che incidono sulla ripresa dell’economia, del reddito e del lavoro in Basilicata. Occorre una energica manovra di politica economica regionale, coerente, proiettata in avanti e governata socialmente. Per aprire una fase nuova nel tempo della grande trasformazione e delle sfide globali che investono il Paese e il Mezzogiorno”. Per un rilancio della proposta politica: un piano unitario (sintesi) Per una Basilicata dell’innovazione con Industria 4.0 “Industria 4.0 – scrivono i sindacati nel documento – rappresenta, per molti aspetti, una opportunità e un rischio, in quanto implica la riduzione di figure professionali tradizionali e contestualmente la richiesta di nuovi profili e nuovi lavori. Di Industria 4.0 dovranno essere minimizzati i rischi affinché diventi una occasione per il Mezzogiorno e per il Paese, per ritornare a crescere in modo duraturo e consistente. Per questo occorre puntare su politiche industriali e del mercato del lavoro, su strategie e prospettive di valorizzazione delle competenze e di attivazione circolare della scuola, dell’università e del mondo della ricerca. La strategia Industria 4.0 va accompagnata da scelte di politica economica che favoriscano un riequilibrio tra i territori. Da questo punto di vista bisogna fare di più, puntando su contratti d’area, sulle Zes, sui patti per lo sviluppo, politiche per le aree deboli per portare al Sud gli investimenti privati e per allocare realtà innovative”. Automotive e petrolio: due mondi che devono diventare sistema Cgil Cisl Uil propongono “una strategia di connessione che colleghi funzionalmente le potenzialità del settore petrolifero della Val d’Agri con il comparto della produzione di autoveicoli e dei sistemi di mobilità” in quanto esiste “un nesso tra lo sviluppo tecnologico dell’auto, le tematiche dell’attività estrattiva, la riduzione della dipendenza dalla fonte fossile e la sperimentazione di alternative energetiche”. In quest’ottica per Cgil Cisl Uil “Fca Melfi rimane una grande opportunità e un punto fermo degli assetti produttivi regionali, è anzi una sorta di vettore strategico dell’economia regionale”, ma
pag. 315
2017
un anno di CGIL basilicata
occorre accelerare su ricerca, innovazione e nuovi modelli assicurando al contempo “condizioni di lavoro dignitose e solide prospettive occupazionali”. Per i sindacati “va definita una politica industriale regionale, nello specifico per l’automotive, che si traduca nell’allestimento di un ‘distretto dell’auto’. Un modello cooperativo e compartecipato da seguire – continuano – è quello sperimentato dalla Regione Abruzzo con un tavolo infrastrutture, tecnologie e automotive, una società consortile che riunisce imprese, Università e un istituto tecnologico nel sistema della meccanica e un polo tecnico professionale sulla meccanica”. “Il rilancio di politiche locali intorno al ‘distretto auto’ - si legge nel documento – è una straordinaria occasione per sollecitare Eni a riprendere il progetto di chimica verde e i progetti innovativi che possono derivare dalla sua multiforme costellazione aziendale. In questo scenario è di fondamentale importanza il ruolo che la Regione Basilicata potrebbe avere circa la sperimentazione di progetti pilota di elettrificazione, di concerto con il Mise e con Enel, sia per creare nuova occupazione, sia ai fini di una maggiore diffusione dei veicoli elettrici, sia per il trasporto privato, sia per quello integrato o pubblico”. Occhi puntati anche sulle questioni ambientali legate alle estrazioni petrolifere. Per Cgil Cisl Uil “in Basilicata è possibile sperimentare strategie produttive alternative per prepararsi al superamento della fase delle fonti fossili, prima che il flusso degli investimenti necessari diventi esorbitante rispetto all’obsolescenza degli odierni impianti; senza naturalmente trascurare una battaglia per il miglioramento dell’attuale complesso energetico produttivo-ambientale. Il ripetersi di fratture di credibilità ha sedimentato una turbativa sociale e di comunità che va affrontata con una offensiva di sicurezza e di trasparenza nei processi di lavorazione e di controllo, qualificando i rapporti tra istituzioni e compagnie petrolifere, per porre rimedio agli strappi prodotti in termini di diritti, qualità ambientale e fiducia dei cittadini”. Il segmento del patrimonio forestale: una valorizzazione possibile “Una nuova idea di crescita e sviluppo, su base ambientale, parte da un riordino della gestione forestale attraverso una vera azione di valorizzazione del bene-foresta”, scrivono i sindacati sottolineando la necessità di rivedere la governance del settore. Cgil Cisl Uil propongono in particolare un modello gestionale in cui “la Regione esercita i compiti di programmazione, di indirizzo e di gestione attraverso le Unioni dei Comuni, avvalendosi di una struttura funzionale speciale che predispone i documenti strategici di programmazione. Tale struttura, costituita sostanzialmente con dirigenti e operatori già in servizio, dovrà assumere una forma organizzativa operativa e snella cioè quella di una struttura compartimentale regionale”. Le vie d’accesso alla Basilicata, le vie dello sviluppo Secondo Cgil Cisl Uil “se è vero che la Basilicata è un territorio di snodo tra le regioni del Mezzogiorno, va allora sviluppata la sua naturale vocazione alla trasversalità, condizione per troppo tempo rimasta solo una bella espressione letterale, dotandola di un moderno sistema di mobilità regionale e interregionale con l’obiettivo strategico di una sua piena integrazione dentro il contesto geoeconomico meridionale. La sfida è contenere le spinte centrifughe e la conseguente deriva dei territori verso le regioni limitrofe, processo che rischia di determinare uno spacchettamento di fatto della regione, attraverso il rafforzamento delle connessioni e dei flussi interni sia materiali (reti di trasporto) che digitali (banda larga)”. Matera 2019 “A quasi tre anni dalla designazione di Matera a capitale europea della cultura 2019 – spiegano i sindacati – sono di lapalissiana evidenza i ritardi accumulati nei processi di governance, di avanzamento della spesa e di rafforzamento amministrativo e la totale carenza di un coordinamento tra i livelli istituzionali
pag. 316
2017
un anno di CGIL basilicata
comunali, regionali e nazionali”. Cgil Cisl Uil lanciano la proposta di “un contratto d’area interregionale che abbracci il Comune di Matera, il suo immediato hinterland, l’area del Metapontino, insieme alle Murge pugliesi, fino a Taranto e al versante salentino, con la funzione di collegare Matera al suo territorio, anche nell’ambito di una Zes interregionale, potenziando quei fattori fondamentali per lo sviluppo di Matera e restituendo al territorio più ampio opportunità di sviluppo promananti dalla città e dall’evento del 2019. Cgil Cisl Uil indicano la definizione di un protocollo di legalità quale “strumento necessario per migliorare la qualità delle opere e dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori”. Legalità e appalti Per Cgil Cisl Uil “la materia degli appalti non tocca la legalità solo intesa quale stretta aderenza delle procedure alle norme, ma rappresenta il luogo emblematico in cui rafforzare la legalità significa dare valore e sostegno al lavoro. In Basilicata assistiamo ad un progressivo impoverimento del lavoro, in particolare di quello più povero e precario, che orbita proprio intorno al mondo degli appalti. Un susseguirsi di gare per nuovi affidamenti o cambi d’appalto che non garantiscono i diritti acquisiti dai lavoratori, sia in termini di orario di lavoro che di retribuzione. Gare al massimo ribasso sulle quali non viene effettuato alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, né dall’ente committente, né dalla stazione unica appaltante. Stortura che va necessariamente corretta per rendere efficace il lavoro della Sua, la cui costituzione è stata un grande punto di avanzamento per la nostra regione. Come pure riteniamo necessario intervenire sulla L.R. n. 24/2010 che deve diventare norma cogente affinché la previsione della cosiddetta clausola sociale non rimanga una mera enunciazione”. Ripartire dalla riforma del sistema sanitario regionale per costruire un sistema di welfare a misura della persona “La riforma e la tenuta del sistema sanitario regionale – spiegano Cgil Cisl Uil – è una questione che attiene all’idea di coesione sociale, aggiornata alla stregua dei cambiamenti in atto e di una puntuale analisi dei bisogni, delle criticità odierne e di quelle storiche. Riformare il servizio sanitario regionale richiede una inversione metodologica: occorre rilanciare i distretti socio-sanitari territoriali come punto di partenza della raccolta dei fabbisogni e della programmazione socio-sanitaria e socio-assistenziale integrata, in linea con lo spirito della stessa legislazione regionale in merito che mira alla integrazione delle filiere socio-sanitarie e alla presa in carico integrale dell’utente, tesa a rispondere a 360 gradi alle sue esigenze. Nel territorio va rafforzata la presa in carico e la continuità assistenziale a partire dalla riqualificazione della rete ospedaliera, la creazione di strutture intermedie appunto come le case della salute, potenziando servizi ad alta integrazione (salute mentale, dipendenza, anziani, handicap, consultori). Tutto ciò rende fondamentale il principio dell’assistenza fondata sulla centralità della persona in una logica in cui si muovono i servizi e non le persone”. Verso una strategia regionale per il superamento del precariato Un capitolo del documento è dedicato al tema del precariato nella pubblica amministrazione, criticità storica che va superata con un apposito piano regionale concertato con i sindacati. Per Cgil Cisl Uil “il piano di rafforzamento amministrativo regionale, finanziato con risorse comunitarie, deve rientrare tra i temi di confronto del tavolo tecnico regionale con le forze sociali e deve essere mirato alla reale valorizzazione delle competenze già maturate al servizio degli enti lucani e finalizzato al miglioramento dell’efficienza e alla modernizzazione e razionalizzazione delle procedure. Attraverso uno specifico accordo tra tutti gli enti locali regionali, in analogia a quanto già avviene per le graduatorie dei concorsi pubblici, deve essere adottata la possibilità trasversale per tutti gli enti di attingere dalle graduatorie di precari che avranno superato le previste selezioni pubbliche creando graduatorie aperte per profili, dalle quali attingere nel triennio 2018-2020 e oltre”. Per i sindacati va inoltre “attivato un programma straordinario di assunzioni per i lavoratori più deboli, Lsu e lavoratori diversamente abili, già utilizzati negli anni con i progetti di work experience, con il coinvolgimento di tutto il pubblico e del privato nel definire
pag. 317
2017
un anno di CGIL basilicata
percorsi per un inserimento lavorativo stabile, trovando soluzioni adeguate in base alle competenze, alla esperienza maturata, alla formazione possibile e alle fasce d’età �.
pag. 318
2017
un anno di CGIL basilicata
Sindacati pensionati su piani intercomunali servizi sociali Marmo Platano, lunedì 09 ottobre 2017
MARMO-MELANDRO- PLATANO: SINDACATI PENSIONATI SU PIANI INTERCOMUNALI DEI SERVIZI SOCIALI AMBITO MARMO PLATANO La convocazione della Conferenza dei sindaci dei comuni dell’Ambito MarmoPlatano-Melandro, con la partecipazione dei sindacati dei pensionati SPI CGIL FNP CISL UILP UIL, tenutasi in data odierna, si è rilevata molto utile intanto per attivare e sostenere servizi urgenti già avviati dalle amministrazioni ma soprattutto per fare il punto sulle misure e sul percorso da mettere in atto per dare attuazione ai Piani intercomunali dei servizi socio assistenziali e socio-sanitari a partire dal 1 gennaio 2018, come stabilito dalla Regione Basilicata.
pag. 319
2017
un anno di CGIL basilicata
Le segreterie SPI-CGIL, FNP-CIS,L UILP-UIL nell’esprimere soddisfazione per la riunione odierna e dare atto alla conferenza dei sindaci del Marmo Platano che è l’unico ambito, di cui sono a conoscenza, che sta operando per programmare le attività e gli interventi nel rispetto delle linee guida emanate dalla Regione Basilicata, chiedono alla Regione Basilicata un intervento urgente nei confronti di tutti gli altri ambiti comunali affinchè si attivino per dare attuazione alla realizzazione dei Piani intercomunali socio-assistenziale e socio-sanitari. Nel corso della riunione i sindacati dei pensionati hanno ribadito la necessità di arrivare, attraverso una programmazione unitaria degli interventi, ad assicurare livelli essenziali delle prestazioni sociali a tutti i cittadini residenti nei comuni facenti parte degli ambiti territoriali e quindi in tutta la Regione Basilicata a partire dalle 9 macro aree di intervento individuate dalla normativa regionale e che prevedono la presa in carico, da parte delle strutture pubbliche, delle persone e delle famiglie con bisogni sociali e socio sanitari e varie misure ed azioni e servizi a sostegno delle persone anziane, dei minori, dei disabili e di contrasto alle condizioni di povertà e di esclusione sociale. E’ necessario che la Regione Basilicata definisca rapidamente l’entità delle risorse destinate ai vari ambiti territoriali e i tempi per l’accredito delle stesse perché si possano programmare con certezza attività e interventi da realizzare. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto ai sindaci della conferenza dei comuni del Marmo Platano di mettere a disposizione risorse aggiuntive per le politiche sociali, risorse che potrebbero anche rendersi disponibili attraverso la partecipazione dei Comuni alle attività di accertamento fiscale predisposte dall’Agenzia delle Entrate e ribadita la disponibilità a collaborare con le Amministrazioni per dare attuazione al Protocollo di Intesa firmato il 5 febbraio 2016 con l’ANCI Basilicata. Potenza, 5 Ottobre 2017 I Segretari Generali SPI CGIL FNP CISL UILP UIL Basilicata N. Allegretti E.Zuardi V.Tortorelli
pag. 320
2017
un anno di CGIL basilicata
Manifestazione unitaria legge di bilancio, 14 settembre 2017 Matera giovedì 12 ottobre 2017
A sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo, sabato, 14 ottobre, in tutte le province, davanti alle sedi delle Prefetture ovvero nei luoghi simbolo delle città, si terranno manifestazioni organizzate da Cgil, Cisl, Uil. I sindacati chiedono che in legge di bilancio siano inseriti una serie di provvedimenti in materia di lavoro, previdenza, welfare e sviluppo. “In Basilicata - dichiarano i Segretari generali di CGIL - CISL e UIL di Basilicata Summa, Gambardella e Vaccaro - la mobilitazione si terrà in Piazza Vittorio Veneto a Matera, nei pressi della Prefettura, a partire dalle ore 9.00 e vedrà la presenza del Segretario Generale della UIL Nazionale Carmelo Barbagallo. Nell'occasione verrà consegnato al Prefetto di Matera il documento di rivendicazione delle Organizzazioni Sindacali, da consegnare al Governo nazionale, che prevede: più risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali; il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; l’adeguamento delle pensioni in essere; la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza. “L'auspicio- concludono i tre segretari regionali di CGIL-CISL-UIL - è che la voce dei cittadini che manifesteranno in tutto il Paese possa convincere il Governo a prevedere una legge di bilancio che abbia il carattere dell’equità e dello sviluppo tenendo conto delle richieste che CGIL, CISL, UIL hanno avanzato ai tavoli di confronto. La nostra mobilitazione, capillare e diffusa, sosterrà queste rivendicazioni e continuerà a farlo fino a quando non verranno le risposte dovute alle richieste del sindacato”.
pag. 321
2017
un anno di CGIL basilicata
Numeri vincitori della sottoscrizione a premi Cgil Basilicata giovedĂŹ 12 ottobre 2017
Questi i numeri vincitori dei premi in palio nella sottoscrizione indetta dalla Cgil Basilicata in occasione della quinta festa regionale. 1) E822 2) G857
pag. 322
2017
un anno di CGIL basilicata
3) L116 4) B206 5)N577
pag. 323
2017
un anno di CGIL basilicata
14 ottobre Manifestazione Unitaria a Matera venerdì 13 ottobre 2017
A sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo, sabato, 14 ottobre, in tutte le province, davanti alle sedi delle Prefetture ovvero nei luoghi simbolo delle città, si terranno manifestazioni organizzate da Cgil, Cisl, Uil. I sindacati chiedono che in legge di bilancio siano inseriti una serie di provvedimenti in materia di lavoro, previdenza, welfare e sviluppo. “In Basilicata - dichiarano i Segretari generali di CGIL-CISL e UIL di Basilicata Summa, Gambardella e Vaccaro - la mobilitazione si terrà in Piazza Vittorio Veneto a Matera, nei pressi della Prefettura, a partire dalle ore 9.00 e vedrà la presenza del Segretario Generale della UIL nazionale Carmelo Barbagallo. Nell'occasione verrà consegnato al Prefetto di Matera il documento di rivendicazione delle Organizzazioni Sindacali, da consegnare al Governo nazionale,che prevede: più risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali; il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; l’adeguamento delle pensioni in essere; la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento
pag. 324
2017
un anno di CGIL basilicata
adeguato per la non autosufficienza. Una legge di bilancio che voglia avere il carattere dell’equità e dello sviluppo deve tenere conto di tali richieste che Cgil, Cisl, Uil hanno avanzato ai tavoli di confronto. “L'auspicio- concludono i tre segretari regionali di CGIL-CISL-UIL - è che la voce dei cittadini che manifesteranno in tutto il Paese possa convincere il Governo a prevedere una legge di bilancio che abbia il carattere dell’equità e dello sviluppo tenendo conto delle richieste che Cgil, Cisl, Uil hanno avanzato ai tavoli di confronto. La nostra mobilitazione, capillare e diffusa, sosterrà queste rivendicazioni e continuerà a farlo fino a quando non verranno le risposte dovute alle richieste del sindacato” .
pag. 325
2017
un anno di CGIL basilicata
Testo dell'intervento di Angelo Summa - #14ottobrer sabato 14 ottobre 2017
In questa bella giornata di partecipazione e lotta unitaria CGIL, CISL e UIL parlano al paese, ai cittadini, ai più deboli, e parlano con le parole dei diritti, della giustizia e della democrazia. La vertenza per le pensioni e il lavoro per i giovani, la riforma degli ammortizzatori sociali, la modifica della legge fornero è la più importante battaglia unitaria che stiamo conducendo. E’ doveroso che il governo trovi le risorse necessarie a rendere più flessibile ed equo un sistema che oggi è invece percepito dalle lavoratrici e dai lavoratori come iniquo ed insopportabile. Noi vogliamo completare la seconda fase del confronto sulla previdenza, perché bisogna tutelare i giovani, costruendo sin da ora pensioni dignitose; le donne, su cui spesso gravano i lavori di cura; i pensionati e i lavoratori che svolgono lavori gravosi. Il confronto chiuso lo scorso anno con il verbale di sintesi del 28 settembre, pur non esaurendo i temi
pag. 326
2017
un anno di CGIL basilicata
della nostra piattaforma, ha permesso di aprire spiragli nel sistema della legge Fornero, introducendo alcuni importanti correttivi : pensione anticipata per i lavoratori precoci, ape sociale, cumulo contributivo gratuito, semplificazione della normativa per i lavori usuranti, estensione della quattordicesima e della no tax area per i pensionati. La cd. fase due ha invece avuto un avvio incerto. Le posizioni rischiano di distanziarsi in modo evidente, a partire dal fatto che la quantità di risorse che il Governo vuole destinare nel Documento di economia e finanza è assolutamente insufficiente per intervenire sulle questioni più scottanti. Il tema alla base delle nostre rivendicazioni è il lavoro, ed è un tema che assume più facce: dalla sanità (12 milioni di italiani rinunciano a curarsi perché non hanno i soldi per farlo) alle pensioni, dall’occupazione ai giovani. I numeri ci dicono che questo paese ha bisogno di politiche per il lavoro, per i giovani. Finora però si è agito solo in due modi: con la decontribuzione e abbassando i diritti. Tante risorse su decontribuzione e bonus hanno creato solo lavoro precario, a termine. Bisogna invece rafforzare e sostenere gli investimenti , pubblici e privati, e gli strumenti di politica attiva e passiva di governo del mercato del lavoro, ad iniziare dalla proroga degli ammortizzatori sociali. Occorre poi dare una prospettiva previdenziale ai giovani, che per noi significa parlare del futuro e della tenuta sociale del nostro paese, significa essere all’altezza della nostra responsabilità, quella di consegnare ai giovani una speranza e la certezza di poter vivere in un paese che mantiene saldi i suoi valori solidaristici su cui ha costruito un welfare pubblico e universale. C’è bisogno di una ripresa degli investimenti pubblici, in particolare su scuola, università e ricerca. In questi anni abbiamo assistito all’arretramento dello Stato dai principali servizi ai cittadini, a un processo incessante di riduzione della spesa pubblica. Clamoroso è il caso della sanità. Il Governo conferma ancora per quest’anno un definanziamento della sanità pubblica, con una riduzione percentuale sul PIL pari al 6,3 per cento nel 2020, anziché un investimento per garantire il diritto alla salute e alle cure. Se continuiamo a ridurre la funzione dello Stato nell’erogazione dei servizi ci sarà un paese più ingiusto e più disuguale. Chiediamo che si dia corso alla riapertura della stagione contrattuale : sono milioni i lavoratori che da anni non hanno avuto una risposta neanche sotto il profilo salariale. Fa specie ascoltare in questi giorni il richiamo del governatore della banca centrale Draghi sulla necessità di un’adeguata ripresa dei salari e delle retribuzioni senza la quale non ci può essere ripresa per questo paese. Dopo otto anni di blocco della dinamica salariale nel pubblico impiego, noi rivendichiamo il rispetto di quanto previsto, cioè gli 85 euro d’incremento dei minimi tabellari. A essere interessati ai rinnovi del mondo pubblico sono oltre tre milioni di lavoratori, una parte importante – anche numericamente – del paese. Ecco perché intendiamo riportare il lavoro e le sue funzioni al centro della vita della pubblica amministrazione. C’è la necessità di un forte investimento non solo di risorse finanziarie, ma anche di politiche innovative da parte del governo per rilanciare i servizi pubblici come volano di sviluppo di questo paese. Serve una riforma vera che parta dalla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, per evitare che si continui a considerare spesa pensionistica quello che è assistenza e che deve essere sostenuta dalla fiscalità collettiva.
pag. 327
2017
un anno di CGIL basilicata
Bisogna smetterla di dire che non ci sono le risorse necessarie che, invece, possono essere recuperate da 120 miliardi di evasione, 60 miliardi di corruzione e 27 miliardi di pizzo e usura. Al tempo stesso la nostra azione unitaria deve svilupparsi a livello locale per rimettere al centro dell’agenda politico-istituzionale i temi del lavoro. Da tempo unitariamente ci siamo chiesti come inquadrare in un piano generale le tante criticità aperte nella nostra regione, con l’ambizione di riaprire un confronto con il governo regionale, guardando alle strategie politiche di sviluppo. Abbiamo assistito in questi ultimi anni a un confronto ancorato solo all’emergenzialità, privo di una programmazione di lungo periodo. Programmare non significa stare nelle logiche del consenso e dei condizionamenti elettorali. Ma avere uno sguardo lungo. La nostra proposta unitaria ha l’ambizione di affrontare quelli che sono le grandi tematiche della nostra regione che meritano una programmazione di lungo periodo, a partire dalla sanità e dal welfare, rispetto ai quali la riforma del SSR recentemente varata ed Piano Socio Sanitario la cui approvazione è in itinere, non hanno delineato uno scenario in grado di superare lo storico deficit di integrazione socio-sanitaria. La sfida legata a Matera Capitale della Cultura 2019 è ancora una partita tutta da giocare rispetto alla estemporaneità degli interventi messi in campo. Nulla che sia in grado di delineare un modello di sviluppo strutturale che sia fortemente interconnesso all’economia della cultura. E tra le criticità e contraddizioni più forti che vive la nostra regione, certamente c’è il petrolio. Sono mesi che chiediamo un incontro e soprattutto che si apra il confronto a livello nazionale. Abbiamo bisogno di capire , dopo lo sversamento di 400 tonnellate di petrolio, qual è il livello di compromissione ambientale, quali siano i livelli di sicurezza garantiti agli abitanti della val d’Agri in relazione ai processi estrattivi, tanto più dopo le risultanze della VIS. I fatti che si sono susseguiti nella Val d’Agri meriterebbero un’assunzione di responsabilità che porti la discussione su un tavolo nazionale. E’ necessario fare un punto zero con l’Eni; se nei prossimi anni si vuole continuare a fare attività estrattiva questa può essere fatta solo a due condizioni: che l’Eni si impegni in un piano di investimenti per uscire dall’attività estrattiva e dall’uso delle fonti fossili tracciando la strada verso la transizione energetica in Basilicata e che faccia, da subito, un grande investimento tecnologico, dal momento che gli impianti hanno già dato prova della loro inadeguatezza. Si tratta di tematiche che non possono essere affrontate solo nelle conferenze stampa e con annunci estemporanei di possibili chiusure. Si continua ad evitare il confronto, il tavolo della trasparenza non si convoca da tempo. Abbiamo bisogno di costruire con i sindaci e con l’intera comunità della Val d’agri e della Basilicata un punto comune, per affrontare il tema nella sua complessità e interezza per dare una risposta e per aprire una stagione di programmazione che possa assicurare un futuro di sviluppo sostenibile a questa regione . L’unità dei lavoratori è la nostra forza e l’unità sindacale sarà il nostro agire oggi e anche domani per ridare un futuro a questo paese e renderlo più giusto, più solidale e meno frantumato e diseguale.
pag. 328
2017
un anno di CGIL basilicata
Prendi delle Professionalità, trattale male lunedì 16 ottobre 2017
“Prendi delle Professionalità, trattale male……….” La nota vicenda di mancanza dei Coordinatori dell’Ospedale San Carlo, che dopo 15 anni di onorato e indiscusso servizio, si vedono con una delibera della Direzione Strategica cancellarsi la Propria Professionalità, acquisita negli anni ricorda quasi una Canzone di Toni Tammaro “Prendi delle Professionalità, trattale male…..”. L’ostruzionismo della Direzione Strategica, è palese in quanto la RSU tutta con la sola esclusione della Uil era pronta a definire una soluzione più congeniale all’Azienda e a ripartire con un nuovo corso di Coordinamenti man mano che gli attuali cessavano, quindi queste OO.SS. credono che la Direzione non ha voluto prendere in considerazione la nostra proposta liquidandola semplicisticamente, per interessi diversi dal bene comune e nel rispetto delle professionalità finora sfruttate senza colpo ferire. Stiamo attraversando una fase storica dell’Ospedale San Carlo di vero e proprio smantellamento del comparto, che va dalle mancate assunzioni, vedi concorsi e avvisi infermieri ed oss, posizioni organizzative che svolgono ruoli diversi da quelli a loro aggiunti, e adesso si aggiunge la volontà di demolire i coordinamenti senza una visione futura e senza tener conto delle norme contrattuali vigenti
pag. 329
2017
un anno di CGIL basilicata
che non dicono assolutamente che questa delibera N°2017/00762 sia applicabile, e pertanto a seguito dell’assemblea tenuta con i coordinatori del Azienda la Fp Cgil, la Cisl e la Fials indicono lo stato di agitazione del personale con le conseguenti azioni da intraprendere a difesa dei lavoratori e dei diritti.
pag. 330
2017
un anno di CGIL basilicata
La Filctem Cgil di Basilicata esprime solidarietà all'Amministratore Unico di Acquedotto Lucano lunedì 16 ottobre 2017
La Filctem Cgil di Basilicata esprime solidarietà all'Amministratore Unico di Acquedotto Lucano, Michele Vita ed ad uno dei dirigenti della stessa società a seguito dei vili atti intimidatori di cui sono stati vittime e sul quale sta indagando la Procura della Repubblica di Potenza. Siamo certi che l’operato della magistratura e delle forze dell'ordine farà luce su quanto accaduto. Auspichiamo che questi fatti non incidano né sul clima societario né sull’efficacia e sull’efficienza delle
pag. 331
2017
un anno di CGIL basilicata
attività aziendali. Per quanto ciompete ribadiamo che abbiamo da sempre condiviso con l’azienda obiettivi di trasparenza e legalità e continueremo a perseguirli con forza e determinazione. Michele Palma Filctem Cgil Basilicata
pag. 332
2017
un anno di CGIL basilicata
Fit, incontro a Potenza su nuovo percorso di formazione e reclutamento docenti martedĂŹ 17 ottobre 2017
pag. 333
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 334
2017
un anno di CGIL basilicata
FIT Il nuovo percorso di formazione e reclutamento docenti, se ne discuterà a Potenza il 20 ottobre La FLC CGIL di Potenza, in collaborazione con l’Associazione professionale Proteo Fare Sapere, organizza un seminario informativo rivolto a docenti e aspiranti docenti per illustrare il nuovo percorso relativo alla formazione iniziale e reclutamento FIT (D.Lgs. n.59/2017 e D.M. 10 agosto 2017). L'iniziativa si svolgerà venerdì 20 ottobre 2017, dalle 15.30 alle 18.30, presso l'Aula Magna del Liceo scientifico "Galileo Galilei" in via Anzio 20 a Potenza. Parteciperà Anna Fedeli, Segreteria nazionale FLC CGIL. In particolare si discuterà del sistema FIT a regime, di come verificare i titoli di studio di accesso al concorso, di come acquisire (o farsi riconoscere) i 24 CFU, del concorso riservato per gli abilitati e la graduatoria regionale di merito e del concorso riservato per i non abilitati con 3 anni di servizio.
pag. 335
2017
un anno di CGIL basilicata
Summa (CGIL Basilicata) – singolare la modalità restituzione delle indennità dei medici di continuità assistenziale martedì 17 ottobre 2017
Summa (CGIL Basilicata) – singolare la modalità restituzione delle indennità dei medici di continuità assistenziale “E' alquanto singolare la modalità con la quale si sta trattando la questione della restituzione delle indennità dei medici di continuità assistenziale” fa sapere Angelo Summa, Segretario Generale Cgil Basilicata in una nota inviata alla stampa. “Ritengo sbagliata” continua Summa, “semplicistica e per certi aspetti sbrigativa la scelta della regione di
pag. 336
2017
un anno di CGIL basilicata
procedere tout court alla richiesta di restituzione delle indennità in precedenza erogate, senza il seppur minimo tentativo di difendere il suo precedente operato e manifestando in tal modo poco rispetto per l'importante servizio che svolgono i medici di continuità assistenziale nell'ambito del servizio sanitario regionale, garantendo la continuità assistenziale attraverso la loro presenza capillare nelle aree del nostro difficile territorio. La Regione Basilicata, infatti, ritenendo illegittima la remunerazione definita nel relativo Accordo Integrativo regionale, si è limitata ad adeguarsi ai rilievi avanzati dalla Corte dei Conti, del tutto discutibili e assolutamente contestabili nel merito sulla base di una basilare considerazione: le somme contestate sono somme dovute al personale medico in virtù di una contrattazione di secondo livello in cui sono state riconosciute e definite indennità legate allo svolgimento di funzioni proprie dell'’ attività medica ( rischio per il lavoro notturno spesso in sede disagiate , uso de mezzo proprio). Indennità del tutto legittime, legate alle oggettive condizioni di lavoro e allo svolgimento di prestazioni in particolari condizioni non contemplate dall' accordo nazionale e dunque demandate alla contrattazione integrativa. Il tutto nel rispetto dei cardini che sorreggono la contrattazione e l’utilizzo delle risorse in ambito di negoziale per particolari condizioni di disagio . Ai rilievi sollevati dalla Corte dei Conti, bene avrebbe fatto la Regione, e bene farebbe, se precisasse l’origine delle indennità di cui si eccepisce la legittimità , chiarendo così tutti gli aspetti interpretativi e nel contempo definendo, in nuovo accordo, la giusta rispondenza di tali indennità.” “Si congeli”, conclude Summa, “la decisione di procedere al recupero delle indennità erogate aprendo da subito un tavolo di confronto sindacale con tutte le parti firmatarie dell'accordo integrativo in questione e riconoscendo ai medici di continuità assistenziale quanto dovuto alla pari di altri dirigenti medici dipendenti del servizio sanitario regionale”. Potenza, 17 ottobre 2017
pag. 337
2017
un anno di CGIL basilicata
Anziani e vaccini Al via campagna di informazione e sensibilizzazione martedĂŹ 17 ottobre 2017
Anziani e vaccini Al via campagna di informazione e sensibilizzazione Chiesto un incontro all’assessore regionale alla Salute Franconi per conoscere il piano di prevenzione vaccinale della Regione Basilicata
pag. 338
2017
un anno di CGIL basilicata
Al via in Basilicata la campagna di informazione, sensibilizzazione e comunicazione sulle vaccinazioni promossa da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp. Si è svolta nella sede della Cgil Basilicata a Potenza la videoconferenza con Michele Conversano, presidente di Happy Angeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo di cui le organizzazioni sindacali sono partner per la campagna di informazione per sensibilizzare le persone anziane sull’importanza delle vaccinazioni specifiche rivolte a questa fascia di età. L’approvazione del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 e l’inserimento nei Lea di tutti i vaccini contenuti nel calendario vaccinale dello stesso Piano, segnano sicuramente un importante risultato positivo per le politiche di prevenzione nel nostro Paese. Oltre alle vaccinazioni per cui sono già previsti da anni programmi nazionali di immunizzazione, il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 introduce nel calendario vaccinale e conseguentemente nei Lea anche altre vaccinazioni. Per le persone ultra65enni alla già prevista vaccinazione anti influenzale, si aggiungono la vaccinazione anti pneumococco e quella anti Herpes Zoster (fuoco di Sant’Antonio). L’attenzione della campagna è rivolta principalmente ai nuovi vaccini previsti nei Lea per le persone anziane e sul diritto a vaccinarsi oltre al dovere di vaccinarsi. La salute è un diritto sancito dalla Costituzione e il diritto alla prevenzione è parte del più generale diritto alla salute. I vaccini sono uno strumento fondamentale di prevenzione ed è giusto quindi rivendicare anche il diritto ai vaccini. Per rendere effettivo questo diritto, serve una buona informazione ai cittadini ed è necessario l’impegno delle Regioni e delle aziende sanitarie a rendere disponibili i vaccini per le persone anziane. Ogni anno, in Italia, sono migliaia i decessi per complicanze da influenza e per complicanze broncopolmonari di origine batterica, quasi tutti tra gli anziani. La polmonite è ancora la prima causa di morte per malattie infettive nei paesi occidentali ma tra gli anziani solo uno su tre sa che si può morire di polmonite. La mancata vaccinazione, inoltre, genera costi che gravano sul sistema sanitario, sui pazienti e sulla spesa sociale in generale: un recente studio condotto dall’Health technology assessment stima che il costo complessivo e l’impatto fiscale della mancata vaccinazione contro lo pneumococco, le polmoniti batteriche e l’herpes zoster e la conseguente malattia della popolazione attiva in Italia, ammonta a circa un miliardo di euro annuo. L’invecchiamento progressivo della popolazione e le conseguenti modificazioni della struttura sociodemografica costituiscono nuove sfide per i sistemi di welfare e i sistemi sanitari europei che, se non gestite con lungimiranza e con interventi tempestivi e trasversali, ne compromettono la sostenibilità. La Commissione Europea ha individuato l’invecchiamento attivo e in salute quale traguardo comune a tutti i Paesi membri. Tra i diversi pilastri identificati dalla Commissione Europea per un invecchiamento attivo e in salute dei cittadini, i programmi di immunizzazione della popolazione adulta rivestono un ruolo di fondamentale importanza. Alla luce di quanto emerso, le organizzazioni sindacali Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Basilicata chiederanno un incontro all’assessore regionale alla Salute Flavia Franconi per conoscere il piano di prevenzione vaccinale per la Regione Basilicata. Potenza, 17/10/2017
pag. 339
2017
un anno di CGIL basilicata
Indotto ACM Melfi, attivo unitario Fim, Fiom, Uilm sabato 21 ottobre 2017
ATTIVO UNITARIO FIM FIOM UILM ACM MELFI Si è tenuto oggi, Sabato 21 ottobre presso il Centro Sociale di Rionero in Vulture si l’attivo unitario di FIM FIOM e UILM, relativo all’indotto ACM Melfi per discutere della situazione industriale. È stato un primo momento di confronto fra i delegati delle aziende dell'indotto Fca di Melfi utile per raccogliere proposte, segnalazioni, contributi in merito alla situazione vissuta dai lavoratori delle aziende dell'ACM. La cassa integrazione, che sta riducendo il salario dei lavoratori, richiede urgentemente una revisione del premio erogato dalle aziende per assicurare maggiore salario ai lavoratori, attraverso gli strumenti forniti dalla contrattazione e dalle leggi vigenti. Occorre inoltre difendere e rilanciare l'occupazione, superando la precarietà vissuta dalle centinaia di somministrati che operano nelle aziende. Il contratto nazionale di lavoro, rinnovato circa un anno fa, è il perimetro entro il quale aprire una discussione con le aziende e con il Consorzio ACM: diritti, prospettive, occupazione possono essere rilanciati solo con l'unità e la partecipazione dei lavoratori. Le segreterie ed i delegati di FIM-FIOM-UILM elaboreranno una proposta da sottoporre alle aziende già
pag. 340
2017
un anno di CGIL basilicata
nei prossimi giorni.
pag. 341
2017
un anno di CGIL basilicata
Angelo Summa, case di riposo a collasso sabato 21 ottobre 2017
Le case di riposo di Basilicata rischiano il collasso: rette insostenibili per gli anziani, assenza di servizi di qualità e socialità e lavoratori sottopagati in una perenne condizioni di precarietà. In pratica l’attuale sistema si regge in una condizione di assenza di regole e standard che ne definiscano i livelli di assistenza, il tutto in assenza di risorse pubbliche. "L'assistenza agli anziani rappresenta una delle emergenze sociali del nostro paese e di questa regione, un’emergenza cui non corrispondono adeguate risposte assistenziali". Lo dichiara in una nota stampa il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa. “È infatti di tutta evidenza - prosegue – che una
pag. 342
2017
un anno di CGIL basilicata
delle conseguenze dell'invecchiamento demografico è il sempre maggiore bisogno di un'assistenza più o meno continuativa , che, peraltro, a causa del forte incremento di famiglie cd. mononucleari difficilmente riesce ormai ad essere erogata all'interno del nucleo familiare stesso. Questo pone due ordini di problemi: da un lato la necessità di fornire una assistenza attraverso strutture adeguate, dall’altra quella di rafforzare l’assistenza domiciliare che oggi garantisce un servizio ancora molto limitato in termini di ore per anziano. L’approvazione da parte della Regione del Manuale per l’autorizzazione dei servizi e della strutture pubbliche e private che svolgono attività socio assistenziale e socio educative rappresenta un primo tentativo di normare il settore attraverso la disciplina dei percorsi di accreditamento, autorizzazione ed affidamento dei servizi sociosanitari, contemperando la perseguibilità economica con la valutazione di altri requisiti. Urge, ora, dare corso con immediatezza alla definizione dei criteri per l’accreditamento. Ma senza un intervento legislativo che individui risorse assumendo la centralità della qualità dei servizi e della qualità del lavoro attraverso un sistema di accreditamento selettivo accompagnato da meccanismi di contribuzione pubblica per assicurare livelli di qualità , diritti ai lavoratori e tariffe sociali, utilizzando anche parte dei circa 70 milioni di euro del Fondo sociale europeo destinati al welfare, è difficile che si riesca a dare una risposta adeguata e innovativa ai bisogni sociali. Obiettivo primario è e deve continuare ad essere quello di garantire standard di qualità nell’offerta di assistenza e personale qualificato, ed è su questo innesto che si intrecciano il tema dei diritti degli anziani e dei lavoratori. Partendo da una ricognizione di quante strutture ci sono in Basilicata, quanti posti letto, quali servizi vengono offerti e in che condizione operano, per poter avviare un percorso di accreditamento delle strutture che vogliono candidarsi a gestire tali servizi, definendo costo delle rette e intervento pubblico integrativo per fasce di reddito, affinchè il sistema possa reggersi. “Sono del tutto evidenti - ha concluso Summa - i crescenti bisogni espressi in questo ambito del welfare, come sono di tutta evidenza le opportunità che il settore socio- assistenziale e quello della cura delle persone offrono. Bisogna investire risorse ed assumere il welfare quale tema politico centrale per renderlo una potenzialità per lo sviluppo del nostro territorio: il welfare crea lavoro e risponde ai bisogni delle persone".
pag. 343
2017
un anno di CGIL basilicata
Legge regionale invecchiamento attivo in consiglio regionale lunedì 23 ottobre 2017
Proposta di legge regionale “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni” Spi Cgil, Cisl Fnp, Uil Pensionati: “La legge venga approvata e resa attuativa il prima possibile” Sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale che si terrà il 24 ottobre la proposta di legge regionale “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni” dei sindacati confederali dei pensionati Spi Cgil Basilicata, Fnp Cisl Basilicata e Uilp Uil Basilicata e presentata in consiglio regionale d’iniziativa dei consiglieri Giannino Romaniello, Roberto Cifarelli e l’allora Francesco Pietrantuono. La proposta di legge, approvata all’unanimità dalla Quarta Commissione Consigliare Permanente il 17 novembre 2016 e successivamente dalla Seconda Commissione Consigliare Permanente, era all’ordine del giorno dei precedenti consigli regionali tenutisi nel mese di settembre e ottobre. Obiettivo della proposta è valorizzare le esperienze formative, cognitive, professionali e umane maturate dalla persona anziana nel corso della vita, promuovere e valorizzare l’invecchiamento attivo sostenendo
pag. 344
2017
un anno di CGIL basilicata
politiche integrate a favore degli anziani e contrastare i fenomeni di esclusione e di discriminazione promuovendo azioni che garantiscano un invecchiamento sano e dignitoso e rimuovano gli ostacoli a una piena inclusione sociale. “Si tratta di una legge innovativa, che guarda all’anziano come una risorsa per la società e non a un “costo”, favorendo l’integrazione attiva nella comunità in cui vive - affermano Allegretti, Zuardi e Tortorelli – Vivere meglio consente all’anziano di stare in buona salute e permette una riduzione della spesa sanitaria, liberando risorse da investire in nuove occupazioni con conseguenze positive sul welfare lucano. Ecco perché è importante che questa proposta di legge venga approvata il prima possibile e diventi attuativa. Unitamente all’accordo con l’Anci Basilicata per l’invecchiamento attivo, alla definizione dei Piani intercomunali socio sanitari e socio assistenziali e all’approvazione della legge regionale SIAP "Sistema integrato per l'apprendimento permanente ed il sostegno alle transizioni nella vita attiva" candidiamo la Basilicata a essere vero e proprio modello virtuoso in termini di cura degli anziani”. Tre sono gli assi portanti della proposta: programmazione triennale degli interventi quale piano strategico e sistemico per l’attuazione delle finalità presenti nella legge tramite l’istituzione della “Consulta regionale per l’invecchiamento attivo” costituita dall’assessore alla Salute e alle Politiche sociale e le forze sociali interessate, apprendimento permanente, prevenzione e benessere in linea con i Piani socio sanitari e socio assistenziali previsti sul territorio regionale, cultura e tempo libero, impegno e volontariato civico attraverso il coinvolgimento degli enti locali territoriali e del Terzo settore. “In una regione che invecchia sempre più e dove il tasso di emigrazione giovanile è in aumento – concludono i segretari - è necessario che venga garantito un futuro ai giovani e agli anziani la possibilità di invecchiare dignitosamente. E la proposta di legge sull’invecchiamento attivo, congiuntamente ad altre misure, è uno degli strumenti utili”.
pag. 345
2017
un anno di CGIL basilicata
Ex Firema Domani mercoledì 25 ottobre a Roma incontro al Mise martedì 24 ottobre 2017
Ex Firema Domani mercoledì 25 ottobre a Roma incontro al Mise De Nicola: “L’auspicio è che si salvaguardino tutti i livelli occupazionali in vista dell’imminente scadenza della cassa integrazione in deroga”
pag. 346
2017
un anno di CGIL basilicata
Si terrà domani a Roma, al Ministero dello sviluppo economico, l’incontro con i rappresentanti sindacali delle segreterie nazionali Fim Fiom Uilm e delle Regioni Basilicata e Campania per la ricollocazione degli ex lavoratori Firema, oggi Tfa e la verifica del piano industriale affinché si dia una accelerazione alla sua completa attuazione. “L’auspicio – commenta Emanuele De Nicola, della Fiom Cgil Basilicata – è che con l’incontro si giunga finalmente a una soluzione positiva della vertenza soprattutto in vista dell’imminente scadenza della cassa integrazione in deroga per i lavoratori ex Firema. In particolare chiediamo che si rispettino gli accordi risalenti a luglio 2015 e a novembre 2106 per la ricollocazione dei lavoratori che dal prossimo mese non potranno nemmeno più usufruire degli ammortizzatori sociali. È per noi assolutamente necessaria la ricollocazione di tutti i lavoratori del bacino dell’ex Firema al fine e che vengano salvaguardati i livelli occupazionali”
pag. 347
2017
un anno di CGIL basilicata
Direttivo regionale Al centro del dibattito autonomie regionali, pensioni e petrolio mercoledì 25 ottobre 2017
Direttivo regionale Al centro del dibattito autonomie regionali, pensioni e petrolio Summa: “Se la Basilicata dovesse rivendicare maggiore autonomia non avrebbe le risorse sufficienti a colmare le entrate derivanti dallo Stato” Autonomie regionali, pensioni, petrolio, FCA, sanità, welfare. Questi i temi del direttivo regionale Cgil oggi a Potenza nella sede di via del Gallitello alla presenza del segretario nazionale Vincenzo Colla. “Il referendum del 22 ottobre – ha detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa – è un dato che deve riguardare la discussione politica, il mondo sindacale e la classe dirigente del sud. È un referendum strumentale, inutile e populista. Per affermare l’applicazione del comma 3 dell’articolo 116 non c’era bisogno di ricorrere allo strumento referendario. Bastava fare come l’Emilia Romagna che ha avviato un confronto con il governo nazionale sul federalismo differenziato: la nostra Costituzione, a seguito della riforma del Titolo V del 2001, già consente di poter negoziare con il governo forme di federalismo su specifiche materie, che sono quelle oggetto di legislazione concorrente.L'unico effetto del
pag. 348
2017
un anno di CGIL basilicata
referndum è stato quello di alimentare nel nostro Paese ulteriori elementi di divisione, dando una rappresentazione falsata della realtà, arrivando al paradosso che quelli che stanno meglio protestano e rivendicano maggiori risorse , mentre chi sta peggio ha smesso di rivendicare . Il residuo fiscale è un veleno mediatico che fa arrabbiare i cittadini del Nord, convinti di essere spogliati dei propri soldi, in realtà versano più imposte perché hanno maggiore capacità fiscale. E i cittadini del sud comunque ricevono meno. Il centro nord paga il 77% delle tasse italiane e riceve il 71% del totale della spesa pubblica, stimato attorno agli 884 miliardi euro nel 2015. Il Sud riceve il 29% della spesa pubblica ma rappresenta il 34% della popolazione e quindi i servizi ricevuti sono sensibilmente inferiori rispetto agli standars nazionali . Ciò comporta che la spesa per ogni cittadino del nord è di 15.801 euro e per il cittadino del sud è di 12.222 euro, in media 300 euro al mese di spesa pubblica in meno. È normale che la parte del Paese più ricca possa generare un gettito fiscale maggiore ma è altrettanto anomalo restituire una rappresentazione per cui le regioni del nord sono virtuose e quelle del sud non lo sono, estremizzando i concetti del federalismo e di come il Mezzogiorno gestisce alcune deleghe importanti, prima fra tutte la sanità, considerato che molte regioni del sud hanno la sanità commissariata. Il vero problema – continua Summa – è che il sud non ha la stessa spesa pubblica per offrire servizi efficienti al pari del nord. Se la Basilicata dovesse rivendicare maggiore autonomia, nonostante il petrolio, non avrebbe mai le risorse sufficienti a colmare le entrate derivanti dallo Stato nazionale in quote di trasferimento, perché abbiamo oltre 4mila euro in più di spesa pubblica ,rispetto al nostro gettito fiscale, quindi avremmo bisogno di 3 miliardi in più per avere un equilibrio economico tra gettito fiscale e la spesa. Ma il quesito referendario, al di là della discussione sul cosiddetto residuo fiscale che connoterà la prossima campagna elettorale, apre ad una pericoloso federalismo su materie che costituiscono i pilastri connotativi dell’unità nazionale: istruzione e sanità, fino a teorizzare contratti regionali. Se di federalismo si vuole parlare – chiosa il segretario - bisogna partire dallo squilibrio nella spesa pubblica che c’è nel nostro Paese. E non è più un discorso di questione meridionale, peraltro sparita dal dibattito politico. Siamo in una fase evoluta dove la questione meridionale è stata sostituita dai regionalismi per cui il vero tema da affrontare sarà come discutono le regioni e come si crea rapporto di coordinamento tra esse, come si colloca il protagonismo regionale in un contesto di unità. Ecco perché è necessario rilanciare un piano unitario del nostro Paese. Le nazioni si fondano sulla solidarietà dei loro popoli, se ogni regione si tiene il suo si arriva alla fine dell’unità nazionale.. Aggiunge poi sulle pensioni, argomento di discussione con le altre sigle sindacali anche in Basilicata e oggetto di una campagna che ha visto l’organizzazione di assemblee e giornate di volantinaggio e che proseguirà nei prossimi giorni: “L’innalzamento dell’età rispetto alle aspettative di vita è uno dei punti principali. Noi abbiamo chiesto una differenziazione rispetto al lavoro che si svolge ma il governo ci ha chiuso le porte: la flessibilità è il parametro determinante per la modifica della legge Fornero”. Un passaggio, infine, sulla questione petrolio: “La classe dirigente - ha affermato Summa – è ripiegata sull’opportunità e sul consenso pensando che le questioni ambientali si risolvano con atti amministrativi dovuti e conferenze stampa. La Regione Basilicata avrebbe addirittura chiesto all’Eni risorse aggiuntive sotto forma di contributo volontario per far fronte alle criticità del bilancio, credendo di affrontare la complessità della questione petrolio con queste modalità. Sono settimane che chiediamo un incontro nazionale. Noi vogliamo che l’attività industriale continui ma in sicurezza e con una visione politica sullo sviluppo del territorio, che preveda un investimento in tecnologia da parte dell’Eni, perché l’innovazione tecnologica può intervenire per ridurre gli effetti ambientali e porre le basi in Basilicata per la transazione energetica da qui ai prossimi 20 anni, vincolando le risorse allo sviluppo e non alla spesa ordinaria”. Altro asse fondamentale, la Fca di Melfi: “Senza piano industriale – ha dichiarato - non si può continuare a discutere di settore auto. C’è bisogno di serietà e di assunzione di responsabilità da parte del governo nazionale che ci dica esattamente nel contesto nazionale qual è il ruolo di Melfi, grande stabilimento che deve rafforzare la sua capacità produttiva, sperimentando una innovazione e introducendo i propulsori a basso impatto ambientale. Significa investire in ricerca. Ci sono 296 milioni di euro del Fondo sociale europeo. Gli stessi possono essere impiegati per il welfare. Abbiamo lanciato l’allarme collasso delle case di riposo in Basilicata: per coniugare servizi di qualità e rispetto dei contratti di lavoro è necessario che il governo regionale introduca forme di integrazione delle rette ”.
pag. 349
2017
un anno di CGIL basilicata
Conclude il segretario nazionale Colla: " Lo scenario entro il quale va letto il referendum del 22 ottobre è quello di un'Europa che pur essendo stato il più grande investimento democratico, oggi fa acqua e arriva sui territori . Pensiamo alla Brexit, allo scontro in Catalogna, in Scozia. C’è un vuoto della politica che non ha saputo progettare il ruolo federale dell’Europa. Un’ Europa spinta verso il secessionismo che non vede il sud come grande patrimonio per la sua tenuta . E su questo ci sarebbe bisogno di un’alleanza con le istituzioni e la classe dirigente che invece si chiude nel suo piccolo. Non si può immaginare - continua - una Basilicata che chieda un po’ più di soldi all’Eni, perdendo capacità di capire dove debba andare la regione. La questione royalties, se non la spostiamo rispetto alle grandi filiere produttive (automotive, agroindustria, turismo) che devono esserci ora per il dopo, metterà la regione in difficoltà, priva di uno sviluppo di prospettiva. Il problema è che la politica progetta solo campagne elettorali, mentre dovrebbe progettare forme e modalita per redistribuire la ricchezza e mantenere la coesione sociale . E siccome non c’è mediazione sociale assistiamo a una polarizzazione, specialmente nel lavoro, che vale per l’impresa e per i lavoratori. In questo contesto, come mettiamo lavoratori e imprese, ad esempio, dentro la filiera dell’innovazione che arriverà polarizzando ancora di più la nostra gente, schiacciando il ceto medio e il terziario povero, allargando ancora di più una bolla nella quale svaluto la moneta e svaluto anche il lavoro? Questo è lo scenario entro il quale siamo arrivati ai referendum della Lombardia e del Veneto. Ora bisogna decidere sulle materie di legislazione concorrente, su cosa decidiamo di dare autonomia con il decentramento e cosa decidiamo sia priorità è prerogativa dello Stato. È necessario che si cominci a discutere anche di questo perché riguarda tutti. Così come riguarda tutti la questione delle pensioni – conclude Colla. Dire di non incrementare l’aspettativa di vita significa diversificare e salvaguardare i lavoratori in difficoltà. Le uscite flessibili andavano fatte per questi lavoratori e per le donne. Dire pensione di garanzia in questo Paese significa creare un patto generazionale, dando risposta a tutti quei lavori che hanno discontinuità oggi e soprattutto provando a dare una risposta alle aspettative delle giovani generazioni ”. Potenza, 25/10/2017
pag. 350
2017
un anno di CGIL basilicata
Elezioni RSU e RLSSA all'ACTA, Cgil primo sindacato giovedì 26 ottobre 2017
Grande risultato per la Cgil alle elezioni Rsu e Rlssa all’Acta S.p.a, l’azienda che si occupa del sistema della raccolta dei rifiuti nella città di Potenza. L’organizzazione si attesta primo sindacato con 44 voti su un totale di 106 votanti per la Rsu, aggiudicandosi due seggi. A seguire la Uil con 27 voti, la Cisl con 18 e la Fiadel con 15. Per la Rlssa la Cgil ottiene 51 voti su un totale di 106 votanti, seguita dalla Uil e dalla Fiadel con 25 voti e dalla Cisl con 11 voti. “Si tratta di dare continuità a un percorso già avviato – commenta Michele Sannazzaro, segretario Fp Cgil Potenza – riconfermando l’impegno dell’organizzazione sindacale in termini di tutela dei diritti di tutti i
pag. 351
2017
un anno di CGIL basilicata
lavoratori. In un momento particolarmente delicato in città per il quasi compimento dell’avvio della raccolta differenziata e visti i numerosi cambiamenti avvenuti nella società, compresi i servizi erogati che vanno dalla gestione di smaltimento dei rifiuti all’igiene ambientale e alla cura del verde urbano, avere dei punti di riferimento stabili è l’occasione per continuare a portare all’attenzione le istanza dei lavoratori, affinché i loro diritti vengano garantiti e con essi uno dei principali servizi pubblici della città”.
pag. 352
2017
un anno di CGIL basilicata
Programma assemblee unitarie mobilitazione nazionale venerdì 03 novembre 2017
Legge di bilancio Mobilitazione nazionale Cgil Cisl Uil Dal 6 al 15 novembre 2017 assemblee unitarie su tutto il territorio Attivo unitario 15 novembre – ore 9.30 – Potenza – Museo provinciale
Continua in Basilicata la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil a sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo in materia di lavoro, previdenza, welfare e sviluppo. Dal 6 al 15 novembre 2017 su tutto il territorio lucano si terranno le assemblee unitarie secondo il seguente calendario: 6 novembre a Villa d’Agri e Irsina, 7 novembre a Lauria e Stigliano, 9 novembre a Matera e Rionero, 10 novembre a Policoro e Genzano di Lucania, 11 novembre a Sant’Arcangelo, 13 novembre a Senise e Tricarico. Le iniziative si concluderanno il 15 novembre con un attivo unitario che si terrà a Potenza alle ore 9.30 al Museo
pag. 353
2017
un anno di CGIL basilicata
provinciale. Contestualmente le categorie stanno portando avanti il programma di assemblee unitarie di area nei luoghi di lavoro. A seguito dell’incontro che si è svolto ieri a Palazzo Chigi con i tre segretari generali Cgil, Cisl e Uil e che si è concluso con un ulteriore rinvio al 13 novembre prossimo, le organizzazioni sindacali ribadiscono le loro richieste: maggiori risorse per l’occupazione giovanile e per gli ammortizzatori sociali; congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; adeguamento delle pensioni in essere; piena copertura finanziaria per il rinnovo e rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; risorse aggiuntive per la sanità e finanziamento adeguato per la non autosufficienza, rinnovo dei contratti. Affermano i segretari regionali Cgil, Cisl e Uil rispettivamente Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro: “Pensioni, giovani, occupazione, sanità e contratti sono priorità sociali alle quali è necessario dare risposte. Superare le rigidità nell’accesso al pensionamento, favorire un inserimento lavorativo dei giovani e affrontare il tema dell’adeguatezza degli attuali e dei futuri trattamenti pensionistici significa restituire dignità al lavoro e al Paese. Oggi in Italia 12 milioni di cittadini non accedono più al sistema sanitario nazionale e alla crescita degli occupati non corrisponde una crescita analoga dei posti di lavoro standard e delle ore lavorate, con un balzo in avanti dei contratti precari o a tempo determinato, la cui maggioranza ha durata inferiore ai sei mesi. Una legge di bilancio che voglia avere il carattere dell’equità e dello sviluppo deve tenere conto delle richieste che Cgil, Cisl, Uil hanno avanzato ai tavoli di confronto”.
pag. 354
2017
un anno di CGIL basilicata
Legge regionale diritto allo studio: importante passo in avanti ma senza il coinvolgimento delle parti sociali sabato 04 novembre 2017
Legge regionale del diritto allo studio Un importante passo in avanti ma si coinvolgano anche le parti sociali L'assenza di confronto e il susseguirsi di atti e leggi adottati in piena solitudine connota sempre piĂš il
pag. 355
2017
un anno di CGIL basilicata
modus operandi di questa consiliatura regionale. L’aver licenziato il disegno di legge sul diritto allo studio al di fuori di un confronto con le parti sociali - cgil cisl e uil di Basilicata che rappresentano oltre 150 mila iscritti - con le istituzioni scolastiche e l'università di Basilicata e in assenza di un qualsiasi coinvolgimento delle associazioni degli studenti, è il segno di come questa classe dirigente intenda e interpreti l'esercizio delle proprie funzioni. Ormai siamo in presenza di una sistematica occupazione delle funzioni istituzionali relegate alla sola logica del proprio consenso, a danno dell'interesse generale e di quel confronto democratico essenziale e necessario per la rappresentanza dei vari interessi , confronto in assenza del quale si è dentro un' oligarchia protesa solo a conservare il proprio potere facendo scivolare la Basilicata in un avvitamento autoreferenziale privo di prospettiva e di una visione poliedrica. Se l'approdo di questo disegno di legge in Consiglio colma finalmente un vuoto - la legge vigente risale al lontano 1979 - è pur vero che ci si sarebbe aspettati un previo coinvolgimento di tutti i soggetti interessati su una materia così trasversale e che investe un diritto di cittadinanza fondamentale nella vita e lo sviluppo di una comunità. E' indubbio che le disuguaglianze educative e formative sono una componente importante delle disuguaglianze economiche e sociali. Intervenire sulle politiche dell'istruzione per garantirne l'accesso e la frequenza è quindi uno strumento fondamentale per affrontare i nuovi rischi sociali del welfare. Affinchè questa legge regionale possa dar vita a un diritto allo studio realmente universale e produrre un avanzamento sostanziale nelle condizioni di studio, lavoro e vita di tutti i soggetti e non si traduca in una mera dichiarazione d'intenti, è necessario che vada ben coordinata con la legge regionale 30/2015, di cui deve rappresentare un avanzamento e con la stessa legge istitutiva della LAB, cui vengono demandati compiti in materia di realizzazione delle misure-tipo a sostegno del diritto all'apprendimento che paiono esorbitanti rispetto alle funzioni istituzionalmente attribuite. Come pure la norma va coordinata con il sistema di governance regionale, senza dimenticare il ruolo e le funzioni degli stessi ambiti socio territoriali che possono essere a vario titolo coinvolti nell'attuazione delle misure rivolte al diritto allo studio, oltre agli enti locali espressamente richiamati. Auspichiamo pertanto che nell’avanzamento dell’iter legislativo si proceda celermente tenendo come punto fermo il confronto con tutti i soggetti istituzionali coinvolti determinando, anche con investimenti economici strutturali, una effettiva inversione di rotta nelle politiche educative di questa regione. Segreteria regionale Cgil Flc Cgil Basilicata Potenza, 4/11/2017
pag. 356
2017
un anno di CGIL basilicata
Cassa integrazione Fiat, Summa e D'Andrea chiedono incontro con azienda mercoledì 08 novembre 2017
Cassa integrazione Fiat D’Andrea e Summa: “La Fiat faccia sapere le sue intenzioni. Chiesto da tempo un confronto” “Oggi è stata comunicata l’ennesima cassa integrazione da parte di Fiat per li mese di dicembre fino a gennaio 2018. Se fin qui la cassa è stata la risposta alla contrazione di mercato è ormai evidente un problema strutturale: è dal rientro della pausa estiva che ogni mese vengono dati contemporaneamente i turni della programmazione di cassa integrazione che riguardano, tra l’altro, giornate festive e non ordinarie con l’effetto che si riducono ulteriormente le retribuzioni dei lavoratori. Invece di programmare ulteriori giornate di cassa, l’azienda dovrebbe impegnarsi su cosa produrre per riprendere il mercato”.
pag. 357
2017
un anno di CGIL basilicata
È quanto dichiara il segretario generale Fiom Cgil Basilicata Roberto D’Andrea sulla cassa integrazione alla Fiat di Melfi. Aggiunge il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa: “Le rappresentanze sindacali tutte hanno chiesto da tempo un incontro all’azienda per sapere quali siano le sue intenzioni in Basilicata e qual è il piano industriale per Melfi. La Fiat si assumi una volta per tutte le sue responsabilità. Credo che di fronte a una situazione di tale portata critica il governo regionale debba assumere una iniziativa congiunta affinché si apra un tavolo di confronto perché in gioco ci sono migliaia di lavoratori e un pezzo importante del sistema produttivo lucano”.
pag. 358
2017
un anno di CGIL basilicata
“Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni” giovedì 09 novembre 2017
Approvazione in consiglio regionale della Proposta di legge “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni” Spi Cgil, Cisl Fnp, Uil Pensionati: “Un risultato importante che rivoluzione il welfare e la contrattazione sociale in Basilicata”
pag. 359
2017
un anno di CGIL basilicata
I segretari regionali Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil rispettivamente Nicola Allegretti, Enzo Zuardi e Vincenzo Tortorelli esprimono grande soddisfazione per l’approvazione in Consiglio regionale della proposta di legge “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni” presentata dai consiglieri Giannino Romaniello e Roberto Cifarelli su sollecitazione dei sindacati confederali dei pensionati. “Dopo i continui rinvii del consiglio regionale, finalmente siamo riusciti ad ottenere questo importante risultato che ci ripaga del lavoro speso in questi ultimi anni, compresa la lunga attesa di ieri in consiglio regionale quando una delegazione di pensionati ha assistito all’approvazione della legge e ha distribuito volantini informativi sui contenuti della legge – dichiarano i tre segretari - Come più volte ribadito, si tratta di una legge innovativa, che guarda all’anziano come una risorsa per la società e non a un “costo”, favorendo l’integrazione attiva nella comunità in cui vive e che, unitamente all’accordo con l’Anci Basilicata per l’invecchiamento attivo, alla definizione dei Piani intercomunali socio sanitari e socio assistenziali e all’approvazione della legge regionale SIAP "Sistema integrato per l'apprendimento permanente ed il sostegno alle transizioni nella vita attiva", permettono di fare un importante passo in avanti in tema di welfare, sanità e contrattazione sociale”. La legge, infatti, valorizza le esperienze formative, cognitive, professionali e umane maturate dalla persona anziana nel corso della vita, promuove e valorizza l’invecchiamento attivo sostenendo politiche integrate a favore degli anziani e contrasta i fenomeni di esclusione e di discriminazione promuovendo azioni che garantiscano un invecchiamento sano e dignitoso e rimuovano gli ostacoli a una piena inclusione sociale.
Tre sono gli assi portanti: programmazione triennale degli interventi quale piano strategico e sistemico per l’attuazione delle finalità presenti nella legge tramite l’istituzione della “Consulta regionale per l’invecchiamento attivo” costituita dall’assessore alla Salute e alle Politiche sociale e le forze sociali interessate, apprendimento permanente, prevenzione e benessere in linea con i Piani socio sanitari e socio assistenziali previsti sul territorio regionale, cultura e tempo libero, impegno e volontariato civico attraverso il coinvolgimento degli enti locali territoriali e del Terzo settore. “L’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere - concludono i segretari - è fondamentale in una regione in cui l’invecchiamento e lo spopolamento sono in continuo aumento. A gennaio 2015 secondi i dati Istat gli over 65, target cui la legge si riferisce, erano il 21,6% della popolazione residente e secondo le proiezioni nel 2025 saranno il 25,7%: 170,3 anziani ogni 100 giovani. Ecco perché è necessario che questa legge venga approvato il prima possibile, per conciliare queste due anime che devono per forza stare insieme perché, se è vero che senza i giovani non c’è futuro, senza anziani che invecchiano dignitosamente un Paese affonda. Oltre alla legge bisogna quindi garantire quei servizi minimi essenziali in assenza dei quali oggi, in Basilicata, si determina un’emigrazione dei giovani a cui segue quella di intere famiglie”.
pag. 360
2017
un anno di CGIL basilicata
La Basilicata e il sud senza rappresentanza politica: il divario con il resto del Paese si allarga sempre di piĂš giovedĂŹ 09 novembre 2017
La Basilicata e il sud senza rappresentanza politica: il divario con il resto del Paese si allarga sempre di piĂš
pag. 361
2017
un anno di CGIL basilicata
La ripartizione del Fondo nazionale che finanzia il Piano pluriennale per la promozione del sistema integrato approvato in sede di conferenza unificata Stato-Regioni segna e rischia di accentuare un ulteriore divario tra le aree del nostro Paese proprio in un ambito che ne potrebbe rappresentare il vero collante. L'istituzione di un sistema integrato 0-6 anni rappresenta, infatti, un’importante affermazione del diritto all'educazione dell'infanzia, affermazione che tuttavia allo stato dei fatti rischia di rimanere di mero principio. Se l'obiettivo è quello di espandere i nidi, raggiungendo standard europei in modo uniforme sul nostro territorio e riconoscendone la funzione educativa nell'ambito del più generale sistema dell'apprendimento, è evidente che questo debba essere supportato da risorse adeguate nel Fondo nazionale. Il suddetto fondo, che ha una consistenza di 209 milioni, come è stato ripartito per il 2017? Per il 40% in proporzione alla popolazione 0-6 anni, per il 50% in base alla percentuale di iscritti ai servizi educativi e per il restante 10% in proporzione alla popolazione 3-6 non iscritta alla scuola dell'infanzia statale. Facile immaginare il risultato che ne è scaturito in termini di attribuzione di risorse: se i nidi vengono frequentati per un 25% al nord e per il 10% al sud, dove la scuola dell'infanzia statale raccoglie il 45% del totale degli iscritti, ecco che gran parte dei fondi - oltre il 74% - va al centro nord. Alla Basilicata, cui compete il primato negativo nel mezzogiorno con un tasso di partecipazione all'istruzione pre-primaria e primaria pari al 44,8%, spetteranno 1,2 milioni. Da un lato, dunque, si afferma di voler allargare l'offerta di servizi formativi in questo Paese passando attraverso il loro riequilibrio territoriale e arrivando a una copertura almeno del 33% su tutto il territorio nazionale, dall'altro si pongono in essere misure che vanno nella direzione opposta agli obiettivi dichiarati . Purtroppo, proprio chi nelle sedi deputate e per le funzioni rivestite aveva e ha gli strumenti per invertire tale tendenza, accetta e fa proprie le ragioni di scelte non solo contraddittorie ma fuorvianti e scellerate per il mezzogiorno e per la nostra regione. Come si può pensare di invertire la tendenza allo spopolamento e al calo demografico se si utilizza proprio il peso della popolazione per direzionare e consolidare risorse in capo a chi ne ha già? È evidente che percorrendo tale strada l'idea di uscire dalla logica dei servizi educativi quali servizi a domanda individuale appare sempre più lontana. Se questo è l'approccio sul piano nazionale, non c'è da meravigliarsi del tentativo della Regione Basilicata di puntellare le azioni di sostegno alla frequenza degli asili nido tramite bonus previsti negli avvisi del FSE, un milione di euro per gli anni 2017-2018 e altrettanti per il 2018-2019: misure estemporanee che nulla hanno a che vedere con l'obiettivo di dare strutturalità ad una offerta formativa completa e generalizzata. Le medesime opportunità educative devono essere garantite a tutte le bambine e i bambini attraverso lo stanziamento di risorse idonee a sostenere un'offerta pubblica qualificata che consenta un accesso generalizzato al percorso educativo riconoscendo livelli essenziali delle prestazioni anche nel sistema integrato 0-6 anni.
pag. 362
2017
un anno di CGIL basilicata
Osservatorio Parlamentare sul tema legalità giovedì 09 novembre 2017
Recentemente la CGIL ha definito, con Avviso Pubblico, una attività di formazione civile contro le mafie, all'interno di cui è stato attivato un Osservatorio Parlamentare, con il quale si intende garantire una guida di lettura del dibattito svolto da Camera e Senato sui temi della criminalità organizzata e della corruzione. Visitate il sito e rimanete in collegamento, perché rappresenta uno strumento potente per rimanere in contatto su questi temi. #cgilperlalegalità - www.avvisopubblico.it
pag. 363
2017
un anno di CGIL basilicata
Summa alla presentazione piano unitario per lo sviluppo della Basilicata mercoledĂŹ 15 novembre 2017
Attivo unitario Cgil Cisl Uil di Basilicata Presentato il documento per lo sviluppo della Basilicata Summa su forestazione, appalti pubblici, trasporti, reddito minimo, sanitĂ e istruzione
pag. 364
2017
un anno di CGIL basilicata
In occasione dell’attivo unitario Cgil, Cisl e Uil di Basilicata sul confronto tra i sindacati confederali e il governo nazionali sul tema delle pensioni e della legge di stabilità che si è svolto al Museo provinciale di Potenza, i segretari regionali Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro hanno presentato il documento unitario per il lavoro e lo sviluppo della Basilicata con l’obiettivo di rilanciare il confronto con la giunta regionale. Il documento, che riprende e sviluppa alcuni dei temi già affrontati nel Manifesto per il lavoro – Basilicata 2020, è articolato in sette capitoli: industria 4.0, petrolio e automotive, forestazione, infrastrutture, Matera 2019, legalità e appalti, welfare, precariato. L’attivo unitario è chiamato ad approvare il documento definitivo dopo la fase di confronto interno con le categorie. Il documento sarà poi inviato alla giunta regionale con la richiesta della riapertura del tavolo negoziale. Ha detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa: “Dobbiamo prendere coscienza della fase in cui siamo. I dati sull’economia lucana, le condizioni materiali delle persone e le tante criticità che stanno emergendo in questi ultimi mesi nei settori strategici della Basilicata, ci consegnano un quadro di una regione che rischia il suo smembramento e la sua stabilità politica, economica, sociale e finanziaria. Partiamo dai trasporti. Rischiamo – ha continuato - di non avere più un sistema pubblico dei trasporti, a fronte dei 49 milioni di euro che la Regione Basilicata dovrebbe pagare alle aziende del trasporto e che non è in grado di corrispondere. I lavoratori da 3 mesi sono senza stipendio con il rischio che questa condizioni diventi ordinaria e permanente. I problemi si affrontano alla solita maniera, mettendo le pezze alle emergenze senza una visione e senza una strategia”. Summa fa riferimento anche alla forestazione e agli appalti pubblici. Sul primo punto ha dichiarato: “Cantieri che si aprono e non si aprono, annunci su annunci, con la rappresentazione del settore come se fosse assistenzialistico quando si tratta di lavoratori fondamentali per la cura e la tutela del territorio”. Sul secondo ha invece affermato: “Gli appalti pubblici in Basilicata coinvolgono la gran parte i lavoratori che, per effetto delle gare al massimo ribasso, hanno subito una decurtazione delle proprie condizioni economiche e salariali con una riduzione di orario. A causa di una pubblica amministrazione inerte e una incapacità politica, si stanno determinando ulteriori criticità: servizi esternalizzati per la spesa pubblica e condizioni negative di sfruttamento che si riversano sul settore degli appalti. Non c’è capacità di dare risposta né traccia di confronto, sui temi del merito politico. La classe dirigente ha smarrito visione e confronto, dimenticando che governare esige delle idee e delle proposte. La condizione sociale delle persone non prescinde dalle scelte politiche. Occorre prendere consapevolezza che la condizione economica e sociale della Basilicata è conseguenza diretta delle politiche europee, del governo nazionale e del governo regionale, ognuno con le proprie responsabilità. Dalle politiche del Jobs Act e dei bonus per i giovani del governo nazionale al diritto allo studio, oggi precluso alle fasce più deboli. Sarebbe stato più utile prendere i 260 milioni di euro dei bonus ai giovani e trasferirli sulle politiche vere per il diritto all’istruzione”. Summa ha poi precisato sul rapporto tra le politiche pubbliche e l’istruzione: “Basta guardare alla dotazione economica per la fascia 0-6 anni: 100 euro in media al nord, 44 al sud. Una decisione imposta dalle regioni del nord, in quanto discussa alla Conferenza Stato Regioni laddove le regioni del sud hanno perso rappresentanza politica. La questione meridionale negli ultimi anni è stata sostituita da quella settentrionale, alterando anche i numeri. Ogni cittadino italiano al nord riceve una spesa pubblica di 15mila euro all’anno, al sud poco più di 11mila euro. Il nord ha una dotazione economica finanziaria maggiore che si traduce in maggiori servizi. Il nostro sistema produttivo, già precario, viene così ulteriormente penalizzato dalla carenza di servizi pubblici. Bisogna riposizionare il mezzogiorno perché riacquisti la sua identità, perché se ogni regione si tiene quello che ha viene meno la coesione nazionale e il meccanismo di solidarietà, principi che vanno riaffermati con un programma che va riequilibrato. È questa una battaglia di cui ci dobbiamo far carico, perché da essa dipendono i due assi portanti per la tenuta di un paese, sanità e istruzione, che a loro volta dipendono dal riparto nazionale delle risorse”. Sulla riforma sanitaria regionale, Summa ha precisato: “Il fondo nazionale della sanità è di 105 miliardi, la Basilicata ne riceve un miliardo e 32. Se quel meccanismo di trasferimento viene cambiato, potrebbero
pag. 365
2017
un anno di CGIL basilicata
arrivare un miliardo e 100 milioni. Il riparto, però, non può essere fatto solo sul grado anagrafico senza tener conto delle condizioni di povertà altrimenti anche la sanità lucana rischia il cortocircuito. Perché se è vero che non ha subito il commissariamento è anche vero che le scelte che hanno caratterizzato la programmazione sanitaria regionale negli ultimi anni non vanno nella giusta direzione. Gli accorpamenti delle strutture ospedaliere del potentino sotto il San Carlo rappresentano la condizione di riforma “furba” in quanto per sfuggire ai parametri di equilibrio tra spesa e entrate, la Regione Basilicata ha trovato l’escamotage di cambiare la condizione giuridica delle aziende ospedaliere risolvendo il problema e mantenendo l’equilibrio economico. Così facendo rischiamo di far arretrare il San Carlo, azienda regionale che deve garantire l’alta specialità e i lea di secondo livello, favorendo l’emigrazione sanitaria”. E poi il reddito minimo: “Il reddito minino - ha detto – ha interrotto le politiche dei bonus card carburanti e oggi abbiamo 150 milioni di euro che possono essere utilizzati nelle misure di sviluppo e di altro reddito minimo, purché quest’ultimo non diventi la nuova frontiera di lavoratori sfruttati nelle amministrazioni pubbliche comunali. All’incontro che in proposito si terrà il 23 novembre prossimo chiederemo di perimetrare le attività da svolgere, affinché non si incrocino con quelle istituzionali delle pubbliche amministrazioni”. Il segretario ha concluso sulla vertenza pensioni, ricordando che il dibattito è ancora in corso. La piattaforma unitaria ha come obiettivo la modifica della legge Fornero affinché si renda il sistema previdenziale più flessibile. Potenza, 15/11/2017
pag. 366
2017
un anno di CGIL basilicata
Si Sblocchino immediatamente i fondi per pagare le mensilitĂ arretrate dei lavoratori forestali mercoledĂŹ 22 novembre 2017
I segretari Generali diu Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Vincenzo Esposito, Vincenzo Cavallo e Gerardo Nardiello, esprimono forte preoccupazione per la situazione in cui verte il comparto forestale e quello delle Vie Blu, in merito al forte ritardo delle spettanze economiche.
pag. 367
2017
un anno di CGIL basilicata
I Lavoratori vivono con ansia, preoccupazione e sofferenza questo modus operandi, che li vede vittime di ritardi che in media si aggirano tra i 3 ed i 4 mesi. “Non è più sostenibile”, affermano i sindacalisti, “sopportare tali ritardi, considerando anche il fatto che nella maggior parte dei casi, l’entrata garantita dalle attività forestali rappresenta l’unica fonte di reddito. Venendo a mancare questa certezza, le persone si vedono sotratte della dignità che invece dovrebbe essere riconosciuta ad ogni lavoratore”. “Questa annualità”, continuano i Segretari Generali, “è caratterizzata da avvii e blocchi continui dei lavori, a causa di problemi di bilancio regionale. Noi sindacati, in maniera assolutamente responsabile, pur riconoscendo l’impegno della macchina amministrativa regionale, considerano non più sopportabile queste condizioni. Per questo motivo rivolgono un appello accorato alle istituzioni perché mettano in campo tutte le azioni utili a consentire lo sblocco immediato dei fondi. Siamo inoltre preoccupati perché se i pagamenti non dovessero essere effettuati entro metà dicembre, si andrebbero ad allungare ulteriormente i tempi di attesa a causa del blocco delle attività di erogazione da parte della ragioneria della Regione Basilicata. Ancora segnaliamo il forte disagio dei lavoratori dell’Alto Basento ed in particolare di quelli dell’area dei comuni della Camastra interessati alle compensazioni ambientali collegate alla estrazione delle risorse petrolifere, in quanto con il blocco delle attività non riusciranno a raggiungere le 151 giornate previste dagli accordi, oltre al blocco di coloro che effettuano le 130 giornate, fino a quando non giungeranno nuove indicazioni da parte della Regione Basilicata”.
“Una simile gestione della forestazione” chiudono Esposito, Cavallo e Nardiello, “non è più accettabile e quindi riteniamo non più rinviabile la riforma della governance del settore, che sia in grado di garantire attività, tempi certi e pagamenti puntuali degli operai forestali. Se le condizioni non dovessero subire apprezzabili miglioramenti, non si esclude il ricorso alla mobilitazione della categoria”. Potenza, 21 novembre 2017
pag. 368
2017
un anno di CGIL basilicata
Taglio Organico personale Polizia penitenziaria Regione Puglia e Basilicata. mercoledì 22 novembre 2017
Taglio Organico personale Polizia penitenziaria Regione Puglia e Basilicata. Piano Mobilità personale. Riunione presso Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Puglia e la Basilicata. GRAVE INSUFFICIENZA DI PERSONALE
pag. 369
2017
un anno di CGIL basilicata
Nell’incontro tenutosi in data odierna a Bari presso il Dipartimento penitenziario Regionale della Puglia e della Basilicata – incontro di natura non negoziale - la F.P. CGIL – comparto sicurezza – ha espresso il proprio disappunto sull’argomento in oggetto ritenendo che la scarsità di risorse prospettate alle OO.SS. è l’effetto di scelte politiche di governo con il Decreto Madia che l’Amministrazione Centrale ha passivamente subito. Questa O.S. ha ribadito nell’incontro che il drastico taglio sull’organico del personale comporterà la completa violazione degli accordi quadro in materia di diritti dei lavoratori, tuttora già carenti. Infatti i turni a cui i poliziotti vengono sottoposti sono massacranti, in diverse realtà si arriva persino ad espletare turni di 12 – 14 ore continuative. La grave insufficienza di personale metterà dunque a serio rischio la sicurezza degli Istituti perché non in condizioni oggettive a poter assicurare tutti quei servizi istituzionali sanciti con la L. 395|90. Inevitabili saranno le ricadute sulle scorte e le traduzioni. Per queste ragioni la FP CGIL ha respinto le nuove piante organiche del personale di polizia penitenziaria formulate da una Amministrazione che, con l’abbassamento delle stesse, tende a risolvere il problema della carenza del personale in luogo di nuove assunzioni. La CGIL non vuole essere complice di provvedimenti tesi a peggiorare ancora di più le condizioni di lavoro.
pag. 370
2017
un anno di CGIL basilicata
Filt Cgil in II Commissione consiliare per piano trasporti giovedĂŹ 23 novembre 2017
Trasporto pubblico locale regionale La Filt Cgil ascoltata in II Commissione regionale Michele Cafagna: “Venga indetto subito il nuovo bando di gara�
Il segretario generale Filt Cgil Basilicata Michele Cafagna e i delegati Rsa del servizio del trasporto pubblico locale di Potenza e Matera sono stati ascoltati in II Commissione consiliare della Regione Basilicata, a seguito di una richiesta avanzata dagli stessi.
pag. 371
2017
un anno di CGIL basilicata
I rappresentanti sindacali hanno esposto i problemi relativi al Tpl della Regione Basilicata, con particolare riferimento al trasferimento delle risorse dalla Regione alle Province e dalla Regione agli enti. I continui ritardi nel trasferimento dei fondi regionali pongono le aziende in difficoltà creando non pochi disagi ai lavoratori. Basti pensare ai blocchi unilaterali dei lavoratori della Liscio o alla situazione dei dipendenti della ditta autolinea Nolè di Matera che avanzano ancora quattro mensilità. Una situazione che ormai si ripete puntuale ogni mese. Per quanto riguarda il Comune di Potenza, sebbene il servizio sia stato affidato a Trotta bus, la sostanza non cambia rispetto alle pendenze economiche, anche se sono di altra natura. I fondi europei destinati all’efficientamento dei mezzi e ricadenti in uno specifico capitolato di spesa, se non utilizzati entro maggio 2018 verranno annullati e redistribuiti alle altre regioni. Un passo indietro che la Basilicata non può assolutamente permettersi, visto la situazione infrastrutturale nella quale si trova, in parte provocata dalla orografia del territorio. È necessario che lo sviluppo e l’ammodernamento del trasporto pubblico locale sia una priorità dell’agenda politica lucana. Per questo motivo come Filt Cgil riteniamo che l’unico modo per risolvere definitivamente i problemi relativi al trasporto pubblico regionale sia indire una nuova gara per l’affidamento del servizio, in vista della scadenza del contratto il prossimo 31 dicembre 2017. Considerando i tempi ristretti, la Filt Cgil chiede che la probabile proroga non superi i 90 giorni, in ottemperanza dei tempi tecnici previsti dalla legge. Auspichiamo che a fronte dell’incontro che si è tenuto in II Commissione, la Regione Basilicata convochi quanto prima tutte le parti interessate al fine di discutere e affrontare il problema economico, sia a livello comunale con la vicenda Trotta sia a livello regionale con la vicenda del consorzio Cotrab, nella quale la Regione Basilicata è direttamente interessata. Chiediamo, inoltre, che la Regione Basilicata metta in campo tutte le azioni necessarie per sanare il debito maturato nei confronti dei soggetti attuatori e pari a circa 50 milioni di euro tra il saldo 2016 e tutto il 2017, fino a oggi.
pag. 372
2017
un anno di CGIL basilicata
LA FIOM CGIL 1° SINDACATO COMMER TGS INDOTTO FCA MELFI ELEZIONI RSU/RLS venerdì 24 novembre 2017
LA FIOM CGIL 1° SINDACATO COMMER TGS INDOTTO FCA MELFI ELEZIONI RSU/RLS Il giorno 22 novembre 2017 si sono svolte le elezioni della RSU/RLS alla COMMER TGS azienda indotto FCA Melfi il 70% dei lavoratori ha votato per la FIOM CGIL confermando la nomina di 2 delegati e 1 rls aumentando il consenso in termini di voti rispetto alle elezioni precedenti.
pag. 373
2017
un anno di CGIL basilicata
La FIOM CGIL e i delegati nel ringraziare tutti i lavoratori per la fiducia riposta, confermano la propria azione sindacale, mettendo al centro la democrazia a partire proprio dalle elezione dei rappresentanti sindacali e della sicurezza dentro le fabbriche, ruoli fondamentali per un reale miglioramento delle condizioni di lavoro, di salario, di occupazione, di sicurezza e di salute sui luoghi di lavoro. Il CCNL, conquistato con le lotte dei lavoratori unitariamente alle altre OO.SS., hanno potenziato il ruolo del delegato in stabilimento su diversi temi come orario, salario, condizioni di lavoro, al centro c'è la democrazia sui luoghi di lavori che determinerà una maggiore partecipazione dei lavoratori insieme alla RSU votata, sulle dinamiche che riguardano la condizioni di tutti i lavoratori, si effettueranno referendum in entrata ed uscita prima di firmare qualsiasi accordo che riguarda le condizioni dei lavoratori. LA FIOM CGIL CONFERMA L' IMPEGNO SUI TEMI: • OCCUPAZIONE e PIANI INDUSTRIALI più garanzie e certezze occupazionali, anche per i lavoratori in somministrazione • CONDIZIONI DI LAVORO e DI SALUTE e SICUREZZA rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori, • SALARIO garanzie sull'aumento La FIOM e i delegati invitano le lavoratrici e i lavoratori a continuare a partecipare attivamente alle iniziative sindacali per miglirare le condizioni di vita dentro e fuori la fabbrica.
pag. 374
2017
un anno di CGIL basilicata
Comune di Potenza Beneficiari del reddito minimo impiegati in Acta martedì 28 novembre 2017
Comune di Potenza Beneficiari del reddito minimo impiegati in Acta
Sannazzaro, Fp Cgil: “Si impieghi il reddito minimo per i servizi aggiuntivi dell’amministrazione e non per quelli istituzionali. Così non vengono tutelati né i beneficiari della misura né i dipendenti Acta”
pag. 375
2017
un anno di CGIL basilicata
Il segretario della Fp Cgil di Potenza Michele Sannazzaro denuncia l’impiego dai 6 agli 8 beneficiari del reddito minimo di inserimento negli uffici amministrativi dell’Acta. Secondo il segretario una simile decisione da parte del Comune di Potenza innescherebbe una guerra tra poveri oltre ad annullare il principio stesso per il quale è stato istituito il reddito minimo di inserimento. “Più volte – spiega Sannazzaro – come Fp Cgil abbiamo fatto presente alla Regione Basilicata la necessità di vincolare il contributo previsto dalla misura ai servizi aggiuntivi dei Comuni, tenendo conto che nei servizi istituzionali sono già impiegati dei lavoratori dipendenti delle cooperative o delle aziende che gestiscono gli stessi. All’Acta, però, sta accadendo esattamente il contrario. Il Comune ha deciso di impiegare i beneficiari del reddito minimo nelle mansioni svolte dalla municipalizzata che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in città, impiegando addirittura alcuni di loro negli uffici amministrativi. Il Comune cadrebbe così in contraddizione rispetto al riordino stesso della società, tanto millantato, in base al quale alcuni lavoratori sono stati spostati dall’ufficio al territorio. L’Acta, invece di provvedere alle nuove assunzioni così come da noi chiesto più volte per far fronte alla raccolta differenziata - specialmente in riferimento ai turni di notte – utilizza i beneficiari del reddito minimo di inserimento impiegando due tipologie di lavoratori diversi per le stesse mansioni, con compensi diversi. Per di più, tenendo conto che l’Acta può assumere solo tramite concorso, l’impiego dei beneficiari del reddito minimo risulta essere finalizzato agli esclusivi tre mesi di contributi previsti, non consentendo a questi ultimi di poter accedere a un’occupazione futura e venendo meno al principio stesso della misura che non consiste nel mero assistenzialismo ma nel reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Meglio avrebbe fatto il Comune di Potenza a individuare dei servizi rispondenti ai bisogni dei cittadini e che attualmente non riesce a garantire, prevedendo la possibilità di metterli a bilancio e offrire così un servizio fisso ai cittadini e dare un senso sia a questa misura sia ai lavoratori beneficiari. Come Fp Cgil – conclude Sannazzaro – chiediamo al Comune di Potenza di ritirare i beneficiari del reddito minimo impiegati in Acta, a tutela di questi ultimi e dei dipendenti dell’azienda”. Potenza, 28/11/2017
pag. 376
2017
un anno di CGIL basilicata
Attivo Filt Cgil, presentato documento per piano trasporti martedì 28 novembre 2017
Presentato all’attivo Filt Cgil Basilicata il documento sul trasporto pubblico locale Il sindacato pronto a proclamare lo stato di agitazione L’attivo Filt Cgil di Basilicata ha approvato oggi il documento sul trasporto pubblico locale che verrà sottoposto all’attenzione del governo regionale. Tre le questioni affrontate: la mancanza di risorse e il pagamento degli stipendi, la trasparenza nella gestione del servizio e il bando di gara.
pag. 377
2017
un anno di CGIL basilicata
“Il documento – afferma Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata – è frutto di un confronto a più voci, in cui non vengono soltanto espresse le criticità ma si danno delle prospettive. L’elemento di maggiore criticità attiene le risorse economiche, quelle attuali e quelle che saranno attestate strutturalmente sul bilancio regionale, garantendo copertura al trasporto pubblico locale nella nostra regione. La Basilicata riceve dal piano nazionale 75 milioni di euro, quando le risorse minime che garantiscono il funzionamento dei trasporti si attestano attorno ai 110 milioni di euro. La Basilicata ha quindi un gap di risorse pubbliche superiore ai 35 milioni di euro. Senza la certezza di queste risorse non c’è la possibilità di strutturare un’organizzazione del servizio del trasporto pubblico nella nostra regione. È questo il tema centrale, che va risolto nella partita politica, a partire da come si costituisce il bilancio regionale da cui dipendono il diritto alla mobilità e l’occupazione. In un momento in cui siamo privi di rappresentanza politica al governo nazionale, a causa di un sistema politico ed elettorale che assoggetta le classi dirigenti regionali al governo nazionale, la Basilicata non ha nessuna capacità di rivendicazione. Per questi motivi è necessario che il presidente Pittella convochi subito un tavolo di confronto, nel quale affrontare prima di tutto le questioni relative alla regolarità del trasferimento delle risorse da cui dipende il mancato pagamento degli stupendi ma dobbiamo anche chiedere che l’approvazione del bilancio sia in linea con scelte coerenti che intervengano sull’impianto programmatico del settore dei trasporti. È necessaria la trasparenza da parte delle aziende affinché si confrontino con i rappresentanti sindacali presenti nelle loro realtà produttive sugli investimenti e sul rapporto entrate e costi. È necessario che venga indetta la gara, così come delineato dal piano dei traporti regionali, eliminando quel monopolio che in qualche maniera ha vessato tutte le aziende e tutti i lavoratori. Il sistema consortile è stato un fallimento totale. Siamo al cospetto di un consorzio che scarica sulle aziende tutti i costi, a partire dagli oneri bancari, con uno statuto che non garantisce alle aziende pari dignità all’interno del consorzio. Per queste ragioni occorre innanzitutto maggiore trasparenza da parte del consorzio, su come vengano utilizzate e ripartire le risorse”. Aggiunge Michele Cafagna, segretario generale Filt Cgil Basilicata: “Da oggi la Filt Cgil alza il livello vertenziale in tutto il settore del trasporto pubblico locale. Fino a ora le teorie della politica sono state del tutto evanescenti. Insieme alla gara è necessario che ci sia un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. La Filt Cgil metterà in campo tutte le azioni necessarie atte alla risoluzione dei problemi esistenti e qualora non dovessimo ottenere risposte immediate, proclameremo lo stato di agitazione di tutti i livelli del settore trasporti”. IL DOCUMENTO La Filt Cgil sulla vertenza del TPL La Soluzione è andare a Gara L’annosa vicenda del TPL nella Regione Basilicata, associata al continuo rimpallo di responsabilità tra Regione, Enti ed esecutori del servizio, rischia di paralizzare un intero settore se non verranno apportati immediatamente dei correttivi alle questioni già contingenti. I provvedimenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di questi ultimi anni hanno definito le linee guida di intervento strategiche in un settore in cui è stata assente, per anni, la programmazione della politica dei trasporti; una mancanza che ha contribuito a rendere ancora più insidioso il terreno sul quale poter intervenire per poter ridisegnare un perimetro certo entro il quale trovare risposte definitive per un settore, quello della mobilità, che rappresenta uno dei pilastri del Welfare nel nostro Paese. Non aiutano le spinte autonomiste che stanno venendo avanti in questo ultimo periodo che, per il mondo del TPL, rappresentano un’ulteriore corsa alla frammentazione normativa dando vita ad una sorta di modello unilaterale anziché pervenire ad una sostanziale omogeneizzazione del Servizio reso ai cittadini. Ad oggi la Regione Basilicata risulta inadempiente per circa 49 mln di euro rispetto alle spettanze
pag. 378
2017
un anno di CGIL basilicata
vantate dai soggetti attuatori riguardanti l’ultimo trimestre 2016 e tutto il 2017 sino ad oggi; a tal proposito le aziende consorziate al CO.TRA.B. sono da mesi in attesa di ricevere i dovuti contributi dalla Regione Basilicata e i lavoratori puntualmente sono senza salario da oltre 3 mesi; il rischio è quello di azzerare il TPL in questa regione se non si dovesse mettere in campo un piano di rilancio serio e chiaro. Tale situazione, in realtà, non è altro che un’attestazione di un sistema che è appunto al collasso, verso il quale soprattutto la politica non può esonerarsi da assunzioni di responsabilità in quanto incapace di gestire i fondi, di razionalizzare le risorse e di dare uno slancio in avanti, inteso come progetto di crescita e sviluppo, a questa regione che fino ad oggi si è sostentata quasi esclusivamente dalle “royalty” derivanti dall’estrazione del greggio; in questo momento cosi delicato, sarebbe un errore perdere di vista il tema principale che è quello del reperimento delle risorse necessarie a fronte ai tagli che ha subito il Fondo Nazionale e che rischiano di compromettere la tenuta di un sistema fin troppo arretrato rispetto alle esigenze di mobilità dell’intero territorio regionale. La Regione Basilicata, al contrario, sostiene che il Governo Centrale ha ridotto i fondi per il Trasporto Pubblico Regionale e Locale, ovvero, quelli derivanti dal Fondo Nazionale dei trasporti; le Provincie, a loro volta, che contano nella maggior parte dei casi su bilanci risicati, non possono anticipare i corrispettivi alle Imprese; queste ultime, infine, non tutte per fortuna, non ricevendo i dovuti corrispettivi si sentono in “diritto” di non elargire il salario ai lavoratori. Tutto questo ha generato nel passato recente, fermi spontanei da parte dei lavoratori di alcune imprese, impossibilitati a recarsi sui posti di lavoro, arrecando contestualmente un danno al servizio sociale per la comunità. Finora, la Regione Basilicata è riuscita a rimediare e a sostenere i costi di un impianto troppo oneroso ma poco efficiente, la cui gestione, attribuita ad un unico soggetto, sin dal principio ha mostrato lacune e controsensi. La scelta di accentrare sotto la responsabilità di un unico soggetto l’intero sistema, in realtà, ha mostrato già i suoi limiti e le sue contraddizioni, poiché, negli ultimi anni, non ha neutralizzato né ha posto rimedio alle discrasie di un settore nel quale sono impiegati oltre mille addetti, i quali subiscono trattamenti economici e normativi differenti, nonostante espletino la stessa mansione, a seconda dell’azienda da cui dipendono o dell’anzianità di servizio, con un sempre più forte radicamento di precari. La realtà è che, a fronte di una spesa annuale di 110 milioni di € (tanto costa il trasporto pubblico regionale), non si può dire di avere un sistema efficiente ed efficace. Il sistema di mobilità pubblico è rimasto immutato per decenni, nonostante i cambiamenti che si sono consumati nella situazione demografica della regione. Eppure, mettere mano profondamente alla situazione attuale significherebbe restituire ai cittadini un servizio pubblico adeguato e moderno, e contemporaneamente tutelare al meglio i lavoratori del settore, precari e non, i quali svolgono un lavoro reso ancora più stressante dallo stato in cui versa la rete stradale provinciale e dallo stato di alcuni mezzi che, pur avendo raggiunto uno stato non proprio consono al giusto confort del contribuente, continuano ad essere impiegati nel servizio. A tal proposito la Filt Cgil si fa promotrice di una proposta che mira a svincolare le somme messe a disposizione dalla CE per il rinnovo del parco auto, già contabilizzate nel relativo capitolo di spesa regionale, al fine di garantire l’efficientamento tanto paventato, prima della scadenza del termine ultimo (maggio 2018) per la fruizione delle medesime somme e per scongiurare che le stesse tornino al mittente e ridistribuite ad altre regioni; le risorse pertanto vanno immediatamente tradotte in cantieri e il relativo dato della percentuale di traffico interessato dei passeggeri e del fattore di riempimento degli autobus, non può e non deve essere fattore determinante per il cronoprogramma degli investimenti. Il 2017, anno in cui l’intero pacchetto del trasporto pubblico regionale sarebbe dovuto andare a gara, poteva rappresentare davvero l’anno di svolta, se solo la politica regionale avesse avuto il coraggio di fare scelte che fossero andate soprattutto nella direzione di rimediare a tutto quello che sino a quel momento non aveva funzionato, ivi compreso il fatto di rendere più facili ed efficienti i collegamenti interregionali
pag. 379
2017
un anno di CGIL basilicata
anche verso le direttrici principali extraregionali; in verità quello a cui abbiamo assistito non è altro che la realtà della sofferenza del bilancio regionale che si è intrecciata e confusa con la discussione sul nuovo Piano Regionale dei Trasporti, sul nuovo bando di gara che riguarda l’intero TPL e che dovrebbe espletarsi entro la fine del 2017. Il condizionale è d’obbligo visto l’immobilismo dell’amministrazione regionale fino a questo momento e constatata la volontà di prorogare il servizio in essere; ma quando e a quali condizioni?!? La Filt Cgil è a ribadire che la soluzione alla vertenza è indire le Gare sin da subito in quanto, solo attraverso una nuova regolamentazione, fatta di regole certe e condivise, si possa arrivare ad un risultato che volga agli obiettivi di rilancio di tutto il trasporto su gomma regionale, soprattutto per la conformazione strutturale del territorio lucano e dell’ubicazione geografica della Basilicata da intendersi come cerniera del Sud Italia per i collegamenti da un capo all’altro del Paese. Occorre quindi dare un segnale forte che vada oltre le posizioni mediatiche e che miri a ripiegarsi sul problema principale del mancato pagamento dei salari e contestualmente ricercare e trovare soluzioni immediate atte ad aprire, nei luoghi preposti, una discussione seria e scevra da interessi partitici e che possano dare a questa Regione e alla comunità, a fronte di quanto speso, una mobilità degna ed economicamente sostenibile. Per queste ragioni la discussione non è più procrastinabile; pertanto, si rende necessario aprire un tavolo di confronto immediato con la Regione Basilicata, le Provincie, i Comuni e le Imprese Co.Tr.A.B. Contestualmente si è a proclamare lo stato di agitazione di tutto il settore TPL ai sensi e per gli effetti della normativa vigente.
pag. 380
2017
un anno di CGIL basilicata
Tagli servizio di pulizia immobili Comune di Potenza mercoledì 29 novembre 2017
Tagli servizio di pulizia immobili Comune di Potenza Pasquale Paolino (Filcams Cgil), Rocco Della Luna (UilTucs): “Le motivazioni del sindaco sono inaccettabili. Una scelta politica che penalizza solo il lavoro e i lavoratori. Il sindaco convochi subito le parti sociali” “La scusa della riduzione degli immobili per giustificare un ulteriore taglio del 50% del servizio di pulizia del Comune di Potenza è assolutamente inaccettabile. Il sindaco di Potenza sta sbagliando sia nel metodo che nel merito”. È quanto dichiarano il segretario Filcams Cgil Potenza Pasquale Paolino e il
pag. 381
2017
un anno di CGIL basilicata
segretario UilTucs Potenza Rocco Della Luna in riferimento alla scelta dell’amministrazione comunale di rimodulare il servizio con gravi conseguenze sia sulla qualità del servizio stesso sia sulle condizioni di lavoro dei dipendenti Facility, che lo erogano. Si tratta di lavoratori part time, con contratti al di sotto dei 300 euro al mese. “La riduzione degli immobili – continuano Paolino e Della Luna – è assolutamente irrilevante in quanto nell’appalto delle pulizie ciò che conta sono le superfici degli immobili, in questo caso ridotte solo del 3%, lasciando la manodopera necessaria assolutamente invariata. Sostenere, inoltre, che in questa fase contino le scelte di bilancio è fuorviante. Il bando per le pulizie e la vigilanza risale al 2014 e scadrà a giugno 2018. Sostituire qualche lampione in meno, questo sì che sarebbe stata una scelta di bilancio, probabilmente. Invitiamo pertanto l’amministrazione comunale - concludono Paolino e Della Luna - a ritirare immediatamente la rimodulazione del servizio e ad aprire un confronto con le organizzazioni sindacali”. Sulla possibilità del Comune, infine, di utilizzare i beneficiari del reddito minimo di inserimento nei servizi istituzionali ordinari della pubblica amministrazione, precisano: “Riteniamo che questi lavoratori debbano essere da supporto all’amministrazione comunale e non sostitutivi dei lavoratori impiegati negli appalti. Una simile operazione non fa altro che amplificare il disagio sociale, mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri in una inutile guerra tra poveri”. Potenza, 29/11/2017
pag. 382
2017
un anno di CGIL basilicata
Consorzio Asi L’ennesimo esempio di un’assenza di programmazione Minato il diritto alla sanità mercoledì 29 novembre 2017
Consorzio Asi L’ennesimo esempio di un’assenza di programmazione Minato il diritto alla sanità
pag. 383
2017
un anno di CGIL basilicata
Ancora una volta assistiamo a scelte estemporanee da parte di questo governo regionale, scelte da vecchia politica e che danno tutto il senso delle priorità che si perseguono. Togliere 3 milioni e 400 mila euro alla sanità per destinarli al salvataggio dell'Asi è una decisione sbagliata, che non solo sottrae risorse ai diritti delle persone ma, cosa ancor più grave, le direziona a tappare buchi generati da non scelta, dalla politica dei rinvii e da una mala gestione delle risorse pubbliche e private. E' di tutta evidenza che si continua ad agire sull'onda dell'improvvisazione e senza programmazione alcuna. Da un lato si fanno meri esercizi compilativi di un piano socio sanitario "strategico", dall'altro si sottraggono risorse economiche essenziali per garantirne l'attuazione minando in radice una piena e chiara relazione tra prestazioni garantite e diritti. Privare di risorse le prestazioni extra Lea è sintomatico dell'approccio culturale con il quale si guarda alla sanità in questa regione, dove i bisogni delle persone passano in subordine ad esigenze contabili prodotte da un apparato generatore di costi e la cui utilità, a oggi, è ancora tutta da dimostrare. Non si ha nessuna traccia del rilancio industriale menzionato nei buoni propositi di coloro che si sono susseguiti alla guida dell'Asi. E' indubbio, infatti, che sino a ora il Consorzio sia stato una valida sponda per collocare dirigenti e/o amministratori esterni e così soddisfare esigenze più legate a equilibrismi politici che ad appianare i problemi dell'ente e la sua situazione debitoria. Ma la scelta che si compie oggi di sottrarre risorse destinate al finanziamento sanitario per appianare debiti promananti da situazioni incancrenite che non hanno alcuna affinità d'ambito e di scopo con un diritto essenziale delle persone qual è quello alla salute, lascia interdetti e dà la cifra della irresponsabilità politica con la quale si affrontano questioni essenziali nel governo della regione, pensando di risolverle postando risorse di qua e di là in un bilancio sempre più misero. Un uso della cosa pubblica privo di un progetto di lungo respiro per questa regione ormai attanagliata nelle maglie della contingenza e dalla logica dei rinvii sta compromettendo la tenuta stessa dell’intera regione e dei diritti fondamentali previsti dalla costituzione: salute, istruzione e mobilità.
pag. 384
2017
un anno di CGIL basilicata
Pensioni, in 2000 alla manifestazione di Bari il 2 dicembre. Orari e partenze giovedì 30 novembre 2017
Mobilitazione nazionale pensioni 2 dicembre In 2000 dalla Basilicata Summa: “Una mobilitazione che ha l’obiettivo di restituire ai giovani, alle donne, ai lavoratori e ai pensionati un sistema previdenziale equo e solidale, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno”
Si terrà sabato 2 dicembre in contemporanea in cinque città italiane (Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari) la mobilitazione nazionale della Cgil per cambiare il sistema previdenziale, sostenere sviluppo e occupazione, garantire futuro ai giovani. Queste le richieste dell’organizzazione sindacale dopo l'esito del confronto con il governo sul tema della previdenza, considerato "insufficiente". La Cgil Basilicata sarà a Bari con 40 pullman da tutto il territorio regionale e oltre 2.000 partecipanti. La mobilitazione ha lo scopo di dare forza e continuità alla vertenza pensioni, bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile, garantire un futuro ai giovani e assicurare una effettiva rivalutazione delle pensioni attraverso una modifica sostanziale del sistema previdenziale. Afferma il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa: “Il 2 dicembre riportiamo al centro della discussione politica il lavoro e la vertenza pensioni. La riforma previdenziale ha un’importanza di grande rilevanza sulle vite di milioni di lavoratori, lavoratrici, pensionati e soprattutto per le future generazioni, una vertenza che va ben al di là della legge di bilancio. L’obiettivo è e rimane quello di modificare la legge Fornero, affinché si possa costruire un sistema previdenziale non solo sostenibile economicamente ma
pag. 385
2017
un anno di CGIL basilicata
più giusto, solidale e flessibile. Chiusa la trattativa con il governo ora si passa al percorso parlamentare nel quale sono ancora possibili modifiche che abbiamo deciso di sostenere con un'iniziativa di mobilitazione. L’appello è rivolto a tutti i lavoratori, pensionati e giovani, per modificare la legge Fornero e cambiare la legge di bilancio e soprattutto sostenere lo sviluppo e l’occupazione, garantire un futuro ai giovani e dare voce al mezzogiorno. Il sud, a causa della crisi, ha visto aumentare il divario con altre aree del Paese e si trova in una condizione di povertà e disagio sociale dovuta a una lunga afasia politica. Il tutto “grazie” a una classe dirigente sempre più distante dai bisogni delle persone e che di fronte al crescente impoverimento economico e sociale sembra aver smarrito ogni pensiero programmatico di lungo periodo . Dunque una ragione in più per il Mezzogiorno di dare vita a una grande mobilitazione per chiedere le giuste risorse a sostegno di una buona occupazione e di uno sviluppo per quei territori che più di altri scontano le conseguenze della mancanza di lavoro". Per la provincia di Potenza i pullman partiranno da: Lauria, Latronico, Lagonegro, Rivello, Rotonda, Castelluccio, Senise, Castronuovo, Terranova, Marsico Nuovo, Villa d’Agri, Corleto – Tramutola, Melfi, Rionero, Lavello, Venosa, Maschito, Acerenza, Oppido, Genzano, Potenza. Per la provincia di Matera, invece la partenza è prevista da: Stigliano, Nova Siri, Bernalda, Montescaglioso, Matera, Tricarico e Irsina. Per info e orari di partenza contattare la Cgil Basilicata ai seguenti numeri di telefono: 0971/301111 per Potenza e 0835/334203 per Matera.
PARTENZE LAURIA LATRONICO Piaz.le antistante CGIL ore 6:00 Resp. P. De Cristofaro cell 3386191547 – Mina Tedesco – A. Propato. LAGONEGRO RIVELLO Parcheggio multipiano ore 6:15 RESP: Pecorelli cell 3295490493
ROTONDA CASTELLUCCIO Via Roma ore 5:30 Resp: Pina De Cristofaro cell 3386191547 – Pina Raimondi SENISE CASTRONUOVO TERRANOVA Piazzale Aldo Moro ore 7:00 Resp. Pina De Donato cell 3495423394 – Maria Miraglia – Giuseppe Satriani MARSICO NUOVO VILLA D’ AGRI Piazza ore 6:45 Centro sociale ore 7:00 Resp. M. Fulco cell 3356051810 – C. Salvia CORLETO – TRAMUTOLA
pag. 386
2017
un anno di CGIL basilicata
Resp. Lisa Montano 3404754194
MELFI Palasport ore 7:15 Resp. M. Sperduto cell 3348398451 – A. Nolè RIONERO Stazione ore 7:00 Resp. M.R. Garruto cell: 3207928569
LAVELLO Terminal bar 7:15 Resp Raffaele Di Chio cell 3457556638 – Giorgia Calamita cell 3461370661 VENOSA MASCHITO Piazza De Bernardi ore 7,30 (Resp Donato Mecca cell: 3479499112 - Di Biase- Iacoviello- Montereale-Mastro
ACERENZA OPPIDO GENZANO Piazza Papa XXIII ore ore 8:00 Piazza G. Marconi ore 8:15 Piazza Roma 8:30 Resp. G. Anobile cell 3457845724 - M. Mecca, R. Cocuzzo) POTENZA 2 PULLMAN Piazzale Verrastro ore 7:00 Resp. Michele Sannazzaro cell 3488891169 – Rosario Chiacchio I pullman ( il cui arrivo arrivo è previsto per le ore 8,30/9,00 ) dovranno far scendere i manifestanti sul lungomare C.so A. De Tullio – lato adiacente al Castello Svevo, parcheggiare nella zona: piscina / Stadio / Fiera del Levante / Faro e al termine della manifestazione, previsto alle ore 13,30 / 14,00, riprendere i manifestati sempre da Corso A. De Tullio – lato adiacente al Castello Svevo. La manifestazione, sarà così articolata: ore 09,00 concentramento in Piazza Massari; ore 09,30 partenza corteo con il seguente percorso: Via San Francesco D’ Assisi, Via Latilla, Via Quintino Sella, Via A. Gimma, Corso Cavour, Corso Vittorio Emanuele; ore 11,30 Piazza Prefettura – inizio comizio ore 12,30 diretta video da Roma – intervento di Susanna Camusso Segretario Generale CGIL Nazionale.
pag. 387
2017
un anno di CGIL basilicata
E-Geos di Matera Fiom Cgil Basilicata primo sindacato venerdì 01 dicembre 2017
E-Geos di Matera Fiom Cgil Basilicata primo sindacato
La Fiom Cgil Basilicata esprime grande soddisfazione per le elezioni delle Rsu alla E-Geos di Matera, leader internazionale nel settore dell’osservazione della Terra e della “Geo-Spatial Information”.
pag. 388
2017
un anno di CGIL basilicata
La Fiom Cgil Basilicata è risultata primo sindacato aggiudicandosi due rappresentanti su tre con 58 voti su 88, mentre la Fim ha ottenuto 29 voti. Afferma Maurizio Girasole, della Fiom Cgil Basilicata: “Si tratta di un risultato rilevante. L’E-Geos è una grande realtà con circa 100 dipendenti e svolge una funzione importante a livello internazionale nel settore scientifico. Il nostro obiettivo è garantire i diritti dei lavoratori a tutela anche di un patrimonio di esperienza di altissimo livello, che nasce dalle competenze tecnologiche acquisite in oltre 50 anni di attività, dalla gestione di infrastrutture spaziali alla partecipazione qualificata a programmi di grande rilevanza”.
pag. 389
2017
un anno di CGIL basilicata
Festa di Liberetà – Spi Cgil Basilicata Welfare, sanità, invecchiamento attivo, legge di bilancio, pensioni e vaccini al centro della due giorni di Venosa e Policoro venerdì 01 dicembre 2017
pag. 390
2017
un anno di CGIL basilicata
Festa di Liberetà – Spi Cgil Basilicata
Welfare, sanità, invecchiamento attivo, legge di bilancio, pensioni e vaccini al centro della due giorni di Venosa e Policoro
Legge di bilancio 2018, pensioni, welfare, promozione dell’invecchiamento attivo e piano vaccinale per le persone anziane. Sono questi i temi che sono stati affrontati alla Festa di Liberetà, la rivista ufficiale del sindacato dei pensionati, promossa dallo Spi Cgil di Basilicata e che si è svolta a Venosa e a Policoro alla presenza dei sindaci delle due città, la segretaria generale Spi Cgil Potenza Beatrice Galasso, Aldo Gara della Redazione LiberEtà, Michele Conversano presidente di Happy Ageing, Nicola Allegretti segretario generale Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata, Attilio Arseni segretario nazionale Spi Cgil, Angelo Vaccaro segretario generale Spi Cgil Matera, Maurizio Stigliano dell’Azienda sanitaria di Matera, Eustachio Nicoletti segretario generale Cdlt Cgil Matera e Raffaele Atti segretario nazionale Spi Cgil. Durante la due giorni si è discusso della “fase due” del confronto tra sindacati e governo nazionale sul
pag. 391
2017
un anno di CGIL basilicata
sistema previdenziale in vista della manifestazione nazionale che si terrà il 2 dicembre a Bari per le regioni del sud, della legge regionale sull’invecchiamento attivo approvata in consiglio regionale il 7 novembre 2017 e della campagna di informazione, sensibilizzazione e comunicazione sulle vaccinazioni promossa dai sindacati dei pensionati in collaborazione con Happy Angeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo. L’attenzione della campagna è rivolta principalmente ai nuovi vaccini previsti nei Lea, come il vaccino contro le malattie da pneumococco (polmonite). “In una regione in cui l’invecchiamento e lo spopolamento sono in continuo aumento – ha detto il segretario generale Spi Cgil Basilicata Nicola Allegretti – le legge regionale sull’invecchiamento attivo, frutto di una proposta di legge unitaria con Cisl e Uil, è un grande passo in avanti. A gennaio 2015 secondi i dati Istat gli over 65, target cui la legge si riferisce, erano il 21,6% della popolazione residente e secondo le proiezioni nel 2025 saranno il 25,7%: 170,3 anziani ogni 100 giovani. La legge consente di conciliare queste due anime che devono per forza stare insieme perché, se è vero che senza i giovani non c’è futuro, senza anziani che invecchiano dignitosamente un Paese affonda. Oltre alla legge bisogna quindi garantire quei servizi minimi essenziali in assenza dei quali oggi, in Basilicata, si determina un’emigrazione dei giovani a cui segue quella di intere famiglie”. La legge punta sostanzialmente su tre assi portanti: una programmazione triennale degli interventi per garantire un respiro strategico e di sistema per l’attuazione delle finalità presenti nella legge tramite l’istituzione della “Consulta regionale per l’invecchiamento attivo” costituita dall’assessore alla Salute e alle Politiche sociali e dalle forze sociali interessate. Compito di questo organismo sarà predisporre le linee guida del ‘Programma triennale degli interventi’, monitorare semestralmente le iniziative realizzate sul territorio regionale, valutare ex post con cadenza triennale l’efficacia del piano e dei risultati raggiunti e supportare l’implementazione delle iniziative innovative realizzate nei singoli Ambiti territoriali ottimali. Prevista infine la stipula, da parte della Regione, di accordi e convenzioni con gli enti locali territoriali, con i soggetti del terzo settore, con i patronati e con i Caaf. Gli altri due assi riguardano l’apprendimento permanente, la prevenzione e il benessere in linea con i Piani socio sanitari e socio assistenziali previsti sul territorio regionale e, infine, la cultura, il tempo libero, l’impegno e il volontariato civico attraverso il coinvolgimento degli enti locali territoriali e del Terzo settore. Si tratta di una legge innovativa, che guarda all’anziano come una risorsa per la società e non a un “costo”, favorendo l’integrazione attiva nella comunità in cui vive e che, unitamente all’accordo con l’Anci Basilicata per l’invecchiamento attivo, alla definizione dei Piani intercomunali socio sanitari e socio assistenziali e all’approvazione della legge regionale SIAP “Sistema integrato per l’apprendimento permanente ed il sostegno alle transizioni nella vita attiva”, permettono di fare un importante passo in avanti in tema di welfare, sanità e contrattazione sociale. Ha aggiunto il segretario generale Angelo Summa: “Il diritto alla salute è uno degli assi di maggiore importanza in cui noi svolgiamo la nostra azione di rappresentanza. Le scelte politiche incidono direttamente sulla nostra vita. La Basilicata vive uno dei momenti più critici della sua storia, che guarda solo alle situazioni emergenziali. Sebbene sia l’unica regione del sud a non essere commissariata e quindi con una sanità con i conti in ordine, oggi abbiamo una proposta di piano sanitario che se attuata così com’è è solo una furbizia, che non risolve i reali problemi dei costi della sanità, prendendo tutti gli ospedali provinciali e mettendoli come autorità giuridica sotto l'ospedale San Carlo che diventa, così, azienda regionale unica. L’azienda perde nei fatti la sua vocazione di specialità, con il rischio di arretramento di tutto il sistema sanitario in quanto tutte le risorse saranno investite nelle strutture ospedaliere a danno del territorio e del socio assistenziale. Vogliamo che la sanità sia un punto di eccellenza per la nostra regione attraverso un ospedale regionale, il San Carlo, che si distingua soprattutto per la cardiochirurgia e la neurochirurgia, attraverso la possibilità per tutti i lucani di avere il diritto alle cure e attraverso degli ospedali territoriali che sulla base dei fabbisogni programmino le loro funzioni e attività. L'offerta sanitaria deve essere assicurata in base ai fabbisogni, dando strutturalità ai distretti sanitari sui territori in base a una riforma che guardi ai rapporti tra gli ambiti socio assistenziali e ai distretti sanitari. Vogliamo una sanità basata sulla prevenzione e sulla socialità, sulla casa di cura e della
pag. 392
2017
un anno di CGIL basilicata
famiglia, che sia capace di prendere in carico le persone grazie a una ospedalizzazione di qualità e alla capacità di rispondente ai reali bisogni". I segretari nazionali Attilio Arseni e Raffaele Atti hanno invece posto l’attenzione sulla manifestazione del 2 dicembre nata a seguito del confronto con il governo sul tema della previdenza, considerato "insufficiente". La mobilitazione, che vedrà la partecipazione a Bari di oltre 2.000 persone dalla Basilicata, ha lo scopo di dare forza e continuità alla vertenza pensioni, bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile, garantire un futuro ai giovani e assicurare una effettiva rivalutazione delle pensioni attraverso una modifica sostanziale del sistema previdenziale. Per quanto riguarda i vaccini, infine, l’approvazione del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 e l’inserimento nei Lea di tutti i vaccini contenuti nel calendario vaccinale dello stesso Piano, segnano sicuramente un importante risultato positivo per le politiche di prevenzione nel nostro Paese. Oltre alle vaccinazioni per cui sono già previsti da anni programmi nazionali di immunizzazione, il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 introduce nel calendario vaccinale e conseguentemente nei Lea anche altre vaccinazioni. Per le persone ultra65enni alla già prevista vaccinazione anti influenzale, si aggiungono la vaccinazione anti pneumococco e quella anti Herpes Zoster (fuoco di Sant’Antonio). Ogni anno, in Italia, sono migliaia i decessi per complicanze da influenza e per complicanze broncopolmonari di origine batterica, quasi tutti tra gli anziani. La polmonite è ancora la prima causa di morte per malattie infettive nei paesi occidentali ma tra gli anziani solo uno su tre sa che si può morire di polmonite. La mancata vaccinazione, inoltre, genera costi che gravano sul sistema sanitario, sui pazienti e sulla spesa sociale in generale: un recente studio condotto dall’Health technology assessment stima che il costo complessivo e l’impatto fiscale della mancata vaccinazione contro lo pneumococco, le polmoniti batteriche e l’herpes zoster e la conseguente malattia della popolazione attiva in Italia, ammonta a circa un miliardo di euro annuo. Per questi motivi è fondamentale portare avanti sui territori una campagna di informazione per sensibilizzare le persone anziane sull’importanza delle vaccinazioni specifiche rivolte a questa fascia di età.
pag. 393
2017
un anno di CGIL basilicata
Più di 30.000 a Bari per la mobilitazione sulle pensioni sabato 02 dicembre 2017
Mobilitazione nazionale pensioni 2 dicembre La Cgil Basilicata in piazza a Bari Summa: “Oltre 30.000 persone a Bari per chiedere lavoro, sviluppo e soprattutto un piano per il lavoro per il sud, per i giovani che nella crisi hanno pagato il prezzo più alto”
Oltre 30.000 persone hanno partecipato oggi a Bari alla mobilitazione nazionale della Cgil per cambiare il sistema previdenziale, sostenere lo sviluppo e l’occupazione, garantire un futuro ai giovani in contemporanea con altre città italiane (Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari). La Cgil Basilicata era nella piazza pugliese con più di 2.000 partecipanti con l’obiettivo di dare forza e continuità alla vertenza pensioni, bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile, garantire un futuro ai giovani e assicurare una effettiva rivalutazione delle pensioni attraverso una modifica sostanziale del sistema previdenziale. Ha commentato il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa: “Una grande piazza a Bari per
pag. 394
2017
un anno di CGIL basilicata
chiedere lavoro, sviluppo e soprattutto un piano per il lavoro e per il sud, per i giovani che nella crisi hanno pagato il prezzo più alto. I giovani che rischiano di essere più poveri dei propri padri. Una mobilitazione che continua per cambiare la legge di bilancio e per cambiare le politiche economiche sbagliate, fatte di bonus che sottraggono ogni possibilità di sviluppo, per dare una prospettiva di crescita al Paese. L’Italia deve riportare al centro gli investimenti e il contrasto al precariato. Le scelte fatte stanno sempre più precarizzando e impoverendo il lavoro: bisogna ridare valore al lavoro per ridare dignità alle persone”.
pag. 395
2017
un anno di CGIL basilicata
Incontro ex Firema Potenza La vertenza resta aperta Fiom Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil insoddisfatti mercoledì 06 dicembre 2017
Incontro ex Firema Potenza La vertenza resta aperta Fiom Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil insoddisfatti Chiesto un incontro al Mise Le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil esprimono insoddisfazione per l’esito dell’incontro che si è svolto oggi alla Prefettura di Potenza sull’ex Firema di Tito alla presenza del Prefetto di Potenza Giovanna Cagliostro, l’assessore regionale alle Attività produttive Roberto Cifarelli e il sindaco di Tito Graziano Scavone. All’incontro è stata ribadita la necessità di convocare un incontro al Mise per dare seguito agli impegni
pag. 396
2017
un anno di CGIL basilicata
assunti e agli accordi sottoscritti in precedenza e dare risposte sia sul nuovo piano industriale - che doveva essere presentato il 14 novembre - sia sulla ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici del bacino dell’ex Firema che a fine dicembre finiscono gli ammortizzatori sociali. Poiché l’azienda Tfa si è detta disponibile a riassorbire solo 5 lavoratori su 16, risulta necessario, come per lo stabilimento di Caserta, che anche per Tito vi siano delle garanzie. La Fim Cisl, la Fiom Cgil e la Uilm Uil hanno pertanto rigettato l’ipotesi dell’azienda di trasferire temporaneamente circa 30 lavoratori di Tito allo stabilimento di Caserta, scaricando su Tito le attività e suscitando non poche preoccupazioni. Il rischio è che la discussione sulle nuove attività di Tito e sulla ricollocazione dei lavoratori venga sostituita da quella sul trasferimento temporaneo dei lavoratori a Caserta. Solo alla presenza di eventuali problemi particolarmente convincenti e solo in presenza di garanzie sul futuro dello stabilimento di Tito e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, saremo disponibili a un eventuale accordo sul trasferimento. Fino ad allora, sin da lunedì prossimo, proclameremo lo stato di agitazione per impedire qualsiasi azione unilaterale. Intanto sia il Prefetto di Potenza sia la Regione Basilicata si sono impegnati a sollecitare il Mise affinché si diano garanzie sullo stabilimento di Tito.
pag. 397
2017
un anno di CGIL basilicata
Case di riposo private, costose e poco trasparenti Il rapporto dell’Osservatorio delle strutture residenziali per anziani dello Spi Cgil nazionale Censite anche 20 strutture lucane lunedÏ 11 dicembre 2017
pag. 398
2017
un anno di CGIL basilicata
Case di riposo private, costose e poco trasparenti Il rapporto dell’Osservatorio delle strutture residenziali per anziani dello Spi Cgil nazionale Censite anche 20 strutture lucane
Private, costose e poco trasparenti. È la fotografia delle strutture residenziali per anziani scattata dall’osservatorio istituito dallo Spi Cgil nazionale. L’analisi è stata condotta attraverso il censimento di 4.000 strutture e 200.000 posti letto in tutta Italia, 20 delle quali in Basilicata su 53 totali presenti in regione. Il censimento, infatti, è ancora incompleto e verrà terminato entro i primi mesi del 2018. Dall’indagine, presentata oggi a Potenza in occasione del direttivo dello Spi Cgil Basilicata, è emerso che solo il 14% delle strutture sono pubbliche e gestite direttamente dai Comuni, dalle associazioni o da consorzi ad essi legate, da aziende sanitarie o da Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP). Il restante 86% sono invece gestite da privati, enti religiosi, onlus, Fondazioni e cooperative. A livello economico convengono le strutture pubbliche, le cui rette massime nel 46% dei casi non superano i 60 euro al giorno (circa 1.800 euro al mese). In quelle private invece la spesa economica da
pag. 399
2017
un anno di CGIL basilicata
sostenere è più elevata e può arrivare (nel 39% dei casi) oltre gli 80 euro giornalieri (circa 2.500 euro al mese). Tra quelle private quelle più costose sono quelle riferite all'area profit (54% ha rette superiori agli 80 euro giornalieri), seguite da quelle gestite da cooperative, dalle Fondazioni e dagli enti religiosi. Più basse le rette nelle strutture gestite da onlus e da associazioni. Le rette massime riguardano principalmente le strutture che si occupano di persone non autosufficienti e le strutture di grande dimensione, basse solo nel 17% dei casi mentre nel 45% superano gli 80 euro giornalieri. Oltre l 80% sono di medio-piccole dimensioni e non superano i 100 posti letto Il 74% delle strutture residenziali per anziani ospita anziani totalmente o parzialmente non autosufficienti. Sono solo il 6% invece quelle che ospitano anziani autosufficienti mentre il 20% non specifica la tipologia dei suoi ospiti. Si tratta principalmente di strutture di medio-piccola dimensione. Oltre l'80% infatti non ha più di 100 posti letto (il 10% fino a 20, il 33% ne ha tra i 20 e i 50, il 38% tra i 50 e i 100). Solo il 19% ha oltre 100 posti letto. Non tutte le tipologie di strutture residenziali forniscono informazioni ai propri assistiti o alle loro famiglie circa i servizi da esse erogati. Se il 68% comunica informazioni sul personale impiegato e il 77% ha un sito web sono solo il 38% quelle che pubblicano la Carta dei servizi. Va decisamente meglio in quelle pubbliche, che nell'86% dei casi danno informazioni più o meno dettagliate. Nel privato maglia nera agli enti religiosi. Poco più della metà di quelli che gestiscono strutture residenziali per anziani (il 55%) fornisce informazioni a fronte del 68% delle cooperative, il 69% delle aziende private di mercato, il 76% delle Onlus e il 74% delle Fondazioni. Un fenomeno fortemente in crescita è quello delle case famiglia e delle strutture a carattere comunitario. Nel primo caso possono ospitare fino a 6 persone mentre nel secondo fino a 20. Per avviare questa particolare attività commerciale basta una semplice dichiarazione (la Dia) e non c'è bisogno di una autorizzazione preventiva al funzionamento. In questo modo anche persone senza competenze e conoscenza del settore dell'assistenza socio-sanitaria agli anziani possono aprire e gestire una struttura residenziale. Le tariffe sono fuori controllo. La competizione fra case famiglia può infatti generare fenomeni di bassa tariffazione a cui però corrisponde l'erogazione di servizi di bassa qualità. L’indagine è stata presentata alla Camera dei deputati il 24 ottobre scorso dall’organizzazione sindacale con lo scopo di arrivare a una legge nazionale sulla non autosufficienza che in Basilicata, unica regione del sud, andrebbe ad integrarsi con la legge regionale recentemente approvata. Afferma Nicola Allegretti, segretario generale Spi Cgil Basilicata: “Lo Spi Basilicata continuerà a battersi perché alle persone anziane in condizione di vulnerabilità sia garantito un sistema di servizi sociali e sanitari che privilegino la domiciliarità e il permanere nell’ambiente domestico, indispensabili per mantenere quella la rete di rapporti familiari e di vicinato che limitano la perdita dell’autonomia personale e il deterioramento della qualità della vita. Nei prossimi mesi in ogni caso lavoreremo per censire tutte le strutture residenziali per anziani a livello regionale da inserire nella banca dati dell’osservatorio perché lo stesso possa diventare uno strumento utile per tutti coloro che potrebbero servirsene. Auspichiamo, infine, che la Regione Basilicata possa intervenire con tutti gli strumenti necessari a fornire alle famiglie interessate un punto di riferimento certo in grado di valutare con la persona quali siano le prestazioni e i servizi più idonei per affrontare la condizione di non autosufficienza, che eroghi servizi e prestazioni di qualità riducendo le distanze che oggi esistono tra nord e sud ma anche all'interno della stessa regione e che sostenga realmente le famiglie evitando che la prospettiva di avere un parente non autosufficiente incomba come una minaccia per il futuro”. Nel corso dell’incontro è stato trattato anche il tema delle pensioni e della mobilitazione che lo Spi Cgil continuerà a portare avanti dopo la manifestazione del 2 dicembre e sono stati fortemente condannati gli episodi di violenza e intolleranza che si sono verificati negli ultimi tempi da parte di gruppi che si richiamano all’estrema destra. Lo Spi Cgil di Basilicata, anche in virtù di una memoria storica di cui la categoria dei pensionati fa tesoro, fa un appello a tutte le istituzioni affinché si impegnino a contrastare gli ormai sempre più diffusi rigurgiti fascisti e nazisti che minano la libertà e i principi di uguaglianza e di
pag. 400
2017
un anno di CGIL basilicata
non violenza su cui si fonda una societĂ civile e sanciti nella carta costituzionale italiana.
pag. 401
2017
un anno di CGIL basilicata
Direttivo Camere del Lavoro Cgil Potenza Pensioni, territori, automotive e immigrazione i temi centrali mercoledì 13 dicembre 2017
Direttivo Camere del Lavoro Cgil Potenza Pensioni, territori, automotive e immigrazione i temi centrali Approvato un ordine del giorno di condanna degli ultimi crescenti episodi di gruppi neofascisti Pensioni, territori, automotive e immigrazione. Questi i temi al centro del direttivo delle Camere del Lavoro della Cgil di Potenza che si è svolto a Potenza nella sede di via del Gallitello. “Fa specie ascoltare, a ridosso della imminente campagna elettorale – ha detto il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo summa - che il problema del Paese è il lavoro ed in particolare l’assenza di lavoro per i giovani dopo che si sono frantumate le basi su cui poggiava il nostro sistema giuslavoristico senza dare alcun sostegno strutturale alle politiche attive del lavoro, cosa che noi abbiamo sempre denunciato, a partire dal Piano del lavoro del 2013. Se si fossero ascoltate le nostre richieste di non sprecare risorse nelle politica dei bonus e negli sgravi indistinti agendo, invece, sugli investimenti probabilmente la condizione del Paese sarebbe diversa. Convertirsi adesso sulla via di Damasco, dopo aver determinato le condizioni economiche di questo Paese, richiede un po’ di autocritica e maggiore responsabilità”. È in questo contesto che secondo Summa si inerisce la legge di bilancio e la questione pensioni. “Fa altrettanto specie - ha continuato - che solo adesso qualcuno scopra come l’ Ape social non dia i frutti sperati, esaminando i dati come se fosse un osservatorio Istat. Non a caso come Cgil abbiamo chiaramente espresso insoddisfazione per il confronto con il governo in quanto non rispondente ai bisogni del Paese e non risolutivo rispetto alla questione dei lavori gravosi. La riforma previdenziale non è solo un problema di sostenibilità economica, ma di stigmatizzazione di una diseguaglianza che penalizza i pensionati ma soprattutto i giovani in un quadro normativo previdenziale che così com’è non permette loro l’accesso. Ecco perché continuiamo a dire che bisogna modificare la legge Fornero e assumere come priorità la separazione tra previdenza e assistenza. La nostra mobilitazione sulle pensioni e sulla legge di bilancio non si è davvero esaurita con la giornata di sabato 2 dicembre. Stiamo preparando a livello nazionale una nuova mobilitazione che ci accompagnerà fino all'approvazione della legge di bilancio per continuare a chiedere risposte al mondo del lavoro. Per i giovani, i non più giovani, le donne, per i lavoratori”. Tutto ciò in Basilicata si coniuga con “una ristrettezza di risorse – ha detto – che toccherà la carne viva dei lavoratori. Il governo regionale non può limitarsi a elencare le criticità. Quando si governa si governa, si fanno le scelte, l’elenco spetta a chi rivendica. E noi rivendichiamo politiche industriali per questa regione, dal manifatturiero all’automotive, settori che se non attenzionati vedranno una seria perdita di posti di lavoro”. Infine un cenno sulla questione migranti, rispetto alla quale è necessario “sfatare il mito secondo cui
pag. 402
2017
un anno di CGIL basilicata
tolgono lavoro determinando la crisi che è invece conseguenza di una globalizzazione non regolata in cui il mercato e i bassi salari limitano la capacità di contrattualizzazione”, e sulla memoria storica, patrimonio ancora di più da tutelare in un momento in cui crescono gli episodi di stampo neofascista. Il direttivo ha approvato un ordine del giorno in cui condanna questi “comportamenti gravissimi, rispetto ai quali uno Stato democratico e antifascista non può e non deve restare indifferente; a tal proposito, preoccupa fortemente la tendenza, da parte di alcune forze politiche, a minimizzare detti episodi che rappresentano invece allarmanti segnali di un clima crescente di violenza di stampo fascista. Non bastano le azioni repressive. Occorre che lo Stato, la politica, e tutti i soggetti che si riconoscono nei valori costituzionali agiscano assieme per rafforzare la cultura dell’antifascismo a tutti i livelli, a partire dalle scuole dove, proprio nelle recenti elezioni studentesche, si è vista una preoccupante affermazione di organizzazioni dichiaratamente ispirate al fascismo. La Cgil, che ha storicamente contribuito alla sconfitta del fascismo, con la strenua la difesa dei valori democratici in ogni contesto, non può restare indifferente di fronte al dilagare di questi atti, e continuerà ad agire, come ha sempre fatto, per la difesa dei valori affermati dalla Costituzione Italiana e la diffusione, a partire dai luoghi di lavoro, dei valori dell'antifascismo”. Rispetto alla conservazione della memoria la Cgil Basilicata sta lavorando a un progetto di valorizzazione della storia della Cgil in Basilicata attraverso un archivio storico il cui materiale sarà messo a disposizione dei territori e delle scuole.
pag. 403
2017
un anno di CGIL basilicata
Comunicato stampa di Angelo Summa, Segretario Generale CGIL Basilicata e Roberta Laurino, Segretario Generale FP CGIL Basilicata. mercoledĂŹ 13 dicembre 2017
Comunicato stampa di Angelo Summa, Segretario Generale CGIL Basilicata e Roberta Laurino, Segretario Generale FP CGIL Basilicata. CGIL: no alla precarizzazione della sanitĂ pubblica e alla abolizione dei concorsi. Si revochi la procedura di
pag. 404
2017
un anno di CGIL basilicata
gara per l’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro temporaneo per le aziende del servizio sanitario regionale e per i dipartimenti della Regione Basilicata. Come CGIL e FP CGIL di Basilicata apprendiamo che con determinazione dirigenziale del 14 novembre 2017 il dipartimento stazione unica appaltante della Regione Basilicata (SUA-RB) ha indetto la procedura di gara per la conclusione di un accordo quadro per l’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro temporaneo per le aziende del servizio sanitario regionale e per i dipartimenti della Regione Basilicata. Si tratta di 5 lotti, uno per ogni ente coinvolto (AOR San Carlo, Asm Matera, Asp Potenza, IRCCS Crob e Regione Basilicata) della durata di 48 mesi per un valore complessivo di 45 milioni e mezzo di euro, iva esclusa. Si è deciso, quindi, dopo l’esperienza Arpab e le prove tecniche estive dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, già denunciate da questa Organizzazione Sindacale, di aprire ufficialmente, le porte alla istituzionalizzazione del lavoro interinale per il pubblico ed, in particolare, per la sanità pubblica, una scelta questa che avrà conseguenze devastanti a partire dalla più totale precarizzazione del lavoro che, di fatto, sarà un lavoro a chiamata diretta, senza nessuna selezione e procedura concorsuale, per un lavoro che non garantirà alcuna occupazione stabile e che, di conseguenza renderà precario ed instabile anche il diritto alla salute dei cittadini lucani. Si tratta di un fatto gravissimo che esplicita un vero e proprio progetto di precarizzazione del lavoro, del diritto alla salute e di assunzioni per chiamata diretta che porterà meno qualità e un incremento dei costi. Questo significherà anche la fine di una sanità davvero pubblica e porterà alla fine dei concorsi pubblici dove le procedure selettive saranno sostituite con “criteri di scelta Individuale”, secondo vecchie e mai, purtroppo, superate logiche clientelari, che visto i tempi di una imminente stagione elettorale, è il caso di dire che capita proprio “a fagiolo”. Davvero dobbiamo pensare che siano queste le vere priorità del prossimo piano sanitario, un piano basato sulla precarizzazione del lavoro e del diritto alla salute, un piano che verrà discusso in piena campagna elettorale dove, evidentemente, più di qualcuno inizia già a giocare la sua partita?" Davvero dobbiamo pensare che questo Governo Regionale abbia come obiettivo quello di abolire i concorsi pubblici e il merito per fare spazio alla discrezionalità in vista delle prossime elezioni ? La sanità lucana da sempre ha fatto fronte alle esigenza di personale senza ricorrere al lavoro interinale, la stabilità occupazionale e i concorsi sono stati tratti distintivi della sanità lucana, tratti in cui crediamo e che vogliamo continuare a difendere. Per queste ragioni come FP CGIL chiediamo al Presidente Pittella di fermarsi ed impedire che si compia questo scellerato progetto di precarizzazione del lavoro e della sanità di questa Regione. Facciamo appello a tutti i consiglieri regionali affinché intervengano per bloccare questa pericolosa operazione che riverserà i suoi effetti devastanti sui cittadini e sui futuri lavoratori. Chiaro è che il messaggio che si manda ai giovani lucani è che non occorre studiare, che non serve il merito e le selezioni perché in Basilicata saranno definitivamente superate e sostituite dalla discrezionalità politica.
pag. 405
2017
un anno di CGIL basilicata
Gestione depuratori Acquedotto Lucano di Matera Salvaguardati i livelli occupazionali nel cambio appalto giovedì 14 dicembre 2017
Gestione depuratori Acquedotto Lucano di Matera Salvaguardati i livelli occupazionali nel cambio appalto
Si è concluso oggi positivamente il cambio di appalto della gestione dei due impianti di depurazione nella provincia di Matera, a Matera città e nel metapontino, nel comune di Policoro. Sono stati infatti salvaguardati i livelli occupazionali e le retribuzioni in essere di tutti i lavoratori. La Fiom Cgil di Basilicata esprime dunque soddisfazione per l’esito positivo dell’incontro che si è svolto oggi con Acquedotto
pag. 406
2017
un anno di CGIL basilicata
lucano grazie anche alla disponibilità e all’impegno dei suoi funzionari. L’avvenuto cambio di appalto con la salvaguardia dei livelli occupazionali e l’applicazione delle clausole sociali pone le basi per i prossimi cambi di appalto rispetto all’applicazione del contratto di igiene ambientale, più consono alla gestione di questi importanti asset di Acquedotto lucano.
Maurizio Girasole Segretario Fiom Cgil Basilicata
pag. 407
2017
un anno di CGIL basilicata
Case di riposo Subito un tavolo di confronto con l’assessore regionale Franconi sabato 16 dicembre 2017
Case di riposo Subito un tavolo di confronto con l’assessore regionale Franconi La complessa e delicata situazione in cui versano le case di riposo in Basilicata non può continuare ad essere non assunta come priorità. Sulle questione continuano ad assumersi soluzioni semplicistiche, avulse dalla realtà, la quale si caratterizza per la complessità di un servizio che necessita di un intervento
pag. 408
2017
un anno di CGIL basilicata
normativo che definisca tariffe, profili professionali e sostenibilità dei servizi. L’assessore regionale Franconi convochi subito un tavolo di confronto con le parti sociali e le organizzazioni sindacali.
pag. 409
2017
un anno di CGIL basilicata
Inaugurazione sportello immigrati Villa d'Agri lunedì 18 dicembre 2017
Giornata internazionale del migrante Lunedì 18 dicembre 2017 Inaugurazione Sportello immigrazione e Ufficio vertenze della Camera del Lavoro di Villa d’Agri Ore 18 – sede Camera del Lavoro Villa d’Agri
In occasione della Giornata internazionale del migrante il prossimo lunedì 18 dicembre 2017 la Flai Cgil di Basilicata e la Cgil Basilicata inaugureranno alle ore 18 lo Sportello immigrazione e l’Ufficio vertenze della Camera del Lavoro di Villa d’Agri. L’iniziativa si inserisce negli appuntamenti promossi dalla Flai Cgil nazionale in quattro regioni: Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Basilicata. L’inaugurazione è il cuore di un progetto di inclusione e integrazione rivolto ai lavoratori migranti dell’area della Val d’Agri avviato un anno fa con una serie di incontri con gli stessi lavoratori e le loro famiglie e la prima assemblea dei lavoratori migranti durante la quale sono state evidenziate le diverse
pag. 410
2017
un anno di CGIL basilicata
criticità riscontrare nei luoghi di lavoro e nel contesto sociale in cui i lavoratori vivono, a partire dalla mancata conoscenza della lingua italiana. Il percorso, infatti, si è caratterizzato anche per le attività relative al corso di italiano per i lavoratori indiani sikh della Val d'Agri al fine dell’ottenimento della certificazione di italiano L2 necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno di lunga durata in base agli Accordi di integrazione. Il corso si è concluso nel settembre 2017 con lo svolgimento delle prove di esame che, grazie alla convenzione con la Fondazione Metes, istituto di ricerca e formazione della Flai Cgil, è stata svolta direttamente alla Camera del Lavoro di Villa d’Agri e non a Potenza in Prefettura come da consuetudine. “Lo Sportello immigrazione e l’ufficio vertenze sono le due facce di una stessa realtà vista la forte vertenzialità che c’è nel settore agricolo – afferma Vincenzo Esposito, coordinatore regionale Flai Cgil - Il progetto nasce dalla consapevolezza da parte dell’organizzazione sindacale di doversi strutturare per affrontare i sempre crescenti flussi migratori, anche in Basilicata. Il nostro obiettivo è offrire a questi lavoratori tutti gli strumenti necessari per una giusta conoscenza dei propri diritti e delle azioni di tutela che possono essere messe in campo. Un percorso di educazione civica che passa dal saper leggere una busta paga, sapere cosa sia un Cud o la dichiarazione dei redditi alla conoscenza reciproca di culture sconosciute con cui instaurare un rapporto di fiducia e una conseguente contaminazione culturale e sociale prima che sindacale. Un progetto pilota sperimentale da estendere anche ad altre aree della Basilicata, in particolare nel capoluogo lucano”. All’inaugurazione saranno presenti il coordinatore regionale Flai Cgil Vincenzo Esposito, il responsabile del coordinamento immigrati della Flai nazionale Jeann Renè Bilongo, il segretario generale Flai Cgil Potenza Giuseppe Burdi, la responsabile Ufficio vertenze e sportello immigrazione della Camera del Lavoro di Villa d’Agri Carmela Salvia, la responsabile del progetto per la Flai Cgil di Basilicata Maria Antonietta Maggio, il responsabile della Camera del Lavoro di Villa d’Agri Mario Fulco, il responsabile dell’Ufficio vertenze della Camera del Lavoro della Cgil di Potenza Rocco Casaletto e la direttrice dell’Inca di Potenza Mariangela Santoro.
pag. 411
2017
un anno di CGIL basilicata
Contratto e riordino, poliziotti il 21 dicembre in piazza a Palazzo Vidoni e in 100 cittĂ mercoledĂŹ 20 dicembre 2017
"Domani 21 dicembre scenderemo in piazza in tutta Italia ancora una volta. I poliziotti si preparano ad affrontare un periodo natalizio carico di impegni e rischi, soprattutto per via della mai cessata allerta terrorismo e della difficile situazione lavorativa che si vive nelle carceri. L'ennesimo Natale lontano dalle proprie famiglie per garantire la sicurezza dei cittadini, tutto questo mentre il Governo continua a disattendere i propri impegni in materia di rinnovo del contratto di lavoro, vergognosamente fermo da quasi 10 anni". Ad annunciarlo, in una nota, il segretario nazionale Fp Cgil Salvatore Chiaramonte e il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil Daniele Tissone. "Domattina - dicono i 2 sindacalisti - saremo a Palazzo Vidoni a Roma e in 100 città davanti alle Questure con presidi e volantinaggi per informare le persone sulla nostra situazione, per sensibilizzare il personale in divisa e soprattutto per mandare un forte messaggio al Governo e al Viminale su 2 grandi temi che toccano direttamente la pelle viva dei poliziotti e che incidono sull'efficienza delle prestazioni erogate nei confronti dei cittadini: il contratto di lavoro e il riordino interno delle carriere". "Per quel che riguarda il contratto - sottolineano Chiaramonte e Tissone -, il Governo si è dimenticato da
pag. 412
2017
un anno di CGIL basilicata
luglio delle donne e degli uomini in divisa, non convocando più il tavolo aperto questa estate. Pensano di rinunciare alla trattativa e di presentarsi con una proposta al ribasso del tipo prendere o lasciare? Pensano di non garantire un adeguato aumento alla parte fissa della retribuzione, che ormai non consente ai lavoratori in divisa di arrivare a fine mese? Pensano di non incrementare le indennità accessorie cioè gli straordinari, i notturni e i festivi che sono la 'cifra' reale dell'attività di polizia? Noi non possiamo permetterlo". "In relazione invece al riordino delle carriere - concludono i rappresentanti della Cgil -, il Dipartimento della pubblica sicurezza e quello dell'amministrazione penitenziaria devono tenere fede agli impegni presi per migliorare un provvedimento che non ci hai mai convinto e che ad oggi costituisce una occasione persa per una vera riforma dei ruoli e delle qualifiche, il cui obiettivo deve essere quello di migliorare l'efficienza del sistema, non depauperarlo. Dai mancati adeguamenti stipendiali legati al riordino, alla complessità delle procedure per i concorsi interni, dalle sperequazioni relative ai punteggi inerenti i titoli fino alla perdita di anzianità per alcuni ruoli, sono tantissime le questioni da risolvere. Siamo mobilitati da mesi e la nostra protesta non é destinata a fermarsi. Neppure durante le festività. Il Governo è avvisato".
pag. 413
2017
un anno di CGIL basilicata
Rischio chiusura Cash&Carry di Potenza giovedì 21 dicembre 2017
Rischio chiusura Cash&Carry di Potenza A casa 38 dipendenti L’appello alle attività produttive locali affinché il sito venga salvato e i lavoratori riassorbiti nell’organico La Filcams Cgil di Potenza denuncia la situazione in cui si trovano i dipendenti del Cash&Carry di Potenza e di Tito Scalo i quali, a febbraio 2018, termineranno la cassa integrazione senza alcuna possibilità di usufruire di ulteriori ammortizzatori sociali. Si tratta di 38 lavoratori, molti dei quali storici, con famiglie a carico e alcuni ultra cinquantenni, che difficilmente riusciranno ad essere ricollocati nel mondo del lavoro. L’azienda si trova in una situazione di concordato preventivo che generalmente precede il fallimento mentre l’azienda che ha preso in fitto un ramo d’azienda, Silda, ha chiesto formalmente disdetta cessando a giorni la sua attività. Il rischio, per i 38 lavoratori, è di trovarsi senza una occupazione da un giorno all’altro qualora non dovesse subentrare nessun altro imprenditore disposto a succedere alla Silda. È da questa estate che intere famiglie vivono nel limbo senza conoscere che ne sarà del proprio futuro. Il centro di distribuzione Cah&Carry è un centro tecnologicamente avanzato, con un importante parco macchina e la possibilità di lavorare tramite radiofrequenze. Una realtà produttiva importante per l’intera regione, tenendo conto che esistono solo due centri di distribuzione in provincia di Potenza e nell’intera regione. La richiesta del concordato preventivo arriva in un momento in cui l’azienda si è trovata in una condizione debitoria
pag. 414
2017
un anno di CGIL basilicata
dovuta ad altri tipi di investimenti che nulla hanno a che vedere con la produttività dei siti e la professionalità dei dipendenti che con diligenza hanno continuato a svolgere il proprio lavoro. Dopo alcuni incontri al Dipartimento delle attività produttive della Regione Basilicata, i lavoratori fanno appello a tutta quella realtà imprenditoriale seria e capace presente in Basilicata, affinché non solo 38 famiglie possano trascorrere un sereno Natale ma venga salvata un’importante realtà produttiva. Pasquale Paolino Segretario generale Filcams Cgil Potenza
pag. 415
2017
un anno di CGIL basilicata
Intitolazione della Camera del Lavoro di Montescaglioso a Giuseppe Novello giovedĂŹ 21 dicembre 2017
pag. 416
2017
un anno di CGIL basilicata
pag. 417
2017
un anno di CGIL basilicata
Resistenza contadina Intitolazione della Camera del Lavoro di Montescaglioso a Giuseppe Novello Ore 17 – Camera del Lavoro di Montescaglioso (Mt) Ore 18 – Sala del Capitolo - Abbazia benedettina di Montescaglioso Si terrà domani giovedì 21 dicembre 2017 alle ore 17 l’intitolazione della Camera del Lavoro della Cgil di Montescaglioso (Matera) - in corso della Repubblica 65 - a Giuseppe Novello e a tutte le persone che hanno partecipato alla resistenza contadina. “L’intitolazione a Giuseppe Novello – spiega Eustachio Nicoletti, segretario generale Cgil Matera – ha l’obiettivo di richiamare ai valori che hanno determinato le lotte contadine nella fase costituente quale forma di riscatto per il riconoscimento dei diritti, della dignità e della democrazia. Valori che oggi hanno un significato ancora più forte e pregnante in un momento storico di forte reminiscenza della cultura xenofoba e fascista. La libertà, i diritti universali, l’uguaglianza, il rispetto tra i popoli sono gli elementi fondanti della nostra Costituzione e sono i principi su cui si fonda l’azione della nostra organizzazione sindacale. In quest’ottica – conclude – va visto anche il rinnovamento della Camera del Lavoro affinché rafforzi sul territorio la propria azione di tutela dei diritti inespressi, i servizi al cittadino e la partecipazione in virtù del crescente aumento della povertà e delle diseguaglianze. Novello, dunque, non solo come ricordo delle lotte contadine ma come presidio di democrazia nella società contemporanea”. La manifestazione, dal titolo “Resistenza contadina” si sposterà alle 18 nella sala del Capitolo dell’abbazia benedettina, alla presenza degli studenti delle scuole secondarie di primo grado “Carlo Salinari” di Montescaglioso che presenteranno una ricerca su Giuseppe Novello le cui informazioni andranno ad implementare l’enciclopedia libera on line Wikipedia. Nella sala del Capitolo si svolgerà lo spettacolo “L’erba dagli zoccoli”, le lotte contadine in lettura e canzoni a cura di Tullio Bugari e Silvano Staffolani. Per l’occasione verrà allestita una mostra documentale e fotografica sulla lotta contadini e sui luoghi teatro di questi importanti avvenimenti storici. Alle 19.30 tavola rotonda con l’introduzione del segretario generale Cgil Matera Eustachio Nicoletti. Interverranno Angelo Summa segretario generale Cgil Basilicata, Vincenzo Zito sindaco del Comune di Montescaglioso, Filippo Bubbico senatore della Repubblica italiana, Filippo Novello figlio di Giuseppe Novello, lo storico Giovanni Caserta, Angelo Ziccardi senatore della Repubblica. Modera Giovanni Casaletto, presidente Ires Cgil Basilicata.
pag. 418
2017
un anno di CGIL basilicata
Blutec Tito Scalo (Potenza) Lavoratori in sciopero per il mancato pagamento degli stipendi giovedì 21 dicembre 2017
Blutec Tito Scalo (Potenza) Lavoratori in sciopero per il mancato pagamento degli stipendi Incertezza sul futuro dello stabilimento Davanti allo stabilimento Blutec di Tito Scalo (Pz), che fornisce componentistica alla FCA, i lavoratori sono in sciopero ad oltranza da questa mattina alle sei a causa del mancato pagamento della tredicesima e per il pagamento in ritardo degli stipendi correnti. Inoltre è ormai il terzo trimestre che l’azienda non versa al Fondo Cometa la previdenza complementare. I lavoratori si sono mobilitati anche a causa dell’incertezza sulla situazione produttiva, preoccupati per alcune operazioni di smontaggio macchinari che si stanno svolgendo senza alcun confronto col sindacato e per le condizioni del microclima aziendale e della sicurezza sul lavoro. Queste tematiche,
pag. 419
2017
un anno di CGIL basilicata
oggetto anche dell’ultimo incontro tenuto in Confindustria, restano ancora irrisolte ed è necessario che l’azienda dia le risposte che i lavoratori si aspettano. Segreterie regionali Fiom e Fim Basilicata
pag. 420
2017
un anno di CGIL basilicata
Lettera all’Asp e alla Direzione territoriale del lavoro giovedì 21 dicembre 2017
Lettera all’Asp e alla Direzione territoriale del lavoro Mancata trasparenza alla Fca di Melfi sulla salvaguardia della salute dei lavoratori
I segretari generali della Fiom Cgil Basilicata Roberto D’Andrea e della Cgil Basilicata Angelo Summa, scrivano al direttore generale dell’Asp e dei servizi ispettivi della Direzione territoriale del lavoro affinché assumano tutte le iniziative necessarie atte a verificare quanto sta succedendo all’interno dello stabilimento Fca di Melfi in materia di sicurezza e salvaguardia della salute dei lavoratori. Da mesi, infatti, le Rsa e le Rsl di stabilimento denunciano, a seguito di varie segnalazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, un atteggiamento poco trasparente dell’azienda in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Si segnalano, in particolare, casi di mancata acquisizione di referti sanitari presentati da lavoratrici e lavoratori nelle relative cartelle cliniche. In altri casi, ancora, sono state cambiate le limitazioni anche se lo stato di salute del lavoratore non aveva subito variazioni. Infine le scriventi segreterie regionali, segnalano anche che le visite richieste dai lavoratori non vengono espletate nei 30 giorni previsti e i tempi previsti per le visite periodiche non risultano, in molti casi, rispettati. In buona sostanza il comportamento dei medici competenti non pare indirizzato a contemperare lo stato di salute delle lavoratrici e dei lavoratori con il loro diritto al lavoro tradendo quello che è lo spirito e la ratio stessa della sorveglianza sanitaria all’interno delle aziende. Chiediamo, pertanto, agli organi di vigilanza in indirizzo di verificare la correttezza dell’attuazione delle norme che sovraintendono la tutela della salute nei luoghi di lavoro a partire dalla sorveglianza sanitaria all’interno dello stabilimento Fca allo scopo di superare le anomalie verificatesi nel rapporto tra lavoratori e medici competenti. Potenza, 21/12/2017
pag. 421
2017
un anno di CGIL basilicata
Direttivo regionale venerdì 22 dicembre 2017
Direttivo regionale Summa: “La Basilicata regione di vertenze. Classe dirigente assente e priva di programmazione e visione. Occorre una nuova visione nelle politiche di sviluppo e un piano straordinario per il lavoro” Si è svolto oggi a Potenza il direttivo regionale della Cgil Basilicata alla presenza del segretario generale regionale Angelo Summa e del segretario nazionale Giuseppe Massafra. Il direttivo è stata l’occasione per fare un bilancio sulla tenuta economica, politica e sociale del Paese e della Basilicata in particolare. “Siamo in prossimità dell’approvazione della legge di bilancio – ha detto Summa - che non ha alcuna direzione nel segno del lavoro, della previdenza e della sanità, basandosi solo sulla vecchia politica dei bonus e affrontando alcuni temi soltanto in prospettiva di una campagna elettorale”. Sulla questione pensioni il segretario regionale ha ribadito “la necessità di una modifica strutturale del sistema previdenziale che preveda il riconoscimento delle differenziazioni dei lavori ma anche quella flessibilità che consenta di poter accedere alla pensione a 62 anni oppure con 41 anni di contributi. Gli 80
pag. 422
2017
un anno di CGIL basilicata
euro sono una scelta sbagliata in quanto rappresentano un spreco di 10 miliardi di euro che potevano essere investiti in nuova occupazione, per cui chi sponsorizza tale scelta sbaglia. Dobbiamo continuare a mobilitarci così come è giusto continuare a manifestare contro il precariato, per un mercato del lavoro che sappia coniugare innovazione e diritti, per un nuovo contratto che preveda una riduzione dell’orario di lavoro per creare nuova occupazione ma anche per limitare gli effetti negativi dell’automazione e dell’innovazione: in Italia abbiamo il più alto orario di lavoro contrattuale, 1740 ore contro le 1400 della Germania”. Una realtà che si scontra sul piano regionale con una situazione abbastanza preoccupante. “La Basilicata – continua Summa - è fanalino di coda al sud con i suoi 5000 lucani che sono andati via nel 2016, prevalentemente giovani e con titolo di studio medio alto. Quella che una volta era la questione meridionale adesso sta diventando la questione demografica. In questa situazione il decreto sud continua ad agire solo sul piano dell’emergenzialità, come pure la politica regionale lucana. Una classe dirigente assente, che fa sentire la propria voce solo quando si tratta di procacciare voti. Le criticità sul territorio sono tante. È stato l’anno delle vertenze. Dalla Cotrab per i trasporti all’Argaip, all’ex Ferro sud, all’Eipli (Ente irrigazione Puglia, Basilicata e Irpinia), alla clinica Luccioni di Potenza senza dimenticare tutti i lavoratori degli appalti. È il momento che la politica dia risposte a queste vertenze attraverso politiche attive per il lavoro. Basta tirocini formativi, ma investimenti regionali atti a creare lavoro stabile. Una regione in declino – commenta Summa – con la mancata parifica di bilancio che si prospetta anche per il 2016, da parte della Corte dei conti, una spesa corrente che non riesce più a coprire i costi dei servizi pubblici, come i trasporti, la forestazione, la sanità, l’istruzione, mettendo a nudo una politica delle non scelte, un’assenza di visione e programmazione delle risorse. C’è bisogno di chiarezza e trasparenza anche sul bilancio regionale, la cui tenuta è impostata esclusivamente sulle royalties e sulla rimodulazione della carta carburanti che la Regione sta pensando bene di rimodulare per rispondere alla Corte dei conti per la copertura di bilancio. Abbiamo presentato un piano unitario che rispetto alle criticità si propone di mantenere il tavolo aperto con la Regione Basilicata, con l’obiettivo di affrontare i vari temi illustrati e di cambiare le modalità con cui vengono utilizzate le risorse. Prima fra tutte la legalità, con un testo unico che riprende la norma sugli appalti che va rinnovata e poi con la costituzione di una consulta della legalità che dia autorità alla governance territoriale. Infine, le politiche industriali e l’economia digitale, su cui si gioca la competitività delle imprese”. Durante il direttivo sono stati illustrati i due documenti della Cgil Basilicata sulla sanità e sull’alternanza scuola lavoro, rispetto alla quale l’organizzazione sindacale ha espresso una posizione fortemente critica in quanto, così come pensata con la Legge 107/2015, manifesta palesi lacune e problemi, che trovano anche riscontro nelle testimonianze di studenti, dirigenti scolastici e docenti coinvolti. Le criticità risalgono principalmente alla introduzione “forzata” dell’alternanza scuola lavoro nei piani di studio, sottraendo ben 80 ore di lavoro alle attività didattiche. Rispetto alla riforma sanitaria, invece, la posizione ugualmente critica è dovuta alla mancanza di reali soluzioni alle criticità emerse e non rispondenti ai reali bisogni dei cittadini. Potenza, 22/12/2017
pag. 423
2017
un anno di CGIL basilicata
Datacontact, un Natale al 50% venerdì 22 dicembre 2017
Datacontact, un Natale al 50% Anche quest'anno, come lo scorso, le lavoratrici e i lavoratori DATACONTACT addetti al Cup e ai Servizi di Innovazione regionali hanno ricevuto dall'azienda la sgradita sorpresa del mancato pagamento della intera tredicesima. L'azienda ha infatti comunicato, solo dopo sollecitazioni delle rappresentanze sindacali, che metà della tredicesima verrà versata prima di Natale e il saldo successivamente. Per incomprensibili "ragioni contabili", l'azienda, che gestisce una importante commessa pubblica, ritiene che i lavoratori possono fare a meno dell'intera mensilità, almeno prima delle feste. Colpisce, inoltre, la scorrettezza relazionale legata al fatto che la comunicazione ai sindacati ai lavoratori è stata fatta solo dopo la richiesta esplicita delle RSU Aziendali. Ed è, inoltre, spontaneo domandarsi come mai l'altra azienda che lavora in consorzio, sulla stessa commessa, con data contact, cioè Lucana sistemi, abbia invece provveduto a regolare versamento della tredicesima. Chiediamo al committente, cioè alla Regione Basilicata, di intervenire immediatamente per verificare per quale motivo l'azienda Data Contact non abbia effettuato il pagamento. È inaccettabile che i lavoratori debbano, ripetiamo, per il secondo anno consecutivo, subire tale trattamento da una impresa che gestisce un servizio pubblico ampiamente retribuito.
pag. 424
2017
un anno di CGIL basilicata
Potenza, 21/12/2017
pag. 425
2017
un anno di CGIL basilicata
Vertenza ex Cutolo mercoledì 27 dicembre 2017
Assunti 22 ex dipendenti a tempo indeterminato- Domani giovedì 28 dicembre incontro alla Regione Basilicata Prime notizie positive sul bando di reindustrializzazione per la ricollocazione dei lavoratori ex Cutolo in scadenza il 31 dicembre 2017. La CMD di Atella, una delle due aziende aggiudicatarie del bando con relativo finanziamento pubblico, ha assunto a tempo indeterminato i primi 22 ex lavoratori della platea Cutolo, Filatura di Vitalba e Litografia Ottaviano. “E’ questo un primo risultato importante - afferma Emanuele De Nicola, della Fiom Cgil Basilicata - che riconosce i sacrifici e le lotte fatte dai lavoratori in questi anni e del percorso sindacale con la Regione Basilicata che hanno definito gli accordi e il cronoprogramma degli investimenti industriali finalizzati alla ricollocazione degli ex lavoratrici e lavoratori”. Domani giovedì 28 dicembre alle 15.00 all’assessorato alle Attività produttive della Regioen Basilicata proseguirà il confronto per la verifica della ricollocazione anche da parte della seconda azienda aggiudicataria del bando, la Doc Air Concrete.
pag. 426
2017
un anno di CGIL basilicata
“La Fiom Cgil – continua De Nicola - auspica che siano mantenuti gli impegni e gli accordi per la ricollocazione dei 70 lavoratori complessivi previsti dai progetti delle due aziende a partire dalla platea ex Cutolo, ex Filatura ed ex Litografia Ottaviano. Sarebbe questo un risultato importante perché a distanza di anni e di fallimenti dei bandi di reindustrializzazione, questo potrebbe essere il primo bando che va a buon fine con l’utilizzo delle risorse pubbliche finalizzate ad investimenti industriali e occupazionali”.
Potenza, 27/12/2017
pag. 427
2017
un anno di CGIL basilicata
No alla precarizzazione della Sanità giovedì 28 dicembre 2017
No alla precarizzazione della Sanità, si annulli la gara per l’affidamento del lavoro a somministrazione per le Aziende per il servizio sanitario regionale e la regione basilicata . Si annulli la gara relativa al lavoro interinale: non solo è una modalità di precarizzazione del lavoro , ma rappresenta ed incarna l’idea che in basilicata tutto è funzionale alla sola logica di cancellare ogni forma di selezione e concorso che sono il fondamento dell’accesso al lavoro nella pubblica amministrazione . Nel pubblico impiego, seppur privatizzato, le procedure di selezione del personale debbono tener conto non solo della necessità di individuare il personale adeguato da inserire in una data struttura, ma anche del principio del pubblico concorso, che è “pilastro” fondante l’intera organizzazione pubblica. Un principio egemone e giustamente dominante a garanzia di una p. A. democratica e di un “agire” imparziale e diretto al perseguimento, neutrale, dei fini indicati dalla legge e dell’interesse generale. Principi dimenticati dal nostro governo regionale e dalla maggioranza di governo che ha optato per il ricorso al lavoro interinale con una gara del valore complessivo di 45 milioni e mezzo di euro- per una durata di 48 mesi- che interesserà AOR San Carlo, Asm Matera, Asp Potenza, IRCCS Crob e Regione Basilicata.
pag. 428
2017
un anno di CGIL basilicata
Dopo il caso Arpab, i cui esiti sono verificabili proprio in questi giorni, si continua a perseguire la strada del lavoro in somministrazione, in una logica solo tesa ad assecondare il consenso più che a perseguire le reali esigenze connesse ai servizi pubblici da garantire .Anche in Basilicata si supplisce, ormai sempre di più, al lavoro pubblico affittandone da agenzie private! Ed è alquanto singolare che su argomenti di tale portata ci sia il silenzio assordante delle varie anime del pd . E' singolare che a pochi giorni dalla conclusione del congresso regionale, il dibattito resti concentrato più su questioni di organigramma che non sul merito politico; nessuna posizione su aspetti centrali delle scelte politico- programmatiche per la nostra regione a meno che non si ritenga che la precarizzazione del lavoro in sanità, il ricorso al lavoro interinale siano una scelta condivisa ed ormai acquisita da tutta la maggioranza di governo. Alla luce di quel che accade, parlare di giovani e lavoro è diventato un ossimoro: si continua a rilasciare dichiarazioni e fare proclami quando gli atti che si assumono vanno in tutt’altra direzione.
La Cgil continuerà nella sua azione di denuncia a tutti i livelli e con una capillare campagna di mobilitazione affinché si revochino tali bandi e si ripristini il ricorso alle procedure concorsuali per riaffermare i principi e i valori del merito e della trasparenza . Solo così i giovani possono continuare a credere che anche in basilicata il merito e le competenze hanno ancora futuro .
pag. 429
2017
un anno di CGIL basilicata
COMUNICATO STAMPA BANDO REGIONALE REINDISTRIALIZZAZIONE EX CUTOLO venerdì 29 dicembre 2017
Il 28 Dicembre scorso presso la Regione Basilicata alla presenza dell’Assessore alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca si è tenuto l’incontro per la verifica delle ricadute occupazionali del Bando Regionale di reindustrializzazione della ex Cutolo con l’Azienda di Atella DOC AIRCONCRETE SRL. Dalla verifica effettuata risultano ancora inadempienze sui vincoli imposti dal Bando sulla ricollocazione di 21 ex lavoratrici e lavoratori della ex Cutolo, a differenza dell’altra Azienda aggiudicataria la CMD di Atella che invece ha già assunto a tempo indeterminato 22 ex lavoratori. Inoltre nell’incontro è stato verificato il mancato rispetto degli impegni e degli Accordi sottoscritti precedentemente dalle 2 Aziende circa la selezione finalizzata alla ricollocazione anche della platea dei lavoratori ex Filatura di Vitalba e Litostampa Ottaviano. Le federazioni di categoria di CGIL-CISL E UIL hanno fortemente denunciato la mancanza di trasparenza e lo scarso rispetto delle relazioni sindacali e Istituzionali della DOC AIR CONCRETE che non può pensare di utilizzare Fondi Pubblici senza rispettare le finalità del Bando sulla ricollocazione degli ex lavoratori,
pag. 430
2017
un anno di CGIL basilicata
che tra le altre cose non hanno più sostegni al reddito. Pertanto la DOC AIR CONCRETE su richiesta del sindacato e della Regione di produrre la necessaria documentazione e compiere gli atti necessari per superare le criticità denunciate, ha chiesto una proroga sino a 3 mesi dei termini di contrattuali di scadenza del Bando per una verifica degli adempimenti. Le OO.SS. denunciano sin da ora che non ci saranno sconti sul rispetto delle norme contrattuali da parte dell’Azienda e al contempo richiedono che le assunzioni siano a tempo indeterminato al fine di dare una risposta vera sulla ricollocazione e stabilizzazione degli ex lavoratori, come tra l’altro previsto dalle finalità stesse del Bando.
Potenza 29 Dicembre 2017 CGIL CISL UIL
pag. 431
2017
un anno di CGIL basilicata
Matera 2019: l’opportunità mancata? venerdì 29 dicembre 2017
Matera 2019: l’opportunità mancata? Dalla designazione ad oggi……. La condizione complessiva in cui la Città di Matera e tutta la Basilicata si presentano, alla vigilia all’importante e prestigioso appuntamento di Matera Capitale europea della cultura 2019, rasenta l’incredibile. Al punto da richiamare gli strani e poliedrici paradossi che hanno riguardato la storia del meridionalismo italiano quando, per comprendere l’espressione reale del potere, era necessario fare uno sforzo di fantasia come suggerisce Gabriel Garcia Marquez nel romanzo “L’autunno del Patriarca”. La designazione a capitale della cultura per il 2019, avvenuta il 17 ottobre 2014, aveva determinato
pag. 432
2017
un anno di CGIL basilicata
inevitabilmente molte aspettative e delineato potenzialità che avrebbero costruito e rilanciato lo sviluppo socio – economico di Matera e della Basilicata che presentavano percentuali rilevanti di reddito medio, disoccupazione, povertà, spopolamento ed emigrazione intellettuale purtroppo strutturali rispetto al panorama europeo, nazionale e per alcuni versi meridionale. Con l’iniziativa CULTURA al LAVORO del 5 ottobre 2016, che vide la presenza della Segretaria Generale nazionale – Susanna Camusso – la CGIL di Matera, oltre ad avanzare ulteriori proposte per creare i presupposti sociali, economici, culturali e occupazionali adeguati per affrontare l’evento internazionale, DENUNCIO’ che, a quasi 2 anni dalla designazione, era consapevolezza diffusa che la gestione operativa del prestigioso evento denotasse un ritardo ed un inadeguato coordinamento tra i livelli istituzionali comunali, regionali e nazionali che sicuramente avrebbe condizionato negativamente l’occasione unica e irripetibile quale è Matera 2019. Come organizzazione sindacale, nel lanciare in tempo utile l’allarme, sentimmo la necessità di farci promotori di una discussione tra tutti i rappresentanti istituzionali coinvolti (comune, regione, ministeri, università, fondazione) affinché si potessero ricercare sinergie e strategie che focalizzassero l’obiettivo sulla città di Matera per valorizzarne i beni ambientali, archeologici, monumentali e paesaggistici. Contestammo la totale assenza di approcci e momenti di condivisione partecipata con le parti sociali, le associazioni datoriali e culturali sulla programmazione e sulle scelte che avrebbero contribuito a strutturare un processo di lungo periodo in grado di consentire il superamento della crisi del sistema produttivo e industriale in declino riconvertendolo verso modelli di sviluppo fortemente interconnessi all’economia della cultura. Unitariamente le OO.SS. – Cgil – Cisl – Uil confederali organizzarono il PRIMO MAGGIO 2017 con le parole d’ordine CULTURA e LAVORO per : a) chiamare al senso di responsabilità il livello politico – amministrativo, datoriale ed imprenditoriale; b) condividere di investire intelligentemente ed opportunamente sui processi culturali legati a Matera – Basilicata 2019; c) recuperare le criticità ed i ritardi accumulati sulla realizzazione del dossier, dei servizi e delle infrastrutture necessarie per affrontare l’evento di Capitale Europea della Cultura 2019; d) costruire interventi strutturali che avrebbero permesso a questo territorio di continuare a progredire ed a rispondere alle necessità occupazionali oltre il 2019. Ancora come Cgil, denunciammo che l’ammissione dell’esistenza dei ritardi e criticità da parte del Presidente Pittella era da considerarsi un’affermazione drammaticamente grave considerando che, con tali importanti dichiarazioni, cercava di sollevarsi dalle responsabilità politiche ed amministrative che, di fatto, hanno creato l’inequivocabile ritardo nella programmazione delle attività legate al dossier e nella realizzazione delle infrastrutture e dei servizi all’altezza di una Capitale europea della Cultura. In sostanza, il Presidente Pittella dismise con quelle dichiarazioni le proprie responsabilità politiche ed i condizionamenti imposti sui processi legati a Matera 2019 e scaricò totalmente l’indifendibile amministrazione comunale di Matera. Un’ovvia e palese affermazione quella sui ritardi di Matera 2019, paradossalmente fatta dall’amministrazione regionale che aveva preteso di essere artefice principale nei processi pre e post designazione che, nei fatti, hanno condizionato gli sviluppi attivati e/o in attesa di realizzazione. Si vedano ad esempio la trasformazione dello statuto della fondazione come Matera – Basilicata 2019, le dinamiche del mantenimento del Direttore della Fondazione, lo spostamento dell’evento di capodanno, le sottovalutazioni dei collegamenti stradali e ferroviari, il mancato trasferimento dei fondi regionali per la
pag. 433
2017
un anno di CGIL basilicata
realizzazione del dossier, ecc. Una situazione talmente grave che le rassicurazioni del Ministro De Vincenti circa la supervisione sui processi da parte del Governo, le accurate proiezioni e i precisi calcoli messi in campo dagli uffici regionali sugli effetti diretti e indiretti degli investimenti per l’evento Capitale della Cultura 2019, non tranquillizzarono nessuno, tanto è vero che fu avanzata con forza la richiesta al Primo Ministro di assicurare direttamente la GOVERNANCE delle attività, delle opere e dei servizi in grado di rilanciare l’azione di sviluppo del territorio materano e lucano e l’attuazione del programma per Matera – Capitale europea della cultura 2019. Neanche la nomina del “COORDINATORE/FACILITATORE” ha prodotto le condizioni per dare risposta alle istanze che provengono inesorabilmente da tutti gli ambiti della società materana, dimostrando l’incapacità di garantire una GOVERNANCE del programma che avrebbe dovuto: • posizionare la cultura al centro di un’agenda trasversale di interventi pubblici utilizzando la rete di partnership tra settore pubblico, privato e no-profit; • risolvere definitivamente e compiutamente le difficoltà della mobilità collegando Matera alle direttrici nazionali e internazionali di comunicazione all’interno della programmazione infrastrutturale del Governo; • attivare realmente le opere ed i servizi annunciati in modo da determinare uno sviluppo attraverso il rilancio imprenditoriale, artigianale, del terziario e del commercio della provincia di Matera e della Basilicata tutta; • prevedere interventi a sostegno del welfare per i cittadini in condizione di difficoltà socio - economica che potrebbero subire effetti negativi da Matera 2019 a causa dell’aumento del costo della vita determinato all’incremento delle attività commerciali e turistiche legati all’evento. Occorreva quindi recuperare il ritardo storico della città avviando urgenti processi di rigenerazione, di riconversione produttiva, di miglioramento dell’immagine turistica, di sviluppo urbano, di realizzazione delle infrastrutture e dei contenitori culturali utili per adempiere al ruolo di Capitale Europea della cultura ma anche da lasciare in eredità al territorio, consapevoli del fatto che il 17 ottobre 2014, Matera era giunta alla candidatura con molti elementi di debolezza. Nonostante ciò, gli interventi della Fondazione Matera – Basilicata 2019 e quelli delle Amministrazioni comunale, provinciale e regionale continuano a procedere imperterriti a compartimenti stagni e al di fuori di qualsiasi programmazione ed in assenza del coinvolgimento dei cittadini materani che ormai esprimono diffidenza, scarsa considerazione e disaffezione al processo di avvicinamento all’evento. La riprova è stata data dal recente Consiglio comunale annuale aperto che ha riservato il consueto spazio alla relazione e alle considerazioni della fondazione ” Matera-Basilicata 2019” ma al quale non solo non hanno partecipato i Parlamentari, il Presidente della giunta regionale - Marcello Pittella - e quello della Provincia -Francesco De Giacomo -, ma sono stati del tutto assenti soprattutto i cittadini materani. La città di Matera è ormai consapevole che gli interventi collegati all’importante obiettivo e la conseguente costruzione di politiche di sviluppo non solo non soddisfano le aspettative, ma determinano azioni di pseudo - accaparramento degli spazi e delle progettualità da parte di settori della politica amministrativa e politica della città, della provincia e della regione. Un ASSALTO alla DILIGENZA all’interno di una confusione politica (governissimo), associata ad un elevato grado di incompetenza amministrativa, che ormai collocano Matera 2019 all’interno di uno scontro politico – elettorale strisciante. Nel frattempo il dialogo tra sordi continua a produrre ulteriori ritardi e pasticci sugli interventi indispensabili per garantire l’accoglienza turistica, lo sviluppo urbano, la realizzazione delle infrastrutture e dei contenitori culturali utili per adempiere al ruolo di Capitale Europea della cultura.
pag. 434
2017
un anno di CGIL basilicata
E questo anche per le azioni che sembravano scontate, come: Infrastrutture culturali e di aggregazione (Approfondimento: schede n. 1, n. 2, n. 4, n. 8 , n.9) • Il caso del MUSEO DEMO-ETNO-ANTROPOLOGICO, uno delle due direttrici del DOSSIER presentato ai Commissari europei per la designazione di Matera - Capitale europea 2019, progettato circa 20 anni fa per testimoniare l’ESISTENZA STRATIFICATA DELL’UOMO NEL TERRITORIO MATERANO, che è stato sostituito dall’I-DEA – Istituto Demo Etno Antropologico, che di fatto ridimensiona il progetto nel recupero degli habitat rupestri oltre a modificarne le competenze e le titolarità. • Il caso della BIBLIOTECA PROVINCIALE “T. Stigliani” di Matera che continua ad essere relegata nel silenzio e nel totale disinteresse mentre appetiti di varia natura cercano di strapparle spazi e progetti mettendone in discussione il RUOLO PUBBLICO. • Il caso della CASA dello STUDENTE del Polo Materano dell’Università degli studi della Basilicata che per la seconda volta rischia di rimanere una chimera. • Il caso del TEATRO, di uno spazio che possa accogliere iniziative culturali e spettacoli di una certa rilevanza. • Il caso di Piazza della visitazione Piazza che avrebbe dovuto rappresentare l’identità di Matera mentre invece racconta il fallimento della politica urbanistica a Matera in cui si sono sprecati 25 anni in inutili concorsi e fantasiose destinazioni dimenticando il ruolo assegnato a quel luogo dal Piano Regolatore. • Il caso della Cava del sole con la riqualificazione dell’area concerti all’aperto e la realizzazione di una “cavetta” coperta con materiali amovibili per 800 posti a sedere. • definizione di rete dei contenitori culturali per la realizzazione di un sistema di spazi attrezzati e funzionali allo sviluppo delle attività creative e culturali in varie parti della città. Infrastrutture e servizi di comunicazione ( Approfondimento: schede n. 3, n. 6, n.7) L’accessibilità doveva essere una priorità imprescindibile per non presentarsi ai visitatori come una città difficilmente raggiungibile attraverso: • Un efficiente e veloce servizio di trasporto pubblico da/per la stazione di Bari Centrale e gli aeroporti pugliesi, supportato da una informazione dedicata e puntuale in rete, ancora estremamente lacunosa all’interno del piano regionale dei trasporti; • il completamento dei lavori di ammodernamento del corridoio ferroviario Matera-Bari FAL con la velocizzazione dei collegamenti tra Matera-Altamura-Bari; • Il completamento dell’asse viario bradanico di cui non si conoscono ancora tempi definiti; • la realizzazione dell’asse stradale Matera – Gioia del Colle; • la risoluzione delle difficoltà di percorrenza della Basentana e del collegamento Matera – Ferrandina. Protocolli di legalità e d’intesa La LEGALITA’ come presupposto fondamentale per creare il corretto sviluppo del territorio in grado di controllare i processi socio-economici e culturali che si stanno evolvendo rapidamente e possono essere inquinati da meccanismi degenerativi. E’ necessario quindi che la comunità si attrezzi per costruire difese e prevenzioni in grado di orientare ed
pag. 435
2017
un anno di CGIL basilicata
evitare distorsioni nei processi socio – economici della città. La preparazione al 2019, anche con i ritardi accumulati, presuppone investimenti cospicui nell’ambito delle opere pubbliche e nel settore dei servizi che potrebbero risultare appetibili per la malavita organizzata e per comitati corrotti per cui: • La qualità dei servizi potrebbe essere compromessa da distorsioni e mancanza di rispetto delle regole trasparenti; • La creazione di lavoro può risultare precario e privo di regole contrattuali. Occorrerebbero pertanto: 1. Protocolli di legalità per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle attività economiche attraverso DISPOSIZIONI VOLONTARIE tra soggetti coinvolti nella gestione dell’opera pubblica con lo SCOPO di rafforzare i vincoli previsti dalle norme – legislazioni antimafie con forme di controllo in MATERIA DI APPALTI PUBBLICI; 2. Protocolli di Intesa tra soggetti pubblici e organizzazioni sindacali per migliorare la qualità delle opere e dei servizi pubblici erogati, per garantire l'occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, per favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e di concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei CCNL .
LA SITUAZIONE DEL MEZZOGIORNO Il rapporto SVIMEZ 2017 fotografa la situazione del mezzogiorno con indicatori positivi, quali: • il Sud è in crescita più del Centro Nord • il Mezzogiorno è uscito da una lunga fase di recessione consolidando la ripresa nel 2016. 5 Infatti, nel biennio, l'industria manifatturiera aumentano al Sud di oltre il 7%, più del doppio del resto del Paese (3%), mentre il prodotto interno lordo è cresciuto di 1 punto nel Mezzogiorno e solo del'0,8% nel Centro Nord del Paese. Anche nel 2017, il Mezzogiorno, pur con un passo meno sostenuto di quello del resto del Paese, non perde l’aggancio con la ripresa: • ottobre 2017 il Pil italiano risulta in crescita dell’1,5%, conseguenza del +1,6% del Centro-Nord e del +1,3% del Sud. • le esportazioni e gli investimenti cresceranno più al Sud che al Centro-Nord (rispettivamente +5,4% e +3,1% contro +4,3% e +2,7%) e anche la domanda interna sarà lievemente superiore. I dati anche con il segno positivo, non determinato una ripresa congiunturale sufficiente ad affrontare le emergenze sociali del mezzogiorno.
pag. 436
2017
un anno di CGIL basilicata
Infatti, continuano a rimanere irrisolti problemi storici che ritardano lo sviluppo del sud e aumentano il divario con il Nord tanto che se il Mezzogiorno proseguirà con gli attuali ritmi di crescita, «recupererà i livelli pre-crisi nel 2028, 10 anni dopo il Centro-Nord». E quindi, questa crescita non è sicuramente sufficiente a disancorare il Sud da una spirale in cui si rincorrono: - bassi salari; - bassa produttività - bassa competitività - ridotta accumulazione; - in definitiva minor benessere». Sistema fiscale Le risorse del SISTEMA FISCALE che affluiscono al Sud, paradossalmente contribuiscono a dare sostegno a un'area di produzione e di consumo ancora rilevante per l'economia dell'intero Paese (Nord). Infatti: • per ogni 10 euro che arrivano al Sud come residui fiscali, 4 tornano immediatamente al Centro Nord sotto forma di domanda di beni e servizi. • il 14% del Pil del Centro-Nord (pari a 177 miliardi di euro nel 2015) è dovuto a consumi e investimenti del Sud. • su 50 miliardi di residui fiscali (tema sollevato dai referendum in Veneto e Lombardia) di cui beneficia il Sud, circa 20 miliardi ritornano direttamente al Centro-Nord e gli altri, comunque, rafforzano il mercato delle Regioni meridionali che resta rilevante per l’intero Paese. • Il surplus dei depositi bancari al Sud – la differenza tra depositi e impieghi che nel 2016 era di circa 5 miliardi – finisce per finanziare l’economia del Centro-Nord. Dopo la fase della “dipendenza fisiologica”, quando le Regioni settentrionali hanno aiutato lo sviluppo di quelle meridionali, e quella della “dipendenza patologica”, i cui effetti sono ben noti, oggi la parola chiave è “interdipendenza”. Spopolamento e fuga dei cervelli Lo sviluppo di un paese, di un territorio avviene soprattutto attraverso il potenziale espresso dal CAPITALE UMANO. Se il Mezzogiorno continuerà a perdere i propri giovani con le stesse percentuali del 2016 (62 mila abitanti) il calo demografico continuerà ad avanzare creando ulteriori effetti deleteri. Un saldo migratorio totale del Sud continua a essere negativo e sfiora le 28 mila unità. Nel Centro Nord è in aumento di 93.500. In particolare nel 2016 la Sicilia perde 9.300 residenti, la Campania 9.100, la Puglia 6.900. Il pendolarismo nel Mezzogiorno nel 2016 ha interessato circa 208 mila persone, di cui 54 mila si sono spostate all’interno del Sud, mentre ben 154 mila sono andate al Centro-Nord o all’estero. La fuga dei cervelli rappresenta una delle emergenze più gravi se si pensa che il fenomeno ha una perdita: • di circa 200mila laureati meridionali trasferiti alle regioni del Centro Nord e in piccola parte all’estero • con un calo in termini finanziari del Sud di circa 30 miliardi di euro. Quasi 2 punti di Pil Nazionale. E si tratta di una cifra al ribasso, che non considera altri effetti economici negativi indotti. Alla fine del 2016, dal Meridione sono andati via 62mila abitanti: meno 9.300 residenti in Sicilia, 9.100 in Campania, 6.900 in Puglia. Se non ci saranno interventi adeguati, il Mezzogiorno resterà terra d'emigrazione "selettiva" (specialmente di qualità), con scarse capacità di attrarre immigrati dall'estero, e sarà interessato da un progressivo ulteriore calo delle nascite». n.b. Questo aumento di pendolari spiega circa un quarto dell’aumento dell’occupazione complessiva del Mezzogiorno di circa 101 mila unità nel 2016.
pag. 437
2017
un anno di CGIL basilicata
Povertà e occupazione Il rischio di povertà al Sud è triplo rispetto al resto del Paese. L’introduzione del Rei, il reddito d’inclusione, va nella direzione giusta ma per ora l’impegno finanziario è assolutamente insufficiente: • al rischio di povertà si assesta al 34,1%. Un dramma. • due dei 4,5 milioni di poveri abitano al Sud. • Addirittura in Sicilia e Campania, il rischio di povertà arriva a sfiorare il 40%. La povertà «resta sui livelli più alti di sempre e il livello di disuguaglianza interno all'area deprime la ripresa dei consumi» a causa delle politiche di austerità che hanno portato al deterioramento della capacità del welfare pubblico di controbilanciare le crescenti disuguaglianze indotte dal mercato. Immobilismo sociale La pessima ripartizione delle risorse tra le università nazionali, che per anni ha colpevolmente impoverito l’università meridionale, alimenta il cosiddetto “effetto Nobel”, che tende ad incrementare i divari anziché attutirli. La criticità nei campi della formazione, della cultura e in ricerca e sviluppo ed il calo dell’efficienza nell’erogazione dei servizi. Crescente “circolo vizioso di immobilità sociale”: • il 40% dei giovani la cui famiglia di origine ha bassi livelli di istruzione non consegue titoli superiori alla licenza media. Solo il 10% raggiunge la laurea. • Sicuramente il calo delle borse di studio per la incentivazione alle iscrizioni ha influito. Nel frattempo, la quota dei laureati al Sud scende al 14,6%. Il Sud ha perso rispetto al 2006 il 22,4% degli immatricolati residenti. La Pubblica amministrazione al Sud: - 21.500 dipendenti I luoghi comuni descrivono la Pubblica amministrazione del SUD inondata di risorse e dipendenti pubblici. Invece c’è un forte ridimensionamento della P.A. nel Mezzogiorno, in termini di risorse umane e finanziarie, tra il 2011 e il 2015: • -21.500 dipendenti pubblici (nel Centro-Nord sono calati di -17.954 unità) • una spesa pro capite corrente consolidata della P.A. (fonte CPT) pari al 71,2% di quella del Centro-Nord. Un divario in valore assoluto di circa 3.700 euro a persona. La sfida di una maggiore efficienza della macchina pubblica al Sud passa per una sua profonda riforma ma anche per un suo rafforzamento attraverso l’inserimento di personale più giovane a più alta qualificazione. Tasso di occupazione Il LAVORO resta in tutta evidenza il problema più grave. Il tasso di occupazione nel Mezzogiorno (47%) è ancora molto lontano da quello registrato nel CentroNord (69%) e soprattutto dalla media europea (35% inferiore alla media UE). E ciò accade nonostante nei primi 8 mesi del 2017 siano stati incentivati oltre 90 mila rapporti di lavoro nell'ambito della misura "Occupazione Sud". L'aumento dei posti di lavoro al Sud nell'ultimo biennio riguarda innanzitutto: • gli occupati anziani e, nella media del 2016, si registrano ancora oltre 1 milione • 900 mila giovani occupati in meno rispetto al 2008». Si consolida dunque «un drammatico dualismo generazionale, al quale si affianca un deciso incremento dei lavoratori a bassa retribuzione, conseguenza dell'occupazione di minore qualità e della riduzione d'orario, che deprime i redditi complessivi».
pag. 438
2017
un anno di CGIL basilicata
Nelle Regioni meridionali gli occupati sono cresciuti dell’1,7% nel 2016 con il particolare che: • le Regioni del Centro-Nord hanno recuperato integralmente la perdita di posti di lavoro avvenuta durante la crisi • al Sud mancano all’appello ancora 381mila unità e non è che prima della crisi la situazione fosse rosea. Rapporto Svimez, la ripresa del Sud proseguirà In questo mare di difficoltà, a confortare sono le previsioni sulla crescita del Pil al Sud. In soldoni, l'economia del Sud, nonostante tutto, potrebbe riprendersi. Secondo il report, dal mese di ottobre 2017«il Pil italiano cresce dell'1,5%, risultato del +1,6% del CentroNord e del +1,3% del Sud». Così, nel 2018, il tasso di crescita del Pil nazionale si fermerà «all'1,4% con una variazione territoriale dell'1,4% nel Centro-Nord e dell'1,2% al Sud». A portare avanti l'evoluzione positiva del Pil nel 2017 e nel 2018 secondo Svimez sarà l'andamento della domanda interna, «che al Sud registrerà, rispettivamente, +1,5% e +1,4% (nel Centro-Nord, invece, aumenta quest'anno del +1,6% e il prossimo del +1,3%)». Per il 2018 Svimez prevede un significativo aumento delle esportazioni e degli investimenti totali, «che cresceranno più nel Mezzogiorno che al Centro-Nord: le esportazioni del +5,4% rispetto a +4,3%, gli investimenti del 3,1% rispetto a +2,7%». Situazione della Basilicata Per quanto riguarda la Basilicata il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno. Il bicchiere mezzo pieno: • la Basilicata è la seconda regione del Mezzogiorno e una delle prime d’Italia, anche se rallenta la crescita (da più 5,4% del 2015 a +2,1% del 2016). Il bicchiere mezzo vuoto: • l’incidenza della povertà assoluta da noi come in tutto il Sud nel 2016 cresce nei comuni con meno di 50 mila abitanti che in Basilicata sono tutti eccetto i due capoluoghi. • Il tasso di disoccupazione scende dal 13,7% al 13,3% e quello di occupazione sale dal 49,2% al 50,3%. Questi dati hanno prodotto facili entusiasmi per la crescita del Pil secondo la quale l’industria lucana è in ripresa già dal 2014 e continua a tirare, sia pure con intensità diverse nell’ultimo triennio. Invece, per interrompere lo SPOPOLAMENTO che mette in discussione la tenuta civile della nostra regione, è necessario che i politici lucani e le istituzioni con la Regione in testa si riapproprino di un livello contrattuale con il Governo, facendosi carico di un impegno straordinario per superare innanzitutto il crescente disagio sociale. Alla luce dei suddetti elementi, è necessario: • mettere in campo una strategia mirata a rivedere la Politica di coesione; • tener conto che l’aumento del +5,4% registrato l’anno scorso era frutto soprattutto della ripresa della produzione degli stabilimenti FCA e non dal turismo e della nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura. Nel 2017, il panorama non è molto diverso, poiché: • la crescita del valore aggiunto (produttività) dell’industria in senso stretto è stato del 4,7%, mentre quello dei servizi di solo lo 0,7%. • la dinamica occupazionale settoriale, con il numero di occupati nell’industria cresciuti del 4,5%, contro l’1,7% del settore terziario.
pag. 439
2017
un anno di CGIL basilicata
Questi numeri positivi, ci restituiscono uno scenario significativo da non sottovalutare: • una situazione in cui l’industria, con quella automobilistica ed estrattiva in primis, a giocare chiaramente il ruolo di settore strategico; • il terziario, benchè importante, non è il traino dell’economia regionale, anzi, pur in presenza di una chiara e forse tumultuosa crescita di presenze turistiche, non ha ancora una forza tale da guidare le sorti della Basilicata. Questa evidenza, politicamente deve far riflettere.
Matera – Capitale europea della cultura 2019 Dai dati elaborati dal Centro Studi Turistici di Firenze si evince che il Turismo tra le città d'arte vede il boom di Matera. La città dei Sassi diventa la "star" ben prima della sua incoronazione a Capitale europea della cultura 2019: nell’arco di tempo 2010-2017 è quella che regista la maggiore crescita di visitatori (+152% in 7 anni). In Italia si conferma l'attrattiva dell'arte per il turismo proveniente dall'estero, costituendo il 36,2% del totale degli arrivi nel 2016. Il turismo continua a essere un driver decisivo per il nostro Paese. L’industria turistica italiana vale, infatti, oltre 70 miliardi di euro (ovvero il 4,2% del Pil) che salgono a 172,8 miliardi di euro (il 10,3% del Pil) se si aggiunge anche tutto l’indotto. Il Rapporto sul Turismo 2017 segnala che la Basilicata con circa 2,3 milioni di presenze turistiche, si piazza al 20° posto fra le regioni italiane con una significativa crescita nel quinquennio 2010-2015 del 21,8% (+ 4,6% il dato medio Italia). Per quanto riguarda invece la distribuzione percentuale delle presenze turistiche nelle province lucane Matera vanta il 69,0% del dato complessivo regionale e, a seguire, vi è Potenza con il 31,0% (città di Matera sono arrivati 250.093 visitatori, per un +16,4 %; a Potenza 37.679 per un +2,4 %). Il settore turistico lucano ha una quota del 3,8% sul valore aggiunto nazionale, dando lavoro a circa 8.000 addetti (distribuiti fra alloggio e ristorazione). L’offerta ricettiva, nel 2015 la Basilicata si è attestata al 20° posto in Italia sia per numero di esercizi turistici (957) che per numero di letti totali (39.419). Il turismo si conferma come un settore importante dell’economia lucana, ancora con grandi potenzialità e significativi margini di crescita.
Scheda n. 1 DEFINIZIONE DI RETE DEI CONTENITORI CULTURALI Il 9 marzo 2016 la Giunta Comunale di Matera, impegnando euro 6.396 milioni dei Fondi di Sviluppo e Coesione, approvò la definizione operativa della rete dei contenitori culturali. In questo modo si intendeva intervenire sulle principali strutture cittadine, adeguandole alle esigenze della città, in vista del 2019 e del ruolo sempre più significativo della città nel contesto del Mezzogiorno e dell’Europa.
pag. 440
2017
un anno di CGIL basilicata
L’intervento prevedeva la realizzazione di un sistema di spazi attrezzati e funzionali allo sviluppo delle attività creative e culturali in varie parti della città. I principi alla base delle scelte localizzate e tecnicoprogettuali sono state: • distribuzione equilibrata dei servizi culturali tra il centro storico ed il resto della città; • contributo al miglioramento della qualità della vita in ambiti periferici della città, con l’insediamento di nuove attività operanti a livello locale e sovra locale; • Recupero e rifunzionalizzazione di edifici antichi e/o dismessi, invece che nuova edificazione; • Individuazione di spazi e servizi tra loro complementari nel sistema urbano, anche per garantire la sostenibilità gestionale nel tempo. • Integrazioni di funzioni, anche a valenza sociale, per massimizzare la distribuzione di benefici connessi con la diffusione della cultura, anche presso categorie e fasce più deboli. Nel dettaglio gli interventi previsti sono i seguenti: Adeguamento del Cinema Kennedy Il Cinema – Teatro Kennedy, con gli spazi ad esso circostanti, rappresenta un luogo chiave nella distribuzione degli spazi per la cultura. La riqualificazione dell’edificio è legata alla rifunzionalizzazione dell’intera area.
Il Kennedy diventerà il principale hub integrato di produzione culturale nelle discipline artistiche del teatro, della musica e della letteratura, al servizio di associazioni, compagnie, attori. L’intervento prevede: • un investimento a base d’asta di 904 mila euro; • la conclusioni dei lavori entro 10 mesi. N.B. • Il 6 aprile 2017, l'assessore ai Lavori pubblici, Michele Casino, comunica che la ditta Pype Lyne di Pisticci è aggiudicataria dell’appalto; • Dopo 8 mesi, lo stato di avanzamento dei lavori è fermo e la consegna degli stessi risulterebbe fortemente ritardata. Adeguamento del Cinema Comunale Il Cinema – Teatro Comunale, localizzato nella piazza principale della città all’interno dell’ottocentesco Palazzo dell’annunziata necessita di intervento di riqualificazione delle attrezzature e degli ambienti, per farne un moderno e funzionale spazio per lo spettacolo e per piccole conferenze. Si trova, inoltre, all’interno di un edificio strategico per le sue funzioni oltre che per la sua posizione, poiché contiene la biblioteca Provinciale e una Mediateca.
pag. 441
2017
un anno di CGIL basilicata
L’intervento prevede: • Un investimento di 550 mila euro; • La conclusione dei lavori entro nove mesi. N.B. • Il 16 Maggio 2017 sono iniziati i lavori di adeguamento del cinema comunale e che riguarderanno un restyiling generale dei vari ambienti del cinema; • Dopo 7 mesi dall’inizio dei lavori, il Cinema comunale non è stato ancora consegnato.
Ristrutturazione del Centro Socio-Culturale San Giacomo (Ex Biblioteca)
Riqualificazione e rifunzionalizzazione di un immobile collocato nella periferia della città, nel quartiere San Giacomo. La struttura originariamente progettata come biblioteca e mai completata, potrà ospitare un centro per attività culturali, pensato anche per favorire e sostenere categorie sociali svantaggiate. Il centro, nel suo complesso, contribuirà alla riqualificazione socio-culturale dei quartieri e al miglioramento dell’inclusione sociale. • Verranno conclusi entro il 2017 i lavori del centro socio-culturale che sorgerà nell’edificio dell’ex biblioteca di San Giacomo. Completamento Santa Lucia alla Fontana Completamento del restauro del convento settecentesco che oggi ospita la sede distaccata dell’istituto Superiore di Conservazione e Restauro.
L’edificio si affaccia sulla piazza centrale della città e assume, per la rilevanza dell’istituto, un ruolo e un’importanza significativa. La scuola di Matera, specializzata sul restauro dei paramenti lapidei, è infatti l’unica sede che il prestigioso Istituto ha aperto al Sud di Roma. Vi sono ospitati studenti provenienti da tutta Italia e da paesi esteri. L’intervento prevede: • Un investimento di 802.879 euro ; • La conclusione dei lavori entro 12 mesi. N.B. • Il 09 Giugno 2016, l’impresa General Construction srl di Tinchi – Pisticci, si è aggiudicato i lavori nella struttura destinata a sede della Scuola di Alta formazione per la conservazione e il Restauro. • A distanza di 18 mesi i lavori non si sono conclusi. Ristrutturazione del Centro Socio-Culturale di Via Sallustio – Sala Pasolini
pag. 442
2017
un anno di CGIL basilicata
Il centro di via Sallustio ospiterà un polo culturale integrato, con auditorium e spazi per prove e produzioni culturali. Già adesso parte della struttura è impiegata dalle grandi produzioni cinematografiche che periodicamente trovano collocazione a Matera. La ristrutturazione di parte di esso, con la riqualificazione dell’auditorium all’occorrenza utilizzabile come Sala Consiliare Comunale, potrà favorire gli scambi tra soggetti che si occupano di cultura cinematografica e le grandi produzioni che di volta in volta si susseguono nell’utilizzo di questi spazi. Inoltre fungerà da polo di aggregazione per i giovani e i residenti della zona circostante. L’intervento prevede: • Un investimento di € 376.300,75 euro ; Completamento del Recupero del Monastero Santa Lucia e Agata
Il Monastero di santa Lucia e Agata si trova su Via Madonna delle Virtù, in prossimità di Porta Pistola. È uno dei luoghi più suggestivi della città e si presta da un lato alla realizzazione di spettacoli ed eventi in una ambientazione unica, dall’altro alla collocazione di uno dei “luoghi del silenzio”, progettati dall’Amministrazione Comunale. Tali luoghi sarebbero definibili “riserve sonore integrali”, dedicate alla contemplazione del silenzio e della straordinarietà dell’ambiente e del paesaggio naturale, dei Sassi e del loro rapporto con il prospiciente altipiano murgico. L’intervento prevede: • Un investimento di 305.954 euro ; • La conclusione dei lavori entro 6 mesi. N.B. • Il 29 giugno 2016 sono stati aggiudicati i lavori di completamento del Convento di Santa Lucia e Agata nei Sassi di Matera alla ditta Francesco Di Lena di Ferrandina. • A distanza di 18 mesi i lavori non sono stati conclusi. Laboratorio Sassi – Universita’ della Basilicata
L’intervento, localizzato nel Sasso Barisano in ambienti situati in Piazzetta Garibaldi e Via Sant’Agostino, risponde ad una proposta dell’Università degli studi di Basilicata, che qui prevede di insediare un laboratorio permanente/Cantiere Scuola sul restauro, risanamento conservativo, gestione del rischio e valorizzazione del patrimonio culturale. Il progettato Cantiere Scuola sarà parte di un Polo scientifico di ricerca, alta formazione e trasferimento tecnologico per la mitigazione dei rischi, la protezione, la conservazione e la valorizzazione dei patrimoni culturali.
pag. 443
2017
un anno di CGIL basilicata
L’iniziativa nasce da un progetto Erasmus Mundus (progetto ELARCH), finanziato dalla Commissione Europea e realizzato da un network di 20 università europee e latino-americane, avente come capofila l’Università di Basilicata. L’intervento prevede: • Un investimento di 172.033 euro ; N.B. • Il 22 Giugno 2016, sono stati Aggiudicati i lavori del Cantiere-Laboratorio alla srl Edilizia F.lli Sacco di Matera per un importo complessivo di euro. • A distanza di 18 mesi i lavori non sono stati conclusi Ristrutturazione Palazzo del Casale e Adiacenze – Sede Fondazione Matera 2019 Si tratta dell’intervento di ristrutturazione e riqualificazione degli uffici della Fondazione Matera 2019. La struttura oggi necessita di importanti interventi di ristrutturazione per poter ospitare adeguatamente gli uffici della fondazione. Nei prossimi mesi infatti dovranno essere acquisite le risorse umane e quelle strumentali necessarie alla gestione e attuazione del programma. L’intervento prevede: • Un investimento di € 980.000,00 euro ; • La conclusione dei lavori entro 6 mesi. N.B. • Il 06/06/2016, si è aggiudicati i lavori l’Impresa A.T.I.- CO.RES. (CAPOGRUPPO) VIA C.GABINO 10/B VENAFRO (IS)- TMC TECHNOLOGY SRL (MANDANTE); • A distanza di 18 mesi i lavori non sono stati conclusi. PROPOSTA PROGETTO OPEN DESIGN SCHOOL Un ulteriore progetto caratterizzante il Dossier della Capitale Europea della Cultura è l’Open Design School. L’area in cui verrà realizzata l’Open Design School è il cosiddetto Complesso del casale, nel Sasso Barisano. Parte della sistemazione infrastrutturale sarà realizzata con gli interventi descritti in precedenza, mentre la restante sarà completata con le risorse stanziate per il recupero dei Sassi di Matera dalla Legge di Stabilità 2016. La notevole mole di progettualità (materiale ed immateriale) connessa con Matera 2019 suggerisce già oggi l’attivazione del primo gruppo di lavoro dell’Open Design School, per la progettazione delle specifiche del progetto di recupero dei locali in cui la Scuola avrà sede e soprattutto, per la progettazione di un innovativo centro per le arti performative, la produzione culturale, il teatro, lo spettacolo, da realizzarsi nella cava del Sole, attuale anfiteatro naturale all’aperto con circa 3000 posti a sedere.
pag. 444
2017
un anno di CGIL basilicata
Scheda n. 2 CONTRATTI ISTITUZIONALI DI SVILUPPO Il 28 settembre 2017, è stato Firmato il Contratto di sviluppo 400 milioni per Matera 2019 Con circa 400 milioni stanziati, il governo accelera sugli interventi per «Matera 2019», quando la città lucana sarà Capitale europea della cultura. L’occasione è la firma del CIS per Matera 2019, che coinvolge i ministeri di Cultura, Ambiente, Infrastrutture e Sud, la Regione Basilicata, la città di Matera e Invitalia, nonché il coordinatore degli interventi Salvatore Nastasi. A dare la misura dell’impegno, già avviato con cantieri attivi con la stipula del patto per la Basilicata, è il ministro per la Coesione Claudio De Vincenti: • sono previsti "interventi diretti su Matera 2019 per 106,4 milioni e su Basilicata 2019 per 284,9 milioni, più il bando periferie per 13,12 milioni: nel complesso circa 400 milioni a disposizione. • Si tratta di «fondi interamente coperti, in parte nazionali e in parte strutturali europei: senza far debito» e con «protocolli di legalità». Prevede diverse misure e progetti, decisioni che riguardano la qualità ambientale, culturale della città, le vie di collegamento, dalle strade alla ferrovia, fino a oggi punto dolente. Sono sette i primi interventi di riqualificazione (se ne potranno aggiungere altri) previsti dal contratto: • il percorso di accesso al centro città (dalla stazione ai Sassi); • il restauro paesaggistico del Parco delle cave; • il Parco della storia dell’uomo (Civiltà Rupestre, Civiltà Contadina, Preistoria, Città dello Spazio); • la riqualificazione di piazza della Visitazione.
Al momento della sottoscrizione del CIS sono state fatte grandi affermazioni da parte di: GENTILONI: «Abbiamo la responsabilità di arrivare pronti all’appuntamento», spronando a proseguire nel «lavoro di squadra». SINDACO: REALIZZIAMO UN SOGNO - «E' una giornata storica, per non dire epica. Sono qui a realizzare un sogno, in un segno di azione rivoluzionaria: siamo stati gli anarchici dell’immaginazione e gli apostoli della preveggenza», dichiara. Il contratto firmato oggi «dà dignità alla città che rappresento». PITTELLA: SENTO LA RESPONSABILITA' – “come Regione ho recuperato la sfida titanica, per un
pag. 445
2017
un anno di CGIL basilicata
regionalismo nuovo, di maggiore cooperazione e sintonia con il governo nazionale. Vogliamo vincere la scommessa per dimostrare la responsabilità matura di una classe dirigente che ce la vuole fare, ha fatto un gran passo in avanti e prova a recuperare fiducia e credibilità. Lo abbiamo fatto con il Patto per il sud, uno degli esperimenti più riusciti per metodologia innovativa, e lo abbiamo fatto in occasione della definizione del cronoprogramma concordato con il Governo accelerando i tempi di realizzazione degli interventi a beneficio della città e dell’intera regione. Vogliamo vincere questa scommessa, con lei e con il suo governo, affiancando operativamente persone di qualità come Nastasi e Arcuri, anche per consegnare alla nostra regione il significato più avanzato di una classe politica matura e che dimostra di volerlo e di saperlo fare. Inversione di un paradigma di un sud non più assistito e di una regione, come la Basilicata, al servizio dell’intero paese nella convinzione che attraverso un’azione sinergica si possa lanciare e vincere la sfida del futuro». Tabella riassuntiva progetti CIS (finanziamenti, stato dell’arte, tempi di realizzazione) Intervento Costo Fonte di finanziamento Stato dei lavori Tempi di realizzazione Parco della storia dell’uomo – Città dello Spazio 1.500.000 art. 1 co. 345 L. 208/2015 documento tecnico propedeutico all’attivazione della procedura di evidenza pubblica per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva. I sem. 2019 Collaudo/funzionalità Parco della storia dell’uomo – Civiltà contadina 7.000.000 art. 1 co. 345 L. 208/2015 documento tecnico propedeutico all’attivazione della procedura di evidenza pubblica per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva. I sem. 2018 - I lotto I sem. 2020 – II lotto Collaudo/funzionalità Parco della storia dell’uomo – Preistoria 1.000.000 art. 1 co. 347 L. 208/2015 documento tecnico propedeutico all’attivazione della procedura di evidenza pubblica per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva. I sem. 2019 Collaudo/funzionalità Parco della storia dell’uomo – Civiltà rupestre 3.500.000 art. 1 co. 347 L. 208/2015 documento tecnico propedeutico all’attivazione della procedura di evidenza pubblica per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva. I sem. 2019 Collaudo/funzionalità Sistema delle Cave 2.000.000 PO FESR 2014-2020 Basilicata Progetto preliminare da aggiornare / scheda progetto I sem. 2019 Collaudo/funzionalità Sistema viabilità aree delle cave 3.500.000 Delibera CIPE n.2/2017 – Bando Periferie 2016 (FSC) scheda progetto - Livello di progettazione necessaria per l’avvio delle procedure di affidamento per la realizzazione delle opere: progettazione esecutiva I sem. 2019 Collaudo/funzionalità Piazza della visitazione 3.500.000 PO FESR 2014-2020 Basilicata scheda progetto I sem. 2019 Collaudo/funzionalità Totale 22.000.000 Scheda n. 3 Patti per il Sud - intesa Governo – Basilicata 04 Maggio 2016 Viene firmato a Matera il Patto per la Basilicata, con investimenti per circa 4 miliardi.
pag. 446
2017
un anno di CGIL basilicata
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, e il governatore della Regione Basilicata Marcello Pittella firmano, nel teatro Duni di Matera, il Patto per la Basilicata, uno dei 16 patti per il Sud, che il Governo sta negoziando con Regioni e Città metropolitane. I Patti, al centro del piano per il Mezzogiorno, serviranno a individuare risorse, priorità e tempi d’azione per ciascuna delle aree del paese. Patto per la Basilicata L'investimento complessivo ammonta a circa 4 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi di risorse già disponibili per il primo biennio. L'accordo prevede l'attuazione degli interventi prioritari e l'individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio. Cinque sono gli assi concordati tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Basilicata: • Infrastrutture (circa 1,83 miliardi di euro); • Ambiente (953 milioni); • Sviluppo economico e produttivo (424 milioni); • Turismo e cultura (308 milioni); • Welfare e legalità (278 milioni).
Per il primo triennio: • Già accordati 1 miliardo e 633 milioni di euro di risorse ordinarie. • A queste voci si vanno ad aggiungere 565 milioni di euro, quale primo acconto pari al 50% di un finanziamento complessivo di oltre 1 miliardo e 100 milioni di risorse del FSC 2014-2020. • Inoltre, il Patto per la Basilicata verrà integrato con una quota significativa dal piano triennale per le infrastrutture gestito da Anas. Nel presentare i dettagli del Patto, Pittella si è soffermato in particolare sul primo asse: fra le infrastrutture che beneficeranno dell'accordo figurano le direttrici viarie Matera-Ferrandina, MurgiaPollino, Potenza-Melfi e l’intero percorso della Basentana, per la quale la Regione ha già investito 70 milioni di euro di risorse proprie. Previsti inoltre investimenti per migliorare il trasporto ferroviario sia delle Ferrovie dello Stato che delle Ferrovie Appulo Lucane. Per quanto riguarda invece le infrastrutture immateriali, gli investimenti si concentreranno sulla banda ultralarga, la scuola digitale e la cartella elettronica in sanità. Per ciò che concerne il tema ambientale, Pittella ha annunciato che “il Patto consentirà di mettere a norma tutti i depuratori e incidere significativamente sul ciclo dei rifiuti”. Il Patto prevede inoltre un finanziamento per Matera 2019, pari a 50 milioni di euro. Ulteriori dettagli, ha concluso Pittella, “saranno illustrati dopo le necessarie interlocuzioni con Palazzo Chigi, ma le opere partiranno nel più breve tempo possibile”.
pag. 447
2017
un anno di CGIL basilicata
Scheda n. 4 LEGGE DI STABILITA’ 2016 Il Governo impegna su Matera 2019 la somma di 28 milioni euro sul programma cultura per il quadriennio 2016-2019 di cui: • 17 milioni di euro per le opere pubbliche; • 11 milioni di euro per il dossier Matera 2019. Le risorse per le opere pubbliche destinate al Comune di Matera sono state così ripartite: • 7 milioni di euro per il Parco della Storia dell'uomo – civiltà contadina; • 1 milione e mezzo di euro per il Parco della Storia dell'uomo - Città dello spazio; • 8 milioni di euro per i ''Guerrieri di Matera''; • 500mila euro per la risistemazione della Cava del Sole. Gli 11 milioni di euro destinati alla Fondazione Matera-Basilicata 2019 per il dossier sono ripartiti: • 3 milioni 600 mila euro per il piano della comunicazione; • 7 milioni e 400 mila euro per il piano di assistenza tecnica. Il Presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019, Aurelia Sole afferma che il decreto firmato dal ministro si muove in modo assai coerente con i contenuti del dossier di candidatura sia in relazione alla quantità che alla qualità dei finanziamenti'‘. ''Il budget della Fondazione Matera Basilicata 2019 non si ferma all'anno della Capitale ma arriva fino al 2022, per dare continuità ai numerosi stimoli che da tutta Europa e da tutta Italia arriveranno a Matera nel 2019 e da qui verranno poi fatti girare in tutte le nostre regioni''. Legge di stabilità 2016 – commi riguardanti Matera 2019 Comma 345. Per la realizzazione del programma di interventi della città designata «Capitale europea della cultura» per l'anno 2019 e' autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2016, 6 milioni di euro per l'anno 2017, 11 milioni di euro per l'anno 2018 e 9 milioni di euro per l'anno 2019. L'individuazione degli interventi di cui al precedente periodo e' effettuata con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, previa intesa con il sindaco di Matera. Comma 346. Al fine di governare e di gestire il ruolo di «Capitale europea della cultura» riconosciuto per il 2019, al comune di Matera non si applicano, fino al 31 dicembre 2019, le norme di contenimento delle spese per l'acquisto di beni e di servizi nonché quelle limitative delle assunzioni di personale, con forme contrattuali flessibili, di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, nei limiti di quanto strettamente necessario allo svolgimento dell'evento. Le spese di cui al presente comma non concorrono alla definizione dell'ammontare della riduzione della spesa di personale ai sensi dell'articolo 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. Per garantire l'obiettivo di cui al presente comma, in favore del comune di Matera e' autorizzata la spesa di 500.000 euro annui per gli anni dal 2016 al 2019. Comma 347. Per consentire il completamento del restauro urbanistico ambientale dei rioni Sassi e del prospiciente altopiano murgico di Matera, in esecuzione degli articoli 5 e 13 della legge 11 novembre 1986, n. 771, e' autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019. Tabella riassuntiva in milioni di euro
pag. 448
2017
un anno di CGIL basilicata
2016 2017 2018 2019 Totale Comma 345 programma 2 6 11 9 28 Comma 346 personale 0,5 0,5 0,5 0,5 2 Comma 347 legge 771/86 5 5 5 5 20 Totale 7,5 11,5 16,5 14,5 50
Scheda n. 5 FERROVIA MATERA - FERRANDINA Il dibattito della tratta ferroviaria Ferrandina – Matera è una vecchia storia. Una storia che comincia nell’Ottocento all’indomani dell’Unità d’Italia, nel 1879 e attraversa tutti i periodi succedutisi fino ai nostri giorni. Tutti i tentativi di dotare l’unico capoluogo di provincia italiana ancora non servito dal trasporto ferroviario nazionale sono clamorosamente falliti compreso l’ultimo riferito al periodo 1981-1996. La tratta fu progettata e completata in tutte le opere infrastrutturali, comprese una nuova galleria e la stazione impiegando 350 miliardi di vecchie lire. Mancavano solo l’allestimento dei binari e altre opere complementari. Il fallimento di due consorzi di imprese determinarono la sospensione dei lavori e l’abbandono dell’opera al degrado. Nel 2006, gli 80 milioni di Euro stanziati per il completamento della tratta e la sua entrata in funzione durante una campagna elettorale, dall’allora ministro Pecoraro Scanio furono sottratti a Matera per il completamento di altre opere – si disse – più urgenti. La città di Matera, Capitale europea della cultura 2019, deve risolvere definitivamente i ritardi dei collegamenti viari e ferroviari per permetterle di allacciarsi sulle direttrici veloci adriatica e tirrenica. Il completamento della tratta Ferrandina-Matera, se deve rappresentare un'opera strategica che toglie Matera dal gap infrastrutturale e dall'isolamento e che consente di recuperare un ruolo di forte attrazione per l’hinterland (rapido congiungimento con la Valle del Basento, area produttiva e industriale, qualificazione e potenziamento della logistica e i dei rapporti commerciali con la Puglia), deve prevedere il recupero del collegamento con l’asse ferroviario adriatico al ALTA INTENSITA’, il potenziamento del servizio ferroviario e la velocizzazione della linea Taranto-Potenza-Salerno, in vista dell’esigenza di collegare Matera “Capitale europea della cultura 2019” con il resto del Paese. Il fabbisogno finanziario per il completamento della Ferrandina – Matera, pari a 220 milioni (45 già stanziati) di cui 180 mln per l’aggiornamento del vecchio progetto a nuove normative e adeguamento della sicurezza in galleria; 10 mln per l’elettrificazione della linea (non prevista nel precedente progetto); 30 mln per la realizzazione della bretella di collegamento a Ferrandina (direzione Potenza), deve essere certificato e le somme devono essere rese disponibili immediatamente e programmate secondo un crono programma certo affinché l’opera trovi una operatività concreta. Pertanto è indispensabile: • verificare la fattività progettuale del completamento della tratta ferroviaria e la relativa certificazione della copertura finanziaria; • approntare il crono programma che fissi i tempi della realizzazione dell’opera nel rispetto degli stadi di
pag. 449
2017
un anno di CGIL basilicata
avanzamento; • inserire il tratto ferroviario all’interno di una programmazione del piano dei trasporti nazionale che qualifichi il sistema ferroviario di Basilicata ed in particolare la tratta Taranto – Salerno; • prevedere il prolungamento del collegamento dell’asse ferroviario al versante adriatico.
Scheda n. 6 IL TERMINAL INTERMODALE FAL A SERRA RIFUSA Il progetto del nuovo terminal intermodale per bus e auto delle Ferrovie Appulo Lucane, ubicato alla periferia nord di Matera, presso il quartiere di Serra Rifusa e raggiungibile dalla statale 99 in prossimità dell’ingresso nella città è già in fase esecutiva grazie ad un investimento di 6,2 milioni di cui 3,7 a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione nella disponibilità del Comune di Matera e la restante parte a carico di Fal e sarà completato nel mese di luglio 2018. L’intervento si sviluppa su una superficie totale di circa 7 ettari e prevede la realizzazione di un Terminal Intermodale nel deposito ferroviario ed automobilistico FAL di Matera Serra Rifusa, ubicato alle porte della Città di Matera. L’obiettivo è quello di alleggerire l’area centrale della città di Matera di una parte significativa dal traffico di auto e bus turistici, realizzando le condizioni tecnico-operative per promuovere la intermodalità gomma-ferro nei collegamenti da/per il centro di Matera. Nello specifico si stanno realizzando: • fermata ferroviaria; • area di fermata dei bus; • parcheggio coperto per auto a 2 piani dedicato all’interscambio modale (289 posti); • sosta lunga per autobus turistici (30 posti); • area destinata a servizi agli utenti; Il terminal rappresenta un’opera strategica finalizzata a favorire la intermodalità dei trasporti auto/bus/treno snellendo il traffico cittadino in vista dell’appuntamento con il 2019. Un’infrastruttura vitale per assicurare migliore accessibilità al flusso turistico, in fortissimo incremento, che in questi anni la sta interessando. L’area individuata, tuttavia, è urbanisticamente “infelice”, incastrata com’è in un’area periferica urbana già densa di insediamenti residenziali e produttivi, ed oltretutto di faticosa accessibilità dalla viabilità statale che la sfiora (ma non la connette adeguatamente), sia in direzione Bari (ss.n.99) e Taranto (SS.n.7), che Ferrandina (raccordo SS.n.7). Si tratta quindi, con ogni evidenza, di una soluzione “tampone” o d’emergenza che, se pur prevista dal PUM approvato nel 2013, sconta pesantemente la mancanza di una pianificazione strategica-strutturale di ampia visione, per Matera ed il territorio appulo-lucano di riferimento. Il Documento Preliminare al Piano Strutturale Comunale/2013, già oggetto di esame in Conferenza di Pianificazione regionale individua in Venusio il nodo intermodale e polo di servizi, logistica ed attività
pag. 450
2017
un anno di CGIL basilicata
(“magnete”) a scala interregionale appulo-lucana, in grado di attrezzarsi quale vera e propria “porta d’ingresso” (o di uscita) della città, rafforzata dalla presenza della stessa area commerciale, e di altri servizi di area vasta che ivi potrebbero aggregarsi. Purtroppo, le vicende della politica locale e regionale degli ultimi anni, hanno escluso il ragionamento di pianificazione e strategia territoriale, portando Matera e la Basilicata, alla vigilia dell’appuntamento europeo di ECoC/2019, in una situazione di grande affanno amministrativo: per cui quella che doveva essere una nuova, fertile stagione di “modernizzazione” della città e del territorio, si è trasformata nella più classica delle “emergenze”, cui ormai i cittadini sono purtroppo abituati. Scheda n. 7 FAL – raddoppio binario Matera - Bari Mentre la Regione Puglia continua ad intervenire per rendere efficiente i servizi e la riduzione dei tempi di percorrenza Matera – Bari, la Regione Basilicata, ancora, non ha programmato l’intervento del raddoppio dei binari dei pochi chilometri sulla Matera – Altamura. La Sezione Infrastrutture e mobilità della Regione Puglia ha dato via libera al progetto definitivo “Raddoppio ferroviario stazioni di Palo del Colle e Modugno e relativa dichiarazione di pubblica utilità”. L’intervento della Regione Puglia rinviene dal programma CIPE (comitato interministeriale programmazione Economica) del 2011 relativo al finanziamento per le aree sottoutilizzate ( vale a dire il sud Italia) anni 2007-2013. L’accordo in merito agli investimenti ferroviari sui tracciati pugliesi e lucani fu sottoscritto il giorno 27 maggio 2013 tra Ministro dello sviluppo economico,Ministro dei trasporti e Regione Puglia. Cinque lotti funzionali,importo complessivo euro 46.000.000,00 per rafforzare le funzioni di “metropolitana’’ leggera e guarda in prospettiva a quanto ipotizzato per tutta la tratta fino ad Altamura e poi a Matera. Scheda n. 8 Legge di Bilancio 2018: Matera 2019, ulteriori risorse per accelerare azione e investimenti Altri 30 milioni di euro (di cui 20 milioni a valere sul 2018 e 10 milioni di euro per il 2019) per il decoro urbano e oltre 13 milioni di euro per rigenerare le periferie (Piccianello, ingresso Matera nord e area sportiva La Martella) per accelerare vorticosamente l’azione degli investimenti e la realizzazione delle opere sull’intera città, comprese le periferie. Scheda n. 9 La casa dello studente il Polo universitario materano Se la struttura del Campus sembra procedere, tuttavia, quella dello studentato, nella parte alta dell’ex ospedale civile, risulta all’anno zero, o quasi. Il progetto per lo studentato si è ormai arenato negli uffici tecnici della regione Basilicata. Due volte progettato, due volte finanziato eppure dello studentato c’è solo lo scheletro della demolizione del palazzo che ospitò i reparti dell’ospedale civile. Nemmeno la grande occasione fornita da Matera 2019 capitale europea della cultura è riuscita a dare una svolta a questa vicenda. Il governatore Marcello Pittella, ricordandosi della legge per il diritto allo studio, dovrebbe intervenire e adoperarsi affinché il campus possa davvero essere realizzato nella sua completezza. Lo studentato, è bene ricordarlo, avrebbe dovuto far parte del sistema culturale a sostegno della capitale della cultura, così come il Conservatorio, la Biblioteca provinciale, l’Archivio di Stato, il museo demo antropologico, il teatro e in genere tutta la rete dei presidi della conoscenza. Un sistema che avrebbe dovuto caratterizzare l’impalcatura prevista dal dossier della capitale. Il campus completo avrebbe potuto rappresentare un elemento fondamentale nel contesto di rapporti internazionali indicati da Matera 2019, consentendo scambi tra università e facoltà. Del resto, si parla tanto anche di Matera come baricentro del Mediterraneo e in quest’ottica una università attrezzata, con spazi e strutture, avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello dell’offerta cittadina. Un polo universitario materano adeguato, come previsto dal progetto regionale complessivo, avrebbe
pag. 451
2017
un anno di CGIL basilicata
potuto contribuire ad elevare il numero degli iscritti, tenendo presente un potenziale bacino d’utenza rappresentato dal comprensorio apulo-lucano, dal territorio tarantino, del nord cosentino e anche di una parte del Potentino. Quella del polo universitario è una vicenda che ha tutte le caratteristiche della storia infinita. La data indicata sul vecchio cartello del cantiere per la conclusione dei lavori è il 6 febbraio 2015. Gli interventi sono iniziati il 7 maggio del 2010. In questi anni ci sono stati mille intoppi, sono cambiati progetti e norme, si sono registrati ribassi e varianti, si è assistito al balletto delle imprese che si sono alternate per appalti e subappalti. Scheda n. 10 Museo Demoetnoantropologico (DEA) Rileggendo il DOSSIER presentato per la candidatura di capitale europea della cultura 2019, a pag. 27 si specifica che “…..uno dei punti di forza della nostra candidatura è la realizzazione del grande Museo Demoetnoantropologico DEA, che verrà inaugurato nel 2019……” ed a pag. 56 si evidenziano le importanti e profonde motivazione: “……..Recuperando la memoria dell’abbandono dei Sassi, per ricucire la profonda frattura aperta nell’immediato dopoguerra e non ancora completamente risolta, richiamando gli studi dei maestri dell’antropologia e dell’etnologia italiani e non solo, intendiamo dar forma al progetto di ricerca indirizzato alla realizzazione del grande materiale e immateriale …………, sarà un museo di testimonianze e di documenti ma soprattutto un luogo dedicato agli attraversamenti di spazio e di tempo….” Il DOSSIER riprendeva quanto previsto dal Secondo Programma Biennale (1994) che, tra i vari interventi, introduceva la realizzazione di un Museo Demoetnoantropologico nell’ambito del Rione Malve e Casalnuovo comprendente un’area di circa due ettari. L’area è ubicata nella parte estrema del Sasso Caveoso e consiste negli ultimi “terrazzamenti” a ridosso della Gravina situati nella parte finale. Le caratteristiche morfologiche costituiscono l’esempio di abitazioni ipogee con meno presenza di parti costruite, ed è per questo l’area più “primitiva” di tutti i Sassi, dove si sono conservati i primi esempi di architetture ipogee. I punti di riferimento principali sono costituiti da architetture religiose, ipogee e non: a nord la chiesa San Pietro Caveoso, chiesa non ipogea antistante la Piazza di San Pietro Caveoso, che segna l’accesso al rione Casalnuovo da Vico Solitario; a sud il Convinicio di Sant’Antonio, splendido esempio di architettura ipogea, nel tempo trasformatasi parzialmente in residenza e poi recuperata con il restauro; vicino alla Piazza di San Pietro Caveoso è situato uno sperone chiamato Rupe dell’Idris, nel cui interno sono state scavate due chiese rupestri successivamente collegate da un “budello”, Santa Maria dell’Idris e San Giovanni in Monterrone; la chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, splendido esempio di ipogeo formato da tre navate e con affreschi risalenti al XI secolo, che si trova nel cuore della zona di progetto. Nel fervore di programmazione culturale che ha caratterizzato la fase di avvicinamento al 2019, il “DEA”, incredibilmente, è stato sostituito da un”I-DEA” che è indubbiamente “altra cosa”. Come paradossalmente accade spesso, veniva messo da parte Il lungo e ricco iter ideativo e progettuale che l’iniziale idea di Rocco Mazzarone aveva registrato nell’arco di alcuni decenni, fino alla sua ultima definizione culturale (“Documento d’Indirizzo” di un Comitato Scientifico di altissimo livello), e progettuale-gestionale, data dallo Studio di Fattibilità finanziato dalla Fondazione Carical nel 2010. Il Museo Museo Demoetnoantropologico rischia di diventare una “occasione persa” per la realizzazione di una “infrastruttura culturale” di strategica importanza per Matera per interpretare il ruolo di città internazionale della cultura anche “dopo” il 2019.
pag. 452
Powered by TCPDF (www.tcpdf.org)
o c i t i l o p o t documen voro la la
alternanza scuo
L’Alternanza Scuola-Lavoro Il contesto normativo La CGIL guarda con attenzione agli sviluppi che si vanno affermando, e le problematiche che si vanno stratificando, con riferimento alle novità in materia di istruzione e didattica, in particolare al sistema dell’alternanza scuola-lavoro che si è venuto configurando con la Legge n. 107 del 13 luglio 2015, la autodeterminatasi “Buona Scuola”, varata con “il fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti”, a detta dei proponenti. Bisogna subito precisare che questa disciplina trae spunto e precedenti nel D.lgs. n. 77 del 15 aprile 2005, che a differenza della disciplina odierna non prevedeva alcuna obbligatorietà da parte della scuola, ma una scelta mediata con il consenso di famiglie e studenti. L’arco temporale di una così lunga gestazione evidenzia, a nostro avviso, la mancanza di chiarezza verso un percorso di riforma che non può riguardare soltanto l’istituzione scolastica, non può esser visto in chiave meramente burocratica e/o mercato-lavoristica, quanto essere il momento qualificante di un più ampio e partecipato percorso di verifica e aggiornamento delle competenze in materia di formazione al lavoro, preparatorio al lavoro e ad una moderna transizione tra sistemi, senza che ciò configuri forzature e accelerazioni nel percorso di vita e di istruzione dei giovani. Allo stesso tempo l’alternanza non può configurare un rapporto di subordinazione verso una cultura del lavoro bastevole a sé stessa, quanto piuttosto la creazione di uno spazio parallelo di reciprocità e crescita tecnicoprofessionale che non può essere sostitutivo di percorsi di acquisizione di competenze trasversali e saperi critici, , un ambito entro il quale la conoscenza dei diritti e la comprensione dei fenomeni procedano di pari passo con la proceduralizzazione di attività pratiche, in cui una pluralità di soggetti possano compartecipare a processi di programmazione della didattica di cui non può essere sottratta in alcun modo la direzione e l’ispirazione all’istituzione scolastica.
In questo senso crediamo che l’alternanza scuola-lavoro, così come pensata con la Legge 107/2015, abbia manifestato con palesi evidenze lacune e problemi, che trovano anche riscontro nelle testimonianze di studenti, dirigenti scolastici e docenti coinvolti. L'articolo 17 del D.M. 435/’15, relativo ai criteri e parametri per l'assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche, nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, dispone che per la realizzazione delle attività attinenti l'Alternanza Scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n 77, per l'anno 2015…sono destinati complessivamente euro 19.000.000,001. Tale cifra risulta ripartita in maniera differenziata tra le scuole secondarie ed è, in parte, destinata a sostenere interventi di governance, comunicazione e diffusione delle attività di alternanza. Di questi numeri parliamo con riferimento alla previsione delle ore di alternanza, alla gestione del personale ed alle attività connesse. Le maggiori criticità emergono, in particolare, dell’aver reso obbligatori i percorsi di alternanza durante il terzo, quarto e quinto anno del corso di studi negli istituti tecnici e professionali, nonché nei licei, fissando in maniera rigida la loro durata complessiva, rispettivamente, in almeno 400 e 200 ore. Le disposizioni della Riforma in esame si applicano a partire dalle classi terze attivate nell'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della L. 107/2015, mediante lo specifico inserimento dei percorsi di alternanza nei piani triennali dell'offerta formativa. Il modello “coatto”, oltre a determinare 1 Fondi. L'articolo 17 del dm 435/15 (criteri e parametri per l'assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche) dispone che: "Per la realizzazione delle attività attinenti l'Alternanza Scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n 77, per l'anno 2015, ivi comprese quelle realizzate con la modalità dell'impresa formativa simulata, che consentono l'integrazione tra i percorsi formativi ed il mondo del lavoro, anche secondo la metodologia della "bottega-scuola" e "scuolaimpresa", sono destinati complessivamente euro 19.000.000,00". La somma complessivamente stanziata, è ripartita nella scuola secondaria di secondo grado statale nella seguente misura: a) euro 6.000.000,00 per i percorsi di istruzione professionale; b) euro 11.000.000,00 per i percorsi di istruzione tecnica; c) euro 1.900.000,00 per i percorsi di istruzione liceale; d) euro 100.000,00 per le misure nazionali di sistema, concernenti interventi di governance, comunicazione e diffusione delle attività di alternanza.
numerose difficoltà organizzative alle istituzione scolastiche nell’individuazione delle aziende ospitanti, con particolare riferimento al Sud del Paese, da anni attraversato da un forte processo di desertificazione industriale, rischia di snaturare la stessa alternanza, che da potenziale prezioso strumento di metodologia didattica rischia di diventare al tempo stesso sia un adempimento burocratico che uno strumento di avvio precoce al lavoro, trasformando, impropriamente, la scuola da luogo di apprendimento a serbatoio di manodopera per le imprese. La Basilicata I dati in nostro possesso2 consentono una prima valutazione sulle esperienze di ASL sviluppate in Basilicata, aggiungendo un tassello importante alla verifica in itinere di quanto fin qui realizzato e analizzato dagli attori in gioco, compresi gli studenti, che dovrebbero essere i veri beneficiari finali di tali attività formative. In particolare, i ragazzi, specie quelli che frequentano istituti tecnici e professionali, hanno in più occasioni evidenziato le difficoltà riscontrate nel trovare un’azienda disposta ad ospitarli. In alcuni settori maggiormente a rischio di infortunio, come ad esempio quello metalmeccanico, sembra che le aziende siano restie a ospitare studenti per esperienze di alternanza, per ovvie ragioni connesse a concreti rischi di infortuni, non certo bilanciati dalla previsione di adeguate coperture assicurative. Allo stesso tempo, per quanto riguarda gli studenti impegnati in percorsi di studio liceale, si ravvedono notevoli difficoltà nel trovare organizzazioni in cui risulti realmente possibile svolgere attività che attribuiscano un oggettivo valore aggiunto alla loro formazione, coerentemente con i loro specifici programmi. Per lo più, infatti, i ragazzi sono stati relegati al ruolo di spettatori, per alcune ore o per pochi giorni, nell’ambito di istituzioni o 2
La ricerca è stata condotta dai ricercatori dell’Ires-CGIL in Basilicata, tra dicembre 2016 e febbraio 2017. La ricerca ha riguardato scuole di entrambe le province, sia tecniche che licei. La ricerca si è articolata in 2 parti principali: l’una, una indagine di secondo livello (o indagine desk), ha analizzato la documentazione/dati statistici esistenti (ISTAT, MIUR, etc.), l’altra una indagine di primo livello svolta sul campo, cioè mediante la raccolta di dati ed informazioni mediante la somministrazione di schede/questionari di intervista.
organizzazioni pubbliche, generando un’evidente discrepanza tra i propositi del legislatore e i risultati raggiunti. In base alla comune percezione di studenti e docenti, inoltre, le condizioni proprie del contesto lucano non sono certo d’aiuto. Si pensi, ad esempio, all’assenza di servizi di trasporto che colleghino in modo adeguato le zone interne della Basilicata, alla “frammentazione” del territorio (che in alcuni casi diventa anche isolamento), alla endemica penuria di grandi e consolidate realtà imprenditoriali. Anche nei casi in cui viene avanzato un giudizio cautamente positivo sulle intenzioni dell’Alternanza scuola-lavoro, come strumento utile per l’orientamento nel mondo del lavoro, gli attori intervistati individuano alcune criticità sostanziali che lasciano aperto il campo di analisi e ci orientano piuttosto verso una sospensione di giudizio sulle risorse, sugli obiettivi concreti e sugli esiti di questo processo. Prima fra tutte, l’assenza di una forma di coordinamento di più ampio respiro dell’ASL, che è stata, invece, affidata alla buona volontà e alle relazioni già esistenti tra scuola e mondo del lavoro o del volontariato. Difficile appare, inoltre, riuscire a collocare tutti gli studenti e le studentesse in strutture adeguate: di fatto, gli studenti tenuti a seguire percorsi di alternanza sono in numero di gran lunga superiore rispetto alle aziende o alle associazioni disposte a farsene carico in maniera adeguata (tanto per la formazione quanto per la valutazione di coloro che ospitano, creando una sorta di mismatching). Ciò ha prodotto una situazione per la quale, soprattutto nei licei, molte delle attività “extra curriculari”, vengono utilitaristicamente computate nel monte-ore dell’alternanza scuola lavoro. A conferma di ciò, soprattutto nei licei, si avverte forte l’esigenza di ridurre o, quantomeno contingentare, le ore di alternanza “obbligatoria”. Gli istituti tecnici e professionali già sperimentavano forme di tirocinio/formazione sul campo per gli studenti, attingendo a risorse dedicate e programmandole nel proprio piano dell’offerta formativa. Si segnala, dunque, un discrimine abbastanza netto tra queste scuole e i licei, laddove questi ultimi stanno facendo maggiore fatica nell’individuazione di possibili strutture ospitanti e nella conclusione “affannosa” dei programmi didattici.
Mentre è necessario ribadire che i risultati dell’indagine svolta vanno collocati nel contesto economico e produttivo della nostra regione e non sono quindi traslabili ad altre situazioni, i dati a disposizione confermano gli elementi di critica che hanno accompagnato la introduzione “forzata” del sistema di ASL nel nostro sistema educativo e i numerosi punti critici e i vuoti, casualmente o volontariamente creati dal legislatore, impongono un attento e puntuale ripensamento dell’istituto, forti delle esperienze maturate nei tre anni dall’ultima Riforma del 2015. Emerge ancora dalle interviste che l’obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro non è in grado di produrre alcun effetto positivo, non riesce ad intercettare gli studenti che poi scivoleranno nella condizione di NEET, dato che l’abbandono scolastico avviene con maggiore frequenza durante il primo e secondo anno delle scuole superiori (quando l’ASL non è ancora praticata). Successivamente al biennio appare molto difficile riuscire ad intercettare gli stessi NEET affinché diventino fruitori di una misura di transizione verso il mondo dal lavoro. Tale difficoltà si è palesata con tutta evidenza e sconfina dagli ambiti più pratici e “professionali” a quelli dell’impegno sociale, laddove appare altresì difficile la rilevazione del fenomeno degli esclusi, essendo questi ultimi (i giovani NEET) non presenti nell’ambito delle classiche strutture di volontariato o altrove. I dati prodotti da questa ricerca, pur nella loro relatività e calati in un preciso momento storico e culturale del territorio lucano, rappresentano comunque un ottimo spaccato del vissuto dell’ASL in Basilicata. Il quadro finale che ne deriva prospetta, certo, una difficoltà di fondo nella gestione dell’ASL e rispecchia in gran parte le difficoltà strutturali legate alle caratteristiche regionali. Lo stato di attuazione dell’alternanza scuola-lavoro: il nostro giudizio Se è vero che i risultati di tale riforma potranno essere misurati e valutati con esaustività solo nel lungo periodo, appare necessaria, sin da ora, un’analisi delle ragioni poste alla base della Riforma, sintetizzabili nell’assunto assai discutibile per cui gli alti livelli di
disoccupazione giovanile deriverebbero, tra l’altro, da una scarsa conoscenza da parte degli studenti del mondo del lavoro. Tuttavia, a dispetto di un impianto metodologico della Legge 107 di per sé carico di ambizioni e velleità riformatrici, non pochi sono stati i punti di debolezza e le criticità da subito apparse evidenti agli occhi di studenti, docenti e operatori a diverso titolo coinvolti. Se, da un lato, gli stessi operatori si sono rivelati impreparati e poco informati, lo stesso tessuto professionale e produttivo del nostro Paese, composto per la maggior parte da piccole e medie imprese (tanto ancor più nel panorama lucano), non favorisce certo la realizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro effettivamente utili e coerenti. Anche in questo risiede, a nostro avviso, una evidente differenza con quel sistema duale alla tedesca che molte volte viene , anche a sproposito, quando si parla di ASL.È bene ricordare come il sistema duale tedesco è una delle due componenti del sistema di istruzione tecnica e professionale tedesca, assieme all’Alternanza formativa, e trova fondamento in un modello del sistema educativo profondamente diverso da quello del nostro paese, e con un connotato “ideologico” di base: all’interno del sistema duale non si imparano competenze trasversali e saperi critici, ma solamente apprendimenti di una mansione tecnica da svolgere per tutta la vita. Implicita in questa impostazione è una concezione di percorsi educativi che prevedono una alta formazione e una bassa formazione, con tutto quello che ciò comporta. Tutto ciò premesso, il disegno nemmeno troppo dissimulato della legge 107 cerca di attuare un percorso di ASL “copiando anche male” nel momento in cui viene invocato il sistema duale tedesco, perché in quest’ultimo l’iniziativa del singolo apprendista si relaziona a un contesto di responsabilità del ramo aziendale molto più forte e controllato. Le aziende godono di vantaggi fiscali nell’essere sede di apprendistato, ed in più hanno modo di formare lavoratori preparati ad hoc, all’interno di aziende con le strutture e le attrezzature adeguate. Per questo la maggior parte delle aziende coinvolte (un quinto del totale) sono aziende di dimensioni medio-grandi. In questo contesto è evidente la forte specializzazione e la dinamica di un sistema decisamente finalizzato al prodotto, prima ancora che ai processi. Il senso del sistema duale risiede, come già ricordato prima, nell’insegnare un singolo
mestiere anziché contesti economico-produttivi, cultura dei diritti ed etica del lavoro e dell’impresa. Ma allo stesso tempo si presuppone una forte responsabilità sociale da parte delle aziende, che investono del loro nella formazione professionale, in vista ovviamente anche di un ritorno concreto del loro impegno nell’ambito delle risorse umane. Infine, il processo di organizzazione e programmazione in cima al sistema di apprendistato vede un coinvolgimento istituzionale molto esteso e partecipato, con i sindacati, almeno per quanto riguarda alcuni aspetti dell’apprendistato (ad esempio il salario), le imprese, le famiglie, le scuole ed il livello decisionale dei Lander. La c. d. “Buona Scuola”, al di là della imprescindibile necessità che le imprese dispongano di conoscenze e risorse adeguate, ma soprattutto di tempo da dedicare a studenti e docenti, avrebbe il doppio demerito, ideologico e pratico, di non aver compiuto alcuno sforzo di comprensione del sistema produttivo o di raccordo con politiche attive in essere e, allo stesso tempo, non contempla assolutamente (aggirando ma, certamente, non risolvendo il problema) alcuna forma di concreto incentivo agli operatori. Tanto, ad esempio, al fine di garantire un corrispettivo, almeno in parte, per il tempo impiegato, per i costi sostenuti, per i dispositivi di sicurezza da garantire ad ogni studente in alternanza. Con il sistema di alternanza va, infine, tenuto in debita considerazione l’altro tassello del sistema di partnership tra sistema educativo e sistema produttivo, quello dell’ITS, gli istituti tecnici superiori che pure sembrano ancora muoversi in un quadro di incertezze normative e finanziarie. La Basilicata, che pure è giunta con estremo ritardo all’avvio del percorso degli ITS, non ha ancora impostato una programmazione in tal senso.
docum
o c i t a m m a r entoprog sanitĂ e welfare
Il Sistema Sanitario in Basilicata: le “origini” della riforma Con la L.R. n.2 del 12-1-2017, il Governo regionale ha compiuto, almeno sulla carta, una vera e propria rivoluzione circa l’organizzazione del Sistema sanitario. In breve, la riforma ha accentrato in capo al “S. Carlo” di Potenza le funzioni di unico DEA di II livello, comprendendovi, anche a livello istituzionale, i presidi di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri (prima gestiti dall’azienda territoriale A.S.P.). Sempre in provincia di Potenza, ferme restando le specifiche attribuzioni dell’IRCCS “C.R.O.B.”, l’A.S.P. ha mantenuto la gestione diretta dei presidi di Venosa, Lauria, Chiaromonte e Maratea, oltre alla competenza esclusiva in materia di emergenza-urgenza. Meno incisivi gli effetti della riforma nel Materano, dove, in particolare, si è lasciato in capo all’A.S.M. la gestione diretta dell’Ospedale “Madonna delle Grazie”, DEA di I livello, e dell’ospedale di Policoro, adottando, di fatto, due modelli del servizio sanitario differenti per ciascuna delle due province della nostra regione. Al di là dei risvolti pratici della riforma, le preoccupazioni più grandi sono legate alla nota abitudine che vede, troppo spesso, il legislatore occuparsi di settori delicati o strategici sulla sola spinta di impulsi emergenziali. Si pensi, nello specifico, alla imposta necessità di adeguare il S.S.R. al dettato normativo imposto dal D.lgs. 161/2014, contenente disposizioni inderogabili in tema di orari di lavoro e riposo degli operatori sanitari. Dal 25 novembre 2015, infatti, è stata superata la deadline per la piena applicazione delle norme già contenute nel D.lgs. 66/2003 sul diritto alla fruizione delle 11 ore continuative di riposo. E’ stato, infatti, fissato un limite massimo di 48 ore all’orario di lavoro settimanale, compreso lo straordinario, con 24 ore di riposo settimanale e almeno 4 settimane di riposo all’anno. Nonostante tutto ciò, ad oggi, dopo due leggi regionali- impugnate dal governo- che hanno tentato di prorogare ancora l’applicazione delle suddette norme, ancora non ci risulta che il diritto alle 11 ore di riposo continuative venga correttamente rispettato date le difficoltà dovute alla carenza di personale.
Allo stesso tempo, la riforma rappresenta un concreto (e per alcuni versi goffo) tentativo di “aggirare” la L. 208/2015, che impone, a partire dal 2017, di assoggettare ai piani di rientro anche i presidi ospedalieri a gestione diretta delle aziende sanitarie territoriali che non rispettino i parametri richiesti. Questo, e non altro, lo scopo dichiarato del processo di riordino: un artificio giuridico che consente di traghettare il sistema sanitario regionale all’interno degli attuali scenari normativi. La nostra posizione sulla riforma e le nostre proposte. La CGIL di Basilicata, esprimendo una posizione condivisa con CISL e UIL, ha criticato in maniera netta questo riordino evidenziando che lo stesso si limita a definire una modifica della sola titolarità giuridica dei vari presidi ospedalieri e distrettuali. Il risultato del riordino è stato, infatti, una ”riforma – non riforma” , priva di scelte idonee ad imprimere al nostro sistema sanitario regionale quelle caratteristiche necessarie a salvaguardare il diritto di salute dei cittadini lucani. E’ indubbio che il nuovo progetto di rete ospedaliera e territoriale della Regione debba osservare l’obiettivo di allineare gli indicatori ospedalieri agli standard nazionali di cui al D.M. 70 ed alle normative collegate, ma dovrebbe anche provocare un reale processo d’innovazione e messa in efficienza del sistema sanitario, ripensando i modelli organizzativi e i percorsi assistenziali, in maniera più coerente con gli effettivi bisogni della popolazione, con le peculiarità del territorio e con l’esigenza d’innalzamento dei livelli di qualità dell’assistenza. In tal senso è necessario un riferimento forte alla prevenzione, alla cronicità, all’assistenza post-ricovero, alle patologie a lungo decorso ed alla personalizzazione delle cure, alla riqualificazione dell’assistenza ospedaliera puntando all’appropriatezza dei ricoveri nella fase di acuzie, ma anche di riabilitazione e lungodegenza. A nostro avviso il rischio che si sta correndo è di caricare sul San Carlo compiti impropri sottraendo energie in termini di personale e fondi all'implementazione dei servizi di alta specialità, mission propria dell'unica Azienda Regionale Ospedaliera.
Abbiamo evidenziato in tutte le sedi, e non da ultimo in sede di audizione sul Piano SocioSanitario 2018-2020 presso la competente commissione consiliare, che non affrontare il tema del bisogno di salute e limitarsi a far quadrare solo teoricamente i conti sulla carta è un atto di vera irresponsabilità politica e manageriale! Avevamo proposto di invertire completamente la metodologia e la prospettiva partendo dall'analisi puntuale dei bisogni della popolazione, dall'analisi delle attuali criticità, da uno studio approfondito sulla migrazione sanitaria (ad esempio sarebbe utile capire per quali patologie i lucani vanno in altre regioni a curarsi, se per cure di alta specializzazione o per patologie meno complesse) costruendo un modello che si sostiene nel tempo senza penalizzare i servizi resi al cittadino anzi cercando di migliorarli allocando in modo appropriato risorse e tecnologie ed indirizzando la domanda di prestazioni nelle strutture regionali deputate. Solo partendo dalle necessità si possono calibrare i modelli organizzativi che si basano sull'esistente avendo come faro l'interesse dei pazienti e l’obiettivo di preservare qualità delle prestazioni, equità e universalità di accesso, principi cardine del nostro sistema di welfare. La riorganizzazione dell’offerta ospedaliera richiede il parallelo progressivo potenziamento delle attività territoriali, attraverso la messa a punto di interventi organici di sistema. Questo auspicavamo di ritrovare nella proposta di Piano Socio-Sanitario 2018-2020, che invece di essere atto presupposto fondamentale del riordino del sistema sanitario, ne è diventato una sorta di appendice compensativa. Si tratta, infatti, di un piano fortemente generalista e, per alcuni versi, confuso, che fa proprie (senza affrontarle e risolverle tutte!) le criticità determinate dalla L. 2/2017. Un Piano che sconta diverse contraddizioni: la diffusa analisi di contesto contenuta nelle premesse non si trasfonde nella individuazione di specifiche priorità e nella scelta di destinarvi servizi e risorse correlate, rischiando il piano di trasformarsi in molte sue parti in una mera elencazione di obiettivi strategici.
Una riforma nata “vecchia”. Allo stesso tempo, il Piano non apre alcuno spiraglio verso il superamento del modello delineato con la L. 2/2017, riconfermando, anzi, accentuando, la scelta di una netta separazione tra le funzioni di committenza e quelle di erogazione delle prestazioni. Tale scelta, che da sempre ha caratterizzato Regioni dai connotati socio-politici molto diverse dalla nostra (come ad esempio la Lombardia) appare davvero inspiegabile. Si tratta infatti di un modello anche in quei contesti superato da tempo per via delle evidenze che ne caratterizzano l’insostenibilità economica. Detta separazione, ha spesso caratterizzato alcuni settori come quello della salute mentale o della assistenza residenziale per anziani, per via della storica povertà di offerta pubblica e, almeno in teoria, in un’ottica di arricchimento del sistema pubblico. In linea generale, infatti, più si separano committenza e acquisto delle prestazioni/produzione, più si aumenta il rischio che il produttore esterno possa approfittare della propria situazione, con evidente sofferenza del pubblico e con chiari rischi per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. In alcuni casi siamo arrivati al paradosso che è ormai il privato, produttore esterno di prestazioni, ad operare in regime di monopolio rispetto al pubblico, soltanto committente, il quale a sua volta detta regole poco chiare a discapito alla fine dei cittadini utenti. Nel nostro sistema regionale, l'Azienda Sanitaria, anche nei servizi che eroga direttamente, acquista prestazioni, ma in realtà, siccome le produce nelle proprie strutture, l’acquisto si configura come un vero e proprio finanziamento. Non a caso nel piano, quando si parla di separazione, si parla di tetti di attività o di strumenti per intervenire quando il tetto è stato già…sfondato! Tuttavia, mentre nel caso di erogatori privati il sistema potrebbe in teoria funzionare, nel pubblico non può funzionare. Cosa succederà a fine anno, quando gli ospedali pubblici produttori diranno alla committenza che hanno superato i limiti di budget? E’ ampiamente dimostrato che la definizione di tetti massimi per la remunerazione delle
attività ospedaliere non può rivelarsi certo uno strumento sufficiente per il controllo spesa e per garantire che non vengano sottratte risorse al LEA prevenzione e assistenza distrettuale. La vera sfida è quella di creare, utilizzando le norme nazionali, sistemi più raffinati e di qualità sugli accreditamenti, per cui l’accordo con il produttore non sia solo quantitativo, bensì incentrato sulla qualità del servizio erogato e sul rispetto dei diritti e della dignità del soggetto che di quel servizio è fruitore. Occorrono regole che assicurino la programmazione e la selezione dei fornitori, entrambi strumenti per garantire una competizione virtuosa e tesa a premiare la qualità, appunto. La separazione, nel Piano, non la si legge solo rispetto all’attività ospedaliera ma è un’idea che attraversa tutta la programmazione in base alla quale si decide che il pubblico acquista, programma, forse controlla e valuta improntando tutta la filosofia del Piano su una separazione tra acquirente e produttore tipica del sistema assicurativo. Per riformare il SSR è necessario, a nostro avviso, superare la netta divisione tra queste due funzioni facendo confluire tutti i presidi ospedalieri di base e territoriali in un’unica azienda sanitaria locale, preservando così la specificità dell'Azienda Ospedaliera “San Carlo” quale DEA di II Livello e mantenendo il ruolo e la funzione quale riferimento regionale per l'oncologia dell'IRCCS CROB. Se vogliamo partire dai bisogni delle persone, dobbiamo cominciare a dire cosa facciamo per i non autosufficienti, le dipendenze, la salute mentale, i migranti. Partire dalle condizioni concrete degli individui e dal loro crescente bisogno di essere rappresentati, provando per questa via a creare elementi di innovazione. È positiva l’impostazione dell’integrazione tra sociale e sanitario ma bisogna capire concretamente come si traduce. Welfare e sanità in un contesto che evolve. Il processo di riordino del S.S.R. deve necessariamente innestarsi con quanto già previsto per i Piani Intercomunali, nel delineare la futura governance territoriale dei servizi socio sanitari e le direttrici del welfare regionale, recuperando ritardi e rilanciando le politiche di protezione sociale essenziali per un nuovo sviluppo regionale sostenibile e coeso.
Il Piano, nel rimarcare il suo carattere strategico, non soddisfa le esigenze minime che dovrebbe garantire in termini di una scelta di chiara politica della salute e dei servizi, supportata da altrettanto chiare direttrici in termini di risorse economiche. Vengono, infatti individuate alcune aree di criticità nei bisogni di salute intesa in senso ampio e le condizioni di maggiore fragilità (persone non autosufficienti, bambini e giovani disoccupati come portatori potenziali di disagi psichici e psicologici, popolazioni migranti), ma, a queste premesse, seguono indicazioni operative molto vaghe. Se è vero che le priorità di una programmazione non possono essere dettagliate in termini di strumenti operativi esplicati esaustivamente nel piano, è pur vero che, in un atto di programmazione generale, debba esserci l’individuazione degli strumenti attuativi, di indicatori di risultato e, almeno in termini di rinvio, di standard di riferimento per misurare la qualità e la quantità dei servizi resi. A fronte di un quadro epidemiologico, demografico e sociale di questa regione che esprime non poche criticità (si pensi alle persone non autosufficienti, agli indici di prevalenza su alcune criticità, alla questione di genere, al tema della salute mentale) quali sono le conseguenze in termini di programmazione e di progetti specifici? Quale sarà, ad esempio, il ruolo dei consultori familiari nei prossimi anni, vista la trasformazione radicale dei tessuti familiari e sociali della nostra regione? Ci si aspettava che accanto alla individuazione degli assetti strutturali (il distretto forte, gli strumenti per l’integrazione tra sociale e sanitario) ci fossero anche rinvii a progetti o a piani integrati su alcune questioni prioritarie: ad esempio si indicano come criticità pesanti la presenza di alcune disuguaglianze nell’accesso ai servizi, ma non si traggono le conseguenze operative del caso. Se ci sono disuguaglianze che riguardano determinati gruppi sociali o aree, legate alle condizioni orografiche, quali sono le conseguenze operative concrete misurabili nel tempo?
Manca, infatti, del tutto, una politica delle risorse che, partendo dalla attuale valutazione della loro sufficienza (qualitativa e quantitativa), garantisca una sostenibilità nel tempo delle politiche che si intendono promuovere nel piano. Un esempio concreto di quanto il Piano sia decontestualizzato rispetto a scelte e decisioni che si stanno già compiendo, è rappresentato dal recentissimo annuncio relativo all’attivazione di due nuovi hospice in Basilicata, uno a Viggiano e l'altro, pediatrico, a Lauria. La scelta di attivare due strutture di questa tipologia dovrebbe essere supportata da adeguata analisi dei bisogni e di contesto; analisi che non è dato ritrovare nel Piano Regionale Socio-sanitario. Non è dunque dato sapere, a fronte di tale potenziale fabbisogno, quali siano le attuali necessità e dove queste si concentrino e non solo per la rete regionale delle cure palliative e della terapia del dolore, ma relativamente a tutte le strutture per l’assistenza socio sanitaria. Sicuramente importante è la corrispondenza delineata tra ambiti socio sanitari e distretti sanitari, che vengono individuati quale luogo di governo della domanda e garanzia dei LEA. Tuttavia, andrebbe inserita, anche nella disciplina relativa ai Distretti, una forma istituzionalizzata di partecipazione coinvolgendo le parti sindacali. Lo stesso rapporto tra Distretti, o meglio P.U.A. (Punti Unici di Accesso) e C.O.R. (Centrale Operativa Regionale), cui viene assegnato il compito, oltre che di definire dimissioni e ammissioni da e verso l’ospedale e verso le strutture territoriali intermedie, anche l’attivazione di assistenza domiciliare e di interventi su pazienti in condizioni di fragilità sociosanitaria è delineato in modo piuttosto nebuloso. Si tratta, infatti, di funzioni che a tratti, per quanto ci è dato di sapere, si sovrappongono. Ancora non è chiaro come e dove, praticamente, verranno costruiti quei servizi sociosanitari di prossimità di cui i cittadini lucani ed in particolar modo gli abitanti delle zone più interne hanno bisogno. Dove e come e da parte di chi le persone con i loro bisogni specifici verranno prese in carico ed in che modo questo nuovo modello interagirà con la medicina di base ed in che modo questa sarà coinvolta in questo nuovo modello organizzativo. Il Piano si pone giustamente il tema della sperimentazione di nuovi modelli assistenziali per
le aree interne e, per superare gli aspetti critici, individua come indispensabili i presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate e i Centri di Riferimento Territoriali, ovvero l’infermiere di comunità, l’ostetrica di comunità. Tutte iniziative condivisibili, ma delle quali manca la reale possibilità di apprezzare la determinazione a metterle in campo. Numerosi sono i riferimenti ai processi di digitalizzazione, sviluppo tecnologico e formazione del personale dell’area socio-sanitaria , ma manca del tutto non solo una descrizione dello stato dell’attuale dotazione tecnologica, dei punti di forza e debolezza delle competenze professionali, ma anche e soprattutto una valutazione delle dotazioni organiche e delle figure professionali presenti . A quanto pare, le iniziative diventano una mera descrizione di propositi. Un’ultima annotazione indicativa di quanto questo Piano sia slegato dalla realtà circostante ed effettiva e sia una summa di mere declaratorie d’intenti è rappresentata dall’annuncio di istituire il Corso di laurea in medicina e Chirurgia in lingua inglese. Ciò, coerentemente con lo stile e la “solidità” del Piano stesso, senza dare alcun conto dello stato di attuazione di tale progetto, di quali siano le motivazioni su cui si fonda tale scelta, quali le risorse impiegate e quali i benefici per il Sistema Sanitario Regionale. Pur riconoscendo spunti positivi nel piano che la regione Basilicata si appresta a varare, è indubbio che questo non si connoti come un piano di prospettiva e di investimento sui reali bisogni di salute, di cure e di protezione sociale della nostra regione . L’oggetto della programmazione non può che essere quello degli obiettivi di salute, a partire dalla valutazione dei bisogni, ai quali rapportare il fabbisogno finanziario e gli investimenti necessari a realizzare gli scopi prefissati, atti a garantire una sanità pubblica ed universale.