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Storie verdi e pelose

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MARCO MAESTRO

ENZO COVELLI

Illustrazioni di Fiorenza Maestro

Racconti, filastrocche e attività per scoprire le Murge pugliesi

Storia un po’ allegra e un po’ triste di Ridarella e di Piagnisteo

Storie everdipelose

edizioni la meridiana partenze

Malusa Kosgran

Enzo Covelli

STORIE VERDI E PELOSE

Racconti, filastrocche e attività per scoprire le Murge pugliesi

Illustrazioni di Malusa Kosgran

edizioni la meridiana partenze

Istruzioni per la lettura

Il libro che hai fra le mani è speciale. Storie verdi e pelose è dedicato alle piante e agli animali delle Murge, una grande area (verde e pelosa) nel cuore della Puglia.

Il verde è il colore che abbiamo scelto per raccontare il regno vegetale, l’arancione il regno animale. Le storie sono collegate fra loro come questi due regni: durante la lettura, seguendo le indicazioni delle righe colorate, puoi decidere di mettere in pausa un racconto, andare a sbirciarne un altro e poi tornare indietro!

Le parole scritte in MAIUSCOLO corrispondono a piante e ad animali presenti fra le pagine, quindi cercali e li troverai.

Quando avrai letto sia i racconti che le filastrocche e avrai risolto gli enigmi verdi e pelosi, potrai personalizzare e ritagliare dall’aletta della copertina del libro l’attestato che ti nomina: Portavoce della Flora e della Fauna delle Murge.

Buon viaggio!

Malusa ed Enzo

Storie VERDI

IL SOVESCIO DELLA MEDAGLIA

Lip è un comune filo d’erba. Ha dodici coppie di foglioline sullo stelo e una in testa. All’inizio della primavera su di lei sbocciano graziosi fiorellini lilla.

A prima vista sembra identica alle sorelle, alle zie, alle cugine e alle altre LUPINELLE, ma i fili d’erba non sono tutti uguali!

Leggi ora L’incredibile destino della foglia in più oppure continua.

Se ci pensate, anche gli esseri umani si somigliano tutti. Hanno gambe, braccia, occhi, orecchie, nasi. Scherzavo, di naso ne hanno solo uno, ma diverso per ogni faccia. La verità è che non esiste una foglia tale e quale all’altra in tutto il Creato, figuriamoci due piante, due animali, due funghi o due persone! E se l’aspetto talvolta può ingannare, il carattere no di certo.

Lip, per esempio, è l’unica LUPINELLA curiosa di tutto il suo prato… CIP!

Che figura! Non mi sono nemmeno presentato!

Piacere, mi chiamo Cali e sono una CALANDRELLA.

Campo di Lupinella in fiore.

Io e il mio stormo trascorreremo nelle Murge i mesi caldi: siccome non si vola a pancia piena, voliamo dalle

LUPINELLE che con i loro semi organizzano dei picnic davvero ghiotti.

Quando atterro sul loro prato, la prima cosa che faccio è andare a salutare Lip.

“Cali!” gioisce lei appena mi vede.

Quasi non la riconosco per quanto è cresciuta in un anno.

“Come sei grande! Hai dei semi per me?” le domando.

“Ovvio, ma te li lascerò mangiare solo se al ritorno mi dirai dove li hai fatti cadere.”

“Perché?” esclamo.

“È ovvio!” sbotta Lip (per la mia amica sono ovvie un sacco di cose).

Per fortuna si spiega meglio:

“Io e le altre LUPINELLE abbiamo le radici piantate qui, ma i nostri semi no! Loro si spostano con il vento e con gli uccellini per rinascere in prati lontani: lo sapevi che restano interi anche quando voi li mangiate? Quindi, prima di svuotare la pancia in volo, guardati intorno, perché poi dovrai raccontarmi dove li hai fatti cascare” conclude Lip serissima.

Inclino la testa e la guardo come guardano gli uccelli: di lato.

M. Kosgran - E. Covelli

“E se mi scappa all’improvviso?” le chiedo imbarazzato.

“La trattie ni!” ridacchia lei.

“Va bene” le prometto.

Finalmente soddisfatta, Lip vibra appena: dei piccoli fagioli verdi si staccano dal suo stelo e finiscono sul prato. Le saltello attorno felice e me li pappo: sono squisiti.

“Grazie! A presto!” la saluto e spicco il volo.

Alla fine dell’estate noi CALANDRELLE voliamo di nuovo verso il prato in cui abita Lip per riposarci e fare merenda. Sono felice di avere una bella storia per la mia amica, e mi precipito da lei.

“Cali! Cali! S ono qui!” sento la sua voce, ma Lip non c’è.

Le Lupinelle sono tutte troppo giovani, alte solo pochi centimetri.

“S ei tu?” chiedo a un filo d’erba che somiglia a Lip.

“Ovvio che sono io!” risponde lei allegramente.

“S embri diversa” noto io.

“Perché lo sono” replica Lip divertita.

La guardo come guardano gli

uccelli: di lato.

Lei scoppia a ridere.

Erba Medica (Medicago sativa) con Insetto stecco.

“Noi LUPINELLE siamo piante perenni. Significa che nasciamo e moriamo un’infinità di volte: è una cosa naturale.”

Rimango con il becco aperto per lo stupore.

“Uao” riesco a dire quando mi riprendo.

“Tocca a te! Racconta!” mi esorta Lip.

A pancia vuota la memoria vacilla quindi, prima di parlare, becco qualche insettino dal prato.

“Allora? Dove hai lasciato cadere i miei semi?” insiste lei.

Con aria misteriosa inizio a dire che, l’anno scorso, mentre volavo verso le Murge, ho avuto un’idea geniale.

“Non tenermi sulle spine… io non ho spine!” sbuffa Lip.

Sorrido per la sua impazienza e proseguo.

“Va bene, va bene! Ecco quello che ho pensato: perché accontentarsi dei pochi semi che avevo mangiato io? Tutto il mio stormo si era rimpinzato a dovere: ne avevo a disposizione centinaia! Dissi tutto al capo timoniere, lui scelse un terreno stanco e al suo ‘VIA!’ sganciammo il carico.”

Stavolta è Lip a rimanere senza parole.

“Qualche fagiolo ha germogliato?” mi domanda poi la

LUPINELLA.

Io quasi urlo per l’emozione.

“Qualcuno? Sono nati tutti! Grazie a una leggera pioggerellina, in pochi giorni, quel terreno arido si è

M. Kosgran - E. Covelli

trasformato in uno splendido campo fiorito! Voi LUPINELLE siete fortissime!” dico alla mia amica.

“Aiutiamo i campi a recuperare vigore” mi risponde Lip con orgoglio.

“Ques to lo sanno anche i moscerini della frutta! Io parlavo del mio Popolo… Il Regno animale!” le dico con un inchino.

“Intendi gli erbivori che ci brucano?” mi domanda Lip.

Leggi ora Nerone, Araldo e Granduca oppure continua.

“Non solo! Le nuove LUPINELLE hanno sfamato tantissime

API e innumerevoli larve di FARFALLINE AZZURRE.

Per ringraziarle, gli insetti hanno sparso il loro polline in giro e… magia: alberi e piante hanno ripreso a generare frutta e verdura di ogni tipo. Gli umani hanno

ringraziato il Cielo: chissà se si riferivano a noi CALANDRELLE o a voi LUPINELLE!”

Io e Lip ridiamo e poi ci salutiamo.

Tempo dopo, di ritorno nello stesso prato, scopro che Lip non c’è più.

Al suo posto abita una giovane piantina… curiosa come la mia amica.

Calandrella su ramo di olivastro.

“Ciao, Cali!” esclama appena mi vede.

“S ei Lip?” le chiedo e la guardo come fanno gli uccelli: di lato.

“Ovvio!” ride lei e io la riconosco.

La lupinella appartiene alla famiglia delle fabacee, la stessa dei legumi e delle acacie. Le sue foglie sono amatissime dalle farfalle Icaro e i suoi fiori nettarini dalle api. I semi sono piccoli fagioli verdognoli che cadono nell’ultimo anno di vita della pianta.

Farfalla Icaro o Argo azzurro su bocciolo di Tarassaco.

M. Kosgran - E. Covelli

Piante pelose

Risolvi gli indovinelli e scopri i nomi pelosi delle cinque piante verdi.

1

Sono fatta di morbidi ciuffetti: il mio nome ricorda i conigli più lesti.

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2

3

Mi chiamo come un perfido serpente, ma parola mia: sono innocente!

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Sono un’ORCHIDEA dal profumo delizioso con il nome di un insetto dispettoso.

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4 5

Sono la regina dei fiori e quando mordo… son dolori!

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Non ho le fauci e neppure la criniera, ma che sono un re è storia vera!

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Non c’è cavallo senza fieno, frutto senza insetti impollinatori, pianta spontanea senza animali trasportatori.

“Pina era una bimba allegrissima, appena scoppiava a ridere dicevano: ‘Ma come ride bene questa bambina’, e lei allora, visto che tutti erano contenti, giù a ridere.

Nelle Murge tutto è collegato e ogni pianta o animale, pietra o foglia ha una storia da raccontare.

Alla fine però cominciarono a pensare che rideva un po’ troppo, anche quando c’era poco da ridere.

Pino invece era tutto l’opposto, appena qualcuno lo rimproverava lui diventava rosso, poi gli venivano certi lacrimoni che gli calavano sulle guance. Tutti quelli che lo vedevano per strada, così triste, così piagnucoloso, gli davano una caramellina o gli facevano due carezze.

Tra rime, racconti che si intrecciano, immagini e giochi, questo libro accompagna bambine e bambini alla scoperta della biodiversità in modo semplice e divertente.

Un libro aperto da esplorare, da leggere e giocare.

E lui allora, che era piuttosto furbo, un po’ si calmava; ma alla prima occasione riattaccava…”

Libro ad alta leggibilità

Euro 14,50 (I.i)

Euro 16,50 (I.i.)

ISBN 979-12-5626-085-0

ISBN 978-88-6153-431-5

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